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Marco Cornali
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sabato 2 marzo 2013
Il ruggito della Leonessa

ale production





www.capitangiovanni.it




BICIMIA

  

ultimo aggiornamento 19 marzo 2015 ore 00:00

info@tplbrescia.it

TRASPORTO PUBBLICO URBANO E SUBURBANO TRASPORTO PUBBLICO EXTRAURBANO NAVIGAZIONE LACUSTRE
Brescia Mobilità - Metro Brescia
Trasporti Brescia Nord e Sud (autolinee)
Lago di Garda (Navigarda)
Brescia Trasporti - Brescia e comuni contermini
Trasporto pubblico locale ferroviario in Lombardia

Navigazione Lago d'Iseo (NLI)



Trasporti Brescia Nord Navigazione Lago d'Idro





www.quibrescia.it 18 marzo 2015

A Brescia inaugurata la prima agenzia Tpl

(s.s.) E’ nata ufficialmente a Brescia la prima Agenzia per il Trasporto pubblico locale della Lombardia. La Leonessa, infatti, è stata la prima ad adempiere alla leggere regionale n. 6/2012 che istituiva i cinque bacini a capo dei quali dovevano nascere cinque Agenzie per il Tpl.
Finora, dunque, solo Brescia ce l’ha fatta e mercoledì è stata inaugurata la sua nuova sede in via Marconi 12 nell’ex chiesetta di Sant’Antonino. L’agenzia (partecipata al 45% dal Comune, al 10% dalla Regione e il restante 45% dalla Provincia) è presieduta da Corrado Ghirardelli, e suo vice è Claudio Bragaglio. L’ente sarà subito chiamato ad affrontare due sfide molto importanti per Brescia: la definizione del programma di bacino che ridisegni il Tpl (il consigliere Diego Peli ha già annunciato che la volontà è quella di andare verso una città a cui si possa accedere solo attraverso le rotaie e non più con gli autobus), ma soprattutto la maxi gara d’appalto (del valore stimato di 500 milioni di euro per 9 anni) che affiderà il servizio di trasporto urbano della provincia. Quest’ultima dovrà essere attivata in tempi brevi, entro la fine del 2015.
Alla direzione dell’agenzia è stato scelto Alberto Croce, che dal 2011 opera come consulente di FerrovieNord. “Faccio i miei complimenti a Brescia per essersi assunta l’onere e l’onore di iniziare per prima a dar vita a questo nuovo ente”, sono le parole dell’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Sorte, intervenuto alla presentazione. “Il vostro bacino corrisponde esattamente con i confini della provincia quindi sarà ancora più efficace mettere la testa su una migliore organizzazione del servizio”.
“Crediamo molto in questo strumento”, ha replicato l’assessore Federico Manzoni, “che ci aiuterà ad arrivare a una pianificazione unitaria del servizio che sappia dialogare anche con Regione Lombardia. Per Brescia la revisione della rete si era già resa necessaria con l’arrivo della metro, ora potremo renderla ancora più ottimale e integrata”.
“Il nostro obiettivo è rendere più efficiente il Trasporto pubblico locale mantenendo fermi i costi”, ha annunciato il presidente Ghirardelli, “incontreremo tutte le parti interessate a partire dai cittadini per ascoltare le loro esigenze”. “Questo organismo”, ha concluso infine il sindaco Emilio Del Bono, “ci aiuterà ad arrivare a un più fruttuoso utilizzo delle risorse pubbliche. Oggi ci sono molte duplicazioni sulle tratte servite: sarà necessario rivedere questi punti per poter investire, invece, risorse dove finora non si è ancora riusciti a finanziare degnamente i servizi”.



www.bresciaoggi.it 10 marzo 2015



Tetto di cristallo per «coprire» le scale del metrò

Geometrie cristalline, telecamere e pannelli con gli orari dei treni. Ci sarà anche un impianto fotovoltaico


Le coperture delle scale della metropolitana si annunciano in armonia con le geometrie pulite delle stazioni. Avranno persino un impianto fotovoltaico con quasi 850 pannelli capaci di far risparmiare 200 mila kWh all'anno. Il progetto è pronto, e gran parte dei soldi pure. Ma l'iter ministeriale è complesso e l'apertura dei cantieri deve attendere. Il 18 dicembre scorso c'è stato l'ok della Commissione interministeriale 1042, la stessa che ha dato il via libera all'esercizio del metrò. I passaggi burocratici non sono finiti, ma l'assessore alla Mobilità Federico Manzoni pensa di poter avviare l'installazione entro l'anno.
LE COPERTURE interessano dieci delle 17 fermate del Metrobus. Vengono escluse Sant'Eufemia-Buffalora, Sanpolino, San Polo Parco, Poliambulanza e Casazza, che non ne hanno bisogno. Non si faranno nemmeno a Vittoria e San Faustino per vincoli imposti dalla Soprintendenza.
«Per evitare di mandare a monte il finanziamento Cipe abbiamo deciso di installarle subito dove è possibile, e per le due stazioni centrali decideremo in seguito cosa fare», dice Manzoni. Già, perchè l'operazione vale oltre 5,3 milioni di euro, e ben 3,9 (in pratica tutti quelli necessari per le opere civili) vengono appunto da una delibera Cipe da 22 milioni complessivi. La Loggia deve metterci di tasca propria il resto, vale a dire 746 mila euro di impianti, 386 mila per il fotovoltaico e 283 mila per altre opere connesse. Si troveranno con risparmi su altre voci della delibera stessa, e anche con il ribasso a base d'asta che Manzoni dà per scontato.
Proteggere le scale d'ingresso è un'idea che si coltiva da tempo. Ma aggiungere qualcosa che si armonizzasse  con le strutture del metrò non era  facile. Negli anni della Giunta Paroli sono state elaborate due soluzioni (una delle quali proposta da Crew di Lamberto Cremonesi). Poi è stata scelta quella firmata dai progettisti di Brescia Mobilità.
Le geometrie cristalline che hanno scelto riprendono il dialogo fra dentro e fuori tipico del metrò bresciano. Sono strutture che disegnano un rettangolo del tutto vuoto. Si reggono su quattro spigoli di acciaio, ricoperte da elementi di vetro per richiamare l'effetto di leggerezza e trasparenza dei volumi. Il portale d'ingresso avrà un sistema di chiusura automatico di superficie per le ore notturne. Sono previste telecamere aggiuntive e un pannello con le informazioni sui tempi di arrivo dei treni impediranno ai viaggiatori di scapicollarsi per le scale.
DELLE DIECI, la più imponente alla stazione Fs con una larghezza di 9.70 metri per 23.60 di lunghezza e una superficie coperta di 228.92 metri quadrati. Notevoli saranno pure a Ospedale, Marconi, Bresciadue e Volta, tutte larghe 8.55 metri e con una lunghezza variabile dai 17 ai 19 metri. Lamarmora si distingue per una lunghezza di soli 11 metri, mentre quelle con superficie coperta più limitata (dai 70 agli 80 metri quadri circa) sono le stazioni in galleria artificiale di Prealpino, Mompiano, Europa e Cimabue. A mettere insieme tutto, si ha una protezione di  1.200 metri quadrati.
Manca  l'ok finale del ministero delle Infrastrutture e trasporti. Dopodichè si potrà procedere all'appalto integrato. L'apertura dei cantieri per questa primavera è saltata, e se ne riparlerà in autunno. Ma resta difficile calcolare i tempi. Con la metro in funzione, almeno all'inizio bisognerà lavorare di notte, dall'una alle quattro. La fase più delicata sarà il posizionamento delle basi dei quattro piloni portanti.  Poi, potrà anche piovere e nevicare.
Mimmo Varone

brescia.corriere.it 26 febbraio 2015

L’INTERVISTA

Ora si punta sulle ferrovie regionali «Tra due anni 5 linee suburbane»

Manzoni: per fine 2016 al via il nuovo sistema, stazioni al Violino e a Porta Cremona. In città Lam o tram

Per fine 2016 Brescia potrebbe avere 5 linee suburbane, sorta di metropolitane provinciali capaci di sfruttare le linee ferroviarie regionali, potenziate e riqualificate. L’idea è lasciare i pullman blu ai margini della città e convogliare gli ingressi sul «ferro», eliminando traffico e smog. «Da sei mesi è aperta un’interlocuzione con la Regione, puntiamo ad attivare il servizio quando partirà l’alta velocità tra Milano e Brescia» spiega l’assessore alla Mobilità Federico Manzoni. Intanto però c’è da festeggiare la metropolitana, «l’asse» attorno a cui ruota tutta la rivoluzione del trasporto pubblico bresciano.
Assessore, qual è il giudizio a due anni dall’entrata in funzione dell’opera?
«Di grande soddisfazione. Il numero dei passeggeri è in continua crescita e il giudizio degli utenti è lusinghiero. La metropolitana ha rilanciato il trasporto pubblico, in flessione da anni, e ora anche le linee provinciali guardano a come integrarsi al meglio con la nuova infrastruttura».
L’integrazione tariffaria è già attiva ma ha suscitato polemiche per le tariffe...
«Capisco le preoccupazioni, ma l’integrazione di rete è funzionale a eliminare le sovrapposizioni e razionalizzare il sistema. Per poterlo fare è fondamentale il biglietto unico, altrimenti ci sarebbe un doppio disagio: il cambio di mezzo e il doppio biglietto. Ma integrazione non vuol dire solo pullman, bus e metrò. Penso anche alle linee ferroviarie regionali».
Partiamo dalla gomma.
«Abbiamo iniziato con la direttrice mantovana. Ora, nelle ore di morbida, i mezzi Apam fermano al capolinea di Sant’Eufemia del metrò. Un percorso che sarà fatto anche per le altre direttrici, sia per razionalizzare le risorse, sempre meno, sia per rendere più efficiente il sistema. Il 4 marzo presenteremo l’Agenzia del trasporto insieme a Provincia e Regione; sarà quello il soggetto che dovrà elaborare il nuovo piano di bacino. L’obiettivo è poter attivare la nuova rete per l’inizio dell’anno scolastico 2016/2017. Nel dicembre 2016 entrerà in funzione l’alta velocità Treviglio-Brescia. Un’occasione che dobbiamo sfruttare, facendoci trovare pronti».
Come?
«La Tav libererà i binari della linea storica e darà l’opportunità di ridisegnare i servizi ferroviari attorno al nodo di Brescia. Il lavoro con l’assessorato regionale è già iniziato e l’obiettivo è sfruttare le linee regionali in ambito suburbano. Un po’ come si è fatto a Milano con le linee S che collegano l’hinterland con il centro città. Avremmo un servizio veloce e comodo a infrastruttura invariata».
Che direttrici sfrutterete?
«Abbiamo elaborato un piano con proposte specifiche su 5 linee: la linea storica Milano-Venezia; la Brescia-Bergamo; la Brescia-Cremona; la Brescia-Parma; la Brescia-Iseo-Edolo. La collaborazione con Regione e Trenord sarà fondamentale, servirà il rinnovo del materiale rotabile e un aumento delle frequenze nei tratti suburbani. Immagino corse ogni mezz’ora fino a Ghedi, Manerbio o Lonato. Per alcune linee serviranno piccoli investimenti: una fermata al Violino sulla Brescia-Edolo, una fermata a porta Cremona sulla Brescia-Cremona, utile per le scuole della zona».
In cantiere c’è anche la progettazione di estensioni della linea del metrò? «Bisogna distinguere: le estensioni che non riguardano solo Brescia richiedono decisioni condivise con gli altri comuni. Altra cosa è ragionare nell’ambito urbano, per coprire zone che non si trovano sull’asse del metrò. Qui abbiamo immaginato livelli di gradualità: il potenziamento dei servizi esistenti, cosa che abbiamo fatto con le linee 2 e 3; l’individuazione di linee di forza del trasporto; la realizzazione di nuovi sistemi in sede propria. Nella variante al Pgt individueremo questi assi, in sostanza i percorsi delle linee 2 e 3, che collegano l’ovest con il centro e portano fino a Rezzato».
Si è parlato di un tram?
«Le scelte tecnologiche si vedranno. L’importante è individuare sedi proprie: meglio un bus con corsia preferenziale che un tram imbottigliato nel traffico. Dipenderà anche dalle risorse a disposizione...».
A proposito di risorse, la Loggia aspetta ancora il contributo chilometrico dalla Regione per il metrò.
«Già. È l’unica infrastruttura senza contributo regionale. Il costo di gestione ricade tutto sul Comune. Abbiamo indicato un fabbisogno tra gli 8 e i 10 milioni; dalla Regione non c’è stato nessun segnale, nemmeno parziale».
Intanto il metrò ha cambiato il modo di vivere il centro storico. Si possono immaginare nuove pedonalizzazioni?
«Sì, alcune in tempi brevi, come piazzetta Labus. Abbiamo poi in mente una revisione delle Ztl: 8 ore su 24 sono poche, vogliamo arrivare a 12; in vista di Expo via Musei sarà accessibile solo a residenti e operatori della via. Nel quadrante sud di piazza Paolo VI ci sono troppe auto. E con la nuova rete del Tpl si farà un nuovo sforzo anche su corso Zanardelli».






PROPOSTA DI RIORDINO DEI TERMINAL EXTRAURBANI IN SEGUITO ALL'AVVIO DELL'AGENZIA DI BACINO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE DI BRESCIA
www.tplbrescia.it
ATTENZIONE: PERCORSI E MAPPE NON UFFICIALI
Per conoscere i percorsi, gli orari e le informazioni sulla rete di trasporto pubblico dell'area urbana
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Nuovo terminal a PREALPINO per Linee extraurbane 201, 210, 211
NUOVA
NUMERAZIONE
ATTUALE
NUMERAZIONE
NUOVO TERMINAL PRESSO METRO PREALPINO
DESTINAZIONE

BRESCIA PREALPINO - GARDONE VALTROMPIA - COLLIO - LUMEZZANE
210 Ex LN013 BRESCIA PREALPINO - BAGOLINO
211 Ex LN024 BRESCIA PREALPINO  - AGNOSINE - BIONE


Nuovo terminal a S. EUFEMIA per linee extraurbane 202, 220, 221, 222, 223, 224, 229
NUOVA
NUMERAZIONE
ATTUALE
NUMERAZIONE
NUOVO TERMINAL PRESSO METRO SANT'EUFEMIA
DESTINAZIONE

BRESCIA S.EUFEMIA - SALO' - GARGNANO - VESTONE
220 Ex LN009 BRESCIA S.EUFEMIA - PADENGHE DEL GARDA - PORTESE
221 Ex LN032 BRESCIA S.EUFEMIA - DESENZANO - VERONA
222 Ex LN026 BRESCIA S. EUFEMIA - DESENZANO - CALCINATO - CARPENEDOLO
223 Ex LN009a BRESCIA S.EUFEMIA - CARZAGO - CALVAGESE
224 Ex LS033 BRESCIA S.EUFEMIA - MONTICHIARI - CARPENEDOLO
229  
BRESCIA S.EUFEMIA - AEROPORTO MONTICHIARI - DIRETTA (ammesso che i buoni propositi di rilancio si traducano in realtà)


Linee extraurbane 203, 230, 240, 241, 242 attestate all'attuale terminal presso la STAZIONE FERROVIARIA FS
NUOVA
NUMERAZIONE
ATTUALE
NUMERAZIONE
TERMINAL
DESTINAZIONE
BRESCIA STAZIONE FS - MACLODIO -ORZINUOVI - SONCINO - ROCCAFRANCA - RUDIANO
230 Ex LS024 BRESCIA STAZIONE FS - TRAVAGLIATO - CHIARI


240 Ex LS012 BRESCIA STAZIONE FS - QUINZANO - BORGO S. GIACOMO
241 Ex LS010 BRESCIA STAZIONE FS - POMPIANO
242 Ex LS015 BRESCIA STAZIONE FS - FAVERZANO - VEROLANUOVA


Linee extraurbane 250, 251, 252, 253, 254, 255  attestate all'attuale terminal presso la STAZIONE FERROV. FS
NUOVA
NUMERAZIONE
ATTUALE
NUMERAZIONE
TERMINAL
DESTINAZIONE
250 Ex LS013 BRESCIA STAZIONE FS - PONTEVICO
251 Ex LS014 BRESCIA STAZIONE FS - ALFIANELLO - SENIGA
252 Ex LS016 BRESCIA STAZIONE FS - PRALBOINO - MILZANO - OSTIANO
253 Ex LS017 BRESCIA STAZIONE FS - GAMBARA - ASOLA
254 Ex LS020 BRESCIA STAZIONE FS - ISORELLA - ASOLA
255 Ex LS031 BRESCIA STAZIONE FS - GHEDI (DIRETTA)


Linee extraurbane 260, 261, 262, 263, 264 attestate all'attuale terminal presso la STAZIONE FERROVIARIA FS
NUOVA
NUMERAZIONE
ATTUALE
NUMERAZIONE
TERMINAL
DESTINAZIONE
260 Ex LS025 BRESCIA STAZIONE FS - PARATICO
261 Ex LS026 BRESCIA STAZIONE FS - ROVATO - PALAZZOLO / CHIARI (PONTOGLIO)
262 Ex LS027 BRESCIA STAZIONE FS - CLUSANE
263 Ex LS029 BRESCIA STAZIONE FS - OME - MONTICELLI
264 Ex LS030 BRESCIA STAZIONE FS - GUSSAGO - NAVEZZE


Altre linee che non hanno origine o destinazione a Brescia
NUOVA
NUMERAZIONE
ATTUALE
NUMERAZIONE
ORIGINE -
DESTINAZIONE
310 Ex LN001 PERTICA BASSA - VESTONE
311 Ex LN002 VALIO PORLE - GAVARDO
312 Ex LN003 GAVARDO - SAN QUIRICO - GAVARDO
313 Ex LN004 GAVARDO - CALVAGESE - GAVARDO
314 Ex LN006 DESENZANO - CUNETTONE - SALO'
315 Ex LN007 SALO' - PORTESE - S.FELICE - DESENZANO
316 Ex LN011 GARGNANO - TIGNALE / GARGNANO - MUSLONE
317 Ex LN012 GARGNANO - TREMOSINE - LIMONE
318 Ex LN014 VESTONE - CAPOVALLE
319 Ex LN015 GARGNANO - MAGASA / GARGNANO - COSTA
320 Ex LN016 PERTICA ALTA - VESTONE
321 Ex LN017 VESTONE - PROVAGLIO VS
322 Ex LN018 VESTONE - TREVISO BRESCIANO - VICO
323 Ex LN019 AGNOSINE - VESTONE
324 Ex LN020 ARMO DI VALVESTINO - CAPOVALLE
325 Ex LN023 CIMMO - TAVERNOLE SM - PERTICA ALTA
326 Ex LN025 GARDONE VT - POLAVENO - ISEO
327 Ex LN027 RIVA DEL GARDA - GARDONE R - SALO' - DESENZANO
328 Ex LN028 SERLE - NUVOLENTO
329 Ex LN030 GARDONE VT - LODRINO - MURA / MURA VESTONE
330 Ex LN031 GARDONE VT - LODRINO - MURA / MURA VESTONE
331 Ex LN033 TAVERNOLE - PEZZAZE - PEZZORO
332 Ex LN034 CASTELLARO L. - DESENZANO

410 Ex LS001 PONTOGLIO - PALAZZOLO - SARNICO
411 Ex LS002 ISEO - SARNICO
412 Ex LS003 ISEO - PALAZZOLO - CHIARI
413 Ex LS004 PALAZZOLO - CIVIDINO - PALAZZOLO
414 Ex LS005 ORZINUOVI - CHIARI - DIR. PONTOGLIO - PROL. BARGNANO
415 Ex LS006 TRENZANO - CHIARI
416 Ex LS009 VILLACHIARA - ORZINUOVI
417 Ex LS011 ORZINUOVI - MANERBIO
418 Ex LS018 PAVONE MELLA - VEROLANUOVA
419 Ex LS019 ASOLA - MONTICHIARI - VEROLAVECCHIA
420 Ex LS021 ISEO - ROVATO - CHIARI - ORZINUOVI
421 Ex LS022 ISEO - MONTEROTONDO - ROVATO - CHIARI
422 Ex LS026b ROVATO - CHIARI 
423 Ex LN034 CASTELLARO L. DESENZANO



PROPOSTA DI RIORDINO DELLE LINEE DELL'AREA URBANA E SUBURBNA IN SEGUITO ALL'AVVIO DELL'AGENZIA DI BACINO DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE DI BRESCIA
www.tplbrescia.it
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LINEA MAPPE
JPG



RIEPILOGO PRINCIPALI CORRETTIVI PROPOSTI:
  • riduzione del percorso della linea 7 al solo tratto Caino / Nave - Metro Casazza
  • estensione della linea 14 dall'attuale capolinea presso Metro Volta fino a Roncadelle passando attraverso la Stazione FS per raggiungere quindi Roncadelle (v.le Duca degli Abruzzi, via Diaz, via Solferino, Stazione FS, via Togni, via Dalmazia, via Orzinuovi, Roncedelle) lasciato scoperto dalla limitazione della linea 7 (al punto precedente).
  • eliminazione della linea 13 e modifica del percorso della linea 4 (Folzano - Brescia Due / Stazione FS), con estensione della stessa fino a Cellatica / Gussago ripercorrendo il precedente tracciato della linea 13 nel tratto (Stazione FS - Gussago).  A sud estensione del capolinea da Folzano a San Zeno.
  • nuova linea 19 Metro Sant'Eufemia - Castenedolo, passando all'interno del quartire Buffalora
  • estensione della linea 2 dal parcheggio ex Fiera (Nibiru Planet) fino ai centri commerciali "Inter Ikea" e "Le Rondinelle"
  • Estensione della linea 18 dal capolinea P.le Beccaria (ex - Iveco) alla fermata metro Stazione FS passando da via Camozzi / Sebino, via Milano, p.le Garibaldi, Via Dei Mille / Ugoni, p.le Repubblica, Metro Stazione FS


Legenda colori
Blu = percorso invariato
Rosso = proposta di modifica del percorso

MAPPA GENERALE CON TUTTI I PERCORSI PROPOSTI DA tplbrescia.it

PREALPINO - CASAZZA - MOMPIANO - EUROPA - OSPEDALE - MARCONI - S.FAUSTINO - VITTORIA - STAZIONE FS - BRESCIA DUE - LAMARMORA - VOLTA - POLIAMBULANZA - SAN POLO PARCO - SAN POLO CIMABULE - SANPOLINO - S.EUFEMIA BUFFALORA

Pendolina (capolinea urbano) - Urago Mella - Via Volturno - SAN FAUSTINO - Fossa Bagni - Centro - Via XX Settembre - Via Cremona - Via Volta - VOLTA - LAMARMORA - Via Lamarmora - Via Salgari - Via Fura - Nibiru Planet (Capolinea urbano) estensione alla ex-Fiera già prevista nel riordino ma non ancora attuata e successivamente 2016 estensione al nuovo Centro Commerciale "Inter Ikea" ed eventualmente Centro Commerciale "Le Rondinelle" (capolinea  suburbano)
Mandolossa (capolinea urbano) - Santellone - Via Vallecamonica - Via Milano - Via Ugoni / Via dei Mille - STAZIONE FS- Via Duca D'Aosta - Bernini (- Ist. Pastori - SANT'EUFEMIA BUFFALORA (capolinea urbano) - SS11  - Rezzato (Almici) - Rezzato CTM - Rezzato Virle (capolinea suburbano)

Gussago (capolinea suburbano), Gussago Croce, Cellatica (capolinea suburbano), Fantasina, Torricella (capolinea urbano), Crotte, Cantore, Veneto, Tartaglia / Calatafimi - Ugoni / V. Dei Mille - P.le Repubblica, Via Corsica, Cefalonia BRESCIA DUE, Via Cefalonia, Via S. Zeno, Via Del Rione, Via Case Sparse, Folzano (capolinea urbano), San Zeno (capolinea suburbano)
Via Gramsci (capolinea urbano) - VITTORIA - Via Verdi - P.zza Vittoria - C.so Zanardelli - P.zza M.ri Belfiore - Via Panoramica - S.Gottardo (capolinea urbano) - M.te Maddalena (capolinea urbano estivo)
Caino (capolinea subirbano), Nave (capolinea suburbano), Via Conicchio - CASAZZA (capolinea urbano) - (eliminato il percorso tra V. Triumplina e Roncadelle. Vedere linea 14)
S.EUFEMIA BUFFALORA (capolinea urbano) - Via Goldoni - Botticino (capolinea suburbano) - Via Longhetta - Via Panoramica - Via S.Gallo - Castello Serle (capolinea suburbano)
Vill. Violino (capolinea urbano) - Santellone - Via Martiri del Lavoro - Via Colombo -  Via Milano Cimitero - P.le Garibaldi - Via Ugoni - P.le Repubblica / L.go Zanardelli - C.so Martiri - VITTORIA - Via Verdi - Via Gramsci - Via XX Settembre - Via S. Polo Questura - SANPOLINO - Via Arici - Bettole (capolinea urbano)
Concesio (capolinea suburbano) - Bovezzo (capolinea suburbano) - Bovezzo Brede - Vill. Prealpino (capolinea urbano) - PREALPINO, Via Zola, Via Triumplina - Via Branze, Via Schivardi - OSPEDALE - Via Ducco / Via San Rocchino - Via Crocifissa - Via Mazzini - Via S.Martino D.B. - Via Vitt.Emanuele - L.go Zanardelli, Via Saffi, BRESCIA DUE, Via Cipro , Pilastroni , Vill., Sereno (capolinea urbano). , Flero (capolinea suburbano), Poncarale (capolinea suburbano)
Collebeato (capolinea suburbano) -  Stocchetta (capolinea urbano) - PREALPINO, Via Del Gallo, Via S. Donino, Via Cantore, Via Veneto, Via Battisti, SAN FAUSTINO, Via X Giornate, C.so Zanardelli, V.le Venezia , V.le Bornata, Via Goldoni, Caionvico (capolinea urbano) (eliminato il percorso tra Sant'Eufemia e Botticino Sera/Mattina. Vedere linea 8)
Fiumicello (capolinea urbano) - 1° Maggio - Via Togni - STAZIONE FS - Via Romanino - Via XX Settembre - L.go Zanardelli - Via Gramsci - C.so Zanardelli - C.so Magenta - P.le Arnaldo - Via Lechi - P.le Cadorna - Foro Boario - SAN POLO CIMABUE (capolinea urbano)
Roncadelle (capolinea suburbano) - Roncadelle Marconi - Via Orzinuovi - Via Dalmazia - Via Togni - STAZIONE FS- Via Diaz - V.le Duca Abruzzi - Via Bissolati - Via Volta - VOLTA - Via Borgosatollo - Via Volta - Borgosatollo Piffione - Borgosatollo Santissima (capolinea suburbano) - Castenedolo Capodimonte (capolinea suburbano)
Montini/Mompiano (capolinea urbano) - EUROPA - Via Branze - ViaSchivardi - OSPEDALE - Via Zadei - Via Asiago - Via Veneto - Via Leonardo Da Vinci - Via Marsala - Via Cairoli - Via Ugoni - STAZIONE FS - P.le Repubblica - Via Corsica - Via Zara - Via Toscana - Via Don Bosco - Via Dalmazia - Via Parma - Via Noce (capolinea urbano) - Via Girelli (capolinea urbano)
Castel Mella Onzato (capolinea suburbano) -  Roncadelle (Marconi) - Via Trisia (capolinea urbano) - Via Vallecamonica - Via Della Chiesa - Via Risorgimento - Via Oberdan, Via Dal Monte - OSPEDALE - Via Turati - Via Cadorna - Via Venezia - Via Duca d'Aosta - Via Duca Via Abruzzi -  Via Maggia - Via Giorgione - SANPOLINO (capolinea urbano)
Costalunga (capolina urbano)- OSPEDALE - P.le Corvi - Via Oberdan - Via Fiume - Via Volturno - Via Da Vinci - Via Marsala - Via Cairoli - Via Ugoni - P.le Repubblica - Via Corsica - Via Labirinto - V.ggio Sereno - Via Fornaci - Fornaci Zona Industriale (capolinea urbano)- Castelmella - Onzato (capolinea suburbano)
STAZIONE FS (capolinea urbano)- P.le repubblica - Via Ugoni / Dei Mille - P.le Garibaldi - Via Milano - Via Camozzi / Sebino - P.le Beccaria Ex Iveco (capolinea urbano) - Via Leonardo da Vinci - Carmine / Via Capriolo Via Manzoni - SAN FAUSTINO - Fossa Bagni - P.tta Martiri di - Belfiore / Via Cattaneo - C.so Magenta / P.le Tebaldo Brusato - Park Castellini (capolinea urbano) - P.le Bernini (capolinea urbano)
SANT'EUFEMIA BUFFALORA - Q.re Buffalora - Bettole - Castededolo (capolinea suburbano) 


ATTENZIONE: PERCORSI E MAPPE NON UFFICIALI
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bsnews.it 13 febbraio 2015

Biglietto unico Inpiù, Federconsumatori: rimanga anche il biglietto ordinario

Giovedì sera utenti, pendolari, studenti e lavoratori si sono riuniti contro "l'iniquità di scelte che non hanno tenuto conto dei tanti disagi presenti sulle reti del trasporto urbano, extraurbano e ferroviario": l'oggetto della discussione è stato l'aumento del biglietto, e dei relativi abbonamenti, del trasporto pubblico locale. Durante il dibattito è emersa una volontà condivisa di rivendicare la possibilità di scegliere: a fianco del biglietto “unico”, che in verità in tante tratte resta doppio, va mantenuto il biglietto ordinario.

Diverse testimonianze hanno illustrato situazioni legate a questo biglietto e ai tagli e riduzioni delle corse: fra queste quella di una utente che una volta salita sulla corriera, dopo avere già acquistato ed usufruito del biglietto del Metro, ha dovuto acquistare un biglietto integrato per potere ritornare a casa in provincia; quella degli operai dell'IVECO, ai quali, nonostante l'invariato servizio delle corriere con fermata presso lo stabilimento, viene imposto l'acquisto del biglietto unico rincarato e pesante per il  loro reddito;  o, ancora, quella degli studenti del Pastori che, dovendo spezzare la tratta tra corriera e MetroBus, saranno costretti a svegliarsi ancora prima nella speranza che le coincidenze siano effettive, cosa che finora troppo spesso non si  avvera. E' emersa la necessità di mantenere i cosiddetti servizi minimi ed stata rilevata anche l'assurdità del costo degli abbonamenti integrati mensili per le classi tariffarie superiori alla E, poiché risultano più onerose rispetto al titolo Io Viaggio in Provincia INVOP che permette, al costo di € 86 euro l'utilizzo di tutti i mezzi di trasporto.

Non è mancata la denuncia dei pendolari di Trenord costretti a fare i conti con una  situazione di affollamento, ritardi, soppressioni e degrado, vissuta in quasi totale abbandono, per i quali il rincaro è arrivato come una beffa, dopo che la stessa Regione Lombardia ha confermato nei giorni scorsi, con i dati risultati dal  monitoraggio, la situazione da loro vissuta quotidianamente.

"Queste esperienze concrete confermano ed espandono i disagi da noi segnalati e sottolineano la necessità del coinvolgimento delle associazioni rappresentative di utenti e  pendolari, studenti e consumatori per superare le situazioni problematiche. - scrive in una nota Federconsumatori Brescia -  La riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale è necessaria e va affrontata assumendo un percorso democratico di ricerca e di condivisione, superando le scorciatoie troppo facili dei tagli lineari che scaricano sul Trasporto Pubblico Locale scelte di spending review a prescindere dai bisogni sociali, ambientali e di opportunità per lo sviluppo economico."  "L'indicazione dei tagli e rincari è stata presa in Regione; i partecipanti all'incontro si sarebbero aspettati una voce di contrasto più determinata da parte delle Amministrazioni Bresciane, tanto più considerando la disponibilità finanziaria messa a disposizione dalla Regione Lombardia per ripianare il bilancio di Bre.be.mi." - continua Federconsumatori.  "Se confermata la disponibilità dichiarata ai quotidiani locali dal Presidente della Provincia Pier Luigi Mottinelli, il tempo per ascoltare le richieste di utenti e pendolari è adesso - conclude l'associazione -  lo invitiamo congiuntamente al Comune di Brescia a convocare un tavolo aperto alle diverse associazioni per  ricercare soluzioni positive ai tanti problemi emersi e per affrontare la riorganizzazione  più complessiva del Trasporto Pubblico Locale".


www.bresciaoggi.it 3 febbraio 2015

Su tutti i mezzi arriva il biglietto elettronico

Su 560 veicoli 1.300 macchinette in grado di leggere titoli di viaggio contactless; ci saranno 200 punti vendita e un centro di bacino

Il 2015 potrebbe essere l'anno della rivoluzione del trasporto pubblico. L'esperienza insegna che tempi certi, soprattutto quando si parla di Tpl, sono una chimera. Tuttavia sembra che tutte le tessere stiano andando al loro posto. Per ultimo arriva un bando regionale da 30 milioni di euro (di cofinanziamento al 50%), che entro l'anno porterà il biglietto elettronico su tutti i mezzi pubblici del bacino bresciano, dalla metropolitana ai bus, dai pullman ai treni della rete regionale. Spariranno i titoli cartacei e pure quelli magnetici.
Su 560 mezzi verranno installate 1.300 nuove «macchinette» in grado di leggere contactless i titoli di viaggio. Saranno a disposizione 200 punti vendita e un centro di bacino. Il tutto con un progetto da 9 milioni e 737 mila euro, finanziato con 4 milioni e 856 mila dalla Regione. Il resto verrà coperto dai gestori, ciascuno per la propria quota parte. Il cronoprogramma per arrivarci è molto stretto, e pone scadenze mese per mese. Entro l'anno tutto dovrà essere fatto. Per la cronaca, tutte le province lombarde sono riuscite ad accedere al bando, salvo il Comune di Milano e la Provincia di Sondrio. La novità fa il paio con l'Agenzia del Tpl, che entro quest'anno dovrà preparare il Piano di bacino provinciale, ultimo passo di avvicinamento alle gare per l'affidamento del servizio riveduto e corretto.
IERI, IN OCCASIONE della presentazione del bando per il biglietto elettronico alla commissione Mobilità della Loggia, l'assessore Federico Manzoni ha precisato che non ci sarà (o potrebbe non esserci) un gestore unico affidatario di tutto il servizio di Bacino. In pratica potrebbero restare Brescia Trasporti, Sia, Saia, Apam e via dicendo, seppure tenuti insieme da un'unica rete e un medesimo sistema di bigliettazione. «Rete integrata non significa necessariamente gestore unico», ha tenuto a precisare.
L'arcaismo di tanti titoli di viaggio incompatibili tra loro sembra avere i mesi contati. La soluzione elettronica non solo cade a pennello sulla futura rete unica, ma permette anche di tenere sott'occhio i flussi in tempo reale e adattare il servizio alle esigenze. E il direttore generale di Brescia Mobilità Marco Medeghini, che ieri ha illustrato il bando alla commissione Mobilità, precisa che la futuro sistema di bigliettazione sarà reso omogeneo «sugli standard più elevati». Vale a dire quelli già adottati da Brescia Mobilità con la Omnibus card elettronica.
IN PRATICA il sistema utilizzato in città (già in grado di distinguere tra utenti dei bus e del metrò) sarà potenziato per accogliere gli altri gestori. Non a caso Brescia è capofila del Progetto (che include anche la Provincia con i vari gestori) con una quota di oltre due milioni sui quasi dieci. D'altronde, il biglietto elettronico è già in uso - spiega Medeghini - su 240 mezzi cittadini, con 500 validatrici e 45 emettitrici automatiche (quelle della metropolitana), che nell'ultimo anno hanno distribuito cinque milioni di biglietti.
Nel 2003 è entrata in scena la «Omnibus» (aperta dal 2008 anche agli abbonamenti) e oggi ne sono in circolazione più di 300 mila esemplari. Il sistema bresciano dispone di 130 tipologie di biglietti (30 solo in quello integrato che ieri ha debuttato) ed è in grado di arrivare a 220.
«La Regione lo ha preso a riferimento per la Lombardia», dice Medeghini, ed è logico che su questi standard si collocherà anche il futuro biglietto unico ed elettronico.
Mimmo Varone


bsnews.it 03 febbraio 2015

MOBILITA'

Tagli al trasporto locale, Comune e Provincia incontrano i sindacati

L'assessore ai Trasporti del Comune di Brescia, Federico Manzoni, e il consigliere provinciale con delega ai Trasporti, Diego Peli, si sono incontrati ieri, come richiesto nel dicembre scorso, con i responsabili di Cgil Cisl e Uil in ordine alle ricadute della riduzione delle risorse trasferite al Trasporto Pubblico Locale.
L'incontro ha avuto carattere interlocutorio ed ha permesso di acquisire un quadro ampio di informazioni sulla riorganizzazione dei trasporti, per le scelte in via di adozione in questa prima fase e per quelle che si possono profilare nella seconda fase prevista a settembre di quest'anno.
Allo stato, secondo quanto dichiarato dalla Provincia, i tagli previsti di 820mila chilometri per gli autobus extraurbani si fermano a 560mila chilometri, riservandosi, la Provincia, la verifica e possibilità di aggiustamenti per il mese di settembre.
Mentre i tagli da affrontare per il trasporto urbano ammontano a 180mila chilometri ancora da pianificare e, secondo quanto affermato dal Comune, da valutare con l'intento di non perdere neanche un chilometro e considerando la necessità di un riordino più generale che non esclude il potenziamento e lo sviluppo di nuove linee verso fermate oggi non previste.
Nel quadro di incertezza che permane Cgil Cisl e Uil hanno avanzato la richiesta di “mantenere aperto il tavolo di confronto, con le istituzioni (Comune e Provincia) al fine di valutare eventuali correttivi e soluzioni positive ai disagi e alle difficoltà conseguenti ai tagli già annunciati che possono ricadere, in particolare, su pendolari e studenti”.
In questa prospettiva, tutta da verificare in termini di riorganizzazione complessiva del Tpl e delle ricadute sugli utenti del trasporto urbano ed extraurbano, Cgil Cisl e Uil hanno chiesto al Comune e alla Provincia di essere interlocutori anche per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Comune e Provincia si sono impegnate a convocare il prossimo incontro per i primi di marzo 2015.


brescia.corriere.it 05 febbraio 2015

TRASPORTI
I pullman «banditi» dalla città l’ingresso con i treni e il metrò

di Davide Bacca

Il futuro del trasporto pubblico lascerà ai margini della città i pullman blu, in arrivo dalla provincia. L’ingresso nel capoluogo sarà possibile solo su ferro, sfruttando la metropolitana o i treni delle linee regionali. Un sistema integrato che dovrà essere affinato e collaudato. Dovrà esserci un biglietto unico che consenta di salire su tutti i mezzi senza cambiare titolo di viaggio, ma dovranno esserci anche soluzioni trasportistiche che permettano all’utente di «digerire» le rotture di carico. La scomodità di scendere da un pullman e salire su un treno potrà essere tollerata solo se vi saranno coincidenze tarate nel modo giusto (e non attese infinite) e se sarà garantita un’alta frequenza di convogli. In pratica se «l’integrazione» sarà conveniente e accorcerà la durata del viaggio.

Il progetto
Il ridisegno della mobilità provinciale avrà bisogno di più step e sarà completato solo quando l’agenzia del trasporto pubblico assegnerà il bando di gara per la gestione dell’intero bacino provinciale, città e provincia. In pratica tra un anno e mezzo. Ma già con il prossimo autunno vi saranno le prime sperimentazioni. Anzi, a dirla tutta qualcosa si è già mosso. Dal 2 febbraio Apam, l’azienda che gestisce i collegamenti tra Mantova e Brescia, ha deciso, nelle ore di «morbida», di fermare i bus al capolinea di Sant’Eufemia della metropolitana invece che farli proseguire fino in via Solferino. Oggi più o meno metà delle corse attesta al capolinea del metrò. Lì i passeggeri scendono dal pullman e, per arrivare in città, salgono sui treni. Un’operazione possibile con l’introduzione del biglietto unico tra città e provincia che consente di usare entrambi i mezzi. Qualcosa è stato fatto anche in Val Camonica, con un paio di corse d’autobus soppresse in parallelo al treno Edolo-Darfo. Ma il progetto del Broletto è più ambizioso.

Funzionalità
«L’idea finale è quella di eliminare le sovrapposizioni tra ferro e gomma, evitando che i pullman blu entrino in città» spiega il consigliere provinciale con delega ai trasporti Diego Peli. Sono già state identificate le «testate» dove fermare le corriere, cinque nodi d’interscambio che sfrutteranno l’asse della metropolitana ma anche i binari di Trenord. Al capolinea nord di Prealpino fermeranno le corse dei bus provenienti dalla Val Trompia (la linea SLink201) ma anche quelli che scendono da Odolo; a Sant’Eufemia, oltre alle corse di Apam, attesteranno le linee del Garda (la SLink202) e quelle che provengono da Montichiari. Nella stazione Trenord di San Zeno si fermeranno i pullman provenienti da Cremona; in quella di Rovato ci sarà l’interscambio con i pullman che arrivano da Chiari, Coccaglio e Palazzolo; a Iseo si fermeranno le corse che scendono dalla Val Camonica. Se l’intesa con la Loggia, per la metropolitana, è cosa fatta, in Broletto lavorano a un accordo con Trenord per sfruttare i binari regionali in un’ottica suburbana. «L’interlocuzione con Trenord è già iniziata - spiega Peli - sul punto c’è interesse, ora abbiamo dato vita a un gruppo di lavoro per studiare nel dettaglio l’integrazione». I nodi da sciogliere non sono pochi: servirà un unico biglietto, per treni, bus e metrò (la Regione ha cofinanziato un progetto da 9,7 milioni per dar vita al biglietto elettronico); andranno coordinate le coincidenze, così da non far attendere i passeggeri; andranno garantite alte frequenze per l’ingresso in città. Per chi userà la metro, si tratta di pochi minuti. Per chi dovrà salire sui treni di Trenord, l’obiettivo è avere un cadenzamento di 15 minuti: un treno-navetta ogni quarto d’ora.
Perché la riforma vada a regime, bisognerà attendere la gara dell’agenzia e il ridisegno complessivo del trasporto pubblico. Ma in autunno si partirà, stoppando una prima porzione di corse. Non tutte, non le corse scolastiche, ma qualcosa si farà. Da settembre per esempio la linea della Val Trompia «risparmierà» 117mila chilometri evitando di entrare tutte le volte in città. Per il Garda si aspetterà al fine di Expo, in ottobre (per i 6 mesi dell’evento milanese ci sarà invece un ticket ad hoc per i turisti).

Ambiente
«Con questa strategia - spiega Peli - si avranno vantaggi per l’ambiente, con la riduzione delle emissioni; minori costi, con risparmi sul carburante; minor traffico, togliendo dalle strade cittadine numerosi bus». Ci saranno anche vantaggi per gli utenti, assicura Peli: prendendo il treno a Iseo si raggiungerà la città in 23 minuti. «Impossibile farlo con il bus o l’auto». Questo schema, va detto, tiene conto anche della «necessaria» razionalizzazione delle risorse. I soldi sono sempre meno e «non ci possiamo più permettere sovrapposizioni». Ora la sfida è offrire un’integrazione comoda ed efficiente agli utenti. Altrimenti si rischia un’emorragia di passeggeri e la corsa al (ri)utilizzo dell’auto privata.


www.bsnews.it 03 febbraio 2015

Tagli al trasporto locale, Comune e Provincia incontrano i sindacati

L'assessore ai Trasporti del Comune di Brescia, Federico Manzoni, e il consigliere provinciale con delega ai Trasporti, Diego Peli, si sono incontrati ieri, come richiesto nel dicembre scorso, con i responsabili di Cgil Cisl e Uil in ordine alle ricadute della riduzione delle risorse trasferite al Trasporto Pubblico Locale.
L'incontro ha avuto carattere interlocutorio ed ha permesso di acquisire un quadro ampio di informazioni sulla riorganizzazione dei trasporti, per le scelte in via di adozione in questa prima fase e per quelle che si possono profilare nella seconda fase prevista a settembre di quest'anno.
Allo stato, secondo quanto dichiarato dalla Provincia, i tagli previsti di 820mila chilometri per gli autobus extraurbani si fermano a 560mila chilometri, riservandosi, la Provincia, la verifica e possibilità di aggiustamenti per il mese di settembre.
Mentre i tagli da affrontare per il trasporto urbano ammontano a 180mila chilometri ancora da pianificare e, secondo quanto affermato dal Comune, da valutare con l'intento di non perdere neanche un chilometro e considerando la necessità di un riordino più generale che non esclude il potenziamento e lo sviluppo di nuove linee verso fermate oggi non previste.
Nel quadro di incertezza che permane Cgil Cisl e Uil hanno avanzato la richiesta di “mantenere aperto il tavolo di confronto, con le istituzioni (Comune e Provincia) al fine di valutare eventuali correttivi e soluzioni positive ai disagi e alle difficoltà conseguenti ai tagli già annunciati che possono ricadere, in particolare, su pendolari e studenti”.
In questa prospettiva, tutta da verificare in termini di riorganizzazione complessiva del Tpl e delle ricadute sugli utenti del trasporto urbano ed extraurbano, Cgil Cisl e Uil hanno chiesto al Comune e alla Provincia di essere interlocutori anche per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Comune e Provincia si sono impegnate a convocare il prossimo incontro per i primi di marzo 2015.

www.bresciaoggi.it 23 gennaio 2015

Tpl, via agli aumenti [...]

Il consiglio ha preso atto dei rincari [...]


[...]
Sulla partita trasporti, invece, il consigliere Diego Peli ha riportato i contenuti della riunione milanese avuta con Cinzia Farisè a capo di Trenord.
«I TAGLI DECISI dalla Regione sono pari al tre per cento dello stanziamento, poco più di 800 mila euro in meno rispetto agli anni passati - ha spiegato Peli inquadrando il problema dei tagli ai colleghi del consiglio -. L'altro paletto messo dalal lombardia è stato il massimo aumento consentito del 4 per cento per ogni titolo di viaggio. Noi abbiamo finito la trattativa con le aziende con un aumento medio del 2,95 per cento e un taglio di 820 mila chilometri su un totale di 22 milioni. Questo mix dal due febbraio prevederà che i mensili aumentino del 3,01 per cento, i settimanali del 3,11 per cento e i giornalieri del 2,65 per cento. Dai rincari saranno escluse le corse che entrano in città e che hanno già subito un ritocco di tariffa». Garanzie, quindi, a chi ha già subito l'aumento del biglietto integrato. «Questo accordo eviterà il doppio pagamento da parte degli utenti - ha rimarcato Peli -. La stessa cosa farà il comune di Brescia con un taglio di circa 100 mila chilometri. Abbiamo preferito utilizzare questo sistema per evitare problemi maggiori. La scorsa settimana abbiamo annunciato l'integrazione della tariffa tra città e provincia. Chi paga questo non subiranno l'aumento regionale. Le altre reti periferiche invece saranno integrate». Non solo. «Gli utenti interessati al circolo di Brescia sono circe 8 milioni l'anno, gli altri circa 13 milioni - ha chiuso il consigliere Pd -. Abbiamo portato il sistema dei trasporti a livelli di massimo controllo. Pensiamo all'integrazione traffico ferro e gomma, arrivando alla bigliettazione unica. Non solo. Stiamo pensando di avere in vista di Expo un unico biglietto provinciale che permetterà di utilizzare ogni tipo di mezzo senza distinzione alcuna. Un pass per la provincia rilasciato da albergatori o operatori di settore».
Giuseppe Spatola

www.tplbrescia.it 24 gennaio 2015

Considerazioni di tplbrescia.it: nuovi tagli ma le sovrapposizioni delle linee extraurbane con la metropolitana restano
Se tutte le linee extraurbane di Valtrompia, Garda Valsabbia e pianura orientale dovessero arrestare la loro corsa rispettivamente a Prealpino e Sant'Eufemia si potrebbero risparmiare fino a 800 mila km ogni anno

L'Agenzia di Bacino del TPL di Brescia è ancora in gestazione e prosegue a passi più o meno piccoli, ad esempio da febbraio avremo finalmente l'integrazione tariffaria tra città e provincia (escluse ferrovie), anche se l'effettiva operatività che porterà all'intero riordino sistema non arriverà prima del 2016.
Salvo un primo timido e parziale arretramento di alcune corse della linea Mantova-Brescia al capolinea della Metropolitana sant'Eufemia Buffalora, la ricollocazione dei terminal extraurbani con la conseguente eliminazione delle sovrapposizioni dei loro percorsi con il tracciato della metro resta al momento incompiuta.

Prendiamo alcuni esempi.
  • Linea extraurbana Slink 201 (Valtrompia e Lumezzane), con circa 80 corse giornaliere per ogni senso di marcia per 6,6 km di quasi totale sovrapposizione con la metropolitana (Prealpino - Stazione FS), fatti due conti siamo a 1040 km/giorno.
  • Passiamo alla linea extraurbana Slink 202 (Gavardo, alto Garda e Valsabbia), questa è svolta con circa 50 corse giornaliere per ogni senso di marcia, lo sviluppo lineare del tratto urbano è di circa 7 km di parziale sovrapposizione con la metropolitana (Sant'Eufemia- Stazione FS), in questo caso siamo a 700 km/giorno.
  • Infine  le linee da e per Carpenedolo e Montichiari (LS033 e LS034) , Mantova, Basso Garda e Verona (LN009 e LN026), complessivamente un centinaio di corse per ogni senso di marcia, queste ultime linee percorrono quotidianamente nel tratto urbano (Buffalora e Sant'Eufemia - Stazione FS) almeno 1100 km/giorno.
Alla luce di queste considerazioni appare pertanto assurdo leggere dei tagli di percorrenza chilometrica previsti a breve.





www.giornaledibrescia.it 16 gennaio 2015

TRASPORTO PUBBLICO
Inpiù: un biglietto unico per città e provincia


Dopo discussioni e rinvii, dal 2 febbraio entra in vigore la nuova tariffa unica per chi viaggia sui mezzi pubblici in città e provincia. Si chiamaInpiù e prevede l'utilizzo di un solo biglietto o di un solo abbonamento per l'utilizzo dei bus urbani, di quelli extraurbani e della metropolitana. 

Per quanto riguarda gli abbonamenti (settimanali, mensili o annuali) vengono estese ai lavoratori le tariffe già sperimentate per gli studenti: con 8,50 euro in più al mese o 60 euro in più all'anno i pendolari potranno utilizzare l'intera rete urbana di Brescia.

Le tariffe dei biglietti prevedono: 1,40 euro per la zona A (invece di 2,70); 2 euro per la B (invece di 3,30); 2,60 euro per la C (invece di 3,80); 3,20 euro per la D (invece di 4,30); 3,80 euro per la zona E (invece di 4,90) e 4,40 euro per la zona F (invece di 5,40 euro). 

Il nuovo titolo sarà composto da due biglietti uniti tra loro da obliterare sul mezzo extraurbano e su quello urbano.

Le tariffe, introdotte dopo l'accordo tra Provincia e Loggia, riguardano i mezzi Arriva (Sia-Saia), Fnma, Apam e verranno estese alle linee 2 e 57 che collegano Mantova e Brescia.


www.bresciaoggi.it 17 gennaio 2015

Trasporti pubblici: ecco il biglietto unico

Dal 2 febbraio «Inpiù» con costi variabili secondo la zona di partenza. Un risparmio per tutti, tranne per quelli che usano soltanto il pullman

Si spenderà poco di più, per spendere un bel po' di meno. Non è un paradosso, ma è «Inpiù», il nuovo biglietto unico integrato che debutterà da lunedì 2 febbraio su tutti i pullman extraurbani che convergono in città o dal capoluogo partono per la provincia.
I titoli di viaggio Sia, Saia, Fnma e Apam costeranno dai 10 ai 40 centesimi in più rispetto a oggi, in compenso permetteranno di utilizzare il Tpl cittadino (bus e metropolitana) senza il biglietto da 1,40 euro. A conti fatti, chi utilizza entrambi i sistemi ci guadagna, chi invece usa il solo pullman senza altri mezzi per muoversi in città (ma si stima che siano pochi) spenderà di più allontanandosi progressivamente dalla città. E non sarà più possibile acquistare i vecchi in vigore oggi.
Qualche esempio può essere utile. Se si parte da Rezzato (zona B) per arrivare a Brescia per poi raggiungere il Civile, oggi si spendono 1,90 euro per il pullman Sia e 1,40 per la metro o il bus per un totale di 3,30 euro.
Dal 2 febbraio se ne spenderanno solo due con un risparmio di 1,30 euro. In progressione, nella zona C si spenderanno 2,60 euro anziché 3,80, nella D 3,20 anziché 4,30, nella E 3,80 invece di 4,90, infine nella zona F 4,40 euro al posto di 5,40 (togliendo l'1,30 dell'urbano in zona B se ne dovrebbero spendere 4,10).
GLI ABBONAMENTI vengono assoggettati allo stesso regime degli integrati per studenti. In pratica costeranno 8,50 euro in più al mese (o 60 all'anno). Con la precisazione che l'integrazione vale per tutte le tipologie, dal settimanale al mensile fino all'annuale. In soldoni, un lavoratore e comunque un non studente che oggi parte da Bedizzole tutte le mattine per raggiungere Brescia e deve muoversi in città spende 68,50 euro di abbonamento extraurbano e 35 di urbano (103,50). Con l'integrazione spenderà 77 euro risparmiandone 26 e mezzo. Il problema sarà per quelli che hanno la fermata del pullman vicina alla sede di lavoro, che farebbero volentieri a meno dell'integrazione. Al di là dei conti, «Inpiù» ha il vantaggio del titolo unico che dà un taglio alle perdite di tempo dal tabaccaio. In sostanza è come se fossero due biglietti in uno. Consta di una parte più stretta con la quale si convalida l'extraurbano e di una più larga. Si piegano lasciando all'esterno il lato con la banda magnetica e si inserisce nelle macchinette del sistema urbano. Può sembrare una stravaganza, ma il sistema di vidimazione di bus e metropolitana da una parte, pullman dall'altra è diverso, magnetico per i primi e meccanico per gli altri. E non si poteva fare altrimenti. In ogni caso entrambe le parti andranno sempre tenute insieme senza mai staccarle. Il motivo è che il tempo di validità del biglietto è complessivo e ha durate diverse a seconda delle zone extraurbane. In zona A vale 90 minuti, che diventano 100 nella B, 150 nella C, 180 nella D, 210 nella E e 240 dalla F in poi. Vuol dire che, calcolati i tempi di percorrenza del tratto extraurbano, si avranno a disposizione sempre 90 minuti (gli stessi del biglietto da 1,40 euro) se non di più per la parte urbana. «Inpiù» va vidimato ogni volta che si cambia mezzo, perché le due parti vanno sempre insieme, e non si potrà mai utilizzare una di esse oltre il tempo massimo consentito.
IL NUOVO TITOLO integrato è stato presentato ieri in Broletto dall'assessore alla Mobilità in Loggia Federico Manzoni e da Diego Peli che ha delega ai Trasporti in Provincia, presenti il presidente Pier Luigi Mottinelli, il direttore generale di Brescia Mobilità Marco Medeghini. il direttore di Brescia Trasporti Claudio Garatti, il direttore Saia Franco Ferrada e il dirigente Sia Mario Gamba. Si aggiunge all'accordo con Apam, già annunciato da Bresciaoggi, che permette di estendere il biglietto unico alle linee 2 e 57 del bacino mantovano e rendere completa l'integrazione. L'accordo separato, d'altronde, era inevitabile trattandosi di altra Provincia.
L'obiettivo perseguito da anni, dunque, viene centrato «grazie a una buona volontà e a una capacità di collaborazione degli enti pubblici e delle aziende che hanno saputo anticipare gli effetti dell'Agenzia del Tpl ormai operativa», come sottolinea Manzoni. E ora tutti parlano di «scommessa», che si vincerà se «Inpiù» riuscirà a dirottare nuovi clienti sul Tpl. Per ora i passeggeri annuali del Gruppo Arriva (Sia e Saia) sono 18 milioni e secondo le stime di Ferrada e Gamba il 50 per cento arriva in città, sicchè metropolitana e bus dovrebbero più facilmente agganciare circa 9 milioni in più di passeggeri all'anno, che tuttavia con gli sconti dell'integrazione non avrebbero un grande effetto sui bilanci di Brescia Trasporti.
SE NON BASTASSE, nei prossimi giorni diventerà concreto il taglio del tre per cento dei trasferimenti regionali. Con la conseguenza che o si ridurranno le corse o si metterà mano ad aumenti. Peli, però, assicura che «Inpiù» sarà escluso da qualsiasi manovra. Qualora si scelga questa opzione, «i ritocchi tariffari riguarderanno solo le linee extraurbane che si muovono all'interno della provincia senza toccare il capoluogo». Vuol dire che il biglietto integrato non subirà variazioni almeno fino all'estate 2016.
Manzoni e Peli hanno precisato che l'Agenzia del Tpl sarà pienamente operativa dalla prossima settimana, e scatteranno i sei mesi di tempo per realizzare il Piano di bacino, che darà vita alla rete integrata per tutto il territorio bresciano con possibili modifiche a tariffe e percorsi. Dopodichè si darà il via alla gara europea per la concessione unica, che porterà via un altro semestre. Si potrebbe partire con la nuova rete e il nuovo concessionario già ai primi del 2016, ma data la complessità delle operazioni tutto verrà rimandato alla chiusura delle scuole. Anche per questo Manzoni e Peli sottolineano che il biglietto unico è «un'iniziativa di Comune e Provincia che non solo hanno costituito per primi l'Agenzia, ma ne anticipano anche i lavori». In particolare, «il biglietto unico è un altro pilastro dell'azione che troverà compimento nell'ambito della nuova rete destinata a eliminare le sovrapposizioni - precisa Manzoni -, primo tassello verso l'integrazione che non è solo occasione per eliminare sprechi. ma anche per dare maggiori risposte ad aree non ben servite. Tanto che ora possiamo confidare nella piena integrazione anche delle ferrovie regionali non da una posizione di debolezza bensì forti di un'esperienza rodata».
Mimmo Varone



brescia.corriere.it 30 dicembre 2014

TRASPORTI
Bus e metrò: arriva il biglietto unico per città e provincia
Dal 1 febbraio lo stesso ticket consentirà di salire sia sui mezzi extraurbani che cittadini. Ma arrivano i rincari: da 10 a 40 centesimi in più per ticket
di Davide Bacca

Il nuovo anno porterà il biglietto unico del trasporto pubblico tra città e provincia. Un’integrazione evocata da anni, capace di semplificare la vita a migliaia di viaggiatori, ma rimasta a lungo nel limbo. Ora però è la volta buona. L’obiettivo è per certi versi banale: consentire (dal 1 febbraio) agli utenti che dalla provincia arrivano in città di completare il proprio viaggio senza dover cambiare biglietto quando scendono da un pullman blu di Saia o Sia e salgono un autobus giallo di Brescia Trasporti o prendono la metropolitana.

Biglietto unico a febbraio
La mattina di lunedì 29 dicembre si è tenuta riunione tecnica e la Provincia (d’accordo con la Loggia) ha annunciato la novità. Il biglietto unico esordirà il 1 febbraio. Di certo, spiega il consigliere delegato ai trasporti di palazzo Broletto Diego Peli, si tratta di «un grande passo in avanti. Un primo importante passo era già stato compiuto nel 2006, quando un accordo tra Comune, Provincia e aziende aveva dato vita agli abbonamenti (mensili e annuali) validi sia per l’area urbana che extraurbana. Nell’agosto 2013 quella integrazione è stata estesa anche alla metropolitana, nel frattempo entrata in servizio. Cosa che sollevò qualche mal di pancia, visto che il mensile degli studenti subì un rincaro di 2,5 euro, passando da 32,5 a 35 euro. Ma ora che l’Agenzia del trasporto pubblico è chiamata a ridisegnare la mobilità tra città e provincia, Loggia e Broletto spingono sull’acceleratore. La scorsa primavera è stata effettuata un’indagine per verificare il livello di «trasferimento modale» dei passeggeri, vale a dire quanti utenti dell’extraurbano salgono anche sui mezzi cittadini. Poi le aziende (Saia, Sia e Brescia Trasporti) hanno elaborato un «progetto per una sperimentazione di integrazione tariffaria». Una sorta di quadro generale per l’integrazione di tutti i titoli di viaggio. Il progetto, approvato dal Broletto il 4 agosto, è rimasto in stand by per alcune «difficoltà tecniche». In sostanza prima di varare il biglietto unico bisognava aggiornare il supporto tecnologico: Sia e Saia usano biglietti di carta, non leggibili dalle obliteratrici magnetiche di Brescia Mobilità. In questi mesi si è lavorato per uscire dall’impasse. La soluzione sarà l’introduzione di nuovi «supporti bimodali»: ai biglietti di carta sarà applicata una banda magnetica. In questo modo l’utente dell’extraurbano potrà usare il biglietto anche su bus e metrò. «L’entrata in vigore del nuovo sistema tariffario», avverrà «contestualmente alla disponibilità in commercio dei nuovi biglietti integrati, a febbraio 2015».

Ma arrivano i rincari: da 10 a 40 centesimi a biglietto
Il tutto, in base alla delibera di agosto del Broletto, comporterà una revisione delle tariffe: in pratica il biglietto subirà un rincaro, da 10 a 40 centesimi, a seconda della tratta. La tariffa E, Orzinuovi-Brescia o Salò-Brescia, dovrebbe per esempio passare da 3,50 a 3,80 euro; ma con lo stesso biglietto si potrà salire sul metrò o sui bus gialli, evitando di dover comprare il ticket urbano. La somma dei due titoli oggi costa 4,9 euro. A conti fatti si tratta dunque di un risparmio di oltre un euro. Resta però «l’obbligatorietà» dell’integrazione, che farà storcere il naso a qualcuno, visto che il biglietto costerà più caro anche per chi, arrivato in città, non userà i mezzi urbani. La proposta prevede poi altri adeguamenti. L’unica modifica che coinvolge Brescia Trasporti è quella per i settimanali, che si uniformeranno a quelli provinciali: la validità non sarà più di 7 giorni a partire dalla sottoscrizione, ma andrà dal lunedì alla domenica; il costo sarà abbassato da 13,8 a 12 euro per la zona 1, da 17,4 a 16 euro per città e hinterland.


«Bus e Metrò: il biglietto unico vantaggioso solo per 2 su 10»

Secondo Balotta (Legambiente) «per l'80 per cento degli utenti dei pullman extraurbani sarà solo un rincaro ingiustificato»

Va bene l'integrazione tariffaria, ma «non in questo modo». Il biglietto unico è «importante e significativo» per la volontà espressa da Loggia e Broletto, ma «il meccanismo è tutto da approfondire». Per bocca del suo esperto regionale di trasporti Dario Balotta, Legambiente mette in fila tutte i limiti di «Inpiù» e invita Provincia e Comune capoluogo a un supplemento di riflessione. Non va bene - sostiene - che solo il 22 per cento dei 17 milioni di utenti dei pullman extraurbani si avvantaggi dell'integrazione mentre quasi l'80 per cento avrà «rincari ingiustificati». Non va bene che che i pendolari dei treni siano «ignorati». Non va bene che «in un colpo solo si rincara e si peggiora il servizio».
Il nuovo titolo di viaggio che debutterà il 2 febbraio è per Balotta l'embrione delle attività della futura Agenzia del Tpl, che dovrà varare la rete integrata e la conseguente (vera e propria) integrazione tariffaria. Si poteva dunque aspettare, ma non si è fatto. Perciò con una lettera a tutti i sindaci della provincia spiegherà «a quale sforzo siano chiamati i bresciani residenti nei paesi per raddrizzare i conti del Metrobus». Perchè, a dirla tutta, secondo Balotta il biglietto unico «è soprattutto uno strumento per portare più passeggeri sulla metropolitana scaricandone i costi su chi non la usa». Per aumentare gli utenti del metrò «si potrebbe vietare ai non residenti il parcheggio in piazza Vittoria, come avviene in altre città - suggerisce -, e per raddrizzarne i conti si potrebbe agire sulle rendite immobiliari cresciute di parecchio lungo l'asse della metropolitana stessa». Così, invece, «si colpisce chi non ha alcuna colpa e si rischia la contrazione degli utenti».
BALOTTA CONTESTA i numeri. I suoi dati dicono che «solo il 22 per cento (non il 50 com'è stato detto) dei 17 milioni di utenti extraurbani utilizza il sistema cittadino (bus e metropolitana)». Solo questi, dunque, si avvantaggerebbero di Inpiù. Tutti gli altri si ritroverebbero semplicemente con biglietti e abbonamenti più salati senza averne in cambio alcun vantaggio». In particolare «gli abbonamenti mensili aumenterebbero del 13 per cento e i settimanali del 25». E in una situazione del genere per Balotta «sarebbe stato logico che almeno si mantenesse l'attuale regime tariffario per chi non utilizza il trasporto cittadino». Poi ci sono pendolari che arrivano in treno da Rovato o da Palazzolo, da Manerbio o da Montirone, da Desenzano o da Peschiera, che non sono toccati dal biglietto unico. Sicchè «questa integrazione tariffaria nasce anche monca del collegamento con le ferrovie». E ancora, se la metà dei pullman Apam farà capolinea a Sant'Eufemia senza più entrare in città, non solo si costringeranno i viaggiatori ad altri scambi, ma a volte li si lascerannno a piedi, perchè «chi arriva da Montichiari per lavorare in piazzale Arnaldo dovrà fare i giri dell'oca per arrivarci».
Il problema, insomma, «non è raddrizzare i numeri degli utenti della metro - dice Balotta -: l'integrazione tariffaria deve essere vista in funzione del benessere e delle esigenze degli utenti». Perciò, annuncia, «spiegheremo tutto questo ai Comuni, che magari usano risorse proprie per agevolare il trasporto dei loro cittadini e senza volerlo finiscono per finanziare il sistema di trasporto del capoluogo».

Mimmo Varone

www.giornaledibrescia.it 30 dicembre 2014

Il Natale riempie bus e metro con 223mila passeggeri

Sono stati più di 223mila i passeggeri che nelle tre domeniche prenatalizie di dicembre e nel giorno dell'Immacolata hanno usufruito dei trasporti pubblici a Brescia e nei quattordici comuni dell’hinterland. Un bilancio estremamente positivo, motivato anche dal biglietto unico e dal potenziamento delle frequenze di passaggio degli autobus e della metropolitana. Lo fa sapere la Loggia, sulla base dei dati forniti da Brescia Mobilità.

L’aumento netto rispetto agli stessi giorni del 2013 è di ben 19mila passeggeri (+11%). La parte del leone, anzi, della Leonessa, la fa il metrò, che con un miglioramento del 17% della sua performance e con il completamento dei parcheggi limitrofi, per l'assessore alla Mobilità Federico Manzoni è diventato un mezzo sempre più vicino alle esigenze dei cittadini.



www.giornaledibrescia.it 19 dicembre 2014

BRESCIANI A ROMA

«Non serve a nessuno che la Tav passi da Montichiari»

Non serve a nessuno che la Tav passi da Montichiari. È questa la posizione che una delegazione bresciana guidata dal responsabile trasporti di Legambiente Lombardia Dario Ballotta ha portato al presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci.
 
In particolare gli albergatori bresciani del consorzio Garda Lombardia, con Paolo Mayer, si dicono favorevoli al potenziamento della tratta che passa da Desenzano. Una proposta che vede d’accordo anche il Comune di Peschiera, rappresentato dal vicesindaco Tiziano Cimarelli.
 
Ma sulle modifiche alla tratta ci sono troppe visioni diverse tra i sindaci interessati dalla Tav. Il primo cittadino di Desenzano Rosa Leso, ad esempio, è favorevole al passaggio della Tav per il suo comune, ma non al potenziamento a quattro binari. Idea condivisa anche dal presidente del consorzio Tutela del Lugana, Luca Formentini.

Insomma, fino a che i sindaci avranno idee diverse e in contrasto tra loro sarà difficile fare la voce grossa con il Governo Renzi.

www.tplbrescia.it 08 febbraio 2014 - guardando oltre il TPL

Stazione TAV a Montichiari



In questi giorni si è ricominciato a discutere della stazione dell'Alta Velocità di Montichiari.
Utile o inutile ? La città di Brescia è inserita al centro della propria area metropolitana, non si capisce il senso di realizzare una seconda e alternativa stazione TAV a Montichiari defilata rispetto all'effettivo baricentro a cui attualmente fanno capo gran parte dei servizi del trasporto pubblico locale.
Mettiamo il caso che la stazione TAV di Montichiari sia operativa.
Immaginatevi un abitante di Iseo che debba fare il viaggio in treno da Torino ad Iseo. Una volta giunto alla stazione di Montichiari come potrebbe raggiungere la stazione di Brescia per prendere il regionale Brescia - Iseo - Edolo ?
Il tracciato a sud dell'area metropolitana avrebbe un senso se servisse per "deviare" i treni che non prevedono la fermata nella nostra città, ma a questo punto se non è prevista la fermata il treno attraverserebbe il tracciato a sud della città a piena velocità [ascoltate il video] e non avrebbe alcun senso realizzare la stazione di Montichiari.
Se il tracciato a sud non fosse realizzato, tutti i treni AV, sia quelli che prevedono fermata che quelli senza fermata, dovranno attraversare la stazione di Brescia e l'area urbana densamente abitata ed è evidente che, nel caso sia previsto il passaggio di un treno senza fermata, il transito dovrà avvenire ad una velocità moderata, incrementando di una manciata di minuti i tempi di percorrenza.
Considerata la sfida (ormai vincente) che l'alta velocità ha lanciato contro il traffico aereo a breve distanza (ad esempio MI-RM, BG-RM, VR-RM) mi pare che la vicinanza all'agonizzante aeroporto di Montichiari sia l'ultima giustificazioni a cui appellarsi per invocare la stazione TAV a Montichiari.

Base mappa tratta da http://www.cityrailways.it/storage/pdf/01_urbanismi%20ITALIA_2011.pdf

www.giornaledibrescia.it 29 dicembre 2014

IL FINANZIAMENTO

Stato e Regione: 360 milioni per Brebemi


Dopo gli annunci, le polemiche e i passi indietro, per Brebemi arrivano i finanziamenti dallo Stato e dalla Regione Lombardia: 360 milioni in tutto per sostenere le casse della società che gestisce l'A35.
Il primo e più consistente intervento arriva da Roma, con il Fondo interconnessione tratte autostradali contenuto nella Legge di Stabilità: "Il fondo è istituito, presso lo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - si legge nel documento -, con una dotazione complessiva di 300 milioni di euro (20 milioni di euro annui dal 2017 al 2031). Alla ripartizione delle risorse, da utilizzare esclusivamente in erogazione diretta, si provvede con delibera CIPE su proposta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti".
Anche la Regione, nella finanziaria 2015, ha deciso di contribuire con 60 milioni da versare in tre anni per partecipare al riequilibrio del piano economico della Brebemi. In consiglio il Pd, con il capogruppo Enrico Brambilla, ha polemizzato sulla scelta sostenendo che i fondi fossero sottratti all'edilizia sanitaria. Dalla maggioranza è stato però fatto notare come anche il Governo Renzi, che ha come principale partito all'interno lo stesso Pd, abbia deciso di sostenere Brebemi.
La decisione è stata duramente criticata da Legambiente. Il responsabile dei trasporti, Dario Balotta, sottolinea come l'autostrada fosse nata "con la promessa di autofinanziarsi" e attacca: "Questo contributo economico si configura come aiuto di Stato e provocherà la reazione dei commissari europei del mercato interno e della concorrenza, esponendoci a una nuova sanzione comunitaria".

www.quibrescia.it 13 dicembre 2014

«Regione taglia Tpl e finanzia Brebemi»

(red.) Regione Lombardia finanzierà la Bre.Be.Mi, l’autostrada A35 Brescia-Milano, dopo aver annunciato tagli al trasporto pubblico locale.
 Lo denuncia Legambiente in una nota in cui si definisce “sconcertante” l’accordo siglato ieri a Roma tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ed il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che prevede un finanziamento pubblico di 270 milioni di euro sull’infrastruttura, di cui 60 milioni a carico della Regione.
 “Sorprende – afferma Dario Balotta di Legambiente- che il Ministro Lupi non prenda atto che l’impegno di Bre.Be.Mi. era quello di costruire l’autostrada senza soldi dello Stato”. “E’ inoltre paradossale – aggiunge – che mentre la Regione Lombardia annuncia per il 2014 tagli per 155 milioni al trasporto pubblico locale metta tra le sue priorità il salvataggio di una concessionaria autostradale sull’orlo del fallimento a pochi mesi dalla sua apertura a causa di un traffico nettamente al di sotto delle aspettative”. “Già ora -conclude Balotta- i treni nelle ore di punta sono insufficienti e gli autobus la domenica e nelle ore serali sono spariti dalla circolazione lasciando i Lombardi a piedi”.

www.tplbrescia.it 07 dicembre 2014

Agenzia del TPL di Brescia


Le tappe di avvicinamento per indire la gara e per il varo della nuova rete provinciale saranno rispettate ?

In un articolo di Bresciaoggi del 18 settembre 2014 è citato marzo 2015 per la gara europea, il tempo stringe


Bresciaoggi 18 settembre 2014

Trasporto pubblico locale Brescia ora ha l´Agenzia

Con il presidente Ghirardelli in cda Claudio Bragaglio e Alessia Savoldi La sede in via Marconi


Brescia ha l´Agenzia del Tpl, con tanto di Cda e forse anche di sede. E ora ci sono tutte le condizioni (o quasi) per procedere al Piano di bacino, unico per città e provincia, e poi andare alle gare d´appalto per l´affidamento del servizio. Come era nelle previsioni, la presidenza del Cda è toccata all´ex assessore ai Trasporti della Provincia Corrado Ghirardelli. L´altro membro formalmente di nomina provinciale è Maurizio Tira, ordinario di Pianificazione urbanistica a Ingegneria. Scelti dal Comune, invece, sono Claudio Bragaglio, già consigliere comunale in Loggia per il Pd, e Alessia Savoldi giovane ricercatrice di Economia dei trasporti sempre alla Statale Bresciana. Manca il quinto uomo spettante alla Regione, ma lo Statuto dell´Agenzia prevede un Cda composto da tre a cinque membri, e non è detto che il Pirellone intenda esserci, visto che è anche passato un pò di tempo dall´insediamento.
Se anche arrivasse, però, non muterebbe gli equilibri politici e la Loggia manterrebbe la maggioranza necessaria per nominare il direttore di Agenzia, vero braccio operativo dell´organismo. E ormai le condizioni per farlo ci sono. A metà giugno la Regione ha pubblicato il Regolamento tariffario integrato, in luglio ha licenziato l´Albo dei direttori idonei e infine le Linee guida per la realizzazione del Piano di bacino. Queste ultime sono ancora in bozze ma ormai non dovrebbero esserci sorprese. I tre elementi mancanti sono arrivati, e per il prossimo ottobre l´assessore alla Mobilità in Loggia Federico Manzoni annuncia che anche la nomina del direttore verrà ufficializzata.
Manzoni fa capire che la scelta è già stata fatta, e deve solo essere resa pubblica. Ma per ora non si sbottona. E aggiunge pure che ci sarebbe un accordo con la Provincia per dare una sede all´Agenzia. A meno di cambiamenti dell´ultima ora dovrebbe essere ricavata in un´ala degli edifici comunali di via Marconi. L´accordo prevederebbe che il Comune ci metta la sede, appunto, e la Provincia un pò di personale in più. Posto che per far funzionare l´agenzia servano una decina di tecnici, 7 li distaccherebbe l´una e tre l´altro.
INSOMMA, SI PUÒ cominciare a mettere le date alle fasi di avvicinamento al nuovo assetto del Tpl bresciano. Ma certo è che dopo il prossimo dicembre sarà necessaria un´altra proroga dei contratti di Brescia Trasporti e Arriva (Sia e Saia). Se ad ottobre verrà nominato il direttore, l´Agenzia bresciana avrà tutte le carte in regola per poter funzionare e i primi sei mesi andranno per la definizione del Piano di bacino nel rispetto delle Linee guida regionale che nel frattempo dovrebbero avere l´imprimatur definitivo. A quel punto saremo almeno a marzo 2015, e potranno scattare i sei mesi per le gara europea. L´arcaica separazione tra bus gialli e pullman blu farà il primo passo verso il definitivo pensionamento, e la mappa del trasporto pubblico subirà un cambiamento radicale, con la scomparsa di concorrenza e sovrapposizioni di linee. Soprattutto la nuova rete sarà davvero integrata con la metropolitana.
La situazione si è sbloccata il 30 giugno scorso, quando quasi all´improvviso si sono create le condizioni per la nomina del Cda. Le due parti (Comune e Provincia) si erano incontrate un paio di settimane prima, ma tra code polemiche si era deciso di rinviare, e nessuno scommetteva che la questione si sarebbe risolta a giro così stretto. Invece ognuna delle parti ha fatto un passo indietro, e si è così trovata la quadra.
Non è un mistero che l´Amministrazione comunale avrebbe preferito nominare prima il direttore, mentre la Provincia riteneva il 30 giugno l´ultimo giorno utile per varare il Cda. Alla fine i consiglieri ci sono stati nei tempi proposti da Ghirardelli, e Manzoni ha avuto la garanzia che comunque il direttore sarà suo.
Ora, però, il capitolo Agenzia si chiude, e se ne apre un altro, ben più importante che disegnerà il Tpl bresciano per gli anni a venire.


quibrescia.it 04 dicembre 2014

Mobilità urbana, cambiare davvero aria serve coraggio

(red.) Secondo stime OMS e UE, in Italia si registrano ogni anno 65000 morti premature a causa dell’esposizione al PM2.5, e altre 3400 per quella all’ozono. Il bacino padano e la città di Brescia sono tra le aree più esposte, e la sorgente numero uno delle emissioni è il trasporto su strada. Questa è la criticità ambientale con l’impatto di gran lunga più rilevante sulla salute.
Brescia è agli ultimi posti della classifica specifica per la qualità dell’aria di Ecosistema Urbano 2014. La qualità dell’aria cittadina rimane critica nonostante le condizioni climatiche favorevoli del 2014. Una situazione così grave richiede strategie organiche e interventi severi, anche a livello locale. *A un anno e mezzo dall’insediamento dell’amministrazione Del Bono, la mobilità cittadina non ha visto interventi significativi, e non se ne intravvedono a breve. Gli effetti del riordino delle linee autobus di marzo 2014 e delle tariffe della sosta dello scorso settembre sono molto, molto limitati.
Alcune delle idee e dei progetti illustrati in pubblico dall’assessore Manzoni vanno nella direzione giusta, ma l’azione complessiva della Giunta finora è mancata di incisività. L’istituzione dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale e l’avvio della progettazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile sono atti necessari, ma tutt’altro che sufficienti, per garantire al TPL uno sviluppo appropriato. Tra l’altro, i tempi di effettiva entrata in esercizio di questi strumenti sono lunghissimi e nel frattempo la metropolitana non supportata da una nuova rete di superficie accumula perdite di esercizio che mettono in crisi la capacità d’investimento del Comune. *Servono invece segnali concreti di svolta rispetto al passato, scelte innovative e investimenti.
L’obiettivo finale deve essere un deciso cambiamento delle modalità di spostamento nella città, al momento troppo centrate sull’uso dell’automobile e troppo poco su trasporto pubblico, mobilità ciclistica e pedonale. * In attesa di pianificare con rigore la mobilità di Brescia e hinterland, il Comune può e deve promuovere più concretamente modalità di spostamento imperniate sul trasporto pubblico di pregio di cui disponiamo, e su ciclabilità e pedonalità, incoraggiando i cittadini a muoversi in città senza automobile e pensando in primis alla sicurezza degli utenti deboli. Gli spazi urbani della città, a partire dal centro storico, vanno rigenerati e restituiti a una migliore fruizione, anche in chiave turistica, rendendo più scomodi gli spostamenti dei veicoli privati a motore, sottraendo spazio alle automobili e aumentando la concorrenzialità di bus e metrobus rispetto alle vetture private.
Quindi: ampliamento delle aree pedonali, ripristino della ZTL 24h per il centro storico, estensione massima della rete di corsie preferenziali per i bus, realizzazione di interventi di *traffic calming*, severi limiti e controlli alla velocità, tariffe di parcheggio più elevate, riduzione dei parcheggi di superficie lungo il tratto centrale della metropolitana, aumento della sicurezza per chi si muove a piedi o in bicicletta, ecc.. Sulla sosta sono necessari interventi più coraggiosi che incentivino l’intermodalità e penalizzino più seriamente di oggi l’avvicinamento a motore dei non residenti al centro della città. Occorre puntare sui parcheggi di scambio con il metrò intrecciando la gratuità della sosta con l’utilizzo della metropolitana o comunque del trasporto pubblico. Per riqualificare e valorizzare il centro storico, a partire dalle piazze storiche, bisogna eliminare tutti i parcheggi a pagamento a raso all’interno delle mura venete, allargare la zona a traffico limitato e allungarne la durata a 24 ore.
Al tempo stesso, facilitare la sosta dei residenti del centro storico, riservando alcuni di quei posti auto alla sosta dei residenti e proseguendo nella politica delle tariffe agevolate nei parcheggi in struttura. Risorse preziose possono essere recuperate dalle contravvenzioni ai trasgressori delle ZTL, dalla reintroduzione di un piccolo contributo per i residenti del centro che hanno il privilegio di parcheggiare sul suolo pubblico loro riservato, e dalla eliminazione/sterilizzazione della “Park City Card”. Brescia Mobilità. La controllata del Comune è diventata troppo grande e onerosa. Da azienda di gestione *in house* di alcuni servizi comunali, BS mobilità oggi ha un ruolo decisamente autoreferenziale, che rende più difficile l’individuazione delle politiche della mobilità da parte del Comune. I rapporti di forza tra l’ente comunale e la sua controllata devono essere ben diversi. Il Comune deve tornare a regolare e disciplinare rigorosamente funzioni, scelte e compensi di tutte le società controllate, a partire da Brescia Mobilità. Al momento è assente qualunque logica controllore-controllata, e non si può attendere l’entrata in esercizio dell’Agenzia del TPL per chiedere puntualmente conto dell’efficienza e dell’efficacia delle risorse pubbliche spese da Brescia Mobilità. Condizione preliminare perché efficaci politiche della mobilità possano realizzarsi è che il Comune si riprenda i compiti di pianificazione e gestione della mobilità attraverso il ripopolamento del Settore Mobilità e la ricostituzione dell’Ufficio del Mobility Manager.
Altri due esempi su tutti sui quali l’AC deve mostrare più coraggio e la città ha diritto alla piena trasparenza: 1) la ratio della pianta organica di Metro Brescia e delle sue scelte funzionali
2) la struttura dei compensi delle società del Gruppo. In un’ottica di medio termine, ci sono poi tantissimi altri interventi da realizzare, anche a costi zero o limitati. Le principali linee d’azione, su cui chiediamo segnali più chiari all’AC, sono:

1. Trasporto Pubblico Locale: a) Forti nuovi investimenti nello sviluppo di una rete di TPL efficace, efficiente, di qualità e a basso impatto ambientale.
b) Il Metrobus deve essere integrato in un’offerta più avanzata e capillare di mobilità pubblica che vada oltre il territorio urbano e la direttrice esistente del servizio.
c) Ripristino delle corsie preferenziali LAM dove soppresse e realizzazione di una nuova tratta LAM da Via Vallecamonica a Sant’Eufemia (LAM 3).
d) Ridefinizione della rete del TPL di superficie urbana ed extraurbana, anche con le connessioni linee ferrate esistenti, che avendo come rifermento la linea di MLA, renda più efficaci e puntuali gli spostamenti con i mezzi pubblici.
e) Integrazione tariffaria tra tutti i gestori di linee di trasporto e una nuova politica tariffaria del TPL che favorisca l’utilizzo del mezzo pubblico da parte delle famiglie e dei piccoli gruppi, del cambio intermodale fra città e provincia, ma anche per piccoli spostamenti interni alla città.

2. Trasporto privato: elaborazione e valorizzazione di un piano integrato degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola-università, secondo una visione dello spostamento a basso impatto e preferibilmente collettivo se a motore.

3. Censimento organico delle aree di sosta e parcheggio nelle diverse zone della città ed elaborazione di un piano della sosta tendenzialmente orientato a una graduale limitazione di quella privata.

4. Potenziamento della rete di percorsi ciclopedonali continui e sicuri; *traffic calming* e segnaletica orizzontale enfatizzata per le zone 30.

5. Intermodalità: integrazione spinta (anche tariffaria) tra le diverse modalità di trasporto (auto, bus, Metrobus, *bike*- e *car-sharing*, treno).

6. Potenziamento dei parcheggi scambiatori periferici e di servizio al Metrobus e adozione di un sistema incentivato di *park-and-ride* in prossimità di essi.

7. Limitazione severa della circolazione e sosta automobilistiche nel centro antico; divieto assoluto di sosta e circolazione privata nelle principali piazze e vie storiche; limitazione della sosta e della circolazione lungo il “corridoio” della metropolitana.

8. Riorganizzazione della distribuzione urbana delle merci, dei servizi e delle persone su basi razionali ed ecosostenibili.

9. *Potenziamento della funzionalità ecosistemica e di mitigazione del verde urbano attraverso la realizzazione di *green infrastructures*, reti capillari di spazi verdi, come l’*Emerald Necklace *di Boston e l’*High Line *di New York.

10. *Mobility marketing*, comunicazione, infomobilità a vantaggio della fluidità del trasporto privato e dell’efficienza di quello pubblico.

11. Estese aree pedonali e verdi intorno alle scuole, agli Ospedali, alle Università e agli altri grandi uffici pubblici.

Circolo di Legambiente Brescia


Giornale di Brescia 01 dicembre 2014

PROGETTO DA TRE MILIONI DI EURO

Parcheggio metro a S. Eufemia: lavori dal 10 dicembre


Da 130 a 398 posti auto. Inizieranno mercoledì 10 dicembre i lavori per la realizzazione del parcheggio di interscambio di Sant’Eufemia di fronte alla stazione della Metropolitana «Sant’Eufemia-Buffalora».
L’appalto è stato assegnato da Brescia Infrastrutture Srl alla Rti Montagna Costruzioni-Cordioli per un importo complessivo di poco più di 3 milioni di euro.
Il progetto, redatto dallo studio Crew-Workshop di Brescia, prevede la riqualificazione di un capannone artigianale in un parcheggio di tre piani fuori terra per 398 posti auto complessivi.
Nella scaletta degli interventi figurano la rimozione dei pannelli prefabbricati esterni, l’adeguamento antisismico delle strutture dell’edificio, l’inserimento di un piano ammezzato in carpenteria metallica e il posizionamento di nuovi pannelli metallici in lamiera stirata sulle facciate esterne.
Oggi come oggi chi prende la metropolitana parcheggia nell’area annessa al fabbricato, che può contenere circa 130 auto. Durante l’esecuzione delle opere il Comune reperirà 40 posti auto su via Chiappa organizzandola a senso unico. Brescia Infrastrutture metterà a disposizione parte dell’area sterrata di via Magnolini, distante circa 200 metri, attrezzandola a parcheggio provvisorio, con circa 150 posti auto.




Tratto da "Cittadini di Twitter" 07 novembre 2014

#socialbus, le best practices in Italia ci sono e funzionano

L’evento #socialbus ha visto una lunga carrellata di best practices italiane e internazionali. Il programma ha portato infatti la testimonianza diretta del Gruppo Brescia Mobilità, di GTT Torino, ATAC Roma e ANM Napoli.

Marco Medeghini, direttore Generale del Gruppo Brescia Mobilità, ha iniziato la sezione dedicata alle case history aziendali con l’esperienza bresciana, che ha visto affermarsi alcuni elementi di grande originalità. A partire dal 2013 è stato avviato il progetto “Social customer care”, un nuovo modo di comunicare che pone al centro il cliente e le cui parole chiave sono chiarezza, semplicità, tempestività e dialogo. Il Gruppo Brescia Mobilità è presente su Facebook e Twitter (con il profilo Metro Brescia gestisce un dialogo più fresco e colloquiale; con il profilo Brescia Mobilità quello più istituzionale per il Gruppo), su Instagram e YouTube. Da pochi mesi è stato attivato, per primi in Italia tra le Aziende Tpl, un numero dedicato su Whatsapp, che conta ad oggi circa 40 messaggi al giorno per un totale di oltre 1000 utenti diversi dall’avvio. L’esperienza “Brescia” su WhatsApp sta già diventando un caso nazionale al quale altre aziende guardano con interesse. In cantiere ci sono nuovi importanti progetti: l’installazione in tutte le stazioni metro del wi-fi gratuito, che favorirà l’uso dei social da parte dei clienti, il social “multilingue”, e i “Social Ambassadors”, clienti-social users che possano fungere da opinon-leader per ogni social network.

Valeria Teti ha portato la testimonianza di ANM Napoli, che copre le linee di bus, tram e filovie della città, oltre a 2 linee metropolitane, 4 funicolari e i parcheggi. Nel 2012 l’Azienda ha aperto le sue pagine Facebook e Twitter, per interagire direttamente con i clienti e permettere loro di partecipare alla vita della città, con la massima trasparenza possibile.

Roberto Cambursano ha illustrato la consolidata esperienza nel settore di GTT Torino, che già nel 2009 ha cominciato ad utilizzare Facebook e nel 2010 Twitter, insieme ai vantaggi e gli svantaggi che tale scelta ha comportato. Segue una riflessione sulle strategie di gestione aziendale dei social network e sugli ottimi risultati ottenuti, di cui sono un esempio i 45000 like attuali delle pagine Facebook.

Gianluca Naso ha raccontato l’esperienza di ATAC Roma, attiva sui social network dal 2011, che conta oltre 61 mila tweet pubblicati e oltre 43 mila follower. Grazie a questi strumenti vengono date ogni giorno informazioni ai cittadini e viene fornita loro assistenza, per un interazione che risulta la maggiore a livello italiano tanto da ottenere il riconoscimento di “Twitter Top Brands Response Leader”.

L’ospite internazionale Lucy Whitehead, con lunga esperienza in Transport of London, ha raccontato successivamente l’uso dei Social nell’Azienda di trasporto pubblico di Londra, toccando i temi della gestione nei Social Network in azienda, dei vantaggi per le diverse aree e l’organizzazione aziendale, e del costante monitoraggio dei risultati.

A chiudere il convegno la tavola rotonda moderata dal Professor Giulio Maternini dell’Università di Brescia, dal titolo “I social migliorano il servizio di trasporto pubblico in città: quali scenari?” con la partecipazione di Apam Mantova, ATB Bergamo, CTT Nord,Start Spa di Ascoli Piceno, e Metro Brescia.


tplbrescia.it 11 aprile 2014
aggiornamento 28 settembre 2014

Ancora poco conosciuto e quindi sottoutilizzato il parcheggio scambiatore Poliambulanza
Complice la segnaletica presente non semplice da interpretare specialmente per chi (forestieri) non conosce il logo della nostra metropolitana



Il parcheggio scambiatore Poliambulanza non ha ottenuto fino ad ora buoni risultati in termini di utilizzo in quanto è ancora poco conosciuto.
E' poco conosciuto dai bresciani meno attenti che, pur sapendo che lungo il tracciato della metro esistono dei parcheggi scambiatori, non conosce quello della fermata Poliambulanza.
Non è semplice da individuare per chi non è di Brescia e arriva da fuori città / provincia in quanto la segnaletica P+ Metro con il logo della nostra metropolitana è poco conosciuto e non è immediatamente associabile al servizio di trasporto rapido metropolitano.
Ne consegue che il parcheggio e la stazione Poliambulanza sono quelli meno utilizzati.

Cosa servirebbe per migliorare la situazione ?

Incrementare ulteriormente la segnaletica sulla strade attorno al Park Poliambulanza e inserendo sui segnali stradali, oltre che al logo, anche l'indicazione scritta "Metropolitana / Metro Station" in modo che anche i forestieri possano capire di che servizio si tratta.

Tplbrescia ha già inoltrato la proposta due volte agli uffici degli enti (Comune di Brescia) e società (Brescia Mobilità, Brescia Infrastrutture e Metro Brescia) preposti alla gestione della Metropolitana e Parcheggi scambiatori.

Foto-simulazione con suggerimento (in rosso)


www.tplbrescia.it 13 ottobre 2013

Migliorare la visibilità delle stazioni della metropolitana

Chi usa abitualmente la metropolitana conosce bene la posizione delle stazioni all'interno della città ma chi arriva per la prima volta a Brescia e si accinge ad utilizzare la metro potrebbe avere qualche difficoltà nell'individuarle in quanto le indicazioni delle fermate sono piuttosto piccole e da lontano non si scorgono un granché. Gli attuali totem che indicano la fermata si vedono stando soltanto a poche decine di metri dall'accesso delle stazioni stesse.
Per migliorare la visibilità servirebbero dei nuovi pannelli luminosi di maggiori dimensioni e ad alta visibilità collocati in posizione tale che possano essere individuati facilmente stando sulla strada pubblica anche da distanze maggiori (200 - 300 m).
I pannelli potrebbero inoltre riportale la M bianca su sfondo rosso che convenzionalmente è utilizzata a livello nazionale per individuare il servizio di trasporto metropolitano, peraltro lo stesso simbolo () è utilizzato anche da Google Maps per indicare le fermate della nostra città.
I nuovi totem potrebbero inoltre essere dotati di display che riporti le informazioni sulle condizioni di esercizio in tempo reale della metropolitana.
Sabato 5 ottobre durante il guasto, ad esempio, i pannelli avrebbero potuto riportale il messaggio riguardante l'interruzione del servizio.




www.tplbrescia.it 12 novembre 2013
aggiornamento 24 novembre 2013

TPL dell'area urbana di Brescia, obiettivo + 75 % di passeggeri in cinque anni.

Tplbescia propone di fissare e perseguire con tutti gli strumenti disponibili l'ambizioso traguardo 75 - 80 milioni di passeggeri trasportati all'anno sulla rete dell'area urbana di Brescia
entro il 2018. Questo permetterebbe di incrementare dall' attuale 11 - 12 % al 20 - 22 % la quota modale di popolazione che utilizza il trasporto pubblico per gli spostamenti nell'area urbana.


Nel medio e breve periodo (2014 - 2015) le azioni che possono incrementare il numero di passeggeri sulla rete del TPL di Brescia sono:
  1. Riorganizzazione, integrazione e razionalizzazione della rete su gomma dell'area urbana con quella extraurbana con particolare riguardo alle direttrici di accesso alla città per meglio "cucire" i quartieri e i paesi contermini all'asse della metropolitana (Nuova Agenzia del TPL del bacino di Brescia)
  2. Revisione delle agevolazioni (Park City Card) sulla sosta per i residenti del Comune di Brescia limitandole ai soli residenti nei quartieri dell'estrema periferia e fuori dall'asse della metropolitana (Pendolina, Q.re Abba, S.Anna, Badia, Violino, Mandolossa, Zona Industriale, Fornaci, Folzano).
  3. Adottare provvedimenti più incisivi al fine incrementare il park & ride nei parcheggi della metropolitana "pescando" nuovi utenti proprio dalla grande quantità automobilisti che ogni giorno entrano in città.
  4. Estendere ulteriormente le isole pedonalizzate in centro storico attorno alle stazioni Vittoria e San Faustino (raggio 250 - 300 m)
  5. Nuove campagna di marketing rivolte in particolar modo alle nuove potenziali  fasce di utenti  (pendolari lavoratori).
  6. Avviare il progetto di riqualificazione del tratto urbano della ferrovia Brescia - Iseo - Edolo con realizzazione della nuova fermata del Violino e nuovo servizio metropolitano (treni ogno 10 minuti) ed eventuale parcheggio scambiatore in prossimità dell'intersezione della ferrovia con la Tangeziale Ovest oltre al parcheggio scambiatore di Mandolossa


Comune di Brescia
LINEE PROGRAMMATICHE RELATIVE ALLE AZIONI ED AI PROGETTI DA REALIZZARE NEL CORSO DEL MANDATO 2013 - 2018

La città in movimento

La mobilità sostenibile – cioè quella costituita dagli spostamenti a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici – rende più vivibile la città, libera spazi altrimenti occupati dalla sosta e dal passaggio dei veicoli, riduce l'incidentalità e l'inquinamento. Fa di Brescia una città a misura di ogni cittadino.
I problemi legati alla mobilità sono ai primi posti tra le preoccupazioni quotidiane dei cittadini.
L'eccessivo traffico a motore privato comporta numerose esternalità negative: la congestione degli spazi, l'inquinamento atmosferico e acustico, l'incidentalità. La suddivisione modale tra i vari mezzi di trasporto in grado di promuovere la mobilità sostenibile, è una significativa cartina di tornasole circa il grado di sostenibilità della mobilità di una comunità. La chiave di volta consiste dunque nel promuovere una cultura della intermodalità, secondo alcune caratteristiche:
  • il muoversi a piedi quale alternativa preferita per un effettivo rilancio della socialità urbana, e del centro storico in particolare, sostenuta da adeguate scelte architettoniche e infrastrutturali;
  • il muoversi in bicicletta quale modalità privilegiata per spostamenti abitudinari tra i diversi quartieri limitrofi e per allargare il raggio di utenza del metrobus [della metropolitana], con l'obiettivo di rendere attrattivi e sicuri gli spostamenti delle due ruote entro il quarto d'ora;
  • il muoversi con i mezzi pubblici, attraverso un rilancio della competitività del sistema attuale, quale soluzione più conveniente per raggiungere i principali poli attrattori della città;
  • il muoversi in auto quale scelta consapevole e non necessitata, da integrare nel sistema pianificato complessivo e per la quale investire sulla fluidità del traffico, su una gerarchia stradale pianificata, sugli assi di scorrimento e i nodi principali, sulla riduzione dell'incidentalità nonché sull'accessibilità ai poli di interscambio;
  • il metrobus [la metropolitana] non solo quale asse di forza della mobilità cittadina, ma anche quale perno su cui favorire la convergenza e l'integrazione delle altre modalità di trasporto e mobilità.
La promozione della intermodalità e della mobilità sostenibile passa necessariamente attraverso uno sforzo sinergico e plurale, che contempla: la pianificazione e l'organizzazione di servizi efficienti e infrastrutture adeguate; lo studio e l'introduzione di politiche tariffarie e di regole alla circolazione coerenti con l'obiettivo; formazione e informazione efficace della cittadinanza e apertura di spazi di consultazione, partecipazione e co-progettazione.


Consulta metropolitana della Mobilità
Un primo banco di prova della Giunta dei Sindaci, fil rouge del programma amministrativo, è sicuramente quello della mobilità. Dalla rete del TPL (che coinvolge tutto l'hinterland, ad eccezione di Castenedolo e San Zeno) all'area critica per la qualità dell'aria (che tuttavia si estende fino alla media Val Trompia) a una serie di progetti infrastrutturali a carattere sovracomunale, sono ormai numerosi i campi che richiedono con urgenza un approccio sistemico e guidato da logiche metropolitane.

Azioni
  • Costituzione di una Consulta metropolitana per la Mobilità, quale tavolo permanente a cui partecipino gli enti interessati. La Consulta si pone quale tavolo finalizzato al superamento di divergenze localistiche e volto a pianificare azioni nel campo della mobilità con carattere di ampio respiro e di condivisione.


Ristrutturazione e razionalizzazione del Gruppo Brescia Mobilità
Il Gruppo Brescia Mobilità ha vissuto in questi ultimi anni una espansione notevole, ma disorganica e parcellizzata. Tale articolazione provoca diseconomie, duplicazioni e sovrapposizioni di ruoli, nonché costi amministrativi significativi. Si impone dunque un serio ridisegno del Gruppo, che passa attraverso alcune azioni precise.

Azioni
  • funzioni di staff di Brescia Trasporti e Sintesi da riallocare in capo alla capogruppo, che eserciti effettivamente direzione e coordinamento sulle controllate;
  • società controllate Brescia Trasporti e Sintesi (se non si riterrà utile la fusione) saranno trasformate in s.r.l., con un amministratore unico, senza CdA e sindaci;
  • proprietà dei parcheggi, oggi spezzettata tra Brescia Infrastrutture, Brescia Mobilità, Sintesi e Comune, ricondotta in capo a un unico soggetto.
  • in vista della partecipazione alla gara per l'affidamento del servizio di TPL nell'ambito del bacino provinciale, Brescia Mobilità dovrà delineare una strategia di alleanze con partner in grado di conferire valore aggiunto.

Piano Strategico della Mobilità
Dovrà essere redatto un Piano per la riorganizzazione della mobilità pubblica e privata dell'intera area cittadina e metropolitana, articolantesi in interventi di breve, medio e lungo periodo. Il percorso di redazione di tale Piano dovrà basarsi su un'opera di confronto con la cittadinanza, le parti sociali, l'Agenzia per il Trasporto pubblico locale e la Consulta Metropolitana della Mobilità.

Azioni

1. - Pedonalità
  • A livello dei quartieri occorrerà proseguire nell'individuazione di “zone 30”, predisponendo all'uopo appositi interventi di traffic calming.
  • Il Centro storico, grazie all'entrata in funzione del metrobus [della metropolitana], è pronto per una vera pedonalizzazione. Il Piano analizzerà l'accessibilità alle varie aree del Centro, in relazione alle diverse tipologie di frequentazione e alla vivibilità nell'arco delle diverse parti della giornata.
  • La promozione dei progetti per gli spostamenti a piedi (a partire dal Pedibus per le scuole) andrà rilanciata e fatta oggetto di apposite campagne comunicative.
  • Possibile istituzione di Ztl in borghi storici periferici con decisione partecipata
2. - Ciclabilità.
  • Il Piano della ciclabilità dovrà trovare attuazione per stralci annuali, in modo da realizzare compiutamente le direttrici entro il mandato amministrativo. A tal fine, andrà garantito che una quota di introiti legati agli oneri di urbanizzazione e alle sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada sia a ciò dedicata.
  • Nell'ottica della promozione dell'intermodalità, migliore l'accessibilità alle stazioni metrobus [della metropolitana], collegando i quartieri non direttamente serviti e mettendo in sicurezza gli itinerari di accesso - Il progetto Bicimia va ulteriormente potenziato, coprendo le numerose aree ancora non servite e potenziando il servizio In tal senso, andranno perseguite azioni sinergiche con il mobility management di enti, aziende e istituti.
3 - Trasporto pubblico
  • Tra le innovazioni prioritarie da perseguire vi è l'introduzione di un sistema di bigliettazione e tariffazione unica, integrato per l'intero bacino provinciale. La gara bandita dalla nuova Agenzia Unica per il Trasporto Pubblico Locale potrà consentirne il consolidamento.
  • Procedere alla integrazione che attiene alla interoperabilità delle diverse tecnologie dei sistemi di obliterazione: oggi infatti l'Omnibus Card non dialoga pienamente con quanto adottato a livello lombardo (Carta regionale dei servizi e Io Viaggio).

4 - metrobus [metropolitana]
  • In questa fase di implementazione del servizio e in considerazione del fatto che da marzo 2014 saranno estesi orari e frequenze, risulta prioritario il potenziamento del sistema dei parcheggi scambiatori, recuperandone l'originaria pianificazione, nonché il miglioramento delle connessioni con le aree limitrofe.
  • L'accessibilità pedonale e ciclabile alle stazioni metrobus [della metropolitana], ivi compresa l'illuminazione dei percorsi di avvicinamento, andrà sicuramente implementata.
  • Occorre inoltre valutare quali estensioni del tracciato (verso Concesio, verso Fiera, verso Rezzato) meritino la priorità. Peraltro, l'espandibilità non dovrà limitarsi a un'espansione pura e semplice della rete metrobus [metropolitana], ma dovrà puntare a creare nel tempo una rete di trasporto pubblico su base allargata in Provincia, utilizzando anche tecnologie diverse comunque armonizzate con il metrobus [la metropolitana].
5 - Autobus
  • Con la Provincia andrà ridisegnata la rete dei servizi urbani ed extraurbani, integrandola con il metrobus [la metropolitana] e con i servizi ferroviari regionali.
  • Il servizio autobus dovrà recuperare lo smalto perso, attraverso una riorganizzazione della rete e un rilancio delle corsie preferenziali).
  • Ripristinare il servizio serale fino alla mezzanotte (con un potenziamento nel fine settimana) sulle principali direttrici e sperimentare un servizio a chiamata sulle relazioni più deboli.

Trasporto ferroviario
Il trasporto ferroviario deve entrare nell'agenda dell'Amministrazione comunale, la quale, sebbene non possegga competenze dirette in materia, non può ignorare un fenomeno di grande importanza e foriero di potenziali sinergie positive.
La Stazione pertanto non andrà più vista soltanto per quanto attiene ai problemi di sicurezza e di vivibilità, ma anche nella sua essenziale funzione di luogo di interscambio.

Azioni
  • Sollecitare Rete Ferroviaria Italiana al fine di addivenire alla più sollecita realizzazione del secondo sottopasso ferroviario, che colleghi il fascio dei binari da un lato alla nuova stazione del metrobus [della metropolitana] e dall'altro a via Sostegno.
  • Andrà implementata l'organizzazione di un servizio a carattere suburbano (con frequenze ravvicinate e cadenzate e materiale rotabile riqualificato) almeno fino a Lonato e Rovato (sulla Milano- Venezia), Ghedi (sulla BS-Parma), Bagnolo (sulla BS-Cremona), Iseo (sulla BS-Edolo).
  • Sfruttare il sedime urbano della BS- Iseo - Edolo. Occorrerà valorizzare quanto esistente e per la realizzazione, in corrispondenza del villaggio Violino, di una nuova fermata, da connettere opportunamente alle piste ciclabili e alla rete Bicimia e sfruttando il parcheggio dell'IperSimply, potrebbe così ampliare il proprio bacino anche ai quartieri limitrofi.


Viabilità e sosta veicolare
Abbandonati progetti infrastrutturali insostenibili (sotto il profilo sia economicofinanziario sia di opportunità) come la Tangenziale Est e il parcheggio sotto il Castello, occorre por mano a una serie di precise azioni.

Azioni
  • Sul fronte delle tangenziali, accanto al completamento – ad opera della Provincia – del progetto di terza corsia della Sud da Brescia Centro a Brescia Est, occorre riqualificare la Ovest per quanto attiene le sue intersezioni a raso e il completamento della connessione tra via Rose e via Vallecamonica.
  • Adeguamento del sistema stradale di scorrimento: eliminazione del progetto di realizzazione della nuova Tangenziale Est e promozione di un progetto di riqualificazione della Tangenziale Ovest esistente.
  • Prioritari gli interventi di completamento della nuova viabilità della Poliambulanza, la fluidificazione del nodo Arnaldo e il rinnovo degli impianti per la riduzione dei tempi di chiusura di taluni passaggi a livello.
  • Sempre per quanto attiene la sosta, andranno valutate possibili soluzioni per l'area ad ovest del Centro storico, unica a non essere servita da parcheggi adeguati.
  • Le tariffe della sosta andranno riordinate, secondo un criterio di aumento progressivo man mano ci si avvicina al Centro storico o a zone non periferiche che siano egregiamente servite dal metrobus [dalla metropolitana].
  • Per quanto attiene ai parcheggi in struttura, si reputa opportuno destinare prioritariamente ogni primo piano interrato alle vetture a GPL, altrimenti tecnicamente impossibilitate alla sosta.
  • Il servizio di car sharing, introdotto negli ultimi anni, andrà infine sottoposto ad apposita revisione, considerati i risultati non particolarmente brillanti fin qui raggiunti.


Mobilità delle merci da/verso Brescia e in città
La ripartizione modale del trasporto merci vede anche a Brescia una nettissima prevalenza della mobilità su gomma, in termini peraltro assolutamente maggiori di quanto non avvenga nel campo della mobilità delle persone. Al riguardo, lungo due ambiti l'azione dell'Amministrazione comunale può risultare efficace la consegna delle merci all'interno della città, e specialmente nel suo Centro storico; i traffici di merci che provengono in città o che da essa si dipartono. Nel primo caso, il riferimento corre al progetto di city logistics per la concentrazione della consegna delle merci agli esercizi commerciali entro determinate fasce orarie e circoscrivendo il novero degli operatori abilitati e la tipologia di mezzi ammessi. Attualmente, il progetto è in fase sperimentale e merita di essere agevolato ed esteso anche oltre il Centro storico. Nel secondo caso, ci si riferisce alla possibilità che la città ha di trarre giovamento dalla presenza dello scalo della c.d. Piccola Velocità. Esso è oggi largamente sottoutilizzato.

Azioni
  • Terminare la fase sperimentale del progetto city logistic: il progetto merita di essere agevolato ed esteso anche oltre il Centro storico.
  • Ripartire dal protocollo d’intesa Comune-Provincia-Gruppo Ferrovie dello Stato del 2007 per definire un progetto di intermodalità integrata che rilanci lo scalo merci della Piccola velocità, occasione anche per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Catch the tube

Cortometraggio realizzato per il laboratorio di produzione e post produzione cinematografica con gli studenti dell’Università Cattolica di Brescia, a.a. 2012/2013.




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