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Giornale di
Brescia 04 febbraio 2010

Mobilità sostenibile,
grandi cifre per bus e Bicimia
In
sette mesi, 24 milioni di utenti sui torpedoni. Con la
«spicciola» pubblica pedalati 90mila km
La
mobilità sostenibile è una delle sfide che
Brescia affronta non da ieri. E mentre si sperimentano nuove soluzioni
- del car sharing introdotto ieri si parla ampiamente nella pagina a
fianco, oltre che nel racconto della prova su strada - si rinnovano gli
appelli ad un uso più razionale del mezzo privato.
L’ultimo è giunto dal sindaco Adriano Paroli, in
occasione dell’annuncio del blocco imposto ai mezzi privati
la scorsa domenica per far fronte ai ripetuti esuberi di polveri
sottili nell’aria della Leonessa. L’auto non va
demonizzata, perché spesso, in primis per chi lavora,
può rappresentare una necessità ancor prima che
una comodità, ma questo non significa che il ricorso ai
mezzi pubblici vada visto come opzione di risulta.
Anzi. D’altro canto, i dati più aggiornati messi a
disposizione da Brescia Mobilità circa l’impiego
del bus, e quelli rerelativi al bike sharing
«Bicimia» - servizio questo introdotto solo a
giugno 2008, ma già entrato nelle abitudini di
mobilità urbana di molti bresciani - danno conto di un
ricorso sempre più frequente a questi due mezzi del sistema
di trasporto pubblico locale.
Bus, oltre 24 milioni in sette mesi
Tanto per cominciare dal più tradizionale, vale a dire il
bus, i dati che si riferiscono ai primi sette mesi del 2009, attestano
un totale di oltre 24 milioni di passeggeri. Per l’esattezza,
la cifra è di 24.528.819 utenti trasportati
sull’intera rete del sistema integrato, che come noto,
comprende oltre al capoluogo anche quattordici Comuni
dell’hinterland cittadino. Il primato, per numero di
passeggeri saliti a bordo, spetta ai bus della linea 1, la Lam
nord-sud, che corre da Mompiano a San Polo (via Masaccio) con
l’impiego dei «torpedoni» snodati da 18
metri: tra gennaio e luglio dello scorso anno, infatti, sono stati
quasi cinque milioni i bresciani che vi hanno fatto ricorso. Per
precisione 4.718.317 persone. Un sesto del totale. Seguono - non
esattamente a ruota - la linea 10 che fa la spola tra Concesio, a nord,
e Poncarale a sud: i passeggeri trasportati in questo caso sono
2.493.104. Poco distanziate - si parla di qualche decina di migliaia di
unità - seguono nell’ordine la linea 11
(Collebeato-Botticino) e la linea 3 (Mandolossa-Virle di Rezzato). Se
la prima è tutta cittadina, le seconde tre, invece, sono
intercomunali, a riconferma del fatto che il bus costituisce una
soluzione largamente adottata da molti - studenti, pendolari, ecc. -
per raggiungere il capoluogo anche dalle periferie della rete, a fronte
di distanze più ampie che almeno in qualche caso potrebbero
indurre ad optare per l’auto privata.
Un trend costante
E se in più di 303mila si sono avvalsi nei sette mesi
esaminati anche della linea 18 - la ex Bussola, che va dal parcheggio
Castellini al parcheggio Iveco - attraversando il centro, segno
ulteriore di un ricorso ad una mobilità che non tiene conto
solo dell’auto, il prospetto dei primi sette mesi dello
scorso anno, in attesa del dato consuntivo del 2009, consente di
ipotizzare se non un aumento quantomeno un trend costante rispetto al
2008, quando in 12 mesi, i passeggeri saliti in vettura erano stati 42
milioni e 600mila.
Bicimia, 2.200 utenti attivi
Quanto ai dati, forniti dall’Assessorato alla
mobilità, relativi a Bicimia, è significativo il
numero degli utenti «attivi», cioè che,
dopo l’iscrizione al servizio, vi fanno effettivo ricorso:
tra le 260 colonnine, distribuite nelle 24 postazioni cittadine -
destinate nelle intenzioni dell’assessore Nicola Orto a
raddoppiare in breve, superando i confini del centro - hanno infatti
fatto tappa 2.200 bresciani. I quali si rivelano discreti pedalatori: i
chilometri percorsi in totale sono circa 90mila, come a dire 45 a
testa. In attesa che l’avvento del Metrobus rivoluzioni il
modo di muoversi attraverso la Leonessa.g. gal.
Sfida
all’ora di punta per le vie della Leonessa
Muoversi
attraverso la città. Sulla scorta di quattro filosofie di
mobilità differenti: quella più eco-sostenibile
per eccellenza, la «spicciola», nella fattispecie
Bicimia, il bike-sharing cittadino. Quindi, quella per noi
più nuova, il Car sharing varato ieri nella Leonessa, subito
al battesimo del fuoco. Poi, quella «pubblica» per
eccellenza: il bus. E infine, l’auto privata,
comodità - ma spesso necessità - dei tempi
nostri, compressi all’osso. Mancano all’appello
scooter e moto: per questa volta si è preferito optare per
tre servizi «pubblici» e per la sola auto quale
espressione del mezzo privato.
Per mettere a confronto e testare sul campo efficienza, costi e
praticità delle quattro soluzioni le abbiamo provate tutte
in contemporanea, partendo dalla Stazione per arrivare al Civile.
Scelta adottata in omaggio all’ultimo arrivato, il
car-sharing, che ha proprio a ridosso del Pronto soccorso la sua
stazione più a nord. Un percorso, in ogni caso, non
improbabile per un cittadino o per chi giunga in città col
treno. La partenza è stata fissata alle 13: ora di punta,
con studenti in uscita dalle scuole e traffico sostenuto. Poche le
regole, oltre a quelle del Codice della Strada, osservate tutte
rigorosamente: muoversi lungo l’itinerario più
breve possibile per il mezzo adottato e documentare tutto il tragitto.
In parole e foto.

Car sharing, l’ultimo arriva primo
Introdotto ieri il servizio, è salito
subito sul gradino più alto del podio
Nulli secundus. Secondo a nessuno, recita
l’antico adagio latino. L’ammetto: essere arrivato
primo, per giunta battendo il mezzo privato, quello più
malvisto in un’ottica di mobilità sostenibile,
dà soddisfazione.
Senza contare che il primo gradino del podio sconta un percorso a
ostacoli. Già, perché, tanto per cominciare, il
test del car sharing inizia... in bici. Meglio, in sella a una delle
«spicciole» di Bicimia. Scelta obbligata, in
assenza - almeno per ora - di una postazione car sharing
all’esterno della Stazione, punto di partenza della sfida.
Così, quando l’orologio segna le 13, balzo in
sella e inizio a pedalare. Mi imbatto subito, in via Foppa, in un
semaforo rosso. Il secondo lo imbrocco una manciata di metri
più avanti, a largo Zanardelli, dove svolto a sinistra e
filo su per via Gramsci. Ecco piazza Vittoria: parcheggiata alla
colonnina la Bicimia, mi basta attraversare il lato corto della piazza
e raggiungere la piazzola Car sharing, dove mi attende una Fiat Panda
Natural Power bianca col logo «Car sharing» sulle
fiancate. Lì, il cronometro, che segna le 13.05, viene
fermato. I responsabili del servizio - varato ufficialmente solo
un’ora più tardi e quindi ancora in start-up -
simulano la prenotazione. A me resta da accostare la tessera al sensore
posto al lato destro del parabrezza per aprire l’auto e dare
il là al calcolo di costi e chilometri.
Il cronometro riparte (sono le 13.17) e mi metto al volante,
l’occhio fisso alla lancetta, che non superi i 30 km/h. Poi
provo l’ebbrezza, per una volta, di attraversare piazza
Loggia in auto e calcolare metri - e minuti - risparmiati tagliando per
il centro. Schivata una ciclista che in via S. Faustino tenta di
inaugurare il paraurti immacolato, mi trovo a far i conti col cantiere
del metrò di piazzale Battisti: svolta obbligata in via
Porta Pile, via Marsala, e su fino a via Foscolo. Fossi potuto andar
dritto - così sarà a cantiere chiuso - avrei
fatto prima. Poco importa: sul filo dei 50 km/h eccomi in via Marconi.
Superati coda e semaforo, al rondò di piazzale Corvi piego
per via Dal Monte: circumnavigo il Civile - previo stop al rosso - e
risalgo viale Europa, fino a piazzale S. Padre Pio.
All’arrivo il comfort più gradito: nel parcheggio
accanto alla sede di Brescia Mobilità
c’è un posto auto a righe gialle con scritta
«Car sharing» ad attendermi. Niente costi extra,
né ansia da parcheggio. Sono le 13.30: sottratti i 12 minuti
di «stop tecnico» in piazza Vittoria, il mio
viaggio è durato solo 18’, tratto in bici
compreso, per un totale di 4,5 km percorsi. Quanto ai costi,
comprendono i 2 euro della prima ora, e 2,45 di tariffa chilometrica
calcolata per i 3,5 km di andata e di ritorno, visto che
l’auto va riconsegnata in piazza Vittoria. Al netto dei 10
che avrei dovuto versare per abbonarmi avendo già tessera
«Bicimia».
Gianluca Gallinari
L’auto privata si
piazza seconda affrontando le insidie del traffico
Il tragitto
scelto non è il più corto tra i possibili,
insistono le mappe disseminate nel web. Ma quello indicato come il
più rapido. E si vada.
L’auto «privata» - in questo caso una
Citroen C2 diesel Euro 3 - se la cava con un secondo piazzamento, che
sconta lo stress da conducente: irriverenti attraversatori a due ruote,
automobilisti che scambiano la carreggiata per un posteggio e guidatori
che contemplano gli arredi urbani come fossero una veduta. Sono stati
questi i principali ostacoli a contrapporsi tra la Stazione e
l’Ospedale Civile, quantomeno se si considera
«normale» un’onda semaforica rossa
imperterrita. Riportiamo anzitutto tempi parziali e totali: il primo -
da parcheggio interrato a parcheggio interrato, s’intende -
è pari a un quarto d’ora secco, la durata totale
del viaggio, invece (comprensiva dunque di manovre di sosta, ritiri
ticket e pagamenti), si aggira sui 20’, per una distanza di 5
chilometri.
La discesa al parcheggio della stazione è delle 13 in punto,
come pure il primo intoppo: strisciando il biglietto come indicato
dalle istruzioni, la porta non si apre; tenta che ti ritenta, non
c’è alternativa se non il pulsante di chiamata:
due squilli e sesamo aperto. Avendo sostato meno di mezz’ora,
nulla è dovuto. E allora si parte, alle 13.05, alla volta di
via Foppa. All’incrocio con via XX Settembre la tragedia
è sfiorata a causa del ciclista che sfreccia dinanzi alle
auto in transito: è graziato dalla fortuna degli audaci.
Avanti, quindi, su via Vittorio Emanuele II prima e su via dei Mille,
via Calatafimi e via Lupi di Toscana poi.
Via Pastrengo apre la circumnavigazione di Campo Marte, con successivo
imbocco di via Foscolo alle 13.15; altra strada, altri temerari a
pedali incuranti del Codice della Strada e della luce rossa che li
vorrebbe fermi in piazzale Battisti. Lì, si spalanca via
Montesuello, che concede addirittura qualche lusso verde, e in un
attimo appare via Marconi, dove un automobilista si pianta e fa
scendere un passeggero, indifferente a chi segue. Quindi, ancora, a
destra per via Dal Monte e a sinistra per raggiungere piazzale Spedali
Civili. Sono le 13.17: prelievo biglietto e ingresso al parcheggio
interrato, gremito in orario di visita ai pazienti. Ma il conducente
che precede la C2 non ne è convinto: evita
all’ultimo il posto riservato ai veicoli elettrici e procede
a passo d’uomo fino a individuare l’agognato spazio
(due-minuti-due persi). Seguita celermente analoga sorte, alla
scrivente si svela la meta: piazza S. Padre Pio.
«Arrivata», recita l’sms inviato ai
compagni d’avventura. A gruppo ricompattato,
l’esborso per i 20’ di sosta è di 50
cent. Primo piazzamento tecnico (il car sharing scontava 12 minuti di
stop), secondo reale. Scoccia, ma è così.
Raffaella Mora
Il Comune vi
affitta l’auto: 2 euro all’ora e 0,35 al km
Otto vetture in quattro parcheggi abilitati. Bisogna
abbonarsi e usare la card
Il
mosaico delle iniziative legate alla mobilità sostenibile
cittadina si arrichisce di una nuova tessera: da ieri è
infatti ufficialmente scattato il «Car sharing».
Il servizio di condivisione delle automobili (appunto, car sharing)
permetterà di guidare un’auto prelevandola in
qualsiasi momento della giornata da uno dei quattro parcheggi dedicati
(piazza Vittoria, piazzale Arnaldo, via Malta e piazza Padre Pio),
senza doversi preoccupare di spese di gestione o manutenzione. Gli
unici costi sostenuti saranno l’abbonamento annuale al
servizio - 100 euro la tariffa standard, 50 euro per i primi 100
iscritti, sconti e tariffe personalizzate per varie di categorie (vedi
scheda accanto) - e le spese per l’effettivo uso
dell’auto - composte da una tariffa oraria (2 euro
all’ora dalle 8 alle 20 e 1 euro all’ora dalle 20
alle 8) e una chilometrica (0,35 euro al chilometro per i privati, 0,50
euro per le aziende) - con addebito mensile a consuntivo.
Una volta sottoscritto l’abbonamento e ricevuta la smart card
identificativa, per utilizzare una delle otto auto al momento
disponibili - due Fiat Panda, due Fiat 500, una Fiat Doblò
per trasporto persone e merci, una Fiat Punto, una Opel Zafira e una
Fiat Doblò per trasporto disabili - occorrerà
effettuare la prenotazione via internet o telefono almeno un quarto
d’ora prima dell’orario di partenza previsto.
Ottenuto l’ok ci si può recare al parcheggio e
dopo aver avvicinato la propria tessera al sensore posizionato sulla
vettura prenotata si aprirà la portiera dell’auto
stessa.
All’interno l’utente troverà sia le
chiavi sia una scheda per effettuare gratuitamente il rifornimento in
uno dei distributori convenzionati. Al termine del viaggio
l’auto andrà riconsegnata nello stesso parcheggio
di partenza.
«Il car sharing - ha osservato l’assessore al
traffico Nicola Orto - rientra nel piano strategico della
mobilità sostenibile e si associa ad altre iniziative quali
Bici-mia o il car-pooling che stiamo sviluppando per combattere le
emissioni di polveri sottili».
Alla presentazione dell’iniziativa, era presente anche
l’assessore alle Attività produttive Maurizio
Margaroli: «Oggi - ha spiegato - stiamo lanciando un progetto
innovativo che avrà bisogno di un po’ di tempo per
essere compreso a pieno. Il nostro obiettivo è migliorare
gradualmente il servizio anche raccogliendo le indicazioni degli
utenti».
Il servizio realizzato a Brescia è legato al circuito
nazionale Ics: «Ciò consentirà agli
abbonati di poter utilizzare anche i mezzi del car sharing di altre
città italiane - da Milano a Roma, da Torino a Palermo, solo
per citarne alcune - aderenti al circuito», ha chiosato
Giandomenico Gangi, responsabile dei servizi Mobilità e
Trasporto pubblico locale del Comune, che ha aggiunto:
«Stiamo lavorando a questo progetto da quasi 20 mesi, durante
i quali abbiamo avuto numerosi incontri coi funzionari del Ministero
dell’ambiente che ha finanziato circa un terzo del costo
totale dell’opera, pari a 1,5 milioni di euro in 5
anni».
La gestione del car sharing è stata affidata in concessione,
per tale periodo, alla società padovana Muovosviluppo Scrl,
la cui amministratrice unica, Letizia Rigato, ha evidenziato come tutte
le auto usate siano ecologiche: «Ciò
contribuirà a ridurre l’inquinamento e creare la
percezione di una città più vivibile per i
cittadini».
Mario Nicoliello Gli assessori Nicola Orto e Maurizio
Margaroli su una delle vetture di «car sharing». La
nuova iniziativa di mobilità sostenibile è stata
presentata ieri nel saloncino del turismo di piazza Loggia.
Bici: tutta salute, tutta in salita
Guardare la città dai pedali del bike
sharing, sorpassare il bus e arrivare terzi
Dato
che stavo per esaurire i punti della patente (non a caso da qualche
settimana scrivo perlopiù di Codice della strada), a me
hanno affidato la bici.
Non la cara, vecchia, gloriosa Bianchi Spluga 10v del 1986; e nemmeno
la simil-Raleigh made in Cina cedutami dal collega Camillo Facchini;
bensì la civicissima «Bicimia» di
Brescia mobilità: quella che con una tesserina si prende
dalle postazioni Bicimia e poi si lascia nelle postazioni Bicimia,
dalle 6 alle 24, gratis i primi 45 minuti, poi a pagamento (1, 2 o 5
euro a seconda delle ore).
Mario Nicoliello, utente abituale e massimo esperto dei servizio qui al
giornale, ieri mattina mi ha tenuto un corso rapido sui possibili
problemi e le soluzioni. Esempio: non ci sono bici disponibili - Si
cerca un’altra postazione; non va la tessera - Si chiama
l’assistenza tecnica. La bici c’era e la tessera
funzionava, in compenso la catena era giù ma per fortuna
siamo riusciti a rimetterla a posto.
Come è andata? Dividerò il racconto in tre:
viaggio, vantaggio e svantaggio.
Il viaggio dalla stazione (partenza ore 13) all’ospedale
(arrivo ore 13,27) è stato un’autobiografia visto
che attraversava l’università dove mi sono
laureato (via San Faustino, intertempo 13,15), il liceo dove ho
studiato (via Montesuello, 13,17), ma anche la casa dove abito, il bar
dove faccio colazione e la libreria caffè dove mi rifugio
ogni tanto. Il 60% del percorso era su pista ciclabile, ma questo non
garantisce l’assenza di inconvenienti. Ne citiamo due: 1)
Nella pista promiscua bici-bus di via XX settembre-Largo Zanardelli
(ore 13,03) non funzionava il sensore del semaforo, e quindi abbiamo
atteso il verde (invano) per cinque minuti. 2) Su via Montesuello e su
via Marconi (ore 13,20) più di una vettura sostava sulla
ciclabile, costringendoci a scavalcarla sulla corsia delle auto. Tratto
più pericoloso: quello finale, via Schivardi
dall’ospedale al satellite, causa cantiere metrobus.
Alla fine siamo arrivati terzi (ma sul primo posto ci sarebbe da dire),
con il gusto di superare l’autobus.
Il vantaggio. Lasciamo stare i discorsi ecologisti e quelli
cardiovascolari. Il vero valore aggiunto del girare la città
in bici è che puoi guardarla: le finestre, la gente nei bar,
gli studenti, gli alberi. E il sole, che ieri era una giornata
splendida, di quelle che speri proprio che
«dall’inverno siamo fora». Illudendoti...
Lo svantaggio. Girare in bici in centro ti ricorda che Brescia non
è pianeggiante. Dalla stazione all’ospedale
è tutta in salita. E alla sede di Brescia
Mobilità, non ci sono postazioni di Bicimia. Così
ho dovuto riportarla a Fossa Bagni, sforando i 45 minuti. Costo totale:
un euro, più 25 lasciati di cauzione.
Marco Sampognaro
Il bus chiude la
fila: ma è più economico Tra relax e niente ansia
da parcheggio
Va bene, sono arrivata ultima. Ma lo sostengo e
credo lo sosterrò sempre: viaggiare in autobus è
infinitamente più rilassante. Oltre che più
ecologico ed economico. Certo i tempi si dilatano, ma non troppo. La
prova sta nel mio viaggio.
Ore 13. Gli orologi sono sincronizzati, si parte. Mi basta attraversare
la strada per raggiungere la fermata della linea 1, che collega San
Polo a Mompiano, la più frequente e l’unica ad
usufruire, da marzo dello scorso anno, dei nuovi autobus snodati lunghi
18 metri. Proprio uno di questi mezzi arriva appena mi posiziono alla
fermata, come annunciato dal monitor digitale. Salgo e oblitero il
biglietto, acquistato prima in tabaccheria al costo di 1 euro. Sono le
13.02. I posti liberi a sedere sono numerosi per cui mi accomodo e,
come di consueto, mi dedico alla lettura, estraendo un buon libro dalla
borsa. Come paragonare la mia tranquillità allo stress di
chi in quello stesso momento si trova al volante, dovendo prestare
attenzione al traffico, tra automobili, biciclette e pedoni,
nonchè ai cartelli stradali e alla propria condotta di
guida?
Non è stato un viaggio particolarmente fortunato, quello di
ieri. Semafori tutti rossi, cambio del conducente in via Mazzini (dopo
aver svoltato in piazzale Repubblica e aver percorso via XX Settembre e
via San Martino della Battaglia), dove il bus ha fatto «il
pieno» di studenti. Si accumula un lieve ritardo, che non si
recupera in via Crocifissa di Rosa. Il mezzo svolta in via San
Rocchino, passando accanto all’Ospedale Civile, e a quel
punto rimetto in borsa il mio libro, mi alzo e mi accingo a suonare per
prenotare la fermata. Scendo alle 13.25 (che da libretto orario
avrebbero dovuto essere le 13.21) all’inizio di via Schivardi
e dopo i 3 minuti necessari per percorrere via Sacconaghi, attraversare
viale Europa e raggiungere piazza San Padre Pio, controllo per
l’ultima volta l’orologio: sono le 13.28.
Ma sono rilassata. È vero che, stante la motivazione del mio
spostamento, non avevo urgenza di arrivare in perfetto orario. Ma
prendendo il bus più volte ogni giorno (lo ammetto, non ho
la patente, ma sono realmente convinta della positività di
viaggiare con i mezzi pubblici, cosa che permette anche di fare un
po’ di strada a piedi) posso confermare l’effettiva
consueta puntualità del servizio. Spendendo soltanto 1 euro
(27 in realtà l’abbonamento mensile per la
città), sul bus ci si può staccare dal tran tran
della vita quotidiana, prendendosi dei momenti per sé. E se
i tempi di percorrenza sono più lunghi è
altrettanto vero che si risparmiano i minuti spesi a cercare un
parcheggio.
Chiara Corti

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Giornale di
Brescia 02 febbraio 2010
Montirone Un bus
atteso 30 anni
Brescia
e il Comune dell’hinterland si apprestano ad essere
più vicini. I «pulmini arancio», fino ad
ora in partenza da Borgosatollo, allungheranno la corsa facendo una
tappa intermedia
MONTIRONE
Brescia e Montirone s’apprestano ad essere più
vicine. Niente stravolgimenti geografici, s’intende. Solo che
a breve i classici «pulmini arancio», che fino ad
ora si sono limitati a collegare la città con Borgosatollo,
allungheranno la corsa, passando anche da Montirone. Si tratta di una
piccola, grande rivoluzione attesa da quasi trent’anni.
La
richiesta dei cittadini
Tutto
è iniziato l’anno scorso, quando un gruppo di
mamme aveva chiesto un incontro con il neo sindaco Francesco Lazzaroni:
giusto per far presente «un forte disservizio, che ormai da
decenni siamo costretti a subire». Il fatto è,
spiegarono le mamme, «che alcune famiglie di Montirone,
peraltro in costante aumento, devono andare più volte al
giorno a Borgosatollo per portare i loro figli al capolinea della linea
14, a fianco della chiesa della Santissima».
Senza tanto
girarci intorno, insomma, in quell’incontro le mamme avevano
chiesto al sindaco di attivarsi «affinché i
pulmini arancio della Linea 14 non si fermino a Borgosatollo, come sono
soliti fare, ma facciano un po’ di strada in più,
arrivando a Montirone».
«Questo
atteggiamento costruttivo della comunità - dice ora che
è tutto sistemato Francesco Lazzaroni - ha indotto tutti
noi, e me personalmente, a farsi carico del problema per trovare una
soluzione: in fin dei conti, dal capolinea della Linea 14 al Comune di
Montirone non ci sono che un paio di chilometri... Eravamo convinti,
insomma, che con un po’ di buona volontà il
problema poteva essere risolto».
L’impegno
e la soluzione
Detto,
fatto: «Insieme con l’assessore Giovanni Bertozzi
mi sono dato da fare, peraltro trovando in Valerio Prignacchi,
presidente di Brescia Mobilità, una grande
disponibilità per poter finalmente far giungere a Montirone
il tanto agognato "pulmino arancio". Il servizio, infatti,
partirà in via sperimentale a cavallo tra febbraio e marzo:
in questa fase la fermata della linea sarà in
prossimità della nuova zona artigianale-commerciale a nord
del paese, dietro al Centro sportivo. Quando arriveremo a regime, se
nell’utenza di Montirone si troverà un positivo
riscontro, si potrà arrivare a quasi 30 corse giornaliere.
Come a dire che in certe fasce si potranno avere due corse
l’ora...».
Un
passaggio «storico»
Il sindaco
definisce questo servizio «qualcosa di storico». Il
collegamento fra Montirone e Brescia tramite la rete pubblica
cittadina, spiega, «era una sorta di chimera. Le precedenti
amministrazioni non erano mai riuscite a portare a buon esito questa
trattativa per presunti insormontabili problemi, tra cui le licenze
delle linee di trasporti che già operavano a Montirone e il
limitato numero di utenti. In effetti i problemi c’erano e ci
sono tutt’ora; ma con un po’ di buona
volontà ce l’abbiamo fatta».
Con gran
soddisfazione degli studenti «alcuni dei quali sono costretti
a partire alle 6.30 perché devono prendere due o tre mezzi
diversi per recarsi a scuola; e questo non è concepibile in
un Comune come il nostro, che dista pochi chilometri dalla
città. Ma saranno contenti anche i genitori, che, oltre a
non dover più fare un doppio abbonamento (Siae e Brescia
Mobilità), evitano anche di fare la spola diverse volte al
giorno tra Montirone e Borgosatollo. Un pensiero anche agli anziani e a
tutte quelle persone che, non avendo la patente, potranno finalmente
essere indipendenti e andare a fare una visita in città,
oppure recarsi da parenti e amici senza dover aspettare tante
coincidenze».
Non
c’è dubbio quindi che il nuovo servizio possa
rappresentare un passaggio importante per tutti i residenti di
Montirone, in particolare per gli studenti che potranno così
guadagnare un po’ di tempo al sonno.
Il
collegamento diretto fra Brescia e il Comune dell’hinterland
era atteso ormai da troppi anni e finalmente ora sta diventando un
fatto reale e concreto. È bastato un poco di impegno in
più per far quadrare orari e conti.gaf
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Bresciaoggi 03
febbraio 2010
LA PROTESTA.
Cambia l’orario, il mese di gennaio è stato
disastroso e febbraio inizia peggio
Da Chiari a Rovato i
pendolari esasperati
Giancarlo Chiari
Treni in ritardo
sia all’andata che al ritorno, prima classe inesistente,
convogli soppressi e carrozze sovraffollate
L’orario
è cambiato ma ritardi e disagi sono rimasti. Così
dopo un gennaio disastroso, secondo i pendolari del «Comitato
Rovato-Chiari-Romano» e di «Brescia in
orario», febbraio è iniziato anche peggio.
A far inferocire chi ogni mattina usa il treno per andare al lavoro
sono i regionali del mattino il «10616», che parte
da Brescia alle 6.56, il «2090» delle 8.45, e il
«2092» delle 8.27. Convogli che accumulano ritardi
su ritardi, fatali per i pendolari delle stazioni di Rovato e Chiari,
dove non si fermano gli euroespress. Alle loro proteste si sono
aggiunte, nelle ultime settimane, anche quelle di chi si serve della
linea Lecco Bergamo Brescia, in buona parte docenti e studenti dei
paesi bresciani e bergamaschi che frequentano le superiori a Palazzolo.
E sulle pensiline le proteste si sprecano. Roberta Altea, pendolare
rovatese racconta: «A Rovato il treno dovrebbe arrivare alle
8.37. Ero in stazione alle 8.30 quando è stato annunciato un
ritardo di 30 minuti salito senza spiegazione poco dopo a 40. Abbiamo
cominciato a pensare di salire sul treno successivo delle 8.58, invece,
facendoci sapere che il convoglio che stavamo aspettando aveva un
ritardo di 60 minuti hanno annunciato che quello successivo era
soppresso e a Milano siamo arrivati un’ora dopo».
Non bastassero i ritardi all’andata i convogli vanno a
rilento anche al ritorno. «Tutti i treni subiscono soste di
circa 10 minuti a Treviglio - spiega Adele Ghilardi, del comitato
pendolari Rovato Chiari Romano - per consentire il sorpasso
all’Eurostar che ha diritto di precedenza. Accumula ritardi
anche il treno 10637 che parte da Milano alle 18,15, che ha un orario
sfasato che, non dovrebbe subire gli effetti del sorpasso. Non se ne
salva uno: quando tutto va bene il ritardo a Romano è di 10
minuti e ci sono poi le stazione di Chiari e Rovato con soste che a
volte durano altrettanto. Non va meglio per i treni delle 18,25, il
Regionale 2109, o delle 19,25, il regionale 2111, partono prima
dell’Eurostar, poi si fermano per farlo passare».
Non bastassero i ritardi, pesano le condizioni del viaggio
«Prendo il 2088 da Rovato ogni giorno - racconta Eva Grisoni,
pendolare rovatese, descrivendo il suo viaggio del 12 gennaio - Mentre,
alcune settimane fa, attendevo sulla banchina con un compagno vedendo
un treno veloce passare molto lentamente abbiamo scorto solo sette
viaggiatori. Il nostro 2088, per una volta è arrivato
puntuale: siamo saliti in testa ma non c'era posto, lo abbiamo percorso
tutto attraversando qualche carrozza gelida, fino agli ultimi vagoni
dove siamo stati bloccati in corridoio dalla troppa gente. A Treviglio
è salita parecchia gente e il posto scarseggiava anche nei
corridoi: credo mancassero una o due carrozze. Dopo quasi due anni da
pendolare, sono stufa; nella settimana di Natale, per tre giorni
viaggiare è stata un’odissea».
E sulla composizione dei convogli Adele Ghilardi fa notare
«Gli R-Expressi, a lunga percorrenza viaggiano mediamente con
1-2 vetture fredde gelide: il treno R10616, ha almeno 30 anni,
è quasi sempre sporco, ha finestrini rotti. Quando arriva a
Romano chi sale si spintona per potersi sedere, e quando arriva a
Treviglio, diventa una scatola di sardine. Su questo treno, il
più affollato, manca perfino la prima classe nonostante
qualcuno abbia fatto l’abbonamento sperando di potersi
sedere. Altro che prima questo è un treno di terza
classe».
Come se non bastassero ritardi e sovraffollamento a Chiari la sala
d’attesa è chiusa al mattino, a Rovato i tabelloni
luminosi sono spenti e l’assenza di informazioni e
pressoché totale, tanto che il 26 gennaio, la notizia di uno
sciopero con relativa cancellazione di un convoglio è stata
annunciata direttamente in banchina.

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Bresciaoggi
01 febbraio 2010

IL
PRIMO STOP DEL 2010. Brescia ha un parco auto di 127mila vetture, delle
quali solo la metà ieri avrebbe potuto circolare. Ma le cose
sono andate diversamente
Traffico
quasi normale nel giorno del blocco
Mimmo
Varone
Uno
su quattro degli automobilisti controllati è risultato non
in regola Diversi i «furbi» e i
«distratti». Molte chiamate ai vigili per
spiegazioni
Brescia ha
un parco di 127 mila auto, e ieri solo la metà poteva
circolare liberamente. Tuttavia il traffico non si è affatto
dimezzato. A parte una mattinata «tranquilla», con
relativamente poche auto in giro, nel pomeriggio i bresciani sono
usciti di casa e si sono messi in macchina. Molti di loro non avrebbero
potuto. I controlli ci sono stati, e le sanzioni pure, ma
l’impressione (anche degli agenti della Polizia municipale)
è che lo stop alla circolazione sia stato preso sul serio da
una esigua minoranza.
Anche le
misure straordinarie di Brescia Trasporti, dal biglietto unico alla
navetta tra i parcheggi scambiatori, si sono rivelate quasi eccessive.
Ortomercato, Campo Grande, area Spettacoli viaggianti della Volta e
Auchan di Concesio hanno messo insieme circa 300 auto, e la navetta ha
viaggiato con 20, 30 persone a bordo. Il
«miniblocco» si è rivelato ancora
più mini delle previsioni.
OGGI I DATI
DELLE centraline Arpa diranno se è servito a qualcosa. Ma
c’è da dubitarne. In alcuni momenti, ieri,
è sembrato che il traffico cittadino fosse addirittura
più sostenuto che nelle domeniche normali. Se tanti non
erano soggetti a limitazioni, molti altri hanno fatto spallucce alle
polveri sottili e se ne sono guardati bene dal tenere l’auto
inquinante in garage. Come a dire che la «mobilità
privata» è un diritto sacrosanto sempre e comunque.
E
sì che le cose erano state fatte anche bene. Per la prima
volta in tutti i punti di ingresso alla città sono comparse
transenne e cartelli con tanto di divieto d’accesso. I vigili
hanno schierato sette pattuglie al mattino e altrettante il pomeriggio.
A consuntivo della giornata - spiega il comandante Roberto Novelli -
hanno fermato e controllato 215 auto e hanno elevato 55 verbali,
soprattutto per infrazione del blocco. Vale a dire che il 25 per cento
non era in regola. E quasi tutti si sono giustificati con il non
saperne nulla. Così ha fatto pure una signora cinese fermata
da una pattuglia in via Dalmazia nel primo pomeriggio. È
stata multata perché la sua Bmw era una Euro 3, e cascando
dalle nuvole chiedeva se l’indomani avrebbe potuto circolare
oppure no.
POI, CAPITA
ANCHE che paghi chi le regole le rispetta, ma fa parte del gioco.
È accaduto al conducente di un’altra Bmw fermata
poco prima in viale Venezia. Viaggiava su una Euro 4 diesel con tanto
filtro antiparticolato, e «se non avessi potuto circolare di
certo non mi sarei mosso da casa», assicura. Ma uno dei figli
nei sedili posteriori non aveva la cintura allacciata, e ha dovuto
comunque metter mano al portafogli.
In ogni
caso, dovevano essere parecchi più di quel 25 per cento
sanzionato, i «furbi» che hanno fatto orecchie da
mercante. Uno degli agenti di pattuglia in via Dalmazia ha ammesso che
a poterle fermare tutte, le auto in giro, «un 40 per cento
risulterebbe irregolare». Vero è che non ci si
può orientare dalle targhe, poiché moltissimi
hanno installato impianti a metano o Gpl grazie agli incentivi, ma
all’occhio esperto certe cose non sfuggono.
Non solo la
gran quantità di auto a gas, però, ha reso
difficoltoso il lavoro degli agenti. Il resto lo hanno fatto i permessi
speciali previsti per tante categorie. Così, a fermare
un’auto datata e sicuramente inquinante, capita di constatare
che il proprietario esibisca un’autorizzazione a circolare
comunque. È quanto accaduto ieri in viale Venezia con
un’Opel Astra che di anni ne aveva parecchi, ma poteva
muoversi.
Il traffico
c’è stato, insomma, e per parecchi motivi. Ma
tanti bresciani si sono mostrati ligi al dovere. Ne è prova
la valanga di telefonate alla Centrale di via Donegani fin dalla
mattina. A rendere incandescenti le linee, soprattutto i molti che
«non riuscivano a capire dalle sigle sul libretto di
circolazione se la loro auto fosse esclusa dal blocco oppure no -
spiegano i vigili -, e ci hanno chiesto aiuto».
NEL
POMERIGGIO, in ogni caso, il traffico cittadino è diventato
pressoché simile alle altre domeniche, anche per ammissione
della Polizia municipale. Lo stesso assessore all’Ambiente
Paola Vilardi, che è rimasta rispettosamente a casa, non si
sbilancia più di tanto. «Nella mia zona di Casazza
ho visto poche auto sulle strade - dice -, e da quello che ho sentito
il risultato mi sembra positivo, ma per dire una parola definitiva
è meglio aspettare i dati di domani (oggi, ndr)».
Vilardi, a
ogni modo, ricorda che insieme agli assessori al Traffico Nicola Orto e
ai Lavori pubblici Mario Labolani sta valutando «un pacchetto
di misure più completo». Se le concentrazioni di
polveri sottili restassero elevate nell’aria cittadina,
potrebbero arrivare anche le targhe alterne e «altre misure
più incisive per salvaguardare la salute dei
cittadini». Si punta pure su misure più
«strutturali» come gli incentivi al trasporto
pubblico, il potenziamento di Bicimia, il car sharing (che dovrebbe
debuttare la prossima settimana) e il car pooling, concertato con i
mobility manager di aziende ed enti pubblici.

25 per
cento di viaggiatori in più, ok per Bs Trasporti
Non
c’è stato l’assalto al bus, ma qualcuno
in più ha scelto il mezzo pubblico rispetto alle normali
domeniche d’inverno. Brescia Trasporti archivia la giornata
di blocco delle auto senza alcun problema.
Tutto
quanto era stato predisposto ha funzionato, anzi è sembrato
persino sovradimensionato rispetto alle necessità. Comunque
non è stato necessario intervenire per aggiungere corse
all’ultimo momento.
NEI
PARCHEGGI scambiatori gli autisti dei bus hanno contato circa 300 auto
nel complesso. Le più, 150 circa, erano
all’Ortomercato, dove ha fatto capolinea la navetta snodata
da 18 metri, sulla quale i passeggeri hanno avuto fin troppo spazio.
Ogni corsa ha portato dalle venti alle trenta persone, forse quaranta
nelle ore di punta. Comunque uno scherzo per bus che possono
accoglierne tre volte tante.
Una
sessantina di auto in sosta erano pure al parcheggio Spettacoli
viaggianti della Volta, anch’esso servito ogni dieci minuti
dai bus lunghi della linea 1. Altre quaranta automobili si sono fermate
a Campo Grande, anche se qui pare che siano arrivati soprattutto dal
centro, vale a dire dalla direzione opposta a quella prevista.
Evidentemente si è trattato di persone che andavano a
passare la domenica nel centro commerciale. Il resto,
un’altra cinquantina di automobili, forse di più
in qualche momento, si è fermata all’Auchan di
Concesio.
Sulla
navetta, tuttavia, non sono saliti solo quei trecento automobilisti che
hanno rispettato le regole e sono arrivati in centro con il mezzo
pubblico.
PER TUTTO
IL GIORNO il bus che ha fatto la spola tra i parcheggi di periferia ha
portato un migliaio abbondante di persone, tutto sommato più
di quante la stessa Brescia Trasporti si aspettava.
Il resto
della rete non è stato costretto a un eccessivo surplus di
lavoro. A fine giornata da via San Donino si dava un 20, forse 25 per
cento di viaggiatori in più rispetto al consueto. Non tanto,
ma neanche poco, tenuto conto che si è trattato di un blocco
davvero «mini».MI.VA.
LO
STUDIO. La ricerca in Lombardia ha elaborato una serie di dati prodotti
da diversi istituti
Costa
meno spostarsi in bus
A
parità di chilometri utilizzare il mezzo pubblico fa
risparmiare ai bresciani 86 euro al mese
Scegliere
l’ambiente fa bene anche alle tasche. A parità di
chilometri percorsi, chi usa i mezzi pubblici in Lombardia risparmia
mediamente più di 80 euro al mese rispetto a chi non
rinuncia all’automobile. E il risparmio è
più alto a Bergamo, Brescia, Pavia, Lecco, Milano e Monza.
Lo spiega un recente studio della Camera di commercio di Monza Brianza,
che ha elaborato dati Istat, Mse, ministero dei Trasporti, Censis,
Amministrazioni locali, DigiCamere, Registro imprese e Aci, e invita a
continuare con gli incentivi per il rinnovo dei veicoli commerciali
soprattutto.
Le stime del risparmio mensile a parità di percorso, rivela
ancora lo studio, dicono che usare il bus è più
conveniente per i bergamaschi, che ogni mese eviterebbero di spendere
88,2 euro.
A Pavia il risparmio sarebbe di 87,6 euro, a Lecco di 87,4.
Dopodichè vengono Brescia, Milano, Monza e Brianza con 86,4
euro. Nella classifica del risparmio seguono Sondrio con 84,5, Cremona
con 83,9 euro, Como e Mantova con 83, Lodi con 81,3, Varese con 75,8
euro.
Lo studio mette in fila le province lombarde anche rispetto alla
densità di veicoli per chilometro quadrato e al rapporto tra
popolazione e veicoli. Ne viene che Monza e Brianza,, ha la
più alta densità con 1.734 veicoli, seguita da
Milano (1.426) e Varese (577). Brescia si comporta abbastanza bene con
203.6 veicoli, meno di Bergamo (307.6), Como (365.4), Lecco (326.7),
Lodi (204.7), ma più di Cremona (150.4), Mantova (143),
Pavia (141.9) e Sondrio (46.4). E le posizioni in classifica non
cambiano di molto se si escludono i veicoli commerciali e si
considerano solo le autovetture. Che sono da noi 153 per kmq contro le
225 di Bergamo, 274 di Como e così via. Tutto ciò
fa dire che ambiente e sviluppo sono strettamente legati.
Perciò «occorre favorire gli incentivi per
migliorare e rinnovare il parco dei veicoli commerciali e incentivare
allo stesso tempo i cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici
opportunamente potenziati», sostiene il presidente della
Camera di commercio brianzola Carlo Edoardo Valli, che invoca una
cabina di regia per dare una risposta «di sistema»
per garantire la qualità della vita. Un’esigenza
che la qualità dell’aria di questi giorni in
Lombardia ribadisce.M.VA.
Giornale di
Brescia 01 febbraio 2010
Chiuso per smog
ma le auto ci sono
In centro moltissimi mezzi che non erano soggetti
a limitazioni Oggi in Giunta la presentazione di un piano
antinquinamento
Il blocco
c’è stato, ma le auto che circolavano ieri in
città erano molte. Forse a dimostrazione che il parco degli
autoveicoli guidati dai bresciani è stato rinnovato da poco
ed abbondano, evidentemente, i mezzi a gpl, metano, elettrici o ibridi,
ma anche Euro 4 a benzina o diesel con fap (filtro antiparticolato). La
conferma, anche, dal rapporto tra i controlli effettuati dalle 10 alle
18 dalle pattuglie della Polizia municipale e i verbali di multa
effettivamente compilati.
In totale gli autoveicoli controllati dalla Polizia municipale,
impegnata con sette pattuglie il mattino e sette il pomeriggio solo per
i controlli, sono stati 215 e le multe effettuate sono state 55, pari
al 25% del totale.
Meno le persone a piedi o in bicicletta, anche perché le
temperature di ieri non invitavano a lunghe passeggiate. Più
significative le presenze sui mezzi pubblici sui quali ieri si poteva
circolare con un solo biglietto valido per l’intera giornata.
La neve caduta anche in città venerdì scorso non
ha contribuito di molto a far diminuire la concentrazione di polveri
fini nell’aria, anzi. Ad evidenziarlo sono i dati del
bollettino giornaliero di qualità dell’aria
rilevati dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la
Protezione dell’ambiente della Lombardia che vanno
dall’una della notte tra venerdì e sabato alla
mezzanotte di sabato.
Mentre tutti gli altri inquinanti hanno fatto registrate valori al di
sotto dei limiti stabiliti dalla legge, le polveri sottili invece li
hanno ampiamente superati (il limite è di 50 microgrammi per
metro cubo).
Alla centralina del Broletto la concentrazione è stata di
113; in quella del Villaggio Sereno di 118; in quella di Sarezzo di 89;
a Rezzato di 78 e a Darfo di 96.
Al provvedimento «tampone» di ieri, tuttavia,
dovrebbe seguire un piano per limitare l’inquinamento
dell’aria che respiriamo e che dovrebbe essere presentato
oggi nella seduta di Giunta.
L’inquinamento atmosferico è un fenomeno che
caratterizza tutti i principali centri dei Paesi industrializzati. Le
principali differenze che si possono riscontrare tra un’area
e l’altra possono essere dovute a diverse tecnologie, modelli
di sviluppo urbanistico o modelli comportamentali differenti. La
principale forzante risulta però essere il fattore
meteoclimatico, dipendente tra l’altro
dall’orografia del territorio.
Le variabili meteorologiche sono di fondamentale importanza rispetto ai
livelli di inquinamento presenti. Regolano infatti la
velocità con cui gli inquinanti vengono trasportati e si
disperdono in aria o portati al suolo (rimozione da parte della
pioggia). Definiscono il volume in cui gli inquinanti si disperdono:
l’altezza di rimescolamento, connessa alla quota della prima
inversione termica, può essere identificata come la quota
massima fino alla quale gli inquinanti si diluiscono. Determinano la
velocità (o addirittura la presenza) di alcune reazioni
chimiche che determinano la formazione in atmosfera degli inquinanti
secondari, quali ad esempio l’ozono (es. radiazione solare).
Uno dei principali inquinanti presenti nell’aria in questo
periodo dell’anno si identica con le iniziali Pm10
(Particulate Matter): è la definizione generale con cui si
definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si
trovano in sospensione nell’aria. Con i termini Pm10 e Pm2,5
si indicano le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro
aerodinamico inferiore rispettivamente a 10 e a 2,5 µm.
Tali sostanze - in base alla descrizione dell’Arpa - possono
avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione al suolo,
incendi boschivi, dispersione di pollini etc.) sia, in gran parte, da
attività antropiche, in particolar modo da traffico
veicolare e processi di combustione. Inoltre, esiste un particolato di
origine secondaria dovuto alla compresenza in atmosfera di altri
inquinanti che, reagendo fra loro e con altre sostanze presenti
nell’aria, danno luogo alla formazione di solfati, nitrati e
sali di ammonio. Si stima che in alcuni contesti urbani più
del 50% del particolato sia di origine secondaria.
I maggiori componenti del pm sono il solfato, il nitrato,
l’ammoniaca, il cloruro di sodio, il carbonio, le polveri
minerali e l’acqua. A causa della sua composizione, il
particolato presenta una tossicità intrinseca, che viene
amplificata dalla capacità di assorbire sostanze gassose
come gli idrocarburi policiclici aromatici e i metalli pesanti, di cui
alcuni sono potenti agenti cancerogeni. Inoltre, le dimensioni
così ridotte permettono alle polveri di penetrare nelle vie
aeree fino a raggiungere il tratto tracheo-bronchiale. Per il Pm10 i
valori limite, vale a dire le concentrazioni atmosferiche fissate in
base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o
ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana e
sull’ambiente sono di 50 microgrammi ogni metro cubo di aria
nell’arco di 24 ore per tutelare la salute umana. Tale valore
non deve essere superato più di 35 volte nell’arco
di un anno.
Il Brescia
01 febbraio 2010
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Giornale di
Brescia 31 gennaio 2010
Oggi stop alle
auto dalle 10 alle 18
Confermato
nonostante la neve il blocco del traffico in città Chi
sgarra paga 78 euro. Vanno gpl, metano, elettriche e Euro 4
La neve ha
spolverato la città e la provincia per qualche ora
l’altra notte. Ma, diversamente dalla pioggia, il suo
contributo all’abbattimento delle polveri sottili
è più modesto. Anzi, lo spargimento di sale e
sabbia - per quanto limitato - potrebbe portare sorprese nella lettura
dei dati relativi alle Pm10 delle scorse 24 ore, che saranno resi noti
questa mattina dall’Arpa.
Quelli di
ieri frattanto registrano una flessione, ma di poche unità:
i valori registrati in città e nell’hinterland
sono comunque tutti al di sopra della soglia d’allarme, con
picchi di 116 mgr/mc. La mancata variazione delle condizioni
atmosferiche ha perciò decretato
l’impossibilità di revocare il blocco totale della
circolazione previsto quest’oggi in tutto il territorio di
Brescia.
Chi circola
e chi no
Il blocco,
che scatta alle 10 per terminare alle 18, di fatto
interesserà però poco più della
metà del parco veicolare cittadino: quello che presenta
motorizzazioni più datate e quindi inquinanti,
all’incirca 60mila auto. Potranno liberamente circolare
invece i mezzi muniti di impianto gpl, a metano o con motori ibridi o
elettrici. Come pure i veicoli di categoria Euro 4 (o Euro 5) a benzina
e diesel, in questo secondo caso purché dotati di filtro
antiparticolato. Diverse poi le categorie esentate dallo stop alla
circolazione (il testo integrale dell’ordinanza che dispone
il blocco è accessibile dal sito del nostro quotidiano
all’indirizzo www.giornaledibrescia.it).
Aperte le
grandi arterie
Strade
Statali, Provinciali e tratti autostradali, infine, saranno
percorribili anche se ricadono nel territorio di Brescia.
Così i tratti di strada che conducono dai caselli
autostradali ai parcheggi scambiatori nei quali farà tappa
il bus navetta istituito da Brescia Mobilità. Vale a dire il
dire il piazzale dell’Ortomercato, per chi proviene dal
casello autostradale di Brescia Ovest e dalle Tangenziali Sud e Ovest;
il parcheggio Area Spettacoli viaggianti di via Borgosatollo, per i
veicoli in uscita da Brescia Centro e dall’uscita della Sud
di via della Volta; da ultimo, il parcheggio di «Campo
Grande», con entrata e uscita consentite solo dalla
Tangenziale Sud, con possibilità di circolazione sul tratto
di via Labirinto tra l’area medesima e la Sud.
Ai varchi e
per le strade pattuglie della Polizia municipale e delle forze
dell’ordine effettueranno appositi controlli: chi
sarà colto a circolare senza averne titolo, sarà
passibile di una sanzione da 78 euro. Dalle 10 alle 18 scatta
il blocco del traffico in città. I trasgressori che fossero
sorpresi a circolare con la propria auto senza averne titolo - le
autocertificazioni sono bandite - sono passibili di multa da 78 euro.

Bus, biglietto unico per
l’intero giorno Permessi e numeri
In vista
del blocco l’Amministrazione comunale ha attivato -
già ieri, e quindi stamattina dalle 8 alle 12 - alcune linee
telefoniche a disposizione dei cittadini per ottenere informazioni e
indicazioni per i permessi in deroga, previsti per particolari e
motivate esigenze.
I numeri ai
quali i cittadini possono rivolgersi sono l’800 401104, lo
0302977302/7300 e lo 03029971 (oltre alla centrale dei Vigili urbani,
sempre attiva allo 03045001). I permessi in deroga, già
disponibili ieri, saranno distribuiti anche oggi dalle 8 alle 12
all’Ufficio relazioni con il pubblico di largo Formentone e
al Comando della Polizia municipale di via Donegani.
Per ridurre
i disagi dei cittadini, la Loggia ha stabilito che per
l’intera giornata sarà possibile circolare su
tutta la rete dei mezzi di Brescia Trasporti con un unico biglietto (da
1 euro, 1,35 euro o 1,50 euro se acquistato a bordo). Previsto anche un
potenziamento della frequenza delle corse sulla linea Lam1. Inoltre,
dalle 9 alle 19 sarà attivo un bus navetta che
collegherà il parcheggio Auchan di Concesio col parcheggio
dell’Ortomercato, l’Ospedale Civile, il Centro, la
Stazione e Campo Grande con corse ogni 12 minuti.
Comitato del centro,
diffida a Paroli per l’aria
Un atto di
«significazione, intimazione e diffida». Il
Comitato dei cittadini per la Salute, la rinascita e la salvaguardia
del centro storico lo rivolge al Comune di Brescia per «gli
inefficaci Piani d’azione predisposti in materia
d’inquinamento del centro storico» e alla Regione
Lombardia per «le inadeguate misure nel far fronte
all’emergenza Pm10». A spiegare le ragioni
dell’iniziativa è Maurizio Bresciani del Comitato,
intervenuto con Francesco Catalano. «Questo documento
è indirizzato in particolare all’Amministrazione
comunale per i suoi mancati interventi in tema d’inquinamento
e per aver rivisitato il Piano traffico peggiorando le condizioni
esistenti, in funzione di un aumento delle sostanze inquinanti e di
pericolosità per la salute dei cittadini» osserva
Bresciani. «Abbiamo aspettato un anno, durante il quale siamo
rimasti rispettosamente in silenzio per vedere che cosa veniva fatto -
aggiunge Bresciani -, ma non potevamo andare oltre, perciò
abbiamo deciso di agire. Non dimentichiamo che il sindaco è
anche la massima autorità per garantire la tutela della
sanità nella città».
Secondo i
cittadini del Comitato per la Salute del centro storico
l’Amministrazione sarebbe «succube degli interessi
della categoria dei commercianti e degli artigiani».
Perciò - spiega il portavoce - è stato
«reinventato il Piano sosta in modo da permettere
l’accesso al centro». Un centro che, dal punto di
vista urbanistico, soffrirebbe per la mancata circolazione
d’aria di un «effetto Canyon».
«Oggi la nostra è la città con la
più alta concentrazione di Pm10 di tutta la regione e supera
abbondantemente anche Milano. La situazione di indifferenza delle
istituzioni compromette la salute di bambini, adulti, anziani, come
rilevano gli specialisti» afferma Bresciani.
Il
documento di diffida è già stato depositato
presso i competenti uffici giudiziari. Se, entro 30 giorni, non saranno
applicati i provvedimenti richiesti, l’iter prevede che si
possa inoltrare esposto alla Magistratura. «In base anche
alla normativa europea vigente, vogliamo il ripristino delle Ztl e
delle Lam, il potenziamento del mezzo pubblico, la realizzazione di
piste ciclabili e la sensibilizzazione all’uso della bici e,
soprattutto, una grande opera di educazione della
cittadinanza» sottolinea il Comitato. E Bresciani lancia una
controproposta: «Rispetto a quanto dichiarato dal vicesindaco
Rolfi sul biglietto con volo d’andata per gli immigrati,
chiediamo il biglietto gratuito per i mezzi pubblici».a. l.
ro.
I Verdi: «Servono
misure regionali sull’intera area»
«Le
polveri fini superano i limiti da oltre 15 giorni in tutta la Lombardia
e, pur trovandoci d’accordo con l’inevitabile
blocco del traffico di domenica, lo riteniamo inefficace».
Sono queste
le prime parole dette ieri da Paolo Mori, presidente provinciale dei
Verdi, affiancato da consiglieri della Circoscrizione Centro della
Sinistra Arcobaleno e del Pd - già protagonisti della
«irruzione» in Consiglio comunale
dell’altroieri con mascherine anti-smog indosso,
nell’incontro con i media per denunciare il grave stato
dell’aria in cui versa la nostra città.
«Le
Pm10 interessano, come si vede dal satellite - ha continuato Mori -
l’intera Pianura padana ed i provvedimenti andrebbero
adottati, se non per l’intera regione, quanto meno per aree
critiche, composte dai capoluoghi di provincia e da una serie di comuni
limitrofi, su cui abbia competenza la Regione Lombardia, come fatto
fino ad ora. Invece - tornando all’errore iniziale - aggiunge
Paolo Mori - la Regione lascia le decisioni ai singoli Comuni.
«Una
recente analisi dell’Università degli Studi di
Brescia riferisce che le Pm10 sono per il 60 per cento imputabili al
traffico autostradale e delle tangenziali, il 30 per cento
all’industria ed il 10 per cento al traffico cittadino.
Bisognerebbe ridurre la velocità sulle autostrade ed
introdurre il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti - ha chiosato
Mori - ed intervenire per contrastare l’uso sconsiderato dei
veicoli privati in città, soprattutto nel centro, che
è esattamente il contrario di quanto attuato da questa
Giunta».
«Si
potrebbe intervenire anche sulle emissioni industriali - ha aggiunto
l’ex-consigliere comunale cittadino dei Verdi Paolo Vitale -
finanziando l’Arpa, che non riesce a controllare nemmeno una
volta ogni cinque anni le aziende maggiormente critiche ed imporre
filtri, anche con finanziamento pubblico, alle stesse».
Dai
consiglieri circoscrizionali una proposta, approvata a maggioranza
nella Centro, di porre in atto misure adeguate per contrastare il
crescente inquinamento e l’istituzione di una
unità di crisi anti-smog composta da esperti in materia.
Franco
Armocida

Bresciaoggi
31 gennaio 2010
IL
MINI-BLOCCO. Dalle 10 alle 18 alt al traffico su tutto il territorio
comunale: l’ha deciso la Loggia dopo 19 giorni consecutivi di
aria irrespirabile per colpa delle Pm10
La
neve non è bastata: Brescia si ferma
Mimmo Varone
Nessun
divieto però per oltre 50 mila auto Euro 4 Incentivato
l’uso dei bus: 1 euro per tutto il giorno Circolazione libera
in tutti i Comuni della provincia
Il
«miniblocco» è confermato. La neve
caduta l’altra sera non ha fatto nemmeno il solletico alle
polveri fini. E oggi le auto più inquinanti resteranno in
garage dalle 10 alle 18. I disubbidienti colti in fallo dai vigili
pagheranno una multa di 78 euro. Converrà utilizzare il bus,
e sfruttare il biglietto unico, che costa un euro per tutta la giornata
sull’intera rete della zona 1 o della zona 2 (1,35 euro per
entrambe, 1,50 sul bus). L’agevolazione costa alla Loggia 4
mila euro (10 mila le spese totali del blocco) da rimborsare a Brescia
Trasporti, e per i cittadini tanto vale approfittarne.
D’ALTRONDE
lo stop alle auto, per dichiarata intenzione del sindaco Adriano
Paroli, ha lo scopo di incentivare il servizio pubblico, oltre che
difendere la salute dei cittadini dall’imperversare delle
Pm10, che nonostante la neve sono rimaste a livelli ben oltre il limite
di legge di 50 microgrammi per metro cubo (ug/mc). Nella giornata di
venerdì la centralina del Broletto ha registrato 114 ug/mc,
e 116 quella del Villaggio Sereno. Ma i livelli sono fuori controllo in
tutta la provincia, con 111 a Sarezzo, 100 a Rezzato, 107 a Darfo e 79
a Odolo.
Dunque si
cerca di tenere a bada almeno le polveri della città, pur
sapendo che il traffico di Brescia è responsabile
– secondo i dati della Loggia – solo
dell’8 per cento di Pm10 nell’aria cittadina. Il
più è dovuto alle autostrade, alla tangenziale
sud, alle strade provinciali, su cui il Comune non ha alcun potere. E
in città bisognerà seguire le istruzioni, se non
si vuole incorrere nelle sanzioni.
È
da tener presente, allora, che dal fermo totale sono esclusi auto, moto
e scooter elettrici, veicoli a metano e Gpl, auto ibride (motore
elettrico e termico), diesel (con filtro antiparticolato) e benzina
Euro 4. Esclusa pure un’ampia gamma di categorie di veicoli
di pubblica utilità, dagli automezzi per manutenzioni di
emergenza a quelli del trasporto disabili, dai medici e veterinari in
visita urgente ai ministri di culto (l’elenco completo e il
testo integrale dell’ordinanza del sindaco si trovano su
www.bresciaoggi.it).
POICHÉ
IL PRESIDENTE della Regione Formigoni ha lasciato alla
discrezionalità dei comuni decretare il blocco, sono
interdette solo le vie cittadine. Si potrà circolare su
autostrade, tangenziale sud e provinciali (arrivandoci prima delle 10 o
dopo le 18), nonché sui tratti di collegamento tra gli
svincoli e i parcheggi in corrispondenza delle fermate dei bus. Chi
proviene da Brescia est e dalla tangenziale sud in uscita sulla Ovest
dovrà fermarsi all’Ortomercato. Chi esce da
Brescia centro si fermerà all’area Spettacoli
viaggianti della Volta. Da lì ci saranno i bus a
disposizione.
Brescia
Trasporti attiva una navetta tra i parcheggi Auchan di Concesio,
l’Ortomercato e Campo Grande (via Tadini), che passa da
Ospedale, centro città e Stazione delle ferrovie ogni 12
minuti dalle 9 alle 19. L’area della Volta farà
riferimento alla Lam 1 potenziata per tutto il giorno tra Ospedale e
via Maggia, con passaggi ogni 10 minuti. Sul resto della rete, invece,
sarà in vigore il servizio festivo.
Ci
sarà, dunque, la possibilità di raggiungere
agevolmente il centro cittadino, e il blocco potrà diventare
occasione per visitare i musei cittadini, che ovviamente resteranno
aperti. All’andata, la navetta parte da via Triumplina
(all’altezza del parcheggio Auchan), scende da via Branze e
viale Europa, fa via Crocifissa, la galleria Tito Speri, via Mazzini e
corso Zanardelli, via Gramsci, Foppa, Stazione e prosegue per via
Dalmazia, Tadini, Orzinuovi, Ortomercato. Al ritorno fa il percorso
inverso con qualche piccola variazione.
IL BLOCCO
NON VUOLE creare eccessivi problemi all’agibilità
cittadina, e anche per stamattina (dalle 8 alle 12) saranno attivi i
telefoni a cui rivolgersi per ottenere informazioni e indicazioni per
il rilascio di permessi in deroga sulla base di particolari e motivate
esigenze. Si potrà telefonare all’Urp (numero
verde 800.401104, 030.2977302-300), al centralino della Loggia
(030.29771) e alla Centrale dei vigili (030.45001) che resta attiva
tutto il giorno.

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Giornale di Brescia 30 gennaio 2010
Domani niente auto in
città, salvo revoca
Circolano
i veicoli a metano, gpl, elettrici, Euro 4 a benzina e diesel Fap
Potenziati i bus: previsti una navetta e biglietto unico su tutta la
rete
«Il blocco, è
scientificamente provato, da solo non basta a risolvere il problema
smog. Ma è un segnale per educare e accrescere la
sensibilità dei cittadini». Così il
sindaco Adriano Paroli ha ufficializzato ieri, modalità e
ragioni del blocco totale del traffico disposto per domani, domenica 31
gennaio. Salvo revoca in caso di miglioramento delle condizioni
atmosferiche, che il vento atteso per oggi potrebbe in effetti
favorire. Non così la neve caduta ieri: anzi,
l’eventuale ricorso massiccio a sale e sabbia potrebbe
contribuire a far lievitare le Pm10.
Ferme poco più di un’auto su due
Il provvedimento adottato sarà sì di blocco
totale, secondo linee che ricalcano quelle divenute consuete ai
bresciani tra il 2002 e il 2007. Ma con alcune soluzioni per alleviare
i disagi ai cittadini. Anzitutto l’orario: non il consueto
8-20, ma un più morbido 10-18.
«L’incidenza di quelle 4 ore - spiega il sindaco -
è secondo i tecnici è minimo». Poi, un
alleggerimento ulteriore degli effetti deriva
dall’accresciuto numero di auto Euro 4, ammesse a circolare:
il rinnovo del parco veicolare dopo un anno di ecoincentivi statali e
regionali, infatti, ha visto andare al macero molte auto delle classi
più inquinanti. I dati forniti dal Mobility manager,
risalenti al 2008, contavano già allora nella Leonessa
50.381 veicoli Euro 4. Ora saranno certo di più, senza
contare le Euro 5, poche ma pure esentate. E su un totale di 127.281,
tolte le auto a gpl e metano - per la conversione a tali sistemi di
alimentazione il Comune prevede appositi incentivi - le ibride e le
elettriche, non è azzardato dire che lo stop interessa poco
più di un’auto su due.
Numerose le esenzioni
Dal fermo, peraltro, saranno esentate anche le consuete categorie di
utenti (si veda il box a lato). Ma pure Statali, Provinciali e
autostrade, e i tratti stradali di collegamento tra gli svincoli
autostradali e i parcheggi scambiatori. Vale a dire il piazzale
dell’Ortomercato, per chi proviene dal casello autostradale
di Brescia Ovest e dalle Tangenziali Sud e Ovest; il parcheggio area
Spettacoli viaggianti di via Borgosatollo, per i veicoli in uscita da
Brescia Centro e dall’uscita della Sud di via della Volta; da
ultimo, il parcheggio di «Campo Grande», con
entrata e uscita consentite solo dalla Tangenziale Sud, con
possibilità di circolazione sul tratto di via Labirinto tra
l’area medesima e la Sud.
Permessi, numeri e biglietto unico sui bus
La Loggia ha attivato - dalle 8 alle 18 di oggi e dalle 8 alle 12 di
domani - alcune linee telefoniche a disposizione dei cittadini per
ottenere informazioni e indicazioni per i permessi in deroga riferiti a
particolari e motivate esigenze: i numeri sono l’800401104,
lo 0302977302/7300 e lo 03029971 (oltre alla centrale dei vigili
urbani, sempre attiva allo 03045001). I permessi in deroga saranno
distribuiti oggi dalle 8 alle 11 a Palazzo Loggia; dalle 8 alle 18
all’Urp di largo Formentone e al comando di Polizia
Municipale di via Donegani; domani dalle 8 alle 12 all’Urp e
al comando della Municipale.
Biglietto unico (da 1 euro, 1,35 euro o 1,50 euro se acquistato a
bordo), infine, valido per l’intera giornata sui bus di
Brescia Trasporti, con potenziamento della frequenza delle corse sulla
linea Lam 1. Inoltre, dalle 9 alle 19 sarà attivo un bus
navetta che collegherà il parcheggio Auchan di Concesio col
parcheggio dell’Ortomercato, l’Ospedale Civile, il
Centro, la Stazione e Campo Grande con corse ogni 12 minuti. Il tutto
con un costo a carico delle casse comunali di circa 10mila euro.g. gal.
«Un
piano strutturato per combattere l’inquinamento»
Annunciato ieri dal sindaco Paroli e dagli
assessori Orto e Vilardi, sarà nei prossimi giorni al vaglio
della Giunta
Un piano
articolato di azioni e provvedimenti. Non iniziative
«spot», che da sole poco possono contribuire a
migliorare un problema che è ormai decennale. Questa la
linea della Giunta Paroli, emersa ieri nel corso della conferenza
stampa convocata per illustrare i dettagli del blocco del traffico.
A introdurre i nodi del provvedimento è stata
l’assessore all’Ambiente Paola Vilardi.
«Giovedì i nostri tecnici sono stati al vertice in
Regione, e il Pirellone, che detta le linee in materia, non ha ritenuto
necessario assumere provvedimenti. Ma alcuni Comuni, come il nostro,
hanno deciso di fermare il traffico». A ribadire
l’attenzione riservata al tema: «Stiamo verificando
quali misure adottare prossimamente perché,
checché ne dicano i nostri detrattori che presentandosi in
Consiglio con le mascherine anti-smog (si veda sotto, ndr) non fanno
che spaventare la gente, noi siamo attenti».
«Questo è un provvedimento che purtroppo
città come la nostra devono a malincuore prendere. Ma il
problema è più vasto e complesso. Lo sappiamo
bene: abbiamo a cuore la salute dei cittadini e col problema dello
smog, d’altro canto, Brescia fa i conti da una decina
d’anni» sottolinea invece il sindaco.
«Nell’ultimo anno e mezzo si è
registrato un incremento dell’uso del mezzo pubblico:
dobbiamo incentivarlo, ma non si può neppure pensare che il
mezzo privato sia un lusso. In molti casi è una
necessità per chi lavora e dobbiamo rendere praticabile
anche questa opzione». In quest’ottica
«da settembre stiamo ragionando su come affrontare il
problema, che va oltre statistiche o soluzioni estemporanee: il blocco
o le targhe alterne da sole non basterebbero. D’altro canto
il traffico urbano incide sullo smog solo per
l’8%». L’assessore Orto, al riguardo,
cita uno studio secondo cui la messa al bando di tutti i mezzi non
catalizzati porterebbe alla riduzione delle Pm10 del 20%». Si
valuta poi la possibilità di porre limiti più
bassi alla velocità nei tratti di autostrada che ricadono
nel territorio comunale: «Di rado mi trovo
d’accordo coi Verdi, ma forse è
un’ipotesi da considerare».
Le soluzioni non arrivano in pochi mesi, ribadisce Paroli:
«È un lavoro complesso. Nel frattempo, qualora
dovessero persistere questi valori dovremo stare pronti ad adottare
altre iniziative analoghe». Ma con sensibilità:
«L’Ecopass a Milano ha inciso, ma non ci piace: ben
venga la logica del chi inquina paga, ma quella del chi paga inquina
non è simpatica. E per questo non lo adottiamo».
Quelli al vaglio sono piuttosto «provvedimenti drastici,
perché solo auto con determinati dispositivi possano
circolare. Anche con A2A ci stiamo impegnando per un parco di auto
elettriche che garantisca un uso continuativo, con autonomia di 300
km».
Concorde l’assessore Orto: «A breve (forse
già lunedì, ndr) sottoporremo al sindaco il
progetto di un percorso educativo volto non solo a contrastare il
fenomeno. Fatto di eventi, attività e servizi che il Comune
mette a disposizione. Per ora - ha proseguito Orto - mi limito a
ricordare quanto già è stato fatto per abbattere
gli inquinanti: gli incentivi per la conversione dei mezzi a Gpl, il
rinnovamento del parco automezzi del Comune (700mila euro), uno
stanziamento di 8 milioni per il servizio di trasporto pubblico,
l’incremento di Bicimia già messo a
bilancio». E se da lunedì è confermata
la partenza del car-sharing, i mobility manager e i tavoli di
fluidificazione del traffico «hanno fatto un gran lavoro per
arrivare al car-pooling».
Da ultimo dal sindaco un invito ai cittadini ad una «maggiore
attenzione civica»: tanto ad un uso più razionale
dell’auto, quanto ad una regolazione adeguata delle
caldaie». E la promessa di controlli più
capillari.gal
Bresciaoggi.it 30 gennaio 2010
IL MINIBLOCCO.
Dopo 18 giorni consecutivi di «superi» nelle Pm10,
la giunta ha deciso la drastica misura anti-traffico. Ma con molte
limitazioni, e un occhio al clima
Troppo smog, domani
Brescia resta a piedi
Mimmo Varone
Ma il divieto di
circolazione scatta solo dalle 10 alle 18 e possono muoversi oltre
50mila auto a benzina euro 4 E la nevicata di ieri sera potrebbe
rimescolare le carte
Scatta il
«miniblocco» del traffico. L’imperversare
delle polveri sottili nell’aria di Brescia ha indotto il
sindaco Adriano Paroli a decretare lo stop alle auto dalle 10 alle 18
di domani su tutto il territorio comunale. Il sindaco lo fa
«a malincuore», e con la consapevolezza che saranno
in pochi a fermarsi. Oltre ad auto moto e ciclomotori elettrici, auto a
metano e Gpl, ibride (motore elettrico-termico), potranno circolare
anche i diesel con filtro antiparticolato e le auto a benzina Euro 4,
oltre alle solite categorie esentate. Resteranno in garage, per una
manciata di ore, solo i mezzi più inquinanti.
I
DATI DELL’ASSESSORATO al Traffico di Nicola Orto dicono che
su 127mila auto immatricolate in città, 50.381 sono Euro 4.
Si fermeranno 11.366 Euro 0, 718 Euro 1, 29.713 Euro 2 e 28.587 Euro 3.
Nessuna limitazione per le Euro 5.
Peraltro
il blocco è limitato al territorio della città.
Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha ritenuto che la
situazione non fosse così grave da indurre a bloccare la
circolazione nelle aree critiche, e al vertice di ieri mattina ha
lasciato ai singoli comuni facoltà di decidere. Brescia ha
scelto lo stop come Milano e Bergamo. I comuni
dell’hinterland non si sono coordinati e lo stesso assessore
provinciale al Traffico Corrado Ghirardelli, che ritiene
«insufficienti i blocchi totali del traffico
cittadino», si è allineato alle politiche della
Regione sull’emergenza aria e ha messo a disposizione 5
milioni di euro per l’acquisto di nuovi autobus a basso
impatto ambientale.
La
stessa Giunta Paroli si mostra scettica
sull’utilità degli stop domenicali e annuncia per
il futuro prossimo una batteria di provvedimenti anche
«rigorosi» per contrastare le Pm10 che da 18 giorni
consecutivi viaggiano sopra la soglia di attenzione, e spesso anche
oltre l’allarme. «Se le polveri non caleranno
possiamo valutare altri blocchi e anche le targhe alterne e
l’inibizione drastica della città a certi veicoli
– dice Paroli – ma ci muoviamo in più
direzioni e abbiamo allo studio una batteria di misure più
incisive». Ci sta pensando Orto di concerto con gli assessori
Paola Vilardi (Ambiente), Mario Labolani (Lavori pubblici) e altri. Il
progetto sta per essere presentato in Giunta, e solo dopo se ne
saprà di più.
Intanto
domani potranno viaggiare veicoli di trasporto disabili (con
contrassegno), medici in visita urgente, ambulanti e via dicendo
(l’ordinanza completa del sindaco si può leggere
sul sito www.bresciaoggi.it). E come al solito sono interessate solo le
strade comunali. Restano libere autostrade, tangenziale sud,
provinciali, collegamenti dagli svincoli ai parcheggi in corrispondenza
delle fermate dei bus. Per altre informazioni e rilascio di permessi si
possono chiamare la Centrale dei vigili (030.45001), l’Urp
del Comune (verde 800.401104, 030.2977302-300), il centralino della
Loggia (030.29771) oggi dalle 8 alle 18 e domani dalle 8 alle 12
(Centrale dei vigili sempre operativa). Il dettaglio delle disposizioni
è sul nostro sito www.bresciaoggi.it
BRESCIA
TRASPORTI attiva una navetta che ogni 20 minuti collegherà i
parcheggi Ortomercato, Auchan di Concesio e Campo Grande (via Tadini).
L’area Spettacoli viaggianti della Volta farà
riferimento alle fermate della linea 1, che viene potenziata dalle 9
alle 19 tra Ospedale e via Maggia con frequenza di 10 minuti. Ci
sarà il biglietto unico valido per tutta la giornata su
tutta la rete, costerà 1 euro per la zona 1
(città) o 2 (hinterland), di 1,35 euro per entrambe (1.5 sul
bus).
Ieri
pomeriggio il sindaco, Vilardi e Orto hanno presentato il tutto, con la
precisazione che se oggi dovessero scatenarsi vento e pioggia (ma il
meteo dice altro), l’ordinanza sarebbe revocata. Paroli tende
a non enfatizzare comunque la decisione di bloccare. «Non
è un evento – dice -, ma un provvedimento di cui
purtroppo la città ha bisogno a garanzia della salute dei
cittadini». Sottolinea che il problema è
«più vasto e complesso» e si sta
affrontando, anche con l’auto elettrica allo studio di A2A.
I
tempi saranno lunghi. Quanto all’emergenza precisa di aver
preferito bloccare dalle 10 alle 18 per «non creare eccessivi
problemi e dare la possibilità ai bresciani di programmarsi
la giornata». D’altronde, «sappiamo che
per molti l’auto non è un lusso ma una
necessità», aggiunge.
Una
mediazione tra due esigenze. Così, domani viaggeranno in
tanti, almeno quelli che hanno auto nuove. Per gli altri che non se le
possono permettere, pazienza. «Mi dispiace per loro
– dice il sindaco -, ma sappiamo che certe auto inquinano di
più in modo esponenziale, e con la pioggia che non arriva lo
stop di un giorno è giusto»

«La
salute è a rischio Allontanatevi dalla
città»
Veleno
quotidiano instillato in dosi crescenti con l’inquinamento
atmosferico, le polveri sottili non soffocano soltanto i polmoni, ma
hanno effetti preoccupanti anche su altri organi, come il cuore.
A confermarlo è una ricerca condotta dalle cattedre di
Cardiologia, Medicina del lavoro e Igiene industriale
dell’Università di Brescia.
QUANDO L’INQUINAMENTO dell’aria da polveri sottili
supera la soglia consentita (40 microgrammi per metro cubo di Pm10) si
registra un aumento del 14,1 per cento di infarti (che dura dal primo
giorno di supero fino ai tre giorni successivi), una crescita del 32,8
per cento di aritmie, un incremento del 75 per cento di scompensi
cardiaci. «In media i problemi cardiovascolari aumentano del
41,4 per cento nei giorni di inquinamento fuori soglia, e questo si
traduce in un aumento dei ricoveri in ospedale, che crescono
significativamente nei giorni di supero rispetto alla media
quotidiana», spiega il prof. Livio Dei Cas, titolare della
cattedra di Cardiologia e direttore della Cardiologia al Civile.
«Fra inquinamento e malattie cardiovascolari esiste un legame
inequivocabile, tanto che l’aria malata è un
elemento che oggi viene aggiunto ai tradizionali fattori di rischio per
il cuore, come ad esempio il fumo».
IL MECCANISMO di azione delle polveri sottili sul nostro organismo
è semplice: «Appena inalate le polveri inquinanti
arrivano nei polmoni, ma nel giro di un’ora finiscono in
tutti i distretti corporei, provocando un’infiammazione
generalizzata che induce alterazioni a livello cardiovascolare
– spiega Dei Cas -. Fra gli effetti ci sono la
vasocostrizione, con incremento dell’ipertensione,
l’aumento della viscosità del sangue, che
favorisce i trombi, l’instabilità della placca
coronarica che può progredire e rompersi causando
l’infarto, le alterazioni dei rapporti simpatovagali che
favoriscono le aritmie». Sotto la cappa di polveri inquinanti
non stanno meglio i nostri polmoni, come conferma la dottoressa Nadia
Marcobruni del Centro pneumologico del Civile di via Marconi.
«Nelle persone sane osserviamo una crescita dei processi
infiammatori a carico dell’apparato respiratorio, come tosse
e bronchiti, mentre nei malati, come i pazienti che soffrono di asma o
Bpco, notiamo un incremento delle riacutizzazioni, con episodi che
durano mesi, quasi senza soluzione di continuità»,
spiega.
Per chi vive in città non ci sono molte chances di sfuggire
alle polveri sottili: «Il consiglio è di cercare
di allontanarsi dalla città almeno il week end, magari in
montagna – dice Marcobruni -; usare i bus e evitare
l’auto, non fare sport in zone inquinate, cercare di fare il
pieno di antiossidanti che contrastano gli effetti nocivi
dell’inquinamento, adottando una dieta ricca di frutta e
verdura». LI.CE
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Giornale di
Brescia 30 gennaio 2010
Dal Broletto 5 milioni per
bus a basso impatto
La
Provincia era presente l’altroieri al tavolo tecnico contro
l’inquinamento tenuto in Regione.
A seguito
di questo incontro l’assessore provinciale ai Trasporti
Corrado Ghirardelli, in linea con le decisioni prese al Pirellone sulla
necessità di contrastare l’emergenza aria, ha
attivato canali di finanziamento per l’introduzione di nuovi
autobus a basso impatto ambientale, ritenendo insufficienti i blocchi
del traffico cittadino e pensando anche alle ricadute economiche
negative che avrebbero sui cittadini, le imprese e gli stessi enti.
Il Broletto
ha così previsto lo stanziamento di risorse proprie che
vanno ad aggiungersi a quelle predisposte dal bilancio regionale
rendendo subito disponibili 5 milioni di euro per l’acquisto
di nuovi mezzi. «Questo intervento - recita una nota della
Provincia - si inserisce nel piano che negli anni ha portato al rinnovo
del parco già in esercizio sull’area
bresciana».
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Il Brescia
20 gennaio 2010
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Giornale di
Brescia 20 gennaio 2010
Metrobus
Opere complementari
Stazione
e Cefalonia, le porte della città Ieri in Loggia la
presentazione dei due siti più piccoli del metrò
Il riassetto della zona ferroviaria costerà 1,5milioni di
euro
Prosegue la «sfida
Metropolitana» cittadina. Il viaggio alla scoperta delle
cosiddette opere complementari del Metrobus - quelle cioè
che andranno a ridisegnare la viabilità, i quartieri e,
quindi, porzioni importanti di città - tocca stavolta le
future stazioni di via Gambara e di via Cefalonia, quelle
cioè individuate dalla Giunta Paroli come «i veri
cuori d’accesso alla City bresciana».
Nonostante le aree d’intervento siano cioè le
più piccole dell’intero tracciato (12.300 metri
quadrati per un costo complessivo di 1.498.860 euro la prima, 6.350 mq
per una spesa di 1.273.700 euro la seconda) di cui rappresentano la
nona e la decima tappa, la loro posizione diventa globalmente
strategica. E se da un lato troviamo il fulcro intermodale del
trasporto pubblico (treno, bus urbani e non, biciclette, parcheggi),
dall’altro, in cui la «linea immaginaria»
è rappresentata dal cavalcavia Kennedy, sta la
dinamicità del vero e proprio trantran lavorativo diurno. Al
centro, il Palazzo di giustizia che «dovrà essere
fruibile al massimo delle sue potenzialità».
Senso unico per via Gambara
Si sdraia lungo 12.300 metri quadrati in tutto l’area
protagonista della riqualificazione «a tutto tondo»
in programma attorno alla stazione di via Lattanzio Gambara,
incastonata fra il piazzale della Stazione ferroviaria ad ovest, il
cavalcavia Kennedy ad est ed intervallata da vari spazi verdi,
anch’essi oggetto di recupero.
Quattro le novità fondamentali. In prima battuta in via
Gambara verrà instaurato il senso unico di marcia est-ovest
(ossia dal piazzale verso il Palazzo di giustizia), sia
perché l’avvento della stazione del Metrobus
(ampia 70 metri per 50) ne ridurrà in parte gli spazi nel
punto in cui si appresta a sorgere - tanto che la strada non
sarà più disposta in linea retta ma
subirà una leggera curvatura - sia per favorire ed ampliare
il percorso pedonale e ciclabile. Fra i due fronti chiusi (a nord in
direzione centro storico, a sud per la presenza delle rotaie della
ferrovia) sorgerà poi un lungo corridoio urbano che partendo
dal piazzale della Stazione traguarderà nello slargo del
Palazzo di giustizia, di fronte a via Ferramola, una sorta di spazioso
marciapiede centrale che «rappresenterà il fulcro
dell’alta densità di funzioni».
Sempre sul fronte sud, un «muro verde» disposto
all’uscita del Metrobus creerà
continuità tra il vicino deposito delle biciclette e
stazione ferroviaria, poste e pensilina del primo binario: sul muro
potrebbe sorgere in fase esecutiva un cancello che
permetterà la realizzazione di un nuovo accesso diretto al
primo binario, così da connettere direttamente treno e
metrò. Infine la zona Poste, «una delle
più critiche»: anche qui la sede stradale di via
Gambara verrà ridotta ad una sola corsia ampia 6 metri e a
senso unico proprio per poter ridisegnare i posti auto laterali e
aumentarne il numero e l’ordine.
Labolani: «Tempi rispettati»
Capitolo tempi. «Siamo molto contenti, perché ci
troviamo in perfetto orario rispetto alla tabella di marcia stabilita
dal cronoprogramma - incalzano gli assessori ai Lavori pubblici, Mario
Labolani, e all’Urbanistica, Paola Vilardi. «Per
quanto riguarda via Marconi - prosegue e spiega Labolani - attendiamo
solo il parere da parte della Soprintendenza, mentre anche il cantiere
più complesso, quello della Poliambulanza, sta procedendo
passo dopo passo. Nei prossimi giorni incontreremo però il
presidente di Brescia Mobilità (Valerio Prignachi, ndr) per
chiedere maggior puntualità sull’iter dei progetti
esecutivi, anche perché l’unica stazione che ha
raggiunto di fatto questo traguardo è quella di via
Triumplina».
Soddisfatti i presidenti delle Commissioni urbanistica, Marco Toma, e
Lavori pubblici, Pierraul Francesconi, che punta l’accento
sul disappunto iniziale verso il via libera al Metrobus e
sull’asse sicurezza: «Ricordo che la Lega, come
gruppo, era contraria alla realizzazione della metropolitana a Brescia.
Per contro la sicurezza rimane aspetto centrale delle future stazioni
che saranno non solo sorvegliate dalle telecamere, ma anche ben
illuminate».
Nuri Fatolahzadeh

Tarello
e Gallo, un unico grande parco
A Brescia Due la «city degli
affari»: moderna, dinamica ed efficace. Costo: 1,3 milioni di
euro
Ai blocchi
di partenza anche gli interventi di contorno alla stazione Cefalonia,
la numero dieci lungo il tracciato del metrò provenendo da
nord, dopo la Gambara-Fs e prima della Lamarmora.
Una stazione «piccola ma funzionale»,
perché sistemata nel cuore del terziario: l’area
di intervento è tutta racchiusa infatti in 6.350 metri
quadrati, un mosaico in cui sono incastonati diversi spazi aperti che
confinano, ad est con il grande complesso di via Malta, a nord con
l’edificio Telecom, a sud con la stessa via Cefalonia e ad
ovest con il parcheggio pubblico di via Corfù. «La
posizione baricentrica al quartiere rende i percorsi per raggiungere la
stazione piuttosto brevi, si suppone dunque possa essere una delle
più frequentate» incalza l’assessore
all’Urbanistica, Paola Vilardi.
Riqualificare con stile è il filo conduttore
dell’intervento. L’obiettivo è
cioè creare il centro di una city degli affari moderna,
efficiente e dinamica.
Sui lati sud e ovest sorgerà un porticato a forma di
«L» così da riprendere
l’architettura del quartiere, ma con una connotazione
contemporanea: questo nuovo camminamento delimiterà
cioè uno spazio centrale ad uso pedonale, al cui interno
sorgeranno scale, lucernari, ascensore e piccole isole di sosta. Sul
lato ovest, invece, il portico ricopre tre volumi (81,50 mq il primo,
89,50 mq il secondo e 108 mq il terzo): all’interno di questi
spazi chiusi saranno accolte nuove attività commerciali - in
particolare bar, tabacchi ed edicola - esercizi «comunque non
invasivi per l’equilibrio del quartiere» come
precisa il presidente della Commissione urbanistica, Marco Toma.
L’altra rivoluzione in agenda riguarda gli spazi verdi. In
prima battuta saranno piantati nuovi filari di alberi così
da schermare la vista verso le autorimesse fuori terra del complesso
Malta. Poi, si procederà con la vera e propria connessione
dei parchi Gallo e Tarello: chi vorrà passeggiare da uno
spazio verde all’altro dovrà percorrere solo un
breve tragitto all’ombra di un filare d’alberi. Il
costo complessivo delle opere complementari studiate dal gruppo di
lavoro per la stazione Cefalonia ammontano a 1.273.700 euro complessivi.
Nella cifra si prevedono, pure, il ripristino dei due percorsi
pedonali, ora interrotti o resi difficili per via dei cantieri, in
direzione est-ovest, lungo il marciapiede di via Cefalonia e a sud
dell’edificio Telecom. Sarà infine enfatizzato il
percorso pedonale in direzione nord-sud che
dall’attraversamento semaforizzato a chiamata e dalla fermata
del bus sale verso le scale della metropolitana, per poi affacciarsi
sui percorsi che, attraverso i portici del complesso Malta, si
irradiano nel cuore di Brescia Due. nuri
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