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Brescia Trasporti - Brescia e comuni contermini
Trasporti Brescia Nord e Sud (autolinee)
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Navigazione Lago d'Iseo (NLI)
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Trasporti Brescia Nord Navigazione Lago d'Idro

Il Brescia 18 marzo 2010
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Giornale di Brescia 16 marzo 2010
Un comitato tecnico anti-polveri sottili
Preparerà il materiale per il confronto al tavolo «politico»
Intanto domenica è stata un'altra giornata di superi di Pm10

L'idea era stata enunciata - e realizzata nel corso di una riunione durata oltre due ore - alla vigilia dell'ultimo blocco del traffico, quello del 28 febbraio: un tavolo di lavoro permanente sul tema dell'inquinamento e del Pm10. Per lavorare insieme - tutti i Comuni della cosiddetta «area critica» ma non soltanto - al fine di prevenire l'emergenza attraverso un meccanismo d'intervento semi-automatico che scatti in caso di esubero degli agenti inquinanti nell'atmosfera. L'8 marzo, nel corso del nuovo, affollatissimo incontro tenutosi a Palazzo Broletto, si è costituito lo strumento tecnico del tavolo, un comitato del quale fanno parte Provincia, Comune di Brescia e Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) più altri otto Comuni: Bovezzo, Castel Mella, Cellatica, Collebeato, Concesio, Gussago, San Zeno e Villa Carcina. Obiettivo: preparare il materiale sul quale tutti gli altri amministratori coinvolti dovranno confrontarsi per trovare soluzioni anti smog.
Un'altra domenica di superi
Il tempo per lavorare prima che si presenti la necessità di un nuovo intervento d'urgenza - come lo stop alle automobili di un paio di settimane fa, alla fine accolto da 28 Comuni, seppur con sfumature diverse nelle motivazioni - non manca. Passati i mesi di gennaio e febbraio, infatti, la situazione dovrebbe migliorare. Perché è vero che anche domenica scorsa superi di non poco conto sono stati registrati da tutte le centraline per il rilevamento della qualità dell'aria: Broletto (95 microgrammi per metro cubo, a fronte di un limite di 50), Villaggio Sereno (104), Sarezzo (104), Rezzato (72), Darfo (84) e Odolo (57); ma è pure dimostrato che di solito i mesi peggiori per quanto riguarda le polveri sottili (ma anche altri inquinanti) sono i primi due e gli ultimi due dell'anno (mentre nella bella stagione aumentano le concentrazioni di ozono).
Tutte le centraline oltre il limite tranne Odolo
A ricordarlo proprio nell'occasione dell'incontro dell'8 marzo in Broletto è stato il dirigente dell'Arpa Sergio Resola con una relazione che ha trattato lo stato delle cose ma anche le possibilità di miglioramento.
Per quel che concerne il primo aspetto della questione, Resola ha rammentato che, a poco più di due mesi dall'inizio dell'anno, Brescia ha già esaurito il bonus di 35 giorni di esubero di Pm10 concesso dall'Unione Europea. In particolare, in Broletto sono stati rilevati 43 superi in 63 giorni, al Villaggio Sereno 42 in 64, a Sarezzo 37 in 62, a Rezzato 40 in 64 e a Darfo 47 in 62; ha fatto invece la centralina di Odolo, che ha registrato 28 esuberi in 64 giorni. Il dirigente dell'Arpa ha anche mostrato una serie di grafici relativi all'andamento dell'inquinamento negli ultimi anni, dai quali emerge la diminuzione - in media - di certi agenti inquinanti, quali ossido di carbonio e benzene, a partire da fine anni Novanta-inizio Duemila, quando sono stati introdotti motori più efficienti e carburanti desolforati. Ancora, è evidente - sulla base di dati relativi al 2005 - la differenza tra le emissioni di polveri sottili da parte di automobili pre-euro e di Euro 4. Basta quindi intervenire sui veicoli? Non soltanto. Rimanendo nell'ambito del traffico, Resola ha sottolineato per esempio che anche le gomme producono Pm10, risollevando nell'aria polvere depositata sulla strada; bisogna allora agire anche sul traffico, magari individuando aree ristrette sulle quali imporre una velocità molto ridotta (perché è altresì dimostrato che i fattori di emissione si riducono tra i 50 e i cento chilometri all'ora, mentre aumentano a velocità più alte), oppure incentivando l'utilizzo della bicicletta, meglio ancora se combinato con il trasporto pubblico locale.
Anche la legna bruciata inquina
Poi ci sono le industrie, in Lombardia soprattutto le centrali idroelettriche, rispetto alle quali c'è uno spazio d'intervento considerevole in virtù di leggi recenti. E, ancora, l'Arpa evidenzia che anche la combustione della legna in impianti domestici fa la sua parte nella produzione di polveri sottili, risultando anzi - insieme al traffico veicolare - la principale fonte di emissione di Pm10 primario. Un elemento quest'ultimo, commenta Corrado Ghirardelli, assessore provinciale all'Innovazione e tecnologie, Trasporto pubblico locale e Grandi strutture trasportistiche - che si è fatto promotore del tavolo di lavoro permanente sul tema dell'inquinamento -, che non potrà essere trascurato nella prospettiva di un allargamento del tavolo stesso ad altri Comuni della Valcamonica oltre a quello di Darfo, che già aderisce in quanto sede di una centralina.
Senza dimenticare che un ruolo determinante è giocato della meteorologia: in Lombardia la produzione di emissioni pro-capite è inferiore alla media dell'Europa; ma se le emissioni si valutano per unità di superficie, il dato si ribalta in ragione della densità abitativa superiore rispetto alla media europea, e «per colpa» del vento - preziosissimo per il ricambio dell'aria -, la cui velocità a Milano è inferiore rispetto a quella nella maggior parte delle altre città europee. f. sa.


I Comuni chiedono interventi strutturali
Ed il sindaco di Collebeato chiede che del nuovo organismo faccia parte presto anche la Regione

Servono interventi strutturali e a lungo termine per arginare il problema dell'inquinamento da polveri sottili e ottenere buoni risultati nella lotta agli agenti inquinanti. Per i sindaci dei Comuni che faranno parte, con Provincia e Arpa, del comitato tecnico prodotto dall'ultima riunione del tavolo permanente sul tema dell'inquinamento e del Pm10 (nato dopo l'incontro convocato il 23 febbraio scorso, al Crystal Palace, dall'assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli, cui parteciparono le Amministrazioni comunali dell'area critica bresciana e il Comune di Darfo Boario), questo è uno dei punti fermi da cui partire per cercare di guarire, o perlomeno far migliorare, l'aria malata che respiriamo. «Sono molto soddisfatta - commenta l'assessore all'Ecologia del Comune di Gussago, Laura Negrini - perché l'assessore Ghirardelli ha accolto la proposta che avevo avanzato proprio nel corso della riunione del tavolo permanente. Noi porteremo il nostro contributo e il nostro parere nel confronto sugli interventi da mettere in campo».
Il nodo-qualità dell'aria sarà dunque affrontato dal comitato tecnico, in sinergia con il tavolo permanente. «Abbiamo aderito perché facciamo parte dell'area critica - sottolinea il sindaco di Castel Mella, Ettore Aliprandi - . In ogni caso sono indispensabili iniziative strutturali, a cominciare da progetti per rendere il trasporto pubblico più efficiente. Prendiamo ad esempio il caso dei Comuni dell'hinterland, che mi riguarda più da vicino. Per questi Comuni si potrebbe studiare un collegamento con la città più veloce, così come con la metropolitana. E poi c'è una questione di carattere culturale. Ormai molti veicoli sono Euro 4 e 5 - prosegue il sindaco di Castel Mella - per cui fare un blocco in cui queste auto possono circolare non ha senso. Si penalizza soltanto chi, ad esempio, non può cambiare la macchina».
Politici, tecnici ed esperti contribuiranno al comitato e al tavolo con le loro proposte. «Bisogna fare prevenzione per non arrivare a livelli di allarme - afferma Stefano De Carli, assessore alla Sicurezza e alla Polizia locale del Comune di Villa Carcina che con il collega di Giunta, Gianleone Gnali, titolare dell'Assessorato all'ecologia, ha partecipato alle riunioni del tavolo permanente - e per questo sono indispensabili soluzioni condivise con altri sindaci. Stiamo lavorando ad alcune proposte che presenteremo, ma servono iniziative costanti nel tempo». Disco verde perciò per le iniziative anti-smog dei Comuni, ma la Regione, afferma il sindaco di Collebeato, Giovanni Marelli, «dovrebbe fare la sua parte. E purtroppo non la sta facendo. Siamo scandalizzati - aggiunge - che di fronte a livelli di Pm10 così alti la Regione, che ha la competenza sulla materia, non sia intervenuta e non intervenga in modo adeguato. Comunque i blocchi sporadici non servono, tanto più che ci sono solitamente troppe deroghe. Invece il blocco dovrebbe valere per tutti, tranne per i mezzi pubblici e quelli di emergenza e soccorso. Il tavolo e il comitato servono appunto per elaborare piani di azione a lungo termine contro l'inquinamento».
Nell'ultima riunione del tavolo permanente, ha ricordato il sindaco di Bovezzo, Antonio Bazzani, «l'Arpa ha rammentato che l'inquinamento è un problema di tutta la Pianura Padana. Una delle iniziative - ha proseguito - potrebbe essere incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento, che contribuiscono, dice sempre l'Arpa, per il 29% all'inquinamento. Inoltre è importante, come stiamo facendo anche a Bovezzo, incentivare l'utilizzo delle energie alternative».
Paola Gregorio

Riflettori non solo sulla città, ma sull'intero territorio
L'assessore Ghirardelli, promotore del tavolo di lavoro: tutti i Comuni sono interessati al problema dello smog
«Sono stati i Comuni ad aderire liberamente al comitato tecnico, in base alle loro esigenze e alle loro caratteristiche; e ognuno metterà a disposizione le risorse umane che possiede». Corrado Ghirardelli, l'assessore della Provincia che ha promosso il tavolo di lavoro permanente sull'inquinamento e sul Pm10, spiega la genesi del comitato costituito come sostegno «tecnico» del tavolo «politico», il cui prossimo appuntamento è fissato al 19 aprile.
«Ci siamo detti - racconta - che per definire i temi sui quali confrontarsi c'era bisogno di un lavoro tecnico prima che politico; e abbiamo chiesto a tutti i Comuni del tavolo (quelli dell'area critica più Darfo) di dare eventualmente la loro disponibilità a farne parte insieme alla Provincia, al Comune di Brescia e all'Arpa». All'appello hanno risposto in otto (vedi articolo sotto). Che cosa dovranno fare ora? «Dovranno preparare delle ipotesi di lavoro con l'obiettivo di creare un protocollo che consenta ai Comuni di decidere in modo semi-automatico (perché, com'è ovvio, l'ultima parola spetterà sempre ai sindaci) come intervenire in caso di esuberi degli agenti inquinanti». La logica è quella della prevenzione, anche se il blocco del traffico del 28 febbraio scorso «è andato bene», commenta ancora l'assessore Ghirardelli». A proposito dell'ultimo stop alle automobili, l'assessore ai Trasporti sottolinea anche altro: «I cittadini hanno dimostrato grande senso di responsabilità su questo tema». Ma non soltanto: «Probabilmente alla buona riuscita del blocco ha contribuito anche il desiderio di tranquillità, la voglia - una volta tanto - di camminare per le strade senza macchine».
Blocco-tavolo permanente-comitato tecnico. Ma la sequenza non è finita: «Il ragionamento - conclude Ghirardelli - andrà allargato perché l'intero territorio è interessato al problema».
Proposta di tplbrescia.it - Aspettando la Metropolitana - (ri)lancio dei parcheggi scambiatori quale intervento urgente per limitare le criticità legate al superamento dei 35 giorni oltre la soglia di allarme per le concentrazione di PM 10 nell'aria

Riporto un interessante articolo di Simone Gragnani (Direttore editoriale clickmobility.it).
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La mobilità urbana è un tema strategico nazionale che richiede un grande sforzo finanziario ed una forte e coraggiosa determinazione da parte degli amministratori delle città nel portare avanti politiche integrate volte a favorire lo sviluppo del trasporto pubblico, puntando con decisione ai sistemi di trasporto rapido di massa. Solo così il TPL potrà riconquistare una maggior centralità quale strumento per la vitalità e la crescita delle città e, quindi, dell’intero sistema economico.
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Clicca sull'immagine sottostante per accedere all'articolo (pdf)


Considerazione di tplbrescia.it in relazione alla situazione locale.  La metropolitana leggera in costruzione a Brescia rappresenta un primo coraggioso ed importante sforzo che va proprio nella giusta direzione. Con l'avvio della metropolitana di Brescia si dovranno necessariamente seguire altri interventi affinché il nostro "metrobus" sia completato in ambito urbano (estensione fino alla Fiera) e guardi anche oltre i confini urbani integrandosi con gli altri sistemi di trasporto gia esistenti (Brescia- Iseo-Edolo e S-link) ma anche con il potenziamento dei servizi sulle linee ferroviarie in ambito provinciale (sugli assi Brescia-Verona, Brescia-Milano/Bergamo, Brescia-Cremona, Brescia-Parma) e con lo sviluppo di nuove linee tranviarie come ad esempio  la Brescia - Tormini.





Bresciaoggi 09 marzo 2010

IN COMMISSIONE. In vista del Bilancio, mancano le risorse

Broletto in rosso «Taglieremo bus e pullman»

Eugenio Barboglio

L’assessore Ghiradelli: «Niente soldi per i contratti: si decida insieme dove colpire». Da coprire 3,5 milioni

Conti in rosso in Provincia e le ricadute si manifestano in più direzioni. Quella dei trasporti è una di queste. Tanto che l’assessore Corrado Ghirardelli non si concede giri di parole in commissione: «Non ci sono soldi». E non parla dei grandi progetti: la metropolitana provinciale, la tangenziale Est, il traforo del Mortirolo; ma dell’ordinaria amministrazione: i contratti in essere con le società di pullman che prestano servizio sul terittorio provinciale, trasportando lavoratori e studenti.
La situazione presentata da Ghiradelli è insomma parecchio grigia. È su di essa va fatta - ha sottolineato - una riflessione collettiva in vista dell’approvazione del bilancio che impegnerà il Consiglio provinciale il prossimo mese. Per lui non si può arrivare in aula senza aver chiara una premessa: «O si trovano i soldi per pagare il trasporto pubblico o si deve tutti insieme stabilire quali tratte tagliare». Che è già quello che è successo con la tratta Brescia-Milano tagliata per mancanza di risorse.
L’auspicio di Ghirardelli è che se si dovesse arrivare a tanto però, sul dove far cadere la scure ci sia la più ampia convergenza. Che insomma al tavolo si sieda anche la minoranza, che però è molto perplessa. Anzi, di più. Diego Peli, capogruppo del Partito Democratico ha sostanzialmente respinto la mano tesa: «Assumetevi la vostra responsabilità», ha affermato.
QUALI SONO LE CIFRE? La Provincia si trova a dover sborsare intanto 3,5 milioni di euro per la copertura delle spese che la Regione non arriva a rimborsare. Dei 27,5 circa di euro che rappresentano il costo del trasporto pubblico nel Bresciano (tranne la Valcamonica che è direttamente in carico alla Regione), il Pirellone ne dà 24 milioni. Una cifra destinata ai cosiddetti servizi minimi, che rappresentano lo standard di percorrenze. In realtà i pullman del trasporto provinciale hanno percorso 455mila chilometri di aggiuntivi, e questa differenza è invece a carico del Broletto. Inoltre vanno aggiunti 620mila euro che lo stesso Broletto deve al Pirellone per il 2009, e che rientrano nel sistema dei costi che è un po’ più complesso della ripartizione di massima tra servizi minimi e aggiuntivi. Negli anni scorsi la Regione copriva sostanzialmente tutti questi costi - ha fatto notare Ghiradelli - mentre ora non più.
Di qui l’esposizione e il conseguente rischio di non riuscire ad onorare i contratti in essere: «La priorità». Per il resto allo stato dell’arte non sembrano esserci molti margini: «Ma c’è un piano dei trasporti e dicendo che le risorse sono scarse non voglio dire che non si farà nulla». Appunto questo piano è stato accusato da Donatella Montini (Pd) di troppa ambizione, rispetto alle reali possibilità dell’ente. Un piano che non avrebbe tenuto nel dovuto conto l’inevitabile prospettiva di austerity che era alle porte e che il nuovo presidente Molgora ha infatti immediatamente abbracciato.
Insomma, sarebbe ineludibile il piccolo cabotaggio. I grandi progetti debbono attendere. Eppure molti commissari (Arrighini) hanno evocato il progetto della metropolitana estesa alla Valtrompia e a Montichiari. E si è accennato all’utilizzo dei sedimi ferroviari delle linee per Iseo e per Parma e Cremona in una prospettiva di rete integrata. «La situazione che ho ereditato è questa che ho esposto - ha ribadito Ghiradelli».
Aspetterà la metropolitana: «La Provincia si è impegnata finanziariamente per soccorrere la Loggia nelle spese per il metrobus comunale. Va concluso quello, solo dopo riprenderemo il tema delle tratte provinciali». Qualche spiraglio più concreto per il traforo del Mortirolo: «Penso intanto ad un protocollo di intesa con Sondrio».
IN CONCLUSIONE Ghirardelli ha ricordato che il quadro dei trasporti si chiarirà quando verrà approvata la legge ferma in Regione. E auspicato la formazione di un consorzio tra Comune, Provincia di Brescia, Mantova, Cremona ecc per affrontare i nodi del trasporto.


Un anno con i Citelis
Lo scorso 2 marzo i Citelis Irisbus da 18 m hanno compiuto un anno di esercizio nella nostra città.
Sono utilizzati prevalentemente sulla linea più trafficata della rete urbana, la linea 1, anche se durante le ore di punta capita di vederli impegnati anche su altre linee.
Fra tre anni i citelis da 18 m non saranno neanche a metà della loro vita ed è molto probabile che, con l'avvio della metropolitana, la linea 1  sparisca o comunque il suo attuale percorso (che ricalca quello del metrobus) subisca una profonda trasformazione.
Quale sarà il loro futuro ? Con la riorganizzazione della rete di superficie ci saranno linee sulle quali potranno svolgere il loro servizio ? Saranno utilizzati solo nelle ore di punta e come scorta per il servizio sostitutivo in caso di fermi (imprevisti o previsti) della metropolitana ? Una serie di interrogativi che dovranno trovare una risposta entro il 2013.

Da venerdì 5 marzo è attiva la nuova stazione Bicimia situata in via Dalmazia davanti al palazzo della Regione Lombardia, inoltre sono stati incrementate da 22 a 30 le colonnine presso la stazione ferroviaria. In totale le stazioni Bicimia in città sono 25.
Leggi il comunicato di Brescia Mobilità

Come anticipato da tplbrescia.it  lo scorso ottobre ecco ulteriori dettagli sul progetto di utilizzo della CRS come card contactless per caricare i titoli di viaggio della rete di tpl

Bresciaoggi 05 marzo 2010

TRASPORTI. La città si candida a sperimentare la Carta regionale: il software sulle macchinette è già stato installato

Sul bus con la tessera sanitaria

Mimmo Varone

Il progetto definitivo elaborato dai tecnici di Regione e Comune L’assessore Orto: «Ci portiamo avanti in prospettiva-metrò»

Brescia anticipa i tempi del biglietto unico integrato. E a breve si andrà in bus, pullman e treno con la tessera sanitaria. La città si candida a sperimentare la Carta regionale del trasporti (Crt), che poi è sempre la Carta regionale dei servizi (Crs): tutti l’abbiamo in tasca da tempo e la utilizziamo non solo come tessera sanitaria, ma anche come codice fiscale e carta nazionale dei servizi. Brescia Trasporti ha già installato sui bus la tecnologia necessaria per leggere la Crs anche in funzione di Crt e ora attende solo il via libera (nonché i finanziamenti) del Pirellone per partire con la sperimentazione.
L’annuncio viene dall’assessore alla Mobilità Nicola Orto, che nei giorni scorsi ha candidato la città a far da battistrada in Lombardia. Intanto, i tecnici della Regione e quelli dell’assessorato di via Marconi - spiega - hanno già elaborato il progetto definitivo e verificato la compatibilità dei sistemi dal punto di vista tecnologico. Le cose sono avanti,insomma, e non ci sono impedimenti di sorta.
La Crt è già stata progettata dalla Regione Lombardia, ma non è stata ancora sperimentata. Si comincerà ad usare a Brescia, e utilizzerà un sistema contactless che permetterà di «timbrare» il biglietto senza inserirla nelle macchinette, ma semplicemente avvicinandola. È una tecnologia già a disposizione dell’azienda di via San Donino - aggiunge l’assessore - e ciò fa della nostra città la candidata ideale alla sperimentazione. Non solo. Il biglietto unico integrato sarà indispensabile con l’entrata in esercizio della metropolitana dal 31 dicembre 2012. E la candidatura è stata avanzata pure in vista di quella data. «Sarebbe assurdo - dice Orto - usare biglietti diversi per il bus e il metrò, quando i due sistemi saranno integrati in un’unica rete di trasporto».
A LASCIARE ancora nel vago la data di avvio, a quanto si capisce, è solo la tornata elettorale alle porte. Con la stessa card i bresciani per primi potranno utilizzare bus urbani ed extraurbani, tram, metrò, treni suburbani, regionali e interregionali, battelli del lago d’Iseo. «Sarà uno strumento utile per consentire ai cittadini dei avere una semplificazione nella bigliettazione - dice Orto - e la possibilità di anticipare quel che Brescia e provincia attueranno in termini di integrazione tariffaria e tecnologica». «Già stiamo lavorando ad un accordo con Brescia Trasporti - continua - per permettere ai pendolari che usufruiscono delle ferrovie Trenitalia di viaggiare con un unico titolo di viaggio integrato». Devono arrivare solo i finanziamenti già stanziati dalla Regione per la sperimentazione del nuovo sistema.
LA CRS, DUNQUE, diventa ancora più versatile di quello che è. D’altronde, anche i servizi in rete collegati alla card sono in costante aumento «e ciò consentirà di avere un unico strumento per i trasporti e per tutti i servizi che richiedono autenticazione - ricorda l’assessore -, con una sola login e password da memorizzare». Già adesso, con il lettore di smart card consente di scegliere il medico di base, richiedere certificati al proprio Comune e la Dote scuola alla Regione, pagare le contravvenzioni e il bollo dell’auto. Ma la card regionale non solo faciliterà l’accesso ai servizi e renderà la vita più semplice ai viaggiatori: l’innovazione andrà anche a vantaggio del trasporto pubblico, «permetterà di incrementare il numero dei passeggeri - dice Orto -, quindi di ridurre le emissioni inquinanti e contribuire a rendere più pulita l’aria della città». Il che sarà un bene per tutti. E in Loggia si resta solo in attesa del via libera dal Pirellone.

Giornale di Brescia 04 marzo 2010
Montirone Un bus in attesa di fermata
L'opposizione incalza e lancia il sospetto che la linea per Brescia non farà mai sosta in paese
MONTIRONE Un tram che si chiama desiderio? Ovvero: ma il pullman arancio n. 14, quello collega la città con Borgosatollo, arriverà per davvero a Montirone, come tutti auspicano oramai da tanto tempo? Le opinioni, in proposito, divergono assai. Infatti, se il sindaco Francesco Lazzaroni ci aveva anticipato che l'autolinea avrebbe continuato la sua corsa fino a Montirone, l'opposizione sostiene che quanto affermato dal primo cittadino non corrisponde a verità. Non a caso, Serafina Bandera e i suoi consiglieri hanno presentato un'interrogazione, con tanto di richiesta di chiarimenti nel prossimo Consiglio comunale.
«Abbiamo appreso dal Giornale di Brescia la notizia di un'imminente estensione dell'autolinea urbana n. 14 fino a Montirone - scrivono i consiglieri di minoranza -. Premettiamo che, qualora venisse confermata, la notizia sarebbe molto positiva per l'intera cittadinanza. Però, quando abbiamo cercato di avere maggiori informazioni sull'inizio del servizio, sul numero delle corse giornaliere, sul costo eccetera, abbiamo appreso che in Comune erano state protocollate 3 note (una di Brescia Mobilità, la seconda della Provincia di Brescia, la terza di Trasporti Brescia Sud) che smentivano l'inizio di tale servizio». Chiediamo pertanto «di fare chiarezza sulla questione e di dare maggiori informazioni ai consiglieri comunali e a tutti i cittadini montironesi, così da sollevare tutti dal dubbio (citiamo testualmente la nota protocollata 11 febbraio 2010) «che tale annuncio sia stato dato in stile promozionale e che tale informazione sia frutto di semplice supposizione piuttosto che abbia dei fondati presupposti».
«Le tre note di cui sopra inducono anche a pensare che sulla questione sia completamente mancato il collegamento necessario e obbligatorio tra Comune, Provincia, gestore del servizio Tpl extraurbano provinciale e Brescia Mobilità: condizione essenziale e prioritaria per la realizzazione del servizio stesso».
Mentre Francesco Lazzaroni assicura che «con tanto di documenti alla mano, daremo tutte indicazioni e i chiarimenti nel prossimo Consiglio comunale, così come espressamente chiesto dalla minoranza», il capogruppo Serafina Bandera commenta: «Perché dare informazioni scorrette e contraddittorie alla cittadinanza su una questione così importante? Perché tanta superficialità? Riteniamo che su una questione delicata e importante come questa gli amministratori di Montirone farebbero bene a portare a casa risultati e non parole». gaf

Bresciaoggi 01 marzo 2010

LO STOP ALLE AUTO. Decretato dalla Loggia e dai primi cittadini di altri ventisette Comuni della provincia

Traffico scarso, navette vuote stavolta il blocco è riuscito

Mimmo Varone

Sette pattuglie al mattino e sei al pomeriggio per controllare il rispetto dell’ordinanza Poche multe rispetto a gennaio

Stavolta è riuscito. Il blocco delle auto decretato dalla Loggia e dai sindaci di altri 27 comuni (più Pisogne che aveva solo invitato i suoi cittadini a non usare l’auto) ha tenuto i bresciani a casa. E chi è uscito non ha trasgredito le regole. Sarà stato per la mancanza di iniziative pubbliche in centro storico, per la giornata un po’ grigia, o per cos’altro, ma il traffico è stato scarso e le navette hanno girato vuote.
Gli agenti della polizia locale si sono piazzati nei punti strategici della viabilità cittadina per far rispettare l’ordinanza del sindaco Adriano Paroli. Sette pattuglie al mattino e sei al pomeriggio - spiega il comandante Roberto Novelli - hanno controllato 417 vetture, qualcuna meno del 31 gennaio, ma stavolta sono riusciti a comminare soltanto 54 multe. Niente rispetto alle 215 dell’altra volta, quando la metà dei controllati ha dovuto pagare i 78 euro previsti.
In un paio d’ore, dalle 13.30 una pattuglia in viale Venezia ha fermato una trentina di veicoli, scegliendo quelli più datati. Ma non ha potuto dare una sola multa. Anche una pattuglia dei Carabinieri in servizio di routine poco distante non ha trovato trasgressori.
Un ruolo importante nel tenere i bresciani in casa l’ha giocato di certo il blocco esteso a tutta l’area critica, che imponeva di superare i Comuni dell’hinterland (e le pattuglie che i vari municipi avevano sguinzagliato sulle strade) per arrivare in città. Ma altrettanto certo è che la consapevolezza della pericolosità delle polveri sottili si fa strada, e spinge a tenere l’auto in garage pure chi non sarebbe obbligato.
SE IERI FOSSERO circolate tutte le Euro 4, le Euro 5, le auto a benzina e Gpl, le strade cittadine non sarebbero state così deserte. Ieri il traffico del 31 gennaio si è visto solo intorno alle 17, quando mancava poco più di un’ora alla fine del blocco.
E che i bresciani siano rimasti a casa (o si siano diretti fuori città) è dimostrato pure dai passeggeri sui bus, davvero pochi. In ciascuno dei quattro parcheggi (Ortomercato, area Spettacoli viaggianti, Rondinelle di Roncadelle e Conforama di Castelmella) si è fermata qualche decina di auto. Brescia Trasporti fa sapere - ma non poteva essere altrimenti - che le navette hanno viaggiato vuote, al massimo con due o tre passeggeri a bordo. Le cifre dei trasportati sono tanto basse che l’azienda di via San Donino nemmeno quantifica.
Le cose non sono andate diversamente per la navetta Saia dal parcheggio Duferdufin di San Zeno Naviglio. Qualche passeggero in più si è visto piuttosto sul resto della rete. Nel pomeriggio la linea 13 viaggiava piena alla volta di Gussago, e ha fatto bene pure la 17. I pochi venuti in città, insomma, hanno usato il bus. Allo spettacolo pomeridiano del Teatro Sociale c’erano 350 spettatori, e dalla biglietteria fanno sapere che «qualcuno non è venuto a causa del blocco». Ma la domenica pomeriggio - aggiungono - gli abbonati sono quasi tutti anziani, ed è andata bene ugualmente perché loro il bus lo prendono d’abitudine. Poca gente fino alle 18 c’era pure alla Nave di Harlock per l’Harrison Day. Ma qualche minuto dopo, a blocco concluso, una marea di persone si è riversata a San Polo per il concerto organizzato dai Beatlesiani d’Italia.



I COMMENTI. Amministrazione comunale soddisfatta, anche gli ambentalisti si rallegrano

«Se i bresciani rispettano lo stop c’è soltanto da essere contenti»

Anche se il Comitato per la salute e la salvaguardia del centro polemizza per le troppe deroghe

Continuano a ripetere che lo stop domenicale alle auto ha poca efficacia sulle polveri fini, ma se i bresciani lo rispettano sono contenti. Gli assessori all’Ambiente (Paola Vilardi) e alla Mobilità (Nicola Orto) sottolineano il carattere «educativo» del provvedimento ed esprimono soddisfazione per i modo in cui è stato accolto. E il Comitato per la salute e la salvaguardia del centro storico annota con piacere che l’adesione è andata «ben oltre le tante deroghe che l’Amministrazione ha concesso».
Vilardi dice di aver visto «pochissime auto» in giro nel suo quartiere, e «se è così dappertutto la gente ha capito che non è terribile fare a meno dell’auto per qualche ora». E pensa all’8 marzo, quando i sindaci dell’area critica torneranno a riunirsi. Promette che ci andrà con un pacchetto di proposte definite e spera che dall’incontro «possano emergere altre iniziative da prendere congiuntamente, magari anche con i dieci sindaci della Valcamonica che in autonomia hanno partecipato al blocco».
Anche per Orto i bresciani «hanno dato un grande segnale di responsabilità». Una domenica di stop alle auto «non risolve il problema dell’inquinamento - precisa -, ma con questa iniziativa l’Amministrazione vuole abituare i cittadini alla mobilità sostenibile, pur tenendo conto che il traffico non è la causa più importante degli alti livelli di Pm10».
MA DARIO BALOTTA, esperto di mobilità di Legambiente, dice «basta ai pannicelli» e invoca «un piano organico dei trasporti e un'authority per ridurre congestione del traffico e Pm10». Il Comitato del centro storico rivolge un «grazie sincero» a quanti «hanno fatto respirare la città più sofferente d’Italia». Tuttavia polemizza con la Loggia per le tante deroghe concesse. Potevano circolare Euro 4 ed Euro 5, veicoli a metano e Gpl, quando «è risaputo che la causa principale della produzione di inquinanti non è solo la combustione, ma in particolare per le Pm10 è determinante la frantumazione in particelle dei pneumatici, il consumo dell’asfalto, il sistema frenante». Ma stavolta, appunto, i bresciani sono stati giudiziosi.MI.VA.


LE PROTESTE. Molti cittadini lamentano l’eccesso di deroghe: «Avvantaggiato chi ha potuto cambiare veicolo»

«Utile? No, è stato simbolico»

Elisabetta Bentivoglio

E c’è chi pensa che si dovrebbero fermare non tanto le automobili quanto l’attività di certe aziende dalle emissioni inquinanti

Dover rinunciare alla comodità dell’automobile per spostarsi da una parte all’altra della città ha innervosito molti bresciani, specialmente quanti consideravano il blocco un’inutile perdita di tempo. E a pensarla così erano in molti. Diciamo la maggior parte.
Il cielo plumbeo e il blocco del traffico hanno contribuito a rendere ancora più grigia la domenica dei bresciani, che con tutta probabilità hanno preferito restare a casa piuttosto di subire i disagi del «No Traffic Day». Ma se la maggior parte dei cittadini ha preferito restare a casa al calduccio, qualcuno ne ha approfittato per godersi la città e fare una bella passeggiata in centro.
È il caso di Italo Ferreni, 51 anni, residente a Borgosatollo, che ieri si è goduto una passeggiata in centro storico in compagnia della moglie. «Il blocco delle automobili serve a ben poco. I problemi da affrontare sono altri: nelle vicinanze di casa mia ci sono due aziende e l’inceneritore di A2A - ha lamentato Ferreni -. L’unico merito del blocco è la possibilità di girare in centro senza dover respirare i fumi dei gas di scarico delle automobili, nonché il messaggio educativo che viene lanciato in favore dell’ambiente e della salute pubblica».
DI TUTT’ALTRO parere Eleonora Biena, 33 anni, :«Rinunciare all’automobile non mi pesa per niente e aiuta sia l’ambiente, sia la forma fisica. Purtroppo un blocco automobilistico organizzato in questo modo è poco organico, perché lascia circolare troppe categorie di veicoli. Bisognerebbe attuarlo con più serietà».
La lamentela più comune tra gli intervistati da «Bresciaoggi» sembra essere proprio la possibilità di circolare concessa ai veicoli Euro4 ed Euro5, oltre che a numerose categorie di lavoratori. La pensa così Cesare Busi, arrivato in viale Venezia in sella al proprio cavallo e in compagnia di un amico. «Il blocco potrebbe anche servire se fatto in modo corretto, ma con tutte queste deroghe è inutile. Sono venuto a cavallo per dare il mio contributo alla mobilità alternativa, quella che fa ancora risuonare gli zoccoli di un equino tra le vie del centro senza preoccuparsi di parcheggi o precedenze», ha commentato Cesare mentre cercava di tenere a bada la sua giovane puledra.
Chi il blocco non voleva nemmeno sentirlo nominare è Giovanna Alberti, 43 anni:«Sono arrabbiatissima. Mi tocca parcheggiare a cinque chilometri dal centro e prendere l’autobus quando ci sono un sacco di veicoli che possono circolare tranquillamente. Questo è il blocco dei benestanti: se negli ultimi tre anni hai avuto i soldi per cambiare l’automobile circoli, altrimenti devi restare a casa o subisci disagi come me».
Dello stesso parere Andrea Pedretti, 27 anni: «Circolano più automobili oggi rispetto alle domeniche ordinarie. Se almeno questo blocco riuscisse ad abbassare la concentrazione di polveri sottili, avrebbe un senso fermarsi ma visto che così non è, a cosa serve mettere in difficoltà i cittadini? E scommettiamo che sindaco e assessori sono muniti di permesso per circolare?».


LE PROPOSTE ALTERNATIVE. Diverse opinioni sulla stessa linea

«Servono autobus frequenti e con tariffe più basse»

Qualcuno propone di fermare gli automezzi pesanti incentivando il trasporto su rotaia rispetto alla gomma

Il blocco delle auto private ha raccolto pareri favorevoli (pochi) e contrari (molti), ma di certo ha stimolato nei bresciani pensieri alternativi per abbassare il livello delle polveri sottili e vivere più serenamente la propria quotidianità.
Quasi unanime il consiglio di chi al blocco preferirebbe un utilizzo più massiccio dei mezzi pubblici ecologici. Eleonora Biena «abbasserebbe i prezzi dei biglietti dell’autobus, così da creare un’alternativa fattibile all’uso dell’automobile», mentre Elena Glisenti, 38 anni, propone una modifica agli orari dei trasporti pubblici «perchè è inutile incentivare il loro utilizzo, se per raggiungere la città dalla prima periferia ci vuole più di un’ora. Inoltre sarebbe opportuno che i Comuni rimborsassero parte del biglietto a chi utilizza quotidianamente il bus».
Per Angelo Torri, 49 anni, «non si dovrebbero fermare le automobili, ma i mezzi pesanti che ogni giorno invadono le nostre strade e inquinano pesantemente l’aria cittadina. L’alternativa potrebbe essere il passaggio graduale dal trasporto su gomma a quello su rotaia». Per Arturo Giustini, 37 anni, «sarebbe buona cosa mettere a norma i riscaldamenti delle abitazioni e degli uffici, magari proprio ampliando la rete del teleriscaldamento». Anche Francesca Sammartano, 28 anni, punterebbe sulla regolazione dei termostati, specie quelli degli uffici.«Entrando in un ufficio pubblico spesso le temperature sono tropicali - ha lamentato Francesca -. Sarebbe utile incentivare l’uso delle biciclette ove possibile, anche se in questo senso un’alternativa è già stata fornita da BiciMia».
SE NON SI TROVANO soluzioni alternative al blocco del traffico, si può sempre fare un passo indietro e ripensare alla circolazione a targhe alterne. È ciò che ha affermato Salvatore Vassallo, 31 anni: «Se, come avveniva una decina d’anni fa, si tornasse alle targhe alterne infrasettimanali, molti cittadini prenderebbero maggior coscienza del problema inquinamento. Inoltre si potrebbe incentivare il finanziamento per l’acquisto di auto a Gpl».
Chi proprio non vede alternative valide al blocco del traffico, pur considerandolo inutile, è Mauro Pedroni, 54 anni: «La pianura padana è una delle zone più inquinate d’Italia, basta cliccare sul satellite per capire di cosa si parli. Il blocco è solo un modo simbolico per prendere coscienza del problema inquinamento. Spero che arrivi la pioggia a diminuire le Pm10». Per Daniela Fumagalli, 39 anni «bisognerebbe incentivare gli acquisti a chilometri zero ed evitare di sprecare soldi e tempo per trasportare merce da una parte all’altra del Paese. Così facendo si migliorerebbero non solo la qualità dell’aria, ma anche il prezzo del prodotto finale e l’economia locale».E. BEN.

Giornale di Brescia 01 marzo 2010

«Grande blocco» sì, ma ridimensionato
Costretti a piedi in pochi utilizzano gli autobus delle linee urbane e commentano: «Servono misure più efficaci». In tutto 26 multe
«Uno stop alle auto di otto ore? Serve a poco. Sono necessari interventi continuativi».
È questa l'opinione diffusa di chi, ieri pomeriggio, ha rispettato il blocco stabilito dal Comune e ha scelto di muoversi utilizzando i mezzi del trasporto pubblico urbano. Una misura adottata da un ristretto numero di cittadini, a onor del vero. Nella domenica del «grande blocco» le automobili in circolazione sono state in effetti leggermente meno rispetto ad una qualsiasi domenica invernale, ma gli esclusi dallo stop grazie alle deroghe non si sono certo astenuti dal mettersi al volante.
Sul bus anziani e stranieri
Poco utilizzati sono stati gli autobus messi a disposizione da Brescia Trasporti sulle tratte Ospedale-Ortomercato, fino a Roncadelle o Castel Mella, più utilizzati i mezzi di trasporto che collegano quotidianamente le zone periferiche della città tra loro e al centro storico. Con una prevalenza di utenti rappresentata però da anziani e persone straniere. Qualcuno ha lasciato la propria auto nel parcheggio «scambiatore» dell'Ortomercato in quanto proveniente da fuori città e diretto in centro o in stazione. È il caso del signor Vittorio, bergamasco ma abbonato alla stagione teatrale bresciana, o di Giuliana, studentessa che frequenta l'Università di Padova. Se per il primo il blocco del traffico è stato deciso con «fini più politici che ecologici», la seconda ritiene che «le persone dovrebbero essere sensibilizzate sul problema inquinamento in maniera totalizzante e quotidiana. Nei centri storici dovrebbe essere sempre vietata la circolazione alle automobili e il Comune dovrebbe proporre un servizio più efficiente. Un blocco di otto ore crea solo disagio, non permette ai cittadini di capire la reale portata del problema e ad interiorizzarlo».
«Il blocco? Meglio durante la settimana»
Anche Giovanna e Solideo, residenti a Chioggia e in città per visitare la mostra «Inca», prenotata da tempo, suggeriscono «soluzioni diverse». «Sarebbe meglio bloccare le auto durante la settimana rafforzando il servizio pubblico - fa loro eco il signor Piermichele -. Le auto in circolazione oggi sono più delle scorse domeniche». «L'aria che si respira in città è diversa rispetto a quella di Siena o Arezzo - prosegue il giovane Andrea, a Brescia per lavoro ma residente in Toscana -. Provate a passare a piedi sotto la galleria Tito Speri...».
«Servono interventi più organici»
Avvezza a prendere il bus è invece la signora Caterina, che tra una commissione e l'altra è salita ieri su ben cinque diverse linee. «Io non ho la patente - ammette -. I miei figli invece hanno affrontato il blocco restandosene a casa». «Fan» del trasporto pubblico sono anche Yaroslava, che ci racconta come usufruisca «quotidianamente della linea 2 per motivi di lavoro» e come trovi «il servizio molto comodo», e Wessi, che dà il suo «ok al blocco», suggerendo però misure più frequenti. Lo stesso dice Massimo, professione autista di bus. «Mi aspettavo una maggiore affluenza oggi su questa linea - rivela -. Il cuore della città dovrebbe essere preservato dalle automobili tutte le domeniche. È necessario intervenire in modo più organico e soprattutto sulla mentalità della gente».
«Tante auto in giro, comunque»
Un'opinione, insomma, diffusa. Confermata anche dal signor Renzo e dal signor Vincenzo, entrambi residenti in periferia, ieri in città per una passeggiata. «Pensavamo di vedere meno automobili in circolazione - spiegano -. Uno stop di una giornata è inutile. E poi non avrebbero dovuto esserci deroghe, o tutti o nessuno». Contrario alle deroghe concesse dal Comune è anche il Comitato per la salute, la rinascita e la salvaguardia del centro storico. «È risaputo che l'obiettivo primario dell'iniziativa è stato prevalentemente di natura educativa - scrivono in un comunicato -. La causa principale della produzione di elementi inquinanti non è però solo la combustione degli idrocarburi ma, in particolare per quanto riguarda la produzione di Pm10, è determinante la frantumazione in particelle degli pneumatici, il consumo dell'asfalto, il sistema frenante di ogni singola vettura». Indipendentemente dall'attualità del blocco, è certo che i cittadini l'abbiano rispettato. Le pattuglie della Polizia locale hanno controllato 158 vetture e elevato solo 26 verbali.
Chiara Corti



ANNO 2013 - PROPOSTA PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE DI SUPERFICIE PER L'AREA URBANA DI BRESCIA CON L'AVVIO DELLA METROPOLITANA

NGUPTN
NEXT GENERATION URBAN PUBLIC TRANSPORT NETWORK
RETE DI TRASPORTO PUBBLICO URBANO DI PROSSIMA GENERAZIONE


Nuove proposte
Febbraio 2010 - Aspettando la Metropolitana - Proposta per il (ri)lancio dei parcheggi scambiatori quale intervento urgente per limitare...
Gennaio 2010 - Proposta di implementazione paline elettroniche di fermata e pensiline presso le stazioni della metropolitana di Brescia
Agosto 2009 - Proposte e suggerimenti per le iniziative di potenziamento del trasporto pubblico (dicembre 2009) e promozione progetto e lavori metrobus
Maggio 2009 - Giornale di Brescia e Bresciaoggi - Mia lettera al direttore - Muoversi nella Notte Bianca delle 1000 Miglia.
Marzo 2009 - Proposta per i servizi complementari delle stazioni della metropolitana.
Febbraio 2009 - Proposte per la rete di trasporto pubblico notturno provinciale.
Gennaio 2009 - Proposta per il (ri)lancio dei parcheggi scambiatori all'interno del nuovo piano del trasporto pubblico locale.
Gennaio 2009 - Proposta per il prolungamento della corsia preferenziale di via Solferino.
Dicembre 2008 - Bresciaoggi "I minibus per il Castello fanno il tutto esaurito" - articolo con mia segnalazione ed appello.
Dicembre 2008 - Giornale di Brescia - Mia lettera al direttore "FESTIVITÀ - Il servizio navetta per il Castello"
Novembre 2008 - Centro storico: mappa con la possibilità di sosta (P e P+BUS) nei giorni di sabato e festivi antecedenti il Natale 2008
Novembre 2008 - Anche la multisala Wiz ha accolto l'invito. Il nuovo sito internet riporta il link alla mappa con la posizione delle fermate vicine
Novembre 2008 - L'infomobility che vorrei - proposte e suggerimenti per il nuovo servizio allo studio
Novembre 2008 - Proposte campagna pubblicitaria per sensibilizzazione utilizzo mezzi pubblici, nuove fasce di mercato da acquisire
Ottobre 2008 - Giornale di Brescia - Mia lettera al direttore "Trasporto Pubblico - Controllori sugli autobus"

28 Ottobre 2009 - l'Assessore alla Mobilità e traffico del Comune di Brescia Nicola Orto riceve tplbrescia.it

19 Agosto 2009 - Il  Presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi riceve tplbrescia.it

Sabato 8 Novembre 2008 - Bresciaoggi, in occasione del cantiere evento Marconi, ha dedicato un articolo a www.tplbrescia.it

TPL BRESCIA BS TRASPORTO PUBBLICO LOCALE AUTOBUS METROPOLITANA LEGGERA METROBUS TRENO LAM BRESCIA TRASPORTI BRESCIA MOBILITA' TRASPORTI BRESCIA NORD TRASPORTI BRESCIA SUD LENORD