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PUBBLICO URBANO E SUBURBANO |
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NAVIGAZIONE LACUSTRE |
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Bresciaoggi 24 gennaio 2012
IL CASO. Continua il botta e risposta tra la Loggia e il Broletto
Trasporti, è scontro Comune-Provincia
Rolfi contro Ghirardelli: Molgora cerca di mediare tra gli assessori
Il
tempo stringe e il bandolo della matassa per arrivare alla gara
provinciale unica del Trasporto pubblico locale ancora non si trova. La
Loggia con Brescia Mobilità ci vuole dentro tutto, subito e per
la durata di nove anni, dai bus alla metropolitana, ai parcheggi e
quant´altro. Il Broletto teme di consegnarsi alla Loggia e
nicchia. Nei giorni scorsi la commissione Trasporti ha bloccato
all´unanimità il passaggio in Consiglio provinciale della
convenzione tra Comune e Provincia sul bando unico. È stallo
nonostante l´urgenza. E la tensione tra le due amministrazioni
cresce.
IERI il vicesindaco e assessore comunale ai Trasporti Fabio Rolfi (Lega
Nord) si è scagliato contro il collega provinciale Corrado
Ghirardelli (Pdl) con l´accusa di mettere i bastoni tra le ruote
tutte le volte che si parla di Brescia Mobilità. E ha invitato
il sindaco Adriano Paroli e il presidente Daniele Molgora a
«bypassare Ghirardelli e procedere con la convenzione su cui
c´è già una condivisione di massima». Molgora
(anche lui Lega Nord) gli dà ragione ma in fondo non sconfessa
il suo assessore. «Si è iniziato un percorso da concludere
- dice -, la posizione di Ghirardelli arriva un pò a sorpresa ed
esprime perplessità che mi sembrano risolte». La soluzione
di questioni come la gestione dei parcheggi e la divisione dei
chilometri tra area urbana ed extraurbana, sarà compito
dell´apposita commissione tecnica - precisa Molgora -, e
l´impegno di Comune e Provincia sarà quello di risolvere i
problemi ognuno per la parte di sua competenza. Tuttavia, «per
noi è un punto fermo - aggiunge subito - che i risparmi
derivanti dall´offerta unica vadano equamente ripartiti. Se
l´offerta fosse più vantaggiosa per l´area urbana e
meno per quella extraurbana, il tutto andrebbe riequilibrato».
È un «punto fermo» che tocca il punto più
sensibile della convenzione. La quale concede al Comune la delega per
il bando di gara, chiede alla Provincia di precisare e mettere a
disposizione quanto ha in Bilancio per il Tpl e restituisce al Broletto
stesso la gestione del trasporto extraurbano. Il tutto senza precisare
quanto peserà quello urbano di superficie con l´avvento
del metrò «di cui dobbiamo pur tenere conto», dice
Molgora.
UNA QUESTIONE di ruoli e di soldi, che in ogni caso non pesano poco in
tempi di ristrettezze. E quando i problemi si traducono in denaro
sonante, nonostante la «sintonia» Rolfi-Molgora la stessa
Lega non dà nulla per scontato. Tant´è che in
commissione provinciale sono stati proprio i consiglieri leghisti a
chiedere al Comune un supplemento di dati su numero di passeggeri
trasportati e di chilometri percorsi dalla rete urbana (richiesta
inoltrata proprio ieri mattina da Ghirardelli).
Ma Ghirardelli rispedisce le accuse al mittente: «In vista della
delibera del Consiglio mi sono limitato a illustrare la bozza di
convenzione in commissione - spiega -, che all´unanimità
ne ha chiesto il rinvio». Che poi l´assessore provinciale
veda in quella convenzione una delega totale alla Loggia che non porta
alcun vantaggio al Broletto, è noto. Anzi, «contrasta con
la società consortile a responsabilità limitata tra
Comune e Provincia - aggiunge - prevista dalla legge regionale
approvata dallo stesso Comune di Brescia, passata in Giunta e oggi
all´odg in Consiglio al Pirellone». Lui vorrebbe una gara
unica di durata limitata al 2015, per aver il polso della situazione
dopo due anni di gestione del metrò e poter trattare con le
aziende che perderebbero chilometri e passeggeri. E «senza
mettere assieme, semafori, parcheggi e Tpl». Ma questa è
una sua idea, a salvaguardia di una Provincia che «non ha
né società né patrimonio - dice Rolfi - per
gestire il Tpl».

Immagine tratta da www.tplitalia.it
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tplbrescia.it 11 dicembre 2010
aggiornamento 23 gennaio 2012
TPLBRESCIA PROPONE DI RIVEDERE IL PROTOCOLLO D'INTESA PER L'ALLARME PM10
La
principale modifica riguarda il criterio da utilizzare per esaminare i
dati, la valutazione è fatta considerando la media dei valori
provvenienti dalle 5 centraline nei 10 giorni antecedenti il giorno di
valutazione.
Ad
esempio per il 12 dicembre considero la media dei dati rilevati dalle 5
centraline dal 2 dicembre al 11 dicembre, per il 13 dicembre considero
la media dal 3 dicembre al 12 dicembre, per il 14 dicembre considero la
media dal 4 dicembre al 13 dicembre e così via.
Inoltre modificherei i provvedimenti:
- Blocco totale domenicale: dopo 5 gg consecutivi con media degli ultimi 10 gg > 50 μg/m³ purchè ultimi 2 gg con media giornaliera > 50 μg/m³ [incremento del servizio di trasporto pubblico sulle linee 1 (parcheggio spettacoli viaggianti), 2 (con
estensione del percorso da capolinea via Livorno fino al piazzale
ortometcato), 3, 4, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 (con
estensione del percorso da Capolinea Noce fino al piazzale ortomercato
attraverso nuovo sottopassaggio Sorbanella / Caprera e incremento fino in centro), 17];
- Targhe alterne e limite a 80 km/h su tangenziali: dopo 7 gg consecutivi con media dei 10 gg > 50 μg/m³ purchè ultimi 2 gg con media giornaliera > 50 μg/m³ [incremento
del
servizio di trasporto pubblico sulla linea 2 con estensione del
percorso fino al piazzale ortomercato, nessun incremento sulla linea 1
per l'area spettacoli viaggianti];
- Termovalorizzatore
a 1/2 carico e centrale Lamarmora alimentata esclusivamente a gas
metano: dopo 2 gg consecutivi con media giornaliera > 75
μg/m³.
La
tabella sottostante riporta un esempio di applicazione dei criteri
sopra esposti prendendo in esame il periodo dal 10 novembre 2011
(con calcolo della media dal 1° novembre) al 22 gennaio 2012.
Clicca sulla tabella per ingrandirla.
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Giornale di Brescia 22 gennaio 2012
Trasporto locale: «Il bando unico s'ha da fare»
Rolfi replica secco all’assessore provinciale Ghirardelli: «Intervengano i vertici»
É
un obiettivo politico da perseguire, al di là
«dell'ostruzionismo ideologico di Ghirardelli». Il
vicesindaco Fabio Rolfi, che in Loggia ha la delega alla
Mobilità, entra a gamba tesa sulla querelle
«trasportistica» tra Comune e Provincia. L'oggetto del
contendere? La bozza di convenzione tra i due enti sul futuro bando di
gara per individuare il gestore unico del trasporto pubblico urbano ed
extraurbano.
Dal
Broletto, così ha dichiarato l'assessore provinciale della
partita, Corrado Ghirardelli, non vedono di buon occhio l'ipotesi,
contenuta nel documento, di delegare al Comune l'emissione del bando.
Così come pure l'inclusione dei servizi accessori nell'appalto.
Il numero due di Palazzo Loggia lo ribadisce senza mezzi termini: sulla
gestione unitaria bisogna «andare in gol», a costo di
«bypassare Ghirardelli». Ergo, le due amministrazioni, sono
entrambe rette da maggioranze di centrodestra. Che sia a questo punto
la politica, con il sindaco Paroli e il presidente Molgora, «a
prendere in mano la situazione, al di là delle sterili polemiche
- è la posizione di Rolfi -. Ghirardelli si mette di traverso
ogni qual volta non ha la patente di un'iniziativa. Ci sono state
riunioni su riunioni e mi pare che sulle linee di fondo della
convenzione ci fosse in linea di massima condivisione».
Al
Comune, prosegue il vicesindaco, «preme essere operativi al
più presto. Sono vent'anni che si persegue il sistema unico di
trasporto pubblico locale. Significa fare un salto verso la
modernità. Significa risparmio e maggiore efficienza».
Ghirardelli,
e con lui alcuni consiglieri durante l'ultima riunione della
commissione provinciale Trasporti, avevano fatto intendere, non troppo
velatamente, che «l'insistenza» della Loggia
sull'inclusione nella gara dei servizi accessori fosse dettata dalle
esigenze di Brescia Mobilità. «Brescia Mobilità
è una risorsa. È sotto gli occhi di tutti quello che la
società ha garantito in questi anni, anche con servizi
all'avanguardia. E comunque, se parliamo della gara, nel panorama
regionale e nazionale ci sono anche altri soggetti», risponde
Rolfi. Che si toglie un altro sassolino dalla scarpa: «La
Provincia non deve sentirsi scippata di nulla. Gestisce un servizio ma
non ha né una società né un patrimonio in tal
senso. E tra qualche anno, le Province ci saranno ancora?».

Immagine tratta da www.tplitalia.it
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Giornale di Brescia 21 gennaio 2012
Broletto e Loggia, lite sui trasporti
Disaccordo sul coordinamento e sui servizi accessori
Troppi
nodi da sciogliere sul futuro bando di gara per individuare il gestore
unico del trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Lo schema di
convenzione Loggia - Broletto non convince affatto la Provincia. Tanto
che, la commissione provinciale Trasporti alla presenza dell'assessore
Corrado Ghirardelli, non lo ha votato e ha rimandato la discussione a
una prossima seduta. In cui i commissari gradirebbero avere «una
fotografia più approfondita, fornita dalla Loggia».
Una
cosa è certa: la bozza non sarà, salvo cambiamenti di
indirizzo, all'ordine del giorno del prossimo Consiglio provinciale. I
due enti concordano sulla gara unica, ma oltre questa convergenza ci
sono le perplessità nutrite dal Broletto. E sono più
d'una. A cominciare dall'ipotesi che vedrebbe la Provincia delegare al
Comune l'emissione del bando di gara. «Il Comune vuole andare su
questa strada ma io non la condivido - ha chiarito Ghirardelli -. E con
me sostanzialmente la Giunta. A mio parere la Provincia dovrebbe avere
il ruolo di coordinamento sulla questione trasporto locale. Quello che
preme è un sistema efficiente e che tuteli l'utenza e
razionalizzi i costi».
Di
una «delega in bianco», ha detto più di un
consigliere, dal capogruppo del Pd, Diego Peli a Roberto Gitti (Udc),
«non se ne parla». Comune e Provincia, nel frattempo, hanno
prorogato i contratti di servizio in scadenza: di sei mesi il Broletto,
«di un anno», ricorda Ghirardelli, la Loggia.
«L'Amministrazione Paroli preme perché la loro proroga
scadrà a marzo - ha detto l'assessore -. Ma noi nutriamo dubbi
che con la fretta non vanno d'accordo».
Seconda
nota «dolente», il contenuto dell'eventuale bando. Per
Ghirardelli la gara e l'appalto dovrebbero riguardare esclusivamente il
trasporto pubblico e non i servizi accessori, come il bike sharing, i
parcheggi, la gestione dei semafori. «Capisco che il Comune abbia
altre esigenze, legate ai servizi che fanno capo a Brescia
Mobilità, ma noi siamo più propensi a non includere le
voci accessorie».
Al
Pirellone, si sta discutendo il nuovo impianto legislativo regionale
sulla materia - già passato in Giunta e ora all'esame delle
Commissioni - che va in una direzione: una società consortile
unica per ciascuno dei bacini territoriali che dovrebbero essere in
tutto sette in Lombardia. «Per me è la soluzione migliore.
Che sulla gara poi parla esclusivamente di trasporto pubblico locale e
non di servizi accessori».
Terzo
capitolo, ponderoso, è la metropolitana: la convenzione dice che
l'offerta del gestore dovrà tenere conto dell'entrata in
funzione del Metrobus nel 2013. Più di una voce, oltre al
capogruppo Peli, il consigliere Pd, Francesco Maltempi, ha sottolineato
come «l'incognita dell'impatto del Metrobus» renda
difficile, da ora, disegnare il quadro di una gestione pluriennale.
Paola Gregorio

Immagine tratta da www.tplitalia.it
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Bresciaoggi 21 gennaio 2012
IN COMMISSIONE. Fumata nera sull´accordo che dovrebbe portare al gestore unico indicato dalla Regione
Trasporto locale, in Broletto la convenzione non decolla
Angela Dessì
Ghirardelli:
«Il Comune detta tempi stretti, ma io ho forti dubbi In questa
partita bisognerebbe lasciare fuori le società controllate»
Niente
da fare. Per il bacino provinciale unico del trasporto pubblico locale
i tempi sembrano non essere maturi. Almeno non per la Provincia, che
ieri ha chiuso la Commissione Trasporti con un nulla di fatto e la
promessa di rivedere la Convenzione alla luce di un approfondimento dei
dati relativi al trasporto pubblico urbano gestito da Palazzo Loggia.
E, COSA ANCOR più significativa, con un “no”
apparentemente senza eccezioni alla delega in bianco richiesta dal
Comune per lo svolgimento delle funzioni di stazione appaltante per la
gara. La bozza dell´accordo illustrata ai consiglieri, dunque,
almeno per ora non approderà in consiglio provinciale, e a
giudicare dall´aria che tirava a Palazzo Broletto di strada ne
dovrà fare ancora parecchia.
«Il Comune detta tempi stretti ma io continuo a nutrire forti
dubbi su come la partita possa essere gestita», ha detto in
apertura dei lavori l´assessore ai Trasporti Corrado Ghirardelli,
che pur ribadendo la volontà di andare in una direzione comune
(quella del gestore unico indicato dalla legge regionale in via di
definizione al Pirellone) non ha mancato di rimarcare le molte
perplessità in merito ai nodi da sciogliere.
Brescia Mobilità in primis. Si, perché molto pesa nella
trattativa lo scadere - già a fine marzo - dei contratti di
servizio della controllata di Palazzo Loggia relativi ai parcheggi,
alle ztl e alla gestione dei semafori, la stessa scadenza che ha
indotto il Comune ad inviare una lettera in Provincia per sollecitare
la delega in bianco per una gara unica già da fine febbraio.
«Personalmente non ho ancora capito che cosa ci guadagnerebbe la
Provincia in un accordo come quello proposto dal Comune - ha precisato
Ghirardelli -. La legge regionale stabilisce la creazione di
un´unica società consortile per la gestione del trasporto
pubblico mentre il Comune continua a puntare esclusivamente su una gara
unica che contempli anche gli elementi accessori. Evidentemente le
esigenze sono diverse, ma io resto dell´avviso che la questione
dovrebbe essere gestita solo dalle amministrazioni, e che le
società controllate non vi dovrebbero entrare».
Insomma, per l´assessore Corrado Ghirardelli il bacino unico
andrebbe benissimo (ancor meglio se “allargato” anche alle
provincie di Mantova e Cremona, altro elemento “disdegnato”
da Palazzo Loggia) ma solo per la gestione dei trasporti, e solo con la
Provincia capace di esercitare un ruolo attivo di coordinamento.
E in questo anche i colleghi della commissione sono sembrati concordi.
«La Provincia deve avere un sussulto di orgoglio e pretendere che
la stazione appaltante sia un soggetto serio – ha tuonato il capogruppo
del Pd Diego Peli - Non possiamo pensare di consegnare una delega in
bianco al Comune di Brescia che la vuole soltanto per salvare Brescia
Mobilità». «Il Comune deve darci dei numeri veri su
chi viaggerà sulle linee urbane, perché non si può
costruire un piano unico sulla pura teoria», gli ha fatto eco un
collega, mentre Ermano Pasini e il capogruppo dell´Udc Roberto
Ghitti hanno puntato nella necessità di approfondire obiettivi e
finalità del bacino unico prima di prendere decisioni.
E mentre il consigliere Antonella Montini ha chiesto ragione del peso
dei tagli regionali ai trasporti e dei “vantaggi” che il
nuovo gestore unico potrebbe portare in termini economici ai cittadini
che quotidianamente si muovono sulla rete extraurbana, Giulio Arrighini
(Lega Padana) ha preferito concentrarsi sulla «tendenza
accentratrice» del vicesindaco Rolfi esortando i leghisti a
convincerlo del fatto che «sta portando avanti una scelta
sbagliata».
Lite Loggia-Broletto, il rischio è che arrivi lo «straniero»
I NODI DEL TPL. I problemi nati con il bacino unico. In scadenza le
gestioni di bus, pullman e parcheggi. E il metrò in vista
Verso gara unica «tagliata» su Brescia Mobilità. Ghirardelli: «La Provincia conti nella spa»
Il
bacino provinciale unico del Trasporto pubblico locale (Tpl) rischia di
creare altre frizioni tra Loggia e Broletto. I nodi da sciogliere sono
tanti, gli interessi diversi, e il rischio non peregrino è che
tra i due litiganti un gestore terzo (magari tedesco o inglese) vinca
la gara per il nuovo affido e si trovi a gestire tutto il trasporto
pubblico bresciano, metropolitana compresa. La cosa è venuta
chiara ieri pomeriggio dall'assessore Corrado Ghirardelli, intervenuto
durante la commissione Trasporti del Broletto presieduta da Roberto
Lancini, convocata per l'audizione del presidente di Brescia
Mobilità Valerio Prignachi su richiesta del Pd.
Ormai i tempi per il rinnovo di gestione stringono. L'affidamento
diretto non è più possibile e si va a gara in una
situazione oltremodo complessa. A complicarla ci sono la metropolitana
di Brescia con tutto ciò che ne consegue in termini di
ridefinizione della rete Tpl (ci sono 4 milioni di chilometri
extraurbani in territorio cittadino con frequenti e inutili raddoppi
dei bus urbani) e la nuova legge regionale in materia, che pur definita
nelle linee portanti non verrà approvata dal Pirellone
finchè il governo non chiarirà le risorse. Il tutto
mentre la gestione di Brescia Trasporti è scaduta a luglio,
quella dei pullman azzurri scadrà a fine anno e l'affidamento
diretto dei parcheggi a Sintesi spa si chiuderà il 31 marzo
prossimo.
L'ORIENTAMENTO di Loggia e Broletto è andare a una gara unica,
nel solco del bacino provinciale previsto dalla legge regionale, con la
costituzione di un'unica agenzia di gestione che andrebbe varata entro
l'anno anticipando la legge stessa, la cui approvazione si prevede solo
in primavera. È un'ipotesi quasi obbligata, anche per salvare i
quasi 800 dipendenti di Brescia Mobilità e gli altri del Gruppo
Arriva. Ma è molto più facile a dirsi che a farsi.
Da come si vedono le cose in Provincia, la Loggia starebbe pensando a
una gara unica entro marzo che includa anche la gestione dei parcheggi
(per salvare Sintesi spa), dei semafori e di quant'altro si occupi
Brescia Mobilità. Un bando di gara tagliato a misura del Gruppo
di piazzetta Padre Pio metterebbe al riparo da eventuali concorrenti.
Di più, lo stesso Prignachi sottolinea di aver indicato
all'azionista Comune «scenari a breve termine, prodromici di
opportunità di gestione di altre reti». E che in funzione
della società mista con Ati Metrobus per gestire lo start up
della metropolitana, il Cda dell'Azienda ha già deciso la
separazione netta degli asset patrimoniali, che vanno in capo al
Comune, da quelli tecnico amministrativi.
Tuttavia in Broletto ci si chiede cosa guadagnerebbe la Provincia da
una presenza "ingombrante" come Brescia Mobilità, nei fatti
braccio operativo del Comune, nell'agenzia di gestione unica. Ieri
Ghirardelli lo ha detto con una battuta: «Il Comune faccia la
proposta e apra Brescia Mobilità alla Provincia». In
realtà il problema del Broletto non è entrare
nell'azionariato della Partecipata della Loggia (se ne dovrebbe
accollare pure i debiti), bensì avere una voce in capitolo nella
futura programmazione del Tpl. «C'è il rischio che
nell'Agenzia unica il Comune programmi e la Provincia gestisca -
sottolinea l'assessore provinciale ai Trasporti -, ma noi non potremmo
mai accettare condizioni simili. Ad esempio non siamo d'accordo sulla
programmazione dei parcheggi scambiatori lungo l'asse della
metropolitana e vogliamo poter dire la nostra».
Il prendere o lasciare, insomma, è escluso. E bisognerà
arrivare a un accordo che per ora sembra lontano. Se la Loggia vanta il
know-how di Brescia Mobilità, pure il Broletto è
consapevole dei suoi punti di forza. «Il metrò avrà
problemi di gestione - dice Ghirardelli - e l'apporto del trasporto
extraurbano sarà indispensabile. La metropolitana provinciale
è nel Piano provinciale dei trasporti oltre che nel Piano
territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) e va rivalutata sulle
esigenze dell'intero territorio».
CHE SIA QUESTO l'oggetto del contendere è testimoniato anche
dalla dura polemica tra il presidente di Brescia Mobilità
Valerio Prignachi e il capogruppo Pd Diego Peli a seguito di alcune
dichiarazioni alla stampa di Prignachi. «Chi la autorizza a
parlare di inversione di trasporto su ferro a favore della gomma in
Valtrompia - chiede Peli a Prignachi –, mentre nel nostro Ptcp ci
sono migliaia di metri quadrati vincolati alla metropolitana e i
proprietari delle aree vengono a chiederci cosa si fa?».
«Noi dobbiamo costruire reti infrastrutturali che dialoghino con
con il resto del sistema provinciale - ribatte Prignachi - e oggi tra
trasporto urbano ed extraurbano ci sono punti di non coerenza da
sanare».
Poi c'è spazio per gli scenari più lontani, con gli
ampliamenti verso Rezzato e a Castegnato, verso l'Ovest privo di punti
d'interscambio con la rete ferroviaria. C'è spazio per la
conversione a reti metropolitane di tratti delle ferrovie per Parma e
Cremona, per la valorizzazione complessiva della Brescia-Edolo. Ma a
catalizzare l'attenzione dei commissari è lo scenario immediato.
E pure il restare quasi neutrali rispetto alla polemica tra Peli e un
Prignachi già assessore provinciale ai Trasporti è segno
che i problemi ci sono, e vanno risolti alla svelta.
Mimmo Varone
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Giornale di Brescia 22 gennaio 2012
I SINDACATI
«Il 2012 inizia a Brescia nel segno dei tagli»
Chiedono l'apertura di un tavolo di discussione sul trasporto pubblico locale.
I sindacati di categoria, Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti, sono
«preoccupati per i tagli delle risorse al settore, pari a 1,5
milioni di euro per il 2012, annunciati dalla Loggia».
Sforbiciata, aggiungono che si affianca «a quella prevista per il
trasporto lacuale, conseguente alla riduzione dei trasferimenti alla
Gestione Navigazione Laghi, definita dal precedente Governo e
confermata da Monti». I sindacati ribadiscono che contributi
pubblici adeguati sono indispensabili per «la
sostenibilità complessiva dell'intero sistema, per mantenerne la
qualità e affrontare la complessa riorganizzazione legata
all'entrata in esercizio della metropolitana».
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Giornale di Brescia 20 gennaio 2012
Metrobus, il tempo si veste di design
Concorso di Brescia Mobilità rivolto agli studenti delle università e delle accademie
per progettare l’immagine degli orologi che saranno collocati nelle stazioni
I
countdown prendono il via di norma nei secondi conclusivi della
giornata del 31 dicembre. Più inconsueto che il conto alla
rovescia funzioni... alla rovescia iniziando a metà gennaio in
attesa dell'ultimo dell'anno. Certo, non è nemmeno usuale che il
traguardo coincida con una nuova partenza, nella fattispecie con quella
del primo treno della metropolitana. Che ha posato ieri la pietra
fondante della campagna di comunicazione con un'iniziativa a tema.
Cronologico, s'intende: il concorso di idee «Too Icon - Metro
Brescia Design Contest» per la progettazione degli orologi da
collocare all'interno delle stazioni.
«Too
Icon» si rivolge agli studenti universitari dei corsi di studio
inerenti a discipline di progettazione, design, architettura e arti
visive attivati da Università statale di Brescia, Istituto
Machina, Accademia Santa Giulia e Libera Accademia di Belle Arti Laba.
I
partecipanti, in sostanza, saranno chiamati a realizzare un prodotto
rappresentativo dello spirito della metropolitana di Brescia, spirito
declinato in «leggerezza, luminosità,
sostenibilità, innovazione e utilità sociale» nella
presentazione del concorso, cui fa il paio un filmato «che
sarà diffuso - illustra l'ingegner Marco Medeghini, direttore
generale di Brescia Mobilità - attraverso i canali tradizionali
da un lato, ma soprattutto tramite il web, risorsa che consente di
raggiungere capillarmente i giovani».
Già,
perché l'infrastruttura intende rivolgersi in primis alle nuove
generazioni, «più ricettive - interviene Mario Labolani,
assessore ai Lavori Pubblici - e più "mobili", tra esigenze di
studio e voglia di divertimento», tanto che i vagoni sono
progettati «per consentire il carico di biciclette - prosegue
l'assessore - segno di lungimiranza e di attenzione ai giovani».
Delle
attività di comunicazione - sviluppo di campagne stampa,
progettazione di grafiche e web marketing, organizzazione eventi e
relazioni con i media - si stanno occupando, in partnership congiunta,
le tre aziende bresciane Borgo Creativo, Ed Works e Raineri&Cassani
cui si è affiancata, per l'ideazione specifica di «Too
Icon», l'azienda - pure bresciana - «Too Late»
fondata nel 2007 da Alessandro Fogazzi - rappresentato ieri da Arnaldo
Pasotti - e specializzata in fashion design. In particolare, il
concorso attiene alla progettazione di orologi «a simboleggiare -
spiega Pamela Moratti, referente del gruppo creativo congiunto - il
trascorrere del tempo in modo creativo». I docenti degli atenei
coinvolti hanno aderito con entusiasmo alla proposta, «accettando
di seguire i loro ragazzi - chiarisce ancora Pamela Moratti - anche
fuori dall'orario delle lezioni, in modo che possano godere di un
coordinamento effettivo nella realizzazione delle loro idee».
Il concorso ha una durata totale di cinque mesi, con apertura ufficiale fissata al 1° febbraio prossimo.
I
lavori dovranno essere presentati entro il 30 giugno, e saranno
valutati da un'apposita giuria in termini di contenuti creativi,
innovativi e comunicativi, di coerenza con il «concept» e
con gli obiettivi, di qualità dell'esecuzione e della
presentazione e di possibili potenzialità future. Il primo
classificato vedrà prodotto il suo progetto, pubblicato pure sul
magazine ufficiale di Metropolitana di Brescia, e beneficerà di
una borsa di studio di 5mila euro; al secondo classificato sarà
consegnato un computer Apple MacBook Pro 15'' e al terzo una fotocamera
digitale Nikon D5100. Tutti i partecipanti riceveranno una tessera
ingresso al Museo di Santa Giulia oppure un buono acquisto alla
libreria Feltrinelli.
Raffaella Mora
L'ASSESSORE LABOLANI
Opere complementari, «Avanti tutta»
Mentre
è in dirittura d'arrivo la realizzazione delle stazioni metro,
«stanno per prendere il via, gelo permettendo, le opere
complementari», annuncia l'assessore ai Lavori Pubblici Mario
Labolani. Si tratta «di opere di urbanizzazione - approfondisce
Alessandro Triboldi, presidente della neonata Brescia Infrastrutture -
di raccordo tra le stazioni stesse e l'ambiente circostante»,
interventi di fatto non «obbligatori», ma utili «ad
avvicinare l'infrastruttura ai cittadini». Il costo delle opere
complementari, conclude l'assessore Labolani, è pari «a 33
milioni di euro, già compresi nel totale di 935 milioni».
rm
LA CAMPAGNA
Target mirati guardando ai più piccoli
La
strategia di comunicazione studiata per il lancio della nuova
metropolitana leggera risponde ai medesimi requisiti richiesti ai
progettisti degli orologi destinati alle stazioni, ovvero
«design, leggerezza, luminosità, sostenibilità,
innovazione e utilità sociale». La campagna promozionale
sarà articolata in più fasi, a loro volta diversificate a
seconda del target di utenza. In particolare, oltre al coinvolgimento
degli studenti universitari, il piano comunicativo si
concretizzerà in attività educative rivolte alle scuole
primarie, con iniziative mirate ai più piccoli. Oltre a
ciò, sarà realizzata una pubblicazione ad hoc per
raggiungere una generazione «nuova». Gli adulti saranno
destinatari di video, affissioni, decorazioni bus e appuntamenti
dedicati mentre per tutti i target è prevista la comunicazione
attraverso i principali social network. rm
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Bresciaoggi 20 gennaio 2012
Metrò, 12 mesi di promozione La prima tappa è «Too icon»
VERSO IL «VARO». Al Ridotto del Grande la presentazione del concorso per studenti delle superiori e universitari
Un design contest per
progettare gli orologi che saranno collocati all'interno delle nuove
stazioni La consegna entro fine giugno
«Signore
e signori, vi presentiamo la metropolitana di Brescia». Parte il
progetto di comunicazione per informare i bresciani e per creare attesa
attorno all'evento di inizio secolo per la città, per il
capodanno eccezionale del 2012. «Non andate in vacanza nelle
feste natalizie - promette l'assessore ai Lavori Pubblici Mario
Labolani- perché sarà tutto un fiorire di
festeggiamenti». «INTANTO - dice ancora l'assessore, -
dovremo familiarizzare con quella che sarà la compagna della
nostra vita quotidiana, quindi, nonostante le maglie strette del
bilancio, saranno dodici mesi di promozione». Obiettivo
«rendere l'immagine del futuro metrò sempre più
trendy», per usare l'espressione di Alessandro Triboldi,
amministratore unico della neonata controllata municipale Brescia
Infrastrutture, creata con lo scopo di separare la proprietà
dalla gestione. Triboldi ricorda per l'occasione i 33 milioni di euro
per le opere complementari che renderanno ancor più appetibile
il mezzo pubblico. «Il primo target individuato è quello
giovanile», ha spiegato Marco Meneghini, direttore generale di
Brescia Mobilità, presente con gli altri ieri sera nel Ridotto
del Grande ad illustrare il concorso per studenti superiori e
universitari denominato «Too icon», introdotto al pubblico
da un video con suono di violini che verrà diffuso via web e sui
canali tradizionali. Tre le agenzie che hanno organizzato il concorso,
Borgo creativo, Raineri-Cassani, Ed Works, con l'appoggio della ditta
bresciana «Too Late» che, partita con l'orologio in
silicone, oggi è leader nel design made in Italy. Collaborano,
con i docenti che accompagneranno i ragazzi nella progettazione per la
gara, l'Università Statale, l'Accademia Santa Giulia, la Laba,
Machina Lonati, e nel finale anche la Cattolica. E' prevista
l'ideazione degli orologi per le stazioni che uniscano
creatività e tecnologia per sottolineare le caratteristiche di
«metrobs», «innovazione, velocità,
luminosità, utilità, leggerezza, ecostenibilità,
esistenza sotterranea ma capace di modificare gli spazi
sovrastanti». IL PRIMO FEBBRAIO è la data di inizio del
design contest, il 20 febbraio è la scadenza per l'invio di
richieste a quesiti a tooicon.it. Gli elaborati dovranno essere
consegnati entro la fine di giugno a Brescia Mobilità. Sarano
valutati da una giuria, poi in tre riceveranno il premio in ottobre,
per il primo la produzione del progetto e 5mila euro di borsa di
studio, per il secondo un Apple Macbook, per il terzo una fotocamera
digitale Nikon. Ogni partecipante avrà una tessera per
l'ingresso ai Musei o un buono spendibile da Feltrinelli. L'orologio
della metropolitana verrà lanciato contemporaneamente al varo
che saluterà il 2013. «Non sappiamo ancora l'ora del primo
viaggio - dicono Medeghini e Labolani- potrà essere proprio
mezzanotte oppure le sei del mattino, l'ora dei pendolari
assonnati». «Tutti dovranno convincersi che col
metrò è meglio- insiste l'assessore - non solo i
residenti lungo la linea ma tutti coloro che abbinando il bus o i
parcheggi scambiatori potranno passare al mezzo pubblico che fa bene
all'aria. Anche in questi giorni siamo in crisi con le Pm10 e dovremo
prendere provvedimenti».
Magda Biglia
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Giornale di Brescia 21 gennaio 2012
Pm10, i sindaci aprono alle targhe alterne
Martedì la riunione tra i Comuni dell’accordo
per decidere le misure su strade locali e provinciali
«Sfumato», per ora, il blocco del traffico previsto al
dodicesimo giorno consecutivo di superi, come recita il protocollo
«anti Pm10» siglato da ventuno amministrazioni comunali,
restano le targhe alterne. Che, in base all'accordo, scattano al
diciottesimo giorno di esuberi: venerdì la centralina del
Broletto ha toccato quota 105 microgrammi per metrocubo, quella del
Villaggio Sereno 97 e a Rezzato, 74. Dunque, sopra o a ridosso del
livello di allarme.
Peraltro, non è nuova la perplessità, manifestata nel
gruppo dei sindaci firmatari, sull'opportunità di chiudere le
strade comunali senza il contemporaneo stop alla circolazione sulle
provinciali. Mentre dal Ministero delle infrastrutture si attende di
sapere chi abbia, tra Provincia e Prefettura, la competenza sul tema,
martedì è convocato il tavolo dei sindaci dell'area
critica per discutere di targhe alterne. L'assessore comunale
all'Ambiente, Paola Vilardi, che ha convocato la riunione, anticipa:
«Io sarei per le targhe alterne al diciottesimo giorno, come
previsto dal protocollo. Mi è parso di capire, sentendo i
sindaci, che quasi tutti concordino». Per la Vilardi è
evidente che il nocciolo della questione sta nella necessità di
decidere misure più strutturate. «Non ho intenzione di
attendere troppo le decisioni del ministero. Bisogna intervenire al
più presto».
Sulle targhe alterne, da buona parte dei primi cittadini, c'è
condivisione. Il capitolo «strade provinciali» rimane
tuttavia aperto. «Sono favorevole alle targhe alterne - dice il
sindaco di Rezzato, Enrico Danesi - . Anche se non si chiudono le
provinciali bisognerebbe riuscire a coordinarsi per il blocco. Capisco,
però, che ad alcuni Comuni lo stop sulle strade extracomunali
possa creare difficoltà». Per il sindaco di Roncadelle,
Michele Orlando, è inderogabile la decisione «sulla
responsabilità rispetto alle arterie provinciali. Bloccare il
traffico ha senso se si chiude tutto. Adesso la prima misura utile
prevista è quella delle targhe alterne». Sì alla
circolazione «alternata» anche da Castenedolo, Sarezzo,
Gardone Valtrompia e Castegnato. «È paradossale che non si
riesca a decidere chi deve fare cosa. Sicuramente, bisogna essere
più rigorosi, quando si prendon impegni», commenta il
primo cittadino di Castenedolo, Gianbattista Groli. Castegnato non fa
parte dell'area critica, ma ha aderito all'accordo. «Le targhe
alterne? Non sono risolutive ma aiutano - osserva il sindaco Giuseppe
Orizio - . Siamo disponibili ai blocchi ma chiariamo a chi tocca la
regia delle provinciali».
Paola Gregorio
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Giornale di Brescia 21 gennaio 2012
Inquinamento: il Pm10 c'è, il blocco no
Dieci giorni di esuberi, ma domani si circola. Salta ancora una volta l’accordo
tra i sindaci dell’area critica a causa delle provinciali: non si sa chi debba chiuderle
Eccoci
qua. Per la terza volta in meno di due mesi, l'area critica di Brescia
e provincia si trova ad un passo dal blocco del traffico. Dopo dodici
giorni consecutivi di Pm10 sopra i limiti, infatti, scatta lo stop alle
auto come previsto dall'accordo siglato in ottobre dai 21 sindaci.
Giovedì si è toccato il decimo giorno, le premesse per un
blocco da applicare domani ci sarebbero visto che tra ieri e oggi non
ci sono stati capovolgimenti nel meteo. Il problema è che, per
la terza volta, nessuna misura verrà presa per mitigare
l'inquinamento. Nelle occasioni passate, un repentino cambio dell'aria
le scongiurò. Ora che il Pm10 è su livelli record, (170
microgrammi per metro cubo al Villaggio Sereno, 139 e 134 al Broletto e
a Rezzato), si dovrà sperare ancora nel vento.
Per
molti versi, l'accordo tra i sindaci è tale solo sulla carta. I
Comuni, Brescia in primis, sarebbero anche pronti a chiudere le strade.
Com'era avvenuto in dicembre, però, sono finiti in un vicolo
cieco. I sindaci non bloccheranno mai le loro vie comunali se al
contempo non si vieterà il transito sulle strade provinciali. E
qui torna in gioco il conflitto tra Provincia e Prefettura su chi debba
prendere la decisione. Nessuna delle due istituzioni, infatti, vuole
muoversi senza avere la certezza di agire in maniera legittima.
L'assessore
provinciale ai Lavori pubblici, Maria Teresa Vivaldini, ha scritto il 9
dicembre scorso al Ministero delle infrastrutture per sapere se la
competenza sia del Broletto o del prefetto. Il Ministero ha comunicato
il 28 dicembre di aver girato la domanda alla direzione generale per la
sicurezza sulle strade. Da allora, Vivaldini aspetta una risposta
definitiva.
«Ogni
due giorni chiamo per sapere se ci sono novità», spiega.
Per l'assessore, comunque, la competenza è della Prefettura.
«Lo dice l'articolo sette, comma tre, del nuovo Codice della
strada» aggiunge. Nell'articolo si dice infatti che i sindaci
possono chiudere le strade comunali per la «prevenzione degli
inquinamenti», mentre nel comma si specifica che nel caso dei
tratti sovracomunali la decisione spetta al prefetto. Non solo,
nell'articolo 6, si dice che sempre il prefetto, per «motivi di
tutela della salute» può «conformemente alle
direttive del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sospendere
temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie di
utenti sulle strade o su tratti di esse».
La
stessa Prefettura si è rivolta a Roma per avere delucidazioni. A
questo punto resta solo da capire chi le riceverà per primo,
sperando che non siano difformi tra loro.
Nell'attesa,
l'assessore all'Ambiente di Brescia, Paola Vilardi, ha convocato i
sindaci dell'area critica per la settimana prossima. Il tema all'ordine
del giorno: le targhe alterne. Dato che ormai è assodato che
l'aria è pessima e visto che le prospettive sono nere,
l'assessore Vilardi spera di convincere i suoi colleghi a prendere una
misura di più ampio respiro rispetto al semplice blocco.
Aggirando, forse, il problema delle strade provinciali. «Ognuno
deve prendersi le proprie responsabilità», dichiara
l'assessore. La quale aveva anche provato a chiedere alla Regione,
settore ambiente, di ordinare un blocco nei momenti più critici
per l'aria lombarda. Il Pirellone, però, ha risposto che non
intende mettere le mani nelle faccende delle singole province. Che
ognuno, insomma, faccia de sé. egg
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Bresciaoggi 20 gennaio 2012
INQUINAMENTO.
Polveri sottili oltre il limite da 9 giorni consecutivi in Broletto, al
Sereno e a Rezzato. E gli automatismi previsti dall´intesa tra i
sindaci non decollano
L´aria è malata, ma per ora niente blocco
Natalia Danesi
Nodo
- competenze sull´attuazione del protocollo che dovrebbe far
scattare lo stop dopo 12 giorni Vivaldini: «Sì dal
ministero o non chiudo le strade»
Chi
deve chiudere le strade provinciali in caso di emergenza da Pm10? La
Provincia, la Prefettura o la Regione? È passato un mese
dall´ultimo summit, ma pesa ancora questo interrogativo
sull´attuazione del protocollo tra i sindaci dell´area
critica che prevede il blocco della circolazione dopo 12 giorni
consecutivi di supero in almeno tre centraline Arpa. E siccome la
risposta di fatto non c´è, a meno di novità
dell´ultima ora questa domenica nemmeno il blocco si farà.
Nonostante le Pm10 mercoledì - ultimo dato disponibile - fossero
alle stelle in quasi tutte le centraline e la soglia di 50 microgrammi
al metro cubo sia stata superata per otto giorni consecutivi in
Broletto (nove, se si considera che un giorno il valore si è
attestato proprio a 50), per nove al Villaggio Sereno e per dieci
giorni a Rezzato.
LA PREFETTURA con il vicario Salvatore Pasquariello anche ieri ha
ribadito ciò che aveva sostenuto nell´incontro con i
sindaci di inizio dicembre. Che, cioè, «per emergenza
sanitaria e ambientale, in casi simili, la competenza a chiudere le
strade spetta ai Comuni o, per il livello superiore, alla Regione che
già dispone le misure minime in materia di qualità
dell´aria e può adottare misure più
restrittive». Proprio ieri però, come spiega
l´assessore comunale all´Ambiente Paola Vilardi la Regione,
interpellata, si è rifiutata di prendere in mano le redini della
situazione e di chiudere le strade per dare attuazione
all´intesa. «Secondo il Pirellone tocca alle Province e ai
Comuni», sottolinea l´assessore. E proprio il Broletto
vuole vederci chiaro.
«Se sono io a dover chiudere le strade provinciali lo posso fare.
Però sono e resto convinta che, in base al Codice della strada,
lo debba fare la Prefettura. Perciò per emettere
l´ordinanza mi deve venir detto che è mia
competenza», spiega l´assessore provinciale ai Lavori
Pubblici, Mariateresa Vivaldini. Per chiarire la questione a inizio
dicembre «abbiamo posto un quesito al ministero delle
Infrastrutture. Ci è stato risposto che la stessa richiesta
andava girata alla direzione generale Sicurezza stradale, che è
più adatta a trattare la materia. Dallo scorso 28 dicembre siamo
in attesa che ci arrivi una risposta». E siccome, stando a quanto
avevano sostenuto i sindaci a inizio dicembre, se non si chiudono le
provinciali non si chiudono nemmeno le comunali, per ora - a meno che,
appunto, nelle prossime ore arrivi un cenno da Roma - resta tutto in
sospeso.«Per motivi tecnici e per l´impossibilità di
definire gli automatismi dei blocchi - conferma anche l´assessore
comunale Vilardi - non siamo ancora riusciti ad assestare il protocollo
nella parte che riguarda le domeniche senz´auto. Al limite
l´opzione che ci resta, se i superi consecutivi arriveranno a 18,
è quella delle targhe alterne».
LO SMOG, intanto, non concede tregua ai bresciani e l´aria
è irrespirabile. Gennaio è da sempre un mese
particolarmente difficile, tradizionalmente le Pm10 si mantengono a
livelli molto alti (al Sereno a gennaio 2011 si è raggiunto il
record di 16 superi consecutivi). E il 2012 non fa eccezione.
Alla centralina del Broletto infatti da inizio anno i superi sono stati
10 e negli ultimi giorni le polveri sottili stanno registrando valori
davvero preoccupandi. L´altro ieri, giorno a cui si fermano le
rilevazioni Arpa, si è toccato il record di 156 microgrammi al
metro cubo (tre volte il limite). Al Villaggio Sereno sono 11 invece i
superi da inizio 2012 con il picco di 117 microgrammi al metro cubo. E
non va meglio nelle centraline installate in provincia. La maglia nera
in provincia va a Rezzato dove i giorni di supero sono stati finora ben
13, mentre a Odolo 10 e a Sarezzo 8.
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http://brescia.corriere.it 20 gennaio 2012
BRESCIA E L'AMBIENTE
Aria avvelenata, istituzioni ingessate: domenica niente blocco
Già 10 i superi al Broletto, dove le pm10 sono oltre tre volte il limite di
legge. Caos e fuga di responsabilità da parte degli enti competenti
Aria avvelenata, con 10 giorni di superi oltre il limite di legge di
Una manifestazione contro lo smog 50
microgrammi al metro cubo di polveri sottoli. Eppure domenica non ci sarà alcun
blocco. Anche se il filotto dei giorni fuorilegge dovrebbe raggiungere la
fatidica quota 12, che - come recita il protocollo stilato da Loggia, Broletto e
comuni dell'hinterland - impone il blocco del traffico domenicale. Ma ritorna il
rimpallo di responsabilità tra gli enti (che sono coordinati dalla prefettura) e
tutti restano impantanati nello stagno dell'indecisione. Mentre i polmoni di
190mila bresciani e altri 50 mila abitanti dell'hinterland continuano a
riempirsi di veleni. Per la prefettura la chiusura delle strade provinciali
spetta ai comuni, per loro dovrebbe spettare alla Provincia, per la provincia
alla prefettura. La Provincia si è anche rivolta al ministero delle
Infrastrutture ed è in attesa di una risposta.
CENTRALINE ALLE
STELLE. Da dieci giorni le centraline del Broletto registrano un supero
dei limiti; le giornate salgono 11 nove al Villaggio Sereno e a Rezzato (dove si
respira da anni l'aria peggiore). Giovedì al Broletto la centralina ha rilevato
170 microgrammi di pm10 (il limite di legge è 50 mg). Un valore altissimo,
superiore solo a quelli registrati nel febbraio 2008 (con picchi di 191
microgrammi) e nel 2006 quando il 18 gennaio la centralina del Broletto arrivò a
270 microgrammi per metro cubo.
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Giornale di Brescia 17 gennaio 2012
Pm10, già sei giorni di superi
Con 12 scatta lo stop alle auto
Così recita il protocollo sottoscritto dai sindaci dell'area critica
Ma resta da sciogliere il nodo del blocco sulle strade provinciali
nSe
si va avanti così, domenica prossima potrebbe scattare il blocco
del traffico. Sono infatti sei giorni consecutivi che tre centraline
per il rilevamento della qualità dell'aria tra le quattro
posizionate dall'Arpa in Broletto, al Villaggio Sereno, a Rezzato e a
Sarezzo registrano concentrazioni di Pm10 nell'aria superiori al limite
dei 50 microgrammi per metro cubo; e, se i giorni raddoppieranno
arrivando a 12, dovrebbe entrare in vigore uno degli automatismi
previsti nel protocollo d'intesa sottoscritto dai sindaci dei Comuni
dell'area critica: lo stop alle auto, appunto. Un provvedimento che
verso la fine dell'anno era stato scongiurato per ben due volte da un
improvviso cambiamento della situazione dell'inquinamento atmosferico.
L'ultima, il 6 dicembre, era intervenuto il phön, vento caldo e
secco, che aveva ripulito l'aria e anche evitato ai primi cittadini di
imporre un blocco che sarebbe risultato particolarmente impopolare nel
fine settimana precedente Santa Lucia. D'altra parte, i sindaci avevano
manifestato perplessità su un simile provvedimento disgiunto da
uno stop sulle strade provinciali, che però non era chiaro a chi
dovesse spettare. Il «nodo», allora oggetto di una vivace
riunione in Prefettura, non è stato ancora sciolto. E quindi si
ripresenterà nel caso in cui, nel dodicesimo giorno di superi,
dovesse scattare l'automatismo.
Ma
veniamo ai dati. Consultando i bollettini giornalieri della
qualità dell'aria diffusi dall'Agenzia regionale per la
protezione dell'Ambiente della Lombardia, risulta che, nei primi giorni
dell'anno, l'andamento è stato altalenante. Si è
cominciato male, con - il primo gennaio - valori di Pm10 superiori al
limite in tutte le centraline che li hanno rilevati: Broletto (73
microgrammi per metro cubo), Villaggio Sereno (76), Sarezzo (59),
Rezzato (92), Darfo (76) e Odolo (53). Nei giorni successivi,
però, la situazione è rientrata, seppur con qualche
eccezione. Il 10 gennaio, è ripresa la risalita, con 50
microgrammi per metro cubo in Broletto, 53 al Villaggio Sereno, 114 a
Rezzato e 51 a Sarezzo.
Da
allora la concentrazione di Pm10 è rimasta sempre fuori norma in
tre centraline - Broletto, Villaggio Sereno e Rezzato - con un picco di
123 microgrammi per metro cubo giovedì scorso a Rezzato.
Gli
ultimi dati ieri disponibili si riferivano a domenica 15: 87
microgrammi per metrocubo in Broletto, 79 al Villaggio Sereno e 77 a
Rezzato (più i 42 registrati a Sarezzo). La media di tali
concentrazioni - 71 microgrammi per metro cubo - pone Brescia al
secondo posto in Lombardia dopo l'area Milano-Como-Sempione-Maratese
(80). Ma nemmeno le altre province se la passano troppo bene: in tutte
la media di domenica ha superato il limite.
Continua
quindi la serie dei giorni neri, e si avvicina l'eventualità del
blocco del traffico. A meno che, com'è già avvenuto e
com'è auspicabile, la sequenza non sia interrotta da un
mutamento meteorologico. Che però non risolve certo il problema.
Francesca Sandrini
Oggi situazione meteo favorevole agli inquinanti
Come andrà nei prossimi giorni? Mentre i meteorologi parlano di
«neve chimica» (vedi articolo a pagina 14), causata dalle
particelle inquinanti presenti nell'atmosfera, vale la pena di dare
un'occhiata alla previsioni «meteo inquinanti» dell'Arpa,
che tengono conto dell'influenza delle condizioni meteorologiche sulla
qualità dell'aria in Lombardia. Le previsioni possono essere
molto favorevoli all'accumulo degli inquinanti, favorevoli all'accumulo
degli inquinanti, neutre o variabili nel corso della giornata,
favorevoli alla dispersione degli inquinanti e molto favorevoli alla
dispersione degli inquinanti.
Per
la giornata di ieri (rispetto alla quale i dati del Pm10 saranno resi
noti oggi) la previsione era di un tempo favorevole all'accumulo degli
inquinanti; e lo stesso vale per oggi, martedì 17. Per
mercoledì e giovedì, invece, la situazione meteo è
prevista come neutra o variabile nel corso della giornata.
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tplbrescia.it 13 gennaio 2011
Venerdì
pomeriggio sono passato presso l'ufficio stampa e comunicazione di
Brescia Mobilità per ritirare le due pubblicazioni "Treno
in corsa" e
"Brescia in movimento". I libri sono veramente interessanti, ben curati e vanno ad
arricchire la raccolta di pubblicazioni inerenti la metropolitana, la
mobilità ed i trasporti a Brescia.
Ringrazio il personale dell'ufficio stampa per i volumi che ho ricevuto. |
Bresciaoggi 15 gennaio 2012
IL
VIAGGIO. Una delegazione istituzionale del Comune ha visitato la
metropolitana torinese scoprendo che è costata circa 150 milioni
di euro più della nostra
Metrobus, resta aperto il «fronte» dei conti
La
Loggia ha ottenuto fondi dallo Stato solo per il 31 per cento contro il
60 per cento di Torino Triboldi: «Azzerare i mutui più
alti»
Mimmo Varone
TORINO
Stazioni
più moderne e aperte, tornelli elettronici che non intralciano,
scale esterne protette da tettoie, treni più ampi,
possibilità di portare a bordo le bici. Questi sono solo alcuni
dei punti di forza della metropolitana leggera automatica di Brescia,
che le permettono di vincere il confronto con la gemella di Torino,
prima del genere a entrare in funzione in Italia dal 2006 delle
olimpiadi invernali. Con i suo 935 milioni di euro comprensivi degli
oneri finanziari, la metropolitana bresciana targata Ansaldo-Breda
è pure meno costosa (di 150 milioni) rispetto a quella sabauda
(Siemens, ex Matra), costata la bella cifra di un miliardo e 46 milioni
di euro.
IL
SISTEMA TORINESE, tuttavia, ha un vantaggio che a Brescia per ora si
può solo sognare, e sta nei suoi conti in ordine. I sabaudi
hanno ottenuto dallo Stato un contributo di circa 600 milioni di euro,
pari al 60 per cento dei costi di costruzione. Il resto ce lo hanno
messo il comune di Torino e la Regione Piemonte. Alla fine, tanto
Infra.To (equivalente di Brescia Infrastrutture) che Gtt (Gruppo
torinese trasporti, versione in grande di Brescia Mobilità) ne
sono uscite senza debiti.
Tutto
diverso per Brescia, finanziata dallo Stato solo al 31 per cento (244
milioni). Altri 72 milioni sono venuti da Regione Lombardia, 67 da
Brescia Mobilità e 80 si attendono dal Cipe. Fanno il 51 per
cento del costo totale, che ha costretto Brescia Mobilità (ora
Brescia Infrastrutture) a indebitarsi per quasi 400 milioni di euro
(220 ottenuti dalla Cassa depositi e prestiti al tasso fisso del 4.34
per cento, altri 18 da Ubi Banco di Brescia e 167 da altre banche a
tassi del 7 per cento.
VENERDÌ
una folta delegazione bresciana ha fatto visita al metrò
torinese, e dopo una giornata intensa è tornata a casa con un
consuntivo di punti di forza e di debolezza da valutare. Ne facevano
parte l´assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani, il
presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e il direttore
generale Marco Medeghini, l´amministratore unico di Brescia
Infrastrutture Alessandro Triboldi, i componenti della commissione
consiliare Metrobus guidata da Nicola Gallizioli.
Una
giornata utile anche per capire come affrontare l´entrata in
esercizio del metrò prevista fra meno di un anno. Ma a far
riflettere sono soprattutto i conti. In termini di ammortamenti, il
mutuo con la Cassa depositi si traduce in 13,2 milioni annui, e
altrettanti - calcola Triboldi - serviranno per gli altri mutui, che
portano a una «insostenibile» rata annua di oltre 26
milioni. Triboldi lancia l´allarme, e incita la Loggia procedere
con le alienazioni di patrimoni e controllate. «Bisogna azzerare
i mutui a tasso più elevato - dice -, altrimenti gli oneri
saranno insostenibili».
ANCHE
perchè, almeno per i primi anni la gestione della metropolitana
non darà utili ma perdite. E pure questo ci distinguerà
dai torinesi che già oggi pareggiano il bilancio di gestione. La
loro metropolitana dal 2006 con la prima tratta di 7.2 km ha
totalizzato 8 milioni di passeggeri/anno. Il grande balzo lo ha fatto
dal marzo dell´anno scorso con l´allungamento a 13,2 km
fino al Lingotto. Intercettando ospedali e fiera il metrò
torinese ora porta ben 34 milioni di passeggeri all´anno, che
danno un ricavo medio di 40 centesimi per un totale di 16 milioni. Il
resto dei 32 del costo stimato di gestione vengono dal Comune, e il
direttore del metrò torinese Giancarlo Fantini può dire
che “si paga da sè”.
A
BRESCIA, invece, secondo il piano finanziario del 2004 (tuttora unico
di riferimento), con il biglietto al prezzo attuale (ricavo medio di 29
centesimi) e una previsione di 50 milioni di passeggeri
sull´intera rete dal 2013 (7 milioni in più rispetto ai 43
attuali) si avranno 18,2 milioni di introiti (di cui 2,2 dal
metrò), e tenendo fermi i 13,2 milioni regionali, per arrivare
ai 42,6 necessari la Loggia dovrà sborsarne altri 29,4,
cioè 22 all´anno in più rispetto ai 7,3 che destina
oggi al trasporto pubblico locale.
SONO
le inevitabili differenze tra due città di dimensioni diverse.
Il sistema del Tpl torinese, che comprende anche 21 comuni
dell´hinterland per un totale di un milione e mezzo di residenti,
trasporta quasi 170 milioni di passeggeri all´anno. Brescia ne fa
quattro volte di meno, e la sua metropolitana si adegua. Ma a Torino
sono già in appalto prolungamenti del metrò in entrambe
le direzioni, e una seconda linea è in progetto. Da noi questo
capitolo ancora non si apre.
TRA
LA GENTE. Spostamenti più comodi e veloci: all´inizio
c´era frenesia ma poi tutti si sono adeguati ai «nuovi
tempi»
E i torinesi hanno cambiato le loro abitudini
Attese inferiori ai 2 minuti e piccoli incidenti quotidiani sulle scale mobili che portano ai diversi binari
Il
metrò porterà spostamenti comodi e veloci, ma se Torino
insegna cambierà pure i comportamenti della gente. I primi tempi
tutti andranno di fretta temendo di perdere il treno e di dover
aspettare chissà quanto, poi si renderanno conto che
l´attesa non supererà i due minuti, e si rilasseranno.
Nel frattempo potrà accadere di tutto. Persino che una
vecchietta caschi lunga sul pavimento e gli altri la scavalchino o
addirittura la spostino con i piedi se intralcia troppo. A osservare
l´orribile scena dai monitor della sorveglianza, gli addetti sono
rimasti basiti, ma hanno evitato di prendere provvedimenti. Poi, quando
tutti hanno capito che correre era inutile, sono arrivati i
comportamenti più civili e responsabili.
ANCHE TROPPO. Le chiamate al 118 per ogni piccolo incidente o malore
adesso si sprecano, tanto che i responsabili hanno dovuto correre ai
ripari per evitare che le ambulanze si muovano per niente. E i
più solerti, nel segnalare qualcosa che non va, oggi risultano
essere gli immigrati.
C´è voluto quasi un lustro perchè l´approccio
con il metrò si facesse sereno. I treni torinesi ora trasportano
150 mila persone al giorno, e nelle ore di punta sono tanto affollati
che a volte gli ingressi vengono contingentati. La metropolitana
è frequentata da persone di ogni età. E a quanto pare
solo le scale mobili continuano a essere un problema, per gli anziani
che perdono l´equilibrio per lo più alla fine della scala,
per i giovanotti che invece cascano dalla sommità.
Anche queste, con ogni probabilità, saranno scene destinate a
ripetersi a Brescia, dal primo gennaio dell´anno prossimo.MI.VA.
Ogni anno sotto la mole in 34 milioni scelgono di viaggiare senza auto
Imparare
dall´esperienza altrui è saggio. La delegazione bresciana
che venerdì ha visitato la metropolitana automatica di Torino,
è tornata a casa con una serie di consigli che permetteranno -
se te di evitare una serie di errori. Per qualcosa è già
troppo tardi. I torinesi hanno tenuto invariato a un euro il biglietto
del Tpl, e solo a 5 anni dall´entrata in funzione del loro
metrò lo porteranno a un euro e mezzo in un colpo solo. Da noi
un aumento c´è già stato, ma pazienza.
A
TORINO hanno pensato di offrire la prima settimana gratis a tutti. Non
l´avessero mai fatto. Le 21 stazioni del metrò sono state
prese d´assalto dai cittadini e le code agli ingressi non si
contavano. Tra l´altro – hanno spiegato i torinesi ai bresciani –
da tanta ressa non si sono ricavate neanche informazioni utili per il
futuro utilizzo del metrò. Da
mettere in conto, che per i primi sei mesi non tutto funzionerà
a dovere. Ci sarà qualche disguido, magari con relativo blocco
dei treni, e simili, ma tutto si risolverà. Altra raccomandazione è curare bene i parcheggi, soprattutto quelli scambiatori [nota di tplbrescia: ma pensa un po' ].
Al capolinea nord della metropolitana torinese, posto in direzione
della Val di Susa, ce ne sono cinque (non di grandi dimensioni), e non
sono ancora sufficienti. Quella stazione raccoglie tutto il traffico
che arriva dalla valle (un pò come accadrà al capolinea del Prealpino con la Valtrompia) e ora si pensa di costruire altri posti auto.
Nella
città sabauda, peraltro, i 13,2 km del metrò (molto
simili ai nostri 13.9) sono stati aperti gradualmente, prima (febbraio
2006) i 7.2 km da Collegno al centro storico, poi (ottobre 2007) i 2.3
fino a Porta Nuova, infine (marzo 2011) i 3.6 fino al Lingotto. Tutto
questo non ha aiutato, ma i passeggeri sono aumentati dagli 8 milioni
all´anno iniziali fino ai 34 del marzo scorso. A Brescia ci
sarà l´opportunità di offrire l´intera linea
in un colpo solo. Quanto al parcheggio sotto il Castello, anche i
torinesi ne hanno appena costruito uno in pieno centro sotto piazza San
Carlo pedonalizzata. Ma niente effetti sull´uso del metrò.
MI.VA.

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Giornale di Brescia 15 gennaio 2012
A Torino a lezione di metrò
«Costi e tempi siano rispettati»
Delegazione di consiglieri comunali e amministratori
in visita all’unico impianto automatico in Italia
Perché
l'utenza apprezzi il metrò serve anzitutto che costi e tempi di
realizzazione siano rispettati. E che il progetto sia vissuto come in
continua crescita. È la lezione che i componenti della
Commissione Metrobus della Loggia, i vertici di Brescia Mobilità
e Brescia Infrastrutture, accompagnati dall'assessore ai Lavori
pubblici Mario Labolani e dalla presidente del Consiglio comunale
Simona Bordonali hanno portato con sé dalla trasferta a Torino,
che venerdì li ha visti alla scoperta della metropolitana
locale, la sola automatica in Italia, con le analogie del caso rispetto
al Metrobus che la Leonessa attende di varare il 31 dicembre.
Alla
delegazione bresciana, ricevuta nell'impianto di Collegno equivalente
al «nostro» deposito di Buffalora da Giancarlo Guiati,
presidente di Gtt (la Brescia Mobilità torinese), ha avuto
anzitutto descritta la genesi del metrò, per il quale nel '92 fu
scelto il sistema Matra-Siemens noto come «Val» (Veicolo
Automatico Leggero), con convogli di quattro carrozze per 52 metri di
lunghezza e ruote gommate; quindi nel 2001 il via ai lavori, articolati
in due macro-appalti e in più lotti. Il primo dei quali (8 km
tra Collegno e Porta Susa) entrato in funzione nel 2006 per le
Olimpiadi invernali, allungato sino a Porta Nuova nel 2007 e fino a
Lingotto nel 2011, per totali 13,5 km, cui ora si attende di aggiungere
l'ultima tratta fino a piazza Bengasi. «L'impatto sulla
città è stato notevole, ma parimenti lo è stata la
collaborazione tra tutti gli enti coinvolti» sottolinea Guaiti
che, ricorda come il modesto sforamento dei costi di realizzazione
preventivati (1.046 milioni di euro, lievitati di circa 80 milioni) sia
stato «col rispetto dei tempi» elemento chiave del successo
del progetto. Decretato dai numeri: 34 milioni di passeggeri nel 2011 e
un numero di utenti giornalieri per direzione lievitati all'apertura
dell'ultimo tratto da 80mila e 150mila.
«La
nostra preoccupazione maggiore - ha spiegato l'ing. Gian Piero Fantini,
responsabile della Divisione MetroFerro di Gtt - era verso l'utenza e
l'accoglienza che avrebbero avuto l'automatismo totale e la
profondità». L'affidabilità dimostrata dal sistema
però è stata premiante anche se «tenete in conto
che le difficoltà non mancheranno specie nei primi sei mesi:
sono sistemi complessi, date fiato ai tecnici per ottimizzare
tutto».
Prima
tappa è stata il «Pcc», il posto centrale di
controllo, la sala da cui l'intero sistema è monitorato da 3/4
operatori, in molti aspetti simile a quella già attiva al
deposito di Buffalora, e alla sala security - a Torino separata dal Pcc
- sui cui schermi scorrono le riprese delle circa 1.300 telecamere
installate tra stazioni e convogli. «Reati? Qualche rissa
all'inizio, pochissimi furti» assicurano gli addetti. Uno sguardo
all'officina, quindi la discesa nel ventre di Torino. A bordo del
metrò, che in 23 minuti dal capolinea Nord, la stazione
«Fermi» ha traghettato i bresciani sino all'estremo
opposto, il Lingotto, descrivendo una «L» ribaltata
rispetto a quella del Metrobus. Tempi ridotti, che devono essere
piaciuti ai torinesi se è vero che su una delle arterie
principali, corso Francia, il flusso di auto è sceso con
l'avvento del metrò da 60mila a 30mila al giorno. All'ebbrezza
di viaggiare in testa al treno, che senza conducente, offre la vista
diretta su binari e gallerie durante la corsa, è seguita la
visita alle stazioni.
In
ognuna delle quali prendere spunto da mille dettagli: dalle vetrofanie
che informano grandi e piccini dei rischi dinnanzi alle porte
automatiche, ai disegni a tema che, a mo' di graffiti, campeggiano sui
muri di ogni fermata. Buon ultimo quello tutto auto al Lingotto che fu
Fiat.
Gianluca Gallinari
SISTEMA «APERTO»
Dietro le porte di banchina stazioni «a volume unico»
Si spalancano porte di carrozza e di banchina ed ecco la stazione.
Anzi, le stazioni. Cinque quelle visitate per scoprire i dettagli di
ognuna. Ideate da Bernard Khon (15 su 21) per fare del metrò
torinese un «sistema aperto» (senza punti ciechi, un unico
volume per ogni fermata), sono più piccole (60 x 19 metri)
rispetto a quelle bresciane. Le stazioni non sono presenziate, ma
squadre di addetti si muovono fra 3-4 di esse. Installati i tornelli
che a Brescia invece non sono previsti, sostituiti da varchi
elettronici. Tra le fermate più significative, le due connesse
con le stazioni ferroviarie: Porta Nuova e Porta Susa, dominata da un
enorme atrio con suggestiva cupola di vetro.
CURIOSITÀ
Cadute sulle scale, donne anziane e uomini «rapiti»
Imprevisti. Come quelli, banali ma non rari, delle cadute. Le
statistiche torinesi al riguardo rivelano un paio di curiosità.
I casi più frequenti, ripresi dalle 1.300 telecamere di
sorveglianza (associate a un interfono tra stazioni e Posto centrale di
controllo) sono quelli di anziane che scendendo in banchina inciampano
all'ultimo scalino e di uomini che, risalendo, cadono al primo...
rapiti dalla vista di fanciulle dirette ai treni. Sulle prime la
sensibilità dei torinesi dinnanzi agli episodi più gravi
ha avuto necessità di qualche rintuzzo: «In 8 casi su 10 a
prestare soccorsi erano stranieri. Mentre infortunati erano scavalcati
o spostati dagli altri utenti di fretta».
Dal biglietto alla gestione
E l'abitudine da acquisire
Torino e Brescia. È un puzzle di analogie e differenze quello
che nella giornata «metropolitana» è andato
componendosi per gli amministratori bresciani. Con le dimensioni di
stazioni e treni risultate più generose nella Leonessa. E il
capitolo costi a tener banco dopo che i vertici di Gtt hanno declinato
il capitolo investimenti e risorse. Il metrò torinese è
costato circa 1.126 milioni : il 65% a carico dello Stato, il resto del
Comune. Esulano le opere complementari: gran parte della
riqualificazione, infatti, è ancora da fare. Come la
ridefinizione del trasporto pubblico di superficie e il dimensionamento
dei parcheggi scambiatori. Quanto ai costi di gestione, 32 milioni
l'anno, sono per il 65% assicurati dalla Regione. Più articolato
il quadro bresciano: i 935 milioni dell'opera - ricorda
l'amministratore unico di Brescia Infrastrutture, Alessandro Triboldi -
vengono per il solo 31% dallo Stato (244 milioni), cui si sommano 72
milioni della Regione, 67 di Brescia Mobilità, 220 del mutuo
Cassa depositi e prestiti, 18 da quello di Ubi e 164 dal mutuo da
accendere a breve, più gli 80 milioni attesi dal Cipe.
La gestione è stimata in 27 milioni l'anno. E il biglietto? A
Torino costa 1 (corsa in metrò + 70 minuti su tram o bus), ma
passerà a 1,50 dal 1° febbraio. A Brescia si partirà
da 1,20. La risposta dell'utenza, preoccupa oggi i bresciani
(presidente della Commissione, Nicola Gallizioli in primis), come un
tempo i torinesi, mentre convinta che i bresciani apprezzeranno
è Laura Castelletti. Il presidente di Brescia Mobilità,
Valerio Prignachi, ricorda come bisognerà in ogni caso
rapportarsi al target nazionale. Ma l'importanza di far prendere
confidenza alla cittadinanza col metrò è per tutti la
conferma più significativa della lezione torinese.
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Giornale di Brescia 13 gennaio 2012
Bike sharing: Brescia
guida in maglia rosa
Prima città d’Italia per la ricerca di Euromobility
Nonostante un notevole e aggiornato parco auto
Brescia
resta una delle capitali italiane dell'automobile. Ma se non altro
strizza con più convinzione l'occhio alla bici.
Nello
studio di Euromobility dedicato alla Mobilità sostenibile in
Italia e realizzato su dati raccolti negli ultimi tre anni, tra i
tanti, l'elemento che più sorprende anche in prospettiva
è il successo del Bike Sharing. La Leonessa, infatti, domina lo
Stivale per numero di utenti. Con 176 iscritti ogni 10mila abitanti a
«Bicimia», il servizio gestito da Brescia Mobilità
che consente l'utilizzo di bici pubbliche parcheggiate in 39 differenti
stazioni, Brescia spicca sul campione delle principali 50 città
prese in esame dall'indagine. È la prima e incontrastata. Milano
e Bergamo inseguono in salita. Roma, con i suoi 61 utenti, per
raggiungerla deve scalare la cima Coppi. In tre anni, dal 2008 al 2010
i bresciani iscritti al servizio sono più che raddoppiati
passando da 1.600 a 3.400.
Che
l'idea di un parco biciclette da condividere sia vincente è
confermato anche dal dato nazionale: gli utenti nel triennio sono
aumentati del 260% e le bici a disposizione cresciute dell'80%. In
città un dato su tutti: i 675 mezzi a disposizione hanno coperto
164mila km assicurando un risparmio di 25mila kg di CO2.
La
città è messa bene anche con riferimento alle piste
ciclabili, considerate indistintamente. Nella graduatoria nazionale la
Leonessa è al sesto posto con più di 5 km ogni diecimila
abitanti. Totalmente in controtendenza, invece, il Car Sharing. In
questo caso Brescia è ultima, con 3 utenti su diecimila
residenti.
La
città eccelle nel panorama italiano anche per un altra condotta
di spessore ambientale. Il parco automobili, primo nel Nord del Paese
in virtù di un indice di motorizzazione che va ben oltre i 60
veicoli ogni cento abitanti e i 1.400 mezzi per kmq, è tra i
migliori dello Stivale. Meno del 10% delle auto è una Euro zero.
Insieme a Euro 1 e Euro 2, superano di pochissimo il 30%. Per la
restante quota i veicoli bresciani sono Euro 3, Euro 4 ed Euro 5.
Quanto
la qualità dei motori abbia inciso sulla qualità
dell'aria è un dato che la ricerca Euromobility non ha saputo
dire. Brescia, in fatto di Pm10, supera abbondantemente i 35 giorni di
esubero «consentiti» dalla legge, ma sta migliorando: il
grafico evidenzia sensibili diminuzioni rispetto al 2009 e una media
annua di Pm10 per il 2010 al di sotto dei 40 microgrammi per metrocubo
imposti come soglia massima dalla legge. Merito anche dei 5 mq di Ztl
per ogni residente?

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Bresciaoggi 13 gennaio 2012
IL PROGETTO. In occasione dei lavori al parcheggio, predisposto un ampio piano di recupero
Piazza Vittoria a nuovo
Ci starà anche il Bigio
Mimmo Varone
Cantieri
in due tempi. Si partirà con l´area occupata dal metrobus
Labolani: «Entro fine mese è atteso il via libera della
Soprintendenza»
Tre
mosse in due tempi. E piazza Vittoria smetterà di essere un
parcheggio a cielo aperto per diventare una vera piazza. Pure il Bigio,
dopo anni di attesa nei depositi comunali, si prepara a tornare al suo
posto, davanti al caffè Impero.
La necessità di rinnovare l´impermeabilizzazione del
parcheggio sotterraneo sarà occasione per rifare l´intera
pavimentazione. La riqualificazione del primo piano del parcheggio
permetterà un diverso posizionamento delle grate di aerazione,
secondo le prescrizioni dei Vigili del fuoco, e cancellerà
l´orribile squarcio centrale che taglia in due la piazza.
L´accesso al silos sotterraneo verrà mantenuto sul lato di
via Gramsci, e sulle ex rampe davanti alla chiesa di Sant´Agata
nascerà una graziosa piazzetta con l´ingresso della
stazione del metrò.
L´ASSESSORE ai Lavori pubblici Mario Labolani annuncia che il
progetto «piace» alla Sovrintendenza ai beni ambientali e
architettonici, e attende solo il via libera ufficiale. In ogni caso
l´Ati Metrobus consegnerà l´area di cantiere della
stazione Vittoria solo la prossima estate e i primi lavori partiranno
solo allora.
Nell´ipotesi al momento sul tappeto, i cantieri apriranno in due
fasi. Tutto il secondo semestre di quest´anno servirà per
sistemare la piazzetta con l´ingresso del metrò e la parte
ovest della piazza ora occupata dalle corsie a servizio del cantiere
Medtrobus. Labolani, poi, annuncia, che sarà questa la fase del
ritorno del Bigio sul suo piedistallo, davanti a una vasca
semiesagonale che restituirà lo specchio d´acqua
originario e insieme mimetizzerà parte delle griglie di
areazione. A seguire, il rifacimento della pavimentazione
dell´intera piazza, che impegnerà almeno tutta la prima
metà dell´anno prossimo.
Committente dei lavori sarà Brescia Infrastrutture, la nuova
società che gestirà il metrò, guidata
dall´amministratore unico Alessandro Triboldi, direttore generale
della Loggia. Ma progettazione e direzione lavori saranno in capo a
Brescia Mobilità, come del resto tutte le opere complementari
della metropolitana. Tra i dettagli, i due pennoni ora collocati
davanti al palazzo delle Poste, torneranno a delimitare la piazza dal
lato sud di via IV Novembre. Ma soprattutto, le grate di aerazione
saranno più discrete, e non interromperanno il grande spazio
rettangolare, che verrà restituito ai pedoni libero dalle
automobili.
«Da molto tempo sollecitavamo Brescia Mobilità per il
recupero della piazza - dice Labolani -, ora abbiamo colto
l´occasione della stazione del metrò e abbiamo deciso di
rifare tutto insieme in accordo con la Sovrintendenza, che entro fine
mese dovrebbe farci arrivare l´ok definitivo. Poi Brescia
Infrastrutture potrà attivarsi per far partire i lavori».
Tra i punti fermi, l´ingresso al parcheggio sotterraneo
resterà dov´è oggi. Brescia Mobilità lo
ritiene più funzionale per la viabilità, e la
Sovrintendenza ha solo imposto di minimizzarne l´impatto con
materiali più nobili e balaustre più raffinate.
SOPRATTUTTO, l´ingresso da via Gramsci permetterà di
ricavare una piazzetta per la collocazione degli ascensori e delle
scale di ingresso e uscita della stazione Vittoria, che altrimenti si
sarebbero trovare a ridosso delle rampe.
Quanto alla pavimentazione, i progettisti di Brescia Mobilità
hanno deciso di mantenere la stessa pietra attuale, che in parte
verrà riutilizzata. Potrebbe non essere proprio identica, ma
comunque in linea con l´esistente. Anche su questo l´ultima
parola spetterà comunque alla Sovrintendenza, che peraltro ha
già espresso parere favorevole – dice Labolani – sul disegno
complessivo della piazza.
Tutto abbastanza definito, insomma. Le incertezze più grosse
restano sui tempi. Le due fasi sono ancora soltanto un´ipotesi, e
in qualche modo è già messo in conto che la sistemazione
della piazzetta davanti alla chiesa di Sant´Agata potrebbe non
concludersi con l´entrata in esercizio della metropolitana al
primo gennaio 2013. Il che farebbe slittare anche il resto. Si
vedrà.
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www.giornaledibrescia.it 09 gennaio 2012 18:39
per terminare i lavori
Metrobus a Brescia: in arrivo 80 milioni da Roma
La
richiesta di finanziamento di 80 milioni di euro necessari per
terminare i lavori del metrobus di Brescia è stata approvata
«in linea tecnica» ed ha concluso il suo iter. Lo ha
confermato il Ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e
dei Trasporti, Corrado Passera, al sindaco di Brescia, Adriano Paroli.
All’incontro a Roma tenutosi lunedì mattina hanno
partecipato anche il Sottosegretario allo Sviluppo economico uscente,
Stefano Saglia e il Direttore generale del comune di Brescia,
Alessandro Triboldi.
«Per
ottenere il finanziamento richiesto - ha spiegato in una nota il primo
cittadino di Brescia - resta da ultimare il necessario passaggio
attraverso il Ministero dell’Economia. Il Ministro Passera ha
garantito che seguirà personalmente la questione».
«L’incontro
ha permesso un confronto ed un approfondimento sui numerosi scenari che
oggi interessano il nostro Comune - prosegue Paroli -. In particolare
sono stati affrontati i temi del bilancio e della normativa sul patto
di stabilità».

Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
Giornale di Brescia 10 gennaio 2012
Metrobus, «impegno di Passera sugli 80 milioni»
Il sindaco Paroli con il ministro sull’atteso finanziamento: concluso l’iter tecnico
Pressioni
sul Ministero per sbloccare 80 milioni da tempo attesi per i lavori
della metropolitana leggera bresciana. Ieri mattina il sindaco Adriano
Paroli, accompagnato dall'ex sottosegretario allo Sviluppo economico,
Stefano Saglia, parlamentare cittadino del Pdl, e dal direttore
generale del Comune di Brescia, Alessandro Triboldi, ha incontrato il
ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e trasporti,
Corrado Passera.
L'incontro,
annunciato dal sindaco nella conferenza stampa di fine anno, è
stato richiesto - si legge in una nota di Palazzo Loggia - «allo
scopo di sbloccare i finanziamenti necessari per la conclusione dei
lavori di realizzazione della metropolitana leggera automatica di
Brescia».
Il
sindaco - prosegue il documento - «ha apprezzato la
disponibilità e l'attenzione del ministro». In
particolare, Passera «ha confermato che la richiesta di
finanziamento di 80 milioni di euro presentata è stata approvata
in linea tecnica ed ha concluso efficacemente il suo iter. Per ottenere
il finanziamento richiesto - spiega Paroli - resta da ultimare il
necessario passaggio attraverso il Ministero dell'economia. Il ministro
Passera ha garantito che seguirà personalmente la
questione».
«L'incontro
ha permesso, inoltre, un confronto ed un approfondimento sui numerosi
scenari che oggi interessano il nostro Comune - prosegue Paroli -. In
particolare sono stati affrontati i temi del bilancio e della normativa
sul patto di stabilità. Una mattinata intensa e proficua -
conclude il sindaco di Brescia - per la quale vorrei ringraziare il
ministro Passera, che si è dimostrato ancora una volta attento e
disponibile verso la nostra città. L'attenzione per il progetto
della metropolitana è sempre altissima e sono lieto che anche a
Roma siano avvertiti gli sforzi dell'Amministrazione per rispettare le
scadenze per la messa in esercizio».
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www.bresciaoggi.it 09 gennaio 2012 18:39
Metrò, il ministro Passera
dice sì agli ottanta milioni
La
richiesta di finanziamento di 80 milioni di euro necessari per
terminare i lavori del metrobus di Brescia è stata approvata
«in linea tecnica» ed ha concluso il suo iter. Lo ha
confermato il Ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e
dei Trasporti, Corrado Passera, al sindaco di Brescia, Adriano Paroli.
All’incontro a Roma questa mattina hanno partecipato anche l'ex
Sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, e il Direttore
generale del Comune di Brescia, Alessandro
Triboldi. «Per ottenere il finanziamento richiesto - ha
spiegato
in una nota il primo cittadino di Brescia - resta da ultimare il
necessario passaggio attraverso il Ministero dell’Economia. Il
Ministro Passera ha garantito che seguirà
personalmente la questione.» «L’incontro ha permesso un
confronto
ed un approfondimento sui numerosi scenari che oggi interessano il
nostro Comune - prosegue Paroli - In particolare sono stati affrontati
i temi del bilancio e della normativa sul patto di
stabilità».
Bresciaoggi 10 gennaio 2012
IL FINANZIAMENTO. Dopo il vertice di ieri il Governo assicura che manterrà la promessa
«Metrobus», Passera
dà il via libera ai fondi
Il
ministro ha garantito un impegno in prima persona sulla questione
confermando la chiusura in linea tecnica dell´iter della richiesta
Sugli
ottanta milioni del Metrobus che il Comune di Brescia attende per
chiudere i conti della nuova infrastruttura cittadina il Governo ha
preso confermato gli impegni. Ieri mattina il sindaco di Brescia,
Adriano Paroli, accompagnato dal sottosegretario allo Sviluppo
economico uscente, Stefano Saglia, e dal direttore generale del Comune
di Brescia, Alessandro Triboldi, ha incontrato il ministro dello
sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti, Corrado Passera.
L´INCONTRO,
annunciato durante la conferenza stampa di fine anno dal Sindaco,
è stato richiesto allo scopo di sbloccare i finanziamenti
necessari per la conclusione dei lavori di realizzazione della
metropolitana leggera automatica di Brescia. Il sindaco ha apprezzato
la disponibilità e l´attenzione del ministro che secondo
quanto riportato a margine dell´incontro: «Ha confermato
che la richiesta di finanziamento di 80 milioni di euro presentata
è stata approvata in linea tecnica ed ha concluso efficacemente
il suo iter - spiega Paroli -. Per ottenere il finanziamento richiesto
resta da ultimare il necessario passaggio attraverso il ministero
dell´economia. Il ministro Passera ha garantito che
seguirà personalmente la questione».
«L´INCONTRO
ha permesso un confronto ed un approfondimento sui numerosi scenari che
oggi interessano il nostro Comune - prosegue Paroli -. In particolare
sono stati affrontati i temi del bilancio e della normativa sul patto
di stabilità». Paroli ha poi ringraziato Passera:
«che si è dimostrato ancora una volta attento e
disponibile verso la nostra città».
«Il
lavoro per il progetto della metropolitana - ha concluso - sono sempre
altissimi e sono lieto che anche a Roma siano avvertiti gli sforzi
dell´Amministrazione per rispettare le scadenze per la messa in
esercizio della linea metropolitana».
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METROPOLITANA
DI BRESCIA
OPERE
E SERVIZI COMPLEMENTARI
I tempi per la loro realizzazione sono ormai strettissimi !!!
A
che punto sono i lavori ?
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-11
mesi |
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AVANZAMENTO
PROGETTI
LAVORI
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