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Giornale di Brescia 04 febbraio 2010


Mobilità sostenibile, grandi cifre per bus e Bicimia
In sette mesi, 24 milioni di utenti sui torpedoni. Con la «spicciola» pubblica pedalati 90mila km 
La mobilità sostenibile è una delle sfide che Brescia affronta non da ieri. E mentre si sperimentano nuove soluzioni - del car sharing introdotto ieri si parla ampiamente nella pagina a fianco, oltre che nel racconto della prova su strada - si rinnovano gli appelli ad un uso più razionale del mezzo privato.
L’ultimo è giunto dal sindaco Adriano Paroli, in occasione dell’annuncio del blocco imposto ai mezzi privati la scorsa domenica per far fronte ai ripetuti esuberi di polveri sottili nell’aria della Leonessa. L’auto non va demonizzata, perché spesso, in primis per chi lavora, può rappresentare una necessità ancor prima che una comodità, ma questo non significa che il ricorso ai mezzi pubblici vada visto come opzione di risulta.
Anzi. D’altro canto, i dati più aggiornati messi a disposizione da Brescia Mobilità circa l’impiego del bus, e quelli rerelativi al bike sharing «Bicimia» - servizio questo introdotto solo a giugno 2008, ma già entrato nelle abitudini di mobilità urbana di molti bresciani - danno conto di un ricorso sempre più frequente a questi due mezzi del sistema di trasporto pubblico locale.
Bus, oltre 24 milioni in sette mesi
Tanto per cominciare dal più tradizionale, vale a dire il bus, i dati che si riferiscono ai primi sette mesi del 2009, attestano un totale di oltre 24 milioni di passeggeri. Per l’esattezza, la cifra è di 24.528.819 utenti trasportati sull’intera rete del sistema integrato, che come noto, comprende oltre al capoluogo anche quattordici Comuni dell’hinterland cittadino. Il primato, per numero di passeggeri saliti a bordo, spetta ai bus della linea 1, la Lam nord-sud, che corre da Mompiano a San Polo (via Masaccio) con l’impiego dei «torpedoni» snodati da 18 metri: tra gennaio e luglio dello scorso anno, infatti, sono stati quasi cinque milioni i bresciani che vi hanno fatto ricorso. Per precisione 4.718.317 persone. Un sesto del totale. Seguono - non esattamente a ruota - la linea 10 che fa la spola tra Concesio, a nord, e Poncarale a sud: i passeggeri trasportati in questo caso sono 2.493.104. Poco distanziate - si parla di qualche decina di migliaia di unità - seguono nell’ordine la linea 11 (Collebeato-Botticino) e la linea 3 (Mandolossa-Virle di Rezzato). Se la prima è tutta cittadina, le seconde tre, invece, sono intercomunali, a riconferma del fatto che il bus costituisce una soluzione largamente adottata da molti - studenti, pendolari, ecc. - per raggiungere il capoluogo anche dalle periferie della rete, a fronte di distanze più ampie che almeno in qualche caso potrebbero indurre ad optare per l’auto privata.
Un trend costante
E se in più di 303mila si sono avvalsi nei sette mesi esaminati anche della linea 18 - la ex Bussola, che va dal parcheggio Castellini al parcheggio Iveco - attraversando il centro, segno ulteriore di un ricorso ad una mobilità che non tiene conto solo dell’auto, il prospetto dei primi sette mesi dello scorso anno, in attesa del dato consuntivo del 2009, consente di ipotizzare se non un aumento quantomeno un trend costante rispetto al 2008, quando in 12 mesi, i passeggeri saliti in vettura erano stati 42 milioni e 600mila.
Bicimia, 2.200 utenti attivi
Quanto ai dati, forniti dall’Assessorato alla mobilità, relativi a Bicimia, è significativo il numero degli utenti «attivi», cioè che, dopo l’iscrizione al servizio, vi fanno effettivo ricorso: tra le 260 colonnine, distribuite nelle 24 postazioni cittadine - destinate nelle intenzioni dell’assessore Nicola Orto a raddoppiare in breve, superando i confini del centro - hanno infatti fatto tappa 2.200 bresciani. I quali si rivelano discreti pedalatori: i chilometri percorsi in totale sono circa 90mila, come a dire 45 a testa. In attesa che l’avvento del Metrobus rivoluzioni il modo di muoversi attraverso la Leonessa.g. gal.



Sfida all’ora di punta per le vie della Leonessa 
Muoversi attraverso la città. Sulla scorta di quattro filosofie di mobilità differenti: quella più eco-sostenibile per eccellenza, la «spicciola», nella fattispecie Bicimia, il bike-sharing cittadino. Quindi, quella per noi più nuova, il Car sharing varato ieri nella Leonessa, subito al battesimo del fuoco. Poi, quella «pubblica» per eccellenza: il bus. E infine, l’auto privata, comodità - ma spesso necessità - dei tempi nostri, compressi all’osso. Mancano all’appello scooter e moto: per questa volta si è preferito optare per tre servizi «pubblici» e per la sola auto quale espressione del mezzo privato.
Per mettere a confronto e testare sul campo efficienza, costi e praticità delle quattro soluzioni le abbiamo provate tutte in contemporanea, partendo dalla Stazione per arrivare al Civile. Scelta adottata in omaggio all’ultimo arrivato, il car-sharing, che ha proprio a ridosso del Pronto soccorso la sua stazione più a nord. Un percorso, in ogni caso, non improbabile per un cittadino o per chi giunga in città col treno. La partenza è stata fissata alle 13: ora di punta, con studenti in uscita dalle scuole e traffico sostenuto. Poche le regole, oltre a quelle del Codice della Strada, osservate tutte rigorosamente: muoversi lungo l’itinerario più breve possibile per il mezzo adottato e documentare tutto il tragitto. In parole e foto. 


Car sharing, l’ultimo arriva primo
 
Introdotto ieri il servizio, è salito subito sul gradino più alto del podio
Nulli secundus. Secondo a nessuno, recita l’antico adagio latino. L’ammetto: essere arrivato primo, per giunta battendo il mezzo privato, quello più malvisto in un’ottica di mobilità sostenibile, dà soddisfazione.
Senza contare che il primo gradino del podio sconta un percorso a ostacoli. Già, perché, tanto per cominciare, il test del car sharing inizia... in bici. Meglio, in sella a una delle «spicciole» di Bicimia. Scelta obbligata, in assenza - almeno per ora - di una postazione car sharing all’esterno della Stazione, punto di partenza della sfida. Così, quando l’orologio segna le 13, balzo in sella e inizio a pedalare. Mi imbatto subito, in via Foppa, in un semaforo rosso. Il secondo lo imbrocco una manciata di metri più avanti, a largo Zanardelli, dove svolto a sinistra e filo su per via Gramsci. Ecco piazza Vittoria: parcheggiata alla colonnina la Bicimia, mi basta attraversare il lato corto della piazza e raggiungere la piazzola Car sharing, dove mi attende una Fiat Panda Natural Power bianca col logo «Car sharing» sulle fiancate. Lì, il cronometro, che segna le 13.05, viene fermato. I responsabili del servizio - varato ufficialmente solo un’ora più tardi e quindi ancora in start-up - simulano la prenotazione. A me resta da accostare la tessera al sensore posto al lato destro del parabrezza per aprire l’auto e dare il là al calcolo di costi e chilometri.
Il cronometro riparte (sono le 13.17) e mi metto al volante, l’occhio fisso alla lancetta, che non superi i 30 km/h. Poi provo l’ebbrezza, per una volta, di attraversare piazza Loggia in auto e calcolare metri - e minuti - risparmiati tagliando per il centro. Schivata una ciclista che in via S. Faustino tenta di inaugurare il paraurti immacolato, mi trovo a far i conti col cantiere del metrò di piazzale Battisti: svolta obbligata in via Porta Pile, via Marsala, e su fino a via Foscolo. Fossi potuto andar dritto - così sarà a cantiere chiuso - avrei fatto prima. Poco importa: sul filo dei 50 km/h eccomi in via Marconi. Superati coda e semaforo, al rondò di piazzale Corvi piego per via Dal Monte: circumnavigo il Civile - previo stop al rosso - e risalgo viale Europa, fino a piazzale S. Padre Pio. All’arrivo il comfort più gradito: nel parcheggio accanto alla sede di Brescia Mobilità c’è un posto auto a righe gialle con scritta «Car sharing» ad attendermi. Niente costi extra, né ansia da parcheggio. Sono le 13.30: sottratti i 12 minuti di «stop tecnico» in piazza Vittoria, il mio viaggio è durato solo 18’, tratto in bici compreso, per un totale di 4,5 km percorsi. Quanto ai costi, comprendono i 2 euro della prima ora, e 2,45 di tariffa chilometrica calcolata per i 3,5 km di andata e di ritorno, visto che l’auto va riconsegnata in piazza Vittoria. Al netto dei 10 che avrei dovuto versare per abbonarmi avendo già tessera «Bicimia».
Gianluca Gallinari



L’auto privata si piazza seconda affrontando le insidie del traffico 
Il tragitto scelto non è il più corto tra i possibili, insistono le mappe disseminate nel web. Ma quello indicato come il più rapido. E si vada.
L’auto «privata» - in questo caso una Citroen C2 diesel Euro 3 - se la cava con un secondo piazzamento, che sconta lo stress da conducente: irriverenti attraversatori a due ruote, automobilisti che scambiano la carreggiata per un posteggio e guidatori che contemplano gli arredi urbani come fossero una veduta. Sono stati questi i principali ostacoli a contrapporsi tra la Stazione e l’Ospedale Civile, quantomeno se si considera «normale» un’onda semaforica rossa imperterrita. Riportiamo anzitutto tempi parziali e totali: il primo - da parcheggio interrato a parcheggio interrato, s’intende - è pari a un quarto d’ora secco, la durata totale del viaggio, invece (comprensiva dunque di manovre di sosta, ritiri ticket e pagamenti), si aggira sui 20’, per una distanza di 5 chilometri.
La discesa al parcheggio della stazione è delle 13 in punto, come pure il primo intoppo: strisciando il biglietto come indicato dalle istruzioni, la porta non si apre; tenta che ti ritenta, non c’è alternativa se non il pulsante di chiamata: due squilli e sesamo aperto. Avendo sostato meno di mezz’ora, nulla è dovuto. E allora si parte, alle 13.05, alla volta di via Foppa. All’incrocio con via XX Settembre la tragedia è sfiorata a causa del ciclista che sfreccia dinanzi alle auto in transito: è graziato dalla fortuna degli audaci. Avanti, quindi, su via Vittorio Emanuele II prima e su via dei Mille, via Calatafimi e via Lupi di Toscana poi.
Via Pastrengo apre la circumnavigazione di Campo Marte, con successivo imbocco di via Foscolo alle 13.15; altra strada, altri temerari a pedali incuranti del Codice della Strada e della luce rossa che li vorrebbe fermi in piazzale Battisti. Lì, si spalanca via Montesuello, che concede addirittura qualche lusso verde, e in un attimo appare via Marconi, dove un automobilista si pianta e fa scendere un passeggero, indifferente a chi segue. Quindi, ancora, a destra per via Dal Monte e a sinistra per raggiungere piazzale Spedali Civili. Sono le 13.17: prelievo biglietto e ingresso al parcheggio interrato, gremito in orario di visita ai pazienti. Ma il conducente che precede la C2 non ne è convinto: evita all’ultimo il posto riservato ai veicoli elettrici e procede a passo d’uomo fino a individuare l’agognato spazio (due-minuti-due persi). Seguita celermente analoga sorte, alla scrivente si svela la meta: piazza S. Padre Pio. «Arrivata», recita l’sms inviato ai compagni d’avventura. A gruppo ricompattato, l’esborso per i 20’ di sosta è di 50 cent. Primo piazzamento tecnico (il car sharing scontava 12 minuti di stop), secondo reale. Scoccia, ma è così.
Raffaella Mora



Il Comune vi affitta l’auto: 2 euro all’ora e 0,35 al km
Otto vetture in quattro parcheggi abilitati.  Bisogna abbonarsi e usare la card
Il mosaico delle iniziative legate alla mobilità sostenibile cittadina si arrichisce di una nuova tessera: da ieri è infatti ufficialmente scattato il «Car sharing».
Il servizio di condivisione delle automobili (appunto, car sharing) permetterà di guidare un’auto prelevandola in qualsiasi momento della giornata da uno dei quattro parcheggi dedicati (piazza Vittoria, piazzale Arnaldo, via Malta e piazza Padre Pio), senza doversi preoccupare di spese di gestione o manutenzione. Gli unici costi sostenuti saranno l’abbonamento annuale al servizio - 100 euro la tariffa standard, 50 euro per i primi 100 iscritti, sconti e tariffe personalizzate per varie di categorie (vedi scheda accanto) - e le spese per l’effettivo uso dell’auto - composte da una tariffa oraria (2 euro all’ora dalle 8 alle 20 e 1 euro all’ora dalle 20 alle 8) e una chilometrica (0,35 euro al chilometro per i privati, 0,50 euro per le aziende) - con addebito mensile a consuntivo.
Una volta sottoscritto l’abbonamento e ricevuta la smart card identificativa, per utilizzare una delle otto auto al momento disponibili - due Fiat Panda, due Fiat 500, una Fiat Doblò per trasporto persone e merci, una Fiat Punto, una Opel Zafira e una Fiat Doblò per trasporto disabili - occorrerà effettuare la prenotazione via internet o telefono almeno un quarto d’ora prima dell’orario di partenza previsto. Ottenuto l’ok ci si può recare al parcheggio e dopo aver avvicinato la propria tessera al sensore posizionato sulla vettura prenotata si aprirà la portiera dell’auto stessa.
All’interno l’utente troverà sia le chiavi sia una scheda per effettuare gratuitamente il rifornimento in uno dei distributori convenzionati. Al termine del viaggio l’auto andrà riconsegnata nello stesso parcheggio di partenza.
«Il car sharing - ha osservato l’assessore al traffico Nicola Orto - rientra nel piano strategico della mobilità sostenibile e si associa ad altre iniziative quali Bici-mia o il car-pooling che stiamo sviluppando per combattere le emissioni di polveri sottili».
Alla presentazione dell’iniziativa, era presente anche l’assessore alle Attività produttive Maurizio Margaroli: «Oggi - ha spiegato - stiamo lanciando un progetto innovativo che avrà bisogno di un po’ di tempo per essere compreso a pieno. Il nostro obiettivo è migliorare gradualmente il servizio anche raccogliendo le indicazioni degli utenti».
Il servizio realizzato a Brescia è legato al circuito nazionale Ics: «Ciò consentirà agli abbonati di poter utilizzare anche i mezzi del car sharing di altre città italiane - da Milano a Roma, da Torino a Palermo, solo per citarne alcune - aderenti al circuito», ha chiosato Giandomenico Gangi, responsabile dei servizi Mobilità e Trasporto pubblico locale del Comune, che ha aggiunto: «Stiamo lavorando a questo progetto da quasi 20 mesi, durante i quali abbiamo avuto numerosi incontri coi funzionari del Ministero dell’ambiente che ha finanziato circa un terzo del costo totale dell’opera, pari a 1,5 milioni di euro in 5 anni».
La gestione del car sharing è stata affidata in concessione, per tale periodo, alla società padovana Muovosviluppo Scrl, la cui amministratrice unica, Letizia Rigato, ha evidenziato come tutte le auto usate siano ecologiche: «Ciò contribuirà a ridurre l’inquinamento e creare la percezione di una città più vivibile per i cittadini».
Mario Nicoliello Gli assessori Nicola Orto e Maurizio Margaroli su una delle vetture di «car sharing». La nuova iniziativa di mobilità sostenibile è stata presentata ieri nel saloncino del turismo di piazza Loggia.





Bici: tutta salute, tutta in salita  
Guardare la città dai pedali del bike sharing, sorpassare il bus e arrivare terzi
Dato che stavo per esaurire i punti della patente (non a caso da qualche settimana scrivo perlopiù di Codice della strada), a me hanno affidato la bici.
Non la cara, vecchia, gloriosa Bianchi Spluga 10v del 1986; e nemmeno la simil-Raleigh made in Cina cedutami dal collega Camillo Facchini; bensì la civicissima «Bicimia» di Brescia mobilità: quella che con una tesserina si prende dalle postazioni Bicimia e poi si lascia nelle postazioni Bicimia, dalle 6 alle 24, gratis i primi 45 minuti, poi a pagamento (1, 2 o 5 euro a seconda delle ore).
Mario Nicoliello, utente abituale e massimo esperto dei servizio qui al giornale, ieri mattina mi ha tenuto un corso rapido sui possibili problemi e le soluzioni. Esempio: non ci sono bici disponibili - Si cerca un’altra postazione; non va la tessera - Si chiama l’assistenza tecnica. La bici c’era e la tessera funzionava, in compenso la catena era giù ma per fortuna siamo riusciti a rimetterla a posto.
Come è andata? Dividerò il racconto in tre: viaggio, vantaggio e svantaggio.
Il viaggio dalla stazione (partenza ore 13) all’ospedale (arrivo ore 13,27) è stato un’autobiografia visto che attraversava l’università dove mi sono laureato (via San Faustino, intertempo 13,15), il liceo dove ho studiato (via Montesuello, 13,17), ma anche la casa dove abito, il bar dove faccio colazione e la libreria caffè dove mi rifugio ogni tanto. Il 60% del percorso era su pista ciclabile, ma questo non garantisce l’assenza di inconvenienti. Ne citiamo due: 1) Nella pista promiscua bici-bus di via XX settembre-Largo Zanardelli (ore 13,03) non funzionava il sensore del semaforo, e quindi abbiamo atteso il verde (invano) per cinque minuti. 2) Su via Montesuello e su via Marconi (ore 13,20) più di una vettura sostava sulla ciclabile, costringendoci a scavalcarla sulla corsia delle auto. Tratto più pericoloso: quello finale, via Schivardi dall’ospedale al satellite, causa cantiere metrobus.
Alla fine siamo arrivati terzi (ma sul primo posto ci sarebbe da dire), con il gusto di superare l’autobus.
Il vantaggio. Lasciamo stare i discorsi ecologisti e quelli cardiovascolari. Il vero valore aggiunto del girare la città in bici è che puoi guardarla: le finestre, la gente nei bar, gli studenti, gli alberi. E il sole, che ieri era una giornata splendida, di quelle che speri proprio che «dall’inverno siamo fora». Illudendoti...
Lo svantaggio. Girare in bici in centro ti ricorda che Brescia non è pianeggiante. Dalla stazione all’ospedale è tutta in salita. E alla sede di Brescia Mobilità, non ci sono postazioni di Bicimia. Così ho dovuto riportarla a Fossa Bagni, sforando i 45 minuti. Costo totale: un euro, più 25 lasciati di cauzione.
Marco Sampognaro





Il bus chiude la fila: ma è più economico Tra relax e niente ansia da parcheggio 
Va bene, sono arrivata ultima. Ma lo sostengo e credo lo sosterrò sempre: viaggiare in autobus è infinitamente più rilassante. Oltre che più ecologico ed economico. Certo i tempi si dilatano, ma non troppo. La prova sta nel mio viaggio.
Ore 13. Gli orologi sono sincronizzati, si parte. Mi basta attraversare la strada per raggiungere la fermata della linea 1, che collega San Polo a Mompiano, la più frequente e l’unica ad usufruire, da marzo dello scorso anno, dei nuovi autobus snodati lunghi 18 metri. Proprio uno di questi mezzi arriva appena mi posiziono alla fermata, come annunciato dal monitor digitale. Salgo e oblitero il biglietto, acquistato prima in tabaccheria al costo di 1 euro. Sono le 13.02. I posti liberi a sedere sono numerosi per cui mi accomodo e, come di consueto, mi dedico alla lettura, estraendo un buon libro dalla borsa. Come paragonare la mia tranquillità allo stress di chi in quello stesso momento si trova al volante, dovendo prestare attenzione al traffico, tra automobili, biciclette e pedoni, nonchè ai cartelli stradali e alla propria condotta di guida?
Non è stato un viaggio particolarmente fortunato, quello di ieri. Semafori tutti rossi, cambio del conducente in via Mazzini (dopo aver svoltato in piazzale Repubblica e aver percorso via XX Settembre e via San Martino della Battaglia), dove il bus ha fatto «il pieno» di studenti. Si accumula un lieve ritardo, che non si recupera in via Crocifissa di Rosa. Il mezzo svolta in via San Rocchino, passando accanto all’Ospedale Civile, e a quel punto rimetto in borsa il mio libro, mi alzo e mi accingo a suonare per prenotare la fermata. Scendo alle 13.25 (che da libretto orario avrebbero dovuto essere le 13.21) all’inizio di via Schivardi e dopo i 3 minuti necessari per percorrere via Sacconaghi, attraversare viale Europa e raggiungere piazza San Padre Pio, controllo per l’ultima volta l’orologio: sono le 13.28.
Ma sono rilassata. È vero che, stante la motivazione del mio spostamento, non avevo urgenza di arrivare in perfetto orario. Ma prendendo il bus più volte ogni giorno (lo ammetto, non ho la patente, ma sono realmente convinta della positività di viaggiare con i mezzi pubblici, cosa che permette anche di fare un po’ di strada a piedi) posso confermare l’effettiva consueta puntualità del servizio. Spendendo soltanto 1 euro (27 in realtà l’abbonamento mensile per la città), sul bus ci si può staccare dal tran tran della vita quotidiana, prendendosi dei momenti per sé. E se i tempi di percorrenza sono più lunghi è altrettanto vero che si risparmiano i minuti spesi a cercare un parcheggio.
Chiara Corti 

Giornale di Brescia 02 febbraio 2010

Montirone Un bus atteso 30 anni  
Brescia e il Comune dell’hinterland si apprestano ad essere più vicini. I «pulmini arancio», fino ad ora in partenza da Borgosatollo, allungheranno la corsa facendo una tappa intermedia

MONTIRONE Brescia e Montirone s’apprestano ad essere più vicine. Niente stravolgimenti geografici, s’intende. Solo che a breve i classici «pulmini arancio», che fino ad ora si sono limitati a collegare la città con Borgosatollo, allungheranno la corsa, passando anche da Montirone. Si tratta di una piccola, grande rivoluzione attesa da quasi trent’anni.
La richiesta dei cittadini
Tutto è iniziato l’anno scorso, quando un gruppo di mamme aveva chiesto un incontro con il neo sindaco Francesco Lazzaroni: giusto per far presente «un forte disservizio, che ormai da decenni siamo costretti a subire». Il fatto è, spiegarono le mamme, «che alcune famiglie di Montirone, peraltro in costante aumento, devono andare più volte al giorno a Borgosatollo per portare i loro figli al capolinea della linea 14, a fianco della chiesa della Santissima».
Senza tanto girarci intorno, insomma, in quell’incontro le mamme avevano chiesto al sindaco di attivarsi «affinché i pulmini arancio della Linea 14 non si fermino a Borgosatollo, come sono soliti fare, ma facciano un po’ di strada in più, arrivando a Montirone».
«Questo atteggiamento costruttivo della comunità - dice ora che è tutto sistemato Francesco Lazzaroni - ha indotto tutti noi, e me personalmente, a farsi carico del problema per trovare una soluzione: in fin dei conti, dal capolinea della Linea 14 al Comune di Montirone non ci sono che un paio di chilometri... Eravamo convinti, insomma, che con un po’ di buona volontà il problema poteva essere risolto».
L’impegno e la soluzione
Detto, fatto: «Insieme con l’assessore Giovanni Bertozzi mi sono dato da fare, peraltro trovando in Valerio Prignacchi, presidente di Brescia Mobilità, una grande disponibilità per poter finalmente far giungere a Montirone il tanto agognato "pulmino arancio". Il servizio, infatti, partirà in via sperimentale a cavallo tra febbraio e marzo: in questa fase la fermata della linea sarà in prossimità della nuova zona artigianale-commerciale a nord del paese, dietro al Centro sportivo. Quando arriveremo a regime, se nell’utenza di Montirone si troverà un positivo riscontro, si potrà arrivare a quasi 30 corse giornaliere. Come a dire che in certe fasce si potranno avere due corse l’ora...».
Un passaggio «storico»
Il sindaco definisce questo servizio «qualcosa di storico». Il collegamento fra Montirone e Brescia tramite la rete pubblica cittadina, spiega, «era una sorta di chimera. Le precedenti amministrazioni non erano mai riuscite a portare a buon esito questa trattativa per presunti insormontabili problemi, tra cui le licenze delle linee di trasporti che già operavano a Montirone e il limitato numero di utenti. In effetti i problemi c’erano e ci sono tutt’ora; ma con un po’ di buona volontà ce l’abbiamo fatta».
Con gran soddisfazione degli studenti «alcuni dei quali sono costretti a partire alle 6.30 perché devono prendere due o tre mezzi diversi per recarsi a scuola; e questo non è concepibile in un Comune come il nostro, che dista pochi chilometri dalla città. Ma saranno contenti anche i genitori, che, oltre a non dover più fare un doppio abbonamento (Siae e Brescia Mobilità), evitano anche di fare la spola diverse volte al giorno tra Montirone e Borgosatollo. Un pensiero anche agli anziani e a tutte quelle persone che, non avendo la patente, potranno finalmente essere indipendenti e andare a fare una visita in città, oppure recarsi da parenti e amici senza dover aspettare tante coincidenze».
Non c’è dubbio quindi che il nuovo servizio possa rappresentare un passaggio importante per tutti i residenti di Montirone, in particolare per gli studenti che potranno così guadagnare un po’ di tempo al sonno.
Il collegamento diretto fra Brescia e il Comune dell’hinterland era atteso ormai da troppi anni e finalmente ora sta diventando un fatto reale e concreto. È bastato un poco di impegno in più per far quadrare orari e conti.gaf

Bresciaoggi 03 febbraio 2010

LA PROTESTA. Cambia l’orario, il mese di gennaio è stato disastroso e febbraio inizia peggio

Da Chiari a Rovato i pendolari esasperati

Giancarlo Chiari

Treni in ritardo sia all’andata che al ritorno, prima classe inesistente, convogli soppressi e carrozze sovraffollate

L’orario è cambiato ma ritardi e disagi sono rimasti. Così dopo un gennaio disastroso, secondo i pendolari del «Comitato Rovato-Chiari-Romano» e di «Brescia in orario», febbraio è iniziato anche peggio.
A far inferocire chi ogni mattina usa il treno per andare al lavoro sono i regionali del mattino il «10616», che parte da Brescia alle 6.56, il «2090» delle 8.45, e il «2092» delle 8.27. Convogli che accumulano ritardi su ritardi, fatali per i pendolari delle stazioni di Rovato e Chiari, dove non si fermano gli euroespress. Alle loro proteste si sono aggiunte, nelle ultime settimane, anche quelle di chi si serve della linea Lecco Bergamo Brescia, in buona parte docenti e studenti dei paesi bresciani e bergamaschi che frequentano le superiori a Palazzolo.
E sulle pensiline le proteste si sprecano. Roberta Altea, pendolare rovatese racconta: «A Rovato il treno dovrebbe arrivare alle 8.37. Ero in stazione alle 8.30 quando è stato annunciato un ritardo di 30 minuti salito senza spiegazione poco dopo a 40. Abbiamo cominciato a pensare di salire sul treno successivo delle 8.58, invece, facendoci sapere che il convoglio che stavamo aspettando aveva un ritardo di 60 minuti hanno annunciato che quello successivo era soppresso e a Milano siamo arrivati un’ora dopo».
Non bastassero i ritardi all’andata i convogli vanno a rilento anche al ritorno. «Tutti i treni subiscono soste di circa 10 minuti a Treviglio - spiega Adele Ghilardi, del comitato pendolari Rovato Chiari Romano - per consentire il sorpasso all’Eurostar che ha diritto di precedenza. Accumula ritardi anche il treno 10637 che parte da Milano alle 18,15, che ha un orario sfasato che, non dovrebbe subire gli effetti del sorpasso. Non se ne salva uno: quando tutto va bene il ritardo a Romano è di 10 minuti e ci sono poi le stazione di Chiari e Rovato con soste che a volte durano altrettanto. Non va meglio per i treni delle 18,25, il Regionale 2109, o delle 19,25, il regionale 2111, partono prima dell’Eurostar, poi si fermano per farlo passare».
Non bastassero i ritardi, pesano le condizioni del viaggio «Prendo il 2088 da Rovato ogni giorno - racconta Eva Grisoni, pendolare rovatese, descrivendo il suo viaggio del 12 gennaio - Mentre, alcune settimane fa, attendevo sulla banchina con un compagno vedendo un treno veloce passare molto lentamente abbiamo scorto solo sette viaggiatori. Il nostro 2088, per una volta è arrivato puntuale: siamo saliti in testa ma non c'era posto, lo abbiamo percorso tutto attraversando qualche carrozza gelida, fino agli ultimi vagoni dove siamo stati bloccati in corridoio dalla troppa gente. A Treviglio è salita parecchia gente e il posto scarseggiava anche nei corridoi: credo mancassero una o due carrozze. Dopo quasi due anni da pendolare, sono stufa; nella settimana di Natale, per tre giorni viaggiare è stata un’odissea».
E sulla composizione dei convogli Adele Ghilardi fa notare «Gli R-Expressi, a lunga percorrenza viaggiano mediamente con 1-2 vetture fredde gelide: il treno R10616, ha almeno 30 anni, è quasi sempre sporco, ha finestrini rotti. Quando arriva a Romano chi sale si spintona per potersi sedere, e quando arriva a Treviglio, diventa una scatola di sardine. Su questo treno, il più affollato, manca perfino la prima classe nonostante qualcuno abbia fatto l’abbonamento sperando di potersi sedere. Altro che prima questo è un treno di terza classe».
Come se non bastassero ritardi e sovraffollamento a Chiari la sala d’attesa è chiusa al mattino, a Rovato i tabelloni luminosi sono spenti e l’assenza di informazioni e pressoché totale, tanto che il 26 gennaio, la notizia di uno sciopero con relativa cancellazione di un convoglio è stata annunciata direttamente in banchina.

Bresciaoggi 01 febbraio 2010


IL PRIMO STOP DEL 2010. Brescia ha un parco auto di 127mila vetture, delle quali solo la metà ieri avrebbe potuto circolare. Ma le cose sono andate diversamente

Traffico quasi normale nel giorno del blocco

Mimmo Varone

Uno su quattro degli automobilisti controllati è risultato non in regola Diversi i «furbi» e i «distratti». Molte chiamate ai vigili per spiegazioni

Brescia ha un parco di 127 mila auto, e ieri solo la metà poteva circolare liberamente. Tuttavia il traffico non si è affatto dimezzato. A parte una mattinata «tranquilla», con relativamente poche auto in giro, nel pomeriggio i bresciani sono usciti di casa e si sono messi in macchina. Molti di loro non avrebbero potuto. I controlli ci sono stati, e le sanzioni pure, ma l’impressione (anche degli agenti della Polizia municipale) è che lo stop alla circolazione sia stato preso sul serio da una esigua minoranza.
Anche le misure straordinarie di Brescia Trasporti, dal biglietto unico alla navetta tra i parcheggi scambiatori, si sono rivelate quasi eccessive. Ortomercato, Campo Grande, area Spettacoli viaggianti della Volta e Auchan di Concesio hanno messo insieme circa 300 auto, e la navetta ha viaggiato con 20, 30 persone a bordo. Il «miniblocco» si è rivelato ancora più mini delle previsioni.
OGGI I DATI DELLE centraline Arpa diranno se è servito a qualcosa. Ma c’è da dubitarne. In alcuni momenti, ieri, è sembrato che il traffico cittadino fosse addirittura più sostenuto che nelle domeniche normali. Se tanti non erano soggetti a limitazioni, molti altri hanno fatto spallucce alle polveri sottili e se ne sono guardati bene dal tenere l’auto inquinante in garage. Come a dire che la «mobilità privata» è un diritto sacrosanto sempre e comunque.
E sì che le cose erano state fatte anche bene. Per la prima volta in tutti i punti di ingresso alla città sono comparse transenne e cartelli con tanto di divieto d’accesso. I vigili hanno schierato sette pattuglie al mattino e altrettante il pomeriggio. A consuntivo della giornata - spiega il comandante Roberto Novelli - hanno fermato e controllato 215 auto e hanno elevato 55 verbali, soprattutto per infrazione del blocco. Vale a dire che il 25 per cento non era in regola. E quasi tutti si sono giustificati con il non saperne nulla. Così ha fatto pure una signora cinese fermata da una pattuglia in via Dalmazia nel primo pomeriggio. È stata multata perché la sua Bmw era una Euro 3, e cascando dalle nuvole chiedeva se l’indomani avrebbe potuto circolare oppure no.
POI, CAPITA ANCHE che paghi chi le regole le rispetta, ma fa parte del gioco. È accaduto al conducente di un’altra Bmw fermata poco prima in viale Venezia. Viaggiava su una Euro 4 diesel con tanto filtro antiparticolato, e «se non avessi potuto circolare di certo non mi sarei mosso da casa», assicura. Ma uno dei figli nei sedili posteriori non aveva la cintura allacciata, e ha dovuto comunque metter mano al portafogli.
In ogni caso, dovevano essere parecchi più di quel 25 per cento sanzionato, i «furbi» che hanno fatto orecchie da mercante. Uno degli agenti di pattuglia in via Dalmazia ha ammesso che a poterle fermare tutte, le auto in giro, «un 40 per cento risulterebbe irregolare». Vero è che non ci si può orientare dalle targhe, poiché moltissimi hanno installato impianti a metano o Gpl grazie agli incentivi, ma all’occhio esperto certe cose non sfuggono.
Non solo la gran quantità di auto a gas, però, ha reso difficoltoso il lavoro degli agenti. Il resto lo hanno fatto i permessi speciali previsti per tante categorie. Così, a fermare un’auto datata e sicuramente inquinante, capita di constatare che il proprietario esibisca un’autorizzazione a circolare comunque. È quanto accaduto ieri in viale Venezia con un’Opel Astra che di anni ne aveva parecchi, ma poteva muoversi.
Il traffico c’è stato, insomma, e per parecchi motivi. Ma tanti bresciani si sono mostrati ligi al dovere. Ne è prova la valanga di telefonate alla Centrale di via Donegani fin dalla mattina. A rendere incandescenti le linee, soprattutto i molti che «non riuscivano a capire dalle sigle sul libretto di circolazione se la loro auto fosse esclusa dal blocco oppure no - spiegano i vigili -, e ci hanno chiesto aiuto».
NEL POMERIGGIO, in ogni caso, il traffico cittadino è diventato pressoché simile alle altre domeniche, anche per ammissione della Polizia municipale. Lo stesso assessore all’Ambiente Paola Vilardi, che è rimasta rispettosamente a casa, non si sbilancia più di tanto. «Nella mia zona di Casazza ho visto poche auto sulle strade - dice -, e da quello che ho sentito il risultato mi sembra positivo, ma per dire una parola definitiva è meglio aspettare i dati di domani (oggi, ndr)».
Vilardi, a ogni modo, ricorda che insieme agli assessori al Traffico Nicola Orto e ai Lavori pubblici Mario Labolani sta valutando «un pacchetto di misure più completo». Se le concentrazioni di polveri sottili restassero elevate nell’aria cittadina, potrebbero arrivare anche le targhe alterne e «altre misure più incisive per salvaguardare la salute dei cittadini». Si punta pure su misure più «strutturali» come gli incentivi al trasporto pubblico, il potenziamento di Bicimia, il car sharing (che dovrebbe debuttare la prossima settimana) e il car pooling, concertato con i mobility manager di aziende ed enti pubblici.


25 per cento di viaggiatori in più, ok per Bs Trasporti

Non c’è stato l’assalto al bus, ma qualcuno in più ha scelto il mezzo pubblico rispetto alle normali domeniche d’inverno. Brescia Trasporti archivia la giornata di blocco delle auto senza alcun problema.
Tutto quanto era stato predisposto ha funzionato, anzi è sembrato persino sovradimensionato rispetto alle necessità. Comunque non è stato necessario intervenire per aggiungere corse all’ultimo momento.
NEI PARCHEGGI scambiatori gli autisti dei bus hanno contato circa 300 auto nel complesso. Le più, 150 circa, erano all’Ortomercato, dove ha fatto capolinea la navetta snodata da 18 metri, sulla quale i passeggeri hanno avuto fin troppo spazio. Ogni corsa ha portato dalle venti alle trenta persone, forse quaranta nelle ore di punta. Comunque uno scherzo per bus che possono accoglierne tre volte tante.
Una sessantina di auto in sosta erano pure al parcheggio Spettacoli viaggianti della Volta, anch’esso servito ogni dieci minuti dai bus lunghi della linea 1. Altre quaranta automobili si sono fermate a Campo Grande, anche se qui pare che siano arrivati soprattutto dal centro, vale a dire dalla direzione opposta a quella prevista. Evidentemente si è trattato di persone che andavano a passare la domenica nel centro commerciale. Il resto, un’altra cinquantina di automobili, forse di più in qualche momento, si è fermata all’Auchan di Concesio.
Sulla navetta, tuttavia, non sono saliti solo quei trecento automobilisti che hanno rispettato le regole e sono arrivati in centro con il mezzo pubblico.
PER TUTTO IL GIORNO il bus che ha fatto la spola tra i parcheggi di periferia ha portato un migliaio abbondante di persone, tutto sommato più di quante la stessa Brescia Trasporti si aspettava.
Il resto della rete non è stato costretto a un eccessivo surplus di lavoro. A fine giornata da via San Donino si dava un 20, forse 25 per cento di viaggiatori in più rispetto al consueto. Non tanto, ma neanche poco, tenuto conto che si è trattato di un blocco davvero «mini».MI.VA.

LO STUDIO. La ricerca in Lombardia ha elaborato una serie di dati prodotti da diversi istituti

Costa meno spostarsi in bus

A parità di chilometri utilizzare il mezzo pubblico fa risparmiare ai bresciani 86 euro al mese

Scegliere l’ambiente fa bene anche alle tasche. A parità di chilometri percorsi, chi usa i mezzi pubblici in Lombardia risparmia mediamente più di 80 euro al mese rispetto a chi non rinuncia all’automobile. E il risparmio è più alto a Bergamo, Brescia, Pavia, Lecco, Milano e Monza.
Lo spiega un recente studio della Camera di commercio di Monza Brianza, che ha elaborato dati Istat, Mse, ministero dei Trasporti, Censis, Amministrazioni locali, DigiCamere, Registro imprese e Aci, e invita a continuare con gli incentivi per il rinnovo dei veicoli commerciali soprattutto.
Le stime del risparmio mensile a parità di percorso, rivela ancora lo studio, dicono che usare il bus è più conveniente per i bergamaschi, che ogni mese eviterebbero di spendere 88,2 euro.
A Pavia il risparmio sarebbe di 87,6 euro, a Lecco di 87,4. Dopodichè vengono Brescia, Milano, Monza e Brianza con 86,4 euro. Nella classifica del risparmio seguono Sondrio con 84,5, Cremona con 83,9 euro, Como e Mantova con 83, Lodi con 81,3, Varese con 75,8 euro.
Lo studio mette in fila le province lombarde anche rispetto alla densità di veicoli per chilometro quadrato e al rapporto tra popolazione e veicoli. Ne viene che Monza e Brianza,, ha la più alta densità con 1.734 veicoli, seguita da Milano (1.426) e Varese (577). Brescia si comporta abbastanza bene con 203.6 veicoli, meno di Bergamo (307.6), Como (365.4), Lecco (326.7), Lodi (204.7), ma più di Cremona (150.4), Mantova (143), Pavia (141.9) e Sondrio (46.4). E le posizioni in classifica non cambiano di molto se si escludono i veicoli commerciali e si considerano solo le autovetture. Che sono da noi 153 per kmq contro le 225 di Bergamo, 274 di Como e così via. Tutto ciò fa dire che ambiente e sviluppo sono strettamente legati.
Perciò «occorre favorire gli incentivi per migliorare e rinnovare il parco dei veicoli commerciali e incentivare allo stesso tempo i cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici opportunamente potenziati», sostiene il presidente della Camera di commercio brianzola Carlo Edoardo Valli, che invoca una cabina di regia per dare una risposta «di sistema» per garantire la qualità della vita. Un’esigenza che la qualità dell’aria di questi giorni in Lombardia ribadisce.M.VA.


Giornale di Brescia 01 febbraio 2010

Chiuso per smog ma le auto ci sono  
In centro moltissimi mezzi che non erano soggetti a limitazioni Oggi in Giunta la presentazione di un piano antinquinamento

Il blocco c’è stato, ma le auto che circolavano ieri in città erano molte. Forse a dimostrazione che il parco degli autoveicoli guidati dai bresciani è stato rinnovato da poco ed abbondano, evidentemente, i mezzi a gpl, metano, elettrici o ibridi, ma anche Euro 4 a benzina o diesel con fap (filtro antiparticolato). La conferma, anche, dal rapporto tra i controlli effettuati dalle 10 alle 18 dalle pattuglie della Polizia municipale e i verbali di multa effettivamente compilati.
In totale gli autoveicoli controllati dalla Polizia municipale, impegnata con sette pattuglie il mattino e sette il pomeriggio solo per i controlli, sono stati 215 e le multe effettuate sono state 55, pari al 25% del totale.
Meno le persone a piedi o in bicicletta, anche perché le temperature di ieri non invitavano a lunghe passeggiate. Più significative le presenze sui mezzi pubblici sui quali ieri si poteva circolare con un solo biglietto valido per l’intera giornata.
La neve caduta anche in città venerdì scorso non ha contribuito di molto a far diminuire la concentrazione di polveri fini nell’aria, anzi. Ad evidenziarlo sono i dati del bollettino giornaliero di qualità dell’aria rilevati dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente della Lombardia che vanno dall’una della notte tra venerdì e sabato alla mezzanotte di sabato.
Mentre tutti gli altri inquinanti hanno fatto registrate valori al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge, le polveri sottili invece li hanno ampiamente superati (il limite è di 50 microgrammi per metro cubo).
Alla centralina del Broletto la concentrazione è stata di 113; in quella del Villaggio Sereno di 118; in quella di Sarezzo di 89; a Rezzato di 78 e a Darfo di 96.
Al provvedimento «tampone» di ieri, tuttavia, dovrebbe seguire un piano per limitare l’inquinamento dell’aria che respiriamo e che dovrebbe essere presentato oggi nella seduta di Giunta.
L’inquinamento atmosferico è un fenomeno che caratterizza tutti i principali centri dei Paesi industrializzati. Le principali differenze che si possono riscontrare tra un’area e l’altra possono essere dovute a diverse tecnologie, modelli di sviluppo urbanistico o modelli comportamentali differenti. La principale forzante risulta però essere il fattore meteoclimatico, dipendente tra l’altro dall’orografia del territorio.
Le variabili meteorologiche sono di fondamentale importanza rispetto ai livelli di inquinamento presenti. Regolano infatti la velocità con cui gli inquinanti vengono trasportati e si disperdono in aria o portati al suolo (rimozione da parte della pioggia). Definiscono il volume in cui gli inquinanti si disperdono: l’altezza di rimescolamento, connessa alla quota della prima inversione termica, può essere identificata come la quota massima fino alla quale gli inquinanti si diluiscono. Determinano la velocità (o addirittura la presenza) di alcune reazioni chimiche che determinano la formazione in atmosfera degli inquinanti secondari, quali ad esempio l’ozono (es. radiazione solare). Uno dei principali inquinanti presenti nell’aria in questo periodo dell’anno si identica con le iniziali Pm10 (Particulate Matter): è la definizione generale con cui si definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’aria. Con i termini Pm10 e Pm2,5 si indicano le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro aerodinamico inferiore rispettivamente a 10 e a 2,5 µm.
Tali sostanze - in base alla descrizione dell’Arpa - possono avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione al suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini etc.) sia, in gran parte, da attività antropiche, in particolar modo da traffico veicolare e processi di combustione. Inoltre, esiste un particolato di origine secondaria dovuto alla compresenza in atmosfera di altri inquinanti che, reagendo fra loro e con altre sostanze presenti nell’aria, danno luogo alla formazione di solfati, nitrati e sali di ammonio. Si stima che in alcuni contesti urbani più del 50% del particolato sia di origine secondaria.
I maggiori componenti del pm sono il solfato, il nitrato, l’ammoniaca, il cloruro di sodio, il carbonio, le polveri minerali e l’acqua. A causa della sua composizione, il particolato presenta una tossicità intrinseca, che viene amplificata dalla capacità di assorbire sostanze gassose come gli idrocarburi policiclici aromatici e i metalli pesanti, di cui alcuni sono potenti agenti cancerogeni. Inoltre, le dimensioni così ridotte permettono alle polveri di penetrare nelle vie aeree fino a raggiungere il tratto tracheo-bronchiale. Per il Pm10 i valori limite, vale a dire le concentrazioni atmosferiche fissate in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana e sull’ambiente sono di 50 microgrammi ogni metro cubo di aria nell’arco di 24 ore per tutelare la salute umana. Tale valore non deve essere superato più di 35 volte nell’arco di un anno.


Il Brescia 01 febbraio 2010

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Giornale di Brescia 31 gennaio 2010
Oggi stop alle auto dalle 10 alle 18
Confermato nonostante la neve il blocco del traffico in città Chi sgarra paga 78 euro. Vanno gpl, metano, elettriche e Euro 4
La neve ha spolverato la città e la provincia per qualche ora l’altra notte. Ma, diversamente dalla pioggia, il suo contributo all’abbattimento delle polveri sottili è più modesto. Anzi, lo spargimento di sale e sabbia - per quanto limitato - potrebbe portare sorprese nella lettura dei dati relativi alle Pm10 delle scorse 24 ore, che saranno resi noti questa mattina dall’Arpa.
Quelli di ieri frattanto registrano una flessione, ma di poche unità: i valori registrati in città e nell’hinterland sono comunque tutti al di sopra della soglia d’allarme, con picchi di 116 mgr/mc. La mancata variazione delle condizioni atmosferiche ha perciò decretato l’impossibilità di revocare il blocco totale della circolazione previsto quest’oggi in tutto il territorio di Brescia.
Chi circola e chi no
Il blocco, che scatta alle 10 per terminare alle 18, di fatto interesserà però poco più della metà del parco veicolare cittadino: quello che presenta motorizzazioni più datate e quindi inquinanti, all’incirca 60mila auto. Potranno liberamente circolare invece i mezzi muniti di impianto gpl, a metano o con motori ibridi o elettrici. Come pure i veicoli di categoria Euro 4 (o Euro 5) a benzina e diesel, in questo secondo caso purché dotati di filtro antiparticolato. Diverse poi le categorie esentate dallo stop alla circolazione (il testo integrale dell’ordinanza che dispone il blocco è accessibile dal sito del nostro quotidiano all’indirizzo www.giornaledibrescia.it).
Aperte le grandi arterie
Strade Statali, Provinciali e tratti autostradali, infine, saranno percorribili anche se ricadono nel territorio di Brescia. Così i tratti di strada che conducono dai caselli autostradali ai parcheggi scambiatori nei quali farà tappa il bus navetta istituito da Brescia Mobilità. Vale a dire il dire il piazzale dell’Ortomercato, per chi proviene dal casello autostradale di Brescia Ovest e dalle Tangenziali Sud e Ovest; il parcheggio Area Spettacoli viaggianti di via Borgosatollo, per i veicoli in uscita da Brescia Centro e dall’uscita della Sud di via della Volta; da ultimo, il parcheggio di «Campo Grande», con entrata e uscita consentite solo dalla Tangenziale Sud, con possibilità di circolazione sul tratto di via Labirinto tra l’area medesima e la Sud.
Ai varchi e per le strade pattuglie della Polizia municipale e delle forze dell’ordine effettueranno appositi controlli: chi sarà colto a circolare senza averne titolo, sarà passibile di una sanzione da 78 euro. Dalle 10 alle 18 scatta il blocco del traffico in città. I trasgressori che fossero sorpresi a circolare con la propria auto senza averne titolo - le autocertificazioni sono bandite - sono passibili di multa da 78 euro.

Bus, biglietto unico per l’intero giorno Permessi e numeri 
In vista del blocco l’Amministrazione comunale ha attivato - già ieri, e quindi stamattina dalle 8 alle 12 - alcune linee telefoniche a disposizione dei cittadini per ottenere informazioni e indicazioni per i permessi in deroga, previsti per particolari e motivate esigenze.
I numeri ai quali i cittadini possono rivolgersi sono l’800 401104, lo 0302977302/7300 e lo 03029971 (oltre alla centrale dei Vigili urbani, sempre attiva allo 03045001). I permessi in deroga, già disponibili ieri, saranno distribuiti anche oggi dalle 8 alle 12 all’Ufficio relazioni con il pubblico di largo Formentone e al Comando della Polizia municipale di via Donegani.
Per ridurre i disagi dei cittadini, la Loggia ha stabilito che per l’intera giornata sarà possibile circolare su tutta la rete dei mezzi di Brescia Trasporti con un unico biglietto (da 1 euro, 1,35 euro o 1,50 euro se acquistato a bordo). Previsto anche un potenziamento della frequenza delle corse sulla linea Lam1. Inoltre, dalle 9 alle 19 sarà attivo un bus navetta che collegherà il parcheggio Auchan di Concesio col parcheggio dell’Ortomercato, l’Ospedale Civile, il Centro, la Stazione e Campo Grande con corse ogni 12 minuti. 
Comitato del centro, diffida a Paroli per l’aria 
Un atto di «significazione, intimazione e diffida». Il Comitato dei cittadini per la Salute, la rinascita e la salvaguardia del centro storico lo rivolge al Comune di Brescia per «gli inefficaci Piani d’azione predisposti in materia d’inquinamento del centro storico» e alla Regione Lombardia per «le inadeguate misure nel far fronte all’emergenza Pm10». A spiegare le ragioni dell’iniziativa è Maurizio Bresciani del Comitato, intervenuto con Francesco Catalano. «Questo documento è indirizzato in particolare all’Amministrazione comunale per i suoi mancati interventi in tema d’inquinamento e per aver rivisitato il Piano traffico peggiorando le condizioni esistenti, in funzione di un aumento delle sostanze inquinanti e di pericolosità per la salute dei cittadini» osserva Bresciani. «Abbiamo aspettato un anno, durante il quale siamo rimasti rispettosamente in silenzio per vedere che cosa veniva fatto - aggiunge Bresciani -, ma non potevamo andare oltre, perciò abbiamo deciso di agire. Non dimentichiamo che il sindaco è anche la massima autorità per garantire la tutela della sanità nella città».
Secondo i cittadini del Comitato per la Salute del centro storico l’Amministrazione sarebbe «succube degli interessi della categoria dei commercianti e degli artigiani». Perciò - spiega il portavoce - è stato «reinventato il Piano sosta in modo da permettere l’accesso al centro». Un centro che, dal punto di vista urbanistico, soffrirebbe per la mancata circolazione d’aria di un «effetto Canyon». «Oggi la nostra è la città con la più alta concentrazione di Pm10 di tutta la regione e supera abbondantemente anche Milano. La situazione di indifferenza delle istituzioni compromette la salute di bambini, adulti, anziani, come rilevano gli specialisti» afferma Bresciani.
Il documento di diffida è già stato depositato presso i competenti uffici giudiziari. Se, entro 30 giorni, non saranno applicati i provvedimenti richiesti, l’iter prevede che si possa inoltrare esposto alla Magistratura. «In base anche alla normativa europea vigente, vogliamo il ripristino delle Ztl e delle Lam, il potenziamento del mezzo pubblico, la realizzazione di piste ciclabili e la sensibilizzazione all’uso della bici e, soprattutto, una grande opera di educazione della cittadinanza» sottolinea il Comitato. E Bresciani lancia una controproposta: «Rispetto a quanto dichiarato dal vicesindaco Rolfi sul biglietto con volo d’andata per gli immigrati, chiediamo il biglietto gratuito per i mezzi pubblici».a. l. ro.

I Verdi: «Servono misure regionali sull’intera area» 
«Le polveri fini superano i limiti da oltre 15 giorni in tutta la Lombardia e, pur trovandoci d’accordo con l’inevitabile blocco del traffico di domenica, lo riteniamo inefficace».
Sono queste le prime parole dette ieri da Paolo Mori, presidente provinciale dei Verdi, affiancato da consiglieri della Circoscrizione Centro della Sinistra Arcobaleno e del Pd - già protagonisti della «irruzione» in Consiglio comunale dell’altroieri con mascherine anti-smog indosso, nell’incontro con i media per denunciare il grave stato dell’aria in cui versa la nostra città.
«Le Pm10 interessano, come si vede dal satellite - ha continuato Mori - l’intera Pianura padana ed i provvedimenti andrebbero adottati, se non per l’intera regione, quanto meno per aree critiche, composte dai capoluoghi di provincia e da una serie di comuni limitrofi, su cui abbia competenza la Regione Lombardia, come fatto fino ad ora. Invece - tornando all’errore iniziale - aggiunge Paolo Mori - la Regione lascia le decisioni ai singoli Comuni.
«Una recente analisi dell’Università degli Studi di Brescia riferisce che le Pm10 sono per il 60 per cento imputabili al traffico autostradale e delle tangenziali, il 30 per cento all’industria ed il 10 per cento al traffico cittadino. Bisognerebbe ridurre la velocità sulle autostrade ed introdurre il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti - ha chiosato Mori - ed intervenire per contrastare l’uso sconsiderato dei veicoli privati in città, soprattutto nel centro, che è esattamente il contrario di quanto attuato da questa Giunta».
«Si potrebbe intervenire anche sulle emissioni industriali - ha aggiunto l’ex-consigliere comunale cittadino dei Verdi Paolo Vitale - finanziando l’Arpa, che non riesce a controllare nemmeno una volta ogni cinque anni le aziende maggiormente critiche ed imporre filtri, anche con finanziamento pubblico, alle stesse».
Dai consiglieri circoscrizionali una proposta, approvata a maggioranza nella Centro, di porre in atto misure adeguate per contrastare il crescente inquinamento e l’istituzione di una unità di crisi anti-smog composta da esperti in materia.
Franco Armocida 
 

Bresciaoggi 31 gennaio 2010

IL MINI-BLOCCO. Dalle 10 alle 18 alt al traffico su tutto il territorio comunale: l’ha deciso la Loggia dopo 19 giorni consecutivi di aria irrespirabile per colpa delle Pm10

La neve non è bastata: Brescia si ferma

Mimmo Varone

Nessun divieto però per oltre 50 mila auto Euro 4 Incentivato l’uso dei bus: 1 euro per tutto il giorno Circolazione libera in tutti i Comuni della provincia

Il «miniblocco» è confermato. La neve caduta l’altra sera non ha fatto nemmeno il solletico alle polveri fini. E oggi le auto più inquinanti resteranno in garage dalle 10 alle 18. I disubbidienti colti in fallo dai vigili pagheranno una multa di 78 euro. Converrà utilizzare il bus, e sfruttare il biglietto unico, che costa un euro per tutta la giornata sull’intera rete della zona 1 o della zona 2 (1,35 euro per entrambe, 1,50 sul bus). L’agevolazione costa alla Loggia 4 mila euro (10 mila le spese totali del blocco) da rimborsare a Brescia Trasporti, e per i cittadini tanto vale approfittarne.
D’ALTRONDE lo stop alle auto, per dichiarata intenzione del sindaco Adriano Paroli, ha lo scopo di incentivare il servizio pubblico, oltre che difendere la salute dei cittadini dall’imperversare delle Pm10, che nonostante la neve sono rimaste a livelli ben oltre il limite di legge di 50 microgrammi per metro cubo (ug/mc). Nella giornata di venerdì la centralina del Broletto ha registrato 114 ug/mc, e 116 quella del Villaggio Sereno. Ma i livelli sono fuori controllo in tutta la provincia, con 111 a Sarezzo, 100 a Rezzato, 107 a Darfo e 79 a Odolo.
Dunque si cerca di tenere a bada almeno le polveri della città, pur sapendo che il traffico di Brescia è responsabile – secondo i dati della Loggia – solo dell’8 per cento di Pm10 nell’aria cittadina. Il più è dovuto alle autostrade, alla tangenziale sud, alle strade provinciali, su cui il Comune non ha alcun potere. E in città bisognerà seguire le istruzioni, se non si vuole incorrere nelle sanzioni.
È da tener presente, allora, che dal fermo totale sono esclusi auto, moto e scooter elettrici, veicoli a metano e Gpl, auto ibride (motore elettrico e termico), diesel (con filtro antiparticolato) e benzina Euro 4. Esclusa pure un’ampia gamma di categorie di veicoli di pubblica utilità, dagli automezzi per manutenzioni di emergenza a quelli del trasporto disabili, dai medici e veterinari in visita urgente ai ministri di culto (l’elenco completo e il testo integrale dell’ordinanza del sindaco si trovano su www.bresciaoggi.it).
POICHÉ IL PRESIDENTE della Regione Formigoni ha lasciato alla discrezionalità dei comuni decretare il blocco, sono interdette solo le vie cittadine. Si potrà circolare su autostrade, tangenziale sud e provinciali (arrivandoci prima delle 10 o dopo le 18), nonché sui tratti di collegamento tra gli svincoli e i parcheggi in corrispondenza delle fermate dei bus. Chi proviene da Brescia est e dalla tangenziale sud in uscita sulla Ovest dovrà fermarsi all’Ortomercato. Chi esce da Brescia centro si fermerà all’area Spettacoli viaggianti della Volta. Da lì ci saranno i bus a disposizione.
Brescia Trasporti attiva una navetta tra i parcheggi Auchan di Concesio, l’Ortomercato e Campo Grande (via Tadini), che passa da Ospedale, centro città e Stazione delle ferrovie ogni 12 minuti dalle 9 alle 19. L’area della Volta farà riferimento alla Lam 1 potenziata per tutto il giorno tra Ospedale e via Maggia, con passaggi ogni 10 minuti. Sul resto della rete, invece, sarà in vigore il servizio festivo.
Ci sarà, dunque, la possibilità di raggiungere agevolmente il centro cittadino, e il blocco potrà diventare occasione per visitare i musei cittadini, che ovviamente resteranno aperti. All’andata, la navetta parte da via Triumplina (all’altezza del parcheggio Auchan), scende da via Branze e viale Europa, fa via Crocifissa, la galleria Tito Speri, via Mazzini e corso Zanardelli, via Gramsci, Foppa, Stazione e prosegue per via Dalmazia, Tadini, Orzinuovi, Ortomercato. Al ritorno fa il percorso inverso con qualche piccola variazione.
IL BLOCCO NON VUOLE creare eccessivi problemi all’agibilità cittadina, e anche per stamattina (dalle 8 alle 12) saranno attivi i telefoni a cui rivolgersi per ottenere informazioni e indicazioni per il rilascio di permessi in deroga sulla base di particolari e motivate esigenze. Si potrà telefonare all’Urp (numero verde 800.401104, 030.2977302-300), al centralino della Loggia (030.29771) e alla Centrale dei vigili (030.45001) che resta attiva tutto il giorno.

OGGI 31 gennaio 2010 - blocco del traffico
potenziamento del trasporto pubblico e parcheggi scambiatori
link alla pagina del Comune di Brescia con il testo dell'ordinanza
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Giornale di Brescia 30 gennaio 2010
Domani niente auto in città, salvo revoca
Circolano i veicoli a metano, gpl, elettrici, Euro 4 a benzina e diesel Fap Potenziati i bus: previsti una navetta e biglietto unico su tutta la rete
«Il blocco, è scientificamente provato, da solo non basta a risolvere il problema smog. Ma è un segnale per educare e accrescere la sensibilità dei cittadini». Così il sindaco Adriano Paroli ha ufficializzato ieri, modalità e ragioni del blocco totale del traffico disposto per domani, domenica 31 gennaio. Salvo revoca in caso di miglioramento delle condizioni atmosferiche, che il vento atteso per oggi potrebbe in effetti favorire. Non così la neve caduta ieri: anzi, l’eventuale ricorso massiccio a sale e sabbia potrebbe contribuire a far lievitare le Pm10.
Ferme poco più di un’auto su due
Il provvedimento adottato sarà sì di blocco totale, secondo linee che ricalcano quelle divenute consuete ai bresciani tra il 2002 e il 2007. Ma con alcune soluzioni per alleviare i disagi ai cittadini. Anzitutto l’orario: non il consueto 8-20, ma un più morbido 10-18. «L’incidenza di quelle 4 ore - spiega il sindaco - è secondo i tecnici è minimo». Poi, un alleggerimento ulteriore degli effetti deriva dall’accresciuto numero di auto Euro 4, ammesse a circolare: il rinnovo del parco veicolare dopo un anno di ecoincentivi statali e regionali, infatti, ha visto andare al macero molte auto delle classi più inquinanti. I dati forniti dal Mobility manager, risalenti al 2008, contavano già allora nella Leonessa 50.381 veicoli Euro 4. Ora saranno certo di più, senza contare le Euro 5, poche ma pure esentate. E su un totale di 127.281, tolte le auto a gpl e metano - per la conversione a tali sistemi di alimentazione il Comune prevede appositi incentivi - le ibride e le elettriche, non è azzardato dire che lo stop interessa poco più di un’auto su due.
Numerose le esenzioni
Dal fermo, peraltro, saranno esentate anche le consuete categorie di utenti (si veda il box a lato). Ma pure Statali, Provinciali e autostrade, e i tratti stradali di collegamento tra gli svincoli autostradali e i parcheggi scambiatori. Vale a dire il piazzale dell’Ortomercato, per chi proviene dal casello autostradale di Brescia Ovest e dalle Tangenziali Sud e Ovest; il parcheggio area Spettacoli viaggianti di via Borgosatollo, per i veicoli in uscita da Brescia Centro e dall’uscita della Sud di via della Volta; da ultimo, il parcheggio di «Campo Grande», con entrata e uscita consentite solo dalla Tangenziale Sud, con possibilità di circolazione sul tratto di via Labirinto tra l’area medesima e la Sud.
Permessi, numeri e biglietto unico sui bus
La Loggia ha attivato - dalle 8 alle 18 di oggi e dalle 8 alle 12 di domani - alcune linee telefoniche a disposizione dei cittadini per ottenere informazioni e indicazioni per i permessi in deroga riferiti a particolari e motivate esigenze: i numeri sono l’800401104, lo 0302977302/7300 e lo 03029971 (oltre alla centrale dei vigili urbani, sempre attiva allo 03045001). I permessi in deroga saranno distribuiti oggi dalle 8 alle 11 a Palazzo Loggia; dalle 8 alle 18 all’Urp di largo Formentone e al comando di Polizia Municipale di via Donegani; domani dalle 8 alle 12 all’Urp e al comando della Municipale.
Biglietto unico (da 1 euro, 1,35 euro o 1,50 euro se acquistato a bordo), infine, valido per l’intera giornata sui bus di Brescia Trasporti, con potenziamento della frequenza delle corse sulla linea Lam 1. Inoltre, dalle 9 alle 19 sarà attivo un bus navetta che collegherà il parcheggio Auchan di Concesio col parcheggio dell’Ortomercato, l’Ospedale Civile, il Centro, la Stazione e Campo Grande con corse ogni 12 minuti. Il tutto con un costo a carico delle casse comunali di circa 10mila euro.g. gal.

«Un piano strutturato per combattere l’inquinamento»  
Annunciato ieri dal sindaco Paroli e dagli assessori Orto e Vilardi, sarà nei prossimi giorni al vaglio della Giunta
Un piano articolato di azioni e provvedimenti. Non iniziative «spot», che da sole poco possono contribuire a migliorare un problema che è ormai decennale. Questa la linea della Giunta Paroli, emersa ieri nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli del blocco del traffico.
A introdurre i nodi del provvedimento è stata l’assessore all’Ambiente Paola Vilardi. «Giovedì i nostri tecnici sono stati al vertice in Regione, e il Pirellone, che detta le linee in materia, non ha ritenuto necessario assumere provvedimenti. Ma alcuni Comuni, come il nostro, hanno deciso di fermare il traffico». A ribadire l’attenzione riservata al tema: «Stiamo verificando quali misure adottare prossimamente perché, checché ne dicano i nostri detrattori che presentandosi in Consiglio con le mascherine anti-smog (si veda sotto, ndr) non fanno che spaventare la gente, noi siamo attenti».
«Questo è un provvedimento che purtroppo città come la nostra devono a malincuore prendere. Ma il problema è più vasto e complesso. Lo sappiamo bene: abbiamo a cuore la salute dei cittadini e col problema dello smog, d’altro canto, Brescia fa i conti da una decina d’anni» sottolinea invece il sindaco. «Nell’ultimo anno e mezzo si è registrato un incremento dell’uso del mezzo pubblico: dobbiamo incentivarlo, ma non si può neppure pensare che il mezzo privato sia un lusso. In molti casi è una necessità per chi lavora e dobbiamo rendere praticabile anche questa opzione». In quest’ottica «da settembre stiamo ragionando su come affrontare il problema, che va oltre statistiche o soluzioni estemporanee: il blocco o le targhe alterne da sole non basterebbero. D’altro canto il traffico urbano incide sullo smog solo per l’8%». L’assessore Orto, al riguardo, cita uno studio secondo cui la messa al bando di tutti i mezzi non catalizzati porterebbe alla riduzione delle Pm10 del 20%». Si valuta poi la possibilità di porre limiti più bassi alla velocità nei tratti di autostrada che ricadono nel territorio comunale: «Di rado mi trovo d’accordo coi Verdi, ma forse è un’ipotesi da considerare».
Le soluzioni non arrivano in pochi mesi, ribadisce Paroli: «È un lavoro complesso. Nel frattempo, qualora dovessero persistere questi valori dovremo stare pronti ad adottare altre iniziative analoghe». Ma con sensibilità: «L’Ecopass a Milano ha inciso, ma non ci piace: ben venga la logica del chi inquina paga, ma quella del chi paga inquina non è simpatica. E per questo non lo adottiamo». Quelli al vaglio sono piuttosto «provvedimenti drastici, perché solo auto con determinati dispositivi possano circolare. Anche con A2A ci stiamo impegnando per un parco di auto elettriche che garantisca un uso continuativo, con autonomia di 300 km».
Concorde l’assessore Orto: «A breve (forse già lunedì, ndr) sottoporremo al sindaco il progetto di un percorso educativo volto non solo a contrastare il fenomeno. Fatto di eventi, attività e servizi che il Comune mette a disposizione. Per ora - ha proseguito Orto - mi limito a ricordare quanto già è stato fatto per abbattere gli inquinanti: gli incentivi per la conversione dei mezzi a Gpl, il rinnovamento del parco automezzi del Comune (700mila euro), uno stanziamento di 8 milioni per il servizio di trasporto pubblico, l’incremento di Bicimia già messo a bilancio». E se da lunedì è confermata la partenza del car-sharing, i mobility manager e i tavoli di fluidificazione del traffico «hanno fatto un gran lavoro per arrivare al car-pooling».
Da ultimo dal sindaco un invito ai cittadini ad una «maggiore attenzione civica»: tanto ad un uso più razionale dell’auto, quanto ad una regolazione adeguata delle caldaie». E la promessa di controlli più capillari.gal

Bresciaoggi.it 30 gennaio 2010

IL MINIBLOCCO. Dopo 18 giorni consecutivi di «superi» nelle Pm10, la giunta ha deciso la drastica misura anti-traffico. Ma con molte limitazioni, e un occhio al clima

Troppo smog, domani Brescia resta a piedi

Mimmo Varone

Ma il divieto di circolazione scatta solo dalle 10 alle 18 e possono muoversi oltre 50mila auto a benzina euro 4 E la nevicata di ieri sera potrebbe rimescolare le carte

Scatta il «miniblocco» del traffico. L’imperversare delle polveri sottili nell’aria di Brescia ha indotto il sindaco Adriano Paroli a decretare lo stop alle auto dalle 10 alle 18 di domani su tutto il territorio comunale. Il sindaco lo fa «a malincuore», e con la consapevolezza che saranno in pochi a fermarsi. Oltre ad auto moto e ciclomotori elettrici, auto a metano e Gpl, ibride (motore elettrico-termico), potranno circolare anche i diesel con filtro antiparticolato e le auto a benzina Euro 4, oltre alle solite categorie esentate. Resteranno in garage, per una manciata di ore, solo i mezzi più inquinanti.
I DATI DELL’ASSESSORATO al Traffico di Nicola Orto dicono che su 127mila auto immatricolate in città, 50.381 sono Euro 4. Si fermeranno 11.366 Euro 0, 718 Euro 1, 29.713 Euro 2 e 28.587 Euro 3. Nessuna limitazione per le Euro 5.
Peraltro il blocco è limitato al territorio della città. Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha ritenuto che la situazione non fosse così grave da indurre a bloccare la circolazione nelle aree critiche, e al vertice di ieri mattina ha lasciato ai singoli comuni facoltà di decidere. Brescia ha scelto lo stop come Milano e Bergamo. I comuni dell’hinterland non si sono coordinati e lo stesso assessore provinciale al Traffico Corrado Ghirardelli, che ritiene «insufficienti i blocchi totali del traffico cittadino», si è allineato alle politiche della Regione sull’emergenza aria e ha messo a disposizione 5 milioni di euro per l’acquisto di nuovi autobus a basso impatto ambientale.
La stessa Giunta Paroli si mostra scettica sull’utilità degli stop domenicali e annuncia per il futuro prossimo una batteria di provvedimenti anche «rigorosi» per contrastare le Pm10 che da 18 giorni consecutivi viaggiano sopra la soglia di attenzione, e spesso anche oltre l’allarme. «Se le polveri non caleranno possiamo valutare altri blocchi e anche le targhe alterne e l’inibizione drastica della città a certi veicoli – dice Paroli – ma ci muoviamo in più direzioni e abbiamo allo studio una batteria di misure più incisive». Ci sta pensando Orto di concerto con gli assessori Paola Vilardi (Ambiente), Mario Labolani (Lavori pubblici) e altri. Il progetto sta per essere presentato in Giunta, e solo dopo se ne saprà di più.
Intanto domani potranno viaggiare veicoli di trasporto disabili (con contrassegno), medici in visita urgente, ambulanti e via dicendo (l’ordinanza completa del sindaco si può leggere sul sito www.bresciaoggi.it). E come al solito sono interessate solo le strade comunali. Restano libere autostrade, tangenziale sud, provinciali, collegamenti dagli svincoli ai parcheggi in corrispondenza delle fermate dei bus. Per altre informazioni e rilascio di permessi si possono chiamare la Centrale dei vigili (030.45001), l’Urp del Comune (verde 800.401104, 030.2977302-300), il centralino della Loggia (030.29771) oggi dalle 8 alle 18 e domani dalle 8 alle 12 (Centrale dei vigili sempre operativa). Il dettaglio delle disposizioni è sul nostro sito www.bresciaoggi.it
BRESCIA TRASPORTI attiva una navetta che ogni 20 minuti collegherà i parcheggi Ortomercato, Auchan di Concesio e Campo Grande (via Tadini). L’area Spettacoli viaggianti della Volta farà riferimento alle fermate della linea 1, che viene potenziata dalle 9 alle 19 tra Ospedale e via Maggia con frequenza di 10 minuti. Ci sarà il biglietto unico valido per tutta la giornata su tutta la rete, costerà 1 euro per la zona 1 (città) o 2 (hinterland), di 1,35 euro per entrambe (1.5 sul bus).
Ieri pomeriggio il sindaco, Vilardi e Orto hanno presentato il tutto, con la precisazione che se oggi dovessero scatenarsi vento e pioggia (ma il meteo dice altro), l’ordinanza sarebbe revocata. Paroli tende a non enfatizzare comunque la decisione di bloccare. «Non è un evento – dice -, ma un provvedimento di cui purtroppo la città ha bisogno a garanzia della salute dei cittadini». Sottolinea che il problema è «più vasto e complesso» e si sta affrontando, anche con l’auto elettrica allo studio di A2A.
I tempi saranno lunghi. Quanto all’emergenza precisa di aver preferito bloccare dalle 10 alle 18 per «non creare eccessivi problemi e dare la possibilità ai bresciani di programmarsi la giornata». D’altronde, «sappiamo che per molti l’auto non è un lusso ma una necessità», aggiunge.
Una mediazione tra due esigenze. Così, domani viaggeranno in tanti, almeno quelli che hanno auto nuove. Per gli altri che non se le possono permettere, pazienza. «Mi dispiace per loro – dice il sindaco -, ma sappiamo che certe auto inquinano di più in modo esponenziale, e con la pioggia che non arriva lo stop di un giorno è giusto»



«La salute è a rischio Allontanatevi dalla città»
Veleno quotidiano instillato in dosi crescenti con l’inquinamento atmosferico, le polveri sottili non soffocano soltanto i polmoni, ma hanno effetti preoccupanti anche su altri organi, come il cuore.
A confermarlo è una ricerca condotta dalle cattedre di Cardiologia, Medicina del lavoro e Igiene industriale dell’Università di Brescia.
QUANDO L’INQUINAMENTO dell’aria da polveri sottili supera la soglia consentita (40 microgrammi per metro cubo di Pm10) si registra un aumento del 14,1 per cento di infarti (che dura dal primo giorno di supero fino ai tre giorni successivi), una crescita del 32,8 per cento di aritmie, un incremento del 75 per cento di scompensi cardiaci. «In media i problemi cardiovascolari aumentano del 41,4 per cento nei giorni di inquinamento fuori soglia, e questo si traduce in un aumento dei ricoveri in ospedale, che crescono significativamente nei giorni di supero rispetto alla media quotidiana», spiega il prof. Livio Dei Cas, titolare della cattedra di Cardiologia e direttore della Cardiologia al Civile. «Fra inquinamento e malattie cardiovascolari esiste un legame inequivocabile, tanto che l’aria malata è un elemento che oggi viene aggiunto ai tradizionali fattori di rischio per il cuore, come ad esempio il fumo».
IL MECCANISMO di azione delle polveri sottili sul nostro organismo è semplice: «Appena inalate le polveri inquinanti arrivano nei polmoni, ma nel giro di un’ora finiscono in tutti i distretti corporei, provocando un’infiammazione generalizzata che induce alterazioni a livello cardiovascolare – spiega Dei Cas -. Fra gli effetti ci sono la vasocostrizione, con incremento dell’ipertensione, l’aumento della viscosità del sangue, che favorisce i trombi, l’instabilità della placca coronarica che può progredire e rompersi causando l’infarto, le alterazioni dei rapporti simpatovagali che favoriscono le aritmie». Sotto la cappa di polveri inquinanti non stanno meglio i nostri polmoni, come conferma la dottoressa Nadia Marcobruni del Centro pneumologico del Civile di via Marconi. «Nelle persone sane osserviamo una crescita dei processi infiammatori a carico dell’apparato respiratorio, come tosse e bronchiti, mentre nei malati, come i pazienti che soffrono di asma o Bpco, notiamo un incremento delle riacutizzazioni, con episodi che durano mesi, quasi senza soluzione di continuità», spiega.
Per chi vive in città non ci sono molte chances di sfuggire alle polveri sottili: «Il consiglio è di cercare di allontanarsi dalla città almeno il week end, magari in montagna – dice Marcobruni -; usare i bus e evitare l’auto, non fare sport in zone inquinate, cercare di fare il pieno di antiossidanti che contrastano gli effetti nocivi dell’inquinamento, adottando una dieta ricca di frutta e verdura». LI.CE


Giornale di Brescia 30 gennaio 2010
Dal Broletto 5 milioni per bus a basso impatto 
La Provincia era presente l’altroieri al tavolo tecnico contro l’inquinamento tenuto in Regione.
A seguito di questo incontro l’assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli, in linea con le decisioni prese al Pirellone sulla necessità di contrastare l’emergenza aria, ha attivato canali di finanziamento per l’introduzione di nuovi autobus a basso impatto ambientale, ritenendo insufficienti i blocchi del traffico cittadino e pensando anche alle ricadute economiche negative che avrebbero sui cittadini, le imprese e gli stessi enti.
Il Broletto ha così previsto lo stanziamento di risorse proprie che vanno ad aggiungersi a quelle predisposte dal bilancio regionale rendendo subito disponibili 5 milioni di euro per l’acquisto di nuovi mezzi. «Questo intervento - recita una nota della Provincia - si inserisce nel piano che negli anni ha portato al rinnovo del parco già in esercizio sull’area bresciana». 

Il Brescia 20 gennaio 2010
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Giornale di Brescia 20 gennaio 2010

Metrobus Opere complementari 
Stazione e Cefalonia, le porte della città Ieri in Loggia la presentazione dei due siti più piccoli del metrò Il riassetto della zona ferroviaria costerà 1,5milioni di euro

Prosegue la «sfida Metropolitana» cittadina. Il viaggio alla scoperta delle cosiddette opere complementari del Metrobus - quelle cioè che andranno a ridisegnare la viabilità, i quartieri e, quindi, porzioni importanti di città - tocca stavolta le future stazioni di via Gambara e di via Cefalonia, quelle cioè individuate dalla Giunta Paroli come «i veri cuori d’accesso alla City bresciana».
Nonostante le aree d’intervento siano cioè le più piccole dell’intero tracciato (12.300 metri quadrati per un costo complessivo di 1.498.860 euro la prima, 6.350 mq per una spesa di 1.273.700 euro la seconda) di cui rappresentano la nona e la decima tappa, la loro posizione diventa globalmente strategica. E se da un lato troviamo il fulcro intermodale del trasporto pubblico (treno, bus urbani e non, biciclette, parcheggi), dall’altro, in cui la «linea immaginaria» è rappresentata dal cavalcavia Kennedy, sta la dinamicità del vero e proprio trantran lavorativo diurno. Al centro, il Palazzo di giustizia che «dovrà essere fruibile al massimo delle sue potenzialità».
Senso unico per via Gambara
Si sdraia lungo 12.300 metri quadrati in tutto l’area protagonista della riqualificazione «a tutto tondo» in programma attorno alla stazione di via Lattanzio Gambara, incastonata fra il piazzale della Stazione ferroviaria ad ovest, il cavalcavia Kennedy ad est ed intervallata da vari spazi verdi, anch’essi oggetto di recupero.
Quattro le novità fondamentali. In prima battuta in via Gambara verrà instaurato il senso unico di marcia est-ovest (ossia dal piazzale verso il Palazzo di giustizia), sia perché l’avvento della stazione del Metrobus (ampia 70 metri per 50) ne ridurrà in parte gli spazi nel punto in cui si appresta a sorgere - tanto che la strada non sarà più disposta in linea retta ma subirà una leggera curvatura - sia per favorire ed ampliare il percorso pedonale e ciclabile. Fra i due fronti chiusi (a nord in direzione centro storico, a sud per la presenza delle rotaie della ferrovia) sorgerà poi un lungo corridoio urbano che partendo dal piazzale della Stazione traguarderà nello slargo del Palazzo di giustizia, di fronte a via Ferramola, una sorta di spazioso marciapiede centrale che «rappresenterà il fulcro dell’alta densità di funzioni».
Sempre sul fronte sud, un «muro verde» disposto all’uscita del Metrobus creerà continuità tra il vicino deposito delle biciclette e stazione ferroviaria, poste e pensilina del primo binario: sul muro potrebbe sorgere in fase esecutiva un cancello che permetterà la realizzazione di un nuovo accesso diretto al primo binario, così da connettere direttamente treno e metrò. Infine la zona Poste, «una delle più critiche»: anche qui la sede stradale di via Gambara verrà ridotta ad una sola corsia ampia 6 metri e a senso unico proprio per poter ridisegnare i posti auto laterali e aumentarne il numero e l’ordine.
Labolani: «Tempi rispettati»
Capitolo tempi. «Siamo molto contenti, perché ci troviamo in perfetto orario rispetto alla tabella di marcia stabilita dal cronoprogramma - incalzano gli assessori ai Lavori pubblici, Mario Labolani, e all’Urbanistica, Paola Vilardi. «Per quanto riguarda via Marconi - prosegue e spiega Labolani - attendiamo solo il parere da parte della Soprintendenza, mentre anche il cantiere più complesso, quello della Poliambulanza, sta procedendo passo dopo passo. Nei prossimi giorni incontreremo però il presidente di Brescia Mobilità (Valerio Prignachi, ndr) per chiedere maggior puntualità sull’iter dei progetti esecutivi, anche perché l’unica stazione che ha raggiunto di fatto questo traguardo è quella di via Triumplina».
Soddisfatti i presidenti delle Commissioni urbanistica, Marco Toma, e Lavori pubblici, Pierraul Francesconi, che punta l’accento sul disappunto iniziale verso il via libera al Metrobus e sull’asse sicurezza: «Ricordo che la Lega, come gruppo, era contraria alla realizzazione della metropolitana a Brescia. Per contro la sicurezza rimane aspetto centrale delle future stazioni che saranno non solo sorvegliate dalle telecamere, ma anche ben illuminate».
Nuri Fatolahzadeh




Tarello e Gallo, un unico grande parco  
A Brescia Due la «city degli affari»: moderna, dinamica ed efficace. Costo: 1,3 milioni di euro
Ai blocchi di partenza anche gli interventi di contorno alla stazione Cefalonia, la numero dieci lungo il tracciato del metrò provenendo da nord, dopo la Gambara-Fs e prima della Lamarmora.
Una stazione «piccola ma funzionale», perché sistemata nel cuore del terziario: l’area di intervento è tutta racchiusa infatti in 6.350 metri quadrati, un mosaico in cui sono incastonati diversi spazi aperti che confinano, ad est con il grande complesso di via Malta, a nord con l’edificio Telecom, a sud con la stessa via Cefalonia e ad ovest con il parcheggio pubblico di via Corfù. «La posizione baricentrica al quartiere rende i percorsi per raggiungere la stazione piuttosto brevi, si suppone dunque possa essere una delle più frequentate» incalza l’assessore all’Urbanistica, Paola Vilardi.
Riqualificare con stile è il filo conduttore dell’intervento. L’obiettivo è cioè creare il centro di una city degli affari moderna, efficiente e dinamica.
Sui lati sud e ovest sorgerà un porticato a forma di «L» così da riprendere l’architettura del quartiere, ma con una connotazione contemporanea: questo nuovo camminamento delimiterà cioè uno spazio centrale ad uso pedonale, al cui interno sorgeranno scale, lucernari, ascensore e piccole isole di sosta. Sul lato ovest, invece, il portico ricopre tre volumi (81,50 mq il primo, 89,50 mq il secondo e 108 mq il terzo): all’interno di questi spazi chiusi saranno accolte nuove attività commerciali - in particolare bar, tabacchi ed edicola - esercizi «comunque non invasivi per l’equilibrio del quartiere» come precisa il presidente della Commissione urbanistica, Marco Toma.
L’altra rivoluzione in agenda riguarda gli spazi verdi. In prima battuta saranno piantati nuovi filari di alberi così da schermare la vista verso le autorimesse fuori terra del complesso Malta. Poi, si procederà con la vera e propria connessione dei parchi Gallo e Tarello: chi vorrà passeggiare da uno spazio verde all’altro dovrà percorrere solo un breve tragitto all’ombra di un filare d’alberi. Il costo complessivo delle opere complementari studiate dal gruppo di lavoro per la stazione Cefalonia ammontano a 1.273.700 euro complessivi.
Nella cifra si prevedono, pure, il ripristino dei due percorsi pedonali, ora interrotti o resi difficili per via dei cantieri, in direzione est-ovest, lungo il marciapiede di via Cefalonia e a sud dell’edificio Telecom. Sarà infine enfatizzato il percorso pedonale in direzione nord-sud che dall’attraversamento semaforizzato a chiamata e dalla fermata del bus sale verso le scale della metropolitana, per poi affacciarsi sui percorsi che, attraverso i portici del complesso Malta, si irradiano nel cuore di Brescia Due. nuri

ANNO 2013 - PROPOSTA PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE DI SUPERFICIE PER L'AREA URBANA DI BRESCIA CON L'AVVIO DELLA METROPOLITANA

NGUPTN
NEXT GENERATION URBAN PUBLIC TRANSPORT NETWORK
RETE DI TRASPORTO PUBBLICO URBANO DI PROSSIMA GENERAZIONE


Nuove proposte
Gennaio 2010 - Proposta di implementazione paline elettroniche di fermata e pensiline presso le stazioni della metropolitana di Brescia
Agosto 2009 - Proposte e suggerimenti per le iniziative di potenziamento del trasporto pubblico (dicembre 2009) e promozione progetto e lavori metrobus
Maggio 2009 - Giornale di Brescia e Bresciaoggi - Mia lettera al direttore - Muoversi nella Notte Bianca delle 1000 Miglia.
Marzo 2009 - Proposta per i servizi complementari delle stazioni della metropolitana.
Febbraio 2009 - Proposte per la rete di trasporto pubblico notturno provinciale.
Gennaio 2009 - Proposta per il (ri)lancio dei parcheggi scambiatori all'interno del nuovo piano del trasporto pubblico locale.
Gennaio 2009 - Proposta per il prolungamento della corsia preferenziale di via Solferino.
Dicembre 2008 - Bresciaoggi "I minibus per il Castello fanno il tutto esaurito" - articolo con mia segnalazione ed appello.
Dicembre 2008 - Giornale di Brescia - Mia lettera al direttore "FESTIVITÀ - Il servizio navetta per il Castello"
Novembre 2008 - Centro storico: mappa con la possibilità di sosta (P e P+BUS) nei giorni di sabato e festivi antecedenti il Natale 2008
Novembre 2008 - Anche la multisala Wiz ha accolto l'invito. Il nuovo sito internet riporta il link alla mappa con la posizione delle fermate vicine
Novembre 2008 - L'infomobility che vorrei - proposte e suggerimenti per il nuovo servizio allo studio
Novembre 2008 - Proposte campagna pubblicitaria per sensibilizzazione utilizzo mezzi pubblici, nuove fasce di mercato da acquisire
Ottobre 2008 - Giornale di Brescia - Mia lettera al direttore "Trasporto Pubblico - Controllori sugli autobus"

28 Ottobre 2009 - l'Assessore alla Mobilità e traffico del Comune di Brescia Nicola Orto riceve tplbrescia.it

19 Agosto 2009 - Il  Presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi riceve tplbrescia.it

Sabato 8 Novembre 2008 - Bresciaoggi, in occasione del cantiere evento Marconi, ha dedicato un articolo a www.tplbrescia.it

TPL BRESCIA BS TRASPORTO PUBBLICO LOCALE AUTOBUS METROPOLITANA LEGGERA METROBUS TRENO LAM BRESCIA TRASPORTI BRESCIA MOBILITA' TRASPORTI BRESCIA NORD TRASPORTI BRESCIA SUD LENORD