Marco Cornali

sito on line dall'agosto 2008

ultimo aggiornamento 11 marzo 2010

info@tplbrescia.it

Il sito non ufficiale sul trasporto pubblico e mobilità a Brescia e Provincia
 Home 
 Le mie proposte
 2013 Proposta servizi complementari
 2013 Proposta per la nuova rete
 Notizie & Novità
 Forums 
 Link altri siti amatoriali 
 About me


passato presente e futuro del trasporto pubblico a Brescia

video con sequenza immagini


(video 15 MB by tplbrescia.it)


Video di Brescia Mobilità su YouTube.


Provincia di Brescia Assessorato Trasporti - Presentazione nuova linea S-link 201 - (Teletutto).


Provincia di Brescia Assessorato Trasporti - Brescia sul Treno dell'Europa - (Teletutto).




LA METRO SECONDO I BAMBINI



 
 Archivio Notizie & Novità
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009
Agosto 2009
Luglio 2009
Giugno 2009
Maggio 2009
Aprile 2009
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008

TRASPORTO PUBBLICO URBANO E SUBURBANO TRASPORTO PUBBLICO EXTRAURBANO NAVIGAZIONE LACUSTRE
Brescia Trasporti - Brescia e comuni contermini
Trasporti Brescia Nord e Sud (autolinee)
Lago di Garda (Navigarda)

Chiari
Concesio
Darfo Boario Terme
Desenzano
Gardone Val Trompia

Gavardo
Manerbio
Salò
Sirmione
Le Nord (ferrovia Brescia - Iseo - Edolo)

Navigazione Lago d'Iseo (NLI)
Ferrovie dello stato (ferrovia MI-VE, BS-CR, BS-PR)
Trasporti Brescia Nord Navigazione Lago d'Idro

Bresciaoggi 09 marzo 2010

IN COMMISSIONE. In vista del Bilancio, mancano le risorse

Broletto in rosso «Taglieremo bus e pullman»

Eugenio Barboglio

L’assessore Ghiradelli: «Niente soldi per i contratti: si decida insieme dove colpire». Da coprire 3,5 milioni

Conti in rosso in Provincia e le ricadute si manifestano in più direzioni. Quella dei trasporti è una di queste. Tanto che l’assessore Corrado Ghirardelli non si concede giri di parole in commissione: «Non ci sono soldi». E non parla dei grandi progetti: la metropolitana provinciale, la tangenziale Est, il traforo del Mortirolo; ma dell’ordinaria amministrazione: i contratti in essere con le società di pullman che prestano servizio sul terittorio provinciale, trasportando lavoratori e studenti.
La situazione presentata da Ghiradelli è insomma parecchio grigia. È su di essa va fatta - ha sottolineato - una riflessione collettiva in vista dell’approvazione del bilancio che impegnerà il Consiglio provinciale il prossimo mese. Per lui non si può arrivare in aula senza aver chiara una premessa: «O si trovano i soldi per pagare il trasporto pubblico o si deve tutti insieme stabilire quali tratte tagliare». Che è già quello che è successo con la tratta Brescia-Milano tagliata per mancanza di risorse.
L’auspicio di Ghirardelli è che se si dovesse arrivare a tanto però, sul dove far cadere la scure ci sia la più ampia convergenza. Che insomma al tavolo si sieda anche la minoranza, che però è molto perplessa. Anzi, di più. Diego Peli, capogruppo del Partito Democratico ha sostanzialmente respinto la mano tesa: «Assumetevi la vostra responsabilità», ha affermato.
QUALI SONO LE CIFRE? La Provincia si trova a dover sborsare intanto 3,5 milioni di euro per la copertura delle spese che la Regione non arriva a rimborsare. Dei 27,5 circa di euro che rappresentano il costo del trasporto pubblico nel Bresciano (tranne la Valcamonica che è direttamente in carico alla Regione), il Pirellone ne dà 24 milioni. Una cifra destinata ai cosiddetti servizi minimi, che rappresentano lo standard di percorrenze. In realtà i pullman del trasporto provinciale hanno percorso 455mila chilometri di aggiuntivi, e questa differenza è invece a carico del Broletto. Inoltre vanno aggiunti 620mila euro che lo stesso Broletto deve al Pirellone per il 2009, e che rientrano nel sistema dei costi che è un po’ più complesso della ripartizione di massima tra servizi minimi e aggiuntivi. Negli anni scorsi la Regione copriva sostanzialmente tutti questi costi - ha fatto notare Ghiradelli - mentre ora non più.
Di qui l’esposizione e il conseguente rischio di non riuscire ad onorare i contratti in essere: «La priorità». Per il resto allo stato dell’arte non sembrano esserci molti margini: «Ma c’è un piano dei trasporti e dicendo che le risorse sono scarse non voglio dire che non si farà nulla». Appunto questo piano è stato accusato da Donatella Montini (Pd) di troppa ambizione, rispetto alle reali possibilità dell’ente. Un piano che non avrebbe tenuto nel dovuto conto l’inevitabile prospettiva di austerity che era alle porte e che il nuovo presidente Molgora ha infatti immediatamente abbracciato.
Insomma, sarebbe ineludibile il piccolo cabotaggio. I grandi progetti debbono attendere. Eppure molti commissari (Arrighini) hanno evocato il progetto della metropolitana estesa alla Valtrompia e a Montichiari. E si è accennato all’utilizzo dei sedimi ferroviari delle linee per Iseo e per Parma e Cremona in una prospettiva di rete integrata. «La situazione che ho ereditato è questa che ho esposto - ha ribadito Ghiradelli».
Aspetterà la metropolitana: «La Provincia si è impegnata finanziariamente per soccorrere la Loggia nelle spese per il metrobus comunale. Va concluso quello, solo dopo riprenderemo il tema delle tratte provinciali». Qualche spiraglio più concreto per il traforo del Mortirolo: «Penso intanto ad un protocollo di intesa con Sondrio».
IN CONCLUSIONE Ghirardelli ha ricordato che il quadro dei trasporti si chiarirà quando verrà approvata la legge ferma in Regione. E auspicato la formazione di un consorzio tra Comune, Provincia di Brescia, Mantova, Cremona ecc per affrontare i nodi del trasporto.


www.metro.bs.it

Un anno con i Citelis
Lo scorso 2 marzo i Citelis Irisbus da 18 m hanno compiuto un anno di esercizio nella nostra città.
Sono utilizzati prevalentemente sulla linea più trafficata della rete urbana, la linea 1, anche se durante le ore di punta capita di vederli impegnati anche su altre linee.
Fra tre anni i citelis da 18 m non saranno neanche a metà della loro vita ed è molto probabile che, con l'avvio della metropolitana, la linea 1  sparisca o comunque il suo attuale percorso (che ricalca quello del metrobus) subisca una profonda trasformazione.
Quale sarà il loro futuro ? Con la riorganizzazione della rete di superficie ci saranno linee sulle quali potranno svolgere il loro servizio ? Saranno utilizzati solo nelle ore di punta e come scorta per il servizio sostitutivo in caso di fermi (imprevisti o previsti) della metropolitana ? Una serie di interrogativi che dovranno trovare una risposta entro il 2013.

Da venerdì 5 marzo è attiva la nuova stazione Bicimia situata in via Dalmazia davanti al palazzo della Regione Lombardia, inoltre sono stati incrementate da 22 a 30 le colonnine presso la stazione ferroviaria. In totale le stazioni Bicimia in città sono 25.
Leggi il comunicato di Brescia Mobilità

Come anticipato da tplbrescia.it  lo scorso ottobre ecco ulteriori dettagli sul progetto di utilizzo della CRS come card contactless per caricare i titoli di viaggio della rete di tpl

Bresciaoggi 05 marzo 2010

TRASPORTI. La città si candida a sperimentare la Carta regionale: il software sulle macchinette è già stato installato

Sul bus con la tessera sanitaria

Mimmo Varone

Il progetto definitivo elaborato dai tecnici di Regione e Comune L’assessore Orto: «Ci portiamo avanti in prospettiva-metrò»

Brescia anticipa i tempi del biglietto unico integrato. E a breve si andrà in bus, pullman e treno con la tessera sanitaria. La città si candida a sperimentare la Carta regionale del trasporti (Crt), che poi è sempre la Carta regionale dei servizi (Crs): tutti l’abbiamo in tasca da tempo e la utilizziamo non solo come tessera sanitaria, ma anche come codice fiscale e carta nazionale dei servizi. Brescia Trasporti ha già installato sui bus la tecnologia necessaria per leggere la Crs anche in funzione di Crt e ora attende solo il via libera (nonché i finanziamenti) del Pirellone per partire con la sperimentazione.
L’annuncio viene dall’assessore alla Mobilità Nicola Orto, che nei giorni scorsi ha candidato la città a far da battistrada in Lombardia. Intanto, i tecnici della Regione e quelli dell’assessorato di via Marconi - spiega - hanno già elaborato il progetto definitivo e verificato la compatibilità dei sistemi dal punto di vista tecnologico. Le cose sono avanti,insomma, e non ci sono impedimenti di sorta.
La Crt è già stata progettata dalla Regione Lombardia, ma non è stata ancora sperimentata. Si comincerà ad usare a Brescia, e utilizzerà un sistema contactless che permetterà di «timbrare» il biglietto senza inserirla nelle macchinette, ma semplicemente avvicinandola. È una tecnologia già a disposizione dell’azienda di via San Donino - aggiunge l’assessore - e ciò fa della nostra città la candidata ideale alla sperimentazione. Non solo. Il biglietto unico integrato sarà indispensabile con l’entrata in esercizio della metropolitana dal 31 dicembre 2012. E la candidatura è stata avanzata pure in vista di quella data. «Sarebbe assurdo - dice Orto - usare biglietti diversi per il bus e il metrò, quando i due sistemi saranno integrati in un’unica rete di trasporto».
A LASCIARE ancora nel vago la data di avvio, a quanto si capisce, è solo la tornata elettorale alle porte. Con la stessa card i bresciani per primi potranno utilizzare bus urbani ed extraurbani, tram, metrò, treni suburbani, regionali e interregionali, battelli del lago d’Iseo. «Sarà uno strumento utile per consentire ai cittadini dei avere una semplificazione nella bigliettazione - dice Orto - e la possibilità di anticipare quel che Brescia e provincia attueranno in termini di integrazione tariffaria e tecnologica». «Già stiamo lavorando ad un accordo con Brescia Trasporti - continua - per permettere ai pendolari che usufruiscono delle ferrovie Trenitalia di viaggiare con un unico titolo di viaggio integrato». Devono arrivare solo i finanziamenti già stanziati dalla Regione per la sperimentazione del nuovo sistema.
LA CRS, DUNQUE, diventa ancora più versatile di quello che è. D’altronde, anche i servizi in rete collegati alla card sono in costante aumento «e ciò consentirà di avere un unico strumento per i trasporti e per tutti i servizi che richiedono autenticazione - ricorda l’assessore -, con una sola login e password da memorizzare». Già adesso, con il lettore di smart card consente di scegliere il medico di base, richiedere certificati al proprio Comune e la Dote scuola alla Regione, pagare le contravvenzioni e il bollo dell’auto. Ma la card regionale non solo faciliterà l’accesso ai servizi e renderà la vita più semplice ai viaggiatori: l’innovazione andrà anche a vantaggio del trasporto pubblico, «permetterà di incrementare il numero dei passeggeri - dice Orto -, quindi di ridurre le emissioni inquinanti e contribuire a rendere più pulita l’aria della città». Il che sarà un bene per tutti. E in Loggia si resta solo in attesa del via libera dal Pirellone.

Giornale di Brescia 04 marzo 2010
Montirone Un bus in attesa di fermata
L'opposizione incalza e lancia il sospetto che la linea per Brescia non farà mai sosta in paese
MONTIRONE Un tram che si chiama desiderio? Ovvero: ma il pullman arancio n. 14, quello collega la città con Borgosatollo, arriverà per davvero a Montirone, come tutti auspicano oramai da tanto tempo? Le opinioni, in proposito, divergono assai. Infatti, se il sindaco Francesco Lazzaroni ci aveva anticipato che l'autolinea avrebbe continuato la sua corsa fino a Montirone, l'opposizione sostiene che quanto affermato dal primo cittadino non corrisponde a verità. Non a caso, Serafina Bandera e i suoi consiglieri hanno presentato un'interrogazione, con tanto di richiesta di chiarimenti nel prossimo Consiglio comunale.
«Abbiamo appreso dal Giornale di Brescia la notizia di un'imminente estensione dell'autolinea urbana n. 14 fino a Montirone - scrivono i consiglieri di minoranza -. Premettiamo che, qualora venisse confermata, la notizia sarebbe molto positiva per l'intera cittadinanza. Però, quando abbiamo cercato di avere maggiori informazioni sull'inizio del servizio, sul numero delle corse giornaliere, sul costo eccetera, abbiamo appreso che in Comune erano state protocollate 3 note (una di Brescia Mobilità, la seconda della Provincia di Brescia, la terza di Trasporti Brescia Sud) che smentivano l'inizio di tale servizio». Chiediamo pertanto «di fare chiarezza sulla questione e di dare maggiori informazioni ai consiglieri comunali e a tutti i cittadini montironesi, così da sollevare tutti dal dubbio (citiamo testualmente la nota protocollata 11 febbraio 2010) «che tale annuncio sia stato dato in stile promozionale e che tale informazione sia frutto di semplice supposizione piuttosto che abbia dei fondati presupposti».
«Le tre note di cui sopra inducono anche a pensare che sulla questione sia completamente mancato il collegamento necessario e obbligatorio tra Comune, Provincia, gestore del servizio Tpl extraurbano provinciale e Brescia Mobilità: condizione essenziale e prioritaria per la realizzazione del servizio stesso».
Mentre Francesco Lazzaroni assicura che «con tanto di documenti alla mano, daremo tutte indicazioni e i chiarimenti nel prossimo Consiglio comunale, così come espressamente chiesto dalla minoranza», il capogruppo Serafina Bandera commenta: «Perché dare informazioni scorrette e contraddittorie alla cittadinanza su una questione così importante? Perché tanta superficialità? Riteniamo che su una questione delicata e importante come questa gli amministratori di Montirone farebbero bene a portare a casa risultati e non parole». gaf

Bresciaoggi 01 marzo 2010

LO STOP ALLE AUTO. Decretato dalla Loggia e dai primi cittadini di altri ventisette Comuni della provincia

Traffico scarso, navette vuote stavolta il blocco è riuscito

Mimmo Varone

Sette pattuglie al mattino e sei al pomeriggio per controllare il rispetto dell’ordinanza Poche multe rispetto a gennaio

Stavolta è riuscito. Il blocco delle auto decretato dalla Loggia e dai sindaci di altri 27 comuni (più Pisogne che aveva solo invitato i suoi cittadini a non usare l’auto) ha tenuto i bresciani a casa. E chi è uscito non ha trasgredito le regole. Sarà stato per la mancanza di iniziative pubbliche in centro storico, per la giornata un po’ grigia, o per cos’altro, ma il traffico è stato scarso e le navette hanno girato vuote.
Gli agenti della polizia locale si sono piazzati nei punti strategici della viabilità cittadina per far rispettare l’ordinanza del sindaco Adriano Paroli. Sette pattuglie al mattino e sei al pomeriggio - spiega il comandante Roberto Novelli - hanno controllato 417 vetture, qualcuna meno del 31 gennaio, ma stavolta sono riusciti a comminare soltanto 54 multe. Niente rispetto alle 215 dell’altra volta, quando la metà dei controllati ha dovuto pagare i 78 euro previsti.
In un paio d’ore, dalle 13.30 una pattuglia in viale Venezia ha fermato una trentina di veicoli, scegliendo quelli più datati. Ma non ha potuto dare una sola multa. Anche una pattuglia dei Carabinieri in servizio di routine poco distante non ha trovato trasgressori.
Un ruolo importante nel tenere i bresciani in casa l’ha giocato di certo il blocco esteso a tutta l’area critica, che imponeva di superare i Comuni dell’hinterland (e le pattuglie che i vari municipi avevano sguinzagliato sulle strade) per arrivare in città. Ma altrettanto certo è che la consapevolezza della pericolosità delle polveri sottili si fa strada, e spinge a tenere l’auto in garage pure chi non sarebbe obbligato.
SE IERI FOSSERO circolate tutte le Euro 4, le Euro 5, le auto a benzina e Gpl, le strade cittadine non sarebbero state così deserte. Ieri il traffico del 31 gennaio si è visto solo intorno alle 17, quando mancava poco più di un’ora alla fine del blocco.
E che i bresciani siano rimasti a casa (o si siano diretti fuori città) è dimostrato pure dai passeggeri sui bus, davvero pochi. In ciascuno dei quattro parcheggi (Ortomercato, area Spettacoli viaggianti, Rondinelle di Roncadelle e Conforama di Castelmella) si è fermata qualche decina di auto. Brescia Trasporti fa sapere - ma non poteva essere altrimenti - che le navette hanno viaggiato vuote, al massimo con due o tre passeggeri a bordo. Le cifre dei trasportati sono tanto basse che l’azienda di via San Donino nemmeno quantifica.
Le cose non sono andate diversamente per la navetta Saia dal parcheggio Duferdufin di San Zeno Naviglio. Qualche passeggero in più si è visto piuttosto sul resto della rete. Nel pomeriggio la linea 13 viaggiava piena alla volta di Gussago, e ha fatto bene pure la 17. I pochi venuti in città, insomma, hanno usato il bus. Allo spettacolo pomeridiano del Teatro Sociale c’erano 350 spettatori, e dalla biglietteria fanno sapere che «qualcuno non è venuto a causa del blocco». Ma la domenica pomeriggio - aggiungono - gli abbonati sono quasi tutti anziani, ed è andata bene ugualmente perché loro il bus lo prendono d’abitudine. Poca gente fino alle 18 c’era pure alla Nave di Harlock per l’Harrison Day. Ma qualche minuto dopo, a blocco concluso, una marea di persone si è riversata a San Polo per il concerto organizzato dai Beatlesiani d’Italia.



I COMMENTI. Amministrazione comunale soddisfatta, anche gli ambentalisti si rallegrano

«Se i bresciani rispettano lo stop c’è soltanto da essere contenti»

Anche se il Comitato per la salute e la salvaguardia del centro polemizza per le troppe deroghe

Continuano a ripetere che lo stop domenicale alle auto ha poca efficacia sulle polveri fini, ma se i bresciani lo rispettano sono contenti. Gli assessori all’Ambiente (Paola Vilardi) e alla Mobilità (Nicola Orto) sottolineano il carattere «educativo» del provvedimento ed esprimono soddisfazione per i modo in cui è stato accolto. E il Comitato per la salute e la salvaguardia del centro storico annota con piacere che l’adesione è andata «ben oltre le tante deroghe che l’Amministrazione ha concesso».
Vilardi dice di aver visto «pochissime auto» in giro nel suo quartiere, e «se è così dappertutto la gente ha capito che non è terribile fare a meno dell’auto per qualche ora». E pensa all’8 marzo, quando i sindaci dell’area critica torneranno a riunirsi. Promette che ci andrà con un pacchetto di proposte definite e spera che dall’incontro «possano emergere altre iniziative da prendere congiuntamente, magari anche con i dieci sindaci della Valcamonica che in autonomia hanno partecipato al blocco».
Anche per Orto i bresciani «hanno dato un grande segnale di responsabilità». Una domenica di stop alle auto «non risolve il problema dell’inquinamento - precisa -, ma con questa iniziativa l’Amministrazione vuole abituare i cittadini alla mobilità sostenibile, pur tenendo conto che il traffico non è la causa più importante degli alti livelli di Pm10».
MA DARIO BALOTTA, esperto di mobilità di Legambiente, dice «basta ai pannicelli» e invoca «un piano organico dei trasporti e un'authority per ridurre congestione del traffico e Pm10». Il Comitato del centro storico rivolge un «grazie sincero» a quanti «hanno fatto respirare la città più sofferente d’Italia». Tuttavia polemizza con la Loggia per le tante deroghe concesse. Potevano circolare Euro 4 ed Euro 5, veicoli a metano e Gpl, quando «è risaputo che la causa principale della produzione di inquinanti non è solo la combustione, ma in particolare per le Pm10 è determinante la frantumazione in particelle dei pneumatici, il consumo dell’asfalto, il sistema frenante». Ma stavolta, appunto, i bresciani sono stati giudiziosi.MI.VA.


LE PROTESTE. Molti cittadini lamentano l’eccesso di deroghe: «Avvantaggiato chi ha potuto cambiare veicolo»

«Utile? No, è stato simbolico»

Elisabetta Bentivoglio

E c’è chi pensa che si dovrebbero fermare non tanto le automobili quanto l’attività di certe aziende dalle emissioni inquinanti

Dover rinunciare alla comodità dell’automobile per spostarsi da una parte all’altra della città ha innervosito molti bresciani, specialmente quanti consideravano il blocco un’inutile perdita di tempo. E a pensarla così erano in molti. Diciamo la maggior parte.
Il cielo plumbeo e il blocco del traffico hanno contribuito a rendere ancora più grigia la domenica dei bresciani, che con tutta probabilità hanno preferito restare a casa piuttosto di subire i disagi del «No Traffic Day». Ma se la maggior parte dei cittadini ha preferito restare a casa al calduccio, qualcuno ne ha approfittato per godersi la città e fare una bella passeggiata in centro.
È il caso di Italo Ferreni, 51 anni, residente a Borgosatollo, che ieri si è goduto una passeggiata in centro storico in compagnia della moglie. «Il blocco delle automobili serve a ben poco. I problemi da affrontare sono altri: nelle vicinanze di casa mia ci sono due aziende e l’inceneritore di A2A - ha lamentato Ferreni -. L’unico merito del blocco è la possibilità di girare in centro senza dover respirare i fumi dei gas di scarico delle automobili, nonché il messaggio educativo che viene lanciato in favore dell’ambiente e della salute pubblica».
DI TUTT’ALTRO parere Eleonora Biena, 33 anni, :«Rinunciare all’automobile non mi pesa per niente e aiuta sia l’ambiente, sia la forma fisica. Purtroppo un blocco automobilistico organizzato in questo modo è poco organico, perché lascia circolare troppe categorie di veicoli. Bisognerebbe attuarlo con più serietà».
La lamentela più comune tra gli intervistati da «Bresciaoggi» sembra essere proprio la possibilità di circolare concessa ai veicoli Euro4 ed Euro5, oltre che a numerose categorie di lavoratori. La pensa così Cesare Busi, arrivato in viale Venezia in sella al proprio cavallo e in compagnia di un amico. «Il blocco potrebbe anche servire se fatto in modo corretto, ma con tutte queste deroghe è inutile. Sono venuto a cavallo per dare il mio contributo alla mobilità alternativa, quella che fa ancora risuonare gli zoccoli di un equino tra le vie del centro senza preoccuparsi di parcheggi o precedenze», ha commentato Cesare mentre cercava di tenere a bada la sua giovane puledra.
Chi il blocco non voleva nemmeno sentirlo nominare è Giovanna Alberti, 43 anni:«Sono arrabbiatissima. Mi tocca parcheggiare a cinque chilometri dal centro e prendere l’autobus quando ci sono un sacco di veicoli che possono circolare tranquillamente. Questo è il blocco dei benestanti: se negli ultimi tre anni hai avuto i soldi per cambiare l’automobile circoli, altrimenti devi restare a casa o subisci disagi come me».
Dello stesso parere Andrea Pedretti, 27 anni: «Circolano più automobili oggi rispetto alle domeniche ordinarie. Se almeno questo blocco riuscisse ad abbassare la concentrazione di polveri sottili, avrebbe un senso fermarsi ma visto che così non è, a cosa serve mettere in difficoltà i cittadini? E scommettiamo che sindaco e assessori sono muniti di permesso per circolare?».


LE PROPOSTE ALTERNATIVE. Diverse opinioni sulla stessa linea

«Servono autobus frequenti e con tariffe più basse»

Qualcuno propone di fermare gli automezzi pesanti incentivando il trasporto su rotaia rispetto alla gomma

Il blocco delle auto private ha raccolto pareri favorevoli (pochi) e contrari (molti), ma di certo ha stimolato nei bresciani pensieri alternativi per abbassare il livello delle polveri sottili e vivere più serenamente la propria quotidianità.
Quasi unanime il consiglio di chi al blocco preferirebbe un utilizzo più massiccio dei mezzi pubblici ecologici. Eleonora Biena «abbasserebbe i prezzi dei biglietti dell’autobus, così da creare un’alternativa fattibile all’uso dell’automobile», mentre Elena Glisenti, 38 anni, propone una modifica agli orari dei trasporti pubblici «perchè è inutile incentivare il loro utilizzo, se per raggiungere la città dalla prima periferia ci vuole più di un’ora. Inoltre sarebbe opportuno che i Comuni rimborsassero parte del biglietto a chi utilizza quotidianamente il bus».
Per Angelo Torri, 49 anni, «non si dovrebbero fermare le automobili, ma i mezzi pesanti che ogni giorno invadono le nostre strade e inquinano pesantemente l’aria cittadina. L’alternativa potrebbe essere il passaggio graduale dal trasporto su gomma a quello su rotaia». Per Arturo Giustini, 37 anni, «sarebbe buona cosa mettere a norma i riscaldamenti delle abitazioni e degli uffici, magari proprio ampliando la rete del teleriscaldamento». Anche Francesca Sammartano, 28 anni, punterebbe sulla regolazione dei termostati, specie quelli degli uffici.«Entrando in un ufficio pubblico spesso le temperature sono tropicali - ha lamentato Francesca -. Sarebbe utile incentivare l’uso delle biciclette ove possibile, anche se in questo senso un’alternativa è già stata fornita da BiciMia».
SE NON SI TROVANO soluzioni alternative al blocco del traffico, si può sempre fare un passo indietro e ripensare alla circolazione a targhe alterne. È ciò che ha affermato Salvatore Vassallo, 31 anni: «Se, come avveniva una decina d’anni fa, si tornasse alle targhe alterne infrasettimanali, molti cittadini prenderebbero maggior coscienza del problema inquinamento. Inoltre si potrebbe incentivare il finanziamento per l’acquisto di auto a Gpl».
Chi proprio non vede alternative valide al blocco del traffico, pur considerandolo inutile, è Mauro Pedroni, 54 anni: «La pianura padana è una delle zone più inquinate d’Italia, basta cliccare sul satellite per capire di cosa si parli. Il blocco è solo un modo simbolico per prendere coscienza del problema inquinamento. Spero che arrivi la pioggia a diminuire le Pm10». Per Daniela Fumagalli, 39 anni «bisognerebbe incentivare gli acquisti a chilometri zero ed evitare di sprecare soldi e tempo per trasportare merce da una parte all’altra del Paese. Così facendo si migliorerebbero non solo la qualità dell’aria, ma anche il prezzo del prodotto finale e l’economia locale».E. BEN.

Giornale di Brescia 01 marzo 2010

«Grande blocco» sì, ma ridimensionato
Costretti a piedi in pochi utilizzano gli autobus delle linee urbane e commentano: «Servono misure più efficaci». In tutto 26 multe
«Uno stop alle auto di otto ore? Serve a poco. Sono necessari interventi continuativi».
È questa l'opinione diffusa di chi, ieri pomeriggio, ha rispettato il blocco stabilito dal Comune e ha scelto di muoversi utilizzando i mezzi del trasporto pubblico urbano. Una misura adottata da un ristretto numero di cittadini, a onor del vero. Nella domenica del «grande blocco» le automobili in circolazione sono state in effetti leggermente meno rispetto ad una qualsiasi domenica invernale, ma gli esclusi dallo stop grazie alle deroghe non si sono certo astenuti dal mettersi al volante.
Sul bus anziani e stranieri
Poco utilizzati sono stati gli autobus messi a disposizione da Brescia Trasporti sulle tratte Ospedale-Ortomercato, fino a Roncadelle o Castel Mella, più utilizzati i mezzi di trasporto che collegano quotidianamente le zone periferiche della città tra loro e al centro storico. Con una prevalenza di utenti rappresentata però da anziani e persone straniere. Qualcuno ha lasciato la propria auto nel parcheggio «scambiatore» dell'Ortomercato in quanto proveniente da fuori città e diretto in centro o in stazione. È il caso del signor Vittorio, bergamasco ma abbonato alla stagione teatrale bresciana, o di Giuliana, studentessa che frequenta l'Università di Padova. Se per il primo il blocco del traffico è stato deciso con «fini più politici che ecologici», la seconda ritiene che «le persone dovrebbero essere sensibilizzate sul problema inquinamento in maniera totalizzante e quotidiana. Nei centri storici dovrebbe essere sempre vietata la circolazione alle automobili e il Comune dovrebbe proporre un servizio più efficiente. Un blocco di otto ore crea solo disagio, non permette ai cittadini di capire la reale portata del problema e ad interiorizzarlo».
«Il blocco? Meglio durante la settimana»
Anche Giovanna e Solideo, residenti a Chioggia e in città per visitare la mostra «Inca», prenotata da tempo, suggeriscono «soluzioni diverse». «Sarebbe meglio bloccare le auto durante la settimana rafforzando il servizio pubblico - fa loro eco il signor Piermichele -. Le auto in circolazione oggi sono più delle scorse domeniche». «L'aria che si respira in città è diversa rispetto a quella di Siena o Arezzo - prosegue il giovane Andrea, a Brescia per lavoro ma residente in Toscana -. Provate a passare a piedi sotto la galleria Tito Speri...».
«Servono interventi più organici»
Avvezza a prendere il bus è invece la signora Caterina, che tra una commissione e l'altra è salita ieri su ben cinque diverse linee. «Io non ho la patente - ammette -. I miei figli invece hanno affrontato il blocco restandosene a casa». «Fan» del trasporto pubblico sono anche Yaroslava, che ci racconta come usufruisca «quotidianamente della linea 2 per motivi di lavoro» e come trovi «il servizio molto comodo», e Wessi, che dà il suo «ok al blocco», suggerendo però misure più frequenti. Lo stesso dice Massimo, professione autista di bus. «Mi aspettavo una maggiore affluenza oggi su questa linea - rivela -. Il cuore della città dovrebbe essere preservato dalle automobili tutte le domeniche. È necessario intervenire in modo più organico e soprattutto sulla mentalità della gente».
«Tante auto in giro, comunque»
Un'opinione, insomma, diffusa. Confermata anche dal signor Renzo e dal signor Vincenzo, entrambi residenti in periferia, ieri in città per una passeggiata. «Pensavamo di vedere meno automobili in circolazione - spiegano -. Uno stop di una giornata è inutile. E poi non avrebbero dovuto esserci deroghe, o tutti o nessuno». Contrario alle deroghe concesse dal Comune è anche il Comitato per la salute, la rinascita e la salvaguardia del centro storico. «È risaputo che l'obiettivo primario dell'iniziativa è stato prevalentemente di natura educativa - scrivono in un comunicato -. La causa principale della produzione di elementi inquinanti non è però solo la combustione degli idrocarburi ma, in particolare per quanto riguarda la produzione di Pm10, è determinante la frantumazione in particelle degli pneumatici, il consumo dell'asfalto, il sistema frenante di ogni singola vettura». Indipendentemente dall'attualità del blocco, è certo che i cittadini l'abbiano rispettato. Le pattuglie della Polizia locale hanno controllato 158 vetture e elevato solo 26 verbali.
Chiara Corti



Blocco del Traffico di domenica 28 febbraio 2010

Copio e incollo dalla sezione Trasporti Pubblici & Mobilità > Autobus > Brescia del  forum del sito www.trasportipubblici.net tre messaggi scritti da utenti che hanno usufruito del servizio di trasporto pubblico durante le ore di blocco del traffico. Gli utenti riportano alcune considerazioni sul servizio di navette da e verso i parcheggi scambiatori nonché in ordine al potenziamento della rete ordinaria che ha riguardato esclusivamente la linea 1.
Boss - Inserito il - 28 febbraio 2010 : 21:02:04     
Oggi ero in giro sia questa mattina sia questo pomeriggio verso le 18.

Osservazioni sparse:

- navette semideserte, se non deserte. L'affluenza massima l'ho osservata questa mattina, meno di 10 persone tra Stazione e Centro. Stasera deserte o, al più, con 3-4 persone verso i parcheggi

- la 1 lavora sempre parecchio, anche con frequenza di 10 minuti. Oggi pomeriggio era parecchio perturbata.

- nel pomeriggio ressa alle fermate e sui bus. Ero sulla 13 (836) ed era dai tempi dell'ora di uscita al liceo che non vedevo un autobus così pieno. Tutte le linee che ho visto lavoravano parecchio (anche la 7 con la sua frequenza da morte per vecchiaia)

Ne concludo che: le navette non servono, come già osservato, a nulla. D'altra parte, perchè mai uno dovrebbe venire a Brescia una domenica di blocco? Se proprio le si vuol tenere (perchè volendo si potrebbero prolungare le linee esistenti...), non si potrebbero usare i 12 metri al posto dei Citelis, dato "l'affollamento"?
E non è che si potrebbero trovare un po' di risorse per far si che in giornate simili la cittadinanza si possa muovere senza aspettare secoli alla fermata, come si faceva nei primi blocchi?

Enry - Inserito il - 28 febbraio 2010 : 21:09:33       
Concordo con Boss: essendoci il blocco del traffico, bisognerebbe investire risorse sull'intera rete di trasporto pubblico come si faceva negli anni passati, senza tralasciare i servizi delle navette.

Ma poi queste navette effettuano tutte le fermate che incontrano sul percorso o no? Secondo me han solo le fermate dei capolinea e stazione - centro.

Boss - Inserito il - 28 febbraio 2010 : 21:44:42 
Credo facciano solo le fermate principali (parcheggio - stazione - centro - ospedale) ma non garantisco, anche perchè tutte le volte che avrei potuto prenderle è arrivata sempre prima la 1. Solo che poi restano imbottigliate e ci mettono tanto quanto la linea normale.

Giornale di Brescia 27 febbraio 2010
Treni Terza giornata nazionale
Ferrovie dimenticate fra Oglio e lago d'Iseo
Il 7 marzo manifestazioni anche sulla Brescia-Iseo-Edolo e Palazzolo-Paratico. Ben 63 appuntamenti in tutta Italia
BRESCIA Una Giornata, in tutta Italia, per le ferrovie dimenticate. La terza, dopo l'«istituzionalizzazione». Occasione per non dimenticare, per non lasciar cadere nel silenzio e nel dimenticatoio il patrimonio ferroviario italiano, quello che ha segnato lo sviluppo del nostro Paese a cavallo fra Ottocento e Novecento. Una Giornata per valorizzare e rilanciare la mobilità sostenibile ed ecocompatibile, per accendere i riflettori - almeno una volta l'anno - su quei «rami secchi» che hanno fatto la storia, su quelle linee a vocazione turistica, su quelle tratte abbandonate ma ancor oggi dalle mille potenzialità e su quel materiale rotabile da conservare anche solo per il valore storico, ingegneristico, umano, museale. In realtà ci sono mille motivi a sostegno della Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, manifestazione non certo anacronistica o per «semplici» appassionati, storici, nostalgici... bensì occasione per riportare sul tavolo progetti di mobilità e sistemi integrati, sostenibili, turisticamente validi. E non potrebbe essere diversamente, se si considera che il motore della Giornata è la Confederazione per la Mobilità Dolce, ossia una rete nazionale di associazioni e realtà del volontariato dalle lunghe e consolidate radici.
In sostanza la Giornata delle ferrovie dimenticate non è solo teoria, progetti, idee... c'è molta concretezza che ruota attorno a vecchi binari e stazioni, non necessariamente dismessi, abbandonati all'incuria del tempo e ad un destino che non concede sconti. Il programma prevede infatti, su e giù per la Penisola, viaggi con treni a vapore o con storici locomotori su linee ormai chiuse, escursioni in bicicletta o passeggiate lungo sedimi che un tempo ospitavano ferrate, mostre fotografiche e documentali in stazioni e depositi, convegni nonché gite in treno su ferrovie a forte vocazione turistica. Calcolatrice alla mano, sono ben 63 le manifestazioni promosse in tutto il Paese, coinvolgendo 17 regioni, da Nord a Sud.
Una giornata un po' speciale, alla quale ovviamente il contributo bresciano, come sempre, non è venuto meno. E non potrebbe essere diversamente, visto che la nostra provincia è «patria» di grandi studiosi di ferrovie (riconosciuti a livello internazionale), di un esercito di appassionati, di fotografi specializzati, di modellisti, di costruttori di diorami e plastici, di scrittori, di riviste del settore, di club ed associazioni che hanno fatto del turismo ferroviario un'esperienza «che sta in piedi».
Due gli appuntamenti bresciani, organizzati dalle «Ferrovie turistiche italiane», per il 7 marzo. Il primo: viaggio turistico sulla Brescia-Iseo-Edolo (gestita dalle Ferrovie Nord) con escursione a Montisola. Ritrovo alle 8.40 alla stazione di Brescia con i volontari dell'associazione «Ferrovie Turistica Camuna» (del gruppo Fti), partenza alle 9.07 con treno ordinario composto dall'automotrice diesel storica delle Nord (si tratta della Aln 668-121, riportata alla livrea originale, quindi arancione) ed alle 9.33 da Iseo, con arrivo a Pisogne alle 10 dove è prevista la visita al vecchio pontile che consentiva il carico e scarico dei carri merci dalle chiatte in navigazione sul Sebino alla strada ferrata. Alle 11.03 partenza da Pisogne per ritornare a Sulzano (arrivo alle 11.21) dove alle 11.45 è prevista la partenza del traghetto per Montisola per il pranzo ed una visita dell'isola. Alle 14.28 partenza in battello da Peschiera Maraglio per rientrare ad Iseo (arrivo alle 14.55) con visita del centro storico. Alle 17.31 partenza dalla stazione iseana per il rientro, sempre con treno ordinario, a Brescia (arrivo 17.54). Info www.ferroviedimenticate.it, www.ferrovieturistiche.it, 338.8577210 o 030.7402851.
Il secondo: a Palazzolo sull'Oglio, con ritrovo in stazione alle 10, la «Ferrovia del Basso Sebino» presenterà il locomotore Badoni Abl VI del 1964 a conclusione dei lavori di restauro eseguiti dalle officine De Aloe di Brescia, utilizzato sulla Palazzolo-Paratico, e darà inizio ai lavori di sistemazione del locomotore «Sogliola» del 1938. Sarà questa l'occasione poi per illustrare la nuova stagione di servizio del «Trenoblu - treni turistici per il lago d'Iseo» giunto quest'anno alla diciassettesima edizione.
Marco Bonari


Mobilità alternativa con «Co.Mo.Do»
Anche le Ferrovie Turistiche Italiane nella Confederazione di Mobilità Dolce
BRESCIA La Giornata delle ferrovie dimenti- cate? È «figlia» della Confederazione Mobilità Dolce (CoMoDo in sigla), un sodalizio di associazioni che, occupandosi di mobilità alternativa e tempo libero, si muove anche sul fronte del recupero di ferrovie dismesse. Non a caso, obiettivo di questa realtà è la promozione di una rete nazionale di mobilità dolce, ruotando attorno al perno della valorizzazione territoriale e turistica, sempre attraverso forme ecocompatibili. Ecco quindi il progetto di un sistema che parte dal recupero e dalla valorizzazione di infrastrutture dismesse o sottoutilizzate per poi integrarsi con il trasporto pubblico locale, con la rete della ricettività turistica e con quella delle aree naturali protette o dei circuiti museali-culturali-artistici.
Un grande progetto nazionale ed un tavolo di lavoro, quindi, per il CoMoDo che vanta anche sostegno, collaborazione e appoggio bresciano. Perché in questa Confederazione aderisce anche l'associazione «Ferrovie turistiche italiane» con sede a Palazzolo sull'Oglio, da cui dipendono anche le associazioni «Ferrovia del Basso Sebino» (nata nel 1994 sulla scorta della riapertura, a soli scopi turistici, della ferrata Palazzolo-Capriolo-Paratico), «Ferrovia della Val d'Orcia» di Siena e «Ferrovia Turistica Camuna» con sede a Cevo.
Per comprendere la valenza e l'autorevolezza del CoMoDo basta lanciare uno sguardo al lungo elenco di associazioni e realtà del volontariato con lunghe e consolidate radici in tutta Italia che aderiscono a questa Confederazione che ha sede a Milano. Nel lungo elenco spiccano, dopo la Fti, il Touring Club Italiano, il Club Alpino Italiano, Legambiente, Italia Nostra, Federparchi, Wwf... Tutte associazioni che il 7 marzo scenderanno in campo per la terza Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, che quest'anno - in fatto di eventi - vanta un cartellone di tutto rispetto. Perché manifestazioni saranno promosse in sedici regioni italiane (dal Piemonte alla Sicilia, dalla Sardegna al Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria alla Basilicata) per un totale di ben 63 iniziative.
La parte da leone spetterà comunque alla Lombardia ed alla Toscana con otto eventi ciascuna, a dimostrazione - ancora una volta - della grande sensibilità e potenzialità di queste zone, soprattutto sul fronte del turismo ferroviario. m. bon.

Sulla Palazzolo-Paratico torna il «Trenoblu»
PALAZZOLO Le tante difficoltà economiche, i lungi silenzi e le mancate risposte di molti Enti territoriali (in parte ora risolti) hanno spinto i volontari delle «Ferrovie turistiche italiane» a non mollare, a non gettare la spugna. A maggior ragione per non disperdere un'esperienza ferroviaria-turistica di successo, che si trascina ormai da diciassette anni.
Torna quindi anche quest'anno il «Trenoblu», ossia il servizio festivo-estivo lungo la Palazzolo-Paratico, con la formula del «treno + battello», ossia la possibilità di acquistare un biglietto cumulativo per viaggiare lungo i dieci chilometri di ferrata aperta nel 1876 e di effettuare un'escursione sul lago con i battelli della Navigazione lago d'Iseo. Dieci le corse giornaliere del «Trenoblu» tutte le domeniche dal 16 al 23 maggio, dal 2 al 27 giugno e dal 5 al 19 settembre, con partenze da Palazzolo per Paratico alle 9.28, 10.28, 14.28, 15.41 e 17.41 e da Paratico/Sarnico alle 10.02, 11.42, 15.02, 17.02 e 18.40, con possibilità di fermate a Capriolo. Garantite le coincidenze all'imbarcadero di Sarnico coi battelli e alla stazione palazzolese con i convogli provenienti da Brescia e Bergamo; possibilità di trasporto di biciclette. Info e prenotazioni www.ferrovieturistiche.it o 0307402851; possibilità di pacchetti viaggio tutto compreso per comitive e scolaresche con visite sul Sebino, Franciacorta, Valcamonica e città di Brescia e Bergamo.
Ricco poi il calendario di treni speciali, con materiale rotabile storico programmati dalla Fti in collaborazione con Trenitalia, LeNord, Enti locali e consorzi. S'inizia il 21 marzo con il treno a vapore Milano-Rovato per la sagra del manzo all'olio; 18 aprile littorine da Milano, Monza e Bergamo per «Scoprire Palazzolo e le sue torri», il 25 aprile vapore da Milano, Treviglio e Bergamo per Palazzolo («Scoprire Palazzolo») e Capriolo (sagra del brasato). Il 1° maggio e il 26 settembre vapore da Bergamo a Paratico, il 7 novembre treno d'epoca da Milano a Iseo per la festa del vino novello in Franciacorta, l'8 dicembre littorine diesel da Milano a Paratico per la «Madona dei pom». Ancora, il 30 maggio treno a vapore da Milano a Iseo, via Rovato, per il festival dei laghi italiani, il 4 luglio treno delle malghe da Brescia a Edolo, il 18 luglio e 12 settembre automotrici da Brescia alle terme di Boario e il 5 settembre treno dei rifugi in Val Sant'Antonio.


Quel binario che porta in Toscana
Esperienze bresciane dietro il successo del «Treno Natura» nel Senese e in Val d'Orcia
BRESCIA «Treno Natura» è il fratello del «Trenoblu». Il primo corre in Toscana, sulla Siena-Asciano-Monte Antico, attraversando la Val d'Orcia, il secondo nella nostra media valle dell'Oglio, tra Palazzolo e il basso Sebino. In realtà «Treno Natura» e «Trenoblu» sono due loghi: il primo dell'associazione «Ferrovia Val d'Orcia», con sede a Siena, il secondo della «Ferrovia del Basso Sebino», con base alla stazione di Palazzolo.
Punti in comune? Entrambe sono confluite nell'associazione «Ferrovie turistiche italiane» di Palazzolo ma soprattutto il «Treno Natura» nasce - nella sua autonomia territoriale - dalla prima esperienza italiana di turismo ferroviario, condotta proprio nel Bresciano, sulla Palazzolo-Paratico riaperta ad un servizio passeggeri, a soli scopi turistici e nei giorni festivi, nell'ormai lontano 1994, grazie ad una proficua collaborazione tra Ferrovie dello Stato e volontariato. Proprio nel '94, anno in cui la ferrovia Asciano-Monte Antico veniva chiusa, nel settembre, al traffico passeggeri ordinario, perché considerata «ramo secco» (stessa sorte toccata alla Palazzolo-Paratico quasi trent'anni prima, nel giugno 1966). Il progetto di ferrovia turistica viene quindi adottato nel 1996 anche in questo territorio, sulla scorta del suo grande valore storico, culturale, ambientale e ovviamente turistico. Tale strada ferrata attraversa infatti la zona delle crete senesi, la valle del fiume Orcia ai piedi del monte Amiata e colline coltivate a vigneto dove si produce il famoso Brunello. I primi passi in terra toscana vengono dunque mossi proprio dai volontari bresciani con un gruppo di amici di Siena ed il successo è ben presto decretato. Al punto che l'esperienza s'allarga a macchia d'olio tanto che nell'autunno del 1997 viene costituita la Ferrovia Colle Val d'Elsa-Poggibonsi.
Ma veniamo all'offerta turistica del «Treno Natura». Il servizio festivo con storiche littorine diesel (Aln 773) tra Siena-Asciano-Monte Antico-Buonconvento viene garantito con partenze da Siena alle 8.30, 11.12 e 15.35 il 16, 23, 30 maggio; il 6, 13 giugno; il 12, 19, 26 settembre; il 10, 17 ottobre, in concomitanza con feste e sagre popolari nei paesi attraversati. Treni speciali con materiale d'epoca diesel (Aln 772) o a vapore (Gr 625), in concomitanza con eventi particolari, sono previsti il 7 marzo (sagra del tartufo); 5, 25 aprile (festa del pecorino e del carciofo); 1, 9 (mercatino delle crete senesi), 16, 23, 30 maggio (treno delle sorgenti del Vivo d'Orcia); 6 (treno del minatore), 13, 27 giugno. Ancora, il 5 (treno degli Etruschi), 12, 19, 26 settembre (sagra della Val d'Arbia); 3 (festa della vendemmia), 10, 17 (treno del fungo porcino), 24 (festa della castagna), 31 ottobre; 14, 21 novembre (mostra-mercato del tartufo bianco) ed infine l'8 dicembre (festa dell'olio d'oliva). Info 0577207413. m. b.

Il Brescia 27 febbraio 2010
Clicca sull'immagine per ingrandirla


ANNO 2013 - PROPOSTA PER LA RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE DI SUPERFICIE PER L'AREA URBANA DI BRESCIA CON L'AVVIO DELLA METROPOLITANA

NGUPTN
NEXT GENERATION URBAN PUBLIC TRANSPORT NETWORK
RETE DI TRASPORTO PUBBLICO URBANO DI PROSSIMA GENERAZIONE


Nuove proposte
Febbraio 2010 - Aspettando la Metropolitana - Proposta per il (ri)lancio dei parcheggi scambiatori quale intervento urgente per limitare...
Gennaio 2010 - Proposta di implementazione paline elettroniche di fermata e pensiline presso le stazioni della metropolitana di Brescia
Agosto 2009 - Proposte e suggerimenti per le iniziative di potenziamento del trasporto pubblico (dicembre 2009) e promozione progetto e lavori metrobus
Maggio 2009 - Giornale di Brescia e Bresciaoggi - Mia lettera al direttore - Muoversi nella Notte Bianca delle 1000 Miglia.
Marzo 2009 - Proposta per i servizi complementari delle stazioni della metropolitana.
Febbraio 2009 - Proposte per la rete di trasporto pubblico notturno provinciale.
Gennaio 2009 - Proposta per il (ri)lancio dei parcheggi scambiatori all'interno del nuovo piano del trasporto pubblico locale.
Gennaio 2009 - Proposta per il prolungamento della corsia preferenziale di via Solferino.
Dicembre 2008 - Bresciaoggi "I minibus per il Castello fanno il tutto esaurito" - articolo con mia segnalazione ed appello.
Dicembre 2008 - Giornale di Brescia - Mia lettera al direttore "FESTIVITÀ - Il servizio navetta per il Castello"
Novembre 2008 - Centro storico: mappa con la possibilità di sosta (P e P+BUS) nei giorni di sabato e festivi antecedenti il Natale 2008
Novembre 2008 - Anche la multisala Wiz ha accolto l'invito. Il nuovo sito internet riporta il link alla mappa con la posizione delle fermate vicine
Novembre 2008 - L'infomobility che vorrei - proposte e suggerimenti per il nuovo servizio allo studio
Novembre 2008 - Proposte campagna pubblicitaria per sensibilizzazione utilizzo mezzi pubblici, nuove fasce di mercato da acquisire
Ottobre 2008 - Giornale di Brescia - Mia lettera al direttore "Trasporto Pubblico - Controllori sugli autobus"

28 Ottobre 2009 - l'Assessore alla Mobilità e traffico del Comune di Brescia Nicola Orto riceve tplbrescia.it

19 Agosto 2009 - Il  Presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi riceve tplbrescia.it

Sabato 8 Novembre 2008 - Bresciaoggi, in occasione del cantiere evento Marconi, ha dedicato un articolo a www.tplbrescia.it

TPL BRESCIA BS TRASPORTO PUBBLICO LOCALE AUTOBUS METROPOLITANA LEGGERA METROBUS TRENO LAM BRESCIA TRASPORTI BRESCIA MOBILITA' TRASPORTI BRESCIA NORD TRASPORTI BRESCIA SUD LENORD