PARTIRE …. MA PER DOVE

L’irruzione nel deposito Saia Trasporti di Isorella. Alcune considerazioni e proposte per una riflessione

E ci troviamo purtroppo, nostro malgrado, a dover affrontare e discutere l’ennesimo episodio di sconcertante accanimento verso il sistema del trasporto pubblico, colpito ancora una volta senza comprenderne fino in fondo il movente; forse perché nell’inconscio collettivo rappresenta un qualcosa verso cui rivolgere azioni inqualificabili e gesti insensati. Un fatto è certo, la devastazione di ben 5 mezzi di trasporto Saia Trasporti è “un fatto” eclatante soprattutto per la premeditazione e per gli effetti che evidentemente si sono voluti perseguire, senza contare il danno economico e le ricadute dirette alla produzione del servizio, proprio nel momento in cui è ripresa la programmazione ordinaria anche dei servizi scolastici a conclusione delle festività. Sull’aspetto richiamato sarebbe interessante svolgere un’attenta riflessione per comprendere fino in fondo le ragioni del gesto, di questa assurda provocazione con cui qualche individuo ha volutamente richiamato l’attenzione generale con l’ennesima azione eclatante, in una forma di auto celebrazione dell’assurdità, secondo un discutibile stile assai in voga di questi tempi tra i giovani, sempre più interessati a rappresentare il disprezzo verso il sistema o l’istituzione con atti inqualificabili nei confronti della scuola, dei servizi pubblici in generale, inclusi mezzi e strutture del trasporto pubblico, dei luoghi di culto oppure in occasione di manifestazioni sportive o ricreative di richiamo. Allo stesso modo si assiste ad un decadimento dei rapporti tra le persone con una divaricazione accentuata tra soggetti di diversa estrazione sociale o culturale che spesso assumono preoccupanti risvolti anche a sfondo razziale. Questi atteggiamenti sono frequentemente documentati dagli stessi protagonisti e diffusi al pubblico utilizzando la rete web, per generare ancora provocazione e fenomeni di emulazione.

In un certo senso sarebbe sufficiente qualificare questi accadimenti come uno dei tanti fatti di delinquenza comune che come tali devono essere perseguiti per via giudiziaria dalle autorità competenti, ma purtroppo dobbiamo ammettere che questi fenomeni non si sviluppano solo negli ambienti in cui prevale il disagio sociale ed economico ma spesso hanno origine tra le mura domestiche, nella fragilità dei rapporti familiari e nell’indifferenza generale.

Perpetrare il decadimento del sistema con un attacco frontale alle attività ed ai servizi di che ne sono la più diretta espressione, è certamente un segnale che non può essere trascurato anzi deve preoccupare.

Per tornare sui fatti specifici ,spiace dover dedicare tempo e spazio per analisi e valutazioni che esulano dalle nostre competenze specifiche o meglio: domanda, offerta di trasporto, progetti innovativi per la mobilità, standard qualitativi del servizio, informazioni e promozione del trasporto ed altro, molto altro ancora. Peccato perché, con un forte senso di avvilimento e, per certi versi, di sconcerto dobbiamo per forza di cose esaminare e cercare di svolgere un’analisi oggettiva dell’ennesimo atto di violenza compiuto da qualcuno o alcuni che non si esclude possano essere anche nostri “utenti” ed utilizzatori dei servizi di linea.

Tra avvenimenti e prospettive è necessario ribadire la nostra convinzione e partire da un punto fermo: “contrastare con ogni mezzo qualsiasi fenomeno di intolleranza e comportamento di inqualificabile inciviltà rivolti nei confronti del servizio pubblico, verso l’attività di impresa, gli addetti, i mezzi gli impianti e le strutture che ne rappresentano le componenti essenziali e portanti”.

Questa è la sfida che l’Azienda si impegna ad affondare con fermezza e con ogni strumento disponibile, ma soprattutto con il sostegno delle istituzioni presenti sul territorio, affinché si affermi il principio della legalità, dell’ordine ed il rispetto delle regole. Da questo punto, sia chiaro, serve la massima intransigenza anche se il punto vero è comprendere in che modo e come sia possibile dare una risposta a problemi che esulano dalle competenze e ruoli specifici. Al tatto, una risposta può essere data nei termini seguenti: consapevolezza comune di un problema che deve coinvolgere ogni compagine sociale ed istituzionale, quindi il sistema nel suo insieme.

Ebbene, raccogliere ed affrontare queste situazioni richiede un’azione comune determinata per dare risposte efficaci ed affermare un modello, una cultura della vita in cui prevalgano sani principi e valori; il rispetto della persona, l’ambiente, la convivenza civile, l’integrazione e la tolleranza, in altre parole uno stile di vita sereno, consapevole ed equilibrato, respingendo quei falsi stereotipi e la schizofrenia che contraddistingue troppo spesso la vita ed il rapporto tra le persone.

Occorre uno sforzo congiunto di tutti, coinvolgendo le famiglie, la scuola le istituzioni, gli organismi religiosi, le strutture sanitarie ed assistenziali in modo da contrastare questo progressivo degrado sociale del quale anche la nostra azienda, impegnata nella erogazione di un servizio rivolto alla collettività, ne subisce ormai da tempo gli effetti negativi, con relativo danno economico.

Nel caso specifico del trasporto pubblico collettivo, l’Azienda intende richiamare l’attenzione delle autorità preposte sulle iniziative attivate e quelle in fase di studio, verso le quali aprire un confronto, tutte comunque finalizzate da una parte alla salvaguardia degli operatori del trasporto e dall’altro ad assicurare una maggiore sicurezza dei viaggiatori. Iniziative avviate:

a) Sistema di videosorveglianza a bordo degli autobus; progetto sostenuto con risorse proprie dell’azienda, in stand bye da ben 18 mesi (!) in quanto l’operatività del sistema è subordinato alla sottoscrizione di un protocollo con la Prefettura per il trattamento dei dati sensibili (immagini) secondo le disposizioni in materia di privacy;

b) Campagne di comunicazione ed informazione riguardanti: -le norme comportamentali e il corretto utilizzo dei servizi di trasporto pubblico; -l’attività ispettiva per l’accertamento delle infrazioni e la collaborazione attiva delle forze dell’ordine;

c) Corsi di formazione periodica dedicati al personale viaggiante ed a contatto con il pubblico focalizzati sul problema dei rapporti e del comportamento con i viaggiatori;

d) Iniziative di comunicazione destinata agli studenti ed alle famiglie sul tema specifico del corretto utilizzo del servizio e dei mezzi di trasporto; e quelle per le quali è in corso un’analisi di fattibilità:

e) Definizione accordi di collaborazione con le forze dell’ordine, per supportare l’attività del personale aziendale addetto al controllo, finalizzati ad una più efficace azione di vigilanza, assicurare il corretto utilizzo del servizio, un intervento immediato in caso di emergenza, il mantenimento dell’ordine pubblico sui mezzi e presso le strutture dedicate al servizio (autostazioni);

f) Incontri e forum di discussione presso istituti scolastici di scuola media inferiore e superiore sul tema dell’educazione civica ed in material sociale;

g) Partecipazione ad incontri pubblici presso Comuni o Associazioni per la promozione dell’utilizzo del servizio di trasporto pubblico, oltre che esaminare nuove richieste o la valutazione di problematiche legate alla mobilità.

Queste iniziative, congiuntamente agli investimenti operati e da attuare nei prossimi anni, che consentono di migliorare qualitativamente il servizio e l’offerta di trasporto (nuovi autobus, infrastrutture e sistemi di comunicazione, progressivo incremento dei collegamenti e riqualificazione delle linee di trasporto), servono soprattutto a determinare le condizioni per garantire un servizio moderno aperto e di massima accessibilità e fruibilità, sovvertendo un diffuso luogo comune che considera il trasporto pubblico il sistema dedicato a persone appartenenti a fasce sociali meno abbienti o per quanti non sono in condizione di disporre (fino al raggiungimento della maggiore età) dell’automobile, il mezzo di locomozione per eccellenza e sempre più diffuso in questa nostra frenetica società.

Affrontare un confronto di questa portata, nella quale insistono interessi e risorse in campo assai differenti, non facilità il compito e la possibilità di raggiungere risultati significativi in tempi ragionevolmente contenuti.

L’altro aspetto verso cui è indispensabile rivolgere la massima attenzione riguarda i giovani, il modello educativo, la interpretazione dei comportamenti ed il disagio sociale dilagante. Questi argomenti coinvolgono ognuno di noi in qualità di genitori impegnati a svolgere un ruolo di educatori con il compito di trasmettere valori e principi fondamentali della convivenza civile, spesso con una insufficiente capacità di osservare ed interpretare ogni cambiamento che interessa il mondo giovanile.

Paradossalmente, nella società del benessere assistiamo ad una crisi di valori e questo si traduce in una maggiore difficoltà a gestire un corretto rapporto generazionale e la fragilità psicologica dei soggetti più giovani. E’ indispensabile ripensare come riqualificare l’offerta educativa e culturale, ridare vigore, entusiasmo e giuste motivazioni ai giovani, che evidentemente risentono maggiormente del continuo mutamento di una società che a volte sembra essere meno attenta alla condizione ed ai bisogni della persona. I responsabili dei danneggiamenti di questi ultimi giorni, nella manifestazione di comportamenti violenti, dimostrano tutta la loro fragilità psicologica con una evidente situazione di disagio esistenziale.

Riprendere il percorso del dialogo e del confronto, coordinare le azioni in un processo complessivo ed articolato, che riconosca responsabilità ed attribuisca, a chi sbaglia le relative conseguenze, consentirà di offrire la possibilità di rimediare seguendo anche forme alternative di reinserimento sociale, perché è importante fare recuperare la fiducia alla persona affinché anche sugli errori si possa ricostruire una motivazione e dare un senso positivo alla vita.

Il compito è impegnativo ma deve essere sostenuto con convinzione e determinazione da tutti nel rispetto delle competenze specifiche e anche noi, operatori del trasporto siamo pronti a dare il nostro contributo, a condizione che sia chiaro il punto di arrivo di questo difficile e complesso viaggio collettivo.

Brescia, 8 Gennaio 2009

Affari Generali & Comunicazione 

Franco Ferrada