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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia
Il Brescia 28/02/2009
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Giornale di Brescia 27/02/2009

Già collaudati i bus-serpentoni  
Ufficialmente in circolazione da lunedì
Ufficialmente l’era dei bus autosnodati in città inizierà lunedì prossimo, ma già da qualche giorno i nuovi mezzi sono in servizio sulla rete del trasporto pubblico urbano.
Dal 2 marzo, come precisa un comunicato dell’Assessorato al traffico del Comune, i nuovi Citelis da 18 metri, alimentati a metano, entreranno progressivamente in servizio sulla Lam 1. «Progressivamente» perché i primi 14 autobus sono già operativi, cioè con le macchinette per l’obliterazione dei biglietti e la lettura della omnibus card già montate e funzionanti, mentre gli altri sei saranno allestiti al ritmo di due al giorno man mano che i vecchi bus a gasolio saranno dismessi. Ma molti bresciani, soprattutto studenti, hanno già viaggiato sui Citelis 18. Nei giorni scorsi, infatti, per collaudare e «rodare» ogni mezzo, i nuovi bus sono stati utilizzati per alcune corse speciali che già Brescia Trasporti effettuava con alcuni autosnodati, vecchi bus a gasolio che possiede da anni.
In particolare nelle tabelle orarie sono previste alcune corse con autosnodato sia sulla linea 3 che sulla 15, nell’orario di punta dell’uscita delle scuole superiori della città. Così i serpentoni si sono misurati con il percorso da Rezzato alla Mandolossa e anche dal villaggio Montini al quartiere Noce. «Collaudi che stanno procedendo senza problemi - ha spiegato il direttore di Brescia Trasporti, Claudio Garatti - e che da lunedì e nei giorni successivi ci permetteranno una operatività sempre maggiore con i nuovi bus in servizio sulla linea 1».
Da domani invece sarà prolungato il percorso della linea 12 fino all’interno del quartiere Sanpolino. Fino ad oggi infatti i bus si fermavano in via Fiorentini mentre da domani percorreranno anche via Manziana, via Di Prata, via Aldrighi, e via Rizzi con fermate in via Di Prata, in via Rizzi all’angolo con via Degli Alpini e al nuovo capolinea fissato all’angolo tra via Rizzi e via Fiorentini.
Sempre domani invece la linea 1 invertirà il percorso ad anello nella zona del capolinea di San Polo: in direzione Masaccio da via del Verrocchio, via Masaccio e capolinea nei pressi dell’apposito slargo in corrispondenza della fermata numero 805. In direzione Mompiano, da via Masaccio, via Bramante, via Tiepolo, via Gatti, via del Verrocchio e poi solito percorso. p. bert.


Giornale di Brescia 27/02/2009

In viaggio sulle ferrovie dimenticate  
Domenica la seconda edizione della Giornata nazionale dedicata alle strade ferrate dismesse e ai «rami secchi» Mostra fotografica alla stazione di Paratico ed escursione col treno storico sulla Rovato-Bornato e Iseo-Pisogne
BRESCIA Per non dimenticare. Per non archiviare nel dimenticatoio quella storia e quel patrimonio ferroviario che hanno segnato lo sviluppo del nostro Paese a partire dalla fine dell’Ottocento. Per non cancellare «rami secchi», linee a vocazione turistica, tratte abbandonate e vecchi rotabili da conservare. In quest’ottica - di accensione dei riflettori almeno per un giorno - ruota la Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, giunta questa domenica alla seconda edizione.
Un centinaio gli eventi organizzati su e giù per la Penisola, anche attraverso la Confederazione per la Mobilità Dolce, oltre ad una cordata di associazioni fra cui le «Ferrovie turistiche italiane» con sede a Palazzolo sull’Oglio. Viaggi con treno a vapore o con storici locomotori su binari dimenticati, escursioni a piedi o in bicicletta lungo rotaie ormai dismesse, convogli speciali su tratte a forte vocazione turistica, allestimento di mostre fotografiche e documentali in vecchie stazioni... rappresentano il contenuto della Giornata riconosciuta ormai quale appuntamento annuale (il 1° marzo) a livello nazionale. Un’occasione anche per rispolverare il grande patrimonio ferroviario italiano e per rileggere pagine di storia locale che hanno visto intere comunità crescere e svilupparsi, nei decenni scorsi, attorno a strade ferrate che invece oggi sono state chiuse a qualsiasi tipo di traffico o addirittura smantellate.
«In Italia esistono 5.700 chilometri di ferrovie abbandonate - spiega il presidente del Co.Mo.Do., Albano Marcarini - che potrebbero essere trasformate in piste ciclo-pedonali, sicure e protette. In Italia poi esistono decine di piccole linee ferroviarie (dal Trenino verde in Sardegna alle ferrovie appenniniche abruzzesi, dalla rete delle Calabro-Lucane a quella delle Ferrovie Padane) che attendono un rilancio come ferrovie turistiche. Infine nel nostro Paese esistono ancora altre ferrovie che, seppur smantellate, non sono decadute nel ricordo e nella voglia delle popolazioni di rivederle attive».
Nel Bresciano per la Giornata nazionale l’associazione «Ferrovie turistiche italiane» (di cui è presidente il bergamasco Silvio Cinquini e di cui fanno parte le bresciane «Ferrovia del Basso Sebino» e «Ferrovia Turistica Camuna») ha organizzato due appuntamenti. Il primo in stazione a Paratico dove i volontari ferroviari hanno allestito una mostra fotografica che ripercorre l’avventura del «Trenoblu - treni turistici per il lago d’Iseo», ossia la riapertura dal 1994 della Palazzolo-Paratico nei festivi (e nel solo periodo estivo) con scopi turistici. Alle 10 poi, nella stessa vecchia stazione, verrà presentata la sedicesima edizione, cioè il servizio domenicale con littorine diesel anni Cinquanta su questa tratta di dieci chilometri e i treni a vapore che, partendo da Milano e Bergamo raggiungeranno Paratico. Contemporaneamente, anche grazie alla collaborazione con LeNord e con il Comune di Rovato, sulla Brescia-Iseo-Edolo sono organizzate corse gratuite con lo «Schienenbus», storica automotrice diesel già utilizzata per treni speciali.
In particolare con l’iniziativa gli organizzatori vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica sulla riapertura al traffico passeggeri ordinario della tratta Rovato-Bornato ed al rilancio turistico dell’intera linea gestita dalle Ferrovie Nord.
Domenica lo «Schienenbus» correrà tra Iseo e Rovato attraverso il «nodo» di Bornato per poi effettuare una corsa da Iseo fino a Pisogne con fermate a Sale Marasino e Marone. Partenze da Iseo per Rovato Borgo alle 9.50 e 16.05 e da Rovato per tornare sul Sebino alle 10.35 e 16.40; partenza dalla stazione iseana per Pisogne alle 14 e ritorno alle 15.20. Per ogni viaggio sono disponibili sessanta posti a sedere.
Per maggiori informazioni si possono visitare i siti www.ferroviedimenticate.it o www.ferrovieturistiche.it o telefonare allo 030.7402851 o 338.8577210.
Marco Bonari 


Giornale di Brescia 25/02/2009

La ristorazione sale sul treno camuno  
La carrozza bar-bistrò verrà messa a disposizione dalle Ferrovie Nord d’intesa con la Provincia

La Provincia di Brescia realizzerà e metterà in esercizio una carrozza bar-bistrò in cui saranno disponibili prodotti tipici della Val Camonica, del Sebino e della Franciacorta.
Si tratta di un nuovo progetto che le Fnm Group e l’Assessorato ai Trasporti della Provincia di Brescia stanno sviluppando per permettere all’utenza, in special modo turistica, di assaporare il meglio delle bellezze paesaggistiche ed eno-gastronomiche della Provincia. La carrozza bar-bistrò verrà messa a disposizione da Fnm VieNord sulla tratta Brescia-Iseo e Alta Valle nei giorni di Sabato e Domenica nel periodo estivo, a partire da Maggio.
«Abbiamo pensato - ha dichiarato l’Assessore ai Trasporti Valerio Prignachi - che non ci sia nulla di meglio che passare due ore di viaggio assaporando le delizie tipiche della nostra Provincia mentre si ammira il paesaggio. Questo progetto, inoltre, si innesta nelle numerose azioni per il rilancio della linea Brescia-Iseo che sono state intraprese negli ultimi anni. Riteniamo - continua l’Assessore Prignachi - che questa iniziativa possa garantire una migliore fruizione del territorio da parte sia dei turisti che degli abitanti della Provincia di Brescia ed essere una vetrina importante per i prodotti eno-gastronomici di cui il nostro territorio è ricco».
Il servizio sarà svolto inizialmente ogni sabato e domenica del periodo estivo ma, in caso di successo, successivamente potrà estendersi ad altri periodi dell’anno.
Tra le possibilità di sviluppo futuro c’è anche quella, in accordo con l’assessorato all’Agricoltura e con l’assessorato all’Istruzione, di affidare la gestione del servizio alle scuole alberghiere, numerose in Val Camonica.
«Questi servizi - conclude l’Assessore Prignachi - sono già offerti all’estero, soprattutto in Svizzera, con molto successo e rappresentano un’ulteriore possibilità di valorizzare il territorio e le sue bellezze». 


Bresciaoggi, 24/02/2009

Rivoluzione in stazione
Nuovi video informativi

Due tabelloni a led luminosi da tre moduli nell’atrio, dieci moduli riepilogativi sparsi tra biglietteria, sottopassaggio e aree servizi, tre monitor sul primo marciapiede, venti teleindicatori sui binari e 14 nel sottopasso, per un totale di 49 periferiche video e 88 audio. Insieme fanno il nuovo sistema informativo della Stazione di Brescia.
DA OGGI assicurano maggiore tempestività e completezza dei messaggi - sottolinea Ferrovie dello Stato - grazie all’interfaccia diretto con i sistemi di controllo della circolazione. Il nuovo sistema, totalmente a tecnologia informatica, ha richiesto un investimento di oltre un milione di euro. Consente messaggi automatici tempestivi e in multilingue sia per le linee servite da Trenitalia che per la Iseo-Edolo de Le Nord. Gli operatori in stazione potranno integrare o modificare gli annunci e nient’altro. Persino il volume degli altoparlanti si modula automaticamente in base ai livelli di rumore presenti, grazie a speciali sonde microfoniche.
LA FLESSIBILITÀ informatica consente pure di personalizzare i messaggi trasmessi alle diverse periferiche video, ad esempio di fornire informazioni su modifiche di circolazione di una linea solo per i viaggiatori in attesa sul binario interessato. La scelta di privilegiare il video all’audio – precisa Trenitalia – deriva da un sondaggio tra i viaggiatori, che dà a oltre il 70 per cento le preferenze per monitor, video, eccetera, e solo al 2.7 per gli altoparlanti, che restano per segnalare variazioni improvvise. MI.VA.



Bresciaoggi, 23/02/2009

«Bus doppi, finalmente se ne è capita l’utilità»

L’ex assessore alla Viabilità della Loggia, Ettore Brunelli, si compiace dei passi in avanti fatti sul fronte dell’utilizzo dei bus doppi. Ma ci tiene a ricordare che la «paternità» del progetto è dell’Amministrazione precedente e polemizza con il suo successore Nicola Orto.
«DUNQUE I 20 AUTOBUS Citelis 18, acquistati per circa 8 milioni di euro dalla giunta Corsini e da Brescia Trasporti nel 2007 facendo affidamento sugli introiti delle Ztl, sono in grado di percorrere indenni anche le vie della nostra linea 1», ironizza Brunelli che ricorda: «Il 28 gennaio l’assessore Orto dichiarava alla stampa che se la decisione fosse toccata a loro non avrebbero mai comprato questi bus. Oggi scopre ed apprezza che questi 20 bus “indesiderati” serviranno per offrire un miglior servizio ai cittadini di Brescia e hinterland: non dimentichiamo mai che ogni pezzo della rete cittadina, ed in particolar modo le linee di forza Lam 1 e 2, fa parte di una rete che comprende Brescia e 14 comuni contermini, ragione per la quale ogni miglioramento si riflette su tutta la linea e su tutta la rete». Non solo, ricorda l’ex assessore, servono anche a «risparmiare chilometri e quindi denaro, ad una migliore gestione delle risorse, anche umane».
«Mi fa molto piacere che alla fine si sia sciolto positivamente questo nodo e spero sia solo l’inizio di un operoso ravvedimento - chiude Brunelli -. Adesso non mi resta che rivolgere un caloroso invito a tutti i cittadini a fare un giretto con i Bus della linea 1 il 2 marzo per provare l’effetto che fa».


Giornale di Brescia 22/02/2009
 
Metrobus, operaio ferito in via Marconi  
Colpito alla gamba da un pesante «concio» dell’armatura durante lo smontaggio
Un brivido freddo. Che si stempera in un sospiro di sollievo. Quando l’operaio urtato da un «concio» dell’armatura del tunnel del futuro Metrobus viene soccorso nel grande scavo della stazione di via Marconi. Una gamba fratturata. Per quanto «brutta», la lesione non preoccupa. Luigi Curcio, 41 anni, calabrese di Crotone, dipendente della Astaldi, la capofila dell’Ati impegnata nei lavori, ne avrà per un paio di mesi. È ricoverato nel 1° Reparto di Traumatologia dell’Ospedale Civile.
C’è stato allarme, intorno alle 17. Paura. Tanto che nel cantiere sono arrivati, subito dopo i mezzi di soccorso del 118 e dei vigili del fuoco, il sindaco Adriano Paroli, la presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali e gli assessori Paola Vilardi e Mario Labolani. «Ci eravamo spaventati - afferma il sindaco all’uscita del cantiere, intorno alle 17.30 -. La prima notizia era che nell’incidente era rimasta coinvolta una squadra di operai. Non è stato così. Ora c’è sollievo per le conseguenze che non ci sono state. L’operaio ferito non ha riportato ferite gravi».
Poco dopo dal cantiere, il cui ingresso è rigorosamente interdetto ai non addetti, escono due ambulanze: la prima con il ferito a bordo, l’altra con un collega di lavoro sotto stress per la paura.
Quel che è accaduto una trentina di minuti prima è già ricostruito. Intorno alle 17 gli operai stanno lavorando su un’impalcatura mobile all’imbocco del tunnel già scavato dalla talpa. L’armatura da smontare è servita proprio per «indirizzare» la fresa gigante nel punto esatto da attaccare per lo scavo verso l’Ospedale.
L’armatura è costituita da diversi «conci», che non sono altro che una sorta di casseri con parti metalliche all’interno e cemento tutto attorno. D’improvviso, per cause tuttora in fase di accertamento, uno dei «conci» è caduto ed ha colpito il quarantenne operaio alla gamba destra. L’allarme è scattato subito. I primi ad intervenire sono stati i compagni di lavoro che con una gru hanno sollevato il pesante blocco. Poi sono arrivati i Vigili del fuoco ed i mezzi inviati dalla centrale operativa del 118. Dopo le prime medicazioni, l’operaio è stato adagiato su una barella e sollevato dal fondo dello scavo, dove è accaduto l’incidente, fino a raggiungere l’ambulanza in attesa.
Il presidente di Brescia Mobilità, Ettore Fermi, ha seguito minuto per minuto gli sviluppi della situazione. Ora la società appaltante è in attesa delle relazioni particolareggiate dell’impresa e dell’addetto alla sicurezza del cantiere oltre ai risultati degli accertamenti svolti sul posto dall’Asl. e. g.

Nello stesso scavo un infortunio fatale  
È accaduto nello stesso scavo, nello stesso cantiere. Sempre lì, in via Marconi. Era il pomeriggio del 5 novembre del 2007. Un lunedì.
Intorno alle 15 Alan Spranzi, 41 anni, trumplino di Collio, era ai comandi di una macchina operatrice. Con lui altri operai. La «talpa» era ancora distante. Il grande «buco» nel terreno aveva già preso forma e profondità, circa un trentina di metri.
L’operaio stava rinforzando la spalla di sostegno sul bordo est del cantiere in un punto dove sul cemento c’era un palmo di terra di risulta. Improvvisamente i cingoli della ruspa finirono con l’«addentare» il vuoto. Durante la manovra la grossa macchina sfondò la protezione di legno e cadde di sotto. Un drammatico «volo» di poco meno di una trentina di metri. Fin sul fondo dello scavo. Per il 41enne nulla da fare.
Fu, questo, il secondo infortunio mortale in un cantiere della metropolitana leggera. L’altro era accaduto il 26 settembre di tre anni fa quando nell’area dei lavori per la futura Stazione Parco, tra la Poliambulanza e la Stazione di via Cimabue, a San Polo, perse la vita il 52enne Franco Rizza, camuno di Pescarzo. Stava smontando i casseri per il cemento su un ponteggio mobile quando precipitò a terra, dove venne travolto dalla stessa impalcatura caduta a sua volta. Quattro gli indagati dalla Procura per omicidio colposo. 

Giornale di Brescia 20/02/2009



Bus snodati, si parte. Adagio
Ieri il collaudo all’ora di punta ha messo in luce l’estrema manovrabilità del lungo mezzo di trasporto. Dal 2 marzo saranno 20 i Citelis sulla tratta Mompiano-Masaccio

Più lunghi ma più agili. In una parola più funzionali per la città. Sono i nuovi autobus snodati che Brescia Trasporti ha ricevuto nelle scorse settimane e che dal 2 marzo, ora è ufficiale, entreranno in servizio sulla linea 1, da Mompiano a via Masaccio e ritorno, la tratta che da sola raccoglie il 20% dei passeggeri dell’intera rete.
Quello che in teoria sarebbe stato solo un passaggio tecnico, cioè l’introduzione sulla rete di vetture più moderne, nelle scorse settimane è diventato un vero e proprio caso che ha visto il confronto tra Brescia Trasporti e la Loggia.
Da una parte le esigenze di razionalizzazione del servizio portate avanti - per Brescia Trasporti, appunto - dal presidente Schiffer e dal direttore Garatti; dall’altra la necessità di tutelare il centro storico promossa dall’assessore comunale Nicola Orto.Un confronto che ha trovato per ora un primo importante punto di equilibrio, anche grazie al collaudo pubblico degli autobus che si è tenuto ieri a cavallo dell’ora di pranzo, cioè in uno dei momenti di massima punta per il trasporto pubblico urbano.
Vedere per credere
Nel deposito di via San Donino si sono così ritrovati il presidente Schiffer e il direttore Garatti con i tecnici che quotidianamente gestiscono il movimento degli autobus sull’intera rete, l’assessore Orto con gli ingegneri e gli esperti del settore Mobilità e Traffico del Comune insieme a giornalisti, fotografi e operatori delle testate locali.
Tutti armati di telecamere, macchine fotografiche e taccuini per «mettere alla prova» l’ultimo nato della famiglia Brescia Trasporti, il Citelis 18 autobus a metano commercializzato da Irisbus, divisione per il trasporto pubblico dell’Iveco, dove 18 rappresenta la lunghezza del mezzo: 18 metri con snodo centrale.Si tratta di un mezzo in grado di ospitare 32 posti a sedere a differenza dei 24 dei tradizionali autobus da 12 metri a cui se ne aggiungono 124 in piedi, contro i 67 del classico, per un totale di 156 a fronte dei 91. E ciò per rispondere alle necessità dei passeggeri su tratte affollate. Il nuovo mezzo ha una massa a pieno carico più alta, 28 tonnellate contro le circa 20 del bus più piccolo, ma con un impatto minore sulla strada dato che è distribuito su tre assi.
On the road
Poco prima dell’una è partito il viaggio: il Citelis, con una trentina di persone a bordo, dopo essere uscito dal deposito si è diretto all’ospedale e da lì si è inserito sul percorso della linea 1, tra gli sguardi sorpresi e in qualche caso esterrefatti di molti passeggeri in attesa che si sono visti transitare davanti il nuovo bus… senza poterci salire.
Il primo ostacolo è arrivato quasi subito: piazzale Golgi, brillantemente superato. Il nuovo bus snodato ha messo in luce una delle sue caratteristiche principali, l’agilità con cui supera le svolte a gomito ma soprattutto la maggiore sicurezza con cui è in grado di farlo.
Grazie allo snodo centrale infatti l’autista non ha bisogno di "allargare" la traiettoria come farebbe con un bus da 12 metri e l’inserimento in curva ne risulta nettamente più preciso.
Così si è lasciato alle spalle anche via Crocifissa, la galleria Tito Speri e il delicato passaggio lungo via Mazzini, prima di approdare all’altro punto critico, piazzale della Stazione. Neppure lì però ci sono stati problemi. Il tour poi è proseguito lungo via Cremona e via Volta fino al capolinea Masaccio.
Oggi toccherà agli utenti provare il Citelis: uno dei mezzi infatti tra mezzogiorno e le due sarà inserito nel percorso della linea 1, in servizio a tutti gli effetti. Dal 2 marzo poi saranno venti gli autosnodati che effettueranno le corse tra Mompiano e Masaccio.
Paolo Bertoli

L’assessore Orto: «Bus promosso, con piccoli lavori»
Promossi. Anche se con qualche riserva. Si è conclusa con questo verdetto la riunione indetta dall’assessore Orto negli uffici del settore Mobilità e Traffico del Comune appena terminata la prova tecnica dei nuovi bus di Brescia Trasporti.
«La soluzione individuata dall’azienda per sfruttare da subito il parco mezzi disponibile ci ha sostanzialmente soddisfatto - ha spiegato Orto - anche se abbiamo evidenziato alcuni interventi urgenti da portare a termine prima del due marzo». Nello specifico si tratta della limatura di alcuni marciapiedi particolarmente sporgenti, della sincronizzazione dei semafori e dell’individuazione di una nuova zona per il cambio degli autisti che permetta di alleggerire via Mazzini.
«Questo per noi è comunque solo il primo passo, lunedì in Giunta ho presentato il piano strategico per il trasporto urbano che prevede diversi interventi e che progressivamente dovrebbe portarci ad avere un sistema integrato tra tutti i mezzi pubblici. Per quello che riguarda gli autobus intendiamo andare verso una rete capillare di bussole per il centro e autobus più grandi verso i parcheggi scambiatori». Sull’introduzione dei Citelis, Orto ha sottolineato come «non conta solo il risparmio, ma una migliore gestione delle risorse, anche umane».
Per Brescia Trasporti «questi bus sulla linea 1 ci permettono di eliminare 91 corse bis ogni giorno, risparmiando in un anno oltre 130mila chilometri percorsi che si traducono in oltre 260mila euro recuperati», come ha chiarito il presidente Giorgio Schiffer. Non solo: migliora secondo le proiezioni di Brescia Trasporti anche l’offerta di posti-corsa, che passa da 30.816 a 35.650. Per non parlare della sicurezza, a tutelare la quale è l’introduzione a bordo dei bus di 15 videocamere.p. bert.


Giornale di Brescia 19/02/2009

Brescia-Iseo-Edolo: nuovi convogli in arrivo da marzo  
Fnm, grazie agli 8 milioni erogati da Regione e Provincia, potenzierà ulteriormente la propria flotta con altri due treni

BRESCIA Due treni nuovi sono in arrivo sulla ferrovia Brescia-Iseo-Edolo dal prossimo mese di marzo. L’acquisto, finanziato dalla Regione e dalla Provincia con otto milioni di euro, è stato ufficializzato dalle Ferrovie Nord Milano e dalla società polacca Pesa nelle ultime ore, con l’obiettivo di potenziare e rendere più competitivo il servizio sulla linea ferrata dell’Ovest Bresciano.
Le caratteristiche
I nuovi treni, a tre carrozze, saranno lunghi 55 metri e potranno trasportare 154 passeggeri «a sedere». Inizieranno a viaggiare tra Valcamonica, lago d’Iseo, Franciacorta e la città tra poche settimane, dopo i lavori di messa a punto in programma nei prossimi giorni nelle officine de «Le Nord» di Iseo. I convogli avranno un motore diesel, saranno dotati di aria condizionata, tre aperture «discesa-salita» per ogni lato, e abilitati per il trasporto dei disabili, con facilitazione al carico di eventuali carrozzine, ma anche di biciclette; non mancheranno in carrozza i display per l’informazione dei passeggeri sulla stazione «in arrivo» e il moderno sistema di controllo del veicolo, coordinato con le stazioni.
«In viaggio» da marzo
La naturale soddisfazione del momento è stata espressa dal direttore generale delle Fnm Giuseppe Biesuz.
«L’acquisto dei treni dalla società Pesa è stata una scelta, non una gara, dettata dalla possibilità di avere i mezzi al più presto - commenta il dirigente -. L’attuale strategia per la valorizzazione di questa linea è stata resa possibile grazie alla sinergia tra Regione, Provincia e Ferrovie Nord. Questo programma di rinnovamento del parco rotabili segue l’investimento di 100 milioni di euro per la messa in sicurezza della linea ed ha lo scopo di valorizzarla sia per l’utilizzo che ne fanno i pendolari, sia per quello dei turisti; per attirare anche questi ultimi infatti è indispensabile migliorare ancora di più il comfort del viaggio che li può portare sul lago, sulle montagne camune o in Franciacorta. In questa direzione vanno anche le recenti promozioni sul "biglietto famiglia", l’"individuale bici" e l’accordo con Adamello Sky».
Un lavoro progressivo
L’ambizioso progetto regionale prevede di ampliare l’offerta di «Le Nord» in maniera importante entro poco più di due anni. L’azienda di trasporti ha realizzato nel 2008 la modernizzazione (revampizzazione in gergo tecnico) di dieci convogli già in servizio, con rinnovamento della parte meccanica e degli arredi. Sempre l’anno scorso è stato siglato un accordo da 25 milioni di euro tra Regione e Provincia per l’acquisto di otto treni nuovi entro il 2010, quelli che dovrebbero far compiere il definitivo salto di qualità alla Brescia-Iseo-Edolo.
Non pochi in questi ultimi anni sono stati anche i lavori infrastrutturali. I principali hanno riguardato la chiusura di 57 passaggi a livello non indispensabili, la protezione con barriere di tutti i rimanenti 98 passaggi pubblici e l’installazione di 18 moderni impianti di segnalazione.
Centri di interscambio
La linea ferroviaria dell’Ovest sarà in futuro il fulcro della viabilità di una vasta zona della nostra provincia, dove si stanno sviluppando i centri di interscambio ferro-gomma. I primi progetti di trasformazione di questi poli riguarderanno le stazioni di Castegnato e Breno. Dei due il più consistente sarà quello dell’hinterland cittadino, dove l’Assessorato ai trasporti provinciale, «Le Nord» e il Comune investiranno 4 milioni e 400mila euro, sistemando i binari, la stazione e il piazzale per i bus. L’intervento su Breno costerà invece 1 milione e 800mila euro, ma avrà un valore strategico molto rilevante, visto che sulla capitale camuna convergono tutti i giorni circa mille studenti.
Flavio Archetti  


Bresciaoggi, 17/02/2009


METROBUS. Alle 13.22 ha bucato la parete di calcestruzzo. Ancora da percorrere i 198 metri che la separano dal «pozzo» all’incrocio tra viale Europa e via Schivardi
La «talpa» vede la luce alla stazione Ospedale
di Mimmo Varone

Ore 13.22, cade l’ultimo diaframma. Ieri la «talpa» ha bucato la parete di calcestruzzo della stazione Ospedale, a oltre 22 metri di profondità, ed è tornata a far veder il suo muso. L’ultimo traguardo segna una svolta decisiva nei lavori della metropolitana bresciana. Il tratto più complicato della galleria naturale sotto il centro storico è archiviato senza brutte sorprese. A parte la «voragine» stradale e qualche intonaco scrostato a Lamarmora, non ci sono stati danni. E ora la strada è tutta in discesa.
Secondo cronogramma, la macchina Tbm doveva arrivare all’ultima stazione profonda il 22 febbraio. Invece ha offerto quasi con una settimana di anticipo l’ultimo titanico spettacolo della «spallata» finale alle enormi pareti di calcestruzzo armato spesse 80 centimetri. E per l’occasione la platea di spettatori si è aperta anche alla città. Oltre ai tecnici e agli operai di Astaldi, molti bresciani hanno aspettato l’arrivo a occhi in giù, lungo il bordo protetto della grande buca in cui si allestirà la stazione.
UN ARRIVO CHE CREA sempre una certa suspense, anche tra gli addetti ai lavori. Come al solito, sulla parete di calcestruzzo era stato disegnato una sorta di bersaglio che la «talpa» ha centrato, con la sua capacità di seguire il percorso con precisione millimetrica. Le costose armature di carbonio (utilizzate solo in quel punto al posto del ferro) erano state tagliate in anticipo, e la «talpa» ha dovuto buttar giù le sezioni dei tre diaframmi racchiusi nel bersaglio.
Prima a cedere è stata una parte della base, da cui si è riversato tutto il liquido che la macchina inietta sul terreno di scavo per compattarlo. Da allora la scena ha assunto connotati gotici. Grattando a secco, nuvole di polvere si sono sprigionate dalle prime falle aperte, e i crolli dei 10 minuti successivi hanno avuto un che di apocalittico. Solo alle 13.22 il sole è tornato a splendere nella grande scatola della stazione. È stata quasi un’anteprima del cantiere aperto in programma per il 28 febbraio e il primo marzo prossimi, quando tutti potranno gettare l’ultima occhiata sulla «talpa» adagiata sul fondo stazione.
Resterà lì per tre settimane a partire da oggi, per gli interventi tecnici di routine. Poi accenderà i 14 potenti motori idraulici da 2.900 kW per compiere i 198 metri che la separano dal pozzo di estrazione all’incrocio tra viale Europa e via Schivardi.
Ci arriverà intorno alla metà di marzo, senza fatica grazie al terreno alluvionale. Dopodiché comincerà a essere smontata pezzo per pezzo e lascerà Brescia. Ma ci vorrà del tempo. La Tbm è di una complessità impensabile a vederla dall’esterno, e l’operazione richiederà almeno tre mesi. Scaverà l’ultimo tratto di tunnel mantenendosi alla stessa profondità, anche se per quei 200 metri scarsi i binari della metropolitana andranno lievemente in salita, con una pendenza inferiore all’1 per cento, in modo da raccordarsi gradualmente con la galleria artificiale.
Anche questa, per parte sua, a partire dal capolinea del Prealpino è scesa gradualmente lungo tutta la lunghezza di 3.800 metri, in modo da incontrare alla stessa quota il tunnel scavato in profondità. A nord la stazione più superficiale, dunque, è proprio quella del Prealpino, mentre le altre, da Casazza a Mompiano, a Europa, affondano sempre di più le paratie nel terreno, e i treni non dovranno superare grandi pendenze.
D’ALTRONDE, la stessa stazione Ospedale, insieme alla Volta all’altro capo, è quella meno profonda, con i futuri binari a una quota di 17 metri. E sempre per mantenere pendenze ferroviarie, per l’attraversamento di via San Polo si è preferito il sottopasso al viadotto. Ormai tutto il tracciato prende corpo, insomma. Le opere civili sono realizzate per oltre il 60 per cento, e il presidente di Brescia Mobilità Ettore Fermi conferma la data del 31 dicembre 2012 per l’entrata in esercizio.
«Ci lasciamo alle spalle il percorso critico - dice -, il momento più difficile è superato, e anche se restano molte cose da fare, il futuro è meno complicato». Quanto alle due stazioni del centro storico ferme, «la Loggia, il Governo, i parlamentari - sottolinea - sono impegnati insieme a noi a trovare una soluzione che non ci penalizzi e porti a compimento l’opera».
E «nonostante le polemiche contro il sindaco, la presenza di Paroli a Roma è molto utile, perché ha iniziato ad affrontare le problematiche con il ministro delle Infrastrutture», dice l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani, venuto ad assistere allo spettacolo insieme ai colleghi Paola Vilardi (Urbanistica) e Nicola Orto (Mobilità). Davanti alla grande sfida della metropolitana, Vilardi sottolinea che «in vista del Pgt, la città dovrà essere capace di coniugare la sua tradizione provinciale con le sfide future».
E Orto già pensa al piano dei trasporti pubblici dell’era metrò. «La metropolitana si inserisce a 360 gradi nel contesto della viabilità cittadina - precisa -, e con l’avanzamento dell’opera ci impegniamo a preparare un piano strategico della mobilità che include sia i parcheggi, sia le arterie per arrivarci in auto, bus, car sharing, bike-sharing». Da questo momento, insomma, le cose dovranno andare insieme.


Giornale di Brescia 15/02/2009
 


Quando Brescia aveva 635 Km di binari  
In ottant’anni più che dimezzate nella nostra provincia le strade ferrate, complice anche lo smantellamento di tutta la rete tramviaria. Solo 284 i chilometri su cui ancor oggi si viaggia in carrozza, compresi i «rami secchi»

BRESCIA A sollecitare la nostra attenzione è un’ingiallita cartina del Touring Club Italiano, anni Trenta, che «fotografa» - tra l’altro - la fitta rete di strade ferrate nella nostra provincia. Nulla di strano, al di là del piacere di tenere fra le dita un pezzo di storia, se non fosse per la nostra curiosità di sovrapporla ad uno stradario d’una manciata di mesi fa. Per un semplice confronto, per rendersi conto di come è evoluta, negli ultimi ottant’anni, la maglia delle vie di comunicazione. A balzare immediatamente all’occhio è la ragnatela di rotaie (tra ferrovie e tramvie) che risulta pressoché dimezzata in meno d’un secolo. Spiegazione? Ad essere cancellata, totalmente, è la rete tramviaria mentre le ferrovie hanno solo perso dei pezzi. In sintesi - calcolatrice alla mano, sulla scorta di una lunga ricerca - ottant’anni fa il Bresciano vantava 635 chilometri di strade ferrate, oggi ridotti a 284. E attenzione, in questi 300 chilometri scarsi sono compresi anche i «rami secchi», su cui quindi non è garantito un servizio passeggeri regolare. Significa che il 55% delle rotaie bresciane è stato o smantellato o abbandonato, a fronte di uno sviluppo vertiginoso e capillare dell’asfalto.
Le due cartografie
Ora, le due cartine affiancate non possono far altro che far riflettere, anche se obiettivamente a dividerle ci sono otto decenni di mutamenti sociali, economici, urbanistici e culturali, oltre ad un boom demografico che ha fatto «esplodere» i nostri paesi. Ma la tematica dei trasporti e delle infrastrutture rimane pur sempre di grande attualità, ancor più all’indomani della presentazione in Regione della Brebemi, dell’infinito dibattito sull’autostrada di Valtrompia, dei lavori per la metropolitana leggera di Brescia, delle mille tangenzialine «salva centri storici» in provincia... del ripristino della ferrovia della Valseriana - da Bergamo ad Albino - chiusa negli anni Sessanta e oggi in fase di riapertura come tramvia a doppio binario, a fronte di un investimento di circa 200 milioni di euro.
Ma torniamo alle nostre due cartografie. In quella «gialla» (per la vetustà) ed un po’ stropicciata appare in tutta la sua irruenza la ragnatela di binari che, facendo cerchio attorno alla città di Brescia, si estende, come tanti tentacoli, ad Est e Ovest, a Sud e Nord, valli comprese, in un’ottica di collegamenti tanto locali - verrebbe da dire quasi comunali - quanto interprovinciali. Nell’altra invece, anni Duemila, questa rete appare depezzata, ridotta all’osso, razionalizzata e sostituita da fasci stradali, soprattutto nella Bassa orientale e nella zona gardesana.
I binari su cui oggi si viaggia
Tram? Oggi più nulla. Il loro contributo al chilometraggio di strade ferrate, nel Bresciano, è zero. Rimangono invece 284 chilometri di ferrovia, gestiti in parte da Rfi-Trenitalia e in parte da LeNord. Li abbiamo calcolati, questi chilometri, passando alla lente d’ingrandimento le linee ancor oggi esistenti, fermandoci ovviamente ai confini bresciani. Ecco i circa 65 chilometri di rotaie della Milano-Venezia, nel tratto fra Desenzano (confine veronese), Brescia e Chiari (ponte sull’Oglio, prima della bergamasca Calcio); i 35 chilometri della Brescia-Cremona (inaugurata nel 1866), fra il nostro capoluogo e Pontevico; i 35 chilometri della Brescia-Parma (attivata nel 1893), ovviamente calcolata fino a Remedello; i 29 chilometri della Brescia-Bergamo (aperta nel 1857), fino al viadotto sull’Oglio di Palazzolo ed infine i 10 chilometri della Palazzolo-Paratico. Attenzione, in questi calcoli dovremmo togliere ancora una manciata di chilometri poiché per la Brescia-Palazzolo-Bergamo il primo tratto fino a Rovato è «in comune» con la Venezia-Brescia-Milano (di cui l’attuale tracciato risale al 1878); stesso discorso vale per i primi cinque chilometri, ossia fino a San Zeno, della Brescia-Cremona e Brescia-Piadena-Parma. Questa è la rete «bresciana» delle Ferrovie dello Stato mentre LeNord gestiscono i 105 chilometri della Brescia-Iseo-Edolo (aperta a lotti tra il 1885 ed il 1909) ed i 5 chilometri della Rovato-Bornato/Calino. In conclusione, pigiando le dita sulla calcolatrice, il totale è di 284 chilometri, di cui solo 134 elettrificati mentre per gli altri 150 la circolazione è garantita da treni diesel.
Ma ciò non significa che su tutta questa lunghezza corrano regolarmente i treni, poiché la Rovato-Bornato (aperta nel settembre 1911 e chiusa ai viaggiatori nel 1975) e la Palazzolo-Paratico (inaugurata il 31 agosto 1876, chiusa al traffico passeggeri nel 1966 ed ai merci nel 1999) sono considerate «rami secchi», nonostante negli ultimi anni siano state rilanciate turisticamente, con risultati ritenuti più che soddisfacenti.
Le rotaie scomparse
Negli anni Trenta, Brescia vantava invece qualcosa come 635 chilometri di rotaie, di cui 349 di ferrovie e 286 di tramvie. Partiamo dalle ferrovie. La differenza tra i numeri di ieri e di oggi sta tutta nella chiusura (e conseguente smantellamento) della Rovato-Soncino-Cremona (inaugurata nel 1932 e chiusa il 2 gennaio del 1956, gestita dalla Snft che aveva in carico anche la Brescia-Iseo-Edolo), della variante di Monterotondo della Brescia-Paderno-Iseo «archiviata» definitivamente nel 1931 e della Rezzato-Vobarno, nata come tratta merci nel 1897 e chiusa nel 1967. In totale «azzerati» circa 65 chilometri. Senza contare - perché sarebbe davvero complicato - tutti quei raccordi merci e quei fasci (o «binari morti») nelle stazioni eliminati con la razionalizzazione dei trasporti e del servizio di collettame.
Corposo invece il capitolo delle tramvie, completamente cancellato e relegato a fotografie in bianco e nero e pagine di storia locale. Perché i bresciani potevano contare su convogli leggeri e veloci in grado di collegare Brescia a tutti i principali paesi della provincia, spingendosi poi fin in Valsabbia e sino nel Mantovano (attraverso Montichiari), nella Bergamasca e Cremonese (attraverso il nodo di Orzinuovi).
Nel dettaglio? Quasi 82 chilometri la tramvia della Valsabbia e del lago di Garda (aperta tra il 1881 ed il 1922), da Brescia a Tormini e da lì poi, da una parte, fino ad Idro e, dall’altra, sino a Gargnano; 29 chilometri invece per la strada ferrata leggera della Valtrompia che univa la città a Gardone e Tavernole; 33 chilometri per la Brescia-Orzinuovi (inaugurata nel 1881) che poi proseguiva verso Soncino e da lì o per Crema o per Romano di Lombardia; 8 chilometri della Brescia-Gussago. Ancora, ecco i 21 chilometri della Iseo-Rovato-Chiari ed i 23 della guidovia camuna del 1900 che collegava Lovere (e quindi l’alto Sebino) a Boario e Cividate Camuno. Infine nella zona orientale della nostra provincia erano stati posati, a cavallo del Novecento, i 28 chilometri della Brescia-Montichiari, la quale poi proseguiva per Carpenedolo e da lì a Castiglione delle Stiviere, prima di ritornare nel Bresciano (a partire dal 1911) con una tratta di poco meno di 15 chilometri che attraversava Lonato e Desenzano. La grande tramvia della Bassa orientale risale invece al 1914, quando i tram elettrici viaggiavano tra Brescia e Gambara, con fermate a Leno, Pavone Mella e Gottolengo. Decine di chilometri di rotaie cancellate del tutto tra il dopoguerra e la fine degli anni Cinquanta, nel pieno della ripresa e del boom economico.
Marco Bonari 


Da «Assassinio sul Sebino Express» al treno a vapore per il Festival etnico
 
PALAZZOLO Ferrovie turistiche: riprende l’attività nel Bresciano. Nei giorni scorsi infatti è stato presentato il programma dell’associazione «Ferrovie turistiche italiane».
In particolare anche quest’anno riprende il servizio festivo-estivo lungo la Palazzolo-Paratico: dieci le corse giornaliere lungo i dieci chilometri di strada ferrata per il basso Sebino, in coincidenza all’imbarcadero di Sarnico con i battelli della Navigazione sebina e alla stazione di Palazzolo con i treni provenienti da Brescia e Bergamo. Il servizio - gestito dai volontari dell’associazione «Ferrovia del Basso Sebino», da Trenitalia e Rfi - funzionerà tutte le domeniche dal 10 maggio al 28 giugno e dal 6 al 20 settembre con vecchie littorine diesel. Garantita anche la fermata di Capriolo e la possibilità di acquistare sul convoglio il biglietto cumulativo treno + battello. Informazioni sul sito www.ferrovieturistiche.it o telefonare allo 0307402851 o 3388577210.
Molti poi i «treni speciali» organizzati per il 2009. Treno a vapore il 29 marzo da Milano e Rovato in occasione della Sagra del manzo all’olio, il 25 aprile da Milano e Bergamo a Palazzolo e poi fino a Capriolo per la Sagra del brasato; treno storico di scena anche il 1° maggio da Bergamo a Paratico, mentre doppio appuntamento il 2 giugno con «Sapori del lago d’Iseo» (vaporiera da Milano a Paratico con trasferimento in battello a Clusane) e con «Lo spirito del Pianeta - Festival etnico» di scena a Bergamo (treno da Milano alla città orobica). Il 14 giugno treno a vapore da Milano e Brescia per il lago di Garda, il 13 settembre - in occasione dei cento anni della tratta Iseo-Edolo - convoglio storico in partenza da Brescia e Iseo e lo stesso giorno, per la «Sfida della zucca» di Sale Marasino, treno speciale da Milano. Il 27 settembre «Assassinio sul Sebino express», singolare pranzo con delitto in carrozza viaggiando su un treno a vapore tra Bergamo e Paratico. Infine l’8 novembre, per la festa del vino Novello, treno da Milano a Iseo, con pranzo a Clusane. m. bon. 



Giornale di Brescia 14/02/2009

Metropolitana, 30 metri alla fine del tunnel  
LA LUNGA MARCIA 
Lunedì verso mezzogiorno la testa fresante della talpa sbucherà nella stazione Ospedale

Trenta metri o poco meno. Questa era la distanza che ieri mattina separava la testa fresante della talpa dalla parete in calcestruzzo della stazione dell’Ospedale. Un ultimo, ultimissimo, diaframma di qualche decina di metri che si frappone alla conclusione ideale di un’opera. Un cimento tecnico ed ingegneristico che, giunto, in questa stazione potrà dirsi compiuto. L’abbattimento dell’ultimo diaframma, previsto per lunedì a mezzogiorno, quando la fresa entrerà nei volumi lasciati a cielo aperto della stazione Ospedale, proietterà infatti la costruzione della metropolitana cittadina oltre la soglia del 60 per cento di realizzato (il 40 per cento dal punto di vista cantieristico del materiale ferroviario) rispetto al globale. Una soglia «psicologica» ed effettiva importante, a cui faranno seguito altre operazioni di costruzione e di posa di manufatti a completamento delle stazioni.
Città media, grande opera
«Si apre in questa settimana una nuova dimensione della Metropolitana leggera, la dimostrazione di come anche in una città media come Brescia possano essere realizzate compiutamente grandi opere di respiro europeo», come ha sottolineato ieri nel corso di un sopralluogo con la stampa il presidente di Brescia Mobilità, l’arch. Ettore Fermi. Con lui i due assessori comunali Mario Labolani (Lavori Pubblici) e Paola Vilardi (Urbanistica) e lo staff tecnico dell’Ati (Ansaldo-Astaldi-Acciona).
«La nostra presenza nel sopralluogo al cantiere della talpa ha il significato della vicinanza che il Comune e l’Amministrazione pone nei confronti di quest’opera, nonostante si tratti di un intervento "ereditato" e figlio anche di divergenze e di diverse opinioni da parti di chi oggi siede nella maggioranza che governa la Loggia. Il nostro approccio serio e mirato ad un criterio di buona amministrazione, ci impone di guardare oggi con un occhio di riguardo a quest’opera, al pari delle attese dei bresciani che ben sanno anche grazie alla stampa come quest’opera sia davvero di proporzioni eccezionali». Se dello stato di avanzamento dei lavori avevamo già dato notizia un paio di settimane fa, ora la notizia è proprio l’imminenza della conclusione dei lavori di costruzione della galleria.
Lunedì l’uscita in stazione
«La talpa uscirà lunedì a mezzogiorno nel cantiere della stazione abbattendo il diaframma di calcestruzzo e da lì, dopo una sosta di un ventina di giorni per manutenzione, la Tbm sarà chiamata a scavare altri 300 metri per arrivare all’imbocco del cantiere in cui la macchina sarà smontata per una destinazione ancora tutta da stabilirsi. «Si parla insistentemente di Milano, ma ad oggi non si sa nulla di certo. Nel capoluogo lombardo è stato varato un progetto per l’impiego di una Tbm , ma ad oggi nulla è stato comunicato dalla società», ha spiegato l’ing. Cesare Umiliaco, responsabile dei lavori in galleria per l’Ati.
Una cosa tuttavia appare stabilita: entro giugno a testimoniare del passaggio della talpa resterà solo la galleria ultimata. Ogni pezzo sarà rimosso e lascerà Brescia.
Quindi a partire dalla fine di marzo si comincerà a rimuovere le rotaie della ferrovia di servizio per posare la massicciata su cui saranno collocati i binari per il passaggio dei convogli. Saranno eseguite in questo senso tre diverse gettate, con la costruzione di una caldana finale su cui saranno fissate le rotaie. «Il tutto per arrivare alla data del 31 dicembre 2012 per staccare il primo biglietto e fruire della nuova infrastruttura», come ha ribadito l’assessore Mario Labolani. Una risorsa «futuribile» che è già certezza.
Roberto Manieri 

«Campioni del mondo» otto piani sotto terra  
Vita in cantiere: sono circa cinquecento gli uomini che lavorano da anni nella pancia della città

Profumo di pane e parole di calcio. Non siamo in coda dal fornaio, ma in fila sì, uno dietro l’altro a 8 piani sotto piazza Marconi.
E quel che non ti aspetti è lì, scritto in pennarello rosso con caratteri che saranno di almeno trenta centimetri: «Campioni del mondo 2006».
E lì, con quella scritta, si apre un altro mondo, quello dei circa 500 uomini che lavorano dentro e fuori dalla terra. Sono le cosiddette maestranze, le stesse «di cui in questo preciso momento dei lavori si registra l’esplosione - come ci dice l’ingegnere Umiliaco che guida il tour nel sottosuolo - si tratta di operai altamente specializzati che in molti casi provengono da cantieri delle stesse dimensioni. Hanno grande esperienze e le ditte tendono a spostarsi insieme a loro, proprio per non disperdere la professionalità. Vengono da ogni parte d’Italia e anche fuori. Fanno gruppo, specie la sera, al cantiere di imbocco Passerini hanno persino costruito un forno, tutto da soli. Ci cuociono il pane e un sacco di altre cose».
Mentre proseguiamo sulle passerelle si intravedo gli uomini del primo turno, quello che inizia alle 6 di mattina. Staccheranno alle 14 a loro subentreranno i colleghi del "pomeridiano". Per loro l’uscita dal tunnel è alle 22. Ma la talpa non dorme e un’altra squadra scenderà a tenerla sotto controllo per tutta la notte. «Alla fine ti abitui - ci dice Marco, 32enne romano, assistente capo imbocco, casco in testa e mani impolverate - anche se a dispetto dell’apparenza non è un lavoro monotono. Ti devi sempre misurare con il materiale che scavi. In base a quello che ti trovi davanti devi prendere una decisione, pensare a come agire. La bestia nera? Sì, il calcare, se non altro per il fatto che tutto è rallentato. Se per esempio con il materiale di adesso ogni 50 minuti si completa una spinta, ovvero 1 metro e mezzo di avanzamento, con il calcare per coprire la stessa distanza ci metti anche due ore e mezzo». Proseguiamo e accanto al nastro trasportatore scorrono altre scritte: «Forza Inter» a cui chissà risponde un’altra «Ma pensa a lavorà». Il calcio però è l’argomento preferito. Poco più in là c’è un «Forza lupi», «W Juve», su un tubo di scarico c’è anche un cuore trafitto da una freccia. La mano è ancora di un uomo, «qui le donne non lavorano ed è un’eccezione oggi che siano scese: per scaramanzia è meglio che rimangano fuori».
Cecilia Bertolazzi


Bresciaoggi, 08 febbraio 2009

L’ESPERIMENTO. I frequentatori delle discoteche di Brescia e hinterland disporranno a breve di un servizio di trasporto pubblico notturno a loro dedicato dal Comune

Per i giovani arriva il bus anti-alcol

di Mimmo Varone

Il popolo della notte avrà i suoi bus. I ragazzi che frequentano le discoteche di Brescia e hinterland disporranno a breve di un servizio di trasporto pubblico notturno a loro dedicato. E i genitori potranno dormire sonni più tranquilli. Il progetto è in gestazione, e dovrebbe vedere la luce prima dell’estate. Ci sta pensando l’assessore ai Trasporti e alle Politiche giovanili Nicola Orto, che ha già sentito circoscrizioni e associazioni dei locali pubblici.
IL NUOVO SERVIZIO nasce all’interno della riorganizzazione del Piano integrato del trasporto, che prevede anche l’acquisto di nuovi automezzi. Con l’arrivo dei 20 bus snodati da 18 metri (quando entreranno in esercizio sostituiranno 25 dei vecchi), Brescia Trasporti dispone di 202 bus gialli (compresi i tre per il trasporto di disabili e alcuni minibus) e di altri 40 della Sia impiegati su linee della «Grande Brescia». Il 52 per cento va già a metano, mentre il restante 48 funziona a gasolio e deve essere progressivamente dimesso man mano che arriveranno i 43 nuovi bus (piccoli e grandi) che Orto prevede di acquistare entro il 2012.
«Lo faremo utilizzando i fondi del bando europeo Civitas per migliorare la mobilità urbana (a quanto pare dovrebbero essere tre minibus per sperimentare il servizio a chiamata), i contributi regionali che ci permetteranno di risparmiare fino al 70 per cento sul prezzo di acquisto, risorse di Brescia Trasporti e del Comune stesso», spiega Orto.
E dal gioco delle dismissioni nasce l’idea di Orto di un servizio notturno dedicato ai giovani. «Se sarà necessario - dice - utilizzeremo pure qualcuno dei bus dismessi, con un allestimento a misura dei ragazzi per dare a tutti loro un servizio notturno molto richiesto dai gestori dei locali che frequentano».
È un’idea che «nasce dall’ascolto delle circoscrizioni e dei gestori - aggiunge - e sarà un modo per consentire ai ragazzi di utilizzare il servizio pubblico e farli viaggiare in sicurezza durante la notte su tutto il territorio comunale e dei comuni limitrofi che condividono con la città il trasporto urbano». Idea che parte con il piede giusto. Perché gli stessi gestori dei locali - assicura l’assessore - hanno promesso che faranno di tutto per promuovere l’iniziativa.
Non ci vorrà molto tempo, ma la data del debutto è legata al nuovo Piano del trasporto pubblico e resta ancora un po’ vaga. Orto, tuttavia, pensa che il nuovo servizio sarà pronto prima dell’estate. E «stiamo prendendo accordi pure con il Comune di Desenzano - sottolinea - per dare risposta alla migrazione estiva dei giovani verso le discoteche del lago».
Intanto, il Piano integrato del trasporto prende forma e si avvicina alle definizione dei criteri generali, attinenti pure all’utilizzo dei mezzi da 8, 12 e 18 metri sulle varie linee. «Nei prossimi giorni lo presenterò in Giunta - annuncia Orto -, ma è già chiaro che i bus snodati saranno impegnati su percorsi dove non comprometteranno il traffico veicolare e non creeranno problemi agli incroci o in manovra».
IN QUESTI GIORNI i tecnici dell’assessorato ai Trasporti - spiega Orto - stanno verificando proprio questi possibili problemi, e consiglieranno presto le direttrici migliori tenendo conto anche della «massa critica dei trasportati». E siccome la questione cade sempre sui venti snodati acquistati dalla precedente amministrazione, «mettere su strada veicoli così ingombranti tenendo conto solo della massa di trasportati e tralasciando gli aspetti tecnici - sottolinea Orto - mi sembra una politica superficiale».
Insomma, ci sono ancora problemi da definire, ma il Piano sta per vedere la luce. E l’assessore non esclude modifiche alle varie linee. «Alcuni tracciati potrebbero subire cambiamenti migliorativi - dice -: vogliamo servire vie ora sprovviste, dando risposta a chi ci ha segnalato di aver bisogno del trasporto pubblico». Pure questo sarà deciso «dopo un confronto con commissioni consiliari e circoscrizioni»


Bresciaoggi, 08/02/2009

IL CASO. L’assessore ai Trasporti della Provincia scrive al viceprefetto Visconti per sollecitare la realizzazione di un’iniziativa di sicurezza sulle linee più frequentate


Corriere, videosorveglianza bloccata
Broletto e Sia attendono dall’estate 2007 il sì dalla prefettura per installare le prime telecamere in via sperimentale su 50 mezzi
Secondo l’ipotesi iniziale le riprese effettuate sui bus dovrebbero essere conservate per una settimana
Prignachi: «Vorremmo estendere questo sistema anche ai centri di interscambio»

di Natalia Danesi

Tutto è pronto da oltre un anno. Gli autobus sono stati individuati, i fondi ci sono. Manca solo un «sì». Il progetto di videosorveglianza sui mezzi extraurbani della Sia, cofinanziato dal Broletto con circa 100 mila euro, è fermo dall’estate del 2007. La Provincia e l’azienda di trasporti attendono una presa di posizione della prefettura, con la quale dovrà essere siglato un apposito protocollo d’intesa. Presa di posizione che «sta tardando ad arrivare». Ecco perché negli scorsi giorni l’assessore ai Trasporti Valerio Prignachi ha scritto al viceprefetto Attilio Visconti sollecitando una rapida risoluzione dell’impasse.
«PIÙ SICUREZZA». Il progetto - spiega Prignachi - è promosso con le aziende di trasporti e rientra in un calendario di iniziative più ampie sulla sicurezza. Sicurezza «non solo delle strade, ma anche dell’intero sistema della mobilità».
Inizialmente dovrebbe riguardare appunto i mezzi della sia Sia, per essere poi eventualmente esteso. «Il mezzo pubblico - incalza Prignachi - deve essere un luogo dove l’utente si può muovere in piena tranquillità. Ecco perché abbiamo pensato alla videosorveglianza interna, che consentirebbe di individuare gli illeciti per poi eventualmente intervenire». Questi sistemi hanno anche l’obiettivo di prevenire i fenomeni di vandalismo, che sono tutt’altro che rari su alcune linee, per esempio quelle utilizzate dagli studenti.
LE LINEE. L’iniziativa è stata pensata per una cinquantina di autobus extraurbani sulle tratte più frequentate, per esempio quella che porta in Valtrompia. Era pronta per partire, appunto, più di un anno fa, nell’estate del 2007, in via sperimentale: successivamente avrebbe anche potuto allargarsi ad altre linee. Sostanzialmente, si prevede l’installazione sui mezzi di telecamere che registrino ciò che accade per tutta la giornata nell’intera settimana. I filmati saranno accantonati poi su una banca dati da cui recuperare le immagini in caso si verifichi qualche episodio di criminalità. «Dal punto di vista tecnologico - spiega Prignachi - tutto è predisposto».
La videosorveglianza sui bus è diffusa in parecchie città d’Italia, dove è stato siglato un protocollo tra le aziende di trasporti o le istituzioni e le prefetture: queste ultime devono necessariamente essere coinvolte dal momento che le immagini relative a fatti di reato riprese dalle telecamere possono in seguito essere utilizzate per accertamenti dalle forze di polizia. «Sembra che tutto sia stato trasmesso al ministero per un parere - riferisce l’assessore - anche se i veri motivi di questo stand by non sono ancora chiari»
LA PRIVACY. È probabile che si tratti tuttavia di qualche semplice inghippo burocratico. Questo è, certo, un progetto da realizzare con cautela dal momento che anche la normativa sulla privacy è particolarmente rigida: prevede che le riprese debbano essere effettuate avendo cura di non ledere la riservatezza delle persone anche per ciò che riguarda in particolare l’angolo di visuale delle telecamere. Devono pure essere collocate idonee informative a bordo delle vetture.
Per quanto riguarda il tempo di conservazione delle riprese, il Broletto ha ipotizzato che possa essere di una settimana poiché «i mezzi restano in esercizio dal lunedì al sabato» ma «c’è la più totale disponibilità a variare questo intervallo nel caso in cui la legge lo richieda». L’importante, sottolinea Prignachi, è che la situazione si sblocchi al più presto. «Non ci pare una cosa fuori dal mondo predisporre un sistema di videosorveglianza sui bus - prosegue l’assessore -: e in ogni caso è sufficiente che ci dicano come dobbiamo muoverci, se c’è qualche punto del progetto da modificare e lo sistemeremo».
Per chiarire una volta per tutte i dubbi, l’assessore ai Trasporti della Provincia ha chiesto, appunto, un incontro in prefettura in modo da prendere in esame la documentazione e capire se effettivamente c’è qualcosa che non va.
IL FUTURO. «Si tratta di un’iniziativa a cui teniamo particolarmente - chiude - poiché quando saranno realizzati i centri di interscambio della Brescia - Iseo - Edolo pensiamo di attivare anche lì questo genere di sistema». Ma prima tocca ai 50 autobus extraurbani.


Giornale di Brescia 05/02/2009
Sui bus un milione di passeggeri in più
Tanto è cresciuto tra 2007 e 2008 il numero degli utenti Da Loggia e Brescia Trasporti agevolazioni agli universitari
Un milione di viaggiatori in più sui bus di Brescia Trasporti. Questo il risultato fatto registrare nell’arco degli ultimi mesi sulla rete cittadina e dei Comuni limitrofi. Il chiaro segno non solo di un gradimento diffuso circa i servizi prestati dalla società cittadina, controllata dal Comune, ma anche di una tendenza in costante definizione nel corso degli ultimi anni.
Le statistiche ci consegnano infatti per il 2008 un totale di 42.692.823 passeggeri, a fronte dei 41.459.439 del 2007. Una differenza di 1.233.384 persone che hanno scelto di optare per i servizi di Brescia Trasporti non solo sulla spinta evidentemente della crisi e dell’aumento dei costi del carburante, ma anche per l’indubbia comodità e sicurezza offerta dal servizio pubblico di trasporto.
E mentre il bilancio del servizio appare quindi florido, giungono dalla Loggia due nuove iniziative volte a promuovere l’uso del bus in città, rivolte ai 18enni e agli universitari.
Nasce quindi il «carnet di viaggio da 50 corse» per gli studenti universitari e l’abbonamento annuale per i nati negli anni 1990 e 1991. «Il nostro scopo è incentivare il più possibile l’uso del trasporto pubblico per ridurre il traffico veicolare e per sensibilizzare i giovani a sperimentare forme alternative di mobilità oltre il mezzo privato», spiega l’assessore in Loggia ai Trasporti ed al Traffico nonchè con delega alle Politiche giovanili, Nicola Orto.
«La nostra è un’iniziativa dell’Assessorato coordinata con Brescia Trasporti. Una scelta responsabile che contribuisce a migliorare la qualità dell’ambiente, che risulta oltremodo economicamente vantaggiosa per le famiglie e interessante anche sul fronte della prospettiva sociale del viaggio come nuova esperienza».
Due le iniziative per i giovani
Come avevamo già anticipato qualche giorno fa sul nostro giornale, sono due le nuove proposte di viaggio: per gli studenti universitari si tratta di un carnet di 50 corse del costo di € 35, per la zona 1 (la città) e € 45 per la zona 1-2 (Comuni dell’hinterland), da utilizzare in forma sperimentale dal febbraio 2009 al 31 luglio 2009. L’iniziativa, concertata da Nicola Orto con il consigliere comunale Mariangela (Nini) Ferrari, titolare della delega all’Università, e Brescia Trasporti, è rivolta agli studenti universitari della città, previa richiesta presso le casse aziendali Brescia Trasporti (infoBrescia di piazza Loggia, 13 o presso gli uffici di Brescia Trasporti di via San Donino, 30).
In funzione della promozione dell’iniziativa sarà diffuso del materiale informativo nelle università, nei centri Isu e nei luoghi di aggregazione giovanile.
La seconda proposta si rivolge ai giovani nati negli anni 1990 e 1991, in prevalenza studenti delle scuole medie superiori, e propone un titolo di viaggio annuale che vale sino all’inizio del prossimo anno scolastico o universitario, al prezzo scontato. «In sostanza paghi meno di 7 mesi e viaggi 12. Questo per i nati nel 1991 o paghi meno di 6,5 mesi e viaggi 12 per i nati nel 1990», come ha spiegato ieri in Loggia l’ad di Brescia Trasporti, Aldo Cavagnetto. Questa seconda iniziativa è valida solo per i rinnovi di abbonamenti annuali e sino al 31 luglio 2009. Anche in questo caso gli abbonamenti possono essere caricati presso le casse aziendali.
I costi: per i nati nel 1990, «zona 1» o «zona 2» costa 170 euro. Per entrambe 270 euro. Per i nati nel 1991 «zona 1» e «zona 2» costano 180 euro, per entrambe 300 euro.
«Diamo soddisfazione ai bisogni»
Il senso delle due iniziative è nella logica di soddisfare le particolari esigenze di quanti frequentano gli atenei cittadini: si tratta di un carnet con un numero di corse prestabilito da consumare nell’arco di tre mesi e che si rivolge a coloro che fanno troppe corse settimanali per usare il biglietto (da tre a cinque) e troppo poche per un abbonamento tradizionale. Con questo carnet ciascuna corsa costerà quindi solo 70 centesimi. Un risparmio non indifferente che si rivolge ad un tipo di utenti che in genere sono coloro che abbandonano il mezzo pubblico per passare al veicolo proprio anche e in funzione dell’età.
Roberto Manieri
LA FOTOGRAFIA DEL TRASPORTO IN CITTÀ CRESCONO GLI UTENTI DEL BIGLIETTO
L’andamento dei passeggeri trasportati di Brescia Trasporti è in continuo aumento a dimostrazione che il sistema di trasporto bresciano sembra non avere ancora esaurito la fase di attrattività rispetto all’utenza potenziale. Dai dati emerge che è rilevante l’aumento dei passeggeri trasportati con biglietto (+9,8%), crescono i passeggeri con abbonamento (+6%), il totale dei passeggeri paganti in «zona 1» è pari a +7,3% equivalenti a 1.373.573 passeggeri.

ABBONATI IN AUMENTO DALL’HINTERLAND
Nella «zona 2» e «zona 1+2» (comuni contermini ed area urbana integrata) si legge un contenuto aumento dei passeggeri trasportati con biglietto (+3,9%), mentre crescono i passeggeri trasportati con abbonamento (+6,7%). Il totale dei passeggeri paganti in «zona 2» e zono 1 + 2» è del +6,2% equivalenti a 453.942 passeggeri. I dati dimostrano come il servizio offerto sia ritenuto affidabile e di livello e risponda anche alle esigenze di risparmio delle famiglie in tempi di crisi.

NOVE MILIONI DI CHILOMETRI PERCORSI
I chilometri sviluppati nel corso del quarto anno di erogazione del servizio pubblico di trasporto sono stati 9.018.204. L’andamento della velocità commerciale è stato caratterizzato da un sostanziale allineamento con il precedente anno (-0,08 km/h).
La sola linea 1 ha percorso qualcosa come 1.045.000 chilometri, mentre la linea 2 ne ha coperti ben 678.395. La manutenzione dei veicoli è in capo alle officine di Brescia Trasporti.

Giornale di Brescia 03/02/2009
Trasporti pubblici: si viaggia bene, tranne che in aereo
In città positiva presenza di mezzi non a gasolio; l’aeroporto di Montichiari, invece, non è compatibile con quelli censiti
Anche nella materia trasporto pubblico locale Brescia va oltre la sufficienza, segnando un punto positivo, ad esempio, nella percentuale del 41% di mezzi non a gasolio, battuta da Milano prima assoluta con il 48%.
Le valutazioni presenti nello studio mostrano l’evoluzione dell’uso dei mezzi pubblici: negli ultimi 5 anni i passeggeri sono cresciuti del 10%, anche se viaggiare senza biglietto resta un vizio diffuso tra il 20% degli utenti a livello nazionale.
Solo l’azienda napoletana Ctp ha avuto il coraggio di diffondere i risultati locali ed ammettere che quasi il 40% dei suoi utenti (39,6%) viaggia senza pagare. A fronte di un aumento dei passeggeri, in regola o portoghesi, non c’è stato un uguale incremento dell’offerta. I posti per chilometro di linea, uno dei parametri per misurare se si viaggia meglio o peggio del passato, sono aumentati solo del 3%. Nella fotografia del trasporto pubblico in Italia da una media di 25 posti/chilometro per passeggero si è scesi a 23 posti/chilometro. Le città principali che mostrano un calo maggiore del parametro sono Roma e Napoli.
Secondo l’indagine, nel settore restano grandi differenze tra le città italiane, con gli apporti pubblici che nel 2003 erano pari a 20 euro per mille posti/chilometro contro una media attuale di 21 euro. «La loro incidenza sul fatturato in crescita delle imprese - afferma lo studio - si è ridotta dal 59% a 56%, ma appare ancora troppo alta». L’ufficio studi di Mediobanca mostra come le casse pubbliche versano all’Atm di Milano 13,5 euro ogni mille posti/chilometro, 38 euro alla Ctp e 54 alla Anm di Napoli. La nostra città insieme a Torino, si trovano in una posizione intermedia con 20 euro versati alla Brescia Trasporti ed al Gtt torinese. Per quanto riguarda la «giovinezza» dei mezzi, a Brescia viaggiano veicoli che hanno in media 8,5 anni, 2 in meno rispetto ai più anziani veicoli napoletani.
Ben diversa, invece, la posizione che Brescia si guadagna al capitolo sui servizi aeroportuali. Nonostante il contesto nazionale veda dal 2003 al 2007 un incremento di passeggeri serviti passando da 100 a 135 milioni, lo scalo di Montichiari, gestito dalla società Aeroporto Gabriele D’Annunzio, costituita nel 2002 e controllata dall’Aeroporto Valerio Catullo di Verona con l’85% e per il restante 15% in modo paritario dalla provincia e Camera di Commercio di Brescia, ha «una dimensione non comparabile con quelli censiti in questo studio». c. ber. 

Il Brescia 03/02/2009
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Il Brescia 02/02/2009
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Giornale di Brescia 01/02/2009
Capo di Ponte Partito il viaggio sui binari dell’intermodalità  
La stazione camuna «inaugura» il progetto provinciale per creare otto poli di interscambio «ferro-gomma»

CAPO DI PONTE Una prima pietra... che in realtà non lo è. Potrebbe essere la centesima, o forse anche la millesima, visto che i lavori sono già iniziati da qualche giorno. Lo ha sottolineato bene ieri il sindaco Francesco Manella durante l’incontro per la «posa della prima pietra» del centro d’interscambio ferro-gomma di Capo di Ponte.
Una volta tanto, anche la Valcamonica arriva prima. Nel maxi progetto provinciale volto a riorganizzare massicciamente il trasporto pubblico su ferrovia e su strada, che punta anche alla realizzazione di otto poli di interscambio (posizionati a Castegnato, Iseo, Pisogne, Darfo, Breno, Capo di Ponte, Cedegolo ed Edolo), il crocevia capontino è il primo a partire. Con grande enfasi e con tante aspettative, visto che ieri nella sala d’attesa della stazione c’erano sia i vertici della Provincia, con l’assessore ai Trasporti Valerio Prignachi, che quelli delle Ferrovie Nord, con il vicedirettore operativo della società Roberto Ceresoli.
Un progetto lungo 12 mesi.
Per 365 giorni si spegneranno le luci sul palcoscenico della fermata ferroviaria di Capo di Ponte, per lasciare spazio a operai e mezzi e, tra dodici mesi, si rialzeranno le quinte su un moderno centro d’interscambio, completamente riprogettato e funzionale, che garantirà un servizio puntuale, più sicurezza e, perché no, spazi gradevoli e vivibili.
Capo di Ponte, che diverrà quindi uno dei centri intermodali per lo scambio dei passeggeri tra i due mezzi di trasporto (treno e autobus), è stato scelto per il numero di abitanti, per la strategica posizione in media valle, per l’importanza dei flussi turistici che ruotano attorno alle sue ricchezze (non da ultime, le incisioni rupestri) e anche perché è il punto di confluenza delle strade che provengono dai paesi di gronda circostanti.
Con questo piano, saranno realizzati anche importanti interventi di riqualificazione delle aree urbane adiacenti, per il loro riassetto funzionale e per la messa in sicurezza della ferrovia. Il tutto con un investimento di poco superiore al milione di euro, di cui 800mila messi a disposizione dalle Ferrovie Nord grazie alla Regione, 200mila dalla Provincia e 40mila dal Comune.
Entriamo nel dettaglio del progetto. Per quanto riguarda il polo d’interscambio ferro-gomma, saranno realizzate aree di fermata per gli autobus, un collegamento pedonale con la stazione, una pensilina d’attesa per bus e treni in fronte alla stazione e un parcheggio per la sosta di auto e pullman. Per eliminare il pericoloso passaggio a livello nelle vicinanze, teatro negli anni passati di numerosi incidenti, sarà infine costruito un sottopasso ciclopedonale.
Il contributo di Anas
In parallelo, Anas ha in programma di realizzare un nuovo sottopassaggio della ferrovia a nord dell’abitato, a servizio del futuro svincolo alla Statale 42: il sottopassaggio che renderà possibile la chiusura anche del secondo passaggio a livello del paese.
Per quanto riguarda la sicurezza, sia pedonale che del traffico, saranno creati nuovi marciapiedi, sarà ampliato l’incrocio con la provinciale che porta a Paspardo e realizzate opere di collegamento tra la stazione e il sottopassaggio, che consentiranno di superare al contempo la ferrovia e la Statale.
Nell’anno del centenario dell’arrivo a Edolo della ferrovia e della scoperta delle incisioni rupestri camune, il primo cittadino capontino ha definito questo progetto «importantissimo, perché permetterà di migliorare viabilità, logistica, fruibilità e sicurezza del paese. È un piano all’avanguardia per quanto riguarda i trasporti, messo in atto in tempi brevi grazie alla cooperazione tra Comune, Provincia, Ferrovie Nord e Anas».
Giuliana Mossoni 


Giornale di Brescia 01/02/2009
«Operazione cruciale: a breve arriveranno nuovi treni» 

CAPO DI PONTE «È un cambio di rotta verso una logica che vede il sistema di trasporto pubblico come qualcosa che risponde davvero alle esigenze dell’utenza».

Così ieri l’assessore provinciale Valerio Prignachi ha definito il progetto per la riorganizzazione del sistema dei trasporti nel bresciano.
«Fino a pochi anni fa - ha detto Prignachi - la Brescia-Edolo veniva considerata un ramo secco, da trasformare in una linea ciclabile o poco più. Per noi non è stato così: per noi è un vero patrimonio territoriale e una grande opportunità di sviluppo e di civiltà. E gli investimenti su questo tratto lo dimostrano. Inoltre - ha aggiunto - sono anche in arrivo otto nuovi treni cui, grazie ai 5 milioni di euro messi dalla Provincia, se ne aggiungeranno altri 2, che ci consentiranno di mettere in atto l’orario cadenzato da tutte le principali stazioni».
Grazie al sistema di interscambio ferro-gomma, di cui Capo di Ponte è un esempio, il sistema di trasporto provinciale è stato rivoluzionato secondo una logica gerarchica, con il treno al centro: su questo si costruirà il restante sistema della mobilità provinciale.
Anche Roberto Ceresoli delle Ferrovie Nord ha ricordato come, fino a qualche tempo fa, «si viveva con trepidazione la messa in sicurezza della linea camuna, con i passaggi a livello che mietevano alcune vittime all’anno. Ora che la prima fase di eliminazione di molti passaggi a livello e di messa in sicurezza della tratta si è conclusa, è iniziata la seconda, con il grande progetto per dare un futuro a questa linea ferroviaria. La Brescia-Edolo - ha concluso il vice direttore operativo delle Ferrovie Nord - è davvero tornata a nuova vita, con anche grandi possibilità di arricchimento per tutta l’area».g. m.