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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia, 30 aprile 2009
METROPOLITANA: LA SECONDA FASE
Talpa addio, la Tbm lascia Brescia
Talpa addio: la Tbm lascia Brescia e lo fa ovviamente a pezzi, una volta
smontata e fatta uscire dalla fossa appositamente realizzata a Mompiano. Il
primo pezzo significativo rimosso è la testa fresante, ovvero la grande fresa
che ha operato nel sottosuolo cittadino. Si chiude così la storia bresciana
della talpa che ora (la macchina vale 20 milioni di euro) si appresta a scavare
in capitali estere.

IL SERVIZIO ACCABUS
Attivato nell’ambito di una convenzione tra Brescia
Trasporti e l’Assessorato ai servizi sociali del Comune, il servizio Accabus
riservato ai disabili funziona nei giorni feriali dalle 7.30 alle 21.15 e va
prenotato per telefono entro le 14 del giorno che precede il trasporto.
Per
usufruirne bisogna essere in possesso di uno speciale abbonamento (Omnibus-card)
e del titolo di viaggio

IL SERVIZIO TAXI
Gestito dalla Cooperativa RadiotaxiBrixia, il servizio taxi
riservato ai disabili dispone di tre taxi attrezzati dove è anche possibile
salire direttamente con la carrozzina.
Anche in questo caso, come per
l’Accabus di Brescia Trasporti, è necessaria la prenotazione il giorno prima. Il
numero e le tariffe sono gli stessi di un taxi qualsiasi della Cooperativa
RadiotaxiBrixia (tel. 030 35111)
Spostamenti, servizi in crescita
Dall’Accabus agli autobus di linea dotati di piattaforme per
l’accesso
Niente paura: l’Accabus non si fermerà. È stata infatti rinnovata
la convenzione tra l’Assessorato ai servizi sociali del Comune e Brescia
Trasporti per il servizio di trasporto riservato ai disabili. «Non è un caso che
l’assessore Orto l’abbia puntualizzato in Consiglio comunale», commenta il
consigliere del Pd Ungari, ricordando che nelle scorse settimane erano circolate
voci sulla possibile sospensione dell’Accabus. «È un servizio costoso ma
sfruttato», osserva da parte sua Gloria Gobetto, che ne ricorda la nascita nel
1992 («ma si era cominciato a parlarne alla fine degli anni Ottanta con l’allora
sindaco Padula e col vice Fermi, ed era la preistoria del trasporto dedicato»).
Per questo, continua la presidente di Slowtime, «per risparmiare da un lato e
migliorare dall’altro, sappiamo che si sta pensando di inserire nella gestione
una cooperativa o un’associazione di volontariato». E che l’ipotesi sia in fase
di valutazione è confermato da Claudio Garatti, direttore di Brescia Trasporti,
insieme all’apprezzamento nei confronti dell’Accabus, passato in dieci anni, dal
1998 al 2008, da 10.174 a 16.473 corse.
I disabili, però, hanno bisogno anche
di altro. Spiega Gloria Gobetto: «Il trasporto dedicato va sempre mantenuto per
l’utenza più debole; ma si deve lavorare sul trasporto pubblico per renderlo
davvero accessibile a tutti». E fortunatamente «Brescia Trasporti è da sempre
attentissima a questo tema». Così, riferisce ancora Garatti, «ormai la metà
degli autobus di linea - oltre cento - sono attrezzati per i disabili; com’è
ovvio, si tratta dei mezzi più nuovi, che circolano maggiormente per le strade.
E la prospettiva è evidentemente quella di sostituirli tutti via via che i
vecchi andranno in pensione». L’attrezzatura consiste, a bordo, in spazi
appositi con dispositivi in grado di frenare le carrozzine; e, verso l’esterno,
in una pedana che garantisce l’accesso all’autobus. Un semplice dispositivo
manuale, quest’ultimo, che può essere azionato dall’autista o
dall’accompagnatore del disabile. Ma nemmeno questo basta: servono fermate dove
la pedana possa allinearsi col marciapiede, o al massimo poggiarvisi senza che
si crei una pendenza eccessiva. Bisogna insomma intervenire sulle 1.306 fermate
della città. Lo dice Gloria Gobetto, che a nome della Consulta per la vita
sociale ricorda di aver proposto un progetto per l’adeguamento di tutte le
fermate possibili e per l’informazione sul livello di fruibilità delle altre. Lo
dice il direttore di Brescia Trasporti Garatti, rammentando che la situazione è
eterogenea: ci sono fermate - quelle costruite nell’ambito del progetto Lam -
che sarebbero già a norma, con il marciapiede alto 18 centimetri; altre dove
invece il marciapiede non esiste proprio, come in corso Zanardelli; e altre che
presentano problemi diversi, per esempio stalli un po’ angusti. E lo dice
l’assessore al Traffico e Mobilità Orto, presentando al tempo stesso un
importante progetto: il censimento di tutte le fermate che il Comune ha chiesto
a Brescia Trasporti e che potrebbe essere a disposizione degli interessati in
settembre.f. sa.
Bresciaoggi 25/04/2009
L’ANNUNCIO. Il sindaco pensa al maxi finanziamento statale. Ma anche alle
realizzazioni per l’Expo 2015. E annuncia una prossima intesa con il sindaco
Moratti
La sfida: «Metrobus fino alla Fiera »
Paroli fa i conti: «Servono 150 milioni per 5 fermate»
La realizzazione della nuova cittadella amministrativa renderà obbligatoria una
revisione della circolazione automobilistica in via Dalmazia, soprattutto in
corrispondenza dell’incrocio con via Orzinuovi. Ma anche del sistema dei
trasporti e del tragitto della metropolitana. Lo ha annunciato ieri in
conferenza stampa il sindaco Adriano Paroli.
«DI FRONTE A QUELLA che sarà la
nuova sede del Comune c’è già anche la sede della Regione, e nelle nostre
intenzioni dovrebbe trovare posto anche un’altra realtà istituzionale. Stiamo
lavorando per creare una continuità fisica tra gli spazi, anche sfruttando il
verde». Il sindaco ipotizza, ma non c’è ancora nessun progetto sulla carta,
l’interramento della viabilità ordinaria per creare una connessione diretta,
pedonale, tra i diversi uffici. Una sfida importante.
Il capitolo più
interessante è però, a parere del primo cittadino, quello del prolungamento
della tratta della metropolitana leggera da Lamarmora fino alla fiera. Cinque
fermate, per un costo complessivo di circa 150 milioni di euro. «Esiste un maxi
finanziamento statale per tutto il sistema metropolitano. I fondi - ha spiegato
Paroli - vanno a chi presenta i progetti più qualificanti e questo potrebbe
essere messo in conto per la richiesta di nuovi finanziamenti».
Oltre 80
milioni inseriti nel pacchetto anticrisi sono in arriv o da Roma e dovrebbero
coprire in parte gli extracosti denunciati da Astaldi, l’azienda di costruzioni
romana che insieme ad Ansaldo e Breda forma l’Associazione temporanea di imprese
che s’è aggiudicata i lavori del metrò.
LA LOGGIA PERÒ, almeno stando a
quanto si è inuito ieri dalle parole del sindaco, sembra già pronta a batter
nuovamente cassa. Il tracciato allungato prevede un paio di fermate in trincea
da Lamarmora agli ex Magazzini Generali, per un costo totale di circa 80
milioni. Le tre fino alla Fiera verrebbero invece realizzate in superficie. E
del resto, spiega il sindaco, «per essere sostenibile il progetto della
metropolitana deve ampliarsi, deve raggiungere l’intercomunalità».
Il primo
passo è riuscire ad arrivare almeno fino alla Brixia Expo che, è vero, non
richiama attualmente un numero tale di visitatori da richiedere un investimento
di questo genere. «Ma lì vicino c’è il casello dell’autostrada e i parcheggi di
interscambio».
PAROLI ANNUNCIA che gli ottimi rapporti con il sindaco
Letizia Moratti - sfociati di recente anche nell’intesa per la revoca dei
componenti del consiglio di Sorveglianza di A2A - consentiranno molto presto al
Comune di Brescia di raggiungere un accordo con quello di Milano proprio per
lavorare insieme in vista della grande esposizione internazionale del 2015. E
dunque l’allungamento del tracciato si potrebbe considerare un’opera
giustificabile - aggiunge il sindaco - anche «all’interno delle realizzazioni
per l’Expò».
Di estendere il percorso fino alla fiera si parla fino
dall’avvio del progetto della metropolitana. Anzi, la predisposizione a
Lamarmora ci sarebbe già e pure un progetto di massima. Mancano soltanto i
fondi. E non è cosa da poco, dal momento che già gli extracosti di Astaldi han
creato non pochi problemi. Per ora resta tutto al condizionale. NA.DA.
Fotolive
Foto Carlo Bonari - Aln668.121-S1048 - Brescia

Foto Carlo Bonari - Aln668.121-S1048 - Brescia


Bresciaoggi 16 aprile 2009
IN ARRIVO. Tour guidato nei cantieri per una folta rappresentanza di
amministratori comunali. Esaminate in particolare quattro delle 17 «fermate»
previste
Metrò, viaggio nel futuro
Francesco Apostoli
Politici e tecnici hanno verificato lo stato dei lavori nelle principali
stazioni A giugno il primo «treno»
Entro la metà di giugno dovrebbe arrivare a Brescia la prima delle sedici
vetture che dal 2013 sfrecceranno sui binari della metropolitana leggera. Il
bestione lungo 39 metri, alto 3,7 e largo 2,65 dovrebbe essere addirittura
esposto al pubblico (dev’essere ancora individuata la location ideale).
Aspettando il Metrobus, i membri delle commissioni consiliari Urbanistica
(presieduta da Marco Toma) e Lavori pubblici (coordinata da Pier Raul
Francesconi) hanno effettuato ieri un tour guidato delle principali stazioni,
verificando lo stato dei lavori (a detta di tutti «a buon punto») insieme a
Mauro Raineri e Roberto Moreni, direttore del progetto Metrobus e direttore
generale di Brescia Mobilità.
Il folto drappello di consiglieri e presidenti
di circoscrizione (tutti cascomuniti), ha esaminato quattro delle 17 stazioni
del metrobus, oltre all’area di 80 ettari nei pressi di via Serenissima, su cui
sorgono gli edifici (ormai in fase di ultimazione) che ospiteranno il deposito,
la sala controllo e l’officina per la manutenzione del metrobus
bresciano.
L’opera, del costo di circa 750 milioni di euro, ha una lunghezza
complessiva di 13 km: 1.7 in viadotto, 1.7 a raso, 3.8 in trincea coperta e 5.9
in galleria. Diciassette le fermate, di cui quattro alla luce del sole:
Sant’Eufemia e Sanpolino (in viadotto), San Polo parco e Poliambulanza (a raso).
Un centinaio di addetti saranno impegnati attorno al metrobus, con zero
conducenti e cinque persone a controllare il mezzo dal cervellone di S.
Eufemia.
LE STAZIONI sono state pensate come luoghi di puro transito e non -
come accade per altre metropolitane - come eventuali luoghi di stazionamento.
Niente fronzoli, dunque (non ci sono neanche i servizio igienici) e un occhio di
riguardo per la sicurezza, con la possibilità di «avere una visione completa
della stazione sia dalla scala d’ingresso sia dalla pensilina», afferma Raineri
di fronte alla buca che accoglie la stazione di Brescia Due. L’illuminazione
sarà garantita (oltre che dalle luminarie presenti all’interno delle fermate)
dalla presenza di grandi lucernari che sfrutteranno la luce esterna. Come a
Copenaghen (modello della metropolitana bresciana), niente tornelli.
All’ingresso delle stazioni saranno poste macchine obliteratrici. I controlli
saranno effettuati da una decina di stewart di viaggio impegnati lungo tutta la
tratta, che dovrebbe garantire una capacità massima di trasporto di circa 17
mila passeggeri all’ora, con una frequenza inferiore ai 3 minuti nelle ore di
punta e di 10-20 minuti nelle fasce di minor traffico.
NO VANDALI: Copenaghen
è il modello da cui prendere spunto anche per evitare eventuali errori. Se in
Danimarca la metro è oggetto di atti vandalici - soprattutto in occasione dei
bagordi del fine settimana -, a Brescia si è scelto di utilizzare materiale in
grado di essere ripulito facilmente, sia per gli esterni sia per gli interni
delle vetture, dove non ci sarà posto per sedili imbottiti. Anche in treno,
grande attenzione alla sicurezza (punto ampiamente toccato da alcuni
consiglieri, preoccupati «per l’assenza del conducente»): nelle stazioni e
all’interno delle carrozze sarà presente un sistema di videosorveglianza e un
collegamento audio costante con il centro di controllo. In caso di allarme il
treno è programmato per arrivare subito alla stazione più vicina, mentre in caso
di incendio la vettura può resistere per circa 30 minuti. Su tutta la linea sono
previsti marciapiedi d’emergenza e accessi per eventuali soccorritori.

I criteri adottati per le fermate
«Risparmio e razionalizzazione» sono i criteri adottati dai tecnici di Brescia
Mobilità per la realizzazione delle stazioni del metrobus.
Le fermate di
Sant’Eufemia e Sanpolino (le uniche due in viadotto) sono state realizzate
appositamente in mezzo ai binari per evitare la costruzione di due pensiline in
più a fermata e razionalizzare gli accessi.
Nelle stazioni in trincea sarà
invece garantita un’illuminazione «naturale» grazie all’utilizzo di grandi
lucernari posti a livello del suolo.
Restano ancora da decidere le
infrastrutture di collegamento per le fermate a raso di San Polo Parco e
soprattutto della Poliambulanza.
Lì è prevista la realizzazione del
parcheggio di interscambio sui terreni agricoli che separano l’ospedale delle
Ancelle dalla Carità dall’area posta nelle vicinanze del casello autostradale di
Brescia centro, quella che solitamente ospita il circo o il Luna park.


Giornale di Brescia 16 aprile 2009
NUOVO RITROVAMENTO DURANTE GLI SCAVI
Il marmo dell’alveo medievale del Garza in San Faustino
Nuovo ritrovamento inatteso durante gli scavi nel cantiere per la costruzione
della stazione San Faustino del metrobus. Si tratta della pavimentazione in
marmo di Botticino dell’alveo medievale del Garza che un tempo, provenendo da
Mompiano, attraversava il fossato delle mura su una sorta di ponte (segnalato
sulle vecchie mappe). Ieri mattina la Soprintendenza ai Beni architettonici e
paesaggistici ha autorizzato la rimozione delle lastre di marmo (al centro nella
foto), che ora saranno numerate e recuperate, al fine di essere ricollocate
nella futura stazione della metropolitana leggera automatica. Una stazione ricca
di sorprese.

Bresciaoggi 11 aprile 2009

METROBUS, LE OPERE COMPLEMENTARI. La Giunta Paroli ha approvato ieri le
linee guida del progetto di riqualificazione della via che collega il Civile al
Rigamonti
Alberi, lampioni, aiuole: sarà il boulevard Europa
Mimmo Varone
Il viale attuale passerà da 3 a 4 corsie con un ampio spartitraffico al
centro, nuovi marciapiedi e pista ciclabile
Due corsie per senso di marcia, uno spartitraffico centrale di due metri,
marciapiedi alberati su entrambi i lati, una pista ciclabile bidirezionale in
sede propria. Sta per nascere il «boulevard» Europa. Sarà un chilometro e mezzo
di strada tutta nuova, dal piazzale dell’Ospedale a via dello Stadio, con
rotatorie a tutti gli incroci, 3 o 4 semafori di attraversamento pedonale a
chiamata e nessun dosso rallentatore.
Sulle indicazioni degli assessori ai
Lavori pubblici Mario Labolani, al Traffico Nicola Orto e all’Urbanistica Paola
Vilardi, il gruppo di lavoro coordinato da Antonella Begni e composto da tecnici
dei tre assessorati più gli architetti esterni Antonella Loda ed Elisabetta
Ghidini, e Marco Medeghini di Brescia Mobilità, ha varato le linee guida per il
progetto di viale Europa. E ieri la Giunta Paroli le ha approvate. Ora
passeranno al vaglio delle commissioni consiliari e poi a Brescia Mobilità
perché le trasformi in progetto esecutivo e proceda all’appalto.
Dopo via
Triumplina e via dello Stadio si completa la «porta» nord della città e lascia
immaginare la nuova Brescia lungo l’asse della metropolitana leggera.
L’assessore Labolani, che ieri mattina ha presentato il progetto insieme
all’ingegner Claudio Bresciani, prevede la cantierizzazione dei lavori tra 6-9
mesi.
«Sulle opere complementari alla metropolitana ci siamo confrontati con
le bozze della passata amministrazione, con Brescia Mobilità e con l’opposizione
- dice Labolani, cui spettano gli orientamenti al Gruppo di lavoro -: volevamo
intervenire per rivedere il complessivo della progettazione e dare la nostra
visione della città».
LE OPERE «complementari» costano al bilancio comunale
almeno 25 milioni di euro, e 3,5 serviranno per rendere viale Europa, una via
«scorrevole, bella e sicura», che a sud si innesterà su piazzale Spedali Civili,
per il quale i tecnici fra 45 giorni presenteranno linee guida in grado di
trasformarlo in una vera e propria piazza.
E mentre riprogetta le strade
lungo il metrò, l’assessorato di Labolani mette mano pure alla sistemazione
degli spazi esterni alle 11 stazioni «semplici». Le altre sei (Prealpino,
Vivanti, Stazione, Lamarmora, Poliambulanza e Serenissima) legate a piani
urbanistici, verranno affrontate da maggio a settembre. «Abbiamo fissato tempi
rigidi - precisa Labolani -, perché vogliamo che i lavori in superficie marcino
insieme a quelli nel sottosuolo».
Le vecchie 3 corsie di viale Europa
diventeranno quattro (7 metri per ogni direzione), con 2 metri di verde al
centro. Sul lato est ci sarà un marciapiede alberato di 2.5 metri. A ovest, una
fascia polifunzionale di 2 metri da utilizzare per alberi, fermate di bus,
postazioni di cassonetti, e più all’esterno una pista ciclabile separata da auto
e pedoni, con pavimentazione propria larga 2.5 metri. I passaggi pedonali
saranno a livello di marciapiede, con le carreggiate che salgono appena e poi
ridiscendono senza che il dislivello sa avvertito dalle auto. «Viale Bornata non
è un nostro riferimento», sottolinea Bresciani per farsi capire. Per contenere
il tutto c’è bisogno di 25 metri di larghezza. E poiché da via Valsabbina
(Pronto Soccorso) a piazzale Vivanti il vecchio viale Europa disponeva di 20
metri, gli altri 5 si ricavano sopra la galleria artificiale con espropri dagli
enti proprietari (Regione, Spedali Civili, Università, Ancelle) e da Una Hotel,
che davanti all’ingresso si troverà 7 metri di fascia ciclopedonale alberata di
sicurezza.
«ABBIAMO voluto dare l’impronta di un viale urbano che congiunge
le due nuove piazze del Civile e Kossuth, entrambe servite da stazioni e in
posizione di centralità urbana - spiega Bresciani -. Abbiamo reso la via più
ampia e scorrevole perché deve collegare servizi importanti tipo ospedale,
università, piscine».
LA RICLASSIFICAZIONE. Il cantiere per la risistemazione partirà all’inizio
del 2010
Via dello Stadio diventa strada di collegamento
Labolani: «Diventerà più importante in base ai volumi di traffico. E non
avrà dossi rallentatori»
Via dello Stadio, si cambia. La Giunta Paroli rivede alla radice il progetto
di massima preparato dall’amministrazione Corsini e da strada di quartiere la
trasforma in strada di collegamento interquartieri. La stessa riqualificazione
ha interessato viale Europa. E insieme a via Triumplina le tre strade si
preparano ad assumere la funzione di asse di penetrazione da Nord lungo il
tracciato del metrò.
SECONDO IL VECCHIO indirizzo, via dello Stadio doveva
essere una strada locale al servizio del quartiere. «Gli assessorati ai Lavori
pubblici e al Traffico hanno constatato che in mancanza della tangenziale est il
traffico da sud-est verso nord s’incanala su questo asse e si è reso necessario
riclassificarla», spiega l’assessore Mario Labolani (Lavori pubblici), che ieri
ha fatto il punto sulle opere complementari alla metropolitana leggera.
La
via che costeggia il Rigamonti avrà due corsie da tre metri e mezzo ciascuna. Su
entrambi i lati scompariranno i previsti parcheggi a lisca di pesce, sostituiti
da spazi di sosta in linea. E per agevolare le manovre di entrata e uscita, tra
la corsia di marcia e i parcheggi ci sarà uno «spazio franco» di 75 centimetri.
Eviterà rischi di incidente quando l’automobilista distratto aprirà una portiera
senza guardarsi intorno.
Va da sé che i posti si ridurranno del 30 per cento,
ma verranno recuperati nello spazio della vecchia piscina, ora demolita, e anche
in piazzale Kossuth. «Abbiamo ridimensionato la strada in base ai volumi di
traffico che deve sostenere - dice Labolani - e non ci saranno dossi sulla
carreggiata a rallentare improvvisamente gli automezzi». Con l’occhio alle
esigenze del quartiere, tuttavia, via dello Stadio avrà sul lato sud (adiacente
le abitazioni) una pista ciclabile bidirezionale in sede propria, separata dalla
carreggiata e dai marciapiedi. E ovviamente sarà collegata con quella della
stessa tipologia lungo viale Europa.
Pure le alberature verranno cambiate. Il
tecnico Claudio Bresciani, dell’assessorato di Labolani, spiega che le piante
esistenti (anche in cattivo stato), sono sottodimensionate rispetto alla strada.
Perciò «il Gruppo di lavoro costituito in Comune, per via dello Stadio, viale
Europa e via Triumplina ha chiesto consulenze ad agronomi per individuare una
specie di pianta che si sviluppi in altezza e produca una ramificazione adeguata
a conferire a quelle vie l’aspetto di viali».
Le linee guida sono già sul
tavolo della Giunta, che dovrebbe dare l’ok subito dopo Pasqua. Dopodiché, com’è
prassi, passeranno a Brescia Mobilità che le trasformerà in progetto esecutivo.
«In estate - prevede Labolani - potrà partire la gara d’appalto». E dopo i tempi
tecnici, verso l’inizio dell’anno prossimo anche in via dello Stadio potrà
partire il cantiere. MI.VA.
Triumplina: i nuovi lavori al via già in estate
La gara d’appalto è in corso. Ma per dare volto nuovo alla via Triumplina
dell’era Metrobus ci vorranno due anni. Il progetto della via che scende da nord
è stato il primo ad essere rivisitato, ed «entro l’estate cercheremo di far
partire i lavori sui nodi principali», dice l’assessore ai Lavori pubblici Mario
Labolani. Tra questi c’è la grande rotatoria all’incrocio con via Montelungo, al
Prealpino. «Sarà una rotatoria potenziata di nuova generazione - dice
l’assessore - e verrà fatta durante l’estate». In quel nodo strategico, dove la
tangenziale sud s’innesta sulla Triumplina proprio al capolinea del metrò,
dovrebbe arrivare anche la futura tangenziale est. Ma anche quello è già
previsto e definito. «La eventuale Est passerà in galleria sotto la rotatoria -
anticipa Labolani - per collegarsi alla Ovest (con svincoli sulla Triumplina) e
chiudere il cerchio intorno alla città».
IN OGNI CASO, NON C’È SOLO la
rotatoria di via Montelungo. Bisognerà fare quella alla confluenza di via
Conicchio, all’intersezione con via Casazza. E se, com’è quasi scontato, non si
riusciranno a fare tutte durante l’estate, «si rimanderà all’estate del 2010».
Con il traffico che insiste su quell’asse, si può lavorare sulle carreggiate
solo quando la città si svuota un po’.
I LAVORI, tuttavia, una volta partiti
non si interromperanno, ma continueranno lungo il tracciato. Il Comune ha
mantenuto la fascia laterale cantierata da Astaldi (Ati Metrobus) per la
realizzazione della galleria artificiale, proprio nella previsione di subentrare
per la riqualificazione della strada in superficie. «Per diverso tempo
continueremo a lavorare senza che i cittadini si accorgano di nulla - spiega
l’assessore -, perché la situazione della via non cambierà». E alla fine, fra un
paio d’anni, anche via Triumplina assumerà l’aspetto di un viale urbano, con
alberature da entrambi i lati, marciapiedi per i pedoni e corsie di marcia
scorrevoli. Neanche qui ci saranno dossi, e a impedire che la velocità delle
auto salga a livelli di pericolo penseranno sempre le solite rotatorie. Ora la
progettazione di massima va avanti con gli spazi esterni delle stazioni, almeno
di quelle dove non sono previste edificazioni e compartecipazioni di privati. E
da qui all’estate il quadro delle opere complementari sarà abbastanza completo
nelle linee guida. Poi gli appalti e i cantieri, per essere pronti al 31
dicembre 2012 con l’entrata in esercizio del metrò. MI.VA.
Giornale di Brescia 16 aprile 2009
foto Carlo Bonari
Più corse sulla ferrovia Brescia-Edolo
Con l’introduzione del nuovo orario e con i due nuovi treni,
novità nel servizio gestito da LeNord Domenica viaggio in carrozza da Milano
alla Valtellina attraverso Franciacorta, Sebino e Valcamonica
ISEO Da martedì, con l’entrata in servizio dei due nuovi treni da 154 posti a
sedere ciascuno e del nuovo orario, è potenziato il trasporto pubblico sulla
ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, gestita da LeNord. Un rafforzamento non solo
qualitativo per il comfort di viaggio ma anche quantitativo con 16 corse
prolungate tra Darfo e Breno.
Sedici corse in più per la Valle
Per
capirci, otto treni in partenza da Brescia arriveranno fino a Breno anziché far
capolinea a Darfo e viceversa per poi scendere in città. Significa avvicinare
ancor più la Valle a Brescia, al Sebino e alla Franciacorta. Sostanzialmente il
nuovo orario prevede un convoglio ogni ora in partenza da Brescia per Breno e
uno ogni due ore per Edolo con tempi di percorrenza ridotti grazie alla generale
messa in sicurezza della linea e al rinnovamento parziale del materiale
rotabile, in attesa di altri otto nuovi treni. Già, perché oggi il viaggio
Brescia-Edolo richiede due ore, Brescia-Breno un’ora e mezza, Brescia-Pisogne
sessanta minuti e Brescia-Iseo trenta. Ovviamente gli stessi tempi di
percorrenza valgono anche per il ritorno nel capoluogo. Confermati poi,
nell’ottica di promozione della mobilità sostenibile in Valcamonica, l’emissione
del «biglietto famiglia» e del «biglietto treno+bicicletta». Opportunità che
rientrano nell’offerta di servizi agli utenti, sia pendolari (lavoratori e
studenti) che turisti. Non a caso, «i due nuovi treni che si aggiungono ad altri
totalmente rinnovati con un miglioramento del comfort e della fruibilità del
servizio farà sì che sempre più persone scelgano il treno come mezzo di
trasporto per gli spostamenti quotidiani, non solo per lavoro ma anche per il
tempo libero» come ha spiegato - in occasione dell’inaugurazione dei due nuovi
treni di fabbricazione polacca - Giuseppe Biesuz, direttore generale delle
Ferrovie Nord Milano.
Il gradimento dei viaggiatori
E sempre nei giorni
scorsi, sono arrivati i risultati dell’indagine - relativa al secondo semestre
del 2008 - sui servizi lungo la Brescia-Iseo-Edolo. A sondare la soddisfazione o
meno degli utenti è stata la Customer Satisfaction MPS. Risultato? La
soddisfazione della clientela è tra le più alte, attestandosi su 85,6% (+3% sui
primi sei mesi dell’anno scorso); la percezione della sicurezza del viaggio ha
raggiunto quota 97% mentre per il 56% degli intervistati Ferrovie Nord «è una
struttura attenta alle esigenze della clientela» e per il 69% degli utenti la
stessa società «ha la capacità di contribuire allo sviluppo del territorio». E
tutto ciò a fronte di un aumento del 4,2% di viaggiatori tra il 2007 ed il 2008,
passati da un milione 280mila a un milione 340mila.
«Itinerari del
tempo»
Proprio per promuovere turisticamente questa linea ed il suo
territorio, per domenica l’associazione «Ferrovia Turistica Camuna» (del gruppo
Fti), LeNord, Trenitalia e la Provincia di Brescia (assessorato ai Trasporti),
hanno organizzato «la trasversale alpina», ossia un viaggio da Milano a Tirano
attraverso Rovato, Iseo e Edolo con un treno storico e autobus d’epoca. Il
programma prevede la partenza alle 8.15 da Milano Lambrate con littorine anni
Cinquanta per arrivare a Edolo alle 11.35 dopo aver percorso la Milano-Venezia
fino a Rovato e da qui immettersi sulla linea gestita dalle Ferrovie Nord,
salendo fino a Iseo, Pisogne, Darfo e Breno. Da Edolo alle 11.45 partenza con
vecchi autobus per Tirano, attraversando l’Aprica, con visita del paese
valtellinese e pranzo tipico. Ritorno alle 15.45 e arrivo a Milano alle 20.20.
Informazioni ed iscrizioni al 338.8577210 o 030.7402851 o
www.ferrovieturistiche.it.
Marco Bonari
BRESCIA-ISEO-EDOLO
INAUGURATI I NUOVI TRENI PESA ATR 220
Guarda il video di Brescia Punto TV

Giornale di Brescia 10 aprile 2009
Trasporti Nuove sfide su rotaia
Brescia-Iseo-Edolo, «fiore all’occhiello» delle ferrovie regionali
Con l’inaugurazione dei due nuovi treni, decolla il rilancio del
servizio dopo gli investimenti di oltre 100 milioni di euro sulle infrastrutture
ISEO La Brescia-Iseo-Edolo? «Oggi è il fiore all’occhiello delle ferrovie
regionali», un «modello da esportare per costruire una modalità di gestione in
capo al territorio, su scala lombarda», per venire incontro alle reali esigenze
degli utenti, pendolari in testa. È l’assessore regionale alle Infrastrutture e
mobilità, Raffaele Cattaneo - nel giorno dell’inaugurazione dei due nuovi treni
delle Ferrovie Nord - a decretare il salto di qualità di questa linea
«letteralmente rinata con la gestione di Fnm» non senza il fondamentale sostegno
di Regione e Provincia di Brescia.
Soldi per il materiale rotabile
«Oltre
100 milioni di euro investiti in questi anni - evidenzia l’assessore Cattaneo -
per ammodernare e rendere sicura la linea: sistemati con barriere 97 passaggi a
livello, eliminati 60, installati sistemi di sicurezza (dal controllo traffico
centralizzato al sistema supporto condotta in fase di ultimazione - ndr),
rinnovato parte dell’armamento, potenziate le stazioni...». Ed ora «si investe
sul materiale rotabile, sui treni affinché il servizio sia migliore». Ed un
tassello nel puzzle del rilancio è stato posizionato proprio ieri con
l’inaugurazione dei due nuovi treni a trazione diesel di fabbricazione polacca
(forniti dalla ditta «Pesa», composti da tre carrozze per una lunghezza di 55
metri e 154 posti a sedere) che, entrando in servizio effettivo il 14 aprile,
garantiranno il salto di qualità per i viaggiatori.
Ma è solo il primo
tassello del rinnovamento, come ricorda il direttore generale di Ferrovie Nord
Milano, Giuseppe Biesuz. Già, perché ai due nuovi convogli acquistati a febbraio
con 8 milioni di euro (di cui 5 finanziati dalla Provincia e 3 dal Pirellone)
presto si aggiungeranno altri otto treni per una commessa di circa 25 milioni di
euro (22 a carico della Regione, 3 del Broletto). Senza poi contare - e non si
tratta certo di briciole! - il revamping e l’ammodernamento di vecchie
automotrici già in servizio sulla Brescia-Edolo anche con contributi
provinciali. A tutto ciò occorre aggiungere una razionalizzazione-rivisitazione
degli orari in grado di rispondere alle richieste dei viaggiatori. Risultato
complessivo? Due ore di viaggio tra Brescia e Edolo (a fronte delle due ore e
mezza di mesi fa), Brescia-Breno in un’ora e mezza, Brescia-Pisogne un’ora,
Brescia-Iseo trenta minuti, un treno ogni ora in partenza da Brescia per Breno,
uno ogni due ore per Edolo. E poi tutti i convogli - in arrivo o in partenza -
in coincidenza con gli autobus.
Modalità di trasporto sostenibile
Insomma,
«gli investimenti (infrastrutturali e per il materiale rotabile) per la
valorizzazione della Brescia-Iseo-Edolo stanno dando i loro frutti - commenta
l’assessore Cattaneo - e testimoniano il concreto interesse della Regione per le
modalità di trasporto sostenibili e per le infrastrutture ferroviarie integrate
nel territorio, di cui questa linea è un esempio significativo».
Certo, a
fronte di sinergie e collaborazione che hanno offerto e offrono risultati. «A
metà dicembre a Milano abbiamo siglato l’accordo di programma e in tre mesi e
mezzo abbiamo messo in linea due nuovi treni - sottolinea il direttore Biesuz,
parlando addirittura di una sorta di miracolo -. Perché "la politica del fare"
avvicina la gente ed ora nell’ottica di un miglioramento del servizio - su cui
crediamo molto - a livello europeo, vogliamo far diventare il treno la prima
modalità di trasporto».
Perché quello della Brescia-Iseo-Edolo è «un modello
da verificare nel Bresciano - spiega l’assessore provinciale ai trasporti,
Valerio Prignachi - tanto che oggi c’è una prima concreta attuazione del Piano
provinciale dei trasporti» che vede in questa ferrovia «il primo ramo della
metropolitana provinciale».
Un modello che s’avvicina a quello della
Bolzano-Trento-Malles, a quello di linee regionali dove comunque forte è
l’interesse del pendolarismo e dello sviluppo turistico. E proprio in
quest’ottica di rilancio e di potenziamento s’inseriscono i due nuovi treni Atr
220-024 e 220-025 della «Pesa», industria dell’Est ieri rappresentata a Brescia
dal suo presidente Tomasz Zaboklicki. «Più comfort e migliore qualità di viaggio
per il milione e 340mila clienti della linea» sembra essere lo slogan
dell’operazione nuovi treni che ha permesso un generale rafforzamento del
servizio con sedici corse prolungate tra Darfo e Breno (da e per
Brescia).
Marco Bonari
Sistema turismo su ferro-gomma: più vicini Trentino Svizzera e
Valtellina
ISEO Fare sistema significa anche fare turismo. Se poi questo
sistema si muove in un territorio come la Franciacorta, il lago d’Iseo e la
Valcamonica, il gioco è praticamente fatto! Le potenzialità turistiche della
ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, rinnovata nelle strutture e in fase di
ammodernamento sul fronte del materiale rotabile, sono incisive.
Le Ferrovie
Nord stesse e la stessa Provincia di Brescia credono molto nel rilancio
turistico e la conferma arriva dai treni storici già organizzati nei mesi scorsi
ma anche dall’allestimento della carrozza ristorante (pronta per maggio, come
conferma il consigliere d’amministrazione Federico Gelfi), dall’utilizzo del
treno a vapore (la 240 delle Nord) e dello Schienenbus in collaborazione con
l’associazione «Ferrovie turistiche italiane» con sede a Palazzolo sull’Oglio.
Ma poi la carta del turismo, al di là delle rotaie, si gioca
sull’interscambio e sull’integrazione con i trasporti su gomma e sull’acqua. Non
a caso, «rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2009 l’accordo per il rilascio di
un biglietto unico bus+treno+battello» come conferma l’assessore provinciale
Valerio Prignachi, senza poi dimenticare l’elemento aggiuntivo della rete di
percorsi ciclo-pedonali. «A Nord l’integrazione deve avvenire anche col
trasporto a fune», ossia con le località turistiche della Valle dove funivie e
cabinovie sono il perno dei comprensori sciistici.
Ma un occhio gettato ancor
più in là, più a Nord, parla di un rilancio turistico dell’intera Valcamonica
attraverso la sua ferrovia con collegamenti diretti con la Svizzera, l’Engadina,
la Valtellina e il Trentino-Alto Adige attraverso il «nodo» di Edolo. Trasporti
su gomma garantiranno collegamenti, da una parte, con Tirano attraverso la valle
di Corteno ed il passo dell’Aprica, dall’altra con la Val di Sole (Malè)
attraverso Pontedilegno ed il Tonale. Significa una connessione fra la strada
ferrata della Valcamonica e le ferrovie del Bernina (porta d’Europa nel cuore
della Svizzera), la Tirano-Sondrio-Lecco-Milano e la Trento-Malè.
Un primo
esempio di questa integrazione sarà offerto domenica 19 aprile quando, per
«Itinerari del tempo», littorine degli anni Cinquanta partiranno da Milano e a
Rovato imboccheranno la linea gestita dalle Nord per salire sino a Edolo e da
qui i turisti, con vecchi autobus, raggiungeranno l’Arpica e Tirano per
un’escursione. Treni e bus dunque per riscoprire Valcamonica e Valtellina.
bon
Ecco l’integrazione della mobilità
Tra i progetti, studio di fattibilità per la riapertura della
linea Rezzato-Tormini
ISEO Fare sistema, «in una logica più europea di uso del territorio
e del trasporto pubblico». In quest’ottica rientrano le nuove aree di
interscambio (ferro-gomma) di Castegnato, Breno, Iseo, Pisogne e Capo di Ponte e
pure le nuove fermate di Gussago e Brescia Violino lungo la ferrovia gestita da
LeNord. Ma più in generale rientra l’impostazione del nuovo Piano provinciale
dei trasporti, di fresca approvazione, che vede nell’asse ferroviario
Brescia-Franciacorta-Sebino-Valcamonica una grande opportunità da integrare con
altri servizi di trasporto, su gomma (autobus), su fune (si pensi alle funivie
delle località montane turistiche) e su acqua (navigazione sul lago d’Iseo).
Un’opportunità che è già realtà.
È l’assessore provinciale ai Trasporti,
Valerio Prignachi, nella consapevolezza della complessità del Piano della
mobilità, a riconoscere l’estrema positività e la fattibilità del fare sistema,
dell’integrare. Significa investire sul materiale rotabile («abbiamo speso 10
milioni di euro per nuovi treni, oltre agli investimenti sulle infrastrutture»)
e sugli autobus («più soldi per i bus e nuovi servizi in collaborazione con i
Comuni»). Ma anche il potenziamento della rete provinciale dei trasporti. Ecco
quindi «nuove linee su gomma per Borno-Paline, per Pontedilegno e per la
Valsaviore e poi l’estensione del servizio sul Garda e in Valtrompia» con la
formula tram-treno-bus. Non a caso, «affideremo a breve l’incarico di redigere
uno studio di fattibilità per la Rezzato-Tormini (la ferrovia per Vobarno
dismessa nel 1967 - ndr). Stiamo valutando anche altre linee (per interventi sul
fronte del potenziamento e dell’integrazione dei trasporti) quali la
Brescia-Bergamo, la Brescia-Cremona e la Brescia-Piadena».
Ma torniamo alla
Brescia-Iseo-Edolo con «lo sforzo della connessione - a dire dell’assessore
Prignachi - su gomma Edolo-Tirano che garantisce l’apertura a Nord». O meglio,
il tassello di collegamento fra Svizzera (attraverso la ferrovia Retica, con
partenza da Tirano), Valtellina e quindi il lago di Como. Ma potenzialmente
anche il Trentino con un servizio su gomma Edolo-Pontedilegno-Val di Sole e
quindi la ferrovia Malè-Trento.
Un sistema integrato (forte di biglietti
unici) con sbocchi turistici che potrebbe permettere «numeri grossi» sul fronte
dei viaggiatori, a fronte di scelte politico-amministrative ben precise.
Ma
una nota di critica arriva da Legambiente Basso Sebino. «Nel Bresciano gli
spostamenti con i trasporti pubblici sono meno che altrove: solo il 23,4% della
popolazione preferisce treni e bus contro una media regionale del 31,4% - si
legge in un comunicato a firma del presidente Dario Balotta -.Considerando i 106
chilometri della Brescia-Edolo, i dati risultano ancor più eclatanti. In Europa
infatti una ferrovia con queste caratteristiche trasporta oltre 3 milioni di
passeggeri all’anno, qui siamo a 1,2 milioni». m. bon.
Ipotesi di riapertura per la Rovato-Bornato
ISEO Riaprire la Rovato-Bornato al traffico passeggeri? «Un sogno
sul quale comunque stiamo lavorando» sentenzia il direttore generale di Fnm,
Giuseppe Biesuz. «Un’ipotesi che stiamo seriamente prendendo in considerazione»
conferma il bresciano Federico Gelfi, consigliere d’amministrazione delle Nord,
anche nell’ottica di un collegamento diretto con Milano, d’intesa ovviamente con
Rfi. «Stiamo pensando ad una sperimentazione».
Si riapre quindi il capitolo
della tratta di cinque chilometri che da Rovato sale a Bornato e da lì a Iseo;
una manciata di chilometri di binari ritenuta strategica per il collegamento tra
la linea delle Nord e la Milano-Venezia delle Ferrovie dello Stato. Tratta, la
Rovato-Bornato, inaugurata nel settembre 1911 e chiusa al traffico passeggeri
nel 1975 ma ancor oggi funzionante per il servizio merci e, occasionalmente, per
i treni storici o turistici.
In realtà da tempo Amministrazioni comunali
(Rovato ed Iseo in testa), associazioni ambientaliste e le Ferrovie turistiche
italiane chiedono la riapertura della tratta al servizio passeggeri
ordinario.
Giornale di Brescia 6 aprile 2009
Metrò, il primo treno punta già a Brescia
Sarà consegnato tra poche settimane dalla Ansaldo-Breda per i
collaudi nella tratta del deposito. Un ritardo di due mesi
Dalle falde del Vesuvio all’ombra del Cidneo. Si svolgerà così a
brevissimo l’ideale viaggio del primo dei 18 treni destinato alla metropolitana
leggera di Brescia. Un trasporto eccezionale che giungerà nella nostra città
dopo un ritardo di circa due mesi, ovvero una rivisitazione della data di
consegna che dovrebbe limitarsi solo al primo treno, mentre gli altri
diciassette dovrebbero essere allestiti nei tempi previsti. In un recente
convegno sulla mobilità il presidente di Brescia Mobilità si era detto
preoccupato della situazione, anche perché era noto come Ansaldo fosse è in
ritardo pure nella consegna a Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori) di «Italo», il
treno superveloce che deve far concorrenza a «Freccia Rossa»: anziché cinque
treni pare che ne consegnerà solo tre.
Un ritardo di due mesi
Questo
ritardo (non un grande problema in realtà sulla tabella di marcia
dell’infrastruttura bresciana) è stato attribuito nei mesi scorsi da Ansaldo
alla difficoltà negli approvvigionamenti. Non certo però per quanto concerne i
profilati di alluminio, provenienti in questo caso dalla nostra provincia. I
longheroni che costituiscono l’ossatura delle carrozze sono infatti prodotti
dalla Metra spa. Già diversi mesi fa l’amministratore delegato di Metra, Mario
Bertoli, sino a sabato impegnato a Montichiari nell’organizzazione del salone
«Metalriciclo», sottolineava «che le forniture erano state completate da oltre
un anno».
Va da sé che il problema potrebbe riguardare diversi altri
componenti. Tutti i profilati di Metra (lunghi 13 metri) sono stati inviati a
Reggio Calabria dove viene costruita l’ossatura dei treni, mentre una volta
ultimate, le scocche sono poi state inviate a Napoli per l’applicazione degli
impianti. Altri montaggi vengono realizzati a Pistoia. «Il tutto per portare a
Brescia il primo treno completamente montato, già pronto per effettuare i primi
collaudi su una tratta del binario già realizzato nell’area della
Poliambulanza», come spiega Marco Ghini, tecnico di Brescia Mobilità. Il primo
treno che giungerà tra qualche settimana a Brescia è composto da tre carrozze
«unite in modo permanente che dovranno solo essere scaricate e poste sui binari.
Il trasporto sarà eccezionale e riguarderà una sagoma lunga 39 metri che
viaggerà su gomma» continua Ghini.
A Brescia treni già assemblati
Dunque
a Brescia, contrariamente di quanto sostenuto inizialmente, non ci sarà nessun
assemblaggio, ma solo piccoli ritocchi e tarature per adattare il treno al
servizio. «Già da aprile - ma ora sarà da giugno - sino a novembre il treno
avrebbe dovuto cominciare a muoversi all’interno dei 4 chilometri che vanno dal
Deposito di Sant’Eufemia-Buffalora, per poi uscire fino alla stazione di
Sant’Eufemia e quindi spingersi fino alla Poliambulanza, facendo da lì la spola
sino al Deposito. Un’operazione importante in una fase assolutamente
sperimentale per poter tarare il sistema di guida automatica. I treni da questo
punto viaggeranno a vuoto sul viadotto e in trincea. Un test per affinare la
connessione fra treno e telecontrollo che "guideranno" la metropolitana leggera
automatica senza conducente nel percorso».
Secondo le note tecniche «il treno
è a tre casse bidirezionali, poggerà su quattro carrelli e avrà sei porte ad
apertura automatica per ogni lato. La cassa delle carrozze è realizzata con
estrusi di alluminio e con profilati e pannelli saldati. Il convoglio avrà una
velocità massima di 80 km all’ora e una capacità di trasporto di circa 300
passeggeri e sarà lungo in totale 39 metri per un peso di 58 tonnellate».
Convogli bidirezionali automatici
Ancora Ghini da Brescia Mobilità
sottolinea come il convoglio è caratterizzato dalla «bidirezionalità, a guida
completamente automatica, «fermo restando che ogni treno ha una consolle
estraibile che permette la guida manuale, mentre il telaio ha degli accoppiatori
automatici che consentono di trainare o spingere un altro treno in avaria».
Mentre la Leonessa attende il suo primo convoglio da Ansaldo Breda, è certo
intanto che la flotta a regime sarà composta da 18 treni: «16 saranno in
servizio, mentre uno è considerato sempre in manutenzione ed uno di scorta»,
spiegano da Brescia Mobilità. I convogli si alternano durante il giorno, negli
orari di punta e durante i servizi serali. Ora, quindi, non si tratta che
attendere.
Roberto Manieri
Ruote in gomma... ma non pneumatici
Tanto si ha detto e tanto si ha scritto che per tutti il metrò
sarebbe stato allestito su ruote di gomma. La gomma c’è ma non è certo legata
agli pneumatici che molti credono. Le ruote sono infatti prodotte dalla Lucchini
Rs di Lovere, una società la cui storia è una garanzia di qualità, che ha
progettato, prodotto e ha in corso la fornitura di «sale montate» (ovvero il
complesso costituito da due ruote, un assile e componenti di trasmissione e
frenatura) atte a equipaggiare i 18 veicoli della flotta della Metropolitana
leggera automatica di Brescia AnsaldoBreda.
Le ruote che compongono la sala
montata in questione sono «ruote elastiche» cioè, come si vede nell’immagine
sopra, sono composte da un cerchione in acciaio, un centro ruota in acciaio, un
anello di fissaggio in acciaio, una serie di tasselli elastici in gomma e
viteria varia.
Tale tipologia di ruota è stata messa a punto in particolare
per veicoli leggeri quali tram e metrò in quanto garantisce un maggiore comfort
unitamente a ottime performance di marcia. La ruota ha un diametro di 711 mm e
un peso di 256 chili. Il tutto per uno scartamento ferroviario di 1.435 mm. Con
la flotta al completo potrà essere garantita una capacità di trasporto di 8.500
passeggeri/ora per senso di marcia.

Le stazioni? Luci blu e sfondi grigi
Dai tecnici di Brescia Mobilità alcune anticipazioni sui futuri
scali cittadini
Grigio in tutte le sue sfumature. Sarà questo il colore dominante delle future
stazioni metro. Dal pavimento ai pannelli delle pareti, dal cristallo dei
parapetti ai profilati usati come colonne. Insomma una colorazione neutra e
uniforme. Ma qualche tocco di colore ci sarà? «Se ne sta discutendo in questo
periodo - ci riferiscono dagli uffici di Brescia Mobilità - in effetti si
vorrebbe inserire qualche elemento cromatico. L’azzurro, colore di Brescia,
potrebbe essere una proposta».
Occorre ancora un po’ di immaginazione per
figurarsi gli «interni» della metropolitana leggera - 8 milioni di euro la spesa
complessiva per la parte di finitura - dal momento che il progetto, pensato già
nel 2004 e che si rifaceva al modello di Copenaghen sembra «superato».
Le
verifiche condotte sui materiali e sulle finiture, a quasi dieci anni di
distanza, effettuate sulle stazioni aperte della capitale danese, hanno messo in
evidenza una scarsa tenuta. Ecco perché oggi, per le scelte per la metropolitana
bresciana, si va con i piedi di piombo. «Il modello che avevamo preso a
riferimento va rivisto - precisa Brescia Mobilità - dobbiamo scegliere materiali
che abbiano una migliore prestazione in fatto di durata, ma che allo stesso
tempo non stravolgano l’effetto estetico che si era pensato. Al momento stiamo
conducendo una verifica scientifica abbinata a prove pratiche. Ne sono un
esempio le mattonelle destinate al pavimento che saranno di diurite».
Quel
che è certo, però, è che tutte e 17 le fermate saranno uguali. «Nonostante le
stazioni abbiano ciascuna un’esigenza differente, cercheremo, attraverso gli
allestimenti, di restituire al complesso il carattere dell’omogeneità. Come
parametro verrà comunque presa la tipologia della stazione profonda che presenta
le maggiori difficoltà di realizzazione».
Insomma, la genesi delle stazioni
si presenta davvero come una sfida architettonica. «Può sembrare banale, ma per
ogni singolo elemento vanno presi in considerazione molti parametri, raffrontati
i materiali, i colori, le forme, in un processo articolato e complesso. In
fondo, gli allestimenti esterni rappresenteranno il biglietto da visita della
metropolitana. Al momento ci stiamo concentrando sul nodo illuminazione. Si
pensa di utilizzare delle luci blu da indirizzare sulle scale, mentre nei
passaggi in corridoio vorremmo usare della luce bianca riflessa da proiettori
dal basso verso l’alto. In questo modo si avrebbe un effetto di "galleggiamento"
molto piacevole. Per gli spazi aperti, invece, si sta pensando ad una
illuminazione fatta, anche in questo caso, di luce riflessa».
Anche la luce
naturale però avrà un ruolo di primo piano dal momento che sono stati creati dei
lucernari che hanno il preciso compito di far filtrare la luce del sole
all’interno delle stazioni fino al piano della banchina, proprio per creare
continuità tra l’esterno e l’interno. Le stazioni più avanzate in termini di
allestimenti sono quelle in viadotto relative alla tratta sud, in particolare
Poliambulanza e Deposito dal momento che proprio qui partiranno i test per i
rodaggi.c. ber.
Giornale di Brescia 05 aprile 2009
L’albero genealogico dei bus
Dalle diligenze, così chiamate perché rispettavano percorsi e
orari, agli omnibus destinati a tutti. Viaggio nel trasporto pubblico dai
trabiccoli ai cavalli-motore
Una storia che ci appartiene quotidianamente è però quasi sconosciuta. È la
storia degli autobus che ci conducono attraverso la giornata e le terre
bresciane. L’autobus è una realtà intima a molti, anche se l’automobile privata
ha conquistato i più. Ma vi sono categorie di popolazione che l’auto non la
usano, perché non possono, perché non la possiedono, perché non vogliono.
Studenti, pendolari dell’hinterland che non voglio perdere ore tra code e
parcheggi, e via dicendo. L’autobus non dà multe, non vuole parcheggi, non
implica rischi di incidenti.
Le coincidenze certe
Le coincidenze, nel
quadro della riforma provinciale dei trasporti, nella cosiddetta «Metropolitana
provinciale», garantiscono coincidenze certe e rapide fra varie linee di autobus
e anche fra autobus e treni. I nodi di interscambio consentono di passare da un
mezzo all’altro percorrendo pochi metri. I centri intermodali avranno la loro
massima sintesi nella pianura fra Montichiari e Castenedolo. Lì convergeranno i
trasporti aerei, con l’aeroporto, i trasporti dei mezzi privati e di linea, su
gomma, della strada provinciale e dell’autostrada, i trasporti ferroviari, con
la navetta che collegherà Brescia al nodo di Montichiari, sui binari modificati
della Brescia-Parma, i trasporti del Treno ad alta velocità, che anche troverà
approdo nella medesima area. Mancano solo le navi.
Ma è proprio l’autobus il
mezzo meno celebrato e conosciuto. E sì che proprio nel suo nome esso intende
proporsi come l’amico di ognuno. È dal battesimo democratico del suo avo che
l’autobus trae la sua denominazione. Quell’avo era la diligenza «per tutti», in
latino sintetizzato «omnibus». L’omnibus è un’invenzione ottocentesca, anche se
si parla di precedenti già dal Seicento, quando alcune carrozze a più posti,
trainate da alcuni cavalli, erano dette, dai francesi, «carrosse de diligence»,
ma anche «Carrosse omnibus», carrozze per tutti. La «diligence», da cui
l’italiano diligenza, altro non era che la fretta, la velocità, dedotta da
diligenza come scrupolosità, ma anche sollecitudine e, quindi, rapidità. Se
quello era stato il primo trasporto pubblico, con un mezzo sul quale si poteva
salire, pagando, anche il veicolo a motore, quando si affacciò alla proposta del
trasporto di passeggeri, nei primi anni del Novecento, si ricordò di quella
parola latina, facile e un po’ misteriosa. Si chiamarono quindi i veicoli
«automobili omnibus» e poi il suffisso bus, rimase anche nella forma moderna di
autobus, dagli americani e poi, naturalmente, anche da noi, semplicemente
abbreviato in «bus». Il primo esemplare di questo modo di trasportare fu
presentato ai bresciani nel 1904, quando, in occasione dell’Esposizione
bresciana e della «Settimana automobilistica» si vide apparire un automezzo che
poteva portare anche una decina di persone. Era, appunto, un veicolo omnibus,
una sorta di autocarro con sedili, che si esibì in trasporti di molte persone,
per promozione commerciale. Molti furono sorpresi da quella performance, ma
l’applicazione non fu assolutamente immediata.
Prima corriera nel
1908
Per vedere un primo servizio di trasporto pubblico su una «corriera»,
come anche si cominciò a chiamarle, anche in quel caso ad imitazione dei
corrieri antichi, a cavallo, si dovette aspettare il 1908. Quel primo
esperimento non ebbe seguito, ma, dopo la guerra mondiale, negli anni Venti, il
sistema delle autolinee si sviluppò, sino a scavalcare la vecchia rete dei tram
elettrici. Dal secondo dopoguerra la crescita delle autolinee superò
l’economicità dei tram, che furono tutti soppressi, uno dopo l’altro. Accanto
alle piccole compagnie, spesso a conduzione familiare, crebbero le maggiori, che
furono sempre più viste come un business anche da grossi imprenditori, nazionali
e internazionali. Anche urbanisticamente i pullman e gli autobus facevano parte
del panorama. Dopo la concentrazione in piazza Vittoria, si sviluppò quella
stazione delle corriere da terzo mondo, che esisteva di fianco alla stazione
ferroviaria, nel grande piazzale, area della demolita Officina del gas, dove i
mezzi si fermavano presso qualche prefabbricato in alluminio e cartone, adibito
a bar. Negli anni Sessanta fu costruita la stazione Sia che ancora è in uso, in
quella galleria che collega due condomini, presso il viale della Stazione e poi,
une quindicina d'anni fa, fu la volta della stazione lungo via Solferino,
anch’essa non distante dalla stazione ferroviaria. Oggi in Brescia si affollano
almeno 240 autobus di Brescia Trasporti, per i trasporti urbani, ricoverati in
via S. Donino, e 300 autobus, per i trasporti provinciali, Valcamonica esclusa,
della Sia e Saia, nel grande deposito di via Togni. Il trasporto pubblico con
autobus, servizio sociale economicamente assistito dalla collettività con
corposi finanziamenti sistematici, come tutti i trasporti regolari d’Italia e
del mondo, è entrato sempre più nella nostra vita. Fino a qualche decennio fa
non erano solo le linee regolari, ad orari fissi, a vederci coinvolti nel grosso
mezzo di trasporto, sempre più colorato e sempre più attrezzato. Se si voleva
andar a sciare la domenica era al pullman che si doveva fare appello, con
partenze quasi notturne e con grandi canti alpini durante il viaggio. Qualcuno
aveva problemi di stomaco, ma si arrivava sempre a destinazione e sempre si
tornava a casa, magari con qualcuno che ti dormiva sulla spalla. Le gite
scolastiche e i pellegrinaggi alimentavano un parco di veicoli sempre pronto,
capace di arrivare sino a Lourdes e sino a Palermo, a Praga e a Parigi. Oggi gli
autobus urbani ci conducono sino a Caino e sino a Borgosatollo, a Poncarale e a
Rezzato e anche i pullman per i grandi viaggi non sono stati surclassati dagli
aerei, almeno sulle medie distanze. Se poi vogliamo sperare in un rallentamento
dell’assedio motoristico è certo al caro, vecchio omnibus a motore che dobbiamo
fare appello, che, lasciando a ferrovie ed aerei una fetta specifica di ruolo,
certamente vive una nuova stagione di potenzialità e successi.
Franco
Robecchi

Bresciaoggi, 4 aprile 2009
METROPOLITANA. Grande festa ieri alla stazione Ospedale per la conclusione
dei lavori di scavo della galleria profonda. Un ricordo per i due operai morti
in cantiere
La talpa ha finito. A giugno i treni
Mimmo Varone
I lavori del metrò sono oltre il 60%. Adesso appare meno lontano l’avvio del
servizio per il 31 dicembre 2012
FOTOLIVE
Cala il sipario sulla «talpa». E già si pensa all’arrivo dei primi treni
previsto per giugno. Con il completamento della galleria profonda i lavori del
metrò sono andati oltre il 60 per cento, e l’appuntamento con l’entrata in
esercizio del 31 dicembre 2012 si fa più vicino. I lavori vanno avanti in tutti
i cantieri. E le opere per la viabilità lungo il tracciato del metrò sono uscite
dal limbo.
Alle 12.35 di ieri la macchina Tbm ha fatto cadere con un ultimo
spintone i diaframmi del pozzo di estrazione di viale Europa, 198 metri più su
della stazione Ospedale. Ha finito il suo lavoro, ed è stata grande festa.
All’evento hanno assistito il sindaco Adriano Paroli, molti assessori, parecchi
consiglieri comunali anche di opposizione, i vertici di Brescia Mobilità, di
Ansaldo e Astaldi, due delle imprese dell’Ati.
SI RESPIRA aria di ottimismo.
Il sindaco Adriano Paroli non esclude che gli 80 milioni del miliardo e mezzo
deliberato dal Cipe per le metropolitane di Brescia, Parma e Bologna possano
diventare 100. Tutto sta ai progetti che verranno presentati dalle altre due
città. Ieri, tuttavia, ha voluto soprattutto celebrare la tappa decisiva.
«Alcuni anni ci separano dall’utilizzo della metropolitana - ha detto -, è
giusto che tutti partecipiamo a quest’evento per ringraziare tecnici e operai
nella speranza che i lavori possano procedere nel migliore dei modi».
A
parlare dell’arrivo dei primi treni è Sante Roberti, vicepresidente Asts, la
nuova società di Finmeccanica che gestisce il sistema dei trasporti, varata il
primo gennaio scorso. «L’altro ieri a Londra il metrò gemello ha ricevuto il
premio intercontinentale per il migliore del mondo - dice -, e quello di Brescia
è ancora più evoluto». Presenti, anche l’ad di Ansaldo Giuseppe Cafiero, il
direttore generale Astaldi Nicola Oliva e Pietro Lunardi, ministro quando
l’opera bresciana è stata finanziata, che definisce Brescia «città modello per
liberare i centri storici dalle auto».
Ettore Fermi non dimentica di
rivolgere un pensiero a Franco Rizza e Alex Spranzi, le due vittime dei cantieri
del metrò. «È una giornata che deve farci ricordare quanto complessi e difficili
siano questi lavori - dice -, ma ora il punto più critico è superato». E con
l’occhio al rinnovo delle cariche, la consigliera comunale Sdi Laura Castelletti
osserva che «dopo Fermi i traguardi non si raggiungeranno più con tanta
puntualità».
Brescia Mobilità - sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici
Mario Labolani - ha già ricevuto i progetti esecutivi per la sistemazione della
via Triumplina. Può procedere agli appalti. Lunedì arriveranno in Giunta i
progetti per via dello Stadio e viale Europa, almeno per quanto riguarda le
opere viabilistiche (la parte urbanistica è ancora da decidere). Dopo
l’imprimatur passeranno alle competenti commissioni consiliari.
NELLA VIA
dello Stadio i parcheggi non saranno a spina di pesce ma in fila indiana. E il
parcheggio da 150 posti di pertinenza della nuova piscina - aggiunge l’assessore
al Traffico Nicola Orto - avrà funzione intermodale per lo scambio con il metrò,
insieme ai 150 posti interrati e pubblici davanti alla stazione Casazza. La
nuova Brescia lungo il tracciato della metropolitana comincia lentamente a
prendere forma.
E nel clima di festa, «fa piacere sentire applausi anche da
quanti l’avevano osteggiata - commenta il consigliere Pd Claudio Bagaglio -,
forse hanno capito che l’opera era indispensabile, economicamente sostenibile e
fattibile».
Il Brescia, 4 aprile 2009
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Il Brescia, 3 aprile 2009
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Il Brescia, 1 aprile 2009
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BRESCIA-ISEO-EDOLO
Ecco il progetto della livrea dei nuovi treni PESA ATR 220
Dovrebbero ormai mancare pochi giorni alla loro entrata in servizio
Foto Carlo Bonari - Link all'album
Aprile 2009 - www.tplbrescia.it
Paline elettroniche di fermata
Troppe spente e con dati incompleti.
È dal 1987 che Brescia dispone di un sistema di telerilevamento della
flotta di autobus, nel corso degli anni il sistema è andato via via
ammodernandosi passando dalla tecnologia radio analogica all'attuale e
più moderna tecnologia digitale satellitare (GPS) che ha anche
migliorato le prestazioni e la precisione del sistema.
All'inizio
dello scorso anno (2008) si è assistito all'incremento del numero di
paline elettroniche di fermata che sono apparse in diversi punti della
città, purtroppo a distanza di parecchi mesi dall'installazione solo
pochissime sono entrate in funzione, le altre giacciono inesorabilmente
"mute".
Speriamo
che gli eventuali impedimenti che hanno ostacolato la definitiva
conclusione dei lavori si possano superare per permettere l'attivazione
delle nuove fermate elettroniche in modo che possano essere
rese ai disponibili ai cittadini che si muovono con i mezzi pubblici.
Un altro
problema riguarda invece le fermate elettroniche già funzionanti e che
dovrebbero riportare i tempi di attesa delle linee 7 e 13. I display di queste
fermate non forniscono i tempi di
attesa ed il campo dove dovrebbero apparire i minuti è sempre vuoto.
Le
linee 7 e 13 della rete di Brescia Trasporti sono esercite con mezzi
della SIA, purtroppo, nonostante i mezzi SIA siano equipaggiati della
strumentazione necessaria per la localizzazione, il sistema soffre di
qualche "debolezza".
Il problema pare sia legato alla necessità di SIA
di effettuare numerosi cambi vettura durante l'erogazione del servizio,
cambi che mandano in crisi il sistema per via delle false "rilevazioni"
dei bus durante i tragitti "fuori servizio" per raggiungere i capolinea.
Speriamo
che anche per quest'altro problema si possa trovare una soluzione
magari con opportuni interventi sul sistema al fine di adeguarlo alla
diversa metodologia di erogazione del servizio adottata da SIA.
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