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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia, 30 aprile 2009
METROPOLITANA: LA SECONDA FASE 
Talpa addio, la Tbm lascia Brescia

Talpa addio: la Tbm lascia Brescia e lo fa ovviamente a pezzi, una volta smontata e fatta uscire dalla fossa appositamente realizzata a Mompiano. Il primo pezzo significativo rimosso è la testa fresante, ovvero la grande fresa che ha operato nel sottosuolo cittadino. Si chiude così la storia bresciana della talpa che ora (la macchina vale 20 milioni di euro) si appresta a scavare in capitali estere.  



IL SERVIZIO ACCABUS
Attivato nell’ambito di una convenzione tra Brescia Trasporti e l’Assessorato ai servizi sociali del Comune, il servizio Accabus riservato ai disabili funziona nei giorni feriali dalle 7.30 alle 21.15 e va prenotato per telefono entro le 14 del giorno che precede il trasporto.
Per usufruirne bisogna essere in possesso di uno speciale abbonamento (Omnibus-card) e del titolo di viaggio



IL SERVIZIO TAXI
Gestito dalla Cooperativa RadiotaxiBrixia, il servizio taxi riservato ai disabili dispone di tre taxi attrezzati dove è anche possibile salire direttamente con la carrozzina.
Anche in questo caso, come per l’Accabus di Brescia Trasporti, è necessaria la prenotazione il giorno prima. Il numero e le tariffe sono gli stessi di un taxi qualsiasi della Cooperativa RadiotaxiBrixia (tel. 030 35111) 


Spostamenti, servizi in crescita  
Dall’Accabus agli autobus di linea dotati di piattaforme per l’accesso
Niente paura: l’Accabus non si fermerà. È stata infatti rinnovata la convenzione tra l’Assessorato ai servizi sociali del Comune e Brescia Trasporti per il servizio di trasporto riservato ai disabili. «Non è un caso che l’assessore Orto l’abbia puntualizzato in Consiglio comunale», commenta il consigliere del Pd Ungari, ricordando che nelle scorse settimane erano circolate voci sulla possibile sospensione dell’Accabus. «È un servizio costoso ma sfruttato», osserva da parte sua Gloria Gobetto, che ne ricorda la nascita nel 1992 («ma si era cominciato a parlarne alla fine degli anni Ottanta con l’allora sindaco Padula e col vice Fermi, ed era la preistoria del trasporto dedicato»). Per questo, continua la presidente di Slowtime, «per risparmiare da un lato e migliorare dall’altro, sappiamo che si sta pensando di inserire nella gestione una cooperativa o un’associazione di volontariato». E che l’ipotesi sia in fase di valutazione è confermato da Claudio Garatti, direttore di Brescia Trasporti, insieme all’apprezzamento nei confronti dell’Accabus, passato in dieci anni, dal 1998 al 2008, da 10.174 a 16.473 corse.
I disabili, però, hanno bisogno anche di altro. Spiega Gloria Gobetto: «Il trasporto dedicato va sempre mantenuto per l’utenza più debole; ma si deve lavorare sul trasporto pubblico per renderlo davvero accessibile a tutti». E fortunatamente «Brescia Trasporti è da sempre attentissima a questo tema». Così, riferisce ancora Garatti, «ormai la metà degli autobus di linea - oltre cento - sono attrezzati per i disabili; com’è ovvio, si tratta dei mezzi più nuovi, che circolano maggiormente per le strade. E la prospettiva è evidentemente quella di sostituirli tutti via via che i vecchi andranno in pensione». L’attrezzatura consiste, a bordo, in spazi appositi con dispositivi in grado di frenare le carrozzine; e, verso l’esterno, in una pedana che garantisce l’accesso all’autobus. Un semplice dispositivo manuale, quest’ultimo, che può essere azionato dall’autista o dall’accompagnatore del disabile. Ma nemmeno questo basta: servono fermate dove la pedana possa allinearsi col marciapiede, o al massimo poggiarvisi senza che si crei una pendenza eccessiva. Bisogna insomma intervenire sulle 1.306 fermate della città. Lo dice Gloria Gobetto, che a nome della Consulta per la vita sociale ricorda di aver proposto un progetto per l’adeguamento di tutte le fermate possibili e per l’informazione sul livello di fruibilità delle altre. Lo dice il direttore di Brescia Trasporti Garatti, rammentando che la situazione è eterogenea: ci sono fermate - quelle costruite nell’ambito del progetto Lam - che sarebbero già a norma, con il marciapiede alto 18 centimetri; altre dove invece il marciapiede non esiste proprio, come in corso Zanardelli; e altre che presentano problemi diversi, per esempio stalli un po’ angusti. E lo dice l’assessore al Traffico e Mobilità Orto, presentando al tempo stesso un importante progetto: il censimento di tutte le fermate che il Comune ha chiesto a Brescia Trasporti e che potrebbe essere a disposizione degli interessati in settembre.f. sa. 


Bresciaoggi 25/04/2009

L’ANNUNCIO. Il sindaco pensa al maxi finanziamento statale. Ma anche alle realizzazioni per l’Expo 2015. E annuncia una prossima intesa con il sindaco Moratti

La sfida: «Metrobus fino alla Fiera »

Paroli fa i conti: «Servono 150 milioni per 5 fermate»

La realizzazione della nuova cittadella amministrativa renderà obbligatoria una revisione della circolazione automobilistica in via Dalmazia, soprattutto in corrispondenza dell’incrocio con via Orzinuovi. Ma anche del sistema dei trasporti e del tragitto della metropolitana. Lo ha annunciato ieri in conferenza stampa il sindaco Adriano Paroli.
«DI FRONTE A QUELLA che sarà la nuova sede del Comune c’è già anche la sede della Regione, e nelle nostre intenzioni dovrebbe trovare posto anche un’altra realtà istituzionale. Stiamo lavorando per creare una continuità fisica tra gli spazi, anche sfruttando il verde». Il sindaco ipotizza, ma non c’è ancora nessun progetto sulla carta, l’interramento della viabilità ordinaria per creare una connessione diretta, pedonale, tra i diversi uffici. Una sfida importante.
Il capitolo più interessante è però, a parere del primo cittadino, quello del prolungamento della tratta della metropolitana leggera da Lamarmora fino alla fiera. Cinque fermate, per un costo complessivo di circa 150 milioni di euro. «Esiste un maxi finanziamento statale per tutto il sistema metropolitano. I fondi - ha spiegato Paroli - vanno a chi presenta i progetti più qualificanti e questo potrebbe essere messo in conto per la richiesta di nuovi finanziamenti».
Oltre 80 milioni inseriti nel pacchetto anticrisi sono in arriv o da Roma e dovrebbero coprire in parte gli extracosti denunciati da Astaldi, l’azienda di costruzioni romana che insieme ad Ansaldo e Breda forma l’Associazione temporanea di imprese che s’è aggiudicata i lavori del metrò.
LA LOGGIA PERÒ, almeno stando a quanto si è inuito ieri dalle parole del sindaco, sembra già pronta a batter nuovamente cassa. Il tracciato allungato prevede un paio di fermate in trincea da Lamarmora agli ex Magazzini Generali, per un costo totale di circa 80 milioni. Le tre fino alla Fiera verrebbero invece realizzate in superficie. E del resto, spiega il sindaco, «per essere sostenibile il progetto della metropolitana deve ampliarsi, deve raggiungere l’intercomunalità».
Il primo passo è riuscire ad arrivare almeno fino alla Brixia Expo che, è vero, non richiama attualmente un numero tale di visitatori da richiedere un investimento di questo genere. «Ma lì vicino c’è il casello dell’autostrada e i parcheggi di interscambio».
PAROLI ANNUNCIA che gli ottimi rapporti con il sindaco Letizia Moratti - sfociati di recente anche nell’intesa per la revoca dei componenti del consiglio di Sorveglianza di A2A - consentiranno molto presto al Comune di Brescia di raggiungere un accordo con quello di Milano proprio per lavorare insieme in vista della grande esposizione internazionale del 2015. E dunque l’allungamento del tracciato si potrebbe considerare un’opera giustificabile - aggiunge il sindaco - anche «all’interno delle realizzazioni per l’Expò».
Di estendere il percorso fino alla fiera si parla fino dall’avvio del progetto della metropolitana. Anzi, la predisposizione a Lamarmora ci sarebbe già e pure un progetto di massima. Mancano soltanto i fondi. E non è cosa da poco, dal momento che già gli extracosti di Astaldi han creato non pochi problemi. Per ora resta tutto al condizionale. NA.DA.

Fotolive



Foto Carlo Bonari - Aln668.121-S1048 - Brescia

Foto Carlo Bonari - Aln668.121-S1048 - Brescia



YouTube

Video di Brescia Mobilità.
"FINE SCAVO TALPA DELLA

METROPOLITANA DI BRESCIA"




Bresciaoggi 16 aprile 2009

IN ARRIVO. Tour guidato nei cantieri per una folta rappresentanza di amministratori comunali. Esaminate in particolare quattro delle 17 «fermate» previste

Metrò, viaggio nel futuro

Francesco Apostoli

Politici e tecnici hanno verificato lo stato dei lavori nelle principali stazioni A giugno il primo «treno»

Entro la metà di giugno dovrebbe arrivare a Brescia la prima delle sedici vetture che dal 2013 sfrecceranno sui binari della metropolitana leggera. Il bestione lungo 39 metri, alto 3,7 e largo 2,65 dovrebbe essere addirittura esposto al pubblico (dev’essere ancora individuata la location ideale).
Aspettando il Metrobus, i membri delle commissioni consiliari Urbanistica (presieduta da Marco Toma) e Lavori pubblici (coordinata da Pier Raul Francesconi) hanno effettuato ieri un tour guidato delle principali stazioni, verificando lo stato dei lavori (a detta di tutti «a buon punto») insieme a Mauro Raineri e Roberto Moreni, direttore del progetto Metrobus e direttore generale di Brescia Mobilità.
Il folto drappello di consiglieri e presidenti di circoscrizione (tutti cascomuniti), ha esaminato quattro delle 17 stazioni del metrobus, oltre all’area di 80 ettari nei pressi di via Serenissima, su cui sorgono gli edifici (ormai in fase di ultimazione) che ospiteranno il deposito, la sala controllo e l’officina per la manutenzione del metrobus bresciano.
L’opera, del costo di circa 750 milioni di euro, ha una lunghezza complessiva di 13 km: 1.7 in viadotto, 1.7 a raso, 3.8 in trincea coperta e 5.9 in galleria. Diciassette le fermate, di cui quattro alla luce del sole: Sant’Eufemia e Sanpolino (in viadotto), San Polo parco e Poliambulanza (a raso). Un centinaio di addetti saranno impegnati attorno al metrobus, con zero conducenti e cinque persone a controllare il mezzo dal cervellone di S. Eufemia.
LE STAZIONI sono state pensate come luoghi di puro transito e non - come accade per altre metropolitane - come eventuali luoghi di stazionamento. Niente fronzoli, dunque (non ci sono neanche i servizio igienici) e un occhio di riguardo per la sicurezza, con la possibilità di «avere una visione completa della stazione sia dalla scala d’ingresso sia dalla pensilina», afferma Raineri di fronte alla buca che accoglie la stazione di Brescia Due. L’illuminazione sarà garantita (oltre che dalle luminarie presenti all’interno delle fermate) dalla presenza di grandi lucernari che sfrutteranno la luce esterna. Come a Copenaghen (modello della metropolitana bresciana), niente tornelli. All’ingresso delle stazioni saranno poste macchine obliteratrici. I controlli saranno effettuati da una decina di stewart di viaggio impegnati lungo tutta la tratta, che dovrebbe garantire una capacità massima di trasporto di circa 17 mila passeggeri all’ora, con una frequenza inferiore ai 3 minuti nelle ore di punta e di 10-20 minuti nelle fasce di minor traffico.
NO VANDALI: Copenaghen è il modello da cui prendere spunto anche per evitare eventuali errori. Se in Danimarca la metro è oggetto di atti vandalici - soprattutto in occasione dei bagordi del fine settimana -, a Brescia si è scelto di utilizzare materiale in grado di essere ripulito facilmente, sia per gli esterni sia per gli interni delle vetture, dove non ci sarà posto per sedili imbottiti. Anche in treno, grande attenzione alla sicurezza (punto ampiamente toccato da alcuni consiglieri, preoccupati «per l’assenza del conducente»): nelle stazioni e all’interno delle carrozze sarà presente un sistema di videosorveglianza e un collegamento audio costante con il centro di controllo. In caso di allarme il treno è programmato per arrivare subito alla stazione più vicina, mentre in caso di incendio la vettura può resistere per circa 30 minuti. Su tutta la linea sono previsti marciapiedi d’emergenza e accessi per eventuali soccorritori.




I criteri adottati per le fermate

«Risparmio e razionalizzazione» sono i criteri adottati dai tecnici di Brescia Mobilità per la realizzazione delle stazioni del metrobus.
Le fermate di Sant’Eufemia e Sanpolino (le uniche due in viadotto) sono state realizzate appositamente in mezzo ai binari per evitare la costruzione di due pensiline in più a fermata e razionalizzare gli accessi.
Nelle stazioni in trincea sarà invece garantita un’illuminazione «naturale» grazie all’utilizzo di grandi lucernari posti a livello del suolo.
Restano ancora da decidere le infrastrutture di collegamento per le fermate a raso di San Polo Parco e soprattutto della Poliambulanza.
Lì è prevista la realizzazione del parcheggio di interscambio sui terreni agricoli che separano l’ospedale delle Ancelle dalla Carità dall’area posta nelle vicinanze del casello autostradale di Brescia centro, quella che solitamente ospita il circo o il Luna park.






Giornale di Brescia 16 aprile 2009
NUOVO RITROVAMENTO DURANTE GLI SCAVI 
Il marmo dell’alveo medievale del Garza in San Faustino
Nuovo ritrovamento inatteso durante gli scavi nel cantiere per la costruzione della stazione San Faustino del metrobus. Si tratta della pavimentazione in marmo di Botticino dell’alveo medievale del Garza che un tempo, provenendo da Mompiano, attraversava il fossato delle mura su una sorta di ponte (segnalato sulle vecchie mappe). Ieri mattina la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici ha autorizzato la rimozione delle lastre di marmo (al centro nella foto), che ora saranno numerate e recuperate, al fine di essere ricollocate nella futura stazione della metropolitana leggera automatica. Una stazione ricca di sorprese.



Bresciaoggi 11 aprile 2009


METROBUS, LE OPERE COMPLEMENTARI. La Giunta Paroli ha approvato ieri le linee guida del progetto di riqualificazione della via che collega il Civile al Rigamonti

Alberi, lampioni, aiuole: sarà il boulevard Europa

Mimmo Varone

Il viale attuale passerà da 3 a 4 corsie con un ampio spartitraffico al centro, nuovi marciapiedi e pista ciclabile

Due corsie per senso di marcia, uno spartitraffico centrale di due metri, marciapiedi alberati su entrambi i lati, una pista ciclabile bidirezionale in sede propria. Sta per nascere il «boulevard» Europa. Sarà un chilometro e mezzo di strada tutta nuova, dal piazzale dell’Ospedale a via dello Stadio, con rotatorie a tutti gli incroci, 3 o 4 semafori di attraversamento pedonale a chiamata e nessun dosso rallentatore.
Sulle indicazioni degli assessori ai Lavori pubblici Mario Labolani, al Traffico Nicola Orto e all’Urbanistica Paola Vilardi, il gruppo di lavoro coordinato da Antonella Begni e composto da tecnici dei tre assessorati più gli architetti esterni Antonella Loda ed Elisabetta Ghidini, e Marco Medeghini di Brescia Mobilità, ha varato le linee guida per il progetto di viale Europa. E ieri la Giunta Paroli le ha approvate. Ora passeranno al vaglio delle commissioni consiliari e poi a Brescia Mobilità perché le trasformi in progetto esecutivo e proceda all’appalto.
Dopo via Triumplina e via dello Stadio si completa la «porta» nord della città e lascia immaginare la nuova Brescia lungo l’asse della metropolitana leggera. L’assessore Labolani, che ieri mattina ha presentato il progetto insieme all’ingegner Claudio Bresciani, prevede la cantierizzazione dei lavori tra 6-9 mesi.
«Sulle opere complementari alla metropolitana ci siamo confrontati con le bozze della passata amministrazione, con Brescia Mobilità e con l’opposizione - dice Labolani, cui spettano gli orientamenti al Gruppo di lavoro -: volevamo intervenire per rivedere il complessivo della progettazione e dare la nostra visione della città».
LE OPERE «complementari» costano al bilancio comunale almeno 25 milioni di euro, e 3,5 serviranno per rendere viale Europa, una via «scorrevole, bella e sicura», che a sud si innesterà su piazzale Spedali Civili, per il quale i tecnici fra 45 giorni presenteranno linee guida in grado di trasformarlo in una vera e propria piazza.
E mentre riprogetta le strade lungo il metrò, l’assessorato di Labolani mette mano pure alla sistemazione degli spazi esterni alle 11 stazioni «semplici». Le altre sei (Prealpino, Vivanti, Stazione, Lamarmora, Poliambulanza e Serenissima) legate a piani urbanistici, verranno affrontate da maggio a settembre. «Abbiamo fissato tempi rigidi - precisa Labolani -, perché vogliamo che i lavori in superficie marcino insieme a quelli nel sottosuolo».
Le vecchie 3 corsie di viale Europa diventeranno quattro (7 metri per ogni direzione), con 2 metri di verde al centro. Sul lato est ci sarà un marciapiede alberato di 2.5 metri. A ovest, una fascia polifunzionale di 2 metri da utilizzare per alberi, fermate di bus, postazioni di cassonetti, e più all’esterno una pista ciclabile separata da auto e pedoni, con pavimentazione propria larga 2.5 metri. I passaggi pedonali saranno a livello di marciapiede, con le carreggiate che salgono appena e poi ridiscendono senza che il dislivello sa avvertito dalle auto. «Viale Bornata non è un nostro riferimento», sottolinea Bresciani per farsi capire. Per contenere il tutto c’è bisogno di 25 metri di larghezza. E poiché da via Valsabbina (Pronto Soccorso) a piazzale Vivanti il vecchio viale Europa disponeva di 20 metri, gli altri 5 si ricavano sopra la galleria artificiale con espropri dagli enti proprietari (Regione, Spedali Civili, Università, Ancelle) e da Una Hotel, che davanti all’ingresso si troverà 7 metri di fascia ciclopedonale alberata di sicurezza.
«ABBIAMO voluto dare l’impronta di un viale urbano che congiunge le due nuove piazze del Civile e Kossuth, entrambe servite da stazioni e in posizione di centralità urbana - spiega Bresciani -. Abbiamo reso la via più ampia e scorrevole perché deve collegare servizi importanti tipo ospedale, università, piscine».


LA RICLASSIFICAZIONE. Il cantiere per la risistemazione partirà all’inizio del 2010

Via dello Stadio diventa strada di collegamento

Labolani: «Diventerà più importante in base ai volumi di traffico. E non avrà dossi rallentatori»

Via dello Stadio, si cambia. La Giunta Paroli rivede alla radice il progetto di massima preparato dall’amministrazione Corsini e da strada di quartiere la trasforma in strada di collegamento interquartieri. La stessa riqualificazione ha interessato viale Europa. E insieme a via Triumplina le tre strade si preparano ad assumere la funzione di asse di penetrazione da Nord lungo il tracciato del metrò.
SECONDO IL VECCHIO indirizzo, via dello Stadio doveva essere una strada locale al servizio del quartiere. «Gli assessorati ai Lavori pubblici e al Traffico hanno constatato che in mancanza della tangenziale est il traffico da sud-est verso nord s’incanala su questo asse e si è reso necessario riclassificarla», spiega l’assessore Mario Labolani (Lavori pubblici), che ieri ha fatto il punto sulle opere complementari alla metropolitana leggera.
La via che costeggia il Rigamonti avrà due corsie da tre metri e mezzo ciascuna. Su entrambi i lati scompariranno i previsti parcheggi a lisca di pesce, sostituiti da spazi di sosta in linea. E per agevolare le manovre di entrata e uscita, tra la corsia di marcia e i parcheggi ci sarà uno «spazio franco» di 75 centimetri. Eviterà rischi di incidente quando l’automobilista distratto aprirà una portiera senza guardarsi intorno.
Va da sé che i posti si ridurranno del 30 per cento, ma verranno recuperati nello spazio della vecchia piscina, ora demolita, e anche in piazzale Kossuth. «Abbiamo ridimensionato la strada in base ai volumi di traffico che deve sostenere - dice Labolani - e non ci saranno dossi sulla carreggiata a rallentare improvvisamente gli automezzi». Con l’occhio alle esigenze del quartiere, tuttavia, via dello Stadio avrà sul lato sud (adiacente le abitazioni) una pista ciclabile bidirezionale in sede propria, separata dalla carreggiata e dai marciapiedi. E ovviamente sarà collegata con quella della stessa tipologia lungo viale Europa.
Pure le alberature verranno cambiate. Il tecnico Claudio Bresciani, dell’assessorato di Labolani, spiega che le piante esistenti (anche in cattivo stato), sono sottodimensionate rispetto alla strada. Perciò «il Gruppo di lavoro costituito in Comune, per via dello Stadio, viale Europa e via Triumplina ha chiesto consulenze ad agronomi per individuare una specie di pianta che si sviluppi in altezza e produca una ramificazione adeguata a conferire a quelle vie l’aspetto di viali».
Le linee guida sono già sul tavolo della Giunta, che dovrebbe dare l’ok subito dopo Pasqua. Dopodiché, com’è prassi, passeranno a Brescia Mobilità che le trasformerà in progetto esecutivo. «In estate - prevede Labolani - potrà partire la gara d’appalto». E dopo i tempi tecnici, verso l’inizio dell’anno prossimo anche in via dello Stadio potrà partire il cantiere. MI.VA.


Triumplina: i nuovi lavori al via già in estate

La gara d’appalto è in corso. Ma per dare volto nuovo alla via Triumplina dell’era Metrobus ci vorranno due anni. Il progetto della via che scende da nord è stato il primo ad essere rivisitato, ed «entro l’estate cercheremo di far partire i lavori sui nodi principali», dice l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani. Tra questi c’è la grande rotatoria all’incrocio con via Montelungo, al Prealpino. «Sarà una rotatoria potenziata di nuova generazione - dice l’assessore - e verrà fatta durante l’estate». In quel nodo strategico, dove la tangenziale sud s’innesta sulla Triumplina proprio al capolinea del metrò, dovrebbe arrivare anche la futura tangenziale est. Ma anche quello è già previsto e definito. «La eventuale Est passerà in galleria sotto la rotatoria - anticipa Labolani - per collegarsi alla Ovest (con svincoli sulla Triumplina) e chiudere il cerchio intorno alla città».
IN OGNI CASO, NON C’È SOLO la rotatoria di via Montelungo. Bisognerà fare quella alla confluenza di via Conicchio, all’intersezione con via Casazza. E se, com’è quasi scontato, non si riusciranno a fare tutte durante l’estate, «si rimanderà all’estate del 2010». Con il traffico che insiste su quell’asse, si può lavorare sulle carreggiate solo quando la città si svuota un po’.

I LAVORI, tuttavia, una volta partiti non si interromperanno, ma continueranno lungo il tracciato. Il Comune ha mantenuto la fascia laterale cantierata da Astaldi (Ati Metrobus) per la realizzazione della galleria artificiale, proprio nella previsione di subentrare per la riqualificazione della strada in superficie. «Per diverso tempo continueremo a lavorare senza che i cittadini si accorgano di nulla - spiega l’assessore -, perché la situazione della via non cambierà». E alla fine, fra un paio d’anni, anche via Triumplina assumerà l’aspetto di un viale urbano, con alberature da entrambi i lati, marciapiedi per i pedoni e corsie di marcia scorrevoli. Neanche qui ci saranno dossi, e a impedire che la velocità delle auto salga a livelli di pericolo penseranno sempre le solite rotatorie. Ora la progettazione di massima va avanti con gli spazi esterni delle stazioni, almeno di quelle dove non sono previste edificazioni e compartecipazioni di privati. E da qui all’estate il quadro delle opere complementari sarà abbastanza completo nelle linee guida. Poi gli appalti e i cantieri, per essere pronti al 31 dicembre 2012 con l’entrata in esercizio del metrò. MI.VA.

Giornale di Brescia 16 aprile 2009

foto Carlo Bonari

Più corse sulla ferrovia Brescia-Edolo  
Con l’introduzione del nuovo orario e con i due nuovi treni, novità nel servizio gestito da LeNord Domenica viaggio in carrozza da Milano alla Valtellina attraverso Franciacorta, Sebino e Valcamonica

ISEO Da martedì, con l’entrata in servizio dei due nuovi treni da 154 posti a sedere ciascuno e del nuovo orario, è potenziato il trasporto pubblico sulla ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, gestita da LeNord. Un rafforzamento non solo qualitativo per il comfort di viaggio ma anche quantitativo con 16 corse prolungate tra Darfo e Breno.
Sedici corse in più per la Valle
Per capirci, otto treni in partenza da Brescia arriveranno fino a Breno anziché far capolinea a Darfo e viceversa per poi scendere in città. Significa avvicinare ancor più la Valle a Brescia, al Sebino e alla Franciacorta. Sostanzialmente il nuovo orario prevede un convoglio ogni ora in partenza da Brescia per Breno e uno ogni due ore per Edolo con tempi di percorrenza ridotti grazie alla generale messa in sicurezza della linea e al rinnovamento parziale del materiale rotabile, in attesa di altri otto nuovi treni. Già, perché oggi il viaggio Brescia-Edolo richiede due ore, Brescia-Breno un’ora e mezza, Brescia-Pisogne sessanta minuti e Brescia-Iseo trenta. Ovviamente gli stessi tempi di percorrenza valgono anche per il ritorno nel capoluogo. Confermati poi, nell’ottica di promozione della mobilità sostenibile in Valcamonica, l’emissione del «biglietto famiglia» e del «biglietto treno+bicicletta». Opportunità che rientrano nell’offerta di servizi agli utenti, sia pendolari (lavoratori e studenti) che turisti. Non a caso, «i due nuovi treni che si aggiungono ad altri totalmente rinnovati con un miglioramento del comfort e della fruibilità del servizio farà sì che sempre più persone scelgano il treno come mezzo di trasporto per gli spostamenti quotidiani, non solo per lavoro ma anche per il tempo libero» come ha spiegato - in occasione dell’inaugurazione dei due nuovi treni di fabbricazione polacca - Giuseppe Biesuz, direttore generale delle Ferrovie Nord Milano.
Il gradimento dei viaggiatori
E sempre nei giorni scorsi, sono arrivati i risultati dell’indagine - relativa al secondo semestre del 2008 - sui servizi lungo la Brescia-Iseo-Edolo. A sondare la soddisfazione o meno degli utenti è stata la Customer Satisfaction MPS. Risultato? La soddisfazione della clientela è tra le più alte, attestandosi su 85,6% (+3% sui primi sei mesi dell’anno scorso); la percezione della sicurezza del viaggio ha raggiunto quota 97% mentre per il 56% degli intervistati Ferrovie Nord «è una struttura attenta alle esigenze della clientela» e per il 69% degli utenti la stessa società «ha la capacità di contribuire allo sviluppo del territorio». E tutto ciò a fronte di un aumento del 4,2% di viaggiatori tra il 2007 ed il 2008, passati da un milione 280mila a un milione 340mila.
«Itinerari del tempo»
Proprio per promuovere turisticamente questa linea ed il suo territorio, per domenica l’associazione «Ferrovia Turistica Camuna» (del gruppo Fti), LeNord, Trenitalia e la Provincia di Brescia (assessorato ai Trasporti), hanno organizzato «la trasversale alpina», ossia un viaggio da Milano a Tirano attraverso Rovato, Iseo e Edolo con un treno storico e autobus d’epoca. Il programma prevede la partenza alle 8.15 da Milano Lambrate con littorine anni Cinquanta per arrivare a Edolo alle 11.35 dopo aver percorso la Milano-Venezia fino a Rovato e da qui immettersi sulla linea gestita dalle Ferrovie Nord, salendo fino a Iseo, Pisogne, Darfo e Breno. Da Edolo alle 11.45 partenza con vecchi autobus per Tirano, attraversando l’Aprica, con visita del paese valtellinese e pranzo tipico. Ritorno alle 15.45 e arrivo a Milano alle 20.20. Informazioni ed iscrizioni al 338.8577210 o 030.7402851 o www.ferrovieturistiche.it.
Marco Bonari 


BRESCIA-ISEO-EDOLO

INAUGURATI I NUOVI TRENI PESA ATR 220
Guarda il video di Brescia Punto TV


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foto di Luca Martinetti

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foto tplbrescia.it
Giornale di Brescia 10 aprile 2009
Trasporti Nuove sfide su rotaia 
Brescia-Iseo-Edolo, «fiore all’occhiello» delle ferrovie regionali  
Con l’inaugurazione dei due nuovi treni, decolla il rilancio del servizio dopo gli investimenti di oltre 100 milioni di euro sulle infrastrutture

ISEO La Brescia-Iseo-Edolo? «Oggi è il fiore all’occhiello delle ferrovie regionali», un «modello da esportare per costruire una modalità di gestione in capo al territorio, su scala lombarda», per venire incontro alle reali esigenze degli utenti, pendolari in testa. È l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Raffaele Cattaneo - nel giorno dell’inaugurazione dei due nuovi treni delle Ferrovie Nord - a decretare il salto di qualità di questa linea «letteralmente rinata con la gestione di Fnm» non senza il fondamentale sostegno di Regione e Provincia di Brescia.
Soldi per il materiale rotabile
«Oltre 100 milioni di euro investiti in questi anni - evidenzia l’assessore Cattaneo - per ammodernare e rendere sicura la linea: sistemati con barriere 97 passaggi a livello, eliminati 60, installati sistemi di sicurezza (dal controllo traffico centralizzato al sistema supporto condotta in fase di ultimazione - ndr), rinnovato parte dell’armamento, potenziate le stazioni...». Ed ora «si investe sul materiale rotabile, sui treni affinché il servizio sia migliore». Ed un tassello nel puzzle del rilancio è stato posizionato proprio ieri con l’inaugurazione dei due nuovi treni a trazione diesel di fabbricazione polacca (forniti dalla ditta «Pesa», composti da tre carrozze per una lunghezza di 55 metri e 154 posti a sedere) che, entrando in servizio effettivo il 14 aprile, garantiranno il salto di qualità per i viaggiatori.
Ma è solo il primo tassello del rinnovamento, come ricorda il direttore generale di Ferrovie Nord Milano, Giuseppe Biesuz. Già, perché ai due nuovi convogli acquistati a febbraio con 8 milioni di euro (di cui 5 finanziati dalla Provincia e 3 dal Pirellone) presto si aggiungeranno altri otto treni per una commessa di circa 25 milioni di euro (22 a carico della Regione, 3 del Broletto). Senza poi contare - e non si tratta certo di briciole! - il revamping e l’ammodernamento di vecchie automotrici già in servizio sulla Brescia-Edolo anche con contributi provinciali. A tutto ciò occorre aggiungere una razionalizzazione-rivisitazione degli orari in grado di rispondere alle richieste dei viaggiatori. Risultato complessivo? Due ore di viaggio tra Brescia e Edolo (a fronte delle due ore e mezza di mesi fa), Brescia-Breno in un’ora e mezza, Brescia-Pisogne un’ora, Brescia-Iseo trenta minuti, un treno ogni ora in partenza da Brescia per Breno, uno ogni due ore per Edolo. E poi tutti i convogli - in arrivo o in partenza - in coincidenza con gli autobus.
Modalità di trasporto sostenibile
Insomma, «gli investimenti (infrastrutturali e per il materiale rotabile) per la valorizzazione della Brescia-Iseo-Edolo stanno dando i loro frutti - commenta l’assessore Cattaneo - e testimoniano il concreto interesse della Regione per le modalità di trasporto sostenibili e per le infrastrutture ferroviarie integrate nel territorio, di cui questa linea è un esempio significativo».
Certo, a fronte di sinergie e collaborazione che hanno offerto e offrono risultati. «A metà dicembre a Milano abbiamo siglato l’accordo di programma e in tre mesi e mezzo abbiamo messo in linea due nuovi treni - sottolinea il direttore Biesuz, parlando addirittura di una sorta di miracolo -. Perché "la politica del fare" avvicina la gente ed ora nell’ottica di un miglioramento del servizio - su cui crediamo molto - a livello europeo, vogliamo far diventare il treno la prima modalità di trasporto».
Perché quello della Brescia-Iseo-Edolo è «un modello da verificare nel Bresciano - spiega l’assessore provinciale ai trasporti, Valerio Prignachi - tanto che oggi c’è una prima concreta attuazione del Piano provinciale dei trasporti» che vede in questa ferrovia «il primo ramo della metropolitana provinciale».
Un modello che s’avvicina a quello della Bolzano-Trento-Malles, a quello di linee regionali dove comunque forte è l’interesse del pendolarismo e dello sviluppo turistico. E proprio in quest’ottica di rilancio e di potenziamento s’inseriscono i due nuovi treni Atr 220-024 e 220-025 della «Pesa», industria dell’Est ieri rappresentata a Brescia dal suo presidente Tomasz Zaboklicki. «Più comfort e migliore qualità di viaggio per il milione e 340mila clienti della linea» sembra essere lo slogan dell’operazione nuovi treni che ha permesso un generale rafforzamento del servizio con sedici corse prolungate tra Darfo e Breno (da e per Brescia).
Marco Bonari



Sistema turismo su ferro-gomma: più vicini Trentino Svizzera e Valtellina 
ISEO Fare sistema significa anche fare turismo. Se poi questo sistema si muove in un territorio come la Franciacorta, il lago d’Iseo e la Valcamonica, il gioco è praticamente fatto! Le potenzialità turistiche della ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, rinnovata nelle strutture e in fase di ammodernamento sul fronte del materiale rotabile, sono incisive.
Le Ferrovie Nord stesse e la stessa Provincia di Brescia credono molto nel rilancio turistico e la conferma arriva dai treni storici già organizzati nei mesi scorsi ma anche dall’allestimento della carrozza ristorante (pronta per maggio, come conferma il consigliere d’amministrazione Federico Gelfi), dall’utilizzo del treno a vapore (la 240 delle Nord) e dello Schienenbus in collaborazione con l’associazione «Ferrovie turistiche italiane» con sede a Palazzolo sull’Oglio.
Ma poi la carta del turismo, al di là delle rotaie, si gioca sull’interscambio e sull’integrazione con i trasporti su gomma e sull’acqua. Non a caso, «rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2009 l’accordo per il rilascio di un biglietto unico bus+treno+battello» come conferma l’assessore provinciale Valerio Prignachi, senza poi dimenticare l’elemento aggiuntivo della rete di percorsi ciclo-pedonali. «A Nord l’integrazione deve avvenire anche col trasporto a fune», ossia con le località turistiche della Valle dove funivie e cabinovie sono il perno dei comprensori sciistici.
Ma un occhio gettato ancor più in là, più a Nord, parla di un rilancio turistico dell’intera Valcamonica attraverso la sua ferrovia con collegamenti diretti con la Svizzera, l’Engadina, la Valtellina e il Trentino-Alto Adige attraverso il «nodo» di Edolo. Trasporti su gomma garantiranno collegamenti, da una parte, con Tirano attraverso la valle di Corteno ed il passo dell’Aprica, dall’altra con la Val di Sole (Malè) attraverso Pontedilegno ed il Tonale. Significa una connessione fra la strada ferrata della Valcamonica e le ferrovie del Bernina (porta d’Europa nel cuore della Svizzera), la Tirano-Sondrio-Lecco-Milano e la Trento-Malè.
Un primo esempio di questa integrazione sarà offerto domenica 19 aprile quando, per «Itinerari del tempo», littorine degli anni Cinquanta partiranno da Milano e a Rovato imboccheranno la linea gestita dalle Nord per salire sino a Edolo e da qui i turisti, con vecchi autobus, raggiungeranno l’Arpica e Tirano per un’escursione. Treni e bus dunque per riscoprire Valcamonica e Valtellina. bon 


Ecco l’integrazione della mobilità  
Tra i progetti, studio di fattibilità per la riapertura della linea Rezzato-Tormini
ISEO Fare sistema, «in una logica più europea di uso del territorio e del trasporto pubblico». In quest’ottica rientrano le nuove aree di interscambio (ferro-gomma) di Castegnato, Breno, Iseo, Pisogne e Capo di Ponte e pure le nuove fermate di Gussago e Brescia Violino lungo la ferrovia gestita da LeNord. Ma più in generale rientra l’impostazione del nuovo Piano provinciale dei trasporti, di fresca approvazione, che vede nell’asse ferroviario Brescia-Franciacorta-Sebino-Valcamonica una grande opportunità da integrare con altri servizi di trasporto, su gomma (autobus), su fune (si pensi alle funivie delle località montane turistiche) e su acqua (navigazione sul lago d’Iseo). Un’opportunità che è già realtà.
È l’assessore provinciale ai Trasporti, Valerio Prignachi, nella consapevolezza della complessità del Piano della mobilità, a riconoscere l’estrema positività e la fattibilità del fare sistema, dell’integrare. Significa investire sul materiale rotabile («abbiamo speso 10 milioni di euro per nuovi treni, oltre agli investimenti sulle infrastrutture») e sugli autobus («più soldi per i bus e nuovi servizi in collaborazione con i Comuni»). Ma anche il potenziamento della rete provinciale dei trasporti. Ecco quindi «nuove linee su gomma per Borno-Paline, per Pontedilegno e per la Valsaviore e poi l’estensione del servizio sul Garda e in Valtrompia» con la formula tram-treno-bus. Non a caso, «affideremo a breve l’incarico di redigere uno studio di fattibilità per la Rezzato-Tormini (la ferrovia per Vobarno dismessa nel 1967 - ndr). Stiamo valutando anche altre linee (per interventi sul fronte del potenziamento e dell’integrazione dei trasporti) quali la Brescia-Bergamo, la Brescia-Cremona e la Brescia-Piadena».
Ma torniamo alla Brescia-Iseo-Edolo con «lo sforzo della connessione - a dire dell’assessore Prignachi - su gomma Edolo-Tirano che garantisce l’apertura a Nord». O meglio, il tassello di collegamento fra Svizzera (attraverso la ferrovia Retica, con partenza da Tirano), Valtellina e quindi il lago di Como. Ma potenzialmente anche il Trentino con un servizio su gomma Edolo-Pontedilegno-Val di Sole e quindi la ferrovia Malè-Trento.
Un sistema integrato (forte di biglietti unici) con sbocchi turistici che potrebbe permettere «numeri grossi» sul fronte dei viaggiatori, a fronte di scelte politico-amministrative ben precise.
Ma una nota di critica arriva da Legambiente Basso Sebino. «Nel Bresciano gli spostamenti con i trasporti pubblici sono meno che altrove: solo il 23,4% della popolazione preferisce treni e bus contro una media regionale del 31,4% - si legge in un comunicato a firma del presidente Dario Balotta -.Considerando i 106 chilometri della Brescia-Edolo, i dati risultano ancor più eclatanti. In Europa infatti una ferrovia con queste caratteristiche trasporta oltre 3 milioni di passeggeri all’anno, qui siamo a 1,2 milioni». m. bon. 

Ipotesi di riapertura per la Rovato-Bornato 
ISEO Riaprire la Rovato-Bornato al traffico passeggeri? «Un sogno sul quale comunque stiamo lavorando» sentenzia il direttore generale di Fnm, Giuseppe Biesuz. «Un’ipotesi che stiamo seriamente prendendo in considerazione» conferma il bresciano Federico Gelfi, consigliere d’amministrazione delle Nord, anche nell’ottica di un collegamento diretto con Milano, d’intesa ovviamente con Rfi. «Stiamo pensando ad una sperimentazione».
Si riapre quindi il capitolo della tratta di cinque chilometri che da Rovato sale a Bornato e da lì a Iseo; una manciata di chilometri di binari ritenuta strategica per il collegamento tra la linea delle Nord e la Milano-Venezia delle Ferrovie dello Stato. Tratta, la Rovato-Bornato, inaugurata nel settembre 1911 e chiusa al traffico passeggeri nel 1975 ma ancor oggi funzionante per il servizio merci e, occasionalmente, per i treni storici o turistici.
In realtà da tempo Amministrazioni comunali (Rovato ed Iseo in testa), associazioni ambientaliste e le Ferrovie turistiche italiane chiedono la riapertura della tratta al servizio passeggeri ordinario. 



Giornale di Brescia 6 aprile 2009

Metrò, il primo treno punta già a Brescia  
Sarà consegnato tra poche settimane dalla Ansaldo-Breda per i collaudi nella tratta del deposito. Un ritardo di due mesi

Dalle falde del Vesuvio all’ombra del Cidneo. Si svolgerà così a brevissimo l’ideale viaggio del primo dei 18 treni destinato alla metropolitana leggera di Brescia. Un trasporto eccezionale che giungerà nella nostra città dopo un ritardo di circa due mesi, ovvero una rivisitazione della data di consegna che dovrebbe limitarsi solo al primo treno, mentre gli altri diciassette dovrebbero essere allestiti nei tempi previsti. In un recente convegno sulla mobilità il presidente di Brescia Mobilità si era detto preoccupato della situazione, anche perché era noto come Ansaldo fosse è in ritardo pure nella consegna a Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori) di «Italo», il treno superveloce che deve far concorrenza a «Freccia Rossa»: anziché cinque treni pare che ne consegnerà solo tre.
Un ritardo di due mesi
Questo ritardo (non un grande problema in realtà sulla tabella di marcia dell’infrastruttura bresciana) è stato attribuito nei mesi scorsi da Ansaldo alla difficoltà negli approvvigionamenti. Non certo però per quanto concerne i profilati di alluminio, provenienti in questo caso dalla nostra provincia. I longheroni che costituiscono l’ossatura delle carrozze sono infatti prodotti dalla Metra spa. Già diversi mesi fa l’amministratore delegato di Metra, Mario Bertoli, sino a sabato impegnato a Montichiari nell’organizzazione del salone «Metalriciclo», sottolineava «che le forniture erano state completate da oltre un anno».
Va da sé che il problema potrebbe riguardare diversi altri componenti. Tutti i profilati di Metra (lunghi 13 metri) sono stati inviati a Reggio Calabria dove viene costruita l’ossatura dei treni, mentre una volta ultimate, le scocche sono poi state inviate a Napoli per l’applicazione degli impianti. Altri montaggi vengono realizzati a Pistoia. «Il tutto per portare a Brescia il primo treno completamente montato, già pronto per effettuare i primi collaudi su una tratta del binario già realizzato nell’area della Poliambulanza», come spiega Marco Ghini, tecnico di Brescia Mobilità. Il primo treno che giungerà tra qualche settimana a Brescia è composto da tre carrozze «unite in modo permanente che dovranno solo essere scaricate e poste sui binari. Il trasporto sarà eccezionale e riguarderà una sagoma lunga 39 metri che viaggerà su gomma» continua Ghini.
A Brescia treni già assemblati
Dunque a Brescia, contrariamente di quanto sostenuto inizialmente, non ci sarà nessun assemblaggio, ma solo piccoli ritocchi e tarature per adattare il treno al servizio. «Già da aprile - ma ora sarà da giugno - sino a novembre il treno avrebbe dovuto cominciare a muoversi all’interno dei 4 chilometri che vanno dal Deposito di Sant’Eufemia-Buffalora, per poi uscire fino alla stazione di Sant’Eufemia e quindi spingersi fino alla Poliambulanza, facendo da lì la spola sino al Deposito. Un’operazione importante in una fase assolutamente sperimentale per poter tarare il sistema di guida automatica. I treni da questo punto viaggeranno a vuoto sul viadotto e in trincea. Un test per affinare la connessione fra treno e telecontrollo che "guideranno" la metropolitana leggera automatica senza conducente nel percorso».
Secondo le note tecniche «il treno è a tre casse bidirezionali, poggerà su quattro carrelli e avrà sei porte ad apertura automatica per ogni lato. La cassa delle carrozze è realizzata con estrusi di alluminio e con profilati e pannelli saldati. Il convoglio avrà una velocità massima di 80 km all’ora e una capacità di trasporto di circa 300 passeggeri e sarà lungo in totale 39 metri per un peso di 58 tonnellate».
Convogli bidirezionali automatici
Ancora Ghini da Brescia Mobilità sottolinea come il convoglio è caratterizzato dalla «bidirezionalità, a guida completamente automatica, «fermo restando che ogni treno ha una consolle estraibile che permette la guida manuale, mentre il telaio ha degli accoppiatori automatici che consentono di trainare o spingere un altro treno in avaria». Mentre la Leonessa attende il suo primo convoglio da Ansaldo Breda, è certo intanto che la flotta a regime sarà composta da 18 treni: «16 saranno in servizio, mentre uno è considerato sempre in manutenzione ed uno di scorta», spiegano da Brescia Mobilità. I convogli si alternano durante il giorno, negli orari di punta e durante i servizi serali. Ora, quindi, non si tratta che attendere.
Roberto Manieri


Ruote in gomma... ma non pneumatici 
Tanto si ha detto e tanto si ha scritto che per tutti il metrò sarebbe stato allestito su ruote di gomma. La gomma c’è ma non è certo legata agli pneumatici che molti credono. Le ruote sono infatti prodotte dalla Lucchini Rs di Lovere, una società la cui storia è una garanzia di qualità, che ha progettato, prodotto e ha in corso la fornitura di «sale montate» (ovvero il complesso costituito da due ruote, un assile e componenti di trasmissione e frenatura) atte a equipaggiare i 18 veicoli della flotta della Metropolitana leggera automatica di Brescia AnsaldoBreda.
Le ruote che compongono la sala montata in questione sono «ruote elastiche» cioè, come si vede nell’immagine sopra, sono composte da un cerchione in acciaio, un centro ruota in acciaio, un anello di fissaggio in acciaio, una serie di tasselli elastici in gomma e viteria varia.
Tale tipologia di ruota è stata messa a punto in particolare per veicoli leggeri quali tram e metrò in quanto garantisce un maggiore comfort unitamente a ottime performance di marcia. La ruota ha un diametro di 711 mm e un peso di 256 chili. Il tutto per uno scartamento ferroviario di 1.435 mm. Con la flotta al completo potrà essere garantita una capacità di trasporto di 8.500 passeggeri/ora per senso di marcia.



Le stazioni? Luci blu e sfondi grigi  
Dai tecnici di Brescia Mobilità alcune anticipazioni sui futuri scali cittadini
Grigio in tutte le sue sfumature. Sarà questo il colore dominante delle future stazioni metro. Dal pavimento ai pannelli delle pareti, dal cristallo dei parapetti ai profilati usati come colonne. Insomma una colorazione neutra e uniforme. Ma qualche tocco di colore ci sarà? «Se ne sta discutendo in questo periodo - ci riferiscono dagli uffici di Brescia Mobilità - in effetti si vorrebbe inserire qualche elemento cromatico. L’azzurro, colore di Brescia, potrebbe essere una proposta».
Occorre ancora un po’ di immaginazione per figurarsi gli «interni» della metropolitana leggera - 8 milioni di euro la spesa complessiva per la parte di finitura - dal momento che il progetto, pensato già nel 2004 e che si rifaceva al modello di Copenaghen sembra «superato».
Le verifiche condotte sui materiali e sulle finiture, a quasi dieci anni di distanza, effettuate sulle stazioni aperte della capitale danese, hanno messo in evidenza una scarsa tenuta. Ecco perché oggi, per le scelte per la metropolitana bresciana, si va con i piedi di piombo. «Il modello che avevamo preso a riferimento va rivisto - precisa Brescia Mobilità - dobbiamo scegliere materiali che abbiano una migliore prestazione in fatto di durata, ma che allo stesso tempo non stravolgano l’effetto estetico che si era pensato. Al momento stiamo conducendo una verifica scientifica abbinata a prove pratiche. Ne sono un esempio le mattonelle destinate al pavimento che saranno di diurite».
Quel che è certo, però, è che tutte e 17 le fermate saranno uguali. «Nonostante le stazioni abbiano ciascuna un’esigenza differente, cercheremo, attraverso gli allestimenti, di restituire al complesso il carattere dell’omogeneità. Come parametro verrà comunque presa la tipologia della stazione profonda che presenta le maggiori difficoltà di realizzazione».
Insomma, la genesi delle stazioni si presenta davvero come una sfida architettonica. «Può sembrare banale, ma per ogni singolo elemento vanno presi in considerazione molti parametri, raffrontati i materiali, i colori, le forme, in un processo articolato e complesso. In fondo, gli allestimenti esterni rappresenteranno il biglietto da visita della metropolitana. Al momento ci stiamo concentrando sul nodo illuminazione. Si pensa di utilizzare delle luci blu da indirizzare sulle scale, mentre nei passaggi in corridoio vorremmo usare della luce bianca riflessa da proiettori dal basso verso l’alto. In questo modo si avrebbe un effetto di "galleggiamento" molto piacevole. Per gli spazi aperti, invece, si sta pensando ad una illuminazione fatta, anche in questo caso, di luce riflessa».
Anche la luce naturale però avrà un ruolo di primo piano dal momento che sono stati creati dei lucernari che hanno il preciso compito di far filtrare la luce del sole all’interno delle stazioni fino al piano della banchina, proprio per creare continuità tra l’esterno e l’interno. Le stazioni più avanzate in termini di allestimenti sono quelle in viadotto relative alla tratta sud, in particolare Poliambulanza e Deposito dal momento che proprio qui partiranno i test per i rodaggi.c. ber.


Giornale di Brescia 05 aprile 2009

L’albero genealogico dei bus  
Dalle diligenze, così chiamate perché rispettavano percorsi e orari, agli omnibus destinati a tutti. Viaggio nel trasporto pubblico dai trabiccoli ai cavalli-motore

Una storia che ci appartiene quotidianamente è però quasi sconosciuta. È la storia degli autobus che ci conducono attraverso la giornata e le terre bresciane. L’autobus è una realtà intima a molti, anche se l’automobile privata ha conquistato i più. Ma vi sono categorie di popolazione che l’auto non la usano, perché non possono, perché non la possiedono, perché non vogliono. Studenti, pendolari dell’hinterland che non voglio perdere ore tra code e parcheggi, e via dicendo. L’autobus non dà multe, non vuole parcheggi, non implica rischi di incidenti.
Le coincidenze certe
Le coincidenze, nel quadro della riforma provinciale dei trasporti, nella cosiddetta «Metropolitana provinciale», garantiscono coincidenze certe e rapide fra varie linee di autobus e anche fra autobus e treni. I nodi di interscambio consentono di passare da un mezzo all’altro percorrendo pochi metri. I centri intermodali avranno la loro massima sintesi nella pianura fra Montichiari e Castenedolo. Lì convergeranno i trasporti aerei, con l’aeroporto, i trasporti dei mezzi privati e di linea, su gomma, della strada provinciale e dell’autostrada, i trasporti ferroviari, con la navetta che collegherà Brescia al nodo di Montichiari, sui binari modificati della Brescia-Parma, i trasporti del Treno ad alta velocità, che anche troverà approdo nella medesima area. Mancano solo le navi.
Ma è proprio l’autobus il mezzo meno celebrato e conosciuto. E sì che proprio nel suo nome esso intende proporsi come l’amico di ognuno. È dal battesimo democratico del suo avo che l’autobus trae la sua denominazione. Quell’avo era la diligenza «per tutti», in latino sintetizzato «omnibus». L’omnibus è un’invenzione ottocentesca, anche se si parla di precedenti già dal Seicento, quando alcune carrozze a più posti, trainate da alcuni cavalli, erano dette, dai francesi, «carrosse de diligence», ma anche «Carrosse omnibus», carrozze per tutti. La «diligence», da cui l’italiano diligenza, altro non era che la fretta, la velocità, dedotta da diligenza come scrupolosità, ma anche sollecitudine e, quindi, rapidità. Se quello era stato il primo trasporto pubblico, con un mezzo sul quale si poteva salire, pagando, anche il veicolo a motore, quando si affacciò alla proposta del trasporto di passeggeri, nei primi anni del Novecento, si ricordò di quella parola latina, facile e un po’ misteriosa. Si chiamarono quindi i veicoli «automobili omnibus» e poi il suffisso bus, rimase anche nella forma moderna di autobus, dagli americani e poi, naturalmente, anche da noi, semplicemente abbreviato in «bus». Il primo esemplare di questo modo di trasportare fu presentato ai bresciani nel 1904, quando, in occasione dell’Esposizione bresciana e della «Settimana automobilistica» si vide apparire un automezzo che poteva portare anche una decina di persone. Era, appunto, un veicolo omnibus, una sorta di autocarro con sedili, che si esibì in trasporti di molte persone, per promozione commerciale. Molti furono sorpresi da quella performance, ma l’applicazione non fu assolutamente immediata.
Prima corriera nel 1908
Per vedere un primo servizio di trasporto pubblico su una «corriera», come anche si cominciò a chiamarle, anche in quel caso ad imitazione dei corrieri antichi, a cavallo, si dovette aspettare il 1908. Quel primo esperimento non ebbe seguito, ma, dopo la guerra mondiale, negli anni Venti, il sistema delle autolinee si sviluppò, sino a scavalcare la vecchia rete dei tram elettrici. Dal secondo dopoguerra la crescita delle autolinee superò l’economicità dei tram, che furono tutti soppressi, uno dopo l’altro. Accanto alle piccole compagnie, spesso a conduzione familiare, crebbero le maggiori, che furono sempre più viste come un business anche da grossi imprenditori, nazionali e internazionali. Anche urbanisticamente i pullman e gli autobus facevano parte del panorama. Dopo la concentrazione in piazza Vittoria, si sviluppò quella stazione delle corriere da terzo mondo, che esisteva di fianco alla stazione ferroviaria, nel grande piazzale, area della demolita Officina del gas, dove i mezzi si fermavano presso qualche prefabbricato in alluminio e cartone, adibito a bar. Negli anni Sessanta fu costruita la stazione Sia che ancora è in uso, in quella galleria che collega due condomini, presso il viale della Stazione e poi, une quindicina d'anni fa, fu la volta della stazione lungo via Solferino, anch’essa non distante dalla stazione ferroviaria. Oggi in Brescia si affollano almeno 240 autobus di Brescia Trasporti, per i trasporti urbani, ricoverati in via S. Donino, e 300 autobus, per i trasporti provinciali, Valcamonica esclusa, della Sia e Saia, nel grande deposito di via Togni. Il trasporto pubblico con autobus, servizio sociale economicamente assistito dalla collettività con corposi finanziamenti sistematici, come tutti i trasporti regolari d’Italia e del mondo, è entrato sempre più nella nostra vita. Fino a qualche decennio fa non erano solo le linee regolari, ad orari fissi, a vederci coinvolti nel grosso mezzo di trasporto, sempre più colorato e sempre più attrezzato. Se si voleva andar a sciare la domenica era al pullman che si doveva fare appello, con partenze quasi notturne e con grandi canti alpini durante il viaggio. Qualcuno aveva problemi di stomaco, ma si arrivava sempre a destinazione e sempre si tornava a casa, magari con qualcuno che ti dormiva sulla spalla. Le gite scolastiche e i pellegrinaggi alimentavano un parco di veicoli sempre pronto, capace di arrivare sino a Lourdes e sino a Palermo, a Praga e a Parigi. Oggi gli autobus urbani ci conducono sino a Caino e sino a Borgosatollo, a Poncarale e a Rezzato e anche i pullman per i grandi viaggi non sono stati surclassati dagli aerei, almeno sulle medie distanze. Se poi vogliamo sperare in un rallentamento dell’assedio motoristico è certo al caro, vecchio omnibus a motore che dobbiamo fare appello, che, lasciando a ferrovie ed aerei una fetta specifica di ruolo, certamente vive una nuova stagione di potenzialità e successi.
Franco Robecchi 




Bresciaoggi, 4 aprile 2009

METROPOLITANA. Grande festa ieri alla stazione Ospedale per la conclusione dei lavori di scavo della galleria profonda. Un ricordo per i due operai morti in cantiere

La talpa ha finito. A giugno i treni

Mimmo Varone

I lavori del metrò sono oltre il 60%. Adesso appare meno lontano l’avvio del servizio per il 31 dicembre 2012

FOTOLIVE
Cala il sipario sulla «talpa». E già si pensa all’arrivo dei primi treni previsto per giugno. Con il completamento della galleria profonda i lavori del metrò sono andati oltre il 60 per cento, e l’appuntamento con l’entrata in esercizio del 31 dicembre 2012 si fa più vicino. I lavori vanno avanti in tutti i cantieri. E le opere per la viabilità lungo il tracciato del metrò sono uscite dal limbo.

Alle 12.35 di ieri la macchina Tbm ha fatto cadere con un ultimo spintone i diaframmi del pozzo di estrazione di viale Europa, 198 metri più su della stazione Ospedale. Ha finito il suo lavoro, ed è stata grande festa. All’evento hanno assistito il sindaco Adriano Paroli, molti assessori, parecchi consiglieri comunali anche di opposizione, i vertici di Brescia Mobilità, di Ansaldo e Astaldi, due delle imprese dell’Ati.
SI RESPIRA aria di ottimismo. Il sindaco Adriano Paroli non esclude che gli 80 milioni del miliardo e mezzo deliberato dal Cipe per le metropolitane di Brescia, Parma e Bologna possano diventare 100. Tutto sta ai progetti che verranno presentati dalle altre due città. Ieri, tuttavia, ha voluto soprattutto celebrare la tappa decisiva. «Alcuni anni ci separano dall’utilizzo della metropolitana - ha detto -, è giusto che tutti partecipiamo a quest’evento per ringraziare tecnici e operai nella speranza che i lavori possano procedere nel migliore dei modi».
A parlare dell’arrivo dei primi treni è Sante Roberti, vicepresidente Asts, la nuova società di Finmeccanica che gestisce il sistema dei trasporti, varata il primo gennaio scorso. «L’altro ieri a Londra il metrò gemello ha ricevuto il premio intercontinentale per il migliore del mondo - dice -, e quello di Brescia è ancora più evoluto». Presenti, anche l’ad di Ansaldo Giuseppe Cafiero, il direttore generale Astaldi Nicola Oliva e Pietro Lunardi, ministro quando l’opera bresciana è stata finanziata, che definisce Brescia «città modello per liberare i centri storici dalle auto».
Ettore Fermi non dimentica di rivolgere un pensiero a Franco Rizza e Alex Spranzi, le due vittime dei cantieri del metrò. «È una giornata che deve farci ricordare quanto complessi e difficili siano questi lavori - dice -, ma ora il punto più critico è superato». E con l’occhio al rinnovo delle cariche, la consigliera comunale Sdi Laura Castelletti osserva che «dopo Fermi i traguardi non si raggiungeranno più con tanta puntualità».
Brescia Mobilità - sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani - ha già ricevuto i progetti esecutivi per la sistemazione della via Triumplina. Può procedere agli appalti. Lunedì arriveranno in Giunta i progetti per via dello Stadio e viale Europa, almeno per quanto riguarda le opere viabilistiche (la parte urbanistica è ancora da decidere). Dopo l’imprimatur passeranno alle competenti commissioni consiliari.
NELLA VIA dello Stadio i parcheggi non saranno a spina di pesce ma in fila indiana. E il parcheggio da 150 posti di pertinenza della nuova piscina - aggiunge l’assessore al Traffico Nicola Orto - avrà funzione intermodale per lo scambio con il metrò, insieme ai 150 posti interrati e pubblici davanti alla stazione Casazza. La nuova Brescia lungo il tracciato della metropolitana comincia lentamente a prendere forma.
E nel clima di festa, «fa piacere sentire applausi anche da quanti l’avevano osteggiata - commenta il consigliere Pd Claudio Bagaglio -, forse hanno capito che l’opera era indispensabile, economicamente sostenibile e fattibile».


Il Brescia, 4 aprile 2009

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Il Brescia, 3 aprile 2009
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Il Brescia, 1 aprile 2009
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BRESCIA-ISEO-EDOLO
Ecco il progetto della livrea dei nuovi treni PESA ATR 220
Dovrebbero ormai mancare pochi giorni alla loro entrata in servizio
Foto Carlo Bonari - Link all'album

     

Aprile 2009 - www.tplbrescia.it
Paline elettroniche di fermata

Troppe spente e con dati incompleti.

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È dal 1987 che Brescia dispone di un sistema di telerilevamento della flotta di autobus, nel corso degli anni il sistema è andato via via ammodernandosi passando dalla tecnologia radio analogica all'attuale e  più moderna tecnologia digitale satellitare (GPS) che ha anche migliorato le prestazioni e la precisione del sistema.
All'inizio dello scorso anno (2008) si è assistito all'incremento del numero di paline elettroniche di fermata che sono apparse in diversi punti della città, purtroppo a distanza di parecchi mesi dall'installazione solo pochissime sono entrate in funzione, le altre giacciono inesorabilmente "mute".
Speriamo che gli eventuali impedimenti che hanno ostacolato la definitiva conclusione dei lavori si possano superare per permettere l'attivazione delle nuove fermate elettroniche in modo che possano essere rese ai disponibili ai cittadini che si muovono con i mezzi pubblici.
Un altro problema riguarda invece le fermate elettroniche già funzionanti e che dovrebbero riportare i tempi di attesa delle linee 7 e 13. I display di queste fermate non forniscono i tempi di attesa ed il campo dove dovrebbero apparire i minuti è sempre vuoto.
Le linee 7 e 13 della rete di Brescia Trasporti sono esercite con mezzi della SIA, purtroppo, nonostante i mezzi SIA siano equipaggiati della strumentazione necessaria per la localizzazione, il sistema soffre di qualche "debolezza".
Il problema pare sia legato alla necessità di SIA di effettuare numerosi cambi vettura durante l'erogazione del servizio, cambi che mandano in crisi il sistema per via delle false "rilevazioni" dei bus durante i tragitti "fuori servizio" per raggiungere i capolinea.

Speriamo che anche per quest'altro problema si possa trovare una soluzione magari con opportuni interventi sul sistema al fine di adeguarlo alla diversa metodologia di erogazione del servizio adottata da SIA.