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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Il Brescia  31 luglio 2009
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Giornale di Brescia 28 luglio 2009
Dall’aeroporto al metrò provinciale  
Nel territorio la sfida da vincere delle infrastrutture, della viabilità, dei trasporti pubblici

Delle diciannove cartelle che sviluppano gli indirizzi di governo provinciale, sei sono riservate al territorio articolato nei capitoli dedicati a infrastrutture, lavori pubblici, trasporti pubblici, ambiente, caccia e pesca.
Aeroporto, ferrovia, strade
Segnalato che «molte indagini hanno evidenziato come le imprese bresciane siano in forte sofferenza da un punto di vista logistico, lamentando, in particolare, l’assenza di una logistica intermodale coerente con i requisiti di natura competitiva derivanti dalle dinamiche di mercato», due le priorità segnalate: «Lo sviluppo dell’aeroporto Brescia Montichiari dovrà in particolare proseguire nell’intesa con il Comune di Brescia, la Camera di commercio e il mondo economico e finanziario bresciano. La crisi ha indubbiamente modificato il panorama e le prospettive rispetto ad un anno fa e, conseguentemente, l’aeroporto D’Annunzio avrà maggiori e più rapide possibilità di sviluppo in un sistema aeroportuale lombardo-veneto, all’interno del quale dovrà ottenere un adeguato volume di traffico, anche passeggeri. Lo sviluppo dell’alta capacità ferroviaria con stazione passeggeri e polo logistico intermodale a Montichiari al fine di sfruttare le sinergie con l’aeroporto».
Per quanto riguarda le grandi opere stradali «si porteranno a compimento i progetti già in corso come la corda molle o tangenziale larga da Ospitaletto a Brescia Est, la Brebemi, il primo lotto dell’autostrada della Valle Trompia».
Metropolitana della provincia
In ambito trasporti pubblici «obiettivo importante è realizzare una Metropolitana provinciale basata sul sistema ferroviario esistente, con l’istituzione delle cosiddette linee suburbane e sulle linee di forza del trasporto pubblico su gomma. Il progetto sarà suddiviso in fasi successive che si svilupperanno in un arco di circa 10 anni e che richiederanno investimenti diluiti nel tempo... La realizzazione del sistema della "Metropolitana provinciale" consente inoltre l’integrazione della rete locale con quella di respiro nazionale ed internazionale grazie alla presenza a Montichiari di un centro di interscambio in cui è possibile interscambiare con l’aeroporto e la linea ferroviaria ad alta capacità, che guarda ben oltre il territorio provinciale».
Per quanto concerne l’attività estrattiva «premesso che il Piano cave vigente dovrà nel quinquennio essere rivisto, l’Amministrazione provinciale effettuerà uno studio accurato sulle reali quantità di inerti necessarie sul territorio bresciano» anche istituendo, in collaborazione con i Comuni, un apposito Osservatorio provinciale cave». a. mi. 

Giornale di Brescia 28 luglio 2009
Idro Ecco l’«Amico del lago»  
Varato nell’Eridio il battello che farà la spola fino a Ponte Caffaro


IDRO Quarant’anni di onorato servizio, prima sul Po poi nelle acque del Sebino. Quindici metri la lunghezza, centoventi quintali il peso. Cinquantacinque i posti a sedere. Si chiama Amico del Lago e da sabato prossimo primo agosto avrà il compito di portare passeggeri da Idro ad Anfo, poi a Ponte Caffaro e viceversa, come se fosse un pullman.
La similitudine non è casuale. Il battello che ieri pomeriggio è stato varato nell’Eridio, infatti, rappresenta un’estensione della linea di trasporto pubblico «202» che serve il Garda e la Valle Sabbia.
Identico anche il biglietto, che per quella tratta costerà 4 euro e 70 centesimi. Ad osservare le complesse operazioni di varo c’erano l’ex assessore provinciale ai Trasporti Valerio Prignachi, «come comune cittadino» ha precisato, alcuni amministratori di Idro fra i quali il sindaco Nabaffa, Enzo Melzani nel duplice ruolo di vicesindaco di Bagolino e vicepresidente del Consorzio demaniale dei laghi di Garda e di Idro, competente per gli attracchi. «Per ora gli approdi possibili sono tre - ha detto quest’ultimo -. Se la sperimentazione andrà a buon fine ne verranno aggiunti altri due in Vesta e a Vantone, oltre quello previsto sulla sponda trentina a Baitoni».
La parola d’ordine, dunque, è «sperimentazione»: «Il battello entrerà in funzione per tutto il mese di agosto, con tre corse infrasettimanali e quattro nei giorni festivi - spiega Giuseppe Nabaffa -. Se tutto andrà per il meglio, il progetto predisposto dalla Provincia prevede che in futuro questa barca verrà sostituita con una ad alto contenuto ecologico». val 

Giornale di Brescia 26 luglio 2009
A Brescia gli autobus più veloci d’Italia
Gli autobus di Brescia sono i più veloci di Italia. È quanto emerge da un’indagine commissionata dalla Fondazione Civicum al Politecnico di Milano.
Lo studio ha esaminato quindici tra i principali capoluoghi di provincia italiani (per una popolazione complessiva di 7,9 milioni di abitanti), messi a confronto sulla base di alcuni indicatori: la rilevanza del Trasporto pubblico locale e della viabilità nelle priorità politiche dei Comuni; la domanda e l’offerta di servizi; la produttività dei dipendenti; la qualità del servizio; il costo per gli utenti.
Le eccellenze bresciane
La produttività dei dipendenti del Tpl è estremamente differenziata da città a città. Se si utilizza come indicatore il rapporto tra numero di passeggeri e numero di dipendenti del Tpl, tra le città «più produttive» figura Brescia insieme a Roma e Milano. Le due metropoli sono peraltro sensibilmente avvantaggiate dalla presenza di una importante rete metropolitana. Il valore più basso è invece quello di Trento, che testimonia come, su questo parametro, non esistano particolari differenze tra le diverse aree del Paese, ma vi è piuttosto una penalizzazione delle realtà più piccole, che scontano la mancanza di effetti di scala.
La nostra città detiene poi il primato assoluto per la velocità dei mezzi, che si attesta sui 17,6 km/h, mentre scende a 14,7 km/h nella capitale e a Palermo.
A Trento i mezzi più accessibili
Sul fronte dell’accessibilità primeggia invece Trento, l’unico Comune in Italia dove tutti i mezzi sono dotati di pianale ribassato e di accesso per disabili. Cagliari si aggiudica invece la «maglia nera»: solo il 35% dei veicoli dispone di pianale ribassato e l’8% di postazioni per disabili. Trieste eccelle invece per la climatizzazione: tutti i mezzi di superficie ne sono provvisti (la percentuale più bassa, il 19% del totale, si riscontra a Campobasso).
Quanto alle tariffe l’analisi considera il costo di un biglietto singolo (tratta urbana) standardizzato in base al numero di minuti di validità dalla prima obliterazione. I mezzi più «cari» sono risultati quelli di Bologna, Trieste e Venezia (1,67 centesimi di euro), mentre raggiungono il valore più basso a Campobasso, dove sono quasi gratuiti (1 centesimo di euro al minuto).
Tra i diversi indicatori in grado di rilevare l’estensione della rete del Tpl, quello più significativo è il rapporto tra km di rete urbana e i chilometri di strade urbane. La media dei Comuni analizzati è del 55%, con un punta positiva del 95% per Genova e una negativa del 35% per Torino. In generale, tuttavia, nei Comuni dell’Italia settentrionale il livello di copertura della rete è sensibilmente superiore a quanto avviene nell’Italia centro-meridionale (60% contro 40%). 

I PIÙ E I MENO DEL TRASPORTO PUBBLICO 
 
LA SPESA
Mediamente, i Comuni spendono 77 € per ciascun residente per la gestione del trasporto pubblico locale e 35 € per la gestione di viabilità, strade e servizi connessi. Tra le città che spendono di più per il Tpl spicca Venezia, il cui sistema di trasporto è strutturalmente molto oneroso. Tra i Comuni «normali», Genova e Roma presentano valori doppi rispetto alla media nazionale. Per viabilità e gestione delle strade, il Comune che spende in assoluto di più è Trento (70€ossia il doppio della media nazionale); mentre il valore minimo è quello di Palermo (solo 8€per ciascun residente). 

LA DOMANDA DI TPL
Considerando il rapporto tra numero di passeggeri e popolazione residente si nota che i valori più alti nell’uso del Trasporto pubblico locale che si riscontrano a Venezia, Roma e Milano sono in buona parte spiegati dai flussi turistici. Particolarmente contenuti appaiono, all’altro estremo della graduatoria, i valori degli utilizzatori dei servizi di Tpl a Novara e Campobasso (peraltro, più in generale, i piccoli Comuni sono caratterizzati da una minore esigenza di mobilità attraverso trasporti urbani, quindi da un minore rapporto tra passeggeri e abitanti). 

Bresciaoggi 24 luglio 2009

LE DIMENSIONI. L’area di intervento misura 40.200 metri quadrati ed è compresa tra via dello Stadio a nord , viale Europa a est , via Vivanti a sud e via Bligny a ovest

Piazzale Kossuth diventerà un’oasi metropolitana

Silvia Ghilardi

Alberi, panchine, bar e ristoranti all’uscita dalla stazione Il quartiere avrà la piazza moderna che aspetta da sempre

Avranno lo stesso effetto di un «lifting» da star su un volto sgualcito dagli anni le opere di superficie progettate per le stazioni Kossuth e Sant’Eufemia della metropolitana leggera.
Per ora, sulla carta, ci sono solo le linee guida, ma il progetto promette una rivoluzione strutturale e funzionale delle zone interessate. A cambiare faccia sarà, in particolare, il sito metrobus di Mompiano, zona ad alta concentrazione edilizia e commerciale. Meno stravolta l’area di Sant’Eufemia, che sorge nel mezzo di una vasta zona artigianale.
QUANDO i passeggeri, utilizzando le scale mobili, risaliranno dai locali del Metrobus fino all’aperto, si ritroveranno davanti uno scenario inedito e originale: nuovi volumi, distese di verde ed esercizi pubblici pronti a intercettare chi cerca un caffè o vuole fare un acquisto.
MOMPIANO, grazie a questo articolato progetto avrà ciò che da sempre desiderava: una piazza decentrata rispetto alla parte storica del quartiere. L’area interessata misura 40 mila metri quadrati ed è compresa tra via Stadio a nord, viale Europa ad est, via Vivanti a sud e via Bligny a ovest. Le opere in progetto non saranno realizzate soltanto all’interno del breve perimetro della stazione, quindi, ma hanno un raggio di intervento ben più vasto e diventeranno l’occasione per riqualificare l’intera zona.
Dalla stazione il progetto, seguendo il percorso della galleria in trincea del metrobus, sale verso piazzale Kossuth, attraversa via Stadio e traguarda nell’area della vecchia piscina ormai demolita, ai piedi delle alte impalcature delle tribune dello stadio Rigamonti. Proprio in quest’area è prevista una delle novità più rilevanti: sui terreni dell’ex impianto natatorio di Mompiano non solo sorgerà un parcheggio per auto e pullman, ma spunteranno negozi e ristoranti. Nelle idee degli esperti del Comune di Brescia via dello Stadio in quel punto potrebbe divenire un «distretto della ristorazione»: chioschi e caffè da una parte; pizzerie e ristoranti - già esistenti - dall’altra andrebbero a dare una nuova vita a una zona della città che da anni lamenta la mancanza di un punto di aggregazione serale con bar e gelaterie.
LA PISCINA, demolita per fare spazio al Metrobus, proprio ieri è stata al centro della commissione Lavori Pubblici del Comune, che ha approvato la spesa di 723 mila euro (da parte di Brescia Mobilità) per acquistarla da Coni Servizi.
Dietro alla fascia pavimentata pubblica - quella che ospiterà gli esercizi commerciali - è previsto un giardino quadrato (30 per 30 metri) con alberi ad alto fusto che in parte serviranno a mascherare i tralicci metallici delle tribune sud del Rigamonti.
ALLA SISTEMAZIONE dell’area a nord di via Stadio si aggiungerà il restyling di altri due lotti: piazza Vivanti e piazzale Kossuth. Al centro dell’isolato tra via Boccacci, via Bligny e via Vivanti ci sarà la nuova piazza di Mompiano 2. con la stazione metropolitana. Giochi d’acqua e di luce renderanno il vasto spazio ospitale anche si sera. I lucernari posti al centro della piazza saranno avvolti alla base da vasche d’acqua. E oltre a creare suggestivi effetti di riflessi vetro-acqua - assicurano i progettisti - una simile soluzione scoraggerà i vandali intenzionati a «bucare» i lucernari.
L’occhio di chi guarda, però, non si perderà nelle notevoli grandezze della piazza. Sui due lati corti le prospettive verranno chiuse da nuovi edifici di sei piani con ampi spazi aperti a «livello zero».
ELEMENTI più che vitali per la vita di una stazione metrobus sono gli spazi sosta. E l’Amministrazione conta di costruirne in zona oltre 600. In sostituzione del parcheggio da circa 50 posti che era presente al centro di piazzale Kossuth (sarà trasformato in giardino), uno spazio per la sosta nuovo di zecca sarà realizzato a nord di via Stadio e offrirà 110 posti auto. Altri parcheggi saranno recuperati in via Boccacci (circa 120 posti), nel parcheggio ampliato a sud via Vivanti (130), sulla carreggiata di via dello Stadio (80) e nelle vie limitrofe al sito (180).
IL LOTTO che, però, interesserà più direttamente i residenti del quartiere è quello che coincide con piazzale Kossuth. La parte centrale del piazzale sarà trasformata in giardino pubblico. Adatto a ospitare non solo il riposo e i momenti di relax degli abitanti, ma anche incontri e manifestazioni pubbliche all’aperto. A incentivare questa nuova vocazione sarà la realizzazione, nella parte di testa che dà su via dello Stadio, di un piccolo padiglione a un solo piano. L’edificio - 150 metri quadrati di superficie coperta - potrà essere utilizzato dalla Circoscrizione per incontri o quant’altro. Caratteristica la struttura che, in omaggio alla vocazione pubblica, sarà trasparente, con pareti di vetro apribili anche verso il giardino.
I TEMPI di realizzazione? Per il 2012 è sicura la consegna della metropolitana completa di tutte le opere pubbliche necessarie, ma per le «complementari» ci sarà da aspettare molto di più. I nuovi edifici previsti ai lati di piazza Vivanti. in particolare, saranno realizzati in un secondo momento.
Ipotizzando un costo medio di trasformazione di 150 euro al metro quadrato - per 36 mila metri quadri - la stima complessiva tocca i 5 milioni e 400 mila euro solo in costi di urbanizzazione per gli spazi aperti pubblici. Esclusi dal conteggio i due lotti edificabili.






IL PROGETTO. Saranno quasi mille i parcheggi fuori terra e sotterranei. Grandi le dimensioni di un sito lontano dal centro abitato ma vicino alle arterie stradali

La «torre di controllo» sarà Sant’Eufemia

Come un grande totem, l’edificio potrebbe ospitare uffici e spazi commerciali

Grandi dimensioni, come per la stazione Kossuth, ma immerse in uno scenario campestre: la stazione Sant’Eufemia della metropolitana sorgerà in un’area artigianale, in mezzo alla campagna tra via Serenissima e via Magnolini. Lontana dai centri abitati, ma in posizione ottimale rispetto alle grandi arterie di ingresso alla città - tangenziale sud, autostrada e via Sant’Eufemia - avrà il ruolo di stazione di interscambio auto-metrobus e bus-metrobus. Una necessità dettata anche dal fatto che, siccome la futura stazione del Metrobus per ora non è raggiungibile a piedi, l’intero trasporto pubblico della zona dovrà essere rivisto.
OGGI il territorio dove nascerà la stazione di Sant’Eufemia è una spianata informe costellata da capannoni e da qualche fabbricato agricolo, tra qualche anno, invece, acquisterà una fisionomia più moderna e funzionale.
In termine tecnico il progetto urbanistico «valorizzerà la simmetria dell’area sull’asse del viadotto»: significa che i progettisti hanno disegnato un grande rettangolo (72 metri di larghezza per 138 di lunghezza) nel quale gli spazi per la sosta delle auto private saranno posti in parallelo (a nord e a sud) al tracciato del metrò. A incorniciare il passaggio dei vagoni della metropolitana una serie di edifici che andranno ad ospitare, al piano terra, spazi commerciali e ai piani superiori parcheggi per la sosta delle automobili.
Il cuore di questo volume raccoglierà un’ampio spazio pedonale, una vera e propria piazza di 6 mila e 800 metri quadrati, dove i passeggeri potranno muoversi fra la stazione metropolitana, i parcheggi auto e le fermate dei pullman in totale sicurezza, vista l’ eliminazione di qualsiasi pericoloso attraversamento stradale.
Nello spazio pedonale aiuole verdi fungeranno da indicatori dei percorsi verso i passaggi aperti fra i negozi dei piani terra.
C’è, infatti, anche una finalità di tipo «sociale» nell’intento dei progettisti. L’area, nonstante la vocazione agricolo-artigianale, dovrà essere accogliente e comoda per i visitatori. Numerosi gli accorgimenti a questo proposito: primo fra tutti la presenza di negozi negli edifici paralleli alla linea di scorrimento della metropolitana. Tali strutture verranno realizzate con tamponamenti trasparenti in vetro mentre le pareti dei parcheggi, situati ai piani superiori, saranno realizzati con grigliati metallici. Il tutto in stile moderno e high tech che richiamerà per stile e per aspetto l’architettura della stazione in viadotto della metropolitana.
Scale mobili e ascensori sbarcheranno, invece, i viaggiatori dal viaodotto ( a quota +6) verso terra dove sarà loro possibile raggiungere le aree attrezzate al piano terra dei nuovi edifici, salire ai parcheggi ai piani superiori o discendere nei parcheggi sotterranei.
L’isolato rettangolare è aperto sui due lati corti. Quello ad ovest si affaccia su un nuovo grande rondò mentre quello ad est si apre verso la stazione dei bus e il parcheggio alberato a raso.
A DOMINARE l’intero complesso un maestoso edificio alto 36 metri. Nella visione degli esperti vuole essere una sorte di totem capace di catalizzare l’attenzione di quanti passeranno sotto il suo sguardo. L’idea è quella di trasferire all’interno della torre (di 3mila e 700 metri quadrati e alta dieci piani), gli uffici direzionali delle aziende situate intorno alla stazione di Sant’Eufenmia. Ridisegnare, insomma, anche la gestione dei spazi non solo della fermata del Metrobus ma anche della zona circostante. L’architettura della torre sarà in sintonia a quella della stazione e dei parcheggi.
Un susseguirsi di altezze diverse che crescerà progressivamente dagli edifici dei parcheggi sui lati, al viadotto della metropolitana fino all’alto totem .
SI. GH



Più di 800 posti auto:ma ci sono anche i bus

Il grosso degli utenti della nuova stazione Sant’Eufemia raggiungerà. com’è prevedibile, il sito in automobile. Ancora inesistenti, infatti, i collegamenti pubblici tra le zone abitate e la stazione della metro. Il progetto ha riservato, quindi, una vasta porzione della stazione a parcheggi: sotterranei e fuori terra.
Altri parcheggi, soprattutto per la sosta libera degli addetti alle imprese artigianali circostanti, saranno sistemati a nord-est della stazione.
IL TOTALE dei posti auto i n progetto è di 862 unità che potranno essere ampliati fino a 1186 in base alla domanda. Oltre a questi, il sito offre anche 37 parcheggi a raso per automobili lungo via Chiappa e 105 ad est fra il viadotto e via Chiappa.
Tra il tracciato dei vagoni e via Magnolini, invece, sarà realizzato un ampio spazio di sosta per tir e autocarri destinati alle attività industriali che si trovano nelle vicinze della stazione.
Nel progetto è stata pensata anche una zona riservata al deposito dei bus. Questa si troverà nella parte ad est della piazza e ospiterà, in parcheggi a lisca di pesce, ben 7 pullman. A proteggere i bus una copertura alta 5,5 metri in carpenteria metallica.
I COSTI di urbanizzazione per gli spazi aperti pubblici si aggira intorno ai 3 milioni e 300 mila euro. Una prima stima che risulta applicando un costo medio di trasformazione di 150 euro al metro quadro per le aree paviemntate, di 90 euro al metro quadro per le aree stradali e di 60 euro per le aree verdi. A queste spese dovranno essere aggiunti i costi dei parcheggi in struttura: circa 5 milioni e 700 mila euro.
Sommando infine i costi delle opere di urbanizzazione degli spazi aperti con i costi per la realizzazione dei posti auto in struttura il totale dell’intervento ammonta a più di 9 milioni di euro. Nelle casse dell’amministrazione gli introiti per la nuova edificabilità dei suoli comunali. SI.GHI.




Giornale di Brescia 24 luglio 2009

Scommesse metropolitane Presentati ieri a Palazzo Loggia i progetti di realizzazione delle stazioni del Metrobus a Sant’Eufemia e Mompiano: non solo binari ma «recupero di due zone strategiche»

Inizia a prendere forma il volto futuro di altre due zone di Brescia, progetto che vede al centro della scena «due tra i quartieri chiave della città», come hanno scelto di descriverli gli assessori Paola Vilardi (Urbanistica e Ambiente) e Mario Labolani (Lavori pubblici e Centro storico): le stazioni del Metrobus di Sant’Eufemia e Mompiano. Se infatti la prima area rappresenta l’ingresso est della città, sulla seconda il motto che ha ispirato il gruppo di lavoro è stato «recuperare una situazione di abbandono dettando un ben preciso indirizzo nella progettazione».
Sui binari del metrò
Al centro del disegno anche, se non soprattutto, le cosiddette «opere complementari», ossia la vera e propria cornice alla «sfida Metropolitana»: dalla viabilità al commerciale, dalla fruibilità degli spazi all’attenzione al contesto in cui le stazioni vanno ad inserirsi. Labolani e Vilardi hanno le idee chiare sulla piega che prenderanno gli interventi en plein air che, «in tempi molto stretti», coinvolgeranno le due aree cittadine. A presentare le linee guida dei progetti, già visionati dalla Giunta, ieri a Palazzo Loggia c’era anche l’assessore alla Mobilità Nicola Orto, «scortato» dalla squadra di tecnici coordinata da Elisabetta Begni.
In città viaggiando da est
Dopo quelle dell’Ospedale Civile, viale Europa e Casazza, Sant’Eufemia e Mompiano seguiranno a ruota. Il sito della stazione Sant’Eufemia, come il sito di stazione Kossuth, si estende su un’area di notevoli dimensioni (33.300 metri quadrati) e si trova fra la via Serenissima e via Magnolini, «in una posizione ottimale per le connessioni viarie alla tangenziale Sud e al casello dell’autostrada» (Brescia est) poco distanti, ma anche vicina alla via Sant’Eufemia.
La stazione Sant’Eufemia è l’ultima fermata della linea del Metrobus prima del deposito e per la collocazione strategica si presta ad essere una stazione d’interscambio.
Un mega isolato da ridisegnare
Il progetto urbanistico cerca di valorizzare la simmetria dell’area sull’asse del viadotto, ridisegnando un grande isolato rettangolare di 72 metri per 138, con i blocchi edificati delle strutture di parcheggio posti in direzione parallela al viadotto a nord e a sud dello stesso. A fare da «contenitore» sarà poi una sorta di piazza di 6.800 mq. Vari gli spazi commerciali individuati, divisi in blocchi di 493, 760, 617 e 630 metri quadrati, per un totale di 2.500 mq di slp. Un capitolo, quello dello spazio riservato al commerciale, che ha trovato un forte dissenso tra le file dell’opposizione, un dissenso cui l’assessore Paola Vilardi replica con fermezza: «Il documento di inquadramento lasciatoci in eredità era impreciso, specie sulla vicenda volumetrie». Puntualizzazione cui fa subito eco Labolani: «Quella che stiamo presentando oggi è la vera progettazione, prima non esisteva nulla».
Il «nodo Mompiano»
«L’idea di ampliare lo spazio commerciale - precisa infine l’assessore ai Lavori pubblici - deriva dalla volontà di creare stazioni vivibili e popolate». Chiuso il capitolo Serenissima, si apre il capitolo piazzale Kossuth. L’area interessata si estende per 40.200 mq ed è compresa fra via Stadio a nord, viale Europa ad est, via Vivanti a sud, via Bligny ad ovest: l’intervento è stato «esteso ben oltre il breve perimetro della stazione del Metrobus, cogliendo l’occasione per una più vasta riqualificazione della zona». «La dimensione urbanistica dei lavori, i temi di progetto, le opportunità di trasformazione in campo - sottolinea la Vilardi - rendono questo sito uno dei più complessi in assoluto».
Nuri Fatolahzadeh

I PUNTI CHIAVE

OPERE COMPLEMENTARI

Tre assessorati per un unico progetto: quello delle cosiddette opere complementari della metropolitana leggera che dovranno essere pronte per il 2013, data di consegna dei lavori. Ieri, per la presentazione delle linee guida delle seconde due delle 17 stazioni, a Palazzo Loggia c’erano gli assessori ai Lavori pubblici Mario Labolani, al Traffico Nicola Orto e all’Urbanistica Paola Vilardi a significare «un lavoro di squadra che si basa non solo su un’assonanza politica, ma pure sulla condivisione di un metodo».
Gli studi e i progetti condotti per arrivare alle due stazioni Sant’Eufemia e Mompiano sono stati portati avanti da una squadra interdisciplinare di funzionari e tecnici. «È la prima volta che si procede in questo modo - ha sottolineato Labolani -, una collaborazione quasi obbligatoria se si vogliono soddisfare le svariate esigenze».

DISCORSO SUL METODO

Una nota metodologica l’ha voluta spendere anche l’assessore Vilardi: «Ciò che vi presentiamo è la sintesi di un percorso che ha dovuto tenere conto della riorganizzazione del trasporto pubblico, della valorizzazione urbana dei siti, della relazione con il contesto e con la città esistente e che ha dato la dimostrazione di un metodo efficace e che sarà adottato anche per le restanti stazioni». Guardando al cronoprogramma si apprendono i passaggi e le scadenze delle opere superficiali. La squadra di lavoro seguirà un iter che prevede l’analisi dei siti e la definizione delle linee guida, a cui seguono la restituzione di elaborati pronti per il passaggio in Giunta.

UN ITER COMPLICATO
Tocca poi alle Commissioni consiliari, a Brescia Mobilità e agli uffici tecnici comunali per la verifica dei progetti. La Giunta a quel punto dovrà dare l’approvazione definitiva e permettere a Brescia Mobilità di dare seguito alla progettazione esecutiva. Poi occorrerà sentire il parere delle Circoscrizioni e aspettare la verifica condotta dagli uffici comunali quindi la Giunta sarà chiamata a dare il parere sulla progettazione esecutiva.  

Il Brescia  20 luglio 2009
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Giornale di Brescia 19 luglio 2009
Edolo Cent’anni di treno sognando il Mortirolo  
Grande festa e progetti futuri in occasione del centenario della ferrovia

EDOLO Cent’anni di treno, festeggiati in un sabato mattina che, se non ci fosse il calendario a ricordare che siamo in estate, poteva passare per una giornata di autunno inoltrato. Come testimonia il manifesto storico, ristampato per l’occasione dal Comune di Edolo, cent’anni fa, il 18 luglio del 1909 alle 9.50 arrivò a Edolo il primo treno ordinario.
Ieri, un secolo dopo, Edolo ha accolto il treno storico che ha risalito la linea Brescia-Iseo-Edolo per festeggiare il centenario di attività. Composto dal Carro Nafta Elettrico 517 costruito nel 1979 dalle officine Reggiane, da una ALn668 Fiat del 1979 e dall’automotrice diesel ALn1204 «Schienenbus» realizzata nel 1957 dalla Macchifer di Varese, il mini convoglio ha deluso le aspettative dei tanti cittadini di Edolo e dei turisti che speravano di poter ascoltare l’inconfondibile fischio ed ammirare il soffio di fumo di una locomotiva a vapore. Una delusione che non ha fatto perdere d’animo il primo cittadino di Edolo, Vittorio Marniga, che ha ribadito ieri il suo impegno ad organizzare un convegno entro la fine del 2009 in cui si parlerà del futuro della ferrovia camuna.
Un anniversario importante
«Stiamo celebrando l’anniversario di una ferrovia - ha dichiarato Marniga nel suo intervento rivolgendosi alle altre autorità presenti ed ai rappresentanti di Ferrovie Nord - che per 100 anni ha portato su e giù per la Valcamonica passeggeri e merci. La Brescia-Iseo-Edolo nacque da un grande pensiero, che divenne poi una grande idea, un grande progetto ed infine una grande realizzazione. Oggi la strada ferrata della Valcamonica porta il segno degli anni. Ecco allora - ha aggiunto Marniga - l’importanza di gettare le basi per pensare finalmente a quello sfondamento verso Nord della ferrovia, con il traforo del Mortirolo di cui già si parlava nel 1909. Se tutte le istituzioni e alcuni investitori privati dovessero unire le loro forze, questo grande pensiero potrebbe diventare realtà nei prossimi anni».
È un progetto ambizioso quello del sindaco edolese che, una volta concretizzato, potrebbe riportare la ferrovia ai fasti degli anni d’oro. Epoca di cui ci ha parlato Antonio Zani, classe 1924, che ha lavorato per la linea camuna dal settembre del 1941 sino alla pensione, nel settembre del 1984, meritando una medaglia d’oro al merito «per lungo e lodevole servizio».
«Sino agli anni ’70 - ha raccontato Zani, che fu responsabile della stazione di Edolo dal ’64 al 1984 - i binari erano sempre ingombri e le locomotive facevano la spola tra Edolo e le stazioni di Malonno e Cedegolo per recuperare tutti i vagoni dei treni merci che trasportavano principalmente carni destinate al vicino macello e legname».
Un aneddoto in particolare racconta di un convoglio con bestiame proveniente dall’Est, bestiame che si rivelò affetto da afta epizootica. Venne pertanto ordinata la quarantena per il convoglio e fu imposto uno stringente regolamento che imponeva procedure precise anche agli addetti delle macellerie che entravano in contatto con le bestie malate.
Un tuffo nel passato
«Erano tempi diversi - continua Zani - in cui le giornate di lavoro andavano a volte dalle 4 alle 22. Posso dire con orgoglio che in 43 anni non ho mai marcato un’assenza per malattia, visto che i primi tre giorni di malattia non erano retribuiti e la perdita di un giorno di stipendio poteva mandare in difficoltà una famiglia».
Anche il funzionamento della ferrovia era differente. «Non vi erano i telefoni - conclude Zani - e pertanto si lavorava con il telegrafo al fine di dirigere il traffico dei convogli. Inoltre ogni mattina, prima del passaggio del primo treno, alcuni carrelli percorrevano tutta la linea per poter verificare l’assenza di ostacoli ed ingombri sul tracciato».
Infine due curiosità. Sino agli anni ’60 era in uso una Fiat «Topolino» adattata per viaggiare su rotaia con la quale, ogni fine mese, i funzionari della ferrovia salivano da Iseo per portare le paghe ai dipendenti. Una volta all’anno invece un altro gruppo di funzionari risaliva l’intera tratta per premiare i giardini più belli che si trovavano lungo la strada ferrata.
Con l’arrivo del treno delle 11.03, che è poi ripartito alla volta di Brescia alle 11.50 la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo è tornata alla quotidiana routine in una giornata che, nelle speranze di qualcuno, potrebbe porre la prima pietra di un futuro prolungamento.
Paolo Testini 



NOTE SU ROTAIA 

L’INAUGURAZIONE DEL 1909  

Domenica 18 luglio 1909 la popolazione di Edolo festeggiò l’arrivo del primo treno. Dopo un «Vermouth d’Onore» con discorso inaugurale fu servito un banchetto al ristorante «Risorgimento»: la quota di partecipazione, 4,25 lire.


LA MOSTRA  

Nella sala esposizioni di Viale Derna è aperta sino al 2 agosto una mostra sul centenario della ferrovia. Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 17.30 alle 19, Sabato dalle 16 alle 18, Domenica dalle 14 alle 16.
 
IL TRENO STORICO 

Anche oggi, dalle 8 alle 18, sarà possibile visitare alla stazione di Edolo il treno storico composto dal Carro Nafta Elettrico Cne517 del 1979, da una ALn668 Fiat del 1979 e dall’automotrice diesel ALn1204, detta «Schienenbus», del 1957.

Il Brescia  7 luglio 2009
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