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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia 27 agosto 2009

Gavardo Navetta gratuita per andare al mercato  
Da mercoledì prossimo sarà attivo il nuovo servizio sperimentale dal parcheggio Bennet all’area delle bancarelle

GAVARDO Il 2 settembre, mercoledì prossimo, sarà attivato un nuovo servizio, messo a disposizione dal Comune di Gavardo: un bus navetta gratuito che permetterà di parcheggiare lontano dal mercato del paese, al quale si potrà accedere comodamente tramite questo trasporto.
Il tragitto, di circa un chilometro e mezzo, prevede la partenza dal parcheggio a sud del supermercato Bennet, che può contenere più di duecento auto. Da quel punto, l’autobus effettuerà un percorso circolare: via Conter, via XXV Aprile, via della Ferrovia e ritorno al parcheggio Bennet. Oltre a quest’ultimo punto sono previste altre tre fermate in corrispondenza di altri parcheggi: quello vicino al cimitero, alla sede Aci ed alla palestra Cosmopolitan.
L’isitituzione del servizio nasce dalla necessità di porre rimedio ad uno dei nodi critici della circolazione del paese: «Da quando il mercato - afferma l’assessore Nodari - è stato trasferito in piazza Aldo Moro, alla fine degli anni Settanta, la situazione del traffico il mercoledì, giorno di mercato appunto, è ingestibile». Il mercato gavardese è infatti uno dei più frequentati della zona: parecchi abitanti dei paesi limitrofi e di tutta la Valle Sabbia si riversano in paese il mercoledì mattina. «Alcune zone, come ad esempio via Roma, via San Pellegrino, via Stazione - continua Nodari - sono congestionate dal traffico e dalle auto parcheggiate irregolarmente sui marciapiedi . L’occasione di provare a risolvere la situazione è stata offerta dall’edificazione del nuovo parcheggio vicino al Bennet».
Gli avventori del mercato potranno quindi lasciare la propria auto in questo parcheggio, per poi usufruire del servizio navetta. L’autobus ha all’incirca una trentina di posti. In questa fase di sperimentazione, che durerà fino alla fine del 2009, le spese del servizio sono a carico del Comune. Se il progetto dovesse funzionare, come auspicato dall’assessore, il Comune potrebbe sostenere economicamente il servizio anche per il 2010, dopodiché si troverà il modo di far fronte alla spesa con altri mezzi.
Il nuovo servizio è stato pubblicizzato attraverso volantini affissi nelle bacheche comunali, oltre che nella bacheca on line. Il resto lo faranno gli ambulanti del mercato, ai quali sono stati distribuiti altri volantini.
Laura Prandini

Metro, camion su un fianco  
Nel cantiere di via Marconi. Nessun operaio coinvolto

Il «piede» di un supporto del camion - impiegato nell’operazione di pompaggio del calcestruzzo dal piano del cantiere al fondo della stazione - ha ceduto e il mezzo si è piegato di lato.
È accaduto ieri, nel primo pomeriggio, nel cantiere Metrobus di via Marconi. Il cedimento non ha coinvolto nessuno degli uomini impegnati nella costruzione di una delle future stazioni del Metrobus perché, come ci ha spiegato Mauro Raineri, direttore dei lavori del Metrobus per Brescia Mobilità, «questa operazione viene sempre effettuata con tutto il personale lontano dalle macchine».
«Durante la fase di pompaggio del calcestruzzo dal piano del cantiere al fondo della stazione - ha proseguito Raineri - ha ceduto uno dei piedi di supporto del camion che stava effettuando l’operazione. Il camion si è piegato di lato e quindi l’operazione è stata interrotta. Sul camion non c’è personale e l’operatore gestisce il tutto attraverso una pulsantiera di comando esterna e lontana dalla macchina. Le operazioni di pompaggio sono ora interrotte in attesa di recuperare un altro mezzo per completarle». 

Giornale di Brescia 25 agosto 2009


Maddalena, la funivia ritorna al futuro?  
A settembre saranno 40 anni dall’ultimo viaggio sulla «navicella» Nei progetti della Loggia quello di rimetterla in funzione
Il 10 settembre saranno quarant’anni esatti dalla malinconica «ultima corsa».
E proprio a ridosso di quest’anniversario si consolida l’idea di rispolverarla dagli scarti del tempo e, perché no, di riabilitarla in via definitiva. Così, tra qualche anno e dopo un’attenta pianificazione progettuale, la vecchia funivia del Monte Maddalena potrebbe tornare ufficialmente in servizio. Con un valore aggiunto e, soprattutto, uno scopo ben preciso: puntare l’attenzione di bresciani e turisti su quello che potrebbe divenire il «grande parco urbano della città», con spazi ricreativi, un’arena per i concerti e, magari, con tanto di pista da sci (ovviamente sintetica) per l’inverno.
Un’idea su cui la Giunta Paroli sta davvero iniziando a confrontarsi, specie negli ultimi mesi, durante i quali il nodo Maddalena è sempre più sotto ai riflettori: «Il via vai di gente dell’ultimo periodo è considerevole - conferma l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani - ecco perché ritengo opportuno scommettere sul ripristino della funicolare, per valorizzare uno spazio di grande valore che va assolutamente restituito ai cittadini».
Partecipazione al centro
Inaugurata nel 1955, costruita da Ceretti & Tanfani con cabine da trentacinque posti, la vecchia funivia percorreva un dislivello di 650 metri a 7,5 metri al secondo, collegando così viale Bornata con il colle cittadino.
La gestione è tutt’ora affidata alla Società funivie della Maddalena Spa (Sfm) - la cui durata, secondo quanto riportato nello statuto, è fissata fino al 31 dicembre 2050 -, società per azioni di cui il Comune possiede una piccola quota, pari all’1,980% del capitale sociale.
Detto questo, la riflessione parte da cifre concrete: togliere i tralicci rimasti a mezz’aria, in modo che si possa così procedere con la risistemazione del sito, richiederebbe un costo complessivo stimato attorno ai 200mila euro.
«Tanto vale a questo punto ripristinarla e arricchire la città di una risorsa in più» ipotizza Labolani. Il tutto, partendo dall’ascolto della città: «Si vuole comunque partire dal confronto con i cittadini - specifica l’assessore - come è stato fatto per il caso della pensilina di piazza Rovetta. Dopo una prima fase di dibattito e riflessione si potrà delineare poi quel che sarà il progetto futuro».
Un «Central park» in verticale
Un riferimento per Brescia, il luogo d’incontro per eccellenza, un’oasi in piena città. Insomma, la Maddalena, in occasione del ritorno dell’ormai dismessa funivia, potrebbe trasformarsi in una sorta di «Central park» in verticale.
«È un luogo troppo suggestivo e prezioso per essere lasciato a se stesso ancora a lungo - prosegue l’assessore - senza contare che è situato in pieno centro e questo gli conferisce un’ulteriore marcia in più».
Tanti i disegni immaginati per uno spazio che potrebbe essere modulato in decine di declinazioni, coniugando in se stesso le esigenze delle giovani generazioni e di quelle più anziane: «La funivia, e quindi un più facile accesso alla Maddalena, gioverebbe a piccoli e adulti in modo trasversale». Se da un lato infatti «non è da escludere» la possibilità di creare una sorta di arena per i concerti estivi, dall’altro «si potrebbe pensare in accordo con l’Assessorato ai servizi sociali, coordinato da Giorgio Maione, di stipulare delle convenzioni con le Case di riposo e di organizzare diverse attività per gli anziani, che soprattutto in estate troverebbero un po’ di sollievo». Non è tutto.
Scivolare sulla neve in centro città
Guardando ancora oltre, spunta infine l’ipotesi sportiva: perché cioè non tentare di costruire anche una pista da sci?
«Funzionerebbe tanto quanto ha funzionato la pista di pattinaggio in Piazza Duomo» incalza Labolani, ricordando il picco di richieste raggiunto lo scorso anno da parte delle scuole di città e provincia. «Si tratta di un progetto che mette in campo il lavoro di tutti gli assessorati e che nel contempo potrebbe iniziare ad aprire il dibattito sulla riqualificazione del Monte Maddalena, e non solo nelle sedi istituzionali, ma anche e soprattutto tra i cittadini, che devono diventare i primi fruitori dello spazio e delle attività che in esso verranno proposte».
Nuri Fatolahzadeh


«I tralicci, un pentagramma miniato»  
Il 14 agosto 1955 la prima corsa, preceduta dal viaggio inaugurale delle autorità
«La Società funivie della Maddalena porta a conoscenza del pubblico che l’esercizio della linea Brescia - Monte Maddalena avrà inizio oggi, 14 agosto, con l’orario provvisorio di una corsa ogni mezz’ora dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 18». È così che uomini e donne del 1955 appresero la notizia della messa in funzione dell’opera più avveniristica che la Leonessa avesse mai contemplato, un gioiello di meccanica e precisione che avrebbe consentito ai gentiluomini e alle signore, ma anche a operai e contadine, di raggiungere la vetta del Monte di casa al costo di 150 lire per la corsa semplice e 300 per la doppia corsa.
La «navicella» della Maddalena - come venne affettuosamente soprannominata la nuovissima funivia dai cittadini compiaciuti - era stata inaugurata in pompa magna solo una manciata di giorni prima, con un viaggio inaugurale riservato alle autorità. Per l’occasione i cancelli della Bornata si dischiusero per il sindaco Boni e il Prefetto, per il comm. Foresti e per don Poli, a cui venne affidato il compito di benedire la creatura di ferro.
Lungi dal tradursi in un evento riservato a pochi illustri pionieri, l’appuntamento in Maddalena si tramutò in un’occasione di festa per una folla esultante e incredula, che solo un paio di giorni dopo avrebbe potuto sperimentare quell’«interminabile» viaggio di sei minuti con il corpo a mezz’aria, a scrutare la città distesa metri e metri più in giù.
«Intorno alla bianca stazione - raccontarono le cronache di allora, suscitando forse un involontario sorriso nel lettore del Duemila - la gente faceva siepe. Curiosità e ammirazione insieme trapelavano dai discorsi: chi chiedeva notizie di carattere pratico, che si scioglieva in commenti entusiastici per gli uomini ragno che di traliccio in traliccio hanno gettato l’aerea tela dei cavi».
Quasi una poesia per celebrare un portento dell’ingegneria i cui «cinque fili di una conduttura elettrica suggerivano l’immagine di un pentagramma miniato su pergamena e le stelle inquadrate nel disegno davano l’idea di note musicali, antichi e lucenti "numi" bizzarramente inseriti nel quadro ultramoderno del complicato meccanismo della funivia da un complicato gioco di luci». Un gioco interrotto dall’urlo perentorio della sirena che quel giorno, e quelli successivi, annunciò la partenza del vagone. Nessun timore venne manifestato dai passeggeri abbagliati dalla vista del puzzle di losanghe quale appariva la città dall’alto. Solo «fierezza per la grandiosa opera» e «plauso all’impresa» nelle parole dei presenti, coi polmoni irrorati dall’aria buona della Maddalena, meta delle gite fuori porta e di villeggiatura dei bresciani.
«I tram, cari alle gite festive di un tempo - conclusero i cronisti di allora con un’immagine quasi paradisiaca - hanno per sempre abbandonato le rotaie della terra. Ma questo della funivia viaggia su invisibili rotaie celesti per portare verso le gioie del silenzio e della pace tanta brava gente».
Ilaria Rossi






Sul ripristino un... saliscendi trentennale

Per quasi vent’anni la funivia ha fatto la spola tra via Bernini e le Cavrelle. Ma il saliscendi più arduo nel corso degli ultimi tre decenni è quello toccato all’ipotesi di ripristino dell’impianto che tanti bresciani condusse a prendersi un po’ di refrigerio dalla canicola estiva. A ripercorrere le tappe numerose della vicenda è l’ing. Francesco Maternini, figlio di quell’ing. Matteo Maternini che dell’impianto fu il progettista, e attuale presidente della Società Funivie, cui «navicelle», cavi e piloni facevano capo. Una realtà particolarmente articolata, visto che conta la bellezza di 750 soci, tanti da qualificare la funivia medesima quale vero e proprio «impianto della città».
«Per statuto - spiega Maternini - alla società compete tanto la gestione della funivia quanto la riqualificazione del Monte Maddalena», intervento questo secondo condizionato da una serie di vincoli per superare i quali la società ha da sempre cercato di relazionarsi con le varie Amministrazioni comunali, tanto più che la Loggia stessa detiene l’1,9 percento della società.
Una prima ipotesi di ripristinare l’impianto, che si fermò in via definitiva nel 1973, fu avanzata con la Giunta Padula. «In quell’occasione - riepiloga Maternini - si giunse anche all’apertura di un concorso di idee cui presero parte vari architetti. E ci fu anche un vincitore». Ma l’ipotesi prescelta finì in un cassetto. Lettera morta. La Società Funivie tuttavia non si diede per vinta, e la possibilità di riattivare l’impianto fu di nuovo avanzata con la Giunta Trebeschi, senza che però giungessero risposte di sorta. In buona sostanza, da quando negli anni ’80 fu smontata, visto che l’Amministrazione si era rifiutata di rilevarla, della funivia non si parlò più a lungo. «Il dibattito - prosegue Maternini - fu ripreso con la Giunta Corsini, ma non se ne fece nulla, stante il sopraggiunto problema di antenne e ripetitori». Lo stesso che attualmente impedisce alla società di darsi da fare per ottemperare anche al secondo obbligo statutario, la riqualificazione della Maddalena, contemplata fra l’altro anche da un apposito contratto che ha per data di scadenza il 2050. In virtù di questo, di biennio in biennio, la Società Funivie ha sempre provveduto a rinnovare le convenzioni di usufrutto delle aree private della Maddalena, fino ad ora. L’ultimo rinnovo è saltato, stante l’intenzione dell’attuale Amministrazione di mettere mano all’intero progetto. Alcuni incontri con l’Urbanistica di Palazzo Loggia sono già avvenuti, ma sul tema resta un po’ di incertezza.
La medesima permane anche sul fronte del tracciato che la «nuova» funivia dovrebbe venire ad assumere. Che possa essere quello storico tout court è escluso dal presidente Maternini: «Ai piedi della Maddalena si è edificato troppo per immaginare una simile soluzione». E di possibili deviazioni, con approdi connessi, ne sono ipotizzati almeno tre. Ma sul tema resta per ora il massimo riserbo.nuri 


Giornale di Brescia 18 agosto 2009

Iseo Il treno vince Ferragosto  
Successo dei convogli speciali da Brescia: oltre mille passeggeri
ISEO Si è rivelata un successo, per le Ferrovie Nord Milano, l’idea di attivare alcuni treni speciali diretti da Brescia a Iseo per trasportare i turisti che volevano assistere allo spettacolo pirotecnico di Ferragosto. Oltre mille passeggeri hanno infatti utilizzato i convogli delle Nord.
«Il successo ha superato le previsioni - dice soddisfatto il sindaco Riccardo Venchiarutti - tanto che secondo una stima sono stati oltre 30mila le presenze ad Iseo durante la serata di Ferragosto. I numerosi parcheggi esistenti sono stati presi d’assalto dal primo pomeriggio e, purtroppo, molti turisti hanno parcheggiato ancora sui marciapiedi, nei vicoli e in proprietà private». Il primo cittadino ammette che è stato un successo anche per i ristoratori, i bar e le pizzerie. Intorno alle 20 era infatti impossibile trovare un posto nei ristoranti del centro storico. Non è stato facile per molti trovare libero anche un tavolo nei bar lungo il lungolago Marconi.
I passeggeri che hanno usato i treni speciali Brescia-Iseo, presentando il biglietto ferroviario ai bar del centro hanno potuto consumare un caffè gratis e chi invece si è recato al ristorante o in pizzeria, sulla consumazione ha ottenuto uno sconto del 5%. Non nascondono il loro entusiasmo i responsabili delle Ferrovie Nord Milano, che come hanno promesso durante la conferenza stampa tenutasi in municipio, prima di Ferragosto, anche l’anno prossimo ripeteranno la bella e interessante iniziativa turistica ed ecologica. «Per la sera di Ferragosto - dicono quelli delle Fnme - avevamo attivato tre treni speciali, due in partenza da Brescia alle ore 22 e 22.30 e uno da Iseo, diretto a Brescia, alla ore 0.40. Abbiamo dovuto predisporne altri due in più per fare fronte ai numerosissimi passeggeri che hanno trascorso una serata senza il problema di cercare un posto dove parcheggiare l’auto. Per l’anno prossimo, ci muoveremo prima ed attiveremo, oltre ai treni speciali Brescia-Iseo, anche alcuni treni Iseo-Pisogne e magari Edolo, considerato che molti abitanti della costiera nord del Sebino giungono ad Iseo per lo spettacolo pirotecnico o per trascorrere una serata a cena in uno dei tanti ristoranti della zona».
Altro successo è stato registrato dalla Navigazione Lago d’Iseo, con in numerosi battelli che per tutto il giorno hanno trasportato passeggeri per il Tour delle Tre Isole e a Monte Isola, ma anche con le Crociere notturne sulle motonavi «Città di Brescia» e «Città di Bergamo» che in tarda serata hanno gettato l’ancora a qualche metro di distanza dalla chiatta da cui sono stati sparati i fuochi d’artificio. t. maz. 

Giornale di Brescia 13 agosto 2009

IL PRIMO CONVOGLIO A SANT’EUFEMIA 
Metrobus, il treno approda nel Deposito 

«Passata è la tempesta...» sarebbe il caso di dire. Dopo la tribolata esperienza della consegna del primo treno del metrobus, con le difficoltà relative al passaggio lungo alcuni dossi che hanno fatto incagliare il pesante carrello su cui viaggiava il treno, ieri il trasporto eccezionale è giunto in Deposito. Il primo convoglio potrà a breve cominciare la serie di collaudi imposti dalla necessità di tarare il software del sistema automatico di guida.
I prossimi 17 treni saranno probabilmente consegnati smontati, così da non dover impegnare altri trasporti eccezionali da Napoli. In tre anni sarà consegnata l’intera flotta di 18 treni. ro. ma. 

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Bresciaoggi 12 agosto 2009

INFRASTRUTTURE. Incidente di percorso impedisce al convoglio di terminare il suo lungo viaggio. Giunto davanti al deposito di via Chiappa, si è dovuto fermare

Metrobus, il primo treno si ferma su un dosso

Eugenio Barboglio

È arrivato all’una e un quarto al casello di Brescia Centro Ma il rimorchio si è arenato a pochi metri dal traguardo

È arrivato puntuale al casello di Brescia centro. Era l’una e un quarto, il camion era partito a mezzogiorno in punto da Cremona, ultima tappa di un lungo viaggio iniziato a Napoli. Sulle sedici ruote del rimorchio di 40 metri, c’è il primo dei treni che formeranno la flotta di 18 convogli della metropolitana leggera automatica di Brescia. Un treno intero, tre carrozze, di cui una, quella di testa, a Brescia la si era già vista. Protagonista di quella dimostrazione statica in corso Zanardelli che aveva fatto accorrere tanti bresciani.
IERI INVECE l’arrivo del primo convoglio è avvenuto in sordina. Vi hanno assistito, senza avere forse precisa cognizione di che si trattava, solo gli automobilisti costretti lungo il percorso del «trasporto eccezionale» a rallentamenti e stop. Lungo la tangenziale sud e poi la Serenissima. Il treno, montato sul rimorchio, era diretto al deposito di Brescia Mobilità in via Chiappa, a pochi passi dall’area della festa di Radio Onda D’Urto.
Al traguardo però non ci è arrivato. Se il viaggio da Napoli è andato bene, l’ultimo tratto è stato invece segnato da complicazioni che hanno impedito al treno di giungere alla sua prima destinazione. Già, in deposito non è entrato. Un dosso ci cemento troppo alto per un mezzo così lungo e pesante (circa cento tonnellate) si è rivelato un ostacolo insormontabile, convincendo i tecnici delle ditte impegnate nel trasporto e ad aprire l’ultimo pezzo di strada, a rinunciare. E rinviare di qualche giorno - il tempo che servirà per spianare il dosso -, l’ingresso nel deposito di via Chiappa. Sicché il treno è rimasto là, sul suo vettore immobilizzato sotto al viadotto della linea per Sant’Eufemia, la prima che sarà completata e quella che ospiterà i primi test del Metrobus. Avvolto in un telo grigio con stampate le ragioni sociali dell’azienda produttrice l’Ansaldo Breda e di TbBaggio, che ha subappaltato il trasporto alla consorella TbService.
I PROBLEMI sono arrivati tutti insieme, quando il trasporto eccezionale si è presentato al cospetto del deposito, insomma davanti al «capolinea» del suo primo viaggio. C’è da attraversare l’area del cantiere ma una recinzione in ferro e metallo riduce lo spazio del passaggio. Il convoglio deve battere in ritirata. Fa retromarcia, ci prova e ci riprova. Non c’è che da salire su una ruspa e sollevare la recinzione, allargando il varco. A quel punto la strada sembra metaforicamente spianata, ma materialmente è l’inverso.
Pochi metri e il fondo del rimorchio s’insabbia, dove lo sterrato compie una gobba. Il solo motore della motrice non basta. Occorre agganciare tramite grosse catene un camion e un mezzo che movimenta terra. Con questa nuova trazione il convoglio si sblocca e avanza. Ma per poco. Stavolta sono lo stesso autista e gli operai a dare lo stop, che sarà definitivo. Hanno visto che alcuni metri più avanti, a breve distanza dalla soglia di ingresso al deposito di Brescia Mobilità, è stato realizzato un dosso di cemento, per ragioni di cantiere o forse proprio nella previsione di far passare le carrozze in arrivo da Napoli. Se è stato quest’ultimo il motivo, è stata una previsione sbagliata. Ci si rende conto che l’enorme Tir si sarebbe incastrato e a quel punto liberarlo sarebbe stato ancora più difficile di prima. Un breve consulto, e non s’affacciano alternative a quella di fermare l’operazione. E rinviarla. Nel frattempo il dosso verrà «piallato». Un lavoro che si comincerà oggi, in modo che, forse, domani il primo treno della metropolitana taglierà il traguardo dal quale ieri si è fermato a una manciata di metri.




LE CARATTERISTICHE. Tre carrozze per un peso di sessanta tonnellate. Ora cominceranno i collaudi su un binario di prova e a marzo sulla linea

Il trasporto speciale più lungo d’Italia

Sono tre le «casse», ossia le carrozze arrivate ieri a Brescia. Formano il primo dei diciotto treni che faranno servizio sulla linea della metropolitana. Carrozze di alluminio realizzate negli stabilimenti Ansaldo di Reggio Calabria, ma poi assemblate in quelli di Napoli. Ed è da lì, dalla Campania, che è cominciato il viaggio su rimorchio in direzione della nostra città. Un viaggio cominciato il 29 luglio, spezzettato in moltissime tappe e stop anche di alcuni giorni.
Un viaggio condotto ad una velocità di crociera di 50 kmh. Ieri per coprire la distanza tra Cremona e Brescia ci ha messo un’ora e un quarto circa. Scortato da tre furgoni con lampeggianti che avvertivano della presenza di un carico speciale, e da auto e moto della polizia stradale.
Il carico di ieri - secondo i referenti di TbBaggio - è il più lungo e pesante mai trasportato su ruote in Italia. Supera Sirio, il convoglio della tranvia di Firenze anch’esso caricato a bordo di un rimorchio, ma lungo 32 metri contro i 39 del metrò bresciano. Che quanto a peso tocca le 60 tonnellate.
È il primo di 18. Il prossimo è previsto in arrivo entro la fine dell’anno. Poi toccherà agli altri secondo una cadenza bimestrale. Il convoglio arrivato ieri deve completare i test in parte sostenuti a Napoli. Si tratta di test di funzionalità del singolo treno e sul corretto interfacciarsi con il sistema di guida dei veicoli, che, come noto, non è affidato ad un conducente ma è automatico (anche se non manca un banco di guida nel caso di un’emergenza). Queste verifiche, in un primo tempo verranno fatte sulla «test track», un binario di 370 metri ospitato nel deposito e che serve appunto come banco di prova.
In seguito, tra marzo e aprile del 2010, sarà dato il via libera per le prime uscite sulla linea tra il deposito e la stazione di sant’Eufemia, la prima linea che secondo programma dovrebbe essere terminata. Mano a mano poi che giungeranno gli altri veicoli, si svilupperanno test integrati tra i vari convogli. Diciotto, dei quali solo sedici saranno contemporaneamente attivi. Mentre i passeggeri ci saliranno e scenderanno, uno sarà in manutenzione e uno tenuto di scorta. E.B.




BRESCIA MOBILITÀ. Il presidente della società è soddisfatto per l’arrivo del convoglio. Ma allarga il ragionamento sulle strategie di crescita del muoversi in città

«Sistema integrato con la ferrovia»

Prignachi: «Dobbiamo intervenire per rendere più tollerabili i disagi di chi risiede e lavora attorno ai cantieri»

Valerio Prignachi guarda con ottimismo al futuro della metropolitana di Brescia. Non adesso più di prima, solo perché ha di fronte la sagoma delle tre carrozze incartate come fossero un regalo. E lo sono in fondo, un regalo. Ma per le schiarite sull’annoso problema dei costi dell’infrastruttura e per i progetti che ha in cantiere sul sistema della mobilità bresciana, e che - dice - «svelerò compiutamente solo a settembre». Un sistema di cui il metrobus è soltanto un pezzo, anche se pregiato.
«UN ECCELLENZA che deve stare dentro un quadro di altre eccellenze» spiega. Il presidente di Brescia Mobilità vede la metrò veramente efficiente solo se sarà associata in una mobilità articolata. Un sistema di cui appunto parlerà al ritorno dalle vacanze. E che farà conto sulla ferrovia. «Il trasporto pubblico su gomma è cresciuto - commenta - , ma per la mobilità complessiva è importante che anche la ferrovia si metta al passo». Va da sè «che siamo molto interessati a capire come andrà la nuova società lombarda nata dall’accordo tra Ferrovie Nord e Trenitalia». Ma la ferrovia a cui pensa come risorsa per la città è la «piccola», la linea Brescia-Edolo. Per non lasciare sola la metropolitana, «faremo proposte per ricevere dotazioni aggiuntive». Pensa forse ad un ruolo di Brescia Mobilità nella riqualificazione della rete ferroviaria di collegamento delle vecchie fabbriche bresciane e ad una conversione della Brescia-Edolo a servizio della città. Un disegno tracciato nella bozza di Prg alla quale ha lavorato l’architetto Karrer.
FERROVIA da sfruttare, ma anche metropolitana da allungare. «Il mandato del sindaco del resto lo prevede. Sempre nell’ottica di un sistema che guardi anche oltre i confini della città, l’obiettivo rimane portare la metropolitana fino alla Fiera e impostare il tracciato provinciale».
L’altro motivo di fiducia sono «i sei milioni stanziati dallo Stato per il metrobus bresciano» e già nelle casse della società. E ancora, «che nell’ultimo Dpef siano state individuate risorse che superano il fabbisogno attuale che è di cento milioni». «Al ministero - aggiunge - abbiamo già rappresentato le nostre esigenze».
Il presidente infine riapre la questione dei cantieri e del loro impatto sulla qualità della vita dei residenti. «Sto affrontando il problema della riqualificazione delle aree dei cantieri - afferma - . Chi vive e lavora vicino ai cantieri è sottoposto a stress. Credo che si debba investire risorse su interventi che migliorino la tollerabilità dei lavori. Se c’è da asfaltare una strada sapendo che poi si dovrà ripetere il lavoro, lo si faccia comunque». E.B.


Giornale di Brescia 11 agosto 2009

Iseo Treni speciali per Ferragosto  
Accordo fra Comune, commercianti e Ferrovie Nord per tre collegamenti serali dalla stazione di Brescia in occasione dello spettacolo pirotecnico sul lungolago


ISEO L’hanno chiamato «il treno dei fuochi», ma in realtà, i treni speciali in servizio da Brescia a Iseo sono tre, messi a disposizione dalle «Vie Nord, Ferrovie Nord Milano» in collaborazione con il Comune di Iseo e i commercianti aderenti a «Iseo fidati». Per il ferragosto iseano e per il tradizionale spettacolo pirotecnico che si tiene sul lungolago Marconi, l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Riccardo Venchiarutti, ha coinvolto anche le Ferrovie Nord. Per evitare l’invasione di vacanzieri italiani e stranieri e soprattutto per scongiurare l’invasione di auto (circa 20mila l’anno scorso) su marciapiedi, parcheggi, vicoli e vie, ma anche angoli costieri compresi fra Iseo, Clusane e Sulzano è stato varato il progetto «Ferragosto tranquillo». Operazione che coinvolge l’Amministrazione comunale, i commercianti e pure le Ferrovie Nord Milano che offrono treni veloci per collegare Brescia a Iseo in pochi minuti.
Parla il sindaco Venchiarutti
Il sindaco Venchiarutti, l’assessore Mara Regosa e alcuni rappresentanti dei commercianti e delle Nord Milano hanno illustrato il programma che riguarderà la giornata di ferragosto e, ovviamente, le prime ore del 16 agosto. «Abbiamo deciso di coinvolgere in questa iniziativa, bella e invitante, per i turisti che il giorno di Ferragosto verranno ad Iseo - ha detto il sindaco Venchiarutti - le Ferrovie Nord Milano che ai treni in servizio regolare aggiungeranno tre treni speciali, a tariffe ridotte, che collegheranno Brescia a Iseo con fermate alle stazioni intermedie quali, Borgo San Giovanni, Castegnato, Passirano, Bornato, Provaglio. Tutto questo con un biglietto che costerà appena 3 euro, mentre i gestori dei bar del centro storico d’Iseo, a chi presenterà il biglietto del treno, offriranno un caffè gratis».
Sconti col biglietto del treno
Ma non è tutto poiché anche i ristoratori del centro storico, sempre ai possessori del biglietto ferroviario, praticheranno uno sconto del 5% sul prezzo del pranzo consumato. Gli amministratori e i rappresentanti delle Ferrovie Nord compiono uno sforzo notevole a favore di chi vuol godersi in pace lo spettacolo pirotecnico che inizierà alle 23 e sarà preceduto dal concerto della Banda cittadina senza dover girare a «vuoto» per Iseo e dintorni alla ricerca di un parcheggio. I parcheggi esistenti nella capitale del Sebino sono centinaia, e ubicati in varie zone del paese, dovrebbero quindi bastare per un normale afflusso di vacanzieri, ma così non è, perché durante la giornata di Ferragosto, già dal primo mattino i posti auto sono tutti occupati e chi giunge dai paesi vicini e da Brescia per assistere ai fuochi d’artificio si trova a cercare un parcheggio nei posti più disparati. Si assiste così ad un’occupazione di vie private, marciapiedi, vicoli, terreni privati e aree di servizio per carburanti che vengono lasciati liberi solo intorno alle tre del mattino. Ora per il ferragosto entreranno in servizio un treno che parte da Brescia alle 21,17 e arriva ad Iseo alle 21,49; un treno che parte da Brescia alle 22,03 giunge a Iseo alle 22,35 e un terzo treno, quello del ritorno, che parte da Iseo alle 0,40 del 16 agosto e giunge a Brescia all’1,10.
Offerte della Navigazione lago d’Iseo
Ma non tutto, poiché la Navigazione Lago d’Iseo, come da tradizione, mette in campo le sue crociere del Sebino e fra queste il «tour delle tre Isole», con escursioni lacustri fino al 23 agosto, la «Crociera notturna» del sabato che coincide con il Ferragosto, con cena a bordo, musica e dj e partenze da Sulzano, Iseo, Sale Marasino e Marone, ma anche un «servizio corse extra» per le comitive che intendono affittare un battello per tutta la giornata. «La sera di Ferragosto - dice il presidente della Navigazione, Pier Giuseppe Ziliani - chi è a bordo delle nostre motonavi "Città di Brescia" e "Città di Bergamo", dopo la cena e la crociera notturna, può assistere allo spettacolo pirotecnico in un’atmosfera magica, fra le mille luci delle cittadine lacustri, in un lago d’argento e i fantasmagorici colori dei fuochi d’artificio».
Tonino Mazza

Bresciaoggi 8 agosto 2009

L’ANNUNCIO. Dopo i nuovi stanziamenti da Roma, il presidente di Brescia Mobilità annuncia: «Entro la riunione Cipe di settembre rifletteremo su come impiegarli»

Prignachi: «Metrobus da estendere»

«Per ora niente impegni Ma c’è l’idea di ampliare fino alla Fiera e integrare con altre forme di trasporto»

Dal Governo arriva un’incitazione ad andare avanti con la metropolitana leggera. Trentasei milioni e mezzo in più stanziati dal Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) del luglio scorso invitano Brescia a non fermarsi al primo lotto funzionale in costruzione, ma ad andare avanti verso il collegamento alla Fiera e, perché no, verso un sistema integrato provinciale. E il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, che della metropolitana provinciale ha fatto il suo cavallo di battaglia da assessore in Broletto, non se lo fa dire due volte.
IN SOLDONI, la delibera Cipe del 31 luglio aveva assegnato al progetto del metrò bresciano 6,6 milioni, parte dei 33 stanziati per i sistemi di trasporto rapido. Erano a copertura del 60 per cento dei maggiori costi sostenuti principalmente per la realizzazione della stazione San Faustino a causa del cosiddetto passaggio a pieno della talpa, ma anche per una maggiore dotazione di attrezzature tecniche dei pozzi di intertratta attualmente in costruzione. E fin qui niente di nuovo. In luglio, però, interviene pure il Dpef, che indica in 135,6 milioni il valore totale dell’ulteriore fabbisogno del metrò. Ora, «cento milioni - osserva Prignachi -sono stati appostati sulla scorta delle richieste da noi avanzate per sostenere i miglioramenti al progetto originario, i 36,6 in più, invece, si riferiscono all’intera metropolitana di Brescia e non alla prima tratta funzionale».
Va da sé che per averli bisognerà avanzare proposte. E per questo, «faremo una riflessione in tempo utile per il Cipe di metà settembre - dice Prignachi -, senza l’obiettivo di impegni formali ma con l’idea di rappresentare un’idea più ampia del metrò, dall’estensione alla Fiera all’integrazione con altri sistemi di trasporto». E sottolinea come lo sforzo di Brescia Mobilità «consista nel confermare e integrare i finanziamenti previsti anche in un’ottica di programmazione più ampia, in grado di garantire una serie di iniziative funzionali all’integrazione del metrò, da sostenersi insieme al Comune di Brescia e alle istituzioni locali e nazionali».
Che la metropolitana di Brescia non potesse limitarsi al progetto in corso era opinione di molti. Ora si fa più concreto il prolungamento verso la Fiera, e si apre la strada dell’integrazione con la metropolitana provinciale, che di Prignachi porta la firma. MI.VA.


Bresciaoggi 7 agosto 2009

TRASPORTI. Il pensiero va alle paline interattive di Parigi, con i touch screen: «Il mezzo pubblico è soprattutto questione di mentalità. In Italia la mentalità è vecchia»

«Autobus, fermate da modificare»

La polemica: «Bisogna fare scelte più ponderate Spendere l’85% di risorse sulla viabilità è troppo»

Piccola velocità e trasporto pubblico. Sono, secondo l’assessore Corrado Ghirardelli a cui è stato affidato anche il compito di occuparsi di Trasporti, le priorità dei prossimi mesi. Ghirardelli parla dell’esigenza di una vera e propria rivoluzione ed evoluzione nella mentalità che in Italia, sostiene, è ancora troppo arretrata,
Questa delega è nuova per lei...Come la affronta?
«È una delega stimolante, c’è parecchio da fare. Per la verità sto ancora prendendo familiarità con la materia e cercando di capire quali sono le nostre possibilità finanziarie La filosofia della Provincia r i prossimi anni, comunque, è investire di più sul settore, in termini di risorse e di energie, per aiutare i cittadini ad avere un servizio diverso. Purtroppo i mezzi pubblici, nella nostra provincia, stanno dimostrando ancora oggi una carenza enorme».
Parla di investimenti. Ma è vero che il progetto più importante che la Provincia ha allo studio sembra essere quello della tangenziale Est...
«Quando la copertina è corta bisogna fare necessariamente delle scelte. Ora, io credo che negli anni passati si sia investito moltissimo del bilancio provinciale sulla viabilità e pochissimo sui trasporti. Spendere sulla viabilità l’85 per cento delle risorse a disposizione è davvero troppo. Bisognerà per forza investire la rotta».
Concretamente, su quali progetti investirete nei prossimi anni?
«Sicuramente la piccola velocità con l’interscambio ferro gomma. Bisogna togliere un po’ di trasporto merci dalla gomma, o le nostre strade saranno intasate. É un passaggio necessario. Il Broletto ha previsto di metterci circa 5 milioni di euro. Il 9 settembre vedrò le Ferrovie e stiamo istruendo il bando per i finanziamenti. Anche l’alta velocità rappresenta una priorità importante».
Si parla molto, anzi moltissimo di metropolitana provinciale. Come intendete lavorare a questo progetto? Il sindaco Adriano Paroli ha detto l’altro giorno che nuovi fondi sono in arrivo per la città...
«In qualche modo la metropolitana dovrà, certamente, arrivare dappertutto. È una realizzazione che non ha alcun senso se non si esce dal territorio. È una visione, questa, che ho sempre avuto, che ho da anni Su questo ed altri fronti credo che l’interazione tra Comune capoluogo e provincia debba essere sempre più stretta, anche per incentivare la qualità del servizio».
Un altro dei nodi sul tavolo è la situazione dei pendolari bresciani...Se ne sta interessando?
«Ho partecipato la settimana scorsa al tavolo con i pendolari. Anche se la situazione non è drammatica su tutti i fronti. ci sono sicuramente alcune criticità da sistemare. Penso per esempio alla nostra stazione, che è una vergogna. L’altra mattina avrei dovuto prendere il treno. Mi sono messo in coda per fare il biglietto ma, tempo che la fila è stata smaltita, il mio treno era partito. Ci ho messo 45 minuti, c’era una sola persona allo sportello. Cose simili non possono accadere in un Paese moderno».
Il Broletto, dal canto suo, sta lavorando molto ultimamente per potenziare il trasporto su rotaia...
«Per i treni il nostro investimento è di 3 milioni di euro e da parte della Regione di 23 milioni. L’obiettivo è di realizzare quella tratta come se fosse una vera e propria metropolitana con corse frequenti. Otto, nove corse al giorno sono troppo poche. Su questo bisogna investire. Si può iniziare progettando gli orari per lavoratori e studenti: con quelli, si è realizzato il 70 o 80 per cento del lavoro sul mezzo pubblico».
Dare un servizio più frequente ed efficiente, dunque, è l’obiettivo?
«Sì, anche se oltre che ai trasporti e alle corse in sè, ci sono diversi fronti su cui intervenire. Le fermate dei bus, ad esempio, sono in condizioni assolutamente non adeguate per una provincia moderna. A Parigi per esempio sono state realizzate fermate modernissime, interattive, con schermi touch screen e molto altro. Incentiveremo nei nuovi contratti di servizio la realizzazione di questo progetto. Il trasporto pubblico è soprattutto una questione di mentalità».
Lei ha anche la delega alla navigazione e alla cartografia...
«A primo acchito può sembrare un compito “minore", ma non è così. È veramente importante, per il Piano di governo del territorio così come per i navigatori satellitari, che le mappe siano sempre aggiornate». NA.DA.