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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Il Brescia 29 settembre 2009
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Bresciaoggi 29 settembre 2009
IN COMMISSIONE VIABILITÀ. Decisa a breve la revisione dei flussi semaforici,
il cambio di percorso per alcuni bus e la creazione di una bretella riservata
per i pullman
Traffico, soluzioni per via Solferino
Thomas Bendinelli
L’assessore Mario Labolani: «Tra gli interventi a lungo raggio la
sistemazione del lato sud della Stazione»
Traffico in via Solferino e Romanino: la petizione firmata da oltre 250
residenti è arrivata ieri in commissione viabilità e presto sarà oggetto di
discussione anche in consiglio comunale.
Problema noto da anni, le vie della
zona stazione sono intasate per buona parte della giornata e devono fare anche i
conti con il passaggio di circa 600 tra bus urbani ed extraurbani. Già la
precedente Amministrazione aveva provato a metterci mano, spostando parte del
traffico di bus da via Foppa a Via Solferino e Romanino, il problema è però
rimasto e ieri Alessandro Braga e Giovanni Guida, residenti in zona, hanno
ribadito le loro ragioni e proposte.
Le ragioni dicono di un grande traffico
che non fa bene ai polmoni; le proposte suggeriscono di rispolverare il progetto
che prevede il flusso di bus in direzione piazza Repubblica sgravando così in
parte le vie dal traffico, di aprire al più presto via Lattanzio Gambara e di
sincronizzare qualche semaforo che faccia girare un pò più rapidamente i bus.
Detto questo a pensare di eliminare il caos della zona non ci spera
nesssuno. Un pò perchè in città il traffico è più o meno ovunque, un pò perché
si sta parlando della stazione ferroviaria e di quella dei pullman e, quindi, di
bus e auto è inevitabile che ne passino parecchi. Ieri, questo, l’assesssore ai
Lavori pubblici Mario Labolani l’ha ricordato, aggiungendo anche che comunque la
volontà di intervenire c’è e che tra i progetti futuri ci sarà senz’altro anche
la rimessa a posto di via Sostegno. Che significa parcheggi scambiatori,
sottopassaggi e altro ancora, un modo insomma per fare in modo che l’impatto
veicolare sulla stazione non riguardi solo il lato nord, ma anche quello a sud
dei binari.
L’assessore alla mobilità Nicola Orto ha, invece, anticipato i
progetti di medio periodo. Innanzitutto la revisione dei flussi semaforici,
convinto che questo potrà cambiare non poco la situazione e in attesa che
entrino in funzione i semafori intelligenti che prolungano o accorciano il verde
a seconda del traffico. In secondo luogo, in accordo con Brescia Trasporti, la
parziale revisione di alcuni percorsi dei bus in zona così come l’avvio di una
discussione con le compagnie di trasporto extraurbano per fare altrettanto.
Infine la creazione di una bretella riservata che dalla stazione dovrebbe
oltrepassare piazzale Repubblica e via XX settembre e permettere quindi ai bus
di entrare o in corso Martiri della Libertà o in via di Mille. Per intendersi,
una via parallela a quella già esistente e che ora è utilizzata per il
parcheggio. Secondo i tecnici del Comune questa corsia riservata dovrebbe
togliere dalle vie ora ingolfate quasi un terzo - circa 200 - dei bus che ora vi
transitano.
Soddisfazione da parte di Giovanni Guida, che ha, però, detto
che in attesa dei tempi lunghi e di quelli medi, qualcosa si potrebbe fare anche
subito: dotare di fotocellula i bus per il passaggio ai semafori e qualche multa
ai non pochi automobilisti che parcheggiano in doppia fila.
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Giornale di Brescia 29 settembre 2009
Una bretella per i bus in via Romanino
È una delle ipotesi emerse in Commissione urbanistica per
sollevare la via dagli «ingorghi» di mezzi pubblici
La richiesta inoltrata a Palazzo Loggia e al primo cittadino, chiedeva che il
Comune «si prendesse carico dei problemi causati alla zona compresa tra le vie
Solferino, Romanino e Foppa dall’eccessivo passaggio degli autobus urbani e
extraurbani, con conseguenze sul piano del traffico, dell’inquinamento e della
sicurezza». La petizione firmata dagli abitanti di via Solferino, sulla quale si
affaccia la stazione degli autobus, è approdata ieri in una seduta della
Commissione Urbanistica alla quale hanno presenziato anche gli assessori alla
Mobilità e al Traffico, Nicola Orto, e ai Lavori Pubblici e al Centro Storico,
Mario Labolani, oltre al presidente e al direttore di Brescia Trasporti, Andrea
Gervasi e Claudio Garatti.
La petizione
«Da un anno - ha spiegato
Agostino Braga, ieri presente in commissione in rappresentanza dei firmatari
della petizione - su via Romanino e via Solferino transitano anche gli autobus
extraurbani che si aggiungono a quelli urbani. Per di più, da quando è stato
invertito il senso di percorrenza dei bus sulla corsia riservata in via
Solferino, il semaforo dedicato ai mezzi pubblici all’incrocio con via Romanino
non è mai stato sincronizzato con quello tra via Romanino e via XX Settembre,
causando problemi al traffico oltre a maggior rumore e inquinamento». I
firmatari del documento lamentano la presenza, sempre su via Solferino, «di una
nuova fermata per gli autobus urbani e extraurbani, che ostacolano ulteriormente
il passaggio in una via dal traffico molto sostenuto». La petizione suggerisce
alcune soluzioni, tra cui l’ipotesi di «convogliare i bus verso Piazza
Repubblica, ripristinando l’uso della corsia loro dedicata e riattivare il
collegamento diretto stazione-tribunale, riaprendo al più presto via Lattanzio
Gambara».
Gli uffici di Palazzo Loggia e dell’Assessorato al traffico hanno
illustrato ieri, in commissione, alcune ipotesi alle quali stanno lavorando i
tecnici per alleggerire non solo il trittico via Solferino, via Romanino e via
Foppa, ma tutta l’area attorno alla stazione, del traffico connesso al trasporto
pubblico. «Conosco la vicenda dagli anni scorsi - ha commentato Labolani - e la
risoluzione del problema non è certamente facile. La proposta che vi presentiamo
oggi potrebbe comunque essere una buona soluzione, anche se dobbiamo tenere
presente che comunque in quella zona si trova la stazione».
Le soluzioni
ipotizzate
La prima proposta riguarda la realizzazione di una
bretella preferenziale per gli autobus in una corsia parallela al passaggio
pedonale che da viale Stazione interseca via XX Settembre e via Vittorio
Emanuele e che permetterebbe ai mezzi pubblici di raggiungere direttamente via
Dei Mille e Corso Martiri della Libertà, alleggerendo le vie circostanti.
Inoltre, ipotizzano dagli uffici di Palazzo Loggia, i mezzi pubblici che
viaggiano dirigendosi da Piazza Repubblica verso la stazione, alternativamente
al tratto via XX Settembre, via Romanino, via Solferino, potrebbero risalire
viale Stazione su una corsia preferenziale, per poi raggiungere via Solferino.
Sempre nella logica di un traffico «light» nell’anello attorno alla stazione,
una delle proposte pensa allo spostamento del percorso di alcuni autobus
extraurbani più a sud, ovvero da via Solferino verso via Lattanzio Gambara.
«Nell’ambito di uno studio sui flussi semaforici - ha ricordato l’assessore
Orto -, stiamo pensando anche alla rimodulazione di quelli che riguardano i
semafori su via XX Settembre e le vie limitrofe, nel tratto tra via Foppa e via
Saffi». Per ora è in corso il monitoraggio nella zona, che è anche interessata,
all’interno di un progetto più ampio in cui rientra l’installazione di semafori
intelligenti e coinvolge il cavalcavia Kennedy e gli incroci con via Solferino,
via XX Settembre e via Vittorio Emanuele.
Paola Gregorio

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Giornale di Brescia 28 settembre 2009
NEL DEPOSITO A SANT’EUFEMIA
Metrò, il treno pronto al collaudo
L’ultima volta che l’abbiamo visto era rimasto incastrato sotto un viadotto,
complice un terreno difficile lungo il quale il carrello su cui viaggiava era
rimasto insabbiato. Ora il primo convoglio dell’Ansaldo-Breda è stato
«sballato». Oltre alla livrea bianco-blu mostra anche l’avvio della fase di
collaudo dell’elettronica dell’impianto. r. ma.
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| Giornale di Brescia 27 settembre 2009
Via XX Settembre si fa in quattro
Cuore dell’intervento, «che chiude la partita Lam», la
realizzazione della quarta corsia Percorsi preferenziali per chi deve
parcheggiare e per gli autobus. Ieri l’inaugurazione
Le dieci e mezzo sono scoccate da poco quando gli autobus e le
automobili iniziano a percorrere le due nuove corsie che corrono parallelamente
a via XX Settembre. Per una delle strade più trafficate della città e
dell’anello che racchiude il centro, il taglio del nastro di ieri, alla presenza
delle autorità guidate dal sindaco Adriano Paroli, è il punto di arrivo della
rivisitazione della via. Il cuore dell’intervento, che «chiude la partita Lam»,
dice l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani, e ha interessato il lato
nord di via XX Settembre, dal semaforo di piazza Repubblica a Largo Zanardelli,
è stato l’aggiunta della quarta corsia, per rendere il traffico più fluido e
scorrevole.
Parcheggi e autobus
Il passaggio da tre a quattro corsie è
stato pensato garantendo comunque corsie preferenziali per chi deve parcheggiare
e per il passaggio degli autobus. Gli automobilisti che si immettono su via XX
Settembre da Piazza Repubblica trovano sulla loro sinistra, fino all’incrocio
con via Foppa, parcheggi a lisca di pesce ai quali si accede direttamente dalla
strada. Oltre l’incrocio con via Foppa e fino a Largo Zanardelli il disegno
della via cambia. Per parcheggiare, gli automobilisti possono utilizzare
l’apposita corsia di manovra realizzata dove in precedenza si trovava la corsia
Lam e riconoscibile anche dalla «P» colorata sull’asfalto, che rientra poi nel
traffico poco prima del semaforo di via Saffi. I parcheggi, in questo caso, sono
collocati tra gli ippocastani che incorniciano via XX Settembre. «Abbiamo reso
il traffico più snello, senza sacrificare i parcheggi. Li abbiamo mantenuti
quasi tutti e ne abbiamo "persi" solo una decina» commenta Labolani.
Nuovo
tassello del Piano mobilità
E gli autobus? La corsia riservata, larga circa
tre metri, corre parallela a quella per la manovra delle automobili che devono
parcheggiare e prosegue fino a immettersi nuovamente, superato Largo Zanardelli,
in quella già esistente. Per garantire maggiore sicurezza a chi utilizza gli
autobus, la fermata è stata spostata su un’«isola salvagente» rialzata,
costruita tra i due percorsi paralleli.
«La sinergia tra gli Assessorati,
Brescia Mobilità, Brescia Trasporti, Sintesi e le Circoscrizioni - ha
sottolineato Paroli - ha dato vita a questo piccolo capolavoro di viabilità.
Abbiamo reso la circolazione più fluida, garantendo le corsie preferenziali per
la manovra delle automobili e per gli autobus. Il traffico più scorrevole
provoca anche meno inquinamento».
All’incontro hanno presenziato pure
l’assessore Nicola Orto (Traffico e Mobilità) ed i presidenti di Brescia
Mobilità, Valerio Prignachi; di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi e di Sintesi,
Giovanna Prandini. Oltre a Marco Toma, presidente della Commissione Urbanistica
del Comune.
Il nuovo disegno di via XX Settembre deve essere collocato in una
prospettiva futura di «interventi che dovrebbero riguardare l’area attorno alla
Stazione. Abbiamo intenzione di creare parcheggi in quella zona - ha spiegato
infine l’assessore Orto - per facilitare i pendolari e coloro che vi si recano
per prendere il treno o aspettare amici e familiari che tornano».
Paola
Gregorio

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Bresciaoggi 27 settembre 2009
VIABILITÀ. L’inagurazione alla presenza del sindaco Adriano Paroli: «La
sistemazione di questo snodo era uno dei primi impegni del programma
elettorale»
E via XX Settembre è ritornata extra-large
Mimmo Varone
Da ieri è di nuovo a 4 corsie e con un mese di anticipo sul programma:
parcheggi tra gli alberi e Lam arretrata
Da ieri mattina via XX Settembre è tornata a quattro corsie. E con un mese di
anticipo rispetto al cronoprogramma. Alle 10.30 il sindaco Adriano Paroli ha
assistito all’apertura dei parcheggi spostati tra gli ippocastani e della corsia
Lam ricavata in posizione più arretrata. «È una giornata importante - ha detto
Paroli -, la collaborazione degli assessorati interessati, di Brescia Mobilità e
Brescia Trasporti, della circoscrizione ha prodotto il piccolo capolavoro di
riportare la via alle dimensioni originarie, garantire parcheggi più sicuri e
anche la corsia Lam».
IL SINDACO ricorda che la sistemazione di quello «snodo
fondamentale» era uno dei primi impegni del suo programma elettorale. «Vorremmo
che tutta la città fosse studiata così – aggiunge -, i parcheggi sono un bene
per i residenti e per chi si reca al lavoro, ma ora anche il traffico sarà più
scorrevole con benefici per la qualità dell’aria, e il trasporto pubblico
continua ad avere agevolazioni, senza penalizzare la mobilità privata».
Con
lui, per il taglio del nastro, gli assessori Mario Labolani (Lavori pubblici) e
Nicola Orto (Traffico), i presidenti di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e di
Brescia Trasporti Andrea Gervasi, i presidenti della commissione Urbanistica
Marco Toma e della circoscrizione centro Flavio Bonardi. «Abbiamo iniziato il
nostro mandato dicendo che la strada sarebbe tornata a quattro corsie, la corsia
Lam sistemata e sostituita - dice Labolani -, lo abbiamo fatto perdendo non più
di dieci posti auto e con una spesa di 600 mila euro».
Orto, per parte sua,
sottolinea che «anche il Tavolo della fluidificazione aveva ritenuto
indispensabile allargare una strada su cui passano oltre 25 mila vetture al
giorno». E «ricaveremo nuovi parcheggi – precisa – in via Ugoni, via Somalia e
nelle zone circostanti la Stazione per agevolare anche i pendolari».
Ora, nel
tratto di via XX Settembre compreso tra piazza Repubblica e via Foppa i nuovi
posti auto sono in stalli asfaltati inclinati a lisca di pesce e confinati da
cordoli di granito con accesso diretto dalla via. Al contrario, nel tratto da
via Foppa a largo Zanardelli i nuovi parcheggi sono stati realizzati tra gli
ippocastani con accesso da una corsia di manovra (la vecchia corsia Lam) larga
2.75 metri.
La nuova corsia (tre metri di larghezza) è stata ricavata appena
più a nord, parallela a quella di manovra. Entrambe attraversano due bretelle di
collegamento tra via XX Settembre e via Vittorio Emanuele, gestite con
segnaletica orizzontale e verticale e semaforo lampeggiante, e l’intersezione
con contrada Cavalletto con semaforo.
LA FERMATA DEL BUS è stata spostata su
un’isola salvagente tra la corsia Lam e quella di manovra delle auto private, in
modo da creare un’area protetta. Le due corsie restano parallele da contrada
Cavalletto fino a Largo Zanardelli, dove è stata rimpicciolita la fontana.
La corsia di manovra delle auto ha ingresso all’altezza di via Foppa e si
immette su via XX Settembre appena prima del semaforo di via Saffi, mentre la
Lam prosegue dritta verso la corsia già esistente. Ancora in Largo Zanardelli,
per favorire l’accumulo al semaforo di chi proviene da via Vittorio Emanuele e
va verso il cavalcavia Kennedy, il passaggio pedonale è stato spostato verso sud
di 5 metri. Inoltre, per risolvere il problema dell’accumulo al semaforo
pedonale per chi viene dal cavalcavia e svolta a destra, l’impianto è stato
spostato 50 metri avanti. In tutta l’area sono stati pure rimossi e
riposizionati semafori, pali dell’illuminazione, cartelli pubblicitari,
parcometri, chiusini.

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Il Brescia 28 settembre 2009
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Bresciaoggi 25 settembre 2009
SUPERARE I CONFINI. L’ex assessore provinciale rilancia l’ipotesi di
prolungamento della metropolitana leggera verso nord e verso est. Ma in
un’ottica nuova
Prignachi rilancia il Metrò provinciale
Mimmo Varone
L’obiettivo è fare di Rezzato il centro d’interscambio con Verona e con le
direttrici delle tangenziali
Primo, chiudere in tempo i cantieri. Secondo, inserire il metrò in una nuova
rete di interconnessioni in area urbana con i bus di Brescia trasporti. Terzo,
prolungare sino alla fiera. Poi viene il «nuovo» di Valerio Prignachi alla guida
di Brescia Mobilità. A un trimestre dall’insediamento alla guida della holding
comunale di piazzetta San Padre Pio, l’ex assessore provinciale ai Trasporti
disegna lo scenario di un sistema di mobilità integrato per fare di Brescia una
città centripeta rispetto alla Bassa e alle valli, e ai territori delle altre
quattro province confinanti. Un nuovo che s’impone, e va fatto da qui al 2013
dell’entrata in esercizio.
IL PROGETTO di Prignachi disegna una fitta rete di
connessioni intorno al «prodotto» più alto, all’eccellenza bresciana che si
chiama metropolitana leggera. Intorno a essa dovranno muoversi trasporti urbani
di superficie, extraurbani e ferrovie. E la Tav allarga le prospettive. Il
«nuovo» di Prignachi passa innanzitutto per l’estensione del metrò a nord e a
est, e va persino oltre l’idea della metropolitana provinciale a cui ha lavorato
per anni in Broletto. A nord, «Comune e Provincia devono progettare la
direttrice verso la Valtrompia – dice – e definirne gli step evolutivi». E
lascia intendere che il primo tassello sarà il tratto dal capolinea del
Prealpino all’attacco della «corda molle» Sp19 a nord di Concesio.
Verso est,
l’obiettivo è far proseguire i binari del metrò dal deposito di Sant’Eufemia
fino a Rezzato, «per due o tre chilometri in aperta campagna, senza grandi
problemi costruttivi». Rezzato diventerebbe centro d’interscambio con Verona e
con le direttrici delle tangenziali. Le due opere presuppongono un accordo con
il Broletto sul Piano di bacino e sul Piano provinciale trasporti, «che noi
siamo interessati a sviluppare». E già i due prolungamenti «faranno uscire
l’impianto cittadino dai confini comunali», sottolinea il presidente di Brescia
Mobilità.
Se poi qualcuno alza le spalle a sentire di grandi progetti,
precisa che dal sindaco Adriano Paroli ha ricevuto proprio il mandato di
«mettere in relazione un impianto di eccellenza come la metropolitana con la più
vasta rete di trasporti per toglierlo da un contesto limitativo». Lo impongono
le esigenze degli utenti e motivi di politica industriale.
«IN ITALIA un
trasporto pubblico competitivo e appetibile deve essere di alta efficienza e
grande flessibilità - sottolinea -, e ciò non si ottiene solo con l’estensione
del metrò. Occorre un forte livello di integrazione che part« da questo e si
relazioni con un bacino più ampio, per servire almeno i 600 mila abitanti che
fanno funzionare bene l’impianto gemello di Copenaghen».
Intende così,
Prignachi, la sua funzione di «braccio operativo» del Comune. E nel rispetto
delle tappe fissate, il primo obiettivo da centrare da qui al 2013 è
l’integrazione delle «sue» S link extraurbane per la Valtrompia e il Garda con
la nuova rete di trasporti pubblici della Grande Brescia. Un esempio: in attesa
del prolungamento a est, la S link 202 si attesta a Rezzato per l’interscambio e
poi torna sulla sua direttrice verso la città, senza sovrapporsi con i bus
urbani e il metrò.
Le intese con la Provincia sono il primo passo. Ma pure il
Pirellone è chiamato in causa, con la nuova società regionale che deve gestire
la rete ferroviaria.
Quando la Tav arriverà in città e a Montichiari con la
stazione a ridosso della Sp 19, «Brescia sarà baricentro rispetto a Bergamo,
Cremona, Mantova e a tutta la Lombardia orientale - ragiona Prignachi -; nel
2011 ci saranno le gare per il rinnovo delle concessioni del trasporto pubblico
e la rete extraurbana deve tenerne conto, perché la stazione cittadina diventerà
nodo di scambio verso Montichiari per quelle province e anche per la
Valcamonica».
DENTRO QUESTA RETE Brescia offre un prodotto di qualità, «che
funzionerà se anche le ferrovie saranno di qualità». E se la nuova società
regionale non dovesse andar bene, «siamo determinati a svolgere con Regione e
Provincia un ruolo non sostitutivo ma di pari dignità in un sistema condiviso,
sulla base del Patto per la mobilità firmato nel novembre scorso a Milano, e
all’occorrenza sapremo picchiare i pugni sul tavolo».
Il problema non è la
Brescia-Edolo (stanno arrivando gli altri otto nuovi treni), ma le tratte per
Bergamo, Cremona e Piadena-Mantova gestite da Rfi, tasselli importanti della
«metropolitana provinciale» intorno al «centro nobile«” del metrò. E su quelle
Prignachi giocherà la partita più difficile del suo progetto.
CAMPAGNA INFORMATIVA Un progetto per dialogare con l’esterno ed educare i
futuri utenti al nuovo sistema di trasporto, che entrerà in funzione nel gennaio
2013
Per i cittadini in arrivo le lezioni di mobilità
E presto bisognerà affrontare il contenzioso con l’Ati
L’imperativo è «chiudere» il 31 dicembre 2012. La metropolitana leggera di
Brescia nel gennaio dell’anno dopo deve essere in esercizio. L’arrivo degli 80
milioni aggiuntivi per i miglioramenti apportati è solo questione di tempo. Il
primo treno fa bella mostra di sé nei capannoni del Deposito di
Sant’Eufemia/Buffalora. Tra non molto si muoverà all’interno del recinto e in
primavera metterà il naso fuori. I cantieri procedono secondo tabella, ed è
tempo di prepararsi.
«Stiamo pensando a qualcosa di altamente efficiente per
dialogare con l’esterno e contribuire a educare i futuri utenti al nuovo sistema
di trasporto - dice il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi -. Fra
non molto partirà una grande campagna informativa, e insieme all’Ati stiamo
studiando i modi per migliorare la qualità delle strade intorno ai cantieri
aperti».
Con il traguardo che si fa più vicino, si avvicina pure il tempo di
affrontare il contenzioso con l’Ati, anche sulle riserve d’impresa. Per ora
Prignachi si limita a dire che «quando avremo risorse aggiuntive ci siederemo al
tavolo per chiudere la partita, ma le riserve d’impresa non potranno mai essere
un alibi per fermare o rallentare i cantieri».
LE RISORSE SONO gli 80 milioni
messi a disposizione dal Dpef e dal Cipe. Sono soldi che ci sono, insomma, anche
se il percorso per arrivare nelle casse di Brescia Mobilità non è ancora chiuso
e richiede altri passaggi. Sono parte dei 136 milioni che il Dpef destina a
Brescia. E i 56 milioni che restano, quelli sì, per arrivare hanno bisogno
ancora di motivazioni valide, di un progetto che sarà l’ampliamento del
tracciato verso la Fiera o cos’altro.
Gli 80, invece, sono certi e
«serviranno per coprire gli aumenti dei costi dovuti ai miglioramenti che il
progetto del metrò ha subito in itinere - spiega Prignachi -, per il sistema di
videosorveglianza più raffinato, per il sistema di informazione
migliorato».
In più, pensa di raccogliere altri soldi attraverso una serie di
azioni che porteranno a internazionalizzare la metropolitana cittadina.
«Potremmo accedere anche ai finanziamenti del progetto Civitas», dice. E pensa
alla candidatura avanzata per presentare il metrò nostrano alla Conferenza
internazionale per l’ambiente di Copenaghen, come piattaforma di lancio.MI.VA.
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Il Brescia 25 settembre 2009
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Giornale di Brescia 23 settembre 2009
In un clic tutti i percorsi per viaggiare in autobus
Al via il Brixia Mobile Channel con informazioni per ora su
computer Ma entro il 2010 arriveranno, arricchite, sui telefonini degli
utenti
Indirizzo di partenza, indirizzo di arrivo. Selezionare «trasporto pubblico» e
cliccare su «ottieni indicazioni stradali». Così, su Google maps
(www.maps.google.it), è possibile avere informazioni su come spostarsi
utilizzando i mezzi pubblici di Brescia Trasporti, da cui deriva il materiale
confluito nel motore di ricerca. Ma questo è soltanto il primo passo di un
cammino destinato entro il 2010 a trasferire le stesse informazioni -
progressivamente completate da quelle relative al trasporto pubblico
extra-urbano, su gomma e anche su ferro, e a una serie di altri servizi - su
telefonini e smartphone, a portata di mano degli utenti ovunque essi si trovino.
Non prima di un periodo di sperimentazione su un campione di volontari. Un
percorso che s’inserisce nell’ambito di quel progetto Civitas Plus - finanziato
dalla Commissione europea - sul quale sono recentemente intervenuti gli
ambientalisti per accusare l’Amministrazione comunale di non andare avanti, anzi
addirittura di tornare al passato per quanto riguarda la mobilità
sostenibile.
Così ieri, nella sede di piazza San Padre Pio da Pietrelcina, la
presentazione del Brescia Mobile Channel - lo strumento di informazione,
navigazione personale e intrattenimento cui stanno lavorando Brescia Mobilità e
Comune, e che nella sua prima forma è già disponibile tramite computer - è stata
innanzitutto l’occasione per una risposta, pronunciata tanto dall’assessore al
Traffico e Mobilità, Nicola Orto, quanto dal presidente di Brescia Mobilità,
Valerio Prignachi. «Il progetto Civitas Plus procede, e infatti oggi illustriamo
una delle misure che prevede - ha esordito Orto -; ma stiamo facendo anche molto
altro. Stiamo acquistando mezzi dall’impatto ambientale ridotto, stiamo portando
avanti il Tavolo di fluidificazione del traffico, stiamo ragionando su un
sistema di bigliettazione integrato con l’obiettivo del biglietto unico, siamo
impegnati sulla sicurezza stradale e stiamo dialogando con le associazioni al
fine di implementare le piste ciclabili, ma secondo principi chiari: vogliamo
investire su piste vere, senza convivenza tra biciclette e pedoni, sicure e ben
segnalate».
Da parte sua, Prignachi ha espresso «tristezza» nel constatare
come «un territorio che cerca di fare sintesi e sinergia sulla mobilità rischia
di non essere coeso». Al contrario, il presidente di Brescia Mobilità ha
rivendicato «un’azione finalizzata a rendere ancora più forte l’integrazione tra
le diverse modalità di trasporto, compreso quello privato, che insieme formano
la mobilità». Non a caso, nel frattempo, «il progetto del metrobus di Brescia
(città che ha tutte le caratteristiche per essere modello di riferimento nel
contesto del cosiddetto "corridoio 5" che va da Lisbona a Kiev) è stato
candidato come esempio di buona pratica per quanto riguarda la mobilità
sostenibile, alla prossima conferenza sul clima a Copenhagen». E sarà proprio
«dopo l’avvio del metrobus che si avrà un primo assetto del sistema» cui Brescia
Mobilità aspira. «Intanto - ha proseguito Prignachi - presentiamo la prima
applicazione delle nuove tecnologie all’utenza del trasporto pubblico». La spesa
stimata per il Brescia Mobile Channel è di 350mila euro in quattro anni, per
metà coperti dalla Commissione europea: «Il resto sarà a carico nostro, ed è un
bel carico d’investimento».
Francesca Sandrini

Per ora ci s’informa alla fermata
L’utenza ricorre per lo più alle paline elettroniche. 42,5
milioni i trasportati nel 2008
La prospettiva è anche quella della competitività, affinché - come
dice il presidente Prignachi - «gli utenti scelgano liberamente il trasporto
pubblico». Così il Brescia Mobile Channel (che avrà un’applicazione anche per i
conducenti dei mezzi) offrirà una serie di possibilità presentate ieri nel
dettaglio dall’ingegner Severo Pace, di Brescia Mobilità, insieme al futuro
passaggio del canale dal computer al telefono portatile.
Informazioni e
navigazione personale
Per cominciare, la mappa interattiva di Brescia e dei
Comuni contermini consente già ora di individuare la linea migliore, o la
migliore combinazione di linee, dati il luogo di partenza e quello di arrivo;
prossimamente questo sarà possibile sul proprio telefonino, dove inoltre si avrà
sempre a disposizione una mappa dell’area urbana ed extraurbana di Brescia con
lo stradario e le informazioni sul trasporto pubblico. Non solo: gli utenti
potranno anche orientarsi navigando sulla mappa o rilevando automaticamente la
propria posizione in base al segnale dei satelliti Gps o della rete cellulare.
Ancora: la mappa potrà essere arricchita con ulteriori informazioni - su piste
ciclabili e parchi, cantieri e parcheggi, treni e taxi, uffici comunali e luoghi
d’intrattenimento, servizi ed eventi - di fatto trasformando il telefono in uno
strumento di navigazione personale nella città. E, per finire, si pensa di fare
del telefonino il tramite di iniziative e campagne specifiche, oltre che di
sperimentazioni innovative e ludiche ispirate alle modalità d’impiego del
cellulare proprie dei più giovani.
Gervasi: otterremo ottimi
risultati
«Ottimi risultati» sono attesi dal presidente di Brescia Trasporti,
Andrea Gervasi, che ha parlato di «responsabilità e sfida nei confronti degli
utenti» e ha ricordato le tappe precedenti il Brescia Mobile Channel: «Siamo
stati i primi a esporre le tabelle con gli orari alle fermate, poi abbiamo
introdotto la palina elettronica con gli orari e altre informazioni provenienti
dalla centrale».
Nel 2008, ha riferito ancora Gervasi, Brescia Trasporti ha
trasportato oltre 42 milioni e mezzo di utenti, un milione e mezzo in più
rispetto al 2007. Nei primi sette mesi di quest’anno, gli utenti del servizio di
trasporto pubblico sono stati oltre 24 milioni e mezzo, con una concentrazione
particolare - ma consueta - sulla linea 1.
L’utenza dà «7» agli strumenti
attuali
Ma quali sono stati finora gli strumenti di comunicazione cui gli
utenti hanno fatto ricorso per raccogliere informazioni? Secondo i dati di
Brescia Trasporti, la maggior parte - pari al 63,6% del totale - s’informa alle
fermate, seguite dal libretto con gli orari (40,4%), dal dialogo con l’autista
dell’autobus (24,1%), da internet (11%), dal call center (1,5%) e dalla mappa
della rete (1%). Per quanto riguarda in particolare la raccolta d’informazioni
alle fermate, l’80% consulta le paline elettroniche, il 64,5% le tabelle degli
orari.
E il livello di soddisfazione qual è? I giudizi medi espressi dagli
utenti interpellati da Brescia Trasporti superano il «sette» per tutti gli
strumenti, con il picco del 7,47 per il call center e l’eccezione del 6,87 per
il libretto con gli orari. f. sa.

Direttivo Asstra Entra Prignachi
Il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, è stato
nominato nei giorni scorsi membro del direttivo di Asstra, l’associazione delle
Società ed enti del trasporto pubblico locale di proprietà degli enti locali,
delle Regioni e di imprese private. Tra i compiti istituzionali
dell’associazione c’è quello di rappresentare le esigenze e gli interessi degli
operatori pubblici e privati, oltre a svolgere a livello internazionale,
nazionale, regionale e locale azioni di sostegno a favore della mobilità
collettiva.
Nel suo nuovo ruolo, Prignachi esprime l’intenzione di
«promuovere la cooperazione tra gruppi di aziende presenti in territori
contermini in grado di far convergere le potenziali sinergie presenti,
determinando in tal modo importanti economie di scala. Mi riferisco naturalmente
anche al nostro gruppo e ai gruppi territorialmente vicini a noi. Esistono
realtà dalle dimensioni forse inadatte a fronteggiare il futuro mercato, ma ciò
non significa che si debba necessariamente orientare alle fusioni; possono
invece essere sviluppati rapporti di collaborazione salvaguardando le
peculiarità della propria territorialità e nel rispetto della propria autonomia
amministrativa e politica».
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Il Brescia 23 settembre 2009
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Giornale di Brescia 19 settembre 2009
Piano sosta, via la Lam anche da corso Martiri
Ultimato lo smantellamento delle corsie bus deciso dalla Giunta Il
prossimo passo: correggere al ribasso le tariffe per i residenti
Fumata bianca sul Piano sosta cittadino. Dopo il sì del Consiglio comunale -
l’approvazione definitiva è arrivata il 21 aprile scorso accompagnata da ben
quattro ore di dibattito - gli uffici dell’Assessorato alla Mobilità e traffico,
le cui cabine di regia sono affidate a Nicola Orto, hanno scalato la classifica
delle priorità. Lo scacco matto conclusivo è infatti ormai alle porte: con la
chiusura dei lavori in corso Martiri della Libertà, già annunciata per lunedì
21, il Piano sosta 2009 conclude il suo viaggio, un iter che riprenderà però nel
2010 con l’ultimo obiettivo chiave: la rivoluzione delle tariffe.
Ultimo obiettivo
Via Cremona, via San Martino della Battaglia,
via Vittorio Emanuele e corso Martiri della Libertà. Ecco l’elenco effettivo
delle strade «tornate allo stato d’origine», dove cioè è stata di fatto
«bocciata» la corsia dedicata alle Lam. «Si è trattato di una scelta accurata -
specifica Orto - e ci siamo basati sull’analisi dei flussi del traffico, uno
studio corposo che ci ha permesso di mantenere la corsia preferenziale laddove
possibile e utile, di abolirla invece laddove risultava vana e pericolosa, come
nel caso di via Vittorio Emanuele». L’ultima tappa della discussa «operazione
Lam» è proprio l’intervento che vede al centro dei riflettori corso Martiri
della Libertà, dove l’eliminazione della corsia preferenziale va a modificare il
percorso delle linee 9, 2 e 17 dei bus urbani, le quali, per un periodo
sperimentale di sei mesi, percorreranno parte di corso Matteotti per poi
svoltare a destra all’incrocio con via Cairoli. «Questo - precisa l’assessore -
consentirà di recuperare 15 nuovi posti auto a rotazione su via Cairoli e di
individuare nuovi posteggi per biciclette e motorini davanti alla
Cavallerizza».
Il 2010 si aprirà con un regalo, anzi due. A chiudere
il sipario del Piano della viabilità sarà infatti il capitolo «costi»: come
annunciato a più riprese, sul tavolo rimane in auge l’idea di procedere con uno
sconto del 50% sulla tariffa oraria. Un vantaggio, questo, riservato però ai
soli cittadini bresciani (ovvero residenti all’interno del confine comunale) e
valido sia per i parcometri sistemati su strada, sia per i parcheggi in
struttura. Una scelta che, sulla base delle stime calcolate da Brescia mobilità
e Sintesi, causerà un mancato introito pari a 1.800.000 euro l’anno, cifra che
verrà sborsata dal Comune stesso - il quale ha già previsto la spesa a bilancio
- per essere poi «restituita» a Brescia mobilità.
La questione bollino
La
seconda «sorpresa» punta la lente d’ingrandimento sui residenti in centro
storico e riapre il dibattito sul tema «bollino sì, bollino no». Qui le vie da
vagliare sono due: da un lato rimane l’ipotesi di abolire del tutto il
contrassegno e, con esso, il contributo annuale che esso comporta per chi vive
tra le mura venete; dall’altro, spunta l’opzione parcheggio gratuito in
struttura. «Se cioè i residenti continueranno a pagare il bollino, sarà comunque
per un servizio in più» precisa Nicola Orto, ossia la possibilità di
parcheggiare gratuitamente, dalle 19 alle 9, nelle strutture di piazza Vittoria
e Fossa Bagni. «Ma questo è ancora da decidere e ragionare insieme all’assessore
al Centro storico, Mario Labolani, e al resto della Giunta».
Infine, l’ultimo
nota-bene: «Bisogna ricordare che stiamo sempre parlando di un Piano sosta di
soccorso, stilato per far fronte a tutti i cantieri presenti in città in vista
del Metrobus». Un Piano che, nel suo complesso, è costato al Comune 362mila
euro.
Nuri Fatolahzadeh

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Giornale di Brescia 19 settembre 2009
Orto: «Prima i parcheggi, poi la pedonalizzazione»
Il bilancio di ciò che è stato fatto e il disegno di ciò che sarà.
Altre due «caselle» stanno infatti per riempirsi in vista della fine dell’anno
ed entrambe proiettano Brescia nella «futura visione d’insieme su cui la Giunta
sta lavorando da tempo in modo coeso».
Capitolo primo: il Piano della
mobilità urbana. «Si tratta di un progetto che andrà di pari passo con il nuovo
Piano di governo del territorio» spiega Nicola Orto, motivo per cui verrà
adottato obbligatoriamente entro marzo 2010. Lo studio, in corso in questi mesi,
si focalizza cioè su una vera e propria indagine degli attuali flussi del
traffico, in modo da «ottenere un quadro complessivo e una classificazione
dettagliata della viabilità sulle principali direttive cittadine».
Capitolo
secondo: il Piano strategico del trasporto pubblico, questo realizzato in
sinergia con Brescia mobilità e Sintesi. «In questo caso - prosegue l’assessore
- ci si sofferma sull’intermodalità, cercando di avere una visione
lungimirante».
Il che, tradotto in pratica, significa lavorare su una Brescia
che sia del tutto percorribile con i mezzi pubblici, dal bus navetta alla metro,
dalla localizzazione dei parcheggi scambiatori al percorso ferro-gomma proposto
dalla Piccola velocità.
A chiudere, l’obiettivo ultimo, che vede quasi
convogliare i due progetti in corso: riuscire a far viaggiare gli utenti di
città e provincia con un unico biglietto valido su tutti i mezzi di trasporto.
«Per raggiungere questa meta - chiarisce Orto - è necessario che Comune e
Provincia si siedano attorno a un tavolo per ragionare insieme e vagliare tutte
le opportunità possibili. Anche perché un altro degli obiettivi futuri, una
volta che saranno ultimati i lavori per la realizzazione dei nuovi parcheggi in
struttura, è quello della pedonalizzazione del centro storico».
n.
f.

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Giornale di Brescia 15 settembre 2009

Incendio doloso: bus in cenere 20enne nei guai
Il bus Saia parcheggiato a Comezzano per l’inizio della scuola. Il
ragazzo ci è salito di notte con altri
COMEZZANO CIZZAGO Pioggia. Sarebbero state necessarie 24 ore di anticipo e
l’azione di Giove pluvio per calmare il «bollore» giovanile e, al tempo stesso,
rendere più difficile il propagarsi dell’incendio. Appiccato per dolo,
fors’anche per noia, al bus parcheggiato in vista dell’inizio delle lezioni. Le
fiamme, originate dall’accendino in mano ad un giovanotto del posto, si sono
«mangiate» tutto il pullman. Due piani completi di cui non rimane che lo
scheletro. Tutto da buttare. E poco importa che il mezzo sia assicurato per
85mila euro. Il che costituisce l’elemento aggiuntivo del «conto» che si
presenta salato al presunto autore del rogo doloso: un ventenne classe 1988,
residente in paese, arrestato dai carabinieri di Trenzano.
I «ragazzi del
muretto» e la corriera
È sabato sera quando il gruppetto di ragazzi, tra cui
alcuni che non hanno raggiunto la maggiore età, si ritrovano. Sono una decina,
forse qualcuno di più. Si conoscono. «Ragazzi del muretto» che non hanno mai
dato noie. Almeno così risulta. Cosa scatti in quelle ore non è dato sapere.
Forse c’è il sapore forte della trasgressione, del proibito, del sentirsi più
«grandi». Di tutto un po’. Ma con il fuoco, quello fisico e quello che delimita
lo sconfino nell’illegalità con l’approdo al Codice penale, non si scherza.
Questa volta si va oltre.
Al gruppetto si presenta il bus a due piani della
Saia parcheggiato nello spazio deputato in via del Donatore da venerdì scorso. È
stato portato lì in vista dell’inizio della scuola. Pronto per gli studenti che
utilizzano la linea Comezzano-Roccafranca-Brescia. È di marchio spagnolo
(Ayaats) con motore Man. L’occhio, gli occhi, finiscono per «caderci» sopra. I
ragazzi ci salgono. La «zingarata» accomuna «piccoli» e più grandicelli. Finirà
male davvero.
Un sedile in fiamme, poi il rogo
Il sopralluogo a scavalco
della mezzanotte finisce per innescare la «bravata». Sarebbe stato il ventenne -
secondo gli accertamenti dei carabinieri, che sentono a seguire i componenti
della comitiva del sabato sera - a mettere mano all’accendino e ad appiccare il
fuoco ad un sedile. Quel che accade poi va, forse, oltre le stesse intenzioni.
Ma tant’è. Con il fuoco, inteso dentro e fuori di metafora, non si scherza. Le
fiamme si propagano rapidamente. Tanto da avvolgere il grosso mezzo nella
stretta rovente e distruttiva. Fuggifuggi per i ragazzi. Poi l’allarme. Sul
posto arrivano i Vigili del fuoco di Orzinuovi. Non c’è molto da salvare. Il
pullman è andato completamente distrutto. Gli specchietti anteriori, sorretti da
lunghi bracci, sono tra le poche cose scampate al calore.
Visti, segnalati,
rintracciati
Rogo spento, scena desolante. Non sarà certo quello scheletro
annerito a portare i ragazzi a scuola, lunedì. I carabinieri arrivano a loro
volta in via del Donatore. E raccolgono tutte le informazioni utili. Il
«movimento» che anima la notte non può sfuggire al controllo sociale di paese.
L’agente della Polizia locale, passato poche ore prima, ricorda di aver visto la
compagnia dei ragazzi. Il posto è piccolo e tutti finiscono per conoscersi. Uno,
due, tre.... Vengono rintracciati: a domanda rispondono.
Il quadro si va
componendo. Viene ricostruito e, infine, ricondotta la responsabilità presunta
del fuoco doloso al ventenne ed all’accendino che aveva con sè. Saliti per
curiosità sulla corriera, i ragazzi ne sono scesi dopo aver dato un’occhiata.
Senza fare nulla, senza fare altro. Non così quello ora accusato di aver
«giocato» con quel sedile. Da lì sarebbe partito tutto.
Il giorno dopo
sull’asfalto di via del Donatore ci sono le tracce del rogo. Strie nere, chiazze
di grigio, cenere ed altro. Il pullman portato via, in deposito a Brescia. La
notte di sabato è finita così. Con l’odore acre del fumo. E l’amaro in
bocca.
Enzo Gallotta Dell’autobus della Saia, parcheggiato da venerdì scorso
in via del Donatore in attesa della ripresa delle lezioni, non è rimasto altro
che lo scheletro di rottami deformati dal calore ed anneriti dal fumo
dell’incendio. A fianco, i carabinieri della stazione di Trenzano ieri sul posto
del rogo dove sono evidenti i segni lasciati dal rogo che ha distrutto il bus a
due piani utilizzato sulla linea Comezzano-Roccafranca-Brescia (foto Pierre
Putelli-Eden)
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Bresciaoggi 15 settembre 2009

COMEZZANO-CIZZAGO. Bravata di un giovane che sabato notte ha forzato le
portiere per infilarsi nell’autobus
Gioca con l’accendino e brucia bus a due piani
Giancarlo Chiari
Operaio ventenne arrestato e condannato a sette mesi per direttissima.
L’incendio è partito dal sedile del mezzo
.
Ciò chè rimasto dell’autobus della Saia divorato
dall’incendio
Processato per direttissima ieri mattina è stato condannato a
sette mesi, pena sospesa e scarcerato G. A., operaio ventenne di Comezzano
Cizzago che sabato notte in centro a Comezzano, per una assurda esibizione, ha
incendiato il sedile del conducente di un autobus di linea provocando però la
distruzione del mezzo della Saia.
Tutto è iniziato sabato verso le 23 sul
marciapiede vicino all’autobus che l'autista aveva parcheggiato come di consueto
in via del Donatore, a poche decine di metri dalla centrale piazza Europa e dal
municipio. Verso le 23 il ventenne con alcuni minorenni del paese aveva fatto
capannello vicino all'autobus attirando l'attenzione della pattuglia della
Polizia locale che, dirigendosi per un servizio sulla Rudianese, si era
avvicinato al gruppetto invitandolo a non fare schiamazzi.
ALLONTANATISI i
vigili, invece, il giovane si è avvicinato all'autobus e forzando con le due
mani la porte a soffietto è salito sul mezzo con un accendino e, per dar prova
della sua bravura, ha iniziato a giocherellare con la fiamma contro il sedile
del conducente con l'intenzione di lasciare sul tessuto, come una scritta, i
segni delle bruciature.
Il gioco assurdo dopo avere provocato alcune
bruciacchiature gli è sfuggito di mano incendiando il sedile: il ventenne è
sceso di corsa allontandosi con gli amici, per ritornare quando le fiamme
avevano avviluppato l'autobus. Un automobilista di passaggio incrociando la
pattuglia dei vigili in servizio ha segnalato le fiamme: gli agenti, chiamato il
115, si sono diretti immediatamente in via del Donatore. Per quanto tempestivo
l'intervento dei Vigili del fuoco di Orzinuovi non è riuscito a salvare il
grande autobus a due piani: il rogo si è sviluppato velocemente a tutto il mezzo
lasciando solo lo scheletro metallico, rimosso dalla piazza domenica da una
ditta specializzata.
LA PRESENZA dei ragazzi notati in precedenza vicino
all'autobus in fiamme ha insospettito gli agenti che li hanno interrogati
riuscendo così a risalire al presunto colpevole. I Carabinieri di Trenzano lo
hanno portato in caserma e il ventenne, unico maggiorenne del gruppo, di fronte
ai riscontri e alle testimonianze raccolte, ha ammesso le sue responsabilità
consegnando ai militari l'accendino con cui aveva provocato l'incendio.Verso
le 3 di domenica mattina i Carabinieri hanno convocato i caserma i genitori; per
il ragazzo è scattato l'arresto e la successiva traduzione nel carcere di
Brescia da cui è uscito per il processo, celebrato ieri mattina; dopo la
condanna è stato rimesso in libertà.
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Giornale di Brescia 12 settembre 2009
Muoversi in modo sostenibile
Torna dal 16 al 22 l’appuntamento con la «Settimana europea della
mobilità» Un ricco calendario di iniziative fra autobus, biciclette e mezzi
ecologici
Brescia si muove nel rispetto dell’ambiente. Almeno per una settimana. Anche
quest’anno il Comune aderisce infatti alla «Settimana europea della mobilità»,
in programma da mercoledì 16 fino a martedì 22. Con la collaborazione di diverse
realtà che hanno «fatto squadra» è stato elaborato un ricco calendario di
appuntamenti, sono state previste agevolazioni per chi viaggia sul bus e saranno
presentati mezzi innovativi per lo spostamento su strada.
Circoscrizioni,
presidenti in bici
La manifestazione è coordinata da tre reti europee di
città (Eurocities, Climate Alliance ed Energie-Cités), con il sostegno della
Direzione generale dell’ambiente della Commissione europea. Simbolo dell’ottava
edizione bresciana sarà la scultura di una bicicletta (opera minimalista di 3
metri per 4) realizzata da Agostino Ghilardi dell’Accademia di Belle Arti
SantaGiulia e dai suoi studenti. «In previsione, magari, di un futuro museo
dedicato alla storia della bici» afferma Nicola Orto, assessore comunale alla
Mobilità e traffico, che ha presentato ieri la «Mobility week» insieme a
Maurizio Margaroli, assessore al Commercio e marketing urbano, ad Andrea
Gervasi, presidente di Brescia Trasporti, e ai presidenti delle cinque
Circoscrizioni cittadine. Flavio Bonardi (Centro), Mattia Margaroli (Ovest),
Enio Garzetti (Est), Giacomo Lini (Sud) e Marco Rossi (Nord) hanno ricevuto per
l’occasione, in comodato d’uso, cinque biciclette a pedalata assistita. «Il
nostro è un gioco di squadra - spiegano - con l’obiettivo di migliorare la
qualità della vita dei cittadini. L’utilizzo di bici e mezzi pubblici giova sia
ai polmoni sia al problema traffico».
Veniamo alle iniziative in calendario.
«Bus for you» offre la possibilità a lavoratori e studenti universitari di
viaggiare gratis nelle giornate di mercoledì 16, giovedì 17 e venerdì 18.
L’Università degli Studi metterà inoltre in palio dei premi a estrazione per
tutti i dipendenti che mercoledì si recheranno al lavoro senza l’automobile.
Sempre il 16 quaranta «Amici della bici» si occuperanno invece della rilevazione
dei ciclisti sulle strade cittadine, mentre sabato 19 si potranno fare «Due
passi nel verde» in piazza Paolo VI, trasformata in un giardino in occasione di
una mostra di piante e fiori. Cuore della «Settimana» sarà domenica 20, durante
la quale si potrà circolare con un biglietto unico sugli autobus di Brescia
Trasporti. In piazza Loggia saranno esposti veicoli ecologici elettrici come il
tre ruote Piaggio (mezzo ibrido) e il «Segway», mezzo di trasporto individuale
che ricorda il monopattino.
Targhe di identificazione
Gli «Amici della
bici» consegneranno inoltre dalle 15 alle 18 le targhe di identificazione
«legate a un registro nazionale che consente di restituire le bici al legittimo
proprietario se smarrite o rubate - spiegano -. Cosa che avviene, secondo i
dati, nel 30% dei casi». In piazza Loggia e largo Formentone, dalle 15.15 alle
17, la cooperativa sociale Cauto toccherà inoltre i temi della mobilità e
dell’ecologia attraverso spettacoli teatrali e di burattini. Lunedì 21 sarà
infine illustrato, alle 11 a Brescia Mobilità, in piazza Padre Pio, il progetto
europeo «Civitas» sulla mobilità sostenibile. Per info tel. 030.2978653 o
030.2978737. c. c.
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Bresciaoggi 12 settembre 2009
L’EVENTO. Da mercoledì 16 settembre a lunedì 21 la Settimana Europea
dedicata alla sensibilizzazione all’utilizzo del mezzo più ecologico
Mobilità sostenibile, Brescia in bici
Mara Rodella
Il primo obiettivo: censire i ciclisti sulle strade bresciane In campo
quaranta volontari per la mappa delle due ruote
Sostenibile per l’ambiente e per tutte le tasche. Dopo le agevolazioni per gli
studenti universitari che devono muoversi in città, il Comune di Brescia
continua a puntare su strategie di viabilità eco-compatibile e anche quest’anno
aderisce alla Settimana europea della mobilità, arrivata all’ottava edizione.
Un’occasione, da mercoledì prossimo 16 settembre fino al lunedì successivo, per
promuovere il trasporto pubblico e l’uso della bici, con il sostegno della
Direzione generale dell’ambiente della Commissione Europea.
PRIMO OBIETTIVO,
mercoledì prossimo, la rilevazione dei ciclisti sulle strade: «È un censimento
vero e proprio - spiega Giorgio Guzzoni, presidente dell’associazione Amici
della Bici di Brescia -: una quarantina di volontari si sparpaglieranno per le
strade e prenderanno nota di quanta gente passa in bicicletta, quale l’età
media, se e in quanti indossano il casco». In tanti si sono rimboccati le
maniche per l’evento, a partire da Palazzo Loggia fino agli atenei bresciani, le
circoscrizioni e le partecipate comunali. «La novità quest’anno sta nel forte
contributo delle scuole», riferisce Nicola Orto, assessore alla Mobilità e al
Traffico in Loggia, che poi prende in contropiede l’artista Riccardo Romagnoli e
non esita a introdurre l’opera realizzata dalla scuola di scultura per la
rassegna: una bicicletta gigante, alta 3 metri e larga 4 per un peso di 50
chili. Un tributo alla bici che le istituzioni vorrebbero addirittura mettere,
un giorno, in museo dedicato proprio alla storia della due ruote più ecologica.
DA MERCOLEDÌ a venerdì inoltre si potrà arrivare al lavoro e all’università
gratis, chiaramente, se si sceglierà di spostarsi in autobus. «Basta richiedere
il titolo di viaggio in Comune o in circoscrizione - spiega Orto - e stamparlo
una volta ricevuto via mail. Nessun controllore avrà nulla da eccepire». I primi
a dare il buon esempio sono stati proprio i presidenti di circoscrizione che
sono saliti su cinque biciclette a pedalata assistita messe a disposizione da
Palazzo Loggia. «Speriamo le usino per più di una settimana», scherza
l’assessore Orto.
«Ci siamo mossi in squadra perchè i concetti di
eco-compatibilità e risparmio energetico entrino davvero a fa parte della
quotidianità dei bresciani»: fiero della sinergia tra gli organizzatori della
rassegna, Maurizio Margaroli, assessore comunale al Commercio, tiene a precisare
che «stiamo lavorando per una Brescia sostenibile». E anticipa: «Sabato prossimo
19, nel pomeriggio, piazza Duomo diventerà un enorme giardino grazie a
Fiorinsieme. In mostra per due giorni piante e fiori: ci si sbizzarriranno
animatori e attori, perchè la natura esposta nel centro storico di Brescia farà
da scenografia ad una serie di rappresentazioni». «Mi auguro che i propositi
ambientalisti non si esauriscano con la Settimana Europea della Mobilità -
commenta poi Ennio Garzetti, presidente della circoscrizione Est - a tutti noi
farebbe bene usare più la bici e meno l’auto, tutto l’anno però». D’accordo con
lui anche Giacomo Lini, a capo della Sud, che precisa come iniziative simili
migliorino la vivibilità della città e consentano di individuare i punti
nevralgici di traffico e viabilità, senza dimenticare l’importanza di un altro
aspetto: il risparmio energetico. «Io per primo non sono abituato a lasciare la
macchina parcheggiata fuori casa e muovermi con i mezzi - pubblici - ammette
Flavio Bonardi, presidente della circoscrizione Centro - e credo che dovremmo
inziare a studiare, insieme a Brescia Trasporti e alle istituzioni, un sistema
viario di interscambio che funzioni, partendo da idee come Bici Mia, per dare ai
bresciani la certezza che anche senza automobile, spostarsi a Brescia è
possibile».
PER CHI VOLESSE sapere poi quale mezzo ecologico potrebbe
sostituire l’auto, domenica 20 settembre in piazza Loggia sarà esposta una serie
di veicoli elettrici e di ultima generazione con esempio su tutti: il «Segway»,
gioiellino di tendenza tra i giovani d’oltreoceano. Due ruote e un manubrio che
viaggiano fino a 20 chilometri orari in base allo spostamento del peso corporeo:
mantenerlo non costa nulla, comprarlo però, ben 7 mila euro.
La Settimana
della mobilità sostenibile non dimentica i più piccoli e sempre domenica 20, su
iniziativa della coop Cauto, prevede momenti di gioco e animazione che corrono
sul filo conduttore di ecologia e ambiente. «Non c’è dubbio sul fatto che si
debba lavorare per una Brescia sostenibile - conclude il presidente di Brescia
Trasporti Andrea Gervasi -: su 219 autobus, 109 sono a metano e se il Comune ci
darà una mano vedremo di farli diventare tutti ecologioci».
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Il Brescia 12 settembre 2009
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Il Brescia 11 settembre 2009
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Bresciaoggi 11 settembre 2009
TRASPORTI. Brescia si scopre città a forte vocazione studentesca. Paroli:
«Deve diventare un tratto dominante. L’Amministrazione ci metterà la
faccia»
Università, il viaggio costa meno
Mara Rodella
Tessera BiciMia senza cauzione, Bus Card con corse prepagate a prezzo
speciale Sconti anche per la sosta e posti riservati
Prepara i
libri, riempi lo zaino, esci di casa, sali in auto. Devi correre alla lezione di
economia aziendale e la domanda incombe a ogni semaforo: dove parcheggiare? Se
sei in ritardo poi, è ancora più grigia. Pensi «Perchè non ho preso l’autobus?»
e ti rispondi «Con quel che costa l’abbonamento...».
NON È
SATIRA, ma la quotidianità degli studenti universitari iscritti alle facoltà di
Economia e Giurisprudenza a Brescia. I ragazzi hanno manifestato il problema,
Palazzo Loggia, insieme al gruppo Brescia Mobilità, ha iniziato dando 100
risposte: tanti sono i posti auto messi a disposizione degli universitari
bresciani nel parcheggio Apollonio, a pochi passi dalla galleria Tito Speri, al
costo di 104 euro nel periodo compreso tra il 15 settembre 2009 e il 31 maggio
2010. Potranno usufruire di uno sconto del 33 per cento sulle tariffe orarie,
invece, i ragazzi che preferiranno parcheggiare a Fossa Bagni o Randaccio. Due
iniziative che rientrano nel più ampio progetto «Brescia. Città&Università»
che mira a ridimensionare la mobilità bresciana in base alle necessità degli
studenti.
«Inizia
oggi un percorso importante che va nella direzione auspicata da tempo: Brescia
si è scoperta una città a vocazione universitaria d’eccellenza, ma dobbiamo
esserne all’altezza», ammette il sindaco Adriano Paroli, che si rammarica:
«Manca una consapevolezza di fondo: il senso di accoglienza nei confronti degli
studenti, soprattutto quelli che arrivano da fuori. L’amministrazione vuole
metterci la faccia, affinchè l’università diventi un tratto dominante per
Brescia». Ma per andarci all’università, appunto, serve un sistema
strade-trasporti che funzioni. Anche pedalando.
Il progetto
«Brescia, Città&Università» non coinvolge solo gli irriducibili affezionati
dell’automobile, ma anche chi a lezione ci vuole andare in bici: tessera Bici
Mia gratis e senza cauzione per spostarsi tra le 24 postazioni sparse in città.
Come dimenticare gli autobus? Sintesi, Brescia Trasporti e Brescia Mobilità
propongono agli studenti una University Bus Card, con 50 corse prepagate:
costano 35 euro in zona 1, 45 euro se si aggiunge anche la zona 2, valgono tre
mesi e basta caricare la tessera all’InfoBrescia di piazza Loggia o alla cassa
di Brescia Trasporti in corso Zanardelli.
Con soli 10
euro al mese, infine, gli studenti che lasceranno l’auto al parcheggio
Castellini o all’ Iveco di via Volturno, potranno abbonarsi al bus navetta della
Linea 18 che arriva in centro.
«E’ SOLO
L’INIZIO. Vogliamo mettere gli studenti nelle condizioni di usufruire dei nostri
mezzi pubblici a prezzi ridotti». Se il presidente di Brescia Trasporti Andrea
Gervasi ci crede, l’assessore ai Lavori Pubblici in Loggia Mario Labolani
allarga il raggio della questione, perchè «se noi amministratori da un lato
abbiamo il compito di studiare una mobilità pubblica sostenibile per la città,
la gente deve imparare, davvero, a usare di più i mezzi pubblici».
A
coordinare il progetto la presidente di Sinetesi Spa Giovanna Prandini che,
insieme al consigliere comunale Nini Ferrari, delegata alle politiche
universitarie, ha cercato di andare incontro alle esidenze degli studenti.
Studenti rappresentati da Alessio Mariotti, soddisfatto dei primi risultati: «Di
solito prima di decidere ci si siede e si mette la questione sul tavolo di
discussione, potrebbero volerci mesi insomma. Stavolta, invece, nemmeno tre
mesi: ci siamo rivolti a Sintesi nel mese di giugno e le prime risposte sono
arrivate dopo meno di trenta giorni».
Il prossimo
passo sarà affrontare lo stesso problema, quello di mobilità e posti auto, per
gli studenti che frequentano l’università Cattolica. Giovanna Prandini si è già
mossa e pare che la disponibilità dell’Istituto Artigianelli, in questo senso,
ci sia. Almeno a parole.
Brescia insomma si deve giocare tutte le sue carte, perchè Brescia
città universitaria si può eccome: «Si può perchè ci sono sufficienti parcheggi,
perchè non mancheranno le residenze per docenti e studenti non bresciani, perchè
la cosa migliore è che in Largo Formentone, oltre alla sala lettura, nasca un
polo dis tudio per i ragazzi. Fino ad arrivare - e gli occhi di Paroli si
accendono- ad un vero campus universitario». |
Giornale di Brescia 11 settembre 2009
Parcheggi e bus pro studenti
A pochi giorni dall’avvio dell’anno accademico, da Comune e da
Brescia Mobilità un aiuto per il contenimento dei costi con sconti fino al 50% e
con carte prepagate
Parcheggi meno cari e bus a prezzi agevolati. Mancano pochi giorni all’inizio
dell’anno accademico 2009/2010 e si lavora per far diventare Brescia una città
universitaria a tutti gli effetti. Per questo il Comune, insieme a Brescia
Mobilità, sta per avviare il progetto «Brescia. Città&Università’09»
dedicato espressamente agli studenti iscritti alle facoltà bresciane. Le
iniziative per il momento sono sperimentali: la risposta degli studenti
decreterà se sarà utile continuare sulla strada intrapresa o sceglierne una
diversa. Sono rivolte principalmente agli studenti delle facoltà che hanno sede
a San Faustino, i più in difficoltà per quanto riguarda i parcheggi.
Un anno
di parcheggio a 104 euro
Gli studenti di Economia e Giurisprudenza possono
acquistare nove mesi di permesso di sosta, dal 15 settembre 2009 al 31 maggio
2010, al parcheggio «Apollonio» (in via Apollonio) pagando 104 euro, la metà del
prezzo intero. Un centinaio i posti disponibili quindi meglio affrettarsi.
All’interno dei parcheggi «Fossa Bagni» e «Randaccio» invece gli studenti
potranno usufruire di uno sconto del 33% sulle tariffe orarie utilizzando una
tessera prepagata.
È possibile però risparmiare ancor più, parcheggiando un
po’ più lontano e utilizzando l’autobus. Lasciando la propria auto nel grande
parcheggio dell’Iveco in via Volturno, completamente gratuito, gli universitari
potranno sottoscrivere un abbonamento mensile del costo di 10 euro per la linea
18, una sorta di bus navetta che collega il parcheggio dell’Iveco al parcheggio
«Castellini» sul lato opposto della città, che in meno di 5 minuti arriva alle
due facoltà del centro.
Una soluzione è stata trovata anche per chi invece
vuole lasciare l’auto in garage: con l’«University bus card» si possono
acquistare 50 corse prepagate (da utilizzare nel giro di tre mesi) al costo di
35 euro per la zona 1 (il territorio del Comune di Brescia) o di 45 euro per
unire anche la zona 2 (i quattordici Comuni dell’area integrata nel sistema di
BresciaTrasporti).
Gli studenti che hanno voglia di pedalare possono
sfruttare il servizio BiciMia, richiedendo la tessera senza dover versare la
normale cauzione di 25 euro, pagando unicamente una ricarica minima di 5
euro.
Come ottenere le agevolazioni
Tutta la modulistica per
«Brescia.Città&Università’09» è scaricabile dal sito
www.bresciamobilita.it.
Si può richiedere l’abbonamento al parcheggio
«Apollonio» (c’è da precisare che il posto non è garantito) all’InfoBrescia in
Piazza Loggia esibendo un titolo che provi l’iscrizione alle facoltà di Economia
o Giurisprudenza. Per le altre riduzioni invece è sufficiente essere iscritto ad
una qualsiasi facoltà cittadina: la tessera che dà diritto al 33% di sconto nei
parcheggi «Fossa Bagni» e «Randaccio» è acquistabile direttamente nei parcheggi
in tagli del valore di 10 euro; quella per BiciMia si può richiedere
all’InfoBrescia di Piazza Loggia così come l’abbonamento di 50 corse per
l’autobus (che si può acquistare anche alla Cassa di Brescia Trasporti in corso
Zanardelli) che va caricato sulla Omnibus card.
Intanto Brescia Mobilità,
attraverso la società Sintesi, sta cercando di risolvere anche i problemi di
parcheggio degli iscritti alla Cattolica, per i quali sembra che i padri
piamartini dell’istituto Artigianelli si siano detti disponibili a trovare una
soluzione.
Andrea Spitti

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Giornale di Brescia 05 settembre 2009
Inizio scuole, allarme bus
Incontro Brescia Trasporti-Ufficio scolastico
provinciale sul nodo delle 8 di mattina Gervasi: «Spostiamo alle 8,30». Raimondi
«Ormai è tardi». Al via un tavolo di lavoro
«Spostiamo l’inizio delle lezioni alle 8.15-8.30 o gli autobus saranno in
difficoltà», dice il presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi.
«Ormai
è tardi per farlo. Però troviamoci per parlarne, anche con i presidi degli
istituti cittadini» risponde la dirigente scolastica Provinciale Maria Rosa
Raimondi.
È in questo scambio di battute la sintesi dell’incontro che si è
svolto ieri nell’Ufficio scolastico provinciale, ex provveditorato agli
studi.
Gervasi, già presidente della Quinta circoscrizione, al vertice di
Brescia Trasporti dall’11 giugno scorso, ieri pomeriggio ha lanciato
pubblicamente un «allarme intasamento» per gli autobus cittadini in vista
dell’inizio delle scuole. Che sarà lunedì prossimo 14 settembre.
La stazione
area critica
«Stiamo per incontrare il dirigente scolastico provinciale - ha
detto Gervasi nel corso di una conferenza stampa - per vedere la possibilità di
modificare l’orario di inizio delle lezioni. Alle 8, infatti, gli autobus non
sarebbero in grado di fornire il servizio nel modo più adeguato alle esigenze
degli studenti. Mentre spostando anche solo di qualche minuto l’inizio, saremmo
in grado di fornire servizi mirati agli istituti, riducendo fortemente i rischi
di intasamento».
Il nodo principale è la zona della stazione ferroviaria e
dell’autostazione, dove giungono tutte le linee extraurbane e dove gli studenti
sono poi «smistati» nei bus urbani che raggiungono i diversi istituti. Qui,
prima delle 8, sarà il caos maggiore, anche se non è possibile stimare il numero
degli studenti coinvolti perché il dato più importante, quello sugli
abbonamenti, non è ancora disponibile. Tuttavia, in base alle analisi dei
tecnici di Brescia Trasporti, i rischi di intasamento ci sono e da qui nasce
l’incontro all’Ufficio scolastico.
Incontro che la dirigente Raimondi giudica
«molto cordiale e costruttivo». Ma il cui esito non lascia molto spazio alle
modifiche richieste.
«A pochi giorni dall’inizio dell’anno - spiega Raimondi
- risulta difficile modificare gli orari giù deliberati delle scuole attraverso
i loro consigli di istituto». Le competenze sull’inizio delle lezioni e
sull’articolazione degli orari è infatti deciso dai consigli d’istituto;
l’Ufficio scolastico ha funzione di coordinamento e di sollecitazione. «Mi rendo
perfettamente conto delle motivazioni logiche e pratiche che hanno portato
Brescia Trasporti alla formulazione di questa proposta. Ma le comunicazioni già
trasmesse alle famiglie, la predisposizione degli orari di lavoro e altri
fattori ancora rendono impossibili variazioni su una "macchina in
corsa"».
«Non aspettate l’ultima corsa»
Niente da fare dunque? Non è
detto: «Abbiamo concordato - prosegue Raimondi - l’apertura di un tavolo di
lavoro al quale saranno invitati i dirigenti scolastici. Quella sarà la sede
opportuna per valutare la fattibilità di alcune proposte, per concordare dei
piccoli aggiustamenti sull’anno in corso, dove sarà possibile, per valutare le
osservazioni sul campo, come si è sempre fatto, e per prepararsi all’anno
prossimo, quando la riforma degli ordinamenti richiederanno modifiche anche ai
servizi di trasporto». Anche Gervasi, ricontattato, si dice soddisfatto:
«Attraverso il tavolo di lavoro i dirigenti scolastici potranno valutare le
nostre proposte, sia in merito ad alcune situazioni specifiche e ad
aggiustamenti a breve, sia in vista dell’anno prossimo». L’obiettivo resta
quello di fornire «servizi mirati ai singoli istituti».
Visto che il rischio
intasamento c’è, cosa possiamo consigliare agli studenti che lunedì andranno a
scuola in bus?
«Semplice. Che non siano pigri e non aspettino l’ultima
corsa», risponde il presidente di Brescia Mobilità.
Marco Sampognaro

Assistenti civici da ieri anche sulle linee 1 e 3
Assistenti civici sugli autobus? Avanti, c’è posto. Il Comune di
Brescia conclude la «positiva» fase di sperimentazione che ha visto i volontari
organizzati e in divisa sulla linea 18 ogni sabato. Ed estende l’iniziativa alle
linee 1 e 3.
Sono una decina, forniti dalle associazioni «Assoarma
Educazione e sicurezza», «Auser Volontariato» e «Anteas Terza età attiva per la
solidarietà», in regime di convenzione con il Comune. Hanno iniziato il loro
servizio ieri: dalle 12 alle 15 e dalle 17,30 alle 20,30 sulla linea 1, dalla 9
alle 12 e dalle 15 alle 18 sulla linea 3. Per il loro lavoro ricevono un
rimborso spese, che il Comune ha quantificato in 6mila euro (in tutto) da qui a
dicembre
Una «presenza positiva» ha spiegato il vicesindaco e
assessore alla Sicurezza Fabio Rolfi. Una presenza pensata come risposta alla
«percezione di insicurezza» che si viveva sui bus cittadini. E una presenza
discreta, amichevole, collegata via telefonino alle Polizia locale.
Gli
assistenti civici, infatti, non hanno funzione di repressione ma di assistenza
(a tutti e in particolare ai soggetti più deboli, come bambini e anziani) e di
deterrenza. E carattere «educativo», aggiunge il presidente di Brescia Mobilità
Andrea Gervasi. Tutti i volontari, infine, sono stati formati con corsi
specifici sulle norme e i regolamenti, sulle possibilità operative, su come
valutare una situazione e intervenire nel modo corretto. ms
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Bresciaoggi 08 settembre 2009
VOLONTARI IN CAMPO. Il servizio ha preso il via ieri sulle linee 1 e 3, nei
tratti di affluenza particolarmente elevata
Sugli autobus della città ecco gli assistenti civici
Francesco Zambelli
Rappresentano un incentivo alla buona convivenza ma saranno un deterrente
contro ladri e vandali
Dopo il cimitero, i parchi e le scuole, gli
assistenti civici sono arrivati anche su alcuni autobus cittadini. Il servizio
ha preso il via ieri sulle linee 1 e 3 del trasporto pubblico locale, nei tratti
con l'affluenza più elevata. Prima era stato attivato in via sperimentale sulla
linea 18, il sabato pomeriggio.
Riconoscibili dalla pettorina e dal
tesserino personale, i volontari di «Assoarma educazione e sicurezza», «Auser
Volontariato» e «Anteas Terza Età Attiva per la solidarietà» saranno presenti
con una decina di persone, per sei ore al giorno, dal lunedì al venerdì. «È un
altro passo verso una città più controllata - sottolinea il vicesindaco con
delega alla Sicurezza Fabio Rolfi - ovviamente in questo caso non siamo di
fronte alle ronde previste dalla legge sulla sicurezza, ma ad un servizio di
assistenza ai cittadini. Una sorta di mediazione tra gli utenti e le forze
dell'ordine».
La presenza dei volontari, nelle intenzioni della Loggia, serve
a dare informazioni e aiuto ai cittadini. Il tentativo è quello di sviluppare il
senso civico e la buona convivenza, oltre che dissuadere i comportamenti
illegali (ad esempio i borseggi) e anche quelli che vanno contro il rispetto
degli altri, come i piccoli danneggiamenti sul mezzo su cui si viaggia, o
l'infastidire i passeggeri. Di fronte alle situazioni critiche, tuttavia, gli
assistenti devono limitarsi ad attivare la polizia locale, o il servizio
sanitario di emergenza urgenza. Prima di prendere parte al servizio, hanno tutti
frequentato un corso di formazione, che verteva sulla conoscenza tecnica delle
norme e dei regolamenti; sono state poi fornite ai volontari competenze
trasversali, come la corretta diagnosi di una situazione e come intervenire.
«NON SIAMO di fronte ad una sostituzione dei nostri controlli - sottolinea
il presidente di Brescia Mobilità Andrea Gervasi - e non saranno i volontari a
verificare l'obliterazione del biglietto, ma inviteranno a lasciare il posto
agli anziani e alle donne incinte».
«L'obbiettivo - continua Rolfi - è
quello di aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini. Soprattutto i
soggetti deboli non devono sentirsi abbandonati, ma hanno bisogno di percepire
la vicinanza delle istituzioni. In questo modo il trasporto pubblico locale
verrà utilizzato in maniera più rassicurante».
La convenzione stipulata dura
fino a dicembre, ma verrà poi rinnovata nell'ambito delle altre già previste tra
l'amministrazione comunale e le associazioni. I volontari percepiscono solo un
rimborso, e in questi primi mesi è stata calcolata dalla Loggia una spesa non
superiore ai 6mila euro. Gli orari in cui sarà possibile incontrare gli
assistenti civici sugli autobus sono dalle 12 alle 15 e dalle 17,30 alle 20,30
sulla linea 1, mentre sulla linea 3 saranno presenti dalle 9 alle 12 e dalle 15
alle 18.
Non è comunque l'unica novità in arrivo sugli autobus. Ieri
pomeriggio Gervasi ha incontrato il Provveditore agli studi per avviare un
tavolo di discussione sugli orari delle scuole: «Come già realizzato con il
Copernico e il Leonardo, speriamo che sia possibile studiare un inizio sfalsato
delle lezioni nelle scuole vicine. Il provveditorato ha apprezzato l'iniziativa
e ne parlerà al più presto coi presidi dei vari istituti. Dopodiché le proposte
verranno vagliate dai consigli dei docenti, genitori e alunni per arrivare a
soluzioni condivise che riescano ancora una volta a andare nella direzione di un
servizio migliore per gli utenti».

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Giornale di Brescia 05 settembre 2009
Mompiano si prepara alla Metro
Definitivo il progetto preliminare delle opere necessarie ad
armonizzare il quartiere al suo tracciato e alle sue stazioni. I primi cantieri
saranno aperti nel mese di ottobre
Inizia a prendere forma il volto futuro della zona nord di Brescia
e già si può intravedere come cambieranno le cose tra viale Europa, via Stadio e
via Triumplina. Almeno sulla carta, visto che in questi giorni il progetto
preliminare - le cosiddette «linee guida delle opere complementari del Metrobus»
- è ufficialmente diventato definitivo. Da qui a qualche mese, quindi, si
chiuderà il sipario dell’ultimo atto dell’iter burocratico in corso e si
scandirà il via alla fase più importante, quella cioè del lavoro
esecutivo.
Il percorso della metropolitana, in tutto poco più di 13
chilometri, si snoda per una parte in trincea - stazioni di Prealpino, Casazza,
Mompiano, Europa e San Polo Cimabue; per un’altra in galleria - stazioni di
Ospedale, Marconi, San Faustino, Vittoria, Fs, Brescia Due, Lamarmora, Volta.
Per un chilometro e 700 metri la linea sarà invece a raso con le stazioni di
Poliambulanza e San Polo Parco, stessa distanza per la linea in viadotto con le
stazioni di Sanpolino, S. Eufemia-Buffalora e Deposito.
Tra stazione e
università
Del resto gli assessori competenti di Palazzo Loggia - Mario
Labolani per i Lavori pubblici, Paola Vilardi per l’Urbanistica e Nicola Orto
per Traffico e mobilità - lo avevano dichiarato a chiare lettere: l’obiettivo è
procedere rapidamente con la definizione delle 17 opere complementari, perché il
tempo stringe e la mole di lavoro è tanta.
Proprio per questo, oltre agli
interventi viabilistici nelle strade che insistono sulla linea del Metrobus, ad
essere in esame erano anche le opere legate a dieci delle future stazioni. Sulle
fermate Prealpino, Kossuth, Stazione, Lamarmora, Poliambulanza e Serenissima,
infatti, la riflessione si è avviata solo in un secondo momento.
La quarta
stazione della metro per chi viene da nord (ecco come, nel linguaggio tecnico,
si caratterizza viale Europa) dovrà rispondere alla particolarità della sua
posizione che la vede al centro della cittadella universitaria dove si
concentrano le facoltà di Ingegneria, Medicina, Giurisprudenza, la mensa, le
strutture sportive, gli alloggi universitari e l’Isu (Istituto studentesco
universitario).
La piazza della stazione dovrà quindi essere una sorta di
ingresso est del complesso universitario e farsi anche luogo di sosta e di
intrattenimento per gli studenti. Ecco allora che la piazza sarà allungata per
agevolare gli spostamenti tramite percorsi pavimentati comodi e ben strutturati,
ma che possa anche definire una quinta architettonica che si apra lungo il viale
e che nasconda il grande parcheggio dell’università su cui la piazza si
«appoggia».
Un boulevard di collegamento
Viale Europa è destinato a
diventare un boulevard di collegamento tra il piazzale del Civile, che sarà
riqualificato come vera e propria piazza, e piazzale Kossuth, uno dei centri
nevralgici della linea Metrobus. Verranno effettuati lavori per garantire uno
spazio costante di 25 metri di larghezza. Su di essi sarà distribuita la
carreggiata, divisa al centro da un’isola di due metri e con due corsie per
senso di marcia da 7 metri. Ai lati della via la piantumazione sarà costante, la
pista ciclabile verrà separata dalla carreggiata e affiancata allo spazio
riservato ai pedoni. Non ci saranno dossi per limitare la velocità, il
rallentamento delle auto dovrebbe essere garantito dalle rotonde in
corrispondenza degli incroci.
Per facilitare l’attraversamento, sono previsti
comunque una serie di semafori pedonali. Nel caso di viale Europa, l’auspicio è
di dare il via ai lavori tra ottobre e gennaio. D’altronde la scadenza del 2012
si avvicina e le opere legate al Metrobus definite complementari si dimostrano
in realtà sempre più fondamentali.
Nuri Fatolahzadeh

Un percorso a tappe guardando al 2012
Tre gli assessorati coinvolti, i passaggi alle Commissioni
consiliari e alle Circoscrizioni
Tre assessorati per un unico progetto: quello delle cosiddette
«opere complementari della metropolitana leggera», che dovranno essere pronte
per il 2012, data di consegna dei lavori. Alla presentazione delle linee guida
delle prime due delle 17 stazioni, a Palazzo Loggia c’erano gli assessori ai
Lavori pubblici Mario Labolani, al Traffico Nicola Orto e all’Urbanistica Paola
Vilardi a significare «un lavoro di squadra che si basa non solo su un’assonanza
politica, ma pure sulla condivisione di un metodo». Gli studi condotti per
arrivare all’atteso progetto definitivo della stazione di viale Europa sono
stati portati avanti da una squadra interdisciplinare di funzionari e tecnici.
«È la prima volta che si procede in questo modo - sottolinea l’assessore
Labolani - una collaborazione quasi obbligatoria se si vogliono soddisfare le
svariate esigenze».
Poi, una nota metodologica: «Ciò che presentiamo è
davvero la sintesi di un percorso che ha dovuto tenere conto della
riorganizzazione del trasporto pubblico, della valorizzazione urbana dei siti,
della relazione con il contesto e con la città esistente e che ha dato la
dimostrazione di un metodo efficace e che sarà adottato anche per le restanti
stazioni». E, guardando al cronoprogramma, si apprendono i passaggi e le
scadenze delle opere superficiali. La squadra di lavoro seguirà un iter ben
preciso che prevede l’analisi dei siti e la definizione delle linee guida di
massima a cui seguono la restituzione di elaborati pronti per il passaggio in
Giunta. Tocca poi alle Commissioni consiliari, a Brescia Mobilità e agli uffici
tecnici comunali per la verifica dei progetti. La Giunta a quel punto dovrà dare
l’approvazione definitiva e permettere a Brescia Mobilità di dare seguito alla
progettazione esecutiva. Ma non è finita, perché poi occorrerà sentire il parere
delle Circoscrizioni e aspettare la verifica condotta dagli uffici
comunali.
La Giunta sarà nuovamente chiamata a dare il parere sulla
progettazione esecutiva e solo allora Brescia Mobilità potrà aprire la gara e
procedere alla realizzazione e al collaudo dell’opera.nuri
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Bresciaoggi 05 settembre 2009
TRASPORTI. Dopo i disagi dei primi giorni, a breve verranno completate le
operazioni non eseguite a Napoli sul mezzo che è arrivato il 12 agosto dalla
Ansaldo Breda
Metrobus, i test al via in primavera
Mimmo Varone
Prove iniziali con il treno solo fino a S.Eufemia dall’estate si avventurerà
più lontano Entro fine anno arriverà il secondo convoglio
C’era una volta la talpa. Ora tocca ai treni. Dopo la galleria profonda (e il
resto della linea), la metropolitana leggera di Brescia apre l’era dei convogli
che tra poco più di due anni prenderanno a viaggiare a 80 all’ora dal Prealpino
a Sant’Eufemia e viceversa. Ormai tutto è pronto per la nuova fase. Sebbene in
ritardo di due mesi il primo treno completo è arrivato in città il 12 agosto
scorso con un trasporto eccezionale. Ed è archiviato pure il piccolo
inconveniente che lo ha tenuto fermo un giorno per via di un’improvvida cunetta
sul percorso verso il Deposito.
IL PRIMO CONVOGLIO è arrivato dalla Ansaldo
Breda di Napoli, ed è rimasto sul carrello del trasporto eccezionale per un solo
giorno. Nel Deposito di Sant’Eufemia tutto era pronto ad accoglierlo, e il 13
gli stessi trasportatori di Ansaldo lo hanno fatto scivolare sulla rotaia
attraverso una rampa. Ora è parcheggiato nell’officina, ancora
incappucciato.
A breve, e comunque prima che finisca settembre, si metterà
mano al completamento delle prove non eseguite a Napoli. Si tratta di test di
routine per accertare il buon funzionamento dei dispositivi e degli apparati
pneumatici, come previsto dal ministero dei Trasporti. Dopodiché comincerà a
muovere i primi passi, prima manovrato dall’uomo sui 370 metri di binari posati
nel Deposito, poi da solo. Si interfaccerà con il sistema di telecomando e
viaggerà in automatico per quattro o cinque mesi.
Fino alla primavera
prossima, dunque, non metterà il naso fuori dal recinto di Sant’Eufemia -
Buffalora, ma se tutto va bene da marzo o aprile 2010 si farà vedere lungo il
«tronchino» che arriva alla stazione soprelevata di Sant’Eufemia, pronto per
quella data. Su tutta la tratta in viadotto, d’altronde, è già stata completata
la posa dei binari, delle traversine e del ballast (il pietrisco su cui
appoggiano). Sono state fatte le banchine d’emergenza e i parapetti. Ora si
procede alla posa del cavo per gli impianti. La tabella di marcia prevede che
per un altro trimestre il treno faccia la spola lungo quel primo tratto, forse
prima a guida manuale e poi in automatico. Dall’estate prossima comincerà ad
avventurarsi più lontano, verso Sanpolino, San Polo Cimabue, San Polo parco,
Poliambulanza. Finchè, negli ultimi sei mesi del 2012, si muoverà lungo tutto il
percorso, in attesa che salgano anche i passeggeri a inizio 2013.
Prima che
finisca quest’anno, intanto, arriverà pure il secondo dei 18 convogli che
costituiranno l’intera flotta, 16 per l’esercizio, uno per la manutenzione e
l’altro di scorta. Dal 2010 arriveranno nel Deposito anche gli altri, a cadenza
di due mesi, per essere testati nella rimessa e poi messi in
linea.
ALL’APPARENZA SEMBRANO treni convenzionali, ma sotto il pianale
nascondono una tecnologia all’avanguardia. Ciascuno, bidirezionale, è fatto di
tre casse larghe 2.65 metri e alte 3.40, con struttura di alluminio fornito da
Metra spa. Le casse sono del tutto intercomunicanti e connesse in modo
permanente, e danno al convoglio una lunghezza totale di 39 metri con 72 posti a
sedere e 425 posti totali. Dispongono di aria condizionata e di sei porte per
fiancata apribili in automatico. Sono predisposti per la guida manuale, tramite
due banchetti estraibili sulle testate in caso di emergenza e per i movimenti in
deposito. Si muovono su quattro carrelli da quattro ruote ciascuno, due posti
sotto le testate e altri due sotto la giuntura delle casse. Tre dei carrelli
sono motorizzati, ciascuno con due motori elettrici alle ruote, che prendono
energia dal terzo binario e sviluppano singolarmente una potenza di 105 kW.
I treni hanno persino il pavimento autolivellante per mantenere il medesimo
livello della banchina e non creare problemi ai passeggeri e soprattutto ai
disabili in carrozzella (due posti riservati). Si potrà accedere anche con la
bici, che andrà tenuta nel vestibolo. Potrebbero viaggiare a una velocità
massima di 90 chilometri orari, ma scarrozzeranno i bresciani a 80 all’ora.
Le ruote «elastiche»
Un gioiello bresciano
C’è anche tecnologia bresciana, nei treni della metropolitana. E non si tratta
solamente degli estrusi di alluminio di marca Metra, che pure non hanno rivali
nel mondo.
UN ALTRO «GIOIELLO» nostrano che equipaggia i convogli sono le
ruote «elastiche» che rotoleranno sui binari da Sant’Eufemia al Prealpino. Ruote
di acciaio, eppure in qualche modo ammortizzate per un maggiore comfort di
marcia.
Portano il marchio della Lucchini Rs di Lovere, che ha progettato,
prodotto, e ora ha in corso la fornitura dei complessi costituiti da una coppia
di ruote connesse da un assale completo di componenti di trasmissione e
frenatura.
SI CHIAMANO RUOTE ELASTICHE perché composte da un cerchione di
acciaio, un centro ruota dello stesso materiale, un anello di fissaggio sempre
in acciaio e da una serie di tasselli elastici in gomma ingabbiati tra il
cerchione di rotolamento e il centro ruota. Il sistema è abbastanza semplice, e
ha il pregio di smorzare le vibrazioni da contatto tra la ruota e la
rotaia.
Il sistema è stato messo a punto da Lucchini Rs appositamente per
veicoli leggeri come tram e metrò. Vanta ottime performance di marcia, e non
poteva certo mancare sul metrò nostrano.
LE RUOTE HANNO un diametro di 711
millimetri e un peso di 256 chili, con uno scartamento di tipo ferroviario da
1.435 millimetri.
Da tempo, d’altronde, Lucchini Rs punta sull’innovazione
nel trasporto ferroviario. Negli anni scorsi ha commissionato alla facoltà di
Ingegneria di via Branze uno studio del contatto tra ruota e rotaia che ha
portato alla produzione di ruote con acciai speciali, in grado di durare molto
di più rispetto a quelli consueti. E ciò le ha consegnato la leadership mondiale
nel settore.
Allora le commesse americane non si sono fatte attendere. Ora
saranno i bresciani a beneficiare della tecnologia made in Brescia. MI.VA.

IL TRACCIATO. Per primi dovranno essere pronti i 3,5 chilometri dalla
Poliambulanza al Deposito di Sant’Eufemia, sui quali i convogli faranno le prime
prove
Cantiere sulla tratta Sud, avanti tutta
Verso Sanpolino è l’ora di posare i binari E alla stazione San Polo si monta
la copertura
Mentre arrivano i primi treni, vanno avanti i lavori sulla tratta sud del metrò
dalla Poliambulanza al Deposito di Sant’Eufemia - Buffalora. Sarà proprio su
quei tre chilometri e mezzo circa di tracciato che i convogli faranno le prime
prove a partire dalla primavera dell’anno prossimo. Per primi dunque devono
essere pronti. Ma sembra che non ci voglia molto ormai. Le opere civili sono
quasi fatte del tutto, e si cominciano a montare gli impianti.
E’ GIÀ AL
COMPLETO la tratta di transizione dalla galleria profonda alla Poliambulanza,
con 130 metri di galleria artificiale «cut&cover» e 200 di galleria
scatolare più 100 metri di trincea aperta. Ora si installano i prefabbricati in
calcestruzzo per la banchina di emergenza e il contenimento degli impianti. Alla
stazione Poliambulanza, intanto, sono pronte anche le murature interne e si
completa l’impermeabilizzazione esterna. Oltre, è in corso l’armamento della
ferrovia fino alla stazione di San Polo parco, dove prosegue il montaggio della
copertura metallica e la realizzazione degli impianti al piano interrato.
Andando verso San Polo Cimabue, si sta completando la via di corsa tra il Garza
e la variante di via San Polo, a est della quale è in corso la posa dei
binari.
Lungo tutta la tratta a raso dell’«ex bruco» proseguono anche i
lavori per le vasche di smaltimento delle acque piovane provenienti dalla
piattaforma ferroviaria, e a San Polo Cimabue si completano le murature interne
ai locali tecnici.
Il tratto di corsa da qui a Sampolino, poi, è stato
definitivam,ente completato, e si procederà invece alla posa i binari.
Operazione che è già stata portata a termine lungo il tratto in viadotto fino al
deposito. Infine, alla stazione di Sant’Eufemia, la prima ad accogliere il
treno, sono in via di completamento le coperture metalliche e gli impianti nei
locali tecnici al piano interrato. MI.VA.

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Giornale di Brescia 05 settembre 2009
SERVIZIO CON LITTORINE STORICHE
Palazzolo-Paratico: treni
domenicali
Da domani torna il servizio festivo lungo la ferrovia Palazzolo-Paratico con
vecchie littorine diesel (nella foto di Carlo Bonari la Aln 668-1401 in livrea
d’origine). Fino al 20 settembre sono garantite dieci corse giornaliere: da
Palazzolo per Paratico alle 9.28, 10.28, 14.28, 15.41 e 17.41 mentre da Paratico
alle 10.02, 11.42, 15.02, 17.02 e 18.40. Possibilità di acquisto di un unico
biglietto treno + battello per gite sul lago. Info
3388577210.

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Giornale di Brescia 03 settembre 2009
Lumebus: dibattito su Facebook
Si rilancia la proposta di un servizio di trasporto urbano con tre
linee. Il piano abbozzato nel 2007 era stato bocciato perchè economicamente
insostenibile
LUMEZZANE Torna d’attualità «Lumebus», il servizio di trasporto pubblico per la
città di Lumezzane. Un progetto per la realizzazione delle linee urbane era
stato presentato in Comune nel gennaio 2007 da Giovanni Festa. Secondo tale
piano il servizio avrebbe dovuto essere costituito da due pulmini, denominati
linea Blu e Rossa con un punto di interscambio nella zona del municipio, dove
sarebbe fissato il capolinea anche del bus diretto a Brescia, che diverrebbe la
linea Gialla.
Proposta on line
Il progetto prevedeva una corsa ogni 30
minuti. Il promotore della proposta, già bocciata ripetutamente dalla precedente
Amministrazione per il costo non sostenibile dall’ente pubblico, rilancia
l’idea, cercando dei sostenitori tramite Facebook, dove in due giorni ha
ottenuto 120 «amici».
Il tema torna alla ribalta, dal momento che
l’Amministrazione comunale sarà chiamata a rinnovare la convenzione di trasporto
pubblico in essere con la Sia. «Risulta evidente a tutti - ricorda Festa
- che l’attuale servizio non è più sufficiente, è oltremodo irrazionale ed è
quello di 30 anni fa. La Sia ha già dato un assenso tecnico al progetto Lumebus;
ora occorre che Comune, Provincia e Regione trovino la copertura economica per
dotare Lumezzane, che ricordiamo è una vera e propria città, di un servizio che,
sottolineo, è dovuto».
L’unico studio per ora attuato sulla possibilità di
istituire un trasporto pubblico a «navette» con piccoli pullman circolanti su
due specie di «anelli» raggiungendo anche le frazioni isolate, ha messo in
evidenza che il servizio potrebbe dare grande beneficio in particolare alle
fasce di popolazione anziana.
Una spesa di 390mila euro
Il costo di
390.000 euro però verrebbe coperto dai biglietti solo per il 25-30%, e quindi vi
sarebbe necessità di trovare risorse per altri 300.000 euro all’anno. Per
capirci, una cifra che in tempi di magra non è facile recuperare e che è pari
alla metà dell’Ici sulla prima casa. Il dibattito è aperto attraverso il nuovo
modo di comunicazione che come detto è rappresentato da Facebook.
Così si
legge che «per quanto un servizio come Lumebus non appartenga alla nostra
"cultura" e non sappiamo quanto ci manca perchè non lo abbiamo mai avuto, la
nostra natura semplice e "umanamente ragionevole" ci fa riconoscere una cosa
positiva e utile». «Lumebus è senza dubbio un servizio da offrire al nostro
paese». «Credo sia una bellissima idea. Da anni a Lumezzane si sente il bisogno
di un servizio di trasporto pubblico più capillare di quello esistente.
Ovviamente, come già evidenziato, bisogna valutare bene la fattibilità del
progetto».
Torna d’attualità quindi la questione della copertura dei costi,
a cui Festa intende rispondere con un una relazione-proposta di equilibrio
economico. «Per ora dobbiamo ringraziare qualche consigliere comunale che ha
tolto dall’archivio il progetto ed ha iniziato a fare le sue valutazioni. Lo
attendiamo ad un confronto anche sul sito».
Pista ciclabile
Non mancano
le voci contrarie, che sottolineano invece l’opportunità di una pista ciclabile.
«C’è una linea omogenea che attraversa Lumezzane da Gazzolo alla zona
industriale che con un ponte tra via D’Azeglio e S. Margherita potrebbe essere
fattibile. Senza contare poi che per l’emigrazione della aziende potrebbero
essere sempre più i pendolari valgobbini che necessitano di un servizio autobus,
ma per uscire e rientrare da e a Lumezzane». Ecco quindi l’invito a pensare a
stilare un progetto di servizio trasporti Lumezzane-luoghi di lavoro, «per il
quale saranno in tanti ad esserne grati».
Angelo Seneci
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