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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 05 dicembre 2009
Lamarmora, con la stazione si «saldano» due quartieri
Parcheggi in
struttura e a raso fino a 750 posti, percorsi pedonali, aree verdi e una
edificabile Con le opere complementari presentate ieri la Loggia punta a
ricucire Brescia 2 e il Bettinzoli 750 POSTI AUTO E TANTO VERDE
Ricucire due quartieri. Brescia Due e Lamarmora. Il cui tessuto urbano, figlio
di epoche diverse, è disomogeneo e con vaste aree «residuali», cioè vuote e da
reinventare. È uno degli obiettivi che il gruppo di lavoro che sta tracciando le
linee guida delle opere complementari destinate a calare nella città le future
stazioni Metrobus hanno tenuto presente occupandosi di Lamarmora. Dove si
immagina possano sorgere un parcheggio in struttura a due piani e due aree di
sosta a raso per un totale di 750 posti auto. Ma figura anche una vasta zona
edificabile secondo volumi che restano da definire in una fase urbanistica
successiva, così come ampie zone verdi che contribuiranno a delineare percorsi
pedonali funzionali alla stazione e non solo. Da ultimo, la mobilità: se la
stazione dovrà essere punto di scambio tra mezzi pubblici e metrò, si approfitta
pure per risistemare due nodi di via Lamarmora, trasformando gli attuali incroci
semaforizzati con via Cipro e via Malta (tronco sud) in rotonde.
Quell’area
da 27mila metri quadrati
I dettagli sono stati illustrati ieri in una
conferenza stampa nella quale l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani, ha
ricordato come questa sia la «settima stazione per la quale sono state definite
le linee guida, già approvate dalla Giunta» e ieri presentate alle commissioni
competenti. «Stiamo lavorando in fretta, visto che le stazioni dovranno essere
pronte per il 2012». Certo impegnativa la partita di Lamarmora, stazione le cui
opere complementari interessano un’area di 26.800 mq. Venendo agli aspetti
salienti, l’arch. Luigi Alessandri - coadiuvato dall’ing. Claudio Bresciani e
dall’arch. Paolo Livi - ha evidenziato anzitutto l’intervento di ricucitura
della trama urbana. «L’area è compresa tra il quartiere Bettinsoli, una zona di
espansione recente - quella un tempo occupata dalla fabbrica Berardi, ora
trasformata in un prolungamento del Parco Tarello - e una zona a forte presenza
di terziario, con la sede di A2A». Con una storia urbanistica stratificata, al
punto da generare un disassamento, ossia un orientamento diverso di circa 30°
tra gli edifici di Brescia Due e quelli di quartiere Bettinzoli e via Lamarmora.
A compensarlo e assorbirlo, è stata immaginata una tripartizione dell’area
circostante la stazione vera e propria, quasi a prolungare le strade che
tagliano in tre il Bettinzoli. «A nord vi sarà un parcheggio a raso, al centro
un sedime edificabile di circa 5.000 mq (per il quale è previsto solo un mix di
residenziale, commerciale e terziario in parti uguali, ma senza indicazione
delle volumetrie possibili) che farà da separatore tra parcheggio e piazzale
antistante la stazione, quasi da quinta a questo».
Parcheggi, fino a 750
posti auto
Il parcheggio a raso immaginato a nord dell’area edificabile
comprenderebbe 155 posti (su 3.400 mq), a servizio prevalentemente del quartiere
Bettinzoli, che ne è sfornito, e insisterebbe sulla soletta del parcheggio
interrato. Nelle previsioni, quest’ultimo sarà a due piani di 6.000 mq l’uno,
per una capienza di 460 auto, con accesso da via Bettinsoli. Tuttavia, la sua
realizzazione potrebbe essere posticipata, in attesa di verificarne l’effettiva
esigenza, specie in vista dell’eventuale prolungamento della linea del metrò a
Brixia Expo, che potrebbe «alleggerire» il sito di Lamarmora. Alla luce anche
del fatto che la porzione di Sintesi di quello interrato al Crystal Palace - cui
sarà connessa pedonalmente l’area della stazione - è largamente sottoutilizzato,
e dei costi di realizzazione, circa 6 milioni di euro. Altro parcheggio a raso -
di fatto il mantenimento di quello creato a sud-est della stazione, risultato
funzionale anche per gli utenti di A2A - è previsto sull’area ex Berardi, per 90
posti: il che, a regime, porterebbe ad avere 750 posti auto a fronte dei 450 di
prima dei cantieri e dei 400 attuali.
Il piazzale, i percorsi pedonali, le
aree verdi
A ricucire i due quartieri fungono anche le aree verdi. Ben 4.600
mq - cui se ne aggiungono 450 sopra la soletta del parcheggio interrato - che si
allungano a nord fino a via Zabella, avvolgendo la vecchia cascina presente, per
ricongiungersi a est con la fascia di prolungamento del Parco Tarello. Ma a
caratterizzare l’intervento saranno anche i percorsi ciclopedonali, secondo due
lunghi assi: uno ovest-est, che va dal piazzale della chiesa di S. Giacinto al
parco, tagliando il piazzale della stazione e il quartiere Bettinzoli, a toccare
chiesa, oratorio, locali pubblici, bar, negozi e Penny Market; l’altro nord-sud:
un lungo corridoio verde circondato da alberi che sale verso via Aldo Moro. Da
ultimo il cuore: il piazzale stazione, con percorsi funzionali alla stazione
stessa. A creare il bordo sud una pensilina di 250 mq destinata ad accogliere
fermate di bus, edicola, punti di noleggio e parcheggio delle bici. Spesa totale
delle opere: 2,675 milioni di euro. Ovvero 8,675 se si farà il parcheggio
interrato.
Gianluca Gallinari Così cambierà il volto dell’area compresa tra
il quartiere Bettinzoli e via Lamarmora secondo le linee guida relative alle
opere complementari della Stazione Metrobus di Lamarmora. Nuove direttrici
pedonali, un piazzale che si aggiunge al solo esistente nella zona (quello della
chiesa di S. Giacinto) e verde per quasi 5.000 metri quadrati. Ma si aggiungono
pure due rotonde su via Lamarmora e un parcheggio interrato, che sommato a
quelli a raso porterebbe a 750 i posti auto totali.
«Il parcheggio è troppo lontano» Il progetto delle opere complementari solleva
dubbi in commissione congiunta
Le opere complementari della stazione metrò di Lamarmora passano attraverso le
commissioni Urbanistica e Lavori pubblici, riunitesi ieri in una seduta
informativa, senza funzioni deliberative. Non sono mancate perplessità. A più
riprese il gruppo di lavoro incaricato del progetto è stato interrotto e
interrogato sulla scelta di posizionamento del parcheggio nord che dovrebbe
ospitare 460 posti-auto. «Il progetto è interessante, è però scomodo
parcheggiare nel sotterraneo e dover poi risalire al livello esterno per
ridiscendere e prendere il treno del metrò - ha detto Aldo Boifava del Pd -. Non
sarebbe stato meglio collocare il parcheggio in prossimità dell’ingresso della
stazione?». L’interrogativo è stato rilanciato e riformulato da Luigi Gaffurini,
dello stesso gruppo, che ha messo in luce la necessità di declinare soluzioni
tecniche a logiche di uso più immediato.
La discussione è giunta poi al tema
dei costi: «Oltre agli 8 milioni e 675mila euro del progetto di opere
complementari legate alla stazione Lamarmora - ha chiesto Boifava - a quanto
ammonterà la spesa totale dei sette progetti presentati in commissione?». Sempre
Boifava ha interrogato i tecnici circa il rischio di congestione del traffico
legato alla presenza di un parcheggio così ampio in una zona già sovraccarica:
«Perchè invece non dirottare qualche parcheggio in zone periferiche come la
stazione della Volta?». La risposta dell’ingegner Claudio Bresciani del Settore
Spazi Aperti è entrata nel merito delle scelte operate: «La soluzione adottata,
da un lato tutela il cascinale a nord da una zona troppo esposta e destinata a
spazi commerciali e dall’altro giova alla qualità dello spazio pubblico
antistante la stazione. E poi il parcheggio è stato pensato come servizio per il
quartiere Bettinzoli, quindi come qualcosa di accessorio alla fermata della
metro».
«Abbiamo cercato di ovviare al problema delle auto parcheggiate in
divieto di sosta in via Lamarmora - ha poi aggiunto sul tema il presidente della
Commissione Urbanistica, Marco Toma -. Il quartiere Bettinzoli è stato costruito
tra gli anni ’40 e gli ’80 con un piano urbanistico diverso, non può certo
soddisfare la richiesta di parcheggi necessaria ai cittadini di oggi».
Nonostante le commissioni congiunte non avessero potere vincolante, si è
provveduto alle votazioni, durante le quali due membri si sono astenuti a causa
della mancanza di potere decisionale sul merito. Il progetto è stato approvato.
ro. bell.
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Bresciaoggi 05 dicembre 2009
METROPOLITANA: LE OPERE COMPLEMENTARI. Il progetto dell’area è stato
presentato ieri ai membri delle commissioni Urbanistica e Lavori
pubblici
Lamarmora, il parcheggio può attendere
Mimmo Varone
Per i 450 posti auto manca ancora il finanziamento Un percorso pedonale tra
Brescia due e Bettinzoli Spazi verdi faranno da cornice alla stazione metrò
La stazione Lamarmora ricuce la trama urbana, unisce quartieri contigui, rimette
a nuovo la stessa via Lamarmora e con un corridoio verde si collega al parco
Tarello per aprire una vista ininterrotta verso il Cidneo. Ma lo farà con tempi
ancora incerti. Entro il 2013 ci saranno vialetti e aiole intorno alle scale
della stazione, mancherà il parcheggio interrato da 450 posti. «Bisogna trovare
i soldi», ammette l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani. Il Gruppo di
lavoro incaricato dalla Loggia di varare le linee guida delle opere
complementari alla metropolitana ha presentato ieri la sistemazione dei 27 mila
metri quadrati di proprietà comunale che inglobano stazione vera e propria, i
parcheggi e un’area edificabile di 5 mila metri quadrati.
«E’ la settima
opera complementare della metropolitana che progettiamo - dice Labolani - il
Gruppo di lavoro è al lavoro per mantenere il passo con le opere del sottosuolo
e garantiamo che tutto sarà pronto con l’entrata in esercizio della
metropolitana». Tutto il resto, eccetto il parcheggio e le costruzioni sull’area
edificabile. Comunque non sarà poco.
Lo spazio interessato è una sorta di
trapezio compreso tra via Lamarmora a sud, via Zabella a nord, il quartiere
Bettinzoli a ovest e il recente ampliamento del Tarello nell’area ex Berardi a
est. Per il lavoro di «ricucitura» le opere complementari vanno oltre i confini.
In direzione ovest-est si estendono dal sagrato della chiesa di San Giacinto al
parco. Sull’asse sud-nord un viale alberato congiunge la stazione con il
parcheggio interrato del Crystal Palace, e da lì ancora con il
Tarello.
NELL’IDEA, le strade del quartiere Bettinsoli penetrano nell’area e
la suddividono in tre parti con funzioni diverse. Nella parte sud delimitata da
via Lamarmora ci saranno le scale d’ingresso alla metropolitana, immerse in
spazi verdi, tra cui si dipanano percorsi pedonali pavimentati. Una lunga
pensilina coperta per bus urbani e bici si affaccerà sulla stessa via Lamarmora
riqualificata con due grandi rotatorie alle intersezioni con via Cipro e via
Malta. Ad imitazione di via Cefalonia avrà uno pure spartitraffico
verde.
Appena più a nord, un percorso pedonale parallelo collega il sito con
il sagrato della chiesa (attraversando il Bettinzoli) e con il nuovo parco alla
ex Berardi. Il corridoio separa la stazione dall’area edificabile centrale, che
il documento di inquadramento del Prg di quattro anni fa vuole a terziario,
residenziale e commerciale in parti uguali. A nord di questa e fino a via
Zabella si sviluppa un parcheggio a raso da 155 posti su 3.400 metri quadri.
Altri 80 posti a raso (1.900 mq) verranno ricavati a sud est, tra la stazione e
il parco pubblico. Si conferma, dunque, il parcheggio già esistente, molto
utilizzato dai visitatori di A2A.
LA VERA NOVITÀ al riguardo, tuttavia, è il
parcheggio interrato su due piani (6 mila metri quadri ciascuno, che si
svilupperà sotto l’area edificabile e sotto il parcheggio più grande a raso.
Avrà una capienza complessiva di 450 auto e porterà a 750 il totale dei posti
disponibili. La stazione Lamarmora non è un capolinea e il suo bacino di utenza
saranno per forza di cose i residenti nonché le numerose attività commerciali e
terziarie, compresa A2A. E quei parcheggi serviranno soprattutto a loro.
In
tutta l’aera gli spazi verdi avranno il compito di correggere e «assorbire»
l’orientamento diverso fra gli edifici di Bresciadue e quelli di
Lamarmora-Bettinzoli, disassati di circa 30 gradi. Dovranno creare pure
l’ambientazione degli spazi pedonali intorno all’ingresso del metrò, intorno ai
parcheggi nascondendoli alla vista e lungo i percorsi pedonali. Ben 4.600 metri
quadrati saranno a verde profondo, altri 750 sulla soletta della stazione.
LA
PARTE EDIFICABILE, invece, in un futuro non prossimo diventerà una sorta di
quinta posta tra gli spazi pedonali della stazione con le sue aree di
«rappresentanza» urbana, e il parcheggio a raso a nord, che è di servizio
all’area stessa. Quando sarà costruita, i suoi spazi commerciali faranno da
attrattori e il sito del metrò diventerà la piazza che Lamarmora non ha, se si
esclude il sagrato della chiesa.
Quanto ai percorsi veicolari (che non
attraverseranno gli spazi intorno alle scale della stazione), l’ipotesi di
progetto riconferma la maglia stradale delle vie interne al quartiere Bettinzoli
riportando la situazione precedente al cantiere con svolta obbligata a destra.
Dunque il Bettinzoli non verrà invaso dal traffico - tiene a sottolineare
Labolani - la strada di accesso ai parcheggi resterà tangente al lato est del
quartiere stesso, com’è sempre stato. Anzi, «le vie interne saranno
riqualificate dal percorso pedonale - aggiunge - e sgravate dall’assedio delle
auto che troveranno posto nei parcheggi».
Per ora l’area edificabile resta vuota
L’idea c’è, ma quando sarà realtà è impossibile dire. Nel 2013 dell’esordio
del metrò i 27 mila metri quadrati del sito della stazione Lamarmora non saranno
come i progettisti li hanno disegnati. Mancheranno il parcheggio interrato da
450 posti e le costruzioni previste nei 5 mila metri quadrati di area
edificabile.
IL PRIMO DA SOLO costerà 6 milioni di euro secondo le stime
attuali. Per il resto ce ne vorranno altri 2 e mezzo.
«Le opere complementari
costano - dice l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani - e le
urbanizzazioni sono importanti per recuperare i costi». È come dire che di certo
si costruirà, ma come e quanto non si sa.
Se il mercato immobiliare non si
sveglia sarà difficile trovare un investitore. E le linee guida varate ieri
neanche entrano nel merito delle future costruzioni.
Il parcheggio interrato
si farà solo quando le costruzioni partiranno. «Man mano che recupereremo i
soldi» dice Labolani. Nel frattempo, a nord di aiole e vialetti intorno alle
scale della stazione ci sarà solo un ininterrotto parcheggio a raso.MI.VA
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Bresciaoggi 05 dicembre 2009
L’INIZIATIVA. Da domani sul colle Cidneo sarà attivo «Il villaggio di Babbo
Natale». Già da oggi in servizio la speciale navetta gratuita dal
centro
Per Natale tutti in Castello. Magari in trenino
Mara Rodella
Videogiochi e play station? Niente del genere: quest’anno i bambini faranno i
capricci per farsi accompagnare in Castello. Magari in treno. Con l’auspicio di
rifare il tutto esaurito, il Cidneo si riaccende per le festività: di luci, di
colori, e di eventi a misura di bimbi e famiglie. Come loro, peraltro, hanno
suggerito. «Durante le animazioni estive abbiamo chiesto ai più piccoli come
avrebbero voluto il Castello a Natale: hanno chiesto renne, presepe, fate, neve,
albero e Babbo Natale, nella tradizione dei valori più genuini», spiega
Nicoletta Bontempi. E il Cidneo risponde con «I sogni nel Castello», un
programma che punta proprio a riscoprire l’essenza della Natività in un clima di
attesa e divertimento, con un occhio speciale ai desideri. Tre le linee guida
delle domeniche a tema: pedagogica, ludica, emozionale. «Ci saranno eventi
speciali e permanenti, come l’albero dei desideri e dei pensieri, la nascita del
presepe che rivivrà tra le mura del castello e l’ora della merenda», spiega
Bontempi.
Domani alle 16.30 la grande inaugurazione «Nel villaggio di Babbo
Natale»: ad accogliere i bambini oltre il portone della fortezza saranno elfi,
renne, pupazzi di neve, comete, giocolieri, truccabimbi e protagonisti delle
fiabe. Un po’ come se il Cidneo diventasse la casa di Santa Claus e un sogno la
realtà, sulle note della cantante bresciana Elisa Rovida.
Pausa per un
giorno, e poi, martedì 8, alle 15, il «Magico Natale nel Magico Castello di
Harry»: avventura interattiva ispirata alla saga del maghetto più famoso del
mondo. «Domenica 13 sarà dedicata agli Inca, sulla scia della mostra in Santa
Giulia - sottolinea Bontempi-: per conoscere le civiltà precolombiane giocando
con la ceramica, il colore, e uno spettacolo itinerante che stupirà anche i
grandi». Sette giorni dopo sarà la volta del mercatino del Libero Scambio,
mentre il 27, protagonista sarà l’ambiente, con «La terra è mia e la riciclo
io». Il 3 gennaio la caccia al tesoro, il 6 la grande festa della Befana.
Ma
come si andrà in Castello?Con il classico bus navetta o, da oggi, con il trenino
offerto da Brescia Trasporti, due vagoni e 39 posti a sedere: «Sembra un cimelio
retrò ma è assolutamente tecnologico - precisa il presidente Andrea Gervasi -:
passerà ogni 35 minuti, dalle 15 alle 20, nei festivi e pre-festivi, con
capolinea in via del Castello e fermate in piazza Tebaldo Brusato e corso
Zanardelli. Con l’impegno di non lasciarlo fermo nemmeno l’anno
prossimo».
«COSÌ IL CASTELLO, simbolo di Brescia, tornerà a rivivere dopo
troppi anni di silenzio, offrendo spettacolo e didattica in un percorso
straordinario, con in più l’intuizione vicente del trenino», dicono a una sola
voce gli assessori Labolani, Margaroli, Arcai e la presidente del Consiglio
comunale Bordonali: «E’ la gente a chiederci queste iniziative e, quando
funzionano, a partecipare».
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Giornale di Brescia 05 dicembre 2009
«Brindo con prudenza» e torno a casa con bus e taxi
Comune, Radiotaxi e Brescia Trasporti mettono a disposizione dei
giovani buoni sconto per il loro utilizzo nelle sere del weekend
Innanzitutto cosa non è: un tampone per chi esageri irresponsabilmente. Già,
perché il secondo atto della campagna «Brindo con prudenza» rappresenta invece
un progetto di sensibilizzazione sull’abuso di sostanze alcoliche indirizzato
pure alla promozione del trasporto pubblico. Tutto su iniziativa
dell’Assessorato alle politiche giovanili, mobilità e traffico che ha lavorato
con l’Assessorato al commercio e marketing urbano e in accordo con la
Cooperativa Radiotaxi Brixia presieduta da Sergio Bonetti e con la società
Brescia Trasporti rappresentata dal presidente Andrea Gervasi.
La seconda
fase dell’idea si divide a sua volta in due tronconi; il primo è rivolto a
ragazzi dai 16 ai 25 anni, che avranno a disposizione settimanalmente 200
biglietti-voucher «Weekend Night» - negli uffici dell’Informagiovani di via san
Faustino 33/b - del valore di 6 euro: un euro a copertura del costo del bus per
raggiungere la città e 5 euro di sconto sul viaggio in taxi per il rientro,
dalle 23 alle 6. I buoni sono cumulabili e validi il venerdì e il sabato; per
riceverli è necessario esibire un documento di identità (i minori dovranno
presentare l’autorizzazione dei genitori). La proposta, sperimentale, è attiva
da oggi sino alla fine del 2010 e per il momento soltanto nel Comune di Brescia.
«È un’iniziativa di sensibilizzazione - ha spiegato Antonio Moro, responsabile
del servizio Politiche Giovanili del Comune di Brescia - unita all’intento di
aiutare i giovani ad assumersi le proprie responsabilità».
Precisazione cui
si è aggiunto Nicola Orto, assessore a Politiche Giovanili, Mobilità e Traffico:
«È bene rendersi conto che l’incidente stradale non è un fatto contingente che
riguarda alcuni, ma può toccare ognuno di noi. È un piano incluso in
un’operazione più vasta in cui rientrano altre attività, vedi lo spettacolo
"Raccolti per strada"». Oltre ai voucher, è stato predisposto un servizio di
«bus a chiamata»: dopo essersi accreditati compilando il modulo da riconsegnare
alla sede di Brescia Trasporti (via san Donino 30) oppure all’Info Brescia
(piazza Loggia n. 3), verrà rilasciata una password per le prenotazione,
effettuabile dal lunedì alle 14 del giovedì allo 030/3061597. L’autobus
richiesto raccoglierà il gruppo nel luogo desiderato, lo accompagnerà alla
destinazione scelta e lo riporterà al punto di partenza (per ogni corsa deve
essere convalidato da ciascun passeggero un biglietto di corsa ordinaria o un
voucher «Weekend»). Per informazioni, 030/2978925 (oppure 7658 o 8914 finali) o
giovanisporteinnovazionecomune.brescia.it. ramo
Bresciaoggi 05 dicembre 2009
SICUREZZA STRADALE. Nuova fase del progetto lanciato dalla Loggia
«Brindo con prudenza» si estende anche ai taxi
Thomas Bendinelli
Voucher gratuiti per corse notturne. E con Brescia Trasporti parte pure il
servizio di bus a chiamata
Voucher gratuiti per i taxi notturni e bus a chiamata: sono queste le due novità
della seconda fase di «Brindo con prudenza», progetto del Comune di Brescia di
sensibilizzazione sull’abuso delle sostanze alcoliche e sulla promozione del
trasporto pubblico.
I VOUCHER. In pratica, grazie a un accordo tra Comune e
cooperativa Radiotaxi Brixia, l’assessorato alle Politiche giovanili e alla
mobilità mette a disposizione 200 tagliandi settimanali del valore di 6 euro, un
euro per il bus all’andata, 5 euro per il taxi al ritorno di notte, dalle 23
alle 6. Il servizio è rivolto ai ragazzi tra i 16 e i 25 anni il venerdì e il
sabato. I voucher sono ritirabili nella sede dell’Informagiovani di via San
Faustino e sono cumulabili. Questo significa che se tre ragazzi si mettono
insieme, possono accumulare un bonus di 15 euro da detrarre dalla tariffa del
taxi. Sui taxi, è stato ricordato ieri, «non potranno salire ragazzi in evidente
stato di ubriachezza». Come dire, un bicchiere può anche andare bene, ma senza
esagerare. Il servizio, almeno in una prima fase, sarà svolto solo in città. I
voucher complessivi sono 2300, 2mila prepagati dall’Amministrazione (10mila
euro) e altri 300 offerti dalla cooperativa radiotaxi.
BUS A CHIAMATA. Il
secondo servizio di «brindo con prudenza» prevede invece, in collaborazione con
Brescia Trasporti, la possibilità di utilizzare il cosiddetto bus a chiamata. In
pratica bisogna accreditarsi al servizio (compilando l’apposita scheda,
informazioni sul sito di Brescia Trasporti o all’Info Brescia di piazza Loggia
3) dopodiché, tramite un’apposita password, si può prenotare un autobus (il
servizio è anche notturno) chiamando lo 0303061597 concordando punto di raccolta
e destinazione.
Il finanziamento del servizio rientra in questo caso
nell’ambito di Civitas, finanziamento europeo sui progetti di mobilità
sostenibile cui il Comune partecipa da anni. «È una fase di sperimentazione - ha
spiegato ieri alla Nave di Harlock il presidente di Brescia Trasporti Andrea
Gervasi -, valuteremo l’efficacia e studieremo le eventuali modifiche».
L’augurio - ieri erano presenti i presidenti delle circoscrizioni e i
rappresentanti della Cooperativa Radiotaxi – è che la campagna abbia successo e
che passi il messaggio secondo cui ci si può divertire in sicurezza.
L’assessore alla mobilità e alle politiche giovanili Nicola Orto ha posto
l’accento su quella che ha definito una «grande sinergia» tra diversi soggetti:
Comune, circoscrizioni, Brescia trasporti, associazioni ed esercenti. «Se
l’avvio di questa seconda fase del progetto è possibile è anche grazie a questi
sforzi comuni», ha detto.
LA POLEMICA. Da parte sua anche un accenno alle
polemiche sollevate nei giorni scorsi dai giovani del partito democratico, i
quali non avevano contestato il merito della campagna ma «lo spreco di soldi
(150mila euro) per un servizio di bus navette inutile e poco efficace».
«Risponderemo in modo adeguato a questa accusa – ha affermato l’assessore -, ma
di sicuro non abbiamo sprecato denaro pubblico, soprattutto per un tema così
importante come quello del salvare vite umane».
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Il Brescia 05 dicembre 2009
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Il Brescia 02 dicembre 2009
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Bresciaoggi 04 dicembre 2009
L’AGGRESSIONE. È accaduto sulla linea 9
È senza biglietto: multato, colpisce il controllore
Il passeggero violento ha 27 anni ed è bresciano. Sarà denunciato
Salito senza biglietto sul bus urbano della linea 9, un bresciano di 27 anni,
già identificato e che verrà denunciato per lesioni, nel pomeriggio di mercoledì
ha sferrato un pugno al volto al controllore di Brescia Mobilità che stava
compilando il verbale. Il viaggiatore «portoghese» prima ha consegnato la carta
d’identità per essere identificato come previsto dai regolamenti: quando ha
capito che sarebbe scattata la contravvenzione ha avuto uno scatto d’ira e ha
picchiato l’addetto alla sorveglianza, un 47enne bresciano.
Lo ha messo ko
come un pugile provetto e dopo essersi ripreso il documento, è sceso e si è
allontanato a piedi.
IL GRAVE EPISODIO è accaduto alle 17 in piazza
Garibaldi. Il controllore è stato visitato in ospedale dove i medici hanno
fissato la prognosi in un paio di settimane. Ieri il controllore era a casa
ancora sotto shock. Gli agenti della questura attendono il suo verbale e di
poterlo interrogare. Nei prossimi giorni verrà probabilmente messo a confronto
con chi lo ha aggredito.
La polizia, che è intervenuta con una pattuglia
della Volante, ha già raccolto elementi utili per identificare il viaggiatore
violento.
«Fatti rari, fortunatamente» affermano a Brescia Mobilità ribadendo
che quest’anno «sono state rare le aggressioni ai danni dei controllori dei bus
urbani» che sono un centinaio e agiscono a gruppi. Episodi che si contano sulle
dita di una mano. Numerosi invece i passeggeri trovati senza biglietto.
«Bresciani e stranieri. Questi ultimi aumentano nelle zone dove gli immigrati
sono più numerosi» viene affermato. La percentuale è vicina al 50%. Per chi è
senza biglietto la sanzione è 100 volte l’importo del biglietto (un euro) che
scende ad un terzo se si paga subito.F.MO

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Bresciaoggi 02 dicembre 2009
TRASPORTI. La Loggia punta sulla mobilità alternativa. Soprattutto tra i
giovani. Orto: «Sono un terreno fertile e così si orientano ad una politica di
mobilità europea»
Bicimia raddoppia: le stazioni saranno 56
Mimmo Varone
Attualmente sono 24: le nuove postazioni dalla primavera vicino alle facoltà
o in periferia Altre 14 nei paesi dell’hinterland

Brescia scommette su Bicimia e spinge sull’acceleratore della mobilità
alternativa. A partire dalla primavera prossima le 24 postazioni in città,
soprattutto in centro, diventeranno 56 distribuite su tutto il territorio
comunale. E più avanti sbarcheranno pure nei 14 paesi dell’hinterland che già
fanno la «Grande Brescia» dei bus urbani. Nei prossimi giorni, intanto, esordirà
il car sharing con le prime due stazioni.
L’ASSESSORE ai Trasporti Nicola
Orto annuncia che l’espansione di Bicimia è in fase di progettazione, e che ci
sono pure i soldi. La Loggia ha messo a Bilancio 600 mila euro per il triennio
2009-11, e i primi 200 mila bisogna spenderli già quest’anno.
Inoltre il
Comune - annuncia l’assessore - ha già presentato al ministero dell’Ambiente un
progetto di implementazione del servizio con richiesta di contributi. I
finanziamenti statali, tuttavia, non sono vincolanti. «Siamo in attesa di una
risposta - dice Orto -, ma anche se dovesse essere negativa faremo tutto con i
nostri soldi». Le nuove stazioni di Bicimia dovrebbero essere operative in
primavera, quando i primi tepori invoglieranno a utilizzare le due ruote per
muoversi in città. Saranno collocate nei pressi delle facoltà universitarie a
uso degli studenti, ma anche nei quartieri di periferia. Quando il progetto sarà
del tutto realizzato, l’intera città avrà a disposizione bici da prendere da una
parte e lasciare in un’altra. Intanto, Orto sottolinea di aver presentato alla
Fondazione Cariplo un progetto per estendere il servizio ai 14 comuni
dell’hinterland, che «hanno aderito tutti». Qui i tempi saranno verosimilmente
un po’ più lunghi.
D’ALTRONDE i primi dati dicono che Bicimia sta riscuotendo
notevole successo soprattutto tra i giovani. «Sono un terreno fertile e si
possono orientare a una politica di mobilità europea, che assegna un posto
rilevante al trasporto pubblico in crescita anche a Brescia». Prova ne sia che
l’iniziativa lanciata a settembre per gli universitari ha già raccolto 90
abbonamenti.
Ma non solo di due ruote si tratta. «Nei prossimi giorni -
annuncia Orto - le prime due postazioni di car sharing saranno attivate in due
aree cittadine, anche queste vicine alle facoltà universitarie in modo che il
nuovo servizio sia a disposizione per gli studenti». E sarà un altro passo verso
il nuovo sistema della mobilità che dovrà andare a regime dal primo gennaio
2013, con l’avvento della metropolitana leggera. In quell’ottica si comincia a
spingere pure sul Patto per il trasporto pubblico locale firmato l’anno scorso,
che impone a Comune e Provincia il ridisegno delle linee urbane ed extraurbane
per ottimizzare i costi e varare il sistema intermodale.
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