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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
| Giornale di Brescia 29 dicembre 2009
Fermo ai box il treno deragliato a Sonico
Il convoglio è stato trasportato alla stazione di Iseo, mentre si
lavora per liberare i binari dal fango
SONICO È stato rimosso nella giornata di domenica, facendo arrivo
alle officine di Iseo circa a mezzanotte, il locomotore deragliato nei giorni
scorsi a Sonico, in alta Valcamonica.
Un’operazione molto tecnica e
impegnativa che ha coinvolto una decina di operai delle Ferrovie Nord per circa
sei ore, il tempo necessario per liberare la sede ferroviaria e alzare il
pesantissimo mezzo, riportandolo sui binari. Nonostante il passo in avanti la
strada ferrata più a nord della nostra provincia rimane ancora chiusa nel tratto
tra Malonno e Edolo, sostituita nel suo servizio da una serie di bus navetta.
Sul posto continuano le rilevazioni geologiche che avrebbero ora un nuovo
obiettivo: dragare la grande massa d’acqua accumulatasi nel terreno circostante
e accordare il via libera definitivo solo in condizioni di stabilizzata
sicurezza. I tempi della riapertura non sono ancora stati decisi perché persiste
una situazione di potenziale pericolo, alimentata dalle nuove possibili
perturbazioni in arrivo.
I ferrovieri hanno iniziato la loro impresa alle
10.30 di domenica mattina, riuscendo a sollevare il locomotore con l’ausilio di
alcuni martinetti idraulici. Liberato il mezzo dal fango l’intervento è
proseguito con la pulitura della sede ferroviaria, riempitasi di detriti di ogni
genere, fino a risultare invisibile perché completamente coperta in molti punti.
Il passaggio più lungo ha riguardato la rimozione di una masso di varie
tonnellate, delle dimensioni di un grande frigorifero, legato con una catena e
trascinato fuori dai binari con un escavatore.
Rimesso in sede, il
locomotore ha potuto muoversi di nuovo verso le 16, trainato fino a Iseo da una
motrice di supporto, dove è giunto in officina nella notte tra domenica e
lunedì.
Ricordiamo che il convoglio è deragliato nel tratto tra la stazione
di Sonico e il ponte Dassa, dopo aver trovato improvvisamente sulla sua strada
un ostacolo insormontabile formato da massi, terreno e alberi, franati in
seguito a un distacco di suolo superficiale causato dalle abbondanti piogge
cadute in valle nei giorni 23, 24 e 25 dicembre. f. ar.

Giornale di Brescia 27 dicembre 2009

Emergenza pioggia: Paisco isolata per ore
Frana al Vivione e molti il 25 non hanno potuto tornare a casa A Sonico la linea
ferroviaria resta bloccata per smottamento
Natale all’insegna dell’emergenza in Alta Valcamonica. Dopo le nevicate ed il
freddo dell’ultima settimana, la pioggia fitta, copiosa ed incessante ha battuto
la zona settentrionale della nostra provincia per oltre 48 ore creando
situazioni di disagio e di pericolo che fortunatamente non hanno causato danni
rilevanti a persone.
I centralini dei numeri di emergenza sono stati presi
d’assalto dalle segnalazioni dei cittadini e gli uomini del 118, i Vigili del
Fuoco, la Protezione Civile e tutti i professionisti ed i volontari del soccorso
hanno dovuto adoperarsi in un numero davvero impressionante di interventi,
bonifiche e sopralluoghi.
Il punto sul deragliamento
L’incidente più
spettacolare, come abbiamo anticipato, si è verificato a Sonico. Il treno della
Edolo-Iseo-Brescia, diretto verso il capoluogo provinciale, è deragliato nel
tratto di ferrovia tra la stazione di Sonico e il Ponte Dassa.
Il convoglio,
a bordo del quale si trovavano i due macchinisti ed alcuni passeggeri, ha
trovato sulla sua strada dei detriti - massi, terreno e alberi - che erano
franati in seguito ad un distacco superficiale causato dal maltempo. I
macchinisti non hanno potuto evitare l’impatto contro l’ostacolo e la motrice
del treno, composto da una sola carrozza, è deragliata. Fortunatamente, il
convoglio non si è capovolto e nessuno dei passeggeri ha riportato ferite gravi,
anche se sei utenti hanno dovuto essere medicati. Subito dopo l’incidente i
macchinisti hanno lanciato l’allarme al 118. Temendo conseguenze ben più gravi
di quelle realmente verificatisi, la centrale operativa ha inviato sul posto
tutte le ambulanze disponibili, numerose squadre dei vigili del fuoco e
pattuglie dei carabinieri. Anche la protezione civile e i tecnici delle Ferrovie
Nord sono intervenuti.
Molti abitanti di Sonico sono usciti di casa sfidando
pioggia e freddo per vedere cosa fosse successo. I soccorritori hanno dovuto
lavorare in condizioni meteorologiche davvero proibitive anche perché il terreno
era stato reso insidioso e scivoloso dal maltempo. Una volta constatata
l’assenza di feriti gravi, i tecnici ed il geologo della Protezione Civile hanno
provveduto a verificare la sicurezza della zona e ad accertarsi che non vi fosse
il rischio che un evento franoso potesse interessare anche la ss42, che corre
parallela alla ferrovia, una decina di metri a valle di quest’ultima.
L’ok
dell’esperto ha permesso la riapertura della statale che era stata chiusa per
circa mezz’ora con il traffico deviato dentro l’abitato di Sonico. Per il
ripristino della ferrovia si dovrà invece attendere l’intervento di un mezzo
speciale per il recupero della locomotiva che potrà però avvenire soltanto
quando sarà certa la situazione di sicurezza dell’area.
Un paese isolato per
12 ore
Brutta esperienza anche per gli abitanti del piccolo comune di Paisco
Loveno. Una frana caduta sulla provinciale del Vivione, circa 1 chilometro e
mezzo a valle di Paisco, ha obbligato le autorità ad ordinare la chiusura della
strada alle 23 del giorno della Vigilia di Natale. Diverse persone sono così
dovute ricorrere all’ospitalità di parenti e amici.
Molti abitanti di Paisco
si erano infatti recati in altri paesi della Valle, principalmente per assistere
alla Messa di mezzanotte. A loro volta, numerose persone originarie di Paisco
Loveno ed abitanti in altri comuni della Valcamonica, avevano scelto di
trascorrere la notte del 25 dicembre nella cittadina natale. La strada, dopo la
rimozione del materiale franato e un’attenta valutazione dell’effettiva
situazione di sicurezza è stata riaperta alle 13 del giorno di Natale.
«Fortunatamente - ha dichiarato il sindaco di Paisco Loveno, Bernardo
Mascherpa - non si sono registrati danni a persone, ma soltanto alcuni disagi
per la popolazione. Spero che finalmente, alla luce di questo nuovo episodio, le
autorità e gli enti competenti si impegnino per riqualificare la strada del
Vivione con le opere necessarie ad evitare che ogni qual volta si verificano
delle piogge intense, scatti il rischio di frane e smottamenti. Sebbene la
strada serva un piccolo comune che conta pochi abitanti, anche queste persone
hanno il diritto di avere garantiti l’accesso alle loro case e le condizioni
minime di sicurezza».
Disagi a Edolo e sulla ss39 dell’Aprica
Anche a
Edolo, le violente piogge cadute tra il 23 ed il 25 dicembre, hanno causato
danni ingenti, senza ancora una volta causare il ferimento di persone.
Nella
giornata della Vigilia, uno smottamento ha travolto due abitazioni nella zona
della piana di Edolo. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno
constatato le condizioni di pericolo e quindi ordinato l’evacuazione degli
edifici, costringendo loro malgrado due famiglie a trascorrere il Natale fuori
casa. Nel tardo pomeriggio, un altro evento franoso si è verificato sulla ss39
in località «Corno Tagliato».
La strada statale dell’Aprica è stata quindi
chiusa al traffico per alcune ore e le automobili ed i mezzi in transito sono
stati deviati sulla intercomunale Edolo - Santicolo - Corteno Golgi. La
circolazione è stata ripristinata nella giornata di venerdì e la situazione
viene monitorata costantemente.
E ora c’è il rischio ghiaccio sulle
strade
Il ritorno del cielo sereno nel pomeriggio di Natale è stato salutato
da tutti con gioia visto che era ormai evidente come il perdurare delle
precipitazioni avrebbe potuto causare danni ben peggiori di quelli descritti in
questo articolo.
Tuttavia dal pericolo smottamenti si è passati ad un’altra
emergenza che riguarda le condizioni delle strade. L’abbassamento delle
temperature ha infatti causato la formazione di placche di ghiaccio su molti
tratti della ss42 e delle altre vie di comunicazione dell’Alta Valcamonica.
Già nella serata di venerdì e nella giornata di ieri si sono registrati
alcuni fuoripista e microincidenti. Fondamentale pertanto l’invito alla massima
prudenza per tutti quanti si metteranno al volante in questi giorni, anche in
considerazione dell’elevato numero di veicoli che si prevede si sposteranno
sulle arterie dell’Alta Valcamonica.
Paolo Testini
Non sono pochi i danni
provocati dal contestuale salto di temperatura abbinato alle copiose piogge
cadute nelle ultime 48 ore. Nella immagini in questa pagina vi sono alcune
sequenze che riguardano la frana che per alcune ore ha bloccato la statale 39
per l’Aprica e i lavori in corso sulla linea ferroviaria a Sonico, dove una
frana ha fatto deragliare un convoglio ferroviario.


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Bresciaoggi 21 dicembre 2009
LA REPLICA. I vertici di Brescia Mobilità e Brescia Trasporti ribattono
all’ex presidente Schiffer
«Il calo dei passeggeri? È solo colpa della crisi»
Mimmo Varone
Medeghini:
«Anche il traffico privato ha una netta flessione» Gervasi:
«Parcheggi e Bicimia, libertà di scelta a chi si
muove»
La qualità del trasporto urbano di Brescia «tiene».
L’azienda è «sana». La vetustà dei bus non aumenterà e gli investimenti si
faranno con le regole di sempre.
Dopo le critiche dell’ex presidente Giorgio
Schiffer i vertici di Brescia Mobilità e Brescia Trasporti tirano fuori dal
cassetto i loro dati per assicurare i cittadini che il servizio è tutt’altro che
in declino. E spiegano con la crisi economica la perdita negli ultimi undici
mesi di oltre 294mila passeggeri con biglietto, che pur con l’aumento dei
193mila in abbonamento lascia un saldo negativo di 100mila clienti.
Il
presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e il direttore generale Marco
Medeghini, il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi e il direttore
Claudio Garatti, cifre alla mano, dimostrano che tutto funziona e annunciano che
pure nell’acuirsi della crisi economica l’azienda chiuderà l’anno con i bilanci
in attivo. Ciò che è cambiato è la filosofia del Gruppo, che guarda alla
mobilità senza demonizzare l’auto privata.
«Le sinergie di Brescia Trasporti
e Sintesi con Brescia Mobilità - dice Gervasi - incentivano i parcheggi e
Bicimia, e permettono di diminuire i passeggeri sui bus creando le condizioni
migliori perché ciascuno scelga il mezzo che gradisce di più». E si continua su
questa strada. Tuttavia, i bus non si lasciano al loro destino.
«La società
ha sempre fatto di tutto per garantire la funzionalità della rete - scandisce
Gervasi - è un gioiello con le carte amministrative ed economiche in regola e
desideriamo diventare protagonisti del trasporto pubblico. Non abbiamo mai avuto
difficoltà, siamo nella più assoluta tranquillità nell’offerta del servizio
all’utenza, e siamo sempre pronti ad accogliere proposte sensate». Va tanto bene
che «forse aggiungeremo una carrozza al treno per il Castello – aggiunge - e lo
utilizzeremo tutto l’anno per visite guidate delle scuole, con un’audioguida già
pronta per tutti i luoghi più significativi della città».
IL CALO DEL
PASSEGGERI. Che la causa prima sia da cercare nella crisi economica e non nel
peggioramento del servizio per Medeghini è provato dalla riduzione complessiva
del traffico cittadino. «Le spire affogate nell’asfalto dicono che pure il
traffico privato è diminuito - sottolinea - e allo stesso modo è calato il
rendimento per posto auto nei parcheggi. Se prima i passeggeri crescevano del 4
per cento all’anno quest’anno saremo a meno 0,26 per cento, se i parcheggi
crescevano del 10, ci andrà bene chiudere a meno cinque». Tuttavia, segni di
ripresa già si vedono. «Nei primi 6 mesi del 2009 eravamo in discesa - dice
Medeghini - ora cominciamo a risalire». E anche questo, insieme all’andamento
degli abbonamenti, è preso come altra prova che tutto dipende dalle difficoltà
economiche di imprese e famiglie. Rispetto al 2008, solo nella zona 1 della
città gli abbonamenti per lavoratori sono calati di oltre 2.300 unità, al
contrario quelli per studenti sono cresciuti di 3.350. Da un lato pesa la cassa
integrazione – spiega Medeghini - dall’altro le famiglie evitano i costi del
portare i figli a scuola in auto e li mandano in bus. Che poi siano queste, le
uniche tipologie di utenti in abbonamento, «è difficile dire - sottolinea
Garatti - perché il turn over tra gli abbonati è superiore al 50 per cento, e
soprattutto gli immigrati oltre ad avere una forte mobilità lavorativa con
frequenti cambiamenti di destinazione, tendono a passare all’auto appena
possono».
LA VETUSTÀ DEI BUS. «Nell’ultimo Cda abbiamo approvato la
sostituzione di 42 mezzi a gasolio con bus a metano» annuncia Gervasi. Vero è
che la possibilità di investimenti futuri è diminuita dopo l’acquisto dei 20 bus
snodati da 18 metri, finiti sul groppone di Brescia Trasporti dopo il mancato
finanziamento da parte del Comune. Tuttavia «il rinnovo del parco automezzi si
fa con i fondi regionali - sottolinea Medeghini - e con i 42 nuovi in tre anni
contiamo di sostituire tutti gli Euro 0 ed Euro 1 a gasolio (già dotati di Fap).
Resteranno i 40 Euro 2 a gasolio che andranno in pensione con l’entrata in
funzione del metrò». Questo è l’indirizzo del Patto per il Trasporto pubblico
locale «a lungo negoziato con la Regione per creare un fondo aggiuntivo
straordinario ed evitare che finisse tutto nell’area milanese - aggiunge
Prignachi -. Brescia ha un progetto, e quindi uno spazio importante per la
destinazione dei fondi». Il progetto è di avere tutti bus a metano per il
gennaio 2013.
D’altra parte, oggi i mezzi ecologici «superano di poco la
metà – aggiunge Garatti - ma fanno il 75 per cento dei quasi 10 milioni di
chilometri percorsi». Merito soprattutto della linea 1 da Mompiano a via
Giorgione, che ha portato «80 mila passeggeri in più rispetto al 2008».
LA
REGOLARITÀ. Qui, sotto accusa finisce la riduzione delle corsie riservate, che
lascerebbe i bus in balia del traffico cittadino. Sono state cancellate in corso
Martiri della Libertà, via Cremona e via XX Settembre. Ma la prima «è stata
fatta per evitare le code al vecchio ingresso del parcheggio di piazza Vittoria,
che poi è stato spostato per il cantiere del metrò - precisa Medeghini -, in via
Cremona non si è creato nessun disservizio e l’ultima è rimasta lunga come
prima». Tant’è che la velocità commerciale della rete è passata da 17.49
chilometri all’ora a 17.52, con una variazione «impercettibile». D’altronde «se
potessimo avere corsie riservate in più sarebbe meglio - ammette Medeghini - ma
va ricercato il giusto equilibrio con le esigenze del traffico privato». È la
nuova filosofia, appunto. Che poi si vedano due bus da 18 metri uno dietro
l’altro «è del tutto normale». Nel 2008, prima degli snodati, quando la
frequenza dei bus da 12 metri sulla linea 1 era di 5 minuti, «se ne vedevano
anche tre in fila in via Mazzini – ricorda Garatti - ora con i più lunghi a
frequenza di 7-8 minuti la situazione è migliorata».
IL GRADIMENTO. L’ultima
rilevazione «customer satisfaction» è arrivata venerdì scorso. Dà il gradimento
complessivo a quota 7.1, e «sopra il 7 c’è l’eccellenza». Con gli anni è
arrivato alla sufficienza pure il gradimento per la pulizia, sotto il 6 fino al
novembre 2007. Ora i bus vengono lavati a giorni alterni (tutti i giorni se
piove) e la disinfezione è settimanale. Una volta al mese vengono puliti a
fondo. E questa è la realtà delle cose.

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Il Brescia 21 dicembre 2009
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Bresciaoggi 16 dicembre 2009
I bus hanno perso 200 mila passeggeri
MOBILITÀ. Brescia
Trasporti registra numeri in calo: nel primo semestre del 2009 sono saliti
108mila viaggiatori in meno; gli altri novantaduemila da luglio a oggi
Per l'ex presidente Schiffer «regolarità, frequenza e qualità sono
scadute. Le colpe? Si è data troppa importanza al traffico privato, e ora si
circola male»
Brescia. Crescevano del 4 per cento all'anno. Da gennaio i viaggiatori
sui bus di Brescia Trasporti sono in picchiata. Se gli abbonamenti tengono, nei
primi sei mesi i passeggeri con biglietto sono precipitati di 5,5 punti, e altri
2,9 sono stati persi da luglio a novembre. In soldoni fanno 200 mila bresciani
in meno sui bus (108 mila nel primo semestre e il resto dopo). Dopo un lungo
periodo virtuoso, la tendenza si inverte. E Giorgio Schiffer, sostituito da
Andrea Gervasi alla presidenza dell'azienda di via San Donino, ne ha ben chiari
i motivi e parla di «pagina già scritta». L'appeal di un trasporto pubblico è
dato dalla concorrenza «di regolarità, frequenza, qualità e copertura della
rete». Se quest'ultima rimane accettabile, gli altri fattori sono scaduti. E si
perdono clienti.
NON ABBONATI, ma quelli che pagano il biglietto, «strappati
uno a uno all'automobile nel corso degli anni», dice Schiffer. E ora che sono
tornati alle quattro ruote, chissà quando riprenderanno a salire sul bus
arancione. D'altronde, «privilegiare l'automobile è una filosofia che faceva
parte del programma elettorale di Paroli, e la stanno applicando in
toto».
Solo a ottobre c'è stata una perdita dell'1 per cento. Sembra poco, ma
per Schiffer nasconde una realtà grave. «Sommata alle altre spiega perché i
ricavi siano calati di oltre il 5 per cento. Gli abbonamenti tengono, perché chi
li acquista ne ha evidentemente necessità, ma i biglietti non si recupereranno
facilmente». E per farlo bisognerà tornare a puntare su quei fattori.
La
qualità del servizio - sottolinea l'ex presidente di Brescia Trasporti - viene
dal comfort di marcia dato da vetture nuove a pianale ribassato e aria
condizionata, dalla pulizia, dalla sicurezza di marcia e dall'atteggiamento del
personale. La regolarità di marcia, e «in gran parte anche la frequenza», nelle
città ad alta densità automobilistica come Brescia, sono garantite dalle corsie
riservate agli autobus. E su questo fronte «si va in controtendenza rispetto
all'Europa e persino rispetto all'Italia».
Il Belpaese già non brilla per
corsie riservate. «A fronte di una media europea di 13 chilometri per 100 mila
abitanti, con punte di 16/17 chilometri in Francia e in Germania - precisa -
l'Italia si attesta su 8 chilometri. Brescia fino alla fine del 2008 ne aveva 4
con prospettive di 5, quindi già abbondantemente sotto la media italiana. Oggi
per effetto del taglio di diverse corsie è scesa a meno di quattro chilometri,
un dato che sicuramente disincentiva soprattutto in alcune ore del giorno le
previste regolarità dei passaggi e quindi delle frequenze».
Prova ne sia che
non è così raro vedere due autobus, magari di 18 metri, passare uno dopo
l'altro. Il che non è una bella immagine per il servizio ed è «un danno per i
viaggiatori». «Discreta», invece, è la copertura della rete varata nel 2004 -
ammette Schiffer -, e lo dimostra il «continuo aumento dei passeggeri fino alla
fine del 2008». Certo, si può migliorare con il tempo. E pure la qualità è
«buona», sebbene «l'aumento del tasso di vetustà dei bus sia salito a 9 anni
alla fine di quest'anno, mentre nel 2008 era di 8, a fronte di una media
italiana di 11 anni». E a fine 2010 - prevede - l'anzianità dei bus salirà fino
a raggiungere i 10 anni in media.
«Per tenere la media bisogna cambiare 15
bus all'anno - ragiona -, mentre nel corso del 2009 non ne sono stati
acquistati. Per la gara internazionale ci vuole tempo e poi bisogna mettere in
conto i tempi di predisposizione degli autobus, una volta arrivati». Tutto ciò
«difficilmente consentirà, anche partendo tra qualche mese - prevede l'ex
presidente di via San Donino - di acquisire un numero notevole di bus». Ma
soprattutto c'è la questione degli investimenti, che «il Comune non mi pare sia
disposto ad assicurare a Brescia Trasporti». E gli aiuti di Stato, a regime,
«non sono in grado di coprire l'acquisto dei 15 bus che ci vorrebbero per
mantenere invariata l'età media». Morale, «da una situazione decisamente buona
si rischia di passare in due anni a un sensibile peggioramento». E quando il
nuovo presidente Andrea Gervasi parla di 15 nuovi bus all'anno, «enuncia un
programma». A meno di nuovi investimenti, Brescia Trasporti ha prosciugato il
suo tesoretto con l'acquisto dei 18 bus da 18 metri - dice Schiffer -, che con
delibera di Giunta dovevano essere a bilancio nel 2009, ma i soldi non sono mai
arrivati». E il mancato impegno del Comune «è tema che il Consiglio uscente ha
lasciato aperto».
L'ALTRO RIGUARDA le alleanze. La delibera del Cda lasciata
ai nuovi vertici elenca quelle in essere e «parte dal presupposto che un bacino
più ampio possa dare ottimi risultati». Una delle ipotesi a cui lavorava
Schiffer in vista delle gare del 2011 era «inglobare la provincia nella
prospettiva per il 2015 di stringere relazioni con Milano anche per
l'integrazione tariffaria». La coabitazione con Sia e Saia risale al «patto di
non belligeranza» siglato ai tempi della prima gara, quando si stabilì che
Brescia Trasporti avrebbe partecipato con l'1 % di azioni al bacino extraurbano
di Sia e Saia e lo stesso avrebbero fatto queste con la città. E così è stato in
questi anni, con una coabitazione non sempre facile anche per il «sovrapporsi di
linee urbane ed extraurbane in città». Ma questo è un altro
discorso.
Mimmo Varone
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Brescia,17 dicembre 2009
Alcune considerazioni di tplbrescia.it
Esprimo alcune considerazioni dopo aver letto l'articolo del Bresciaoggi inerente il lieve calo dei
passeggeri sulla rete urbana registrato nel corso di questo 2009.
Se da un lato penso che l'inversione di una tendenza di un trend ormai
da anni consolidato sia un segnale che deve far riflettere, d'altra
parte ritengo che la riduzione del numero di passeggeri non possa solo
dipendere dagli interventi recentemente apportati alla rete del
trasporto di Brescia. Basti ad esempio pensare che qualcuno
paradossalmente sostiene (a
ragione o a torto) che tra gli effetti della crisi economica ci sia
anche una riduzione dei passeggeri trasportati, nel senso che la gente
in generale si sposta meno con tutti i mezzi e quindi anche con i mezzi
pubblici. Pare che questo fenomeno avvenga specialmente nelle
città medio-piccole. Questa ipotesi
tra l'altro si sposa con il fatto che la riduzione riguarda
principalmente i biglietti, e quindi i viaggiatori occasionali,
piuttosto che gli abbonamenti che appartengono ai viaggiatori abituali.
Tra gli altri effetti che possono aver inciso negativamente sulla
qualità del servizio c'è ad esempio il rovescio della
medaglia degli
autobus autosnodati. Se da un lato su questi bus si viaggia più
comodi
e meno stipati d'altra parte i tempi di attesa sulla linea 1 (che
è
quella che registra più passeggeri dell'intera rete) si sono
sensibilmente incrementati,
le attese alle fermate sono passate dai 5 minuti agli 8 minuti ossia un
incremento del tempo
di attesa del 60 %. Addirittura quest'anno sulla linea 1 durante i
pomeriggi
dei festivi antecedenti il Natale non è previsto nessun
incremento della
frequenza che è quindi rimasta di 20 minuti, un po' tantino per
la
principale linea cittadina che richiama il percorso della
futura metropolitana.
Un altro motivo per ricercare dove sono "scappati" i circa 500 utenti
in meno ogni giorno è sempre riconducibile all'introduzione
degli autosnodati sulla linea 1. Su questi autobus da 18 m fino a poche
settimane fa esistevano solamente due obliteratrici, una in testa ed
una in coda, capita spesso che, in condizioni di affollamento
(sulla linea 1 l'affollamento dei mezzi è tutt'altro che raro),
chi sale sul bus dalle porte centrali (destinate alle uscite) non
riesca ad obliterare il biglietto o a "passare" l'abbonamento.
Anche questo problema è in via di risoluzione, infatti è
stata prevista l'installazione una terza obliteratrice anche nella
parte centrale di ogni autosnodato.
Non da ultimo è innegabile che comunque alcuni degli interventi adottati di
recente possano incidere
negativamente sul servizio erogato mi riferisco in particolare
all'eliminazione della corsia di C.so Martiri della Libertà e al
conseguente nuovo percorso che a mio avviso è eccessivamente defilato
rispetto al cuore del centro ma anche alle difficoltà che spesso i mezzi pubblici
riscontrano durante la marcia per l'ormai consolidata abitudine di
parcheggiare le auto in ogni dove senza che ci sia un rigoroso controllo da parte della polizia locale.
I dati saranno chiaramente da verificare anche linea per linea per
capire se il calo è generalizzato oppure se ha riguardato solo alcune
linee e quindi stabilire quali possano essere stati i fattori determinanti
della contrazione.
Brescia si sta preparando all'avvio della prima corsa della
metropolitana fissata per il 31/12/2012, ho letto che i costi di
gestione ed esercizio della metropolitana
saranno tutt'altro che economici: per mantenere il costo dei biglietti
e abbonamenti a livelli accettabili la metropolitana ed il sistema di
trasporti urbano dovranno "macinare" un numero via-via maggiore di
passeggeri/anno,
la contrazione di quest'anno, seppur lieve, non è di certo un risultato soddisfacente
e mi auguro che già dai primi mesi del prossimo anno siano adottati
provvedimenti che invertano nuovamente la tendenza.
Io mi porrei degli obiettivi da raggiungere anno dopo anno sia in
attesa dell'avvio della metropolitana ma anche dopo il 31/12/2012
quando la nuova rete con la metropolitana sarà sicuramente più
preformanti dell'attuale assetto. Sin d'ora porrei molta attenzione ad
ogni singola modifica da apportare all'attuale rete di TPL affinché
questa non perda la già poco brillante competitività rispetto al mezzo
privato. Si consideri che ogni intervento progettato deve
poter rendere la metropolitana e le opere complementari come un unico
sistema moderno ed attrattivo per la mobilità urbana fortemente
integrato anche con gli altri mezzi di trasporto a partire proprio
dalla mobilità automobilistica privata che da sola rappresenta a
Brescia un'elevata percentuale e che costituisce spostamenti interni,
ingressi ed
uscite dalla
città. Dal 2013 i potenziali clienti della metropolitana sono proprio
da
"rubare" al traffico privato anche solo parzialmente, nel senso che
comunque potrebbero utilizzare l'auto per raggiungere le stazioni
d'interscambio e già da ora è meglio cominciare a seminare per
arrivare ai primi anni di esercizio per raccogliere i buoni frutti a
meno che non si voglia "seminare" nel 2013 e raccogliere i primi frutti della metropolitana dopo alcuni anni di esercizio.
Non dimentichiamo infine che solo un anno fa è stato sottoscritto il Patto
del Trasporto Pubblico della Regione Lombardia che prevede un miglioramento del servizio ed un aumento dei passeggeri trasportati.
Esempio-proposta obiettivo per numero passeggeri/anno prima e dopo l'entrata in esercizio della metropolitana

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Giornale di Brescia 13 dicembre 2009
Salò Un vaporetto anti-traffico
Il Comune sta lavorando al progetto di un servizio di trasporto
leggero via acqua, tra Portese e Gargnano, che consentirebbe di sgravare la
Gardesana. L’assessore Nastuzzo: «Una soluzione contro i disagi estivi»
SALÒ Una via d’acqua in alternativa alla
sempre più inadeguata Statale Gardesana. È l’ambizioso progetto sul quale è
intenzionato a puntare con decisione l’Assessorato all’ecologia e all’ambiente
del Comune di Salò, che nei prossimi giorni prenderà contatto con le
Amministrazioni vicine per valutare la fattibilità dell’iniziativa.
L’idea è
quella di un servizio «leggero», attuato da un vaporetto che dovrà percorrere la
riva bresciana dal porto di Portese fino a Gargnano, facendo sosta agli imbarchi
dei centri rivieraschi, compresi quelli delle frazioni, meno serviti dalle corse
della Navigarda. L’operazione è complessa e costosa, ma è evidente che il
problema del traffico estivo sulla Gardesana impone l’individuazione di una
mobilità alternativa.
L’idea degli Amici del Golfo
«Ogni estate - spiega
l’assessore Aurelio Nastuzzo, che già aveva lanciato la proposta nei mesi
scorsi, in qualità di presidente dell’associazione Amici del Golfo - sulla
Gardesana si formano lunghe ed estenuanti code di automobili. Residenti e
turisti sono costretti a sopportare ore e ore a passo d’uomo per percorrere quei
pochi chilometri che vanno da Salò a Gargnano e viceversa. Spesso si rinuncia a
mettersi in viaggio con l’auto e a spostarsi da una località all’altra per non
dover subire questo inevitabile disagio».
La Gardesana Occidentale «scoppia»
da decenni sotto il peso del traffico. Negli ultimi tempi si sono messi molti
cerotti, ma le divergenze locali e le difficoltà progettuali hanno impedito una
soluzione radicale, come l’ipotizzata Gardesana a mezza costa di cui si parlava
negli anni Sessanta. Oggi il problema non è più prorogabile.
Un mezzo
alternativo all’auto
L’idea del vaporetto, ancora allo stato embrionale,
potrebbe rappresentare la scelta giusta, non solo per offrire collegamenti
comodi e pratici ai turisti, ma anche ai residenti, che d’estate probabilmente
lascerebbero volentieri l’auto in garage se avessero a disposizione un mezzo di
trasporto alternativo per spostarsi da un paese all’altro. «Toccando Salò, con
due fermate, Toscolano, Bogliaco, Villa, Gargnano - continua Nastuzzo -, ma
anche la zona costiera posta in prossimità del borgo collinare di Cecina, il
vaporetto raccoglierebbe moltissimi cittadini e turisti ben disposti ad un
percorso agevole e piacevole. Il vaporetto, sapientemente inserito tra gli orari
delle corse della Navigarda, andrebbe insomma a colmare, nel periodo estivo, una
vistosa lacuna in tema di mobilità sulla riva bresciana del Garda».
La
questione è stata recentemente affrontata anche dalla Comunità del Garda, nel
corso dell’ultima assemblea: «Va sostenuta l’idea - ha dichiarato il presidente
Aventino Frau - di creare una serie di collegamenti tra le varie località, visto
che d’estate le strade intasate obbligano gli automobilisti a lunghe code.
Perché non puntare, quindi, sui vaporetti a breve percorrenza, come avviene sul
lago di Costanza o a Venezia?».
Il ruolo della Comunità del
Garda
All’attenzione della Comunità del Garda c’è anche il tema della
gestione della navigazione pubblica, che continua a far capo alla Gestione
governativa dei laghi di Garda, Como e Maggiore, nonostante le leggi vigenti e
le delibere delle Giunte regionali che impongono la «regionalizzazione» del
servizio. La questione è da tempo allo studio della Comunità del Garda, che
ipotizza la costituzione di un’apposita società gardesana, partecipata anche da
soggetti privati, che si occupi sia di interventi strutturali (porti), sia di
servizi strategici come appunto la navigazione pubblica. In questo caso il
modello cui si guarda è quello del servizio attuato sul lago d’Iseo.
Simone
Bottura

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Bresciaoggi 13 dicembre 2009
LA POLEMICA. Legambiente ha protestato ieri per il mancato avvio della
linea, ad aspettare il treno anche alcuni turisti
Rovato - Iseo, una partenza fantasma
Giancarlo Chiari
«Doveva sostituire le corse della Castegnato- Brescia» La replica delle
Nord: «Siamo ancora alle ipotesi»
Invece del treno della ferrovia Rovato Iseo, ai turisti arrivati ieri pomeriggio
per la prima corsa, Santa Lucia ha portato bandiere e cartelloni di Legambiente
e un’aspra polemica tra ambientalisti e direzione di Fnm (Ferrovie nord Milano).
Ieri, in occasione delle giornata per il clima, i circoli di Legambiente del
Sebino e della Franciacorta hanno organizzato un sit in sul marciapiede
costruito da poco davanti alla stazione di Fnm di Rovato.
Mentre gli
ambientalisti sventolavano bandiere e cartelloni, dalla vicina stazione della
Milano-Brescia sono arrivati alcuni turisti convinti di salire sulla corsa
inaugurale per il lago. La loro delusione si è mescolata alle dichiarazioni
polemiche di Dario Balotta e Silvio Parzanini presidenti di Legambiente Basso
Sebino, Franciacorta che hanno contestato la mancata partenza della
linea.
«Un mese fa - hanno incalzato Ballotta e Parzanini - l’assessore
provinciale ai trasporti di Brescia aveva richiesto alla Regione Lombardia e
alle Fnm la soppressione delle 16 corse giornaliere fantasma Castegnato-Brescia,
che da oltre un anno circolano inutilmente vuote, a patto di riattivare il
servizio passeggeri sulla Iseo Rovato chiusa dal 1958.
A Rovato
contestualmente è stata ultimata la costruzione del marciapiede per i
viaggiatori ma senza alcuna giustificazione plausibile le Fnm, che non avevano
né smentito né confermato la riapertura per il 14 dicembre, con il nuovo orario
invernale lasciano i 16 treni vuoti e non riaprono la linea».
Ricordando che
la conferenza sul clima di Copenaghen indica come priorità assoluta la riduzione
dei gas serra i due presidenti hanno osservato: «La Lombardia, con un chilometro
di binari ogni 5.200 abitanti, al contrario del Piemonte che ne ha uno ogni
2.200, continua a non utilizzare 12 chilometri di una tratta strategica per la
Franciacorta, potenziata e rimessa a nuovo a spese dello Stato, fondamentale sia
per far risparmiare tempi e costi ai pendolari per Milano sia per il rilancio
del turismo in Franciacorta e sul Sebino».
La risposta alle dichiarazioni di
Legambiente sono arrivate mentre i viaggiatori delusi ritornavano alla stazione
della Milano-Brescia.
«Vorrei far chiarezza una volta per tutte - ha
dichiarato Giuseppe Biesuz Direttore generale Fnm - sull’equivoco generato
riguardo all’apertura della Rovato – Iseo. L’apertura della Iseo-Rovato è una
delle ipotesi che Ferrovienord ha allo studio su impulso delle Istituzioni
preposte. Al momento non si è andati al di là delle prime valutazioni teoriche.
«Per questa ragione - ha continuato - Fnm non ha mai fatto dichiarazioni né
ufficiali né ufficiose su imminenti aperture. Il caos di questa “inaugurazione
fantasma” nasce dall’irresponsabilità politica degli annunci fatti da soggetti
che non hanno alcuna titolarità a parlare a nome dell’azienda, e che continuano
a fare dichiarazioni su argomenti non di loro competenza».
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Giornale di Brescia 11 dicembre 2009
Resta al palo l’apertura della Rovato-Iseo
Domani sit-in di protesta di Legambiente alla stazione rovatese e
manifestazione a Sarnico
ROVATO Treni sulla Rovato-Bornato-Iseo? In regime di servizio passeggeri
ordinario? Resta al palo, almeno per ora, il progetto di riaprire la tratta che
dalla stazione di Rovato Borgo («nodo» anche della Milano-Brescia-Venezia) sale
a Bornato-Calino e da lì a Iseo, innestandosi sulla storica linea Brescia-Edolo
gestita dalle Ferrovie Nord.
Nell’orario invernale, che entrerà in vigore la
settimana prossima, infatti non è stato inserito alcun servizio ordinario su
quella manciata di chilometri - strategici - di ferrata, mentre rimane
confermato il servizio navetta Castegnato-Brescia. Ad annunciare la mancata
apertura della Rovato-Iseo, almeno per ora, è Legambiente Basso Sebino,
attraverso il suo presidente e portavoce Dario Balotta. Al punto che il circolo
di Iseo e della Franciacorta, presieduto da Silvio Parzanini, hanno organizzato
per domani, sabato, alle 14 un sit-in di protesta e di sensibilizzazione verso
l’opinione pubblica fuori dalla stazione di Rovato Borgo, capolinea appunto
della tratta che sale al Sebino. Sarà questa anche l’occasione per lanciare un
appello affinché le istituzioni salvino il Trenoblu, ossia il servizio
turistico, festivo-estivo - gestito da volontari ferrovieri in collaborazione
con Trenitalia e Rfi - lungo la storica Palazzolo-Paratico.
«Nell’orario
invernale delle Fnm non compare il servizio passeggeri sulla Rovato-Iseo,
nonostante i molti lavori eseguiti nei mesi scorsi - spiega Balotta -. Ci
auspichiamo che l’apertura, ostacolata pare da un problema tecnico, possa
avvenire nelle prossime settimane, mentre contestiamo il mantenimento del
servizio navetta sulla Castegnato-Brescia, con una media di un passeggero a
treno. Sarebbe meglio abolire quel servizio e dirottare materiale rotabile e
ferrovieri sulla Rovato-Iseo, strategicamente collegata alla Milano-Venezia.
Stiamo valutando un ricorso alla Corte dei conti per questi treni vuoti tra
Castegnato e Brescia».
Alla protesta per la mancata o ritardata apertura
della Rovato-Iseo, Legambiente aggiunge l’appello per salvare il Trenoblu,
rilanciando addirittura la proposta di riattivare pure sulla Palazzolo-Paratico
un servizio passeggeri ordinario, tanto da creare un collegamento diretto, o un
circuito con grandi potenzialità turistiche, fra il Sebino e la Milano-Venezia e
la Rovato-Bergamo-Lecco. La protesta proseguirà dalle 17 a Sarnico, in piazza
Besenzoni, in occasione della manifestazione «100 piazze per il clima». m. bon.
foto Carlo Bonari |
Giornale di Brescia 11 dicembre 2009
Diversamente abili: il servizio «Accabus» diventa taxi
Il progetto
promosso dall’Assessorato ai servizi sociali partirà in via sperimentale nel
2010 e sarà attivo la domenica
Il servizio «Accabus» diventa taxi. Ma, per ora, solo per chi
circolerà la domenica. Questo il nuovo progetto presentato dall’Assessorato ai
servizi sociali della Loggia, un’idea che partirà in via sperimentale e che,
dopo un attento monitoraggio, potrebbe essere estesa anche a tutti gli altri
giorni della settimana.
«Per garantire il più possibile il diritto alla
libertà di movimento dei diversamente abili, abbiamo ritenuto di estendere alla
domenica, inizialmente in forma sperimentale tramite un accordo con la
cooperativa radio taxi "Brixia", il servizio normalmente svolto dagli "Accabus".
A questo abbiamo affiancato il rinnovo del protocollo con l’Unione ciechi per i
residenti in città, che continueranno ad usufruire del voucher messo loro a
disposizione dall’Amministrazione» ha chiarito in prima battuta l’assessore alla
Famiglia, Giorgio Maione, introducendo così i punti qualificanti delle azioni
programmate per il 2010, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni
interessate. Nei primi dieci mesi di quest’anno la cooperativa taxi ha svolto,
per il Comune di Brescia, 3.380 trasporti, in sostituzione degli Accabus, i
quattro mezzi attrezzati e gestiti da Brescia Trasporti per conto
dell’Amministrazione, rivelatisi di fatto insufficienti per fronteggiare una
domanda in continua crescita, a fronte di 80 richieste assolte.
Il Comune, è
stato specificato, riconosce a Brescia Trasporti per l’Accabus una somma di
284mila euro annui, mentre per i taxi l’esborso annuo è di 60mila euro. «Sono
quasi cinquanta i non vedenti, totali o parziali - ha specificato il presidente
dell’Uici Brescia, Claudio Romano - che utilizzano il voucher comunale di sei
euro per il taxi», mentre Roberto Sala, portavoce dell’Anmic e coordinatore
della Consulta per la vita sociale, ha sottolineato come «l’estensione del
servizio anche alla domenica permette di poter partecipare pienamente alla vita
sociale. Confidiamo che il servizio, dopo il periodo sperimentale, possa
diventare stabile e che l’intera rete urbana dei bus possa essere attrezzata ad
accoglierci adeguatamente».
Fabio Leviani, presidente della «Brixia», si è
detto «particolarmente soddisfatto dell’accordo stipulato con il Comune di
Brescia», confermando che sono circa 75, sui 103 associati, i tassisti che si
alternano alla guida dei due mezzi attrezzati di proprietà della cooperativa e
di quello messo a disposizione dalla Loggia.
Franco Armocida
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Bresciaoggi 07 dicembre 2009
TRASPORTI SPECIALI. Per salire in Castello ogni 35 minuti si parte da piazza
Tebaldo Brusato e da corso Zanardelli
Tutti sul trenino, ma con le ruote
Due vagoni da 4 metri con trentanove posti Ieri la Giunta comunale ha fatto
da apripista
Altro che automobile, i tornanti per raggiungere il Castello si percorrono in
treno: ma niente binari, questo ha le ruote. E fa solo tre fermate: il piazzale
davanti al Cidneo, piazza Tebaldo Brusato e corso Zanardelli. Un percorso
leggermente modificato per la corsa di ieri, riservata a operatori e autorità,
non senza qualche smorfia delle famiglie che non vedevano l’ora di salirci.
Appuntamento alle 16.15 in piazza Loggia. All’arrivo del mini-convoglio decine
di persone si fermano stupite a chiedersi dove sia diretto, mentre le vie del
centro sono già sature di gente.
DUE VAGONI da quattro metri per 39 posti in
tutto, che si riducono a 34 nel caso in cui a bordo salga una carrozzina. A
dispetto dell’aspetto molto retrò e poco moderno, gli ingranaggi del trenino
realizzato da Brescia Trasporti sono assolutamente tecnologici. Bianco e
azzurro, con ampie vetrate al posto dei finestrini, (che si sfilano in estate),
sedili in legno, e una testa che ricorda quella di una vecchia locomotiva.
Alla fermata aspettano gli assessori Maione, Vilardi, Arcai, la presidente
del Consiglio comunale Bordonali e, per ultimo, arriva anche il sindaco Adriano
Paroli. L’atmosfera è festosa, ben poco istituzionale. E qualcuno, il trenino,
lo prende con i bambini al seguito.
Da piazza Loggia alla volta del Cidneo,
passando per via San Faustino: «Direzione Castello dei Sogni», si sente dagli
altoparlanti. «Velocità massima 30 Km/h, e marce ridotte per affrontare la
salita del Castello», spiegano gli addetti di Brescia Trasporti. Entusiasta in
prima fila il presidente, Andrea Gervasi. Come succede su ogni mezzo di
trasporto che si rispetti, durante il tragitto una voce ricorda «di stare seduti
e non sporgersi, o aprire gli sportelli di entrata/uscita», interrompendo per un
attimo le note di «White Christmas» che accompagnano i passeggeri durante il
viaggio.
«Nel 2008 l’avevamo noleggiato, quest’anno abbiamo scelto di
comprare il trenino per poi riutilizzarlo durante l’anno, magari per le visite
guidate e le scolaresche», commenta il sindaco Adriano Paroli. Nel frattempo,
accompagnerà i bresciani su e giù dal Castello: passerà ogni 35 minuti, dalle 15
alle 20, nei giorni festivi e pre-festivi, alternandosi alla navetta gratuita,
fino al 17 gennaio. MA. RO.
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Giornale di Brescia 05 dicembre 2009
Lamarmora, con la stazione si «saldano» due quartieri
Parcheggi in
struttura e a raso fino a 750 posti, percorsi pedonali, aree verdi e una
edificabile Con le opere complementari presentate ieri la Loggia punta a
ricucire Brescia 2 e il Bettinzoli 750 POSTI AUTO E TANTO VERDE
Ricucire due quartieri. Brescia Due e Lamarmora. Il cui tessuto urbano, figlio
di epoche diverse, è disomogeneo e con vaste aree «residuali», cioè vuote e da
reinventare. È uno degli obiettivi che il gruppo di lavoro che sta tracciando le
linee guida delle opere complementari destinate a calare nella città le future
stazioni Metrobus hanno tenuto presente occupandosi di Lamarmora. Dove si
immagina possano sorgere un parcheggio in struttura a due piani e due aree di
sosta a raso per un totale di 750 posti auto. Ma figura anche una vasta zona
edificabile secondo volumi che restano da definire in una fase urbanistica
successiva, così come ampie zone verdi che contribuiranno a delineare percorsi
pedonali funzionali alla stazione e non solo. Da ultimo, la mobilità: se la
stazione dovrà essere punto di scambio tra mezzi pubblici e metrò, si approfitta
pure per risistemare due nodi di via Lamarmora, trasformando gli attuali incroci
semaforizzati con via Cipro e via Malta (tronco sud) in rotonde.
Quell’area
da 27mila metri quadrati
I dettagli sono stati illustrati ieri in una
conferenza stampa nella quale l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani, ha
ricordato come questa sia la «settima stazione per la quale sono state definite
le linee guida, già approvate dalla Giunta» e ieri presentate alle commissioni
competenti. «Stiamo lavorando in fretta, visto che le stazioni dovranno essere
pronte per il 2012». Certo impegnativa la partita di Lamarmora, stazione le cui
opere complementari interessano un’area di 26.800 mq. Venendo agli aspetti
salienti, l’arch. Luigi Alessandri - coadiuvato dall’ing. Claudio Bresciani e
dall’arch. Paolo Livi - ha evidenziato anzitutto l’intervento di ricucitura
della trama urbana. «L’area è compresa tra il quartiere Bettinsoli, una zona di
espansione recente - quella un tempo occupata dalla fabbrica Berardi, ora
trasformata in un prolungamento del Parco Tarello - e una zona a forte presenza
di terziario, con la sede di A2A». Con una storia urbanistica stratificata, al
punto da generare un disassamento, ossia un orientamento diverso di circa 30°
tra gli edifici di Brescia Due e quelli di quartiere Bettinzoli e via Lamarmora.
A compensarlo e assorbirlo, è stata immaginata una tripartizione dell’area
circostante la stazione vera e propria, quasi a prolungare le strade che
tagliano in tre il Bettinzoli. «A nord vi sarà un parcheggio a raso, al centro
un sedime edificabile di circa 5.000 mq (per il quale è previsto solo un mix di
residenziale, commerciale e terziario in parti uguali, ma senza indicazione
delle volumetrie possibili) che farà da separatore tra parcheggio e piazzale
antistante la stazione, quasi da quinta a questo».
Parcheggi, fino a 750
posti auto
Il parcheggio a raso immaginato a nord dell’area edificabile
comprenderebbe 155 posti (su 3.400 mq), a servizio prevalentemente del quartiere
Bettinzoli, che ne è sfornito, e insisterebbe sulla soletta del parcheggio
interrato. Nelle previsioni, quest’ultimo sarà a due piani di 6.000 mq l’uno,
per una capienza di 460 auto, con accesso da via Bettinsoli. Tuttavia, la sua
realizzazione potrebbe essere posticipata, in attesa di verificarne l’effettiva
esigenza, specie in vista dell’eventuale prolungamento della linea del metrò a
Brixia Expo, che potrebbe «alleggerire» il sito di Lamarmora. Alla luce anche
del fatto che la porzione di Sintesi di quello interrato al Crystal Palace - cui
sarà connessa pedonalmente l’area della stazione - è largamente sottoutilizzato,
e dei costi di realizzazione, circa 6 milioni di euro. Altro parcheggio a raso -
di fatto il mantenimento di quello creato a sud-est della stazione, risultato
funzionale anche per gli utenti di A2A - è previsto sull’area ex Berardi, per 90
posti: il che, a regime, porterebbe ad avere 750 posti auto a fronte dei 450 di
prima dei cantieri e dei 400 attuali.
Il piazzale, i percorsi pedonali, le
aree verdi
A ricucire i due quartieri fungono anche le aree verdi. Ben 4.600
mq - cui se ne aggiungono 450 sopra la soletta del parcheggio interrato - che si
allungano a nord fino a via Zabella, avvolgendo la vecchia cascina presente, per
ricongiungersi a est con la fascia di prolungamento del Parco Tarello. Ma a
caratterizzare l’intervento saranno anche i percorsi ciclopedonali, secondo due
lunghi assi: uno ovest-est, che va dal piazzale della chiesa di S. Giacinto al
parco, tagliando il piazzale della stazione e il quartiere Bettinzoli, a toccare
chiesa, oratorio, locali pubblici, bar, negozi e Penny Market; l’altro nord-sud:
un lungo corridoio verde circondato da alberi che sale verso via Aldo Moro. Da
ultimo il cuore: il piazzale stazione, con percorsi funzionali alla stazione
stessa. A creare il bordo sud una pensilina di 250 mq destinata ad accogliere
fermate di bus, edicola, punti di noleggio e parcheggio delle bici. Spesa totale
delle opere: 2,675 milioni di euro. Ovvero 8,675 se si farà il parcheggio
interrato.
Gianluca Gallinari Così cambierà il volto dell’area compresa tra
il quartiere Bettinzoli e via Lamarmora secondo le linee guida relative alle
opere complementari della Stazione Metrobus di Lamarmora. Nuove direttrici
pedonali, un piazzale che si aggiunge al solo esistente nella zona (quello della
chiesa di S. Giacinto) e verde per quasi 5.000 metri quadrati. Ma si aggiungono
pure due rotonde su via Lamarmora e un parcheggio interrato, che sommato a
quelli a raso porterebbe a 750 i posti auto totali.
«Il parcheggio è troppo lontano» Il progetto delle opere complementari solleva
dubbi in commissione congiunta
Le opere complementari della stazione metrò di Lamarmora passano attraverso le
commissioni Urbanistica e Lavori pubblici, riunitesi ieri in una seduta
informativa, senza funzioni deliberative. Non sono mancate perplessità. A più
riprese il gruppo di lavoro incaricato del progetto è stato interrotto e
interrogato sulla scelta di posizionamento del parcheggio nord che dovrebbe
ospitare 460 posti-auto. «Il progetto è interessante, è però scomodo
parcheggiare nel sotterraneo e dover poi risalire al livello esterno per
ridiscendere e prendere il treno del metrò - ha detto Aldo Boifava del Pd -. Non
sarebbe stato meglio collocare il parcheggio in prossimità dell’ingresso della
stazione?». L’interrogativo è stato rilanciato e riformulato da Luigi Gaffurini,
dello stesso gruppo, che ha messo in luce la necessità di declinare soluzioni
tecniche a logiche di uso più immediato.
La discussione è giunta poi al tema
dei costi: «Oltre agli 8 milioni e 675mila euro del progetto di opere
complementari legate alla stazione Lamarmora - ha chiesto Boifava - a quanto
ammonterà la spesa totale dei sette progetti presentati in commissione?». Sempre
Boifava ha interrogato i tecnici circa il rischio di congestione del traffico
legato alla presenza di un parcheggio così ampio in una zona già sovraccarica:
«Perchè invece non dirottare qualche parcheggio in zone periferiche come la
stazione della Volta?». La risposta dell’ingegner Claudio Bresciani del Settore
Spazi Aperti è entrata nel merito delle scelte operate: «La soluzione adottata,
da un lato tutela il cascinale a nord da una zona troppo esposta e destinata a
spazi commerciali e dall’altro giova alla qualità dello spazio pubblico
antistante la stazione. E poi il parcheggio è stato pensato come servizio per il
quartiere Bettinzoli, quindi come qualcosa di accessorio alla fermata della
metro».
«Abbiamo cercato di ovviare al problema delle auto parcheggiate in
divieto di sosta in via Lamarmora - ha poi aggiunto sul tema il presidente della
Commissione Urbanistica, Marco Toma -. Il quartiere Bettinzoli è stato costruito
tra gli anni ’40 e gli ’80 con un piano urbanistico diverso, non può certo
soddisfare la richiesta di parcheggi necessaria ai cittadini di oggi».
Nonostante le commissioni congiunte non avessero potere vincolante, si è
provveduto alle votazioni, durante le quali due membri si sono astenuti a causa
della mancanza di potere decisionale sul merito. Il progetto è stato approvato.
ro. bell.
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Bresciaoggi 05 dicembre 2009
METROPOLITANA: LE OPERE COMPLEMENTARI. Il progetto dell’area è stato
presentato ieri ai membri delle commissioni Urbanistica e Lavori
pubblici
Lamarmora, il parcheggio può attendere
Mimmo Varone
Per i 450 posti auto manca ancora il finanziamento Un percorso pedonale tra
Brescia due e Bettinzoli Spazi verdi faranno da cornice alla stazione metrò
La stazione Lamarmora ricuce la trama urbana, unisce quartieri contigui, rimette
a nuovo la stessa via Lamarmora e con un corridoio verde si collega al parco
Tarello per aprire una vista ininterrotta verso il Cidneo. Ma lo farà con tempi
ancora incerti. Entro il 2013 ci saranno vialetti e aiole intorno alle scale
della stazione, mancherà il parcheggio interrato da 450 posti. «Bisogna trovare
i soldi», ammette l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani. Il Gruppo di
lavoro incaricato dalla Loggia di varare le linee guida delle opere
complementari alla metropolitana ha presentato ieri la sistemazione dei 27 mila
metri quadrati di proprietà comunale che inglobano stazione vera e propria, i
parcheggi e un’area edificabile di 5 mila metri quadrati.
«E’ la settima
opera complementare della metropolitana che progettiamo - dice Labolani - il
Gruppo di lavoro è al lavoro per mantenere il passo con le opere del sottosuolo
e garantiamo che tutto sarà pronto con l’entrata in esercizio della
metropolitana». Tutto il resto, eccetto il parcheggio e le costruzioni sull’area
edificabile. Comunque non sarà poco.
Lo spazio interessato è una sorta di
trapezio compreso tra via Lamarmora a sud, via Zabella a nord, il quartiere
Bettinzoli a ovest e il recente ampliamento del Tarello nell’area ex Berardi a
est. Per il lavoro di «ricucitura» le opere complementari vanno oltre i confini.
In direzione ovest-est si estendono dal sagrato della chiesa di San Giacinto al
parco. Sull’asse sud-nord un viale alberato congiunge la stazione con il
parcheggio interrato del Crystal Palace, e da lì ancora con il
Tarello.
NELL’IDEA, le strade del quartiere Bettinsoli penetrano nell’area e
la suddividono in tre parti con funzioni diverse. Nella parte sud delimitata da
via Lamarmora ci saranno le scale d’ingresso alla metropolitana, immerse in
spazi verdi, tra cui si dipanano percorsi pedonali pavimentati. Una lunga
pensilina coperta per bus urbani e bici si affaccerà sulla stessa via Lamarmora
riqualificata con due grandi rotatorie alle intersezioni con via Cipro e via
Malta. Ad imitazione di via Cefalonia avrà uno pure spartitraffico
verde.
Appena più a nord, un percorso pedonale parallelo collega il sito con
il sagrato della chiesa (attraversando il Bettinzoli) e con il nuovo parco alla
ex Berardi. Il corridoio separa la stazione dall’area edificabile centrale, che
il documento di inquadramento del Prg di quattro anni fa vuole a terziario,
residenziale e commerciale in parti uguali. A nord di questa e fino a via
Zabella si sviluppa un parcheggio a raso da 155 posti su 3.400 metri quadri.
Altri 80 posti a raso (1.900 mq) verranno ricavati a sud est, tra la stazione e
il parco pubblico. Si conferma, dunque, il parcheggio già esistente, molto
utilizzato dai visitatori di A2A.
LA VERA NOVITÀ al riguardo, tuttavia, è il
parcheggio interrato su due piani (6 mila metri quadri ciascuno, che si
svilupperà sotto l’area edificabile e sotto il parcheggio più grande a raso.
Avrà una capienza complessiva di 450 auto e porterà a 750 il totale dei posti
disponibili. La stazione Lamarmora non è un capolinea e il suo bacino di utenza
saranno per forza di cose i residenti nonché le numerose attività commerciali e
terziarie, compresa A2A. E quei parcheggi serviranno soprattutto a loro.
In
tutta l’aera gli spazi verdi avranno il compito di correggere e «assorbire»
l’orientamento diverso fra gli edifici di Bresciadue e quelli di
Lamarmora-Bettinzoli, disassati di circa 30 gradi. Dovranno creare pure
l’ambientazione degli spazi pedonali intorno all’ingresso del metrò, intorno ai
parcheggi nascondendoli alla vista e lungo i percorsi pedonali. Ben 4.600 metri
quadrati saranno a verde profondo, altri 750 sulla soletta della stazione.
LA
PARTE EDIFICABILE, invece, in un futuro non prossimo diventerà una sorta di
quinta posta tra gli spazi pedonali della stazione con le sue aree di
«rappresentanza» urbana, e il parcheggio a raso a nord, che è di servizio
all’area stessa. Quando sarà costruita, i suoi spazi commerciali faranno da
attrattori e il sito del metrò diventerà la piazza che Lamarmora non ha, se si
esclude il sagrato della chiesa.
Quanto ai percorsi veicolari (che non
attraverseranno gli spazi intorno alle scale della stazione), l’ipotesi di
progetto riconferma la maglia stradale delle vie interne al quartiere Bettinzoli
riportando la situazione precedente al cantiere con svolta obbligata a destra.
Dunque il Bettinzoli non verrà invaso dal traffico - tiene a sottolineare
Labolani - la strada di accesso ai parcheggi resterà tangente al lato est del
quartiere stesso, com’è sempre stato. Anzi, «le vie interne saranno
riqualificate dal percorso pedonale - aggiunge - e sgravate dall’assedio delle
auto che troveranno posto nei parcheggi».
Per ora l’area edificabile resta vuota
L’idea c’è, ma quando sarà realtà è impossibile dire. Nel 2013 dell’esordio
del metrò i 27 mila metri quadrati del sito della stazione Lamarmora non saranno
come i progettisti li hanno disegnati. Mancheranno il parcheggio interrato da
450 posti e le costruzioni previste nei 5 mila metri quadrati di area
edificabile.
IL PRIMO DA SOLO costerà 6 milioni di euro secondo le stime
attuali. Per il resto ce ne vorranno altri 2 e mezzo.
«Le opere complementari
costano - dice l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani - e le
urbanizzazioni sono importanti per recuperare i costi». È come dire che di certo
si costruirà, ma come e quanto non si sa.
Se il mercato immobiliare non si
sveglia sarà difficile trovare un investitore. E le linee guida varate ieri
neanche entrano nel merito delle future costruzioni.
Il parcheggio interrato
si farà solo quando le costruzioni partiranno. «Man mano che recupereremo i
soldi» dice Labolani. Nel frattempo, a nord di aiole e vialetti intorno alle
scale della stazione ci sarà solo un ininterrotto parcheggio a raso.MI.VA
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Bresciaoggi 05 dicembre 2009
L’INIZIATIVA. Da domani sul colle Cidneo sarà attivo «Il villaggio di Babbo
Natale». Già da oggi in servizio la speciale navetta gratuita dal
centro
Per Natale tutti in Castello. Magari in trenino
Mara Rodella
Videogiochi e play station? Niente del genere: quest’anno i bambini faranno i
capricci per farsi accompagnare in Castello. Magari in treno. Con l’auspicio di
rifare il tutto esaurito, il Cidneo si riaccende per le festività: di luci, di
colori, e di eventi a misura di bimbi e famiglie. Come loro, peraltro, hanno
suggerito. «Durante le animazioni estive abbiamo chiesto ai più piccoli come
avrebbero voluto il Castello a Natale: hanno chiesto renne, presepe, fate, neve,
albero e Babbo Natale, nella tradizione dei valori più genuini», spiega
Nicoletta Bontempi. E il Cidneo risponde con «I sogni nel Castello», un
programma che punta proprio a riscoprire l’essenza della Natività in un clima di
attesa e divertimento, con un occhio speciale ai desideri. Tre le linee guida
delle domeniche a tema: pedagogica, ludica, emozionale. «Ci saranno eventi
speciali e permanenti, come l’albero dei desideri e dei pensieri, la nascita del
presepe che rivivrà tra le mura del castello e l’ora della merenda», spiega
Bontempi.
Domani alle 16.30 la grande inaugurazione «Nel villaggio di Babbo
Natale»: ad accogliere i bambini oltre il portone della fortezza saranno elfi,
renne, pupazzi di neve, comete, giocolieri, truccabimbi e protagonisti delle
fiabe. Un po’ come se il Cidneo diventasse la casa di Santa Claus e un sogno la
realtà, sulle note della cantante bresciana Elisa Rovida.
Pausa per un
giorno, e poi, martedì 8, alle 15, il «Magico Natale nel Magico Castello di
Harry»: avventura interattiva ispirata alla saga del maghetto più famoso del
mondo. «Domenica 13 sarà dedicata agli Inca, sulla scia della mostra in Santa
Giulia - sottolinea Bontempi-: per conoscere le civiltà precolombiane giocando
con la ceramica, il colore, e uno spettacolo itinerante che stupirà anche i
grandi». Sette giorni dopo sarà la volta del mercatino del Libero Scambio,
mentre il 27, protagonista sarà l’ambiente, con «La terra è mia e la riciclo
io». Il 3 gennaio la caccia al tesoro, il 6 la grande festa della Befana.
Ma
come si andrà in Castello?Con il classico bus navetta o, da oggi, con il trenino
offerto da Brescia Trasporti, due vagoni e 39 posti a sedere: «Sembra un cimelio
retrò ma è assolutamente tecnologico - precisa il presidente Andrea Gervasi -:
passerà ogni 35 minuti, dalle 15 alle 20, nei festivi e pre-festivi, con
capolinea in via del Castello e fermate in piazza Tebaldo Brusato e corso
Zanardelli. Con l’impegno di non lasciarlo fermo nemmeno l’anno
prossimo».
«COSÌ IL CASTELLO, simbolo di Brescia, tornerà a rivivere dopo
troppi anni di silenzio, offrendo spettacolo e didattica in un percorso
straordinario, con in più l’intuizione vicente del trenino», dicono a una sola
voce gli assessori Labolani, Margaroli, Arcai e la presidente del Consiglio
comunale Bordonali: «E’ la gente a chiederci queste iniziative e, quando
funzionano, a partecipare».
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Giornale di Brescia 05 dicembre 2009
«Brindo con prudenza» e torno a casa con bus e taxi
Comune, Radiotaxi e Brescia Trasporti mettono a disposizione dei
giovani buoni sconto per il loro utilizzo nelle sere del weekend
Innanzitutto cosa non è: un tampone per chi esageri irresponsabilmente. Già,
perché il secondo atto della campagna «Brindo con prudenza» rappresenta invece
un progetto di sensibilizzazione sull’abuso di sostanze alcoliche indirizzato
pure alla promozione del trasporto pubblico. Tutto su iniziativa
dell’Assessorato alle politiche giovanili, mobilità e traffico che ha lavorato
con l’Assessorato al commercio e marketing urbano e in accordo con la
Cooperativa Radiotaxi Brixia presieduta da Sergio Bonetti e con la società
Brescia Trasporti rappresentata dal presidente Andrea Gervasi.
La seconda
fase dell’idea si divide a sua volta in due tronconi; il primo è rivolto a
ragazzi dai 16 ai 25 anni, che avranno a disposizione settimanalmente 200
biglietti-voucher «Weekend Night» - negli uffici dell’Informagiovani di via san
Faustino 33/b - del valore di 6 euro: un euro a copertura del costo del bus per
raggiungere la città e 5 euro di sconto sul viaggio in taxi per il rientro,
dalle 23 alle 6. I buoni sono cumulabili e validi il venerdì e il sabato; per
riceverli è necessario esibire un documento di identità (i minori dovranno
presentare l’autorizzazione dei genitori). La proposta, sperimentale, è attiva
da oggi sino alla fine del 2010 e per il momento soltanto nel Comune di Brescia.
«È un’iniziativa di sensibilizzazione - ha spiegato Antonio Moro, responsabile
del servizio Politiche Giovanili del Comune di Brescia - unita all’intento di
aiutare i giovani ad assumersi le proprie responsabilità».
Precisazione cui
si è aggiunto Nicola Orto, assessore a Politiche Giovanili, Mobilità e Traffico:
«È bene rendersi conto che l’incidente stradale non è un fatto contingente che
riguarda alcuni, ma può toccare ognuno di noi. È un piano incluso in
un’operazione più vasta in cui rientrano altre attività, vedi lo spettacolo
"Raccolti per strada"». Oltre ai voucher, è stato predisposto un servizio di
«bus a chiamata»: dopo essersi accreditati compilando il modulo da riconsegnare
alla sede di Brescia Trasporti (via san Donino 30) oppure all’Info Brescia
(piazza Loggia n. 3), verrà rilasciata una password per le prenotazione,
effettuabile dal lunedì alle 14 del giovedì allo 030/3061597. L’autobus
richiesto raccoglierà il gruppo nel luogo desiderato, lo accompagnerà alla
destinazione scelta e lo riporterà al punto di partenza (per ogni corsa deve
essere convalidato da ciascun passeggero un biglietto di corsa ordinaria o un
voucher «Weekend»). Per informazioni, 030/2978925 (oppure 7658 o 8914 finali) o
giovanisporteinnovazionecomune.brescia.it. ramo
Bresciaoggi 05 dicembre 2009
SICUREZZA STRADALE. Nuova fase del progetto lanciato dalla Loggia
«Brindo con prudenza» si estende anche ai taxi
Thomas Bendinelli
Voucher gratuiti per corse notturne. E con Brescia Trasporti parte pure il
servizio di bus a chiamata
Voucher gratuiti per i taxi notturni e bus a chiamata: sono queste le due novità
della seconda fase di «Brindo con prudenza», progetto del Comune di Brescia di
sensibilizzazione sull’abuso delle sostanze alcoliche e sulla promozione del
trasporto pubblico.
I VOUCHER. In pratica, grazie a un accordo tra Comune e
cooperativa Radiotaxi Brixia, l’assessorato alle Politiche giovanili e alla
mobilità mette a disposizione 200 tagliandi settimanali del valore di 6 euro, un
euro per il bus all’andata, 5 euro per il taxi al ritorno di notte, dalle 23
alle 6. Il servizio è rivolto ai ragazzi tra i 16 e i 25 anni il venerdì e il
sabato. I voucher sono ritirabili nella sede dell’Informagiovani di via San
Faustino e sono cumulabili. Questo significa che se tre ragazzi si mettono
insieme, possono accumulare un bonus di 15 euro da detrarre dalla tariffa del
taxi. Sui taxi, è stato ricordato ieri, «non potranno salire ragazzi in evidente
stato di ubriachezza». Come dire, un bicchiere può anche andare bene, ma senza
esagerare. Il servizio, almeno in una prima fase, sarà svolto solo in città. I
voucher complessivi sono 2300, 2mila prepagati dall’Amministrazione (10mila
euro) e altri 300 offerti dalla cooperativa radiotaxi.
BUS A CHIAMATA. Il
secondo servizio di «brindo con prudenza» prevede invece, in collaborazione con
Brescia Trasporti, la possibilità di utilizzare il cosiddetto bus a chiamata. In
pratica bisogna accreditarsi al servizio (compilando l’apposita scheda,
informazioni sul sito di Brescia Trasporti o all’Info Brescia di piazza Loggia
3) dopodiché, tramite un’apposita password, si può prenotare un autobus (il
servizio è anche notturno) chiamando lo 0303061597 concordando punto di raccolta
e destinazione.
Il finanziamento del servizio rientra in questo caso
nell’ambito di Civitas, finanziamento europeo sui progetti di mobilità
sostenibile cui il Comune partecipa da anni. «È una fase di sperimentazione - ha
spiegato ieri alla Nave di Harlock il presidente di Brescia Trasporti Andrea
Gervasi -, valuteremo l’efficacia e studieremo le eventuali modifiche».
L’augurio - ieri erano presenti i presidenti delle circoscrizioni e i
rappresentanti della Cooperativa Radiotaxi – è che la campagna abbia successo e
che passi il messaggio secondo cui ci si può divertire in sicurezza.
L’assessore alla mobilità e alle politiche giovanili Nicola Orto ha posto
l’accento su quella che ha definito una «grande sinergia» tra diversi soggetti:
Comune, circoscrizioni, Brescia trasporti, associazioni ed esercenti. «Se
l’avvio di questa seconda fase del progetto è possibile è anche grazie a questi
sforzi comuni», ha detto.
LA POLEMICA. Da parte sua anche un accenno alle
polemiche sollevate nei giorni scorsi dai giovani del partito democratico, i
quali non avevano contestato il merito della campagna ma «lo spreco di soldi
(150mila euro) per un servizio di bus navette inutile e poco efficace».
«Risponderemo in modo adeguato a questa accusa – ha affermato l’assessore -, ma
di sicuro non abbiamo sprecato denaro pubblico, soprattutto per un tema così
importante come quello del salvare vite umane».
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Il Brescia 05 dicembre 2009
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Il Brescia 02 dicembre 2009
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Bresciaoggi 04 dicembre 2009
L’AGGRESSIONE. È accaduto sulla linea 9
È senza biglietto: multato, colpisce il controllore
Il passeggero violento ha 27 anni ed è bresciano. Sarà denunciato
Salito senza biglietto sul bus urbano della linea 9, un bresciano di 27 anni,
già identificato e che verrà denunciato per lesioni, nel pomeriggio di mercoledì
ha sferrato un pugno al volto al controllore di Brescia Mobilità che stava
compilando il verbale. Il viaggiatore «portoghese» prima ha consegnato la carta
d’identità per essere identificato come previsto dai regolamenti: quando ha
capito che sarebbe scattata la contravvenzione ha avuto uno scatto d’ira e ha
picchiato l’addetto alla sorveglianza, un 47enne bresciano.
Lo ha messo ko
come un pugile provetto e dopo essersi ripreso il documento, è sceso e si è
allontanato a piedi.
IL GRAVE EPISODIO è accaduto alle 17 in piazza
Garibaldi. Il controllore è stato visitato in ospedale dove i medici hanno
fissato la prognosi in un paio di settimane. Ieri il controllore era a casa
ancora sotto shock. Gli agenti della questura attendono il suo verbale e di
poterlo interrogare. Nei prossimi giorni verrà probabilmente messo a confronto
con chi lo ha aggredito.
La polizia, che è intervenuta con una pattuglia
della Volante, ha già raccolto elementi utili per identificare il viaggiatore
violento.
«Fatti rari, fortunatamente» affermano a Brescia Mobilità ribadendo
che quest’anno «sono state rare le aggressioni ai danni dei controllori dei bus
urbani» che sono un centinaio e agiscono a gruppi. Episodi che si contano sulle
dita di una mano. Numerosi invece i passeggeri trovati senza biglietto.
«Bresciani e stranieri. Questi ultimi aumentano nelle zone dove gli immigrati
sono più numerosi» viene affermato. La percentuale è vicina al 50%. Per chi è
senza biglietto la sanzione è 100 volte l’importo del biglietto (un euro) che
scende ad un terzo se si paga subito.F.MO

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Bresciaoggi 02 dicembre 2009
TRASPORTI. La Loggia punta sulla mobilità alternativa. Soprattutto tra i
giovani. Orto: «Sono un terreno fertile e così si orientano ad una politica di
mobilità europea»
Bicimia raddoppia: le stazioni saranno 56
Mimmo Varone
Attualmente sono 24: le nuove postazioni dalla primavera vicino alle facoltà
o in periferia Altre 14 nei paesi dell’hinterland

Brescia scommette su Bicimia e spinge sull’acceleratore della mobilità
alternativa. A partire dalla primavera prossima le 24 postazioni in città,
soprattutto in centro, diventeranno 56 distribuite su tutto il territorio
comunale. E più avanti sbarcheranno pure nei 14 paesi dell’hinterland che già
fanno la «Grande Brescia» dei bus urbani. Nei prossimi giorni, intanto, esordirà
il car sharing con le prime due stazioni.
L’ASSESSORE ai Trasporti Nicola
Orto annuncia che l’espansione di Bicimia è in fase di progettazione, e che ci
sono pure i soldi. La Loggia ha messo a Bilancio 600 mila euro per il triennio
2009-11, e i primi 200 mila bisogna spenderli già quest’anno.
Inoltre il
Comune - annuncia l’assessore - ha già presentato al ministero dell’Ambiente un
progetto di implementazione del servizio con richiesta di contributi. I
finanziamenti statali, tuttavia, non sono vincolanti. «Siamo in attesa di una
risposta - dice Orto -, ma anche se dovesse essere negativa faremo tutto con i
nostri soldi». Le nuove stazioni di Bicimia dovrebbero essere operative in
primavera, quando i primi tepori invoglieranno a utilizzare le due ruote per
muoversi in città. Saranno collocate nei pressi delle facoltà universitarie a
uso degli studenti, ma anche nei quartieri di periferia. Quando il progetto sarà
del tutto realizzato, l’intera città avrà a disposizione bici da prendere da una
parte e lasciare in un’altra. Intanto, Orto sottolinea di aver presentato alla
Fondazione Cariplo un progetto per estendere il servizio ai 14 comuni
dell’hinterland, che «hanno aderito tutti». Qui i tempi saranno verosimilmente
un po’ più lunghi.
D’ALTRONDE i primi dati dicono che Bicimia sta riscuotendo
notevole successo soprattutto tra i giovani. «Sono un terreno fertile e si
possono orientare a una politica di mobilità europea, che assegna un posto
rilevante al trasporto pubblico in crescita anche a Brescia». Prova ne sia che
l’iniziativa lanciata a settembre per gli universitari ha già raccolto 90
abbonamenti.
Ma non solo di due ruote si tratta. «Nei prossimi giorni -
annuncia Orto - le prime due postazioni di car sharing saranno attivate in due
aree cittadine, anche queste vicine alle facoltà universitarie in modo che il
nuovo servizio sia a disposizione per gli studenti». E sarà un altro passo verso
il nuovo sistema della mobilità che dovrà andare a regime dal primo gennaio
2013, con l’avvento della metropolitana leggera. In quell’ottica si comincia a
spingere pure sul Patto per il trasporto pubblico locale firmato l’anno scorso,
che impone a Comune e Provincia il ridisegno delle linee urbane ed extraurbane
per ottimizzare i costi e varare il sistema intermodale.
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