|
Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
|
Giornale di Brescia 31 gennaio 2010
Oggi stop alle auto dalle 10 alle 18
Confermato nonostante la neve il blocco del traffico in città Chi
sgarra paga 78 euro. Vanno gpl, metano, elettriche e Euro 4
La neve ha spolverato la città e la provincia per qualche ora l’altra notte. Ma,
diversamente dalla pioggia, il suo contributo all’abbattimento delle polveri
sottili è più modesto. Anzi, lo spargimento di sale e sabbia - per quanto
limitato - potrebbe portare sorprese nella lettura dei dati relativi alle Pm10
delle scorse 24 ore, che saranno resi noti questa mattina dall’Arpa.
Quelli
di ieri frattanto registrano una flessione, ma di poche unità: i valori
registrati in città e nell’hinterland sono comunque tutti al di sopra della
soglia d’allarme, con picchi di 116 mgr/mc. La mancata variazione delle
condizioni atmosferiche ha perciò decretato l’impossibilità di revocare il
blocco totale della circolazione previsto quest’oggi in tutto il territorio di
Brescia.
Chi circola e chi no
Il blocco, che scatta alle 10 per terminare
alle 18, di fatto interesserà però poco più della metà del parco veicolare
cittadino: quello che presenta motorizzazioni più datate e quindi inquinanti,
all’incirca 60mila auto. Potranno liberamente circolare invece i mezzi muniti di
impianto gpl, a metano o con motori ibridi o elettrici. Come pure i veicoli di
categoria Euro 4 (o Euro 5) a benzina e diesel, in questo secondo caso purché
dotati di filtro antiparticolato. Diverse poi le categorie esentate dallo stop
alla circolazione (il testo integrale dell’ordinanza che dispone il blocco è
accessibile dal sito del nostro quotidiano all’indirizzo
www.giornaledibrescia.it).
Aperte le grandi arterie
Strade Statali,
Provinciali e tratti autostradali, infine, saranno percorribili anche se
ricadono nel territorio di Brescia. Così i tratti di strada che conducono dai
caselli autostradali ai parcheggi scambiatori nei quali farà tappa il bus
navetta istituito da Brescia Mobilità. Vale a dire il dire il piazzale
dell’Ortomercato, per chi proviene dal casello autostradale di Brescia Ovest e
dalle Tangenziali Sud e Ovest; il parcheggio Area Spettacoli viaggianti di via
Borgosatollo, per i veicoli in uscita da Brescia Centro e dall’uscita della Sud
di via della Volta; da ultimo, il parcheggio di «Campo Grande», con entrata e
uscita consentite solo dalla Tangenziale Sud, con possibilità di circolazione
sul tratto di via Labirinto tra l’area medesima e la Sud.
Ai varchi e per le
strade pattuglie della Polizia municipale e delle forze dell’ordine
effettueranno appositi controlli: chi sarà colto a circolare senza averne
titolo, sarà passibile di una sanzione da 78 euro. Dalle 10 alle 18 scatta il
blocco del traffico in città. I trasgressori che fossero sorpresi a circolare
con la propria auto senza averne titolo - le autocertificazioni sono bandite -
sono passibili di multa da 78 euro.

Bus, biglietto unico per l’intero giorno Permessi e numeri
In vista del blocco l’Amministrazione comunale ha attivato - già
ieri, e quindi stamattina dalle 8 alle 12 - alcune linee telefoniche a
disposizione dei cittadini per ottenere informazioni e indicazioni per i
permessi in deroga, previsti per particolari e motivate esigenze.
I numeri
ai quali i cittadini possono rivolgersi sono l’800 401104, lo 0302977302/7300 e
lo 03029971 (oltre alla centrale dei Vigili urbani, sempre attiva allo
03045001). I permessi in deroga, già disponibili ieri, saranno distribuiti anche
oggi dalle 8 alle 12 all’Ufficio relazioni con il pubblico di largo Formentone e
al Comando della Polizia municipale di via Donegani.
Per ridurre i disagi
dei cittadini, la Loggia ha stabilito che per l’intera giornata sarà possibile
circolare su tutta la rete dei mezzi di Brescia Trasporti con un unico biglietto
(da 1 euro, 1,35 euro o 1,50 euro se acquistato a bordo). Previsto anche un
potenziamento della frequenza delle corse sulla linea Lam1. Inoltre, dalle 9
alle 19 sarà attivo un bus navetta che collegherà il parcheggio Auchan di
Concesio col parcheggio dell’Ortomercato, l’Ospedale Civile, il Centro, la
Stazione e Campo Grande con corse ogni 12 minuti.
Comitato del centro, diffida a Paroli per l’aria
Un atto di «significazione, intimazione e diffida». Il Comitato
dei cittadini per la Salute, la rinascita e la salvaguardia del centro storico
lo rivolge al Comune di Brescia per «gli inefficaci Piani d’azione predisposti
in materia d’inquinamento del centro storico» e alla Regione Lombardia per «le
inadeguate misure nel far fronte all’emergenza Pm10». A spiegare le ragioni
dell’iniziativa è Maurizio Bresciani del Comitato, intervenuto con Francesco
Catalano. «Questo documento è indirizzato in particolare all’Amministrazione
comunale per i suoi mancati interventi in tema d’inquinamento e per aver
rivisitato il Piano traffico peggiorando le condizioni esistenti, in funzione di
un aumento delle sostanze inquinanti e di pericolosità per la salute dei
cittadini» osserva Bresciani. «Abbiamo aspettato un anno, durante il quale siamo
rimasti rispettosamente in silenzio per vedere che cosa veniva fatto - aggiunge
Bresciani -, ma non potevamo andare oltre, perciò abbiamo deciso di agire. Non
dimentichiamo che il sindaco è anche la massima autorità per garantire la tutela
della sanità nella città».
Secondo i cittadini del Comitato per la Salute del
centro storico l’Amministrazione sarebbe «succube degli interessi della
categoria dei commercianti e degli artigiani». Perciò - spiega il portavoce - è
stato «reinventato il Piano sosta in modo da permettere l’accesso al centro». Un
centro che, dal punto di vista urbanistico, soffrirebbe per la mancata
circolazione d’aria di un «effetto Canyon». «Oggi la nostra è la città con la
più alta concentrazione di Pm10 di tutta la regione e supera abbondantemente
anche Milano. La situazione di indifferenza delle istituzioni compromette la
salute di bambini, adulti, anziani, come rilevano gli specialisti» afferma
Bresciani.
Il documento di diffida è già stato depositato presso i
competenti uffici giudiziari. Se, entro 30 giorni, non saranno applicati i
provvedimenti richiesti, l’iter prevede che si possa inoltrare esposto alla
Magistratura. «In base anche alla normativa europea vigente, vogliamo il
ripristino delle Ztl e delle Lam, il potenziamento del mezzo pubblico, la
realizzazione di piste ciclabili e la sensibilizzazione all’uso della bici e,
soprattutto, una grande opera di educazione della cittadinanza» sottolinea il
Comitato. E Bresciani lancia una controproposta: «Rispetto a quanto dichiarato
dal vicesindaco Rolfi sul biglietto con volo d’andata per gli immigrati,
chiediamo il biglietto gratuito per i mezzi pubblici».a. l. ro.
I Verdi: «Servono misure regionali sull’intera area»
«Le polveri fini superano i limiti da oltre 15 giorni in tutta la
Lombardia e, pur trovandoci d’accordo con l’inevitabile blocco del traffico di
domenica, lo riteniamo inefficace».
Sono queste le prime parole dette ieri
da Paolo Mori, presidente provinciale dei Verdi, affiancato da consiglieri della
Circoscrizione Centro della Sinistra Arcobaleno e del Pd - già protagonisti
della «irruzione» in Consiglio comunale dell’altroieri con mascherine anti-smog
indosso, nell’incontro con i media per denunciare il grave stato dell’aria in
cui versa la nostra città.
«Le Pm10 interessano, come si vede dal satellite -
ha continuato Mori - l’intera Pianura padana ed i provvedimenti andrebbero
adottati, se non per l’intera regione, quanto meno per aree critiche, composte
dai capoluoghi di provincia e da una serie di comuni limitrofi, su cui abbia
competenza la Regione Lombardia, come fatto fino ad ora. Invece - tornando
all’errore iniziale - aggiunge Paolo Mori - la Regione lascia le decisioni ai
singoli Comuni.
«Una recente analisi dell’Università degli Studi di Brescia
riferisce che le Pm10 sono per il 60 per cento imputabili al traffico
autostradale e delle tangenziali, il 30 per cento all’industria ed il 10 per
cento al traffico cittadino. Bisognerebbe ridurre la velocità sulle autostrade
ed introdurre il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti - ha chiosato Mori - ed
intervenire per contrastare l’uso sconsiderato dei veicoli privati in città,
soprattutto nel centro, che è esattamente il contrario di quanto attuato da
questa Giunta».
«Si potrebbe intervenire anche sulle emissioni industriali -
ha aggiunto l’ex-consigliere comunale cittadino dei Verdi Paolo Vitale -
finanziando l’Arpa, che non riesce a controllare nemmeno una volta ogni cinque
anni le aziende maggiormente critiche ed imporre filtri, anche con finanziamento
pubblico, alle stesse».
Dai consiglieri circoscrizionali una proposta,
approvata a maggioranza nella Centro, di porre in atto misure adeguate per
contrastare il crescente inquinamento e l’istituzione di una unità di crisi
anti-smog composta da esperti in materia.
Franco Armocida

Bresciaoggi 31 gennaio 2010
IL MINI-BLOCCO. Dalle 10 alle 18 alt al traffico su tutto il territorio
comunale: l’ha deciso la Loggia dopo 19 giorni consecutivi di aria irrespirabile
per colpa delle Pm10
La neve non è bastata: Brescia si ferma
Mimmo Varone
Nessun divieto però per oltre 50 mila auto Euro 4 Incentivato l’uso dei bus:
1 euro per tutto il giorno Circolazione libera in tutti i Comuni della
provincia
Il «miniblocco» è confermato. La neve caduta l’altra sera non ha fatto nemmeno
il solletico alle polveri fini. E oggi le auto più inquinanti resteranno in
garage dalle 10 alle 18. I disubbidienti colti in fallo dai vigili pagheranno
una multa di 78 euro. Converrà utilizzare il bus, e sfruttare il biglietto
unico, che costa un euro per tutta la giornata sull’intera rete della zona 1 o
della zona 2 (1,35 euro per entrambe, 1,50 sul bus). L’agevolazione costa alla
Loggia 4 mila euro (10 mila le spese totali del blocco) da rimborsare a Brescia
Trasporti, e per i cittadini tanto vale approfittarne.
D’ALTRONDE lo stop
alle auto, per dichiarata intenzione del sindaco Adriano Paroli, ha lo scopo di
incentivare il servizio pubblico, oltre che difendere la salute dei cittadini
dall’imperversare delle Pm10, che nonostante la neve sono rimaste a livelli ben
oltre il limite di legge di 50 microgrammi per metro cubo (ug/mc). Nella
giornata di venerdì la centralina del Broletto ha registrato 114 ug/mc, e 116
quella del Villaggio Sereno. Ma i livelli sono fuori controllo in tutta la
provincia, con 111 a Sarezzo, 100 a Rezzato, 107 a Darfo e 79 a Odolo.
Dunque
si cerca di tenere a bada almeno le polveri della città, pur sapendo che il
traffico di Brescia è responsabile – secondo i dati della Loggia – solo dell’8
per cento di Pm10 nell’aria cittadina. Il più è dovuto alle autostrade, alla
tangenziale sud, alle strade provinciali, su cui il Comune non ha alcun potere.
E in città bisognerà seguire le istruzioni, se non si vuole incorrere nelle
sanzioni.
È da tener presente, allora, che dal fermo totale sono esclusi
auto, moto e scooter elettrici, veicoli a metano e Gpl, auto ibride (motore
elettrico e termico), diesel (con filtro antiparticolato) e benzina Euro 4.
Esclusa pure un’ampia gamma di categorie di veicoli di pubblica utilità, dagli
automezzi per manutenzioni di emergenza a quelli del trasporto disabili, dai
medici e veterinari in visita urgente ai ministri di culto (l’elenco completo e
il testo integrale dell’ordinanza del sindaco si trovano su
www.bresciaoggi.it).
POICHÉ IL PRESIDENTE della Regione Formigoni ha lasciato
alla discrezionalità dei comuni decretare il blocco, sono interdette solo le vie
cittadine. Si potrà circolare su autostrade, tangenziale sud e provinciali
(arrivandoci prima delle 10 o dopo le 18), nonché sui tratti di collegamento tra
gli svincoli e i parcheggi in corrispondenza delle fermate dei bus. Chi proviene
da Brescia est e dalla tangenziale sud in uscita sulla Ovest dovrà fermarsi
all’Ortomercato. Chi esce da Brescia centro si fermerà all’area Spettacoli
viaggianti della Volta. Da lì ci saranno i bus a disposizione.
Brescia
Trasporti attiva una navetta tra i parcheggi Auchan di Concesio, l’Ortomercato e
Campo Grande (via Tadini), che passa da Ospedale, centro città e Stazione delle
ferrovie ogni 12 minuti dalle 9 alle 19. L’area della Volta farà riferimento
alla Lam 1 potenziata per tutto il giorno tra Ospedale e via Maggia, con
passaggi ogni 10 minuti. Sul resto della rete, invece, sarà in vigore il
servizio festivo.
Ci sarà, dunque, la possibilità di raggiungere agevolmente
il centro cittadino, e il blocco potrà diventare occasione per visitare i musei
cittadini, che ovviamente resteranno aperti. All’andata, la navetta parte da via
Triumplina (all’altezza del parcheggio Auchan), scende da via Branze e viale
Europa, fa via Crocifissa, la galleria Tito Speri, via Mazzini e corso
Zanardelli, via Gramsci, Foppa, Stazione e prosegue per via Dalmazia, Tadini,
Orzinuovi, Ortomercato. Al ritorno fa il percorso inverso con qualche piccola
variazione.
IL BLOCCO NON VUOLE creare eccessivi problemi all’agibilità
cittadina, e anche per stamattina (dalle 8 alle 12) saranno attivi i telefoni a
cui rivolgersi per ottenere informazioni e indicazioni per il rilascio di
permessi in deroga sulla base di particolari e motivate esigenze. Si potrà
telefonare all’Urp (numero verde 800.401104, 030.2977302-300), al centralino
della Loggia (030.29771) e alla Centrale dei vigili (030.45001) che resta attiva
tutto il giorno.

|
Giornale di Brescia 30 gennaio 2010
Domani niente auto in città, salvo revoca
Circolano i veicoli a
metano, gpl, elettrici, Euro 4 a benzina e diesel Fap Potenziati i bus: previsti
una navetta e biglietto unico su tutta la rete
«Il blocco, è scientificamente provato, da solo non basta a
risolvere il problema smog. Ma è un segnale per educare e accrescere la
sensibilità dei cittadini». Così il sindaco Adriano Paroli ha ufficializzato
ieri, modalità e ragioni del blocco totale del traffico disposto per domani,
domenica 31 gennaio. Salvo revoca in caso di miglioramento delle condizioni
atmosferiche, che il vento atteso per oggi potrebbe in effetti favorire. Non
così la neve caduta ieri: anzi, l’eventuale ricorso massiccio a sale e sabbia
potrebbe contribuire a far lievitare le Pm10.
Ferme poco più di un’auto su
due
Il provvedimento adottato sarà sì di blocco totale, secondo linee che
ricalcano quelle divenute consuete ai bresciani tra il 2002 e il 2007. Ma con
alcune soluzioni per alleviare i disagi ai cittadini. Anzitutto l’orario: non il
consueto 8-20, ma un più morbido 10-18. «L’incidenza di quelle 4 ore - spiega il
sindaco - è secondo i tecnici è minimo». Poi, un alleggerimento ulteriore degli
effetti deriva dall’accresciuto numero di auto Euro 4, ammesse a circolare: il
rinnovo del parco veicolare dopo un anno di ecoincentivi statali e regionali,
infatti, ha visto andare al macero molte auto delle classi più inquinanti. I
dati forniti dal Mobility manager, risalenti al 2008, contavano già allora nella
Leonessa 50.381 veicoli Euro 4. Ora saranno certo di più, senza contare le Euro
5, poche ma pure esentate. E su un totale di 127.281, tolte le auto a gpl e
metano - per la conversione a tali sistemi di alimentazione il Comune prevede
appositi incentivi - le ibride e le elettriche, non è azzardato dire che lo stop
interessa poco più di un’auto su due.
Numerose le esenzioni
Dal fermo,
peraltro, saranno esentate anche le consuete categorie di utenti (si veda il box
a lato). Ma pure Statali, Provinciali e autostrade, e i tratti stradali di
collegamento tra gli svincoli autostradali e i parcheggi scambiatori. Vale a
dire il piazzale dell’Ortomercato, per chi proviene dal casello autostradale di
Brescia Ovest e dalle Tangenziali Sud e Ovest; il parcheggio area Spettacoli
viaggianti di via Borgosatollo, per i veicoli in uscita da Brescia Centro e
dall’uscita della Sud di via della Volta; da ultimo, il parcheggio di «Campo
Grande», con entrata e uscita consentite solo dalla Tangenziale Sud, con
possibilità di circolazione sul tratto di via Labirinto tra l’area medesima e la
Sud.
Permessi, numeri e biglietto unico sui bus
La Loggia ha attivato -
dalle 8 alle 18 di oggi e dalle 8 alle 12 di domani - alcune linee telefoniche a
disposizione dei cittadini per ottenere informazioni e indicazioni per i
permessi in deroga riferiti a particolari e motivate esigenze: i numeri sono
l’800401104, lo 0302977302/7300 e lo 03029971 (oltre alla centrale dei vigili
urbani, sempre attiva allo 03045001). I permessi in deroga saranno distribuiti
oggi dalle 8 alle 11 a Palazzo Loggia; dalle 8 alle 18 all’Urp di largo
Formentone e al comando di Polizia Municipale di via Donegani; domani dalle 8
alle 12 all’Urp e al comando della Municipale.
Biglietto unico (da 1 euro,
1,35 euro o 1,50 euro se acquistato a bordo), infine, valido per l’intera
giornata sui bus di Brescia Trasporti, con potenziamento della frequenza delle
corse sulla linea Lam 1. Inoltre, dalle 9 alle 19 sarà attivo un bus navetta che
collegherà il parcheggio Auchan di Concesio col parcheggio dell’Ortomercato,
l’Ospedale Civile, il Centro, la Stazione e Campo Grande con corse ogni 12
minuti. Il tutto con un costo a carico delle casse comunali di circa 10mila
euro.g. gal.
«Un piano strutturato per combattere l’inquinamento»
Annunciato ieri dal sindaco Paroli e dagli assessori Orto e
Vilardi, sarà nei prossimi giorni al vaglio della Giunta
Un piano articolato di azioni e provvedimenti. Non iniziative
«spot», che da sole poco possono contribuire a migliorare un problema che è
ormai decennale. Questa la linea della Giunta Paroli, emersa ieri nel corso
della conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli del blocco del
traffico.
A introdurre i nodi del provvedimento è stata l’assessore
all’Ambiente Paola Vilardi. «Giovedì i nostri tecnici sono stati al vertice in
Regione, e il Pirellone, che detta le linee in materia, non ha ritenuto
necessario assumere provvedimenti. Ma alcuni Comuni, come il nostro, hanno
deciso di fermare il traffico». A ribadire l’attenzione riservata al tema:
«Stiamo verificando quali misure adottare prossimamente perché, checché ne
dicano i nostri detrattori che presentandosi in Consiglio con le mascherine
anti-smog (si veda sotto, ndr) non fanno che spaventare la gente, noi
siamo attenti».
«Questo è un provvedimento che purtroppo città come la nostra
devono a malincuore prendere. Ma il problema è più vasto e complesso. Lo
sappiamo bene: abbiamo a cuore la salute dei cittadini e col problema dello
smog, d’altro canto, Brescia fa i conti da una decina d’anni» sottolinea invece
il sindaco. «Nell’ultimo anno e mezzo si è registrato un incremento dell’uso del
mezzo pubblico: dobbiamo incentivarlo, ma non si può neppure pensare che il
mezzo privato sia un lusso. In molti casi è una necessità per chi lavora e
dobbiamo rendere praticabile anche questa opzione». In quest’ottica «da
settembre stiamo ragionando su come affrontare il problema, che va oltre
statistiche o soluzioni estemporanee: il blocco o le targhe alterne da sole non
basterebbero. D’altro canto il traffico urbano incide sullo smog solo per l’8%».
L’assessore Orto, al riguardo, cita uno studio secondo cui la messa al bando di
tutti i mezzi non catalizzati porterebbe alla riduzione delle Pm10 del 20%». Si
valuta poi la possibilità di porre limiti più bassi alla velocità nei tratti di
autostrada che ricadono nel territorio comunale: «Di rado mi trovo d’accordo coi
Verdi, ma forse è un’ipotesi da considerare».
Le soluzioni non arrivano in
pochi mesi, ribadisce Paroli: «È un lavoro complesso. Nel frattempo, qualora
dovessero persistere questi valori dovremo stare pronti ad adottare altre
iniziative analoghe». Ma con sensibilità: «L’Ecopass a Milano ha inciso, ma non
ci piace: ben venga la logica del chi inquina paga, ma quella del chi paga
inquina non è simpatica. E per questo non lo adottiamo». Quelli al vaglio sono
piuttosto «provvedimenti drastici, perché solo auto con determinati dispositivi
possano circolare. Anche con A2A ci stiamo impegnando per un parco di auto
elettriche che garantisca un uso continuativo, con autonomia di 300
km».
Concorde l’assessore Orto: «A breve (forse già lunedì, ndr)
sottoporremo al sindaco il progetto di un percorso educativo volto non solo a
contrastare il fenomeno. Fatto di eventi, attività e servizi che il Comune mette
a disposizione. Per ora - ha proseguito Orto - mi limito a ricordare quanto già
è stato fatto per abbattere gli inquinanti: gli incentivi per la conversione dei
mezzi a Gpl, il rinnovamento del parco automezzi del Comune (700mila euro), uno
stanziamento di 8 milioni per il servizio di trasporto pubblico, l’incremento di
Bicimia già messo a bilancio». E se da lunedì è confermata la partenza del
car-sharing, i mobility manager e i tavoli di fluidificazione del traffico
«hanno fatto un gran lavoro per arrivare al car-pooling».
Da ultimo dal
sindaco un invito ai cittadini ad una «maggiore attenzione civica»: tanto ad un
uso più razionale dell’auto, quanto ad una regolazione adeguata delle caldaie».
E la promessa di controlli più capillari.gal
Bresciaoggi.it 30 gennaio 2010
IL MINIBLOCCO. Dopo 18 giorni consecutivi di «superi» nelle Pm10, la giunta
ha deciso la drastica misura anti-traffico. Ma con molte limitazioni, e un
occhio al clima
Troppo smog, domani Brescia resta a piedi
Mimmo Varone
Ma il divieto di circolazione scatta solo dalle 10 alle 18 e possono
muoversi oltre 50mila auto a benzina euro 4 E la nevicata di ieri sera potrebbe
rimescolare le carte
Scatta il «miniblocco» del traffico. L’imperversare delle polveri sottili
nell’aria di Brescia ha indotto il sindaco Adriano Paroli a decretare lo stop
alle auto dalle 10 alle 18 di domani su tutto il territorio comunale. Il sindaco
lo fa «a malincuore», e con la consapevolezza che saranno in pochi a fermarsi.
Oltre ad auto moto e ciclomotori elettrici, auto a metano e Gpl, ibride (motore
elettrico-termico), potranno circolare anche i diesel con filtro antiparticolato
e le auto a benzina Euro 4, oltre alle solite categorie esentate. Resteranno in
garage, per una manciata di ore, solo i mezzi più inquinanti.
I DATI
DELL’ASSESSORATO al Traffico di Nicola Orto dicono che su 127mila auto
immatricolate in città, 50.381 sono Euro 4. Si fermeranno 11.366 Euro 0, 718
Euro 1, 29.713 Euro 2 e 28.587 Euro 3. Nessuna limitazione per le Euro
5.
Peraltro il blocco è limitato al territorio della città. Il presidente
della Lombardia Roberto Formigoni ha ritenuto che la situazione non fosse così
grave da indurre a bloccare la circolazione nelle aree critiche, e al vertice di
ieri mattina ha lasciato ai singoli comuni facoltà di decidere. Brescia ha
scelto lo stop come Milano e Bergamo. I comuni dell’hinterland non si sono
coordinati e lo stesso assessore provinciale al Traffico Corrado Ghirardelli,
che ritiene «insufficienti i blocchi totali del traffico cittadino», si è
allineato alle politiche della Regione sull’emergenza aria e ha messo a
disposizione 5 milioni di euro per l’acquisto di nuovi autobus a basso impatto
ambientale.
La stessa Giunta Paroli si mostra scettica sull’utilità degli
stop domenicali e annuncia per il futuro prossimo una batteria di provvedimenti
anche «rigorosi» per contrastare le Pm10 che da 18 giorni consecutivi viaggiano
sopra la soglia di attenzione, e spesso anche oltre l’allarme. «Se le polveri
non caleranno possiamo valutare altri blocchi e anche le targhe alterne e
l’inibizione drastica della città a certi veicoli – dice Paroli – ma ci muoviamo
in più direzioni e abbiamo allo studio una batteria di misure più incisive». Ci
sta pensando Orto di concerto con gli assessori Paola Vilardi (Ambiente), Mario
Labolani (Lavori pubblici) e altri. Il progetto sta per essere presentato in
Giunta, e solo dopo se ne saprà di più.
Intanto domani potranno viaggiare
veicoli di trasporto disabili (con contrassegno), medici in visita urgente,
ambulanti e via dicendo (l’ordinanza completa del sindaco si può leggere sul
sito www.bresciaoggi.it). E come al solito sono interessate solo le strade
comunali. Restano libere autostrade, tangenziale sud, provinciali, collegamenti
dagli svincoli ai parcheggi in corrispondenza delle fermate dei bus. Per altre
informazioni e rilascio di permessi si possono chiamare la Centrale dei vigili
(030.45001), l’Urp del Comune (verde 800.401104, 030.2977302-300), il centralino
della Loggia (030.29771) oggi dalle 8 alle 18 e domani dalle 8 alle 12 (Centrale
dei vigili sempre operativa). Il dettaglio delle disposizioni è sul nostro sito
www.bresciaoggi.it
BRESCIA TRASPORTI attiva una navetta che ogni 20 minuti
collegherà i parcheggi Ortomercato, Auchan di Concesio e Campo Grande (via
Tadini). L’area Spettacoli viaggianti della Volta farà riferimento alle fermate
della linea 1, che viene potenziata dalle 9 alle 19 tra Ospedale e via Maggia
con frequenza di 10 minuti. Ci sarà il biglietto unico valido per tutta la
giornata su tutta la rete, costerà 1 euro per la zona 1 (città) o 2
(hinterland), di 1,35 euro per entrambe (1.5 sul bus).
Ieri pomeriggio il
sindaco, Vilardi e Orto hanno presentato il tutto, con la precisazione che se
oggi dovessero scatenarsi vento e pioggia (ma il meteo dice altro), l’ordinanza
sarebbe revocata. Paroli tende a non enfatizzare comunque la decisione di
bloccare. «Non è un evento – dice -, ma un provvedimento di cui purtroppo la
città ha bisogno a garanzia della salute dei cittadini». Sottolinea che il
problema è «più vasto e complesso» e si sta affrontando, anche con l’auto
elettrica allo studio di A2A.
I tempi saranno lunghi. Quanto all’emergenza
precisa di aver preferito bloccare dalle 10 alle 18 per «non creare eccessivi
problemi e dare la possibilità ai bresciani di programmarsi la giornata».
D’altronde, «sappiamo che per molti l’auto non è un lusso ma una necessità»,
aggiunge.
Una mediazione tra due esigenze. Così, domani viaggeranno in tanti,
almeno quelli che hanno auto nuove. Per gli altri che non se le possono
permettere, pazienza. «Mi dispiace per loro – dice il sindaco -, ma sappiamo che
certe auto inquinano di più in modo esponenziale, e con la pioggia che non
arriva lo stop di un giorno è giusto»

«La salute è a rischio Allontanatevi dalla città»
Veleno quotidiano instillato in dosi crescenti con l’inquinamento atmosferico,
le polveri sottili non soffocano soltanto i polmoni, ma hanno effetti
preoccupanti anche su altri organi, come il cuore.
A confermarlo è una
ricerca condotta dalle cattedre di Cardiologia, Medicina del lavoro e Igiene
industriale dell’Università di Brescia.
QUANDO L’INQUINAMENTO dell’aria da
polveri sottili supera la soglia consentita (40 microgrammi per metro cubo di
Pm10) si registra un aumento del 14,1 per cento di infarti (che dura dal primo
giorno di supero fino ai tre giorni successivi), una crescita del 32,8 per cento
di aritmie, un incremento del 75 per cento di scompensi cardiaci. «In media i
problemi cardiovascolari aumentano del 41,4 per cento nei giorni di inquinamento
fuori soglia, e questo si traduce in un aumento dei ricoveri in ospedale, che
crescono significativamente nei giorni di supero rispetto alla media
quotidiana», spiega il prof. Livio Dei Cas, titolare della cattedra di
Cardiologia e direttore della Cardiologia al Civile. «Fra inquinamento e
malattie cardiovascolari esiste un legame inequivocabile, tanto che l’aria
malata è un elemento che oggi viene aggiunto ai tradizionali fattori di rischio
per il cuore, come ad esempio il fumo».
IL MECCANISMO di azione delle polveri
sottili sul nostro organismo è semplice: «Appena inalate le polveri inquinanti
arrivano nei polmoni, ma nel giro di un’ora finiscono in tutti i distretti
corporei, provocando un’infiammazione generalizzata che induce alterazioni a
livello cardiovascolare – spiega Dei Cas -. Fra gli effetti ci sono la
vasocostrizione, con incremento dell’ipertensione, l’aumento della viscosità del
sangue, che favorisce i trombi, l’instabilità della placca coronarica che può
progredire e rompersi causando l’infarto, le alterazioni dei rapporti
simpatovagali che favoriscono le aritmie». Sotto la cappa di polveri inquinanti
non stanno meglio i nostri polmoni, come conferma la dottoressa Nadia Marcobruni
del Centro pneumologico del Civile di via Marconi. «Nelle persone sane
osserviamo una crescita dei processi infiammatori a carico dell’apparato
respiratorio, come tosse e bronchiti, mentre nei malati, come i pazienti che
soffrono di asma o Bpco, notiamo un incremento delle riacutizzazioni, con
episodi che durano mesi, quasi senza soluzione di continuità», spiega.
Per
chi vive in città non ci sono molte chances di sfuggire alle polveri sottili:
«Il consiglio è di cercare di allontanarsi dalla città almeno il week end,
magari in montagna – dice Marcobruni -; usare i bus e evitare l’auto, non fare
sport in zone inquinate, cercare di fare il pieno di antiossidanti che
contrastano gli effetti nocivi dell’inquinamento, adottando una dieta ricca di
frutta e verdura». LI.CE
|
Giornale di Brescia 30 gennaio 2010
Dal Broletto 5 milioni per bus a basso impatto
La Provincia era presente l’altroieri al tavolo tecnico contro
l’inquinamento tenuto in Regione.
A seguito di questo incontro l’assessore
provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli, in linea con le decisioni prese al
Pirellone sulla necessità di contrastare l’emergenza aria, ha attivato canali di
finanziamento per l’introduzione di nuovi autobus a basso impatto ambientale,
ritenendo insufficienti i blocchi del traffico cittadino e pensando anche alle
ricadute economiche negative che avrebbero sui cittadini, le imprese e gli
stessi enti.
Il Broletto ha così previsto lo stanziamento di risorse proprie
che vanno ad aggiungersi a quelle predisposte dal bilancio regionale rendendo
subito disponibili 5 milioni di euro per l’acquisto di nuovi mezzi. «Questo
intervento - recita una nota della Provincia - si inserisce nel piano che negli
anni ha portato al rinnovo del parco già in esercizio sull’area
bresciana».
|
Il Brescia 20 gennaio 2010
Clicca sull'immagine per ingrandirla

|
Giornale di Brescia 20 gennaio 2010
Metrobus Opere complementari
Stazione e Cefalonia, le porte della città Ieri in Loggia la
presentazione dei due siti più piccoli del metrò Il riassetto della zona
ferroviaria costerà 1,5milioni di euro
Prosegue la «sfida Metropolitana» cittadina. Il viaggio alla scoperta delle
cosiddette opere complementari del Metrobus - quelle cioè che andranno a
ridisegnare la viabilità, i quartieri e, quindi, porzioni importanti di città -
tocca stavolta le future stazioni di via Gambara e di via Cefalonia, quelle cioè
individuate dalla Giunta Paroli come «i veri cuori d’accesso alla City
bresciana».
Nonostante le aree d’intervento siano cioè le più piccole
dell’intero tracciato (12.300 metri quadrati per un costo complessivo di
1.498.860 euro la prima, 6.350 mq per una spesa di 1.273.700 euro la seconda) di
cui rappresentano la nona e la decima tappa, la loro posizione diventa
globalmente strategica. E se da un lato troviamo il fulcro intermodale del
trasporto pubblico (treno, bus urbani e non, biciclette, parcheggi), dall’altro,
in cui la «linea immaginaria» è rappresentata dal cavalcavia Kennedy, sta la
dinamicità del vero e proprio trantran lavorativo diurno. Al centro, il Palazzo
di giustizia che «dovrà essere fruibile al massimo delle sue
potenzialità».
Senso unico per via Gambara
Si sdraia lungo 12.300 metri
quadrati in tutto l’area protagonista della riqualificazione «a tutto tondo» in
programma attorno alla stazione di via Lattanzio Gambara, incastonata fra il
piazzale della Stazione ferroviaria ad ovest, il cavalcavia Kennedy ad est ed
intervallata da vari spazi verdi, anch’essi oggetto di recupero.
Quattro le
novità fondamentali. In prima battuta in via Gambara verrà instaurato il senso
unico di marcia est-ovest (ossia dal piazzale verso il Palazzo di giustizia),
sia perché l’avvento della stazione del Metrobus (ampia 70 metri per 50) ne
ridurrà in parte gli spazi nel punto in cui si appresta a sorgere - tanto che la
strada non sarà più disposta in linea retta ma subirà una leggera curvatura -
sia per favorire ed ampliare il percorso pedonale e ciclabile. Fra i due fronti
chiusi (a nord in direzione centro storico, a sud per la presenza delle rotaie
della ferrovia) sorgerà poi un lungo corridoio urbano che partendo dal piazzale
della Stazione traguarderà nello slargo del Palazzo di giustizia, di fronte a
via Ferramola, una sorta di spazioso marciapiede centrale che «rappresenterà il
fulcro dell’alta densità di funzioni».
Sempre sul fronte sud, un «muro verde»
disposto all’uscita del Metrobus creerà continuità tra il vicino deposito delle
biciclette e stazione ferroviaria, poste e pensilina del primo binario: sul muro
potrebbe sorgere in fase esecutiva un cancello che permetterà la realizzazione
di un nuovo accesso diretto al primo binario, così da connettere direttamente
treno e metrò. Infine la zona Poste, «una delle più critiche»: anche qui la sede
stradale di via Gambara verrà ridotta ad una sola corsia ampia 6 metri e a senso
unico proprio per poter ridisegnare i posti auto laterali e aumentarne il numero
e l’ordine.
Labolani: «Tempi rispettati»
Capitolo tempi. «Siamo molto
contenti, perché ci troviamo in perfetto orario rispetto alla tabella di marcia
stabilita dal cronoprogramma - incalzano gli assessori ai Lavori pubblici, Mario
Labolani, e all’Urbanistica, Paola Vilardi. «Per quanto riguarda via Marconi -
prosegue e spiega Labolani - attendiamo solo il parere da parte della
Soprintendenza, mentre anche il cantiere più complesso, quello della
Poliambulanza, sta procedendo passo dopo passo. Nei prossimi giorni incontreremo
però il presidente di Brescia Mobilità (Valerio Prignachi, ndr) per chiedere
maggior puntualità sull’iter dei progetti esecutivi, anche perché l’unica
stazione che ha raggiunto di fatto questo traguardo è quella di via
Triumplina».
Soddisfatti i presidenti delle Commissioni urbanistica, Marco
Toma, e Lavori pubblici, Pierraul Francesconi, che punta l’accento sul
disappunto iniziale verso il via libera al Metrobus e sull’asse sicurezza:
«Ricordo che la Lega, come gruppo, era contraria alla realizzazione della
metropolitana a Brescia. Per contro la sicurezza rimane aspetto centrale delle
future stazioni che saranno non solo sorvegliate dalle telecamere, ma anche ben
illuminate».
Nuri Fatolahzadeh

Tarello e Gallo, un unico grande parco
A Brescia Due la «city degli affari»: moderna, dinamica ed
efficace. Costo: 1,3 milioni di euro
Ai blocchi di partenza anche gli interventi di contorno alla
stazione Cefalonia, la numero dieci lungo il tracciato del metrò provenendo da
nord, dopo la Gambara-Fs e prima della Lamarmora.
Una stazione «piccola ma
funzionale», perché sistemata nel cuore del terziario: l’area di intervento è
tutta racchiusa infatti in 6.350 metri quadrati, un mosaico in cui sono
incastonati diversi spazi aperti che confinano, ad est con il grande complesso
di via Malta, a nord con l’edificio Telecom, a sud con la stessa via Cefalonia e
ad ovest con il parcheggio pubblico di via Corfù. «La posizione baricentrica al
quartiere rende i percorsi per raggiungere la stazione piuttosto brevi, si
suppone dunque possa essere una delle più frequentate» incalza l’assessore
all’Urbanistica, Paola Vilardi.
Riqualificare con stile è il filo conduttore
dell’intervento. L’obiettivo è cioè creare il centro di una city degli affari
moderna, efficiente e dinamica.
Sui lati sud e ovest sorgerà un porticato a
forma di «L» così da riprendere l’architettura del quartiere, ma con una
connotazione contemporanea: questo nuovo camminamento delimiterà cioè uno spazio
centrale ad uso pedonale, al cui interno sorgeranno scale, lucernari, ascensore
e piccole isole di sosta. Sul lato ovest, invece, il portico ricopre tre volumi
(81,50 mq il primo, 89,50 mq il secondo e 108 mq il terzo): all’interno di
questi spazi chiusi saranno accolte nuove attività commerciali - in particolare
bar, tabacchi ed edicola - esercizi «comunque non invasivi per l’equilibrio del
quartiere» come precisa il presidente della Commissione urbanistica, Marco
Toma.
L’altra rivoluzione in agenda riguarda gli spazi verdi. In prima
battuta saranno piantati nuovi filari di alberi così da schermare la vista verso
le autorimesse fuori terra del complesso Malta. Poi, si procederà con la vera e
propria connessione dei parchi Gallo e Tarello: chi vorrà passeggiare da uno
spazio verde all’altro dovrà percorrere solo un breve tragitto all’ombra di un
filare d’alberi. Il costo complessivo delle opere complementari studiate dal
gruppo di lavoro per la stazione Cefalonia ammontano a 1.273.700 euro
complessivi.
Nella cifra si prevedono, pure, il ripristino dei due percorsi
pedonali, ora interrotti o resi difficili per via dei cantieri, in direzione
est-ovest, lungo il marciapiede di via Cefalonia e a sud dell’edificio Telecom.
Sarà infine enfatizzato il percorso pedonale in direzione nord-sud che
dall’attraversamento semaforizzato a chiamata e dalla fermata del bus sale verso
le scale della metropolitana, per poi affacciarsi sui percorsi che, attraverso i
portici del complesso Malta, si irradiano nel cuore di Brescia Due. nuri
|
Bresciaoggi 20 gennaio 2010
LAVORI PUBBLICI. Altre due tappe nel restyling della città programmato
nell’ambito dei lavori della metropolitana
«BresciaDue» e «Fs»: così le aree intorno al metrobus
Mimmo Varone
Pronte le linee guida: niente opere di urbanizzazione ma solo di
riqualificazione. Dalla Loggia un investimento di 2,6 milioni
Il restyling della città intorno alle stazioni della metropolitana segna altre
due tappe. Sono pronte le linee guida per la sistemazione delle aree intorno
alle stazioni Bresciadue e Fs. Pare si chiameranno Cefalonia e Gambara dalle vie
su cui si affacciano. Per entrambe non si prevedono opere di urbanizzazione ma
solo di qualificazione delle aree circostanti. E anche i costi sono
relativamente contenuti. La Loggia spenderà 1,2 milioni di euro per rimettere a
nuovo 12.300 metri quadrati intorno alla Gambara e 1,4 milioni per sistemare i
6.350 metri a Bresciadue.
PARTICOLARE ATTENZIONE i progettisti del Comune
hanno prestato alla prima, che si trova al centro di uno snodo decisivo della
mobilità cittadina.
Intorno alla Gambara si affacciano la stazione
ferroviaria, due stazioni dei pullman, un parcheggio sotterraneo, il deposito
bici. Nel prossimo futuro è previsto pure un sottopassaggio che porta in via
Sostegno. Racchiuso com’è tra la ferrovia a sud e la quinta di edifici a nord,
il sito del metrò si trova al centro di un corridoio che parte dal piazzale
Stazione e arriva al Palazzo di Giustizia. Quel corridoio avrebbe dovuto cambiar
faccia per intero grazie agli oneri di urbanizzazione del progetto Editoriale
Bresciana, secondo un piano d’area varato dalla precedente amministrazione. Ma
il progetto è finito nel limbo, e gli uffici comunali hanno fermato le loro
linee guida al cavalcavia Kennedy. Nel caso dovesse tornare d’attualità, in ogni
caso, niente sarà pregiudicato.
Fino al cavalcavia, via Gambara sarà
affiancata da un ampio marciapiede centrale di oltre quattro metri e mezzo che
potrà continuare come spazio pedonale verso il Palagiustizia. A partire dal
piazzale della Stazione ferroviaria, la stessa via sarà ristretta di un metro
(da 6.5 a 5.5 metri), a senso unico da ovest a est per l’accesso al parcheggio
interrato e il transito dei bus. E il restringimento andrà a vantaggio anche dei
percorsi ciclabili. Il giardino sopra il parcheggio interrato verrà ridisegnato
con percorsi pedonali che portano verso il metrò, che ha le scale d’ingresso a
sud verso la ferrovia, e gli ascensori a nord verso via Gambara.
Quest’ultima subirà un forte «sbandamento» rispetto al suo asse per passare
a lato dei lucernari della stazione del metrò. Lo spazio davanti agli ingressi
sarà abbellito da aiole alberate che separano percorsi viari e pedonali e creano
barriere verdi visive. Ancora sul fronte sud, un «muro verde» separerà le
pensiline della ferrovie e l’edificio delle poste da tutto il resto, in
continuità con il deposito delle bici.
A Bresciadue la stazione Cefalonia si
trova in uno spazio chiuso su tre lati da grandi edifici, aperto solo a sud
sulla via omonima. E l’intervento di riqualificazione è limitato alla parte di
spazi aperti compresi tra il complesso Malta, l’edificio Telecom e il parcheggio
pubblico, che verrà ridotto.
L’INTERVENTO PIÙ RILEVANTE sarà un portico
aperto a “elle” che riprende in chiave contemporanea il tema dei portici
frequenti nel quartiere e separa il sito della stazione dal parcheggio e dalla
strada. Il portico delimiterà uno spazio pedonale davanti alle scale, ai
lucernari e agli ascensori della stazione. Verso il parcheggio ospiterà tre
volumi di 80, 90 e 110 metri quadrati di superficie con piccole attività
commerciali (bar, tabacchi, edicola…) anche con plateatici esterni. Inoltre, le
linee guida prevedono il ripristino di due percorsi pedonali lungo il
marciapiede di via Cefalonia e una sottolineatura di quello nord-sud che
dall’attraversamento a chiamata di via Cefalonia e dalla fermata del bus porta
al metrò e nel cuore di Bresciadue. Gli spazi intorno alle aree pavimentate
della stazione saranno ripristinati con giardini alberati per nascondere alla
vista le autorimesse fuori terra del complesso Malta. E tutto il sito sarà
arricchito di piantumazioni.
|
Giornale di Brescia 12 gennaio 2010
Mobilità La Loggia lancia il «Car sharing»
Auto in affitto per viaggiare dentro la città
Quattro stazioni e otto vetture pronte da febbraio Nicola Orto:
«Investiamo in mobilità sostenibile»
Dal 1° febbraio, Brescia avrà il suo servizio di car sharing.
Tradotto, una flotta di auto reperibili, posteggiate nei punti nevralgici della
città, che potranno essere «noleggiate», pagando una tariffa oraria e
chilometrica (inclusiva del carburante), da chi si abbonerà al servizio. Un
progetto, ha spiegato l’assessore comunale alla Mobilità e al Traffico, Nicola
Orto, che rientra nelle azioni di mobilità sostenibile promosse dalla Giunta
Paroli. «Abbiamo investito 700mila euro per sostituire la flotta auto del Comune
- ha rammentato - e con Bicimia abbiamo toccato i 90mila chilometri di
percorrenza in un anno».
Per il progetto car sharing, cofinanziato dal
ministero dell’Ambiente, la Loggia ha stanziato a bilancio 1.200.000 euro. La
gestione è stata affidata al Consorzio «MuovoSviluppo», che si è aggiudicato
l’appalto e la curerà in sinergia con l’Asm di Venezia.
Auto in affitto e a
tempo
La filosofia del car sharing assomiglia molto a quella di Bicimia. La
flotta delle auto «a noleggio» sarà composta inizialmente da otto vetture
(alcune ibride, a benzina e metano), che diventeranno almeno una ventina
nell’arco di cinque anni. Come le «due ruote» di Bicimia avranno postazioni loro
dedicate e dislocate in alcuni punti della città, dove chi usufruirà del
servizio potrà ritirare l’automobile prenotata. Al momento del debutto, nella
Leonessa le postazioni saranno quattro: piazzale Arnaldo, Brescia 2, piazza San
Padre Pio e piazza Vittoria. Ogni «stazione» del car sharing ospiterà almeno due
auto. Col progressivo incremento della flotta, i siti per prelievo e deposito
delle vetture aumenteranno fino a raggiungere, almeno, quota dieci. «Ogni auto
potrà essere ritirata in una qualunque delle stazioni e riportata in una a
scelta tra tutte quelle dislocate in città - spiega Orto - proprio come per
Bicimia».
Tessera ad hoc per il noleggio
Come funzionerà il servizio una
volta avviato? Dopo aver sottoscritto l’abbonamento annuale (l’iscrizione è già
possibile sul sito www.bresciacarsharing.it), munito di apposita tessera
identificativa, l’abbonato potrà prenotare l’auto (diverse le modalità
immaginate, tra cui quella on line). Si recherà quindi alla stazione car sharing
prescelta e per aprire l’auto, dovrà soltanto avvicinare la tessera al veicolo.
Un quarto d’ora prima della scadenza del periodo prenotato, il display avviserà
l’utente che potrà portarla alla postazione più vicina o prolungare la
prenotazione chiamando il call center. Quanto ai rifornimenti, saranno gratuiti
in distributori convenzionati.
Abbonamenti «speciali»
I tipi di
abbonamento saranno più d’uno. «Oltre a quello standard per i privati e quello
per le aziende - precisa Orto - stiamo pensando a convenzioni particolari ad
esempio per gli abbonati al trasporto pubblico urbano, chi usa Bicimia, i
dipendenti di enti pubblici, le famiglie, gli universitari e gli over 60».
Da città... a città
L’abbonato car sharing, in futuro, potrà usufruire
del servizio anche in altre città, utilizzando l’abbonamento sottoscritto a
Brescia. «Siamo collegati col sistema car sharing Italia - conclude Orto -.
L’abbonato potrà arrivare nelle vicinanze della stazione ferroviaria con la
macchina noleggiata, parcheggiarla nella postazione car sharing, prendere il
treno e, una volta a destinazione, utilizzare l’analogo servizio, se esistente
in loco, con lo stesso abbonamento».
Paola Gregorio

 |
Bresciaoggi 12 gennaio 2010
«Portoghesi» sui bus? A Brescia sono pochi
SERVIZI. A
differenza di altre città non c'è stato un aumento dei viaggiatori senza
biglietto
L'anno scorso la percentuale di utenti sorpresi senza il titolo di
viaggio è cresciuta solamente di mezzo punto rispetto al 2008

Portoghesi sugli autobus? Brescia sembra un'isola felice rispetto ad altre
città del Nord in cui nell'ultimo anno le multe per chi viaggia senza biglietto
sono decollate. A Milano negli ultimi dodici mesi i viaggiatori non paganti
colti in fallo sono aumentati del 33 per cento. E aumenti così si sono
registrati anche in altre città.
A Brescia, invece, la percentuale di
viaggiatori «scrocconi» non è cambiata di molto rispetto agli anni precedenti.
Da gennaio alla fine di novembre sugli autobus di Brescia Trasporti i
verificatori dei titoli di viaggio hanno trovato fuori posto il 4,49 per cento
dei viaggiatori controllati.
E LA PERCENTUALE di multati non è cambiata
molto rispetto all'anno precedente quando i «portoghesi» erano il 3,93 per cento
sul totale degli utenti controllati. C'è stato un aumento contenuto, di mezzo
punto percentuale, nulla a che vedere con il 33 per cento in più dei viaggiatori
milanesi. Un aumento minimo, ma significativo perché è relativo a un numero fi
controlli inferiori rispetto ai due anni precedenti.
Il risultato positivo
della nostra città è il frutto di un controllo meticoloso effettuato
quotidianamente sugli autobus di Brescia Trasporti.
Sui bus delle 18 linee
che servono la città e i 14 comuni limitrofi che rientrano nella cosiddetta zona
2, i controlli sono giornalieri e costanti. Lo sa bene chi viaggi con i mezzi
pubblici che non è infrequente imbattersi nei «verificatori del titolo di
viaggio». Il sistema di controllo è standardizzato, viene verificato il possesso
del biglietto tra i passeggeri di tutte le linee, senza insistere su determinati
percorsi.
SONO UNA NOVANTINA gli autisti di bus che terminato il servizio
sono a disposizione dell'azienda per effettuare anche il lavoro di verifica.
I controlli sulle diciotto linee, come detto, sono quotidiani. Nel 2008 sono
stati controllati 26.315 autobus con il risultato di dodicimila multe,
praticamente su poco meno della metà dei bus controllati è stato trovato almeno
un viaggiatore non in regola, che pensava di poter viaggiare in città senza
pagare il biglietto.
Nel 2009 (sempre da gennaio a fine novembre) i
verificatori di titoli di viaggio hanno controllato 23.008 autobus, con più di
tredicimila multe: un viaggiatore fuori posto su oltre la metà dei bus passati
al setaccio.
Inutile dire che i controlli continueranno in modo
standardizzato e quotidiano anche per tutto il 2010. La presenza dei
verificatori sugli autobus di Brescia Trasporti, finora, ha garantito che solo
quattro viaggiatori su un centinaio viaggino senza pagare il biglietto, mentre
tutti gli altri pagano regolarmente il ticket o sono abbonati.
Wilma Petenzi
IL SERVIZIO. Il trasporto attrezzato per i disabili avviato a Brescia
all’inizio dei Novanta
L’Accabus compie vent’anni
Lo vorrebbero pure gli over 65
Lisa Cesco
Si avvicina al traguardo dei vent’anni di attività il servizio Accabus, il
trasporto attrezzato per disabili avviato a Brescia nei primi anni Novanta. Il
minibus arancio che passa per le vie della città è diventato il simbolo di un
servizio nato per consentire alle persone disabili in età lavorativa di
adempiere al proprio impegno con continuità. Evolutosi nel corso del tempo, oggi
presenta però anche qualche zona d’ombra.
La principale novità introdotta lo
scorso dicembre è stata l’ampliamento del servizio alla domenica e ai festivi,
grazie a un accordo sottoscritto fra il Comune e la Cooperativa Radio taxi di
Brescia, che nei giorni di festa mette a disposizione i suoi taxi attrezzati per
allargare la copertura.
«Questa sperimentazione proseguirà per sei mesi, e ci
servirà per capire se l’offerta va sviluppata e se davvero il taxi può essere
sostitutivo dell’Accabus, che è maggiormente attrezzato», ha spiegato
l’assessore Giorgio Maione nel corso della commissione Servizi alla persona e
Sanità, convocata per discutere dell’evoluzione di Accabus. È inoltre in corso
il rinnovo per un anno e mezzo dell’assegnazione a Brescia Trasporti del
servizio, costato al Comune 236 mila euro per i primi dieci mesi del 2009 (i
fruitori, che sono circa un’ottantina, pagano il normale biglietto dell’autobus
o l’abbonamento).
SOLLEVARE I NODI ancora aperti è toccato a Roberto Sala
della Consulta per la vita sociale, che ha ricordato come Accabus «dovrebbe
essere uno strumento per dare parità e uguaglianza nella vita sociale, quindi
non avere una finalità solo lavorativa: compiuti i 65 anni non si può più
utilizzare questo servizio di trasporto, ma si può accedere solamente ai servizi
per anziani - afferma -. Se però Accabus deve servire a favorire la
partecipazione sociale, perché mai a 65 anni quest’esigenza non dovrebbe più
essere presente?». La questione, attualmente, interessa poche persone, ma è
destinata a diventare sempre più impegnativa man mano invecchieranno gli utenti
che hanno avuto accesso al servizio vent’anni fa.
Per il Comune si tratta
principalmente di un problema di sostenibilità: «Ampliare il servizio agli over
65 significherebbe doverlo allargare anche a quegli anziani che con l’età
diventano disabili e finiscono in carrozzella, per non creare discriminazioni -
dice Maione -. Ma questo vorrebbe dire ampliare l’Accabus a 46 mila persone, una
domanda che non siamo in grado di reggere».
Nella discussione si è creata una
condivisione bipartisan sulla necessità di ovviare al problema. Ètato
individuato come discrimine per poter continuare a fruire del servizio l’aver
usato Accabus con continuità prima dei 65 anni, come proposto dai consiglieri
Toffoli, Muchetti e Ungari.
Quanto al problema della sostenibilità, si
potrebbe risolvere rendendo il trasporto pubblico sempre più «a misura di
tutti», quindi anche dei disabili. Nella Consulta per la vita sociale è attiva
una commissione che si occupa di questo tema, e intende individuare due o tre
linee cittadine da attrezzate per i disabili: questo significa marciapiedi della
giusta altezza e mezzi attrezzati con pedane elevatrici a norma (l’80 per cento
dei bus di Brescia Trasporti è già attrezzato in tal senso). Sul tema la
Commissione comunale presieduta da Giovanni Aliprandi tornerà a discutere, per
valutare come evolverà la situazione.
|
Giornale di Brescia 12 gennaio 2010

Sonico Dopo la frana, il treno è tornato a sfrecciare
Si è concluso domenica scorsa il «calvario» della linea rimasta
seriamente danneggiata la sera del 24 dicembre
SONICO È tornato a sfrecciare anche sui binari dell’alta Valcamonica il treno
delle Nord che ogni giorno collega buona parte dell’Ovest bresciano con il
capoluogo. Un ritorno alla normalità che ha reso nuovamente facile la vita di
molte decine di studenti e pendolari del lavoro, restituendo ai trasporti della
valle una soddisfacente fluidità.
In questi giorni, tra l’attesa della
riapertura della strada ferrata e il via libera ufficiale comunicato nel fine
settimana, si è parlato molto di messa in sicurezza. Ma cosa ha significato
esattamente riportare la sicurezza a Sonico? Chi ha lavorato e quali opere si
sono rese necessarie per garantire una condizione di stabile tranquillità? Dalla
sera del 24 dicembre, quando all’incirca alle 18 si è staccata la frana che ha
travolto e reso inagibili i binari, le operazioni hanno coinvolto due distinte
equipe tecniche: i geologi e i «ferrovieri». I primi, professionisti delle
condizioni del territorio, sono entrati in azione senza perdere un minuto,
studiando, valutando, progettando e infine agendo in concreto per 15 giorni
pieni.
Le opere di emergenza hanno previsto la realizzazione di una canaletta
di scolo sulla collinetta, a monte della frana, per ottenere rapidamente il
deflusso dell’acqua in abbondanza (si pensi che il 24 dicembre sono caduti 50
millimetri di pioggia in 24 ore) e allontanare i temibili flussi superficiali.
In seconda battuta i geologi hanno eseguito la pulizia dei volumi instabili
della frana, un frammento di territorio composto da circa 300 metri cubi di
materiale, largo 10 e lungo 15 metri. Quindi ecco il passaggio più curioso: la
copertura del terreno con un telo impermeabile (in Pvc) che avrà il compito di
proteggere l’area in «zona frana» da future azioni destabilizzanti della
pioggia. Infine il taglio di alcune piante, considerate un appesantimento del
terreno, perché non in grado di affondare le radici nella terra causa la
presenza di grandi massi, e quindi impedite nel loro compito
stabilizzante.
Di pari passo sulla ferrovia è andata in scena la dura ma
spettacolare rimozione del locomotore, operazione durata circa 6 ore che ha
previsto l’alzamento del pesantissimo mezzo e il suo riposizionamento sui
binari. La pulizia e la sistemazione della sede ferroviaria parevano consentire
l’apertura al transito già per l’1 gennaio. La prudenza però ha portato a
inaugurare i lavori solo l’altroieri.f. arc.
|
Giornale di Brescia 12 gennaio 2010
Un autobus per evitare i ritardi
Il sindaco di Marone ha proposto una corsa che parta da Pisogne e
raccolga gli studenti della costa fino a Pilzone per trasportarli alla stazione
di Iseo: l’obiettivo è farli giungere in tempo a scuola nonostante i nuovi orari
del treno
LAGO D’ISEO Una nuova corsa in autobus, che parta da Pisogne e raccolga gli
studenti di Marone, Sale Marasino, Montisola, Zone, Sulzano e Pilzone per non
arrivare in ritardo a scuola a Brescia. Per trasportarli alla stazione di Iseo,
dove li attende il treno delle 6.54, l’unico che ancora permette ai ragazzi di
arrivare puntualmente in classe dopo lo slittamento di quattro minuti introdotto
nel recente orario della Brescia-Iseo-Edolo. È questa l’ipotesi formulata dal
Comune di Marone, che attraverso il suo sindaco Emilio Tosoni è diventato l’ente
«capofila» del territorio nel sostegno allo sforzo dei ragazzi e dei loro
genitori per superare un problema molto fastidioso: il sistematico ritardo alla
prima ora di lezione dopo «il ritocco» del 13 dicembre. Il Comune del
centrolago, dopo un incontro con un gruppo di genitori, ha deciso di scrivere
agli Assessorati ai trasporti e alla pubblica istruzione della Provincia di
Brescia per formulare una nuova proposta, di fatto condivisa con le famiglie dei
giovani pendolari, ma abbastanza simile a quella «in costruzione» dalla stessa
Provincia e delle Ferrovie Nord, che in queste ore stanno valutando la
situazione.
Proposta «salva orario»
«Preso atto delle ragioni dei ragazzi
e della preoccupazione dei loro genitori abbiamo deciso di collaborare con la
Provincia, comunicando quanto emerso in alcuni recenti incontri - spiega il
sindaco Tosoni -. Il treno solitamente in transito a Marone alle 6.48 passa ora
alle 6.52 e i ragazzi perdono le coincidenze? Il treno precedente è previsto a
un orario molto mattiniero (6.12)? Troviamo una via di mezzo attraverso il più
flessibile trasporto su gomma - continua Tosoni -. Crediamo potrebbe essere
soddisfacente introdurre una corsa che raccolga tutti i ragazzi della costa e
raggiunga il treno in partenza da Iseo alle 6.54, quindi a Brescia alle 7.21».
La cosa migliore però, secondo la prossima missiva, sarebbe trovare una
soluzione direttamente sulla strada ferrata. «Certo - rilancia il primo
cittadino - se la corsa delle 6.12 (punto di riferimento sempre Marone,
ndr) è ritenuta da molti troppo mattiniera, si potrebbe spostare alle
6.30 circa, accontentando praticamente tutti».
Una lancia Tosoni la spezza
anche per aggiustare qualche ritorno a casa. «Mi parlano di due corse, alle
17.03 e alle 17.12, che terminando le lezioni o il lavoro alle 17 molti
pendolari non riescono a raggiungere. Chiediamo agli esperti di tenere in
considerazione una piccola modifica anche in questa fascia».
Provincia e
Ferrovie al lavoro
«Tecnicamente una nuova corsa in autobus è possibile -
riferiscono dall’Assessorato ai Trasporti della Provincia - ma una realizzazione
pratica necessita di una copertura finanziaria. La richiesta è già stata
inoltrata e siamo in attesa che gli assestamenti di bilancio ci diano
l’eventuale via libera».
Nel frattempo Provincia e Ferrovie Nord hanno
fissato un incontro per il giorno 22 gennaio, da cui dovrebbe emergere una
scelta condivisa per la risoluzione del problema sollevato dai giovani.
Naturalmente, vista anche la necessità di operare in tempi ridotti, le scelte
praticabili sono la nuova corsa in bus e l’adeguamento degli orari dei pulmini
cittadini di Brescia Mobilità.
«Siamo disponibili a qualsiasi soluzione -
confermano le Nord - ma si tenga conto che l’aggiustamento dell’orario dei treni
richiede tempi più lunghi, quindi è pensabile solo al termine delle scuole,
quando le corse si riducono e il tabellone diviene più flessibile. Per risolvere
la questione più rapidamente restano percorribili in questi mesi solo le vie su
gomma».
Flavio Archetti
|
|
Il Brescia 08 gennaio 2010
Clicca sull'immagine per ingrandirla

|
|
Nuova proposta di tplbrescia.it per la preparazione all'appuntamento con la metropolitana
Proposta di implementazione paline elettroniche e pensiline di fermata presso le stazioni della metropolitana di Brescia
Tra
gli interventi da prevedere entro il mese di dicembre del 2012 ci sono
anche le opere di allestimento delle fermate per gli autobus in
superficie con idonee pensiline e paline elettroniche di fermata.
Come
già anticipato nelle precedenti proposte l'entrata in esercizio
della metropolitana leggera di Brescia comporterà una revisione
ed adattamento generale della rete di trasporto pubblico di
superficie con l'obiettivo di favorire nel miglior modo
possibile una "forte" integrazione con il "metrobus".
Tutte le linee dovranno intersecare il percorso della metropolitana in
corrispondenza delle stazioni proprio per
permetterne l'interscambio.
Sicuramente le fermate di superficie poste nelle immediate vicinanze
delle stazioni saranno molto frequentate da passeggeri in arrivo (che
quindi utilizzeranno la metropolitana) ma sopratutto da passeggeri
che dopo aver utilizzato la metropolitana dovranno terminare il
percorso sulle le linee di superficie. Da qui la necessità di
dotare le fermate d'interscambio di idonee pensiline e di paline
di fermata dotate di pannelli riportanti i tempi di attesa.
Ecco una una prima bozza - proposta per le paline elettroniche e pensiline di fermate.
| Stazione di riferimento e fermate bus d'interscambio |
Paline elettroniche |
Pensiline |
| Prealpino - via Triumplina direzione nord (interscambio da e per Prealpino, Conesio, Bovezzo, Collebeato ?) |
+1 |
+1 |
| Prealpino - via Triumplina direzione sud (interscambio da e per Prealpino, Conesio, Bovezzo, Collebeato ?) |
+1 |
+1 |
| Casazza - via Triumplina direzione nord |
+1 |
+1 |
| Casazza - via Triumplina direzione sud |
+1 |
+1 |
| Casazza - via Conicchio direzione Nave (interscambio da e per Nave, Caino ?) |
+1 |
+1 |
| Mompiano - v.le Europa direzione nord (interscambio da e per Montini ?) |
+1 |
+1 |
| Mompiano - v.le Europa direzione sud (interscambio da e per Montini ?) |
+1 |
esistente |
| Europa - v.le Europa direzione nord |
+1 |
+1 |
| Europa - v.le Europa direzione sud |
+1 |
+1 |
| Ospedale - piazzale Spedali Civili lato sud fronte ospedale (interscambio via Oberdan ?) |
+1 |
+1 |
| Ospedale - piazzale Spedali Civili lato sud davanti palazzina ambulatori / prelievi |
esistente |
portico palazz. |
| Ospedale - piazzale Spedali Civili lato nord (interscambio da e per Costalunga, via Oberdan ?) |
esistenti |
esistenti |
| Marconi - via Marconi direzione nord (interscambio da e per Stochetta, San Bartolomeo ?) |
+1 |
+1 |
| Marconi - via Cipani direzione sud (interscambio da e per Stochetta, San Bartolomeo ?) |
+1 |
+1 |
| Marconi - via Crocifissa direzione nord |
+1 |
+1 |
| Marconi via Crocifissa direzione sud |
+1 |
+1 |
| San Faustino via L. Da Vinci direzione ovest (interscambio da e per Volturno, Chiusure, Pendolina ?) |
+1 |
+1 |
| Vittoria - via Verdi Lato Est |
+1 |
+1 |
| Vittoria - via Verdi Lato Ovest |
+1 |
+1 |
| Stazione F.S. - via Lattanzio Gambara (interscambio da e per Via Cremona ?) |
+1 |
+1 |
| Stazione F.S. - viale Stazione piazzale
stazione (interscambio per Badia, Violino, 1° Maggio, Don
Bosco, via Milano, Fiumicello, Gussago Cellatica, l.le Venezia, v.le
Piave ?) |
+1 |
esistente |
| Stazione F.S. - via Solferino (interscambio da e per Badia, Violino, 1° Maggio, Don Bosco, via Milano, Fiumicello, Gussago, Cellatica, vl.le Venezia, v.le Piave ?) |
+1 |
+1 |
| Stazione F.S. - viale Stazione portici fronte stazione (interscambio da e per Badia, Violino, 1° Maggio, Don Bosco, via Milano, Fiumicello, Gussago, Cellatica, vl.le Venezia, v.le Piave ?) |
esistente |
portici |
| Brescia 2 - via Cefalonia direzione est (interscambio da e per Roncadelle, Zona Industriale, Chiesanuova ?) |
+1 |
esistente |
| Brescia 2 - via Cefalonia direzione ovest (interscambio da e per Roncadelle, Zona Industriale, Chiesanuova ?) |
+1 |
esistente |
| Lamarmora - via Lamarmora direzione est (interscambio da e per Folzano, Sereno, Flero, Castel Mella ?) |
+1 |
+1 |
| Lamarmora - via Lamarmora direzione ovest (interscambio da e per Folzano, Sereno, Flero, Castel Mella. ?) |
+1 |
+1 |
| Volta - via Volta direzione nord |
esistente |
esistente |
| Volta - via Volta direzione sud |
+1 |
esistente |
| Volta - via Duca Degli Abruzzi direzione nord (interscambio da per San Zeno, Borgosatollo, Capodimonte ?) |
esistente |
esistente |
| Volta - via Duca Degli Abruzzi direzione sud (interscambio da per San Zeno, Borgosatollo, Capodimonte ?) |
+1 |
+1 |
| Poliambulanza (interscambio da e per San Zeno, Borgosatollo, Capodimonte ?) |
+2 |
+2 |
| San Polo Parco |
- |
- |
| San Polo Cimabule - viabilità interna entrambe le direzioni (interscambio da per Caionvico Botticino ?) |
+2 |
+2 |
| Sanpolino - viabilità interna entrambe le direzioni |
+2 |
+2 |
| S. Eufemia - Buffalora entrambe le direzioni (interscambio da e per Rezzato, Castenedolo Buffalora ?) |
+2 |
copertura stazione |

|
Bresciaoggi 04 gennaio 2010
MOBILITÀ.
È l'intenzione del Comune, che l'ha voluto come navetta
alternativa per il Castello, e di Brescia Trasporti, che l'ha progettato
Il trenino per il Castello sopravviverà alle feste

Una volta calato il sipario sulle festività, non andrà in pensione il trenino
che abbiamo visto aggirarsi per il centro storico durante queste settimane
natalizie, inconfondibile nel suo vestito bianco e azzurro in mezzo agli autobus di linea arancioni. O, almeno, questa è
l'intenzione del Comune, che l'ha voluto come alternativa al servizio navetta
per raggiungere il Castello con le sue iniziative riservate ai più piccoli, e di
Brescia Trasporti, che l'ha progettato e realizzato.
Attrazione
irresistibile per i bambini, incantati dall'aspetto fiabesco per lo stile retrò,
il trenino è piaciuto anche ai grandi, al punto da salire anche solo per un giro
panoramico, andata e ritorno dal Cidneo, senza scendere durante il percorso. «Il
servizio è stato davvero molto apprezzato: da giorni i genitori iniziano a
chiedere ai nostri operatori se continuerà anche dopo le feste e in che modo»,
commenta Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti.
ANCORA DA
PIANIFICARE la tabella di marcia, certo è che il trenino resterà in deposito per
il più breve tempo possibile. «Per ora continuerà con lo stesso percorso in
centro più o meno fino al 20 gennaio, poi sarà a completa disposizione delle
scuole: per le gite alla scoperta degli angoli più significativi del cuore della
città, ma anche per le visite nei musei - continua Gervasi -. Vogliamo che il
trenino diventi non solo un mezzo di trasporto, ma un veicolo di cultura».
In
effetti, il tragitto pensato per le feste allo scopo di portare le famiglie al
Cidneo dove - fino al 6 gennaio - continua la rassegna «I Sogni in Castello!
2009-10», tocca molti dei punti più suggestivi del centro: «Il trenino ferma in
Castello, in piazza Tebaldo Brusato, in corso Zanardelli, in piazza Loggia e in
via San Faustino, all'altezza della salita che arriva al piazzale del Castello -
sottolinea Gervasi -: è un vero e proprio tour che tocca gran parte del cuore di
Brescia, con passaggi ogni 35 minuti nei giorni prefestivi e festivi». E
oltretutto è gratis, almeno sino alla fine delle feste.
«Poi vedremo. Il
trenino rientra nel progetto Civitas, spetterà al Comune farsi carico della
spesa: studieremo convenzioni ad hoc in modo che comunque la tariffa non superi
quella di un normale biglietto urbano dell'autobus», spiega ancora Gervasi, il quale tiene a
sottolineare che il trenino potrebbe rientrare nei programmi didattici e
culturali, come per trasportare le scolaresche.
NEL FRATTEMPO, almeno fino a
dopodomani, continuerà a portare i bambini nel mondo dei sogni, quelli in
Castello.
Inaugurata il 6 dicembre con il Villaggio di Babbo Natale e un
afflusso record di pubblico, la rassegna che ha animato le domeniche e i giorni
festivi per tutto il mese di dicembre, con i laboratori creativi permanenti e le
avventure interattive, si chiuderà il 6 gennaio, con l'evento speciale
intitolato «La Befana e l'esercito del carbone».
Dalle 15 alle 18.30 ci
saranno dolci e carbone, oltre ai laboratori a tema, per tutti i bimbi
bresciani.
Non solo, perché nel pomeriggio non mancherà uno speciale Ospedale
dei Pupazzi, dove i bambini potranno portare bambole e peluche per una visita
medica condotta niente meno che dagli studenti di medicina, i quali per un
giorno diventeranno «pupazzologi»: un modo originale per superare, giocando, la
paura del camice bianco.MA. RO.
|
Non c'è due senza tre
Dopo l'introduzione delle linee S link 201 e 202 è in arrivo la S link 203.
Dal
7 gennaio 2010 sarà riorganizzato il servizio extraurbano
sull'asse Brescia - Orzinuovi gestito da Brescia Trasporti Sud.
Si
tratta del terzo intervento di riorganizzazione dei servizi di
trasporto pubblico su gomma della Provincia di Brescia. La prima
riorganizzazione risale a gennaio 2008 per la linea S link 201 al
servizio della Valtrompia e Valgobbia mentre nel gennaio 2009 è
stata la volta della linea S link 202 al servizio del Garda e Vasabbia.
Clicca qui per accedere alla pagina informativa del servizio.
|
Giornale di Brescia 03 gennaio 2010
Bicimia, entro tre anni 56 postazioni
Un accordo tra Regione e
Ferrovie Nord porterà il bike sharing anche al Pirellino per la mobilità degli
addetti
In stazione 30 stalli in più. Orto: «Con fondi di Regione e Ministero
copriremo anche le altre circoscrizioni»
Quasi 200mila euro. A tanto ammonta lo stanziamento per aumentare le stazioni di
bike sharing e il numero di biciclette nelle città di Milano, Bergamo, Brescia e
Varese. Lo prevede lo schema di convenzione di Ferrovie Nord approvato dalla
Giunta regionale lombarda nei giorni scorsi, su proposta dell’assessore alle
Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo. La convenzione prevede
l’installazione di nuove postazioni in prossimità delle sedi territoriali di
Regione Lombardia, il potenziamento di quelle presenti vicino ad alcune stazioni
ferroviarie e la creazione di nuove stazioni di biciclette, per agevolare
l’accesso al sistema ferroviario regionale.
Dieci stalli al Pirellino
A
Brescia una nuova postazione sarà così introdotta al Pirellino di via Dalmazia,
con una dotazione di sei nuove biciclette e di dieci stalli per il deposito,
come pure è previsto il potenziamento della postazione esistente alla stazione
ferroviaria che avrà 30 posti e 4 nuove biciclette, che si aggiungeranno alle 22
esistenti. «I tempi dovrebbero essere brevissimi - conferma l’assessore alla
Mobilità e Traffico della Loggia, Nicola Orto -: dal momento in cui avremo in
mano la determina con lo stanziamento dei fondi, bisognerà procedere all’ordine
e al posizionamento dei nuovi stalli. Credo che in un paio di mesi si potrà
provvedere».
Il potenziamento del servizio
Questo contributo regionale
consentirà così di dare un primo impulso al progetto di complessivo
potenziamento del servizio di bike sharing, gestito da Brescia Mobilità, che già
è nelle intenzioni tanto di quest’ultima quanto dell’Assessorato alla mobilità
del Comune. «A budget abbiamo preventivato l’investimento di 200mila euro per
tre anni, con i quali procedere all’estensione dell’area coperta, che allo stato
attuale comprende sostanzialmente il solo territorio della Circoscrizione
Centro. Contiamo invece di introdurre postazioni in tutte le circoscrizioni,
sino ad arrivare a un numero di stazioni pari a 56» spiega infatti l’assessore
Orto.
Bando del Ministero dell’ambiente
Il progetto conta su un bando del
Ministero dell’ambiente al vaglio del quale è appunto il progetto di ampliamento
di Bicimia. Oltre ai 600mila euro preventivati a carico della Loggia, infatti,
l’assessore Orto confida nell’ottenimento del contributo di circa un milione e
trecentomila euro da Roma. «Il nostro obiettivo è quello di servire tutti i
punti di interscambio nei quartieri: quindi fermate o capolinea dei pullman, ma
anche oratori, scuole, affinché i principali tra essi siano dotati di colonnine
e bici a disposizione. Nella zona urbana, contiamo di posizionare degli stalli
ogni 1,5-2 chilometri, perché il servizio sia capillare».
I numeri
attuali
Allo stato le stazioni in città sono 24, mentre le biciclette
«noleggiabili» (tra le 6 e le 24 di ogni giorno, gratuitamente fino ai 45
minuti, a 1 euro fino alle 2 ore, a 2 euro tra le due e le 3 ore e a 5 euro
oltre) sono complessivamente 241. Per conoscere le modalità di iscrizione e di
utilizzo del sistema di bike sharing è consultabile il sito www.bicimia.it. gal.
 |
|
|
|