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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia 27 febbraio 2010
Treni Terza giornata nazionale
Ferrovie dimenticate fra Oglio e lago d'Iseo
Il 7 marzo manifestazioni anche sulla Brescia-Iseo-Edolo e Palazzolo-Paratico. Ben 63 appuntamenti in tutta Italia
BRESCIA Una Giornata, in tutta Italia, per le ferrovie dimenticate. La terza, dopo l'«istituzionalizzazione». Occasione per non dimenticare, per non lasciar cadere nel silenzio e nel dimenticatoio il patrimonio ferroviario italiano, quello che ha segnato lo sviluppo del nostro Paese a cavallo fra Ottocento e Novecento. Una Giornata per valorizzare e rilanciare la mobilità sostenibile ed ecocompatibile, per accendere i riflettori - almeno una volta l'anno - su quei «rami secchi» che hanno fatto la storia, su quelle linee a vocazione turistica, su quelle tratte abbandonate ma ancor oggi dalle mille potenzialità e su quel materiale rotabile da conservare anche solo per il valore storico, ingegneristico, umano, museale. In realtà ci sono mille motivi a sostegno della Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, manifestazione non certo anacronistica o per «semplici» appassionati, storici, nostalgici... bensì occasione per riportare sul tavolo progetti di mobilità e sistemi integrati, sostenibili, turisticamente validi. E non potrebbe essere diversamente, se si considera che il motore della Giornata è la Confederazione per la Mobilità Dolce, ossia una rete nazionale di associazioni e realtà del volontariato dalle lunghe e consolidate radici.
In sostanza la Giornata delle ferrovie dimenticate non è solo teoria, progetti, idee... c'è molta concretezza che ruota attorno a vecchi binari e stazioni, non necessariamente dismessi, abbandonati all'incuria del tempo e ad un destino che non concede sconti. Il programma prevede infatti, su e giù per la Penisola, viaggi con treni a vapore o con storici locomotori su linee ormai chiuse, escursioni in bicicletta o passeggiate lungo sedimi che un tempo ospitavano ferrate, mostre fotografiche e documentali in stazioni e depositi, convegni nonché gite in treno su ferrovie a forte vocazione turistica. Calcolatrice alla mano, sono ben 63 le manifestazioni promosse in tutto il Paese, coinvolgendo 17 regioni, da Nord a Sud.
Una giornata un po' speciale, alla quale ovviamente il contributo bresciano, come sempre, non è venuto meno. E non potrebbe essere diversamente, visto che la nostra provincia è «patria» di grandi studiosi di ferrovie (riconosciuti a livello internazionale), di un esercito di appassionati, di fotografi specializzati, di modellisti, di costruttori di diorami e plastici, di scrittori, di riviste del settore, di club ed associazioni che hanno fatto del turismo ferroviario un'esperienza «che sta in piedi».
Due gli appuntamenti bresciani, organizzati dalle «Ferrovie turistiche italiane», per il 7 marzo. Il primo: viaggio turistico sulla Brescia-Iseo-Edolo (gestita dalle Ferrovie Nord) con escursione a Montisola. Ritrovo alle 8.40 alla stazione di Brescia con i volontari dell'associazione «Ferrovie Turistica Camuna» (del gruppo Fti), partenza alle 9.07 con treno ordinario composto dall'automotrice diesel storica delle Nord (si tratta della Aln 668-121, riportata alla livrea originale, quindi arancione) ed alle 9.33 da Iseo, con arrivo a Pisogne alle 10 dove è prevista la visita al vecchio pontile che consentiva il carico e scarico dei carri merci dalle chiatte in navigazione sul Sebino alla strada ferrata. Alle 11.03 partenza da Pisogne per ritornare a Sulzano (arrivo alle 11.21) dove alle 11.45 è prevista la partenza del traghetto per Montisola per il pranzo ed una visita dell'isola. Alle 14.28 partenza in battello da Peschiera Maraglio per rientrare ad Iseo (arrivo alle 14.55) con visita del centro storico. Alle 17.31 partenza dalla stazione iseana per il rientro, sempre con treno ordinario, a Brescia (arrivo 17.54). Info www.ferroviedimenticate.it, www.ferrovieturistiche.it, 338.8577210 o 030.7402851.
Il secondo: a Palazzolo sull'Oglio, con ritrovo in stazione alle 10, la «Ferrovia del Basso Sebino» presenterà il locomotore Badoni Abl VI del 1964 a conclusione dei lavori di restauro eseguiti dalle officine De Aloe di Brescia, utilizzato sulla Palazzolo-Paratico, e darà inizio ai lavori di sistemazione del locomotore «Sogliola» del 1938. Sarà questa l'occasione poi per illustrare la nuova stagione di servizio del «Trenoblu - treni turistici per il lago d'Iseo» giunto quest'anno alla diciassettesima edizione.
Marco Bonari


Mobilità alternativa con «Co.Mo.Do»
Anche le Ferrovie Turistiche Italiane nella Confederazione di Mobilità Dolce
BRESCIA La Giornata delle ferrovie dimenti- cate? È «figlia» della Confederazione Mobilità Dolce (CoMoDo in sigla), un sodalizio di associazioni che, occupandosi di mobilità alternativa e tempo libero, si muove anche sul fronte del recupero di ferrovie dismesse. Non a caso, obiettivo di questa realtà è la promozione di una rete nazionale di mobilità dolce, ruotando attorno al perno della valorizzazione territoriale e turistica, sempre attraverso forme ecocompatibili. Ecco quindi il progetto di un sistema che parte dal recupero e dalla valorizzazione di infrastrutture dismesse o sottoutilizzate per poi integrarsi con il trasporto pubblico locale, con la rete della ricettività turistica e con quella delle aree naturali protette o dei circuiti museali-culturali-artistici.
Un grande progetto nazionale ed un tavolo di lavoro, quindi, per il CoMoDo che vanta anche sostegno, collaborazione e appoggio bresciano. Perché in questa Confederazione aderisce anche l'associazione «Ferrovie turistiche italiane» con sede a Palazzolo sull'Oglio, da cui dipendono anche le associazioni «Ferrovia del Basso Sebino» (nata nel 1994 sulla scorta della riapertura, a soli scopi turistici, della ferrata Palazzolo-Capriolo-Paratico), «Ferrovia della Val d'Orcia» di Siena e «Ferrovia Turistica Camuna» con sede a Cevo.
Per comprendere la valenza e l'autorevolezza del CoMoDo basta lanciare uno sguardo al lungo elenco di associazioni e realtà del volontariato con lunghe e consolidate radici in tutta Italia che aderiscono a questa Confederazione che ha sede a Milano. Nel lungo elenco spiccano, dopo la Fti, il Touring Club Italiano, il Club Alpino Italiano, Legambiente, Italia Nostra, Federparchi, Wwf... Tutte associazioni che il 7 marzo scenderanno in campo per la terza Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, che quest'anno - in fatto di eventi - vanta un cartellone di tutto rispetto. Perché manifestazioni saranno promosse in sedici regioni italiane (dal Piemonte alla Sicilia, dalla Sardegna al Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria alla Basilicata) per un totale di ben 63 iniziative.
La parte da leone spetterà comunque alla Lombardia ed alla Toscana con otto eventi ciascuna, a dimostrazione - ancora una volta - della grande sensibilità e potenzialità di queste zone, soprattutto sul fronte del turismo ferroviario. m. bon.

Sulla Palazzolo-Paratico torna il «Trenoblu»
PALAZZOLO Le tante difficoltà economiche, i lungi silenzi e le mancate risposte di molti Enti territoriali (in parte ora risolti) hanno spinto i volontari delle «Ferrovie turistiche italiane» a non mollare, a non gettare la spugna. A maggior ragione per non disperdere un'esperienza ferroviaria-turistica di successo, che si trascina ormai da diciassette anni.
Torna quindi anche quest'anno il «Trenoblu», ossia il servizio festivo-estivo lungo la Palazzolo-Paratico, con la formula del «treno + battello», ossia la possibilità di acquistare un biglietto cumulativo per viaggiare lungo i dieci chilometri di ferrata aperta nel 1876 e di effettuare un'escursione sul lago con i battelli della Navigazione lago d'Iseo. Dieci le corse giornaliere del «Trenoblu» tutte le domeniche dal 16 al 23 maggio, dal 2 al 27 giugno e dal 5 al 19 settembre, con partenze da Palazzolo per Paratico alle 9.28, 10.28, 14.28, 15.41 e 17.41 e da Paratico/Sarnico alle 10.02, 11.42, 15.02, 17.02 e 18.40, con possibilità di fermate a Capriolo. Garantite le coincidenze all'imbarcadero di Sarnico coi battelli e alla stazione palazzolese con i convogli provenienti da Brescia e Bergamo; possibilità di trasporto di biciclette. Info e prenotazioni www.ferrovieturistiche.it o 0307402851; possibilità di pacchetti viaggio tutto compreso per comitive e scolaresche con visite sul Sebino, Franciacorta, Valcamonica e città di Brescia e Bergamo.
Ricco poi il calendario di treni speciali, con materiale rotabile storico programmati dalla Fti in collaborazione con Trenitalia, LeNord, Enti locali e consorzi. S'inizia il 21 marzo con il treno a vapore Milano-Rovato per la sagra del manzo all'olio; 18 aprile littorine da Milano, Monza e Bergamo per «Scoprire Palazzolo e le sue torri», il 25 aprile vapore da Milano, Treviglio e Bergamo per Palazzolo («Scoprire Palazzolo») e Capriolo (sagra del brasato). Il 1° maggio e il 26 settembre vapore da Bergamo a Paratico, il 7 novembre treno d'epoca da Milano a Iseo per la festa del vino novello in Franciacorta, l'8 dicembre littorine diesel da Milano a Paratico per la «Madona dei pom». Ancora, il 30 maggio treno a vapore da Milano a Iseo, via Rovato, per il festival dei laghi italiani, il 4 luglio treno delle malghe da Brescia a Edolo, il 18 luglio e 12 settembre automotrici da Brescia alle terme di Boario e il 5 settembre treno dei rifugi in Val Sant'Antonio.


Quel binario che porta in Toscana
Esperienze bresciane dietro il successo del «Treno Natura» nel Senese e in Val d'Orcia
BRESCIA «Treno Natura» è il fratello del «Trenoblu». Il primo corre in Toscana, sulla Siena-Asciano-Monte Antico, attraversando la Val d'Orcia, il secondo nella nostra media valle dell'Oglio, tra Palazzolo e il basso Sebino. In realtà «Treno Natura» e «Trenoblu» sono due loghi: il primo dell'associazione «Ferrovia Val d'Orcia», con sede a Siena, il secondo della «Ferrovia del Basso Sebino», con base alla stazione di Palazzolo.
Punti in comune? Entrambe sono confluite nell'associazione «Ferrovie turistiche italiane» di Palazzolo ma soprattutto il «Treno Natura» nasce - nella sua autonomia territoriale - dalla prima esperienza italiana di turismo ferroviario, condotta proprio nel Bresciano, sulla Palazzolo-Paratico riaperta ad un servizio passeggeri, a soli scopi turistici e nei giorni festivi, nell'ormai lontano 1994, grazie ad una proficua collaborazione tra Ferrovie dello Stato e volontariato. Proprio nel '94, anno in cui la ferrovia Asciano-Monte Antico veniva chiusa, nel settembre, al traffico passeggeri ordinario, perché considerata «ramo secco» (stessa sorte toccata alla Palazzolo-Paratico quasi trent'anni prima, nel giugno 1966). Il progetto di ferrovia turistica viene quindi adottato nel 1996 anche in questo territorio, sulla scorta del suo grande valore storico, culturale, ambientale e ovviamente turistico. Tale strada ferrata attraversa infatti la zona delle crete senesi, la valle del fiume Orcia ai piedi del monte Amiata e colline coltivate a vigneto dove si produce il famoso Brunello. I primi passi in terra toscana vengono dunque mossi proprio dai volontari bresciani con un gruppo di amici di Siena ed il successo è ben presto decretato. Al punto che l'esperienza s'allarga a macchia d'olio tanto che nell'autunno del 1997 viene costituita la Ferrovia Colle Val d'Elsa-Poggibonsi.
Ma veniamo all'offerta turistica del «Treno Natura». Il servizio festivo con storiche littorine diesel (Aln 773) tra Siena-Asciano-Monte Antico-Buonconvento viene garantito con partenze da Siena alle 8.30, 11.12 e 15.35 il 16, 23, 30 maggio; il 6, 13 giugno; il 12, 19, 26 settembre; il 10, 17 ottobre, in concomitanza con feste e sagre popolari nei paesi attraversati. Treni speciali con materiale d'epoca diesel (Aln 772) o a vapore (Gr 625), in concomitanza con eventi particolari, sono previsti il 7 marzo (sagra del tartufo); 5, 25 aprile (festa del pecorino e del carciofo); 1, 9 (mercatino delle crete senesi), 16, 23, 30 maggio (treno delle sorgenti del Vivo d'Orcia); 6 (treno del minatore), 13, 27 giugno. Ancora, il 5 (treno degli Etruschi), 12, 19, 26 settembre (sagra della Val d'Arbia); 3 (festa della vendemmia), 10, 17 (treno del fungo porcino), 24 (festa della castagna), 31 ottobre; 14, 21 novembre (mostra-mercato del tartufo bianco) ed infine l'8 dicembre (festa dell'olio d'oliva). Info 0577207413. m. b.

Il Brescia 27 febbraio 2010
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ASPETTANDO LA METROPOLITANA

Proposta per il (ri)lancio dei parcheggi scambiatori quale intervento urgente per limitare le criticità legate al superamento dei 7 giorni oltre la soglia di concentrazione di PM10 nell'aria.

Un importante contributo al miglioramento delle condizioni del traffico e di conseguenza della qualità dell'aria nella nostra città arriverà nel 2013 con l'avvio della metropilitana leggera. Nei tre anni scarsi che ci separano dalla prima corsa, a mio avviso, si possono adottare misure e soluzioni rivoltre alla riduzione del traffico nelle aree centrali del territorio comunale e che allo stesso tempo contribuiscono ad abituare i cittadini ad un nuovo sistema di  mobilità urbana.
Tra meno di tre anni la metropolitana dovrà rappresentare la colonna portante di un sistema moderno ed attrattivo per la mobilità urbana (già rivolta a quella extraurbana) fortemente integrato anche con gli altri mezzi di trasporto a partire proprio dalla mobilità automobilistica privata che, da sola, a Brescia rappresenta la quasi totalità degli spostamenti. Dal 2013 muoversi con la metropolitana sarà più comodo ed “accattivante” rispetto agli altri mezzi di trasporto ed  i potenziali utenti / clienti saranno proprio da "rubare" al traffico privato anche solo parzialmente, nel senso che comunque potrebbero utilizzare l'auto per raggiungere le stazioni d'interscambio e proseguire il percorso con il nuovo mezzo di trasporto. Ho già scritto più volte nelle mie proposte che l'avvio della metrobus a Brescia comporterà sicuramente un "forte" cambiamento nelle abitudini di molti di noi e l'appuntamento deve essere preparato come una sorta di allenamento che deve coinvolgere tutti coloro che a Brescia ogni giorno si spostano con qualsiasi mezzo.
Ecco allora l'importanza di cominciare già da subito a ragionare, promuovere e proporre l'intermodalità con il traffico automobilistico privato che oggi può semplicemente essere auto + bus ma domani evolverà nell'auto + metrobus.  

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Qui di seguito espongo alcune considerazioni e proposte sulle quali effettuare gli opportuni approfondimenti con l'obiettivo di rendere il servizio dei parcheggi scambiatori il più comodo ed appetibile possibile.

Oltre agli attuali parcheggi scambiatori individuerei nuove aree di sosta periferiche poste sui tracciati delle linee di trasporto pubblico che collegano zone della città ad alta densità (Brescia 2, Centro, Crocifissa, Trento Ospedale). Nell'area sud-ovest potrebbero essere utilizzati i parcheggi di Via Secchi angolo via Lamarmora (che dovrebbe essere almeno asfaltato) oppure provvisoriamente, trovando un accordo con la proprietà, si potrebbe ricavare un'area di sosta anche nel comparto degli ex-Magazzini Generali. Nell'area sud-est oltre al parcheggio Spettacoli Viaggianti si potrebbe utilizzare il parcheggio Volta vicino alla stazione della Metropolitana.

Riorganizzerei il percorso delle linee 10 e 17 nel tratto compreso da il Villaggio Sereno ed i Pilastroni  in modo che alla fermata d'interscambio della linea 2 del parcheggio Salgari transiti anche la linea 10 che offre un collegamento diretto con il centro senza transitare in stazione. La linea 10 dal Villaggio Sereno dovrebbe passare sulle vie Labirinto, Dalmazia, Salgari, Lamarmora quindi seguire il percorso normale, mentre la linea17 dal Villaggio Sereno dovrebbe passare su via Flero, via Corsica e quindi seguire il percorso normale.

Migliorerei la comunicazione con un'apposita campagna pubblicitaria mirata ai potenziali utilizzatori del Park & Ride.

Istituirei un nuovo abbonamento monolinea (tipo quello della linea 18) dedicato ai fruitori del parcheggi scambiatori e un nuovo biglietto valido come unico titolo di viaggio per tutti gli occupanti dell'auto acquistabile con emettitrici automatiche ai parcheggi.

In fase di rilancio del servizio individuerei promozioni allettanti come ad esempio un periodo di 2-3 mesi di abbonamento (monolinea) a prezzi vantaggiosi.

Ritengo che la scarsa segnaletica stradale che indicava i parcheggi Park & Ride sia stato tra i principali motivi che hanno contribuito al mancato decollo dei parcheggi d'interscambio.
Dopo i lavori di ampliamento della terza corsia della tangenziale sud con il completo rifacimento degli svincoli, sono rimaste pochissime indicazioni.
Ma anche quando c'erano, le indicazioni per i parcheggi era di dimensioni insufficienti (più piccoli rispetto alla segnaletica standard) e spesso collocata su basamenti provvisori e in posizioni non appropriate. 
Rivedrei per intero la segnaletica partendo dalle tangenziali (segnaletica di direzione sui portali), nonché lungo tutti i percorsi che conducono ai parcheggi.
Fuori dai parcheggi grandi pannelli informativi ben visibili da più punti con riportato le informazioni sul servizio quali giorni e orari di utilizzo, linee, punti della città raggiungibili, costi del biglietto / abbonamento, numeri di telefono e indirizzo internet, indirizzo ufficio abbonamenti, ecc.

ATTENZIONE: I PERCORSI SOTTO RIPORTATI NON SONO QUELLI REALI MA SI TRATTA DI UNA PROPOSTA
Per conoscere i percorsi, orari e informazioni sui percorsi attualmente in vigore cliccare qui


Giornale di Brescia 23 febbraio 2010
Pm10, verso un blocco con molti se e molti ma
Stamane i 20 sindaci dell'Area critica incontrano la Provincia
L'assessore Ghirardelli: spegnere le auto un giorno non serve
Crystal Palace, ore 10.30. I sindaci dei Comuni bresciani dell'area critica, una ventina, si riuniscono oggi al quindicesimo piano del palazzo nel cuore di Brescia Due, accorrendo al capezzale del «grande malato», l'aria che si respira nella nostra provincia come nel resto della Pianura Padana.
Il tavolo tecnico è stato convocato dall'assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli, per discutere di inquinamento e strategie comuni da mettere in atto. Tra i temi all'ordine del giorno, anche il blocco del traffico di domenica 28 febbraio, cui il capoluogo aderisce a fronte della decisione presa proprio ieri dalla Giunta Paroli (ne riferiamo sotto, ndr).
La domenica a motori spenti, lanciata al termine del coordinamento dei sindaci presieduto venerdì scorso a Palazzo Marino dal sindaco di Torino (e presidente dell'Anci) Sergio Chiamparino e dal primo cittadino di Milano, Letizia Moratti, ha visto l'adesione di un centinaio di Comuni del bacino padano. Le Amministrazioni comunali dell'area critica seguiranno Brescia nella decisione di spegnere i motori? L'impressione, raccogliendo anche i pareri di alcuni sindaci, è che si profili all'orizzonte il blocco del traffico meno convinto dell'epoca delle domeniche a piedi.
Perplessità sullo stop una tantum
Solo oggi, presumibilmente, dopo la riunione, sapremo se e quante Amministrazioni intendono imitare il capoluogo e bloccare il traffico domenica prossima. Su una cosa, però, un buon numero di amministratori sembra essere d'accordo. Fermare il traffico una sola giornata non risolve i problemi dell'inquinamento, anzi «è necessario un pacchetto di misure a lunga scadenze e protratte nel tempo».
Il primo a condividere questa opinione, è proprio il titolare dell'Assessorato ai trasporti di Palazzo Broletto. «Sono convinto - dice Ghirardelli - che il blocco per un'unica giornata sia inefficace. Il problema è strutturale. È necessario lavorare in sinergia, con le Amministrazioni comunali, per trovare soluzioni più efficaci e durature. Bisogna creare un percorso a lungo termine, che vada a incidere sulle strutture. E per strutture intendo in primo luogo quelle che hanno a che fare con la mobilità, dal trasporto pubblico alla mobilità sostenibile».
D'altronde, pure Palazzo Loggia, come annunciato negli ultimi giorni anche dall'assessore comunale all'Ambiente, Paola Vilardi, si sta muovendo sulla linea di un pacchetto ampio di provvedimenti anti-smog.
La pioggia concede una tregua
Intanto le piogge degli ultimi giorni hanno concesso una tregua, attenuando il peso delle polveri sottili nell'aria della città. Si tratta però, secondo gli ultimi rilevamenti aggiornati dalle centraline Arpa del Villaggio Sereno e del Broletto, di una «pausa» di soli tre giorni, da venerdì 19 a domenica 21 febbraio, in cui il valore delle Pm10 è rimasto sotto il livello di attenzione dei 50 microgrammi per metro cubo.
Brescia, con altre città padane, ha già consumato il bonus dei giorni di supero concesso dalla normativa europea e con i rilevamenti di giovedì 18 febbraio la Leonessa ha toccato quota 38 giorni di sforamento della soglia di attenzione. Già dai prossimi giorni, se le condizioni atmosferiche non saranno più tali da contribuire alla pulizia dell'aria, la colonnina delle Pm10 potrebbe tornare a salire.
Paola Gregorio


Domenica 28: la Loggia si allinea e ferma il traffico
La decisione maturata ieri in Giunta. Paroli: «Siamo perplessi, ma aiuta ad aumentare la consapevolezza collettiva»
«Brescia chiude, ma con molta perplessità». Nelle poche parole del sindaco di Brescia Adriano Paroli - sentito ieri pomeriggio alla fine della riunione di Giunta - c'è tutto. C'è la decisione di aderire al blocco del traffico, voluto dagli ottanta Comuni del Nord e previsto per domenica 28 febbraio e c'è la consapevolezza che la decisione provocherà più disagi che benefici.
«Se si trattasse di prendere la decisione solo per la città, indipendentemente da tutto, domenica prossima si potrebbe circolare - aggiunge Paroli - anche perché sono tre giorni che le pm10 risultano al di sotto dei limiti di tolleranza».
Allora qual è la motivazione che giustifica l'allineamento a Milano e Torino, per citare solo due dei grandi promotori della giornata senza auto? «La nostra partecipazione ha un significato simbolico forte - risponde il primo cittadino - perché vuole essere un momento di presa di coscienza collettivo sull'uso del mezzo privato. Detto questo sappiamo altrettanto bene che la qualità dell'aria non può essere argomento di propaganda politica, ma che merita di essere trattato concretamente. Ecco perché la Giunta sta studiano strumenti da porre in essere nel breve e nel lungo periodo».
Tornando al blocco di domenica, le modalità con cui la giornata verrà articolata non ci sono ancora, anche se l'orientamento sembra quello di replicare le misure messe in campo dall'ultima ordinanza in materia. A decidere i dettagli sarà l'esito del Tavolo tecnico previsto per stamattina. «Ci auguriamo che anche i 19 Comuni dell'area critica vogliano seguirci in questa presa di posizione forte. Con i sindaci valuteremo poi come comportarci. Sulla chiusura della tangenziale non spetta a noi la decisione finale, aspettiamo domani (oggi, ndr). Da parte nostra faremo di tutto per contenere i disagi predisponendo corse aggiuntive dei mezzi pubblici».
Se Paroli è perplesso rispetto alla decisione di indire il blocco del traffico, dall'altro è consapevole che debba essere studiato un pacchetto di misure strategiche. «L'impegno da parte nostra c'è e a chi ci dà la colpa dell'inquinamento della città diciamo che questo è un problema serio e che è ora di finirla con le barzellette sulle Ztl e sull'apertura del centro storico. Stiamo affrontando il problema da svariati punti, dalle politiche sulla mobilità sostenibile a quelle degli incentivi fino alla possibilità di estendere il teleriscaldamento, fiore all'occhiello della città, anche fuori Comune. Nel piano regolatore sono contenute diverse indicazioni, adesso dobbiamo passare dal disegnare al fare».
Una di queste azioni potrebbe essere quella di adottare, come già in alcuni paesi del Nord Europa, dei lavaggi quotidiani delle strade. Paroli però non si sbottona oltre e sfoglia solo le 5 pagine delle misure antismog. «Ricordo comunque che l'emergenza non è solo di quest'anno. Fu il 2006 l'anno nero per l'aria cittadina. Ci sono cause che vanno al di là del nostro intervento».
Cecilia Bertolazzi

Il Brescia 18 febbraio 2010
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"sali, timbra e vinci"
Interessante iniziativa di marketing promossa da Brescia Trasporti S.p.A. in associazione con SIA Società Italiana Autoservizi S.p.A. e SAIA Trasporti S.p.A. 
Lodevole e meritevole l'obiettivo: "promuovere l'utilizzo dei mezzi pubblici e l'obliterazione dei titoli di viaggio nel territorio della città di Brescia e Provincia..." attraverso un concorso a premi.
Tutti i dettagli sul sito www.bresciamobilita.it

Giornale di Brescia 17 febbraio 2010
Cercasi guida per il sistema dei trasporti
Convegno Uil con Orto, Prignachi, Gervasi, Parolini. Parola d'ordine: più collaborazione
Integrazione, intermodalità e interconnessione. Queste le parole chiave attorno alle quali è ruotato il convegno organizzato ieri da Uil-trasporti per definire le «Politiche del trasporto pubblico e delle infrastrutture viarie a Brescia». Con l'obiettivo di «governare il cambiamento, attraverso un approccio organico e pragmatico».
L'incontro ha visto susseguirsi gli interventi di Angelo Zanelli, presidente Uil, Eugenio Bertoglio, segretario di Uil-trasporti, Nicola Orto, assessore comunale alla Mobilità e traffico, Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità, Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti e ancora Tiziano Andreulli in rappresentanza dell'assessore provinciale al Trasporto pubblico locale Corrado Ghirardelli, Luca Del Barba, amministratore delegato del Gruppo Arriva e Mauro Parolini, assessore provinciale ai Lavori pubblici.
L'analisi è partita dal giudizio «critico» sulla situazione attuale espresso da Bertoglio, in riferimento «all'insoddisfacente livello della risposta ai bisogni della mobilità» e all'inquinamento. «Il vero concorrente è il mezzo privato - ha proseguito -. Sono 159mila i veicoli che entrano ogni giorno in città e il costo della motorizzazione privata su scala nazionale supera i 160 miliardi di euro».
Di fronte alla «mancanza di una cabina regia», l'assessore Orto ha istituito il «Tavolo di fluidificazione del traffico, con 28 realtà rappresentate e oltre 70 presenze certificate. Il Tavolo si è riunito in 20 occasioni, ha ricevuto 170 segnalazioni ed effettuato 150 sopralluoghi. È necessario pensare a una mobilità a tutto tondo» ha sottolineato comunicando che, in quest'ottica, «Brescia ha investito nell'ambito dei trasporti, nel 2009, 8 milioni e 800mila euro (contro ai 5 milioni e 400mila del 2007 e ai 6 milioni e 300mila del 2008)». Secondo Prignachi «tutto il sistema deve rivedere la propria funzione sociale e modificare l'approccio culturale, mettendo al centro i fattori tempo e accessibilità. E in questo contesto il metrobus non può essere considerato un unicum».
Il convegno di ieri ha però rappresentato per Gervasi «l'avvio di una nuova stagione di collaborazione. Bisogna ragionare più sulla quantità del trasporto pubblico (i fruitori sono oltre 68 milioni all'anno), perché la qualità è buona». Anche per quanto riguarda il trasporto extraurbano «la qualità è nettamente superiore oggi rispetto al 2005 - ha proseguito Del Barba -, ma il settore ha visto nel 2009 una perdita di utenza ed è necessario capire come ripartire».
In chiusura dell'incontro ha preso la parola l'assessore Parolini, per illustrare il Piano della viabilità e gli interventi in atto sulla rete viabilistica provinciale.
Tra questi, oltre naturalmente «alla Brebemi, l'ex statale 11 da Urago d'Oglio a Peschiera, la 45bis, la 668 e la 510 nella tratta fino a Camignone per quanto riguarda le strade principali. Dovrebbero poi partire entro fine anno i lavori di collegamento della Sp 19 da Concesio al crocevia di Sarezzo e a marzo 2012 termineranno quelli sul tratto di corda molle tra Fenili Belasi e Montichiari». Parolini ha ricordato inoltre come negli ultimi dieci anni siano state realizzate 330 rotatorie e i morti sulle strade si siano più che dimezzati (329 nel '99, 109 lo scorso anno).
Chiara Corti

Bresciaoggi 17 febbraio 2010

Bus e corriere, integrazione a passo lento

L'INCONTRO. In vista dell'attuazione per il 2011 della legge regionale la Uil ha messo attorno a un tavolo Loggia, Broletto, Brescia Trasporti e Gruppo Arriva

Dovrebbe esserci una sola tariffa per viaggiare su mezzi urbani e extraurbani con un unico ticket Ma che succederà ai gestori?

Brescia. La scadenza del 2011 non è più così lontana. Le nuove gare d'appalto per il Trasporto pubblico locale (Tpl) sono alle porte. La legge regionale che prevede la costituzione di una Agenzia di gestione e i bacini provinciali è stata sospesa in vista delle elezioni. Se ne parlerà più avanti, e se quanto ipotizzato verrà confermato i tempi saranno ancora più stretti. Perciò Uil di Brescia rompe gli indugi, e ieri mattina ha messo intorno a un tavolo Loggia e Broletto, Brescia Trasporti e Gruppo Arriva, vale a dire quanti saranno interessati al nuovo assetto.
L'impressione, per ora, è che anche loro aspettino. Si dichiara l'inderogabilità di una integrazione tariffaria che permetta di viaggiare sui mezzi urbani ed extraurbani con un solo biglietto, ma si tace sul punto nodale: cosa succederà di Brescia Trasporti e Sia-Saia (Gruppo Arriva) con il bacino unico? Si accorperanno? Daranno vita a una associazione d'imprese? L'amministratore delegato di Arriva Luca Del Barba e il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, a domande non rispondono. Per ora.
Le due aziende convivono quasi da separate in casa. Brescia Trasporti ha il 5 per cento di azioni di Sia-Saia e viceversa. Nel prossimo futuro, con la gara europea, tanta autonomia non sarà più possibile. In attesa della legge regionale il segretario provinciale di Uil Trasporti Eugenio Bertoglio auspica che la futura Agenzia assicuri la governance del territorio (e aree interconnesse) facendosi «promotrice e gestore non competitivo tra Comune e Provincia, tra Brescia Trasporti e Arriva, e valorizzi il progetto metropolitana».
I GIOCHI sono da fare, insomma, ed è ancora il tempo delle prove. Il convegno Uil voleva portare l'attenzione degli interlocutori sulle «problematiche del sistema trasporti urbano ed extraurbano in una logica integrata», per usare le parole del segretario provinciale Angelo Zanelli. Con la consapevolezza che ciò «richiederà convergenza di idee da parte di Comune e Provincia di Brescia perché con la gara europea si delineerà un unico gestore con problematiche complesse relative alla gestione come alla politica del personale, alla qualità del servizio pubblico e alle politiche tariffarie».
L'assessore ai Trasporti in Loggia Nicola Orto sottolinea l'impegno della Loggia che oltre ai 13,5 milioni di euro per il servizio minimo garantito, «senza ridurre le percorrenze anche in tempo di crisi», nel 2009 ha speso 8,8 milioni per incentivare il Tpl. E sottolinea il suo obiettivo dell'integrazione. Anche Prignachi punta a traguardi che «vanno oltre il capoluogo», soprattutto in vista del metrò che dovrà allargare le maglie dell'area urbana. E per il futuro immagina un sistema Brescia «ad alta integrazione». Il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi oltre a rassicurare il sindacato sulla stabilità del personale promette di «metterci al tavolo con Sia e Saia per andare verso l'unificazione».
Assente per altri impegni l'assessore provinciale Corrado Ghirardelli, il suo sostituto Tiziano Andreulli ricorda che già il 21 dicembre scorso «la Provincia ha dichiarato di voler gestire la nuova gara insieme al Comune». Del Barba, tuttavia, si aspetta che la convergenza cominci subito. E «l'ente pubblico deve chiarire – sbotta – se viene prima il trasporto pubblico o l'auto privata, non può continuare ad avere due teste».
Con la precisazione, che «il nostro concorrente non è Brescia Trasporti, ma l'auto». Le premesse ci sono, insomma, ma solo quelle.
Mimmo Varone


Giornale di Brescia 14 febbraio 2010
Pm10, ci siamo giocati il «tetto» di tutto il 2010  
E sull’emergenza Palazzo Broletto convoca i sindaci dell’«area critica» I comitati annunciano un esposto: «Le punte in Centro tra le 16 e le 19»
Pm10 nell’aria cittadina. Il nuovo anno è appena iniziato e Brescia sta già tagliando il poco invidiabile traguardo dei 35 giorni di valori di polveri sottili oltre la soglia di attenzione stabilita per legge, vale a dire il numero massimo tollerato dalla normativa europea su base annua.
I problemi dell’inquinamento ambientale però coinvolgono da anni non solo la città ma anche il territorio provinciale. A questo proposito, la Provincia ha convocato per il prossimo 23 febbraio, al Crystal Palace, una riunione dei sindaci dei Comuni dell’area critica - diciannove, oltre al capoluogo - sul tema dell’inquinamento dell’aria. Nel frattempo, dalle associazioni per la salvaguardia e la tutela del centro storico, arriva l’annuncio di un esposto (che dovrebbe essere presentato a fine febbraio) contro Palazzo Loggia - che intanto ha messo all’ordine del giorno della prossima Commissione ambiente il nodo «qualità dell’aria» - col quale viene messa all’indice la politica della Giunta Paroli «per il deterioramento, sotto il profilo dell’inquinamento atmosferico, della qualità della vita nel cuore cittadino».
Mal’aria cittadina, la serie negativa avanza
I dati delle centraline Arpa del Broletto e del Villaggio Sereno non lasciano spazio a dubbi sulla «mal’aria» respirata dai bresciani in questo primo scorcio del 2010. Archiviata la tregua, momentanea, seguita al blocco del traffico di domenica 31 gennaio, già dal 3 febbraio le polveri sottili hanno oltrepassato nuovamente la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo. Dal 1° gennaio a venerdì 12 febbraio, data dell’ultimo aggiornamento dei due punti di campionamento cittadini, la centralina all’ombra del Broletto ha registrato ben 33 giorni di supero. Non è andata meglio alla gemella del Villaggio Sereno, che dal primo giorno del 2010 all’11 febbraio ha collezionato, come il Broletto, 33 giornate in cui le polveri sottili nell’aria hanno superato il livello di attenzione. In questo weekend la Leonessa d’Italia potrebbe dunque giocarsi il bonus dei 35 giorni fissato dalla normativa europea. Una probabilità che è quasi una certezza visto che mancano solo due giorni al raggiungimento della soglia limite e il bollettino meteo non prevede, neppure per la giornata di oggi, condizioni atmosferiche che facilitino la pulizia dell’aria, cioè pioggia e vento.
Il parallelo con i due anni precedenti non è favorevole al 2010. Paragonando infatti questo inizio d’anno con lo stesso periodo del 2008 e del 2009, emerge come il 2010 abbia collezionato il risultato peggiore del triennio. Le centraline del Broletto e del Villaggio Sereno, infatti, da inizio gennaio a metà febbraio del 2009 avevano registrato rispettivamente 26 e 32 superi, mentre nei primi quarantacinque giorni del 2008 i due punti di campionamento si erano attestati rispettivamente su 20 (Broletto) e 28 (Villaggio Sereno) giornate di sforamento del livello di attenzione.
«Su aria e mobilità la Loggia cambi politica»
Intanto, il «Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del centro storico» e il «Movimento per la partecipazione CittadineCittadini per la Circoscrizione Centro» ribadiscono la critica alle politiche della Loggia, soprattutto in tema di mobilità e traffico, «colpevoli», dicono i rappresentanti delle due realtà, «di aver peggiorato la qualità dell’aria e quindi la vita nel cuore cittadino».
«Abbiamo chiesto all’Arpa dati giornalieri, e aggiornati ora per ora, sul livello di Pm10 registrati dalla centralina del Broletto dall’inizio di gennaio al 3 febbraio - precisa Maurizio Bresciani in rappresentanza del Comitato - . I dati confermano che i picchi di polveri sottili, nell’arco di una giornata, si registrano quasi sempre tra le 16 e le 19, ovvero dopo l’apertura dei varchi Ztl. La situazione, ormai, è drammatica. Con questi dati vogliamo rispondere all’Amministrazione Comunale per la quale l’inquinamento del centro storico non sarebbe imputabile al Piano Sosta e alle Ztl a fasce orarie. Abbiamo inoltrato queste richieste all’Arpa - aggiunge Bresciani - perché sistematicamente ci accusano di essere ideologici. L’ideologia invece è rappresentata da chi vuole mascherare la realtà delle cose». Il Comitato e il Movimento per la partecipazione hanno già presentato una diffida, che riguarda «gli inefficaci piani d’azione predisposti dal Comune di Brescia, in particolare nel centro storico cittadino, e dalla Regione Lombardia, per far fronte all’emergenza Pm10». «La nostra intenzione, assieme al Comitato - sottolinea Francesco Catalano in rappresentanza di CittadineCittadini per la Circoscrizione Centro - è far seguire alla diffida un esposto al Tribunale di Brescia».
Le due realtà che rappresentano i residenti del centro, avanzano pure alcune proposte. Tra queste, «il ripristino delle Ztl, ventiquattro ore su ventiquattro, la revisione del Piano Sosta, la riproposizione delle Lam, l’utilizzo gratuito del mezzo pubblico nei periodi a rischio di inquinamento, la riduzione dei costi nei parcheggi in struttura e il divieto di accesso dei Suv all’interno delle mura venete».
Paola Gregorio

«Il blocco una tantum non serve a nulla»  
Questa l’opinione di molte persone sentite mentre camminavano in centro
Il traffico, uno dei problemi della cattiva qualità dell’aria
Il traffico, uno dei problemi della cattiva qualità dell’aria
I cittadini sono tutti d’accordo: il blocco delle auto fatto una tantum non funziona. L’aria di Brescia rimane irrespirabile. Lo confermano anche i dati di Arpa Lombardia, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, in cui si legge che la Leonessa ha ormai esaurito i giorni di superamento del limite dei 50 microgrammi per metro cubo imposto dall’Unione europea per il Pm10. Con diversi giorni consecutivi di esuberi.
Cosa ne pensano i bresciani? Passeggiando per le vie del centro capita, talvolta, di vedere persone con la mascherina bianca sulla bocca per ripararsi dallo smog. Altre, più semplicemente, usano la sciarpa avvolta intorno al collo e la portano fin sopra il naso, per evitare l’eccessiva esposizione all’inquinamento. Paola Odolini, sta portando suo figlio nel passeggino per una breve passeggiata: «Avendo un bambino piccolo, cerco di evitare le strade del centro, preferendo invece quelle di periferia dove l’aria è più respirabile - racconta la signora -. Non è sufficiente bloccare la circolazione per una sola giornata; bisogna pensare ad una pianificazione più strutturata, che preveda non solo i divieti di circolazione, bensì il blocco del traffico nel centro e degli incentivi per l’acquisto di automobili a metano».
Secondo i cittadini intervistati, il divieto del 31 gennaio non è stato convincente. Troppe macchine per le vie del centro. Troppe per essere tutte autorizzate. «Il blocco articolato in questo modo serve davvero a poco - afferma Enrica Lancetti -. Bisognerebbe prendere provvedimenti sul controllo delle caldaie e sul riscaldamento nelle strutture pubbliche, auspicabile anche una verifica sulle emissioni nocive delle aziende».
Dalla provincia alla città, la percezione dell’inquinamento atmosferico, aumenta sensibilmente: «Proprio qualche giorno fa parlavamo della differenza d’aria e di odori che si avverte tra la nostra zona e Brescia - spiega Paola David di Gottolengo -. Abbiamo valutato la possibilità di trasferirci in città poi, per diversi fattori, non da ultimo quello dello smog, abbiamo optato per rimanere in provincia». La metropolitana servirà a qualcosa? «Spero proprio di sì - incalza il marito, Andrea Petrò -. Sarò il primo utente appena sarà operativa. Spero che molti bresciani e altrettanti pendolari si comportino allo stesso modo». «Metro sì, però con i parcheggi alle porte della città», spiega Sergio Milanesi di Castiglione delle Stiviere. E prosegue: «Bisogna creare una rete di trasporti che consenta al pendolare di lasciare il mezzo inquinante fuori città, prendendone un altro, magari pubblico, per arrivare in ufficio. Necessarie anche le campagne di sensibilizzazione per l’utilizzo del mezzo pubblico».
Mario Fiorentini è seduto su una panchina di corso Palestro: «Mi accorgo che l’aria è pesante perché ho spesso la tosse». E si domanda: «Perché non iniziano a commercializzare le auto a idrogeno? Per una questione di interessi». Di ritorno dal giro in centro, si respira aria malata; passa una moto in via Gramsci, lasciando una scia di fumo irrespirabile.
Roberta Bellino

Nota di tplbrescia.it. I passaggi qui sopra evidenziati in rosso riassumono sinteticamente ciò che tplbrescia.it sta cercando di proporre da tempo a più riprese (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7). Tra meno di tre anni la metropolitana dovrà rappresentare la colonna portante di un sistema moderno ed attrattivo per la mobilità urbana (già rivolta a quella extraurbana) fortemente integrato anche con gli altri mezzi di trasporto a partire proprio dalla mobilità automobilistica privata che, da sola, a Brescia rappresenta la quasi totalità degli spostamenti. Dal 2013 muoversi con la metropolitana sarà più comodo ed “accattivante”  rispetto agli altri mezzi di trasporto ed  i potenziali utenti / clienti saranno proprio da "rubare" al traffico privato anche solo parzialmente, nel senso che comunque potrebbero utilizzare l'auto per raggiungere le stazioni d'interscambio e proseguire il percorso con il nuovo mezzo di trasporto. Ho già scritto più volte nelle mie proposte che l'avvio della metrobus a Brescia comporterà sicuramente un "forte" cambiamento nelle abitudini di molti di noi e l'appuntamento deve essere preparato come una sorta di allenamento che deve coinvolgere tutti coloro che a Brescia ogni giorno si spostano con qualsiasi mezzo. Gli intervistati nell'articolo del Giornale di Brescia hanno già percepito che la metropolitana comporterà un cambiamento nel modo di muoversi a Brescia.  Ecco allora l'importanza di cominciare già da subito a ragionare, promuovere e proporre l'intermodalità con il traffico automobilistico privato che oggi può semplicemente essere auto + bus ma domani evolverà nell'auto + metrobus.  Alcune iniziative promozionali sono già state intraprese, penso ad esempio a "Brescia Città & Università" con l'abbonamento speciale P IVECO + linea 18 oppure al nuovo concorso "SALI TIMBRA E VINCI"  ma siamo ancora all'inizio e  molto (moltissimo) resta ancora da fare. Buon lavoro.


Bresciaoggi 13 febbraio 2010

TRASPORTI E PROMOZIONI. Le società mettono in palio premi fino a 250 euro, ci saranno 70 estrazioni giornaliere

«Sali, timbra e vinci»: i premi avvicinano al biglietto unico

Mimmo Varone

Concorso in collaborazione fra Brescia Trasporti, Sia e Saia: prove generali per l’integrazione delle tariffe dei mezzi pubblici

Dal 18 febbraio al 2 aprile timbrare il biglietto su un bus di Brescia Trasporti o su un pullman di Sia e Saia, conviene. Si potranno vincere oltre quattromila premi da un minimo di 7 euro e mezzo a un massimo di 250, a una media di 70 estrazioni giornaliere. È il concorso «Sali timbra e vinci», lanciato insieme dalle tre società, che fanno le prove generali in vista di più ambiziosi traguardi per il futuro, primo fa tutti l’integrazione tariffaria che permetterà di salire su qualsiasi mezzo pubblico con un solo biglietto.
«SALI TIMBRA E VINCI» è semplice. I viaggiatori con il biglietto dovranno timbrare e inviare entro le 24 ore un sms al 389.1758238. Se sono su un bus urbano nel testo dovranno digitare U seguita dalle ultime sei cifre del ticket e dalle quattro cifre dell’ora e dei minuti(esempio U1234561012). Se sono su un pullman interurbano premetteranno una E (esempio E1234561012). Gli abbonati partecipano automaticamente e saranno avvisati della vincita tramite raccomandata. Quelli di Sia e Saia non hanno bisogno di timbrare il talloncino dell’abbonamento. Quelli di Brescia Trasporti faranno bene a farlo, perchè più lo timbrano e più hanno possibilità di vincere. I 44 giorni del concorso sono divisi in quattro unidicine, e ogni volta le vidimazioni andranno ad alimentare un contatore personale che fa salire le chance di mettere mano su un premio. Tra i premi ci sono 300 carnet di biglietti e 100 abbonamenti mensili di Brescia Trasporti, 100 carnet di Sia e Saia. E poi i premi degli sponsor. Il Consorzio Brescia Centro offre 1.244 buoni fino a un valore di 150 euro da spendere nei negozi associati. Selene (Gruppo A2A) mette in palio 1.290 sim card Vodafone con 10 euro di traffico incluso. Vigasio aggiunge 173 buoni fino a 250 euro di valore. Wiz dà 140 ingressi al cinema e Astrix 950 voucher gettoni per le sue sale gioco.
Il tutto è fatto per incentivare il Trasporto pubblico locale (Tpl), per stigmatizzare i «portoghesi» abituati a viaggiare gratis, e pure per spingere gli abbonati a timbrare il loro titolo di viaggio. «Timbrare l’abbonamento è molto importante per farci capire il dimensionamento – dice il direttore di Brescia Trasporti Claudio Garatti -, e ci aspettiamo che le obliterazioni crescano soprattutto da parte degli studenti». Con lui, alla presentazione della novità, ieri mattina, anche l’assessore alla Mobilità Nicola Orto, il presidente dell’azienda di via San Donino Andrea Gervasi, i direttori di Sia e Saia Roberto Salerno e Franco Ferrata. Orto sottolinea il «percorso importante che il Comune segue nell’ambito del trasporto pubblico regionale». Gervasi aggiunge che «da oggi si apre una stagione nuova». L’azienda di via San Donino insieme a Brescia Mobilità «si sta attrezzando a servire il metrò – precisa -, si candida a gestire il Tpl con i capoluoghi vicini, e insieme a Sia e Saia affronterà l’integrazione tariffaria». Che aspetta solo le direttive regionali.
«I NOSTRI UFFICI dispongono delle condizioni tecniche per gestire il biglietto unico – spiega Gervasi – e quando la legge regionale sarà sbloccata (dopo le elezioni, ndr) creeremo un migliore servizio per i viaggiatori, che sarebbero contenti anche se dovessero pagare un pò di più». Pure Ferrata lamenta la mancanza di una cabina di regia regionale, che «rallenta l’adozione di nuove tecnologie». E promette che «Sali timbra e vinci» sarà solo la prima di altre campagne per incentivare i bresciani a «utilizzare un servizio pubblico di qualità».
Nel 2009 Sia e saia hanno trasportato 25 milioni di passeggeri. Che salgono a 68 insieme ai 45 di Brescia Trasporti. A fare due conti, saranno circa 8 milioni a dividersi 4.200 premi per un valore complessivo di 69.650 euro Iva compresa. Quando riceveranno l’sms di conferma della vincita (nessuna comunicazione è prevista in caso contrario), i viaggiatori extraurbani dovranno recarsi alla stazione Sia, quelli urbani andranno all’Infopoint di piazza Loggia. Qui riceveranno un voucher con cui si recheranno nei negozi convenzionati. Per ogni biglietto convalidato è possibile una sola partecipazione, e per i carnet di Brescia Trasporti una per ognuna delle validazioni consentite e riportate sul retro del biglietto. La gestione del concorso è affidata a una società esterna registrata dal ministero dello Sviluppo economico. Il regolamento è consultabile su www.bresciatrasporti-spa.it o www.trasportibrescia.it, o nelle le sedi delle società.

Giornale di Brescia 13 febbraio 2010
Con bus o pullman 4.200 premi in palio  
In futuro anche l’integrazione delle tariffe
«Sali, timbra e vinci»: l’invito è rivolto ai viaggiatori di città e provincia che, dal 18 febbraio per 44 giorni, utilizzando il bus potranno assicurarsi uno dei 4.200 premi in concorso. Brescia Trasporti, Sia Autoservizi e Saia Trasporti inaugurano con questa iniziativa comune un percorso d’integrazione tra i loro servizi di trasporto che dovrà portare, nel futuro prossimo, anche a quella delle tariffe: vale a dire, alla possibilità di passare da un mezzo all’altro, dai bus cittadini ai pullman della provincia e viceversa, con un unico biglietto o documento. «Si apre oggi una nuova stagione» ha sottolineato il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi all’incontro di presentazione del concorso, che viene proposto con il duplice obiettivo di dare un incentivo all’utilizzo del mezzo pubblico e di abituare i viaggiatori al corretto utilizzo dei «titoli di viaggio».
Il montepremi di 69.650 euro permetterà di distribuire ogni giorno decine di annunci a sorpresa, con l’invito via sms a ritirare biglietti-omaggio, abbonamenti e buoni acquisto, ricariche per cellulari, buoni per l'ingresso al cinema e per l’utilizzo di videogiochi. Salendo sul bus di Brescia Trasporti o sui pullman della Sia e della Saia con biglietti o abbonamenti che devono essere convalidati, una volta ottenuto il timbro si manderà un sms dal telefono cellulare - con il proprio numero ben chiaro - al numero 3891758238. Il messaggio inizierà con la lettera U se si viaggia su un bus di Brescia Trasporti, con la lettera E se si utilizza un pullman della Sia o della Saia. Seguiranno le ultime sei cifre del codice numerico del ticket e le quattro cifre dell’ora e dei minuti di convalida. Un biglietto vale per una sola partecipazione al concorso; per i carnet di Brescia Trasporti si calcolano i diversi utilizzi riportati sul retro. L’sms dev’essere spedito entro la mezzanotte del giorno successivo alla timbratura; un sms annuncerà la vincita.
Non è tenuto a mandare un messaggio chi si serve della Omnibus Card di Brescia Trasporti: la convalida lo ammette automaticamente alle estrazioni riservate agli abbonati. Vale anche per gli abbonati della Sia e della Saia: sia coloro che sono in possesso di un abbonamento annuale, sia chi rinnova l’abbonamento mensile nei mesi di febbraio e marzo. A loro l’annuncio della vincita arriverà con una raccomandata. Il regolamento del concorso, con tutte le informazioni utili sui premi e sui luoghi in cui si potranno ritirare, si trova nei siti www.bresciatrasporti-spa.it e www.trasportibrescia.it.
Il mezzo pubblico è un luogo di socializzazione e concorre a garantire una «mobilità sostenibile»: dell’impegno a perseguire questo obiettivo, anche nell’ambito del Patto regionale per il trasporto pubblico, con nuovi servizi e con l’interconnessione tra i diversi mezzi, ha parlato ieri l’assessore comunale a Mobilità e traffico, Nicola Orto. Il Comune dà il patrocinio al concorso, illustrato dai direttori di Brescia Trasporti e Brescia Mobilità, Claudio Garatti e Severo Pace. Sono più di 42 milioni le persone trasportate in un anno sulla rete urbana e dell’hinterland servita da Brescia Trasporti. Si calcola in 25 milioni l’utenza di Sia e Saia. Stabilire accordi per arrivare a un’integrazione del servizio è un obiettivo condiviso: ne hanno parlato ieri i rappresentanti delle società del trasporto extraurbano: Franco Ferrada e Roberto Salerno.
Elisabetta Nicoli

Giornale di Brescia 04 febbraio 2010


Mobilità sostenibile, grandi cifre per bus e Bicimia
In sette mesi, 24 milioni di utenti sui torpedoni. Con la «spicciola» pubblica pedalati 90mila km 
La mobilità sostenibile è una delle sfide che Brescia affronta non da ieri. E mentre si sperimentano nuove soluzioni - del car sharing introdotto ieri si parla ampiamente nella pagina a fianco, oltre che nel racconto della prova su strada - si rinnovano gli appelli ad un uso più razionale del mezzo privato.
L’ultimo è giunto dal sindaco Adriano Paroli, in occasione dell’annuncio del blocco imposto ai mezzi privati la scorsa domenica per far fronte ai ripetuti esuberi di polveri sottili nell’aria della Leonessa. L’auto non va demonizzata, perché spesso, in primis per chi lavora, può rappresentare una necessità ancor prima che una comodità, ma questo non significa che il ricorso ai mezzi pubblici vada visto come opzione di risulta.
Anzi. D’altro canto, i dati più aggiornati messi a disposizione da Brescia Mobilità circa l’impiego del bus, e quelli rerelativi al bike sharing «Bicimia» - servizio questo introdotto solo a giugno 2008, ma già entrato nelle abitudini di mobilità urbana di molti bresciani - danno conto di un ricorso sempre più frequente a questi due mezzi del sistema di trasporto pubblico locale.
Bus, oltre 24 milioni in sette mesi
Tanto per cominciare dal più tradizionale, vale a dire il bus, i dati che si riferiscono ai primi sette mesi del 2009, attestano un totale di oltre 24 milioni di passeggeri. Per l’esattezza, la cifra è di 24.528.819 utenti trasportati sull’intera rete del sistema integrato, che come noto, comprende oltre al capoluogo anche quattordici Comuni dell’hinterland cittadino. Il primato, per numero di passeggeri saliti a bordo, spetta ai bus della linea 1, la Lam nord-sud, che corre da Mompiano a San Polo (via Masaccio) con l’impiego dei «torpedoni» snodati da 18 metri: tra gennaio e luglio dello scorso anno, infatti, sono stati quasi cinque milioni i bresciani che vi hanno fatto ricorso. Per precisione 4.718.317 persone. Un sesto del totale. Seguono - non esattamente a ruota - la linea 10 che fa la spola tra Concesio, a nord, e Poncarale a sud: i passeggeri trasportati in questo caso sono 2.493.104. Poco distanziate - si parla di qualche decina di migliaia di unità - seguono nell’ordine la linea 11 (Collebeato-Botticino) e la linea 3 (Mandolossa-Virle di Rezzato). Se la prima è tutta cittadina, le seconde tre, invece, sono intercomunali, a riconferma del fatto che il bus costituisce una soluzione largamente adottata da molti - studenti, pendolari, ecc. - per raggiungere il capoluogo anche dalle periferie della rete, a fronte di distanze più ampie che almeno in qualche caso potrebbero indurre ad optare per l’auto privata.
Un trend costante
E se in più di 303mila si sono avvalsi nei sette mesi esaminati anche della linea 18 - la ex Bussola, che va dal parcheggio Castellini al parcheggio Iveco - attraversando il centro, segno ulteriore di un ricorso ad una mobilità che non tiene conto solo dell’auto, il prospetto dei primi sette mesi dello scorso anno, in attesa del dato consuntivo del 2009, consente di ipotizzare se non un aumento quantomeno un trend costante rispetto al 2008, quando in 12 mesi, i passeggeri saliti in vettura erano stati 42 milioni e 600mila.
Bicimia, 2.200 utenti attivi
Quanto ai dati, forniti dall’Assessorato alla mobilità, relativi a Bicimia, è significativo il numero degli utenti «attivi», cioè che, dopo l’iscrizione al servizio, vi fanno effettivo ricorso: tra le 260 colonnine, distribuite nelle 24 postazioni cittadine - destinate nelle intenzioni dell’assessore Nicola Orto a raddoppiare in breve, superando i confini del centro - hanno infatti fatto tappa 2.200 bresciani. I quali si rivelano discreti pedalatori: i chilometri percorsi in totale sono circa 90mila, come a dire 45 a testa. In attesa che l’avvento del Metrobus rivoluzioni il modo di muoversi attraverso la Leonessa.g. gal.



Sfida all’ora di punta per le vie della Leonessa 
Muoversi attraverso la città. Sulla scorta di quattro filosofie di mobilità differenti: quella più eco-sostenibile per eccellenza, la «spicciola», nella fattispecie Bicimia, il bike-sharing cittadino. Quindi, quella per noi più nuova, il Car sharing varato ieri nella Leonessa, subito al battesimo del fuoco. Poi, quella «pubblica» per eccellenza: il bus. E infine, l’auto privata, comodità - ma spesso necessità - dei tempi nostri, compressi all’osso. Mancano all’appello scooter e moto: per questa volta si è preferito optare per tre servizi «pubblici» e per la sola auto quale espressione del mezzo privato.
Per mettere a confronto e testare sul campo efficienza, costi e praticità delle quattro soluzioni le abbiamo provate tutte in contemporanea, partendo dalla Stazione per arrivare al Civile. Scelta adottata in omaggio all’ultimo arrivato, il car-sharing, che ha proprio a ridosso del Pronto soccorso la sua stazione più a nord. Un percorso, in ogni caso, non improbabile per un cittadino o per chi giunga in città col treno. La partenza è stata fissata alle 13: ora di punta, con studenti in uscita dalle scuole e traffico sostenuto. Poche le regole, oltre a quelle del Codice della Strada, osservate tutte rigorosamente: muoversi lungo l’itinerario più breve possibile per il mezzo adottato e documentare tutto il tragitto. In parole e foto. 


Car sharing, l’ultimo arriva primo
 
Introdotto ieri il servizio, è salito subito sul gradino più alto del podio
Nulli secundus. Secondo a nessuno, recita l’antico adagio latino. L’ammetto: essere arrivato primo, per giunta battendo il mezzo privato, quello più malvisto in un’ottica di mobilità sostenibile, dà soddisfazione.
Senza contare che il primo gradino del podio sconta un percorso a ostacoli. Già, perché, tanto per cominciare, il test del car sharing inizia... in bici. Meglio, in sella a una delle «spicciole» di Bicimia. Scelta obbligata, in assenza - almeno per ora - di una postazione car sharing all’esterno della Stazione, punto di partenza della sfida. Così, quando l’orologio segna le 13, balzo in sella e inizio a pedalare. Mi imbatto subito, in via Foppa, in un semaforo rosso. Il secondo lo imbrocco una manciata di metri più avanti, a largo Zanardelli, dove svolto a sinistra e filo su per via Gramsci. Ecco piazza Vittoria: parcheggiata alla colonnina la Bicimia, mi basta attraversare il lato corto della piazza e raggiungere la piazzola Car sharing, dove mi attende una Fiat Panda Natural Power bianca col logo «Car sharing» sulle fiancate. Lì, il cronometro, che segna le 13.05, viene fermato. I responsabili del servizio - varato ufficialmente solo un’ora più tardi e quindi ancora in start-up - simulano la prenotazione. A me resta da accostare la tessera al sensore posto al lato destro del parabrezza per aprire l’auto e dare il là al calcolo di costi e chilometri.
Il cronometro riparte (sono le 13.17) e mi metto al volante, l’occhio fisso alla lancetta, che non superi i 30 km/h. Poi provo l’ebbrezza, per una volta, di attraversare piazza Loggia in auto e calcolare metri - e minuti - risparmiati tagliando per il centro. Schivata una ciclista che in via S. Faustino tenta di inaugurare il paraurti immacolato, mi trovo a far i conti col cantiere del metrò di piazzale Battisti: svolta obbligata in via Porta Pile, via Marsala, e su fino a via Foscolo. Fossi potuto andar dritto - così sarà a cantiere chiuso - avrei fatto prima. Poco importa: sul filo dei 50 km/h eccomi in via Marconi. Superati coda e semaforo, al rondò di piazzale Corvi piego per via Dal Monte: circumnavigo il Civile - previo stop al rosso - e risalgo viale Europa, fino a piazzale S. Padre Pio. All’arrivo il comfort più gradito: nel parcheggio accanto alla sede di Brescia Mobilità c’è un posto auto a righe gialle con scritta «Car sharing» ad attendermi. Niente costi extra, né ansia da parcheggio. Sono le 13.30: sottratti i 12 minuti di «stop tecnico» in piazza Vittoria, il mio viaggio è durato solo 18’, tratto in bici compreso, per un totale di 4,5 km percorsi. Quanto ai costi, comprendono i 2 euro della prima ora, e 2,45 di tariffa chilometrica calcolata per i 3,5 km di andata e di ritorno, visto che l’auto va riconsegnata in piazza Vittoria. Al netto dei 10 che avrei dovuto versare per abbonarmi avendo già tessera «Bicimia».
Gianluca Gallinari



L’auto privata si piazza seconda affrontando le insidie del traffico 
Il tragitto scelto non è il più corto tra i possibili, insistono le mappe disseminate nel web. Ma quello indicato come il più rapido. E si vada.
L’auto «privata» - in questo caso una Citroen C2 diesel Euro 3 - se la cava con un secondo piazzamento, che sconta lo stress da conducente: irriverenti attraversatori a due ruote, automobilisti che scambiano la carreggiata per un posteggio e guidatori che contemplano gli arredi urbani come fossero una veduta. Sono stati questi i principali ostacoli a contrapporsi tra la Stazione e l’Ospedale Civile, quantomeno se si considera «normale» un’onda semaforica rossa imperterrita. Riportiamo anzitutto tempi parziali e totali: il primo - da parcheggio interrato a parcheggio interrato, s’intende - è pari a un quarto d’ora secco, la durata totale del viaggio, invece (comprensiva dunque di manovre di sosta, ritiri ticket e pagamenti), si aggira sui 20’, per una distanza di 5 chilometri.
La discesa al parcheggio della stazione è delle 13 in punto, come pure il primo intoppo: strisciando il biglietto come indicato dalle istruzioni, la porta non si apre; tenta che ti ritenta, non c’è alternativa se non il pulsante di chiamata: due squilli e sesamo aperto. Avendo sostato meno di mezz’ora, nulla è dovuto. E allora si parte, alle 13.05, alla volta di via Foppa. All’incrocio con via XX Settembre la tragedia è sfiorata a causa del ciclista che sfreccia dinanzi alle auto in transito: è graziato dalla fortuna degli audaci. Avanti, quindi, su via Vittorio Emanuele II prima e su via dei Mille, via Calatafimi e via Lupi di Toscana poi.
Via Pastrengo apre la circumnavigazione di Campo Marte, con successivo imbocco di via Foscolo alle 13.15; altra strada, altri temerari a pedali incuranti del Codice della Strada e della luce rossa che li vorrebbe fermi in piazzale Battisti. Lì, si spalanca via Montesuello, che concede addirittura qualche lusso verde, e in un attimo appare via Marconi, dove un automobilista si pianta e fa scendere un passeggero, indifferente a chi segue. Quindi, ancora, a destra per via Dal Monte e a sinistra per raggiungere piazzale Spedali Civili. Sono le 13.17: prelievo biglietto e ingresso al parcheggio interrato, gremito in orario di visita ai pazienti. Ma il conducente che precede la C2 non ne è convinto: evita all’ultimo il posto riservato ai veicoli elettrici e procede a passo d’uomo fino a individuare l’agognato spazio (due-minuti-due persi). Seguita celermente analoga sorte, alla scrivente si svela la meta: piazza S. Padre Pio. «Arrivata», recita l’sms inviato ai compagni d’avventura. A gruppo ricompattato, l’esborso per i 20’ di sosta è di 50 cent. Primo piazzamento tecnico (il car sharing scontava 12 minuti di stop), secondo reale. Scoccia, ma è così.
Raffaella Mora



Il Comune vi affitta l’auto: 2 euro all’ora e 0,35 al km
Otto vetture in quattro parcheggi abilitati.  Bisogna abbonarsi e usare la card
Il mosaico delle iniziative legate alla mobilità sostenibile cittadina si arrichisce di una nuova tessera: da ieri è infatti ufficialmente scattato il «Car sharing».
Il servizio di condivisione delle automobili (appunto, car sharing) permetterà di guidare un’auto prelevandola in qualsiasi momento della giornata da uno dei quattro parcheggi dedicati (piazza Vittoria, piazzale Arnaldo, via Malta e piazza Padre Pio), senza doversi preoccupare di spese di gestione o manutenzione. Gli unici costi sostenuti saranno l’abbonamento annuale al servizio - 100 euro la tariffa standard, 50 euro per i primi 100 iscritti, sconti e tariffe personalizzate per varie di categorie (vedi scheda accanto) - e le spese per l’effettivo uso dell’auto - composte da una tariffa oraria (2 euro all’ora dalle 8 alle 20 e 1 euro all’ora dalle 20 alle 8) e una chilometrica (0,35 euro al chilometro per i privati, 0,50 euro per le aziende) - con addebito mensile a consuntivo.
Una volta sottoscritto l’abbonamento e ricevuta la smart card identificativa, per utilizzare una delle otto auto al momento disponibili - due Fiat Panda, due Fiat 500, una Fiat Doblò per trasporto persone e merci, una Fiat Punto, una Opel Zafira e una Fiat Doblò per trasporto disabili - occorrerà effettuare la prenotazione via internet o telefono almeno un quarto d’ora prima dell’orario di partenza previsto. Ottenuto l’ok ci si può recare al parcheggio e dopo aver avvicinato la propria tessera al sensore posizionato sulla vettura prenotata si aprirà la portiera dell’auto stessa.
All’interno l’utente troverà sia le chiavi sia una scheda per effettuare gratuitamente il rifornimento in uno dei distributori convenzionati. Al termine del viaggio l’auto andrà riconsegnata nello stesso parcheggio di partenza.
«Il car sharing - ha osservato l’assessore al traffico Nicola Orto - rientra nel piano strategico della mobilità sostenibile e si associa ad altre iniziative quali Bici-mia o il car-pooling che stiamo sviluppando per combattere le emissioni di polveri sottili».
Alla presentazione dell’iniziativa, era presente anche l’assessore alle Attività produttive Maurizio Margaroli: «Oggi - ha spiegato - stiamo lanciando un progetto innovativo che avrà bisogno di un po’ di tempo per essere compreso a pieno. Il nostro obiettivo è migliorare gradualmente il servizio anche raccogliendo le indicazioni degli utenti».
Il servizio realizzato a Brescia è legato al circuito nazionale Ics: «Ciò consentirà agli abbonati di poter utilizzare anche i mezzi del car sharing di altre città italiane - da Milano a Roma, da Torino a Palermo, solo per citarne alcune - aderenti al circuito», ha chiosato Giandomenico Gangi, responsabile dei servizi Mobilità e Trasporto pubblico locale del Comune, che ha aggiunto: «Stiamo lavorando a questo progetto da quasi 20 mesi, durante i quali abbiamo avuto numerosi incontri coi funzionari del Ministero dell’ambiente che ha finanziato circa un terzo del costo totale dell’opera, pari a 1,5 milioni di euro in 5 anni».
La gestione del car sharing è stata affidata in concessione, per tale periodo, alla società padovana Muovosviluppo Scrl, la cui amministratrice unica, Letizia Rigato, ha evidenziato come tutte le auto usate siano ecologiche: «Ciò contribuirà a ridurre l’inquinamento e creare la percezione di una città più vivibile per i cittadini».
Mario Nicoliello Gli assessori Nicola Orto e Maurizio Margaroli su una delle vetture di «car sharing». La nuova iniziativa di mobilità sostenibile è stata presentata ieri nel saloncino del turismo di piazza Loggia.





Bici: tutta salute, tutta in salita  
Guardare la città dai pedali del bike sharing, sorpassare il bus e arrivare terzi
Dato che stavo per esaurire i punti della patente (non a caso da qualche settimana scrivo perlopiù di Codice della strada), a me hanno affidato la bici.
Non la cara, vecchia, gloriosa Bianchi Spluga 10v del 1986; e nemmeno la simil-Raleigh made in Cina cedutami dal collega Camillo Facchini; bensì la civicissima «Bicimia» di Brescia mobilità: quella che con una tesserina si prende dalle postazioni Bicimia e poi si lascia nelle postazioni Bicimia, dalle 6 alle 24, gratis i primi 45 minuti, poi a pagamento (1, 2 o 5 euro a seconda delle ore).
Mario Nicoliello, utente abituale e massimo esperto dei servizio qui al giornale, ieri mattina mi ha tenuto un corso rapido sui possibili problemi e le soluzioni. Esempio: non ci sono bici disponibili - Si cerca un’altra postazione; non va la tessera - Si chiama l’assistenza tecnica. La bici c’era e la tessera funzionava, in compenso la catena era giù ma per fortuna siamo riusciti a rimetterla a posto.
Come è andata? Dividerò il racconto in tre: viaggio, vantaggio e svantaggio.
Il viaggio dalla stazione (partenza ore 13) all’ospedale (arrivo ore 13,27) è stato un’autobiografia visto che attraversava l’università dove mi sono laureato (via San Faustino, intertempo 13,15), il liceo dove ho studiato (via Montesuello, 13,17), ma anche la casa dove abito, il bar dove faccio colazione e la libreria caffè dove mi rifugio ogni tanto. Il 60% del percorso era su pista ciclabile, ma questo non garantisce l’assenza di inconvenienti. Ne citiamo due: 1) Nella pista promiscua bici-bus di via XX settembre-Largo Zanardelli (ore 13,03) non funzionava il sensore del semaforo, e quindi abbiamo atteso il verde (invano) per cinque minuti. 2) Su via Montesuello e su via Marconi (ore 13,20) più di una vettura sostava sulla ciclabile, costringendoci a scavalcarla sulla corsia delle auto. Tratto più pericoloso: quello finale, via Schivardi dall’ospedale al satellite, causa cantiere metrobus.
Alla fine siamo arrivati terzi (ma sul primo posto ci sarebbe da dire), con il gusto di superare l’autobus.
Il vantaggio. Lasciamo stare i discorsi ecologisti e quelli cardiovascolari. Il vero valore aggiunto del girare la città in bici è che puoi guardarla: le finestre, la gente nei bar, gli studenti, gli alberi. E il sole, che ieri era una giornata splendida, di quelle che speri proprio che «dall’inverno siamo fora». Illudendoti...
Lo svantaggio. Girare in bici in centro ti ricorda che Brescia non è pianeggiante. Dalla stazione all’ospedale è tutta in salita. E alla sede di Brescia Mobilità, non ci sono postazioni di Bicimia. Così ho dovuto riportarla a Fossa Bagni, sforando i 45 minuti. Costo totale: un euro, più 25 lasciati di cauzione.
Marco Sampognaro





Il bus chiude la fila: ma è più economico Tra relax e niente ansia da parcheggio 
Va bene, sono arrivata ultima. Ma lo sostengo e credo lo sosterrò sempre: viaggiare in autobus è infinitamente più rilassante. Oltre che più ecologico ed economico. Certo i tempi si dilatano, ma non troppo. La prova sta nel mio viaggio.
Ore 13. Gli orologi sono sincronizzati, si parte. Mi basta attraversare la strada per raggiungere la fermata della linea 1, che collega San Polo a Mompiano, la più frequente e l’unica ad usufruire, da marzo dello scorso anno, dei nuovi autobus snodati lunghi 18 metri. Proprio uno di questi mezzi arriva appena mi posiziono alla fermata, come annunciato dal monitor digitale. Salgo e oblitero il biglietto, acquistato prima in tabaccheria al costo di 1 euro. Sono le 13.02. I posti liberi a sedere sono numerosi per cui mi accomodo e, come di consueto, mi dedico alla lettura, estraendo un buon libro dalla borsa. Come paragonare la mia tranquillità allo stress di chi in quello stesso momento si trova al volante, dovendo prestare attenzione al traffico, tra automobili, biciclette e pedoni, nonchè ai cartelli stradali e alla propria condotta di guida?
Non è stato un viaggio particolarmente fortunato, quello di ieri. Semafori tutti rossi, cambio del conducente in via Mazzini (dopo aver svoltato in piazzale Repubblica e aver percorso via XX Settembre e via San Martino della Battaglia), dove il bus ha fatto «il pieno» di studenti. Si accumula un lieve ritardo, che non si recupera in via Crocifissa di Rosa. Il mezzo svolta in via San Rocchino, passando accanto all’Ospedale Civile, e a quel punto rimetto in borsa il mio libro, mi alzo e mi accingo a suonare per prenotare la fermata. Scendo alle 13.25 (che da libretto orario avrebbero dovuto essere le 13.21) all’inizio di via Schivardi e dopo i 3 minuti necessari per percorrere via Sacconaghi, attraversare viale Europa e raggiungere piazza San Padre Pio, controllo per l’ultima volta l’orologio: sono le 13.28.
Ma sono rilassata. È vero che, stante la motivazione del mio spostamento, non avevo urgenza di arrivare in perfetto orario. Ma prendendo il bus più volte ogni giorno (lo ammetto, non ho la patente, ma sono realmente convinta della positività di viaggiare con i mezzi pubblici, cosa che permette anche di fare un po’ di strada a piedi) posso confermare l’effettiva consueta puntualità del servizio. Spendendo soltanto 1 euro (27 in realtà l’abbonamento mensile per la città), sul bus ci si può staccare dal tran tran della vita quotidiana, prendendosi dei momenti per sé. E se i tempi di percorrenza sono più lunghi è altrettanto vero che si risparmiano i minuti spesi a cercare un parcheggio.
Chiara Corti 

Giornale di Brescia 02 febbraio 2010

Montirone Un bus atteso 30 anni  
Brescia e il Comune dell’hinterland si apprestano ad essere più vicini. I «pulmini arancio», fino ad ora in partenza da Borgosatollo, allungheranno la corsa facendo una tappa intermedia

MONTIRONE Brescia e Montirone s’apprestano ad essere più vicine. Niente stravolgimenti geografici, s’intende. Solo che a breve i classici «pulmini arancio», che fino ad ora si sono limitati a collegare la città con Borgosatollo, allungheranno la corsa, passando anche da Montirone. Si tratta di una piccola, grande rivoluzione attesa da quasi trent’anni.
La richiesta dei cittadini
Tutto è iniziato l’anno scorso, quando un gruppo di mamme aveva chiesto un incontro con il neo sindaco Francesco Lazzaroni: giusto per far presente «un forte disservizio, che ormai da decenni siamo costretti a subire». Il fatto è, spiegarono le mamme, «che alcune famiglie di Montirone, peraltro in costante aumento, devono andare più volte al giorno a Borgosatollo per portare i loro figli al capolinea della linea 14, a fianco della chiesa della Santissima».
Senza tanto girarci intorno, insomma, in quell’incontro le mamme avevano chiesto al sindaco di attivarsi «affinché i pulmini arancio della Linea 14 non si fermino a Borgosatollo, come sono soliti fare, ma facciano un po’ di strada in più, arrivando a Montirone».
«Questo atteggiamento costruttivo della comunità - dice ora che è tutto sistemato Francesco Lazzaroni - ha indotto tutti noi, e me personalmente, a farsi carico del problema per trovare una soluzione: in fin dei conti, dal capolinea della Linea 14 al Comune di Montirone non ci sono che un paio di chilometri... Eravamo convinti, insomma, che con un po’ di buona volontà il problema poteva essere risolto».
L’impegno e la soluzione
Detto, fatto: «Insieme con l’assessore Giovanni Bertozzi mi sono dato da fare, peraltro trovando in Valerio Prignacchi, presidente di Brescia Mobilità, una grande disponibilità per poter finalmente far giungere a Montirone il tanto agognato "pulmino arancio". Il servizio, infatti, partirà in via sperimentale a cavallo tra febbraio e marzo: in questa fase la fermata della linea sarà in prossimità della nuova zona artigianale-commerciale a nord del paese, dietro al Centro sportivo. Quando arriveremo a regime, se nell’utenza di Montirone si troverà un positivo riscontro, si potrà arrivare a quasi 30 corse giornaliere. Come a dire che in certe fasce si potranno avere due corse l’ora...».
Un passaggio «storico»
Il sindaco definisce questo servizio «qualcosa di storico». Il collegamento fra Montirone e Brescia tramite la rete pubblica cittadina, spiega, «era una sorta di chimera. Le precedenti amministrazioni non erano mai riuscite a portare a buon esito questa trattativa per presunti insormontabili problemi, tra cui le licenze delle linee di trasporti che già operavano a Montirone e il limitato numero di utenti. In effetti i problemi c’erano e ci sono tutt’ora; ma con un po’ di buona volontà ce l’abbiamo fatta».
Con gran soddisfazione degli studenti «alcuni dei quali sono costretti a partire alle 6.30 perché devono prendere due o tre mezzi diversi per recarsi a scuola; e questo non è concepibile in un Comune come il nostro, che dista pochi chilometri dalla città. Ma saranno contenti anche i genitori, che, oltre a non dover più fare un doppio abbonamento (Siae e Brescia Mobilità), evitano anche di fare la spola diverse volte al giorno tra Montirone e Borgosatollo. Un pensiero anche agli anziani e a tutte quelle persone che, non avendo la patente, potranno finalmente essere indipendenti e andare a fare una visita in città, oppure recarsi da parenti e amici senza dover aspettare tante coincidenze».
Non c’è dubbio quindi che il nuovo servizio possa rappresentare un passaggio importante per tutti i residenti di Montirone, in particolare per gli studenti che potranno così guadagnare un po’ di tempo al sonno.
Il collegamento diretto fra Brescia e il Comune dell’hinterland era atteso ormai da troppi anni e finalmente ora sta diventando un fatto reale e concreto. È bastato un poco di impegno in più per far quadrare orari e conti.gaf

Bresciaoggi 03 febbraio 2010

LA PROTESTA. Cambia l’orario, il mese di gennaio è stato disastroso e febbraio inizia peggio

Da Chiari a Rovato i pendolari esasperati

Giancarlo Chiari

Treni in ritardo sia all’andata che al ritorno, prima classe inesistente, convogli soppressi e carrozze sovraffollate

L’orario è cambiato ma ritardi e disagi sono rimasti. Così dopo un gennaio disastroso, secondo i pendolari del «Comitato Rovato-Chiari-Romano» e di «Brescia in orario», febbraio è iniziato anche peggio.
A far inferocire chi ogni mattina usa il treno per andare al lavoro sono i regionali del mattino il «10616», che parte da Brescia alle 6.56, il «2090» delle 8.45, e il «2092» delle 8.27. Convogli che accumulano ritardi su ritardi, fatali per i pendolari delle stazioni di Rovato e Chiari, dove non si fermano gli euroespress. Alle loro proteste si sono aggiunte, nelle ultime settimane, anche quelle di chi si serve della linea Lecco Bergamo Brescia, in buona parte docenti e studenti dei paesi bresciani e bergamaschi che frequentano le superiori a Palazzolo.
E sulle pensiline le proteste si sprecano. Roberta Altea, pendolare rovatese racconta: «A Rovato il treno dovrebbe arrivare alle 8.37. Ero in stazione alle 8.30 quando è stato annunciato un ritardo di 30 minuti salito senza spiegazione poco dopo a 40. Abbiamo cominciato a pensare di salire sul treno successivo delle 8.58, invece, facendoci sapere che il convoglio che stavamo aspettando aveva un ritardo di 60 minuti hanno annunciato che quello successivo era soppresso e a Milano siamo arrivati un’ora dopo».
Non bastassero i ritardi all’andata i convogli vanno a rilento anche al ritorno. «Tutti i treni subiscono soste di circa 10 minuti a Treviglio - spiega Adele Ghilardi, del comitato pendolari Rovato Chiari Romano - per consentire il sorpasso all’Eurostar che ha diritto di precedenza. Accumula ritardi anche il treno 10637 che parte da Milano alle 18,15, che ha un orario sfasato che, non dovrebbe subire gli effetti del sorpasso. Non se ne salva uno: quando tutto va bene il ritardo a Romano è di 10 minuti e ci sono poi le stazione di Chiari e Rovato con soste che a volte durano altrettanto. Non va meglio per i treni delle 18,25, il Regionale 2109, o delle 19,25, il regionale 2111, partono prima dell’Eurostar, poi si fermano per farlo passare».
Non bastassero i ritardi, pesano le condizioni del viaggio «Prendo il 2088 da Rovato ogni giorno - racconta Eva Grisoni, pendolare rovatese, descrivendo il suo viaggio del 12 gennaio - Mentre, alcune settimane fa, attendevo sulla banchina con un compagno vedendo un treno veloce passare molto lentamente abbiamo scorto solo sette viaggiatori. Il nostro 2088, per una volta è arrivato puntuale: siamo saliti in testa ma non c'era posto, lo abbiamo percorso tutto attraversando qualche carrozza gelida, fino agli ultimi vagoni dove siamo stati bloccati in corridoio dalla troppa gente. A Treviglio è salita parecchia gente e il posto scarseggiava anche nei corridoi: credo mancassero una o due carrozze. Dopo quasi due anni da pendolare, sono stufa; nella settimana di Natale, per tre giorni viaggiare è stata un’odissea».
E sulla composizione dei convogli Adele Ghilardi fa notare «Gli R-Expressi, a lunga percorrenza viaggiano mediamente con 1-2 vetture fredde gelide: il treno R10616, ha almeno 30 anni, è quasi sempre sporco, ha finestrini rotti. Quando arriva a Romano chi sale si spintona per potersi sedere, e quando arriva a Treviglio, diventa una scatola di sardine. Su questo treno, il più affollato, manca perfino la prima classe nonostante qualcuno abbia fatto l’abbonamento sperando di potersi sedere. Altro che prima questo è un treno di terza classe».
Come se non bastassero ritardi e sovraffollamento a Chiari la sala d’attesa è chiusa al mattino, a Rovato i tabelloni luminosi sono spenti e l’assenza di informazioni e pressoché totale, tanto che il 26 gennaio, la notizia di uno sciopero con relativa cancellazione di un convoglio è stata annunciata direttamente in banchina.
Bresciaoggi 01 febbraio 2010


IL PRIMO STOP DEL 2010. Brescia ha un parco auto di 127mila vetture, delle quali solo la metà ieri avrebbe potuto circolare. Ma le cose sono andate diversamente

Traffico quasi normale nel giorno del blocco

Mimmo Varone

Uno su quattro degli automobilisti controllati è risultato non in regola Diversi i «furbi» e i «distratti». Molte chiamate ai vigili per spiegazioni

Brescia ha un parco di 127 mila auto, e ieri solo la metà poteva circolare liberamente. Tuttavia il traffico non si è affatto dimezzato. A parte una mattinata «tranquilla», con relativamente poche auto in giro, nel pomeriggio i bresciani sono usciti di casa e si sono messi in macchina. Molti di loro non avrebbero potuto. I controlli ci sono stati, e le sanzioni pure, ma l’impressione (anche degli agenti della Polizia municipale) è che lo stop alla circolazione sia stato preso sul serio da una esigua minoranza.
Anche le misure straordinarie di Brescia Trasporti, dal biglietto unico alla navetta tra i parcheggi scambiatori, si sono rivelate quasi eccessive. Ortomercato, Campo Grande, area Spettacoli viaggianti della Volta e Auchan di Concesio hanno messo insieme circa 300 auto, e la navetta ha viaggiato con 20, 30 persone a bordo. Il «miniblocco» si è rivelato ancora più mini delle previsioni.
OGGI I DATI DELLE centraline Arpa diranno se è servito a qualcosa. Ma c’è da dubitarne. In alcuni momenti, ieri, è sembrato che il traffico cittadino fosse addirittura più sostenuto che nelle domeniche normali. Se tanti non erano soggetti a limitazioni, molti altri hanno fatto spallucce alle polveri sottili e se ne sono guardati bene dal tenere l’auto inquinante in garage. Come a dire che la «mobilità privata» è un diritto sacrosanto sempre e comunque.
E sì che le cose erano state fatte anche bene. Per la prima volta in tutti i punti di ingresso alla città sono comparse transenne e cartelli con tanto di divieto d’accesso. I vigili hanno schierato sette pattuglie al mattino e altrettante il pomeriggio. A consuntivo della giornata - spiega il comandante Roberto Novelli - hanno fermato e controllato 215 auto e hanno elevato 55 verbali, soprattutto per infrazione del blocco. Vale a dire che il 25 per cento non era in regola. E quasi tutti si sono giustificati con il non saperne nulla. Così ha fatto pure una signora cinese fermata da una pattuglia in via Dalmazia nel primo pomeriggio. È stata multata perché la sua Bmw era una Euro 3, e cascando dalle nuvole chiedeva se l’indomani avrebbe potuto circolare oppure no.
POI, CAPITA ANCHE che paghi chi le regole le rispetta, ma fa parte del gioco. È accaduto al conducente di un’altra Bmw fermata poco prima in viale Venezia. Viaggiava su una Euro 4 diesel con tanto filtro antiparticolato, e «se non avessi potuto circolare di certo non mi sarei mosso da casa», assicura. Ma uno dei figli nei sedili posteriori non aveva la cintura allacciata, e ha dovuto comunque metter mano al portafogli.
In ogni caso, dovevano essere parecchi più di quel 25 per cento sanzionato, i «furbi» che hanno fatto orecchie da mercante. Uno degli agenti di pattuglia in via Dalmazia ha ammesso che a poterle fermare tutte, le auto in giro, «un 40 per cento risulterebbe irregolare». Vero è che non ci si può orientare dalle targhe, poiché moltissimi hanno installato impianti a metano o Gpl grazie agli incentivi, ma all’occhio esperto certe cose non sfuggono.
Non solo la gran quantità di auto a gas, però, ha reso difficoltoso il lavoro degli agenti. Il resto lo hanno fatto i permessi speciali previsti per tante categorie. Così, a fermare un’auto datata e sicuramente inquinante, capita di constatare che il proprietario esibisca un’autorizzazione a circolare comunque. È quanto accaduto ieri in viale Venezia con un’Opel Astra che di anni ne aveva parecchi, ma poteva muoversi.
Il traffico c’è stato, insomma, e per parecchi motivi. Ma tanti bresciani si sono mostrati ligi al dovere. Ne è prova la valanga di telefonate alla Centrale di via Donegani fin dalla mattina. A rendere incandescenti le linee, soprattutto i molti che «non riuscivano a capire dalle sigle sul libretto di circolazione se la loro auto fosse esclusa dal blocco oppure no - spiegano i vigili -, e ci hanno chiesto aiuto».
NEL POMERIGGIO, in ogni caso, il traffico cittadino è diventato pressoché simile alle altre domeniche, anche per ammissione della Polizia municipale. Lo stesso assessore all’Ambiente Paola Vilardi, che è rimasta rispettosamente a casa, non si sbilancia più di tanto. «Nella mia zona di Casazza ho visto poche auto sulle strade - dice -, e da quello che ho sentito il risultato mi sembra positivo, ma per dire una parola definitiva è meglio aspettare i dati di domani (oggi, ndr)».
Vilardi, a ogni modo, ricorda che insieme agli assessori al Traffico Nicola Orto e ai Lavori pubblici Mario Labolani sta valutando «un pacchetto di misure più completo». Se le concentrazioni di polveri sottili restassero elevate nell’aria cittadina, potrebbero arrivare anche le targhe alterne e «altre misure più incisive per salvaguardare la salute dei cittadini». Si punta pure su misure più «strutturali» come gli incentivi al trasporto pubblico, il potenziamento di Bicimia, il car sharing (che dovrebbe debuttare la prossima settimana) e il car pooling, concertato con i mobility manager di aziende ed enti pubblici.


25 per cento di viaggiatori in più, ok per Bs Trasporti

Non c’è stato l’assalto al bus, ma qualcuno in più ha scelto il mezzo pubblico rispetto alle normali domeniche d’inverno. Brescia Trasporti archivia la giornata di blocco delle auto senza alcun problema.
Tutto quanto era stato predisposto ha funzionato, anzi è sembrato persino sovradimensionato rispetto alle necessità. Comunque non è stato necessario intervenire per aggiungere corse all’ultimo momento.
NEI PARCHEGGI scambiatori gli autisti dei bus hanno contato circa 300 auto nel complesso. Le più, 150 circa, erano all’Ortomercato, dove ha fatto capolinea la navetta snodata da 18 metri, sulla quale i passeggeri hanno avuto fin troppo spazio. Ogni corsa ha portato dalle venti alle trenta persone, forse quaranta nelle ore di punta. Comunque uno scherzo per bus che possono accoglierne tre volte tante.
Una sessantina di auto in sosta erano pure al parcheggio Spettacoli viaggianti della Volta, anch’esso servito ogni dieci minuti dai bus lunghi della linea 1. Altre quaranta automobili si sono fermate a Campo Grande, anche se qui pare che siano arrivati soprattutto dal centro, vale a dire dalla direzione opposta a quella prevista. Evidentemente si è trattato di persone che andavano a passare la domenica nel centro commerciale. Il resto, un’altra cinquantina di automobili, forse di più in qualche momento, si è fermata all’Auchan di Concesio.
Sulla navetta, tuttavia, non sono saliti solo quei trecento automobilisti che hanno rispettato le regole e sono arrivati in centro con il mezzo pubblico.
PER TUTTO IL GIORNO il bus che ha fatto la spola tra i parcheggi di periferia ha portato un migliaio abbondante di persone, tutto sommato più di quante la stessa Brescia Trasporti si aspettava.
Il resto della rete non è stato costretto a un eccessivo surplus di lavoro. A fine giornata da via San Donino si dava un 20, forse 25 per cento di viaggiatori in più rispetto al consueto. Non tanto, ma neanche poco, tenuto conto che si è trattato di un blocco davvero «mini».MI.VA.

LO STUDIO. La ricerca in Lombardia ha elaborato una serie di dati prodotti da diversi istituti

Costa meno spostarsi in bus

A parità di chilometri utilizzare il mezzo pubblico fa risparmiare ai bresciani 86 euro al mese

Scegliere l’ambiente fa bene anche alle tasche. A parità di chilometri percorsi, chi usa i mezzi pubblici in Lombardia risparmia mediamente più di 80 euro al mese rispetto a chi non rinuncia all’automobile. E il risparmio è più alto a Bergamo, Brescia, Pavia, Lecco, Milano e Monza.
Lo spiega un recente studio della Camera di commercio di Monza Brianza, che ha elaborato dati Istat, Mse, ministero dei Trasporti, Censis, Amministrazioni locali, DigiCamere, Registro imprese e Aci, e invita a continuare con gli incentivi per il rinnovo dei veicoli commerciali soprattutto.
Le stime del risparmio mensile a parità di percorso, rivela ancora lo studio, dicono che usare il bus è più conveniente per i bergamaschi, che ogni mese eviterebbero di spendere 88,2 euro.
A Pavia il risparmio sarebbe di 87,6 euro, a Lecco di 87,4. Dopodichè vengono Brescia, Milano, Monza e Brianza con 86,4 euro. Nella classifica del risparmio seguono Sondrio con 84,5, Cremona con 83,9 euro, Como e Mantova con 83, Lodi con 81,3, Varese con 75,8 euro.
Lo studio mette in fila le province lombarde anche rispetto alla densità di veicoli per chilometro quadrato e al rapporto tra popolazione e veicoli. Ne viene che Monza e Brianza,, ha la più alta densità con 1.734 veicoli, seguita da Milano (1.426) e Varese (577). Brescia si comporta abbastanza bene con 203.6 veicoli, meno di Bergamo (307.6), Como (365.4), Lecco (326.7), Lodi (204.7), ma più di Cremona (150.4), Mantova (143), Pavia (141.9) e Sondrio (46.4). E le posizioni in classifica non cambiano di molto se si escludono i veicoli commerciali e si considerano solo le autovetture. Che sono da noi 153 per kmq contro le 225 di Bergamo, 274 di Como e così via. Tutto ciò fa dire che ambiente e sviluppo sono strettamente legati.
Perciò «occorre favorire gli incentivi per migliorare e rinnovare il parco dei veicoli commerciali e incentivare allo stesso tempo i cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici opportunamente potenziati», sostiene il presidente della Camera di commercio brianzola Carlo Edoardo Valli, che invoca una cabina di regia per dare una risposta «di sistema» per garantire la qualità della vita. Un’esigenza che la qualità dell’aria di questi giorni in Lombardia ribadisce.M.VA.


Giornale di Brescia 01 febbraio 2010

Chiuso per smog ma le auto ci sono  
In centro moltissimi mezzi che non erano soggetti a limitazioni Oggi in Giunta la presentazione di un piano antinquinamento

Il blocco c’è stato, ma le auto che circolavano ieri in città erano molte. Forse a dimostrazione che il parco degli autoveicoli guidati dai bresciani è stato rinnovato da poco ed abbondano, evidentemente, i mezzi a gpl, metano, elettrici o ibridi, ma anche Euro 4 a benzina o diesel con fap (filtro antiparticolato). La conferma, anche, dal rapporto tra i controlli effettuati dalle 10 alle 18 dalle pattuglie della Polizia municipale e i verbali di multa effettivamente compilati.
In totale gli autoveicoli controllati dalla Polizia municipale, impegnata con sette pattuglie il mattino e sette il pomeriggio solo per i controlli, sono stati 215 e le multe effettuate sono state 55, pari al 25% del totale.
Meno le persone a piedi o in bicicletta, anche perché le temperature di ieri non invitavano a lunghe passeggiate. Più significative le presenze sui mezzi pubblici sui quali ieri si poteva circolare con un solo biglietto valido per l’intera giornata.
La neve caduta anche in città venerdì scorso non ha contribuito di molto a far diminuire la concentrazione di polveri fini nell’aria, anzi. Ad evidenziarlo sono i dati del bollettino giornaliero di qualità dell’aria rilevati dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la Protezione dell’ambiente della Lombardia che vanno dall’una della notte tra venerdì e sabato alla mezzanotte di sabato.
Mentre tutti gli altri inquinanti hanno fatto registrate valori al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge, le polveri sottili invece li hanno ampiamente superati (il limite è di 50 microgrammi per metro cubo).
Alla centralina del Broletto la concentrazione è stata di 113; in quella del Villaggio Sereno di 118; in quella di Sarezzo di 89; a Rezzato di 78 e a Darfo di 96.
Al provvedimento «tampone» di ieri, tuttavia, dovrebbe seguire un piano per limitare l’inquinamento dell’aria che respiriamo e che dovrebbe essere presentato oggi nella seduta di Giunta.
L’inquinamento atmosferico è un fenomeno che caratterizza tutti i principali centri dei Paesi industrializzati. Le principali differenze che si possono riscontrare tra un’area e l’altra possono essere dovute a diverse tecnologie, modelli di sviluppo urbanistico o modelli comportamentali differenti. La principale forzante risulta però essere il fattore meteoclimatico, dipendente tra l’altro dall’orografia del territorio.
Le variabili meteorologiche sono di fondamentale importanza rispetto ai livelli di inquinamento presenti. Regolano infatti la velocità con cui gli inquinanti vengono trasportati e si disperdono in aria o portati al suolo (rimozione da parte della pioggia). Definiscono il volume in cui gli inquinanti si disperdono: l’altezza di rimescolamento, connessa alla quota della prima inversione termica, può essere identificata come la quota massima fino alla quale gli inquinanti si diluiscono. Determinano la velocità (o addirittura la presenza) di alcune reazioni chimiche che determinano la formazione in atmosfera degli inquinanti secondari, quali ad esempio l’ozono (es. radiazione solare). Uno dei principali inquinanti presenti nell’aria in questo periodo dell’anno si identica con le iniziali Pm10 (Particulate Matter): è la definizione generale con cui si definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’aria. Con i termini Pm10 e Pm2,5 si indicano le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro aerodinamico inferiore rispettivamente a 10 e a 2,5 µm.
Tali sostanze - in base alla descrizione dell’Arpa - possono avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione al suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini etc.) sia, in gran parte, da attività antropiche, in particolar modo da traffico veicolare e processi di combustione. Inoltre, esiste un particolato di origine secondaria dovuto alla compresenza in atmosfera di altri inquinanti che, reagendo fra loro e con altre sostanze presenti nell’aria, danno luogo alla formazione di solfati, nitrati e sali di ammonio. Si stima che in alcuni contesti urbani più del 50% del particolato sia di origine secondaria.
I maggiori componenti del pm sono il solfato, il nitrato, l’ammoniaca, il cloruro di sodio, il carbonio, le polveri minerali e l’acqua. A causa della sua composizione, il particolato presenta una tossicità intrinseca, che viene amplificata dalla capacità di assorbire sostanze gassose come gli idrocarburi policiclici aromatici e i metalli pesanti, di cui alcuni sono potenti agenti cancerogeni. Inoltre, le dimensioni così ridotte permettono alle polveri di penetrare nelle vie aeree fino a raggiungere il tratto tracheo-bronchiale. Per il Pm10 i valori limite, vale a dire le concentrazioni atmosferiche fissate in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana e sull’ambiente sono di 50 microgrammi ogni metro cubo di aria nell’arco di 24 ore per tutelare la salute umana. Tale valore non deve essere superato più di 35 volte nell’arco di un anno.


Il Brescia 01 febbraio 2010

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