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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 27 febbraio 2010
Treni Terza giornata nazionale
Ferrovie dimenticate fra Oglio e lago d'Iseo
Il 7 marzo manifestazioni anche sulla Brescia-Iseo-Edolo e
Palazzolo-Paratico. Ben 63 appuntamenti in tutta Italia
BRESCIA Una Giornata, in tutta Italia, per le ferrovie dimenticate. La terza,
dopo l'«istituzionalizzazione». Occasione per non dimenticare, per non lasciar
cadere nel silenzio e nel dimenticatoio il patrimonio ferroviario italiano,
quello che ha segnato lo sviluppo del nostro Paese a cavallo fra Ottocento e
Novecento. Una Giornata per valorizzare e rilanciare la mobilità sostenibile ed
ecocompatibile, per accendere i riflettori - almeno una volta l'anno - su quei
«rami secchi» che hanno fatto la storia, su quelle linee a vocazione turistica,
su quelle tratte abbandonate ma ancor oggi dalle mille potenzialità e su quel
materiale rotabile da conservare anche solo per il valore storico,
ingegneristico, umano, museale. In realtà ci sono mille motivi a sostegno della
Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, manifestazione non certo
anacronistica o per «semplici» appassionati, storici, nostalgici... bensì
occasione per riportare sul tavolo progetti di mobilità e sistemi integrati,
sostenibili, turisticamente validi. E non potrebbe essere diversamente, se si
considera che il motore della Giornata è la Confederazione per la Mobilità
Dolce, ossia una rete nazionale di associazioni e realtà del volontariato dalle
lunghe e consolidate radici.
In sostanza la Giornata delle ferrovie
dimenticate non è solo teoria, progetti, idee... c'è molta concretezza che ruota
attorno a vecchi binari e stazioni, non necessariamente dismessi, abbandonati
all'incuria del tempo e ad un destino che non concede sconti. Il programma
prevede infatti, su e giù per la Penisola, viaggi con treni a vapore o con
storici locomotori su linee ormai chiuse, escursioni in bicicletta o passeggiate
lungo sedimi che un tempo ospitavano ferrate, mostre fotografiche e documentali
in stazioni e depositi, convegni nonché gite in treno su ferrovie a forte
vocazione turistica. Calcolatrice alla mano, sono ben 63 le manifestazioni
promosse in tutto il Paese, coinvolgendo 17 regioni, da Nord a Sud.
Una
giornata un po' speciale, alla quale ovviamente il contributo bresciano, come
sempre, non è venuto meno. E non potrebbe essere diversamente, visto che la
nostra provincia è «patria» di grandi studiosi di ferrovie (riconosciuti a
livello internazionale), di un esercito di appassionati, di fotografi
specializzati, di modellisti, di costruttori di diorami e plastici, di
scrittori, di riviste del settore, di club ed associazioni che hanno fatto del
turismo ferroviario un'esperienza «che sta in piedi».
Due gli appuntamenti
bresciani, organizzati dalle «Ferrovie turistiche italiane», per il 7 marzo. Il
primo: viaggio turistico sulla Brescia-Iseo-Edolo (gestita dalle Ferrovie Nord)
con escursione a Montisola. Ritrovo alle 8.40 alla stazione di Brescia con i
volontari dell'associazione «Ferrovie Turistica Camuna» (del gruppo Fti),
partenza alle 9.07 con treno ordinario composto dall'automotrice diesel storica
delle Nord (si tratta della Aln 668-121, riportata alla livrea originale, quindi
arancione) ed alle 9.33 da Iseo, con arrivo a Pisogne alle 10 dove è prevista la
visita al vecchio pontile che consentiva il carico e scarico dei carri merci
dalle chiatte in navigazione sul Sebino alla strada ferrata. Alle 11.03 partenza
da Pisogne per ritornare a Sulzano (arrivo alle 11.21) dove alle 11.45 è
prevista la partenza del traghetto per Montisola per il pranzo ed una visita
dell'isola. Alle 14.28 partenza in battello da Peschiera Maraglio per rientrare
ad Iseo (arrivo alle 14.55) con visita del centro storico. Alle 17.31 partenza
dalla stazione iseana per il rientro, sempre con treno ordinario, a Brescia
(arrivo 17.54). Info www.ferroviedimenticate.it, www.ferrovieturistiche.it,
338.8577210 o 030.7402851.
Il secondo: a Palazzolo sull'Oglio, con ritrovo in
stazione alle 10, la «Ferrovia del Basso Sebino» presenterà il locomotore Badoni
Abl VI del 1964 a conclusione dei lavori di restauro eseguiti dalle officine De
Aloe di Brescia, utilizzato sulla Palazzolo-Paratico, e darà inizio ai lavori di
sistemazione del locomotore «Sogliola» del 1938. Sarà questa l'occasione poi per
illustrare la nuova stagione di servizio del «Trenoblu - treni turistici per il
lago d'Iseo» giunto quest'anno alla diciassettesima edizione.
Marco Bonari

Mobilità alternativa con «Co.Mo.Do»
Anche le Ferrovie Turistiche Italiane nella Confederazione di
Mobilità Dolce
BRESCIA La Giornata delle ferrovie dimenti- cate? È «figlia» della Confederazione
Mobilità Dolce (CoMoDo in sigla), un sodalizio di associazioni che, occupandosi
di mobilità alternativa e tempo libero, si muove anche sul fronte del recupero
di ferrovie dismesse. Non a caso, obiettivo di questa realtà è la promozione di
una rete nazionale di mobilità dolce, ruotando attorno al perno della
valorizzazione territoriale e turistica, sempre attraverso forme ecocompatibili.
Ecco quindi il progetto di un sistema che parte dal recupero e dalla
valorizzazione di infrastrutture dismesse o sottoutilizzate per poi integrarsi
con il trasporto pubblico locale, con la rete della ricettività turistica e con
quella delle aree naturali protette o dei circuiti
museali-culturali-artistici.
Un grande progetto nazionale ed un tavolo di
lavoro, quindi, per il CoMoDo che vanta anche sostegno, collaborazione e
appoggio bresciano. Perché in questa Confederazione aderisce anche
l'associazione «Ferrovie turistiche italiane» con sede a Palazzolo sull'Oglio,
da cui dipendono anche le associazioni «Ferrovia del Basso Sebino» (nata nel
1994 sulla scorta della riapertura, a soli scopi turistici, della ferrata
Palazzolo-Capriolo-Paratico), «Ferrovia della Val d'Orcia» di Siena e «Ferrovia
Turistica Camuna» con sede a Cevo.
Per comprendere la valenza e
l'autorevolezza del CoMoDo basta lanciare uno sguardo al lungo elenco di
associazioni e realtà del volontariato con lunghe e consolidate radici in tutta
Italia che aderiscono a questa Confederazione che ha sede a Milano. Nel lungo
elenco spiccano, dopo la Fti, il Touring Club Italiano, il Club Alpino Italiano,
Legambiente, Italia Nostra, Federparchi, Wwf... Tutte associazioni che il 7
marzo scenderanno in campo per la terza Giornata nazionale delle ferrovie
dimenticate, che quest'anno - in fatto di eventi - vanta un cartellone di tutto
rispetto. Perché manifestazioni saranno promosse in sedici regioni italiane (dal
Piemonte alla Sicilia, dalla Sardegna al Friuli Venezia Giulia, dalla Liguria
alla Basilicata) per un totale di ben 63 iniziative.
La parte da leone
spetterà comunque alla Lombardia ed alla Toscana con otto eventi ciascuna, a
dimostrazione - ancora una volta - della grande sensibilità e potenzialità di
queste zone, soprattutto sul fronte del turismo ferroviario. m. bon.
Sulla Palazzolo-Paratico torna il «Trenoblu»
PALAZZOLO Le tante difficoltà economiche, i lungi silenzi e le mancate risposte
di molti Enti territoriali (in parte ora risolti) hanno spinto i volontari delle
«Ferrovie turistiche italiane» a non mollare, a non gettare la spugna. A maggior
ragione per non disperdere un'esperienza ferroviaria-turistica di successo, che
si trascina ormai da diciassette anni.
Torna quindi anche quest'anno il
«Trenoblu», ossia il servizio festivo-estivo lungo la Palazzolo-Paratico, con la
formula del «treno + battello», ossia la possibilità di acquistare un biglietto
cumulativo per viaggiare lungo i dieci chilometri di ferrata aperta nel 1876 e
di effettuare un'escursione sul lago con i battelli della Navigazione lago
d'Iseo. Dieci le corse giornaliere del «Trenoblu» tutte le domeniche dal 16 al
23 maggio, dal 2 al 27 giugno e dal 5 al 19 settembre, con partenze da Palazzolo
per Paratico alle 9.28, 10.28, 14.28, 15.41 e 17.41 e da Paratico/Sarnico alle
10.02, 11.42, 15.02, 17.02 e 18.40, con possibilità di fermate a Capriolo.
Garantite le coincidenze all'imbarcadero di Sarnico coi battelli e alla stazione
palazzolese con i convogli provenienti da Brescia e Bergamo; possibilità di
trasporto di biciclette. Info e prenotazioni www.ferrovieturistiche.it o
0307402851; possibilità di pacchetti viaggio tutto compreso per comitive e
scolaresche con visite sul Sebino, Franciacorta, Valcamonica e città di Brescia
e Bergamo.
Ricco poi il calendario di treni speciali, con materiale rotabile
storico programmati dalla Fti in collaborazione con Trenitalia, LeNord, Enti
locali e consorzi. S'inizia il 21 marzo con il treno a vapore Milano-Rovato per
la sagra del manzo all'olio; 18 aprile littorine da Milano, Monza e Bergamo per
«Scoprire Palazzolo e le sue torri», il 25 aprile vapore da Milano, Treviglio e
Bergamo per Palazzolo («Scoprire Palazzolo») e Capriolo (sagra del brasato). Il
1° maggio e il 26 settembre vapore da Bergamo a Paratico, il 7 novembre treno
d'epoca da Milano a Iseo per la festa del vino novello in Franciacorta, l'8
dicembre littorine diesel da Milano a Paratico per la «Madona dei pom». Ancora,
il 30 maggio treno a vapore da Milano a Iseo, via Rovato, per il festival dei
laghi italiani, il 4 luglio treno delle malghe da Brescia a Edolo, il 18 luglio
e 12 settembre automotrici da Brescia alle terme di Boario e il 5 settembre
treno dei rifugi in Val Sant'Antonio.

Quel binario che porta in Toscana
Esperienze bresciane dietro il successo del «Treno Natura» nel
Senese e in Val d'Orcia
BRESCIA «Treno Natura» è il fratello del «Trenoblu». Il primo corre in Toscana,
sulla Siena-Asciano-Monte Antico, attraversando la Val d'Orcia, il secondo nella
nostra media valle dell'Oglio, tra Palazzolo e il basso Sebino. In realtà «Treno
Natura» e «Trenoblu» sono due loghi: il primo dell'associazione «Ferrovia Val
d'Orcia», con sede a Siena, il secondo della «Ferrovia del Basso Sebino», con
base alla stazione di Palazzolo.
Punti in comune? Entrambe sono confluite
nell'associazione «Ferrovie turistiche italiane» di Palazzolo ma soprattutto il
«Treno Natura» nasce - nella sua autonomia territoriale - dalla prima esperienza
italiana di turismo ferroviario, condotta proprio nel Bresciano, sulla
Palazzolo-Paratico riaperta ad un servizio passeggeri, a soli scopi turistici e
nei giorni festivi, nell'ormai lontano 1994, grazie ad una proficua
collaborazione tra Ferrovie dello Stato e volontariato. Proprio nel '94, anno in
cui la ferrovia Asciano-Monte Antico veniva chiusa, nel settembre, al traffico
passeggeri ordinario, perché considerata «ramo secco» (stessa sorte toccata alla
Palazzolo-Paratico quasi trent'anni prima, nel giugno 1966). Il progetto di
ferrovia turistica viene quindi adottato nel 1996 anche in questo territorio,
sulla scorta del suo grande valore storico, culturale, ambientale e ovviamente
turistico. Tale strada ferrata attraversa infatti la zona delle crete senesi, la
valle del fiume Orcia ai piedi del monte Amiata e colline coltivate a vigneto
dove si produce il famoso Brunello. I primi passi in terra toscana vengono
dunque mossi proprio dai volontari bresciani con un gruppo di amici di Siena ed
il successo è ben presto decretato. Al punto che l'esperienza s'allarga a
macchia d'olio tanto che nell'autunno del 1997 viene costituita la Ferrovia
Colle Val d'Elsa-Poggibonsi.
Ma veniamo all'offerta turistica del «Treno
Natura». Il servizio festivo con storiche littorine diesel (Aln 773) tra
Siena-Asciano-Monte Antico-Buonconvento viene garantito con partenze da Siena
alle 8.30, 11.12 e 15.35 il 16, 23, 30 maggio; il 6, 13 giugno; il 12, 19, 26
settembre; il 10, 17 ottobre, in concomitanza con feste e sagre popolari nei
paesi attraversati. Treni speciali con materiale d'epoca diesel (Aln 772) o a
vapore (Gr 625), in concomitanza con eventi particolari, sono previsti il 7
marzo (sagra del tartufo); 5, 25 aprile (festa del pecorino e del carciofo); 1,
9 (mercatino delle crete senesi), 16, 23, 30 maggio (treno delle sorgenti del
Vivo d'Orcia); 6 (treno del minatore), 13, 27 giugno. Ancora, il 5 (treno degli
Etruschi), 12, 19, 26 settembre (sagra della Val d'Arbia); 3 (festa della
vendemmia), 10, 17 (treno del fungo porcino), 24 (festa della castagna), 31
ottobre; 14, 21 novembre (mostra-mercato del tartufo bianco) ed infine l'8
dicembre (festa dell'olio d'oliva). Info 0577207413. m. b.

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Il Brescia 27 febbraio 2010
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ASPETTANDO LA METROPOLITANA
Proposta
per il (ri)lancio dei parcheggi scambiatori quale intervento urgente
per limitare le criticità legate al superamento dei 7 giorni
oltre la soglia di concentrazione di PM10 nell'aria.
Un
importante contributo al miglioramento delle condizioni del traffico e
di conseguenza della qualità dell'aria nella nostra città
arriverà nel 2013 con l'avvio della metropilitana leggera. Nei
tre anni scarsi che ci separano dalla prima corsa, a mio avviso, si
possono adottare misure e soluzioni rivoltre alla riduzione del
traffico nelle aree centrali del territorio comunale e che allo stesso
tempo contribuiscono ad abituare i cittadini ad un nuovo sistema di
mobilità urbana.
Tra meno di tre anni la
metropolitana dovrà rappresentare la colonna portante di un
sistema moderno ed
attrattivo per la mobilità urbana (già rivolta a quella
extraurbana) fortemente integrato anche con gli altri mezzi
di trasporto a partire proprio dalla mobilità automobilistica
privata che, da
sola, a Brescia rappresenta la quasi totalità degli spostamenti.
Dal 2013 muoversi
con la metropolitana sarà più comodo ed
“accattivante” rispetto agli altri mezzi
di trasporto ed i potenziali utenti /
clienti saranno proprio da "rubare" al traffico privato anche solo
parzialmente, nel senso che comunque potrebbero utilizzare l'auto per
raggiungere le stazioni d'interscambio e proseguire il percorso con il nuovo mezzo di trasporto. Ho
già
scritto più volte nelle mie proposte che l'avvio della metrobus
a Brescia
comporterà sicuramente un "forte" cambiamento nelle abitudini di
molti di noi e l'appuntamento deve essere preparato come una sorta di
allenamento che deve coinvolgere tutti coloro che a Brescia ogni giorno
si
spostano con qualsiasi mezzo.
Ecco allora l'importanza di cominciare già da
subito a ragionare, promuovere e proporre l'intermodalità
con il traffico automobilistico privato che oggi può
semplicemente essere auto + bus ma domani evolverà nell'auto +
metrobus.
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Qui
di seguito espongo alcune considerazioni e proposte sulle quali effettuare gli opportuni approfondimenti con
l'obiettivo di rendere il servizio dei parcheggi scambiatori il più
comodo ed appetibile possibile.
Oltre agli
attuali parcheggi scambiatori individuerei nuove aree di sosta
periferiche poste sui tracciati delle linee di trasporto pubblico che
collegano zone della città ad alta densità
(Brescia 2,
Centro, Crocifissa, Trento Ospedale). Nell'area sud-ovest potrebbero
essere utilizzati i parcheggi di Via
Secchi angolo via Lamarmora (che dovrebbe essere almeno asfaltato)
oppure provvisoriamente, trovando un accordo con la proprietà,
si potrebbe ricavare un'area di sosta anche nel comparto degli
ex-Magazzini Generali. Nell'area sud-est oltre al parcheggio Spettacoli
Viaggianti si potrebbe utilizzare il parcheggio Volta vicino alla
stazione della Metropolitana.
Riorganizzerei il percorso delle linee
10 e 17 nel tratto compreso da il Villaggio Sereno ed i
Pilastroni in modo che alla fermata d'interscambio della linea 2
del parcheggio Salgari transiti anche la linea 10 che offre un
collegamento diretto con il centro senza transitare in stazione.
La linea 10 dal Villaggio Sereno dovrebbe passare sulle vie Labirinto,
Dalmazia,
Salgari, Lamarmora quindi seguire il percorso normale, mentre la
linea17 dal Villaggio Sereno dovrebbe passare su
via Flero, via Corsica e quindi seguire il percorso normale.
Migliorerei la comunicazione con un'apposita campagna pubblicitaria mirata ai
potenziali utilizzatori del Park & Ride.
Istituirei un nuovo abbonamento
monolinea (tipo quello della linea 18) dedicato ai fruitori del
parcheggi scambiatori e un nuovo biglietto valido come unico
titolo di viaggio per
tutti gli occupanti dell'auto acquistabile con emettitrici automatiche
ai parcheggi.
In fase di rilancio del
servizio individuerei promozioni allettanti come ad esempio un periodo
di 2-3 mesi di abbonamento (monolinea) a prezzi vantaggiosi.
Ritengo che
la scarsa segnaletica stradale che indicava i parcheggi Park & Ride sia stato tra i principali motivi che
hanno contribuito al mancato decollo dei parcheggi d'interscambio.
Dopo
i lavori di ampliamento della terza corsia della tangenziale sud con il
completo rifacimento degli svincoli, sono rimaste pochissime
indicazioni.
Ma anche quando c'erano, le indicazioni per i parcheggi era di dimensioni
insufficienti (più piccoli rispetto alla segnaletica standard) e spesso
collocata su basamenti provvisori e in posizioni non appropriate.
Rivedrei per intero la segnaletica partendo dalle tangenziali (segnaletica di
direzione sui portali), nonché lungo tutti i percorsi che conducono ai
parcheggi.
Fuori dai parcheggi grandi pannelli informativi ben
visibili da più punti con riportato le informazioni sul servizio quali
giorni e orari di utilizzo, linee, punti della città raggiungibili,
costi del biglietto / abbonamento, numeri di telefono e indirizzo
internet, indirizzo ufficio abbonamenti, ecc.
ATTENZIONE: I PERCORSI SOTTO RIPORTATI NON SONO QUELLI REALI MA SI TRATTA DI UNA PROPOSTA
Per conoscere i percorsi, orari e informazioni sui percorsi attualmente in vigore cliccare qui

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Giornale di Brescia 23 febbraio 2010
Pm10, verso un blocco con molti se e molti ma
Stamane i 20 sindaci dell'Area critica incontrano la
Provincia
L'assessore Ghirardelli: spegnere le auto un giorno non serve
Crystal Palace, ore 10.30. I sindaci dei Comuni bresciani dell'area critica, una
ventina, si riuniscono oggi al quindicesimo piano del palazzo nel cuore di
Brescia Due, accorrendo al capezzale del «grande malato», l'aria che si respira
nella nostra provincia come nel resto della Pianura Padana.
Il tavolo tecnico
è stato convocato dall'assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli,
per discutere di inquinamento e strategie comuni da mettere in atto. Tra i temi
all'ordine del giorno, anche il blocco del traffico di domenica 28 febbraio, cui
il capoluogo aderisce a fronte della decisione presa proprio ieri dalla Giunta
Paroli (ne riferiamo sotto, ndr).
La domenica a motori spenti, lanciata al
termine del coordinamento dei sindaci presieduto venerdì scorso a Palazzo Marino
dal sindaco di Torino (e presidente dell'Anci) Sergio Chiamparino e dal primo
cittadino di Milano, Letizia Moratti, ha visto l'adesione di un centinaio di
Comuni del bacino padano. Le Amministrazioni comunali dell'area critica
seguiranno Brescia nella decisione di spegnere i motori? L'impressione,
raccogliendo anche i pareri di alcuni sindaci, è che si profili all'orizzonte il
blocco del traffico meno convinto dell'epoca delle domeniche a
piedi.
Perplessità sullo stop una tantum
Solo oggi,
presumibilmente, dopo la riunione, sapremo se e quante Amministrazioni intendono
imitare il capoluogo e bloccare il traffico domenica prossima. Su una cosa,
però, un buon numero di amministratori sembra essere d'accordo. Fermare il
traffico una sola giornata non risolve i problemi dell'inquinamento, anzi «è
necessario un pacchetto di misure a lunga scadenze e protratte nel tempo».
Il
primo a condividere questa opinione, è proprio il titolare dell'Assessorato ai
trasporti di Palazzo Broletto. «Sono convinto - dice Ghirardelli - che il blocco
per un'unica giornata sia inefficace. Il problema è strutturale. È necessario
lavorare in sinergia, con le Amministrazioni comunali, per trovare soluzioni più
efficaci e durature. Bisogna creare un percorso a lungo termine, che vada a
incidere sulle strutture. E per strutture intendo in primo luogo quelle che
hanno a che fare con la mobilità, dal trasporto pubblico alla mobilità
sostenibile».
D'altronde, pure Palazzo Loggia, come annunciato negli ultimi
giorni anche dall'assessore comunale all'Ambiente, Paola Vilardi, si sta
muovendo sulla linea di un pacchetto ampio di provvedimenti anti-smog.
La
pioggia concede una tregua
Intanto le piogge degli ultimi giorni hanno
concesso una tregua, attenuando il peso delle polveri sottili nell'aria della
città. Si tratta però, secondo gli ultimi rilevamenti aggiornati dalle
centraline Arpa del Villaggio Sereno e del Broletto, di una «pausa» di soli tre
giorni, da venerdì 19 a domenica 21 febbraio, in cui il valore delle Pm10 è
rimasto sotto il livello di attenzione dei 50 microgrammi per metro
cubo.
Brescia, con altre città padane, ha già consumato il bonus dei giorni
di supero concesso dalla normativa europea e con i rilevamenti di giovedì 18
febbraio la Leonessa ha toccato quota 38 giorni di sforamento della soglia di
attenzione. Già dai prossimi giorni, se le condizioni atmosferiche non saranno
più tali da contribuire alla pulizia dell'aria, la colonnina delle Pm10 potrebbe
tornare a salire.
Paola Gregorio
Domenica 28: la Loggia si allinea e ferma il traffico
La decisione maturata ieri in Giunta. Paroli: «Siamo perplessi, ma
aiuta ad aumentare la consapevolezza collettiva»
«Brescia chiude, ma con molta perplessità». Nelle poche parole del sindaco di
Brescia Adriano Paroli - sentito ieri pomeriggio alla fine della riunione di
Giunta - c'è tutto. C'è la decisione di aderire al blocco del traffico, voluto
dagli ottanta Comuni del Nord e previsto per domenica 28 febbraio e c'è la
consapevolezza che la decisione provocherà più disagi che benefici.
«Se si
trattasse di prendere la decisione solo per la città, indipendentemente da
tutto, domenica prossima si potrebbe circolare - aggiunge Paroli - anche perché
sono tre giorni che le pm10 risultano al di sotto dei limiti di
tolleranza».
Allora qual è la motivazione che giustifica l'allineamento a
Milano e Torino, per citare solo due dei grandi promotori della giornata senza
auto? «La nostra partecipazione ha un significato simbolico forte - risponde il
primo cittadino - perché vuole essere un momento di presa di coscienza
collettivo sull'uso del mezzo privato. Detto questo sappiamo altrettanto bene
che la qualità dell'aria non può essere argomento di propaganda politica, ma che
merita di essere trattato concretamente. Ecco perché la Giunta sta studiano
strumenti da porre in essere nel breve e nel lungo periodo».
Tornando al
blocco di domenica, le modalità con cui la giornata verrà articolata non ci sono
ancora, anche se l'orientamento sembra quello di replicare le misure messe in
campo dall'ultima ordinanza in materia. A decidere i dettagli sarà l'esito del
Tavolo tecnico previsto per stamattina. «Ci auguriamo che anche i 19 Comuni
dell'area critica vogliano seguirci in questa presa di posizione forte. Con i
sindaci valuteremo poi come comportarci. Sulla chiusura della tangenziale non
spetta a noi la decisione finale, aspettiamo domani (oggi, ndr). Da parte nostra
faremo di tutto per contenere i disagi predisponendo corse aggiuntive dei mezzi
pubblici».
Se Paroli è perplesso rispetto alla decisione di indire il blocco
del traffico, dall'altro è consapevole che debba essere studiato un pacchetto di
misure strategiche. «L'impegno da parte nostra c'è e a chi ci dà la colpa
dell'inquinamento della città diciamo che questo è un problema serio e che è ora
di finirla con le barzellette sulle Ztl e sull'apertura del centro storico.
Stiamo affrontando il problema da svariati punti, dalle politiche sulla mobilità
sostenibile a quelle degli incentivi fino alla possibilità di estendere il
teleriscaldamento, fiore all'occhiello della città, anche fuori Comune. Nel
piano regolatore sono contenute diverse indicazioni, adesso dobbiamo passare dal
disegnare al fare».
Una di queste azioni potrebbe essere quella di adottare,
come già in alcuni paesi del Nord Europa, dei lavaggi quotidiani delle strade.
Paroli però non si sbottona oltre e sfoglia solo le 5 pagine delle misure
antismog. «Ricordo comunque che l'emergenza non è solo di quest'anno. Fu il 2006
l'anno nero per l'aria cittadina. Ci sono cause che vanno al di là del nostro
intervento».
Cecilia Bertolazzi
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Il Brescia 18 febbraio 2010
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"sali, timbra e vinci"
Interessante iniziativa di marketing promossa da Brescia Trasporti S.p.A. in associazione con SIA Società Italiana Autoservizi S.p.A. e SAIA Trasporti S.p.A.
Lodevole e meritevole l'obiettivo: "promuovere
l'utilizzo dei mezzi pubblici e l'obliterazione dei titoli di viaggio
nel territorio della città di Brescia e Provincia..." attraverso un concorso a premi.
Tutti i dettagli sul sito www.bresciamobilita.it
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Giornale di
Brescia 17 febbraio 2010
Cercasi guida per il sistema dei trasporti
Convegno Uil con Orto, Prignachi, Gervasi, Parolini. Parola
d'ordine: più collaborazione
Integrazione, intermodalità e interconnessione. Queste le parole chiave attorno
alle quali è ruotato il convegno organizzato ieri da Uil-trasporti per definire
le «Politiche del trasporto pubblico e delle infrastrutture viarie a Brescia».
Con l'obiettivo di «governare il cambiamento, attraverso un approccio organico e
pragmatico».
L'incontro ha visto susseguirsi gli interventi di Angelo
Zanelli, presidente Uil, Eugenio Bertoglio, segretario di Uil-trasporti, Nicola
Orto, assessore comunale alla Mobilità e traffico, Valerio Prignachi, presidente
di Brescia Mobilità, Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti e ancora
Tiziano Andreulli in rappresentanza dell'assessore provinciale al Trasporto
pubblico locale Corrado Ghirardelli, Luca Del Barba, amministratore delegato del
Gruppo Arriva e Mauro Parolini, assessore provinciale ai Lavori
pubblici.
L'analisi è partita dal giudizio «critico» sulla situazione attuale
espresso da Bertoglio, in riferimento «all'insoddisfacente livello della
risposta ai bisogni della mobilità» e all'inquinamento. «Il vero concorrente è
il mezzo privato - ha proseguito -. Sono 159mila i veicoli che entrano ogni
giorno in città e il costo della motorizzazione privata su scala nazionale
supera i 160 miliardi di euro».
Di fronte alla «mancanza di una cabina
regia», l'assessore Orto ha istituito il «Tavolo di fluidificazione del
traffico, con 28 realtà rappresentate e oltre 70 presenze certificate. Il Tavolo
si è riunito in 20 occasioni, ha ricevuto 170 segnalazioni ed effettuato 150
sopralluoghi. È necessario pensare a una mobilità a tutto tondo» ha sottolineato
comunicando che, in quest'ottica, «Brescia ha investito nell'ambito dei
trasporti, nel 2009, 8 milioni e 800mila euro (contro ai 5 milioni e 400mila del
2007 e ai 6 milioni e 300mila del 2008)». Secondo Prignachi «tutto il sistema
deve rivedere la propria funzione sociale e modificare l'approccio culturale,
mettendo al centro i fattori tempo e accessibilità. E in questo contesto il
metrobus non può essere considerato un unicum».
Il convegno di ieri ha però
rappresentato per Gervasi «l'avvio di una nuova stagione di collaborazione.
Bisogna ragionare più sulla quantità del trasporto pubblico (i fruitori sono
oltre 68 milioni all'anno), perché la qualità è buona». Anche per quanto
riguarda il trasporto extraurbano «la qualità è nettamente superiore oggi
rispetto al 2005 - ha proseguito Del Barba -, ma il settore ha visto nel 2009
una perdita di utenza ed è necessario capire come ripartire».
In chiusura
dell'incontro ha preso la parola l'assessore Parolini, per illustrare il Piano
della viabilità e gli interventi in atto sulla rete viabilistica
provinciale.
Tra questi, oltre naturalmente «alla Brebemi, l'ex statale 11 da
Urago d'Oglio a Peschiera, la 45bis, la 668 e la 510 nella tratta fino a
Camignone per quanto riguarda le strade principali. Dovrebbero poi partire entro
fine anno i lavori di collegamento della Sp 19 da Concesio al crocevia di
Sarezzo e a marzo 2012 termineranno quelli sul tratto di corda molle tra Fenili
Belasi e Montichiari». Parolini ha ricordato inoltre come negli ultimi dieci
anni siano state realizzate 330 rotatorie e i morti sulle strade si siano più
che dimezzati (329 nel '99, 109 lo scorso anno).
Chiara Corti
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Bresciaoggi 17 febbraio 2010

Bus e corriere, integrazione a passo lento
L'INCONTRO. In vista dell'attuazione per il 2011 della legge regionale
la Uil ha messo attorno a un tavolo Loggia, Broletto, Brescia Trasporti e Gruppo
Arriva
Dovrebbe esserci una sola tariffa per viaggiare su mezzi urbani e
extraurbani con un unico ticket Ma che succederà ai gestori?
Brescia. La scadenza del 2011 non è più così lontana. Le nuove gare
d'appalto per il Trasporto pubblico locale (Tpl) sono alle porte. La legge
regionale che prevede la costituzione di una Agenzia di gestione e i bacini
provinciali è stata sospesa in vista delle elezioni. Se ne parlerà più avanti, e
se quanto ipotizzato verrà confermato i tempi saranno ancora più stretti. Perciò
Uil di Brescia rompe gli indugi, e ieri mattina ha messo intorno a un tavolo
Loggia e Broletto, Brescia Trasporti e Gruppo Arriva, vale a dire quanti saranno
interessati al nuovo assetto.
L'impressione, per ora, è che anche loro
aspettino. Si dichiara l'inderogabilità di una integrazione tariffaria che
permetta di viaggiare sui mezzi urbani ed extraurbani con un solo biglietto, ma
si tace sul punto nodale: cosa succederà di Brescia Trasporti e Sia-Saia (Gruppo
Arriva) con il bacino unico? Si accorperanno? Daranno vita a una associazione
d'imprese? L'amministratore delegato di Arriva Luca Del Barba e il presidente di
Brescia Mobilità Valerio Prignachi, a domande non rispondono. Per ora.
Le due
aziende convivono quasi da separate in casa. Brescia Trasporti ha il 5 per cento
di azioni di Sia-Saia e viceversa. Nel prossimo futuro, con la gara europea,
tanta autonomia non sarà più possibile. In attesa della legge regionale il
segretario provinciale di Uil Trasporti Eugenio Bertoglio auspica che la futura
Agenzia assicuri la governance del territorio (e aree interconnesse) facendosi
«promotrice e gestore non competitivo tra Comune e Provincia, tra Brescia
Trasporti e Arriva, e valorizzi il progetto metropolitana».
I GIOCHI sono da
fare, insomma, ed è ancora il tempo delle prove. Il convegno Uil voleva portare
l'attenzione degli interlocutori sulle «problematiche del sistema trasporti
urbano ed extraurbano in una logica integrata», per usare le parole del
segretario provinciale Angelo Zanelli. Con la consapevolezza che ciò «richiederà
convergenza di idee da parte di Comune e Provincia di Brescia perché con la gara
europea si delineerà un unico gestore con problematiche complesse relative alla
gestione come alla politica del personale, alla qualità del servizio pubblico e
alle politiche tariffarie».
L'assessore ai Trasporti in Loggia Nicola Orto
sottolinea l'impegno della Loggia che oltre ai 13,5 milioni di euro per il
servizio minimo garantito, «senza ridurre le percorrenze anche in tempo di
crisi», nel 2009 ha speso 8,8 milioni per incentivare il Tpl. E sottolinea il
suo obiettivo dell'integrazione. Anche Prignachi punta a traguardi che «vanno
oltre il capoluogo», soprattutto in vista del metrò che dovrà allargare le
maglie dell'area urbana. E per il futuro immagina un sistema Brescia «ad alta
integrazione». Il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi oltre a
rassicurare il sindacato sulla stabilità del personale promette di «metterci al
tavolo con Sia e Saia per andare verso l'unificazione».
Assente per altri
impegni l'assessore provinciale Corrado Ghirardelli, il suo sostituto Tiziano
Andreulli ricorda che già il 21 dicembre scorso «la Provincia ha dichiarato di
voler gestire la nuova gara insieme al Comune». Del Barba, tuttavia, si aspetta
che la convergenza cominci subito. E «l'ente pubblico deve chiarire – sbotta –
se viene prima il trasporto pubblico o l'auto privata, non può continuare ad
avere due teste».
Con la precisazione, che «il nostro concorrente non è
Brescia Trasporti, ma l'auto». Le premesse ci sono, insomma, ma solo quelle.
Mimmo Varone
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Giornale di
Brescia 14 febbraio 2010
Pm10, ci siamo giocati il «tetto» di tutto il 2010
E sull’emergenza Palazzo Broletto convoca i sindaci dell’«area
critica» I comitati annunciano un esposto: «Le punte in Centro tra le 16 e le
19»
Pm10 nell’aria cittadina. Il nuovo anno è appena iniziato e
Brescia sta già tagliando il poco invidiabile traguardo dei 35 giorni di valori
di polveri sottili oltre la soglia di attenzione stabilita per legge, vale a
dire il numero massimo tollerato dalla normativa europea su base annua.
I
problemi dell’inquinamento ambientale però coinvolgono da anni non solo la città
ma anche il territorio provinciale. A questo proposito, la Provincia ha
convocato per il prossimo 23 febbraio, al Crystal Palace, una riunione dei
sindaci dei Comuni dell’area critica - diciannove, oltre al capoluogo - sul tema
dell’inquinamento dell’aria. Nel frattempo, dalle associazioni per la
salvaguardia e la tutela del centro storico, arriva l’annuncio di un esposto
(che dovrebbe essere presentato a fine febbraio) contro Palazzo Loggia - che
intanto ha messo all’ordine del giorno della prossima Commissione ambiente il
nodo «qualità dell’aria» - col quale viene messa all’indice la politica della
Giunta Paroli «per il deterioramento, sotto il profilo dell’inquinamento
atmosferico, della qualità della vita nel cuore cittadino».
Mal’aria
cittadina, la serie negativa avanza
I dati delle centraline Arpa del Broletto
e del Villaggio Sereno non lasciano spazio a dubbi sulla «mal’aria» respirata
dai bresciani in questo primo scorcio del 2010. Archiviata la tregua,
momentanea, seguita al blocco del traffico di domenica 31 gennaio, già dal 3
febbraio le polveri sottili hanno oltrepassato nuovamente la soglia dei 50
microgrammi per metro cubo. Dal 1° gennaio a venerdì 12 febbraio, data
dell’ultimo aggiornamento dei due punti di campionamento cittadini, la
centralina all’ombra del Broletto ha registrato ben 33 giorni di supero. Non è
andata meglio alla gemella del Villaggio Sereno, che dal primo giorno del 2010
all’11 febbraio ha collezionato, come il Broletto, 33 giornate in cui le polveri
sottili nell’aria hanno superato il livello di attenzione. In questo weekend la
Leonessa d’Italia potrebbe dunque giocarsi il bonus dei 35 giorni fissato dalla
normativa europea. Una probabilità che è quasi una certezza visto che mancano
solo due giorni al raggiungimento della soglia limite e il bollettino meteo non
prevede, neppure per la giornata di oggi, condizioni atmosferiche che facilitino
la pulizia dell’aria, cioè pioggia e vento.
Il parallelo con i due anni
precedenti non è favorevole al 2010. Paragonando infatti questo inizio d’anno
con lo stesso periodo del 2008 e del 2009, emerge come il 2010 abbia
collezionato il risultato peggiore del triennio. Le centraline del Broletto e
del Villaggio Sereno, infatti, da inizio gennaio a metà febbraio del 2009
avevano registrato rispettivamente 26 e 32 superi, mentre nei primi
quarantacinque giorni del 2008 i due punti di campionamento si erano attestati
rispettivamente su 20 (Broletto) e 28 (Villaggio Sereno) giornate di sforamento
del livello di attenzione.
«Su aria e mobilità la Loggia cambi
politica»
Intanto, il «Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia
del centro storico» e il «Movimento per la partecipazione CittadineCittadini per
la Circoscrizione Centro» ribadiscono la critica alle politiche della Loggia,
soprattutto in tema di mobilità e traffico, «colpevoli», dicono i rappresentanti
delle due realtà, «di aver peggiorato la qualità dell’aria e quindi la vita nel
cuore cittadino».
«Abbiamo chiesto all’Arpa dati giornalieri, e aggiornati
ora per ora, sul livello di Pm10 registrati dalla centralina del Broletto
dall’inizio di gennaio al 3 febbraio - precisa Maurizio Bresciani in
rappresentanza del Comitato - . I dati confermano che i picchi di polveri
sottili, nell’arco di una giornata, si registrano quasi sempre tra le 16 e le
19, ovvero dopo l’apertura dei varchi Ztl. La situazione, ormai, è drammatica.
Con questi dati vogliamo rispondere all’Amministrazione Comunale per la quale
l’inquinamento del centro storico non sarebbe imputabile al Piano Sosta e alle
Ztl a fasce orarie. Abbiamo inoltrato queste richieste all’Arpa - aggiunge
Bresciani - perché sistematicamente ci accusano di essere ideologici.
L’ideologia invece è rappresentata da chi vuole mascherare la realtà delle
cose». Il Comitato e il Movimento per la partecipazione hanno già presentato una
diffida, che riguarda «gli inefficaci piani d’azione predisposti dal Comune di
Brescia, in particolare nel centro storico cittadino, e dalla Regione Lombardia,
per far fronte all’emergenza Pm10». «La nostra intenzione, assieme al Comitato -
sottolinea Francesco Catalano in rappresentanza di CittadineCittadini per la
Circoscrizione Centro - è far seguire alla diffida un esposto al Tribunale di
Brescia».
Le due realtà che rappresentano i residenti del centro, avanzano
pure alcune proposte. Tra queste, «il ripristino delle Ztl, ventiquattro ore su
ventiquattro, la revisione del Piano Sosta, la riproposizione delle Lam,
l’utilizzo gratuito del mezzo pubblico nei periodi a rischio di inquinamento, la
riduzione dei costi nei parcheggi in struttura e il divieto di accesso dei Suv
all’interno delle mura venete».
Paola Gregorio
«Il blocco una tantum non serve a nulla»
Questa l’opinione di molte persone sentite mentre camminavano in
centro
Il traffico, uno dei problemi della cattiva qualità
dell’aria
I cittadini sono tutti d’accordo: il blocco delle
auto fatto una tantum non funziona. L’aria di Brescia rimane irrespirabile. Lo
confermano anche i dati di Arpa Lombardia, l’agenzia regionale per la protezione
dell’ambiente, in cui si legge che la Leonessa ha ormai esaurito i giorni di
superamento del limite dei 50 microgrammi per metro cubo imposto dall’Unione
europea per il Pm10. Con diversi giorni consecutivi di esuberi.
Cosa ne
pensano i bresciani? Passeggiando per le vie del centro capita, talvolta, di
vedere persone con la mascherina bianca sulla bocca per ripararsi dallo smog.
Altre, più semplicemente, usano la sciarpa avvolta intorno al collo e la portano
fin sopra il naso, per evitare l’eccessiva esposizione all’inquinamento. Paola
Odolini, sta portando suo figlio nel passeggino per una breve passeggiata:
«Avendo un bambino piccolo, cerco di evitare le strade del centro, preferendo
invece quelle di periferia dove l’aria è più respirabile - racconta la signora
-. Non è sufficiente bloccare la circolazione per una sola giornata; bisogna
pensare ad una pianificazione più strutturata, che preveda non solo i divieti di
circolazione, bensì il blocco del traffico nel centro e degli incentivi per
l’acquisto di automobili a metano».
Secondo i cittadini intervistati, il
divieto del 31 gennaio non è stato convincente. Troppe macchine per le vie del
centro. Troppe per essere tutte autorizzate. «Il blocco articolato in questo
modo serve davvero a poco - afferma Enrica Lancetti -. Bisognerebbe prendere
provvedimenti sul controllo delle caldaie e sul riscaldamento nelle strutture
pubbliche, auspicabile anche una verifica sulle emissioni nocive delle
aziende».
Dalla provincia alla città, la percezione dell’inquinamento
atmosferico, aumenta sensibilmente: «Proprio qualche giorno fa parlavamo della
differenza d’aria e di odori che si avverte tra la nostra zona e Brescia -
spiega Paola David di Gottolengo -. Abbiamo valutato la possibilità di
trasferirci in città poi, per diversi fattori, non da ultimo quello dello smog,
abbiamo optato per rimanere in provincia». La metropolitana servirà a qualcosa?
«Spero proprio di sì - incalza il marito, Andrea Petrò -. Sarò il primo utente
appena sarà operativa. Spero che molti bresciani e altrettanti pendolari si
comportino allo stesso modo». «Metro sì, però con i parcheggi alle porte della
città», spiega Sergio Milanesi di Castiglione delle Stiviere. E prosegue:
«Bisogna creare una rete di trasporti che consenta al pendolare di lasciare il
mezzo inquinante fuori città, prendendone un altro, magari pubblico, per
arrivare in ufficio. Necessarie anche le campagne di sensibilizzazione per
l’utilizzo del mezzo pubblico».
Mario Fiorentini è seduto su una panchina di
corso Palestro: «Mi accorgo che l’aria è pesante perché ho spesso la tosse». E
si domanda: «Perché non iniziano a commercializzare le auto a idrogeno? Per una
questione di interessi». Di ritorno dal giro in centro, si respira aria malata;
passa una moto in via Gramsci, lasciando una scia di fumo
irrespirabile.
Roberta Bellino
Nota di tplbrescia.it. I
passaggi qui sopra evidenziati in rosso riassumono sinteticamente ciò che tplbrescia.it sta
cercando di proporre da tempo a più riprese (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7).
Tra meno di tre anni la
metropolitana dovrà rappresentare la colonna portante di un
sistema moderno ed
attrattivo per la mobilità urbana (già rivolta a quella
extraurbana) fortemente integrato anche con gli altri mezzi
di trasporto a partire proprio dalla mobilità automobilistica
privata che, da
sola, a Brescia rappresenta la quasi totalità degli spostamenti.
Dal 2013 muoversi
con la metropolitana sarà più comodo ed
“accattivante” rispetto agli altri mezzi
di trasporto ed i potenziali utenti /
clienti saranno proprio da "rubare" al traffico privato anche solo
parzialmente, nel senso che comunque potrebbero utilizzare l'auto per
raggiungere le stazioni d'interscambio e proseguire il percorso con il nuovo mezzo di trasporto. Ho
già
scritto più volte nelle mie proposte che l'avvio della metrobus
a Brescia
comporterà sicuramente un "forte" cambiamento nelle abitudini di
molti di noi e l'appuntamento deve essere preparato come una sorta di
allenamento che deve coinvolgere tutti coloro che a Brescia ogni giorno
si
spostano con qualsiasi mezzo. Gli intervistati nell'articolo del
Giornale di Brescia hanno già percepito che la metropolitana
comporterà un cambiamento nel modo di muoversi a Brescia.
Ecco allora l'importanza di cominciare già da
subito a ragionare, promuovere e proporre l'intermodalità
con il traffico automobilistico privato che oggi può
semplicemente essere auto + bus ma domani evolverà nell'auto +
metrobus.
Alcune iniziative promozionali sono già state intraprese,
penso ad esempio a "Brescia Città & Università"
con l'abbonamento
speciale P IVECO + linea 18 oppure al nuovo concorso "SALI TIMBRA E
VINCI" ma siamo ancora all'inizio e molto
(moltissimo) resta ancora da
fare. Buon lavoro.
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Bresciaoggi 13 febbraio 2010
TRASPORTI E PROMOZIONI. Le società mettono in palio premi fino a 250 euro,
ci saranno 70 estrazioni giornaliere
«Sali, timbra e vinci»: i premi avvicinano al biglietto unico
Mimmo Varone
Concorso in collaborazione fra Brescia Trasporti, Sia e Saia: prove generali
per l’integrazione delle tariffe dei mezzi pubblici
Dal
18 febbraio al 2 aprile timbrare il biglietto su un bus di Brescia
Trasporti o su un pullman di Sia e Saia, conviene. Si potranno vincere
oltre quattromila premi da un minimo di 7 euro e mezzo a un massimo di
250, a una media di 70 estrazioni giornaliere. È il concorso
«Sali timbra e vinci», lanciato insieme dalle tre
società, che fanno le prove generali in vista di più
ambiziosi traguardi per il futuro, primo fa tutti l’integrazione
tariffaria che permetterà di salire su qualsiasi mezzo pubblico
con un solo biglietto.
«SALI TIMBRA E VINCI» è semplice. I viaggiatori con il biglietto
dovranno timbrare e inviare entro le 24 ore un sms al 389.1758238. Se sono su un
bus urbano nel testo dovranno digitare U seguita dalle ultime sei cifre del
ticket e dalle quattro cifre dell’ora e dei minuti(esempio U1234561012). Se sono
su un pullman interurbano premetteranno una E (esempio E1234561012). Gli
abbonati partecipano automaticamente e saranno avvisati della vincita tramite
raccomandata. Quelli di Sia e Saia non hanno bisogno di timbrare il talloncino
dell’abbonamento. Quelli di Brescia Trasporti faranno bene a farlo, perchè più
lo timbrano e più hanno possibilità di vincere. I 44 giorni del concorso sono
divisi in quattro unidicine, e ogni volta le vidimazioni andranno ad alimentare
un contatore personale che fa salire le chance di mettere mano su un premio. Tra
i premi ci sono 300 carnet di biglietti e 100 abbonamenti mensili di Brescia
Trasporti, 100 carnet di Sia e Saia. E poi i premi degli sponsor. Il Consorzio
Brescia Centro offre 1.244 buoni fino a un valore di 150 euro da spendere nei
negozi associati. Selene (Gruppo A2A) mette in palio 1.290 sim card Vodafone con
10 euro di traffico incluso. Vigasio aggiunge 173 buoni fino a 250 euro di
valore. Wiz dà 140 ingressi al cinema e Astrix 950 voucher gettoni per le sue
sale gioco.
Il tutto è fatto per incentivare il Trasporto pubblico locale
(Tpl), per stigmatizzare i «portoghesi» abituati a viaggiare gratis, e pure per
spingere gli abbonati a timbrare il loro titolo di viaggio. «Timbrare
l’abbonamento è molto importante per farci capire il dimensionamento – dice il
direttore di Brescia Trasporti Claudio Garatti -, e ci aspettiamo che le
obliterazioni crescano soprattutto da parte degli studenti». Con lui, alla
presentazione della novità, ieri mattina, anche l’assessore alla Mobilità Nicola
Orto, il presidente dell’azienda di via San Donino Andrea Gervasi, i direttori
di Sia e Saia Roberto Salerno e Franco Ferrata. Orto sottolinea il «percorso
importante che il Comune segue nell’ambito del trasporto pubblico regionale».
Gervasi aggiunge che «da oggi si apre una stagione nuova». L’azienda di via San
Donino insieme a Brescia Mobilità «si sta attrezzando a servire il metrò –
precisa -, si candida a gestire il Tpl con i capoluoghi vicini, e insieme a Sia
e Saia affronterà l’integrazione tariffaria». Che aspetta solo le direttive
regionali.
«I NOSTRI UFFICI dispongono delle condizioni tecniche per gestire
il biglietto unico – spiega Gervasi – e quando la legge regionale sarà sbloccata
(dopo le elezioni, ndr) creeremo un migliore servizio per i viaggiatori, che
sarebbero contenti anche se dovessero pagare un pò di più». Pure Ferrata lamenta
la mancanza di una cabina di regia regionale, che «rallenta l’adozione di nuove
tecnologie». E promette che «Sali timbra e vinci» sarà solo la prima di altre
campagne per incentivare i bresciani a «utilizzare un servizio pubblico di
qualità».
Nel 2009 Sia e saia hanno trasportato 25 milioni di passeggeri. Che
salgono a 68 insieme ai 45 di Brescia Trasporti. A fare due conti, saranno circa
8 milioni a dividersi 4.200 premi per un valore complessivo di 69.650 euro Iva
compresa. Quando riceveranno l’sms di conferma della vincita (nessuna
comunicazione è prevista in caso contrario), i viaggiatori extraurbani dovranno
recarsi alla stazione Sia, quelli urbani andranno all’Infopoint di piazza
Loggia. Qui riceveranno un voucher con cui si recheranno nei negozi
convenzionati. Per ogni biglietto convalidato è possibile una sola
partecipazione, e per i carnet di Brescia Trasporti una per ognuna delle
validazioni consentite e riportate sul retro del biglietto. La gestione del
concorso è affidata a una società esterna registrata dal ministero dello
Sviluppo economico. Il regolamento è consultabile su www.bresciatrasporti-spa.it
o www.trasportibrescia.it, o nelle le sedi delle società. |
Giornale di
Brescia 13 febbraio 2010
Con bus o pullman 4.200 premi in palio
In futuro anche l’integrazione delle tariffe
«Sali, timbra e vinci»: l’invito è rivolto ai viaggiatori di città
e provincia che, dal 18 febbraio per 44 giorni, utilizzando il bus potranno
assicurarsi uno dei 4.200 premi in concorso. Brescia Trasporti, Sia Autoservizi
e Saia Trasporti inaugurano con questa iniziativa comune un percorso
d’integrazione tra i loro servizi di trasporto che dovrà portare, nel futuro
prossimo, anche a quella delle tariffe: vale a dire, alla possibilità di passare
da un mezzo all’altro, dai bus cittadini ai pullman della provincia e viceversa,
con un unico biglietto o documento. «Si apre oggi una nuova stagione» ha
sottolineato il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi all’incontro di
presentazione del concorso, che viene proposto con il duplice obiettivo di dare
un incentivo all’utilizzo del mezzo pubblico e di abituare i viaggiatori al
corretto utilizzo dei «titoli di viaggio».
Il montepremi di 69.650 euro
permetterà di distribuire ogni giorno decine di annunci a sorpresa, con l’invito
via sms a ritirare biglietti-omaggio, abbonamenti e buoni acquisto, ricariche
per cellulari, buoni per l'ingresso al cinema e per l’utilizzo di videogiochi.
Salendo sul bus di Brescia Trasporti o sui pullman della Sia e della Saia con
biglietti o abbonamenti che devono essere convalidati, una volta ottenuto il
timbro si manderà un sms dal telefono cellulare - con il proprio numero ben
chiaro - al numero 3891758238. Il messaggio inizierà con la lettera U se si
viaggia su un bus di Brescia Trasporti, con la lettera E se si utilizza un
pullman della Sia o della Saia. Seguiranno le ultime sei cifre del codice
numerico del ticket e le quattro cifre dell’ora e dei minuti di convalida. Un
biglietto vale per una sola partecipazione al concorso; per i carnet di Brescia
Trasporti si calcolano i diversi utilizzi riportati sul retro. L’sms dev’essere
spedito entro la mezzanotte del giorno successivo alla timbratura; un sms
annuncerà la vincita.
Non è tenuto a mandare un messaggio chi si serve della
Omnibus Card di Brescia Trasporti: la convalida lo ammette automaticamente alle
estrazioni riservate agli abbonati. Vale anche per gli abbonati della Sia e
della Saia: sia coloro che sono in possesso di un abbonamento annuale, sia chi
rinnova l’abbonamento mensile nei mesi di febbraio e marzo. A loro l’annuncio
della vincita arriverà con una raccomandata. Il regolamento del concorso, con
tutte le informazioni utili sui premi e sui luoghi in cui si potranno ritirare,
si trova nei siti www.bresciatrasporti-spa.it e www.trasportibrescia.it.
Il
mezzo pubblico è un luogo di socializzazione e concorre a garantire una
«mobilità sostenibile»: dell’impegno a perseguire questo obiettivo, anche
nell’ambito del Patto regionale per il trasporto pubblico, con nuovi servizi e
con l’interconnessione tra i diversi mezzi, ha parlato ieri l’assessore comunale
a Mobilità e traffico, Nicola Orto. Il Comune dà il patrocinio al concorso,
illustrato dai direttori di Brescia Trasporti e Brescia Mobilità, Claudio
Garatti e Severo Pace. Sono più di 42 milioni le persone trasportate in un anno
sulla rete urbana e dell’hinterland servita da Brescia Trasporti. Si calcola in
25 milioni l’utenza di Sia e Saia. Stabilire accordi per arrivare a
un’integrazione del servizio è un obiettivo condiviso: ne hanno parlato ieri i
rappresentanti delle società del trasporto extraurbano: Franco Ferrada e Roberto
Salerno.
Elisabetta Nicoli
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Giornale di
Brescia 04 febbraio 2010

Mobilità sostenibile,
grandi cifre per bus e Bicimia
In
sette mesi, 24 milioni di utenti sui torpedoni. Con la
«spicciola» pubblica pedalati 90mila km
La
mobilità sostenibile è una delle sfide che
Brescia affronta non da ieri. E mentre si sperimentano nuove soluzioni
- del car sharing introdotto ieri si parla ampiamente nella pagina a
fianco, oltre che nel racconto della prova su strada - si rinnovano gli
appelli ad un uso più razionale del mezzo privato.
L’ultimo è giunto dal sindaco Adriano Paroli, in
occasione dell’annuncio del blocco imposto ai mezzi privati
la scorsa domenica per far fronte ai ripetuti esuberi di polveri
sottili nell’aria della Leonessa. L’auto non va
demonizzata, perché spesso, in primis per chi lavora,
può rappresentare una necessità ancor prima che
una comodità, ma questo non significa che il ricorso ai
mezzi pubblici vada visto come opzione di risulta.
Anzi. D’altro canto, i dati più aggiornati messi a
disposizione da Brescia Mobilità circa l’impiego
del bus, e quelli rerelativi al bike sharing
«Bicimia» - servizio questo introdotto solo a
giugno 2008, ma già entrato nelle abitudini di
mobilità urbana di molti bresciani - danno conto di un
ricorso sempre più frequente a questi due mezzi del sistema
di trasporto pubblico locale.
Bus, oltre 24 milioni in sette mesi
Tanto per cominciare dal più tradizionale, vale a dire il
bus, i dati che si riferiscono ai primi sette mesi del 2009, attestano
un totale di oltre 24 milioni di passeggeri. Per l’esattezza,
la cifra è di 24.528.819 utenti trasportati
sull’intera rete del sistema integrato, che come noto,
comprende oltre al capoluogo anche quattordici Comuni
dell’hinterland cittadino. Il primato, per numero di
passeggeri saliti a bordo, spetta ai bus della linea 1, la Lam
nord-sud, che corre da Mompiano a San Polo (via Masaccio) con
l’impiego dei «torpedoni» snodati da 18
metri: tra gennaio e luglio dello scorso anno, infatti, sono stati
quasi cinque milioni i bresciani che vi hanno fatto ricorso. Per
precisione 4.718.317 persone. Un sesto del totale. Seguono - non
esattamente a ruota - la linea 10 che fa la spola tra Concesio, a nord,
e Poncarale a sud: i passeggeri trasportati in questo caso sono
2.493.104. Poco distanziate - si parla di qualche decina di migliaia di
unità - seguono nell’ordine la linea 11
(Collebeato-Botticino) e la linea 3 (Mandolossa-Virle di Rezzato). Se
la prima è tutta cittadina, le seconde tre, invece, sono
intercomunali, a riconferma del fatto che il bus costituisce una
soluzione largamente adottata da molti - studenti, pendolari, ecc. -
per raggiungere il capoluogo anche dalle periferie della rete, a fronte
di distanze più ampie che almeno in qualche caso potrebbero
indurre ad optare per l’auto privata.
Un trend costante
E se in più di 303mila si sono avvalsi nei sette mesi
esaminati anche della linea 18 - la ex Bussola, che va dal parcheggio
Castellini al parcheggio Iveco - attraversando il centro, segno
ulteriore di un ricorso ad una mobilità che non tiene conto
solo dell’auto, il prospetto dei primi sette mesi dello
scorso anno, in attesa del dato consuntivo del 2009, consente di
ipotizzare se non un aumento quantomeno un trend costante rispetto al
2008, quando in 12 mesi, i passeggeri saliti in vettura erano stati 42
milioni e 600mila.
Bicimia, 2.200 utenti attivi
Quanto ai dati, forniti dall’Assessorato alla
mobilità, relativi a Bicimia, è significativo il
numero degli utenti «attivi», cioè che,
dopo l’iscrizione al servizio, vi fanno effettivo ricorso:
tra le 260 colonnine, distribuite nelle 24 postazioni cittadine -
destinate nelle intenzioni dell’assessore Nicola Orto a
raddoppiare in breve, superando i confini del centro - hanno infatti
fatto tappa 2.200 bresciani. I quali si rivelano discreti pedalatori: i
chilometri percorsi in totale sono circa 90mila, come a dire 45 a
testa. In attesa che l’avvento del Metrobus rivoluzioni il
modo di muoversi attraverso la Leonessa.g. gal.
Sfida
all’ora di punta per le vie della Leonessa
Muoversi
attraverso la città. Sulla scorta di quattro filosofie di
mobilità differenti: quella più eco-sostenibile
per eccellenza, la «spicciola», nella fattispecie
Bicimia, il bike-sharing cittadino. Quindi, quella per noi
più nuova, il Car sharing varato ieri nella Leonessa, subito
al battesimo del fuoco. Poi, quella «pubblica» per
eccellenza: il bus. E infine, l’auto privata,
comodità - ma spesso necessità - dei tempi
nostri, compressi all’osso. Mancano all’appello
scooter e moto: per questa volta si è preferito optare per
tre servizi «pubblici» e per la sola auto quale
espressione del mezzo privato.
Per mettere a confronto e testare sul campo efficienza, costi e
praticità delle quattro soluzioni le abbiamo provate tutte
in contemporanea, partendo dalla Stazione per arrivare al Civile.
Scelta adottata in omaggio all’ultimo arrivato, il
car-sharing, che ha proprio a ridosso del Pronto soccorso la sua
stazione più a nord. Un percorso, in ogni caso, non
improbabile per un cittadino o per chi giunga in città col
treno. La partenza è stata fissata alle 13: ora di punta,
con studenti in uscita dalle scuole e traffico sostenuto. Poche le
regole, oltre a quelle del Codice della Strada, osservate tutte
rigorosamente: muoversi lungo l’itinerario più
breve possibile per il mezzo adottato e documentare tutto il tragitto.
In parole e foto.

Car sharing, l’ultimo arriva primo
Introdotto ieri il servizio, è salito
subito sul gradino più alto del podio
Nulli secundus. Secondo a nessuno, recita
l’antico adagio latino. L’ammetto: essere arrivato
primo, per giunta battendo il mezzo privato, quello più
malvisto in un’ottica di mobilità sostenibile,
dà soddisfazione.
Senza contare che il primo gradino del podio sconta un percorso a
ostacoli. Già, perché, tanto per cominciare, il
test del car sharing inizia... in bici. Meglio, in sella a una delle
«spicciole» di Bicimia. Scelta obbligata, in
assenza - almeno per ora - di una postazione car sharing
all’esterno della Stazione, punto di partenza della sfida.
Così, quando l’orologio segna le 13, balzo in
sella e inizio a pedalare. Mi imbatto subito, in via Foppa, in un
semaforo rosso. Il secondo lo imbrocco una manciata di metri
più avanti, a largo Zanardelli, dove svolto a sinistra e
filo su per via Gramsci. Ecco piazza Vittoria: parcheggiata alla
colonnina la Bicimia, mi basta attraversare il lato corto della piazza
e raggiungere la piazzola Car sharing, dove mi attende una Fiat Panda
Natural Power bianca col logo «Car sharing» sulle
fiancate. Lì, il cronometro, che segna le 13.05, viene
fermato. I responsabili del servizio - varato ufficialmente solo
un’ora più tardi e quindi ancora in start-up -
simulano la prenotazione. A me resta da accostare la tessera al sensore
posto al lato destro del parabrezza per aprire l’auto e dare
il là al calcolo di costi e chilometri.
Il cronometro riparte (sono le 13.17) e mi metto al volante,
l’occhio fisso alla lancetta, che non superi i 30 km/h. Poi
provo l’ebbrezza, per una volta, di attraversare piazza
Loggia in auto e calcolare metri - e minuti - risparmiati tagliando per
il centro. Schivata una ciclista che in via S. Faustino tenta di
inaugurare il paraurti immacolato, mi trovo a far i conti col cantiere
del metrò di piazzale Battisti: svolta obbligata in via
Porta Pile, via Marsala, e su fino a via Foscolo. Fossi potuto andar
dritto - così sarà a cantiere chiuso - avrei
fatto prima. Poco importa: sul filo dei 50 km/h eccomi in via Marconi.
Superati coda e semaforo, al rondò di piazzale Corvi piego
per via Dal Monte: circumnavigo il Civile - previo stop al rosso - e
risalgo viale Europa, fino a piazzale S. Padre Pio.
All’arrivo il comfort più gradito: nel parcheggio
accanto alla sede di Brescia Mobilità
c’è un posto auto a righe gialle con scritta
«Car sharing» ad attendermi. Niente costi extra,
né ansia da parcheggio. Sono le 13.30: sottratti i 12 minuti
di «stop tecnico» in piazza Vittoria, il mio
viaggio è durato solo 18’, tratto in bici
compreso, per un totale di 4,5 km percorsi. Quanto ai costi,
comprendono i 2 euro della prima ora, e 2,45 di tariffa chilometrica
calcolata per i 3,5 km di andata e di ritorno, visto che
l’auto va riconsegnata in piazza Vittoria. Al netto dei 10
che avrei dovuto versare per abbonarmi avendo già tessera
«Bicimia».
Gianluca Gallinari
L’auto privata si
piazza seconda affrontando le insidie del traffico
Il tragitto
scelto non è il più corto tra i possibili,
insistono le mappe disseminate nel web. Ma quello indicato come il
più rapido. E si vada.
L’auto «privata» - in questo caso una
Citroen C2 diesel Euro 3 - se la cava con un secondo piazzamento, che
sconta lo stress da conducente: irriverenti attraversatori a due ruote,
automobilisti che scambiano la carreggiata per un posteggio e guidatori
che contemplano gli arredi urbani come fossero una veduta. Sono stati
questi i principali ostacoli a contrapporsi tra la Stazione e
l’Ospedale Civile, quantomeno se si considera
«normale» un’onda semaforica rossa
imperterrita. Riportiamo anzitutto tempi parziali e totali: il primo -
da parcheggio interrato a parcheggio interrato, s’intende -
è pari a un quarto d’ora secco, la durata totale
del viaggio, invece (comprensiva dunque di manovre di sosta, ritiri
ticket e pagamenti), si aggira sui 20’, per una distanza di 5
chilometri.
La discesa al parcheggio della stazione è delle 13 in punto,
come pure il primo intoppo: strisciando il biglietto come indicato
dalle istruzioni, la porta non si apre; tenta che ti ritenta, non
c’è alternativa se non il pulsante di chiamata:
due squilli e sesamo aperto. Avendo sostato meno di mezz’ora,
nulla è dovuto. E allora si parte, alle 13.05, alla volta di
via Foppa. All’incrocio con via XX Settembre la tragedia
è sfiorata a causa del ciclista che sfreccia dinanzi alle
auto in transito: è graziato dalla fortuna degli audaci.
Avanti, quindi, su via Vittorio Emanuele II prima e su via dei Mille,
via Calatafimi e via Lupi di Toscana poi.
Via Pastrengo apre la circumnavigazione di Campo Marte, con successivo
imbocco di via Foscolo alle 13.15; altra strada, altri temerari a
pedali incuranti del Codice della Strada e della luce rossa che li
vorrebbe fermi in piazzale Battisti. Lì, si spalanca via
Montesuello, che concede addirittura qualche lusso verde, e in un
attimo appare via Marconi, dove un automobilista si pianta e fa
scendere un passeggero, indifferente a chi segue. Quindi, ancora, a
destra per via Dal Monte e a sinistra per raggiungere piazzale Spedali
Civili. Sono le 13.17: prelievo biglietto e ingresso al parcheggio
interrato, gremito in orario di visita ai pazienti. Ma il conducente
che precede la C2 non ne è convinto: evita
all’ultimo il posto riservato ai veicoli elettrici e procede
a passo d’uomo fino a individuare l’agognato spazio
(due-minuti-due persi). Seguita celermente analoga sorte, alla
scrivente si svela la meta: piazza S. Padre Pio.
«Arrivata», recita l’sms inviato ai
compagni d’avventura. A gruppo ricompattato,
l’esborso per i 20’ di sosta è di 50
cent. Primo piazzamento tecnico (il car sharing scontava 12 minuti di
stop), secondo reale. Scoccia, ma è così.
Raffaella Mora
Il Comune vi
affitta l’auto: 2 euro all’ora e 0,35 al km
Otto vetture in quattro parcheggi abilitati. Bisogna
abbonarsi e usare la card
Il
mosaico delle iniziative legate alla mobilità sostenibile
cittadina si arrichisce di una nuova tessera: da ieri è
infatti ufficialmente scattato il «Car sharing».
Il servizio di condivisione delle automobili (appunto, car sharing)
permetterà di guidare un’auto prelevandola in
qualsiasi momento della giornata da uno dei quattro parcheggi dedicati
(piazza Vittoria, piazzale Arnaldo, via Malta e piazza Padre Pio),
senza doversi preoccupare di spese di gestione o manutenzione. Gli
unici costi sostenuti saranno l’abbonamento annuale al
servizio - 100 euro la tariffa standard, 50 euro per i primi 100
iscritti, sconti e tariffe personalizzate per varie di categorie (vedi
scheda accanto) - e le spese per l’effettivo uso
dell’auto - composte da una tariffa oraria (2 euro
all’ora dalle 8 alle 20 e 1 euro all’ora dalle 20
alle 8) e una chilometrica (0,35 euro al chilometro per i privati, 0,50
euro per le aziende) - con addebito mensile a consuntivo.
Una volta sottoscritto l’abbonamento e ricevuta la smart card
identificativa, per utilizzare una delle otto auto al momento
disponibili - due Fiat Panda, due Fiat 500, una Fiat Doblò
per trasporto persone e merci, una Fiat Punto, una Opel Zafira e una
Fiat Doblò per trasporto disabili - occorrerà
effettuare la prenotazione via internet o telefono almeno un quarto
d’ora prima dell’orario di partenza previsto.
Ottenuto l’ok ci si può recare al parcheggio e
dopo aver avvicinato la propria tessera al sensore posizionato sulla
vettura prenotata si aprirà la portiera dell’auto
stessa.
All’interno l’utente troverà sia le
chiavi sia una scheda per effettuare gratuitamente il rifornimento in
uno dei distributori convenzionati. Al termine del viaggio
l’auto andrà riconsegnata nello stesso parcheggio
di partenza.
«Il car sharing - ha osservato l’assessore al
traffico Nicola Orto - rientra nel piano strategico della
mobilità sostenibile e si associa ad altre iniziative quali
Bici-mia o il car-pooling che stiamo sviluppando per combattere le
emissioni di polveri sottili».
Alla presentazione dell’iniziativa, era presente anche
l’assessore alle Attività produttive Maurizio
Margaroli: «Oggi - ha spiegato - stiamo lanciando un progetto
innovativo che avrà bisogno di un po’ di tempo per
essere compreso a pieno. Il nostro obiettivo è migliorare
gradualmente il servizio anche raccogliendo le indicazioni degli
utenti».
Il servizio realizzato a Brescia è legato al circuito
nazionale Ics: «Ciò consentirà agli
abbonati di poter utilizzare anche i mezzi del car sharing di altre
città italiane - da Milano a Roma, da Torino a Palermo, solo
per citarne alcune - aderenti al circuito», ha chiosato
Giandomenico Gangi, responsabile dei servizi Mobilità e
Trasporto pubblico locale del Comune, che ha aggiunto:
«Stiamo lavorando a questo progetto da quasi 20 mesi, durante
i quali abbiamo avuto numerosi incontri coi funzionari del Ministero
dell’ambiente che ha finanziato circa un terzo del costo
totale dell’opera, pari a 1,5 milioni di euro in 5
anni».
La gestione del car sharing è stata affidata in concessione,
per tale periodo, alla società padovana Muovosviluppo Scrl,
la cui amministratrice unica, Letizia Rigato, ha evidenziato come tutte
le auto usate siano ecologiche: «Ciò
contribuirà a ridurre l’inquinamento e creare la
percezione di una città più vivibile per i
cittadini».
Mario Nicoliello Gli assessori Nicola Orto e Maurizio
Margaroli su una delle vetture di «car sharing». La
nuova iniziativa di mobilità sostenibile è stata
presentata ieri nel saloncino del turismo di piazza Loggia.
Bici: tutta salute, tutta in salita
Guardare la città dai pedali del bike
sharing, sorpassare il bus e arrivare terzi
Dato
che stavo per esaurire i punti della patente (non a caso da qualche
settimana scrivo perlopiù di Codice della strada), a me
hanno affidato la bici.
Non la cara, vecchia, gloriosa Bianchi Spluga 10v del 1986; e nemmeno
la simil-Raleigh made in Cina cedutami dal collega Camillo Facchini;
bensì la civicissima «Bicimia» di
Brescia mobilità: quella che con una tesserina si prende
dalle postazioni Bicimia e poi si lascia nelle postazioni Bicimia,
dalle 6 alle 24, gratis i primi 45 minuti, poi a pagamento (1, 2 o 5
euro a seconda delle ore).
Mario Nicoliello, utente abituale e massimo esperto dei servizio qui al
giornale, ieri mattina mi ha tenuto un corso rapido sui possibili
problemi e le soluzioni. Esempio: non ci sono bici disponibili - Si
cerca un’altra postazione; non va la tessera - Si chiama
l’assistenza tecnica. La bici c’era e la tessera
funzionava, in compenso la catena era giù ma per fortuna
siamo riusciti a rimetterla a posto.
Come è andata? Dividerò il racconto in tre:
viaggio, vantaggio e svantaggio.
Il viaggio dalla stazione (partenza ore 13) all’ospedale
(arrivo ore 13,27) è stato un’autobiografia visto
che attraversava l’università dove mi sono
laureato (via San Faustino, intertempo 13,15), il liceo dove ho
studiato (via Montesuello, 13,17), ma anche la casa dove abito, il bar
dove faccio colazione e la libreria caffè dove mi rifugio
ogni tanto. Il 60% del percorso era su pista ciclabile, ma questo non
garantisce l’assenza di inconvenienti. Ne citiamo due: 1)
Nella pista promiscua bici-bus di via XX settembre-Largo Zanardelli
(ore 13,03) non funzionava il sensore del semaforo, e quindi abbiamo
atteso il verde (invano) per cinque minuti. 2) Su via Montesuello e su
via Marconi (ore 13,20) più di una vettura sostava sulla
ciclabile, costringendoci a scavalcarla sulla corsia delle auto. Tratto
più pericoloso: quello finale, via Schivardi
dall’ospedale al satellite, causa cantiere metrobus.
Alla fine siamo arrivati terzi (ma sul primo posto ci sarebbe da dire),
con il gusto di superare l’autobus.
Il vantaggio. Lasciamo stare i discorsi ecologisti e quelli
cardiovascolari. Il vero valore aggiunto del girare la città
in bici è che puoi guardarla: le finestre, la gente nei bar,
gli studenti, gli alberi. E il sole, che ieri era una giornata
splendida, di quelle che speri proprio che
«dall’inverno siamo fora». Illudendoti...
Lo svantaggio. Girare in bici in centro ti ricorda che Brescia non
è pianeggiante. Dalla stazione all’ospedale
è tutta in salita. E alla sede di Brescia
Mobilità, non ci sono postazioni di Bicimia. Così
ho dovuto riportarla a Fossa Bagni, sforando i 45 minuti. Costo totale:
un euro, più 25 lasciati di cauzione.
Marco Sampognaro
Il bus chiude la
fila: ma è più economico Tra relax e niente ansia
da parcheggio
Va bene, sono arrivata ultima. Ma lo sostengo e
credo lo sosterrò sempre: viaggiare in autobus è
infinitamente più rilassante. Oltre che più
ecologico ed economico. Certo i tempi si dilatano, ma non troppo. La
prova sta nel mio viaggio.
Ore 13. Gli orologi sono sincronizzati, si parte. Mi basta attraversare
la strada per raggiungere la fermata della linea 1, che collega San
Polo a Mompiano, la più frequente e l’unica ad
usufruire, da marzo dello scorso anno, dei nuovi autobus snodati lunghi
18 metri. Proprio uno di questi mezzi arriva appena mi posiziono alla
fermata, come annunciato dal monitor digitale. Salgo e oblitero il
biglietto, acquistato prima in tabaccheria al costo di 1 euro. Sono le
13.02. I posti liberi a sedere sono numerosi per cui mi accomodo e,
come di consueto, mi dedico alla lettura, estraendo un buon libro dalla
borsa. Come paragonare la mia tranquillità allo stress di
chi in quello stesso momento si trova al volante, dovendo prestare
attenzione al traffico, tra automobili, biciclette e pedoni,
nonchè ai cartelli stradali e alla propria condotta di
guida?
Non è stato un viaggio particolarmente fortunato, quello di
ieri. Semafori tutti rossi, cambio del conducente in via Mazzini (dopo
aver svoltato in piazzale Repubblica e aver percorso via XX Settembre e
via San Martino della Battaglia), dove il bus ha fatto «il
pieno» di studenti. Si accumula un lieve ritardo, che non si
recupera in via Crocifissa di Rosa. Il mezzo svolta in via San
Rocchino, passando accanto all’Ospedale Civile, e a quel
punto rimetto in borsa il mio libro, mi alzo e mi accingo a suonare per
prenotare la fermata. Scendo alle 13.25 (che da libretto orario
avrebbero dovuto essere le 13.21) all’inizio di via Schivardi
e dopo i 3 minuti necessari per percorrere via Sacconaghi, attraversare
viale Europa e raggiungere piazza San Padre Pio, controllo per
l’ultima volta l’orologio: sono le 13.28.
Ma sono rilassata. È vero che, stante la motivazione del mio
spostamento, non avevo urgenza di arrivare in perfetto orario. Ma
prendendo il bus più volte ogni giorno (lo ammetto, non ho
la patente, ma sono realmente convinta della positività di
viaggiare con i mezzi pubblici, cosa che permette anche di fare un
po’ di strada a piedi) posso confermare l’effettiva
consueta puntualità del servizio. Spendendo soltanto 1 euro
(27 in realtà l’abbonamento mensile per la
città), sul bus ci si può staccare dal tran tran
della vita quotidiana, prendendosi dei momenti per sé. E se
i tempi di percorrenza sono più lunghi è
altrettanto vero che si risparmiano i minuti spesi a cercare un
parcheggio.
Chiara Corti

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Giornale di
Brescia 02 febbraio 2010
Montirone Un bus
atteso 30 anni
Brescia
e il Comune dell’hinterland si apprestano ad essere
più vicini. I «pulmini arancio», fino ad
ora in partenza da Borgosatollo, allungheranno la corsa facendo una
tappa intermedia
MONTIRONE
Brescia e Montirone s’apprestano ad essere più
vicine. Niente stravolgimenti geografici, s’intende. Solo che
a breve i classici «pulmini arancio», che fino ad
ora si sono limitati a collegare la città con Borgosatollo,
allungheranno la corsa, passando anche da Montirone. Si tratta di una
piccola, grande rivoluzione attesa da quasi trent’anni.
La
richiesta dei cittadini
Tutto
è iniziato l’anno scorso, quando un gruppo di
mamme aveva chiesto un incontro con il neo sindaco Francesco Lazzaroni:
giusto per far presente «un forte disservizio, che ormai da
decenni siamo costretti a subire». Il fatto è,
spiegarono le mamme, «che alcune famiglie di Montirone,
peraltro in costante aumento, devono andare più volte al
giorno a Borgosatollo per portare i loro figli al capolinea della linea
14, a fianco della chiesa della Santissima».
Senza tanto
girarci intorno, insomma, in quell’incontro le mamme avevano
chiesto al sindaco di attivarsi «affinché i
pulmini arancio della Linea 14 non si fermino a Borgosatollo, come sono
soliti fare, ma facciano un po’ di strada in più,
arrivando a Montirone».
«Questo
atteggiamento costruttivo della comunità - dice ora che
è tutto sistemato Francesco Lazzaroni - ha indotto tutti
noi, e me personalmente, a farsi carico del problema per trovare una
soluzione: in fin dei conti, dal capolinea della Linea 14 al Comune di
Montirone non ci sono che un paio di chilometri... Eravamo convinti,
insomma, che con un po’ di buona volontà il
problema poteva essere risolto».
L’impegno
e la soluzione
Detto,
fatto: «Insieme con l’assessore Giovanni Bertozzi
mi sono dato da fare, peraltro trovando in Valerio Prignacchi,
presidente di Brescia Mobilità, una grande
disponibilità per poter finalmente far giungere a Montirone
il tanto agognato "pulmino arancio". Il servizio, infatti,
partirà in via sperimentale a cavallo tra febbraio e marzo:
in questa fase la fermata della linea sarà in
prossimità della nuova zona artigianale-commerciale a nord
del paese, dietro al Centro sportivo. Quando arriveremo a regime, se
nell’utenza di Montirone si troverà un positivo
riscontro, si potrà arrivare a quasi 30 corse giornaliere.
Come a dire che in certe fasce si potranno avere due corse
l’ora...».
Un
passaggio «storico»
Il sindaco
definisce questo servizio «qualcosa di storico». Il
collegamento fra Montirone e Brescia tramite la rete pubblica
cittadina, spiega, «era una sorta di chimera. Le precedenti
amministrazioni non erano mai riuscite a portare a buon esito questa
trattativa per presunti insormontabili problemi, tra cui le licenze
delle linee di trasporti che già operavano a Montirone e il
limitato numero di utenti. In effetti i problemi c’erano e ci
sono tutt’ora; ma con un po’ di buona
volontà ce l’abbiamo fatta».
Con gran
soddisfazione degli studenti «alcuni dei quali sono costretti
a partire alle 6.30 perché devono prendere due o tre mezzi
diversi per recarsi a scuola; e questo non è concepibile in
un Comune come il nostro, che dista pochi chilometri dalla
città. Ma saranno contenti anche i genitori, che, oltre a
non dover più fare un doppio abbonamento (Siae e Brescia
Mobilità), evitano anche di fare la spola diverse volte al
giorno tra Montirone e Borgosatollo. Un pensiero anche agli anziani e a
tutte quelle persone che, non avendo la patente, potranno finalmente
essere indipendenti e andare a fare una visita in città,
oppure recarsi da parenti e amici senza dover aspettare tante
coincidenze».
Non
c’è dubbio quindi che il nuovo servizio possa
rappresentare un passaggio importante per tutti i residenti di
Montirone, in particolare per gli studenti che potranno così
guadagnare un po’ di tempo al sonno.
Il
collegamento diretto fra Brescia e il Comune dell’hinterland
era atteso ormai da troppi anni e finalmente ora sta diventando un
fatto reale e concreto. È bastato un poco di impegno in
più per far quadrare orari e conti.gaf
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Bresciaoggi 03
febbraio 2010
LA PROTESTA.
Cambia l’orario, il mese di gennaio è stato
disastroso e febbraio inizia peggio
Da Chiari a Rovato i
pendolari esasperati
Giancarlo Chiari
Treni in ritardo
sia all’andata che al ritorno, prima classe inesistente,
convogli soppressi e carrozze sovraffollate
L’orario
è cambiato ma ritardi e disagi sono rimasti. Così
dopo un gennaio disastroso, secondo i pendolari del «Comitato
Rovato-Chiari-Romano» e di «Brescia in
orario», febbraio è iniziato anche peggio.
A far inferocire chi ogni mattina usa il treno per andare al lavoro
sono i regionali del mattino il «10616», che parte
da Brescia alle 6.56, il «2090» delle 8.45, e il
«2092» delle 8.27. Convogli che accumulano ritardi
su ritardi, fatali per i pendolari delle stazioni di Rovato e Chiari,
dove non si fermano gli euroespress. Alle loro proteste si sono
aggiunte, nelle ultime settimane, anche quelle di chi si serve della
linea Lecco Bergamo Brescia, in buona parte docenti e studenti dei
paesi bresciani e bergamaschi che frequentano le superiori a Palazzolo.
E sulle pensiline le proteste si sprecano. Roberta Altea, pendolare
rovatese racconta: «A Rovato il treno dovrebbe arrivare alle
8.37. Ero in stazione alle 8.30 quando è stato annunciato un
ritardo di 30 minuti salito senza spiegazione poco dopo a 40. Abbiamo
cominciato a pensare di salire sul treno successivo delle 8.58, invece,
facendoci sapere che il convoglio che stavamo aspettando aveva un
ritardo di 60 minuti hanno annunciato che quello successivo era
soppresso e a Milano siamo arrivati un’ora dopo».
Non bastassero i ritardi all’andata i convogli vanno a
rilento anche al ritorno. «Tutti i treni subiscono soste di
circa 10 minuti a Treviglio - spiega Adele Ghilardi, del comitato
pendolari Rovato Chiari Romano - per consentire il sorpasso
all’Eurostar che ha diritto di precedenza. Accumula ritardi
anche il treno 10637 che parte da Milano alle 18,15, che ha un orario
sfasato che, non dovrebbe subire gli effetti del sorpasso. Non se ne
salva uno: quando tutto va bene il ritardo a Romano è di 10
minuti e ci sono poi le stazione di Chiari e Rovato con soste che a
volte durano altrettanto. Non va meglio per i treni delle 18,25, il
Regionale 2109, o delle 19,25, il regionale 2111, partono prima
dell’Eurostar, poi si fermano per farlo passare».
Non bastassero i ritardi, pesano le condizioni del viaggio
«Prendo il 2088 da Rovato ogni giorno - racconta Eva Grisoni,
pendolare rovatese, descrivendo il suo viaggio del 12 gennaio - Mentre,
alcune settimane fa, attendevo sulla banchina con un compagno vedendo
un treno veloce passare molto lentamente abbiamo scorto solo sette
viaggiatori. Il nostro 2088, per una volta è arrivato
puntuale: siamo saliti in testa ma non c'era posto, lo abbiamo percorso
tutto attraversando qualche carrozza gelida, fino agli ultimi vagoni
dove siamo stati bloccati in corridoio dalla troppa gente. A Treviglio
è salita parecchia gente e il posto scarseggiava anche nei
corridoi: credo mancassero una o due carrozze. Dopo quasi due anni da
pendolare, sono stufa; nella settimana di Natale, per tre giorni
viaggiare è stata un’odissea».
E sulla composizione dei convogli Adele Ghilardi fa notare
«Gli R-Expressi, a lunga percorrenza viaggiano mediamente con
1-2 vetture fredde gelide: il treno R10616, ha almeno 30 anni,
è quasi sempre sporco, ha finestrini rotti. Quando arriva a
Romano chi sale si spintona per potersi sedere, e quando arriva a
Treviglio, diventa una scatola di sardine. Su questo treno, il
più affollato, manca perfino la prima classe nonostante
qualcuno abbia fatto l’abbonamento sperando di potersi
sedere. Altro che prima questo è un treno di terza
classe».
Come se non bastassero ritardi e sovraffollamento a Chiari la sala
d’attesa è chiusa al mattino, a Rovato i tabelloni
luminosi sono spenti e l’assenza di informazioni e
pressoché totale, tanto che il 26 gennaio, la notizia di uno
sciopero con relativa cancellazione di un convoglio è stata
annunciata direttamente in banchina.

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Bresciaoggi
01 febbraio 2010

IL
PRIMO STOP DEL 2010. Brescia ha un parco auto di 127mila vetture, delle
quali solo la metà ieri avrebbe potuto circolare. Ma le cose
sono andate diversamente
Traffico
quasi normale nel giorno del blocco
Mimmo
Varone
Uno
su quattro degli automobilisti controllati è risultato non
in regola Diversi i «furbi» e i
«distratti». Molte chiamate ai vigili per
spiegazioni
Brescia ha
un parco di 127 mila auto, e ieri solo la metà poteva
circolare liberamente. Tuttavia il traffico non si è affatto
dimezzato. A parte una mattinata «tranquilla», con
relativamente poche auto in giro, nel pomeriggio i bresciani sono
usciti di casa e si sono messi in macchina. Molti di loro non avrebbero
potuto. I controlli ci sono stati, e le sanzioni pure, ma
l’impressione (anche degli agenti della Polizia municipale)
è che lo stop alla circolazione sia stato preso sul serio da
una esigua minoranza.
Anche le
misure straordinarie di Brescia Trasporti, dal biglietto unico alla
navetta tra i parcheggi scambiatori, si sono rivelate quasi eccessive.
Ortomercato, Campo Grande, area Spettacoli viaggianti della Volta e
Auchan di Concesio hanno messo insieme circa 300 auto, e la navetta ha
viaggiato con 20, 30 persone a bordo. Il
«miniblocco» si è rivelato ancora
più mini delle previsioni.
OGGI I DATI
DELLE centraline Arpa diranno se è servito a qualcosa. Ma
c’è da dubitarne. In alcuni momenti, ieri,
è sembrato che il traffico cittadino fosse addirittura
più sostenuto che nelle domeniche normali. Se tanti non
erano soggetti a limitazioni, molti altri hanno fatto spallucce alle
polveri sottili e se ne sono guardati bene dal tenere l’auto
inquinante in garage. Come a dire che la «mobilità
privata» è un diritto sacrosanto sempre e comunque.
E
sì che le cose erano state fatte anche bene. Per la prima
volta in tutti i punti di ingresso alla città sono comparse
transenne e cartelli con tanto di divieto d’accesso. I vigili
hanno schierato sette pattuglie al mattino e altrettante il pomeriggio.
A consuntivo della giornata - spiega il comandante Roberto Novelli -
hanno fermato e controllato 215 auto e hanno elevato 55 verbali,
soprattutto per infrazione del blocco. Vale a dire che il 25 per cento
non era in regola. E quasi tutti si sono giustificati con il non
saperne nulla. Così ha fatto pure una signora cinese fermata
da una pattuglia in via Dalmazia nel primo pomeriggio. È
stata multata perché la sua Bmw era una Euro 3, e cascando
dalle nuvole chiedeva se l’indomani avrebbe potuto circolare
oppure no.
POI, CAPITA
ANCHE che paghi chi le regole le rispetta, ma fa parte del gioco.
È accaduto al conducente di un’altra Bmw fermata
poco prima in viale Venezia. Viaggiava su una Euro 4 diesel con tanto
filtro antiparticolato, e «se non avessi potuto circolare di
certo non mi sarei mosso da casa», assicura. Ma uno dei figli
nei sedili posteriori non aveva la cintura allacciata, e ha dovuto
comunque metter mano al portafogli.
In ogni
caso, dovevano essere parecchi più di quel 25 per cento
sanzionato, i «furbi» che hanno fatto orecchie da
mercante. Uno degli agenti di pattuglia in via Dalmazia ha ammesso che
a poterle fermare tutte, le auto in giro, «un 40 per cento
risulterebbe irregolare». Vero è che non ci si
può orientare dalle targhe, poiché moltissimi
hanno installato impianti a metano o Gpl grazie agli incentivi, ma
all’occhio esperto certe cose non sfuggono.
Non solo la
gran quantità di auto a gas, però, ha reso
difficoltoso il lavoro degli agenti. Il resto lo hanno fatto i permessi
speciali previsti per tante categorie. Così, a fermare
un’auto datata e sicuramente inquinante, capita di constatare
che il proprietario esibisca un’autorizzazione a circolare
comunque. È quanto accaduto ieri in viale Venezia con
un’Opel Astra che di anni ne aveva parecchi, ma poteva
muoversi.
Il traffico
c’è stato, insomma, e per parecchi motivi. Ma
tanti bresciani si sono mostrati ligi al dovere. Ne è prova
la valanga di telefonate alla Centrale di via Donegani fin dalla
mattina. A rendere incandescenti le linee, soprattutto i molti che
«non riuscivano a capire dalle sigle sul libretto di
circolazione se la loro auto fosse esclusa dal blocco oppure no -
spiegano i vigili -, e ci hanno chiesto aiuto».
NEL
POMERIGGIO, in ogni caso, il traffico cittadino è diventato
pressoché simile alle altre domeniche, anche per ammissione
della Polizia municipale. Lo stesso assessore all’Ambiente
Paola Vilardi, che è rimasta rispettosamente a casa, non si
sbilancia più di tanto. «Nella mia zona di Casazza
ho visto poche auto sulle strade - dice -, e da quello che ho sentito
il risultato mi sembra positivo, ma per dire una parola definitiva
è meglio aspettare i dati di domani (oggi, ndr)».
Vilardi, a
ogni modo, ricorda che insieme agli assessori al Traffico Nicola Orto e
ai Lavori pubblici Mario Labolani sta valutando «un pacchetto
di misure più completo». Se le concentrazioni di
polveri sottili restassero elevate nell’aria cittadina,
potrebbero arrivare anche le targhe alterne e «altre misure
più incisive per salvaguardare la salute dei
cittadini». Si punta pure su misure più
«strutturali» come gli incentivi al trasporto
pubblico, il potenziamento di Bicimia, il car sharing (che dovrebbe
debuttare la prossima settimana) e il car pooling, concertato con i
mobility manager di aziende ed enti pubblici.

25 per
cento di viaggiatori in più, ok per Bs Trasporti
Non
c’è stato l’assalto al bus, ma qualcuno
in più ha scelto il mezzo pubblico rispetto alle normali
domeniche d’inverno. Brescia Trasporti archivia la giornata
di blocco delle auto senza alcun problema.
Tutto
quanto era stato predisposto ha funzionato, anzi è sembrato
persino sovradimensionato rispetto alle necessità. Comunque
non è stato necessario intervenire per aggiungere corse
all’ultimo momento.
NEI
PARCHEGGI scambiatori gli autisti dei bus hanno contato circa 300 auto
nel complesso. Le più, 150 circa, erano
all’Ortomercato, dove ha fatto capolinea la navetta snodata
da 18 metri, sulla quale i passeggeri hanno avuto fin troppo spazio.
Ogni corsa ha portato dalle venti alle trenta persone, forse quaranta
nelle ore di punta. Comunque uno scherzo per bus che possono
accoglierne tre volte tante.
Una
sessantina di auto in sosta erano pure al parcheggio Spettacoli
viaggianti della Volta, anch’esso servito ogni dieci minuti
dai bus lunghi della linea 1. Altre quaranta automobili si sono fermate
a Campo Grande, anche se qui pare che siano arrivati soprattutto dal
centro, vale a dire dalla direzione opposta a quella prevista.
Evidentemente si è trattato di persone che andavano a
passare la domenica nel centro commerciale. Il resto,
un’altra cinquantina di automobili, forse di più
in qualche momento, si è fermata all’Auchan di
Concesio.
Sulla
navetta, tuttavia, non sono saliti solo quei trecento automobilisti che
hanno rispettato le regole e sono arrivati in centro con il mezzo
pubblico.
PER TUTTO
IL GIORNO il bus che ha fatto la spola tra i parcheggi di periferia ha
portato un migliaio abbondante di persone, tutto sommato più
di quante la stessa Brescia Trasporti si aspettava.
Il resto
della rete non è stato costretto a un eccessivo surplus di
lavoro. A fine giornata da via San Donino si dava un 20, forse 25 per
cento di viaggiatori in più rispetto al consueto. Non tanto,
ma neanche poco, tenuto conto che si è trattato di un blocco
davvero «mini».MI.VA.
LO
STUDIO. La ricerca in Lombardia ha elaborato una serie di dati prodotti
da diversi istituti
Costa
meno spostarsi in bus
A
parità di chilometri utilizzare il mezzo pubblico fa
risparmiare ai bresciani 86 euro al mese
Scegliere
l’ambiente fa bene anche alle tasche. A parità di
chilometri percorsi, chi usa i mezzi pubblici in Lombardia risparmia
mediamente più di 80 euro al mese rispetto a chi non
rinuncia all’automobile. E il risparmio è
più alto a Bergamo, Brescia, Pavia, Lecco, Milano e Monza.
Lo spiega un recente studio della Camera di commercio di Monza Brianza,
che ha elaborato dati Istat, Mse, ministero dei Trasporti, Censis,
Amministrazioni locali, DigiCamere, Registro imprese e Aci, e invita a
continuare con gli incentivi per il rinnovo dei veicoli commerciali
soprattutto.
Le stime del risparmio mensile a parità di percorso, rivela
ancora lo studio, dicono che usare il bus è più
conveniente per i bergamaschi, che ogni mese eviterebbero di spendere
88,2 euro.
A Pavia il risparmio sarebbe di 87,6 euro, a Lecco di 87,4.
Dopodichè vengono Brescia, Milano, Monza e Brianza con 86,4
euro. Nella classifica del risparmio seguono Sondrio con 84,5, Cremona
con 83,9 euro, Como e Mantova con 83, Lodi con 81,3, Varese con 75,8
euro.
Lo studio mette in fila le province lombarde anche rispetto alla
densità di veicoli per chilometro quadrato e al rapporto tra
popolazione e veicoli. Ne viene che Monza e Brianza,, ha la
più alta densità con 1.734 veicoli, seguita da
Milano (1.426) e Varese (577). Brescia si comporta abbastanza bene con
203.6 veicoli, meno di Bergamo (307.6), Como (365.4), Lecco (326.7),
Lodi (204.7), ma più di Cremona (150.4), Mantova (143),
Pavia (141.9) e Sondrio (46.4). E le posizioni in classifica non
cambiano di molto se si escludono i veicoli commerciali e si
considerano solo le autovetture. Che sono da noi 153 per kmq contro le
225 di Bergamo, 274 di Como e così via. Tutto ciò
fa dire che ambiente e sviluppo sono strettamente legati.
Perciò «occorre favorire gli incentivi per
migliorare e rinnovare il parco dei veicoli commerciali e incentivare
allo stesso tempo i cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici
opportunamente potenziati», sostiene il presidente della
Camera di commercio brianzola Carlo Edoardo Valli, che invoca una
cabina di regia per dare una risposta «di sistema»
per garantire la qualità della vita. Un’esigenza
che la qualità dell’aria di questi giorni in
Lombardia ribadisce.M.VA.
Giornale di
Brescia 01 febbraio 2010
Chiuso per smog
ma le auto ci sono
In centro moltissimi mezzi che non erano soggetti
a limitazioni Oggi in Giunta la presentazione di un piano
antinquinamento
Il blocco
c’è stato, ma le auto che circolavano ieri in
città erano molte. Forse a dimostrazione che il parco degli
autoveicoli guidati dai bresciani è stato rinnovato da poco
ed abbondano, evidentemente, i mezzi a gpl, metano, elettrici o ibridi,
ma anche Euro 4 a benzina o diesel con fap (filtro antiparticolato). La
conferma, anche, dal rapporto tra i controlli effettuati dalle 10 alle
18 dalle pattuglie della Polizia municipale e i verbali di multa
effettivamente compilati.
In totale gli autoveicoli controllati dalla Polizia municipale,
impegnata con sette pattuglie il mattino e sette il pomeriggio solo per
i controlli, sono stati 215 e le multe effettuate sono state 55, pari
al 25% del totale.
Meno le persone a piedi o in bicicletta, anche perché le
temperature di ieri non invitavano a lunghe passeggiate. Più
significative le presenze sui mezzi pubblici sui quali ieri si poteva
circolare con un solo biglietto valido per l’intera giornata.
La neve caduta anche in città venerdì scorso non
ha contribuito di molto a far diminuire la concentrazione di polveri
fini nell’aria, anzi. Ad evidenziarlo sono i dati del
bollettino giornaliero di qualità dell’aria
rilevati dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la
Protezione dell’ambiente della Lombardia che vanno
dall’una della notte tra venerdì e sabato alla
mezzanotte di sabato.
Mentre tutti gli altri inquinanti hanno fatto registrate valori al di
sotto dei limiti stabiliti dalla legge, le polveri sottili invece li
hanno ampiamente superati (il limite è di 50 microgrammi per
metro cubo).
Alla centralina del Broletto la concentrazione è stata di
113; in quella del Villaggio Sereno di 118; in quella di Sarezzo di 89;
a Rezzato di 78 e a Darfo di 96.
Al provvedimento «tampone» di ieri, tuttavia,
dovrebbe seguire un piano per limitare l’inquinamento
dell’aria che respiriamo e che dovrebbe essere presentato
oggi nella seduta di Giunta.
L’inquinamento atmosferico è un fenomeno che
caratterizza tutti i principali centri dei Paesi industrializzati. Le
principali differenze che si possono riscontrare tra un’area
e l’altra possono essere dovute a diverse tecnologie, modelli
di sviluppo urbanistico o modelli comportamentali differenti. La
principale forzante risulta però essere il fattore
meteoclimatico, dipendente tra l’altro
dall’orografia del territorio.
Le variabili meteorologiche sono di fondamentale importanza rispetto ai
livelli di inquinamento presenti. Regolano infatti la
velocità con cui gli inquinanti vengono trasportati e si
disperdono in aria o portati al suolo (rimozione da parte della
pioggia). Definiscono il volume in cui gli inquinanti si disperdono:
l’altezza di rimescolamento, connessa alla quota della prima
inversione termica, può essere identificata come la quota
massima fino alla quale gli inquinanti si diluiscono. Determinano la
velocità (o addirittura la presenza) di alcune reazioni
chimiche che determinano la formazione in atmosfera degli inquinanti
secondari, quali ad esempio l’ozono (es. radiazione solare).
Uno dei principali inquinanti presenti nell’aria in questo
periodo dell’anno si identica con le iniziali Pm10
(Particulate Matter): è la definizione generale con cui si
definisce un mix di particelle solide e liquide (particolato) che si
trovano in sospensione nell’aria. Con i termini Pm10 e Pm2,5
si indicano le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro
aerodinamico inferiore rispettivamente a 10 e a 2,5 µm.
Tali sostanze - in base alla descrizione dell’Arpa - possono
avere origine sia da fenomeni naturali (processi di erosione al suolo,
incendi boschivi, dispersione di pollini etc.) sia, in gran parte, da
attività antropiche, in particolar modo da traffico
veicolare e processi di combustione. Inoltre, esiste un particolato di
origine secondaria dovuto alla compresenza in atmosfera di altri
inquinanti che, reagendo fra loro e con altre sostanze presenti
nell’aria, danno luogo alla formazione di solfati, nitrati e
sali di ammonio. Si stima che in alcuni contesti urbani più
del 50% del particolato sia di origine secondaria.
I maggiori componenti del pm sono il solfato, il nitrato,
l’ammoniaca, il cloruro di sodio, il carbonio, le polveri
minerali e l’acqua. A causa della sua composizione, il
particolato presenta una tossicità intrinseca, che viene
amplificata dalla capacità di assorbire sostanze gassose
come gli idrocarburi policiclici aromatici e i metalli pesanti, di cui
alcuni sono potenti agenti cancerogeni. Inoltre, le dimensioni
così ridotte permettono alle polveri di penetrare nelle vie
aeree fino a raggiungere il tratto tracheo-bronchiale. Per il Pm10 i
valori limite, vale a dire le concentrazioni atmosferiche fissate in
base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o
ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana e
sull’ambiente sono di 50 microgrammi ogni metro cubo di aria
nell’arco di 24 ore per tutelare la salute umana. Tale valore
non deve essere superato più di 35 volte nell’arco
di un anno.
Il Brescia
01 febbraio 2010
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