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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 30 aprile 2010 - Notte Bianca 1000 Miglia
Due navette gratuite dalle 19,30
Antidoto alle limitazioni al traffico in centro e al rischio intasamento sul ring
In una giornata speciale, anche le limitazioni del traffico saranno speciali. E se alcune erano già in corso già nei questi giorni, dalle 21 di stasera sarà chiuso tutto il centro storico. Chi viene dalle zone periferiche della città, o dalla provincia, può cercare un posto su ring, controring o zone limitrofe (ma non sarà semplice); oppure - ed è l'opzione consigliata - parcheggiare al piazzale Iveco in quello del circo a Brescia Centro e di servirsi delle navette organizzate per l'occasione.
Limitazioni al traffico
Ecco una sintesi dei principali provvedimenti in centro storico per oggi: in piazza Loggia fino al termine delle manifestazioni, è interdetta la circolazione e la sosta veicolare, anche per bus e taxi. In piazza Arnaldo la circolazione è interdetta su tutta la piazza dalle 16 di oggi alle 3 del 1° maggio (sul lato sud fino alle 14). In piazza Vittoria divieto di sosta sui lati della carreggiata est dalle 6 di oggi e circolazione vietata dalle 15 (transito consentito, per residenti ed autorizzati, in doppio senso di marcia sulla corsia ovest); in piazza Mercato divieto di sosta dalle 13.
Inoltre dalle 21 fino a cessata esigenza, sono chiuse al traffico le strade del Centro Storico ricomprese all'interno del «ring», con accesso consentito ai residenti ed autorizzati compatibilmente allo svolgimento degli eventi in corso; eventuali ed ulteriori limitazioni potranno essere apportate dagli agenti o ufficiali preposti al controllo del traffico.
Numerose anche le deviazioni dei percorsi degli autobus: interessate le linee 1, 2, 4, 6, 10, 11, 12, 14, 17, 18 (maggiori informazioni sul sito www.bresciamobilita.it).
Parcheggi scambiatori
In occasione della manifestazione, Brescia Trasporti, in collaborazione con il Comune di Brescia, effettuerà il servizio di bus navetta che permetterà di raggiungere le zone di accesso al centro storico cittadino dai parcheggi scambiatori «Iveco» di via Volturno e «Spettacoli viaggianti» di via Borgosatollo (nei pressi del casello di Brescia Centro).
Il servizio si svolgerà gratuitamente per i passeggeri dalle 19,30 alle 2,30, con passaggi previsti ogni 10 - 13 minuti circa secondo i seguenti percorsi:
Navetta 1 (passaggi ogni 13 minuti). Andata: Parcheggio p.le Spettacoli via Borgosatollo, via Della Volta, via Cremona, via Zima, via Solferino, via Ferramola, via Vittorio Emanuele II (capolinea); ritorno: via Vittorio Emanuele II, largo Zanardelli, via Saffi, cavalcavia Kennedy, via Malta, via Cefalonia, via Zeno, via Lamarmora, via della Volta, via Borgosatollo, risvolta alla rotonda, capolinea fianco parcheggio p.le Spettacoli.
Navetta 2 (passaggi ogni 10 minuti). Andata: Parcheggio Iveco via Volturno, via Leonardo da Vinci, p.le Battisti (capolinea); Ritorno: P.le Battisti, via Montesuello, p.le Pola, via Trento, via Leonardo da Vinci, via Volturno, via Del Sebino, dx via Zamboni, parcheggio Iveco(capolinea).
È importante sottolineare che le navette non effettueranno fermate intermedie da un capolinea all'altro. Perciò è importante servirsi dei due parcheggi scambiatori. O sfidare il rischio intasamento delle zone attorno al centro storico. sam


Bresciaoggi 30 aprile 2010 - Notte Bianca 1000 Miglia

Due navette gratuite per tenere le auto fuori dal centro storico

Lo scorso anno parteciparono 75 mila persone: quest’anno è lecito attendersi un fiume notturno vicino alle 90 mila unità.
«Non diciamo quanta gente ci aspettiamo per scaramanzia - aveva detto qualche giorno fa Alessandra Bruni di Meet Comunication - : speriamo solo che non piova e che rispondano anche dalle vicine province di Bergamo, Mantova e Verona».
PER EVITARE di creare problemi di traffico che comunque sembrano difficilmente scongiurabili, il Comune in collaborazione con Brescia Trasporti ha istituito due linee gratuite di bus navetta che porteranno gli utenti direttamente nel centro storico di Brescia.
La navetta 1 partirà dal parcheggio all’uscita di Brescia Centro e finirà la sua corsa in via Vittorio Emanuele, all’altezza dell’autosilo.
La prima corsa partirà alle 19.30, l’ultima alle 2.30 e avrà una frequenza di circa 13 minuti.
La navetta 2 invece servirà la zona nord della città: partirà dal parcheggio Iveco e si fermerà a Fossa Bagni e avrà una frequenza di 10 minuti «prendendo servizio» alle 19.30 e terminandolo alle 2.30.
Per quanto concerne la circolazione normale, è interedetta al traffico il lato sud di piazza Arnaldo mentre non sarà possiible sostare su tutto il perimetro della piazza: saranno poi chiuse al traffico anche piazza dalle 19.30 via X giornate, piazza Loggia, corso Zanardelli, via Mazzini, galleria Tito Speri, via San Faustino, via Musei, corso Magenta e via San Martino della Battaglia.
CHI VOLESSE raggiungere la festa con mezzi propri può parcheggiare nelle strutture esterne al centro storico o sul ring ed entrare poi in centro a piedi.DI.BO.
Il Brescia 30 aprile 2010 - Notte Bianca 1000 Miglia


Giornale di Brescia 30 aprile 2010
Treno in ritardo, penali milionarie
Ansaldo Breda manca la data di consegna del secondo convoglio Brescia Mobilità: «Da oggi dovrà pagarci 60mila euro al giorno»
Nel Paese dei disservizi ferroviari, pare quasi banale parlare di un treno in ritardo. Ma la questione si fa più delicata se il convoglio che non arriva è il secondo dei 18 del Metrobus di Brescia. E che l'attesa non si allunga di qualche minuto, ma di una ventina di giorni. In altre parole, la consegna del treno «numero 2» della metropolitana leggera, prevista prima per fine 2009-inizio 2010, quindi posticipato con l'avallo di Brescia Mobilità a metà marzo per consentire più puntuali verifiche nella sede di Napoli di Ansaldo Breda, e da ultimo riaggiornata alla data di scadenza contrattuale, vale a dire a ieri, 29 aprile, non avverrà prima di metà-fine maggio.
Per ora, infatti, il treno - destinato assieme al primo, già a Sant'Eufemia, ad essere banco di prova per i restanti 16 e per l'intero impianto bresciano - sono ancora negli stabilimenti partenopei, dove mercoledì si sono recati anche i tecnici di Brescia Mobilità per fare il punto. Le ragioni del ritardo sono da ricercare nella necessità di terminare alcuni collaudi tecnici, per garantire la massima sicurezza e scongiurare la necessità di ricorrere a modifiche al treno una volta a Brescia.
Super penale: 60mila euro al giorno
La cosa ha mandato su tutte le furie l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani che ha chiesto un'immediata verifica a Brescia Mobilità. E Brescia Mobilità, non meno infastidita, non ha mancato di evidenziare l'inadempienza contrattuale che dal ritardo deriva, annunciando che da oggi scatteranno le penali, deterrente legale a simili ritardi: per ogni giorno di slittamento Ansaldo Breda sarà tenuta a rifondere a Brescia Mobilità la somma di 60mila euro. Per un totale che, nella più estrema delle ipotesi, potrebbe veder rientrare nelle casse di Brescia Mobilità, la non trascurabile cifra di 1,8 milioni di euro. Come e secondo quali modalità, se con versamento a parte, riduzione dell'importo da saldare a fine lavori o alternativa compensazione, dipenderà dagli accordi che intercorreranno tra le due aziende, come fa sapere il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi.
«Un ritardo su ritardo»
È proprio il vertice della società di piazzale San Padre Pio a spiegare come si è arrivati a questo punto: «Siamo davanti a un ritardo sul ritardo - stigmatizza Prignachi - dettato dall'esigenza di effettuare verifiche tecniche in fabbrica anziché a Brescia. Strategia che è stata condivisa al fine di evitare complicazioni logistiche che avrebbero potuto avere ricadute più pesanti. Tuttavia la scadenza contrattuale non è stata rispettata: le ultime indicazioni prevedono la consegna tra metà e fine maggio. Noi - prosegue il presidente - pur accettando forzatamente il ritardo applicheremo da oggi le penali all'azienda. Ma a parte il disappunto e il fastidio, siamo moderatamente tranquilli, visto che in termini generali il cronoprogramma dei lavori è rispettato e il ritardo non dovrebbe ripercuotersi sulla scadenza finale». Quanto agli altri 16 treni, la consegna dovrà avvenire, con frequenza sempre maggiore, sino a concludersi per la metà del 2011. E le prime prove sul «track test» del deposito del primo treno, quello già a Sant'Eufemia, dovrebbero comunque avvenire entro fine estate.
Ansaldo Breda dalla sua preferisce evitare repliche o fornire direttamente nuove scadenze, ma incassato il «warning», il segnale forte lanciato da Brescia, fa sapere che l'azienda «è concentrata sulla consegna dei veicoli. La nostra risposta sarà quella».
I collaudi all'origine dello slittamento
Delucidazioni sulle ragioni del ritardo le fornisce invece Mauro Rainieri, il corporate & Metrobus manager di Brescia Mobilità, i cui tecnici sono appena tornati da Napoli. «Quelli in atto sono collaudi già previsti, eseguiti in fabbrica invece che a Brescia. Si tratta di prove di sghembo, sollevamento e livellamento, e di rotazione dei carrelli, tutte verifiche che potevano essere eseguite solo ad assemblaggio del veicolo ultimato. In prima battuta le prove avevano dato esito negativo, così sono state ripetute dopo le opportune verifiche».
La prova di sghembo riguarda la simulazione dei comportamenti del treno in specifiche condizioni (su rotaia in curva o a binario inclinato), per le quali le norme limitano ad appositi standard le oscillazioni della cassa rispetto al carrello. Natura analoga hanno le prove di livellamento e sollevamento, mentre la rotazione del carrello deve accertare la possibilità di questo di effettuare gli angoli di rotazione previsti senza limitazioni. «Le prove effettuate, che saranno comunque ulteriormente ripetute - conclude Rainieri - ci rassicurano sin da ora sul fatto che il problema è stato risolto».
Gianluca Gallinari


Labolani: «Arrabbiati, esigiamo puntualità dalle aziende»
Manzoni (Pd): «Più trasparenza dall'Amministrazione»

L'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani non nasconde l'arrabbiatura: «Sulla scorta di un'interpellanza, mesi fa, ho chiesto ai tecnici di informarsi sulle tempistiche di consegna del secondo treno e mi è stato risposto che sarebbe giunto il 29 aprile. Memore della scadenza, nei giorni scorsi ho chiesto una verifica a Brescia Mobilità, e così è emerso il ritardo. Ho fatto presente la mia contrarietà: se faccio dichiarazioni mi aspetto che le indicazioni che richiedo siano veritiere, e così non è stato».
Di qui anche la richiesta che sia sanzionata l'azienda inadempiente: «Visto che a noi vengono mosse riserve quando vi sono dei ritardi, è giusto che Brescia Mobilità applichi le penali. Esigiamo la puntualità dalle aziende, tanto più che noi per primi stiamo correndo con la progettazione per rispettare in pieno il cronoprogramma».
Il ritardo nella consegna del secondo treno non stupisce di contro l'opposizione. Lo sottolinea Federico Manzoni, consigliere Pd: «Avevamo presentato un'interpellanza due mesi fa sulla scorta di rumors che avevamo raccolto su possibili ritardi. Eravamo stati rassicurati sul rispetto dei tempi. Vedere che così non è stato è per noi motivo di preoccupazione e rammarico. Ma è anche il caso di sottolineare come, nonostante le sollecitazioni, siano venuti a mancare con la nuova Amministrazione quelle occasioni annuali di verifica sull'avanzamento lavori e sul quadro finanziario del Metrobus che prima erano consueti. Ragione per cui come opposizione è probabile che autoconvocheremo un Consiglio sul tema per fare chiarezza».

Bresciaoggi 30 aprile 2010

TRASPORTI. Il direttore Claudio Garatti: «I 56 nuovi mezzi della flotta aziendale hanno questa risorsa tecnologica»

Gli autobus sono veri video-studi viaggianti

È comunque rigorosamente escluso che scrutino anche il mondo circostante dalla fermata alla strada

Ti osservano quando meno te l'aspetti. E spesso viaggiano anche con te. Le telecamere della videosorveglianza accompagnano ormai molti viaggiatori che si servono di mezzi di trasporto pubblico.
Gli autobus snodati di Brescia trasporti sono dei video-studi viaggianti, arrivando a contare anche 14 videocamere a bordo.
MOLTE sono strettamente di servizio (servono all'autista a controllare la situazione alle porte di accesso e uscita, a fare retromarcia, a monitorare i passeggeri) ma altre immagazzinano in memoria le immagini dei viaggiatori e i loro comportamenti. «Dopo le iniziative sperimentali del 2001, dominate dalla fragilità dei sistemi, oggi la tecnica è evoluta e i sistemi sono più efficienti» spiega il direttore Claudio Garatti.
E infatti tutti i nuovi mezzi di Brescia trasporti (i 20 autobus snodati da 18 metri e 36 autobus da 12 metri) sono stati acquistati con a bordo sistemi di videosorveglianza. 56 veicoli, sui 200 della flotta aziendale, dispongono di questa risorsa tecnologica.
«Ora mi accade normalmente - dice Garatti - che le forze dell'ordine ci chiedano le videoregistrazioni per indagini legate a qualche denuncia per episodi avvenuti a bordo». Rigorosamente escluso, invece, che i sistemi dei bus scrutino anche il mondo circostante, dalla fermata alla strada.
LA TIPOLOGIA del viaggiatore del bus urbano, che spesso copre solo pochissime fermate, è però poco sensibile al valore deterrente della videosorveglianza: «Le telecamere sono sempre indicate da cartelloni a bordo - spiega Garatti - ma francamente questa presenza viene poco percepita. Episodi capitano indifferentemente su mezzi videosorvegliati come su altri che non lo sono».
Risultati più incoraggianti - forse per la diversa tipologia dei viaggiatori e il prolungarsi della loro permanenza a bordo - sta dando l'esperimento avviato da un anno su 15 dei 283 automezzi della Sia.
«Stiamo uscendo dalla fase sperimentale dell'accordo stretto con prefettura di Brescia e Rsu - spiega il direttore di esercizio Roberto Salerno - e prevediamo che tutti i nuovi bus siano dotati di questi sistemi, per i quali sono previste apposite sovvenzioni. Le telecamere sono chiaramente segnalate, ed un primo effetto s'è visto: gli atti vandalici sui mezzi videosorvegliati sono decisamente diminuiti».
LA NUOVA direttiva fissa limiti precisi sull'angolo visuale e il divieto di zoom per questi tipi di videocamere viaggianti. Brescia non dovrebbe avere problemi a rispettare i vincoli. E, quindi, a proseguire nell'estensione dei sistemi «viaggianti».M.TE.


Il Brescia 29 aprile 2010
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Bresciaoggi 24 aprile 2010

MOBILITA’ SOSTENIBILE. Il Comune pronto a introdurre il sistema Az Mobility, sperimentato con successo a Bergamo

Il «car pooling» diventa realtà Otto adesioni, risparmi certi

Mimmo Varone

Poliambulanza, Città di Brescia, Sant’Anna, Zooprofilattico, Iveco, Università Statale, Ikea e Lonati aderiscono con 13 mila dipendenti

Ora con il «car pooling» si fa sul serio. L’idea di ottimizzare i viaggi casa-lavoro senza troppi posti vuoti in auto esce dall’estemporaneità e diventa progetto. Otto aziende per circa 13 mila dipendenti seguiranno il Comune battistrada e nel giro di qualche settimana riceveranno un pacchetto chiavi in mano che garantisce i vantaggi dell’auto condivisa. Non spenderanno un centesimo (il che non è affatto indifferente in un periodo di crisi), e neanche i loro «mobility manager» (che spesso si sobbarcano al ruolo in aggiunta alle ordinarie mansioni) saranno oberati da altro lavoro. Si creano, insomma, tutte le condizioni per il grande salto, che farà risparmiare migliaia di euro e di tonnellate di Co2 (anidride carbonica) oggi immesse in atmosfera.
IL PRIMO PASSO è stato mosso ieri mattina, quando l’assessore alla Mobilità Nicola Orto ha convocato in via Marconi i mobility manager delle cliniche Sant’Anna e Città di Brescia, dell’istituto Zooprofilattico, di Lonati, Università statale, Ikea, Iveco e Poliambulanza per aggiornare sull’attivazione di un progetto sviluppato da Az Mobility (Coop La Ringhera di Bergamo), finanziato da Loggia e Fondazione Cariplo e già sperimentato con successo nel 2007-08 a Bergamo, dove ha coinvolto 60 dipendenti per 20 equipaggi che non hanno più rinunciato ai vantaggi dell’auto condivisa. Tre sono stati dotati di una semplice attrezzatura di misurazione, che è in grado di registrare il tipo di vettura usata, i chilometri percorsi, i tragitti, le persone a bordo. E fa i conti. Si tratta di un piccolo computer dotato di sistema Gprs, di un lettore di prossimità Rfid simile a quello delle obliteratrici dei bus e di una card in dotazione a ciascun aderente.
In due mesi di sperimentazione il sistema ha dimostrato che i viaggi in auto si riducono da 143 a 52 (quasi il 60 per cento in meno con 2,5-3 persone a bordo in media). Si risparmia il 57 per cento dei chilometri percorsi e si evitano 376 chili di Co2. I tre equipaggi, che hanno percorso itinerari diversi, hanno risparmiato dai 1.400 ai 2.500 euro calcolati sul costo chilometrico Aci.
Il sistema di Az Mobility prende in considerazione, ai fini della ripartizione dei costi del viaggio condiviso, il 70 per cento del costo Aci. Il che è il vero asso nella manica, perchè rende conveniente mettere a disposizione la propria auto. Va ricordato che un terzo del costo Aci è dato da spese variabili (carburante, usura gomme, manutenzione) e due terzi dal rischio (il malus in caso di incidente) e dall’ammortamento dell’auto. Di questi due terzi il sistema ne considera la metà. Significa che i passeggeri trasportati collaborano non solo alle spese variabili, ma in parte pure al rischio e all’invecchiamento del veicolo.
Ieri l’amministratore delegato di Az Mobility Marco Bersani è venuto a spiegare il tutto alle aziende bresciane intenzionate a stare nel progetto, e ha illustrato i risultati di una simulazione fatta con una quindicina di dipendenti della Loggia distribuiti lungo l’asse da Toscolano Maderno a via Marconi. Nell’ipotesi che solo quattro di essi aderiscano, ciascuno per 226 giorni lavorativi (al netto anche delle ferie) con l’85 per cento di viaggi condivisi (calcolando possibili malattie) risparmierebbe dai 1.100 ai 2.500 euro annui. E insieme eviterebbero di emettere 3,3 tonnellate di Co2.
I MOBILITY MANAGER hanno potuto capire di cosa si tratti. Ora il primo passo toccherà a loro. Nel giro di un paio di settimane l’assessorato di Orto invierà la richiesta dei dati dei dipendenti con i luoghi di residenza (ma in forma del tutto anonima). Bersani e lo staff di Orto li analizzeranno per Comune e li tradurranno in progetti, come è stato fatto finora con i dipendenti della Loggia.
Poi saranno loro, i dipendenti stessi, a decidere di aderire o meno, alla luce dei vantaggi (certificati) che ne avrebbero. Con la precisazione che chiunque aderirà potrà entrare quando vuole nel portale di Az Mobility per monitorare i propri consumi e vedere quanto ha risparmiato.
Intanto, sull’esempio della Loggia, che ha riservato posti gratuiti per il «car pooling» nel parcheggio interno di via Marconi, le aziende stanno facendo la stessa cosa per dare un incentivo in più. Il Civile ha allo studio un regolamento che prevede la gratuità della sosta per le auto con almeno tre persone a bordo. Le altre aspettavano qualche sistema di controllo su chi aderisce al car pooling e non lo pratica. Ora potranno farlo.

Car sharing ok, Bici Mia 9 volte oltre le previsioni

È di grande suggestione, anche per i mobility manager delle otto aziende bresciane (più il Comune di Brescia) che adottano l’auto condivisa, vedere la gente di San Francisco in coda sotto il cartello del «car pooling».
Nella metropoli californiana basta diventare soci del club, ottenere la propria card magnetica e salire su una delle auto associate di passaggio. Si aspettano non più di 5 minuti, come si prendesse un taxi. Ed è quello che sogna l’assessore alla Mobilità Nicola Orto, anche per Brescia. Ieri ha impresso una svolta decisiva al percorso che porterà all’attivazione di un progetto di auto condivisa che dovrebbe piacere ad aziende e dipendenti. «Si inserisce nel Piano strategico della mobilità - spiega Orto - che prevede opere infrastrutturali e servizi come il car e il bike sharing, e rientra nel sistema intermodale per ridurre il traffico veicolare in città».
NON SARÀ forse automatica, l’adesione dei più al nuovo sistema di trasporto che permette corposi risparmi e dà una mano all’ambiente, «ma si candida a cambiare la mentalità dei cittadini che hanno già dimostrato di essere pronti a servizi innovativi», sottolinea soddifatto Orto. Lo dimostrano il successo di Bici Mia che, rivela, «ha sfiorato i 90 mila chilometri in un anno rispetto ai 10 mila delle previsioni», e il car sharing che «trova l’interesse di imprese e ragazzi e ora fa tendenza tanto che diversi locali cittadini vogliono ospitarlo». MIVA


Bresciaoggi 23 aprile 2010

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Si è parlato di mobilità nel «focus» svoltosi al Nuovo Eden. Al di là delle singole posizioni, tutti d’accordo: c’è molto da fare, e va fatto in fretta

Rete urbana e metrò, Brescia deve muoversi

Mimmo Varone

Nel giugno 2011 scadrà il contratto di gestione di Brescia Trasporti per l’area metropolitana. E a fine anno toccherà a Sia e Saia

Il tavolo dei relatori al focus sulla mobilità ospitato ieri dal cinema Nuovo Eden.
È solo un caso. Ma i tempi del Pgt seguono da vicino quelli del nuovo assetto del Trasporto pubblico locale (Tpl). E il focus di ieri sul tema «Muoversi a Brescia» non ha potuto girare intorno ai problemi. Ci saranno cose da fare, e anche alla svelta. Nel giugno 2011 scade il contratto di gestione di Brescia Trasporti per l’area metropolitana (città e quattordici Comuni contermini).
Alla fine di quell’anno scadrà pure il contratto di Sia e Saia, entrambe di proprietà della multinazionale inglese Arriva. Il direttore di Brescia Trasporti Claudio Garatti per ora può solo dire che «bisogna capire cosa fare» in vista del bacino unico provinciale (che è una certezza). Con il sottinteso che bisogna capirlo alla svelta.
C’è nell’aria l’istituzione dell’Agenzia regionale del Tpl. Per ora ferma al disegno di legge stoppato dalla tornata elettorale, ma verosimilmente - prevede Garatti - alla ripresa si partirà da lì. La metropolitana leggera entrerà in esercizio poco più avanti, all’inizio del 2013. Tuttavia bisognerà tenerne conto da subito, già nella definizione della nuova rete urbana ed extraurbana. Come non si potrà eludere a lungo la partita dello scambio mezzo privato e pubblico.
La rete urbana dovrà integrarsi con il metrò. Ed è ovvio. Ma dovrà pure imitarne gli standard di qualità, se non vuole giocare la parte da Cenerentola e perdere quanto ha finora costruito. Garatti prima, e il presidente Andrea Gervasi dopo, sottolineano i progressi compiuti in cinque anni, con il salto da 38 a 42,6 milioni di passeggeri trasportati all’anno e con quasi 9 milioni di chilometri percorsi. Appaiono come traguardi da difendere.
Ci vorrà l’integrazione tariffaria, perché non si può chiedere al passeggero di cambiare biglietto nella rete integrata. Oggi ci sono le linee «diametrali», che passano tutte per il centro. Domani dovranno esserci capolinea dei bus coincidenti non solo con quelli del metrò, ma pure con qualche fermata di transito. Nel centro dovranno muoversi bus più piccoli per una copertura capillare. E se l’asse nord-sud sarà servito dalla metropolitana, a quello est-ovest dovranno continuare a pensare i bus. E allora bisognerà decidere se l’interscambio avverrà alla stazione Vittoria - osserva Garatti - o alla Stazione Fs.
Se poi la scelta sarà quest’ultima, il piazzale della Stazione rischia di scoppiare sotto troppe funzioni, e converrà spostare i capolinea extraurbani nella nuova Brescia sud di via Sostegno collegata con sottopasso pedonale. Non per ultimo, bisognerà decidere che fare della Brescia-Edolo, che con il suo binario unico stenta a farsi linea metropolitana.
L’ALTRO TASSELLO del complesso puzzle viene dal consulente dell’assessorato alla Mobilità Michele De Beaumont, che parla di quanto fatto e quanto si sta facendo. Nel primo caso ci sono il Tavolo della fluidificazione che aggiusta il tiro sulle criticità - elenca l’ingegnere -, il bike sharing, il car sharing «pronto per essere potenziato». In corso sono la pianificazione della sosta in vista del metrò, la classificazione delle vie per identificare quelle di maggiore mobilità, l’estensione di bike sharing e rete ciclabile, la cabina di regia che regola il piano strategico, l’infomobilità per informare i cittadini sull’utilizzo del sistema.
Nel cinema Nuovo Eden, al tavolo dei relatori, davanti a una platea di un centinaio di persone, Antonio Musio - dell’assessorato ai Tempi, sussidiarietà e trasparenza - aggiunge altre tessere. Parla di «priorità della domanda sull’offerta» e di «unitarietà della risposta». Mette sul tavolo le esigenze temporali di persone e famiglie che influenzano le abitudini di mobilità. Lavora a coordinare gli orari di uffici, scuole e negozi .
Ma altre suggestioni vengono dai «discussant». Galeazzo Galeazzi, del Codisa di San Polo, lascia immaginare un sistema di parchi (delle Colline, Agricolo, delle Cave, del Mella), interconnessi tra loro a disegnare una sorta di cintura verde intorno alla città. Una cintura che sembra fatta apposta per muovercisi con mezzi alternativi. Qui non ci sono scadenze che costringano a fare in fretta. Piuttosto, c’è la Cittadella dello sport alle Cave, che romperebbe il cerchio.

MOBILITÀ. Anche progetti bresciani ammessi a godere dei finanziamenti europei

Treni: per la stazione Violino 600mila euro dalla Regione

Eugenio Barboglio

La linea servirà la città Otto milioni per realizzare la «bretella» tra la Piccola Velocità e l’autostrada

Il Villaggio Violino diventa terminal ferroviario. Detta così sembra un’affermazione un po’ forte. E infatti lo è. Ma la sostanza è comunque che il villaggio avrà una stazioncina ferroviaria dove si fermerà il treno della linea Brescia-Iseo-Edolo. Sarà probabilmente questo uno degli effetti dell’ammissione di una serie di progetti legati alla mobilità ai finaziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). L’approvazione è stata annunciata ieri dall’assessore alle Infrastrutture della Regione, Raffaele Cattaneo e prevede contributi anche per altri progetti da realizzarsi in città. Il primo è quello relativo alla bretella che dovrà collegare il polo intermodale della «Piccola Velocità» con il casello di Brescia Ovest dell’autostrada e con le tangenziali. L’altro è un finanziamento rivolto ad Infomobility, programma che il Comune ha pensato per ottimizzare il sistema della mobilità cittadina monitorando tecnologicamente il traffico.
Andando per ordine, la fermata del treno delle Ferrovie Nord non nasce dall’esigenza di agevolare i residenti del Violino che così potranno prendere il treno per Sebino e Vallecamonica senza andare in Stazione. L’ottica è diversa e risponde a quel piano stratigico intermodale con il quale la Loggia intende potenziare il trasporto pubblico complementare a metropolitana e autobus.
IN ALTRE PAROLE questi 594 mila euro (su un costo totale dell’opera di 1.320.961 euro) si inseriscono nel progetto di convertire quel tratto ferroviario ad uso della mobilità interna, a raggiungere la zona Ovest della città anche in treno, così come la Nord e l’estremo Est si raggiungeranno in metrobus.
L’assessore al traffico Nicola Orto ricorda tra i presupposti di questo piano il Patto del trasporto pubblico siglato con la Provincia, con il quale i due enti si impegnano a svolgere politiche di integrazione all’interno del bacino di città e hinterland. E pone il tema ulteriore della armonizzazione tariffaria tra i diversi sistemi di trasporto.
L’altro progetto parzialmente finanziato dai fondi Fesr è la «bretella» che metterà in comunicazione diretta la Piccola Velocità con gli snodi di uscita dalla città: autostrada e tangenziali. Un’opera per la quale il Broletto ha messo a bilancio quasi 18 milioni di euro e per la quale ora ne riceve quasi nove.
La «bretella» è considerata fondamentale, dal momento che la Piccola è destinata ad essere riqualificata. E con la riqualificazione finiranno col gravare sul polo-merci si dice oltre 400 camion al giorno. La bretella che sarà esclusivamente dedicata al traffico pesante, permetterà di alleggarire via Dalmazia e Orzinuovi che altrimenti rischierebbero il congestionamento. «Con la riqualificazione della Piccola rispondiamo ad un’esigenza da tempo segnalata dalle imprese, e con la nuova strada eviteremo che il traffico paghi un prezzo troppo alto», chiosa l’assessore Orto.
INFINE IL TERZO progetto preso in considerazione dal finanziamento, quello di Infomobility: riceverà 1,5 milioni di euro, la metà del costo preventivato per metterlo a punto. Un sistema complesso di gestione e di informazione sul traffico cittadino. Di monitoraggio e regolazione dei flussi nonchè di messa a punto delle migliori soluzioni per renderlo fluido. Ma anche di informazione al cittadino-automobilista su tutto quanto gli può essere utile per muoversi in città.

Giornale di Brescia 23 aprile 2010

Il ritmo del futuro punta sulla mobilità
Al centro del nuovo Piano l'integrazione tra i diversi servizi urbani, il potenziamento dell'asse est-ovest e la «rivisitazione» della sosta
Ritmo ed equilibrio. Questi i due principi che andranno a comporre, progetto dopo progetto, la mobilità di domani. Una mobilità più fluida, più organizzata, più efficiente. A raccontare prospettive e intenzioni, il focus tematico «Muoversi a Brescia», terzo appuntamento organizzato al cinema Nuovo Eden dall'assessore all'Urbanistica, Paola Vilardi, in vista della stesura del nuovo Piano di governo per il territorio. Perché per scrivere la città del futuro non si può prescindere prima di tutto dallo stato dell'arte; e poi «dall'ascolto dei cittadini».
Trovare «il giusto mezzo»
Più di qualche linea guida c'è. A partire dai princìpi che stanno alla base del nuovo Piano della mobilità urbana (Pmu), il documento in via di realizzazione che andrà a comporsi sulla scia di dati e rilievi. L'esito - e con esso le conseguenti contromisure - confluirà all'interno del Pgt, che detterà spazi e metodi.
E si parte dall'equilibrio. Dal rapporto cioè fra trasporto pubblico e privato in primis - perché «l'obiettivo non è evitare il traffico bensì la congestione» - ma pure di quello fra gli stessi mezzi. La cosiddetta «intermobilità», ossia mobilità a tutto campo. Ecco allora che, come spiega l'ing. Michele De Beaumont, verranno a breve implementati il servizio di Bicimia, di Car Sharing, ma - se e dove necessario - anche quello di alcune corse dei bus di linea. «Si sta lavorando per integrare al meglio i diversi servizi di trasporto - chiarisce De Beaumont - e questo proprio per riequilibrare il sistema, migliorarlo e abbattere i costi». Il tutto orientando la domanda attraverso un più puntuale coordinamento degli orari. Un discorso, questo, che si applicherà a breve anche al capitolo del Piano sosta, un dossier oggi ancora di passaggio, che troverà la sua versione definitiva con l'arrivo del metrò.
L'intermobilità che fa la differenza
Sul tavolo del focus, anche alcune questioni spesso dibattute: «Il servizio che il Metrobus effettuerà - incalza l'ing. Claudio Garatti di Brescia Trasporti - garantirà un eccellente livello per l'asse nord-sud, mentre l'asse est-ovest resta tutto da pianificare». Altro esempio è il nodo Stazione che in futuro vedrà concentrarsi molte più funzioni rispetto alle attuali. «Questo significa che sarà incentivato il transito degli altri mezzi pubblici a disposizione, così da creare una direttrice di collegamento altrettanto efficace». Il che si traduce con maggior numero di passaggi dei bus urbani ed extraurbani, più attenzione alle ciclabili - su cui pure l'Assessorato alla mobilità coordinato da Nicola Orto sta lavorando «con un'attenzione particolare» - e al trasporto ferroviario.
Altri 5mila parcheggi in arrivo
Infine, il dibattuto Piano sosta futuro. Modulato sulla scia del tracciato del Metrobus, sul quale ad oggi sono a disposizione quattro parcheggi per un totale di 2.800 posti. «Ne restano da realizzare altri sei - precisa Giovanna Prandini, a capo di Sintesi - che aumenteranno così l'offerta di altri cinquemila posti». Non solo. «Si rende necessario aggiornare l'offerta di posteggi pubblici in vista delle nuove trasformazioni, a partire dalle aree residenziali e dalla cittadella dello sport fino alla zona universitaria».
Sarà questo il momento in cui si rimodulerà anche il Piano sosta avviato lo scorso aprile, in cui centrale sarà il tema dei costi.
Nuri Fatolahzadeh
Dalla Regione 18 milioni per cinque progetti
Alcuni ancora sulla carta, come la nuova stazione della linea Brescia-Iseo-Edolo delle Ferrovie Nord al Villaggio Violino. Altri più concreti, come il progetto «BresciaInfo» del Comune di Brescia sull'alta tecnologia applicata alle informazioni sul traffico e sulla viabilità. Ed altri ancora già in fase di realizzazione, come la rotatoria tra via Orzinuovi, via Genova e via Varese, nell'ambito del collegamento stradale tra lo scalo merci della Piccola Velocità e le tangenziali di Brescia.
Sono cinque i progetti bresciani nell'ambito della «mobilità sostenibile» finanziati dalla Regione Lombardia attraverso il fondo Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale). Ad annunciarlo è l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo. «Il nostro lavoro prosegue - dichiara Cattaneo - anzi non si è mai interrotto. Nei giorni scorsi la Direzione generale ha portato a termine la procedura per l'approvazione della graduatoria e l'assegnazione dei finanziamenti. Si tratta di interventi importanti per migliorare la mobilità nella nostra regione e che hanno grossa valenza per i territori interessati».
Nelle graduatorie sono elencati i 55 progetti (presentati da Enti locali, Ferrovie Nord e Rfi) che riceveranno da Regione Lombardia contributi per 114,6 milioni di euro, a fronte di investimenti di 304,6 milioni di euro. A Brescia arriveranno oltre 18 milioni di euro. Il finanziamento più cospicuo (7,3 milioni di euro a fronte di un costo totale di 14,6 milioni) riguarda l'unico progetto di ambito provinciale: il collegamento tra la strada Provinciale 668 Lenese e la strada Provinciale 11 Padana in variante all'abitato di Travagliato. Gli altri sono progetti che riguardano la città e in particolare lo sviluppo dell'intermodalità, passeggeri e merci.

Il Brescia 20 marzo 2010
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Brescia - Iseo - Edolo
Pubblicata sul sito della Stadler la brochure dei nuovi treni che arriveranno a partire dal 2011
clicca sull'immagine per accedere alla 
brochure
http://www.stadlerrail.com/media/uploads/GTW_DMU_FNM_i.pdf

Giornale di Brescia 09 aprile 2010
Brescia-Edolo: otto nuovi treni
Entro dicembre sarà consegnato il primo convoglio per le Ferrovie Nord. Operazione da 25 milioni
ISEO Il primo degli otto nuovi treni attesi sulla Brescia-Iseo-Edolo arriverà il prossimo dicembre. Poi progressivamente il rinnovamento della flotta si completerà nel giro di sette mesi, con arrivi periodici fino a giugno del 2011, che porteranno sulla strada ferrata camuno-sebino-franciacortina altri sette mezzi, per un investimento complessivo di 25 milioni di euro, 22 dei quali stanziati dalla Regione Lombardia e 3 dalla Provincia di Brescia. I nuovi treni, scelti dal gruppo Trenitalia-Le Nord, saranno prodotti dalla società svizzera Stadler e avranno caratteristiche simili a quelle dei due già in servizio da un anno.
«Un più facile accesso alla rete produttrice e il passaggio della funzione di committenti alle Regioni, ha dato il via a uno sviluppo che negli ultimi anni ha portato sul mercato numerose automotrici leggere - spiegano le Ferrovie Nord in un comunicato - che rendono il parco treni sempre più simile a quello delle metropolitane. Tra quelle di maggior successo vi è proprio l'automotrice articolata Gtw, destinata a rinnovare presto la ferrovia dell'Ovest bresciano e già oggi diffusa sulle strade ferrate europee con quasi 500 esemplari. Grazie alla loro struttura i nuovi treni saranno disponibili in versione diesel-elettrica. La loro caratteristica più tipica - si legge nella nota stampa - è il modulo di alimentazione, in cui si trova l'intero impianto di trazione, posizionato al centro del treno. La separazione tra la motrice e le carrozze garantirà infatti un comfort particolare, in grado di evitare ai passeggeri rumori o vibrazioni causate dal motore».
L'acquisto di quest'ultima tranche di treni nuovi da parte della società che gestisce la linea è stato preceduto da interventi durati circa un decennio e costati 100 milioni di euro. Risorse impiegate per rendere più moderni e sicuri i 103 chilometri della ferrovia che dalla città sale fino all'alta Valcamonica, attraversando la Franciacorta, il Sebino e la Valle, zone dalla forte vocazione turistica. Gli interventi per la sicurezza hanno previsto la protezione con barriere di tutti i 97 passaggi a livello pubblici della linea, con l'eliminazione di 58 passaggi a livello a cui si sta aggiungendo la chiusura di altri due (i lavori sono in corso) nel Comune di Sonico. A queste operazioni va aggiunta l'installazione del sistema denominato «blocco conta-assi», l'installazione del sistema «supporto condotta» (lavori in corso) e la creazione di nuovi sottopassi a Pisogne, Cividate Camuno e Castegnato.
L'insieme degli interventi di ammodernamento, servito anche per accrescere la competitività, ha migliorato in maniera considerevole i tempi di percorrenza della tratta ferrata (un tempo tallone d'Achille dei trenini arancio) e le condizioni di comfort del viaggio. L'aumento complessivo della velocità è stato reso possibile soprattutto attraverso il cambio dei binari, le rettifiche di alcune curve e il rinnovo dell'armamento della sede ferroviaria nei tratti di Pisogne, Sale Marasino e Bornato. Nuovo anche l'interscambio di Capo di Ponte e recente l'adeguamento del deposito di Iseo e delle officine meccaniche, dove ancor oggi vengono effettuate riparazioni e lavorazioni di grande qualità.
Flavio Archetti
 
Tre «generazioni» di treni in servizio sulla Brescia-Iseo-Edolo: da sinistra l'automotrice 668-121 riportata nella vecchia livrea arancione della Snft, quindi una littorina 668 «riammodernata» (di colore bianco-blu) e uno dei due nuovissimi Atr 220 entrato in servizio esattamente un anno fa sulla linea gestita da LeNord (foto Carlo Bonari)


In carrozza alla scoperta di sapori e storia
BRESCIATurismo ferroviario: tre proposte nell'Ovest bresciano per questo inizio di primavera. L'associazione «Ferrovie turistiche italiane», con sede a Palazzolo, ha organizzato infatti due treni a vapore per il 25 aprile e 1° maggio in occasione della Sagra del brasato di Capriolo, della visita guidata storico-culturale a Palazzolo e per la festa di primavera a Paratico e sul lago d'Iseo.
Per domenica 25 aprile la Fti, con la collaborazione di Trenitalia, il Comune di Palazzolo e di Capriolo, ha organizzato un treno a vapore che partirà da Milano Lambrate alle 8.45 con arrivo a Palazzolo alle 10.20, dopo soste a Treviglio e Bergamo. Qui i viaggiatori avranno la possibilità di partecipare alla scoperta di Palazzolo tra storia, ambiente e gastronomia oppure proseguire il viaggio con la vaporiera lungo la Palazzolo-Paratico per raggiungere la fermata Capriolo e quindi la tradizionale sagra del brasato organizzata in paese.
Per chi partecipa al tour turistico a Palazzolo il programma prevede la visita alla torre di San Fedele, al castello medioevale, al torrione di Mura, alla Pieve e ai parchi fluviali con possibilità di pranzo presso ristoranti convenzionati. Per chi invece proseguirà sino a Capriolo, l'arrivo è previsto alle 11 ed a seguire la visita al Castello e al museo agricolo e del vico Ricci Curbastro e il pranzo tipico.
Sabato 1° maggio invece, in occasione della festa di primavera organizzata ogni anno dalla Ferrovia del Basso Sebino, è previsto un treno a vapore da Bergamo a Paratico-Sarnico. Partenza dalla città orobica alle 9.55 con arrivo a Palazzolo alle 10.40 e a Paratico alle 11.05. Alle 11.30 partenza con il battello dall'imbarcadero di Sarnico per Clusane dove è possibile pranzare in un ristorante convenzionato. Alle 15.10 partenza da Clusane per Iseo con visita del centro storico e rientro alle 17.35.
Per maggiori informazioni su orari e costi nonché per le prenotazioni è possibile visitare il sito www.ferrovieturistiche.it oppure telefonare allo 0307402851 o 3388577210. bon

Bresciaoggi 09 aprile 2010

LA PRESENTAZIONE. Gli 83 mila metri quadrati del sito comprendono due cascine (la Rosa e la Bredina) e alcuni magazzini del Comune

Metrò: la stazione Poliambulanza nodo cruciale dell’interscambio

Mimmo Varone

Avrà il compito di intercettare automobili e bus per portare in città i loro passeggeri. E il parcheggio da 400 posti in seguito potrebbe raddoppiare

Quasi 18 mila metri quadrati di residenze private, 5.690 metri di terziario privato e 22.760 di servizi pubblici in un’area di 98 mila metri. La stazione Poliambulanza delinea la più complessa e significativa trasformazione urbana lungo il corridoio del metrobus. Ed essa stessa sarà un nodo fondamentale di interscambio all’ingresso sud della città.
La dodicesima stazione a partire dal nord, assieme ai capolinea del Prealpino e di Sant’Eufemia avrà il compito di intercettare auto e bus per portare i loro passeggeri in città sulle carrozze del metrò. Per questo avrà subito un parcheggio a raso da 400 posti, che in seguito (e se le esigenze lo richiederanno) verrà raddoppiato con un piano sopraelevato.
Gli 83 mila metri del sito comprendono due cascine (Rosa e Bredina) che verranno tenute separate da una corona libera, e magazzini del Comune. Confinano a nord con l’attuale parcheggio della casa di cura Poliambulanza, a ovest con il quartiere residenziale cresciuto negli anni Sessanta e Settanta a partire da via Duca degli Abruzzi. A sud e a est hanno il parco agricolo di San Polo tagliato in due dal tracciato del metrò. Si pongono, dunque, in un brusco passaggio dalla città ai campi. Saranno riorganizzati per darle un confine più definito, e modellare una nuova idea di insediamento.
UNA NUOVA STRADA dalla rotatoria di via Maggia si svilupperà su aree agricole per una lunghezza di 800 metri e poi andrà a raccordarsi a via Don Pinzoni con una rotatoria. Una seconda rotatoria più a sud, all’incrocio con via Bissolati, la collegherà al parcheggio d’interscambio. In futuro si prolungherà fino a via Foro Boario e diventerà l’accesso alla città dal casello di Brescia centro. Si tratta di un viale di 24 metri di larghezza, ma con due sole corsie di marcia da 4 metri e mezzo l’una più un metro di banchina, separate al centro da una fascia verde piantumata e ai lati da due fasce alberate larghe due metri e mezzo. Un percorso ciclopedonale sul lato ovest fiancheggerà lo sviluppo della strada, integrata nel paesaggio agricolo dal triplice filare di alberi.
La rotatoria in corrispondenza dell’area di interscambio dovrà rendere agevole l’ingresso e l’uscita dei bus verso il loro terminal adiacente alla stazione del metrò. E segnerà il passaggio della strada dall’ambiente agricolo a quello urbano. La seconda rotatoria all’incrocio tra le vie Bissolati e Don Pinzoni la collegherà al quartiere esistente e alla Poliambulanza. E una terza rotatoria è prevista ancora più a nord, tra le vie Balestrieri e Romiglia, in anticipazione del prolungamento verso via Foro Boario.
La strada taglia il sito in due. A ovest ci sono i tre sedimi dell’edilizia privata da 17.710 metri quadrati complessivi di superficie lorda di pavimenti, i cui progetti sono in fase istruttoria e in attesa della convenzione (con gli oneri di urbanizzazione a scomputo verrà realizzata la rotatoria su via Bissolati e la fascia verde lungo la strada stessa). A est, dove si trova la stazione del metrò, ci sono le aree (tutte comunali) destinate a servizi pubblici, che potrebbero essere usate per l’ampliamento della Poliambulanza, e a terziario privato.
Qui, intorno alle scale di accesso alla metropolitana si svilupperà un sistema di percorsi pedonali che convoglieranno verso la fermata dei bus, e sul lato nord due edifici definiranno uno spazio urbano per scongiurare il rischio di creare un punto d’interscambio isolato. Insieme disegneranno una sequenza di piazze in stretta relazione, e in contrapposizione con i bordi a contatto con la campagna.
Il rischio dell’isolamento, peraltro, non esisterà più quando lo spazio vuoto sarà riempito da fabbricati allineati su due assi portanti. Quello nord-sud parte dall’ingresso della Poliambulanza e scende verso la stazione del metrò. L’altro, est-ovest, parte da via Tosetti e dal vecchio quartiere per andare verso la campagna. Saranno assi pedonali.
IL PRG LA DESTINA a servizi pubblici. Tuttavia «non escludiamo modifiche in sede di Pgt, fermo restando il rispetto delle aree verdi», sottolinea l’assessore all’Urbanistica Paola Vilardi, che ieri mattina ha presentato le linee guida delle opere complementari delle stazioni Poliambulanza e Volta insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani e al presidente della commissione Urbanistica Marco Toma.
Delle urbanizzazioni, insomma, e soprattutto di quelle destinate a servizi pubblici, si parlerà in seguito. Entro gennaio 2013, per trovarsi pronti con l’entrata in esercizio del metrò, dovranno essere pronti i parcheggi scambiatori per auto, le fermate dei bus urbani ed extraurbani, la nuova strada tra via Bissolati e via Maggia, gli spazi pedonali intorno alla stazione e i percorsi di collegamento al quartiere.
Nel compresso ci vorranno otto milioni di euro abbondanti. Il parcheggio da 400 posti a raso ne prenderà 2,6 (più 400 mila per il verde di mitigazione) e altri 3,15 la strada. Oltre 700 mila euro serviranno per la stazione dei bus, 320 mila per la pavimentazione degli spazi intorno all’ingresso della stazione del metrò e il resto per la riqualificazione del verde e i percorsi pedonali.
Notevole sarà il grande passaggio ciclopedonale sotto la nuova strada, che permetterà il collegamento tra il quartiere (via Tosetti) e il metrò.

Giornale di Brescia 09 aprile 2010
Metrò, la linea verde per le stazioni del sud

Ieri la presentazione della fermata Poliambulanza, che sorgerà
al limite dei campi. Al centro una nuova strada e un sottopasso

Chi, nel gennaio 2013, scenderà alla tredicesima fermata del tracciato Metrobus si troverà nella stazione Poliambulanza. E sarà proiettato in uno scenario a metà strada tra il ritmo delle vie di quartiere e la quiete della campagna. Le parole d'ordine scelte per disegnare questo pezzo di città balzano subito all'occhio: verde, servizi ed intermobilità. Verde perché i tessuti edilizi esistenti - insieme ai nuovi che sorgeranno - si sfrangiano verso campi sterminati; servizi perché si tratta di un comparto destinato ad ampliare la già rigogliosa offerta esistente (si pensi, ad esempio, alla presenza della Casa di cura Poliambulanza, dell'Asl e del liceo Leonardo); intermobilità perché nasce a ridosso di rilevanti arterie (il casello autostradale, la tangenziale) ma, soprattutto, per l'avvento dei vasti spazi dedicati al passaggio tra auto-metropolitana-bus di linea-bicicletta.
Una cittadella dei servizi pubblici
«Si tratta della più importante trasformazione del corridoio del Metrobus - anticipa l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani - poiché l'ambito interessato è in assoluto il più vasto e, nel contempo, comprende una forte espansione insediativa di servizi pubblici». Guardando lo stato dell'arte lo spazio si sdraia lungo 98mila metri quadrati complessivi, di cui 17.710 riservati a residenza privata, 5.690 al terziario privato e 22.760 dedicati a futuri servizi pubblici.
«Fatte salve le nuove costruzioni private, che saranno regolamentate da un'apposita convenzione - precisa l'assessore all'Urbanistica, Paola Vilardi - le restanti volumetrie dedicate ai servizi restano ancora una partita aperta, che verrà definita con la stesura del nuovo Pgt». Se cioè si era ipotizzato un possibile ampliamento della Poliambulanza, questo sarà comunque oggetto di valutazioni future.
Una (nuova) strada per tre destinazioni
Dal punto di vista della viabilità sono due le «rivoluzioni» descritte. Prima fra tutte l'arrivo di un nuovo asse in grado di collegare il casello autostradale di Brescia Centro a via Foro Boario. Il nastro stradale attraverserà le vie Maggia e Don Pinzoni e sarà intervallato da tre rotatorie: la prima, già esistente, all'altezza appunto di via Maggia; la seconda all'incrocio fra via Don Pinzoni e via Bissolati - che riannoderà il nuovo passaggio al quartiere e alla Poliambulanza -, la terza fra le vie Balestrieri e Romiglia, lontana quindi dal sito del metrò, ma necessaria per il prolungamento sino a via Foro Boario.
Un sottopasso fino a via Tosetti
Proprio per evitare una cesura con il borgo esistente, si fa spazio nel progetto anche un sottopasso ciclo-pedonale in direzione est-ovest. Questo, partendo dalla stazione Metrobus e passando in mezzo ai nuovi edifici, consente così di sbucare in via Tosetti. Il tutto inserito in un cuore verde, un polmone che contorna e perimetra i 17.700 mq d'intervento e che, nel contempo, mira a rafforzare il legame con il parco di San Polo. Senza però scordare la zona parcheggio, prevista in via Bissolati per lo scambio tra mezzi pubblici e privati: pensato per una capienza massima di 800 posti, per il 2013 ne verranno realizzati 400 a raso. Opere, queste, tra le più costose del dossier Metrobus, che si quantificano in 8.128.000 euro di spese.
Nuri Fatolahzadeh


Volta, un boschetto e nuova viabilità
È tra le stazioni più piccole, a caratterizzarla è l'attenzione al traffico non solo automobilistico
Il suo fiore all'occhiello sta nel bosco in miniatura che la affianca. Sarà proprio questa punteggiatura di verde a caratterizzare la stazione Volta, la dodicesima del tracciato e insieme una tra le più piccole (si tratta di 6.550 metri quadrati d'intervento complessivi) e tra le meno costose (si parla infatti, in totale, di un investimento pari a 818.000 euro).
L'area su cui si concentreranno gli interventi previsti è costituita principalmente da spazi aperti che confinano ad est con il cimitero della Volta, a nord con una piccola area agricola, a sud con un parcheggio secondario e con una zona agricola, ad ovest con via della Volta e, quindi, con il quartiere di Porta Cremona e via Boves.
«Lo spazio - precisa l'assessore Labolani - è caratterizzato da una densità edilizia molto alta», un aspetto, questo, che permetterà cioè di raccogliere un consistente bacino di utenti. «Lo studio condotto - prosegue l'assessore - è stato finalizzato ad inserire la stazione in maniera armoniosa nel contesto, definendo un'ambientazione coerente rispetto alla destinazione a parco delle aree ed alla presenza degli spazi verdi già esistenti nell'area di rispetto del cimitero». La chiave di volta del nuovo disegno sta nei futuri passaggi pedonali, studiati e immaginati - in assenza di una possibile piazza di scambio tra mezzo pubblico e privato - per raggiungere le tre dorsali cardini del traffico cittadino della zona: via Cremona, via Volta e via Duca degli Abruzzi.
Guardando più da vicino il progetto, la passeggiata pedonale verso est risulta nevralgica per le connessioni pedonali, poiché consente di evitare il periplo dell'isolato e raggiungere, partendo da via Volta, via Duca degli Abruzzi dove, oltre agli ingressi di chiesa, oratorio e cimitero, sono sistemate le fermate dei bus extraurbani. Il secondo percorso si snoda verso nord, sul lato est di via Cremona, che si collega così alla fermata del metrò. Infine, l'asse che si affaccia su via Volta, ossia la marcia verso sud: questa si rivolge dalla stazione al parcheggio pubblico e alla fermata degli autobus.
«Dovendo riorganizzare la pista ciclabile, che verrà prolungata fino all'incrocio con via Ziziola - fanno notare i tecnici del gruppo di lavoro Luigi Alessandri, Claudio Bresciani e Paolo Livi - si provvederà a realizzare ex novo il marciapiede del lato est di via Volta, portandolo ad una larghezza sufficiente per contenere tanto il percorso pedonale quanto quello ciclabile, separando i due ambiti». C'è poi il nodo del vecchio parcheggio pubblico, ora utilizzato per i cantieri: per il gennaio 2013 è previsto il suo ripristino per una capienza massima di 63 posti auto, cui pure si affianca una piccola isola riservata al servizio noleggio biciclette «Piùbici» e agli stalli necessari.
Infine, la questione traffico. Già, perché stando agli studi condotti dall'Assessorato alla mobilità, le code di veicoli e autobus in direzione della rotatoria di via Volta si fanno sempre più insistenti. A causarle, la presenza di una sola corsia d'innesto che si è dunque pensato di raddoppiare «ad una quota rialzata di 15 centimetri rispetto al piano stradale». Le due fermate degli autobus «verranno poste poco più a sud della stazione Metrobus - concludono i tecnici - mentre gli attraversamenti pedonali saranno raccolti intorno all'anello della rotatoria per poi essere adeguatamente segnalati con un'illuminazione loro dedicata».
Il costo complessivo per la realizzazione del progetto, viabilità annessa, è di 818.000 euro, di cui 496mila dedicati agli spazi pedonali pavimentati in granito, 84mila al percorso a nord del cimitero verso via Duca degli Abruzzi, 90mila per la sistemazione di via Volta e 148mila per il ripristino del parcheggio. n. f.


Giornale di Brescia 07 aprile 2010

Stazioni, scatole di luce tra sottosuolo e cielo
Saranno l'elemento principe del sistema per tutta l'utenza: ecco gli esempi di Brescia Due (profonda) e S. Eufemia (viadotto)
Dall'alto, dal cantiere che affaccia su via Cefalonia, là dove un tempo si scorgeva solo un enorme cratere, ora non si vede che una distesa di cemento, in parte già coperta e sovrastata da quelli che si intuisce essere dei lucernari.
La grande sala di Brescia Due
Così, quando si scende la vasta scalinata della stazione di Brescia Due - 7 metri di larghezza - che conduce a una sorta di grande ballatoio da cui si diparte una seconda rampa di scale, la suggestione per l'occhio è notevole: quella che appare assomiglia più alla hall di un grande albergo che a una stazione di metrò. Ai piedi della lunga scala si apre una vasta sala dominata da due passerelle, con lo spazio ripartito da due enormi coppie di travi in acciaio, che, inclinate, vanno da una parete all'altra della scatola di calcestruzzo. L'intero ambiente, privo di zone cieche, è invaso dalla luce del sole: quella che piove dai sei lucernari posti sulla sommità - visti dall'alto, dicono i tecnici di Brescia Mobilità, assomiglieranno a piramidi sghembe di cristallo, illuminate la notte - dai quali la luce diurna, scivolando sulla parete inclinata che conferisce una forma avveniristica all'intera stazione, arriva sino in banchina. Per accedere alla quale, gli utenti non dovranno far altro che percorrere un lungo corridoio (sul piano chiamato «mezzanino») e imboccare una scala se la direzione del metrò prescelta è quella la cui banchina si trova sullo stesso lato della rampa d'accesso. O in alternativa percorrere una passerella, perpendicolare all'asse della stazione, che conduce ad una scala parallela alla prima, con accesso all'opposta banchina. Sotto le passerelle, tra i due «marciapiedi» di salita o discesa, stanno - o meglio staranno - i binari lungo i quali sfileranno i treni, a 23 metri sotto terra. In piena luce.
Scale mobili e rivestimenti
In alternativa, per accedere tanto al mezzanino, quanto alle due opposte banchine sono previsti appositi ascensori, da 16 persone l'uno e totalmente trasparenti per una maggior sicurezza. Non solo. Dal mezzanino partiranno anche due rampe di scale mobili, per discesa e risalita più confortevoli. Ma non si esclude, come già previsto alla Stazione Fs, di dotarne anche la rampa di scale d'accesso. Se ora, in parte, la stazione ha ancora aspetto di cantiere, già si scorgono i rivestimenti delle pareti - che saranno uguali in tutte le stazioni - con piastrelle di gres porcellanato in grigio scuro, e dei pavimenti, con lastre di granito in grigio più chiaro. Mancano ancora all'appello le pareti di cristallo che fiancheggeranno le banchine per separare le vie di corsa dei treni dai marciapiedi, con porte automatiche che si apriranno solo al momento dell'arrivo di un convoglio. Non ci saranno invece tornelli agli accessi: una soluzione voluta per rendere più pratici e sicuri gli accessi in stazione. A controllare l'avvenuta vidimazione dei biglietti, proprio come sui bus in superficie, ci saranno squadre di stewart.
S. Eufemia, fermata... sospesa
Se quello di Brescia Due è il modello di tutte le stazioni in galleria profonda (dal Civile a Volta, Vittoria e Lamarmora escluse), ben diverso appare l'impianto delle stazioni in viadotto, S. Eufemia e Sanpolino. Sospese a 7 metri d'altezza, assomigliano a scatole di calcestruzzo e cristallo. Al di sotto, tra i pilastri del viadotto, si apre l'atrio d'ingresso, dai lati opposti del quale partono rampe di scale (che sovrastano i locali tecnici) e ascensore. Giunti alla quota del viadotto, si accede alla stazione vera e propria, che amplia di una ventina di metri la normale larghezza del viadotto (9). Lunga 60 metri, è sormontata da un tetto di lamiera isolata e coibentata, ha pareti integralmente di cristallo. Già si scorgono le sei porte automatiche per lato per l'accesso ai treni: in questo caso le banchine sono infatti esterne rispetto alla stazione. A tutto vantaggio del colpo d'occhio.
Gianluca Gallinari

Europa, dalla superficie diretti in banchina
La stazione tra il viale omonimo e via Branze, a Mompiano, è il modello di quelle in trincea
Viale Europa, all'altezza dell'Aler, all'angolo con via Branze. L'enorme cantiere nasconde la futura stazione Europa, uno dei futuri accessi all'area universitaria e modello di tutte le stazioni della tratta di tracciato realizzata «in trincea»: dal Prealpino a Europa, a nord, e San Polo Cimabue a Sud.
La struttura è già di fatto completata e totalmente ricoperta, al punto che quando si varcano i cancelli d'accesso del cantiere le uniche strutture che si scorgono sono quelle delle scale e dei lucernari, in parte ora occupati dagli impianti di aerazione destinati a essere rimossi alla fine dei lavori.
Se la filosofia di fondo della stazione non è dissimile da quella delle stazioni profonde - con la luce del giorno che piomba in banchina a illuminarla dai grandi lucernari - l'impianto è ben dissimile. Lo si coglie subito non appena si imbocca una delle due rampe di scale parallele che scendono in stazione, ai due lati opposti della medesima. Qui, non c'è nessun «mezzanino»: ciascuna delle due scalinate conduce direttamente in banchina: una per i treni che vanno a Nord, l'altra per quelli che vanno a Sud. La scelta della direzione, insomma, qui va fatta fin dalla superficie. Inoltre, la stazione risulta a colpo d'occhio molto meno profonda rispetto alle altre: qui dalla quota di campagna si scende al massimo di nove metri. E se nel caso di Europa i locali tecnici sono riposti dietro un setto sul lato più a nord, in altre sono alloggiati al di sotto della banchina. Soluzioni leggermente differenti adottate a seconda di specifiche tecniche che tuttavia non comportano variazioni sostanziali per l'utente finale, il passeggero. Il quale potrà sfruttare anche i due ascensori collocati sul lato opposto a quello da cui si accede con le scale, ad una quarantina di metri circa di distanza, accanto ai quali trovano posto anche scale di sicurezza. Ma se l'utente sceglierà le scale, tuttavia, troverà lungo i lati due pratici scivoli, ritagliati negli scalini: quelli per consentire - qui come in tutte le altre stazioni - l'accesso delle bici.
Al centro della stazione, già stanno i binari, posati in questo tratto per circa tre chilometri, anche se ancora da corredare di ciotolato. Il pavimento in granito è già posato, anche se per ora è coperto da cartoni e assi per evitare che si rovini. Così come, a evitare accessi non graditi nelle ore di chiusura notturna, ci saranno sulle scale, al pari di tutte le stazioni, apposite saracinesche.g. gal.



Vedi Copenaghen e poi cambia tutto
La doppia A: «Asimmetriche e Amichevoli». Per il progettista, molte soddisfazioni e un rammarico
I figli crescono spesso diversi da come li si aveva immaginati. Lamberto Cremonesi, ingegnere un po' dandy, veneto di nascita, bresciano d'adozione di figli ne ha tre figli, un maschio e due femmine, di 17, 10 e 9 anni. E poi ne ha un quarto, che gli è stato «affidato» nel 2001, e che si chiama Metrobus di Brescia.
Quindici stazioni su diciassette portano la sua firma. «È un'idea che ha preso forma e concretezza, anno dopo anno». Un figlio atipico e affascinante, che ha nove anni e che è nato due volte, e nello stesso tempo ancora non è nato. «Nel 2000, quando abbiamo partecipato alla gara con Ati Metrobus di cui ero progettista, le stazioni erano tradizionali, simili a quelle di molte altre metropolitane», ricorda Cremonesi (autore, con il suo studio Crew, anche di progetti quali il termoutilizzatore di Asm e ora la BreBeMi). «Circa un anno dopo l'aggiudicazione, però, Brescia Mobilità, dopo aver visto le stazioni di Copenaghen, ci chiese di rivedere i progetti».
C'era del buono in Danimarca. L'idea fondamentale era che le stazioni avessero un «volume unitario unico» e «che non perdessero mai il contatto con l'esterno». Senza piani intermedi, «fatte in modo che l'utente, in qualsiasi parte si trovi, possa vedere tutta la stazione possa capire subito dove sono i treni e dove sia il cielo».
Copenaghen però aveva due gallerie, e Brescia una: questo complicava le cose. Cremonesi studiò le principali stazioni d'Europa e poi fece qualcosa di totalmente diverso, una «stazione in cui l'ingresso è spostato rispetto alla galleria e in cui «lo spazio è reso dinamico dalle pareti inclinate, che cambiano la visuale man mano che si scende». Questo è il principio che ha guidato il disegno di tutte le stazioni interrate tranne due, Lamarmora e Vittoria, più tradizionali per ragioni «essenzialmente di tempistica» e che per Cremonesi sono motivi di rammarico, essendo - in particolare Vittoria - un'opportunità non sfruttata».
Su 100, quanto c'è di innovativo? «Direi 90. In Europa c'erano cose interessantissime, penso a Bilbao, una stazione scavata da sotto, partendo dalla galleria. Ma qui serviva una logica diversa, più economica ma funzionale» E così nacque la stazione a doppia A, asimmetrica e amichevole (friendly, dice Cremonesi). A renderla tale ci sono anche i materiali di finitura, il gres porcellanato per le pareti, grigio azzurro «che dilata lo spazio e lo rende rilassante», e l'acciaio inox blu cangiante per il muro inclinato, «fonoassorbente e riflettente». Un corredo adeguato, per un figlio così atteso. Cremonesi ricorda che la «paternità è condivisa con i collaboratori dello studio, tra cui l'ingegner Claudio Turrini e, inoltre con l'ing. Lodico di Astaldi». Ma ci sono altri «padri» del Metrobus, a Brescia Mobilità: ce ne occuperemo nella prossima puntata.
Marco Sampognaro

06 aprile 2010
30 aprile 2010
Notte Bianca 1000 Miglia
Muoversi nella Notte Bianca
La proposta di tplbrescia.it per la mobilità e sosta durante la prossima Notte Bianca

In vista del prevedibile notevole afflusso di persone in centro storico in occasione della seconda Notte Bianca delle 1000 Miglia avanzo alcune proposte per migliorare la mobilità e la sosta per raggiungere il centro evitando le sviste dello scorso anno.
L'obiettivo principale sta nell'individuare e promuovere soluzioni che garantiscano ai visitatori la possibilità di accedere nel cuore della città anche quando i parcheggi in strutture e le aree sosta adiacenti al centro (ring e controring) raggiungono la saturazione, evitando ai cittadini inutili e snervanti "cacce al tesoro" per un posto auto libero.
Sulla positiva esperienza ottenuta con il servizio di bus navetta gratuiti istituito durante la Notte Bianca dell'Arte e della Cultura dello scorso dello scorso 3 ottobre 2009 proporrei un servizio analogo che colleghi i parcheggi posti nelle vicinanze del centro con il cuore del centro.
Si potrebbe così garantire un valido servizio per agevolare la sosta e l'accesso delle migliaia di persone che vorranno partecipare alla Notte Bianca evitando il "collasso" che si è verificato nell'edizione del maggio 2009 lungo il ring.

Ecco un esempio-proposta per le linee dei Bus Navetta (minibus) che terrei in esercizio tra le 19:00 di venerdì 30 aprile fino alle 4:00 di sabato 1° Maggio con passaggi ogni 6 minuti nella prima parte della serata e più diradati 10 - 12 minuti dopo la mezzanotte.
Linea Rossa P Apollonio *- P Fossa Bagni* - Centro - P Freccia Rossa*.
Linea Blu P Iveco - P Fossa Bagni - Centro - P Castellini.
Linea Verde P Palagiustizia *- Centro (esercita con il nuovo trenino).
*Parcheggi a pagamento con tariffa agevolata di 1 € per tutta la notte.
Prolungamento del servizio sulla linee 1,2,3,10,11 fino all'1:00 ed incremento dei passaggi da 55 a 27 minuti con transito sull'asse galleria-Mazzini- San Martino della Battaglia.


Impiego di appositi totem di adeguate dimensioni che possano orientare gli automobilisti che arrivano a Brescia nella mobilità e sosta urbana istituita per l'occasione.
I totem potrebbero essere fissi ed essere posizionati in prossimità degli ingressi dei parcheggi e restare anche in via definitiva per poter essere allestiti di volta in volta con manifesti (pellicole adesive) che riportino le informazioni necessarie per l'utilizzo dei parcheggi scambiatori e le navette d'interscambio.
Ecco un esempio-proposta relativa alla prossima Notte Bianca 1000 Miglia


Un anno fa - Prima Notte Bianca 1000 Miglia
Notte Bianca 1000 Miglia senza parcheggi scambiatori e con pochi autobus

Se ieri in occasione della prima Notte Bianca delle 1000 Miglia, fossero stati attivati i parcheggi scambiatori e fosse stato incrementato il servizio di trasporto pubblico qualche difficoltà ai molti visitatori poteva essere risparmiata, ma si sa le decisioni logiche a volte sono le più difficili da essere attuate addirittura anche da parte degli uffici preposti alla mobilità, traffico e trasporti che più tra tutti avrebbero dovuto intuire che l'evento avrebbe richiamato in centro migliaia di persone e creato quindi difficoltà di accesso e sosta.
Ecco la nostra cronaca del viaggio verso il centro.
Ore 20:45 raggiungiamo la città in auto da sud, un'unica coda dalla sommità del cavalcavia Kennedy si immette su via Gramsci per entrare nel Parcheggio Vittoria, il tabellone indica già "completo". Decidiamo allora di andare verso il parcheggio Randaccio, anche qui la fila di auto in attesa di entrare lascia poche speranze considerato la ridotta capienza della struttura.
Decidiamo allora di andare sul sicuro e puntiamo verso il Fossa Bagni, è libero e occupiamo uno degli ultimi stalli rimasti, parcheggiamo e usciamo dal parcheggio, alla fermata prima delle galleria ci sono una trentina di persone in attesa di essere traghettate dal primo bus che passa attraverso il tunnel, ormai in tanti sanno che sotto la galleria il bus è gratis.
Guardo la tabella oraria sono le 21:03 il  prossimo autobus della linea 1 passa alle 21:27, per scrupolo mia moglie chiama la centrale operativa di Brescia Trasporti, un operatore riferisce che già in molti hanno chiamato (ma va ?) e conferma che non c'è nessun incremento del servizio e i minuti di attesa sono proprio 25.
Molti dei presenti sentono la telefonata e decidono di incamminarsi nella galleria noi compresi con qualche pensiero per l'incolumità dei polmoncini dei nostri figli.
Se avessimo potuto parcheggiare nel parcheggio Iveco oppure a Brescia 2 per poi essere accompagnati da una navetta in centro avremmo sicuramente faticato di meno.
Giunti in centro ci rendiamo presto conto che  alla fine ne è proprio valsa la pena sopportare qualche disagio, la città è gremita come non s'era mai visto prima, la risposta dei bresciani è immensa, in piazza Loggia parte il programma di intrattenimento musicale, in piazza Vittoria ci sono i simulatori di guida ed il corpo di Polizia Locale, i miei bambini sono affascinati dalla Funking Band e dagli artisti di strada che sfilano su via XX Giornate.
Alle 22.20 un po' per le pioggia e un po' perché la bimba piccola ha sonno decidiamo di avviarci verso il parcheggio accontentandoci di un semplice assaggio della prima Notte Bianca bresciana ma confidando che non mancheremo ai prossimi appuntamenti.
Al ritorno le cose vanno un po' meglio, in P.zza Martiri di Belfiore  ho visto l'autobus della 10, siamo saliti al volo e poi scesi al Fossa Bagni evitando di percorrere nuovamente la galleria a piedi, l'autobus era stipato all'inverosimile.
Mi auguro semplicemente che in occasione delle prossime iniziative di questo genere non "sfuggano" aspetti importanti come questi. Effettuando una semplice ricerca su internet si scopre che in tutte le altre città (anche più piccole di Brescia), in concomitanza delle Notti Bianche, vengono presi provvedimenti specifici per agevolare l'accesso dei cittadini ai centri storici attraverso i parcheggi scambiatori e con l'incremento e prolungamento del servizio di trasporto pubblico.

Giornale di Brescia 04 aprile 2010

Trentanove metri lanciati verso il futuro
Il primo treno dei 16 che saranno in servizio è al deposito: a bordo anche le bici. Sicurezza: telecamere e interfono
Trentanove metri contro i cento e rotti della metropolitana milanese. Niente conducente a bordo, tutto automatico. A vederlo così il primo convoglio, giunto a Brescia ad agosto e da allora appollaiato su uno dei binari della grande officina del deposito di S. Eufemia, pare un giocattolone. In realtà gli uomini di Ansaldo Breda che lo stanno sottoponendo a test e allestimento finale lo guardano con occhi che brillano. Le linee, uscite dalla matita di Giugiaro, fanno corredo a una tecnologia che è diretto sviluppo di quella adottata dal metrò di Copenaghen. Notevole, se si pensa che i 18 treni (assieme alla componente tecnologica del deposito) valgono un decimo del totale del metrò.
A bordo spazio per passeggeri e bici
Appena si sale si ha la sensazione che manchi qualcosa. Il conducente e la sua postazione: in realtà, sotto la grande vetrata in testa al convoglio - i posti a sedere davanti alla quale saranno i più ambiti, come una prima fila a teatro - c'è un cruscotto per la conduzione manuale del mezzo. Ma è un sistema per casi d'eccezione, che scompare incassato nel muso. I tre vagoni, uniti da soffietti, sono aperti: nessuna divisoria o porta. Un unico grande corridoio di quasi 39 metri per 2,65, lungo il quale trovano spazio 72 posti a sedere, 20 sedili ribaltabili e 2 postazioni per carrozzelle, più un'area in cui potranno essere portate a bordo le bici.
Sicurezza: interfono e telecamere
Un aspetto su cui Brescia Mobilità punta molto: «La possibilità di far accedere bici - spiegano i vertici - da un lato favorisce una mobilità integrata, dall'altra può aumentare il bacino di utenza del metrò». Altro tema cui si è prestata particolare attenzione è la sicurezza a bordo. Accanto alle porte di salita e discesa si nota il sistema di interfono. Un microfono-altoparlante corredato da due pulsanti: «Info», per comunicare con l'operatore della sala operativa al deposito e chiedere informazioni, e «Sos», per parlare con lo stesso in caso di emergenza. Si aggiungono poi sei telecamere interne per ogni convoglio - installate a inizio e fine di ogni vagone - e la possibilità di impiegare il cellulare anche in galleria, che saranno peraltro interamente illuminate, come da espressa specifica di Brescia Mobilità. Sotto il profilo del comfort tutti i convogli saranno interamente climatizzati: i bocchettoni sono ben visibili.
All'esterno, il convoglio bianco è rivestito di una speciale pellicola anti-graffiti. Sul un lato, dal sottocassa (la parte inferiore), sporge il pattino che scorrendo sulla «terza rotaia» alimenta i motori del treno: dei quattro carrelli di cui è dotata ogni carrozza, uno è fornito di due motori. Capaci di notevole spinta: «Un convoglio, al massimo della potenza - spiega Pippo Ancora, Commissioning Manager di Ansaldo Sts e Ati Metrobus - consuma 630 Kw». E i 18 treni potranno macinare chilometri sotto la città: la loro vita operativa, spiegano i tecnici, è lunga. Possono percorrere 100mila km l'anno, ed essere sottoposti a revisione una volta ogni lustro.
Gianluca Gallinari

L'alfabeto del Metrobus da Acustica a Zampe
Il Metrobus dalla A alla Z. Ecco il suo alfabeto.
A come Acustica. Il metrobus sarà molto meno rumoroso di quello di Milano. Si chiama leggero per questo. In viadotto farà meno rumore di un'auto.
B come Biciclette. In ogni stazione saranno realizzati depositi per i cicli, ma in bicicletta sarà possibile accedere anche ai treni.
C come Climatizzato. Sui treni è prevista l'aria condizionata, mentre nelle stazioni fuori terra (in viadotto) è previsto il riscaldamento.
D come Disabili. In tutte le stazioni sono previsti ascensori dalla strada alla banchina. Il pavimento dei treni ed il piano delle banchine sono alla stessa altezza. Previsti camminamenti per non vedenti. Infine, su ogni treno sono previste due zone riservate per la sosta e l'aggancio di carrozzelle.
E come Extraurbana. La prima tratta è tutta in città, la seconda (non finanziata) pure: Lamarmora-Fiera. In fase di progettazione il prolungamento in Valtrompia, primo sbocco extracomunale.
F come Frequenza. Il distanziamento minimo concesso dalla tecnologia è di 90 secondi. Ma non sarà mai raggiunto. A seconda degli orari, la frequenza sarà di 3, di 6 o di 9 minuti.
G come Guidatore. Il grande assente, poiché il movimento dei treni è completamente automatico, senza personale a bordo.
I come Interconnessione. La parola preferita di Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità. Significa che il metrobus deve essere l'ossatura di un sistema, di una rete che comprende le ferrovie, i bus, i parcheggi per le auto, BiciMia.
L come Lunghezza. Tredici chilometri e cento metri da Prealpino a Sant'Eufemia-Buffalora. Il treno li percorre in 25 minuti e 25 secondi.
M come Mancano. Ipotizzato il primo viaggio il 1° gennaio 2013, mancano 1.002 giorni.
N come Notte. Gli orari di esercizio giornaliero sono previsti dalle 5 alle 24.
O come Obliteratrici Le emettitrici di biglietti e le obliteratrici, dovendo utilizzare titoli di viaggio integrati con la rete di superficie, avranno le stesse caratteristiche di quelle in uso sulla rete bus.
P come Posti I posti a sedere sono 96 di cui 72 fissi e 24 ribaltabili. I tre vagoni sono comunicanti, quindi si potrà passare da uno all'altro.
Q come Quanto costa? L'opera costerà alla fine circa 830 milioni di euro. Il costo del biglietto, invece, non è ancora stato fissato.
R come Ritrovamenti In San Faustino scavando è emerso l'antico ponte di Porta Pile, un acquedotto del '600 e porzioni di mura ancora più antiche. In piazza Vittoria una torre medioevale.
S come Stewart. Personale addetto ai controlli, opererà sia nelle stazioni che sui convogli.
T come Telefonino In tutti gli ambienti della metropolitana (stazioni e linea) sarà possibile l'uso dei telefoni cellulari.
U come Ultima stazione. Le stazioni sono in tutto 17; L'ultima ad essere completata sarà quella di piazza Vittoria.
V come Velocità. Massima 80 km/h, media (considerando i tempi di sosta in stazione) 30 km/h
Z come Zampe. Saranno ammessi animali nel metrobus? Brescia Mobilità non ha ancora esaminato il problema. Come ipotesi, potrebbe applicarsi il regolamento già in essere negli autobus urbani.
Marco Sampognaro
PROVE TECNICHE DI SERVIZIO
LE CARATTERISTICHE DEL VEICOLO
Ciascuno dei 16 convogli misurerà 39 m di lunghezza per 2,65 di larghezza. È composto da tre carrozze inscindibili dotate di due porte per fiancata l'una (larghe 1,60 m), visto che ogni treno è «bidirezionale», può viaggiare cioè in entrambi i sensi di marcia, il tutto a conduzione automatica. La capacità di carico di un convoglio va dai 314 ai 431 passeggeri. In un giorno i 14 treni in servizio dei 16 totali porteranno fino a 8.500 passeggeri per direzione con frequenze di 6 minuti

FREQUENZA, DAI TRE AI SEI MINUTI
L'intero sistema della metropolitana leggera automatica è concepito per corse ad alta frequenza: gli utenti, secondo le indicazioni di Brescia Mobilità, troveranno un treno ogni tre minuti nelle ore di punta e ogni sei in quelle di «calma». Di qui, visti i ridottissimi tempi di attesa, l'assenza di servizi igienici e attività commerciali all'interno delle stazioni. Come pure il numero ridotto di sedute che sono previste sulle banchine delle 17 stazioni previste tra il Prealpino e Sant'Eufemia

14 TRENI IN LINEA, 2 IN DEPOSITO
Saranno complessivamente 16 i treni che costituiranno la flotta del Metrobus bresciano, anche se il sistema è già concepito per gestirne fino a 40 con frequenze di 90 secondi su entrambe le direzioni di marcia. Dei sedici convogli, quattordici saranno in linea mentre due, a rotazione resteranno in deposito. I treni infatti devono essere sottoposti a costanti interventi di manutenzione ordinaria e di routine, che potranno essere effettuati all'interno della officina di Buffalora

Giornale di Brescia 03 aprile 2010

Sul bus salgono anche  gli effetti della crisi
Nello scorso anno taglio di 837 abbonamenti per lavoratori in città
Crescono gli studenti: se l'auto costa, meglio il mezzo pubblico

«Signori in carrozza...», ma non in tempo di crisi. Già, all'abituale e tradizionale chiamata di un tempo, nell'arco dello scorso anno, non hanno risposto in media, ogni giorno, 837 persone.

Un buon numero di abbonati dunque che, evidentemente, signori non lo sono stati per quest'anno e per ovvi motivi.
«Sono gli effetti della crisi economica e del ricorso da parte delle aziende bresciane agli ammortizzatori sociali, dunque della cassa integrazione guadagni. Le aziende riducono il personale per far fronte agli impegni economici e il primo taglio che i dipendenti fanno è quello della tessera di abbonamento ai mezzi pubblici. La diretta conseguenza è stata quindi il mancato rinnovo degli abbonamenti ai servizi di Brescia Trasporti a cui ha fatto seguito, quasi come paradosso, una netta crescita degli abbonamenti degli studenti» spiega il presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi.
Calano i lavoratori, su gli studenti
Un duplice fenomeno dunque: da un lato calano gli abbonamenti dei lavoratori e dall'altro, senza che la popolazione scolastica sia cresciuta, aumentano i ragazzi che si avvalgono dei servizi di trasporto pubblico.
«La nostra analisi offre chiari spunti di riflessione: la crisi ha attaccato i bilanci famigliari e se da un lato i lavoratori in Cig non hanno rinnovato l'abbonamento al trasporto, dall'altro lato le famiglie hanno tagliato sui costi non essensiali, tra i quali, evidentemente, l'auto dei figli», spiegano da Brescia Trasporti. In altre parole, il costo di gestione di un'auto, stimato nell'ordine dei 510mila euro all'anno è stato abbattuto sottoscrivendo l'abbonamento al bus.
Un ragionamento che ha riguardato ben 4,228 persone. Il bilancio di Brescia Trasporti resta dunque invariato, anzi si segnala un aumento di sottoscrizioni di titoli di viaggio, ma, come detto, a discapito dei lavoratori.
Del resto ricordiamo che le ore di Cassa integrazione in Brescia e provincia, nel solo 2009, sono state 50 milioni (a fronte di 900 milioni in tutta Italia) con un incremento del 652 per cento rispetto all'anno precedente. Non a caso la Cig straordinaria ha letteralmente volato (compreso quella in deroga) con le punte di novembre e dicembre quando ha superato l'ordinaria.
Cig, cinquanta milioni di ore
Una somma, quella dei 50 milioni di ore che si ottiene dai 36,6 milioni dell'ordinaria e dei 13,4 milioni della straordinaria. Non a caso la percentuale di crescita dalla Cig a Brescia (+652%) è nettamente più alta del ricorso fatto a livello nazionale che resta comunque in crescita rispetto all'anno precedente (+311%).
Detto questo, va aggiunto che finalmente, in queste settimane, per la prima volta dall'inizio della crisi (se si esclude agosto, mese di ferie), il ricorso alla cassa integrazione rallenta bruscamente. In febbraio, secondo i dati Inps, sono state autorizzate 1,9 milioni di ore di cassa ordinaria, e 1,2 milioni di ore di straordinaria. A gennaio le ore di ordinaria furono 3,1 milioni e quelle di straordinaria 3,9. Rispetto ai mesi precedenti, la richiesta di Cigo è calata del 38,7%.
La ripresa alle porte
«Un rallentamento importante, dopo mesi difficili» continua Gervasi, neopresidente che, ricordiamo, nella sua carriera vanta decenni passati nell'azienda di trasporto locale in qualità prima di autista e di sindacalista poi. «La ripresa quindi c'è ed i nostri dati sembrano confermarlo - continuano da Brescia Trasporti - ma il sistema resta fragile. Insomma una "ripresina" che si sviluppa in una crescita ancora insufficiente tra le imprese, ma che vede la riduzione al ricordo alla Cig per recuperare il terreno perso con la crisi degli ultimi due anni».
Roberto Manieri

2013: parte il metrò, linee da rivedere
Sulla gara per l'assegnazione dei servizi di trasporto l'incognita dell'avvio della metropolitana
Gennaio 2013. Il capolinea di ogni ragionamento e la pietra miliare per la partenza di un rinnovato futuro del vivere in città. Già, perché ogni processo relativo alla politica trasportistica a Brescia deve misurarsi con questa data. Il d-day del trasporto coincide infatti con il primo viaggio della metropolitana automatica cittadina.
A quel momento dovranno essere rivisti non solo i percorsi delle linee, ma la struttura stessa del servizio di Brescia Trasporti. «Non avrebbe e non ha nessun senso duplicare con i mezzi di superficie la rete della metropolitana. Se l'estensione alla Fiera rappresenta nell'immediato il futuro di questa infrastruttura, Brescia Trasporti deve adattare il suo servizio a questa realtà, al di là dei temi che riguardano la gestione della metropolitana», come spiega il direttore generale della società, l'ing. Marco Medeghini. Se infatti il contratto di costruzione del metrò prevede per alcuni anni una gestione in capo all'Ati che ha realizzato l'opera, non di meno il tema del passaggio di consegne è centrale nel dibattito sul futuro del trasporto a Brescia. Intanto emerge che il servizio pubblico è chiamato a precisi adempimenti in vista di alcune scadenze. Tra queste qualora nel 2011 esca l'obbligo della gara per il servizio di trasporto. A questo punto, però viene da chiedersi che senso abbia una gara per l'assegnazione del servizio quando al gennaio 2013 lo scenario cambia. Chi partecipa ad una gara non conoscendo lo scenario che verrà? Si andrà forse verso una proroga del servizio? Nodi questi che dovranno essere dipanati dalla Loggia. E intanto il 2013 attende... ro. ma.

Brescia Trasporti:
«Guardiamo già al nuovo bacino»
«340mila utenti potenziali. Un bacino allargato a Montirone e San Zeno che potrebbe soddisfare le necessità aziendali infatti di chilometri percorsi e di utenti trasportati». Questo il contenuto del cassetto dei sogni della controllata bresciana.
«Abbiamo avuto contatti con i Comuni e stiamo predisponendo delle valutazioni per l'estensione della rete urbana nell'hinterlad cittadino. Tutto resta ancora in forma embrionale di pretrattativa, tuttavia la società è pronta a raccogliere la sfida dei prossimi anni e lo facciamo con competenza e coerenza. Giungeremo all'appuntamento dell'ipotetica gara di appalto preparati e pronti al servizio» sottolinea Gervasi.