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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia





Nella classifica finale (pag. 79) ottenuta con i punteggi nel periodo di valutazione 2000 - 2008 Brescia è al 5° posto preceduta da Bergamo (1° posto), Cagliari (2° posto), Trento (3° posto), Parma (4° Posto).  



Riuscirà Brescia a mantenere il 5° posto anche nel rapporto del prossimo anno (2011) quando, per l'attribuzione dei punteggi, saranno presi in esame i dati del 2009, anno durante il quale si è registrata una flessione del numero di passeggeri trasportati ?

Clicca qui per accedere al pdf del 7° Rapporto sulla mobilità urbana in Italia.




Il Brescia 19 maggio 2010
Clicca sull'immagini per ingrandirla


Giornale di Brescia 19 maggio 2010


Foto Eden Gabriele Strada

Metrò, arrivato il secondo treno
Il trasporto eccezionale è giunto ieri da Genova ed ha varcato i cancelli del deposito
A breve l'avvio del collaudo dell'elettronica sui binari. In allestimento altri 16 convogli
«Avevamo valutato attentamente l'ipotesi di trasferire il convoglio da Napoli a Brescia sfruttando la ferrovia, ma l'idea, seppur suggestiva, è stata abbandonata per l'incertezza del trasporto di un cargo sulla rete nazionale. Così abbiamo optato per un tradizionale traino eccezionale». Con queste parole di Andrea Cozzani, responsabile del progetto dell'Ati, ha accolto ieri il secondo convoglio della Metropolitana Automatica di Brescia all'interno del vasto deposito di via Serenissima. Un trasporto eccezionale per peso e dimensioni che ha varcato ieri i cancelli dell'area del metrò senza intoppi o difficoltà, anche sulla scorta dell'esperienza della precedente consegna durante la quale, la flessione del carrello sotto il peso del treno, aveva portato il rimorchio ad incagliarsi sotto il viadotto, creando non poche difficoltà e imbarazzi.
Una catena contro la flessione
«Ora abbiamo sostenuto la flessione del carrello armando una freccia di sostegno del pontone con due robuste catene. Così il convoglio è entrato nel cantiere senza difficoltà alcuna».
Sotto gli sguardi attenti dei tecnici, del presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi e dell'Ad. Roberto Moreni il secondo treno ha guadagnato gli spazi in cui saranno testati i suoi componenti meccanici ed elettronici, in vista della sperimentazione che sarà realizzata a breve su una tratta di 400 metri dei binari. Una fase di collaudo attenta e meticolosa che punta a verificare la funzionalità dei programmi di gestione.
Hardware e software da testare e sottoporre ad ogni tipologia di stress per dare anima al sistema di guida automatica che gestirà l'intero impianto in vista dell'avvio del servizio quando sulle tratte cittadine si conteranno 16 dei 18 treni acquistati dall'Ansaldo Breda. Un altro passo avanti, dunque, dell'importante infrastruttura bresciana, a cui molte nazioni guardano, dopo l'esperienza di Copenaghen, per importarne il modello di funzionalità ed economicità di servizio.
Non per nulla i treni che sono stati consegnati a Brescia montano una dotazione di motori e di componentistica all'avanguardia, rinnovati anche rispetto ai progetti iniziali.
Innovazione «osservata speciale»
«Montiamo motori elettrici a corrente alternata da 700 volt alimentati con un inverter, mentre per la movimentazione utilizziamo freni elettromagnetici e sistemi meccanici per i movimenti a bassa velocità. A Copenaghen abbiamo constatato che l'usura ai dischi dei freni è minima e la sostituzione riguarda solo le pastiglie dei ferodi. Certo il vero banco di prova per il sistema resta il collaudo a quattro del percorso: verso la metà del prossimo anno potremo lanciare sui binari sino alla Poliambulanza due convogli per senso di marcia e verificare l'integrazione dei sistemi di controllo» spiegano i tecnici.
Gli step prevedono dunque un collaudo a più livelli sino al graduale avvio del servizio, quando, dopo l'accettazione tecnica dei lavori per due anni l'Ati sarà chiamata a gestire l'impianto per poi passare nei successivi 5 anni a prestare la manutenzione. I treni avranno percorrenze cadenzate dal passaggio dei singoli convogli. Il contratto di servizio parla ad oggi di un orario esteso sulle 21 ore giornaliere, «anche se Brescia, sin da ora non sembra necessitare di un servizio di 24 ore» come sottolinea Moreni.
Al termine dei collaudi e con i 18 treni consegnati potranno partire i viaggi effettivi del metrò. «La data di contratto non tiene conto delle difficoltà, dunque la rete partirà quando tutto sarà pronto, al di là delle penali e delle altre condizioni contrattuali» continua da Brescia Mobilità, mentre il presidente Prignachi accarezza l'idea di un collegamento diretto con la stazione di Rezzato. «Resta dietro quel pilone - ci indica rivolgendo il bracco alla campagna - poco più di un chilometro per far convergere ferrovia, strada e metropolitana. In altre parole un nodo strategico di comunicazione...» Un progetto da accarezzare e magari sul quale investire in un futuro non troppo prossimo.
Roberto Manieri

Accedi alla Fotogallery del Giornale di Brescia

17 maggio 2010
NUOVA MAPPA INTERATTIVA COMPLETA DI PERCORSI ED ORARI SUL SITO www.trasportibrescia.it (Trasporti Brescia Sud S.c. a r.l. & Trasporti Brescia Nord S.c. a r.l.)
La mappa raccoglie le 5 aree in cui è diviso il territorio provinciale (Sebino e Franciacorta, Valle Trompia, Bassa Bresciana Ovest, Bassa Bresciana Est, Garda e Valle Sabbia). Per ogni area è riportato il tracciato di tutte le linee che raggiungono i vari centri della provincia, le linee sono contraddistinte da colorazioni differenti, selezionando con il puntatore una linea questa si evidenzia ed è possibile scaricare la tabella degli orari.
La mappa è estremamente intuitiva e semplice da consultare sia per la ricerca dei percorsi che per quanto riguarda gli orari.
Complimenti, si tratta di un ottimo lavoro.
clicca sull'immagine sottostante per accedere alla mappa interattiva di Trasporti Brescia Nord/Sud

Bresciaoggi 12 maggio 2010

L’ANNUNCIO. Il nuovo sistema dopo l’avvio della metropolitana

Trasporto pubblico
Orto: «Via al tavolo»

Thomas Bendinelli

Fra le infrastrutture di collegamento, si è parlato di fermate dei taxi bike sharing e car sharing

Tra poche settimane prenderà il via ufficialmente il tavolo di discussione che dovrà occuparsi di definire il nuovo sistema di trasporto pubblico quando la metropolitana entrerà in funzione.
L’annuncio è stato dato ieri dall’assessore alla Mobilità dell’Amministrazione comunale di Brescia, Nicola Orto, nel corso del convegno sullo stato dell’arte del progetto europeo Civitas che si è tenuto ieri nell’auditorium di Santa Giulia.
«Al tavolo saranno coinvolti tutti i soggetti interessati - ha sottolineato l’assessore -, compresi ovviamente i lavoratori del settore». Due saranno i livelli di discussione del tavolo: da un lato l’analisi e la risoluzione delle criticità esistenti nella rete, dall’altro si inizierà a elaborare insieme all’ente Provincia tutte le possibili sinergie.
LA METROPOLITANA sarà tanto più utile, quanto più riuscirà a collegarsi a un sistema di infrastrutture. Orto ha ieri ricordato alcuni di questi aspetti: fermate dei taxi, bike sharing e car sharing in prossimità delle stazioni della metropolitana; parcheggi scambiatori al capolinea; biglietto unico integrato; riduzione dei tempi di attesa dei bus e via dicendo.
«Si tratterà di dare corpo al patto sul trasporto pubblico locale sottoscritto lo scorso anno con la Provincia e la Regione - ha ricordato Orto -. L’obiettivo è quello di avere un’unica agenzia che si occupi di integrazione dei sistemi di trasporto».
Nel progetto europeo Civitas Plus, che vede Brescia coinvolta insieme ad altre cinquantotto municipalità dell’Unione, numerosi sono gli aspetti che vanno a intersecarsi con la futura metropolitana e la mobilità pubblica. Si va dagli autobus a metano ai parcheggi scambiatori, fino a progetti di logistica delle merci. Tra i progetti che diventeranno realtà, ci sono anche quello della «smart card» - in pratica un titolo unico di viaggio che sarà utilizzabile sia per la sosta, sia per l’utilizzo di bus e metropolitana - e il Brescia Mobile Channel, un sistema che attraverso i telefoni cellulari sarà in grado di offrire informazioni all’utente sui mezzi di trasporto e la mobilità.
I PROGETTI IN CORSO sono quattordici e, come ha ricordato ieri il coordinatore locale di Civitas, Giandomenico Gangi, «dovranno essere portati a termine entro ottobre 2012». Proprio a pochi mesi dall’entrata in funzione della metropolitana, con la quale il nuovo sistema di trasporto pubblico dovrà integrarsi. «L’obiettivo di fondo - ha aggiunto - è la riduzione del traffico privato e delle emissioni inquinanti».
ALL’INCONTRO di ieri nell’auditorium Santa Giulia erano presenti tra gli altri anche i rappresentanti dei partner europei con i quali l’Amministrazione comunale di Brescia partecipa al progetto Civitas con il bando presentato già nel 2007, ovvero le municipalità di Coimbra (Portogallo), Craiova (Romania) e Vitoria Gasteiz (Spagna).
Al termine della giornata di scambio sullo stato di avanzamento dei rispettivi progetti, ai partner stranieri, oltre a un omaggio (una piccola Vittoria alata) è stata offerta la visita guidata al museo di Santa Giulia.

Il Brescia 12 maggio 2010
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Giornale di Brescia 12 maggio 2010
Il «navigatore» dei trasporti
Il Brescia Mobility Channel tra gli obiettivi dell'iniziativa europea Civitas, con la quale il Comune ha ottenuto 2,4 milioni di euro dalla Ue. Ieri convegno in Santa Giulia
Navigare tra i mezzi di trasporto con il proprio cellulare, scambiare informazioni, scoprire dov'è la postazione più vicina di Bicimia e a che ora passa il bus extraurbano o la metropolitana, comprare il biglietto on line e magari intanto scegliere il film o la mostra da andare a vedere.
Questo è Brescia Mobile Channel, progetto di «infomobility», ovvero informazione+mobilità, tecnologia applicata al sistema dei trasporti per farli utilizzare al meglio. Brescia Mobility Channel è solo uno - forse il più appariscente - dei progetti in corso nell'ambito dell'iniziativa europea Civitas, che vede la nostra città protagonista della cosiddetta «mobilità sostenibile», ovvero delle politiche per far muovere la gente in modo efficiente, economico ed ecologico.
Consorzio di quattro città
Temi caldi, dati i livelli dell'inquinamento delle nostre città e visto l'approssimarsi dell'Expo 2015 dedicato proprio ad ambiente ed alimentazione. Non stupisce che l'Unione Europea dedichi risorse alla mobilità sostenibile e alle città che si impegnano su questi temi. Civitas, giunta alla terza edizione, ne è un esempio: finanzia progetti nel settore dei trasporti, promossi da città europee che si mettono in rete e condividono informazioni, tecnologie ed esperienze. Brescia ha partecipato al bando nel 2007 (quindi amministrazione Corsini, buon segno che del passato non si butta via tutto) presentandosi con il consorzio «Modem» composto dalla nostra città, dalla spagnola Vitoria-Gasteiz, dalla portoghese Coimbra e dalla romena Craiova. Il consorzio si è classificato secondo, l'Europa finanziava i primi cinque, e quindi i soldi sono arrivati: «A Brescia 2,4 milioni di euro» spiega Nicola Orto, assessore alla Mobilità e traffico della Loggia. «Attraverso il progetto Civitas, inoltre, Brescia è entrata ufficialmente a far parte delle 59 "demonstration cities" ovvero le città europee impegnate per lo sviluppo della mobilità sostenibile e quindi città modello a livello europeo».
L'autobus e il cellulare
Ogni anno, le quattro città partner si incontrano per un «meeting politico», in cui si fa il punto sui progetti in corso. L'anno scorso era stato in Spagna, quest'anno è toccato a Brescia, che ha organizzato ieri il Civitas meeting nel museo di Santa Giulia, mettendo a tema il «ruolo del trasporto pubblico nel futuro della mobilità urbana». La mattina si è svolta una tavola rotonda con rappresentanti del Ministero dell'ambiente, della Regione Lombardia, delle città partner (assenti gli iberici a causa della famigerata nube blocca-aerei), di altre città coinvolte in Civitas (Perugia e Bologna). Il pomeriggio invece spazio alle sessioni tecniche, che hanno visto anche le relazioni dei bresciani Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità (sul trasporto pubblico a basso impatto ambientale) e Giandomenico Gangi, coordinatore del progetto Civitas per Brescia (sull'Infomobilità).
E così torniamo al «Brescia Mobility Channel», che fornirà ai cittadini informazioni sulla mobilità e sui trasporti attraverso il cellulare o il palmare, concentradosi su quattro aree chiave: prendere il bus più facilmente; trovare servizi utili nella città; rendere più piacevole l'attesa del bus e il viaggio; usare il proprio telefono come mezzo di pagamento.
Per ora, spiega Gangi, è stata svolta l'analisi di un servizio per telefonia mobile indirizzato in particolare ai giovani utilizzatori del servizio di trasporto pubblico. Il sistema potrà via via fornire servizi informativi sui parcheggi, sui noleggi di bici e auto, su shopping e turismo, piste ciclabili e aree verdi, restrizioni al traffico, iniziative culturali, uffici pubblici. E via navigando.
Marco Sampognaro

A COSA SERVE
CIVITAS PLUS

L'iniziativa Civitas «prevede un approccio integrato per promuovere un trasporto pubblico a basso impatto ambientale con il supporto di progetti dimostrativi che integrino aspetti tecnologici e politiche dei trasporti». Brescia partecipa in consorzio con Craiova, Vitoria-Gasteiz e Coimbra. ll progetto è partito il 15 ottobre 2008 e ha una durata di 4 anni. Partner locali sono la Facoltà di Ingegneria, Brescia Mobilità e Brescia Trasporti.

OBIETTIVI E PROGETTI
Tra i obiettivi bresciani di Civitas: incrementare il numero di bus a metano e favorire l'uso del metano per la mobilità privata; favorire l'intermodalità tra sistemi di trasporto integrando sistemi, tariffe e tecnologie; migliorare il traffico distribuendolo su mezzi più sostenibili; stimolare nuove abitudini e scelte di mobilità con campagne di comunicazione e sistemi informativi; ridurre in numero degli incidenti stradali in ambito urbano; ottimizzare la distribuzione delle merci in ambito urbano.

Giornale di Brescia 09 maggio 2010 - clicca sull'immagine sottostante per accedere al pdf

08 maggio 2010
A settembre 2010, con l'inizio delle scuole, ci sarà un nuovo allarme bus come accade ogni anno, oppure il "
tavolo di lavoro", citato nel sottostante articolo,  riuscirà ad organizzare per tempo il dilazionamento dell'orario di inizio delle lezioni ?


dal Giornale di Brescia del 05 settembre 2009

Inizio scuole, allarme bus
Incontro Brescia Trasporti-Ufficio scolastico provinciale sul nodo delle 8 di mattina Gervasi: «Spostiamo alle 8,30». Raimondi «Ormai è tardi». Al via un tavolo di lavoro

«Spostiamo l’inizio delle lezioni alle 8.15-8.30 o gli autobus saranno in difficoltà», dice il presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi.
«Ormai è tardi per farlo. Però troviamoci per parlarne, anche con i presidi degli istituti cittadini» risponde la dirigente scolastica Provinciale Maria Rosa Raimondi.
È in questo scambio di battute la sintesi dell’incontro che si è svolto ieri nell’Ufficio scolastico provinciale, ex provveditorato agli studi.
Gervasi, già presidente della Quinta circoscrizione, al vertice di Brescia Trasporti dall’11 giugno scorso, ieri pomeriggio ha lanciato pubblicamente un «allarme intasamento» per gli autobus cittadini in vista dell’inizio delle scuole. Che sarà lunedì prossimo 14 settembre.
La stazione area critica
«Stiamo per incontrare il dirigente scolastico provinciale - ha detto Gervasi nel corso di una conferenza stampa - per vedere la possibilità di modificare l’orario di inizio delle lezioni. Alle 8, infatti, gli autobus non sarebbero in grado di fornire il servizio nel modo più adeguato alle esigenze degli studenti. Mentre spostando anche solo di qualche minuto l’inizio, saremmo in grado di fornire servizi mirati agli istituti, riducendo fortemente i rischi di intasamento».
Il nodo principale è la zona della stazione ferroviaria e dell’autostazione, dove giungono tutte le linee extraurbane e dove gli studenti sono poi «smistati» nei bus urbani che raggiungono i diversi istituti. Qui, prima delle 8, sarà il caos maggiore, anche se non è possibile stimare il numero degli studenti coinvolti perché il dato più importante, quello sugli abbonamenti, non è ancora disponibile. Tuttavia, in base alle analisi dei tecnici di Brescia Trasporti, i rischi di intasamento ci sono e da qui nasce l’incontro all’Ufficio scolastico.
Incontro che la dirigente Raimondi giudica «molto cordiale e costruttivo». Ma il cui esito non lascia molto spazio alle modifiche richieste.
«A pochi giorni dall’inizio dell’anno - spiega Raimondi - risulta difficile modificare gli orari giù deliberati delle scuole attraverso i loro consigli di istituto». Le competenze sull’inizio delle lezioni e sull’articolazione degli orari è infatti deciso dai consigli d’istituto; l’Ufficio scolastico ha funzione di coordinamento e di sollecitazione. «Mi rendo perfettamente conto delle motivazioni logiche e pratiche che hanno portato Brescia Trasporti alla formulazione di questa proposta. Ma le comunicazioni già trasmesse alle famiglie, la predisposizione degli orari di lavoro e altri fattori ancora rendono impossibili variazioni su una "macchina in corsa"».
«Non aspettate l’ultima corsa»
Niente da fare dunque? Non è detto: «Abbiamo concordato - prosegue Raimondi - l’apertura di un tavolo di lavoro al quale saranno invitati i dirigenti scolastici. Quella sarà la sede opportuna per valutare la fattibilità di alcune proposte, per concordare dei piccoli aggiustamenti sull’anno in corso, dove sarà possibile, per valutare le osservazioni sul campo, come si è sempre fatto, e per prepararsi all’anno prossimo, quando la riforma degli ordinamenti richiederanno modifiche anche ai servizi di trasporto». Anche Gervasi, ricontattato, si dice soddisfatto: «Attraverso il tavolo di lavoro i dirigenti scolastici potranno valutare le nostre proposte, sia in merito ad alcune situazioni specifiche e ad aggiustamenti a breve, sia in vista dell’anno prossimo». L’obiettivo resta quello di fornire «servizi mirati ai singoli istituti».
Visto che il rischio intasamento c’è, cosa possiamo consigliare agli studenti che lunedì andranno a scuola in bus?
«Semplice. Che non siano pigri e non aspettino l’ultima corsa», risponde il presidente di Brescia Mobilità.
Marco Sampognaro

06 maggio 2010 - tratto da "http://www.lauracastelletti.it"
Si chiama shared space...

23 auto, 3 autobus e molti, moltissimi ciclisti e pedoni. Impossibile riuscire a contarli tutti. La strada, l’incrocio e anche il marciapiede sono nelle loro mani, anzi ai loro piedi. Nessun semaforo, nessuna striscia pedonale, nessun segnale di precedenza o di stop. Queste sono le città in cui vivono molti cittadini olandesi.
Si chiama shared space, una soluzione a metà strada tra la zona pedonale e le zona trenta, quelle in cui è vietato superare i 30 km/h.
Sono quartieri nei quali vige una sorta di autoregolamentazione del traffico; nello stesso spazio condiviso tutti si muovono responsabilmente “negoziando” gli spostamenti. Secondo l’ideatore Hans Monderman, la proliferazione della segnaletica stradale non aiuta la convivenza, anzi sembra che più cartelli ci sono meno gli automobilisti vi prestano attenzione. I risultati dello shared space sono così soddisfacenti – incidenti ridotti di oltre un terzo, meno ingorghi e viabilità più fluida – che l’Unione Europea ha deciso di sperimentarlo in altri paesi: Belgio, Germania, Danimarca e Gran Bretagna. E noi italiani, popolo di individualisti motorizzati, saremo capaci di ripensare ad un nuovo modo di muoverci o rischieremmo la stessa sorte di rane e rospi, schiacciati da distratti automobilisti, alla fine di un lungo letargo?
Per saperne di più http://www.sharedspace.eu/

Giornale di Brescia 05 maggio 2010

Biciclette «in affitto»: ne arrivano altre 276
BiciMia, un successo da 2.600 abbonamenti e 10mila depositi
E adesso il «bike sharing» viene esteso alle zone periferiche

Oltre 2.600 abbonamenti, con punte fino a 10mila depositi mensili di media e addirittura 280 operazioni giornaliere. Il servizio «BiciMia» proposto dell'assessorato alla Mobilità e traffico del Comune e da Brescia Mobilità compie due anni ed è giunto il momento di bilanci, anche in vista di una prossima estensione del «bike sharing» nelle zone periferiche della città.
«BiciMia» cresce: 276 i nuovi mezzi
Basta osservare come il deposito delle biciclette nel piazzale della stazione risulti quasi vuoto anche in una giornata di maltempo come quella di ieri per rendersi conto di quanto i bresciani usufruiscano del servizio. «La stazione è il luogo di interscambio principale della città ma BiciMia ha avuto un buon riscontro su tutto il territorio - spiega Nicola Orto, assessore alla Mobilità e traffico -. Siamo partiti il 5 giugno del 2008 con la sperimentazione del servizio in un'area ristretta, quella del centro storico. Ci abbiamo creduto e abbiamo avuto una risposta positiva». Proprio per questo il Comune amplierà il «bike sharing», con la soddisfazione dichiarata dai presidenti delle Circoscrizioni cittadine, in aree finora non coinvolte. Saranno allestite postazioni in piazzale Golgi, nel piazzale dell'Ospedale Civile, piazza San Padre Pio, via Fontane, via Veneto, viale Piave, viale Bornata (due postazioni), via Masaccio, cavalcavia Kennedy, via Repubblica argentina, via Salgari, via Milano, via Colombo, via Chiusure, via del Franzone, via Marconi, all'ingresso di Borgo Trento, via Casazza, al Prealpino, in via San Polo (due postazioni), via Lonati, via Cremona, via Corsica e nella piazza di Fiumicello. Saranno in totale 276 le nuove bici a disposizione dei cittadini, oggi 150 (30 delle quali solitamente non in servizio).
Stazione-Zanardelli la via più battuta
Gli abbonamenti attivati da giugno 2008 a marzo 2010 sono stati 2.660 e 2.337 utenti hanno utilizzato effettivamente il servizio, tra i quali 1.228 uomini e 1.109 donne.
Dalle statistiche elaborate risulta che 1.245 «ciclisti» hanno tra i 20 e i 40 anni e 890 tra i 40 e i 60, 735 sono impiegati, 547 liberi professionisti e 372 studenti. Il 34,58% di loro risiede in provincia, il 27,41% in città e il 19,24% nel centro storico. I depositi mensili registrati tra aprile 2009 e marzo 2010 (più bassi ad aprile, agosto e gennaio), toccano le 10.688 unità a settembre e superano le 9mila anche a maggio, giugno, luglio e marzo, mentre le operazioni giornaliere (basse il sabato e soprattutto la domenica), si attestano tra le 281 del mercoledì e le 231 del lunedì. «Sono 90mila i chilometri totali percorsi e il tratto più gettonato è tra le postazioni in stazione e in corso Zanardelli - prosegue Orto -. In oltre il 90% dei casi gli utenti utilizzano la bicicletta per meno di 45 minuti, usufruendo così del servizio gratuitamente. La tempistica media di utilizzo è addirittura di 20 minuti e un furgone (al quale ne sarà aggiunto prossimamente un secondo) si occupa della ridistribuzione delle bici tra le postazioni: se una risulta essere quasi vuota vengono spostati mezzi da un'altra meno utilizzata. "BiciMia" costa al Comune circa 150mila euro l'anno».
Una targa contro i furti
«É importante che la cultura della bicicletta si diffonda sempre più a Brescia» osservano l'assessore Orto, Giacomo Lini ed Enio Garzetti, presidenti rispettivamente delle Circoscrizioni Sud ed Est. Diminuiscono invece i furti. «"BiciMia" ne ha conosciuti soltanto in un primo periodo - spiega Orto -. E già da 4 anni proponiamo in collaborazione con la Polizia locale la targatura per la creazione di un Registro italiano bici, deterrente utile per i furti e per la riconsegna al legittimo proprietario al momento del ritrovamento». Il Registro conta 4.500 mezzi bresciani. Tra questi solo l'1,2% delle bici targate è stato oggetto di furto, di contro al 12% di mezzi anonimi.
Chiara Corti

Giornale di Brescia 05 maggio 2010

Biciclette «in affitto»: ne arrivano altre 276
BiciMia, un successo da 2.600 abbonamenti e 10mila depositi
E adesso il «bike sharing» viene esteso alle zone periferiche

Oltre 2.600 abbonamenti, con punte fino a 10mila depositi mensili di media e addirittura 280 operazioni giornaliere. Il servizio «BiciMia» proposto dell'assessorato alla Mobilità e traffico del Comune e da Brescia Mobilità compie due anni ed è giunto il momento di bilanci, anche in vista di una prossima estensione del «bike sharing» nelle zone periferiche della città.
«BiciMia» cresce: 276 i nuovi mezzi
Basta osservare come il deposito delle biciclette nel piazzale della stazione risulti quasi vuoto anche in una giornata di maltempo come quella di ieri per rendersi conto di quanto i bresciani usufruiscano del servizio. «La stazione è il luogo di interscambio principale della città ma BiciMia ha avuto un buon riscontro su tutto il territorio - spiega Nicola Orto, assessore alla Mobilità e traffico -. Siamo partiti il 5 giugno del 2008 con la sperimentazione del servizio in un'area ristretta, quella del centro storico. Ci abbiamo creduto e abbiamo avuto una risposta positiva». Proprio per questo il Comune amplierà il «bike sharing», con la soddisfazione dichiarata dai presidenti delle Circoscrizioni cittadine, in aree finora non coinvolte. Saranno allestite postazioni in piazzale Golgi, nel piazzale dell'Ospedale Civile, piazza San Padre Pio, via Fontane, via Veneto, viale Piave, viale Bornata (due postazioni), via Masaccio, cavalcavia Kennedy, via Repubblica argentina, via Salgari, via Milano, via Colombo, via Chiusure, via del Franzone, via Marconi, all'ingresso di Borgo Trento, via Casazza, al Prealpino, in via San Polo (due postazioni), via Lonati, via Cremona, via Corsica e nella piazza di Fiumicello. Saranno in totale 276 le nuove bici a disposizione dei cittadini, oggi 150 (30 delle quali solitamente non in servizio).
Stazione-Zanardelli la via più battuta
Gli abbonamenti attivati da giugno 2008 a marzo 2010 sono stati 2.660 e 2.337 utenti hanno utilizzato effettivamente il servizio, tra i quali 1.228 uomini e 1.109 donne.
Dalle statistiche elaborate risulta che 1.245 «ciclisti» hanno tra i 20 e i 40 anni e 890 tra i 40 e i 60, 735 sono impiegati, 547 liberi professionisti e 372 studenti. Il 34,58% di loro risiede in provincia, il 27,41% in città e il 19,24% nel centro storico. I depositi mensili registrati tra aprile 2009 e marzo 2010 (più bassi ad aprile, agosto e gennaio), toccano le 10.688 unità a settembre e superano le 9mila anche a maggio, giugno, luglio e marzo, mentre le operazioni giornaliere (basse il sabato e soprattutto la domenica), si attestano tra le 281 del mercoledì e le 231 del lunedì. «Sono 90mila i chilometri totali percorsi e il tratto più gettonato è tra le postazioni in stazione e in corso Zanardelli - prosegue Orto -. In oltre il 90% dei casi gli utenti utilizzano la bicicletta per meno di 45 minuti, usufruendo così del servizio gratuitamente. La tempistica media di utilizzo è addirittura di 20 minuti e un furgone (al quale ne sarà aggiunto prossimamente un secondo) si occupa della ridistribuzione delle bici tra le postazioni: se una risulta essere quasi vuota vengono spostati mezzi da un'altra meno utilizzata. "BiciMia" costa al Comune circa 150mila euro l'anno».
Una targa contro i furti
«É importante che la cultura della bicicletta si diffonda sempre più a Brescia» osservano l'assessore Orto, Giacomo Lini ed Enio Garzetti, presidenti rispettivamente delle Circoscrizioni Sud ed Est. Diminuiscono invece i furti. «"BiciMia" ne ha conosciuti soltanto in un primo periodo - spiega Orto -. E già da 4 anni proponiamo in collaborazione con la Polizia locale la targatura per la creazione di un Registro italiano bici, deterrente utile per i furti e per la riconsegna al legittimo proprietario al momento del ritrovamento». Il Registro conta 4.500 mezzi bresciani. Tra questi solo l'1,2% delle bici targate è stato oggetto di furto, di contro al 12% di mezzi anonimi.
Chiara Corti

Bresciaoggi 05 maggio 2010

LAVORI PUBBLICI. Il primo treno fermo per ultimare le verifiche, mentre il secondo che doveva essere consegnato entro l’anno scorso non è ancora arrivato a Brescia

Metrò, Labolani contro consegne-lumaca

Mimmo Varone

L’assessore sul piede di guerra: «Inammissibile avere problemi per mancanza di professionalità Vengano applicate le penali»

Dopo il primo treno dell’estate scorsa, più nulla. E anche quello è fermo da quasi un anno in un capannone del deposito di Sant’Eufemia-Buffalora senza muovere un passo. I convogli del Metrobus sono in forte ritardo e rischiano di far saltare il programma delle prove. L’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani rompe il silenzio e lancia strali. I tecnici non disperano di recuperare il tempo perduto, ma lo spazio per l’ottimismo si riduce.
Secondo il programma originario, il treno arrivato in luglio, in febbraio avrebbe dovuto mettere il muso fuori, verso la Stazione Sant’Eufemia. Tuttavia i tempi sono già cambiati, se il direttore del Metrobus Mauro Rainieri afferma che «le prove dovranno iniziare durante l’estate prossima», e che «tutto procede secondo le previsioni anche se il secondo treno è un po’ in ritardo». L’ultima data era il 29 aprile. Ma anche quella è saltata e ora Rainieri lo dà a a Brescia per la fine di maggio. Le ultime notizie dicono che partirà da Napoli non prima del 10 maggio, mentre dovrebbe essere qui già dalla fine del 2009.
«È inammissibile che la nostra città debba subire ancora disagi per un ulteriore slittamento nella consegna del secondo metrobus», attacca Labolani. E aggiunge di aver chiesto «una verifica immediata a Brescia Mobilità, che ha subito inviato i suoi tecnici sul luogo del collaudo». L’assessore non intende stare al gioco dei rinvii e «se ci sono penali che vengano applicate - esclama -. Non intendiamo far subire ai cittadini ancora disagi a causa della mancanza di professionalità della società fornitrice».
IL PRIMO TRENO, intanto, resta fermo. I tecnici spiegano che era arrivato a Brescia senza completare in fabbrica le verifiche previste. Si prevedeva che venissero fatte direttamente nel Deposito bresciano entro la fine del 2009. A quanto pare, però, anche su questo fronte le cose non sono andate per il verso giusto. Le verifiche dovrebbero concludersi solo in questi giorni. Dopodichè, seppure con mesi di ritardo, il treno potrebbe cominciare a muoversi prima all’interno del Deposito e poi lungo il primo tratto della linea, fino alla stazione di Sant’Eufemia.
Le verifiche, tuttavia, non sono ancora concluse, e potrebbero esserci altre sorprese. Il tal caso, potrebbe anche darsi che a muovere i primi passi sui binari sia il secondo convoglio, quando arriverà. Questo dovrebbe sbarcare a Brescia al completo di tutte le verifiche previste. I tecnici lasciano intendere che lungo la linea potremmo vedere il primo treno, forse il secondo, o entrambi.
Rainieri non dispera di poter recuperare il tempo perduto. Ma i ritardi sembrano farsi sistematici, tanto che oggi non è possibile prevedere quando il terzo convoglio arriverà. Per adesso si sa solo che due delle tre carrozze che lo compongono partiranno da Napoli per approdare allo stabilimento Ansaldo-Breda di Pistoia, dove esiste la camera climatica per testare il sistema di condizionamento. Da decidere, ancora, se anche la terza carrozza farà tappa in Toscan, o arriverà direttamente a Brescia e l’assemblaggio si farà qui. Non sarà facile essere ottimisti.

Bresciaoggi 05 maggio 2010

BILANCI. In due anni il «bikesharing» ha conquistato 2.600 abbonati

Con «Bicimia» le due ruote si fanno largo

Michela Bono

Nicola Orto: «Funziona già benissimo e abbiamo pressochè azzerato il numero di furti»

Anche i bresciani si stanno lentamente convertendo alle due ruote. Lo dimostra il successo del servizio di bikesharing «Bicimia», che in giugno compirà i due anni. I primi momenti di sconforto dovuti all' assestamento e a qualche furto sono lontani e oggi il rodaggio è completo, con oltre 2.600 abbonati. «Un servizio che ci stando ottime soddisfazioni e che, a grande richiesta, amplieremo in modo massiccio» ha annunciato l'assessore alla mobilità del Comune Nicola Orto. I lavori inizieranno a luglio e verso fine anno arriveranno in città 276 biciclette (ad oggi sono 150) e ben 26 nuove stazioni, che amplieranno notevolmente il raggio di interscambio anche fuori dal centro storico. «Ce lo auguravamo - hanno dichiarato i presidenti delle circoscrizioni est e sud Ennio Garzetti e Giacomo Lini -: è un servizio che i cittadini ci richiedono spesso». Oggi il bikesharing costa alle casse del Comune 150mila euro all'anno: « Se in altre città la gestione è stata catastrofica - ha sottolineato Orto - a Brescia funziona benissimo, tanto che abbiamo praticamente azzerato i furti». La manutenzione rappresenta una fetta ingente del costo: bici e colonnine vanno costantemente revisionate e che un operatore si dedica tutto il giorno a monitorare le stazioni e spostare i mezzi al bisogno.
Gli utenti che oggi utilizzano il bikesharing sono i più disparati, anche se gli uomini sembrano essere più sportivi ( non di molto, in realtà, con 1.228 abbonamenti contro i 1.109 al femminile ). A gradire maggiormente le due ruote «in prestito» è la fascia d'età compresa tra i 20 e 40 anni, seguita da quella dai 40 ai 60. Più pigri i giovanissimi, che sotto i 20 anni sembrano snobbare il servizio. I dati confermano che l'uso è soprattutto lavorativo: la fetta di abbonamenti più ingente è quella degli impiegati, seguita dai liberi professionisti e dagli studenti. Un'ulteriore conferma della vocazione lavorativa del servizio viene dalla media degli spostamenti giornalieri, molto più frequenti negli infrasettimanali rispetto al weekend ( il mercoledì e il giovedì sono i giorni di punta). Stessa riflessione se si confrontano le medie mensili: agosto, mese di esodo vacanziero, insieme a gennaio e febbraio, probabilmente per il freddo e la neve, sono stati i periodi meno appetiti. La fascia più importante di utilizzatori risiede in provincia (a dimostrazione di come la bici sia un utile mezzo per entrare a Brescia dalle stazioni di interscambio), seguita dai residenti in città, ma fuori dal centro storico, e dagli abitanti entro le mura.
ANCHE la durata di utilizzo dimostra come Bicimia sia utile proprio per muoversi rapidamente e su brevi tratte: più del 90 per cento degli utenti prende il mezzo e lo deposita entro i 45 minuti, limite massimo perchè il servizio sia gratuito. La media, in realtà, è ben più bassa: venti minuti. I punti di scambio più utilizzati sono prevedibilmente quello in stazione (con quasi 20mila spostamenti), corso Zanardelli (quasi 15mila), San Faustino (quasi 9mila) e piazza Vittoria (oltre 8.200). Discreto il movimento anche in piazza Duomo (oltre 7.700 spostamenti), Pallata (quasi 7.600), corso Magenta (oltre 5.800) e Garibaldi (oltre 5.300 ). L'unica stazione a non aver avuto grande esito, con solo dieci spostamenti in tutto, è via Dalmazia. La tratta più battuta è quella che parte e ritorna da corso Zanardelli, seguita dal giro Pallata-Pallata, stazione-San Faustino, piazza Rovetta-stazione e corso Magenta-stazione.
A dimostrazione che la bicicletta stia sempre più prendendo piede è l'attenzione che i bresciani riservano ai loro mezzi: un altro servizio molto gradito, che vede Brescia prima in Lombardia, è quello di targatura. In quattro anni sono 4.500 le bici bresciane (a Milano sono solo 2.600) che, per pochi euro, sono entrate a far parte del « registro bici» tenuto con la polizia locale. Il servizio viene effettuato al cicloparcheggio accanto alle colonnine di Bicimia in stazione: i dati dimostrano come targare la bici sia un efficace deterrente contro i ladri e come, in caso di furto, aumenti le possibilità di ritrovamento. Dall'avvio del servizio, solo l'1,2 per cento delle bici targate è stata rubata e in caso di furto sono stati recuperati mezzi targati nel 36 per cento dei casi, contro l'1,5 per cento di bici anonime. « Brescia è la prima città anche nel numero di bici recuperate - ha sottolineato Nicola Orto -: più che doppio rispetto alle altre città lombarde».

tratto da "parlabrescia.it"

Terzo focus PGT: mobilità accessibile e tempi

di Alberto Arenghi -
Durante il focus sul PGT ‘Muoversi a Brescia’ tenutosi lo scorso 22 aprile, sono stato coinvolto dall’assessore Vilardi in qualità di discussant in riferimento al tema dell’accessibilità nella mobilità. L’intervento dei discussant è stato preceduto da tre relazioni: l’ing. De Beaumont (Consulente del Comune di Brescia) che ha trattato il tema della mobilità a Brescia rispetto alla pianificazione in atto oggi e in prospettiva futura, l’ing. Garatti (Direttore Brescia Trasporti) ha fornito i ‘numeri’ del trasporto pubblico, il dr. Musio (Consulente del Comune di Brescia) ha parlato dei tempi della mobilità facendo osservare come la variabile tempo, presente e determinante in ogni nostra azione, dalla più banale a quella più importante, abbia un peso ‘politico’ assolutamente poco rilevante rispetto all’importanza della variabile tempo.
Nel mio intervento, contenuto entro un massimo di otto minuti per poter dar spazio al dibattito dalla platea, ho evidenziato tre aspetti:

  • il primo, di carattere metodologico, è l’auspicio che il PGT tenga conto del tema dell’accessibilità e della fruibilità considerandolo con l’etichetta, la logica e la cultura della qualità urbana ed edilizia cioè facendo quel salto di qualità per cui non ci sia la necessità di una ‘progettazione parallela e dedicata’ e tale per cui nella Brescia di domani parlare di barriere architettoniche sia un argomento ‘fuori moda’: non è utopia, mi sembra che oggi abbiamo la ‘cultura’ per andare in questa direzione.
    Occorre insomma mettere in pratica tutte quelle buone prassi di progettazione che permettono di progettare per il maggior numero di utenti possibile con una ricaduta positiva per tutti anche a livello economico;
  • oggi a Brescia il sistema di trasporto pubblico non è accessibile. Tutti gli autobus riportano il logo dell’accessibilità, ma ciò è un’indicazione falsa! Il servizio Accabus (riservato ad utenti disabili residenti nel comune di Brescia) è in capo ai Servizi Sociali e quindi non può essere quassificato come servizio pubblico;
  • la prospettiva di domani vede il metrobus come sistema che garantirà l’accessibilità a tutti a cui si dovrà affiancare un sistema di trasporto in superficie veramente accessibile (…non solo con il logo!) andando a studiare in particolare l’interfaccia fermata autobus. Sicuramente il soddisfacimento dell’utenza disabile dovrà prevedere la permanenza dell’Accabus. In definitiva un sistema misto con il risultatoche il servizio Accabus potrà essere più efficiente perché molti spostamenti potranno essere effettuati con il trasporto pubblico tradizionale.

Al di là del mio intervento e agli altri temi della serata, mi ha particolarmente interessato e colpito la relazione del dr. Musio in quanto ad essa ho ricollegato riflessioni che più volte ho fatto da solo. Il fatto di essere una persona disabile (per me si tratta di disabilità motoria) fa sì che anche la variabile tempo si connoti con una prospettiva del tutto diversa rispetto a chi non è disabile e ciò non solo nell’atto di compiere un’azione, uno spostamento, ma anche in fase programmatoria dello stesso. Mi spiego con un esempio. Molti di noi si recano a Milano per lavoro, o altri mille svariati motivi, in modo sistematico o saltuario. In tantissimi casi ciò avviene in treno sia per la frequenza dei treni sulla tratta Brescia-Milano, sia perché nel capoluogo lombardo risulta molto comodo spostarsi in metropolitana. Il tutto avviene in maniera ‘molto disinvolta’: noti gli orari dei treni, lo spostamento è fatto nella sequenza autobus-treno-metropolitana e viceversa.

Beh per una persona disabile la sequenza non è così lineare:

  • non tutti i treni sono abilitati per il trasporto di una persona disabile,
  • il viaggio in treno, sia in andata che in ritorno va prenotato con almeno ventiquattrore di anticipo ad un call-center che verifica che vi sia la disponibilità del posto (ogni convoglio ha soltanto due posti per disabili in carrozzina),
  • ricevuta, via sms, la disponibilità del posto sul treno, occorre prenotare il trasporto per e dalla stazione ferroviaria con l’Accabus (in stazione bisogna arrivare con almeno venti minuti di anticipo sulla partenza del treno anche se si è già muniti di biglietto),
  • a Milano la metropolitana è accessibile, in maniera efficace (presenza di ascensori), soltanto su una linea, per le altre c’è il servoscala a pedana per il quale occorre controllare se è in funzione: è necessaria una telefonata all’ATM (effettuata dal treno) in cui si chiede se il servoscala della fermata stazione e quello della fermata di destinazione sono funzionanti! Diciamo che il più delle volte è una telefonata inutile. E allora? Allora si deve prendere il taxi scegliendo (intanto che si è in coda) quello che per tipologia permette di salire senza fare una fatica improba (si escludono quindi i molti monovolumi) e che consentono di caricare la carrozzina. In verità c’è un taxi attrezzato, ma è uno solo e se si trova al capo opposto della città…..
  • in un modo o nell’altro si arriva a destinazione consapevoli che alla fine dell’impegno (i.e. riunione di lavoro) si dovrà ripetere l’avventura dell’andata. Le riunioni, tuttavia, si sa quando iniziano, ma difficilmente si sa quando finiscono. Beh se sei disabile e hai prenotato treno ed Accabus….il problema non esiste perché l’hai deciso tu almeno ventiquattro ore prima con le prenotazioni! Insomma o scappi come un ladro, o rimani in giro aspettando l’ora giusta!

Alla fine, nonostante tutto, arrivi a casa! Ma il tempo? Le energie fisiche e nervose?
Ah dettaglio non trascurabile: il luogo della riunione è accessibile?
Insomma il tempo dedicato ad effettuare la ‘missione impossibile’ Brescia-Milano-Brescia è abbastanza impegnativo, ma a questo va aggiunto tutto quello della preparazione e cioè quello delle prenotazioni e della verifica dell’accessibilità dei luoghi! … e se succede un contrattempo?…che ne so il treno è un ritardo, oppure – all’andata – il treno si è guastato ed è fermo a Desenzano? …..’missione impossibile 2 – la vendetta’!


03 maggio 2010

Cronaca dettagliata del mio viaggio a/r per la Notte Bianca

Navette Notte Bianca 1000 Miglia - Prova sul campo 

Giudizio sommariamente positivo

Andata
- ore 20.45 parto da casa (Chiesanuova) in auto con la mia famiglia.
- dopo una decina di minuti arrivo al park scambiatore Iveco, a occhio è già occupato per il 70 %.
- arriva la navetta, (è un autobus da 18 m con capienza di 140 passeggeri)
- saliamo, la navetta riparte con un centinaio di passeggeri a bordo.
- alla fermata di via Volturno fronte Iveco (non prevista sul percorso della navetta) c'è un altro centinaio di passeggeri, la navetta si ferma, qualcuno sale, molti restano a terra perchè l'autobus è stipato, dopo numerosi tentativi l'autista riesce a chiudere le porte e ripartiamo.
- scendiamo in Via Da Vinci angolo P.le Battisti, raggiungiamo a piedi piazza Loggia attraverso via San Faustino che è trasformata in un fiume di persone.

Ritorno
ore 23:50 in P.le Battisti direzione nord riprendiamo la navetta, percorre via Montesuello e poi ridiscende su via Trento.
-  in via Da Vinci la navetta si ferma (anche in questo caso fermata fuori programma) e come all'andata si riempie ben oltre la capienza del mezzo.
- scendiamo in via Del Sebino, il parcheggio è strapieno di auto e anche fuori dal parcheggio ci sono auto ovunque al punto che probabilmente la navetta non riesce più a voltare in via Zamboni per accedere al capolinea al centro del piazzale.
-  prendiamo l'auto, al capolinea all'interno del piazzale c'è ancora una marea di gente che è in attesa di essere portata in centro ignara del fatto che probabilmente la navetta non può più entrare nel parcheggio. Le persone al capolinea sono talmente tante che a fatica riesco a farmi largo con l'auto per imboccare la corsia che conduce all'uscita semaforizzata che immette in via Volturno.

Considerazioni
La Notte Bianca ha fatto il tutto esaurito e di conseguenza anche le navette sono state letteralmente prese d'assalto, il servizio è funzionato nel complesso bene anche se, per via dell'inaspettato massiccio ricorso al "park & ride", si sono riscontrati alcuni inconvenienti ai quali, con l'esperienza oggi maturata, si potrà sicuramente porre rimedio per le prossime occasioni e rendere il servizio ancora più efficiente.
Alle informazioni sulle navette dedicate alla Notte Bianca è stata dato ampio risalto su tutti i media. Sui quotidiani, a fianco degli articoli dedicati al programma della manifestazione, è stata pubblicata la mappa con parcheggi, fermate e percorsi, come parte integrate delle "istruzioni per l'uso" necessarie ad accedere all'evento.
Sul sito internet delle 1000 miglia, e in quelli istituzionali (comune.brescia e bresciamobilita)  nella pagina della Notte Bianca, è stata inserita la brochures con la mappa delle navette.
Ecco qui elencate le possibili soluzioni agli inconvenienti riscontrati:
  • Parcheggio Iveco: transennare un percorso protetto su via Zamboni e all'interno del parcheggio per permettere l'ingresso dei bus affinché le auto non parcheggino ovunque.
  • Individuare una o più aree di sosta in zona Sud tipo Via Lamarmora, Brescia 2 e Palabrescia.
  • Area spettacoli viaggianti il parcheggio è troppo piccolo, in queste occasioni servirebbe destinare alla sosta anche l'area spettacoli recintata.
  • Servirebbe l'incremento del personale di controllo per verificare e coordinare il regolare svolgimento del servizio.
  • Servirebbe incrementare (almeno del doppio) il numero delle corse del servizio serale, prolungare l'orario di termine anche sulla rete ordinaria ed estendere le ultime corse fino ai paesi della prima cintura (Concesio, Bovezzo, Nave, Rezzato, Borgosatollo, Flero, Poncarale, Castel Mella, Roncadelle, Cellatica, Gussago, Collebeato) anzichè sui capolinea urbani come avviene normalmente.
  • Nonostante i precisi e puntuali avvisi su tutte le fermate ho visto molte persone spaesate delle numerose e necessarie deviazioni della rete ordinaria. Mentre aspettavo in P.le Cesare Battisti ho visto un gruppo di ragazzi riuscire  a convincere un autista con autobus fuori servizio targato "DEPOSITO" strappare un passaggio fino in deposito, ho immaginato che abitassero nei paraggi di via San Donino o forse hanno dormito in deposito :-)
Conclusione
E' la seconda volta (la prima con la Notte Bianca di ottobre 2009) dove si dimostra che la gente, se è adeguatamente informata, si rivela estremamente favorevole all'utilizzo di servizi dedicata ad una mobilità più intelligente con una risposta che supera le più rosee aspettative. Ciò fa ben sperare per le future campagne di sensibilizzazione necessarie all'avvio del metrobus e alla nuova mobilità intermodale urbana in particolare per favorire e promuovere il park & ride.
Ho visto un gran numero di autobus turistici parcheggiati (via Volturno, via Dalmazia) alcuni anche in transito in centro (zona galleria - Martiri di Belfiore), immagino si trattasse di "spontanee comitive" provenienti dai paesi della provincia ma forse anche da fuori provincia. Sul sito solotreni.net nei giorni scorsi è stata aperta una discussione per proporre un treno speciale sulla Bs-Iseo-Edolo per la Notte Bianca (come per i fuochi d’artificio a Iseo), l'idea è partita troppo in ritardo per poter essere proposta e organizzata, sarà ripresa e proposta da tplbrescia.it per le prossime Notti Bianche.