Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Nella
classifica finale (pag. 79) ottenuta con i punteggi nel periodo di
valutazione 2000 - 2008 Brescia è al 5° posto preceduta da
Bergamo (1° posto), Cagliari (2° posto), Trento (3° posto),
Parma (4° Posto).
Riuscirà Brescia a mantenere il 5° posto anche nel rapporto del prossimo anno
(2011) quando, per l'attribuzione dei
punteggi, saranno presi in esame i dati del 2009, anno durante il quale si è
registrata una flessione del numero di passeggeri trasportati ? Clicca qui per accedere al pdf del 7° Rapporto sulla mobilità urbana in Italia.
Il Brescia 19 maggio 2010 Clicca sull'immagini per ingrandirla
Giornale di Brescia 19 maggio 2010
Foto Eden Gabriele Strada
Metrò, arrivato il secondo treno
Il trasporto eccezionale è giunto ieri da Genova ed ha varcato i
cancelli del deposito A breve l'avvio del collaudo dell'elettronica sui
binari. In allestimento altri 16 convogli
«Avevamo valutato attentamente l'ipotesi di trasferire il convoglio da Napoli a
Brescia sfruttando la ferrovia, ma l'idea, seppur suggestiva, è stata
abbandonata per l'incertezza del trasporto di un cargo sulla rete nazionale.
Così abbiamo optato per un tradizionale traino eccezionale». Con queste parole
di Andrea Cozzani, responsabile del progetto dell'Ati, ha accolto ieri il
secondo convoglio della Metropolitana Automatica di Brescia all'interno del
vasto deposito di via Serenissima. Un trasporto eccezionale per peso e
dimensioni che ha varcato ieri i cancelli dell'area del metrò senza intoppi o
difficoltà, anche sulla scorta dell'esperienza della precedente consegna durante
la quale, la flessione del carrello sotto il peso del treno, aveva portato il
rimorchio ad incagliarsi sotto il viadotto, creando non poche difficoltà e
imbarazzi. Una catena contro la flessione «Ora abbiamo sostenuto la
flessione del carrello armando una freccia di sostegno del pontone con due
robuste catene. Così il convoglio è entrato nel cantiere senza difficoltà
alcuna». Sotto gli sguardi attenti dei tecnici, del presidente di Brescia
Mobilità, Valerio Prignachi e dell'Ad. Roberto Moreni il secondo treno ha
guadagnato gli spazi in cui saranno testati i suoi componenti meccanici ed
elettronici, in vista della sperimentazione che sarà realizzata a breve su una
tratta di 400 metri dei binari. Una fase di collaudo attenta e meticolosa che
punta a verificare la funzionalità dei programmi di gestione. Hardware e
software da testare e sottoporre ad ogni tipologia di stress per dare anima al
sistema di guida automatica che gestirà l'intero impianto in vista dell'avvio
del servizio quando sulle tratte cittadine si conteranno 16 dei 18 treni
acquistati dall'Ansaldo Breda. Un altro passo avanti, dunque, dell'importante
infrastruttura bresciana, a cui molte nazioni guardano, dopo l'esperienza di
Copenaghen, per importarne il modello di funzionalità ed economicità di
servizio. Non per nulla i treni che sono stati consegnati a Brescia montano
una dotazione di motori e di componentistica all'avanguardia, rinnovati anche
rispetto ai progetti iniziali. Innovazione «osservata speciale» «Montiamo
motori elettrici a corrente alternata da 700 volt alimentati con un inverter,
mentre per la movimentazione utilizziamo freni elettromagnetici e sistemi
meccanici per i movimenti a bassa velocità. A Copenaghen abbiamo constatato che
l'usura ai dischi dei freni è minima e la sostituzione riguarda solo le
pastiglie dei ferodi. Certo il vero banco di prova per il sistema resta il
collaudo a quattro del percorso: verso la metà del prossimo anno potremo
lanciare sui binari sino alla Poliambulanza due convogli per senso di marcia e
verificare l'integrazione dei sistemi di controllo» spiegano i tecnici. Gli
step prevedono dunque un collaudo a più livelli sino al graduale avvio del
servizio, quando, dopo l'accettazione tecnica dei lavori per due anni l'Ati sarà
chiamata a gestire l'impianto per poi passare nei successivi 5 anni a prestare
la manutenzione. I treni avranno percorrenze cadenzate dal passaggio dei singoli
convogli. Il contratto di servizio parla ad oggi di un orario esteso sulle 21
ore giornaliere, «anche se Brescia, sin da ora non sembra necessitare di un
servizio di 24 ore» come sottolinea Moreni. Al termine dei collaudi e con i
18 treni consegnati potranno partire i viaggi effettivi del metrò. «La data di
contratto non tiene conto delle difficoltà, dunque la rete partirà quando tutto
sarà pronto, al di là delle penali e delle altre condizioni contrattuali»
continua da Brescia Mobilità, mentre il presidente Prignachi accarezza l'idea di
un collegamento diretto con la stazione di Rezzato. «Resta dietro quel pilone -
ci indica rivolgendo il bracco alla campagna - poco più di un chilometro per far
convergere ferrovia, strada e metropolitana. In altre parole un nodo strategico
di comunicazione...» Un progetto da accarezzare e magari sul quale investire in
un futuro non troppo prossimo. Roberto Manieri
17 maggio 2010 NUOVA MAPPA INTERATTIVA COMPLETA DI PERCORSI ED ORARI SUL SITO www.trasportibrescia.it (Trasporti Brescia Sud S.c. a r.l. & Trasporti Brescia Nord S.c. a r.l.)
La mappa raccoglie le 5 aree in cui è diviso il territorio provinciale (Sebino e Franciacorta, Valle Trompia, Bassa Bresciana Ovest, Bassa Bresciana Est, Garda e Valle Sabbia).
Per ogni area è riportato il tracciato di tutte le linee che
raggiungono i vari centri della provincia, le linee sono
contraddistinte da colorazioni differenti, selezionando con il
puntatore una linea questa si evidenzia ed è possibile scaricare
la tabella degli orari.
La mappa è estremamente intuitiva e semplice da consultare sia
per la ricerca dei percorsi che per quanto riguarda gli orari.
Complimenti, si tratta di un ottimo lavoro.
clicca sull'immagine sottostante per accedere alla mappa interattiva di Trasporti Brescia Nord/Sud
Bresciaoggi 12 maggio 2010
L’ANNUNCIO. Il nuovo sistema dopo l’avvio della metropolitana
Trasporto pubblico
Orto: «Via al tavolo»
Thomas Bendinelli
Fra le infrastrutture di collegamento, si è parlato di fermate dei taxi bike
sharing e car sharing
Tra poche settimane prenderà il via ufficialmente il tavolo di discussione che
dovrà occuparsi di definire il nuovo sistema di trasporto pubblico quando la
metropolitana entrerà in funzione.
L’annuncio è stato dato ieri
dall’assessore alla Mobilità dell’Amministrazione comunale di Brescia, Nicola
Orto, nel corso del convegno sullo stato dell’arte del progetto europeo Civitas
che si è tenuto ieri nell’auditorium di Santa Giulia.
«Al tavolo saranno
coinvolti tutti i soggetti interessati - ha sottolineato l’assessore -, compresi
ovviamente i lavoratori del settore». Due saranno i livelli di discussione del
tavolo: da un lato l’analisi e la risoluzione delle criticità esistenti nella
rete, dall’altro si inizierà a elaborare insieme all’ente Provincia tutte le
possibili sinergie.
LA METROPOLITANA sarà tanto più utile, quanto più
riuscirà a collegarsi a un sistema di infrastrutture. Orto ha ieri ricordato
alcuni di questi aspetti: fermate dei taxi, bike sharing e car sharing in
prossimità delle stazioni della metropolitana; parcheggi scambiatori al
capolinea; biglietto unico integrato; riduzione dei tempi di attesa dei bus e
via dicendo.
«Si tratterà di dare corpo al patto sul trasporto pubblico
locale sottoscritto lo scorso anno con la Provincia e la Regione - ha ricordato
Orto -. L’obiettivo è quello di avere un’unica agenzia che si occupi di
integrazione dei sistemi di trasporto».
Nel progetto europeo Civitas Plus,
che vede Brescia coinvolta insieme ad altre cinquantotto municipalità
dell’Unione, numerosi sono gli aspetti che vanno a intersecarsi con la futura
metropolitana e la mobilità pubblica. Si va dagli autobus a metano ai parcheggi
scambiatori, fino a progetti di logistica delle merci. Tra i progetti che
diventeranno realtà, ci sono anche quello della «smart card» - in pratica un
titolo unico di viaggio che sarà utilizzabile sia per la sosta, sia per
l’utilizzo di bus e metropolitana - e il Brescia Mobile Channel, un sistema che
attraverso i telefoni cellulari sarà in grado di offrire informazioni all’utente
sui mezzi di trasporto e la mobilità.
I PROGETTI IN CORSO sono quattordici e,
come ha ricordato ieri il coordinatore locale di Civitas, Giandomenico Gangi,
«dovranno essere portati a termine entro ottobre 2012». Proprio a pochi mesi
dall’entrata in funzione della metropolitana, con la quale il nuovo sistema di
trasporto pubblico dovrà integrarsi. «L’obiettivo di fondo - ha aggiunto - è la
riduzione del traffico privato e delle emissioni inquinanti».
ALL’INCONTRO
di ieri nell’auditorium Santa Giulia erano presenti tra gli altri anche i
rappresentanti dei partner europei con i quali l’Amministrazione comunale di
Brescia partecipa al progetto Civitas con il bando presentato già nel 2007,
ovvero le municipalità di Coimbra (Portogallo), Craiova (Romania) e Vitoria
Gasteiz (Spagna).
Al termine della giornata di scambio sullo stato di
avanzamento dei rispettivi progetti, ai partner stranieri, oltre a un omaggio
(una piccola Vittoria alata) è stata offerta la visita guidata al museo di Santa
Giulia.
Il Brescia 12 maggio 2010 Clicca sull'immagini per ingrandirla
Giornale di Brescia 12 maggio 2010
Il «navigatore» dei trasporti
Il Brescia Mobility Channel tra gli obiettivi dell'iniziativa
europea Civitas, con la quale il Comune ha ottenuto 2,4 milioni di euro dalla
Ue. Ieri convegno in Santa Giulia Navigare tra i mezzi di trasporto con il proprio cellulare, scambiare
informazioni, scoprire dov'è la postazione più vicina di Bicimia e a che ora
passa il bus extraurbano o la metropolitana, comprare il biglietto on line e
magari intanto scegliere il film o la mostra da andare a vedere. Questo è
Brescia Mobile Channel, progetto di «infomobility», ovvero
informazione+mobilità, tecnologia applicata al sistema dei trasporti per farli
utilizzare al meglio. Brescia Mobility Channel è solo uno - forse il più
appariscente - dei progetti in corso nell'ambito dell'iniziativa europea
Civitas, che vede la nostra città protagonista della cosiddetta «mobilità
sostenibile», ovvero delle politiche per far muovere la gente in modo
efficiente, economico ed ecologico. Consorzio di quattro città Temi caldi,
dati i livelli dell'inquinamento delle nostre città e visto l'approssimarsi
dell'Expo 2015 dedicato proprio ad ambiente ed alimentazione. Non stupisce che
l'Unione Europea dedichi risorse alla mobilità sostenibile e alle città che si
impegnano su questi temi. Civitas, giunta alla terza edizione, ne è un esempio:
finanzia progetti nel settore dei trasporti, promossi da città europee che si
mettono in rete e condividono informazioni, tecnologie ed esperienze. Brescia ha
partecipato al bando nel 2007 (quindi amministrazione Corsini, buon segno che
del passato non si butta via tutto) presentandosi con il consorzio «Modem»
composto dalla nostra città, dalla spagnola Vitoria-Gasteiz, dalla portoghese
Coimbra e dalla romena Craiova. Il consorzio si è classificato secondo, l'Europa
finanziava i primi cinque, e quindi i soldi sono arrivati: «A Brescia 2,4
milioni di euro» spiega Nicola Orto, assessore alla Mobilità e traffico della
Loggia. «Attraverso il progetto Civitas, inoltre, Brescia è entrata
ufficialmente a far parte delle 59 "demonstration cities" ovvero le città
europee impegnate per lo sviluppo della mobilità sostenibile e quindi città
modello a livello europeo». L'autobus e il cellulare Ogni anno, le quattro
città partner si incontrano per un «meeting politico», in cui si fa il punto sui
progetti in corso. L'anno scorso era stato in Spagna, quest'anno è toccato a
Brescia, che ha organizzato ieri il Civitas meeting nel museo di Santa Giulia,
mettendo a tema il «ruolo del trasporto pubblico nel futuro della mobilità
urbana». La mattina si è svolta una tavola rotonda con rappresentanti del
Ministero dell'ambiente, della Regione Lombardia, delle città partner (assenti
gli iberici a causa della famigerata nube blocca-aerei), di altre città
coinvolte in Civitas (Perugia e Bologna). Il pomeriggio invece spazio alle
sessioni tecniche, che hanno visto anche le relazioni dei bresciani Valerio
Prignachi, presidente di Brescia Mobilità (sul trasporto pubblico a basso
impatto ambientale) e Giandomenico Gangi, coordinatore del progetto Civitas per
Brescia (sull'Infomobilità). E così torniamo al «Brescia Mobility Channel»,
che fornirà ai cittadini informazioni sulla mobilità e sui trasporti attraverso
il cellulare o il palmare, concentradosi su quattro aree chiave: prendere il bus
più facilmente; trovare servizi utili nella città; rendere più piacevole
l'attesa del bus e il viaggio; usare il proprio telefono come mezzo di
pagamento. Per ora, spiega Gangi, è stata svolta l'analisi di un servizio
per telefonia mobile indirizzato in particolare ai giovani utilizzatori del
servizio di trasporto pubblico. Il sistema potrà via via fornire servizi
informativi sui parcheggi, sui noleggi di bici e auto, su shopping e turismo,
piste ciclabili e aree verdi, restrizioni al traffico, iniziative culturali,
uffici pubblici. E via navigando. Marco Sampognaro
A COSA SERVE
CIVITAS PLUS
L'iniziativa Civitas «prevede un approccio integrato per
promuovere un trasporto pubblico a basso impatto ambientale con il supporto di
progetti dimostrativi che integrino aspetti tecnologici e politiche dei
trasporti». Brescia partecipa in consorzio con Craiova, Vitoria-Gasteiz e
Coimbra. ll progetto è partito il 15 ottobre 2008 e ha una durata di 4 anni.
Partner locali sono la Facoltà di Ingegneria, Brescia Mobilità e Brescia
Trasporti.
OBIETTIVI E PROGETTI Tra i obiettivi bresciani di Civitas:
incrementare il numero di bus a metano e favorire l'uso del metano per la
mobilità privata; favorire l'intermodalità tra sistemi di trasporto integrando
sistemi, tariffe e tecnologie; migliorare il traffico distribuendolo su mezzi
più sostenibili; stimolare nuove abitudini e scelte di mobilità con campagne di
comunicazione e sistemi informativi; ridurre in numero degli incidenti stradali
in ambito urbano; ottimizzare la distribuzione delle merci in ambito urbano.
Giornale di Brescia 09 maggio 2010 - clicca sull'immagine sottostante per accedere al pdf
08 maggio 2010
A settembre 2010, con l'inizio delle scuole, ci sarà un nuovo allarme bus come accade ogni anno, oppure il "tavolo di lavoro",
citato nel sottostante articolo, riuscirà ad organizzare
per tempo il dilazionamento dell'orario di inizio delle lezioni ?
dal Giornale di
Brescia del 05 settembre 2009
Inizio
scuole, allarme bus Incontro
Brescia Trasporti-Ufficio scolastico provinciale sul nodo delle 8 di mattina
Gervasi: «Spostiamo alle 8,30». Raimondi «Ormai è tardi». Al via un tavolo di
lavoro
«Spostiamo l’inizio delle
lezioni alle 8.15-8.30 o gli autobus saranno in difficoltà», dice il presidente
di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi. «Ormai è tardi per farlo. Però
troviamoci per parlarne, anche con i presidi degli istituti cittadini» risponde
la dirigente scolastica Provinciale Maria Rosa Raimondi. È in questo scambio di battute
la sintesi dell’incontro che si è svolto ieri nell’Ufficio scolastico
provinciale, ex provveditorato agli studi. Gervasi, già presidente della
Quinta circoscrizione, al vertice di Brescia Trasporti dall’11 giugno scorso,
ieri pomeriggio ha lanciato pubblicamente un «allarme intasamento» per gli
autobus cittadini in vista dell’inizio delle scuole. Che sarà lunedì prossimo 14
settembre. La stazione
area critica «Stiamo per incontrare il
dirigente scolastico provinciale - ha detto Gervasi nel corso di una conferenza
stampa - per vedere la possibilità di modificare l’orario di inizio delle
lezioni. Alle 8, infatti, gli autobus non sarebbero in grado di fornire il
servizio nel modo più adeguato alle esigenze degli studenti. Mentre spostando
anche solo di qualche minuto l’inizio, saremmo in grado di fornire servizi
mirati agli istituti, riducendo fortemente i rischi di intasamento». Il nodo principale è la zona
della stazione ferroviaria e dell’autostazione, dove giungono tutte le linee
extraurbane e dove gli studenti sono poi «smistati» nei bus urbani che
raggiungono i diversi istituti. Qui, prima delle 8, sarà il caos maggiore, anche
se non è possibile stimare il numero degli studenti coinvolti perché il dato più
importante, quello sugli abbonamenti, non è ancora disponibile. Tuttavia, in
base alle analisi dei tecnici di Brescia Trasporti, i rischi di intasamento ci
sono e da qui nasce l’incontro all’Ufficio scolastico. Incontro che la dirigente
Raimondi giudica «molto cordiale e costruttivo». Ma il cui esito non lascia
molto spazio alle modifiche richieste. «A pochi giorni dall’inizio
dell’anno - spiega Raimondi - risulta difficile modificare gli orari giù
deliberati delle scuole attraverso i loro consigli di istituto». Le competenze
sull’inizio delle lezioni e sull’articolazione degli orari è infatti deciso dai
consigli d’istituto; l’Ufficio scolastico ha funzione di coordinamento e di
sollecitazione. «Mi rendo perfettamente conto delle motivazioni logiche e
pratiche che hanno portato Brescia Trasporti alla formulazione di questa
proposta. Ma le comunicazioni già trasmesse alle famiglie, la predisposizione
degli orari di lavoro e altri fattori ancora rendono impossibili variazioni su
una "macchina in corsa"». «Non
aspettate l’ultima corsa» Niente da fare dunque? Non è
detto: «Abbiamo concordato - prosegue Raimondi - l’apertura di un tavolo di
lavoro al quale saranno invitati i dirigenti scolastici. Quella sarà la sede
opportuna per valutare la fattibilità di alcune proposte, per concordare dei
piccoli aggiustamenti sull’anno in corso, dove sarà possibile, per valutare le
osservazioni sul campo, come si è sempre fatto, e per prepararsi all’anno
prossimo, quando la riforma degli ordinamenti richiederanno modifiche anche ai
servizi di trasporto». Anche Gervasi, ricontattato, si dice soddisfatto:
«Attraverso il tavolo di lavoro i dirigenti scolastici potranno valutare le
nostre proposte, sia in merito ad alcune situazioni specifiche e ad
aggiustamenti a breve, sia in vista dell’anno prossimo». L’obiettivo resta
quello di fornire «servizi mirati ai singoli istituti». Visto che il rischio intasamento
c’è, cosa possiamo consigliare agli studenti che lunedì andranno a scuola in
bus? «Semplice. Che non siano pigri e
non aspettino l’ultima corsa», risponde il presidente di Brescia
Mobilità. Marco Sampognaro
06 maggio 2010 - tratto da "http://www.lauracastelletti.it" Si chiama shared space...
23 auto, 3 autobus e molti, moltissimi ciclisti e pedoni. Impossibile riuscire
a contarli tutti. La strada, l’incrocio e anche il
marciapiede sono nelle loro mani, anzi ai loro piedi. Nessun semaforo, nessuna
striscia pedonale, nessun segnale di precedenza o di stop. Queste sono le città
in cui vivono molti cittadini olandesi. Si chiama shared space, una soluzione a metà strada tra la zona pedonale e le
zona trenta, quelle in cui è vietato superare i 30 km/h. Sono quartieri nei
quali vige una sorta di autoregolamentazione del traffico; nello stesso spazio
condiviso tutti si muovono responsabilmente “negoziando” gli spostamenti.
Secondo l’ideatore Hans Monderman, la proliferazione della segnaletica stradale
non aiuta la convivenza, anzi sembra che più cartelli ci sono meno
gli automobilisti vi prestano attenzione. I risultati dello shared space sono
così soddisfacenti – incidenti ridotti di oltre un terzo, meno ingorghi e
viabilità più fluida – che l’Unione Europea ha deciso di sperimentarlo in altri
paesi: Belgio, Germania, Danimarca e Gran Bretagna. E noi italiani, popolo di
individualisti motorizzati, saremo capaci di ripensare ad un nuovo modo di
muoverci o rischieremmo la stessa sorte di rane e rospi, schiacciati da
distratti automobilisti, alla fine di un lungo letargo? Per saperne di più http://www.sharedspace.eu/
Giornale di Brescia 05 maggio 2010
Biciclette «in affitto»: ne arrivano altre 276
BiciMia, un successo da 2.600 abbonamenti e 10mila depositi
E
adesso il «bike sharing» viene esteso alle zone periferiche
Oltre 2.600 abbonamenti, con punte fino a 10mila depositi mensili di media e
addirittura 280 operazioni giornaliere. Il servizio «BiciMia» proposto
dell'assessorato alla Mobilità e traffico del Comune e da Brescia Mobilità
compie due anni ed è giunto il momento di bilanci, anche in vista di una
prossima estensione del «bike sharing» nelle zone periferiche della
città.
«BiciMia» cresce: 276 i nuovi mezzi
Basta osservare come il
deposito delle biciclette nel piazzale della stazione risulti quasi vuoto anche
in una giornata di maltempo come quella di ieri per rendersi conto di quanto i
bresciani usufruiscano del servizio. «La stazione è il luogo di interscambio
principale della città ma BiciMia ha avuto un buon riscontro su tutto il
territorio - spiega Nicola Orto, assessore alla Mobilità e traffico -. Siamo
partiti il 5 giugno del 2008 con la sperimentazione del servizio in un'area
ristretta, quella del centro storico. Ci abbiamo creduto e abbiamo avuto una
risposta positiva». Proprio per questo il Comune amplierà il «bike sharing», con
la soddisfazione dichiarata dai presidenti delle Circoscrizioni cittadine, in
aree finora non coinvolte. Saranno allestite postazioni in piazzale Golgi, nel
piazzale dell'Ospedale Civile, piazza San Padre Pio, via Fontane, via Veneto,
viale Piave, viale Bornata (due postazioni), via Masaccio, cavalcavia Kennedy,
via Repubblica argentina, via Salgari, via Milano, via Colombo, via Chiusure,
via del Franzone, via Marconi, all'ingresso di Borgo Trento, via Casazza, al
Prealpino, in via San Polo (due postazioni), via Lonati, via Cremona, via
Corsica e nella piazza di Fiumicello. Saranno in totale 276 le nuove bici a
disposizione dei cittadini, oggi 150 (30 delle quali solitamente non in
servizio).
Stazione-Zanardelli la via più battuta
Gli abbonamenti attivati
da giugno 2008 a marzo 2010 sono stati 2.660 e 2.337 utenti hanno utilizzato
effettivamente il servizio, tra i quali 1.228 uomini e 1.109 donne.
Dalle
statistiche elaborate risulta che 1.245 «ciclisti» hanno tra i 20 e i 40 anni e
890 tra i 40 e i 60, 735 sono impiegati, 547 liberi professionisti e 372
studenti. Il 34,58% di loro risiede in provincia, il 27,41% in città e il 19,24%
nel centro storico. I depositi mensili registrati tra aprile 2009 e marzo 2010
(più bassi ad aprile, agosto e gennaio), toccano le 10.688 unità a settembre e
superano le 9mila anche a maggio, giugno, luglio e marzo, mentre le operazioni
giornaliere (basse il sabato e soprattutto la domenica), si attestano tra le 281
del mercoledì e le 231 del lunedì. «Sono 90mila i chilometri totali percorsi e
il tratto più gettonato è tra le postazioni in stazione e in corso Zanardelli -
prosegue Orto -. In oltre il 90% dei casi gli utenti utilizzano la bicicletta
per meno di 45 minuti, usufruendo così del servizio gratuitamente. La tempistica
media di utilizzo è addirittura di 20 minuti e un furgone (al quale ne sarà
aggiunto prossimamente un secondo) si occupa della ridistribuzione delle bici
tra le postazioni: se una risulta essere quasi vuota vengono spostati mezzi da
un'altra meno utilizzata. "BiciMia" costa al Comune circa 150mila euro
l'anno».
Una targa contro i furti
«É importante che la cultura della
bicicletta si diffonda sempre più a Brescia» osservano l'assessore Orto, Giacomo
Lini ed Enio Garzetti, presidenti rispettivamente delle Circoscrizioni Sud ed
Est. Diminuiscono invece i furti. «"BiciMia" ne ha conosciuti soltanto in un
primo periodo - spiega Orto -. E già da 4 anni proponiamo in collaborazione con
la Polizia locale la targatura per la creazione di un Registro italiano bici,
deterrente utile per i furti e per la riconsegna al legittimo proprietario al
momento del ritrovamento». Il Registro conta 4.500 mezzi bresciani. Tra questi
solo l'1,2% delle bici targate è stato oggetto di furto, di contro al 12% di
mezzi anonimi.
Chiara Corti
Giornale di Brescia 05 maggio 2010
Biciclette «in affitto»: ne arrivano altre 276
BiciMia, un successo da 2.600 abbonamenti e 10mila depositi
E
adesso il «bike sharing» viene esteso alle zone periferiche
Oltre 2.600 abbonamenti, con punte fino a 10mila depositi mensili di media e
addirittura 280 operazioni giornaliere. Il servizio «BiciMia» proposto
dell'assessorato alla Mobilità e traffico del Comune e da Brescia Mobilità
compie due anni ed è giunto il momento di bilanci, anche in vista di una
prossima estensione del «bike sharing» nelle zone periferiche della
città.
«BiciMia» cresce: 276 i nuovi mezzi
Basta osservare come il
deposito delle biciclette nel piazzale della stazione risulti quasi vuoto anche
in una giornata di maltempo come quella di ieri per rendersi conto di quanto i
bresciani usufruiscano del servizio. «La stazione è il luogo di interscambio
principale della città ma BiciMia ha avuto un buon riscontro su tutto il
territorio - spiega Nicola Orto, assessore alla Mobilità e traffico -. Siamo
partiti il 5 giugno del 2008 con la sperimentazione del servizio in un'area
ristretta, quella del centro storico. Ci abbiamo creduto e abbiamo avuto una
risposta positiva». Proprio per questo il Comune amplierà il «bike sharing», con
la soddisfazione dichiarata dai presidenti delle Circoscrizioni cittadine, in
aree finora non coinvolte. Saranno allestite postazioni in piazzale Golgi, nel
piazzale dell'Ospedale Civile, piazza San Padre Pio, via Fontane, via Veneto,
viale Piave, viale Bornata (due postazioni), via Masaccio, cavalcavia Kennedy,
via Repubblica argentina, via Salgari, via Milano, via Colombo, via Chiusure,
via del Franzone, via Marconi, all'ingresso di Borgo Trento, via Casazza, al
Prealpino, in via San Polo (due postazioni), via Lonati, via Cremona, via
Corsica e nella piazza di Fiumicello. Saranno in totale 276 le nuove bici a
disposizione dei cittadini, oggi 150 (30 delle quali solitamente non in
servizio).
Stazione-Zanardelli la via più battuta
Gli abbonamenti attivati
da giugno 2008 a marzo 2010 sono stati 2.660 e 2.337 utenti hanno utilizzato
effettivamente il servizio, tra i quali 1.228 uomini e 1.109 donne.
Dalle
statistiche elaborate risulta che 1.245 «ciclisti» hanno tra i 20 e i 40 anni e
890 tra i 40 e i 60, 735 sono impiegati, 547 liberi professionisti e 372
studenti. Il 34,58% di loro risiede in provincia, il 27,41% in città e il 19,24%
nel centro storico. I depositi mensili registrati tra aprile 2009 e marzo 2010
(più bassi ad aprile, agosto e gennaio), toccano le 10.688 unità a settembre e
superano le 9mila anche a maggio, giugno, luglio e marzo, mentre le operazioni
giornaliere (basse il sabato e soprattutto la domenica), si attestano tra le 281
del mercoledì e le 231 del lunedì. «Sono 90mila i chilometri totali percorsi e
il tratto più gettonato è tra le postazioni in stazione e in corso Zanardelli -
prosegue Orto -. In oltre il 90% dei casi gli utenti utilizzano la bicicletta
per meno di 45 minuti, usufruendo così del servizio gratuitamente. La tempistica
media di utilizzo è addirittura di 20 minuti e un furgone (al quale ne sarà
aggiunto prossimamente un secondo) si occupa della ridistribuzione delle bici
tra le postazioni: se una risulta essere quasi vuota vengono spostati mezzi da
un'altra meno utilizzata. "BiciMia" costa al Comune circa 150mila euro
l'anno».
Una targa contro i furti
«É importante che la cultura della
bicicletta si diffonda sempre più a Brescia» osservano l'assessore Orto, Giacomo
Lini ed Enio Garzetti, presidenti rispettivamente delle Circoscrizioni Sud ed
Est. Diminuiscono invece i furti. «"BiciMia" ne ha conosciuti soltanto in un
primo periodo - spiega Orto -. E già da 4 anni proponiamo in collaborazione con
la Polizia locale la targatura per la creazione di un Registro italiano bici,
deterrente utile per i furti e per la riconsegna al legittimo proprietario al
momento del ritrovamento». Il Registro conta 4.500 mezzi bresciani. Tra questi
solo l'1,2% delle bici targate è stato oggetto di furto, di contro al 12% di
mezzi anonimi.
Chiara Corti
Bresciaoggi 05 maggio 2010
LAVORI PUBBLICI. Il primo treno fermo per ultimare le verifiche, mentre il
secondo che doveva essere consegnato entro l’anno scorso non è ancora arrivato a
Brescia
Metrò, Labolani contro consegne-lumaca
Mimmo Varone
L’assessore sul piede di guerra: «Inammissibile avere problemi per mancanza
di professionalità Vengano applicate le penali»
Dopo il primo treno dell’estate scorsa, più nulla. E anche quello è fermo da
quasi un anno in un capannone del deposito di Sant’Eufemia-Buffalora senza
muovere un passo. I convogli del Metrobus sono in forte ritardo e rischiano di
far saltare il programma delle prove. L’assessore ai Lavori pubblici Mario
Labolani rompe il silenzio e lancia strali. I tecnici non disperano di
recuperare il tempo perduto, ma lo spazio per l’ottimismo si riduce.
Secondo
il programma originario, il treno arrivato in luglio, in febbraio avrebbe dovuto
mettere il muso fuori, verso la Stazione Sant’Eufemia. Tuttavia i tempi sono già
cambiati, se il direttore del Metrobus Mauro Rainieri afferma che «le prove
dovranno iniziare durante l’estate prossima», e che «tutto procede secondo le
previsioni anche se il secondo treno è un po’ in ritardo». L’ultima data era il
29 aprile. Ma anche quella è saltata e ora Rainieri lo dà a a Brescia per la
fine di maggio. Le ultime notizie dicono che partirà da Napoli non prima del 10
maggio, mentre dovrebbe essere qui già dalla fine del 2009.
«È inammissibile
che la nostra città debba subire ancora disagi per un ulteriore slittamento
nella consegna del secondo metrobus», attacca Labolani. E aggiunge di aver
chiesto «una verifica immediata a Brescia Mobilità, che ha subito inviato i suoi
tecnici sul luogo del collaudo». L’assessore non intende stare al gioco dei
rinvii e «se ci sono penali che vengano applicate - esclama -. Non intendiamo
far subire ai cittadini ancora disagi a causa della mancanza di professionalità
della società fornitrice».
IL PRIMO TRENO, intanto, resta fermo. I tecnici
spiegano che era arrivato a Brescia senza completare in fabbrica le verifiche
previste. Si prevedeva che venissero fatte direttamente nel Deposito bresciano
entro la fine del 2009. A quanto pare, però, anche su questo fronte le cose non
sono andate per il verso giusto. Le verifiche dovrebbero concludersi solo in
questi giorni. Dopodichè, seppure con mesi di ritardo, il treno potrebbe
cominciare a muoversi prima all’interno del Deposito e poi lungo il primo tratto
della linea, fino alla stazione di Sant’Eufemia.
Le verifiche, tuttavia, non
sono ancora concluse, e potrebbero esserci altre sorprese. Il tal caso, potrebbe
anche darsi che a muovere i primi passi sui binari sia il secondo convoglio,
quando arriverà. Questo dovrebbe sbarcare a Brescia al completo di tutte le
verifiche previste. I tecnici lasciano intendere che lungo la linea potremmo
vedere il primo treno, forse il secondo, o entrambi.
Rainieri non dispera di
poter recuperare il tempo perduto. Ma i ritardi sembrano farsi sistematici,
tanto che oggi non è possibile prevedere quando il terzo convoglio arriverà. Per
adesso si sa solo che due delle tre carrozze che lo compongono partiranno da
Napoli per approdare allo stabilimento Ansaldo-Breda di Pistoia, dove esiste la
camera climatica per testare il sistema di condizionamento. Da decidere, ancora,
se anche la terza carrozza farà tappa in Toscan, o arriverà direttamente a
Brescia e l’assemblaggio si farà qui. Non sarà facile essere ottimisti. Bresciaoggi 05 maggio 2010
BILANCI. In due anni il «bikesharing» ha conquistato 2.600 abbonati
Con «Bicimia» le due ruote si fanno largo
Michela Bono
Nicola Orto: «Funziona già benissimo e abbiamo pressochè azzerato il numero
di furti»
Anche i bresciani si stanno lentamente convertendo alle due ruote. Lo dimostra
il successo del servizio di bikesharing «Bicimia», che in giugno compirà i due
anni. I primi momenti di sconforto dovuti all' assestamento e a qualche furto
sono lontani e oggi il rodaggio è completo, con oltre 2.600 abbonati. «Un
servizio che ci stando ottime soddisfazioni e che, a grande richiesta,
amplieremo in modo massiccio» ha annunciato l'assessore alla mobilità del Comune
Nicola Orto. I lavori inizieranno a luglio e verso fine anno arriveranno in
città 276 biciclette (ad oggi sono 150) e ben 26 nuove stazioni, che amplieranno
notevolmente il raggio di interscambio anche fuori dal centro storico. «Ce lo
auguravamo - hanno dichiarato i presidenti delle circoscrizioni est e sud Ennio
Garzetti e Giacomo Lini -: è un servizio che i cittadini ci richiedono spesso».
Oggi il bikesharing costa alle casse del Comune 150mila euro all'anno: « Se in
altre città la gestione è stata catastrofica - ha sottolineato Orto - a Brescia
funziona benissimo, tanto che abbiamo praticamente azzerato i furti». La
manutenzione rappresenta una fetta ingente del costo: bici e colonnine vanno
costantemente revisionate e che un operatore si dedica tutto il giorno a
monitorare le stazioni e spostare i mezzi al bisogno.
Gli utenti che oggi
utilizzano il bikesharing sono i più disparati, anche se gli uomini sembrano
essere più sportivi ( non di molto, in realtà, con 1.228 abbonamenti contro i
1.109 al femminile ). A gradire maggiormente le due ruote «in prestito» è la
fascia d'età compresa tra i 20 e 40 anni, seguita da quella dai 40 ai 60. Più
pigri i giovanissimi, che sotto i 20 anni sembrano snobbare il servizio. I dati
confermano che l'uso è soprattutto lavorativo: la fetta di abbonamenti più
ingente è quella degli impiegati, seguita dai liberi professionisti e dagli
studenti. Un'ulteriore conferma della vocazione lavorativa del servizio viene
dalla media degli spostamenti giornalieri, molto più frequenti negli
infrasettimanali rispetto al weekend ( il mercoledì e il giovedì sono i giorni
di punta). Stessa riflessione se si confrontano le medie mensili: agosto, mese
di esodo vacanziero, insieme a gennaio e febbraio, probabilmente per il freddo e
la neve, sono stati i periodi meno appetiti. La fascia più importante di
utilizzatori risiede in provincia (a dimostrazione di come la bici sia un utile
mezzo per entrare a Brescia dalle stazioni di interscambio), seguita dai
residenti in città, ma fuori dal centro storico, e dagli abitanti entro le mura.
ANCHE la durata di utilizzo dimostra come Bicimia sia utile proprio per
muoversi rapidamente e su brevi tratte: più del 90 per cento degli utenti prende
il mezzo e lo deposita entro i 45 minuti, limite massimo perchè il servizio sia
gratuito. La media, in realtà, è ben più bassa: venti minuti. I punti di scambio
più utilizzati sono prevedibilmente quello in stazione (con quasi 20mila
spostamenti), corso Zanardelli (quasi 15mila), San Faustino (quasi 9mila) e
piazza Vittoria (oltre 8.200). Discreto il movimento anche in piazza Duomo
(oltre 7.700 spostamenti), Pallata (quasi 7.600), corso Magenta (oltre 5.800) e
Garibaldi (oltre 5.300 ). L'unica stazione a non aver avuto grande esito, con
solo dieci spostamenti in tutto, è via Dalmazia. La tratta più battuta è quella
che parte e ritorna da corso Zanardelli, seguita dal giro Pallata-Pallata,
stazione-San Faustino, piazza Rovetta-stazione e corso Magenta-stazione.
A
dimostrazione che la bicicletta stia sempre più prendendo piede è l'attenzione
che i bresciani riservano ai loro mezzi: un altro servizio molto gradito, che
vede Brescia prima in Lombardia, è quello di targatura. In quattro anni sono
4.500 le bici bresciane (a Milano sono solo 2.600) che, per pochi euro, sono
entrate a far parte del « registro bici» tenuto con la polizia locale. Il
servizio viene effettuato al cicloparcheggio accanto alle colonnine di Bicimia
in stazione: i dati dimostrano come targare la bici sia un efficace deterrente
contro i ladri e come, in caso di furto, aumenti le possibilità di ritrovamento.
Dall'avvio del servizio, solo l'1,2 per cento delle bici targate è stata rubata
e in caso di furto sono stati recuperati mezzi targati nel 36 per cento dei
casi, contro l'1,5 per cento di bici anonime. « Brescia è la prima città anche
nel numero di bici recuperate - ha sottolineato Nicola Orto -: più che doppio
rispetto alle altre città lombarde».
di Alberto Arenghi -
Durante il focus sul PGT ‘Muoversi a Brescia’ tenutosi
lo scorso 22 aprile, sono stato coinvolto dall’assessore Vilardi in qualità di
discussant in riferimento al tema dell’accessibilità nella mobilità.
L’intervento dei discussant è stato preceduto da tre relazioni: l’ing. De
Beaumont (Consulente del Comune di Brescia) che ha trattato il tema della
mobilità a Brescia rispetto alla pianificazione in atto oggi e in prospettiva
futura, l’ing. Garatti (Direttore Brescia Trasporti) ha fornito i ‘numeri’ del
trasporto pubblico, il dr. Musio (Consulente del Comune di Brescia) ha parlato
dei tempi della mobilità facendo osservare come la variabile tempo, presente e
determinante in ogni nostra azione, dalla più banale a quella più importante,
abbia un peso ‘politico’ assolutamente poco rilevante rispetto all’importanza
della variabile tempo.
Nel mio intervento, contenuto entro un massimo di otto
minuti per poter dar spazio al dibattito dalla platea, ho evidenziato tre
aspetti:
il primo, di carattere metodologico, è l’auspicio che il PGT tenga conto del
tema dell’accessibilità e della fruibilità considerandolo con l’etichetta, la
logica e la cultura della qualità urbana ed edilizia cioè facendo quel salto di
qualità per cui non ci sia la necessità di una ‘progettazione parallela e
dedicata’ e tale per cui nella Brescia di domani parlare di barriere
architettoniche sia un argomento ‘fuori moda’: non è utopia, mi sembra che oggi
abbiamo la ‘cultura’ per andare in questa direzione.
Occorre insomma mettere in pratica tutte quelle buone prassi
di progettazione che permettono di progettare per il maggior numero di utenti
possibile con una ricaduta positiva per tutti anche a livello economico;
oggi a Brescia il sistema di trasporto pubblico non è accessibile. Tutti gli
autobus riportano il logo dell’accessibilità, ma ciò è un’indicazione falsa! Il
servizio Accabus (riservato ad utenti disabili residenti nel comune di Brescia)
è in capo ai Servizi Sociali e quindi non può essere quassificato come servizio
pubblico;
la prospettiva di domani vede il metrobus come sistema che garantirà
l’accessibilità a tutti a cui si dovrà affiancare un sistema di trasporto in
superficie veramente accessibile (…non solo con il logo!) andando a studiare in
particolare l’interfaccia fermata autobus. Sicuramente il soddisfacimento
dell’utenza disabile dovrà prevedere la permanenza dell’Accabus. In definitiva
un sistema misto con il risultatoche il servizio Accabus potrà essere più
efficiente perché molti spostamenti potranno essere effettuati con il trasporto
pubblico tradizionale.
Al di là del mio intervento e agli altri temi della serata, mi ha
particolarmente interessato e colpito la relazione del dr. Musio in quanto ad
essa ho ricollegato riflessioni che più volte ho fatto da solo. Il fatto di
essere una persona disabile (per me si tratta di disabilità motoria) fa sì che
anche la variabile tempo si connoti con una prospettiva del tutto diversa
rispetto a chi non è disabile e ciò non solo nell’atto di compiere un’azione,
uno spostamento, ma anche in fase programmatoria dello stesso. Mi spiego con un
esempio. Molti di noi si recano a Milano per lavoro, o altri mille svariati
motivi, in modo sistematico o saltuario. In tantissimi casi ciò avviene in treno
sia per la frequenza dei treni sulla tratta Brescia-Milano, sia perché nel
capoluogo lombardo risulta molto comodo spostarsi in metropolitana. Il tutto
avviene in maniera ‘molto disinvolta’: noti gli orari dei treni, lo spostamento
è fatto nella sequenza autobus-treno-metropolitana e viceversa.
Beh per una persona disabile la sequenza non è così lineare:
non tutti i treni sono abilitati per il trasporto di una persona
disabile,
il viaggio in treno, sia in andata che in ritorno va prenotato con almeno
ventiquattrore di anticipo ad un call-center che verifica che vi sia la
disponibilità del posto (ogni convoglio ha soltanto due posti per disabili in
carrozzina),
ricevuta, via sms, la disponibilità del posto sul treno, occorre prenotare
il trasporto per e dalla stazione ferroviaria con l’Accabus (in stazione bisogna
arrivare con almeno venti minuti di anticipo sulla partenza del treno anche se
si è già muniti di biglietto),
a Milano la metropolitana è accessibile, in maniera efficace (presenza di
ascensori), soltanto su una linea, per le altre c’è il servoscala a pedana per
il quale occorre controllare se è in funzione: è necessaria una telefonata
all’ATM (effettuata dal treno) in cui si chiede se il servoscala della fermata
stazione e quello della fermata di destinazione sono funzionanti! Diciamo che il
più delle volte è una telefonata inutile. E allora? Allora si deve prendere il
taxi scegliendo (intanto che si è in coda) quello che per tipologia permette di
salire senza fare una fatica improba (si escludono quindi i molti monovolumi) e
che consentono di caricare la carrozzina. In verità c’è un taxi attrezzato, ma è
uno solo e se si trova al capo opposto della città…..
in un modo o nell’altro si arriva a destinazione consapevoli che alla fine
dell’impegno (i.e. riunione di lavoro) si dovrà ripetere l’avventura
dell’andata. Le riunioni, tuttavia, si sa quando iniziano, ma difficilmente si
sa quando finiscono. Beh se sei disabile e hai prenotato treno ed Accabus….il
problema non esiste perché l’hai deciso tu almeno ventiquattro ore prima con le
prenotazioni! Insomma o scappi come un ladro, o rimani in giro aspettando l’ora
giusta!
Alla fine, nonostante tutto, arrivi a casa! Ma il tempo? Le energie fisiche e
nervose?
Ah dettaglio non trascurabile: il luogo della riunione è
accessibile?
Insomma il tempo dedicato ad effettuare la ‘missione
impossibile’ Brescia-Milano-Brescia è abbastanza impegnativo, ma a questo va
aggiunto tutto quello della preparazione e cioè quello delle prenotazioni e
della verifica dell’accessibilità dei luoghi! … e se succede un
contrattempo?…che ne so il treno è un ritardo, oppure – all’andata – il treno si
è guastato ed è fermo a Desenzano? …..’missione impossibile 2 – la vendetta’!
03 maggio 2010
Cronaca dettagliata del
mio viaggio a/r per la Notte Bianca
Navette Notte Bianca 1000 Miglia - Prova sul campo
Giudizio sommariamente positivo
Andata - ore 20.45 parto da casa (Chiesanuova) in auto con
la mia famiglia. - dopo una decina di minuti arrivo al park scambiatore Iveco, a occhio è già
occupato per il 70 %. - arriva la navetta, (è un autobus da 18 m con capienza di 140
passeggeri) - saliamo, la navetta riparte con un centinaio di passeggeri a
bordo. - alla fermata di via Volturno fronte Iveco (non
prevista sul percorso della navetta) c'è un altro centinaio di passeggeri, la
navetta si ferma, qualcuno sale, molti restano a terra perchè l'autobus è stipato, dopo
numerosi tentativi l'autista riesce a chiudere le porte e ripartiamo. - scendiamo in Via Da Vinci angolo P.le Battisti,
raggiungiamo a piedi piazza Loggia attraverso via San Faustino che è trasformata in un fiume di persone. Ritorno ore 23:50 in P.le Battisti direzione nord
riprendiamo la navetta, percorre via Montesuello e poi ridiscende su via Trento. - in via Da Vinci la navetta si ferma (anche
in questo caso fermata fuori programma) e come all'andata si riempie ben
oltre la capienza del mezzo. - scendiamo in via Del Sebino, il parcheggio è
strapieno di auto e anche fuori dal parcheggio ci sono auto ovunque al punto che
probabilmente la navetta non riesce più a voltare in via Zamboni per accedere
al capolinea al centro del piazzale. - prendiamo l'auto, al capolinea all'interno del
piazzale c'è ancora una marea di gente che è in attesa di essere portata in
centro ignara del fatto che probabilmente la navetta non può più entrare nel
parcheggio. Le persone al capolinea sono talmente tante che a fatica riesco a
farmi largo con l'auto per imboccare la corsia che conduce all'uscita semaforizzata
che immette in via Volturno. Considerazioni La Notte Bianca ha fatto il tutto esaurito e di conseguenza anche le
navette sono state letteralmente prese d'assalto, il servizio è funzionato nel
complesso bene anche se, per via dell'inaspettato massiccio ricorso al
"park & ride", si sono riscontrati alcuni inconvenienti ai quali,
con l'esperienza oggi maturata, si potrà sicuramente porre rimedio per le
prossime occasioni e rendere il servizio ancora più
efficiente. Alle informazioni sulle navette dedicate alla Notte Bianca è stata dato ampio risalto su tutti i media. Sui quotidiani, a fianco degli articoli dedicati al programma della manifestazione, è stata pubblicata la mappa con parcheggi, fermate e percorsi, come parte integrate delle "istruzioni per
l'uso" necessarie ad accedere all'evento. Sul sito internet delle 1000 miglia, e in
quelli istituzionali (comune.brescia e bresciamobilita) nella pagina
della Notte Bianca, è stata inserita la brochures con la mappa delle navette. Ecco qui elencate le possibili
soluzioni agli inconvenienti riscontrati:
Parcheggio Iveco:
transennare un percorso protetto su via Zamboni e all'interno del parcheggio
per permettere l'ingresso dei bus affinché le auto non parcheggino ovunque.
Individuare una o più
aree di sosta in zona Sud tipo Via Lamarmora, Brescia 2 e Palabrescia.
Area spettacoli
viaggianti il parcheggio è troppo piccolo, in queste occasioni servirebbe destinare alla sosta anche
l'area spettacoli recintata.
Servirebbe
l'incremento del personale di controllo per verificare e coordinare il
regolare svolgimento del servizio.
Servirebbe
incrementare (almeno del doppio) il numero delle corse del servizio
serale, prolungare l'orario di termine anche sulla rete ordinaria ed estendere
le ultime corse fino ai paesi della prima cintura (Concesio, Bovezzo,
Nave, Rezzato, Borgosatollo, Flero, Poncarale, Castel Mella, Roncadelle,
Cellatica, Gussago, Collebeato) anzichè sui capolinea urbani come avviene normalmente.
Nonostante
i precisi e puntuali avvisi su tutte le fermate ho visto molte persone
spaesate delle numerose e necessarie deviazioni della rete ordinaria.
Mentre aspettavo in P.le Cesare Battisti ho visto un gruppo di ragazzi
riuscire a convincere un autista con autobus fuori servizio targato
"DEPOSITO" strappare un passaggio fino in deposito, ho immaginato che
abitassero nei paraggi di via San Donino o forse hanno dormito in
deposito :-)
Conclusione E' la seconda
volta (la prima con la
Notte Bianca di ottobre 2009) dove si dimostra che la
gente, se è adeguatamente informata, si rivela estremamente favorevole all'utilizzo
di servizi dedicata ad una mobilità più intelligente con una risposta che
supera le più rosee aspettative.Ciò fa
ben sperare per le future campagne di sensibilizzazione necessarie all'avvio
del metrobus e alla nuova mobilità intermodale urbana in particolare per
favorire e promuovere il park & ride. Ho visto un gran numero di
autobus turistici parcheggiati (via Volturno, via Dalmazia) alcuni anche in
transito in centro (zona galleria - Martiri di Belfiore), immagino si trattasse
di "spontanee comitive" provenienti dai paesi della provincia ma
forse anche da fuori provincia. Sul sito solotreni.net nei
giorni scorsi è stata aperta una discussione per proporre un treno speciale
sulla Bs-Iseo-Edolo per la
Notte Bianca
(come per i fuochi d’artificio a Iseo), l'idea è
partita troppo in ritardo per poter essere proposta e organizzata, sarà
ripresa e proposta da tplbrescia.it per le prossime Notti Bianche.