Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 30 giugno 2010
Idro Lo Scirocco soffia benevolo per il battello
Presentata la ripresa del servizio di navigazione che sarà
attivo per due mesi a partire da domani
LAGO D'IDRO Si chiama Scirocco, ma per alcuni mesi l'unico vento che incontrerà
sarà l'Ander, quello che prende a soffiare sul lago d'Idro in direzione Nord a
partire da mezzogiorno. È il nuovo battello al quale è stata affidata la
seconda estate di sperimentazione, per vedere se anche il lago d'Idro, al pari
degli altri grandi laghi del Bresciano, è idoneo al servizio pubblico di
navigazione. Nuovo solo per l'Eridio, essendo uno di quelli che da qualche
decennio fa rotta sui laghi mantovani. Certo è decisamente più in forma
dell'«Amico del lago», che ha incrociato in acque valsabbine ad agosto dello
scorso anno. «Quest'anno il servizio verrà garantito per due mesi, dal primo di
luglio alla fine di agosto, e l'obiettivo è quello di arrivare al 2011 con un
servizio che a quel punto non sarà più sperimentale, sperando di poterlo gestire
da Pasqua alla fine di settembre» ha affermato il presidente della Provincia
Daniele Molgora, salito ieri mattina in Valsabbia per il giro inaugurale, in
compagnia del «suo» assessore Corrado Ghirardelli, che ha delega ai Trasporti
pubblici, incontrando per l'occasione anche gli amministratori locali. Il
taglio inaugurale del nastro e la benedizione da parte del parroco don Fabio
Peli, hanno anticipato la partenza dal molo della frazione idrense di Crone. Le
corse giornaliere nei giorni festivi, e anche il mercoledì per agevolare quanti
dall'altra sponda del lago intendono visitare il mercato settimanale di Idro,
saranno quattro: da Crone alle 9, 11, 14 e 16. Tre corse tutti gli altri giorni,
con orari che sono stati studiati per incrociare il servizio pubblico su gomma:
sempre da Crone alle 10, 14 e 16. Ogni volta lo stesso giro, in senso orario,
attraccando prima ai porticcioli già operativi lo scorso anno (che erano quelli
di Crone, Anfo e Ponte Caffaro), poi a quelli da poco sistemati a Vesta e
Vantone. «Un'ora e mezza di viaggio in tutto. Chi acquisterà il biglietto
avrà però tutta la giornata di tempo per utilizzarlo - ha precisato l'assessore
Ghirardelli». «Saranno così possibili soste gastronomiche, percorsi guidati,
visite culturali. Ci stiamo già organizzando» ha aggiunto Gianzeno Marca
dell'Agenzia territoriale per il turismo della Valle Sabbia. Il biglietto
costerà 5,50 euro per il percorso completo, ma è prevista anche il «mezzo giro»
a 3 euro e 60. Lo scorso anno, in un mese soltanto, il servizio integrato
bus-battello è stato utilizzato da 2.700 passeggeri. «Ci siamo dati da fare
mettendo attorno ad un tavolo le componenti che sono poi giunte ad un accordo
sul lago, c'è il battello, il progetto della nuova strada che arriverà a Idro,
la riqualificazione della Rocca d'Anfo, arriverà anche l'accordo di programma
per il Maniva. Insomma, ci pare che per l'Alta Valsabbia e soprattutto per
permettere a questi luoghi di svilupparsi meglio dal punto di vista turistico,
stiamo facendo un bel po'» ha affermato Molgora.
Ubaldo Vallini
Bresciaoggi 30 giugno 2010
IL LAGO D’ESTATE. Ieri l’atteso taglio del nastro per la seconda edizione
del servizio sperimentale di navigazione
Vento di Scirocco sull’Eridio
Mila Rovatti
Il battello scelto per quest’anno è dotato anche di posti esterni e stavolta
funzionerà per due mesi facendo tappa su due nuovi pontili
Più bello, più spazioso e soprattutto dotato di posti a sedere esterni. Stiamo
parlando di «Scirocco», il battello che a partire da domani e fino al 31 agosto
ridarà vita al servizio di navigazione sul lago d'Idro. Quest'anno
l’imbarcazione traslocata temporaneamente sull’Eridio è arrivata da Mantova, e
ha già una storia per aver percorso in passato fiumi e canali fino a Venezia; ma
è sicuramente meno «provata» di quella affittata l'anno scorso e proveniente dal
Sebino. Dopo l'inaugurazione, avvenuta ieri, il servizio inizierà con tre
collegamenti quotidiani nei giorni feriali e quattro nei festivi. Con due
novità: le fermate a Vantone e Vesta grazie ai due nuovi attracchi ultimati
durante l'inverno. Partendo da Idro e Ponte Caffaro, i tragitti lacustri
toccheranno anche Anfo. Ieri sul pontile per il secondo taglio del nastro
c'erano i sindaci rivieraschi, il presidente della Provincia Daniele Molgora e
l'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli; tutti soddisfatti per
il successo di un progetto maturato all'interno della programmazione del settore
trasporti del Broletto. Questo, lo ricordiamo, sarà il secondo anno di una
sperimentazione che potrebbe portare a uno stabile servizio di navigazione
locale: tutto dipenderà dalle autorizzazioni regionali, ma l’amministrazione
provinciale pare già decisa. «Dopo il grande successo del'anno scorso, con
2.700 persone trasportate in un solo mese - ha commentato l'assessore
Ghirardelli - crediamo molto in questo progetto, e l'obiettivo ultimo è quello
di renderlo un servizio fisso, da valutare se solo estivo o per tutto l'anno, ma
comunque costante. Le analisi dell'acqua effettuate appositamente non hanno dato
riscontri negativi, perciò non dovrebbero esserci ostacoli. Anche se l'obiettivo
ultimo è quello di portare qui un battello ecosostenibile». Questa
sperimentazione è stata infatti inserita nel progetto europeo che si propone di
trovare nuove soluzioni per i trasporti, per contribuire a un più veloce
passaggio dall'era dei combustibili fossili a quella dell'energia
solare. Dopo un giro del lago fino a Ponte Caffaro, autorità e cittadini sono
tornati a Crone dove, come in ogni inaugurazione che si rispetti, si è
brindato. Anche quest'anno il servizio di navigazione sarà supportato da
particolari coincidenze con gli autobus che partiranno da Brescia, Salò, Tormini
e Vestone. Da Crone di Idro le corse feriali partiranno alle 10, alle 14 e alle
16, mentre il sabato e la domenica Scirocco costeggerà e attraverserà l’Eridio
alle 9, alle 11, alle 14 e alle 16.
Giornale di Brescia 30 giugno 2010
Rodengo In disco col bus: il Comune ci riproverà
RODENGO I giovani di Rodengo hanno sperimentato con successo l'iniziativa del
«servizio navetta» per andare e tornare dalla discoteca in tutta sicurezza e in
piacevole compagnia. Si è conclusa felicemente una sperimentazione voluta
dal consigliere Michele Brambilla, delegato alle Politiche giovanili. In
sostanza, per alcune settimane, il Comune ha messo a disposizione dei giovani
del paese un autobus con autista, che ha svolto il servizio di navetta. Ora la
prova si è conclusa e si stanno valutando i risultati, ma è certo che
l'iniziativa a breve tornerà operativa, ampliata e perfezionata. «Il servizio -
spiega Brambilla - è stato messo gratuitamente a disposizione dei ragazzi, per
permetter loro di recarsi, la sera, nei locali della città a divertirsi con gli
amici, senza il timore di incorrere in incidenti stradali. Nei mesi scorsi avevo
parlato con un paio di mamme che hanno perso da poco i loro figli nelle
cosiddette stragi del sabato sera. Il loro dolore mi ha convinto che bisogna
fare qualcosa di concreto, affinché queste tragedie si riducano sempre più». In
quest'iniziativa, l'Amministrazione comunale si avvale della collaborazione di
una Cooperativa specializzata nel settore delle attività giovanili.dam
Tanti ne mancano per coprire il costo dell'opera al netto di
contributi e investimenti già previsti
I conti al centro della Commissione
Bilancio della Loggia, illustrati dai vertici di Brescia Mobilità
I costi di realizzazione del Metrobus previsti dalla
delibera del Consiglio comunale del 2004 che ne adottò, approvandolo, il
progetto definitivo, ammontano, aggiornati a oggi, a 772.403.000 euro. Cifra
nella quale rientrano anche impianti e migliorie in origine non previsti. Tra
contributi statali, regionali e comunali (in totale 432.160.000 euro), risorse
investite da Brescia Mobilità (67.139.000) e liquidità ottenuta tramite
l'accensione di un mutuo trentennale alla Cassa depositi e prestiti (220.000.000
a tasso fisso del 4,34%), risulta coperta una spesa di 719.299.000. Da reperire
restano 53.104.000 euro. Al netto di oneri accessori (fra cui varianti
migliorative delle quali Ati Metrobus, il consorzio che materialmente realizza
il metrò, chiede conto alla committenza, e una quota di opere complementari a
carico di Brescia Mobilità, pari a 30 milioni) per coprire i quali sono attesi
gli 80 milioni promessi dal Cipe («politicamente validati» per dirla col
presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi) ma per la concreta
assegnazione dei quali è ancora in corso l'istruttoria con Roma. E sullo sfondo
resta pure il grosso delle opere complementari (la cornice urbanistica alle
stazioni) a carico delle casse del Comune. Costi: meno per espropri, salito
il Pcm Queste le cifre attorno alle quali è ruotata la seduta della
Commissione Bilancio della Loggia. Tutta per il Metrobus e aperta dalle scuse di
Prignachi per il malinteso che l'aveva fatta saltare la scorsa settimana con la
ribadita volontà di restare nel solco di una «logica, scontata, dovuta
trasparenza» nei confronti del Comune, azionista di Brescia Mobilità e
committente del metrò. In particolare, sollecitato dalle domande dei
consiglieri, è stato il direttore generale della società, Roberto Moreni, a
illustrare i dettagli dei costi di realizzazione e finanziari dell'opera, nel
costante raffronto tra le cifre previste dal progetto definitivo del 2004 e il
quadro attuale, che contempla una lievitazione dei fondi da reperire pari a 12
milioni di euro (da 41 a 53 milioni). Se progettazione e varianti intervenute
ammontano a 624.681.000 (16 in più che in origine), un'altra decina di milioni è
stata richiesta per introdurre impianti di bigliettazione, illuminazione delle
stazioni e apparati di informazione al pubblico, non previsti in origine. Il
costo di costruzione puro si attesta così sui 643.580.000 di euro. Incisivi, a
fronte di un contenimento delle spese per gli espropri di oltre 3 milioni di
euro, sono gli incrementi alla voce «Project construction managment» (Pcm, ossia
la gestione, verifica e organizzazione di lavori e progetti, ndr): «Il contratto
previsto in origine scadeva ad aprile 2010» ha spiegato Moreni. Il rinnovo fino
a ultimazione lavori ha comportato il passaggio dei costi da 15,5 a 22,1 milioni
di euro. Consistente anche lo scarto tra quanto previsto nel 2004 per la
Commissione sicurezza e i costi stimati oggi: da 180mila euro a 1,9 milioni.
«Voce sottovalutata in origine» chiosa lo stesso direttore generale. «A fronte
di oneri finanziari invariati (67 milioni, con rate annuali di 13)», i costi si
attestano in totale a quasi 772,5 milioni di euro. Contributi lievitati di 30
milioni Per coprirli, i contributi reperiti tra Stato, Regione e Comune
ammontano a 432 milioni, quasi 30 di più del previsto. Tanto che lo scarto
finale delle risorse da trovare, pur senza i 18,9 milioni in origine indicati -
in regime di autofinanziamento - a carico di Brescia Mobilità e invece investiti
in altri progetti (operazione Omb e parcheggi), si sostanzia di «soli» 12
milioni rispetto alle previsioni iniziali di 41 milioni. Esulano dal piano
previsto dalla Loggia le opere complementari, se non per la piscina di Mompiano,
la prima fase di consolidamento della Loggia e le sistemazioni di via
Triumplina, già finanziate con 13,3 milioni. Sul come reperire i 53 milioni
che mancano la partita è aperta. Il quadro finanziario dice che Brescia Mobilità
può indebitarsi, accendendo ulteriori mutui, per un massimo di 40/45 milioni.
Ipotesi che comunque rende probabile una patrimonializzazione da parte della
Loggia, non tanto con liquidi (difficili allo stato da reperire) quanto
piuttosto con la cessione di beni. Leggasi parcheggi. E una posizione debitoria
che vedrebbe, in linea teorica, Brescia Mobilità esposta fino a circa il 2040.g.
gal.
Nel dibattito tornelli, biglietti e passeggeri
Sulla sicurezza critiche dalla maggioranza. I dubbi sulle tariffe.
Realizzato il 77% del metrò
Tariffe e biglietti, utenza potenziale da intercettare e
sicurezza al centro del dibattito. A tener banco sono stati soprattutto i
«tornelli» non previsti all'ingresso delle stazioni dal progetto, per ragioni di
sicurezza in caso di emergenza che si scontrano però col rischio paventato da
molti nella maggioranza di una maggior insicurezza in termini di presenze
sgradite in stazione in assenza di filtri, oltre che di maggior incidenza di
viaggiatori «non paganti». Se il presidente Pierraul Francesconi (Ln) ritiene
«importante metterli» (sia pur fuori stazione, unica ipotesi ora percorribile),
specie in assenza di un presidio fisso, Giuseppe Ungari (Pd) li vede semmai come
un ostacolo per chi volesse portare in carrozza la bici. Caustico Achille Farina
(Pdl), che alludendo alle varianti (con costi aggiuntivi) per illuminazione e
bigliettazione, e ai tornelli assenti, attacca la passata maggioranza: «In
origine si pensava a una metro buia, insicura e in cui pochi pagavano il
biglietto». L'adozione dei tornelli, in ogni caso, spiega Francesconi citando
uno studio, si ripagherebbe in 8 anni riducendo il tasso di biglietti «evasi»,
stimato nell'8-10%. «Progetto sbagliato dall'inizio» aggiunge Mauro Magoni
(Pdl), chiedendo conto del raddoppio dei costi assicurativi, per i quali Moreni
rimanda alla ragioneria. Di altro avviso Fabio Capra (Pd): «Guardiamo avanti, il
confronto sui tornelli è sterile. Abbiamo avuto fiducia nel presidente Fermi e
ne abbiamo ora in Prignachi. Faremo quel che potremo per sostenerlo e arrivare
in fondo». Fa sintesi Massimo Tacconi (LN): «I tornelli non sono tema
secondario. Mi preoccupano di più i 53 milioni da reperire» e i ricavi da
tariffa possono a suo avviso aiutare «solo se si estende la metro alla
provincia». Di qui il nodo passeggeri e tariffe, entrambi tra le voci «criticità
e incognite»: Prignachi ribadisce l'importanza dell'integrazione di tutti i
sistemi di trasporto pubblico, previo ricorso al titolo unico di viaggio, e
sottolinea anche l'intenzione nella fase di studio della seconda linea
(Lamarmora-Fiera) la possibilità di introdurre soluzioni trasportistiche
differenti. Quanto ai passeggeri stimati (15,31 milioni l'anno, in larga parte
nuovi utenti del mezzo pubblico), va affrontato il nodo di un accordo col
Broletto sul titolo di viaggio unico per chi giunge in città con bus
extraurbani. Quanto all'importo delle tariffe di viaggio (costo del biglietto
vivo più eventuali contributi del Comune), Federico Manzoni (Pd) chiede
chiarezza: «Nella delibera del 2004 si parlava di 1,72 euro, ora di 1,90». «Il
dato era con Iva esclusa» spiega Moreni, rivelando un errore di trascrizione dal
piano finanziario, ora da verificare. Quanto alla capacità massima del sistema
si attesa, spiega l'ing. Mauro Rainieri di Brescia Mobilità, in 8.000 passeggeri
l'ora per direzione. Lo stesso tecnico fa sapere che l'avanzamento dei lavori
supera il 77%. E dà conto dei tempi di consegna dei convogli, richieste da
Manzoni dopo i ritardi del secondo giunto a Brescia: «Per il 2010 dovranno
essercene almeno sei per le prove di sistema». Il termine per gli altri 11 è
fine 2011.gal.
Bresciaoggi 26 giugno 2010
IL SUMMIT. Dopo le polemiche dei giorni scorsi i vertici di Brescia Mobilità
hanno incontrato la Loggia spiegando la genesi dell’aumento del costo
dell’opera
Metrobus, «radiografia» dei sovraccosti
Mimmo Varone
Sotto la lente d’ingrandimento le spese per il miglioramento
dell’illuminazione, la bigliettazione, l’informazione al pubblico e le varianti
alle stazioni già esistenti
La metropolitana leggera di Brescia è fatta al 77.13 per cento. Le opere e gli
impianti civili sono completati per l’84.22, gli impianti di sistema per il
77.13 e i treni e materiale rotabile per il 33.69. Ma i milioni di euro che
mancavano all’appello sono diventati oltre 53 dai 41 che erano. Brescia Mobilità
dovrà acquisire altra capacità di indebitamento attraverso le
patrimonializzazioni (cessione dei parcheggi da parte del Comune) e accendere un
altro mutuo. E il biglietto per salire sui treni costerà 1,90 euro.
Ieri la
Partecipata del Comune ha aggiornato i consiglieri delle commissioni Lavori
pubblici e Urbanistica congiunte lo stato di avanzamento dei lavori e la
situazione finanziaria. Il presidente Valerio Prignachi, il direttore generale
Roberto Moreni e il direttore Metrobus Mauro Rainieri hanno messo sul tavolo i
loro conti, dopo le polemiche della settimana scorsa. E i consiglieri hanno
fatto le pulci a quei conti.
Le cose, però, non cambiano. Rispetto alla
delibera comunale del 2004, che fissava il costo totale senza inflazione a 652,3
milioni è salito a 772,4. A spingere in su, le varianti alle stazioni ora aperte
(20 milioni), i sistemi di bigliettazione, il miglioramento dell’illuminazione
delle stazioni e i sistemi di informazione al pubblico per complessivi 11
milioni. E su questi ultimi si sono appuntate le osservazioni, con il capogruppo
Pdl Achille Farina che definisce «follia pura» aver progettato stazioni «senza
tornelli nè controllori, poco illuminate e con pochi apparati di informazione al
pubblico».
I costi, tuttavia, sono destinati a salire ancora, perché proprio
sui tornelli non previsti si sono appuntate le richieste di Lega Nord e Pdl. Li
vogliono per impedire l’evasione del biglietto e l’accesso a persone
«sgradite».
NEL CORSO DEGLI ANNI sono lievitati pure i costi a carico di
Brescia Mobilità da 32 a 42 milioni. Si aggiungono, poi, circa 70 milioni per il
pagamento degli interessi di tre anni (dal 2007) sui 220 di mutuo con la Cassa
depositi e prestiti. E si arriva a i 772,4 milioni.
A fronte delle spese, ci
sono 244 milioni di finanziamento statale più altri 46 per contributi sulle
varianti, 72 milioni della Regione, 79 di contributi del Comune e si arriva a
431 milioni. Ne mancano 340, contro i 347 calcolati nel 2004, con una lieve
riduzione della forbice. Vanno poi aggiunti 67 milioni di capitale
autofinanziato da Brescia Mobilità e ne restano 273. Tolti i 220 del mutuo,
bisogna trovarne altri 53, appunto, a fronte di una soglia massima di
indebitamento (senza le patrimonializzazioni) di 40/45 milioni. Ci sono poi gli
80 milioni di finanziamento aggiuntivo del ministero delle Infrastrutture,
annunciati da due informative Cipe per nuovi miglioramenti apportati al
condizionamento dei treni e al sistema di videosorveglianza. I soldi deve darli
il ministero dell’Economia e «interfacciarsi con due dicasteri è complicato, le
procedure sono complesse - dice Prignachi - e il tutto non consente ancora di
dire se le potenziali risorse disponibili diventeranno trasferimenti».
Ciò
espone Brescia Mobilità a una situazione di indebitamento che toccherà le punte
più elevate nel 2012 con oltre 250 milioni. Risalirà fino a 130 nel 2025 per
scendere ancora nei successivi tre anni.
POI RISALIRÀ DI NUOVO, ma faticherà
a raggiungere il pareggio, e si resterà al limite della capacità di rimborso. Il
tutto non comprende le opere complementari, non considerate nel business plan in
quanto a carico del Comune. Al momento la Loggia ha approvato solo la piscina di
Mompiano, il consolidamento della Loggia e la sistemazione di via Triumplina per
13,3 milioni.
Ma a parte quelle, nella prospettiva di anni di perdite di
esercizio (dal 2013 al 2021) a causa di oneri di ammortamento e finanziari, i
consiglieri hanno voluto veder chiaro anche sulle previsioni dei passeggeri
trasportati e sul prezzo del futuro biglietto. Se si prevede di aggiungere 15
milioni di utenti all’anno ai 42,7 dei bus di Brescia Trasporti, l’incremento
delle tariffe previsto dal piano finanziario prevede al 2012 un ricavo medio per
passeggero di 53 centesimi Iva esclusa rispetto ai 35 attuali. Un 66 per cento
in più che si avrebbe portando la tariffa a 1,90 euro, appunto. Ma Federico
Manzoni (Pd) contesta che il Piano approvato nell’84 prevedesse quella tariffa e
parla di 1,72 euro.
La questione, ieri, è rimasta aperta. Ma al di là di
tutto Prignachi sottolinea che il successo del metrò verrà dall’inserimento in
un sistema integrato con biglietto unico. E riguardo ai treni in ritardo dice
che l’obiettivo è averli tutti e 18 per il 2011 in modo da destinare il 2012 per
i collaudi. E importante sarà averne 6 entro l’anno per iniziare i test sulla
tratta funzionale da Sant’Eufemia alla Poliambulanza.
Il Brescia 26 giugno 2010 Clicca sull'immagini per ingrandirla
Giornale di Brescia 23 giugno 2010
Autobus, nuovi percorsi per le linee 7 e 12 in Stazione
Novità da oggi per l'utenza di due linee urbane degli
autobus nella zona della Stazione Fs. In risposta alle richieste del Comune,
infatti, le linee 7 e 12 di Brescia Trasporti osserveranno, sia pure per ora in
via sperimentale, nuovi percorsi. Obiettivo ottimizzare il trasporto pubblico in
stazione: la scelta di introdurre la variazione in via sperimentale è invece
volta a consentire una valutazione del suo esito e un'eventuale adozione
definitiva con o senza le modifiche del caso. Di seguito i nuovi itinerari.
Linea 7 Direzione Caino: da via Togni, viale Stazione (nuova fermata di fronte
al civico 48/50), dritto per viale Stazione, piazzale Repubblica, via dei Mille,
segue il percorso normale; Linea 7 Direzione Roncadelle: da piazzale Repubblica,
viale Stazione (nuova fermata davanti al Bar Trieste), via Togni, percorso
consueto. Linea 12 Direzione Sanpolino: da via Togni, viale Stazione (nuova
fermata di fronte al civico 48/50), dritto per viale Stazione, piazzale
Repubblica, via XX Settembre, percorso normale. Linea 12 Direzione Fiumicello:
da via Solferino, dritto senza svoltare in via Foppa, viale Stazione (nuova
fermata davanti al Bar Trieste), via Togni, proseguendo poi secondo il solito
percorso.
Giornale di Brescia 20 giugno 2010
«Una Giunta inadeguata per la partita metrò»
Laura Castelletti incalza la Loggia: «Meno opere inutili e più
risorse per l'investimento del futuro»
Un vero e proprio «teatrino politico inscenato per sminuire la validità e la
potenzialità dell'unica infrastruttura di trasporto che incarna la sfida futura
della città; un'irresponsabile gara interna alla maggioranza per affossare
l'impegno e i sacrifici sinora portati avanti, tanto a livello economico quanto
a livello commerciale». Insomma, una politica che non crede davvero nel progetto
Metrobus, «rimasto orfano». Non utilizza giri di parole Laura Castelletti,
capogruppo in Loggia tra i banchi di opposizione che ieri - insieme al già
presidente di Brescia Mobilità, Ettore Fermi, e a Roberto Massari, ex assessore
alla Sicurezza oggi nel Consiglio di amministrazione di Brescia Mobilità - ha
fatto il punto sulla querelle sgorgata attorno al nodo
metropolitana. «Il metodo di fare politica di questa Giunta è chiaro: davanti
alle difficoltà o a ciò che non piace, si tenta di eliminare». Il riferimento
corre alle torri di San Polo e alle Lam. «Questo non è però stato possibile con
il metrò, perché frutto di un investimento sostenuto in modo trasversale da
tutte le forze politiche, tanto che gli stanziamenti a fondo perduto sono
arrivati sia dallo Stato sia dalla Regione». E se è vero che «la Giunta passata
non ha patrimonializzato la società», secondo la Castelletti va pure ricordato
come «questa Amministrazione poteva risparmiarsi tutta la sfilza di progetti
inutili che, sul piano economico, vanno ad indebolire le risorse Metrobus»,
dall'Omb al parcheggio in fianco alla galleria Tito Speri. «La Loggia non può
stupirsi della rata da 54 milioni, perché dopo la delibera del 2004 lo si è
sempre ricordato nei report semestrali sull'avanzamento dei lavori, che non è
più stato presentato e non si risolverà nulla con la nuova Commissione» ricorda.
E ancora: «Forse chi è al governo della città non è all'altezza di gestire una
partita così delicata». Ma quanto manca per raggiungere il saldo finale dei
conti Metrobus? Circa 41 milioni delle varianti progettuali si attendono da
Roma; sono in forse gli 80 milioni del Cipe e servono i fondi per maxi-rata e
opere, queste ultime in parte in capo a Brescia Mobilità (parcheggi), in parte
in capo al Comune. Roberto Massari, sottolinea come il metrò sia per Brescia
«solo un punto di partenza e non di arrivo, perché attorno ad esso si dovrà
ridisegnare la mobilità del futuro». Mentre l'ex presidente Fermi punta
l'accento sul «forte senso di responsabilità necessario per portare a termine
opere che scavalcano diverse Amministrazioni», soprattutto, dice, quando si
governa con i soldi dei cittadini che «meritano un particolare rispetto».
L'ultima considerazione guarda ai tagli, anche in vista della scadenza del piano
del trasporto pubblico locale: «Bisognerà mettere forse mano anche alle tariffe
e non bisogna scandalizzarsi. La politica non può solo registrare tensioni, ma
deve tornare a programmare e progettare con lungimiranza». Infine, la
preoccupazione del consigliere Luciano Cantoni: «A fronte di mega progetti non
ci sono soldi a bilancio. E visto che ormai per abitudine si sta utilizzando la
via della perequazione urbanistica, il silenzio mi preoccupa. Non è questa la
strada giusta».
Bresciaoggi 20 giugno 2010
TRASPORTI E POLITICA. Le reazioni dopo la richiesta da parte del Carroccio
di una commissione speciale
Castelletti accusa la Lega: «Boicotta la metropolitana»
Mimmo Varone
«C’è il tentativo di discreditare per poi gettarsi sulla gestione» Da
trovare quarantun milioni per le variazioni alle stazioni
«Screditare oggi per cavalcare domani». Laura Castelletti denuncia pubblicamente
il tentativo della Lega Nord di far passare Brescia Mobilità per un «baraccone
mal governato» allo scopo di gettare discredito sulla metropolitana leggera e
«appropriarsene al momento della gestione». Sarebbe questo il disegno che sta
dietro la «gara irresponsabile all’interno della maggioranza per affossare
l’unica struttura capace di proiettare Brescia nel futuro».
Castelletti lo ha
detto a chiare lettere ieri mattina, affiancata dall’ex presidente della
Partecipata Ettore Fermi e da Roberto Massari assessore nel 2002 al tempo del
progetto metrò e da un anno nel Cda di Brescia Mobilità. E con entrambi è stata
occasione anche per fare un pò di luce sulla situazione finanziaria dell’opera.
Che pure qualche incognita ancora presenta. Dei 778 milioni di euro del costo
totale dell’opera, 290,765 vengono da finanziamento statale, 72,304 dalla
Regione, 69,090 dal Comune, 84,841 da Brescia Mobilità e 200 milioni dalla Cassa
depositi e prestiti. Sono da reperire ancora 41 milioni per le variazioni alle
stazioni (da chiuse ad aperte) decise nel 2004.
Dovrebbero arrivare da Roma
(si danno quasi per certi) altri 80 milioni per consentire l’accordo con l’Ati
su riserve d’impresa e sovracosti. Ma a mettere i bastoni tra le ruote è il
Patto di stabilità, che impedisce alla Loggia di versare i 54 milioni di
maxirata ad Ansaldo, in scadenza nel 2011. E soprattutto di reperire gli 80
milioni necessari per le opere complementari.
L’OSTACOLO si aggirerà con la
«patrimonializzazione» dei parcheggi in struttura. La Loggia li cederà a Sintesi
spa, che potrà avvalersi del patrimonio e accendere un mutuo dal quale
dovrebbero arrivare i 104 milioni. Circa 80 dei quali andrebbero alla maxi rata
e alla realizzazione dei parcheggi scambiatori previsti in alcune stazioni del
metrò con costi stimati in 30 milioni.
La Giunta poteva patrimonializzare
altre aree prima del Patto di stabilità - osserva Castelletti -, ma il punto
vero è che «non si sta facendo tutto il necessario per prepararsi
all’appuntamento del primo gennaio 2013, e intanto si mina la credibilità della
Società e con essa dello stesso metrò». Alla Lega che chiede una commissione
speciale, ricorda che nel passato le conferenze dei capigruppo hanno sempre
avuto modo di aggiornarsi sullo stato di avanzamento. La realtà è che «la Giunta
ha ereditato un lavoro fatto al 72% e in un anno è arrivata all’80».
E allora
«si reperiscano i finanziamenti che mancano facendo pressioni su Roma - esorta -
si riprenda un rapporto di fiducia con l’azienda, qualcuno in Giunta si faccia
carico di un metrò che non ha più padri né madri».
D’altronde, «il progetto
della metropolitana di Brescia ha sempre avuto consensi trasversali - aggiunge
Fermi - è stato visto bene da governi di segno diverso». Ora, però, la
manovra-Tremonti può creare problemi. La Lombardia perde 1,3 miliardi di
trasferimenti statali «nonostante nel 2008-10 abbia tagliato le spese del 20 per
cento», e 586 milioni sono del trasporto pubblico locale (Tpl). «Brescia non
potrà più sostituire bus - dice Fermi - e dovrà mettere mano alle tariffe».
Entro il 2011, poi bisognerà rinnovare le gare e si dovrà «dare più appeal al
Tpl con servizi alla mobilità per poter pagare 13 milioni di euro all’anno di
interessi».
Anziché giocare al discredito, insomma, sarebbe meglio darsi da
fare. E Massari assicura che Brescia Mobilità sta facendo il suo dovere fino in
fondo. «Il punto fondamentale non sono i finanziamenti - sottolinea -, ma è che
il metrò nella percezione comune sta diventando un ostacolo».
Perchè l’opera
- precisa Massari - è un «punto di partenza» verso il disegno di una nuova
mobilità integrata ferro-gomma a dimensione provinciale, se non regionale.
Bresciaoggi 19 giugno 2010
URBANISTICA. Scontro dopo la mancata consegna di relazione tecnica e piano
economico richiesti da tempo
«Metrò, commissione speciale subito»
Francesconi: «Abuso di potere» Del Bono: «Rotta la trasparenza»
La metropolitana leggera crea un incidente politico
dentro la maggioranza in Loggia, e dà fiato alla richiesta della Lega Nordi di
una commissione speciale sul metrò. Giovedì le commissioni Lavori pubblici e
Patrimonio riunite su richiesta del Pd pensavano di poter finalmente mettere gli
occhi sulla relazione tecnica e sul Piano economico dell’opera, attesi da mesi.
Invece i commissari non sono riusciti ad averli e hanno reagito con
stizza. IL CAPOGRUPPO Pdl Achille Farina getta acqua sul fuoco, parla di
«difetto di comunicazione» e rinnova stima e fiducia a Brescia Mobilità e ai
suoi vertici. Ma la Lega Nord, che punta alla commissione speciale, non è
disposta a dimenticare l’affronto e con il capogruppo Nicola Gallizioli chiede
«spiegazioni formali e ufficiali». Al presidente leghista della Lavori pubblici
Pierraul Francesconi che parla apertamente di «abuso di potere» e al capogruppo
Pd Emilio Del Bono che giudica «rotto un rapporto di trasparenza che durava da
anni», Farina replica in un comunicato che «per la prima volta Brescia Mobilità
ha stilato un rapporto ufficiale sulla propria attività, che è stato recapitato
oggi (ieri per il lettore, ndr) ai capigruppo del Consiglio comunale».
Sottolinea che «la precisione e le dimensioni del volume consegnato testimoniano
l’impegno e il tempo richiesto per la stesura e fugano ogni dubbio in ordine
alla mancanza di collaborazione da parte dell’azienda». E’ un resoconto,
insomma, che «dimostra in modo tangibile e inequivocabile il rapporto di
trasparenza che Brescia Mobilità vuole intrattenere con il Comune e i cittadini
bresciani». DUNQUE FARINA dà pieno credito al presidente Valerio Prignachi,
quando ai commissari riuniti dichiara che si è trattato di un «mero errore di
comunicazione». E quindi «appaiono del tutto ingiustificate e fuori luogo
affermazioni quali abuso di potere o mancanza di rispetto verso le istituzioni»,
conclude il capogruppo Pdl mentre rinnova «stima e fiducia immutate» al
presidente Prignachi, al Cda e a tutti i dipendenti dell’Azienda. Ma «Farina può
smussare i toni quanto vuole – replica Gallizzioli -, di certo non è bello che
una Controllata del Comune non venga a portare ciò che i commissari avevano
richiesto. Forse si è trattato di un disguido, tuttavia resta che il problema è
all’interno di Brescia Mobilità e chiederemo spiegazioni formali e ufficiali».
La Lega chiede chiarezza sulle opere del metrò, e giovedì ha visto sfumare
un’altra occasione. In mancanza del documento i commissari si sono aggiornati
alla settimana prossima, e tanto la maggioranza che la minoranza non hanno
risparmiato critiche a Brescia Mobilità. Ora Gallizioli rilancia la costituzione
di una «commissione speciale che si riunisca ogni quindici giorni per far piena
luce sul Piano finanziario, sulle riserve d’impresa, sui ritardi nell’esecuzione
delle opere e quant’altro». Tanto più che, se anche fosse andata in porto la
riunione di giovedì, «non sarebbe stata certo sufficiente – dice – a risolvere
tutti i problemi». GIOVEDÌ si doveva tracciare un bilancio dei fondi e far
chiarezza sulle mosse future, alla luce delle difficoltà di Bilancio della
Loggia. Nelle casse comunali mancano non solo i 54 milioni di maxirata da
versare all’Ansaldo nel 2011, ma anche e soprattutto gli 80 milioni per le opere
complementari, che peraltro la Giunta ha già provveduto a dimezzare. Intanto
Prignachi non porta notizie rassicuranti da Roma. Nella Capitale doveva tenersi
un incontro che poteva essere determinante per il finanziamento aggiuntivo di 80
milioni per il metrò bresciano, ma è stato rinviato a data da destinarsi «per
motivi – spiega Prignachi – non attinenti alla metropolitana di Brescia». MI. VA.
Giornale di Brescia 18 giugno 2010
Metrobus, in carrozza salgono tensioni e rinvii
Brescia Mobilità non presenta alle commissioni l'atteso
Piano economico. Francesconi accusa: «Siamo all'abuso di potere»
Tutto rinviato. Tanto la Commissione, quanto le due riunioni del Cipe. Così,
quella che doveva essere la giornata di «luce» non solo sui costi ma pure sugli
effettivi stanziamenti statali del Metrobus si è trasformata in un pomeriggio di
tensioni e slittamenti. A sorpresa. Già, perché da un lato - «per un difetto di
comunicazione» riferisce il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi;
«per mancanza di rispetto e abuso di potere» accusa il presidente della
Commissione Lavori pubblici, Pierraul Francesconi (Lega) - il dibattito sul
tema, previsto tra i consiglieri, non è neppure iniziato per la mancata
relazione tecnica attesa da mesi, dall'altro il vertice romano è stato annullato
«per via di problemi terzi» indipendenti dal nodo metrò.
Il vertice
bresciano
All'ordine del giorno dell'incontro bresciano - richiesto oltre un
mese fa dal gruppo consiliare del Pd in Loggia e voluto poi anche dalla stessa
maggioranza - l'analisi del quadro economico-finanziario delle opere legate ai
lavori per la realizzazione della metropolitana leggera, un'analisi che si
proponeva cioè in primis di tracciare un bilancio dei fondi e, in seconda
battuta, di fare chiarezza sulle mosse future. L'esigenza si era fatta sempre
più incalzante sulla scia delle difficoltà evidenziate dalla Loggia nell'ambito
della stesura del bilancio 2010: a mancare all'appello delle casse comunali non
sono infatti solo i 54 milioni di euro della maxi-rata da versare alla società
Ansaldo nel 2011 - cifra stabilita nel testo della delibera di Giunta
dell'ottobre 2004 - ma anche e soprattutto gli 80 milioni necessari per le
cosiddette opere complementari.
A fare il punto dovevano essere i tecnici di
Brescia Mobilità, la società comunale cui è affidata la partita metropolitana.
Che però non sono mai arrivati. «Trovo che questo atteggiamento sia offensivo e
vergognoso verso tutti i consiglieri, una mancanza di rispetto e un abuso di
potere da parte del Consiglio di amministrazione della società partecipata
intollerabili» affonda Francesconi. Uno sfogo, il suo, cui segue a ruota
l'indignazione di tutti i membri delle Commissioni Lavori pubblici e Patrimonio,
convocate congiuntamente per l'occasione. «Ciò che è avvenuto oggi - incalza il
capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, cui fa eco il pensiero di Aldo
Rebecchi - è gravissimo, dev'essere chiaro che una società del Comune, se
convocata, deve rispondere alle istituzioni competenti: si è interrotto un
rapporto di trasparenza che durava da anni». E ancora: «È da tempo che non ci
sono fornite risposte che il Consiglio ma anche gli stessi cittadini chiedono -
puntualizza Federico Manzoni (Pd) - il presidente Prignachi si deve scusare». E
se Roberto Toffoli (Pdl) evidenzia anche «l'assenza fuori luogo degli assessori,
perché su un tema così decisivo la rappresentanza politica non può non dettare
la linea», il capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli pone l'accento sulla
necessità di una Commissione dedicata al Metrobus, che si deve configurare come
«un vero e proprio gruppo di lavoro operativo».
A prendere in mano la
situazione, dopo oltre quaranta minuti di incredulità e indignazione che hanno
«unito» maggioranza e opposizione, è il presidente della Commissione Patrimonio,
Fabio Capra (Pd): incontro rinviato, tra proteste e qualche sbuffo, alla
prossima settimana. Ma non senza ricadute annunciate. Una lettera «di richiamo
su quanto accaduto» sarà infatti recapitata al sindaco Paroli e alla presidente
del Consiglio comunale, Simona Bordonali.
...E quello romano
«Si è
trattato di un disguido, non sono mai stato invitato ad alcuna Commissione né ho
mai vietato ai tecnici di relazionare dati al Comune. Ho solo suggerito, in via
indiretta, di spostare la seduta in programma per via di incontri di rilievo
sullo stesso tema, in calendario proprio in questi giorni a Roma. Incontri che
potevano essere determinanti per il capitolo finanziamenti». A rispondere è il
presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi che introduce così
l'appuntamento romano. Rinviato anch'esso.
Sul tavolo doveva esserci il piano
dei finanziamenti statali richiesti dai Ministeri dell'economia e delle
infrastrutture al Cipe. Oltre cioè ai 244.381.000 euro stanziati nel 2002 e agli
ulteriori 40 milioni accordati nel 2007, il Consiglio di amministrazione è in
attesa di nuovi fondi, per una cifra complessiva di 80 milioni di euro.
L'istruttoria per la presentazione della richiesta al Cipe è in fase di
redazione. «L'incontro - spiega Prignachi - è stato rinviato a data da
destinarsi per problemi non attinenti alla metropolitana di Brescia». Infine
annuncia: «Lunedì mi recherò comunque nella capitale per appurare e per
sincerarmi che l'iter stia proseguendo come previsto e che non ci siano al
contrario problemi o intoppi di sorta».
Ma se gli interrogativi sui
contributi rimangono aperti, il presidente conferma invece la linea anticipata
dall'assessore Di Mezza per fare fronte ai 104 milioni mancanti (tra maxi-rata e
opere complementari): il Comune «cederà» i parcheggi a Brescia Mobilità e la
società accenderà i mutui necessari per recuperare l'intera somma.
Nuri
Fatolahzadeh
Un investimento da 778 milioni di euro
Dal calcolo sono esclusi gli 80 milioni delle opere complementari
e gli altrettanti fondi statali in forse
Il quadro economico redatto da Brescia Mobilità (nella tabella in basso)
racconta della copertura economica del capitolo Metrobus, da cui rimangono fuori
gli 80 milioni necessari per le opere complementari. La cifra complessiva
dell'opera ammonta a 778 milioni di euro, di cui 68 di oneri di rimborso dei
prestiti contratti da Brescia Mobilità, 603 milioni calcolati per opere civili e
sistemi, 40 per varianti di progetto e 32 per oneri a carico della stazione
appaltante (voce che comprende cioè gli espropri, la direzione dei lavori, le
spese legali, le assicurazioni, le commissioni di collaudo e la sicurezza). Poi
ci sono i contributi a fondo perduto erogati dallo Stato (come previsto dalla
legge 211 del 26 febbraio 1992 «Interventi nel settore dei sistemi di trasporto
rapido di massa»), oggetto dell'accordo sottoscritto tra Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, Comune e Brescia Mobilità il 27 dicembre 2002 e
pari a 244.381.000,59 euro. Nel dicembre 2007 il Cipe ha pure deliberato un
ulteriore finanziamento statale per un importo che si aggira attorno ai 40
milioni di euro. Questo, a fronte però di un incremento di pari importo della
spesa complessiva «per varianti migliorative dell'opera». Per quest'ultimo
Brescia Mobilità è al momento solo in attesa di una delibera che sappia
stabilire - sulla scia delle indicazioni dei Ministeri dei trasporti e
dell'economia - le modalità di erogazione dei fondi. Ad oggi il contributo
statale certo è quindi stimato in 290.765.000,59 euro (pari al 42% del costo
totale del Metrobus), cui si aggiungono i 72.304.000 di euro (ovvero l'11% della
spesa) messi a disposizione dalla Regione. Ma l'ultima tappa del «dossier»
economico si è consumata nel dicembre 2009, quando il Consiglio di
amministrazione ha inviato al Ministero la richiesta di un nuovo finanziamento
di 80 milioni, a fronte di altre migliorie di pari importo. Al momento è in
corso l'istruttoria per la presentazione al Cipe. n. f.
Il Brescia 18 giugno 2010 Clicca sull'immagini per ingrandirla
Giornale di Brescia 16 giugno 2010
Nuove sfide per Brescia Mobilità
Il Gruppo ha chiuso in attivo. Il bilancio presentato in un
Rapporto
Dinamico per definizione, il Gruppo Brescia Mobilità ha chiuso in attivo i
bilanci del 2009 con un utile di 1.432.623 euro e guarda alle nuove sfide
secondo i criteri della cooperazione con gli enti di riferimento e
dell'integrazione dei servizi, per la qualità e la sostenibilità del sistema dei
trasporti. Per la prima volta le cifre e le linee di sviluppo vengono divulgate
con un Rapporto, e la sua presentazione ieri mattina nella sede di piazza San
Pio ha dato l'opportunità di uno sguardo in prospettiva. La mobilità ha un
ruolo strategico, il Gruppo dispone al suo interno di competenze e risorse e di
una pluralità di offerte che lo proiettano verso «scenari nuovi»: ne ha parlato
il presidente Valerio Prignachi in apertura dell'incontro coordinato dal
giornalista Massimo Tedeschi. Con la fornitura di servizi qualificati al
cittadino «cliente», Brescia Mobilità apre opportunità di sviluppo alla città di
Brescia, che attraverso la sua Amministrazione comunale detiene il 99,69% del
capitale sociale. Il presidente ha accennato ad un possibile ampliamento
dell'attività per le competenze maturate nella gestione dei servizi e si è
soffermato sulla realizzazione della metropolitana come «opera portante
integrata nel sistema», che sollecita «scelte strategiche da parte della
politica» e l'applicazione del Patto per la mobilità firmato in Regione nel
novembre 2008 con il coinvolgimento della Provincia e del Comune. «Pubblico è
bello se ben gestito»: la sottolineatura del presidente di Brescia Trasporti
Andrea Gervasi ha come premesse alcuni dati contenuti nel Rapporto per il 2009
(350 autisti in un organico di 457 persone, con alto tasso di apprezzamento da
parte dei viaggiatori, 219 mezzi per più della metà funzionanti a metano e con
previsione di nuovi arrivi a motore ibrido). Un tema d'attualità è il costo dei
biglietti, legato alla qualità delle proposte e alla razionalizzazione delle
risorse. Un impegno già affrontato è la preparazione all'avvio della
metropolitana, con una ristrutturazione delle 18 linee in dialogo con le
Circoscrizioni, con i 14 Comuni attualmente serviti e con altri limitrofi, con
le aziende del trasporto extraurbano Sia e Saia per l'integrazione di servizi e
tariffe. Il metodo del confronto, avviato con il progetto Brescia &
Università, viene assunto come prassi permanente dalla società Sintesi per la
gestione dei parcheggi in struttura, presieduta da Giovanna Prandini che ha
parlato delle nuove misure d'incentivo alla mobilità sostenibile, come gli
abbonamenti online, il servizio «bicimia» e le previste tessere con lettura in
automatico. Acquisita nel luglio 2009 per dare un futuro a un'azienda
specializzata nella produzione di cassonetti e di compattatori per rifiuti, Omb
International ha chiuso l'anno con un piccolo utile e con prospettive di
sviluppo nel mercato nazionale ed estero: la mappa tracciata ieri dal presidente
Marco Medeghini spazia da Roma agli Emirati, dal Sud America all'Iran. Alla
sfida del completamento della metropolitana ha dedicato il suo intervento
l'assessore comunale Fausto Di Mezza, indicando la via che porta alla capacità
autonoma di finanziarsi da parte del Gruppo, con la possibile acquisizione dei
parcheggi in proprietà. La metropolitana, ha osservato, «era stata impostata su
presupposti in qualche modo falsati, cinquecentomila potenziali clienti e il
biglietto a 1,90 euro: la sostenibilità si potrà garantire solo nella grande
rete del sistema integrato».e. n.
Mobilità Educazione e regole
Un ologramma contro i falsi invalidi
Sarà apposto sui contrassegni rilasciati dal Comune per la
sosta
e la circolazione delle persone con disabilità. Previsti nuovi cartelli
Un nuovo tagliando, il classico contrassegno di colore arancio, con l'aggiunta
di un ologramma argentato con il logo del Comune di Brescia, impossibile da
duplicare con una semplice fotocopia a colori plastificata. Questa è la prima
misura studiata a contrasto della falsificazione dei contrassegni per disabili,
dopo che un'indagine, sollecitata da tempo dalle associazioni che li
rappresentano, ha messo in luce l'utilizzo di oltre diecimila permessi, a fronte
di soli cinquemila rilasciati. «L'ologramma non è riproducibile su una fotocopia
- ha precisato l'assessore alla Mobilità, Nicola Orto - per bloccare questo
malcostume, oggi facilmente verificabile, abbiamo introdotto un elemento di
maggior sicurezza che verrà applicato sulle nuove emissioni e aggiunto ai
permessi già rilasciati invitando i titolari, con modalità da stabilire, negli
uffici del Settore mobilità e traffico». L'obiettivo di questa novità è molto
più ampio e comprende anche un incremento dei parcheggi per disabili che per
legge devono essere almeno uno per 50 posti auto (in centro storico la
percentuale è molto più alta). Verranno effettuati controlli mirati
sull'utilizzo corretto degli spazi riservati ai portatori di handicap e la
cartellonistica tradizionale sarà affiancata da nuovi segnali con la scritta:
«Perchè vuoi il mio posto? Prenderesti anche la mia disabilità?», un modo
suggestivo e forte per sottolineare purtroppo un fenomeno d'inciviltà e
sensibilizzare gli automobilisti al rispetto degli spazi riservati. Gli
interventi si muoveranno anche sul piano educativo, entrando quindi nelle scuole
per informare gli studenti, «perché il contrasto degli agenti della Polizia
locale - ha proseguito il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Fabio Rolfi -
diventerà ancor più efficace se inserito in un pacchetto completo di misure che
affrontano il tema». Certo, i parcheggi per disabili saranno sotto la lente
d'ingrandimento della Polizia e le norme sono severe: 78 euro la sanzione
pecuniaria, la rimozione forzata con costi notevoli aggiuntivi e la decurtazione
di due punti dalla patente di guida. Le infrazioni registrate dai vigili hanno
un trend in crescita evidente: dalle 1.170 elevate nel 1999 agli automobilisti
che occupavano un posteggio per disabili senza l'autorizzazione, si è passati
alle 2.256 del 2009. Segno inequivocabile, per l'assessore Rolfi, della volontà
di costruire una città più attenta nei confronti delle persone
invalide. Verrà inoltre distribuito un opuscolo informativo che richiama i
comportamenti consentiti ai possessori del contrassegno che «non sono
autorizzati, ad esempio, a sostare dove capita - ha insistito l'assessore Orto
-; ci sono regole specifiche anche per i disabili che derivano dal Codice della
strada». Alla presentazione del pacchetto d'iniziative hanno partecipato
Mariachiara Fornasari, consigliere comunale con delega alle barriere
architettoniche che ha curato in particolare la relazione con le associazioni;
Roberto Sala, coordinatore della Consulta per la vita sociale; Emanuele Vezzola,
presidente dell'Associazione Comuni bresciani e Angelo Piovanelli, presidente
provinciale dell'Associazione mutilati e invalidi del lavoro. Wilda Nervi
Gobetto: «Serve una cultura del rispetto»
La presidente dell'associazione Slowtime plaude agli interventi ma
chiede anche più rigore
«Magari non ci fosse bisogno di cartelli aggiuntivi, di
ologrammi sui permessi e di controlli degli agenti di Polizia locale. Vorrebbe
dire che tutto va nella direzione giusta, che tutti rispettano le regole, che i
disabili hanno vita facile muovendosi nella città». Gloria Gobetto, già
consigliere comunale e presidente della Consulta, oggi impegnata
nell'Associazione Slowtime che promuove il turismo accessibile, lo sottolinea
quasi fosse un sogno irrealizzabile. Le novità annunciate dal Comune (nuovi
permessi, più parcheggi, sanzioni per chi viola gli spazi riservati ai disabili)
sono un bel passo, «ma - racconta pensando alla realtà di chi si muove sulla
carrozzina - non sono sufficienti se non si incentiva una crescita culturale
necessaria in tutti i campi; indispensabile nel mondo della disabilità». Da
tempo Gloria Gobetto si batte contro le barriere architettoniche in generale. E
fa i conti sulla propria pelle chiedendo innanzitutto un maggior rigore all'Asl
che assegna agli invalidi i criteri per ottenere il permesso di circolazione e
parcheggio. «Sono troppo generosi - dice - e così fioriscono i soggetti che
ottengono riconoscimento. E le nostre famiglie, diciamocelo, a volte ne
approfittano. Servono sanzioni puntuali più che pesanti, anche se non possiamo
pretendere di avere un agente dietro ogni angolo». Il problema più grosso
però, riguarda non tanto il numero dei parcheggi per disabili, ma la loro
collocazione nel centro storico. «Lo abbiamo sperimentato proprio da poco.
Dovendo pubblicare una guida con due percorsi agevoli, ci siamo resi conto che
nelle vicinanze di piazza Loggia e piazza Paolo VI - spiega la presidente di
Slowtime - un disabile che guida la sua vettura o è trasportato o non potrà mai
scendere, ad esempio in via Paganora dove sono le apposite strisce gialle, sul
selciato che impediscono ad una carrozzella di muoversi. Così in via Gasparo da
Salò. Lo vedete un disabile che viene da Borgosatollo arrivare in centro e
parcheggiare in questi spazi?». Lo stesso discorso si può applicare alle
aree di sosta dei centri commerciali e delle multisale. «Intelligentemente -
commenta Gloria Gobetto - sono stati posti vicino agli ingressi. Sono, quindi, i
più appetibili e sempre occupati. E se ti lamenti, rischi di essere aggredito.
Questa è la triste realtà. Vanno bene le campagne di sensibilizzazione, vanno
bene i cartelli (anche se li avevamo chiesti più articolati), vanno bene i
controlli, ma l'unica vera arma oggi a nostra disposizione è la repressione. Se
un cittadino - conclude - viene colto a trasgredire le norme va punito. Ci
penserà, forse, la volta successiva». Rimane uno scarso rispetto dei diritti
dei disabili e l'invito all'Amministrazione comunale è di fare sempre meglio e
con rigore. w. n.
Bresciaoggi 16 giugno 2010
LA SCELTA CHE SI PROFILA. La Loggia intenzionata a «cedere» le strutture
alla Spa per patrimonializzarla e consentirle di accendere i mutui per
estinguere il debito
I parcheggi dal Comune a Brescia Mobilità
Mara Rodella
L’assessore Di Mezza: «Vogliamo dare alla società i mezzi per far fronte
alla scadenza della maxi-cedola Piano di gestione da rivedere: irreale il ticket
a 1,90»
Ci sono voluti una seduta fiume, il via libera dell’emendamento salva-Brescia e
l’arrivo dei tanto attesi dividendi di A2A e, alla fine, il bilancio 2009 di
Palazzo Loggia è passato, come il previsionale 2010, cucito nel patto di
stabilità per il rotto della cuffia. Ma a far vacillare i conti del Comune del
2011 si staglia l’ombra della maxi rata di 54 milioni a carico della Loggia per
la metropolitana leggera. AL TAVOLO DI confronto tra i vertici di Brescia
Mobilità, convocato per la presentazione del primo «Rapporto sulle attività» del
gruppo, si è affacciata ieri la strada che la Loggia si accinge a imboccare per
aggirare il nuovo scoglio. «Il problema più grosso è il muro del patto di
stabilità che vieta alla Loggia di mettere mano al portafogli - ha detto
l’assessore comunale al Bilancio Fausto di Mezza -. Dire metropolitana significa
parlare di un indebitamento che vale 220 milioni di euro, a cui si aggiungono 54
milioni per la maxi cedola da saldare l’anno prossimo, più il costo delle opere
collaterali: da 30 a 40 milioni. Una delle soluzioni che stiamo analizzando è
dare a Brescia Mobilità la possibilità di pagare questa maxi rata: in cambio
diventerebbe proprietaria dei parcheggi che oggi ha in gestione. Un patrimonio
che consentirebbe al gruppo di accendere i mutui necessari a estinguere il
debito. Sbaglia chi accusa la giunta di improvvisazione, non è affatto così:
certo che eravamo al corrente della spesa. E risolveremo la cosa». SE QUESTO
è il passaggio necessario, Di Mezza punta il dito contro chi l’ha preceduto e
aggiunge che «il problema vero è che le condizioni di sostenibilità della
metropolitana sono assolutamente irreali». Economiche e logistiche. Perchè se il
bacino di utenza ipotizzato per il metrò bresciano equivaleva a 500mila
passeggeri, è altrettanto vero che il percorso non è in grado di intercettarne
tanti. In più si profila il problema del biglietto che dovrebbe costare 1.90
euro: «Il più caro d’Europa, e per una sola linea di 13 chilometri» tuona Di
Mezza. Insomma: la Loggia intende conferire a Brescia mobilità una «dote» (i
parcheggi, ora di proprietà comunale e dati in gestione alla società presieduta
da Valerio Prignachi) che consentano alla Spa di piazza San Pio di accollarsi la
maxi-cedola, e al tempo stesso chiede a Brescia mobilità un nuovo piano
gestionale che renda sostenibile il funzionamento del metrò. Brescia
mobilità, da parte sua, si dichiara pronta ad accettare la sfida. «La
metropolitana funzionerà solo se rientrerà in un’ottica strategica di sistema,
dove la rete di trasporto pubblico sarà potenziata e pianificata proprio per
interagire con il metrò» sottolinea il presidente di Brescia Mobilità, Valerio
Prignachi. L’obiettivo è rendere Brescia Mobilità il più indipendente possibile,
affidarsi alla lungimiranza del management aziendale e affrontare la sfida della
sostenibilità finanziaria grazie a una forte integrazione con il territorio.
«Nonostante le difficoltà, l’importante è che ci siano le condizioni per
raccogliere questa sfida in piena trasparenza, dal momento in cui non possiamo
nasconderci dietro a numeri e cifre falsate» è la tesi di Prignachi. IN
EFFETTI, quella del continuo dialogo «trasparente» con la città è la
politica-guida nelle scelte di Brescia Mobilità, che chiude il 2009 con un
risultato di esercizio pari a 1.432.623 euro (e un capitale sociale che vale
quasi 232 milioni) e lo mette nero su bianco, in un Rapporto pubblico sulle
attività del gruppo che registra peraltro un valore di produzione di circa 72
milioni. «Il trasporto? È il primo biglietto da visita della città per chi viene
da fuori, e una necessità quotidiana per chi ci vive - sottolinea Prignachi -.
Brescia Trasporti, Sintesi, Omb: siamo una serie di aziende private a capitale
pubblico che non possono prescindere dal senso di appartenenza al territorio.
Proprio la metropolitana è un caso esemplare: se non si rapporterà al tessuto
sociale e territoriale rischierà di essere solo un’opera autoreferenziale e non,
invece, il centro di un sistema integrato ed efficiente, in grado di interagire
cioè con il trasporto pubblico, con la stazione ferroviaria e con lo scalo di
Montichiari». In una parola: sostenibile. Da qui l’impegno, per il gruppo, a
non essere «un soggetto da alimentare costantemente, ma attraverso cui creare
ricchezza. Il dinamismo del nostro azionista può fare la differenza e, in questo
senso, Palazzo Loggia va nella giusta direzione». L’obiettivo è conquistare la
massima autonomia finanziaria: «Vogliamo essere un punto di riferimento, in una
logica di cooperazione dove la rete dei trasporti deve diventare un’opportunità
di sviluppo per il territorio». Una prospettiva a cui, inevitabilmente, sottende
la logica di una metropolitana che, non potendo abbracciare tutta la Provincia,
dovrà comunque estendere il raggio fino al limite, e scivolare nelle trame della
realtà urbana, economica e sociale di Brescia.
Prandini: «Parcheggi pagati come lo ski-pass» Non di rado si sente dire che a Brescia manchino i parcheggi. Eppure, a sfatare
eventuali sfoghi di automobilisti incalliti, sono proprio i numeri: 9000 posti
auto solo in città, tra impianti chiusi e all’aperto. Tutti gestiti da Sintesi
che, nell’aprile 2008, ha preso in gestione anche il parcheggio pubblico del
Freccia Rossa, che conta un migliaio di posti pubblici. «Brescia, in effetti, è
la terza città italiana per quanto riguarda i parcheggi in struttura, la prima
in Lombardia» sottolinea la presidente di Sintesi Spa Giovanna Prandini. Ma
Sintesi non è solo parcometri (316 in città) e telepark: la prossima sfida si
chiama innovazione tecnologica, in uno scenario dove il nuovo sito internet
aziendale è solo l’anticamera del progresso. Obiettivo, che gli utenti paghino
il parcheggio come gli sciatori utilizzano una sorta di ski-pass, senza estrarlo
dalla tasca, per accedere agli impianti. «Si chiama tessera di prossimità e il
progetto è in fase di studio - spiega Prandini -. Entro la fine del 2010
raccoglieremo le valutazioni e decideremo come procedere». Al vaglio anche una
sorta di telepass, da utilizzare sempre nei parcheggi, ma quella della tessera
di prossimità sembra l’opzione più probabile, anche per uniformare le differenti
tecnologie che, ad oggi, differenziano alcuni parcheggi da altri, magari più
recenti. QUESTO IL FUTURO. Fiore all’occhiello 2009, invece, per la
presidente, il progetto «Brescia città università» che, dopo un lavoro in
sinergia condotto con gli studenti (diventato poi un tavolo permanente) «ci ha
consentito di realizzare una mappa in cui trovare una serie di informazioni
utili ai ragazzi: sale studio, atenei, mezzi pubblici - evidenzia Prandini -. Ma
anche teatri, cinema, biblioteche e non solo. E, nel frattempo, gli abbonamenti
a Bici Mia sono raddoppiati, fino a sfiorare quota 3.000. Lo stesso tipo di
approccio si potrebbe avere anche con altre realtà, per esempio, i
disabili».M.RO.
Gervasi: «Ticket a 1 euro sempre più problematici» «È del tutto inutile che i vettori si facciano concorrenza sulla stessa tratta.
Per questo stiamo facendo il possibile affinchè si possano trovare sinergie e
accordi con i gestori di altre linee, come Sia e Saia»: a parlare è il
presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi e la parola d’ordine per il
futuro prossimo della mobilità bresciana si chiama integrazione tariffaria.
«Anche se la soglia di 1 euro a biglietto, nel trasporto locale, è sempre più
problematica da mantenere», aggiunge. Fermo da oltre 6 anni, il livello
tariffario per il servizio urbano arriva a 85 centesimi al biglietto nel nuovo
carnet da12 corse. Va detto però che, se l’Ultimo adeguamento del tiket risale
al 2003 con l’aumento da 0.95 euro a 1 euro, con l’introduzione del servizio
integrato da luglio 2004, è diminuito per alcuni Comuni dell’area urbana (da1.50
per la corsa semplice a 1.35 per il biglietto integrato valido 90’). UN
INTRECCIO che, d’altro canto, non può prescindere da un ammodernamento del parco
mezzi già iniziato da tempo: 18 linee, 218 autobus (di cui quasi la metà, ben
108, a metano), 4 bus ibridi, 13 minibus, 1.832 fermate di linea, 265 pensiline
e 41 autobus di proprietà Sia che, però, conduce parte del servizio per conto di
Brescia Trasporti. «Da non dimenticare il servizio Accabus a chiamata, riservato
a persone con particolari difficoltà motorie, o lo scuolabus, commissionato ogni
anno dalle amministrazioni competenti o, ancora, i servizi dedicati e il
granturismo», rileva Gervasi. Mezzi che resterebbero in rimessa senza il
contributo delle risorse umane: 457 persone in organico di cui 350 autisti.
«Ai sindaci ho chiesto anche la trasformazione delle attuali linee in base
alle nuove analisi demografiche: saranno quindi ristrutturate per garantire alla
metropolitana 350mila potenziali utenti. Perchè quando i vagoni inizieranno a
circolare, tutto dovrà funzionare senza intoppi» precisa lapidario Gervasi. M.RO.
Medeghini: «Mezzi ibridi la nuova scommessa» È l’ultimo acquisto del gruppo Brescia Mobilità (che peraltro ha suscitato non
poche polemiche) eppure, la storia di Omb International parte da lontano. Da
quando, nel 1968, nasce come officina meccanica su iniziativa di due
imprenditori: nel ’78 produce cassonetti e, dopo alcuni passaggi di proprietà,
nel ’92 finisce nelle mani della famiglia Mascialino che si espande all’estero e
mette a bilancio fatturati milionari. «Ma l’ascesa finisce e nel 2007 la società
viene rilevata dagli stranieri che, due anni dopo, la chiudono». Un excursus
storico che il presidente, Marco Medeghini, rievoca per spiegare da quali radici
muovono le nuove scommesse aziendali, dopo l’entrata nella compagine di Brescia
Mobilità. «STIAMO lavorando a molti nuovi progetti, tra cui un nuovo
compattatore laterale per rifiuti ad elevato contenuto tecnologico - spiega
Medeghini -. Ma non solo, perchè la nuova scommessa sono i veicoli elettrici e
ibridi, e un nuovo tipo di cassonetto destinato alla raccolta laterale,
caratterizzato da una copertura in plastica molto robusta in grado di agevolare
l’utente e garantire il contenimento dei costi di manutenzione». Non per
niente, Brescia insegna: i compattatori prodotti da Omb sono considerati un
«modello» in Italia. Ma questi prodotti guardano oltre confine: «Il 23 per cento
del nostro business è rappresentato dal mercato italiano, il 67 per cento dalla
Spagna e un 10 per cento tra Emirati Arabi, Olanda, Cile, Gran Bretagna, Serbia
e Iran», continua Medeghini. Il segreto: sviluppare mezzi di trasporto adeguati
alla domanda. «Tecnologici, ibridi o, al contrario, legati all’ottica del porta
a porta. Dipende. Ma l’innovazione resta la carta vincente per affrontare le
sfide del futuro, qui come all’estero. Proprio a Brescia, per esempio, vogliamo
realizzare veicoli ad hoc anche nel campo del trasporto pubblico: autobus, per
intenderci». M.R.
LOGGIA IN CAMPO. I contrassegni rilasciati sono circa 5mila ma ne circolano
altrettanti contraffatti. Varato il nuovo tagliando, con ologramma
anti-contraffazione
Sosta per disabili, guerra ai falsi permessi
Lisa Cesco
Al via anche una campagna con cartelli-choc per dissuadere chi occupa
abusivamente gli spazi per i portatori di handicap
Perché chi è portatore di handicap non venga penalizzato due volte, aggiungendo
al limite oggettivo della disabilità l’inciviltà diffusa, il Comune promuove una
manovra di contrasto su più fronti. Repressione, sensibilizzazione, controllo ed
educazione sono i pilastri su cui è impostata la lotta alla falsificazione dei
contrassegni per disabili e all’utilizzo abusivo dei posti auto a loro dedicati.
Una delle segnalazioni più pressanti riguarda l’utilizzo illecito del
contrassegno invalidi, che è strettamente personale e consente di circolare
nelle Ztl e sostare negli spazi riservati. «I contrassegni rilasciati sono 5
mila, ma stimiamo ce ne siano molti di più in circolazione, se si contano quelli
falsi e quelli che vengono duplicati, perché basta una fotocopiatrice a colori
per riprodurli, ad uso per esempio degli altri famigliari», dice l’assessore
alla Mobilità Nicola Orto, presenti la delegata contro le barriere
architettoniche, Maria Chiara Fornasari, il presidente ACB Emanuele Vezzola -
interessato a una condivisione intercomunale e di rete del progetto - il
presidente Anmil Angelo Piovanelli e Roberto Sala della Consulta per la vita
sociale. PER QUESTO la Loggia ha introdotto un ologramma antifalsificazione
sui contrassegni, di colore argentato e con logo del Comune, che verrà applicato
a quelli di nuova emissione e sarà aggiunto a quelli già circolanti con un
invito ai possessori a recarsi al Settore mobilità e traffico, secondo modalità
da individuare. Grazie a un collegamento diretto con l’Anagrafe, inoltre, non
sarà più possibile «farla franca» se si chiede il rinnovo del contrassegno
quando il diretto interessato è deceduto. Sul fronte, invece, dei parcheggi
abusivi nei posti auto riservati ai disabili, segnalati con strisce gialle e
appositi cartelli, sono in arrivo nuove e ulteriori segnaletiche verticali
realizzate dal Comune, che si aggiungeranno alle indicazioni già esistenti con
uno slogan ad alto impatto: «Perché prendi il mio posto? Prenderesti anche la
mia disabilità?». I cartelli verranno inizialmente collocati in 40 stalli nelle
principali vie del centro storico. SI INTENSIFICHERANNO anche i controlli per
assicurare un utilizzo corretto dei posti-auto riservati ai disabili, che si
concentreranno nelle aree di maggiori infrazioni, cioè il centro storico, i
centri commerciali, le sedi di uffici tecnici come Brescia Due. Nel 2009 le
infrazioni sanzionate per sosta su spazio invalidi sono state 2.256, numeri
radoppiati nell’arco di 10 anni (erano 1.170 nel 1999), con 500 sanzioni in più
registrate in un solo anno, dal 2008 al 2009 (la multa è di 78 euro, e spesso
comporta la rimozione forzata del mezzo con 2 punti persi in
patente). «Queste misure diventano ancora più efficaci se il contrasto non è
da solo, ma si accompagna ad attività di prevenzione e educazione per formare
una coscienza civica», dice il vice sindaco Fabio Rolfi. Il tema del rispetto
della disabilità verrà inserito anche nei programmi di educazione stradale
realizzati dai vigili nelle scuole cittadine. «Si sta andando nella direzione
giusta – commenta Sala -. Ora l’aspetto da affrontare è la revisione dei posti
auto per disabili, soprattutto quelli in centro, per verificare quali sono
davvero conformi alla normativa anti-barriere architettoniche, perché non basta
tracciare una riga gialla, servono anche dimensioni giuste dello stallo per
garantire a tutti i disabili la piena fruizione della città». Contrassegno per 5 anni non «cedibile» ai parenti Il contrassegno invalidi, di colore arancione, consente alle «persone invalide
con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta» e ai non vedenti di
beneficiare di alcune facilitazioni nella circolazione e nella sosta dei
veicoli: permette di circolare e sostare nelle aree pedonali e nelle Zone a
traffico limitato, di circolare in caso di blocco del traffico, di usufruire
delle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici e ai taxi, di sostare
negli spazi riservati ai veicoli dei disabili e nelle aree di parcheggio a disco
orario senza limitazioni di tempo. Il contrassegno viene richiesto dal
diretto interessato al Settore mobilità e traffico del Comune in via Marconi,
allegando il certificato di invalidità (che può anche essere temporanea)
rilasciato dall’Asl. La durata massima del permesso è di 5 anni, scaduti i quali
è necessario provvedere al rinnovo. Per stimolare a un corretto uso del
contrassegno e prevenire eventuali abusi il Comune ha realizzato un opuscolo
informativo da consegnare a tutti i richiedenti, disponibile anche nelle
Circoscrizioni, uffici pubblici e associazioni di disabili, per richiamare i
comportamenti consentiti ai possessori del permesso. Un punto fondamentale
che viene sottolineato è che il contrassegno è strettamente personale e pertanto
può essere utilizzato unicamente in presenza del disabile cui è intestato,
mentre ogni altro utilizzo, anche da parte di parenti e famigliari, è abusivo.
Il documento, che va esposto in originale sul parabrezza anteriore del veicolo
quando il disabile è alla guida o è accompagnato da terzi, non è riferito a una
specifica automobile né subordinato al possesso della patente di guida.
Tuttavia, ai fini dell’accesso in Zona a traffico limitato, sul contrassegno
rilasciato dal Comune si possono inserire due numeri di targa, corrispondenti
alle autovetture che possono transitare nella Ztl senza incorrere in
sanzioni. IL CONTRASSEGNO invalidi non autorizza alla sosta su marciapiedi,
in spazi per mezzi pubblici, passi carrabili, piste ciclabili, ecc. Per
facilitare la mobilità delle persone con handicap la legge prevede la presenza
di un posto auto riservato ogni 50, una proporzione che in centro storico è più
alta, con maggiori posti dedicati ai disabili. L’assessorato alla Mobilità ha in
corso una ricognizione generale per mappare i posti riservati e per conoscerne
il numero preciso in tutta la città. LI. CE.
Teletutto.
Video dal TT-TG delle ore 12.30 di venerdì 11 giugno 2010
Giornale di
Brescia 11 giugno 2010
Il treno dell'estate
«sbuffa» in centro
Partirà
il prossimo 15 giugno e scorrazzerà per le vie del centro
dal martedì al sabato Ai
passeggeri la descrizione degli angoli più suggestivi della
città: dalla Loggia al Castello
La livrea
della motrice e delle carrozze richiama il bianco e l'azzurro, colori
simbolo della città. A Brescia arriva il Summer Train, il
trenino che Brescia Mobilità e Brescia Trasporti hanno
varato con la Loggia per scoprire, in modo alternativo e divertente le
bellezze artistiche e architettoniche della Leonessa d'Italia.
L'appuntamento con il City Sightseeing scoccherà il 15
giugno e continuerà fino al 31 luglio. Poi, conclusa la
sperimentazione si tireranno le somme. Il trenino
scorrazzerà per le vie del centro per poi salire sul Colle
Cidneo e raggiungere il Castello, dal martedì al sabato. La
descrizione degli angoli più suggestivi della
città sarà diffusa da un impianto audio. A spasso in
città con il treno Le corse
giornaliere saranno tre, una mattutina, alle 10 e due pomeridiane, alle
15 e alle 17. Capolinea del viaggio, che porterà visitatori
fino alla fortezza cittadina, saranno piazza Loggia e, il sabato, in
occasione del mercato o di altre manifestazioni nella piazza all'ombra
del municipio, piazza Paolo VI. Il convoglio, si fermerà
sempre, per raccogliere bresciani e turisti, in corso Zanardelli. Per
salire a bordo del treno bisognerà acquistare un biglietto,
all'Infopoint di piazza Loggia o direttamente sul convoglio, che costa
5 euro ed è valido per l'intera giornata. La scommessa
è attrarre i turisti ma anche e soprattutto i bresciani.
«Ci siamo domandati se offrire il servizio gratuitamente
oppure a pagamento - spiega Marco Medeghini, direttore generale di
Brescia Trasporti - e abbiamo optato per una strada intermedia e una
tariffa modesta, perché si tratta comunque di un servizio di
qualità». La Loggia e
il Broletto, la Cattedrale e il Duomo Vecchio e la Torre della Pallata
sono solo alcuni dei luoghi storici e di pregio, che si potranno
ammirare durante il tragitto. Oltre alla guida audio in italiano
è già in fase di preparazione quella in inglese.
«Il trenino rappresenta un valore aggiunto alla vocazione di
Brescia Trasporti: è stato subito adottato dall'azienda -
osserva Claudio Garatti, direttore operativo di Brescia Trasporti - .
Con questo progetto cambia pelle e passa dalla semplice funzione ludica
a quella turistico culturale». Summer
Train e i musei Summer
Train guarda già oltre la fase sperimentale. «Se
funziona si potrà pensare ad un arricchimento del progetto -
sottolinea Medeghini -. Comunque già da ora sarà
possibile riservare corse dedicate». Il primo vagone ha una
capienza di 19 passeggeri mentre il secondo è stato dotato
di una piattaforma elevatrice per consentire anche ai disabili di
salire a bordo. «L'Amministrazione comunale - commenta
l'assessore alla Mobilità e al Traffico Nicola Orto -
è impegnata a incentivare la mobilità
sostenibile, con progetti come il car sharing e il bike sharing. Il
trenino rientra anche in questo percorso. Con l'assessore Arcai stiamo
pensando a un abbinamento con le mostre o le visite a Santa
Giulia». Il trenino, come suggerisce Andrea Gervasi,
presidente di Brescia Trasporti, «potrebbe essere utilizzato
in futuro anche dalle scolaresche». Paola
Gregorio
Bresciaoggi 11 giugno 2010
Alla
scoperta di Brescia a bordo del Summer Train
TURISMO. Dal 15 giugno fino alla fine di luglio
la visita guidata alle bellezze della città.
Un’ora e mezza con «cicerone» (con cuffie
per gli stranieri) al costo di 5 euro. La partenza da piazza Loggia o
piazza Paolo VI
Brescia
come Londra, Parigi o New York avrà fra pochi giorni un
servizio di «city sightseeing», ovvero di visita
guidata alle bellezze della città, non proprio con gli
autobus scoperti, come le grandi capitali del turismo mondiale, ma a
bordo del trenino di Brescia Mobilità, trasformato per
l'occasione in Summer Train.
Il servizio partirà il 15 giugno fino al 31 luglio, e
sarà in funzione dal martedì al sabato con tre
corse al giorno, una alle 10 del mattino e le altre due al pomeriggio,
alle 15 e alle 17. Partendo dal capolinea di piazza Loggia il Summer
train percorrerà via San Faustino e arriverà fino
al piazzale del Castello, per poi ridiscendere verso via Avogadro e
toccare piazza Tebaldo Brusato, via Musei, piazza Paolo VI, corso
Zanardelli, corso Garibaldi e tornare davanti alla Loggia (per il
sabato in cui c'è mercato il capolinea sarà in
piazza Paolo VI con un percorso leggermente modificato, così
come in caso di manifestazioni estive in piazza Loggia).
Oltre ai capolinea di Loggia e Castello il trenino fermerà
in corso Zanardelli e via Alberto Mario.
Durante il giro della città, della durata di 1 ora e mezza,
i passeggeri a bordo potranno ascoltare spiegazioni sui luoghi
d'interesse toccati (per i visitatori stranieri sono disponibili cuffie
audio in inglese), dal Capitolium al Foro, dal duomo alla Loggia e al
Broletto. Il biglietto costa 5 euro ed è valido per l'intera
giornata, si può acquistare a bordo o all'infoPoint di
piazza Loggia, ed è possibile riservare corse dedicate.
«CON I TURISTI che in estate arrivano in città dai
laghi di Garda e d'Iseo l'opportunità offerta dal Summer
train non poteva essere persa», dice il presidente di Brescia
Trasporti, Andrea Gervasi. Le potenzialità
turistico-culturali del trenino sono proprio in questi giorni oggetto
di un ragionamento congiunto fra gli assessorati alla
Mobilità e alla Cultura del Comune, come spiega l'assessore
Nicola Orto.
«L'abbinata fra mostre, museo di Santa Giulia e trenino che
consente il tour della città, passando per via Musei,
è una modalità nuova e integrata che vorremmo
valorizzare, uno strumento in più al servizio dei
visitatori», osserva Orto, sottolineando che il Summer train
si integra nei progetti per incentivare il trasporto alternativo a
quello privato.
Se il trenino è una scommessa, come la definisce il
direttore generale di Brescia Trasporti, Marco Medeghini, è
certo che sarà giocata su forestieri e su bresciani doc:
«È un servizio che rivolgiamo anche ai nostri
cittadini, per spostarsi in città». Fra le idee in
cantiere, anticipate dal direttore di Brescia Trasporti, Claudio
Garatti, c'è quella di proporre il trenino per le gite
scolastiche.
Lisa
Cesco
Giornale di Brescia 14 giugno 2010
Rovato Borgo, per i pendolari un ritorno al passato
Dopo 35 anni di chiusura, da ieri mattina è stato riattivato il
servizio passeggeri sulla storica tratta per Bornato/Calino Prima corsa, poco dopo l'alba. Ma soprattutto dopo 35 anni. Già, perché da ieri
è stato ripristinato il servizio passeggeri ordinario (soppresso nel 1975) sulla
Rovato-Bornato, con 14 corse giornaliere, alcune delle quali direttamente
collegate con Iseo. Un servizio navetta, con fermate alle stazioni di Rovato
Città e Cazzago, prima di giungere a Bornato/Calino in coincidenza con i treni
della Brescia-Iseo-Edolo delle Ferrovie Nord e della Milano-Venezia e
Lecco-Bergamo-Brescia di Trenitalia. Un servizio appositamente strutturato -
secondo LeNord - per i pendolari (che utilizzando la «porta» di Rovato potranno
evitare di raggiungere Brescia) e, nei festivi, per i turisti. Certo, solo
nelle prossime settimane si potrà testare il gradimento del servizio
ferroviario, la cui riattivazione è stata fortemente voluta dagli Enti locali
(municipalità di Rovato e Iseo in testa), dalle associazioni ambientaliste
(anzitutto Legambiente di Franciacorta e Basso Sebino che avevano anche
organizzato manifestazioni per la riapertura) e dalle Ferrovie turistiche
italiane che da anni, in collaborazione con LeNord, organizzano treni storici da
Milano per la Franciacorta ed il lago d'Iseo percorrendo proprio i sei
chilometri scarsi della storica ferrata, inaugurata nel 1911. Ma la
peculiarità sta proprio nel collegamento diretto fra Milano, Bergamo e la
pianura occidentale con la ferrovia del Sebino e Valcamonica senza passare da
Brescia. «Evitare lo scalo di Brescia - commenta la bresciana Monica Rizzi,
assessore regionale - e poter raggiungere direttamente, e quindi in minor tempo,
Milano è una grande conquista per il nostro territorio e per la nostra gente.
Penso in particolare ai pendolari, che potranno risparmiare fino ad un'ora di
tempo oltre che poter contare sulla semplificazione di un biglietto unico. Penso
poi anche a quanti in Valcamonica come sul lago e in Franciacorta vivono di
turismo: la riapertura della Bornato-Rovato porterà un maggior flusso di
visitatori, a vantaggio dell'economia locale». bon
Il Brescia 14 giugno 2010 Clicca sull'immagini per ingrandirla
Giornale di Brescia 13 giugno 2010
Sos fondi. E la Loggia «ipoteca» i parcheggi
Tra maxi-rata e opere servono 104 milioni di euro: per
recuperarli
l'Amministrazione guarda alla cessione di beni a Brescia Mobilità
I numeri non mentono: a mancare all'appello del piano economico previsto per il
Metrobus sono 54milioni di euro (quelli cioè della cosiddetta maxi-rata da
versare nel 2011, come stabilito nella delibera di Giunta del 2004) cui se ne
aggiungono almeno altri 50 per le cosiddette opere complementari, ovvero la
cornice che andrà ad accogliere le future stazioni previste lungo il tracciato.
Poi, si penserà ai restanti 30 milioni necessari per il completamento dei
parcheggi interrati. Totale: 104 milioni di euro. Che né la Loggia né Brescia
Mobilità hanno in cassa. E allora la strada al momento individuata è una: cedere
alla società controllata i parcheggi (oggi di proprietà comunale) che già
gestisce. In altre parole la Giunta sta pensando di patrimonializzare Brescia
Mobilità: conferendole infatti beni da impegnare, la controllata potrebbe
accendere un mutuo per far fronte alle due spese. La variante
«ricapitalizzazione» L'idea nasce sulla scia di un'analisi approfondita che
pure poneva l'Amministrazione davanti a due possibilità: una capitalizzazione
liquida, conferendo cioè a Brescia Mobilità fondi pubblici; oppure una
capitalizzazione patrimoniale, attraverso la «cessione» di beni materiali. Tutto
ciò tenendo ben presente che il quadro va ad incastrarsi con le condizioni
imposte al Comune dal nodo del Patto di stabilità: per rispettarle, la Loggia
dovrà «reperire» di qui ai prossimi sei mesi 32,5 milioni di euro. Fondi che, al
momento, sindaco e assessori hanno immaginato di incassare con la vendita - «ma
non con la svendita» come ha sottolineato a più riprese il primo cittadino in
occasione della discussione del bilancio 2010 - di azioni di società
partecipate. Una garanzia per il mutuo Va da sé che, essendo a monte a
corto di fondi, è escluso che le casse comunali possano ricapitalizzare Brescia
Mobilità. Di qui la scelta di lavorare sul piano «b», ovvero su una vera e
propria ricognizione dei beni possibili da cedere alla società, così da
consentirle da un lato l'accensione di mutui e dall'altro la prosecuzione dei
cantieri e dei progetti inerenti a stazioni e opere circostanti (dalla viabilità
alla sosta, dalle piazze alla densificazione, passando per il capitolo
sicurezza). E la «prima scelta» sono proprio i parcheggi. «Al momento è il passo
più ovvio, poiché si tratta comunque di strutture che già gestisce Brescia
Mobilità» spiega l'assessore al Patrimonio, Fausto Di Mezza, che insieme ai
colleghi Mario Labolani per i Lavori pubblici e Paola Vilardi per l'Urbanistica,
nonché al presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, sta gestendo la
partita economica. I ritocchi di superficie Così facendo si riuscirebbe
quindi a recuperare una somma in grado di coprire l'esborso della maxi-rata e
quello stimato per le opere complementari. Sulla cui programmazione sono pure
stati apportati dei piccoli ritocchi. Se cioè inizialmente la passata
Amministrazione aveva calcolato in 20 milioni di euro gli interventi di
superficie, la Giunta Paroli - progetti e numeri alla mano - ne ha calcolati 80,
di cui 30 solo per la realizzazione dei parcheggi interrati. A fronte di una
difficoltà economica incombente, l'idea è quella di «spacchettare» le opere. In
altre parole i parcheggi verranno avviati e consegnati alla città, ma con posti
inferiori a quanto originariamente prospettato. Nuri Fatolahzadeh
Metrò, investimento da 675 milioni di euro
Ma quanto costa alla città l'operazione Metrobus? La
cifra complessiva si attesta sui 675 milioni di euro circa (a valori non
inflazionati), di cui 603 milioni calcolati per opere civili e sistemi, 40 per
varianti di progetto e 32 per oneri a carico della stazione appaltante (voce che
comprende cioè gli espropri, la direzione dei lavori, le spese legali, le
assicurazioni, le commissioni di collaudo e la sicurezza). Poi ci sono i
contributi a fondo perduto erogati dallo Stato (come previsto dalla legge 211
del 26 febbraio 1992 «Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di
massa»), oggetto dell'accordo sottoscritto tra Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti, Comune e Brescia Mobilità il 27 dicembre 2002 è pari a
244.381.000,59 euro. Nel dicembre 2007 il Cipe ha pure deliberato un ulteriore
finanziamento statale per un importo che si aggira attorno ai 40 milioni di
euro. Questo, a fronte però di un incremento di pari importo della spesa
complessiva «per varianti migliorative dell'opera». Per quest'ultimo Brescia
Mobilità è al momento in attesa di una delibera che sappia stabilire - sulla
scia delle indicazioni dei Ministeri dei trasporti e dell'economia - le modalità
di erogazione dei fondi. Ad oggi il contributo statale certo è quindi stimato in
284.381.000,59 euro (pari al 42% del costo totale del Metrobus), cui si
aggiungono i 72 milioni di euro (ovvero l'11% della spesa) messi a disposizione
dalla Regione. Ma l'ultima tappa del «dossier» economico si è consumata nel
dicembre 2009, quando il Consiglio di amministrazione ha inviato al Ministero la
richiesta di un nuovo finanziamento di 80 milioni, a fronte di altre migliorie
di pari importo. Al momento è incorso l'istruttoria per la presentazione al
Cipe.
Di Mezza: «Uno dei nodi più difficili da risolvere»
Sulla maxi-rata da 54 milioni di euro da versare alla
società Ansaldo nel 2011, l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, è
perentorio: «Si sapeva, era inserita negli atti del programma ma non è mai stata
prevista la copertura economica. Ci troviamo di fronte a uno dei problemi più
difficili e più grandi da risolvere, specie se si pensa che neppure per le opere
complementari sono stati previsti fondi. E tutto ciò in un contesto in cui sui
Comuni pendono le condizioni sancite da un Patto di stabilità sempre più aspro
che Brescia, come già è stato ribadito in occasione dell'approvazione del
Bilancio 2010, intende rispettare. Come pure stiamo lavorando per risolvere il
nodo Metrobus, uno degli ostacoli cui riusciremo a fare fronte». Uno
all'interno di una corsa ad ostacoli, perché poi si apre il capitolo biglietto.
«La questione riguarda la sostenibilità dell'opera, una sostenibilità che non
esiste. La precedente Amministrazione ha stimato 500mila potenziali utenti che
non esistono, per di più calcolando il costo del biglietto in 1,90 euro, un
prezzo che sarebbe in assoluto il più alto d'Europa che non è possibile
proporre. Dovremmo quindi studiare un modo per riuscire ad abbattere il costo
del ticket così da rendere la metropolitana il più fruibile possibile ai
cittadini, ma allo stesso tempo capire come recuperare i fondi necessari per
gestire quest'operazione». Infine, l'ultimo appunto a chi ha governato la
città prima dell'avvento della Giunta Paroli: «Negli anni passati sono stati
utilizzati i 70 milioni di utili incassati in più per abbattere mutui che
potevano fare il loro corso. Se quegli stessi fondi fossero stati utilizzati per
ricapitalizzare Brescia Mobilità a questo punto non ci saremmo di certo trovati
in questa difficile e fastidiosa situazione». Non solo Metrobus: si punta sui servizi Brescia Mobilità chiude l'esercizio
2009 con utili per 1,433 milioni di euro
Oltre alla «sfida metropolitana», Brescia Mobilità ha però altri progetti in
campo. Alcuni in corso d'opera (come l'atteso parcheggio di piazzale Arnaldo),
altri in fase di progettazione (come nel caso dell'impianto sotterraneo pensato
sotto il Castello). Ma partiamo dall'inizio. Nel corso dell'anno sono
iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio di Fossa Arnaldo,
pensato in struttura e in grado di accogliere circa 300 posti auto. Il valore
dell'investimento previsto è di circa 6,8 milioni di euro e il termine dei
lavori è ipotizzato per gli ultimi mesi del 2011.Uno scenario a sé è quello che
caratterizza invece l'iter dell'annunciato parcheggio «Galleria Tito Speri»:
dopo l'arrivo degli esiti positivi dell'indagine geotecnica il progetto di
fattibilità è ora stato varato sia dal Comando dei Vigili del fuoco sia dalla
Soprintendenza locale. Nei primi mesi del 2010 è stato quindi pubblicato sul
sito web il bando per la gara europea di progettazione, la cui scadenza è
fissata per luglio. Le «linee guida» propedeutiche alla progettazione descrivono
un posteggio in grado di accogliere al suo interno circa 600 posti auto. Con una
precisa scaletta temporale: la pronta consegna è infatti immaginata entro il
2012. Ma tra i principali progetti della città, c'è soprattutto la piscina di
Mompiano - nel segno di un film a sfondo burocratico e giudiziario durato anni e
fatto di ricorsi, ricorsi dei ricorsi e ancora ricorsi - necessaria per
sostituire il vecchio impianto natatorio, demolito per consentire l'allestimento
dei cantieri della metropolitana. Oggi, i cantieri che porteranno
all'inaugurazione della struttura, per un investimento complessivo che si aggira
attorno ai sette milioni di euro, sono stati avviati. Numeri alla mano si può
ricostruire il giro d'affari della società, che al 31 dicembre 2009 ha chiuso
con un utile di 1.432.623 euro. Il margine operativo lordo (Mol) ha sfiorato poi
i 3,5 milioni di euro a fronte degli oltre 5 milioni del 2008 (che scendono però
a 3,6 se si guarda al 2007 e a 2,9 se si guarda al 2006). La liquidità aziendale
alla fine dell'anno è pari a 21,01 milioni di euro contro i 41,646 milioni del
2008. Il che significa che i rendimenti dei conti correnti del 2009, pur
cospicui, si sono più che dimezzati rispetto all'anno precedente e questo per
una prima impennata dei tassi di interesse, precipitati poi clamorosamente nei
primi mesi dell'anno scorso. La nota tecnica stilata dalla società evidenzia
pure come «le liquidità societarie si stanno esaurendo, lasciando il posto ai
mutui e ai finanziamenti onerosi che portano interessi passivi e che vanno
ovviamente a pesare sul totale complessivo». nuri IN TRE MOSSE
IL PROGETTO Pronta consegna nel 2013 per un investimento totale di 675 milioni di euro, a
fronte di una maxi-rata da 54milioni da versare nel 2011 e di altri 80 stimati
per le opere complementari. Questi i numeri del Metrobus, per cui era stato
immaginato un ticket dal costo di 1,90 euro
IL VERTICE DELLA LOGGIA Un'operazione «mai pianificata dal punto di vista economico, uno dei più grossi
problemi che la città si trova a dover affrontare». Queste le parole
dell'assessore Di Mezza (nella foto) che analizzerà il nodo nel vertice
di oggi: a mancare sono infatti sia i 54 milioni della maxi-rata sia gli 80
degli interventi
LA PROPOSTA La proposta sinora presa in esame dalla Giunta è quella di cedere a Brescia
Mobilità i parcheggi che già gestisce, così da impegnarli a garanzia per
l'accensione di mutui. Un metodo, questo, che andrebbe a risolvere il nodo
finanziario
Giornale di
Brescia 12 giugno 2010
L'ombra dei conti sulle opere del metrò Presentate le stazioni Sanpolino e
Marconi per le quali l'Amministrazione ha stimato interventi per 1,2
milioni E in Commissione esplode il nodo costi. Labolani: «Presto un
vertice». Del Bono: «Vogliamo i progetti reali» Le opere complementari del Metrobus sono in cerca di fondi. A confermarlo sono
gli assessori ai Lavori pubblici, Mario Labolani, e all'Urbanistica, Paola
Vilardi, che nel corso della presentazione delle stazioni Sanpolino e Marconi
non hanno potuto evitare di affrontare il nodo costi. E se i progetti delle
cosiddette «linee guida» - la cui approvazione si rende necessaria per
rispettare il cronoprogramma metropolitano - procedono di gran lena, in sede di
Commissione fanno capolino i «se» e i «ma» del caso. Se cioè tutti gli
interventi sinora presentati andranno rivisti e ridimensionati - sulla scia di
«un piano economico che non è mai stato né approntato né pensato dalla
precedente Amministrazione» puntualizza Labolani - perché «si discute di disegni
che non verranno mai realizzati?» chiede in prima battuta il capogruppo del Pd
in Loggia, Emilio Del Bono. Ma soprattutto, numeri alla mano, a quanto ammonta
il budget realmente a disposizione di Brescia Mobilità per il metrò e cosa
rimarrà «fuori» degli interventi previsti inizialmente dalla Giunta
Paroli? Il botta e risposta politico A ricostruire la storia economica
dell'impegno che il Metrobus costituisce per Brescia Mobilità e - quindi - per
il Comune, è l'assessore ai Lavori pubblici. «L'Amministrazione precedente ha
praticamente lasciato alla città una scatola vuota. Stando infatti a quanto
preventivato sulla carta, si era pensato a soli 20 milioni di euro per tutte le
opere complementari del metrò, cifra non solo insufficiente, ma che non è mai
stata appostata nei bilanci. Senza contare che era stata calcolata sulla base di
"bozzetti" e non di progetti veri e propri, tanto è vero che per realizzare
tutti gli interventi necessari abbiamo stimato un costo di 80 milioni di euro,
di cui 30 solo per i parcheggi in struttura». Passo indietro. Nel 2011
Brescia Mobilità dovrà sborsare alla ditta Ansaldo una maxi-rata da 54 milioni
di euro, come previsto nel piano finanziario d'origine descritto nella delibera
di Giunta dell'ottobre 2004. Una cifra di cui però, al momento, il Comune non
dispone. A questa, vanno sommati gli 80 milioni delle opere complementari,
anch'essi «da recuperare». Di qui la proposta su cui sindaco, Labolani e
Vilardi, insieme all'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, e al presidente di
Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, lavoreranno nel corso delle prossime
settimane. «L'obiettivo è innanzitutto procedere con le opere necessarie, così
da rendere agibili gli spazi attorno alle stazioni. In quest'ottica un'idea
condivisa è quella di rimandare ad un secondo momento i cantieri riguardanti i
parcheggi, così come pure tutta la questione legata alle opere di
urbanizzazione, tra cui è incluso il capitolo volumi, che potrà essere discussa
e valutata in modo approfondito con la stesura del nuovo Pgt». Così facendo
gli 80 milioni iniziali verrebbero epurati dei 30 dei parcheggi e i tecnici, con
qualche sforbiciata qua e là potrebbero arrivare a tagliarne altri 5, per un
totale di 45 milioni di euro. Fatto sta che ieri la presentazione delle stazioni
era all'ordine del giorno delle due Commissioni coordinate da Raul Francesconi e
Marco Toma. «Mi domando - incalza Alessandro Bizzaro (Lega) - quale sia a questo
punto il ruolo dei consiglieri. I progetti vengono pensati e illustrati dai
tecnici, ma dovrebbero essere espressione di una precisa linea politica che,
qualora lo ritenesse, dovrebbe poter apportare delle modifiche». Ma a rimanere
perplessi sono i consiglieri del Pd che scelgono di non partecipare al voto.
«Stiamo parlando delle fermate che vorremmo ci fossero, non di quelle che
realmente ci saranno - dissente Del Bono -. Votiamo quindi qualcosa che non sarà
mai come la vediamo ora, perché l'assessore ci annuncia dei cambiamenti
consistenti a seconda in primis delle risorse che si riusciranno a recuperare e
poi sulla scia del Patto di stabilità». Aldo Boifava, invece, punta l'accento
sulla «necessità di un confronto serio e puntuale sui costi e sulle tematiche
urbanistiche così da avere una visione d'insieme chiara, coerente e,
soprattutto, in modo da riuscire a lavorare su basi concrete». Un incontro che
l'assessore Labolani ha assicurato al più presto. Le opere progettate Come
cambierà - stando a quanto illustrato ieri - il quartiere di Sanpolino con
l'avvento del metrò? Innanzitutto si «rivitalizza» il cuore, ovvero corso
Bazoli; poi, toccherà agli spazi pubblici, che saranno ridisegnati: i muri del
viadotto sono ad esempio pensati come «lavagna» per quelli che l'assessore ha
definito «graffiti di qualità» e oltre ai collegamenti pedonali, arriverà un
nuovo tratto di pista ciclabile, lo stesso che si riannoderà con via
Serenissima. Per un totale di circa 700mila euro. Il fulcro della stazione
Marconi è invece rappresentato dal parco comunicante con il museo di Scienze
naturali: l'area verde verrà mantenuta per intero e verrà chiusa (secondo gli
orari del Metrobus) da una cancellata. Alcuni vialetti la collegheranno sia a
via Crocifissa di Rosa sia a via Marconi, dove pure verranno ripristinati i
parcheggi della sede comunale attigua. Costo: 510mila euro. Nuri Fatolahzadeh
Giornale di
Brescia 12 giugno 2010
Treni e bus, «tagli devastanti»
Alla presentazione del nuovo orario l'assessore Cattaneo illustra
l'impatto della manovra Tolti 100 milioni alla rete ferroviaria regionale e
11 milioni alla rete bresciana su gomma Estate, tempo di viaggi: si controllano le offerte dei voli a basso costo, si
calcola la spesa della benzina e dell'autostrada, si cerca un amico con la casa
al mare... e intanto treni e autobus rischiano di restare senza soldi. Un
allarme lanciato ieri dall'assessore ai Trasporti della Regione Lombardia
Raffaele Cattaneo, nel corso della presentazione dell'orario ferroviario estivo
di Trenitalia-Le Nord. Lo scenario prospettato è alquanto cupo: «Si parla di
tagli per 300 milioni di euro nel 2011 tra minori trasferimenti dallo Stato per
i servizi e altre voci. Che sul miliardo e 47 milioni di trasferimenti alla
Lombardia significa un taglio netto del 30%». E se il Pirellone otterrà meno
risorse dallo Stato «non potrà che tagliare, a sua volta - ha ammesso Cattaneo -
i trasferimenti agli enti locali». Dati alla mano, significa, ad esempio, per
quanto riguarda il nostro territorio, 4 milioni in meno di euro da erogare al
Comune di Brescia per i servizi su gomma (ovvero gli autobus urbani), e 7
milioni in meno alla Provincia di Brescia per gli autobus extraurbani. In tutto
si calcolano 100 milioni in meno al trasporto su gomma e 200 milioni in meno a
quello su rotaia. «Se, per assurdo, dovessimo tagliare - rincara la dose
Cattaneo - tutti i servizi su ferro in Lombardia il sabato e la domenica, che
costano 96 milioni di euro, non copriremmo i tagli previsti dalla finanziaria».
Né, secondo Cattaneo, sarebbe praticabile la strada dell'aumento dei prezzi dei
biglietti: «Dovrebbero aumentare del 60% e non è plausibile». «In un momento
di difficoltà economica colpire il trasporto pubblico locale è un atto
gravissimo. Se i tagli contenuti nella manovra del Governo restassero così
avrebbero un effetto devastante sui servizi regionali». E allora?
L'assessore ha garantito che farà tutto il possibile per rendere praticabili
cambiamenti del testo, il cui iter legislativo non è ancora terminato. «Essendo
così ampio l'impatto della manovra sul trasporto pubblico locale, sono certo -
ha concluso l'assessore - che prevarrà la responsabilità in Parlamento per una
modifica del testo». Bornato-Rovato, il ritorno Per quanto riguarda il
nuovo orario dei treni, valido per i prossimi sei mesi, l'unica novità di
interesse diretto bresciano è la riapertura, domani 13 giugno, della linea
Bornato-Rovato delle Ferrovie Nord con treni giornalieri. Con questa linea
saranno collegati con il treno anche le due località di Rovato città e Rovato
Borgo con tre minuti di percorrenza: inoltre nella stazione di Rovato i treni
della Bornato-Rovato saranno coincidenti con quelli delle linee Milano, Brescia
e Bergamo. A Bornato le coincidenze riguarderanno i treni della linea
Iseo-Edolo. Con questo nuovo servizio verrà soppresso da domenica il
collegamento di tipo metropolitano tra Brescia e Castegnato e le stazioni
interessate avranno il servizio offerto dai treni della linea
Brescia-Breno. Per quanto riguarda il trasporto regionale di Trenitalia non
si registrano novità, salvo la conferma della fermata a Pioltello già in vigore
dal 21 marzo scorso, del treno che parte da Brescia alle 7.07 e arrivo alle 8.04
a Pioltello per chi deve prendere i treni del Passante. Non essendo stata
ripristinata la fermata di Treviglio Ovest per i convogli della linea Milano
Centrale-Bergamo, continuerà l'effetto «sardine in scatola» sui treni della
Milano-Brescia presi d'assalto a Treviglio anche da tutti quei viaggiatori che
prima utilizzavano Treviglio Ovest per i viaggi su Milano. Il nuovo orario è
frutto del confronto di otto tavoli territoriali a cui hanno partecipato 31
istituzioni (tra Regione, Province e Comuni capoluogo) e 52 rappresentanze dei
viaggiatori, «indice - ha sottolineato l'assessore Cattaneo - di quel dialogo
costante che contraddistingue l'operato della Regione». Marco Sampognaro
Il Brescia 12 giugno 2010 Clicca sull'immagini per ingrandirla
Bresciaoggi 12 giugno 2010
LE OPERE COMPLEMENTARI. Il patto di stabilità cala la scure. Anche per
questi lavori il Comune non potrà spendere
Marciapiedi e parcheggi?
Arriveranno dopo il Metrobus
Mimmo Varone
La sistemazione della aree di superficie in parte slitterà a dopo il 2013.
Il budget è sceso da ottanta a quaranta milioni
Il Patto di stabilità cala una scure anche sulle opere complementari della
metropolitana di Brescia. I soldi ci sarebbero pure, nelle casse del Comune, ma
non si possono spendere. E allora il budget inizialmente previsto per sistemare
le aree di superficie intorno alle stazioni si dimezza. Da 80 milioni passa a
40. Non solo. Da qui al primo gennaio 2013, entrata in funzione dei treni, non
tutto quanto è previsto verrà completato. In particolare, richiederanno più
tempo i parcheggi per 30 milioni di euro (che restano) e qualche allestimento di
superficie sarà provvisorio. L’annuncio è venuto ieri mattina dagli assessori ai
Lavori pubblici Mario Labolani e all’Urbanistica Paola Vilardi, in occasione
della presentazione delle opere complementari alle stazioni Marconi e Sanpolino.
Vilardi sottolinea che «nei lavori di sistemazione superficiali avranno un ruolo
le urbanizzazioni in termini di diritti edificatori».
Un po’ di soldi si
recupereranno così, altri con una nuova «visione» delle stazioni stesse, e alla
fine si spenderà comunque più di 40 milioni e i conti dovrebbero quadrare. Non è
un caso - aggiunge Vilardi - che il futuro assetto della città lungo l’asse
della metropolitana verrà deciso certo con Brescia Mobilità, che deve
trasformare in progetti esecutivi gli indirizzi del Comune, ma «anche con
l’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza per capire fino in fondo il ruolo che
possono giocare le urbanizzazioni». Al momento, però, è presto per entrare nei
dettagli, perchè il discorso puntuale sui diritti edificatori «deve essere fatto
all’interno del Piano di governo del territorio», precisa l’assessore. E per
quello bisognerà aspettare ancora un anno o giù di lì. A mettere tutto insieme,
rispetto alle opere complementari di superficie «all’inizio del 2013 qualche
stazione sarà completata - dice Labolani - e le altre saranno in fase di
lavoro». Con la rassicurazione che i futuri utenti del metrò non si muoveranno
tra buche di cantieri per raggiungere i treni, ma comunque «avranno degli
allestimenti adeguati, magari provvisori».
D’altronde, con una punta di
polemica nei confronti della precedente Amministrazione Corsini, «quando ci
siamo insediati in Loggia abbiamo trovato non più che schizzi delle opere
complementari - dice Labolani - dovevano esserci 22 milioni destinati e non ne
abbiamo trovato neanche uno» Dunque, «senza progetti e senza soldi abbiamo
dovuto cominciare tutto daccapo».
IERI È STATA la volta della dodicesima e
tredicesima stazione. Sono la Marconi, sesta dal capolinea nord, e la Sanpolino,
penultima prima del capolinea sud. Mancano all’appello le San Polo 1 e San Polo
2, oltre alle due del centro storico, Vittoria e San Faustino che verranno
progettate per ultime. Ma si tratta solo di linee guida consegnate a Brescia
Mobilità perchè le trasformi in progetti esecutivi. Il vero punto dolente, però
sono i cantieri, che ancora non si vedono. Per ora sono partiti solo i lavori di
sistemazione della via Triumplina. E da quelle parti non si è ancora messa mano
ai complessi lavori intorno alla stazione Prealpino. A sommare il tutto, dunque,
appare scontato che non tutto sarà pronto per l’appuntamento del 2013.
LE STAZIONI. Presentate le linee guida delle «fermate» del metrò numero
dodici e tredici
Ecco Marconi e Sanpolino:
aiuole verdi e una «rambla»
Per le opere complementari spese contenute a 1,2 milioni di euro
Cinquecentomila euro per la Marconi e 700 mila per la Sanpolino. È quanto mette
sul piatto la Loggia per le opere complementari delle altre due stazioni, che si
aggiungono alle 11 già licenziate dagli uffici tecnici della Loggia. Si va un
po’ al risparmio, ma si tratta di due siti che non richiedono opere troppo
complesse. L’area d’intervento della Marconi si limita a una superficie di 2.500
metri quadrati, l’altra è di 7.500 ma è quasi tutta compresa nella «rambla» di
corso Bazoli. Il progetto della Marconi punta a riposizionare la «scatola»
sotterranea della stazione all’interno del parco Sant’Antonino, che ha perso un
pezzo e qualche albero a causa dei lavori. La recinzione del parco sul lato di
via Marconi verrà fatta con parti nuove e altre «com’era-dov’era». Il verde
verrà portato fino al limite della recinzione, fino a racchiudere i sei
lucernari della stazione. Una nuova recinzione con ingresso verrà fatta su via
Crocifissa di Rosa con una connessione pedonale diretta fra la stazione e la
via. Si farà il ripristino dei parcheggi dell’attigua sede comunale e si
manterranno quelli sul fronte di via Crocifissa.
Naturalmente verrà rifatto
il percorso ciclopedonale interrotto in via Marconi. E l’intervento più
rilevante verrà fatto proprio sul fronte della via, con una cinta a linee
«contemporanee» per reintepretare il vecchio muro preesistente. Lo spazio
pedonale esterno, con scale, marciapiede e pista ciclabile non sarà più area
verde. E con tre ingressi garantirà l’accesso al parco e alla stazione. Non
molto più complesso è l’intervento a Sanpolino, che tuttavia deve fare i conti
con diversi aspetti problematici. Il passaggio sotto il viadotto del metrò non
ha l’altezza regolamentare di 5 metri, pertanto non può essere carrabile. I
piloni del viadotto stesso sono una specie di manna per i graffitari che già si
sono messi all’opera. C’è il problema dei parcheggi, ma prevederli sotto il
viadotto avrebbe esposto l’area al degrado.
LE SOLUZIONI trovate puntano a
caratterizzare lo spazio centrale di corso Bazoli con un intervento di
architettura contemporanea fatto di aiole triangolari e rialzate a sbalzo,
inserite in una trama di percorsi pedonali. Grandi aiole si alterneranno a spazi
pavimentati, formando un insieme dalla forte identità. E le banchine soprelevate
nasconderanno le auto alla vista. Il tutto dovrà assicurare facili collegamenti
pedonali tra un lato e l’altro di corso Bazoli. E una ciclabile in direzione
nordovest-sudest assicurerà la connessione tra il parco di San Polo e la via
Serenissima. E con l’occhio ai disegni già comparsi sui piloni, l’assessore ai
Lavori pubblici Mario Labolani - che ieri ha presentato le due linee guida
insieme all’assessore all’Urbanistica Paola Vilardi – annuncia che metterà a
disposizione gli spazi per graffiti d’autore in modo da tener sotto controllo le
espressioni «artistiche». Tutto, a Sanpolino, sarà finalizzato a evitare
l’effetto «periferia», e a dare al luogo cura e ospitalità come qualsiasi area
urbana. Le pavimentazioni pedonali si distingueranno con materiali diversi. I
percorsi battuti e diretti saranno in pietra, mentre le aree di cornice e di
fondo avranno pavimentazioni meno pregiate e maggiormente vicine ai giardini per
colore.
Nel progetto complessivo, la «rambla» di corso Bazoli attraverserà
l’area verde di rispetto del torrente Musia. Per ora, tuttavia, si fermerà
all’altezza dell’area già urbanizzata. Il resto (circa la metà nel senso della
lunghezza) si farò quando anche gli altri isolati di Sanpolino verranno
costruiti. E ora all’appello mancano solo quattro stazioni. MI.VA.
TORNA L'ORARIO ESTIVO
Come
di consueto con la fine dell'anno scolastico l'orario degli autobus
della rete dell'area urbana si adegua alla riduzione del numero di
passeggeri che contraddistingue il periodo estivo. L'orario estivo sarà in vigore da domenica 13 giugno fino a venerdì 10 settembre. E'
prevista un'ulteriore riduzione dei passaggi (orario estivo ridotto)
nel periodo compreso tra lunedì 26 luglio e mercoledì 25
agosto. Gli orari sono disponibili sul sito internet www.bresciamobilita.it Una
considerazione di tplbrescia.it riguardante l'orario estivo ridotto
che quest'anno resterà in vigore per ben 31 giorni. Nel 2004 (se la memoria non mi inganna) quando
fu rivoluzionata la rete dell'area urbana di Brescia l'orario estivo
ridotto restò in vigore una decina di giorni a cavallo di
Ferragosto. Gli anni successivi l'orario estivo ridotto fu impiegato
per due settimane, negli ultimi anni restò in servizio per tre
settimane.
Quest'anno l'estivo ridotto sarà utilizzato per un mese intero.
Immagino che la scelta sia stata presa in seguito a precise valutazioni
in ordine all'effettiva domanda di mobilità del mese di agosto.
Speriamo che il risparmio ottenuto facendo circolare meno autobus con
l'orario ridotto possa essere reinvestito per migliorare l'offerta nei
periodi di maggiore richiesta di mobilità come ad esempio nel
mese di dicembre.
Dal 14 Giugno al 11 Settembre si rinnova
servizio estivo di linea
Chiari-Rovato-Iseo.
Sette corse al giorno e collegamenti con le
stazioni ferroviarie di Chiari e Rovato, il centro commerciale “Le Porte
Franche”, i parchi acquatici “Acquadream” di Rovato, “Acquasplash” di Colombaro
di Corte Franca e “Sassabanek” di Iseo.
E se viaggi sulla LINEA H2O puoi
vincere un ingresso omaggio al tuo parco acquatico
preferito!
Prignachi contro Balotta
«I fatti mi
danno ragione»
«Non abbiamo buttato via soldi, anzi abbiamo riqualificato il servizio
integrato della Vallecamonica, eliminato sovrapposizioni tra corse ferroviarie e
automobilistiche, e aperto la Iseo-Rovato appena possibile. L’esperto di
trasporti di Legambiente Dario Balotta o non conosce i dati o, quando mi accusa,
è in malafede»: è secca la replica di Valerio prignachi, ex assessore provinciale ai Trasporti, al
ricorso alla Corte dei Conti annunciato da Balotta per un presunto danno di 900
mila euro.
«Se fosse informato bene - sottolinea prignachi - a quella cifra Balotta dovrebbe togliere uno
zero, perchè riguarda tutta la Brescia-Iseo-Edolo».
IN PRIMO LUOGO l’ex
assessore corregge i tanti «errori» che trova nelle accuse dell’uomo di
Legambiente, precisando che i «fondi del Governo Prodi sono arrivati alla
Regione, che ha competenza sul trasporto ferroviario, non alla Provincia». E
casomai, «lo spreco c’era prima che togliessimo le sovrapposizioni tra ferro e
gomma». Ad ogni modo, «il mercato ci ha premiato - aggiunge prignachi - tant’è che nel 2008-09 i passeggeri sulla
Brescia-Edolo mantengono il trend di crescita».
Quanto alla Rovato-Iseo, «è
talmente poco vero che Balotta l’abbia chiesta tante volte senza essere
ascoltato - sottolinea – che proprio oggi (ieri, ndr, vedi servizio a pagina 20)
è stata presentata ufficialmente». E se non è stata aperta prima, «è perchè
erano necessari interventi sulla linea e i chilometri erano insufficienti per
attivarla senza deprimere tutto il tratto Brescia-Edolo». E allora «con
l’attivazione di Castegnato - dice prignachi -
siamo arrivati a un milione di chilometri che ci ha consentito di aprire anche
la Iseo-Rovato». Le corse per Castegnato, d’altronde «erano una sperimentazione
- precisa l’ex assessore -: sapevamo che per farle funzionare servivano
parcheggi d’interscambio sia a Castegnato che alla Mandolossa». E la stessa
Regione, che mantiene l’impegno di finanziare con 600 mila euro la stazione
Violino, «mostra attenzione al progetto». Dunque, la sperimentazione di
Castegnato è stata «utile per ulteriori incrementi del servizio, e ha arricchito
il territorio bresciano di chilometri che, com’era logico, sono ora assorbiti
dalla Iseo-Rovato». Tutto questo «a Balotta che ironizza sulla metropolitana
provinciale l’ho spiegato in un convegno, la Iseo-Rovato era contenuta pure nel
Piano provinciale dei trasporti, e lse ’esponente di Legambiente mostra di non
saperlo o non sa leggere gli atti ufficiali oppure lo fa per cattiva coscienza».
MI. V.
Bresciaoggi 06 giugno 2010
IL CASO. L’associazione annuncia la presentazione di un esposto in seguito
all’attività del treno Brescia-Castegnato
Legambiente: «prignachi paghi 900 mila
euro di danni»
Mimmo Varone
Balotta: «I treni hanno sempre viaggiato praticamente vuoti Il rapporto
ricavi-costi è il più basso tra le tratte italiane»
Va bene il «federalismo dei trasporti», ma «ci vogliono regole e controlli». Con
un esposto/denuncia Legambiente chiama l’ex assessore provinciale Valerio prignachi (ora presidente di Brescia Mobilità) a
rispondere davanti alla Procura generale Corte dei Conti della Lombardia di un
«danno erariale» che quantifica intorno ai 900 mila euro.
Per due anni un
treno delle Nord ha fatto la spola tra Brescia e Castegnato con otto corse
all’andata e altrettante a ritorno, esclusi fine settimana e mesi di agosto.
Secondo Dario Balotta, esperto trasporti di Legambiente Lombardia, ha viaggiato
«sempre vuoto», e «nonostante le petizioni e le firme raccolte per spostare
quelle corse sulla Rovato-Iseo, l’assessore per due anni non ha voluto sentire
ragioni».
Vero è che dal 14 giugno la linea Rovato-Iseo, chiusa dagli anni 50
riaprirà e le corse saranno spostate su quei binari. L’obiettivo, sarebbe
centrato. Ma «il danno è fatto - sottolinea Balotta, rappresentante del circolo
di Iseo - e l’esposto partirà». Lo ha annunciato ieri portando i conti dello
«spreco». I costi medi di produzione di un treno - precisa l’ambientalista -
ammontano a 12 euro a chilometro. Considerando che il percorso giornaliero in
discussione è di circa 160 chilometri (10 km per 16 corse), si calcolano 1.920
euro al giorno. Ne deriva che i costi annuali complessivi (per 235 giorni)
arrivano a 450 mila euro. E il tutto «è compensato dall’irrisorio ricavo di
10.152 euro annui, calcolati su una media di 32 passeggeri con tariffa di sola
andata a 1,35 euro».
IL RAPPORTO RICAVI-COSTI che ne risulta - argomenta
Balotta - è pari al 2.2 per cento, «il più basso di tutte le tratte italiane».
Le pratiche migliori in Europa si attestano sul 40 per cento e le peggiori sul
10, la stessa Brescia-Edolo fa il 15 circa. Insomma, «in due anni la provincia
di Brescia ha sostenuto una spesa di 900 mila euro per erogare un servizio non
usufruito dai cittadini».
A dimostrazione, Balotta chiama in causa pure
ferrovieri e associazioni dei pendolari, che «non sapevano che farsene di quel
treno - dice - nato solo dall’idea di una metropolitana provinciale
dell’assessore prignachi».
La realtà di Balotta
è che Castegnato era già servita ogni giorno da 38 corse ferroviarie, 110 corse
di pullman con fermata sulla statale 11, e altre 17 con fermata diretta nel
centro. Intanto «quelle corse che dovevano essere metropolitane non fermavano
neanche in tutte le stazioni».
LA PROVINCIA di Brescia - spiega Balotta - li
ha avuti dalla Finanziaria dell’ultimo Governo Prodi che incentivava il
trasporto ferroviario, e aveva concesso alle Province di gestirli decidendo
quali e quanti servizi offrire. Ma «se decidere a livello decentrato va bene –
osserva -, i controlli devono pur esserci». D’altronde Legambiente aveva chiesto
più volte «nelle sedi competenti e con petizioni popolari» di spostare le
risorse sulla Rovato-Iseo, senza esito. Da qui la denuncia alle autorità
«affinchè le stesse - si legge - provvedano ad accertare la congruità del
servizio reso e, per l’effetto, l’eventuale sussistenza di responsabilità dei
soggetti coinvolti nei confronti dell’erario».
Giornale di
Brescia 08 giugno 2010
Ambientalisti e «malaria»: parlarne ora per agire in
tempo
Per il Coordinamento dei comitati vanno realizzate nuove piste
ciclabili, ripristinate le Ztl sulle 24 ore e riattivati i filobus
«Parlare adesso di inquinamento atmosferico quando il problema delle Pm10 non si
pone, vuole essere una provocazione». Lo sostiene Marino Ruzzenenti, affiancato
da Maurizio Bresciani e Francesco Catalano, per il Coordinamento comitati
ambientalisti Lombardia, intervenuti ieri sull'argomento. «È infatti opportuno
intervenire in tempo e nella direzione corretta, per non ritrovarci a novembre a
discutere della prevedibile situazione che alcune decisioni dell'Amministrazione
comunale già assunte o che si vanno assumendo in questi momenti, verrà
inevitabilmente a creare» ha continuato. «I centri storici vanno tutelati e
salvaguardati, così come la nostra salute - ha aggiunto Bresciani - e mentre in
tutta Europa e nella stragrande maggioranza delle città e dei paesi italiani
proliferano interventi rivolti alla loro tutela, a Brescia si va nella direzione
opposta. Pur essendo stata la prima città italiana ad oltrepassare nel 2010 la
soglia europea dei 35 giorni oltre i limiti del Pm10 - ha continuato Bresciani -
si assiste alla liberalizzazione del traffico veicolare privato e alla
promozione dell'uso dell'auto: ne è prova l'imminente concessione ai residenti
dell'intera città di tessere sconto per i parcheggi nelle vie interne del centro
storico, che si affianca al quasi azzeramento delle Ztl. Nonostante siano stati
realizzati parcheggi, quasi sempre disertati».
«Dire che l'accesso al
commercio nel centro storico è diminuito in funzione della riduzione del
traffico ne nega la vera ragione - ha aggiunto Catalano - perché significa non
riconoscere la crisi economica in atto, vero ed unico motivo delle contrazioni
commerciali. Non corrisponde altresì al vero l'affermazione che l'accesso in
città è diminuito - ha continuato - perché sono cambiati i punti di rilievo
dello stesso, provocando la comparazione tra dati non omogenei». Secondo gli
ambientalisti non è sufficiente limitarsi a richiamare le iniziative attuate od
in via di attuazione per prevedere i risultati deleteri che produrranno. Per
Ruzzenenti infatti «bisogna fornire proposte alternative. Far pagare l'accesso
al centro storico, come Londra o Milano, istituire nuove piste ciclabili,
ripristinare le Ztl sulle 24 ore, limitare carico/scarico delle merci a orari
definiti e ridotti, incentivare l'adozione delle auto a trazione ibrida o con
soli motori elettrici, siano taxi o autovetture private, riattivare le linee
elettrificate per i filobus, incentivare l'uso dei parcheggi scambiatori con
riduzione del costo dei biglietti dei bus». Altrimenti il rischio «è di
ritrovarsi al punto di partenza, se non peggio». armo A proposito di filobus...
Pubblicazione tratta da www.cityrailways.it
Le filovie
A cura dell’ing. Andrea Spinosa, 1 pdf liberamente scaricabile
La
situazione in Italia, la tecnologia, gli
sviluppi
Sommario:
1 Diffusione e ruolo del filobus
in Italia,
2 Le filovie italiane,
3 Quali finanziamenti per le filovie?
4
Attraversare le città in automobile?
5 Il progetto di una moderna filovia,
6
Trazione alternativa,
7 L'esercizio filoviario moderno,
8 Nuovi progetti,
9
Suggestioni: immagini, progetti per riflettere e discutere,
10 Riduzione
dell'impatto visivo della linea aerea,
11 La catena della mobilità,
12
Bibliografia
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(potrebbero essere necessari tempi lunghi se non
disponi di una connessione veloce)
Immagine tratta da elenco aziende (archivio fotografico) del sito www.tplitalia.it
Giornale di
Brescia 07 giugno 2010 Corsini: «Paroli pianga su se stesso» L'ex
sindaco della città replica alle accuse lanciate dall'Amministrazione sul piano
economico del Metrobus
«La rata da 40 milioni era nota e sul tavolo c'erano
due soluzioni. Questa è una Giunta di improvvisatori»
Il piano
finanziario del Metrobus ha sempre previsto una maxi-rata da 40milioni da
versare nel 2011. A precisarlo - e a replicare così al sindaco Paroli ed
all'assessore al Patrimonio, Fausto Di Mezza che nel corso della presentazione
del bilancio 2010 avevano sollevato la questione puntando l'accento su «una
scarsa lungimiranza della passata amministrazione» - è l'on. Paolo Corsini, già
sindaco della città, che quel progetto lo ha visto nascere e lo ha pianificato.
Anche dal punto di vista economico.
«Sindaco assente, ma sapeva»
«Si
tratta di un tema che rivendica la più totale trasparenza. L'allora presidente
Fermi insieme al direttore Roberto Moreni hanno infatti convocato a suo tempo la
conferenza dei capigruppo per un aggiornamento puntuale sul piano, ma Paroli,
come sua abitudine, è sempre stato assente. Al suo posto, però, c'erano gli
assessori Di Mezza ed Arcai». Il racconto di Corsini va poi a tracciare una
linea temporale ben precisa: «Dopo il vertice, i dirigenti hanno stilato una
lettera consuntiva nella quale si dava conto della situazione. Tutto ciò è pure
stato ufficializzato nella delibera di Giunta dell'ottobre 2004, nella quale si
palesava la cifra di 40 milioni di euro, diventati 54 solo in seguito
all'operazione Omb». Insomma, della maxi-rata, negli uffici amministrativi, si
parla da «circa dieci anni».
Le due varianti
Sulla scia quindi di «una
programmazione chiara e puntuale» si erano ipotizzate due strade per
fronteggiare la spesa. Da un lato, la possibilità di «implementare il capitale
di Brescia Mobilità quanto prima»; dall'altro «la possibile accensione di
mutui». Ma il metrobus è in cerca di fondi anche per il pacchetto opere
complementari per il quale, a detta del sindaco Paroli, non è mai stato
stanziato alcun fondo. «Anche in questo caso non si tratta di una sorpresa -
precisa il professor Paolo Corsini - tanto che l'allora assessore Venturini
aveva calcolato per questi progetti una somma che oscillava tra i 20 e i 40
milioni di euro, a seconda di alcune scelte, primo fra tutti il bivio sui
parcheggi di superficie o interrati. Senza contare che circa 16milioni erano
stati anticipati per la sistemazione della piscina di Mompiano e per le opere
tra Casazza e Mompiano. E che Paroli ha scelto di ripensare daccapo i
progetti».
Dal Patto a Brixia Sviluppo
L'accento cade anche sul nodo Patto
di stabilità e, più in particolare, sull'emendamento Salva-Brescia: «Il sindaco
dimentica di ricordare che la legittimità di quel provvedimento, da regolamento,
non sarebbe stata possibile se non ci fosse stata l'unanimità e che io e l'on.
Ferrari abbiamo lavorato positivamente ponendo il bene e l'interesse della città
prima di tutto».
Di qui l'affondo politico: «Questa è una Giunta di
improvvisatori: tutti procedono per estemporaneità e se oggi Paroli non ha
risorse e intende vendere i gioielli di famiglia non deve fare altro che
piangere su se stesso». L'ultimo nota-bene corre infine a Brixia Sviluppo, «una
società di dubbia legittimità e di scarsa trasparenza visto che le perizie di
stima non passano dal Consiglio comunale né sono state mai fornite. Invece di
spendere 4,5 milioni per la sede della Circoscrizione Est o per l'acquisto di
terreni a Guidizzolo si poteva finanziare il Metrobus».
Nuri Fatolahzadeh
Giornale di
Brescia 05 giugno 2010
Metrobus: 54 milioni da «trovare» entro il 2011
Nei prossimi
mesi nascerà un gruppo di lavoro dedicato al metrò. E le opere complementari
sono tutte «da ripensare»
Tre nuove Commissioni di lavoro su cui convogliare
l'attenzione dei prossimi mesi per «meglio ottimizzare le risorse e gli
investimenti della Loggia» e così da «riuscire ad avere un quadro d'insieme
oculato e complessivo sui principali temi rimasti ad oggi aperti anche nella
stesura del bilancio 2010». A confermarlo è il sindaco Paroli che introduce così
il sempre più prossimo arrivo dei «gruppi di lavoro strategici»: Cittadella
dello sport, Società partecipate della Loggia (e qui torna il nodo A2A) e, da
ultima, la Commissione riservata al Metrobus. E con essa tutte le problematiche
e le varianti lasciate sinora in sospeso. Perché un conto è progettare sul lungo
termine l'opera, altro conto è poi «organizzare nel tempo e in modo coerente un
piano economico adeguato che sappia guardare anche al lungo termine». Il
riferimento corre al «saldo» che Brescia dovrà versare alla società Ansaldo nel
2011, una somma di 54 milioni di euro che non è però sinora mai stata prevista.
A questa, si aggiunge tutto il capitolo legato alla gestione del Metrobus: «Nei
prossimi mesi - spiega Paroli - l'intero Consiglio comunale dovrà lavorare su
queste questioni partendo dal presupposto che non è possibile pensare di fare
pagare ai cittadini un biglietto di 1,90 euro per usufruire del metrò». Ma non è
tutto. Nel quadro va ad incastonarsi anche il pacchetto «opere
complementari», anche quelle al momento in cerca di fondi. Tanto che, già a
partire dalle prossime settimane, i tecnici si troveranno a dover letteralmente
«rivedere e ripensare» tutti i progetti finora elaborati. Nel tentativo di
ridimensionarli rendendoli così il meno costosi possibile. A spiegare meglio lo
stato dell'arte è l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza: «I 54 milioni di
euro così come pure i soldi necessari per le stazioni e il loro contorno sono
ancora da trovare e dovranno essere reperiti in questi due anni. Periodo in cui
peraltro si deve pensare anche alla gestione». Poi, un nota bene a chi la
metropolitana l'ha sì pensata, «ma senza finanziarla. La passata Amministrazione
ha elaborato un grande progetto che ha però poi lasciato da pagare a chi è
arrivato dopo. Basti pensare che le opere complementari non sono mai state
previste nel quadro economico: per questo ci troviamo a dover ridimensionare i
progetti in tempi serrati». E ancora: «L'errore è stato a monte, quando si è
scelto di abbattere i debiti anziché finanziare una società come Brescia
Mobilità che ha in capo tutte queste opere. E oggi le condizioni sono nettamente
cambiate: non è cioè più così semplice accendere nuovi mutui e la difficoltà
nell'indebitamento è proprio dovuta al Patto di stabilità, che si rischierebbe
poi non riuscire a rispettare». Sarà quindi compito dei consiglieri che
andranno a comporre la Commissione nascente - dedicata appunto al Metrobus -
trovare nell'arco dei prossimi due anni i 54 milioni di euro da versare. «Il
tutto - precisa l'assessore Di Mezza - facendo assoluta attenzione al rispetto
del Patto di stabilità e ricordando che occorre fare fronte anche alle opere
complementari». E che, nel caso la Loggia decidesse di non cedere alcune azioni
delle società partecipate, dovrà pure pensare a come incassare i 32,5 milioni di
euro per non incorrere nelle sanzioni. nuri
Bresciaoggi 04 giugno 2010
LE NOVITÀ. Brescia Trasporti fa ricorso a nuove tecnologie e formule inedite
per incrementare il numero di clienti e per fornire un servizio sempre più
efficente
Il biglietto del bus? Si farà con il telefonino
Mimmo Varone
Il debutto fra tre settimane: dopo aver compilato un modulo sarà sufficiente
fare una telefonata In arrivo il ticket-moschettieri: risparmio di gruppo
Brescia Trasporti va avanti sulla strada degli incentivi tariffari e lancia «12
Special zona 1», il tesserino multiutente di 12 corse che fa viaggiare in gruppo
con biglietto di corsa semplice a 83 centesimi. Ma la novità più importante
arriverà fra meno di un mese, quando i bresciani si affrancheranno dal
«programmare» in anticipo il viaggio su mezzo pubblico passando dal tabaccaio a
comprare il biglietto. Potranno decidere all’istante di salire sul bus, pagando
il biglietto con il cellulare senza spendere un centesimo in più. Proprio come
fanno adesso i 2.500 che parcheggiano dentro le strisce blu usando il
telefonino. E non è tutto. Prima della riapertura delle scuole a settembre,
Brescia Trasporti lancerà pure l’abbonamento in Internet. Varrà per due giorni,
lasciando il tempo a chi si accorge all’ultimo momento di aver dimenticato il
rinnovo, di andare alle casse con la propria Omnibus card e la ricevuta del
pagamento on line per regolarizzare il rapporto.
SONO LE TRE novità
presentate ieri dall’assessore alla Mobilità Nicola Orto, dal presidente di
Brescia Trasporti Andrea Gervasi, dal direttore generale Marco Medeghini e dal
direttore Claudio Garatti. E dicono che l’Azienda di via San Donino non dorme
sugli allori di un pur lieve attivo di bilancio ma fa ricorso alle nuove
tecnologie per agganciare nuovi clienti.
Particolarmente innovativo è il «bus
con il cellulare». Fra tre settimane i bresciani potranno rivolgersi agli
sportelli di Brescia Trasporti, compilare un modulo, iscriversi e ricevere una
tessera di riconoscimento prepagata (da 10 euro) e ricaricabile.
Al momento
di salire sul bus dovranno solo chiamare un numero prefissato con il sistema
«no-call» già in uso per i parcometri. Il cellulare squilla, il sistema
ricevente riconosce il numero, lo registra e interrompe la comunicazione. Non ci
saranno spese di chiamate, ogni biglietto costerà il solito euro.
Il progetto
è già pronto, e Medeghini spiega che si stanno solo perfezionando i rapporti con
la banca d’appoggio. In una prima fase l’iscrizione e la registrazione del
numero di cellulare si farà solo presso le casse aziendali. Quando il sistema
sarà andato a regime basterà recarsi da un qualsiasi rivenditore di
biglietti.
Intanto, da oggi è a disposizione il tesserino «Tutti con uno uno
con tutti», vale a dire il «12 Special» che permette di viaggiare in gruppo
risparmiando. A differenza dei tradizionali carnet può essere usato da più
persone contemporaneamente, con la sola limitazione che si può effettuare la
corsa su un singolo autobus, senza coincidenze. Garatti spiega che duemila
tesserini sono stati testati per due mesi e i risultati dicono che «il 70 per
cento dei viaggiatori occasionali, a cui il tesserino si rivolge, usano un solo
bus», e che «ha avuto risposte positive soprattutto tra le famiglie».
IL SUO
VANTAGGIO sta anche nel prezzo, inferiore a quello degli altri titoli. Ha un
costo di 10 euro ed è valido per 12 corse. Vale a dire che ogni viaggio verrà a
costare 83 centesimi, quasi il 20 per cento in meno del biglietto normale e
comunque inferiore anche al carnet da 10 corse (95 centesimi l’una).
Quanto
al pagamento on line dell’abbonamento, sarà disponibile dalla fine d’agosto sul
sito internet dell’Azienda (www.bresciatrasporti-spa.it). Nella fase iniziale
sarà applicabile solo per l’abbonamento mensile Zona 1 e Zona 1-2. Le modalità
prevedono la registrazione al servizio e l’acquisto tramite carta di credito. Il
voucher che verrà stampato avrà validità di prenotazione dell’abbonamento e
scade dopo due giorni. Sono novità che «intendono facilitare l’uso del bus
grazie a un prezzo inferiore», sottolinea Gervasi. E Orto aggiunge gli sforzi
del Comune per non aumentare il costo del biglietto. Vero è che la riduzione a
83 centesimi non grava sulle casse pubbliche, ma verrà assorbita dalla catena
tariffaria, tuttavia, ricorda l’assessore, «la Loggia nel 2009 ha speso 2,2
milioni di euro per sostenere la differenza tra il costo del biglietto fissato
dal Contratto di servizio a 1,30 euro e quello effettivo di 1 euro. per
incentivare la mobilità ecocompatibile, che favorisce anche i rapporti sociali». Il ticket unico porterà rincari
Il biglietto del bus a un euro non durerà in eterno. Alla fine del 2011
scadono le concessioni per la gestione del Trasporto pubblico locale e la
conferma in Regione dell’assessore Cattaneo lascia prevedere che si andrà verso
il bacino provinciale. Si viaggerà con biglietto unico, e un primo aumento è
nell’aria. Un altro rincaro è da mettere in conto con l’arrivo del metrò, che ha
costi di esercizio notevoli.
Per ora in via San Donino nessuno si sbilancia.
Il direttore generale di Brescia Trasporti Marco Medeghini conferma la scelta
del biglietto a un euro, che copre il 35 per cento dei costi d’esercizio (il
resto arriva da Comune, Provincia, Regione).
D’ALTRONDE, «un aumento pur
consistente inciderebbe poco sulle sovvenzioni – dice Medeghini – e in cambio si
potrebbe avere una disaffezione al trasporto pubblico». Andrà tutto bene finchè
i soldi pubblici basteranno. Ma il sistema integrato dei trasporti
verosimilmente costerà anche di più, e sarà inevitabile che il prezzo del
biglietto cresca.MI.VA.
Il Brescia 04 giugno 2010 Clicca sull'immagini per ingrandirla
Giornale di
Brescia 04 giugno 2010
«12 special», card per 12 corse sul bus Ha la funzione di un biglietto multiplo che può essere utilizzato da più persone
contemporaneamente Da settembre per pagare o prenotare gli abbonamenti si
potrà utilizzare il sito internet di Brescia Trasporti Lo hanno sperimentato duemila utenti per due mesi. Giudicato positivamente, è
entrato a far parte del ventaglio di offerte di Brescia Trasporti che lancia una
card denominata «12 special - Tutti con uno, uno con tutti», primo titolo di
viaggio che ha la funzione di un biglietto multiplo e, a differenza dei già
conosciuti carnet, può essere utilizzato da più persone contemporaneamente con
notevole risparmio. La nuova card costa, infatti, 10 euro ed ha validità per 12
corse semplici che vengono così pagate 83 centesimi ciascuna contro un euro del
tradizionale biglietto. Uno sforzo economico non da poco per l'azienda che
si rivolge con particolare attenzione alle famiglie e agli utenti occasionali
che non necessitano di interscambi. Un prezzo ancora inferiore alla vecchia
scheda che conteneva 10 biglietti per 9,5 euro. Per questa prima fase
introduttiva di «Tutti con uno, uno con tutti» (che sta significare che possono
viaggiare sulla stessa linea ed in contemporanea da uno ad una dozzina di
cittadini), il tesserino - una vera carta magnetica prepagata che scala con
l'obliterazione la cifra consumata - è disponibile per la zona 1 di
Brescia. Molte le novità Le novità di Brescia Trasporti non finiscono
qui. Le hanno illustrate, anticipando anche la necessità di stravolgere
l'attuale assetto del trasporto pubblico locale in previsione dell'entrata in
servizio della metropolitana e prima ancora della legge regionale che stabilirà
nuovi bacini per l'integrazione dei servizi, l'assessore della partita Nicola
Orto, il presidente della spa Andrea Gervasi, il direttore generale Marco
Medeghini e il direttore Claudio Garatti. Seguendo l'assunto che l'utilizzo
del mezzo pubblico va implementato e agevolato, Brescia Trasporti adotta le
nuove tecnologie in particolare per un diverso modo di acquisto del biglietto e
di pagamento. «Oltre alle consuete modalità - ha anticipato il presidente
Gervasi - stiamo testando un servizio ad hoc del proprio numero di cellulare e
l'acquisto contestuale di una card prepagata di 10 euro. Ogni volta che l'utente
intenderà spostarsi con l'autobus dovrà effettuare una chiamata (senza costi)
con la quale scalerà il costo della corsa certificato da un sms di conferma
valido a tutti gli effetti». Questo servizio, che replica nel metodo l'attuale
pagamento della sosta ai parcometri al quale fanno ricorso oltre 2.500
cittadini, entrerà a pieno regime nelle prossime settimane e le card
inizialmente saranno disponibili alle casse di via San Donino. Prenotazioni e
pagamenti via internet Da settembre, inoltre, dal sito internet di Brescia
Trasporti saranno possibili la prenotazione ed il pagamento dell'abbonamento,
tramite carta di credito. Ma sarà necessario consegnare il voucher stampato dal
proprio computer alla cassa aziendale entro le 48 ore successive per una
ricarica effettiva della Omnibus card. Una soluzione - hanno fatto notare i
direttori - preziosa, soprattutto quando l'abbonamento è in scadenza e si
possono rischiare sanzioni se non rinnovato per tempo. «Certo le scelte in tema
di mobilità - ha commentato l'assessore Orto - non potranno prescindere dagli
scenari futuri che riguardano Brescia ed anche i territori extraprovinciali. Per
questo l'attenzione è alta soprattutto per le iniziative regionali e per il
confronto con gli altri soggetti interessati al trasporto pubblico locale». w.
n.
Giornale di Brescia 01 giugno 2010
Parcheggio in galleria, c'è il bando
Proposte da presentare entro il 2 luglio. La struttura costerà al
Comune circa 22 milioni di euro
Il progetto include anche l'ascensore per il
Castello: consegna dell'opera prevista in 180 giorni
Il progetto del parcheggio meccanizzato in fianco alla galleria Tito Speri,
sotto il Castello cittadino, compie un ulteriore passo avanti. Il bando per
l'affidamento dei lavori è infatti stato pubblicato sul sito web di Brescia
Mobilità nel quale pure si include la progettazione di un ascensore che sia in
grado di collegare la struttura al Colle Cidneo. I tempi per partecipare
all'appalto si chiudono il prossimo 2 luglio, l'opera dovrà essere realizzata in
180 giorni a partire dalla data di aggiudicazione dell'appalto e l'importo base
è stimato in circa 22milioni di euro. Che, stando a quanto indicato nell'avviso
di gara, saranno reperiti da «fondi comunali». Spazio per 700 auto Torna
insomma attuale l'idea del parcheggio «Tito Speri»: dopo i risultati positivi
delle analisi condotte dalla Società geotecnica italiana - effettuate sia dal
piazzale della Locomotiva sia dal tunnel - è iniziato quindi il dossier
legato alla progettazione, il cui coordinamento è in capo a Brescia
Mobilità. L'idea che anima il disegno è nota: sotto il Colle Cidneo
dovrebbero sorgeranno dieci torri da 72 posti auto l'una, per un totale di circa
720 aree sosta. E si procederà step by step. La «prima fase» prevede uno
scavo per collegare i due tunnel che si aprono - scendendo verso il centro
storico - sulla parete destra della galleria, raggiungendo così contrada Santa
Chiara, la strada parallela al tunnel. Il collegamento avverrà, in particolare,
attraverso la realizzazione di due ampi vani - una sorta di «camminamenti
pedonali» - in cui saranno poi ricavate le torrette per i parcheggi
meccanizzati. In sostanza, si tratterà di strutture simili a quella realizzate
in via Benedetto Croce. Per quanto riguarda invece l'accesso e l'uscita sono
anch'essi previsti dal tunnel e questo perché, come spiegato dai tecnici nel
momento della prima esposizione del progetto in sede di Commissione viabilità,
le dimensioni della Tito Speri consentono di poter gestire, con un certo
margine, tutti i flussi veicolari. Per essere più precisi, il progetto contempla
un'apposita area di manovra esterna alla carreggiata in grado di accogliere i
veicoli in attesa senza però nel contempo intralciare l'andamento del traffico.
Ascensione al Colle senza fatica Poi, si arriva alla «fase due»: i
pedoni. Secondo l'Amministrazione comunale cioè uno dei capitoli da risolvere da
tempo è il nodo accesso al Castello, un gioiello urbano che va rivalutato
partendo dall'ascolto della città e creando occasioni di incontro, coinvolgendo
anche i giovani e l'università. Ecco perché nella progettazione si era
pensato da un lato ad un tapis roulant bidirezionale, così da
velocizzare l'arrivo dei visitatori nel cuore della città attraverso il
passaggio su via Mazzini; dall'altro, alla riqualificazione dei due corridoi
pedonali già esistenti, quelli cioè in corrispondenza delle intersezioni tra
contrada Santa Chiara, via Pulusella e contrada Pozzo dell'Olmo. L'obiettivo è
consentire il passaggio nelle due corsie «in piena sicurezza e comfort» si legge
nella relazione stilata circa un anno e mezzo fa, creando al tempo stesso una
rete di percorsi pedonali che integrino la zona centrale (via Mazzini) con la
ovest (via San Faustino). E tra le opere accessorie, c'è anche la presenza di un
importante ascensore, in grado di accogliere venti persone per volta e pensato
per collegare verticalmente il parcheggio con il piazzale antistante il
Castello, se non addirittura con il piazzale della Locomotiva. Nuri
Fatolahzadeh
sondaggio di tplbrescia.it
2 - 8 giugno 2010 (sondaggio chiuso)
Giornale di
Brescia 01 giugno 2010
Riapre
la ferrovia Rovato-Bornato Con
l'introduzione dell'orario estivo, saranno garantite 14 corse
giornaliere (alcune direttamente collegate
a Iseo) sulla storica tratta di sei chilometri chiusa al traffico
passeggeri dal 1975 ROVATO Dopo
35 anni riapre, al servizio passeggeri, la Rovato-Bornato. Una svolta
storica che si concretizza in quattordici corse giornaliere, con
l'introduzione dell'orario estivo a metà giugno, sulla
scorta della pressanti istanze maturate in questi anni da parte di Enti
locali (anzitutto i Comuni di Rovato e Iseo), associazioni
ambientaliste (Legambiente in testa), Ferrovie turistiche italiane e
realtà che operano nel settore turistico. In sostanza le
Ferrovie Nord (che non hanno ancora ufficializzato la riattivazione)
garantiranno un servizio ordinario, con littorine diesel, lungo i quasi
sei chilometri di strada ferrata che dalla stazione di Rovato Borgo
sale al «nodo» di Bornato-Calino, nel cuore della
Franciacorta, per poi innestarsi sulla Brescia-Iseo-Edolo. Si tratta
di una sorta di servizio navetta, sette giorni su sette, lungo il
«ramo» chiuso al traffico passeggeri nel 1975 con
circa la metà delle corse direttamente collegate a Iseo (in
partenza e in arrivo) e le altre con cambio a Bornato-Calino, in
coincidenza con i treni diretti a Brescia o viceversa sul Sebino ed in
Valcamonica. Le sette corse giornaliere con partenza dal capolinea
Rovato Borgo e le altrettante da Bornato - provenienti o meno da Iseo -
copriranno di fatto tutta la giornata (dalle 5.45 alle 19.05 con
variazioni il sabato e la domenica) offrendo quindi un servizio mirato
tanto ai pendolari quanto ai turisti. Lavori di sistemazione dei
marciapiedi a Rovato Borgo erano già stati eseguiti dalle
Ferrovie Nord nei mesi scorsi, proprio in vista della riapertura tanto
sollecitata. Strategica
risulta quindi la riapertura della Rovato-Bornato (lungo questi 5,7
chilometri sono allestite anche le fermate di Rovato Città e
Cazzago) per l'adiacenza alla stazione rovatese delle Ferrovie dello
Stato, lungo la Milano-Venezia e la Rovato-Palazzolo-Bergamo-Lecco. Di
fatto il «ramo» franciacortino della Brescia-Edolo
rappresenta, oltre alla stazione cittadina, un collegamento diretto fra
le due reti ferroviarie con forti potenzialità di sviluppo
turistico. Significa di fatto avere un collegamento diretto fra Milano
e la Pianura padana con la Franciacorta, il Sebino e la Valcamonica,
senza passare per Brescia. Collegamento tra l'altro già
collaudato, con successo, dai numerosi treni turistici organizzati
negli ultimi anni da LeNord con l'associazione «Ferrovie
turistiche italiane» con sede a Palazzolo sull'Oglio. «Rinasce»
quindi, da metà giugno, la Rovato-Bornato (sopravvissuta col
traffico merci che ha consentito il mantenimento di strutture, passaggi
a livello e armamento) inaugurata il 3 settembre 1911, ben prima della
Rovato-Cremona (1932) chiusa però definitivamente nel 1956. Marco
Bonari