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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 30 giugno 2010
Idro
Lo Scirocco soffia benevolo per il battello

Presentata la ripresa del servizio di navigazione

che sarà attivo per due mesi a partire da domani
LAGO D'IDRO Si chiama Scirocco, ma per alcuni mesi l'unico vento che incontrerà sarà l'Ander, quello che prende a soffiare sul lago d'Idro in direzione Nord a partire da mezzogiorno.
È il nuovo battello al quale è stata affidata la seconda estate di sperimentazione, per vedere se anche il lago d'Idro, al pari degli altri grandi laghi del Bresciano, è idoneo al servizio pubblico di navigazione. Nuovo solo per l'Eridio, essendo uno di quelli che da qualche decennio fa rotta sui laghi mantovani. Certo è decisamente più in forma dell'«Amico del lago», che ha incrociato in acque valsabbine ad agosto dello scorso anno. «Quest'anno il servizio verrà garantito per due mesi, dal primo di luglio alla fine di agosto, e l'obiettivo è quello di arrivare al 2011 con un servizio che a quel punto non sarà più sperimentale, sperando di poterlo gestire da Pasqua alla fine di settembre» ha affermato il presidente della Provincia Daniele Molgora, salito ieri mattina in Valsabbia per il giro inaugurale, in compagnia del «suo» assessore Corrado Ghirardelli, che ha delega ai Trasporti pubblici, incontrando per l'occasione anche gli amministratori locali.
Il taglio inaugurale del nastro e la benedizione da parte del parroco don Fabio Peli, hanno anticipato la partenza dal molo della frazione idrense di Crone. Le corse giornaliere nei giorni festivi, e anche il mercoledì per agevolare quanti dall'altra sponda del lago intendono visitare il mercato settimanale di Idro, saranno quattro: da Crone alle 9, 11, 14 e 16. Tre corse tutti gli altri giorni, con orari che sono stati studiati per incrociare il servizio pubblico su gomma: sempre da Crone alle 10, 14 e 16. Ogni volta lo stesso giro, in senso orario, attraccando prima ai porticcioli già operativi lo scorso anno (che erano quelli di Crone, Anfo e Ponte Caffaro), poi a quelli da poco sistemati a Vesta e Vantone.
«Un'ora e mezza di viaggio in tutto. Chi acquisterà il biglietto avrà però tutta la giornata di tempo per utilizzarlo - ha precisato l'assessore Ghirardelli». «Saranno così possibili soste gastronomiche, percorsi guidati, visite culturali. Ci stiamo già organizzando» ha aggiunto Gianzeno Marca dell'Agenzia territoriale per il turismo della Valle Sabbia. Il biglietto costerà 5,50 euro per il percorso completo, ma è prevista anche il «mezzo giro» a 3 euro e 60.
Lo scorso anno, in un mese soltanto, il servizio integrato bus-battello è stato utilizzato da 2.700 passeggeri.
«Ci siamo dati da fare mettendo attorno ad un tavolo le componenti che sono poi giunte ad un accordo sul lago, c'è il battello, il progetto della nuova strada che arriverà a Idro, la riqualificazione della Rocca d'Anfo, arriverà anche l'accordo di programma per il Maniva. Insomma, ci pare che per l'Alta Valsabbia e soprattutto per permettere a questi luoghi di svilupparsi meglio dal punto di vista turistico, stiamo facendo un bel po'» ha affermato Molgora.
Ubaldo Vallini


Bresciaoggi 30 giugno 2010

IL LAGO D’ESTATE. Ieri l’atteso taglio del nastro per la seconda edizione del servizio sperimentale di navigazione

Vento di Scirocco sull’Eridio

Mila Rovatti

Il battello scelto per quest’anno è dotato anche di posti esterni e stavolta funzionerà per due mesi facendo tappa su due nuovi pontili

Più bello, più spazioso e soprattutto dotato di posti a sedere esterni. Stiamo parlando di «Scirocco», il battello che a partire da domani e fino al 31 agosto ridarà vita al servizio di navigazione sul lago d'Idro. Quest'anno l’imbarcazione traslocata temporaneamente sull’Eridio è arrivata da Mantova, e ha già una storia per aver percorso in passato fiumi e canali fino a Venezia; ma è sicuramente meno «provata» di quella affittata l'anno scorso e proveniente dal Sebino.
Dopo l'inaugurazione, avvenuta ieri, il servizio inizierà con tre collegamenti quotidiani nei giorni feriali e quattro nei festivi. Con due novità: le fermate a Vantone e Vesta grazie ai due nuovi attracchi ultimati durante l'inverno. Partendo da Idro e Ponte Caffaro, i tragitti lacustri toccheranno anche Anfo.
Ieri sul pontile per il secondo taglio del nastro c'erano i sindaci rivieraschi, il presidente della Provincia Daniele Molgora e l'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli; tutti soddisfatti per il successo di un progetto maturato all'interno della programmazione del settore trasporti del Broletto. Questo, lo ricordiamo, sarà il secondo anno di una sperimentazione che potrebbe portare a uno stabile servizio di navigazione locale: tutto dipenderà dalle autorizzazioni regionali, ma l’amministrazione provinciale pare già decisa.
«Dopo il grande successo del'anno scorso, con 2.700 persone trasportate in un solo mese - ha commentato l'assessore Ghirardelli - crediamo molto in questo progetto, e l'obiettivo ultimo è quello di renderlo un servizio fisso, da valutare se solo estivo o per tutto l'anno, ma comunque costante. Le analisi dell'acqua effettuate appositamente non hanno dato riscontri negativi, perciò non dovrebbero esserci ostacoli. Anche se l'obiettivo ultimo è quello di portare qui un battello ecosostenibile».
Questa sperimentazione è stata infatti inserita nel progetto europeo che si propone di trovare nuove soluzioni per i trasporti, per contribuire a un più veloce passaggio dall'era dei combustibili fossili a quella dell'energia solare.
Dopo un giro del lago fino a Ponte Caffaro, autorità e cittadini sono tornati a Crone dove, come in ogni inaugurazione che si rispetti, si è brindato.
Anche quest'anno il servizio di navigazione sarà supportato da particolari coincidenze con gli autobus che partiranno da Brescia, Salò, Tormini e Vestone. Da Crone di Idro le corse feriali partiranno alle 10, alle 14 e alle 16, mentre il sabato e la domenica Scirocco costeggerà e attraverserà l’Eridio alle 9, alle 11, alle 14 e alle 16.

Giornale di Brescia 30 giugno 2010

Rodengo In disco col bus: il Comune ci riproverà

RODENGO I giovani di Rodengo hanno sperimentato con successo l'iniziativa del «servizio navetta» per andare e tornare dalla discoteca in tutta sicurezza e in piacevole compagnia.
Si è conclusa felicemente una sperimentazione voluta dal consigliere Michele Brambilla, delegato alle Politiche giovanili. In sostanza, per alcune settimane, il Comune ha messo a disposizione dei giovani del paese un autobus con autista, che ha svolto il servizio di navetta. Ora la prova si è conclusa e si stanno valutando i risultati, ma è certo che l'iniziativa a breve tornerà operativa, ampliata e perfezionata. «Il servizio - spiega Brambilla - è stato messo gratuitamente a disposizione dei ragazzi, per permetter loro di recarsi, la sera, nei locali della città a divertirsi con gli amici, senza il timore di incorrere in incidenti stradali. Nei mesi scorsi avevo parlato con un paio di mamme che hanno perso da poco i loro figli nelle cosiddette stragi del sabato sera. Il loro dolore mi ha convinto che bisogna fare qualcosa di concreto, affinché queste tragedie si riducano sempre più». In quest'iniziativa, l'Amministrazione comunale si avvale della collaborazione di una Cooperativa specializzata nel settore delle attività giovanili.dam

Dal sito www.bresciamobilità.it
28 giugno 2010
Dal 1° luglio bicimia 24 ore su 24
accedi alla pagina con il comunicato ufficiale


Giornale di Brescia 26 giugno 2010
Metrobus, 53 milioni cercansi
Tanti ne mancano per coprire il costo dell'opera al netto di contributi e investimenti già previsti
I conti al centro della Commissione Bilancio della Loggia, illustrati dai vertici di Brescia Mobilità
I costi di realizzazione del Metrobus previsti dalla delibera del Consiglio comunale del 2004 che ne adottò, approvandolo, il progetto definitivo, ammontano, aggiornati a oggi, a 772.403.000 euro. Cifra nella quale rientrano anche impianti e migliorie in origine non previsti. Tra contributi statali, regionali e comunali (in totale 432.160.000 euro), risorse investite da Brescia Mobilità (67.139.000) e liquidità ottenuta tramite l'accensione di un mutuo trentennale alla Cassa depositi e prestiti (220.000.000 a tasso fisso del 4,34%), risulta coperta una spesa di 719.299.000. Da reperire restano 53.104.000 euro. Al netto di oneri accessori (fra cui varianti migliorative delle quali Ati Metrobus, il consorzio che materialmente realizza il metrò, chiede conto alla committenza, e una quota di opere complementari a carico di Brescia Mobilità, pari a 30 milioni) per coprire i quali sono attesi gli 80 milioni promessi dal Cipe («politicamente validati» per dirla col presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi) ma per la concreta assegnazione dei quali è ancora in corso l'istruttoria con Roma. E sullo sfondo resta pure il grosso delle opere complementari (la cornice urbanistica alle stazioni) a carico delle casse del Comune.
Costi: meno per espropri, salito il Pcm
Queste le cifre attorno alle quali è ruotata la seduta della Commissione Bilancio della Loggia. Tutta per il Metrobus e aperta dalle scuse di Prignachi per il malinteso che l'aveva fatta saltare la scorsa settimana con la ribadita volontà di restare nel solco di una «logica, scontata, dovuta trasparenza» nei confronti del Comune, azionista di Brescia Mobilità e committente del metrò. In particolare, sollecitato dalle domande dei consiglieri, è stato il direttore generale della società, Roberto Moreni, a illustrare i dettagli dei costi di realizzazione e finanziari dell'opera, nel costante raffronto tra le cifre previste dal progetto definitivo del 2004 e il quadro attuale, che contempla una lievitazione dei fondi da reperire pari a 12 milioni di euro (da 41 a 53 milioni). Se progettazione e varianti intervenute ammontano a 624.681.000 (16 in più che in origine), un'altra decina di milioni è stata richiesta per introdurre impianti di bigliettazione, illuminazione delle stazioni e apparati di informazione al pubblico, non previsti in origine. Il costo di costruzione puro si attesta così sui 643.580.000 di euro. Incisivi, a fronte di un contenimento delle spese per gli espropri di oltre 3 milioni di euro, sono gli incrementi alla voce «Project construction managment» (Pcm, ossia la gestione, verifica e organizzazione di lavori e progetti, ndr): «Il contratto previsto in origine scadeva ad aprile 2010» ha spiegato Moreni. Il rinnovo fino a ultimazione lavori ha comportato il passaggio dei costi da 15,5 a 22,1 milioni di euro. Consistente anche lo scarto tra quanto previsto nel 2004 per la Commissione sicurezza e i costi stimati oggi: da 180mila euro a 1,9 milioni. «Voce sottovalutata in origine» chiosa lo stesso direttore generale. «A fronte di oneri finanziari invariati (67 milioni, con rate annuali di 13)», i costi si attestano in totale a quasi 772,5 milioni di euro.
Contributi lievitati di 30 milioni
Per coprirli, i contributi reperiti tra Stato, Regione e Comune ammontano a 432 milioni, quasi 30 di più del previsto. Tanto che lo scarto finale delle risorse da trovare, pur senza i 18,9 milioni in origine indicati - in regime di autofinanziamento - a carico di Brescia Mobilità e invece investiti in altri progetti (operazione Omb e parcheggi), si sostanzia di «soli» 12 milioni rispetto alle previsioni iniziali di 41 milioni. Esulano dal piano previsto dalla Loggia le opere complementari, se non per la piscina di Mompiano, la prima fase di consolidamento della Loggia e le sistemazioni di via Triumplina, già finanziate con 13,3 milioni.
Sul come reperire i 53 milioni che mancano la partita è aperta. Il quadro finanziario dice che Brescia Mobilità può indebitarsi, accendendo ulteriori mutui, per un massimo di 40/45 milioni. Ipotesi che comunque rende probabile una patrimonializzazione da parte della Loggia, non tanto con liquidi (difficili allo stato da reperire) quanto piuttosto con la cessione di beni. Leggasi parcheggi. E una posizione debitoria che vedrebbe, in linea teorica, Brescia Mobilità esposta fino a circa il 2040.g. gal.



Nel dibattito tornelli, biglietti e passeggeri
Sulla sicurezza critiche dalla maggioranza. I dubbi sulle tariffe. Realizzato il 77% del metrò
Tariffe e biglietti, utenza potenziale da intercettare e sicurezza al centro del dibattito.
A tener banco sono stati soprattutto i «tornelli» non previsti all'ingresso delle stazioni dal progetto, per ragioni di sicurezza in caso di emergenza che si scontrano però col rischio paventato da molti nella maggioranza di una maggior insicurezza in termini di presenze sgradite in stazione in assenza di filtri, oltre che di maggior incidenza di viaggiatori «non paganti». Se il presidente Pierraul Francesconi (Ln) ritiene «importante metterli» (sia pur fuori stazione, unica ipotesi ora percorribile), specie in assenza di un presidio fisso, Giuseppe Ungari (Pd) li vede semmai come un ostacolo per chi volesse portare in carrozza la bici. Caustico Achille Farina (Pdl), che alludendo alle varianti (con costi aggiuntivi) per illuminazione e bigliettazione, e ai tornelli assenti, attacca la passata maggioranza: «In origine si pensava a una metro buia, insicura e in cui pochi pagavano il biglietto». L'adozione dei tornelli, in ogni caso, spiega Francesconi citando uno studio, si ripagherebbe in 8 anni riducendo il tasso di biglietti «evasi», stimato nell'8-10%. «Progetto sbagliato dall'inizio» aggiunge Mauro Magoni (Pdl), chiedendo conto del raddoppio dei costi assicurativi, per i quali Moreni rimanda alla ragioneria. Di altro avviso Fabio Capra (Pd): «Guardiamo avanti, il confronto sui tornelli è sterile. Abbiamo avuto fiducia nel presidente Fermi e ne abbiamo ora in Prignachi. Faremo quel che potremo per sostenerlo e arrivare in fondo». Fa sintesi Massimo Tacconi (LN): «I tornelli non sono tema secondario. Mi preoccupano di più i 53 milioni da reperire» e i ricavi da tariffa possono a suo avviso aiutare «solo se si estende la metro alla provincia». Di qui il nodo passeggeri e tariffe, entrambi tra le voci «criticità e incognite»: Prignachi ribadisce l'importanza dell'integrazione di tutti i sistemi di trasporto pubblico, previo ricorso al titolo unico di viaggio, e sottolinea anche l'intenzione nella fase di studio della seconda linea (Lamarmora-Fiera) la possibilità di introdurre soluzioni trasportistiche differenti. Quanto ai passeggeri stimati (15,31 milioni l'anno, in larga parte nuovi utenti del mezzo pubblico), va affrontato il nodo di un accordo col Broletto sul titolo di viaggio unico per chi giunge in città con bus extraurbani. Quanto all'importo delle tariffe di viaggio (costo del biglietto vivo più eventuali contributi del Comune), Federico Manzoni (Pd) chiede chiarezza: «Nella delibera del 2004 si parlava di 1,72 euro, ora di 1,90». «Il dato era con Iva esclusa» spiega Moreni, rivelando un errore di trascrizione dal piano finanziario, ora da verificare. Quanto alla capacità massima del sistema si attesa, spiega l'ing. Mauro Rainieri di Brescia Mobilità, in 8.000 passeggeri l'ora per direzione. Lo stesso tecnico fa sapere che l'avanzamento dei lavori supera il 77%. E dà conto dei tempi di consegna dei convogli, richieste da Manzoni dopo i ritardi del secondo giunto a Brescia: «Per il 2010 dovranno essercene almeno sei per le prove di sistema». Il termine per gli altri 11 è fine 2011.gal.

Bresciaoggi 26 giugno 2010

IL SUMMIT. Dopo le polemiche dei giorni scorsi i vertici di Brescia Mobilità hanno incontrato la Loggia spiegando la genesi dell’aumento del costo dell’opera

Metrobus, «radiografia» dei sovraccosti

Mimmo Varone

Sotto la lente d’ingrandimento le spese per il miglioramento dell’illuminazione, la bigliettazione, l’informazione al pubblico e le varianti alle stazioni già esistenti

La metropolitana leggera di Brescia è fatta al 77.13 per cento. Le opere e gli impianti civili sono completati per l’84.22, gli impianti di sistema per il 77.13 e i treni e materiale rotabile per il 33.69. Ma i milioni di euro che mancavano all’appello sono diventati oltre 53 dai 41 che erano. Brescia Mobilità dovrà acquisire altra capacità di indebitamento attraverso le patrimonializzazioni (cessione dei parcheggi da parte del Comune) e accendere un altro mutuo. E il biglietto per salire sui treni costerà 1,90 euro.
Ieri la Partecipata del Comune ha aggiornato i consiglieri delle commissioni Lavori pubblici e Urbanistica congiunte lo stato di avanzamento dei lavori e la situazione finanziaria. Il presidente Valerio Prignachi, il direttore generale Roberto Moreni e il direttore Metrobus Mauro Rainieri hanno messo sul tavolo i loro conti, dopo le polemiche della settimana scorsa. E i consiglieri hanno fatto le pulci a quei conti.
Le cose, però, non cambiano. Rispetto alla delibera comunale del 2004, che fissava il costo totale senza inflazione a 652,3 milioni è salito a 772,4. A spingere in su, le varianti alle stazioni ora aperte (20 milioni), i sistemi di bigliettazione, il miglioramento dell’illuminazione delle stazioni e i sistemi di informazione al pubblico per complessivi 11 milioni. E su questi ultimi si sono appuntate le osservazioni, con il capogruppo Pdl Achille Farina che definisce «follia pura» aver progettato stazioni «senza tornelli nè controllori, poco illuminate e con pochi apparati di informazione al pubblico».
I costi, tuttavia, sono destinati a salire ancora, perché proprio sui tornelli non previsti si sono appuntate le richieste di Lega Nord e Pdl. Li vogliono per impedire l’evasione del biglietto e l’accesso a persone «sgradite».
NEL CORSO DEGLI ANNI sono lievitati pure i costi a carico di Brescia Mobilità da 32 a 42 milioni. Si aggiungono, poi, circa 70 milioni per il pagamento degli interessi di tre anni (dal 2007) sui 220 di mutuo con la Cassa depositi e prestiti. E si arriva a i 772,4 milioni.
A fronte delle spese, ci sono 244 milioni di finanziamento statale più altri 46 per contributi sulle varianti, 72 milioni della Regione, 79 di contributi del Comune e si arriva a 431 milioni. Ne mancano 340, contro i 347 calcolati nel 2004, con una lieve riduzione della forbice. Vanno poi aggiunti 67 milioni di capitale autofinanziato da Brescia Mobilità e ne restano 273. Tolti i 220 del mutuo, bisogna trovarne altri 53, appunto, a fronte di una soglia massima di indebitamento (senza le patrimonializzazioni) di 40/45 milioni. Ci sono poi gli 80 milioni di finanziamento aggiuntivo del ministero delle Infrastrutture, annunciati da due informative Cipe per nuovi miglioramenti apportati al condizionamento dei treni e al sistema di videosorveglianza. I soldi deve darli il ministero dell’Economia e «interfacciarsi con due dicasteri è complicato, le procedure sono complesse - dice Prignachi - e il tutto non consente ancora di dire se le potenziali risorse disponibili diventeranno trasferimenti».
Ciò espone Brescia Mobilità a una situazione di indebitamento che toccherà le punte più elevate nel 2012 con oltre 250 milioni. Risalirà fino a 130 nel 2025 per scendere ancora nei successivi tre anni.
POI RISALIRÀ DI NUOVO, ma faticherà a raggiungere il pareggio, e si resterà al limite della capacità di rimborso. Il tutto non comprende le opere complementari, non considerate nel business plan in quanto a carico del Comune. Al momento la Loggia ha approvato solo la piscina di Mompiano, il consolidamento della Loggia e la sistemazione di via Triumplina per 13,3 milioni.
Ma a parte quelle, nella prospettiva di anni di perdite di esercizio (dal 2013 al 2021) a causa di oneri di ammortamento e finanziari, i consiglieri hanno voluto veder chiaro anche sulle previsioni dei passeggeri trasportati e sul prezzo del futuro biglietto. Se si prevede di aggiungere 15 milioni di utenti all’anno ai 42,7 dei bus di Brescia Trasporti, l’incremento delle tariffe previsto dal piano finanziario prevede al 2012 un ricavo medio per passeggero di 53 centesimi Iva esclusa rispetto ai 35 attuali. Un 66 per cento in più che si avrebbe portando la tariffa a 1,90 euro, appunto. Ma Federico Manzoni (Pd) contesta che il Piano approvato nell’84 prevedesse quella tariffa e parla di 1,72 euro.
La questione, ieri, è rimasta aperta. Ma al di là di tutto Prignachi sottolinea che il successo del metrò verrà dall’inserimento in un sistema integrato con biglietto unico. E riguardo ai treni in ritardo dice che l’obiettivo è averli tutti e 18 per il 2011 in modo da destinare il 2012 per i collaudi. E importante sarà averne 6 entro l’anno per iniziare i test sulla tratta funzionale da Sant’Eufemia alla Poliambulanza.




Il Brescia 26 giugno 2010
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Giornale di Brescia 23 giugno 2010

Autobus, nuovi percorsi per le linee 7 e 12 in Stazione
Novità da oggi per l'utenza di due linee urbane degli autobus nella zona della Stazione Fs. In risposta alle richieste del Comune, infatti, le linee 7 e 12 di Brescia Trasporti osserveranno, sia pure per ora in via sperimentale, nuovi percorsi. Obiettivo ottimizzare il trasporto pubblico in stazione: la scelta di introdurre la variazione in via sperimentale è invece volta a consentire una valutazione del suo esito e un'eventuale adozione definitiva con o senza le modifiche del caso.
Di seguito i nuovi itinerari. Linea 7 Direzione Caino: da via Togni, viale Stazione (nuova fermata di fronte al civico 48/50), dritto per viale Stazione, piazzale Repubblica, via dei Mille, segue il percorso normale; Linea 7 Direzione Roncadelle: da piazzale Repubblica, viale Stazione (nuova fermata davanti al Bar Trieste), via Togni, percorso consueto. Linea 12 Direzione Sanpolino: da via Togni, viale Stazione (nuova fermata di fronte al civico 48/50), dritto per viale Stazione, piazzale Repubblica, via XX Settembre, percorso normale. Linea 12 Direzione Fiumicello: da via Solferino, dritto senza svoltare in via Foppa, viale Stazione (nuova fermata davanti al Bar Trieste), via Togni, proseguendo poi secondo il solito percorso.

Giornale di Brescia 20 giugno 2010

«Una Giunta inadeguata per la partita metrò»
Laura Castelletti incalza la Loggia: «Meno opere inutili e più risorse per l'investimento del futuro»
Un vero e proprio «teatrino politico inscenato per sminuire la validità e la potenzialità dell'unica infrastruttura di trasporto che incarna la sfida futura della città; un'irresponsabile gara interna alla maggioranza per affossare l'impegno e i sacrifici sinora portati avanti, tanto a livello economico quanto a livello commerciale». Insomma, una politica che non crede davvero nel progetto Metrobus, «rimasto orfano». Non utilizza giri di parole Laura Castelletti, capogruppo in Loggia tra i banchi di opposizione che ieri - insieme al già presidente di Brescia Mobilità, Ettore Fermi, e a Roberto Massari, ex assessore alla Sicurezza oggi nel Consiglio di amministrazione di Brescia Mobilità - ha fatto il punto sulla querelle sgorgata attorno al nodo metropolitana.
«Il metodo di fare politica di questa Giunta è chiaro: davanti alle difficoltà o a ciò che non piace, si tenta di eliminare». Il riferimento corre alle torri di San Polo e alle Lam. «Questo non è però stato possibile con il metrò, perché frutto di un investimento sostenuto in modo trasversale da tutte le forze politiche, tanto che gli stanziamenti a fondo perduto sono arrivati sia dallo Stato sia dalla Regione». E se è vero che «la Giunta passata non ha patrimonializzato la società», secondo la Castelletti va pure ricordato come «questa Amministrazione poteva risparmiarsi tutta la sfilza di progetti inutili che, sul piano economico, vanno ad indebolire le risorse Metrobus», dall'Omb al parcheggio in fianco alla galleria Tito Speri. «La Loggia non può stupirsi della rata da 54 milioni, perché dopo la delibera del 2004 lo si è sempre ricordato nei report semestrali sull'avanzamento dei lavori, che non è più stato presentato e non si risolverà nulla con la nuova Commissione» ricorda. E ancora: «Forse chi è al governo della città non è all'altezza di gestire una partita così delicata».
Ma quanto manca per raggiungere il saldo finale dei conti Metrobus? Circa 41 milioni delle varianti progettuali si attendono da Roma; sono in forse gli 80 milioni del Cipe e servono i fondi per maxi-rata e opere, queste ultime in parte in capo a Brescia Mobilità (parcheggi), in parte in capo al Comune. Roberto Massari, sottolinea come il metrò sia per Brescia «solo un punto di partenza e non di arrivo, perché attorno ad esso si dovrà ridisegnare la mobilità del futuro». Mentre l'ex presidente Fermi punta l'accento sul «forte senso di responsabilità necessario per portare a termine opere che scavalcano diverse Amministrazioni», soprattutto, dice, quando si governa con i soldi dei cittadini che «meritano un particolare rispetto». L'ultima considerazione guarda ai tagli, anche in vista della scadenza del piano del trasporto pubblico locale: «Bisognerà mettere forse mano anche alle tariffe e non bisogna scandalizzarsi. La politica non può solo registrare tensioni, ma deve tornare a programmare e progettare con lungimiranza». Infine, la preoccupazione del consigliere Luciano Cantoni: «A fronte di mega progetti non ci sono soldi a bilancio. E visto che ormai per abitudine si sta utilizzando la via della perequazione urbanistica, il silenzio mi preoccupa. Non è questa la strada giusta».

Bresciaoggi 20 giugno 2010

TRASPORTI E POLITICA. Le reazioni dopo la richiesta da parte del Carroccio di una commissione speciale

Castelletti accusa la Lega: «Boicotta la metropolitana»

Mimmo Varone

«C’è il tentativo di discreditare per poi gettarsi sulla gestione» Da trovare quarantun milioni per le variazioni alle stazioni

«Screditare oggi per cavalcare domani». Laura Castelletti denuncia pubblicamente il tentativo della Lega Nord di far passare Brescia Mobilità per un «baraccone mal governato» allo scopo di gettare discredito sulla metropolitana leggera e «appropriarsene al momento della gestione». Sarebbe questo il disegno che sta dietro la «gara irresponsabile all’interno della maggioranza per affossare l’unica struttura capace di proiettare Brescia nel futuro».
Castelletti lo ha detto a chiare lettere ieri mattina, affiancata dall’ex presidente della Partecipata Ettore Fermi e da Roberto Massari assessore nel 2002 al tempo del progetto metrò e da un anno nel Cda di Brescia Mobilità. E con entrambi è stata occasione anche per fare un pò di luce sulla situazione finanziaria dell’opera. Che pure qualche incognita ancora presenta. Dei 778 milioni di euro del costo totale dell’opera, 290,765 vengono da finanziamento statale, 72,304 dalla Regione, 69,090 dal Comune, 84,841 da Brescia Mobilità e 200 milioni dalla Cassa depositi e prestiti. Sono da reperire ancora 41 milioni per le variazioni alle stazioni (da chiuse ad aperte) decise nel 2004.
Dovrebbero arrivare da Roma (si danno quasi per certi) altri 80 milioni per consentire l’accordo con l’Ati su riserve d’impresa e sovracosti. Ma a mettere i bastoni tra le ruote è il Patto di stabilità, che impedisce alla Loggia di versare i 54 milioni di maxirata ad Ansaldo, in scadenza nel 2011. E soprattutto di reperire gli 80 milioni necessari per le opere complementari.
L’OSTACOLO si aggirerà con la «patrimonializzazione» dei parcheggi in struttura. La Loggia li cederà a Sintesi spa, che potrà avvalersi del patrimonio e accendere un mutuo dal quale dovrebbero arrivare i 104 milioni. Circa 80 dei quali andrebbero alla maxi rata e alla realizzazione dei parcheggi scambiatori previsti in alcune stazioni del metrò con costi stimati in 30 milioni.
La Giunta poteva patrimonializzare altre aree prima del Patto di stabilità - osserva Castelletti -, ma il punto vero è che «non si sta facendo tutto il necessario per prepararsi all’appuntamento del primo gennaio 2013, e intanto si mina la credibilità della Società e con essa dello stesso metrò». Alla Lega che chiede una commissione speciale, ricorda che nel passato le conferenze dei capigruppo hanno sempre avuto modo di aggiornarsi sullo stato di avanzamento. La realtà è che «la Giunta ha ereditato un lavoro fatto al 72% e in un anno è arrivata all’80».
E allora «si reperiscano i finanziamenti che mancano facendo pressioni su Roma - esorta - si riprenda un rapporto di fiducia con l’azienda, qualcuno in Giunta si faccia carico di un metrò che non ha più padri né madri».
D’altronde, «il progetto della metropolitana di Brescia ha sempre avuto consensi trasversali - aggiunge Fermi - è stato visto bene da governi di segno diverso». Ora, però, la manovra-Tremonti può creare problemi. La Lombardia perde 1,3 miliardi di trasferimenti statali «nonostante nel 2008-10 abbia tagliato le spese del 20 per cento», e 586 milioni sono del trasporto pubblico locale (Tpl). «Brescia non potrà più sostituire bus - dice Fermi - e dovrà mettere mano alle tariffe». Entro il 2011, poi bisognerà rinnovare le gare e si dovrà «dare più appeal al Tpl con servizi alla mobilità per poter pagare 13 milioni di euro all’anno di interessi».
Anziché giocare al discredito, insomma, sarebbe meglio darsi da fare. E Massari assicura che Brescia Mobilità sta facendo il suo dovere fino in fondo. «Il punto fondamentale non sono i finanziamenti - sottolinea -, ma è che il metrò nella percezione comune sta diventando un ostacolo».
Perchè l’opera - precisa Massari - è un «punto di partenza» verso il disegno di una nuova mobilità integrata ferro-gomma a dimensione provinciale, se non regionale.

Bresciaoggi 19 giugno 2010

URBANISTICA. Scontro dopo la mancata consegna di relazione tecnica e piano economico richiesti da tempo

«Metrò, commissione speciale subito»

Francesconi: «Abuso di potere» Del Bono: «Rotta la trasparenza»

La metropolitana leggera crea un incidente politico dentro la maggioranza in Loggia, e dà fiato alla richiesta della Lega Nordi di una commissione speciale sul metrò. Giovedì le commissioni Lavori pubblici e Patrimonio riunite su richiesta del Pd pensavano di poter finalmente mettere gli occhi sulla relazione tecnica e sul Piano economico dell’opera, attesi da mesi. Invece i commissari non sono riusciti ad averli e hanno reagito con stizza.
IL CAPOGRUPPO Pdl Achille Farina getta acqua sul fuoco, parla di «difetto di comunicazione» e rinnova stima e fiducia a Brescia Mobilità e ai suoi vertici. Ma la Lega Nord, che punta alla commissione speciale, non è disposta a dimenticare l’affronto e con il capogruppo Nicola Gallizioli chiede «spiegazioni formali e ufficiali». Al presidente leghista della Lavori pubblici Pierraul Francesconi che parla apertamente di «abuso di potere» e al capogruppo Pd Emilio Del Bono che giudica «rotto un rapporto di trasparenza che durava da anni», Farina replica in un comunicato che «per la prima volta Brescia Mobilità ha stilato un rapporto ufficiale sulla propria attività, che è stato recapitato oggi (ieri per il lettore, ndr) ai capigruppo del Consiglio comunale». Sottolinea che «la precisione e le dimensioni del volume consegnato testimoniano l’impegno e il tempo richiesto per la stesura e fugano ogni dubbio in ordine alla mancanza di collaborazione da parte dell’azienda». E’ un resoconto, insomma, che «dimostra in modo tangibile e inequivocabile il rapporto di trasparenza che Brescia Mobilità vuole intrattenere con il Comune e i cittadini bresciani».
DUNQUE FARINA dà pieno credito al presidente Valerio Prignachi, quando ai commissari riuniti dichiara che si è trattato di un «mero errore di comunicazione». E quindi «appaiono del tutto ingiustificate e fuori luogo affermazioni quali abuso di potere o mancanza di rispetto verso le istituzioni», conclude il capogruppo Pdl mentre rinnova «stima e fiducia immutate» al presidente Prignachi, al Cda e a tutti i dipendenti dell’Azienda. Ma «Farina può smussare i toni quanto vuole – replica Gallizzioli -, di certo non è bello che una Controllata del Comune non venga a portare ciò che i commissari avevano richiesto. Forse si è trattato di un disguido, tuttavia resta che il problema è all’interno di Brescia Mobilità e chiederemo spiegazioni formali e ufficiali». La Lega chiede chiarezza sulle opere del metrò, e giovedì ha visto sfumare un’altra occasione. In mancanza del documento i commissari si sono aggiornati alla settimana prossima, e tanto la maggioranza che la minoranza non hanno risparmiato critiche a Brescia Mobilità. Ora Gallizioli rilancia la costituzione di una «commissione speciale che si riunisca ogni quindici giorni per far piena luce sul Piano finanziario, sulle riserve d’impresa, sui ritardi nell’esecuzione delle opere e quant’altro». Tanto più che, se anche fosse andata in porto la riunione di giovedì, «non sarebbe stata certo sufficiente – dice – a risolvere tutti i problemi».
GIOVEDÌ si doveva tracciare un bilancio dei fondi e far chiarezza sulle mosse future, alla luce delle difficoltà di Bilancio della Loggia. Nelle casse comunali mancano non solo i 54 milioni di maxirata da versare all’Ansaldo nel 2011, ma anche e soprattutto gli 80 milioni per le opere complementari, che peraltro la Giunta ha già provveduto a dimezzare. Intanto Prignachi non porta notizie rassicuranti da Roma. Nella Capitale doveva tenersi un incontro che poteva essere determinante per il finanziamento aggiuntivo di 80 milioni per il metrò bresciano, ma è stato rinviato a data da destinarsi «per motivi – spiega Prignachi – non attinenti alla metropolitana di Brescia». MI. VA.


Giornale di Brescia 18 giugno 2010
Metrobus, in carrozza salgono tensioni e rinvii
Brescia Mobilità non presenta alle commissioni l'atteso Piano economico. Francesconi accusa: «Siamo all'abuso di potere»
Tutto rinviato. Tanto la Commissione, quanto le due riunioni del Cipe. Così, quella che doveva essere la giornata di «luce» non solo sui costi ma pure sugli effettivi stanziamenti statali del Metrobus si è trasformata in un pomeriggio di tensioni e slittamenti. A sorpresa. Già, perché da un lato - «per un difetto di comunicazione» riferisce il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi; «per mancanza di rispetto e abuso di potere» accusa il presidente della Commissione Lavori pubblici, Pierraul Francesconi (Lega) - il dibattito sul tema, previsto tra i consiglieri, non è neppure iniziato per la mancata relazione tecnica attesa da mesi, dall'altro il vertice romano è stato annullato «per via di problemi terzi» indipendenti dal nodo metrò.
Il vertice bresciano
All'ordine del giorno dell'incontro bresciano - richiesto oltre un mese fa dal gruppo consiliare del Pd in Loggia e voluto poi anche dalla stessa maggioranza - l'analisi del quadro economico-finanziario delle opere legate ai lavori per la realizzazione della metropolitana leggera, un'analisi che si proponeva cioè in primis di tracciare un bilancio dei fondi e, in seconda battuta, di fare chiarezza sulle mosse future. L'esigenza si era fatta sempre più incalzante sulla scia delle difficoltà evidenziate dalla Loggia nell'ambito della stesura del bilancio 2010: a mancare all'appello delle casse comunali non sono infatti solo i 54 milioni di euro della maxi-rata da versare alla società Ansaldo nel 2011 - cifra stabilita nel testo della delibera di Giunta dell'ottobre 2004 - ma anche e soprattutto gli 80 milioni necessari per le cosiddette opere complementari.
A fare il punto dovevano essere i tecnici di Brescia Mobilità, la società comunale cui è affidata la partita metropolitana. Che però non sono mai arrivati. «Trovo che questo atteggiamento sia offensivo e vergognoso verso tutti i consiglieri, una mancanza di rispetto e un abuso di potere da parte del Consiglio di amministrazione della società partecipata intollerabili» affonda Francesconi. Uno sfogo, il suo, cui segue a ruota l'indignazione di tutti i membri delle Commissioni Lavori pubblici e Patrimonio, convocate congiuntamente per l'occasione. «Ciò che è avvenuto oggi - incalza il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, cui fa eco il pensiero di Aldo Rebecchi - è gravissimo, dev'essere chiaro che una società del Comune, se convocata, deve rispondere alle istituzioni competenti: si è interrotto un rapporto di trasparenza che durava da anni». E ancora: «È da tempo che non ci sono fornite risposte che il Consiglio ma anche gli stessi cittadini chiedono - puntualizza Federico Manzoni (Pd) - il presidente Prignachi si deve scusare». E se Roberto Toffoli (Pdl) evidenzia anche «l'assenza fuori luogo degli assessori, perché su un tema così decisivo la rappresentanza politica non può non dettare la linea», il capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli pone l'accento sulla necessità di una Commissione dedicata al Metrobus, che si deve configurare come «un vero e proprio gruppo di lavoro operativo».
A prendere in mano la situazione, dopo oltre quaranta minuti di incredulità e indignazione che hanno «unito» maggioranza e opposizione, è il presidente della Commissione Patrimonio, Fabio Capra (Pd): incontro rinviato, tra proteste e qualche sbuffo, alla prossima settimana. Ma non senza ricadute annunciate. Una lettera «di richiamo su quanto accaduto» sarà infatti recapitata al sindaco Paroli e alla presidente del Consiglio comunale, Simona Bordonali.
...E quello romano
«Si è trattato di un disguido, non sono mai stato invitato ad alcuna Commissione né ho mai vietato ai tecnici di relazionare dati al Comune. Ho solo suggerito, in via indiretta, di spostare la seduta in programma per via di incontri di rilievo sullo stesso tema, in calendario proprio in questi giorni a Roma. Incontri che potevano essere determinanti per il capitolo finanziamenti». A rispondere è il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi che introduce così l'appuntamento romano. Rinviato anch'esso.
Sul tavolo doveva esserci il piano dei finanziamenti statali richiesti dai Ministeri dell'economia e delle infrastrutture al Cipe. Oltre cioè ai 244.381.000 euro stanziati nel 2002 e agli ulteriori 40 milioni accordati nel 2007, il Consiglio di amministrazione è in attesa di nuovi fondi, per una cifra complessiva di 80 milioni di euro. L'istruttoria per la presentazione della richiesta al Cipe è in fase di redazione. «L'incontro - spiega Prignachi - è stato rinviato a data da destinarsi per problemi non attinenti alla metropolitana di Brescia». Infine annuncia: «Lunedì mi recherò comunque nella capitale per appurare e per sincerarmi che l'iter stia proseguendo come previsto e che non ci siano al contrario problemi o intoppi di sorta».
Ma se gli interrogativi sui contributi rimangono aperti, il presidente conferma invece la linea anticipata dall'assessore Di Mezza per fare fronte ai 104 milioni mancanti (tra maxi-rata e opere complementari): il Comune «cederà» i parcheggi a Brescia Mobilità e la società accenderà i mutui necessari per recuperare l'intera somma.
Nuri Fatolahzadeh



Un investimento da 778 milioni di euro
Dal calcolo sono esclusi gli 80 milioni delle opere complementari e gli altrettanti fondi statali in forse
Il quadro economico redatto da Brescia Mobilità (nella tabella in basso) racconta della copertura economica del capitolo Metrobus, da cui rimangono fuori gli 80 milioni necessari per le opere complementari.
La cifra complessiva dell'opera ammonta a 778 milioni di euro, di cui 68 di oneri di rimborso dei prestiti contratti da Brescia Mobilità, 603 milioni calcolati per opere civili e sistemi, 40 per varianti di progetto e 32 per oneri a carico della stazione appaltante (voce che comprende cioè gli espropri, la direzione dei lavori, le spese legali, le assicurazioni, le commissioni di collaudo e la sicurezza). Poi ci sono i contributi a fondo perduto erogati dallo Stato (come previsto dalla legge 211 del 26 febbraio 1992 «Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa»), oggetto dell'accordo sottoscritto tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Comune e Brescia Mobilità il 27 dicembre 2002 e pari a 244.381.000,59 euro. Nel dicembre 2007 il Cipe ha pure deliberato un ulteriore finanziamento statale per un importo che si aggira attorno ai 40 milioni di euro. Questo, a fronte però di un incremento di pari importo della spesa complessiva «per varianti migliorative dell'opera». Per quest'ultimo Brescia Mobilità è al momento solo in attesa di una delibera che sappia stabilire - sulla scia delle indicazioni dei Ministeri dei trasporti e dell'economia - le modalità di erogazione dei fondi. Ad oggi il contributo statale certo è quindi stimato in 290.765.000,59 euro (pari al 42% del costo totale del Metrobus), cui si aggiungono i 72.304.000 di euro (ovvero l'11% della spesa) messi a disposizione dalla Regione. Ma l'ultima tappa del «dossier» economico si è consumata nel dicembre 2009, quando il Consiglio di amministrazione ha inviato al Ministero la richiesta di un nuovo finanziamento di 80 milioni, a fronte di altre migliorie di pari importo. Al momento è in corso l'istruttoria per la presentazione al Cipe. n. f.

Il Brescia 18 giugno 2010
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Giornale di Brescia 16 giugno 2010

Nuove sfide per Brescia Mobilità
Il Gruppo ha chiuso in attivo. Il bilancio presentato in un Rapporto
Dinamico per definizione, il Gruppo Brescia Mobilità ha chiuso in attivo i bilanci del 2009 con un utile di 1.432.623 euro e guarda alle nuove sfide secondo i criteri della cooperazione con gli enti di riferimento e dell'integrazione dei servizi, per la qualità e la sostenibilità del sistema dei trasporti. Per la prima volta le cifre e le linee di sviluppo vengono divulgate con un Rapporto, e la sua presentazione ieri mattina nella sede di piazza San Pio ha dato l'opportunità di uno sguardo in prospettiva.
La mobilità ha un ruolo strategico, il Gruppo dispone al suo interno di competenze e risorse e di una pluralità di offerte che lo proiettano verso «scenari nuovi»: ne ha parlato il presidente Valerio Prignachi in apertura dell'incontro coordinato dal giornalista Massimo Tedeschi. Con la fornitura di servizi qualificati al cittadino «cliente», Brescia Mobilità apre opportunità di sviluppo alla città di Brescia, che attraverso la sua Amministrazione comunale detiene il 99,69% del capitale sociale.
Il presidente ha accennato ad un possibile ampliamento dell'attività per le competenze maturate nella gestione dei servizi e si è soffermato sulla realizzazione della metropolitana come «opera portante integrata nel sistema», che sollecita «scelte strategiche da parte della politica» e l'applicazione del Patto per la mobilità firmato in Regione nel novembre 2008 con il coinvolgimento della Provincia e del Comune.
«Pubblico è bello se ben gestito»: la sottolineatura del presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi ha come premesse alcuni dati contenuti nel Rapporto per il 2009 (350 autisti in un organico di 457 persone, con alto tasso di apprezzamento da parte dei viaggiatori, 219 mezzi per più della metà funzionanti a metano e con previsione di nuovi arrivi a motore ibrido). Un tema d'attualità è il costo dei biglietti, legato alla qualità delle proposte e alla razionalizzazione delle risorse. Un impegno già affrontato è la preparazione all'avvio della metropolitana, con una ristrutturazione delle 18 linee in dialogo con le Circoscrizioni, con i 14 Comuni attualmente serviti e con altri limitrofi, con le aziende del trasporto extraurbano Sia e Saia per l'integrazione di servizi e tariffe.
Il metodo del confronto, avviato con il progetto Brescia & Università, viene assunto come prassi permanente dalla società Sintesi per la gestione dei parcheggi in struttura, presieduta da Giovanna Prandini che ha parlato delle nuove misure d'incentivo alla mobilità sostenibile, come gli abbonamenti online, il servizio «bicimia» e le previste tessere con lettura in automatico.
Acquisita nel luglio 2009 per dare un futuro a un'azienda specializzata nella produzione di cassonetti e di compattatori per rifiuti, Omb International ha chiuso l'anno con un piccolo utile e con prospettive di sviluppo nel mercato nazionale ed estero: la mappa tracciata ieri dal presidente Marco Medeghini spazia da Roma agli Emirati, dal Sud America all'Iran.
Alla sfida del completamento della metropolitana ha dedicato il suo intervento l'assessore comunale Fausto Di Mezza, indicando la via che porta alla capacità autonoma di finanziarsi da parte del Gruppo, con la possibile acquisizione dei parcheggi in proprietà. La metropolitana, ha osservato, «era stata impostata su presupposti in qualche modo falsati, cinquecentomila potenziali clienti e il biglietto a 1,90 euro: la sostenibilità si potrà garantire solo nella grande rete del sistema integrato».e. n.



Mobilità Educazione e regole
Un ologramma contro i falsi invalidi
Sarà apposto sui contrassegni rilasciati dal Comune per la sosta
e la circolazione delle persone con disabilità. Previsti nuovi cartelli
Un nuovo tagliando, il classico contrassegno di colore arancio, con l'aggiunta di un ologramma argentato con il logo del Comune di Brescia, impossibile da duplicare con una semplice fotocopia a colori plastificata.
Questa è la prima misura studiata a contrasto della falsificazione dei contrassegni per disabili, dopo che un'indagine, sollecitata da tempo dalle associazioni che li rappresentano, ha messo in luce l'utilizzo di oltre diecimila permessi, a fronte di soli cinquemila rilasciati. «L'ologramma non è riproducibile su una fotocopia - ha precisato l'assessore alla Mobilità, Nicola Orto - per bloccare questo malcostume, oggi facilmente verificabile, abbiamo introdotto un elemento di maggior sicurezza che verrà applicato sulle nuove emissioni e aggiunto ai permessi già rilasciati invitando i titolari, con modalità da stabilire, negli uffici del Settore mobilità e traffico».
L'obiettivo di questa novità è molto più ampio e comprende anche un incremento dei parcheggi per disabili che per legge devono essere almeno uno per 50 posti auto (in centro storico la percentuale è molto più alta). Verranno effettuati controlli mirati sull'utilizzo corretto degli spazi riservati ai portatori di handicap e la cartellonistica tradizionale sarà affiancata da nuovi segnali con la scritta: «Perchè vuoi il mio posto? Prenderesti anche la mia disabilità?», un modo suggestivo e forte per sottolineare purtroppo un fenomeno d'inciviltà e sensibilizzare gli automobilisti al rispetto degli spazi riservati.
Gli interventi si muoveranno anche sul piano educativo, entrando quindi nelle scuole per informare gli studenti, «perché il contrasto degli agenti della Polizia locale - ha proseguito il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Fabio Rolfi - diventerà ancor più efficace se inserito in un pacchetto completo di misure che affrontano il tema». Certo, i parcheggi per disabili saranno sotto la lente d'ingrandimento della Polizia e le norme sono severe: 78 euro la sanzione pecuniaria, la rimozione forzata con costi notevoli aggiuntivi e la decurtazione di due punti dalla patente di guida. Le infrazioni registrate dai vigili hanno un trend in crescita evidente: dalle 1.170 elevate nel 1999 agli automobilisti che occupavano un posteggio per disabili senza l'autorizzazione, si è passati alle 2.256 del 2009. Segno inequivocabile, per l'assessore Rolfi, della volontà di costruire una città più attenta nei confronti delle persone invalide.
Verrà inoltre distribuito un opuscolo informativo che richiama i comportamenti consentiti ai possessori del contrassegno che «non sono autorizzati, ad esempio, a sostare dove capita - ha insistito l'assessore Orto -; ci sono regole specifiche anche per i disabili che derivano dal Codice della strada».
Alla presentazione del pacchetto d'iniziative hanno partecipato Mariachiara Fornasari, consigliere comunale con delega alle barriere architettoniche che ha curato in particolare la relazione con le associazioni; Roberto Sala, coordinatore della Consulta per la vita sociale; Emanuele Vezzola, presidente dell'Associazione Comuni bresciani e Angelo Piovanelli, presidente provinciale dell'Associazione mutilati e invalidi del lavoro.
Wilda Nervi

Gobetto: «Serve una cultura del rispetto»
La presidente dell'associazione Slowtime plaude agli interventi ma chiede anche più rigore
«Magari non ci fosse bisogno di cartelli aggiuntivi, di ologrammi sui permessi e di controlli degli agenti di Polizia locale. Vorrebbe dire che tutto va nella direzione giusta, che tutti rispettano le regole, che i disabili hanno vita facile muovendosi nella città».
Gloria Gobetto, già consigliere comunale e presidente della Consulta, oggi impegnata nell'Associazione Slowtime che promuove il turismo accessibile, lo sottolinea quasi fosse un sogno irrealizzabile. Le novità annunciate dal Comune (nuovi permessi, più parcheggi, sanzioni per chi viola gli spazi riservati ai disabili) sono un bel passo, «ma - racconta pensando alla realtà di chi si muove sulla carrozzina - non sono sufficienti se non si incentiva una crescita culturale necessaria in tutti i campi; indispensabile nel mondo della disabilità».
Da tempo Gloria Gobetto si batte contro le barriere architettoniche in generale. E fa i conti sulla propria pelle chiedendo innanzitutto un maggior rigore all'Asl che assegna agli invalidi i criteri per ottenere il permesso di circolazione e parcheggio. «Sono troppo generosi - dice - e così fioriscono i soggetti che ottengono riconoscimento. E le nostre famiglie, diciamocelo, a volte ne approfittano. Servono sanzioni puntuali più che pesanti, anche se non possiamo pretendere di avere un agente dietro ogni angolo».
Il problema più grosso però, riguarda non tanto il numero dei parcheggi per disabili, ma la loro collocazione nel centro storico. «Lo abbiamo sperimentato proprio da poco. Dovendo pubblicare una guida con due percorsi agevoli, ci siamo resi conto che nelle vicinanze di piazza Loggia e piazza Paolo VI - spiega la presidente di Slowtime - un disabile che guida la sua vettura o è trasportato o non potrà mai scendere, ad esempio in via Paganora dove sono le apposite strisce gialle, sul selciato che impediscono ad una carrozzella di muoversi. Così in via Gasparo da Salò. Lo vedete un disabile che viene da Borgosatollo arrivare in centro e parcheggiare in questi spazi?».
Lo stesso discorso si può applicare alle aree di sosta dei centri commerciali e delle multisale. «Intelligentemente - commenta Gloria Gobetto - sono stati posti vicino agli ingressi. Sono, quindi, i più appetibili e sempre occupati. E se ti lamenti, rischi di essere aggredito. Questa è la triste realtà. Vanno bene le campagne di sensibilizzazione, vanno bene i cartelli (anche se li avevamo chiesti più articolati), vanno bene i controlli, ma l'unica vera arma oggi a nostra disposizione è la repressione. Se un cittadino - conclude - viene colto a trasgredire le norme va punito. Ci penserà, forse, la volta successiva».
Rimane uno scarso rispetto dei diritti dei disabili e l'invito all'Amministrazione comunale è di fare sempre meglio e con rigore. w. n.

Bresciaoggi 16 giugno 2010

LA SCELTA CHE SI PROFILA. La Loggia intenzionata a «cedere» le strutture alla Spa per patrimonializzarla e consentirle di accendere i mutui per estinguere il debito

I parcheggi dal Comune a Brescia Mobilità

Mara Rodella

L’assessore Di Mezza: «Vogliamo dare alla società i mezzi per far fronte alla scadenza della maxi-cedola Piano di gestione da rivedere: irreale il ticket a 1,90»

Ci sono voluti una seduta fiume, il via libera dell’emendamento salva-Brescia e l’arrivo dei tanto attesi dividendi di A2A e, alla fine, il bilancio 2009 di Palazzo Loggia è passato, come il previsionale 2010, cucito nel patto di stabilità per il rotto della cuffia. Ma a far vacillare i conti del Comune del 2011 si staglia l’ombra della maxi rata di 54 milioni a carico della Loggia per la metropolitana leggera.
AL TAVOLO DI confronto tra i vertici di Brescia Mobilità, convocato per la presentazione del primo «Rapporto sulle attività» del gruppo, si è affacciata ieri la strada che la Loggia si accinge a imboccare per aggirare il nuovo scoglio. «Il problema più grosso è il muro del patto di stabilità che vieta alla Loggia di mettere mano al portafogli - ha detto l’assessore comunale al Bilancio Fausto di Mezza -. Dire metropolitana significa parlare di un indebitamento che vale 220 milioni di euro, a cui si aggiungono 54 milioni per la maxi cedola da saldare l’anno prossimo, più il costo delle opere collaterali: da 30 a 40 milioni. Una delle soluzioni che stiamo analizzando è dare a Brescia Mobilità la possibilità di pagare questa maxi rata: in cambio diventerebbe proprietaria dei parcheggi che oggi ha in gestione. Un patrimonio che consentirebbe al gruppo di accendere i mutui necessari a estinguere il debito. Sbaglia chi accusa la giunta di improvvisazione, non è affatto così: certo che eravamo al corrente della spesa. E risolveremo la cosa».
SE QUESTO è il passaggio necessario, Di Mezza punta il dito contro chi l’ha preceduto e aggiunge che «il problema vero è che le condizioni di sostenibilità della metropolitana sono assolutamente irreali». Economiche e logistiche. Perchè se il bacino di utenza ipotizzato per il metrò bresciano equivaleva a 500mila passeggeri, è altrettanto vero che il percorso non è in grado di intercettarne tanti. In più si profila il problema del biglietto che dovrebbe costare 1.90 euro: «Il più caro d’Europa, e per una sola linea di 13 chilometri» tuona Di Mezza. Insomma: la Loggia intende conferire a Brescia mobilità una «dote» (i parcheggi, ora di proprietà comunale e dati in gestione alla società presieduta da Valerio Prignachi) che consentano alla Spa di piazza San Pio di accollarsi la maxi-cedola, e al tempo stesso chiede a Brescia mobilità un nuovo piano gestionale che renda sostenibile il funzionamento del metrò.
Brescia mobilità, da parte sua, si dichiara pronta ad accettare la sfida. «La metropolitana funzionerà solo se rientrerà in un’ottica strategica di sistema, dove la rete di trasporto pubblico sarà potenziata e pianificata proprio per interagire con il metrò» sottolinea il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi. L’obiettivo è rendere Brescia Mobilità il più indipendente possibile, affidarsi alla lungimiranza del management aziendale e affrontare la sfida della sostenibilità finanziaria grazie a una forte integrazione con il territorio. «Nonostante le difficoltà, l’importante è che ci siano le condizioni per raccogliere questa sfida in piena trasparenza, dal momento in cui non possiamo nasconderci dietro a numeri e cifre falsate» è la tesi di Prignachi.
IN EFFETTI, quella del continuo dialogo «trasparente» con la città è la politica-guida nelle scelte di Brescia Mobilità, che chiude il 2009 con un risultato di esercizio pari a 1.432.623 euro (e un capitale sociale che vale quasi 232 milioni) e lo mette nero su bianco, in un Rapporto pubblico sulle attività del gruppo che registra peraltro un valore di produzione di circa 72 milioni. «Il trasporto? È il primo biglietto da visita della città per chi viene da fuori, e una necessità quotidiana per chi ci vive - sottolinea Prignachi -. Brescia Trasporti, Sintesi, Omb: siamo una serie di aziende private a capitale pubblico che non possono prescindere dal senso di appartenenza al territorio. Proprio la metropolitana è un caso esemplare: se non si rapporterà al tessuto sociale e territoriale rischierà di essere solo un’opera autoreferenziale e non, invece, il centro di un sistema integrato ed efficiente, in grado di interagire cioè con il trasporto pubblico, con la stazione ferroviaria e con lo scalo di Montichiari». In una parola: sostenibile.
Da qui l’impegno, per il gruppo, a non essere «un soggetto da alimentare costantemente, ma attraverso cui creare ricchezza. Il dinamismo del nostro azionista può fare la differenza e, in questo senso, Palazzo Loggia va nella giusta direzione». L’obiettivo è conquistare la massima autonomia finanziaria: «Vogliamo essere un punto di riferimento, in una logica di cooperazione dove la rete dei trasporti deve diventare un’opportunità di sviluppo per il territorio». Una prospettiva a cui, inevitabilmente, sottende la logica di una metropolitana che, non potendo abbracciare tutta la Provincia, dovrà comunque estendere il raggio fino al limite, e scivolare nelle trame della realtà urbana, economica e sociale di Brescia.


Prandini: «Parcheggi pagati come lo ski-pass»
Non di rado si sente dire che a Brescia manchino i parcheggi. Eppure, a sfatare eventuali sfoghi di automobilisti incalliti, sono proprio i numeri: 9000 posti auto solo in città, tra impianti chiusi e all’aperto. Tutti gestiti da Sintesi che, nell’aprile 2008, ha preso in gestione anche il parcheggio pubblico del Freccia Rossa, che conta un migliaio di posti pubblici. «Brescia, in effetti, è la terza città italiana per quanto riguarda i parcheggi in struttura, la prima in Lombardia» sottolinea la presidente di Sintesi Spa Giovanna Prandini. Ma Sintesi non è solo parcometri (316 in città) e telepark: la prossima sfida si chiama innovazione tecnologica, in uno scenario dove il nuovo sito internet aziendale è solo l’anticamera del progresso. Obiettivo, che gli utenti paghino il parcheggio come gli sciatori utilizzano una sorta di ski-pass, senza estrarlo dalla tasca, per accedere agli impianti. «Si chiama tessera di prossimità e il progetto è in fase di studio - spiega Prandini -. Entro la fine del 2010 raccoglieremo le valutazioni e decideremo come procedere». Al vaglio anche una sorta di telepass, da utilizzare sempre nei parcheggi, ma quella della tessera di prossimità sembra l’opzione più probabile, anche per uniformare le differenti tecnologie che, ad oggi, differenziano alcuni parcheggi da altri, magari più recenti.
QUESTO IL FUTURO. Fiore all’occhiello 2009, invece, per la presidente, il progetto «Brescia città università» che, dopo un lavoro in sinergia condotto con gli studenti (diventato poi un tavolo permanente) «ci ha consentito di realizzare una mappa in cui trovare una serie di informazioni utili ai ragazzi: sale studio, atenei, mezzi pubblici - evidenzia Prandini -. Ma anche teatri, cinema, biblioteche e non solo. E, nel frattempo, gli abbonamenti a Bici Mia sono raddoppiati, fino a sfiorare quota 3.000. Lo stesso tipo di approccio si potrebbe avere anche con altre realtà, per esempio, i disabili».M.RO.

Gervasi: «Ticket a 1 euro sempre più problematici»
«È del tutto inutile che i vettori si facciano concorrenza sulla stessa tratta. Per questo stiamo facendo il possibile affinchè si possano trovare sinergie e accordi con i gestori di altre linee, come Sia e Saia»: a parlare è il presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi e la parola d’ordine per il futuro prossimo della mobilità bresciana si chiama integrazione tariffaria. «Anche se la soglia di 1 euro a biglietto, nel trasporto locale, è sempre più problematica da mantenere», aggiunge. Fermo da oltre 6 anni, il livello tariffario per il servizio urbano arriva a 85 centesimi al biglietto nel nuovo carnet da12 corse. Va detto però che, se l’Ultimo adeguamento del tiket risale al 2003 con l’aumento da 0.95 euro a 1 euro, con l’introduzione del servizio integrato da luglio 2004, è diminuito per alcuni Comuni dell’area urbana (da1.50 per la corsa semplice a 1.35 per il biglietto integrato valido 90’).
UN INTRECCIO che, d’altro canto, non può prescindere da un ammodernamento del parco mezzi già iniziato da tempo: 18 linee, 218 autobus (di cui quasi la metà, ben 108, a metano), 4 bus ibridi, 13 minibus, 1.832 fermate di linea, 265 pensiline e 41 autobus di proprietà Sia che, però, conduce parte del servizio per conto di Brescia Trasporti. «Da non dimenticare il servizio Accabus a chiamata, riservato a persone con particolari difficoltà motorie, o lo scuolabus, commissionato ogni anno dalle amministrazioni competenti o, ancora, i servizi dedicati e il granturismo», rileva Gervasi. Mezzi che resterebbero in rimessa senza il contributo delle risorse umane: 457 persone in organico di cui 350 autisti.
«Ai sindaci ho chiesto anche la trasformazione delle attuali linee in base alle nuove analisi demografiche: saranno quindi ristrutturate per garantire alla metropolitana 350mila potenziali utenti. Perchè quando i vagoni inizieranno a circolare, tutto dovrà funzionare senza intoppi» precisa lapidario Gervasi. M.RO.

Medeghini: «Mezzi ibridi la nuova scommessa»
È l’ultimo acquisto del gruppo Brescia Mobilità (che peraltro ha suscitato non poche polemiche) eppure, la storia di Omb International parte da lontano. Da quando, nel 1968, nasce come officina meccanica su iniziativa di due imprenditori: nel ’78 produce cassonetti e, dopo alcuni passaggi di proprietà, nel ’92 finisce nelle mani della famiglia Mascialino che si espande all’estero e mette a bilancio fatturati milionari. «Ma l’ascesa finisce e nel 2007 la società viene rilevata dagli stranieri che, due anni dopo, la chiudono». Un excursus storico che il presidente, Marco Medeghini, rievoca per spiegare da quali radici muovono le nuove scommesse aziendali, dopo l’entrata nella compagine di Brescia Mobilità.
«STIAMO lavorando a molti nuovi progetti, tra cui un nuovo compattatore laterale per rifiuti ad elevato contenuto tecnologico - spiega Medeghini -. Ma non solo, perchè la nuova scommessa sono i veicoli elettrici e ibridi, e un nuovo tipo di cassonetto destinato alla raccolta laterale, caratterizzato da una copertura in plastica molto robusta in grado di agevolare l’utente e garantire il contenimento dei costi di manutenzione».
Non per niente, Brescia insegna: i compattatori prodotti da Omb sono considerati un «modello» in Italia. Ma questi prodotti guardano oltre confine: «Il 23 per cento del nostro business è rappresentato dal mercato italiano, il 67 per cento dalla Spagna e un 10 per cento tra Emirati Arabi, Olanda, Cile, Gran Bretagna, Serbia e Iran», continua Medeghini. Il segreto: sviluppare mezzi di trasporto adeguati alla domanda. «Tecnologici, ibridi o, al contrario, legati all’ottica del porta a porta. Dipende. Ma l’innovazione resta la carta vincente per affrontare le sfide del futuro, qui come all’estero. Proprio a Brescia, per esempio, vogliamo realizzare veicoli ad hoc anche nel campo del trasporto pubblico: autobus, per intenderci». M.R.


LOGGIA IN CAMPO. I contrassegni rilasciati sono circa 5mila ma ne circolano altrettanti contraffatti. Varato il nuovo tagliando, con ologramma anti-contraffazione

Sosta per disabili, guerra ai falsi permessi

Lisa Cesco

Al via anche una campagna con cartelli-choc per dissuadere chi occupa abusivamente gli spazi per i portatori di handicap

Perché chi è portatore di handicap non venga penalizzato due volte, aggiungendo al limite oggettivo della disabilità l’inciviltà diffusa, il Comune promuove una manovra di contrasto su più fronti. Repressione, sensibilizzazione, controllo ed educazione sono i pilastri su cui è impostata la lotta alla falsificazione dei contrassegni per disabili e all’utilizzo abusivo dei posti auto a loro dedicati. Una delle segnalazioni più pressanti riguarda l’utilizzo illecito del contrassegno invalidi, che è strettamente personale e consente di circolare nelle Ztl e sostare negli spazi riservati. «I contrassegni rilasciati sono 5 mila, ma stimiamo ce ne siano molti di più in circolazione, se si contano quelli falsi e quelli che vengono duplicati, perché basta una fotocopiatrice a colori per riprodurli, ad uso per esempio degli altri famigliari», dice l’assessore alla Mobilità Nicola Orto, presenti la delegata contro le barriere architettoniche, Maria Chiara Fornasari, il presidente ACB Emanuele Vezzola - interessato a una condivisione intercomunale e di rete del progetto - il presidente Anmil Angelo Piovanelli e Roberto Sala della Consulta per la vita sociale.
PER QUESTO la Loggia ha introdotto un ologramma antifalsificazione sui contrassegni, di colore argentato e con logo del Comune, che verrà applicato a quelli di nuova emissione e sarà aggiunto a quelli già circolanti con un invito ai possessori a recarsi al Settore mobilità e traffico, secondo modalità da individuare. Grazie a un collegamento diretto con l’Anagrafe, inoltre, non sarà più possibile «farla franca» se si chiede il rinnovo del contrassegno quando il diretto interessato è deceduto.
Sul fronte, invece, dei parcheggi abusivi nei posti auto riservati ai disabili, segnalati con strisce gialle e appositi cartelli, sono in arrivo nuove e ulteriori segnaletiche verticali realizzate dal Comune, che si aggiungeranno alle indicazioni già esistenti con uno slogan ad alto impatto: «Perché prendi il mio posto? Prenderesti anche la mia disabilità?». I cartelli verranno inizialmente collocati in 40 stalli nelle principali vie del centro storico.
SI INTENSIFICHERANNO anche i controlli per assicurare un utilizzo corretto dei posti-auto riservati ai disabili, che si concentreranno nelle aree di maggiori infrazioni, cioè il centro storico, i centri commerciali, le sedi di uffici tecnici come Brescia Due. Nel 2009 le infrazioni sanzionate per sosta su spazio invalidi sono state 2.256, numeri radoppiati nell’arco di 10 anni (erano 1.170 nel 1999), con 500 sanzioni in più registrate in un solo anno, dal 2008 al 2009 (la multa è di 78 euro, e spesso comporta la rimozione forzata del mezzo con 2 punti persi in patente).
«Queste misure diventano ancora più efficaci se il contrasto non è da solo, ma si accompagna ad attività di prevenzione e educazione per formare una coscienza civica», dice il vice sindaco Fabio Rolfi. Il tema del rispetto della disabilità verrà inserito anche nei programmi di educazione stradale realizzati dai vigili nelle scuole cittadine.
«Si sta andando nella direzione giusta – commenta Sala -. Ora l’aspetto da affrontare è la revisione dei posti auto per disabili, soprattutto quelli in centro, per verificare quali sono davvero conformi alla normativa anti-barriere architettoniche, perché non basta tracciare una riga gialla, servono anche dimensioni giuste dello stallo per garantire a tutti i disabili la piena fruizione della città».

Contrassegno per 5 anni non «cedibile» ai parenti
Il contrassegno invalidi, di colore arancione, consente alle «persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta» e ai non vedenti di beneficiare di alcune facilitazioni nella circolazione e nella sosta dei veicoli: permette di circolare e sostare nelle aree pedonali e nelle Zone a traffico limitato, di circolare in caso di blocco del traffico, di usufruire delle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici e ai taxi, di sostare negli spazi riservati ai veicoli dei disabili e nelle aree di parcheggio a disco orario senza limitazioni di tempo.
Il contrassegno viene richiesto dal diretto interessato al Settore mobilità e traffico del Comune in via Marconi, allegando il certificato di invalidità (che può anche essere temporanea) rilasciato dall’Asl. La durata massima del permesso è di 5 anni, scaduti i quali è necessario provvedere al rinnovo.
Per stimolare a un corretto uso del contrassegno e prevenire eventuali abusi il Comune ha realizzato un opuscolo informativo da consegnare a tutti i richiedenti, disponibile anche nelle Circoscrizioni, uffici pubblici e associazioni di disabili, per richiamare i comportamenti consentiti ai possessori del permesso.
Un punto fondamentale che viene sottolineato è che il contrassegno è strettamente personale e pertanto può essere utilizzato unicamente in presenza del disabile cui è intestato, mentre ogni altro utilizzo, anche da parte di parenti e famigliari, è abusivo. Il documento, che va esposto in originale sul parabrezza anteriore del veicolo quando il disabile è alla guida o è accompagnato da terzi, non è riferito a una specifica automobile né subordinato al possesso della patente di guida. Tuttavia, ai fini dell’accesso in Zona a traffico limitato, sul contrassegno rilasciato dal Comune si possono inserire due numeri di targa, corrispondenti alle autovetture che possono transitare nella Ztl senza incorrere in sanzioni.
IL CONTRASSEGNO invalidi non autorizza alla sosta su marciapiedi, in spazi per mezzi pubblici, passi carrabili, piste ciclabili, ecc. Per facilitare la mobilità delle persone con handicap la legge prevede la presenza di un posto auto riservato ogni 50, una proporzione che in centro storico è più alta, con maggiori posti dedicati ai disabili. L’assessorato alla Mobilità ha in corso una ricognizione generale per mappare i posti riservati e per conoscerne il numero preciso in tutta la città. LI. CE.



Teletutto. Video dal TT-TG delle ore 12.30 di venerdì 11 giugno 2010



Giornale di Brescia 11 giugno 2010
Il treno dell'estate «sbuffa» in centro
Partirà il prossimo 15 giugno e scorrazzerà per le vie del centro dal martedì al sabato
Ai passeggeri la descrizione degli angoli più suggestivi della città: dalla Loggia al Castello

La livrea della motrice e delle carrozze richiama il bianco e l'azzurro, colori simbolo della città. A Brescia arriva il Summer Train, il trenino che Brescia Mobilità e Brescia Trasporti hanno varato con la Loggia per scoprire, in modo alternativo e divertente le bellezze artistiche e architettoniche della Leonessa d'Italia. L'appuntamento con il City Sightseeing scoccherà il 15 giugno e continuerà fino al 31 luglio. Poi, conclusa la sperimentazione si tireranno le somme. Il trenino scorrazzerà per le vie del centro per poi salire sul Colle Cidneo e raggiungere il Castello, dal martedì al sabato. La descrizione degli angoli più suggestivi della città sarà diffusa da un impianto audio.
A spasso in città con il treno
Le corse giornaliere saranno tre, una mattutina, alle 10 e due pomeridiane, alle 15 e alle 17. Capolinea del viaggio, che porterà visitatori fino alla fortezza cittadina, saranno piazza Loggia e, il sabato, in occasione del mercato o di altre manifestazioni nella piazza all'ombra del municipio, piazza Paolo VI. Il convoglio, si fermerà sempre, per raccogliere bresciani e turisti, in corso Zanardelli. Per salire a bordo del treno bisognerà acquistare un biglietto, all'Infopoint di piazza Loggia o direttamente sul convoglio, che costa 5 euro ed è valido per l'intera giornata. La scommessa è attrarre i turisti ma anche e soprattutto i bresciani. «Ci siamo domandati se offrire il servizio gratuitamente oppure a pagamento - spiega Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Trasporti - e abbiamo optato per una strada intermedia e una tariffa modesta, perché si tratta comunque di un servizio di qualità».
La Loggia e il Broletto, la Cattedrale e il Duomo Vecchio e la Torre della Pallata sono solo alcuni dei luoghi storici e di pregio, che si potranno ammirare durante il tragitto. Oltre alla guida audio in italiano è già in fase di preparazione quella in inglese. «Il trenino rappresenta un valore aggiunto alla vocazione di Brescia Trasporti: è stato subito adottato dall'azienda - osserva Claudio Garatti, direttore operativo di Brescia Trasporti - . Con questo progetto cambia pelle e passa dalla semplice funzione ludica a quella turistico culturale».
Summer Train e i musei
Summer Train guarda già oltre la fase sperimentale. «Se funziona si potrà pensare ad un arricchimento del progetto - sottolinea Medeghini -. Comunque già da ora sarà possibile riservare corse dedicate». Il primo vagone ha una capienza di 19 passeggeri mentre il secondo è stato dotato di una piattaforma elevatrice per consentire anche ai disabili di salire a bordo. «L'Amministrazione comunale - commenta l'assessore alla Mobilità e al Traffico Nicola Orto - è impegnata a incentivare la mobilità sostenibile, con progetti come il car sharing e il bike sharing. Il trenino rientra anche in questo percorso. Con l'assessore Arcai stiamo pensando a un abbinamento con le mostre o le visite a Santa Giulia». Il trenino, come suggerisce Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti, «potrebbe essere utilizzato in futuro anche dalle scolaresche».
Paola Gregorio


Bresciaoggi 11 giugno 2010

Alla scoperta di Brescia a bordo del Summer Train

TURISMO. Dal 15 giugno fino alla fine di luglio la visita guidata alle bellezze della città.
Un’ora e mezza con «cicerone» (con cuffie per gli stranieri) al costo di 5 euro. La partenza da piazza Loggia o piazza Paolo VI


Brescia come Londra, Parigi o New York avrà fra pochi giorni un servizio di «city sightseeing», ovvero di visita guidata alle bellezze della città, non proprio con gli autobus scoperti, come le grandi capitali del turismo mondiale, ma a bordo del trenino di Brescia Mobilità, trasformato per l'occasione in Summer Train.
Il servizio partirà il 15 giugno fino al 31 luglio, e sarà in funzione dal martedì al sabato con tre corse al giorno, una alle 10 del mattino e le altre due al pomeriggio, alle 15 e alle 17. Partendo dal capolinea di piazza Loggia il Summer train percorrerà via San Faustino e arriverà fino al piazzale del Castello, per poi ridiscendere verso via Avogadro e toccare piazza Tebaldo Brusato, via Musei, piazza Paolo VI, corso Zanardelli, corso Garibaldi e tornare davanti alla Loggia (per il sabato in cui c'è mercato il capolinea sarà in piazza Paolo VI con un percorso leggermente modificato, così come in caso di manifestazioni estive in piazza Loggia).
Oltre ai capolinea di Loggia e Castello il trenino fermerà in corso Zanardelli e via Alberto Mario.
Durante il giro della città, della durata di 1 ora e mezza, i passeggeri a bordo potranno ascoltare spiegazioni sui luoghi d'interesse toccati (per i visitatori stranieri sono disponibili cuffie audio in inglese), dal Capitolium al Foro, dal duomo alla Loggia e al Broletto. Il biglietto costa 5 euro ed è valido per l'intera giornata, si può acquistare a bordo o all'infoPoint di piazza Loggia, ed è possibile riservare corse dedicate.
«CON I TURISTI che in estate arrivano in città dai laghi di Garda e d'Iseo l'opportunità offerta dal Summer train non poteva essere persa», dice il presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi. Le potenzialità turistico-culturali del trenino sono proprio in questi giorni oggetto di un ragionamento congiunto fra gli assessorati alla Mobilità e alla Cultura del Comune, come spiega l'assessore Nicola Orto.
«L'abbinata fra mostre, museo di Santa Giulia e trenino che consente il tour della città, passando per via Musei, è una modalità nuova e integrata che vorremmo valorizzare, uno strumento in più al servizio dei visitatori», osserva Orto, sottolineando che il Summer train si integra nei progetti per incentivare il trasporto alternativo a quello privato.
Se il trenino è una scommessa, come la definisce il direttore generale di Brescia Trasporti, Marco Medeghini, è certo che sarà giocata su forestieri e su bresciani doc: «È un servizio che rivolgiamo anche ai nostri cittadini, per spostarsi in città». Fra le idee in cantiere, anticipate dal direttore di Brescia Trasporti, Claudio Garatti, c'è quella di proporre il trenino per le gite scolastiche.

Lisa Cesco


Giornale di Brescia 14 giugno 2010
  
Rovato Borgo, per i pendolari un ritorno al passato
Dopo 35 anni di chiusura, da ieri mattina è stato riattivato il servizio passeggeri sulla storica tratta per Bornato/Calino
Prima corsa, poco dopo l'alba. Ma soprattutto dopo 35 anni. Già, perché da ieri è stato ripristinato il servizio passeggeri ordinario (soppresso nel 1975) sulla Rovato-Bornato, con 14 corse giornaliere, alcune delle quali direttamente collegate con Iseo.
Un servizio navetta, con fermate alle stazioni di Rovato Città e Cazzago, prima di giungere a Bornato/Calino in coincidenza con i treni della Brescia-Iseo-Edolo delle Ferrovie Nord e della Milano-Venezia e Lecco-Bergamo-Brescia di Trenitalia. Un servizio appositamente strutturato - secondo LeNord - per i pendolari (che utilizzando la «porta» di Rovato potranno evitare di raggiungere Brescia) e, nei festivi, per i turisti.
Certo, solo nelle prossime settimane si potrà testare il gradimento del servizio ferroviario, la cui riattivazione è stata fortemente voluta dagli Enti locali (municipalità di Rovato e Iseo in testa), dalle associazioni ambientaliste (anzitutto Legambiente di Franciacorta e Basso Sebino che avevano anche organizzato manifestazioni per la riapertura) e dalle Ferrovie turistiche italiane che da anni, in collaborazione con LeNord, organizzano treni storici da Milano per la Franciacorta ed il lago d'Iseo percorrendo proprio i sei chilometri scarsi della storica ferrata, inaugurata nel 1911.
Ma la peculiarità sta proprio nel collegamento diretto fra Milano, Bergamo e la pianura occidentale con la ferrovia del Sebino e Valcamonica senza passare da Brescia. «Evitare lo scalo di Brescia - commenta la bresciana Monica Rizzi, assessore regionale - e poter raggiungere direttamente, e quindi in minor tempo, Milano è una grande conquista per il nostro territorio e per la nostra gente. Penso in particolare ai pendolari, che potranno risparmiare fino ad un'ora di tempo oltre che poter contare sulla semplificazione di un biglietto unico. Penso poi anche a quanti in Valcamonica come sul lago e in Franciacorta vivono di turismo: la riapertura della Bornato-Rovato porterà un maggior flusso di visitatori, a vantaggio dell'economia locale». bon

Il Brescia 14 giugno 2010
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Giornale di Brescia 13 giugno 2010
Sos fondi. E la Loggia «ipoteca» i parcheggi
Tra maxi-rata e opere servono 104 milioni di euro: per recuperarli
l'Amministrazione guarda alla cessione di beni a Brescia Mobilità

I numeri non mentono: a mancare all'appello del piano economico previsto per il Metrobus sono 54milioni di euro (quelli cioè della cosiddetta maxi-rata da versare nel 2011, come stabilito nella delibera di Giunta del 2004) cui se ne aggiungono almeno altri 50 per le cosiddette opere complementari, ovvero la cornice che andrà ad accogliere le future stazioni previste lungo il tracciato. Poi, si penserà ai restanti 30 milioni necessari per il completamento dei parcheggi interrati. Totale: 104 milioni di euro. Che né la Loggia né Brescia Mobilità hanno in cassa. E allora la strada al momento individuata è una: cedere alla società controllata i parcheggi (oggi di proprietà comunale) che già gestisce. In altre parole la Giunta sta pensando di patrimonializzare Brescia Mobilità: conferendole infatti beni da impegnare, la controllata potrebbe accendere un mutuo per far fronte alle due spese.
La variante «ricapitalizzazione»
L'idea nasce sulla scia di un'analisi approfondita che pure poneva l'Amministrazione davanti a due possibilità: una capitalizzazione liquida, conferendo cioè a Brescia Mobilità fondi pubblici; oppure una capitalizzazione patrimoniale, attraverso la «cessione» di beni materiali. Tutto ciò tenendo ben presente che il quadro va ad incastrarsi con le condizioni imposte al Comune dal nodo del Patto di stabilità: per rispettarle, la Loggia dovrà «reperire» di qui ai prossimi sei mesi 32,5 milioni di euro. Fondi che, al momento, sindaco e assessori hanno immaginato di incassare con la vendita - «ma non con la svendita» come ha sottolineato a più riprese il primo cittadino in occasione della discussione del bilancio 2010 - di azioni di società partecipate.
Una garanzia per il mutuo
Va da sé che, essendo a monte a corto di fondi, è escluso che le casse comunali possano ricapitalizzare Brescia Mobilità. Di qui la scelta di lavorare sul piano «b», ovvero su una vera e propria ricognizione dei beni possibili da cedere alla società, così da consentirle da un lato l'accensione di mutui e dall'altro la prosecuzione dei cantieri e dei progetti inerenti a stazioni e opere circostanti (dalla viabilità alla sosta, dalle piazze alla densificazione, passando per il capitolo sicurezza). E la «prima scelta» sono proprio i parcheggi. «Al momento è il passo più ovvio, poiché si tratta comunque di strutture che già gestisce Brescia Mobilità» spiega l'assessore al Patrimonio, Fausto Di Mezza, che insieme ai colleghi Mario Labolani per i Lavori pubblici e Paola Vilardi per l'Urbanistica, nonché al presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, sta gestendo la partita economica.
I ritocchi di superficie
Così facendo si riuscirebbe quindi a recuperare una somma in grado di coprire l'esborso della maxi-rata e quello stimato per le opere complementari. Sulla cui programmazione sono pure stati apportati dei piccoli ritocchi.
Se cioè inizialmente la passata Amministrazione aveva calcolato in 20 milioni di euro gli interventi di superficie, la Giunta Paroli - progetti e numeri alla mano - ne ha calcolati 80, di cui 30 solo per la realizzazione dei parcheggi interrati. A fronte di una difficoltà economica incombente, l'idea è quella di «spacchettare» le opere. In altre parole i parcheggi verranno avviati e consegnati alla città, ma con posti inferiori a quanto originariamente prospettato.
Nuri Fatolahzadeh


Metrò, investimento da 675 milioni di euro
Ma quanto costa alla città l'operazione Metrobus? La cifra complessiva si attesta sui 675 milioni di euro circa (a valori non inflazionati), di cui 603 milioni calcolati per opere civili e sistemi, 40 per varianti di progetto e 32 per oneri a carico della stazione appaltante (voce che comprende cioè gli espropri, la direzione dei lavori, le spese legali, le assicurazioni, le commissioni di collaudo e la sicurezza).
Poi ci sono i contributi a fondo perduto erogati dallo Stato (come previsto dalla legge 211 del 26 febbraio 1992 «Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa»), oggetto dell'accordo sottoscritto tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Comune e Brescia Mobilità il 27 dicembre 2002 è pari a 244.381.000,59 euro. Nel dicembre 2007 il Cipe ha pure deliberato un ulteriore finanziamento statale per un importo che si aggira attorno ai 40 milioni di euro. Questo, a fronte però di un incremento di pari importo della spesa complessiva «per varianti migliorative dell'opera». Per quest'ultimo Brescia Mobilità è al momento in attesa di una delibera che sappia stabilire - sulla scia delle indicazioni dei Ministeri dei trasporti e dell'economia - le modalità di erogazione dei fondi. Ad oggi il contributo statale certo è quindi stimato in 284.381.000,59 euro (pari al 42% del costo totale del Metrobus), cui si aggiungono i 72 milioni di euro (ovvero l'11% della spesa) messi a disposizione dalla Regione.
Ma l'ultima tappa del «dossier» economico si è consumata nel dicembre 2009, quando il Consiglio di amministrazione ha inviato al Ministero la richiesta di un nuovo finanziamento di 80 milioni, a fronte di altre migliorie di pari importo. Al momento è incorso l'istruttoria per la presentazione al Cipe.

Di Mezza: «Uno dei nodi più difficili da risolvere»
Sulla maxi-rata da 54 milioni di euro da versare alla società Ansaldo nel 2011, l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, è perentorio: «Si sapeva, era inserita negli atti del programma ma non è mai stata prevista la copertura economica. Ci troviamo di fronte a uno dei problemi più difficili e più grandi da risolvere, specie se si pensa che neppure per le opere complementari sono stati previsti fondi. E tutto ciò in un contesto in cui sui Comuni pendono le condizioni sancite da un Patto di stabilità sempre più aspro che Brescia, come già è stato ribadito in occasione dell'approvazione del Bilancio 2010, intende rispettare. Come pure stiamo lavorando per risolvere il nodo Metrobus, uno degli ostacoli cui riusciremo a fare fronte».
Uno all'interno di una corsa ad ostacoli, perché poi si apre il capitolo biglietto. «La questione riguarda la sostenibilità dell'opera, una sostenibilità che non esiste. La precedente Amministrazione ha stimato 500mila potenziali utenti che non esistono, per di più calcolando il costo del biglietto in 1,90 euro, un prezzo che sarebbe in assoluto il più alto d'Europa che non è possibile proporre. Dovremmo quindi studiare un modo per riuscire ad abbattere il costo del ticket così da rendere la metropolitana il più fruibile possibile ai cittadini, ma allo stesso tempo capire come recuperare i fondi necessari per gestire quest'operazione».
Infine, l'ultimo appunto a chi ha governato la città prima dell'avvento della Giunta Paroli: «Negli anni passati sono stati utilizzati i 70 milioni di utili incassati in più per abbattere mutui che potevano fare il loro corso. Se quegli stessi fondi fossero stati utilizzati per ricapitalizzare Brescia Mobilità a questo punto non ci saremmo di certo trovati in questa difficile e fastidiosa situazione».


Non solo Metrobus: si punta sui servizi

Brescia Mobilità chiude l'esercizio 2009 con utili per 1,433 milioni di euro

Oltre alla «sfida metropolitana», Brescia Mobilità ha però altri progetti in campo. Alcuni in corso d'opera (come l'atteso parcheggio di piazzale Arnaldo), altri in fase di progettazione (come nel caso dell'impianto sotterraneo pensato sotto il Castello).
Ma partiamo dall'inizio. Nel corso dell'anno sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio di Fossa Arnaldo, pensato in struttura e in grado di accogliere circa 300 posti auto. Il valore dell'investimento previsto è di circa 6,8 milioni di euro e il termine dei lavori è ipotizzato per gli ultimi mesi del 2011.Uno scenario a sé è quello che caratterizza invece l'iter dell'annunciato parcheggio «Galleria Tito Speri»: dopo l'arrivo degli esiti positivi dell'indagine geotecnica il progetto di fattibilità è ora stato varato sia dal Comando dei Vigili del fuoco sia dalla Soprintendenza locale. Nei primi mesi del 2010 è stato quindi pubblicato sul sito web il bando per la gara europea di progettazione, la cui scadenza è fissata per luglio. Le «linee guida» propedeutiche alla progettazione descrivono un posteggio in grado di accogliere al suo interno circa 600 posti auto. Con una precisa scaletta temporale: la pronta consegna è infatti immaginata entro il 2012.
Ma tra i principali progetti della città, c'è soprattutto la piscina di Mompiano - nel segno di un film a sfondo burocratico e giudiziario durato anni e fatto di ricorsi, ricorsi dei ricorsi e ancora ricorsi - necessaria per sostituire il vecchio impianto natatorio, demolito per consentire l'allestimento dei cantieri della metropolitana. Oggi, i cantieri che porteranno all'inaugurazione della struttura, per un investimento complessivo che si aggira attorno ai sette milioni di euro, sono stati avviati.
Numeri alla mano si può ricostruire il giro d'affari della società, che al 31 dicembre 2009 ha chiuso con un utile di 1.432.623 euro. Il margine operativo lordo (Mol) ha sfiorato poi i 3,5 milioni di euro a fronte degli oltre 5 milioni del 2008 (che scendono però a 3,6 se si guarda al 2007 e a 2,9 se si guarda al 2006). La liquidità aziendale alla fine dell'anno è pari a 21,01 milioni di euro contro i 41,646 milioni del 2008. Il che significa che i rendimenti dei conti correnti del 2009, pur cospicui, si sono più che dimezzati rispetto all'anno precedente e questo per una prima impennata dei tassi di interesse, precipitati poi clamorosamente nei primi mesi dell'anno scorso. La nota tecnica stilata dalla società evidenzia pure come «le liquidità societarie si stanno esaurendo, lasciando il posto ai mutui e ai finanziamenti onerosi che portano interessi passivi e che vanno ovviamente a pesare sul totale complessivo». nuri


IN TRE MOSSE

IL PROGETTO

Pronta consegna nel 2013 per un investimento totale di 675 milioni di euro, a fronte di una maxi-rata da 54milioni da versare nel 2011 e di altri 80 stimati per le opere complementari. Questi i numeri del Metrobus, per cui era stato immaginato un ticket dal costo di 1,90 euro

IL VERTICE DELLA LOGGIA

Un'operazione «mai pianificata dal punto di vista economico, uno dei più grossi problemi che la città si trova a dover affrontare». Queste le parole dell'assessore Di Mezza (nella foto) che analizzerà il nodo nel vertice di oggi: a mancare sono infatti sia i 54 milioni della maxi-rata sia gli 80 degli interventi

LA PROPOSTA

La proposta sinora presa in esame dalla Giunta è quella di cedere a Brescia Mobilità i parcheggi che già gestisce, così da impegnarli a garanzia per l'accensione di mutui. Un metodo, questo, che andrebbe a risolvere il nodo finanziario

Giornale di Brescia 12 giugno 2010
L'ombra dei conti sulle opere del metrò
Presentate le stazioni Sanpolino e Marconi per le quali l'Amministrazione ha stimato interventi per 1,2 milioni
E in Commissione esplode il nodo costi. Labolani: «Presto un vertice». Del Bono: «Vogliamo i progetti reali»
Le opere complementari del Metrobus sono in cerca di fondi. A confermarlo sono gli assessori ai Lavori pubblici, Mario Labolani, e all'Urbanistica, Paola Vilardi, che nel corso della presentazione delle stazioni Sanpolino e Marconi non hanno potuto evitare di affrontare il nodo costi. E se i progetti delle cosiddette «linee guida» - la cui approvazione si rende necessaria per rispettare il cronoprogramma metropolitano - procedono di gran lena, in sede di Commissione fanno capolino i «se» e i «ma» del caso.
Se cioè tutti gli interventi sinora presentati andranno rivisti e ridimensionati - sulla scia di «un piano economico che non è mai stato né approntato né pensato dalla precedente Amministrazione» puntualizza Labolani - perché «si discute di disegni che non verranno mai realizzati?» chiede in prima battuta il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono. Ma soprattutto, numeri alla mano, a quanto ammonta il budget realmente a disposizione di Brescia Mobilità per il metrò e cosa rimarrà «fuori» degli interventi previsti inizialmente dalla Giunta Paroli?
Il botta e risposta politico
A ricostruire la storia economica dell'impegno che il Metrobus costituisce per Brescia Mobilità e - quindi - per il Comune, è l'assessore ai Lavori pubblici. «L'Amministrazione precedente ha praticamente lasciato alla città una scatola vuota. Stando infatti a quanto preventivato sulla carta, si era pensato a soli 20 milioni di euro per tutte le opere complementari del metrò, cifra non solo insufficiente, ma che non è mai stata appostata nei bilanci. Senza contare che era stata calcolata sulla base di "bozzetti" e non di progetti veri e propri, tanto è vero che per realizzare tutti gli interventi necessari abbiamo stimato un costo di 80 milioni di euro, di cui 30 solo per i parcheggi in struttura».
Passo indietro. Nel 2011 Brescia Mobilità dovrà sborsare alla ditta Ansaldo una maxi-rata da 54 milioni di euro, come previsto nel piano finanziario d'origine descritto nella delibera di Giunta dell'ottobre 2004. Una cifra di cui però, al momento, il Comune non dispone. A questa, vanno sommati gli 80 milioni delle opere complementari, anch'essi «da recuperare». Di qui la proposta su cui sindaco, Labolani e Vilardi, insieme all'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, e al presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, lavoreranno nel corso delle prossime settimane. «L'obiettivo è innanzitutto procedere con le opere necessarie, così da rendere agibili gli spazi attorno alle stazioni. In quest'ottica un'idea condivisa è quella di rimandare ad un secondo momento i cantieri riguardanti i parcheggi, così come pure tutta la questione legata alle opere di urbanizzazione, tra cui è incluso il capitolo volumi, che potrà essere discussa e valutata in modo approfondito con la stesura del nuovo Pgt».
Così facendo gli 80 milioni iniziali verrebbero epurati dei 30 dei parcheggi e i tecnici, con qualche sforbiciata qua e là potrebbero arrivare a tagliarne altri 5, per un totale di 45 milioni di euro. Fatto sta che ieri la presentazione delle stazioni era all'ordine del giorno delle due Commissioni coordinate da Raul Francesconi e Marco Toma. «Mi domando - incalza Alessandro Bizzaro (Lega) - quale sia a questo punto il ruolo dei consiglieri. I progetti vengono pensati e illustrati dai tecnici, ma dovrebbero essere espressione di una precisa linea politica che, qualora lo ritenesse, dovrebbe poter apportare delle modifiche». Ma a rimanere perplessi sono i consiglieri del Pd che scelgono di non partecipare al voto. «Stiamo parlando delle fermate che vorremmo ci fossero, non di quelle che realmente ci saranno - dissente Del Bono -. Votiamo quindi qualcosa che non sarà mai come la vediamo ora, perché l'assessore ci annuncia dei cambiamenti consistenti a seconda in primis delle risorse che si riusciranno a recuperare e poi sulla scia del Patto di stabilità». Aldo Boifava, invece, punta l'accento sulla «necessità di un confronto serio e puntuale sui costi e sulle tematiche urbanistiche così da avere una visione d'insieme chiara, coerente e, soprattutto, in modo da riuscire a lavorare su basi concrete». Un incontro che l'assessore Labolani ha assicurato al più presto.
Le opere progettate
Come cambierà - stando a quanto illustrato ieri - il quartiere di Sanpolino con l'avvento del metrò? Innanzitutto si «rivitalizza» il cuore, ovvero corso Bazoli; poi, toccherà agli spazi pubblici, che saranno ridisegnati: i muri del viadotto sono ad esempio pensati come «lavagna» per quelli che l'assessore ha definito «graffiti di qualità» e oltre ai collegamenti pedonali, arriverà un nuovo tratto di pista ciclabile, lo stesso che si riannoderà con via Serenissima. Per un totale di circa 700mila euro.
Il fulcro della stazione Marconi è invece rappresentato dal parco comunicante con il museo di Scienze naturali: l'area verde verrà mantenuta per intero e verrà chiusa (secondo gli orari del Metrobus) da una cancellata. Alcuni vialetti la collegheranno sia a via Crocifissa di Rosa sia a via Marconi, dove pure verranno ripristinati i parcheggi della sede comunale attigua. Costo: 510mila euro.
Nuri Fatolahzadeh

Giornale di Brescia 12 giugno 2010
Treni e bus, «tagli devastanti»
Alla presentazione del nuovo orario l'assessore Cattaneo illustra l'impatto della manovra
Tolti 100 milioni alla rete ferroviaria regionale e 11 milioni alla rete bresciana su gomma
Estate, tempo di viaggi: si controllano le offerte dei voli a basso costo, si calcola la spesa della benzina e dell'autostrada, si cerca un amico con la casa al mare... e intanto treni e autobus rischiano di restare senza soldi.
Un allarme lanciato ieri dall'assessore ai Trasporti della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, nel corso della presentazione dell'orario ferroviario estivo di Trenitalia-Le Nord. Lo scenario prospettato è alquanto cupo: «Si parla di tagli per 300 milioni di euro nel 2011 tra minori trasferimenti dallo Stato per i servizi e altre voci. Che sul miliardo e 47 milioni di trasferimenti alla Lombardia significa un taglio netto del 30%». E se il Pirellone otterrà meno risorse dallo Stato «non potrà che tagliare, a sua volta - ha ammesso Cattaneo - i trasferimenti agli enti locali».
Dati alla mano, significa, ad esempio, per quanto riguarda il nostro territorio, 4 milioni in meno di euro da erogare al Comune di Brescia per i servizi su gomma (ovvero gli autobus urbani), e 7 milioni in meno alla Provincia di Brescia per gli autobus extraurbani. In tutto si calcolano 100 milioni in meno al trasporto su gomma e 200 milioni in meno a quello su rotaia. «Se, per assurdo, dovessimo tagliare - rincara la dose Cattaneo - tutti i servizi su ferro in Lombardia il sabato e la domenica, che costano 96 milioni di euro, non copriremmo i tagli previsti dalla finanziaria». Né, secondo Cattaneo, sarebbe praticabile la strada dell'aumento dei prezzi dei biglietti: «Dovrebbero aumentare del 60% e non è plausibile».
«In un momento di difficoltà economica colpire il trasporto pubblico locale è un atto gravissimo. Se i tagli contenuti nella manovra del Governo restassero così avrebbero un effetto devastante sui servizi regionali».
E allora? L'assessore ha garantito che farà tutto il possibile per rendere praticabili cambiamenti del testo, il cui iter legislativo non è ancora terminato. «Essendo così ampio l'impatto della manovra sul trasporto pubblico locale, sono certo - ha concluso l'assessore - che prevarrà la responsabilità in Parlamento per una modifica del testo».
Bornato-Rovato, il ritorno
Per quanto riguarda il nuovo orario dei treni, valido per i prossimi sei mesi, l'unica novità di interesse diretto bresciano è la riapertura, domani 13 giugno, della linea Bornato-Rovato delle Ferrovie Nord con treni giornalieri. Con questa linea saranno collegati con il treno anche le due località di Rovato città e Rovato Borgo con tre minuti di percorrenza: inoltre nella stazione di Rovato i treni della Bornato-Rovato saranno coincidenti con quelli delle linee Milano, Brescia e Bergamo. A Bornato le coincidenze riguarderanno i treni della linea Iseo-Edolo. Con questo nuovo servizio verrà soppresso da domenica il collegamento di tipo metropolitano tra Brescia e Castegnato e le stazioni interessate avranno il servizio offerto dai treni della linea Brescia-Breno.
Per quanto riguarda il trasporto regionale di Trenitalia non si registrano novità, salvo la conferma della fermata a Pioltello già in vigore dal 21 marzo scorso, del treno che parte da Brescia alle 7.07 e arrivo alle 8.04 a Pioltello per chi deve prendere i treni del Passante. Non essendo stata ripristinata la fermata di Treviglio Ovest per i convogli della linea Milano Centrale-Bergamo, continuerà l'effetto «sardine in scatola» sui treni della Milano-Brescia presi d'assalto a Treviglio anche da tutti quei viaggiatori che prima utilizzavano Treviglio Ovest per i viaggi su Milano.
Il nuovo orario è frutto del confronto di otto tavoli territoriali a cui hanno partecipato 31 istituzioni (tra Regione, Province e Comuni capoluogo) e 52 rappresentanze dei viaggiatori, «indice - ha sottolineato l'assessore Cattaneo - di quel dialogo costante che contraddistingue l'operato della Regione».
Marco Sampognaro

Il Brescia 12 giugno 2010
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Bresciaoggi 12 giugno 2010

LE OPERE COMPLEMENTARI. Il patto di stabilità cala la scure. Anche per questi lavori il Comune non potrà spendere

Marciapiedi e parcheggi?
Arriveranno dopo il Metrobus

Mimmo Varone

La sistemazione della aree di superficie in parte slitterà a dopo il 2013. Il budget è sceso da ottanta a quaranta milioni

Il Patto di stabilità cala una scure anche sulle opere complementari della metropolitana di Brescia. I soldi ci sarebbero pure, nelle casse del Comune, ma non si possono spendere. E allora il budget inizialmente previsto per sistemare le aree di superficie intorno alle stazioni si dimezza. Da 80 milioni passa a 40. Non solo. Da qui al primo gennaio 2013, entrata in funzione dei treni, non tutto quanto è previsto verrà completato. In particolare, richiederanno più tempo i parcheggi per 30 milioni di euro (che restano) e qualche allestimento di superficie sarà provvisorio. L’annuncio è venuto ieri mattina dagli assessori ai Lavori pubblici Mario Labolani e all’Urbanistica Paola Vilardi, in occasione della presentazione delle opere complementari alle stazioni Marconi e Sanpolino. Vilardi sottolinea che «nei lavori di sistemazione superficiali avranno un ruolo le urbanizzazioni in termini di diritti edificatori».
Un po’ di soldi si recupereranno così, altri con una nuova «visione» delle stazioni stesse, e alla fine si spenderà comunque più di 40 milioni e i conti dovrebbero quadrare. Non è un caso - aggiunge Vilardi - che il futuro assetto della città lungo l’asse della metropolitana verrà deciso certo con Brescia Mobilità, che deve trasformare in progetti esecutivi gli indirizzi del Comune, ma «anche con l’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza per capire fino in fondo il ruolo che possono giocare le urbanizzazioni». Al momento, però, è presto per entrare nei dettagli, perchè il discorso puntuale sui diritti edificatori «deve essere fatto all’interno del Piano di governo del territorio», precisa l’assessore. E per quello bisognerà aspettare ancora un anno o giù di lì. A mettere tutto insieme, rispetto alle opere complementari di superficie «all’inizio del 2013 qualche stazione sarà completata - dice Labolani - e le altre saranno in fase di lavoro». Con la rassicurazione che i futuri utenti del metrò non si muoveranno tra buche di cantieri per raggiungere i treni, ma comunque «avranno degli allestimenti adeguati, magari provvisori».
D’altronde, con una punta di polemica nei confronti della precedente Amministrazione Corsini, «quando ci siamo insediati in Loggia abbiamo trovato non più che schizzi delle opere complementari - dice Labolani - dovevano esserci 22 milioni destinati e non ne abbiamo trovato neanche uno» Dunque, «senza progetti e senza soldi abbiamo dovuto cominciare tutto daccapo».
IERI È STATA la volta della dodicesima e tredicesima stazione. Sono la Marconi, sesta dal capolinea nord, e la Sanpolino, penultima prima del capolinea sud. Mancano all’appello le San Polo 1 e San Polo 2, oltre alle due del centro storico, Vittoria e San Faustino che verranno progettate per ultime. Ma si tratta solo di linee guida consegnate a Brescia Mobilità perchè le trasformi in progetti esecutivi. Il vero punto dolente, però sono i cantieri, che ancora non si vedono. Per ora sono partiti solo i lavori di sistemazione della via Triumplina. E da quelle parti non si è ancora messa mano ai complessi lavori intorno alla stazione Prealpino. A sommare il tutto, dunque, appare scontato che non tutto sarà pronto per l’appuntamento del 2013.



LE STAZIONI. Presentate le linee guida delle «fermate» del metrò numero dodici e tredici

Ecco Marconi e Sanpolino:
aiuole verdi e una «rambla»

Per le opere complementari spese contenute a 1,2 milioni di euro

Cinquecentomila euro per la Marconi e 700 mila per la Sanpolino. È quanto mette sul piatto la Loggia per le opere complementari delle altre due stazioni, che si aggiungono alle 11 già licenziate dagli uffici tecnici della Loggia. Si va un po’ al risparmio, ma si tratta di due siti che non richiedono opere troppo complesse. L’area d’intervento della Marconi si limita a una superficie di 2.500 metri quadrati, l’altra è di 7.500 ma è quasi tutta compresa nella «rambla» di corso Bazoli. Il progetto della Marconi punta a riposizionare la «scatola» sotterranea della stazione all’interno del parco Sant’Antonino, che ha perso un pezzo e qualche albero a causa dei lavori. La recinzione del parco sul lato di via Marconi verrà fatta con parti nuove e altre «com’era-dov’era». Il verde verrà portato fino al limite della recinzione, fino a racchiudere i sei lucernari della stazione. Una nuova recinzione con ingresso verrà fatta su via Crocifissa di Rosa con una connessione pedonale diretta fra la stazione e la via. Si farà il ripristino dei parcheggi dell’attigua sede comunale e si manterranno quelli sul fronte di via Crocifissa.
Naturalmente verrà rifatto il percorso ciclopedonale interrotto in via Marconi. E l’intervento più rilevante verrà fatto proprio sul fronte della via, con una cinta a linee «contemporanee» per reintepretare il vecchio muro preesistente. Lo spazio pedonale esterno, con scale, marciapiede e pista ciclabile non sarà più area verde. E con tre ingressi garantirà l’accesso al parco e alla stazione. Non molto più complesso è l’intervento a Sanpolino, che tuttavia deve fare i conti con diversi aspetti problematici. Il passaggio sotto il viadotto del metrò non ha l’altezza regolamentare di 5 metri, pertanto non può essere carrabile. I piloni del viadotto stesso sono una specie di manna per i graffitari che già si sono messi all’opera. C’è il problema dei parcheggi, ma prevederli sotto il viadotto avrebbe esposto l’area al degrado.
LE SOLUZIONI trovate puntano a caratterizzare lo spazio centrale di corso Bazoli con un intervento di architettura contemporanea fatto di aiole triangolari e rialzate a sbalzo, inserite in una trama di percorsi pedonali. Grandi aiole si alterneranno a spazi pavimentati, formando un insieme dalla forte identità. E le banchine soprelevate nasconderanno le auto alla vista. Il tutto dovrà assicurare facili collegamenti pedonali tra un lato e l’altro di corso Bazoli. E una ciclabile in direzione nordovest-sudest assicurerà la connessione tra il parco di San Polo e la via Serenissima. E con l’occhio ai disegni già comparsi sui piloni, l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani - che ieri ha presentato le due linee guida insieme all’assessore all’Urbanistica Paola Vilardi – annuncia che metterà a disposizione gli spazi per graffiti d’autore in modo da tener sotto controllo le espressioni «artistiche». Tutto, a Sanpolino, sarà finalizzato a evitare l’effetto «periferia», e a dare al luogo cura e ospitalità come qualsiasi area urbana. Le pavimentazioni pedonali si distingueranno con materiali diversi. I percorsi battuti e diretti saranno in pietra, mentre le aree di cornice e di fondo avranno pavimentazioni meno pregiate e maggiormente vicine ai giardini per colore.
Nel progetto complessivo, la «rambla» di corso Bazoli attraverserà l’area verde di rispetto del torrente Musia. Per ora, tuttavia, si fermerà all’altezza dell’area già urbanizzata. Il resto (circa la metà nel senso della lunghezza) si farò quando anche gli altri isolati di Sanpolino verranno costruiti. E ora all’appello mancano solo quattro stazioni. MI.VA.


TORNA L'ORARIO ESTIVO
Come di consueto con la fine dell'anno scolastico l'orario degli autobus della rete dell'area urbana si adegua alla riduzione del numero di passeggeri che contraddistingue il periodo estivo.
L'orario estivo sarà in vigore da domenica 13 giugno fino a venerdì 10 settembre.
E' prevista un'ulteriore riduzione dei passaggi (orario estivo ridotto) nel periodo compreso tra lunedì 26 luglio e mercoledì 25 agosto.
Gli orari sono disponibili sul sito internet www.bresciamobilita.it

Una considerazione di tplbrescia.it riguardante l'orario estivo ridotto che quest'anno resterà in vigore per ben 31 giorni. Nel 2004 (se la memoria non mi inganna) quando fu rivoluzionata la rete dell'area urbana di Brescia l'orario estivo ridotto restò in vigore una decina di giorni a cavallo di Ferragosto. Gli anni successivi l'orario estivo ridotto fu impiegato per due settimane, negli ultimi anni restò in servizio per tre settimane.
Quest'anno l'estivo ridotto sarà utilizzato per un mese intero. Immagino che la scelta sia stata presa in seguito a precise valutazioni in ordine all'effettiva domanda di mobilità del mese di agosto.
Speriamo che il risparmio ottenuto facendo circolare meno autobus con l'orario ridotto possa essere reinvestito per migliorare l'offerta nei periodi di maggiore richiesta di mobilità come ad esempio nel mese di dicembre.

 

Dal 14 Giugno al 11 Settembre  si rinnova servizio estivo di linea Chiari-Rovato-Iseo.

Sette corse al giorno e collegamenti con le stazioni ferroviarie di Chiari e Rovato, il centro commerciale “Le Porte Franche”, i parchi acquatici “Acquadream” di Rovato, “Acquasplash” di Colombaro di Corte Franca e  “Sassabanek” di Iseo.

E se viaggi sulla LINEA H2O puoi vincere un ingresso omaggio al tuo parco acquatico preferito!


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Bresciaoggi 08 giugno 2010

Prignachi contro Balotta
«I fatti mi danno ragione»

«Non abbiamo buttato via soldi, anzi abbiamo riqualificato il servizio integrato della Vallecamonica, eliminato sovrapposizioni tra corse ferroviarie e automobilistiche, e aperto la Iseo-Rovato appena possibile. L’esperto di trasporti di Legambiente Dario Balotta o non conosce i dati o, quando mi accusa, è in malafede»: è secca la replica di Valerio prignachi, ex assessore provinciale ai Trasporti, al ricorso alla Corte dei Conti annunciato da Balotta per un presunto danno di 900 mila euro.
«Se fosse informato bene - sottolinea prignachi - a quella cifra Balotta dovrebbe togliere uno zero, perchè riguarda tutta la Brescia-Iseo-Edolo».
IN PRIMO LUOGO l’ex assessore corregge i tanti «errori» che trova nelle accuse dell’uomo di Legambiente, precisando che i «fondi del Governo Prodi sono arrivati alla Regione, che ha competenza sul trasporto ferroviario, non alla Provincia». E casomai, «lo spreco c’era prima che togliessimo le sovrapposizioni tra ferro e gomma». Ad ogni modo, «il mercato ci ha premiato - aggiunge prignachi - tant’è che nel 2008-09 i passeggeri sulla Brescia-Edolo mantengono il trend di crescita».
Quanto alla Rovato-Iseo, «è talmente poco vero che Balotta l’abbia chiesta tante volte senza essere ascoltato - sottolinea – che proprio oggi (ieri, ndr, vedi servizio a pagina 20) è stata presentata ufficialmente». E se non è stata aperta prima, «è perchè erano necessari interventi sulla linea e i chilometri erano insufficienti per attivarla senza deprimere tutto il tratto Brescia-Edolo». E allora «con l’attivazione di Castegnato - dice prignachi - siamo arrivati a un milione di chilometri che ci ha consentito di aprire anche la Iseo-Rovato». Le corse per Castegnato, d’altronde «erano una sperimentazione - precisa l’ex assessore -: sapevamo che per farle funzionare servivano parcheggi d’interscambio sia a Castegnato che alla Mandolossa». E la stessa Regione, che mantiene l’impegno di finanziare con 600 mila euro la stazione Violino, «mostra attenzione al progetto». Dunque, la sperimentazione di Castegnato è stata «utile per ulteriori incrementi del servizio, e ha arricchito il territorio bresciano di chilometri che, com’era logico, sono ora assorbiti dalla Iseo-Rovato». Tutto questo «a Balotta che ironizza sulla metropolitana provinciale l’ho spiegato in un convegno, la Iseo-Rovato era contenuta pure nel Piano provinciale dei trasporti, e lse ’esponente di Legambiente mostra di non saperlo o non sa leggere gli atti ufficiali oppure lo fa per cattiva coscienza». MI. V.



Bresciaoggi 06 giugno 2010

IL CASO. L’associazione annuncia la presentazione di un esposto in seguito all’attività del treno Brescia-Castegnato

Legambiente: «prignachi paghi 900 mila euro di danni»

Mimmo Varone

Balotta: «I treni hanno sempre viaggiato praticamente vuoti Il rapporto ricavi-costi è il più basso tra le tratte italiane»

Va bene il «federalismo dei trasporti», ma «ci vogliono regole e controlli». Con un esposto/denuncia Legambiente chiama l’ex assessore provinciale Valerio prignachi (ora presidente di Brescia Mobilità) a rispondere davanti alla Procura generale Corte dei Conti della Lombardia di un «danno erariale» che quantifica intorno ai 900 mila euro.
Per due anni un treno delle Nord ha fatto la spola tra Brescia e Castegnato con otto corse all’andata e altrettante a ritorno, esclusi fine settimana e mesi di agosto. Secondo Dario Balotta, esperto trasporti di Legambiente Lombardia, ha viaggiato «sempre vuoto», e «nonostante le petizioni e le firme raccolte per spostare quelle corse sulla Rovato-Iseo, l’assessore per due anni non ha voluto sentire ragioni».
Vero è che dal 14 giugno la linea Rovato-Iseo, chiusa dagli anni 50 riaprirà e le corse saranno spostate su quei binari. L’obiettivo, sarebbe centrato. Ma «il danno è fatto - sottolinea Balotta, rappresentante del circolo di Iseo - e l’esposto partirà». Lo ha annunciato ieri portando i conti dello «spreco». I costi medi di produzione di un treno - precisa l’ambientalista - ammontano a 12 euro a chilometro. Considerando che il percorso giornaliero in discussione è di circa 160 chilometri (10 km per 16 corse), si calcolano 1.920 euro al giorno. Ne deriva che i costi annuali complessivi (per 235 giorni) arrivano a 450 mila euro. E il tutto «è compensato dall’irrisorio ricavo di 10.152 euro annui, calcolati su una media di 32 passeggeri con tariffa di sola andata a 1,35 euro».
IL RAPPORTO RICAVI-COSTI che ne risulta - argomenta Balotta - è pari al 2.2 per cento, «il più basso di tutte le tratte italiane». Le pratiche migliori in Europa si attestano sul 40 per cento e le peggiori sul 10, la stessa Brescia-Edolo fa il 15 circa. Insomma, «in due anni la provincia di Brescia ha sostenuto una spesa di 900 mila euro per erogare un servizio non usufruito dai cittadini».
A dimostrazione, Balotta chiama in causa pure ferrovieri e associazioni dei pendolari, che «non sapevano che farsene di quel treno - dice - nato solo dall’idea di una metropolitana provinciale dell’assessore prignachi».
La realtà di Balotta è che Castegnato era già servita ogni giorno da 38 corse ferroviarie, 110 corse di pullman con fermata sulla statale 11, e altre 17 con fermata diretta nel centro. Intanto «quelle corse che dovevano essere metropolitane non fermavano neanche in tutte le stazioni».
LA PROVINCIA di Brescia - spiega Balotta - li ha avuti dalla Finanziaria dell’ultimo Governo Prodi che incentivava il trasporto ferroviario, e aveva concesso alle Province di gestirli decidendo quali e quanti servizi offrire. Ma «se decidere a livello decentrato va bene – osserva -, i controlli devono pur esserci». D’altronde Legambiente aveva chiesto più volte «nelle sedi competenti e con petizioni popolari» di spostare le risorse sulla Rovato-Iseo, senza esito. Da qui la denuncia alle autorità «affinchè le stesse - si legge - provvedano ad accertare la congruità del servizio reso e, per l’effetto, l’eventuale sussistenza di responsabilità dei soggetti coinvolti nei confronti dell’erario».


Giornale di Brescia 08 giugno 2010
Ambientalisti e «malaria»: parlarne ora per agire in tempo
Per il Coordinamento dei comitati vanno realizzate nuove piste ciclabili, ripristinate le Ztl sulle 24 ore e riattivati i filobus
«Parlare adesso di inquinamento atmosferico quando il problema delle Pm10 non si pone, vuole essere una provocazione». Lo sostiene Marino Ruzzenenti, affiancato da Maurizio Bresciani e Francesco Catalano, per il Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia, intervenuti ieri sull'argomento. «È infatti opportuno intervenire in tempo e nella direzione corretta, per non ritrovarci a novembre a discutere della prevedibile situazione che alcune decisioni dell'Amministrazione comunale già assunte o che si vanno assumendo in questi momenti, verrà inevitabilmente a creare» ha continuato. «I centri storici vanno tutelati e salvaguardati, così come la nostra salute - ha aggiunto Bresciani - e mentre in tutta Europa e nella stragrande maggioranza delle città e dei paesi italiani proliferano interventi rivolti alla loro tutela, a Brescia si va nella direzione opposta. Pur essendo stata la prima città italiana ad oltrepassare nel 2010 la soglia europea dei 35 giorni oltre i limiti del Pm10 - ha continuato Bresciani - si assiste alla liberalizzazione del traffico veicolare privato e alla promozione dell'uso dell'auto: ne è prova l'imminente concessione ai residenti dell'intera città di tessere sconto per i parcheggi nelle vie interne del centro storico, che si affianca al quasi azzeramento delle Ztl. Nonostante siano stati realizzati parcheggi, quasi sempre disertati».
«Dire che l'accesso al commercio nel centro storico è diminuito in funzione della riduzione del traffico ne nega la vera ragione - ha aggiunto Catalano - perché significa non riconoscere la crisi economica in atto, vero ed unico motivo delle contrazioni commerciali. Non corrisponde altresì al vero l'affermazione che l'accesso in città è diminuito - ha continuato - perché sono cambiati i punti di rilievo dello stesso, provocando la comparazione tra dati non omogenei». Secondo gli ambientalisti non è sufficiente limitarsi a richiamare le iniziative attuate od in via di attuazione per prevedere i risultati deleteri che produrranno. Per Ruzzenenti infatti «bisogna fornire proposte alternative. Far pagare l'accesso al centro storico, come Londra o Milano, istituire nuove piste ciclabili, ripristinare le Ztl sulle 24 ore, limitare carico/scarico delle merci a orari definiti e ridotti, incentivare l'adozione delle auto a trazione ibrida o con soli motori elettrici, siano taxi o autovetture private, riattivare le linee elettrificate per i filobus, incentivare l'uso dei parcheggi scambiatori con riduzione del costo dei biglietti dei bus». Altrimenti il rischio «è di ritrovarsi al punto di partenza, se non peggio». armo

A proposito di filobus...
Pubblicazione tratta da www.cityrailways.it

Le filovie

A cura dell’ing. Andrea Spinosa, 1 pdf liberamente scaricabile
La situazione in Italia, la tecnologia, gli sviluppi

Sommario:
1 Diffusione e ruolo del filobus in Italia,

2 Le filovie italiane,

3 Quali finanziamenti per le filovie?

4 Attraversare le città in automobile? 

5 Il progetto di una moderna filovia, 

6 Trazione alternativa, 

7 L'esercizio filoviario moderno, 

8 Nuovi progetti, 

9 Suggestioni: immagini, progetti per riflettere e discutere, 

10 Riduzione dell'impatto visivo della linea aerea, 

11 La catena della mobilità, 

12 Bibliografia

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Immagine tratta da elenco aziende (archivio fotografico) del sito www.tplitalia.it

Giornale di Brescia 07 giugno 2010
Corsini: «Paroli pianga su se stesso»
L'ex sindaco della città replica alle accuse lanciate dall'Amministrazione sul piano economico del Metrobus
«La rata da 40 milioni era nota e sul tavolo c'erano due soluzioni. Questa è una Giunta di improvvisatori»


Il piano finanziario del Metrobus ha sempre previsto una maxi-rata da 40milioni da versare nel 2011. A precisarlo - e a replicare così al sindaco Paroli ed all'assessore al Patrimonio, Fausto Di Mezza che nel corso della presentazione del bilancio 2010 avevano sollevato la questione puntando l'accento su «una scarsa lungimiranza della passata amministrazione» - è l'on. Paolo Corsini, già sindaco della città, che quel progetto lo ha visto nascere e lo ha pianificato. Anche dal punto di vista economico.
«Sindaco assente, ma sapeva»
«Si tratta di un tema che rivendica la più totale trasparenza. L'allora presidente Fermi insieme al direttore Roberto Moreni hanno infatti convocato a suo tempo la conferenza dei capigruppo per un aggiornamento puntuale sul piano, ma Paroli, come sua abitudine, è sempre stato assente. Al suo posto, però, c'erano gli assessori Di Mezza ed Arcai». Il racconto di Corsini va poi a tracciare una linea temporale ben precisa: «Dopo il vertice, i dirigenti hanno stilato una lettera consuntiva nella quale si dava conto della situazione. Tutto ciò è pure stato ufficializzato nella delibera di Giunta dell'ottobre 2004, nella quale si palesava la cifra di 40 milioni di euro, diventati 54 solo in seguito all'operazione Omb». Insomma, della maxi-rata, negli uffici amministrativi, si parla da «circa dieci anni».
Le due varianti
Sulla scia quindi di «una programmazione chiara e puntuale» si erano ipotizzate due strade per fronteggiare la spesa. Da un lato, la possibilità di «implementare il capitale di Brescia Mobilità quanto prima»; dall'altro «la possibile accensione di mutui». Ma il metrobus è in cerca di fondi anche per il pacchetto opere complementari per il quale, a detta del sindaco Paroli, non è mai stato stanziato alcun fondo. «Anche in questo caso non si tratta di una sorpresa - precisa il professor Paolo Corsini - tanto che l'allora assessore Venturini aveva calcolato per questi progetti una somma che oscillava tra i 20 e i 40 milioni di euro, a seconda di alcune scelte, primo fra tutti il bivio sui parcheggi di superficie o interrati. Senza contare che circa 16milioni erano stati anticipati per la sistemazione della piscina di Mompiano e per le opere tra Casazza e Mompiano. E che Paroli ha scelto di ripensare daccapo i progetti».
Dal Patto a Brixia Sviluppo
L'accento cade anche sul nodo Patto di stabilità e, più in particolare, sull'emendamento Salva-Brescia: «Il sindaco dimentica di ricordare che la legittimità di quel provvedimento, da regolamento, non sarebbe stata possibile se non ci fosse stata l'unanimità e che io e l'on. Ferrari abbiamo lavorato positivamente ponendo il bene e l'interesse della città prima di tutto».
Di qui l'affondo politico: «Questa è una Giunta di improvvisatori: tutti procedono per estemporaneità e se oggi Paroli non ha risorse e intende vendere i gioielli di famiglia non deve fare altro che piangere su se stesso». L'ultimo nota-bene corre infine a Brixia Sviluppo, «una società di dubbia legittimità e di scarsa trasparenza visto che le perizie di stima non passano dal Consiglio comunale né sono state mai fornite. Invece di spendere 4,5 milioni per la sede della Circoscrizione Est o per l'acquisto di terreni a Guidizzolo si poteva finanziare il Metrobus».
Nuri Fatolahzadeh


Giornale di Brescia 05 giugno 2010

Metrobus: 54 milioni da «trovare» entro il 2011
Nei prossimi mesi nascerà un gruppo di lavoro dedicato al metrò. E le opere complementari sono tutte «da ripensare»
Tre nuove Commissioni di lavoro su cui convogliare l'attenzione dei prossimi mesi per «meglio ottimizzare le risorse e gli investimenti della Loggia» e così da «riuscire ad avere un quadro d'insieme oculato e complessivo sui principali temi rimasti ad oggi aperti anche nella stesura del bilancio 2010». A confermarlo è il sindaco Paroli che introduce così il sempre più prossimo arrivo dei «gruppi di lavoro strategici»: Cittadella dello sport, Società partecipate della Loggia (e qui torna il nodo A2A) e, da ultima, la Commissione riservata al Metrobus. E con essa tutte le problematiche e le varianti lasciate sinora in sospeso. Perché un conto è progettare sul lungo termine l'opera, altro conto è poi «organizzare nel tempo e in modo coerente un piano economico adeguato che sappia guardare anche al lungo termine».
Il riferimento corre al «saldo» che Brescia dovrà versare alla società Ansaldo nel 2011, una somma di 54 milioni di euro che non è però sinora mai stata prevista. A questa, si aggiunge tutto il capitolo legato alla gestione del Metrobus: «Nei prossimi mesi - spiega Paroli - l'intero Consiglio comunale dovrà lavorare su queste questioni partendo dal presupposto che non è possibile pensare di fare pagare ai cittadini un biglietto di 1,90 euro per usufruire del metrò». Ma non è tutto.
Nel quadro va ad incastonarsi anche il pacchetto «opere complementari», anche quelle al momento in cerca di fondi. Tanto che, già a partire dalle prossime settimane, i tecnici si troveranno a dover letteralmente «rivedere e ripensare» tutti i progetti finora elaborati. Nel tentativo di ridimensionarli rendendoli così il meno costosi possibile. A spiegare meglio lo stato dell'arte è l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza: «I 54 milioni di euro così come pure i soldi necessari per le stazioni e il loro contorno sono ancora da trovare e dovranno essere reperiti in questi due anni. Periodo in cui peraltro si deve pensare anche alla gestione». Poi, un nota bene a chi la metropolitana l'ha sì pensata, «ma senza finanziarla. La passata Amministrazione ha elaborato un grande progetto che ha però poi lasciato da pagare a chi è arrivato dopo. Basti pensare che le opere complementari non sono mai state previste nel quadro economico: per questo ci troviamo a dover ridimensionare i progetti in tempi serrati».
E ancora: «L'errore è stato a monte, quando si è scelto di abbattere i debiti anziché finanziare una società come Brescia Mobilità che ha in capo tutte queste opere. E oggi le condizioni sono nettamente cambiate: non è cioè più così semplice accendere nuovi mutui e la difficoltà nell'indebitamento è proprio dovuta al Patto di stabilità, che si rischierebbe poi non riuscire a rispettare».
Sarà quindi compito dei consiglieri che andranno a comporre la Commissione nascente - dedicata appunto al Metrobus - trovare nell'arco dei prossimi due anni i 54 milioni di euro da versare. «Il tutto - precisa l'assessore Di Mezza - facendo assoluta attenzione al rispetto del Patto di stabilità e ricordando che occorre fare fronte anche alle opere complementari». E che, nel caso la Loggia decidesse di non cedere alcune azioni delle società partecipate, dovrà pure pensare a come incassare i 32,5 milioni di euro per non incorrere nelle sanzioni. nuri

Bresciaoggi 04 giugno 2010

LE NOVITÀ. Brescia Trasporti fa ricorso a nuove tecnologie e formule inedite per incrementare il numero di clienti e per fornire un servizio sempre più efficente

Il biglietto del bus? Si farà con il telefonino

Mimmo Varone

Il debutto fra tre settimane: dopo aver compilato un modulo sarà sufficiente fare una telefonata In arrivo il ticket-moschettieri: risparmio di gruppo

Brescia Trasporti va avanti sulla strada degli incentivi tariffari e lancia «12 Special zona 1», il tesserino multiutente di 12 corse che fa viaggiare in gruppo con biglietto di corsa semplice a 83 centesimi. Ma la novità più importante arriverà fra meno di un mese, quando i bresciani si affrancheranno dal «programmare» in anticipo il viaggio su mezzo pubblico passando dal tabaccaio a comprare il biglietto. Potranno decidere all’istante di salire sul bus, pagando il biglietto con il cellulare senza spendere un centesimo in più. Proprio come fanno adesso i 2.500 che parcheggiano dentro le strisce blu usando il telefonino. E non è tutto. Prima della riapertura delle scuole a settembre, Brescia Trasporti lancerà pure l’abbonamento in Internet. Varrà per due giorni, lasciando il tempo a chi si accorge all’ultimo momento di aver dimenticato il rinnovo, di andare alle casse con la propria Omnibus card e la ricevuta del pagamento on line per regolarizzare il rapporto.
SONO LE TRE novità presentate ieri dall’assessore alla Mobilità Nicola Orto, dal presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi, dal direttore generale Marco Medeghini e dal direttore Claudio Garatti. E dicono che l’Azienda di via San Donino non dorme sugli allori di un pur lieve attivo di bilancio ma fa ricorso alle nuove tecnologie per agganciare nuovi clienti.
Particolarmente innovativo è il «bus con il cellulare». Fra tre settimane i bresciani potranno rivolgersi agli sportelli di Brescia Trasporti, compilare un modulo, iscriversi e ricevere una tessera di riconoscimento prepagata (da 10 euro) e ricaricabile.
Al momento di salire sul bus dovranno solo chiamare un numero prefissato con il sistema «no-call» già in uso per i parcometri. Il cellulare squilla, il sistema ricevente riconosce il numero, lo registra e interrompe la comunicazione. Non ci saranno spese di chiamate, ogni biglietto costerà il solito euro.
Il progetto è già pronto, e Medeghini spiega che si stanno solo perfezionando i rapporti con la banca d’appoggio. In una prima fase l’iscrizione e la registrazione del numero di cellulare si farà solo presso le casse aziendali. Quando il sistema sarà andato a regime basterà recarsi da un qualsiasi rivenditore di biglietti.
Intanto, da oggi è a disposizione il tesserino «Tutti con uno uno con tutti», vale a dire il «12 Special» che permette di viaggiare in gruppo risparmiando. A differenza dei tradizionali carnet può essere usato da più persone contemporaneamente, con la sola limitazione che si può effettuare la corsa su un singolo autobus, senza coincidenze. Garatti spiega che duemila tesserini sono stati testati per due mesi e i risultati dicono che «il 70 per cento dei viaggiatori occasionali, a cui il tesserino si rivolge, usano un solo bus», e che «ha avuto risposte positive soprattutto tra le famiglie».
IL SUO VANTAGGIO sta anche nel prezzo, inferiore a quello degli altri titoli. Ha un costo di 10 euro ed è valido per 12 corse. Vale a dire che ogni viaggio verrà a costare 83 centesimi, quasi il 20 per cento in meno del biglietto normale e comunque inferiore anche al carnet da 10 corse (95 centesimi l’una).
Quanto al pagamento on line dell’abbonamento, sarà disponibile dalla fine d’agosto sul sito internet dell’Azienda (www.bresciatrasporti-spa.it). Nella fase iniziale sarà applicabile solo per l’abbonamento mensile Zona 1 e Zona 1-2. Le modalità prevedono la registrazione al servizio e l’acquisto tramite carta di credito. Il voucher che verrà stampato avrà validità di prenotazione dell’abbonamento e scade dopo due giorni. Sono novità che «intendono facilitare l’uso del bus grazie a un prezzo inferiore», sottolinea Gervasi. E Orto aggiunge gli sforzi del Comune per non aumentare il costo del biglietto. Vero è che la riduzione a 83 centesimi non grava sulle casse pubbliche, ma verrà assorbita dalla catena tariffaria, tuttavia, ricorda l’assessore, «la Loggia nel 2009 ha speso 2,2 milioni di euro per sostenere la differenza tra il costo del biglietto fissato dal Contratto di servizio a 1,30 euro e quello effettivo di 1 euro. per incentivare la mobilità ecocompatibile, che favorisce anche i rapporti sociali».

Il ticket unico porterà rincari

Il biglietto del bus a un euro non durerà in eterno. Alla fine del 2011 scadono le concessioni per la gestione del Trasporto pubblico locale e la conferma in Regione dell’assessore Cattaneo lascia prevedere che si andrà verso il bacino provinciale. Si viaggerà con biglietto unico, e un primo aumento è nell’aria. Un altro rincaro è da mettere in conto con l’arrivo del metrò, che ha costi di esercizio notevoli.
Per ora in via San Donino nessuno si sbilancia. Il direttore generale di Brescia Trasporti Marco Medeghini conferma la scelta del biglietto a un euro, che copre il 35 per cento dei costi d’esercizio (il resto arriva da Comune, Provincia, Regione).
D’ALTRONDE, «un aumento pur consistente inciderebbe poco sulle sovvenzioni – dice Medeghini – e in cambio si potrebbe avere una disaffezione al trasporto pubblico». Andrà tutto bene finchè i soldi pubblici basteranno. Ma il sistema integrato dei trasporti verosimilmente costerà anche di più, e sarà inevitabile che il prezzo del biglietto cresca.MI.VA.


Il Brescia 04 giugno 2010
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Giornale di Brescia 04 giugno 2010
«12 special», card per 12 corse sul bus
Ha la funzione di un biglietto multiplo che può essere utilizzato da più persone contemporaneamente
Da settembre per pagare o prenotare gli abbonamenti si potrà utilizzare il sito internet di Brescia Trasporti
Lo hanno sperimentato duemila utenti per due mesi. Giudicato positivamente, è entrato a far parte del ventaglio di offerte di Brescia Trasporti che lancia una card denominata «12 special - Tutti con uno, uno con tutti», primo titolo di viaggio che ha la funzione di un biglietto multiplo e, a differenza dei già conosciuti carnet, può essere utilizzato da più persone contemporaneamente con notevole risparmio. La nuova card costa, infatti, 10 euro ed ha validità per 12 corse semplici che vengono così pagate 83 centesimi ciascuna contro un euro del tradizionale biglietto.
Uno sforzo economico non da poco per l'azienda che si rivolge con particolare attenzione alle famiglie e agli utenti occasionali che non necessitano di interscambi. Un prezzo ancora inferiore alla vecchia scheda che conteneva 10 biglietti per 9,5 euro. Per questa prima fase introduttiva di «Tutti con uno, uno con tutti» (che sta significare che possono viaggiare sulla stessa linea ed in contemporanea da uno ad una dozzina di cittadini), il tesserino - una vera carta magnetica prepagata che scala con l'obliterazione la cifra consumata - è disponibile per la zona 1 di Brescia.
Molte le novità
Le novità di Brescia Trasporti non finiscono qui. Le hanno illustrate, anticipando anche la necessità di stravolgere l'attuale assetto del trasporto pubblico locale in previsione dell'entrata in servizio della metropolitana e prima ancora della legge regionale che stabilirà nuovi bacini per l'integrazione dei servizi, l'assessore della partita Nicola Orto, il presidente della spa Andrea Gervasi, il direttore generale Marco Medeghini e il direttore Claudio Garatti.
Seguendo l'assunto che l'utilizzo del mezzo pubblico va implementato e agevolato, Brescia Trasporti adotta le nuove tecnologie in particolare per un diverso modo di acquisto del biglietto e di pagamento.
«Oltre alle consuete modalità - ha anticipato il presidente Gervasi - stiamo testando un servizio ad hoc del proprio numero di cellulare e l'acquisto contestuale di una card prepagata di 10 euro. Ogni volta che l'utente intenderà spostarsi con l'autobus dovrà effettuare una chiamata (senza costi) con la quale scalerà il costo della corsa certificato da un sms di conferma valido a tutti gli effetti». Questo servizio, che replica nel metodo l'attuale pagamento della sosta ai parcometri al quale fanno ricorso oltre 2.500 cittadini, entrerà a pieno regime nelle prossime settimane e le card inizialmente saranno disponibili alle casse di via San Donino.
Prenotazioni e pagamenti via internet
Da settembre, inoltre, dal sito internet di Brescia Trasporti saranno possibili la prenotazione ed il pagamento dell'abbonamento, tramite carta di credito. Ma sarà necessario consegnare il voucher stampato dal proprio computer alla cassa aziendale entro le 48 ore successive per una ricarica effettiva della Omnibus card. Una soluzione - hanno fatto notare i direttori - preziosa, soprattutto quando l'abbonamento è in scadenza e si possono rischiare sanzioni se non rinnovato per tempo. «Certo le scelte in tema di mobilità - ha commentato l'assessore Orto - non potranno prescindere dagli scenari futuri che riguardano Brescia ed anche i territori extraprovinciali. Per questo l'attenzione è alta soprattutto per le iniziative regionali e per il confronto con gli altri soggetti interessati al trasporto pubblico locale». w. n.

Giornale di Brescia 01 giugno 2010
Parcheggio in galleria, c'è il bando
Proposte da presentare entro il 2 luglio. La struttura costerà al Comune circa 22 milioni di euro
Il progetto include anche l'ascensore per il Castello: consegna dell'opera prevista in 180 giorni
Il progetto del parcheggio meccanizzato in fianco alla galleria Tito Speri, sotto il Castello cittadino, compie un ulteriore passo avanti. Il bando per l'affidamento dei lavori è infatti stato pubblicato sul sito web di Brescia Mobilità nel quale pure si include la progettazione di un ascensore che sia in grado di collegare la struttura al Colle Cidneo.
I tempi per partecipare all'appalto si chiudono il prossimo 2 luglio, l'opera dovrà essere realizzata in 180 giorni a partire dalla data di aggiudicazione dell'appalto e l'importo base è stimato in circa 22milioni di euro. Che, stando a quanto indicato nell'avviso di gara, saranno reperiti da «fondi comunali».
Spazio per 700 auto
Torna insomma attuale l'idea del parcheggio «Tito Speri»: dopo i risultati positivi delle analisi condotte dalla Società geotecnica italiana - effettuate sia dal piazzale della Locomotiva sia dal tunnel - è iniziato quindi il dossier legato alla progettazione, il cui coordinamento è in capo a Brescia Mobilità.
L'idea che anima il disegno è nota: sotto il Colle Cidneo dovrebbero sorgeranno dieci torri da 72 posti auto l'una, per un totale di circa 720 aree sosta. E si procederà step by step. La «prima fase» prevede uno scavo per collegare i due tunnel che si aprono - scendendo verso il centro storico - sulla parete destra della galleria, raggiungendo così contrada Santa Chiara, la strada parallela al tunnel. Il collegamento avverrà, in particolare, attraverso la realizzazione di due ampi vani - una sorta di «camminamenti pedonali» - in cui saranno poi ricavate le torrette per i parcheggi meccanizzati. In sostanza, si tratterà di strutture simili a quella realizzate in via Benedetto Croce.
Per quanto riguarda invece l'accesso e l'uscita sono anch'essi previsti dal tunnel e questo perché, come spiegato dai tecnici nel momento della prima esposizione del progetto in sede di Commissione viabilità, le dimensioni della Tito Speri consentono di poter gestire, con un certo margine, tutti i flussi veicolari. Per essere più precisi, il progetto contempla un'apposita area di manovra esterna alla carreggiata in grado di accogliere i veicoli in attesa senza però nel contempo intralciare l'andamento del traffico.
Ascensione al Colle senza fatica
Poi, si arriva alla «fase due»: i pedoni. Secondo l'Amministrazione comunale cioè uno dei capitoli da risolvere da tempo è il nodo accesso al Castello, un gioiello urbano che va rivalutato partendo dall'ascolto della città e creando occasioni di incontro, coinvolgendo anche i giovani e l'università.
Ecco perché nella progettazione si era pensato da un lato ad un tapis roulant bidirezionale, così da velocizzare l'arrivo dei visitatori nel cuore della città attraverso il passaggio su via Mazzini; dall'altro, alla riqualificazione dei due corridoi pedonali già esistenti, quelli cioè in corrispondenza delle intersezioni tra contrada Santa Chiara, via Pulusella e contrada Pozzo dell'Olmo. L'obiettivo è consentire il passaggio nelle due corsie «in piena sicurezza e comfort» si legge nella relazione stilata circa un anno e mezzo fa, creando al tempo stesso una rete di percorsi pedonali che integrino la zona centrale (via Mazzini) con la ovest (via San Faustino). E tra le opere accessorie, c'è anche la presenza di un importante ascensore, in grado di accogliere venti persone per volta e pensato per collegare verticalmente il parcheggio con il piazzale antistante il Castello, se non addirittura con il piazzale della Locomotiva.
Nuri Fatolahzadeh


sondaggio di tplbrescia.it
2 - 8 giugno 2010 (sondaggio chiuso)

 

Giornale di Brescia 01 giugno 2010
Riapre la ferrovia Rovato-Bornato
Con l'introduzione dell'orario estivo, saranno garantite 14 corse giornaliere (alcune direttamente
collegate a Iseo) sulla storica tratta di sei chilometri chiusa al traffico passeggeri dal 1975
ROVATO Dopo 35 anni riapre, al servizio passeggeri, la Rovato-Bornato. Una svolta storica che si concretizza in quattordici corse giornaliere, con l'introduzione dell'orario estivo a metà giugno, sulla scorta della pressanti istanze maturate in questi anni da parte di Enti locali (anzitutto i Comuni di Rovato e Iseo), associazioni ambientaliste (Legambiente in testa), Ferrovie turistiche italiane e realtà che operano nel settore turistico. In sostanza le Ferrovie Nord (che non hanno ancora ufficializzato la riattivazione) garantiranno un servizio ordinario, con littorine diesel, lungo i quasi sei chilometri di strada ferrata che dalla stazione di Rovato Borgo sale al «nodo» di Bornato-Calino, nel cuore della Franciacorta, per poi innestarsi sulla Brescia-Iseo-Edolo.
Si tratta di una sorta di servizio navetta, sette giorni su sette, lungo il «ramo» chiuso al traffico passeggeri nel 1975 con circa la metà delle corse direttamente collegate a Iseo (in partenza e in arrivo) e le altre con cambio a Bornato-Calino, in coincidenza con i treni diretti a Brescia o viceversa sul Sebino ed in Valcamonica. Le sette corse giornaliere con partenza dal capolinea Rovato Borgo e le altrettante da Bornato - provenienti o meno da Iseo - copriranno di fatto tutta la giornata (dalle 5.45 alle 19.05 con variazioni il sabato e la domenica) offrendo quindi un servizio mirato tanto ai pendolari quanto ai turisti. Lavori di sistemazione dei marciapiedi a Rovato Borgo erano già stati eseguiti dalle Ferrovie Nord nei mesi scorsi, proprio in vista della riapertura tanto sollecitata.
Strategica risulta quindi la riapertura della Rovato-Bornato (lungo questi 5,7 chilometri sono allestite anche le fermate di Rovato Città e Cazzago) per l'adiacenza alla stazione rovatese delle Ferrovie dello Stato, lungo la Milano-Venezia e la Rovato-Palazzolo-Bergamo-Lecco. Di fatto il «ramo» franciacortino della Brescia-Edolo rappresenta, oltre alla stazione cittadina, un collegamento diretto fra le due reti ferroviarie con forti potenzialità di sviluppo turistico. Significa di fatto avere un collegamento diretto fra Milano e la Pianura padana con la Franciacorta, il Sebino e la Valcamonica, senza passare per Brescia. Collegamento tra l'altro già collaudato, con successo, dai numerosi treni turistici organizzati negli ultimi anni da LeNord con l'associazione «Ferrovie turistiche italiane» con sede a Palazzolo sull'Oglio.
«Rinasce» quindi, da metà giugno, la Rovato-Bornato (sopravvissuta col traffico merci che ha consentito il mantenimento di strutture, passaggi a livello e armamento) inaugurata il 3 settembre 1911, ben prima della Rovato-Cremona (1932) chiusa però definitivamente nel 1956.
Marco Bonari