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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia
clickmobility.it 30 luglio 2010
Per il tpl le stime prospettano per la Lombardia un taglio di 314 milioni di euro
Milano. Tpl e manovra: oggi il tavolo per il trasporto locale si riunisce per esaminare tagli
Cattaneo: "Oggi presenterò ai rappresentanti di Provincia, Comune, sindacati e imprese lo scenario che si prospetta se la manovra sarà attuata come descritta. Con loro intendo costruire una strada da percorrere definendo criteri condivisi, cosa che invece il ministro Tremonti, prima di presentare la manovra, non ha fatto"
Il tavolo per il trasporto pubblico oggi pomeriggio si riunisce in Regione Lombardia per esaminare gli effetti della manovra.
Il tavolo, spiega l'assessore regionale alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo, "dovrà verificare quali conseguenze avrà la manovra sul trasporto in Lombardia".
Per limitare i danni, Cattaneo indica due strade che devono essere percorse: la riduzione dei servizi e l'adeguamento delle tariffe che difficilmente potrà essere contenuto nell'ordine del 3%.
"Oggi - spiega Cattaneo - presenterò ai rappresentanti di Provincia, Comune, sindacati e imprese lo scenario che si prospetta se la manovra sarà attuata così come descritta. Con loro intendo costruire insieme una strada da percorrere definendo criteri condivisi, cosa che invece il ministro Tremonti, prima di presentare la manovra, non ha fatto".
"Per il trasporto pubblico locale - sottolinea Cattaneo - le stime prospettano per la Lombardia un taglio di 314 milioni di euro. Verrebbero inoltre sacrificati un terzo dei servizi sia su gomma che su ferro attualmente operanti, mentre per le opere infrastrutturali si ipotizza un taglio di 55 milioni di euro all'anno che metterebbe a rischio opere in fase avanzata di progettazione o addirittura gia' in esecuzione.
"Dei 314 milioni di tagli per il trasporto pubblico locale - sottolinea ancora Cattaneo - pensiamo che almeno 200 debbano essere operati a quello su gomma e un centnaio a su ferro. In tutto questo e' necessario che però siano razionalizzati questi tagli, magari eliminando qualche tratta poco usata perché spesso vi sono treni o pullman che viaggiano con soli due o tre passeggeri, privilegiando invece le linee più trafficate".
"Grazie alla nascita della nuova joint venure Trenitalia-Le Nord - prosegue Cattaneo - vogliamo dare una svolta al servizio ferroviario regionale, garantendo agli utenti treni piu' puntuali e piu' puliti, crecando di rovesciare il concetto diffuso di inefficienza".
Tutto questo, sottolinea l'assessore, rientra tra le priorità che Regione Lombardia si é date per la sua nona legisaltura iniziata tre mesi fa.
Altro obiettivo, il potenziamento di 170 chilometri di rete stradale, la riqualificazione di 17 nuove stazioni ferroviarie e l'attvazione di 52 chilometri di rete. "Vogliamo portare a termine i cantieri avviati - afferma Cattaneo - rispettando le scadenze e gli impegni presi con i citatdini, anche in vista dell'Expo 2015".

Giornale di Brescia 28 luglio 2010
Rolfi: metà mandato serve cambiare passo
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«Ad esempio è ragionevole pensare che un'opera pur condivisibile come il parcheggio nella galleria del Castello si posizioni più in là nel tempo. D'altronde il fatto che per i bilanci del Comune, tra patto di stabilità e tagli, questi non siano anni facili è evidente a tutti».
E cosa può essere anticipato?
«La pedonalizzazione di piazza Loggia e piazza Paolo VI. La sperimentazione del piano traffico attuata finora ha funzionato bene sotto molti aspetti, come ad esempio le fasce orarie che rendono il centro permeabile, ma nel contempo ha evidenziato criticità da correggere, come alcuni disagi per i posti auto dei residenti. Mi pare anche abbia dimostrato che la città è matura per togliere definitivamente le auto dalle sue piazze per eccellenza. Attenzione però, l'operazione non può limitarsi a mettere un cartello di divieto ma va accompagnata col sostegno alle attività commerciali, con la disponibilità all'ampliamento dei plateatici, con iniziative di animazione sulla scia di quanto fatto per il centro in questi anni».
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Bresciaoggi 27 luglio 2010
CONSIGLIO COMUNALE

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COMMISSIONI. Più tardi l’assemblea ha approvato le tre nuove commissioni, concepite per occuparsi di specifici temi: il metrobus, gli impianti sportivi (ossia la cittadella dello sport) e le società e enti comunali.
Secondo il sindaco Paroli necessarie, perchè consentono un maggior grado di approfondimento di partite trasversali che coinvolgerebbero più di una delle attuali commissioni. «Non possiamo fare lavorare a lungo - ha osservato - quattro commissioni su uno stesso tema». Del Pd si è espresso con critiche (la cui sostanza è: «discutibili doppioni») ma ha votato contro solo Bragaglio, per il resto astensione anche da parte di Italia dei Valori e di Luciano Cantoni della lista Castelletti.

Il Brescia 27 luglio 2010
Clicca sull'immagini per ingrandirla


24 luglio 2010
Mi ha stupito l'articolo di seguito riportato che ho trovato sul sito cityrailway.it.
In Francia il governo sta approvando importanti investimenti per migliorare il trasporto pubblico locale, in Italia, purtroppo, siamo costretti ad ingoiare bocconi amari in quanto, con i tagli dei trasferimenti alle regioni, province e comuni previsti dalla manovra finanziaria, sta avvenendo l'esatto contrario.
Sempre sul sito cityrailway.it nella sezione forum è stato inserito un sondaggio a cui possono partecipare tutti, anche gli utenti non registrati. Per accedere al sondaggio cliccare qui

Tratto da Cityrailway 20 luglio 2010
In Francia previsti grandi investimenti per il trasporto pubblico
Jean-Louis Barloo, Ministro dell'Ambiente, ha presentato il Piano Nazionale delle Infrastrutture (SNIT) che dovrebbe essere approvato entro la fine dell'anno. Il Piano prevede lo stanziamento di 170 miliardi di euro da impiegare su un orizzonte di 20 o 30 anni per creare delle alternative al trasporto stradale. Sul totale ben 55 miliardi sono destinati al TPL. L'UITP (Associazione Internazionale delle Imprese e degli Operatori di Trasporto Pubblico) ha accolto con estremo entusiasmo la notizia, incoraggiando il Governo francese ad andare avanti e gli altri Paesi europei a seguirne l'esempio. L'obiettivo dello SNIT è in linea con il progetto promosso dalla stessa UITP nel giugno 2009 al Congresso di Vienna: raddoppiare la quota modale del TPL entro il 2020. Secondo alcune stime la proposta francese comporterà, tra l'altro, la creazione di 65mila posti di lavoro.


Metro: luglio 2010
Schede avanzamento lavori
clicca qui per accedere alla pagina sul sito internet www.bresciamobilita.it

Giornale di Brescia 20 luglio 2010

Metrobus, lavori a quota 77 per cento
Più avanzate le opere civili, ora si procede con gli impianti di sistema
Al deposito collaudi per fine mese, in vista delle prime prove «in carrozza»
È fatta per tre quarti. Quasi quattro quinti. In percentuale, il 77,13%. Al fatidico 1° gennaio 2013, giorno previsto per l'entrata in funzione del Metrobus mancano quasi 900 giorni, e per il completamento delle opere della metropolitana leggera automatica si fa sempre più impegnativo il rispetto di scadenze precise. Ma la fotografia dei cantieri in queste settimane dell'estate 2010 appare rassicurante, con le opere civili all'84,22%, gli impianti di sistema - ossia quelli direttamente connessi al funzionamento del metrò - al 77,13% e i convogli al 33,69%. Il punto della situazione viene dalla 70esima relazione sullo stato di avanzamento dei lavori, presentata nei giorni scorsi dai vertici di Brescia Mobilità alla Commissione Bilancio della Loggia.
Tratta nord, binari a doppio senso
Cominciando da nord, lungo la tratta che va dal Prealpino all'Ospedale Civile, risultano completate tutte le opere strutturali. Fino alla futura stazione Europa sono già stati posati entrambi i binari lungo i quali viaggeranno i treni, ed è in corso la posa del cosiddetto «terzo binario», la rotaia destinata ad alimentare i convogli tramite l'apposito pattino di cui questi sono muniti. Dalla stazione Europa sino al Civile, invece, è posato il solo binario est. In tre stazioni della tratta - Prealpino, Mompiano ed Europa - sono già ultimate le pavimentazioni in pietra delle banchine, ed è in corso la posa dei rivestimenti in gres delle pareti. E mentre si procede al completamento dei locali tecnici (con l'installazione di impianti di illuminazione, antincendio, di ventilazione, comunicazione, ecc.), al Prealpino già prendono forma le future banchine, con l'introduzione dei sostegni delle porte automatiche che daranno accesso ai treni. Se in superficie, tra la Tangenziale Ovest e piazzale Vivanti, tutte le aree di cantiere sono state ripristinate e restituite all'uso originario, si lavora per fare altrettanto nel primo tratto di viale Europa, fino a via Branze. Al Civile è avviata la ricostruzione del muro di cinta rimosso durante i lavori. Pressoché tutti i cantieri lungo le vie di corsa del metrò sono chiusi: bloccata invece la risistemazione in superficie di alcune aree comprese tra viale Europa e via Branze perché aree di proprietà privata - nella fattispecie quasi esclusivamente dell'università - non sono ancora state acquisite.
Pozzi di sicurezza tra le stazioni centrali
Opere civili completate anche nella tratta centrale, quella che va dal Civile alla Volta, realizzata quasi esclusivamente dalla talpa. Fanno eccezione le due stazioni del centro, San Faustino e Vittoria (si veda sotto). Nelle sei restanti stazioni, quindi - Ospedale, Marconi, Fs, Brescia Due, Lamarmora e Volta - è invece avviata la posa del gres di rivestimento, ma pure di alcuni impianti come quelli di ventilazione. La presenza delle due stazioni meno avanzate - Vittoria e San Faustino - impedisce per ora il completo raccordo dei binari, che vengono così progressivamente posati nei due tratti a nord e a sud del centro.
In particolare, per il primo, tra il pozzo di estrazione della «talpa» (al Civile) e piazzale Battisti è stato posato il binario sinistro, mentre il binario destro è già presente tra San Faustino e Marconi. Lungo la linea «profonda», il progetto del metrò prevede appositi «pozzi di intertratta»: vie di fuga e accessi d'emergenza ad uso dei Vigili del fuoco. Quelli presenti tra le stazioni Ospedale e Marconi, Vittoria e Fs, oltre che Fs e Brescia Due sono già stati dotati di scale a chiocciola metalliche. Nei pozzi di via Capriolo e Lamarmora, invece, sono in via di realizzazione i cunicoli di collegamento con la galleria, più arretrato quello tra Brescia Due e Lamarmora.
A sud la tratta più avanzata
Senza dubbio è però la tratta sud quella che si presenta allo stato più avanzato. Nella porzione compresa tra il deposito di Buffalora e la Volta, è stata infatti già completata la via di corsa (parte in viadotto, parte a raso e parte in galleria artificiale) con tutte le strutture, le recinzioni esterne e gli impianti civili sono già al loro posto. Anche sul fronte binari, l'armamento è già ultimato per entrambe le direzioni e posata è pure la «terza rotaia». Sul fronte degli impianti di sistema (cioè direttamente connessi al funzionamento del metrò), la posa è ultimata al deposito e avanzata specie nelle stazioni di Sant'Eufemia e Sanpolino, al punto che si è già passati ai collaudi degli apparati dell'alimentazione elettrica.


Terzo convoglio «rimandato» a settembre

Nel deposito di Buffalora i primi due convogli del futuro metrò sono in attesa dei sedici compagni che ancora mancano all'appello. L'arrivo del primo dei quali era atteso per fine mese. Ma il 7 luglio scorso si è tenuta a Napoli una commissione di collaudo e in quella sede è stato comunicato ai vertici di Brescia Mobilità uno slittamento dell'arrivo al prossimo settembre.
Le consegne sono cadenzate da precise esigenze connesse alle prove e ai collaudi che da effettuare prima della messa in esercizio del sistema. «L'obiettivo - ha spiegato l'ing. Mauro Rainieri di Brescia Mobilità illustrando lo stato avanzamento lavori alla Commissione Bilancio della Loggia - è di avere sei treni in deposito entro il 2010. Questo perché devono essere testate le interfacce degli impianti e dei convogli - stante il funzionamento del tutto automatico di questi ultimi, ndr -, in vista del primo collaudo sulla linea, che avverrà tra le stazioni di S. Eufemia e Poliambulanza». E la compresenza di sei convogli è indispensabile per verificare l'efficienza del sistema anche sul fronte del cadenzamento delle corse.
Se i primi collaudi saranno eseguiti sulla «test track» (il tracciato di prova che fiancheggia l'area manutenzione del deposito, nella foto), la consegna dei restanti 12 treni dovrà avvenire entro la fine del 2011, in vista delle ultime prove generali sull'intera linea previsti per l'anno seguente. In esercizio, poi, 16 treni saranno «operativi», i due restanti in deposito: l'uno a disposizione in caso di imprevisti - sostituzioni per guasti o necessità di implementare le corse -, l'altro in manutenzione ordinaria.
Dopo i ritardi nella consegna del secondo convoglio il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, ha ribadito che l'azienda tiene monitorate con costanza le fasi di allestimento dei convogli, la cui cassa è realizzata da Ansaldo Breda a Reggio Calabria, poi rifinita tra Napoli, Livorno e Genova. «Se qualche ritardo è stato giudicato sostenibile è solo perché il treno di Brescia presenta migliorie (climatizzazione, interfono, ecc.) rispetto a quello di Copenaghen. Ed è preferibile che verifiche ed eventuali modifiche vengano eseguite in fabbrica onde evitare ritardi più consistenti alla scoperta degli eventuali problemi coi convogli già a Brescia».gal.


Stazione Vittoria, concluso l'«allargamento»
Assomiglia a quelle della «Tube» londinese, con struttura analoga a quella di via San Faustino
È stato ultimato nei giorni scorsi l'intervento di scavo «in allargo» avviato a marzo nella stazione Vittoria, analogo a quello già concluso nella vicina stazione San Faustino.
Definizione da «addetti ai lavori», che tuttavia sta ad indicare un'operazione fondamentale per l'esistenza delle stazioni medesime. Le due citate, infatti, sono accomunate da una genesi complicata, e da uno sviluppo ostacolato dal rinvenimento di reperti archeologici nell'area di scavo. Ragione per la quale, dopo una sostanziale revisione dei progetti originali, anche le tecniche di realizzazione hanno subìto pesanti cambiamenti.
A differenza di quanto avvenuto per tutte le altre fermate «profonde» - quelle comprese tra la Volta e il Civile -, le due stazioni del centro sono state costruite dopo che la «talpa» aveva attraversato l'intera area di stazione. Proprio dal tunnel scavato dalla grande fresa, ad oltre 20 metri di profondità, i tecnici sono partiti per far spazio alla stazione vera e propria: ampliando nella parete di stazione la sezione della galleria (che passa dai 9 ai 15 metri di diametro), hanno sbancato progressivamente - e per una quarantina di metri di lunghezza - il terreno, ricavando così le aree destinate ad ospitare le banchine di stazione: in altre parole i marciapiedi da cui i passeggeri saliranno sul metrò.
L'aspetto che ne deriva (si veda la foto poco sopra, relativa a San Faustino) le rende ben diverse dalle ampie stazioni illuminate con luce solare che caratterizzano il resto del sistema: paiono quasi copie della «Tube», la metropolitana londinese di ottocenteschi natali.
Tanto più che in assenza di lucernari che garantiscano l'illuminazione fino a quota banchina e la presenza dei locali tecnici disposti secondo geometrie del tutto differenti dalle altre fermate, rende davvero anomale rispetto al resto le due stazioni del centro. Il cui completamento è indispensabile anche per la posa dei binari e rallenta pertanto il congiungimento della via ferrata che va allungandosi quotidianamente da nord e da sud.gal.



In visita da Copenaghen

Ora il modello è Brescia

Copenaghen è stata sin dal principio il modello cui Brescia ha guardato per realizzare la metropolitana leggera automatica. Ora le parti sembrano invertite. Il 12 luglio, infatti, una delegazione della società di trasporti di Copenaghen si è recata in visita al deposito del Metrobus di Buffalora per un incontro tecnico, in vista del futuro ampliamento della linea in Danimarca. Come è noto le metropolitane di Brescia e Copenaghen hanno grandi analogie, essendo il Metrobus l'evoluzione, sotto il profilo tecnologico, di quella della capitale danese. Per i presenti, tra cui il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, e la signora Anne-Grethe Foss a capo della delegazione danese e i rappresentanti di Ansaldo, è stata dunque l'occasione per confrontarsi sui diversi aspetti tecnici adottati per le metropolitane delle due città.
Particolare attenzione è stata posta alle migliorie introdotte ai veicoli bresciani tra cui la videosorveglianza e la tv in diretta, la possibilità di telefonare col proprio cellulare anche a bordo dei treni e l'impianto di climatizzazione.
Ma è stata anche - fa sapere Prignachi - l'occasione per approfondire la tematica della gestione del servizio, ambito in cui Copenaghen ha maturato una interessante esperienza. La quale per Brescia può diventare preziosa in vista delle future integrazioni tra la metropolitana e gli altri sistemi di trasporto.

20 luglio 2010.
Questo pomeriggio sono stato in centro per un paio di appuntamenti di lavoro e passando attorno alle 17:00 in piazza Loggia ho visto il Summer Train all'opera. Ho scattato un paio di fotografie dalle quali si può vedere che il simpatico mezzo di trasporto è quasi al completo a riconferma che il servizio è chiaramente apprezzato dai turisti ma probabilmente anche dai cittadini.




Bresciaoggi 16 luglio 2010

TRASPORTI. Il servizio turistico verrà sospeso dal 24 luglio per l’avvio dei cantieri in via Mazzini

Summer Train chiude prima
«Ma il bilancio è positivo»

Mara Rodella

Il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi: «Per modificare il tragitto serviva un’assemblea Il servizio riprenderà a settembre»

Andrà in vacanza una settimana prima del previsto «Summer Train», il trenino cabriolet che Brescia Mobilità ha trasformato in un «Summer Train» turistico per accompagnare stranieri e bresciani in una vistita guidata ai punti più suggestivi della città. Partito il 15 giugno scorso, il servizio cesserà dunque il prossimo 24 luglio, invece del 31, a causa dei cantieri che, da lunedì 26 luglio, saranno aperti in via Mazzini, ostacolando di fatto il percorso del trenino. Ma perchè non deviarne la tratta anzichè sospenderlo del tutto? Una decisione da cui si potrebbe dedurre che, in fondo, quella del trenino retrò non fosse stata proprio vincente. Ma rispedisce al mittente qualsiasi illazione il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi, che conferma il «pieno successo di questa iniziativa che sicuramente avrà un seguito. La cronologia dei lavori era già stata fissata - spiega Gervasi - e non avevamo alternative omologate, nel senso che non avremmo potuto modificare il tragitto del trenino senza un’assemblea che approvasse il cambiamento. Tanto valeva, quindi, sospendere in anticipo. Ma questo non significa affatto che i risultati non siano soddisfacenti, anzi: tutto è andato a gonfie vele».
Alle dichiarazioni del presidente Gervasi fanno seguito i numeri: in un mese esatto, ad oggi, sono 927 gli utenti che hanno utilizzato il Summer Train. Impossibile stabilire se la maggior parte di loro siano bresciani o visitatori che avrrivano da fuori. Una stima che, ancora per una decina di giorni, potrebbe ovviamente aumentare. Per salire sul Summer Train c’è ancora tempo: dal martedì al sabato con tre corse al giorno, una alle 10 del mattino e le altre due nel pomeriggio, alle 15 e alle 17. Dal capolinea in piazza Loggia, il trenino tocca via San Faustino per poi salire fino al piazzale del castello, per poi scendere da via Avogadro, passando per piazza Tebaldo Brusato, via Musei, piazza Duomo, corso Zanardelli, corso Garibaldi e poi di nuovo davanti alla Loggia. Un tour di un’ora e mezza circa, al costo di 5 euro, che comprende, per i turisti stranieri a bordo, le cuffie audio in inglese con la spiegazione dei luoghi più significativi (Capitolium, Loggia, Broletto, Duomo).
MA NON È FINITA qui, perchè di sera, il Summer Train cambia pelle e diventa «X Train», la navetta che ogni venerdì accompagna i ragazzi da piazzale Arnaldo, centro nevralgico della movida bresciana, a Borgo Wurer, altro punto chiave per il divertimento dei giovanissimi, in cui sorgono una serie di locali gettonatissimi nel fine settimana. Dalle 19 all’1 del mattino quindi, al posto dell’auto, è possibile salire sul trenino che ogni 20 minuti passa dal piazzale, andata e ritorno. Dal 28 maggio ad oggi, il servizio serale ha totalizzato 1.693 utenti, che, spalmati su 7 venerdì, equivalgono ad una media di 240 ragazzi circa a sera. Numeri che, anche qui, riscontrano la soddisfazione di Gervasi che vorrebbe ripristinare il servizio a settembre, magari ad agosto ed estenderlo alle gite scolastiche. «Anziani e scolaresche chiedono di poter usufruire del trenino, valuteremo come allargare l’accessibilità in base alle necessità, ma di certo il trenino non resterà in rimessa».
Ancora una decina di giorni quindi, per sentirsi un po’ come a Londra a Bordo del Summer Train. Per quanto riguarda i lavori in via Mazzini, si tratta «della sistemazione di una cameretta del teleriscaldamento - conferma l’assessore comunale ai lavori pubblici Mario Labolani -. E ne approfitteremo anche per riasfaltare la strada». Strada che resterà chiusa, ma non totalmente, nel tratto all’altezza dell’incrocio con via Querini. In pratica, salendo verso via Crocifissa di Rosa, «non sarà possibile accedere in galleria e bisognerà svoltare a destra su via Trieste, mentre, scendendo in direzione centro, si dovrà svoltare a sinistra in via Musei per aggirare i cantieri che dureranno più o meno tre settimane», spiega Labolani.

17 luglio 2010
Tempo di vacanze. La prima settimana di luglio ho trascorso una vacanza al mare con la mia famiglia e nonostante il viaggio l'abbiamo fatto in automobile mi ha colpito il teminal degli autobus che ho visto arrivando nella località turistica e il pensiero è subito corso ai nuovi terminal da realizzare presso le stazioni della metropolitana di Brescia.
L'autostazione della località turistica è costituita da una serie di pensiline con marciapiedi in grado di accogliere fino a 12 autobus, un ampio edificio in testa alle pensiline nel quale al suo interno sono ricavati la biglietteria, il bar / fast-food ed i locali di servizio per il pubblico ed il personale; l'edificio è dotato di un porticato con il tabellone degli orari.
Immagino che per i nostri nuovi terminal (Prealpino, Poliambulanza, S.Eufemia) potrebbero bastare strutture con dimensioni minori (3 - 4 marciapiedi per la sosta di 6 - 8 autobus), inoltre, se fosse mai intrapresa l'idea di realizzare i parcheggi scambiatori modulari fuori terra, i terminal potrebbero essere ricavati al piano terra delle strutture ed essere sovrastati dagli altri piani destinati a parcheggio.
Per accedere alla fotogallery del terminal clicca sulla fotografia qui sotto


Giornale di Brescia 13 luglio 2010
«A rischio la sopravvivenza del trasporto pubblico»
I sindacati a fronte dei tagli prospettati dalla Finanziaria: «Denunceremo l'assessore Ghirardelli alla Commissione di garanzia»
«La sopravvivenza del trasporto pubblico così come oggi lo conosciamo è a rischio». A lanciare l'allarme, con riferimento agli «ingenti tagli prospettati dalla Finanziaria», pari a «dieci milioni e mezzo di euro in provincia per il biennio 2011/12», sono i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil. Con la proposta di «un impegno comune, di un tavolo collettivo per evitare che i tagli ricadano su lavoratori e utenti».
«L'assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli, ha recentemente prospettato un blocco del servizio di tre giorni, annunciando anche che i tagli equivalgono a uno stop di due mesi - spiegano Stefano Malorgio (Filt Cgil), Eugenio Bertoglio (Uil trasporti) e Mauro Scalvini (Fit Cisl) -. Crediamo e ci auguriamo che le sue dichiarazioni fossero soltanto provocatorie, ma serrate di questo tipo sono anticostituzionali e lo denunceremo comunque alla Commissione di Garanzia».
In base alla Finanziaria, i tagli statali alle Regioni sarebbero pari a «quattro miliardi per il 2011, quattro miliardi e mezzo nel 2012», la Lombardia ne sarebbe interessata nella misura di «655 milioni il prossimo anno, 707 il successivo» e la voce principale riguarda «proprio il trasporto pubblico, che verrebbe colpito con tagli di 280 milioni nel 2011, 319 nel 2012, corrispondenti al 25% delle risorse». A questi dati si aggiunge un «14% di tagli nei fondi destinati da Provincia e Comune, per un complessivo 30% di fondi in meno disponibili in Lombardia nel campo del trasporto pubblico». Il che equivale, per la provincia di Brescia, a «dieci milioni e mezzo di euro in meno per il biennio 2011/12».
«Nessuna Finanziaria in Europa ha colpito così duramente il trasporto pubblico, in un momento in cui si parla tanto di mobilità sostenibile - proseguono i rappresentanti dei sindacati -. E i tagli rischiano di ricadere sul costo del trasporto, finanziato per il 65% da risorse pubbliche e per il 35% dal pagamento del biglietto». Ma non basta. «La Finanziaria impedisce anche la ricapitalizzazione delle aziende e blocca progressivamente dal 2011 al 2015 il turn over del personale, consistente in circa 1.500 dipendenti. C'è il rischio che venga messo a gara un servizio radicalmente ridotto, con un abbassamento della qualità a fronte di un aumento delle tariffe». Secondo Malorgio, Scalvini e Bertoglio «è ora di finirla con le provocazioni. Bisogna organizzare un tavolo comune per approfondire seriamente il problema. Spetta alle istituzioni proporre un percorso, noi siamo disponibili a collaborare».
Chiara Corti

Bresciaoggi 13 luglio 2010

TRASPORTI. Polemica tra i sindacati e la provincia dopo i tagli previsti dalla finanziaria e le dichiarazioni dell’assessore secondo cui serve uno stop di due mesi

«Ghirardelli, superficialità inaccettabili»

Angela Dessì

Cgil, Cisl e Uil all’attacco: «Disponibili a ragionare ma solo se si affrontano i temi con responsabilità»

Una «boutade», una «provocazione inaccettabile», una «ennesima dimostrazione di superficialità». Così i segretari del settore trasporti di Cgil, Cisl e Uil definiscono le recenti dichiarazioni dell’assessore Provinciale Corrado Ghirardelli in merito ad un possibile stop di due mesi ai treni e ai pullman per far fronte ai tagli imposti dalla Finanziaria al Trasporto pubblico locale (Tpl).
«LA RIDUZIONE dei finanziamenti incide sulla carne viva del Trasporto pubblico locale e le parole dell’assessore Ghirardelli suonano quanto mai inopportune» esordisce il segretario della Filt Cgil Stefano Malorgio, che specifica che i sindacati scriveranno alla Commissione di Garanzia per denunciare quanto accaduto. Le cifre sul piatto sono cifre importanti: 4 miliardi di tagli per il 2011 e 4 miliardi e mezzo per il 2012 a livello nazionale, con una ripercussione in termini di trasferimenti alla Regione Lombardia di 655 milioni di euro per quest’anno e 707 per il prossimo. Tra i vari settori, quello del Tpl lombardo risulta fortemente penalizzato (si parla di una decurtazione di 280 milioni nel 2011 e 319 nel 2012 per la Regione Lombardia, con un taglio di circa 10 milioni e mezzo di euro per la sola provincia di Brescia) tanto più alla luce del blocco del turn over per il 2011 al 2015 e dal vincolo imposto dalla Finanziaria che impedisce la ricapitalizzazione delle aziende che hanno registrato perdite negli ultimi tre anni.
Se si considera inoltre che il 65 per cento del finanziamento del servizio del Tpl proviene da risorse pubbliche e solo il 35 per cento deriva invece dal costo del biglietto, la domanda posta dai sindacati su come sarà possibile garantire gli standard sorge spontanea. «Nei prossimi due anni scadranno le gare per il Tpl urbano e extraurbano mentre nel 2013 ci sarà quella per la metropolitana: con le contraddizioni che ad oggi si delineano come sarà possibile mettere a gara il servizio?» domanda ancora Malorgio, che con i colleghi Eugenio Bertoglio della Uilt Uil e Mauro Scalvini della Fit Cisl puntualizza che «i sindacati sono assolutamente disponibili a impegnarsi in una battaglia comune contro i tagli ma solo se i temi verranno affrontati seriamente».
«SONO ANNI che non ci sediamo ad un tavolo con la Provincia di Brescia» specifica Bertoglio, che non manca di rimarcare come i nodi irrisolti siano molti, da quello della gestione delle risorse a quello dell’acquisizione di Sia e Saia da parte della società pubblica tedesca di trasporti Deutsche Bahn. Mauro Scalvini si sofferma sulla prospettiva futura, e domanda che fine faranno le politiche messe in campo per la mobilità sostenibile in un quadro a tinte così fosche, sottolineando come nessun’altra Finanziaria a livello europeo sia stata così drastica nei confronti di un settore strategico come quello del Trasporto pubblico locale.

09 luglio 2010
Metropolitana di Brescia.
Nuova interessante ed indovinata campagna di comunicazione installata sulle recinzioni dei cantieri del metrobus in sostituzione dei precedenti pannelli dedicati al messaggio congiunto metropolitana e mostra degli Inca conclusa a fine giugno.
Le immagini rappresentano degli omini di carta ritagliati ed uniti da un percorso che al posto delle fermate riporta le principali qualità e caratteristiche che contraddistingueranno la nostra metropolitana: luminosa, silenziosa, facile, sicura, bella e comoda.
Le frasi riportate sono incisive.
- Il mio mondo, la mia città, la mia METRO
- La mia vita, i miei percorsi, la mia METRO
- I miei sogni, le mie emozioni, la mia METRO
Sui pannelli, come se si trattasse di uno schermo di un PC, è riportata una manina puntatrice che per ognuna delle fermate "apre" una finestra con una breve descrizione della caratteristica indicata.
Ho fatto alcune fotografie con il cellulare, la qualità è abbastanza scarsa, nei prossimi giorni vedrò di farne di migliori con la digitale.
P.S. Spero che la meritevole campagna di comunicazione sia anche riportata sul sito internet www.metro.bs.it


Giornale di Brescia 07 luglio 2010

L'ombra dei tagli sui trasporti
L'assessore Di Mezza in Commissione bilancio: «Da ripensare il contratto di servizio
con Brescia Trasporti». Del Bono: «La Giunta riveda piuttosto le proprie priorità»

I punti fermi sono ancora pochi e complicati da decifrare, perché tutto resta al momento in divenire. Ma almeno tre, tra obiettivi e certezze, dei riflessi che si riverseranno su Brescia con il via libera della manovra ci sono. Innanzitutto le ricadute sul trasporto pubblico locale che si prevedono «ingenti e certe», mossa che comporterà «quanto prima un ripensamento del Contratto di servizio tra Comune e Brescia Trasporti», come annunciato dall'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza. E poi la grande matassa del Patto di stabilità che «Brescia intende assolutamente rispettare tanto nel 2010 quanto nel 2011», specie in vista dell'inasprimento delle sanzioni previste dal decreto Tremonti. Infine, la base da cui la Giunta Paroli vuole partire per modulare - pur nei pochi margini previsti - la manovra in chiave locale: «Tagliare il meno possibile salvaguardando quanto più i servizi ai cittadini».
Questi i temi all'ordine del giorno di una Commissione bilancio - voluta e richiesta dal presidente Fabio Capra (Pd) - ricca di riflessioni e condita da un dibattito politico intenso, anche se a tratti interlocutorio. Un confronto, soprattutto, improntato su quello che potrà - e dovrà - essere il ruolo e la responsabilità dell'Amministrazione della città tra qualche mese, ovvero dopo la stesura definitiva del decreto che sancirà il via - immediato e concreto - ai tagli, esito della manovra da 24miliardi di euro.
La priorità: «Rispettare il Patto»
«Quest'anno riusciremo a rispettare il Patto di stabilità senza ricorrere ai 32,5 milioni di alienazioni previste nel bilancio di previsione, alienazioni che potremo così riproporre, qualora necessario, nel 2011 per continuare a non sforare la norma, obiettivo che ci poniamo fin da subito» chiarisce in prima battuta Di Mezza. Una riunione, cui Brescia parteciperà, è poi fissata per mercoledì 14 a Roma, dove l'Anci coordinerà un tavolo di lavoro per fare sistema. Già, perché la Finanziaria modifica anche i parametri del Patto: «Si prevede di passare dall'annualità secca del 2007 alla media del triennio - specifica l'assessore - in questo caso cercheremo di fare valere per Brescia la media del quinquennio considerando che nell'anno della formazione di A2A la mole dei dividendi è da considerarsi straordinaria».
Infine, il capitolo mobilità. «Il Contratto di servizio con Brescia Trasporti è fortemente penalizzante per il Comune. Quanto prima, se possibile già quest'anno, verrà riformulato». Il che, tradotto in pratica, potrebbe significare un immediato innalzamento del costo del biglietto. «Attualmente il Comune versa alla società 5 centesimi per passeggero proprio per sopperire e rimborsare l'annuale aumento del ticket di viaggio». Un iter, questo, che nell'anno in corso fa uscire dalle casse della Loggia 3 milioni di euro. Senza contare che l'intera politica del Trasporto pubblico locale costa circa 22milioni di euro e che, secondo Di Mezza, «molti sprechi possono davvero essere evitati ottimizzando le risorse e garantendo comunque un servizio di qualità».
Ma ai tagli statali si aggiungono quelli regionali e alla sforbiciata sui trasporti se ne affiancano molte altre che vanno a colpire tanto la macchina amministrativa quanto i fondi a disposizione per servizi e incentivi.
Grandi opere tra costi e investimenti
«Gli effetti devastanti della manovra del Governo, su cui peraltro è stata chiesta la fiducia, non saranno distanti per Brescia ai 20milioni di euro. E questo cambia tutto, soprattutto sulle priorità - incalza il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono -. La Giunta deve riscrivere la propria agenda, mettendo in discussione le grandi opere annunciate che significano innanzitutto costi e minori introiti. Bisogna riformulare la scaletta delle priorità aprendo una discussione politica responsabile che la maggioranza, in un momento di straordinarietà come questo, non può pensare di gestire da sola. Non si può insomma non garantire il trasporto pubblico e investire sulla Sede unica».
A replicare, senza giri di parole, è il capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli: «Il buon amministratore - risponde - si valuta proprio nei momenti di difficoltà. Le grandi opere vanno realizzate tutte, proprio perché non si devono spegnere gli investimenti bensì incentivarli». Un concetto, questo, ripreso da Giorgio Agnellini (Gruppo Misto) che pure punta l'accento su «un'assenza grave di Brescia nella partita dell'Expo 2015, che dovrebbe invece essere momento di rilancio e sviluppo».
Nuri Fatolahzadeh

E Ghirardelli pensa a un blocco di tre giorni
L'assessore della Provincia: «A rischio il 30% della spesa, pari a due mesi di servizio»
Dai numeri non si sfugge. E quelli che raccontano dei tagli sulla rete del trasporto pubblico provinciale sono «disarmanti»: il 30% della spesa, ovvero 7 milioni di euro, pari a 5 milioni di chilometri. Il che, guardando al lato pratico, equivale a dire niente trasporti per oltre due mesi.
«Questi tagli, così come sono formulati, portano a una serie di disservizi che da amministratore non posso che contestare - incalza l'assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli -. La situazione è aggravata dal fatto che non è data alle Regioni la possibilità di tagliare secondo criteri propri, ma imposti dall'alto, una scelta imprudente che stiamo rischiando di subire». Un vertice per tracciare il punto della situazione è fissato con l'assessore regionale Raffaele Cattaneo per la metà di luglio, un appuntamento che le istituzioni si erano date dopo l'incontro della scorsa settimana. Ma nel frattempo il rischio dell'approvazione ultima di una manovra che fa paura si avvicina. E allora «a mali estremi, estremi rimedi - risponde Ghirardelli che pure non vuole stare a guardare -. Una sforbiciata di questa entità si traduce con un blocco di tutta la rete dei trasporti pubblici per più di due mesi nel pieno del periodo scolastico». Significherebbe insomma niente bus, niente treni, niente pullman.
«Se l'approccio al tema non cambierà e se non si avvierà una riflessione profonda e accurata sulla questione organizzeremo uno stop dei servizi pubblici per tre giorni. In questo modo tutti si renderanno conto del disastro cui stiamo andando incontro» annuncia l'assessore provinciale. Poi, l'attenzione si sofferma sulle ripercussioni effettive che il provvedimento riverserà sui cittadini: «Oltre ai termini economici e ai forti disagi - specifica Ghirardelli - si va verso un'inoperatività tragica. A questa si affianca il nodo inquinamento, perché se il trasporto pubblico si blocca e non garantisce più il servizio consueto e quotidiano si utilizza ancor più l'auto, in una realtà in cui le Pm10 sono un problema reale che non siamo riusciti a risolvere lo scorso inverno e che sicuramente non risolveremo il prossimo, ma che al contrario, verrà aggravato».
La sollecitazione corre anche a tutti i parlamentari bresciani: «Raccogliamo insieme l'input lanciato dall'assessore Ghirardelli e tentiamo di dialogare con lo Stato centrale per trovare strade alternative. Altrimenti si penalizzeranno proprio i ceti medio e medio-basso. E non è certo ciò che noi amministratori intendiamo fare».
Gli scenari che vanno a disegnarsi attorno alla questione trasporti, un ambito per il quale la sforbiciata regionale ammonta a 314 milioni di euro in meno, racconta infatti numeri al momento ben definiti, che vanno ad incastrarsi in un mosaico sempre più intricato. Che guarda da un lato al problema dei pendolari, dall'altro al Piano del trasporto pubblico locale. Un progetto cui Brescia dovrebbe mettere mano a partire proprio dal 2011 e per il quale la Regione non potrà a questo punto più fornire alcun supporto. Questo significa niente più ricambio del parco autobus ogni otto anni, investimenti bloccati, ma soprattutto incertezza nella gestione del servizio che non potrà più soddisfare gli obiettivi di efficienza sinora perseguiti. In un momento in cui Loggia e Provincia sono al lavoro per mettere in moto la Piccola velocità, il Piano per il governo del territorio è in fase di elaborazione e la sfida del futuro, oltre alla partita metropolitana, pareva proprio dovesse viaggiare su gomma e ferro. nuri


Bresciaoggi 07 luglio 2010

IL GRIDO D’ALLARME. Servizio totalmente «scoperto» per due mesi

Sos di Ghirardelli: «Trasporto locale ad alto rischio»

Mimmo Varone

Il dato: «A Brescia mancheranno 7 milioni di euro» La minaccia: «Tre giorni di serrata in piena estate»

Finchè si grida ai tagli tutto pare facile. I dolori veri vengono quando si fanno i conti, i soldi indispensabili mancano, e non si sa da che parte girarsi. Solo la settimana scorsa è venuto chiaro che le sforbiciate alle Regioni contenute nella manovra da 24 miliardi del Governo faranno mancare alla Provincia di Brescia 7 indispensabili milioni di euro per il Trasporto pubblico locale (Tpl). Se qualcosa non cambia, nel prossimo inverno per due mesi non ci saranno treni e pullman per lavoratori e studenti. E con le casse del Broletto a secco l’assessore ai Trasporti Corrado Ghirardelli non sa proprio dove trovarli. E allora minaccia di proporre già in estate tre giorni di serrata totale dei trasporti bresciani. Niente treni per i pendolari, niente pullman per studenti e lavoratori, e «a Roma capirebbero ciò che stanno facendo».
QUELLO DELL’ASSESSORE è un grido di allarme e di rabbia dettati dall’impotenza di trovare rimedio a una sforbiciata del 30% ai finanziamenti per il Tpl. E allora fa appello ai parlamentari bresciani di ogni parte politica perchè si muovano alla svelta e scongiurino un vero e proprio dramma.
I trasporti vivono in buona parte di finanziamenti pubblici. Le corse non si pagano certo con il biglietto o con l’abbonamento. Ora, alla resa dei conti, senza copertura restano oltre 5 milioni di chilometri per i treni dei pendolari e i trasporti extraurbani su strada. Sono l’equivalente di 7 milioni di euro, appunto, che si aggiungono ai 3 tolti alla Loggia per il trasporto urbano.
L’entità dei tagli è venuta chiara la settimana scorsa a Milano, quando l’assessore regionale a Infrastrutture e trasporti Raffaele Cattaneo ha convocato gli assessori provinciali per quantificare con loro la ripartizione delle sforbiciate. «Tutte le Province sono sulla stessa barca – dice Ghirardelli -, nessuna si salva dalla mannaia che si è abbattuta sui trasporti pubblici».
Le uniche entrate del Broletto – ricorda l’assessore – vengono dal settore auto con le Rca e la tassa di immatricolazione. Ma il settore è in crisi e le entrate sono ai minimi storici. Pensare di trovare quei sette milioni, o anche parte di essi, tra le pieghe del bilancio sarebbe peggio che credere ai sogni. «I soldi non ci sono sia per la riduzione delle entrate che per le pastoie del Patto di stabilità – sottolinea Ghirardelli -, e la Provincia di Brescia mantiene al minimo il livello delle tasse.L’unica alternativa è tagliare il servizio».
I conti parlano chiaro. Con tagli del 30 per cento, dal prossimo gennaio dell’entrata in vigore della manovra, studenti e lavoratori dovranno fare a meno del servizio pubblico per due mesi. «Potremmo anche cancellare il servizio una volta alla settimana per 50 settimane – riflette -, ma le cose non cambierebbero». I tagli cadrebbero in inverno, con le Pm10 alle stelle ed effetti immaginabili su qualità dell’aria e polveri sottili.
DA QUI L’APPELLO ai parlamentari perchè non accettino «una mannaia che si abbatte in modo indiscriminato sui servizi, pur con la necessità dei tagli». E il tempo stringe. Cattaneo si è impegnato a riconvocare il tavolo con le Province verso la metà di luglio. Ma «se per quella data non ci saranno novità – scandisce Ghirardelli -, proporrò davvero la serrata di tutto il trasporto pubblico bresciano per tre giorni, in modo che chi di dovere capisca la situazione che andrà a creare».

LE DECISIONI DEL GOVERNO. Di Mezza: «Nel 2011 e 2012»

Loggia, in arrivo tagli per 11 milioni

Del Bono rincara la dose: «Si rischia di affossare il trasporto pubblico e buttare i soldi nel cesso»

Cinque milioni al trasporto pubblico, sei milioni di trasferimenti. E altri soldi, per l’opposizione forse anche dieci, da altre voci. È il peso della manovra finanziaria sulle casse del Comune di Brescia.
Il tema è stato discusso ieri nell’apposita commissione presieduta dal consigliere del Pd Fabio Capra. L’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza ha spiegato che né quest’anno né il prossimo sarà in discussione il rispetto del patto di stabilità. «Lo scorso anno c’era un “caso Brescia” - ha ricordato -, quest’anno i tagli colpiscono tutti i Comuni italiani». I sacrifici e il rigore di bilancio, questo il ragionamento, riguardano tutti in Europa e per cui non c’è motivo di uscire dal seminato. Di cifre precise per l’assessore non se ne possono dare (la manovra deve essere ancora approvata) ma di sicuro sul piatto ci saranno 4 o 5 milioni di tagli al trasporto pubblico locale, capitolo di spesa «che dovrà essere rivisto nel suo complesso dal momento che costa al Comune 22 milioni di euro all’anno». Magari proprio partendo dal contratto di servizio fatto dalla precedente Amministrazione con Brescia Mobilità e considerato dall’asesssore troppo oneroso per il Comune che paga 600mila euro all’anno per i mancati aumenti del biglietto. Di Mezza appare poi ottimista pensando ai possibili effetti benefici del federalismo fiscale e all’ipotesi della nuova tassa immobiliare unica.
Qualche numero in più l’ha dato il ragioniere capo Francesco Falasco. La Finanziaria da 25 miliardi di euro prevede tagli ai Comuni per un miliardo e mezzo nel 2010 e per 2 e mezzo nel 2012. Solo per il prossimo anno, a Brescia, ci sarà un taglio di circa 6 milioni di euro. In più c’è anche l’inasprimento ulteriore della normativa sul patto di stabilità e, secondo Falasco, diverse altre cose di dubbia costituzionalità come l’imposizione dei tagli alle consulenze dell’80%. «All’ente locale - ha sottolineato Falasco - si può dare un indirizzo generale, non nel merito dei singoli provvedimenti».
PER IL CAPOGRUPPO del Partito democratico Emilio Del Bono «la manovra uccide gli enti locali e, come ha detto Formigoni, Bossi e Tremonti hanno fatto il funerale al federalismo. Il futuro non è roseo: i dettagli non li sappiamo ma non siamo lontani dai 20 milioni di euro di tagli per il Comune». Da qui la necessità di dare delle priorità. «Le opere che la maggioranza ha in mente costano - ha osservato il capogruppo pd -. Non fate come i ballerini sul Titanic. Siamo disposti a fare la nostra parte, ma non vorrei che si affossasse il trasporto pubblico con una mano e con l’altra si buttano nel cesso i soldi».
Girogio Agnellini (gruppo misto), dopo aver osservato che «la mucca non ha più latte e ci sono tanti sprechi cui mettere mano», ha chiesto che non si tralasci la grande opportunità di crescita offerta dall’Expo 2015. Andrea Bonetti (Udc) ha accolto l’invito alla riflessione di Del Bono ma ha invitato a non fare «catastrofismo». Massimo Tacconi e Nicola Gallizioli (Lega Nord) hanno invece richiamato gli sperperi ereditati dalla Prima repubblica e che sono causa del rigore di oggi, così come i «tanti Comuni virtuosi del Nord vengono oggi penalizzati a causa della gestioni allegre di tanti Comuni del Sud».
Luigi Recupero (Pdl) ha invece invitato a guardare al lungo periodo. «Infrastrutture, servizi: si tratta di capire cosa fare - ha detto -. Se cerchiamo di limitare i danni pensando al breve periodo non ne veniamo fuori». TH..B.


Il Brescia 08 luglio 2010
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Bresciaoggi 07 luglio 2010

LA PROTESTA. Iniziativa del gruppo «Gamete»

Quattrocento firme contro l’autosilo scavato nel Cidneo

Irene Panighetti

L’accusa: «Opera da 30 milioni contro ogni logica urbanistica

«Opera inutile, costosa e dannosa»: così il gruppo Gamente giudica il progetto di costruzione di un parcheggio sotto il Castello e per questo vuole «stimolare una discussione pubblica ampia al di fuori del consiglio comunale, per coinvolgere la cittadinanza e sensibilizzare l’opinione pubblica, unico antidoto contro le scelte senza logica di quest’amministrazione».
Il gruppo, nato il 20 luglio 2009 su idea di Mario Venturini, «non è un soggetto politico - precisa Paolo Vitale, già consigliere dei verdi - ma un gruppo di attenzione sorto in modo spontaneo per affrontare temi circostanziati, per questo l’acronimo Gamete, che sta per Gruppo attenzione ambiente mobilità e territorio».
La tematica proposta ora è il progetto di parcheggio sotto il Castello, con costo stimato di 30 milioni di Euro «spesi inutilmente, dato che c’è già un parcheggio, quello della Fossa Bagni, in gran parte inutilizzato - precisa Claudio Buizza- spendere ulteriori soldi significa sottrarre risorse ad altre opere, incentivare il trasporto privato in contrasto con il progetto della metropolitana, aumentando il numero di autoveicoli in centro contro ogni concetto di mobilità sostenibile. Inoltre questo parcheggio non risponde alle esigenze dei residenti, che hanno bisogno di parcheggi di prossimità».
LA METROPOLITANA «necessita di parcheggi scambiatori ma ci è stato detto che non ci sono i fondi per realizzarli ai capolinea. Allora perché buttare una cifra enorme in un parcheggio che non serve?» –continua Vitale. Di sprechi parla anche Paolo Mori: «Spero sia solo un’ennesima boutade del teatrino della politica, un annuncio che non si realizzi, grazie anche alla mobilitazione dei cittadini che serve a svelare le sciocchezze ipotizzate dall’amministrazione».
Rincara la dose l’avvocato Pietro Garbarino: «Da due anni chiediamo a chi ci governa di dirci quale idea di città ha in mente».
Il gruppo ha promosso una raccolta firme contro questo nuovo parcheggio: «Ad oggi abbiamo ricevuto oltre 400 adesioni - spiega Roberto Cammarata - e l’iniziativa prosegue in facebook, con il gruppo apposito, oppure on line inviando una e-mail a gamete09@libero.it».




Giornale di Brescia 07 luglio 2010

Firme contro il parcheggio sotto il Colle Cidneo
Il gruppo «Gamete 09» ne ha già raccolte 400: «Sarebbe un'opera costosa e dannosa per la città e per i cittadini»

«Un'opera costosa e dannosa per la città e per i cittadini. Un progetto contrario ai principi della mobilità sostenibile e che impedirà di utilizzare risorse per altri investimenti certamente più utili». È questa l'opinione dei membri di Gamete 09, nonché di tutti i firmatari della petizione promossa dal Gruppo, relativamente al progetto comunale di costruzione di un parcheggio sotto il Colle Cidneo, con accesso dalla galleria Tito Speri.
In primo luogo perché «un parcheggio adiacente alla galleria, servito da un autobus gratuito per attraversarla, c'è già: Fossa Bagni, dotato di circa 600 posti utilizzati solitamente per il 50-60%», spiegano Claudio Buizza, Paolo Mori, Paolo Vitale, Maurizio Billante, Pietro Garbarino e Roberto Cammarata, membri del Gruppo di attenzione ai temi dell'ambiente, della mobilità e del territorio. Un parcheggio sotterraneo «non servirebbe ai residenti, è in contrasto con quello del metrobus poiché lancia il messaggio contraddittorio che "è meglio andare in centro in auto" e non servirebbe per la rivitalizzazione della zona ma porterebbe soltanto ulteriore traffico e inquinamento».
Il tutto per un investimento che si aggira sui «30 milioni di euro, mentre pare che non ci siano fondi per costruire parcheggi ai capolinea della metropolitana - prosegue Vitale -. Sarebbero più utili parcheggi scambiatori distanti dal centro storico».
«Da due anni chiediamo all'Amministrazione comunale quale idea abbia della città, ma sembra che non ci sia alcun disegno, che si proceda per iniziative estemporanee», aggiunge Garbarino. Il Gruppo si augura del resto che il progetto sia «l'ennesimo messa in scena in un teatrino della politica fatto di annunci». L'intenzione di Gamete è «portare i cittadini a riflettere sul tema, dato che il bando relativo alla nuova struttura sotterranea scadrà nei prossimi giorni». Prosegue intanto la raccolta firme che conta oggi «oltre 400 adesioni, anche da parte di decine di persone che hanno votato per l'attuale amministrazione - spiega Buizza -, mentre il gruppo Facebook "No al parcheggio nel colle Cidneo" ne registra circa 200». Si può aderire anche inviando un'e-mail all'indirizzo gamete09@libero.it. Il Gruppo ha inoltre intenzione di organizzare a ottobre un momento di confronto sul progetto. «È una questione di qualità della vita», conclude Cammarata. c. c.


Giornale di Brescia 06 luglio 2010

Commissioni, verso tre nuovi «gruppi di lavoro»
Metrobus, Parco dello sport e Controllate: questi i futuri vertici in cui si discuterà dei principali programmi della Loggia

Metrobus, Parco dello sport e Società controllate. Queste le tre nuove Commissioni individuate dalla Loggia per «ottimizzare il metodo e i tempi di lavoro di quelli che si possono definire i capisaldi degli obiettivi della Loggia». A questi si dovrebbe aggiungere in realtà l'operazione Sede unica, ma la discussione e l'analisi del progetto «hanno già trovato spazio e approfondimento adeguati in sede di Commissione urbanistica» sottolinea il capogruppo della Lega in Loggia, Nicola Gallizioli. A lui spetterebbe tra l'altro la guida del gruppo di lavoro che si occuperà della partita Metrobus in ogni suo dettaglio: dai costi ai tempi, dall'iter delle opere complementari al nodo viabilità e parcheggi.
Le cabine di regìa del discusso progetto del Parco dello Sport previsto tra San Polo e Buffalora - al momento fermato sulla carta dallo studio di fattibilità redatto da Comune e studio Abnorma con l'accordo dei privati proprietari delle aree - dovrebbero invece essere affidate a Marco Salvo (Pdl), che si troverà così a tessere le fila della sfida forse più ambiziosa e al tempo stesso delicata della Giunta Paroli. Specie se si considera il gioco di equilibri che una mossa di questa portata si porta con sé: dal botta e risposta con il Brescia Calcio sull'affaire stadio alle «scaramucce» interne sulla proprietà delle strutture sportive.
A coordinare la partita Società ed enti comunali - puntando l'attenzione in particolare su A2A - Aldo Rebecchi, consigliere in Loggia del partito democratico.
Quest'ultima si farà carico di vagliare l'attuazione degli indirizzi generali e la programmazione stessa di aziende, società, fondazioni ed enti controllati e partecipati dal Comune, in relazione soprattutto ai servizi erogati alla città e ai bresciani.
Prosegue a passo spedito insomma il lavoro amministrativo che porterà ad istituire, durante il prossimo Consiglio comunale previsto per lunedì 12 luglio, i tre nuovi gruppi di lavoro. A fronte di un confronto certosino in sede di Commissione statuto. «I tre nuovi organi - precisa il sindaco Paroli - sono stati pensati per una maggiore efficienza, in quanto luoghi deputati per affrontare dei temi specifici che necessitano della massima attenzione. In questo modo - conclude - si evita peraltro la convocazione di più Commissioni congiunte sullo stesso argomento, lavorando meglio».


Bresciaoggi 06 luglio 2010

COMUNE. Si dovranno occupare di Metrobus, di grandi impianti sportivi integrati e delle società partecipate

Commissioni «tematiche» la parola passa al Consiglio

Lisa Cesco

Accolti gli emendamenti del Pd che tolgono a queste nuove strutture la qualifica di «speciali» e la competenza esclusiva

È una gestazione travagliata quella destinata a dare la luce alle tre nuove commissioni consiliari in Loggia, che si occuperanno di Metrobus, di grandi impianti sportivi integrati e delle società ed enti a partecipazione comunale. Con una seduta-fiume in commissione Statuto, corredata di dibattito serrato e spunti critici fra maggioranza e opposizione, ieri è passata la delibera finale sulle nuove commissioni, che andrà in discussione nel consiglio comunale di lunedì, dove potrebbe essere perfezionata per confluire nel Regolamento del Consiglio.
All’ordine del giorno sono stati discussi gli emendamenti presentati dal Pd alla bozza di delibera, con la richiesta di abrogare la qualifica di «speciale» per ciascuna delle tre nuove commissioni, e di eliminare il riferimento a una competenza esclusiva in merito agli specifici ambiti tematici. Entrambi gli emendamenti sono passati dopo un lungo confronto, cosicchè le nuove commissioni saranno alla pari delle altre otto esistenti e non avranno il beneficio dell’esclusività su alcuni argomenti, ma anche per loro vigerà il criterio della prevalenza di competenza, valutata caso per caso. Al riguardo è stato approvatoun nuovo comma che attribuisce alla presidente del consiglio comunale un ruolo attivo nel dirimere possibili sovrapposizioni. Si è inoltre approvato che la commissione società partecipate si occuperà anche di fondazioni partecipate e di enti controllati. In mezzo ci sono state le valutazioni critiche espresse dal consigliere Claudio Bragaglio del Pd, che si è detto contrario alle tre nuove commissioni, ritenendo «sbagliato moltiplicare i pani e i pesci degli organi collegiali», ed evidenziando che «non si fanno regolamenti per aggiustare tre commissioni che avranno vita breve». Bragaglio stigmatizza anche il nuovo comma che dà il potere alla presidente di verificare le competenze, ritenendo che introduca un criterio di arbitrarietà, e ha messo in guardia contro il rischio «di costruire un mostro - dice -. Per sistemare il problema di tre commissioni stiamo ingessando le altre».
Più aperta la posizione del capogruppo Pd Emilio Del Bono, secondo cui «l’aspetto mancante nel regolamento è la definizione del perimetro delle competenze, è un problema che riguarda tutte le commissioni, su cui varrebbe la pena ragionare per una modifica regolamentare – spiega -. Più definiamo le competenze, meno problemi avremo a sciogliere i nodi delle prevalenze dell’una o dell’altra su un singolo argomento».
LA CREAZIONE di tre nuove commissioni non è un’implicita critica al lavoro finora svolto dalle otto già esistenti, ribadisce il capogruppo Pdl Achille Farina, «ma è un modo per diminuire il numero di commissioni congiunte, con una semplificazione che porta lavori più snelli ed efficaci e un risparmio per le casse comunali». «Bisogna far sì che per argomenti specifici e impellenti come il metrobus, lo stadio, la cittadella dello sport, le controllate ci sia una via preferenziale, commissioni dedicate che possano accelerare nell’analisi di questi temi», sottolinea il capogruppo della Lega Nicola Gallizioli. Mentre l’esponente di Sinistra Arcobaleno, Donatella Albini, si chiede che fine faranno queste commissioni, ad esempio quando il metrobus sarà finito, Giorgio Agnellini del gruppo misto ribadisce la necessità di una commissione su Expo 2015, «tema mai affrontato, come fosse un fantasma».
Sul tema più generale del Regolamento del consiglio comunale, che risale al 1997, Farina insiste che «non è un tabù per nessuno». «Stiamo già lavorando a una revisione del regolamento – annuncia la presidente Bordonali -. Lo sto studiando rapportandolo a regolamenti di altre città, da settembre si inizierà il lavoro e per inizio 2011 puntiamo ad approvarne una versione rinnovata».

Giornale di Brescia 04 luglio 2010
Sui bus un «guanto-pubblicità»
Si chiama «Ufo» e nasce dall'accordo fra un'agenzia di comunicazione e Brescia Trasporti
È plastica biodegradabile. «Informerà i bresciani e ne proteggerà le mani da contatti diretti»
«Un guanto che comunica ogni giorno le notizie più svariate, protegge le mani dal contatto diretto nei diversi ambiti e mette in relazione i bresciani con la città informandoli sulle attività di impresa e non». Tutto questo - sottolineano i promotori - è «Ufo, un progetto innovativo di comunicazione, protezione, ecologico e al servizio del cittadino», ideato da alcuni docenti di Machina Lonati fashion e design Institute e Accademia di Belle Arti Santagiulia, con l'aiuto degli studenti di grafica e comunicazione. L'iniziativa promossa da Ufo Agency ha trovato subito l'adesione dell'Assessorato alla Mobilità e al traffico della Loggia e di Brescia trasporti, che hanno consentito l'installazione all'interno degli autobus di un distributore di guanti monouso.
La sperimentazione, in avvio a Brescia come progetto pilota, avrà la durata di un mese ed interesserà gli autobus della linea 3 (dalla Badia a Rezzato). L'idea, rivolta non solo ai clienti dei mezzi pubblici ma anche a coloro che usufruiscono di servizi comuni, rappresenta un veicolo pubblicitario innovativo ma consente di offrire anche un'opportunità in più in termini di igiene. «Abbiamo pensato a come avremmo potuto informare il mondo - ha dichiarato Andrea Capelli di Ufo agency, ideatore del progetto - con un messaggio indirizzato a tutti, ma che ad ognuno fosse dedicato. Il guanto garantisce una protezione completa che impedisce il contatto diretto delle mani nei diversi ambiti pubblici fortemente frequentati, inoltre, tramite le informazioni stampate sulla superficie, comunica ogni giorno le notizie più svariate e tiene aggiornati i cittadini. È dunque anche un ottimo veicolo pubblicitario per tutte le aziende che vogliono proporre le loro iniziative. Il progetto - ha aggiunto Capelli - si avvia da Brescia per raggiungere tutte le altre città italiane, e già a Brescia dopo la sperimentazione, c'è l'intenzione di allargare il servizio su tutti i mezzi di trasporto». Ufo è anche un guanto ecologico, in quanto realizzato con materiali interamente biodegradabili. Per il massimo rispetto dell'ambiente, in corrispondenza della zona di distribuzione, verranno posizionati appositi contenitori adibiti alla raccolta dei guanti usati.f. ci.

Giornale di Brescia 04 luglio 2010
Se il contagio fa paura più del Pcb
di Massimo Lanzini
Lo dico subito: a me questa cosa dà un grande senso di tristezza. Mi sembra il simbolo agro del mondo che siamo diventati: una moltitudine di individui isolati, sommersi da una inarrestabile valanga di consigli per gli acquisti.
È chiaro che ogni epoca ha i suoi vecchi brontoloni e inattuali, e forse adesso sta davvero venendo il mio turno. Ma sentendo la notizia del guanto profilattico non posso fare a meno di tornare con nostalgia all'alba lontana in cui - acerbo studente delle superiori - mi infilavo con migliaia di coetanei su autobus scomodi e gremiti all'inverosimile. Altro che paura del contatto. Perfino un timido come me approfittava della ressa per sfiorare con la mano quella della ragazzina dai capelli rossi, che toglieva il respiro solo a guardarla.
E invece ormai siamo sprofondati nell'epoca della paura che un contatto sia in realtà l'antro buio di un contagio. Ricordate pochi mesi fa le migliaia di persone che attraversavano gli aeroporti del mondo con una mascherina sul volto, per scongiurare quell'influenza A che si è rivelata più una bufala farmaceutica che una catastrofe?
E così oggi a Brescia saliremo sui nostri bus, infileremo il guanto anticontatto e - sentendoci finalmente più sicuri - attraverseremo la città incuranti del Pcb che farcisce la terra sotto i nostri piedi e del Pm10 che intasa l'aria che respiriamo. Il tutto gustandoci uno slogan pubblicitario. Mah!

Bresciaoggi 04 luglio 2010

LA SPERIMENTAZIONE. Promossa da Brescia Trasporti, dal Comune e dall’Ufo Agency

Sui bus arriva Ufo, il guanto che protegge e informa

Mara Rodella

Distribuito gratuitamente, sarà provato per un mese sulla linea 3 e diventerà un mezzo

Incontrare un «Ufo» sul bus per comunicare con il mondo, senza beccarsi bacilli. Nessuna sindrome paranormale, perchè «Ufo» è il nome di un guanto speciale: comunica, protegge, non inquina. Monouso, grazie alla collaborazione di Brescia Trasporti e Palazzo Loggia sarà distribuito in via sperimentale per un mese sui bus della linea 3 che attraversano la città da est a ovest, da Rezzato alla Badia, con l’auspicio di espandersi in futuro agli altri mezzi. L’iniziativa è promossa dall’Ufo Agency e nasce da un’idea di alcuni docenti di Machina Institute e dell’accademia di Belle Arti di Santa Giulia, con il contributo concreto degli studenti che ne hanno curato la grafica.
«Dopo il periodo di prova, vedremo come risponderanno i bresciani: se il progetto piacerà e, soprattutto, se i guanti saranno gettati negli appositi cestini dopo l’utilizzo», sottolinea il presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi.
«Ufo» non è un progetto rivolto solo agli utenti dei mezzi pubblici, ma rappresenta un veicolo di comunicazione e promozione innovativo e originale, che coniuga informazione e igiene. «Perchè, ogni giorno, divulga le notizie più svariate, commerciali e amministrative, compresi messaggi personalizzati alla città, mettendola in relazione costante con i bresciani, per informarli sulle attività di impresa e non - spiega Andrea Capelli, ideatore del progetto Ufo -. In pratica negozi, commercianti e imprenditori potranno promuoversi con messaggi impressi sulla superficie del guanto. Una bella vetrina». Insomma, un guanto che protegge, informa, ed è realizzato con materiali completamente biodegradabili: «Prestiamo da sempre la massima attenzione alla pulizia e alla disinfezione dei nostri bus - tiene a sottolineare Gervasi -. Questo è uno strumento in più, a tutela dell’igiene di chi viaggia».
«E’ UNA SPERIMENTAZIONE tutta bresciana - aggiunge l’assessore comunale ai trasporti, Nicola Orto -: siamo i primi in Italia e già molte amministrazioni aspettano i risultati di questo progetto che, oltre a essere un veicolo pubblicitario, sarà la potenziale piattaforma informativa delle 14 amministrazioni locali toccate dai bus per comunicare i loro messaggi istituzionali».

Giornale di Brescia 01 luglio 2010
Tagli ai trasporti, Province in Regione
Gli assessori studiano azioni comuni

L'aveva già definita «devastante». Ora la parola usata è «profonda preoccupazione». L'impatto della manovra finanziaria del Governo sui trasporti in Lombardia, stimato in oltre 300 milioni di euro, è al centro dei pensieri dell'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo, che ieri ha incontrato i suoi omologhi provinciali, tra cui il bresciano Corrado Ghirardelli. Insieme «hanno esaminato - si legge in una nota della Regione - le conseguenze che la manovra avrebbe sul trasporto pubblico locale e sugli interventi infrastrutturali che insistono sulle varie province lombarde».
Mancherebbero 314 milioni
«È stato un incontro utile, che ha registrato il comune disappunto per la manovra così come è formulata e la comune preoccupazione per le conseguenze che avrebbe se dovesse rimanere invariata», ha detto l'assessore Cattaneo al termine dell'incontro. I tagli previsti comporterebbero la necessità di congelare anche interventi già condivisi con i territori, inseriti nei documenti di programmazione pluriennale, in taluni casi già anche finanziati.
Gli assessori provinciali hanno espresso sostegno all'azione della Regione Lombardia e del presidente Roberto Formigoni e hanno condiviso l'impraticabilità di questa manovra per le ripercussioni che avrebbe sul servizio ai cittadini. Gli assessori hanno anche previsto alcune azioni da qui alla fine di luglio, prima che la manovra venga approvata definitivamente dal Parlamento, con l'obiettivo di raggiungere i cambiamenti auspicati: la prima azione è quella di sensibilizzare parlamentari del territorio perché abbiano ben chiaro cosa succederebbe se in Parlamento questa manovra non dovesse essere modificata»; la seconda è quella di convocare entro due settimane una seduta del tavolo del Patto per il Trasporto pubblico locale dedicato alla manovra, per discutere anche con i Comuni e le aziende di trasporti le iniziative da prendere. «La situazione è delicata - ha concluso l'assessore Cattaneo - e anche in questo momento vogliamo continuare a condividere con gli enti locali i passi da fare».
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, è stata confermata la stima di un taglio potenziale di 314 milioni di euro, che metterebbe in discussione un terzo dei servizi sia su gomma che su ferro attualmente operanti; mentre per le opere infrastrutturali si ipotizza un taglio di 55 milioni di euro all'anno che metterebbe a rischio opere in fase avanzata di progettazione o addirittura già in esecuzione. «Farebbero parte di queste opere, ad esempio, la Paullese tra la SP29 e Spino d'Adda, la variante di Zogno e molti altri interventi di carattere locale ma fondamentali per i territori», spiega la nota della Regione.
Esempi su Milano e Brescia
L'assessore Cattaneo era già intervenuto sui tagli contenuti nella Finanziaria del Governo a margine della presentazione dell'orario estivo di Trenitalia-Le Nord. E aveva fatto alcuni esempi: la manovra si tradurrebbe, su Milano, in 83,5 milioni in meno di risorse da erogare al Comune di Milano per i servizi su gomma (autobus), e in 11 in meno alla Provincia di Milano. Per quanto riguarda Brescia, invece, i trasferimenti alla Loggia sarebbero tagliati di 4 milioni di euro e quelli alla Provincia di 7 milioni di euro, sempre limitandoci ai servizi su gomma
«Se, per assurdo, dovessimo tagliare - aveva detto allora Cattaneo - tutti i servizi ferroviari in Lombardia il sabato e la domenica, che costano 96 milioni di euro, non copriremmo i tagli previsti dalla Finanziaria». Se invece si volessero coprire i tagli con un aumento dei prezzi dei biglietti, «bisognerebbe aumentarli del 60%». sam

Bresciaoggi 01 luglio 2010

BRESCIA TRASPORTI. Per spostare 4mila tifosi ospiti a partita

Tifosi, già pronti dieci bus
Ma ne servono almeno venti

L’azienda è pronta a fare la sua parte ma chiede a sua volta garanzie sulla sicurezza a bordo

Il Rigamonti si prepara a raddoppiare gli spazi per i tifosi ospiti, portando la capienza della zona-sud da 2mila a 4mila spettatori a spese della zona oggi occupata dai tifosi bresciani della «Curva sud».
Per la verità la Questura ha chiesto di portare addirittura a 7mila posti tale capienza, in previsione dell’arrivo delle tifoserie di «squadroni» come Milan, Inter e Juve, ma il compromesso potrebbe appunto attestarsi a 4.mila ospiti ammassati in zona sud. Resta un problema: come far arrivare allo stadio, in poco tempo, una simile massa di tifosi dai parcheggi periferici? L’onere ricadrà come sempre su Brescia trasporti. Il cui presidente, Andrea Gervasi, non usa perifrasi: «Siamo pronti a fare la nostra parte, a rispondere alle richieste che ci verranno dal Comune e dalle autorità preposte. Chiediamo solo di conoscere, e alla svelta, i numeri su cui dovremo lavorare».
Questo non è uno dei momenti più felici per il trasporto pubblico: la società di via San Donino sta cercando di capire quanto ricadrà, sulle sue spalle, dei tagli annunciati di 329 milioni per il trasporto pubblico lombardo. «Siamo l’unica società a coprire il 74% del chilometraggio con mezzi a metano» ricorda Gervasi. Il che vuol dire che, se la Regione guarderà ad aspetti qualitativi, Brescia non ha timori. Ma se il taglio sarà puramente aritmetico, anche Brescia dovrà diradare corse e servizi. Proprio ora che bisogna aggiungere un corposo servizio domenicale: «Se ci viene chiesto di utilizzare 8-10 autobus per i tifosi - sostiene Gervasi - noi siamo pronti, abbiamo gli autobus già predisposti». Sono i vecchi bus gialli con le grate al posto dei vetri, usati normalmente per le tifoserie più scalmanate. Ma se - come prevede la Questura - di autobus ne serviranno almeno venti, Brescia trasporti dovrà correre ai ripari e attrezzarne altri.
Poi c’è il problema della sicurezza: «Come per il passato - spiega Gervasi - chiederemo alla Questura di mettere a disposizione degli agenti che possano salire sui bus insieme ai tifosi: una presenza che è di garanzia per l’incolumità dei guidatori e dei viaggiatori, e a tutela degli stessi automezzi».
Un aspetto tutto interno a Brescia Trasporti è quello del personale: «Non possiamo prendere personale avventizio per i servizi domenicali - spiega il presidente - e non abbiamo margini se non quelli offerti dal ricorso al lavoro straordinario». Quattro ore di lavoro straordinario di un autista costano non meno di 100 euro, a cui bisogna aggiungere il costo del chilometraggio (2 euro a km). Basta moltiplicare questi elementi per arrivare al costo dei viaggi dei tifosi. Che, notoriamente, in questi casi non pagano il biglietto. Ci penserà Brescia. M.TE.


RIGAMONTI E DINTORNI. Mercoledì una conferenza inter-assessorile metterà a fuoco tutti gli interventi necessari. E non c’è solo l’adeguamento dello stadio

Brescia in serie A, la «stangata» è doppia

Massimo Tedeschi

La Questura chiede il blocco di tutta Mompiano 24 ore prima dei match, maxiparcheggi periferici e autobus navetta su percorsi videosorvegliati
NICOLA ORTO 

Brescia in «A», ma quanto ci costi? Parafrasando uno spot in voga qualche anno fa, è questo l’interrogativo che affiora sulle labbra degli amministratori bresciani che stanno valutando gli «effetti collaterali» per il ritorno del Brescia nella massima serie.
In Loggia più d’un assessore ha fatto un sobbalzo, in questi giorni, di fronte all’elenco dettagliato delle richieste della Questura per la sicurezza dentro e fuori dallo stadio. Se le richieste relative al vecchio «Rigamonti» erano note (capienza, tornelli, illuminazione) sono quelle esterne a creare più d’un grattacapo a palazzo Loggia. Per fare il quadro generale, e approntare le risposte, è convocato per mercoledì un vertice inter-assessorile: si ritroveranno Sport, lavori pubblici, Trasporti, Sicurezza.
Di certo Brescia deve abituarsi a 19 giornate (tante saranno le partite casalinghe) assai diverse dal passato. Nei cinque anni in cui il Brescia è stato lontano dalla ribalta del calcio che conta, le norme sulla sicurezza sono diventate molto più stringenti.
In base alle nuove regole non solo sarà proibita la sosta di auto a ridosso dell’impianto ma anche al suo interno, con buona pace di Vip accreditati.
L’altra richiesta, che suscita disappunto nei residenti di Mompiano, è che l’intera zona (le vie Stadio, Novagani, Castelli e Verginella, nonchè piazzale Kossuth) andrà chiusa 24 ore prima di ogni incontro, con buona pace delle abitudini dei residenti e delle esigenze dei commercianti.
Non meno allarmante la prescrizione rispetto alla «movimentazione» delle tifoserie. Per quella ospite la Questura chiede di individuare un parcheggio da 2.000 auto nella zona del casello di Brescia Ovest (in ballottaggio i parcheggi dell’Ortomercato e della Fiera) e di servirlo con 20-30 bus di Brescia mobilità.
Quanto alla tifoseria locale, la richiesta della Questura è di individuare uno (o più) parcheggi per 3.000 posti auto, anche questi da servire con bus-navetta. In questo caso l’attenzione della Loggia è concentrata sul piazzale Iveco, piazzale Auchan a Concesio, la zona degli spettacoli viaggianti a San Polo.
L’ALTRO DATO che preoccupa la Loggia, sia per i costi che per gli aspetti gestionali, è la richiesta che vengano installati sistemi di videosorveglianza tanto nei maxi-parcheggi quanto lungo il tragitto che i bus navetta copriranno dai parcheggi allo stadio, sia in andata che in ritorno.
«Per affrontare tutte le questioni - sottolinea il vicesindaco Fabio Rolfi, che ha la delega alla Sicurezza - riuniremo tutti gli assessorati competenti la settimana prossima in una vera e propria conferenza di servizio». Della partita-mobilità si sta già occupando l’assessore Nicola Orto: «Stiamo quantificando i costi - sottolinea Orto - perchè è evidente che i 25mila euro oggi appostati per i trasferimenti delle tifoserie ospiti non saranno più sufficienti». Orto non nasconde la sua «preoccupazione» «per un periodo di 24 ore di blocco dell’intero quartiere attorno allo stadio: potrebbero esserci ripercussioni pesanti per residenti e attività commerciali, e noi non vogliamo penalizzare nè gli uni nè le altre». Un ultimo terreno che Orto vuole approfondire è quello relativo ai parcheggi che potrebbero essere ricavati in zona-Mompiano: «Sgombrando il materiale di scavo sul terreno fra via Stadio e via Triumplina, e chiudendo alcune aree di cantiere del metrobus, si libererebbero alcuni spazi di sosta importanti. Per questo, però, dovremo confrontarci con l’Ati che realizza la metropolitana».

01 luglio 2010
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01 luglio 2010
Per il secondo anno consecutivo Trasporti Brescia Nord e SIA, durante i mesi di luglio e agosto,  prolungano
l'orario del servizio serale sull'autolinea S-link 202.
Il servizio è paricolaremente indicato per gli spostamenti dei turisti lungo il litorale gardesano tra Salò e Gargnano e prevede una corsa ogni 30 minuti fino a mezzanotte circa.

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Il Brescia 01 luglio 2010
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