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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
clickmobility.it 30 luglio 2010
Per il tpl le
stime prospettano per la Lombardia un taglio di 314 milioni di
euro
Milano.
Tpl e manovra: oggi il tavolo per il trasporto locale si riunisce per esaminare
tagli
Cattaneo:
"Oggi presenterò ai rappresentanti di Provincia, Comune, sindacati e imprese lo
scenario che si prospetta se la manovra sarà attuata come descritta. Con loro
intendo costruire una strada da percorrere definendo criteri condivisi, cosa che
invece il ministro Tremonti, prima di presentare la manovra, non ha
fatto"
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Il tavolo per il
trasporto pubblico oggi pomeriggio si riunisce in Regione Lombardia per
esaminare gli effetti della manovra.
Il tavolo, spiega
l'assessore regionale alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo, "dovrà verificare
quali conseguenze avrà la manovra sul trasporto in Lombardia".
Per limitare i
danni, Cattaneo indica due strade che devono essere percorse: la riduzione dei
servizi e l'adeguamento delle tariffe che difficilmente potrà essere contenuto
nell'ordine del 3%.
"Oggi - spiega
Cattaneo - presenterò ai rappresentanti di Provincia, Comune, sindacati e
imprese lo scenario che si prospetta se la manovra sarà attuata così come
descritta. Con loro intendo costruire insieme una strada da percorrere definendo
criteri condivisi, cosa che invece il ministro Tremonti, prima di presentare la
manovra, non ha fatto".
"Per il trasporto
pubblico locale - sottolinea Cattaneo - le stime prospettano per la Lombardia un
taglio di 314 milioni di euro. Verrebbero inoltre sacrificati un terzo dei
servizi sia su gomma che su ferro attualmente operanti, mentre per le opere
infrastrutturali si ipotizza un taglio di 55 milioni di euro all'anno che
metterebbe a rischio opere in fase avanzata di progettazione o addirittura gia'
in esecuzione.
"Dei 314 milioni
di tagli per il trasporto pubblico locale - sottolinea ancora Cattaneo -
pensiamo che almeno 200 debbano essere operati a quello su gomma e un centnaio a
su ferro. In tutto questo e' necessario che però siano razionalizzati questi
tagli, magari eliminando qualche tratta poco usata perché spesso vi sono treni o
pullman che viaggiano con soli due o tre passeggeri, privilegiando invece le
linee più trafficate".
"Grazie alla
nascita della nuova joint venure Trenitalia-Le Nord - prosegue Cattaneo -
vogliamo dare una svolta al servizio ferroviario regionale, garantendo agli
utenti treni piu' puntuali e piu' puliti, crecando di rovesciare il concetto
diffuso di inefficienza".
Tutto questo,
sottolinea l'assessore, rientra tra le priorità che Regione Lombardia si é date
per la sua nona legisaltura iniziata tre mesi fa.
Altro obiettivo,
il potenziamento di 170 chilometri di rete stradale, la riqualificazione di 17
nuove stazioni ferroviarie e l'attvazione di 52 chilometri di rete. "Vogliamo
portare a termine i cantieri avviati - afferma Cattaneo - rispettando le
scadenze e gli impegni presi con i citatdini, anche in vista dell'Expo
2015".
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Giornale di Brescia 28 luglio 2010
Rolfi: metà mandato serve cambiare passo
....
«Ad esempio è ragionevole pensare che un'opera pur condivisibile come il
parcheggio nella galleria del Castello si posizioni più in là nel tempo.
D'altronde il fatto che per i bilanci del Comune, tra patto di stabilità e
tagli, questi non siano anni facili è evidente a tutti».
E cosa può essere
anticipato?
«La pedonalizzazione di piazza Loggia e piazza Paolo VI. La
sperimentazione del piano traffico attuata finora ha funzionato bene sotto molti
aspetti, come ad esempio le fasce orarie che rendono il centro permeabile, ma
nel contempo ha evidenziato criticità da correggere, come alcuni disagi per i
posti auto dei residenti. Mi pare anche abbia dimostrato che la città è matura
per togliere definitivamente le auto dalle sue piazze per eccellenza. Attenzione
però, l'operazione non può limitarsi a mettere un cartello di divieto ma va
accompagnata col sostegno alle attività commerciali, con la disponibilità
all'ampliamento dei plateatici, con iniziative di animazione sulla scia di
quanto fatto per il centro in questi anni».
....
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Bresciaoggi 27 luglio 2010
CONSIGLIO COMUNALE
.......
COMMISSIONI. Più tardi l’assemblea ha approvato le tre nuove commissioni,
concepite per occuparsi di specifici temi: il metrobus, gli impianti sportivi
(ossia la cittadella dello sport) e le società e enti comunali.
Secondo il
sindaco Paroli necessarie, perchè consentono un maggior grado di approfondimento
di partite trasversali che coinvolgerebbero più di una delle attuali
commissioni. «Non possiamo fare lavorare a lungo - ha osservato - quattro
commissioni su uno stesso tema». Del Pd si è espresso con critiche (la cui
sostanza è: «discutibili doppioni») ma ha votato contro solo Bragaglio, per il
resto astensione anche da parte di Italia dei Valori e di Luciano Cantoni della
lista Castelletti.
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Il Brescia 27 luglio 2010
Clicca sull'immagini per ingrandirla

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24 luglio 2010
Mi ha stupito l'articolo di seguito riportato che ho trovato sul sito cityrailway.it.
In
Francia il governo sta approvando importanti investimenti per
migliorare il trasporto pubblico locale, in Italia, purtroppo, siamo
costretti ad ingoiare bocconi amari in quanto, con i tagli dei
trasferimenti alle regioni, province e comuni previsti dalla manovra
finanziaria, sta avvenendo l'esatto contrario.
Sempre sul sito cityrailway.it
nella sezione forum è stato inserito un sondaggio a cui possono
partecipare tutti, anche gli utenti non registrati. Per accedere al
sondaggio cliccare qui
Tratto da Cityrailway 20 luglio 2010
In
Francia previsti grandi investimenti per il trasporto pubblico
Jean-Louis
Barloo, Ministro dell'Ambiente, ha presentato il Piano Nazionale delle
Infrastrutture (SNIT) che dovrebbe essere approvato entro la fine dell'anno. Il
Piano prevede lo stanziamento di 170 miliardi di euro da impiegare su un
orizzonte di 20 o 30 anni per creare delle alternative al trasporto stradale.
Sul totale ben 55 miliardi sono destinati al TPL. L'UITP (Associazione
Internazionale delle Imprese e degli Operatori di Trasporto Pubblico) ha accolto
con estremo entusiasmo la notizia, incoraggiando il Governo francese ad andare
avanti e gli altri Paesi europei a seguirne l'esempio. L'obiettivo dello SNIT è
in linea con il progetto promosso dalla stessa UITP nel giugno 2009 al Congresso
di Vienna: raddoppiare la quota modale del TPL entro il 2020. Secondo alcune
stime la proposta francese comporterà, tra l'altro, la creazione di 65mila posti
di lavoro.

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Giornale di Brescia 20 luglio 2010
Metrobus, lavori a quota 77 per cento
Più avanzate le opere civili, ora si
procede con gli impianti di sistema
Al deposito collaudi per fine mese, in
vista delle prime prove «in carrozza»
È fatta per tre quarti. Quasi quattro quinti. In percentuale, il 77,13%. Al
fatidico 1° gennaio 2013, giorno previsto per l'entrata in funzione del Metrobus
mancano quasi 900 giorni, e per il completamento delle opere della metropolitana
leggera automatica si fa sempre più impegnativo il rispetto di scadenze precise.
Ma la fotografia dei cantieri in queste settimane dell'estate 2010 appare
rassicurante, con le opere civili all'84,22%, gli impianti di sistema - ossia
quelli direttamente connessi al funzionamento del metrò - al 77,13% e i convogli
al 33,69%. Il punto della situazione viene dalla 70esima relazione sullo stato
di avanzamento dei lavori, presentata nei giorni scorsi dai vertici di Brescia
Mobilità alla Commissione Bilancio della Loggia.
Tratta nord, binari a doppio
senso
Cominciando da nord, lungo la tratta che va dal Prealpino all'Ospedale
Civile, risultano completate tutte le opere strutturali. Fino alla futura
stazione Europa sono già stati posati entrambi i binari lungo i quali
viaggeranno i treni, ed è in corso la posa del cosiddetto «terzo binario», la
rotaia destinata ad alimentare i convogli tramite l'apposito pattino di cui
questi sono muniti. Dalla stazione Europa sino al Civile, invece, è posato il
solo binario est. In tre stazioni della tratta - Prealpino, Mompiano ed Europa -
sono già ultimate le pavimentazioni in pietra delle banchine, ed è in corso la
posa dei rivestimenti in gres delle pareti. E mentre si procede al completamento
dei locali tecnici (con l'installazione di impianti di illuminazione,
antincendio, di ventilazione, comunicazione, ecc.), al Prealpino già prendono
forma le future banchine, con l'introduzione dei sostegni delle porte
automatiche che daranno accesso ai treni. Se in superficie, tra la Tangenziale
Ovest e piazzale Vivanti, tutte le aree di cantiere sono state ripristinate e
restituite all'uso originario, si lavora per fare altrettanto nel primo tratto
di viale Europa, fino a via Branze. Al Civile è avviata la ricostruzione del
muro di cinta rimosso durante i lavori. Pressoché tutti i cantieri lungo le vie
di corsa del metrò sono chiusi: bloccata invece la risistemazione in superficie
di alcune aree comprese tra viale Europa e via Branze perché aree di proprietà
privata - nella fattispecie quasi esclusivamente dell'università - non sono
ancora state acquisite.
Pozzi di sicurezza tra le stazioni centrali
Opere
civili completate anche nella tratta centrale, quella che va dal Civile alla
Volta, realizzata quasi esclusivamente dalla talpa. Fanno eccezione le due
stazioni del centro, San Faustino e Vittoria (si veda sotto). Nelle sei restanti
stazioni, quindi - Ospedale, Marconi, Fs, Brescia Due, Lamarmora e Volta - è
invece avviata la posa del gres di rivestimento, ma pure di alcuni impianti come
quelli di ventilazione. La presenza delle due stazioni meno avanzate - Vittoria
e San Faustino - impedisce per ora il completo raccordo dei binari, che vengono
così progressivamente posati nei due tratti a nord e a sud del centro.
In
particolare, per il primo, tra il pozzo di estrazione della «talpa» (al Civile)
e piazzale Battisti è stato posato il binario sinistro, mentre il binario destro
è già presente tra San Faustino e Marconi. Lungo la linea «profonda», il
progetto del metrò prevede appositi «pozzi di intertratta»: vie di fuga e
accessi d'emergenza ad uso dei Vigili del fuoco. Quelli presenti tra le stazioni
Ospedale e Marconi, Vittoria e Fs, oltre che Fs e Brescia Due sono già stati
dotati di scale a chiocciola metalliche. Nei pozzi di via Capriolo e Lamarmora,
invece, sono in via di realizzazione i cunicoli di collegamento con la galleria,
più arretrato quello tra Brescia Due e Lamarmora.
A sud la tratta più
avanzata
Senza dubbio è però la tratta sud quella che si presenta allo stato
più avanzato. Nella porzione compresa tra il deposito di Buffalora e la Volta, è
stata infatti già completata la via di corsa (parte in viadotto, parte a raso e
parte in galleria artificiale) con tutte le strutture, le recinzioni esterne e
gli impianti civili sono già al loro posto. Anche sul fronte binari, l'armamento
è già ultimato per entrambe le direzioni e posata è pure la «terza rotaia». Sul
fronte degli impianti di sistema (cioè direttamente connessi al funzionamento
del metrò), la posa è ultimata al deposito e avanzata specie nelle stazioni di
Sant'Eufemia e Sanpolino, al punto che si è già passati ai collaudi degli
apparati dell'alimentazione elettrica.
Terzo convoglio «rimandato» a settembre
Nel deposito di Buffalora i primi due convogli del futuro metrò sono in attesa
dei sedici compagni che ancora mancano all'appello. L'arrivo del primo dei quali
era atteso per fine mese. Ma il 7 luglio scorso si è tenuta a Napoli una
commissione di collaudo e in quella sede è stato comunicato ai vertici di
Brescia Mobilità uno slittamento dell'arrivo al prossimo settembre.
Le
consegne sono cadenzate da precise esigenze connesse alle prove e ai collaudi
che da effettuare prima della messa in esercizio del sistema. «L'obiettivo - ha
spiegato l'ing. Mauro Rainieri di Brescia Mobilità illustrando lo stato
avanzamento lavori alla Commissione Bilancio della Loggia - è di avere sei treni
in deposito entro il 2010. Questo perché devono essere testate le interfacce
degli impianti e dei convogli - stante il funzionamento del tutto automatico di
questi ultimi, ndr -, in vista del primo collaudo sulla linea, che
avverrà tra le stazioni di S. Eufemia e Poliambulanza». E la compresenza di sei
convogli è indispensabile per verificare l'efficienza del sistema anche sul
fronte del cadenzamento delle corse.
Se i primi collaudi saranno eseguiti
sulla «test track» (il tracciato di prova che fiancheggia l'area manutenzione
del deposito, nella foto), la consegna dei restanti 12 treni dovrà
avvenire entro la fine del 2011, in vista delle ultime prove generali
sull'intera linea previsti per l'anno seguente. In esercizio, poi, 16 treni
saranno «operativi», i due restanti in deposito: l'uno a disposizione in caso di
imprevisti - sostituzioni per guasti o necessità di implementare le corse -,
l'altro in manutenzione ordinaria.
Dopo i ritardi nella consegna del secondo
convoglio il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, ha ribadito che
l'azienda tiene monitorate con costanza le fasi di allestimento dei convogli, la
cui cassa è realizzata da Ansaldo Breda a Reggio Calabria, poi rifinita tra
Napoli, Livorno e Genova. «Se qualche ritardo è stato giudicato sostenibile è
solo perché il treno di Brescia presenta migliorie (climatizzazione, interfono,
ecc.) rispetto a quello di Copenaghen. Ed è preferibile che verifiche ed
eventuali modifiche vengano eseguite in fabbrica onde evitare ritardi più
consistenti alla scoperta degli eventuali problemi coi convogli già a
Brescia».gal.
Stazione Vittoria, concluso l'«allargamento»
Assomiglia a quelle della «Tube» londinese, con struttura analoga
a quella di via San Faustino
È stato ultimato nei giorni scorsi l'intervento di scavo
«in allargo» avviato a marzo nella stazione Vittoria, analogo a quello già
concluso nella vicina stazione San Faustino.
Definizione da «addetti ai
lavori», che tuttavia sta ad indicare un'operazione fondamentale per l'esistenza
delle stazioni medesime. Le due citate, infatti, sono accomunate da una genesi
complicata, e da uno sviluppo ostacolato dal rinvenimento di reperti
archeologici nell'area di scavo. Ragione per la quale, dopo una sostanziale
revisione dei progetti originali, anche le tecniche di realizzazione hanno
subìto pesanti cambiamenti.
A differenza di quanto avvenuto per tutte le
altre fermate «profonde» - quelle comprese tra la Volta e il Civile -, le due
stazioni del centro sono state costruite dopo che la «talpa» aveva attraversato
l'intera area di stazione. Proprio dal tunnel scavato dalla grande fresa, ad
oltre 20 metri di profondità, i tecnici sono partiti per far spazio alla
stazione vera e propria: ampliando nella parete di stazione la sezione della
galleria (che passa dai 9 ai 15 metri di diametro), hanno sbancato
progressivamente - e per una quarantina di metri di lunghezza - il terreno,
ricavando così le aree destinate ad ospitare le banchine di stazione: in altre
parole i marciapiedi da cui i passeggeri saliranno sul metrò.
L'aspetto che
ne deriva (si veda la foto poco sopra, relativa a San Faustino) le rende ben
diverse dalle ampie stazioni illuminate con luce solare che caratterizzano il
resto del sistema: paiono quasi copie della «Tube», la metropolitana londinese
di ottocenteschi natali.
Tanto più che in assenza di lucernari che
garantiscano l'illuminazione fino a quota banchina e la presenza dei locali
tecnici disposti secondo geometrie del tutto differenti dalle altre fermate,
rende davvero anomale rispetto al resto le due stazioni del centro. Il cui
completamento è indispensabile anche per la posa dei binari e rallenta pertanto
il congiungimento della via ferrata che va allungandosi quotidianamente da nord
e da sud.gal.

In visita da Copenaghen
Ora il modello è Brescia
Copenaghen è stata sin dal principio il modello cui Brescia ha guardato per
realizzare la metropolitana leggera automatica. Ora le parti sembrano invertite.
Il 12 luglio, infatti, una delegazione della società di trasporti di Copenaghen
si è recata in visita al deposito del Metrobus di Buffalora per un incontro
tecnico, in vista del futuro ampliamento della linea in Danimarca. Come è noto
le metropolitane di Brescia e Copenaghen hanno grandi analogie, essendo il
Metrobus l'evoluzione, sotto il profilo tecnologico, di quella della capitale
danese. Per i presenti, tra cui il presidente di Brescia Mobilità Valerio
Prignachi, e la signora Anne-Grethe Foss a capo della delegazione danese e i
rappresentanti di Ansaldo, è stata dunque l'occasione per confrontarsi sui
diversi aspetti tecnici adottati per le metropolitane delle due
città.
Particolare attenzione è stata posta alle migliorie introdotte ai
veicoli bresciani tra cui la videosorveglianza e la tv in diretta, la
possibilità di telefonare col proprio cellulare anche a bordo dei treni e
l'impianto di climatizzazione.
Ma è stata anche - fa sapere Prignachi -
l'occasione per approfondire la tematica della gestione del servizio, ambito in
cui Copenaghen ha maturato una interessante esperienza. La quale per Brescia può
diventare preziosa in vista delle future integrazioni tra la metropolitana e gli
altri sistemi di trasporto.
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20 luglio 2010.
Questo pomeriggio sono stato in centro per un paio di appuntamenti di
lavoro e passando attorno alle 17:00 in piazza Loggia ho visto il
Summer Train all'opera. Ho scattato un paio di fotografie dalle quali
si può vedere che il simpatico mezzo di trasporto è quasi
al completo a riconferma che il servizio è chiaramente
apprezzato dai turisti ma probabilmente anche dai cittadini.
Bresciaoggi 16 luglio 2010
TRASPORTI. Il servizio turistico verrà sospeso dal 24 luglio per l’avvio dei
cantieri in via Mazzini
Summer Train chiude prima
«Ma il bilancio è positivo»
Mara Rodella
Il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi: «Per modificare il
tragitto serviva un’assemblea Il servizio riprenderà a settembre»
Andrà in vacanza una settimana prima del previsto «Summer Train», il trenino
cabriolet che Brescia Mobilità ha trasformato in un «Summer Train» turistico per
accompagnare stranieri e bresciani in una vistita guidata ai punti più
suggestivi della città. Partito il 15 giugno scorso, il servizio cesserà dunque
il prossimo 24 luglio, invece del 31, a causa dei cantieri che, da lunedì 26
luglio, saranno aperti in via Mazzini, ostacolando di fatto il percorso del
trenino. Ma perchè non deviarne la tratta anzichè sospenderlo del tutto? Una
decisione da cui si potrebbe dedurre che, in fondo, quella del trenino retrò non
fosse stata proprio vincente. Ma rispedisce al mittente qualsiasi illazione il
presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi, che conferma il «pieno successo
di questa iniziativa che sicuramente avrà un seguito. La cronologia dei lavori
era già stata fissata - spiega Gervasi - e non avevamo alternative omologate,
nel senso che non avremmo potuto modificare il tragitto del trenino senza
un’assemblea che approvasse il cambiamento. Tanto valeva, quindi, sospendere in
anticipo. Ma questo non significa affatto che i risultati non siano
soddisfacenti, anzi: tutto è andato a gonfie vele».
Alle dichiarazioni del
presidente Gervasi fanno seguito i numeri: in un mese esatto, ad oggi, sono 927
gli utenti che hanno utilizzato il Summer Train. Impossibile stabilire se la
maggior parte di loro siano bresciani o visitatori che avrrivano da fuori. Una
stima che, ancora per una decina di giorni, potrebbe ovviamente aumentare. Per
salire sul Summer Train c’è ancora tempo: dal martedì al sabato con tre corse al
giorno, una alle 10 del mattino e le altre due nel pomeriggio, alle 15 e alle
17. Dal capolinea in piazza Loggia, il trenino tocca via San Faustino per poi
salire fino al piazzale del castello, per poi scendere da via Avogadro, passando
per piazza Tebaldo Brusato, via Musei, piazza Duomo, corso Zanardelli, corso
Garibaldi e poi di nuovo davanti alla Loggia. Un tour di un’ora e mezza circa,
al costo di 5 euro, che comprende, per i turisti stranieri a bordo, le cuffie
audio in inglese con la spiegazione dei luoghi più significativi (Capitolium,
Loggia, Broletto, Duomo).
MA NON È FINITA qui, perchè di sera, il Summer
Train cambia pelle e diventa «X Train», la navetta che ogni venerdì accompagna i
ragazzi da piazzale Arnaldo, centro nevralgico della movida bresciana, a Borgo
Wurer, altro punto chiave per il divertimento dei giovanissimi, in cui sorgono
una serie di locali gettonatissimi nel fine settimana. Dalle 19 all’1 del
mattino quindi, al posto dell’auto, è possibile salire sul trenino che ogni 20
minuti passa dal piazzale, andata e ritorno. Dal 28 maggio ad oggi, il servizio
serale ha totalizzato 1.693 utenti, che, spalmati su 7 venerdì, equivalgono ad
una media di 240 ragazzi circa a sera. Numeri che, anche qui, riscontrano la
soddisfazione di Gervasi che vorrebbe ripristinare il servizio a settembre,
magari ad agosto ed estenderlo alle gite scolastiche. «Anziani e scolaresche
chiedono di poter usufruire del trenino, valuteremo come allargare
l’accessibilità in base alle necessità, ma di certo il trenino non resterà in
rimessa».
Ancora una decina di giorni quindi, per sentirsi un po’ come a
Londra a Bordo del Summer Train. Per quanto riguarda i lavori in via Mazzini, si
tratta «della sistemazione di una cameretta del teleriscaldamento - conferma
l’assessore comunale ai lavori pubblici Mario Labolani -. E ne approfitteremo
anche per riasfaltare la strada». Strada che resterà chiusa, ma non totalmente,
nel tratto all’altezza dell’incrocio con via Querini. In pratica, salendo verso
via Crocifissa di Rosa, «non sarà possibile accedere in galleria e bisognerà
svoltare a destra su via Trieste, mentre, scendendo in direzione centro, si
dovrà svoltare a sinistra in via Musei per aggirare i cantieri che dureranno più
o meno tre settimane», spiega Labolani.
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17 luglio 2010
Tempo di vacanze. La prima settimana di luglio ho trascorso una vacanza al mare con la mia
famiglia e nonostante il viaggio l'abbiamo fatto in
automobile mi ha colpito il teminal degli autobus che ho visto
arrivando nella località turistica e il pensiero è subito
corso ai nuovi terminal da realizzare presso le stazioni della
metropolitana di Brescia.
L'autostazione della località turistica è costituita da
una serie di pensiline con marciapiedi in grado di accogliere fino a 12
autobus, un ampio edificio in testa alle pensiline nel quale al suo
interno sono ricavati la biglietteria, il bar / fast-food ed i locali
di servizio per il pubblico ed il personale; l'edificio è dotato
di un porticato con il tabellone degli orari.
Immagino che per i nostri nuovi terminal (Prealpino, Poliambulanza,
S.Eufemia) potrebbero bastare strutture con dimensioni minori (3 - 4
marciapiedi per la sosta di 6 - 8 autobus), inoltre, se fosse mai
intrapresa l'idea di realizzare i parcheggi scambiatori modulari fuori
terra, i terminal potrebbero essere ricavati al piano terra delle
strutture ed essere sovrastati dagli altri piani destinati a parcheggio.
Per accedere alla fotogallery del terminal clicca sulla fotografia qui sotto

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Giornale di Brescia 13 luglio 2010
«A rischio la sopravvivenza del trasporto pubblico»
I sindacati a fronte dei tagli prospettati dalla Finanziaria:
«Denunceremo l'assessore Ghirardelli alla Commissione di garanzia»
«La sopravvivenza del trasporto pubblico così come oggi lo conosciamo è a
rischio». A lanciare l'allarme, con riferimento agli «ingenti tagli prospettati
dalla Finanziaria», pari a «dieci milioni e mezzo di euro in provincia per il
biennio 2011/12», sono i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil. Con la
proposta di «un impegno comune, di un tavolo collettivo per evitare che i tagli
ricadano su lavoratori e utenti».
«L'assessore provinciale ai Trasporti,
Corrado Ghirardelli, ha recentemente prospettato un blocco del servizio di tre
giorni, annunciando anche che i tagli equivalgono a uno stop di due mesi -
spiegano Stefano Malorgio (Filt Cgil), Eugenio Bertoglio (Uil trasporti) e Mauro
Scalvini (Fit Cisl) -. Crediamo e ci auguriamo che le sue dichiarazioni fossero
soltanto provocatorie, ma serrate di questo tipo sono anticostituzionali e lo
denunceremo comunque alla Commissione di Garanzia».
In base alla Finanziaria,
i tagli statali alle Regioni sarebbero pari a «quattro miliardi per il 2011,
quattro miliardi e mezzo nel 2012», la Lombardia ne sarebbe interessata nella
misura di «655 milioni il prossimo anno, 707 il successivo» e la voce principale
riguarda «proprio il trasporto pubblico, che verrebbe colpito con tagli di 280
milioni nel 2011, 319 nel 2012, corrispondenti al 25% delle risorse». A questi
dati si aggiunge un «14% di tagli nei fondi destinati da Provincia e Comune, per
un complessivo 30% di fondi in meno disponibili in Lombardia nel campo del
trasporto pubblico». Il che equivale, per la provincia di Brescia, a «dieci
milioni e mezzo di euro in meno per il biennio 2011/12».
«Nessuna Finanziaria
in Europa ha colpito così duramente il trasporto pubblico, in un momento in cui
si parla tanto di mobilità sostenibile - proseguono i rappresentanti dei
sindacati -. E i tagli rischiano di ricadere sul costo del trasporto, finanziato
per il 65% da risorse pubbliche e per il 35% dal pagamento del biglietto». Ma
non basta. «La Finanziaria impedisce anche la ricapitalizzazione delle aziende e
blocca progressivamente dal 2011 al 2015 il turn over del personale, consistente
in circa 1.500 dipendenti. C'è il rischio che venga messo a gara un servizio
radicalmente ridotto, con un abbassamento della qualità a fronte di un aumento
delle tariffe». Secondo Malorgio, Scalvini e Bertoglio «è ora di finirla con le
provocazioni. Bisogna organizzare un tavolo comune per approfondire seriamente
il problema. Spetta alle istituzioni proporre un percorso, noi siamo disponibili
a collaborare».
Chiara Corti

Bresciaoggi 13 luglio 2010
TRASPORTI. Polemica tra i sindacati e la provincia dopo i tagli previsti
dalla finanziaria e le dichiarazioni dell’assessore secondo cui serve uno stop
di due mesi
«Ghirardelli, superficialità inaccettabili»
Angela Dessì
Cgil, Cisl e Uil all’attacco: «Disponibili a ragionare ma solo se si
affrontano i temi con responsabilità»
Una «boutade», una «provocazione inaccettabile», una «ennesima dimostrazione di
superficialità». Così i segretari del settore trasporti di Cgil, Cisl e Uil
definiscono le recenti dichiarazioni dell’assessore Provinciale Corrado
Ghirardelli in merito ad un possibile stop di due mesi ai treni e ai pullman per
far fronte ai tagli imposti dalla Finanziaria al Trasporto pubblico locale
(Tpl).
«LA RIDUZIONE dei finanziamenti incide sulla carne viva del Trasporto
pubblico locale e le parole dell’assessore Ghirardelli suonano quanto mai
inopportune» esordisce il segretario della Filt Cgil Stefano Malorgio, che
specifica che i sindacati scriveranno alla Commissione di Garanzia per
denunciare quanto accaduto. Le cifre sul piatto sono cifre importanti: 4
miliardi di tagli per il 2011 e 4 miliardi e mezzo per il 2012 a livello
nazionale, con una ripercussione in termini di trasferimenti alla Regione
Lombardia di 655 milioni di euro per quest’anno e 707 per il prossimo. Tra i
vari settori, quello del Tpl lombardo risulta fortemente penalizzato (si parla
di una decurtazione di 280 milioni nel 2011 e 319 nel 2012 per la Regione
Lombardia, con un taglio di circa 10 milioni e mezzo di euro per la sola
provincia di Brescia) tanto più alla luce del blocco del turn over per il 2011
al 2015 e dal vincolo imposto dalla Finanziaria che impedisce la
ricapitalizzazione delle aziende che hanno registrato perdite negli ultimi tre
anni.
Se si considera inoltre che il 65 per cento del finanziamento del
servizio del Tpl proviene da risorse pubbliche e solo il 35 per cento deriva
invece dal costo del biglietto, la domanda posta dai sindacati su come sarà
possibile garantire gli standard sorge spontanea. «Nei prossimi due anni
scadranno le gare per il Tpl urbano e extraurbano mentre nel 2013 ci sarà quella
per la metropolitana: con le contraddizioni che ad oggi si delineano come sarà
possibile mettere a gara il servizio?» domanda ancora Malorgio, che con i
colleghi Eugenio Bertoglio della Uilt Uil e Mauro Scalvini della Fit Cisl
puntualizza che «i sindacati sono assolutamente disponibili a impegnarsi in una
battaglia comune contro i tagli ma solo se i temi verranno affrontati
seriamente».
«SONO ANNI che non ci sediamo ad un tavolo con la Provincia di
Brescia» specifica Bertoglio, che non manca di rimarcare come i nodi irrisolti
siano molti, da quello della gestione delle risorse a quello dell’acquisizione
di Sia e Saia da parte della società pubblica tedesca di trasporti Deutsche
Bahn. Mauro Scalvini si sofferma sulla prospettiva futura, e domanda che fine
faranno le politiche messe in campo per la mobilità sostenibile in un quadro a
tinte così fosche, sottolineando come nessun’altra Finanziaria a livello europeo
sia stata così drastica nei confronti di un settore strategico come quello del
Trasporto pubblico locale.
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09 luglio 2010
Metropolitana di Brescia.
Nuova interessante ed indovinata campagna di comunicazione installata
sulle recinzioni dei cantieri del metrobus in sostituzione dei
precedenti pannelli dedicati al messaggio congiunto metropolitana e
mostra degli Inca conclusa a fine giugno.
Le immagini rappresentano degli omini di carta ritagliati ed uniti da
un percorso che al posto delle fermate riporta le principali
qualità e caratteristiche che contraddistingueranno la
nostra metropolitana: luminosa, silenziosa, facile, sicura, bella e
comoda.
Le frasi riportate sono incisive.
- Il mio mondo, la mia città, la mia METRO
- La mia vita, i miei percorsi, la mia METRO
- I miei sogni, le mie emozioni, la mia METRO
Sui pannelli, come se si trattasse di uno schermo di un PC, è
riportata una manina puntatrice che per ognuna delle fermate "apre" una
finestra con una breve descrizione della caratteristica indicata.
Ho fatto alcune fotografie con il cellulare, la qualità è
abbastanza scarsa, nei prossimi giorni vedrò di farne di
migliori con la digitale.
P.S. Spero che la meritevole campagna di comunicazione sia anche riportata sul sito internet www.metro.bs.it

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Giornale di Brescia 07 luglio 2010
L'ombra dei tagli sui trasporti
L'assessore Di Mezza in Commissione bilancio: «Da ripensare il
contratto di servizio
con Brescia Trasporti». Del Bono: «La Giunta riveda
piuttosto le proprie priorità»
I punti fermi sono ancora pochi e complicati da decifrare, perché tutto resta al
momento in divenire. Ma almeno tre, tra obiettivi e certezze, dei riflessi che
si riverseranno su Brescia con il via libera della manovra ci sono. Innanzitutto
le ricadute sul trasporto pubblico locale che si prevedono «ingenti e certe»,
mossa che comporterà «quanto prima un ripensamento del Contratto di servizio tra
Comune e Brescia Trasporti», come annunciato dall'assessore al Bilancio Fausto
Di Mezza. E poi la grande matassa del Patto di stabilità che «Brescia intende
assolutamente rispettare tanto nel 2010 quanto nel 2011», specie in vista
dell'inasprimento delle sanzioni previste dal decreto Tremonti. Infine, la base
da cui la Giunta Paroli vuole partire per modulare - pur nei pochi margini
previsti - la manovra in chiave locale: «Tagliare il meno possibile
salvaguardando quanto più i servizi ai cittadini».
Questi i temi all'ordine
del giorno di una Commissione bilancio - voluta e richiesta dal presidente Fabio
Capra (Pd) - ricca di riflessioni e condita da un dibattito politico intenso,
anche se a tratti interlocutorio. Un confronto, soprattutto, improntato su
quello che potrà - e dovrà - essere il ruolo e la responsabilità
dell'Amministrazione della città tra qualche mese, ovvero dopo la stesura
definitiva del decreto che sancirà il via - immediato e concreto - ai tagli,
esito della manovra da 24miliardi di euro.
La priorità: «Rispettare il
Patto»
«Quest'anno riusciremo a rispettare il Patto di stabilità senza
ricorrere ai 32,5 milioni di alienazioni previste nel bilancio di previsione,
alienazioni che potremo così riproporre, qualora necessario, nel 2011 per
continuare a non sforare la norma, obiettivo che ci poniamo fin da subito»
chiarisce in prima battuta Di Mezza. Una riunione, cui Brescia parteciperà, è
poi fissata per mercoledì 14 a Roma, dove l'Anci coordinerà un tavolo di lavoro
per fare sistema. Già, perché la Finanziaria modifica anche i parametri del
Patto: «Si prevede di passare dall'annualità secca del 2007 alla media del
triennio - specifica l'assessore - in questo caso cercheremo di fare valere per
Brescia la media del quinquennio considerando che nell'anno della formazione di
A2A la mole dei dividendi è da considerarsi straordinaria».
Infine, il
capitolo mobilità. «Il Contratto di servizio con Brescia Trasporti è fortemente
penalizzante per il Comune. Quanto prima, se possibile già quest'anno, verrà
riformulato». Il che, tradotto in pratica, potrebbe significare un immediato
innalzamento del costo del biglietto. «Attualmente il Comune versa alla società
5 centesimi per passeggero proprio per sopperire e rimborsare l'annuale aumento
del ticket di viaggio». Un iter, questo, che nell'anno in corso fa uscire dalle
casse della Loggia 3 milioni di euro. Senza contare che l'intera politica del
Trasporto pubblico locale costa circa 22milioni di euro e che, secondo Di Mezza,
«molti sprechi possono davvero essere evitati ottimizzando le risorse e
garantendo comunque un servizio di qualità».
Ma ai tagli statali si
aggiungono quelli regionali e alla sforbiciata sui trasporti se ne affiancano
molte altre che vanno a colpire tanto la macchina amministrativa quanto i fondi
a disposizione per servizi e incentivi.
Grandi opere tra costi e
investimenti
«Gli effetti devastanti della manovra del Governo, su cui
peraltro è stata chiesta la fiducia, non saranno distanti per Brescia ai
20milioni di euro. E questo cambia tutto, soprattutto sulle priorità - incalza
il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono -. La Giunta deve riscrivere la
propria agenda, mettendo in discussione le grandi opere annunciate che
significano innanzitutto costi e minori introiti. Bisogna riformulare la
scaletta delle priorità aprendo una discussione politica responsabile che la
maggioranza, in un momento di straordinarietà come questo, non può pensare di
gestire da sola. Non si può insomma non garantire il trasporto pubblico e
investire sulla Sede unica».
A replicare, senza giri di parole, è il
capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli: «Il buon amministratore - risponde
- si valuta proprio nei momenti di difficoltà. Le grandi opere vanno realizzate
tutte, proprio perché non si devono spegnere gli investimenti bensì
incentivarli». Un concetto, questo, ripreso da Giorgio Agnellini (Gruppo Misto)
che pure punta l'accento su «un'assenza grave di Brescia nella partita dell'Expo
2015, che dovrebbe invece essere momento di rilancio e sviluppo».
Nuri
Fatolahzadeh

E Ghirardelli pensa a un blocco di tre giorni
L'assessore della Provincia: «A rischio il 30% della spesa, pari a
due mesi di servizio»
Dai numeri non si sfugge. E quelli che raccontano dei
tagli sulla rete del trasporto pubblico provinciale sono «disarmanti»: il 30%
della spesa, ovvero 7 milioni di euro, pari a 5 milioni di chilometri. Il che,
guardando al lato pratico, equivale a dire niente trasporti per oltre due
mesi.
«Questi tagli, così come sono formulati, portano a una serie di
disservizi che da amministratore non posso che contestare - incalza l'assessore
provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli -. La situazione è aggravata dal
fatto che non è data alle Regioni la possibilità di tagliare secondo criteri
propri, ma imposti dall'alto, una scelta imprudente che stiamo rischiando di
subire». Un vertice per tracciare il punto della situazione è fissato con
l'assessore regionale Raffaele Cattaneo per la metà di luglio, un appuntamento
che le istituzioni si erano date dopo l'incontro della scorsa settimana. Ma nel
frattempo il rischio dell'approvazione ultima di una manovra che fa paura si
avvicina. E allora «a mali estremi, estremi rimedi - risponde Ghirardelli che
pure non vuole stare a guardare -. Una sforbiciata di questa entità si traduce
con un blocco di tutta la rete dei trasporti pubblici per più di due mesi nel
pieno del periodo scolastico». Significherebbe insomma niente bus, niente treni,
niente pullman.
«Se l'approccio al tema non cambierà e se non si avvierà una
riflessione profonda e accurata sulla questione organizzeremo uno stop dei
servizi pubblici per tre giorni. In questo modo tutti si renderanno conto del
disastro cui stiamo andando incontro» annuncia l'assessore provinciale. Poi,
l'attenzione si sofferma sulle ripercussioni effettive che il provvedimento
riverserà sui cittadini: «Oltre ai termini economici e ai forti disagi -
specifica Ghirardelli - si va verso un'inoperatività tragica. A questa si
affianca il nodo inquinamento, perché se il trasporto pubblico si blocca e non
garantisce più il servizio consueto e quotidiano si utilizza ancor più l'auto,
in una realtà in cui le Pm10 sono un problema reale che non siamo riusciti a
risolvere lo scorso inverno e che sicuramente non risolveremo il prossimo, ma
che al contrario, verrà aggravato».
La sollecitazione corre anche a tutti i
parlamentari bresciani: «Raccogliamo insieme l'input lanciato dall'assessore
Ghirardelli e tentiamo di dialogare con lo Stato centrale per trovare strade
alternative. Altrimenti si penalizzeranno proprio i ceti medio e medio-basso. E
non è certo ciò che noi amministratori intendiamo fare».
Gli scenari che
vanno a disegnarsi attorno alla questione trasporti, un ambito per il quale la
sforbiciata regionale ammonta a 314 milioni di euro in meno, racconta infatti
numeri al momento ben definiti, che vanno ad incastrarsi in un mosaico sempre
più intricato. Che guarda da un lato al problema dei pendolari, dall'altro al
Piano del trasporto pubblico locale. Un progetto cui Brescia dovrebbe mettere
mano a partire proprio dal 2011 e per il quale la Regione non potrà a questo
punto più fornire alcun supporto. Questo significa niente più ricambio del parco
autobus ogni otto anni, investimenti bloccati, ma soprattutto incertezza nella
gestione del servizio che non potrà più soddisfare gli obiettivi di efficienza
sinora perseguiti. In un momento in cui Loggia e Provincia sono al lavoro per
mettere in moto la Piccola velocità, il Piano per il governo del territorio è in
fase di elaborazione e la sfida del futuro, oltre alla partita metropolitana,
pareva proprio dovesse viaggiare su gomma e ferro. nuri
Bresciaoggi 07 luglio 2010
IL GRIDO D’ALLARME. Servizio totalmente «scoperto» per due mesi
Sos di Ghirardelli: «Trasporto locale ad alto rischio»
Mimmo Varone
Il dato: «A Brescia mancheranno 7 milioni di euro» La minaccia: «Tre giorni
di serrata in piena estate»
Finchè si grida ai tagli tutto pare facile. I dolori veri vengono quando si
fanno i conti, i soldi indispensabili mancano, e non si sa da che parte girarsi.
Solo la settimana scorsa è venuto chiaro che le sforbiciate alle Regioni
contenute nella manovra da 24 miliardi del Governo faranno mancare alla
Provincia di Brescia 7 indispensabili milioni di euro per il Trasporto pubblico
locale (Tpl). Se qualcosa non cambia, nel prossimo inverno per due mesi non ci
saranno treni e pullman per lavoratori e studenti. E con le casse del Broletto a
secco l’assessore ai Trasporti Corrado Ghirardelli non sa proprio dove trovarli.
E allora minaccia di proporre già in estate tre giorni di serrata totale dei
trasporti bresciani. Niente treni per i pendolari, niente pullman per studenti e
lavoratori, e «a Roma capirebbero ciò che stanno facendo».
QUELLO
DELL’ASSESSORE è un grido di allarme e di rabbia dettati dall’impotenza di
trovare rimedio a una sforbiciata del 30% ai finanziamenti per il Tpl. E allora
fa appello ai parlamentari bresciani di ogni parte politica perchè si muovano
alla svelta e scongiurino un vero e proprio dramma.
I trasporti vivono in
buona parte di finanziamenti pubblici. Le corse non si pagano certo con il
biglietto o con l’abbonamento. Ora, alla resa dei conti, senza copertura restano
oltre 5 milioni di chilometri per i treni dei pendolari e i trasporti
extraurbani su strada. Sono l’equivalente di 7 milioni di euro, appunto, che si
aggiungono ai 3 tolti alla Loggia per il trasporto urbano.
L’entità dei tagli
è venuta chiara la settimana scorsa a Milano, quando l’assessore regionale a
Infrastrutture e trasporti Raffaele Cattaneo ha convocato gli assessori
provinciali per quantificare con loro la ripartizione delle sforbiciate. «Tutte
le Province sono sulla stessa barca – dice Ghirardelli -, nessuna si salva dalla
mannaia che si è abbattuta sui trasporti pubblici».
Le uniche entrate del
Broletto – ricorda l’assessore – vengono dal settore auto con le Rca e la tassa
di immatricolazione. Ma il settore è in crisi e le entrate sono ai minimi
storici. Pensare di trovare quei sette milioni, o anche parte di essi, tra le
pieghe del bilancio sarebbe peggio che credere ai sogni. «I soldi non ci sono
sia per la riduzione delle entrate che per le pastoie del Patto di stabilità –
sottolinea Ghirardelli -, e la Provincia di Brescia mantiene al minimo il
livello delle tasse.L’unica alternativa è tagliare il servizio».
I conti
parlano chiaro. Con tagli del 30 per cento, dal prossimo gennaio dell’entrata in
vigore della manovra, studenti e lavoratori dovranno fare a meno del servizio
pubblico per due mesi. «Potremmo anche cancellare il servizio una volta alla
settimana per 50 settimane – riflette -, ma le cose non cambierebbero». I tagli
cadrebbero in inverno, con le Pm10 alle stelle ed effetti immaginabili su
qualità dell’aria e polveri sottili.
DA QUI L’APPELLO ai parlamentari perchè
non accettino «una mannaia che si abbatte in modo indiscriminato sui servizi,
pur con la necessità dei tagli». E il tempo stringe. Cattaneo si è impegnato a
riconvocare il tavolo con le Province verso la metà di luglio. Ma «se per quella
data non ci saranno novità – scandisce Ghirardelli -, proporrò davvero la
serrata di tutto il trasporto pubblico bresciano per tre giorni, in modo che chi
di dovere capisca la situazione che andrà a creare».
LE DECISIONI DEL GOVERNO. Di Mezza: «Nel 2011 e 2012»
Loggia, in arrivo tagli per 11 milioni
Del Bono rincara la dose: «Si rischia di affossare il trasporto pubblico e
buttare i soldi nel cesso»
Cinque milioni al trasporto pubblico, sei milioni di trasferimenti. E altri
soldi, per l’opposizione forse anche dieci, da altre voci. È il peso della
manovra finanziaria sulle casse del Comune di Brescia.
Il tema è stato
discusso ieri nell’apposita commissione presieduta dal consigliere del Pd Fabio
Capra. L’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza ha spiegato che né quest’anno né
il prossimo sarà in discussione il rispetto del patto di stabilità. «Lo scorso
anno c’era un “caso Brescia” - ha ricordato -, quest’anno i tagli colpiscono
tutti i Comuni italiani». I sacrifici e il rigore di bilancio, questo il
ragionamento, riguardano tutti in Europa e per cui non c’è motivo di uscire dal
seminato. Di cifre precise per l’assessore non se ne possono dare (la manovra
deve essere ancora approvata) ma di sicuro sul piatto ci saranno 4 o 5 milioni
di tagli al trasporto pubblico locale, capitolo di spesa «che dovrà essere
rivisto nel suo complesso dal momento che costa al Comune 22 milioni di euro
all’anno». Magari proprio partendo dal contratto di servizio fatto dalla
precedente Amministrazione con Brescia Mobilità e considerato dall’asesssore
troppo oneroso per il Comune che paga 600mila euro all’anno per i mancati
aumenti del biglietto. Di Mezza appare poi ottimista pensando ai possibili
effetti benefici del federalismo fiscale e all’ipotesi della nuova tassa
immobiliare unica.
Qualche numero in più l’ha dato il ragioniere capo
Francesco Falasco. La Finanziaria da 25 miliardi di euro prevede tagli ai Comuni
per un miliardo e mezzo nel 2010 e per 2 e mezzo nel 2012. Solo per il prossimo
anno, a Brescia, ci sarà un taglio di circa 6 milioni di euro. In più c’è anche
l’inasprimento ulteriore della normativa sul patto di stabilità e, secondo
Falasco, diverse altre cose di dubbia costituzionalità come l’imposizione dei
tagli alle consulenze dell’80%. «All’ente locale - ha sottolineato Falasco - si
può dare un indirizzo generale, non nel merito dei singoli
provvedimenti».
PER IL CAPOGRUPPO del Partito democratico Emilio Del Bono «la
manovra uccide gli enti locali e, come ha detto Formigoni, Bossi e Tremonti
hanno fatto il funerale al federalismo. Il futuro non è roseo: i dettagli non li
sappiamo ma non siamo lontani dai 20 milioni di euro di tagli per il Comune». Da
qui la necessità di dare delle priorità. «Le opere che la maggioranza ha in
mente costano - ha osservato il capogruppo pd -. Non fate come i ballerini sul
Titanic. Siamo disposti a fare la nostra parte, ma non vorrei che si affossasse
il trasporto pubblico con una mano e con l’altra si buttano nel cesso i soldi».
Girogio Agnellini (gruppo misto), dopo aver osservato che «la mucca non ha
più latte e ci sono tanti sprechi cui mettere mano», ha chiesto che non si
tralasci la grande opportunità di crescita offerta dall’Expo 2015. Andrea
Bonetti (Udc) ha accolto l’invito alla riflessione di Del Bono ma ha invitato a
non fare «catastrofismo». Massimo Tacconi e Nicola Gallizioli (Lega Nord) hanno
invece richiamato gli sperperi ereditati dalla Prima repubblica e che sono causa
del rigore di oggi, così come i «tanti Comuni virtuosi del Nord vengono oggi
penalizzati a causa della gestioni allegre di tanti Comuni del Sud».
Luigi
Recupero (Pdl) ha invece invitato a guardare al lungo periodo. «Infrastrutture,
servizi: si tratta di capire cosa fare - ha detto -. Se cerchiamo di limitare i
danni pensando al breve periodo non ne veniamo fuori». TH..B.
Il Brescia 08 luglio 2010
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Bresciaoggi 07 luglio 2010
LA PROTESTA. Iniziativa del gruppo «Gamete»
Quattrocento firme contro l’autosilo scavato nel
Cidneo
Irene Panighetti
L’accusa: «Opera da 30 milioni contro ogni logica urbanistica
«Opera inutile, costosa e dannosa»: così il gruppo Gamente giudica il
progetto di costruzione di un parcheggio sotto il Castello e per questo vuole
«stimolare una discussione pubblica ampia al di fuori del consiglio comunale,
per coinvolgere la cittadinanza e sensibilizzare l’opinione pubblica, unico
antidoto contro le scelte senza logica di quest’amministrazione».
Il gruppo,
nato il 20 luglio 2009 su idea di Mario Venturini, «non è un soggetto politico -
precisa Paolo Vitale, già consigliere dei verdi - ma un gruppo di attenzione
sorto in modo spontaneo per affrontare temi circostanziati, per questo
l’acronimo Gamete, che sta per Gruppo attenzione ambiente mobilità e
territorio».
La tematica proposta ora è il progetto di parcheggio sotto il
Castello, con costo stimato di 30 milioni di Euro «spesi inutilmente, dato che
c’è già un parcheggio, quello della Fossa Bagni, in gran parte inutilizzato -
precisa Claudio Buizza- spendere ulteriori soldi significa sottrarre risorse ad
altre opere, incentivare il trasporto privato in contrasto con il progetto della
metropolitana, aumentando il numero di autoveicoli in centro contro ogni
concetto di mobilità sostenibile. Inoltre questo parcheggio non risponde alle
esigenze dei residenti, che hanno bisogno di parcheggi di prossimità».
LA
METROPOLITANA «necessita di parcheggi scambiatori ma ci è stato detto che non ci
sono i fondi per realizzarli ai capolinea. Allora perché buttare una cifra
enorme in un parcheggio che non serve?» –continua Vitale. Di sprechi parla anche
Paolo Mori: «Spero sia solo un’ennesima boutade del teatrino della politica, un
annuncio che non si realizzi, grazie anche alla mobilitazione dei cittadini che
serve a svelare le sciocchezze ipotizzate dall’amministrazione».
Rincara la
dose l’avvocato Pietro Garbarino: «Da due anni chiediamo a chi ci governa di
dirci quale idea di città ha in mente».
Il gruppo ha promosso una raccolta
firme contro questo nuovo parcheggio: «Ad oggi abbiamo ricevuto oltre 400
adesioni - spiega Roberto Cammarata - e l’iniziativa prosegue in facebook, con
il gruppo apposito, oppure on line inviando una e-mail a gamete09@libero.it».

Giornale di Brescia 07 luglio 2010
Firme contro il parcheggio sotto il Colle Cidneo
Il gruppo «Gamete 09» ne ha già raccolte 400: «Sarebbe un'opera
costosa e dannosa per la città e per i cittadini»
«Un'opera costosa e dannosa per la città e per i cittadini. Un progetto
contrario ai principi della mobilità sostenibile e che impedirà di utilizzare
risorse per altri investimenti certamente più utili». È questa l'opinione dei
membri di Gamete 09, nonché di tutti i firmatari della petizione promossa dal
Gruppo, relativamente al progetto comunale di costruzione di un parcheggio sotto
il Colle Cidneo, con accesso dalla galleria Tito Speri.
In primo luogo perché
«un parcheggio adiacente alla galleria, servito da un autobus gratuito per
attraversarla, c'è già: Fossa Bagni, dotato di circa 600 posti utilizzati
solitamente per il 50-60%», spiegano Claudio Buizza, Paolo Mori, Paolo Vitale,
Maurizio Billante, Pietro Garbarino e Roberto Cammarata, membri del Gruppo di
attenzione ai temi dell'ambiente, della mobilità e del territorio. Un parcheggio
sotterraneo «non servirebbe ai residenti, è in contrasto con quello del metrobus
poiché lancia il messaggio contraddittorio che "è meglio andare in centro in
auto" e non servirebbe per la rivitalizzazione della zona ma porterebbe soltanto
ulteriore traffico e inquinamento».
Il tutto per un investimento che si
aggira sui «30 milioni di euro, mentre pare che non ci siano fondi per costruire
parcheggi ai capolinea della metropolitana - prosegue Vitale -. Sarebbero più
utili parcheggi scambiatori distanti dal centro storico».
«Da due anni
chiediamo all'Amministrazione comunale quale idea abbia della città, ma sembra
che non ci sia alcun disegno, che si proceda per iniziative estemporanee»,
aggiunge Garbarino. Il Gruppo si augura del resto che il progetto sia
«l'ennesimo messa in scena in un teatrino della politica fatto di annunci».
L'intenzione di Gamete è «portare i cittadini a riflettere sul tema, dato che il
bando relativo alla nuova struttura sotterranea scadrà nei prossimi giorni».
Prosegue intanto la raccolta firme che conta oggi «oltre 400 adesioni, anche da
parte di decine di persone che hanno votato per l'attuale amministrazione -
spiega Buizza -, mentre il gruppo Facebook "No al parcheggio nel colle Cidneo"
ne registra circa 200». Si può aderire anche inviando un'e-mail all'indirizzo
gamete09@libero.it. Il Gruppo ha inoltre intenzione di organizzare a ottobre un
momento di confronto sul progetto. «È una questione di qualità della vita»,
conclude Cammarata. c. c.

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Giornale di Brescia 06 luglio 2010
Commissioni, verso tre nuovi «gruppi di lavoro»
Metrobus, Parco dello sport e Controllate: questi i futuri vertici
in cui si discuterà dei principali programmi della Loggia
Metrobus, Parco dello sport e Società controllate. Queste le tre nuove
Commissioni individuate dalla Loggia per «ottimizzare il metodo e i tempi di
lavoro di quelli che si possono definire i capisaldi degli obiettivi della
Loggia». A questi si dovrebbe aggiungere in realtà l'operazione Sede unica, ma
la discussione e l'analisi del progetto «hanno già trovato spazio e
approfondimento adeguati in sede di Commissione urbanistica» sottolinea il
capogruppo della Lega in Loggia, Nicola Gallizioli. A lui spetterebbe tra
l'altro la guida del gruppo di lavoro che si occuperà della partita Metrobus in
ogni suo dettaglio: dai costi ai tempi, dall'iter delle opere complementari al
nodo viabilità e parcheggi.
Le cabine di regìa del discusso progetto del
Parco dello Sport previsto tra San Polo e Buffalora - al momento fermato sulla
carta dallo studio di fattibilità redatto da Comune e studio Abnorma con
l'accordo dei privati proprietari delle aree - dovrebbero invece essere affidate
a Marco Salvo (Pdl), che si troverà così a tessere le fila della sfida forse più
ambiziosa e al tempo stesso delicata della Giunta Paroli. Specie se si considera
il gioco di equilibri che una mossa di questa portata si porta con sé: dal botta
e risposta con il Brescia Calcio sull'affaire stadio alle «scaramucce»
interne sulla proprietà delle strutture sportive.
A coordinare la partita
Società ed enti comunali - puntando l'attenzione in particolare su A2A - Aldo
Rebecchi, consigliere in Loggia del partito democratico.
Quest'ultima si farà
carico di vagliare l'attuazione degli indirizzi generali e la programmazione
stessa di aziende, società, fondazioni ed enti controllati e partecipati dal
Comune, in relazione soprattutto ai servizi erogati alla città e ai
bresciani.
Prosegue a passo spedito insomma il lavoro amministrativo che
porterà ad istituire, durante il prossimo Consiglio comunale previsto per lunedì
12 luglio, i tre nuovi gruppi di lavoro. A fronte di un confronto certosino in
sede di Commissione statuto. «I tre nuovi organi - precisa il sindaco Paroli -
sono stati pensati per una maggiore efficienza, in quanto luoghi deputati per
affrontare dei temi specifici che necessitano della massima attenzione. In
questo modo - conclude - si evita peraltro la convocazione di più Commissioni
congiunte sullo stesso argomento, lavorando meglio».
Bresciaoggi 06 luglio 2010
COMUNE. Si dovranno occupare di Metrobus, di grandi impianti sportivi
integrati e delle società partecipate
Commissioni «tematiche» la parola passa al Consiglio
Lisa Cesco
Accolti gli emendamenti del Pd che tolgono a queste nuove strutture la
qualifica di «speciali» e la competenza esclusiva
È una gestazione travagliata quella destinata a dare la luce alle tre nuove
commissioni consiliari in Loggia, che si occuperanno di Metrobus, di grandi
impianti sportivi integrati e delle società ed enti a partecipazione comunale.
Con una seduta-fiume in commissione Statuto, corredata di dibattito serrato e
spunti critici fra maggioranza e opposizione, ieri è passata la delibera finale
sulle nuove commissioni, che andrà in discussione nel consiglio comunale di
lunedì, dove potrebbe essere perfezionata per confluire nel Regolamento del
Consiglio.
All’ordine del giorno sono stati discussi gli emendamenti
presentati dal Pd alla bozza di delibera, con la richiesta di abrogare la
qualifica di «speciale» per ciascuna delle tre nuove commissioni, e di eliminare
il riferimento a una competenza esclusiva in merito agli specifici ambiti
tematici. Entrambi gli emendamenti sono passati dopo un lungo confronto,
cosicchè le nuove commissioni saranno alla pari delle altre otto esistenti e non
avranno il beneficio dell’esclusività su alcuni argomenti, ma anche per loro
vigerà il criterio della prevalenza di competenza, valutata caso per caso. Al
riguardo è stato approvatoun nuovo comma che attribuisce alla presidente del
consiglio comunale un ruolo attivo nel dirimere possibili sovrapposizioni. Si è
inoltre approvato che la commissione società partecipate si occuperà anche di
fondazioni partecipate e di enti controllati. In mezzo ci sono state le
valutazioni critiche espresse dal consigliere Claudio Bragaglio del Pd, che si è
detto contrario alle tre nuove commissioni, ritenendo «sbagliato moltiplicare i
pani e i pesci degli organi collegiali», ed evidenziando che «non si fanno
regolamenti per aggiustare tre commissioni che avranno vita breve». Bragaglio
stigmatizza anche il nuovo comma che dà il potere alla presidente di verificare
le competenze, ritenendo che introduca un criterio di arbitrarietà, e ha messo
in guardia contro il rischio «di costruire un mostro - dice -. Per sistemare il
problema di tre commissioni stiamo ingessando le altre».
Più aperta la
posizione del capogruppo Pd Emilio Del Bono, secondo cui «l’aspetto mancante nel
regolamento è la definizione del perimetro delle competenze, è un problema che
riguarda tutte le commissioni, su cui varrebbe la pena ragionare per una
modifica regolamentare – spiega -. Più definiamo le competenze, meno problemi
avremo a sciogliere i nodi delle prevalenze dell’una o dell’altra su un singolo
argomento».
LA CREAZIONE di tre nuove commissioni non è un’implicita critica
al lavoro finora svolto dalle otto già esistenti, ribadisce il capogruppo Pdl
Achille Farina, «ma è un modo per diminuire il numero di commissioni congiunte,
con una semplificazione che porta lavori più snelli ed efficaci e un risparmio
per le casse comunali». «Bisogna far sì che per argomenti specifici e impellenti
come il metrobus, lo stadio, la cittadella dello sport, le controllate ci sia
una via preferenziale, commissioni dedicate che possano accelerare nell’analisi
di questi temi», sottolinea il capogruppo della Lega Nicola Gallizioli. Mentre
l’esponente di Sinistra Arcobaleno, Donatella Albini, si chiede che fine faranno
queste commissioni, ad esempio quando il metrobus sarà finito, Giorgio Agnellini
del gruppo misto ribadisce la necessità di una commissione su Expo 2015, «tema
mai affrontato, come fosse un fantasma».
Sul tema più generale del
Regolamento del consiglio comunale, che risale al 1997, Farina insiste che «non
è un tabù per nessuno». «Stiamo già lavorando a una revisione del regolamento –
annuncia la presidente Bordonali -. Lo sto studiando rapportandolo a regolamenti
di altre città, da settembre si inizierà il lavoro e per inizio 2011 puntiamo ad
approvarne una versione rinnovata».
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Giornale di Brescia 04 luglio 2010
Sui bus un «guanto-pubblicità»
Si chiama «Ufo» e nasce dall'accordo fra un'agenzia di
comunicazione e Brescia Trasporti
È plastica biodegradabile. «Informerà i
bresciani e ne proteggerà le mani da contatti diretti»
«Un guanto che comunica ogni giorno le notizie più svariate, protegge le mani
dal contatto diretto nei diversi ambiti e mette in relazione i bresciani con la
città informandoli sulle attività di impresa e non». Tutto questo - sottolineano
i promotori - è «Ufo, un progetto innovativo di comunicazione, protezione,
ecologico e al servizio del cittadino», ideato da alcuni docenti di Machina
Lonati fashion e design Institute e Accademia di Belle Arti Santagiulia, con
l'aiuto degli studenti di grafica e comunicazione. L'iniziativa promossa da Ufo
Agency ha trovato subito l'adesione dell'Assessorato alla Mobilità e al traffico
della Loggia e di Brescia trasporti, che hanno consentito l'installazione
all'interno degli autobus di un distributore di guanti monouso.
La
sperimentazione, in avvio a Brescia come progetto pilota, avrà la durata di un
mese ed interesserà gli autobus della linea 3 (dalla Badia a Rezzato). L'idea,
rivolta non solo ai clienti dei mezzi pubblici ma anche a coloro che
usufruiscono di servizi comuni, rappresenta un veicolo pubblicitario innovativo
ma consente di offrire anche un'opportunità in più in termini di igiene.
«Abbiamo pensato a come avremmo potuto informare il mondo - ha dichiarato Andrea
Capelli di Ufo agency, ideatore del progetto - con un messaggio indirizzato a
tutti, ma che ad ognuno fosse dedicato. Il guanto garantisce una protezione
completa che impedisce il contatto diretto delle mani nei diversi ambiti
pubblici fortemente frequentati, inoltre, tramite le informazioni stampate sulla
superficie, comunica ogni giorno le notizie più svariate e tiene aggiornati i
cittadini. È dunque anche un ottimo veicolo pubblicitario per tutte le aziende
che vogliono proporre le loro iniziative. Il progetto - ha aggiunto Capelli - si
avvia da Brescia per raggiungere tutte le altre città italiane, e già a Brescia
dopo la sperimentazione, c'è l'intenzione di allargare il servizio su tutti i
mezzi di trasporto». Ufo è anche un guanto ecologico, in quanto realizzato con
materiali interamente biodegradabili. Per il massimo rispetto dell'ambiente, in
corrispondenza della zona di distribuzione, verranno posizionati appositi
contenitori adibiti alla raccolta dei guanti usati.f. ci.

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Giornale di Brescia 04 luglio 2010
Se il contagio fa paura più del Pcb
di Massimo Lanzini
Lo dico subito: a me questa cosa dà un grande senso di
tristezza. Mi sembra il simbolo agro del mondo che siamo diventati: una
moltitudine di individui isolati, sommersi da una inarrestabile valanga di
consigli per gli acquisti.
È chiaro che ogni epoca ha i suoi vecchi
brontoloni e inattuali, e forse adesso sta davvero venendo il mio turno. Ma
sentendo la notizia del guanto profilattico non posso fare a meno di tornare con
nostalgia all'alba lontana in cui - acerbo studente delle superiori - mi
infilavo con migliaia di coetanei su autobus scomodi e gremiti all'inverosimile.
Altro che paura del contatto. Perfino un timido come me approfittava della ressa
per sfiorare con la mano quella della ragazzina dai capelli rossi, che toglieva
il respiro solo a guardarla.
E invece ormai siamo sprofondati nell'epoca
della paura che un contatto sia in realtà l'antro buio di un contagio. Ricordate
pochi mesi fa le migliaia di persone che attraversavano gli aeroporti del mondo
con una mascherina sul volto, per scongiurare quell'influenza A che si è
rivelata più una bufala farmaceutica che una catastrofe?
E così oggi a
Brescia saliremo sui nostri bus, infileremo il guanto anticontatto e -
sentendoci finalmente più sicuri - attraverseremo la città incuranti del Pcb che
farcisce la terra sotto i nostri piedi e del Pm10 che intasa l'aria che
respiriamo. Il tutto gustandoci uno slogan pubblicitario. Mah!
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Bresciaoggi 04 luglio 2010
LA SPERIMENTAZIONE. Promossa da Brescia Trasporti, dal Comune e dall’Ufo
Agency
Sui bus arriva Ufo, il guanto che protegge e informa
Mara Rodella
Distribuito gratuitamente, sarà provato per un mese sulla linea 3 e
diventerà un mezzo
Incontrare un «Ufo» sul bus per comunicare con il mondo, senza beccarsi bacilli.
Nessuna sindrome paranormale, perchè «Ufo» è il nome di un guanto speciale:
comunica, protegge, non inquina. Monouso, grazie alla collaborazione di Brescia
Trasporti e Palazzo Loggia sarà distribuito in via sperimentale per un mese sui
bus della linea 3 che attraversano la città da est a ovest, da Rezzato alla
Badia, con l’auspicio di espandersi in futuro agli altri mezzi. L’iniziativa è
promossa dall’Ufo Agency e nasce da un’idea di alcuni docenti di Machina
Institute e dell’accademia di Belle Arti di Santa Giulia, con il contributo
concreto degli studenti che ne hanno curato la grafica.
«Dopo il periodo di
prova, vedremo come risponderanno i bresciani: se il progetto piacerà e,
soprattutto, se i guanti saranno gettati negli appositi cestini dopo
l’utilizzo», sottolinea il presidente di Brescia Trasporti, Andrea
Gervasi.
«Ufo» non è un progetto rivolto solo agli utenti dei mezzi pubblici,
ma rappresenta un veicolo di comunicazione e promozione innovativo e originale,
che coniuga informazione e igiene. «Perchè, ogni giorno, divulga le notizie più
svariate, commerciali e amministrative, compresi messaggi personalizzati alla
città, mettendola in relazione costante con i bresciani, per informarli sulle
attività di impresa e non - spiega Andrea Capelli, ideatore del progetto Ufo -.
In pratica negozi, commercianti e imprenditori potranno promuoversi con messaggi
impressi sulla superficie del guanto. Una bella vetrina». Insomma, un guanto che
protegge, informa, ed è realizzato con materiali completamente biodegradabili:
«Prestiamo da sempre la massima attenzione alla pulizia e alla disinfezione dei
nostri bus - tiene a sottolineare Gervasi -. Questo è uno strumento in più, a
tutela dell’igiene di chi viaggia».
«E’ UNA SPERIMENTAZIONE tutta bresciana -
aggiunge l’assessore comunale ai trasporti, Nicola Orto -: siamo i primi in
Italia e già molte amministrazioni aspettano i risultati di questo progetto che,
oltre a essere un veicolo pubblicitario, sarà la potenziale piattaforma
informativa delle 14 amministrazioni locali toccate dai bus per comunicare i
loro messaggi istituzionali».
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Giornale di Brescia 01 luglio 2010
Tagli ai trasporti, Province in Regione
Gli assessori studiano azioni comuni
L'aveva già definita «devastante». Ora la parola usata è «profonda
preoccupazione». L'impatto della manovra finanziaria del Governo sui trasporti
in Lombardia, stimato in oltre 300 milioni di euro, è al centro dei pensieri
dell'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo, che
ieri ha incontrato i suoi omologhi provinciali, tra cui il bresciano Corrado
Ghirardelli. Insieme «hanno esaminato - si legge in una nota della Regione - le
conseguenze che la manovra avrebbe sul trasporto pubblico locale e sugli
interventi infrastrutturali che insistono sulle varie province lombarde».
Mancherebbero 314 milioni
«È stato un incontro utile, che ha registrato
il comune disappunto per la manovra così come è formulata e la comune
preoccupazione per le conseguenze che avrebbe se dovesse rimanere invariata», ha
detto l'assessore Cattaneo al termine dell'incontro. I tagli previsti
comporterebbero la necessità di congelare anche interventi già condivisi con i
territori, inseriti nei documenti di programmazione pluriennale, in taluni casi
già anche finanziati.
Gli assessori provinciali hanno espresso sostegno
all'azione della Regione Lombardia e del presidente Roberto Formigoni e hanno
condiviso l'impraticabilità di questa manovra per le ripercussioni che avrebbe
sul servizio ai cittadini. Gli assessori hanno anche previsto alcune azioni da
qui alla fine di luglio, prima che la manovra venga approvata definitivamente
dal Parlamento, con l'obiettivo di raggiungere i cambiamenti auspicati: la prima
azione è quella di sensibilizzare parlamentari del territorio perché abbiano ben
chiaro cosa succederebbe se in Parlamento questa manovra non dovesse essere
modificata»; la seconda è quella di convocare entro due settimane una seduta del
tavolo del Patto per il Trasporto pubblico locale dedicato alla manovra, per
discutere anche con i Comuni e le aziende di trasporti le iniziative da
prendere. «La situazione è delicata - ha concluso l'assessore Cattaneo - e anche
in questo momento vogliamo continuare a condividere con gli enti locali i passi
da fare».
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, è stata confermata la
stima di un taglio potenziale di 314 milioni di euro, che metterebbe in
discussione un terzo dei servizi sia su gomma che su ferro attualmente operanti;
mentre per le opere infrastrutturali si ipotizza un taglio di 55 milioni di euro
all'anno che metterebbe a rischio opere in fase avanzata di progettazione o
addirittura già in esecuzione. «Farebbero parte di queste opere, ad esempio, la
Paullese tra la SP29 e Spino d'Adda, la variante di Zogno e molti altri
interventi di carattere locale ma fondamentali per i territori», spiega la nota
della Regione.
Esempi su Milano e Brescia
L'assessore Cattaneo era già
intervenuto sui tagli contenuti nella Finanziaria del Governo a margine della
presentazione dell'orario estivo di Trenitalia-Le Nord. E aveva fatto alcuni
esempi: la manovra si tradurrebbe, su Milano, in 83,5 milioni in meno di risorse
da erogare al Comune di Milano per i servizi su gomma (autobus), e in 11 in meno
alla Provincia di Milano. Per quanto riguarda Brescia, invece, i trasferimenti
alla Loggia sarebbero tagliati di 4 milioni di euro e quelli alla Provincia di 7
milioni di euro, sempre limitandoci ai servizi su gomma
«Se, per assurdo,
dovessimo tagliare - aveva detto allora Cattaneo - tutti i servizi ferroviari in
Lombardia il sabato e la domenica, che costano 96 milioni di euro, non
copriremmo i tagli previsti dalla Finanziaria». Se invece si volessero coprire i
tagli con un aumento dei prezzi dei biglietti, «bisognerebbe aumentarli del
60%». sam
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Bresciaoggi 01 luglio 2010
BRESCIA TRASPORTI. Per spostare 4mila tifosi ospiti a partita
Tifosi, già pronti dieci bus
Ma ne servono almeno venti
L’azienda è pronta a fare la sua parte ma chiede a sua volta garanzie sulla
sicurezza a bordo
Il Rigamonti si prepara a raddoppiare gli spazi per i tifosi ospiti, portando
la capienza della zona-sud da 2mila a 4mila spettatori a spese della zona oggi
occupata dai tifosi bresciani della «Curva sud».
Per la verità la Questura
ha chiesto di portare addirittura a 7mila posti tale capienza, in previsione
dell’arrivo delle tifoserie di «squadroni» come Milan, Inter e Juve, ma il
compromesso potrebbe appunto attestarsi a 4.mila ospiti ammassati in zona sud.
Resta un problema: come far arrivare allo stadio, in poco tempo, una simile
massa di tifosi dai parcheggi periferici? L’onere ricadrà come sempre su Brescia
trasporti. Il cui presidente, Andrea Gervasi, non usa perifrasi: «Siamo pronti a
fare la nostra parte, a rispondere alle richieste che ci verranno dal Comune e
dalle autorità preposte. Chiediamo solo di conoscere, e alla svelta, i numeri su
cui dovremo lavorare».
Questo non è uno dei momenti più felici per il
trasporto pubblico: la società di via San Donino sta cercando di capire quanto
ricadrà, sulle sue spalle, dei tagli annunciati di 329 milioni per il trasporto
pubblico lombardo. «Siamo l’unica società a coprire il 74% del chilometraggio
con mezzi a metano» ricorda Gervasi. Il che vuol dire che, se la Regione
guarderà ad aspetti qualitativi, Brescia non ha timori. Ma se il taglio sarà
puramente aritmetico, anche Brescia dovrà diradare corse e servizi. Proprio ora
che bisogna aggiungere un corposo servizio domenicale: «Se ci viene chiesto di
utilizzare 8-10 autobus per i tifosi - sostiene Gervasi - noi siamo pronti,
abbiamo gli autobus già predisposti». Sono i vecchi bus gialli con le grate al
posto dei vetri, usati normalmente per le tifoserie più scalmanate. Ma se - come
prevede la Questura - di autobus ne serviranno almeno venti, Brescia trasporti
dovrà correre ai ripari e attrezzarne altri.
Poi c’è il problema della
sicurezza: «Come per il passato - spiega Gervasi - chiederemo alla Questura di
mettere a disposizione degli agenti che possano salire sui bus insieme ai
tifosi: una presenza che è di garanzia per l’incolumità dei guidatori e dei
viaggiatori, e a tutela degli stessi automezzi».
Un aspetto tutto interno a
Brescia Trasporti è quello del personale: «Non possiamo prendere personale
avventizio per i servizi domenicali - spiega il presidente - e non abbiamo
margini se non quelli offerti dal ricorso al lavoro straordinario». Quattro ore
di lavoro straordinario di un autista costano non meno di 100 euro, a cui
bisogna aggiungere il costo del chilometraggio (2 euro a km). Basta moltiplicare
questi elementi per arrivare al costo dei viaggi dei tifosi. Che, notoriamente,
in questi casi non pagano il biglietto. Ci penserà Brescia. M.TE.
RIGAMONTI E DINTORNI. Mercoledì una conferenza inter-assessorile metterà a
fuoco tutti gli interventi necessari. E non c’è solo l’adeguamento dello
stadio
Brescia in serie A, la «stangata» è doppia
Massimo Tedeschi
La Questura chiede il blocco di tutta Mompiano 24 ore prima dei match,
maxiparcheggi periferici e autobus navetta su percorsi
videosorvegliati
NICOLA ORTO
Brescia in «A», ma quanto ci costi? Parafrasando uno spot in voga qualche anno
fa, è questo l’interrogativo che affiora sulle labbra degli amministratori
bresciani che stanno valutando gli «effetti collaterali» per il ritorno del
Brescia nella massima serie.
In Loggia più d’un assessore ha fatto un
sobbalzo, in questi giorni, di fronte all’elenco dettagliato delle richieste
della Questura per la sicurezza dentro e fuori dallo stadio. Se le richieste
relative al vecchio «Rigamonti» erano note (capienza, tornelli, illuminazione)
sono quelle esterne a creare più d’un grattacapo a palazzo Loggia. Per fare il
quadro generale, e approntare le risposte, è convocato per mercoledì un vertice
inter-assessorile: si ritroveranno Sport, lavori pubblici, Trasporti, Sicurezza.
Di certo Brescia deve abituarsi a 19 giornate (tante saranno le partite
casalinghe) assai diverse dal passato. Nei cinque anni in cui il Brescia è stato
lontano dalla ribalta del calcio che conta, le norme sulla sicurezza sono
diventate molto più stringenti.
In base alle nuove regole non solo sarà
proibita la sosta di auto a ridosso dell’impianto ma anche al suo interno, con
buona pace di Vip accreditati.
L’altra richiesta, che suscita disappunto nei
residenti di Mompiano, è che l’intera zona (le vie Stadio, Novagani, Castelli e
Verginella, nonchè piazzale Kossuth) andrà chiusa 24 ore prima di ogni incontro,
con buona pace delle abitudini dei residenti e delle esigenze dei commercianti.
Non meno allarmante la prescrizione rispetto alla «movimentazione» delle
tifoserie. Per quella ospite la Questura chiede di individuare un parcheggio da
2.000 auto nella zona del casello di Brescia Ovest (in ballottaggio i parcheggi
dell’Ortomercato e della Fiera) e di servirlo con 20-30 bus di Brescia mobilità.
Quanto alla tifoseria locale, la richiesta della Questura è di individuare
uno (o più) parcheggi per 3.000 posti auto, anche questi da servire con
bus-navetta. In questo caso l’attenzione della Loggia è concentrata sul piazzale
Iveco, piazzale Auchan a Concesio, la zona degli spettacoli viaggianti a San
Polo.
L’ALTRO DATO che preoccupa la Loggia, sia per i costi che per gli
aspetti gestionali, è la richiesta che vengano installati sistemi di
videosorveglianza tanto nei maxi-parcheggi quanto lungo il tragitto che i bus
navetta copriranno dai parcheggi allo stadio, sia in andata che in ritorno.
«Per affrontare tutte le questioni - sottolinea il vicesindaco Fabio Rolfi,
che ha la delega alla Sicurezza - riuniremo tutti gli assessorati competenti la
settimana prossima in una vera e propria conferenza di servizio». Della
partita-mobilità si sta già occupando l’assessore Nicola Orto: «Stiamo
quantificando i costi - sottolinea Orto - perchè è evidente che i 25mila euro
oggi appostati per i trasferimenti delle tifoserie ospiti non saranno più
sufficienti». Orto non nasconde la sua «preoccupazione» «per un periodo di 24
ore di blocco dell’intero quartiere attorno allo stadio: potrebbero esserci
ripercussioni pesanti per residenti e attività commerciali, e noi non vogliamo
penalizzare nè gli uni nè le altre». Un ultimo terreno che Orto vuole
approfondire è quello relativo ai parcheggi che potrebbero essere ricavati in
zona-Mompiano: «Sgombrando il materiale di scavo sul terreno fra via Stadio e
via Triumplina, e chiudendo alcune aree di cantiere del metrobus, si
libererebbero alcuni spazi di sosta importanti. Per questo, però, dovremo
confrontarci con l’Ati che realizza la metropolitana».
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01 luglio 2010
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01 luglio 2010
Per il secondo anno consecutivo Trasporti Brescia Nord e SIA, durante i mesi di luglio e agosto, prolungano l'orario del servizio serale sull'autolinea S-link 202.
Il servizio
è paricolaremente indicato per gli spostamenti dei turisti lungo il litorale gardesano tra Salò e Gargnano e prevede una corsa ogni 30 minuti fino a mezzanotte circa.
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Il Brescia 01 luglio 2010
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