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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia 29 settembre 2010

Metrò, arrivato il terzo convoglio

Il treno è approdato al deposito di Buffalora lunedì mattina. Sarà soggetto a ulteriori modifiche
Attesa per il quarto. Prignachi: «Si pensa a metà novembre, altri due entro la fine del 2010»

Al deposito del Metrobus di Buffalora, i convogli «parcheggiati» ora sono tre. L'ultimo, partito da Napoli la sera di mercoledì, è approdato all 5.30 di lunedì mattina dopo aver risalito la Penisola con un trasporto eccezionale.
Il suo arrivo segna un'ulteriore tappa nella lunga marcia che iniziata nel 2003, è destinata a concludersi il 1° gennaio 2013, data per la quale è prevista l'entrata in servizio della metropolitana leggera di Brescia. Scadenza relativamente vicina in virtù della quale si fa ancora più determinante il rispetto del cronoprogramma dei lavori, a cominciare proprio dalla tempistica di consegna dei restanti 15 convogli, sulla quale il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, non nasconde qualche preoccupazione. «Monitoriamo con assoluta attenzione il nostro fornitore (Ansaldo Sts, ndr) perché ci preme che si consolidi una regolarità nella consegna che secondo noi non è ancora sufficiente».
Treno finito, ma non completo
La delicatezza della fase in atto meglio si comprende alla luce del fatto che i treni del Metrobus, «cugini» di quelli di Copenaghen, adottano tecnologia in parte nuova rispetto al precedente impianto realizzato da Ansaldo: sistemi di telefonia a bordo, videosorveglianza, e climatizzazione, da collaudare passo passo. «Il convoglio appena giunto - conferma Prignachi - è finito da un punto di vista fisico, ma non completo sotto il profilo di tali impianti, e sarà soggetto come gli altri due a modifiche e collaudi successivi», da effettuare nell'officina di cui è munito il deposito. Si aggiunga che non essendoci in Italia impianti analoghi a quello bresciano, in assenza di norme di sicurezza di riferimento, una apposita commissione ministeriale sta seguendo passo passo tutte le fasi di realizzazione dei convogli per certificarne la sicurezza. Di qui la necessità di rispettare puntualmente i tempi stabiliti. «Ci preme molto il quarto treno - fa sapere il presidente di Brescia Mobilità - che dovrebbe essere il primo "completo"». Tanto più che entro il 2010 dovrà essere ultimata la consegna dei primi sei treni. All'appello, quindi, ne mancano tre: il quarto «dovrebbe arrivare per metà-fine novembre, gli ultimi due per dicembre». Una corsa contro il tempo che sconta anche il fatto che la realizzazione dei convogli avviene in stabilimenti di Ansaldo diversi, tra Reggio Calabria - dove la commissione sicurezza, riunitasi a Brescia lunedì della scorsa settimana, si incontrerà per metà ottobre - Napoli, Pistoia e Genova. Sarà proprio dopo l'incontro della commissione di metà ottobre che si stabilirà la data esatta della prima prova su tracciato di uno dei primi due convogli Metrobus, in origine attesa per questa estate. Sarà la prima volta in assoluto che uno dei treni si muoverà - in automatico, è bene ricordarlo - su uno dei binari del sistema di Brescia. Nella fattispecie sarà quello del «test track», la linea di prova realizzata in deposito con tanto di banchina di fermata per la simulazione dell'apertura automatica delle porte dei vagoni.
In attesa del Cipe e della Loggia
Frattanto, resta alta l'attenzione anche sul fronte economico per il reperimento delle risorse necessarie a coprire i costi del metrò. A breve si attende la riunione del Cipe, slittato venerdì scorso, che dovrebbe dare l'ultimo ok allo stanziamento di 80 milioni di euro. «In sede tecnica ci è già stato comunicato che la documentazione da noi prodotta è corretta». Aperta resta anche la partita dell'annunciata patrimonializzazione dell'azienda di piazzale Padre Pio da parte della Loggia, col trasferimento di immobili (parcheggi pubblici) destinati a garantire la possibilità di ulteriore indebitamento da parte di Brescia Mobilità stessa.
Gianluca Gallinari


www.giornaledibrescia.it 29 settembre 2010

Locomotori diesel al deposito Metrobus

Due locomotori diesel, completi di gru di carico girevole dalla portata di 5 tonnellate, sono giunti mercoledì mattina al deposito della Metropolitana, a Sant’Eufemia.
L’autocarrello, concepito per effettuare manutenzione della linea e movimentazione di veicoli, è dotato di cestello porta persone, di due pale spartineve per lo snevamento e di un decespugliatore.
In particolare, per quanto riguarda la movimentazione dei veicoli, l’autocarrello - spiega Brescia Mobilità - sarà in grado di trainare carri merci a pieno carico, recuperare un treno passeggeri e intervenire in emergenza per spostare tutti i veicoli, merci e passeggeri, all’interno del deposito
Nella cabina di guida sono disponibili 8 posti a sedere; nella zona adiacente la gru è stata realizzata la piattaforma di carico che ha una superficie disponibile di circa 8 metri quadrati e una capacità di carico di 5 tonnellate.

www.giornaledibrescia.it  - Fotogallery: Locomotori diesel al deposito Metrobus


Giornale di Brescia 29 settembre 2010

Studenti e trasporti
Il puzzle si compone


Il 95% delle criticità segnalate all’inizio dell’anno è rientrato
E in Provincia si pensa a come evitare disagi in futuro

Si va componendo il «puzzle» dei trasporti pubblici dei quali ogni giorno usufruiscono oltre 25mila di studenti in tutta la provincia. Non tutti i problemi segnalati all'inizio dell'anno scolastico da più parti - tra i quali vere e proprie odissee della durata di addirittura tre ore per tornare a casa da scuola - sono stati risolti, ma all'Assessorato al trasporto pubblico locale della Provincia assicurano che «il 95% delle criticità sono rientrate». E già si pensa a come organizzarsi l'anno prossimo al fine di prevenire i disagi.
Provincia, presidi e società di trasporti
Per cominciare, a fronte delle proteste delle famiglie, l'assessore Corrado Ghirardelli ha inviato una lettera a tutti i dirigenti scolastici delle scuole bresciane chiedendo di indicare le difficoltà rilevate (mentre il personale ispettivo dell'Assessorato ha eseguito altri controlli); e le risposte dei presidi sono state inviate alle società di trasporti interessate. Nel frattempo parte degli ostacoli è stata superata a seguito dell'adozione dell'orario definitivo da parte delle scuole. Per il resto - e qui emerge in particolare il caso di Palazzolo sull'Oglio, del quale riferiamo nell'articolo in alto a destra -, bisogna decidere come intervenire. Non prima, però, dell'incontro in programma per oggi a mezzogiorno, in Regione, dove l'assessore Raffaele Cattaneo ha convocato tutti gli assessori ai Trasporti della Lombardia per fare il punto sui «tagli» annunciati nei mesi scorsi. Come dire che anche il miglioramento del servizio rivolto agli studenti in provincia di Brescia dipenderà dalle risorse disponibili.
Ma non soltanto. Ghirardelli, infatti, punta anche su un prossimo appuntamento con dirigenti scolastici e società di trasporti per definire una serie di linee-guida che consentano di evitare problemi all'inizio del prossimo anno scolastico. L'idea dell'assessore è quella di definire orari di entrata e uscita da scuola omogenei non solo nelle singole scuole, ma pure negli istituti ubicati in uno stesso quartiere (per esempio), in modo da semplificare - e piuttosto concentrare - le uscite dei mezzi di trasporto pubblico. Ma - aggiungono in Assessorato - sarà utile anche conoscere prima possibile il numero degli studenti iscritti nei singoli istituti, per poterne almeno immaginare il flusso.
Quel codicino «impazzito»
In città la situazione dei trasporti per gli studenti è già sostanzialmente a regime. Lo testimonia il direttore di Brescia Trasporti, Claudio Garatti, riferendo di un mese di settembre tutto sommato prevedibile, con criticità - derivanti soprattutto dalla grande quantità di studenti in alcune zone e dalle «coincidenze» non sempre facili con le corriere in stazione, «che possono subire modifiche di orario minori rispetto ai nostri autobus» - sulle quali si è lavorato alacremente.
L'unico inghippo ha riguardato i circa 500 giovanissimi titolari dell'abbonamento riservato agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, che subito dopo l'inizio dell'anno scolastico hanno ricevuto a casa una lettera nella quale Brescia Trasporti li invitava a ripresentarsi - anche dai rivenditori - per convalidare di nuovo il documento: «Colpa di un codicino che è entrato negli abbonamenti per un disguido di software, e non trova l'omologo sugli autobus», spiega Garatti. Ribadendo che c'è tutto il tempo per rimediare. Da parte sua, Brescia Trasporti ha dovuto correggere il software di bordo su tutti gli autobus. f. sa.


A Chiari problemi risolti
Palazzolo da migliorare
«A Chiari il problema è risolto; a Palazzolo il servizio è garantito, ma stiamo cercando di migliorarlo». È positivo il quadro che la Saia ha delineato ieri per quanto riguarda i disagi determinati dalle difficoltà di adeguare gli orari delle linee di trasporto con quelli, rinnovati, delle scuole. All'Itcg «Luigi Einaudi» di Chiari, dove sabato gli studenti hanno scioperato in ragione di questo e altri problemi, secondo la società di trasporti «la situazione è nettamente migliorata - spiega Marco Benaglio, referente della zona -. Abbiamo ritardato le partenze dei pullman in modo tale da aspettare gli studenti, considerato che quest'anno la campanella suona diversi minuti prima del solito. Un ritardo, questo, che ha avuto degli effetti a Palazzolo sull'Oglio, dove il passaggio degli autobus è stato posticipato di una decina di minuti». Un problema che sarà difficile risolvere: «La linea - continua - è la stessa e le risorse anche. Credo che su questo fronte sarà dura per noi intervenire». Un altro, infatti, era il problema a Palazzolo: il sovraffollamento dei pullman che riportano a casa, verso l'una, gli studenti dell'Ips «Giovanni Falcone». Stando a quanto dicono Saia e Anna Bertoli (presidente dell'Age, associazione genitori, di Brescia), l'allarme sta rientrando: «Sono state aggiunte tre nuove corse - riferisce Benaglio -. Alcuni ragazzi all'inizio non riuscivano nemmeno a prendere l'autobus. Ora il servizio è garantito per tutti, ma comunque - ammette - da migliorare. Stiamo quindi lavorando».
Tornando infine a Chiari, una conferma del ridimensionamento del problema dell'«Einaudi» arriva dal rappresentante degli studenti Alberto Moreni: «Negli ultimi giorni la situazione è complessivamente migliorata. Ma - aggiunge - alcuni miei compagni devono attendere ancora mezz'ora il pullman».b. bert.


In Valsabbia i genitori
centrano l'obiettivo
A giusta e circostanziata richiesta è stata data veloce risposta. Così, fin da giovedì scorso e dunque nel breve volgere di una settimana, il problema lamentato dai genitori di una quarantina di studenti residenti ad Agnosine, Bione e Odolo è stato risolto. I genitori chiedevano il cambio d'orario di un pullman in partenza dalla città verso la Valle Sabbia per evitare i disagi degli studenti che quest'anno, a seguito della riforma della scuola secondaria di secondo grado, escono da scuola alle 14. «Basterebbe che uno dei due pullman che ora viaggiano insieme a metà del loro carico, partisse mezz'ora dopo. Non chiediamo altro», hanno messo nero su bianco mamme e papà, raccogliendo le firme e indirizzando la loro richiesta alla Direzione d'Esercizio della Sia. Da ricordare, al riguardo, che da quando il biennio alle Superiori è diventato obbligatorio, sono numerosi gli studenti di Agnosine, Bione e Odolo che hanno preso a frequentare le scuole cittadine. Tanto che la Sia, avvalendosi della ditta Almici di Vobarno, ha predisposto per il loro rientro a casa due autobus che partono uno dietro l'altro. Quest'anno, però, si sono dovuti fare i conti con la riforma scolastica che ha equiparato un'ora di lezione a sessanta minuti. Ed ecco il guaio: uscendo alle 14 - e ad alcuni capita più volte la settimana - gli studenti valsabbini che frequentano le scuole cittadine «Artigianelli», «Castelli», «Pastori», «Olivieri», «Tartaglia», «Lunardi», «Sraffa» e «Fortuny», perdevano il «tandem» di pullman che partiva in Stazione alle 13.30 e saliva diretto fino a Bione. Circostanza che li costringeva a una serie di cambi e di mancate coincidenze, con il risultato di arrivare a casa soltanto dopo le 16. Alla Direzione della Sia è stato sufficiente accettare il suggerimento dei genitori per risolvere il problema e da giovedì scorso uno dei due pullman parte dalla Stazione alle 14. ubo


Dalla città al Sebino, questioni aperte

Il Comune di Brescia al lavoro dopo la richiesta di ripristino dello scuolabus a Casazza

Difficoltà di collegamento tra Calcinato e il centro cittadino mediante l'azienda di trasporti Apam, soppressione dello scuolabus da Casazza-San Bartolomeo alla scuola media Lana. Sono due questioni affrontate una decina di giorni fa e lasciate in attesa di un dialogo tra i soggetti coinvolti e di una soluzione. Ci sono novità?
Per quanto riguarda il primo punto, «nessuna - spiega Ivana, madre di due studentesse che frequentano un liceo in città e abitano a Calcinato -. Le ragazze prendono l'autobus Apam fino a Montichiari e poi faccio il possibile per andare a prenderle ma arrivano a casa intorno alle 16, alle 19.25 quando hanno il rientro pomeridiano. Ho saputo che il prolungamento dell'orario di lezione viene vissuto come un problema da molti ragazzi - continua Ivana -. Insegnanti e dirigente hanno mostrato la massima disponibilità e la settimana scorsa ho scritto ad Apam e al sindaco di Calcinato. Da parte mia - conclude la madre delle studentesse - sono disposta a collaborare per trovare una soluzione a un problema che non è soltanto mio».
Appuntamento martedì in Comune
Si svolgerà invece martedì prossimo, 5 ottobre, un incontro tra i genitori firmatari di una petizione per il ripristino dello scuolabus, l'assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Brescia, Andrea Arcai, e alcuni funzionari.
«Abbiamo studiato la questione e stiamo giungendo a una conclusione per soddisfare tutti, secondo le possibilità di bilancio», spiega quest'ultimo. Nel frattempo «molti genitori hanno iniziato a recarsi personalmente a prendere i figli a scuola - commenta Marinella, portavoce dei firmatari -. Pochissimi ragazzi usufruiscono della linea 11. Se non dovesse essere ripristinato lo scuolabus, speriamo almeno in un avvicinamento della fermata alla scuola».
Un rientro pomeridiano difficile
Intanto permangono i problemi soprattutto per il ritorno a casa nel primo pomeriggio, per gli studenti che ogni giorno raggiungono Iseo dal basso lago o dalla Franciacorta. «La questione si è aperta in seguito ai nuovi orari introdotti sulla base della riforma scolastica - spiega la professoressa Chiara Genari, vice direttore dell'Istituto «Antonietti» - che ha ridotto le lezioni da 36 a 32 ore settimanali, spostando così l'uscita di centinaia di studenti dalle 14 alle 13 e andando a sfasare le coincidenze di autobus e treni. Per risolvere il problema - conclude la professoressa - abbiamo raccolto gli orari scolastici e i paesi di provenienza di tutti i ragazzi e li abbiamo forniti a Saia e Ferrovie Nord, che stanno studiando la situazione».
A Paderno si raccolgono le firme
Nel frattempo gli studenti di Paderno hanno organizzato una raccolta di firme. «I ragazzi escono alle 13 e hanno il primo treno utile alle 13.48 - spiega Dario Balotta, loro rappresentante - così hanno ampliato l'abbonamento del treno includendovi anche il bus. Resta il fatto che la corsa delle 13.10 ferma a Passirano, e per raggiunger Paderno devono essere trasportati ancora in macchina dai genitori».



OLTRE 25MILA PASSEGGERI
Sono oltre 25mila gli studenti che ogni giorno usufruiscono del trasporto pubblico locale in provincia di Brescia. Il dato proviene dall'Assessorato al trasporto pubblico locale, che in questi giorni ha lavorato per risolvere i problemi segnalati all'inizio dell'anno scolastico


SEI NUOVI AUTOBUS
Proprio la settimana scorsa è entrato in funzione un nuovo autobus che copre la tratta Ossimo-Borno-Darfo. In dotazione alla Sabba, è il primo di sei acquistati dall'Assessorato al trasporto pubblico della Provincia a seguito di una delibera precedente le segnalazioni dei disagi nei giorni scorsi


OGGI INCONTRO IN REGIONE
Oggi a mezzogiorno tutti gli assessori ai Trasporti della Regione Lombardia saranno a Milano per incontrare l'assessore regionale Raffaele Cattaneo (nella foto) e fare il punto sui «tagli» ai trasporti annunciati nei mesi scorsi.


Bresciaoggi 29 settembre 2010

IL CASO. Da questa settimana è obbligatorio per i ciclisti l'uso dell'indumento catarifrangente nei passaggi in galleria e per chi pedala di sera fuori dai centri abitati

Giubbino nei tunnel. Deroga per la Speri?

Thomas Bendinelli

Gli Amici della bici chiedono l'ok per la galleria di via Mazzini «È breve, illuminata in maniera adeguata e c'è la pista ciclabile»

Giubbino o bretelle catarifrangente obbligatori per i ciclisti che pedalano nelle gallerie o fuori dai centri abitati quando il sole è già tramontato: l'obbligo è scattato in questi giorni, a due mesi dall'entrata in vigore della legge (la 120/2010) che la scorsa estate ha modificato il Codice della Strada.
Stando alla legge da questa settimana i ciclisti che attraversano la galleria del Castello devono indossare il giubbino catarifrangente, ma dall'associazione Amici della Bici Corrado Ponzanelli arriva un appello a fare in modo che ci sia una deroga per chi entra nel tunnel cittadino. Non si tratta di sprezzo del pericolo, anzi, quest'aspetto della normativa viene salutato con piacere dall'associazione. «Chiediamo però che la galleria Tito Speri venga esclusa da questo obbligo - spiega il presidente degli Amici della Bici Giorgio Guzzoni - in considerazione della sua brevità, dell'illuminazione che c'è e per il fatto che comunque all'interno della stessa galleria c'è la pista riservata alle biciclette».
INSOMMA, L'OBBLIGO di indossare il giubbino va bene ma senza esagerare. Se la richiesta di deroga viene fatta al Comune, alle forze di polizia, gli Amici della Bici chiedono di essere di manica larga nell'applicazione della legge. Almeno nei primi tempi.
Il consiglio a indossare il giubbino nelle ore notturne, così come ad avere sulla bicicletta adeguati strumenti che rendano il ciclista «illuminato» è buona cosa e viene ricordato di frequente dagli Amici della Bici. In gran parte degli incidenti che hanno coinvolto i ciclisti l'investitore afferma di non aver visto il ciclista che era lungo la strada, stava attraversando l'incrocio o circolando su una rotatoria. Una situazione che peggiora dopo il tramonto e che spesso viene sottovalutata dai ciclisti. La dinamo è scomoda e comunque non illumina quanto il faro di un'automobile, i fanali a pile si scaricano o si rompono facilmente. Tante piccole cose che rendono pericolosa la vita del ciclista. Da qui il consiglio e le ripetute campagne di sensibilizzazione della Fiab a fare in modo che non solo le strade siano più sicure e amichevoli nei confronti degli utenti deboli, ma che anche gli stessi ciclisti prendano maggiormente a cuore la propria sicurezza indossando i giubbotti catarifrangenti e mantenendo in funzione i fanali (cosa peraltro imposta dalla stessa legge) ed altri elementi utili a migliorare la propria visibilità.
DURANTE IL DIBATTITO estivo che ha portato all'approvazione delle nuove norme del Codice della Strada, in mezzo a tanti tira e molla, si è creata anche un pò di confusione rispetto all'obbligo di indossare il casco. «È bene ribadire che nella nuova legge non c'è alcun obbligo di indossarlo, nemmeno per chi ha meno di 14 anni - sottolinea Guzzoni -. Resta inteso che si tratta di un presidio consigliato».
La legge approvata in estate ha inoltre disposto l'abrogazione di un'altra norma che invece era stata votata lo scorso anno e che prevedeva l'applicazione della sanzione accessoria del taglio dei punti patente anche ai ciclisti. Una norma che era stata definita dalla Fiab «irragionevole» e che si prestava peraltro a profili di incostituzionalità. Ai ciclisti che infrangono il Codice della Strada non verrà insomma tolto nessun punto sulla patente di guida. Il che non significa però che siano esenti anche dalle multe. Di casi se ne registrano pochi, ma anche nei giorni scorsi un ciclista contromano nei pressi di via Donegani (proprio a pochi passi dal comando dei vigili) è stato multato. Ma dove potranno rivolgersi i ciclisti sprovvisti di giubbetto per mettersi in regola con il nuovo codice? Con l'entrata in vigore della nuova normativa la Federazione italiana Amici della Bicicletta ha messo a disposizione un giubbino catarifrangente, fatto in materiale leggero e traspirante per permetterne l'uso anche nei mesi estivi.
IL GIUBBINO può essere richiesto allo sportello «Più Bici a Brescia» in piazza Loggia 13/b tutti i giovedì dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 9.30 alle 12.30.
«QUESTO è un servizio in più e rientra nella campagna promozionale e di sensibilizzazione che la Fiab fa da diversi anni - afferma il presidente degli Amici della Bici di Brescia Giorgio Guzzoni, sollecitando tutti ad adeguarsi alla novità-. Non è però obbligatorio avere questo tipo di giubbino, va bene un qualsiasi modello omologato, del tipo di quelli che già ora bisogna avere sempre sulla propria automobile».


LE POLITICHE ATTIVE. I suggerimenti per rendere più sicure le strade sulle due ruote

«La prima soluzione ai guai
è avere più ciclisti in strada»

Guzzoni: «Serve un cambio nella programmazione con più piste e zone 30 ma anche isole ambientali»

Statistiche alla mano, i due provvedimenti più efficaci per la sicurezza dei ciclisti e di tutti gli utenti della strada sono l'incremento del numero dei ciclisti stessi sulle strade e la riduzione della velocità nei centri urbani da parte dei veicoli a motore attraverso la diffusione delle cosiddette «zone 30» (come limite di velocità) e delle «isole ambientali». Se nel secondo caso il perché è facilmente comprensibile, il primo forse un pò meno: «Sono le statistiche a dirlo e il motivo c'è - spiega Giorgio Guzzoni, presidente degli Amici della Bici -: se sulla strada ci sono tanti ciclisti, l'automobilista tende in qualche modo a controllarsi, se invece sono pochi l'incontro con il ciclista diventa inaspettato».
L'AUMENTO del numero di spostamenti in bicicletta non hanno a che fare con il Codice della Strada ma con politiche apposite. Su questo piano la Fiab rileva che ben poco continua a essere fatto e non è quindi un caso se l'Italia è tra i fanalini di coda in Europa per quanto riguarda gli spostamenti in bicicletta. Rispetto alla situazione in città, Guzzoni tratteggia un quadro di «luci e ombre». «Il primo piano della mobilità ciclabile risale al 2000 – ricorda -. Nel corso degli anni sono stati fatti diversi interventi. La rete delle piste è stata estesa, è stato introdotto il servizio di noleggio gratuito BiciMia, è stato costruito il bel parcheggio per biciclette in stazione». Poi, però, c'è stato un rallentamento nelle politiche a favore della mobilità ciclabile. Che, sottolinea il presidente degli Amici della Bici, «non è legato solo al cambio di Amministrazione, ma è iniziato prima». Ora pare che ci sia un ritorno di sensibilità. «Sappiamo che è in fase di elaborazione un nuovo piano della mobilità ciclabile cittadina – afferma Guzzoni -, elaborato dall'assessorato con il contributo di diverse associazioni, tra cui la nostra. Sulla carta rappresenta un passo avanti rispetto a quello del 2000 e il principio di fondo su cui si basa è la messa in sicurezza dei percorsi esistenti». Nel frattempo Guzzoni vorrebbe un maggiore impegno sul piano della manutenzione dell'esistente: strisce, cordoli, segnaletica. «Piccole cose – osserva -, ma se viene rifatto il manto della corsia Lam, perché mettere solo il simbolo dei bus e dei taxi e non quello delle bici?». TH.BE.

Bresciaoggi 28 settembre 2010

Per monitorare i treni regionali ora c'è «My-Link»

Orari e ritardi dei 2.220 convogli ora controllabili via internet, telefonino. e-mail e numero verde

In Lombardia è entra in funzione a pieno regime da ieri My-Link, il nuovo pacchetto di infomobilità al pubblico realizzato da Trenitalia-LeNord.
«Con questa nuova modalità di comunicazione prosegue l'impegno a garantire sempre più strumenti e canali d'informazione al viaggiatore, vero punto di riferimento del servizio ferroviario regionale», ha spiegato l'assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Lombardia Raffaele Cattaneo, presentando il servizio.
«IL PACCHETTO My-Link mette cinque strumenti a disposizione dei 600mila viaggiatori che ogni giorno si spostano su uno dei 2.220 treni Trenitalia-LeNord: un portale internet, all'indirizzo www.trenitalialenord.it; un servizio consultabile da telefono cellulare collegandosi all'indirizzo web http://mobile.my-link.it; un servizio di infomobilità in tempo reale via sms; il numero verde 800 500 005 e un servizio di e-mail per inviare segnalazioni e richieste di informazioni che fornisce risposte entro 72 ore.
«Dopo la fase sperimentale del servizio messa a punto dall'azienda - ha spiegato l'assessore Cattaneo - entra nel vivo la nuova opportunità che consente di monitorare e restare aggiornati sui servizi di trasporto, attraverso una modalità rapida e moderna. Per realizzarla ci siamo avvalsi della collaborazione delle associazioni dei consumatori e dei pendolari che si sono prestati a testare per primi My-Link e che ringrazio per il contributo che hanno fornito a favore di un servizio ora a disposizione di tutti».
QUANTO agli obiettvi della Regione Lombardia per migliorare il servizio ferroviario regionale, «il fronte su cui stiamo insistendo con Trenitaria-Le Nord è duplice - ha rivelato Cattaneo -: da una parte garantire più informazioni a chi si mette in viaggio e utilizza i servizi; dall'altra, puntare a standard qualitativi sempre più alti, monitorando la puntualità nell'intera giornata e nell'ora di punta, oltre al decoro e alla pulizia dei convogli. Ci sono segnali che ci fanno ben sperare: dalla raccolta dei dati emergono indicatori che risultano essere positivi rispetto all'anno precedente, ma c'è ancora molto da fare per garantire un servizio all'altezza delle aspettative dei cittadini lombardi. Questo è proprio l'obiettivo per cui è nata la società e a cui sta lavorando Trenitania-Le Nord


Giornale di Brescia 28 settembre 2010

Per Trenitalia-LeNord parte il servizio «My-Link»

Entra in funzione a pieno regime My-Link, il nuovo pacchetto di infomobilità al pubblico realizzato da Trenitalia-LeNord. «Con questa nuova modalità di comunicazione - ha spiegato l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo servizio - prosegue l'impegno a garantire sempre più strumenti e canali d'informazione al viaggiatore, che viene messo al centro ed è il vero punto di riferimento del servizio ferroviario regionale».

Il pacchetto My-Link metterà a disposizione dei 600mila viaggiatori che ogni giorno si spostano su uno dei 2220 treni offerti da Trenitalia-LeNord, cinque strumenti: un portale internet (trenitalialenord.it), un servizio consultabile da telefono cellulare attraverso la versione mobile collegandosi all'indirizzo web http://mobile.my-link.it, un servizio di infomobilità in tempo reale via sms, un numero verde (800 500 005) e un servizio e-mail per inviare segnalazioni e richieste di informazioni, che fornisce risposte entro 72 ore.
«Dopo la fase sperimentale del servizio messa a punto dall'azienda - ha spiegato l'assessore Cattaneo - con la giornata di oggi entriamo nel vivo di una nuova opportunità che consente di monitorare e restare aggiornati sui servizi di trasporto, attraverso una modalità rapida e moderna, sempre in linea con chi utilizza i treni regionali. Per realizzarla ci siamo avvalsi della collaborazione delle associazioni dei consumatori e dei pendolari che si sono prestati a testare per primi My-Link e che colgo l'occasione di ringraziare per il contributo che hanno fornito a favore di un servizio che da oggi è a disposizione di tutti».
Durante la conferenza stampa l'assessore ha inoltre illustrato i nuovi traguardi su cui Regione Lombardia, di concerto con l'azienda, punta per migliorare il servizio ferroviario regionale. «Il fronte su cui stiamo insistendo con Tln è duplice - ha concluso Cattaneo - da una parte garantire più informazioni a chi si mette in viaggio e utilizza i servizi e, dall'altra, puntare a standard qualitativi sempre più alti, monitorando la puntualità nell'intera giornata e nell'ora di punta, il decoro e la pulizia dei convogli».

Giornale di Brescia 26 settembre 2010
Il viaggio in «Accabus» si programma, ma non solo

Sono un centinaio i passeggeri che utilizzano il servizio di Brescia Trasporti. Ogni giorno si verificano 80 spostamenti


La completa eliminazione delle barriere architettoniche è ancora un risultato lontano da raggiungere. «Soprattutto - spiegano a Brescia Trasporti - perché non è sufficiente avere un parco autobus idoneo al trasporto di disabili, quando in una città esistono una serie di impedimenti, anche oggettivi, che ne rendono difficile il loro pieno utilizzo.

Tuttavia, crediamo che gestire il trasporto pubblico di una città significhi rispondere ad esigenze sociali diverse adeguando il servizio offerto alle necessità di particolari categorie di utenti.Pensate, ad esempio, all'avvento degli autobus ad un solo gradino, che ha di molto migliorato l'accessibilità delle persone anziane. Per chi ha particolari difficoltà motorie, invece, da tempo abbiamo istituito un servizio speciale come l'Accabus che viene mediamente utilizzato da un centinaio di persone, con una ottantina di servizi al giorno».
Si tratta di un servizio a chiamata o programmato effettuato con minibus appositamente attrezzati e riservato agli utenti con particolari difficoltà motorie. Esso è riservato a clienti con particolari difficoltà motorie e residenti nel Comune di Brescia; dispone di minibus appositamente attrezzati
Il servizio viene svolto per conto del Settore Servizi Sociali del Comune, al quale l'interessato deve rivolgersi per potervi accedere. Se c'è il nulla osta dagli uffici di piazzale Repubblica, Brescia Trasporti rilascia i documenti di viaggio del tipo richiesto. Condizione indispensabile per l'ammissione al servizio, è quella di non poter fisicamente usufruire dei normali bus di linea.
«In questo servizio, ci sono autisti che sono anche autorizzati a scendere ed aiutare la persona a salire sul mezzo - conclude Brescia Trasporti - Negli altri autobus urbani, invece, l'autista non può abbandonare il mezzo sul quale, peraltro, si trovano altri passeggeri».


Autonomia dei disabili: abisso tra desiderio e realtà

Pullman extraurbani: ci sono le pedane, ma spesso manca il telecomando

Autobus in città: su 1.200 fermate solo in 400 si può far salire la carrozzella

Accade ancora che chi si muove sulla sedia a rotelle rischi di non potersi muovere. «Sono una libera cittadina e, in quanto tale, devo potermi spostare senza prenotazioni e senza avviso alcuno», dichiara, la rabbia ormai contenuta di chi da decenni combatte affinché le barriere architettoniche diventino un lontano ricordo.

Non è così. Non lo è, a volte, per dimenticanza o per leggerezza da parte di chi dovrebbe garantire l'accessibilità a tutti, soprattutto sui mezzi di trasporto pubblico. Non lo è, spesso, perché non è sufficiente avere un autobus con una pedana idonea ad accogliere un passeggero sulla sedia a rotelle se, poi, il marciapiede non è adeguato o il luogo della fermata non permette una discesa in sicurezza.
Diritti disattesi
Eppure, i diritti disattesi «bruciano», soprattutto se limitano fortemente la libertà personale. «Da un anno, 2 volte alla settimana usufruisco della corsa dell'autobus extraurbano che collega Vighizzolo con Calcinato, alle 12.50. Ho fatto richiesta scritta perché venisse messo su quella linea un mezzo con pedana per disabili - racconta una passeggera -. Il 20 settembre alle 12.45 mi stavo recando alla fermata quando è passata una vettura che mi sembrava fosse di quelle accessibili, ma non si è fermata. Dopo poco un'altra, ma inaccessibile. Alle 13.30 ancora un'altra, non accessibile. L'autista in mia presenza ha telefonato in sede segnalando per la seconda volta che io ero ferma ad aspettare un mezzo idoneo e chiedendo che se ne mettesse subito in linea uno. Solo alle 14 ho potuto salire su un'autovettura adatta, che non è stata fatta partire per me, ma che effettuava il suo normale tragitto...».
«Non tutti gli autobus extraurbani sono in possesso di un dispositivo per accogliere a bordo una persona disabile. Questo non accade per gli autobus urbani che, ormai, hanno tutti un posto a sedere dedicato ai disabili e la possibilità di salire grazie alla presenza di un solo gradino», spiegano a Brescia Trasporti.
E, tuttavia, la distanza tra il desiderio la realtà è ancora enorme. Nel documento «diritti e doveri del passeggero del trasporto pubblico di linea» della società Apam, gestore dei servizi ai quali la nostra lettrice ha avuto difficoltà ad accedere, si legge: «I passeggeri diversamente abili in carrozzina possono accedere ai servizi di trasporto pubblico utilizzando gli autobus che espongono alla porta il simbolo stilizzato di una carrozzina bianca. La prenotazione telefonica è vivamente consigliata, a garanzia della presenza sulla corsa di un veicolo attrezzato e del corretto funzionamento del dispositivo di salita».
L'esposizione del simbolo
Ma l'esposizione del dispositivo non è sempre una garanzia. Eccone la prova: «Il 13 agosto mi sono recata alla stazione di Brescia per prendere il pullman diretto a Mantova delle 17.50. Non mi è stato possibile farlo, perché anche se il mezzo esponeva il logo di accessibilità, mancava il telecomando per azionare la pedana. Stessa situazione anche per le altre 3 vetture ferme alle rispettive pensiline. Solo dopo varie prove e con l'intervento del responsabile movimento, sono riuscita a viaggiare su una quinta vettura che aveva in dotazione il telecomando…Nel frattempo era passata mezz'ora. Ritengo questa situazione paradossale e discriminatoria. A cosa serve avere il parco macchine adattato ad accogliere persone con disabilità, se poi non ci sono i telecomandi? Ogni autista, oltre ad essere dotato di chiave di accensione, dovrebbe anche avere con sé il telecomando. Vi ricordo che la legge regionale n.6 è del 1989! Sono passati 20 anni, ed io non posso accettare che mi si dica:«Se lei avesse avvisato l'ufficio movimento, questo avrebbe provveduto a mettere in linea un mezzo funzionante».
E se la disavventura della nostra lettrice potrebbe essere ricondotta anche ad una dimenticanza, non accade sempre così per chi deve muoversi con i mezzi pubblici in città. «La maggior parte dei nostri autobus urbani ha il dispositivo per la salita dei disabili ed un posto a bordo riservato, oltre alla possibilità per un eventuale accompagnatore di effettuare gratuitamente la corsa - spiegano a Brescia Trasporti -. Tuttavia, non in tutte le zone della città è possibile far scendere la pedana per accogliere la carrozzina. In corso Zanardelli, ad esempio, non c'è il marciapiede e l'inclinazione della pedana non ne permette l'uso. Certo, se l'autobus riesce ad accostare in modo adeguato, può salire chiunque». Per cercare di superare le difficoltà esistenti, Brescia Trasporti e assessorato ai Trasporti del Comune stanno facendo un censimento di verifica dell'accessibilità delle fermate degli autobus rispetto al percorso pedonale: ad oggi, su 1200 presenti in città, quelle accessibili sono circa 400. «Credo che costituisca di certo un passo in avanti, ma spesso ci chiediamo: se la fermata ha tutte le carte in regola, con il marciapiede di almeno 18 centimetri che permetta l'uso della pedana e, poi, il percorso che porta a quella fermata continua ad avere barriere che frenano il movimento di chi è disabile?», aggiungono.
Accanto al censimento, è costante anche il confronto con alcune realtà, come quelle che rappresentano i non vedenti, che chiedono l'indicazione sonora della fermata e anche della porta dalla quale salire sull'autobus. «Abbiamo appena detto che le fermate in città sono circa 1200, quasi tutte nei pressi di civili abitazioni e le corse dei bus, almeno durante il giorno, hanno una frequenza molto elevata. Il dispositivo sonoro, se da un lato potrebbe risolvere il problema di chi non riesce a vedere, dall'altro ne creerebbe uno per i molti residenti che devono ascoltare in modo quasi ossessivo i continui annunci degli autobus in arrivo».

www.clickmibility.it 23 settembre 2010

Kallas: “Abbiamo bisogno di una nuova cultura per la mobilità urbana. Il tpl deve costituire un'alternativa all'auto attraente e confortevole, non una tortura!"

Bruxelles. Tpl: le aziende europee chiedono finanziamenti stabili su obiettivi a lunga scadenza

Le aziende europee di trasporto pubblico chiedono più finanziamenti. Ad avanzare la richiesta ha pensato ieri il presidente dell'Unione internazionale del trasporto pubblico (Uitp), Alain Flausch, nel corso di un'assemblea dell'associazione alla quale erano presenti oltre 300 partecipanti

 
Il trasporto pubblico ha bisogno di finanziamenti stabili, le città richiedono una nuova cultura della mobilità urbana e nuovi sforzi devono essere realizzati per limitare la congestione legata al traffico.
Le aziende di trasporto pubblico chiedono più finanziamenti. Ad avanzare la richiesta ha pensato ieri il presidente dell'Unione internazionale del trasporto pubblico (Uitp), Alain Flausch, nel corso di un'assemblea dell'associazione alla quale erano presenti oltre 300 partecipanti.
“Le attività legate al trasporto pubblico non potranno sopravvivere senza un maggior sostegno da parte delle autorità pubbliche. I budget annuali per le attività del trasporto pubblico non sono sufficienti, abbiamo bisogno di introiti stabili" ha affermato Alain Flausch, secondo il quale anche l'Ue deve impegnarsi a stanziare fondi per sviluppare il trasporto pubblico.
“Il trasporto pubblico ha bisogno di piani di finanziamento stabili basati su obiettivi a lunga scadenza - ha proseguito Flausch -. I bilanci annuali non sono favorevoli alle attività legate al trasporto pubblico".
“La mobilità è un diritto fondamentale per tutti. Lo sviluppo qualitativo del trasporto pubblico costituisce un'alta priorità" - ha affermato Brigitte Grouwels, ministro della regione di Bruxelles, responsabile dei lavori pubblici e dei trasporti -. Entro il 2018 il traffico a Bruxelles deve diminuire del 20%. Si tratta di un obiettivo ambizioso. Per raggiungerlo, incoraggerò fortemente le tipologie di trasporto alternativo: le camminate a piedi, la bicicletta, e soprattutto il trasporto pubblico".
Rivolgendosi ai rappresentanti delle istituzioni europee, il presidente Flausch ha aggiunto: “Se vogliamo realmente questo cambiamento modale l'Unione europea deve investire nel trasporto pubblico".
Il vicepresidente della Commissione europea, Siim Kallas ha sostenuto le proposte targate UITP, riconoscendo che uno dei problemi più gravi dei cittadini europei é attualmente la congestione da traffico “Abbiamo bisogno di una nuova cultura per la mobilità urbana - ha dichiarato Kallas -. Il trasporto pubblico deve costituire un'alternativa all'automobile che sia attraente e confortevole, non una tortura!".


Bresciaoggi 24 settembre 2010

INFRASTRUTTURE. Considerazioni allarmanti dall'analisi dei numeri aggiornati a giugno

Metrobus, i veri conti

La «zavorra» ai raggi X

Massimo Tedeschi

Il funzionamento della metropolitana rischia di gravare sulle casse comunali da un minimo di 7 ad un massimo di 20 milioni all'anno

Proviamo ad aggirare le polemiche politiche. E quelle giudiziarie. Lasciamo che siano i giudici a stabilire se le accuse scagliate dall'attuale assessore al Bilancio Fausto Di Mezza alla vecchia amministrazione abbiano leso l'onorabilità dell'allora sindaco Paolo Corsini.
Usciamo dal rimpallo, abbastanza stucchevole, fra il centrodestra che ritiene di essere «stato tenuto all'oscuro di tutto» (non però di sicuro negli ultimi due anni, da quando ha conquistato Loggia e società controllate) e un centrosinistra che ricorda che fin dall'inizio, nell'affaire-metrò, sono state coinvolte istituzioni come Provincia e Regione a maggioranza di centrodestra.
Insomma spogliamo la questione-metrò di tutte le complicazioni giudiziarie, politiche e polemiche che la gravano. Proviamo a stare ai numeri.
I numeri - che dovrebbero essere incontrovertibili - ci sono e, per una volta, sono bipartisan. Li sforna a ritmi semestrali, per sottoporli ai capigruppo in Loggia, Brescia Mobilità attraverso il suo presidente (Valerio Prignachi, Pdl) e il direttor generale Roberto Moreni (nominato dalla giunta-Corsini, confermato dalla giunta-Paroli). Li ha distribuiti lo stesso Pd, nella sua ultima conferenza sul tema.
Ebbene guardando a questi numeri - e al loro aggiornamento più recente, che risale al giugno 2010 - è inevitabile allarmarsi. E constatare che il funzionamento (non il completamento, di cui parliamo a parte) del metrò rischia di gravare le casse comunali da un minimo di 7 a un massimo di 20 e più milioni all'anno. Una «zavorra» che rischia di ricadere dalle casse comunali alle tasche dei bresciani, insomma su tutti noi. E per alleggerire la quale urge un impegno di tutto il sistema politico.
TRE GAMBE. La premessa da fare è che bisognerà abituarsi a ragionare sulla sostenibilità di tutto il servizio di Trasporto pubblico locale (Tpl), e non solo del metrò in quanto le previsioni finanziarie ragionano proprio sul sistema bus+metrò. La sostenibilità economica della gestione del Tpl allargato al metrò secondo le previsioni di Brescia mobilità, poggia su tre gambe: numero dei passeggeri, tariffe e corrispettivo di servizio. Tutti e tre questi elementi hanno, oggi, delle criticità.
L'AUMENTO CERTO. Cominciamo dalla voce più «semplice». I piani finanziari prevedono che il corrispettivo di servizio che il Comune di Brescia versa a Brescia Mobilità (ed è in gran parte coperto dalla Regione) conosca dal 2013 un incremento di 7,2 milioni di euro all'anno, proprio per l'avvio della metropolitana leggera automatica. Le prime ipotesi erano che 2,2 di questi milioni passassero dalla Provincia al Comune per effetto della riduzione del chilometraggio dei bus extraurbani, attestati ai capolinea del metrò. Nessuno però ha avviato trattative in tal senso: i 7,2 milioni in più di corrispettivo, insomma, saranno tutti a carico della Loggia. Sempre che la Regione, per effetto dei tagli governativi, non riduca il proprio contributo aumentando la quota a carico del Comune.
LA SFIDA-PASSEGGERI. Non meno decisivo il numero dei passeggeri che viaggeranno sul sistema di Tpl integrato metrò + bus. Il piano prevedeva che a fine 2011 viaggiassero sui bus cittadini 38,75 milioni di passeggeri all'anno e con l'avvio del metrò si aggiungano 15,31 milioni di passeggeri, arrivando a 54 milioni di passeggeri/anno. Dove trovare i passeggeri mancanti?
Le previsioni di Brescia mobilità indicano 1,92 milioni di passeggeri acquisiti dalla rete extraurbana dei pullman e intercettati ai terminali est e nord; 4,83 milioni di passeggeri provenienti dal traffico privato intercettando le auto in ingresso ai parcheggi di interscambio; 6,20 milioni di passeggeri derivanti dal minor utilizzo del mezzo privato in città a favore del mezzo pubblico; 2,36 milioni all'anno di «nuovi passeggeri» generati e attratti dal nuovo servizio.
Raggiungere questi traguardi oggi è (in parte) meno difficile, considerando che i passeggeri a fine 2009 erano già 42,7 milioni (4 milioni in più rispetto alle previsioni). Resta comunque il problema di «recuperare» oltre 11 milioni di passeggeri in più ogni anno, se si vuole che il sistema del trasporto pubblico locale regga. Perchè questo avvenga sono però necessarie politiche coerenti su viabilità, parcheggi dentro e fuori la città, accessi a Brescia, ecc. Se il numero dei passeggeri sarà inferiore, per trovare l'equilibrio economico di gestione bisognerà agire sulle altre due leve: i trasferimenti comunali (i 7,2 milioni non basterebbero più) e/o le tariffe.
IL NODO-TARIFFE. È il più complicato, e delicato. La sostenibilità finanziaria della gestione del Tpl allargato al metrò poggia su un biglietto per la rete dei trasporti pubblici che, dopo aumenti progressivi, dovrebbe arrivare a fine 2012 a 1,89 centesimi (Iva compresa). Una previsione abbastanza irrealistica, visto che oggi il biglietto è ancora fermo a 1 euro, e in nessuna città italiana ha mai raggiunto livelli simili. Già oggi tuttavia, in base alla gara per il Trasporto pubblico locale, il biglietto del bus «costa» ben più dell'euro pagato dal passeggero. Il corrispettivo programmato è infatti di 1,35 euro. Chi colma, almeno in parte, la differenza fra 1 euro pagato dal passeggero e 1,35 euro spettanti a Brescia trasporti? Naturalmente il Comune, che attualmente integra già il corrispettivo a Brescia Trasporti con 3 milioni di euro all'anno, destinati ad aumentare di 600mila euro ogni anno.
NEL CASO IL COMUNE fosse chiamato a integrare anche «solo» di 30 centesimi il titolo di viaggio di ognuno dei 50-54 milioni di passeggeri previsti, si arriverebbe a 15 milioni e più all'anno di esborso del Comune. Che sommato ai 7,2 milioni di maggiore esborso «garantito» attraverso il corrispettivo fisso a Brescia Trasporti, finirebbe per zavorrare il bilancio della Loggia in maniera letale.
A suo tempo la speranza non dichiarata era che la Regione potesse integrare ulteriormente i suoi contributi. Ma, con i tempi che corrono e la minaccia di tagli, la speranza s'è dissolta.
Questi i numeri su cui, al di là delle polemiche, la politica e l'amministrazione cittadina già oggi devono misurarsi.


L'INTERVISTA. L'assessore al Bilancio, dopo le polemiche con l'ex sindaco Corsini, spiega come la società può «irrobustirsi»

«Le risposte? Deve darle la città»

Di Mezza: «Chi ha fatto quel piano finanziario ha indicato i problemi ma non le soluzioni Patrimonializzare Brescia Mobilità per permetterle di coprire le perdite di gestione»

Brescia Mobilità non è abbastanza «robusta». Non ha le spalle sufficientemente larghe per reggere, dopo il mutuo da 220 milioni di euro, il peso di un altro mutuo da 53 milioni. Per questo va «capitalizzata». Conferendole, magari, la proprietà dei parcheggi in struttura. Ma questa è solo una delle ipotesi allo studio, come conferma l'assessore al Bilancio del Comune, Fausto Di Mezza.
Questa forma di patrimonializzazione è già decisa?
No, è ancora allo studio. E non è l'unica possibile. Ma soprattutto il problema è più grande: non si tratta infatti di dotare una società di patrimonio per consentirle di indebitarsi, senza sapere come farà poi a pagare quel debito. Il conferimento dei parcheggi risolve un problema tattico, ma non è ancora una risposta strategica.
E il problema strategico qual è?
Che non possiamo indebitare la società per pagare il nuovo mutuo, poi per pagare le riserve, e poi magari per pagare anche i costi di gestione. Dobbiamo patrimonializzare Brescia Mobilità non solo per permetterle di pagare il debito ma perchè possa colmare le perdite, certe, che deriveranno dalla gestione della metropolitana leggera automatica. Insomma, quello che dobbiamo fare è mettere la società in condizione di fare investimenti per fare reddito.
Non è un obiettivo fuori dalla portata di una società che gestisce autobus e parcheggi?
In realtà non sto pensando a quello ma ad operazioni come quella del salvataggio di Omb con la successiva nascita di Omb International, operazione che si sta confermando vincente anche dal punto di vista finanziario. La questione dunque è che Brescia Mobilità deve diventare qualcosa di più rispetto a quello per cui è nata: un'azienda che si occupa di mobilità sostenibile a tutto campo, ma anche di fotovoltaico e di molto altro ancora. I parcheggi non bastano, bisogna mettere la società in condizione di fare investimenti credibili, che si ripaghino. Brescia Mobilità, intendo dire, deve diventare una società sostenibile.
In caso contrario i costi aggiuntivi della gestione del sistema metrò e bus ricadrà sulle casse del Comune?
Sì, e peraltro con un problema in più. Quei costi andrebbero nel capitolo delle spese correnti. Ma non puoi vendere patrimonio, non puoi alienare i gioielli di famiglia, per pagare spese correnti: devi attingere dalle entrate correnti. Però le entrate correnti non possono ragionevolmente aumentare e già adesso, per rispettare il patto di stabilità, siamo impegnati a tagliare 10 milioni dal bilancio 2010: un'impresa già questa. Quanto ai dividendi di A2A, sono essenziali per coprire la spesa sociale, il personale, i servizi: non possiamo sperare di attingere lì.
Lei va ripetendo che il biglietto del bus dovrà arrivare alla svelta a 1 euro e 20.
Se è per quello, sto facendo fuoco e fiamme. Ma è bene chiarire che neppure quello basterebbe: una quota della spesa di gestione ricadrebbe comunque sul Comune di Brescia e, oggi, anche 10 milioni di euro di spesa corrente in più ogni anno sarebbero insostenibili. Per questo stiamo cercando soluzioni alternative. È quello che continuo a ripetere a tutti, magari accalorandomi nei toni ma dicendo una cosa incontrovertibile: noi abbiamo ereditato il cantiere della metropolitana leggera automatica e un piano finanziario. Ma chi ha fatto quel piano finanziario ha indicato i problemi, non le risposte. Le risposte, adesso, deve darle la politica bresciana. Deve darle la città. M.TE.


Castelletti: «Ma l'allarme non deve essere un alibi»

Sul tema si registra l'intervento di Laura Castelletti, capogruppo in Consiglio comunale dell'omonima lista e già canditata sindaco.
«L'impressione è che le scelte future che riguardano il metrobus - sottolinea Castelletti - siano condizionate dalla ricerca, per taluni, di un alibi alle proprie difficoltà nella gestione di un'opera d'importanza strategica, e di un bisogno di tornare visibili da parte di altri. Più che attardarsi sulle vicende del passato bisognerebbe guardare avanti, dopo aver sgombrato il campo da dubbi di correttezza che allo stato non vedo. Quando si dice che i conti non tornano, bisogna anche ricordare che Brescia nella fase conclusiva delle operazioni relative ai finanziamenti 2003 del metro ha ottenuto un raiting AA (che è il grado di affidabilità di un Comune in funzione della sua capacità d'indebitamento). Ricordo anche che ogni passaggio significativo, sia finanziario che dello stato di avanzamento dei lavori, è stato verificato dalla Conferenza capigruppo in Loggia a cadenze ricorrenti (come riportano i verbali che mi auguro diventino prassi anche della commissione consiliare preposta appena costituita) cosa che in questi ultimi due anni questo non è invece accaduta».
«A chi afferma che sbagliati sono i conti di partenza relativi all'utilizzazione del sistema di trasporto - continua Castelletti - dico che, oltre ad essere convalidati da tutte le istanze che si sono via via succedute nell'esame del progetto nato in Asm fin dagli anni '80, vi sono state totali condivisioni sul grado di affidabilità. Ovviamente i dati dovevano essere corroborati da: una capitalizzazione di Brescia Mobilità superiore a quella attuata; da una politica tariffaria progressivamente crescente; da una politica sul tema della mobilità che in continuità con le scelte passate faccia svolgere al metro il ruolo di asse di forza connesso alla rete di trasporto pubblico urbano e extraurbano, capace d'intercettare le correnti di traffico provenienti da diverse aree provinciali».
CASTELLETTI conclude : «E' talmente importante quest'opera che rilevo che l'agenda politica dettata dalla Lega in queste ore riconferma, ma non poteva essere altrimenti, il programma della metropolitana come centrale per il futuro della città. La Lega, meglio di altre forze politiche di maggioranza, ha capito il ruolo strategico di questa grande opera, ma anche che sarà l'unica che inaugurerà nel corso di questo mandato (le altre paiono sempre più lontane».


Ora costa 772 milioni ne vanno trovati 53

Quanto costa completare i lavori della metropolitana leggera automatica di Brescia? I costi previsti dal consiglio comunale il 10 ottobre 2004, con un'inflazione stimata del 2,7 per cento annuo, Iva esclusa, erano di 750 milioni di euro.
I COSTI AGGIORNATI al giugno 2010 (con un'inflazione prevista al 2 per cento) sono di 772 milioni di euro. Detratti i contributi a fondo perduto di Comune, Provincia e Regione Lombardia (432 milioni di euro), detratti i 67 milioni di autofinanziamento di Brescia Mobilità, detratto il mutuo di 220 milioni contratto con la Cassa depositi e prestiti (tasso fisso 4,34 per cento, ammortamento in 30 anni, rate semestrali posticipate di 6,6 milioni cadauna) restano da reperire, l'anno prossimo, 53 milioni di euro sul mercato finanziario.
Brescia Mobilità è in condizione di indebitarsi per altri 40-45 milioni di euro, non di più. Da lì è nato il tormentone su come reperire i 53 milioni mancanti. A cui, per la verità, andrebbero aggiunte le «riserve» (ovvero gli extracosti) reclamate dalle aziende costruttrici, e che per effetto di alcuni moltiplicatori ammontano ormai a più di 400 milioni, peraltro contestati e respinti dalla società Brescia Mobilità.
QUANTO alle opere complementari alla metropolitana, al di là del balletto fra i 40 milioni di euro stimati dalla vecchia giunta, e gli 80 milioni ipotizzati dai progettisti incaricati dalla nuova giunta, c'è una cifra precisa: sono i 13,3 milioni di costo complessivo dei tre progetti già approvati dal Comune: la nuova piscina di Mompiano, il consolidamento di Palazzo Loggia e le sistemazioni di via Triumplina. M.TE.


Giornale di Brescia 24 settembre 2010
Castelletti: sul metro
solo polemiche inutili


«Le Lega ha capito che è un’opera strategica»
Laura Castelletti interviene nel dibattito sul metrobus che nei giorni scorsi ha visto come protagonisti l'ex sindaco Paolo Corsini e l'attuale assessore al Bilancio Di Mezza prendendo le distanze da una polemica definita «inutile».
«Il metro di Brescia è tornato alla ribalta della scena politica locale, ma non nel migliore dei modi - scrive la Castelletti in una nota-. L'impressione è che le scelte future che lo riguardano siano condizionate dalla ricerca, per taluni, di un alibi alle proprie difficoltà nella gestione di un'opera d'importanza strategica e di un bisogno di tornare visibili da parte di altri».
Secondo l'esponente socialista «più che attardarsi nelle vicende del passato, bisognerebbe guardare avanti», ma la Castelletti ricorda anche che fino a due anni fa, in sostanza fino all'inizio del mandato della Giunta Paroli, «ogni passaggio significativo, sia finanziario che dello stato di avanzamento dei lavori, è stato verificato dalla Conferenza Capigruppo in Loggia a cadenze ricorrenti, cosa che poi non è più accaduta».
Ad ogni modo, l'ex presidente del Consiglio comunale ci tiene a precisare «a chi afferma che sono sbagliati i conti di partenza relativa alla utilizzazione del sistema di trasporto» che quei dati sono stati convalidati da tutte le istanze che si sono succedute fin dagli anni '80 e «che sul loro grado di affidabilità vi sono state totali condivisioni».
La rappresentante socialista in Loggia aggiunge poi che alle scelte politiche passate avrebbero dovuto far seguito «una capitalizzazione di Brescia Mobilità superiore a quella attuata, una politica tariffaria progressivamente crescente e politiche di mobilità in continuità con le scelte operate in passato che miravano a rendere la metropolitana l'asse portante per intercettare il traffico proveniente anche dalla provincia». Secondo Laura Castelletti la cosa non è avvenuta e quindi «se queste politiche non si realizzano diventano parte della polemica e non producono effetti positivi per l'intera città e la sua vivibilità».
Secondo la Castelletti il metro è troppo importante per Brescia ed è sulla sua valorizzazione che la rappresentante socialista invita tutte le forze politiche a concentrarsi «dal momento che la mobilità rappresenta il fattore decisivo per risolvere i problemi della città».
Per questa ragione arrivano dal capogruppo in Loggia parole d'elogio per i leghisti: «che meglio di altre forze politiche di maggioranza hanno capito il ruolo strategico di questa grande opera, ma anche che sarà l'unica opera che verrà inaugurata in questo mandato, mentre le altre paiono sempre più lontane».

Bresciaoggi 23 settembre 2010

IL RICONOSCIMENTO. A Malmoe il 29 settembre sarà consegnata la medaglia d'argento come «Città civitas»

La «mobilità sostenibile» porta Brescia al top europeo

Mimmo Varone

La prossima tappa è rafforzare il percorso del «pedibus»: molte famiglie sono diffidenti ma il futuro sembra già segnato

Brescia chiude la Settimana europea della mobilità sostenibile con un Piano per portare i bambini delle elementari (e anche delle medie) a piedi o in bici nel percorso casa-scuola. E con la notizia fresca di ieri, di essersi piazzata al secondo posto come «città Civitas» 2010 tra i 59 centri europei che partecipano al progetto. Merito delle realizzazioni 2009-10 (i due anni che vedono la Leonessa nel novero delle 59), dal bike al car sharing, dal Brescia mobile channel al Tavolo della fluidificazione.
«Sono i risultati conseguiti con il metodo della partecipazione attiva», commenta con grande soddisfazione l'assessore alla Mobilità Nicola Orto, mentre con il mobility manager cittadino Riccardo Pretto illustra il Piano degli spostamenti casa-scuola all'Ambiente parco di largo Torrelunga. Dove, peraltro, proprio da ieri è attiva la quarta ciclofficina di Brescia, al servizio di chi vuole riparare la propria bici.
Il riconoscimento verrà consegnato a Malmöe (Svezia) il 29 prossimo. E ottenerlo non è stato facile. Brescia è stata inclusa nei 14 progetti modello selezionati tra 500 proposte da tutta Europa – spiega Orto con soddisfazione – e tra quelli è risultata al secondo posto, consolidando la sua posizione di città europea».
Ora si aggiunge il Piano per estendere il Pedibus già praticato in 10 scuole, far debuttare il bicibus e il carpooling. Prende le mosse da un questionario sottoposto a 2.376 famiglie di 20 delle 40 elementari cittadine che hanno aderito. E i risultati saranno la base per programmare i percorsi insieme alle scuole e alle famiglie stesse, con l'obiettivo di estendere quantomeno i Pedibus a tutte le 20 scuole selezionate.
Non sarà facilissimo. Il 77 per cento dei bambini va a scuola accompagnato in grande prevalenza dai genitori. E il 51 per cento usa l'auto, contro il 38 per cento che va a piedi, il 7 in bici, il 3 con il bus e l'1 per cento (tra quelli più grandi, va da sé) con il ciclomotore. In ogni caso, il percorso in automobile domina anche tra i ragazzi delle medie. Si aggiunge che solo il 42 per cento si dice interessato al Pedibus o al Bicibus, con una situazione molto diversificata tra le varie scuole. A fronte della Crispi, dove la mobilità alternativa suscita il generale consenso, alla Diaz quasi nessuno la sceglierebbe. E le altre stanno nel mezzo, con favorevoli e contrari quasi ugualmente distribuiti.
SE POI SI CHIEDE la disponibilità a collaborare (Pedibus e Bicibus sono gestiti per lo più da genitori volontari), le risposte negative salgono all'82 per cento. Quanto al carpooling già lo pratica il 5 per cento delle famiglie, e il 10 si dice interessato a intraprendere questa iniziativa. Gli altri non rispondono (22 per cento) o si dicono contrari (63).
Una situazione non proprio confortante, ma che «comunque lascia spazi per far partire il servizio», osserva Pretto. Il «Piano» già dispone di una mappa della residenza degli alunni, e «tutti stanno nel raggio di due chilometri dalla propria scuola». Il prossimo passo è entrare nelle scuole stesse – sottolinea il mobility manager –, coinvolgere docenti e alunni per mandare un segnale positivo ai genitori più restii per renderli partecipi del progetto.


Giornale di Brescia 23 settembre 2010

Mobilità sostenibile, tre offerte nel piano «Casa-scuola»


Hanno contribuito i risultati di un questionario cui hanno risposto oltre 2.300 genitori. Brescia sarà premiata poi a Malmo per il suo impegno

Scolari bresciani in bus, in bici e a piedi verso una mobilità sostenibile.
È stato presentato ieri all'Ambiente Parco di Largo Torrelunga, in chiusura della settimana europea dedicata a questo tema, il Piano spostamenti «Casa-scuola» dell'Assessorato alla Mobilità e al Traffico per il nuovo anno scolastico. Il progetto, costruito su un'indagine dello scorso aprile, ha coinvolto 20 istituti cittadini, 18 elementari e 2 medie, che hanno collaborato alla distribuzione di questionari tradotti in cinque lingue (arabo, cinese, urdu, panjabi e bengalese). Sette i quesiti ai quali 2.376 genitori hanno risposto, relativi alle modalità di spostamento dei propri figli lungo il tragitto casa-scuola e ritorno. Sui risultati raccolti (una percentuale di risposta del 70%), diverse le opportunità offerte dall'Amministrazione comunale per gli spostamenti «sostenibili» degli scolari. Si chiamano «Pedibus», «Bicibus» e «Carpooling», già sperimentati lo scorso anno, i tre servizi che nelle prossime settimane verranno proposti nelle scuole coinvolgendo prima gli alunni e poi i genitori. «I dati ci hanno fornito una fotografia nitida degli spostamenti e della collocazione dei domicili delle famiglie nelle zone limitrofe alle scuole - ha specificato l'architetto Riccardo Pretto, mobility manager del Comune - il 42% dei soggetti intervistati si è detta interessata a questi servizi, che consentirebbero ai propri figli di raggiungere gli istituti a piedi, in bici o auto in gruppi organizzati e accompagnati da adulti, col supporto di genitori volontari». Ma quando si parla di disponibilità sono pochi (solo il 18%) i padri e le madri a farsi avanti. Secondo le statistiche infatti il 77% dei genitori bresciani non rinuncia all'abitudine ad accompagnare in auto i figli a scuola, prima di andare al lavoro: «Una percentuale ancora alta che vorremmo assottigliare», ha continuato Pretto. «Da parecchio tempo lavoriamo su questo progetto per andare incontro alle esigenze e ai bisogni più manifesti dei cittadini - ha aggiunto l'assessore alla Mobilità Nicola Orto - il "Casa-scuola", realizzato grazie alla sinergica cooperazione fra istituzioni, scuole e famiglie, vuole innanzitutto smuovere un percorso culturale che vada incontro a un concetto europeo di mobilità sostenibile». Un impegno che ha già insignito la città con un importante riconoscimento; sarà consegnato il prossimo 28 settembre a Malmo, in Svezia, il premio «Città Civitas», per la mobilità che vede Brescia al secondo posto dopo Genova. «Attenzione per l'ambiente, progetti concreti e capacità di coinvolgere il territorio - ha concluso Giandomenico Gangi, responsabile Mobilità e Tpl del Comune - i meriti che ci hanno distinto e che ci pongono ora come modello europeo».

Alessandro Carboni


Bresciaoggi 23 settembre 2010


Legambiente «Queste le nostre ricette»

La risposta di Legambiente alla mobilità sostenibile non si è fatta attendere: l'associazione ambientalista, che non ha voluto aderire alla settimana europea per la mobilità sostenibile ieri pomeriggio in piazza Loggia ha distribuito un volantino dove spiegava, dal suo punto di vista, le strade percorribili di una realtà realmente sostenibile.
Secondo gli ambientalisti la mobilità sostenibile non può prescindere da una forte riorganizzazione dei trasporti pubblici locali, da una riorganizzazione dei parcheggi e dalla rivisitazione degli spazi verdi a disposizione della cittadinanza. Nel mirino dell'associazione ambientalista restano anche i limiti di velocità sulle strade urbane e una visione nuova del trasporto privato dall'abitazione al luogo di lavoro. Temi che faranno inevitabilmente discutere.

Giornale di Brescia 23 settembre 2010

Bilancio, il nodo metrò riaccende il dibattito


Di Mezza: «Rispetteremo il Patto di stabilità»


E anche questa volta si è parlato di metropolitana. L'occasione è la seconda seduta della Commissione bilancio, dove all'ordine del giorno c'era il dibattito sulla «ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi» (alias Patto di stabilità, i cui criteri vigenti impongono alla Loggia di reperire 15 milioni di euro necessari per non incorrere nelle sanzioni, fondi che al momento, in via ufficiale, mancano), all'indomani dalla relazione tecnica illustrata dal ragioniere capo, Francesco Falasco.

Eppure la polemica legata ai conti del metrò non ha mancato di fare il suo ingresso durante l'incontro, suscitando toni aspri e replicando un botta e risposta serrato. Lo stesso che maggioranza e opposizione hanno continuato a riproporre nei giorni scorsi e sul quale, pure, un punto di incontro non è stato trovato. «Chi ha redatto quel piano economico o è uno stupido o era in malafede, perché non è una programmazione realistica» ha ribadito l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza con il sostegno dei suoi. «I conti erano noti e tutto è stato fatto insieme a Brescia Mobilità. Tanto che gli equilibri finanziari del metrò sono gli stessi dal 2004 ad oggi e il gruppo di lavoro dell'azienda pure. Si sta solo cercando di spostare l'attenzione» ha replicato l'opposizione compatta. La polemica insomma non sfuma, anzi. Il presidente della Commissione, Fabio Capra, annuncia «ulteriori provvedimenti in vista da parte degli assessori della Giunta Corsini» sulla scia delle dichiarazioni dell'assessore, sulle quali pure Pdl, Lega e Udc si sono allineate (ne abbiamo riferito sull'edizione di domenica 19).
È il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, a riportare l'attenzione sulla proiezione di bilancio. «Il quadro è fortemente critico. Questa situazione mette a rischio un patrimonio pubblico costruito con fatica negli anni». Poi, l'affondo politico: «Sono due i responsabili veri, in primis il Governo Berlusconi che attraverso il ministro Tremonti dà vita ad una legge gravemente punitiva verso i Comuni virtuosi, soprattutto per quelli del Nord Italia. La seconda responsabilità è della Giunta Paroli, perché molti risvolti erano noti e gestibili: mi riferisco ad una eccessiva crescita della spesa corrente, ad una superficiale valutazione sulle entrate, perché alcune erano di fatto fasulle, come i 32,5 milioni di euro di alienazioni, oppure ancora come i permessi di costruzione, anch'essi sovrastimati». Il bilancio, secondo i democratici, è insomma traballante a prescindere dai conti del metrò.
«Dico con tranquillità che non si sforerà il Patto - rilancia Di Mezza - e che i servizi non verranno tagliati. Quelle su cui discutiamo oggi sono infatti solo proiezioni, il saldo va invece seguito giorno per giorno. E alle alienazioni abbiamo rinunciato perché l'obiettivo non era svendere ma vendere e al momento non sussistono le condizioni di mercato adeguate. Il nostro bilancio è solido grazie al buongoverno del sindaco e della Giunta tutta». Una proposta sul metodo di lavoro è poi arrivata dal consigliere Giorgio Agnellini (Gruppo misto): «Sarebbe interessante andare a vedere anche i bilanci delle altre amministrazioni». Mentre il capogruppo leghista, Nicola Gallizioli attacca: «Il Pd non si è accorto che sono quasi tre anni che sbatte contro un muro, perché il Patto, alla fine, Brescia lo ha sempre rispettato. Il nostro lavoro - conclude - continua e guarda al concreto, dalla valorizzazione delle periferie alle grandi opere». n. f.


nota di tplbrescia.it

Riporto le parole pronunciate dal Sindaco Adriano Paroli il giorno in cui si è insediata la nuova Commissione Metrobus:

«non fare diventare il Metrobus tema di scontro, ma di lavoro»

è evidente che ad oggi l'appello pronunciato dal capo del governo della città non ha ancora sortito l'effetto sperato.



Bresciaoggi 23 settembre 2010

IL CONVEGNO. Si è parlato dei progetti futuri

Brescia studia i trasporti made in Bolzano

Primo passo: una nuova rete di piste ciclabili integrate

Il confronto è impietoso. E dice che ci vorranno anni prima che le biciclette si conquistino a Brescia lo stesso diritto di cittadinanza che da almeno un decennio hanno a Bolzano. Se mai ci riusciranno. Tra la realtà illustrata dal mobility manager del capoluogo altoatesino Sergio Berantelli e lo studio sulla mobilità ciclistica esposto da Emanuele Bianchi, tecnico dell'assessorato di Nicola Orto, c'è tutto il divario che passa tra la realtà, appunto, e le intenzioni. Ma Brescia pare comunque intenzionata a recuperare il gap.
BOLZANO è una città da 100 mila abitanti, la metà di Brescia. Tuttavia, come la Leonessa è assediata dalle auto con 150 mila ingressi al giorno (190 mila i nostri). A percorrerla da un estremo all'altro non si fanno più di 8 chilometri contro i 12 di Brescia. Da città «nordica» è partita nel 2001 con il grosso vantaggio del 35 per cento di residenti abituati a muoversi a piedi e del 17.5 di fedelissimi della bici. Il 7.4 si muoveva in bus, il 6.3 in scooter, il 33.6 in auto. Ci sarebbe già da fare salti di gioia. Con una politica «aggressiva», centrata sulla creazione di una rete ciclabile capillare, un marketing martellante, una serie di servizi in grado di coccolare il ciclista in ogni periodo dell'anno, è riuscita a convincere qualche pedone, e soprattutto molti automobilisti a pedalare. In 10 anni i «camminatori» sono scesi al 29.5 per cento, gli automobilisti al 27, e i ciclisti sono svettati al 29. Sulle rive dell'Isarco sono passati da 54 mila a ben 130 mila spostamenti quotidiani in bici.
L'ASSO DELLA MANICA di Bolzano - sottolinea il mobility manager - è stata la continuità degli obiettivi perseguiti dalle amministrazioni che si sono succedute nel decennio, al di là dei colori politici. E questo la dice lunga. Brescia parte da 18 mila spostamenti quotidiani e da 27 postazioni di Bicimia, prossime a raddoppiare a 56. Da sole, in due anni, hanno fatto 200 mila chilometri percorsi in centro storico. Ma sconta l'handicap di una «rete ciclabile casuale e incompleta - sottolinea Bianchi - con percorsi non identificati, pericolosa e bisognosa di manutenzione e di nuovi tratti». Dati parziali dicono che il 4.5 per cento di lavoratori si muove in bici.
LO STUDIO PUNTA SU direttrici principali dalla periferia al centro che diventerà «isola ambientale», aggiunge zone a 30 con traffico promiscuo, una rete secondaria di quartieri e un'altra turistico culturale. Delimita le piste con cordoli stradali, le dota di passaggi illuminati e rastrelliere ogni 500 metri, di segnaletica dedicata simile a quella bolzanina.
La differenza è che tutto questo è di là da venire. Il confronto è stato voluto due giorni fa da Officina della città e dall'associazione Brescia per passione, dai blog parlabrescia.it e lauracastelletti.it in occasione della Settimana europea della mobilità sostenibile.
Non a caso l'incontro è stato introdotto da Francesco Onofri e dalla stessa Laura Castelletti che ha messo sotto accusa le scelte sulla mobilità della Giunta Paroli. Il Comune ha patrocinato l'incontro, e l'assessore Orto lo ha chiuso sottolineando il lavoro sinergico in Giunta sulla mobilità ciclabile, che coinvolge l'Urbanistica con Paola Vilardi, i Lavori pubblici con Mario Labolani, la Sicurezza con Fabio Rolfi, i tempi con Claudia Taurisano. «Vantiamo un metodo di lavoro non calato dall'alto - dice Orto - e puntiamo a costruire un progetto basato su una pianificazione certa, per inserire la bici nel grande Piano della mobilità urbana».MI.VA.


Giornale di Brescia 22 settembre 2010

Muoversi in bici in città: Bolzano ci mostra come

Ospite a Brescia il mobility manager altoatesino

La gente desidera muoversi in maniera veloce, sicura ed ecologica. Un mix di condizioni che possono essere soddisfatte spostandosi in bicicletta. A patto che, nel contesto di riferimento, si incentivi e renda sicuro l'uso della bici. A Brescia ci si sta muovendo lungo questa direttrice, anche se la strada da fare è ancora tanta: solo il 3% degli spostamenti avviene in bicicletta.
L'esempio di Bolzano
Uno strumento per capire come incrementare l'utilizzo delle due ruote a pedali è certamente l'analisi delle realtà dove questo obiettivo è stato già raggiunto. Nasce in questo scenario l'idea delle associazioni Brescia per Passione e Officina della città e dei blog Parlabrescia.it e Lauracastelletti.it di organizzare, nell'ambito della Settimana europea della mobilità sostenibile, l'incontro «Mobilità ciclabile: l'esempio di Bolzano». Nella sala Piamarta, il mobility manager del capoluogo altoatesino, Sergio Berantelli, ha illustrato le azioni realizzate per incrementare l'utilizzo della bicicletta in città.
Tutto comincia con la costruzione di una pista ciclabile lungo la vecchia ferrovia che collegava Bolzano con Merano: una corsia pensata per il tempo libero. Poi, con la costruzione di ulteriori piste, si entra nell'ottica della corsia per gli spostamenti quotidiani. Da qui la realizzazione di una serie di piste, tutte ben identificate, ramificate e collegate tra di loro.
«A ciò è seguito un massiccio investimento in marketing e comunicazione. Cartelloni, depliant, info-point dedicati per far conoscere ai cittadini le potenzialità del servizio», ha spiegato Berantelli, aggiungendo: «Occorre continuità in queste politiche: il cambiamento va portato avanti da tutte le amministrazioni che si succedono». Tanti sforzi che alla fine hanno portato i frutti: dal 2001 al 2009 la percentuale di spostamenti cittadini in bicicletta è passata dal 17,5% al 29%.
La realtà bresciana
A Brescia le problematiche sul fronte della mobilità ciclabile non mancano. «La rete è incompleta e non ha direttrici principali. I percorsi non sono identificati e soprattutto i vari tratti non sono collegati tra di loro», ha osservato Emanuele Bianchi, tecnico incaricato dell'analisi delle prospettive della mobilità ciclistica nel comune di Brescia, mentre Giorgio Guzzoni, presidente dell'associazione «Amici della Bici-Corrado Ponzanelli», ha evidenziato alcuni interventi realizzati di recente che testimoniano lo scarso interesse verso i ciclisti («come l'allargamento di via Triumplina, dove su sette corsie ce n'è soltanto mezza per le bici»), sottolineando però come con il servizio Bicimia «molto di buono è stato fatto».
«Lo smog è apartitico, ma ha bisogno di risposte dalla politica», ha chiosato Laura Castelletti. Per Francesco Onofri l'analisi di un'esperienza concreta «è uno stimolo per risolvere problemi che sono di tutti».
Nelle conclusioni, l'assessore alla Mobilità e Traffico del Comune Nicola Orto ha rimarcato: «La ciclabilità è una tematica che interessa i bresciani. Lo testimoniano i 200mila chilometri che sono stati percorsi in due anni dagli utenti di Bicimia. Abbiamo ancora tanto da fare, ma siamo fiduciosi».
Mario Nicoliello


Tratto da www.bresciaprogress.it

L’Associazione BRESCIA PROGRESS
PROgetto GREnelle Sviluppo Sostenibile
ORGANIZZA IL CONVEGNO:
Il “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” per Brescia

Sabato 18 settembre 2010, inizio alle ore 09:00
SALA CONFERENZE DEL MUSEO DI SANTA GIULIA -via Piamarta, 4

Pubblichiamo lo schema della relazione del prof. Paolo Degli Espinosa che il 18 settembre presenterà il progetto Brescia Progress.
Per visualizzarla clicca qui
Schema della relazione “Brescia città europea?” di Saverio Zetera.
Per visualizzarla clicca qui
Schema della relazione  del prof. Andrea Zatti.
Per visualizzarla clicca qui

PROGRAMMA
8:30 Registrazione partecipanti e distribuzione bozza del documento
guida dell’Associazione BRESCIA PROGRESS
9:00 Francesco Onofri: “Le leggi Grenelle”
9:15 Paolo degli Espinosa: “Il processo Grenelle per realizzare lo
Sviluppo Sostenibile”
9:45 1^ tavola rotonda, interverranno : Mauro Parolini, Gianbatti-
sta Ferrari, Corrado Ghirardelli, Paola Vilardi, Laura Castellet-
ti, Andrea Poggio
10:50 2^ tavola rotonda, interverranno: Andrea Zatti, Saverio Zetera,
Nicola Orto, Giandomenico Gangi, Valerio Prignachi,
Michela Tiboni
12:05 Lettura ed approvazione della versione finale del documento
guida dell’Associazione
12:15 dibattito e interventi del pubblico
13:00 chiusura dei lavori


Bresciaoggi 19 settembre 2010

LA TAVOLA ROTONDA. Promossa da Bresciaprogress che ha presentato un documento agli «addetti ai lavori»

Mobilità, «il modello francese va bene anche per Brescia»

Thomas Bendinelli

Un piano che ancora non c’è, da realizzare secondo i principi della sostenibilità ambientale di Grenelle «Strategia comune per traffico, energia ed edilizia»

Le risorse sono limitate, bisogna cercare di lasciarle in eredità ai nipoti. Alla fine, come ha sottolineato Francesco Onofri di BresciaProgress, il concetto di sviluppo sostenibile è questo e ieri, nell’ambito della Settimana europea della Mobilità sostenibile, nella sala Santa Giulia di via Piamarta da qui si è partiti per discutere di trasporti.
L’associazione Bresciaprogress che ha promosso l’incontro, per voce di Francesco Onofri e Paolo degli Espinosa ha presentato un documento ispirato al processo partecipativo e legislativo in corso in Francia dal 2007 su mobilità delle persone e delle merci, riduzione dei consumi energetici, tutela del territorio e ha invitato esponenti della maggioranza e dell’opposizione a discuterne. Partendo dal presupposto che a Brescia, «purtroppo non c’è ancora un Piano urbano della mobilità» e che questo potrebbe essere realizzato proprio ispirandosi alle normative francesi «Grenelle», dove si fanno interagire misure che riguardano il traffico, l’edilizia e l’energia nella prospettiva organica e ampia di sostenibilità. Una riforma della mobilità che tocca tutti i punti strategici: dai finanziamenti, alle istituzioni coinvolte, dai costi agli obiettivi.
LE NORME GRENELLE - per le quali si è battuto in prima persona sin dalla campagna elettorale il presidente Sarkozy - e le loro possibili declinazioni bresciane sono state lo spunto degli interventi di esperti e amministratori bresciani, a partire da quello del ricercatore dell’università di Pavia Andrea Zatti. La domanda di mobilità cresce, il trasporto privato domina la scena, quello collettivo latita. La città, che concentra una gran parte degli spostamenti, è il luogo da cui partire per provare a gestire la situazione. Serve un mix di strumenti che incentivino l’offerta di trasporti pubblici o alternativi all’auto privata, il cui uso deve essere al contrario disincentivato. «I piani di trasporto urbano della mobilità servono a mettere in atto queste cose», ha sottolineato Zatti.
Giandomenico Gangi, funzionario del Comune sui temi del trasporto, ha ricordato i termini del problema in città: 200mila auto che entrano ed escono ogni giorno, una riduzione dei flussi di traffico del 5 percento nell’ultimo anno (causa crisi economica è la lettura che va per la maggiore), una crescita da 33 a 43 mila passeggeri ogni anno sui mezzi pubblici dal 2003 a oggi, anno in cui si registra una frenata. «Un fatto normale - ha rilevato Gangi -, servono nuovi progetti per crescere».
IL CONSIGLIERE regionale del Pdl Mauro Parolini si è detto interessato ad approfondire i contenuti della proposta di Bresciaprogress, ricordando poi che «la pianificazione va bene, ma ci sono anche i bisogni e i desideri delle persone». Da qui il richiamo a Brescia, città nella quale «in passato si è visto il tentativo di imporre alle persone il modo di muoversi».
Paola Vilardi, assessore all’urbanistica e all’ambiente del Comune, ha messo l’accento sulla partecipazione e «sui focus per il Pgt, che sono stati un modo per mettersi in ascolto» e favorire la partecipazione. Nicola Orto, collega in giunta con responsabilità al traffico, ha invece detto «che non siamo all’anno zero» e il tavolo sulla fluidificazione ha visto partecipare numerosi soggetti proprio sui temi della mobilità.
La consigliere comunale Laura Castelletti ha ricordato invece le criticità di questa giunta che ha aperto le zone a traffico limitato e ha tolto le corsie riservate per i bus, «atti in controtendenza» con quanto avviene in Italia e in Europa. Azioni, ha sottolineato, che si sommano «ai tagli indiscriminati al trasporto pubblico» decisi a livello nazionale. «È il momento di cambiare rotta», ha aggiunto, sottolineando che la metropolitana è una grande occasione per ridefinire la mobilità a Brescia nel suo complesso.
Un affondo è arrivato da Dario Balotta di Legambiente e candidato alle scorse primarie provinciali per il Pd, secondo il quale il sottutilizzo dell’area della Piccola di via Dalmazia (utile per l’integrazione ferro gomma e come centro di distribuzione delle merci in città) e dell’aeroproto di Montichiari dicono che «non basta la progettazione, ma ci vuole anche più politica e capacità decisionale».
VALERIO PRIGNACHI, presidente di Brescia Mobilità, ha rimesso al centro il grande tema (anche in termini di soldi) del trasporto a Brescia; la metropolitana, che è senz’altro «l’infrastruttura più rilevante ma non è l’unica e se scollegata dal resto è senza futuro». Da qui l’agenda sulle cose da fare per dare senso a questa infrastruttura e per aspirare alla sostenibilità finanziaria: parcheggi scambiatori non solo al capolinea ma anche in altre fermate (come ad esempio nei pressi del casello autostradale di Bresciacentro), estensione dell’opera col tronco ovest verso la fiera, integrazione tariffaria e di rete.



Bresciaoggi 19 settembre 2010

L’INAUGURAZIONE. Collega via Garzetta a via Riccobelli

Una nuova pista ciclabile  tra il centro e Mompiano

Manuel Venturi

Il percorso è stato tenuto a battesimo da 14 km di biciclettata, promossa dagli «Amici della bici»

Il gruppo «Amici della bici» ha inaugurato ieri il nuovo tratto ciclabile che collega via Garzetta a via Riccobelli. Entra a far parte del percorso ciclabile che collega centro storico e Civile con la valle di Mompiano, ed è il primo nella nostra città che possa vantare, oltre alla bandiera dell’Unione europea, che ha contribuito ai lavori, una segnaletica che indirizza in modo chiaro i ciclisti verso la loro meta.
Il percorso sarà utile per chi voglia raggiungere il centro, via Branze e l’Università senza percorrere tratti di strada pericolosi e trafficati. A inaugurare la ciclabile è stata una biciclettata di 14 chilometri, partita da piazza Bruni e terminata davanti al Civile, passando per la nuova pista.
IL TAGLIO DEL NASTRO si inserisce nella Settimana della mobilità europea, cominciata due giorni fa: «È importante redigere un piano di mobilità urbana che tenga conto delle esigenze delle categorie più deboli sulla strada, come i pedoni e i ciclisti – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità del Comune, Nicola Orto -: l’impegno a loro favore non deve mai venir meno».
E a chi ha criticato l’atteggiamento del Comune, Orto risponde che «le critiche sono ben accette, perché segno di un rapporto leale, che porta a risultati ancora migliori».


Giornale di Brescia 19 settembre 2010

Grenelle, dalla Francia un tracciato da seguire

Il processo partecipativo legislativo «Grenelle» in corso in Francia dal 2007 fornisce un quadro di misure in materia di ecologia, sviluppo e mobilità sostenibile. Da questo panorama è partito il convegno «Il Piano urbano della mobilità sostenibile» promosso ieri all'auditorium del Museo di Santa Giulia da Brescia Progress.
Gli interventi hanno preso spunto dal documento stilato da Brescia Progress in cui si parla di un Progetto Grenelle Sviluppo Sostenibile per Brescia. Paolo Degli Espinosa e Francesco Onofri di Brescia Progress hanno riassunto i punti fondamentali delle Leggi Grenelle e ne hanno tracciato la possibile applicazione nella nostra città. Nello spirito del patto di Grenelle, si è proposto l'avvio di un percorso istituzionale per realizzare un Piano urbano della mobilità sostenibile caratterizzato dalla prevalente convenienza per l'utente del nuovo sistema pubblico di trasporti.
«L'interesse della Regione per il progetto - ha detto il consigliere regionale del Pdl, Mauro Parolini - c'è e faremo tutto il possibile per approfondire i contenuti della proposta. La partecipazione deve essere sostanziale ma non troppo rigida». Gli interventi sulla mobilità in atto vanno considerati, dal punto di vista del patto Grenelle, «una base di partenza per un intervento complessivo con carattere di sistema». A proposito di azioni messe in campo a Brescia, l'assessore comunale all'Urbanistica e all'Ambiente, Paola Vilardi, ha ricordato «i focus legati all'approvazione del Pgt, nel corso dei quali ci siamo messi in ascolto dei cittadini». Il collega di Giunta, Nicola Orto, che ha la delega ai Trasporti, ha posto l'attenzione su progetti realizzati, come «il Tavolo della Fluidificazione, i dati ufficiali che parlano di 56mila abbonamenti in più per il trasporto pubblico locale e Bicimia».
Laura Castelletti, consigliere comunale, ha osservato tuttavia come Brescia «stia andando controcorrente: nella nostra città si incoraggia un po' troppo l'uso del mezzo privato». Tra i temi discussi, ovviamente, la realizzazione del Metrobus. «La metropolitana - ha sottolineato il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi - è un'infrastruttura rilevante in un quadro di mobilità sostenibile. Le risorse nel campo dei trasporti, non possono essere semplicemente tagliate. Bisogna cominciare a considerare i trasporti come ingrediente produttivo di contributo al quadro nazionale». p. gr.


Giornale di Brescia 19 settembre 2010

«Metrò, i conti non tornano»


Di Mezza replica a Corsini: «Ho il dovere di raccontare la verità alla città, il piano finanziario

dell’opera non è realistico, come già denunciato. Chi lo ha stilato era davvero in malafede»

«La mia è una denuncia politica, la denuncia di un amministratore che ha il dovere di spiegare ai cittadini le cose come stanno. Sono dispiaciuto dell'azione legale intrapresa dal professor Paolo Corsini, perché non volevo entrare in contrasto diretto con lui. Non ho mai parlato infatti dell'ex sindaco in prima persona, bensì di Amministrazione precedente. Certo, penso che abbia approfittato dei titoli dei giornali per guadagnare un po' di visibilità visto che da tempo era lontano dalle scene. E resto convinto del merito del mio discorso, ovvero dell'insostenibile leggerezza della passata Giunta nel dire sì al Metrobus senza un piano finanziario realistico, né per quel che riguarda la realizzazione dell'opera né per quanto riguarda la gestione. Lo ripeto, chi ha agito in questo modo o è uno stupido oppure era in malafede e questo lo dico con coscienza». L'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, replica così alle polemiche infuocate sul nodo metropolitana, esplose nelle scorse settimane a margine della Commissione bilancio, in cui a fronte delle ultime variazioni non si è potuto non affrontare il nodo metrò. Un discorso in cui il j'accuse politico si ripresenta.
L'attacco politico
«Credo che la politica dello struzzo l'abbia già praticata l'Amministrazione Corsini - inizia Di Mezza -, perché dei 300milioni di riserve il centrosinistra non si è mai preoccupato di avvertire il centrodestra, allora in opposizione. Si è presentato un piano economico che voleva dimostrare a tutti i costi la sostenibilità del Metrobus, una sostenibilità che però non era reale. Tanto che noi, come oggi, denunciammo con forza questo metodo in Consiglio comunale, quando votammo contro». Il riferimento corre alla seduta dell'8 ottobre 2004, quando ci fu la votazione della delibera sulla «prima tratta funzionale della metropolitana», a quasi due anni dal documento d'origine (16 dicembre 2002).
È l'assessore a rileggere le sue dichiarazioni: «Quest'opera - recita il verbale - nasce sbagliata concettualmente, perché quel che mi preoccupa non è tanto il grande esborso di denaro che la collettività sosterrà per creare questa metropolitana, ma la futura gestione. Su quali tasche e su quali spalle peseranno i debiti dell'opera?». Per Di Mezza, insomma, dire sì al metrò è stato «un tuffo nel vuoto, la firma di un assegno in bianco». A partire dai 20milioni di euro l'anno di gestione «mai preventivati» per arrivare ai 200milioni di fideiussione in capo a Brescia Mobilità, dal costo del biglietto fissato a 1,90 euro fino al Contratto dei servizi che «costa 3milioni l'anno. Mi spiace per la causa civile in essere - conclude l'assessore - ma se devo pagare per dire la verità, pagherò».
Maggioranza compatta
A fianco a Fausto Di Mezza, ad esprimere «solidarietà e appoggio», i capigruppo di maggioranza. «Io quei conti li ricordo - spiega Achille Farina (Pdl) - e l'aspetto gestionale dell'opera non reggeva già allora. Non hanno ricapitalizzato Brescia Mobilità quando si poteva, segno di miopia e di incapacità di governo. Mi ha stupito vedere il capogruppo Pd, Del Bono, accanto a Corsini: significa rischierarsi con un modo di fare politica decrepito». Poi, Andrea Bonetti (Udc): «L'obiettivo è che si inauguri il metrò di una città moderna. Il problema economico è grave, ma questa Giunta ha le capacità per riuscire a farvi fronte, concludendo i lavori senza gravare sui bresciani». Infine, Giorgio Agnellini (Gruppo misto): «Quando le parole non corrispondono ai numeri - affonda - significa che si sono fatte promesse più grandi di quelle che si è in grado di mantenere. Così ha fatto Corsini, a differenza della Giunta Paroli».
Nuri Fatolahzadeh

E Gallizioli (Lega) incalza: «Attendo le scuse di Corsini»
È il capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli, a capo della nuova Commissione Metrobus, a fare un ulteriore passo avanti: «Quello che voglio oggi sono le scuse di chi ha sbagliato, a partire dall'ex sindaco Paolo Corsini - incalza -. Deve chiedere scusa a tutti i cittadini, cui pure deve spiegare che i 20 milioni di euro necessari per la gestione della metropolitana dovranno arrivare direttamente dalle loro tasche».
E ancora: «Il nostro sostegno pieno va all'assessore Di Mezza, che ha avuto il coraggio politico di raccontare la verità, ciò che abbiamo sempre sostenuto. L'Amministrazione precedente - prosegue Gallizioli - ha messo in difficoltà Brescia almeno per i prossimi dieci anni per via del metrò ma anche per la nascita di A2A, fondendo Asm. Per queste scelte oggi ci troviamo ad avere un bilancio quasi ingessato. Eppure questa Giunta ha scelto di condividere, proprio su questi due temi, ogni scelta futura con le opposizioni, tanto da creare nuove Commissioni consiliari».
Parole pungenti quelle utilizzate dai quattro capigruppo di maggioranza sul tema della metropolitana. Toni aspri che arrivano esattamente all'indomani della seduta di insediamento della nuova Commissione dedicata, in cui l'appello di sindaco e consiglieri guardava al contrario a «non fare diventare il Metrobus tema di scontro, ma di lavoro».
n. f.


Bresciaoggi 19 settembre 2010

LA POLEMICA. Lo scambio di accuse tra l’assessore al bilancio e l’ex sindaco aggiunge un nuovo capitolo

«Corsini? Non mi intimidisce»

Eugenio Barboglio

Di Mezza: «Il piano economico del metrobus era insostenibile ma il centrosinistra ignorò i nostri avvertimenti»

Si sa, il duello sui conti del metrobus andrà in tribunale. L’ex sindaco Corsini ha infatti annunciato una causa civile, dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Di Mezza, dichiarazioni che l’assessore al bilancio ha ripetuto in consiglio comunale e anche ieri in una conferenza stampa. Ieri però ha voluto dettagliare le sue accuse e soprattutto le ha fatte proprie l’intera maggioranza. Di Mezza era infatti accompagnato da Achille Farina, Nicola Gallizioli, Andrea Bonetti e Giorgio Agnellini, capigruppo rispettivamente di Pdl, Lega, Udc e misto.
MA A DETTA SUA, Di Mezza non voleva una contrapposizione con Corsini «non l’ho neppure citato» ha detto. Ma denunciare «l’insostenibilità del piano economico del metrobus», così come venne presentato dalla scorsa amministrazione. Quello che sostiene Di Mezza è che quei conti furono falsati e che solo ora «che siamo nella stanza dei bottoni ce ne rendiamo totalmente conto». Anche se già nel 2004 e durante la campagna referendaria «ci schierammo contro la metrò che denunciavamo come dannosa per il bilancio comunale». Un danno il cui prezzo - secondo Di Mezza - rischia di ricadere sui cittadini e di cui si trova a farsi carico l’attuale amministrazione. «Ma - è la certezza della maggioranza tutta - alla fine questa giunta risolverà tutti i problemi».
SE SI VA verso una causa con l’ex sindaco «è perchè lui era da un po’ di tempo fuori dalle scene e ha preso l’occasione per rientrarvi». Insomma, a muovere Corsini sarebbe un deficit di protagonismo «ma sbaglia se pensa di intimorirmi con le querele», chiosa Di Mezza. Che si sente la coscienza a posto, infatti legge il suo intervento in consiglio comunale nel 2004 ma quando s’interrogava su «chi pagherà i futuri buchi, e la gestione chi la pagherà, su quali tasche peseranno i futuri debiti?». E ancora «è un’opera concettualemente sbagliata».
L’allora capogruppo di Fi rivendica di aver sempre combattuto l’opera ma anche che da opposizione il centrodestra non sapeva tutto. «Se non fosse stato per un plico anonimo recapitato ad Andrea Arcai, neppure sapevamo dei 300milioni della riserva: come minoranza non ci avevano avvertito». E il patto sottoscritto in Regione anche «da voi»? gli ha rinfacciato il Pd Bragalio nell’ultimo consiglio comunale. Spiega che «il patto era per un tracciato provinciale».
La verità per Di Mezza è che Corsini e i suoi «volevano l’opera a tutti i costi a prescindere dalla sua sostenibilità economica e per questo fecero un piano economico irrealistico». Per questo venne «sottoscritto un contratto di servizio che prevedeva che Brescia Mobilità non aumentasse il prezzo dei biglietti dei bus e la differenza la mettesse il Comune», esponendo così la Loggia per il futuro. «Mantenere il biglietto sotto l’euro e venti finisce con aprire una falla economica da coprire a colpi di 10,15 milioni di euro all’anno con le spese correnti del Comune. Portarlo invece ad un euro e novanta farebbe del metrobus un mezzo di trasporto non concorrenziale».
Sicchè all’assessore non resta che una conclusione: «La Giunta Corsini ha firmato un assegno in bianco che lascia da pagare alle generazioni future».
ACHILLE FARINA ha ricordato che il primo studio di fattibilità risale all’’84 ad opera di Asm «che perfigurò per una metropolitana una perdita di tre miliardi di lire all’anno». E giudica «scellerato aver usato il maxidividendo della fusione A2A per abbattere i mutui invece di buttarli nei 53 milioni di rifinanziamento della metropolitana dell’anno prossimo». Deluso per aver visto Del Bono accanto a Corsini e Morgano in questa battaglia: «Ha scelto il decrepito», dice.
Il lumbard Nicola Gallizioli da Corsini esige «della scuse» e spiega che «con la leggerezza del centrosinistra la cittadella dello sport la realizzeremmo anche domani, ma a noi preme la sostenibilità». L’Udc Andrea Bonetti promette che comunque «questa Giunta saprà migliorare una metropolitana che la vecchia aveva perfino dimenticato di dotare di aria condizionata». Secondo Giorgio Agnellini «per fortuna abbiamo archiviato generazioni di politici come Corsini e Morgano, con i quali alle promesse non seguivano i fatti e le parole non coincidevano con i numeri».

Giornale di Brescia 18 settembre 2010

Metrò, la sfida pubblico-privato

Costi, metodo e prolungamento della rete al centro della prima Commissione sul tema

presieduta da Nicola Gallizioli (Lega). Paroli: «Avanti, ma senza penalizzare l’uso dell’auto»

Incentivare l'utilizzo del metrò senza però penalizzare il mezzo privato. Perché muoversi con la propria auto «non è sempre un lusso», anzi: spesso «è una necessità». Parte da qui, da una riflessione che il sindaco Paroli ha voluto fosse tra le prime, il nuovo percorso di lavoro dei consiglieri di maggioranza e opposizione su uno dei temi più «infuocati» degli ultimi giorni. E l'occasione è la seduta d'insediamento della nuova Commissione consiliare dedicata al Metrobus e presieduta dal capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli.

Un inizio, quello di ieri, che non è stato segnato dalle polemiche, ma che ha messo sul tavolo degli amministratori di ieri - che quel viaggio lo hanno convintamente avviato - e di oggi - cui è affidato il compito di concluderlo, stabilendone criteri e metodi - nodi da sciogliere, interrogativi da affrontare e sfide future da gestire. A partire dai costi fino ad arrivare alla possibilità, anche se solo sussurrata, di un possibile prolungamento del tracciato attuale.
Il punto di partenza
L'Ati lo ha confermato: il 31 dicembre 2012 ci sarà la consegna ufficiale e la prima corsa metropolitana sarà nel gennaio 2013. Allora bisogna sedersi a un tavolo e analizzare l'enciclopedia metrò in tutte le sue parti e in ogni sua sfumatura, così da affrontare tanto le questioni accessorie (come l'aria condizionata) quanto quelle incisive (come le opere complementari). E bisogna farlo attraverso un unico organo. Il primo cittadino spiega così la nascita della seconda delle tre nuove Commissioni istituite (quella riservata alle Controllate è stata avviata la scorsa settimana e grande attesa c'è per l'ultima, dedicata al Parco dello sport) e lancia il punto di partenza. «Mi piacerebbe che si facessero sopralluoghi sia sui cantieri sia a Copenaghen, per capire come e in cosa la nostra grande opera sia migliorabile. Abbiamo cioè la possibilità di pensare a un metrò che sia il più famigliare possibile ai cittadini». E ancora: «L'obiettivo è accompagnare la città alla guida del Metrobus, come già detto nel nostro mandato elettorale, partendo dal presupposto che i bresciani devono trovare il mezzo pubblico il più possibile confortevole, così da incentivarli al suo utilizzo. Ma senza essere però proibitivi sul mezzo privato, che non va penalizzato».
I nodi da sciogliere
Un'affermazione, questa, che ha incontrato lo sconcerto di Donatella Albini (Sinistra) prima e di Laura Castelletti poi, che sottolineano: «Non capiamo come i due propositi possano andare di pari passo». E proprio dalla Castelletti arriva un altro input: «Credo che ci si debba concentrare molto su come comunicare il metrò, anche perché è un'opera che può davvero migliorare la qualità della vita della città. Prima di tutto dal punto di vista ambientale».
Il capogruppo del Pd, Emilio Del Bono, punta l'accento su una scelta che il centro-sinistra «rivendica» e che «porterà a una vera e propria rivoluzione sociale, in grado di portare Brescia verso la mobilità sostenibile. Senza scordare che il metrò trascina con sé temi delicati come le piste ciclabili e la pedonalizzazione». È il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, a sottolineare la «totale disponibilità e collaborazione dell'azienda in questo cammino. Un viaggio che deve vedere però protagonista tutta la rete del trasporto pubblico locale». Tanti gli interrogativi emersi da parte dei consiglieri: dai capitoli densificazioni, cantieri e contratto dei servizi sollevati da Ungari, Boifava e Manzoni (Pd) alla questione costi, su cui si sofferma Alfredo Cosentini (Idv), che incalza: «Senza incentivi il metrò resterà inutilizzato, specie se si aggiunge al prezzo del ticket quello del parcometro». A chiudere è Gallizioli: «La critica va a come il Metrobus è stato concepito. Dopo la sua ultimazione e la realizzazione delle opere di superficie si penserà al prolungamento».
Nuri Fatolahzadeh

Giornale di Brescia 18 settembre 2010

Odissea degli studenti «A casa ma in tre ore

Coincidenze penalizzanti tra l'uscita e gli orari del trasporto pubblico. E i costi sono elevati. Le società: ci stiamo adeguando

Abbonamento annuale al pullman: ma quanto mi costi! Anche osservando la tabella a fianco si nota come incida sull'economia familiare il peso dei trasporti per i giovani studenti che ogni giorno devono recarsi a scuola nei centri maggiori dai paesi della provincia. Nel grafico abbiamo scelto tre classi, rilevando i costi più bassi, i più alti e gl'intermedi. Sia per quanto riguarda «Trasporti Brescia», ovvero Saia e Sia, sia per la mantovana (con lunghe tratte nel Bresciano) Apam. Si va dai 222 euro della classe 1 dell'abbonamento annuale scolastico di Apam ai ben 992 dell'annuale scolastico integrato. Prezzi elevati e che pesano sulle casse familiari, soprattutto se i figli da mandare a scuola sono più di uno. A questo si aggiunge spesso, e ne diamo testimonianza, il disagio di chi, complici le ore scolastiche di... un'ora, non riesce più a prendere il pullman e deve star lontano da casa troppo, pranzando alla bell'e meglio e iniziando a studiare più tardi del dovuto.
Molte testimonianze dalla provincia
Oltre tre ore e mezza di attesa per tornare a casa dopo la scuola. Perdendo così l'intero pomeriggio, tutti i giorni. È una «situazione insostenibile» quella che si trovano ad affrontare due sorelle che abitano a Calcinato e frequentano una scuola superiore cittadina. Una situazione, come segnalato dalla mamma, causata dalla «scarsa frequenza dei mezzi pubblici» sulla tratta in questione. Un problema però, come assicurato su più fronti, al quale «si sta cercando di trovare una soluzione».
Andiamo con ordine. La segnalazione è giunta dalla signora Ivana, madre di Margherita (15 anni) e Lisa (17), iscritte al liceo artistico Olivieri. Le ragazze usufruiscono dei bus dell'azienda mantovana Apam, «l'unica a servire la zona poiché Saia passa dalla frazione di Ponte San Marco, ad alcuni chilometri dalla nostra abitazione» spiega Ivana. Per l'andata non ci sono problemi. «La corsa è alle 6.45, le ragazze arrivano a scuola in orario». I problemi si verificano al ritorno. «Lisa e Margherita terminano le lezioni alle 13.50, un giorno alle 17.40. Ma se in quest'ultimo caso possono usufruire della corsa delle 18.15, tutti gli altri giorni, perdendo quella delle 13.15, dovrebbero aspettare le 17.35». Ivana ha provato a cercare soluzioni alternative, ma scegliendo il treno la situazione non migliora. «E non posso pensare di chiedere un'uscita anticipata quattro giorni alla settimana, perderebbero in un anno 90 ore di lezione. A causa di una serie di problematiche personali sono impossibilitata ad andarle a prendere in auto: devo ritirarle?».
La situazione le lascia però una grande amarezza. «Si invitano le persone a utilizzare i mezzi pubblici e poi chi lo deve fare non ne ha la possibilità? - chiede -. È possibile che nessuno si muova per cercare di risolvere il problema?». In realtà, qualcuno si sta muovendo. Anche perché la questione non è lamentata soltanto da Ivana né da chi usufruisce dei mezzi Apam né dai genitori dei ragazzi dell'Olivieri.
Verifiche, mappe, dislocazioni
«Il problema si è creato quest'anno per la diversificazione degli orari non solo da scuola a scuola ma da classe a classe - spiega Francesca Quiri di Apam -. Stiamo raccogliendo le segnalazioni, provenienti in gran parte dal Mantovano, con l'obiettivo di mappare la situazione e vedere se è possibile fare degli aggiustamenti, pur non potendo aumentare le corse». A Calcinato d'altro canto «non sono venute meno corse né fermate - assicura il sindaco, Marika Legati -. Il Comune è responsabile delle linee che servono elementari e medie ma gli orari e il numero di autobus di Apam come di altre aziende non dipende da noi. Siamo comunque disponibili a raccogliere segnalazioni».
Giorgio Becilli, dirigente dell'Olivieri dal 1° settembre, è già da parte sua entrato in contatto con i presidi di altre scuole superiori cittadine e con l'Assessorato ai trasporti della Provincia. «Il problema dell'incompatibilità tra gli orari scolastici, ridimensionati in previsione della riforma, con quelli dei trasporti per i ragazzi pendolari è complesso e non rappresenta una novità - spiega -. È concessa l'uscita anticipata di 5-10 minuti a chi dovrebbe poi attendere il mezzo successivo per più di 50. Al momento stiamo verificando la consistenza del problema e mappando la dislocazione degli studenti in provincia. Poi passeremo a una verifica incrociata di orari scolastici e trasporti». c. c.




Valsabbia, quelle coincidenze da sistemare
«Certo che ci ascolteranno - affermano -. La modifica d'orario, che offrirà ai nostri figli un ritorno maggiormente funzionale a casa, non comporta per loro nessuna spesa aggiuntiva». È l'opinione di un folto gruppo di genitori di Agnosine, Bione e Odolo, alle prese con l'orario dei pullman che riportano i loro figli da Brescia, orario che non corrisponde più alle loro esigenze, come invece avveniva fino allo scorso giugno. Per capire, occorre sapere che da quando il biennio alle superiori è diventato obbligatorio, sono numerosi gli studenti che da Agnosine, Bione e Odolo hanno preso a frequentare le scuole cittadine. Tanto che la Sia, avvalendosi della ditta Almici di Vobarno, da alcuni anni ha predisposto per il loro rientro a casa due autobus che partono uno dietro l'altro.
Si trattava di un servizio assai gradito che ha permesso ai valligiani della Conca d'Oro di sentirsi a un passo dalla città, che quest'anno deve però fare i conti con la riforma del ministro Gelmini che obbliga alcuni istituti, per più giorni la settimana, a trattenere gli studenti in aula fino alle 14.
Ed è qui che sorgono i guai. I valsabbini che perdono il «tandem» di pullman che parte dalla stazione di Brescia alle 13,30, infatti, sono costretti ad una serie di cambi e di mancate coincidenze che permette loro di arrivare a casa solo dopo le 16, con quanto deriva in termini di disagi per la vita famigliare e per lo studio. «Sarebbe sufficiente che uno dei due pullman, che ora viaggiano a metà del carico, partisse mezz'ora dopo. Non chiediamo altro», affermano i genitori di una quarantina di studenti valsabbini che frequentano le superiori cittadine Artigianelli, Castelli, Pastori, Olivieri, Tartaglia, Lunardi, Sraffa e Fortuny, fra quelle interessate al cambio d'orario. Per dare forza alla loro richiesta, i genitori degli studenti hanno fatto un lungo elenco dei ragazzi coinvolti nel disagio e hanno sottoscritto un documento da inviare alla Direzione d'esercizio della Sia. u. vall.


Chiari, «due settimane di pazienza»

È l'ora del pranzo, suona la campanella, le lezioni del giorno sono finite, ma il pullman non c'è: è passato al solito orario, 10 minuti fa, e se n'è andato mezzo vuoto per evitare di accumulare ritardo.
Centinaia i ragazzi delle scuole superiori che questa settimana si sono trovati in una simile situazione. Sì: perchè gli orari degli istituti scolastici sono cambiati, mentre quelli degli autobus di linea no. A sollevare il problema, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, è la presidente provinciale dell'Age (Associazione genitori), Anna Bertoli.
«Mentre all'andata non ci sono problemi - racconta - perchè il margine di orario tra l'arrivo degli studenti a scuola e l'inizio della prima lezione è sempre stato abbondante, al ritorno è un disastro. All'Itcg Einaudi di Chiari i ragazzi che devono tornare per esempio a Pontoglio o a Cologne devono fare i conti con un autobus che è passato dieci minuti prima del suono della campanella.
Mentre all'Ips G. Falcone di Palazzolo il pullman riesce a prenderlo solo chi è fortunato: lì il problema è il sovraffollamento dei mezzi». «Non è giusto - aggiunge - che i nostri ragazzi paghino l'abbonamento senza usufruire del servizio». Visto che il problema sollevato concerne un'unica compagnia di trasporti, la Saia, abbiamo provato a sottoporre direttamente ai suoi uffici la questione.
A rispondere è Pierluigi Ferretti dell'Ufficio Movimenti: «Premesso che la mancanza non è nel nostro servizio, in quanto, per esempio gli studenti di Chiari potrebbero attendere per 30-45 minuti il pullman successivo, ci stiamo impegnando al fine di risolvere il problema in un paio di settimane. La variazione di orario ci è infatti stata comunicata soltanto lunedì e, dal momento che ogni piccola modifica sulla tabella di marcia ha delle ricadute ad "effetto domino" su tutto il percorso, abbiamo bisogno di studiare bene la situazione. Slegato invece dalle variazioni di orario delle scuole è il problema dell'Ips di Palazzolo: mentre durante l'anno gli alunni si distribuiscono tra i pullman delle 13 e delle 14, nei primi giorni di scuola, visto che le lezioni finiscono alle 13, sono tutti concentrati nel primo turno. Inevitabili sono quindi i disagi». b. bert.



Gli assessori: dobbiamo abituarci ai nuovi piani orari
«Qualche disagio nei primi giorni è inevitabile, soprattutto alla luce della modifica del piano orario scolastico prevista dalla riforma Gelmini. È necessaria un po' di pazienza da parte di tutti, ma stiamo lavorando». Rispondono così gli assessori provinciali Corrado Ghirardelli (Trasporto pubblico locale) e Aristide Peli (Pubblica istruzione) alle lamentele.
«Sono tre gli ordini di difficoltà - spiega Ghirardelli -. La riforma Gelmini ha portato le scuole ad adottare da quest'anno il modulo orario di 60 minuti; molti istituti definiranno dalla prossima settimana l'orario definitivo e stiamo aspettando che la Regione decida dove apporre i tagli alla spesa. Al momento stiamo cercando di tamponare le prime difficoltà e raccogliamo i dati in vista di un prossimo incontro con l'Ufficio scolastico provinciale. Ma si tratta di una materia complessa, anche toccare solo alcuni orari è problematico perché è necessario poi sistemare il complesso delle coincidenze». «Le scuole stanno ancora definendo gli orari di lezione - aggiunge Peli -. Stiamo comunque nel frattempo verificando la situazione per poi apportare i necessari interventi». c. c.


Giornale di Brescia 18 settembre 2010

Orto: «Bicimia sarà quanto prima potenziato»


Annuncio dell'assessore del Comune nell'ambito della Settimana della mobilità. Spettacolo col biker di «Striscia»


Si è svolto ieri in piazza Loggia il «Mobility day» manifestazione inserita all'interno della Settimana europea della mobilità (fino al 22 settembre) alla quale il nostro Comune ha aderito. Ogni anno la settimana della mobilità ruota attorno ad un tema specifico: «Travel Smarter, Live Better» è lo slogan dell'edizione 2010 traducibile in «Viaggia intelligentemente, vivi meglio».

Questo il messaggio che l'assessore alla mobilità Nicola Orto ha sottolineato presentando le iniziative previste per ieri che hanno visto la partecipazione di varie associazioni coi loro gazebi e gli stand della mobilità che offrivano informazioni inerenti i servizi di trasporto offerti dal Comune: Trasporto Pubblico, BiciMia, Car Sharing, Car Pooling, Metrobus.
Presenti anche la Polizia stradale, i volontari del soccorso stradale, l'Aci, i bresciani hanno potuto visionare e testare alcuni esemplari di automobili e motoveicoli elettrici. Uno di questi, uno scooter progettato dall'azienda bresciana Eco-Style, e prodotto in Cina, è stato regalato al Comune, rappresentato dall'assessore alla Mobilità in sostituzione del sindaco Paroli. È un mezzo omologato per portare due passeggeri, con batteria asportabile che di listino costa 1.950 euro ma gode degli incentivi della Regione Lombardia (800 euro) e di uno sconto del 50% sull'assicurazione.
Durante la giornata il pubblico presente in piazza ha potuto assistere alle evoluzioni acrobatiche di Vittorio Brumotti, campione del mondo di bike, sette volte recordman del mondo ed oggi inviato di «Striscia» sulle tematiche ecologiste, e del cabarettista bresciano Enrico Zani.
L'assessore Orto, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha annunciato un potenziamento del servizio «Bicimia» in parte già attivo presso la facoltà di Medicina e gli Spedali Civili ma presto presente in molte zone della città, laddove soprattutto si concentrano uffici e scuole e ha ricordato l'appuntamento di domani alle 16 per la biciclettata in via Garzetta dove verrà inaugurato un nuovo tratto ciclabile. Sollecitato ad esprimersi sull'assenza in piazza di Legambiente, Orto ha sinteticamente detto «hanno perso un'opportunità».
Patrizia Dolfin


Bresciaoggi 18 settembre 2010

LA MANIFESTAZIONE. La settimana europea della mobilità sostenibile ha tracciato le linee per il futuro prossimo

Scooter ecologici e biciclette nella città del terzo millennio

Thomas Bendinelli

Le ciclostazioni aumenteranno passando da 24 a 56. In arrivo anche il ciclomotore che non inquina l’ambiente

Scooter elettrici, Bicimia, un incontro tra i rappresentanti del tavolo per la fluidificazione, musica in piazza: giornata intensa ieri in piazza Loggia per la seconda giornata della Settimana europea della mobilità sostenibile alla quale ha aderito anche il Comune di Brescia.
L’assessore al traffico Nicola Orto si mostra soddisfatto e schiva la polemica con Legambiente, che non ha aderito alla Settimana ufficiale perché critica rispetto all’operato di quest’Amministrazione in materia di trasporto pubblico e mobilità, limitandosi ad osservare che l’associazione ambientalista «ha perso un’occasione per discutere». Vicino all’assessore, in veste di testimonial della giornata, il campione mondiale di bike e inviato della trasmissione televisiva Striscia la Notizia Vittorio Brumotti. «Usare la bicicletta di sera è più pericoloso che non il motorino - spiega Brumotti nel saloncino del Turismo di piazza Loggia -: il mio consiglio è di usarla, ma facendo attenzione ad avere luci e catarifrangenti». Da parte sua, tramite un linguaggio «easy e diretto ai giovani», anche un richiamo alla guida in sicurezza e in sobrietà.
Orto ricorda il progetto di estensione di Bicimia, il servizio di noleggio gratuito delle biciclette attivo in città da più di due anni. Al momento le ciclostazioni sono 24, tutte in pieno centro storico o nelle immediate vicinanze. Visto il successo e il gradimento per il servizio, l’idea è di estendere la rete, arrivando a un totale di 56 ciclostazioni, andando così a toccare anche le zone più periferiche della città. Alcune sorgeranno insieme alle fermate del metrobus, altre nei punti più attrattivi. La mappatura è già stata predisposta, partendo dal presupposto che ogni fermata non deve essere troppo lontana dalle altre. «Come Comune abbiamo già messo dei soldi a bilancio – sottolinea l’assessore -. ma parte dei soldi arriveranno anche dalla Regione, che ha già approvato il piano che abbiamo presentato».
NEL CORSO della giornata c’è stata anche la presentazione dello scooter elettrico dell’azienda di Iseo Ecostyle. Tecnologia italiana e produzione cinese, uno di questi scooter è stato donato ieri all’assessorato alla mobilità. Omologato per due persone, batteria asportabile per ricaricare in casa, un’autonomia tra i 45 e i 65 chilometri. «L’assicurazione costa la metà, per cinque anni non c’è il bollo da pagare e con gli incentivi regionali il costo del modello base scende a meno di mille euro», spiega il titolare dell’azienda Riccardo Zanini.
Ieri, nel saloncino del Turismo c’è stato anche l’incontro a porte chiuse del tavolo sulla fluidificazione del traffico che vede insieme enti pubblici, aziende di trasporto, forze di polizia, servizi di emergenza e numerosi altri attori e che è stata l’occasione per fare il punto della situazione su quanto fatto finora.
Oggi saranno due gli appuntamenti inseriti nel calendario della Settimana della mobilità sostenibile: alle 9, nell’auditorium Santa Giulia di via Piamarta 4, ci sarà una doppia tavola rotonda con diversi rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione; alle 16, in via Garzetta, l’inaugurazione ufficiale di un nuovo pezzo di pista ciclabile.

Bresciaoggi 17 settembre 2010

LA SETTIMANA DELLA MOBILITA’. Finita sul manifesto ufficiale del Comune «per errore». Un pacchetto di proposte

Legambiente boccia la Loggia

Thomas Bendinelli

Capponi: «Non vogliamo essere accomunati a questa Giunta che incentiva l’uso del mezzo privato in centro storico»

Legambiente non partecipa alla Settimana europea della Mobilità sostenibile dal 16 al 22 settembre. «Il nostro logo è finito sul manifesto ufficiale per un malinteso - spiega il presidente bresciano dell’associazione Mario Capponi nella sede di via Fenarolo -. In realtà siamo stati coinvolti tardi ma soprattutto, non vogliamo essere accomunati a un’Amministrazione che promuove nei fatti mobilità insostenibile». «Avremmo corso il rischio di dare copertura a un’operazione di facciata», sottolinea Pietro Garbarino.
Le critiche che Legambiente muove all’Amministrazione sono note: forte riduzione della zona a traffico limitato nel centro storico, eliminazione delle corsie riservate ai mezzi pubblici, incentivazione all’uso del mezzo privato. «Per non parlare di quel progetto sconsiderato che è il parcheggio sotto il castello - osserva Capponi -. Un’opera costosa e che è in netto contrasto con la futura idea di mobilità del metrobus».
A tale riguardo Capponi ha anche annunciato che, aderendo all’iniziativa promossa dall’associazione Gamete e già avviata da alcune settimane, anche Legambiente promuoverà banchetti di raccolta firme per dire no al parcheggio sotto il castello. L’associazione ambientalista ritiene al contrario necessario incentivare il trasporto pubblico con «forti e nuovi investimenti», lavorare per l’integrazione anche tariffaria tra le diverse modalità di trasporto (bus, treno e metrobus), costruire parcheggi scambiatori periferici di servizio al metrobus, riorganizzare la distribuzione urbana delle merci, estendere le aree pedonali e verdi, ripristinare e rafforzare la zona a traffico limitato nel centro storico.
UN PACCHETTO di dodici proposte articolate in un documento per «voltare pagina e porre le persone e la qualità della loro vita al centro di una visione europea della città». «A inizio mandato questa Amministrazione ha fatto un attacco frontale al trasporto pubblico - osserva Isaac Scaramella -. Ora sembra ci sia una posizione più sfumata, ma la sostanza è la stessa». «Se cambierà qualcosa saremo i primi a riconoscerlo - conclude Pietro Garbarino -, magari partendo dalla preannunciata marcia indietro su piazza Paolo VI».

Bresciaoggi 15 settembre 2010

PER IL SECONDO ANNO. L’iniziativa è stata varata dall'Amministrazione comunale, in collaborazione con Sintesi, Brescia Trasporti e Brescia Mobilità

«Città & Università» per muoversi meglio

Angela Dessì

Parcheggi gratuiti, abbonamenti scontati e rateizzabili, tessere prepagate e speciali card Bicimia: sono le agevolazioni 2010-2011

Parcheggi gratuiti, abbonamenti scontati e rateizzabili, tessere prepagate e speciali tessere Bicimia: sono le agevolazioni proposte all’avvio del nuovo anno scolastico dal progetto «Brescia. Città & Università» che - promosso per il secondo anno consecutivo dall'Amministrazione comunale in collaborazione con Sintesi, Brescia Trasporti e Brescia Mobilità - punta a implementare ulteriormente le opportunità di mobilità rivolte degli studenti degli atenei cittadini.
«Crediamo molto nella vocazione universitaria della città e quello che presentiamo oggi è un ulteriore tassello del più ampio disegno che da mesi stiamo portando avanti con il campus della caserma Goito e le aule studio in centro storico», chiarisce l’assessore ai Lavori pubblici del Comune Mario Labolani, mentre il consigliere con delega all’Università Nini Ferrari punta l’accento su come «servizi migliori contribuiscano a creare maggiore appeal e ad attirare nuovi studenti nei nostri atenei».
È una linea sposata in pieno dal presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, che evidenzia come le controllate del gruppo non possano che «cogliere le opportunità offerte dall’Amministrazione e trasformarle in prodotto industriale». Senza dimenticare che investire sul mondo universitario consente di ottenere un duplice risultato, quello di «accontentare i clienti di oggi e preparare quelli di domani».
IL PROGETTO - condotto in sinergia con le rappresentanze studentesche dell’Università cattolica e degli atenei di giurisprudenza, economia e ingegneria - ha visto la riconferma dei servizi proposti nella passata edizione e il varo di altri. Oltre ai parcheggi Castellini e Iveco, sarà gratuito e servito da navetta anche quello del Luna Park, mentre per il servizio Bicimia, trasformato in un h24, gli studenti continueranno a usufruire di prezzi agevolati.
«VISTO IL SUCCESSO del bike sharing, stiamo conducendo un monitoraggio sulle postazioni per capire se siano adeguate o vadano incrementate», spiega il presidente di Sintesi Giovanna Prandini, sottolineando che gli studenti potranno usufruire anche di un nuovo servizio di car sharing. Ma la grande novità di quest’anno è la rateizzazione degli abbonamenti, una scelta effettuata nel tentativo di andare incontro alle difficoltà economiche generate dalla crisi in atto. «Un sacrificio oneroso, ma doveroso», a detta dell’assessore alla Mobilità e al Traffico Nicola Orto, che non manca di ricordare lo stanziamento di 12 mila euro riproposto dalla Giunta lo scorso 5 luglio proprio a favore del trasporto pubblico.
Che il settore dei trasporti risulti fortemente minacciato dai tagli, del resto, non è una novità. «Se verranno a mancare quei 4 milioni di euro di cui tanto si è parlato, alcuni dei servizi forniti fino a oggi dovranno essere ripensati», fa sapere il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi, ricordando come offerte così vantaggiose abbiano un costo ingente sull’organizzazione dei servizi offerti dalla società, che solo per compensare gli aumenti dei biglietti riceve ogni anno dall’amministrazione circa 3 milioni di euro.
SODDISFATTI dei risultati raggiunti i rappresentanti degli studenti: Alessio Mariotti, Matteo Giacomini e Andrea Curcio sottolineano l’utilità del progetto e assicurano il loro impegno per la sua divulgazione, anche con strumenti più informali come Facebook e il passaparola.

DA DOMANI AL 22. Il calendario promosso dal Comune in collaborazione con numerose realtà

Mobilità, al via la Settimana

Lisa Cesco

La Commissione europea ha inserito Brescia tra le cinquantanove città modello di sostenibilità

«Travel smarter, live better», ovvero muoviti con più intelligenza e vivrai meglio. Con questo slogan si svolgerà a Brescia da domani al 22 settembre la Settimana europea della mobilità, con un calendario di eventi promosso dal Comune in collaborazione con numerose realtà e associazioni.
«La Settimana è organizzata dal 2002, il confronto con le associazioni è un metodo di lavoro importante per promuovere una sensibilità nuova nei cittadini e incentivarli all’uso di mezzi sostenibili come la bici o di sistemi come il car sharing», dice l’assessore alla Mobilità e Traffico Nicola Orto, affiancato dagli assessori Vilardi, Labolani e Taurisano. Orto ricorda che il progetto di approccio integrato di mobilità sviluppato dal Comune è stato valutato dalla Commissione europea, che ha inserito Brescia fra le cinquantanove città europee modello per lo sviluppo di mobilità sostenibile.
Fra le molte iniziative proposte per la Settimana della mobilità spicca il Mobility Day: venerdì 17 settembre in piazza Loggia, per l’intera giornata, stand, infobus, momenti di cabaret e musica, expo di auto e moto elettriche, laboratori a tema per bambini e ragazzi; in serata arriverà l’inviato su due ruote di «Striscia la notizia» conosciuto come «100 per cento Brumotti».
SABATO 18 SETTEMBRE si parlerà invece di Piano urbano di mobilità sostenibile nel convegno promosso dall’associazione Brescia Progress (ore 9, sala conferenze di Santa Giulia), con l’obiettivo di approvare un documento-guida per un modello innovativo di sostenibilità urbana. Un altro approfondimento è fissato per martedì 21 settembre alle 18.30, nella Sala Piamarta di via San Faustino, con un incontro su «Mobilità ciclabile: l’esempio di Bolzano», promosso dall’associazione Brescia per passione di Laura Castelletti e da Officina della Città che fa riferimento a Francesco Onofri: ospite sarà il mobility manager del Comune di Bolzano Sergio Berantelli.
Nel cartellone figurano anche appuntamenti ludico-naturalistici come la biciclettata con inaugurazione del percorso ciclabile nella valle di Mompiano, il 18 settembre alle 16, iniziative per i più piccoli come la gara di auto a pedali che si terrà sabato all’Ambiente Parco di largo Torrelunga, stand per promuovere il car sharing, attività didattiche sulla sicurezza stradale a cura dell’Associazione familiari vittime della strada (la mattina del 21 e 22 settembre in piazza Boni), la mostra itinerante della cooperativa Cauto e i laboratori «Green investigation».
«Stiamo lavorando al Piano della mobilità ciclabile che presenteremo a breve, con un’attenzione prioritaria alle fasce deboli - annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani -. Intanto sabato sarà inaugurata la nuova ciclabile in via Garzetta». Per gli appassionati delle due ruote venerdì in piazza Loggia proseguirà l’operazione «Targa la bici» promossa dal Comune: dalle 16, nello stand degli Amici della bici, sarà possibile targare gratuitamente la propria bicicletta con il sistema BiciSicura e inserirla nell’anagrafe nazionale delle biciclette (www.mobilityweek.eu).


La tessera per la sosta si può pagare in 4 rate

La possibilità di rateizzare gli abbonamenti nelle aree a parcometro dei parcheggi Apollonio e Goito è una delle novità proposte quest’anno da «Brescia.Città&Università»: gli studenti potranno scegliere se pagare l’abbonamento in una sola trance da 104,00 euro per l’intero anno o in quattro rate da 26 euro per bimestre. Agli studenti che nel precedente anno avevano sottoscritto l’abbonamento all’Appollonio sarà inoltre data prelazione per la sottoscrizione di un nuovo abbonamento al parcheggio Fossa Bagni (35 euro al mese anziché 42). Altra novità è l’aggiunta del parcheggio Luna Park ai parcheggi Castellini e Iveco tra quelli gratuiti e serviti da navetta (linee 18 e 11).
Invariata la tessera che dà diritto a uno sconto del 33 per cento sulla tariffa oraria a Fossa Bagni e al Randaccio, così come sono state confermate le tariffe relative a Bicimia (1 euro sino a 2 ore, 2 euro dalla seconda alla terza ora e 5 euro oltre le tre ore, con i primi 45 minuti gratuiti e la sottoscrizione della tessera senza cauzione di 25 euro). La novità è l’estensione del servizio all’intera giornata: 24 ore su 24 in tutte le postazioni.
RIMANE BLOCCATO a 10 euro l’abbonamento mensile alla linea 18 mentre arriva una promozione per l’abbonamento University Bus Card: oltre alla tessera da 50 corse in Zona 1 al costo è di 35 euro per 3 mesi arrivano gli abbonamenti a 40 euro per 6 mesi e da 100 corse a 65 euro per 9 mesi. Per la zona 1+2 il profilo di 50 corse costa 45 euro, quello della durata di 6 mesi 50 e quello di 100 corse per 9 mesi a 85 euro.
Tutte le informazioni su promozioni e abbonamenti pubblicate sul sito www.bresciamobilita.it da quest’anno sono disponibili anche in lingua inglese. AN. DE.


Giornale di Brescia 15 settembre 2010

Una settimana per ripensare la mobilità

Da domani al 22 settembre una serie d’incontri, convegni e iniziative di intrattenimento organizzati

per coinvolgere i bresciani su un tema fondamentale per la vita della città: cambiare il modo di muoversi

Meno automobili e più mobilità: sette giorni per darsi una mossa nel segno di sistemi di trasporto sostenibili e moderni. È la Settimana europea della mobilità, alla quale Brescia aderisce dal 2002, che ritorna da domani al 22 settembre con incontri, convegni e iniziative di intrattenimento organizzati per coinvolgere i bresciani su un tema fondamentale per la vita della città.

Sette giorni in movimento
Comune di Brescia, con gli assessorati alla Mobilità e traffico e all'Ambiente e ecologia, Brescia Mobilità, Brescia Trasporti e l'Università degli studi hanno aderito all'iniziativa dell'Unione europea che interessa 30 città italiane oltre a 1.500 comuni distribuiti sul Vecchio continente, ma anche oltre. Non si tratta però di un'adesione soltanto istituzionale: in città il coinvolgimento di associazioni e realtà del territorio è stato ampio. Tra i partner si contano infatti l'associazione Brescia Progress, l'associazione Vittime della strada, l'Aci, A2A, Legambiente, la Polizia Stradale, la società Car Sharing, gli Amici della bici e la cooperativa Cauto. Cosa accadrà nella settimana mobile? Si parte domani, da un lato con la rilevazione della mobilità ciclabile svolta in collaborazione con gli Amici della bici, dall'altro con la proiezione del film «Terra madre» alle 20.30 nella Casa delle associazioni di via Cimabue. Il clou si presenta già venerdì 17 con il «Mobility day» allestito in piazza Loggia con vari stand informativi, l'infobus dedicato ai trasporti pubblici locali, un'esposizione di auto e moto elettriche, musica e uno spettacolo di 100% Brumotti, personaggio di Striscia la notizia che ha fatto della sua passione per pedali e due ruote il marchio di fabbrica. La sua partecipazione in veste di ospite speciale è prevista tra le 19 e le 21. Sempre in piazza, dalle 9 alle 12, la Cauto organizza una gimcana per bambini dedicata all'ambiente, mentre dalle 16 è in programma un laboratorio di manualità creativa tra arte e riciclo. È previsto anche un momento di approfondimento, su invito, circa le attività svolte e la programmazione per il 2011 del Tavolo della fluidificazione.
Dalla bici alla macchina a pedali
Sabato si inizia presto, alle 9 il cartellone offre un convegno dedicato al piano urbano della mobilità sostenibile, in collaborazione con l'associazione Brescia Progress. Alle 16 si può prendere parte alla biciclettata che da piazza Bruno Boni partirà alla volta della nuova pista ciclopedonale Ospedale-Mompiano. Chi volesse informazioni sul car sharing può recarsi agli stand collocati in piazza Loggia, Vittoria, Duomo e corso Zanardelli (i punti informativi sono disponibili anche domenica 19). Per i bambini, nell'Ambiente Parco di Largo Torrelunga, c'è in programma una gara di macchine a pedali dalle 15 alle 18.
Martedì 21, dalle 9 alle 12, in piazza Bruno Boni l'associazione Vittime della strada allestirà un percorso di educazione alla sicurezza stradale per bambini di elementari e medie, mentre alle 18.30 l'Officina della città e Brescia per passione organizzano nella sala Piamarta di via San Faustino 70 un convegno intitolato «Mobilità ciclabile, l'esempio di Bolzano».
Per l'assessore alla Mobilità, Nicola Orto, la manifestazione costituisce «un'occasione per promuovere l'utilizzo di mezzi alternativi all'auto». «L'Amministrazione - ha aggiunto -, nonostante le ristrettezze economiche causate dai tagli nella Finanziaria, si impegna perché le politiche della mobilità sostenibile abbiano i fondi necessari», un impegno condiviso dagli assessori Labolani, Vilardi e Taurisano.egg


Bus e parcheggi: in arrivo le nuove tessere scontate

«Brescia, Città & Università» si amplia. Dopo il primo anno di «rodaggio» le agevolazioni proposte agli studenti vengono confermate con l'aggiunta di alcune novità. Abbonamenti a parcheggi e bus scontati, speciali tessere Bicimia e altri interessanti opzioni offerte dal Comune di Brescia (12mila euro lo stanziamento in bilancio per il 2010/11, 2mila euro in più rispetto allo scorso anno), in collaborazione con Sintesi, Brescia Trasporti e Brescia Mobilità.
Entriamo nel dettaglio dell'offerta, partendo dai parcheggi. Le strutture di sosta Castellini, Iveco e Luna Park (novità di quest'anno) sono gratuiti e sono serviti dalle navette di interscambio della linea 18 e della linea 1. A Fossa Bagni e al Randaccio, gli studenti hanno uno sconto del 33% sulla tariffa della sosta oraria. Per gli iscritti alle facoltà di Economia e Giurisprudenza della Statale e alla Cattolica sono disponibili abbonamenti ai parcheggi Apollonio e Goito a 104 € per l'intero anno accademico, oppure - novità del 2010 - pagando 26 euro al bimestre.
Gli abbonamenti
Gli studenti che hanno sottoscritto l'abbonamento al parcheggio Apollonio lo scorso anno hanno la prelazione per la sottoscrizione di un nuovo abbonamento al parcheggio interrato Fossa Bagni a 35 € al mese anziché 42 €.
Passando agli autobus, al carnet da 50 corse per tre mesi a 35 € (45 € per la zona 1+2), si aggiungono altre due opzioni: abbonamento per 6 mesi a 40 € (50 € per la zona 1+2) oppure per 9 mesi a 65 € (85 € per l'extraurbano). Parcheggiando l'auto gratuitamente in via Volturno e in via Castellini è possibile raggiungere le facoltà del centro in pochi minuti con la linea 18. L'abbonamento costa 10 € al mese, gli autobus transitano ogni 10 minuti dalle 7.30 alle 19.40 dal lunedì al sabato.
Novità anche Bicimia, un servizio che sta attirando le attenzioni degli studenti. Da quest'anno la bici potrà essere usata 24 ore su 24 ed è già operativa una nuova postazione all'ingresso della facoltà di Medicina della Statale. Ricordiamo che gli universitari godono dell'esenzione al versamento della cauzione di 25 € e che, come per tutti gli altri utenti, i primi 45 minuti di utilizzo sono gratis. Gli abbonati a Bicimia possono inoltre sottoscrivere l'abbonamento gratuito anche al «Car sharing Brescia-L'auto quando serve», il nuovo servizio di condivisione dell'automobile. A disposizione ci sono 8 auto parcheggiate in 4 punti diversi della città, pagando solo i consumi di viaggio.
La nuova edizione di «Brescia, Città e Università» è stata presentata alla stampa ieri nella sede di Brescia Mobilità. Erano presenti gli assessori comunali Nicola Orto (Trasporti) e Mario Labolani (Centro storico), il consigliere delegato alle politiche universitarie Nini Ferrari, i presidenti Valerio Prignachi (Brescia Mobilità), Andrea Gervasi (Brescia Trasporti) e Giovanna Prandini (Sintesi). È stata proprio la Prandini a illustrare nel dettaglio le singole iniziative. «Il pacchetto che presentiamo - ha detto la numero uno di Sintesi - è frutto di una lunga concertazione che è stata condotta in collaborazione con i rappresentanti dei due atenei cittadini e soprattutto dei rappresentanti degli studenti che non hanno fatto mancare le loro preziose osservazioni». Per la Statale hanno partecipato al tavolo tecnico Marco Gregorelli e Matteo Giacomini, di Giurisprudenza, Alessio Mariotti di Economia e Andrea Curcio di Ingegneria. Per la Cattolica gli studenti coinvolti sono stati Gabriele Pendola e Giulia Manzoni.
Le mappe sul sito
Un ringraziamento agli studenti è stato espresso anche da Nini Ferrari, che ha sottolineato come l'iniziativa si sposi perfettamente «col nostro progetto di far diventare Brescia una città universitaria. Servizi migliori possono infatti incentivare un maggior numero di ragazzi a iscriversi in una delle facoltà cittadine». Per l'assessore Orto «il successo delle agevolazioni proposte conferma che Brescia sta diventando una città universitaria che catalizza studenti e giovani non solo dalla provincia ma anche provenienti da altre città». Labolani si è soffermato sul rapporto tra studenti e centro storico: «Il nostro obiettivo è che la vocazione universitaria in questa zona della città si sviluppi non solo durante la giornata ma prosegua anche nelle ore serali. A tal fine stiamo lavorando per la costruzione di una nuova aula studio e di un futuro campus». Infine, Prignachi e Gervasi hanno evidenziato lo sforzo compiuto dalle proprie società per offrire le agevolazioni agli studenti.
Per essere sempre informati sulle novità che riguardano Bicimia, autobus e parcheggi è possibile inviare una e-mail a sintesi@sintesi-spa.it. Inoltre è disponibile sul sito internet www.bresciamobilita.it la versione sia in italiano sia in inglese della mappa delle iniziative.
Mario Nicoliello

Il concorso: vince chi non inquina
«Vieni in università senza l'automobile». Per il terzo anno la Statale propone l'iniziativa sulla mobilità sostenibile rivolta al personale docente, ricercatore, tecnico amministrativo e agli assegnisti di ricerca allo scopo di promuovere l'uso della bicicletta e dei mezzi di trasporto pubblico nei trasferimenti casa-lavoro.
Gli interessati dovranno giungere al lavoro, partendo da casa in bicicletta o con il trasporto pubblico, entro le 10.30 di domattina. In ogni sede universitaria un addetto registrerà i nominativi del personale giunto in bicicletta o in possesso del biglietto/abbonamento utilizzato per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano. I partecipanti regolarmente registrati concorreranno all'estrazione di premi, tra cui 2 biciclette offerte dal World Trade Center Brescia, 10 abbonamenti settimanali offerti da Brescia Trasporti e 10 tessere Bicimia offerte da Sintesi. L'estrazione dei premi avverrà lunedì 20 settembre 2010 alla facoltà di Ingegneria.


Chi rottama ha diritto a 600 euro e al Car Sharing gratis per un anno


Addio alla vecchia auto che inquina e benvenuto car sharing. Il Ministero dell'ambiente ha attivato un fondo di 815mila euro destinato a incentivi per chi rottama la propria vettura e si iscrive ad un Car Sharing aderente al circuito «Io Guido», tra i quali rientra anche la società presente a Brescia. Rientrano nella tipologia incentivata le auto con massa inferiore a 2,t tonnellate fino a 6 posti immatricolate entro il 31/12/2005, comprese nella categoria euro 3 III alimentate a benzina o gasolio. Sono incluse le auto bi-fuel e le auto alimentate a gpl o a metano immatricolate fino al 31/12/2002.
È dunque possibile presentare la richiesta di finanziamento alla sede del Car Sharing Brescia, in corso Magenta 51, prenotando un appuntamento allo 030/2053573. L'ammissibilità della richiesta sarà autorizzata in base alle disponibilità delle risorse e non oltre 30 giorni dalla data della domanda. Si possono richiedere contributi pari a 600 euro pro capite, basati sull'utilizzo chilometrico del servizio. Il bonus deve essere utilizzato entro due anni dalla data di emissione dell'abbonamento.
L'iniziativa prevede la gratuità dell'abbonamento annuale al servizio per il primo anno e lo sconto del 50% sul secondo anno di abbonamento. La tariffa oraria è l'unico costo che rimane a carico del cliente, oltre al deposito cauzionale da versare una tantum per la SmartCard personale.
Per presentare la domanda è necessario essere residenti nella provincia di Brescia e intestatari del veicolo da rottamare. Per l'Iniziativa Car Sharing sono ammissibili le richieste di chi abbia effettuato la rottamazione in una data non antecedente ai 24 mesi dal giorno di presentazione della domanda.

Giornale di Brescia 14 settembre 2010

Metrò e cubo bianco scaldano il Consiglio
Gallizioli (Lega): «Un tagliando di programma è necessario»

Di Mezza: «La passata Giunta ha stilato conti fasulli sul metrò»

Nessuno dei due temi era all'ordine del giorno. Ma ad accendere il dibattito - a tratti infuocato - del primo Consiglio comunale dopo la pausa estiva sono stati i due nodi che nell'ultimo mese hanno riempito le pagine di cronaca, ovvero il cubo bianco e i conti del metrò.
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La sfida di Brescia Mobilità
È il consigliere Claudio Bragaglio a tornare sulla questione metrò: «Il Metrobus non può essere tema di scontro, perché Brescia non può diventare grande senza quest'opera. Ricordo poi che tutto è stato deciso sulla scia di un patto tra centrodestra e centrosinistra, sancito dalla Regione». Di qui la replica dell'assessore Di Mezza: «Ho il dovere politico e morale di denunciare i fatti. Chi ha stilato il piano economico del metrò lo ha fatto in malafede e nessun giudice mi fermerà dal raccontare la realtà. Questa scelta provocherà un aumento della spesa corrente dai 10 ai 20 milioni di euro, dove sono gli appostamenti a bilancio? Bisogna fare in modo che Brescia Mobilità sia in grado di investire sulla green economy, così che riesca a pareggiare i conti. Non accettiamo lezioni da chi ha lasciato la città in questa situazione».
Alla fine la votazione, che non ha riservato sorprese: maggioranza a favore e opposizione contraria. Variazione approvata.
Nuri Fatolahzadeh

Bresciaoggi 14 settembre 2010

LO SCONTRO. Nuova puntata della polemica sul piano finanziario della metropolitana leggera che contrappone aspramente l’assessore al Bilancio e l’ex sindaco

Metrobus, la lite sui conti sbarca in aula

Eugenio Barboglio

Di Mezza: «La Giunta Corsini o stupida o in malafede. L’unica soluzione adesso è rendere più autonoma Brescia Mobilità»

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Ma il clima si è invelenito più tardi, quando passando dal cubo bianco si è arrivati al metrobus che ha terremotato l’aula. Quasi «tirata» da una frase del consigliere Pdl Toffoli («il metrobus è il grande debito della città») e dal fatto che si stesse pur sempre parlando di conti pubblici, ed ecco rivangata la polemica che ha opposto nei giorni scorsi Di Mezza all’ex sindaco Corsini.
Una polemica destinata a varcare la soglia del tribunale, e che intanto lo ha già fatto con l’aula del consiglio, ieri chiamato ad approvare variazioni al bilancio 2010. Tra queste variazioni per la verità non figuravano nè metropolitana nè ex pensilina, ma si sa, l’occasione fa l’uomo ladro, e così tutto il consiglio si è gettato sui temi del momento: il progetto per Largo Formentone che ha fatto litigare Labolani e Farina e i conti della metropolitana. Su quest’ultimi l’assessore Di Mezza ha rilanciato le accuse alla giunta Corsini, dopo che il Pd Bragaglio aveva rammentato al centrodestra di avere aderito al patto regionale che rese possibile l’operazione metrobus: «C’erano le firme di Forza Italia, della Lega e l’ok di categorie i cui leader erano e sono esponenti del centrodestra». Come a dire che quei partiti non possono ora parlare di «eredità subita». E qui Di Mezza ha ripreso tutti i punti dell’attacco a Corsini: «Il piano finanziario del metrobus - ha detto - o è stato fatto da stupidi o in malafede». Per poi, invece di frenare sotto l’infuriare delle proteste del Pd, rincarare parlando di «conti fasulli». E a proposito delle reazioni dell’ex sindaco dire che «quando Corsini non ha argomenti non si comporta da professore ma da maestrina isterica».
TONI ALTISSIMI quelli usati da Di Mezza, che - come sottolinea qualche consigliere a margine dei lavori - nascondono preoccupazioni vere per i nodi economici del metrobus. «Nodi che arriveranno al pettine» a parere di Di Mezza, scoperchiando il vaso «delle colpe della scorsa amministrazione». Nodi che «come unica via d’uscita hanno quella di dotare di autonomia Brescia Mobilità, permettendogli non una ma decine di operazioni come Omb». Solo così la società «sarà messa nelle condizioni di guadagnare dieci milioni annui».
Il consigliere Pd Fabio Capra non c’è stato all’invettiva dell’assessore. E ha rivendicato la correttezza della scorsa amministrazione. «Guai a parlare di conti falsati ad arte - ha gridato -. Ricordo che lasciammo la Loggia senza un euro di debito».

www.bresciamobilita.it 08 settembre 2010

Orario invernale dei bus 2010
Vi comunichiamo che in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico, dal 13 settembre 2010 entrerà in vigore l’orario invernale dei bus.
E’ pertanto previsto un adeguamento dei passaggi delle vetture in relazione alla maggior richiesta da parte dell’utenza.
Le modifiche sostanziali riguardano gli istituti scolastici, che hanno dovuto adeguare gli orari di termine delle lezioni alle nuove normative scolastiche.
Verranno di conseguenza attivate fin dal 13 settembre le corse dirette e mirate per gli istituti stessi, corse che verranno costantemente monitorate al fine di soddisfarne le effettive esigenze.
Si rammenta che, come tutti gli anni, con l’entrata in vigore dell’orario invernale verrà sospeso il servizio della linea 5, in collegamento al monte Maddalena dal centro città.
Tali modifiche riguardano esclusivamente gli orari in vigore dal lunedì al venerdì e il sabato; l’orario festivo rimane invariato.
Alle paline di fermata verranno esposti i nuovi orari di passaggio dei bus dal prossimo 13 settembre.

Giornale di Brescia 11 settembre 2010

Corsini: sul metrò conti in ordine, e querelo Di Mezza

L’ex sindaco Pd: grave l’imperizia di questa Giunta

Del Bono: attacchi diffamatori segnale di difficoltà

«I conti per la realizzazione della metropolitana leggera di Brescia sono sempre stati trasparenti e sotto controllo. Quando l'assessore Fausto Di Mezza dice che quei numeri erano fasulli dice una cosa falsa, che travalica i confini del confronto politico e diventa gravemente offensiva. Intendo promuovere nei suoi confronti una causa civile con una richiesta risarcitoria decisamente sostanziosa, che poi utilizzerò per una iniziativa che al centrodestra non farà certo piacere». Paolo Corsini non ci sta ad essere indicato come il sindaco che ha truccato i conti della metropolitana leggera. E replica secco a chi oggi regge il Bilancio di Palazzo Loggia: «Ho la sensazione che Di Mezza abbia tutto l'interesse a sollevare un polverone polemico per sviare l'attenzione dalle difficoltà che i conti del Comune devono affrontare un po' per le scelte politiche del Governo un po' per l'imperizia degli attuali amministratori locali».

Non manca una stoccata finale: «Peraltro per il piano finanziario dell'opera il Comune si è sempre affidato alle valutazioni di Brescia Mobilità, dove in quegli anni come oggi siede l'avvocato Amilcare Di Mezza. Che se non sbaglio è il padre dell'assessore e che ha sempre approvato e sottoscritto tutti gli atti della società».
Cifre a confronto
Affiancato da Luigi Morgano (allora vicesindaco e assessore al Bilancio) e dall'attuale capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Emilio Del Bono, l'on. Corsini tiene a ripercorrere nel merito i nodi finanziari del progetto sollevati nei giorni scorsi da Fausto Di Mezza («Non sono stati mai preventivati fondi per la maxirata da 54 milioni di euro da versare il prossimo marzo - aveva detto l'attuale assessore al Bilancio -, il costo del biglietto è stato previsto ad 1,90 euro e nel bilancio non sono state appostate le spese per le opere complementari, ovvero le fermate»).
Anzitutto il nodo della maxirata. «Che nel rapporto tra costi dell'opera e finanziamenti già reperiti ci fosse una quota di 40 milioni ancora da coprire era chiarissimo fin dalla delibera del 2004. Non solo: dal 2006 ogni sei mesi i capigruppo del Consiglio comunale erano informati del procedere della situazione finanziaria. Peccato che a quelle riunioni Paroli non partecipasse mai e Di Mezza quasi mai. Ma c'è di più. Quei 40 milioni originari sono diventati oggi 53 perché Brescia Mobilità ha dovuto accollarsi costi che non le sono istituzionalmente propri, come i 10 milioni utilizzati da Paroli per l'operazione Omb, i costi della Piscina di Mompiano e altro ancora».
Sul fronte dell'utenza prevista Corsini ricorda che «i dati che oggi Di Mezza definisce come fasulli sono stati invece verificati e ritenuti credibili da enti come la Regione Lombardia e il Ministero delle infrastrutture. Nelle proiezioni forniteci da Brescia Mobilità la metropolitana regge se si ipotizza per fine 2011 un totale di 38 milioni di passeggeri sulla rete dei bus. Un calcolo prudenziale, tanto che già nel 2009 i passeggeri erano a quota 42 milioni. Il numero dei passeggeri, peraltro, non è una variabile indipendente: se si incentiva ovunque l'uso della macchina tanto da rendere il centro città una discarica di automobili è chiaro che l'utilizzo del mezzo pubblico è destinato a flettere». Così per le tariffe. «Un euro e 72 centesimi più Iva, quindi un euro e 90. Uno dei problemi è arrivarci progressivamente, come noi avevamo ipotizzato nei nostri piani finanziari».
Infine le opere complementari: «Noi 20 milioni di euro li avevamo messi a bilancio immaginando di intervenire progressivamente. Questa Amministrazione invece ha fatto riprogettare molte stazioni e opere di superficie senza dare ai progettisti un'idea del budget. Risultato? Progetti per 80 milioni che mai verranno realizzati».
«Una Giunta in difficoltà»
A condividere le valutazioni dell'ex sindaco ci sono nella sede del gruppo consiliare del Pd anche Fabio Capra (oggi presidente della Commissione bilancio) e Luigi Morgano (ex vicesindaco). «Le affermazioni gravissime di Di Mezza - sottolinea Morgano - non coinvolgono solo l'Amministrazione comunale, ma anche l'azienda Brescia Mobilità. Che opera su conti e bilanci in base a normative e criteri di trasparenza ben precisi».
Emilio Del Bono (attuale capogruppo del Pd in Consiglio comunale) si concentra su alcuni temi politici: «Le dichiarazioni diffamatorie di Di Mezza sono un segnale delle forti difficoltà che oggi la Giunta attraversa. Pensate al nodo delle volumetrie che Paroli ha disegnato attorno alle stazioni del metró e che per la maggioranza si sono rivelate un boomerang. Inoltre ciò che sul tema della metropolitana leggera ci differenzia da questa maggioranza è che secondo noi l'opera non va valutata solo sotto il profilo del suo equilibrio economico ma per l'idea di città che comporta. Una città che sul fronte della mobilità vuole tenersi in sintonia con il panorama europeo più avanzato. Mentre le scelte adottate da questa Giunta vanno tutte in senso contrario».
Non manca una punzecchiatura finale: «Forse ciò che più li innervosisce - chiude Del Bono - è il fatto che la metropolitana leggera sarà l'unica grande opera che la consiliatura Paroli sarà in grado d'inaugurare. Ma non sarà un'opera voluta e sostenuta da loro».
La solidarietà di Arcai
A margine della conferenza stampa Pd si registra la «piena solidarietà personale e come amministratore a Fausto Di Mezza» da parte di Andrea Arcai, assessore alla Cultura. «In quegli anni ero all'opposizione e posso testimoniare in qualunque processo che eravamo tenuti all'oscuro di tutto».
Massimo Lanzini

Giornale di Brescia 08 settembre 2010

L'assessore Di Mezza attacca Corsini sulle cifre del Metrò


«La precedente amministrazione ha presentato conti fasulli per riuscire a ottenere i finanziamenti»


Il confronto amministrativo all'indomani dalla pausa estiva si apre facendo i conti. E sul piatto - in occasione della Commissione bilancio convocata per discutere la variazione prevista nell'ordine del giorno del Consiglio comunale di lunedì - tornano i due nodi «caldi» legati, da un lato, alla ristrutturazione del Rigamonti e, dall'altro, alla partita Metrobus. E proprio su quest'ultimo tema l'assessore Di Mezza attacca senza mezzi termini la gestione Corsini ed il piano finanziario per l'infrastruttura.

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Sulla questione metro torna però anche l'assessore Di Mezza: «Questa partita peserà tantissimo sulle casse del Comune e dei cittadini, anche e soprattutto per la manutenzione - spiega ai giornalisti - É il frutto della cattiva amministrazione della Giunta Corsini, che per ottenere i finanziamenti per il Metrobus ha presentato dei conti fasulli e un piano finanziario che non sta né in cielo né in terra. Basti pensare che non sono stati mai preventivati fondi per la maxi-rata da 54 milioni di euro da versare il prossimo marzo, che il costo del biglietto è stato previsto ad 1,90 euro e che nel bilancio non sono state appostate le spese per le opere complementari, ovvero le fermate».
Opere complementari che, nella delibera del 2004, erano state calcolate in 20 milioni di euro complessivi e il cui costo - dopo articolate modifiche progettuali - è salito a circa 80 milioni di euro.
Da noi interpellato telefonicamente nel pomeriggio di ieri per una replica, l'ex sindaco, on. Paolo Corsini si è riservato di intervenire nella giornata di oggi.
Nuri Fatolahzadeh

Bresciaoggi 08 settembre 2010

CONTI PUBBLICI. L’avanzo di bilancio del 2009 tapperà la falla di 32,5 milioni di mancate alienazioni del 2010. Congelati i pagamenti, riviste le prenotazioni di spesa

Di Mezza: «Ecco la manovra d’autunno»

Massimo Tedeschi

Loggia, in cassa 96,5 milioni che non può spendere L’affondo sul metrò: «L’amministrazione precedente ha presentato in malafede dati del tutto sbagliati»

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BRESCIA MOBILITÀ. Sui conti della Loggia si allunga sempre più lo spettro dell’equilibrio di bilancio di Brescia mobilità, ovvero del metrò. Su questo punto Di Mezza è severo: «I calcoli dell’amministrazione precedente erano sbagliati. Non si tratta di errori di valutazione ma di errori fatti in malafede. Per riuscire a varare l’opera l’amministrazione aveva presentato dati sbagliati: non c’è un bacino di 500mila potenziali utenti, è irrealistico pensare a un biglietto da 1,90 euro. Potrà essere di 1 euro o, come io auspico, di 1,20 elevando anche il biglietto dei bus. Non esiste poi copertura per realizzare le opere complementari. Nel frattempo le riserve delle aziende costruttrici sono arrivate a 300 milioni: vedremo se gli 80 milioni deliberati dal Cipe saranno sufficienti. Infine l’anno prossimo ci sarà la maxi-cedola da 54 milioni da pagare. Che oggi non ha copertura». La strategia è quella di conferire un patrimonio (i parcheggi comunali) alla società per consentirle di accendere mutui e far fronte a questi colossali impegni.
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Giornale di Brescia 05 settembre 2010

Viabilità Le grandi opere
A Brescia Mobilità parcheggi e fondi Cipe

Dalla Loggia all’azienda la proprietà di tutti i posti auto a pagamento

E da Roma primo ok al finanziamento di 80 milioni per la metropolitana

Il Comune ricapitalizzerà Brescia Mobilità per riuscire a fare fronte ai costi di realizzazione della metropolitana. E lo farà «ipotecando» parte del proprio patrimonio: all'azienda verrà infatti ceduta la proprietà di tutti i parcheggi cittadini a pagamento. In questo modo la società controllata potrà provvedere all'accensione di mutui, che le permetteranno non solo di saldare entro marzo i 54 milioni di euro della maxi-rata, ma anche di sgravare la Loggia dalla realizzazione di dieci delle stazioni del tracciato.
Un tracciato che, stando alle dichiarazioni del presidente Valerio Prignachi - discusse anche all'interno delle segrete stanze di Palazzo Loggia - è destinato ad ampliarsi. Specie ora che gli attesi 80 milioni di euro aggiuntivi richiesti al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) sembrano essere più vicini. Ufficialmente.
Patrimonio, mutui e investimenti
Daccapo. A mancare all'appello del piano economico previsto per il Metrobus sono 54 milioni di euro, cui se ne aggiungono almeno altri 50 per le opere complementari. Poi, si penserà ai restanti 30 milioni, ovvero quelli dedicati al completamento dei parcheggi interrati. Totale: 104 milioni di euro. Che né la Loggia, né Brescia Mobilità hanno in cassa. E allora la strada individuata è la «cessione» di beni materiali all'azienda controllata, ovvero i parcheggi. Tutto ciò tenendo conto che il quadro va ad incastonarsi con le condizioni imposte al Comune dal Patto di stabilità: per rispettarle l'Amministrazione dovrà reperire - in tre mesi - 32,5 milioni.
Quei preziosi contributi romani
Ma quanto costa in tutto alla città l'operazione Metrobus? La cifra complessiva si attesta sui 675 milioni di euro circa (a valori non inflazionati), di cui 603 milioni calcolati per opere civili e sistemi, 40 per varianti di progetto e 32 per oneri a carico della stazione appaltante (voce che comprende cioè gli espropri, la direzione dei lavori, le spese legali, le assicurazioni, le commissioni di collaudo e la sicurezza). Poi ci sono i contributi a fondo perduto erogati dallo Stato (come previsto dalla Legge 211 del 26 febbraio 1992 «Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa»), oggetto dell'accordo sottoscritto tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Comune e Brescia Mobilità il 27 dicembre 2002, pari a 244.381.000,59 euro. Nel dicembre 2007 il Cipe ha pure deliberato un ulteriore finanziamento statale per un importo che si aggira attorno ai 40 milioni di euro. Questo, a fronte però di un incremento di pari importo della spesa complessiva «per varianti migliorative dell'opera». Per quest'ultimo Brescia Mobilità è al momento in attesa di una delibera che sappia stabilire - sulla scia delle indicazioni dei Ministeri - le modalità di erogazione dei fondi. Ad oggi il contributo statale certo è quindi stimato in 284.381.000,59 euro (pari al 42% del costo totale del Metrobus), cui si aggiungono i 72 milioni di euro (ovvero l'11% della spesa) messi a disposizione dalla Regione.
Ma l'ultima tappa del «dossier» economico si è consumata alla fine dell'estate, quando la Commissione tecnica ha rilasciato il nullaosta per l'erogazione di un ulteriore finanziamento. Il riferimento corre agli 80 milioni richiesti dal Consiglio di amministrazione di Brescia Mobilità nel dicembre 2009, a fronte di altre migliorie di pari importo. E a separare il contributo da Brescia è ora solo un timbro.
Nuri Fatolahzadeh



Prignachi:
«La sfida è investire sul prolungamento»

A raccontare, punto per punto, la strategia che sta alla base delle ultime scelte aziendali di Brescia Mobilità in funzione del nodo Metrobus e degli scenari futuri di cui esse si fanno portatrici è il presidente, Valerio Prignachi. Che in primis sottolinea come le priorità siano in realtà due: fare fronte sì ai costi di realizzazione della metropolitana leggera, ma continuando nel contempo a lavorare sui prossimi investimenti. Una linea, questa, concordata appieno con l'Amministrazione comunale, con la quale pure nel corso degli ultimi mesi è stato condotto «un attento lavoro di analisi e di programmazione». La prima delle novità vede protagoniste le opere di superficie delle stazioni del metrò: la realizzazione di dieci dei siti passerà infatti in capo alla controllata, sgravando così della metà dei costi il Comune.
Presidente, ora la spesa della maggior parte delle opere complementari peserà di fatto sul bilancio di Brescia Mobilità. Significa che la controllata ha ora in cassa più soldi del Comune?
«Non è stata una decisione casuale né nel metodo né nel merito. Tutto s'inserisce in una chiara visione d'insieme sulla città, a partire dallo sviluppo futuro sul piano dei trasporti. A noi toccherà infatti occuparci delle stazioni Prealpino, Casazza, Mompiano, Europa, Ospedale, Vittoria, Stazione, Lamarmora, Poliambulanza e Sant'Eufemia, vale a dire di tutti i siti integrati con altri snodi e che necessitano, per questo, di una progettualità e una gestione diretta. Lo studio non si fermerà alle opere di superficie, ma si integrerà ad una progettazione multipla che mira a rendere sempre più fruibile il Metrobus anche sulla scia di un'inter-mobilità funzionale».
Rimane aperto il nodo costi, specie in vista della maxi-rata da 54 milioni di euro da versare in marzo.
«Anche sotto questo punto di vista la chiave di volta è stata trovata. Il Comune è già alle prese con il Patto di stabilità ed ha quindi risorse limitate. Una ricapitalizzazione di Brescia Mobilità è però necessaria proprio per fare fronte alle spese della metropolitana. Di qui la scelta della patrimonializzazione dell'azienda, mossa che porterà anche ad un'emancipazione economico-finanziaria. La Loggia si appresta infatti a cedere a noi la proprietà di tutti i parcheggi, strutture di cui curiamo peraltro già la gestione. Questo ci permetterà di intervenire con maggior rapidità ed efficacia sulle opere di manutenzione straordinaria, snellendo l'iter amministrativo».
Il passo successivo all'acquisizione dei posti auto della città è quindi l'accensione di un mutuo che sia in grado di coprire opere di superficie e maxi-rata?
«Sì, ma non solo. L'accensione di mutui garantirà la copertura finanziaria del Metrobus, inclusa la realizzazione delle dieci stazioni, e il saldo dei 54 milioni di euro da versare in marzo. E nello stesso tempo l'azienda potrà avere più respiro, allargando il raggio d'azione per investimenti futuri. Per capirci, l'ordine di grandezza dei prestiti che ci apprestiamo a richiedere si aggira sugli 85milioni di euro. Nei prossimi mesi stileremo un programma più dettagliato, entrando più nel merito anche in base alle direttive che ci fornirà l'Amministrazione comunale».
E gli attesi nuovi 80 milioni del Cipe?
«Anche su quel fronte le notizie sono buone e si è fatto un passo avanti. Dopo il sì della commissione tecnica che ci ha così confermato a Brescia di essere in possesso dei requisiti utili per ottenere gli 80 milioni si tratta di attendere la seconda ufficializzazione: un tavolo dovrebbe essere convocato entro ottobre. Ma i fondi aggiuntivi serviranno per rendere più funzionale il metrò e, soprattutto, per completarlo».
State lavorando al prolungamento del tracciato?
«Sì, in quest'ultimo anno ci siamo concentrati sul prolungamento di Lamarmora Fiera: questo perché vogliamo che la società mantenga una capacità di investimento e che non rimanga ingessata. Certo, ad oggi, la priorità resta il programma attuale e quindi tutti i pagamenti in scadenza. Ma l'obiettivo è anche quello di rendere tutti i servizi il più fruibili possibile, anche per incrementare il numero di utenti».
Uno degli spettri del metrò è il costo del biglietto.
«La via giusta è incrementare il numero di utenti puntando sul servizio. Non si può pensare di proporre ai cittadini un biglietto che costi 1,90 o 1,70 euro. Il prezzo non potrà che essere di un euro». n. f.


Stazioni, il Comune «condivide» il preventivo

Brescia Mobilità realizzerà dieci delle opere di superficie del metrò: la Loggia si occuperà delle sette «minori»


L'ombra dei conti continua a riflettersi sulla sfida metropolitana cittadina, un nodo sul quale Amministrazione comunale da un lato e Brescia Mobilità dall'altro stanno lavorando da mesi. E sul quale, nel corso della scorsa settimana, una decisione è stata non solo assunta, ma anche ufficializzata.
Al centro i costi delle opere complementari del Metrobus: se cioè l'obiettivo - ricordato in più occasioni da Giunta e dirigenti - si conferma essere «tutto pronto in contemporanea al viaggio del primo treno» (tutto fatta eccezione che per i parcheggi, i quali verranno realizzati step by step in attesa di un assestamento definitivo e stabile del piano economico legato al disegno), è necessario delegare qualcosa. Perché i tempi stringono e il Comune non dispone al momento dei fondi necessari per fare fronte a tutte le opere di superficie preventivate e varate.
Di qui la decisione: a contribuire alla realizzazione di dieci delle stazioni cittadine - «direttamente o attraverso incarichi», come si legge nell'accordo - sarà Brescia Mobilità. La divisione dei compiti è scientifica: la società controllata si occuperà dei siti Prealpino, Casazza, Mompiano, Europa, Ospedale, Vittoria, Stazione Fs, Lamarmora, Poliambulanza e Sant'Eufemia-Buffalora. All'Amministrazione comunale, invece, rimarranno in capo gli altri sette snodi: il Settore manutenzione spazi aperti provvederà cioè a progettazione esecutiva e attuazione delle stazioni Marconi, San Faustino, Brescia Due, Volta, San Polo parco, San Polo Cimabue; mentre il Settore piani di zona si farà carico del sito di Sanpolino.
Una scelta che «sgraverà» il Comune dalla ricerca di tutti gli 80milioni di euro stimati per l'attuazione del disegno complessivo - facendoli, di fatto, scendere a circa 30 sulla scia della spartizione dei compiti - e che, nel contempo, potrebbe concedere più respiro al bilancio, alle prese con il capitolo Patto di stabilità (per riuscire a non sforarlo la Giunta sta pensando di tagliare la spesa corrente per un importo complessivo pari a dieci milioni di euro).
Capitolo lavori: a che punto siamo? A monitorare lo stato di avanzamento percentuale sull'intera opera, la cui pronta consegna è prevista per il 31 dicembre 2012, è Brescia Mobilità. Al 31 dicembre 2009 il piano economico totale del progetto si attestava sul 72,1%, mentre per i cosiddetti «impianti non di sistema» si parla dell'81,1%. Il settore su cui ancora molta strada resta da percorrere riguarda invece il materiale rotabile (29,35%).
«Stiamo lavorando in modo certosino e a passo spedito insieme al Comune - spiega il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi - perché il tempo stringe e l'obiettivo resta lo stesso: rispettare il programma stabilito. n. f.



E sul costo dei biglietti esplode la polemica
La polemica attorno ai costi del futuro biglietto del Metrobus ha fatto il suo ingresso, nei mesi scorsi, anche all'interno dell'aula consigliare. Al centro la delibera di Giunta del 2004, quando ad amministrare la città era la Giunta Corsini: nella stessa si fissava il valore del ticket in 1,72 euro prevedendo «ulteriori incrementi della tariffa, pari a circa il 3% dal 2015 - si legge nel documento - anche in considerazione del miglioramento del servizio fornito». Il che, conti alla mano, avrebbe portato ad un esborso di 1,90 euro a corsa. Una cifra che i consiglieri di maggioranza giudicano «eccessiva, specie se raffrontata con i prezzi proposti nelle altre città d'Europa, di gran lunga inferiori». E Brescia Mobilità si allinea: l'obiettivo guarda infatti al biglietto da un euro.

VALERIO PRIGNACHI
«È importante che l'azienda riesca a fare fronte ai costi della metropolitana leggera senza però ingessarsi - precisa il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi -. Bisogna continuare ad investire sulla qualità del servizio e sul prolungamento del tracciato»


LE OPERE DI CONTORNO
Dieci delle opere di superficie delle stazioni del Metrobus saranno realizzate da Brescia Mobilità. I siti indicati dal Comune - che si occuperà invece di quelli «minori» - sono Prealpino, Casazza, Mompiano, Europa, Ospedale, Vittoria, Stazione Fs, Lamarmora, Poliambulanza e Sant'Eufemia-Buffalora


I «BONUS» STATALI
Disco verde dalla Commissione tecnica del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per l'erogazione di altri 80 milioni di euro destinati alle opere di miglioramento del Metrobus. Ora grande attesa per il nuovo tavolo di lavoro

www.clickmibility.it 02 settembre 2010

Il futuro del trasporto pubblico

Milano. Tpl e tagli: necessaria una revisione di quanto previsto dalla manovra finanziaria

L'assessore regionale Cattaneo sottolinea la necessità di cambiare l'ottica con cui si guarda al tpl "non una forma arretrata e inefficiente di welfare di stampo sovietico, ma un settore industriale che va trattato come tale"

"Occorre cambiare l'ottica con cui si guarda al trasporto pubblico: non una forma arretrata e inefficiente di welfare di stampo sovietico, ma un settore industriale che va trattato come tale. Purtroppo non potremo continuare a lavorare su questa strada se si realizzano tagli tanto pesanti come quelli previsti dalla manovra finanziaria.

Per questo ho ribadito al ministro Matteoli la necessità di una correzione entro l'autunno".

A sostenerlo con forza è l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo.

"Le tariffe basse imposte dal trasporto inteso secondo questa visione ideologica - ha concluso l'assessore Cattaneo - significano anche poche risorse per gli investimenti e una bassa qualità del servizio. E, a queste condizioni, non è vero che i cittadini sono contenti di pagare poco. Occorre uscire da questa spirale e, in questo senso, la politica deve fare la propria parte".


Bresciaoggi 02 settembre 2010

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Loggia e Brescia Mobilità sono intervenute nella struttura vicino allo scalo ferroviario

Autostazione, un «restyling» in cerca di maggiore sicurezza

Angela Dessì

Sbarrati con un cancello gli accessi carrai su via Solferino. «La notte i cittadini si sentivano insicuri» Un intervento da 200mila euro

Come in un grande puzzle, il progetto di riqualificazione della stazione ferroviaria cittadina prende forma e si arricchisce di un nuovo tassello, quello relativo all'autostazione di via Solferino, struttura risalente alle metà degli anni '90 (l'inaugurazione ufficiale è del 1994, ma lo stabile fu terminato già nel 1992) e recentemente sottoposta ad un accurato «restyling» per renderla il più possibile funzionale e adeguata ad una città in continuo mutamento.
«Le stazioni sono per definizione, oltre che un luogo di passaggio, una vera e propria calamita per tutti quei fenomeni che di fatto alimentano la percezione di insicurezza, e questo soprattutto nelle ore notturne» - spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Fabio Rolfi che così motiva la scelta di «interdire» in determinate ore l'accesso al piazzale di sosta dei pullman. Una scelta, sottolinea il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, che si è resa doverosa a seguito di esplicite richieste sollevate dalla stessa cittadinanza e che ha portato l'azienda a studiare una soluzione «chiusa ma flessibile, in cui i varchi siano ben visibili nei momenti di maggiore permeabilità ma che possano essere controllati automaticamente nei momenti in cui il territorio è meno presidiato e presidiabile».
NEL DETTAGLIO l'intervento, ideato dallo Studio Associato Dabbeni e eseguito dall'Hi-Tech Solution Srl, si è tradotto nella chiusura degli accessi carrai su via Solferino mediante una cancellata fissa con antistante fioriera e due cancelli scorrevoli (uno pedonale e uno carraio di grandi dimensioni) comandati a distanza dalla biglietteria, mentre altri due interventi hanno interessato la chiusura ad ovest (dove in corrispondenza del ponte pedonale di collegamento al piazzale della stazione si è proceduto al posizionamento di una ringhiera parapetto in acciaio vetro e di un cancello motorizzato con chiusura a distanza) e ad est (dove sono stati inseriti invece una ringhiera parapetto in acciaio e due cancelli pedonali - a una e due ante - anch'essi motorizzati).
Ma non è tutto: la cifra stanziata (200 mila euro circa, «una cifra contenuta a fronte dei risultati ottenuti» dichiara Prignachi) ha concesso di intervenire anche nella zona della biglietteria e della sala d'attesa che, grazie a piccole migliorie, sono state rese «più accoglienti e funzionali, sfatando la nomea di "servizio povero" che caratterizza quello ferroviario», conclude il direttore di Brescia Trasporti Marco Medeghini.
INSOMMA, L'IDEA alla base del progetto è stata quella di mantenere l'immagine di una stazione aperta e accogliente ma di renderne al contempo più facile il controllo, tutelando tanto i viaggiatori quanto coloro che abitano nella zona e che non di rado negli anni passati hanno lamentato situazioni di degrado, sporcizia, bivacchi e schiamazzi notturni spesso oggetto di interventi da parte delle forze dfell’ordine.
Soddisfatti anche il presidente della circoscrizione Centro Flavio Bonardi, che plaude alla velocità con cui il progetto è stato realizzato (ideato alla fine del 2009, ha visto i lavori iniziare nel mese di aprile e concludersi in questi giorni senza alcuna sospensione dei servizi dell'autostazione) e l'assessore all'Urbanistica Paola Vilardi che, elogiando la sinergia tra la Loggia e la municipalizzata, non manca di evidenziare ancora una volta come la Giunta abbia mantenuto le promesse fatte ai cittadini in merito alla riqualificazione di uno dei quartieri tradizionalmente considerati più problematici. Di «una iniziativa perfettamente coerente con i precedenti interventi realizzati» parla invece il presidente di Sintesi Giovanna Prandini, che ricorda il potenziamento della vigilanza non armata e delle strumentazioni elettroniche realizzate nel dicembre scorso.
Finito il lavoro di riqualificazione da parte della Loggia, ora toccherà proprio ai residenti della zona usufruire dei risultati e capire se e come questa operazione abbia generato degli effetti positivi in termini di sicurezza e, di riflesso, sulla qualità della vita di una zona della città da sempre alle prese con importanti problematiche legate alla sicurezza e strettamente correlata alla presenza della stazione ferroviaria cittadina.


Giornale di Brescia 02 settembre 2010

Autostazione, la notte ora è «cancellata»

Conclusi i lavori di riqualificazione per duecentomila euro

Una lunga barriera sigillerà l’area dopo l’ultima corriera

Duecentomila euro per rendere più sicura l'autostazione di via Solferino, dove sono stati conclusi i lavori di riqualificazione e protezione notturna. Nei mesi scorsi l'Amministrazione comunale ha incaricato Brescia Mobilità di realizzare una serie di recinzioni fisse e cancelli scorrevoli per rendere l'autostazione una sorta di «fortezza» impenetrabile durante le ore notturne.

In realtà i lavori hanno permesso una ristrutturazione complessiva dell'impianto dopo circa vent'anni. Oltre ai cancelli sono state sostituite tutte le ringhiere, è stata installata una nuova e più ampia paratia nel passaggio che conduce alla stazione ferroviaria ed è stata completamente rinnovata la biglietteria. Ma la vera svolta di questo restyling sarà comunque ben visibile a tutti i cittadini: dopo l'arrivo dell'ultima corriera di giornata l'autostazione chiuderà i battenti per riaprire all'alba del giorno successivo.
Sicurezza percepita e reale
Il vicesindaco Fabio Rolfi ha parlato «di un nuovo tassello nella politica di sicurezza cittadina, in risposta anche alle molte sollecitazioni sollevate dai cittadini del quartiere». Prevenzione e contrasto della criminalità «che spesso si verifica in luoghi come questo durante la notte».
I cancelli su via Solferino e la chiusura dei passaggi pedonali (compreso quello che porta alla stazione) ferroviaria serviranno per impedire «il verificarsi di attività criminali, atti vandalici e degrado urbano». Rolfi si avventura nella psicologia: «È una risposta alla percezione di insicurezza espressa dai cittadini del quartiere, che a volte può essere superiore rispetto a quella reale. In ogni caso l'amministrazione vuole proseguire nella sua politica di contrasto al crimine garantendo sempre maggiore sicurezza ai cittadini».
Sulla stessa linea anche l'assessore Paola Vilardi che ha allargato lo sguardo all'intera area: «Il nostro impegno dal primo giorno di mandato in Loggia è stato quello di riqualificare l'area della stazione ferroviaria e autostazione. Stiamo semplicemente dando risposte alle domande e alle sollecitazioni dei cittadini».
«Mai chiusa davvero»
Il piazzale dell'autostazione ha sempre dato l'idea di grande spazio aperto dal momento in cui è stato costruito tra il 1992 e il 1993, ora diviene piazza a tempo: «I varchi rimarranno aperti durante le ore di esercizio». È Valerio Prignachi, il presidente di Brescia Mobilità ad illustrare questa filosofia: «Il nostro compito è stato quello di non creare uno spazio chiuso, piuttosto di rispondere alle esigenze di permeabilità e comodità richieste da un luogo come questo, mettendo tuttavia sotto protezione l'intero impianto d'accordo con la Loggia».
Progetto da completare
Marco Medeghini, direttore di Brescia Mobilità, è entrato invece nello specifico dei lavori, «su cui si è iniziato a ragionare a fine 2009, mentre operativamente si è partiti ad aprile». Il tentativo, in ogni caso, è stato quello di non creare un effetto troppo invasivo con l'installazione soprattutto della grande cancellata che si affaccia su via Solferino: «Le soluzioni - ha chiarito Medeghini - potevano essere molteplici ma abbiamo optato per una via poco invasiva che non dia l'idea di chiusura anche quando l'autostazione è realmente chiusa dai cancelli».
Il pensiero di Medeghini va a tutti i ragazzi che la mattina raggiungono la città in corriera per andare a scuola. «Vogliamo che siano accolti nel modo migliore, in un luogo decoroso e pulito, cosa che negli ultimi tempi stava diventando difficile». Ma i lavori di rinnovamento non sono conclusi. Entro fine anno saranno completamente ristrutturati i locali (con una superficie di 600 metri quadrati) che trovano spazio sotto l'autostazione, nel lato che si affaccia sulla stazione ferroviaria. Solo a quel punto l'area diventerà veramente luogo d'incontro dei cittadini e di servizio.
Carlo Muzzi

Giornale di Brescia 01 settembre 2010

Autobus Operazione da 2 miliardi di euro
Deutsche Bahn compra le bresciane Sia e Saia Trasporti

Le ferrovie tedesche acquisiscono il gruppo Arriva che in Italia controlla anche gli autotrasporti extraurbani della nostra provincia

BRESCIA L'autotrasporto extraurbano bresciano passa in mani tedesche. Dopo il via libera dell'Antitrust europeo, infatti, è stato ufficializzata l'acquisizione del gruppo Arriva International (che controlla anche le società bresciane di autotrasporto Sia e Saia) da parte della Deutsche Bahn (Ferrovie della Germania). Si tratta di un'operazione colossale, del valore di quasi 2 miliardi di euro, che darà vita al più grande operatore europeo nel trasporto dei passeggeri.

L'Ue approva l'operazione
Nelle scorse settimane, la Commissione europea aveva approvato l'operazione, chiedendo tuttavia a Deutsche Bahn di vendere le attività tedesche di Arriva (società di trasporti inglese attiva anche in Italia, Germania, Svezia, Danimarca, Olanda). «Questa decisione - ha dichiarato il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia - mostra che la Commissione è aperta all'integrazione transfrontaliera sul mercato dei trasporti appena liberalizzati, purché queste liberalizzazioni non riducano in alcun modo la concorrenza: la vendita di Arriva Deutschland assicurerà che la concorrenza sul mercato tedesco di bus e treni continuerà a svilupparsi come voluto dalla legislazione Ue».
L'accordo tra i soci di Arriva International e Deutsche Bahn risale allo scorso aprile: il gruppo tedesco ha offerto 775 pence per azione, con un incremento del 34% rispetto al prezzo di riferimento del 16 marzo (giorno in cui Arriva aveva annunciato la presenza di una manifestazione di interesse per rilevare il pacchetto azionario). In giugno, la maggioranza degli azionisti di Arriva, riuniti in assemblea, ha dato l'ok all'operazione. Deutsche Bahn pagherà l'acquisizione 1.585 milioni di sterline, pari a 1.950 milioni di euro.
Il gruppo Arriva a Brescia
Con l'acquisto di Arriva International, Deutsche Bahn assume la proprietà (attraverso Arriva Italia) delle bresciane Società italiana autoservizi spa (Sia) e Saia Trasporti spa, oltre alla bergamasca Sab Autoservizi, e a numerose altre società attive nei trasporti (come specifichiamo anche in questa pagina).
La Sia è stata costituita nel 1987 attraverso il conferimento del ramo d'azienda del trasporto su gomma da parte della Società italiana autotrasporti (fondata nel 1935) da due aziende del gruppo Edison (Tranvie elettriche bresciane spa e Ferrovia Rezzato-Vobarno spa). La società fu creata per realizzare autolinee integrative e sostitutive di linee tranviarie extraurbane della nostra provincia. Dal 1° gennaio 2005, tuttavia, con la partecipazione ai consorzi Trasporti Brescia Nord e Trasporti Brescia Sud, la Sia ha assunto la gestione dei servizi di linea di autotrasporto nell'ambito delle due aree in cui è suddivisa la provincia di Brescia.
La Sia possiede più di 300 autobus e ha circa 375 dipendenti. Il bilancio 2009 è stato chiuso con un fatturato di 33 milioni e un utile di 6,1 milioni di euro (il Mol è stato pari a 4 milioni).
Saia Trasporti, invece, è stata costituita nel 2000 in seguito al conferimento dell'intero ramo d'azienda di trasporto persone della società Autoservizi Del Barba e dei rami d'azienda di Saia Bus (in liquidazione), Sia e Aptv Verona. Anche Saia partecipa alla gestione dell'autotrasporto extraurbano bresciano con la presenza nei consorzi Trasporti Brescia Nord e Trasporti Brescia Sud. Saia, inoltre, ha sviluppato la propria attività anche nell'ambito dei servizi turistici e gestisce la linea Edolo - Brescia - Riviera Adriatica, oltre ad essere impegnata nella gestione del trasporto urbano a Desenzano del Garda.
Nel corso dell'esercizio 2009, Saia Trasporti ha fatturato 18,2 milioni di euro, con un utile netto di 3,6 milioni e un Mol di 3,5 milioni.
Per Deutsche Bahn questa operazione rappresenta un ulteriore rafforzamento della presenza in Italia e in Lombardia. Nel settembre 2008, infatti, la società tedesca ha sottoscritto un accordo (per quanto riguarda la divisione cargo) con le Ferrovie Nord e ha proposto nuove offerte sulla linea Verona - Monaco, e sul relativo prolungamento verso il capoluogo lombardo.
Il controllo delle società bresciane resterà comunque affidato ad Arriva e, pertanto, non sono previsti cambiamenti in Sia e Saia.

Guido Lombardi



Acquisito un vettore presente in tutto il Nord

BRESCIA Il gruppo Arriva International, presente in 12 nazioni e con più di 38mila dipendenti, si occupa di trasporto attraverso autobus, treni, traghetti e mezzi a noleggio. In Italia è presente in Piemonte, Liguria, Friuli e Lombardia, regione in cui i dipendenti sono più di mille.

Dal Friuli alla Liguria
Nel dettaglio, come illustrato nel grafico che pubblichiamo in questa pagina, Arriva Italia detiene il 60% della Autoservizi F.V.G. spa, società che si occupa dell'autotrasporto extraurbano in Friuli, e in particolare in provincia di Udine. La società acquisita dalla Deutsche Bahn possiede anche (oltre al 100% delle bresciane Sia e Saia e a partecipazioni nei consorzi Trasporti Brescia Nord e Trasporti Brescia Sud) il 100% della bergamasca Sab Autoservizi (autotrasporto extraurbano orobico) e quote nei consorzi Bergamo Trasporti Est e Bergamo Trasporti Ovest.
Non solo. Arriva detiene il 100% di Sal (Servizi automobilistici lecchesi), la maggioranza nel consorzio Lecco Trasporti, l'80% della Riviera Trasporti Linea spa (operativa in provincia di Imperia), il 100% di Sab Piemonte e Sadem (società con sede a Grugliasco e operative nell'autotrasporto extraurbano in provincia di Torino, in altre zone del Piemonte e in Val d'Aosta) e il 34% della Trieste Trasporti. Nel 2007, infine, Arriva ha costituito una joint venture con Ferrovie Nord Milano e ha così rilevato una quota nella Spt Linea, azienda che si occupa sempre di autotrasporto nelle province di Como e Lecco.
Ricavi 2009 in crescita
Arriva Italia ha fatturato nel 2009 215,1 milioni di sterline (circa 260 milioni di euro), con un incremento dei ricavi del 13% rispetto all'anno precedente. Complessivamente, in Italia la società è presente con 1.950 autobus e 2.500 dipendenti. Si tratta del primo operatore privato di autotrasporto in tutta Italia e detiene una quota di mercato del 5%.
Ora questo importantissimo vettore è passato sotto il controllo tedesco.


Il colosso tedesco ha fatturato 30 miliardi di euro nel 2009
BERLINO Festeggia quest'anno i 175 anni la Deutsche Bahn, la società che gestisce le ferrovie della Germania. Il 7 dicembre 1935, infatti, la locomotiva Adler (aquila) iniziò il primo viaggio da Norimberga a Fürth.
Oggi Db è un colosso con un fatturato 2009 pari a 29,3 miliardi di euro e quasi 240mila dipendenti.
Nel primo semestre del 2010, peraltro, i ricavi sono saliti del 12,8%, a quota 16,1 miliardi di euro (è cresciuto anche il margine operativo lordo, a quota 2,19 miliardi, con un incremento del 10,2%).
Ogni giorno, Deutsche Bahn trasporta 5 milioni di passeggeri sul treno e 2 milioni su autobus, oltre a un milione di tonnellate di merci. L'azienda opera in più di 130 Paesi, ma il 65% dei ricavi viene ottenuto in Germania. Db sta tuttavia crescendo con decisione all'estero.
Anche in Italia, infatti, la società che gestisce le ferrovie tedesche sta tentando una diffusione sempre più capillare, come dimostrato dall'operazione di acquisizione del gruppo Arriva International. Peraltro, l'acquisto del gruppo inglese e delle controllate viene interamente realizzato con la liquidità esistente.

Bresciaoggi 01 settembre 2010

TRASPORTI. Conclusa l’acquisizione di Sab

Sia e Saia accelerano con Deutsche Bahn

Sia e Saia Trasporti cambiano lingua e accelerano con Deutsche Bahn. Dopo il via libera dell’Ue è stato definito lo schema dell’acquisizione, da parte della compagnia ferroviaria tedesca, del gruppo inglese Arriva che dal 2002 controlla le indirettamente le due società bresciane dopo aver rilevato la bergamasca Sab. Il pagamento agli azionisti della società ceduta sarà completato entro il 10 settembre; è stata chiesta la cancellazione dei titoli Arriva Plc dalla Borsa di Londra a partire da questa settimana. Con l’operazione (l’intesa risale allo scorso aprile; vale quasi 2 mld di euro) nasce il più grande operatore europeo nel trasporto passeggeri.


tplbrescia.it  01 settembre 2010

Pubblicati sul sito internet di Brescia Mobilità gli orari invernali 2010-2011 degli autobus di Brescia Trasporti per la rete dell'area urbana che entreranno in vigore il 13 settembre 2010

Compiuto il primo taglio sulle corse di alcune linee della rete dell'area urbana di Brescia.

Nonostante la manovra entrerà in vigore nel 2011 a Brescia sono già state adottate le prime riduzioni sul servizio delle linee 9 e 15.

Da una confronto con gli orari della scorsa stagione invernale emergono alcune significative riduzioni che sulle linee 9 e 15 comportano un sensibile allungamento dei tempi di attesa alle fermate negli orari di morbida in particolare per quelli del pomeriggio.
Per la linea 9 (Villaggio Violino - Buffalora) si passa da un bus ogni 17 - 18 minuti per l'orario invernale 2009/10 a un bus ogni 21 minuti con il nuovo orario.
Per la linea 15 (Villaggio Montini - Z.I. - Girelli) si passa da un bus ogni 18 - 19 minuti
per l'orario invernale 2009/10 a un bus ogni 22-23 minuti.
Altre riduzioni, ma in misura minore, anche per le linee 3 e 12.

Ecco una tabella che confronta il numero di corse previste con il nuovo orario invernale 2010/2011 con  il numero di corse dell'orario invernale 2009/2010.

Analizzando gli orari emerge che il prossimo inverno sulla linea 9, durante le ore di morbida della mattina, saranno impegnati in linea 7 autobus come lo scorso anno mentre nel pomeriggio saranno impegnati in linea 5 autobus contro i 7 dello scorso anno.
Per la linea 15 invece, durante le ore di morbida della mattina, saranno impegnati in linea 6 autobus contro i 7 dello scorso anno mentre nel pomeriggio saranno impegnati in linea 5 autobus contro i 7 dello scorso anno.
In sostanza 1 autobus in meno in circolazione la mattina e 4 autobus in meno in circolazione il pomeriggio.
Il medesimo criterio di rimodulazione
delle corse in negativo era già stato utilizzato qualche anno fa per la linea 16, queste riduzioni non fanno altro che impattare in modo negativo sulla qualità del servizio, in una città che invece dovrebbe incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico in vista dell'avvio della metropolitana il 31 dicembre 2012.
La rimodulazione degli orari poteva almeno essere ragionata introducendo l'orario cadenzato e passaggi ogni 20 minuti in modo da semplificare la memorizzazione degli stessi e compensare in parte il disagio dovuto all'allungamento dei tempi di attesa alle fermate.
Ritengo che in ambito urbano, per garantire un livello minimo di comodità non si debba attendere un bus alla fermata per più di 15 minuti, tempi di attesa maggiori scoraggiano anche il più paziente dei passeggeri e sono certo che i nuovi orari delle linee 9 e 15 decreteranno una riduzione del numero di persone che utilizzano il trasporto pubblico andando a rimarcare il trend negativo già registrato nel 2009.  I passeggeri persi saranno costretti ad utilizzare il mezzo privato andando ad aggravare ulteriormente la già critica situazione del traffico, della sicurezza stradale e dell'inquinamento.