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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 29 settembre 2010
Metrò, arrivato il terzo convoglio
Il treno è approdato al deposito di Buffalora lunedì mattina. Sarà soggetto a ulteriori modifiche
Attesa per il quarto. Prignachi: «Si pensa a metà novembre, altri due entro la fine del 2010»
Al deposito del Metrobus di Buffalora, i convogli «parcheggiati» ora sono tre.
L'ultimo, partito da Napoli la sera di mercoledì, è approdato all 5.30 di lunedì
mattina dopo aver risalito la Penisola con un trasporto eccezionale.
Il suo
arrivo segna un'ulteriore tappa nella lunga marcia che iniziata nel 2003, è
destinata a concludersi il 1° gennaio 2013, data per la quale è prevista
l'entrata in servizio della metropolitana leggera di Brescia. Scadenza
relativamente vicina in virtù della quale si fa ancora più determinante il
rispetto del cronoprogramma dei lavori, a cominciare proprio dalla tempistica di
consegna dei restanti 15 convogli, sulla quale il presidente di Brescia
Mobilità, Valerio Prignachi, non nasconde qualche preoccupazione. «Monitoriamo
con assoluta attenzione il nostro fornitore (Ansaldo Sts, ndr) perché ci
preme che si consolidi una regolarità nella consegna che secondo noi non è
ancora sufficiente».
Treno finito, ma non completo
La delicatezza della
fase in atto meglio si comprende alla luce del fatto che i treni del Metrobus,
«cugini» di quelli di Copenaghen, adottano tecnologia in parte nuova rispetto al
precedente impianto realizzato da Ansaldo: sistemi di telefonia a bordo,
videosorveglianza, e climatizzazione, da collaudare passo passo. «Il convoglio
appena giunto - conferma Prignachi - è finito da un punto di vista fisico, ma
non completo sotto il profilo di tali impianti, e sarà soggetto come gli altri
due a modifiche e collaudi successivi», da effettuare nell'officina di cui è
munito il deposito. Si aggiunga che non essendoci in Italia impianti analoghi a
quello bresciano, in assenza di norme di sicurezza di riferimento, una apposita
commissione ministeriale sta seguendo passo passo tutte le fasi di realizzazione
dei convogli per certificarne la sicurezza. Di qui la necessità di rispettare
puntualmente i tempi stabiliti. «Ci preme molto il quarto treno - fa sapere il
presidente di Brescia Mobilità - che dovrebbe essere il primo "completo"». Tanto
più che entro il 2010 dovrà essere ultimata la consegna dei primi sei treni.
All'appello, quindi, ne mancano tre: il quarto «dovrebbe arrivare per metà-fine
novembre, gli ultimi due per dicembre». Una corsa contro il tempo che sconta
anche il fatto che la realizzazione dei convogli avviene in stabilimenti di
Ansaldo diversi, tra Reggio Calabria - dove la commissione sicurezza, riunitasi
a Brescia lunedì della scorsa settimana, si incontrerà per metà ottobre -
Napoli, Pistoia e Genova. Sarà proprio dopo l'incontro della commissione di metà
ottobre che si stabilirà la data esatta della prima prova su tracciato di uno
dei primi due convogli Metrobus, in origine attesa per questa estate. Sarà la
prima volta in assoluto che uno dei treni si muoverà - in automatico, è bene
ricordarlo - su uno dei binari del sistema di Brescia. Nella fattispecie sarà
quello del «test track», la linea di prova realizzata in deposito con tanto di
banchina di fermata per la simulazione dell'apertura automatica delle porte dei
vagoni.
In attesa del Cipe e della Loggia
Frattanto, resta alta
l'attenzione anche sul fronte economico per il reperimento delle risorse
necessarie a coprire i costi del metrò. A breve si attende la riunione del Cipe,
slittato venerdì scorso, che dovrebbe dare l'ultimo ok allo stanziamento di 80
milioni di euro. «In sede tecnica ci è già stato comunicato che la
documentazione da noi prodotta è corretta». Aperta resta anche la partita
dell'annunciata patrimonializzazione dell'azienda di piazzale Padre Pio da parte
della Loggia, col trasferimento di immobili (parcheggi pubblici) destinati a
garantire la possibilità di ulteriore indebitamento da parte di Brescia Mobilità
stessa.
Gianluca Gallinari

www.giornaledibrescia.it 29 settembre 2010
Locomotori diesel al deposito Metrobus
Due locomotori diesel, completi di gru di carico girevole dalla portata di 5
tonnellate, sono giunti mercoledì mattina al deposito della Metropolitana, a
Sant’Eufemia.
L’autocarrello, concepito per effettuare manutenzione della linea e
movimentazione di veicoli, è dotato di cestello porta persone, di due pale
spartineve per lo snevamento e di un decespugliatore.
In particolare, per quanto riguarda la movimentazione dei veicoli,
l’autocarrello - spiega Brescia Mobilità - sarà in grado di trainare carri merci
a pieno carico, recuperare un treno passeggeri e intervenire in emergenza per
spostare tutti i veicoli, merci e passeggeri, all’interno del deposito
Nella cabina di guida sono disponibili 8 posti a sedere; nella zona adiacente
la gru è stata realizzata la piattaforma di carico che ha una superficie
disponibile di circa 8 metri quadrati e una capacità di carico di 5 tonnellate.
www.giornaledibrescia.it - Fotogallery:
Locomotori diesel al deposito Metrobus

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Giornale di Brescia 29 settembre 2010
Studenti e trasporti
Il puzzle si compone
Il 95% delle criticità segnalate all’inizio dell’anno è rientrato
E in Provincia si pensa a come evitare disagi in futuro
Si va componendo il «puzzle» dei trasporti pubblici dei quali ogni giorno
usufruiscono oltre 25mila di studenti in tutta la provincia. Non tutti i
problemi segnalati all'inizio dell'anno scolastico da più parti - tra i quali
vere e proprie odissee della durata di addirittura tre ore per tornare a casa da
scuola - sono stati risolti, ma all'Assessorato al trasporto pubblico locale
della Provincia assicurano che «il 95% delle criticità sono rientrate». E già si
pensa a come organizzarsi l'anno prossimo al fine di prevenire i
disagi.
Provincia, presidi e società di trasporti
Per cominciare, a fronte
delle proteste delle famiglie, l'assessore Corrado Ghirardelli ha inviato una
lettera a tutti i dirigenti scolastici delle scuole bresciane chiedendo di
indicare le difficoltà rilevate (mentre il personale ispettivo dell'Assessorato
ha eseguito altri controlli); e le risposte dei presidi sono state
inviate alle società di trasporti interessate. Nel frattempo parte degli
ostacoli è stata superata a seguito dell'adozione dell'orario definitivo da
parte delle scuole. Per il resto - e qui emerge in particolare il caso di
Palazzolo sull'Oglio, del quale riferiamo nell'articolo in alto a destra -,
bisogna decidere come intervenire. Non prima, però, dell'incontro in programma
per oggi a mezzogiorno, in Regione, dove l'assessore Raffaele Cattaneo ha
convocato tutti gli assessori ai Trasporti della Lombardia per fare il punto sui
«tagli» annunciati nei mesi scorsi. Come dire che anche il miglioramento del
servizio rivolto agli studenti in provincia di Brescia dipenderà dalle risorse
disponibili.
Ma non soltanto. Ghirardelli, infatti, punta anche su un
prossimo appuntamento con dirigenti scolastici e società di trasporti per
definire una serie di linee-guida che consentano di evitare problemi all'inizio
del prossimo anno scolastico. L'idea dell'assessore è quella di definire orari
di entrata e uscita da scuola omogenei non solo nelle singole scuole, ma pure
negli istituti ubicati in uno stesso quartiere (per esempio), in modo da
semplificare - e piuttosto concentrare - le uscite dei mezzi di trasporto
pubblico. Ma - aggiungono in Assessorato - sarà utile anche conoscere prima
possibile il numero degli studenti iscritti nei singoli istituti, per poterne
almeno immaginare il flusso.
Quel codicino «impazzito»
In città la
situazione dei trasporti per gli studenti è già sostanzialmente a regime. Lo
testimonia il direttore di Brescia Trasporti, Claudio Garatti, riferendo di un
mese di settembre tutto sommato prevedibile, con criticità - derivanti
soprattutto dalla grande quantità di studenti in alcune zone e dalle
«coincidenze» non sempre facili con le corriere in stazione, «che possono subire
modifiche di orario minori rispetto ai nostri autobus» - sulle quali si
è lavorato alacremente.
L'unico inghippo ha riguardato i circa 500
giovanissimi titolari dell'abbonamento riservato agli alunni della scuola
primaria e secondaria di primo grado, che subito dopo l'inizio dell'anno
scolastico hanno ricevuto a casa una lettera nella quale Brescia Trasporti li
invitava a ripresentarsi - anche dai rivenditori - per convalidare di nuovo il
documento: «Colpa di un codicino che è entrato negli abbonamenti per un disguido
di software, e non trova l'omologo sugli autobus», spiega Garatti. Ribadendo che
c'è tutto il tempo per rimediare. Da parte sua, Brescia Trasporti ha dovuto
correggere il software di bordo su tutti gli autobus. f. sa.
A Chiari problemi risolti
Palazzolo da migliorare
«A Chiari il problema è risolto; a Palazzolo il servizio
è garantito, ma stiamo cercando di migliorarlo». È positivo il quadro che la
Saia ha delineato ieri per quanto riguarda i disagi determinati dalle difficoltà
di adeguare gli orari delle linee di trasporto con quelli, rinnovati, delle
scuole. All'Itcg «Luigi Einaudi» di Chiari, dove sabato gli studenti hanno
scioperato in ragione di questo e altri problemi, secondo la società di
trasporti «la situazione è nettamente migliorata - spiega Marco Benaglio,
referente della zona -. Abbiamo ritardato le partenze dei pullman in modo tale
da aspettare gli studenti, considerato che quest'anno la campanella suona
diversi minuti prima del solito. Un ritardo, questo, che ha avuto degli effetti
a Palazzolo sull'Oglio, dove il passaggio degli autobus è stato posticipato di
una decina di minuti». Un problema che sarà difficile risolvere: «La linea -
continua - è la stessa e le risorse anche. Credo che su questo fronte sarà dura
per noi intervenire». Un altro, infatti, era il problema a Palazzolo: il
sovraffollamento dei pullman che riportano a casa, verso l'una, gli studenti
dell'Ips «Giovanni Falcone». Stando a quanto dicono Saia e Anna Bertoli
(presidente dell'Age, associazione genitori, di Brescia), l'allarme sta
rientrando: «Sono state aggiunte tre nuove corse - riferisce Benaglio -. Alcuni
ragazzi all'inizio non riuscivano nemmeno a prendere l'autobus. Ora il servizio
è garantito per tutti, ma comunque - ammette - da migliorare. Stiamo quindi
lavorando».
Tornando infine a Chiari, una conferma del ridimensionamento del
problema dell'«Einaudi» arriva dal rappresentante degli studenti Alberto Moreni:
«Negli ultimi giorni la situazione è complessivamente migliorata. Ma - aggiunge
- alcuni miei compagni devono attendere ancora mezz'ora il pullman».b.
bert.
In Valsabbia i genitori
centrano l'obiettivo
A
giusta e circostanziata richiesta è stata data veloce risposta.
Così, fin da giovedì scorso e dunque nel breve volgere di
una settimana, il problema lamentato dai genitori di una quarantina di
studenti residenti ad Agnosine, Bione e Odolo è stato risolto. I
genitori chiedevano il cambio d'orario di un pullman in partenza dalla
città verso la Valle Sabbia per evitare i disagi degli studenti
che quest'anno, a seguito della riforma della scuola secondaria di
secondo grado, escono da scuola alle 14. «Basterebbe che uno dei
due pullman che ora viaggiano insieme a metà del loro carico,
partisse mezz'ora dopo. Non chiediamo altro», hanno messo nero su
bianco mamme e papà, raccogliendo le firme e indirizzando la
loro richiesta alla Direzione d'Esercizio della Sia. Da ricordare, al
riguardo, che da quando il biennio alle Superiori è diventato
obbligatorio, sono numerosi gli studenti di Agnosine, Bione e Odolo che
hanno preso a frequentare le scuole cittadine. Tanto che la Sia,
avvalendosi della ditta Almici di Vobarno, ha predisposto per il loro
rientro a casa due autobus che partono uno dietro l'altro. Quest'anno,
però, si sono dovuti fare i conti con la riforma scolastica che
ha equiparato un'ora di lezione a sessanta minuti. Ed ecco il guaio:
uscendo alle 14 - e ad alcuni capita più volte la settimana -
gli studenti valsabbini che frequentano le scuole cittadine
«Artigianelli», «Castelli»,
«Pastori», «Olivieri», «Tartaglia»,
«Lunardi», «Sraffa» e «Fortuny»,
perdevano il «tandem» di pullman che partiva in Stazione
alle 13.30 e saliva diretto fino a Bione. Circostanza che li
costringeva a una serie di cambi e di mancate coincidenze, con il
risultato di arrivare a casa soltanto dopo le 16. Alla Direzione della
Sia è stato sufficiente accettare il suggerimento dei genitori
per risolvere il problema e da giovedì scorso uno dei due
pullman parte dalla Stazione alle 14. ubo
Dalla città al Sebino, questioni aperte
Il Comune di Brescia al lavoro dopo la richiesta di ripristino dello scuolabus a Casazza
Difficoltà di collegamento tra Calcinato e il centro
cittadino mediante l'azienda di trasporti Apam, soppressione dello scuolabus da
Casazza-San Bartolomeo alla scuola media Lana. Sono due questioni affrontate una
decina di giorni fa e lasciate in attesa di un dialogo tra i soggetti coinvolti
e di una soluzione. Ci sono novità?
Per quanto riguarda il primo punto,
«nessuna - spiega Ivana, madre di due studentesse che frequentano un liceo in
città e abitano a Calcinato -. Le ragazze prendono l'autobus Apam fino a
Montichiari e poi faccio il possibile per andare a prenderle ma arrivano a casa
intorno alle 16, alle 19.25 quando hanno il rientro pomeridiano. Ho saputo che
il prolungamento dell'orario di lezione viene vissuto come un problema da molti
ragazzi - continua Ivana -. Insegnanti e dirigente hanno mostrato la massima
disponibilità e la settimana scorsa ho scritto ad Apam e al sindaco di
Calcinato. Da parte mia - conclude la madre delle studentesse - sono disposta a
collaborare per trovare una soluzione a un problema che non è soltanto
mio».
Appuntamento martedì in Comune
Si svolgerà invece martedì prossimo,
5 ottobre, un incontro tra i genitori firmatari di una petizione per il
ripristino dello scuolabus, l'assessore alla Pubblica istruzione del Comune di
Brescia, Andrea Arcai, e alcuni funzionari.
«Abbiamo studiato la questione e
stiamo giungendo a una conclusione per soddisfare tutti, secondo le possibilità
di bilancio», spiega quest'ultimo. Nel frattempo «molti genitori hanno iniziato
a recarsi personalmente a prendere i figli a scuola - commenta Marinella,
portavoce dei firmatari -. Pochissimi ragazzi usufruiscono della linea 11. Se
non dovesse essere ripristinato lo scuolabus, speriamo almeno in un
avvicinamento della fermata alla scuola».
Un rientro pomeridiano
difficile
Intanto permangono i problemi soprattutto per il ritorno a casa nel
primo pomeriggio, per gli studenti che ogni giorno raggiungono Iseo dal basso
lago o dalla Franciacorta. «La questione si è aperta in seguito ai nuovi orari
introdotti sulla base della riforma scolastica - spiega la professoressa Chiara
Genari, vice direttore dell'Istituto «Antonietti» - che ha ridotto le lezioni da
36 a 32 ore settimanali, spostando così l'uscita di centinaia di studenti dalle
14 alle 13 e andando a sfasare le coincidenze di autobus e treni. Per risolvere
il problema - conclude la professoressa - abbiamo raccolto gli orari scolastici
e i paesi di provenienza di tutti i ragazzi e li abbiamo forniti a Saia e
Ferrovie Nord, che stanno studiando la situazione».
A Paderno si raccolgono
le firme
Nel frattempo gli studenti di Paderno hanno organizzato una raccolta
di firme. «I ragazzi escono alle 13 e hanno il primo treno utile alle 13.48 -
spiega Dario Balotta, loro rappresentante - così hanno ampliato l'abbonamento
del treno includendovi anche il bus. Resta il fatto che la corsa delle 13.10
ferma a Passirano, e per raggiunger Paderno devono essere trasportati ancora in
macchina dai genitori».
OLTRE 25MILA PASSEGGERI
Sono oltre 25mila gli studenti che ogni giorno usufruiscono del trasporto
pubblico locale in provincia di Brescia. Il dato proviene dall'Assessorato al
trasporto pubblico locale, che in questi giorni ha lavorato per risolvere i
problemi segnalati all'inizio dell'anno scolastico
SEI NUOVI AUTOBUS
Proprio la settimana scorsa è entrato in funzione un nuovo autobus che copre la
tratta Ossimo-Borno-Darfo. In dotazione alla Sabba, è il primo di sei acquistati
dall'Assessorato al trasporto pubblico della Provincia a seguito di una delibera
precedente le segnalazioni dei disagi nei giorni scorsi
OGGI INCONTRO IN REGIONE
Oggi a mezzogiorno tutti gli assessori ai Trasporti della Regione Lombardia
saranno a Milano per incontrare l'assessore regionale Raffaele Cattaneo (nella
foto) e fare il punto sui «tagli» ai trasporti annunciati nei mesi scorsi.

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Bresciaoggi 29 settembre 2010
IL CASO. Da questa settimana è obbligatorio per i ciclisti l'uso
dell'indumento catarifrangente nei passaggi in galleria e per chi pedala di sera
fuori dai centri abitati
Giubbino nei tunnel. Deroga per la Speri?
Thomas Bendinelli
Gli Amici della bici chiedono l'ok per la galleria di via Mazzini «È breve,
illuminata in maniera adeguata e c'è la pista ciclabile»
Giubbino o bretelle catarifrangente obbligatori per i ciclisti che pedalano
nelle gallerie o fuori dai centri abitati quando il sole è già tramontato:
l'obbligo è scattato in questi giorni, a due mesi dall'entrata in vigore della
legge (la 120/2010) che la scorsa estate ha modificato il Codice della
Strada.
Stando alla legge da questa settimana i ciclisti che attraversano la
galleria del Castello devono indossare il giubbino catarifrangente, ma
dall'associazione Amici della Bici Corrado Ponzanelli arriva un appello a fare
in modo che ci sia una deroga per chi entra nel tunnel cittadino. Non si tratta
di sprezzo del pericolo, anzi, quest'aspetto della normativa viene salutato con
piacere dall'associazione. «Chiediamo però che la galleria Tito Speri venga
esclusa da questo obbligo - spiega il presidente degli Amici della Bici Giorgio
Guzzoni - in considerazione della sua brevità, dell'illuminazione che c'è e per
il fatto che comunque all'interno della stessa galleria c'è la pista riservata
alle biciclette».
INSOMMA, L'OBBLIGO di indossare il giubbino va bene ma
senza esagerare. Se la richiesta di deroga viene fatta al Comune, alle forze di
polizia, gli Amici della Bici chiedono di essere di manica larga
nell'applicazione della legge. Almeno nei primi tempi.
Il consiglio a
indossare il giubbino nelle ore notturne, così come ad avere sulla bicicletta
adeguati strumenti che rendano il ciclista «illuminato» è buona cosa e viene
ricordato di frequente dagli Amici della Bici. In gran parte degli incidenti che
hanno coinvolto i ciclisti l'investitore afferma di non aver visto il ciclista
che era lungo la strada, stava attraversando l'incrocio o circolando su una
rotatoria. Una situazione che peggiora dopo il tramonto e che spesso viene
sottovalutata dai ciclisti. La dinamo è scomoda e comunque non illumina quanto
il faro di un'automobile, i fanali a pile si scaricano o si rompono facilmente.
Tante piccole cose che rendono pericolosa la vita del ciclista. Da qui il
consiglio e le ripetute campagne di sensibilizzazione della Fiab a fare in modo
che non solo le strade siano più sicure e amichevoli nei confronti degli utenti
deboli, ma che anche gli stessi ciclisti prendano maggiormente a cuore la
propria sicurezza indossando i giubbotti catarifrangenti e mantenendo in
funzione i fanali (cosa peraltro imposta dalla stessa legge) ed altri elementi
utili a migliorare la propria visibilità.
DURANTE IL DIBATTITO estivo che ha
portato all'approvazione delle nuove norme del Codice della Strada, in mezzo a
tanti tira e molla, si è creata anche un pò di confusione rispetto all'obbligo
di indossare il casco. «È bene ribadire che nella nuova legge non c'è alcun
obbligo di indossarlo, nemmeno per chi ha meno di 14 anni - sottolinea Guzzoni
-. Resta inteso che si tratta di un presidio consigliato».
La legge
approvata in estate ha inoltre disposto l'abrogazione di un'altra norma che
invece era stata votata lo scorso anno e che prevedeva l'applicazione della
sanzione accessoria del taglio dei punti patente anche ai ciclisti. Una norma
che era stata definita dalla Fiab «irragionevole» e che si prestava peraltro a
profili di incostituzionalità. Ai ciclisti che infrangono il Codice della Strada
non verrà insomma tolto nessun punto sulla patente di guida. Il che non
significa però che siano esenti anche dalle multe. Di casi se ne registrano
pochi, ma anche nei giorni scorsi un ciclista contromano nei pressi di via
Donegani (proprio a pochi passi dal comando dei vigili) è stato multato. Ma dove
potranno rivolgersi i ciclisti sprovvisti di giubbetto per mettersi in regola
con il nuovo codice? Con l'entrata in vigore della nuova normativa la
Federazione italiana Amici della Bicicletta ha messo a disposizione un giubbino
catarifrangente, fatto in materiale leggero e traspirante per permetterne l'uso
anche nei mesi estivi.
IL GIUBBINO può essere richiesto allo sportello «Più
Bici a Brescia» in piazza Loggia 13/b tutti i giovedì dalle 15.30 alle 18.30 e
il sabato dalle 9.30 alle 12.30.
«QUESTO è un servizio in più e rientra
nella campagna promozionale e di sensibilizzazione che la Fiab fa da diversi
anni - afferma il presidente degli Amici della Bici di Brescia Giorgio Guzzoni,
sollecitando tutti ad adeguarsi alla novità-. Non è però obbligatorio avere
questo tipo di giubbino, va bene un qualsiasi modello omologato, del tipo di
quelli che già ora bisogna avere sempre sulla propria automobile».
LE POLITICHE ATTIVE. I suggerimenti per rendere più sicure le strade sulle
due ruote
«La prima soluzione ai guai
è avere più ciclisti in strada»
Guzzoni: «Serve un cambio nella programmazione con più piste e zone 30 ma
anche isole ambientali»
Statistiche alla mano, i due provvedimenti più efficaci per la sicurezza dei
ciclisti e di tutti gli utenti della strada sono l'incremento del numero dei
ciclisti stessi sulle strade e la riduzione della velocità nei centri urbani da
parte dei veicoli a motore attraverso la diffusione delle cosiddette «zone 30»
(come limite di velocità) e delle «isole ambientali». Se nel secondo caso il
perché è facilmente comprensibile, il primo forse un pò meno: «Sono le
statistiche a dirlo e il motivo c'è - spiega Giorgio Guzzoni, presidente degli
Amici della Bici -: se sulla strada ci sono tanti ciclisti, l'automobilista
tende in qualche modo a controllarsi, se invece sono pochi l'incontro con il
ciclista diventa inaspettato».
L'AUMENTO del numero di spostamenti in
bicicletta non hanno a che fare con il Codice della Strada ma con politiche
apposite. Su questo piano la Fiab rileva che ben poco continua a essere fatto e
non è quindi un caso se l'Italia è tra i fanalini di coda in Europa per quanto
riguarda gli spostamenti in bicicletta. Rispetto alla situazione in città,
Guzzoni tratteggia un quadro di «luci e ombre». «Il primo piano della mobilità
ciclabile risale al 2000 – ricorda -. Nel corso degli anni sono stati fatti
diversi interventi. La rete delle piste è stata estesa, è stato introdotto il
servizio di noleggio gratuito BiciMia, è stato costruito il bel parcheggio per
biciclette in stazione». Poi, però, c'è stato un rallentamento nelle politiche a
favore della mobilità ciclabile. Che, sottolinea il presidente degli Amici della
Bici, «non è legato solo al cambio di Amministrazione, ma è iniziato prima». Ora
pare che ci sia un ritorno di sensibilità. «Sappiamo che è in fase di
elaborazione un nuovo piano della mobilità ciclabile cittadina – afferma Guzzoni
-, elaborato dall'assessorato con il contributo di diverse associazioni, tra cui
la nostra. Sulla carta rappresenta un passo avanti rispetto a quello del 2000 e
il principio di fondo su cui si basa è la messa in sicurezza dei percorsi
esistenti». Nel frattempo Guzzoni vorrebbe un maggiore impegno sul piano della
manutenzione dell'esistente: strisce, cordoli, segnaletica. «Piccole cose –
osserva -, ma se viene rifatto il manto della corsia Lam, perché mettere solo il
simbolo dei bus e dei taxi e non quello delle bici?». TH.BE.
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Bresciaoggi 28 settembre 2010
Per monitorare i treni regionali ora c'è «My-Link»
Orari e ritardi dei 2.220 convogli ora controllabili via internet,
telefonino. e-mail e numero verde
In Lombardia è entra in funzione a pieno regime da ieri My-Link, il nuovo
pacchetto di infomobilità al pubblico realizzato da Trenitalia-LeNord.
«Con
questa nuova modalità di comunicazione prosegue l'impegno a garantire sempre più
strumenti e canali d'informazione al viaggiatore, vero punto di riferimento del
servizio ferroviario regionale», ha spiegato l'assessore alle Infrastrutture e
alla Mobilità della Lombardia Raffaele Cattaneo, presentando il servizio.
«IL
PACCHETTO My-Link mette cinque strumenti a disposizione dei 600mila viaggiatori
che ogni giorno si spostano su uno dei 2.220 treni Trenitalia-LeNord: un portale
internet, all'indirizzo www.trenitalialenord.it; un servizio consultabile da
telefono cellulare collegandosi all'indirizzo web http://mobile.my-link.it; un
servizio di infomobilità in tempo reale via sms; il numero verde 800 500 005 e
un servizio di e-mail per inviare segnalazioni e richieste di informazioni che
fornisce risposte entro 72 ore.
«Dopo la fase sperimentale del servizio messa
a punto dall'azienda - ha spiegato l'assessore Cattaneo - entra nel vivo la
nuova opportunità che consente di monitorare e restare aggiornati sui servizi di
trasporto, attraverso una modalità rapida e moderna. Per realizzarla ci siamo
avvalsi della collaborazione delle associazioni dei consumatori e dei pendolari
che si sono prestati a testare per primi My-Link e che ringrazio per il
contributo che hanno fornito a favore di un servizio ora a disposizione di
tutti».
QUANTO agli obiettvi della Regione Lombardia per migliorare il
servizio ferroviario regionale, «il fronte su cui stiamo insistendo con
Trenitaria-Le Nord è duplice - ha rivelato Cattaneo -: da una parte garantire
più informazioni a chi si mette in viaggio e utilizza i servizi; dall'altra,
puntare a standard qualitativi sempre più alti, monitorando la puntualità
nell'intera giornata e nell'ora di punta, oltre al decoro e alla pulizia dei
convogli. Ci sono segnali che ci fanno ben sperare: dalla raccolta dei dati
emergono indicatori che risultano essere positivi rispetto all'anno precedente,
ma c'è ancora molto da fare per garantire un servizio all'altezza delle
aspettative dei cittadini lombardi. Questo è proprio l'obiettivo per cui è nata
la società e a cui sta lavorando Trenitania-Le Nord

Giornale di Brescia 28 settembre 2010
Per Trenitalia-LeNord parte il servizio «My-Link»
Entra in funzione a pieno regime My-Link, il nuovo pacchetto di infomobilità al
pubblico realizzato da Trenitalia-LeNord. «Con questa nuova modalità di
comunicazione - ha spiegato l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità di
Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, nel corso della conferenza stampa di
presentazione del nuovo servizio - prosegue l'impegno a garantire sempre più
strumenti e canali d'informazione al viaggiatore, che viene messo al centro ed è
il vero punto di riferimento del servizio ferroviario regionale».
Il
pacchetto My-Link metterà a disposizione dei 600mila viaggiatori che ogni giorno
si spostano su uno dei 2220 treni offerti da Trenitalia-LeNord, cinque
strumenti: un portale internet (trenitalialenord.it), un servizio consultabile
da telefono cellulare attraverso la versione mobile collegandosi all'indirizzo
web http://mobile.my-link.it, un servizio di infomobilità in tempo reale via
sms, un numero verde (800 500 005) e un servizio e-mail per inviare segnalazioni
e richieste di informazioni, che fornisce risposte entro 72 ore.
«Dopo la
fase sperimentale del servizio messa a punto dall'azienda - ha spiegato
l'assessore Cattaneo - con la giornata di oggi entriamo nel vivo di una nuova
opportunità che consente di monitorare e restare aggiornati sui servizi di
trasporto, attraverso una modalità rapida e moderna, sempre in linea con chi
utilizza i treni regionali. Per realizzarla ci siamo avvalsi della
collaborazione delle associazioni dei consumatori e dei pendolari che si sono
prestati a testare per primi My-Link e che colgo l'occasione di ringraziare per
il contributo che hanno fornito a favore di un servizio che da oggi è a
disposizione di tutti».
Durante la conferenza stampa l'assessore ha inoltre
illustrato i nuovi traguardi su cui Regione Lombardia, di concerto con
l'azienda, punta per migliorare il servizio ferroviario regionale. «Il fronte su
cui stiamo insistendo con Tln è duplice - ha concluso Cattaneo - da una parte
garantire più informazioni a chi si mette in viaggio e utilizza i servizi e,
dall'altra, puntare a standard qualitativi sempre più alti, monitorando la
puntualità nell'intera giornata e nell'ora di punta, il decoro e la pulizia dei
convogli».

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Giornale di Brescia 26 settembre 2010
Il viaggio in «Accabus» si programma, ma non solo
Sono un centinaio i passeggeri che utilizzano il servizio di Brescia Trasporti. Ogni giorno si verificano 80 spostamenti
La completa eliminazione delle barriere architettoniche è ancora un risultato
lontano da raggiungere. «Soprattutto - spiegano a Brescia Trasporti - perché non
è sufficiente avere un parco autobus idoneo al trasporto di disabili, quando in
una città esistono una serie di impedimenti, anche oggettivi, che ne rendono
difficile il loro pieno utilizzo.
Tuttavia, crediamo che gestire il trasporto
pubblico di una città significhi rispondere ad esigenze sociali diverse
adeguando il servizio offerto alle necessità di particolari categorie di
utenti.Pensate, ad esempio, all'avvento degli autobus ad un solo gradino, che ha
di molto migliorato l'accessibilità delle persone anziane. Per chi ha
particolari difficoltà motorie, invece, da tempo abbiamo istituito un servizio
speciale come l'Accabus che viene mediamente utilizzato da un centinaio di
persone, con una ottantina di servizi al giorno».
Si tratta di un servizio a
chiamata o programmato effettuato con minibus appositamente attrezzati e
riservato agli utenti con particolari difficoltà motorie. Esso è riservato a
clienti con particolari difficoltà motorie e residenti nel Comune di Brescia;
dispone di minibus appositamente attrezzati
Il servizio viene svolto per
conto del Settore Servizi Sociali del Comune, al quale l'interessato deve
rivolgersi per potervi accedere. Se c'è il nulla osta dagli uffici di piazzale
Repubblica, Brescia Trasporti rilascia i documenti di viaggio del tipo
richiesto. Condizione indispensabile per l'ammissione al servizio, è quella di
non poter fisicamente usufruire dei normali bus di linea.
«In questo
servizio, ci sono autisti che sono anche autorizzati a scendere ed aiutare la
persona a salire sul mezzo - conclude Brescia Trasporti - Negli altri autobus
urbani, invece, l'autista non può abbandonare il mezzo sul quale, peraltro, si
trovano altri passeggeri».

Autonomia dei disabili: abisso tra desiderio e realtà
Pullman extraurbani:
ci sono le pedane, ma spesso manca il telecomando
Autobus in città: su 1.200
fermate solo in 400 si può far salire la carrozzella
Accade ancora che chi si muove sulla sedia a rotelle rischi di non potersi
muovere. «Sono una libera cittadina e, in quanto tale, devo potermi spostare
senza prenotazioni e senza avviso alcuno», dichiara, la rabbia ormai contenuta
di chi da decenni combatte affinché le barriere architettoniche diventino un
lontano ricordo.
Non è così. Non lo è, a volte, per dimenticanza o per
leggerezza da parte di chi dovrebbe garantire l'accessibilità a tutti,
soprattutto sui mezzi di trasporto pubblico. Non lo è, spesso, perché non è
sufficiente avere un autobus con una pedana idonea ad accogliere un passeggero
sulla sedia a rotelle se, poi, il marciapiede non è adeguato o il luogo della
fermata non permette una discesa in sicurezza.
Diritti disattesi
Eppure, i
diritti disattesi «bruciano», soprattutto se limitano fortemente la libertà
personale. «Da un anno, 2 volte alla settimana usufruisco della corsa
dell'autobus extraurbano che collega Vighizzolo con Calcinato, alle 12.50. Ho
fatto richiesta scritta perché venisse messo su quella linea un mezzo con pedana
per disabili - racconta una passeggera -. Il 20 settembre alle 12.45 mi stavo
recando alla fermata quando è passata una vettura che mi sembrava fosse di
quelle accessibili, ma non si è fermata. Dopo poco un'altra, ma inaccessibile.
Alle 13.30 ancora un'altra, non accessibile. L'autista in mia presenza ha
telefonato in sede segnalando per la seconda volta che io ero ferma ad aspettare
un mezzo idoneo e chiedendo che se ne mettesse subito in linea uno. Solo alle 14
ho potuto salire su un'autovettura adatta, che non è stata fatta partire per me,
ma che effettuava il suo normale tragitto...».
«Non tutti gli autobus
extraurbani sono in possesso di un dispositivo per accogliere a bordo una
persona disabile. Questo non accade per gli autobus urbani che, ormai, hanno
tutti un posto a sedere dedicato ai disabili e la possibilità di salire grazie
alla presenza di un solo gradino», spiegano a Brescia Trasporti.
E, tuttavia,
la distanza tra il desiderio la realtà è ancora enorme. Nel documento «diritti e
doveri del passeggero del trasporto pubblico di linea» della società Apam,
gestore dei servizi ai quali la nostra lettrice ha avuto difficoltà ad accedere,
si legge: «I passeggeri diversamente abili in carrozzina possono accedere ai
servizi di trasporto pubblico utilizzando gli autobus che espongono alla porta
il simbolo stilizzato di una carrozzina bianca. La prenotazione telefonica è
vivamente consigliata, a garanzia della presenza sulla corsa di un veicolo
attrezzato e del corretto funzionamento del dispositivo di
salita».
L'esposizione del simbolo
Ma l'esposizione del dispositivo non è
sempre una garanzia. Eccone la prova: «Il 13 agosto mi sono recata alla stazione
di Brescia per prendere il pullman diretto a Mantova delle 17.50. Non mi è stato
possibile farlo, perché anche se il mezzo esponeva il logo di accessibilità,
mancava il telecomando per azionare la pedana. Stessa situazione anche per le
altre 3 vetture ferme alle rispettive pensiline. Solo dopo varie prove e con
l'intervento del responsabile movimento, sono riuscita a viaggiare su una quinta
vettura che aveva in dotazione il telecomando…Nel frattempo era passata
mezz'ora. Ritengo questa situazione paradossale e discriminatoria. A cosa serve
avere il parco macchine adattato ad accogliere persone con disabilità, se poi
non ci sono i telecomandi? Ogni autista, oltre ad essere dotato di chiave di
accensione, dovrebbe anche avere con sé il telecomando. Vi ricordo che la legge
regionale n.6 è del 1989! Sono passati 20 anni, ed io non posso accettare che mi
si dica:«Se lei avesse avvisato l'ufficio movimento, questo avrebbe provveduto a
mettere in linea un mezzo funzionante».
E se la disavventura della nostra
lettrice potrebbe essere ricondotta anche ad una dimenticanza, non accade sempre
così per chi deve muoversi con i mezzi pubblici in città. «La maggior parte dei
nostri autobus urbani ha il dispositivo per la salita dei disabili ed un posto a
bordo riservato, oltre alla possibilità per un eventuale accompagnatore di
effettuare gratuitamente la corsa - spiegano a Brescia Trasporti -. Tuttavia,
non in tutte le zone della città è possibile far scendere la pedana per
accogliere la carrozzina. In corso Zanardelli, ad esempio, non c'è il
marciapiede e l'inclinazione della pedana non ne permette l'uso. Certo, se
l'autobus riesce ad accostare in modo adeguato, può salire chiunque». Per
cercare di superare le difficoltà esistenti, Brescia Trasporti e assessorato ai
Trasporti del Comune stanno facendo un censimento di verifica dell'accessibilità
delle fermate degli autobus rispetto al percorso pedonale: ad oggi, su 1200
presenti in città, quelle accessibili sono circa 400. «Credo che costituisca di
certo un passo in avanti, ma spesso ci chiediamo: se la fermata ha tutte le
carte in regola, con il marciapiede di almeno 18 centimetri che permetta l'uso
della pedana e, poi, il percorso che porta a quella fermata continua ad avere
barriere che frenano il movimento di chi è disabile?», aggiungono.
Accanto
al censimento, è costante anche il confronto con alcune realtà, come quelle che
rappresentano i non vedenti, che chiedono l'indicazione sonora della fermata e
anche della porta dalla quale salire sull'autobus. «Abbiamo appena detto che le
fermate in città sono circa 1200, quasi tutte nei pressi di civili abitazioni e
le corse dei bus, almeno durante il giorno, hanno una frequenza molto elevata.
Il dispositivo sonoro, se da un lato potrebbe risolvere il problema di chi non
riesce a vedere, dall'altro ne creerebbe uno per i molti residenti che devono
ascoltare in modo quasi ossessivo i continui annunci degli autobus in arrivo».
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Kallas: “Abbiamo bisogno di una nuova cultura per la mobilità
urbana. Il tpl deve costituire un'alternativa all'auto attraente e
confortevole, non una tortura!"
Bruxelles. Tpl: le aziende europee chiedono finanziamenti
stabili su obiettivi a lunga scadenza
Le aziende europee di trasporto pubblico chiedono più
finanziamenti. Ad avanzare la richiesta ha pensato ieri il presidente
dell'Unione internazionale del trasporto pubblico (Uitp), Alain Flausch, nel
corso di un'assemblea dell'associazione alla quale erano presenti oltre 300
partecipanti
Il trasporto pubblico ha bisogno di
finanziamenti stabili, le città richiedono una nuova cultura della mobilità
urbana e nuovi sforzi devono essere realizzati per limitare la congestione
legata al traffico.
Le aziende di trasporto pubblico chiedono più finanziamenti. Ad
avanzare la richiesta ha pensato ieri il presidente dell'Unione internazionale
del trasporto pubblico (Uitp), Alain Flausch, nel corso di un'assemblea
dell'associazione alla quale erano presenti oltre 300 partecipanti.
“Le attività legate al trasporto pubblico non potranno
sopravvivere senza un maggior sostegno da parte delle autorità pubbliche. I
budget annuali per le attività del trasporto pubblico non sono sufficienti,
abbiamo bisogno di introiti stabili" ha affermato Alain Flausch,
secondo il quale anche l'Ue deve impegnarsi a stanziare fondi per sviluppare il
trasporto pubblico.
“Il trasporto pubblico ha bisogno di piani di finanziamento
stabili basati su obiettivi a lunga scadenza - ha proseguito Flausch -. I
bilanci annuali non sono favorevoli alle attività legate al trasporto
pubblico".
“La mobilità è un diritto fondamentale per tutti. Lo sviluppo
qualitativo del trasporto pubblico costituisce un'alta priorità" - ha
affermato Brigitte
Grouwels, ministro della regione di Bruxelles, responsabile dei
lavori pubblici e dei trasporti -. Entro il 2018 il traffico a Bruxelles deve
diminuire del 20%. Si tratta di un obiettivo ambizioso. Per raggiungerlo,
incoraggerò fortemente le tipologie di trasporto alternativo: le camminate a
piedi, la bicicletta, e soprattutto il trasporto pubblico".
Rivolgendosi ai rappresentanti delle istituzioni europee, il
presidente Flausch ha aggiunto: “Se vogliamo realmente questo cambiamento
modale l'Unione europea deve investire nel trasporto pubblico".
Il vicepresidente della Commissione europea, Siim Kallas
ha sostenuto le proposte targate UITP, riconoscendo che uno dei problemi più
gravi dei cittadini europei é attualmente la congestione da traffico “Abbiamo
bisogno di una nuova cultura per la mobilità urbana - ha dichiarato Kallas -.
Il trasporto pubblico deve costituire un'alternativa all'automobile che sia
attraente e confortevole, non una tortura!".
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Bresciaoggi 24 settembre 2010
INFRASTRUTTURE. Considerazioni allarmanti dall'analisi dei numeri aggiornati
a giugno
Metrobus, i veri conti
La «zavorra» ai raggi X
Massimo Tedeschi
Il funzionamento della metropolitana rischia di gravare sulle casse comunali
da un minimo di 7 ad un massimo di 20 milioni all'anno
Proviamo ad aggirare le polemiche politiche. E quelle giudiziarie. Lasciamo che
siano i giudici a stabilire se le accuse scagliate dall'attuale assessore al
Bilancio Fausto Di Mezza alla vecchia amministrazione abbiano leso l'onorabilità
dell'allora sindaco Paolo Corsini.
Usciamo dal rimpallo, abbastanza
stucchevole, fra il centrodestra che ritiene di essere «stato tenuto all'oscuro
di tutto» (non però di sicuro negli ultimi due anni, da quando ha conquistato
Loggia e società controllate) e un centrosinistra che ricorda che fin
dall'inizio, nell'affaire-metrò, sono state coinvolte istituzioni come Provincia
e Regione a maggioranza di centrodestra.
Insomma spogliamo la
questione-metrò di tutte le complicazioni giudiziarie, politiche e polemiche che
la gravano. Proviamo a stare ai numeri.
I numeri - che dovrebbero essere
incontrovertibili - ci sono e, per una volta, sono bipartisan. Li sforna a ritmi
semestrali, per sottoporli ai capigruppo in Loggia, Brescia Mobilità attraverso
il suo presidente (Valerio Prignachi, Pdl) e il direttor generale Roberto Moreni
(nominato dalla giunta-Corsini, confermato dalla giunta-Paroli). Li ha
distribuiti lo stesso Pd, nella sua ultima conferenza sul tema.
Ebbene
guardando a questi numeri - e al loro aggiornamento più recente, che risale al
giugno 2010 - è inevitabile allarmarsi. E constatare che il funzionamento (non
il completamento, di cui parliamo a parte) del metrò rischia di gravare le casse
comunali da un minimo di 7 a un massimo di 20 e più milioni all'anno. Una
«zavorra» che rischia di ricadere dalle casse comunali alle tasche dei
bresciani, insomma su tutti noi. E per alleggerire la quale urge un impegno di
tutto il sistema politico.
TRE GAMBE. La premessa da fare è che bisognerà
abituarsi a ragionare sulla sostenibilità di tutto il servizio di Trasporto
pubblico locale (Tpl), e non solo del metrò in quanto le previsioni finanziarie
ragionano proprio sul sistema bus+metrò. La sostenibilità economica della
gestione del Tpl allargato al metrò secondo le previsioni di Brescia mobilità,
poggia su tre gambe: numero dei passeggeri, tariffe e corrispettivo di servizio.
Tutti e tre questi elementi hanno, oggi, delle criticità.
L'AUMENTO CERTO.
Cominciamo dalla voce più «semplice». I piani finanziari prevedono che il
corrispettivo di servizio che il Comune di Brescia versa a Brescia Mobilità (ed
è in gran parte coperto dalla Regione) conosca dal 2013 un incremento di 7,2
milioni di euro all'anno, proprio per l'avvio della metropolitana leggera
automatica. Le prime ipotesi erano che 2,2 di questi milioni passassero dalla
Provincia al Comune per effetto della riduzione del chilometraggio dei bus
extraurbani, attestati ai capolinea del metrò. Nessuno però ha avviato
trattative in tal senso: i 7,2 milioni in più di corrispettivo, insomma, saranno
tutti a carico della Loggia. Sempre che la Regione, per effetto dei tagli
governativi, non riduca il proprio contributo aumentando la quota a carico del
Comune.
LA SFIDA-PASSEGGERI. Non meno decisivo il numero dei passeggeri che
viaggeranno sul sistema di Tpl integrato metrò + bus. Il piano prevedeva che a
fine 2011 viaggiassero sui bus cittadini 38,75 milioni di passeggeri all'anno e
con l'avvio del metrò si aggiungano 15,31 milioni di passeggeri, arrivando a 54
milioni di passeggeri/anno. Dove trovare i passeggeri mancanti?
Le
previsioni di Brescia mobilità indicano 1,92 milioni di passeggeri acquisiti
dalla rete extraurbana dei pullman e intercettati ai terminali est e nord; 4,83
milioni di passeggeri provenienti dal traffico privato intercettando le auto in
ingresso ai parcheggi di interscambio; 6,20 milioni di passeggeri derivanti dal
minor utilizzo del mezzo privato in città a favore del mezzo pubblico; 2,36
milioni all'anno di «nuovi passeggeri» generati e attratti dal nuovo servizio.
Raggiungere questi traguardi oggi è (in parte) meno difficile, considerando
che i passeggeri a fine 2009 erano già 42,7 milioni (4 milioni in più rispetto
alle previsioni). Resta comunque il problema di «recuperare» oltre 11 milioni di
passeggeri in più ogni anno, se si vuole che il sistema del trasporto pubblico
locale regga. Perchè questo avvenga sono però necessarie politiche coerenti su
viabilità, parcheggi dentro e fuori la città, accessi a Brescia, ecc. Se il
numero dei passeggeri sarà inferiore, per trovare l'equilibrio economico di
gestione bisognerà agire sulle altre due leve: i trasferimenti comunali (i 7,2
milioni non basterebbero più) e/o le tariffe.
IL NODO-TARIFFE. È il più
complicato, e delicato. La sostenibilità finanziaria della gestione del Tpl
allargato al metrò poggia su un biglietto per la rete dei trasporti pubblici
che, dopo aumenti progressivi, dovrebbe arrivare a fine 2012 a 1,89 centesimi
(Iva compresa). Una previsione abbastanza irrealistica, visto che oggi il
biglietto è ancora fermo a 1 euro, e in nessuna città italiana ha mai raggiunto
livelli simili. Già oggi tuttavia, in base alla gara per il Trasporto pubblico
locale, il biglietto del bus «costa» ben più dell'euro pagato dal passeggero. Il
corrispettivo programmato è infatti di 1,35 euro. Chi colma, almeno in parte, la
differenza fra 1 euro pagato dal passeggero e 1,35 euro spettanti a Brescia
trasporti? Naturalmente il Comune, che attualmente integra già il corrispettivo
a Brescia Trasporti con 3 milioni di euro all'anno, destinati ad aumentare di
600mila euro ogni anno.
NEL CASO IL COMUNE fosse chiamato a integrare anche
«solo» di 30 centesimi il titolo di viaggio di ognuno dei 50-54 milioni di
passeggeri previsti, si arriverebbe a 15 milioni e più all'anno di esborso del
Comune. Che sommato ai 7,2 milioni di maggiore esborso «garantito» attraverso il
corrispettivo fisso a Brescia Trasporti, finirebbe per zavorrare il bilancio
della Loggia in maniera letale.
A suo tempo la speranza non dichiarata era
che la Regione potesse integrare ulteriormente i suoi contributi. Ma, con i
tempi che corrono e la minaccia di tagli, la speranza s'è dissolta.
Questi i
numeri su cui, al di là delle polemiche, la politica e l'amministrazione
cittadina già oggi devono misurarsi.

L'INTERVISTA. L'assessore al Bilancio, dopo le polemiche con l'ex sindaco
Corsini, spiega come la società può «irrobustirsi»
«Le risposte? Deve darle la città»
Di Mezza: «Chi ha fatto quel piano finanziario ha indicato i problemi ma non
le soluzioni Patrimonializzare Brescia Mobilità per permetterle di coprire le
perdite di gestione»
Brescia Mobilità non è abbastanza «robusta». Non ha le spalle sufficientemente
larghe per reggere, dopo il mutuo da 220 milioni di euro, il peso di un altro
mutuo da 53 milioni. Per questo va «capitalizzata». Conferendole, magari, la
proprietà dei parcheggi in struttura. Ma questa è solo una delle ipotesi allo
studio, come conferma l'assessore al Bilancio del Comune, Fausto Di Mezza.
Questa forma di patrimonializzazione è già decisa?
No, è ancora allo
studio. E non è l'unica possibile. Ma soprattutto il problema è più grande: non
si tratta infatti di dotare una società di patrimonio per consentirle di
indebitarsi, senza sapere come farà poi a pagare quel debito. Il conferimento
dei parcheggi risolve un problema tattico, ma non è ancora una risposta
strategica.
E il problema strategico qual è?
Che non possiamo indebitare
la società per pagare il nuovo mutuo, poi per pagare le riserve, e poi magari
per pagare anche i costi di gestione. Dobbiamo patrimonializzare Brescia
Mobilità non solo per permetterle di pagare il debito ma perchè possa colmare le
perdite, certe, che deriveranno dalla gestione della metropolitana leggera
automatica. Insomma, quello che dobbiamo fare è mettere la società in condizione
di fare investimenti per fare reddito.
Non è un obiettivo fuori dalla
portata di una società che gestisce autobus e parcheggi?
In realtà non sto
pensando a quello ma ad operazioni come quella del salvataggio di Omb con la
successiva nascita di Omb International, operazione che si sta confermando
vincente anche dal punto di vista finanziario. La questione dunque è che Brescia
Mobilità deve diventare qualcosa di più rispetto a quello per cui è nata:
un'azienda che si occupa di mobilità sostenibile a tutto campo, ma anche di
fotovoltaico e di molto altro ancora. I parcheggi non bastano, bisogna mettere
la società in condizione di fare investimenti credibili, che si ripaghino.
Brescia Mobilità, intendo dire, deve diventare una società sostenibile.
In
caso contrario i costi aggiuntivi della gestione del sistema metrò e bus ricadrà
sulle casse del Comune?
Sì, e peraltro con un problema in più. Quei costi
andrebbero nel capitolo delle spese correnti. Ma non puoi vendere patrimonio,
non puoi alienare i gioielli di famiglia, per pagare spese correnti: devi
attingere dalle entrate correnti. Però le entrate correnti non possono
ragionevolmente aumentare e già adesso, per rispettare il patto di stabilità,
siamo impegnati a tagliare 10 milioni dal bilancio 2010: un'impresa già questa.
Quanto ai dividendi di A2A, sono essenziali per coprire la spesa sociale, il
personale, i servizi: non possiamo sperare di attingere lì.
Lei va ripetendo
che il biglietto del bus dovrà arrivare alla svelta a 1 euro e 20.
Se è per
quello, sto facendo fuoco e fiamme. Ma è bene chiarire che neppure quello
basterebbe: una quota della spesa di gestione ricadrebbe comunque sul Comune di
Brescia e, oggi, anche 10 milioni di euro di spesa corrente in più ogni anno
sarebbero insostenibili. Per questo stiamo cercando soluzioni alternative. È
quello che continuo a ripetere a tutti, magari accalorandomi nei toni ma dicendo
una cosa incontrovertibile: noi abbiamo ereditato il cantiere della
metropolitana leggera automatica e un piano finanziario. Ma chi ha fatto quel
piano finanziario ha indicato i problemi, non le risposte. Le risposte, adesso,
deve darle la politica bresciana. Deve darle la città. M.TE.
Castelletti: «Ma l'allarme non deve essere un alibi»
Sul tema si registra l'intervento di Laura Castelletti, capogruppo in
Consiglio comunale dell'omonima lista e già canditata sindaco.
«L'impressione
è che le scelte future che riguardano il metrobus - sottolinea Castelletti -
siano condizionate dalla ricerca, per taluni, di un alibi alle proprie
difficoltà nella gestione di un'opera d'importanza strategica, e di un bisogno
di tornare visibili da parte di altri. Più che attardarsi sulle vicende del
passato bisognerebbe guardare avanti, dopo aver sgombrato il campo da dubbi di
correttezza che allo stato non vedo. Quando si dice che i conti non tornano,
bisogna anche ricordare che Brescia nella fase conclusiva delle operazioni
relative ai finanziamenti 2003 del metro ha ottenuto un raiting AA (che è il
grado di affidabilità di un Comune in funzione della sua capacità
d'indebitamento). Ricordo anche che ogni passaggio significativo, sia
finanziario che dello stato di avanzamento dei lavori, è stato verificato dalla
Conferenza capigruppo in Loggia a cadenze ricorrenti (come riportano i verbali
che mi auguro diventino prassi anche della commissione consiliare preposta
appena costituita) cosa che in questi ultimi due anni questo non è invece
accaduta».
«A chi afferma che sbagliati sono i conti di partenza relativi
all'utilizzazione del sistema di trasporto - continua Castelletti - dico che,
oltre ad essere convalidati da tutte le istanze che si sono via via succedute
nell'esame del progetto nato in Asm fin dagli anni '80, vi sono state totali
condivisioni sul grado di affidabilità. Ovviamente i dati dovevano essere
corroborati da: una capitalizzazione di Brescia Mobilità superiore a quella
attuata; da una politica tariffaria progressivamente crescente; da una politica
sul tema della mobilità che in continuità con le scelte passate faccia svolgere
al metro il ruolo di asse di forza connesso alla rete di trasporto pubblico
urbano e extraurbano, capace d'intercettare le correnti di traffico provenienti
da diverse aree provinciali».
CASTELLETTI conclude : «E' talmente importante
quest'opera che rilevo che l'agenda politica dettata dalla Lega in queste ore
riconferma, ma non poteva essere altrimenti, il programma della metropolitana
come centrale per il futuro della città. La Lega, meglio di altre forze
politiche di maggioranza, ha capito il ruolo strategico di questa grande opera,
ma anche che sarà l'unica che inaugurerà nel corso di questo mandato (le altre
paiono sempre più lontane».
Ora costa 772 milioni ne vanno trovati 53
Quanto costa completare i lavori della metropolitana leggera automatica di
Brescia? I costi previsti dal consiglio comunale il 10 ottobre 2004, con
un'inflazione stimata del 2,7 per cento annuo, Iva esclusa, erano di 750 milioni
di euro.
I COSTI AGGIORNATI al giugno 2010 (con un'inflazione prevista al 2
per cento) sono di 772 milioni di euro. Detratti i contributi a fondo perduto di
Comune, Provincia e Regione Lombardia (432 milioni di euro), detratti i 67
milioni di autofinanziamento di Brescia Mobilità, detratto il mutuo di 220
milioni contratto con la Cassa depositi e prestiti (tasso fisso 4,34 per cento,
ammortamento in 30 anni, rate semestrali posticipate di 6,6 milioni cadauna)
restano da reperire, l'anno prossimo, 53 milioni di euro sul mercato
finanziario.
Brescia Mobilità è in condizione di indebitarsi per altri 40-45
milioni di euro, non di più. Da lì è nato il tormentone su come reperire i 53
milioni mancanti. A cui, per la verità, andrebbero aggiunte le «riserve» (ovvero
gli extracosti) reclamate dalle aziende costruttrici, e che per effetto di
alcuni moltiplicatori ammontano ormai a più di 400 milioni, peraltro contestati
e respinti dalla società Brescia Mobilità.
QUANTO alle opere complementari
alla metropolitana, al di là del balletto fra i 40 milioni di euro stimati dalla
vecchia giunta, e gli 80 milioni ipotizzati dai progettisti incaricati dalla
nuova giunta, c'è una cifra precisa: sono i 13,3 milioni di costo complessivo
dei tre progetti già approvati dal Comune: la nuova piscina di Mompiano, il
consolidamento di Palazzo Loggia e le sistemazioni di via Triumplina. M.TE.
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Giornale di Brescia 24 settembre 2010
Castelletti: sul metro
solo polemiche inutili
«Le Lega ha capito che è un’opera strategica» |
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Laura Castelletti interviene nel dibattito sul metrobus che nei giorni scorsi ha
visto come protagonisti l'ex sindaco Paolo Corsini e l'attuale assessore al
Bilancio Di Mezza prendendo le distanze da una polemica definita
«inutile».
«Il metro di Brescia è tornato alla ribalta della scena politica
locale, ma non nel migliore dei modi - scrive la Castelletti in una nota-.
L'impressione è che le scelte future che lo riguardano siano condizionate dalla
ricerca, per taluni, di un alibi alle proprie difficoltà nella gestione di
un'opera d'importanza strategica e di un bisogno di tornare visibili da parte di
altri».
Secondo l'esponente socialista «più che attardarsi nelle vicende del
passato, bisognerebbe guardare avanti», ma la Castelletti ricorda anche che fino
a due anni fa, in sostanza fino all'inizio del mandato della Giunta Paroli,
«ogni passaggio significativo, sia finanziario che dello stato di avanzamento
dei lavori, è stato verificato dalla Conferenza Capigruppo in Loggia a cadenze
ricorrenti, cosa che poi non è più accaduta».
Ad ogni modo, l'ex presidente
del Consiglio comunale ci tiene a precisare «a chi afferma che sono sbagliati i
conti di partenza relativa alla utilizzazione del sistema di trasporto» che quei
dati sono stati convalidati da tutte le istanze che si sono succedute fin dagli
anni '80 e «che sul loro grado di affidabilità vi sono state totali
condivisioni».
La rappresentante socialista in Loggia aggiunge poi che alle
scelte politiche passate avrebbero dovuto far seguito «una capitalizzazione di
Brescia Mobilità superiore a quella attuata, una politica tariffaria
progressivamente crescente e politiche di mobilità in continuità con le scelte
operate in passato che miravano a rendere la metropolitana l'asse portante per
intercettare il traffico proveniente anche dalla provincia». Secondo Laura
Castelletti la cosa non è avvenuta e quindi «se queste politiche non si
realizzano diventano parte della polemica e non producono effetti positivi per
l'intera città e la sua vivibilità».
Secondo la Castelletti il metro è troppo
importante per Brescia ed è sulla sua valorizzazione che la rappresentante
socialista invita tutte le forze politiche a concentrarsi «dal momento che la
mobilità rappresenta il fattore decisivo per risolvere i problemi della
città».
Per questa ragione arrivano dal capogruppo in Loggia parole d'elogio
per i leghisti: «che meglio di altre forze politiche di maggioranza hanno capito
il ruolo strategico di questa grande opera, ma anche che sarà l'unica opera che
verrà inaugurata in questo mandato, mentre le altre paiono sempre più lontane». |
Bresciaoggi 23 settembre 2010
IL RICONOSCIMENTO. A Malmoe il 29 settembre sarà consegnata la medaglia
d'argento come «Città civitas»
La «mobilità sostenibile» porta Brescia al top europeo
Mimmo Varone
La prossima tappa è rafforzare il percorso del «pedibus»: molte famiglie
sono diffidenti ma il futuro sembra già segnato
Brescia chiude la Settimana europea della mobilità sostenibile con un Piano per
portare i bambini delle elementari (e anche delle medie) a piedi o in bici nel
percorso casa-scuola. E con la notizia fresca di ieri, di essersi piazzata al
secondo posto come «città Civitas» 2010 tra i 59 centri europei che partecipano
al progetto. Merito delle realizzazioni 2009-10 (i due anni che vedono la
Leonessa nel novero delle 59), dal bike al car sharing, dal Brescia mobile
channel al Tavolo della fluidificazione.
«Sono i risultati conseguiti con il
metodo della partecipazione attiva», commenta con grande soddisfazione
l'assessore alla Mobilità Nicola Orto, mentre con il mobility manager cittadino
Riccardo Pretto illustra il Piano degli spostamenti casa-scuola all'Ambiente
parco di largo Torrelunga. Dove, peraltro, proprio da ieri è attiva la quarta
ciclofficina di Brescia, al servizio di chi vuole riparare la propria
bici.
Il riconoscimento verrà consegnato a Malmöe (Svezia) il 29 prossimo. E
ottenerlo non è stato facile. Brescia è stata inclusa nei 14 progetti modello
selezionati tra 500 proposte da tutta Europa – spiega Orto con soddisfazione – e
tra quelli è risultata al secondo posto, consolidando la sua posizione di città
europea».
Ora si aggiunge il Piano per estendere il Pedibus già praticato in
10 scuole, far debuttare il bicibus e il carpooling. Prende le mosse da un
questionario sottoposto a 2.376 famiglie di 20 delle 40 elementari cittadine che
hanno aderito. E i risultati saranno la base per programmare i percorsi insieme
alle scuole e alle famiglie stesse, con l'obiettivo di estendere quantomeno i
Pedibus a tutte le 20 scuole selezionate.
Non sarà facilissimo. Il 77 per
cento dei bambini va a scuola accompagnato in grande prevalenza dai genitori. E
il 51 per cento usa l'auto, contro il 38 per cento che va a piedi, il 7 in bici,
il 3 con il bus e l'1 per cento (tra quelli più grandi, va da sé) con il
ciclomotore. In ogni caso, il percorso in automobile domina anche tra i ragazzi
delle medie. Si aggiunge che solo il 42 per cento si dice interessato al Pedibus
o al Bicibus, con una situazione molto diversificata tra le varie scuole. A
fronte della Crispi, dove la mobilità alternativa suscita il generale consenso,
alla Diaz quasi nessuno la sceglierebbe. E le altre stanno nel mezzo, con
favorevoli e contrari quasi ugualmente distribuiti.
SE POI SI CHIEDE la
disponibilità a collaborare (Pedibus e Bicibus sono gestiti per lo più da
genitori volontari), le risposte negative salgono all'82 per cento. Quanto al
carpooling già lo pratica il 5 per cento delle famiglie, e il 10 si dice
interessato a intraprendere questa iniziativa. Gli altri non rispondono (22 per
cento) o si dicono contrari (63).
Una situazione non proprio confortante, ma
che «comunque lascia spazi per far partire il servizio», osserva Pretto. Il
«Piano» già dispone di una mappa della residenza degli alunni, e «tutti stanno
nel raggio di due chilometri dalla propria scuola». Il prossimo passo è entrare
nelle scuole stesse – sottolinea il mobility manager –, coinvolgere docenti e
alunni per mandare un segnale positivo ai genitori più restii per renderli
partecipi del progetto.
Giornale di Brescia 23 settembre 2010
Mobilità sostenibile, tre offerte nel piano «Casa-scuola»
Hanno contribuito i
risultati di un questionario cui hanno risposto oltre 2.300 genitori. Brescia
sarà premiata poi a Malmo per il suo impegno
Scolari bresciani in bus, in bici e a piedi verso una mobilità sostenibile.
È
stato presentato ieri all'Ambiente Parco di Largo Torrelunga, in chiusura della
settimana europea dedicata a questo tema, il Piano spostamenti «Casa-scuola»
dell'Assessorato alla Mobilità e al Traffico per il nuovo anno scolastico. Il
progetto, costruito su un'indagine dello scorso aprile, ha coinvolto 20 istituti
cittadini, 18 elementari e 2 medie, che hanno collaborato alla distribuzione di
questionari tradotti in cinque lingue (arabo, cinese, urdu, panjabi e
bengalese). Sette i quesiti ai quali 2.376 genitori hanno risposto, relativi
alle modalità di spostamento dei propri figli lungo il tragitto casa-scuola e
ritorno. Sui risultati raccolti (una percentuale di risposta del 70%), diverse
le opportunità offerte dall'Amministrazione comunale per gli spostamenti
«sostenibili» degli scolari. Si chiamano «Pedibus», «Bicibus» e «Carpooling»,
già sperimentati lo scorso anno, i tre servizi che nelle prossime settimane
verranno proposti nelle scuole coinvolgendo prima gli alunni e poi i genitori.
«I dati ci hanno fornito una fotografia nitida degli spostamenti e della
collocazione dei domicili delle famiglie nelle zone limitrofe alle scuole - ha
specificato l'architetto Riccardo Pretto, mobility manager del Comune - il 42%
dei soggetti intervistati si è detta interessata a questi servizi, che
consentirebbero ai propri figli di raggiungere gli istituti a piedi, in bici o
auto in gruppi organizzati e accompagnati da adulti, col supporto di genitori
volontari». Ma quando si parla di disponibilità sono pochi (solo il 18%) i padri
e le madri a farsi avanti. Secondo le statistiche infatti il 77% dei genitori
bresciani non rinuncia all'abitudine ad accompagnare in auto i figli a scuola,
prima di andare al lavoro: «Una percentuale ancora alta che vorremmo
assottigliare», ha continuato Pretto. «Da parecchio tempo lavoriamo su questo
progetto per andare incontro alle esigenze e ai bisogni più manifesti dei
cittadini - ha aggiunto l'assessore alla Mobilità Nicola Orto - il
"Casa-scuola", realizzato grazie alla sinergica cooperazione fra istituzioni,
scuole e famiglie, vuole innanzitutto smuovere un percorso culturale che vada
incontro a un concetto europeo di mobilità sostenibile». Un impegno che ha già
insignito la città con un importante riconoscimento; sarà consegnato il prossimo
28 settembre a Malmo, in Svezia, il premio «Città Civitas», per la mobilità che
vede Brescia al secondo posto dopo Genova. «Attenzione per l'ambiente, progetti
concreti e capacità di coinvolgere il territorio - ha concluso Giandomenico
Gangi, responsabile Mobilità e Tpl del Comune - i meriti che ci hanno distinto e
che ci pongono ora come modello europeo».
Alessandro Carboni
Bresciaoggi 23 settembre 2010
Legambiente «Queste le nostre ricette»
La risposta di Legambiente alla mobilità sostenibile non si è fatta attendere:
l'associazione ambientalista, che non ha voluto aderire alla settimana europea
per la mobilità sostenibile ieri pomeriggio in piazza Loggia ha distribuito un
volantino dove spiegava, dal suo punto di vista, le strade percorribili di una
realtà realmente sostenibile.
Secondo gli ambientalisti la mobilità
sostenibile non può prescindere da una forte riorganizzazione dei trasporti
pubblici locali, da una riorganizzazione dei parcheggi e dalla rivisitazione
degli spazi verdi a disposizione della cittadinanza. Nel mirino
dell'associazione ambientalista restano anche i limiti di velocità sulle strade
urbane e una visione nuova del trasporto privato dall'abitazione al luogo di
lavoro. Temi che faranno inevitabilmente discutere.
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Giornale di Brescia 23 settembre 2010
Bilancio, il nodo metrò riaccende il dibattito
Di Mezza: «Rispetteremo il
Patto di stabilità»
E anche questa volta si è parlato di metropolitana. L'occasione è la seconda
seduta della Commissione bilancio, dove all'ordine del giorno c'era il dibattito
sulla «ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi» (alias Patto di
stabilità, i cui criteri vigenti impongono alla Loggia di reperire 15 milioni di
euro necessari per non incorrere nelle sanzioni, fondi che al momento, in via
ufficiale, mancano), all'indomani dalla relazione tecnica illustrata dal
ragioniere capo, Francesco Falasco.
Eppure la polemica legata ai conti del
metrò non ha mancato di fare il suo ingresso durante l'incontro, suscitando toni
aspri e replicando un botta e risposta serrato. Lo stesso che maggioranza e
opposizione hanno continuato a riproporre nei giorni scorsi e sul quale, pure,
un punto di incontro non è stato trovato. «Chi ha redatto quel piano economico o
è uno stupido o era in malafede, perché non è una programmazione realistica» ha
ribadito l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza con il sostegno dei suoi. «I
conti erano noti e tutto è stato fatto insieme a Brescia Mobilità. Tanto che gli
equilibri finanziari del metrò sono gli stessi dal 2004 ad oggi e il gruppo di
lavoro dell'azienda pure. Si sta solo cercando di spostare l'attenzione» ha
replicato l'opposizione compatta. La polemica insomma non sfuma, anzi. Il
presidente della Commissione, Fabio Capra, annuncia «ulteriori provvedimenti in
vista da parte degli assessori della Giunta Corsini» sulla scia delle
dichiarazioni dell'assessore, sulle quali pure Pdl, Lega e Udc si sono allineate
(ne abbiamo riferito sull'edizione di domenica 19).
È il capogruppo del Pd in
Loggia, Emilio Del Bono, a riportare l'attenzione sulla proiezione di bilancio.
«Il quadro è fortemente critico. Questa situazione mette a rischio un patrimonio
pubblico costruito con fatica negli anni». Poi, l'affondo politico: «Sono due i
responsabili veri, in primis il Governo Berlusconi che attraverso il ministro
Tremonti dà vita ad una legge gravemente punitiva verso i Comuni virtuosi,
soprattutto per quelli del Nord Italia. La seconda responsabilità è della Giunta
Paroli, perché molti risvolti erano noti e gestibili: mi riferisco ad una
eccessiva crescita della spesa corrente, ad una superficiale valutazione sulle
entrate, perché alcune erano di fatto fasulle, come i 32,5 milioni di euro di
alienazioni, oppure ancora come i permessi di costruzione, anch'essi
sovrastimati». Il bilancio, secondo i democratici, è insomma traballante a
prescindere dai conti del metrò.
«Dico con tranquillità che non si sforerà il
Patto - rilancia Di Mezza - e che i servizi non verranno tagliati. Quelle su cui
discutiamo oggi sono infatti solo proiezioni, il saldo va invece seguito giorno
per giorno. E alle alienazioni abbiamo rinunciato perché l'obiettivo non era
svendere ma vendere e al momento non sussistono le condizioni di mercato
adeguate. Il nostro bilancio è solido grazie al buongoverno del sindaco e della
Giunta tutta». Una proposta sul metodo di lavoro è poi arrivata dal consigliere
Giorgio Agnellini (Gruppo misto): «Sarebbe interessante andare a vedere anche i
bilanci delle altre amministrazioni». Mentre il capogruppo leghista, Nicola
Gallizioli attacca: «Il Pd non si è accorto che sono quasi tre anni che sbatte
contro un muro, perché il Patto, alla fine, Brescia lo ha sempre rispettato. Il
nostro lavoro - conclude - continua e guarda al concreto, dalla valorizzazione
delle periferie alle grandi opere». n. f.
nota di tplbrescia.it
Riporto le parole pronunciate dal Sindaco Adriano Paroli il giorno in cui si è insediata la nuova Commissione Metrobus:
«non fare
diventare il Metrobus tema di scontro, ma di lavoro»
è
evidente che ad oggi l'appello pronunciato dal capo del governo della
città non ha ancora sortito l'effetto sperato. |
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Bresciaoggi 23 settembre 2010
IL CONVEGNO. Si è parlato dei progetti futuri
Brescia studia i trasporti made in Bolzano
Primo passo: una nuova rete di piste ciclabili integrate
Il confronto è impietoso. E dice che ci vorranno anni prima che le biciclette
si conquistino a Brescia lo stesso diritto di cittadinanza che da almeno un
decennio hanno a Bolzano. Se mai ci riusciranno. Tra la realtà illustrata dal
mobility manager del capoluogo altoatesino Sergio Berantelli e lo studio sulla
mobilità ciclistica esposto da Emanuele Bianchi, tecnico dell'assessorato di
Nicola Orto, c'è tutto il divario che passa tra la realtà, appunto, e le
intenzioni. Ma Brescia pare comunque intenzionata a recuperare il
gap.
BOLZANO è una città da 100 mila abitanti, la metà di Brescia. Tuttavia,
come la Leonessa è assediata dalle auto con 150 mila ingressi al giorno (190
mila i nostri). A percorrerla da un estremo all'altro non si fanno più di 8
chilometri contro i 12 di Brescia. Da città «nordica» è partita nel 2001 con il
grosso vantaggio del 35 per cento di residenti abituati a muoversi a piedi e del
17.5 di fedelissimi della bici. Il 7.4 si muoveva in bus, il 6.3 in scooter, il
33.6 in auto. Ci sarebbe già da fare salti di gioia. Con una politica
«aggressiva», centrata sulla creazione di una rete ciclabile capillare, un
marketing martellante, una serie di servizi in grado di coccolare il ciclista in
ogni periodo dell'anno, è riuscita a convincere qualche pedone, e soprattutto
molti automobilisti a pedalare. In 10 anni i «camminatori» sono scesi al 29.5
per cento, gli automobilisti al 27, e i ciclisti sono svettati al 29. Sulle rive
dell'Isarco sono passati da 54 mila a ben 130 mila spostamenti quotidiani in
bici.
L'ASSO DELLA MANICA di Bolzano - sottolinea il mobility manager - è
stata la continuità degli obiettivi perseguiti dalle amministrazioni che si sono
succedute nel decennio, al di là dei colori politici. E questo la dice lunga.
Brescia parte da 18 mila spostamenti quotidiani e da 27 postazioni di Bicimia,
prossime a raddoppiare a 56. Da sole, in due anni, hanno fatto 200 mila
chilometri percorsi in centro storico. Ma sconta l'handicap di una «rete
ciclabile casuale e incompleta - sottolinea Bianchi - con percorsi non
identificati, pericolosa e bisognosa di manutenzione e di nuovi tratti». Dati
parziali dicono che il 4.5 per cento di lavoratori si muove in bici.
LO
STUDIO PUNTA SU direttrici principali dalla periferia al centro che diventerà
«isola ambientale», aggiunge zone a 30 con traffico promiscuo, una rete
secondaria di quartieri e un'altra turistico culturale. Delimita le piste con
cordoli stradali, le dota di passaggi illuminati e rastrelliere ogni 500 metri,
di segnaletica dedicata simile a quella bolzanina.
La differenza è che tutto
questo è di là da venire. Il confronto è stato voluto due giorni fa da Officina
della città e dall'associazione Brescia per passione, dai blog parlabrescia.it e
lauracastelletti.it in occasione della Settimana europea della mobilità
sostenibile.
Non a caso l'incontro è stato introdotto da Francesco Onofri e
dalla stessa Laura Castelletti che ha messo sotto accusa le scelte sulla
mobilità della Giunta Paroli. Il Comune ha patrocinato l'incontro, e l'assessore
Orto lo ha chiuso sottolineando il lavoro sinergico in Giunta sulla mobilità
ciclabile, che coinvolge l'Urbanistica con Paola Vilardi, i Lavori pubblici con
Mario Labolani, la Sicurezza con Fabio Rolfi, i tempi con Claudia Taurisano.
«Vantiamo un metodo di lavoro non calato dall'alto - dice Orto - e puntiamo a
costruire un progetto basato su una pianificazione certa, per inserire la bici
nel grande Piano della mobilità urbana».MI.VA.
Giornale di Brescia 22 settembre 2010
Muoversi in bici in città: Bolzano ci mostra come
Ospite a Brescia il mobility manager altoatesino
La gente desidera muoversi in maniera veloce, sicura ed ecologica. Un mix di
condizioni che possono essere soddisfatte spostandosi in bicicletta. A patto
che, nel contesto di riferimento, si incentivi e renda sicuro l'uso della bici.
A Brescia ci si sta muovendo lungo questa direttrice, anche se la strada da fare
è ancora tanta: solo il 3% degli spostamenti avviene in bicicletta.
L'esempio
di Bolzano
Uno strumento per capire come incrementare l'utilizzo delle due
ruote a pedali è certamente l'analisi delle realtà dove questo obiettivo è stato
già raggiunto. Nasce in questo scenario l'idea delle associazioni Brescia per
Passione e Officina della città e dei blog Parlabrescia.it e Lauracastelletti.it
di organizzare, nell'ambito della Settimana europea della mobilità sostenibile,
l'incontro «Mobilità ciclabile: l'esempio di Bolzano». Nella sala Piamarta, il
mobility manager del capoluogo altoatesino, Sergio Berantelli, ha illustrato le
azioni realizzate per incrementare l'utilizzo della bicicletta in
città.
Tutto comincia con la costruzione di una pista ciclabile lungo la
vecchia ferrovia che collegava Bolzano con Merano: una corsia pensata per il
tempo libero. Poi, con la costruzione di ulteriori piste, si entra nell'ottica
della corsia per gli spostamenti quotidiani. Da qui la realizzazione di una
serie di piste, tutte ben identificate, ramificate e collegate tra di
loro.
«A ciò è seguito un massiccio investimento in marketing e
comunicazione. Cartelloni, depliant, info-point dedicati per far conoscere ai
cittadini le potenzialità del servizio», ha spiegato Berantelli, aggiungendo:
«Occorre continuità in queste politiche: il cambiamento va portato avanti da
tutte le amministrazioni che si succedono». Tanti sforzi che alla fine hanno
portato i frutti: dal 2001 al 2009 la percentuale di spostamenti cittadini in
bicicletta è passata dal 17,5% al 29%.
La realtà bresciana
A Brescia le
problematiche sul fronte della mobilità ciclabile non mancano. «La rete è
incompleta e non ha direttrici principali. I percorsi non sono identificati e
soprattutto i vari tratti non sono collegati tra di loro», ha osservato Emanuele
Bianchi, tecnico incaricato dell'analisi delle prospettive della mobilità
ciclistica nel comune di Brescia, mentre Giorgio Guzzoni, presidente
dell'associazione «Amici della Bici-Corrado Ponzanelli», ha evidenziato alcuni
interventi realizzati di recente che testimoniano lo scarso interesse verso i
ciclisti («come l'allargamento di via Triumplina, dove su sette corsie ce n'è
soltanto mezza per le bici»), sottolineando però come con il servizio Bicimia
«molto di buono è stato fatto».
«Lo smog è apartitico, ma ha bisogno di
risposte dalla politica», ha chiosato Laura Castelletti. Per Francesco Onofri
l'analisi di un'esperienza concreta «è uno stimolo per risolvere problemi che
sono di tutti».
Nelle conclusioni, l'assessore alla Mobilità e Traffico del
Comune Nicola Orto ha rimarcato: «La ciclabilità è una tematica che interessa i
bresciani. Lo testimoniano i 200mila chilometri che sono stati percorsi in due
anni dagli utenti di Bicimia. Abbiamo ancora tanto da fare, ma siamo
fiduciosi».
Mario Nicoliello
|
| Tratto
da www.bresciaprogress.it
L’Associazione
BRESCIA
PROGRESS
PROgetto
GREnelle Sviluppo Sostenibile
ORGANIZZA IL CONVEGNO:
Il
“Piano Urbano della Mobilità
Sostenibile” per Brescia
Sabato
18 settembre 2010, inizio alle ore 09:00
SALA CONFERENZE DEL MUSEO DI SANTA GIULIA -via Piamarta, 4
 |
Pubblichiamo
lo schema della relazione del prof. Paolo Degli Espinosa che il 18
settembre presenterà il progetto Brescia Progress.
Per visualizzarla clicca qui |
 |
Schema
della relazione “Brescia città europea?”
di Saverio Zetera.
Per visualizzarla clicca qui |
 |
Schema
della relazione del prof. Andrea Zatti.
Per visualizzarla clicca qui |
PROGRAMMA
8:30 Registrazione partecipanti e distribuzione bozza del documento
guida dell’Associazione BRESCIA PROGRESS
9:00 Francesco Onofri: “Le leggi Grenelle”
9:15 Paolo degli Espinosa: “Il processo Grenelle per
realizzare lo
Sviluppo Sostenibile”
9:45 1^ tavola rotonda, interverranno : Mauro Parolini, Gianbatti-
sta Ferrari, Corrado Ghirardelli, Paola Vilardi, Laura Castellet-
ti, Andrea Poggio
10:50 2^ tavola rotonda, interverranno: Andrea Zatti, Saverio Zetera,
Nicola Orto, Giandomenico Gangi, Valerio Prignachi,
Michela Tiboni
12:05 Lettura ed approvazione della versione finale del documento
guida dell’Associazione
12:15 dibattito e interventi del pubblico
13:00 chiusura dei lavori
Bresciaoggi
19 settembre 2010
LA
TAVOLA ROTONDA. Promossa da Bresciaprogress che ha presentato un
documento agli «addetti ai lavori»
Mobilità,
«il modello francese va bene anche per Brescia»
Thomas
Bendinelli
Un
piano che ancora non c’è, da realizzare secondo i
principi della sostenibilità ambientale di Grenelle
«Strategia comune per traffico, energia ed
edilizia»
Le
risorse sono limitate, bisogna cercare di lasciarle in
eredità
ai nipoti. Alla fine, come ha sottolineato Francesco Onofri di
BresciaProgress, il concetto di sviluppo sostenibile è
questo e
ieri, nell’ambito della Settimana europea della
Mobilità
sostenibile, nella sala Santa Giulia di via Piamarta da qui si
è
partiti per discutere di trasporti.
L’associazione Bresciaprogress che ha promosso
l’incontro, per voce di Francesco Onofri e Paolo degli
Espinosa ha presentato un documento ispirato al processo partecipativo
e legislativo in corso in Francia dal 2007 su mobilità delle
persone e delle merci, riduzione dei consumi energetici, tutela del
territorio e ha invitato esponenti della maggioranza e
dell’opposizione a discuterne. Partendo dal presupposto che a
Brescia, «purtroppo non c’è ancora un
Piano urbano della mobilità» e che questo potrebbe
essere realizzato proprio ispirandosi alle normative francesi
«Grenelle», dove si fanno interagire misure che
riguardano il traffico, l’edilizia e l’energia
nella prospettiva organica e ampia di sostenibilità. Una
riforma della mobilità che tocca tutti i punti strategici:
dai finanziamenti, alle istituzioni coinvolte, dai costi agli
obiettivi.
LE NORME GRENELLE - per le quali si è battuto in prima
persona sin dalla campagna elettorale il presidente Sarkozy - e le loro
possibili declinazioni bresciane sono state lo spunto degli interventi
di esperti e amministratori bresciani, a partire da quello del
ricercatore dell’università di Pavia Andrea Zatti.
La domanda di mobilità cresce, il trasporto privato domina
la scena, quello collettivo latita. La città, che concentra
una gran parte degli spostamenti, è il luogo da cui partire
per provare a gestire la situazione. Serve un mix di strumenti che
incentivino l’offerta di trasporti pubblici o alternativi
all’auto privata, il cui uso deve essere al contrario
disincentivato. «I piani di trasporto urbano della
mobilità servono a mettere in atto queste cose»,
ha sottolineato Zatti.
Giandomenico Gangi, funzionario del Comune sui temi del trasporto, ha
ricordato i termini del problema in città: 200mila auto che
entrano ed escono ogni giorno, una riduzione dei flussi di traffico del
5 percento nell’ultimo anno (causa crisi economica
è la lettura che va per la maggiore), una crescita da 33 a
43 mila passeggeri ogni anno sui mezzi pubblici dal 2003 a oggi, anno
in cui si registra una frenata. «Un fatto normale - ha
rilevato Gangi -, servono nuovi progetti per crescere».
IL CONSIGLIERE regionale del Pdl Mauro Parolini si è detto
interessato ad approfondire i contenuti della proposta di
Bresciaprogress, ricordando poi che «la pianificazione va
bene, ma ci sono anche i bisogni e i desideri delle persone».
Da qui il richiamo a Brescia, città nella quale
«in passato si è visto il tentativo di imporre
alle persone il modo di muoversi».
Paola Vilardi, assessore all’urbanistica e
all’ambiente del Comune, ha messo l’accento sulla
partecipazione e «sui focus per il Pgt, che sono stati un
modo per mettersi in ascolto» e favorire la partecipazione.
Nicola Orto, collega in giunta con responsabilità al
traffico, ha invece detto «che non siamo all’anno
zero» e il tavolo sulla fluidificazione ha visto partecipare
numerosi soggetti proprio sui temi della mobilità.
La consigliere comunale Laura Castelletti ha ricordato invece le
criticità di questa giunta che ha aperto le zone a traffico
limitato e ha tolto le corsie riservate per i bus, «atti in
controtendenza» con quanto avviene in Italia e in Europa.
Azioni, ha sottolineato, che si sommano «ai tagli
indiscriminati al trasporto pubblico» decisi a livello
nazionale. «È il momento di cambiare
rotta», ha aggiunto, sottolineando che la metropolitana
è una grande occasione per ridefinire la mobilità
a Brescia nel suo complesso.
Un affondo è arrivato da Dario Balotta di Legambiente e
candidato alle scorse primarie provinciali per il Pd, secondo il quale
il sottutilizzo dell’area della Piccola di via Dalmazia
(utile per l’integrazione ferro gomma e come centro di
distribuzione delle merci in città) e
dell’aeroproto di Montichiari dicono che «non basta
la progettazione, ma ci vuole anche più politica e
capacità decisionale».
VALERIO PRIGNACHI, presidente di Brescia Mobilità, ha
rimesso al centro il grande tema (anche in termini di soldi) del
trasporto a Brescia; la metropolitana, che è
senz’altro «l’infrastruttura
più rilevante ma non è l’unica e se
scollegata dal resto è senza futuro». Da qui
l’agenda sulle cose da fare per dare senso a questa
infrastruttura e per aspirare alla sostenibilità
finanziaria: parcheggi scambiatori non solo al capolinea ma anche in
altre fermate (come ad esempio nei pressi del casello autostradale di
Bresciacentro), estensione dell’opera col tronco ovest verso
la fiera, integrazione tariffaria e di rete.
Bresciaoggi
19 settembre 2010
L’INAUGURAZIONE.
Collega via Garzetta a via Riccobelli
Una nuova
pista ciclabile tra il centro e Mompiano
Manuel
Venturi
Il percorso
è stato tenuto a battesimo da 14 km di biciclettata,
promossa dagli «Amici della bici»
Il
gruppo «Amici della bici» ha inaugurato ieri il
nuovo tratto ciclabile che collega via Garzetta a via Riccobelli. Entra
a far parte del percorso ciclabile che collega centro storico e Civile
con la valle di Mompiano, ed è il primo nella nostra
città che possa vantare, oltre alla bandiera
dell’Unione europea, che ha contribuito ai lavori, una
segnaletica che indirizza in modo chiaro i ciclisti verso la loro meta.
Il percorso sarà utile per chi voglia raggiungere il centro,
via Branze e l’Università senza percorrere tratti
di strada pericolosi e trafficati. A inaugurare la ciclabile
è stata una biciclettata di 14 chilometri, partita da piazza
Bruni e terminata davanti al Civile, passando per la nuova pista.
IL TAGLIO DEL NASTRO si inserisce nella Settimana della
mobilità europea, cominciata due giorni fa:
«È importante redigere un piano di
mobilità urbana che tenga conto delle esigenze delle
categorie più deboli sulla strada, come i pedoni e i
ciclisti – ha dichiarato l’assessore alla
Mobilità del Comune, Nicola Orto -: l’impegno a
loro favore non deve mai venir meno».
E a chi ha criticato l’atteggiamento del Comune, Orto
risponde che «le critiche sono ben accette, perché
segno di un rapporto leale, che porta a risultati ancora
migliori».
Giornale di
Brescia 19 settembre 2010
Grenelle,
dalla Francia un tracciato da seguire
Il
processo partecipativo legislativo «Grenelle» in
corso in Francia dal 2007 fornisce un quadro di misure in materia di
ecologia, sviluppo e mobilità sostenibile. Da questo
panorama è partito il convegno «Il Piano urbano
della mobilità sostenibile» promosso ieri
all'auditorium del Museo di Santa Giulia da Brescia Progress.
Gli interventi hanno preso spunto dal documento stilato da Brescia
Progress in cui si parla di un Progetto Grenelle Sviluppo Sostenibile
per Brescia. Paolo Degli Espinosa e Francesco Onofri di Brescia
Progress hanno riassunto i punti fondamentali delle Leggi Grenelle e ne
hanno tracciato la possibile applicazione nella nostra
città. Nello spirito del patto di Grenelle, si è
proposto l'avvio di un percorso istituzionale per realizzare un Piano
urbano della mobilità sostenibile caratterizzato dalla
prevalente convenienza per l'utente del nuovo sistema pubblico di
trasporti.
«L'interesse della Regione per il progetto - ha detto il
consigliere regionale del Pdl, Mauro Parolini - c'è e faremo
tutto il possibile per approfondire i contenuti della proposta. La
partecipazione deve essere sostanziale ma non troppo rigida».
Gli interventi sulla mobilità in atto vanno considerati, dal
punto di vista del patto Grenelle, «una base di partenza per
un intervento complessivo con carattere di sistema». A
proposito di azioni messe in campo a Brescia, l'assessore comunale
all'Urbanistica e all'Ambiente, Paola Vilardi, ha ricordato
«i focus legati all'approvazione del Pgt, nel corso dei quali
ci siamo messi in ascolto dei cittadini». Il collega di
Giunta, Nicola Orto, che ha la delega ai Trasporti, ha posto
l'attenzione su progetti realizzati, come «il Tavolo della
Fluidificazione, i dati ufficiali che parlano di 56mila abbonamenti in
più per il trasporto pubblico locale e Bicimia».
Laura Castelletti, consigliere comunale, ha osservato tuttavia come
Brescia «stia andando controcorrente: nella nostra
città si incoraggia un po' troppo l'uso del mezzo
privato». Tra i temi discussi, ovviamente, la realizzazione
del Metrobus. «La metropolitana - ha sottolineato il
presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi -
è un'infrastruttura rilevante in un quadro di
mobilità sostenibile. Le risorse nel campo dei trasporti,
non possono essere semplicemente tagliate. Bisogna cominciare a
considerare i trasporti come ingrediente produttivo di contributo al
quadro nazionale». p. gr.

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Giornale di
Brescia 19 settembre 2010
«Metrò, i
conti non tornano»
Di Mezza replica a Corsini: «Ho il dovere di raccontare la
verità alla città, il piano finanziario
dell’opera non
è realistico, come già denunciato. Chi lo ha
stilato era davvero in malafede»
«La
mia è una denuncia politica, la denuncia di un
amministratore che ha il dovere di spiegare ai cittadini le cose come
stanno. Sono dispiaciuto dell'azione legale intrapresa dal professor
Paolo Corsini, perché non volevo entrare in contrasto
diretto con lui. Non ho mai parlato infatti dell'ex sindaco in prima
persona, bensì di Amministrazione precedente. Certo, penso
che abbia approfittato dei titoli dei giornali per guadagnare un po' di
visibilità visto che da tempo era lontano dalle scene. E
resto convinto del merito del mio discorso, ovvero dell'insostenibile
leggerezza della passata Giunta nel dire sì al Metrobus
senza un piano finanziario realistico, né per quel che
riguarda la realizzazione dell'opera né per quanto riguarda
la gestione. Lo ripeto, chi ha agito in questo modo o è uno
stupido oppure era in malafede e questo lo dico con
coscienza». L'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, replica
così alle polemiche infuocate sul nodo metropolitana,
esplose nelle scorse settimane a margine della Commissione bilancio, in
cui a fronte delle ultime variazioni non si è potuto non
affrontare il nodo metrò. Un discorso in cui il j'accuse
politico si ripresenta.
L'attacco
politico
«Credo
che la politica dello struzzo l'abbia già praticata
l'Amministrazione Corsini - inizia Di Mezza -, perché dei
300milioni di riserve il centrosinistra non si è mai
preoccupato di avvertire il centrodestra, allora in opposizione. Si
è presentato un piano economico che voleva dimostrare a
tutti i costi la sostenibilità del Metrobus, una
sostenibilità che però non era reale. Tanto che
noi, come oggi, denunciammo con forza questo metodo in Consiglio
comunale, quando votammo contro». Il riferimento corre alla
seduta dell'8 ottobre 2004, quando ci fu la votazione della delibera
sulla «prima tratta funzionale della
metropolitana», a quasi due anni dal documento d'origine (16
dicembre 2002).
È
l'assessore a rileggere le sue dichiarazioni: «Quest'opera -
recita il verbale - nasce sbagliata concettualmente, perché
quel che mi preoccupa non è tanto il grande esborso di
denaro che la collettività sosterrà per creare
questa metropolitana, ma la futura gestione. Su quali tasche e su quali
spalle peseranno i debiti dell'opera?». Per Di Mezza,
insomma, dire sì al metrò è stato
«un tuffo nel vuoto, la firma di un assegno in
bianco». A partire dai 20milioni di euro l'anno di gestione
«mai preventivati» per arrivare ai 200milioni di
fideiussione in capo a Brescia Mobilità, dal costo del
biglietto fissato a 1,90 euro fino al Contratto dei servizi che
«costa 3milioni l'anno. Mi spiace per la causa civile in
essere - conclude l'assessore - ma se devo pagare per dire la
verità, pagherò».
Maggioranza
compatta
A fianco a
Fausto Di Mezza, ad esprimere «solidarietà e
appoggio», i capigruppo di maggioranza. «Io quei
conti li ricordo - spiega Achille Farina (Pdl) - e l'aspetto gestionale
dell'opera non reggeva già allora. Non hanno ricapitalizzato
Brescia Mobilità quando si poteva, segno di miopia e di
incapacità di governo. Mi ha stupito vedere il capogruppo
Pd, Del Bono, accanto a Corsini: significa rischierarsi con un modo di
fare politica decrepito». Poi, Andrea Bonetti (Udc):
«L'obiettivo è che si inauguri il metrò
di una città moderna. Il problema economico è
grave, ma questa Giunta ha le capacità per riuscire a farvi
fronte, concludendo i lavori senza gravare sui bresciani».
Infine, Giorgio Agnellini (Gruppo misto): «Quando le parole
non corrispondono ai numeri - affonda - significa che si sono fatte
promesse più grandi di quelle che si è in grado
di mantenere. Così ha fatto Corsini, a differenza della
Giunta Paroli».
Nuri
Fatolahzadeh
E Gallizioli (Lega) incalza:
«Attendo le scuse di Corsini»
È
il capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli, a capo della nuova
Commissione Metrobus, a fare un ulteriore passo avanti:
«Quello che voglio oggi sono le scuse di chi ha sbagliato, a
partire dall'ex sindaco Paolo Corsini - incalza -. Deve chiedere scusa
a tutti i cittadini, cui pure deve spiegare che i 20 milioni di euro
necessari per la gestione della metropolitana dovranno arrivare
direttamente dalle loro tasche».
E ancora:
«Il nostro sostegno pieno va all'assessore Di Mezza, che ha
avuto il coraggio politico di raccontare la verità,
ciò che abbiamo sempre sostenuto. L'Amministrazione
precedente - prosegue Gallizioli - ha messo in difficoltà
Brescia almeno per i prossimi dieci anni per via del metrò
ma anche per la nascita di A2A, fondendo Asm. Per queste scelte oggi ci
troviamo ad avere un bilancio quasi ingessato. Eppure questa Giunta ha
scelto di condividere, proprio su questi due temi, ogni scelta futura
con le opposizioni, tanto da creare nuove Commissioni
consiliari».
Parole
pungenti quelle utilizzate dai quattro capigruppo di maggioranza sul
tema della metropolitana. Toni
aspri che arrivano esattamente all'indomani della seduta di
insediamento della nuova Commissione dedicata, in cui l'appello di
sindaco e consiglieri guardava al contrario a «non fare
diventare il Metrobus tema di scontro, ma di lavoro».
n. f.
Bresciaoggi 19 settembre 2010
LA
POLEMICA. Lo scambio di accuse tra l’assessore al bilancio e
l’ex sindaco aggiunge un nuovo capitolo
«Corsini?
Non mi intimidisce»
Eugenio
Barboglio
Di
Mezza: «Il piano economico del metrobus era insostenibile ma
il centrosinistra ignorò i nostri avvertimenti»
Si sa, il
duello sui conti del metrobus andrà in tribunale.
L’ex sindaco Corsini ha infatti annunciato una causa civile,
dopo aver ascoltato le dichiarazioni di Di Mezza, dichiarazioni che
l’assessore al bilancio ha ripetuto in consiglio comunale e
anche ieri in una conferenza stampa. Ieri però ha voluto
dettagliare le sue accuse e soprattutto le ha fatte proprie
l’intera maggioranza. Di Mezza era infatti accompagnato da
Achille Farina, Nicola Gallizioli, Andrea Bonetti e Giorgio Agnellini,
capigruppo rispettivamente di Pdl, Lega, Udc e misto.
MA A DETTA
SUA, Di Mezza non voleva una contrapposizione con Corsini
«non l’ho neppure citato» ha detto. Ma
denunciare «l’insostenibilità del piano
economico del metrobus», così come venne
presentato dalla scorsa amministrazione. Quello che sostiene Di Mezza
è che quei conti furono falsati e che solo ora
«che siamo nella stanza dei bottoni ce ne rendiamo totalmente
conto». Anche se già nel 2004 e durante la
campagna referendaria «ci schierammo contro la
metrò che denunciavamo come dannosa per il bilancio
comunale». Un danno il cui prezzo - secondo Di Mezza -
rischia di ricadere sui cittadini e di cui si trova a farsi carico
l’attuale amministrazione. «Ma - è la
certezza della maggioranza tutta - alla fine questa giunta
risolverà tutti i problemi».
SE SI VA
verso una causa con l’ex sindaco «è
perchè lui era da un po’ di tempo fuori dalle
scene e ha preso l’occasione per rientrarvi».
Insomma, a muovere Corsini sarebbe un deficit di protagonismo
«ma sbaglia se pensa di intimorirmi con le
querele», chiosa Di Mezza. Che si sente la coscienza a posto,
infatti legge il suo intervento in consiglio comunale nel 2004 ma
quando s’interrogava su «chi pagherà i
futuri buchi, e la gestione chi la pagherà, su quali tasche
peseranno i futuri debiti?». E ancora «è
un’opera concettualemente sbagliata».
L’allora
capogruppo di Fi rivendica di aver sempre combattuto l’opera
ma anche che da opposizione il centrodestra non sapeva tutto.
«Se non fosse stato per un plico anonimo recapitato ad Andrea
Arcai, neppure sapevamo dei 300milioni della riserva: come minoranza
non ci avevano avvertito». E il patto sottoscritto in Regione
anche «da voi»? gli ha rinfacciato il Pd Bragalio
nell’ultimo consiglio comunale. Spiega che «il
patto era per un tracciato provinciale».
La
verità per Di Mezza è che Corsini e i suoi
«volevano l’opera a tutti i costi a prescindere
dalla sua sostenibilità economica e per questo fecero un
piano economico irrealistico». Per questo venne
«sottoscritto un contratto di servizio che prevedeva che
Brescia Mobilità non aumentasse il prezzo dei biglietti dei
bus e la differenza la mettesse il Comune», esponendo
così la Loggia per il futuro. «Mantenere il
biglietto sotto l’euro e venti finisce con aprire una falla
economica da coprire a colpi di 10,15 milioni di euro
all’anno con le spese correnti del Comune. Portarlo invece ad
un euro e novanta farebbe del metrobus un mezzo di trasporto non
concorrenziale».
Sicchè
all’assessore non resta che una conclusione: «La
Giunta Corsini ha firmato un assegno in bianco che lascia da pagare
alle generazioni future».
ACHILLE
FARINA ha ricordato che il primo studio di fattibilità
risale all’’84 ad opera di Asm «che
perfigurò per una metropolitana una perdita di tre miliardi
di lire all’anno». E giudica «scellerato
aver usato il maxidividendo della fusione A2A per abbattere i mutui
invece di buttarli nei 53 milioni di rifinanziamento della
metropolitana dell’anno prossimo». Deluso per aver
visto Del Bono accanto a Corsini e Morgano in questa battaglia:
«Ha scelto il decrepito», dice.
Il lumbard
Nicola Gallizioli da Corsini esige «della scuse» e
spiega che «con la leggerezza del centrosinistra la
cittadella dello sport la realizzeremmo anche domani, ma a noi preme la
sostenibilità». L’Udc Andrea Bonetti
promette che comunque «questa Giunta saprà
migliorare una metropolitana che la vecchia aveva perfino dimenticato
di dotare di aria condizionata». Secondo Giorgio Agnellini
«per fortuna abbiamo archiviato generazioni di politici come
Corsini e Morgano, con i quali alle promesse non seguivano i fatti e le
parole non coincidevano con i numeri».
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Giornale di Brescia 18 settembre 2010
Metrò, la sfida pubblico-privato
Costi, metodo e prolungamento della rete al centro della prima Commissione sul tema
presieduta da Nicola Gallizioli (Lega). Paroli: «Avanti, ma senza penalizzare l’uso dell’auto»
Incentivare l'utilizzo del metrò senza però penalizzare il mezzo privato. Perché
muoversi con la propria auto «non è sempre un lusso», anzi: spesso «è una
necessità». Parte da qui, da una riflessione che il sindaco Paroli ha voluto
fosse tra le prime, il nuovo percorso di lavoro dei consiglieri di maggioranza e
opposizione su uno dei temi più «infuocati» degli ultimi giorni. E l'occasione è
la seduta d'insediamento della nuova Commissione consiliare dedicata al Metrobus
e presieduta dal capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli.
Un inizio,
quello di ieri, che non è stato segnato dalle polemiche, ma che ha messo sul
tavolo degli amministratori di ieri - che quel viaggio lo hanno convintamente
avviato - e di oggi - cui è affidato il compito di concluderlo, stabilendone
criteri e metodi - nodi da sciogliere, interrogativi da affrontare e sfide
future da gestire. A partire dai costi fino ad arrivare alla possibilità, anche
se solo sussurrata, di un possibile prolungamento del tracciato attuale.
Il
punto di partenza
L'Ati lo ha confermato: il 31 dicembre 2012 ci sarà la
consegna ufficiale e la prima corsa metropolitana sarà nel gennaio 2013. Allora
bisogna sedersi a un tavolo e analizzare l'enciclopedia metrò in tutte le sue
parti e in ogni sua sfumatura, così da affrontare tanto le questioni accessorie
(come l'aria condizionata) quanto quelle incisive (come le opere complementari).
E bisogna farlo attraverso un unico organo. Il primo cittadino spiega così la
nascita della seconda delle tre nuove Commissioni istituite (quella riservata
alle Controllate è stata avviata la scorsa settimana e grande attesa c'è per
l'ultima, dedicata al Parco dello sport) e lancia il punto di partenza. «Mi
piacerebbe che si facessero sopralluoghi sia sui cantieri sia a Copenaghen, per
capire come e in cosa la nostra grande opera sia migliorabile. Abbiamo cioè la
possibilità di pensare a un metrò che sia il più famigliare possibile ai
cittadini». E ancora: «L'obiettivo è accompagnare la città alla guida del
Metrobus, come già detto nel nostro mandato elettorale, partendo dal presupposto
che i bresciani devono trovare il mezzo pubblico il più possibile confortevole,
così da incentivarli al suo utilizzo. Ma senza essere però proibitivi sul mezzo
privato, che non va penalizzato».
I nodi da sciogliere
Un'affermazione,
questa, che ha incontrato lo sconcerto di Donatella Albini (Sinistra) prima e di
Laura Castelletti poi, che sottolineano: «Non capiamo come i due propositi
possano andare di pari passo». E proprio dalla Castelletti arriva un altro
input: «Credo che ci si debba concentrare molto su come comunicare il metrò,
anche perché è un'opera che può davvero migliorare la qualità della vita della
città. Prima di tutto dal punto di vista ambientale».
Il capogruppo del Pd,
Emilio Del Bono, punta l'accento su una scelta che il centro-sinistra
«rivendica» e che «porterà a una vera e propria rivoluzione sociale, in grado di
portare Brescia verso la mobilità sostenibile. Senza scordare che il metrò
trascina con sé temi delicati come le piste ciclabili e la pedonalizzazione». È
il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, a sottolineare la «totale
disponibilità e collaborazione dell'azienda in questo cammino. Un viaggio che
deve vedere però protagonista tutta la rete del trasporto pubblico locale».
Tanti gli interrogativi emersi da parte dei consiglieri: dai capitoli
densificazioni, cantieri e contratto dei servizi sollevati da Ungari, Boifava e
Manzoni (Pd) alla questione costi, su cui si sofferma Alfredo Cosentini (Idv),
che incalza: «Senza incentivi il metrò resterà inutilizzato, specie se si
aggiunge al prezzo del ticket quello del parcometro». A chiudere è Gallizioli:
«La critica va a come il Metrobus è stato concepito. Dopo la sua ultimazione e
la realizzazione delle opere di superficie si penserà al prolungamento».
Nuri
Fatolahzadeh

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Giornale di Brescia 18 settembre 2010
Odissea degli studenti «A casa ma in tre ore
Coincidenze penalizzanti tra
l'uscita e gli orari del trasporto pubblico. E i costi sono elevati. Le
società: ci stiamo adeguando
Abbonamento annuale al pullman: ma quanto mi costi! Anche osservando la tabella
a fianco si nota come incida sull'economia familiare il peso dei trasporti per i
giovani studenti che ogni giorno devono recarsi a scuola nei centri maggiori dai
paesi della provincia. Nel grafico abbiamo scelto tre classi, rilevando i costi
più bassi, i più alti e gl'intermedi. Sia per quanto riguarda «Trasporti
Brescia», ovvero Saia e Sia, sia per la mantovana (con lunghe tratte nel
Bresciano) Apam. Si va dai 222 euro della classe 1 dell'abbonamento annuale
scolastico di Apam ai ben 992 dell'annuale scolastico integrato. Prezzi elevati
e che pesano sulle casse familiari, soprattutto se i figli da mandare a scuola
sono più di uno. A questo si aggiunge spesso, e ne diamo testimonianza, il
disagio di chi, complici le ore scolastiche di... un'ora, non riesce più a
prendere il pullman e deve star lontano da casa troppo, pranzando alla bell'e
meglio e iniziando a studiare più tardi del dovuto.
Molte testimonianze
dalla provincia
Oltre tre ore e mezza di attesa per tornare a casa dopo la
scuola. Perdendo così l'intero pomeriggio, tutti i giorni. È una «situazione
insostenibile» quella che si trovano ad affrontare due sorelle che abitano a
Calcinato e frequentano una scuola superiore cittadina. Una situazione, come
segnalato dalla mamma, causata dalla «scarsa frequenza dei mezzi pubblici» sulla
tratta in questione. Un problema però, come assicurato su più fronti, al quale
«si sta cercando di trovare una soluzione».
Andiamo con ordine. La
segnalazione è giunta dalla signora Ivana, madre di Margherita (15 anni) e Lisa
(17), iscritte al liceo artistico Olivieri. Le ragazze usufruiscono dei bus
dell'azienda mantovana Apam, «l'unica a servire la zona poiché Saia passa dalla
frazione di Ponte San Marco, ad alcuni chilometri dalla nostra abitazione»
spiega Ivana. Per l'andata non ci sono problemi. «La corsa è alle 6.45, le
ragazze arrivano a scuola in orario». I problemi si verificano al ritorno. «Lisa
e Margherita terminano le lezioni alle 13.50, un giorno alle 17.40. Ma se in
quest'ultimo caso possono usufruire della corsa delle 18.15, tutti gli altri
giorni, perdendo quella delle 13.15, dovrebbero aspettare le 17.35». Ivana ha
provato a cercare soluzioni alternative, ma scegliendo il treno la situazione
non migliora. «E non posso pensare di chiedere un'uscita anticipata quattro
giorni alla settimana, perderebbero in un anno 90 ore di lezione. A causa di una
serie di problematiche personali sono impossibilitata ad andarle a prendere in
auto: devo ritirarle?».
La situazione le lascia però una grande amarezza. «Si
invitano le persone a utilizzare i mezzi pubblici e poi chi lo deve fare non ne
ha la possibilità? - chiede -. È possibile che nessuno si muova per cercare di
risolvere il problema?». In realtà, qualcuno si sta muovendo. Anche perché la
questione non è lamentata soltanto da Ivana né da chi usufruisce dei mezzi Apam
né dai genitori dei ragazzi dell'Olivieri.
Verifiche, mappe,
dislocazioni
«Il problema si è creato quest'anno per la
diversificazione degli orari non solo da scuola a scuola ma da classe a classe -
spiega Francesca Quiri di Apam -. Stiamo raccogliendo le segnalazioni,
provenienti in gran parte dal Mantovano, con l'obiettivo di mappare la
situazione e vedere se è possibile fare degli aggiustamenti, pur non potendo
aumentare le corse». A Calcinato d'altro canto «non sono venute meno corse né
fermate - assicura il sindaco, Marika Legati -. Il Comune è responsabile delle
linee che servono elementari e medie ma gli orari e il numero di autobus di Apam
come di altre aziende non dipende da noi. Siamo comunque disponibili a
raccogliere segnalazioni».
Giorgio Becilli, dirigente dell'Olivieri dal 1°
settembre, è già da parte sua entrato in contatto con i presidi di altre scuole
superiori cittadine e con l'Assessorato ai trasporti della Provincia. «Il
problema dell'incompatibilità tra gli orari scolastici, ridimensionati in
previsione della riforma, con quelli dei trasporti per i ragazzi pendolari è
complesso e non rappresenta una novità - spiega -. È concessa l'uscita
anticipata di 5-10 minuti a chi dovrebbe poi attendere il mezzo successivo per
più di 50. Al momento stiamo verificando la consistenza del problema e mappando
la dislocazione degli studenti in provincia. Poi passeremo a una verifica
incrociata di orari scolastici e trasporti». c. c.

Valsabbia, quelle coincidenze da sistemare
«Certo che ci ascolteranno - affermano -. La modifica
d'orario, che offrirà ai nostri figli un ritorno maggiormente funzionale a casa,
non comporta per loro nessuna spesa aggiuntiva». È l'opinione di un folto gruppo
di genitori di Agnosine, Bione e Odolo, alle prese con l'orario dei pullman che
riportano i loro figli da Brescia, orario che non corrisponde più alle loro
esigenze, come invece avveniva fino allo scorso giugno. Per capire, occorre
sapere che da quando il biennio alle superiori è diventato obbligatorio, sono
numerosi gli studenti che da Agnosine, Bione e Odolo hanno preso a frequentare
le scuole cittadine. Tanto che la Sia, avvalendosi della ditta Almici di
Vobarno, da alcuni anni ha predisposto per il loro rientro a casa due autobus
che partono uno dietro l'altro.
Si trattava di un servizio assai gradito che
ha permesso ai valligiani della Conca d'Oro di sentirsi a un passo dalla città,
che quest'anno deve però fare i conti con la riforma del ministro Gelmini che
obbliga alcuni istituti, per più giorni la settimana, a trattenere gli studenti
in aula fino alle 14.
Ed è qui che sorgono i guai. I valsabbini che perdono
il «tandem» di pullman che parte dalla stazione di Brescia alle 13,30, infatti,
sono costretti ad una serie di cambi e di mancate coincidenze che permette loro
di arrivare a casa solo dopo le 16, con quanto deriva in termini di disagi per
la vita famigliare e per lo studio. «Sarebbe sufficiente che uno dei due
pullman, che ora viaggiano a metà del carico, partisse mezz'ora dopo. Non
chiediamo altro», affermano i genitori di una quarantina di studenti valsabbini
che frequentano le superiori cittadine Artigianelli, Castelli, Pastori,
Olivieri, Tartaglia, Lunardi, Sraffa e Fortuny, fra quelle interessate al cambio
d'orario. Per dare forza alla loro richiesta, i genitori degli studenti hanno
fatto un lungo elenco dei ragazzi coinvolti nel disagio e hanno sottoscritto un
documento da inviare alla Direzione d'esercizio della Sia. u. vall.
Chiari, «due settimane di pazienza»
È l'ora del pranzo, suona la campanella, le lezioni del giorno sono finite, ma
il pullman non c'è: è passato al solito orario, 10 minuti fa, e se n'è andato
mezzo vuoto per evitare di accumulare ritardo.
Centinaia i ragazzi delle
scuole superiori che questa settimana si sono trovati in una simile situazione.
Sì: perchè gli orari degli istituti scolastici sono cambiati, mentre quelli
degli autobus di linea no. A sollevare il problema, dopo aver ricevuto numerose
segnalazioni, è la presidente provinciale dell'Age (Associazione genitori), Anna
Bertoli.
«Mentre all'andata non ci sono problemi - racconta - perchè il
margine di orario tra l'arrivo degli studenti a scuola e l'inizio della prima
lezione è sempre stato abbondante, al ritorno è un disastro. All'Itcg Einaudi di
Chiari i ragazzi che devono tornare per esempio a Pontoglio o a Cologne devono
fare i conti con un autobus che è passato dieci minuti prima del suono della
campanella.
Mentre all'Ips G. Falcone di Palazzolo il pullman riesce a
prenderlo solo chi è fortunato: lì il problema è il sovraffollamento dei mezzi».
«Non è giusto - aggiunge - che i nostri ragazzi paghino l'abbonamento senza
usufruire del servizio». Visto che il problema sollevato concerne un'unica
compagnia di trasporti, la Saia, abbiamo provato a sottoporre direttamente ai
suoi uffici la questione.
A rispondere è Pierluigi Ferretti dell'Ufficio
Movimenti: «Premesso che la mancanza non è nel nostro servizio, in quanto, per
esempio gli studenti di Chiari potrebbero attendere per 30-45 minuti il pullman
successivo, ci stiamo impegnando al fine di risolvere il problema in un paio di
settimane. La variazione di orario ci è infatti stata comunicata soltanto lunedì
e, dal momento che ogni piccola modifica sulla tabella di marcia ha delle
ricadute ad "effetto domino" su tutto il percorso, abbiamo bisogno di studiare
bene la situazione. Slegato invece dalle variazioni di orario delle scuole è il
problema dell'Ips di Palazzolo: mentre durante l'anno gli alunni si
distribuiscono tra i pullman delle 13 e delle 14, nei primi giorni di scuola,
visto che le lezioni finiscono alle 13, sono tutti concentrati nel primo turno.
Inevitabili sono quindi i disagi». b. bert.

Gli assessori: dobbiamo abituarci ai nuovi piani orari
«Qualche disagio nei primi giorni è inevitabile,
soprattutto alla luce della modifica del piano orario scolastico prevista dalla
riforma Gelmini. È necessaria un po' di pazienza da parte di tutti, ma stiamo
lavorando». Rispondono così gli assessori provinciali Corrado Ghirardelli
(Trasporto pubblico locale) e Aristide Peli (Pubblica istruzione) alle
lamentele.
«Sono tre gli ordini di difficoltà - spiega Ghirardelli -. La
riforma Gelmini ha portato le scuole ad adottare da quest'anno il modulo orario
di 60 minuti; molti istituti definiranno dalla prossima settimana l'orario
definitivo e stiamo aspettando che la Regione decida dove apporre i tagli alla
spesa. Al momento stiamo cercando di tamponare le prime difficoltà e raccogliamo
i dati in vista di un prossimo incontro con l'Ufficio scolastico provinciale. Ma
si tratta di una materia complessa, anche toccare solo alcuni orari è
problematico perché è necessario poi sistemare il complesso delle coincidenze».
«Le scuole stanno ancora definendo gli orari di lezione - aggiunge Peli -.
Stiamo comunque nel frattempo verificando la situazione per poi apportare i
necessari interventi». c. c.
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Giornale di Brescia 18 settembre 2010
Orto: «Bicimia sarà quanto prima potenziato»
Annuncio dell'assessore del
Comune nell'ambito della Settimana della mobilità. Spettacolo col biker di
«Striscia»
Si è svolto ieri in piazza Loggia il «Mobility day» manifestazione inserita
all'interno della Settimana europea della mobilità (fino al 22 settembre) alla
quale il nostro Comune ha aderito. Ogni anno la settimana della mobilità ruota
attorno ad un tema specifico: «Travel Smarter, Live Better» è lo slogan
dell'edizione 2010 traducibile in «Viaggia intelligentemente, vivi meglio».
Questo il messaggio che l'assessore alla mobilità Nicola Orto ha
sottolineato presentando le iniziative previste per ieri che hanno visto la
partecipazione di varie associazioni coi loro gazebi e gli stand della mobilità
che offrivano informazioni inerenti i servizi di trasporto offerti dal Comune:
Trasporto Pubblico, BiciMia, Car Sharing, Car Pooling, Metrobus.
Presenti
anche la Polizia stradale, i volontari del soccorso stradale, l'Aci, i bresciani
hanno potuto visionare e testare alcuni esemplari di automobili e motoveicoli
elettrici. Uno di questi, uno scooter progettato dall'azienda bresciana
Eco-Style, e prodotto in Cina, è stato regalato al Comune, rappresentato
dall'assessore alla Mobilità in sostituzione del sindaco Paroli. È un mezzo
omologato per portare due passeggeri, con batteria asportabile che di listino
costa 1.950 euro ma gode degli incentivi della Regione Lombardia (800 euro) e di
uno sconto del 50% sull'assicurazione.
Durante la giornata il pubblico
presente in piazza ha potuto assistere alle evoluzioni acrobatiche di Vittorio
Brumotti, campione del mondo di bike, sette volte recordman del mondo ed oggi
inviato di «Striscia» sulle tematiche ecologiste, e del cabarettista bresciano
Enrico Zani.
L'assessore Orto, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha
annunciato un potenziamento del servizio «Bicimia» in parte già attivo presso la
facoltà di Medicina e gli Spedali Civili ma presto presente in molte zone della
città, laddove soprattutto si concentrano uffici e scuole e ha ricordato
l'appuntamento di domani alle 16 per la biciclettata in via Garzetta dove verrà
inaugurato un nuovo tratto ciclabile. Sollecitato ad esprimersi sull'assenza in
piazza di Legambiente, Orto ha sinteticamente detto «hanno perso
un'opportunità».
Patrizia Dolfin

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Bresciaoggi 18 settembre 2010
LA MANIFESTAZIONE. La settimana europea della mobilità sostenibile ha
tracciato le linee per il futuro prossimo
Scooter ecologici e biciclette nella città del terzo millennio
Thomas Bendinelli
Le ciclostazioni aumenteranno passando da 24 a 56. In arrivo anche il
ciclomotore che non inquina l’ambiente
Scooter elettrici, Bicimia, un incontro tra i rappresentanti del tavolo per la
fluidificazione, musica in piazza: giornata intensa ieri in piazza Loggia per la
seconda giornata della Settimana europea della mobilità sostenibile alla quale
ha aderito anche il Comune di Brescia.
L’assessore al traffico Nicola Orto
si mostra soddisfatto e schiva la polemica con Legambiente, che non ha aderito
alla Settimana ufficiale perché critica rispetto all’operato di
quest’Amministrazione in materia di trasporto pubblico e mobilità, limitandosi
ad osservare che l’associazione ambientalista «ha perso un’occasione per
discutere». Vicino all’assessore, in veste di testimonial della giornata, il
campione mondiale di bike e inviato della trasmissione televisiva Striscia la
Notizia Vittorio Brumotti. «Usare la bicicletta di sera è più pericoloso che non
il motorino - spiega Brumotti nel saloncino del Turismo di piazza Loggia -: il
mio consiglio è di usarla, ma facendo attenzione ad avere luci e
catarifrangenti». Da parte sua, tramite un linguaggio «easy e diretto ai
giovani», anche un richiamo alla guida in sicurezza e in sobrietà.
Orto
ricorda il progetto di estensione di Bicimia, il servizio di noleggio gratuito
delle biciclette attivo in città da più di due anni. Al momento le ciclostazioni
sono 24, tutte in pieno centro storico o nelle immediate vicinanze. Visto il
successo e il gradimento per il servizio, l’idea è di estendere la rete,
arrivando a un totale di 56 ciclostazioni, andando così a toccare anche le zone
più periferiche della città. Alcune sorgeranno insieme alle fermate del
metrobus, altre nei punti più attrattivi. La mappatura è già stata predisposta,
partendo dal presupposto che ogni fermata non deve essere troppo lontana dalle
altre. «Come Comune abbiamo già messo dei soldi a bilancio – sottolinea
l’assessore -. ma parte dei soldi arriveranno anche dalla Regione, che ha già
approvato il piano che abbiamo presentato».
NEL CORSO della giornata c’è
stata anche la presentazione dello scooter elettrico dell’azienda di Iseo
Ecostyle. Tecnologia italiana e produzione cinese, uno di questi scooter è stato
donato ieri all’assessorato alla mobilità. Omologato per due persone, batteria
asportabile per ricaricare in casa, un’autonomia tra i 45 e i 65 chilometri.
«L’assicurazione costa la metà, per cinque anni non c’è il bollo da pagare e con
gli incentivi regionali il costo del modello base scende a meno di mille euro»,
spiega il titolare dell’azienda Riccardo Zanini.
Ieri, nel saloncino del
Turismo c’è stato anche l’incontro a porte chiuse del tavolo sulla
fluidificazione del traffico che vede insieme enti pubblici, aziende di
trasporto, forze di polizia, servizi di emergenza e numerosi altri attori e che
è stata l’occasione per fare il punto della situazione su quanto fatto finora.
Oggi saranno due gli appuntamenti inseriti nel calendario della Settimana
della mobilità sostenibile: alle 9, nell’auditorium Santa Giulia di via Piamarta
4, ci sarà una doppia tavola rotonda con diversi rappresentanti della
maggioranza e dell’opposizione; alle 16, in via Garzetta, l’inaugurazione
ufficiale di un nuovo pezzo di pista ciclabile.
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Bresciaoggi 17 settembre 2010
LA SETTIMANA DELLA MOBILITA’. Finita sul manifesto ufficiale del Comune «per
errore». Un pacchetto di proposte
Legambiente boccia la Loggia
Thomas Bendinelli
Capponi: «Non vogliamo essere accomunati a questa Giunta che incentiva l’uso
del mezzo privato in centro storico»
Legambiente non partecipa alla Settimana europea della Mobilità sostenibile dal
16 al 22 settembre. «Il nostro logo è finito sul manifesto ufficiale per un
malinteso - spiega il presidente bresciano dell’associazione Mario Capponi nella
sede di via Fenarolo -. In realtà siamo stati coinvolti tardi ma soprattutto,
non vogliamo essere accomunati a un’Amministrazione che promuove nei fatti
mobilità insostenibile». «Avremmo corso il rischio di dare copertura a
un’operazione di facciata», sottolinea Pietro Garbarino.
Le critiche che
Legambiente muove all’Amministrazione sono note: forte riduzione della zona a
traffico limitato nel centro storico, eliminazione delle corsie riservate ai
mezzi pubblici, incentivazione all’uso del mezzo privato. «Per non parlare di
quel progetto sconsiderato che è il parcheggio sotto il castello - osserva
Capponi -. Un’opera costosa e che è in netto contrasto con la futura idea di
mobilità del metrobus».
A tale riguardo Capponi ha anche annunciato che,
aderendo all’iniziativa promossa dall’associazione Gamete e già avviata da
alcune settimane, anche Legambiente promuoverà banchetti di raccolta firme per
dire no al parcheggio sotto il castello. L’associazione ambientalista ritiene al
contrario necessario incentivare il trasporto pubblico con «forti e nuovi
investimenti», lavorare per l’integrazione anche tariffaria tra le diverse
modalità di trasporto (bus, treno e metrobus), costruire parcheggi scambiatori
periferici di servizio al metrobus, riorganizzare la distribuzione urbana delle
merci, estendere le aree pedonali e verdi, ripristinare e rafforzare la zona a
traffico limitato nel centro storico.
UN PACCHETTO di dodici proposte
articolate in un documento per «voltare pagina e porre le persone e la qualità
della loro vita al centro di una visione europea della città». «A inizio mandato
questa Amministrazione ha fatto un attacco frontale al trasporto pubblico -
osserva Isaac Scaramella -. Ora sembra ci sia una posizione più sfumata, ma la
sostanza è la stessa». «Se cambierà qualcosa saremo i primi a riconoscerlo -
conclude Pietro Garbarino -, magari partendo dalla preannunciata marcia indietro
su piazza Paolo VI».
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Bresciaoggi 15 settembre 2010
PER IL SECONDO ANNO. L’iniziativa è stata varata
dall'Amministrazione comunale, in collaborazione con Sintesi, Brescia Trasporti
e Brescia Mobilità
«Città & Università» per muoversi meglio
Angela Dessì
Parcheggi gratuiti, abbonamenti scontati e rateizzabili, tessere prepagate e
speciali card Bicimia: sono le agevolazioni 2010-2011
Parcheggi gratuiti, abbonamenti scontati e rateizzabili, tessere prepagate e
speciali tessere Bicimia: sono le agevolazioni proposte all’avvio del nuovo anno
scolastico dal progetto «Brescia. Città & Università» che - promosso per il
secondo anno consecutivo dall'Amministrazione comunale in collaborazione con
Sintesi, Brescia Trasporti e Brescia Mobilità - punta a implementare
ulteriormente le opportunità di mobilità rivolte degli studenti degli atenei
cittadini.
«Crediamo molto nella vocazione universitaria della città e quello
che presentiamo oggi è un ulteriore tassello del più ampio disegno che da mesi
stiamo portando avanti con il campus della caserma Goito e le aule studio in
centro storico», chiarisce l’assessore ai Lavori pubblici del Comune Mario
Labolani, mentre il consigliere con delega all’Università Nini Ferrari punta
l’accento su come «servizi migliori contribuiscano a creare maggiore appeal e ad
attirare nuovi studenti nei nostri atenei».
È una linea sposata in pieno dal
presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, che evidenzia come le
controllate del gruppo non possano che «cogliere le opportunità offerte
dall’Amministrazione e trasformarle in prodotto industriale». Senza dimenticare
che investire sul mondo universitario consente di ottenere un duplice risultato,
quello di «accontentare i clienti di oggi e preparare quelli di domani».
IL
PROGETTO - condotto in sinergia con le rappresentanze studentesche
dell’Università cattolica e degli atenei di giurisprudenza, economia e
ingegneria - ha visto la riconferma dei servizi proposti nella passata edizione
e il varo di altri. Oltre ai parcheggi Castellini e Iveco, sarà gratuito e
servito da navetta anche quello del Luna Park, mentre per il servizio Bicimia,
trasformato in un h24, gli studenti continueranno a usufruire di prezzi
agevolati.
«VISTO IL SUCCESSO del bike sharing, stiamo conducendo un
monitoraggio sulle postazioni per capire se siano adeguate o vadano
incrementate», spiega il presidente di Sintesi Giovanna Prandini, sottolineando
che gli studenti potranno usufruire anche di un nuovo servizio di car sharing.
Ma la grande novità di quest’anno è la rateizzazione degli abbonamenti, una
scelta effettuata nel tentativo di andare incontro alle difficoltà economiche
generate dalla crisi in atto. «Un sacrificio oneroso, ma doveroso», a detta
dell’assessore alla Mobilità e al Traffico Nicola Orto, che non manca di
ricordare lo stanziamento di 12 mila euro riproposto dalla Giunta lo scorso 5
luglio proprio a favore del trasporto pubblico.
Che il settore dei trasporti
risulti fortemente minacciato dai tagli, del resto, non è una novità. «Se
verranno a mancare quei 4 milioni di euro di cui tanto si è parlato, alcuni dei
servizi forniti fino a oggi dovranno essere ripensati», fa sapere il presidente
di Brescia Trasporti Andrea Gervasi, ricordando come offerte così vantaggiose
abbiano un costo ingente sull’organizzazione dei servizi offerti dalla società,
che solo per compensare gli aumenti dei biglietti riceve ogni anno
dall’amministrazione circa 3 milioni di euro.
SODDISFATTI dei risultati
raggiunti i rappresentanti degli studenti: Alessio Mariotti, Matteo Giacomini e
Andrea Curcio sottolineano l’utilità del progetto e assicurano il loro impegno
per la sua divulgazione, anche con strumenti più informali come Facebook e il
passaparola.
DA DOMANI AL 22. Il calendario promosso dal Comune in collaborazione
con numerose realtà
Mobilità, al via la Settimana
Lisa Cesco
La Commissione europea ha inserito Brescia tra le cinquantanove città
modello di sostenibilità
«Travel smarter, live better», ovvero muoviti con più intelligenza e vivrai
meglio. Con questo slogan si svolgerà a Brescia da domani al 22 settembre la
Settimana europea della mobilità, con un calendario di eventi promosso dal
Comune in collaborazione con numerose realtà e associazioni.
«La Settimana è
organizzata dal 2002, il confronto con le associazioni è un metodo di lavoro
importante per promuovere una sensibilità nuova nei cittadini e incentivarli
all’uso di mezzi sostenibili come la bici o di sistemi come il car sharing»,
dice l’assessore alla Mobilità e Traffico Nicola Orto, affiancato dagli
assessori Vilardi, Labolani e Taurisano. Orto ricorda che il progetto di
approccio integrato di mobilità sviluppato dal Comune è stato valutato dalla
Commissione europea, che ha inserito Brescia fra le cinquantanove città europee
modello per lo sviluppo di mobilità sostenibile.
Fra le molte iniziative
proposte per la Settimana della mobilità spicca il Mobility Day: venerdì 17
settembre in piazza Loggia, per l’intera giornata, stand, infobus, momenti di
cabaret e musica, expo di auto e moto elettriche, laboratori a tema per bambini
e ragazzi; in serata arriverà l’inviato su due ruote di «Striscia la notizia»
conosciuto come «100 per cento Brumotti».
SABATO 18 SETTEMBRE si parlerà
invece di Piano urbano di mobilità sostenibile nel convegno promosso
dall’associazione Brescia Progress (ore 9, sala conferenze di Santa Giulia), con
l’obiettivo di approvare un documento-guida per un modello innovativo di
sostenibilità urbana. Un altro approfondimento è fissato per martedì 21
settembre alle 18.30, nella Sala Piamarta di via San Faustino, con un incontro
su «Mobilità ciclabile: l’esempio di Bolzano», promosso dall’associazione
Brescia per passione di Laura Castelletti e da Officina della Città che fa
riferimento a Francesco Onofri: ospite sarà il mobility manager del Comune di
Bolzano Sergio Berantelli.
Nel cartellone figurano anche appuntamenti
ludico-naturalistici come la biciclettata con inaugurazione del percorso
ciclabile nella valle di Mompiano, il 18 settembre alle 16, iniziative per i più
piccoli come la gara di auto a pedali che si terrà sabato all’Ambiente Parco di
largo Torrelunga, stand per promuovere il car sharing, attività didattiche sulla
sicurezza stradale a cura dell’Associazione familiari vittime della strada (la
mattina del 21 e 22 settembre in piazza Boni), la mostra itinerante della
cooperativa Cauto e i laboratori «Green investigation».
«Stiamo lavorando al
Piano della mobilità ciclabile che presenteremo a breve, con un’attenzione
prioritaria alle fasce deboli - annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Mario
Labolani -. Intanto sabato sarà inaugurata la nuova ciclabile in via Garzetta».
Per gli appassionati delle due ruote venerdì in piazza Loggia proseguirà
l’operazione «Targa la bici» promossa dal Comune: dalle 16, nello stand degli
Amici della bici, sarà possibile targare gratuitamente la propria bicicletta con
il sistema BiciSicura e inserirla nell’anagrafe nazionale delle biciclette
(www.mobilityweek.eu).
La tessera per la sosta si può pagare in 4 rate
La possibilità di rateizzare gli abbonamenti nelle aree a parcometro dei
parcheggi Apollonio e Goito è una delle novità proposte quest’anno da
«Brescia.Città&Università»: gli studenti potranno scegliere se pagare
l’abbonamento in una sola trance da 104,00 euro per l’intero anno o in quattro
rate da 26 euro per bimestre. Agli studenti che nel precedente anno avevano
sottoscritto l’abbonamento all’Appollonio sarà inoltre data prelazione per la
sottoscrizione di un nuovo abbonamento al parcheggio Fossa Bagni (35 euro al
mese anziché 42). Altra novità è l’aggiunta del parcheggio Luna Park ai
parcheggi Castellini e Iveco tra quelli gratuiti e serviti da navetta (linee 18
e 11).
Invariata la tessera che dà diritto a uno sconto del 33 per cento
sulla tariffa oraria a Fossa Bagni e al Randaccio, così come sono state
confermate le tariffe relative a Bicimia (1 euro sino a 2 ore, 2 euro dalla
seconda alla terza ora e 5 euro oltre le tre ore, con i primi 45 minuti gratuiti
e la sottoscrizione della tessera senza cauzione di 25 euro). La novità è
l’estensione del servizio all’intera giornata: 24 ore su 24 in tutte le
postazioni.
RIMANE BLOCCATO a 10 euro l’abbonamento mensile alla linea 18
mentre arriva una promozione per l’abbonamento University Bus Card: oltre alla
tessera da 50 corse in Zona 1 al costo è di 35 euro per 3 mesi arrivano gli
abbonamenti a 40 euro per 6 mesi e da 100 corse a 65 euro per 9 mesi. Per la
zona 1+2 il profilo di 50 corse costa 45 euro, quello della durata di 6 mesi 50
e quello di 100 corse per 9 mesi a 85 euro.
Tutte le informazioni su
promozioni e abbonamenti pubblicate sul sito www.bresciamobilita.it da
quest’anno sono disponibili anche in lingua inglese. AN. DE.
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Giornale di Brescia 15 settembre 2010
Una settimana per ripensare la mobilità
Da domani al 22 settembre una serie d’incontri, convegni e iniziative di intrattenimento organizzati
per coinvolgere i bresciani su un tema fondamentale per la vita della città: cambiare il modo di muoversi
Meno automobili e più mobilità: sette giorni per darsi una mossa nel segno di
sistemi di trasporto sostenibili e moderni. È la Settimana europea della
mobilità, alla quale Brescia aderisce dal 2002, che ritorna da domani al 22
settembre con incontri, convegni e iniziative di intrattenimento organizzati per
coinvolgere i bresciani su un tema fondamentale per la vita della
città.
Sette giorni in movimento
Comune di Brescia, con gli assessorati
alla Mobilità e traffico e all'Ambiente e ecologia, Brescia Mobilità, Brescia
Trasporti e l'Università degli studi hanno aderito all'iniziativa dell'Unione
europea che interessa 30 città italiane oltre a 1.500 comuni distribuiti sul
Vecchio continente, ma anche oltre. Non si tratta però di un'adesione soltanto
istituzionale: in città il coinvolgimento di associazioni e realtà del
territorio è stato ampio. Tra i partner si contano infatti l'associazione
Brescia Progress, l'associazione Vittime della strada, l'Aci, A2A, Legambiente,
la Polizia Stradale, la società Car Sharing, gli Amici della bici e la
cooperativa Cauto. Cosa accadrà nella settimana mobile? Si parte domani, da un
lato con la rilevazione della mobilità ciclabile svolta in collaborazione con
gli Amici della bici, dall'altro con la proiezione del film «Terra madre» alle
20.30 nella Casa delle associazioni di via Cimabue. Il clou si presenta già
venerdì 17 con il «Mobility day» allestito in piazza Loggia con vari stand
informativi, l'infobus dedicato ai trasporti pubblici locali, un'esposizione di
auto e moto elettriche, musica e uno spettacolo di 100% Brumotti, personaggio di
Striscia la notizia che ha fatto della sua passione per pedali e due ruote il
marchio di fabbrica. La sua partecipazione in veste di ospite speciale è
prevista tra le 19 e le 21. Sempre in piazza, dalle 9 alle 12, la Cauto
organizza una gimcana per bambini dedicata all'ambiente, mentre dalle 16 è in
programma un laboratorio di manualità creativa tra arte e riciclo. È previsto
anche un momento di approfondimento, su invito, circa le attività svolte e la
programmazione per il 2011 del Tavolo della fluidificazione.
Dalla bici alla
macchina a pedali
Sabato si inizia presto, alle 9 il cartellone offre un
convegno dedicato al piano urbano della mobilità sostenibile, in collaborazione
con l'associazione Brescia Progress. Alle 16 si può prendere parte alla
biciclettata che da piazza Bruno Boni partirà alla volta della nuova pista
ciclopedonale Ospedale-Mompiano. Chi volesse informazioni sul car sharing può
recarsi agli stand collocati in piazza Loggia, Vittoria, Duomo e corso
Zanardelli (i punti informativi sono disponibili anche domenica 19). Per i
bambini, nell'Ambiente Parco di Largo Torrelunga, c'è in programma una gara di
macchine a pedali dalle 15 alle 18.
Martedì 21, dalle 9 alle 12, in piazza
Bruno Boni l'associazione Vittime della strada allestirà un percorso di
educazione alla sicurezza stradale per bambini di elementari e medie, mentre
alle 18.30 l'Officina della città e Brescia per passione organizzano nella sala
Piamarta di via San Faustino 70 un convegno intitolato «Mobilità ciclabile,
l'esempio di Bolzano».
Per l'assessore alla Mobilità, Nicola Orto, la
manifestazione costituisce «un'occasione per promuovere l'utilizzo di mezzi
alternativi all'auto». «L'Amministrazione - ha aggiunto -, nonostante le
ristrettezze economiche causate dai tagli nella Finanziaria, si impegna perché
le politiche della mobilità sostenibile abbiano i fondi necessari», un impegno
condiviso dagli assessori Labolani, Vilardi e Taurisano.egg
Bus e parcheggi: in arrivo le nuove tessere scontate
«Brescia, Città & Università» si amplia. Dopo il primo anno di «rodaggio» le
agevolazioni proposte agli studenti vengono confermate con l'aggiunta di alcune
novità. Abbonamenti a parcheggi e bus scontati, speciali tessere Bicimia e altri
interessanti opzioni offerte dal Comune di Brescia (12mila euro lo stanziamento
in bilancio per il 2010/11, 2mila euro in più rispetto allo scorso anno), in
collaborazione con Sintesi, Brescia Trasporti e Brescia Mobilità.
Entriamo
nel dettaglio dell'offerta, partendo dai parcheggi. Le strutture di sosta
Castellini, Iveco e Luna Park (novità di quest'anno) sono gratuiti e sono
serviti dalle navette di interscambio della linea 18 e della linea 1. A Fossa
Bagni e al Randaccio, gli studenti hanno uno sconto del 33% sulla tariffa della
sosta oraria. Per gli iscritti alle facoltà di Economia e Giurisprudenza della
Statale e alla Cattolica sono disponibili abbonamenti ai parcheggi Apollonio e
Goito a 104 € per l'intero anno accademico, oppure - novità del 2010 - pagando
26 euro al bimestre.
Gli abbonamenti
Gli studenti che hanno sottoscritto
l'abbonamento al parcheggio Apollonio lo scorso anno hanno la prelazione per la
sottoscrizione di un nuovo abbonamento al parcheggio interrato Fossa Bagni a 35
€ al mese anziché 42 €.
Passando agli autobus, al carnet da 50 corse per tre
mesi a 35 € (45 € per la zona 1+2), si aggiungono altre due opzioni: abbonamento
per 6 mesi a 40 € (50 € per la zona 1+2) oppure per 9 mesi a 65 € (85 € per
l'extraurbano). Parcheggiando l'auto gratuitamente in via Volturno e in via
Castellini è possibile raggiungere le facoltà del centro in pochi minuti con la
linea 18. L'abbonamento costa 10 € al mese, gli autobus transitano ogni 10
minuti dalle 7.30 alle 19.40 dal lunedì al sabato.
Novità anche Bicimia, un
servizio che sta attirando le attenzioni degli studenti. Da quest'anno la bici
potrà essere usata 24 ore su 24 ed è già operativa una nuova postazione
all'ingresso della facoltà di Medicina della Statale. Ricordiamo che gli
universitari godono dell'esenzione al versamento della cauzione di 25 € e che,
come per tutti gli altri utenti, i primi 45 minuti di utilizzo sono gratis. Gli
abbonati a Bicimia possono inoltre sottoscrivere l'abbonamento gratuito anche al
«Car sharing Brescia-L'auto quando serve», il nuovo servizio di condivisione
dell'automobile. A disposizione ci sono 8 auto parcheggiate in 4 punti diversi
della città, pagando solo i consumi di viaggio.
La nuova edizione di
«Brescia, Città e Università» è stata presentata alla stampa ieri nella sede di
Brescia Mobilità. Erano presenti gli assessori comunali Nicola Orto (Trasporti)
e Mario Labolani (Centro storico), il consigliere delegato alle politiche
universitarie Nini Ferrari, i presidenti Valerio Prignachi (Brescia Mobilità),
Andrea Gervasi (Brescia Trasporti) e Giovanna Prandini (Sintesi). È stata
proprio la Prandini a illustrare nel dettaglio le singole iniziative. «Il
pacchetto che presentiamo - ha detto la numero uno di Sintesi - è frutto di una
lunga concertazione che è stata condotta in collaborazione con i rappresentanti
dei due atenei cittadini e soprattutto dei rappresentanti degli studenti che non
hanno fatto mancare le loro preziose osservazioni». Per la Statale hanno
partecipato al tavolo tecnico Marco Gregorelli e Matteo Giacomini, di
Giurisprudenza, Alessio Mariotti di Economia e Andrea Curcio di Ingegneria. Per
la Cattolica gli studenti coinvolti sono stati Gabriele Pendola e Giulia
Manzoni.
Le mappe sul sito
Un ringraziamento agli studenti è stato
espresso anche da Nini Ferrari, che ha sottolineato come l'iniziativa si sposi
perfettamente «col nostro progetto di far diventare Brescia una città
universitaria. Servizi migliori possono infatti incentivare un maggior numero di
ragazzi a iscriversi in una delle facoltà cittadine». Per l'assessore Orto «il
successo delle agevolazioni proposte conferma che Brescia sta diventando una
città universitaria che catalizza studenti e giovani non solo dalla provincia ma
anche provenienti da altre città». Labolani si è soffermato sul rapporto tra
studenti e centro storico: «Il nostro obiettivo è che la vocazione universitaria
in questa zona della città si sviluppi non solo durante la giornata ma prosegua
anche nelle ore serali. A tal fine stiamo lavorando per la costruzione di una
nuova aula studio e di un futuro campus». Infine, Prignachi e Gervasi hanno
evidenziato lo sforzo compiuto dalle proprie società per offrire le agevolazioni
agli studenti.
Per essere sempre informati sulle novità che riguardano
Bicimia, autobus e parcheggi è possibile inviare una e-mail a
sintesi@sintesi-spa.it. Inoltre è disponibile sul sito internet
www.bresciamobilita.it la versione sia in italiano sia in inglese della mappa
delle iniziative.
Mario Nicoliello
Il concorso: vince chi non inquina
«Vieni in università senza l'automobile». Per il terzo
anno la Statale propone l'iniziativa sulla mobilità sostenibile rivolta al
personale docente, ricercatore, tecnico amministrativo e agli assegnisti di
ricerca allo scopo di promuovere l'uso della bicicletta e dei mezzi di trasporto
pubblico nei trasferimenti casa-lavoro.
Gli interessati dovranno giungere al
lavoro, partendo da casa in bicicletta o con il trasporto pubblico, entro le
10.30 di domattina. In ogni sede universitaria un addetto registrerà i
nominativi del personale giunto in bicicletta o in possesso del
biglietto/abbonamento utilizzato per il trasporto pubblico urbano ed
extraurbano. I partecipanti regolarmente registrati concorreranno all'estrazione
di premi, tra cui 2 biciclette offerte dal World Trade Center Brescia, 10
abbonamenti settimanali offerti da Brescia Trasporti e 10 tessere Bicimia
offerte da Sintesi. L'estrazione dei premi avverrà lunedì 20 settembre 2010 alla
facoltà di Ingegneria.
Chi rottama ha diritto a 600 euro e al Car Sharing gratis per un anno
Addio alla vecchia auto che inquina e benvenuto car sharing. Il Ministero
dell'ambiente ha attivato un fondo di 815mila euro destinato a incentivi per chi
rottama la propria vettura e si iscrive ad un Car Sharing aderente al circuito
«Io Guido», tra i quali rientra anche la società presente a Brescia. Rientrano
nella tipologia incentivata le auto con massa inferiore a 2,t tonnellate fino a
6 posti immatricolate entro il 31/12/2005, comprese nella categoria euro 3 III
alimentate a benzina o gasolio. Sono incluse le auto bi-fuel e le auto
alimentate a gpl o a metano immatricolate fino al 31/12/2002.
È dunque
possibile presentare la richiesta di finanziamento alla sede del Car Sharing
Brescia, in corso Magenta 51, prenotando un appuntamento allo 030/2053573.
L'ammissibilità della richiesta sarà autorizzata in base alle disponibilità
delle risorse e non oltre 30 giorni dalla data della domanda. Si possono
richiedere contributi pari a 600 euro pro capite, basati sull'utilizzo
chilometrico del servizio. Il bonus deve essere utilizzato entro due anni dalla
data di emissione dell'abbonamento.
L'iniziativa prevede la gratuità
dell'abbonamento annuale al servizio per il primo anno e lo sconto del 50% sul
secondo anno di abbonamento. La tariffa oraria è l'unico costo che rimane a
carico del cliente, oltre al deposito cauzionale da versare una tantum per la
SmartCard personale.
Per presentare la domanda è necessario essere residenti
nella provincia di Brescia e intestatari del veicolo da rottamare. Per
l'Iniziativa Car Sharing sono ammissibili le richieste di chi abbia effettuato
la rottamazione in una data non antecedente ai 24 mesi dal giorno di
presentazione della domanda.
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Giornale di Brescia 14 settembre 2010
Metrò e cubo bianco scaldano il Consiglio
Gallizioli (Lega): «Un tagliando di programma è necessario»
Di Mezza: «La passata Giunta ha stilato conti fasulli sul metrò»
Nessuno dei due temi era all'ordine del giorno. Ma ad accendere il dibattito - a
tratti infuocato - del primo Consiglio comunale dopo la pausa estiva sono stati
i due nodi che nell'ultimo mese hanno riempito le pagine di cronaca, ovvero il
cubo bianco e i conti del metrò.
.....
La sfida di Brescia Mobilità
È il
consigliere Claudio Bragaglio a tornare sulla questione metrò: «Il Metrobus non
può essere tema di scontro, perché Brescia non può diventare grande senza
quest'opera. Ricordo poi che tutto è stato deciso sulla scia di un patto tra
centrodestra e centrosinistra, sancito dalla Regione». Di qui la replica
dell'assessore Di Mezza: «Ho il dovere politico e morale di denunciare i fatti.
Chi ha stilato il piano economico del metrò lo ha fatto in malafede e nessun
giudice mi fermerà dal raccontare la realtà. Questa scelta provocherà un aumento
della spesa corrente dai 10 ai 20 milioni di euro, dove sono gli appostamenti a
bilancio? Bisogna fare in modo che Brescia Mobilità sia in grado di investire
sulla green economy, così che riesca a pareggiare i conti. Non accettiamo
lezioni da chi ha lasciato la città in questa situazione».
Alla fine la
votazione, che non ha riservato sorprese: maggioranza a favore e opposizione
contraria. Variazione approvata.
Nuri Fatolahzadeh
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Bresciaoggi 14 settembre 2010
LO SCONTRO. Nuova puntata della polemica sul piano finanziario della
metropolitana leggera che contrappone aspramente l’assessore al Bilancio e l’ex
sindaco
Metrobus, la lite sui conti sbarca in aula
Eugenio Barboglio
Di Mezza: «La Giunta Corsini o stupida o in malafede. L’unica soluzione
adesso è rendere più autonoma Brescia Mobilità»
.......
Ma il clima si è invelenito più tardi, quando
passando dal cubo bianco si è arrivati al metrobus che ha terremotato l’aula.
Quasi «tirata» da una frase del consigliere Pdl Toffoli («il metrobus è il
grande debito della città») e dal fatto che si stesse pur sempre parlando di
conti pubblici, ed ecco rivangata la polemica che ha opposto nei giorni scorsi
Di Mezza all’ex sindaco Corsini.
Una polemica destinata a varcare la soglia
del tribunale, e che intanto lo ha già fatto con l’aula del consiglio, ieri
chiamato ad approvare variazioni al bilancio 2010. Tra queste variazioni per la
verità non figuravano nè metropolitana nè ex pensilina, ma si sa, l’occasione fa
l’uomo ladro, e così tutto il consiglio si è gettato sui temi del momento: il
progetto per Largo Formentone che ha fatto litigare Labolani e Farina e i conti
della metropolitana. Su quest’ultimi l’assessore Di Mezza ha rilanciato le
accuse alla giunta Corsini, dopo che il Pd Bragaglio aveva rammentato al
centrodestra di avere aderito al patto regionale che rese possibile l’operazione
metrobus: «C’erano le firme di Forza Italia, della Lega e l’ok di categorie i
cui leader erano e sono esponenti del centrodestra». Come a dire che quei
partiti non possono ora parlare di «eredità subita». E qui Di Mezza ha ripreso
tutti i punti dell’attacco a Corsini: «Il piano finanziario del metrobus - ha
detto - o è stato fatto da stupidi o in malafede». Per poi, invece di frenare
sotto l’infuriare delle proteste del Pd, rincarare parlando di «conti fasulli».
E a proposito delle reazioni dell’ex sindaco dire che «quando Corsini non ha
argomenti non si comporta da professore ma da maestrina isterica».
TONI
ALTISSIMI quelli usati da Di Mezza, che - come sottolinea qualche consigliere a
margine dei lavori - nascondono preoccupazioni vere per i nodi economici del
metrobus. «Nodi che arriveranno al pettine» a parere di Di Mezza, scoperchiando
il vaso «delle colpe della scorsa amministrazione». Nodi che «come unica via
d’uscita hanno quella di dotare di autonomia Brescia Mobilità, permettendogli
non una ma decine di operazioni come Omb». Solo così la società «sarà messa
nelle condizioni di guadagnare dieci milioni annui».
Il consigliere Pd Fabio
Capra non c’è stato all’invettiva dell’assessore. E ha rivendicato la
correttezza della scorsa amministrazione. «Guai a parlare di conti falsati ad
arte - ha gridato -. Ricordo che lasciammo la Loggia senza un euro di debito».
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www.bresciamobilita.it 08 settembre 2010
Orario invernale dei bus 2010
Vi
comunichiamo che in concomitanza con l’inizio dell’anno
scolastico, dal 13 settembre 2010 entrerà in vigore
l’orario invernale dei bus.
E’
pertanto previsto un adeguamento dei passaggi delle vetture in
relazione alla maggior richiesta da parte dell’utenza.
Le
modifiche sostanziali riguardano gli istituti scolastici, che hanno
dovuto adeguare gli orari di termine delle lezioni alle nuove normative
scolastiche.
Verranno
di conseguenza attivate fin dal 13 settembre le corse dirette e mirate
per gli istituti stessi, corse che verranno costantemente monitorate al
fine di soddisfarne le effettive esigenze.
Si
rammenta che, come tutti gli anni, con l’entrata in vigore
dell’orario invernale verrà sospeso il servizio della
linea 5, in collegamento al monte Maddalena dal centro città.
Tali
modifiche riguardano esclusivamente gli orari in vigore dal
lunedì al venerdì e il sabato; l’orario festivo
rimane invariato.
Alle paline di fermata verranno esposti i nuovi orari di passaggio dei bus dal prossimo 13 settembre.
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Giornale di Brescia 11 settembre 2010
Corsini: sul metrò conti in ordine, e querelo Di Mezza
L’ex sindaco Pd: grave l’imperizia di questa Giunta
Del Bono: attacchi diffamatori segnale di difficoltà
«I conti per la realizzazione della metropolitana leggera di Brescia sono sempre
stati trasparenti e sotto controllo. Quando l'assessore Fausto Di Mezza dice che
quei numeri erano fasulli dice una cosa falsa, che travalica i confini del
confronto politico e diventa gravemente offensiva. Intendo promuovere nei suoi
confronti una causa civile con una richiesta risarcitoria decisamente
sostanziosa, che poi utilizzerò per una iniziativa che al centrodestra non farà
certo piacere». Paolo Corsini non ci sta ad essere indicato come il sindaco che
ha truccato i conti della metropolitana leggera. E replica secco a chi oggi
regge il Bilancio di Palazzo Loggia: «Ho la sensazione che Di Mezza abbia tutto
l'interesse a sollevare un polverone polemico per sviare l'attenzione dalle
difficoltà che i conti del Comune devono affrontare un po' per le scelte
politiche del Governo un po' per l'imperizia degli attuali amministratori
locali».
Non manca una stoccata finale: «Peraltro per il piano finanziario
dell'opera il Comune si è sempre affidato alle valutazioni di Brescia Mobilità,
dove in quegli anni come oggi siede l'avvocato Amilcare Di Mezza. Che se non
sbaglio è il padre dell'assessore e che ha sempre approvato e sottoscritto tutti
gli atti della società».
Cifre a confronto
Affiancato da Luigi Morgano
(allora vicesindaco e assessore al Bilancio) e dall'attuale capogruppo del Pd in
Consiglio comunale, Emilio Del Bono, l'on. Corsini tiene a ripercorrere nel
merito i nodi finanziari del progetto sollevati nei giorni scorsi da Fausto Di
Mezza («Non sono stati mai preventivati fondi per la maxirata da 54 milioni di
euro da versare il prossimo marzo - aveva detto l'attuale assessore al Bilancio
-, il costo del biglietto è stato previsto ad 1,90 euro e nel bilancio non sono
state appostate le spese per le opere complementari, ovvero le
fermate»).
Anzitutto il nodo della maxirata. «Che nel rapporto tra costi
dell'opera e finanziamenti già reperiti ci fosse una quota di 40 milioni ancora
da coprire era chiarissimo fin dalla delibera del 2004. Non solo: dal 2006 ogni
sei mesi i capigruppo del Consiglio comunale erano informati del procedere della
situazione finanziaria. Peccato che a quelle riunioni Paroli non partecipasse
mai e Di Mezza quasi mai. Ma c'è di più. Quei 40 milioni originari sono
diventati oggi 53 perché Brescia Mobilità ha dovuto accollarsi costi che non le
sono istituzionalmente propri, come i 10 milioni utilizzati da Paroli per
l'operazione Omb, i costi della Piscina di Mompiano e altro ancora».
Sul
fronte dell'utenza prevista Corsini ricorda che «i dati che oggi Di Mezza
definisce come fasulli sono stati invece verificati e ritenuti credibili da enti
come la Regione Lombardia e il Ministero delle infrastrutture. Nelle proiezioni
forniteci da Brescia Mobilità la metropolitana regge se si ipotizza per fine
2011 un totale di 38 milioni di passeggeri sulla rete dei bus. Un calcolo
prudenziale, tanto che già nel 2009 i passeggeri erano a quota 42 milioni. Il
numero dei passeggeri, peraltro, non è una variabile indipendente: se si
incentiva ovunque l'uso della macchina tanto da rendere il centro città una
discarica di automobili è chiaro che l'utilizzo del mezzo pubblico è destinato a
flettere». Così per le tariffe. «Un euro e 72 centesimi più Iva, quindi un euro
e 90. Uno dei problemi è arrivarci progressivamente, come noi avevamo ipotizzato
nei nostri piani finanziari».
Infine le opere complementari: «Noi 20 milioni
di euro li avevamo messi a bilancio immaginando di intervenire progressivamente.
Questa Amministrazione invece ha fatto riprogettare molte stazioni e opere di
superficie senza dare ai progettisti un'idea del budget. Risultato? Progetti per
80 milioni che mai verranno realizzati».
«Una Giunta in difficoltà»
A
condividere le valutazioni dell'ex sindaco ci sono nella sede del gruppo
consiliare del Pd anche Fabio Capra (oggi presidente della Commissione bilancio)
e Luigi Morgano (ex vicesindaco). «Le affermazioni gravissime di Di Mezza -
sottolinea Morgano - non coinvolgono solo l'Amministrazione comunale, ma anche
l'azienda Brescia Mobilità. Che opera su conti e bilanci in base a normative e
criteri di trasparenza ben precisi».
Emilio Del Bono (attuale capogruppo del
Pd in Consiglio comunale) si concentra su alcuni temi politici: «Le
dichiarazioni diffamatorie di Di Mezza sono un segnale delle forti difficoltà
che oggi la Giunta attraversa. Pensate al nodo delle volumetrie che Paroli ha
disegnato attorno alle stazioni del metró e che per la maggioranza si sono
rivelate un boomerang. Inoltre ciò che sul tema della metropolitana leggera ci
differenzia da questa maggioranza è che secondo noi l'opera non va valutata solo
sotto il profilo del suo equilibrio economico ma per l'idea di città che
comporta. Una città che sul fronte della mobilità vuole tenersi in sintonia con
il panorama europeo più avanzato. Mentre le scelte adottate da questa Giunta
vanno tutte in senso contrario».
Non manca una punzecchiatura finale: «Forse
ciò che più li innervosisce - chiude Del Bono - è il fatto che la metropolitana
leggera sarà l'unica grande opera che la consiliatura Paroli sarà in grado
d'inaugurare. Ma non sarà un'opera voluta e sostenuta da loro».
La
solidarietà di Arcai
A margine della conferenza stampa Pd si registra la
«piena solidarietà personale e come amministratore a Fausto Di Mezza» da parte
di Andrea Arcai, assessore alla Cultura. «In quegli anni ero all'opposizione e
posso testimoniare in qualunque processo che eravamo tenuti all'oscuro di
tutto».
Massimo Lanzini
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Giornale di Brescia 08 settembre 2010
L'assessore Di Mezza attacca Corsini sulle cifre del Metrò
«La
precedente amministrazione ha presentato conti fasulli per riuscire a
ottenere i finanziamenti»
Il confronto amministrativo all'indomani dalla pausa estiva si apre facendo i
conti. E sul piatto - in occasione della Commissione bilancio convocata per
discutere la variazione prevista nell'ordine del giorno del Consiglio comunale
di lunedì - tornano i due nodi «caldi» legati, da un lato, alla ristrutturazione
del Rigamonti e, dall'altro, alla partita Metrobus. E proprio su quest'ultimo
tema l'assessore Di Mezza attacca senza mezzi termini la gestione Corsini ed il
piano finanziario per l'infrastruttura.
....
Sulla questione metro torna però anche l'assessore Di Mezza: «Questa
partita peserà tantissimo sulle casse del Comune e dei cittadini, anche e
soprattutto per la manutenzione - spiega ai giornalisti - É il frutto della
cattiva amministrazione della Giunta Corsini, che per ottenere i finanziamenti
per il Metrobus ha presentato dei conti fasulli e un piano finanziario che non
sta né in cielo né in terra. Basti pensare che non sono stati mai preventivati
fondi per la maxi-rata da 54 milioni di euro da versare il prossimo marzo, che
il costo del biglietto è stato previsto ad 1,90 euro e che nel bilancio non sono
state appostate le spese per le opere complementari, ovvero le
fermate».
Opere complementari che, nella delibera del 2004, erano state
calcolate in 20 milioni di euro complessivi e il cui costo - dopo articolate
modifiche progettuali - è salito a circa 80 milioni di euro.
Da noi
interpellato telefonicamente nel pomeriggio di ieri per una replica, l'ex
sindaco, on. Paolo Corsini si è riservato di intervenire nella giornata di
oggi.
Nuri Fatolahzadeh
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Bresciaoggi 08 settembre 2010
CONTI PUBBLICI. L’avanzo di bilancio del 2009 tapperà la falla di 32,5
milioni di mancate alienazioni del 2010. Congelati i pagamenti, riviste le
prenotazioni di spesa
Di Mezza: «Ecco la manovra d’autunno»
Massimo Tedeschi
Loggia, in cassa 96,5 milioni che non può spendere L’affondo sul metrò:
«L’amministrazione precedente ha presentato in malafede dati del tutto
sbagliati»
......
BRESCIA
MOBILITÀ. Sui conti della Loggia si allunga sempre più lo spettro
dell’equilibrio di bilancio di Brescia mobilità, ovvero del metrò. Su questo
punto Di Mezza è severo: «I calcoli dell’amministrazione precedente erano
sbagliati. Non si tratta di errori di valutazione ma di errori fatti in
malafede. Per riuscire a varare l’opera l’amministrazione aveva presentato dati
sbagliati: non c’è un bacino di 500mila potenziali utenti, è irrealistico
pensare a un biglietto da 1,90 euro. Potrà essere di 1 euro o, come io auspico,
di 1,20 elevando anche il biglietto dei bus. Non esiste poi copertura per
realizzare le opere complementari. Nel frattempo le riserve delle aziende
costruttrici sono arrivate a 300 milioni: vedremo se gli 80 milioni deliberati
dal Cipe saranno sufficienti. Infine l’anno prossimo ci sarà la maxi-cedola da
54 milioni da pagare. Che oggi non ha copertura». La strategia è quella di
conferire un patrimonio (i parcheggi comunali) alla società per consentirle di
accendere mutui e far fronte a questi colossali impegni.
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Giornale di Brescia 05 settembre 2010
Viabilità Le grandi opere
A Brescia Mobilità parcheggi e fondi Cipe
Dalla Loggia all’azienda la proprietà di tutti i posti auto a pagamento
E da Roma primo ok al finanziamento di 80 milioni per la metropolitana
Il Comune ricapitalizzerà Brescia Mobilità per riuscire a fare fronte ai costi
di realizzazione della metropolitana. E lo farà «ipotecando» parte del proprio
patrimonio: all'azienda verrà infatti ceduta la proprietà di tutti i parcheggi
cittadini a pagamento. In questo modo la società controllata potrà provvedere
all'accensione di mutui, che le permetteranno non solo di saldare entro marzo i
54 milioni di euro della maxi-rata, ma anche di sgravare la Loggia dalla
realizzazione di dieci delle stazioni del tracciato.
Un tracciato che, stando
alle dichiarazioni del presidente Valerio Prignachi - discusse anche all'interno
delle segrete stanze di Palazzo Loggia - è destinato ad ampliarsi. Specie ora
che gli attesi 80 milioni di euro aggiuntivi richiesti al Cipe (Comitato
interministeriale per la programmazione economica) sembrano essere più vicini.
Ufficialmente.
Patrimonio, mutui e investimenti
Daccapo. A mancare
all'appello del piano economico previsto per il Metrobus sono 54 milioni di
euro, cui se ne aggiungono almeno altri 50 per le opere complementari. Poi, si
penserà ai restanti 30 milioni, ovvero quelli dedicati al completamento dei
parcheggi interrati. Totale: 104 milioni di euro. Che né la Loggia, né Brescia
Mobilità hanno in cassa. E allora la strada individuata è la «cessione» di beni
materiali all'azienda controllata, ovvero i parcheggi. Tutto ciò tenendo conto
che il quadro va ad incastonarsi con le condizioni imposte al Comune dal Patto
di stabilità: per rispettarle l'Amministrazione dovrà reperire - in tre mesi -
32,5 milioni.
Quei preziosi contributi romani
Ma quanto costa in tutto
alla città l'operazione Metrobus? La cifra complessiva si attesta sui 675
milioni di euro circa (a valori non inflazionati), di cui 603 milioni calcolati
per opere civili e sistemi, 40 per varianti di progetto e 32 per oneri a carico
della stazione appaltante (voce che comprende cioè gli espropri, la direzione
dei lavori, le spese legali, le assicurazioni, le commissioni di collaudo e la
sicurezza). Poi ci sono i contributi a fondo perduto erogati dallo Stato (come
previsto dalla Legge 211 del 26 febbraio 1992 «Interventi nel settore dei
sistemi di trasporto rapido di massa»), oggetto dell'accordo sottoscritto tra
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Comune e Brescia Mobilità il 27
dicembre 2002, pari a 244.381.000,59 euro. Nel dicembre 2007 il Cipe ha pure
deliberato un ulteriore finanziamento statale per un importo che si aggira
attorno ai 40 milioni di euro. Questo, a fronte però di un incremento di pari
importo della spesa complessiva «per varianti migliorative dell'opera». Per
quest'ultimo Brescia Mobilità è al momento in attesa di una delibera che sappia
stabilire - sulla scia delle indicazioni dei Ministeri - le modalità di
erogazione dei fondi. Ad oggi il contributo statale certo è quindi stimato in
284.381.000,59 euro (pari al 42% del costo totale del Metrobus), cui si
aggiungono i 72 milioni di euro (ovvero l'11% della spesa) messi a disposizione
dalla Regione.
Ma l'ultima tappa del «dossier» economico si è consumata alla
fine dell'estate, quando la Commissione tecnica ha rilasciato il nullaosta per
l'erogazione di un ulteriore finanziamento. Il riferimento corre agli 80 milioni
richiesti dal Consiglio di amministrazione di Brescia Mobilità nel dicembre
2009, a fronte di altre migliorie di pari importo. E a separare il contributo da
Brescia è ora solo un timbro.
Nuri Fatolahzadeh
Prignachi:
«La sfida è investire sul prolungamento»
A raccontare, punto per punto, la strategia che sta alla base delle ultime
scelte aziendali di Brescia Mobilità in funzione del nodo Metrobus e degli
scenari futuri di cui esse si fanno portatrici è il presidente, Valerio
Prignachi. Che in primis sottolinea come le priorità siano in realtà due: fare
fronte sì ai costi di realizzazione della metropolitana leggera, ma continuando
nel contempo a lavorare sui prossimi investimenti. Una linea, questa, concordata
appieno con l'Amministrazione comunale, con la quale pure nel corso degli ultimi
mesi è stato condotto «un attento lavoro di analisi e di programmazione». La
prima delle novità vede protagoniste le opere di superficie delle stazioni del
metrò: la realizzazione di dieci dei siti passerà infatti in capo alla
controllata, sgravando così della metà dei costi il Comune.
Presidente, ora
la spesa della maggior parte delle opere complementari peserà di fatto sul
bilancio di Brescia Mobilità. Significa che la controllata ha ora in cassa più
soldi del Comune?
«Non è stata una decisione casuale né nel metodo né nel
merito. Tutto s'inserisce in una chiara visione d'insieme sulla città, a partire
dallo sviluppo futuro sul piano dei trasporti. A noi toccherà infatti occuparci
delle stazioni Prealpino, Casazza, Mompiano, Europa, Ospedale, Vittoria,
Stazione, Lamarmora, Poliambulanza e Sant'Eufemia, vale a dire di tutti i siti
integrati con altri snodi e che necessitano, per questo, di una progettualità e
una gestione diretta. Lo studio non si fermerà alle opere di superficie, ma si
integrerà ad una progettazione multipla che mira a rendere sempre più fruibile
il Metrobus anche sulla scia di un'inter-mobilità funzionale».
Rimane aperto
il nodo costi, specie in vista della maxi-rata da 54 milioni di euro da versare
in marzo.
«Anche sotto questo punto di vista la chiave di volta è stata
trovata. Il Comune è già alle prese con il Patto di stabilità ed ha quindi
risorse limitate. Una ricapitalizzazione di Brescia Mobilità è però necessaria
proprio per fare fronte alle spese della metropolitana. Di qui la scelta della
patrimonializzazione dell'azienda, mossa che porterà anche ad un'emancipazione
economico-finanziaria. La Loggia si appresta infatti a cedere a noi la proprietà
di tutti i parcheggi, strutture di cui curiamo peraltro già la gestione. Questo
ci permetterà di intervenire con maggior rapidità ed efficacia sulle opere di
manutenzione straordinaria, snellendo l'iter amministrativo».
Il passo
successivo all'acquisizione dei posti auto della città è quindi l'accensione di
un mutuo che sia in grado di coprire opere di superficie e maxi-rata?
«Sì, ma
non solo. L'accensione di mutui garantirà la copertura finanziaria del Metrobus,
inclusa la realizzazione delle dieci stazioni, e il saldo dei 54 milioni di euro
da versare in marzo. E nello stesso tempo l'azienda potrà avere più respiro,
allargando il raggio d'azione per investimenti futuri. Per capirci, l'ordine di
grandezza dei prestiti che ci apprestiamo a richiedere si aggira sugli 85milioni
di euro. Nei prossimi mesi stileremo un programma più dettagliato, entrando più
nel merito anche in base alle direttive che ci fornirà l'Amministrazione
comunale».
E gli attesi nuovi 80 milioni del Cipe?
«Anche su quel fronte
le notizie sono buone e si è fatto un passo avanti. Dopo il sì della commissione
tecnica che ci ha così confermato a Brescia di essere in possesso dei requisiti
utili per ottenere gli 80 milioni si tratta di attendere la seconda
ufficializzazione: un tavolo dovrebbe essere convocato entro ottobre. Ma i fondi
aggiuntivi serviranno per rendere più funzionale il metrò e, soprattutto, per
completarlo».
State lavorando al prolungamento del tracciato?
«Sì, in
quest'ultimo anno ci siamo concentrati sul prolungamento di Lamarmora Fiera:
questo perché vogliamo che la società mantenga una capacità di investimento e
che non rimanga ingessata. Certo, ad oggi, la priorità resta il programma
attuale e quindi tutti i pagamenti in scadenza. Ma l'obiettivo è anche quello di
rendere tutti i servizi il più fruibili possibile, anche per incrementare il
numero di utenti».
Uno degli spettri del metrò è il costo del
biglietto.
«La via giusta è incrementare il numero di utenti puntando sul
servizio. Non si può pensare di proporre ai cittadini un biglietto che costi
1,90 o 1,70 euro. Il prezzo non potrà che essere di un euro». n. f.
Stazioni, il Comune «condivide» il preventivo
Brescia Mobilità realizzerà
dieci delle opere di superficie del metrò: la Loggia si occuperà delle sette
«minori»
L'ombra dei conti continua a riflettersi sulla sfida metropolitana cittadina, un
nodo sul quale Amministrazione comunale da un lato e Brescia Mobilità dall'altro
stanno lavorando da mesi. E sul quale, nel corso della scorsa settimana, una
decisione è stata non solo assunta, ma anche ufficializzata.
Al centro i
costi delle opere complementari del Metrobus: se cioè l'obiettivo - ricordato in
più occasioni da Giunta e dirigenti - si conferma essere «tutto pronto in
contemporanea al viaggio del primo treno» (tutto fatta eccezione che per i
parcheggi, i quali verranno realizzati step by step in attesa di un assestamento
definitivo e stabile del piano economico legato al disegno), è necessario
delegare qualcosa. Perché i tempi stringono e il Comune non dispone al momento
dei fondi necessari per fare fronte a tutte le opere di superficie preventivate
e varate.
Di qui la decisione: a contribuire alla realizzazione di dieci
delle stazioni cittadine - «direttamente o attraverso incarichi», come si legge
nell'accordo - sarà Brescia Mobilità. La divisione dei compiti è scientifica: la
società controllata si occuperà dei siti Prealpino, Casazza, Mompiano, Europa,
Ospedale, Vittoria, Stazione Fs, Lamarmora, Poliambulanza e
Sant'Eufemia-Buffalora. All'Amministrazione comunale, invece, rimarranno in capo
gli altri sette snodi: il Settore manutenzione spazi aperti provvederà cioè a
progettazione esecutiva e attuazione delle stazioni Marconi, San Faustino,
Brescia Due, Volta, San Polo parco, San Polo Cimabue; mentre il Settore piani di
zona si farà carico del sito di Sanpolino.
Una scelta che «sgraverà» il
Comune dalla ricerca di tutti gli 80milioni di euro stimati per l'attuazione del
disegno complessivo - facendoli, di fatto, scendere a circa 30 sulla scia della
spartizione dei compiti - e che, nel contempo, potrebbe concedere più respiro al
bilancio, alle prese con il capitolo Patto di stabilità (per riuscire a non
sforarlo la Giunta sta pensando di tagliare la spesa corrente per un importo
complessivo pari a dieci milioni di euro).
Capitolo lavori: a che punto
siamo? A monitorare lo stato di avanzamento percentuale sull'intera opera, la
cui pronta consegna è prevista per il 31 dicembre 2012, è Brescia Mobilità. Al
31 dicembre 2009 il piano economico totale del progetto si attestava sul 72,1%,
mentre per i cosiddetti «impianti non di sistema» si parla dell'81,1%. Il
settore su cui ancora molta strada resta da percorrere riguarda invece il
materiale rotabile (29,35%).
«Stiamo lavorando in modo certosino e a passo
spedito insieme al Comune - spiega il presidente di Brescia Mobilità, Valerio
Prignachi - perché il tempo stringe e l'obiettivo resta lo stesso: rispettare il
programma stabilito. n. f.
E sul costo dei biglietti esplode la polemica
La polemica attorno ai costi del futuro biglietto del
Metrobus ha fatto il suo ingresso, nei mesi scorsi, anche all'interno dell'aula
consigliare. Al centro la delibera di Giunta del 2004, quando ad amministrare la
città era la Giunta Corsini: nella stessa si fissava il valore del ticket in
1,72 euro prevedendo «ulteriori incrementi della tariffa, pari a circa il 3% dal
2015 - si legge nel documento - anche in considerazione del miglioramento del
servizio fornito». Il che, conti alla mano, avrebbe portato ad un esborso di
1,90 euro a corsa. Una cifra che i consiglieri di maggioranza giudicano
«eccessiva, specie se raffrontata con i prezzi proposti nelle altre città
d'Europa, di gran lunga inferiori». E Brescia Mobilità si allinea: l'obiettivo
guarda infatti al biglietto da un euro.
VALERIO PRIGNACHI
«È importante che l'azienda riesca a fare fronte ai costi della metropolitana
leggera senza però ingessarsi - precisa il presidente di Brescia Mobilità,
Valerio Prignachi -. Bisogna continuare ad investire sulla qualità del servizio
e sul prolungamento del tracciato»

LE OPERE DI CONTORNO
Dieci delle opere di superficie delle stazioni del Metrobus saranno realizzate
da Brescia Mobilità. I siti indicati dal Comune - che si occuperà invece di
quelli «minori» - sono Prealpino, Casazza, Mompiano, Europa, Ospedale, Vittoria,
Stazione Fs, Lamarmora, Poliambulanza e Sant'Eufemia-Buffalora

I «BONUS» STATALI
Disco verde dalla Commissione tecnica del Cipe (Comitato interministeriale per
la programmazione economica) per l'erogazione di altri 80 milioni di euro
destinati alle opere di miglioramento del Metrobus. Ora grande attesa per il
nuovo tavolo di lavoro
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Il futuro del trasporto pubblico
Milano. Tpl e tagli: necessaria
una revisione di quanto previsto dalla manovra finanziaria
L'assessore regionale Cattaneo sottolinea la necessità di cambiare l'ottica
con cui si guarda al tpl "non una forma arretrata e inefficiente di
welfare di stampo sovietico, ma un settore industriale che va trattato come
tale"
"Occorre cambiare l'ottica con cui si guarda al trasporto pubblico: non una
forma arretrata e inefficiente di welfare di stampo sovietico, ma un settore
industriale che va trattato come tale. Purtroppo non potremo continuare a
lavorare su questa strada se si realizzano tagli tanto pesanti come quelli
previsti dalla manovra finanziaria.
Per questo ho ribadito al ministro
Matteoli la necessità di una correzione entro l'autunno".
A sostenerlo con forza è l'assessore alle
Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele
Cattaneo.
"Le tariffe basse imposte dal
trasporto inteso secondo questa visione ideologica - ha concluso l'assessore
Cattaneo - significano anche poche risorse per gli investimenti e una bassa
qualità del servizio. E, a queste condizioni, non è vero che i cittadini sono
contenti di pagare poco. Occorre uscire da questa spirale e, in questo senso,
la politica deve fare la propria parte".

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Bresciaoggi 02 settembre 2010
LA CITTÀ CHE CAMBIA. Loggia e Brescia Mobilità sono intervenute nella
struttura vicino allo scalo ferroviario
Autostazione, un «restyling» in cerca di maggiore sicurezza
Angela Dessì
Sbarrati con un cancello gli accessi carrai su via Solferino. «La notte i
cittadini si sentivano insicuri» Un intervento da 200mila euro
Come in un grande puzzle, il progetto di riqualificazione della stazione
ferroviaria cittadina prende forma e si arricchisce di un nuovo tassello, quello
relativo all'autostazione di via Solferino, struttura risalente alle metà degli
anni '90 (l'inaugurazione ufficiale è del 1994, ma lo stabile fu terminato già
nel 1992) e recentemente sottoposta ad un accurato «restyling» per renderla il
più possibile funzionale e adeguata ad una città in continuo mutamento.
«Le
stazioni sono per definizione, oltre che un luogo di passaggio, una vera e
propria calamita per tutti quei fenomeni che di fatto alimentano la percezione
di insicurezza, e questo soprattutto nelle ore notturne» - spiega il vicesindaco
e assessore alla Sicurezza Fabio Rolfi che così motiva la scelta di «interdire»
in determinate ore l'accesso al piazzale di sosta dei pullman. Una scelta,
sottolinea il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, che si è resa
doverosa a seguito di esplicite richieste sollevate dalla stessa cittadinanza e
che ha portato l'azienda a studiare una soluzione «chiusa ma flessibile, in cui
i varchi siano ben visibili nei momenti di maggiore permeabilità ma che possano
essere controllati automaticamente nei momenti in cui il territorio è meno
presidiato e presidiabile».
NEL DETTAGLIO l'intervento, ideato dallo Studio
Associato Dabbeni e eseguito dall'Hi-Tech Solution Srl, si è tradotto nella
chiusura degli accessi carrai su via Solferino mediante una cancellata fissa con
antistante fioriera e due cancelli scorrevoli (uno pedonale e uno carraio di
grandi dimensioni) comandati a distanza dalla biglietteria, mentre altri due
interventi hanno interessato la chiusura ad ovest (dove in corrispondenza del
ponte pedonale di collegamento al piazzale della stazione si è proceduto al
posizionamento di una ringhiera parapetto in acciaio vetro e di un cancello
motorizzato con chiusura a distanza) e ad est (dove sono stati inseriti invece
una ringhiera parapetto in acciaio e due cancelli pedonali - a una e due ante -
anch'essi motorizzati).
Ma non è tutto: la cifra stanziata (200 mila euro
circa, «una cifra contenuta a fronte dei risultati ottenuti» dichiara Prignachi)
ha concesso di intervenire anche nella zona della biglietteria e della sala
d'attesa che, grazie a piccole migliorie, sono state rese «più accoglienti e
funzionali, sfatando la nomea di "servizio povero" che caratterizza quello
ferroviario», conclude il direttore di Brescia Trasporti Marco
Medeghini.
INSOMMA, L'IDEA alla base del progetto è stata quella di mantenere
l'immagine di una stazione aperta e accogliente ma di renderne al contempo più
facile il controllo, tutelando tanto i viaggiatori quanto coloro che abitano
nella zona e che non di rado negli anni passati hanno lamentato situazioni di
degrado, sporcizia, bivacchi e schiamazzi notturni spesso oggetto di interventi
da parte delle forze dfell’ordine.
Soddisfatti anche il presidente della
circoscrizione Centro Flavio Bonardi, che plaude alla velocità con cui il
progetto è stato realizzato (ideato alla fine del 2009, ha visto i lavori
iniziare nel mese di aprile e concludersi in questi giorni senza alcuna
sospensione dei servizi dell'autostazione) e l'assessore all'Urbanistica Paola
Vilardi che, elogiando la sinergia tra la Loggia e la municipalizzata, non manca
di evidenziare ancora una volta come la Giunta abbia mantenuto le promesse fatte
ai cittadini in merito alla riqualificazione di uno dei quartieri
tradizionalmente considerati più problematici. Di «una iniziativa perfettamente
coerente con i precedenti interventi realizzati» parla invece il presidente di
Sintesi Giovanna Prandini, che ricorda il potenziamento della vigilanza non
armata e delle strumentazioni elettroniche realizzate nel dicembre scorso.
Finito il lavoro di riqualificazione da parte della Loggia, ora toccherà
proprio ai residenti della zona usufruire dei risultati e capire se e come
questa operazione abbia generato degli effetti positivi in termini di sicurezza
e, di riflesso, sulla qualità della vita di una zona della città da sempre alle
prese con importanti problematiche legate alla sicurezza e strettamente
correlata alla presenza della stazione ferroviaria cittadina.
Giornale di Brescia 02 settembre 2010
Autostazione, la notte ora è «cancellata»
Conclusi i lavori di riqualificazione per duecentomila euro
Una lunga barriera sigillerà l’area dopo l’ultima corriera
Duecentomila euro per rendere più sicura l'autostazione di via Solferino, dove
sono stati conclusi i lavori di riqualificazione e protezione notturna. Nei mesi
scorsi l'Amministrazione comunale ha incaricato Brescia Mobilità di realizzare
una serie di recinzioni fisse e cancelli scorrevoli per rendere l'autostazione
una sorta di «fortezza» impenetrabile durante le ore notturne.
In realtà i
lavori hanno permesso una ristrutturazione complessiva dell'impianto dopo circa
vent'anni. Oltre ai cancelli sono state sostituite tutte le ringhiere, è stata
installata una nuova e più ampia paratia nel passaggio che conduce alla stazione
ferroviaria ed è stata completamente rinnovata la biglietteria. Ma la vera
svolta di questo restyling sarà comunque ben visibile a tutti i cittadini: dopo
l'arrivo dell'ultima corriera di giornata l'autostazione chiuderà i battenti per
riaprire all'alba del giorno successivo.
Sicurezza percepita e reale
Il
vicesindaco Fabio Rolfi ha parlato «di un nuovo tassello nella politica di
sicurezza cittadina, in risposta anche alle molte sollecitazioni sollevate dai
cittadini del quartiere». Prevenzione e contrasto della criminalità «che spesso
si verifica in luoghi come questo durante la notte».
I cancelli su via
Solferino e la chiusura dei passaggi pedonali (compreso quello che porta alla
stazione) ferroviaria serviranno per impedire «il verificarsi di attività
criminali, atti vandalici e degrado urbano». Rolfi si avventura nella
psicologia: «È una risposta alla percezione di insicurezza espressa dai
cittadini del quartiere, che a volte può essere superiore rispetto a quella
reale. In ogni caso l'amministrazione vuole proseguire nella sua politica di
contrasto al crimine garantendo sempre maggiore sicurezza ai
cittadini».
Sulla stessa linea anche l'assessore Paola Vilardi che ha
allargato lo sguardo all'intera area: «Il nostro impegno dal primo giorno di
mandato in Loggia è stato quello di riqualificare l'area della stazione
ferroviaria e autostazione. Stiamo semplicemente dando risposte alle domande e
alle sollecitazioni dei cittadini».
«Mai chiusa davvero»
Il piazzale
dell'autostazione ha sempre dato l'idea di grande spazio aperto dal momento in
cui è stato costruito tra il 1992 e il 1993, ora diviene piazza a tempo: «I
varchi rimarranno aperti durante le ore di esercizio». È Valerio Prignachi, il
presidente di Brescia Mobilità ad illustrare questa filosofia: «Il nostro
compito è stato quello di non creare uno spazio chiuso, piuttosto di rispondere
alle esigenze di permeabilità e comodità richieste da un luogo come questo,
mettendo tuttavia sotto protezione l'intero impianto d'accordo con la Loggia».
Progetto da completare
Marco Medeghini, direttore di Brescia Mobilità, è
entrato invece nello specifico dei lavori, «su cui si è iniziato a ragionare a
fine 2009, mentre operativamente si è partiti ad aprile». Il tentativo, in ogni
caso, è stato quello di non creare un effetto troppo invasivo con
l'installazione soprattutto della grande cancellata che si affaccia su via
Solferino: «Le soluzioni - ha chiarito Medeghini - potevano essere molteplici ma
abbiamo optato per una via poco invasiva che non dia l'idea di chiusura anche
quando l'autostazione è realmente chiusa dai cancelli».
Il pensiero di
Medeghini va a tutti i ragazzi che la mattina raggiungono la città in corriera
per andare a scuola. «Vogliamo che siano accolti nel modo migliore, in un luogo
decoroso e pulito, cosa che negli ultimi tempi stava diventando difficile». Ma i
lavori di rinnovamento non sono conclusi. Entro fine anno saranno completamente
ristrutturati i locali (con una superficie di 600 metri quadrati) che trovano
spazio sotto l'autostazione, nel lato che si affaccia sulla stazione
ferroviaria. Solo a quel punto l'area diventerà veramente luogo d'incontro dei
cittadini e di servizio.
Carlo Muzzi
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Giornale di Brescia 01 settembre 2010
Autobus Operazione da 2 miliardi di euro
Deutsche Bahn compra le bresciane Sia e Saia Trasporti
Le
ferrovie tedesche acquisiscono il gruppo Arriva che in Italia controlla
anche gli autotrasporti extraurbani della nostra provincia
BRESCIA L'autotrasporto extraurbano bresciano passa in mani tedesche. Dopo il via
libera dell'Antitrust europeo, infatti, è stato ufficializzata l'acquisizione
del gruppo Arriva International (che controlla anche le società bresciane di
autotrasporto Sia e Saia) da parte della Deutsche Bahn (Ferrovie della
Germania). Si tratta di un'operazione colossale, del valore di quasi 2 miliardi
di euro, che darà vita al più grande operatore europeo nel trasporto dei
passeggeri.
L'Ue approva l'operazione
Nelle scorse settimane, la
Commissione europea aveva approvato l'operazione, chiedendo tuttavia a Deutsche
Bahn di vendere le attività tedesche di Arriva (società di trasporti inglese
attiva anche in Italia, Germania, Svezia, Danimarca, Olanda). «Questa decisione
- ha dichiarato il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia - mostra che
la Commissione è aperta all'integrazione transfrontaliera sul mercato dei
trasporti appena liberalizzati, purché queste liberalizzazioni non riducano in
alcun modo la concorrenza: la vendita di Arriva Deutschland assicurerà che la
concorrenza sul mercato tedesco di bus e treni continuerà a svilupparsi come
voluto dalla legislazione Ue».
L'accordo tra i soci di Arriva International e
Deutsche Bahn risale allo scorso aprile: il gruppo tedesco ha offerto 775 pence
per azione, con un incremento del 34% rispetto al prezzo di riferimento del 16
marzo (giorno in cui Arriva aveva annunciato la presenza di una manifestazione
di interesse per rilevare il pacchetto azionario). In giugno, la maggioranza
degli azionisti di Arriva, riuniti in assemblea, ha dato l'ok all'operazione.
Deutsche Bahn pagherà l'acquisizione 1.585 milioni di sterline, pari a 1.950
milioni di euro.
Il gruppo Arriva a Brescia
Con l'acquisto di Arriva
International, Deutsche Bahn assume la proprietà (attraverso Arriva Italia)
delle bresciane Società italiana autoservizi spa (Sia) e Saia Trasporti spa,
oltre alla bergamasca Sab Autoservizi, e a numerose altre società attive nei
trasporti (come specifichiamo anche in questa pagina).
La Sia è stata
costituita nel 1987 attraverso il conferimento del ramo d'azienda del trasporto
su gomma da parte della Società italiana autotrasporti (fondata nel 1935) da due
aziende del gruppo Edison (Tranvie elettriche bresciane spa e Ferrovia
Rezzato-Vobarno spa). La società fu creata per realizzare autolinee integrative
e sostitutive di linee tranviarie extraurbane della nostra provincia. Dal 1°
gennaio 2005, tuttavia, con la partecipazione ai consorzi Trasporti Brescia Nord
e Trasporti Brescia Sud, la Sia ha assunto la gestione dei servizi di linea di
autotrasporto nell'ambito delle due aree in cui è suddivisa la provincia di
Brescia.
La Sia possiede più di 300 autobus e ha circa 375 dipendenti. Il
bilancio 2009 è stato chiuso con un fatturato di 33 milioni e un utile di 6,1
milioni di euro (il Mol è stato pari a 4 milioni).
Saia Trasporti, invece, è
stata costituita nel 2000 in seguito al conferimento dell'intero ramo d'azienda
di trasporto persone della società Autoservizi Del Barba e dei rami d'azienda di
Saia Bus (in liquidazione), Sia e Aptv Verona. Anche Saia partecipa alla
gestione dell'autotrasporto extraurbano bresciano con la presenza nei consorzi
Trasporti Brescia Nord e Trasporti Brescia Sud. Saia, inoltre, ha sviluppato la
propria attività anche nell'ambito dei servizi turistici e gestisce la linea
Edolo - Brescia - Riviera Adriatica, oltre ad essere impegnata nella gestione
del trasporto urbano a Desenzano del Garda.
Nel corso dell'esercizio 2009,
Saia Trasporti ha fatturato 18,2 milioni di euro, con un utile netto di 3,6
milioni e un Mol di 3,5 milioni.
Per Deutsche Bahn questa operazione
rappresenta un ulteriore rafforzamento della presenza in Italia e in Lombardia.
Nel settembre 2008, infatti, la società tedesca ha sottoscritto un accordo (per
quanto riguarda la divisione cargo) con le Ferrovie Nord e ha proposto nuove
offerte sulla linea Verona - Monaco, e sul relativo prolungamento verso il
capoluogo lombardo.
Il controllo delle società bresciane resterà comunque
affidato ad Arriva e, pertanto, non sono previsti cambiamenti in Sia e
Saia.
Guido Lombardi
Acquisito un vettore presente in tutto il Nord
BRESCIA Il gruppo Arriva International, presente in 12 nazioni e con più di
38mila dipendenti, si occupa di trasporto attraverso autobus, treni, traghetti e
mezzi a noleggio. In Italia è presente in Piemonte, Liguria, Friuli e Lombardia,
regione in cui i dipendenti sono più di mille.
Dal Friuli alla Liguria
Nel
dettaglio, come illustrato nel grafico che pubblichiamo in questa pagina, Arriva
Italia detiene il 60% della Autoservizi F.V.G. spa, società che si occupa
dell'autotrasporto extraurbano in Friuli, e in particolare in provincia di
Udine. La società acquisita dalla Deutsche Bahn possiede anche (oltre al 100%
delle bresciane Sia e Saia e a partecipazioni nei consorzi Trasporti Brescia
Nord e Trasporti Brescia Sud) il 100% della bergamasca Sab Autoservizi
(autotrasporto extraurbano orobico) e quote nei consorzi Bergamo Trasporti Est e
Bergamo Trasporti Ovest.
Non solo. Arriva detiene il 100% di Sal (Servizi
automobilistici lecchesi), la maggioranza nel consorzio Lecco Trasporti, l'80%
della Riviera Trasporti Linea spa (operativa in provincia di Imperia), il 100%
di Sab Piemonte e Sadem (società con sede a Grugliasco e operative
nell'autotrasporto extraurbano in provincia di Torino, in altre zone del
Piemonte e in Val d'Aosta) e il 34% della Trieste Trasporti. Nel 2007, infine,
Arriva ha costituito una joint venture con Ferrovie Nord Milano e ha così
rilevato una quota nella Spt Linea, azienda che si occupa sempre di
autotrasporto nelle province di Como e Lecco.
Ricavi 2009 in
crescita
Arriva Italia ha fatturato nel 2009 215,1 milioni di sterline (circa
260 milioni di euro), con un incremento dei ricavi del 13% rispetto all'anno
precedente. Complessivamente, in Italia la società è presente con 1.950 autobus
e 2.500 dipendenti. Si tratta del primo operatore privato di autotrasporto in
tutta Italia e detiene una quota di mercato del 5%.
Ora questo
importantissimo vettore è passato sotto il controllo tedesco.
Il colosso tedesco ha fatturato 30 miliardi di euro nel
2009
BERLINO Festeggia quest'anno i 175 anni la Deutsche Bahn,
la società che gestisce le ferrovie della Germania. Il 7 dicembre 1935, infatti,
la locomotiva Adler (aquila) iniziò il primo viaggio da Norimberga a
Fürth.
Oggi Db è un colosso con un fatturato 2009 pari a 29,3 miliardi di
euro e quasi 240mila dipendenti.
Nel primo semestre del 2010, peraltro, i
ricavi sono saliti del 12,8%, a quota 16,1 miliardi di euro (è cresciuto anche
il margine operativo lordo, a quota 2,19 miliardi, con un incremento del
10,2%).
Ogni giorno, Deutsche Bahn trasporta 5 milioni di passeggeri sul
treno e 2 milioni su autobus, oltre a un milione di tonnellate di merci.
L'azienda opera in più di 130 Paesi, ma il 65% dei ricavi viene ottenuto in
Germania. Db sta tuttavia crescendo con decisione all'estero.
Anche in
Italia, infatti, la società che gestisce le ferrovie tedesche sta tentando una
diffusione sempre più capillare, come dimostrato dall'operazione di acquisizione
del gruppo Arriva International. Peraltro, l'acquisto del gruppo inglese e delle
controllate viene interamente realizzato con la liquidità esistente.
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Bresciaoggi 01 settembre 2010
TRASPORTI. Conclusa l’acquisizione di Sab
Sia e Saia accelerano con Deutsche Bahn
Sia e Saia Trasporti cambiano lingua e accelerano con Deutsche Bahn. Dopo il
via libera dell’Ue è stato definito lo schema dell’acquisizione, da parte della
compagnia ferroviaria tedesca, del gruppo inglese Arriva che dal 2002 controlla
le indirettamente le due società bresciane dopo aver rilevato la bergamasca Sab.
Il pagamento agli azionisti della società ceduta sarà completato entro il 10
settembre; è stata chiesta la cancellazione dei titoli Arriva Plc dalla Borsa di
Londra a partire da questa settimana. Con l’operazione (l’intesa risale allo
scorso aprile; vale quasi 2 mld di euro) nasce il più grande operatore europeo
nel trasporto passeggeri.
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tplbrescia.it 01 settembre 2010
Pubblicati
sul sito internet di Brescia Mobilità gli orari invernali
2010-2011 degli autobus di Brescia Trasporti per la rete dell'area
urbana che entreranno in vigore il 13 settembre 2010
Compiuto il primo taglio sulle corse di alcune linee della rete dell'area urbana di Brescia.
Nonostante
la manovra entrerà in vigore nel 2011 a Brescia sono già
state adottate le prime riduzioni sul servizio delle linee 9 e 15.
Da una confronto con gli orari della scorsa stagione invernale emergono
alcune significative riduzioni che sulle linee 9 e 15 comportano un
sensibile allungamento dei tempi di attesa alle fermate negli orari di
morbida in particolare per quelli del pomeriggio.
Per la linea 9 (Villaggio Violino - Buffalora) si passa da un bus ogni
17 - 18 minuti per l'orario invernale 2009/10 a un bus ogni 21 minuti
con il nuovo orario.
Per la linea 15 (Villaggio Montini - Z.I. - Girelli) si passa da un bus ogni 18 - 19 minuti per l'orario invernale 2009/10 a un bus ogni 22-23 minuti.
Altre riduzioni, ma in misura minore, anche per le linee 3 e 12.
Ecco una tabella che confronta il numero di corse previste con il nuovo
orario invernale 2010/2011 con il numero di corse dell'orario
invernale 2009/2010.

Analizzando
gli orari emerge che il prossimo inverno sulla linea 9, durante le ore di
morbida della mattina, saranno impegnati in linea 7 autobus come lo
scorso anno mentre nel pomeriggio saranno impegnati in linea 5 autobus
contro i 7 dello scorso anno.
Per la linea 15 invece,
durante le ore di morbida della mattina, saranno impegnati in linea 6
autobus contro i 7 dello scorso anno mentre nel pomeriggio saranno
impegnati in linea 5 autobus contro i 7 dello scorso anno.
In sostanza 1 autobus in meno in circolazione la mattina e 4 autobus in meno in circolazione il pomeriggio.
Il medesimo criterio di rimodulazione delle corse in negativo era già stato utilizzato qualche anno fa per la linea 16, queste
riduzioni non fanno altro che impattare in modo negativo sulla
qualità del servizio, in una città che invece dovrebbe
incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico in vista dell'avvio della
metropolitana il 31 dicembre 2012.
La rimodulazione degli orari poteva almeno essere
ragionata introducendo l'orario cadenzato e passaggi ogni 20
minuti in modo da semplificare la memorizzazione degli stessi e
compensare in parte il disagio dovuto all'allungamento dei tempi di
attesa alle fermate.
Ritengo
che in ambito urbano, per garantire un
livello minimo di comodità non si debba attendere un bus alla fermata per
più di
15 minuti, tempi di attesa maggiori scoraggiano anche il più
paziente dei passeggeri e sono certo che i nuovi orari delle linee 9 e
15 decreteranno una riduzione del numero di persone
che utilizzano il trasporto pubblico andando a rimarcare il trend
negativo già registrato nel 2009. I passeggeri persi
saranno
costretti ad utilizzare il mezzo privato andando ad aggravare
ulteriormente la già critica situazione del traffico, della
sicurezza stradale e dell'inquinamento.
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