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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia 30 ottobre 2010

Intensificati i passaggi dei bus

In occasione della ricorrenza di Ognissanti, lunedì 1 novembre verrà potenziato il servizio delle linee di autobus 1, 3 e 9 (quelle interessate ai transiti dai principali cimiteri) nella fascia oraria dalle 7.30 alle 19. Per quanto riguarda la linea 1 (Ospedale-Area Spettacoli) e la linea 3 (Mandolossa-P.le Bernini) la frequenza sarà di un passaggio ogni 10 minuti, rispetto ai 20 del festivo. Per quanto riguarda invece la linea 9 (Vill. Violino-Buffalora), la frequenza viene portata a 15 minuti contro i 30 dell'orario festivo.
Le linee 3 e 9 osserveranno anche dei percorsi alternativi nella zona di via Milano l'1 novembre in occasione della fiera d'Ognissanti antistante il cimitero Vantiniano.


Bresciaoggi 30 ottobre 2010

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VIABILITÀ SOTTOSOPRA. Da inizio a fine servizio di lunedì 1 novembre 2010, gli autobus adibiti al trasporto pubblico urbano, osserveranno i seguenti percorsi alternativi: linea 3 direzione Rezzato: da via Milano, dx via Industriale, via Giovanni Tempini, sx via Fiume Grande, dx via Cassala, dx via Fratelli Ugoni, piazzale della Repubblica, percorso normale; linea 9 direzione Buffalora: da via Milano, dx via Industriale, via Giovanni Tempini, sx via Fiume Grande, dx via Cassala, dx via Fratelli Ugoni, percorso normale.
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Bresciaoggi 28 ottobre 2010

GRANDI OPERE. Un sistema di sorveglianza video e audio tiene monitorato ogni angolo della linea e delle stazioni

Un «grande fratello» vigila sul pianeta metropolitana

Mimmo Varone

Saranno installati quanto prima alcuni sensori volumetrici collegati a circuiti antisabotaggio: struttura inaccessibile agli estranei

Un cervellone elettronico che non ha niente da invidiare a quelli della Nasa governa la metropolitana leggera automatica di Brescia. Guida i treni che si muoveranno lungo la linea e gestisce un sofisticato sistema di sicurezza in grado di rispondere a ogni emergenza. Garantisce pure l'impossibilità di entrare nell'intero sistema (linea, stazioni, deposito) e manometterlo.
Com'è accaduto allora che dei writers abbiano nei mesi scorsi «battezzato» impunemente con le loro scritte il primo convoglio parcheggiato proprio nel deposito? La risposta viene dal Program manager Metro Bs di Ansaldo Sts Andrea Cozzani, insieme all'assicurazione che un evento del genere non potrà più accadere. «Il sistema di sicurezza allora non era attivo - spiega Cozzani -, ora vigila anche sul deposito per evitare future azioni dei graffitari». E in ogni caso, «il primo treno di qualsiasi metropolitana sarà sempre preso di mira – aggiunge – è stato così anche a Copenaghen e accadrà ancora. Difficilmente avremmo potuto impedirlo, perchè i writers lanciano questa sfida persino attraverso il loro sito internet».
Come che sia, ora il sistema di sicurezza controlla notte e giorno accessi alle stazioni, ai locali tecnici più sensibili, alla linea e al deposito. Quando il metrò entrerà in esercizio, dal primo gennaio 2013, da mezzanotte alle 6 le stazioni saranno chiuse da cancelli comandati elettricamente dal centro operativo e corredati di microcontatti. Un impianto anti intrusione controlla cancelli e atri, e un allarme volumetrico protegge gli ambienti interni. Sensori volumetrici sono pure nei locali tecnici, e tutti i rilevatori sono collegati a circuiti antisabotaggio, controllati dalla centraleche governa il funzionamento dell'impianto giorno e notte.
Si aggiunge la sorveglianza video con impianti a circuito chiuso che permette di osservare il movimento dei passeggeri in atrii, mezzanini, banchine, scale fisse e mobili, ascensori. Accanto a ogni telecamera è installato un microfono che permette l'ascolto ambientale nelle zone inquadrate. Un sistema digitale a 600 piste registra le immagini di ogni telecamera e le memorizza per 5 giorni. Sono visibili dal centro di controllo, ma potrebbero essere dirottate anche alla sala operativa dei vigili in via Donegani.
L'ACCESSO DI ESTRANEI alla linea è praticamente impossibile. L'apertura indebita di una porta di banchina (per l'accesso ai treni) o di una porta di fine banchina viene immediatamente segnalata al centro di controllo e provoca l'arresto dei convogli presenti nella tratta interessata. Qualora si aprisse la porta di un treno lungo la linea scatterebbe subito l'allarme. Gli accessi ai pozzi di emergenza sono controllati da impianti anti intrusione. Nel deposito sono disseminati sensori e telecamere dappertutto.
Oltre a ciò, i pannelli alfanumerici sulle banchine danno informazioni aggiornate in tempo reale su destinazioni, orari ed eventuali condizioni operative particolari dei treni. Con gli altoparlanti si possono inviare in ogni momento anche annunci speciali ai passeggeri. Gli Ecp (Emergency call point) consentono ai viaggiatori di dialogare con il centro operativo, e in caso di chiamata di emergenza vengono subito inquadrati da una telecamera. Altoparlanti sono pure lungo la linea, insieme a telefoni di emergenza utilizzabili dai passeggeri. Cavi in fibra ottica che corrono lungo i binari permetteranno la futura estensione della videosorveglianza a bordo dei treni, dove già sono previsti gli Ecp, gli altoparlanti e un sistema informativo a led ad alta visibilità.
Il sistema è già in fase sperimentale lungo la tratta funzionale dal deposito alla Poliambulanza, e su due treni è già installato un sistema wi-fi che permette di inquadrare ciò che accade in ogni carrozza. La struttura di rete è stata progettata non solo per la trasmissione di immagini ma può supportare ulteriori servizi a banda larga. Dal posto centrale si potranno trasmettere filmati, news, previsioni del tempo. Insomma, è il futuro.

Sicurezza al centro con «occhi» e steward: ma spunta il nodo tornelli

Tornelli sì, tornelli no. È il primo nodo che la Commissione speciale metropolitana presieduta dal capogruppo della Lega Nord Nicola Gallizioli deve sciogliere. E per poter decidere con cognizione di causa, ieri pomeriggio oltre a visitare la stazione Sant'Eufemia pressochè finita (i nostri lettori hanno potuto conoscerne tutti i segreti nell'edizione di ieri), hanno fatto tappa al centro operativo del vicino Deposito per familiarizzare con il complesso sistema di sicurezza che vigilerà sull'intera linea e sulle stazioni, già in parte attivato.
Hanno scoperto che l'intera metropolitana è sorvegliata da quasi 600 telecamere dislocate un po' dappertutto. Se quelle lungo i binari attivano in automatico il sistema di sicurezza fino a bloccare i treni qualora rilevassero una presenza estranea sulla linea, le altre nelle stazioni (e sono circa la metà) vengono controllate anche da un operatore e da un supervisore dal centro operativo stesso. Da lì, in caso di comportamenti anomali, può partire immediatamente una comunicazione agli steward, che in quattro squadre da due sono attivi nelle 24 ore, si muovono sui treni e controllano anche i biglietti dei futuri passeggeri.
In più, in ogni stazione e sui convogli ci sono punti Ecp (Emergency call point) dai quali qualsiasi viaggiatore può dialogare con il centro operativo o lanciare un sos. Un sistema di microfoni tiene sotto controllo anche l'audio e gli altoparlanti appaiati alle telecamere mandano messaggi di ogni genere. Insomma, c'è la possibilità di far capire immediatamente agli utenti che tutto è sotto costante controllo.
BASTERÀ a scoraggiare i tanto temuti «portoghesi»? I tecnici di Ansaldo, che ieri hanno accompagnato la Commissione, dicono di sì. Ma è difficile capire se siano stati convincenti. La stazione di Sant'Eufemia, una di quelle in viadotto, è molto diversa da quelle in galleria profonda conosciute 15 giorni fa a Brescia 2. E se lì l'aggiunta di tornelli non previsti potrebbe creare problemi di sicurezza in caso di emergenza, con gli spazi più aperti di Sant'Eufemia il problema potrebbe non sussistere. Sicchè non è escluso che la Commissione decida di installarli solo in alcune tipologie di stazioni. Si saprà a breve, dopo un'altra più attenta valutazione della situazione complessiva.MI.VA.

Bresciaoggi 27 ottobre 2010

METROPOLITANA. Abbiamo visitato in anteprima lo snodo più avanzato

Sant'Eufemia, è qui la prima stazione giunta al capolinea

Mimmo Varone

Le cinque fermate dal deposito alla Poliambulanza sono quelle a uno stadio più avanzato dei lavori Pannelli già in funzione, ma indicano solo ora e data

Non pare, ma è quasi fatta. La stazione Sant'Eufemia, a un tiro di schioppo dal Deposito, è prima tra le prime a marciare rapida verso la chiusura del cantiere. È più avanti delle cinque disseminate lungo la tratta fino alla Poliambulanza, che sono a uno stato di avanzamento superiore rispetto alle altre in galleria profonda e in trincea coperta. Intorno è ancora tutto un cantiere, ma il più è fatto e mancano solo alcuni dettagli. Tra qualche mese cominceranno ad arrivarci i primi treni di prova. Poi si andrà in discesa verso l'appuntamento del 31 dicembre 2012, la data da sempre fissata per l'entrata in esercizio.
CHI ARRIVA nell'atrio della stazione di sant'Eufemia al piano campagna si trova davanti la scala mobile per salire alle banchine a livello di viadotto. È già installata, manca la balaustra in cristallo e l'illuminazione lungo il mancorrente. Alle due estremità dell'atrio, due scale portano ancora al piano superiore. Da una parte c'è l'ascensore, dall'altra la biglietteria automatica. Le scale, va da sé, verranno utilizzate soprattutto per la discesa, insieme all'ascensore, ma si aggiungono a quella mobile e allo stesso ascensore anche per salire.
A dare un'occhiata intorno, si vedono i cubi delle plafoniere di illuminazione, le telecamere della videosorveglianza (tra piano terra e superiore ce ne sono una dozzina), gli altoparlanti per le comunicazioni ai viaggiatori. C'è ancora da verniciare i pilastri del viadotto, installare il parapetto delle scale (sempre in cristallo), finire i gradini.
Fatto il biglietto, il viaggiatore sale al piano di sopra. Se usa la scala mobile si trova al centro di uno grande spazio lungo una quarantina di metri, tanto quanto il treno. Su ciascun lato, sei porte scorrevoli automatiche a vetri si apriranno in perfetta coincidenza con le porte dei convogli.
ALTERNATE alle automatiche ce ne sono di manuali, azionabili da un maniglione di emergenza esterno, da utilizzare nel caso il treno non dovesse fermarsi in perfetta coincidenza con quelle automatiche.
Ma «l'eventualità di un malfunzionamento è remota» assicurano i tecnici di Brescia Mobilità durante la visita in anteprima alla stazione che più di altre lascia immaginare il futuro.
E sembra quasi di anticipare i tempi.
A sbirciare oltre le porte si scorge il fascio di binari. Ce ne sono due per la marcia normale e altri due antideragliamento, più la «terza rotaia» dell'alimentazione elettrica ben protetta.
Su entrambi i marciapiedi, due pannelli a messaggio variabile sono già in funzione, anche se i treni non sono in movimento. Per adesso i pannelli danno ora e data, più avanti indicheranno anche direzione, tempi di attesa e quant'altro dal Deposito si debba comunicare ai viaggiatori.
Le misure di sicurezza sono molto ridondanti. La metropolitana di Brescia, d'altronde, è completamente automatica, sui treni non c'è conducente, nelle stazioni non c'è personale. Persino i biglietti si acquistano solo dalle macchine automatiche.
E se qualcosa non andasse per il verso giusto, il complesso meccanismo dovrà essere in grado di autocorreggersi automaticamente inviando tutte le informazioni necessarie al «cervello» del controllo centrale.
I tornelli per timbrare il biglietto per ora non sono previsti. Che si decida o meno di installarli (ne sta discutendo la Commissione Metrobus del Comune) in ogni stazione ci saranno almeno due steward, non solo per controllare i biglietti ma pure per sorvegliare gli impianti dei luoghi aperti al pubblico e assistere i viaggiatori.
Alcuni di essi sono persino abilitati a condurre il locomotore in caso di necessità.
L'IMPIANTISTICA nel grande spazio delle banchine è ormai al completo. La sicurezza che emana dal tutto è massima e neanche volendo si potrebbe cadere sui binari.
Il riscaldamento è sotto il pavimento pronto a funzionare. Mancano solo l'impianto di illuminazione a led e i grigliati metallici che nasconderanno le lamiere della copertura dalla vista dei passeggeri in transito.
Tutto ciò che il viaggiatore vedrà, insomma, è pronto, salvo qualche dettaglio. Tuttavia c'è molto altro, nascosto alla vista, ed è la tecnologia stivata nei locali tecnici sistemati nel piano interrato, non accessibili al pubblico. Il cuore della stazione pulsa sottoterra.


LA PARTE SOTTERRANEA. È grande quanto la stazione in superficie

I locali tecnici nascosti vero cuore tecnologico

Tutte le evenienze, anche le più improbabili, sono calcolate e prevenute da risposte in automatico

Si chiamano «locali tecnici», ma sono il vero cuore delle stazioni di una metropolitana completamente automatica come quella di Brescia. Lo spazio che occupano non si vede, ma è superiore a ogni aspettativa. A Sant'Eufemia occupano un piano sotterraneo coincidente con l'intero perimetro della stazione. Sono un numero di stanze difficili da contare, piene di cavi, armadi, apparecchiature le più diverse. A un profano dicono poco, tuttavia bastano poche parole del tecnico per aprire scenari di fantascienza.
Mentre si aprono e chiudono porte di sicurezza, i tecnici di Brescia Mobilità spiegano che si dividono in tre categorie. Un primo gruppo di «locali» tratta l'alimentazione elettrica, le correnti forti che servono alla trazione e le deboli per l'illuminazione e i servizi. Un secondo set di locali è dedicato agli impianti di comunicazione, alle segnalazioni lungo la linea e in stazione, alla movimentazione dei treni. Altri sono dedicati ai servizi ausiliari, vale a dire al gruppo elettrogeno, al gruppo Ups necessario per dare continuità di alimentazione in caso di interruzione della corrente esterna.
A PRIMA VISTA LE stanze sembrano sovradimensionate, rispetto agli ingombri delle apparecchiature, ma lo spazio abbondante è un'altra misura di sicurezza che si unisce all'impianto di raffrescamento per garantire la migliore temperatura di funzionamento degli impianti stessi. In condizioni controllate si riducono le probabilità di malfunzionamenti. «Lo studio sull'albero dei guasti – continuano i tecnici – è davvero spettacolare». Tutte le evenienze, anche le più improbabili, sono calcolate e prevenute.
Accade quando le macchine devono far tutto da sole, senza l'intervento umano.
Si è in un piano interrato, ma si cammina su un pavimento «galleggiante». Di sotto c'è ancora un metro di vuoto. Ci passano tutti i cavi che dalla linea portano informazioni in tempo reale agli impianti tecnici, che a loro volta le trattano e in caso di anomalia avvertono automaticamente il «cervello» del Deposito.
È nella sala di controllo centrale che si prendono le decisioni importanti. «Alcune funzioni sono gestite direttamente dalla stazione con un proprio elaboratore – spiegano a Brescia Mobilità – ma tutto ciò che è collegato al movimento treni va alla centrale», capace di tener sotto costante controllo l'intera linea e tutte le stazioni.
Altri impianti sono meno avveniristici, ma ugualmente utili. Una dopo l'altra sono allineate le sale dell'impianto di ventilazione degli stessi locali tecnici, dei trasformatori, del gruppo elettrogeno che assicura il funzionamento degli impianti di stazione (non dei treni) in caso di mancanza di corrente... Dal sottosuolo arriva pure un cavo fessurato per il collegamento radio dei treni con la centrale lungo la linea. Ed è solo quel poco accessibile ai profani.MI.VA.

TRENI. Consegnate finora soltanto tre delle diciotto vetture previste dal contratto con l'Ati

Solo i convogli sono in ritardo
«Ma per i test i tempi sono ok»

Attualmente le prove sono in corso su due vagoni Dalla settimana prossima l'alta tensione sulla linea

Se c'è un'incognita sulla tabella di marcia del Metrobus, si chiama «treni». Per ora ne sono arrivati tre, ne mancano all'appello ancora 15. Ce ne vogliono sei per avviare il semestre di test lungo la «tratta funzionale» dal Deposito di Sant'Eufemia/Buffalora alla stazione Poliambulanza. Sei, per simulare alla perfezione, con cadenzamento dei passaggi e quant'altro, ciò che accadrà su tutta la linea fino al Prealpino. Secondo il cronoprogramma contrattuale, i primi treni avrebbero dovuto mettere il naso fuori dal Deposito nella primavera scorsa. Lo faranno a partire come minimo da marzo 2011, con un anno di ritardo.
Il direttore Metrobus Mauro Rainieri nei giorni scorsi è volato a Reggio Calabria per assicurasi che entro la fine dell'anno arrivino a Brescia almeno altri due convogli. Anche perchè una volta giunti qui, dovranno passare un altro paio di mesi prima che possano muoversi. Il terzo treno arrivato qualche settimana fa è ancora fermo dove è stato scaricato dal trasporto eccezionale. Gli altri due sono oggetto di trattamenti diversi, e ancora non pronti a uscire dal deposito.
IL PRIMO, ESPOSTO in corso Zanardelli nell'agosto 2009, è sotto le cure dei tecnici del fornitore Ansaldo Breda, che lo stanno sottoponendo alle prove statiche e dinamiche con guida manuale. Il secondo è in mano ad Ansaldo Sts, che lo sottopone a «test truck» per controllare la compatibilità dei suoi meccanismi di automazione con gli impianti di sistema. Per ora le informazioni alle apparecchiature del treno vengono inviate da un computer a bordo. Poi si passerà alla fase successiva e il treno dialogherà direttamente con la centrale di controllo.
Si potrebbero iniziare le prove anche sul terzo treno, anche se pare che il personale destinato a quel lavoro sia già tutto impegnato con i primi due. Alla fine dei conti, se anche fossero stati consegnati più treni, la cosa non avrebbe una gran rilevanza. Va da sé che le operazioni in corso sui primi due dovranno ripetersi su tutti i 18 della flotta. E ci vorrà tempo. Brescia Mobilità, in ogni caso, assicura che almeno fino a questo momento, pur con l'anno di ritardo rispetto al contratto, si è «del tutto in regola con i tempi tecnici delle prove». Da qui al 31 dicembre 2012 dell'entrata in esercizio, insomma, ci sarà tutto il tempo per effettuare i sei mesi di prova sulla tratta funzionale, e per il «trimestre bianco», durante il quale tutti i 18 convogli viaggeranno dal Deposito al Prealpino come se fossero in esercizio, ma senza passeggeri a bordo.
L'attesa, ora, è per il marzo/aprile 2011, quando il primo treno si spingerà su quelle poche centinaia di metri che separano il Deposito dalla Stazione Sant'Eufemia e torneranno indietro provando il primo scambio. Ormai i collaudi statici del viadotto sono completati, la settimana prossima la linea verrà alimentata ad alta tensione. E si tratterà solo di aspettare la conclusione di prove e verifiche.MI.VA.


LE LINEE. Il percorso dal capolinea del Prealpino al deposito di Sant'Eufemia/Buffalora è stato ultimato

Bene il tracciato, via alle prove di carico

I treni potranno uscire sui binari dopo il rilascio del collaudo statico

I 13 chilometri abbondanti del tracciato della metropolitana sono fatti e finiti. Dal Capolinea del Prealpino al Deposito di Sant'Eufemia/Buffalora le strutture della linea di corsa sono pronte sia in viadotto che a raso, tanto in galleria profonda che in trincea coperta. Ed è scattata la campagna di prove di carico necessarie per il successivo rilascio del collaudo statico. È l'ultimo atto prima che i treni possano uscire sui binari per familiarizzare con il tracciato.
La campagna di prove è partita nei giorni scorsi e si concluderà nei primi mesi del prossimo anno. Simulerà le normali condizioni di esercizio, come se i treni viaggiassero lungo i binari, per verificare il corretto comportamento strutturale dei manufatti in cemento armato. E allo stesso trattamento saranno sottoposti i solai intermedi e le coperture delle 17 stazioni. Si tratta di una campagna alquanto complessa - spiega il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi - sia per la dimensione dell'intera opera che per il numero elevato di tipologie costruttive. Nei fatti, le prove di carico previste sono una cinquantina, e di esecuzione non semplice.
Per primo, ha superato la prova regolamentata da precise norme di legge il viadotto che si allunga per 1,8 chilometri dal Deposito a Sanpolino. Per verificarne la «tenuta» il progettista stesso ha sovraccaricato la via di corsa con appositi pesi. E il collaudatore ha verificato che tutto funzionasse a dovere. I binari del viadotto poggiano su una struttura orizzontale in cemento armato sostenuta da grossi pilastri poste a distanza di 30 metri che terminano con una fondazione interrata. E se ne è misurato il comportamento statico e dinamico.
COME CARICHI SONO stati utilizzati due convogli ad hoc. Il primo imita un treno del Metrobus, composto da una motrice e due carri ferroviari caricati con blocchi di calcestruzzo per un peso complessivo di circa 90 tonnellate. Il secondo convoglio, che simula il locomotore di servizio, è composto da un locomotore e da un carro ferroviario caricato di blocchi per 22 tonnellate.
I due convogli sono stati posizionati sull'impalcato in punti tali da ottenere la massima sollecitazione della struttura. Dopodichè si è misurato l'abbassamento dell'impalcato stesso (la “freccia”, in gergo) e il suo comportamento elastico, ovvero il ritorno alla posizione originale una volta passato il treno. La misurazione della «freccia» è stata affidata a un laboratorio specializzato, autorizzato dal ministero delle Infrastrutture. Attraverso sensori di alta precisione (con lettura di valori fino al centesimo di millimetro) e un'apposita strumentazione i tecnici hanno rilevato gli spostamenti dell'impalcato sia in abbassamento che nel successivo ritorno alla posizione originaria.
Le prove previste su quei due chilometri scarsi sono state una dozzina in tutto, concluse la settimana scorsa. «Hanno dimostrato un ottimo comportamento del manufatto», sottolinea Prignachi come a dire che i bresciani viaggeranno in tutta tranquillità.
Per la precisione, le misurazioni hanno rilevato spostamenti dell'ordine di 4 millimetri circa, inferiori ai valori teorici attesi dal progettista. E il comportamento dell'impalcato si è rivelato perfettamente elastico, con un valore di «freccia» residua subito dopo il passaggio dei convogli compreso tra 0,05 e 0,20 millimetri. Tutto perfetto, insomma, e ieri sono partite le prove di carico alle prime stazioni, da due a tre per ciascuna a seconda della tipologia.MI.VA.


Bresciaoggi 26 ottobre 2010

Aria, il blocco del traffico convitato di pietra al «Tavolo»

EMERGENZA AMBIENTE. L'organismo si è riunito ieri, presieduto dall'assessore provinciale Corrado Ghirardelli. Lo spettro di uno stop aleggiava tra i sindaci dell'area critica. Potrebbe essere indetto per evitare il rischio di denunce

Brescia. Nonostante la pioggia, lo spettro del blocco del traffico aleggia tra i sindaci dei venti Comuni dell'area critica bresciana. Nessuno lo vuole, ma tutti ne parlano. Anche perchè, pur migliorando la «qualità» del Pm10, i giorni di supero aumentano (quest'anno sono già più del 2009) e i primi cittadini potrebbero trovarsi costretti a decretare il blocco per non incorrere in denunce penali. Ieri mattina nella sede provinciale di via Milano è tornato a riunirsi sotto la direzione dell'assessore Corrado Ghirardelli il Tavolo permanente aria allargato ai rappresentanti di Comunità montane e Bim Vallecamonica per decidere il da farsi in caso di emergenza.
Per ora non sono state adottate misure, se non la predisposizione di un protocollo d'intesa che recepisca le norme regionali in vigore, le quali tuttavia comprendono una batteria di prescrizioni, compreso l'ingombrante divieto di bruciare legna e pellet nei Comuni al di sotto dei 300 metri di altitudine. Pochi sindaci se la sentono di proibire il rito della salamina, e quasi tutti sottolineano la difficoltà di controllare se qualcuno accende il camino, soprattutto quando ogni abitazione è allacciata alla rete del gas. E allora si cerca la soluzione salomonica di un'ordinanza «fotocopia» valida per tutti, che si limiti a riportare il divieto regionale.
TRA L'ALTRO IL Pirellone calca parecchio la mano su legna e pellet. L'osservatorio lombardo sottolinea che sebbene la legna contribuisca per non più del 7 per cento al calore, resta uno dei problemi principali per il Pm10 e altri composti tossici come benzoapirene, idrocarburi policiclici aromatici e diossine. Soprattutto il camino aperto sarebbe una fonte di emissione di polveri oltre mille volte superiore al gas naturale.
Che arrivi o meno la stretta su camini e barbecue, però, con l'aria che tira sfuggire al blocco sembra davvero difficile. Salvo che a Odolo sono raddoppiati i giorni di supero rispetto al limite di legge - sottolinea Ghirardelli -, e le concentrazioni medie restano entro i 40 microgrammi per metro cubo (ug/mc), ma a Rezzato vanno oltre. Preoccupa pure l'andamento dei superi, che nel 2009 ci sono stati anche in luglio in piena estate.
Nel caso si dovesse arrivare al blocco, l'assessore provinciale propone di bandire la parola e parlare piuttosto di «giornata ecologica», con fermo totale del traffico senza deroghe per qualsiasi tipo di veicolo e strada. «Se bisognerà fermarsi - dice - lo faranno tutti come nelle domeniche dell'austerità». E «in tutti i Comuni della provincia nessuno escluso», aggiungono i sindaci dell'area critica, stufi di sentirsi assediati dal traffico dei vicini.
Prevedere troppo forse è il modo migliore per non far nulla, direbbe qualcuno. Ma con i dati per nulla confortanti, e relative norme di legge, bisognerà fare i conti. Certo, se non ci fossero il problema sarebbe risolto. E qualche Comune (come Darfo) non nasconde il fastidio di avere la centralina sul proprio territorio. L'assessore cittadino all'Ambiente Paola Vilardi ricorda a tutti che è Arpa Lombardia a deciderne la collocazione, e i Comuni devono adeguarsi. Ma anche lei fa notare che quella del Broletto all'imbocco della Galleria Tito Speri registra «dati falsati». E allora si chiedono stazioni mobili per monitorare gli inquinanti in tutta la provincia, mentre il Pirellone progetta una nuova zonizzazione del territorio e il potenziamento dei sistemi di valutazione della qualità dell'aria.
Ora il problema è affrontare l'inverno. E lo strumento sarà il protocollo che i sindaci firmeranno: elencherà i provvedimenti già vigenti sul territorio regionale relativi a circolazione di veicoli inquinanti, uso di legna, combustione all'aperto (i fuochi per bruciare ricci di castagne in questo periodo sono tanti), controlli delle caldaie (almeno il 5 per cento in ciascun comune dell'area critica nel 2010). Che sia sufficiente, è altra questione.



Giornale di Brescia 26 ottobre 2010

Lo stop alle auto sarebbe totale

L'assessore rassicura i sindaci. Fa discutere la questione stufe
Uno spettro si aggira nella sala conferenze della Provincia: quello del blocco del traffico. «Va scongiurato», dice l'assessore Ghirardelli. E molti sono d'accordo, prima tra tutti Paola Vilardi, assessore all'Ambiente di Brescia. Ma c'è anche chi - come il sindaco di Rezzato Danesi - ricorda che si tratta «finora dell'unica misura certa, riconosciuta e determinata». Tanto che alla fine lo stesso Ghirardelli dichiara, rispondendo all'assessore di Castel Mella, Mannatrizio: «Potrebbe rientrare nell'ambito di una giornata ecologica, ben più ampia però».
Ad aprire la serie di interventi è il sindaco di Gardone Vt Gussago, che chiede tra l'altro, in caso di blocco del traffico, di chiudere anche la strada provinciale 345; e conferma il «grosso problema del riscaldamento domestico», spiegando che «spesso l'utenza del gas è integrata con stufe di vario tipo»: un fenomeno «incontrollabile». L'assessore rassicura: «Un eventuale blocco sarebbe totale». Concorda il sindaco di Roncadelle Orlando, che auspica, nel protocollo proposto da Ghirardelli, «automatismi in caso di superi» e, per quanto riguarda la combustione della legna, vorrebbe un'«ordinanza fotocopia per tutti». Perplesso il presidente del Bim Gelfi: «Chiedere ai cittadini di non accendere stufe e camini è un intervento impegnativo... bisogna ripartire dalle scuole». Un no deciso a un eventuale blocco viene dal sindaco di Flero Prandelli; mentre Abondio di Darfo denuncia il proprio «isolamento» e plaude all'idea di una centralina mobile: «Così non appariremmo come l'unico Comune inquinato in valle».



L'Arpa: bene i motori di nuova generazione
Come sta l'aria bresciana? Il Pm10 continua a essere l'inquinante più preoccupante: il dirigente dell'Arpa Resola riferisce di un «trend di diminuzione» dal 2002 al 2008, poi di una «leggera crescita» nel 2009 e di un nuovo, «lieve aumento rispetto ai due anni precedenti» dal primo gennaio al 19 settembre di quest'anno nella centralina del Broletto. Qui si rileva anche un incremento di giorni di supero maggiore in confronto alle altre centraline della regione, che andrà approfondito quando saranno disponibili tutti gli elementi necessari. Intanto si sa già che le condizioni meteorologiche giocano un ruolo molto importante al riguardo: «Le diluizioni di polveri sottili nell'aria sono proporzionali alla forza del vento, e anche la pioggia dà un contributo osservabile».
La fonte maggiore del Pm10 è il trasporto su strada, in particolare con alimentazione diesel; ma - assicura il dirigente dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - «i motori di nuova generazione stanno producendo buoni risultati, così come la normativa nel settore industriale». Tutto sotto controllo ed entro i limiti di legge, poi, il termoutilizzatore di Brescia.
È invece «un problema da affrontare» quello dell'inquinamento derivante dalla combustione della legna, responsabile anche di un altro inquinante che l'Arpa monitora dal 2008, il Benzo(a)Pirene, che supera il valore limite soltanto in tre postazioni regionali: Sondrio, Darfo e Meda.
Quanto agli altri inquinanti, il biossido di azoto si rileva soprattutto a Brescia città, «dove il traffico è maggiore», mentre non si registrano problemi di ossido di carbonio, le cui concentrazioni sono in diminuzione «grazie a motori e impianti termici di nuova generazione».
L'ozono, invece, è presente in tutta la provincia con una media di giorni di supero di 70 contro i 25 consentiti; il trend è comunque di stabilità. In leggero calo, infine, il benzene.

tplbrescia.it 22 ottobre 2010
Ho voglia di un cantiere evento !!!

L'ultimo cantiere evento è stato quello della Stazione Ospedale i giorni 28 febbraio e 1 marzo 2009 con  il saluto alla talpa, qualche mese successivo, il 20 e 21 giugno 2009, è stata presentata in corso Zanardelli la prima carrozza del convoglio nella nostra metro. Da allora, ed è ormai passato più di un anno, non abbiamo più avuto alcun contatto diretto con la nuova infrastruttura ormai in avanzata fase di realizzazione.
Durante l'incontro promosso da Brescia per Passione così come questa sera alla Confartigianato è stato detto che la neonata commissione metrobus ha già visitato la stazione di Brescia 2 e nei prossimi giorni sono programmati altri sopralluoghi presso le stazioni e presso il deposito dove si trova il "cervellone" della metro.
Forse anche la città ha bisogno di essere invogliata ed avvicinata per continuare a "scoprire" un po' per volta le stazioni, vedere da vicino il treno (completo), visitare il deposito e perché no tra pochi mesi poter assistere ai primi giri di prova quando il treno varcherà la soglia del deposito, in attesa poi della definitiva consegna del 31 dicembre 2012.




Vi riporto il manifesto dell'iniziativa "ATM, come non l'avete mai vista" svoltasi a Milano il 2 e 3 Ottobre 2010




Giornale di Brescia 23 ottobre 2010

Metrobus, la Lega lancia la «Fase due»

«Puntare al prolungamento oltre i confini cittadini». Una posizione sostenuta ieri nel corso di un convegno organizzato dal Carroccio. «Da problema a opportunità»


Di Metrobus si è discusso molto in questi mesi nei palazzi della politica bresciana, soprattutto su tre direttrici: la sua sostenibilità economica, le opere complementari e le prospettive di prolungamento del tragitto al di fuori del perimetro cittadino. Questi nodi sono stati al centro di un confronto tra l'ex sindaco Corsini insieme all'allora maggioranza di centrosinistra, e l'attuale compagine di centrodestra alla guida di Palazzo Loggia. Della Giunta Paroli fa parte anche la Lega Nord, che ha organizzato un convegno, ieri nella sede di Confartigianato, in via Orzinuovi, sul tema «Metropolitana di Brescia: da problema a opportunità?».
«Trasformare il Metrobus in risorsa reale per la città», è questo il binario sul quale si sono mossi gli interventi - coordinati da Massimo Lanzini, capocronista del nostro quotidiano e introdotti da Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato -, dei relatori: Fabio Rolfi, vicesindaco, Nicola Gallizioli, capogruppo della Lega in Loggia, Matteo Rinaldi, segretario cittadino del Carroccio, Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità e Giulio Maternini, docente dell'Università degli Studi. Per i leghisti «questo mandato dovrà vedere il Consiglio comunale ragionare sulla "fase due" del Metrobus, sul prolungamento dell'opera». Rolfi lo ha detto chiaramente: «Il ragionamento sull'estensione del percorso non è più rimandabile. Solo questa strategia ci consentirà di rendere sostenibile nel tempo l'infrastruttura, sgravando il bilancio comunale da pesanti zavorre». La Lega «non ha cambiato idea sul Metrobus. Non criticavamo l'idea di metropolitana in sé ma eravamo contro il progetto perché lo vedevamo traballante sul piano economico», ha aggiunto. L'obiettivo, ha chiarito Gallizioli, «è completare l'opera. A noi interessa capire se i cittadini la percepiscono come un problema o cominciano a vederla come un'opportunità. Dal punto di vista della sostenibilità economica è ancora oggi un problema. Per farla diventare concretamente una risorsa dobbiamo agire a tutti i livelli di governo sul piano dei progetti per il prolungamento».
Attualmente il tragitto del Metrobus, ha ricordato Prignachi, è all'interno dei confini amministrativi del Comune. Il progetto, ha sottolineato «deve essere considerato nell'ottica di un sistema che integri una rete riorganizzata del trasporto urbano, extraurbano e ferroviario locale. Sono tutte opportunità che devono essere governate per indirizzare le scelte fondamentali legate alla sostenibilità economica del Metrobus».



Bresciaoggi 23 ottobre 2010

La Lega sale sul metrobus: ora la fase due

LA SVOLTA. Un convegno a più voci, presente il presidente di Brescia Mobilità Prignachi, per sancire la svolta nella linea dal Carroccio di lotta al Carroccio di governo. Lodi non a Corsini ma ai suoi predecessori: «Hanno fatto scelte coraggiose per affrontare l'eccesso di traffico privato»

All'inizio c'è stato il «basta polemiche, voltiamo pagina». Ora si riconosce al centrosinistra (non a Corsini, ai predecessori) il merito di aver fatto con la metropolitana «la scelta coraggiosa di affrontare il problema difficile e reale dell'eccessiva mole di traffico privato». Con l'auspicio che «l'attuale Amministrazione abbia lo stesso coraggio di progettare e realizzare la fase due». Non solo superare le polemiche che «non servono più», dunque, ma invito a lavorare insieme per completare il grande progetto.
La Lega Nord si rende conto che l'impresa è titanica, che i soldi sono pochi, le cose da fare tante, e va al pressing. Aggiunge pure che non era contro la metropolitana, ma contro questo progetto tutto chiuso nei limiti cittadini. La «fase due» permetterà di farla come «deve essere», vale a dire integrata con altri sistemi di trasporto che la prolungano a ovest, est e nord. E così va bene. Quel che è stato è stato, si pensi al futuro.
Ci hanno insistito molto, ieri pomeriggio, il vicesindaco Fabio Rolfi e il presidente della commissione speciale Metropolitana nel convegno organizzato dalla stessa Lega alla Confartigianato di via Orzinuovi. Pure i «conti falsi» che avevano scatenato le ultime polemiche vengono derubricati a «valutazioni imprecise».
Dunque, la metropolitana è di tutti. Passerà alla storia come «opera iniziata da Corsini e finita da Paroli» dice Gallizioli. E continuata da chi governerà la Loggia dopo il 2013. Perchè certo è che «l'estensione della linea attuale non è più rimandabile» insiste Rolfi con l'occhio al deficit dei costi di gestione che si annuncia salato e stimato intorno ai 20 milioni di euro all'anno.
«ABBIAMO di fronte uno scenario finanziario nebuloso e critico – ammette il vicesindaco -, che il Comune possa integrare i costi per due o tre anni è pensabile, ma non di più». Quindi «non bisogna perdere un giorno e ragionare sul futuro per completare il sistema e renderlo più efficace e sostenibile». Se il tema del convegno è «Metropolitana di Brescia: da problema a opportunità?» l'intento è trasformare il punto di domanda in esclamativo.
Per ora la commissione speciale valuta l'opportunità dei tornelli, il biglietto integrato e le opere complementari che «verranno realizzate a livello minimo perchè siamo la Giunta del fare – dice Gallizioli - e vogliamo che i cittadini fin da subito possano cambiare mezzo di trasporto con facilità». E anche (o forse soprattutto) perchè gli 85 milioni necessari a far tutto per bene non ci sono e bisognerà accontentarsi dei 20 o poco più disponibili.
Per il futuro, le linee sono tracciate dal presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, anche lui al tavolo del convegno insieme al docente di Tecnica ed economia dei trasporti a Ingegneria Giulio Maternini, presenti il segretario cittadino del Carroccio Matteo Rinaldi e il presidente di Confartigianato Eugenio Massetti a far gli onori di casa. Se Maternini sottolinea che la mobilità non si risolve con un solo mezzo di trasporto, fosse pure innovativo come il metrò bresciano, bensì con un sistema che integra pedonalità, bus e ferrovie suburbane, Prignachi sviluppa la complessità dello scenario.
Sulla direttrice est, i nodi critici del traffico in ingresso alla città stanno prima della stazione di Sant'Eufemia, dunque le opere complementari dovranno intercettare il traffico prima. La stazione Poliambulanza dovrà raccogliere chi arriva dal casello di Brescia centro e ci vuole una strada per portarceli. La direttrice Valtrompia è il prolungamento naturale verso nord ma costerebbe forse più dei 700 milioni che si stanno spendendo. Morale, zl'evoluzione deve portare a un'alta integrazione con le infrastrutture esistenti». E tutto deve avvenire rendendo fluido e agevole il cambio di mezzo.
BISOGNA poi mettere d'accordo il trasporto urbano e dei 14 comuni dell'hinterland con quello extraurbano di competenza provinciale e con il ferroviario della Regione, senza dimenticare che Brescia sarà in posizione strategica nel corridoio V della Tav. È uno scenario da non dimenticare - esorta Prignachi - quando si andranno a discutere gli aspetti finanziari con il Governo. Ed è la «fase due», per la quale Gallizioli chiede di dar fiducia a Brescia Mobilità «candidata a gestire il metrò».


Metropolitana di Brescia: da problema ad opportunità
Convegno promosso dal Capogruppo Consiliare Lega Nord Lega Lombarda Bossi del Comune di Brescia.

Quando:
venerdì 22 ottobre ore 18:00.
Sala Convegni Confartigianato sede di Brescia - in via Orzinuovi, 28 a Brescia
Ingresso: libero
Info: tel. 030.2977324.
Tra i presenti: Valerio Prignachi (presidente di Brescia Mobilità), Fabio Rolfi (vicesindaco), Matteo Rinaldi (segretario cittadino Lega), Nicola Gallizioli (capogruppo Lega in Loggia), Eugenio Massetti (presidente Confartigianato) e Giulio Maternini (docente di Ingegneria).



www.tplbrescia.it 03 ottobre 2010
Cerca, taglia, copia, incolla ed ecco cosa sono riuscito a fare: un brevissimo spot composto "riciclando" video, immagini e audio recuperati da materiale presente su Internet. La traccia audio è quella di un noto spot istituzionale di una società che eroga un pubblico servizio.
L'intento è sempre quello di lanciare spunti affinché il trasporto pubblico e la nuova metropolitana di Brescia, che tra un paio di anni diventerà patrimonio fruibile per tutta la città, siano adeguatamente valorizzati ed incentivati anche dal punto di vista dell'immagine.
L'idea è quella di sensibilizzare i cittadini (futuri clienti) evidenziando il senso di appartenenza quasi affettivo del servizio e della nuova infrastruttura al territorio (città ma anche provincia).

Bresciaoggi 22 ottobre 2010

SICUREZZA. Intervento della Volante, a 24 ore dall'istituzione del servizio della polizia locale sui mezzi pubblici

Bus, aggrediti due controllori

Eugenio Barboglio

Uno straniero sorpreso senza biglietto va in escandescenze Nel tentativo di fuggire cade e viene bloccato dagli agenti

Da un paio di giorni è stato presentato il servizio di controllo sugli autobus, controllo affidato alla polizia municipale. E presentandolo, era stato detto che le liti tra controllori e evasori del pagamento del biglietto non sono nè una banalità nè una rarità. E che era per questo che il servizio era stato istituito.
Non si è dovuto attendere molto per avere la riprova nei fatti di quelle parole. Una furiosa lite in via Corsica tra un immigrato e due impiegati di Brescia Trasporti. Motivo? Il giovane marocchino non aveva pagato il biglietto, non voleva pagare la multa e neppure scendere tranquillamente dal mezzo pubblico. Solo che in quel momento sul bus non c'erano gli agenti della locale il cui pattugliamento è per ora limitato a certe corse e certe ore. Sicchè è dovuta intervenire una Volante delle polizia di Stato, chiamata da un passante che ha assistito alla baruffa.
I due controllori sono saliti e hanno iniziato a verificare che tutti i passeggeri fossero regolarmente muniti del titolo di viaggio. Arrivati al marocchino, questi non aveva proprio nulla da mostrare. Stava viaggiando senza biglietto. Normale che gli abbiano chiesto le generalità. Ma prima, come avviene di prassi, lo hanno invitato a scendere dal bus: nome, cognome, residenza eccetera gliele avrebbero chieste per strada. Lì però non hanno trovato molta collaborazione. Al contrario.
L'UOMO si è scagliato contro i controllori, ha inveito, li ha minacciati e li ha anche aggrediti fisicamente, forse solo per farsi largo e fuggire. Ci ha provato, ma nella corsa è inciampato in un dissuasore dei parcheggi ed è caduto. Nel frattempo però il passante aveva già messo mano al cellulare e composto il 113. E la centrale operativa inviato la Volante più vicina a via Corsica. La pattuglia ci ha messo un attimo, e quando è arrivata il marocchino non si era ancora allontanato.
Il passante ha raccontato della lite che aveva appena veduto. E i controllori ne hanno svelato le ragioni. Mentre il «portoghese», incurante della presenza degli agenti, ha continuato a rivolgere ai dipendenti di Brescia Trasporti gesti e frasi rabbiose. Caricato sulla «pantera» è stato prima portato al Pronto soccorso per farsi medicare dalle ferite riportate cadendo e poi in Questura dove è stato indagato per minacce gravi e lesioni.

Una città ideale per gli spostamenti. Cosa ne pensano i cittadini secondo la rilevazione dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort
Per accedere ai dati e alla relazione cliccare sull'immagine  sottostante.


Giornale di Brescia 21 ottobre 2010

Per il car-sharing partenza lenta «Ma è solo l'inizio»

Il servizio varato a febbraio conta oggi 109 abbonati
In controtendenza, sono più i privati che le aziende


Centonove abbonati, di cui 83 privati, in netta prevalenza rispetto alle aziende (6 con 26 dipendenti iscritti) e in controtendenza rispetto alle altre città. Oltre 8.000 km percorsi, con una media di 14-15 a corsa, ciascuna della durata media di 3,5 ore, per un totale di circa 530 prelievi.
È la fotografia dei primi otto mesi del car-sharing a Brescia, che se ancora non fa registrare grossi numeri, in parte ha già superato le aspettative di MuovoSviluppo, la società padovana che gestisce il servizio in base a un contratto quinquennale con la Loggia. «Per l'utenza privata contavamo di raggiungere i 60 iscritti nella fase di start-up e invece abbiamo già superato gli 80» racconta infatti l'ad Maria Letizia Rigato. Aspetto che l'assessore alla Mobilità interpreta positivamente: «La forte risposta dei privati dimostra che non è così vero che i bresciani vogliono usare a tutti i costi la propria auto».
Il sistema di «mini-noleggio» della vettura, introdotto a febbraio ma a regime da marzo, prevede per i privati un abbonamento annuo di 100 euro (più 20 di cauzione) e una tariffa chilometrica-oraria (diurna: 2 /h, 0,35 /km, benzina inclusa). Allo stato si basa su cinque postazioni attive (via IV Novembre-piazza Vittoria, piazzale Arnaldo, via Malta e piazza Padre Pio e Ikea di Roncadelle) e una flotta di sei auto (tra cui un furgone Fiat Doblò) che a breve diverranno otto.
Diverse poi le convenzioni - come spiega Rigato -, con sconti immaginati per varie categorie, dagli universitari agli utenti di bus e BiciMia, sino agli over 60 e alle famiglie: «Chi non può permettersi un'auto, specie con la crisi, o non più di una per nucleo familiare, può però averne bisogno in casi particolari e crediamo così di essere vicini ai cittadini» commenta Orto.
«Per far decollare il car-sharing - conclude Rigato - serve ora coinvolgere di più le aziende per le quali sono previste convenzioni personalizzabili. E puntiamo sull'integrazione con gli altri mezzi del trasporto pubblico locale», obiettivo per il quale Loggia e Brescia Mobilità stanno studiando una «tessera unica della mobilità».
Il servizio rientra poi nel circuito «Ics»: gli utenti possono avvalersi delle «auto-in-prestito» anche in altre 10 città e viceversa, e già 406 abbonati di altre città sono saliti sul car-sharing bresciano. Tutti i dettagli del quale sono sul sito www.carsharingbre scia.it, che consente di iscriversi e prenotare l'auto.
Gianluca Gallinari


Bresciaoggi 21 ottobre 2010

MOBILITÀ SOSTENIBILE. Primo bilancio del Comune: 107 iscritti al servizio, dato in linea con le altre città italiane

Car sharing, debutto positivo «Siamo sulla buona strada»

Michela Bono

Ci sono anche ultra ottantenni tra i fruitori del servizio innovativo Brescia si distingue dalle altre città per l'uso sporadico e occasionale

Brescia ha risposto positivamente alla sfida del car sharing. A otto mesi dall'avvio del servizio i dati sull'utilizzo sono in linea con il trend nazionale. «Questo ci dice che non è vero che i bresciani vogliano sempre girare con la loro auto - ha dichiarato l'assessore alla mobilità Nicola Orto -; abbiamo ancora da lavorare molto, ma siamo sulla buona strada».
AD OGGI sono 107 i tesserati, di cui quasi la metà già abbonati ad altri servizi di mobilità tipo Bicimia. «Utenti evidentemente già sensibili ai temi della sostenibilità - ha sottolineato Letizia Rigato, amministratore del gestore Muovosviluppo -; ma l'altra metà è ex novo e questo ci fa ben sperare».
Secondo Rigato, sono più i privati ad aver scelto di condividere l'auto, ma non esiste un utente tipo: sedici sono gli abbonati family, ovvero quelli che hanno scelto un abbonamento da far utilizzare a tutti i membri della famiglia. Secondo le statistiche, questa opzione è comoda per le famiglie che possiedono già un'auto propria, ma desiderano poter contare su un mezzo «jolly» in caso di bisogno. Nonostante gli abbonati siano più uomini, sembra siano più le donne ad utilizzare il car sharing, soprattutto nella fascia d'età tra i 30 e i 40 anni, prevalentemente di pomeriggio. «Molti confermano una necessità di utilizzo sporadico - spiega Rigato - di una o due volte alla settimana, e per la durata temporale minima: un'ora». Il dato che discosta Brescia dai trend di car sharing nazionali riguarda gli utilizzatori over 60: «Sono il 10,3 per cento - ha sottolineato Rigato - di cui tre utenti ultra ottantenni. In altre città il servizio non è utilizzato da persone su d'età». Delle sei vetture disponibili in città sembra che le auto più utilizzate siano le due Fiat 500 piazzate nei parcheggi centrali di via IV Novembre e piazza Arnaldo. Oltre a queste sono disponibili una Panda (sempre in via IV novembre), una Grande Punto in via Malta, un'altra Panda in piazzale Padre Pio vicino all'ospedale Civile e un Doblò cargo all'Ikea di Roncadelle. Entro la fine dell'anno saranno inserite nella flotta due nuove vetture, una Zafira e un altro Doblò. Secondo gli standard europei deve essere disponibile un'auto ogni 16 utenti.
IL SERVIZIO, che via via verrà incrementato, permette di disporre di un'automobile quando serve. Questo lo slogan del car sharing, che ben descrive l'utilizzo-tipo del servizio, rapido e sporadico. Attraverso un abbonamento annuale del costo di 100 euro per i privati e 150 per le aziende, si può prelevare un'automobile e pagare in base a due parametri: i chilometri percorsi e il tempo di utilizzo. «Il servizio è conveniente per chi fa tra 5.000 e i 7.000 chilometri all'anno - spiega Rigato - tenendo conto che esistono tariffe personalizzate secondo il proprio profilo». L'auto si prenota al call-center o via internet e dopo 15 minuti può essere ritirata. Molti i vantaggi: la benzina è compresa nel prezzo di utilizzo ( i rifornimenti vengono fatti grazie ad una card in distributori convenzionati ), si può parcheggiare gratuitamente anche nelle linee blu e si può accedere alle zone ztl. Inoltre, abbonandosi si entra a far parte del circuito nazionale di car sharing, che permette di prelevare l'auto in tutte le città dove è attivo il servizio.

Bresciaoggi 21 ottobre 2010

LA PROPOSTA. «Muovosviluppo» pensa a soluzioni accattivanti

Il «sì» di sei aziende
Ma è soltanto l'inizio

Ikea ha fatto da apripista Sperimenta la Loggia Avviati accordi con Statale, Cattolica e carabinieri

Inizialmente erano reticenti, ma il numero sembra aumentare sempre più. A fronte di una quota più che soddisfacente di privati, il car sharing è ancora poco utilizzato dalle aziende, per le quali il gestore del servizio «Muovosviluppo» sta pensando a convenzioni accattivanti. Ad oggi sono sei, per un totale di 26 utenti.
Ikea fa da apripista: «Per primi hanno sperimentato una formula semiesclusiva chiedendo un Doblò Cargo riservato ai clienti del negozio di Roncadelle - spiega Letizia Rigato, amministratore del gestore -; le altre aziende iscritte sono di piccole dimensioni, fino a tre dipendenti». Sempre Ikea doterà i 280 dipendenti di una smartcard che permetterà loro di usufruire del servizio.
Anche il Comune, assieme a Brescia Trasporti e Brescia Mobilità, ha deciso di aderire avviando una sperimentazione che prevede l'attivazione di 180 smartcard per due auto in uso semiesclusivo dedicato ai propri dipendenti. L'obiettivo è ridurre il numero dei veicoli delle flotte aziendali (si calcola che ogni auto in car sharing equivale alla riduzione di tre auto fisse).
Anche le università sono un target papabile e Muovosviluppo ha avviato accordi con la Statale e la Cattolica. Inoltre, sono in via di definizione intese con il comando dei carabinieri, La Feltrinelli, l'Ordine degli Architetti e l'associazione Amici per Passione. «I servizi sono modulabili a seconda delle esigenze: al crescere dei dipendenti si abbassano i prezzi» spiega Rigato.
TRA I PROGETTI anche un nuovo stallo di prelievo nei pressi della stazione ferroviaria, utile sia ai professionisti che ai privati e, in futuro, un'unica tessera integrata con tutti i servizi di mobilità cittadina. Presto, grazie alla sperimentazione sulla mobilità elettrica avviata in partnership con A2A e Comune di Brescia, anche l'inserimento di un'auto elettrica. Per informazioni è possibile consultare il sito www.carsharingbrescia.it. M.BO.


Giornale di Brescia 21 ottobre 2010

Brescia città inquinata? «Ridurre automobili e rifiuti»

Il Coordinamento ambientalisti: Pm10 già al doppio dei limiti Ue
«Il ring sembra un’autostrada. A rischio la salute dei cittadini»

L'Unione Europea e la legge italiana tollerano 35 giorni all'anno di superi delle Pm10. A Brescia il tetto è stato toccato lo scorso 14 febbraio, mentre il 13 ottobre (a rivelarlo è stata la centralina del Broletto) la soglia è stata doppiata. Nel 2009 la stessa cosa successe a novembre. A ieri, mentre si svolgeva una conferenza stampa organizzata dal Coordinamento comitati ambientalisti per richiamare l'opinione pubblica sul tema, i giorni di superamento erano già 72. Secondo dati Ue relativi al 2004-2008, inoltre, Brescia è la terza città europea con l'aria più inquinata.
Nel corso dell'incontro - durante il quale è stata anche presentata un'opera d'arte a tema realizzata dai ragazzi del liceo artistico Olivieri - i relatori (Imma Lascialfari, presidente del Coordinamento, e i membri dei comitati Marino Ruzzenenti e Maurizio Bresciani) si sono focalizzati su tre punti: cause, rischi, soluzioni. «L'inquinamento dell'aria è causato in buona parte dal traffico, divenuto selvaggio - ha spiegato Bresciani -. Pensiamo al ring: ormai è una sorta di autostrada».
«L'inquinamento dell'aria porta all'aumento del rischio di sviluppare malattie cardiocircolatorie e tumori - ha spiegato Ruzzenenti -. Le Pm10 causano anche la modificazione del dna e provocano la trombosi venosa. Chi rischia di più sono i bambini. Secondo uno studio della Società italiana di pediatria il tumore infantile è cresciuto dell'1,2% in Europa e del 2% in Italia. Le possibili soluzioni? Diminuire drasticamente tutte le combustioni, elettrificare gli autobus, aumentare la raccolta differenziata per ridurre i rifiuti da portare all'inceneritore, piantare il maggior numero di alberi possibile».
Il 16 febbraio 2009 i comitati avevano diffidato le autorità un atto perché adottassero provvedimenti per arginare l'emergenza. Quest'anno la diffida è diventata un esposto alla Magistratura.
Daniele Ardenghi

Bresciaoggi 21 ottobre 2010

QUALITÀ DELL'ARIA. Allarme dai rilevamenti sulla centralina in Broletto: si rischia di andare oltre i 100 giorni di superi

Smog, Brescia «caso» europeo

Lisa Cesco

In città sono già 70 i superamenti del livello di Pm10 accettabile Verso un triste record: si rischia di triplicare i limiti imposti dall'Ue

Brescia ha raggiunto quota 70. Un risultato di cui non andare fieri, perchè si riferisce alle giornate di supero del livello di guardia delle polveri sottili Pm10, registrate dalla centralina del Broletto. «Siamo riusciti a fare peggio del 2009, quando i 70 giorni furono raggiunti dalla centralina del Broletto il 17 novembre e da quella del Sereno il 14 novembre: quest'anno il traguardo è stato raggiunto in Broletto un mese prima, il 13 ottobre», dicono i rappresentanti del Coordinamento Comitati ambientalisti Lombardia, Imma Lascialfari, Marino Ruzzenenti e Maurizio Bresciani.
L'UNIONE EUROPEA e la legge italiana impongono di non oltrepassare i 35 giorni di supero delle Pm10 nell'arco di un anno, a Brescia abbiamo già superato due volte questo limite, e da qui a fine anno è facile immaginare che si oltrepasseranno di gran lunga i 100 giorni, ovvero tre volte i limiti di legge. «Aver raggiunto “quota 70” in centro storico è la riprova che aver liberalizzato in traffico veicolare ha portato a un peggioramento della qualità dell'aria», osserva Bresciani.
Non bastava essere la terza città europea con l'aria più inquinata, secondo lo studio AirBase dell'Agenzia europea per l'ambiente, che incrociando i dati riferiti al periodo 2004-2008 di 221 centri urbani ha posizionato Brescia al terzo posto, dopo la bulgara Plovdiv e Torino, fra le città con qualità dell'aria peggiore, evidenziando che nel 2008 l'aria respirata a Brescia è stata di 2,3 volte superiore ai parametri di legge. Anche i più recenti dati della centralina in Broletto sono allarmanti. «Si predica la tolleranza zero sull'illegalità, e non si interviene con forza sulla violazione dei limiti di legge previsti per l'aria, posti a tutela della salute dei cittadini – considera Ruzzenenti -. E' necessario fare qualcosa, e subito, assumere questa come una priorità, perché è una delle grandi emergenze da risolvere».
Ci sono studi che confermano i gravi danni alla salute causati dalle Pm10 nell'aria, in particolare malattie cardiocircolatorie, affezioni respiratorie e tumori: ricerche hanno dimostrato una correlazione fra inquinamento atmosferico e cancro al polmone, ed estrapolando i dati sulle diverse città italiane di uno studio OMS si calcola che a Brescia 175 morti ogni anno andrebbero riferite a un esubero di Pm10 nell'aria, di cui circa 16 per cancro al polmone. A farne le spese sono soprattutto le categorie più fragili come i malati cronici, gli anziani e soprattutto i bambini, tanto che i tumori infantili in Italia stanno aumentando a un ritmo del 2 per cento l'anno - come denuncia la Società italiana di Pediatria - una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea dell'1,2 per cento.
«E' NECESSARIO intervenire con provvedimenti straordinari per tutelare la salute dei cittadini», dice Ruzzenenti, suggerendo una serie di interventi non più procrarstinabili: elettrificare gli autobus della città (rispolverando il vecchio filobus), come stanno facendo molti centri europei, per azzerare le emissioni; ridurre drasticamente le combustioni, dimezzandole sia nei motori a scoppio che negli impianti industriali; diminuire il traffico veicolare. «C'è poi la questione del termoutilizzatore – spiega Ruzzenenti -, la cui attività dovrebbe essere ridotta a un terzo di quella attuale, con l'incentivazione della raccolta porta a porta che consentirebbe di bruciare i rifiuti restanti su un'unica linea». «Quanto all'apertura di Formigoni su una centrale nucleare in Lombardia – conclude Lascialfari -, siamo contrari e non la vogliamo, meglio le energie alternative».

Bresciaoggi 19 ottobre 2010

LA NOVITÀ. Saliranno in coppia su alcune linee urbane, per «assistere» sia i cittadini, sia gli operatori (come ad esempio i controllori) nella tutela della sicurezza

Vigili urbani antiscippo (e non solo) sui bus

Mara Rodella

Tra le linee ritenute «critiche» ci sono la 12 per il «Fortuny» e la 13 per il Cfp di via Cantore Il vicesindaco Rolfi: «Ce l'hanno chiesto i cittadini»

I giovanissimi sorridono, gli anziani annuiscono, alcuni passeggeri si chiedono cosa stia succedendo. Anche se c'è chi continua a guardare fuori dal finestrino con le cuffiette nelle orecchie. In effetti, non capita spesso che sull'autobus, in via Milano, salgano assessori, una decina di giornalisti e operatori e, soprattutto, due vigili urbani rigorosamente in divisa. E se per il gruppo mediatico si è trattata di un'eccezione, ai poliziotti gli utenti si dovranno in un certo senso abituare. Perché ha preso il via proprio nei primi giorni di ottobre la nuova iniziativa nata dalla sinergia tra Loggia, Brescia Mobilità e Polizia locale, che vedrà gli agenti non più solo in strada o in auto, ma anche su alcune linee urbane, per «assistere» cittadini e operatori (come i controllori) nella tutela della sicurezza. Saranno quindi un deterrente da un lato, e un valido aiuto in caso di necessità, dall'altro.
«Dopo i riscontri positivi della sperimentazione estiva, abbiamo deciso di estendere il servizio anche ai mesi invernali - spiega il vicesindaco Fabio Rolfi -. Sono stati proprio gli utenti a richiedere questi controlli dopo aver assistito a una serie di situazioni di disagio a bordo». Disagio come bullismo e tensioni particolari tra controllori e contravventori. «I bresciani hanno segnalato casi di prevaricazione da parte dei giovani - conferma il commissario Francesco Natoli, che coordinerà il servizio -: salgono, spintonano, insultano. Oltre a garantire il rispetto delle regole e del pagamento dei titoli di viaggio, vogliamo prevenire scippi e truffe».
Per ora le linee «critiche» nel mirino dei poliziotti sono la 12 Fiumicello-Sanpolino (corsa scolastica del Fortuny), la 13 Gussago-Poliambulanza (corsa scolastica Cfp di via Cantore), la 1 Mompiano-Masaccio nel tratto stazione e in zona San Polo a cui si aggiunge la 16 in via Maggia, la 9 Violino-Buffalora (tra piazza Garibaldi e il villaggio Violino), la 3 Mandolossa-Rezzato, la 11 Collebeato-Botticino (zona Casazza), e tutta la zona stazione.
«SALIRANNO due agenti alla volta per un totale di 12 poliziotti a rotazione su 15 servizi al mese - rileva Roberto Novelli, comandante della Locale -. La pianificazione del lavoro sarà tanto mirata quanto flessibile, in base alle valutazioni mensili. Anche la durata del tragitto potrà cambiare: gli agenti potrebbero restare a bordo da capolinea a capolinea o scendere e cambiare tratta». Parole chiave: attenzione e improvvisazione. In effetti, quella delle contravvenzioni che in tanti si rifiutano di pagare non è una banalità. Non di rado i controllori si trovano di fronte utenti che non ne vogliono sapere di saldare le multe. E i numeri crescono. «Ogni anno palazzo Loggia mette nelle casse di Brescia Trasporti 2 milioni 800 mila euro per il mancato aumento del costo dei biglietti, fermo a 1 euro, e per le agevolazioni degli abbonamenti di anziani o studenti - spiega il presidente, Andrea Gervasi -. Ma, di contro, nel 2010 l'evasione è aumentata di 1 punto rispetto all'anno scorso, passando dal 4,5 per cento al 5,5, vale a dire ben 1.275 contestazioni in più rispetto al 2009, per un totale di 10.703 multe verbalizzate, di cui 4.461 saldate a bordo». Sempre nel 2010, sono 14.940 gli autobus controllati, per un flusso di 193.070 passeggeri.
Un servizio che anche Milano ha sperimentato (in modo sporadico) e che vede, a Brescia, accanto agli agenti, anche la presenza di sei assistenti civici, ma solo il sabato e sulle linee 1 e 3. «L'Associazione volontari paracadutisti ha iniziato un paio di anni fa a controllare i bus - ricorda Rolfi -: chiaro, non possono chiedere documenti o fermare le persone, ma la loro presenza tranquillizza, fanno da sentinelle. Uno di loro un anno fa, mentre aspettava il bus in via Milano, ha bloccato un malvivente che aveva appena rapinato una signora».



Giornale di Brescia 19 ottobre 2010


Polizia Locale sugli autobus contro bulli e «scrocconi»

Il servizio interesserà alcune linee indicate da BresciaTrasporti
Ad oggi sono state elevate più di 10mila multe, 4mila pagate subito

Dopo un primo momento di stupore, su buona parte dei passeggeri della «3», in un normale pomeriggio di metà ottobre, si stampa un sorriso di soddisfazione. «Se ci sono loro è meglio, visto i tempi» commenta un pensionato. «È utile - aggiunge una giovane donna con il sacchetto della spesa in mano -, anche se personalmente sui mezzi pubblici non ho mai avuto problemi». «La prima impressione è buona - aggiunge una signora seduta -. Sono contenta che ci siano».
Da questo mese il servizio sperimentale della presenza di due agenti della Polizia locale su alcuni autobus che effettuano servizio urbano, è divenuto infatti effettivo: dodici agenti, in coppia, e a turno, coordinati dal commissario Francesco Natoli, saliranno su alcuni bus delle linee maggiormente frequentate per porre un freno a situazioni che in passato avevano creato un certo disagio, tra bulletti prepotenti e persone che si sono mostrate irrispettose delle buone regole di educazione civica, e che hanno pure mancato di rispetto nei confronti del persona dell'azienda in servizio, soprattutto nei confronti di chi è stato trovato a viaggiare senza biglietto (o abbonamento). Le linee individuate sono la 12, la 13, e pure la 1 in tutto il suo tragitto, la 9, la 3 la 11 e tutte quelle in zona stazione.
«I quindici servizi al mese da parte degli agenti della Locale sono assolutamente flessibili, in orari variabili, senza preordinare nulla per rendere più efficace il loro stesso intervento - ha spiegato il vicesindaco Fabio Rolfi nel presentare la nuova attività che impegnerà gli uomini del Comando di via Donegani -. I due agenti salgono e svolgono una funzione di deterrenza, danno una maggiore percezione di sicurezza e molti sono gli utenti che hanno mostrato di apprezzare».
I vigili avranno una funzione deterrente, anche nei confronti di tutti coloro che salgono senza pagare il biglietto. BresciaTrasporti nel corso dell'anno ha infatti registrato un aumento di questo tipo di «evasione» che è pari all'1%. «Dal 4,51 % dello stesso periodo del 2009 siamo passati al 5,54% del 2010 - ha evidenziato il presidente Andrea Gervasi -. Di tutte le penali contestate sul bus, solo il 50% viene pagato subito, mentre il restante 50% viene affidato ad un ufficio di recupero crediti».
Il presidente ha snocciolato i numeri: «Sono stati 14.940 gli autobus sui quali sono stati effettuati i controlli, per un numero complessivo di 193.070 passeggeri. Le "multe" comminate sono state 10.703, e solo 4.461 sono state pagate subito, le altre 6.242 sono rimaste segnalazioni. Tra 2009 e 2010 se ne sono registrate 1.275 in più».
A sostegno del Trasporto pubblico (con abbonamento per studenti, famiglie numerose o lavoratori e per mantenere il prezzo del biglietto a 1 euro, a fronte dell'1.30 che dovrebbe costare per non essere in perdita) l'Amministrazione comunale ha versato due milioni e 800mila euro.
Daniela Zorat


Bresciaoggi 19 ottobre 2010

AMBIENTE. Uscito il diciassettesimo rapporto curato da Legambiente. L'analisi della sostenibilità anche per singoli settori: dall'aria ai rifiuti, dal trasporto al verde

Ecosistema urbano: Brescia sempre più giù

Thomas Bendinelli

Nella classifica del Sole-24 Ore la città perde altre tre posizioni Nel 2009 era già scesa di 23 posti, nel 2008 di altri 10: e fanno 36

Brescia scivola sempre più in basso sul piano ambientale. A rilevarlo è il 17° rapporto sull'Ecosistema urbano realizzato da Legambiente in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Quest'anno Brescia scende al 51° posto, tre in meno dello scorso anno, dopo aver perso 23 posizioni lo scorso anno e 10 l'anno precedente. Il dato è in linea con la media lombarda, cosa che non fa gioire ma anzi fa inorridire Legambiente regionale quando parla di «tracollo ambientale» per le città lombarde.
La classifica generale è un indice sintetico che mette insieme 25 parametri diversi su consumi energetici, rifiuti, mobilità, verde urbano, qualità dell'acqua e dell'aria, efficienza della Pubblica Amministrazione. I dati sono raccolti sulla base di questionari e interviste ai 103 Comuni capoluogo e di altre fonti statistiche. Il valore massimo rappresenta la prestazione di una città sostenibile, una città ideale ma nelle condizioni attuali e non quindi, viene osservato nel rapporto, una città utopica. In generale, le città piccole e medie fanno meglio di quelle grandi (l'unica tra le prime dieci è Bologna) e quelle del Nord fanno meglio di quelle del Sud. È in questo contesto che Brescia è scesa al 51esimo posto.
In testa ci sono quest'anno Belluno, Verbania e Parma, le stesse città dello scorso anno (con posizione invertita per le prime due). Per trovare la prima lombarda bisogna andare fino alla posizione numero 21, dove c'è Mantova. Peggio di Brescia, in Lombardia, ci sono solo Milano, Lecco e Como.
Per quanto riguarda la qualità dell'aria Brescia è in situazione critica: 80esima per le polveri fini e il rischio ozono, 82esima per il biossido di azoto. Di acqua ne consumiamo troppa, ma se non altro la depuriamo in modo adeguato e non ne facciamo perdere più di tanto dalla rete.
I risultati migliori arrivano dal trasporto pubblico: secondi per viaggi collettivi, 11esimi nel parco mezzi, quarti nell'indice sintetico sulla mobilità sostenibile. Peggio andiamo sulla mobilità privata, con 67 automobili ogni 100 abitanti.
Buoni risultati anche dal verde urbano procapite (16,73 mq per abitante) e sulle aree verdi complessive della città. In compenso abbiamo solo 0,08 mq di isole pedonali, mentre siamo in 15esima posizione rispetto all'estensione delle zone a traffico limitato. Bene anche l'estensione delle piste ciclabili.
LUCI E OMBRE dal fronte energetico mentre il fronte rifiuti è assai nuvoloso. La raccolta differenziata ci vede in 40esima posizione con il 40% circa contro il 76% di Pordenone. In compenso produciamo una quantità abnorme di rifiuti: oltre 700 kg a testa all'anno. Belluno, per dare un'idea, ne produce meno di 400.
Un po' sopra la media i parametri che riguardano la Pubblica Amministrazione e i rapporti con le aziende, ad eccezione delle certificazioni Iso 14001. «Il dato che più ci preoccupa è che il calo di Brescia non sembra destinato ad arrestarsi nei prossimi anni - osserva in una nota Legambiente di Brescia -. Anzi, in base ai progetti dell'Amministrazione Comunale, ci aspettiamo ulteriori perdite di posizioni nelle future edizioni». «Se saranno effettivamente realizzati i progetti come il parcheggio sotto il castello o lo stadio al posto del parco delle cave - continua la nota - Brescia si ritroverà sempre più in basso nella classifica. E scendere in graduatoria non è un problema di orgoglio campanilistico, ma un pericolo per la salute». Da qui la richiesta all'Amministrazione di «un deciso cambio di rotta


Giornale di Brescia 19 ottobre 2010

LA CLASSIFICA DI LEGAMBIENTE

Qualità ambientale: la pagella peggiora

Brescia perde tre posizioni rispetto allo scorso anno, scendendo al 51esimo posto. Aria malata con ozono, Pm10 e biossido d’azoto

In città tira una brutta aria. Le difficoltà del nostro apparato respiratorio sono state «ufficialmente» riconosciute anche dai ricercatori di Legambiente e Ambiente Italia che, nel rendere noto i dati dell'annuale classifica di «Ecosistema urbano», hanno declassato Brescia di tre punti rispetto all'anno scorso. Per intenderci, il punteggio della Leonessa è al 51esimo posto su 103 città, con 50,69 punti; al primo posto si trova Belluno con 71,48 punti e all'ultimo Catania con 21,32 punti. Dunque, non siamo ancora in zona retrocessione: la media italiana, in base ai parametri monitorati dall'indagine, si attesta sui 49,36 punti. Ma ci stiamo avvicinando.
E la «colpa», per così dire, è da attribuire soprattutto alle polveri sottili PM10 che ci spingono all'ottantesimo posto; alle emissioni pericolose di biossido di azoto con le quali raggiungiamo la parte bassa della classifica all'82esimo posto e al rischio ozono, all'ottantesimo posto.
Uso e abuso di acqua
Ma ci sono anche altri indicatori che non ci permettono di «fare bella figura»: ciascuno di noi ogni giorno consuma 200,4 litri di acqua, quando gli abitanti di Agrigento, la città più virtuosa per questo indicatore, ne consumano solo 97,1 litri (anche se, per la città siciliana, si dovrebbe aprire il capitolo della disponibilità di acqua per usi civili). In compenso, abbiamo un'ottima capacità di depurazione del prezioso liquido: al 14% posto, pari merito con altre sei città, dunque un punto sotto l'indice massimo. L'altro settore «misurato» è il numero delle automobili circolanti ogni 100 abitanti: a Brescia sono 67, di gran lunga superiori a quelle di Genova che ne ha 47, di molto inferiori ad Aosta con 208. Le «nostre» moto in strada, invece, sono nove ogni 100 abitanti. Non possiamo lamentarci per numeri di viaggi che ogni cittadino compie su un mezzo pubblico almeno una volta l'anno: nella classifica delle città medie siamo al secondo posto con 167 corse, dopo Trento che ne ha 182.
Un sospiro di sollievo lo si può tirare se ci si sposta a leggere la tabella della mobilità sostenibile nella quale Brescia si trova al quarto posto. E non va troppo male nemmeno nell'estensione di verde urbano in metri quadrati per ogni abitante: ciascun bresciano «possiede» 16,73 metri quadrati di verde (25esimo posto in classifica) a fronte dei 43 di chi abita a Sondrio e dei 12 di chi vive a Crotone.
Tempi duri per i pedoni
Siamo al 14esimo posto, invece, per superficie delle differenti aree verdi sul totale di quella comunale : è pari a 2.897 metri quadrati per ettaro. Ma chi decide di camminare, invece di usare mezzi pubblici o privati, non ha vita facile: ciascuno ha solo 0,08 metri quadrati di superficie stradale pedonalizzata. Va meglio per chi pedala: ogni 100 abitanti, ci sono 19,63 metri di piste ciclabili.
Voltando pagina per leggere le informazioni sulle politiche energetiche, emerge che a Brescia nel sistema di approvvigionamento con il fotovoltaico sono stati installati 0,72 chilovattori su edifici comunali ogni mille abitanti (25esimo posto nella classifica). Nelle politiche del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili siamo in 36sima posizione. Ancora, la percentuale di rifiuti differenziati (frazioni recuperabili) sul totale dei prodotti è pari al 40,8% (quarantesima posizione). Ciascun bresciano, invece, produce 704,4 chilogrammi di rifiuti l'anno (88esimo posto in classifica). Anche nel capitolo del «marchio di sostenibilità», ovvero delle certificazioni ambientali ogni mille imprese attive, la nostra città non è in buona posizione: è al 54esimo posto, con 2.4 certificazioni accertate.
Legambiente di Brescia
«Il dato che più ci preoccupa è che questo calo non sembra destinato ad arrestarsi nei prossimi anni, anzi, in base ai progetti dell Comune, ci aspettiamo ulteriori perdite di posizioni nelle future edizioni - sostengono Mario Capponi e Isaac Scaramella del Circolo Legambiente Brescia -. Se saranno effettivamente realizzati progetti quali il parcheggio sotto il castello o lo stadio al posto del parco delle cave, gli indicatori peggioreranno e Brescia si troverà sempre più in basso. Scendere non è un problema di orgoglio campanilistico, ma un pericolo per la salute dei cittadini e chiediamo alComune una seria riflessione sulla direzione su cui sta portando Brescia e, quindi, un deciso cambio di rotta».
Anna Della Moretta


Esempi di iniziative di comunicazione per metropolitane e trasporto pubblico nel mondo

Giornale di Brescia 17 ottobre 2010


Metrò, il prolungamento è già sulla carta

L’estensione verso Concesio vanta il sì del Ministero e costa 40 milioni di euro, mentre il progetto di Lamarmora-Fiera è congelato: a mancare sono i fondi regionali e la sfida da vincere è Expo 2015

I progetti esistono già e risalgono esattamente al 2000, a quando cioè Comune, Provincia e Regione siglarono il Protocollo d'intesa che sanciva lo spirito «provinciale» della metropolitana. All'accordo seguì quindi una prima progettazione che puntava verso due direzioni precise: Concesio - pensata come fermata apripista per l'esportazione dell'opera nel primo hinterland - e Lamarmora Fiera. Due disegni che hanno poi però avuto un percorso diverso: il primo, sottoposto alla Commissione ministeriale, ha ottenuto il placet. Il secondo, invece, è stato «congelato», perché il nuovo sito non aveva - secondo le stime condotte allora - la densità urbanistica adeguata per sostenere il costo dell'intervento. Due questioni legate però dallo stesso minimo comune denominatore: l'assenza dei fondi regionali.
La questione dell'allungamento del tracciato torna insomma attuale dieci anni più tardi. A sollevarla, gli esponenti della Lega in Loggia che - nelle dichiarazioni del vicesindaco Rolfi prima e in quelle del capogruppo Gallizioli poi - riallacciano così la nuova strategia a quella originaria. Anche se, documenti alla mano, tutto è già nero su bianco.
Quel «no» dal Pirellone
L'occasione per fare riemergere i dati e la memoria storica dell'operazione Metrobus è il dibattito organizzato lo scorso giovedì sera da Brescia per passione, dove al tavolo - insieme a Laura Castelletti, Luciano Cantoni, il sindaco Paroli e Nicola Gallizioli - era seduto anche Ettore Fermi, già presidente di Brescia Mobilità, che quell'opera l'ha seguita passo dopo passo. Quella l'occasione per risfogliare i documenti. Ma partiamo dall'inizio.
La fermata che sarebbe andata a collegare il Prealpino a Concesio, era collocata esattamente di fronte al centro Auchan: lì sarebbe dovuto sorgere il primo sito dell'hinterland, una sorta di «simbolo», a segnalare che sì, il metrò sarebbe sbarcato in provincia. Nel 2004 la Conferenza dei servizi nazionale concede il nullaosta al progetto, il cui costo è stimato attorno ai 43 milioni di euro. Tra i finanziatori però, accanto a Stato e Loggia manca il disco verde del Pirellone: la Regione ufficializza infatti la mancanza di fondi da destinare all'operazione Brescia e hinterland. Risultato: al momento della gara d'appalto la ditta vincitrice del bando, ovvero Ansaldo, aveva comunque provveduto alla pianificazione progettuale di tutte le fermate (fino a Gardone e Inzino), ma non si è mai riusciti a passare dalla teoria alla pratica per via dell'uscita di scena della Lombardia.
Con la Sede unica...
Un discorso a sé va invece fatto per il dossier «cinque stazioni». Al centro, il sito Lamarmora Fiera, che - sempre nel 2004 - seguì lo stesso iter, ma si bloccò prima. La bocciatura arrivò dal Ministero: dopo uno studio attento sulla zona infatti emerse che «l'asta non aveva le adeguate densità urbanistiche». Tradotto in pratica, il quartiere non garantiva il necessario passaggio, ovvero un numero di utenti tale da giustificare lo stesso investimento. Ma come era pensato il metrò? Un primo tratto in galleria coperta (a circa 30 metri di profondità), poi in trincea. Tutto ciò sino a via Salgari, prima delle cinque tappe per raggiungere la Fiera (costo totale: 140 milioni di euro circa).
Un progetto, quest'ultimo, che potrebbe essere rispolverato dalla Loggia. Per almeno due ragioni. La prima è di carattere economico: guardando ai piani del Pirellone è cioè proprio la sfida Expo a poter rappresentare l'opportunità per incassare l'assegno a fondo perduto della Regione. La seconda è di carattere tecnico-urbanistico: la Giunta Paroli ha pensato ad una Sede unica degli uffici comunali all'interno degli ex Magazzini generali. Con il trasferimento dell'apparato amministrativo il bacino di utenti è quindi destinato a duplicare. E con esso la percentuale di un disco verde dal Ministero per i fondi necessari alla fermata di via Salgari.
Nuri Fatolahzadeh

Fermi: «Stazione al Parco dello sport? Difficile e costosa»

«Tecnicamente tutto è possibile, ma un punto è certo: una nuova stazione nella zona del futuro Parco dello sport non solo è complicatissima ma anche molto costosa». Così l'ex presidente di Brescia Mobilità, architetto Ettore Fermi, interviene nel dibattito legato alla partita prolungamento del metrò.
La soluzione «sarebbe piuttosto quella più semplice, ovvero organizzare un via vai di bus navetta che consentano, specialmente durante il fine settimana, di raggiungere stadio e Palazzetto dello sport - spiega Fermi -. Basti pensare che la nuova fermata dovrebbe partire da Sanpolino in viadotto per poi proseguire a raso fino al Parco dello sport. Il tutto modificando il sistema binario».
Infine, l'impronta che il progetto Metrobus dovrebbe imprimere sulla città: «Una modernizzazione di straordinaria importanza, perché oltre ad una vera e propria rivoluzione infrastrutturale l'obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita», di offrire un ulteriore servizio che va insomma a conferire un valore aggiunto alla città e a chi sceglie di risiedervi. Il paragone scelto è la rete del teleriscaldamento: «Si è visto che per risparmiare o semplicemente per avere una migliore qualità dell'aria e della vita si è disposti ad allontanarsi dal capoluogo preferendo ad esso l'hinterland. Il Metrobus equilibrerà il trasporto pubblico e privato e recupererà la vivibilità di Brescia». n. f.

I due nodi: riserve e manutenzione
Capitolo conti. Quanto costa cioè la realizzazione della metropolitana leggera automatica? In totale si parla di circa 740milioni di euro. Ma cosa resta alla città da pagare? Oltre ai mutui (per i quali la rata annuale è stabilita in 13 milioni di euro, cui si vanno ad aggiungere tutti gli stanziamenti a fondo perduto appostati da Stato e Regione) i documenti raccontano di 220 milioni di euro in cassa deposito prestiti - le prime rate risalgono al 2007 - e di 54 milioni di euro da «versare» a marzo 2011, ovvero la cosiddetta «maxi-rata». Sfogliando le carte non c'è traccia ufficiale delle riserve. O meglio, ne esiste solo l'ombra.
La ditta Ansaldo ha infatti chiesto 460 milioni di euro circa, somma sempre però respinta dal direttore dei lavori. In pratica le riserve sono al momento solo «richieste», ma affatto dovute. Almeno in via ufficiale. Al momento né Loggia né Brescia Mobilità né la ditta hanno avviato la procedura di arbitrato, dunque il «buco» di quasi 500milioni pare non esistere. Sarà poi l'azienda a valutare l'opportunità di ricorrere al Tribunale.
Infine il nodo gestione, che per i primi due anni - come sancito nel bando di gara - resta in tutto e per tutto a carico di Ansaldo: sarà quindi la ditta a «rodare» l'opera con tutti i costi che questo comporta. Diversa la partita legata alla manutenzione, che rimane in capo alla società per i sette anni successivi. nuri

Giornale di Brescia 16 ottobre 2010

Mobilità, la sfida costi corre sul polo sostenibile

L’obiettivo è una multiutility dei trasporti, di cui Brescia è l’epicentro

Potrebbe essere un Polo per la mobilità sostenibile la chiave giusta per «affrontare e risolvere» tanto la partita legata ai costi di realizzazione e gestione del Metrobus quanto quella legata agli investimenti e alle sfide future. Specie in vista della nuova normativa alle porte, che dovrebbe presto impedire ai Comuni di «controllare» - e quindi possedere - oltre il 40% di una società. E allora la strada da percorrere, su cui forze politiche e amministratori si stanno confrontando, è quella di immaginare una sorta di multiutility dei trasporti, un modo insomma per andare in primis «in pari» con i costi e poi di «incamerare» anche un piccolo guadagno. Il tutto coinvolgendo le aziende e, soprattutto, partendo da un principio base: Brescia dev'essere il capoluogo di una rete molto più ampia e la metropolitana l'epicentro di un sistema non solo integrato, ma anche competitivo e di alta qualità.
Biglietto, tariffa bloccata
Per la prima volta i costi non sono stati quindi gli unici protagonisti del confronto politico, ma solo il punto di partenza per delineare un concreto stato dell'arte. In una «Commissione partecipate» lunghissima - il dibattito si è prolungato per oltre tre ore - e rigorosamente a porte chiuse, sul tavolo sono per la prima volta state illustrate tutte le questioni aperte, una messa a fuoco che rappresenta solo il primo passo verso un'analisi più ampia, prima di lasciare il passo alla fase di progettazione e - quindi - a quella decisionale. Al centro, l'audizione del presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, che ha esposto punto dopo punto l'attuale piano aziendale e le possibili prospettive future della società 100% Comune impegnata nell'opera insieme più «rivoluzionaria» e difficoltosa: il metrò.
«La qualità del servizio sarà la vera sfida di Brescia, l'obiettivo è infatti lavorare affinché il cliente possa scegliere la rete del mezzo pubblico all'auto per comodità, praticità ed efficienza. E per far questo bisogna puntare sull'integrazione del trasporto, il che significa che Brescia e il Metrobus saranno solo il baricentro di un sistema molto più capillare e ampio che coinvolge anche l'hinterland» spiega il presidente Prignachi.
Un punto di vista, questo, condiviso anche da Aldo Rebecchi (Pd), a capo della Commissione competente. «Per ora abbiamo messo a fuoco tutte le questioni aperte, nei prossimi incontri si entrerà invece nel merito». Sul costo poi del futuro biglietto metropolitano - ipotizzato nella delibera del 2004 a 1,90 euro - l'idea è di mantenere bocce ferme. «Più che ad un aumento del prezzo, che si ritiene debba restare ad un euro, si lavorerà sulle tariffe dei parcheggi: la meta da raggiungere è il giusto equilibrio tra le entrate e le uscite».
Un telepass per i mezzi pubblici
In pratica si sta pensando di aumentare il ticket dei parcometri man mano che ci si avvicina al centro storico, il quale comunque «dovrà essere servito da un'adeguata offerta di posti auto - sottolinea Achille Farina, capogruppo del Pdl in Loggia - e in quest'ottica resta fondamentale il progetto pensato sotto la galleria Tito Speri, magari con un prezzo differente per i residenti». E ancora: «Modulando le tariffe e lavorando sulla qualità del servizio offerto e quindi sull'integrazione dei diversi mezzi pubblici, il cliente può scegliere liberamente quale mezzo utilizzare. Ma è chiaro che raggiungere il nucleo antico con il Metrobus sarà di gran lunga più conveniente di recarvisi in auto». Tra le proposte, spicca l'arrivo di una specie di telepass del trasporto pubblico, una soluzione pratica per risparmiare tempo e facilitare le operazioni di interscambio da un mezzo all'altro.
L'ipotesi 40% e Brescia Trasporti
Poi, c'è il tema del Polo per la mobilità sostenibile, un'altra delle opportunità che sarebbe in grado di mettere la parola fine a più problematiche. Prima fra tutte la declinazione della normativa che imporrebbe ai Comuni di possedere non oltre il 40% di un'azienda. Guardando a Brescia Mobilità, l'eventuale quota da «cedere» potrebbe essere quella relativa a Brescia Trasporti, considerata la più appetibile sul mercato. Inoltre, dando vita al Polo, ci sarebbe la possibilità di incassare parte dei finanziamenti messi a disposizione dai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Università e della ricerca.
Infine, i conti economici del metrò. «È chiaro che il problema del bilancio ad ora rimane, ma si sta tentando di far sì che il Metrobus si possa mantenere da sé - spiega l'assessore al Patrimonio, Fausto Di Mezza -. Il confronto politico è comunque stato molto positivo e proficuo». A balzare all'occhio, nel prospetto finanziario proposto da Prignachi, è il costo relativo alla gestione della metropolitana: basti pensare che la sola energia elettrica costerà alle casse del Comune almeno 3 milioni di euro annui.
Nuri Fatolahzadeh


Bresciaoggi 15 ottobre 2010

IL DIBATTITO. Laura Castelletti ha chiamato a discutere nella sala Piamarta di San Faustino il sindaco e l'ex presidente di Brescia Mobilità, con Gallizioli e Cantoni

Metropolitana, Paroli e Fermi fanno i conti

Mimmo Varone

Risorsa o problema? Il primo cittadino ora come ora propende per la seconda ipotesi, ma forse il «buco» temuto non fa così paura
ADRIANO PAROLI

Forse si comincia davvero a prendere la metropolitana per quello che è: un'impresa troppo grande per stare nei limiti di una sola amministrazione e imporre agli eredi di farsene carico volenti o nolenti. E forse si cominciano a vedere nella giusta luce pure i conti, fino a ieri oggetto di aspre polemiche: più che di errori del passato si comincia a parlare degli inganni dell'ottimismo, cancellati dalle sopraggiunte vacche magre.
La lista Laura Castelletti ieri sera ha riempito in ogni ordine di posti la sala Piamarta di via San Faustino intorno al tema del metrò «risorsa o problema». E la mancanza di punto di domanda si è rivelata quanto mai giusta, perchè dai discorsi della stessa Castelletti e del sindaco Adriano Paroli, di Ettore Fermi già presidente di Brescia Mobilità, di Nicola Gallizioli e Luciano Cantoni (presidente e vice della neonata commissione comunale Metrobus) emerge proprio che la metropolitana leggera è entrambe le cose, risorsa da valorizzare al massimo, problema da risolvere tutti insieme.
CERTO I DISTINGUO rimangono. Gallizioli ricorda di averla avversata e sottolinea che «ce la troviamo grazie a un referendum chiuso alle 7 di sera senza possibilità di votare dopo cena e di raggiungere il quorum». Paroli sottolinea che «tanti elementi sono stati affrontati nella progettazione con non esatta oculatezza». Ma ora l'invito di Castelletti e Cantoni a valorizzare il metrò pare aprire a un'alleanza trasversale che trova il suo luogo di elezione proprio nella commissione voluta dal sindaco Paroli.
Dunque si affrontano i temi che la stessa organizzatrice dell'incontro pone, dalla questione finanziaria alle strategie urbanistiche e di mobilità, dallo sviluppo futuro del metrò alla necessità di una comunicazione che lo faccia conoscere e apprezzare, dall'edificabilità lungo il suo asse alle opere complementari. E Paroli li affronta tutti «per voltar pagina». Soltanto, «non accetto si dica che noi stiamo creando problemi al metrò - sottolinea - , i problemi ce li siamo trovati, e li risolveremo».
Il Parco dello sport a San Polo potrà essere servito dalla metropolitana - dice -, la sede unica del Comune lo sarà con il prolungamento alla Fiera, il parcheggio sotto il Castello è una necessità per il centro, per i residenti e per tenere le piazze libere dalle auto, «ma per preferirlo al metrò bisognerà spendere di più».
IL PROBLEMA RESTANO i conti, i 50 milioni di «maxirata» in scadenza l'anno prossimo, da pagare con un nuovo mutuo che Brescia Mobilità potrà accendere grazie alla patrimonializzazione (cessione della gestione dei parcheggi). Mutuo, tuttavia, che porterà l'indebitamento della Partecipata a 274 milioni equivalenti a una rata annua da 18 milioni. Si aggiungono i 452 milioni di riserve avanzate dall'Ati, per le quali «cerchiamo una soluzione diversa dall'arbitrato». In sostanza, «ci sono 500 milioni da trovare».
Paroli ammette che le opere complementari sono in ritardo, ma tra i 23 milioni minimali e gli 85 del massimo in progetto «a fatica troveremo i 23 e il resto si farà per step successivi». I costi di gestione passerebbero da 6 a 9 milioni annui per il Comune e da 13 a 18 per la Regione. Ma con i tagli dei trasferimenti statali diventano un rebus, e «forse bisognerà portare gradualmente il biglietto a 1,90 euro, sperando che non venga salutata come cosa fuori luogo».
Fermi, però, sui conti ha parecchio da precisare. «Parlare di maxirata è improprio - sottolinea -, il Piano finanziario prevedeva 41 milioni e non 50 di deficit, e non ci sono maxi buchi o gestioni deficitarie». Calcolando i 244 milioni a fondo perduto dello Stato, i 40 già approvati dal Cipe e in arrivo a fine anno, gli 80 aggiuntivi probabili, «non si devono spendere altri 500 milioni». Piuttosto, le condizioni di partenza erano diverse. E Paroli su questo concorda. Una volta c'era Asm, di cui si poteva vendere qualche quota mantenendone il controllo e «scrollarsi di dosso in un colpo solo i 270 milioni di debito». Con A2A non si può più, e sta qui il problema vero.



Giornale di Brescia 15 ottobre 2010

Metrobus, problematica risorsa

A confronto, nella serata organizzata dalla «Lista Laura Castelletti» e da «Brescia per Passione»,
visioni differenti sul metrò, anche a fronte delle mutazioni urbanistiche che si annunciano

Una risorsa per il futuro, in termini di miglioramento della qualità di vita dei cittadini e anche un problema, che rischia di appesantirsi nei prossimi anni se non si effettuano scelte lungimiranti e condivise.
Così il sindaco Adriano Paroli si è espresso a proposito della metropolitana leggera nel convegno «Metro: risorsa o problema?» svoltosi alla Sala Piamarta con la partecipazione di Laura Castelletti, capogruppo dell'omonima Lista, Nicola Gallizioli, capogruppo della Lega in Loggia e presidente della Commissione consiliare Metro e del vice presidente Luciano Cantoni e di Ettore Fermi, già presidente di Brescia Mobilità.
Nel confronto - voluto dalla Lista Laura Castelletti e dall'associazione Brescia per Passione - sono stati analizzati aspetti di un «tema caldo», tornato prepotentemente sulla scena nelle scorse settimane, che «obbliga tutti noi a prenderci responsabilità e impegni». Lo ha sottolineato Laura Castelletti, tracciando le linee di criticità di questo progetto «decisivo per cambiare il volto della città, e che tanto denaro e sacrifici è costato ai bresciani». «Sicuramente si tratta di una risorsa e di un problema superabile - ha detto Fermi -. Ci sono le condizioni perché la metro, integrata coi diversi servizi della mobilità, possa dare risposte alla nostra città e alle aree contermini. Superando le polemiche, sostengo che Brescia Mobilità abbia operato su mandato dell'Amministrazione con grande dedizione e serietà, un management altamente qualificato che l'attuale Giunta ha riconfermato».
Il progetto Metrobus veniva approvato nel dicembre 2002 dal Consiglio comunale dell'allora Giunta Corsini. «Oggi necessita di scelte coerenti e di supporto - ha detto Castelletti - come il ridisegnare la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico, anche provinciale. In attesa della definizione del Pgt si affacciano alcune perplessità relativamente alla sede unica del Comune, lontana dall'attuale tracciato e allo stadio, se si farà la Cittadella dello sport; ai 700 posti auto sotto il Castello e all'eventuale potenziamento e prolungamento del percorso».
Anche per Cantoni, come per Castelletti, questa «opera epocale» pone in primo piano l'esigenza di una comunicazione adeguata nei confronti della popolazione. Fra le problematiche «non ancora risolte», a 24 mesi dalla consegna, Cantoni ha menzionato il sistema dei parcheggi «che devono ruotare attorno alle stazioni», l'integrazione dei servizi della mobilità urbana ed extraurbana (metro e autobus).
Gallizioli ha ricordato le origini problematiche del progetto, che portarono alla richiesta di un referendum: «Fin dal '97 dicevamo che si evidenziavano dei grandi nodi: quello dei costi (700 milioni di euro), che è ancora ben presente: l'intervento costerà a regime 20 milioni all'anno e 80 milioni per il completamento delle opere». «Non dobbiamo - ha rimarcato il capogruppo leghista - commettere l'errore di mettere in competizione il metrò con altri mezzi: il cittadino deve essere libero di scegliere, sarà compito del Comune rendere il mezzo più competitivo». Inoltre «non è la metro che condiziona la città, ma la città che abbiamo in testa a condizionarlo», sulla base dell'idea di un incremento degli abitanti e della trasformazione di Brescia in un polo universitario. Due mesi fa veniva creata un'apposita commissione in cui tutte le forze sono rappresentate e in cui - ha riferito Gallizioli - «abbiamo trovato fin da subito la massima collaborazione, è mancato solo il Pd. Ci avviamo comunque a intraprendere la fase 2, per capire come il metrò debba interagire col resto del territorio».
«C'era bisogno di un luogo comune per fare sintesi sul tema, con alcuni consiglieri che si occupassero del Metrobus da cima a fondo» ha osservato il sindaco Paroli. E, a proposito delle recenti polemiche: «Dobbiamo fare in modo che i bresciani non paghino altri prezzi, ma non ci stiamo a fare da scarica barile. Esiste inequivocabilmente un problema finanziario, e stiamo facendo di tutto per risolverlo».
Il sindaco si è soffermato su aspetti quali la proposta del Parco dello Sport in un'area che sarà servita dalla metro e della sede unica del Comune per cui è già stato ipotizzato un prolungamento; del parcheggio sotto il Castello («per far tornare i conti non dobbiamo inguaiare i cittadini, ma dare l'opportunità di usare anche l'auto, rendendo vivibile allo stesso tempo il centro storico»). Paroli ha toccato anche il tasto della tariffa di viaggio, prevista a 1,90 euro, che solleva il dubbio su «un disincentivo all'utilizzo».
Nel 2011 ci sarà da pagare la maxi rata da 50 milioni di euro (è stata avanzata ipotesi di una patrimonializzazione maggiore a Brescia Mobilità, per accendere mutui); ci sono poi gli 80 milioni di euro ottenuti dal Cipe e la vertenza sulle riserve, per cui è arrivata richiesta di 452 milioni dall'Ati. Le opere complementari richiedono un investimento di 23 milioni nella versione minima, e di 85 in quella definitiva. «Credo - ha concluso il sindaco - che si siano fatte valutazione ottimistiche, alcune cose non sono state realizzate. Ma, al di là delle polemiche, dobbiamo trovare delle risposte responsabili e di coraggio, da portare avanti anche con il consenso della città».a. l. r.

14/10/2010 ore 23:00. Appena rientrato. Davvero interessante il dibattito-confronto del quale non mi sono perso nemmeno una parola.

Sala gremita e attentissima.
Complimenti.


Luogo: SALA PIAMARTA - VIA S.FAUSTINO 74 - BRESCIA
Data: giovedì 14 ottobre
Ora: 20.30



Bresciaoggi 15 ottobre 2010

LO STATO DEI LAVORI. In attesa che arrivino gli altri treni, Brescia Mobilità fa il punto

Sorpresa, pronta al 98 per cento la galleria scavata dalla «talpa»

Problematica soprattutto la sistemazione di superficie, in presenza dei vari cantieri dell'Ati

Opere civili e armamento dei binari all'86 per cento, impianti di sistema all'81. E più avanti di tutto è la galleria scavata dalla «talpa», completa al 98 per cento. L'enorme cantiere del metrò ha tutte le credenziali per arrivare in perfetto orario all'appuntamento del 31 dicembre 2012 con il viaggio inaugurale. E il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi assicura che non ci sono motivi per temere ritardi, se si esclude l'arrivo dei treni.
Ritardi ci saranno inevitabilmente nelle opere complementari, invece, che sono di competenza del Comune. Nei mesi scorsi la Loggia ha presentato le linee guida per la sistemazione degli spazi di superficie intorno a molte delle stazioni.
Era il primo passo verso i progetti esecutivi e l'inizio dei lavori. A oggi, tuttavia, nessun cantiere complementare ha aperto i battenti. E già si mette in conto che alcuni parcheggi scambiatori saranno realizzati solo parzialmente entro la messa in esercizio.
AL DI LÀ della sistemazione di superficie, che al momento sarebbe alquanto problematica per l'interferenza dei cantieri dell'Ati Metrobus ancora aperti intorno alle stazioni, il resto procede secondo tabella di marcia. Le opere civili sono ormai a uno stadio molto avanzato. Nella tratta nord, dal Prealpino all'Ospedale, la linea in galleria artificiale è pronta al 98-99 per cento. Appena più indietro sono le stazioni, con la Prealpino all'80, Casazza al 68, Mompiano al 79 ed Europa al 75 per cento. Qui i lavori richiedono più tempo, ma a Casazza, ad esempio, è montata persino la struttura metallica per le porte di banchina. Lungo tutta la galleria naturale manca solo qualche dettaglio e quasi ultimata è pure l'interconnessione di Lamarmora (95 per cento). Il più è da fare nelle stazioni profonde. Va da sé che le più indietro sono Vittoria e San Faustino, rimaste parecchi mesi ferme a causa dei ritrovamenti archeologici. La prima è pronta al 51 per cento, la San Faustino al 48. Le altre, invece, stanno tutte tra il 60 e il 74 per cento.
A SUD, LUNGO la tratta a raso e in viadotto, il complesso delle opere civili è pronto al 94 per cento, e la linea è praticamente ultimata. L'armamento dei binari è al 100 per cento nel Deposito di Sant'Eufemia/Buffalora e in tutta la tratta sud, al 99 per cento a nord e solo al 39 nella galleria naturale.
Quanto agli impianti di sistema, è in via di ultimazione l'installazione degli impianti di telecomunicazione nelle aree delle stazioni a sud aperte al pubblico, mentre proseguono per le stazioni a nord. Nella tratta centrale, invece, si sta installando l'alimentazione nelle stazioni Volta, Brescia2 e Fs. Lungo la linea, poi, è in fase di montaggio la terza rotaia (per l'alimentazione elettrica) tra Mompiano e Ospedale, mentre in tutta la tratta nord e centro (con l'eccezione di Vittoria e San Faustino) si stanno posando i cavi.
IL NEO SONO I TRENI, che stanno arrivando con il contagocce. Al momento, nel deposito ce ne sono tre giunti incompleti e ancora parcheggiati in officina per il montaggio degli impianti di videosorveglianza e climatizzazione. Non hanno potuto neanche affrontare i primi giri di prova all'interno del deposito. Entro fine anno ne arriveranno altri due, che stavolta dovrebbero essere completi di tutto, sicché solo per i primi dell'anno prossimo cominceranno ad avventurarsi lungo la linea, fino ad arrivare progressivamente alla stazione Poliambulanza per cominciare a simulare per davvero ciò che sarà in futuro fino al Prealpino.MI. VA.

Giornale di Brescia 14 ottobre 2010

Il traffico «letto» in un’intervista

Alcuni addetti del Comune, affiancati da Vigili, Polizia stradale, Carabinieri, chiederanno
per due mesi agli automobilisti in transito la destinazione e la partenza. Il tutto per statistica

Da martedì prossimo e per due mesi il Comune di Brescia avvierà un'intensa campagna volta a raccogliere dati sui flussi di traffico che interessano in ingresso la città. Un passaggio imprescindibile per dare corso a tutti i documenti tecnici da redigere in seno al Pgt e nel «Piano urbano della mobilità» (Pum) e al Pts (Piano Triennale dei servizi di trasporto pubblico), anche alla luce della considerazione che i dati in possesso dei tecnici a tutt'oggi risalgono al 1999, frutto di un'elaborazione dell'anno precedente. Il senso dell'iniziativa, che vedrà degli intervistatori dell'Assessorato al traffico affiancati da agenti della Polizia locale, Carabinieri e Polizia stradale, è di raccogliere dai conducenti la direzione da cui provengono, il luogo verso il quale sono indirizzati, la località in cui si cercherà parcheggio e l'eventuale uso di mezzi pubblici.
Domande a bordo strada
Si tratta in sostanza di redigere nel corso di una breve intervista che si svolgerà in diversi punti «caldi» della città, una scheda che renda conto dei flussi in ingresso, dati da incrociare con altre evidenze quali gli incidenti rilevati che consentono nell'insieme di «mappare» il fenomeno mobilità in città.
«Non possiamo pensare di costruire una risposta alle esigenze di mobilità e di sicurezza dei bresciani senza disporre di una fotografia della situazione. In questo senso è indispensabile la rilevazione statistica di chi entra in città quotidianamente» come spiega l'assessore al Traffico e mobilità, Nicola Orto. Dalla sinergia con le Forze dell'ordine nasce dunque l'opportunità di uno strumento prezioso in termini progettuali, al pari della mappatura delle zone e dei tratti a maggior rischio, lungo i quali intervenire con opere adeguate di progettazione al fine di risolvere le specificità.
«Un progetto, questo, operante su buon parte della città sulla scorta degli incidenti rilevati negli ultimi dieci anni dagli agenti della Locale, così da creare infrastrutture adeguate che risolvano le difficoltà» spiega l'ing. Lombardi, a margine dell'iniziativa statistica.
Valutazioni dalle statistiche
Il nuovo modello di partecipazione dal basso proposto dall'Amministrazione Paroli presuppone dunque un procedimento scientifico e come tale statisticamente rigoroso: «Davanti all'evidenza dei dati potremo elaborare delle soluzioni condivisibili mediate dai tecnici e approvate dai politici, così da costituire il presupposto ideale per soddisfare le dinamiche in divenire della città. Parallelamente va detto che il Comune di Brescia ha aderito alla Giornata Europea per la prevenzione e la sicurezza stradale e sono molte le iniziative varate anche dall'Assessorato alle problematiche giovanili» continua Orto. Tra queste, come ha spiegato ieri in Loggia il dirigente, Antonio Moro, anche l'iniziativa che rientra in «Brindo con prudenza» che prevede la possibilità, grazie ad una convenzione tra Comune, Brescia Trasporti e Cooperativa Radiotaxi Brixia, di utilizzare biglietti del bus a prezzo scontato o di ritirare dei voucher con lo sconto di 5 euro sui taxi (peraltro sconti cumulabili tra più giovani) per evitare gli incidenti del sabato sera.
Sicurezza sugli scudi
Il tema della sicurezza sulle strade resta infatti fondamentale e l'obiettivo è di giungere alla mortalità zero come conseguenza di incidenti. «Molto è stato fatto anche attraverso le scuole - come sottolinea la prof. Tiziana Pasini docente dell'Itg Nicolò Tartaglia - e tanto va riconosciuto all'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che porta nelle scuole le testimonianze del dramma familiare del lutto provocato dagli incidenti. Non per nulla abbiamo portato nelle scuole, a partire dalle primarie, l'immagine dell'operatore di Polizia municipale, perché l'agente non sia visto solo come repressione, ma come elemento di sicurezza e di deterrenza verso atteggiamenti di incoscienza che genera pericoli per sé e per gli altri».
Sullo sfondo la constatazione di come anche l'Unione europea e la Commissione hanno focalizzato l'attenzione sui quattro principali «killer» delle strade, ovvero le velocità eccessiva, l'influenza dell'alcol, il mancato uso di cinture di sicurezza e le infrazioni alle regole sulla precedenza. Nel 2009, ricorda Bruxelles, sono morte circa 35mila persone, oltre un terzo in meno del 2001. A Brescia si è ridotto sensibilmente il numero dei deceduti in auto, ma resta molto alto quello delle vittime tra i motociclisti.
Tra gli enti schierati sul fronte della sicurezza anche l'Aci di Brescia che, attraverso il delegato Enzo Cibaldi, ha offerto la disponibilità della propria area di addestramento a favore dei giovani, affinché con l'esperienza sulla strada si possano scongiurare nuove disgrazie.
Roberto Manieri


Dall’Ue riconoscimento a Brescia

Riconoscimento europeo alla città di Brescia per le politiche in campo di Trasporto urbano. È il premio «Civitas» nella terza categoria con il quale la Commissione Ue riconosce Brescia come una delle migliori città d’Europa che hanno fatto la differenza sul benessere dei propri cittadini. «Attraverso una leadership politica chiara e una continua consultazione con gli esperti e stakeholders locali - si legge sulla targa consegnata agli amministratori locali, retta nella foto dall’assessore Nicola Orto, per una politica della mobilità che affonda le sue radici nel tempo-, la città ha pianificato, implementato e valutato con successo le misure relative alle politiche del trasporto.
In questo modo la città ha provato a se stessa di essere paradigma di eccellenza, ispirando e servendo come esempio per guidare e stimolare il futuro sviluppo di iniziative per la mobilità sostenibile in Europa».

Bresciaoggi 14 ottobre 2010

L'INNOVAZIONE. Presto partiranno i lavori per rendere la mobilità cittadina più semplice e fruibile per tutti

Brescia, infotraffico «live»

Mimmo Varone

Saranno installati alcuni pannelli con le informazion in tempo reale e sui bus un circuito radio spiegherà la situazione «in diretta»

Tra non molto, chi entrerà in città con l'auto conoscerà in anticipo i punti critici del traffico, potrà selezionare itinerari e valutare il mezzo più comodo e veloce per raggiungere la sua destinazione. Totem telematici, informazioni via Sms, pannelli a messaggio variabile, semafori intelligenti, Tv sui mezzi pubblici... la tecnologia d'avanguardia arriva anche sulle strade cittadine con il progetto BresciaInfo, e permette di scegliere a ragion veduta se lasciare l'auto in un parcheggio scambiatore e salire sul bus o inforcare una bici di Bicimia. Insomma, si colma un gap che vede la Leonessa cenerentola tra le città italiane medio grandi. E alla fine si incentiverà il trasporto pubblico, sognando Torino che a colpi di tecnologia ha tolto il 25 per cento delle auto dalle strade cittadine.
Con un finanziamento di tre milioni, a metà tra Loggia e Regione Lombardia, tra qualche tempo i bresciani che devono spostarsi in città avranno informazioni in tempo reale sullo stato del traffico, sugli itinerari migliori, sui mezzi di trasporto alternativi all'auto e quant'altro. Le premesse ci sono tutte, bisognerà aspettare i tempi di realizzazione.
L'assessorato al Traffico di Nicola Orto sta preparando il Piano economico e finanziario da inviare entro novembre al Pirellone per ottenere il milione e mezzo, e «sulla base di quel Piano - dice Orto - avvieremo la sperimentazione delle nuove tecnologie». Alcune hanno già fatto capolino. In città sono installati già 10 semafori intelligenti e una ventina di “count down” che indicano ai semafori i tempi del rosso e del verde per i pedoni.
LA GIUNTA PAROLI ha approvato il 10 novembre scorso la delibera necessaria per accedere ai finanziamenti regionali sugli «interventi integrati per la riduzione degli impatti ambientali derivanti dalla mobilità urbana e interurbana». Un atto che la impegna a cofinanziare con il restante 50 per cento un progetto fortemente innovativo. Nella prima fase prevede l'installazione di una cabina di regia della mobilità (con sede, hardware e software), la piattaforma comunale City Works per la infomobilità e il potenziamento delle telecamere intelligenti di rilevazione del traffico.
Nella seconda fase la cabina di regia attiverà la piattaforma di distribuzione delle informazioni sul traffico in tempo reale. Il passo successivo consentirà la supervisione della rete veicolare e porterà con sé una lunga serie di innovazioni. Ci sarà un sistema di gestione intelligente dei semafori, in grado di modificarne automaticamente i tempi a seconda delle esigenze del traffico. Ma soprattutto i bresciani avranno a disposizione una serie di canali telematici per accedere alle informazioni.
Potranno collegarsi al portale BresciaInfo o al sito Infomobilità, ricorrere a un Totem per calcolare itinerari, trovare indirizzi, ottenere le informazioni più varie sulla città. Non solo. Volendo, potranno ricevere informazioni via Sms o attraverso una newsletter. Lungo le direttrici principali di accesso verranno installati pannelli a messaggio variabile, e altri di tipo direzionale daranno informazioni sui parcheggi. A completare il tutto, un Radio coordinamento informativo e Tv a bordo dei bus.
VA DA SÉ CHE CI VORRÀ qualche anno, prima che tutto sia pronto. Ma si le prime innovazioni non dovrebbero farsi aspettare molto. «Pensiamo a un salto di qualità tecnologica – sottolinea Orto – per dare ai cittadini un'informazione preventiva sulla mobilità». Brescia, ad esempio, è rimasta ferma alle spire annegate nell'asfalto, per calcolare i passaggi veicolari sulle strade. Ma la tecnologia si è evoluta e «nuovi strumenti come il Totem interattivo sono in grado di informare gli automobilisti sui servizi offerti, sui parcheggi scambiatori e gli itinerari per raggiungere i musei – precisa l'assessore -, altri danno un contributo a fluidificare il traffico».
La cabina di regia avrà costantemente sotto controllo i flussi di traffico, e «come accade in altre città italiane – sottolinea Orto – invierà messaggi sulle criticità che si possono creare». Lo scopo ultimo è «fare in modo che i cittadini conoscano e utilizzino sempre più i mezzi pubblici, e abbiano le informazioni necessarie quando servono». Il modello è Torino, dove «le nuove tecnologie hanno tolto dalle strade il 25 per cento delle auto».

Metro: ottobre 2010
Schede avanzamento lavori
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Pubblicati sul sito Internet www.bresciamobilita.it i numeri di luglio/agosto e settembre 2010 del periodico gratuito d’informazione sui servizi legati alla mobilità pubblica e privata del gruppo Brescia Mobilità.
Clicca qui per accedere all'archivio di AQuattro.

Bresciaoggi 10 ottobre 2010

Una nuova stazione avvicinerà il Metrobus

Il parco dello Sport potrebbe aiutare il metrobus e viceversa. Quello dei trasporti è sicuramente tra i problemi collaterali all'operazione più rilevanti. E carichi di potenzialità e incognite.
SAREBBE decisivo fare della metropolitana il veicolo principale per «andare alla partita» e non solo, e fruire a tutto tondo dell'impiantistica. E sarebbe importante anche per il metrò, che troverebbe nel Parco un bacino di utenza capace di migliorare le performance di redditività. Consapevoli di questo, gli uffici comunali stanno pensando di avvicinare impianti e metropolitana. Come? Verrebbe realizzata una nuova stazione tra quella di Sant'Eufemia-Buffalora e quella di Sanpolino, le prime due del tracciato partendo da est. Il punto più vicino al parco delle cave è infatti un punto sul tracciato, non una stazione. Realizzandone una nuova lì, e dall'altra parte dislocando le strutture sportive ad hoc, si accorcerebbero le distanze. Permettendo a tifosi e semplici fruitori di raggiungere poi a piedi l'area sportiva.
D'altronde, del Parco dello sport la certezza è che sarà densificato su un asse e che il resto sarà lasciato a verde. Ma l'orientamento dell'asse e la posizione degli impianti sono ancora indefiniti. E saranno precisati invece nel prossimo studio dell'architetto bresciano.
Le alternative, per avvicinare il metrò, sono due: una, mai presa in considerazione, è di un segmento nuovo di binario: una deviazione dedicata. L'altra, praticabile e espressamente citata in commissione, è quella di istituire dei bus navetta che facciano la spola tra le stazioni del metrò già previste e stadio, palazzetto e pista di atletica. Un'ipotesi più semplice ma sicuramente meno affascinante e che darebbe meno benefici alla metropolitana sulla cui capacità di mantenersi si sono affacciati molti dubbi e si sono scambiate accuse vecchia e nuova amministrazione.
La nuova stazione rappresenterebbe invece una svolta notevole, anche se le implicazioni di fattibilità, prima di tutto economiche, sono tutte da verificare.E.B.

Bresciaoggi 10 ottobre 2010 - LETTERE

PRECISAZIONI

Il metrò e la rata da 13 milioni

Illustre direttore, a seguito dell'articolo apparso il 6 ottobre sul quotidiano da lei diretto, dal titolo "Metrò, la rata da 13 milioni annui fa paura" a firma di Massimo Tedeschi, preciso e puntuale come sempre, ci corre l'obbligo precisare quanto segue perché la sensazione, per il lettore, è che il Gruppo Brescia Mobilità perda, già nel 2009, qualcosa come 18 milioni di euro all'anno. Ciò è certamente dovuto alla difficoltà della materia economica e alla necessaria limitatezza di testo ma, almeno su questo punto, sarebbe assai utile poter fare chiarezza e tranquillizzare i nostri concittadini.
Infatti, Brescia Mobilità Spa ha chiuso l'esercizio 2009 con un utile di quasi 1,5 milioni di euro, Brescia Trasporti Spa di oltre 640.000 euro, Sintesi Spa di oltre 200.000 euro e OMB International Srl di 7.430 euro. Il risultato consolidato del Gruppo, quindi, si attesta ad oltre 1 Ml di euro di utili che l'Assemblea dei soci, il Comune di Brescia, ha deciso di lasciare nella Società per dare seguito a nuovi, ulteriori sviluppi.
Tutto questo si può evincere anche dal "Rapporto sulle attività del Gruppo 2009" che per comodità e se di interesse alleghiamo.
Gli investimenti complessivi del Gruppo nel 2009 sono stati pari a 138 Ml di euro, di cui 107 Ml di euro spesi per la metropolitana. Gli investimenti complessivi del 2009 sono stati sostenuti con 51 milioni di euro di contributi dello Stato e della Regione Lombardia, 58 milioni di euro del mutuo con Cassa Depositi e Prestiti, 8 milioni di euro di aumento di capitale e altri finanziamenti dal Comune di Brescia, mentre i rimanenti 21 milioni di euro provengono direttamente dalle casse del Gruppo Brescia Mobilità.
Il saldo negativo di 18 milioni di euro nel 2009, riportato nell'articolo del 6 ottobre, è invece relativo al flusso finanziario trasferito dal Comune al Gruppo Brescia Mobilità, sia relativamente ai corrispettivi per i servizi svolti (trasporto pubblico, gestione semafori, ecc.) sia al trasferimento di risorse in conto capitale necessarie per sostenere, doverosamente, gli investimenti effettuati per la città durante l'anno. Il valore riportato, quindi, non è per nulla negativo ma, anzi, da conto di una volontà dell'attuale Amministrazione di finanziare gli investimenti (primo fra tutti la metropolitana) e sarebbe quindi meglio, questo è l'auspicio, che tale valore fosse il più alto possibile.
Valerio Prignachi
PRESIDENTE BRESCIA MOBILITÀ


Bresciaoggi 07 ottobre 2010

SOPRALLUOGO. Ieri il nuovo organismo alla stazione Brescia Due

Metropolitana segnali di pace in commissione

Mimmo Varone

Gallizioli: «Basta con le polemiche, ora pensiamo alla fase due del sistema della mobilità urbana» Del Bono: «Approccio saggio, ma attendiamo i fatti»

Chiuso il tempo delle polemiche, s'inverte la rotta per preparare insieme la Brescia della metropolitana leggera. Alla prima uscita della neonata commissione Metrobus il suo presidente, nonché capogruppo della Lega Nord in Loggia, sottolinea che «le polemiche del passato non ci interessano più». «Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà – aggiunge – ma oggi il senso civico ci impone di lasciare alle spalle ogni polemica, di guardare avanti e non solo di completare l'opera ma pensare già a una fase due del progetto di mobilità».
DALL'OPPOSIZIONE, il capogruppo Pd Emilio Del Bono apprezza la «saggezza», ma aspetta i fatti. «Finora il centrosinistra ha la paternità del progetto e il centrodestra delle polemiche – dice –. Per due anni non abbiamo visto niente, aspettiamo che per il futuro portino avanti una politica dei trasporti coerente con la metropolitana». Bussano alla porta il sistema integrato ferro/gomma, la definizione dei bacini, le intese per il trasporto extraurbano... di fatti ne serviranno tanti. Il «cambio di rotta», tuttavia, è benvenuto. E in ogni caso, «questa sarà l'unica grande opera che la giunta Paroli inaugurerà in cinque anni – aggiunge Del Bono -, si capisce che vogliano sentirla propria».
Sono parole che risuonano nell'avveniristico spazio sotterraneo - e tuttavia inondato dal sole – della stazione Bresciadue che ormai si lascia immaginare fatta e finita. Dai lucernari di superficie la luce arriva fino alle banchine a 22 metri di profondità. La parete che scende inclinata dai lucernari è già coperta di lamine forate e la riflette con giochi cangianti. La quindicina di visitatori «istituzionali», tra consiglieri, assessori e presidenti di circoscrizione, ieri pomeriggio ha cominciato a toccare con mano, a capire le reali dimensioni dell'opera. Da oggi parlerà più a ragion veduta del futuro metrò.
LO SOTTOLINEA il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi mentre annuncia che il prossimo Cda avrà all'ordine del giorno anche la questione dei tornelli agli ingressi. E auspica che le future visite (la prossima è programmata fra 15 giorni al Deposito di Sant'Eufemia/Buffalora) siano utili a indirizzare l'Azienda sulle ultime scelte strategiche.
Ormai le opere civili e l'armamento della linea sono fatti all'86%, gli impianti di sistema all'81 e solo i treni (3 su 18 arrivati) sono fermi al 36. La stazione visitata ieri è al 74% dell'avanzamento, ma ce ne sono altre che superano il 90.
IL 31 DICEMBRE 2012 e l'entrata in esercizio si avvicinano a grandi passi. Il direttore Metrobus Mauro Rainieri assicura che i tempi saranno rispettati. I consiglieri della commissione che ha ricevuto pieni poteri dal sindaco Adriano Paroli vogliono toccare con mano. E ieri le domande, anche tecniche, sono state tante. «Ci rendiamo conto delle responsabilità che abbiamo – assicura Gallizioli – nei prossimi mesi dobbiamo fare scelte importanti e siamo disposti anche a scendere nei cantieri».
Quanto alla «coerenza» della politica dei trasporti, «abbiamo programmato un monitoraggio dei lavori – precisa – poi passeremo alla fase due per integrare il metrò con il resto della mobilità e per potenziarlo con linee dedicate di superficie».


Giornale di Brescia 07 ottobre 2010


Metrobus, botta e risposta all’ombra delle stazioni

Ieri il sopralluogo della Commissione dedicata al cantiere di Brescia Due. Gallizioli: «Pronti per una nuova strategia»

L'avanzamento complessivo dei lavori è a quota 80%. A raccontarlo sono i numeri forniti da Brescia Mobilità in occasione di una Commissione Metrobus «speciale»: il presidente, nonché capogruppo della Lega in Loggia, Nicola Gallizioli ha infatti avviato - come promesso nella seduta d'insediamento - la prima tappa dei sopralluoghi nelle stazioni in corso di realizzazione. E la prima fermata scelta è quella di Brescia Due. Fermata che, nonostante i presupposti «tecnici», non ha mancato di riaprire i nodi politici più caldi.
«La nostra presenza alla stazione del Metrobus di Brescia Due vuole significare un cambio di rotta importante per quest'opera - spiega Gallizioli -. Le polemiche passate sul Metrobus non ci interessano più, abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà a quest'opera e l'errore strategico che la Giunta di centrosinistra ha compiuto puntando su questo progetto. Oggi però il senso civico ci impone di lasciare alle spalle ogni polemica, di guardare avanti e non solo di completare l'operazione, ma di iniziare già a lavorare ad una fase due del progetto mobilità». E ancora: «Noi siamo l'Amministrazione del fare e se per ultimare i lavori entro i tempi previsti servirà scendere più spesso nei cantieri in prima persona per verificare l'operato, lo faremo. Vogliamo quindi concludere la fase uno della metropolitana, ma nel contempo affrontare il passo successivo, ovvero le opere complementari, l'integrazione di tutti i servizi della mobilità e l'ampliamento dell'opera verso nuove tratte». Infine i temi sul tavolo, quelli cioè su cui «si dovrà discutere nei prossimi mesi»: primo fra tutti il capitolo tornelli sì-tornelli no, quindi la questione legata al biglietto unico e ad un eventuale aumento dei prezzi dei ticket.
Presenti al sopralluogo anche il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, e l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani. Che subito pone un primo spunto di riflessione: «All'installazione di tornelli - precisa Labolani - sono favorevole, tuttavia è una decisione sulla quale bisogna riflettere attentamente, guardando a tutti i risvolti». Il riferimento corre alla partita tempi: «È prioritario ed essenziale capire se un intervento di questo tipo può portare ad un ritardo nella consegna delle stazioni alla città e, pure, ad un aumento dei costi eccessivo».
È invece il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, ad approntare l'affondo politico: «Spero che la saggezza prevalga rispetto alle affermazioni fuori luogo dichiarate nei giorni scorsi da un assessore importante della Giunta Paroli. Anche perché - prosegue - è ormai evidente che quella della metropolitana sarà di fatto l'unica grande opera che l'attuale Amministrazione riuscirà a concludere. È per questo fondamentale che per la città che l'appoggio sul Metrobus sia trasversale a tutte le forze politiche, perché si tratta di una ricchezza e di una risorsa che potrà davvero segnare la differenza». Infine, un nota bene al Pdl: «È significativo - conclude il capogruppo Pd - che la Lega stia di fatto dettando il passo alla maggioranza».
Sarà comunque il prossimo vertice quello in cui consiglieri e capigruppo di maggioranza e di opposizione si riuniranno attorno a un tavolo per scegliere la «nuova strategia operativa». Intanto, è convocato per oggi il consiglio di amministrazione di Brescia Mobilità proprio per affrontare il capitolo «sicurezza». nuri

Bresciaoggi 07 ottobre 2010

METROBUS. Sono ricoverati al deposito di Sant'Eufemia/Buffalora

Giunti a destinazione i due locomotori «sos»

Con spazzaneve e decespugliatore Faranno pure da rimorchiatori

Un pezzo dopo l'altro si compone il complesso puzzle della metropolitana leggera bresciana. Nelle stazioni e lungo tutta la linea si lavora all'installazione degli impianti. Tre giorni fa sono arrivati al deposito di Sant'Eufemia/Buffalora i due locomotori diesel di emergenza, completi di gru girevole da 5 tonnellate di portata. Lunedì scorso è arrivato pure il terzo treno, anche se su questo fronte i ritardi ci sono, e nessuno dei tre convogli si è ancora mosso dal deposito.
I due locomotori diesel sono tuttofare. Spaleranno i binari in caso di nevicata, andranno a rimorchiare i convogli fermi lungo la linea. Prima ancora, saranno utilizzati per trainare i treni durante le prime prove sul test track, il “tronchino” su cui sono parcheggiati in deposito. Sono dei normali locomotori ferroviari diesel, ma adattati alle esigenze della metropolitana automatica e dotati di tutti gli strumenti necessari. Oltre a due pale spartineve dispongono persino di un decespugliatore per pulire i binari dalle erbacce. In particolare, ogni locomotore sarà in grado di trainare un set di tre carri merci a pieno carico su pendenza del 4.25 per cento, di recuperare un treno passeggeri in ogni condizione di guasto sulla medesima pendenza massima. Potrà movimentare in emergenza tutti i veicoli merci e passeggeri nel deposito e, in accoppiata con l'altro, recuperare un treno sulla pendenza del 6 per cento.
Nella cabina di guida, con impianto di condizionamento, ci sono 8 posti a sedere, due dei quali per il macchinista con sedile rialzato rispetto agli altri. Nella zona della gru dispongono di una piattaforma da 8 metri quadrati utile per 5 tonnellate di carico. E ora aspettano che si completi la flotta dei 18 treni.
Lunedì scorso è arrivato il terzo, partito da Napoli la sera del mercoledì precedente con un trasporto eccezionale. Ma ne devono arrivare ancora 15 e ci vorrà tempo. Pare che le lungaggini siano dovute alla inedita dotazione tecnologica dei convogli, che non ha termini di paragone neanche con la metropolitana gemella di Copenaghen e richiede un costante controllo della Commissione sicurezza del ministero delle Infrastrutture. A bordo hanno telefonia, videosorveglianza e climatizzazione. Ma quando arrivano a Brescia sono solo predisposti per gli impianti e devono essere completati nell'officina nostrana. Perciò non si muoveranno finchè il lavoro non sarà finito.
Davvero completo dovrebbe essere il quarto treno, atteso per metà novembre, e poi tutti gli altri. Entro l'anno dovrebbero arrivarne sei. Anche la costruzione è complessa e richiede lo spostamento in diversi stabilimenti. Ansaldo spa (il costruttore) li fa tra Reggio Calabria, Napoli, Pistoia e Genova. Sarà proprio la Commissione ministeriale a decidere quando i treni potranno muovere i primi passi.MI.VA.

Bresciaoggi 06 ottobre 2010

IN COMMISSIONE. Gli impegni legati alla grande infrastruttura continuano a preoccupare: riserve a 459 milioni di euro. E c'è il mutuo da 220 milioni da pagare

Metrò, la rata da 13 milioni annui fa paura

Massimo Tedeschi

Holding comunale in bianco e nero Accanto ai saldi attivi di A2A, Centrale del latte e Brescia mercati i negativi di Fiera e Brescia solidale

Il problema dei soldi necessari per finire di pagare e per far funzionare il metrò continua ad agitare i sonni degli amministratori pubblici bresciani. Il convegno dell'altro giorno del Pd (presenti l'ex sindaco Corsini, Luigi Morgano e Giorgio Schiffer) in cui le argomentazioni hanno prevalso sulle repliche polemiche al centrodestra, gli approfondimenti sulle accuse, è il segnale che forse si stanno creando le condizioni per un confronto davvero bipartisan e «civico» nel merito delle questioni.
UN ULTERIORE elemento di preoccupazione, tuttavia, è emerso dalla seduta di ieri della commissione Bilancio presieduta da Fabio Capra. Si trattava di «prendere atto» delle risultanze di esercizio delle 34 società a vario titolo controllate o partecipate dal Comune, che nel 2009 hanno arricchito complessivamente i conti della Loggia con 103,7 milioni di utili, ma l'attenzione s'è ancora una volta focalizzata su Brescia Mobilità e sui costi per completare il metrobus.
Confermato che a breve bisognerà trovare un ulteriore finanziamento di 52 milioni, si guarda anche oltre. «Nel 2005 - sottolinea l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza - abbiamo sottoscritto un mutuo con la Cassa depositi e prestiti per 220 milioni al tasso fisso del 4,34%». Le prime cinque annualità sono state pagate. In «cascina» c'è fieno per pagare ancora le rate semestrali da 6,592 milioni di euro nel 2011 e nel 2012. Ma dal 2013 saranno biglietti e abbonamenti del metrobus a dover alimentare il pagamento dei ratei da 13 milioni all'anno (più quelli del nuovo mutuo da 52 milioni).
Se non sarà così, la parte mancante ricadrà ancora una volta sulla Loggia e, più direttamente, su Brescia Mobilità. «La società è a rischio di default finanziario» ha detto Di Mezza, che ha rilanciato la sua idea: «Non basta la capitalizzazione della società. Quella serve per tener buone le banche, ma poi devi essere in grado di pagare i ratei. Bisogna consentire a Brescia mobilità di fare cassa per far fronte a tutte le necessità». Obiettivi prioritari: intercettare un numero di passeggeri sufficiente, eventualmente estendendo la rete, e poi affrontare il problema del biglietto. «L'ipotesi di portarlo a 1 euro e 90 non è però sostenibile nè socialmente nè economicamente» chiarisce Di Mezza.
SULLA TESTA di Brescia mobilità pende sempre la spada di Damocle delle «riserve» accampate dalle aziende costruttrici: a fine 2009 si era arrivati a 459 milioni. Cifra «pretestuosa e iperbolica» per la Loggia. Di Mezza non ha nascosto tuttavia l'intenzione di attingere all'ulteriore stanziamento di 80 milioni atteso dal Cipe per sanare una volta per tutte questo contenzioso.
Il Pd, con Emilio Del Bono, Alberto Martinuz, Aldo Boifava e Federico Manzoni, ha sottolineato però che i passeggeri si trovano solo con «politiche coerenti del trasporto pubblico»: di qui il «no» al parcheggio sotto il castello («da solo toglierebbe un milione di passeggeri all'anno al trasporto pubblico»), e l'allarme per l'attività di Brescia trasporti che - recita la relazione della società - accusa «una lieve diminuzione» di passeggeri e soprattutto «un diverso equilibrio tra sistema di trasporto pubblico e privato che ha provocato uno spostamento di utenti verso le autovetture».
Fra i problemi della società di trasporti anche l'aumento di passeggeri senza biglietto: «È balzato dal 4 al 17% dei passeggeri» ha dichiarato Giorgio Taglietti, già membro del Cda e neo-consigliere leghista.
ANCHE SINTESI SPA (gestisce i parcheggi) accusa qualche affaticamento dei conti, con un utile che scende da 663mila a 204mila euro. La colpa, è stato spiegato, è dei maggiori costi del personale (passato da 48 a 56 unità), del rinnovo contrattuale e del maggior costo per la sicurezza nei parcheggi in struttura. L'aggravio di questa voce è di 110mila euro l'anno.
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Giornale di Brescia 05 ottobre 2010

«Metrobus, Giunta schizofrenica»

Corsini replica all’assessore Di Mezza: «Sono orgogliosi di un’opera che non è loro
e polemizzano con noi». «Conti sempre a posto: basta chiedere alle agenzie di rating»

L'ex sindaco di Brescia, ora parlamentare, Paolo Corsini, il suo ex vice sindaco Luigi Morgano, il capogruppo del Pd al consiglio comunale Emilio Del Bono e Giorgio Schiffer (ex amministratore delegato di Brescia Mobilità) sono stati i relatori ieri dell'incontro-convegno organizzato dal Partito Democratico e incentrato sul tema della metropolitana leggera automatica, in risposta alle critiche che l'Amministrazione comunale ha recentemente rivolto alla precedente giunta su come venne strutturato il progetto-metrò.
L'accusa principale, mossa dall'assessore al Bilancio Fausto di Mezza, è che la passata Giunta avrebbe detto sì al Metrobus con leggerezza e senza un piano finanziario realistico. «Chi ha agito in questo modo - così Di Mezza - o è uno stupido oppure era in malafede».
Corsini, nel corso dell'incontro, ha difeso il suo operato, ricordando - tra l'altro - che il progetto-metrò ha una lunga storia (le prime bozze sono degli anni '80), ha attraversato più giunte ed è frutto della collaborazione di generazioni di tecnici. Corsini ha respinto le accuse di malafede e scarsa limpidezza, affermando che tutti i passaggi dello sviluppo del progetto legato al Metrobus sono stati sempre resi noti, come da prassi, e che i conti della sua Amministrazione sono stati sempre valutati molto positivamente dalle agenzie di rating.
«La Giunta attuale - così Corsini - ha un atteggiamento schizofrenico. Da un lato si mostra orgogliosa per un'opera ch'è chiaramente frutto di una continuità con la nostra amministrazione, dall'altro è in permanente assetto polemico nei nostri confronti. Al di là di ciò, la Giunta Paroli sta compiendo una serie di scelte non coerenti con l'attuazione del progetto, su tutte la creazione di un parcheggio sotto il Castello. Si tratta di azioni che non disincentivano l'uso dell'auto. Per non parlare della delocalizzazione di uffici pubblici importanti, che si troveranno fuori asse rispetto al percorso del metrò, vanificandone in parte l'utilità». Sulla questione del costo del biglietto, che fu ipotizzato a 1,90 , Corsini ha affermato: «Chi ci critica si contraddice. Se avessimo falsificato i conti, certo avremmo annunciato un prezzo ben più basso. Invece fummo trasparenti e nei nostri calcoli erano incluse misure finalizzate alla diminuzione della cifra, misure che, però, la Giunta Paroli non ha attuato».
Schiffer, che ha sottolineato l'importanza del percorso storico che ha portato all'inizio dei lavori per il metrò, ha anche puntualizzato che «tutte le questioni legate ai prolungamenti delle tratte, come ad esempio lo sfioccamento verso la Ovest, erano stati studiati e progettati già nel 2003/2004».
E mentre Morgano ha nuovamente puntato il dito sulle scelte non coerenti con il progetto dell'attuale Amministrazione («La fermata di Mompiano era pensata per lo stadio, ora lo si vuole spostare?»), Del Bono ha chiuso l'incontro con alcune considerazioni politiche. «La Lega inizialmente bocciava il progetto-metrò, ora afferma che dev'essere la prima priorità della Giunta. Questo perché si sono accorti che sarà l'unica opera che riusciranno a portare a termine: per il resto non hanno concluso nulla e hanno disfatto quanto realizzato dalle precedenti amministrazioni. L'opposizione è pronta a cooperare, ammesso che si abbassino i toni. Altrimenti partiremo all'attacco».


Bresciaoggi 05 ottobre 2010

TRASPORTI E BILANCIO. L'ex sindaco è intervenuto a una iniziativa pubblica del Pd ribattendo alle accuse del centrodestra

Corsini: «Menzogne sul metrò
Il problema è la giunta-Paroli»

Mimmo Varone

Critica sulle opere alternative: «Il parcheggio sotto il Castello toglierà un milione di passeggeri al trasporto pubblico ogni anno»

Solo la «menzogna» fa dire che i conti di un'opera complessa come la metropolitana leggera di Brescia, passata al vaglio di Regione, ministeri del Bilancio e delle Infrastrutture, valutata nella sua redditività sociale da agenzie di rating internazionali siano truccati. La realtà è che «sono le scelte urbanistiche e trasportistiche della giunta- Paroli a creare problemi ai conti del metrò».
LA RISPOSTA dell'ex sindaco Paolo Corsini alle accuse mosse dalla nuova amministrazione è pacata, ma ferma e circostanziata. Tesa a «restituire la dignità offesa alle scelte compiute, a tranquillizzare i bresciani e rivendicare la lungimiranza del progetto». È arrivata ieri pomeriggio in una affollata sala Piamarta di via San Faustino da Corsini, ma anche da Luigi Morgano già assessore al Bilancio, da Giorgio Schiffer prima ad di Brescia Mobilità e poi presidente di Brescia Trasporti, dall'attuale capogruppo Pd in Loggia Emilio Del Bono. E insieme alla risposta, pure le «dritte» per risolvere i problemi aperti, con l'invito a non dimenticare che «opere di così vasta portata nascono da una programmazione di oltre 20 anni – sottolinea Morgano - e richiedono continuità e coerenza anche per il futuro».
Ma «lo ha capito solo il vicesindaco Rolfi, che vuole salire sul carro del metrò – aggiunge Del Bono -, non il resto della Giunta».
Corsini sottolinea in primo luogo che il progetto sarò possibile se investirà le scelte complessive di politica urbanistica, stante l'«asimmetria» tra una città relativamente modesta e un territorio provinciale ampio. «La metropolitana parte dal territorio di 42 comuni e 500 mila abitanti in un raggio di 20 chilometri – dice -, le politiche che rendono remunerativo un investimento da 770 milioni di euro devono essere coerenti».
ENTRO IL 2011 il trasporto pubblico integrato dovrebbe passare da 38,5 a 49 milioni di passeggeri compresi gli extraurbani, per arrivare a 54/56 milioni con l'entrata in esercizio del metrò. A fine 2008 erano 43 milioni e nel 2013 dovrebbero essere 50 più un 20 per cento guadagnato dalla metropolitana. Tuttavia «la riduzione delle corsie riservate ai bus e delle Ztl, l'apertura del centro alle auto – elenca – il mancato rinnovo del parco bus, la delocalizzazione di uffici pubblici fondamentali rischiano di creare seri problemi».
Di più: il parcheggio da 30 milioni di euro sotto il Castello «toglierebbe un milione di passeggeri all'anno al trasporto pubblico», e la cittadella dello sport a San Polo farebbe il resto.
L'anno prossimo, poi, ci sarà il rinnovo delle gare d'appalto con la definizione dei bacini del Tpl (trasporto pubblico locale). «Si richiedono integrazione gomma/ferro, intese sull'interscambio con l'extraurbano – sottolinea anche Schiffer -, va definito il contributo della provincia alle spese di gestione del metrò». Spese previste in 7,2 milioni all'anno (2,2 secondo Corsini dovrebbero essere a carico del Broletto), con il biglietto a 1,89 euro.
«NON MI SI POTEVA chiedere di portarlo a 1,20 euro in campagna elettorale – dice l'ex sindaco -, ma Paroli aveva 5 anni davanti e poteva farlo». Sta di fatto che con il biglietto fermo a un euro «le spese di gestione potrebbero salire a 15 milioni». Sono questi i problemi, e pure i finanziamenti smentiscono le accuse di conti falsi. Il ministero dei Trasporti ha concesso 317 milioni a fondo perduto e altri 220 la Cassa depositi e prestiti. «Prima di farlo hanno valutato bene i conti – sottolinea Corsini – e calcolato che la redditività sociale (meno inquinamento, incidenti e traffico, tempi più ridotti e risparmi) sarebbe stata di 700 milioni in 30 anni».
Con i conti falsi «Brescia Mobilità non avrebbe avuto altri 41 milioni dopo i 67 di equity, e gli 82 che devono ancora arrivare». Per il futuro Corsini indica tre strade: investimenti coerenti, patrimonializzazione di Brescia Mobilità, uso della progettazione urbanistica per densificare lungo l'asse del metro. Ma «senza la schizofrenia di voler raddoppiare i volumi a Mompiano e non fare niente altrove».


Bresciaoggi 04 ottobre 2010

TRASPORTI/2. Appuntamento alle 17.30

Metrobus, il futuro e i suoi problemi in un incontro del Pd

Interverranno l'ex sindaco Corsini Del Bono, Morgano e Schiffer

Dopo le recenti polemiche e le accuse incrociate che vedono contrapposta la nuova e la passata giunta comunale sul maggiore intervento per la mobilità pubblica degli anni a venire, il metrobus sarà al centro di un incontro promosso dal Partito Democratico nella sala Piamarta di via San Faustino, oggi pomeriggio alle 17.30.
«IL FUTURO DEL metrò a Brescia - Problemi e prospettive» sarà il tema su cui si confronteranno l'ex sindaco di Brescia e oggi parlamentare Pd, Paolo Corsini, il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio del Bono, Luigi Morgano, già assessore nella giunta Corsini e Giorgio Schiffer, che era direttore di Brescia Mobilità quando è partita l'operazione-metrobus.
DURANTE L'INCONTRO «non ci dilungheremo nelle polemiche ma affronteremo la questione politica del metrobus e i problemi aperti», spiega Corsini.
«Abbiamo sempre ritenuto che il metrò ridefinisca l'identità della città, investa sulla qualità della convivenza – afferma -. Per questo, nell'occasione di un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza, intendiamo riflettere sul significato del metrobus e offrire i chiarimenti necessari su procedure e costi, dati peraltro mai celati ma sempre diffusi attraverso i rendiconti ufficiali periodici».LI.CE.

Giornale di Brescia 03 ottobre 2010

Metrò, la Lega rilancia: «Può essere una risorsa»

Rolfi: «Subito i progetti per il prolungamento e il voto in Consiglio»

«Risollevare vecchie polemiche è del tutto inutile, perché il precario e traballante piano finanziario del metrò si conosce nei dettagli ormai da tempo ed è una pesante eredità che si trascinerà con sé la passata Amministrazione. La responsabilità di cui ora si deve fare carico questa classe politica, ovvero la nostra, oggi al governo della città, è un'altra ed è il tema centrale: trasformare questa grande opera da problema a risorsa, rendendola di fatto sostenibile da ogni punto di vista. A partire dalla completezza del servizio fino ad arrivare alla partita economica. Per questo l'idea è di tornare in Consiglio comunale con un "piano b", una nuova delibera per una nuova strategia». Il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Fabio Rolfi, interviene così sul dibattito - a tratti dai contorni aspri e accesi - attorno al nodo metropolitana. Un tema attuale, che vede al lavoro, insieme agli uffici comunali, la squadra di Brescia Mobilità.
In questi mesi la maggioranza è impegnata nel cosiddetto «tagliando» di programma. Il Metrobus è diventato una priorità in questa stagione di tagli?
«Non una priorità, ma la prima delle priorità. Il metrò dev'essere il primo pensiero della Giunta Paroli. E questo perché il Comune non può permettersi di staccare ogni anno una cedola di 10 o 15 milioni per funzionamento e manutenzione. Prima di tutto bisogna chiudere la partita vecchia e questo sarà possibile patrimonializzando la società controllata che ha in capo l'opera».
Il riferimento è alla cessione dei parcheggi a Brescia Mobilità?
«Sì, dei parcheggi e se sarà necessario anche di qualche immobile, a partire da quelli che sorgeranno con la realizzazione delle opere complementari per la densificazione lungo l'attuale tracciato. Quest'operazione permetterà infatti di fare accendere alla società nuovi mutui che saranno così in grado di coprire le pesanti somme che il progetto si porta con sé. Poi si deve puntare sull'integrazione del mezzo con gli altri sistemi della mobilità, così da intercettare sempre più passeggeri, perché stanti così le proiezioni quelli ad oggi «tangibili» non sono sufficienti per rendere davvero sostenibile l'opera nel suo insieme».
Perché parla di «attuale tracciato»? Si sta pensando ad un percorso più ampio, all'annunciato prolungamento?
«Un prolungamento è necessario. Altrimenti non si riuscirà mai a trasformare la metropolitana in risorsa, l'operazione non starebbe in piedi. Ed è in fondo ciò che abbiamo sempre contestato come Lega, sin dal principio. Ci sono tre passi ben precisi da compiere per sciogliere il nodo e guardano tutti all'estensione della rete».
Tre mosse per risolvere quindi la partita economica?
«Tre mosse. Tre nuove direttrici. La prima guarda a sud-ovest, ovvero a Lamarmora Fiera, di cui pure si è già parlato. La seconda deve coprire la zona ovest della città, da Fiumicello al Violino fino alla Mandolossa, sfruttando la rete Brescia-Edolo. E del resto tempo fa era stato siglato un Accordo di programma tra Loggia, Gussago e Regione proprio in quest'ottica. La terza invece deve soddisfare l'asse est, possibilmente con la soluzione in viadotto. Per quanto riguarda le prime due, poi, escludo una replica del procedimento in essere, ma guardo a tracciati di superficie con corsie dedicate».
Un nuovo investimento cui fare fronte quindi...
«Credo che una volta risolto tutto il capitolo vecchio, lo Stato possa guardare con interesse al finanziamento di disegni nuovi, che portano con sé nuove prospettive. Tanto più che queste tre estensioni comportano un esborso inferiore rispetto a quello in galleria. Non solo. Servirebbe molto meglio la città, guardando nel contempo anche alla periferia e al primo hinterland, riuscendo così a costruire quella trama provinciale che ora manca per rendere l'opera competitiva, appetibile e, soprattutto, sostenibile su tutti i fronti».
È una delle prime decisioni emerse dal tagliando di programma?
«È la posizione della Lega. Credo che si debba partire subito, all'interno della Commissione Metrobus, con la nuova progettazione e con un piano economico dedicato, di pari passo con la patrimonializzazione di Brescia Mobilità, che avverrà a breve. Anche perché l'obiettivo potrebbe essere quello di avere le tre nuove linee in funzione per il 2016».
Una sorta di progetto Metrobus bis?
«Sì, un "piano b". Che dovrà poi ripresentarsi ovviamente all'attenzione del Consiglio comunale attraverso una seconda delibera. Ma il punto è che bisogna avviare subito la progettazione vera e propria, senza perdere tempo. Perché alla politica, oltre che concludere ciò che è avviato, compete progettare il passo successivo».
Resta aperto il fronte opere complementari, ci sono alcuni progetti in sospeso, primo fra tutti piazzale Vivanti...
«Sarà una geografia da definire nel Pgt, ma non senza la condivisione del territorio. Il fronte insomma resta aperto, perché si sta cercando di trovare il giusto equilibrio insieme ai residenti».
Nuri Fatolahzadeh