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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 30 ottobre 2010
Intensificati i passaggi dei bus
In occasione della ricorrenza di Ognissanti, lunedì 1 novembre verrà
potenziato il servizio delle linee di autobus 1, 3 e 9 (quelle interessate ai
transiti dai principali cimiteri) nella fascia oraria dalle 7.30 alle 19. Per
quanto riguarda la linea 1 (Ospedale-Area Spettacoli) e la linea 3
(Mandolossa-P.le Bernini) la frequenza sarà di un passaggio ogni 10 minuti,
rispetto ai 20 del festivo. Per quanto riguarda invece la linea 9 (Vill.
Violino-Buffalora), la frequenza viene portata a 15 minuti contro i 30
dell'orario festivo.
Le linee 3 e 9 osserveranno anche dei percorsi
alternativi nella zona di via Milano l'1 novembre in occasione della fiera
d'Ognissanti antistante il cimitero Vantiniano.
Bresciaoggi 30 ottobre 2010
...
VIABILITÀ SOTTOSOPRA. Da inizio a fine servizio di lunedì 1 novembre 2010, gli
autobus adibiti al trasporto pubblico urbano, osserveranno i seguenti percorsi
alternativi: linea 3 direzione Rezzato: da via Milano, dx via Industriale, via
Giovanni Tempini, sx via Fiume Grande, dx via Cassala, dx via Fratelli Ugoni,
piazzale della Repubblica, percorso normale; linea 9 direzione Buffalora: da via
Milano, dx via Industriale, via Giovanni Tempini, sx via Fiume Grande, dx via
Cassala, dx via Fratelli Ugoni, percorso normale.
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Bresciaoggi 28 ottobre 2010
GRANDI OPERE. Un sistema di sorveglianza video e audio tiene monitorato ogni
angolo della linea e delle stazioni
Un «grande fratello» vigila sul pianeta metropolitana
Mimmo Varone
Saranno installati quanto prima alcuni sensori volumetrici collegati a
circuiti antisabotaggio: struttura inaccessibile agli estranei
Un cervellone elettronico che non ha niente da invidiare a quelli della Nasa
governa la metropolitana leggera automatica di Brescia. Guida i treni che si
muoveranno lungo la linea e gestisce un sofisticato sistema di sicurezza in
grado di rispondere a ogni emergenza. Garantisce pure l'impossibilità di entrare
nell'intero sistema (linea, stazioni, deposito) e manometterlo.
Com'è
accaduto allora che dei writers abbiano nei mesi scorsi «battezzato» impunemente
con le loro scritte il primo convoglio parcheggiato proprio nel deposito? La
risposta viene dal Program manager Metro Bs di Ansaldo Sts Andrea Cozzani,
insieme all'assicurazione che un evento del genere non potrà più accadere. «Il
sistema di sicurezza allora non era attivo - spiega Cozzani -, ora vigila anche
sul deposito per evitare future azioni dei graffitari». E in ogni caso, «il
primo treno di qualsiasi metropolitana sarà sempre preso di mira – aggiunge – è
stato così anche a Copenaghen e accadrà ancora. Difficilmente avremmo potuto
impedirlo, perchè i writers lanciano questa sfida persino attraverso il loro
sito internet».
Come che sia, ora il sistema di sicurezza controlla notte e
giorno accessi alle stazioni, ai locali tecnici più sensibili, alla linea e al
deposito. Quando il metrò entrerà in esercizio, dal primo gennaio 2013, da
mezzanotte alle 6 le stazioni saranno chiuse da cancelli comandati
elettricamente dal centro operativo e corredati di microcontatti. Un impianto
anti intrusione controlla cancelli e atri, e un allarme volumetrico protegge gli
ambienti interni. Sensori volumetrici sono pure nei locali tecnici, e tutti i
rilevatori sono collegati a circuiti antisabotaggio, controllati dalla
centraleche governa il funzionamento dell'impianto giorno e notte.
Si
aggiunge la sorveglianza video con impianti a circuito chiuso che permette di
osservare il movimento dei passeggeri in atrii, mezzanini, banchine, scale fisse
e mobili, ascensori. Accanto a ogni telecamera è installato un microfono che
permette l'ascolto ambientale nelle zone inquadrate. Un sistema digitale a 600
piste registra le immagini di ogni telecamera e le memorizza per 5 giorni. Sono
visibili dal centro di controllo, ma potrebbero essere dirottate anche alla sala
operativa dei vigili in via Donegani.
L'ACCESSO DI ESTRANEI alla linea è
praticamente impossibile. L'apertura indebita di una porta di banchina (per
l'accesso ai treni) o di una porta di fine banchina viene immediatamente
segnalata al centro di controllo e provoca l'arresto dei convogli presenti nella
tratta interessata. Qualora si aprisse la porta di un treno lungo la linea
scatterebbe subito l'allarme. Gli accessi ai pozzi di emergenza sono controllati
da impianti anti intrusione. Nel deposito sono disseminati sensori e telecamere
dappertutto.
Oltre a ciò, i pannelli alfanumerici sulle banchine danno
informazioni aggiornate in tempo reale su destinazioni, orari ed eventuali
condizioni operative particolari dei treni. Con gli altoparlanti si possono
inviare in ogni momento anche annunci speciali ai passeggeri. Gli Ecp (Emergency
call point) consentono ai viaggiatori di dialogare con il centro operativo, e in
caso di chiamata di emergenza vengono subito inquadrati da una telecamera.
Altoparlanti sono pure lungo la linea, insieme a telefoni di emergenza
utilizzabili dai passeggeri. Cavi in fibra ottica che corrono lungo i binari
permetteranno la futura estensione della videosorveglianza a bordo dei treni,
dove già sono previsti gli Ecp, gli altoparlanti e un sistema informativo a led
ad alta visibilità.
Il sistema è già in fase sperimentale lungo la tratta
funzionale dal deposito alla Poliambulanza, e su due treni è già installato un
sistema wi-fi che permette di inquadrare ciò che accade in ogni carrozza. La
struttura di rete è stata progettata non solo per la trasmissione di immagini ma
può supportare ulteriori servizi a banda larga. Dal posto centrale si potranno
trasmettere filmati, news, previsioni del tempo. Insomma, è il futuro.
Sicurezza al centro con «occhi» e steward: ma spunta il nodo
tornelli
Tornelli sì, tornelli no. È il primo nodo che la Commissione speciale
metropolitana presieduta dal capogruppo della Lega Nord Nicola Gallizioli deve
sciogliere. E per poter decidere con cognizione di causa, ieri pomeriggio oltre
a visitare la stazione Sant'Eufemia pressochè finita (i nostri lettori hanno
potuto conoscerne tutti i segreti nell'edizione di ieri), hanno fatto tappa al
centro operativo del vicino Deposito per familiarizzare con il complesso sistema
di sicurezza che vigilerà sull'intera linea e sulle stazioni, già in parte
attivato.
Hanno scoperto che l'intera metropolitana è sorvegliata da quasi
600 telecamere dislocate un po' dappertutto. Se quelle lungo i binari attivano
in automatico il sistema di sicurezza fino a bloccare i treni qualora
rilevassero una presenza estranea sulla linea, le altre nelle stazioni (e sono
circa la metà) vengono controllate anche da un operatore e da un supervisore dal
centro operativo stesso. Da lì, in caso di comportamenti anomali, può partire
immediatamente una comunicazione agli steward, che in quattro squadre da due
sono attivi nelle 24 ore, si muovono sui treni e controllano anche i biglietti
dei futuri passeggeri.
In più, in ogni stazione e sui convogli ci sono punti
Ecp (Emergency call point) dai quali qualsiasi viaggiatore può dialogare con il
centro operativo o lanciare un sos. Un sistema di microfoni tiene sotto
controllo anche l'audio e gli altoparlanti appaiati alle telecamere mandano
messaggi di ogni genere. Insomma, c'è la possibilità di far capire
immediatamente agli utenti che tutto è sotto costante controllo.
BASTERÀ a
scoraggiare i tanto temuti «portoghesi»? I tecnici di Ansaldo, che ieri hanno
accompagnato la Commissione, dicono di sì. Ma è difficile capire se siano stati
convincenti. La stazione di Sant'Eufemia, una di quelle in viadotto, è molto
diversa da quelle in galleria profonda conosciute 15 giorni fa a Brescia 2. E se
lì l'aggiunta di tornelli non previsti potrebbe creare problemi di sicurezza in
caso di emergenza, con gli spazi più aperti di Sant'Eufemia il problema potrebbe
non sussistere. Sicchè non è escluso che la Commissione decida di installarli
solo in alcune tipologie di stazioni. Si saprà a breve, dopo un'altra più
attenta valutazione della situazione complessiva.MI.VA.
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Bresciaoggi 27 ottobre 2010
METROPOLITANA. Abbiamo visitato in anteprima lo snodo più avanzato
Sant'Eufemia, è qui la prima stazione giunta al capolinea
Mimmo Varone
Le cinque fermate dal deposito alla Poliambulanza sono quelle a uno stadio
più avanzato dei lavori Pannelli già in funzione, ma indicano solo ora e
data
Non pare, ma è quasi fatta. La stazione Sant'Eufemia, a un tiro di schioppo dal
Deposito, è prima tra le prime a marciare rapida verso la chiusura del cantiere.
È più avanti delle cinque disseminate lungo la tratta fino alla Poliambulanza,
che sono a uno stato di avanzamento superiore rispetto alle altre in galleria
profonda e in trincea coperta. Intorno è ancora tutto un cantiere, ma il più è
fatto e mancano solo alcuni dettagli. Tra qualche mese cominceranno ad arrivarci
i primi treni di prova. Poi si andrà in discesa verso l'appuntamento del 31
dicembre 2012, la data da sempre fissata per l'entrata in esercizio.
CHI
ARRIVA nell'atrio della stazione di sant'Eufemia al piano campagna si trova
davanti la scala mobile per salire alle banchine a livello di viadotto. È già
installata, manca la balaustra in cristallo e l'illuminazione lungo il
mancorrente. Alle due estremità dell'atrio, due scale portano ancora al piano
superiore. Da una parte c'è l'ascensore, dall'altra la biglietteria automatica.
Le scale, va da sé, verranno utilizzate soprattutto per la discesa, insieme
all'ascensore, ma si aggiungono a quella mobile e allo stesso ascensore anche
per salire.
A dare un'occhiata intorno, si vedono i cubi delle plafoniere di
illuminazione, le telecamere della videosorveglianza (tra piano terra e
superiore ce ne sono una dozzina), gli altoparlanti per le comunicazioni ai
viaggiatori. C'è ancora da verniciare i pilastri del viadotto, installare il
parapetto delle scale (sempre in cristallo), finire i gradini.
Fatto il
biglietto, il viaggiatore sale al piano di sopra. Se usa la scala mobile si
trova al centro di uno grande spazio lungo una quarantina di metri, tanto quanto
il treno. Su ciascun lato, sei porte scorrevoli automatiche a vetri si apriranno
in perfetta coincidenza con le porte dei convogli.
ALTERNATE alle
automatiche ce ne sono di manuali, azionabili da un maniglione di emergenza
esterno, da utilizzare nel caso il treno non dovesse fermarsi in perfetta
coincidenza con quelle automatiche.
Ma «l'eventualità di un malfunzionamento
è remota» assicurano i tecnici di Brescia Mobilità durante la visita in
anteprima alla stazione che più di altre lascia immaginare il futuro.
E
sembra quasi di anticipare i tempi.
A sbirciare oltre le porte si scorge il
fascio di binari. Ce ne sono due per la marcia normale e altri due
antideragliamento, più la «terza rotaia» dell'alimentazione elettrica ben
protetta.
Su entrambi i marciapiedi, due pannelli a messaggio variabile sono
già in funzione, anche se i treni non sono in movimento. Per adesso i pannelli
danno ora e data, più avanti indicheranno anche direzione, tempi di attesa e
quant'altro dal Deposito si debba comunicare ai viaggiatori.
Le misure di
sicurezza sono molto ridondanti. La metropolitana di Brescia, d'altronde, è
completamente automatica, sui treni non c'è conducente, nelle stazioni non c'è
personale. Persino i biglietti si acquistano solo dalle macchine automatiche.
E se qualcosa non andasse per il verso giusto, il complesso meccanismo dovrà
essere in grado di autocorreggersi automaticamente inviando tutte le
informazioni necessarie al «cervello» del controllo centrale.
I tornelli per
timbrare il biglietto per ora non sono previsti. Che si decida o meno di
installarli (ne sta discutendo la Commissione Metrobus del Comune) in ogni
stazione ci saranno almeno due steward, non solo per controllare i biglietti ma
pure per sorvegliare gli impianti dei luoghi aperti al pubblico e assistere i
viaggiatori.
Alcuni di essi sono persino abilitati a condurre il locomotore
in caso di necessità.
L'IMPIANTISTICA nel grande spazio delle banchine è
ormai al completo. La sicurezza che emana dal tutto è massima e neanche volendo
si potrebbe cadere sui binari.
Il riscaldamento è sotto il pavimento pronto
a funzionare. Mancano solo l'impianto di illuminazione a led e i grigliati
metallici che nasconderanno le lamiere della copertura dalla vista dei
passeggeri in transito.
Tutto ciò che il viaggiatore vedrà, insomma, è
pronto, salvo qualche dettaglio. Tuttavia c'è molto altro, nascosto alla vista,
ed è la tecnologia stivata nei locali tecnici sistemati nel piano interrato, non
accessibili al pubblico. Il cuore della stazione pulsa sottoterra.
LA PARTE SOTTERRANEA. È grande quanto la stazione in superficie
I locali tecnici nascosti vero cuore tecnologico
Tutte le evenienze, anche le più improbabili, sono calcolate e prevenute da
risposte in automatico
Si chiamano «locali tecnici», ma sono il vero cuore delle stazioni di una
metropolitana completamente automatica come quella di Brescia. Lo spazio che
occupano non si vede, ma è superiore a ogni aspettativa. A Sant'Eufemia occupano
un piano sotterraneo coincidente con l'intero perimetro della stazione. Sono un
numero di stanze difficili da contare, piene di cavi, armadi, apparecchiature le
più diverse. A un profano dicono poco, tuttavia bastano poche parole del tecnico
per aprire scenari di fantascienza.
Mentre si aprono e chiudono porte di
sicurezza, i tecnici di Brescia Mobilità spiegano che si dividono in tre
categorie. Un primo gruppo di «locali» tratta l'alimentazione elettrica, le
correnti forti che servono alla trazione e le deboli per l'illuminazione e i
servizi. Un secondo set di locali è dedicato agli impianti di comunicazione,
alle segnalazioni lungo la linea e in stazione, alla movimentazione dei treni.
Altri sono dedicati ai servizi ausiliari, vale a dire al gruppo elettrogeno, al
gruppo Ups necessario per dare continuità di alimentazione in caso di
interruzione della corrente esterna.
A PRIMA VISTA LE stanze sembrano
sovradimensionate, rispetto agli ingombri delle apparecchiature, ma lo spazio
abbondante è un'altra misura di sicurezza che si unisce all'impianto di
raffrescamento per garantire la migliore temperatura di funzionamento degli
impianti stessi. In condizioni controllate si riducono le probabilità di
malfunzionamenti. «Lo studio sull'albero dei guasti – continuano i tecnici – è
davvero spettacolare». Tutte le evenienze, anche le più improbabili, sono
calcolate e prevenute.
Accade quando le macchine devono far tutto da sole,
senza l'intervento umano.
Si è in un piano interrato, ma si cammina su un
pavimento «galleggiante». Di sotto c'è ancora un metro di vuoto. Ci passano
tutti i cavi che dalla linea portano informazioni in tempo reale agli impianti
tecnici, che a loro volta le trattano e in caso di anomalia avvertono
automaticamente il «cervello» del Deposito.
È nella sala di controllo
centrale che si prendono le decisioni importanti. «Alcune funzioni sono gestite
direttamente dalla stazione con un proprio elaboratore – spiegano a Brescia
Mobilità – ma tutto ciò che è collegato al movimento treni va alla centrale»,
capace di tener sotto costante controllo l'intera linea e tutte le
stazioni.
Altri impianti sono meno avveniristici, ma ugualmente utili. Una
dopo l'altra sono allineate le sale dell'impianto di ventilazione degli stessi
locali tecnici, dei trasformatori, del gruppo elettrogeno che assicura il
funzionamento degli impianti di stazione (non dei treni) in caso di mancanza di
corrente... Dal sottosuolo arriva pure un cavo fessurato per il collegamento
radio dei treni con la centrale lungo la linea. Ed è solo quel poco accessibile
ai profani.MI.VA.
TRENI. Consegnate finora soltanto tre delle diciotto vetture previste dal
contratto con l'Ati
Solo i convogli sono in ritardo
«Ma per i test i tempi sono ok»
Attualmente le prove sono in corso su due vagoni Dalla settimana prossima
l'alta tensione sulla linea
Se c'è un'incognita sulla tabella di marcia del Metrobus, si chiama «treni».
Per ora ne sono arrivati tre, ne mancano all'appello ancora 15. Ce ne vogliono
sei per avviare il semestre di test lungo la «tratta funzionale» dal Deposito di
Sant'Eufemia/Buffalora alla stazione Poliambulanza. Sei, per simulare alla
perfezione, con cadenzamento dei passaggi e quant'altro, ciò che accadrà su
tutta la linea fino al Prealpino. Secondo il cronoprogramma contrattuale, i
primi treni avrebbero dovuto mettere il naso fuori dal Deposito nella primavera
scorsa. Lo faranno a partire come minimo da marzo 2011, con un anno di
ritardo.
Il direttore Metrobus Mauro Rainieri nei giorni scorsi è volato a
Reggio Calabria per assicurasi che entro la fine dell'anno arrivino a Brescia
almeno altri due convogli. Anche perchè una volta giunti qui, dovranno passare
un altro paio di mesi prima che possano muoversi. Il terzo treno arrivato
qualche settimana fa è ancora fermo dove è stato scaricato dal trasporto
eccezionale. Gli altri due sono oggetto di trattamenti diversi, e ancora non
pronti a uscire dal deposito.
IL PRIMO, ESPOSTO in corso Zanardelli
nell'agosto 2009, è sotto le cure dei tecnici del fornitore Ansaldo Breda, che
lo stanno sottoponendo alle prove statiche e dinamiche con guida manuale. Il
secondo è in mano ad Ansaldo Sts, che lo sottopone a «test truck» per
controllare la compatibilità dei suoi meccanismi di automazione con gli impianti
di sistema. Per ora le informazioni alle apparecchiature del treno vengono
inviate da un computer a bordo. Poi si passerà alla fase successiva e il treno
dialogherà direttamente con la centrale di controllo.
Si potrebbero iniziare
le prove anche sul terzo treno, anche se pare che il personale destinato a quel
lavoro sia già tutto impegnato con i primi due. Alla fine dei conti, se anche
fossero stati consegnati più treni, la cosa non avrebbe una gran rilevanza. Va
da sé che le operazioni in corso sui primi due dovranno ripetersi su tutti i 18
della flotta. E ci vorrà tempo. Brescia Mobilità, in ogni caso, assicura che
almeno fino a questo momento, pur con l'anno di ritardo rispetto al contratto,
si è «del tutto in regola con i tempi tecnici delle prove». Da qui al 31
dicembre 2012 dell'entrata in esercizio, insomma, ci sarà tutto il tempo per
effettuare i sei mesi di prova sulla tratta funzionale, e per il «trimestre
bianco», durante il quale tutti i 18 convogli viaggeranno dal Deposito al
Prealpino come se fossero in esercizio, ma senza passeggeri a
bordo.
L'attesa, ora, è per il marzo/aprile 2011, quando il primo treno si
spingerà su quelle poche centinaia di metri che separano il Deposito dalla
Stazione Sant'Eufemia e torneranno indietro provando il primo scambio. Ormai i
collaudi statici del viadotto sono completati, la settimana prossima la linea
verrà alimentata ad alta tensione. E si tratterà solo di aspettare la
conclusione di prove e verifiche.MI.VA.
LE LINEE. Il percorso dal capolinea del Prealpino al deposito di Sant'Eufemia/Buffalora è stato ultimato
Bene il tracciato, via alle prove di carico
I treni potranno uscire sui binari dopo il rilascio del collaudo
statico
I 13 chilometri abbondanti del tracciato della
metropolitana sono fatti e finiti. Dal Capolinea del Prealpino al Deposito di
Sant'Eufemia/Buffalora le strutture della linea di corsa sono pronte sia in
viadotto che a raso, tanto in galleria profonda che in trincea coperta. Ed è
scattata la campagna di prove di carico necessarie per il successivo rilascio
del collaudo statico. È l'ultimo atto prima che i treni possano uscire sui
binari per familiarizzare con il tracciato.
La campagna di prove è partita
nei giorni scorsi e si concluderà nei primi mesi del prossimo anno. Simulerà le
normali condizioni di esercizio, come se i treni viaggiassero lungo i binari,
per verificare il corretto comportamento strutturale dei manufatti in cemento
armato. E allo stesso trattamento saranno sottoposti i solai intermedi e le
coperture delle 17 stazioni. Si tratta di una campagna alquanto complessa -
spiega il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi - sia per la
dimensione dell'intera opera che per il numero elevato di tipologie costruttive.
Nei fatti, le prove di carico previste sono una cinquantina, e di esecuzione non
semplice.
Per primo, ha superato la prova regolamentata da precise norme di
legge il viadotto che si allunga per 1,8 chilometri dal Deposito a Sanpolino.
Per verificarne la «tenuta» il progettista stesso ha sovraccaricato la via di
corsa con appositi pesi. E il collaudatore ha verificato che tutto funzionasse a
dovere. I binari del viadotto poggiano su una struttura orizzontale in cemento
armato sostenuta da grossi pilastri poste a distanza di 30 metri che terminano
con una fondazione interrata. E se ne è misurato il comportamento statico e
dinamico.
COME CARICHI SONO stati utilizzati due convogli ad hoc. Il primo
imita un treno del Metrobus, composto da una motrice e due carri ferroviari
caricati con blocchi di calcestruzzo per un peso complessivo di circa 90
tonnellate. Il secondo convoglio, che simula il locomotore di servizio, è
composto da un locomotore e da un carro ferroviario caricato di blocchi per 22
tonnellate.
I due convogli sono stati posizionati sull'impalcato in punti
tali da ottenere la massima sollecitazione della struttura. Dopodichè si è
misurato l'abbassamento dell'impalcato stesso (la “freccia”, in gergo) e il suo
comportamento elastico, ovvero il ritorno alla posizione originale una volta
passato il treno. La misurazione della «freccia» è stata affidata a un
laboratorio specializzato, autorizzato dal ministero delle Infrastrutture.
Attraverso sensori di alta precisione (con lettura di valori fino al centesimo
di millimetro) e un'apposita strumentazione i tecnici hanno rilevato gli
spostamenti dell'impalcato sia in abbassamento che nel successivo ritorno alla
posizione originaria.
Le prove previste su quei due chilometri scarsi sono
state una dozzina in tutto, concluse la settimana scorsa. «Hanno dimostrato un
ottimo comportamento del manufatto», sottolinea Prignachi come a dire che i
bresciani viaggeranno in tutta tranquillità.
Per la precisione, le
misurazioni hanno rilevato spostamenti dell'ordine di 4 millimetri circa,
inferiori ai valori teorici attesi dal progettista. E il comportamento
dell'impalcato si è rivelato perfettamente elastico, con un valore di «freccia»
residua subito dopo il passaggio dei convogli compreso tra 0,05 e 0,20
millimetri. Tutto perfetto, insomma, e ieri sono partite le prove di carico alle
prime stazioni, da due a tre per ciascuna a seconda della tipologia.MI.VA.
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Bresciaoggi 26 ottobre 2010
Aria, il blocco del traffico convitato di pietra al «Tavolo»
EMERGENZA AMBIENTE. L'organismo si è riunito ieri, presieduto
dall'assessore provinciale Corrado Ghirardelli. Lo spettro di uno stop aleggiava
tra i sindaci dell'area critica. Potrebbe essere indetto per evitare il rischio
di denunce
Brescia. Nonostante la pioggia, lo spettro del blocco del traffico
aleggia tra i sindaci dei venti Comuni dell'area critica bresciana. Nessuno lo
vuole, ma tutti ne parlano. Anche perchè, pur migliorando la «qualità» del Pm10,
i giorni di supero aumentano (quest'anno sono già più del 2009) e i primi
cittadini potrebbero trovarsi costretti a decretare il blocco per non incorrere
in denunce penali. Ieri mattina nella sede provinciale di via Milano è tornato a
riunirsi sotto la direzione dell'assessore Corrado Ghirardelli il Tavolo
permanente aria allargato ai rappresentanti di Comunità montane e Bim
Vallecamonica per decidere il da farsi in caso di emergenza.
Per ora non sono
state adottate misure, se non la predisposizione di un protocollo d'intesa che
recepisca le norme regionali in vigore, le quali tuttavia comprendono una
batteria di prescrizioni, compreso l'ingombrante divieto di bruciare legna e
pellet nei Comuni al di sotto dei 300 metri di altitudine. Pochi sindaci se la
sentono di proibire il rito della salamina, e quasi tutti sottolineano la
difficoltà di controllare se qualcuno accende il camino, soprattutto quando ogni
abitazione è allacciata alla rete del gas. E allora si cerca la soluzione
salomonica di un'ordinanza «fotocopia» valida per tutti, che si limiti a
riportare il divieto regionale.
TRA L'ALTRO IL Pirellone calca parecchio la
mano su legna e pellet. L'osservatorio lombardo sottolinea che sebbene la legna
contribuisca per non più del 7 per cento al calore, resta uno dei problemi
principali per il Pm10 e altri composti tossici come benzoapirene, idrocarburi
policiclici aromatici e diossine. Soprattutto il camino aperto sarebbe una fonte
di emissione di polveri oltre mille volte superiore al gas naturale.
Che
arrivi o meno la stretta su camini e barbecue, però, con l'aria che tira
sfuggire al blocco sembra davvero difficile. Salvo che a Odolo sono raddoppiati
i giorni di supero rispetto al limite di legge - sottolinea Ghirardelli -, e le
concentrazioni medie restano entro i 40 microgrammi per metro cubo (ug/mc), ma a
Rezzato vanno oltre. Preoccupa pure l'andamento dei superi, che nel 2009 ci sono
stati anche in luglio in piena estate.
Nel caso si dovesse arrivare al
blocco, l'assessore provinciale propone di bandire la parola e parlare piuttosto
di «giornata ecologica», con fermo totale del traffico senza deroghe per
qualsiasi tipo di veicolo e strada. «Se bisognerà fermarsi - dice - lo faranno
tutti come nelle domeniche dell'austerità». E «in tutti i Comuni della provincia
nessuno escluso», aggiungono i sindaci dell'area critica, stufi di sentirsi
assediati dal traffico dei vicini.
Prevedere troppo forse è il modo migliore
per non far nulla, direbbe qualcuno. Ma con i dati per nulla confortanti, e
relative norme di legge, bisognerà fare i conti. Certo, se non ci fossero il
problema sarebbe risolto. E qualche Comune (come Darfo) non nasconde il fastidio
di avere la centralina sul proprio territorio. L'assessore cittadino
all'Ambiente Paola Vilardi ricorda a tutti che è Arpa Lombardia a deciderne la
collocazione, e i Comuni devono adeguarsi. Ma anche lei fa notare che quella del
Broletto all'imbocco della Galleria Tito Speri registra «dati falsati». E allora
si chiedono stazioni mobili per monitorare gli inquinanti in tutta la provincia,
mentre il Pirellone progetta una nuova zonizzazione del territorio e il
potenziamento dei sistemi di valutazione della qualità dell'aria.
Ora il
problema è affrontare l'inverno. E lo strumento sarà il protocollo che i sindaci
firmeranno: elencherà i provvedimenti già vigenti sul territorio regionale
relativi a circolazione di veicoli inquinanti, uso di legna, combustione
all'aperto (i fuochi per bruciare ricci di castagne in questo periodo sono
tanti), controlli delle caldaie (almeno il 5 per cento in ciascun comune
dell'area critica nel 2010). Che sia sufficiente, è altra questione.
Giornale di Brescia 26 ottobre 2010
Lo stop alle auto sarebbe totale
L'assessore rassicura i
sindaci. Fa discutere la questione stufe
Uno spettro si aggira nella sala conferenze della
Provincia: quello del blocco del traffico. «Va scongiurato», dice l'assessore
Ghirardelli. E molti sono d'accordo, prima tra tutti Paola Vilardi, assessore
all'Ambiente di Brescia. Ma c'è anche chi - come il sindaco di Rezzato Danesi -
ricorda che si tratta «finora dell'unica misura certa, riconosciuta e
determinata». Tanto che alla fine lo stesso Ghirardelli dichiara, rispondendo
all'assessore di Castel Mella, Mannatrizio: «Potrebbe rientrare nell'ambito di
una giornata ecologica, ben più ampia però».
Ad aprire la serie di interventi
è il sindaco di Gardone Vt Gussago, che chiede tra l'altro, in caso di blocco
del traffico, di chiudere anche la strada provinciale 345; e conferma il «grosso
problema del riscaldamento domestico», spiegando che «spesso l'utenza del gas è
integrata con stufe di vario tipo»: un fenomeno «incontrollabile». L'assessore
rassicura: «Un eventuale blocco sarebbe totale». Concorda il sindaco di
Roncadelle Orlando, che auspica, nel protocollo proposto da Ghirardelli,
«automatismi in caso di superi» e, per quanto riguarda la combustione della
legna, vorrebbe un'«ordinanza fotocopia per tutti». Perplesso il presidente del
Bim Gelfi: «Chiedere ai cittadini di non accendere stufe e camini è un
intervento impegnativo... bisogna ripartire dalle scuole». Un no deciso a un
eventuale blocco viene dal sindaco di Flero Prandelli; mentre Abondio di Darfo
denuncia il proprio «isolamento» e plaude all'idea di una centralina mobile:
«Così non appariremmo come l'unico Comune inquinato in valle».
L'Arpa: bene i motori di nuova generazione
Come sta l'aria bresciana? Il Pm10 continua a essere
l'inquinante più preoccupante: il dirigente dell'Arpa Resola riferisce di un
«trend di diminuzione» dal 2002 al 2008, poi di una «leggera crescita» nel 2009
e di un nuovo, «lieve aumento rispetto ai due anni precedenti» dal primo gennaio
al 19 settembre di quest'anno nella centralina del Broletto. Qui si rileva anche
un incremento di giorni di supero maggiore in confronto alle altre centraline
della regione, che andrà approfondito quando saranno disponibili tutti gli
elementi necessari. Intanto si sa già che le condizioni meteorologiche giocano
un ruolo molto importante al riguardo: «Le diluizioni di polveri sottili
nell'aria sono proporzionali alla forza del vento, e anche la pioggia dà un
contributo osservabile».
La fonte maggiore del Pm10 è il trasporto su strada,
in particolare con alimentazione diesel; ma - assicura il dirigente dell'Agenzia
regionale per la protezione dell'ambiente - «i motori di nuova generazione
stanno producendo buoni risultati, così come la normativa nel settore
industriale». Tutto sotto controllo ed entro i limiti di legge, poi, il
termoutilizzatore di Brescia.
È invece «un problema da affrontare» quello
dell'inquinamento derivante dalla combustione della legna, responsabile anche di
un altro inquinante che l'Arpa monitora dal 2008, il Benzo(a)Pirene, che supera
il valore limite soltanto in tre postazioni regionali: Sondrio, Darfo e
Meda.
Quanto agli altri inquinanti, il biossido di azoto si rileva
soprattutto a Brescia città, «dove il traffico è maggiore», mentre non si
registrano problemi di ossido di carbonio, le cui concentrazioni sono in
diminuzione «grazie a motori e impianti termici di nuova
generazione».
L'ozono, invece, è presente in tutta la provincia con una media
di giorni di supero di 70 contro i 25 consentiti; il trend è comunque di
stabilità. In leggero calo, infine, il benzene.
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tplbrescia.it 22 ottobre 2010
Ho voglia di un cantiere evento !!!
L'ultimo
cantiere evento è stato quello della Stazione Ospedale i giorni 28
febbraio e 1 marzo 2009 con il saluto alla talpa, qualche mese successivo, il 20 e 21 giugno
2009, è stata presentata in corso Zanardelli la prima carrozza del
convoglio nella nostra metro. Da allora, ed è ormai passato più di un
anno, non abbiamo più avuto alcun contatto diretto con la nuova
infrastruttura ormai in avanzata fase di realizzazione.
Durante
l'incontro promosso da Brescia per Passione così come
questa sera alla Confartigianato è stato detto che la neonata
commissione
metrobus ha già visitato la stazione di Brescia 2 e nei prossimi
giorni sono programmati altri sopralluoghi presso le stazioni e presso
il deposito dove si trova il "cervellone" della metro.
Forse
anche la città ha bisogno di essere invogliata ed avvicinata per
continuare a
"scoprire" un po' per volta le stazioni, vedere da vicino il treno
(completo), visitare il
deposito e perché no tra pochi mesi poter assistere ai primi
giri di prova quando il treno varcherà la soglia del deposito, in attesa poi della definitiva consegna del 31 dicembre 2012.
Vi riporto il manifesto dell'iniziativa "ATM, come non l'avete mai vista" svoltasi a Milano il 2 e 3 Ottobre 2010
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Giornale di Brescia 23 ottobre 2010
Metrobus, la Lega lancia la «Fase due»
«Puntare al prolungamento oltre i confini cittadini». Una
posizione sostenuta ieri nel corso di un convegno organizzato dal
Carroccio. «Da problema a opportunità»
Di Metrobus si è discusso molto in questi mesi nei palazzi della politica
bresciana, soprattutto su tre direttrici: la sua sostenibilità economica, le
opere complementari e le prospettive di prolungamento del tragitto al di fuori
del perimetro cittadino. Questi nodi sono stati al centro di un confronto tra
l'ex sindaco Corsini insieme all'allora maggioranza di centrosinistra, e
l'attuale compagine di centrodestra alla guida di Palazzo Loggia. Della Giunta
Paroli fa parte anche la Lega Nord, che ha organizzato un convegno, ieri nella
sede di Confartigianato, in via Orzinuovi, sul tema «Metropolitana di Brescia:
da problema a opportunità?».
«Trasformare il Metrobus in risorsa reale per
la città», è questo il binario sul quale si sono mossi gli interventi -
coordinati da Massimo Lanzini, capocronista del nostro quotidiano e introdotti
da Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato -, dei relatori: Fabio Rolfi,
vicesindaco, Nicola Gallizioli, capogruppo della Lega in Loggia, Matteo Rinaldi,
segretario cittadino del Carroccio, Valerio Prignachi, presidente di Brescia
Mobilità e Giulio Maternini, docente dell'Università degli Studi. Per i leghisti
«questo mandato dovrà vedere il Consiglio comunale ragionare sulla "fase due"
del Metrobus, sul prolungamento dell'opera». Rolfi lo ha detto chiaramente: «Il
ragionamento sull'estensione del percorso non è più rimandabile. Solo questa
strategia ci consentirà di rendere sostenibile nel tempo l'infrastruttura,
sgravando il bilancio comunale da pesanti zavorre». La Lega «non ha cambiato
idea sul Metrobus. Non criticavamo l'idea di metropolitana in sé ma eravamo
contro il progetto perché lo vedevamo traballante sul piano economico», ha
aggiunto. L'obiettivo, ha chiarito Gallizioli, «è completare l'opera. A noi
interessa capire se i cittadini la percepiscono come un problema o cominciano a
vederla come un'opportunità. Dal punto di vista della sostenibilità economica è
ancora oggi un problema. Per farla diventare concretamente una risorsa dobbiamo
agire a tutti i livelli di governo sul piano dei progetti per il prolungamento».
Attualmente il tragitto del Metrobus, ha ricordato Prignachi, è all'interno
dei confini amministrativi del Comune. Il progetto, ha sottolineato «deve essere
considerato nell'ottica di un sistema che integri una rete riorganizzata del
trasporto urbano, extraurbano e ferroviario locale. Sono tutte opportunità che
devono essere governate per indirizzare le scelte fondamentali legate alla
sostenibilità economica del Metrobus».

Bresciaoggi 23 ottobre 2010
La Lega sale sul metrobus: ora la fase due
LA
SVOLTA. Un convegno a più voci, presente il presidente di Brescia Mobilità
Prignachi, per sancire la svolta nella linea dal Carroccio di lotta al Carroccio
di governo. Lodi non a Corsini ma ai suoi predecessori: «Hanno fatto scelte
coraggiose per affrontare l'eccesso di traffico privato»
All'inizio c'è stato il «basta polemiche, voltiamo pagina». Ora si riconosce al
centrosinistra (non a Corsini, ai predecessori) il merito di aver fatto con la
metropolitana «la scelta coraggiosa di affrontare il problema difficile e reale
dell'eccessiva mole di traffico privato». Con l'auspicio che «l'attuale
Amministrazione abbia lo stesso coraggio di progettare e realizzare la fase
due». Non solo superare le polemiche che «non servono più», dunque, ma invito a
lavorare insieme per completare il grande progetto.
La Lega Nord si rende
conto che l'impresa è titanica, che i soldi sono pochi, le cose da fare tante, e
va al pressing. Aggiunge pure che non era contro la metropolitana, ma contro
questo progetto tutto chiuso nei limiti cittadini. La «fase due» permetterà di
farla come «deve essere», vale a dire integrata con altri sistemi di trasporto
che la prolungano a ovest, est e nord. E così va bene. Quel che è stato è stato,
si pensi al futuro.
Ci hanno insistito molto, ieri pomeriggio, il vicesindaco
Fabio Rolfi e il presidente della commissione speciale Metropolitana nel
convegno organizzato dalla stessa Lega alla Confartigianato di via Orzinuovi.
Pure i «conti falsi» che avevano scatenato le ultime polemiche vengono
derubricati a «valutazioni imprecise».
Dunque, la metropolitana è di tutti.
Passerà alla storia come «opera iniziata da Corsini e finita da Paroli» dice
Gallizioli. E continuata da chi governerà la Loggia dopo il 2013. Perchè certo è
che «l'estensione della linea attuale non è più rimandabile» insiste Rolfi con
l'occhio al deficit dei costi di gestione che si annuncia salato e stimato
intorno ai 20 milioni di euro all'anno.
«ABBIAMO di fronte uno scenario
finanziario nebuloso e critico – ammette il vicesindaco -, che il Comune possa
integrare i costi per due o tre anni è pensabile, ma non di più». Quindi «non
bisogna perdere un giorno e ragionare sul futuro per completare il sistema e
renderlo più efficace e sostenibile». Se il tema del convegno è «Metropolitana
di Brescia: da problema a opportunità?» l'intento è trasformare il punto di
domanda in esclamativo.
Per ora la commissione speciale valuta l'opportunità
dei tornelli, il biglietto integrato e le opere complementari che «verranno
realizzate a livello minimo perchè siamo la Giunta del fare – dice Gallizioli -
e vogliamo che i cittadini fin da subito possano cambiare mezzo di trasporto con
facilità». E anche (o forse soprattutto) perchè gli 85 milioni necessari a far
tutto per bene non ci sono e bisognerà accontentarsi dei 20 o poco più
disponibili.
Per il futuro, le linee sono tracciate dal presidente di Brescia
Mobilità Valerio Prignachi, anche lui al tavolo del convegno insieme al docente
di Tecnica ed economia dei trasporti a Ingegneria Giulio Maternini, presenti il
segretario cittadino del Carroccio Matteo Rinaldi e il presidente di
Confartigianato Eugenio Massetti a far gli onori di casa. Se Maternini
sottolinea che la mobilità non si risolve con un solo mezzo di trasporto, fosse
pure innovativo come il metrò bresciano, bensì con un sistema che integra
pedonalità, bus e ferrovie suburbane, Prignachi sviluppa la complessità dello
scenario.
Sulla direttrice est, i nodi critici del traffico in ingresso alla
città stanno prima della stazione di Sant'Eufemia, dunque le opere complementari
dovranno intercettare il traffico prima. La stazione Poliambulanza dovrà
raccogliere chi arriva dal casello di Brescia centro e ci vuole una strada per
portarceli. La direttrice Valtrompia è il prolungamento naturale verso nord ma
costerebbe forse più dei 700 milioni che si stanno spendendo. Morale,
zl'evoluzione deve portare a un'alta integrazione con le infrastrutture
esistenti». E tutto deve avvenire rendendo fluido e agevole il cambio di
mezzo.
BISOGNA poi mettere d'accordo il trasporto urbano e dei 14 comuni
dell'hinterland con quello extraurbano di competenza provinciale e con il
ferroviario della Regione, senza dimenticare che Brescia sarà in posizione
strategica nel corridoio V della Tav. È uno scenario da non dimenticare - esorta
Prignachi - quando si andranno a discutere gli aspetti finanziari con il
Governo. Ed è la «fase due», per la quale Gallizioli chiede di dar fiducia a
Brescia Mobilità «candidata a gestire il metrò».
Metropolitana di Brescia: da problema ad opportunità
Convegno promosso dal Capogruppo
Consiliare Lega Nord Lega Lombarda Bossi del Comune di Brescia.
Quando: venerdì 22 ottobre ore 18:00.
Sala Convegni Confartigianato sede di Brescia - in via Orzinuovi, 28 a Brescia
Ingresso: libero
Info: tel.
030.2977324.
Tra i presenti: Valerio Prignachi (presidente di Brescia Mobilità), Fabio Rolfi
(vicesindaco), Matteo Rinaldi (segretario cittadino Lega), Nicola Gallizioli
(capogruppo Lega in Loggia), Eugenio Massetti (presidente Confartigianato) e
Giulio Maternini (docente di Ingegneria).

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www.tplbrescia.it 03 ottobre 2010
Cerca, taglia, copia, incolla ed ecco cosa sono riuscito a fare: un brevissimo spot composto
"riciclando" video, immagini e audio recuperati da materiale presente
su Internet. La traccia audio è quella di un noto spot
istituzionale di una società che eroga un pubblico servizio.
L'intento è sempre quello di lanciare spunti affinché il trasporto
pubblico e la
nuova metropolitana di Brescia, che tra un paio di anni diventerà
patrimonio fruibile per tutta la città, siano adeguatamente valorizzati
ed incentivati
anche dal punto di vista dell'immagine.
L'idea è quella di sensibilizzare i cittadini (futuri clienti)
evidenziando il senso di appartenenza quasi affettivo del servizio e
della nuova infrastruttura al territorio (città ma anche provincia).
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Bresciaoggi 22 ottobre 2010
SICUREZZA. Intervento della Volante, a 24 ore dall'istituzione del servizio
della polizia locale sui mezzi pubblici
Bus, aggrediti due controllori
Eugenio Barboglio
Uno straniero sorpreso senza biglietto va in escandescenze Nel tentativo di
fuggire cade e viene bloccato dagli agenti
Da un paio di giorni è stato presentato il servizio di controllo sugli autobus,
controllo affidato alla polizia municipale. E presentandolo, era stato detto che
le liti tra controllori e evasori del pagamento del biglietto non sono nè una
banalità nè una rarità. E che era per questo che il servizio era stato
istituito.
Non si è dovuto attendere molto per avere la riprova nei fatti di
quelle parole. Una furiosa lite in via Corsica tra un immigrato e due impiegati
di Brescia Trasporti. Motivo? Il giovane marocchino non aveva pagato il
biglietto, non voleva pagare la multa e neppure scendere tranquillamente dal
mezzo pubblico. Solo che in quel momento sul bus non c'erano gli agenti della
locale il cui pattugliamento è per ora limitato a certe corse e certe ore.
Sicchè è dovuta intervenire una Volante delle polizia di Stato, chiamata da un
passante che ha assistito alla baruffa.
I due controllori sono saliti e
hanno iniziato a verificare che tutti i passeggeri fossero regolarmente muniti
del titolo di viaggio. Arrivati al marocchino, questi non aveva proprio nulla da
mostrare. Stava viaggiando senza biglietto. Normale che gli abbiano chiesto le
generalità. Ma prima, come avviene di prassi, lo hanno invitato a scendere dal
bus: nome, cognome, residenza eccetera gliele avrebbero chieste per strada. Lì
però non hanno trovato molta collaborazione. Al contrario.
L'UOMO si è
scagliato contro i controllori, ha inveito, li ha minacciati e li ha anche
aggrediti fisicamente, forse solo per farsi largo e fuggire. Ci ha provato, ma
nella corsa è inciampato in un dissuasore dei parcheggi ed è caduto. Nel
frattempo però il passante aveva già messo mano al cellulare e composto il 113.
E la centrale operativa inviato la Volante più vicina a via Corsica. La
pattuglia ci ha messo un attimo, e quando è arrivata il marocchino non si era
ancora allontanato.
Il passante ha raccontato della lite che aveva appena
veduto. E i controllori ne hanno svelato le ragioni. Mentre il «portoghese»,
incurante della presenza degli agenti, ha continuato a rivolgere ai dipendenti
di Brescia Trasporti gesti e frasi rabbiose. Caricato sulla «pantera» è stato
prima portato al Pronto soccorso per farsi medicare dalle ferite riportate
cadendo e poi in Questura dove è stato indagato per minacce gravi e lesioni.
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Una
città ideale per gli spostamenti. Cosa ne pensano i cittadini
secondo la rilevazione dell’Osservatorio “Audimob” di
Isfort
Per accedere ai dati e alla relazione cliccare sull'immagine sottostante.
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Giornale di
Brescia 21 ottobre
2010
Per il car-sharing partenza lenta «Ma è solo l'inizio»
Il servizio varato a febbraio conta oggi 109 abbonati
In controtendenza, sono più i privati che le aziende
Centonove abbonati, di cui 83 privati, in netta prevalenza rispetto alle
aziende (6 con 26 dipendenti iscritti) e in controtendenza rispetto alle altre
città. Oltre 8.000 km percorsi, con una media di 14-15 a corsa, ciascuna della
durata media di 3,5 ore, per un totale di circa 530 prelievi.
È la fotografia
dei primi otto mesi del car-sharing a Brescia, che se ancora non fa registrare
grossi numeri, in parte ha già superato le aspettative di MuovoSviluppo, la
società padovana che gestisce il servizio in base a un contratto quinquennale
con la Loggia. «Per l'utenza privata contavamo di raggiungere i 60 iscritti
nella fase di start-up e invece abbiamo già superato gli 80» racconta infatti
l'ad Maria Letizia Rigato. Aspetto che l'assessore alla Mobilità
interpreta positivamente: «La forte risposta dei privati dimostra che non è così
vero che i bresciani vogliono usare a tutti i costi la propria auto».
Il
sistema di «mini-noleggio» della vettura, introdotto a febbraio ma a regime da
marzo, prevede per i privati un abbonamento annuo di 100 euro (più 20 di
cauzione) e una tariffa chilometrica-oraria (diurna: 2 /h, 0,35 /km, benzina
inclusa). Allo stato si basa su cinque postazioni attive (via IV Novembre-piazza
Vittoria, piazzale Arnaldo, via Malta e piazza Padre Pio e Ikea di Roncadelle) e
una flotta di sei auto (tra cui un furgone Fiat Doblò) che a breve diverranno
otto.
Diverse poi le convenzioni - come spiega Rigato -, con sconti
immaginati per varie categorie, dagli universitari agli utenti di bus e BiciMia,
sino agli over 60 e alle famiglie: «Chi non può permettersi un'auto, specie con
la crisi, o non più di una per nucleo familiare, può però averne bisogno in casi
particolari e crediamo così di essere vicini ai cittadini» commenta
Orto.
«Per far decollare il car-sharing - conclude Rigato - serve ora
coinvolgere di più le aziende per le quali sono previste convenzioni
personalizzabili. E puntiamo sull'integrazione con gli altri mezzi del trasporto
pubblico locale», obiettivo per il quale Loggia e Brescia Mobilità stanno
studiando una «tessera unica della mobilità».
Il servizio rientra poi nel
circuito «Ics»: gli utenti possono avvalersi delle «auto-in-prestito» anche in
altre 10 città e viceversa, e già 406 abbonati di altre città sono saliti sul
car-sharing bresciano. Tutti i dettagli del quale sono sul sito
www.carsharingbre scia.it, che consente di iscriversi e prenotare
l'auto.
Gianluca Gallinari

Bresciaoggi 21 ottobre 2010
MOBILITÀ SOSTENIBILE. Primo bilancio del Comune: 107 iscritti al servizio,
dato in linea con le altre città italiane
Car sharing, debutto positivo «Siamo sulla buona strada»
Michela Bono
Ci sono anche ultra ottantenni tra i fruitori del servizio innovativo
Brescia si distingue dalle altre città per l'uso sporadico e occasionale
Brescia ha risposto positivamente alla sfida del car sharing. A otto mesi
dall'avvio del servizio i dati sull'utilizzo sono in linea con il trend
nazionale. «Questo ci dice che non è vero che i bresciani vogliano sempre girare
con la loro auto - ha dichiarato l'assessore alla mobilità Nicola Orto -;
abbiamo ancora da lavorare molto, ma siamo sulla buona strada».
AD OGGI sono
107 i tesserati, di cui quasi la metà già abbonati ad altri servizi di mobilità
tipo Bicimia. «Utenti evidentemente già sensibili ai temi della sostenibilità -
ha sottolineato Letizia Rigato, amministratore del gestore Muovosviluppo -; ma
l'altra metà è ex novo e questo ci fa ben sperare».
Secondo Rigato, sono più
i privati ad aver scelto di condividere l'auto, ma non esiste un utente tipo:
sedici sono gli abbonati family, ovvero quelli che hanno scelto un abbonamento
da far utilizzare a tutti i membri della famiglia. Secondo le statistiche,
questa opzione è comoda per le famiglie che possiedono già un'auto propria, ma
desiderano poter contare su un mezzo «jolly» in caso di bisogno. Nonostante gli
abbonati siano più uomini, sembra siano più le donne ad utilizzare il car
sharing, soprattutto nella fascia d'età tra i 30 e i 40 anni, prevalentemente di
pomeriggio. «Molti confermano una necessità di utilizzo sporadico - spiega
Rigato - di una o due volte alla settimana, e per la durata temporale minima:
un'ora». Il dato che discosta Brescia dai trend di car sharing nazionali
riguarda gli utilizzatori over 60: «Sono il 10,3 per cento - ha sottolineato
Rigato - di cui tre utenti ultra ottantenni. In altre città il servizio non è
utilizzato da persone su d'età». Delle sei vetture disponibili in città sembra
che le auto più utilizzate siano le due Fiat 500 piazzate nei parcheggi centrali
di via IV Novembre e piazza Arnaldo. Oltre a queste sono disponibili una Panda
(sempre in via IV novembre), una Grande Punto in via Malta, un'altra Panda in
piazzale Padre Pio vicino all'ospedale Civile e un Doblò cargo all'Ikea di
Roncadelle. Entro la fine dell'anno saranno inserite nella flotta due nuove
vetture, una Zafira e un altro Doblò. Secondo gli standard europei deve essere
disponibile un'auto ogni 16 utenti.
IL SERVIZIO, che via via verrà
incrementato, permette di disporre di un'automobile quando serve. Questo lo
slogan del car sharing, che ben descrive l'utilizzo-tipo del servizio, rapido e
sporadico. Attraverso un abbonamento annuale del costo di 100 euro per i privati
e 150 per le aziende, si può prelevare un'automobile e pagare in base a due
parametri: i chilometri percorsi e il tempo di utilizzo. «Il servizio è
conveniente per chi fa tra 5.000 e i 7.000 chilometri all'anno - spiega Rigato -
tenendo conto che esistono tariffe personalizzate secondo il proprio profilo».
L'auto si prenota al call-center o via internet e dopo 15 minuti può essere
ritirata. Molti i vantaggi: la benzina è compresa nel prezzo di utilizzo ( i
rifornimenti vengono fatti grazie ad una card in distributori convenzionati ),
si può parcheggiare gratuitamente anche nelle linee blu e si può accedere alle
zone ztl. Inoltre, abbonandosi si entra a far parte del circuito nazionale di
car sharing, che permette di prelevare l'auto in tutte le città dove è attivo il
servizio.
Bresciaoggi 21 ottobre 2010
LA PROPOSTA. «Muovosviluppo» pensa a soluzioni accattivanti
Il «sì» di sei aziende
Ma è soltanto l'inizio
Ikea ha fatto da apripista Sperimenta la Loggia Avviati accordi con Statale,
Cattolica e carabinieri
Inizialmente erano reticenti, ma il numero sembra aumentare sempre più. A
fronte di una quota più che soddisfacente di privati, il car sharing è ancora
poco utilizzato dalle aziende, per le quali il gestore del servizio
«Muovosviluppo» sta pensando a convenzioni accattivanti. Ad oggi sono sei, per
un totale di 26 utenti.
Ikea fa da apripista: «Per primi hanno sperimentato
una formula semiesclusiva chiedendo un Doblò Cargo riservato ai clienti del
negozio di Roncadelle - spiega Letizia Rigato, amministratore del gestore -; le
altre aziende iscritte sono di piccole dimensioni, fino a tre dipendenti».
Sempre Ikea doterà i 280 dipendenti di una smartcard che permetterà loro di
usufruire del servizio.
Anche il Comune, assieme a Brescia Trasporti e
Brescia Mobilità, ha deciso di aderire avviando una sperimentazione che prevede
l'attivazione di 180 smartcard per due auto in uso semiesclusivo dedicato ai
propri dipendenti. L'obiettivo è ridurre il numero dei veicoli delle flotte
aziendali (si calcola che ogni auto in car sharing equivale alla riduzione di
tre auto fisse).
Anche le università sono un target papabile e Muovosviluppo
ha avviato accordi con la Statale e la Cattolica. Inoltre, sono in via di
definizione intese con il comando dei carabinieri, La Feltrinelli, l'Ordine
degli Architetti e l'associazione Amici per Passione. «I servizi sono modulabili
a seconda delle esigenze: al crescere dei dipendenti si abbassano i prezzi»
spiega Rigato.
TRA I PROGETTI anche un nuovo stallo di prelievo nei pressi
della stazione ferroviaria, utile sia ai professionisti che ai privati e, in
futuro, un'unica tessera integrata con tutti i servizi di mobilità cittadina.
Presto, grazie alla sperimentazione sulla mobilità elettrica avviata in
partnership con A2A e Comune di Brescia, anche l'inserimento di un'auto
elettrica. Per informazioni è possibile consultare il sito
www.carsharingbrescia.it. M.BO.
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Giornale di
Brescia 21 ottobre
2010
Brescia città inquinata? «Ridurre automobili e rifiuti»
Il Coordinamento ambientalisti: Pm10 già al doppio dei limiti Ue
«Il ring sembra un’autostrada. A rischio la salute dei cittadini»
L'Unione Europea e la legge italiana tollerano 35 giorni all'anno di superi
delle Pm10. A Brescia il tetto è stato toccato lo scorso 14 febbraio, mentre il
13 ottobre (a rivelarlo è stata la centralina del Broletto) la soglia è stata
doppiata. Nel 2009 la stessa cosa successe a novembre. A ieri, mentre si
svolgeva una conferenza stampa organizzata dal Coordinamento comitati
ambientalisti per richiamare l'opinione pubblica sul tema, i giorni di
superamento erano già 72. Secondo dati Ue relativi al 2004-2008, inoltre,
Brescia è la terza città europea con l'aria più inquinata.
Nel corso
dell'incontro - durante il quale è stata anche presentata un'opera d'arte a tema
realizzata dai ragazzi del liceo artistico Olivieri - i relatori (Imma
Lascialfari, presidente del Coordinamento, e i membri dei comitati Marino
Ruzzenenti e Maurizio Bresciani) si sono focalizzati su tre punti: cause,
rischi, soluzioni. «L'inquinamento dell'aria è causato in buona parte dal
traffico, divenuto selvaggio - ha spiegato Bresciani -. Pensiamo al ring: ormai
è una sorta di autostrada».
«L'inquinamento dell'aria porta all'aumento del
rischio di sviluppare malattie cardiocircolatorie e tumori - ha spiegato
Ruzzenenti -. Le Pm10 causano anche la modificazione del dna e provocano la
trombosi venosa. Chi rischia di più sono i bambini. Secondo uno studio della
Società italiana di pediatria il tumore infantile è cresciuto dell'1,2% in
Europa e del 2% in Italia. Le possibili soluzioni? Diminuire drasticamente tutte
le combustioni, elettrificare gli autobus, aumentare la raccolta differenziata
per ridurre i rifiuti da portare all'inceneritore, piantare il maggior numero di
alberi possibile».
Il 16 febbraio 2009 i comitati avevano diffidato le
autorità un atto perché adottassero provvedimenti per arginare l'emergenza.
Quest'anno la diffida è diventata un esposto alla Magistratura.
Daniele
Ardenghi
Bresciaoggi 21 ottobre 2010
QUALITÀ DELL'ARIA. Allarme dai rilevamenti sulla centralina in Broletto: si
rischia di andare oltre i 100 giorni di superi
Smog, Brescia «caso» europeo
Lisa Cesco
In città sono già 70 i superamenti del livello di Pm10 accettabile Verso un
triste record: si rischia di triplicare i limiti imposti dall'Ue
Brescia ha raggiunto quota 70. Un risultato di cui non andare fieri, perchè si
riferisce alle giornate di supero del livello di guardia delle polveri sottili
Pm10, registrate dalla centralina del Broletto. «Siamo riusciti a fare peggio
del 2009, quando i 70 giorni furono raggiunti dalla centralina del Broletto il
17 novembre e da quella del Sereno il 14 novembre: quest'anno il traguardo è
stato raggiunto in Broletto un mese prima, il 13 ottobre», dicono i
rappresentanti del Coordinamento Comitati ambientalisti Lombardia, Imma
Lascialfari, Marino Ruzzenenti e Maurizio Bresciani.
L'UNIONE EUROPEA e la
legge italiana impongono di non oltrepassare i 35 giorni di supero delle Pm10
nell'arco di un anno, a Brescia abbiamo già superato due volte questo limite, e
da qui a fine anno è facile immaginare che si oltrepasseranno di gran lunga i
100 giorni, ovvero tre volte i limiti di legge. «Aver raggiunto “quota 70” in
centro storico è la riprova che aver liberalizzato in traffico veicolare ha
portato a un peggioramento della qualità dell'aria», osserva Bresciani.
Non
bastava essere la terza città europea con l'aria più inquinata, secondo lo
studio AirBase dell'Agenzia europea per l'ambiente, che incrociando i dati
riferiti al periodo 2004-2008 di 221 centri urbani ha posizionato Brescia al
terzo posto, dopo la bulgara Plovdiv e Torino, fra le città con qualità
dell'aria peggiore, evidenziando che nel 2008 l'aria respirata a Brescia è stata
di 2,3 volte superiore ai parametri di legge. Anche i più recenti dati della
centralina in Broletto sono allarmanti. «Si predica la tolleranza zero
sull'illegalità, e non si interviene con forza sulla violazione dei limiti di
legge previsti per l'aria, posti a tutela della salute dei cittadini – considera
Ruzzenenti -. E' necessario fare qualcosa, e subito, assumere questa come una
priorità, perché è una delle grandi emergenze da risolvere».
Ci sono studi
che confermano i gravi danni alla salute causati dalle Pm10 nell'aria, in
particolare malattie cardiocircolatorie, affezioni respiratorie e tumori:
ricerche hanno dimostrato una correlazione fra inquinamento atmosferico e cancro
al polmone, ed estrapolando i dati sulle diverse città italiane di uno studio
OMS si calcola che a Brescia 175 morti ogni anno andrebbero riferite a un
esubero di Pm10 nell'aria, di cui circa 16 per cancro al polmone. A farne le
spese sono soprattutto le categorie più fragili come i malati cronici, gli
anziani e soprattutto i bambini, tanto che i tumori infantili in Italia stanno
aumentando a un ritmo del 2 per cento l'anno - come denuncia la Società italiana
di Pediatria - una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea dell'1,2
per cento.
«E' NECESSARIO intervenire con provvedimenti straordinari per
tutelare la salute dei cittadini», dice Ruzzenenti, suggerendo una serie di
interventi non più procrarstinabili: elettrificare gli autobus della città
(rispolverando il vecchio filobus), come stanno facendo molti centri europei,
per azzerare le emissioni; ridurre drasticamente le combustioni, dimezzandole
sia nei motori a scoppio che negli impianti industriali; diminuire il traffico
veicolare. «C'è poi la questione del termoutilizzatore – spiega Ruzzenenti -, la
cui attività dovrebbe essere ridotta a un terzo di quella attuale, con
l'incentivazione della raccolta porta a porta che consentirebbe di bruciare i
rifiuti restanti su un'unica linea». «Quanto all'apertura di Formigoni su una
centrale nucleare in Lombardia – conclude Lascialfari -, siamo contrari e non la
vogliamo, meglio le energie alternative».
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Bresciaoggi
19 ottobre 2010
LA NOVITÀ. Saliranno in coppia su alcune linee urbane, per
«assistere» sia i cittadini, sia gli operatori (come ad esempio i controllori)
nella tutela della sicurezza
Vigili urbani antiscippo (e non solo) sui bus
Mara Rodella
Tra le linee ritenute «critiche» ci sono la 12 per il «Fortuny» e la 13 per
il Cfp di via Cantore Il vicesindaco Rolfi: «Ce l'hanno chiesto i cittadini»
I giovanissimi sorridono, gli anziani annuiscono,
alcuni passeggeri si chiedono cosa stia succedendo. Anche se c'è chi continua a
guardare fuori dal finestrino con le cuffiette nelle orecchie. In effetti, non
capita spesso che sull'autobus, in via Milano, salgano assessori, una decina di
giornalisti e operatori e, soprattutto, due vigili urbani rigorosamente in
divisa. E se per il gruppo mediatico si è trattata di un'eccezione, ai
poliziotti gli utenti si dovranno in un certo senso abituare. Perché ha preso il
via proprio nei primi giorni di ottobre la nuova iniziativa nata dalla sinergia
tra Loggia, Brescia Mobilità e Polizia locale, che vedrà gli agenti non più solo
in strada o in auto, ma anche su alcune linee urbane, per «assistere» cittadini
e operatori (come i controllori) nella tutela della sicurezza. Saranno quindi un
deterrente da un lato, e un valido aiuto in caso di necessità,
dall'altro.
«Dopo i riscontri positivi della sperimentazione estiva, abbiamo
deciso di estendere il servizio anche ai mesi invernali - spiega il vicesindaco
Fabio Rolfi -. Sono stati proprio gli utenti a richiedere questi controlli dopo
aver assistito a una serie di situazioni di disagio a bordo». Disagio come
bullismo e tensioni particolari tra controllori e contravventori. «I bresciani
hanno segnalato casi di prevaricazione da parte dei giovani - conferma il
commissario Francesco Natoli, che coordinerà il servizio -: salgono, spintonano,
insultano. Oltre a garantire il rispetto delle regole e del pagamento dei titoli
di viaggio, vogliamo prevenire scippi e truffe».
Per ora le linee «critiche»
nel mirino dei poliziotti sono la 12 Fiumicello-Sanpolino (corsa scolastica del
Fortuny), la 13 Gussago-Poliambulanza (corsa scolastica Cfp di via Cantore), la
1 Mompiano-Masaccio nel tratto stazione e in zona San Polo a cui si aggiunge la
16 in via Maggia, la 9 Violino-Buffalora (tra piazza Garibaldi e il villaggio
Violino), la 3 Mandolossa-Rezzato, la 11 Collebeato-Botticino (zona Casazza), e
tutta la zona stazione.
«SALIRANNO due agenti alla volta per un totale di 12
poliziotti a rotazione su 15 servizi al mese - rileva Roberto Novelli,
comandante della Locale -. La pianificazione del lavoro sarà tanto mirata quanto
flessibile, in base alle valutazioni mensili. Anche la durata del tragitto potrà
cambiare: gli agenti potrebbero restare a bordo da capolinea a capolinea o
scendere e cambiare tratta». Parole chiave: attenzione e improvvisazione. In
effetti, quella delle contravvenzioni che in tanti si rifiutano di pagare non è
una banalità. Non di rado i controllori si trovano di fronte utenti che non ne
vogliono sapere di saldare le multe. E i numeri crescono. «Ogni anno palazzo
Loggia mette nelle casse di Brescia Trasporti 2 milioni 800 mila euro per il
mancato aumento del costo dei biglietti, fermo a 1 euro, e per le agevolazioni
degli abbonamenti di anziani o studenti - spiega il presidente, Andrea Gervasi
-. Ma, di contro, nel 2010 l'evasione è aumentata di 1 punto rispetto all'anno
scorso, passando dal 4,5 per cento al 5,5, vale a dire ben 1.275 contestazioni
in più rispetto al 2009, per un totale di 10.703 multe verbalizzate, di cui
4.461 saldate a bordo». Sempre nel 2010, sono 14.940 gli autobus controllati,
per un flusso di 193.070 passeggeri.
Un servizio che anche Milano ha
sperimentato (in modo sporadico) e che vede, a Brescia, accanto agli agenti,
anche la presenza di sei assistenti civici, ma solo il sabato e sulle linee 1 e
3. «L'Associazione volontari paracadutisti ha iniziato un paio di anni fa a
controllare i bus - ricorda Rolfi -: chiaro, non possono chiedere documenti o
fermare le persone, ma la loro presenza tranquillizza, fanno da sentinelle. Uno
di loro un anno fa, mentre aspettava il bus in via Milano, ha bloccato un
malvivente che aveva appena rapinato una signora».
Giornale di
Brescia 19 ottobre
2010
Polizia Locale sugli autobus contro bulli e «scrocconi»
Il servizio interesserà alcune linee indicate da BresciaTrasporti
Ad oggi sono state elevate più di 10mila multe, 4mila pagate subito
Dopo un primo momento di stupore, su buona parte dei passeggeri della «3», in
un normale pomeriggio di metà ottobre, si stampa un sorriso di soddisfazione.
«Se ci sono loro è meglio, visto i tempi» commenta un pensionato. «È utile -
aggiunge una giovane donna con il sacchetto della spesa in mano -, anche se
personalmente sui mezzi pubblici non ho mai avuto problemi». «La prima
impressione è buona - aggiunge una signora seduta -. Sono contenta che ci
siano».
Da questo mese il servizio sperimentale della presenza di due agenti
della Polizia locale su alcuni autobus che effettuano servizio urbano, è
divenuto infatti effettivo: dodici agenti, in coppia, e a turno, coordinati dal
commissario Francesco Natoli, saliranno su alcuni bus delle linee maggiormente
frequentate per porre un freno a situazioni che in passato avevano creato un
certo disagio, tra bulletti prepotenti e persone che si sono mostrate
irrispettose delle buone regole di educazione civica, e che hanno pure mancato
di rispetto nei confronti del persona dell'azienda in servizio, soprattutto nei
confronti di chi è stato trovato a viaggiare senza biglietto (o abbonamento). Le
linee individuate sono la 12, la 13, e pure la 1 in tutto il suo tragitto, la 9,
la 3 la 11 e tutte quelle in zona stazione.
«I quindici servizi al mese da
parte degli agenti della Locale sono assolutamente flessibili, in orari
variabili, senza preordinare nulla per rendere più efficace il loro stesso
intervento - ha spiegato il vicesindaco Fabio Rolfi nel presentare la nuova
attività che impegnerà gli uomini del Comando di via Donegani -. I due agenti
salgono e svolgono una funzione di deterrenza, danno una maggiore percezione di
sicurezza e molti sono gli utenti che hanno mostrato di apprezzare».
I
vigili avranno una funzione deterrente, anche nei confronti di tutti coloro che
salgono senza pagare il biglietto. BresciaTrasporti nel corso dell'anno ha
infatti registrato un aumento di questo tipo di «evasione» che è pari all'1%.
«Dal 4,51 % dello stesso periodo del 2009 siamo passati al 5,54% del 2010 - ha
evidenziato il presidente Andrea Gervasi -. Di tutte le penali contestate sul
bus, solo il 50% viene pagato subito, mentre il restante 50% viene affidato ad
un ufficio di recupero crediti».
Il presidente ha snocciolato i numeri:
«Sono stati 14.940 gli autobus sui quali sono stati effettuati i controlli, per
un numero complessivo di 193.070 passeggeri. Le "multe" comminate sono state
10.703, e solo 4.461 sono state pagate subito, le altre 6.242 sono rimaste
segnalazioni. Tra 2009 e 2010 se ne sono registrate 1.275 in più».
A sostegno
del Trasporto pubblico (con abbonamento per studenti, famiglie numerose o
lavoratori e per mantenere il prezzo del biglietto a 1 euro, a fronte dell'1.30
che dovrebbe costare per non essere in perdita) l'Amministrazione comunale ha
versato due milioni e 800mila euro.
Daniela Zorat

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Bresciaoggi
19 ottobre 2010
AMBIENTE. Uscito il diciassettesimo rapporto curato da Legambiente. L'analisi
della sostenibilità anche per singoli settori: dall'aria ai rifiuti, dal
trasporto al verde
Ecosistema urbano: Brescia sempre più giù
Thomas Bendinelli
Nella classifica del Sole-24 Ore la città perde altre tre posizioni Nel 2009
era già scesa di 23 posti, nel 2008 di altri 10: e fanno 36
Brescia scivola sempre più in basso sul piano ambientale. A rilevarlo è il 17°
rapporto sull'Ecosistema urbano realizzato da Legambiente in collaborazione con
Il Sole 24 Ore. Quest'anno Brescia scende al 51° posto, tre in meno dello
scorso anno, dopo aver perso 23 posizioni lo scorso anno e 10 l'anno precedente.
Il dato è in linea con la media lombarda, cosa che non fa gioire ma anzi fa
inorridire Legambiente regionale quando parla di «tracollo ambientale» per le
città lombarde.
La classifica generale è un indice sintetico che mette
insieme 25 parametri diversi su consumi energetici, rifiuti, mobilità, verde
urbano, qualità dell'acqua e dell'aria, efficienza della Pubblica
Amministrazione. I dati sono raccolti sulla base di questionari e interviste ai
103 Comuni capoluogo e di altre fonti statistiche. Il valore massimo rappresenta
la prestazione di una città sostenibile, una città ideale ma nelle condizioni
attuali e non quindi, viene osservato nel rapporto, una città utopica. In
generale, le città piccole e medie fanno meglio di quelle grandi (l'unica tra le
prime dieci è Bologna) e quelle del Nord fanno meglio di quelle del Sud. È in
questo contesto che Brescia è scesa al 51esimo posto.
In testa ci sono
quest'anno Belluno, Verbania e Parma, le stesse città dello scorso anno (con
posizione invertita per le prime due). Per trovare la prima lombarda bisogna
andare fino alla posizione numero 21, dove c'è Mantova. Peggio di Brescia, in
Lombardia, ci sono solo Milano, Lecco e Como.
Per quanto riguarda la qualità
dell'aria Brescia è in situazione critica: 80esima per le polveri fini e il
rischio ozono, 82esima per il biossido di azoto. Di acqua ne consumiamo troppa,
ma se non altro la depuriamo in modo adeguato e non ne facciamo perdere più di
tanto dalla rete.
I risultati migliori arrivano dal trasporto pubblico:
secondi per viaggi collettivi, 11esimi nel parco mezzi, quarti nell'indice
sintetico sulla mobilità sostenibile. Peggio andiamo sulla mobilità privata, con
67 automobili ogni 100 abitanti.
Buoni risultati anche dal verde urbano
procapite (16,73 mq per abitante) e sulle aree verdi complessive della città. In
compenso abbiamo solo 0,08 mq di isole pedonali, mentre siamo in 15esima
posizione rispetto all'estensione delle zone a traffico limitato. Bene anche
l'estensione delle piste ciclabili.
LUCI E OMBRE dal fronte energetico
mentre il fronte rifiuti è assai nuvoloso. La raccolta differenziata ci vede in
40esima posizione con il 40% circa contro il 76% di Pordenone. In compenso
produciamo una quantità abnorme di rifiuti: oltre 700 kg a testa all'anno.
Belluno, per dare un'idea, ne produce meno di 400.
Un po' sopra la media i
parametri che riguardano la Pubblica Amministrazione e i rapporti con le
aziende, ad eccezione delle certificazioni Iso 14001. «Il dato che più ci
preoccupa è che il calo di Brescia non sembra destinato ad arrestarsi nei
prossimi anni - osserva in una nota Legambiente di Brescia -. Anzi, in base ai
progetti dell'Amministrazione Comunale, ci aspettiamo ulteriori perdite di
posizioni nelle future edizioni». «Se saranno effettivamente realizzati i
progetti come il parcheggio sotto il castello o lo stadio al posto del parco
delle cave - continua la nota - Brescia si ritroverà sempre più in basso nella
classifica. E scendere in graduatoria non è un problema di orgoglio
campanilistico, ma un pericolo per la salute». Da qui la richiesta
all'Amministrazione di «un deciso cambio di rotta
Giornale di
Brescia 19 ottobre
2010
LA CLASSIFICA DI LEGAMBIENTE
Qualità ambientale: la pagella peggiora
Brescia perde tre posizioni rispetto allo scorso anno, scendendo al 51esimo posto. Aria malata con ozono, Pm10 e biossido d’azoto
In città tira una brutta aria. Le difficoltà del nostro apparato respiratorio
sono state «ufficialmente» riconosciute anche dai ricercatori di Legambiente e
Ambiente Italia che, nel rendere noto i dati dell'annuale classifica di
«Ecosistema urbano», hanno declassato Brescia di tre punti rispetto all'anno
scorso. Per intenderci, il punteggio della Leonessa è al 51esimo posto su 103
città, con 50,69 punti; al primo posto si trova Belluno con 71,48 punti e
all'ultimo Catania con 21,32 punti. Dunque, non siamo ancora in zona
retrocessione: la media italiana, in base ai parametri monitorati dall'indagine,
si attesta sui 49,36 punti. Ma ci stiamo avvicinando.
E la «colpa», per così
dire, è da attribuire soprattutto alle polveri sottili PM10 che ci spingono
all'ottantesimo posto; alle emissioni pericolose di biossido di azoto con le
quali raggiungiamo la parte bassa della classifica all'82esimo posto e al
rischio ozono, all'ottantesimo posto.
Uso e abuso di acqua
Ma ci sono
anche altri indicatori che non ci permettono di «fare bella figura»: ciascuno di
noi ogni giorno consuma 200,4 litri di acqua, quando gli abitanti di Agrigento,
la città più virtuosa per questo indicatore, ne consumano solo 97,1 litri (anche
se, per la città siciliana, si dovrebbe aprire il capitolo della disponibilità
di acqua per usi civili). In compenso, abbiamo un'ottima capacità di depurazione
del prezioso liquido: al 14% posto, pari merito con altre sei città, dunque un
punto sotto l'indice massimo. L'altro settore «misurato» è il numero delle
automobili circolanti ogni 100 abitanti: a Brescia sono 67, di gran lunga
superiori a quelle di Genova che ne ha 47, di molto inferiori ad Aosta con 208.
Le «nostre» moto in strada, invece, sono nove ogni 100 abitanti. Non possiamo
lamentarci per numeri di viaggi che ogni cittadino compie su un mezzo pubblico
almeno una volta l'anno: nella classifica delle città medie siamo al secondo
posto con 167 corse, dopo Trento che ne ha 182.
Un sospiro di sollievo lo si
può tirare se ci si sposta a leggere la tabella della mobilità sostenibile nella
quale Brescia si trova al quarto posto. E non va troppo male nemmeno
nell'estensione di verde urbano in metri quadrati per ogni abitante: ciascun
bresciano «possiede» 16,73 metri quadrati di verde (25esimo posto in classifica)
a fronte dei 43 di chi abita a Sondrio e dei 12 di chi vive a Crotone.
Tempi
duri per i pedoni
Siamo al 14esimo posto, invece, per superficie delle
differenti aree verdi sul totale di quella comunale : è pari a 2.897 metri
quadrati per ettaro. Ma chi decide di camminare, invece di usare mezzi pubblici
o privati, non ha vita facile: ciascuno ha solo 0,08 metri quadrati di
superficie stradale pedonalizzata. Va meglio per chi pedala: ogni 100 abitanti,
ci sono 19,63 metri di piste ciclabili.
Voltando pagina per leggere le
informazioni sulle politiche energetiche, emerge che a Brescia nel sistema di
approvvigionamento con il fotovoltaico sono stati installati 0,72 chilovattori
su edifici comunali ogni mille abitanti (25esimo posto nella classifica). Nelle
politiche del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili siamo in 36sima
posizione. Ancora, la percentuale di rifiuti differenziati (frazioni
recuperabili) sul totale dei prodotti è pari al 40,8% (quarantesima posizione).
Ciascun bresciano, invece, produce 704,4 chilogrammi di rifiuti l'anno (88esimo
posto in classifica). Anche nel capitolo del «marchio di sostenibilità», ovvero
delle certificazioni ambientali ogni mille imprese attive, la nostra città non è
in buona posizione: è al 54esimo posto, con 2.4 certificazioni
accertate.
Legambiente di Brescia
«Il dato che più ci preoccupa è che
questo calo non sembra destinato ad arrestarsi nei prossimi anni, anzi, in base
ai progetti dell Comune, ci aspettiamo ulteriori perdite di posizioni nelle
future edizioni - sostengono Mario Capponi e Isaac Scaramella del Circolo
Legambiente Brescia -. Se saranno effettivamente realizzati progetti quali il
parcheggio sotto il castello o lo stadio al posto del parco delle cave, gli
indicatori peggioreranno e Brescia si troverà sempre più in basso. Scendere non
è un problema di orgoglio campanilistico, ma un pericolo per la salute dei
cittadini e chiediamo alComune una seria riflessione sulla direzione su cui sta
portando Brescia e, quindi, un deciso cambio di rotta».
Anna Della Moretta
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Esempi di iniziative di
comunicazione per
metropolitane e trasporto pubblico nel mondo
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Giornale di Brescia 17 ottobre 2010

Metrò, il prolungamento è già sulla carta
L’estensione
verso Concesio vanta il sì del Ministero e costa 40 milioni di
euro, mentre il progetto di Lamarmora-Fiera è congelato: a
mancare sono i fondi regionali e la sfida da vincere è Expo 2015
I progetti esistono già e risalgono esattamente al 2000, a quando cioè Comune,
Provincia e Regione siglarono il Protocollo d'intesa che sanciva lo spirito
«provinciale» della metropolitana. All'accordo seguì quindi una prima
progettazione che puntava verso due direzioni precise: Concesio - pensata come
fermata apripista per l'esportazione dell'opera nel primo hinterland - e
Lamarmora Fiera. Due disegni che hanno poi però avuto un percorso diverso: il
primo, sottoposto alla Commissione ministeriale, ha ottenuto il placet. Il
secondo, invece, è stato «congelato», perché il nuovo sito non aveva - secondo
le stime condotte allora - la densità urbanistica adeguata per sostenere il
costo dell'intervento. Due questioni legate però dallo stesso minimo comune
denominatore: l'assenza dei fondi regionali.
La questione dell'allungamento
del tracciato torna insomma attuale dieci anni più tardi. A sollevarla, gli
esponenti della Lega in Loggia che - nelle dichiarazioni del vicesindaco Rolfi
prima e in quelle del capogruppo Gallizioli poi - riallacciano così la nuova
strategia a quella originaria. Anche se, documenti alla mano, tutto è già nero
su bianco.
Quel «no» dal Pirellone
L'occasione per fare riemergere i dati
e la memoria storica dell'operazione Metrobus è il dibattito organizzato lo
scorso giovedì sera da Brescia per passione, dove al tavolo - insieme a Laura
Castelletti, Luciano Cantoni, il sindaco Paroli e Nicola Gallizioli - era seduto
anche Ettore Fermi, già presidente di Brescia Mobilità, che quell'opera l'ha
seguita passo dopo passo. Quella l'occasione per risfogliare i documenti. Ma
partiamo dall'inizio.
La fermata che sarebbe andata a collegare il Prealpino
a Concesio, era collocata esattamente di fronte al centro Auchan: lì sarebbe
dovuto sorgere il primo sito dell'hinterland, una sorta di «simbolo», a
segnalare che sì, il metrò sarebbe sbarcato in provincia. Nel 2004 la Conferenza
dei servizi nazionale concede il nullaosta al progetto, il cui costo è stimato
attorno ai 43 milioni di euro. Tra i finanziatori però, accanto a Stato e Loggia
manca il disco verde del Pirellone: la Regione ufficializza infatti la mancanza
di fondi da destinare all'operazione Brescia e hinterland. Risultato: al momento
della gara d'appalto la ditta vincitrice del bando, ovvero Ansaldo, aveva
comunque provveduto alla pianificazione progettuale di tutte le fermate (fino a
Gardone e Inzino), ma non si è mai riusciti a passare dalla teoria alla pratica
per via dell'uscita di scena della Lombardia.
Con la Sede unica...
Un
discorso a sé va invece fatto per il dossier «cinque stazioni». Al centro, il
sito Lamarmora Fiera, che - sempre nel 2004 - seguì lo stesso iter, ma si bloccò
prima. La bocciatura arrivò dal Ministero: dopo uno studio attento sulla zona
infatti emerse che «l'asta non aveva le adeguate densità urbanistiche». Tradotto
in pratica, il quartiere non garantiva il necessario passaggio, ovvero un numero
di utenti tale da giustificare lo stesso investimento. Ma come era pensato il
metrò? Un primo tratto in galleria coperta (a circa 30 metri di profondità), poi
in trincea. Tutto ciò sino a via Salgari, prima delle cinque tappe per
raggiungere la Fiera (costo totale: 140 milioni di euro circa).
Un progetto,
quest'ultimo, che potrebbe essere rispolverato dalla Loggia. Per almeno due
ragioni. La prima è di carattere economico: guardando ai piani del Pirellone è
cioè proprio la sfida Expo a poter rappresentare l'opportunità per incassare
l'assegno a fondo perduto della Regione. La seconda è di carattere
tecnico-urbanistico: la Giunta Paroli ha pensato ad una Sede unica degli uffici
comunali all'interno degli ex Magazzini generali. Con il trasferimento
dell'apparato amministrativo il bacino di utenti è quindi destinato a duplicare.
E con esso la percentuale di un disco verde dal Ministero per i fondi necessari
alla fermata di via Salgari.
Nuri Fatolahzadeh
Fermi: «Stazione al Parco dello sport? Difficile e costosa»
«Tecnicamente tutto è possibile, ma un punto è certo: una nuova stazione nella
zona del futuro Parco dello sport non solo è complicatissima ma anche molto
costosa». Così l'ex presidente di Brescia Mobilità, architetto Ettore Fermi,
interviene nel dibattito legato alla partita prolungamento del metrò.
La
soluzione «sarebbe piuttosto quella più semplice, ovvero organizzare un via vai
di bus navetta che consentano, specialmente durante il fine settimana, di
raggiungere stadio e Palazzetto dello sport - spiega Fermi -. Basti pensare che
la nuova fermata dovrebbe partire da Sanpolino in viadotto per poi proseguire a
raso fino al Parco dello sport. Il tutto modificando il sistema
binario».
Infine, l'impronta che il progetto Metrobus dovrebbe imprimere
sulla città: «Una modernizzazione di straordinaria importanza, perché oltre ad
una vera e propria rivoluzione infrastrutturale l'obiettivo è quello di
migliorare la qualità della vita», di offrire un ulteriore servizio che va
insomma a conferire un valore aggiunto alla città e a chi sceglie di risiedervi.
Il paragone scelto è la rete del teleriscaldamento: «Si è visto che per
risparmiare o semplicemente per avere una migliore qualità dell'aria e della
vita si è disposti ad allontanarsi dal capoluogo preferendo ad esso
l'hinterland. Il Metrobus equilibrerà il trasporto pubblico e privato e
recupererà la vivibilità di Brescia». n. f.
I due nodi: riserve e manutenzione
Capitolo conti. Quanto costa cioè la realizzazione della
metropolitana leggera automatica? In totale si parla di circa 740milioni di
euro. Ma cosa resta alla città da pagare? Oltre ai mutui (per i quali la rata
annuale è stabilita in 13 milioni di euro, cui si vanno ad aggiungere tutti gli
stanziamenti a fondo perduto appostati da Stato e Regione) i documenti
raccontano di 220 milioni di euro in cassa deposito prestiti - le prime rate
risalgono al 2007 - e di 54 milioni di euro da «versare» a marzo 2011, ovvero la
cosiddetta «maxi-rata». Sfogliando le carte non c'è traccia ufficiale delle
riserve. O meglio, ne esiste solo l'ombra.
La ditta Ansaldo ha infatti
chiesto 460 milioni di euro circa, somma sempre però respinta dal direttore dei
lavori. In pratica le riserve sono al momento solo «richieste», ma affatto
dovute. Almeno in via ufficiale. Al momento né Loggia né Brescia Mobilità né la
ditta hanno avviato la procedura di arbitrato, dunque il «buco» di quasi
500milioni pare non esistere. Sarà poi l'azienda a valutare l'opportunità di
ricorrere al Tribunale.
Infine il nodo gestione, che per i primi due anni -
come sancito nel bando di gara - resta in tutto e per tutto a carico di Ansaldo:
sarà quindi la ditta a «rodare» l'opera con tutti i costi che questo comporta.
Diversa la partita legata alla manutenzione, che rimane in capo alla società per
i sette anni successivi. nuri
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Giornale di Brescia 16 ottobre 2010
Mobilità, la sfida costi corre sul polo sostenibile
L’obiettivo è una multiutility dei trasporti, di cui Brescia è l’epicentro
Potrebbe essere un Polo per la mobilità sostenibile la chiave giusta per
«affrontare e risolvere» tanto la partita legata ai costi di realizzazione e
gestione del Metrobus quanto quella legata agli investimenti e alle sfide
future. Specie in vista della nuova normativa alle porte, che dovrebbe presto
impedire ai Comuni di «controllare» - e quindi possedere - oltre il 40% di una
società. E allora la strada da percorrere, su cui forze politiche e
amministratori si stanno confrontando, è quella di immaginare una sorta di
multiutility dei trasporti, un modo insomma per andare in primis «in pari» con i
costi e poi di «incamerare» anche un piccolo guadagno. Il tutto coinvolgendo le
aziende e, soprattutto, partendo da un principio base: Brescia dev'essere il
capoluogo di una rete molto più ampia e la metropolitana l'epicentro di un
sistema non solo integrato, ma anche competitivo e di alta
qualità.
Biglietto, tariffa bloccata
Per la prima volta i costi non sono
stati quindi gli unici protagonisti del confronto politico, ma solo il punto di
partenza per delineare un concreto stato dell'arte. In una «Commissione
partecipate» lunghissima - il dibattito si è prolungato per oltre tre ore - e
rigorosamente a porte chiuse, sul tavolo sono per la prima volta state
illustrate tutte le questioni aperte, una messa a fuoco che rappresenta solo il
primo passo verso un'analisi più ampia, prima di lasciare il passo alla fase di
progettazione e - quindi - a quella decisionale. Al centro, l'audizione del
presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, che ha esposto punto dopo
punto l'attuale piano aziendale e le possibili prospettive future della società
100% Comune impegnata nell'opera insieme più «rivoluzionaria» e difficoltosa: il
metrò.
«La qualità del servizio sarà la vera sfida di Brescia, l'obiettivo è
infatti lavorare affinché il cliente possa scegliere la rete del mezzo pubblico
all'auto per comodità, praticità ed efficienza. E per far questo bisogna puntare
sull'integrazione del trasporto, il che significa che Brescia e il Metrobus
saranno solo il baricentro di un sistema molto più capillare e ampio che
coinvolge anche l'hinterland» spiega il presidente Prignachi.
Un punto di
vista, questo, condiviso anche da Aldo Rebecchi (Pd), a capo della Commissione
competente. «Per ora abbiamo messo a fuoco tutte le questioni aperte, nei
prossimi incontri si entrerà invece nel merito». Sul costo poi del futuro
biglietto metropolitano - ipotizzato nella delibera del 2004 a 1,90 euro -
l'idea è di mantenere bocce ferme. «Più che ad un aumento del prezzo, che si
ritiene debba restare ad un euro, si lavorerà sulle tariffe dei parcheggi: la
meta da raggiungere è il giusto equilibrio tra le entrate e le uscite».
Un
telepass per i mezzi pubblici
In pratica si sta pensando di aumentare il
ticket dei parcometri man mano che ci si avvicina al centro storico, il quale
comunque «dovrà essere servito da un'adeguata offerta di posti auto - sottolinea
Achille Farina, capogruppo del Pdl in Loggia - e in quest'ottica resta
fondamentale il progetto pensato sotto la galleria Tito Speri, magari con un
prezzo differente per i residenti». E ancora: «Modulando le tariffe e lavorando
sulla qualità del servizio offerto e quindi sull'integrazione dei diversi mezzi
pubblici, il cliente può scegliere liberamente quale mezzo utilizzare. Ma è
chiaro che raggiungere il nucleo antico con il Metrobus sarà di gran lunga più
conveniente di recarvisi in auto». Tra le proposte, spicca l'arrivo di una
specie di telepass del trasporto pubblico, una soluzione pratica per risparmiare
tempo e facilitare le operazioni di interscambio da un mezzo
all'altro.
L'ipotesi 40% e Brescia Trasporti
Poi, c'è il tema del Polo per
la mobilità sostenibile, un'altra delle opportunità che sarebbe in grado di
mettere la parola fine a più problematiche. Prima fra tutte la declinazione
della normativa che imporrebbe ai Comuni di possedere non oltre il 40% di
un'azienda. Guardando a Brescia Mobilità, l'eventuale quota da «cedere» potrebbe
essere quella relativa a Brescia Trasporti, considerata la più appetibile sul
mercato. Inoltre, dando vita al Polo, ci sarebbe la possibilità di incassare
parte dei finanziamenti messi a disposizione dai ministeri dello Sviluppo
economico e dell'Università e della ricerca.
Infine, i conti economici del
metrò. «È chiaro che il problema del bilancio ad ora rimane, ma si sta tentando
di far sì che il Metrobus si possa mantenere da sé - spiega l'assessore al
Patrimonio, Fausto Di Mezza -. Il confronto politico è comunque stato molto
positivo e proficuo». A balzare all'occhio, nel prospetto finanziario proposto
da Prignachi, è il costo relativo alla gestione della metropolitana: basti
pensare che la sola energia elettrica costerà alle casse del Comune almeno 3
milioni di euro annui.
Nuri Fatolahzadeh

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Bresciaoggi 15 ottobre 2010
IL DIBATTITO. Laura Castelletti ha chiamato a discutere nella sala Piamarta
di San Faustino il sindaco e l'ex presidente di Brescia Mobilità, con Gallizioli
e Cantoni
Metropolitana, Paroli e Fermi fanno i conti
Mimmo Varone
Risorsa o problema? Il primo cittadino ora come ora propende per la seconda
ipotesi, ma forse il «buco» temuto non fa così paura
ADRIANO PAROLI
Forse si comincia davvero a prendere la
metropolitana per quello che è: un'impresa troppo grande per stare nei limiti di
una sola amministrazione e imporre agli eredi di farsene carico volenti o
nolenti. E forse si cominciano a vedere nella giusta luce pure i conti, fino a
ieri oggetto di aspre polemiche: più che di errori del passato si comincia a
parlare degli inganni dell'ottimismo, cancellati dalle sopraggiunte vacche
magre.
La lista Laura Castelletti ieri sera ha riempito in ogni ordine di
posti la sala Piamarta di via San Faustino intorno al tema del metrò «risorsa o
problema». E la mancanza di punto di domanda si è rivelata quanto mai giusta,
perchè dai discorsi della stessa Castelletti e del sindaco Adriano Paroli, di
Ettore Fermi già presidente di Brescia Mobilità, di Nicola Gallizioli e Luciano
Cantoni (presidente e vice della neonata commissione comunale Metrobus) emerge
proprio che la metropolitana leggera è entrambe le cose, risorsa da valorizzare
al massimo, problema da risolvere tutti insieme.
CERTO I DISTINGUO rimangono.
Gallizioli ricorda di averla avversata e sottolinea che «ce la troviamo grazie a
un referendum chiuso alle 7 di sera senza possibilità di votare dopo cena e di
raggiungere il quorum». Paroli sottolinea che «tanti elementi sono stati
affrontati nella progettazione con non esatta oculatezza». Ma ora l'invito di
Castelletti e Cantoni a valorizzare il metrò pare aprire a un'alleanza
trasversale che trova il suo luogo di elezione proprio nella commissione voluta
dal sindaco Paroli.
Dunque si affrontano i temi che la stessa organizzatrice
dell'incontro pone, dalla questione finanziaria alle strategie urbanistiche e di
mobilità, dallo sviluppo futuro del metrò alla necessità di una comunicazione
che lo faccia conoscere e apprezzare, dall'edificabilità lungo il suo asse alle
opere complementari. E Paroli li affronta tutti «per voltar pagina». Soltanto,
«non accetto si dica che noi stiamo creando problemi al metrò - sottolinea - , i
problemi ce li siamo trovati, e li risolveremo».
Il Parco dello sport a San
Polo potrà essere servito dalla metropolitana - dice -, la sede unica del Comune
lo sarà con il prolungamento alla Fiera, il parcheggio sotto il Castello è una
necessità per il centro, per i residenti e per tenere le piazze libere dalle
auto, «ma per preferirlo al metrò bisognerà spendere di più».
IL PROBLEMA
RESTANO i conti, i 50 milioni di «maxirata» in scadenza l'anno prossimo, da
pagare con un nuovo mutuo che Brescia Mobilità potrà accendere grazie alla
patrimonializzazione (cessione della gestione dei parcheggi). Mutuo, tuttavia,
che porterà l'indebitamento della Partecipata a 274 milioni equivalenti a una
rata annua da 18 milioni. Si aggiungono i 452 milioni di riserve avanzate
dall'Ati, per le quali «cerchiamo una soluzione diversa dall'arbitrato». In
sostanza, «ci sono 500 milioni da trovare».
Paroli ammette che le opere
complementari sono in ritardo, ma tra i 23 milioni minimali e gli 85 del massimo
in progetto «a fatica troveremo i 23 e il resto si farà per step successivi». I
costi di gestione passerebbero da 6 a 9 milioni annui per il Comune e da 13 a 18
per la Regione. Ma con i tagli dei trasferimenti statali diventano un rebus, e
«forse bisognerà portare gradualmente il biglietto a 1,90 euro, sperando che non
venga salutata come cosa fuori luogo».
Fermi, però, sui conti ha parecchio da
precisare. «Parlare di maxirata è improprio - sottolinea -, il Piano finanziario
prevedeva 41 milioni e non 50 di deficit, e non ci sono maxi buchi o gestioni
deficitarie». Calcolando i 244 milioni a fondo perduto dello Stato, i 40 già
approvati dal Cipe e in arrivo a fine anno, gli 80 aggiuntivi probabili, «non si
devono spendere altri 500 milioni». Piuttosto, le condizioni di partenza erano
diverse. E Paroli su questo concorda. Una volta c'era Asm, di cui si poteva
vendere qualche quota mantenendone il controllo e «scrollarsi di dosso in un
colpo solo i 270 milioni di debito». Con A2A non si può più, e sta qui il
problema vero.
Giornale di Brescia 15 ottobre 2010
Metrobus, problematica risorsa
A confronto, nella serata organizzata dalla «Lista Laura Castelletti» e da «Brescia per Passione»,
visioni differenti sul metrò, anche a fronte delle mutazioni urbanistiche che si annunciano
Una risorsa per il futuro, in termini di miglioramento della qualità di vita dei
cittadini e anche un problema, che rischia di appesantirsi nei prossimi anni se
non si effettuano scelte lungimiranti e condivise.
Così il sindaco Adriano
Paroli si è espresso a proposito della metropolitana leggera nel convegno
«Metro: risorsa o problema?» svoltosi alla Sala Piamarta con la partecipazione
di Laura Castelletti, capogruppo dell'omonima Lista, Nicola Gallizioli,
capogruppo della Lega in Loggia e presidente della Commissione consiliare Metro
e del vice presidente Luciano Cantoni e di Ettore Fermi, già presidente di
Brescia Mobilità.
Nel confronto - voluto dalla Lista Laura Castelletti e
dall'associazione Brescia per Passione - sono stati analizzati aspetti di un
«tema caldo», tornato prepotentemente sulla scena nelle scorse settimane, che
«obbliga tutti noi a prenderci responsabilità e impegni». Lo ha sottolineato
Laura Castelletti, tracciando le linee di criticità di questo progetto «decisivo
per cambiare il volto della città, e che tanto denaro e sacrifici è costato ai
bresciani». «Sicuramente si tratta di una risorsa e di un problema superabile -
ha detto Fermi -. Ci sono le condizioni perché la metro, integrata coi diversi
servizi della mobilità, possa dare risposte alla nostra città e alle aree
contermini. Superando le polemiche, sostengo che Brescia Mobilità abbia operato
su mandato dell'Amministrazione con grande dedizione e serietà, un management
altamente qualificato che l'attuale Giunta ha riconfermato».
Il progetto
Metrobus veniva approvato nel dicembre 2002 dal Consiglio comunale dell'allora
Giunta Corsini. «Oggi necessita di scelte coerenti e di supporto - ha detto
Castelletti - come il ridisegnare la mobilità sostenibile e il trasporto
pubblico, anche provinciale. In attesa della definizione del Pgt si affacciano
alcune perplessità relativamente alla sede unica del Comune, lontana
dall'attuale tracciato e allo stadio, se si farà la Cittadella dello sport; ai
700 posti auto sotto il Castello e all'eventuale potenziamento e prolungamento
del percorso».
Anche per Cantoni, come per Castelletti, questa «opera
epocale» pone in primo piano l'esigenza di una comunicazione adeguata nei
confronti della popolazione. Fra le problematiche «non ancora risolte», a 24
mesi dalla consegna, Cantoni ha menzionato il sistema dei parcheggi «che devono
ruotare attorno alle stazioni», l'integrazione dei servizi della mobilità urbana
ed extraurbana (metro e autobus).
Gallizioli ha ricordato le origini
problematiche del progetto, che portarono alla richiesta di un referendum: «Fin
dal '97 dicevamo che si evidenziavano dei grandi nodi: quello dei costi (700
milioni di euro), che è ancora ben presente: l'intervento costerà a regime 20
milioni all'anno e 80 milioni per il completamento delle opere». «Non dobbiamo -
ha rimarcato il capogruppo leghista - commettere l'errore di mettere in
competizione il metrò con altri mezzi: il cittadino deve essere libero di
scegliere, sarà compito del Comune rendere il mezzo più competitivo». Inoltre
«non è la metro che condiziona la città, ma la città che abbiamo in testa a
condizionarlo», sulla base dell'idea di un incremento degli abitanti e della
trasformazione di Brescia in un polo universitario. Due mesi fa veniva creata
un'apposita commissione in cui tutte le forze sono rappresentate e in cui - ha
riferito Gallizioli - «abbiamo trovato fin da subito la massima collaborazione,
è mancato solo il Pd. Ci avviamo comunque a intraprendere la fase 2, per capire
come il metrò debba interagire col resto del territorio».
«C'era bisogno di
un luogo comune per fare sintesi sul tema, con alcuni consiglieri che si
occupassero del Metrobus da cima a fondo» ha osservato il sindaco Paroli. E, a
proposito delle recenti polemiche: «Dobbiamo fare in modo che i bresciani non
paghino altri prezzi, ma non ci stiamo a fare da scarica barile. Esiste
inequivocabilmente un problema finanziario, e stiamo facendo di tutto per
risolverlo».
Il sindaco si è soffermato su aspetti quali la proposta del
Parco dello Sport in un'area che sarà servita dalla metro e della sede unica del
Comune per cui è già stato ipotizzato un prolungamento; del parcheggio sotto il
Castello («per far tornare i conti non dobbiamo inguaiare i cittadini, ma dare
l'opportunità di usare anche l'auto, rendendo vivibile allo stesso tempo il
centro storico»). Paroli ha toccato anche il tasto della tariffa di viaggio,
prevista a 1,90 euro, che solleva il dubbio su «un disincentivo
all'utilizzo».
Nel 2011 ci sarà da pagare la maxi rata da 50 milioni di euro
(è stata avanzata ipotesi di una patrimonializzazione maggiore a Brescia
Mobilità, per accendere mutui); ci sono poi gli 80 milioni di euro ottenuti dal
Cipe e la vertenza sulle riserve, per cui è arrivata richiesta di 452 milioni
dall'Ati. Le opere complementari richiedono un investimento di 23 milioni nella
versione minima, e di 85 in quella definitiva. «Credo - ha concluso il sindaco -
che si siano fatte valutazione ottimistiche, alcune cose non sono state
realizzate. Ma, al di là delle polemiche, dobbiamo trovare delle risposte
responsabili e di coraggio, da portare avanti anche con il consenso della
città».a. l. r.
14/10/2010
ore 23:00. Appena rientrato. Davvero interessante il
dibattito-confronto del quale non mi sono perso nemmeno una parola.
Sala gremita e attentissima.
Complimenti.
Luogo: SALA PIAMARTA - VIA S.FAUSTINO 74 - BRESCIA
Data: giovedì 14
ottobre
Ora: 20.30
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Bresciaoggi 15 ottobre 2010
LO STATO DEI LAVORI. In attesa che arrivino gli altri treni, Brescia
Mobilità fa il punto
Sorpresa, pronta al 98 per cento la galleria scavata dalla
«talpa»
Problematica soprattutto la sistemazione di superficie, in presenza dei vari
cantieri dell'Ati
Opere civili e armamento dei binari all'86 per cento, impianti di sistema
all'81. E più avanti di tutto è la galleria scavata dalla «talpa», completa al
98 per cento. L'enorme cantiere del metrò ha tutte le credenziali per arrivare
in perfetto orario all'appuntamento del 31 dicembre 2012 con il viaggio
inaugurale. E il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi assicura che
non ci sono motivi per temere ritardi, se si esclude l'arrivo dei
treni.
Ritardi ci saranno inevitabilmente nelle opere complementari, invece,
che sono di competenza del Comune. Nei mesi scorsi la Loggia ha presentato le
linee guida per la sistemazione degli spazi di superficie intorno a molte delle
stazioni.
Era il primo passo verso i progetti esecutivi e l'inizio dei
lavori. A oggi, tuttavia, nessun cantiere complementare ha aperto i battenti. E
già si mette in conto che alcuni parcheggi scambiatori saranno realizzati solo
parzialmente entro la messa in esercizio.
AL DI LÀ della sistemazione di
superficie, che al momento sarebbe alquanto problematica per l'interferenza dei
cantieri dell'Ati Metrobus ancora aperti intorno alle stazioni, il resto procede
secondo tabella di marcia. Le opere civili sono ormai a uno stadio molto
avanzato. Nella tratta nord, dal Prealpino all'Ospedale, la linea in galleria
artificiale è pronta al 98-99 per cento. Appena più indietro sono le stazioni,
con la Prealpino all'80, Casazza al 68, Mompiano al 79 ed Europa al 75 per
cento. Qui i lavori richiedono più tempo, ma a Casazza, ad esempio, è montata
persino la struttura metallica per le porte di banchina. Lungo tutta la galleria
naturale manca solo qualche dettaglio e quasi ultimata è pure l'interconnessione
di Lamarmora (95 per cento). Il più è da fare nelle stazioni profonde. Va da sé
che le più indietro sono Vittoria e San Faustino, rimaste parecchi mesi ferme a
causa dei ritrovamenti archeologici. La prima è pronta al 51 per cento, la San
Faustino al 48. Le altre, invece, stanno tutte tra il 60 e il 74 per cento.
A
SUD, LUNGO la tratta a raso e in viadotto, il complesso delle opere civili è
pronto al 94 per cento, e la linea è praticamente ultimata. L'armamento dei
binari è al 100 per cento nel Deposito di Sant'Eufemia/Buffalora e in tutta la
tratta sud, al 99 per cento a nord e solo al 39 nella galleria
naturale.
Quanto agli impianti di sistema, è in via di ultimazione
l'installazione degli impianti di telecomunicazione nelle aree delle stazioni a
sud aperte al pubblico, mentre proseguono per le stazioni a nord. Nella tratta
centrale, invece, si sta installando l'alimentazione nelle stazioni Volta,
Brescia2 e Fs. Lungo la linea, poi, è in fase di montaggio la terza rotaia (per
l'alimentazione elettrica) tra Mompiano e Ospedale, mentre in tutta la tratta
nord e centro (con l'eccezione di Vittoria e San Faustino) si stanno posando i
cavi.
IL NEO SONO I TRENI, che stanno arrivando con il contagocce. Al
momento, nel deposito ce ne sono tre giunti incompleti e ancora parcheggiati in
officina per il montaggio degli impianti di videosorveglianza e climatizzazione.
Non hanno potuto neanche affrontare i primi giri di prova all'interno del
deposito. Entro fine anno ne arriveranno altri due, che stavolta dovrebbero
essere completi di tutto, sicché solo per i primi dell'anno prossimo
cominceranno ad avventurarsi lungo la linea, fino ad arrivare progressivamente
alla stazione Poliambulanza per cominciare a simulare per davvero ciò che sarà
in futuro fino al Prealpino.MI. VA.
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Giornale di Brescia 14 ottobre 2010
Il traffico «letto» in un’intervista
Alcuni addetti del Comune, affiancati da Vigili, Polizia stradale, Carabinieri, chiederanno
per due mesi agli automobilisti in transito la destinazione e la partenza. Il tutto per statistica
Da martedì prossimo e per due mesi il Comune di Brescia avvierà un'intensa
campagna volta a raccogliere dati sui flussi di traffico che interessano in
ingresso la città. Un passaggio imprescindibile per dare corso a tutti i
documenti tecnici da redigere in seno al Pgt e nel «Piano urbano della mobilità»
(Pum) e al Pts (Piano Triennale dei servizi di trasporto pubblico), anche alla
luce della considerazione che i dati in possesso dei tecnici a tutt'oggi
risalgono al 1999, frutto di un'elaborazione dell'anno precedente. Il senso
dell'iniziativa, che vedrà degli intervistatori dell'Assessorato al traffico
affiancati da agenti della Polizia locale, Carabinieri e Polizia stradale, è di
raccogliere dai conducenti la direzione da cui provengono, il luogo verso il
quale sono indirizzati, la località in cui si cercherà parcheggio e l'eventuale
uso di mezzi pubblici.
Domande a bordo strada
Si tratta in sostanza di
redigere nel corso di una breve intervista che si svolgerà in diversi punti
«caldi» della città, una scheda che renda conto dei flussi in ingresso, dati da
incrociare con altre evidenze quali gli incidenti rilevati che consentono
nell'insieme di «mappare» il fenomeno mobilità in città.
«Non possiamo
pensare di costruire una risposta alle esigenze di mobilità e di sicurezza dei
bresciani senza disporre di una fotografia della situazione. In questo senso è
indispensabile la rilevazione statistica di chi entra in città quotidianamente»
come spiega l'assessore al Traffico e mobilità, Nicola Orto. Dalla sinergia con
le Forze dell'ordine nasce dunque l'opportunità di uno strumento prezioso in
termini progettuali, al pari della mappatura delle zone e dei tratti a maggior
rischio, lungo i quali intervenire con opere adeguate di progettazione al fine
di risolvere le specificità.
«Un progetto, questo, operante su buon parte
della città sulla scorta degli incidenti rilevati negli ultimi dieci anni dagli
agenti della Locale, così da creare infrastrutture adeguate che risolvano le
difficoltà» spiega l'ing. Lombardi, a margine dell'iniziativa statistica.
Valutazioni dalle statistiche
Il nuovo modello di partecipazione dal
basso proposto dall'Amministrazione Paroli presuppone dunque un procedimento
scientifico e come tale statisticamente rigoroso: «Davanti all'evidenza dei dati
potremo elaborare delle soluzioni condivisibili mediate dai tecnici e approvate
dai politici, così da costituire il presupposto ideale per soddisfare le
dinamiche in divenire della città. Parallelamente va detto che il Comune di
Brescia ha aderito alla Giornata Europea per la prevenzione e la sicurezza
stradale e sono molte le iniziative varate anche dall'Assessorato alle
problematiche giovanili» continua Orto. Tra queste, come ha spiegato ieri in
Loggia il dirigente, Antonio Moro, anche l'iniziativa che rientra in «Brindo con
prudenza» che prevede la possibilità, grazie ad una convenzione tra Comune,
Brescia Trasporti e Cooperativa Radiotaxi Brixia, di utilizzare biglietti del
bus a prezzo scontato o di ritirare dei voucher con lo sconto di 5 euro sui taxi
(peraltro sconti cumulabili tra più giovani) per evitare gli incidenti del
sabato sera.
Sicurezza sugli scudi
Il tema della sicurezza sulle strade
resta infatti fondamentale e l'obiettivo è di giungere alla mortalità zero come
conseguenza di incidenti. «Molto è stato fatto anche attraverso le scuole - come
sottolinea la prof. Tiziana Pasini docente dell'Itg Nicolò Tartaglia - e tanto
va riconosciuto all'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che
porta nelle scuole le testimonianze del dramma familiare del lutto provocato
dagli incidenti. Non per nulla abbiamo portato nelle scuole, a partire dalle
primarie, l'immagine dell'operatore di Polizia municipale, perché l'agente non
sia visto solo come repressione, ma come elemento di sicurezza e di deterrenza
verso atteggiamenti di incoscienza che genera pericoli per sé e per gli altri».
Sullo sfondo la constatazione di come anche l'Unione europea e la
Commissione hanno focalizzato l'attenzione sui quattro principali «killer» delle
strade, ovvero le velocità eccessiva, l'influenza dell'alcol, il mancato uso di
cinture di sicurezza e le infrazioni alle regole sulla precedenza. Nel 2009,
ricorda Bruxelles, sono morte circa 35mila persone, oltre un terzo in meno del
2001. A Brescia si è ridotto sensibilmente il numero dei deceduti in auto, ma
resta molto alto quello delle vittime tra i motociclisti.
Tra gli enti
schierati sul fronte della sicurezza anche l'Aci di Brescia che, attraverso il
delegato Enzo Cibaldi, ha offerto la disponibilità della propria area di
addestramento a favore dei giovani, affinché con l'esperienza sulla strada si
possano scongiurare nuove disgrazie.
Roberto Manieri
Dall’Ue riconoscimento a Brescia
Riconoscimento
europeo alla città di Brescia per le politiche in campo di
Trasporto urbano. È il premio «Civitas» nella terza
categoria con il quale la Commissione Ue riconosce Brescia come una
delle migliori città d’Europa che hanno fatto la
differenza sul benessere dei propri cittadini. «Attraverso una
leadership politica chiara e una continua consultazione con gli esperti
e stakeholders locali - si legge sulla targa consegnata agli
amministratori locali, retta nella foto dall’assessore Nicola
Orto, per una politica della mobilità che affonda le sue radici
nel tempo-, la città ha pianificato, implementato e valutato con
successo le misure relative alle politiche del trasporto.
In
questo modo la città ha provato a se stessa di essere paradigma
di eccellenza, ispirando e servendo come esempio per guidare e
stimolare il futuro sviluppo di iniziative per la mobilità
sostenibile in Europa». |
Bresciaoggi 14 ottobre 2010
L'INNOVAZIONE. Presto partiranno i lavori per rendere la mobilità cittadina
più semplice e fruibile per tutti
Brescia, infotraffico «live»
Mimmo Varone
Saranno installati alcuni pannelli con le informazion in tempo reale e sui
bus un circuito radio spiegherà la situazione «in diretta»
Tra non molto, chi entrerà in città con l'auto conoscerà in anticipo i punti
critici del traffico, potrà selezionare itinerari e valutare il mezzo più comodo
e veloce per raggiungere la sua destinazione. Totem telematici, informazioni via
Sms, pannelli a messaggio variabile, semafori intelligenti, Tv sui mezzi
pubblici... la tecnologia d'avanguardia arriva anche sulle strade cittadine con
il progetto BresciaInfo, e permette di scegliere a ragion veduta se lasciare
l'auto in un parcheggio scambiatore e salire sul bus o inforcare una bici di
Bicimia. Insomma, si colma un gap che vede la Leonessa cenerentola tra le città
italiane medio grandi. E alla fine si incentiverà il trasporto pubblico,
sognando Torino che a colpi di tecnologia ha tolto il 25 per cento delle auto
dalle strade cittadine.
Con un finanziamento di tre milioni, a metà tra
Loggia e Regione Lombardia, tra qualche tempo i bresciani che devono spostarsi
in città avranno informazioni in tempo reale sullo stato del traffico, sugli
itinerari migliori, sui mezzi di trasporto alternativi all'auto e quant'altro.
Le premesse ci sono tutte, bisognerà aspettare i tempi di
realizzazione.
L'assessorato al Traffico di Nicola Orto sta preparando il
Piano economico e finanziario da inviare entro novembre al Pirellone per
ottenere il milione e mezzo, e «sulla base di quel Piano - dice Orto - avvieremo
la sperimentazione delle nuove tecnologie». Alcune hanno già fatto capolino. In
città sono installati già 10 semafori intelligenti e una ventina di “count down”
che indicano ai semafori i tempi del rosso e del verde per i pedoni.
LA
GIUNTA PAROLI ha approvato il 10 novembre scorso la delibera necessaria per
accedere ai finanziamenti regionali sugli «interventi integrati per la riduzione
degli impatti ambientali derivanti dalla mobilità urbana e interurbana». Un atto
che la impegna a cofinanziare con il restante 50 per cento un progetto
fortemente innovativo. Nella prima fase prevede l'installazione di una cabina di
regia della mobilità (con sede, hardware e software), la piattaforma comunale
City Works per la infomobilità e il potenziamento delle telecamere intelligenti
di rilevazione del traffico.
Nella seconda fase la cabina di regia attiverà
la piattaforma di distribuzione delle informazioni sul traffico in tempo reale.
Il passo successivo consentirà la supervisione della rete veicolare e porterà
con sé una lunga serie di innovazioni. Ci sarà un sistema di gestione
intelligente dei semafori, in grado di modificarne automaticamente i tempi a
seconda delle esigenze del traffico. Ma soprattutto i bresciani avranno a
disposizione una serie di canali telematici per accedere alle
informazioni.
Potranno collegarsi al portale BresciaInfo o al sito
Infomobilità, ricorrere a un Totem per calcolare itinerari, trovare indirizzi,
ottenere le informazioni più varie sulla città. Non solo. Volendo, potranno
ricevere informazioni via Sms o attraverso una newsletter. Lungo le direttrici
principali di accesso verranno installati pannelli a messaggio variabile, e
altri di tipo direzionale daranno informazioni sui parcheggi. A completare il
tutto, un Radio coordinamento informativo e Tv a bordo dei bus.
VA DA SÉ CHE
CI VORRÀ qualche anno, prima che tutto sia pronto. Ma si le prime innovazioni
non dovrebbero farsi aspettare molto. «Pensiamo a un salto di qualità
tecnologica – sottolinea Orto – per dare ai cittadini un'informazione preventiva
sulla mobilità». Brescia, ad esempio, è rimasta ferma alle spire annegate
nell'asfalto, per calcolare i passaggi veicolari sulle strade. Ma la tecnologia
si è evoluta e «nuovi strumenti come il Totem interattivo sono in grado di
informare gli automobilisti sui servizi offerti, sui parcheggi scambiatori e gli
itinerari per raggiungere i musei – precisa l'assessore -, altri danno un
contributo a fluidificare il traffico».
La cabina di regia avrà costantemente
sotto controllo i flussi di traffico, e «come accade in altre città italiane –
sottolinea Orto – invierà messaggi sulle criticità che si possono creare». Lo
scopo ultimo è «fare in modo che i cittadini conoscano e utilizzino sempre più i
mezzi pubblici, e abbiano le informazioni necessarie quando servono». Il modello
è Torino, dove «le nuove tecnologie hanno tolto dalle strade il 25 per cento
delle auto».

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Bresciaoggi 10 ottobre 2010
Una nuova stazione avvicinerà il Metrobus
Il parco dello Sport potrebbe aiutare il metrobus e viceversa. Quello dei
trasporti è sicuramente tra i problemi collaterali all'operazione più rilevanti.
E carichi di potenzialità e incognite.
SAREBBE decisivo fare della
metropolitana il veicolo principale per «andare alla partita» e non solo, e
fruire a tutto tondo dell'impiantistica. E sarebbe importante anche per il
metrò, che troverebbe nel Parco un bacino di utenza capace di migliorare le
performance di redditività. Consapevoli di questo, gli uffici comunali stanno
pensando di avvicinare impianti e metropolitana. Come? Verrebbe realizzata una
nuova stazione tra quella di Sant'Eufemia-Buffalora e quella di Sanpolino, le
prime due del tracciato partendo da est. Il punto più vicino al parco delle cave
è infatti un punto sul tracciato, non una stazione. Realizzandone una nuova lì,
e dall'altra parte dislocando le strutture sportive ad hoc, si accorcerebbero le
distanze. Permettendo a tifosi e semplici fruitori di raggiungere poi a piedi
l'area sportiva.
D'altronde, del Parco dello sport la certezza è che sarà
densificato su un asse e che il resto sarà lasciato a verde. Ma l'orientamento
dell'asse e la posizione degli impianti sono ancora indefiniti. E saranno
precisati invece nel prossimo studio dell'architetto bresciano.
Le
alternative, per avvicinare il metrò, sono due: una, mai presa in
considerazione, è di un segmento nuovo di binario: una deviazione dedicata.
L'altra, praticabile e espressamente citata in commissione, è quella di
istituire dei bus navetta che facciano la spola tra le stazioni del metrò già
previste e stadio, palazzetto e pista di atletica. Un'ipotesi più semplice ma
sicuramente meno affascinante e che darebbe meno benefici alla metropolitana
sulla cui capacità di mantenersi si sono affacciati molti dubbi e si sono
scambiate accuse vecchia e nuova amministrazione.
La nuova stazione
rappresenterebbe invece una svolta notevole, anche se le implicazioni di
fattibilità, prima di tutto economiche, sono tutte da verificare.E.B.
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Bresciaoggi 10 ottobre 2010 - LETTERE
PRECISAZIONI
Il metrò e la rata da 13 milioni
Illustre direttore, a seguito dell'articolo apparso il 6 ottobre sul
quotidiano da lei diretto, dal titolo "Metrò, la rata da 13 milioni annui fa
paura" a firma di Massimo Tedeschi, preciso e puntuale come sempre, ci corre
l'obbligo precisare quanto segue perché la sensazione, per il lettore, è che il
Gruppo Brescia Mobilità perda, già nel 2009, qualcosa come 18 milioni di euro
all'anno. Ciò è certamente dovuto alla difficoltà della materia economica e alla
necessaria limitatezza di testo ma, almeno su questo punto, sarebbe assai utile
poter fare chiarezza e tranquillizzare i nostri concittadini.
Infatti,
Brescia Mobilità Spa ha chiuso l'esercizio 2009 con un utile di quasi 1,5
milioni di euro, Brescia Trasporti Spa di oltre 640.000 euro, Sintesi Spa di
oltre 200.000 euro e OMB International Srl di 7.430 euro. Il risultato
consolidato del Gruppo, quindi, si attesta ad oltre 1 Ml di euro di utili che
l'Assemblea dei soci, il Comune di Brescia, ha deciso di lasciare nella Società
per dare seguito a nuovi, ulteriori sviluppi.
Tutto questo si può evincere
anche dal "Rapporto sulle attività del Gruppo 2009" che per comodità e se di
interesse alleghiamo.
Gli investimenti complessivi del Gruppo nel 2009 sono
stati pari a 138 Ml di euro, di cui 107 Ml di euro spesi per la metropolitana.
Gli investimenti complessivi del 2009 sono stati sostenuti con 51 milioni di
euro di contributi dello Stato e della Regione Lombardia, 58 milioni di euro del
mutuo con Cassa Depositi e Prestiti, 8 milioni di euro di aumento di capitale e
altri finanziamenti dal Comune di Brescia, mentre i rimanenti 21 milioni di euro
provengono direttamente dalle casse del Gruppo Brescia Mobilità.
Il saldo
negativo di 18 milioni di euro nel 2009, riportato nell'articolo del 6 ottobre,
è invece relativo al flusso finanziario trasferito dal Comune al Gruppo Brescia
Mobilità, sia relativamente ai corrispettivi per i servizi svolti (trasporto
pubblico, gestione semafori, ecc.) sia al trasferimento di risorse in conto
capitale necessarie per sostenere, doverosamente, gli investimenti effettuati
per la città durante l'anno. Il valore riportato, quindi, non è per nulla
negativo ma, anzi, da conto di una volontà dell'attuale Amministrazione di
finanziare gli investimenti (primo fra tutti la metropolitana) e sarebbe quindi
meglio, questo è l'auspicio, che tale valore fosse il più alto
possibile.
Valerio Prignachi
PRESIDENTE BRESCIA MOBILITÀ
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Bresciaoggi 07 ottobre 2010
SOPRALLUOGO. Ieri il nuovo organismo alla stazione Brescia Due
Metropolitana segnali di pace in commissione
Mimmo Varone
Gallizioli: «Basta con le polemiche, ora pensiamo alla fase due del sistema
della mobilità urbana» Del Bono: «Approccio saggio, ma attendiamo i fatti»
Chiuso il tempo delle polemiche, s'inverte la rotta per preparare insieme la
Brescia della metropolitana leggera. Alla prima uscita della neonata commissione
Metrobus il suo presidente, nonché capogruppo della Lega Nord in Loggia,
sottolinea che «le polemiche del passato non ci interessano più». «Abbiamo più
volte espresso la nostra contrarietà – aggiunge – ma oggi il senso civico ci
impone di lasciare alle spalle ogni polemica, di guardare avanti e non solo di
completare l'opera ma pensare già a una fase due del progetto di
mobilità».
DALL'OPPOSIZIONE, il capogruppo Pd Emilio Del Bono apprezza la
«saggezza», ma aspetta i fatti. «Finora il centrosinistra ha la paternità del
progetto e il centrodestra delle polemiche – dice –. Per due anni non abbiamo
visto niente, aspettiamo che per il futuro portino avanti una politica dei
trasporti coerente con la metropolitana». Bussano alla porta il sistema
integrato ferro/gomma, la definizione dei bacini, le intese per il trasporto
extraurbano... di fatti ne serviranno tanti. Il «cambio di rotta», tuttavia, è
benvenuto. E in ogni caso, «questa sarà l'unica grande opera che la giunta
Paroli inaugurerà in cinque anni – aggiunge Del Bono -, si capisce che vogliano
sentirla propria».
Sono parole che risuonano nell'avveniristico spazio
sotterraneo - e tuttavia inondato dal sole – della stazione Bresciadue che ormai
si lascia immaginare fatta e finita. Dai lucernari di superficie la luce arriva
fino alle banchine a 22 metri di profondità. La parete che scende inclinata dai
lucernari è già coperta di lamine forate e la riflette con giochi cangianti. La
quindicina di visitatori «istituzionali», tra consiglieri, assessori e
presidenti di circoscrizione, ieri pomeriggio ha cominciato a toccare con mano,
a capire le reali dimensioni dell'opera. Da oggi parlerà più a ragion veduta del
futuro metrò.
LO SOTTOLINEA il presidente di Brescia Mobilità Valerio
Prignachi mentre annuncia che il prossimo Cda avrà all'ordine del giorno anche
la questione dei tornelli agli ingressi. E auspica che le future visite (la
prossima è programmata fra 15 giorni al Deposito di Sant'Eufemia/Buffalora)
siano utili a indirizzare l'Azienda sulle ultime scelte strategiche.
Ormai le
opere civili e l'armamento della linea sono fatti all'86%, gli impianti di
sistema all'81 e solo i treni (3 su 18 arrivati) sono fermi al 36. La stazione
visitata ieri è al 74% dell'avanzamento, ma ce ne sono altre che superano il 90.
IL 31 DICEMBRE 2012 e l'entrata in esercizio si avvicinano a grandi passi.
Il direttore Metrobus Mauro Rainieri assicura che i tempi saranno rispettati. I
consiglieri della commissione che ha ricevuto pieni poteri dal sindaco Adriano
Paroli vogliono toccare con mano. E ieri le domande, anche tecniche, sono state
tante. «Ci rendiamo conto delle responsabilità che abbiamo – assicura Gallizioli
– nei prossimi mesi dobbiamo fare scelte importanti e siamo disposti anche a
scendere nei cantieri».
Quanto alla «coerenza» della politica dei trasporti,
«abbiamo programmato un monitoraggio dei lavori – precisa – poi passeremo alla
fase due per integrare il metrò con il resto della mobilità e per potenziarlo
con linee dedicate di superficie».
Giornale di Brescia 07 ottobre 2010
Metrobus, botta e risposta all’ombra delle stazioni
Ieri
il sopralluogo della Commissione dedicata al cantiere di Brescia Due.
Gallizioli: «Pronti per una nuova strategia»
L'avanzamento complessivo dei lavori è a quota 80%. A raccontarlo sono i numeri
forniti da Brescia Mobilità in occasione di una Commissione Metrobus «speciale»:
il presidente, nonché capogruppo della Lega in Loggia, Nicola Gallizioli ha
infatti avviato - come promesso nella seduta d'insediamento - la prima tappa dei
sopralluoghi nelle stazioni in corso di realizzazione. E la prima fermata scelta
è quella di Brescia Due. Fermata che, nonostante i presupposti «tecnici», non ha
mancato di riaprire i nodi politici più caldi.
«La nostra presenza alla
stazione del Metrobus di Brescia Due vuole significare un cambio di rotta
importante per quest'opera - spiega Gallizioli -. Le polemiche passate sul
Metrobus non ci interessano più, abbiamo più volte espresso la nostra
contrarietà a quest'opera e l'errore strategico che la Giunta di centrosinistra
ha compiuto puntando su questo progetto. Oggi però il senso civico ci impone di
lasciare alle spalle ogni polemica, di guardare avanti e non solo di completare
l'operazione, ma di iniziare già a lavorare ad una fase due del progetto
mobilità». E ancora: «Noi siamo l'Amministrazione del fare e se per ultimare i
lavori entro i tempi previsti servirà scendere più spesso nei cantieri in prima
persona per verificare l'operato, lo faremo. Vogliamo quindi concludere la fase
uno della metropolitana, ma nel contempo affrontare il passo successivo, ovvero
le opere complementari, l'integrazione di tutti i servizi della mobilità e
l'ampliamento dell'opera verso nuove tratte». Infine i temi sul tavolo, quelli
cioè su cui «si dovrà discutere nei prossimi mesi»: primo fra tutti il capitolo
tornelli sì-tornelli no, quindi la questione legata al biglietto unico e ad un
eventuale aumento dei prezzi dei ticket.
Presenti al sopralluogo anche il
presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, e l'assessore ai Lavori
pubblici, Mario Labolani. Che subito pone un primo spunto di riflessione:
«All'installazione di tornelli - precisa Labolani - sono favorevole, tuttavia è
una decisione sulla quale bisogna riflettere attentamente, guardando a tutti i
risvolti». Il riferimento corre alla partita tempi: «È prioritario ed essenziale
capire se un intervento di questo tipo può portare ad un ritardo nella consegna
delle stazioni alla città e, pure, ad un aumento dei costi eccessivo».
È
invece il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, ad approntare l'affondo
politico: «Spero che la saggezza prevalga rispetto alle affermazioni fuori luogo
dichiarate nei giorni scorsi da un assessore importante della Giunta Paroli.
Anche perché - prosegue - è ormai evidente che quella della metropolitana sarà
di fatto l'unica grande opera che l'attuale Amministrazione riuscirà a
concludere. È per questo fondamentale che per la città che l'appoggio sul
Metrobus sia trasversale a tutte le forze politiche, perché si tratta di una
ricchezza e di una risorsa che potrà davvero segnare la differenza». Infine, un
nota bene al Pdl: «È significativo - conclude il capogruppo Pd - che la Lega
stia di fatto dettando il passo alla maggioranza».
Sarà comunque il prossimo
vertice quello in cui consiglieri e capigruppo di maggioranza e di opposizione
si riuniranno attorno a un tavolo per scegliere la «nuova strategia operativa».
Intanto, è convocato per oggi il consiglio di amministrazione di Brescia
Mobilità proprio per affrontare il capitolo «sicurezza». nuri
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Bresciaoggi 07 ottobre 2010
METROBUS. Sono ricoverati al deposito di Sant'Eufemia/Buffalora
Giunti a destinazione i due locomotori «sos»
Con spazzaneve e decespugliatore Faranno pure da rimorchiatori
Un pezzo dopo l'altro si compone il complesso puzzle della metropolitana leggera
bresciana. Nelle stazioni e lungo tutta la linea si lavora all'installazione
degli impianti. Tre giorni fa sono arrivati al deposito di
Sant'Eufemia/Buffalora i due locomotori diesel di emergenza, completi di gru
girevole da 5 tonnellate di portata. Lunedì scorso è arrivato pure il terzo
treno, anche se su questo fronte i ritardi ci sono, e nessuno dei tre convogli
si è ancora mosso dal deposito.
I due locomotori diesel sono tuttofare.
Spaleranno i binari in caso di nevicata, andranno a rimorchiare i convogli fermi
lungo la linea. Prima ancora, saranno utilizzati per trainare i treni durante le
prime prove sul test track, il “tronchino” su cui sono parcheggiati in deposito.
Sono dei normali locomotori ferroviari diesel, ma adattati alle esigenze della
metropolitana automatica e dotati di tutti gli strumenti necessari. Oltre a due
pale spartineve dispongono persino di un decespugliatore per pulire i binari
dalle erbacce. In particolare, ogni locomotore sarà in grado di trainare un set
di tre carri merci a pieno carico su pendenza del 4.25 per cento, di recuperare
un treno passeggeri in ogni condizione di guasto sulla medesima pendenza
massima. Potrà movimentare in emergenza tutti i veicoli merci e passeggeri nel
deposito e, in accoppiata con l'altro, recuperare un treno sulla pendenza del 6
per cento.
Nella cabina di guida, con impianto di condizionamento, ci sono 8
posti a sedere, due dei quali per il macchinista con sedile rialzato rispetto
agli altri. Nella zona della gru dispongono di una piattaforma da 8 metri
quadrati utile per 5 tonnellate di carico. E ora aspettano che si completi la
flotta dei 18 treni.
Lunedì scorso è arrivato il terzo, partito da Napoli la
sera del mercoledì precedente con un trasporto eccezionale. Ma ne devono
arrivare ancora 15 e ci vorrà tempo. Pare che le lungaggini siano dovute alla
inedita dotazione tecnologica dei convogli, che non ha termini di paragone
neanche con la metropolitana gemella di Copenaghen e richiede un costante
controllo della Commissione sicurezza del ministero delle Infrastrutture. A
bordo hanno telefonia, videosorveglianza e climatizzazione. Ma quando arrivano a
Brescia sono solo predisposti per gli impianti e devono essere completati
nell'officina nostrana. Perciò non si muoveranno finchè il lavoro non sarà
finito.
Davvero completo dovrebbe essere il quarto treno, atteso per metà
novembre, e poi tutti gli altri. Entro l'anno dovrebbero arrivarne sei. Anche la
costruzione è complessa e richiede lo spostamento in diversi stabilimenti.
Ansaldo spa (il costruttore) li fa tra Reggio Calabria, Napoli, Pistoia e
Genova. Sarà proprio la Commissione ministeriale a decidere quando i treni
potranno muovere i primi passi.MI.VA.
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Bresciaoggi 06 ottobre 2010
IN COMMISSIONE. Gli impegni legati alla grande infrastruttura continuano a
preoccupare: riserve a 459 milioni di euro. E c'è il mutuo da 220 milioni da
pagare
Metrò, la rata da 13 milioni annui fa paura
Massimo Tedeschi
Holding comunale in bianco e nero Accanto ai saldi attivi di A2A, Centrale
del latte e Brescia mercati i negativi di Fiera e Brescia solidale
Il problema dei soldi necessari per finire di pagare e per far funzionare il
metrò continua ad agitare i sonni degli amministratori pubblici bresciani. Il
convegno dell'altro giorno del Pd (presenti l'ex sindaco Corsini, Luigi Morgano
e Giorgio Schiffer) in cui le argomentazioni hanno prevalso sulle repliche
polemiche al centrodestra, gli approfondimenti sulle accuse, è il segnale che
forse si stanno creando le condizioni per un confronto davvero bipartisan e
«civico» nel merito delle questioni.
UN ULTERIORE elemento di
preoccupazione, tuttavia, è emerso dalla seduta di ieri della commissione
Bilancio presieduta da Fabio Capra. Si trattava di «prendere atto» delle
risultanze di esercizio delle 34 società a vario titolo controllate o
partecipate dal Comune, che nel 2009 hanno arricchito complessivamente i conti
della Loggia con 103,7 milioni di utili, ma l'attenzione s'è ancora una volta
focalizzata su Brescia Mobilità e sui costi per completare il metrobus.
Confermato che a breve bisognerà trovare un ulteriore finanziamento di 52
milioni, si guarda anche oltre. «Nel 2005 - sottolinea l'assessore al Bilancio
Fausto Di Mezza - abbiamo sottoscritto un mutuo con la Cassa depositi e prestiti
per 220 milioni al tasso fisso del 4,34%». Le prime cinque annualità sono state
pagate. In «cascina» c'è fieno per pagare ancora le rate semestrali da 6,592
milioni di euro nel 2011 e nel 2012. Ma dal 2013 saranno biglietti e abbonamenti
del metrobus a dover alimentare il pagamento dei ratei da 13 milioni all'anno
(più quelli del nuovo mutuo da 52 milioni).
Se non sarà così, la parte
mancante ricadrà ancora una volta sulla Loggia e, più direttamente, su Brescia
Mobilità. «La società è a rischio di default finanziario» ha detto Di Mezza, che
ha rilanciato la sua idea: «Non basta la capitalizzazione della società. Quella
serve per tener buone le banche, ma poi devi essere in grado di pagare i ratei.
Bisogna consentire a Brescia mobilità di fare cassa per far fronte a tutte le
necessità». Obiettivi prioritari: intercettare un numero di passeggeri
sufficiente, eventualmente estendendo la rete, e poi affrontare il problema del
biglietto. «L'ipotesi di portarlo a 1 euro e 90 non è però sostenibile nè
socialmente nè economicamente» chiarisce Di Mezza.
SULLA TESTA di Brescia
mobilità pende sempre la spada di Damocle delle «riserve» accampate dalle
aziende costruttrici: a fine 2009 si era arrivati a 459 milioni. Cifra
«pretestuosa e iperbolica» per la Loggia. Di Mezza non ha nascosto tuttavia
l'intenzione di attingere all'ulteriore stanziamento di 80 milioni atteso dal
Cipe per sanare una volta per tutte questo contenzioso.
Il Pd, con Emilio
Del Bono, Alberto Martinuz, Aldo Boifava e Federico Manzoni, ha sottolineato
però che i passeggeri si trovano solo con «politiche coerenti del trasporto
pubblico»: di qui il «no» al parcheggio sotto il castello («da solo toglierebbe
un milione di passeggeri all'anno al trasporto pubblico»), e l'allarme per
l'attività di Brescia trasporti che - recita la relazione della società - accusa
«una lieve diminuzione» di passeggeri e soprattutto «un diverso equilibrio tra
sistema di trasporto pubblico e privato che ha provocato uno spostamento di
utenti verso le autovetture».
Fra i problemi della società di trasporti
anche l'aumento di passeggeri senza biglietto: «È balzato dal 4 al 17% dei
passeggeri» ha dichiarato Giorgio Taglietti, già membro del Cda e
neo-consigliere leghista.
ANCHE SINTESI SPA (gestisce i parcheggi) accusa
qualche affaticamento dei conti, con un utile che scende da 663mila a 204mila
euro. La colpa, è stato spiegato, è dei maggiori costi del personale (passato da
48 a 56 unità), del rinnovo contrattuale e del maggior costo per la sicurezza
nei parcheggi in struttura. L'aggravio di questa voce è di 110mila euro l'anno.
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Giornale di Brescia 05 ottobre 2010
«Metrobus, Giunta schizofrenica»
Corsini replica all’assessore Di Mezza: «Sono orgogliosi di un’opera che non è loro
e polemizzano con noi». «Conti sempre a posto: basta chiedere alle agenzie di rating»
L'ex sindaco di Brescia, ora parlamentare, Paolo Corsini, il suo ex vice sindaco
Luigi Morgano, il capogruppo del Pd al consiglio comunale Emilio Del Bono e
Giorgio Schiffer (ex amministratore delegato di Brescia Mobilità) sono stati i
relatori ieri dell'incontro-convegno organizzato dal Partito Democratico e
incentrato sul tema della metropolitana leggera automatica, in risposta alle
critiche che l'Amministrazione comunale ha recentemente rivolto alla precedente
giunta su come venne strutturato il progetto-metrò.
L'accusa principale,
mossa dall'assessore al Bilancio Fausto di Mezza, è che la passata Giunta
avrebbe detto sì al Metrobus con leggerezza e senza un piano finanziario
realistico. «Chi ha agito in questo modo - così Di Mezza - o è uno stupido
oppure era in malafede».
Corsini, nel corso dell'incontro, ha difeso il suo
operato, ricordando - tra l'altro - che il progetto-metrò ha una lunga storia
(le prime bozze sono degli anni '80), ha attraversato più giunte ed è frutto
della collaborazione di generazioni di tecnici. Corsini ha respinto le accuse di
malafede e scarsa limpidezza, affermando che tutti i passaggi dello sviluppo del
progetto legato al Metrobus sono stati sempre resi noti, come da prassi, e che i
conti della sua Amministrazione sono stati sempre valutati molto positivamente
dalle agenzie di rating.
«La Giunta attuale - così Corsini - ha un
atteggiamento schizofrenico. Da un lato si mostra orgogliosa per un'opera ch'è
chiaramente frutto di una continuità con la nostra amministrazione, dall'altro è
in permanente assetto polemico nei nostri confronti. Al di là di ciò, la Giunta
Paroli sta compiendo una serie di scelte non coerenti con l'attuazione del
progetto, su tutte la creazione di un parcheggio sotto il Castello. Si tratta di
azioni che non disincentivano l'uso dell'auto. Per non parlare della
delocalizzazione di uffici pubblici importanti, che si troveranno fuori asse
rispetto al percorso del metrò, vanificandone in parte l'utilità». Sulla
questione del costo del biglietto, che fu ipotizzato a 1,90 , Corsini ha
affermato: «Chi ci critica si contraddice. Se avessimo falsificato i conti,
certo avremmo annunciato un prezzo ben più basso. Invece fummo trasparenti e nei
nostri calcoli erano incluse misure finalizzate alla diminuzione della cifra,
misure che, però, la Giunta Paroli non ha attuato».
Schiffer, che ha
sottolineato l'importanza del percorso storico che ha portato all'inizio dei
lavori per il metrò, ha anche puntualizzato che «tutte le questioni legate ai
prolungamenti delle tratte, come ad esempio lo sfioccamento verso la Ovest,
erano stati studiati e progettati già nel 2003/2004».
E mentre Morgano ha
nuovamente puntato il dito sulle scelte non coerenti con il progetto
dell'attuale Amministrazione («La fermata di Mompiano era pensata per lo stadio,
ora lo si vuole spostare?»), Del Bono ha chiuso l'incontro con alcune
considerazioni politiche. «La Lega inizialmente bocciava il progetto-metrò, ora
afferma che dev'essere la prima priorità della Giunta. Questo perché si sono
accorti che sarà l'unica opera che riusciranno a portare a termine: per il resto
non hanno concluso nulla e hanno disfatto quanto realizzato dalle precedenti
amministrazioni. L'opposizione è pronta a cooperare, ammesso che si abbassino i
toni. Altrimenti partiremo all'attacco».
Bresciaoggi 05 ottobre 2010
TRASPORTI E BILANCIO. L'ex sindaco è intervenuto a una iniziativa pubblica
del Pd ribattendo alle accuse del centrodestra
Corsini: «Menzogne sul metrò
Il problema è la giunta-Paroli»
Mimmo Varone
Critica sulle opere alternative: «Il parcheggio sotto il Castello toglierà
un milione di passeggeri al trasporto pubblico ogni anno»
Solo la «menzogna» fa dire che i conti di un'opera complessa come la
metropolitana leggera di Brescia, passata al vaglio di Regione, ministeri del
Bilancio e delle Infrastrutture, valutata nella sua redditività sociale da
agenzie di rating internazionali siano truccati. La realtà è che «sono le scelte
urbanistiche e trasportistiche della giunta- Paroli a creare problemi ai conti
del metrò».
LA RISPOSTA dell'ex sindaco Paolo Corsini alle accuse mosse dalla
nuova amministrazione è pacata, ma ferma e circostanziata. Tesa a «restituire la
dignità offesa alle scelte compiute, a tranquillizzare i bresciani e rivendicare
la lungimiranza del progetto». È arrivata ieri pomeriggio in una affollata sala
Piamarta di via San Faustino da Corsini, ma anche da Luigi Morgano già assessore
al Bilancio, da Giorgio Schiffer prima ad di Brescia Mobilità e poi presidente
di Brescia Trasporti, dall'attuale capogruppo Pd in Loggia Emilio Del Bono. E
insieme alla risposta, pure le «dritte» per risolvere i problemi aperti, con
l'invito a non dimenticare che «opere di così vasta portata nascono da una
programmazione di oltre 20 anni – sottolinea Morgano - e richiedono continuità e
coerenza anche per il futuro».
Ma «lo ha capito solo il vicesindaco Rolfi,
che vuole salire sul carro del metrò – aggiunge Del Bono -, non il resto della
Giunta».
Corsini sottolinea in primo luogo che il progetto sarò possibile se
investirà le scelte complessive di politica urbanistica, stante l'«asimmetria»
tra una città relativamente modesta e un territorio provinciale ampio. «La
metropolitana parte dal territorio di 42 comuni e 500 mila abitanti in un raggio
di 20 chilometri – dice -, le politiche che rendono remunerativo un investimento
da 770 milioni di euro devono essere coerenti».
ENTRO IL 2011 il trasporto
pubblico integrato dovrebbe passare da 38,5 a 49 milioni di passeggeri compresi
gli extraurbani, per arrivare a 54/56 milioni con l'entrata in esercizio del
metrò. A fine 2008 erano 43 milioni e nel 2013 dovrebbero essere 50 più un 20
per cento guadagnato dalla metropolitana. Tuttavia «la riduzione delle corsie
riservate ai bus e delle Ztl, l'apertura del centro alle auto – elenca – il
mancato rinnovo del parco bus, la delocalizzazione di uffici pubblici
fondamentali rischiano di creare seri problemi».
Di più: il parcheggio da 30
milioni di euro sotto il Castello «toglierebbe un milione di passeggeri all'anno
al trasporto pubblico», e la cittadella dello sport a San Polo farebbe il resto.
L'anno prossimo, poi, ci sarà il rinnovo delle gare d'appalto con la
definizione dei bacini del Tpl (trasporto pubblico locale). «Si richiedono
integrazione gomma/ferro, intese sull'interscambio con l'extraurbano –
sottolinea anche Schiffer -, va definito il contributo della provincia alle
spese di gestione del metrò». Spese previste in 7,2 milioni all'anno (2,2
secondo Corsini dovrebbero essere a carico del Broletto), con il biglietto a
1,89 euro.
«NON MI SI POTEVA chiedere di portarlo a 1,20 euro in campagna
elettorale – dice l'ex sindaco -, ma Paroli aveva 5 anni davanti e poteva
farlo». Sta di fatto che con il biglietto fermo a un euro «le spese di gestione
potrebbero salire a 15 milioni». Sono questi i problemi, e pure i finanziamenti
smentiscono le accuse di conti falsi. Il ministero dei Trasporti ha concesso 317
milioni a fondo perduto e altri 220 la Cassa depositi e prestiti. «Prima di
farlo hanno valutato bene i conti – sottolinea Corsini – e calcolato che la
redditività sociale (meno inquinamento, incidenti e traffico, tempi più ridotti
e risparmi) sarebbe stata di 700 milioni in 30 anni».
Con i conti falsi
«Brescia Mobilità non avrebbe avuto altri 41 milioni dopo i 67 di equity, e gli
82 che devono ancora arrivare». Per il futuro Corsini indica tre strade:
investimenti coerenti, patrimonializzazione di Brescia Mobilità, uso della
progettazione urbanistica per densificare lungo l'asse del metro. Ma «senza la
schizofrenia di voler raddoppiare i volumi a Mompiano e non fare niente altrove».
Bresciaoggi 04 ottobre 2010
TRASPORTI/2. Appuntamento alle 17.30
Metrobus, il futuro e i suoi problemi in un incontro del Pd
Interverranno l'ex sindaco Corsini Del Bono, Morgano e Schiffer
Dopo le recenti polemiche e le accuse incrociate che vedono contrapposta la
nuova e la passata giunta comunale sul maggiore intervento per la mobilità
pubblica degli anni a venire, il metrobus sarà al centro di un incontro promosso
dal Partito Democratico nella sala Piamarta di via San Faustino, oggi pomeriggio
alle 17.30.
«IL FUTURO DEL metrò a Brescia - Problemi e prospettive» sarà il
tema su cui si confronteranno l'ex sindaco di Brescia e oggi parlamentare Pd,
Paolo Corsini, il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio del Bono, Luigi Morgano,
già assessore nella giunta Corsini e Giorgio Schiffer, che era direttore di
Brescia Mobilità quando è partita l'operazione-metrobus.
DURANTE L'INCONTRO
«non ci dilungheremo nelle polemiche ma affronteremo la questione politica del
metrobus e i problemi aperti», spiega Corsini.
«Abbiamo sempre ritenuto che
il metrò ridefinisca l'identità della città, investa sulla qualità della
convivenza – afferma -. Per questo, nell'occasione di un incontro pubblico
aperto a tutta la cittadinanza, intendiamo riflettere sul significato del
metrobus e offrire i chiarimenti necessari su procedure e costi, dati peraltro
mai celati ma sempre diffusi attraverso i rendiconti ufficiali periodici».LI.CE.

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Giornale di Brescia 03 ottobre 2010
Metrò, la Lega rilancia: «Può essere una risorsa»
Rolfi: «Subito i
progetti per il prolungamento e il voto in Consiglio»
«Risollevare vecchie polemiche è del tutto inutile, perché il precario e
traballante piano finanziario del metrò si conosce nei dettagli ormai da tempo
ed è una pesante eredità che si trascinerà con sé la passata Amministrazione. La
responsabilità di cui ora si deve fare carico questa classe politica, ovvero la
nostra, oggi al governo della città, è un'altra ed è il tema centrale:
trasformare questa grande opera da problema a risorsa, rendendola di fatto
sostenibile da ogni punto di vista. A partire dalla completezza del servizio
fino ad arrivare alla partita economica. Per questo l'idea è di tornare in
Consiglio comunale con un "piano b", una nuova delibera per una nuova
strategia». Il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Fabio Rolfi, interviene
così sul dibattito - a tratti dai contorni aspri e accesi - attorno al nodo
metropolitana. Un tema attuale, che vede al lavoro, insieme agli uffici
comunali, la squadra di Brescia Mobilità.
In questi mesi la maggioranza è
impegnata nel cosiddetto «tagliando» di programma. Il Metrobus è diventato una
priorità in questa stagione di tagli?
«Non una priorità, ma la prima delle
priorità. Il metrò dev'essere il primo pensiero della Giunta Paroli. E questo
perché il Comune non può permettersi di staccare ogni anno una cedola di 10 o 15
milioni per funzionamento e manutenzione. Prima di tutto bisogna chiudere la
partita vecchia e questo sarà possibile patrimonializzando la società
controllata che ha in capo l'opera».
Il riferimento è alla cessione dei
parcheggi a Brescia Mobilità?
«Sì, dei parcheggi e se sarà necessario anche
di qualche immobile, a partire da quelli che sorgeranno con la realizzazione
delle opere complementari per la densificazione lungo l'attuale tracciato.
Quest'operazione permetterà infatti di fare accendere alla società nuovi mutui
che saranno così in grado di coprire le pesanti somme che il progetto si porta
con sé. Poi si deve puntare sull'integrazione del mezzo con gli altri sistemi
della mobilità, così da intercettare sempre più passeggeri, perché stanti così
le proiezioni quelli ad oggi «tangibili» non sono sufficienti per rendere
davvero sostenibile l'opera nel suo insieme».
Perché parla di «attuale
tracciato»? Si sta pensando ad un percorso più ampio, all'annunciato
prolungamento?
«Un prolungamento è necessario. Altrimenti non si riuscirà mai
a trasformare la metropolitana in risorsa, l'operazione non starebbe in piedi.
Ed è in fondo ciò che abbiamo sempre contestato come Lega, sin dal principio. Ci
sono tre passi ben precisi da compiere per sciogliere il nodo e guardano tutti
all'estensione della rete».
Tre mosse per risolvere quindi la partita
economica?
«Tre mosse. Tre nuove direttrici. La prima guarda a sud-ovest,
ovvero a Lamarmora Fiera, di cui pure si è già parlato. La seconda deve coprire
la zona ovest della città, da Fiumicello al Violino fino alla Mandolossa,
sfruttando la rete Brescia-Edolo. E del resto tempo fa era stato siglato un
Accordo di programma tra Loggia, Gussago e Regione proprio in quest'ottica. La
terza invece deve soddisfare l'asse est, possibilmente con la soluzione in
viadotto. Per quanto riguarda le prime due, poi, escludo una replica del
procedimento in essere, ma guardo a tracciati di superficie con corsie
dedicate».
Un nuovo investimento cui fare fronte quindi...
«Credo che una
volta risolto tutto il capitolo vecchio, lo Stato possa guardare con interesse
al finanziamento di disegni nuovi, che portano con sé nuove prospettive. Tanto
più che queste tre estensioni comportano un esborso inferiore rispetto a quello
in galleria. Non solo. Servirebbe molto meglio la città, guardando nel contempo
anche alla periferia e al primo hinterland, riuscendo così a costruire quella
trama provinciale che ora manca per rendere l'opera competitiva, appetibile e,
soprattutto, sostenibile su tutti i fronti».
È una delle prime decisioni
emerse dal tagliando di programma?
«È la posizione della Lega. Credo che si
debba partire subito, all'interno della Commissione Metrobus, con la nuova
progettazione e con un piano economico dedicato, di pari passo con la
patrimonializzazione di Brescia Mobilità, che avverrà a breve. Anche perché
l'obiettivo potrebbe essere quello di avere le tre nuove linee in funzione per
il 2016».
Una sorta di progetto Metrobus bis?
«Sì, un "piano b". Che dovrà
poi ripresentarsi ovviamente all'attenzione del Consiglio comunale attraverso
una seconda delibera. Ma il punto è che bisogna avviare subito la progettazione
vera e propria, senza perdere tempo. Perché alla politica, oltre che concludere
ciò che è avviato, compete progettare il passo successivo».
Resta aperto il
fronte opere complementari, ci sono alcuni progetti in sospeso, primo fra tutti
piazzale Vivanti...
«Sarà una geografia da definire nel Pgt, ma non senza la
condivisione del territorio. Il fronte insomma resta aperto, perché si sta
cercando di trovare il giusto equilibrio insieme ai residenti».
Nuri
Fatolahzadeh

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