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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia  30 dicembre 2010

Sopra il metrò, per «ricucire» la città

Presentati i progetti relativi alle stazioni Vittoria e San Faustino: dopo il sì della Giunta scatta la «fase due»: nel 2011 via ai lavori per rilanciare la sfida della Brescia metropolitana

Fase uno al capolinea. E a chiudere la stagione della progettazione sono proprio le due stazioni più complesse: dopo il disco verde per le opere di superficie dei siti Vittoria e San Faustino (atteso in gennaio dalla Giunta), a separare il via ai lavori per «ricucire» la città saranno infatti solo le gare d'appalto. Il conto alla rovescia per passare dalla teoria alla pratica è insomma iniziato: «Il cronoprogramma è stato rispettato appieno - sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani - e sarà quindi il 2011 ad avviare il primo stralcio delle opere complementari». Al primo step seguirà quindi il secondo, nel 2012, quando si passerà alle cosiddette «rifiniture stilistiche» e - quindi - al completamento dei grandi parcheggi scambiatori.
A presentare la futura trasformazione delle due «aree cuore» del nucleo antico sono stati i tecnici del gruppo di lavoro. Al centro della Commissione dedicata - le cui cabine di regia sono affidate al leghista Nicola Gallizioli - soprattutto il nodo viabilità e il rapporto tra la Brescia antica e la città moderna.
I lavori per la stazione Vittoria (compresi in un comparto di 4.200 metri quadrati per un costo totale di 528mila euro) vanno ad esempio ad inserirsi in un progetto più ampio. «Messa a punto la stazione del Metrobus - rivela l'assessore - si rivedrà l'intero impianto della piazza». Oltre al riposizionamento della statua del Bigio nel punto originario - sul lato cioè che incrocia via Verdi, a fianco alla stazione del metrò, dove pure sono previsti interventi di recupero - si procederà con la sistemazione del primo piano del parcheggio interrato (il quale manterrà l'ingresso attuale, affacciato su via Gramsci) così da pedonalizzare la piazza.
A caratterizzare il sito di via San Faustino (un'area di 3.600 mq che vedrà impegnati circa 508mila euro) sarà invece il nodo viabilità. La «scatola» sotterranea si inserisce fra le mura venete, la rampa di accesso al parcheggio interrato, i reperti delle arcate dell'antico ponte del Garza e le mura ottocentesche di controripa del Celato. Per questo, si è partiti dall'antico per formulare e modulare il progetto. Il rinvenimento del ponte del '400, potrebbe ad esempio aprire una finestra sulla storia cittadina. Nel senso letterale del termine. «Il piano dei binari è basso, ma i resti si potranno ammirare scendendo nel cuore della stazione» sottolineano i tecnici. Per quanto riguarda piazzale Cesare Battisti, i rilievi effettuati sul traffico hanno portato alla progettazione di tre corsie d'intersezione con via San Faustino: due verso nord ed una verso sud. Lo snodo che incrocia le vie della Rocca, Porta Pile, del Castello e Silvio Pellico sarà infine risolto eliminando le due preesistenti mini-rotatorie, introducendo un unico grande rondò (24 metri di diametro), così da riuscire a farvi convergere tutte le strade adiacenti alla stazione.Nuri Fatolahzadeh


BIGLIETTO
Il nodo aumento sotto la lente del dibattito politico
Nonostante il sì del Cipe all'erogazione dei contributi statali per la metropolitana di Brescia, il nodo economico legato alla grande opera resta al centro del confronto interno a Palazzo Loggia. Sotto la lente di ingrandimento il costo del futuro biglietto, pensato dall'Amministrazione Corsini pari a 1,90 euro. Una cifra, questa, che va tuttavia a scontrarsi con le direttive imposte dalla Regione, la quale fissa in 1,25 euro il costo massimo del ticket per il trasporto pubblico locale.
«Ora che la presentazione delle linee guida dei progetti delle opere di superficie è completata - spiega il presidente della Commissione Metrobus, Nicola Gallizioli - analizzeremo nei dettagli tutte le possibili varianti. Sarà infatti proprio la Commissione il luogo deputato al confronto amministrativo su questo tema».
Un tema che va sempre più ad intrecciarsi con l'intero bilancio comunale.



E la torre medievale?
Dopo tanti ma e qualche se, è arrivato il verdetto finale: la stazione Vittoria non accoglierà la torre medievale scardinata dal sito nel corso dei lavori per la realizzazione della metropolitana. La struttura resta per ora «sepolta» nel campo comunale di via Gatti, a Sanpolino, proprio di fronte al cimitero di Sant'Eufemia: lì verrà conservata finché non sarà stata scelta, in accordo con la Soprintendenza, la sua nuova dimora.
Daccapo. Era riaffiorata d'improvviso, scavalcando un sonno secolare interrotto dall'arrivo della «talpa» durante gli scavi del metrò. Poi, l'inveterata querelle tra antico e moderno sembrava si fosse risolta con un protocollo d'intesa siglato nel novembre 2008 dal sindaco, Adriano Paroli, dall'allora soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici in rappresentanza del direttore regionale Gino Famiglietti, Luca Rinaldi, e dall'allora presidente di Brescia Mobilità, Ettore Fermi - che aveva sancito la «salvaguardia e la valorizzazione» della discussa torre medievale, emersa ai margini di piazza Vittoria. Gli studi eseguiti ne avevano infatti evidenziato «il valore storico-artistico» e sin da subito Comune e Soprintendenza avevano scelto la via della collaborazione. Quindi, la fase operativa. Dopo il taglio in blocchi, si è proceduto con lo spostamento degli stessi, numerati, nell'area di proprietà comunale, nel quartiere di Sanpolino.
L'ultimo anello della torre - databile intorno al XI-XII secolo, con un basamento di circa 10 metri per 10 e un'altezza di 5 - è stato rimosso il 18 novembre 2008, «senza alcun danno». E se i costi per lo spostamento dell'opera oscillano tra i 230 e i 250mila euro, sono invece ancora «da definire» quelli relativi ad un'eventuale ricollocazione, come pure è da stabilire su quale conto verrà addebitata la futura spesa, se su quello dei cantieri della metropolitana, di Brescia Mobilità o del Comune.
Ma a condurre la battaglia per salvare e custodire la torre medievale è stata anche Italia Nostra, l'Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione Nostra. L'architetto Rossana Bettinelli, cui l'associazione fa capo, aveva infatti proceduto con due atti ufficiali: un esposto datato alla Procura della Repubblica e il ricorso al Tar del Lazio. Già, perché se i resti erano di fatto affiorati nel novembre del 2006 durante gli scavi in via Verdi, le prime avvisaglie della presenza della «torre medievale» si ebbero già negli anni '70, al tempo dei lavori per il parcheggio sotterraneo cittadino. Periodo di riferimento: giugno 2003. Soluzione proposta: correggere il progetto spostando di 10 metri i binari salvaguardando torre e cantieri. Ma ora pare sia tutto di nuovo da riscrivere. nuri

Giornale di Brescia  30 dicembre 2010

Legambiente: «Brescia malata ma la Loggia non lo vede»

«Brescia è ammalata e gli unici a non accorgersene sembrano essere i nostri amministratorichesembranorivolti a scelte urbanistiche, quali il parcheggio sotto il castello o lo stadio al posto del parco delle cave che non solo contrastanoconi principi elementari di sostenibilità ambientale; sonodestinatiapeggiorareulteriormentelaqualitàdella nostravita». Ilneopresidente di Legambiente di Brescia, Isaac Scaramella, incontra la stampa per stilare la lista delle cose che non vanno in città all’ingresso delparcheggio di Fossa Bagni, sfidando i rigori del clima proprio per sottolineare il valore simbolico del luogo, «poco lontano dalla galleria dove si vuole scavareunaltro grande parcheggio sotto il Castello e i lcentro storico per valorizzare, giustificano i nostriamministratori, proprio il colleCidneo installando un ascensore». «Non serve sventrare il sottosuolo - prosegue il vicepresidente Carmine Trecroci - per stipare altre macchine nellazona che dovrebbe essere riservata ai pedoni. Basta
costruire l’ascensore perché il parcheggio c’è già. È Fossa Bagni ed è sufficiente al bisogno».
Legambientedenunciapolitiche inadeguate e annuncia, oltre alle proprie campagne storiche, importanti azioni su ciascuno dei temi importanti per la città. A partire da una pianificazione rigorosa della mobilità; dall’attuazione del «consumo zero» del suolo non edificato; dall’attenzione per l’aria, sempre più inquinata, che «richiede - continua Scaramella - il ripristinoautentico delle Ztl e l’incremento del trasporto pubblico.
L’Amministrazione comunale sta prendendo decisioni infauste prima di portare a compimento il Pgt in esplicita violazione dello spirito dellanormativa pianificatoria.
Mi riferisco all’abbattimento delle Torri di S. Polo, alla nuova sede unica comunale
negli ex Magazzini generali, a via Sostegno e al parcheggio interrato sotto la galleria ». Anche le condizioni del ciclo delleacque preoccupa Legambiente: «Urgono interventi immediati di monitoraggio e bonifica delle fonti di contaminazione delle acque potabili».
Wilda Nervi


Bresciaoggi  30 dicembre 2010

IL GIUDIZIO. Legambiente all'attacco contro le scelte della Loggia torna a chiedere una visione d'insieme della città per progettare una svolta ecosostenibile

«Ambiente, politica del tutto assente»

Mara Rodella

Scaramella: «Il Pgt non tiene in nessuno conto le necessità. Azioni non pianificate che sprecano solo risorse»

«Brescia che manca di politiche urbane ecosostenibili. Che non apre all'Europa. Che mentre decide cosa fare del futuro omette di indicare nel Pgt modifiche strutturali di enorme impatto per il territorio».
QUELLA DI LEGAMBIENTE non è solo l'ennesima denuncia nei confronti delle scelte della Loggia, ma l'annuncio di un rinnovato impegno per la «riqualificazione ecologica della città». Non a caso, il presidente provinciale, Isaac Scaramella, insieme ai rappresentanti del direttivo, ha scelto di presentare il rendiconto annuale all'imbocco della galleria Tito Speri. «Un luogo simbolo che riassume il 2010 e apre le porte al nuovo anno: Fossa Bagni sorge a meno di 200 metri dal futuro parcheggio interrato sotto il tunnel, cioè sotto il cuore del centro, per poi agevolare l'accesso al Castello - spiega Scaramella -. Un'opera che non solo non è necessaria, visto che già il parcheggio Fossa Bagni è sottoutilizzato, ma che, oltre a costare moltissimo, è incompatibile con una strutturazione razionale della metropolitana che entrerà in funzione a dicembre 2012». «Buon senso e buona prassi - sottolinea il vicepresidente di Legambiente, Carmine Trecroci - dicono che attirare in centro ulteriori flussi di traffico non migliora la qualità della vita: vogliono un ascensore fino al Cidneo? Perchè non realizzare solo quello, dato che il parcheggio esiste già? Quest'opera pubblica è l'esempio di come l'amministrazione agisca senza senza alcuna pianificazione, sprecando risorse». Legambiente chiede quindi alla Loggia di ripensarci.
UNA SOSTENIBILITÀ IDEALE che, secondo gli ambientalisti, si scontra «con la qualità del contesto urbano in continuo deterioramento». Nonostante il Pgt sia in fase di elaborazione da oltre un anno, Scaramella denuncia come alcuni rilevanti, «ma insensati», interventi urbanistici siano stati approvati in deroga al Prg: l'abbattimento delle Torri di San Polo, lo sviluppo edificatorio di via Sostegno, la realizzazione dello stadio nella zona est e, non da ultimo, il trasferimento degli uffici comunali negli ex Magazzini Generali, che Trecroci definisce «un progetto faraonico e inutile, assurdamente fuori dal tracciato metro». Non mancano poi le riflessioni sul «mancato miglioramento nella concentrazione media di agenti inquinanti nell'atmosfera - rileva Scaramella - a causa di provvedimenti comunali scarni, calo evidente nell'uso del trasporto pubblico e, soprattutto, apertura delle Ztl»: scelte che, per Legambiente, avrebbero «mortificato il valore storico e ambientale del centro, oltre a dimostrare la mancanza di una politica seria che prepari la città alla metropolitana». Da qui Legambiente riparte, convinta che urbanistica e mobilità saranno i capitoli dominanti anche per il 2011. «Continueremo a incontare i bresciani per formulare un'idea nuova di città basata su: riconversione a verde diffuso, pianificazione della mobilità urbana, compresa quella ciclabile, che privilegi i mezzi pubblici, consumo zero del suolo non edificato».

Bresciaoggi  29 dicembre 2010

Rolfi: «Potremmo decorare anche i tunnel della metropolitana»

Non solo utili, ma anche belle. Le vernici utilizzate per proteggere l'arredo urbano vogliono donare anche un tocco artistico.
Per la decorazione è stato ingaggiato dalla Pianeta Srl un collettivo di street artists di Monza, giovani esperti nell'utilizzo di colori spray.
ANCHE LA SCELTA dei motivi non è casuale: la grafica è stata scelta attingendo dalle tendenze metropolitane delle principali città estere, spesso affidate a designer di fama.
Tra i centinai disponibili, lo stile scelto per Brescia ricorda i motivi geometrici ispirati dall'artista americano Matt W. Moore e ai disegni minimalisti con fiori e farfalle molto in voga in Inghilterra e Giappone. «Stiamo lavorando con qualcuno dei ragazzi beccati a imbrattare - spiega l'assessore al Decoro urbano Mario Labolani -; se arriveranno proposte artistiche le valuteremo: è un modo per uscire dall'illegalità».
CONSIDERATI I PRIMI risultati, soddisfacenti anche per la tenuta alle basse temperature di questi giorni, Rolfi annuncia che potrebbero essere decorati anche i tunnel del metrò (Stoccolma è uno degli esempi più interessanti di questo tipo d'arte) e auspica che anche altri enti inizino questa pratica contro il deturpamento pubblico. MI.BO.

Giornale di Brescia  29 dicembre 2010

Mobilità, Brescia saledi 10 posizioni ed è al 4° posto
Venezia è prima ma, vista la particolare situazione... delle strade meriterebbe una classifica a parte. Brescia passa invece dal quattordicesimo al quarto posto nella speciale graduatoria che Euromobility ha stilato sulla base della mobilità sostenibile in 50 Comuni. Superata da Torino e Parma, la nostra città si lascia alle spalle centri come Bologna, Milano, Bergamo, Reggio Emilia e Ferrara.
L'analisi condotta dall'organismo che si occupa di promozione del mobility management, in associazione con Assogasliquidi, Consorzio Ecogas e Ministero dell'ambiente, segnala a Brescia un indice di motorizzazione in diminuzione, ma pari comunque al 64%, contro una media europea del 46%. Il che rappresenta una cattiva notizia, a cui si aggiunge una scarsa incidenza dei veicoli a metano e gpl (6% del parco totale). Da dove viene la buona performance? Euromobility evidenzia il calo dei giorni di superamento delle Pm10 tra il 2007 e il 2009, da oltre 120 a 100, da una buona offerta di trasporto pubblico sfruttata dai bresciani con una media di circa 160 viaggi l'anno per abitante.
I metri quadri di Ztl sono 6,3 per abitante (Firenze raggiunge gli 11, Ferrara sfiora i 9), e sono da bassa classifica le aree pedonali urbane, meno di 0,1 mq per abitante. Importante ai fini della classifica il raddoppio degli utenti del bike sharing tra 2008 e 2010 (da 1.600 a 3.400), con 177 ciclisti e 6,26 mezzi ogni 10mila abitanti. Sei le auto in flotta per il car sharing avviato nel 2010, con 66 utenti nel corso dell'anno.
Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility, precisa che lo studio non ha tenuto conto ai fini della graduatoria dei livelli di inquinamento, in quanto questi non sarebbero sempre legati alla mobilità.egg

Giornale di Brescia  29 dicembre 2010

Metro, vandali in azione. La Loggia: più sicurezza

Dopo la seconda intrusione al deposito di via Serenissima. Rolfi: commesse alcune leggerezze

È allarme sicurezza nel deposito del metrobus dopo che la mano di uno o più writers ha imbrattato per la seconda volta in pochi mesi uno dei convogli. Il presidente della commissione Metrobus e capogruppo della Lega in Loggia, Nicola Gallizioli non ci sta: «Qui qualcuno ha sbagliato e continua a sottovalutare la situazione». Secondo il resoconto di Mauro Rainieri il corporate & Metrobus manager di Brescia Mobilità tutto si sarebbe svolto in un'ora. Una sera della settimana scorsa uno dei treni era all'esterno della struttura per alcuni collaudi ed è rimasto incustodito. In quel lasso di tempo qualcuno ha scavalcato la recinzione e l'ha imbrattato. «Le telecamere erano accese - ha aggiunto Rainieri - ma non c'era nessuno nella centrale e i momenti dell'intrusione non sono stati registrati». Rainieri avanza alcune precisazioni: «Non compete a Brescia Mobilità rispondere perché qui e lungo la linea risponde l'impresa».
L'allarme è talmente pressante che il vicesindaco Fabio Rolfi, l'assessore Mario Labolani e Gallizioli si sono ritrovati al deposito dei treni di via Serenissima per fare il punto.
È Rolfi a parlare per primo: «C'è grande apprensione per ciò che sta accadendo, perché benché non siano grossi danni quelli causati da questa seconda incursione dei writers, il fatto che sia accaduto dimostra l'attenzione che vi è in certi settori rispetto a questa grande opera. Assicuriamo che la politica farà la sua parte, ma riteniamo fondamentale che non ci siano leggerezze da parte di chi deve occuparsi della sicurezza in deposito». Rincara la dose Labolani: «Questa seconda azione dimostra che la sicurezza deve essere innalzata». Infine Nicola Gallizioli non usa mezzi termini per ribadire la «necessità di attenzione, perché è assurdo che un convoglio venga lasciato all'esterno del deposito a soli 50 centimetri da una zona critica come il campo dove quest'estate si è svolta la festa di Radio Onda d'Urto. Qualcuno ha sottovalutato il problema». È Rainieri a illustrare le nuove misure di sicurezza: «I convogli non saranno mai lasciati senza vigilanza».c. m.


Giornale di Brescia  24 dicembre 2010

Metrò, da Roma arrivano 56 milioni

Martedì è stato firmato da Tremonti e Matteoli il decreto che stanzia i fondi
per le modifiche migliorative del Metrobus. Saglia: «È una boccata d’ossigeno»

Sotto l'albero di Natale la Loggia e Brescia Mobilità trovano 56 milioni di euro che aspettavano per le modifiche migliorative sul tracciato della metropolitana leggera, ovvero per la realizzazione delle dieci stazioni da Sant'Eufemia-Buffalora al Prealpino.
Lo sblocco per l'erogazione dei fondi, che prevede lo stanziamento subito di 10,9 milioni di euro e la rateizzazione di altri 45,2 milioni da qui al 2022 con tranche annuali da 3,7 milioni di euro, è stato stabilito martedì pomeriggio quando il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli e il titolare dell'Economia Giulio Tremonti hanno apposto la loro firma in calce ad un decreto interministeriale che attendeva il via libera di fatto dal 2007.
Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità, è decisamente soddisfatto dello sblocco dei fondi: «Siamo riusciti ad ottenere fondi che aspettavamo dal 2007 proprio in zona Cesarini quando la situazione iniziava a farsi pesante». Ed è proprio Prignachi che illustra il quadro economico all'interno del quale si colloca questo stanziamento di fondi: «Di fatto il documento firmato martedì ci permette di ottenere in totale 40 milioni più oneri. Arriveranno 10 milioni cash, e potremo accendere un mutuo per attualizzare il resto della somma, il cui totale e gli interessi saranno però a carico dello Stato. Alla fine l'aggregato del cash e del mutuo ci permetterà di arrivare a quota 56 milioni».
Ma cosa ha permesso in questa fase di ristrettezze della finanza pubblica di arrivare fino allo sblocco definitivo dei fondi? «L'azione tripolare del sindaco Paroli, del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia e di Brescia Mobilità in questo ultimo anno hanno permesso di raggiungere l'obiettivo. Si è realizzata nei fatti una lobby tecnico-istituzionale che ha permesso di arrivare alla firma del decreto».
Analoga la soddisfazione del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia: «Questa è una boccata d'ossigeno per Brescia Mobilità e per la Loggia e devo dire che anche la firma di Tremonti, così rigoroso in temi di finanza pubblica, dimostra l'attenzione che la nostra città ha saputo attirare anche a Roma. Non solo, è un buon viatico per lo sblocco da parte del Cipe degli 80 milioni che il Cda di Brescia Mobilità ha richiesto a partire dal 2009 per ulteriori migliorie». In effetti, il Comitato interministeriale per la programmazione economica si riunirà a gennaio e per quella data, come spiega lo stesso presidente Prignachi «dovrebbe arrivare il via libera definitivo dopo che due riunioni tecniche hanno già dato l'ok allo stanziamento, segnale questo che il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli ha in agenda lo stanziamento e tiene Brescia in grande considerazione».
Il messaggio è chiaro, dopo aver portato a casa con grande determinazione i 56 milioni «d'ossigeno», la lobby bresciana vuole strappare gli ultimi 80 milioni.


Bresciaoggi 24 dicembre 2010

L'APPELLO. I rappresentanti di Comune e Brescia Mobilità invocano maggior controllo dopo l'ultimo (il terzo) atto di vandalismo alla stazione di S.Eufemia-Buffalora

Metrobus, «l'Ati fermi i blitz dei writers»

Angela Dessì

Rolfi: «Non deve succedere che un treno sia lasciato incustodito, a disposizione dei graffitari» Rainieri : «L'azienda ha garantito che provvederà»

Non c'è due senza tre. Dopo gli episodi di fine agosto e di inizio dicembre i writers sono tornati nuovamente a colpire e ancora una volta la vittima designata è stata la metropolitana leggera, o meglio i vagoni parcheggiati nel deposito della stazione di Sant'Eufemia-Buffalora.
I vandali sono entrati in azione alcuni giorni fa quando, approfittando della pausa per la cena dei tecnici che stavano eseguendo le operazioni di collaudo di un treno sul circuito esterno al deposito, in poco più di 45 minuti tra le 20 e le 21 hanno imbrattato il vagone con un graffito di circa tre metri per tre. Un «ulteriore increscioso episodio» che non ha mancato di scatenare le reazioni dell'Amministrazione Comunale e di Brescia Mobilità che sono così tornate a chiedere all'Ati Metrobus (l'associazione di imprese impegnate nella realizzazione del metrò) una maggiore attenzione.
«NON SI PUÒ abbandonare per 45 minuti un vagone della metropolitana in un piazzale visibile dall'esterno» tuona il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Fabio Rolfi precisando come «i treni siano da sempre un bersaglio ambito dai writers». L'incolumità dei vagoni, ribadisce Fabio Rolfi, sta a cuore alla città tutta e al Comune in primis, visto che i vagoni sono costati decine di milioni di euro della collettività. «E' vero che l'Amministrazione comunale entrerà in possesso dei treni solo dal 31 dicembre del 2012 ma è anche vero che si tratta di beni comuni che come tali vanno tutelati» aggiunge l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani che, richiamando alla memoria i due precedenti episodi di vandalismo, sottolinea come «lasciare i vagoni incustoditi all'esterno sia come mettere l'osso a disposizione di un cagnolino».
Sotto accusa, in sostanza, ci sarebbero i tecnici dell'Ati che, «per superficialità o irresponsabilità - puntualizza il presidente della commissione consiliare Metrobus Nicola Gallizioli - hanno lasciato incustodito il convoglio a 50 centimetri dalla rete del campo della festa di Radio Onda D'Urto quando sarebbe stato sufficiente riportarlo nei capannoni al sicuro».
DOPO L'EPISODIO di fine agosto, infatti, all'interno del deposito era stato installato un sistema di videosorveglianza e rilevamento presenze per dissuadere vandali e graffittari dall'entrare, ma che a nulla è servito in questo caso, visto che il treno è stato «dimenticato» all'esterno. «Il nostro sopralluogo vuole ribadire che se serviranno nuove misure di sicurezza faremo di tutto perché vengano applicate» evidenzia ancora il consigliere Gallizioli che conclude: «La metropolitana è come un bambino che sta crescendo e come tale va curato costantemente».
Chi non ha voluto parlare, invece, è stata la rappresentanza dell'Ati Metrobus che durante il sopralluogo è restata in disparte ma che, assicura il responsabile della progettazione della metropolitana di Brescia Mobilità Mauro Rainieri, «ha garantito che metterà in atto al più presto una procedura che preveda di non lasciare mai incustoditi i veicoli nel piazzale».


Giornale di Brescia  23 dicembre 2010

BRESCIA TRASPORTI
Orario natalizio per gli autobus
In occasione della chiusura delle scuole, da oggi, giovedì 23 dicembre, sino al 9 gennaio 2011, entrerà in vigore, per gli autobus cittadini di Brescia Trasporti l'orario ridotto. Alle paline di fermata verranno esposti gli orari di passaggio dei mezzi. Il giorno di Natale, dopodomani, sabato 25, il servizio terminerà alle 12.30, mentre il 31 dicembre alle 22.25.

Giornale di Brescia  23 dicembre 2010

Per i pendolari non aumentano le tariffe (per ora)

Ma, nell'incontro a Milano, i rappresentanti sottolineano che la situazione resta problematica
Uno sconto sull'abbonamento di gennaio a compensazione dei disagi di dicembre, tagli più lievi del previsto sul trasporto pubblico, aumenti delle tariffe non immediati e solo a fronte di un miglior servizio: per gli utenti delle ferrovie, ieri rappresentati all'incontro nella sede milanese della Regione Lombardia, l'assessore a Infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo ha ridimensionato le previsioni più negative. La situazione resta problematica e non hanno mancato di rimarcarlo gli interventi al «Tavolo per il trasporto pubblico locale», nella ristrettezza di risorse che non consente di guardare in prospettiva, a un rilancio del servizio secondo standard adeguati alle esigenze di un territorio ad alta mobilità.
«A gennaio, non solo non ci saranno aumenti, ma i pendolari lombardi avranno diritto ad un bonus, come ricompensa per i disservizi del mese di dicembre», ha detto l'assessore precisando che il costo per il mese di gennaio sarà scontato del 10 per cento agli abbonati. Il 2011, ha aggiunto, non sarà l'anno delle stangate per il trasporto pubblico, che non verrà ridotto.
Il messaggio rassicurante ha come premessa il contenimento dei tagli alle risorse, frutto di un accordo tra Governo e Regioni che ridimensiona, dai circa 300 milioni preventivati a 99, il minor introito per la Lombardia e che per enti locali e aziende si tradurrà in 24 milioni di euro in meno per il trasporto su ferro e 58 milioni in meno per il trasporto su gomma. Questo risultato consente di salvaguardare i servizi e alle aziende la Regione chiederà «una maggiore efficienza».
La manovra sulle tariffe non viene accantonata, ma Cattaneo rimarca l'impegno per l'integrazione tra mezzi di trasporto diversi con un biglietto unico e l'aiuto previsto per le famiglie con «forti bonus». Con un abbonamento mensile si potrà viaggiare su tutti i mezzi pubblici della Lombardia, analogamente a quanto già avviene con gli abbonamenti annuali e trimestrali: a regime costerà 99 euro, ma in fase di lancio si prevede un costo compreso tra 80 e 85 euro. Oggi, fanno notare i pendolari con abbonamenti annuali e trimestrali, il costo è di 83 euro: con i 99 euro previsti si ha un aumento del 20 per cento.
Le tariffe cresceranno, ha detto a questo riguardo l'assessore, «solo se migliorerà la qualità del servizio, in una forbice tra lo zero e il venti per cento, in base alla qualità. Se il servizio è scadente, non ci sarà l'aumento». Ritardi, affollamento e soppressioni di corse sono stati ripetutamente segnalati dai pendolari in queste ultime settimane e in particolare riemerge, per la linea Milano-Brescia, la difficoltà di conciliare il trasporto locale con le corse degli Eurostar su binari ancora inadeguati nell'attesa del quadruplicamento previsto oltre Treviglio. Il ritocco alle tariffe «dovrà essere contenuto e avere come corrispettivo un aumento dei servizi, attendiamo garanzie sulle proposte avanzate»: questo il commento di Roberto Benaglia della segreteria regionale della Cisl, al termine dell'incontro di ieri pomeriggio.
Elisabetta Nicoli
 


Bresciaoggi 23 dicembre 2010

TRASPORTI. Rassicurazioni sono giunte dall'assessore regionale alla Mobilità, Raffaele Cattaneo

«Non ci sarà stangata sui pendolari»

Magda Biglia

Ghirardelli: «Non è detto che il prezzo del biglietto debba proprio aumentare» Critiche dalla Cgil

Alle aziende dei trasporti sarà chiesto un risparmio, ai Comuni e alle Province saranno tagliati i trasferimenti, le tariffe saranno aumentate. Ma non si sa ancora di quanto. Dalla riunione di ieri pomeriggio in Regione fra l'assessore regionale alla Mobilità Raffaele Cattaneo e i rappresentanti di Province, Comuni, società, sindacati, comitati dei consumatori e dei pendolari (non il comitato bresciano) è emersa una proposta molto differenziata, basata su questi tre criteri.
I sacrifici e i miglioramenti del servizio richiesti alle aziende varieranno in base alla tempistica dei nuovi bandi dopo la scadenza dei contratti che, per quanto riguarda il nostro territorio, sono ad aprile per i mezzi urbani del Comune di Brescia, a fine anno per gli extraurbani della provincia. I tagli dei trasferimenti milanesi varieranno tra gomma e ferro, tra Comune e provincia. I biglietti dovranno rincarare ma saranno compensati dalla bigliettazione unica, dall'integrazione tariffaria, da sconti per determinate categorie.
«NON POSSO ANCORA quantificare gli aumenti - dichiara l'assessore del Broletto Corrado Ghirardelli -. Non è detto che necessariamente ci siano aumenti, la Provincia potrebbe compensare, visto che la scure pare meno pesante. In gennaio le Province si incontreranno e lo faranno sulla base di una delibera molto complessa che la Giunta milanese, se ce la fa, dovrebbe emanare il 29 dicembre». Sono 99 i milioni di tagli da Roma invece degli annunciati 247, in base alle decisioni della conferenza Stato-Regioni che ha dato un po' di respiro alla Lombardia per il sistema dei trasporti. Secondo Cattaneo graveranno su enti locali e aziende per 82 milioni, 58 per i mezzi su gomma, 24 per quelli su ferro. «Non ci sarà riduzione dei servizi e delle tratte o stangata sui pendolari», ha garantito l'assessore regionale, che ha fra l'altro promesso uno sconto del 10 per cento sugli abbonamenti ferroviari dopo i disservizi seguiti al nuovo orario invernale.
Un primo commento arriva dalla Cgil, che critica in un documento la posizione del Pirellone. «Si continua sulla strada dei risparmi chiesti alle aziende, fino a un 3%, con conseguenti manovre sulla manodopera e aumento dei ticket senza un miglioramento del sistema», commentano Oriella Savoldi, segretaria confederale e Nino Cortorillo, segretario generale della Filt regionale.


"AUGURI BRESCIA" 18 metri di auguri
Sulla linea 1 un autobus luminoso di Brescia Trasporti molto speciale





Bresciaoggi 22 dicembre 2010

L'INIZIATIVA. Per il periodo delle festività natalizie la Linea 1 sarà caratterizzata da un autobus quasi «fiabesco». Scuole chiuse, cambia l'orario

E Brescia Mobilità fa gli auguri dalle fiancate dei bus

Quest'anno ci si può sentire più «natalizi» anche viaggiando sui bus. I passeggeri della linea 1, entreranno nelle strade del centro piene di luci e festoni su un bus da 18 metri dipinto di azzurro, con pupazzi, babbi natale, fiocchi di neve e tanto di auguri. È quasi un bus da fiaba, e i bresciani che ci stanno dentro si sentiranno perfettamente in sintonia con il resto della città addobbata.
È la prima volta che Brescia Trasporti sperimenta il “bus natalizio”, e la cosa pare susciti gradimento, tanto che con ogni probabilità verrà ripetuta nei prossimi anni.ù
Per l'esordio è stato scelto un bus snodato da 18 metri, uno degli ultimi arrivati, che si muovono tutti sulla Lam 1 da Mompiano a San Polo, la più gettonata in assoluto dell'intera rete.
Non è la prima volta, invece, che scattano gli orari ridotti per le festività. Con la chiusura delle scuole, da domani i passaggi si faranno più radi. Tutti i bus che portano gli studenti nei vari istituti superiori della città resteranno in garage. Sarà così fino al 9 gennaio prossimo compreso. Poi il lungo periodo festivo verrà archiviato, e si tornerà alla quotidiana normalità.
I NUOVI ORARI, in ogni caso, a partire dal domani saranno affissi su tutte le paline delle fermate. Volendo, si può consultare pure il sito di Brescia Trasporti (www.bresciamobilita.it) e si avranno a disposizione i passaggi di tutte le linee.
Come di consueto, poi, scattano le limitazioni del servizio previste per le giornate di Natale e Capodanno. A Natale l'ultimo incrocio dei bus in centro storico è previsto per le 12.30. Poi sarà festa anche per gli autisti di via San Donino. Per il 31 dicembre, invece, il servizio terminerà alle 22.25, ora anche questa dell'ultimo incrocio in centro. Per il primo gennaio, va da sé, andrà in vigore il servizio essenziale dei giorni festivi. MI. VA

Gli auguri di ARRIVA, SAIA e SIA


Giornale di Brescia  22 dicembre 2010

Due libri per portare la città nel futuro del metrò

La storia e l'avvenire della mobilità bresciana attraverso le opere presentate in Loggia



Due nuove pubblicazioni per illustrare il futuro volto «metropolitano» di Brescia. A un anno dall'uscita del reportage fotografico che ha ripercorso il viaggio sotterraneo della «talpa» Tbm (Tunnel Boring Machine), è stato presentato ieri, nella sala Giunta di palazzo Loggia, l'aggiornamento del volume «MetroBrescia: un passo verso il futuro», curato da Loris Zanirato e realizzato da Brescia Mobilità in collaborazione con l'Amministrazione comunale. Centosettanta pagine - disponibili già dai prossimi giorni in scuole e biblioteche della città - corredate da testi e immagini per raccontare lo stato attuale dei lavori nei cantieri, provano a prefigurare il futuro sistema di trasporti della città.
«Una monografia arricchita dal confronto con gli impianti metropolitani di altre città, soprattutto europee - ha spiegato il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi - un modo per studiare un piano di organizzazione e gestione dei trasporti adeguati alle esigenze dei cittadini». Sul paragone con il metro di Parigi, Londra, ma anche con quelli delle più piccole Bilbao, Lille e Copenaghen si è mosso il tentativo di delineare un piano trasporti ideale, partendo da una attenta analisi della storia della mobilità bresciana negli ultimi cento anni. Proprio di questo si è trattato in «La città che corre» di Marcello Zane e Franco Ragni, secondo volume fresco di stampa presentato ieri, edito da Grafo (già disponibile in libreria). «Dal testo emergono due elementi cruciali - ha specificato Marco Medeghini di Brescia Mobilità -: la mobilità come tema complesso, in continuo divenire, bisognosa di continui studi, e la necessità di coordinare i sistemi di trasporto pubblico e privato». «La metropolitana è una sfida che porteremo a termine per dicembre 2012 - ha ribadito il primo cittadino Adriano Paroli, che nell'incontro di ieri ha voluto annunciare l'arrivo nelle casse comunali del finanziamento di 56 milioni e 132mila euro, richiesto nel 2007 e firmato nei giorni scorsi dal ministro Tremonti -. Ora la città deve guardare a tutta la positività che questa opera porta con sé».
Alessandro Carboni

Bresciaoggi 22 dicembre 2010

RINVIO AL 2015. Le opere complementari resteranno a lungo sulla carta

Metrò: mancano i soldi, «saltano» i grandi parcheggi

Mimmo Varone

Si lavora solo sul fronte stradale. Ancora da trovare 2 milioni e mezzo per la piscina di Mompiano

Tra il progettare e il realizzare, ci sono di mezzo 82 milioni di euro, che - in questi tempi di ristrettezze - per la Loggia sono quasi come il mare. Le opere complementari alla metropolitana, quelle che devono sistemare le aree in superficie intorno alle stazioni, disegnano fascinosi scenari urbani, ma resteranno in gran parte sulla carta. Almeno per qualche anno. Se tutto va bene, alla data fatidica del 31 dicembre 2012, quando il metrò entrerà in esercizio, solo 27,787 di 81,884 milioni saranno spesi. Il resto è rimandato al 2015, o forse più avanti.
Ad aspettare tempi migliori saranno soprattutto i grandi parcheggi. Non si faranno quelli d'interscambio del Prealpino (11,5 milioni), di Lamarmora (6,5), di Poliambulanza (2,6), di Sant'Eufemia (5,7 milioni). Tutti saranno sostituiti con parcheggi provvisori in ghiaietto o con il ripristino dei piazzali esistenti.
Per ora, le opere complementari alle stazioni esistono solo come linee guida fissate dagli uffici tecnici comunali e trasmesse a Brescia Mobilità, che deve tradurle in progetti definitivi ed esecutivi. I cantieri sono ancora di là da venire.
QUALCOSA SI STA facendo solo sul fronte delle opere stradali, e solo in via Triumplina, per la quale è stata espletata la gara (3,2 milioni) per il rifacimento di 1,2 chilometri del tracciato e la rotatoria Conicchio/Triumplina (450mila euro già disponibili). Tra le opere speciali, restano da finanziare 2,5 milioni (gli altri 5 sono stati già pagati) per la piscina di Mompiano e 3,6 per le fondazioni della Loggia, consolidate prima che da quelle parti passasse la «talpa».
Le cifre sono elencate in una lista che circola tra gli addetti ai lavori, ma non ha ancor l'imprimatur del Comune. L'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani la liquida come «scelta personale di alcuni dirigenti di Brescia Mobilità». E precisa che «avrà il via libera solo quando avrò avuto modo di vederla e valutarla».
Labolani sa che quelle opere complementari richiedono svariate decine di milioni, e ammette ciò che già si sapeva, cioè che «con i tagli di Bilancio abbiamo dovuto ridurle e faremo solo ciò che è possibile fare in questo momento, amministrando il Comune come una buona famiglia. In seguito faremo anche quanto è stato approvato dalla Commissione».
Fermo restando il beneficio d'inventario, dunque, ciò che si farà non è molto. La sistemazione di via dello Stadio, già con progetto esecutivo per 900 mila euro, viene posticipata. Si dovrebbero spendere, invece, 3,9 milioni per rifare viale Europa e 3,150 per la nuova strada tra via Bissolati, via Maggi e la stazione Poliambulanza con rotatoria su via Balestrieri/Romiglia, oltre a 570 mila euro per la strada interna alla stessa stazione e l'accesso alle fermate dei bus e ai parcheggi.
Questo sul fronte viario. Delle opere complementari vere e proprie, alla stazione Europa si farà solo la parte nord con 500 mila euro, mentre il resto (475 mila) va al 2015. Si spenderanno tutti i 3,250 milioni per la Ospedale (con opere stradali più rotatoria e piazza) e anche alla Casazza si farà tutto, ma con 650 mila euro (rispetto a 975 mila), riducendo le pavimentazioni a vantaggio del verde. Quanto alla stazione Kossuth-Vivanti, a fronte dei 5,4 milioni previsti, ci si limiterà a ripristinare i piazzali asfaltati. Tutto va al 2015, quando magari sarà risolto il rebus delle edificazioni.
ALLA PREALPINO CON 2,5 milioni si faranno parte della piazza e un parcheggio provvisorio a raso in ghiaietto da 250 posti, con corsia e fermata bus anch'esse provvisorie. I 3,6 per piastra sopraelevata, ponte pedonale, giardino e percorso a est della Triumplina aspetteranno.
Anche a Lamarmora arriverà l'indispensabile con 885 mila euro, mentre il resto per 1,2 milioni (parcheggi a raso, pensilina bus con servizi, verde profondo a nord, pavimentazioni e giardini del quartiere Bettinzoli) aspetterà.
Alla Fs resteranno in attesa solo opere per 340 mila euro su un totale di un milione e mezzo. Alla Poliambulanza (1,8 milioni) si rimandano 611 mila euro per la pensilina bus con negozi, mentre arriverà subito un parcheggio provvisorio che sarà fotocopia del Prealpino.
Entro il 2012, invece, vedrà la luce tutto quanto previsto dalle linee guida alla Marconi (510 mila euro), a Bresciadue (830 mila), a San Polo 1 (660 mila), a San Polo 2 (600 mila) e a Sanpolino (705 mila).
Quanto a Sant'Eufemia, di 3,3 milioni se ne posticipano 1,6 per la viabilità lato sud, verde, parcheggio Tir e parcheggio a raso est; per il 2012 si dovrebbero fare gli spazi pedonali centrali, la viabilità lato nord con rotatoria in via Serenissima, le fermate e deposito bus coperti.
Per le stazioni San Faustino, Vittoria e Volta, poi, le linee guida devono ancora arrivare, e ci sono solo le stime di Brescia Mobilità per cifre dai 500 agli 800 mila euro. Per ora è così, poi si vedrà cosa deciderà Labolani.


foto di Il trovatore


IL PUNTO. La presentazione di due libri sull'opera e sulla mobilità bresciana ha offerto l'occasione per aggiornare conti e stato del progetto

Ufficiali i nuovi fondi, ma non bastano

Mimmo Varone

Sbloccati i finanziamenti deliberati dal Cipe, con 16 milioni di euro in più per gli interessi Arriveranno sicuramente altri 80 milioni. Paroli: «Il Metrobus è di tutti, siamo positivi»

La «biblioteca» della metropolitana leggera si arricchisce di altri due volumi. Dopo l'opera sulla «Talpa», Brescia Mobilità presenta «MetroBrescia, un passo verso il futuro» curato da Loris Zanirato e «La città che corre» di Marcello Zane e Franco Ragni. Entrambi servono a definire la nuova strategia della mobilità cittadina, che integra auto private e sistema pubblico centrato sul metrò. Il primo getta uno sguardo sulle soluzioni adottate dalle principali città europee, l'altro ripercorre la storia dei trasporti a Brescia dall'800 a oggi. La nuova «filosofia» passa dal metrò pensato come asse portante di mobilità pubblica articolata, in cui giocano un ruolo importante bus, bike sharing, car sharing e quant'altro. Ma ha un punto di forza pure nell'implementazione dei parcheggi in struttura che vedono già la città primeggiare in un Paese arretrato. Per la cronaca, i numeri dicono che in Italia esistono 130 mila posti in struttura, quando la sola Barcellona ne ha 150 mila, e che ne mancano all'appello 350 mila. Non a caso il sindaco Adriano Paroli, in occasione della presentazione dei due volumi con il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e al direttore (nonché presidente di Aipark) Marco Medeghini, annuncia che a gennaio la Loggia sarà pronta ad assegnare il progetto del parcheggio sotto il Castello. «Ci muoviamo in anticipo - spiega - in previsione dei tempi biblici dell'iter burocratico». Paroli, tuttavia, aggiunge con soddisfazione che la parola fine è stata messa anche sui 40 milioni di finanziamento aggiuntivo per la metropolitana decisi e deliberati dal Cipe nel 2007. «Finalmente li abbiamo incassati - dice -, anzi Tremonti ci ha riconosciuto gli oneri finanziari e ha firmato per una cifra di 56 milioni e 132 mila euro». Sedici milioni in più fanno comodo, e ora si aspettano gli altri 80, già deliberati due volte dallo stesso Cipe. Il sindaco spiega che tre settimane fa ha partecipato a una riunione di Cipe e Pre-Cipe in cui si è deciso che verranno finanziati con gli avanzi dei mutui della Cassa depositi e prestiti com'è stato fatto per il Mose veneziano. E pure quelli prima o poi arriveranno. Sicchè si può lavorare con maggiore tranquillità sul fronte dell'informazione. I bresciani dovranno imparare a familiarizzare con il metrò ancor prima di mettere il piede sul primo treno, e i due volumi sono solo l'inizio. Stampati in tremila copie, verranno distribuiti nelle biblioteche civiche e scolastiche, e nelle circoscrizioni. Intanto, Prignachi annuncia un sito web di prossima apertura, che riprenderà gli argomenti dei volumi e permetterà di interagire con Brescia Mobilità. «Stiamo definendo strumenti di informazione più capillari - precisa - per raggiungere tutti». Intnto, ecco i libri. «L'anno scorso abbiamo presentato il volume sulla Talpa - ricorda Prignachi -, oggi il confronto con altre città. Affiniamo un'infrastruttura trainante, parte di un sistema che funzionerà se tutti gli elementi della rete saranno ben organizzati». E «Brescia che corre» sta a dire, nel contempo, che l'azienda di piazza San Padre Pio guarda anche all'auto come strumento non secondario del muoversi in città.
IL SISTEMA della mobilità non sta fermo, evolve in continuazione e richiede le istruzioni per l'uso. «È un tema strategico e problematico - sottolinea Medeghini -, non permette soluzioni universali e stabili per tutte le città e richiede un continuo studio». L'ultima acquisizione di Brescia è la nuova «filosofia», appunto. «In Italia si continua a ritenere che la mobilità pubblica e privata siano alternative e in contrasto - aggiunge Medeghini -, ma l'Europa ha dimostrato che devono essere sviluppate contemporaneamente, e che il trasporto pubblico non deve portare a una limitazione dei parcheggi. Limitarli porterebbe a una mancata offerta di mobilità necessaria al cittadino».
Brescia avrà tutto, insomma, e dovrà imparare a usarlo bene. Perciò Paroli invita a guardare al futuro e a mettere la sordina sulle polemiche del passato. «Il tema metropolitana è complesso non solo per la Giunta ma per la città intera - dice -, ha tanti lati positivi e negativi, ma la volontà è guardare alle positività». Se l'opera è impegnativa anche dal punto di vista finanziario, «sarebbe sbagliato guardare alle criticità e sottovalutare le opportunità che porterà». E allora, «ci muoviamo con due anni di anticipo per farlo capire ai cittadini». E per mettere fine alle polemiche con la precedente Giunta Corsini, «non c'è stata malafede nei nostri predecessori - riconosce Paroli -, era realistico pensare che un debito da 200 milioni (il mutuo sostenuto dal Comune per il metrò, ora salito a 250, ndr) poteva essere ripianato vendendo una fetta di Asm senza perderne il controllo. Poi c'è stata la fusione, voluta dalla stessa maggioranza di centrosinistra e non è stato più possibile». Così ora bisogna tirar la cinghia, anche per le opere complementari.
PROPRIO LUNEDÌ la Giunta ha approvato i progetti per le ultime stazioni mancanti, Vittoria e San Faustino. Insieme alle altre già presentate richiedono un impegno di oltre 80 milioni di euro. Che non ci sono. E allora «faremo subito le cose più urgenti spendendo dai 20 ai 30 milioni, e il resto si farà per step successivi, man mano che ci saranno i soldi», assicura Paroli. A soffrirne saranno i parcheggi di interscambio in struttura, che per ora saranno in superficie e in ghiaietto.


foto di Il trovatore

IL PRIMO CHILOMETRO. Viaggio di prova dal deposito alla stazione di Sant'Eufemia

I nuovi treni sono in ritardo
Uno, però, ha già «debuttato»

A gennaio è atteso l'arrivo di altri tre convogli Modifiche alla gestione dell'impianto frenante

cosa almeno per ora non rallenta il programma di prove. Entro fine anno avrebbero dovuto essercene sei, nel deposito di Sant'Eufemia/Buffalora, invece sono tre. Tuttavia proprio lunedì, due giorni fa, il primo dei convogli ha messo la testa fuori dal Deposito e si è avventurato fino alla stazione di Sant'Eufemia, percorrendo poco meno di un chilometro. È stata la prima volta in assoluto e segna una fase nuova nello sviluppo del metrò bresciano.
Ati Metrobus non ha nemmeno comunicato la «prova interna» a Brescia Mobilità. La notizia diventerà ufficiale quando sarà consolidata e le prove verranno ripetute. Ma ieri è trapelata a margine della presentazione in Loggia dei due volumi che arricchiscono la «biblioteca» del metrò. Ce ne vorrà ancora, prima di vedere i convogli muoversi luogo tutta la «tratta funzionale» fino alla Poliambulanza, ma il primo passo è fatto.
AD ACCUSARE ritardo è l'arrivo dei treni, che si fanno vedere con il contagocce. A quest'ora dovevano essercene sei, il numero indispensabile per simulare sulla tratta funzionale il funzionamento sull'intero percorso. Ma sono ancora in allestimento. Uno è nello stabilimento Ansaldo di Pistoia - spiega il program manager di Ansaldo Ats Andrea Cozzani -, due sono in quello di Napoli. Cozzani, tuttavia, assicura che in gennaio saranno tutti e tre qui. E il programma di prove potrà essere avviato secondo la tabella di marcia.
Ritardi nell'arrivo dei treni si sono avuti fin dall'inizio. Il primo, giunto nell'estate di due anni fa ed esposto in corso Zanardelli, era incompleto ed è stato ultimato nel deposito bresciano. Mancavano i sistemi di videosorveglianza e di condizionamento, che si è deciso di aggiungere successivamente, ed è rimasto fermo diversi mesi per il completamento degli allestimenti tecnici. Sono una miniera di tecnologia d'avanguardia, d'altra parte, e devono essere testati con cura ancor prima che inizino a muoversi.
Rispetto ai gemelli danesi, i treni bresciani sono perfezionati anche nella gestione dell'impianto frenante. Un impianto è in grado di garantire piena funzionalità al veicolo sia per prestazioni, sia per sicurezza: in caso di guasto a un carrello, il treno può proseguire e il servizio non è interrotto come a Copenaghen. È stata poi studiata una diversa architettura del sistema di controllo, definita Tcms (Truster computing management server), che permette di avere meno cavi e fili per i cablaggi che percorrono l'intero treno. Modifiche sono state apportate pure al sistema di comunicazione dati, per una gestione più razionale e ordinata dei comandi automatici di controllo della marcia. Tutte operazioni che richiedono tempo.MI. VA.


Il ritorno dei graffitari: dipinto il secondo veicolo

Dopo il blitz di settembre, una decina di giorni fa hanno messo la loro «firma» anche sul secondo treno della metropolitana parcheggiato nel deposito di Sant'Eufemia/Buffalora. E stavolta hanno beffato un sistema di sicurezza che secondo i dirigenti dell'Ati Metrobus era a prova di intrusione. Non avevano fatto i conti con la perfetta organizzazione dei graffitari.
IL PROGRAM manager di Ansaldo Sts Andrea Cozzani ieri ha dovuto ammettere che i «writers» sono stati capaci di andare di nuovo a segno, sfruttando una falla del sistema di sicurezza. «Il veicolo era in prova sul test truck (il tronco di binario interno al deposito su cui fa le prime verifiche, ndr) e in quelle circostanze i sistemi anti intrusione si disattivano automaticamente - spiega -. Alle 8 di sera i tecnici hanno fatto una pausa di 45 minuti per la cena e hanno lasciato il treno sul binario. Quando sono tornati, hanno trovato i segni dell'incursione».
COZZANI può solo riconoscere che l'organizzazione dei graffitari è impeccabile, e si consola con la certezza che accadrà anche a Milano. Ma è magra consolazione. L'importante, comunque, è che non si creino danni più pesanti. Almeno su questo, il sistema di sicurezza dovrebbe vigilare con efficacia.MI. VA.


Bresciaoggi 21 dicembre 2010

L'ASSEMBLEA. L'Ordine di Brescia, presieduto da Paolo Ventura, si è ritrovato ieri nell'hotel Vittoria per il tradizionale incontro annuale dei suoi iscritti

Architetti, è il metrobus il nodo del Pgt

Diego Serino

«È un progetto colossale, il suo inserimento nella nostra città dovrà cercare di evitare rischiosi risvolti sociali»

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L'OCCASIONE È STATA utile anche per comprendere la posizione dell'ordine sul piano di governo territoriale (Pgt), in studio da parte dell'amministrazione comunale. «Sinceramente speravamo di essere maggiormente coinvolti, ma quello che possiamo dire è che si tratta di uno strumento particolarmente importante i cui risvolti positivi e negativi si ripercuotono poi sul medio lungo periodo: si tratta quindi di decisioni fondamentali per l'urbanistica futura della nostra città sulle quali non si può sbagliare», ha sottolineato il presidente dell'ordine degli architetti, prima di evidenziare quello che deve essere il nodo del Pgt: la metropolitana e il suo inserimento all'interno della città.
«La metropolitana rappresenta un progetto colossale, che è costato parecchio e che deve divenire nodale all'interno dell'urbanistica della nostra città, anche per evitare rischiosi risvolti sociali nelle aree vicine alle stazioni. Proprio quest'ultime, e le aree a esse attigue, devono divenire - secondo Ventura - aree vissute attraverso insediamenti civili e commerciali, parcheggi scambiatori, stazioni di autobus, taxi e biciclette».

Giornale di Brescia 21 dicembre 2010

Metrobus, dibattito «verde» sulla linea San Polo-Parco
La tutela dell'ambiente prima di tutto. Perché un conto è realizzare il Metrobus per una mobilità sostenibile, altro conto è farlo «tagliando a metà» il verde. Questa la chiave della petizione presentata dal Codisa (Comitato difesa salute e ambiente) all'attenzione della Commissione urbanistica e viabilità, le cui cabine di regia sono affidate al presidente Marco Toma.
Sotto la lente le due piccole stazioni verdi della linea metropolitana di San Polo, in particolare la fermata «Parco», localizzata in un'area verde a vocazione agricola estesa per 10mila mq. Un'area che, con l'avvento dell'opera, verrà di fatto tagliata a metà.
«La tutela dell'ambiente è una priorità per l'Amministrazione» ha replicato Toma, che si è poi soffermato sul progetto. «I lavori si concentreranno lungo il tracciato, in particolare per fare spazio al parcheggio - ha spiegato il presidente - un intervento necessario, che verrà però compensato con la mitigazione ambientale di tutta la zona, nonché con la realizzazione del parco attraversato da viali e piste ciclabili».
Una prospettiva, quella del verde, che «s'inserisce all'interno delle linee guida contenute all'interno del vigente Piano di governo del territorio» e che, già nei primi mesi del 2011, sarà sottoposta all'analisi e al vaglio del Consiglio comunale. carbo

www.clickmobility.it 17 dicembre 2010

L'accordo politico raggiunto é racchiuso in un testo di due pagine

Roma. Regioni e governo raggiungono accordo in sette punti su federalismo e tpl

Il governo si impegna a trasferire alle regioni una cifra di circa 900 milioni di euro per il 2011 destinate al trasporto pubblico locale, e dal 2012 si passerà alla compartecipazionedelle regioni all'accisa sul carburante eliminando i tagli previsti pari a circa 4 miliardi

Accordo tra Governo e Regioni su federalismo fiscale, sul finanziamento del trasporto pubblico locale e su alcuni aspetti della manovra.

"Il parere positivo espresso dalle regioni sul decreto attuativo del federalismo fiscale é frutto di un accordo politico che permette di evitare una situazione gravissima per il trasporto pubblico locale".

Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, dopo l'intesa siglata col governo che ha nuovamente stanziato le risorse dal 2011 per il Tpl.

Errani precisa che sul federalismo fiscale l’Intesa permette un importante passo in avanti, ma siamo solo all'inizio di un percorso ancora tutto da verificare in termini concreti nella sua attuazione. Errani spiega che “dopo un lungo e difficile lavoro é stato fatto un passo avanti e abbiamo stretto l'intesa sul decreto sul federalismo fiscale regionale e i costi standard sanitari".

“Abbiamo evitato una situazione gravissima, in particolare sul trasporto pubblico locale – ribadisce Errani - La strada sarà impegnativa e richiederà risposte concrete e puntuali".

"Le Regioni - ha spiegato Errani - hanno ottenuto, rispetto al trasporto pubblico locale, che le risorse liberate dal patto di stabilità siano spendibili per il 2011 mentre dal 2012 il governo si e' impegnato a fiscalizzare il trasporto. Allo stesso modo il governo si é impegnato, dal 2012, a rivedere i 4 miliardi e mezzo di tagli che erano stati previsti dalla manovra di luglio".

Governo e Regioni alla fine raggiungono l'accordo e in sede di conferenza unificata propongono anche modifiche alla legge finanziaria da poco approvata in via definitiva dal Parlamento. Modifiche che servono a stabilire i parametri per considerare adempienti o meno le Regioni rispetto al patto di stabilità e che impegnano le Regioni a definire criteri di virtuosità.

Sul fronte delle richieste avanzate dalle Regioni, passa in sostanza il cosiddetto 'Lodo Colozzi' con la fiscalizzazione del Tpl al 2012.    

L'accordo politico raggiunto é racchiuso in un testo di due pagine nel quale il Governo "si impegna, per le esigenze di finanziamento del trasporto pubblico locale, ad assicurare, in aggiunta ai 425 milioni di euro previsti dalla legge di stabilità, ulteriori 75 milioni per l'anno 2011".

Per le stesse esigenze il Governo si impegna ancora a fronte del "completo adempimento da parte delle Regioni a quanto stabilito in materia di fondo sociale europeo con l'accordo del 12 febbraio 2009 e con l'intesa sancita l'8 aprile 2009, a reintegrare i trasferimenti alle Regioni per un importo di 420 milioni di euro per l'anno 2011".

Nel testo dell'accordo il Governo si impegna a prorogare questa intesa fino a giugno prossimo per promuovere un'ulteriore accordo per i due anni successivi. Queste spese vengono escluse dal patto di stabilita' interno per il 2011. In cambio le Regioni si impegnano a contrastare il fenomeno dei cosiddetti falsi invalidi "al fine di qualificare la spesa pubblica" adottando con il Governo ogni iniziativa che si ritenga opportuna, a partecipare attivamente alla lotta contro l'evasione fiscale e a garantire la Cigs. Il Governo per chi rispetta il patto di stabilità interno si impegna a rivedere i tagli dei trasferimenti suscettibili di fiscalizzazione per il 2012.

Infine vengono stabiliti alcuni criteri per definire le Regioni adempienti o meno al patto di stabilità. E questo attraverso una proposta di modifica alla legge di stabilità, contenuta nell'allegato all'intesa politica raggiunta tra Governo e autonomie.


Bresciaoggi 16 dicembre 2010

«Troppe auto nelle piazze del centro città»

LA DENUNCIA. Gli Ecodem all'attacco
La centralina del Broletto registra più superi rispetto a Rezzato

«A questo punto che diventi un parcheggio anche Piazza Loggia, così almeno c'è coerenza»: è una battuta, ovviamente, ma non troppo, quella di Paolo Vitale, coordinatore di Ecodem, Ecologisti Democratici, una neonata associazione ecologista che promuove un ambientalismo fondato su basi razionali, alla quale tutti possono aderire, indipendentemente dal partito cui appartengono. Alcuni iscritti a Ecodem hanno indetto ieri una conferenza stampa nel cortile del Broletto per protestare contro il permesso di parcheggio nelle piazze storiche, incluso il bellissimo cortile del Palazzo della Provincia. Vitale mostra una fotografia del 1998 dove si vede un cortile libero dalle automobili, con la fontana centrale che può far bella mostra di sé, «grazie a Claudio Paccani, assessore all'ambiente dell'epoca» - prosegue Vitale, polemizzando contro gli assessori che «potrebbero lasciare gratuitamente le vetture nel parcheggio di Piazza Vittoria ma pur di fare pochi metri a piedi le lasciano qui». Paccani, presente alla conferenza stampa aggiunge: «è una dimostrazione che è possibile essere civili».
Dario Balotta, presidente di Legambiente lago d'Iseo mette l'accento sulla scarsa cultura ambientale di Brescia, presentando qualche dato: «Brescia ha il più altro tasso di utilizzo del mezzo privato, con il 76%, a fronte del 68% regionale. Inoltre i bresciani usano il treno per lo 0,7% (3% media regionale) e l'autobus per il 5,3% (contro il 9,8% lombardo)». Ballotta sottolinea anche: «la provincia è la prima per consumo di suolo agricolo, eppure manca una strategia di tutela del suolo e ogni tipo di progettualità ambientale». Più diretto contro l'amministrazione cittadina è Beppe Ungari, consigliere comunale del Pd: «questa amministrazione ha trasformato le piazze in parcheggi, fallendo totalmente il piano sosta, che non ha portato alcun beneficio ai cittadini». Ungari osserva come la centralina di rilevazione delle Pm10 posta in Broletto «registri paradossalmente superi maggiori di quelle Rezzato e del villaggio Sereno: di fronte a questo tasso altissimo di inquinamento atmosferico si permettono le auto e i parcheggi nelle piazze?».
Infine il consigliere del Pd denuncia «la demagogia del sindaco che nel febbraio 2010 aveva istituito un tavolo istituzionale per il monitoraggio dell'aria, tavolo mai convocato». Laura Venturi, consigliere della circoscrizione centro del Pd, conclude con alcune osservazioni: «l'amministrazione parla tanto di coesione sociale ma di fatto rende impraticabili i luoghi principi della coesione, cioè le piazze: come è possibile condividere luoghi della città se sono state tolti gli spazi materiali per farlo?».I.P.


Giornale di Brescia 16 dicembre 2010

Ecodem: traffico e Ztl, fallimento della Loggia

Le critiche: «Le auto in piazza Paolo VI e un tavolo sull’aria mai convocato»
Una piazza sgombra dalle auto, con la fontana centrale limitata da una catena di recinzione a impedire il transito e la sosta degli autoveicoli. Compare così il cortile del Broletto in una foto datata febbraio 1998, mostrata da Claudio Paccani, già assessore all'Ecologia nella Giunta Martinazzoli, presente ieri pomeriggio alla conferenza stampa di Ecodem. Un incontro che il neonato circolo politico ecologista ha voluto convocare proprio nel piazzale del palazzo cittadino, sede di Prefettura e Provincia, adibito oggi a zone di sosta per funzionari e dipendenti delle due istituzioni.
«Un comportamento che denota scarsa sensibilità ecologica - ha denunciato Paolo Vitale di Legambiente - considerando inoltre la possibilità prevista per assessori e consiglieri provinciali di usufruire gratuitamente dei parcheggi di piazza Vittoria e Fossa Bagni». «Pare evidente il fallimento del Piano sosta e l'apertura delle Ztl: si tratta di provvedimenti posti in atto da un'Amministrazione poco attenta ai temi dell'ambiente e della tutela del patrimonio storico artistico», ha commentato Beppe Ungari, consigliere comunale Pd, ricordando l'impegno preso lo scorso febbraio della Giunta Paroli «per l'istituzione di un tavolo di monitoraggio dell'aria, mai convocato».
Preoccupante, secondo i dati riportati da Legambiente, la situazione sull'utilizzo delle automobili in città che salirebbe al 76%, su una media regionale del 68%: «Un 8% di motorizzazione in più, mentre restano basse le percentuali sull'uso dei mezzi pubblici» ha specificato Dario Balotta di Legambiente Lago d'Iseo. Questioni ambientali, ma non solo: «Le piazze sono un luogo di coesione - ha concluso Laura Venturi, consigliere circoscrizionale Pd - non possiamo privare i cittadini dei loro spazi». a. car.

Giornale di Brescia 12 dicembre 2010

Tante automobili in centro storico
vita dura per i bus (e i passeggeri)


Alcuni testimoni raccontano che il bus della linea 11 che l'altra sera attorno alle 20 percorreva corso Magenta abbia dovuto attendere almeno una ventina di minuti prima di poter ripartire. La causa? un'automobile parcheggiata in modo da impedire il passaggio del mezzo pubblico. I cui passeggeri hanno dovuto armarsi di pazienza.


nota di tplbrecia.it 12 dicembre 2010

E' singolare constatare come l'attuale amministrazione abbia introdotto una serie di regole (regolamento di polizia urbana) più o meno utili e invece fallisca vergognosamente nel far rispettare una tra le più elementari regole della civile convivenza di un luogo pubblico come una strada.
Anche io utilizzo quasi quotidianamente la mia automobile, (utilizzo anche il mezzo pubblico soprattutto per recarmi in centro) e quando devo parcheggiare lo faccio rispettando le regole: cerco un parcheggio regolare e non mi sognerei mai di parcheggiare l'auto in divieto di sosta o fuori posto o peggio in doppia o tripla fila, e sono sincero mi innervosisce vedere chi lo fa e pensa di essere più furbo degli altri (allo stesso modo di chi non paga il biglietto del bus) ma ciò che più mi stupisce è l'assoluta mancanza di controlli da parte del corpo dei vigili urbani.
Giudizio di tplbrescia.it sull'operato del corpo di polizia municipale di Brescia nel controllo del rispetto dei divieti di sosta nel territorio del comune di Brescia.

Bresciaoggi 15 dicembre 2010

LA PROTESTA. L'assemblea annuale dell'associazione contro le politiche della Regione

Mobilità, pendolari in rivolta:
«Treni cari e inadeguati»

Mimmo Varone

Legambiente: «Il vero ritardo della Lombardia è sui servizi» Di Simine: «Preoccupati per la nuova stangata attesa»

Persino la Campania è «più avanti» della Lombardia per nuovi treni e integrazione tariffaria. Pendolaria 2010 lancia un pesante atto di accusa contro la politica dei trasporti del Pirellone, e chiede più investimenti sulle ferrovie locali, meno sulle autostrade. L'assemblea annuale dei pendolari promossa da Legambiente (si è tenuta ieri nella sede milanese della Cisl), dati alla mano conferma che «il vero ritardo italiano e lombardo non è sulle autostrade ma sui servizi di trasporto ferroviario regionale e metropolitano».
IN LOMBARDIA si parla da anni di integrazione tariffaria, mentre altre regioni «hanno saputo investire e progettare sistemi di mobilità». Un esempio è la Campania, che «nell'ultimo decennio ha visto aumentare i viaggiatori su ferro di ben il 57 per cento - sottolinea il rapporto - dimostrando che gli investimenti pubblici sono in grado di incidere notevolmente sui comportamenti di mobilità». I numeri di Legambiente dicono che nella regione del Vesuvio si sono spesi 98 milioni di euro di nuovi treni, pari allo 0.64 per cento del bilancio regionale, contro lo 0.43 della Lombardia, «quarta per percentuale di risorse destinate alla ferrovia, dopo Campania, Puglia e Toscana». A fronte di ciò, la nostra regione con 594 mila viaggiatori al giorno detiene il «record assoluto» in Italia. «È lombardo ben il 22 per cento di tutti i pendolari ferroviari del Paese – sottolinea Pendolaria 2010 -, e sommandoli agli utenti delle autolinee ogni giorno in 950 mila usano il trasporto pubblico per ragioni di lavoro o di studio». Proprio per loro – denuncia Legambiente con il presidente regionale Damiano Di Simine – si annuncia una stangata di aumenti tariffari che «stando ai primi annunci dell'assessore Raffaele Cattaneo dovrebbero essere di circa il 25 per cento quando la tariffa lombarda è già più alta del 5-10 per cento rispetto alle regioni confinanti». Sotto accusa la politica regionale della mobilità, che tra il 2003 e il 2010 «ha investito 400 milioni di euro di risorse proprie in strade e autostrade (ma ne ha avuti molti di più dal governo) mentre gli investimenti in ferrovie sono stati la metà». C'è chi fa peggio, come il Veneto che ha un rapporto spese stradali e ferroviarie di 15 a 1, o l'Emilia Romagna che arriva a 20 a 1. Ma la consolazione è magra, e i numeri spiegano perchè la Pianura padana continua a essere afflitta da traffico e inquinamento. Per altro, anche quando investe in treni, il Pirellone «combina guai», aggiunge Dario Balotta. E punta l'indice contro i 130 convogli dirottati sulla linea Stazione centrale-Malpensa che «penalizzano il servizio regionale intasando le linee dei pendolari e sottraendo risorse al servizio pubblico locale».

www.bsnews.it 03 dicembre 2010

di Davide Bacca - Elettrofiltri su bus e cestini dei rifiuti. Eccola la mossa “tecnologica” messa in campo dalla Loggia per affrontare il problema Pm10. “Sappiamo che non si tratta della soluzione del problema” chiarisce subito il sindaco Adriano Paroli “ma anche quest'innovazione può dare una mano a migliorare l'aria che respiriamo”. Il progetto è il frutto di mesi di lavoro che hanno portato OMB International – la società rilevata dal Comune di Brescia per farne un polo d'avanguardia della mobilità sostenibile – a varare il sistema “Brescia respira”, la cui fase di sperimentazione prenderà il via a gennaio. In sostanza in città compariranno alcuni impianti di depurazione dell'aria destinati a catturare le ben note polveri sottili.

Sistemi mobili

Due di questi marchingegni verranno installati sugli autobus di Brescia Trasporti e uno su un camion di Aprica per la raccolta dei rifiuti. L'impianto non è altro che una grossa “scatola” posta sopra la parte anteriore dei mezzi che sfrutta l'avanzamento dei veicoli per incamerare aria carica di inquinanti aero-dispersi (Pm10 ma anche le più pericolose Pm 2,5) e restituirla depurata all'ambiente. E' chiaro che più saranno i mezzi che circoleranno con questa dotazione e maggiore sarà il contributo ai polmoni dei bresciani. Per ora, come detto, si parte con tre veicoli. Poi, a marzo, si valuterà se varare una flotta di mezzi mangia-polvere. Potenzialmente – ha spiegato il presidente di Omb Marco Medeghini – ci sono i 220 bus di Brescia Trasporti e le centinaia di mezzi di Aprica, veicoli per lo più alimentati a metano. Insomma, una bella massa critica. Il sistema di depurazione è prodotto dalla bresciana Luft Italia srl che ha sede in città, in via XX settembre, ed è già stato testato in città come Roma e Bologna. L'impianto (del costo di circa 20mila euro) è dimensionato per una portata d’aria di 10.180 metri cubi l'ora, tanto quanto respirano 9mila persone, anche se la vera portata dipende dalla velocità del bus. Quando è fermo la portata è zero. (Info: www.luftitalia.com)

Sistemi fissi

Ma l'aria di Brescia potrebbe migliorare anche a nuovi cestini dei rifiuti. “Sono dotati di speciali filtri” spiega Medeghini. “Funzionano come una sorta di asprirapolvere: catturano gli inquinanti e respituiscono aria depurata”. L'aria viene aspirata da cinque diverse quote per garantire il trattamento di Pm10, Pm 2,5, Pm1 e nano polveri; viene poi ripulita in tutta la zona ad altezza uomo e soprattutto a livello passeggino (circa 50 cm da terra) dove sono presenti le particelle più pericolose. Questi cestini miracolosi sono disponibili in diversi formati: da quelli singoli a strutture più grandi – con tanto di spazi per la comunicazione - pensate per le piazze. Anche in questo caso di partirà con una sperimentazione (che coinvolgerà un solo esemplare). Poi, a marzo, anche in base ai soldi disponibili, si deciderà se installare questi aspira-polveri in vie e piazze della città.



MOBILITA' PER LE FESTIVITA' NATALIZIE NELLE CITTA'

NATALE A BRESCIA

Per regolamentare la viabilità e la sosta in occasione delle prossime festività natalizie e incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico, Brescia Trasporti  adotterà le seguenti iniziative:
5 – 8 – 11 – 12 – 18 – 19 Dicembre 2010
Attivazione dell’intero servizio di linea con biglietto ordinario unico valevole l'intera giornata:

• 1,00 € biglietto ordinario zona 1 valido tutto il giorno in zona 1 
• 1,00 € biglietto ordinario zona 2 valido tutto il giorno in zona 2
• 1,35 € biglietto ordinario zona 1+2 valido tutto il giorno in zona 1+2
• potrà essere utilizzato anche il normale titolo di viaggio venduto da personale di Brescia Trasporti a bordo bus (€ 1,50), con validità giornaliera in tutte le zone.

Contestualmente, solo nelle giornate festive del: 5 – 8 – 12 – 19  Dicembre 2010  verranno potenziate, dalle ore 14:00 alle ore 20:00, le seguenti linee:

• Linea  2 – nella tratta Pendolina-Chiesanuova
• Linea 10 – nella tratta v.ggio Prealpino-Pilastroni
• Linea 11 – nella tratta Stocchetta-Caionvico
• Linea 13 – nella tratta Torricella-Stazione
• Linea 17 – nella tratta Fornaci-Piazzale Beccaria
• Linea 18 – nella tratta Piazzale Beccaria – Park Castellini

Si osserveranno tutte le fermate poste sul percorso ad eccezione di dove specificato presso le paline.
TRENINO TURISTICO NATALE
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NATALE A BERGAMO

A Natale scegli un regalo

Alternativo Troppo utile Buono

la Gift Card ATB

 Regala anche tu la buona abitudine di muoversi col trasporto pubblico

Con ATB al Centro del Natale - 3^Edizione

Bergamo, 30 novembre 2010 Nell’ambito delle iniziative organizzate dell’Amministrazione Comunale di Bergamo per le festività natalizie, ATB ripropone per il terzo anno consecutivo alcune agevolazioni per favorire l’accessibilità al Centro cittadino con i mezzi pubblici.



NATALE A VICENZA

A NATALE LO SHOPPING E' SCONTATO CON IL BUS DI BABBO NATALE

A dicembre, per due week-end di fila e alla Vigilia di Natale, spostarsi per fare acquisti diventa più facile grazie ad un accordo tra Confcommercio Vicenza, FTV e Amministrazione Provinciale.
Il 12 e 13 dicembre, il 19 e 20 dicembre e nella giornata della Vigilia di Natale, i vicentini potranno utilizzare tutti i mezzi FTV gratuitamente per recarsi a fare acquisti negli esercizi  della Provincia di Vicenza, senza limiti di orario e di destinazione (nelle giornate del 12 e 19 dicembre il servizio è gratuito solo nel pomeriggio).
Inoltre gli abbonati FTV e coloro che utilizzeranno i mezzi FTV nei giorni indicati (questi ultimi saranno in possesso di un titolo di viaggio gratuito rilasciato da FTV) potranno usufruire di sconti ed agevolazioni negli esercizi della Provincia di Vicenza che hanno aderito all'inizativa.

Scarica il depliant dell'iniziativa
Visita il sito di FTV Vicenza


NATALE A MILANO
BIGLIETTO NATALE

In tempo di feste, viaggiare con ATM è ancora più conveniente.

A chi, in vista del Natale, si muoverà tutto il giorno con i mezzi pubblici abbiamo dedicato il Biglietto di Natale.

In sostituzione del classico Abbonamento giornaliero da 3 euro, dal 6 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011, il biglietto natalizio 
sarà in vendita al prezzo di 2,50 euro.  

Il biglietto speciale permetterà di viaggiare per 24 ore dalla convalida sulla rete urbana di ATM, su Trenitalia e LeNord  e sarà in vendita presso gli ATM Point, le rivendite autorizzate, i distributori automatici in metropolitana.
Puoi caricare il Biglietto di Natale su RIcaricaMI, la tessera ricaricabile di ATM.

E con l'avvicinarsi del Natale, per ogni sabato e per i festivi abbiamo previsto un potenziamento del servizio delle linee più utilizzate per raggiungere le zone cardine dello shopping.

Auguri di buone feste!



Bresciaoggi 08 dicembre 2010

VIABILITÀ. L'assessore Corrado Ghirardelli ha proposto l'adozione di un bollino a pagamento per accedere alle strade provinciali

L'idea Ecopass «viaggia» in Broletto

Mara Rodella

L'assessore: «Ho presentato la proposta in Giunta, i proventi potrebbere essere reinvestiti nella viabilità e sul trasporto pubblico locale»

Brescia come Milano? Forse. E con le dovute differenze. L'idea di un pedaggio - anche se in ballo non c'è l'accesso al centro storico - non dispiace all'assessore provinciale ai trasporti, Corrado Ghirardelli, che ne ha parlato, ma solo a grandi linee e in modo più teorico che pratico, al tavolo permanente con i Comuni dell'area critica bresciana, convocato in via Milano per approvare il protocollo di collaborazione «per l'applicazione delle misure regionali per il miglioramento della qualità dell'aria e il contrasto all'inquinamento», e non solo nella zona A1.
Parlando delle eventuali sanzioni per chi non dovesse rispettarlo (i cui proventi andrebbero divisi tra enti locali) è stato Ghirardelli a dichiarare di aver proposto in giunta il posizionamento dei tutor sulle strade provinciali. ma non solo. «Se i tutor servono prima di tutto per la sicurezza stradale e poi per fare cassa, perchè allora non proviamo a mettere un Ecopass per l'ingresso in provincia? Potrebbe valere 10-15 euro una tantum, da reinvestire per la viabilità e il trasporto pubblico locale». Solo un'idea, quindi, sottoforma di bollino o tassa annuale. Ma il come è ancora tutto da valutare, previo assenso dopo il vaglio della giunta. Anche perchè per verificarne la fattibilità bisognerebbe controllare innanzitutto che un simile Ecopass sia compatibile con la Finanziaria, visto che «la Provincia di Brescia - ricorda Ghirardelli - ha già le aliquote al minimo». Risorse che servirebbero, poi, per contenere l'inquinamento, tema al centro dell'incontro con i Comuni dell'area critica. Dati alla mano, stando a Giorgio Resola, funzionario Arpa, «quest'anno la situazione è andata meglio, complice il meteo, ma il problema delle Pm10 resta». Dal 1 gennaio, la concentrazione media di Pm10 per metro cubo si aggira intorno ai 38 microgrammi alla centralina del Broletto e del villaggio Sereno, 37 a Darfo, 29 a Odolo, 42 a Rezzato, 34, invece, a Sarezzo. Ed è Rezzato a registrare più giorni di esubero (oltre la soglia dei 50 microgrammi): 89 (contro i 35 concessi per legge). «E' necessario agire su più fronti - ha spiegato Resola - partendo dall'individuazione delle fonti inquinanti come traffico, aziende e impianti termici, a cui si aggiungono le macchine di cantiere e l'agricoltura. Il monitoraggio è fondamentale: per questo stiamo cercando di potenziare la rete di controllo, con i mezzi mobili, abbattendo i costi».
DA QUI IL PROTOCOLLO d'intesa - sottoposto ai 21 sindaci dell'area critica, ai 18 di secondafascia e alle Comunità montane - che, in sostanza, «ripercorre la direttiva regionale e le linee tracciate al tavolo provinciale», spiega Ghirardelli, sottolineando come l'auspicio sia applicarlo a tutti i 206 paesi bresciani. Concorde Paola Vilardi, assessore comunale all'ambiente, che ha precisato da un lato come Brescia, da tempo, agisca in questa direzione e, dall'altro, l'importanza delle politiche di prevenzione. A partire dalla sensibilizzazione. Obiettivo del protocollo, che dovrebbe essere firmato in versione definitiva al prossimo incontro, «assicurare la più ampia efficacia alle politiche regionali di riduzione dell'inquinamento locale, con particolare riguardo al particolato fine, grazie al coinvolgimento degli enti locali».
L'IMPEGNO prevede quindi di «attuare iniziative per promuovere la più ampia condivisione delle misure regionali di tutela dell'inquinamento atmosferico; limitare la circolazione dei veicoli inquinamenti e l'uso di camini e stufe con rendimento inferiore al 63% nei Comuni sotto i 300 metri; vietare la combustione di biomasse all'aperto o la climatizzazione di cantine, scale e box; istituire la circolazione a targhe alterne e valutare due giornate ecologiche all'anno con il blocco totale del traffico dopo una soglia - da decidere - di giorni di esubero di Pm10».
«Dobbiamo puntare sul buon senso - sottolinea poi Ghirardelli -: siamo la prima provincia lombarda a coinvolgere così tanti Comuni». Comuni che, dal canto loro, hanno chiesto, per esempio, documentazione informativa sui combustibili da distribuire ai cittadini, o la possibilità che Arpa effettui rilievi anche dove non esistono centraline.




Giornale di Brescia 08 dicembre 2010

«Eco-pass per entrare in provincia»


Questa la proposta annunciata dall’assessore Ghirardelli al Tavolo dei Comuni dell’area critica. La «tassa», già al vaglio del Broletto, riguarderebbe i non residenti

nTutto parte da un duplice obiettivo: «fare cassa» e ricavare fondi per investire sulle politiche ambientali. E le vie da percorrere possono essere due: da un lato l'acquisto di dieci tutor - per un investimento complessivo di due milioni di euro circa, come recita la delibera della Giunta provinciale - da posizionare sulle strade dell'hinterland; dall'altro l'arrivo di una nuova tassa. Destinata però non ai residenti del Bresciano ma solo a turisti e lavoratori che intendono percorrere le strade della nostra provincia.
Ad annunciare l'ipotesi di quest'ultimo scenario è l'assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli (Pdl), che in occasione del Tavolo permanente dei Comuni dell'area critica (ovvero i quarantun municipi in cui le concentrazioni di Pm10 sono spesso alle stelle) ne spiega merito e metodo. «Al momento si tratta di una proposta, ma è un'idea su cui la Giunta sta già lavorando». In sostanza, il Broletto sta pensando di importare il modello milanese (su cui i primi bilanci raccontano di passi in avanti). Lo strumento in discussione è l'eco-pass, un sistema composto da varchi muniti di telecamera. Come funziona? Gli «occhi elettronici» rilevano il passaggio del veicolo in ingresso e trasmettono il dato a un elaboratore in grado di registrare la classe di inquinamento del veicolo, nonché il valore eco-pass applicato.
«Ci si potrebbe orientare sull'istituzione di una tassa una tantum, circa quindici euro a veicolo in ingresso all'anno, immaginando magari una tariffa più alta per i mezzi pesanti» spiega Ghirardelli. Che, pure, sottolinea: «Stiamo cercando di capire se questa misura sia di fatto percorribile e, quindi, se non è in contrasto con la Finanziaria». La «rivoluzione» - rivolta quindi non ai cittadini residenti, come invece succede nel Milanese, ma solo a chi preferisce il mezzo privato a quello pubblico per raggiungere il Bresciano - sarebbe in grado di fare entrare nelle casse della Provincia milioni di euro, cifre che servirebbero alla promozione delle politiche ambientali sul territorio.
«Il principio che sta alla base di quest'operazione è che tutti contribuiscano attivamente» precisa l'assessore.
E anche sul metodo con il quale affrontare l'eventuale nuova avventura il dibattito resta al momento aperto. «Si può pensare ad una tassa a cadenza annuale, magari istituendo il bollino. Ma su questo punto il confronto arriverà una volta sciolto il nodo normativo e, soprattutto, dopo il sì ufficiale della Giunta».
Una proposta, questa, su cui i rappresentanti dei Comuni presenti all'incontro non si sono espressi, rimandando ai prossimi mesi eventuali dichiarazioni di merito.
Intanto, resta comunque l'impegno a potenziare quanto più possibile la rete del Trasporto pubblico locale (Tpl): tra gli interlocutori anche le Ferrovie, così da riuscire a «sgravare il traffico provinciale almeno da una parte di camion ed autoarticolati dedicati al trasporto merci».
Nuri Fatolahzadeh
I NUMERI
Pm10, da gennaio al 5 dicembre 80 giorni di esuberi
Se la concentrazione media annua si attesta nei limiti per tutte e sei le centraline (Broletto, Villaggio Sereno, Darfo, Odolo, Rezzato, Sarezzo), non  sipuò dire altrettanto per il numero di giornate in cui la concentrazione di Pm10 supera il valore di 50 µg/m³. A fronte di 35 giorni di «tolleranza», in Broletto gli esuberi sono 80, al Sereno 75, a Darfo 77, a Odolo 36, a Rezzato 89 e a Sarezzo 66.

LE PROPOSTE
Giornata ecologica, targhe alterne e stop ai caminetti
Per contrastare l'inquinamento da Pm10 i Comuni del Bresciano sono da tempo al lavoro per la stesura di un Protocollo d'intesa: al centro la declinazione locale della normativa regionale. Tra i provvedimenti in arrivo l'istituzione di una giornata ecologica (con blocco totale del traffico), il ricorso alle targhe alterne e una chiara limitazione dell'utilizzo di caminetti e stufe.

www.tplbrescia.it 05 dicembre 2010
Pronta la pensilina

Ecco l'aggiornamento promesso. La mia prevsione del 4/11 (vedere qui sotto) era corretta e la pensilina è stata installata. Molto bene !!!




www.tplbrescia.it 04 novembre 2010
In arrivo una pensilina alla "mia" fermata ?

Pare proprio di si. Nei giorni scorsi, in prossimità della fermata più vicina alla mia abitazione,
un'impresa ha realizzato sul marciapiede alcuni fori ed ha posizionato a terra un basamento metallico. L'installazione effettuata sembrerebbe proprio una predisposizione per la pensilina della fermata degli autobus. Se effettivamente si trattasse di una pensilina sarebbe veramente comoda.
Vi tengo aggiornati.


www.bsnews.it 03 dicembre 2010

di Davide Bacca - Elettrofiltri su bus e cestini dei rifiuti. Eccola la mossa “tecnologica” messa in campo dalla Loggia per affrontare il problema Pm10. “Sappiamo che non si tratta della soluzione del problema” chiarisce subito il sindaco Adriano Paroli “ma anche quest'innovazione può dare una mano a migliorare l'aria che respiriamo”. Il progetto è il frutto di mesi di lavoro che hanno portato OMB International – la società rilevata dal Comune di Brescia per farne un polo d'avanguardia della mobilità sostenibile – a varare il sistema “Brescia respira”, la cui fase di sperimentazione prenderà il via a gennaio. In sostanza in città compariranno alcuni impianti di depurazione dell'aria destinati a catturare le ben note polveri sottili.

Sistemi mobili

Due di questi marchingegni verranno installati sugli autobus di Brescia Trasporti e uno su un camion di Aprica per la raccolta dei rifiuti. L'impianto non è altro che una grossa “scatola” posta sopra la parte anteriore dei mezzi che sfrutta l'avanzamento dei veicoli per incamerare aria carica di inquinanti aero-dispersi (Pm10 ma anche le più pericolose Pm 2,5) e restituirla depurata all'ambiente. E' chiaro che più saranno i mezzi che circoleranno con questa dotazione e maggiore sarà il contributo ai polmoni dei bresciani. Per ora, come detto, si parte con tre veicoli. Poi, a marzo, si valuterà se varare una flotta di mezzi mangia-polvere. Potenzialmente – ha spiegato il presidente di Omb Marco Medeghini – ci sono i 220 bus di Brescia Trasporti e le centinaia di mezzi di Aprica, veicoli per lo più alimentati a metano. Insomma, una bella massa critica. Il sistema di depurazione è prodotto dalla bresciana Luft Italia srl che ha sede in città, in via XX settembre, ed è già stato testato in città come Roma e Bologna. L'impianto (del costo di circa 20mila euro) è dimensionato per una portata d’aria di 10.180 metri cubi l'ora, tanto quanto respirano 9mila persone, anche se la vera portata dipende dalla velocità del bus. Quando è fermo la portata è zero. (Info: www.luftitalia.com)

Sistemi fissi

Ma l'aria di Brescia potrebbe migliorare anche a nuovi cestini dei rifiuti. “Sono dotati di speciali filtri” spiega Medeghini. “Funzionano come una sorta di asprirapolvere: catturano gli inquinanti e respituiscono aria depurata”. L'aria viene aspirata da cinque diverse quote per garantire il trattamento di Pm10, Pm 2,5, Pm1 e nano polveri; viene poi ripulita in tutta la zona ad altezza uomo e soprattutto a livello passeggino (circa 50 cm da terra) dove sono presenti le particelle più pericolose. Questi cestini miracolosi sono disponibili in diversi formati: da quelli singoli a strutture più grandi – con tanto di spazi per la comunicazione - pensate per le piazze. Anche in questo caso di partirà con una sperimentazione (che coinvolgerà un solo esemplare). Poi, a marzo, anche in base ai soldi disponibili, si deciderà se installare questi aspira-polveri in vie e piazze della città.



Bresciaoggi 02 dicembre 2010

TRASPORTI. Scongiurata la diminuzione del numero di corse, per i pendolari bresciani il futuro è comunque nebuloso

Niente tagli al numero di treni
ma tariffe molto più «salate»

Daniele Bonetti

Formigoni: «Il servizio non subirà alcun peggioramento» Cattaneo: «I rincari non saranno superiori al 25 per cento»

I pendolari bresciani possono tirare un sospiro di sollievo: arrivare sul posto di lavoro, come a scuola, non sarà più difficile, sarà «solamente» più costoso. Con l'entrata in vigore dell'orario ferroviario invernale, il 13 dicembre, non verranno soppresse corse in Lombardia nonostante il taglio dei trasferimenti dallo Stato, ma sarà inevitabile l'aumento delle tariffe proprio per far fronte alla diminuzione delle risorse a disposizione del sistema trasporti lombardo. Lo hanno annunciato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e l'assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Cattaneo.
«Confermiamo tutti i servizi garantiti precedentemente - ha spiegato Formigoni in conferenza stampa al Pirellone -. Neppure una corsa sarà tagliata, anzi ce ne saranno 62 in più. In 16 mesi l'aumento delle corse è stato di 373 unità».
È chiaro però che il taglio dei trasferimenti alle Regioni si dovrà tradurre in un aumento delle tariffe che graverà, giocoforza, sulle tasche degli utenti. «Questo aumento ci sarà, per i noti problemi - ha infatti aggiunto lo stesso governatore -. E l'entità dipenderà dall'esito delle negoziazioni ancora in corso con il governo: più risorse otterremo, meno aumenteranno le tariffe, che comunque non cresceranno più del 25%». L'assessore Cattaneo, ricordando gli investimenti fatti dalla regione sul trasporto pubblico locale in questi anni, ha poi illustrato le novità del nuovo orario ferroviario invernale, che in Lombardia si tradurrà, come annunciato stamani, nel potenziamento delle linee pendolari e nella dimuninuzione dei tempi di percorrenza.
PER QUANTO RIGUARDA la tratta Brescia-Milano al momento non dovrebbero esserci cambiamenti di sorta. Unica variazione, appunto, quella relativa al costo del biglietto. «I tagli al servizio non riguardano la direttrice bresciana - assicura Paolo Rivi dell'associazione pendolari in orario di Brescia - : per quanto concerne gli aumenti, da gennaio saranno effettivi anche se le modalità e l'entità non sono ancora state chiarite. Purtroppo c'è il timore che di conseguenza aumenteranno anche le tariffe degli Eurostar che altrimenti richierebbero di diventare troppo convenienti».

Giornale di Brescia 02 dicembre 2010

Le Regioni: basta tagli o niente federalismo

Nell’incontro con Tremonti sottolineati i rischi che corre il trasporto locale. Chiesta parte dell’accisa sui carburanti

ROMA Nel giorno dell'incontro finalmente ottenuto con il ministro Tremonti, le Regioni hanno avanzato due proposte: che una quota dell'accisa sulla vendita dei carburanti vada a finanziare il trasporto pubblico locale e la revoca dei tagli sui trasferimenti, senza in ogni caso operare deroghe al Patto di Stabilità e mantenendo così inalterati i saldi fissati dalla Finanziaria e i parametri di Maastricht.
Le due richieste sono state illustrate oltre che a Tremonti agli altri ministri presenti all'incontro: Calderoli, Fitto e Bossi. L'accisa alle Regioni sulla vendita dei carburanti era stata garantita già nel 2007 e sarebbe dovuta divenire operativa nel 2011 ma un emendamento nella manovra di luglio l'ha di fatto cancellata. Per quanto riguarda invece la «sterilizzazione» dei tagli, Errani ha spiegato che «la manovra di luglio prevede tagli di 4 miliardi e mezzo sui trasferimenti che abbiamo chiesto di annullare in quanto esiste già una riduzione del Patto di stabilità interno di 4 miliardi».
Come andrà a finire ancora non è chiaro perché «il governo non ha dato risposte ma si è riservato di valutare», ha sottolineato Errani.
«Non c'è stata una risposta negativa» dal governo alle richieste avanzate dalle Regioni, ha evidenziato Renata Polverini dopo l'incontro. «C'è spazio - ha aggiunto - per lavorare da qui al 9 dicembre», quando è stata convocata la Conferenza Unificata in cui le Regioni devono esprimere il parere sul decreto di attuazione del federalismo che riforma la fiscalità regionale.
E su quel decreto le Regioni sembrano pronte a dare parere negativo se dal governo non verrà nessun cenno di assenso alle proposte avanzate ieri.
«Da gennaio, se le cose non cambiano, centinaia di migliaia di pendolari saranno a piedi perché le Regioni, per il taglio ai trasferimenti, hanno zero in bilancio per assicurare i servizi. Sarà il caos e a noi non basterà dire che è colpa del Governo, come sono certo a un governo responsabile non basta dire che il servizio ora è attestato alle Regioni, e che questo o quel sindaco, questo o quel governatore è cattivo e ineleggibile perché non sa far quadrare i conti», ha messo in rilievo il governatore della Basilicata, Vito de Filippo. Nel pomeriggio una delegazione della Conferenza delle Regioni ha incontrato i capigruppo di maggioranza e opposizione al Senato, «ricevendo attenzione», ha riferito Errani, oltre alla disponibilità a dare vita ad un'iniziativa parlamentare sul trasporto pubblico locale e i tagli operati dalla manovra di luglio «in modo da rendere praticabile il federalismo fiscale».
Il Milleproroghe è il primo strumento che potrebbe essere utile dal momento che la legge di stabilità non è modificabile «ma sarà il governo a dover stabilire quale è lo strumento più adatto», ha concluso Errani.