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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia 30 gennaio 2011

Sulla Brescia-Edolo 1,3 milioni  di passeggeri

Nel 2010 una media di 3.600 utenti al giorno
In programma nuove opere infrastrutturali

ISEO Circa 3.600 passeggeri al giorno. Cioè un milione e 300mila all'anno lungo i 106 chilometri della ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Calcolatrice alla mano, significa che nel 2010 la media è di 12.264 utenti per ogni chilometro di binari. Un trend positivo che conferma la crescita registrata nell'ultimo decennio, sulla scorta pure di investimenti infrastrutturali e sul materiale rotabile per oltre cento milioni di euro: da 1 milione del 2005 a 1,2 del 2008 ed ora a 1,3 milioni di viaggiatori.
La parte del leone spetta ovviamente al pendolarismo scolastico e lavorativo, ma la sfida del futuro sta anche nel turismo che ruota attorno a Franciacorta, lago d'Iseo e Valcamonica. Una grande potenzialità per la strada ferrata gestita da Ferrovie Nord che in parte si sviluppa parallelamente al servizio di pubblica navigazione sul Sebino che l'anno scorso, con una flotta di 15 motonavi, ha trasportato un milione e mezzo di persone.
Per la Brescia-Iseo-Edolo, con la sua storia secolare sulle spalle, la sfida è tutta aperta. A fronte anche di nuovi investimenti per rilanciare la linea ed il servizio passeggeri in termini di qualità. Prima tutta la partita di messa in sicurezza e ammodernamento dei cento chilometri abbondanti di rotaie, poi l'investimento sui treni (in termini di rinnovamento e potenziamento) per velocizzare, razionalizzare e rendere più confortevole il servizio ed ora nuove opere infrastrutturali, in attesa di altri otto nuovi convogli diesel.
Già, cento milioni di euro - per lo più provenienti dalla Regione - sono serviti a cavallo degli anni Novanta e dei Duemila per mettere in sicurezza 98 passaggi a livello (con l'installazione di barriere) e per eliminarne 59 (molti sostituiti da sottopassi), per installare i sistemi di sicurezza Comando centrale traffico, Dirigente centrale operativo e Supporto condotta treno. Tecnicismi per dire che, in termini di sicurezza e velocità, la Brescia-Edolo ha fatto passi da gigante, anche con la ristrutturazione di stazioni e caselli (molti dei quali ormai chiusi ma affidati in gestione, attraverso convenzioni, ad associazioni, gruppi di volontariato ed Enti locali) e col rinnovo dell'armamento, ossia la sostituzione di binari e traversine e le rettifiche delle curve.
Sul fronte del materiale rotabile, dopo il revamping di tutte le littorine diesel 668 e l'acquisto di due nuovi treni Atr 220, è confermato per quest'anno l'arrivo scaglionato di otto nuovi treni.
Molte poi le opere infrastrutturali in programma, fra cui l'eliminazione di altri due passaggi a livello a Pisogne (investimento di 300mila euro) e la sistemazione del versante franoso lungo la linea tra Malonno e Sonico (300mila euro per mettere in sicurezza roccia e pareti boschive, anche con la regimazione delle acque piovane) per la quale la Conferenza di servizi ha approvato il progetto definitivo. Proprio in queste settimane è in corso la gara d'appalto dei lavori, finanziati interamente dalla Regione.
All'esame di Ferrovie Nord, Pirellone ed Enti locali coinvolti ci sono pure la realizzazione di una nuova fermata a Brescia Violino, la riqualificazione delle stazioni e degli interscambi di Darfo Boario e Castegnato nonché adeguamenti nelle stazioni d'incrocio di Borgo San Giacomo, Passirano, Bornato-Calino e Borgonato.
Per questi interventi saranno avviati a breve gli iter progettuali anche sulla scorta, per la stazione di Bornato, della riapertura al servizio passeggeri della tratta che scende a Rovato Borgo.
Marco Bonari


SEI CHILOMETRI

Rovato-Bornato, riapertura dopo 35 anni
ROVATO Una partenza in sordina, dopo 35 anni di chiusura al traffico passeggeri, per la Rovato-Bornato. Riattivata nel giugno 2010, dopo forti sollecitazioni da parte degli Enti locali e delle associazioni ambientaliste, lungo i sei chilometri di ferrata che da Rovato Borgo salgono al «nodo» di Bornato-Calino, LeNord garantiscono 16 corse (tra festivi e feriali), concentrare negli orari del pendolarismo e del turismo domenicale. Alcuni treni (il servizio è garantito da una littorina) provengono direttamente da Iseo mentre altri effettuano solo il servizio navetta, con servizio passeggeri anche alle fermate di Rovato Città e Cazzago San Martino.
Partenze da Rovato Borgo alle 6.05, 7.05, 8.05, 9.05, 13.05, 17.05, 18.05 e 19.05 con arrivo a Rovato Città dopo tre minuti, a Cazzago dopo sei ed a Bornato dopo nove. Partenze da Bornato-Calino alle 5.45, 6.45, 7.45, 8.45, 12.45, 16.45, 17.45 e 18.45.

Salto di qualità con l'arrivo di 8 nuovi treni svizzeri

Entro marzo la consegna dei primi convogli da 111 posti commissionati alla Stadler

ISEO Otto nuovi treni per decretare il salto di qualità del servizio passeggeri lungo la Brescia-Iseo-Edolo. Un'operazione da 25 milioni di euro, finanziata da Regione Lombardia e Provincia di Brescia, che consente il rilancio del trasporto pubblico con un occhio di riguardo anche per il turismo, per il quale LeNord l'anno scorso hanno inaugurato il «treno dei sapori» oltre ad un calendario d'iniziative, anche con la fattiva collaborazione dell'associazione Ferrovie turistiche italiane.
Arrivi scaglionati, probabilmente già da marzo, per gli otto nuovi treni diesel commissionati da Ferrovie Nord all'azienda svizzera «Stadler» che andranno ad affiancarsi al parco delle automotrici Aln 668 «rivampizzate» (interventi di restyling e installazione di aria condizionata con un finanziamento regionale e provinciale) ed ai due nuovi treni entrati in servizio nel 2009. Si tratta dell'Atr 220-024 e 220-025, costruiti dalla ditta polacca «Pesa» (3 carrozze per un totale di 154 posti a sedere, 55 metri di lunghezza, 8 milioni di euro di costo, sostenuto da Pirellone e Broletto), che hanno consentito un primo vero salto di qualità del servizio passeggeri, in termini di comfort e velocità di percorrenza.
Ora si attendono le otto nuove automotrici articolate diesel della serie GTW 2/6 (2 carrozze) che, prendendo la denominazione di Atr 110, dovrebbero entrare in servizio ordinario al più presto, dopo ovviamente un periodo di rodaggio sull'intera linea. Si tratta di otto convogli da 111 posti a sedere ciascuno, vani climatizzati, lunghi 39 metri e del peso di 67 tonnellate, capaci di raggiungere una velocità massima di 140 chilometri orari con motori diesel a basse emissioni.
m. bon.


Giornale di Brescia 30 gennaio 2011

«Autobus:  il rincaro del biglietto? È scellerato»
«Ormai anche i sassi sanno che Brescia è la terza città più inquinata per le polveri in Europa e la nona se si prende in esame il complesso delle sostanze nocive.
Per incrementare l'uso dei mezzi pubblici, a sfavore dei privati, cosa fa la Giunta Paroli, preoccupata per la salute dei suoi cittadini? Aumenta di 20 centesimi il biglietto del bus senza migliorare il servizio».
Sconcertati dalle ultime decisioni della Loggia (da martedì primo febbraio il biglietto costerà 1,20 euro con conseguenti aumenti per gli abbonamenti), Francesco Catalano del Movimento per la partecipazione cittadini per la Circoscrizione, e Maurizio Bresciani del Comitato salute, rinascita, salvaguardia centro storico, non lasciano «raffreddare» la notizia, annunciata solo 24 ore fa, e definiscono la decisione «scellerata, fuori luogo e anche un po' sospetta. Non era necessario l'aumento - hanno insistito Catalano e Bresciani - perché i soldi ci sono; per altre destinazioni si trovano subito. Invece che fanno i nostri amministratori? Tagliano i finanziamenti al trasporto pubblico e fanno ricadere sui cittadini la maggiorazione del biglietto. Paroli a Roma ha votato a favore dei tagli; a Brescia - continuano i rappresentanti dei Comitati - dove la situazione del trasporto è indecente e carente sotto il punto di vista delle corse, degli orari, della condizione dei mezzi, tira le tasche ai suoi concittadini che per di più non godono da un anno delle agevolazioni fiscali in detrazione per gli abbonamenti».
L'emergenza smog sarà al centro di una campagna di informazione che si basa sul volantinaggio nel centro storico e sull'apertura di una pagina Facebook che raccogliere idee e adesioni. w. n.

Bresciaoggi 30 gennaio 2011

AMBIENTE/1. Gli attivisti lanciano la campagna Mal'Aria e tentano di occupare i parcheggi, ma arrivano le auto

Inquinamento, Legambiente «fa sosta» in piazza Paolo VI

Silvia Ghilardi

Scaramella: «L'Oms ha notato che a una crescita di 10 microgrammi di Pm10 corrisponde un aumento dello 0,5 per cento di mortalità»

Voleva essere una protesta sui generis quella di Legambiente Brescia contro l'utilizzo di piazza Duomo come parcheggio per automobili, ma qualcosa è andato storto. L'idea era di occupare a piedi - dietro regolare pagamento della tariffa prevista per i veicoli - più parcheggi possibile sottraendoli alle automobili ma, già dalle prime ore della mattinata di ieri è stata chiara l'impossibilità del progetto. Decine di autovetture parcheggiate all'interno delle strisce blu si sono date freneticamente il cambio impedendo l'attuazione della protesta di Legambiente. Ai manifestanti non è rimasto che ritagliarsi uno spazio nel centro della piazza. Intorno a loro, non solo le auto posteggiate nei parcheggi autorizzati ma anche un elevato numero di veicoli in divieto di sosta.
«Il Comune ha voluto permettere la sosta in questa piazza solamente per favorire il raggiungimento del centro storico in auto, cosa che non è degna di un paese civile e che va controcorrente rispetto alle altre città europee» sottolinea il vicepresidente di Legambiente Brescia, Carmine Trecroci. Una protesta, quella di ieri, inscenata per mandare un messaggio forte all'amministrazione comunale, ma anche per lanciare l'annuale campagna «Mal'Aria».
E A BRESCIA, dati alla mano, non c'è certo da stare tranquilli, in particolare se si confrontano i “record" bresciani con le direttive europee ma ancora di più con le indicazioni elaborate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2005. La media annuale di concentrazione di pm10 nella nostra città è stata, nel 2010, di 39,4 microgrammi per metro cubo (ug/mc). Le linee guida per la qualità dell'aria dell'OMS considerano una soglia “sicura" una media di 20 ug/mc. In pratica la media bresciana è il doppio di quella indicata come accettabile dall'OMS. Per quanto riguarda la concentrazione giornaliera di polveri sottili (il limite “sicuro" dell'OMS e dell'Ue corrisponde a 50 ug/mc) Brescia non è messa meglio. Sono stati 89 nello scorso anno i giorni in cui è stata superata la soglia di 50ug/mc. Scorrendo i dati Arpa rilevati alle centraline collocate al Broletto, al Villaggio Sereno, ad Odolo, a Rezzato e a Sarezzo per il mese di gennaio 2011 si vede che già in questi primi 27 giorni ci sono stati diversi superi rispetto alla soglia definita di allarme di 75 ug/mc giornalieri (il livello di attenzione è, invece, di 50 ug/mc). «Questi dati devono essere letti anche alla luce di un altro fatto - spiega il presidente Isaac Scaramella -. L'Oms ha notato che dal livello di concentrazione di 50ug/mc, una crescita di 10 ug/mc nella concentrazione di pm10 nell'aria può provocare un conseguente aumento di mortalità giornaliera dello 0,5 per cento».

Giornale di Brescia 29 gennaio 2011

Bus più caro, via il bollino ai residenti

Da martedì il biglietto per circolare in città sui mezzi pubblici sale a 1 euro e 20
Nella nuova geografia dei «cittadini autorizzati» tutti pagano dazio: da 120 a 300 euro

Primo febbraio. Questa la data di partenza della «rivoluzione della sosta», il nuovo alfabeto della mobilità cittadina che porterà a compimento il percorso avviato dal sindaco Paroli e dalla sua squadra con la stesura del programma elettorale. A partire dal bollino sinora pagato dai residenti in centro storico (che verrà reso gratuito per due auto a famiglia) fino al pagamento di una quota fissa - annua, mensile o giornaliera - per gli operatori già autorizzati all'accesso nelle zone a traffico limitato (commercianti, rappresentanti della pubblica amministrazione, associazioni), passando per il biglietto dell'autobus: l'aumento del ticket, già annunciato e necessario per poter sostenere l'equilibrio finanziario del metrò, sarà però «soft». Il costo è infatti fissato in 1,20 euro anziché 1,90 euro, come invece era stato sancito nella delibera dell'Amministrazione precedente. Un 20% che andrà a riflettersi e ricalcarsi anche sugli abbonamenti studenteschi (che passeranno dagli attuali 210 euro ai 252 ormai stabiliti).
«La decisione dell'aumento del biglietto è stata sofferta, ma obbligata - spiega il sindaco Paroli -. Questo perché bisogna risolvere il nodo Metrobus, un tema che stiamo affrontando nella direzione giusta, ovvero cercando di trasformarlo da problema economico a risorsa per la città. Abbiamo però cercato di farlo riducendo l'impatto il più possibile: se è vero cioè che il passo andava compiuto, era però improponibile il prospetto lasciatoci in eredità dalla Giunta Corsini, che prevedeva un costo di 1,90 euro». Una decisione politica quindi, che si basa sulla volontà di «rendere socialmente accessibile il trasporto pubblico - chiarisce l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza - e di non penalizzarlo troppo rispetto a quello privato». E a chi domanda se il prossimo anno si andrà incontro ad ulteriori aumenti, la Loggia risponde che «non si può davvero ancora prevedere», anche se l'obiettivo resta il «prezzo bloccato».
Capitolo due: la nuova geografia dei permessi per l'accesso in centro storico (i dettagli nell'articolo sotto). «Con questo nuovo provvedimento - puntualizza Paroli - mettiamo in atto quanto promesso nel programma elettorale, andando incontro ai residenti e ai commercianti proprio per perseguire il comune obiettivo di rendere il nucleo antico vivo e vivace». Attenzione però: a metodo diverso non corrisponde una maggiore possibilità di varcare le Ztl. «Abbiamo valorizzato queste due categorie ma senza agevolare e implementare gli accessi nelle mura venete. Dev'essere cioè chiaro che non si aprono nuove porte: si parla solo delle categorie autorizzate» specifica il primo cittadino. L'operazione sosta - nonostante il taglio del bollino residenti e secondo una prima stima - dovrebbe fare entrare nelle casse del Comune circa 250mila euro, fondi che «saranno utilizzati per il decoro e la cura del centro storico» annuncia soddisfatto l'assessore della partita, Mario Labolani. Il nuovo piano partirà in via sperimentale per un anno: «Poi - conclude Paroli - penseremo anche ad una selezione dei veicoli che potranno accedere al nucleo antico, perché resti alta l'attenzione sull'ambiente».
Nuri Fatolahzadeh


Il rinnovato alfabeto della sosta lancia segnali... «in codice»
Ma, in pratica, come funzionerà? Partiamo dai residenti in centro storico. Ad ogni nucleo familiare verranno trasmessi due contrassegni gratuiti per altrettante targhe.
Le famiglie con più di due auto potranno ugualmente girare nel nucleo antico, ma dovranno pagare una quota fissa pari a 150 euro l'anno per ogni veicolo in più. Chi invece possiede il box auto privato si vedrà confermato il contrassegno gratuito.
Due: i commercianti. Per loro, il tempo di sosta gratuita per carico e scarico aumenta da 15 a 30 minuti. Il contrassegno potrà valere per tre targhe. Rappresentanti di commercio, artigiani, e altre categorie avranno due opzioni. Per l'ingresso in una fascia di tempo limitata il tagliando passa da 120 a 180 . Per le 24 ore il «pass» costerà invece 240 euro. Gratuito il contrassegno di forze di polizia e veicoli istituzionali. Per le auto personali il costo è invece fissato in 150 . Stessa tariffa per consiglieri comunali, assessori e parlamentari.
I partiti, come le associazioni dovranno pagare 300 euro l'anno oppure la tariffa giornaliera (4 euro), mensile (50 euro), trimestrale (120 euro).

Bresciaoggi 29 gennaio 2011

EFFETTO-METROBUS. Deliberati ieri gli aumenti dei prezzi dei titoli di viaggio sui mezzi di Brescia Trasporti. Ticket e abbonamenti crescono del venti per cento

La giunta ha deciso: biglietto dei bus a 1.20

Eugenio Barboglio

Il sindaco Paroli: «Una scelta obbligata legata alla sostenibilità del piano finanziario del metrò Ma non è ipotizzabile portarlo a 1,90 nel 2012»

Non è certo un fulmine a ciel sereno. Questo per dire che nessuno si può stupire che il biglietto dell'autobus balzi a 1 euro e venti centesimi da martedì. Dall'euro tondo che costava. La misura era nell'aria. Anzi era praticamente scontata, perchè già scritta. Scritta dalla scorsa amministrazione e attuata dall'attuale.
L'AMMINISTRAZIONE Corsini infatti aveva stabilito un percorso di crescita del prezzo del biglietto dei bus che avrebbe dovuto arrivare nel 2012 a un 1,90 euro. All'amministrazione Paroli che è subentrata è toccata la calibratura, i tempi, la scansione di questa crescita dettata dal piano finanziario del metrobus.
Sul «quantum» del primo gradino si è discusso a lungo, stiracchiando i centesimi. Alla fine la giunta ha deliberato ieri per il 20 per cento. Biglietto e abbonamenti aumenteranno di quella percentuale, a partire dal primo di febbraio. Da martedì che il biglietto sarà più caro. E anche lo studente o il pensionato che faranno l'abbonamento dovranno spendere di più per salire sul solito bus e per fare le solite corse, a scuola o per visitare i nipotini.
La misura era prevista nel piano di sostenibilità economica della metropolitana leggera che si regge appunto anche sull'escalation tariffaria sulla rete di Brescia Trasporti. Il dubbio è sempre stato quando questo aumento sarebbe scattato e quanto avrebbe pesato sulle tasche degli utenti.
I centesimi di euro in più dovevano da una parte non provocare una levata di scudi dell'opinione pubblica e dall'altra non fare perdere concorrenzialità al trasporto pubblico al cospetto del privato. In altre parole, si doveva trovare un equilibrio, un giusto mezzo per non rischiare di incentivare troppo l'uso dell'automobile e far crollare la competitività dell'autobus. Questo equilibrio la Giunta lo ha individuato e fissato nel 20 per cento di incremento.
«Alla base di questo provvedimento non ci sono tanto i tagli dei fondi regionali per il trasporto, quanto la necessità di venire incontro, con questo strumento, agli impegni per il metrobus», ribadisce il sindaco Adriano Paroli. Che parla perciò «di scelta obbligata». E aggiunge: «A ben vedere il traguardo dell'1,90 euro nel 2012 avrebbe richiesto un aumento superiore al 20 per cento che abbiamo deliberato. Ma quel tetto non abbiamo intenzione di toccarlo, perchè lo riteniamo insostenibile, la gente farebbe fatica ad accettarlo e finirebbe col disertare il mezzo pubblico».
È BENE ricordare che il contratto di servizio prevede che a Brescia Trasporti entri di più di quanto speso effettivamente dall'utente al momento dell'acquisto del biglietto: un euro e trenta e non un euro. La differenza infatti la mette Comune.
Paroli e l'assessore Fausto Di Mezza vorrebbero dunque tenere duro nel medio periodo: «La nostra intenzione - dicono - è di arrivare alla metrolpolitana mantenendo il prezzo del ticket ad un euro e venti». L'alternativa potrebbe essere quella di concentare gli aumenti sul biglietto, bilanciando pero con l'implementazione, a prezzi abbassati e concorrenziali, di catnet e pacchetti scontati o sconti sugli stessi abbonamenti. Certo è - ammette il sindaco - che quando il metrobus sarà funzionante occorrerà ripensare un po' tutto, anche dal punto di vista dei titoli di trasporto».
La decisione di partire dal primo giorno di febbraio - sottolineano Claudio Garatti e Marco Medeghini dirigenti di Brescia Mobilità - è legata all'entrata in vigore in quella giornata di cinque nuove tipologie di titolo di viaggio in Lombardia. Paroli dal canto suo ricorda che comunque tutti i biglietti venduti e acquistati prima di quella data, e quindi al costo di un solo euro, continueranno ad essere validi. Ai rivenditori invece da martedì si dovranno un euro e venti per ogni biglietto.



LA NOVITÀ. Diventa una realtà la promessa contenuta nel programma elettorale del 2008 del centrodestra

Sosta in centro, via la «tassa» dei residenti

Per parcheggiare non dovranno più munirsi del bollino da 50 euro

I residenti del centro storico si vedono recapitare ad ogni inizio d'anno un contrassegno «R». È un permesso annuale per la sosta che però da solo non dà titolo a lasciare l'auto in uno dei quasi tremila posti riservati. È incompleto. È un mezzo permesso.
Manca di un elemento fondamentale, senza il quale si prende la multa. Manca del bollino che si trova in tabaccheria, ma che costa 50 euro. Ma solo fino all'anno appena trascorso, perchè da ieri la Giunta ha cambiato strada. Ha svoltato, proprio come aveva annunciato in campagna elettorale. Del bollino non ci sarà più bisogno. E quindi i residenti non dovranno più sborsare i 50euro.
LA NOVITÀ era in incubazione da tempo. L'assessore Orto e il sindaco Paroli non avevano mai accantonato un provvedimento messo nel programma elettorale. Ma non lo avevano ancora attuato. Eletto in Loggia, Paroli nel piano sosta non aveva incluso la cancellazione del bollino. Erano pur sempre 250mila euro che entravano nelle casse comunali, di cui non era facile privarsi dall'oggi al domani. Lo ha fatto ora, accompagnando però il provvedimento con una manovra che dovrebbe portare compensazioni economiche. La «ratio» infatti è: via i bollini ma gli altri permessi di ingresso e sosta nella Ztl costeranno di più. Una strategia, una riparametrazione che nelle stime della Loggia sarà a somma positiva. Pagando di più il contrassegno, soggetti come politici, giornalisti, rappresentanti di commercio, membri di associazioni, artigiani ecc faranno superare gli introiti garantiti fino a ieri dai residenti. E quel margine tornerà a vantaggio degli stessi residenti, in forma di investimenti per l'abbellimento del centro storico.
Viene quindi ristabilito il diritto a parcheggiare senza oneri, un diritto che però non vale illimitatamente. Infatti non avverrà che un residente con 4 auto potrà parcheggiarle tutte gratis. La tassa è infatti tolta su due «targhe» non di più per ogni nucleo famigliare. E se questa famiglia è un single, allora la gratuità rigurderà un solo mezzo. Per tutti gli altri di cui fossero in possesso i residenti scatterà la logica che ha ispirato tutta la manovra. Ossia, gli altri permessi sono più salati. Così per le eventuali terze, quarte, quinte macchine si sborseranno 150 euro cadauna per posteggiare. Non però per transitare nel caso si disponga di un box: l'accesso non costerà in quel caso.
PER IL RESTO, questa è la nuova disciplina della sosta nella Ztl. Per le attività commerciali confermata la gratuità del contrassegno «M» con estensione da 15 a 30 minuti del tempo di sosta. Il contrassegno potrà riportare fino a tre targhe. Rappresentanti di commercio, le agenzia funebri, artigiani, attività con consegne a domicilio «OE» il costo annuo passa da 120 a 180 euro per la fascia limitata e a 240 per la nuova fascia h. 24. Ampliata da 30 a 45 minuti la sosta gratuita per i medici «OM». Quanto alle forze dell'ordine, veicoli istituzionali e organi di stampa «CSG» la sosta è gratis per i mezzi di servizio, costa 150 euro per quelli privati. Stesso prezzo, 150 euro, per soggetti «CSP» che svolgono funzioni pubbliche come consiglieri, assessori e parlamentari. Le altre categorie «Tp» che si avvalgono di permessi temporanei non rinnovabili automaticamente pagheranno 300 euro annui, oppure 4 euro per il giornaliero, 50 per un mese, 120 euro per un trisettimanale. Zero costo per i contrassegni ad associazioni di assistenza e auto elettriche. E.B

Giornale di Brescia 28 gennaio 2011

Smog, Brescia non blocca il traffico

La Regione sottolinea la diminuzione della concentrazione degli inquinanti
Comune e Provincia si incontrano tra una settimana per decidere misure diverse

Nessun blocco del traffico la prossima domenica ma una serie di iniziative per il mese di febbraio, che saranno elaborate in occasione di un tavolo tecnico convocato il prossimo giovedì. Sono queste le decisioni prese dalla Provincia a seguito del Tavolo aria riunito ieri mattina, a palazzo Pirelli, dall'assessore regionale all'Ambiente, energia e reti Marcello Raimondi. Un incontro durante il quale è emerso però come, secondo i dati elaborati da Arpa Lombardia, «si sia assistito, negli ultimi anni, a una costante diminuzione della concentrazione di inquinanti nell'aria».
«Dopo anni di misure severissime, ora gli sforzi si concentreranno in modo particolare sulla limitazione delle fonti derivanti dall'industria, sul potenziamento della misurazione della qualità dell'aria e in un maggior impegno nel settore agricolo - ha affermato Raimondi alla presenza di rappresentanti di Province, Comuni, associazioni, imprese, sindacati e altri soggetti pubblici e privati -. Daremo anche nuovo impulso alla termoregolazione e contabilizzazione del calore degli edifici e alla certificazione energetica». È stata inoltre condivisa l'apertura di una serie di tavoli di approfondimento e confronto sulla mobilità sostenibile, mentre Milano ha stabilito un blocco del traffico per la prossima domenica.
«Interventi spot non servono, è necessario un piano d'azione strutturato» concordano Corrado Ghirardelli, assessore provinciale ai Trasporti, e Paola Vilardi, assessore comunale all'Ambiente. «Il problema c'è ma il trend generale non è negativo, rispetto ai dati degli ultimi due anni - spiegano -. Dal 2006 sono stati messi in campo dalla Regione una serie di interventi, contributi, bandi e modifiche normative, accolti dalle istituzioni locali. Molti sono convinti che la maggior parte delle emissioni dipendano dal trasporto veicolare mentre un ruolo importante è giocato anche dalla combustione della legna e dall'attività agricola. Raimondi ha sottolineato come vada posta inoltre attenzione nella pianificazione urbanistica».
Il problema sarà affrontato in primo luogo con la riunione di un tavolo tecnico, alle 15 di giovedì 3 febbraio, nella sede provinciale in via Milano. «Parteciperanno i Comuni dell'area critica e di seconda cerchia, Arpa e Comunità montane - spiega Ghirardelli -. Non è esclusa, tra le altre cose, la circolazione a targhe alterne. Si deve far sì che i cittadini si comportino correttamente».
Saranno inoltre resi noti nelle prossime settimane «i risultati e le considerazioni emersi da un lavoro interassessoriale, che si è mosso a partire dal tavolo richiesto, nel febbraio 2010, dal sindaco Paroli» aggiunge Vilardi.
Il Pd in Regione Lombardia è invece critico. Secondo i consiglieri Martina e Civati la Regione avrebbe «abdicato al ruolo di regia che la legge lombarda sull'aria le attribuisce. La Giunta Formigoni sta sottovalutando l'emergenza smog - aggiungono -. Non basta sbandierare interventi di lungo periodo per risolvere un problema attualissimo».
Chiara Corti


«La Giunta Paroli non ha un piano»

La denuncia di Brescia per passione e Laura Castelletti

«Il risanamento della qualità dell'aria per la tutela della salute di tutti i cittadini deve diventare una priorità nell'agenda politica della Giunta. Occorrono azioni immediate, come un'unità di crisi composta da esperti e medici, per traghettarci oltre l'emergenza».
È questa l'opinione dell'associazione Brescia per passione guidata dal consigliere comunale Laura Castelletti. «Ormai anche le pietre sanno che le polveri sottili sono fuori controllo e che la città è la terza più inquinata d'Europa, come registrano i dati Istat dell'Agenzia europea per l'ambiente - spiega -. Il 2010 si è chiuso con un totale di 112 giorni di superamento del valore limite di Pm10 e dall'1 al 25 gennaio le centraline di Broletto e Villaggio Sereno registrano 23 giorni oltre le soglie consentite. I cittadini si preoccupano del problema ma è evidente che l'Amministrazione non ha individuato una strategia da seguire. Così come è evidente che non affronta con necessaria convinzione un'emergenza che certo non ha provocato ma che dovrebbe essere superata e per la quale non esiste invece un piano di interventi a lungo e medio termine. La città non è ancora inoltre a conoscenza né dei risultati né del piano d'azione del tavolo di studio voluto lo scorso febbraio dal sindaco Paroli» conclude Castelletti, sollecitando la Giunta ad «affrontare concretamente la questione, guidando anche i cittadini a tenere e promuovere uno stile di vita più rispettoso dell'ambiente».


Gennaio, da cinque anni mese terribile per i polmoni
Un tranquillo mese di paura. Anzi, per ora sono 26 giorni. A gennaio non è passata una giornata senza superamenti dei livelli «normali» di Pm10 nell'aria.
Le centraline di Broletto, Villaggio Sereno, Odolo, Rezzato e Sarezzo hanno sempre segnalato una presenza eccessiva di inquinanti. A livelli diversi, certo, perché se prendiamo il 4, ad esempio, la soglia di attenzione di 50 migrogrammi per metro cubo d'aria è infranta solo nelle postazioni di Odolo e Rezzato, mentre le altre rientrano nella norma. Se si considera l'area omogenea di Brescia disegnata dalle centraline, comunque, il dato è che non c'è pace per i polmoni. Tanto più che sono 16 le date nei quali almeno una postazione ha rilevato il superamento della soglia di allarme, indicata a 75 mgc/mc. I casi più eclatanti, con oltre la metà delle centraline fuori dalla norma, si sono verificati il 9, 17, 19, 24, 25, 26. Nell'ultima settimana si registra un'escalation, dato che da lunedì l'aria è andata in costante peggioramento in tutte le zone. Una tendenza che pare inarrestabile con queste condizioni atmosferiche. Senza vento o pioggia, l'atmosfera bresciana si riempie di gas. Ma è tutta l'area lombarda e del nord Italia a soffrire, in attesa di soluzioni.
E gli anni scorsi? Secondo i dati Arpa il gennaio 2010 fu di poco migliore, con livelli di criticità costanti attenuati da 5 giorni normali nella prima parte del mese. Nel 2009 un'altalena tra livelli di attenzione e di allarme, con una sola giornata caratterizzata da concentrazioni sotto la soglia per pochi milligrammi. Si presentava meglio il 2008 (sette date senza superamenti) mentre gennaio 2007 dava 16 giorni con livelli d'allarme nella maggior parte delle centraline. Una caratteristica ereditata dal 2006. Considerando la sola città, negli ultimi 5 anni i superamenti sono avvenuti per almeno metà del mese.
Si può sperare in febbraio? Secondo le statistiche, no.
Emanuele Galesi

Giornale di Brescia 27 gennaio 2011- SONDAGGIO su www.giornaledibrescia.it


«Bus più caro? Non lo prendo più»

Così il 50% dei nostri lettori ha risposto alle domande proposte sul web in merito all’aumento del costo del biglietto di viaggio. Il 27% userebbe meno i mezzi pubblici

Il biglietto dell'autobus a 1,20 euro? Dato che nessun rincaro tariffario è accolto con entusiasmo, era difficile attendersi una reazione favorevole all'annuncio del sindaco Paroli in merito al ritocco verso l'alto del tagliando.
«In caso di aumento, usereste ugualmente il bus?», chiedeva ieri il Giornale di Brescia sul web. Bene, il 50% dei lettori ha risposto «no», il 27% ha indicato che utilizzerebbe di meno i mezzi pubblici, mentre solo il 23% ha dato risposta positiva.
I venti centesimi di differenza sono giustificati, secondo quanto ha affermato il primo cittadino, dai tagli regionali e governativi in tema di trasporto pubblico locale, pari a circa due milioni di euro.
Non solo, sulle casse della Loggia pesano anche le spese del Metrobus. L'aumento dovrebbe scattare nelle prossime settimane, in proposito Paroli ha ricordato che il costo del biglietto previsto dalla precedente amministrazione «era pari a 1,90 euro». Il rincaro c'è, ma è soft.
In attesa di verificare le reazioni di fronte all'effettivo sovrapprezzo, ai lettori è stato anche chiesto cosa potenzierebbero a fronte di un biglietto da 1,20 euro.
In questo caso, vince nettamente chi chiede una maggiore frequenza delle corse, con una percentuale pari al 67% di chi ha risposto. Sul sito del giornale, il 20% ha messo in primo piano una più elevata qualità del servizio, mentre il restante 13% indica come necessario un aumento delle linee.
Alla consultazione on-line da noi effettuata a notizia ancora calda, si possono aggiungere le opinioni emerse dalle indagini di customer satisfaction condotte direttamente da Brescia Trasporti. In questo caso, a fronte di un generale apprezzamento del servizio, emergono come temi sensibili la pulizia dei mezzi, la sicurezza al loro interno e la loro puntualità.
Con i rincari, è lecito aspettarsi una maggiore attenzione dei viaggiatori verso le criticità del servizio, con conseguenti lamentele.
Intanto, però, giungono le prime reazioni all'annuncio del sindaco. Legambiente chiede che «il ritocco tariffario sia preceduto da un miglioramento del servizio».
Nella nota dei rappresentanti dell'organizzazione, Dario Balotta e Isaac Scaramella, si sottolinea la necessità di «una vera integrazione tariffaria con l'adozione di un titolo unico di viaggio da usare sulle diverse compagnie. Serve inoltre una strategia della sosta che incentivi e non penalizzi l'uso del mezzo pubblico».
Emanuele Galesi


PREFERENZE

Più abbonamenti che biglietti
L'abbonamento resta il titolo di viaggio preferito da chi viaggia in autobus. Questione di comodità e di prezzo: tra gli ordinari, gli abbonati sono circa tre volte il numero di passeggeri con biglietto. Nell'area integrata, il 2010 si è chiuso con una lieve diminuzione delle carte acquistate da lavoratori e generici, mentre sono cresciuti in modo significativo gli studenti: +1.871 rispetto al 2009, +4.385 sul 2008. Allo stesso modo, sono in rialzo gli abbonamenti integrati con i mezzi di trasporto extraurbani, saliti di 1.717 unità sul 2009 e di 1.487 sul 2008.

Bresciaoggi 27 gennaio 2011

INQUINAMENTO. La situazione sempre più critica: in 25 giorni solo 6 nella norma. Oggi incontro in Regione

Pm10, la ricetta del Broletto: targhe alterne per 20 giorni

Mimmo Varone

Per l'assessore al Coordinamento Corrado Ghirardelli le caldaie vanno abbassate. E i Comuni vigilino sul rispetto dei divieti


Dopo il 25 ottobre scorso torna a riunirsi in Regione il Tavolo aria con l'assessore all'Ambiente Marcello Raimondi. I dati Arpa diffusi in quella occasione avrebbero dovuto orientare l'azione dei 21 comuni dell'area critica bresciana. Ma vennero rinviate al protocollo comune che avrebbe proposto l'assessore in Broletto Corrado Ghirardelli a cui spetta il coordinamento provinciale. Il protocollo è arrivato, tuttavia «solo 5 o 6 comuni hanno aderito», sottolinea l'assessore.
Allora la situazione dell'aria bresciana non era neanche male. Si veniva da un settembre del tutto normale, con valori di Pm10 sotto la soglia di attenzione a parte due giorni di superi a Rezzato. E lo stesso ottobre aveva registrato 5 giorni sopra l'attenzione in Broletto, uno sopra l'allarme al Sereno e un altro a Rezzato. In questo gennaio le cose sono cambiate. In 25 giorni il Broletto ne ha registrati 6 nella norma, 12 sopra i 50 microgrammi per metro cubo dell'attenzione e altri 6 sopra i 75 dell'allarme (uno non definito). Al Sereno ci sono stati solo due giorni di normalità, a Rezzato uno.
CONVINCERE i sindaci ad adottare misure impopolari, però, non è facile. E oggi l'assessore provinciale andrà al Tavolo regionale con la proposta di «dare alle province maggiore potere di incidere sui municipi». Il coordinamento regionale è necessario, però «l'unico ente che può agire è la Provincia - sottolinea - e anche Brescia deve essere d'accordo».
Ghirardelli non pensa a blocchi domenicali. «Gli interventi da fare subito sono le targhe alterne per 15 o 20 giorni - elenca -, migliorare la situazione delle strade dopo i depositi invernali, ridurre di un grado la temperatura nelle case e tenere le caldaie meno accese, diminuire la velocità sulle tangenziali». Ma soprattutto, «i sindaci devono controllare che le misure vengano rispettate - aggiunge -. Ci sono ancora molti fuochi che si accendono nei comuni sotto i 300 metri e molta legna che si brucia, chi fa rispettare i divieti?».
Poi, se si vuole, anche la giornata ecologica, ma «di sabato e su tutta la provincia - sottolinea Ghirardelli -. Per una giornata tutti insieme si lascia la macchina in garage, e si sensibilizzano anche gli studenti sulle misure per ridurre l'inquinamento».
Tutto questo oggi l'assessore andrà a dirlo al Tavolo regionale, dove oltre a Regione Lombardia siedono le 12 province con i rispettivi capoluoghi, le città oltre i 40 mila abitanti, le associazioni degli enti locali, delle imprese, dei sindacati e delle parti sociali, aziende di trasporto e associazioni ambientaliste. Lo scopo dichiarato da Raimondi è verificare l'attuazione delle prescrizioni regionali più importanti. E se la Lombardia non si sarà comportata diversamente da Brescia, correre ai ripari sarà inevitabile.

Un tavolo regionale per risolvere il problema

L'aria è tornata pessima. Dal 5 gennaio la centralina del Broletto rileva dati fuori norma con le sole eccezioni del 7, del 10 e del 21.
Oggi il Tavolo regionale per la qualità dell'aria verificherà lo stato di attuazione delle misure adottate dalla Regione, condivise dal tavolo stesso ma, almeno nel Bresciano, snobbate dai sindaci. Poiché non tutto l'inquinamento viene dalla circolazione automobilistica, i provvedimenti sono tanti e - sottolinea l'assessore regionale Marcello Raimondi - vanno dalle emissioni industriali all'inquinamento derivante dal settore agricolo.
«Continuiamo a puntare soprattutto su soluzioni strutturali capaci di colpire le diverse fonti di emissioni nocive in un'area sempre più vasta - precisa l'assessore -, e non ci tiriamo indietro rispetto alle richieste dei comuni che chiedono una regia regionale».
IL TAVOLO SARÀ occasione per fare il punto anche sulle norme comunali, e «ai Comuni chiederemo due cose molto concrete - spiega Raimondi -, cioè che condividano i piani di limitazione del traffico a livello locale e attuino i controlli sulle misure strutturali messe in campo dalla Regione». Ma chi controllerà i «controllori»?MI.VA.


Giornale di Brescia 26 gennaio 2011

SOSTA E CENTRO STORICO

Bus: il biglietto sale a 1,20 euro
E parte la rivoluzione dei permessi


Paroli: «Rispetteremo punto per punto il programma elettorale»
«Stop al bollino residenti, accesso a pagamento per le cs»

Via il bollino residenti, aumento «soft» per il biglietto dell'autobus, sconto sui parcometri per i residenti in città e «tassa fissa» annuale per operatori e rappresentanti istituzionali che vogliono accedere al nucleo antico in auto. Questa, in poche righe, la rivoluzione della sosta su cui il sindaco Adriano Paroli, insieme ai colleghi di Giunta, sta lavorando da mesi. E che, passo dopo passo, vedrà passare dalla teoria alla pratica ogni suo provvedimento. A partire da febbraio.
«Punto per punto verrà realizzato tutto ciò che è stato scritto sul programma elettorale, un patto con i cittadini che rispetteremo in ogni sua parte» chiarisce il primo cittadino a poche settimane dall'epilogo sulle sfide di un 2010 faticoso e del bilancio sugli impegni di Palazzo Loggia per questo 2011 altrettanto impegnativo, in cui il capitolo mobilità e traffico è sempre più al centro della scena: dal punto di vista politico (nel nodo deleghe rappresenta l'assessorato più conteso tra le diverse compagini politiche) e dal punto di vista operativo. Di qui, il «nuovo piano sosta», che ripercorre le scelte, gli obiettivi e le scommesse di una città che cambia e in cui a fare da contraltare a un clima contraddistinto da tagli e incertezze è la voglia - a più riprese espressa - di rilancio. Guardando cioè sempre più concretamente alla pedonalizzazione del centro, ma a patto che non manchino due condizioni «imprescindibili»: l'accessibilità e la permeabilità. Perché un conto è «imporre il divieto di ingresso in auto senza offrire nulla e allontanando così, di fatto, i cittadini dal nucleo antico», altro conto è invece «operare per gradi, fornire servizi alternativi pianificati insieme a coloro che vivono e lavorano tra le mura venete, ampliare l'offerta di parcheggi fruibili per poi arrivare al giusto equilibrio della pedonalizzazione».
Così, il ticket dell'autobus va verso un aumento che si dovrebbe attestare attorno 1,20 euro, una scelta legata a doppio filo ai 2 milioni di tagli che presto pioveranno a cascata da Governo e Regione e da un piano economico del Metrobus che, con il passare dei mesi, batte cassa. «A malincuore dobbiamo provvedere ad un aumento del biglietto del trasporto pubblico - chiarisce il sindaco Paroli - ma lo faremo incidendo il meno possibile sulle tasche dei bresciani. Non si tratterà quindi dell'aumento prospettato dall'Amministrazione comunale che ci ha preceduto, il cui documento parlava di 1,90 euro. Il costo del ticket verrà implementato solo della cifra strettamente necessaria».
Ai blocchi di partenza - la votazione della delibera sulla sosta è in programma per la fine di questa settimana - anche l'addio al pagamento del bollino residenti. «Il bollino di per sé resta, ma il contrassegno sarà erogato gratuitamente - prosegue il primo cittadino - e questo perché garantire la gratuità a chi sceglie di abitare in centro storico è negli obiettivi e nel programma di questa Giunta. Il tagliando riservato ai residenti in centro comprenderà l'accesso e la sosta gratuita nel nucleo antico per un massimo di due vetture». Partenza imminente anche per lo sconto promesso sui parcheggi gestiti da Sintesi pensato per tutti i cittadini del capoluogo. «La volontà è anche di diminuire le tariffe dei parcometri per i residenti in città a partire già da quest'anno» conferma il sindaco, che pone poi l'accento anche sul nodo «cs» (categorie speciali). «Con il nuovo documento - precisa Paroli - si andrà a riformulare l'intera organizzazione di sosta e permessi». In pratica verranno distinte - residenti in centro a parte - due categorie: permessi istituzionali e permessi lavoro. «Per loro, anche se autorizzati, s'introdurrà una tariffa graduale, sviluppata sul biennio, per l'ingresso in auto nel nucleo antico. Perché - puntualizza Paroli - per la collettività, a partire dalla questione ambiente, le vetture in centro hanno, di fatto, un costo sulla qualità della vita».
Niente di nuovo invece, per il momento, sul fronte apertura e chiusura dei varchi che regolamentano l'accesso nelle Zone a traffico limitato: «Per ora restano tali - conclude il numero uno di Palazzo Loggia - ma nel frattempo verrà riattivato il tavolo di lavoro con le categorie».
Nuri Fatolahzadeh

La carica dei 42 milioni, passeggeri in leggero calo

Il consuntivo 2010 di BresciaTrasporti indica una flessione di 114mila viaggiatori (-0,27%)
Una leggera flessione del numero di passeggeri trasportati ha caratterizzato l'attività degli autobus di Brescia Trasporti nel 2010. Rispetto all'anno precedente, infatti, l'esercizio si è chiuso con un -0,27% che in termini assoluti vale 114.935 persone in meno.
Si è passati dunque da 42.668.471 a 42.553.536 passeggeri, confermando una tendenza in atto già dal 2009, quando dopo tre anni di costante crescita dell'utenza si verificò il primo calo. A partire dal 2005 il trasporto locale della rete cittadina e integrata aveva guadagnato oltre quattro milioni di viaggiatori, mentre ora la curva si è piegata leggermente verso il basso. La linea 1 resta in assoluto la più frequentata con più di 8 milioni di passeggeri, il doppio rispetto alle linee 10 e 11, sul podio con più di 4 milioni ciascuna.
Se si considerano le sole tariffe ordinarie, sull'intera rete il numero complessivo dei trasportati scende a 28.242.798: la maggior parte di essi ha l'abbonamento, 20,3 milioni, mentre i restanti 7,9 milioni acquista il biglietto. La diminuzione dei tagliandi è stata pari al 2,5%, compensata da una crescita degli abbonati dell'1%.
In totale, i viaggiatori ordinari fanno segnare un saldo positivo dello 0,05%. Sono cresciuti gli studenti e i viaggiatori che utilizzano la rete integrata con i trasporti extraurbani.
In termini di gestione delle linee, tra il 2008 e il 2010 c'è stata una diminuzione di 160mila chilometri nel computo delle percorrenze totali. Un leggero assestamento verso il basso che significa un passaggio da 9 a 8,84 milioni di chilometri percorsi.
Sono calate anche le ore di esercizio: l'anno scorso sono state 502mila, il precedente 508mila e nel 2008, anno di picco, 519mila.
Sono state condotte indagini anche sulla soddisfazione dei clienti: le principali criticità riguardano la pulizia dei mezzi, la puntualità e la sicurezza contro furti e borseggi. L'indicatore complessivo di customer satisfaction, comunque, si colloca su un buon 7,14.egg

114.935 UTENTI INMENO
Sono i passeggeri in meno saliti sui bus di Brescia Trasporti nel 2010. Rispetto all’anno precedente, infatti, l’esercizio si è chiuso con un -0,27%, il che vale appunto 114.935 persone in meno. Si è passati da 42.668.471 a 42.553.536 utenti,confermando una tendenza in atto dal 2009

INVETTA LA LINEA 1
Sul fronte utilizzo delle singole linee, la 1 resta in assoluto la più frequentata con più di 8 milioni di passeggeri, il doppio rispetto alle linee 10 e 11, sul podio con più di 4 milioni ciascuna. A partire dal 2005 la rete aveva guadagnato oltre 4 milioni di viaggiatori, ma la curva si è piegata verso il basso

TICKET E ABBONAMENTO
Sull’intera rete il numero totale dei trasportati scende a 28.242.788: la maggior parte di essi ha l’abbonamento, 20,3 milioni,mentrei restanti 7,9 milioni acquista il biglietto. La diminuzionedei tagliandi è statapari al2,5%,compensatadaunacrescita degli abbonati dell’1%

Commercianti e artigiani: «Non dovete penalizzarci»

C'è attesa per le novità annunciate dalla Loggia: «Sacrifici? Solo a patto che le infrastrutture migliorino»
Col fiato sospeso. Tutti in attesa di comprendere come il nuovo progetto annunciato dal sindaco e che la Giunta prenderà presto in esame, si svilupperà.
Le associazioni di categoria di commercianti e artigiani sono colte un po' di sorpresa dall'eventualità che i permessi di ingresso in centro storico per i loro associati potrebbero nel futuro prossimo crescere di prezzo. Nella consapevolezza, tuttavia, che qualche sacrificio in più sarebbe possibile se la contropartita dal punto di vista infrastrutturale e dei parcheggi fosse allettante.
Carlo Massoletti, presidente dell'Ascom, prova a dare una lettura più ampia del progetto: «Si può sicuramente rivalutare il valore del permesso di cui usufruiscono i commercianti, a patto però che sia contenuto, anche perché da un certo punto di vista si ha il privilegio significativo di operare in città». D'altra parte però i commercianti chiedono che al sacrificio «moderato» di una crescita dei prezzi sia corrisposto un piano complessivo per viabilità e infrastrutture nel centro cittadino. «L'infrastrutturazione di Brescia dovrà essere più consistente, a partire dalla primissima priorità che per noi è il parcheggio sotto il Castello». Sempre il presidente di Ascom, chiede all'Amministrazione di condividere queste decisioni con le categorie: «Anche perché negli ultimi due anni il lavoro fatto su temi come le Ztl e il piano sosta ci hanno visti come protagonisti di un dibattito che ha dato i suoi frutti che sono sotto gli occhi di tutti».
Insomma d'accordo se ci saranno dimostrazioni di buona volontà da parte della Loggia di procedere su quanto promesso con un'ultima notazione: «Ci aspettiamo - conclude Massoletti - che in vista della partenza della metropolitana si cominci a ragionare sul ridisegno dell'intera viabilità cittadina e del traffico in ingresso».
A metà tra perplessità e ragionevolezza si è espresso anche Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato: «Ho il timore che questo approccio potrebbe avere ricadute negative sull'artigianato che oggi ha già problemi e che ha la tendenza ad abbandonare il centro cittadino». Dall'altro lato però lo stesso Massetti dichiara: «Siamo cittadini anche noi e capiamo che questa operazione potrebbe anche migliorare la qualità della vita dei residenti del centro storico. Il tutto senza dimenticare che anche l'Amministrazione avrà sicuramente esigenze di bilancio da fronteggiare a partire dai tagli ai trasferimenti dallo Stato». Più o meno analoga la posizione del presidente dell'Associazione Artigiani, Enrico Mattinzoli che di primo acchito dichiara: «Si vuole mettere in ginocchio una categoria già alle prese con molte difficoltà». Ma il suo ragionamento prosegue, poi, nella consapevolezza «che le Amministrazioni comunali devono rispondere ad esigenze di bilancio e che eventuali aumenti per gli artigiani si ripercuoteranno sugli utenti». E allora Mattinzoli entra nel merito: «L'importante è che questi aumenti e rimodulazioni abbiano come scopo un investimento per migliorare la città».
Carlo Muzzi

INVESTIMENTI E GESTIONE

Dal nodo «Contratto dei servizi» ai binari del metrò
Il futuro guarda a una Multiutility dei trasporti
nIn un quadro già intricato s'inserisce pure un dibattito che si trascina ormai da mesi e che riguarda un altro nodo aperto, quello del discusso Contratto di servizio, l'accordo siglato cioè tra Comune e Brescia Trasporti: il documento sancisce il blocco del costo del ticket (fisso dal 2007 a un euro), ma per fare ciò la Loggia si era a suo tempo impegnata a ripianare la differenza di tasca propria. In pratica funziona così: ad oggi, seguendo l'aumento graduale che doveva portare il costo del biglietto a 1,90, il prezzo del ticket è di 1,30 centesimi. I fruitori pagano un euro, la differenza è invece versata dalla Loggia. Per un totale di 2,6 milioni. Potrebbe essere quindi un Polo per la mobilità sostenibile la chiave giusta per affrontare tanto la partita legata ai costi del metrò quanto quella legata alle sfide future. E allora la strada su cui forze politiche e amministratori si stanno confrontando è quella di una sorta di multiutility dei trasporti, un modo per andare in primis «in pari» con i costi e poi di «incamerare» un piccolo guadagno. Il tutto coinvolgendo le aziende e partendo da un principio base: Brescia dev'essere il capoluogo di una rete più ampia e il metrò l'epicentro di un sistema non solo integrato, ma anche competitivo e di alta qualità.n. f.


Broletto: «Mancano fondi per il trasporto»

L’allarme dell’assessore Ghirardelli: «Per gli studenti aumenti tra 4 e 7 euro»

«Tra 1 milione e mezzo e 2 milioni di euro». Tanti ne mancherebbero, secondo l'assessore al Trasporto pubblico locale Corrado Ghirardelli, nella sua relazione di fronte alla relativa Commissione, per garantire un servizio corrispondente a quello del 2010. Questo in seguito all'abbattimento del 7% dei finanziamenti regionali rispetto ai 21,8 milioni dell'anno passato, a copertura di oneri complessivi in capo al Broletto pari a 36 milioni nel 2010 e a 38 stimati per il 2011. A farne le spese, almeno dando per buone le leve suggerite dalla Regione - tagli nei trasferimenti agli enti pubblici e rincaro delle tariffe del 10% nel 2011 ed, eventualmente, di egual margine nel 2012 - sarebbero le corse destinate agli studenti, sui quali graverebbe una maggiorazione mensile tra i 4 e i 7 euro.
Idea inaccettabile, per Ghirardelli, perché ridurrebbe il numero di chilometri annui percorsi «dagli oltre 20 milioni attuali a 19,2, mentre i passeggeri da 20 milioni annui vedrebbero una perdita di 1.800 unità giornaliere». La volontà dell'assessore e della Giunta è del tutto «contraria sia a un'eliminazione delle corse, sia a incrementi delle proporzioni paventate». A tal proposito, dunque, la soluzione momentanea consisterebbe in un «aumento minimo delle tariffe» a fronte del recupero di risorse «da fonti diverse, che si tratti di Ecopass o altro». Ciò anche in vista del passaggio, per ora solo ipotetico, al titolo unico di viaggio gestito dalla Regione. Che il Pirellone approvi o no la proposta, Brescia sembra deputata comunque a percorrere tale direzione, stanti «bozze di accordo - conclude Ghirardelli - definite con l'assessore comunale Orto: si costituirà una società consortile a costo zero, poggiata sulle strutture assessorili già collaudate».
Raffaella Mora



Bresciaoggi 26 gennaio 2011

STANGATA IN ARRIVO. Le Province lombarde chiamate a risparmiare il 7% dei costi sull'autotrasporto pubblico extraurbano e a recuperare in efficienza un altro 3%

Stretta sui trasporti: corse giù, biglietti su

Mimmo Varone

Il nodo viene al pettine, ed è pure grosso. Le province lombarde dovranno accettare tagli del 7 per cento sul Trasporto pubblico locale (Tpl), recuperare un altro 3 per cento dall'«efficientamento» del servizio e aumentare le tariffe del 10 per cento quest'anno nonchè di un altro 10 per cento nel 2012. Rischiano di farne le spese gli studenti. Ma la maggioranza di centrodestra ci va molto cauta, e l'opposizione Pd è pronta a dare battaglia. Sono i primi effetti delle sforbiciate contenute nella Finanziaria. E il primo commento dell'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli è che «a queste condizioni non si può operare».
SI DEVE, tuttavia. E allora si cerca di far pesare meno possibile la sforbiciata sulle tasche dei bresciani, e di recuperare il possibile dalle pieghe di un Bilancio già ridotto all'osso. Se le intenzioni avranno un seguito nella realtà, il trasporto provinciale su gomma non dovrebbe subire tagli (peraltro difficili senza modificare i contratti in essere, in scadenza il 31 dicembre), e i cittadini dovrebbero sobbarcarsi a un «leggero aumento».
Ieri pomeriggio Ghirardelli è andato a illustrare la situazione davanti alla Commissione VII presieduta da Roberto Lancini. Non è stata una sorpresa né per la maggioranza né per l'opposizione. Ma ora il problema è uscirne nel modo più indolore possibile. L'assessore sottolinea che i tagli della Finanziaria alla Lombardia sul fronte del Tpl ammontano a 75 milioni di euro, che depurati dai tagli al trasporto su ferro diventano 52 milioni.
Il Pirellone ha decretato tagli differenziati a seconda di città, province e metropoli lombarda. Milano avrà il 12 per cento in meno, le città il 10 per cento e le province il 7, appunto. Per Brescia, che nel bilancio di previsione 2011 ha 38 milioni di spesa per il trasporto pubblico su gomma, si tratterà di tagliare corse – spiega Ghirardelli – per 1,6-2 milioni di euro. Vale a dire che su 20 milioni di chilometri all'anno prodotti nella provincia bresciana (città esclusa) e 20 milioni annui di passeggeri trasportati, bisognerebbe tagliare 800 mila chilometri pari a 1.800 passeggeri al giorno.
«Non si può», constata Ghirardelli. Gli «efficientamenti» già operati sul Garda e altrove hanno già permesso di risparmiare un milione. Tagliare le corse domenicali, che fanno il pieno di passeggeri paganti (durante la settimana studenti e operai viaggiano in abbonamento) significherebbe imporre un'altra batosta alla società di autotrasporto. L'alternativa sarebbe tagliare le corse degli studenti. Ma lo stesso Ghirardelli ammette che «sarebbe il caos», dal momento che già adesso le condizioni «non sono ottimali».
AI TAGLI, poi, si aggiungono gli aumenti imposti da Formigoni, che si tradurrebbero dai 4 ai 7 euro in più al mese sull'abbonamento. Neanche questa sembra una strada praticabile. E l'assessore ammette che «pesare sul bilancio delle famiglie ci metterebbe in difficoltà». Che fare? Al momento la trattativa con la società di autotrasporto è ancora in corso e la delibera interverrà solo venerdì o lunedì prossimo.
Intanto, Formigoni ha annunciato il titolo unico di viaggio per gomma e ferro in tutta la regione. Permetterebbe di risparmiare («ma con un complicatissimo meccanismo di sconti» a detta dello stesso Ghirardelli). Le aziende di trasporto, però, non ci credono, temono di perderci, e chiedono garanzie su quanto fissato dai contratti di gestione. Anche questa partita resta aperta, con la speranza che i possibili risparmi da biglietto unico possano addolcire un po' la pillola imposta alle famiglie.
A FRONTE di una situazione ingarbugliata, l'intento della Giunta Molgora è soprassedere ai tagli e varare un aumento minimo. L'assessore parla di uno o due euro mensili per studente. Certo è che «la Provincia non può sopportare tagli e aumenti» sottolinea Ghirardelli. E allora, mentre valuta il «piccolo aumento» delle tariffe, aspetta la società consortile unica, che dovrebbe portare un solo gestore per Brescia e provincia, e permettere qualche taglio indolore, sopprimendo «doppioni» di corse di Sia-Saia e Brescia Trasporti.Lunedì Ghirardelli ha incontrato il suo collega in Loggia Nicola Orto, e a quanto pare si è registrata convergenza proprio sulla società consortile. La Loggia, che ha i contratti di gestione in scadenza a marzo, starebbe cercando una soluzione tecnica (minigara o proroga) per arrivare a fine anno e andare alla gara d'appalto unica per città e provincia.
Si aprirebbero spazi di manovra e «anche gli aumenti ipotizzati dalla Regione – riflette Ghirardelli – si potrebbero tenere per un ragionamento complessivo con i soggetti aggiudicatari». Oggi, però, l'urgenza è evitare il taglio del 7 per cento, e limitare al minimo l'aumento.


IL DIBATTITO IN COMMISSIONE. Maggioranza e opposizione concordi

Parola d'ordine bipartisan «Contenere tagli e rincari»

Quando la realtà è fatta di numeri da far quadrare, ci sono pochi spazi anche al consueto dibattito politico tra maggioranza e opposizione. E la realtà sciorinata dall'assessore Corrado Ghirardelli, ieri, davanti alla Commissione settima, è di quelle particolarmente stringenti. Il problema sarà far quadrare i conti senza incidere troppo sulle tasche dei bresciani che utilizzano il pullman per lavoro e per studio.
VA DA SÉ che il Pdl, con il capogruppo Diego Invernici, è impegnato a sostenere senza riserve l'azione dell'assessore. Sosterremo la sua iniziativa per far sì che l'impatto dei tagli incida in misura minimale sull'aumento tariffario – dice Invernici – il nostro impegno sarà trovare 1,6 milioni che porteranno il prelievo al minimo».
Per l'opposizione Pd lo spazio non è molto. Pier Luigi Mottinelli sposta il discorso sul Bilancio e rinnova le critiche alla politica «ragionieristica» del presidente Daniele Molgora. «Per far fronte a una situazione del genere – sottolinea – ci vuole un progetto di bilancio complessivo e una risposta politica». Antonella Montini, sempre Pd, mette le mani avanti sui possibili aumenti per gli studenti. «Aumentare il loro biglietto sarebbe assurdo – dichiara -, la scuola già comporta molte spese e le famiglie non potrebbero sostenere costi aggiuntivi».
Roberto Cammarata si chiede se non siano i primi effetti del Federalismo. Il che suona la sveglia a una Lega Nord che con il presidente di commissione Roberto Lancini replica, e per il resto si astiene dal dire alcunchè sul rebus dei conti del Tpl.
A riportare il discorso sui binari del merito è Giampaolo Mantelli (Gruppo misto) che sollecita a individuare corse che girano vuote, «e ce ne sono», quanto meno per tagli mirati. Ma il dibattito almeno per ora non si accende.MI.VA

Giornale di Brescia 25 gennaio 2011

Brescia vuol salire sull'auto elettrica: il Comune allo start

Consegnati due furgoncini A2A-Renault
«Conviene sia all’ambiente sia per i costi»

Brescia sale sull'auto elettrica. E per farlo - accanto ad A2A e a Renault, partner nel progetto E-moving - si prepara a realizzare entro marzo una rete cittadina di trenta colonnine di ricarica. «Siamo ancora in fase sperimentale - precisa il sindaco Adriano Paroli - ma la strada è quella giusta, e noi vogliamo percorrerla fino in fondo».
Il primo passo è stato compiuto ieri con la consegna al Comune, da parte di Renault, di due furgoncini Kangoo Express Z.E. a trazione elettrica che l'amministrazione utilizzerà per servizi di raccordo tra i diversi uffici e per spostare documentazione tra i diversi settori della rete amministrativa. Nei prossimi mesi in città arriveranno altre auto elettriche (complessivamente 15 furgoncini Kangoo e 5 berline Fluence) che Renault consegnerà ad aziende e a privati per sperimentarne concretamente su strada l'utilizzo quotidiano.
«Il nostro impegno bresciano - conferma Andrea Baracco, dirigente di Renault Italia - rientra in un più ampio impegno di respiro europeo, che tocca capitali come Berlino e Parigi. I vantaggi che spingono a credere nell'auto elettrica sono ovviamente di carattere ambientale, assicurando a queste auto un livello di emissioni zero, ma anche economici. Basti pensare che cento chilometri con motore elettrico costano un euro e venti e altrettanti con motore a scoppio sette euro». Il nodo ambientale viene ricordato anche da Giuliano Zuccoli, presidente del Consiglio di gestione di A2A: «Siamo da sempre impegnati in azioni che contribuiscano a ridurre le emissioni inquinanti e nel cercare di produrre il minor impatto possibile. La filiera elettrica, dagli impianti di produzione fino ai motori, garantisce standard di efficienza elevatissimi».
Il coinvolgimento di A2A, sottolinea il sindaco Paroli, permette inoltre di progettare una rete di centraline di ricarica che si estenda oltre la nostra città e che copra il percorso tra noi e Milano. Dove è in corso una sperimentazione parallela a quella bresciana.
Le auto messe a disposizione da Renault per il progetto E-moving garantiscono una autonomia di 160 chilometri. «Un valore assolutamente in linea - sottolinea Baracco - con l'uso concreto che dell'auto viene fatto nel nostro Paese, dove il 90% degli spostamenti è inferiore ai cento chilometri al giorno».
Passi avanti sono stati compiuti anche sul fronte del rifornimento. Spiega l'ingegner Paolo Rossetti, direttore tecnico di A2A: «La normativa ha recentemente uniformato gli standard tecnici del settore, per rendere sicure e compatibili prese e spine su tutto il territorio nazionale. Inoltre un recente pronunciamento dell'authority consente definitivamente la ricarica a casa, la quale, esattamente come accade oggi per i telefonini, garantisce il pieno di energia quotidiano. Le centraline di rifornimento diffuse sul territorio rispondono invece all'esigenza di veloci rabbocchi quando se ne presentasse la necessità, come ad esempio nel caso di un tragitto Brescia-Milano e ritorno».
Infine i costi. L'accordo fra A2A e Renault prevede per la tariffa mensile di 500 euro che comprende noleggio, manutenzione e assicurazione. E una tariffa flat di 25 euro al mese per la ricarica elettrica. A chi andranno le auto portate a Brescia per la sperimentazione? Ad enti pubblici (come la Loggia) e ad aziende. Ma anche a privati i cui nominativi saranno selezionati dalla casa automobilistica. E l'approdo sul mercato è solo questione di tempo.
Massimo Lanzini



Pulite e silenziose, ma ancora ai loro primi passi

Con batterie agli ioni di litio offrono buone prestazioni, ma sono costose e non adatte fuori città

Salutata con ottimismo come la risposta all'inquinamento urbano provocato dal traffico, l'auto elettrica sta in realtà muovendo i primi veri passi.
La tecnologia sin qui sviluppata, infatti, era condizionata dal peso e dalla tenuta di carica delle batterie al nickel cadmio, criticità che ponevano non pochi limiti all'autonomia effettiva ed alla durata nel tempo del veicolo. I passi avanti nel settore degli accumulatori ed, in particolare, la produzione in serie di batterie agli ioni di litio, dalle prestazioni superiori, hanno consentito di realizzare auto elettriche interessanti per la mobilità urbana.
Le moderne vetture elettriche (settore in cui Renault si distingue sia per imponenza di investimenti sia per ampiezza della gamma) si muovono con disinvoltura per oltre 100 km senza dover essere ricaricate: una distanza più che sufficiente ad un «commuter» urbano (ovvero un pendolare che si muove in un raggio di 30 km dalla città). Hanno uno scatto al semaforo quasi da supercar, perché, non avendo il cambio e le marce, schizzano via in presa diretta più o meno come gli scooter, ma non sono ovviamente molto adatte all'uso su autostrade e superstrade, perché la velocità massima non è sufficiente e, poi, andando a tavoletta, la carica diminuisce molto rapidamente. Ci sono anche vetture elettriche come la Californiana Tesla che toccano i 200 km/h, ma, per ora, costano più di 90mila dollari. Le elettriche sono quindi mezzi molto validi per l'uso cittadino, anche se, non emettendo rumore, sono potenzialmente pericolose per i pedoni, che non le sentono arrivare: infatti alcune Case, come Nissan, le hanno per questo dotate di «rumore artificiale».
I loro talloni di Achille sono soprattutto il costo (tanto che molte delle sperimentazioni, come quelle di Peugeot, Citroën, Mitsubishi, Smart e Mercedes, sono previste a noleggio tra i 400 ed i 500 euro al mese o con destinazione Enti pubblici) e la mancanza di una vera rete di colonnine di ricarica (è vero che possono essere ricaricate anche nel garage di casa, ma se siete in un condominio la bolletta normalmente è condivisa).
Dopo anni di incertezze, gli Stati Uniti hanno ora deciso di investire 115 milioni di dollari per installare 15mila colonnine di ricarica in 16 grandi città per una flotta di 8.300 auto elettriche. Quello di Brescia di ieri è dunque un piccolo ma significativo passo avanti: la strada è aperta e, soprattutto, sviluppando per la grande serie le «fuel cell» (ovvero le pile a combustibile ad idrogeno) potrebbe, in una decina di anni, portare davvero a risultati importanti.
Massimo Cortesi



VICEPRESIDENTE

Vittorio Cinquini: da svolta tecnica a scelta culturale
«L'auto elettrica ha tutti gli elementi per confermarsi una svolta tecnologica fondamentale, e per competere con l'auto con motore a scoppio. Il passaggio fondamentale, però, è una presa di coscienza diffusa che la faccia diventare anche una scelta culturale». A sostenerlo è Vittorio Cinquini, vicepresidente del Consiglio di gestione di A2A. «L'auto elettrica - sottolinea - è conveniente tanto sul piano economico quanto su quello ambientale».

Giornale di Brescia 25 gennaio 2011

Pm10 alto: ambientalisti suggeriscono provvedimenti
Altra giornata di sforamento, domenica, del limite di 50 microgrammi giornalieri di Pm10 per metro cubo fissata dall'Ue. Solo la centralina dell'Arpa accanto al Broletto ha registrato un valore inferiore, al contrario di quelli segnalati al Villaggio Sereno e a Darfo, Odolo e Sarezzo (con addirittura 104 micron).
«Sembra ormai chiaro che anche nel 2011 non sarà rispettato il limite dei 35 giorni di supero ammessi per un anno - commenta Salvatore Fierro, responsabile dei Verdi per la costituente ecologista di città e provincia -. I dati sono assai preoccupanti e continuano a peggiorare. Per far scendere il livello di Pm10 è prioritario promuovere una campagna di riduzione delle emissioni da parte di aziende e auto private anche attraverso finanziamenti pubblici, bisogna abbassare la velocità su autostrade e tangenziali e imporre su di esse il divieto di sorpasso per i veicoli pesanti. Secondo diversi studi scientifici come Misa2-Epair - aggiunge - il numero dei decessi provocati in Italia da Pm10, No2 (diossido di azoto), Co (anidride carbonica) e O3 (ozono) sono intorno ai 7.400 annui, 20 persone al giorno muoiono a causa dell'inquinamento atmosferico e sostanziale è anche il numero di ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie di bambini e anziani. Per il mancato rispetto delle norme comunitarie sulle polveri sottili la Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia».

Bresciaoggi  25 gennaio 2011

VIABILITÀ/1. Il progetto E-Moving in partnership tra Loggia, A2A e Renault è entrato nella prima fase operativa

L'auto scalda la batteria:
ecco i primi mezzi elettrici

Mimmo Varone

Una coppia di Kangoo in dotazione al Comune e in città sono pronte quattro colonnine per la ricarica L'intera flotta sarà di 40 vetture

L'auto elettrica mette il primo piede nella realtà. Il progetto sperimentale E-Moving in partnership tra Loggia, A2A e Renault diventa operativo con due Kangoo Express Ze a disposizione del Comune e quattro colonnine di ricarica con doppio punto di prelievo, una riservata alla flotta comunale in via Marconi e tre a uso pubblico in via Malta, Canton Mombello e via Branze. Entro marzo le colonnine saranno 35 per 70 punti di ricarica, e progressivamente arriveranno gli altri 18 automezzi Renault completamente elettrici destinati a Brescia.
È IL PRIMO PASSO di una sperimentazione complessa, avviata in sinergia con Milano e ormai pronta al confronto con l'uso quotidiano. L'intera flotta prevista dal progetto pilota sarà di 60 veicoli Ze, 45 furgonette Kangoo Express e 15 berline di segmento D Fluence. Per Brescia ne sono previste 20, 15 e 5 nell'ordine. Saranno a disposizione di aziende private, società pubbliche e singoli cittadini, a un canone mensile di 500 euro Iva inclusa comprensivo di noleggio, manutenzione ordinaria, vettura sostitutiva, assicurazione e tariffa flat per la ricarica elettrica fissata al valore di 25 euro (Iva e imposte incluse) per la durata dell'utilizzo.
Le auto elettriche Renault hanno un'autonomia media di 160 chilometri, e permettono fin da ora di spostarsi da Brescia a Milano e viceversa. Nella metropoli meneghina troveranno 200 punti di ricarica che permetteranno il «rabbocco» di energia per tornare a casa. «Per la prima volta un progetto di auto elettrica esce dai confini cittadini», ha sottolineato il sindaco Adriano Paroli ieri in Loggia, alla consegna delle prime due furgonette da oggi in uso al Comune.
Il sindaco sa che si tratta di un progetto sperimentale, e come tale da affinare. I tempi per una ricarica completa, ad esempio, sono ancora lunghi (6-8 ore) e per fortuna l'Autorità per l'energia e il gas permette il «pieno» dalla presa di casa alla stessa tariffa degli usi domestici. La possibilità di ricarica breve in 20-30 minuti arriverà più avanti. In ogni caso «avremmo sbagliato se avessimo aspettato che tutto fosse pronto - dice il sindaco -, sperimenteremo sul campo le soluzioni a ogni problema».
Con lui, ieri mattina, il presidente del Consiglio di gestione A2A Giuliano Zuccoli e il direttore area tecnica Paolo Rossetti, il direttore comunicazione Renault Italia Andrea Baracco, presenti il vicesindaco Fabio Rolfi, gli assessori ai Trasporti (Nicola Orto) e al Bilancio (Fausto Di Mezza). E Zuccoli sottolinea che il progetto è «scelta strategica di grande coerenza per un'Azienda che non dimentica le proprie radici e in campo energetico vuole giocare un ruolo di efficienza e risparmio di emissioni a vantaggio dell'ambiente».
In E-Moving la parte di A2A sta nella predisposizione dalla rete di colonnine, e «la diffusione dell'auto elettrica sarà tanto più veloce - dice Zuccoli - quanto più pronta sarà l'infrastruttura di ricarica».
Alle 4 già pronte - precisa Rossetti - se ne aggiungeranno subito altre 15 (30 punti di ricarica) pubbliche in corso di installazione in via San Zeno, XX Settembre, IV Novembre-piazza Vittoria, Montello-Veneto, largo Torrelunga, villaggio Prealpino (incrocio via Tovini-trav. 10-trav. 2), Torricella di Sotto, villaggio Badia (via I-angolo trav 4), via Violino di sopra, villaggio Sereno (trav. XII), via Dalmazia (piazzale Regione piano terra), Stazione Fs, Sant'Eufemia, piazzale Padre Pio e San Polo (via Foresti 10). Per ora sarà Renault a selezionare il suo target di 20 clienti apripista. Poi toccherà ai bresciani scommettere sull'auto elettrica.


Bresciaoggi  24 gennaio 2011

PROGETTO E-MOVING. I primi veicoli elettrici destinati a Brescia: alla fine saranno 60. In programma l'installazione di 70 colonnine di ricarica

Oggi Renault consegna ad A2A le auto a zero emissioni

La prima colonnina c'è già, sperimentale ma funzionante, al Parco dell'acqua di largo Torrelunga, fra via Lechi e via XXV Aprile. Stamattina arrivano pure le prime auto elettriche realizzate in partnership tra Loggia, Renault e A2A. Il progetto e-Moving segna un altro traguardo storico, e apre la strada alla mobilità a emissioni zero nella nostra città.
A tenere a battesimo i primi Kangoo Express e Fluence, esemplari d'esordio di una flotta di 60 veicoli Renault Ze destinati a Brescia, stamattina ci saranno il sindaco Adriano Paroli, il vice Fabio Rolfi, gli assessori all'Ambiente Paola Vilardi e alla Mobilità Nicola Orto, il presidente del Consiglio di gestione A2A Giuliano Zuccoli e il direttore generale area tecnica Paolo Rossetti, il direttore Comunicazione di Renault Italia Andrea Baracco. Apriranno il primo capitolo di una storia lunga.
E-Moving coinvolge Brescia e Milano. Ed entro settembre porterà in città il primo stock di colonnine di ricarica. Nello stesso tempo arriveranno pure gli altri automezzi elettrici, a disposizione di clienti privati e società pubbliche. Quando il progetto andrà a regime potranno utilizzare un'infrastruttura di 270 colonnine (200 a Milano e 70 a Brescia).
Le prime saranno collocate su suolo pubblico a cura di società che fanno capo ad A2A: in via Marconi, via Branze, via Veneto, piazzale Canton Mombello, via XX Settembre, piazza Vittoria, via Malta, via San Zeno e a Sanpolino. La rete, una volta messa a punto sarà dotata di 35 colonnine, ciascuna con due punti di ricarica attivi contemporaneamente.
Intanto la tecnologia spinge per migliorare l'autonomia del motore elettrico, aumentarne l'economicità e accorciarne i tempi di ricarica. I costi attuali si attestano su un euro per 100 chilometri contro i 10 euro per un motore a scoppio in area urbana. E l'autonomia dei veicoli ha raggiunto ormai i 160 km con un “pieno”.
Le colonnine di A2A in prima battuta prevederanno solo la ricarica standard su una presa da 220 V, 10 o 16 A, che consente una ricarica completa in 6-8 ore. Ma sono già attrezzate per la ricarica rapida con presa da 400 V da 32 a 63 A trifase, con tempi compresi tra i 20 e i 30 minuti a seconda dell'amperaggio. Perchè entrino in funzione bisognerà aspettare solo lo standard europeo di presa elettrica polivalente previsto entro quest'anno. E poi si apriranno le porte della mobilità del futuro. MI.VA.

Bresciaoggi  24 gennaio 2011

BRESCIA CHE VERRÀ. Lunedì prossimo l'incontro decisivo per il progetto che prenderà corpo nell'area di via Dalmazia grazie anche al Piano Logistico Nazionale

City Logistic-centro storico, sfida elettrica

Mimmo Varone

Alla Piccola Velocità la piattaforma di smistamento delle merci provenienti da fuori città: poi il trasporto «al dettaglio» con mezzi leggeri a trazione ibrida

Ore sette. Una flotta di automezzi muove da via Dalmazia in tutte le direttrici della città. Sono camion e furgoni targati Omb. Non rombano, frusciano. Sono ibridi. Non trasportano rifiuti, riforniscono di merci i negozi. Non è fantascienza, è lo scenario del futuro prossimo, nemmeno troppo lontano. Dopo l'inserimento della Piccola velocità nell'elenco nazionale degli scali intermodali, anche Brescia Mobilità entra nella partita e il progetto di «City logistic» si arricchisce di nuovi dettagli che spingono Brescia verso il futuro.
Per passare dal caos del rifornimento merci di oggi al trasporto sostenibile e ordinato di domani c'è solo un passo da fare, ed è la firma della Convenzione tra Loggia e Fs Logistic per la riqualificazione dei 230 mila metri quadrati (circa la metà dell'intera «Piccola»), a partire dai capannoni per Ideal Standard. Sarebbe un passo già compiuto, se non fosse per i dettagli dell'ultimo momento. Ma si è in dirittura d'arrivo. Almeno così pare.
L'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli, che coordina l'operazione, ha convocato le parti (Regione Lombardia, Broletto, Loggia, Fs Logistic e Aib) per lunedì prossimo. E allora si deciderà come procedere. Il Comune sta facendo il possibile per convincere anche Rfi (Rete ferroviaria italiana) a rispettare il protocollo d'intesa firmato ancora nel 2007, che oltre alla piattaforma logistica prevede nell'altra metà dell'area un terminal per il trasporto intermodale verso le direttrici europee. La partita qui è ancora tutta aperta, tuttavia il recente incontro a Brescia di alcuni dei firmatari del «protocollo» con il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia pare segni un (piccolo) punto verso l'obiettivo fortemente voluto dalla maggior parte dei soggetti interessati.
INTANTO SI DEFINISCONO i contorni della piattaforma logistica per la distribuzione delle merci in città. Il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi conferma che porterà nel progetto tutto il konw-how di Omb nello sviluppo della mobilità sostenibile anche nel settore della movimentazione delle merci. L'azienda leader nei sistemi di raccolta dei rifiuti ha allo studio non solo un bus elettrico ma pure camion ibridi (con motore elettrico e termico) per il trasporto di cose. «Ci collochiamo come partner operativo che deve trovare interlocutori - dice Prignachi - e possiamo offrire contenuti organizzativi e tecnologia da spendere per il bene della città, per noi è una bella opportunità».
Il presidente di Brescia Mobilità precisa che Omb ha sostanzialmente completato lo sviluppo di un veicolo per il trasporto merci ibrido: «Abbiamo applicazioni consolidate sull'elettrico - dice -, ma in partnership con altri puntiamo sulla trazione ibrida che rende più flessibile l'uso dei veicoli». Insomma, «se occorre ci siamo, se possiamo svolgere un ruolo utile alla città, com'è nei compiti istituzionali dell'azienda, lo facciamo volentieri».
La piattaforma logistica avrà la funzione di smistamento in città delle merci provenienti da fuori con scambi ferro-ferro o ferro-gomma come previsto dall'accordo del 2007». ricorda Prignachi, che ne era stato uno dei protagonisti nella vecchia veste di assessore provinciale. E il programma di mobilità sostenibile che Brescia Mobilità sta sviluppando «consente di sfruttare totalmente la tecnologia maturata con Omb per i cassonetti in modo che possa essere utile per la distribuzione delle merci in area urbana».
È IL VECCHIO PROGETTO di «City Logistic» che si aggiorna e va di pari passo con il resto del Polo logistico ora alla stretta finale per la firma della Convenzione. Il Comune ha fatto la sua parte con la realizzazione della rotatoria tra via Orzinuovi e via Varese e ha approvato la variante al Prg per l'edificazione dei magazzini. Regione e Provincia mettono a disposizione rispettivamente dieci e cinque milioni di euro per la bretella da 20 milioni (il resto tocca ad Fs Logistic a scomputo degli oneri) che collegherà direttamente la Piccola con tangenziale sud e autostrada A4.
Il rinvio della firma è dovuto soprattutto a garanzie aggiuntive poste dal Comune, che vuole assicurarsi della della realizzazione dell'intero progetto, e non solo di una parte, magari la più conveniente per la società delle Ferrovie dello Stato. Ma dovrebbe trattarsi di dettagli. In ogni caso, il 31 se ne saprà di più.
Lontani, invece, sembrano i tempi del terminal intermodale, che dovrebbe fare di Brescia un centro europeo di movimentazione delle merci. L'inserimento nella lista nazionale annunciato da Saglia fa ben sperare. Tuttavia Rfi, proprietaria dell'area della Piccola su cui dovrebbe sorgere l'hub, al momento è in posizione defilata. Non compare neanche indirettamente nella Convenzione per il Polo logistico, e ciò in qualche modo preoccupa le opposizioni (e anche la maggioranza) in Loggia. Il capogruppo Pd Emilio Del Bono trova «generico» l'inserimento della Piccola nel Piano nazionale, e ripete che «non è possibile approvare una variante al Prg che patrimonializzi la proprietà di Fs Logistic senza che Rfi si impegni con tempi e risorse a investire sullo scalo ferroviario».
SE COSÌ ACCADESSE, «daremmo l'avallo a una semplice operazione immobiliare che non ci interessa per niente - rivela Del Bono - e l'unico modo di evitarlo è contestualizzare le due operazioni, chiamando l'amministratore delegato di Rfi a Brescia per firmare il protocollo». Ma forse lunedì prossimo si parlerà anche di questo.

Giornale di Brescia 21 gennaio 2011

Iseo Il futuro arriva sui binari

Comune e Provincia hanno siglato un accordo per ridisegnare la stazione: il progetto prevede la creazione di un centro di interscambio treni-autobus

ISEO La stazione del futuro? Sarà un centro di interscambio treni-autobus integrato nel tessuto urbano iseano, dotato di un grande piazzale, nuovi parcheggi, abitazioni, negozi, uffici e perfino un teatro.
Ma la rivoluzione urbana non sarebbe finita qui, perché solo nell'elenco delle opere più importanti è prevista la creazione di una nuova passerella ciclo-pedonale sopra i binari e l'eliminazione del passaggio a livello di via Mier.
L'elenco appena snocciolato potrebbe sembrare frutto di un esercizio di fantasia, che precorre troppo i tempi, ma di fatto non è così. Con la recente approvazione del protocollo d'intesa tra la Provincia e il Comune di Iseo, infatti, il lavoro per lo sviluppo dell'area della ferrovia e quello dei servizi di trasporto pubblico ha fatto un importante passo in avanti.
In corso da almeno dieci anni, la delicata e strategica trattativa ha finalmente prodotto una serie di contenuti e linee guida destinate a normare il possibile intervento su un'area che misura 33.400 metri quadrati, area che è inserita nel nuovo Piano di governo del territorio.
Passaggio fondamentale, tra quanto deciso nel protocollo, è l'istituzione di un gruppo tecnico composto dai rappresentanti di Comune e Provincia, ma anche da Ferrovie Nord Milano e dalla Regione, che avrà il compito specifico di predisporre uno studio organico destinato a «disegnare» quella che sarà la Stazione del futuro.
Cosa prevede, in concreto, il programma di sviluppo? Per prima cosa la riorganizzazione dell'interscambio ferrovia-gomma in via Roma, creando accessi pedonali diretti ai binari. C'è poi la realizzazione di una passerella ciclo-pedonale sopra i binari e collegata ad essi.
Di non secondaria importanza sarà la messa in sicurezza dei percorsi ciclo-pedonali che collegano la stazione alla Scuola materna e all'imbarco del battello. L'area di interscambio «ferro-gomma», destinata a ospitare arrivo, carico e scarico degli autobus, potrebbe invece sorgere sull'area attualmente occupata dai binari, fra la stazione e via Cerca, accompagnata da parcheggi per le auto e i pullman.
Rivoluzionaria per la viabilità potrebbe risultare «la chiusura del passaggio a livello di via Mier, e se possibile, anche del passaggio a livello Adis Abeba su via Roma», quello che porta verso le Torbiere.
Ciliegina sulla torta, con risvolti culturali, sarebbe invece il recupero dell'edificio di via Mier un tempo utilizzato per gli autobus, che il protocollo vorrebbe destinare a «nuovo Teatro del Sebino».
Per le residenze è prevista la possibilità di realizzarne per 3-4 mila metri quadrati (quattro piani fuori terra), affiancate da spazi commerciali e terziario tra i 1.000 e i 2.000 metri. Paventato anche un centro di interscambio per il trasporto merci destinate alle attività commerciali del centro storico, dotato di mezzi elettrici. Infine le linee guida vorrebbero la riqualificazione della zona dell'officina ferroviaria, da ammodernare anche in vista dell'arrivo di nuovi treni e materiale rotabile tecnologicamente sempre più avanzato. Flavio Archetti

Giornale di Brescia 21 gennaio 2011

Traforo del Mortirolo
binari per rilanciare le Valli


A Darfo le Province di Brescia e Sondrio presentano lo studio di fattibilità per il collegamento ferroviario fra Edolo e Tirano

DARFO BOARIO Nessuna enfasi, perché sul progetto del traforo del Mortirolo sono stati spesi, in trent'anni o più, fiumi e fiumi d'inchiostro e fiato. Stiamo ai fatti. Ieri, a Darfo Boario, è stato presentato lo studio di fattibilità per un tunnel ferroviario (ipotizzata anche la soluzione stradale) che colleghi Edolo a Tirano, quale primo risultato di un protocollo d'intesa siglato a luglio fra le Province di Brescia e Sondrio.
Un progetto che, facendo sintesi, affonda radici nei 5 articolati studi commissionati da vari Enti fra il 1992 e il 2010 e nelle risultanze dei numerosi tavoli tecnici ed istituzionali promossi negli ultimi anni. Un fondamentale punto tecnico di partenza che rappresenta, al contempo, un punto d'arrivo in termini di condivisione e di volontà politica. Come dire che questa volta i presupposti per portare avanti una simile opera ci sono tutti e forse anche i tempi sono ormai maturi. In che senso? Il traforo del Mortirolo - inteso quale tassello mancante di un circuito ben più ampio - rappresenta la boccata d'ossigeno per la Valcamonica e la Valtellina. Un collegamento strategico per il rilancio economico e turistico di una macro area che varca pure i confini elvetici. Certo, il principale scoglio (non da poco!) rimane la parte economica, quei 380-400 milioni di euro che politici e amministratori locali considerano un investimento sul futuro, pur nella consapevolezza che per quella galleria si dovrà optare sul project financing. In sintesi, pochi soldi pubblici (a maggior ragione in un periodo di forte crisi e di mille priorità) e tante risorse provenienti dal territorio, proprio da quel territorio che dal traforo del Mortirolo ne trarrà benefici. È quanto emerso dalla presentazione di ieri al Centro congressi, dove la massiccia presenza delle Istituzioni (Regione, Province, Comuni, Comunità montane, Associazioni di categoria) ha dimostrato tutte le migliori intenzioni di fronte ad un progetto arduo ma non utopico.
Ma veniamo alla proposta di fattibilità tecnica - curata dall'ing. Bortolo Perugini con l'arch. Guido Bellandi e l'ing. Pietro Spandrio per conto delle Province di Brescia e Sondrio - che si basa sui presupposti di minor impatto ambientale e territoriale, di ridotta occupazione di suolo e di limitate interferenze con le attività esistenti. Criteri per un'opera il meno invasiva possibile che hanno condotto alla scelta di un collegamento ferroviario diretto fra Edolo e Tirano completamente in galleria, con la trasformazione delle due stazioni di testa a passanti e con l'interramento dei binari della fermata valtellinese (già capolinea delle ferrovie Retica e della Valtellina). L'ipotesi - illustrata dall'ing. Perugini - prevede la posa di 14 chilometri di rotaie, con una pendenza del 19 per mille, in un tunnel di 8,2 metri di diametro, affiancato da una seconda galleria di servizio del diametro di 3,5 metri. Previsto il doppio scartamento di 1.435 millimetri per i treni delle Fs e Nord e di un metro per i convogli della Retica, per consentire il prolungamento fino a Edolo del trenino rosso del Bernina, con alimentazione elettrica di 3000 Volt. Il progetto prevede un servizio passeggeri con tempi di percorrenza del tunnel di 12-14 minuti, servizio merci e treni navetta con auto a bordo (25 minuti, sul modello del passante di Vereina). I costi? La stima s'attesta sui 386 milioni, Iva e spese tecniche comprese, per lo scavo dei tunnel, l'armamento ferroviario, gli impianti, le stazioni ed i collegamenti alle linee esistenti.
L'ipotesi del traforo stradale contempla invece due gallerie di 12 chilometri con corsie d'emergenza continue (diametro 9 metri) con accesso a Edolo da via Treboldi e via Morino ed a Tirano nei pressi del rondò di Campone, senza ulteriori accessi o uscite per preservare i centri urbani dai flussi di traffico. Costo? Ben 390 milioni di euro.
Marco Bonari
    


Un tunnel per chiudere il circuito delle Orobie
Il tunnel ferroviario sotto il Mortirolo consentirebbe di collegare la Brescia-Iseo-Edolo alla Milano-Sondrio-Tirano e alla elvetica Tirano-Poschiavo-St. Moritz e più in generale di chiudere, attraverso la Brescia-Milano e la Lecco-Bergamo-Rovato il circuito ferroviario delle Orobie, 340 chilometri di forte vocazione turistica fra 618 Comuni e con un bacino di oltre 2,5 milioni di residenti. Un sogno che potrebbe diventare realtà, come dimostrato da un video fatto predisporre da Mario Parolini, vice presidente del Collegio dei costruttori di Brescia.
Secondo lo studio curato dalle Province, una volta a regime il tunnel potrebbe far registrare un risultato d'esercizio di 2.300 passeggeri medi giornalieri, considerando la connessione alla ferrovia Retica, la chiusura dell'anello regionale Brescia-Edolo-Tirano-Milano-Brescia e l'utilizzo, con modalità metropolitana, della tratta Edolo-Tirano, con materiale rotabile già in servizio.


Progetto sostenibile
ma servono 400 milioni

Ghirardelli: «Ci siamo uniti ed abbiamo fatto sintesi»
Cattaneo: «Opera già inserita nella programmazione»

DARFO BOARIO Corrado Ghirardelli, assessore ai Trasporti pubblici della Provincia di Brescia, è perentorio: «O si lavora su questa ipotesi progettuale ampiamente condivisa e sollecitata dal territorio, nonché frutto di una sintesi di tutti quegli studi e progetti curati nei decenni, oppure il traforo del Mortirolo rimane un sogno e ritorna nel cassetto». Una grande sfida «seppur in una fase di studio, che rispecchia le reali esigenze della Valle», a fronte dell'intesa fra Provincia di Brescia e Sondrio (il protocollo per lo studio di fattibilità fu sottoscritto nel luglio 2010 proprio da Ghirardelli e dal collega valtellinese Pierpaolo Corradini) e la Regione.
Comune è poi la volontà di sposare la proposta del tunnel ferroviario, poiché quello stradale risulterebbe penalizzante per le Valli. «Si tratta di un collegamento internazionale di rete, con ricadute economiche e turistiche - sostiene il presidente provinciale di Sondrio, Massimo Sartori -. Si pensi che da quando la ferrovia del Bernina è diventata patrimonio dell'Unesco, si è registrato un aumento del 30% di presenze in Valtellina. Noi ci crediamo e abbiamo già inserito l'opera, ritenuta strategica, nel Piano d'area».
Strategica al punto che «i benefici sarebbero alti per i territori bresciani e valtellinesi e per tutto il circuito - conferma l'assessore Corradini di Sondrio -. Le ricadute economiche giustificherebbero l'investimento, sicuramente pesante ma da affrontare con la partecipazione anche dei privati. Certo, la parte economica può stare in piedi anzitutto se c'è una condivisione politico-amministrativa ed una compartecipazione generale».
Ma non si può nascondere che il progetto complessivo sia davvero complicato. «Una sfida difficile ma avvincente perché si tratta di un collegamento che va al di là della dimensione locale - interviene l'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Raffaele Cattaneo -. Soli 15 chilometri di ferrovia ma con scenari importanti». La realtà dei fatti? Semplice, servono 400 milioni di euro per un progetto ritenuto assolutamente sostenibile sul fronte tecnico e amministrativo.
È lo stesso assessore Cattaneo ad elencare i punti di forza. «Anzitutto si tratta di un lavoro condiviso (in riferimento allo studio di fattibilità voluto dalle due Province - ndr), poi l'intervento è già stato inserito nella programmazione regionale, sono state capitalizzate molte idee e progetti precedenti ottenendo un contributo più approfondito e soprattutto è stata privilegiata l'ipotesi del traforo ferroviario che risulta quindi un valore aggiunto in territori delicati come quelli montani». E le negatività? Il rappresentante del Pirellone parla di «realismo». «Occorrono un'analisi dei costi più approfondita e un riscontro oggettivo fra costi e ricavi dell'opera, fermo restando che 400 milioni di euro non possono essere tutti a carico del pubblico».
Una proposta finanziaria? Far leva anche sulle risorse idroelettriche, a dire del presidente della Comunità montana di Valcamonica, Corrado Tommasi. «Ma se c'è volontà politica e partecipazione di tutte le realtà il nodo economico potrebbe essere risolto - auspica il sindaco di Edolo, Vittorio Marniga -, visto che poi sul piano tecnico ostacoli non ce ne sono». m. bon.

L’ASSESSORE GHIRARDELLI
«Èstatoelaboratounostudio di fattibilità che prende in considerazione le ipotesiprecedenti». Cinque glistudi: nel 1992 commissionatodallaRegione, nel 2002daComunità montana, nel 2004 da Provincia di Brescia, nel 2008 dal Cantone dei Grigioni e nel 2010 della Provincia di Sondrio.

IL PRESIDENTE MASSIMO SARTORI
«Fra Brescia e Sondrio ci sono molte esigenze incomun e legate al turismo e all’economia montana. Per il traforo del Mortirolo siamo solo in una fase di studio, ma c’è una ferma volontà di andare avanti, anche per disegnare insiemei futuri scenaridella Valtellina e della Valcamonica»

IL SINDACO EDOLESE MARNIGA
«Sono nato col traforo del Mortirolo in testa, nel senso che se ne parla da decenni. Per lo sviluppo della Valcamonica bisogna sfondare, andare in
Valtellina perché è un’area più forte. In fondo la ferrovia Brescia-Edolo, costruitaun secolo fa, è un’opera incompiuta: serve il collegamento».


Il sogno ferroviario della Edolo-Aprica-Tirano

Già nel 1910 il progetto di realizzare una strada ferrata per collegare le due Valli

Collegare Valcamonica e Valtellina attraverso una strada ferrata? Se ne parlava già un secolo fa. Proprio a cavallo del 1911 venne lanciato il progetto di realizzare una ferrovia elettrica che attraverso il passo dell'Aprica unisse Edolo a Tirano, con l'obiettivo di creare un collegamento diretto fra la Pianura padana e il cuore d'Europa.
Non certo un'utopia visto che nel luglio 1909 viene ultimato l'ultimo lotto della Brescia-Iseo-Edolo, nel 1911 inaugurati i rami franciacortini e la Rovato-Soncino-Cremona, nell'estate del 1910 entra in funzione la ferrovia elettrica Tirano-Poschiavo-St. Moritz mentre è del 1902 l'apertura della Sondrio-Tirano quale prolungamento della ferrata che sale da Lecco e Milano. Manca dunque solo il tassello della Valle di Corteno e dell'Aprica per congiungere, con le rotaie, la terra dei Camuni con la Tellina.
Per la ferrovia elettrica Edolo-Aprica-Tirano nel 1911 si costituisce un Comitato, a cui aderisce anche il Premio Nobel Camillo Golgi. In quel periodo i comizi tra l'alta Valcamonica, l'Aprica e Tirano nemmeno si contano tutti, memoriali e progetti vengono inviati al Ministero, a Roma. Amministratori e politici locali cercano di smuovere le acque, di sensibilizzare l'opinione pubblica e soprattutto il Governo per riuscire a concretizzare un programma importante per lo sviluppo di tutta quella zona montana. Certo un progetto tecnicamente complesso per la morfologia della valle di Corteno e soprattutto per quei 258 metri di dislivello da «vincere» fra Edolo e Tirano, anche se proprio in quegli anni aleggia parecchio ottimismo fra i promotori perché fa già scuola la ferrovia del Bernina (divenuta Ferrovia Retica nel '42), una perla di ingegneria ferroviaria. Si tratta di una ferrovia elettrica a scartamento ridotto capace di inerpicarsi fra viadotti, gallerie e panorami mozzafiato, sino al lago di Poschiavo, al passo del Bernina (2.256 metri) e poi giù nell'Engadina. Ma il progetto rimane sulla carta ed il sogno nel cassetto, annientati dalla burocrazia e dalla carenza di fondi. bon



VERSO L'EUROPA

Fiumi d'inchiostro e parole per quella galleria

Sulla carta d'identità non ha età il progetto del traforo del Mortirolo. Difficile infatti datare un'idea - quella di costruire un tunnel sotto il celebre passo camuno-valtellinese - che sicuramente affonda radici ben più consolidate di quel che si possa pensare. Tra sogni e utopie sono decenni che il traforo del Mortirolo, periodicamente, viene a galla, quasi fosse la soluzione per un'accelerazione dello sviluppo dell'Alta Valle e per un collegamento (ferroviario o stradale) ritenuto strategico in una chiave europea.
A maggior ragione se il tunnel (o più in generale un collegamento celere) rappresenta il tassello mancante di un circuito reale a 360 gradi, con un andamento non solo sud-nord, ma anche est-ovest. Per capirci la galleria sotto il Mortirolo rappresenta, da troppi anni, l'anello di congiunzione da una parte fra Brescia, Franciacorta, Sebino e Valcamonica con la Valtellina, Sondrio e la Svizzera, dall'altra fra Trentino, passo del Tonale, Valcamonica, Valtellina e da lì, scendendo, il lago di Como e Milano. Tra gli anni Ottanta ed i Novanta studi di fattibilità ed elaborati preliminari si sono alternati a lunghi periodi di silenzio. Fra spinte nuove e stasi, nel 2003 si è addirittura costituito un Comitato istituzionale pro traforo, con la Comunità montana di Vallecamonica quale Ente capofila.

PRIORITÀ

Legambiente boccia l'opera: «Previsioni errate»
Legambiente della Lombardia boccia il tunnel del Mortirolo. Lo fa attraverso un comunicato a firma di Dario Balotta, ritenendo «irrealistiche le previsioni di traffico» e l'opera «un'aggressione ambientale inutile».
«Il Comitato promotore fa una stima di 50 milioni di passeggeri - si legge nella nota - ma è bene ricordare che sulla Brescia-Edolo vengono trasportati ogni anno un milione 250mila passeggeri e di questi due terzi nella sola tratta Brescia-Iseo». «Ogni anno sul passo dell'Aprica (statale 39) transitano 1 milione 100mila veicoli (3.000 al giorno) e questi dati non giustificano affatto un nuovo traforo».
«Quest'opera non sta in piedi nemmeno nelle più rosee previsioni di crescita - prosegue il comunicato -. Perché allora affrontare costi enormi in questo momento di crisi della finanza pubblica? Perché ferire l'ambiente senza alcuna giustificazione?».
«Le priorità sono altre - conclude Dario Balotta -: mettere in sicurezza dalle frane l'attuale linea ferroviaria, completare la statale, rendere operativi gli impianti di depurazione».

Giornale di Brescia 20 gennaio 2011

Mal'aria: già diciotto i giorni fuori legge

Dall’inizio dell’anno le centraline per il controllo del Pm10 hanno fatto segnare superi preoccupanti
Ancora diciassette per finire oltre il limite dei trentacinque imposto dalla Comunità europea

Pm10 fuori controllo. Dall'inizio dell'anno, non è stata registrata nemmeno una giornata in regola in almeno una delle cinque centraline Arpa posizionate in provincia (accanto a palazzo Broletto, al Villaggio Sereno e a Odolo, Rezzato e Sarezzo).
È questo il quadro della qualità dell'aria a livello locale così come emerge dai dati riportati sul sito del Comune.
Una situazione che, stando alle previsioni meteorologiche per i prossimi dieci giorni, non darebbe adito a grossi miglioramenti. Leggendo in modo più approfondito la tabella relativa ai primi 18 giorni di gennaio, si può vedere come la centralina Broletto abbia registrato cinque giorni durante i quali il valore limite fissato per legge non è stato superato, soltanto uno quella del Villaggio Sereno, otto Odolo, sei Sarezzo e nessuno per quanto riguarda Rezzato (dove non risultano però disponibili i dati riferiti a tre giornate). I valori più bassi si attestano tra i 20 e i 30 microgrammi di Pm10, i più alti superano i 100.
La situazione pare peggiorata rispetto al mese di dicembre, caratterizzato da maggiori precipitazioni. Nove i giorni durante i quali, il mese scorso, tutte le centraline hanno registrato valori sottostanti al limite legislativo (l'1, dal 3 al 5 e durante le festività natalizie, dal 23 al 27). Dodici le giornate di superamento in centro storico (con punte fino ai 119 microgrammi di Pm10 per metro cubo), Sedici al Villaggio Sereno (con valori che raggiungono i 133, anche se il dato più alto è registrato a Rezzato: 154 il 15 dicembre, oltre tre volte il limite giornaliero consentito).
Da un lato si può sottolineare come lo spargimento di sabbia e sale conseguente a gelate e nevicate, per consentire il normale transito dei veicoli, determini un innalzamento delle polveri sottili. Ma dall'altro è bene ricordare che sono soltanto 35 i giorni all'anno durante i quali è consentito lo sforamento, con un limite annuo medio di 40.
L'importanza della determinazione degli inquinanti atmosferici è conseguente all'influenza che tali sostanze hanno sulla salute delle persone e dell'ambiente in generale. Basti pensare che un adulto respira in condizioni di riposo dai 6 ai 9 litri di aria al minuto (circa 9-13 metri cubi al giorno), durante un'attività fisica moderata 60 litri al minuto e nel corso di uno sforzo più intenso addirittura 130.
Gli inquinanti atmosferici hanno effetti diversi sui diversi organismi a seconda della loro concentrazione atmosferica, del tempo di permanenza e delle caratteristiche fisico-chimiche di ciascuno di essi.
Stabilire nessi tra la qualità dell'aria e le sue conseguenze sulla salute degli esseri viventi e sugli ecosistemi in generale è complesso, tanto più che gli effetti dell'inquinamento atmosferico si manifestano spesso con la diffusione di patologie croniche, raramente caratterizzate da improvvisi picchi epidemici.
Ma di fronte a indagini che segnalano un aumento delle patologie bronchiali e polmonari e dei danni alla vegetazione conseguenti all'aumento dell'inquinamento atmosferico emerge chiaramente l'urgenza di approfondire tali relazioni.
Chiara Corti



LE CAUSE
Riscaldamento e trasporti maggiori produttori
Le Pm10 sono generate in gran parte dall'attività umana. E in misura maggiore, per quanto riguarda la provincia di Brescia, dalle combustioni non industriali (un 33%, rappresentato per una larga fetta dal riscaldamento) e dal trasporto su strada (25%). È quanto emerge dai dati riportati sul sito internet di Inemar. In ordine decrescente, fonti nella produzione di Pm10 sono anche «altre sorgenti mobili e macchinari» (per esempio i generatori, con un'incidenza pari al 13%), la combustione nell'industria (9,4%), i processi produttivi (8,8%), l'agricoltura (7,1%), «altre sorgenti e assorbimenti» (4,2%). In misura molto bassa (sotto lo 0,2%) incidono inoltre la produzione di energia e le trasformazioni combustibili, l'estrazione e distribuzione di combustibili, l'uso di solventi e il trattamento e smaltimento rifiuti. L'Arpa sta rilevando negli ultimi anni un'alta incidenza inquinante della combustione a legna, con una produzione di Pm10, a parità di calore, superiore di molto rispetto ad altre fonti di riscaldamento. Per questo è importante dotarsi degli accorgimenti tecnologici atti a ridurre al minimo le emissioni. Tanto più che, sotto i 300 metri di altitudine, la legge regionale non permetterebbe l'uso dei caminetti. c. c.

Giornale di Brescia 18 gennaio 2011

Car Sharing, lo sportello in Largo Torrelunga
Dal 10 gennaio è aperto tutte le mattine presso «Ambiente Parco» il nuovo Infopoint Car Sharing Brescia.
I cittadini che vogliono reperire informazioni sul servizio di Car Sharing Brescia, lo possono fare tutte le mattine dalle 9 alle 13 presso lo sportello Info.Eco.Point allestito presso AmbienteParco in Largo Torrelunga (accesso dalla parte della fermata dei bus). Lo sportello è dedicato a tutti i temi della sostenibilità ambientale, fra i quali anche il Car Sharing che a Brescia è attivo da quasi un anno. Presso lo sportello è possibile ritirare tutti i documenti per l'iscrizione e avere spiegazioni sul funzionamento del Servizio. Il numero di telefono è lo 030.361347.

Giornale di Brescia 18 gennaio 2011

Pm10, l'aria non migliora ed i superi continuano
La «malattia» dell'aria bresciana si cronicizza. La tendenza, infatti, sembra proprio quella di mantenere livelli di concentrazione di pm10 decisamente superiori al limite massimo stabilito in 50 microgrammi per metro cubo, facendo segnare rilevazioni nelle varie centraline bresciane con fluttuazioni significative rispetto alla scorsa settimana.
In questo senso i dati di domenica indicano come la stazione di Brescia Broletto abbia segnalato una concentrazione di particolato sottile di 65 microgrammi per metro cubo, mentre il Villaggio Sereno ne ha registrato 60, Sarezzo si è fermata alla soglia dei 56 microgrammi, mentre Rezzato ha segnato i 59. A Darfo le rilevazioni consegnano 75 microgrammi per metro cubo mentre a Odolo il valore scende sotto la soglia a 37.
Ancora in vigore, tra i provvedimenti adottati dalla Pubblica amministrazione per contenere la contaminazione da polveri fini, il protocollo con i Comuni per avviare i controlli degli autoveicoli, il protocollo con le Province per l'applicazione delle misure regionali ai Comuni contigui alle aree A1 e ai bandi di incentivi mirati. Attenzione particolare viene poi posta sul prossimo sviluppo del Pria (Programma regionale di interventi in materia di qualità dell'aria). Il Pria, che sarà sviluppato e armonizzato con le attività e le azioni che afferiscono all'ambito energetico, sarà lo strumento programmatico regionale di riferimento in materia per i prossimi anni. Ad anticipazione del Pria la Regione Lombardia adotterà alcune misure di particolare importanza e urgenza per il rispetto dei termini di legge.
Nel frattempo i dati segnalano un generale miglioramento della qualità dell'aria pur nella persistenza di alcune criticità legate soprattutto ad alcune fonti inquinanti, quali l'utilizzo della legna per il riscaldamento domestico e l'impiego dell'ammoniaca in agricoltura nella Bassa.
). Il Pria, che sarà sviluppato e armonizzato con le attività e le azioni che afferiscono all'ambito energetico, sarà lo strumento programmatico regionale di riferimento in materia per i prossimi anni. Ad anticipazione del Pria la Regione Lombardia adotterà alcune misure di particolare importanza e urgenza per il rispetto dei termini di legge.
Nel frattempo i dati segnalano un generale miglioramento della qualità dell'aria pur nella persistenza di alcune criticità legate soprattutto ad alcune fonti inquinanti, quali l'utilizzo della legna per il riscaldamento domestico e l'impiego dell'ammoniaca in agricoltura nella Bassa.

Interrogazione del Pd: «La Giunta intervenga»

La qualità dell’aria comporta misure immediate. Chiesta la separazione delle deleghe
I consiglieri del Comune Fabio Capra e Valter Muchetti (Pd), visto il continuo e grave inquinamento da polveri fini monitorato quotidianamente dalle centraline del Broletto e del Villaggio Sereno, hanno presentato al sindaco un'interrogazione urgente volta a conoscere le decisioni e le azioni che l'Amministrazione intende assumere per evitare ai cittadini, in particolare a bambini e anziani, le inevitabili conseguenze che il continuo inquinamento causa alla loro salute.
Per il Pd bisogna passare dalle parole ai fatti, che devono essere concreti e immediati. Infatti, se è davvero sincera l'intenzione della Giunta di pedonalizzare il centro storico, peraltro secondo una nota stampa «proposta più volte suggerita dal Pd e sempre bocciata dal centrodestra, è necessario portare subito in Consiglio Comunale il provvedimento».
Non solo, continuano i consiglieri, «visto l'inquinamento da Pcb e diossine che caratterizza San Polo e dintorni, così come monitorato dall'Arpa, per il Pd è necessario che l'assessore vi si dedichi a tempo pieno, separando le competenze dell'Assessorato all'ecologia da quelle dell'urbanistica, ora in mano ad un unico assessore. Bisogna poi favorire il sistema del trasporto pubblico, invece di incentivare l'uso del mezzo privato».
Per i consiglieri comunali del Partito democratico «di ogni ulteriore ritardo la Giunta dovrà rispondere». Sul tema si annuncia anche un intervento venerdì 21 in Consiglio comunale. Tutto alla luce del fatto che nel 2010 sono stati ben 95 i giorni, quasi tre volte il limite annuo europeo, di superamento dei limiti di 50 micron di PM10, con punte di 148 e 165 micron, rispettivamente per la centralina del Broletto e del Villaggio Sereno, a dimostrazione che il problema coinvolge tutta la città, dalla periferia al centro, alla luce del fatto che nonostante le condizioni meteorologiche abbiano portato pioggia e neve, anche il 2011 si apre all'insegna dell'aria avvelenata.


www.parlabrescia.it 13 gennaio 2011
12 mesi gennaio 2011- Intervista a Francesco Onofri
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12mesi: Veniamo al metrò. Ritiene che l’attuale amministrazione si stia muovendo nelle giuste direzioni per valorizzare questa importante infrastruttura per il futuro della città?
Onofri: In assoluto il metrò è “la” priorità per Brescia ed è indispensabile, con l’impegno di tutti, che abbia successo. Devono essere lasciate definitivamente alle spalle le perplessità sulla scelta di dotare della metropolitana una città come Brescia, anche perché se non si fosse partiti, non si sarebbe potuto immaginare di estendere la rete attualmente in costruzione. Per raggiungere questo obiettivo è però essenziale che la metropolitana sia inserita in una programmazione più ampia che coinvolga anzitutto le scelte urbanistiche e comunque l’intero sistema della mobilità. Per diminuire l’utilizzo delle macchine – e quindi decongestionare il traffico, abbassare le emissioni inquinanti, rendere la città più vivibile e accogliente per giovani famiglie che vanno altrove - più che imporre politiche di divieti assoluti alla circolazione delle auto, credo occorra seguire i buoni esempi stranieri: fa diventare il trasporto pubblico conveniente, facile, più economico delle automobili, e rendere consapevoli i cittadini dei vantaggi anche per l’ambente e la salute della mobilità sostenibile anche con una comunicazione diffusa e insistente. Oltre che sul fronte della mobilità nemmeno su quello urbanistico vedo però un impegno abbastanza determinato dell’amministrazione rispetto al metrobus.

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Giornale di Brescia 14 gennaio 2011

SONDAGGIO DEL GIORNALE DI BRESCIA

Entro tre anni la pedonalizzazione del centro storico di Brescia. Siete d'accordo?





Giornale di Brescia 14 gennaio 2011

Paroli: ora è tempo di pedonalizzare il centro storico

Il sindaco: «Deve essere fatto con cautela ma lo realizzeremo al massimo in 3 anni»
«Io ci sono». Risponde così il sindaco di Brescia Adriano Paroli a chi gli chiede se il Comune ha intenzione di pedonalizzare il centro storico.
Il primo cittadino lo dice e lo ribadisce, mettendo ben in chiaro che le esternazioni di alcuni esponenti della maggioranza (la Lega Nord) che chiedono a gran voce lo spostamento delle macchine da Piazza Paolo VI, fanno parte di un disegno più ampio relativo al gioco politico. «La Lega deve sempre distinguersi, assumere una posizione differente per mettersi in mostra. L'idea della pedonalizzazione mi accompagna sin dal primo giorno di mandato a Palazzo Loggia. Solo che a me le cose piace farle per bene e quindi per realizzare una cosa del genere ci vuole del tempo». Dopo oltre due anni e mezzo il sindaco però può scoprire più le carte: «Piazza Paolo VI, Corso Zanardelli, Via X Giornate e Piazza Loggia, sarà questa l'area interessata. Tutta la maggioranza condivide la mia posizione».
Ma si dovrà andare per gradi perché come spiega Paroli bisogna tenere conto di due aspetti: la familiarizzazione dei cittadini al centro storico e le strutture per rendere questo progetto possibile. Una familiarizzazione che è passata attraverso iniziative come le notti bianche o le fiere nelle piazze, un processo che ha abituato i cittadini a rivivere il centro (nel suo programma elettorale del 2008 l'allora candidato Paroli lo definiva il «salotto della città»). Per strutture si intende ovviamente il futuro parcheggio sotto il Castello e la ristrutturazione del primo piano del parcheggio di piazza Vittoria.
Il primo cittadino rivendica il lavoro fatto in questi due anni e mezzo «per ripristinare un attaccamento dei bresciani al centro storico» che si era «infranto», secondo Paroli, nel periodo della Giunta Corsini, contro le transenne sistemate all'inizio della Galleria e all'inizio di via San Faustino. Tra iniziative diurne e notturne nelle piazze questo legame è stato riallacciato con forza e ora si può procedere ad una nuova fase. La famigerata pedonalizzazione che presenta buone opportunità, ma anche rischi. «Dovremo intraprendere un percorso di condivisione e confronto con i commercianti e i residenti per ragionare modalità e tempi. Non è un scherzo - precisa Paroli - andatelo a chiedere all'ex assessore verde Brunelli che è stato in Loggia per quindici anni e non è mai riuscito a trovare una vera soluzione per la pedonalizzazione. Ma io sono convinto che noi la realizzeremo, ci vorranno due o tre anni ma alla fine la porteremo a casa. Senza nessuna demagogia e concentrandoci su ciò che consideriamo giusto per la città e nell'interesse di tutti i cittadini».
Il primo passo è comunque Piazza Paolo VI: «Una parte della piazza può essere liberata velocemente a prescindere dal nuovo parcheggio sotto il Castello che garantirà, comunque, tra i 600 e 700 posti auto e che permetterà ai bresciani di riappropriarsi di uno spazio, il Castello, che è un monumento importantissimo».
I passaggi successivi sono quelli legati a Piazza Loggia e via X Giornate, oltre che corso Zanardelli. «Ma deve essere un processo graduale, come abbiamo fatto anche in Corso Palestro, dove recentemente abbiamo completato la pedonalizzazione». Infine ultimo, ma non meno importante, vi è il progetto che interessa piazza Vittoria, «ma quello sarà realizzabile solo all'indomani della realizzazione definitiva del metrobus». Per quel momento sarà già stato ristrutturato da tempo il piano ora inutilizzato proprio del parcheggio di piazza Vittoria. «Un'opera necessaria perché sempre più spesso vedo le code di macchine in via Gramsci».
Un'ultima notazione, il sindaco la fa sul trasporto pubblico: «La pedonalizzazione passa anche attraverso i mezzi pubblici, abbiamo lavorato per renderli sempre più confortevoli e i cittadini hanno ormai una nuova consapevolezza su questo. Pur nella consapevolezza però che per ragioni oggettive alcuni bresciani per raggiungere il centro della città devono necessariamente muoversi in auto».
Carlo Muzzi


L'Ascom: «Chiudiamo ai veicoli, ma senza le Ztl»

I commercianti per una pedonalizzazione «razionale», con nuovi spazi di sosta adeguati

«Suggestioni, ipotesi, linee tracciate sulla carta. Ad oggi la Loggia non ci ha contattato per avere un parere ufficiale nostro su un progetto concreto relativo alla pedonalizzazione. Restano dunque come capisaldi del nostro pensiero la visione di sempre: come commercianti del centro storico siamo contrari al sistema delle Ztl, ma siamo per una pedonalizzazione ragionata. Vogliamo un centro storico più vivibile e sicuro, ma non per questo accettiamo i compromessi delle scelte operate un tempo quando la sensibilità dei residenti e della politica non era matura come oggi». Parola di Carlo Massoletti, presidente di Ascom che, nel dirsi pronto in qualsiasi momento a partecipare a tavoli tecnici, istituzionali o anche solo politici, rinnova la visione strategica dei commercianti sul futuro del centro cittadino. «Siamo disponibili a partecipare alla fase progettuale del futuro cittadino dando il nostro contributo, pur nella consapevolezza che il vero discrimine sarà dato non quanto dalle decisioni politiche di oggi, ma dall'entrata in funzione della metropolitana nei primi mesi del 2013, con uno spostamento dell'asse del movimento delle persone che a diverso titolo verranno in centro». Un panorama destinato a mutare nella sostanza, con la tratta della metropolitana e la direttrice che unisce le singole stazioni a dettare il senso di un nuovo modo di vivere il centro. Sullo sfondo resta il tema di sempre: un sì aperto alle pedonalizzazioni vere, un no nemmeno troppo velato al compromesso delle ztl, con qualche mal di pancia legato ai parcheggi di piazza Duomo e di piazza Vittoria, «in attesa che si concretizzi l'ipotesi della struttura ricavata nel cuore del Cidneo, una soluzione indolore a vantaggio di tutto il centro stesso, con ampi benefici per tutti». r. ma.




La Centro: «Via ma con giudizio»

Già molte le proposte avanzate nel tempo dalla Circoscrizione per la chiusura
Gallizioli: «Processo a tappe: le piazze, corso Mameli e infine piazza Loggia»
Nella logica pragmatica bresciana, fare e disfare «è comunque lavoro» e come tale ha un'accezione positiva. E nella logica della politica, la cui rigidità negli ultimi tempi è piuttosto labile, il ripensamento diventa un valore aggiunto quando l'agire nella direzione opposta di quanto sino ad ora fatto produce effetti positivi. Dunque, se fino ad ora l'indirizzo della viabilità in centro è stata quella di ribaltare il sistema ereditato e di imporre dei correttivi «liberisti» che riaprissero il centro alle auto, ora la rivelazione è che tale rimaneggiamento non sarebbe una soluzione «strategicamente pagante», tanto da indurre ad una riflessione a favore di una «pedonalizzazione privilegiata (ma la definizione non è calzante) di più ampio respiro che porti alla chiusura vera e propria di interi tratti urbani e delle piazze a tutti i veicoli». Non siamo più ai tempi del paradigma delle convergenze parallele, ma l'idea di fondo della Centro è di «ripensare quella che è stata una soluzione sperimentale che, dopo un anno e mezzo, ha mostrato come i benefici siano in realtà minori del problema che creava la situazione precedente» come spiega il presidente della Circoscrizione Centro, Flavio Bonardi.
Dopo l'apertura alle auto delle ztl, seppur in determinate fasce orarie, la riflessione avviata in Circoscrizione anche attraverso atti formali rivolti alla Loggia, arriva a descrivere uno scenario diverso e distante dalla realtà di oggi. «La nostra visione che è più di una sola suggestione, vede l'eliminazione dei parcheggi in piazza Paolo VI e di quelli di piazza Vittoria a favore di spazi totalmente sgombri da veicoli, anche del trasporto pubblico, per valorizzare intere aree a favore dei pedoni e delle attività di somministrazione che vi operano. Una pedonalizzazione che vale anche per corso Mameli, per il quale serve una chiusura all'altezza della farmacia qualora risultasse che nella Cort dei Pulì non ci fossero da garantire dei transiti carrabili. Diversamente con due fittoni la strada verrebbe chiusa su piazza Rovetta». Per Bonardi sono un centinaio i posti auto che saltano, per i quali si potrebbe trovare una soluzione «nel primo piano del parcheggio di piazza Vittoria a spese di Brescia Mobilità, società in utile, aperto solo ai residenti». Sullo sfondo resta la polemica dei bollini: far pagare ai residenti 50 per sostare quando gli autorizzati sono 4mila e i posti sono 2mila rivela un problema. «Se non si elimina il bollino chiediamo che i 200mila euro raccolti siano utilizzati per opere di miglioramento del centro storico, oppure che ci si doti di parchimetri intelligenti (come in Francia) che notificano la presenza di un'auto in divieto e la si sanzioni». La prevenzione, quindi, passa anche attraverso la repressione, «e lo sostengo anche a costo di risultare impopolare» continua Bonardi. Intanto dalla Loggia la Lega sul tema affila le armi: «La pedonalizzazione si compie in tre passaggi: la prima tocca le piazze (Paolo VI, Vittoria e Rovetta), la seconda riguarda corso Mameli (al centro della cittadella universitaria) e la terza coinvolge Piazza Loggia e la sua chiusura ai mezzi, bus compresi con l'avvio del servizio del metrò». Ovvero a dama in sole tre mosse. Ma la scacchiera qui non è solo bianca e nera e anche le sfumature hanno il loro peso. E il dado è già tratto?
Roberto Manieri


MARGAROLI
Il centro della città era stato pensato nell'era delle carrozze
«La città non può essere blindata, anche se non bisogna dimenticare che il centro storico è stato pensato per un'epoca in cui c'erano le carrozze e non le macchine». L'assessore al Commercio, Maurizio Margaroli, dice la sua sulla pedonalizzazione di alcune aree del centro storico e chiarisce che «il mondo del commercio è d'accordo su questo genere di ragionamento». Realisticamente, però, parla anche dei residenti e di tutti coloro che in centro ci vengono da fuori: «Il problema non è obbligare la gente a non usare la macchina, piuttosto in questi due anni e mezzo abbiamo educato i bresciani a vivere la città e le sue piazze utilizzando i mezzi pubblici e lasciando la macchina nei parcheggi».
Margaroli rivendica anche quanto fatto da quando è in Loggia in veste di assessore. «La mia idea è stata chiara sin dal primo giorno e non ho perso occasione per proporre nelle piazze, a partire da piazza Paolo VI e piazza Loggia, fiere e occasioni mercatali». Ma cosa pensano i commercianti aldilà della disponibilità di massima: «Io credo che le piazze non siano dei parcheggi e l'indotto non arriva dalla possibilità dei bresciani di mettere la macchina di fronte al negozio. Quindi, dico che i bresciani si sono riabituati a girare in centro. Per concludere la pedonalizzazione resta un nostro obiettivo per il centro storico».


LABOLANI

Per Piazza Paolo VI la procedura sarà davvero rapida
«Avanti con la pedonalizzazione di Piazza Paolo VI. Su piazza Loggia invece serve qualche ragionamento in più».
Mario Labolani assessore al Centro storico, sembra avere una posizione meno marcata di quella del suo collega di partito e di Giunta, Margaroli, nella consapevolezza però che l'inaugurazione del Metrobus ridisegnerà completamente anche la mobilità dei mezzi pubblici in tutto il centro della città.
«In particolare sulla Loggia, bisogna capire meglio che direzione prendere, visto che un passaggio bisognerà pur mantenerlo per tutelare i residenti».
Piazza Paolo VI, invece, «può essere liberata velocemente, anche perché per la realizzazione del parcheggio sotto il Castello ipotizziamo tempi brevi».
Non solo, l'assessore Labolani annuncia «una ristrutturazione di piazza Vittoria all'indomani della conclusione dei lavori della stazione della metropolitana. Inoltre in contemporanea vogliamo portare avanti la ristrutturazione del primo piano del parcheggio sotterraneo che potrebbe garantire i posti auto per quei residenti interessati dalla chiusura di piazza Duomo».
Insomma un sistema di vasi comunicanti tra infrastrutture e chiusure al traffico veicolare per realizzare quello che Labolani definisce come «un obiettivo di tutto il partito e dell'intera maggioranza».

Brunelli: il problema sarà convincere i residenti

L’ex assessore al Traffico: «Ci siamo già passati, ora tornare indietro è difficile»

«Tornare indietro sarà molto difficile. Soprattutto nei confronti dei residenti che dopo essere riabituati a parcheggiare sotto casa, ora dovranno spostare le loro macchine nei parcheggi».

A dirlo è Ettore Brunelli l'assessore al Traffico della Giunta Corsini, che più di tutti nei dieci anni di governo della città da parte del Centrosinistra si era speso per una pedonalizzazione del centro storico.
«La Giunta Paroli si è resa conto che così la città non va, che è diventata più brutta e meno vivibile e allora sta rispolverando l'idea del "Cuore", quell'area centrale di Brescia in cui si concentrano le tre piazze e via X Giornate».
Ma i punti interrogativi secondo Brunelli non mancano: «Se per pedonalizzazione si intende quella della mobilità solo a piedi, senza il passaggio di taxi e autobus, penso che la cosa sia molto difficile da realizzare. Un esempio di questo tipo lo troviamo a Monaco di Baviera dove, nella piazza centrale, non si può nemmeno andare in bicicletta, bisogna accompagnarla a mano o si prende la multa. Non lo so se la Loggia ha davvero intenzione di fare una cosa del genere».
Da una problematica all'altra, Brunelli ricorda: «Piazza Loggia e corso Zanardelli sono due gangli vitali per la mobilità del centro cittadino da cui non si può prescindere per i mezzi pubblici e per le operazioni di carico e scarico. Ai tempi in cui ero assessore con i tecnici mi sono confrontato a lungo sull'opportunità di chiudere entrambe le aree, ma vi erano problemi oggettivi, anche perché così si scaricherebbe tutto il traffico su via Mazzini e comunque non si risolverebbe il problema perché per raggiungere via San Faustino bisognerebbe fare un giro molto lungo».cm



UN BOULEVAR ININTERROTTO

La pedonalizzazione di Corso Mameli rappresenta un continuum con un altro tratto di centro storico pedonalizzato che porta verso via Musei. «Un segmento prezioso di città, ritagliato a misura di pedone che si apre come un percorso privilegiato verso Corso Garibaldi passando per largo Formentone». Da qui l'idea che piace alla maggioranza in Loggia.

«DATECI ALTRI POSTI AUTO»
Una risposta necessaria per avviare la pedonalizzazione resta la disponibilità di un centinaio di posti auto che rimpiazzino i 41 tolti a piazza Paolo VI ed i 50 tolti a piazza Vittoria. Più che nella struttura scavata nel Castello la risposta è nel primo piano ora vuoto di Piazza Vittoria.

BRESCIA «DELLE UNIVERSITÀ»
Brescia come Trento, con un centro vivo che pulsa di giovani e di facoltà. Il nuovo volto cittadino ha questa veste secondo la Lega Nord. Il Carroccio non sembra nascondere in caso di una verifica di maggioranza ad un certo interesse a Traffico, Università e Centro storico: è un po' come puntare al cuore stesso della città, dato che la delega all'Urbanistica sarebbe comunque «inespugnabile» per i Lumbard.

DALLE NAVETTE AL POLO LOGISTICO
Il progetto di pedonalizzazione del centro storico ha come presupposto anche l'interdizione di determinate aree ai mezzi pesanti ed al trasporto pubblico. La necessità è di inserire nella rete urbana bus più piccoli a garanzia della tutela dei pedoni. Lo stesso discorso riguarda l'ingresso ed il passaggio in centro dei camion che deve essere limitato a mezzi di dimensioni più adatte al centro. Da qui una riflessione sull'attività del futuro Polo Logistico e la possibilità dell'interscambio tra veicoli.


Giornale di Brescia 15 gennaio 2011

LA CITTA CHE VERRÀ

Pedonalizzazioni, gradimento tra se e ma

Piace in città l’idea del sindaco Paroli di una progressiva chiusura alle auto di strade e piazze del centro storico. Promossa sul web, bocciata da alcuni commercianti. Ora la stagione dell’azione

La differenza tra l'imporre una scelta ed invece avviarla sulla scorta di una condivisione è netta. Da un lato il rischio è raccogliere irritazione e dissenso, dall'altro consenso e approvazione, in un clima di distensione e di quasi comune senso di responsabilità. La chiusura delle strade proponendo le Lam della precedente Giunta e la volontà di privilegiare il trasporto pubblico imponendo il metrò (allora in divenire) stringendo le strade e rendendo difficile l'accesso al centro si è dimostrata una politica con dei limiti, non solo in termini elettorali, ma anche da parte di chi il centro storico lo vive.
Diversamente un metodo più morbido, basato su una sperimentazione e di mediazione, mostra come anche le molte sollecitazioni giunte dopo l'intervento del sindaco Paroli trovi adesione a più livelli.
L'ipotesi di ripensare ad un sistema di tutela di alcune parti del centro, passando attraverso graduali, ma totali chiusure di alcuni tratti viene promossa dai bresciani sul nostro sito, mentre l'apprezzamento viene mostrato anche da molti di coloro che gestiscono attività in centro piuttosto che dai residenti. Non di meno va anche aggiunto che sono varie le voci contrarie che si levano contro il progetto.
Come dire: da un lato c'è chi chiede di realizzare la pedonalizzazione a partire da Corso Mameli, intervento facilmente realizzabile e dall'altro chi sostiene che qualunque modifica della viabilità e del modo di vivere in centro debba passare attraverso l'allestimento dell'adeguata rete di servizi e di infrastrutture. È infatti improponibile pensare di togliere i parcheggi da Piazza Vittoria e da piazza Paolo VI senza prima aver verificato e dato incarico a Sintesi di realizzare il parcheggio in struttura al primo piano di piazza Vittoria.
Lo stesso vale per il resto del centro. Se i veicoli commerciali non possono entrare, servono stalli di carico e scarico. Insomma, urge una politica strategica di viabilità, basata non sul sentire, ma su uno studio che proietti valutazioni e rilevazioni in modelli di simulazione. E una politica sensata di viabilità non si basa forse su un piano ragionato e strategico della mobilità? E ancora, cosa distingue uno slogan dalla volontà di agire suffragata dal dato scientifico? Le domande si inseguono dato che in questi anni proprio la Giunta Paroli ci ha abituato ad un approccio diverso e scientifico sulla mobilità, basandosi su studi, ricognizioni, modelli e soluzioni elaborate del dato empirico. Da qui allora lo stimolo per concludere: se Paroli vuole pedonalizzare il centro, può partire da Corso Mameli prima ancora che dalle due piazze. Ma se gli studi organici di misure e contromisure non ci sono, cosa è cambiato rispetto a due anni fa? La risposta va girate ai tecnici. La stagione delle boutade è finita. E stavolta in centro ci credono e forse la speranza non è effimera.
Roberto Manieri

IL NOSTRO SONDAGGIO

L'80 per cento dei lettori si dichiara favorevole alla chiusura per le auto
Un plebiscito per il sì. Ovvero per la pedonalizzazione di parte del centro storico. Il sondaggio lanciato ieri mattina dal sito internet del Giornale lascia pochi dubbi: ai cittadini l'idea di avere il «cuore» di Brescia senza macchine, nel quale poter tranquillamente camminare, non dispiace affatto.
Il dato rilevato intorno alle 20 di ieri sera mostrava che oltre l'ottanta per cento (l'83%, per l'esattezza) di coloro che hanno partecipato al sondaggio si dice favorevole alla pedonalizzazione; per contro il 17% è convinto che le cose vadano bene così come stanno ora, quindi con la possibilità di far transitare le auto.
Fin dal mattino gli utenti del sito www.giornaledibrescia.it hanno espresso la loro opinione, cosa che sarà possibile fare anche oggi. Ed è parso presto chiaro che il «partito dei sì» avrebbe avuto la meglio, a meno di clamorosi ribaltoni. Ribaltoni che non ci sono stati nemmeno durante la giornata, visto che i contrari all'ipotesi avanzata dal sindaco Adriano Paroli non hanno mai superato il 20%.
Come il primo cittadino ha spiegato, non è una decisione che verrà presa dall'oggi al domani, ma l'approccio è stato chiaro: Brescia potrebbe davvero essere pronta a seguire l'esempio di altre città europee.


Pm10, sempre pessima la qualità dell'aria
Continua a peggiorare la qualità dell'aria nel Bresciano. Complice l'assenza di precipitazioni, la quantità di polveri sottili in sospensione viene segnalata in aumento dalle centraline collocate nella zona critica.
Brescia Broletto consegna infatti nella rilevazione di ieri 96 mg per metro cubo (la soglia è 50). Brescia Villaggio Sereno consegna 65, mentre Sarezzo 66 e Darfo 68.
Il trend resta in aumento, tendenzialmente, complice anche il fattore della pressione che incide sugli andamenti dei flussi d'aria.
Ancora una volta il tema del particolato in sospensione crea allarme e pone la necessità di alcuni correttivi a vantaggio della salute.


E il Pd avvia una raccolta firme

«Ora basta con gli annunci. Al più presto avvieremo una raccolta firme per la pedonalizzazione totale di piazza Paolo VI e di piazza Loggia, perché giunti a questo punto dobbiamo misurare le dichiarazioni ad effetto di sindaco e assessori».
A parlare è il capogruppo del Pd, Emilio Del Bono, che sottolinea: «Brescia è tra le città più inquinate e non si comprende come mai l'Amministrazione non abbia messo in campo alcuna mitigazione ambientale. In compenso ha introdotto il Piano sosta, che anziché incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico locale ha aumentato i posti auto nel nucleo antico». Sul capitolo tempi è netta anche la posizione del segretario cittadino Giorgio De Martin: «Ora Paroli vuole chiudere le mura venete alle auto, ma fra tre anni. Bè, non si comprende perché ci voglia tutto questo tempo, visto che non costa nulla».

il punto
di Massimo Lanzini

La richiesta di cambiare strada

Lasciamo per un momento da parte l'interrogativo se il pensare un centro cittadino pedonalizzato rappresenti oggi - rispetto alla linea amministrativa della Giunta Paroli - un passo indietro con retromarcia oppure un passo avanti con accelerazione. Quel che è certo è che l'idea incontra una diffusa richiesta di cambio di marcia che arriva dalla città. La diffusa convinzione che le cose così non vanno.
Il nodo dell'accessibilità del centro storico alle auto - ma anche della sua vivibilità - è ormai da anni tema di confronto e di scontro per il dibattito politico e amministrativo bresciano. Tema che da qualche tempo è tornato a risuonare dentro Palazzo Loggia, con qualche differenza d'accento anche all'interno della stessa maggioranza.
Per questo il giornale ha deciso di prenderlo e di «buttarlo» di nuovo sul piatto del dibattito cittadino, anche attraverso il partecipatissimo sondaggio sul nostro sito.
Un'occasione in più - crediamo - per i cittadini per far sentire la propria voce. Per verificare le posizioni di politici e amministratori. E per chiedere che all'annuncio dei progetti segua la coerenza delle scelte concrete.



Bresciaoggi 14 gennaio 2011

L'INCONTRO. In S. Faustino politici ed esperti del Partito Democratico

Pd e nuovo Pgt: «Centro, il piano è da condividere»

Elisabetta Bentivoglio

Gli edifici pubblici dismessi sono da riqualificare «Variamo un laboratorio delle buone prassi»

Il centro storico rappresenta la memoria e l'identità storica di tutti i bresciani. Per rendere omaggio al suo ruolo di centro di aggregazione sociale, culturale e politico della città e ridare voce ai suoi cittadini, italiani e non, ieri sera il Pd ha organizzato il terzo incontro dedicato alla promozione di un confronto sul Piano di governo del territorio, il Pgt in fase di predisposizione da parte dell'Amministrazione comunale.
NELLA SALA PIAMARTA di via San Faustino si sono ritrovati il capogruppo del Pd in Loggia Emilio Del Bono, il segretario cittadino Giorgio De Martin, la consigliera democratica della circoscrizione Centro Laura Venturi, ma anche docenti universitari e liberi professionisti, tra i quali gli architetti Alessandro Benevolo e Claudio Buizza e il docente di Ingegneria dei trasporti dell'Università di Brescia, Giulio Maternini.
«Per costruire un Pgt in grado di ridare luce e vivibilità al centro storico, è necessario che l'Amministrazione tenga conto di diversi fattori, tra i quali spiccano l'accessibilità, da ricercare nell'integrazione di tutti i mezzi pubblici a disposizione, la fruizione delle aree verdi, per impedire che la viabilità renda difficoltoso l'accesso dei cittadini, e una visione d'insieme per la riqualificazione e il riutilizzo degli edifici dismessi - spiega l'architetto Benevolo -. La sovrintendenza dovrebbe essere responsabilizzata nella fase di costruzione del Pgt per evitare che l'autorizzazione a procedere continui a essere postuma alla stesura del Piano». Proposte condivise dal professor Maternini, che nel corso del suo intervento ha individuato «nelle esigenze contrastanti di commercianti e residenti, nella bassa capacità di strade costruite centinaia di anni fa, nella promiscuità del traffico (automobili, autobus, moto, biciclette, pedoni e mezzi pesanti) e nella mancanza di sicurezza nella circolazione» i principali ostacoli alla creazione di un Pgt che, invece, «ha il dovere di pianificare l'urbanistica e la viabilità cittadina attraverso ordinanze amministrative che possano davvero cambiare l'aspetto della città, proprio partendo dal suo cuore».
Per fare ciò, l'architetto Buizza inizierebbe dalla riqualificazione degli edifici pubblici dismessi: dai vecchi cinema ai teatri cittadini, dalle case di cura ormai in disuso ai palazzi storici, passando per gli ospedali e le ex caserme. «Sono centinaia di migliaia i metri quadrati di superficie lorda di pavimento che oggi non sono sfruttati e che invece potrebbero ospitare nuove funzioni pubbliche di pari importanza e qualità - continua Claudio Buizza - . Lo spostamento degli uffici comunali paventato dall'attuale Amministrazione va, invece, nella direzione opposta e di certo non aiuterà a migliorare la fruizione del centro storico da parte della cittadinanza».
MA NON SI PUÒ parlare di centro storico senza tenere in considerazione chi in centro storico vive e lavora. «A fronte di una popolazione straniera residente in centro del 2 per cento nel '97, in dieci anni gli immigrati che vivono in centro città sono arrivati al 16 per cento, con un'incidenza del 40 per cento nel quartiere del Carmine - spiega la consigliera Laura Venturi -. Per far fronte a questa nuova realtà è necessario che il Pgt crei nuovi spazi di aggregazione per giovani, famiglie e anziani e fornisca ai cittadini una maggiore vivibilità delle piazze e delle strade del centro, il che non vuol dire, così come ha fatto la giunta Paroli, implementare i servizi di sicurezza, migliorare l'arredo urbano o aprire le ztl alle automobili».
IL CENTRO STORICO potrebbe invece «diventare un laboratorio di buone prassi, e per farlo basterebbe fare rete tra le tante realtà presenti, riorganizzare il traffico veicolare pedonalizzando le piazze e ridare lustro ai servizi pubblici». Concetti ribaditi anche da Emilio Del Bono, che ha aggiunto: «Con questi incontri stiamo facendo esattamente ciò che dovrebbe fare la maggioranza, e cioè discutere con i cittadini la realizzazione del nuovo Pgt per fare in modo che non sia qualcosa che discende dall'alto, ma un piano condiviso». Ma il capogruppo del Pd in Loggia non rinuncia a lanciare una provocazione alla giunta guidata dall'ex compagno di partito - la Dc - Adriano Paroli: «Siamo pronti a portare in Consiglio comunale migliaia di firme per chiedere la pedonalizzazione di piazza Paolo VI e piazza Loggia e ci auguriamo di trovare accoglimento da parte della maggioranza».
«Il Piano di governo del territorio del centro storico che proporremo alla Giunta - conclude Del Bono - punta a un rilancio delle funzioni pubbliche essenziali, della residenzialità accessibile, della mobilità pubblica e del colle Cidneo».


Giornale di Brescia 13 gennaio 2011

Metrobus Identity, l'«abc» stilistico per i siti del metrò

Ieri in Commissione il documento redatto per dare tratto unitario alle 17 aree di stazione

Un documento per conferire un'identità comune a tutti e 17 i siti della metropolitana, un «volto» immediatamente riconoscibile, sotto il profilo urbanistico, all'area esterna e di accesso a tutte le sue stazioni, che sorgono in contesti molto diversi, quali il centro, le periferie o il verde di S. Polo.
È il «Metrobus Identity». Una sorta di «linea guida delle linee guida» alle opere complementari che, redatto dallo stesso gruppo di lavoro di tecnici comunali che nel 2010 ha ultimato i 17 «studi» relativi alle singole fermate, ieri è stato preso in esame dalla Commissione Metrobus. «Un atto-traghetto» l'ha definito il presidente Nicola Gallizioli, chiarendone il senso: «Le opere complementari non saranno realizzate tutte insieme», e la stessa progettazione sarà in capo per 7 stazioni al Comune (Brescia 2, Volta, le due di S. Polo, Marconi, S. Faustino e Sanpolino), e per le restanti 11 a Brescia Mobilità. «In questo documento, che ora andrà alla Giunta, si definiscono le caratteristiche che dovranno essere rispettate in ogni sito, così da renderlo subito riconoscibile al cittadino quale luogo del metrò». Il dettaglio di questa «grammatica dello stile» è stato illustrato dall'arch. Luigi Alessandri, che ha evidenziato anzitutto la necessità di individuare «elementi di raccordo» tra l'asse delle stazioni e quello del tessuto urbano, quasi mai coincidente. Di qui, l'adozione di elementi triangolari (dalle aiuole alle alzate in pietra) nella definizione di spazi pubblici, percorsi pedonali e negli stessi lucernari piramidali delle stazioni.
A evidenziare la natura di «siti metrò» concorrerà poi la pavimentazione degli spazi interessati, parte in pietra dura - per durevolezza e resistenza sono indicate lastre «a correre» di granito grigio e marmo di Botticino, e in porzioni minori cubetti - parte a verde: più pietra in centro e più verde in periferia, a disegnare comunque una sorta di piazza-giardino. Per definire gli spazi, specie in ambiti molto aperti come Lamarmora, vi sarà poi una «terza dimensione»: salti di quota con triangoli di verde rialzati (fino a 1,5 mt) che forniscano orientamento all'utente. Elementi di arredo - come panchine e cestini - creati ad hoc, e essenze vegetali caratterizzanti completeranno il quadro. Prevista poi la collocazione di opere d'arte sulla scia di vari esempi europei e non, e la possibilità di adibire le stazioni a spazi-laboratori per accademie d'arte.
Non soggetto a votazione quale atto d'indirizzo, il Metrobus Identity ha raccolto sostanziale apprezzamento da tutti i consiglieri presenti. Non sono mancate però osservazioni. Mariachiara Fornasari (Pdl) ha lamentato il fatto che il lavoro svolto sul fronte della accessibilità per i disabili ai siti delle stazioni non sia stato reso parte integrante dell'atto, mentre Federico Manzoni (Pd) ha voluto conferma che materiali e previsioni del documento non comportassero extracosti rispetto ai circa 80 milioni preventivati per le opere complementari. Ha poi rievocato lo spettro del serizzo sulle linee Lam, avendo di contro conforto sul fatto che alle valutazioni urbanistiche si sono aggiunte quelle sull'adeguatezza dei materiali per le pavimentazioni in ottica trasportistica. Gli ha fatto eco Andrea Bonetti (Udc), invitando la commissione a vigilare perché idee valide sulla carta non si rivelino meno felici in concreto, citando su tutti il caso di piazzetta S. Domenico. Sollecitazione politica infine da Alberto Martinuz (Pd): «La Giunta, davanti al patto di stabilità, compia una scelta e dia accelerazione al metrò rinunciando al parcheggio sotto la galleria».g. gal.


Bresciaoggi 13 gennaio 2011

GRANDI OPERE. Per fine anno saranno tutti pronti e dovranno essere in linea con le indicazioni dell'Identity

Metrò: Marconi e Lamarmora «via» ai progetti esecutivi

Mimmo Varone

Non tutte le opere si faranno subito Servirebbero 80 milioni di euro di cui la Loggia non dispone anche a causa del Patto di stabilità

È sempre più certo che il primo treno della metropolitana leggera di Brescia partirà il 31 dicembre 2012. E quando mancano due anni o poco meno il Comune comincia a trasformare in progetti esecutivi le linee guida delle opere complementari delle 17 stazioni dal Prealpino a Sant'Eufemia. Chi li prenderà in mano dovrà rispettare un disegno unitario che darà una precisa identità ai siti di superficie del metrò, e dovrà rispettare elementi di stile comuni.
Sono pronti anche questi, e ieri li ha presi in esame la commissione speciale Metrobus presieduta dal capogruppo della Lega Nord Nicola Gallizioli. Li stanno rispettando per primi gli uffici del Comune che già hanno messo mano alla progettazione esecutiva delle stazioni Marconi e Lamarmora. A loro toccheranno pure Volta, San Polo Cimabue, San Polo Parco, San Faustino, Bresciadue e Sanpolino. Brescia Mobilità, invece, progetterà tutte le altre avvalendosi anche di professionisti esterni comunque non estranei al metrò.
Per fine anno saranno tutti pronti e dovranno essere in linea con le indicazioni dell' «Identity». Come «Bresciaoggi» ha già anticipato nel dettaglio, tuttavia, non tutto verrà realizzato subito. Ci vorrebbero oltre 80 milioni di euro che non sono nelle disponibilità della Loggia soprattutto per i vincoli del Patto di stabilità. E da qui a due anni sarà pronta solo l'«opzione zero», vale a dire l'indispensabile equivalente a 20-25 milioni.
I progetti esecutivi saranno quasi interamente realizzati per gran parte delle 7 stazioni di cui si occupa il Comune. Le altre aspetteranno tempi migliori. Si farà il minimo – ha spiegato ieri Gallizioli - soprattutto nei siti di particolare interesse urbanistico, che corrispondono alle stazioni di Prealpino, Mompiano, Lamarmora, Poliambulanza e Sant'Eufemia. In queste sono previste forti densificazioni del costruito che verranno inserite nel Pgt in gestazione, e gli esecutivi si faranno tenendo conto anche degli oneri di urbanizzazione a scomputo con i privati.
Come che sia, però, ieri è venuto chiaro che il metrò bresciano darà una forte identità alle zone della città che attraversa, e cercherà di mettere in relazione parti eterogenee dalla periferia urbanizzata al centro storico. Lo farà puntando su materiali e forme geometriche che si adattano ai vari contesti e nello stesso tempo danno identità a tutte le stazioni. Man mano che ci si allontana dal centro storico i materiali duri (granito, pietra di Botticino) cederanno il passo a materiali molli (ghiaia, prato) fino a ridursi al minimo a San Polo Parco, dove da una piccola piazza di stazione partiranno piste ciclabili e pedonali.
In un caso e nell'altro, si tende a rendere ottimale il sistema delle connessioni e a definire relazioni attraenti per il nuovo sistema di trasporto. Un ruolo decisivo avranno le forme geometriche di aiole e spazi pavimentati, che puntano sul triangolo per armonizzare la presenza delle stazioni con contesti dalle linee spesso casuali. Quando i luoghi sono troppo ampi e sfrangiati, si farà ricorso a siepi e pareti verdi, a pensiline con padiglioni commerciali. E per definire meglio i percorsi si ricorrerà a triangoli verdi rialzati.
PER DARE MAGGIORE identità a ciascuna stazione, poi, si farà ricorso pure ai cromatismi di essenze floreali. E in ciascuna sono previsti spazi per installazioni artistiche, con gare a invito per quelle del centro storico, donazioni in comodato per le altre, senza escludere alcuni spazi-laboratorio per le accademie e i licei artistici.
I progettisti dovranno seguire regole precise, insomma, e ciò dovrebbe fugare i dubbi sollevati ieri da alcuni consiglieri. I materiali scelti saranno in grado di evitare gli inconvenienti del serizzo delle Lam temuti dal Pd Federico Manzoni.
L'attenzione alla mappa dei sottoservizi dovrà scongiurare problemi nei siti a densificazione urbana segnalati da Luciano Cantoni (lista Castelletti). E se la Pdl Mariachiara Fornasari nota che nella “Identity” del Metrobus mancano riferimenti all'accessibilità e alle barriere architettoniche, i tecnici assicurano che anche su quel versante tutto è a posto.
Va bene per tutti, insomma. E la Giunta Paroli approverà nei prossimi giorni. Resta da definire solo se a gestire le gare d'appalto sarà la Loggia o Brescia Mobilità, una volta che i progetti esecutivi sono pronti. Ma per questo c'è tempo da qui a fine anno.


Bresciaoggi 12 gennaio 2011

IN ATTESA DEL DECRETO. Dopo la privatizzazione di fari e isole, ora si attende la lista dei beni ex militari da passare agli enti locali. E si annuncia una inedita sfida

Sede alla «Papa»: gara Provincia-Loggia

Massimo Tedeschi

Rolfi: «Abbiamo da collocare uffici comunali e, forse, il deposito bus» Molgora: «Credo il Comune stia cercando di entrare nell'operazione La soluzione ex Pietra? In via Dalmazia non c'è lo spazio per la scuola»

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Ma la Loggia non dispone di spazi già eccedenti, in vista della creazione della sede unica degli uffici negli ex magazzini generali? «Il fatto è - spiega Rolfi - che noi stiamo ragionando anche su una possibile ricollocazione di uffici e magazzini che non ci staranno nella sede unica». Ad esempio? «Stiamo pensando - spiega Rolfi - a logistica, falegnameria, depositi e Polizia locale, che in via Donegani è alle strette. Un altro tema su cui stiamo riflettendo è il trasporto pubblico, ovvero il deposito dei bus di via Sandonino che ha una collocazione problematica nel tessuto urbano. Tutte valutazioni in corso, anche per valorizzare gli spazi che si potrebbero liberare».
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Giornale di Brescia 08 gennaio 2011

Sulla caserma Papa scoppia la contesa tra Loggia e Broletto Rolfi: «Anche noi siamo interessati agli spazi, che potrebbero essere adibiti a magazzini e uffici»

Rolfi: «Anche noi siamo interessati agli spazi, che potrebbero essere adibiti a magazzini e uffici»

Il Broletto incalza, la Loggia rilancia. Al centro del duello, squisitamente leghista, la destinazione futura della ex caserma Papa, una delle strutture in attesa di conoscere il proprio destino sulla scia del Federalismo demaniale.
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Quali i piani comunali? L'idea è di adibire l'immobile della discordia in primis a magazzini, così da liberare, ad esempio, gli spazi oggi occupati in via Foro Boario, zona che si sta improntando sempre più su una vocazione residenziale ed artigianale. Non solo. La Papa, secondo gli amministratori locali, potrebbe essere la giusta soluzione anche per risolvere l'annosa questione dell'area di via San Donino, dove ora trova spazio il deposito dei mezzi di Brescia Trasporti. Infine, gli uffici municipali che non saranno traslocati nella nuova Sede unica del Comune (pensata all'interno degli ex Magazzini generali Borghetto) potrebbero essere collocati proprio in via Franchi.
..... n. f


SUDinFORMA numero di dicembre 2010 - Periodico di informazione della circoscrizione sud

Metrobus da problema a opportunità
Nella mia visita alla stazione di S.Eufemia alla Centrale Operativa del Metro’ con la Commissione Speciale Metrobus ho
rivolto al Presidente della commissione Metrobus Nicola Gallizioli una serie di domande e di dubbi che possono riassumere
in parte quello che discuteremo nelle assemblee pubbliche che verranno convocate nei prossimi mesi:
Giacomo Lini: “Perché una nuova commissione consigliare, quando ci sono già 7 commissioni?”
Nicola Gallizioli: “La Commissione Metrobus è finalizzata a semplificare, non a raddoppiare le Commissioni consigliari già presenti. Fino all’estate scorsa il tema metropolitana era di competenza di più Commissioni: commissione Bilancio, commissione Urbanistica, commissione LL.PP. e spesso era difficile capire chi governasse il processo decisionale. Spesso ci trovavamo con più commissioni convocate contemporaneamente con costi duplicati o triplicati per il Comune. Avevamo inoltre bisogno di una Commissione unica, affinché la Società Brescia Mobilità avesse un punto di riferimento unico e la Giunta Comunale avesse un unico luogo deputato alle discussioni

su questa materia. Da qui la nuova commissione.”
Giacomo Lini: “Ora la commissione c’è e sta lavorando, ma la prima domanda che sorge naturale è, la consegna della metropolitana a Brescia quando avverrà?” Nicola Gallizioli: “Il 31/12/2012 come da programma. La metropolitana entrerà in funzione, questo è un messaggio chiaro che l’amministrazione vuole fare arrivare a tutti i cittadini bresciani, la scadenza verrà rispettata.”
Giacomo Lini: “Quindi tutti i problemi sono stati risolti?”
Nicola Gallizioli: “No questo no, la metropolitana oggi è ancora percepita dai cittadini bresciani come un problema: in effetti qualche errore di valutazione
politica la precedente amministrazione lo ha commesso e oggi ne paghiamo le conseguenze. Il bilancio del Comune è appesantito dagli investimenti sulla Metropolitana l’anno prossimo rimanere nel patto di stabilità con una maxirata da pagare di circa 50mln di € non sarà facile. Noi siamo comunque la Giunta del fare e quindi risolveremo anche questo problema. L’obiettivo è far però percepire ai cittadini che tra due anni la Metropolitana non sarà più un problema ma
diventerà una grossa opportunità”.
Giacomo Lini: “Ma come si passa da problema ad opportunità in così poco tempo?”
Presidente Gallizioli: “con la FASE 2. Vogliamo concludere la fase uno della metropolitana entro il 31/12/2012 ma nel contempo avviare fin da subito all’interno di questa commissione la fase due della metropolitana fase che prevede l’ampliamento della metropolitana verso nuove tratte e con nuove tipologie di trasporto: sud, sud ovest, ovest. La Commissione Metrobus deve far comprendere ai cittadini, che oggi percepiscono la metropolitana come un problema, che si tratta invece di “un’opportunità”. Nei prossimi mesi verrà data la conferma, in seguito a verifiche, che il 1 gennaio 2013 vi sarà la prima corsa e che si realizzeranno le opere complementari, che consentiranno la densificazione lungo la linea della metropolitana. Per essere però attrattiva la metropolitana deve essere ampliata e integrata con gli altri trasporti cittadini. Le direttrici di ampliamento a cui stiamo pensando sono varie tra cui quella più interessante è quella a Ovest, integrando nel sistema Metro la linea Brescia Iseo Edolo.
Giacomo Lini: “E per la nostra amata circoscrizione SUD cosa ci dice?”
Presidente Gallizioli: “ La Circoscrizione Sud è la peggio servita. Qui l’idea a cui stiamo lavorando è una nuova linea metropolitana che colleghi la fermata di Lamarmora alla Fiera servendo la nuova sede del Comune in via Dalmazia e attraversando tutta via Orzinuovi.
Giacomo Lini: “Un’opera faraonica in un tempo di crisi?”
Presidente Gallizioli: “ No, stiamo pensando ad una metropolitana di superficie su modello di quella di Padova ovvero un sistema di trasporto che prevede l’utilizzo di tram leggeri su gomma ad alimentazione elettrica tramite linea aerea di contatto. Ovvero un tram veloce che colleghi rapidamente la Fiera e quindi l’autostrada e l’uscita della tangenziale a via Lamarmora e quindi alla linea 1 della Metropolitana.”
Giacomo Lini: “Quindi Brescia sarà più moderna e somiglierà sempre di più alle capitali del Nord Europa?”
Presidente Gallizioli: “Si e non dimenticate che Brescia è sul corridoio 5 ovvero quell’importante asse ferroviario ad alta velocità che attraverserà
l’Europa da Est a Ovest da lisbona a Kiev. E proprio a Brescia ci sarà una fermata dell’alta velocità. Questo significa che per in 20 minuti si è a Milano e in un quarto d’ora si è a Verona. Se Brescia avrà per tempo un sistema di trasporto locale integrato con l’alta velocità moderno ed ecologico sarà attrattiva sia dal punto di vista economico che residenziale, noi stiamo lavorando per questo.” Questa breve intervista spero abbia in parte chiarito alcune delle piu’ frequenti domande che il cittadino si pone, quando pensa al progetto ambizioso che Brescia sta’ continuando e che ultimera’ pensando gia’ al futuro e al prolungamento dell’opera metrobus , ringrazio Nicola Gallizioli per l’attenzione e il tempo che ci ha dedicato e aspetto voi tutti alle prossime assemblee che ci
vedranno impegnati con la Coordinatrice della Commissione Ambiente e Territorio Elena Arrighi a rispondere alle vostre domande.
Giacomo Lini


Non solo Metropolitana!
La ex tranvia Brescia-Soncino e la Circoscrizione Sud

Cosa c’entra, direte voi, la Circoscrizione Sud con una tranvia che non esiste più e soprattutto che è sconosciuta ai più? Obiezione respinta, c’entra eccome, e allora … mettervi comodi e dedicate 10 minuti alla conoscenza della vostra città e dei vostri quartieri .
C’era una volta … una ferrovia che attraversava il territorio dell’attuale Circoscrizione Sud, la “tranvia Brescia – Soncino”. Questa è stata una linea tranviaria extraurbana che univa la città di Brescia a Soncino (in prov. di Cremona) e che apparteneva alla cosiddetta Rete tranviaria extraurbana della Provincia di Brescia.
A causa del fatto che la Provincia di Brescia aveva concesso la costruzione delle tranvie sulle strade di sua competenza, esse si assestavano tutte sulla circonvallazione esterna alle mura della città, senza attraversare alcuna porta d’ingresso. Inoltre non erano collegate fra loro, infatti solo la Brescia-Orzinuovi- Soncino partiva dalla Stazione di Brescia.
Era un periodo storico dove le richieste, e le esigenze, di trasporto su rotaia (sia di persone che di cose) erano tantissime e prioritarie. La prima domanda di concessione di una linea tranviaria interurbana collegante Brescia a Orzinuovi e Soncino, che rispettasse i canoni del Capitolato Generale stabilito dall’Amministrazione Provinciale di Brescia, fu effettuata dalla The Tramways and General Works Company Limited, una società inglese che aveva già ottenuto in concessione la Lodi – Crema – Soncino. La proposta fu rigettata perché i britannici avevano richiesto 500 £ire annue al chilometro come sussidio, e la Deputazione bresciana non era intenzionata a rilasciare alcun contributo.
Una nuova domanda per la medesima linea venne effettuata dall’ Ing. Giovanni Corti, che forse non doveva avere molto
feeling con le imprese britanniche, tant’è che dovette accordarsi con la società belga Compagnie Genèrale des Chemins de fer secondaires. Il 3 dicembre 1880 girò il suo pacchetto di concessioni ai belgi, che costituirono la Tramways à Vapeur de la Province de Brescia.
La linea fino ad Orzinuovi fu aperta all’esercizio il 22 aprile 1881: fu la prima linea ad essere completata nel territorio bresciano; era lunga 29,2 km. Solo il 20 ottobre dello stesso anno fu inaugurato il tratto per il confine cremonese, che consentì sia alla Tramway à Vapeur di espletare le corse daBrescia a Soncino e sia alla società esercente la Lodi-Crema-Soncino di effettuare corse che giungevano alla cittadina orceana.
Il tram percorreva una parte della carreggiata della S.P. BS 235 da Brescia ad Orzinuovi, a partire dalla’attuale via Orzinuovi.
Il passaggio di consegne dalla Tramways à Vapeur alla Società Elettrica Bresciana (S.E.B.), avvenuto il 1° maggio 1907, non portò all’immediata elettrificazione della linea, come auspicato dai comuni attraversati dalla linea. Il problema del cambio di trazione rimase sospeso anche dopo la conclusione della Prima Guerra Mondiale. La nuova linea elettrificata, sempre a binario singolo, venne inaugurata il 18 marzo 1928.

Percorso attraverso l’attuale Circoscrizione Sud e i paesi della provincia
La linea tranviaria partiva dalla stazione dei tram della Tramways à Vapeur presso l’attuale stazione autobus della SIA e si immetteva nell’attuale viale Stazione in direzione di Porta San Nazzaro (attuale Piazza Repubblica). Di fronte allo scalo daziario lasciava alla sua destra la tranvia della Società Anonime d’Enterprise Generale de Travaux diretta a Mantova, le tranvie della rete extraurbana dirette a Idro e Salò e quelle della rete urbana. Prima di immettersi per la strada che portava a Orzinuovi (attraverso l’attuale via Fratelli Folonari e il primo tratto dell’attuale via Corsica), lasciava alla sua sinistra la tranvia per Ostiano e le tranvie per Gardone val Trompia e per Gussago.
La linea percorreva quindi l’attuale via Fratelli Folonari, attraversava a raso la ferrovia Milano – Venezia, passava in via Corsica e si immetteva lungo l’attuale via Zara. Non è chiaro quando si decise di sostituire l’attraversamento a raso della linea ferroviaria, facendo percorrere alla tranvia il tracciato della linea per Ostiano dall’attuale via Corsica fino all’incrocio di via Zara, sottopassando la Milano-Venezia: la variante di tracciato è attestata a partire dagli anni trenta del XX secolo. Da via Zara, la tranvia si dirigeva verso il sobborgo di Chiesanuova, utilizzando una strada oggi non più esistente che attraversava l’area dell’attuale scalo di smistamento di Brescia Scalo.
Dopo Chiesanuova, nei pressi della quale si trovava una fermata facoltativa, la tranvia si immetteva nell’attuale via Orzinuovi, oltrepassando il ponte sul fiume Mella e dirigendosi verso Roncadelle. Il percorso della tranvia seguiva quindi quello della ex S.S. 235 per Orzinuovi, poi divenuta S.P. Bs 235, occupando in sede promiscua parte della carreggiata. La linea attraversava in successione i centri abitati di Torbole, di Casaglio (poi Casaglia), Lograto, Maclodio, Corzano, Pompiano, Orzivecchi e Orzinuovi Presso il ponte sul fiume Oglio terminava l’area di
competenza della concessione rilasciata dalla Provincia di Brescia e cominciava quella della Provincia di Cremona.
A Soncino, la linea terminava presso la stazione tranviaria della tranvia Lodi-Crema-Soncino, la quale era in comune con la tranvia proveniente da Bergamo.

Vita dell’impianto tranviario
Come già detto, la linea fu aperta all’esercizio il 22 aprile 1881. Nel 1928, la Tramvie Elettriche Bresciane dovette costruire una variante di tracciato che da Casaglia passasse per Travagliato e quindi rientrasse lungo il vecchio percorso nei pressi di Lograto. La tranvia Brescia – Soncino sopravvisse alla fase di smantellamento delle altre linee provinciali durante gli anni trenta, e resistette alla concorrenza della linea ferroviaria Rovato-Soncino che aveva aperto nel 1932 e che la affiancava da Soncino fino all’abitato di Corzano. Dal 1931, a seguito della chiusura della altre due linee tranviarie, la stazione di Soncino passò interamente sotto la gestione della T.E.B. (Tramvie Elettriche Bresciane).
Nel marzo 1950, l’Amministrazione Provinciale di Brescia decise di sospendere l’esercizio nel tratto Soncino – Travagliato, i cui binari furono rimossi nel 1952. Il rimanente tratto Travagliato - Brescia, comprendente quello che passava nell’attuale territorio della Circoscrizione Sud, fu soppresso nel gennaio – febbraio 1954. E siamo così tornati ai giorni nostri … Pensateci bene, dopo quasi 60 anni dalla soppressione e a 130 anni dalla prima posa, una strada ferrata, una metropolitana, attraverserà la nostra Circoscrizione. Chi l’avrebbe mai detto? Della serie: - “a volte ritornano…” !
Cons. Antonio Pintus


Riferimenti Storici:
• Mario Alberini e Claudio Cerioli, “Trasporti
nella Provincia di Cremona - 100 anni di
storia”, 1994.
• Claudio Mafrici (1997). “I binari promiscui
- Nascita e sviluppo del sistema tranviario
extraurbano in provincia di Brescia (1875-
1930”).
• Archivio fotografico storico della Provincia
di Brescia in collaborazione con la
Fondazione Negri.




Giornale di Brescia 09 gennaio 2011
L'ASSESSORE
Appello di Cattaneo: navigazione sui laghi bisogna evitare i tagli

L'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo interviene sulla riduzione delle risorse destinate alla gestione della navigazione dei laghi Maggiore, Garda e Como. «Il taglio ai fondi alla navigazione si possono ancora evitare: ci sono le condizioni affinché in sede di conversione del decreto Milleproroghe si possano recuperare i 10 milioni di euro necessari - ha affermato Cattaneo -. Ho inviato una lettera a tutti i parlamentari lombardi, sottolineando loro la serietà della situazione e chiedendo che vengano reintrodotte le risorse necessarie. Contenere i tagli è prioritario al fine di garantire i livelli occupazionali e il pieno svolgimento del servizio navigazione che in Lombardia ha anche funzione di trasporto pubblico locale».

Giornale di Brescia 06 gennaio 2011

Del Bono: «Serve un salto di qualità per la nostra città»

«Le priorità del Pd restano le stesse: ambiente, economia, infrastrutture»

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Faccio due esempi di questa schizofrenia, il primo: Lega e Udc hanno espresso contrarietà rispetto al parcheggio sotto il Castello, il giorno dopo il sindaco si è affrettato a parlare di priorità.
Un secondo caso di schizofrenia politica è quello della pedonalizzazione del centro, proposta dal capogruppo della Lega, Gallizioli. Sono le stesse persone che hanno deciso di aumentare i parcheggi in centro storico e hanno abbattuto il trasporto pubblico e hanno portato il centro ad un notevole livello di caos.
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Gallizioli: «Il patto sociale è inutile, si passi ai fatti»

Il capogruppo della Lega: dobbiamo realizzare ciò che abbiamo promesso

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Oltre all'attenzione per le famiglie, definire un Pgt per portare Brescia ad una dimensione mitteleuropea. Proseguire con la Metropolitana concludendo la fase uno e mettendo le basi per la fase 2, quella dei prolungamenti.
Cosa significa dimensione mitteleuropea?
Una città universitaria che punti sui giovani, con piazza Paolo VI e piazza Loggia pedonalizzate per essere davvero luoghi della socialità e come cuore del centro storico.
Non lo voleva già la scorsa Giunta?
No, solo ora bresciani si sono abituati a lasciare la macchina appena fuori dal centro. C'è poi in programma la ristrutturazione del primo piano del parcheggio di piazza Vittoria. Inoltre il piano sosta sarà ripreso in mano il prima possibile per essere completato.
Avanzate richieste sulla delega ai Trasporti?
La verifica di maggioranza deve essere conclusa entro un mese con un rafforzamento anche rispetto ad eventuali punti di debolezza. La Lega Nord è pronta a dare il suo contributo.
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Giornale di Brescia 06 gennaio 2011

Legambiente: «Ora via le auto da piazza Paolo VI»

Gli ambientalisti sulla proposta leghista. Bonardi (Pdl) replica: «Merito nostro»

Si apre il dibattito sulla pedonalizzazione del centro storico. Legambiente saluta con favore le ultime dichiarazioni del capogruppo della Lega Nord a Palazzo Loggia. Ma subito giungono le precisazioni del presidente della Circoscrizione centro Flavio Bonardi che ribadisce il suo impegno per questo obiettivo. Legambiente in un recente dossier aveva definito Piazza Paolo VI «un gioiello divenuto un garage a cielo aperto» e aveva ribadito la convinzione che l'Amministrazione Comunale dovesse provvedere a pedonalizzarla.
Ieri Alberto Fiorillo, responsabile Aree urbane di Legambiente ha quindi accolto con favore le parole di Gallizioli: «Speriamo che questo buon proposito possa realizzarsi. Liberare dal traffico le zone più belle e pregiate delle nostre città vuol dire investire in cultura, bellezza e vivibilità. E in tal senso auspichiamo un incontro a Brescia, con tutte le parti interessate, favorevoli e contrarie, con le quali discutere della possibilità di valorizzare il cuore della città attraverso una diversa fruizione del centro storico».
Immediata la replica a Legambiente di Flavio Bonardi: «Il Consiglio della Circoscrizione Centro ha votato all'unanimità alcuni mesi or sono un ordine del giorno che chiedeva all'Amministrazione Comunale di eliminare le automobili dal quadrante Nord della piazza».
Bonardi poi aggiunge: «Nei giorni scorsi, in una Conferenza di Servizi, insieme ad alcuni assessori, abbiamo ribadito la necessità di eliminare completamente le autovetture da Piazza Paolo VI ragionando, ovviamente, sul fatto che alcuni residenti che vivono nella piazza stessa non hanno un posto auto e che quindi si rende necessario un accordo con la società che gestisce i parcheggi cittadini». In conclusione il presidente della Centro precisa: «Io, come altri esponenti del mio partito Pdl, sono per la pedonalizzazione della Piazza».


Giornale di Brescia 05 gennaio 2011
Gallizioli della Lega: «Pedonalizzare il centro»
Il Carroccio interviene in merito alle dichiarazioni di Legambiente, che definiscono Piazza Paolo VI, «un gioiello ma divenuto un garage a cielo aperto».
A ribadire la posizione della Lega Nord è il capogruppo in Consiglio comunale, Nicola Gallizioli, secondo cui il partito «era già scettico all'inizio sull'apertura, seppur limitata, alle auto in Piazza Paolo VI; oggi più che mai, dopo aver sperimentato queste nuove modalità e di fronte al risultato evidente di deturpamento sia dell'immagine che della fruibilità del luogo e di scarso interesse suscitato tra i cittadini, ribadiamo con convinzione la necessità che il Comune provveda a pedonalizzarla. Questo è il primo passo per la pedonalizzazione di un'area più vasta del cuore cittadino». Ed aggiunge: «Oggi c'è una diversa consapevolezza sulla vivibilità e la fruibilità del centro storico; le pedonalizzazioni, se fatte in un certo modo e unitamente a politiche di valorizzazione, non sono più oggetto di divisioni tra cittadini e commercianti ma possono essere un'occasione concreta di rilancio sia economico che in termini di vivibilità della città». La Lega sostiene che Brescia «deve diventare una città sostenibile, sempre più vicina ai modelli mitteleuropei e per questo chiede ai suoi alleati di abbandonare ogni timidezza: la chiusura non si deve limitare alla sola piazza Paolo VI. Siamo pronti a mobilitarci attraverso una petizione popolare da portare in Consiglio».


Bresciaoggi  05 gennaio 2011

VIABILITA'. Continuano in Loggia le riflessioni sui problemi legati al traffico e alla sosta in centro storico. Anche da piazza Vittoria potrebbero sparire tutte le auto

Corso Mameli va verso la pedonalizzazione totale

La Lega: «Brescia imiti le città mitteleuropee: pedonalizzi in fretta piazza Duomo e il "cuore"»

La politica delle pedonalizzaioni che dovrebbe contrassegnare la fase due della mobilità cittadina, o, per dirla in altro modo, la versione matura del Piano sosta, potrebbe prevedere anche la chiusura al traffico di corso Mameli.
IL CORSO sul quale ha aperto i battenti Buonissimo, il megastore della ristorazione e alimentazione, allo stato si trova in regime di cosiddetta pedonalità trenta. Ma in Loggia si sta ragionando - fa sapere l'assessore al traffico Nicola Orto - su una vera pedonalizzazione, interdicendo l'accesso dalle 0 alle 24 ai veicoli. Consentendolo, cioè, solo ai residenti. È questo un tassello della futura viabilità cittadina, su cui la Giunta fa valutazioni. Molte delle quali ad esempio riguardano piazza della Vittoria, per la quale è sul tavolo anche l'ipotesi di togliere la possibilità di parcheggiare a tutti, concedendo in cambio ai residenti un posto gratuito nel sottostante parcheggio.
Riguardo invece a piazza del Duomo, di cui nell'edizione di ieri si è ricordata la posizione di Legambiente a favore di una rapida pedonalizzazione si registra l'intervento del capogruppo della Lega Nord in Loggia Nicola Gallizioli: «Già scettici all'inizio sull'apertura alle auto in piazza Paolo VI, difronte al deturpamento del luogo ribadiamo la necessità che l'Amministrazione comunale provveda a pedonalizzarla».
Per la Lega «Brescia deve diventare una città sostenibile, sempre più vicina ai modelli mitteleuropei e per questo chiediamo ai nostri alleati di abbandonare ogni timidezza e di avere il coraggio di affrontare questa scelta storica che non si deve limitare alla sola piazza Paolo VI ma ad un'area più vasta del cuore cittadino e che può rappresentare in modo concreto un'occasione di rilancio del centro storico. La Lega Nord è anche pronta a mobilitarsi attraverso una petizione popolare da portare in Consiglio affinché su questo tema il consiglio stesso possa confrontarsi ed esprimersi». E.B.

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Bresciaoggi  04 gennaio 2011

L'ARIA CHE RESPIRIAMO. Le centraline di Broletto, Villaggio Sereno, Rezzato e Sarezzo evidenziano dati sempre allarmanti. Dall'Ue in arrivo nuove multe all'Italia

Pm10: gli esuberi sono tornati a crescere

Thomas Bendinelli

Polveri: nel 2010 un salto indietro di tre anni, Brescia è di nuovo ai livelli del 2007 dopo il costante miglioramento dal 2004 in avanti

Nel 2010 il traguardo lo avevamo tagliato il 13 febbraio, nel 2011 si vedrà. Una cosa però è certa: anche nel nuovo anno non rispetteremo il limite dei 35 superi annui alla concentrazione di 50 micron di Pm10 per metro cubo fissata dall'Unione Europea. I dati sono sempre assai preoccupanti, continuano a peggiorare e non lasciano la minima speranza su un'inversione di tendenza. Poco più di un mese fa la Commissione europea ha peraltro nuovamente deciso di deferire l'Italia davanti alla Corte di Giustizia UE per il mancato rispetto delle norme comunitarie sulle polveri sottili. Per Bruxelles, infatti, l'Italia (insieme ad altri Paesi), «non ha finora affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccessive di Pm10». In prospettiva, in tempi non lontani, l'ennesima multa annunciata da pagare.
L'ARIA MALSANA continua intanto a entrare nei nostri polmoni e solo la pioggia degli ultimi giorni ha evitato la scalata verso vette sempre più pericolose. Le cause del proliferare di Pm10 sono note: settore industriale e trasporto su gomma, cosa quest'ultima che vale soprattutto nelle città. Il 21 dicembre scorso la centralina del Broletto ha toccato i 119 micron per metro cubo, mentre quella di Sarezzo si è spinta fino a 135. Nei giorni precedenti, rispettivamente il 16 e il 15 dicembre, la centralina del Villaggio Sereno aveva registrato un livello di concentrazione di 133 e quella di Sarezzo di 154. Cifre impressionanti, ma non le peggiori del 2010. Il peggio è stato fatto a inizio anno proprio al Villaggio Sereno che, proprio il primo gennaio, aveva segnalato un livello di Pm10 pari a 165 micron al metro cubo, seguito a ruota il 21 gennaio dalla centralina del Broletto con un ragguardevole 148.
DI MIGLIORAMENTI alla qualità dell'aria non se ne intravedono. Giorno di supero in più o in meno, poco cambia e per respirare aria decente bisogna attendere la pioggia, il vento o qualche situazione meteorologica favorevole. La centralina del Broletto, a onor del vero, in anni passati aveva registrato lenti ma costanti miglioramenti: 138 superi nel 2004, 133 nel 2005, 128 nel 2006, 94 nel 2007, 77 nel 2008. Lo scorso anno l'inversione di tendenza con 90 superi e quest'anno 95, dato identico a quello della centralina del Villaggio Sereno. Le cose vanno un po' meglio a Rezzato, snodo di strade e dove insistono siti industriali, che a oggi registra 110 superi. Tanti, troppi, ma sempre meno dei 135 dello scorso anno o dei 172 superi del 2006. La qualità dell'aria è uno dei grandi buchi neri della nostra realtà, quello che ci fa arretrare pericolosamente nelle classifiche dell'Ecosistema urbano (il rapporto annuale di Legambiente e Sole 24 Ore) e che in ottobre ci ha portato per la prima volta nella parte bassa della classifica (in 51esima posizione) a causa di polveri sottili, biossido di azoto e rischio ozono.
ED IL FINALE del 2010 è stato davvero pessimo: Broletto, Villaggio Sereno e Rezzato sono stati sopra i livelli di guardia ininterrottamente dal 29 fino al 1 gennaio. Ieri sono scesi i valori al Broletto (46), rimanendo invece sopra i limiti nelle altre zone. I due mesi alle porte sono storicamente i più impegnativi: la centralina del Broletto ha fatto registrare ben 26 giorni di supero nel solo mese di gennaio e 16 in quello di febbraio. Cifre non troppo diverse, come si può notare in tabella, anche per le altre centraline. Un bel respiro, finché piove, e poi in apnea in attesa della primavera.


Legambiente: «È allarme»
Orto: «Presto un piano»

«La Giunta deve prendere urgentemente provvedimenti per migliorare la qualità dell'aria cittadina, a partire da serie politiche per la mobilità sostenibile, soprattutto in vista della ormai sempre più vicina entrata in funzione della metropolitana». Così il circolo di Legambiente Brescia ha commentato in una nota i dati dell'aria bresciana nel 2010. «Il conto dei giorni in esubero - aggiunte il presidente del circolo, Isaac Scaramella - è già iniziato: speriamo tra un anno di poter scrivere che finalmente si respira un po' meglio».
IN LOMBARDIA, fa notare Legambiente, solo a Monza si respira aria peggiore della nostra, avendo avuto 92 giorni di esubero nel 2010. Oltre al numero degli esuberi si fa notare che ci sono state settimane intere in cui le concentrazioni sono state oltre il doppio dei 50 milligrammi consentiti, con picchi che hanno sfiorato il triplo. «Il problema dell'aria - conclude Legambiente - va risolto su grande scala, con provvedimenti di portata almeno regionale. Questo non esime ogni amministrazione locale dal dare il proprio contributo alla lotta all'inquinamento atmosferico».
DA PARTE SUA la Giunta Comunale ha risposto annunciando nei prossimi giorni il varo di un piano che sarà presentato dagli assessori Nicola Orto, Paola Vilardi e Mario Labolani. La questione ovviamente non è di esclusiva competenza del Comune, ma dovrà essere affrontata su più tavoli, a livello provinciale, regionale, ma anche intercomunale.
Per quanto attiene alla sua delega ai trasporti Orto ha così commentato: «la questione va vista nell'insieme, è un problema di lungo corso. Abbiamo partecipato al tavolo di coordinamento con Provincia e Regione, proseguiremo con la restrizione al traffico delle auto ad alte emissioni. A questo aggiungiamo anche una pianificazione estesa: stiamo coordinando molte attività». Nello specifico si parla di: «Potenziamento del bike sharing da 24 a 56 ciclostazioni e stiamo elaborando anche uno sviluppo della rete di piste ciclabili, per il resto siamo intervenuti sulla pianificazione di area integrata anche con il car pooling, che ha visto il coinvolgimento di aziende come Ikea e Ori che hanno già aderito per i trasferimenti casa-lavoro, ma anche la razionalizzazione della consegna merci nel centro cittadino con coinvolgimento di operatori e associazioni».
L'ASSESSORE all'urbanistica e all'ambiente Paola Vilardi: «stiamo fronteggiando la questione con tutti gli strumenti a disposizione nel frattempo le condizioni climatiche non ci hanno favorito». L'assessore all'ambiente provinciale Stefano Dotti ha rivelato una possibile prospettiva studiata con l'assessorato ai trasporti guidato da Corrado Ghirardelli: «stiamo valutando l'adozione di targhe alterne o ecopass, ma sono solo ipotesi che stiamo discutendo con l'area interessata, in ogni casa servirà un discorso disincentivante del trasporto privato rispetto al pubblico».


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Bresciaoggi  04 gennaio 2011

IL CASO. Un anno fa venne annunciato lo sconto per la sosta negli autosilo comunali. Doveva essere inviata nel giro di un mese a tutti i cittadini residenti

La Card per i parcheggi? E' «scomparsa»

Eugenio Barboglio

Non è mai arrivata ai beneficiari: 130 mila maggiorenni della città La Loggia: «Distribuzione rinviata ma partirà in queste settimane»

La card che doveva servire a scontare il prezzo dei parcheggi in struttura non è mai arrivata. I residenti della città, i 130 mila maggiorenni di Brescia, avrebbero dovuto trovarsela nella cassetta delle lettere nella scorsa primavera. Almeno questo è quanto venne annunciato nel febbraio scorso da Brescia Mobilità che si sarebbe dovuta occupare dell'operazione per conto del Comune. Ossia avrebbe dovuto cablare i parcometri e le casse automatiche in modo da renderli compatibili ad accogliere la card.
LO SCONTO di cui i residenti avrebbero beneficiato era del 50 percento sul prezzo della sosta nei parcheggi e autosilo comunali. A quasi un anno da quell'annuncio però della card non c'è traccia, benchè la distribuzione avrebbe dovuto partire un mese dopo quella conferenza stampa. Cosa è successo? Perchè i cittadini bresciani sono rimasti in attesa tanto a lungo? Eppure tutto sembrava pronto, altrimenti perchè dare l'annuncio. C'era anche la deliberazione del consiglio comunale.
A quanto pare non si tratta di una retromarcia, di una cancellazione, di un ruipensamento. Ma di un rinvio, proprio ai primi di questo 2011. Quindi, anche se con un ritardo di circa un anno, ora ci saremmo quasi. Infatti l'idea di scontare il parcheggio dei residenti non è archiviata.
DI SLITTAMENTO si deve parlare. Dovuto non a problemi di bilancio: lo sconto deve essere coperto. Ma, pare, a ragioni strategiche. In questo modo la spiega l'assessore ai Trasporti, Nicola Orto: «Le apparecchiature dei parcheggi, secondo quanto mi ha comunicato Brescia Mobilità, dovrebbero essere pronte da quest'estate. parlo della cablatura dei parcometri e delle casse automatiche, necessarie per il funzionamento con la card. Ma anche su sollecitazione del sindaco si è deciso di lasciare trascorrere l'anno, e far partire l'iniziativa all'inizio del 2011. Anche in considerazione del fatto che questo sarà un anno decisivo dal punto di vista della pianificazione e della razionalizzazione complessiva, anche tariffaria. E anche in previsione dell'avvento nel sistema trasportistico cittadino del metrobus».
Per la card sarebbe finalmente la volta buona. Orto ricorda che rispondeva al criterio di riportare le tariffe al valore originario, ma accompagnandolo con la riduzione per i residenti. Nella conferenza stampa di quel febbraio erano stati forniti alcuni dati economici relativi all'operazione. «A sostenere gli oneri dello sconto - era stato sottolineato - sarà il Comune, che dovrà sborsare a Brescia Mobilità 1,8 milioni di euro per i mancati incassi. Tuttavia, già lo sconto del 20 per cento praticato dal 2007 a tutti gli utenti dei parcheggi senza distinzione di residenza è costato alle casse comunali un milione e mezzo di euro, con il 50 per cento ai residenti il Comune spenderà solo 300 mila euro in più».


LA DENUNCIA. Un dossier dell'associazione ambientalista l'ha inserita tra i luoghi simbolo in Italia deturpati dalla massiccia presenza di veicoli in sosta

Legambiente: «Piazza Paolo VI fra i disastri nazionali»

«È un gioiello, ma è diventato un garage a cielo aperto»

Piazza Paolo VI bocciata. Il verdetto arriva da Legambiente che ha compilato un dossier sulle piazze italiane invase dalle automobili. E la piazza bresciana è tra quelle indicate a simbolo di questa forma moderna di degrado dei beni culturali.
L'ASSOCIAZIONE ambientalista si è adoperata per rintracciare questo degrado e evidenziarlo. Sottolineando che vi sono numerose piazze italiane la cui bellezza viene oscurata proprio dal parcheggio dei veicoli. Quella bresciana ne è ingombra per metà, da quando la nuova amministrazione ha mutato l'orientamento seguito dalla precedente. Ora nel lato nord ci sono posti auto disponibili per residenti o per soste a rotazione.
Una situazione che a Legambiente è sufficiente per inserire la piazza nella black list della piazze rovinate dalla presenza della automobili. Poche piazze quelle citate dal dossier intitolato: piazza San Zeno a Verona, piazza Bellini a Palermo, piazza Vittorio a Torino, piazza Sant'Ambrogio a Milano, piazza Caduti della Resistenza a Padova, piazza Colombo a Genova, piazza Aldovrandi a Bologna, piazza Trieste e Trento e largo Castello a Napoli. Dossier che prende in considrazione luoghi particolarmente centrali e significativi della vita sociale delle città. Non interessa in altre parole una mappatura città per città delle piazze usate come garage. Non sono citate perciò piazzette e slarghi magari conciati peggio, ma marginali. E quindi non si troveranno piazze come la Labus o Pontida, piccole ma totalmente consacrate al ruolo appunto di garage a cielo aperto. Interessano le grandi piazze urbane, come è appunto quella intitolata a papa Montini. Sulla quale nel dossier si legge: «... che dire poi di piazza Paolo VI, nel cuore di Brescia, dove si affacciano il Broletto, antica sede del Comune medievale (attualmente sede della Provincia), il Duomo Vecchio in stile romanico e il Duomo Nuovo tardo barocco? Dopo anni di battaglia, la piazza era stata quasi completamente liberata dalle macchine, ma nel 2008 la nuova giunta comunale ha provveduto a reinserirvi i posti auto».
«ABBIAMO raccolto una serie di casi emblematici di cattiva gestione degli storici spazi di aggregazione sociale e culturale nonché del patrimonio artistico e turistico italiano - dichiara Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente - . Piazze storiche, veri e propri gioielli, deturpate dal parcheggio selvaggio. La domanda è: se le amministrazioni locali non sono in grado di migliorare la vivibilità urbana restituendo queste poche centinaia di metri quadrati ai cittadini, come si può sperare che quegli stessi amministratori abbiano le capacità di eliminare gli ingorghi e di assicurare una mobilità più spedita e sicura nel proprio territorio?».
Legambiente potrebbe però presto dover cambiare idea e stralciare dal suo dossier la ex piazza del Duomo. Nel caso si tramutasse in realtà l'ipotesi di pedonalizzazione, che potrebbe essere decisa, almeno in via sperimentale, già prima della realizzazione del parcheggio sotto al castello progettato dalla giunta Paroli. In favore di un'accelerazione della pedonalizzazione si è di recente pronunciato il vicesindaco leghista Fabio Rolfi. Ma già la scorsa estate, nell'ambito dell'aggiornamento del piano sosta, lo stesso assessore al traffico Nicola Orto si era detto favorevole ad una soluzione del genere. Che gli ambientalisti bresciani e le associazionio dei residenti vedono con favore. Anche se all'interno di un quadro complessivo di vie del centro storico, come corso Garibaldi, via Tosio o via Trieste - per citarne due «difese» dalle telecamere e una no - dove le auto sui marciapiede sono la regola.E.B.


Orto: «Pedonalizzeremo
Brescia al top in Italia»

«Ho incontrato rappresentanti di Legambiente nei giorni scorsi - commenta l'assessore Nicola Orto - e le loro indicazioni non le considero certo cestinabili. Ma credo che piazza Duomo senza auto sia un fatto estetico, più che utile all'abbassamento delle Pm10 nell'aria. Per il quale invece serve un piano complessivo».
Orto fa l'esempio delle piste ciclabali «di cui ho presentato un piano proprio nell'ultima riunione di Giunta». Quelle sì - secondo l'assessore - più utili all'abbassamento dell'inquinamento e funzionali in una strategia ampia.
Rammenta anche che «il piano sosta in vigore da un anno e mezzo ogni sei mesi viene monitorato da un apposito tavolo». Per dire che non c'è nulla di definitivo: «non è una scienza esatta, il piano». E ammonisce a non confondere: «Quello in vigore è un piano tampone, messo a punto per il periodo pre metropolitana». Ma che nel futuro c'è l'idea di pedonalizzare le maggiori piazze della città «dunque di spingersi oltre quanto fatto in precedenza». Pedonalizzazioni «sulle quali c'è anche il consenso delle associazioni dei commercianti».
Che Brescia non sia su una direzione sbagliata in materia di mobilità, Orto ne è convinto «come confermato dal terzo posto di Brescia nella graduatoria Euromobilities tra le città italiane più virtuose per investimenti nella mobilità sostenibile».
RISPETTO al parcheggio selvaggio che dalle 16 soprattutto si vede in centro (lo testimonia anche il dossier fotografico inviato a Bresciaoggi da un residente, Fancesco Vianello), l'assessore sostiene: «Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Come dicono i dati il 90 per cento dei nuovi 150 spazi ricavati per il parcheggio in centro vengono occupati dai residenti, che dunque ne beneficiano». E ancora: «Una cosa è la regolamentazione altro l'abusivismo che è un problema di controlli». E.B.

Bresciaoggi 08 gennaio 2011

IN ATTESA DEL DECRETO. Dopo la privatizzazione di fari e isole, ora si attende la lista dei beni ex militari da passare agli enti locali. E si annuncia una inedita sfida

Sede alla «Papa»: gara Provincia-Loggia

Massimo Tedeschi

Rolfi: «Abbiamo da collocare uffici comunali e, forse, il deposito bus» Molgora: «Credo il Comune stia cercando di entrare nell'operazione La soluzione ex Pietra? In via Dalmazia non c'è lo spazio per la scuola»

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Ma la Loggia non dispone di spazi già eccedenti, in vista della creazione della sede unica degli uffici negli ex magazzini generali? «Il fatto è - spiega Rolfi - che noi stiamo ragionando anche su una possibile ricollocazione di uffici e magazzini che non ci staranno nella sede unica». Ad esempio? «Stiamo pensando - spiega Rolfi - a logistica, falegnameria, depositi e Polizia locale, che in via Donegani è alle strette. Un altro tema su cui stiamo riflettendo è il trasporto pubblico, ovvero il deposito dei bus di via Sandonino che ha una collocazione problematica nel tessuto urbano. Tutte valutazioni in corso, anche per valorizzare gli spazi che si potrebbero liberare».
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Giornale di Brescia 08 gennaio 2011

Sulla caserma Papa scoppia la contesa tra Loggia e Broletto Rolfi: «Anche noi siamo interessati agli spazi, che potrebbero essere adibiti a magazzini e uffici»

Rolfi: «Anche noi siamo interessati agli spazi, che potrebbero essere adibiti a magazzini e uffici»

Il Broletto incalza, la Loggia rilancia. Al centro del duello, squisitamente leghista, la destinazione futura della ex caserma Papa, una delle strutture in attesa di conoscere il proprio destino sulla scia del Federalismo demaniale.
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Quali i piani comunali? L'idea è di adibire l'immobile della discordia in primis a magazzini, così da liberare, ad esempio, gli spazi oggi occupati in via Foro Boario, zona che si sta improntando sempre più su una vocazione residenziale ed artigianale. Non solo. La Papa, secondo gli amministratori locali, potrebbe essere la giusta soluzione anche per risolvere l'annosa questione dell'area di via San Donino, dove ora trova spazio il deposito dei mezzi di Brescia Trasporti. Infine, gli uffici municipali che non saranno traslocati nella nuova Sede unica del Comune (pensata all'interno degli ex Magazzini generali Borghetto) potrebbero essere collocati proprio in via Franchi.
..... n. f

SUDinFORMA numero di dicembre 2010 - Periodico di informazione della circoscrizione sud

Metrobus da problema a opportunità
Nella mia visita alla stazione di S.Eufemia alla Centrale Operativa del Metro’ con la Commissione Speciale Metrobus ho
rivolto al Presidente della commissione Metrobus Nicola Gallizioli una serie di domande e di dubbi che possono riassumere
in parte quello che discuteremo nelle assemblee pubbliche che verranno convocate nei prossimi mesi:
Giacomo Lini: “Perché una nuova commissione consigliare, quando ci sono già 7 commissioni?”
Nicola Gallizioli: “La Commissione Metrobus è finalizzata a semplificare, non a raddoppiare le Commissioni consigliari già presenti. Fino all’estate scorsa il tema metropolitana era di competenza di più Commissioni: commissione Bilancio, commissione Urbanistica, commissione LL.PP. e spesso era difficile capire chi governasse il processo decisionale. Spesso ci trovavamo con più commissioni convocate contemporaneamente con costi duplicati o triplicati per il Comune. Avevamo inoltre bisogno di una Commissione unica, affinché la Società Brescia Mobilità avesse un punto di riferimento unico e la Giunta Comunale avesse un unico luogo deputato alle discussioni

su questa materia. Da qui la nuova commissione.”
Giacomo Lini: “Ora la commissione c’è e sta lavorando, ma la prima domanda che sorge naturale è, la consegna della metropolitana a Brescia quando avverrà?” Nicola Gallizioli: “Il 31/12/2012 come da programma. La metropolitana entrerà in funzione, questo è un messaggio chiaro che l’amministrazione vuole fare arrivare a tutti i cittadini bresciani, la scadenza verrà rispettata.”
Giacomo Lini: “Quindi tutti i problemi sono stati risolti?”
Nicola Gallizioli: “No questo no, la metropolitana oggi è ancora percepita dai cittadini bresciani come un problema: in effetti qualche errore di valutazione
politica la precedente amministrazione lo ha commesso e oggi ne paghiamo le conseguenze. Il bilancio del Comune è appesantito dagli investimenti sulla Metropolitana l’anno prossimo rimanere nel patto di stabilità con una maxirata da pagare di circa 50mln di € non sarà facile. Noi siamo comunque la Giunta del fare e quindi risolveremo anche questo problema. L’obiettivo è far però percepire ai cittadini che tra due anni la Metropolitana non sarà più un problema ma
diventerà una grossa opportunità”.
Giacomo Lini: “Ma come si passa da problema ad opportunità in così poco tempo?”
Presidente Gallizioli: “con la FASE 2. Vogliamo concludere la fase uno della metropolitana entro il 31/12/2012 ma nel contempo avviare fin da subito all’interno di questa commissione la fase due della metropolitana fase che prevede l’ampliamento della metropolitana verso nuove tratte e con nuove tipologie di trasporto: sud, sud ovest, ovest. La Commissione Metrobus deve far comprendere ai cittadini, che oggi percepiscono la metropolitana come un problema, che si tratta invece di “un’opportunità”. Nei prossimi mesi verrà data la conferma, in seguito a verifiche, che il 1 gennaio 2013 vi sarà la prima corsa e che si realizzeranno le opere complementari, che consentiranno la densificazione lungo la linea della metropolitana. Per essere però attrattiva la metropolitana deve essere ampliata e integrata con gli altri trasporti cittadini. Le direttrici di ampliamento a cui stiamo pensando sono varie tra cui quella più interessante è quella a Ovest, integrando nel sistema Metro la linea Brescia Iseo Edolo.
Giacomo Lini: “E per la nostra amata circoscrizione SUD cosa ci dice?”
Presidente Gallizioli: “ La Circoscrizione Sud è la peggio servita. Qui l’idea a cui stiamo lavorando è una nuova linea metropolitana che colleghi la fermata di Lamarmora alla Fiera servendo la nuova sede del Comune in via Dalmazia e attraversando tutta via Orzinuovi.
Giacomo Lini: “Un’opera faraonica in un tempo di crisi?”
Presidente Gallizioli: “ No, stiamo pensando ad una metropolitana di superficie su modello di quella di Padova ovvero un sistema di trasporto che prevede l’utilizzo di tram leggeri su gomma ad alimentazione elettrica tramite linea aerea di contatto. Ovvero un tram veloce che colleghi rapidamente la Fiera e quindi l’autostrada e l’uscita della tangenziale a via Lamarmora e quindi alla linea 1 della Metropolitana.”
Giacomo Lini: “Quindi Brescia sarà più moderna e somiglierà sempre di più alle capitali del Nord Europa?”
Presidente Gallizioli: “Si e non dimenticate che Brescia è sul corridoio 5 ovvero quell’importante asse ferroviario ad alta velocità che attraverserà
l’Europa da Est a Ovest da lisbona a Kiev. E proprio a Brescia ci sarà una fermata dell’alta velocità. Questo significa che per in 20 minuti si è a Milano e in un quarto d’ora si è a Verona. Se Brescia avrà per tempo un sistema di trasporto locale integrato con l’alta velocità moderno ed ecologico sarà attrattiva sia dal punto di vista economico che residenziale, noi stiamo lavorando per questo.” Questa breve intervista spero abbia in parte chiarito alcune delle piu’ frequenti domande che il cittadino si pone, quando pensa al progetto ambizioso che Brescia sta’ continuando e che ultimera’ pensando gia’ al futuro e al prolungamento dell’opera metrobus , ringrazio Nicola Gallizioli per l’attenzione e il tempo che ci ha dedicato e aspetto voi tutti alle prossime assemblee che ci
vedranno impegnati con la Coordinatrice della Commissione Ambiente e Territorio Elena Arrighi a rispondere alle vostre domande.
Giacomo Lini


Non solo Metropolitana!
La ex tranvia Brescia-Soncino e la Circoscrizione Sud

Cosa c’entra, direte voi, la Circoscrizione Sud con una tranvia che non esiste più e soprattutto che è sconosciuta ai più? Obiezione respinta, c’entra eccome, e allora … mettervi comodi e dedicate 10 minuti alla conoscenza della vostra città e dei vostri quartieri .
C’era una volta … una ferrovia che attraversava il territorio dell’attuale Circoscrizione Sud, la “tranvia Brescia – Soncino”. Questa è stata una linea tranviaria extraurbana che univa la città di Brescia a Soncino (in prov. di Cremona) e che apparteneva alla cosiddetta Rete tranviaria extraurbana della Provincia di Brescia.
A causa del fatto che la Provincia di Brescia aveva concesso la costruzione delle tranvie sulle strade di sua competenza, esse si assestavano tutte sulla circonvallazione esterna alle mura della città, senza attraversare alcuna porta d’ingresso. Inoltre non erano collegate fra loro, infatti solo la Brescia-Orzinuovi- Soncino partiva dalla Stazione di Brescia.
Era un periodo storico dove le richieste, e le esigenze, di trasporto su rotaia (sia di persone che di cose) erano tantissime e prioritarie. La prima domanda di concessione di una linea tranviaria interurbana collegante Brescia a Orzinuovi e Soncino, che rispettasse i canoni del Capitolato Generale stabilito dall’Amministrazione Provinciale di Brescia, fu effettuata dalla The Tramways and General Works Company Limited, una società inglese che aveva già ottenuto in concessione la Lodi – Crema – Soncino. La proposta fu rigettata perché i britannici avevano richiesto 500 £ire annue al chilometro come sussidio, e la Deputazione bresciana non era intenzionata a rilasciare alcun contributo.
Una nuova domanda per la medesima linea venne effettuata dall’ Ing. Giovanni Corti, che forse non doveva avere molto
feeling con le imprese britanniche, tant’è che dovette accordarsi con la società belga Compagnie Genèrale des Chemins de fer secondaires. Il 3 dicembre 1880 girò il suo pacchetto di concessioni ai belgi, che costituirono la Tramways à Vapeur de la Province de Brescia.
La linea fino ad Orzinuovi fu aperta all’esercizio il 22 aprile 1881: fu la prima linea ad essere completata nel territorio bresciano; era lunga 29,2 km. Solo il 20 ottobre dello stesso anno fu inaugurato il tratto per il confine cremonese, che consentì sia alla Tramway à Vapeur di espletare le corse daBrescia a Soncino e sia alla società esercente la Lodi-Crema-Soncino di effettuare corse che giungevano alla cittadina orceana.
Il tram percorreva una parte della carreggiata della S.P. BS 235 da Brescia ad Orzinuovi, a partire dalla’attuale via Orzinuovi.
Il passaggio di consegne dalla Tramways à Vapeur alla Società Elettrica Bresciana (S.E.B.), avvenuto il 1° maggio 1907, non portò all’immediata elettrificazione della linea, come auspicato dai comuni attraversati dalla linea. Il problema del cambio di trazione rimase sospeso anche dopo la conclusione della Prima Guerra Mondiale. La nuova linea elettrificata, sempre a binario singolo, venne inaugurata il 18 marzo 1928.

Percorso attraverso l’attuale Circoscrizione Sud e i paesi della provincia
La linea tranviaria partiva dalla stazione dei tram della Tramways à Vapeur presso l’attuale stazione autobus della SIA e si immetteva nell’attuale viale Stazione in direzione di Porta San Nazzaro (attuale Piazza Repubblica). Di fronte allo scalo daziario lasciava alla sua destra la tranvia della Società Anonime d’Enterprise Generale de Travaux diretta a Mantova, le tranvie della rete extraurbana dirette a Idro e Salò e quelle della rete urbana. Prima di immettersi per la strada che portava a Orzinuovi (attraverso l’attuale via Fratelli Folonari e il primo tratto dell’attuale via Corsica), lasciava alla sua sinistra la tranvia per Ostiano e le tranvie per Gardone val Trompia e per Gussago.
La linea percorreva quindi l’attuale via Fratelli Folonari, attraversava a raso la ferrovia Milano – Venezia, passava in via Corsica e si immetteva lungo l’attuale via Zara. Non è chiaro quando si decise di sostituire l’attraversamento a raso della linea ferroviaria, facendo percorrere alla tranvia il tracciato della linea per Ostiano dall’attuale via Corsica fino all’incrocio di via Zara, sottopassando la Milano-Venezia: la variante di tracciato è attestata a partire dagli anni trenta del XX secolo. Da via Zara, la tranvia si dirigeva verso il sobborgo di Chiesanuova, utilizzando una strada oggi non più esistente che attraversava l’area dell’attuale scalo di smistamento di Brescia Scalo.
Dopo Chiesanuova, nei pressi della quale si trovava una fermata facoltativa, la tranvia si immetteva nell’attuale via Orzinuovi, oltrepassando il ponte sul fiume Mella e dirigendosi verso Roncadelle. Il percorso della tranvia seguiva quindi quello della ex S.S. 235 per Orzinuovi, poi divenuta S.P. Bs 235, occupando in sede promiscua parte della carreggiata. La linea attraversava in successione i centri abitati di Torbole, di Casaglio (poi Casaglia), Lograto, Maclodio, Corzano, Pompiano, Orzivecchi e Orzinuovi Presso il ponte sul fiume Oglio terminava l’area di
competenza della concessione rilasciata dalla Provincia di Brescia e cominciava quella della Provincia di Cremona.
A Soncino, la linea terminava presso la stazione tranviaria della tranvia Lodi-Crema-Soncino, la quale era in comune con la tranvia proveniente da Bergamo.

Vita dell’impianto tranviario
Come già detto, la linea fu aperta all’esercizio il 22 aprile 1881. Nel 1928, la Tramvie Elettriche Bresciane dovette costruire una variante di tracciato che da Casaglia passasse per Travagliato e quindi rientrasse lungo il vecchio percorso nei pressi di Lograto. La tranvia Brescia – Soncino sopravvisse alla fase di smantellamento delle altre linee provinciali durante gli anni trenta, e resistette alla concorrenza della linea ferroviaria Rovato-Soncino che aveva aperto nel 1932 e che la affiancava da Soncino fino all’abitato di Corzano. Dal 1931, a seguito della chiusura della altre due linee tranviarie, la stazione di Soncino passò interamente sotto la gestione della T.E.B. (Tramvie Elettriche Bresciane).
Nel marzo 1950, l’Amministrazione Provinciale di Brescia decise di sospendere l’esercizio nel tratto Soncino – Travagliato, i cui binari furono rimossi nel 1952. Il rimanente tratto Travagliato - Brescia, comprendente quello che passava nell’attuale territorio della Circoscrizione Sud, fu soppresso nel gennaio – febbraio 1954. E siamo così tornati ai giorni nostri … Pensateci bene, dopo quasi 60 anni dalla soppressione e a 130 anni dalla prima posa, una strada ferrata, una metropolitana, attraverserà la nostra Circoscrizione. Chi l’avrebbe mai detto? Della serie: - “a volte ritornano…” !
Cons. Antonio Pintus


Riferimenti Storici:
• Mario Alberini e Claudio Cerioli, “Trasporti
nella Provincia di Cremona - 100 anni di
storia”, 1994.
• Claudio Mafrici (1997). “I binari promiscui
- Nascita e sviluppo del sistema tranviario
extraurbano in provincia di Brescia (1875-
1930”).
• Archivio fotografico storico della Provincia
di Brescia in collaborazione con la
Fondazione Negri.


Giornale di Brescia 09 gennaio 2011
L'ASSESSORE
Appello di Cattaneo: navigazione sui laghi bisogna evitare i tagli

L'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo interviene sulla riduzione delle risorse destinate alla gestione della navigazione dei laghi Maggiore, Garda e Como. «Il taglio ai fondi alla navigazione si possono ancora evitare: ci sono le condizioni affinché in sede di conversione del decreto Milleproroghe si possano recuperare i 10 milioni di euro necessari - ha affermato Cattaneo -. Ho inviato una lettera a tutti i parlamentari lombardi, sottolineando loro la serietà della situazione e chiedendo che vengano reintrodotte le risorse necessarie. Contenere i tagli è prioritario al fine di garantire i livelli occupazionali e il pieno svolgimento del servizio navigazione che in Lombardia ha anche funzione di trasporto pubblico locale».