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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 30 gennaio 2011
Sulla Brescia-Edolo 1,3 milioni di passeggeri
Nel 2010 una media di 3.600 utenti al giorno
In programma nuove opere infrastrutturali
ISEO Circa 3.600 passeggeri al giorno. Cioè un milione e 300mila all'anno lungo i
106 chilometri della ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Calcolatrice alla mano,
significa che nel 2010 la media è di 12.264 utenti per ogni chilometro di
binari. Un trend positivo che conferma la crescita registrata nell'ultimo
decennio, sulla scorta pure di investimenti infrastrutturali e sul materiale
rotabile per oltre cento milioni di euro: da 1 milione del 2005 a 1,2 del 2008
ed ora a 1,3 milioni di viaggiatori.
La parte del leone spetta ovviamente al
pendolarismo scolastico e lavorativo, ma la sfida del futuro sta anche nel
turismo che ruota attorno a Franciacorta, lago d'Iseo e Valcamonica. Una grande
potenzialità per la strada ferrata gestita da Ferrovie Nord che in parte si
sviluppa parallelamente al servizio di pubblica navigazione sul Sebino che
l'anno scorso, con una flotta di 15 motonavi, ha trasportato un milione e mezzo
di persone.
Per la Brescia-Iseo-Edolo, con la sua storia secolare sulle
spalle, la sfida è tutta aperta. A fronte anche di nuovi investimenti per
rilanciare la linea ed il servizio passeggeri in termini di qualità. Prima tutta
la partita di messa in sicurezza e ammodernamento dei cento chilometri
abbondanti di rotaie, poi l'investimento sui treni (in termini di rinnovamento e
potenziamento) per velocizzare, razionalizzare e rendere più confortevole il
servizio ed ora nuove opere infrastrutturali, in attesa di altri otto nuovi
convogli diesel.
Già, cento milioni di euro - per lo più provenienti dalla
Regione - sono serviti a cavallo degli anni Novanta e dei Duemila per mettere in
sicurezza 98 passaggi a livello (con l'installazione di barriere) e per
eliminarne 59 (molti sostituiti da sottopassi), per installare i sistemi di
sicurezza Comando centrale traffico, Dirigente centrale operativo e Supporto
condotta treno. Tecnicismi per dire che, in termini di sicurezza e velocità, la
Brescia-Edolo ha fatto passi da gigante, anche con la ristrutturazione di
stazioni e caselli (molti dei quali ormai chiusi ma affidati in gestione,
attraverso convenzioni, ad associazioni, gruppi di volontariato ed Enti locali)
e col rinnovo dell'armamento, ossia la sostituzione di binari e traversine e le
rettifiche delle curve.
Sul fronte del materiale rotabile, dopo il revamping
di tutte le littorine diesel 668 e l'acquisto di due nuovi treni Atr 220, è
confermato per quest'anno l'arrivo scaglionato di otto nuovi treni.
Molte poi
le opere infrastrutturali in programma, fra cui l'eliminazione di altri due
passaggi a livello a Pisogne (investimento di 300mila euro) e la sistemazione
del versante franoso lungo la linea tra Malonno e Sonico (300mila euro per
mettere in sicurezza roccia e pareti boschive, anche con la regimazione delle
acque piovane) per la quale la Conferenza di servizi ha approvato il progetto
definitivo. Proprio in queste settimane è in corso la gara d'appalto dei lavori,
finanziati interamente dalla Regione.
All'esame di Ferrovie Nord, Pirellone
ed Enti locali coinvolti ci sono pure la realizzazione di una nuova fermata a
Brescia Violino, la riqualificazione delle stazioni e degli interscambi di Darfo
Boario e Castegnato nonché adeguamenti nelle stazioni d'incrocio di Borgo San
Giacomo, Passirano, Bornato-Calino e Borgonato.
Per questi interventi
saranno avviati a breve gli iter progettuali anche sulla scorta, per la stazione
di Bornato, della riapertura al servizio passeggeri della tratta che scende a
Rovato Borgo.
Marco Bonari
SEI CHILOMETRI
Rovato-Bornato, riapertura dopo 35 anni
ROVATO Una partenza in sordina, dopo 35 anni di chiusura
al traffico passeggeri, per la Rovato-Bornato. Riattivata nel giugno 2010, dopo
forti sollecitazioni da parte degli Enti locali e delle associazioni
ambientaliste, lungo i sei chilometri di ferrata che da Rovato Borgo salgono al
«nodo» di Bornato-Calino, LeNord garantiscono 16 corse (tra festivi e feriali),
concentrare negli orari del pendolarismo e del turismo domenicale. Alcuni treni
(il servizio è garantito da una littorina) provengono direttamente da Iseo
mentre altri effettuano solo il servizio navetta, con servizio passeggeri anche
alle fermate di Rovato Città e Cazzago San Martino.
Partenze da Rovato Borgo
alle 6.05, 7.05, 8.05, 9.05, 13.05, 17.05, 18.05 e 19.05 con arrivo a Rovato
Città dopo tre minuti, a Cazzago dopo sei ed a Bornato dopo nove. Partenze da
Bornato-Calino alle 5.45, 6.45, 7.45, 8.45, 12.45, 16.45, 17.45 e 18.45.
Salto di qualità con l'arrivo di 8 nuovi treni svizzeri
Entro marzo la consegna dei primi convogli da 111 posti commissionati alla Stadler
ISEO Otto nuovi treni per decretare il salto di qualità del servizio passeggeri
lungo la Brescia-Iseo-Edolo. Un'operazione da 25 milioni di euro, finanziata da
Regione Lombardia e Provincia di Brescia, che consente il rilancio del trasporto
pubblico con un occhio di riguardo anche per il turismo, per il quale LeNord
l'anno scorso hanno inaugurato il «treno dei sapori» oltre ad un calendario
d'iniziative, anche con la fattiva collaborazione dell'associazione Ferrovie
turistiche italiane.
Arrivi scaglionati, probabilmente già da marzo, per gli
otto nuovi treni diesel commissionati da Ferrovie Nord all'azienda svizzera
«Stadler» che andranno ad affiancarsi al parco delle automotrici Aln 668
«rivampizzate» (interventi di restyling e installazione di aria condizionata con
un finanziamento regionale e provinciale) ed ai due nuovi treni entrati in
servizio nel 2009. Si tratta dell'Atr 220-024 e 220-025, costruiti dalla ditta
polacca «Pesa» (3 carrozze per un totale di 154 posti a sedere, 55 metri di
lunghezza, 8 milioni di euro di costo, sostenuto da Pirellone e Broletto), che
hanno consentito un primo vero salto di qualità del servizio passeggeri, in
termini di comfort e velocità di percorrenza.
Ora si attendono le otto nuove
automotrici articolate diesel della serie GTW 2/6 (2 carrozze) che, prendendo la
denominazione di Atr 110, dovrebbero entrare in servizio ordinario al più
presto, dopo ovviamente un periodo di rodaggio sull'intera linea. Si tratta di
otto convogli da 111 posti a sedere ciascuno, vani climatizzati, lunghi 39 metri
e del peso di 67 tonnellate, capaci di raggiungere una velocità massima di 140
chilometri orari con motori diesel a basse emissioni.
m. bon.
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Giornale di Brescia 30 gennaio 2011
«Autobus: il rincaro del biglietto? È scellerato»
«Ormai anche i sassi sanno che Brescia è la terza città
più inquinata per le polveri in Europa e la nona se si prende in esame il
complesso delle sostanze nocive.
Per incrementare l'uso dei mezzi pubblici,
a sfavore dei privati, cosa fa la Giunta Paroli, preoccupata per la salute dei
suoi cittadini? Aumenta di 20 centesimi il biglietto del bus senza migliorare il
servizio».
Sconcertati dalle ultime decisioni della Loggia (da martedì primo
febbraio il biglietto costerà 1,20 euro con conseguenti aumenti per gli
abbonamenti), Francesco Catalano del Movimento per la partecipazione cittadini
per la Circoscrizione, e Maurizio Bresciani del Comitato salute, rinascita,
salvaguardia centro storico, non lasciano «raffreddare» la notizia, annunciata
solo 24 ore fa, e definiscono la decisione «scellerata, fuori luogo e anche un
po' sospetta. Non era necessario l'aumento - hanno insistito Catalano e
Bresciani - perché i soldi ci sono; per altre destinazioni si trovano subito.
Invece che fanno i nostri amministratori? Tagliano i finanziamenti al trasporto
pubblico e fanno ricadere sui cittadini la maggiorazione del biglietto. Paroli a
Roma ha votato a favore dei tagli; a Brescia - continuano i rappresentanti dei
Comitati - dove la situazione del trasporto è indecente e carente sotto il punto
di vista delle corse, degli orari, della condizione dei mezzi, tira le tasche ai
suoi concittadini che per di più non godono da un anno delle agevolazioni
fiscali in detrazione per gli abbonamenti».
L'emergenza smog sarà al centro
di una campagna di informazione che si basa sul volantinaggio nel centro storico
e sull'apertura di una pagina Facebook che raccogliere idee e adesioni. w.
n.
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Bresciaoggi 30 gennaio 2011
AMBIENTE/1. Gli attivisti lanciano la campagna Mal'Aria e tentano di
occupare i parcheggi, ma arrivano le auto
Inquinamento, Legambiente «fa sosta» in piazza Paolo VI
Silvia Ghilardi
Scaramella: «L'Oms ha notato che a una crescita di 10 microgrammi di Pm10
corrisponde un aumento dello 0,5 per cento di mortalità»
Voleva essere una protesta sui generis quella di Legambiente Brescia contro
l'utilizzo di piazza Duomo come parcheggio per automobili, ma qualcosa è andato
storto. L'idea era di occupare a piedi - dietro regolare pagamento della tariffa
prevista per i veicoli - più parcheggi possibile sottraendoli alle automobili
ma, già dalle prime ore della mattinata di ieri è stata chiara l'impossibilità
del progetto. Decine di autovetture parcheggiate all'interno delle strisce blu
si sono date freneticamente il cambio impedendo l'attuazione della protesta di
Legambiente. Ai manifestanti non è rimasto che ritagliarsi uno spazio nel centro
della piazza. Intorno a loro, non solo le auto posteggiate nei parcheggi
autorizzati ma anche un elevato numero di veicoli in divieto di sosta.
«Il
Comune ha voluto permettere la sosta in questa piazza solamente per favorire il
raggiungimento del centro storico in auto, cosa che non è degna di un paese
civile e che va controcorrente rispetto alle altre città europee» sottolinea il
vicepresidente di Legambiente Brescia, Carmine Trecroci. Una protesta, quella di
ieri, inscenata per mandare un messaggio forte all'amministrazione comunale, ma
anche per lanciare l'annuale campagna «Mal'Aria».
E A BRESCIA, dati alla
mano, non c'è certo da stare tranquilli, in particolare se si confrontano i
“record" bresciani con le direttive europee ma ancora di più con le indicazioni
elaborate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2005. La media annuale
di concentrazione di pm10 nella nostra città è stata, nel 2010, di 39,4
microgrammi per metro cubo (ug/mc). Le linee guida per la qualità dell'aria
dell'OMS considerano una soglia “sicura" una media di 20 ug/mc. In pratica la
media bresciana è il doppio di quella indicata come accettabile dall'OMS. Per
quanto riguarda la concentrazione giornaliera di polveri sottili (il limite
“sicuro" dell'OMS e dell'Ue corrisponde a 50 ug/mc) Brescia non è messa meglio.
Sono stati 89 nello scorso anno i giorni in cui è stata superata la soglia di
50ug/mc. Scorrendo i dati Arpa rilevati alle centraline collocate al Broletto,
al Villaggio Sereno, ad Odolo, a Rezzato e a Sarezzo per il mese di gennaio 2011
si vede che già in questi primi 27 giorni ci sono stati diversi superi rispetto
alla soglia definita di allarme di 75 ug/mc giornalieri (il livello di
attenzione è, invece, di 50 ug/mc). «Questi dati devono essere letti anche alla
luce di un altro fatto - spiega il presidente Isaac Scaramella -. L'Oms ha
notato che dal livello di concentrazione di 50ug/mc, una crescita di 10 ug/mc
nella concentrazione di pm10 nell'aria può provocare un conseguente aumento di
mortalità giornaliera dello 0,5 per cento».
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Giornale di Brescia 29 gennaio 2011
Bus più caro, via il bollino ai residenti
Da martedì il biglietto per circolare in città sui mezzi pubblici sale a 1 euro e 20
Nella nuova geografia dei «cittadini autorizzati» tutti pagano dazio: da 120 a 300 euro
Primo febbraio. Questa la data di partenza della «rivoluzione della sosta», il
nuovo alfabeto della mobilità cittadina che porterà a compimento il percorso
avviato dal sindaco Paroli e dalla sua squadra con la stesura del programma
elettorale. A partire dal bollino sinora pagato dai residenti in centro storico
(che verrà reso gratuito per due auto a famiglia) fino al pagamento di una quota
fissa - annua, mensile o giornaliera - per gli operatori già autorizzati
all'accesso nelle zone a traffico limitato (commercianti, rappresentanti della
pubblica amministrazione, associazioni), passando per il biglietto dell'autobus:
l'aumento del ticket, già annunciato e necessario per poter sostenere
l'equilibrio finanziario del metrò, sarà però «soft». Il costo è infatti fissato
in 1,20 euro anziché 1,90 euro, come invece era stato sancito nella delibera
dell'Amministrazione precedente. Un 20% che andrà a riflettersi e ricalcarsi
anche sugli abbonamenti studenteschi (che passeranno dagli attuali 210 euro ai
252 ormai stabiliti).
«La decisione dell'aumento del biglietto è stata
sofferta, ma obbligata - spiega il sindaco Paroli -. Questo perché bisogna
risolvere il nodo Metrobus, un tema che stiamo affrontando nella direzione
giusta, ovvero cercando di trasformarlo da problema economico a risorsa per la
città. Abbiamo però cercato di farlo riducendo l'impatto il più possibile: se è
vero cioè che il passo andava compiuto, era però improponibile il prospetto
lasciatoci in eredità dalla Giunta Corsini, che prevedeva un costo di 1,90
euro». Una decisione politica quindi, che si basa sulla volontà di «rendere
socialmente accessibile il trasporto pubblico - chiarisce l'assessore al
Bilancio, Fausto Di Mezza - e di non penalizzarlo troppo rispetto a quello
privato». E a chi domanda se il prossimo anno si andrà incontro ad ulteriori
aumenti, la Loggia risponde che «non si può davvero ancora prevedere», anche se
l'obiettivo resta il «prezzo bloccato».
Capitolo due: la nuova geografia dei
permessi per l'accesso in centro storico (i dettagli nell'articolo sotto). «Con
questo nuovo provvedimento - puntualizza Paroli - mettiamo in atto quanto
promesso nel programma elettorale, andando incontro ai residenti e ai
commercianti proprio per perseguire il comune obiettivo di rendere il nucleo
antico vivo e vivace». Attenzione però: a metodo diverso non corrisponde una
maggiore possibilità di varcare le Ztl. «Abbiamo valorizzato queste due
categorie ma senza agevolare e implementare gli accessi nelle mura venete.
Dev'essere cioè chiaro che non si aprono nuove porte: si parla solo delle
categorie autorizzate» specifica il primo cittadino. L'operazione sosta -
nonostante il taglio del bollino residenti e secondo una prima stima - dovrebbe
fare entrare nelle casse del Comune circa 250mila euro, fondi che «saranno
utilizzati per il decoro e la cura del centro storico» annuncia soddisfatto
l'assessore della partita, Mario Labolani. Il nuovo piano partirà in via
sperimentale per un anno: «Poi - conclude Paroli - penseremo anche ad una
selezione dei veicoli che potranno accedere al nucleo antico, perché resti alta
l'attenzione sull'ambiente».
Nuri Fatolahzadeh

Il rinnovato alfabeto della sosta lancia segnali... «in
codice»
Ma, in pratica, come funzionerà? Partiamo dai residenti
in centro storico. Ad ogni nucleo familiare verranno trasmessi due contrassegni
gratuiti per altrettante targhe.
Le famiglie con più di due auto potranno
ugualmente girare nel nucleo antico, ma dovranno pagare una quota fissa pari a
150 euro l'anno per ogni veicolo in più. Chi invece possiede il box auto privato
si vedrà confermato il contrassegno gratuito.
Due: i commercianti. Per loro,
il tempo di sosta gratuita per carico e scarico aumenta da 15 a 30 minuti. Il
contrassegno potrà valere per tre targhe. Rappresentanti di commercio,
artigiani, e altre categorie avranno due opzioni. Per l'ingresso in una fascia
di tempo limitata il tagliando passa da 120 a 180 . Per le 24 ore il «pass»
costerà invece 240 euro. Gratuito il contrassegno di forze di polizia e veicoli
istituzionali. Per le auto personali il costo è invece fissato in 150 . Stessa
tariffa per consiglieri comunali, assessori e parlamentari.
I partiti, come
le associazioni dovranno pagare 300 euro l'anno oppure la tariffa giornaliera (4
euro), mensile (50 euro), trimestrale (120 euro).
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Bresciaoggi 29 gennaio 2011
EFFETTO-METROBUS. Deliberati ieri gli aumenti dei prezzi dei titoli di
viaggio sui mezzi di Brescia Trasporti. Ticket e abbonamenti crescono del venti
per cento
La giunta ha deciso: biglietto dei bus a 1.20
Eugenio Barboglio
Il sindaco Paroli: «Una scelta obbligata legata alla sostenibilità del piano
finanziario del metrò Ma non è ipotizzabile portarlo a 1,90 nel 2012»
Non è certo un fulmine a ciel sereno. Questo per dire che nessuno si può stupire
che il biglietto dell'autobus balzi a 1 euro e venti centesimi da martedì.
Dall'euro tondo che costava. La misura era nell'aria. Anzi era praticamente
scontata, perchè già scritta. Scritta dalla scorsa amministrazione e attuata
dall'attuale.
L'AMMINISTRAZIONE Corsini infatti aveva stabilito un percorso
di crescita del prezzo del biglietto dei bus che avrebbe dovuto arrivare nel
2012 a un 1,90 euro. All'amministrazione Paroli che è subentrata è toccata la
calibratura, i tempi, la scansione di questa crescita dettata dal piano
finanziario del metrobus.
Sul «quantum» del primo gradino si è discusso a
lungo, stiracchiando i centesimi. Alla fine la giunta ha deliberato ieri per il
20 per cento. Biglietto e abbonamenti aumenteranno di quella percentuale, a
partire dal primo di febbraio. Da martedì che il biglietto sarà più caro. E
anche lo studente o il pensionato che faranno l'abbonamento dovranno spendere di
più per salire sul solito bus e per fare le solite corse, a scuola o per
visitare i nipotini.
La misura era prevista nel piano di sostenibilità
economica della metropolitana leggera che si regge appunto anche sull'escalation
tariffaria sulla rete di Brescia Trasporti. Il dubbio è sempre stato quando
questo aumento sarebbe scattato e quanto avrebbe pesato sulle tasche degli
utenti.
I centesimi di euro in più dovevano da una parte non provocare una
levata di scudi dell'opinione pubblica e dall'altra non fare perdere
concorrenzialità al trasporto pubblico al cospetto del privato. In altre parole,
si doveva trovare un equilibrio, un giusto mezzo per non rischiare di
incentivare troppo l'uso dell'automobile e far crollare la competitività
dell'autobus. Questo equilibrio la Giunta lo ha individuato e fissato nel 20 per
cento di incremento.
«Alla base di questo provvedimento non ci sono tanto i
tagli dei fondi regionali per il trasporto, quanto la necessità di venire
incontro, con questo strumento, agli impegni per il metrobus», ribadisce il
sindaco Adriano Paroli. Che parla perciò «di scelta obbligata». E aggiunge: «A
ben vedere il traguardo dell'1,90 euro nel 2012 avrebbe richiesto un aumento
superiore al 20 per cento che abbiamo deliberato. Ma quel tetto non abbiamo
intenzione di toccarlo, perchè lo riteniamo insostenibile, la gente farebbe
fatica ad accettarlo e finirebbe col disertare il mezzo pubblico».
È BENE
ricordare che il contratto di servizio prevede che a Brescia Trasporti entri di
più di quanto speso effettivamente dall'utente al momento dell'acquisto del
biglietto: un euro e trenta e non un euro. La differenza infatti la mette
Comune.
Paroli e l'assessore Fausto Di Mezza vorrebbero dunque tenere duro
nel medio periodo: «La nostra intenzione - dicono - è di arrivare alla
metrolpolitana mantenendo il prezzo del ticket ad un euro e venti».
L'alternativa potrebbe essere quella di concentare gli aumenti sul biglietto,
bilanciando pero con l'implementazione, a prezzi abbassati e concorrenziali, di
catnet e pacchetti scontati o sconti sugli stessi abbonamenti. Certo è - ammette
il sindaco - che quando il metrobus sarà funzionante occorrerà ripensare un po'
tutto, anche dal punto di vista dei titoli di trasporto».
La decisione di
partire dal primo giorno di febbraio - sottolineano Claudio Garatti e Marco
Medeghini dirigenti di Brescia Mobilità - è legata all'entrata in vigore in
quella giornata di cinque nuove tipologie di titolo di viaggio in Lombardia.
Paroli dal canto suo ricorda che comunque tutti i biglietti venduti e acquistati
prima di quella data, e quindi al costo di un solo euro, continueranno ad essere
validi. Ai rivenditori invece da martedì si dovranno un euro e venti per ogni
biglietto.

LA NOVITÀ. Diventa una realtà la promessa contenuta nel programma elettorale
del 2008 del centrodestra
Sosta in centro, via la «tassa» dei residenti
Per parcheggiare non dovranno più munirsi del bollino da 50 euro
I
residenti del centro storico si vedono recapitare ad ogni inizio d'anno un
contrassegno «R». È un permesso annuale per la sosta che però da solo non dà
titolo a lasciare l'auto in uno dei quasi tremila posti riservati. È incompleto.
È un mezzo permesso.
Manca di un elemento fondamentale, senza il quale si
prende la multa. Manca del bollino che si trova in tabaccheria, ma che costa 50
euro. Ma solo fino all'anno appena trascorso, perchè da ieri la Giunta ha
cambiato strada. Ha svoltato, proprio come aveva annunciato in campagna
elettorale. Del bollino non ci sarà più bisogno. E quindi i residenti non
dovranno più sborsare i 50euro.
LA NOVITÀ era in incubazione da tempo.
L'assessore Orto e il sindaco Paroli non avevano mai accantonato un
provvedimento messo nel programma elettorale. Ma non lo avevano ancora attuato.
Eletto in Loggia, Paroli nel piano sosta non aveva incluso la cancellazione del
bollino. Erano pur sempre 250mila euro che entravano nelle casse comunali, di
cui non era facile privarsi dall'oggi al domani. Lo ha fatto ora, accompagnando
però il provvedimento con una manovra che dovrebbe portare compensazioni
economiche. La «ratio» infatti è: via i bollini ma gli altri permessi di
ingresso e sosta nella Ztl costeranno di più. Una strategia, una
riparametrazione che nelle stime della Loggia sarà a somma positiva. Pagando di
più il contrassegno, soggetti come politici, giornalisti, rappresentanti di
commercio, membri di associazioni, artigiani ecc faranno superare gli introiti
garantiti fino a ieri dai residenti. E quel margine tornerà a vantaggio degli
stessi residenti, in forma di investimenti per l'abbellimento del centro
storico.
Viene quindi ristabilito il diritto a parcheggiare senza oneri, un
diritto che però non vale illimitatamente. Infatti non avverrà che un residente
con 4 auto potrà parcheggiarle tutte gratis. La tassa è infatti tolta su due
«targhe» non di più per ogni nucleo famigliare. E se questa famiglia è un
single, allora la gratuità rigurderà un solo mezzo. Per tutti gli altri di cui
fossero in possesso i residenti scatterà la logica che ha ispirato tutta la
manovra. Ossia, gli altri permessi sono più salati. Così per le eventuali terze,
quarte, quinte macchine si sborseranno 150 euro cadauna per posteggiare. Non
però per transitare nel caso si disponga di un box: l'accesso non costerà in
quel caso.
PER IL RESTO, questa è la nuova disciplina della sosta nella Ztl.
Per le attività commerciali confermata la gratuità del contrassegno «M» con
estensione da 15 a 30 minuti del tempo di sosta. Il contrassegno potrà riportare
fino a tre targhe. Rappresentanti di commercio, le agenzia funebri, artigiani,
attività con consegne a domicilio «OE» il costo annuo passa da 120 a 180 euro
per la fascia limitata e a 240 per la nuova fascia h. 24. Ampliata da 30 a 45
minuti la sosta gratuita per i medici «OM». Quanto alle forze dell'ordine,
veicoli istituzionali e organi di stampa «CSG» la sosta è gratis per i mezzi di
servizio, costa 150 euro per quelli privati. Stesso prezzo, 150 euro, per
soggetti «CSP» che svolgono funzioni pubbliche come consiglieri, assessori e
parlamentari. Le altre categorie «Tp» che si avvalgono di permessi temporanei
non rinnovabili automaticamente pagheranno 300 euro annui, oppure 4 euro per il
giornaliero, 50 per un mese, 120 euro per un trisettimanale. Zero costo per i
contrassegni ad associazioni di assistenza e auto elettriche. E.B |
Giornale di Brescia 28 gennaio 2011
Smog, Brescia non blocca il traffico
La Regione sottolinea la
diminuzione della concentrazione degli inquinanti
Comune e Provincia si
incontrano tra una settimana per decidere misure diverse
Nessun blocco del traffico la prossima domenica ma una serie di iniziative per
il mese di febbraio, che saranno elaborate in occasione di un tavolo tecnico
convocato il prossimo giovedì. Sono queste le decisioni prese dalla Provincia a
seguito del Tavolo aria riunito ieri mattina, a palazzo Pirelli, dall'assessore
regionale all'Ambiente, energia e reti Marcello Raimondi. Un incontro durante il
quale è emerso però come, secondo i dati elaborati da Arpa Lombardia, «si sia
assistito, negli ultimi anni, a una costante diminuzione della concentrazione di
inquinanti nell'aria».
«Dopo anni di misure severissime, ora gli sforzi si
concentreranno in modo particolare sulla limitazione delle fonti derivanti
dall'industria, sul potenziamento della misurazione della qualità dell'aria e in
un maggior impegno nel settore agricolo - ha affermato Raimondi alla presenza di
rappresentanti di Province, Comuni, associazioni, imprese, sindacati e altri
soggetti pubblici e privati -. Daremo anche nuovo impulso alla termoregolazione
e contabilizzazione del calore degli edifici e alla certificazione energetica».
È stata inoltre condivisa l'apertura di una serie di tavoli di approfondimento e
confronto sulla mobilità sostenibile, mentre Milano ha stabilito un blocco del
traffico per la prossima domenica.
«Interventi spot non servono, è necessario
un piano d'azione strutturato» concordano Corrado Ghirardelli, assessore
provinciale ai Trasporti, e Paola Vilardi, assessore comunale all'Ambiente. «Il
problema c'è ma il trend generale non è negativo, rispetto ai dati degli ultimi
due anni - spiegano -. Dal 2006 sono stati messi in campo dalla Regione una
serie di interventi, contributi, bandi e modifiche normative, accolti dalle
istituzioni locali. Molti sono convinti che la maggior parte delle emissioni
dipendano dal trasporto veicolare mentre un ruolo importante è giocato anche
dalla combustione della legna e dall'attività agricola. Raimondi ha sottolineato
come vada posta inoltre attenzione nella pianificazione urbanistica».
Il
problema sarà affrontato in primo luogo con la riunione di un tavolo tecnico,
alle 15 di giovedì 3 febbraio, nella sede provinciale in via Milano.
«Parteciperanno i Comuni dell'area critica e di seconda cerchia, Arpa e Comunità
montane - spiega Ghirardelli -. Non è esclusa, tra le altre cose, la
circolazione a targhe alterne. Si deve far sì che i cittadini si comportino
correttamente».
Saranno inoltre resi noti nelle prossime settimane «i
risultati e le considerazioni emersi da un lavoro interassessoriale, che si è
mosso a partire dal tavolo richiesto, nel febbraio 2010, dal sindaco Paroli»
aggiunge Vilardi.
Il Pd in Regione Lombardia è invece critico. Secondo i
consiglieri Martina e Civati la Regione avrebbe «abdicato al ruolo di regia che
la legge lombarda sull'aria le attribuisce. La Giunta Formigoni sta
sottovalutando l'emergenza smog - aggiungono -. Non basta sbandierare interventi
di lungo periodo per risolvere un problema attualissimo».
Chiara Corti
«La Giunta Paroli non ha un piano»
La denuncia di Brescia per passione e Laura Castelletti
«Il risanamento della qualità dell'aria per la tutela della salute di tutti i
cittadini deve diventare una priorità nell'agenda politica della Giunta.
Occorrono azioni immediate, come un'unità di crisi composta da esperti e medici,
per traghettarci oltre l'emergenza».
È questa l'opinione dell'associazione
Brescia per passione guidata dal consigliere comunale Laura Castelletti. «Ormai
anche le pietre sanno che le polveri sottili sono fuori controllo e che la città
è la terza più inquinata d'Europa, come registrano i dati Istat dell'Agenzia
europea per l'ambiente - spiega -. Il 2010 si è chiuso con un totale di 112
giorni di superamento del valore limite di Pm10 e dall'1 al 25 gennaio le
centraline di Broletto e Villaggio Sereno registrano 23 giorni oltre le soglie
consentite. I cittadini si preoccupano del problema ma è evidente che
l'Amministrazione non ha individuato una strategia da seguire. Così come è
evidente che non affronta con necessaria convinzione un'emergenza che certo non
ha provocato ma che dovrebbe essere superata e per la quale non esiste invece un
piano di interventi a lungo e medio termine. La città non è ancora inoltre a
conoscenza né dei risultati né del piano d'azione del tavolo di studio voluto lo
scorso febbraio dal sindaco Paroli» conclude Castelletti, sollecitando la Giunta
ad «affrontare concretamente la questione, guidando anche i cittadini a tenere e
promuovere uno stile di vita più rispettoso dell'ambiente».
Gennaio, da cinque anni mese terribile per i
polmoni
Un tranquillo mese di paura. Anzi, per ora sono 26
giorni. A gennaio non è passata una giornata senza superamenti dei livelli
«normali» di Pm10 nell'aria.
Le centraline di Broletto, Villaggio Sereno,
Odolo, Rezzato e Sarezzo hanno sempre segnalato una presenza eccessiva di
inquinanti. A livelli diversi, certo, perché se prendiamo il 4, ad esempio, la
soglia di attenzione di 50 migrogrammi per metro cubo d'aria è infranta solo
nelle postazioni di Odolo e Rezzato, mentre le altre rientrano nella norma. Se
si considera l'area omogenea di Brescia disegnata dalle centraline, comunque, il
dato è che non c'è pace per i polmoni. Tanto più che sono 16 le date nei quali
almeno una postazione ha rilevato il superamento della soglia di allarme,
indicata a 75 mgc/mc. I casi più eclatanti, con oltre la metà delle centraline
fuori dalla norma, si sono verificati il 9, 17, 19, 24, 25, 26. Nell'ultima
settimana si registra un'escalation, dato che da lunedì l'aria è andata in
costante peggioramento in tutte le zone. Una tendenza che pare inarrestabile con
queste condizioni atmosferiche. Senza vento o pioggia, l'atmosfera bresciana si
riempie di gas. Ma è tutta l'area lombarda e del nord Italia a soffrire, in
attesa di soluzioni.
E gli anni scorsi? Secondo i dati Arpa il gennaio 2010
fu di poco migliore, con livelli di criticità costanti attenuati da 5 giorni
normali nella prima parte del mese. Nel 2009 un'altalena tra livelli di
attenzione e di allarme, con una sola giornata caratterizzata da concentrazioni
sotto la soglia per pochi milligrammi. Si presentava meglio il 2008 (sette date
senza superamenti) mentre gennaio 2007 dava 16 giorni con livelli d'allarme
nella maggior parte delle centraline. Una caratteristica ereditata dal 2006.
Considerando la sola città, negli ultimi 5 anni i superamenti sono avvenuti per
almeno metà del mese.
Si può sperare in febbraio? Secondo le statistiche,
no.
Emanuele Galesi
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Giornale di Brescia 27 gennaio 2011- SONDAGGIO su www.giornaledibrescia.it
«Bus più caro? Non lo prendo più»
Così
il 50% dei nostri lettori ha risposto alle domande proposte sul web in
merito all’aumento del costo del biglietto di viaggio. Il 27%
userebbe meno i mezzi pubblici
Il biglietto dell'autobus a 1,20 euro? Dato che nessun rincaro tariffario è
accolto con entusiasmo, era difficile attendersi una reazione favorevole
all'annuncio del sindaco Paroli in merito al ritocco verso l'alto del tagliando.
«In caso di aumento, usereste ugualmente il bus?», chiedeva ieri il Giornale
di Brescia sul web. Bene, il 50% dei lettori ha risposto «no», il 27% ha
indicato che utilizzerebbe di meno i mezzi pubblici, mentre solo il 23% ha dato
risposta positiva.
I venti centesimi di differenza sono giustificati, secondo
quanto ha affermato il primo cittadino, dai tagli regionali e governativi in
tema di trasporto pubblico locale, pari a circa due milioni di euro.
Non
solo, sulle casse della Loggia pesano anche le spese del Metrobus. L'aumento
dovrebbe scattare nelle prossime settimane, in proposito Paroli ha ricordato che
il costo del biglietto previsto dalla precedente amministrazione «era pari a
1,90 euro». Il rincaro c'è, ma è soft.
In attesa di verificare le reazioni di
fronte all'effettivo sovrapprezzo, ai lettori è stato anche chiesto cosa
potenzierebbero a fronte di un biglietto da 1,20 euro.
In questo caso, vince
nettamente chi chiede una maggiore frequenza delle corse, con una percentuale
pari al 67% di chi ha risposto. Sul sito del giornale, il 20% ha messo in primo
piano una più elevata qualità del servizio, mentre il restante 13% indica come
necessario un aumento delle linee.
Alla consultazione on-line da noi
effettuata a notizia ancora calda, si possono aggiungere le opinioni emerse
dalle indagini di customer satisfaction condotte direttamente da Brescia
Trasporti. In questo caso, a fronte di un generale apprezzamento del servizio,
emergono come temi sensibili la pulizia dei mezzi, la sicurezza al loro interno
e la loro puntualità.
Con i rincari, è lecito aspettarsi una maggiore
attenzione dei viaggiatori verso le criticità del servizio, con conseguenti
lamentele.
Intanto, però, giungono le prime reazioni all'annuncio del
sindaco. Legambiente chiede che «il ritocco tariffario sia preceduto da un
miglioramento del servizio».
Nella nota dei rappresentanti
dell'organizzazione, Dario Balotta e Isaac Scaramella, si sottolinea la
necessità di «una vera integrazione tariffaria con l'adozione di un titolo unico
di viaggio da usare sulle diverse compagnie. Serve inoltre una strategia della
sosta che incentivi e non penalizzi l'uso del mezzo pubblico».
Emanuele
Galesi
PREFERENZE
Più abbonamenti che biglietti
L'abbonamento resta il titolo di viaggio preferito da
chi viaggia in autobus. Questione di comodità e di prezzo: tra gli ordinari, gli
abbonati sono circa tre volte il numero di passeggeri con biglietto. Nell'area
integrata, il 2010 si è chiuso con una lieve diminuzione delle carte acquistate
da lavoratori e generici, mentre sono cresciuti in modo significativo gli
studenti: +1.871 rispetto al 2009, +4.385 sul 2008. Allo stesso modo, sono in
rialzo gli abbonamenti integrati con i mezzi di trasporto extraurbani, saliti di
1.717 unità sul 2009 e di 1.487 sul 2008.
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Bresciaoggi 27 gennaio 2011
INQUINAMENTO. La situazione sempre più critica: in 25 giorni solo 6 nella
norma. Oggi incontro in Regione
Pm10, la ricetta del Broletto: targhe alterne per 20 giorni
Mimmo Varone
Per l'assessore al Coordinamento Corrado Ghirardelli le caldaie vanno
abbassate. E i Comuni vigilino sul rispetto dei divieti
Dopo il 25 ottobre scorso torna a riunirsi in Regione il Tavolo aria con
l'assessore all'Ambiente Marcello Raimondi. I dati Arpa diffusi in quella
occasione avrebbero dovuto orientare l'azione dei 21 comuni dell'area critica
bresciana. Ma vennero rinviate al protocollo comune che avrebbe proposto
l'assessore in Broletto Corrado Ghirardelli a cui spetta il coordinamento
provinciale. Il protocollo è arrivato, tuttavia «solo 5 o 6 comuni hanno
aderito», sottolinea l'assessore.
Allora la situazione dell'aria bresciana non era neanche male. Si veniva da un
settembre del tutto normale, con valori di Pm10 sotto la soglia di attenzione a
parte due giorni di superi a Rezzato. E lo stesso ottobre aveva registrato 5
giorni sopra l'attenzione in Broletto, uno sopra l'allarme al Sereno e un altro
a Rezzato. In questo gennaio le cose sono cambiate. In 25 giorni il Broletto ne
ha registrati 6 nella norma, 12 sopra i 50 microgrammi per metro cubo
dell'attenzione e altri 6 sopra i 75 dell'allarme (uno non definito). Al Sereno
ci sono stati solo due giorni di normalità, a Rezzato uno.
CONVINCERE i
sindaci ad adottare misure impopolari, però, non è facile. E oggi l'assessore
provinciale andrà al Tavolo regionale con la proposta di «dare alle province
maggiore potere di incidere sui municipi». Il coordinamento regionale è
necessario, però «l'unico ente che può agire è la Provincia - sottolinea - e
anche Brescia deve essere d'accordo».
Ghirardelli non pensa a blocchi
domenicali. «Gli interventi da fare subito sono le targhe alterne per 15 o 20
giorni - elenca -, migliorare la situazione delle strade dopo i depositi
invernali, ridurre di un grado la temperatura nelle case e tenere le caldaie
meno accese, diminuire la velocità sulle tangenziali». Ma soprattutto, «i
sindaci devono controllare che le misure vengano rispettate - aggiunge -. Ci
sono ancora molti fuochi che si accendono nei comuni sotto i 300 metri e molta
legna che si brucia, chi fa rispettare i divieti?».
Poi, se si vuole, anche
la giornata ecologica, ma «di sabato e su tutta la provincia - sottolinea
Ghirardelli -. Per una giornata tutti insieme si lascia la macchina in garage, e
si sensibilizzano anche gli studenti sulle misure per ridurre
l'inquinamento».
Tutto questo oggi l'assessore andrà a dirlo al Tavolo
regionale, dove oltre a Regione Lombardia siedono le 12 province con i
rispettivi capoluoghi, le città oltre i 40 mila abitanti, le associazioni degli
enti locali, delle imprese, dei sindacati e delle parti sociali, aziende di
trasporto e associazioni ambientaliste. Lo scopo dichiarato da Raimondi è
verificare l'attuazione delle prescrizioni regionali più importanti. E se la
Lombardia non si sarà comportata diversamente da Brescia, correre ai ripari sarà
inevitabile.
Un tavolo regionale per risolvere il problema
L'aria è tornata pessima. Dal 5 gennaio la centralina del Broletto rileva
dati fuori norma con le sole eccezioni del 7, del 10 e del 21.
Oggi il Tavolo
regionale per la qualità dell'aria verificherà lo stato di attuazione delle
misure adottate dalla Regione, condivise dal tavolo stesso ma, almeno nel
Bresciano, snobbate dai sindaci. Poiché non tutto l'inquinamento viene dalla
circolazione automobilistica, i provvedimenti sono tanti e - sottolinea
l'assessore regionale Marcello Raimondi - vanno dalle emissioni industriali
all'inquinamento derivante dal settore agricolo.
«Continuiamo a puntare
soprattutto su soluzioni strutturali capaci di colpire le diverse fonti di
emissioni nocive in un'area sempre più vasta - precisa l'assessore -, e non ci
tiriamo indietro rispetto alle richieste dei comuni che chiedono una regia
regionale».
IL TAVOLO SARÀ occasione per fare il punto anche sulle norme
comunali, e «ai Comuni chiederemo due cose molto concrete - spiega Raimondi -,
cioè che condividano i piani di limitazione del traffico a livello locale e
attuino i controlli sulle misure strutturali messe in campo dalla Regione». Ma
chi controllerà i «controllori»?MI.VA.
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Giornale di Brescia 26 gennaio 2011
SOSTA E CENTRO STORICO
Bus: il biglietto sale a 1,20 euro
E parte la rivoluzione dei
permessi
Paroli: «Rispetteremo punto per punto il programma elettorale»
«Stop al bollino residenti, accesso a pagamento per le cs»
Via il bollino residenti, aumento «soft» per il biglietto dell'autobus, sconto
sui parcometri per i residenti in città e «tassa fissa» annuale per operatori e
rappresentanti istituzionali che vogliono accedere al nucleo antico in auto.
Questa, in poche righe, la rivoluzione della sosta su cui il sindaco Adriano
Paroli, insieme ai colleghi di Giunta, sta lavorando da mesi. E che, passo dopo
passo, vedrà passare dalla teoria alla pratica ogni suo provvedimento. A partire
da febbraio.
«Punto per punto verrà realizzato tutto ciò che è stato scritto
sul programma elettorale, un patto con i cittadini che rispetteremo in ogni sua
parte» chiarisce il primo cittadino a poche settimane dall'epilogo sulle sfide
di un 2010 faticoso e del bilancio sugli impegni di Palazzo Loggia per questo
2011 altrettanto impegnativo, in cui il capitolo mobilità e traffico è sempre
più al centro della scena: dal punto di vista politico (nel nodo deleghe
rappresenta l'assessorato più conteso tra le diverse compagini politiche) e dal
punto di vista operativo. Di qui, il «nuovo piano sosta», che ripercorre le
scelte, gli obiettivi e le scommesse di una città che cambia e in cui a fare da
contraltare a un clima contraddistinto da tagli e incertezze è la voglia - a più
riprese espressa - di rilancio. Guardando cioè sempre più concretamente alla
pedonalizzazione del centro, ma a patto che non manchino due condizioni
«imprescindibili»: l'accessibilità e la permeabilità. Perché un conto è «imporre
il divieto di ingresso in auto senza offrire nulla e allontanando così, di
fatto, i cittadini dal nucleo antico», altro conto è invece «operare per gradi,
fornire servizi alternativi pianificati insieme a coloro che vivono e lavorano
tra le mura venete, ampliare l'offerta di parcheggi fruibili per poi arrivare al
giusto equilibrio della pedonalizzazione».
Così, il ticket dell'autobus va
verso un aumento che si dovrebbe attestare attorno 1,20 euro, una scelta legata
a doppio filo ai 2 milioni di tagli che presto pioveranno a cascata da Governo e
Regione e da un piano economico del Metrobus che, con il passare dei mesi, batte
cassa. «A malincuore dobbiamo provvedere ad un aumento del biglietto del
trasporto pubblico - chiarisce il sindaco Paroli - ma lo faremo incidendo il
meno possibile sulle tasche dei bresciani. Non si tratterà quindi dell'aumento
prospettato dall'Amministrazione comunale che ci ha preceduto, il cui documento
parlava di 1,90 euro. Il costo del ticket verrà implementato solo della cifra
strettamente necessaria».
Ai blocchi di partenza - la votazione della
delibera sulla sosta è in programma per la fine di questa settimana - anche
l'addio al pagamento del bollino residenti. «Il bollino di per sé resta, ma il
contrassegno sarà erogato gratuitamente - prosegue il primo cittadino - e questo
perché garantire la gratuità a chi sceglie di abitare in centro storico è negli
obiettivi e nel programma di questa Giunta. Il tagliando riservato ai residenti
in centro comprenderà l'accesso e la sosta gratuita nel nucleo antico per un
massimo di due vetture». Partenza imminente anche per lo sconto promesso sui
parcheggi gestiti da Sintesi pensato per tutti i cittadini del capoluogo. «La
volontà è anche di diminuire le tariffe dei parcometri per i residenti in città
a partire già da quest'anno» conferma il sindaco, che pone poi l'accento anche
sul nodo «cs» (categorie speciali). «Con il nuovo documento - precisa Paroli -
si andrà a riformulare l'intera organizzazione di sosta e permessi». In pratica
verranno distinte - residenti in centro a parte - due categorie: permessi
istituzionali e permessi lavoro. «Per loro, anche se autorizzati, s'introdurrà
una tariffa graduale, sviluppata sul biennio, per l'ingresso in auto nel nucleo
antico. Perché - puntualizza Paroli - per la collettività, a partire dalla
questione ambiente, le vetture in centro hanno, di fatto, un costo sulla qualità
della vita».
Niente di nuovo invece, per il momento, sul fronte apertura e
chiusura dei varchi che regolamentano l'accesso nelle Zone a traffico limitato:
«Per ora restano tali - conclude il numero uno di Palazzo Loggia - ma nel
frattempo verrà riattivato il tavolo di lavoro con le categorie».
Nuri
Fatolahzadeh
La carica dei 42 milioni, passeggeri in leggero calo
Il consuntivo 2010 di BresciaTrasporti indica una flessione di 114mila viaggiatori (-0,27%)
Una leggera flessione del numero di passeggeri
trasportati ha caratterizzato l'attività degli autobus di Brescia Trasporti nel
2010. Rispetto all'anno precedente, infatti, l'esercizio si è chiuso con un
-0,27% che in termini assoluti vale 114.935 persone in meno.
Si è passati
dunque da 42.668.471 a 42.553.536 passeggeri, confermando una tendenza in atto
già dal 2009, quando dopo tre anni di costante crescita dell'utenza si verificò
il primo calo. A partire dal 2005 il trasporto locale della rete cittadina e
integrata aveva guadagnato oltre quattro milioni di viaggiatori, mentre ora la
curva si è piegata leggermente verso il basso. La linea 1 resta in assoluto la
più frequentata con più di 8 milioni di passeggeri, il doppio rispetto alle
linee 10 e 11, sul podio con più di 4 milioni ciascuna.
Se si considerano le
sole tariffe ordinarie, sull'intera rete il numero complessivo dei trasportati
scende a 28.242.798: la maggior parte di essi ha l'abbonamento, 20,3 milioni,
mentre i restanti 7,9 milioni acquista il biglietto. La diminuzione dei
tagliandi è stata pari al 2,5%, compensata da una crescita degli abbonati
dell'1%.
In totale, i viaggiatori ordinari fanno segnare un saldo positivo
dello 0,05%. Sono cresciuti gli studenti e i viaggiatori che utilizzano la rete
integrata con i trasporti extraurbani.
In termini di gestione delle linee,
tra il 2008 e il 2010 c'è stata una diminuzione di 160mila chilometri nel
computo delle percorrenze totali. Un leggero assestamento verso il basso che
significa un passaggio da 9 a 8,84 milioni di chilometri percorsi.
Sono
calate anche le ore di esercizio: l'anno scorso sono state 502mila, il
precedente 508mila e nel 2008, anno di picco, 519mila.
Sono state condotte
indagini anche sulla soddisfazione dei clienti: le principali criticità
riguardano la pulizia dei mezzi, la puntualità e la sicurezza contro furti e
borseggi. L'indicatore complessivo di customer satisfaction, comunque, si
colloca su un buon 7,14.egg
114.935 UTENTI INMENO
Sono
i passeggeri in meno saliti sui bus di Brescia Trasporti nel 2010.
Rispetto all’anno precedente, infatti, l’esercizio si è chiuso con un
-0,27%, il che vale appunto 114.935 persone in meno. Si è passati da
42.668.471 a 42.553.536 utenti,confermando una tendenza in atto dal 2009
INVETTA LA LINEA 1
Sul
fronte utilizzo delle singole linee, la 1 resta in assoluto la più
frequentata con più di 8 milioni di passeggeri, il doppio rispetto alle
linee 10 e 11, sul podio con più di 4 milioni ciascuna. A partire dal
2005 la rete aveva guadagnato oltre 4 milioni di viaggiatori, ma la
curva si è piegata verso il basso
TICKET E ABBONAMENTO
Sull’intera
rete il numero totale dei trasportati scende a 28.242.788: la maggior
parte di essi ha l’abbonamento, 20,3 milioni,mentrei restanti 7,9
milioni acquista il biglietto. La diminuzionedei tagliandi è statapari
al2,5%,compensatadaunacrescita degli abbonati dell’1%
Commercianti e artigiani: «Non dovete penalizzarci»
C'è
attesa per le novità annunciate dalla Loggia: «Sacrifici? Solo a patto che le
infrastrutture migliorino»
Col fiato sospeso. Tutti in attesa di comprendere come
il nuovo progetto annunciato dal sindaco e che la Giunta prenderà presto in
esame, si svilupperà.
Le associazioni di categoria di commercianti e
artigiani sono colte un po' di sorpresa dall'eventualità che i permessi di
ingresso in centro storico per i loro associati potrebbero nel futuro prossimo
crescere di prezzo. Nella consapevolezza, tuttavia, che qualche sacrificio in
più sarebbe possibile se la contropartita dal punto di vista infrastrutturale e
dei parcheggi fosse allettante.
Carlo Massoletti, presidente dell'Ascom,
prova a dare una lettura più ampia del progetto: «Si può sicuramente rivalutare
il valore del permesso di cui usufruiscono i commercianti, a patto però che sia
contenuto, anche perché da un certo punto di vista si ha il privilegio
significativo di operare in città». D'altra parte però i commercianti chiedono
che al sacrificio «moderato» di una crescita dei prezzi sia corrisposto un piano
complessivo per viabilità e infrastrutture nel centro cittadino.
«L'infrastrutturazione di Brescia dovrà essere più consistente, a partire dalla
primissima priorità che per noi è il parcheggio sotto il Castello». Sempre il
presidente di Ascom, chiede all'Amministrazione di condividere queste decisioni
con le categorie: «Anche perché negli ultimi due anni il lavoro fatto su temi
come le Ztl e il piano sosta ci hanno visti come protagonisti di un dibattito
che ha dato i suoi frutti che sono sotto gli occhi di tutti».
Insomma
d'accordo se ci saranno dimostrazioni di buona volontà da parte della Loggia di
procedere su quanto promesso con un'ultima notazione: «Ci aspettiamo - conclude
Massoletti - che in vista della partenza della metropolitana si cominci a
ragionare sul ridisegno dell'intera viabilità cittadina e del traffico in
ingresso».
A metà tra perplessità e ragionevolezza si è espresso anche
Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato: «Ho il timore che questo
approccio potrebbe avere ricadute negative sull'artigianato che oggi ha già
problemi e che ha la tendenza ad abbandonare il centro cittadino». Dall'altro
lato però lo stesso Massetti dichiara: «Siamo cittadini anche noi e capiamo che
questa operazione potrebbe anche migliorare la qualità della vita dei residenti
del centro storico. Il tutto senza dimenticare che anche l'Amministrazione avrà
sicuramente esigenze di bilancio da fronteggiare a partire dai tagli ai
trasferimenti dallo Stato». Più o meno analoga la posizione del presidente
dell'Associazione Artigiani, Enrico Mattinzoli che di primo acchito dichiara:
«Si vuole mettere in ginocchio una categoria già alle prese con molte
difficoltà». Ma il suo ragionamento prosegue, poi, nella consapevolezza «che le
Amministrazioni comunali devono rispondere ad esigenze di bilancio e che
eventuali aumenti per gli artigiani si ripercuoteranno sugli utenti». E allora
Mattinzoli entra nel merito: «L'importante è che questi aumenti e rimodulazioni
abbiano come scopo un investimento per migliorare la città».
Carlo Muzzi
INVESTIMENTI E GESTIONE
Dal nodo «Contratto dei servizi» ai binari del metrò
Il futuro
guarda a una Multiutility dei trasporti
nIn un quadro già intricato s'inserisce pure un
dibattito che si trascina ormai da mesi e che riguarda un altro nodo aperto,
quello del discusso Contratto di servizio, l'accordo siglato cioè tra Comune e
Brescia Trasporti: il documento sancisce il blocco del costo del ticket (fisso
dal 2007 a un euro), ma per fare ciò la Loggia si era a suo tempo impegnata a
ripianare la differenza di tasca propria. In pratica funziona così: ad oggi,
seguendo l'aumento graduale che doveva portare il costo del biglietto a 1,90, il
prezzo del ticket è di 1,30 centesimi. I fruitori pagano un euro, la differenza
è invece versata dalla Loggia. Per un totale di 2,6 milioni. Potrebbe essere
quindi un Polo per la mobilità sostenibile la chiave giusta per affrontare tanto
la partita legata ai costi del metrò quanto quella legata alle sfide future. E
allora la strada su cui forze politiche e amministratori si stanno confrontando
è quella di una sorta di multiutility dei trasporti, un modo per andare in
primis «in pari» con i costi e poi di «incamerare» un piccolo guadagno. Il tutto
coinvolgendo le aziende e partendo da un principio base: Brescia dev'essere il
capoluogo di una rete più ampia e il metrò l'epicentro di un sistema non solo
integrato, ma anche competitivo e di alta qualità.n. f.
Broletto: «Mancano fondi per il trasporto»
L’allarme dell’assessore Ghirardelli: «Per gli studenti aumenti tra 4 e 7 euro»
«Tra 1 milione e mezzo e 2 milioni di euro». Tanti ne
mancherebbero, secondo l'assessore al Trasporto pubblico locale Corrado
Ghirardelli, nella sua relazione di fronte alla relativa Commissione, per
garantire un servizio corrispondente a quello del 2010. Questo in seguito
all'abbattimento del 7% dei finanziamenti regionali rispetto ai 21,8 milioni
dell'anno passato, a copertura di oneri complessivi in capo al Broletto pari a
36 milioni nel 2010 e a 38 stimati per il 2011. A farne le spese, almeno dando
per buone le leve suggerite dalla Regione - tagli nei trasferimenti agli enti
pubblici e rincaro delle tariffe del 10% nel 2011 ed, eventualmente, di egual
margine nel 2012 - sarebbero le corse destinate agli studenti, sui quali
graverebbe una maggiorazione mensile tra i 4 e i 7 euro.
Idea inaccettabile,
per Ghirardelli, perché ridurrebbe il numero di chilometri annui percorsi «dagli
oltre 20 milioni attuali a 19,2, mentre i passeggeri da 20 milioni annui
vedrebbero una perdita di 1.800 unità giornaliere». La volontà dell'assessore e
della Giunta è del tutto «contraria sia a un'eliminazione delle corse, sia a
incrementi delle proporzioni paventate». A tal proposito, dunque, la soluzione
momentanea consisterebbe in un «aumento minimo delle tariffe» a fronte del
recupero di risorse «da fonti diverse, che si tratti di Ecopass o altro». Ciò
anche in vista del passaggio, per ora solo ipotetico, al titolo unico di viaggio
gestito dalla Regione. Che il Pirellone approvi o no la proposta, Brescia sembra
deputata comunque a percorrere tale direzione, stanti «bozze di accordo -
conclude Ghirardelli - definite con l'assessore comunale Orto: si costituirà una
società consortile a costo zero, poggiata sulle strutture assessorili già
collaudate».
Raffaella Mora
Bresciaoggi 26 gennaio 2011
STANGATA IN ARRIVO. Le Province lombarde chiamate a risparmiare il 7% dei
costi sull'autotrasporto pubblico extraurbano e a recuperare in efficienza un
altro 3%
Stretta sui trasporti: corse giù, biglietti su
Mimmo Varone
Il nodo viene al pettine, ed è pure grosso. Le province lombarde dovranno
accettare tagli del 7 per cento sul Trasporto pubblico locale (Tpl), recuperare
un altro 3 per cento dall'«efficientamento» del servizio e aumentare le tariffe
del 10 per cento quest'anno nonchè di un altro 10 per cento nel 2012. Rischiano
di farne le spese gli studenti. Ma la maggioranza di centrodestra ci va molto
cauta, e l'opposizione Pd è pronta a dare battaglia. Sono i primi effetti delle
sforbiciate contenute nella Finanziaria. E il primo commento dell'assessore
provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli è che «a queste condizioni non si
può operare».
SI DEVE, tuttavia. E allora si cerca di far pesare meno
possibile la sforbiciata sulle tasche dei bresciani, e di recuperare il
possibile dalle pieghe di un Bilancio già ridotto all'osso. Se le intenzioni
avranno un seguito nella realtà, il trasporto provinciale su gomma non dovrebbe
subire tagli (peraltro difficili senza modificare i contratti in essere, in
scadenza il 31 dicembre), e i cittadini dovrebbero sobbarcarsi a un «leggero
aumento».
Ieri pomeriggio Ghirardelli è andato a illustrare la situazione
davanti alla Commissione VII presieduta da Roberto Lancini. Non è stata una
sorpresa né per la maggioranza né per l'opposizione. Ma ora il problema è
uscirne nel modo più indolore possibile. L'assessore sottolinea che i tagli
della Finanziaria alla Lombardia sul fronte del Tpl ammontano a 75 milioni di
euro, che depurati dai tagli al trasporto su ferro diventano 52 milioni.
Il
Pirellone ha decretato tagli differenziati a seconda di città, province e
metropoli lombarda. Milano avrà il 12 per cento in meno, le città il 10 per
cento e le province il 7, appunto. Per Brescia, che nel bilancio di previsione
2011 ha 38 milioni di spesa per il trasporto pubblico su gomma, si tratterà di
tagliare corse – spiega Ghirardelli – per 1,6-2 milioni di euro. Vale a dire che
su 20 milioni di chilometri all'anno prodotti nella provincia bresciana (città
esclusa) e 20 milioni annui di passeggeri trasportati, bisognerebbe tagliare 800
mila chilometri pari a 1.800 passeggeri al giorno.
«Non si può», constata
Ghirardelli. Gli «efficientamenti» già operati sul Garda e altrove hanno già
permesso di risparmiare un milione. Tagliare le corse domenicali, che fanno il
pieno di passeggeri paganti (durante la settimana studenti e operai viaggiano in
abbonamento) significherebbe imporre un'altra batosta alla società di
autotrasporto. L'alternativa sarebbe tagliare le corse degli studenti. Ma lo
stesso Ghirardelli ammette che «sarebbe il caos», dal momento che già adesso le
condizioni «non sono ottimali».
AI TAGLI, poi, si aggiungono gli aumenti
imposti da Formigoni, che si tradurrebbero dai 4 ai 7 euro in più al mese
sull'abbonamento. Neanche questa sembra una strada praticabile. E l'assessore
ammette che «pesare sul bilancio delle famiglie ci metterebbe in difficoltà».
Che fare? Al momento la trattativa con la società di autotrasporto è ancora in
corso e la delibera interverrà solo venerdì o lunedì prossimo.
Intanto,
Formigoni ha annunciato il titolo unico di viaggio per gomma e ferro in tutta la
regione. Permetterebbe di risparmiare («ma con un complicatissimo meccanismo di
sconti» a detta dello stesso Ghirardelli). Le aziende di trasporto, però, non ci
credono, temono di perderci, e chiedono garanzie su quanto fissato dai contratti
di gestione. Anche questa partita resta aperta, con la speranza che i possibili
risparmi da biglietto unico possano addolcire un po' la pillola imposta alle
famiglie.
A FRONTE di una situazione ingarbugliata, l'intento della Giunta
Molgora è soprassedere ai tagli e varare un aumento minimo. L'assessore parla di
uno o due euro mensili per studente. Certo è che «la Provincia non può
sopportare tagli e aumenti» sottolinea Ghirardelli. E allora, mentre valuta il
«piccolo aumento» delle tariffe, aspetta la società consortile unica, che
dovrebbe portare un solo gestore per Brescia e provincia, e permettere qualche
taglio indolore, sopprimendo «doppioni» di corse di Sia-Saia e Brescia
Trasporti.Lunedì Ghirardelli ha incontrato il suo collega in Loggia Nicola Orto,
e a quanto pare si è registrata convergenza proprio sulla società consortile. La
Loggia, che ha i contratti di gestione in scadenza a marzo, starebbe cercando
una soluzione tecnica (minigara o proroga) per arrivare a fine anno e andare
alla gara d'appalto unica per città e provincia.
Si aprirebbero spazi di
manovra e «anche gli aumenti ipotizzati dalla Regione – riflette Ghirardelli –
si potrebbero tenere per un ragionamento complessivo con i soggetti
aggiudicatari». Oggi, però, l'urgenza è evitare il taglio del 7 per cento, e
limitare al minimo l'aumento.

IL DIBATTITO IN COMMISSIONE. Maggioranza e opposizione concordi
Parola d'ordine bipartisan «Contenere tagli e rincari»
Quando la realtà è fatta di numeri da far quadrare, ci sono pochi spazi anche al
consueto dibattito politico tra maggioranza e opposizione. E la realtà
sciorinata dall'assessore Corrado Ghirardelli, ieri, davanti alla Commissione
settima, è di quelle particolarmente stringenti. Il problema sarà far quadrare i
conti senza incidere troppo sulle tasche dei bresciani che utilizzano il pullman
per lavoro e per studio.
VA DA SÉ che il Pdl, con il capogruppo Diego
Invernici, è impegnato a sostenere senza riserve l'azione dell'assessore.
Sosterremo la sua iniziativa per far sì che l'impatto dei tagli incida in misura
minimale sull'aumento tariffario – dice Invernici – il nostro impegno sarà
trovare 1,6 milioni che porteranno il prelievo al minimo».
Per l'opposizione
Pd lo spazio non è molto. Pier Luigi Mottinelli sposta il discorso sul Bilancio
e rinnova le critiche alla politica «ragionieristica» del presidente Daniele
Molgora. «Per far fronte a una situazione del genere – sottolinea – ci vuole un
progetto di bilancio complessivo e una risposta politica». Antonella Montini,
sempre Pd, mette le mani avanti sui possibili aumenti per gli studenti.
«Aumentare il loro biglietto sarebbe assurdo – dichiara -, la scuola già
comporta molte spese e le famiglie non potrebbero sostenere costi
aggiuntivi».
Roberto Cammarata si chiede se non siano i primi effetti del
Federalismo. Il che suona la sveglia a una Lega Nord che con il presidente di
commissione Roberto Lancini replica, e per il resto si astiene dal dire alcunchè
sul rebus dei conti del Tpl.
A riportare il discorso sui binari del merito è
Giampaolo Mantelli (Gruppo misto) che sollecita a individuare corse che girano
vuote, «e ce ne sono», quanto meno per tagli mirati. Ma il dibattito almeno per
ora non si accende.MI.VA
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Giornale di Brescia 25 gennaio 2011
Brescia vuol salire sull'auto elettrica: il Comune allo
start
Consegnati due furgoncini A2A-Renault
«Conviene sia all’ambiente sia per i costi»
Brescia sale sull'auto elettrica. E per farlo - accanto ad A2A e a Renault,
partner nel progetto E-moving - si prepara a realizzare entro marzo una rete
cittadina di trenta colonnine di ricarica. «Siamo ancora in fase sperimentale -
precisa il sindaco Adriano Paroli - ma la strada è quella giusta, e noi vogliamo
percorrerla fino in fondo».
Il primo passo è stato compiuto ieri con la
consegna al Comune, da parte di Renault, di due furgoncini Kangoo Express Z.E. a
trazione elettrica che l'amministrazione utilizzerà per servizi di raccordo tra
i diversi uffici e per spostare documentazione tra i diversi settori della rete
amministrativa. Nei prossimi mesi in città arriveranno altre auto elettriche
(complessivamente 15 furgoncini Kangoo e 5 berline Fluence) che Renault
consegnerà ad aziende e a privati per sperimentarne concretamente su strada
l'utilizzo quotidiano.
«Il nostro impegno bresciano - conferma Andrea
Baracco, dirigente di Renault Italia - rientra in un più ampio impegno di
respiro europeo, che tocca capitali come Berlino e Parigi. I vantaggi che
spingono a credere nell'auto elettrica sono ovviamente di carattere ambientale,
assicurando a queste auto un livello di emissioni zero, ma anche economici.
Basti pensare che cento chilometri con motore elettrico costano un euro e venti
e altrettanti con motore a scoppio sette euro». Il nodo ambientale viene
ricordato anche da Giuliano Zuccoli, presidente del Consiglio di gestione di
A2A: «Siamo da sempre impegnati in azioni che contribuiscano a ridurre le
emissioni inquinanti e nel cercare di produrre il minor impatto possibile. La
filiera elettrica, dagli impianti di produzione fino ai motori, garantisce
standard di efficienza elevatissimi».
Il coinvolgimento di A2A, sottolinea il
sindaco Paroli, permette inoltre di progettare una rete di centraline di
ricarica che si estenda oltre la nostra città e che copra il percorso tra noi e
Milano. Dove è in corso una sperimentazione parallela a quella bresciana.
Le
auto messe a disposizione da Renault per il progetto E-moving garantiscono una
autonomia di 160 chilometri. «Un valore assolutamente in linea - sottolinea
Baracco - con l'uso concreto che dell'auto viene fatto nel nostro Paese, dove il
90% degli spostamenti è inferiore ai cento chilometri al giorno».
Passi
avanti sono stati compiuti anche sul fronte del rifornimento. Spiega l'ingegner
Paolo Rossetti, direttore tecnico di A2A: «La normativa ha recentemente
uniformato gli standard tecnici del settore, per rendere sicure e compatibili
prese e spine su tutto il territorio nazionale. Inoltre un recente
pronunciamento dell'authority consente definitivamente la ricarica a casa, la
quale, esattamente come accade oggi per i telefonini, garantisce il pieno di
energia quotidiano. Le centraline di rifornimento diffuse sul territorio
rispondono invece all'esigenza di veloci rabbocchi quando se ne presentasse la
necessità, come ad esempio nel caso di un tragitto Brescia-Milano e
ritorno».
Infine i costi. L'accordo fra A2A e Renault prevede per la tariffa
mensile di 500 euro che comprende noleggio, manutenzione e assicurazione. E una
tariffa flat di 25 euro al mese per la ricarica elettrica. A chi andranno le
auto portate a Brescia per la sperimentazione? Ad enti pubblici (come la Loggia)
e ad aziende. Ma anche a privati i cui nominativi saranno selezionati dalla casa
automobilistica. E l'approdo sul mercato è solo questione di tempo.
Massimo
Lanzini

Pulite e silenziose, ma ancora ai loro primi passi
Con batterie agli ioni di litio offrono buone prestazioni, ma sono costose e non adatte fuori città
Salutata con ottimismo come la risposta all'inquinamento urbano provocato dal
traffico, l'auto elettrica sta in realtà muovendo i primi veri passi.
La
tecnologia sin qui sviluppata, infatti, era condizionata dal peso e dalla tenuta
di carica delle batterie al nickel cadmio, criticità che ponevano non pochi
limiti all'autonomia effettiva ed alla durata nel tempo del veicolo. I passi
avanti nel settore degli accumulatori ed, in particolare, la produzione in serie
di batterie agli ioni di litio, dalle prestazioni superiori, hanno consentito di
realizzare auto elettriche interessanti per la mobilità urbana.
Le moderne
vetture elettriche (settore in cui Renault si distingue sia per imponenza di
investimenti sia per ampiezza della gamma) si muovono con disinvoltura per oltre
100 km senza dover essere ricaricate: una distanza più che sufficiente ad un
«commuter» urbano (ovvero un pendolare che si muove in un raggio di 30 km dalla
città). Hanno uno scatto al semaforo quasi da supercar, perché, non avendo il
cambio e le marce, schizzano via in presa diretta più o meno come gli scooter,
ma non sono ovviamente molto adatte all'uso su autostrade e superstrade, perché
la velocità massima non è sufficiente e, poi, andando a tavoletta, la carica
diminuisce molto rapidamente. Ci sono anche vetture elettriche come la
Californiana Tesla che toccano i 200 km/h, ma, per ora, costano più di 90mila
dollari. Le elettriche sono quindi mezzi molto validi per l'uso cittadino, anche
se, non emettendo rumore, sono potenzialmente pericolose per i pedoni, che non
le sentono arrivare: infatti alcune Case, come Nissan, le hanno per questo
dotate di «rumore artificiale».
I loro talloni di Achille sono soprattutto il
costo (tanto che molte delle sperimentazioni, come quelle di Peugeot, Citroën,
Mitsubishi, Smart e Mercedes, sono previste a noleggio tra i 400 ed i 500 euro
al mese o con destinazione Enti pubblici) e la mancanza di una vera rete di
colonnine di ricarica (è vero che possono essere ricaricate anche nel garage di
casa, ma se siete in un condominio la bolletta normalmente è condivisa).
Dopo
anni di incertezze, gli Stati Uniti hanno ora deciso di investire 115 milioni di
dollari per installare 15mila colonnine di ricarica in 16 grandi città per una
flotta di 8.300 auto elettriche. Quello di Brescia di ieri è dunque un piccolo
ma significativo passo avanti: la strada è aperta e, soprattutto, sviluppando
per la grande serie le «fuel cell» (ovvero le pile a combustibile ad idrogeno)
potrebbe, in una decina di anni, portare davvero a risultati
importanti.
Massimo Cortesi

VICEPRESIDENTE
Vittorio Cinquini: da svolta tecnica a scelta
culturale
«L'auto elettrica ha tutti gli elementi per confermarsi
una svolta tecnologica fondamentale, e per competere con l'auto con motore a
scoppio. Il passaggio fondamentale, però, è una presa di coscienza diffusa che
la faccia diventare anche una scelta culturale». A sostenerlo è Vittorio
Cinquini, vicepresidente del Consiglio di gestione di A2A. «L'auto elettrica -
sottolinea - è conveniente tanto sul piano economico quanto su quello
ambientale».
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Giornale di Brescia 25 gennaio 2011
Pm10 alto: ambientalisti suggeriscono provvedimenti
Altra giornata di sforamento, domenica, del limite di
50 microgrammi giornalieri di Pm10 per metro cubo fissata dall'Ue. Solo la
centralina dell'Arpa accanto al Broletto ha registrato un valore inferiore, al
contrario di quelli segnalati al Villaggio Sereno e a Darfo, Odolo e Sarezzo
(con addirittura 104 micron).
«Sembra ormai chiaro che anche nel 2011 non
sarà rispettato il limite dei 35 giorni di supero ammessi per un anno - commenta
Salvatore Fierro, responsabile dei Verdi per la costituente ecologista di città
e provincia -. I dati sono assai preoccupanti e continuano a peggiorare. Per far
scendere il livello di Pm10 è prioritario promuovere una campagna di riduzione
delle emissioni da parte di aziende e auto private anche attraverso
finanziamenti pubblici, bisogna abbassare la velocità su autostrade e
tangenziali e imporre su di esse il divieto di sorpasso per i veicoli pesanti.
Secondo diversi studi scientifici come Misa2-Epair - aggiunge - il numero dei
decessi provocati in Italia da Pm10, No2 (diossido di azoto), Co (anidride
carbonica) e O3 (ozono) sono intorno ai 7.400 annui, 20 persone al giorno
muoiono a causa dell'inquinamento atmosferico e sostanziale è anche il numero di
ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie di bambini e anziani. Per il
mancato rispetto delle norme comunitarie sulle polveri sottili la Commissione
europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia».
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Bresciaoggi 25 gennaio 2011
VIABILITÀ/1. Il progetto E-Moving in partnership tra Loggia, A2A e Renault è
entrato nella prima fase operativa
L'auto scalda la batteria:
ecco i primi mezzi elettrici
Mimmo Varone
Una coppia di Kangoo in dotazione al Comune e in città sono pronte quattro
colonnine per la ricarica L'intera flotta sarà di 40 vetture
L'auto elettrica mette il primo piede nella realtà. Il progetto sperimentale
E-Moving in partnership tra Loggia, A2A e Renault diventa operativo con due
Kangoo Express Ze a disposizione del Comune e quattro colonnine di ricarica con
doppio punto di prelievo, una riservata alla flotta comunale in via Marconi e
tre a uso pubblico in via Malta, Canton Mombello e via Branze. Entro marzo le
colonnine saranno 35 per 70 punti di ricarica, e progressivamente arriveranno
gli altri 18 automezzi Renault completamente elettrici destinati a Brescia.
È
IL PRIMO PASSO di una sperimentazione complessa, avviata in sinergia con Milano
e ormai pronta al confronto con l'uso quotidiano. L'intera flotta prevista dal
progetto pilota sarà di 60 veicoli Ze, 45 furgonette Kangoo Express e 15 berline
di segmento D Fluence. Per Brescia ne sono previste 20, 15 e 5 nell'ordine.
Saranno a disposizione di aziende private, società pubbliche e singoli
cittadini, a un canone mensile di 500 euro Iva inclusa comprensivo di noleggio,
manutenzione ordinaria, vettura sostitutiva, assicurazione e tariffa flat per la
ricarica elettrica fissata al valore di 25 euro (Iva e imposte incluse) per la
durata dell'utilizzo.
Le auto elettriche Renault hanno un'autonomia media di
160 chilometri, e permettono fin da ora di spostarsi da Brescia a Milano e
viceversa. Nella metropoli meneghina troveranno 200 punti di ricarica che
permetteranno il «rabbocco» di energia per tornare a casa. «Per la prima volta
un progetto di auto elettrica esce dai confini cittadini», ha sottolineato il
sindaco Adriano Paroli ieri in Loggia, alla consegna delle prime due furgonette
da oggi in uso al Comune.
Il sindaco sa che si tratta di un progetto
sperimentale, e come tale da affinare. I tempi per una ricarica completa, ad
esempio, sono ancora lunghi (6-8 ore) e per fortuna l'Autorità per l'energia e
il gas permette il «pieno» dalla presa di casa alla stessa tariffa degli usi
domestici. La possibilità di ricarica breve in 20-30 minuti arriverà più avanti.
In ogni caso «avremmo sbagliato se avessimo aspettato che tutto fosse pronto -
dice il sindaco -, sperimenteremo sul campo le soluzioni a ogni
problema».
Con lui, ieri mattina, il presidente del Consiglio di gestione A2A
Giuliano Zuccoli e il direttore area tecnica Paolo Rossetti, il direttore
comunicazione Renault Italia Andrea Baracco, presenti il vicesindaco Fabio
Rolfi, gli assessori ai Trasporti (Nicola Orto) e al Bilancio (Fausto Di Mezza).
E Zuccoli sottolinea che il progetto è «scelta strategica di grande coerenza per
un'Azienda che non dimentica le proprie radici e in campo energetico vuole
giocare un ruolo di efficienza e risparmio di emissioni a vantaggio
dell'ambiente».
In E-Moving la parte di A2A sta nella predisposizione dalla
rete di colonnine, e «la diffusione dell'auto elettrica sarà tanto più veloce -
dice Zuccoli - quanto più pronta sarà l'infrastruttura di ricarica».
Alle 4
già pronte - precisa Rossetti - se ne aggiungeranno subito altre 15 (30 punti di
ricarica) pubbliche in corso di installazione in via San Zeno, XX Settembre, IV
Novembre-piazza Vittoria, Montello-Veneto, largo Torrelunga, villaggio Prealpino
(incrocio via Tovini-trav. 10-trav. 2), Torricella di Sotto, villaggio Badia
(via I-angolo trav 4), via Violino di sopra, villaggio Sereno (trav. XII), via
Dalmazia (piazzale Regione piano terra), Stazione Fs, Sant'Eufemia, piazzale
Padre Pio e San Polo (via Foresti 10). Per ora sarà Renault a selezionare il suo
target di 20 clienti apripista. Poi toccherà ai bresciani scommettere sull'auto
elettrica.
Bresciaoggi 24 gennaio 2011
PROGETTO E-MOVING. I primi veicoli elettrici destinati a Brescia: alla fine
saranno 60. In programma l'installazione di 70 colonnine di ricarica
Oggi Renault consegna ad A2A le auto a zero emissioni
La prima colonnina c'è già, sperimentale ma funzionante, al Parco dell'acqua di
largo Torrelunga, fra via Lechi e via XXV Aprile. Stamattina arrivano pure le
prime auto elettriche realizzate in partnership tra Loggia, Renault e A2A. Il
progetto e-Moving segna un altro traguardo storico, e apre la strada alla
mobilità a emissioni zero nella nostra città.
A tenere a battesimo i primi
Kangoo Express e Fluence, esemplari d'esordio di una flotta di 60 veicoli
Renault Ze destinati a Brescia, stamattina ci saranno il sindaco Adriano Paroli,
il vice Fabio Rolfi, gli assessori all'Ambiente Paola Vilardi e alla Mobilità
Nicola Orto, il presidente del Consiglio di gestione A2A Giuliano Zuccoli e il
direttore generale area tecnica Paolo Rossetti, il direttore Comunicazione di
Renault Italia Andrea Baracco. Apriranno il primo capitolo di una storia
lunga.
E-Moving coinvolge Brescia e Milano. Ed entro settembre porterà in
città il primo stock di colonnine di ricarica. Nello stesso tempo arriveranno
pure gli altri automezzi elettrici, a disposizione di clienti privati e società
pubbliche. Quando il progetto andrà a regime potranno utilizzare
un'infrastruttura di 270 colonnine (200 a Milano e 70 a Brescia).
Le prime
saranno collocate su suolo pubblico a cura di società che fanno capo ad A2A: in
via Marconi, via Branze, via Veneto, piazzale Canton Mombello, via XX Settembre,
piazza Vittoria, via Malta, via San Zeno e a Sanpolino. La rete, una volta messa
a punto sarà dotata di 35 colonnine, ciascuna con due punti di ricarica attivi
contemporaneamente.
Intanto la tecnologia spinge per migliorare l'autonomia
del motore elettrico, aumentarne l'economicità e accorciarne i tempi di
ricarica. I costi attuali si attestano su un euro per 100 chilometri contro i 10
euro per un motore a scoppio in area urbana. E l'autonomia dei veicoli ha
raggiunto ormai i 160 km con un “pieno”.
Le colonnine di A2A in prima battuta
prevederanno solo la ricarica standard su una presa da 220 V, 10 o 16 A, che
consente una ricarica completa in 6-8 ore. Ma sono già attrezzate per la
ricarica rapida con presa da 400 V da 32 a 63 A trifase, con tempi compresi tra
i 20 e i 30 minuti a seconda dell'amperaggio. Perchè entrino in funzione
bisognerà aspettare solo lo standard europeo di presa elettrica polivalente
previsto entro quest'anno. E poi si apriranno le porte della mobilità del
futuro. MI.VA.
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Bresciaoggi 24 gennaio 2011
BRESCIA CHE VERRÀ. Lunedì prossimo l'incontro decisivo per il progetto che
prenderà corpo nell'area di via Dalmazia grazie anche al Piano Logistico
Nazionale
City Logistic-centro storico, sfida elettrica
Mimmo Varone
Alla Piccola Velocità la piattaforma di smistamento delle merci provenienti
da fuori città: poi il trasporto «al dettaglio» con mezzi leggeri a trazione
ibrida
Ore sette. Una flotta di automezzi muove da via Dalmazia in tutte le direttrici
della città. Sono camion e furgoni targati Omb. Non rombano, frusciano. Sono
ibridi. Non trasportano rifiuti, riforniscono di merci i negozi. Non è
fantascienza, è lo scenario del futuro prossimo, nemmeno troppo lontano. Dopo
l'inserimento della Piccola velocità nell'elenco nazionale degli scali
intermodali, anche Brescia Mobilità entra nella partita e il progetto di «City
logistic» si arricchisce di nuovi dettagli che spingono Brescia verso il
futuro.
Per passare dal caos del rifornimento merci di oggi al trasporto
sostenibile e ordinato di domani c'è solo un passo da fare, ed è la firma della
Convenzione tra Loggia e Fs Logistic per la riqualificazione dei 230 mila metri
quadrati (circa la metà dell'intera «Piccola»), a partire dai capannoni per
Ideal Standard. Sarebbe un passo già compiuto, se non fosse per i dettagli
dell'ultimo momento. Ma si è in dirittura d'arrivo. Almeno così pare.
L'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli, che coordina
l'operazione, ha convocato le parti (Regione Lombardia, Broletto, Loggia, Fs
Logistic e Aib) per lunedì prossimo. E allora si deciderà come procedere. Il
Comune sta facendo il possibile per convincere anche Rfi (Rete ferroviaria
italiana) a rispettare il protocollo d'intesa firmato ancora nel 2007, che oltre
alla piattaforma logistica prevede nell'altra metà dell'area un terminal per il
trasporto intermodale verso le direttrici europee. La partita qui è ancora tutta
aperta, tuttavia il recente incontro a Brescia di alcuni dei firmatari del
«protocollo» con il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia pare
segni un (piccolo) punto verso l'obiettivo fortemente voluto dalla maggior parte
dei soggetti interessati.
INTANTO SI DEFINISCONO i contorni della piattaforma
logistica per la distribuzione delle merci in città. Il presidente di Brescia
Mobilità Valerio Prignachi conferma che porterà nel progetto tutto il konw-how
di Omb nello sviluppo della mobilità sostenibile anche nel settore della
movimentazione delle merci. L'azienda leader nei sistemi di raccolta dei rifiuti
ha allo studio non solo un bus elettrico ma pure camion ibridi (con motore
elettrico e termico) per il trasporto di cose. «Ci collochiamo come partner
operativo che deve trovare interlocutori - dice Prignachi - e possiamo offrire
contenuti organizzativi e tecnologia da spendere per il bene della città, per
noi è una bella opportunità».
Il presidente di Brescia Mobilità precisa che
Omb ha sostanzialmente completato lo sviluppo di un veicolo per il trasporto
merci ibrido: «Abbiamo applicazioni consolidate sull'elettrico - dice -, ma in
partnership con altri puntiamo sulla trazione ibrida che rende più flessibile
l'uso dei veicoli». Insomma, «se occorre ci siamo, se possiamo svolgere un ruolo
utile alla città, com'è nei compiti istituzionali dell'azienda, lo facciamo
volentieri».
La piattaforma logistica avrà la funzione di smistamento in
città delle merci provenienti da fuori con scambi ferro-ferro o ferro-gomma come
previsto dall'accordo del 2007». ricorda Prignachi, che ne era stato uno dei
protagonisti nella vecchia veste di assessore provinciale. E il programma di
mobilità sostenibile che Brescia Mobilità sta sviluppando «consente di sfruttare
totalmente la tecnologia maturata con Omb per i cassonetti in modo che possa
essere utile per la distribuzione delle merci in area urbana».
È IL VECCHIO
PROGETTO di «City Logistic» che si aggiorna e va di pari passo con il resto del
Polo logistico ora alla stretta finale per la firma della Convenzione. Il Comune
ha fatto la sua parte con la realizzazione della rotatoria tra via Orzinuovi e
via Varese e ha approvato la variante al Prg per l'edificazione dei magazzini.
Regione e Provincia mettono a disposizione rispettivamente dieci e cinque
milioni di euro per la bretella da 20 milioni (il resto tocca ad Fs Logistic a
scomputo degli oneri) che collegherà direttamente la Piccola con tangenziale sud
e autostrada A4.
Il rinvio della firma è dovuto soprattutto a garanzie
aggiuntive poste dal Comune, che vuole assicurarsi della della realizzazione
dell'intero progetto, e non solo di una parte, magari la più conveniente per la
società delle Ferrovie dello Stato. Ma dovrebbe trattarsi di dettagli. In ogni
caso, il 31 se ne saprà di più.
Lontani, invece, sembrano i tempi del
terminal intermodale, che dovrebbe fare di Brescia un centro europeo di
movimentazione delle merci. L'inserimento nella lista nazionale annunciato da
Saglia fa ben sperare. Tuttavia Rfi, proprietaria dell'area della Piccola su cui
dovrebbe sorgere l'hub, al momento è in posizione defilata. Non compare neanche
indirettamente nella Convenzione per il Polo logistico, e ciò in qualche modo
preoccupa le opposizioni (e anche la maggioranza) in Loggia. Il capogruppo Pd
Emilio Del Bono trova «generico» l'inserimento della Piccola nel Piano
nazionale, e ripete che «non è possibile approvare una variante al Prg che
patrimonializzi la proprietà di Fs Logistic senza che Rfi si impegni con tempi e
risorse a investire sullo scalo ferroviario».
SE COSÌ ACCADESSE, «daremmo
l'avallo a una semplice operazione immobiliare che non ci interessa per niente -
rivela Del Bono - e l'unico modo di evitarlo è contestualizzare le due
operazioni, chiamando l'amministratore delegato di Rfi a Brescia per firmare il
protocollo». Ma forse lunedì prossimo si parlerà anche di questo.
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Giornale di Brescia 21 gennaio 2011
Iseo Il futuro arriva sui binari
Comune
e Provincia hanno siglato un accordo per ridisegnare la stazione: il
progetto prevede la creazione di un centro di interscambio treni-autobus
ISEO La stazione del futuro? Sarà un centro di interscambio treni-autobus
integrato nel tessuto urbano iseano, dotato di un grande piazzale, nuovi
parcheggi, abitazioni, negozi, uffici e perfino un teatro.
Ma la rivoluzione
urbana non sarebbe finita qui, perché solo nell'elenco delle opere più
importanti è prevista la creazione di una nuova passerella ciclo-pedonale sopra
i binari e l'eliminazione del passaggio a livello di via Mier.
L'elenco
appena snocciolato potrebbe sembrare frutto di un esercizio di fantasia, che
precorre troppo i tempi, ma di fatto non è così. Con la recente approvazione del
protocollo d'intesa tra la Provincia e il Comune di Iseo, infatti, il lavoro per
lo sviluppo dell'area della ferrovia e quello dei servizi di trasporto pubblico
ha fatto un importante passo in avanti.
In corso da almeno dieci anni, la
delicata e strategica trattativa ha finalmente prodotto una serie di contenuti e
linee guida destinate a normare il possibile intervento su un'area che misura
33.400 metri quadrati, area che è inserita nel nuovo Piano di governo del
territorio.
Passaggio fondamentale, tra quanto deciso nel protocollo, è
l'istituzione di un gruppo tecnico composto dai rappresentanti di Comune e
Provincia, ma anche da Ferrovie Nord Milano e dalla Regione, che avrà il compito
specifico di predisporre uno studio organico destinato a «disegnare» quella che
sarà la Stazione del futuro.
Cosa prevede, in concreto, il programma di
sviluppo? Per prima cosa la riorganizzazione dell'interscambio ferrovia-gomma in
via Roma, creando accessi pedonali diretti ai binari. C'è poi la realizzazione
di una passerella ciclo-pedonale sopra i binari e collegata ad essi.
Di non
secondaria importanza sarà la messa in sicurezza dei percorsi ciclo-pedonali che
collegano la stazione alla Scuola materna e all'imbarco del battello. L'area di
interscambio «ferro-gomma», destinata a ospitare arrivo, carico e scarico degli
autobus, potrebbe invece sorgere sull'area attualmente occupata dai binari, fra
la stazione e via Cerca, accompagnata da parcheggi per le auto e i pullman.
Rivoluzionaria per la viabilità potrebbe risultare «la chiusura del
passaggio a livello di via Mier, e se possibile, anche del passaggio a livello
Adis Abeba su via Roma», quello che porta verso le Torbiere.
Ciliegina sulla
torta, con risvolti culturali, sarebbe invece il recupero dell'edificio di via
Mier un tempo utilizzato per gli autobus, che il protocollo vorrebbe destinare a
«nuovo Teatro del Sebino».
Per le residenze è prevista la possibilità di
realizzarne per 3-4 mila metri quadrati (quattro piani fuori terra), affiancate
da spazi commerciali e terziario tra i 1.000 e i 2.000 metri. Paventato anche un
centro di interscambio per il trasporto merci destinate alle attività
commerciali del centro storico, dotato di mezzi elettrici. Infine le linee guida
vorrebbero la riqualificazione della zona dell'officina ferroviaria, da
ammodernare anche in vista dell'arrivo di nuovi treni e materiale rotabile
tecnologicamente sempre più avanzato. Flavio Archetti

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Giornale di Brescia 21 gennaio 2011
Traforo del Mortirolo
binari per rilanciare le Valli
A
Darfo le Province di Brescia e Sondrio presentano lo studio di
fattibilità per il collegamento ferroviario fra Edolo e Tirano
DARFO BOARIO Nessuna enfasi, perché sul progetto del traforo del Mortirolo sono
stati spesi, in trent'anni o più, fiumi e fiumi d'inchiostro e fiato. Stiamo ai
fatti. Ieri, a Darfo Boario, è stato presentato lo studio di fattibilità per un
tunnel ferroviario (ipotizzata anche la soluzione stradale) che colleghi Edolo a
Tirano, quale primo risultato di un protocollo d'intesa siglato a luglio fra le
Province di Brescia e Sondrio.
Un progetto che, facendo sintesi, affonda
radici nei 5 articolati studi commissionati da vari Enti fra il 1992 e il 2010 e
nelle risultanze dei numerosi tavoli tecnici ed istituzionali promossi negli
ultimi anni. Un fondamentale punto tecnico di partenza che rappresenta, al
contempo, un punto d'arrivo in termini di condivisione e di volontà politica.
Come dire che questa volta i presupposti per portare avanti una simile opera ci
sono tutti e forse anche i tempi sono ormai maturi. In che senso? Il traforo del
Mortirolo - inteso quale tassello mancante di un circuito ben più ampio -
rappresenta la boccata d'ossigeno per la Valcamonica e la Valtellina. Un
collegamento strategico per il rilancio economico e turistico di una macro area
che varca pure i confini elvetici. Certo, il principale scoglio (non da poco!)
rimane la parte economica, quei 380-400 milioni di euro che politici e
amministratori locali considerano un investimento sul futuro, pur nella
consapevolezza che per quella galleria si dovrà optare sul project financing. In
sintesi, pochi soldi pubblici (a maggior ragione in un periodo di forte crisi e
di mille priorità) e tante risorse provenienti dal territorio, proprio da quel
territorio che dal traforo del Mortirolo ne trarrà benefici. È quanto emerso
dalla presentazione di ieri al Centro congressi, dove la massiccia presenza
delle Istituzioni (Regione, Province, Comuni, Comunità montane, Associazioni di
categoria) ha dimostrato tutte le migliori intenzioni di fronte ad un progetto
arduo ma non utopico.
Ma veniamo alla proposta di fattibilità tecnica -
curata dall'ing. Bortolo Perugini con l'arch. Guido Bellandi e l'ing. Pietro
Spandrio per conto delle Province di Brescia e Sondrio - che si basa sui
presupposti di minor impatto ambientale e territoriale, di ridotta occupazione
di suolo e di limitate interferenze con le attività esistenti. Criteri per
un'opera il meno invasiva possibile che hanno condotto alla scelta di un
collegamento ferroviario diretto fra Edolo e Tirano completamente in galleria,
con la trasformazione delle due stazioni di testa a passanti e con
l'interramento dei binari della fermata valtellinese (già capolinea delle
ferrovie Retica e della Valtellina). L'ipotesi - illustrata dall'ing. Perugini -
prevede la posa di 14 chilometri di rotaie, con una pendenza del 19 per mille,
in un tunnel di 8,2 metri di diametro, affiancato da una seconda galleria di
servizio del diametro di 3,5 metri. Previsto il doppio scartamento di 1.435
millimetri per i treni delle Fs e Nord e di un metro per i convogli della
Retica, per consentire il prolungamento fino a Edolo del trenino rosso del
Bernina, con alimentazione elettrica di 3000 Volt. Il progetto prevede un
servizio passeggeri con tempi di percorrenza del tunnel di 12-14 minuti,
servizio merci e treni navetta con auto a bordo (25 minuti, sul modello del
passante di Vereina). I costi? La stima s'attesta sui 386 milioni, Iva e spese
tecniche comprese, per lo scavo dei tunnel, l'armamento ferroviario, gli
impianti, le stazioni ed i collegamenti alle linee esistenti.
L'ipotesi del
traforo stradale contempla invece due gallerie di 12 chilometri con corsie
d'emergenza continue (diametro 9 metri) con accesso a Edolo da via Treboldi e
via Morino ed a Tirano nei pressi del rondò di Campone, senza ulteriori accessi
o uscite per preservare i centri urbani dai flussi di traffico. Costo? Ben 390
milioni di euro.
Marco Bonari
Un tunnel per chiudere il circuito delle Orobie
Il tunnel ferroviario sotto il Mortirolo consentirebbe
di collegare la Brescia-Iseo-Edolo alla Milano-Sondrio-Tirano e alla elvetica
Tirano-Poschiavo-St. Moritz e più in generale di chiudere, attraverso la
Brescia-Milano e la Lecco-Bergamo-Rovato il circuito ferroviario delle Orobie,
340 chilometri di forte vocazione turistica fra 618 Comuni e con un bacino di
oltre 2,5 milioni di residenti. Un sogno che potrebbe diventare realtà, come
dimostrato da un video fatto predisporre da Mario Parolini, vice presidente del
Collegio dei costruttori di Brescia.
Secondo lo studio curato dalle
Province, una volta a regime il tunnel potrebbe far registrare un risultato
d'esercizio di 2.300 passeggeri medi giornalieri, considerando la connessione
alla ferrovia Retica, la chiusura dell'anello regionale
Brescia-Edolo-Tirano-Milano-Brescia e l'utilizzo, con modalità metropolitana,
della tratta Edolo-Tirano, con materiale rotabile già in servizio.
Progetto sostenibile
ma servono 400 milioni
Ghirardelli: «Ci siamo uniti ed abbiamo fatto sintesi»
Cattaneo: «Opera già inserita nella programmazione»
DARFO BOARIO Corrado Ghirardelli, assessore ai Trasporti
pubblici della Provincia di Brescia, è perentorio: «O si lavora su questa
ipotesi progettuale ampiamente condivisa e sollecitata dal territorio, nonché
frutto di una sintesi di tutti quegli studi e progetti curati nei decenni,
oppure il traforo del Mortirolo rimane un sogno e ritorna nel cassetto». Una
grande sfida «seppur in una fase di studio, che rispecchia le reali esigenze
della Valle», a fronte dell'intesa fra Provincia di Brescia e Sondrio (il
protocollo per lo studio di fattibilità fu sottoscritto nel luglio 2010 proprio
da Ghirardelli e dal collega valtellinese Pierpaolo Corradini) e la
Regione.
Comune è poi la volontà di sposare la proposta del tunnel
ferroviario, poiché quello stradale risulterebbe penalizzante per le Valli. «Si
tratta di un collegamento internazionale di rete, con ricadute economiche e
turistiche - sostiene il presidente provinciale di Sondrio, Massimo Sartori -.
Si pensi che da quando la ferrovia del Bernina è diventata patrimonio
dell'Unesco, si è registrato un aumento del 30% di presenze in Valtellina. Noi
ci crediamo e abbiamo già inserito l'opera, ritenuta strategica, nel Piano
d'area».
Strategica al punto che «i benefici sarebbero alti per i territori
bresciani e valtellinesi e per tutto il circuito - conferma l'assessore
Corradini di Sondrio -. Le ricadute economiche giustificherebbero
l'investimento, sicuramente pesante ma da affrontare con la partecipazione anche
dei privati. Certo, la parte economica può stare in piedi anzitutto se c'è una
condivisione politico-amministrativa ed una compartecipazione generale».
Ma
non si può nascondere che il progetto complessivo sia davvero complicato. «Una
sfida difficile ma avvincente perché si tratta di un collegamento che va al di
là della dimensione locale - interviene l'assessore regionale alle
Infrastrutture e mobilità, Raffaele Cattaneo -. Soli 15 chilometri di ferrovia
ma con scenari importanti». La realtà dei fatti? Semplice, servono 400 milioni
di euro per un progetto ritenuto assolutamente sostenibile sul fronte tecnico e
amministrativo.
È lo stesso assessore Cattaneo ad elencare i punti di forza.
«Anzitutto si tratta di un lavoro condiviso (in riferimento allo studio di
fattibilità voluto dalle due Province - ndr), poi l'intervento è già stato
inserito nella programmazione regionale, sono state capitalizzate molte idee e
progetti precedenti ottenendo un contributo più approfondito e soprattutto è
stata privilegiata l'ipotesi del traforo ferroviario che risulta quindi un
valore aggiunto in territori delicati come quelli montani». E le negatività? Il
rappresentante del Pirellone parla di «realismo». «Occorrono un'analisi dei
costi più approfondita e un riscontro oggettivo fra costi e ricavi dell'opera,
fermo restando che 400 milioni di euro non possono essere tutti a carico del
pubblico».
Una proposta finanziaria? Far leva anche sulle risorse
idroelettriche, a dire del presidente della Comunità montana di Valcamonica,
Corrado Tommasi. «Ma se c'è volontà politica e partecipazione di tutte le realtà
il nodo economico potrebbe essere risolto - auspica il sindaco di Edolo,
Vittorio Marniga -, visto che poi sul piano tecnico ostacoli non ce ne sono». m.
bon.
L’ASSESSORE GHIRARDELLI
«Èstatoelaboratounostudio
di fattibilità che prende in considerazione le
ipotesiprecedenti». Cinque glistudi: nel 1992
commissionatodallaRegione, nel 2002daComunità montana, nel 2004
da Provincia di Brescia, nel 2008 dal Cantone dei Grigioni e nel 2010
della Provincia di Sondrio.
IL PRESIDENTE MASSIMO SARTORI
«Fra
Brescia e Sondrio ci sono molte esigenze incomun e legate al turismo e
all’economia montana. Per il traforo del Mortirolo siamo solo in
una fase di studio, ma c’è una ferma volontà di
andare avanti, anche per disegnare insiemei futuri scenaridella
Valtellina e della Valcamonica»
IL SINDACO EDOLESE MARNIGA
«Sono
nato col traforo del Mortirolo in testa, nel senso che se ne parla da
decenni. Per lo sviluppo della Valcamonica bisogna sfondare, andare in
Valtellina
perché è un’area più forte. In fondo la
ferrovia Brescia-Edolo, costruitaun secolo fa, è un’opera
incompiuta: serve il collegamento».
Il sogno ferroviario della Edolo-Aprica-Tirano
Già nel 1910 il progetto di realizzare una strada ferrata per collegare le due Valli
Collegare Valcamonica e Valtellina attraverso una strada ferrata? Se ne parlava
già un secolo fa. Proprio a cavallo del 1911 venne lanciato il progetto di
realizzare una ferrovia elettrica che attraverso il passo dell'Aprica unisse
Edolo a Tirano, con l'obiettivo di creare un collegamento diretto fra la Pianura
padana e il cuore d'Europa.
Non certo un'utopia visto che nel luglio 1909
viene ultimato l'ultimo lotto della Brescia-Iseo-Edolo, nel 1911 inaugurati i
rami franciacortini e la Rovato-Soncino-Cremona, nell'estate del 1910 entra in
funzione la ferrovia elettrica Tirano-Poschiavo-St. Moritz mentre è del 1902
l'apertura della Sondrio-Tirano quale prolungamento della ferrata che sale da
Lecco e Milano. Manca dunque solo il tassello della Valle di Corteno e
dell'Aprica per congiungere, con le rotaie, la terra dei Camuni con la Tellina.
Per la ferrovia elettrica Edolo-Aprica-Tirano nel 1911 si costituisce un
Comitato, a cui aderisce anche il Premio Nobel Camillo Golgi. In quel periodo i
comizi tra l'alta Valcamonica, l'Aprica e Tirano nemmeno si contano tutti,
memoriali e progetti vengono inviati al Ministero, a Roma. Amministratori e
politici locali cercano di smuovere le acque, di sensibilizzare l'opinione
pubblica e soprattutto il Governo per riuscire a concretizzare un programma
importante per lo sviluppo di tutta quella zona montana. Certo un progetto
tecnicamente complesso per la morfologia della valle di Corteno e soprattutto
per quei 258 metri di dislivello da «vincere» fra Edolo e Tirano, anche se
proprio in quegli anni aleggia parecchio ottimismo fra i promotori perché fa già
scuola la ferrovia del Bernina (divenuta Ferrovia Retica nel '42), una perla di
ingegneria ferroviaria. Si tratta di una ferrovia elettrica a scartamento
ridotto capace di inerpicarsi fra viadotti, gallerie e panorami mozzafiato, sino
al lago di Poschiavo, al passo del Bernina (2.256 metri) e poi giù
nell'Engadina. Ma il progetto rimane sulla carta ed il sogno nel cassetto,
annientati dalla burocrazia e dalla carenza di fondi. bon

VERSO L'EUROPA
Fiumi d'inchiostro e parole per quella
galleria
Sulla carta d'identità non ha età il progetto del
traforo del Mortirolo. Difficile infatti datare un'idea - quella di costruire un
tunnel sotto il celebre passo camuno-valtellinese - che sicuramente affonda
radici ben più consolidate di quel che si possa pensare. Tra sogni e utopie sono
decenni che il traforo del Mortirolo, periodicamente, viene a galla, quasi fosse
la soluzione per un'accelerazione dello sviluppo dell'Alta Valle e per un
collegamento (ferroviario o stradale) ritenuto strategico in una chiave europea.
A maggior ragione se il tunnel (o più in generale un collegamento celere)
rappresenta il tassello mancante di un circuito reale a 360 gradi, con un
andamento non solo sud-nord, ma anche est-ovest. Per capirci la galleria sotto
il Mortirolo rappresenta, da troppi anni, l'anello di congiunzione da una parte
fra Brescia, Franciacorta, Sebino e Valcamonica con la Valtellina, Sondrio e la
Svizzera, dall'altra fra Trentino, passo del Tonale, Valcamonica, Valtellina e
da lì, scendendo, il lago di Como e Milano. Tra gli anni Ottanta ed i Novanta
studi di fattibilità ed elaborati preliminari si sono alternati a lunghi periodi
di silenzio. Fra spinte nuove e stasi, nel 2003 si è addirittura costituito un
Comitato istituzionale pro traforo, con la Comunità montana di Vallecamonica
quale Ente capofila.
PRIORITÀ
Legambiente boccia l'opera: «Previsioni errate»
Legambiente della Lombardia boccia il tunnel del
Mortirolo. Lo fa attraverso un comunicato a firma di Dario Balotta, ritenendo
«irrealistiche le previsioni di traffico» e l'opera «un'aggressione ambientale
inutile».
«Il Comitato promotore fa una stima di 50 milioni di passeggeri -
si legge nella nota - ma è bene ricordare che sulla Brescia-Edolo vengono
trasportati ogni anno un milione 250mila passeggeri e di questi due terzi nella
sola tratta Brescia-Iseo». «Ogni anno sul passo dell'Aprica (statale 39)
transitano 1 milione 100mila veicoli (3.000 al giorno) e questi dati non
giustificano affatto un nuovo traforo».
«Quest'opera non sta in piedi nemmeno
nelle più rosee previsioni di crescita - prosegue il comunicato -. Perché allora
affrontare costi enormi in questo momento di crisi della finanza pubblica?
Perché ferire l'ambiente senza alcuna giustificazione?».
«Le priorità sono
altre - conclude Dario Balotta -: mettere in sicurezza dalle frane l'attuale
linea ferroviaria, completare la statale, rendere operativi gli impianti di
depurazione».
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Giornale di Brescia 20 gennaio 2011
Mal'aria: già diciotto i giorni fuori legge
Dall’inizio dell’anno le centraline per il controllo del Pm10 hanno fatto segnare superi preoccupanti
Ancora diciassette per finire oltre il limite dei trentacinque imposto dalla Comunità europea
Pm10 fuori controllo. Dall'inizio dell'anno, non è stata registrata nemmeno una
giornata in regola in almeno una delle cinque centraline Arpa posizionate in
provincia (accanto a palazzo Broletto, al Villaggio Sereno e a Odolo, Rezzato e
Sarezzo).
È questo il quadro della qualità dell'aria a livello locale così
come emerge dai dati riportati sul sito del Comune.
Una situazione che,
stando alle previsioni meteorologiche per i prossimi dieci giorni, non darebbe
adito a grossi miglioramenti. Leggendo in modo più approfondito la tabella
relativa ai primi 18 giorni di gennaio, si può vedere come la centralina
Broletto abbia registrato cinque giorni durante i quali il valore limite fissato
per legge non è stato superato, soltanto uno quella del Villaggio Sereno, otto
Odolo, sei Sarezzo e nessuno per quanto riguarda Rezzato (dove non risultano
però disponibili i dati riferiti a tre giornate). I valori più bassi si
attestano tra i 20 e i 30 microgrammi di Pm10, i più alti superano i 100.
La
situazione pare peggiorata rispetto al mese di dicembre, caratterizzato da
maggiori precipitazioni. Nove i giorni durante i quali, il mese scorso, tutte le
centraline hanno registrato valori sottostanti al limite legislativo (l'1, dal 3
al 5 e durante le festività natalizie, dal 23 al 27). Dodici le giornate di
superamento in centro storico (con punte fino ai 119 microgrammi di Pm10 per
metro cubo), Sedici al Villaggio Sereno (con valori che raggiungono i 133, anche
se il dato più alto è registrato a Rezzato: 154 il 15 dicembre, oltre tre volte
il limite giornaliero consentito).
Da un lato si può sottolineare come lo
spargimento di sabbia e sale conseguente a gelate e nevicate, per consentire il
normale transito dei veicoli, determini un innalzamento delle polveri sottili.
Ma dall'altro è bene ricordare che sono soltanto 35 i giorni all'anno durante i
quali è consentito lo sforamento, con un limite annuo medio di 40.
L'importanza della determinazione degli inquinanti atmosferici è conseguente
all'influenza che tali sostanze hanno sulla salute delle persone e dell'ambiente
in generale. Basti pensare che un adulto respira in condizioni di riposo dai 6
ai 9 litri di aria al minuto (circa 9-13 metri cubi al giorno), durante
un'attività fisica moderata 60 litri al minuto e nel corso di uno sforzo più
intenso addirittura 130.
Gli inquinanti atmosferici hanno effetti diversi sui
diversi organismi a seconda della loro concentrazione atmosferica, del tempo di
permanenza e delle caratteristiche fisico-chimiche di ciascuno di essi.
Stabilire nessi tra la qualità dell'aria e le sue conseguenze sulla salute
degli esseri viventi e sugli ecosistemi in generale è complesso, tanto più che
gli effetti dell'inquinamento atmosferico si manifestano spesso con la
diffusione di patologie croniche, raramente caratterizzate da improvvisi picchi
epidemici.
Ma di fronte a indagini che segnalano un aumento delle patologie
bronchiali e polmonari e dei danni alla vegetazione conseguenti all'aumento
dell'inquinamento atmosferico emerge chiaramente l'urgenza di approfondire tali
relazioni.
Chiara Corti
LE CAUSE
Riscaldamento e trasporti maggiori produttori
Le Pm10 sono generate in gran parte dall'attività
umana. E in misura maggiore, per quanto riguarda la provincia di Brescia, dalle
combustioni non industriali (un 33%, rappresentato per una larga fetta dal
riscaldamento) e dal trasporto su strada (25%). È quanto emerge dai dati
riportati sul sito internet di Inemar. In ordine decrescente, fonti nella
produzione di Pm10 sono anche «altre sorgenti mobili e macchinari» (per esempio
i generatori, con un'incidenza pari al 13%), la combustione nell'industria
(9,4%), i processi produttivi (8,8%), l'agricoltura (7,1%), «altre sorgenti e
assorbimenti» (4,2%). In misura molto bassa (sotto lo 0,2%) incidono inoltre la
produzione di energia e le trasformazioni combustibili, l'estrazione e
distribuzione di combustibili, l'uso di solventi e il trattamento e smaltimento
rifiuti. L'Arpa sta rilevando negli ultimi anni un'alta incidenza inquinante
della combustione a legna, con una produzione di Pm10, a parità di calore,
superiore di molto rispetto ad altre fonti di riscaldamento. Per questo è
importante dotarsi degli accorgimenti tecnologici atti a ridurre al minimo le
emissioni. Tanto più che, sotto i 300 metri di altitudine, la legge regionale
non permetterebbe l'uso dei caminetti. c. c.
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Giornale di Brescia 18 gennaio 2011
Car Sharing, lo sportello in Largo Torrelunga
Dal 10 gennaio è aperto tutte le mattine presso
«Ambiente Parco» il nuovo Infopoint Car Sharing Brescia.
I cittadini che
vogliono reperire informazioni sul servizio di Car Sharing Brescia, lo possono
fare tutte le mattine dalle 9 alle 13 presso lo sportello Info.Eco.Point
allestito presso AmbienteParco in Largo Torrelunga (accesso dalla parte della
fermata dei bus). Lo sportello è dedicato a tutti i temi della sostenibilità
ambientale, fra i quali anche il Car Sharing che a Brescia è attivo da quasi un
anno. Presso lo sportello è possibile ritirare tutti i documenti per
l'iscrizione e avere spiegazioni sul funzionamento del Servizio. Il numero di
telefono è lo 030.361347.
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Giornale di Brescia 18 gennaio 2011
Pm10, l'aria non migliora ed i superi continuano
La «malattia» dell'aria bresciana si cronicizza. La
tendenza, infatti, sembra proprio quella di mantenere livelli di concentrazione
di pm10 decisamente superiori al limite massimo stabilito in 50 microgrammi per
metro cubo, facendo segnare rilevazioni nelle varie centraline bresciane con
fluttuazioni significative rispetto alla scorsa settimana.
In questo senso i
dati di domenica indicano come la stazione di Brescia Broletto abbia segnalato
una concentrazione di particolato sottile di 65 microgrammi per metro cubo,
mentre il Villaggio Sereno ne ha registrato 60, Sarezzo si è fermata alla soglia
dei 56 microgrammi, mentre Rezzato ha segnato i 59. A Darfo le rilevazioni
consegnano 75 microgrammi per metro cubo mentre a Odolo il valore scende sotto
la soglia a 37.
Ancora in vigore, tra i provvedimenti adottati dalla
Pubblica amministrazione per contenere la contaminazione da polveri fini, il
protocollo con i Comuni per avviare i controlli degli autoveicoli, il protocollo
con le Province per l'applicazione delle misure regionali ai Comuni contigui
alle aree A1 e ai bandi di incentivi mirati. Attenzione particolare viene poi
posta sul prossimo sviluppo del Pria (Programma regionale di interventi in
materia di qualità dell'aria). Il Pria, che sarà sviluppato e armonizzato con le
attività e le azioni che afferiscono all'ambito energetico, sarà lo strumento
programmatico regionale di riferimento in materia per i prossimi anni. Ad
anticipazione del Pria la Regione Lombardia adotterà alcune misure di
particolare importanza e urgenza per il rispetto dei termini di legge.
Nel
frattempo i dati segnalano un generale miglioramento della qualità dell'aria pur
nella persistenza di alcune criticità legate soprattutto ad alcune fonti
inquinanti, quali l'utilizzo della legna per il riscaldamento domestico e
l'impiego dell'ammoniaca in agricoltura nella Bassa.
). Il Pria, che sarà sviluppato e armonizzato con le
attività e le azioni che afferiscono all'ambito energetico, sarà lo strumento
programmatico regionale di riferimento in materia per i prossimi anni. Ad
anticipazione del Pria la Regione Lombardia adotterà alcune misure di
particolare importanza e urgenza per il rispetto dei termini di legge.
Nel
frattempo i dati segnalano un generale miglioramento della qualità dell'aria pur
nella persistenza di alcune criticità legate soprattutto ad alcune fonti
inquinanti, quali l'utilizzo della legna per il riscaldamento domestico e
l'impiego dell'ammoniaca in agricoltura nella Bassa.
Interrogazione del Pd: «La Giunta intervenga»
La qualità dell’aria comporta misure immediate. Chiesta la separazione delle deleghe
I consiglieri del Comune Fabio Capra e Valter Muchetti
(Pd), visto il continuo e grave inquinamento da polveri fini monitorato
quotidianamente dalle centraline del Broletto e del Villaggio Sereno, hanno
presentato al sindaco un'interrogazione urgente volta a conoscere le decisioni e
le azioni che l'Amministrazione intende assumere per evitare ai cittadini, in
particolare a bambini e anziani, le inevitabili conseguenze che il continuo
inquinamento causa alla loro salute.
Per il Pd bisogna passare dalle parole
ai fatti, che devono essere concreti e immediati. Infatti, se è davvero sincera
l'intenzione della Giunta di pedonalizzare il centro storico, peraltro secondo
una nota stampa «proposta più volte suggerita dal Pd e sempre bocciata dal
centrodestra, è necessario portare subito in Consiglio Comunale il
provvedimento».
Non solo, continuano i consiglieri, «visto l'inquinamento da
Pcb e diossine che caratterizza San Polo e dintorni, così come monitorato
dall'Arpa, per il Pd è necessario che l'assessore vi si dedichi a tempo pieno,
separando le competenze dell'Assessorato all'ecologia da quelle
dell'urbanistica, ora in mano ad un unico assessore. Bisogna poi favorire il
sistema del trasporto pubblico, invece di incentivare l'uso del mezzo
privato».
Per i consiglieri comunali del Partito democratico «di ogni
ulteriore ritardo la Giunta dovrà rispondere». Sul tema si annuncia anche un
intervento venerdì 21 in Consiglio comunale. Tutto alla luce del fatto che nel
2010 sono stati ben 95 i giorni, quasi tre volte il limite annuo europeo, di
superamento dei limiti di 50 micron di PM10, con punte di 148 e 165 micron,
rispettivamente per la centralina del Broletto e del Villaggio Sereno, a
dimostrazione che il problema coinvolge tutta la città, dalla periferia al
centro, alla luce del fatto che nonostante le condizioni meteorologiche abbiano
portato pioggia e neve, anche il 2011 si apre all'insegna dell'aria avvelenata.
|
www.parlabrescia.it 13 gennaio 2011
12 mesi gennaio 2011- Intervista a Francesco Onofri
.....
12mesi: Veniamo al
metrò. Ritiene che l’attuale amministrazione si stia muovendo nelle giuste
direzioni per valorizzare questa importante infrastruttura per il futuro della
città?
Onofri: In assoluto il metrò è “la” priorità per
Brescia ed è indispensabile, con l’impegno di tutti, che abbia successo. Devono
essere lasciate definitivamente alle spalle le perplessità sulla scelta di
dotare della metropolitana una città come Brescia, anche perché se non si fosse
partiti, non si sarebbe potuto immaginare di estendere la rete attualmente in
costruzione. Per raggiungere questo obiettivo è però essenziale che la
metropolitana sia inserita in una programmazione più ampia che coinvolga
anzitutto le scelte urbanistiche e comunque l’intero sistema della mobilità. Per
diminuire l’utilizzo delle macchine – e quindi decongestionare il traffico,
abbassare le emissioni inquinanti, rendere la città più vivibile e accogliente
per giovani famiglie che vanno altrove - più che imporre politiche di divieti
assoluti alla circolazione delle auto, credo occorra seguire i buoni esempi
stranieri: fa diventare il trasporto pubblico conveniente, facile, più economico
delle automobili, e rendere consapevoli i cittadini dei vantaggi anche per
l’ambente e la salute della mobilità sostenibile anche con una comunicazione
diffusa e insistente. Oltre che sul fronte della mobilità nemmeno su quello
urbanistico vedo però un impegno abbastanza determinato dell’amministrazione
rispetto al metrobus.
...... |
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Giornale di Brescia 14 gennaio 2011
SONDAGGIO DEL GIORNALE DI BRESCIA
Entro tre anni la pedonalizzazione del centro storico di Brescia. Siete
d'accordo?

Giornale di Brescia 14 gennaio 2011
Paroli: ora è tempo di pedonalizzare il centro
storico
Il sindaco: «Deve essere fatto con cautela ma lo realizzeremo al massimo in 3 anni»
«Io ci sono». Risponde così il sindaco di Brescia
Adriano Paroli a chi gli chiede se il Comune ha intenzione di pedonalizzare il
centro storico.
Il primo cittadino lo dice e lo ribadisce, mettendo ben in
chiaro che le esternazioni di alcuni esponenti della maggioranza (la Lega Nord)
che chiedono a gran voce lo spostamento delle macchine da Piazza Paolo VI, fanno
parte di un disegno più ampio relativo al gioco politico. «La Lega deve sempre
distinguersi, assumere una posizione differente per mettersi in mostra. L'idea
della pedonalizzazione mi accompagna sin dal primo giorno di mandato a Palazzo
Loggia. Solo che a me le cose piace farle per bene e quindi per realizzare una
cosa del genere ci vuole del tempo». Dopo oltre due anni e mezzo il sindaco però
può scoprire più le carte: «Piazza Paolo VI, Corso Zanardelli, Via X Giornate e
Piazza Loggia, sarà questa l'area interessata. Tutta la maggioranza condivide la
mia posizione».
Ma si dovrà andare per gradi perché come spiega Paroli
bisogna tenere conto di due aspetti: la familiarizzazione dei cittadini al
centro storico e le strutture per rendere questo progetto possibile. Una
familiarizzazione che è passata attraverso iniziative come le notti bianche o le
fiere nelle piazze, un processo che ha abituato i cittadini a rivivere il centro
(nel suo programma elettorale del 2008 l'allora candidato Paroli lo definiva il
«salotto della città»). Per strutture si intende ovviamente il futuro parcheggio
sotto il Castello e la ristrutturazione del primo piano del parcheggio di piazza
Vittoria.
Il primo cittadino rivendica il lavoro fatto in questi due anni e
mezzo «per ripristinare un attaccamento dei bresciani al centro storico» che si
era «infranto», secondo Paroli, nel periodo della Giunta Corsini, contro le
transenne sistemate all'inizio della Galleria e all'inizio di via San Faustino.
Tra iniziative diurne e notturne nelle piazze questo legame è stato riallacciato
con forza e ora si può procedere ad una nuova fase. La famigerata
pedonalizzazione che presenta buone opportunità, ma anche rischi. «Dovremo
intraprendere un percorso di condivisione e confronto con i commercianti e i
residenti per ragionare modalità e tempi. Non è un scherzo - precisa Paroli -
andatelo a chiedere all'ex assessore verde Brunelli che è stato in Loggia per
quindici anni e non è mai riuscito a trovare una vera soluzione per la
pedonalizzazione. Ma io sono convinto che noi la realizzeremo, ci vorranno due o
tre anni ma alla fine la porteremo a casa. Senza nessuna demagogia e
concentrandoci su ciò che consideriamo giusto per la città e nell'interesse di
tutti i cittadini».
Il primo passo è comunque Piazza Paolo VI: «Una parte
della piazza può essere liberata velocemente a prescindere dal nuovo parcheggio
sotto il Castello che garantirà, comunque, tra i 600 e 700 posti auto e che
permetterà ai bresciani di riappropriarsi di uno spazio, il Castello, che è un
monumento importantissimo».
I passaggi successivi sono quelli legati a Piazza
Loggia e via X Giornate, oltre che corso Zanardelli. «Ma deve essere un processo
graduale, come abbiamo fatto anche in Corso Palestro, dove recentemente abbiamo
completato la pedonalizzazione». Infine ultimo, ma non meno importante, vi è il
progetto che interessa piazza Vittoria, «ma quello sarà realizzabile solo
all'indomani della realizzazione definitiva del metrobus». Per quel momento sarà
già stato ristrutturato da tempo il piano ora inutilizzato proprio del
parcheggio di piazza Vittoria. «Un'opera necessaria perché sempre più spesso
vedo le code di macchine in via Gramsci».
Un'ultima notazione, il sindaco la
fa sul trasporto pubblico: «La pedonalizzazione passa anche attraverso i mezzi
pubblici, abbiamo lavorato per renderli sempre più confortevoli e i cittadini
hanno ormai una nuova consapevolezza su questo. Pur nella consapevolezza però
che per ragioni oggettive alcuni bresciani per raggiungere il centro della città
devono necessariamente muoversi in auto».
Carlo Muzzi
L'Ascom: «Chiudiamo ai veicoli, ma senza le Ztl»
I commercianti
per una pedonalizzazione «razionale», con nuovi spazi di sosta adeguati
«Suggestioni, ipotesi, linee tracciate sulla carta. Ad oggi la Loggia non ci
ha contattato per avere un parere ufficiale nostro su un progetto concreto
relativo alla pedonalizzazione. Restano dunque come capisaldi del nostro
pensiero la visione di sempre: come commercianti del centro storico siamo
contrari al sistema delle Ztl, ma siamo per una pedonalizzazione ragionata.
Vogliamo un centro storico più vivibile e sicuro, ma non per questo accettiamo i
compromessi delle scelte operate un tempo quando la sensibilità dei residenti e
della politica non era matura come oggi». Parola di Carlo Massoletti, presidente
di Ascom che, nel dirsi pronto in qualsiasi momento a partecipare a tavoli
tecnici, istituzionali o anche solo politici, rinnova la visione strategica dei
commercianti sul futuro del centro cittadino. «Siamo disponibili a partecipare
alla fase progettuale del futuro cittadino dando il nostro contributo, pur nella
consapevolezza che il vero discrimine sarà dato non quanto dalle decisioni
politiche di oggi, ma dall'entrata in funzione della metropolitana nei primi
mesi del 2013, con uno spostamento dell'asse del movimento delle persone che a
diverso titolo verranno in centro». Un panorama destinato a mutare nella
sostanza, con la tratta della metropolitana e la direttrice che unisce le
singole stazioni a dettare il senso di un nuovo modo di vivere il centro. Sullo
sfondo resta il tema di sempre: un sì aperto alle pedonalizzazioni vere, un no
nemmeno troppo velato al compromesso delle ztl, con qualche mal di pancia legato
ai parcheggi di piazza Duomo e di piazza Vittoria, «in attesa che si concretizzi
l'ipotesi della struttura ricavata nel cuore del Cidneo, una soluzione indolore
a vantaggio di tutto il centro stesso, con ampi benefici per tutti». r. ma.
La Centro: «Via ma con giudizio»
Già molte le proposte avanzate nel tempo dalla Circoscrizione per la chiusura
Gallizioli: «Processo a tappe: le piazze, corso Mameli e infine piazza Loggia»
Nella logica pragmatica bresciana, fare e disfare «è
comunque lavoro» e come tale ha un'accezione positiva. E nella logica della
politica, la cui rigidità negli ultimi tempi è piuttosto labile, il ripensamento
diventa un valore aggiunto quando l'agire nella direzione opposta di quanto sino
ad ora fatto produce effetti positivi. Dunque, se fino ad ora l'indirizzo della
viabilità in centro è stata quella di ribaltare il sistema ereditato e di
imporre dei correttivi «liberisti» che riaprissero il centro alle auto, ora la
rivelazione è che tale rimaneggiamento non sarebbe una soluzione
«strategicamente pagante», tanto da indurre ad una riflessione a favore di una
«pedonalizzazione privilegiata (ma la definizione non è calzante) di più ampio
respiro che porti alla chiusura vera e propria di interi tratti urbani e delle
piazze a tutti i veicoli». Non siamo più ai tempi del paradigma delle
convergenze parallele, ma l'idea di fondo della Centro è di «ripensare quella
che è stata una soluzione sperimentale che, dopo un anno e mezzo, ha mostrato
come i benefici siano in realtà minori del problema che creava la situazione
precedente» come spiega il presidente della Circoscrizione Centro, Flavio
Bonardi.
Dopo l'apertura alle auto delle ztl, seppur in determinate fasce
orarie, la riflessione avviata in Circoscrizione anche attraverso atti formali
rivolti alla Loggia, arriva a descrivere uno scenario diverso e distante dalla
realtà di oggi. «La nostra visione che è più di una sola suggestione, vede
l'eliminazione dei parcheggi in piazza Paolo VI e di quelli di piazza Vittoria a
favore di spazi totalmente sgombri da veicoli, anche del trasporto pubblico, per
valorizzare intere aree a favore dei pedoni e delle attività di somministrazione
che vi operano. Una pedonalizzazione che vale anche per corso Mameli, per il
quale serve una chiusura all'altezza della farmacia qualora risultasse che nella
Cort dei Pulì non ci fossero da garantire dei transiti carrabili. Diversamente
con due fittoni la strada verrebbe chiusa su piazza Rovetta». Per Bonardi sono
un centinaio i posti auto che saltano, per i quali si potrebbe trovare una
soluzione «nel primo piano del parcheggio di piazza Vittoria a spese di Brescia
Mobilità, società in utile, aperto solo ai residenti». Sullo sfondo resta la
polemica dei bollini: far pagare ai residenti 50 per sostare quando gli
autorizzati sono 4mila e i posti sono 2mila rivela un problema. «Se non si
elimina il bollino chiediamo che i 200mila euro raccolti siano utilizzati per
opere di miglioramento del centro storico, oppure che ci si doti di parchimetri
intelligenti (come in Francia) che notificano la presenza di un'auto in divieto
e la si sanzioni». La prevenzione, quindi, passa anche attraverso la
repressione, «e lo sostengo anche a costo di risultare impopolare» continua
Bonardi. Intanto dalla Loggia la Lega sul tema affila le armi: «La
pedonalizzazione si compie in tre passaggi: la prima tocca le piazze (Paolo VI,
Vittoria e Rovetta), la seconda riguarda corso Mameli (al centro della
cittadella universitaria) e la terza coinvolge Piazza Loggia e la sua chiusura
ai mezzi, bus compresi con l'avvio del servizio del metrò». Ovvero a dama in
sole tre mosse. Ma la scacchiera qui non è solo bianca e nera e anche le
sfumature hanno il loro peso. E il dado è già tratto?
Roberto Manieri
MARGAROLI
Il centro della città era stato pensato nell'era delle
carrozze
«La città non può essere blindata, anche se non bisogna
dimenticare che il centro storico è stato pensato per un'epoca in cui c'erano le
carrozze e non le macchine». L'assessore al Commercio, Maurizio Margaroli, dice
la sua sulla pedonalizzazione di alcune aree del centro storico e chiarisce che
«il mondo del commercio è d'accordo su questo genere di ragionamento».
Realisticamente, però, parla anche dei residenti e di tutti coloro che in centro
ci vengono da fuori: «Il problema non è obbligare la gente a non usare la
macchina, piuttosto in questi due anni e mezzo abbiamo educato i bresciani a
vivere la città e le sue piazze utilizzando i mezzi pubblici e lasciando la
macchina nei parcheggi».
Margaroli rivendica anche quanto fatto da quando è
in Loggia in veste di assessore. «La mia idea è stata chiara sin dal primo
giorno e non ho perso occasione per proporre nelle piazze, a partire da piazza
Paolo VI e piazza Loggia, fiere e occasioni mercatali». Ma cosa pensano i
commercianti aldilà della disponibilità di massima: «Io credo che le piazze non
siano dei parcheggi e l'indotto non arriva dalla possibilità dei bresciani di
mettere la macchina di fronte al negozio. Quindi, dico che i bresciani si sono
riabituati a girare in centro. Per concludere la pedonalizzazione resta un
nostro obiettivo per il centro storico».
LABOLANI
Per Piazza Paolo VI la procedura sarà davvero rapida
«Avanti con la pedonalizzazione di Piazza Paolo VI. Su
piazza Loggia invece serve qualche ragionamento in più».
Mario Labolani
assessore al Centro storico, sembra avere una posizione meno marcata di quella
del suo collega di partito e di Giunta, Margaroli, nella consapevolezza però che
l'inaugurazione del Metrobus ridisegnerà completamente anche la mobilità dei
mezzi pubblici in tutto il centro della città.
«In particolare sulla Loggia,
bisogna capire meglio che direzione prendere, visto che un passaggio bisognerà
pur mantenerlo per tutelare i residenti».
Piazza Paolo VI, invece, «può
essere liberata velocemente, anche perché per la realizzazione del parcheggio
sotto il Castello ipotizziamo tempi brevi».
Non solo, l'assessore Labolani
annuncia «una ristrutturazione di piazza Vittoria all'indomani della conclusione
dei lavori della stazione della metropolitana. Inoltre in contemporanea vogliamo
portare avanti la ristrutturazione del primo piano del parcheggio sotterraneo
che potrebbe garantire i posti auto per quei residenti interessati dalla
chiusura di piazza Duomo».
Insomma un sistema di vasi comunicanti tra
infrastrutture e chiusure al traffico veicolare per realizzare quello che
Labolani definisce come «un obiettivo di tutto il partito e dell'intera
maggioranza».
Brunelli: il problema sarà convincere i residenti
L’ex assessore al Traffico: «Ci siamo già passati, ora tornare indietro è difficile»
«Tornare indietro sarà molto difficile. Soprattutto nei confronti dei residenti
che dopo essere riabituati a parcheggiare sotto casa, ora dovranno spostare le
loro macchine nei parcheggi».
A dirlo è Ettore Brunelli l'assessore al
Traffico della Giunta Corsini, che più di tutti nei dieci anni di governo della
città da parte del Centrosinistra si era speso per una pedonalizzazione del
centro storico.
«La Giunta Paroli si è resa conto che così la città non va,
che è diventata più brutta e meno vivibile e allora sta rispolverando l'idea del
"Cuore", quell'area centrale di Brescia in cui si concentrano le tre piazze e
via X Giornate».
Ma i punti interrogativi secondo Brunelli non mancano: «Se
per pedonalizzazione si intende quella della mobilità solo a piedi, senza il
passaggio di taxi e autobus, penso che la cosa sia molto difficile da
realizzare. Un esempio di questo tipo lo troviamo a Monaco di Baviera dove,
nella piazza centrale, non si può nemmeno andare in bicicletta, bisogna
accompagnarla a mano o si prende la multa. Non lo so se la Loggia ha davvero
intenzione di fare una cosa del genere».
Da una problematica all'altra,
Brunelli ricorda: «Piazza Loggia e corso Zanardelli sono due gangli vitali per
la mobilità del centro cittadino da cui non si può prescindere per i mezzi
pubblici e per le operazioni di carico e scarico. Ai tempi in cui ero assessore
con i tecnici mi sono confrontato a lungo sull'opportunità di chiudere entrambe
le aree, ma vi erano problemi oggettivi, anche perché così si scaricherebbe
tutto il traffico su via Mazzini e comunque non si risolverebbe il problema
perché per raggiungere via San Faustino bisognerebbe fare un giro molto
lungo».cm

UN BOULEVAR ININTERROTTO
La pedonalizzazione di Corso Mameli rappresenta un
continuum con un altro tratto di centro storico pedonalizzato che porta verso
via Musei. «Un segmento prezioso di città, ritagliato a misura di pedone che si
apre come un percorso privilegiato verso Corso Garibaldi passando per largo
Formentone». Da qui l'idea che piace alla maggioranza in Loggia.
«DATECI
ALTRI POSTI AUTO»
Una risposta necessaria per avviare la pedonalizzazione
resta la disponibilità di un centinaio di posti auto che rimpiazzino i 41 tolti
a piazza Paolo VI ed i 50 tolti a piazza Vittoria. Più che nella struttura
scavata nel Castello la risposta è nel primo piano ora vuoto di Piazza
Vittoria.
BRESCIA «DELLE UNIVERSITÀ»
Brescia come Trento, con un centro
vivo che pulsa di giovani e di facoltà. Il nuovo volto cittadino ha questa veste
secondo la Lega Nord. Il Carroccio non sembra nascondere in caso di una verifica
di maggioranza ad un certo interesse a Traffico, Università e Centro storico: è
un po' come puntare al cuore stesso della città, dato che la delega
all'Urbanistica sarebbe comunque «inespugnabile» per i Lumbard.
DALLE NAVETTE
AL POLO LOGISTICO
Il progetto di pedonalizzazione del centro storico ha come
presupposto anche l'interdizione di determinate aree ai mezzi pesanti ed al
trasporto pubblico. La necessità è di inserire nella rete urbana bus più piccoli
a garanzia della tutela dei pedoni. Lo stesso discorso riguarda l'ingresso ed il
passaggio in centro dei camion che deve essere limitato a mezzi di dimensioni
più adatte al centro. Da qui una riflessione sull'attività del futuro Polo
Logistico e la possibilità dell'interscambio tra veicoli.
Giornale di Brescia 15 gennaio 2011
LA CITTA CHE VERRÀ
Pedonalizzazioni, gradimento tra se e ma
Piace
in città l’idea del sindaco Paroli di una progressiva chiusura alle
auto di strade e piazze del centro storico. Promossa sul web, bocciata
da alcuni commercianti. Ora la stagione dell’azione
La differenza tra l'imporre una scelta ed invece avviarla sulla scorta di una
condivisione è netta. Da un lato il rischio è raccogliere irritazione e
dissenso, dall'altro consenso e approvazione, in un clima di distensione e di
quasi comune senso di responsabilità. La chiusura delle strade proponendo le Lam
della precedente Giunta e la volontà di privilegiare il trasporto pubblico
imponendo il metrò (allora in divenire) stringendo le strade e rendendo
difficile l'accesso al centro si è dimostrata una politica con dei limiti, non
solo in termini elettorali, ma anche da parte di chi il centro storico lo
vive.
Diversamente un metodo più morbido, basato su una sperimentazione e di
mediazione, mostra come anche le molte sollecitazioni giunte dopo l'intervento
del sindaco Paroli trovi adesione a più livelli.
L'ipotesi di ripensare ad
un sistema di tutela di alcune parti del centro, passando attraverso graduali,
ma totali chiusure di alcuni tratti viene promossa dai bresciani sul nostro
sito, mentre l'apprezzamento viene mostrato anche da molti di coloro che
gestiscono attività in centro piuttosto che dai residenti. Non di meno va anche
aggiunto che sono varie le voci contrarie che si levano contro il
progetto.
Come dire: da un lato c'è chi chiede di realizzare la
pedonalizzazione a partire da Corso Mameli, intervento facilmente realizzabile e
dall'altro chi sostiene che qualunque modifica della viabilità e del modo di
vivere in centro debba passare attraverso l'allestimento dell'adeguata rete di
servizi e di infrastrutture. È infatti improponibile pensare di togliere i
parcheggi da Piazza Vittoria e da piazza Paolo VI senza prima aver verificato e
dato incarico a Sintesi di realizzare il parcheggio in struttura al primo piano
di piazza Vittoria.
Lo stesso vale per il resto del centro. Se i veicoli
commerciali non possono entrare, servono stalli di carico e scarico. Insomma,
urge una politica strategica di viabilità, basata non sul sentire, ma su uno
studio che proietti valutazioni e rilevazioni in modelli di simulazione. E una
politica sensata di viabilità non si basa forse su un piano ragionato e
strategico della mobilità? E ancora, cosa distingue uno slogan dalla volontà di
agire suffragata dal dato scientifico? Le domande si inseguono dato che in
questi anni proprio la Giunta Paroli ci ha abituato ad un approccio diverso e
scientifico sulla mobilità, basandosi su studi, ricognizioni, modelli e
soluzioni elaborate del dato empirico. Da qui allora lo stimolo per concludere:
se Paroli vuole pedonalizzare il centro, può partire da Corso Mameli prima
ancora che dalle due piazze. Ma se gli studi organici di misure e contromisure
non ci sono, cosa è cambiato rispetto a due anni fa? La risposta va girate ai
tecnici. La stagione delle boutade è finita. E stavolta in centro ci credono e
forse la speranza non è effimera.
Roberto Manieri
IL NOSTRO SONDAGGIO
L'80 per cento dei lettori si dichiara favorevole alla chiusura
per le auto
Un plebiscito per il sì. Ovvero per la pedonalizzazione
di parte del centro storico. Il sondaggio lanciato ieri mattina dal sito
internet del Giornale lascia pochi dubbi: ai cittadini l'idea di avere il
«cuore» di Brescia senza macchine, nel quale poter tranquillamente camminare,
non dispiace affatto.
Il dato rilevato intorno alle 20 di ieri sera mostrava
che oltre l'ottanta per cento (l'83%, per l'esattezza) di coloro che hanno
partecipato al sondaggio si dice favorevole alla pedonalizzazione; per contro il
17% è convinto che le cose vadano bene così come stanno ora, quindi con la
possibilità di far transitare le auto.
Fin dal mattino gli utenti del sito
www.giornaledibrescia.it hanno espresso la loro opinione, cosa che sarà
possibile fare anche oggi. Ed è parso presto chiaro che il «partito dei sì»
avrebbe avuto la meglio, a meno di clamorosi ribaltoni. Ribaltoni che non ci
sono stati nemmeno durante la giornata, visto che i contrari all'ipotesi
avanzata dal sindaco Adriano Paroli non hanno mai superato il 20%.
Come il
primo cittadino ha spiegato, non è una decisione che verrà presa dall'oggi al
domani, ma l'approccio è stato chiaro: Brescia potrebbe davvero essere pronta a
seguire l'esempio di altre città europee.
Pm10, sempre pessima la qualità dell'aria
Continua a peggiorare la qualità dell'aria nel
Bresciano. Complice l'assenza di precipitazioni, la quantità di polveri sottili
in sospensione viene segnalata in aumento dalle centraline collocate nella zona
critica.
Brescia Broletto consegna infatti nella rilevazione di ieri 96 mg
per metro cubo (la soglia è 50). Brescia Villaggio Sereno consegna 65, mentre
Sarezzo 66 e Darfo 68.
Il trend resta in aumento, tendenzialmente, complice
anche il fattore della pressione che incide sugli andamenti dei flussi d'aria.
Ancora una volta il tema del particolato in sospensione crea allarme e pone
la necessità di alcuni correttivi a vantaggio della salute.
E il Pd avvia una raccolta firme
«Ora basta con gli annunci. Al più presto avvieremo una raccolta firme per la
pedonalizzazione totale di piazza Paolo VI e di piazza Loggia, perché giunti a
questo punto dobbiamo misurare le dichiarazioni ad effetto di sindaco e
assessori».
A parlare è il capogruppo del Pd, Emilio Del Bono, che
sottolinea: «Brescia è tra le città più inquinate e non si comprende come mai
l'Amministrazione non abbia messo in campo alcuna mitigazione ambientale. In
compenso ha introdotto il Piano sosta, che anziché incentivare l'utilizzo del
trasporto pubblico locale ha aumentato i posti auto nel nucleo antico». Sul
capitolo tempi è netta anche la posizione del segretario cittadino Giorgio De
Martin: «Ora Paroli vuole chiudere le mura venete alle auto, ma fra tre anni.
Bè, non si comprende perché ci voglia tutto questo tempo, visto che non costa
nulla».
il punto
di Massimo Lanzini
La richiesta di cambiare strada
Lasciamo per un momento da parte l'interrogativo se il pensare un centro
cittadino pedonalizzato rappresenti oggi - rispetto alla linea amministrativa
della Giunta Paroli - un passo indietro con retromarcia oppure un passo avanti
con accelerazione. Quel che è certo è che l'idea incontra una diffusa richiesta
di cambio di marcia che arriva dalla città. La diffusa convinzione che le cose
così non vanno.
Il nodo dell'accessibilità del centro storico alle auto - ma
anche della sua vivibilità - è ormai da anni tema di confronto e di scontro per
il dibattito politico e amministrativo bresciano. Tema che da qualche tempo è
tornato a risuonare dentro Palazzo Loggia, con qualche differenza d'accento
anche all'interno della stessa maggioranza.
Per questo il giornale ha deciso
di prenderlo e di «buttarlo» di nuovo sul piatto del dibattito cittadino, anche
attraverso il partecipatissimo sondaggio sul nostro sito.
Un'occasione in più
- crediamo - per i cittadini per far sentire la propria voce. Per verificare le
posizioni di politici e amministratori. E per chiedere che all'annuncio dei
progetti segua la coerenza delle scelte concrete.

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Bresciaoggi
14 gennaio 2011
L'INCONTRO. In S. Faustino politici ed esperti del Partito
Democratico
Pd e nuovo Pgt: «Centro, il piano è da condividere»
Elisabetta Bentivoglio
Gli edifici pubblici dismessi sono da riqualificare «Variamo un laboratorio
delle buone prassi»
Il centro storico rappresenta la memoria e l'identità storica di tutti i
bresciani. Per rendere omaggio al suo ruolo di centro di aggregazione sociale,
culturale e politico della città e ridare voce ai suoi cittadini, italiani e
non, ieri sera il Pd ha organizzato il terzo incontro dedicato alla promozione
di un confronto sul Piano di governo del territorio, il Pgt in fase di
predisposizione da parte dell'Amministrazione comunale.
NELLA SALA PIAMARTA
di via San Faustino si sono ritrovati il capogruppo del Pd in Loggia Emilio Del
Bono, il segretario cittadino Giorgio De Martin, la consigliera democratica
della circoscrizione Centro Laura Venturi, ma anche docenti universitari e
liberi professionisti, tra i quali gli architetti Alessandro Benevolo e Claudio
Buizza e il docente di Ingegneria dei trasporti dell'Università di Brescia,
Giulio Maternini.
«Per costruire un Pgt in grado di ridare luce e vivibilità
al centro storico, è necessario che l'Amministrazione tenga conto di diversi
fattori, tra i quali spiccano l'accessibilità, da ricercare nell'integrazione di
tutti i mezzi pubblici a disposizione, la fruizione delle aree verdi, per
impedire che la viabilità renda difficoltoso l'accesso dei cittadini, e una
visione d'insieme per la riqualificazione e il riutilizzo degli edifici dismessi
- spiega l'architetto Benevolo -. La sovrintendenza dovrebbe essere
responsabilizzata nella fase di costruzione del Pgt per evitare che
l'autorizzazione a procedere continui a essere postuma alla stesura del Piano».
Proposte condivise dal professor Maternini, che nel corso del suo intervento ha
individuato «nelle esigenze contrastanti di commercianti e residenti, nella
bassa capacità di strade costruite centinaia di anni fa, nella promiscuità del
traffico (automobili, autobus, moto, biciclette, pedoni e mezzi pesanti) e nella
mancanza di sicurezza nella circolazione» i principali ostacoli alla creazione
di un Pgt che, invece, «ha il dovere di pianificare l'urbanistica e la viabilità
cittadina attraverso ordinanze amministrative che possano davvero cambiare
l'aspetto della città, proprio partendo dal suo cuore».
Per fare ciò,
l'architetto Buizza inizierebbe dalla riqualificazione degli edifici pubblici
dismessi: dai vecchi cinema ai teatri cittadini, dalle case di cura ormai in
disuso ai palazzi storici, passando per gli ospedali e le ex caserme. «Sono
centinaia di migliaia i metri quadrati di superficie lorda di pavimento che oggi
non sono sfruttati e che invece potrebbero ospitare nuove funzioni pubbliche di
pari importanza e qualità - continua Claudio Buizza - . Lo spostamento degli
uffici comunali paventato dall'attuale Amministrazione va, invece, nella
direzione opposta e di certo non aiuterà a migliorare la fruizione del centro
storico da parte della cittadinanza».
MA NON SI PUÒ parlare di centro storico
senza tenere in considerazione chi in centro storico vive e lavora. «A fronte di
una popolazione straniera residente in centro del 2 per cento nel '97, in dieci
anni gli immigrati che vivono in centro città sono arrivati al 16 per cento, con
un'incidenza del 40 per cento nel quartiere del Carmine - spiega la consigliera
Laura Venturi -. Per far fronte a questa nuova realtà è necessario che il Pgt
crei nuovi spazi di aggregazione per giovani, famiglie e anziani e fornisca ai
cittadini una maggiore vivibilità delle piazze e delle strade del centro, il che
non vuol dire, così come ha fatto la giunta Paroli, implementare i servizi di
sicurezza, migliorare l'arredo urbano o aprire le ztl alle automobili».
IL
CENTRO STORICO potrebbe invece «diventare un laboratorio di buone prassi, e per
farlo basterebbe fare rete tra le tante realtà presenti, riorganizzare il
traffico veicolare pedonalizzando le piazze e ridare lustro ai servizi
pubblici». Concetti ribaditi anche da Emilio Del Bono, che ha aggiunto: «Con
questi incontri stiamo facendo esattamente ciò che dovrebbe fare la maggioranza,
e cioè discutere con i cittadini la realizzazione del nuovo Pgt per fare in modo
che non sia qualcosa che discende dall'alto, ma un piano condiviso». Ma il
capogruppo del Pd in Loggia non rinuncia a lanciare una provocazione alla giunta
guidata dall'ex compagno di partito - la Dc - Adriano Paroli: «Siamo pronti a
portare in Consiglio comunale migliaia di firme per chiedere la pedonalizzazione
di piazza Paolo VI e piazza Loggia e ci auguriamo di trovare accoglimento da
parte della maggioranza».
«Il Piano di governo del territorio del centro
storico che proporremo alla Giunta - conclude Del Bono - punta a un rilancio
delle funzioni pubbliche essenziali, della residenzialità accessibile, della
mobilità pubblica e del colle Cidneo».
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Giornale di Brescia 13 gennaio 2011
Metrobus Identity, l'«abc» stilistico per i siti del
metrò
Ieri in Commissione il documento redatto per dare tratto unitario alle 17 aree di stazione
Un documento per conferire un'identità comune a tutti e 17 i siti della
metropolitana, un «volto» immediatamente riconoscibile, sotto il profilo
urbanistico, all'area esterna e di accesso a tutte le sue stazioni, che sorgono
in contesti molto diversi, quali il centro, le periferie o il verde di S.
Polo.
È il «Metrobus Identity». Una sorta di «linea guida delle linee guida»
alle opere complementari che, redatto dallo stesso gruppo di lavoro di tecnici
comunali che nel 2010 ha ultimato i 17 «studi» relativi alle singole fermate,
ieri è stato preso in esame dalla Commissione Metrobus. «Un atto-traghetto» l'ha
definito il presidente Nicola Gallizioli, chiarendone il senso: «Le opere
complementari non saranno realizzate tutte insieme», e la stessa progettazione
sarà in capo per 7 stazioni al Comune (Brescia 2, Volta, le due di S. Polo,
Marconi, S. Faustino e Sanpolino), e per le restanti 11 a Brescia Mobilità. «In
questo documento, che ora andrà alla Giunta, si definiscono le caratteristiche
che dovranno essere rispettate in ogni sito, così da renderlo subito
riconoscibile al cittadino quale luogo del metrò». Il dettaglio di questa
«grammatica dello stile» è stato illustrato dall'arch. Luigi Alessandri, che ha
evidenziato anzitutto la necessità di individuare «elementi di raccordo» tra
l'asse delle stazioni e quello del tessuto urbano, quasi mai coincidente. Di
qui, l'adozione di elementi triangolari (dalle aiuole alle alzate in pietra)
nella definizione di spazi pubblici, percorsi pedonali e negli stessi lucernari
piramidali delle stazioni.
A evidenziare la natura di «siti metrò» concorrerà
poi la pavimentazione degli spazi interessati, parte in pietra dura - per
durevolezza e resistenza sono indicate lastre «a correre» di granito grigio e
marmo di Botticino, e in porzioni minori cubetti - parte a verde: più pietra in
centro e più verde in periferia, a disegnare comunque una sorta di
piazza-giardino. Per definire gli spazi, specie in ambiti molto aperti come
Lamarmora, vi sarà poi una «terza dimensione»: salti di quota con triangoli di
verde rialzati (fino a 1,5 mt) che forniscano orientamento all'utente. Elementi
di arredo - come panchine e cestini - creati ad hoc, e essenze vegetali
caratterizzanti completeranno il quadro. Prevista poi la collocazione di opere
d'arte sulla scia di vari esempi europei e non, e la possibilità di adibire le
stazioni a spazi-laboratori per accademie d'arte.
Non soggetto a votazione
quale atto d'indirizzo, il Metrobus Identity ha raccolto sostanziale
apprezzamento da tutti i consiglieri presenti. Non sono mancate però
osservazioni. Mariachiara Fornasari (Pdl) ha lamentato il fatto che il lavoro
svolto sul fronte della accessibilità per i disabili ai siti delle stazioni non
sia stato reso parte integrante dell'atto, mentre Federico Manzoni (Pd) ha
voluto conferma che materiali e previsioni del documento non comportassero
extracosti rispetto ai circa 80 milioni preventivati per le opere complementari.
Ha poi rievocato lo spettro del serizzo sulle linee Lam, avendo di contro
conforto sul fatto che alle valutazioni urbanistiche si sono aggiunte quelle
sull'adeguatezza dei materiali per le pavimentazioni in ottica trasportistica.
Gli ha fatto eco Andrea Bonetti (Udc), invitando la commissione a vigilare
perché idee valide sulla carta non si rivelino meno felici in concreto, citando
su tutti il caso di piazzetta S. Domenico. Sollecitazione politica infine da
Alberto Martinuz (Pd): «La Giunta, davanti al patto di stabilità, compia una
scelta e dia accelerazione al metrò rinunciando al parcheggio sotto la
galleria».g. gal.

Bresciaoggi 13 gennaio 2011
GRANDI OPERE. Per fine anno saranno tutti pronti e dovranno essere in linea
con le indicazioni dell'Identity
Metrò: Marconi e Lamarmora «via» ai progetti esecutivi
Mimmo Varone
Non tutte le opere si faranno subito Servirebbero 80 milioni di euro di cui
la Loggia non dispone anche a causa del Patto di stabilità
È sempre più certo che il primo treno della metropolitana leggera di Brescia
partirà il 31 dicembre 2012. E quando mancano due anni o poco meno il Comune
comincia a trasformare in progetti esecutivi le linee guida delle opere
complementari delle 17 stazioni dal Prealpino a Sant'Eufemia. Chi li prenderà in
mano dovrà rispettare un disegno unitario che darà una precisa identità ai siti
di superficie del metrò, e dovrà rispettare elementi di stile comuni.
Sono
pronti anche questi, e ieri li ha presi in esame la commissione speciale
Metrobus presieduta dal capogruppo della Lega Nord Nicola Gallizioli. Li stanno
rispettando per primi gli uffici del Comune che già hanno messo mano alla
progettazione esecutiva delle stazioni Marconi e Lamarmora. A loro toccheranno
pure Volta, San Polo Cimabue, San Polo Parco, San Faustino, Bresciadue e
Sanpolino. Brescia Mobilità, invece, progetterà tutte le altre avvalendosi anche
di professionisti esterni comunque non estranei al metrò.
Per fine anno
saranno tutti pronti e dovranno essere in linea con le indicazioni dell'
«Identity». Come «Bresciaoggi» ha già anticipato nel dettaglio, tuttavia, non
tutto verrà realizzato subito. Ci vorrebbero oltre 80 milioni di euro che non
sono nelle disponibilità della Loggia soprattutto per i vincoli del Patto di
stabilità. E da qui a due anni sarà pronta solo l'«opzione zero», vale a dire
l'indispensabile equivalente a 20-25 milioni.
I progetti esecutivi saranno
quasi interamente realizzati per gran parte delle 7 stazioni di cui si occupa il
Comune. Le altre aspetteranno tempi migliori. Si farà il minimo – ha spiegato
ieri Gallizioli - soprattutto nei siti di particolare interesse urbanistico, che
corrispondono alle stazioni di Prealpino, Mompiano, Lamarmora, Poliambulanza e
Sant'Eufemia. In queste sono previste forti densificazioni del costruito che
verranno inserite nel Pgt in gestazione, e gli esecutivi si faranno tenendo
conto anche degli oneri di urbanizzazione a scomputo con i privati.
Come che
sia, però, ieri è venuto chiaro che il metrò bresciano darà una forte identità
alle zone della città che attraversa, e cercherà di mettere in relazione parti
eterogenee dalla periferia urbanizzata al centro storico. Lo farà puntando su
materiali e forme geometriche che si adattano ai vari contesti e nello stesso
tempo danno identità a tutte le stazioni. Man mano che ci si allontana dal
centro storico i materiali duri (granito, pietra di Botticino) cederanno il
passo a materiali molli (ghiaia, prato) fino a ridursi al minimo a San Polo
Parco, dove da una piccola piazza di stazione partiranno piste ciclabili e
pedonali.
In un caso e nell'altro, si tende a rendere ottimale il sistema
delle connessioni e a definire relazioni attraenti per il nuovo sistema di
trasporto. Un ruolo decisivo avranno le forme geometriche di aiole e spazi
pavimentati, che puntano sul triangolo per armonizzare la presenza delle
stazioni con contesti dalle linee spesso casuali. Quando i luoghi sono troppo
ampi e sfrangiati, si farà ricorso a siepi e pareti verdi, a pensiline con
padiglioni commerciali. E per definire meglio i percorsi si ricorrerà a
triangoli verdi rialzati.
PER DARE MAGGIORE identità a ciascuna stazione,
poi, si farà ricorso pure ai cromatismi di essenze floreali. E in ciascuna sono
previsti spazi per installazioni artistiche, con gare a invito per quelle del
centro storico, donazioni in comodato per le altre, senza escludere alcuni
spazi-laboratorio per le accademie e i licei artistici.
I progettisti
dovranno seguire regole precise, insomma, e ciò dovrebbe fugare i dubbi
sollevati ieri da alcuni consiglieri. I materiali scelti saranno in grado di
evitare gli inconvenienti del serizzo delle Lam temuti dal Pd Federico
Manzoni.
L'attenzione alla mappa dei sottoservizi dovrà scongiurare problemi
nei siti a densificazione urbana segnalati da Luciano Cantoni (lista
Castelletti). E se la Pdl Mariachiara Fornasari nota che nella “Identity” del
Metrobus mancano riferimenti all'accessibilità e alle barriere architettoniche,
i tecnici assicurano che anche su quel versante tutto è a posto.
Va bene per
tutti, insomma. E la Giunta Paroli approverà nei prossimi giorni. Resta da
definire solo se a gestire le gare d'appalto sarà la Loggia o Brescia Mobilità,
una volta che i progetti esecutivi sono pronti. Ma per questo c'è tempo da qui a
fine anno.
|
Bresciaoggi 12 gennaio 2011
IN ATTESA DEL DECRETO. Dopo la privatizzazione di fari e isole, ora si
attende la lista dei beni ex militari da passare agli enti locali. E si annuncia
una inedita sfida
Sede alla «Papa»: gara Provincia-Loggia
Massimo Tedeschi
Rolfi: «Abbiamo da collocare uffici comunali e, forse, il deposito bus»
Molgora: «Credo il Comune stia cercando di entrare nell'operazione La soluzione
ex Pietra? In via Dalmazia non c'è lo spazio per la scuola»
.......
Ma la Loggia non dispone di spazi già eccedenti, in
vista della creazione della sede unica degli uffici negli ex magazzini generali?
«Il fatto è - spiega Rolfi - che noi stiamo ragionando anche su una possibile
ricollocazione di uffici e magazzini che non ci staranno nella sede unica». Ad
esempio? «Stiamo pensando - spiega Rolfi - a logistica, falegnameria, depositi e
Polizia locale, che in via Donegani è alle strette. Un altro tema su cui stiamo
riflettendo è il trasporto pubblico, ovvero il deposito dei bus di via Sandonino
che ha una collocazione problematica nel tessuto urbano. Tutte valutazioni in
corso, anche per valorizzare gli spazi che si potrebbero liberare».
.....
Giornale di Brescia 08 gennaio 2011
Sulla caserma Papa scoppia la contesa tra Loggia e
Broletto Rolfi: «Anche noi siamo interessati agli spazi, che potrebbero
essere adibiti a magazzini e uffici»
Rolfi: «Anche noi siamo interessati agli spazi, che potrebbero essere adibiti a magazzini e uffici»
Il Broletto incalza, la Loggia rilancia. Al centro del duello, squisitamente
leghista, la destinazione futura della ex caserma Papa, una delle strutture in
attesa di conoscere il proprio destino sulla scia del Federalismo demaniale.
....
Quali i piani comunali? L'idea è di
adibire l'immobile della discordia in primis a magazzini, così da liberare, ad
esempio, gli spazi oggi occupati in via Foro Boario, zona che si sta improntando
sempre più su una vocazione residenziale ed artigianale. Non solo. La Papa,
secondo gli amministratori locali, potrebbe essere la giusta soluzione anche per
risolvere l'annosa questione dell'area di via San Donino, dove ora trova spazio
il deposito dei mezzi di Brescia Trasporti. Infine, gli uffici municipali che
non saranno traslocati nella nuova Sede unica del Comune (pensata all'interno
degli ex Magazzini generali Borghetto) potrebbero essere collocati proprio in
via Franchi.
..... n. f
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SUDinFORMA numero di dicembre 2010 - Periodico di informazione della circoscrizione sud
Metrobus da problema a opportunità
Nella mia visita alla stazione di S.Eufemia alla Centrale Operativa del Metro’ con la Commissione Speciale Metrobus ho
rivolto al Presidente della commissione Metrobus Nicola Gallizioli una serie di domande e di dubbi che possono riassumere
in parte quello che discuteremo nelle assemblee pubbliche che verranno convocate nei prossimi mesi:
Giacomo
Lini: “Perché una nuova commissione consigliare, quando ci
sono già 7 commissioni?”
Nicola Gallizioli: “La
Commissione Metrobus è finalizzata a semplificare, non a
raddoppiare le Commissioni consigliari già presenti. Fino
all’estate scorsa il tema metropolitana era di competenza di
più Commissioni: commissione Bilancio, commissione Urbanistica,
commissione LL.PP. e spesso era difficile capire chi governasse il
processo decisionale. Spesso ci trovavamo con più commissioni
convocate contemporaneamente con costi duplicati o triplicati per il
Comune. Avevamo inoltre bisogno di una Commissione unica,
affinché la Società Brescia Mobilità avesse un
punto di riferimento unico e la Giunta Comunale avesse un unico luogo
deputato alle discussioni
su questa materia. Da qui la nuova commissione.”
Giacomo
Lini: “Ora la commissione c’è e sta lavorando, ma la
prima domanda che sorge naturale è, la consegna della
metropolitana a Brescia quando avverrà?” Nicola
Gallizioli: “Il 31/12/2012 come da programma. La metropolitana
entrerà in funzione, questo è un messaggio chiaro che
l’amministrazione vuole fare arrivare a tutti i cittadini
bresciani, la scadenza verrà rispettata.”
Giacomo Lini: “Quindi tutti i problemi sono stati risolti?”
Nicola
Gallizioli: “No questo no, la metropolitana oggi è ancora
percepita dai cittadini bresciani come un problema: in effetti qualche
errore di valutazione
politica
la precedente amministrazione lo ha commesso e oggi ne paghiamo le
conseguenze. Il bilancio del Comune è appesantito dagli
investimenti sulla Metropolitana l’anno prossimo rimanere nel
patto di stabilità con una maxirata da pagare di circa 50mln di
€ non sarà facile. Noi siamo comunque la Giunta del fare e
quindi risolveremo anche questo problema. L’obiettivo è
far però percepire ai cittadini che tra due anni la
Metropolitana non sarà più un problema ma
diventerà una grossa opportunità”.
Giacomo Lini: “Ma come si passa da problema ad opportunità in così poco tempo?”
Presidente
Gallizioli: “con la FASE 2. Vogliamo concludere la fase uno della
metropolitana entro il 31/12/2012 ma nel contempo avviare fin da subito
all’interno di questa commissione la fase due della metropolitana
fase che prevede l’ampliamento della metropolitana verso nuove
tratte e con nuove tipologie di trasporto: sud, sud ovest, ovest. La
Commissione Metrobus deve far comprendere ai cittadini, che oggi
percepiscono la metropolitana come un problema, che si tratta invece di
“un’opportunità”. Nei prossimi mesi
verrà data la conferma, in seguito a verifiche, che il 1 gennaio
2013 vi sarà la prima corsa e che si realizzeranno le opere
complementari, che consentiranno la densificazione lungo la linea della
metropolitana. Per essere però attrattiva la metropolitana deve
essere ampliata e integrata con gli altri trasporti cittadini. Le
direttrici di ampliamento a cui stiamo pensando sono varie tra cui
quella più interessante è quella a Ovest, integrando nel
sistema Metro la linea Brescia Iseo Edolo.
Giacomo Lini: “E per la nostra amata circoscrizione SUD cosa ci dice?”
Presidente
Gallizioli: “ La Circoscrizione Sud è la peggio servita.
Qui l’idea a cui stiamo lavorando è una nuova linea
metropolitana che colleghi la fermata di Lamarmora alla Fiera servendo
la nuova sede del Comune in via Dalmazia e attraversando tutta via
Orzinuovi.
Giacomo Lini: “Un’opera faraonica in un tempo di crisi?”
Presidente
Gallizioli: “ No, stiamo pensando ad una metropolitana di
superficie su modello di quella di Padova ovvero un sistema di
trasporto che prevede l’utilizzo di tram leggeri su gomma ad
alimentazione elettrica tramite linea aerea di contatto. Ovvero un tram
veloce che colleghi rapidamente la Fiera e quindi l’autostrada e
l’uscita della tangenziale a via Lamarmora e quindi alla linea 1
della Metropolitana.”
Giacomo
Lini: “Quindi Brescia sarà più moderna e
somiglierà sempre di più alle capitali del Nord
Europa?”
Presidente
Gallizioli: “Si e non dimenticate che Brescia è sul
corridoio 5 ovvero quell’importante asse ferroviario ad alta
velocità che attraverserà
l’Europa
da Est a Ovest da lisbona a Kiev. E proprio a Brescia ci sarà
una fermata dell’alta velocità. Questo significa che per
in 20 minuti si è a Milano e in un quarto d’ora si
è a Verona. Se Brescia avrà per tempo un sistema di
trasporto locale integrato con l’alta velocità moderno ed
ecologico sarà attrattiva sia dal punto di vista economico che
residenziale, noi stiamo lavorando per questo.” Questa breve
intervista spero abbia in parte chiarito alcune delle piu’
frequenti domande che il cittadino si pone, quando pensa al progetto
ambizioso che Brescia sta’ continuando e che ultimera’
pensando gia’ al futuro e al prolungamento dell’opera
metrobus , ringrazio Nicola Gallizioli per l’attenzione e il
tempo che ci ha dedicato e aspetto voi tutti alle prossime assemblee
che ci
vedranno impegnati con la Coordinatrice della Commissione Ambiente e Territorio Elena Arrighi a rispondere alle vostre domande.
Giacomo Lini

Non solo Metropolitana!
La ex tranvia Brescia-Soncino e la Circoscrizione Sud
Cosa c’entra, direte voi, la Circoscrizione Sud con una tranvia
che non esiste più e soprattutto che è sconosciuta ai
più? Obiezione respinta, c’entra eccome, e allora …
mettervi comodi e dedicate 10 minuti alla conoscenza della vostra
città e dei vostri quartieri .
C’era una volta … una ferrovia che attraversava il
territorio dell’attuale Circoscrizione Sud, la “tranvia
Brescia – Soncino”. Questa è stata una linea
tranviaria extraurbana che univa la città di Brescia a Soncino
(in prov. di Cremona) e che apparteneva alla cosiddetta Rete tranviaria
extraurbana della Provincia di Brescia.
A causa del fatto che la Provincia di Brescia aveva concesso la
costruzione delle tranvie sulle strade di sua competenza, esse si
assestavano tutte sulla circonvallazione esterna alle mura della
città, senza attraversare alcuna porta d’ingresso. Inoltre
non erano collegate fra loro, infatti solo la Brescia-Orzinuovi-
Soncino partiva dalla Stazione di Brescia.
Era un periodo storico dove le richieste, e le esigenze, di trasporto
su rotaia (sia di persone che di cose) erano tantissime e prioritarie.
La prima domanda di concessione di una linea tranviaria interurbana
collegante Brescia a Orzinuovi e Soncino, che rispettasse i canoni del
Capitolato Generale stabilito dall’Amministrazione Provinciale di
Brescia, fu effettuata dalla The Tramways and General Works Company
Limited, una società inglese che aveva già ottenuto in
concessione la Lodi – Crema – Soncino. La proposta fu
rigettata perché i britannici avevano richiesto 500 £ire
annue al chilometro come sussidio, e la Deputazione bresciana non era
intenzionata a rilasciare alcun contributo.
Una nuova domanda per la medesima linea venne effettuata dall’ Ing. Giovanni Corti, che forse non doveva avere molto
feeling con le imprese britanniche, tant’è che dovette
accordarsi con la società belga Compagnie Genèrale des
Chemins de fer secondaires. Il 3 dicembre 1880 girò il suo
pacchetto di concessioni ai belgi, che costituirono la Tramways
à Vapeur de la Province de Brescia.
La linea fino ad Orzinuovi fu aperta all’esercizio il 22 aprile
1881: fu la prima linea ad essere completata nel territorio bresciano;
era lunga 29,2 km. Solo il 20 ottobre dello stesso anno fu inaugurato
il tratto per il confine cremonese, che consentì sia alla
Tramway à Vapeur di espletare le corse daBrescia a Soncino e sia
alla società esercente la Lodi-Crema-Soncino di effettuare corse
che giungevano alla cittadina orceana.
Il tram percorreva una parte della carreggiata della S.P. BS 235 da
Brescia ad Orzinuovi, a partire dalla’attuale via Orzinuovi.
Il passaggio di consegne dalla Tramways à Vapeur alla
Società Elettrica Bresciana (S.E.B.), avvenuto il 1° maggio
1907, non portò all’immediata elettrificazione della
linea, come auspicato dai comuni attraversati dalla linea. Il problema
del cambio di trazione rimase sospeso anche dopo la conclusione della
Prima Guerra Mondiale. La nuova linea elettrificata, sempre a binario
singolo, venne inaugurata il 18 marzo 1928.
Percorso attraverso l’attuale Circoscrizione Sud e i paesi della provincia
La linea tranviaria partiva dalla stazione dei tram della Tramways
à Vapeur presso l’attuale stazione autobus della SIA e si
immetteva nell’attuale viale Stazione in direzione di Porta San
Nazzaro (attuale Piazza Repubblica). Di fronte allo scalo daziario
lasciava alla sua destra la tranvia della Società Anonime
d’Enterprise Generale de Travaux diretta a Mantova, le tranvie
della rete extraurbana dirette a Idro e Salò e quelle della rete
urbana. Prima di immettersi per la strada che portava a Orzinuovi
(attraverso l’attuale via Fratelli Folonari e il primo tratto
dell’attuale via Corsica), lasciava alla sua sinistra la tranvia
per Ostiano e le tranvie per Gardone val Trompia e per Gussago.
La linea percorreva quindi l’attuale via Fratelli Folonari,
attraversava a raso la ferrovia Milano – Venezia, passava in via
Corsica e si immetteva lungo l’attuale via Zara. Non è
chiaro quando si decise di sostituire l’attraversamento a raso
della linea ferroviaria, facendo percorrere alla tranvia il tracciato
della linea per Ostiano dall’attuale via Corsica fino
all’incrocio di via Zara, sottopassando la Milano-Venezia: la
variante di tracciato è attestata a partire dagli anni trenta
del XX secolo. Da via Zara, la tranvia si dirigeva verso il sobborgo di
Chiesanuova, utilizzando una strada oggi non più esistente che
attraversava l’area dell’attuale scalo di smistamento di
Brescia Scalo.
Dopo Chiesanuova, nei pressi della quale si trovava una fermata
facoltativa, la tranvia si immetteva nell’attuale via Orzinuovi,
oltrepassando il ponte sul fiume Mella e dirigendosi verso Roncadelle.
Il percorso della tranvia seguiva quindi quello della ex S.S. 235 per
Orzinuovi, poi divenuta S.P. Bs 235, occupando in sede promiscua parte
della carreggiata. La linea attraversava in successione i centri
abitati di Torbole, di Casaglio (poi Casaglia), Lograto, Maclodio,
Corzano, Pompiano, Orzivecchi e Orzinuovi Presso il ponte sul fiume
Oglio terminava l’area di
competenza della concessione rilasciata dalla Provincia di Brescia e cominciava quella della Provincia di Cremona.
A Soncino, la linea terminava presso la stazione tranviaria della
tranvia Lodi-Crema-Soncino, la quale era in comune con la tranvia
proveniente da Bergamo.
Vita dell’impianto tranviario
Come già detto, la linea fu aperta all’esercizio il 22
aprile 1881. Nel 1928, la Tramvie Elettriche Bresciane dovette
costruire una variante di tracciato che da Casaglia passasse per
Travagliato e quindi rientrasse lungo il vecchio percorso nei pressi di
Lograto. La tranvia Brescia – Soncino sopravvisse alla fase di
smantellamento delle altre linee provinciali durante gli anni trenta, e
resistette alla concorrenza della linea ferroviaria Rovato-Soncino che
aveva aperto nel 1932 e che la affiancava da Soncino fino
all’abitato di Corzano. Dal 1931, a seguito della chiusura della
altre due linee tranviarie, la stazione di Soncino passò
interamente sotto la gestione della T.E.B. (Tramvie Elettriche
Bresciane).
Nel marzo 1950, l’Amministrazione Provinciale di Brescia decise
di sospendere l’esercizio nel tratto Soncino – Travagliato,
i cui binari furono rimossi nel 1952. Il rimanente tratto Travagliato -
Brescia, comprendente quello che passava nell’attuale territorio
della Circoscrizione Sud, fu soppresso nel gennaio – febbraio
1954. E siamo così tornati ai giorni nostri … Pensateci
bene, dopo quasi 60 anni dalla soppressione e a 130 anni dalla prima
posa, una strada ferrata, una metropolitana, attraverserà la
nostra Circoscrizione. Chi l’avrebbe mai detto? Della serie: -
“a volte ritornano…” !
Cons. Antonio Pintus

Riferimenti Storici:
• Mario Alberini e Claudio Cerioli, “Trasporti
nella Provincia di Cremona - 100 anni di
storia”, 1994.
• Claudio Mafrici (1997). “I binari promiscui
- Nascita e sviluppo del sistema tranviario
extraurbano in provincia di Brescia (1875-
1930”).
• Archivio fotografico storico della Provincia
di Brescia in collaborazione con la
Fondazione Negri.
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Giornale di Brescia 09 gennaio 2011
L'ASSESSORE
Appello di Cattaneo: navigazione sui laghi bisogna evitare i
tagli
L'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo
interviene sulla riduzione delle risorse destinate alla gestione della
navigazione dei laghi Maggiore, Garda e Como. «Il taglio ai fondi alla
navigazione si possono ancora evitare: ci sono le condizioni affinché in sede di
conversione del decreto Milleproroghe si possano recuperare i 10 milioni di euro
necessari - ha affermato Cattaneo -. Ho inviato una lettera a tutti i
parlamentari lombardi, sottolineando loro la serietà della situazione e
chiedendo che vengano reintrodotte le risorse necessarie. Contenere i tagli è
prioritario al fine di garantire i livelli occupazionali e il pieno svolgimento
del servizio navigazione che in Lombardia ha anche funzione di trasporto
pubblico locale».
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Giornale di Brescia 06 gennaio 2011
Del Bono: «Serve un salto di qualità per la nostra
città»
«Le priorità del Pd restano le stesse: ambiente, economia, infrastrutture»
.....
Faccio due esempi di questa schizofrenia, il primo: Lega e Udc hanno espresso
contrarietà rispetto al parcheggio sotto il Castello, il giorno dopo il sindaco
si è affrettato a parlare di priorità.
Un secondo caso di schizofrenia
politica è quello della pedonalizzazione del centro, proposta dal capogruppo
della Lega, Gallizioli. Sono le stesse persone che hanno deciso di aumentare i
parcheggi in centro storico e hanno abbattuto il trasporto pubblico e hanno
portato il centro ad un notevole livello di caos.
......
Gallizioli: «Il patto sociale è inutile, si passi ai
fatti»
Il capogruppo della Lega: dobbiamo realizzare ciò che abbiamo promesso
......
Oltre all'attenzione per le famiglie, definire un Pgt per portare Brescia ad una
dimensione mitteleuropea. Proseguire con la Metropolitana concludendo la fase
uno e mettendo le basi per la fase 2, quella dei prolungamenti.
Cosa
significa dimensione mitteleuropea?
Una città universitaria che punti
sui giovani, con piazza Paolo VI e piazza Loggia pedonalizzate per essere
davvero luoghi della socialità e come cuore del centro storico.
Non lo voleva
già la scorsa Giunta?
No, solo ora bresciani si sono abituati a
lasciare la macchina appena fuori dal centro. C'è poi in programma la
ristrutturazione del primo piano del parcheggio di piazza Vittoria. Inoltre il
piano sosta sarà ripreso in mano il prima possibile per essere
completato.
Avanzate richieste sulla delega ai Trasporti?
La
verifica di maggioranza deve essere conclusa entro un mese con un rafforzamento
anche rispetto ad eventuali punti di debolezza. La Lega Nord è pronta a dare il
suo contributo.
......
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Giornale di Brescia 06 gennaio 2011
Legambiente: «Ora via le auto da piazza Paolo VI»
Gli ambientalisti sulla proposta leghista. Bonardi (Pdl) replica: «Merito nostro»
Si apre il dibattito sulla pedonalizzazione del centro storico. Legambiente
saluta con favore le ultime dichiarazioni del capogruppo della Lega Nord a
Palazzo Loggia. Ma subito giungono le precisazioni del presidente della
Circoscrizione centro Flavio Bonardi che ribadisce il suo impegno per questo
obiettivo. Legambiente in un recente dossier aveva definito Piazza Paolo VI «un
gioiello divenuto un garage a cielo aperto» e aveva ribadito la convinzione che
l'Amministrazione Comunale dovesse provvedere a pedonalizzarla.
Ieri Alberto
Fiorillo, responsabile Aree urbane di Legambiente ha quindi accolto con favore
le parole di Gallizioli: «Speriamo che questo buon proposito possa realizzarsi.
Liberare dal traffico le zone più belle e pregiate delle nostre città vuol dire
investire in cultura, bellezza e vivibilità. E in tal senso auspichiamo un
incontro a Brescia, con tutte le parti interessate, favorevoli e contrarie, con
le quali discutere della possibilità di valorizzare il cuore della città
attraverso una diversa fruizione del centro storico».
Immediata la replica a
Legambiente di Flavio Bonardi: «Il Consiglio della Circoscrizione Centro ha
votato all'unanimità alcuni mesi or sono un ordine del giorno che chiedeva
all'Amministrazione Comunale di eliminare le automobili dal quadrante Nord della
piazza».
Bonardi poi aggiunge: «Nei giorni scorsi, in una Conferenza di
Servizi, insieme ad alcuni assessori, abbiamo ribadito la necessità di eliminare
completamente le autovetture da Piazza Paolo VI ragionando, ovviamente, sul
fatto che alcuni residenti che vivono nella piazza stessa non hanno un posto
auto e che quindi si rende necessario un accordo con la società che gestisce i
parcheggi cittadini». In conclusione il presidente della Centro precisa: «Io,
come altri esponenti del mio partito Pdl, sono per la pedonalizzazione della
Piazza».
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Giornale di Brescia 05 gennaio 2011
Gallizioli della Lega: «Pedonalizzare il centro»
Il Carroccio interviene in merito alle dichiarazioni di
Legambiente, che definiscono Piazza Paolo VI, «un gioiello ma divenuto un garage
a cielo aperto».
A ribadire la posizione della Lega Nord è il capogruppo in
Consiglio comunale, Nicola Gallizioli, secondo cui il partito «era già scettico
all'inizio sull'apertura, seppur limitata, alle auto in Piazza Paolo VI; oggi
più che mai, dopo aver sperimentato queste nuove modalità e di fronte al
risultato evidente di deturpamento sia dell'immagine che della fruibilità del
luogo e di scarso interesse suscitato tra i cittadini, ribadiamo con convinzione
la necessità che il Comune provveda a pedonalizzarla. Questo è il primo passo
per la pedonalizzazione di un'area più vasta del cuore cittadino». Ed aggiunge:
«Oggi c'è una diversa consapevolezza sulla vivibilità e la fruibilità del centro
storico; le pedonalizzazioni, se fatte in un certo modo e unitamente a politiche
di valorizzazione, non sono più oggetto di divisioni tra cittadini e
commercianti ma possono essere un'occasione concreta di rilancio sia economico
che in termini di vivibilità della città». La Lega sostiene che Brescia «deve
diventare una città sostenibile, sempre più vicina ai modelli mitteleuropei e
per questo chiede ai suoi alleati di abbandonare ogni timidezza: la chiusura non
si deve limitare alla sola piazza Paolo VI. Siamo pronti a mobilitarci
attraverso una petizione popolare da portare in Consiglio».
Bresciaoggi 05 gennaio 2011
VIABILITA'. Continuano in Loggia le riflessioni sui problemi legati al
traffico e alla sosta in centro storico. Anche da piazza Vittoria potrebbero
sparire tutte le auto
Corso Mameli va verso la pedonalizzazione totale
La Lega: «Brescia imiti le città mitteleuropee: pedonalizzi in fretta piazza
Duomo e il "cuore"»
La politica delle pedonalizzaioni che dovrebbe contrassegnare la fase due
della mobilità cittadina, o, per dirla in altro modo, la versione matura del
Piano sosta, potrebbe prevedere anche la chiusura al traffico di corso Mameli.
IL CORSO sul quale ha aperto i battenti Buonissimo, il megastore della
ristorazione e alimentazione, allo stato si trova in regime di cosiddetta
pedonalità trenta. Ma in Loggia si sta ragionando - fa sapere l'assessore al
traffico Nicola Orto - su una vera pedonalizzazione, interdicendo l'accesso
dalle 0 alle 24 ai veicoli. Consentendolo, cioè, solo ai residenti. È questo un
tassello della futura viabilità cittadina, su cui la Giunta fa valutazioni.
Molte delle quali ad esempio riguardano piazza della Vittoria, per la quale è
sul tavolo anche l'ipotesi di togliere la possibilità di parcheggiare a tutti,
concedendo in cambio ai residenti un posto gratuito nel sottostante parcheggio.
Riguardo invece a piazza del Duomo, di cui nell'edizione di ieri si è
ricordata la posizione di Legambiente a favore di una rapida pedonalizzazione si
registra l'intervento del capogruppo della Lega Nord in Loggia Nicola
Gallizioli: «Già scettici all'inizio sull'apertura alle auto in piazza Paolo VI,
difronte al deturpamento del luogo ribadiamo la necessità che l'Amministrazione
comunale provveda a pedonalizzarla».
Per la Lega «Brescia deve diventare una
città sostenibile, sempre più vicina ai modelli mitteleuropei e per questo
chiediamo ai nostri alleati di abbandonare ogni timidezza e di avere il coraggio
di affrontare questa scelta storica che non si deve limitare alla sola piazza
Paolo VI ma ad un'area più vasta del cuore cittadino e che può rappresentare in
modo concreto un'occasione di rilancio del centro storico. La Lega Nord è anche
pronta a mobilitarsi attraverso una petizione popolare da portare in Consiglio
affinché su questo tema il consiglio stesso possa confrontarsi ed esprimersi».
E.B.

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Bresciaoggi 04 gennaio 2011
L'ARIA CHE RESPIRIAMO. Le centraline di Broletto, Villaggio Sereno, Rezzato
e Sarezzo evidenziano dati sempre allarmanti. Dall'Ue in arrivo nuove multe
all'Italia
Pm10: gli esuberi sono tornati a crescere
Thomas Bendinelli
Polveri: nel 2010 un salto indietro di tre anni, Brescia è di nuovo ai
livelli del 2007 dopo il costante miglioramento dal 2004 in avanti
Nel 2010 il traguardo lo avevamo tagliato il 13 febbraio, nel 2011 si vedrà. Una
cosa però è certa: anche nel nuovo anno non rispetteremo il limite dei 35 superi
annui alla concentrazione di 50 micron di Pm10 per metro cubo fissata
dall'Unione Europea. I dati sono sempre assai preoccupanti, continuano a
peggiorare e non lasciano la minima speranza su un'inversione di tendenza. Poco
più di un mese fa la Commissione europea ha peraltro nuovamente deciso di
deferire l'Italia davanti alla Corte di Giustizia UE per il mancato rispetto
delle norme comunitarie sulle polveri sottili. Per Bruxelles, infatti, l'Italia
(insieme ad altri Paesi), «non ha finora affrontato in modo efficace il problema
delle emissioni eccessive di Pm10». In prospettiva, in tempi non lontani,
l'ennesima multa annunciata da pagare.
L'ARIA MALSANA continua intanto a
entrare nei nostri polmoni e solo la pioggia degli ultimi giorni ha evitato la
scalata verso vette sempre più pericolose. Le cause del proliferare di Pm10 sono
note: settore industriale e trasporto su gomma, cosa quest'ultima che vale
soprattutto nelle città. Il 21 dicembre scorso la centralina del Broletto ha
toccato i 119 micron per metro cubo, mentre quella di Sarezzo si è spinta fino a
135. Nei giorni precedenti, rispettivamente il 16 e il 15 dicembre, la
centralina del Villaggio Sereno aveva registrato un livello di concentrazione di
133 e quella di Sarezzo di 154. Cifre impressionanti, ma non le peggiori del
2010. Il peggio è stato fatto a inizio anno proprio al Villaggio Sereno che,
proprio il primo gennaio, aveva segnalato un livello di Pm10 pari a 165 micron
al metro cubo, seguito a ruota il 21 gennaio dalla centralina del Broletto con
un ragguardevole 148.
DI MIGLIORAMENTI alla qualità dell'aria non se ne
intravedono. Giorno di supero in più o in meno, poco cambia e per respirare aria
decente bisogna attendere la pioggia, il vento o qualche situazione
meteorologica favorevole. La centralina del Broletto, a onor del vero, in anni
passati aveva registrato lenti ma costanti miglioramenti: 138 superi nel 2004,
133 nel 2005, 128 nel 2006, 94 nel 2007, 77 nel 2008. Lo scorso anno
l'inversione di tendenza con 90 superi e quest'anno 95, dato identico a quello
della centralina del Villaggio Sereno. Le cose vanno un po' meglio a Rezzato,
snodo di strade e dove insistono siti industriali, che a oggi registra 110
superi. Tanti, troppi, ma sempre meno dei 135 dello scorso anno o dei 172 superi
del 2006. La qualità dell'aria è uno dei grandi buchi neri della nostra realtà,
quello che ci fa arretrare pericolosamente nelle classifiche dell'Ecosistema
urbano (il rapporto annuale di Legambiente e Sole 24 Ore) e che in ottobre ci ha
portato per la prima volta nella parte bassa della classifica (in 51esima
posizione) a causa di polveri sottili, biossido di azoto e rischio ozono.
ED
IL FINALE del 2010 è stato davvero pessimo: Broletto, Villaggio Sereno e Rezzato
sono stati sopra i livelli di guardia ininterrottamente dal 29 fino al 1
gennaio. Ieri sono scesi i valori al Broletto (46), rimanendo invece sopra i
limiti nelle altre zone. I due mesi alle porte sono storicamente i più
impegnativi: la centralina del Broletto ha fatto registrare ben 26 giorni di
supero nel solo mese di gennaio e 16 in quello di febbraio. Cifre non troppo
diverse, come si può notare in tabella, anche per le altre centraline. Un bel
respiro, finché piove, e poi in apnea in attesa della primavera.
Legambiente: «È allarme»
Orto: «Presto un piano»
«La Giunta deve prendere urgentemente provvedimenti per migliorare la qualità
dell'aria cittadina, a partire da serie politiche per la mobilità sostenibile,
soprattutto in vista della ormai sempre più vicina entrata in funzione della
metropolitana». Così il circolo di Legambiente Brescia ha commentato in una nota
i dati dell'aria bresciana nel 2010. «Il conto dei giorni in esubero - aggiunte
il presidente del circolo, Isaac Scaramella - è già iniziato: speriamo tra un
anno di poter scrivere che finalmente si respira un po' meglio».
IN
LOMBARDIA, fa notare Legambiente, solo a Monza si respira aria peggiore della
nostra, avendo avuto 92 giorni di esubero nel 2010. Oltre al numero degli
esuberi si fa notare che ci sono state settimane intere in cui le concentrazioni
sono state oltre il doppio dei 50 milligrammi consentiti, con picchi che hanno
sfiorato il triplo. «Il problema dell'aria - conclude Legambiente - va risolto
su grande scala, con provvedimenti di portata almeno regionale. Questo non esime
ogni amministrazione locale dal dare il proprio contributo alla lotta
all'inquinamento atmosferico».
DA PARTE SUA la Giunta Comunale ha risposto
annunciando nei prossimi giorni il varo di un piano che sarà presentato dagli
assessori Nicola Orto, Paola Vilardi e Mario Labolani. La questione ovviamente
non è di esclusiva competenza del Comune, ma dovrà essere affrontata su più
tavoli, a livello provinciale, regionale, ma anche intercomunale.
Per quanto
attiene alla sua delega ai trasporti Orto ha così commentato: «la questione va
vista nell'insieme, è un problema di lungo corso. Abbiamo partecipato al tavolo
di coordinamento con Provincia e Regione, proseguiremo con la restrizione al
traffico delle auto ad alte emissioni. A questo aggiungiamo anche una
pianificazione estesa: stiamo coordinando molte attività». Nello specifico si
parla di: «Potenziamento del bike sharing da 24 a 56 ciclostazioni e stiamo
elaborando anche uno sviluppo della rete di piste ciclabili, per il resto siamo
intervenuti sulla pianificazione di area integrata anche con il car pooling, che
ha visto il coinvolgimento di aziende come Ikea e Ori che hanno già aderito per
i trasferimenti casa-lavoro, ma anche la razionalizzazione della consegna merci
nel centro cittadino con coinvolgimento di operatori e
associazioni».
L'ASSESSORE all'urbanistica e all'ambiente Paola Vilardi:
«stiamo fronteggiando la questione con tutti gli strumenti a disposizione nel
frattempo le condizioni climatiche non ci hanno favorito». L'assessore
all'ambiente provinciale Stefano Dotti ha rivelato una possibile prospettiva
studiata con l'assessorato ai trasporti guidato da Corrado Ghirardelli: «stiamo
valutando l'adozione di targhe alterne o ecopass, ma sono solo ipotesi che
stiamo discutendo con l'area interessata, in ogni casa servirà un discorso
disincentivante del trasporto privato rispetto al pubblico».
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Bresciaoggi 04 gennaio 2011
IL CASO. Un anno fa venne annunciato lo sconto per la sosta negli autosilo
comunali. Doveva essere inviata nel giro di un mese a tutti i cittadini
residenti
La Card per i parcheggi? E' «scomparsa»
Eugenio Barboglio
Non è mai arrivata ai beneficiari: 130 mila maggiorenni della città La
Loggia: «Distribuzione rinviata ma partirà in queste settimane»
La card che doveva servire a scontare il prezzo dei parcheggi in struttura non è
mai arrivata. I residenti della città, i 130 mila maggiorenni di Brescia,
avrebbero dovuto trovarsela nella cassetta delle lettere nella scorsa primavera.
Almeno questo è quanto venne annunciato nel febbraio scorso da Brescia Mobilità
che si sarebbe dovuta occupare dell'operazione per conto del Comune. Ossia
avrebbe dovuto cablare i parcometri e le casse automatiche in modo da renderli
compatibili ad accogliere la card.
LO SCONTO di cui i residenti avrebbero
beneficiato era del 50 percento sul prezzo della sosta nei parcheggi e autosilo
comunali. A quasi un anno da quell'annuncio però della card non c'è traccia,
benchè la distribuzione avrebbe dovuto partire un mese dopo quella conferenza
stampa. Cosa è successo? Perchè i cittadini bresciani sono rimasti in attesa
tanto a lungo? Eppure tutto sembrava pronto, altrimenti perchè dare l'annuncio.
C'era anche la deliberazione del consiglio comunale.
A quanto pare non si
tratta di una retromarcia, di una cancellazione, di un ruipensamento. Ma di un
rinvio, proprio ai primi di questo 2011. Quindi, anche se con un ritardo di
circa un anno, ora ci saremmo quasi. Infatti l'idea di scontare il parcheggio
dei residenti non è archiviata.
DI SLITTAMENTO si deve parlare. Dovuto non a
problemi di bilancio: lo sconto deve essere coperto. Ma, pare, a ragioni
strategiche. In questo modo la spiega l'assessore ai Trasporti, Nicola Orto: «Le
apparecchiature dei parcheggi, secondo quanto mi ha comunicato Brescia Mobilità,
dovrebbero essere pronte da quest'estate. parlo della cablatura dei parcometri e
delle casse automatiche, necessarie per il funzionamento con la card. Ma anche
su sollecitazione del sindaco si è deciso di lasciare trascorrere l'anno, e far
partire l'iniziativa all'inizio del 2011. Anche in considerazione del fatto che
questo sarà un anno decisivo dal punto di vista della pianificazione e della
razionalizzazione complessiva, anche tariffaria. E anche in previsione
dell'avvento nel sistema trasportistico cittadino del metrobus».
Per la card
sarebbe finalmente la volta buona. Orto ricorda che rispondeva al criterio di
riportare le tariffe al valore originario, ma accompagnandolo con la riduzione
per i residenti. Nella conferenza stampa di quel febbraio erano stati forniti
alcuni dati economici relativi all'operazione. «A sostenere gli oneri dello
sconto - era stato sottolineato - sarà il Comune, che dovrà sborsare a Brescia
Mobilità 1,8 milioni di euro per i mancati incassi. Tuttavia, già lo sconto del
20 per cento praticato dal 2007 a tutti gli utenti dei parcheggi senza
distinzione di residenza è costato alle casse comunali un milione e mezzo di
euro, con il 50 per cento ai residenti il Comune spenderà solo 300 mila euro in
più».
LA DENUNCIA. Un dossier dell'associazione ambientalista l'ha inserita tra i
luoghi simbolo in Italia deturpati dalla massiccia presenza di veicoli in
sosta
Legambiente: «Piazza Paolo VI fra i disastri nazionali»
«È un gioiello, ma è diventato un garage a cielo aperto»
Piazza Paolo VI bocciata. Il verdetto arriva da Legambiente che ha compilato un
dossier sulle piazze italiane invase dalle automobili. E la piazza bresciana è
tra quelle indicate a simbolo di questa forma moderna di degrado dei beni
culturali.
L'ASSOCIAZIONE ambientalista si è adoperata per rintracciare
questo degrado e evidenziarlo. Sottolineando che vi sono numerose piazze
italiane la cui bellezza viene oscurata proprio dal parcheggio dei veicoli.
Quella bresciana ne è ingombra per metà, da quando la nuova amministrazione ha
mutato l'orientamento seguito dalla precedente. Ora nel lato nord ci sono posti
auto disponibili per residenti o per soste a rotazione.
Una situazione che a
Legambiente è sufficiente per inserire la piazza nella black list della piazze
rovinate dalla presenza della automobili. Poche piazze quelle citate dal dossier
intitolato: piazza San Zeno a Verona, piazza Bellini a Palermo, piazza Vittorio
a Torino, piazza Sant'Ambrogio a Milano, piazza Caduti della Resistenza a
Padova, piazza Colombo a Genova, piazza Aldovrandi a Bologna, piazza Trieste e
Trento e largo Castello a Napoli. Dossier che prende in considrazione luoghi
particolarmente centrali e significativi della vita sociale delle città. Non
interessa in altre parole una mappatura città per città delle piazze usate come
garage. Non sono citate perciò piazzette e slarghi magari conciati peggio, ma
marginali. E quindi non si troveranno piazze come la Labus o Pontida, piccole ma
totalmente consacrate al ruolo appunto di garage a cielo aperto. Interessano le
grandi piazze urbane, come è appunto quella intitolata a papa Montini. Sulla
quale nel dossier si legge: «... che dire poi di piazza Paolo VI, nel cuore di
Brescia, dove si affacciano il Broletto, antica sede del Comune medievale
(attualmente sede della Provincia), il Duomo Vecchio in stile romanico e il
Duomo Nuovo tardo barocco? Dopo anni di battaglia, la piazza era stata quasi
completamente liberata dalle macchine, ma nel 2008 la nuova giunta comunale ha
provveduto a reinserirvi i posti auto».
«ABBIAMO raccolto una serie di casi
emblematici di cattiva gestione degli storici spazi di aggregazione sociale e
culturale nonché del patrimonio artistico e turistico italiano - dichiara
Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente - . Piazze storiche,
veri e propri gioielli, deturpate dal parcheggio selvaggio. La domanda è: se le
amministrazioni locali non sono in grado di migliorare la vivibilità urbana
restituendo queste poche centinaia di metri quadrati ai cittadini, come si può
sperare che quegli stessi amministratori abbiano le capacità di eliminare gli
ingorghi e di assicurare una mobilità più spedita e sicura nel proprio
territorio?».
Legambiente potrebbe però presto dover cambiare idea e
stralciare dal suo dossier la ex piazza del Duomo. Nel caso si tramutasse in
realtà l'ipotesi di pedonalizzazione, che potrebbe essere decisa, almeno in via
sperimentale, già prima della realizzazione del parcheggio sotto al castello
progettato dalla giunta Paroli. In favore di un'accelerazione della
pedonalizzazione si è di recente pronunciato il vicesindaco leghista Fabio
Rolfi. Ma già la scorsa estate, nell'ambito dell'aggiornamento del piano sosta,
lo stesso assessore al traffico Nicola Orto si era detto favorevole ad una
soluzione del genere. Che gli ambientalisti bresciani e le associazionio dei
residenti vedono con favore. Anche se all'interno di un quadro complessivo di
vie del centro storico, come corso Garibaldi, via Tosio o via Trieste - per
citarne due «difese» dalle telecamere e una no - dove le auto sui marciapiede
sono la regola.E.B.
Orto: «Pedonalizzeremo
Brescia al top in Italia»
«Ho incontrato rappresentanti di Legambiente nei giorni scorsi - commenta
l'assessore Nicola Orto - e le loro indicazioni non le considero certo
cestinabili. Ma credo che piazza Duomo senza auto sia un fatto estetico, più che
utile all'abbassamento delle Pm10 nell'aria. Per il quale invece serve un piano
complessivo».
Orto fa l'esempio delle piste ciclabali «di cui ho presentato
un piano proprio nell'ultima riunione di Giunta». Quelle sì - secondo
l'assessore - più utili all'abbassamento dell'inquinamento e funzionali in una
strategia ampia.
Rammenta anche che «il piano sosta in vigore da un anno e
mezzo ogni sei mesi viene monitorato da un apposito tavolo». Per dire che non
c'è nulla di definitivo: «non è una scienza esatta, il piano». E ammonisce a non
confondere: «Quello in vigore è un piano tampone, messo a punto per il periodo
pre metropolitana». Ma che nel futuro c'è l'idea di pedonalizzare le maggiori
piazze della città «dunque di spingersi oltre quanto fatto in precedenza».
Pedonalizzazioni «sulle quali c'è anche il consenso delle associazioni dei
commercianti».
Che Brescia non sia su una direzione sbagliata in materia di
mobilità, Orto ne è convinto «come confermato dal terzo posto di Brescia nella
graduatoria Euromobilities tra le città italiane più virtuose per investimenti
nella mobilità sostenibile».
RISPETTO al parcheggio selvaggio che dalle 16
soprattutto si vede in centro (lo testimonia anche il dossier fotografico
inviato a Bresciaoggi da un residente, Fancesco Vianello), l'assessore sostiene:
«Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Come dicono i dati il 90 per cento dei
nuovi 150 spazi ricavati per il parcheggio in centro vengono occupati dai
residenti, che dunque ne beneficiano». E ancora: «Una cosa è la regolamentazione
altro l'abusivismo che è un problema di controlli». E.B.
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Bresciaoggi 08 gennaio 2011
IN ATTESA DEL DECRETO. Dopo la privatizzazione di fari e isole, ora si
attende la lista dei beni ex militari da passare agli enti locali. E si annuncia
una inedita sfida
Sede alla «Papa»: gara Provincia-Loggia
Massimo Tedeschi
Rolfi: «Abbiamo da collocare uffici comunali e, forse, il deposito bus»
Molgora: «Credo il Comune stia cercando di entrare nell'operazione La soluzione
ex Pietra? In via Dalmazia non c'è lo spazio per la scuola»
.......
Ma la Loggia non dispone di spazi già eccedenti, in
vista della creazione della sede unica degli uffici negli ex magazzini generali?
«Il fatto è - spiega Rolfi - che noi stiamo ragionando anche su una possibile
ricollocazione di uffici e magazzini che non ci staranno nella sede unica». Ad
esempio? «Stiamo pensando - spiega Rolfi - a logistica, falegnameria, depositi e
Polizia locale, che in via Donegani è alle strette. Un altro tema su cui stiamo
riflettendo è il trasporto pubblico, ovvero il deposito dei bus di via Sandonino
che ha una collocazione problematica nel tessuto urbano. Tutte valutazioni in
corso, anche per valorizzare gli spazi che si potrebbero liberare».
.....
Giornale di Brescia 08 gennaio 2011
Sulla caserma Papa scoppia la contesa tra Loggia e
Broletto Rolfi: «Anche noi siamo interessati agli spazi, che potrebbero
essere adibiti a magazzini e uffici»
Rolfi: «Anche noi siamo interessati agli spazi, che potrebbero essere adibiti a magazzini e uffici»
Il Broletto incalza, la Loggia rilancia. Al centro del duello, squisitamente
leghista, la destinazione futura della ex caserma Papa, una delle strutture in
attesa di conoscere il proprio destino sulla scia del Federalismo demaniale.
....
Quali i piani comunali? L'idea è di
adibire l'immobile della discordia in primis a magazzini, così da liberare, ad
esempio, gli spazi oggi occupati in via Foro Boario, zona che si sta improntando
sempre più su una vocazione residenziale ed artigianale. Non solo. La Papa,
secondo gli amministratori locali, potrebbe essere la giusta soluzione anche per
risolvere l'annosa questione dell'area di via San Donino, dove ora trova spazio
il deposito dei mezzi di Brescia Trasporti. Infine, gli uffici municipali che
non saranno traslocati nella nuova Sede unica del Comune (pensata all'interno
degli ex Magazzini generali Borghetto) potrebbero essere collocati proprio in
via Franchi.
..... n. f
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SUDinFORMA numero di dicembre 2010 - Periodico di informazione della circoscrizione sud
Metrobus da problema a opportunità
Nella mia visita alla stazione di S.Eufemia alla Centrale Operativa del Metro’ con la Commissione Speciale Metrobus ho
rivolto al Presidente della commissione Metrobus Nicola Gallizioli una serie di domande e di dubbi che possono riassumere
in parte quello che discuteremo nelle assemblee pubbliche che verranno convocate nei prossimi mesi:
Giacomo
Lini: “Perché una nuova commissione consigliare, quando ci
sono già 7 commissioni?”
Nicola Gallizioli: “La
Commissione Metrobus è finalizzata a semplificare, non a
raddoppiare le Commissioni consigliari già presenti. Fino
all’estate scorsa il tema metropolitana era di competenza di
più Commissioni: commissione Bilancio, commissione Urbanistica,
commissione LL.PP. e spesso era difficile capire chi governasse il
processo decisionale. Spesso ci trovavamo con più commissioni
convocate contemporaneamente con costi duplicati o triplicati per il
Comune. Avevamo inoltre bisogno di una Commissione unica,
affinché la Società Brescia Mobilità avesse un
punto di riferimento unico e la Giunta Comunale avesse un unico luogo
deputato alle discussioni
su questa materia. Da qui la nuova commissione.”
Giacomo
Lini: “Ora la commissione c’è e sta lavorando, ma la
prima domanda che sorge naturale è, la consegna della
metropolitana a Brescia quando avverrà?” Nicola
Gallizioli: “Il 31/12/2012 come da programma. La metropolitana
entrerà in funzione, questo è un messaggio chiaro che
l’amministrazione vuole fare arrivare a tutti i cittadini
bresciani, la scadenza verrà rispettata.”
Giacomo Lini: “Quindi tutti i problemi sono stati risolti?”
Nicola
Gallizioli: “No questo no, la metropolitana oggi è ancora
percepita dai cittadini bresciani come un problema: in effetti qualche
errore di valutazione
politica
la precedente amministrazione lo ha commesso e oggi ne paghiamo le
conseguenze. Il bilancio del Comune è appesantito dagli
investimenti sulla Metropolitana l’anno prossimo rimanere nel
patto di stabilità con una maxirata da pagare di circa 50mln di
€ non sarà facile. Noi siamo comunque la Giunta del fare e
quindi risolveremo anche questo problema. L’obiettivo è
far però percepire ai cittadini che tra due anni la
Metropolitana non sarà più un problema ma
diventerà una grossa opportunità”.
Giacomo Lini: “Ma come si passa da problema ad opportunità in così poco tempo?”
Presidente
Gallizioli: “con la FASE 2. Vogliamo concludere la fase uno della
metropolitana entro il 31/12/2012 ma nel contempo avviare fin da subito
all’interno di questa commissione la fase due della metropolitana
fase che prevede l’ampliamento della metropolitana verso nuove
tratte e con nuove tipologie di trasporto: sud, sud ovest, ovest. La
Commissione Metrobus deve far comprendere ai cittadini, che oggi
percepiscono la metropolitana come un problema, che si tratta invece di
“un’opportunità”. Nei prossimi mesi
verrà data la conferma, in seguito a verifiche, che il 1 gennaio
2013 vi sarà la prima corsa e che si realizzeranno le opere
complementari, che consentiranno la densificazione lungo la linea della
metropolitana. Per essere però attrattiva la metropolitana deve
essere ampliata e integrata con gli altri trasporti cittadini. Le
direttrici di ampliamento a cui stiamo pensando sono varie tra cui
quella più interessante è quella a Ovest, integrando nel
sistema Metro la linea Brescia Iseo Edolo.
Giacomo Lini: “E per la nostra amata circoscrizione SUD cosa ci dice?”
Presidente
Gallizioli: “ La Circoscrizione Sud è la peggio servita.
Qui l’idea a cui stiamo lavorando è una nuova linea
metropolitana che colleghi la fermata di Lamarmora alla Fiera servendo
la nuova sede del Comune in via Dalmazia e attraversando tutta via
Orzinuovi.
Giacomo Lini: “Un’opera faraonica in un tempo di crisi?”
Presidente
Gallizioli: “ No, stiamo pensando ad una metropolitana di
superficie su modello di quella di Padova ovvero un sistema di
trasporto che prevede l’utilizzo di tram leggeri su gomma ad
alimentazione elettrica tramite linea aerea di contatto. Ovvero un tram
veloce che colleghi rapidamente la Fiera e quindi l’autostrada e
l’uscita della tangenziale a via Lamarmora e quindi alla linea 1
della Metropolitana.”
Giacomo
Lini: “Quindi Brescia sarà più moderna e
somiglierà sempre di più alle capitali del Nord
Europa?”
Presidente
Gallizioli: “Si e non dimenticate che Brescia è sul
corridoio 5 ovvero quell’importante asse ferroviario ad alta
velocità che attraverserà
l’Europa
da Est a Ovest da lisbona a Kiev. E proprio a Brescia ci sarà
una fermata dell’alta velocità. Questo significa che per
in 20 minuti si è a Milano e in un quarto d’ora si
è a Verona. Se Brescia avrà per tempo un sistema di
trasporto locale integrato con l’alta velocità moderno ed
ecologico sarà attrattiva sia dal punto di vista economico che
residenziale, noi stiamo lavorando per questo.” Questa breve
intervista spero abbia in parte chiarito alcune delle piu’
frequenti domande che il cittadino si pone, quando pensa al progetto
ambizioso che Brescia sta’ continuando e che ultimera’
pensando gia’ al futuro e al prolungamento dell’opera
metrobus , ringrazio Nicola Gallizioli per l’attenzione e il
tempo che ci ha dedicato e aspetto voi tutti alle prossime assemblee
che ci
vedranno impegnati con la Coordinatrice della Commissione Ambiente e Territorio Elena Arrighi a rispondere alle vostre domande.
Giacomo Lini

Non solo Metropolitana!
La ex tranvia Brescia-Soncino e la Circoscrizione Sud
Cosa c’entra, direte voi, la Circoscrizione Sud con una tranvia
che non esiste più e soprattutto che è sconosciuta ai
più? Obiezione respinta, c’entra eccome, e allora …
mettervi comodi e dedicate 10 minuti alla conoscenza della vostra
città e dei vostri quartieri .
C’era una volta … una ferrovia che attraversava il
territorio dell’attuale Circoscrizione Sud, la “tranvia
Brescia – Soncino”. Questa è stata una linea
tranviaria extraurbana che univa la città di Brescia a Soncino
(in prov. di Cremona) e che apparteneva alla cosiddetta Rete tranviaria
extraurbana della Provincia di Brescia.
A causa del fatto che la Provincia di Brescia aveva concesso la
costruzione delle tranvie sulle strade di sua competenza, esse si
assestavano tutte sulla circonvallazione esterna alle mura della
città, senza attraversare alcuna porta d’ingresso. Inoltre
non erano collegate fra loro, infatti solo la Brescia-Orzinuovi-
Soncino partiva dalla Stazione di Brescia.
Era un periodo storico dove le richieste, e le esigenze, di trasporto
su rotaia (sia di persone che di cose) erano tantissime e prioritarie.
La prima domanda di concessione di una linea tranviaria interurbana
collegante Brescia a Orzinuovi e Soncino, che rispettasse i canoni del
Capitolato Generale stabilito dall’Amministrazione Provinciale di
Brescia, fu effettuata dalla The Tramways and General Works Company
Limited, una società inglese che aveva già ottenuto in
concessione la Lodi – Crema – Soncino. La proposta fu
rigettata perché i britannici avevano richiesto 500 £ire
annue al chilometro come sussidio, e la Deputazione bresciana non era
intenzionata a rilasciare alcun contributo.
Una nuova domanda per la medesima linea venne effettuata dall’ Ing. Giovanni Corti, che forse non doveva avere molto
feeling con le imprese britanniche, tant’è che dovette
accordarsi con la società belga Compagnie Genèrale des
Chemins de fer secondaires. Il 3 dicembre 1880 girò il suo
pacchetto di concessioni ai belgi, che costituirono la Tramways
à Vapeur de la Province de Brescia.
La linea fino ad Orzinuovi fu aperta all’esercizio il 22 aprile
1881: fu la prima linea ad essere completata nel territorio bresciano;
era lunga 29,2 km. Solo il 20 ottobre dello stesso anno fu inaugurato
il tratto per il confine cremonese, che consentì sia alla
Tramway à Vapeur di espletare le corse daBrescia a Soncino e sia
alla società esercente la Lodi-Crema-Soncino di effettuare corse
che giungevano alla cittadina orceana.
Il tram percorreva una parte della carreggiata della S.P. BS 235 da
Brescia ad Orzinuovi, a partire dalla’attuale via Orzinuovi.
Il passaggio di consegne dalla Tramways à Vapeur alla
Società Elettrica Bresciana (S.E.B.), avvenuto il 1° maggio
1907, non portò all’immediata elettrificazione della
linea, come auspicato dai comuni attraversati dalla linea. Il problema
del cambio di trazione rimase sospeso anche dopo la conclusione della
Prima Guerra Mondiale. La nuova linea elettrificata, sempre a binario
singolo, venne inaugurata il 18 marzo 1928.
Percorso attraverso l’attuale Circoscrizione Sud e i paesi della provincia
La linea tranviaria partiva dalla stazione dei tram della Tramways
à Vapeur presso l’attuale stazione autobus della SIA e si
immetteva nell’attuale viale Stazione in direzione di Porta San
Nazzaro (attuale Piazza Repubblica). Di fronte allo scalo daziario
lasciava alla sua destra la tranvia della Società Anonime
d’Enterprise Generale de Travaux diretta a Mantova, le tranvie
della rete extraurbana dirette a Idro e Salò e quelle della rete
urbana. Prima di immettersi per la strada che portava a Orzinuovi
(attraverso l’attuale via Fratelli Folonari e il primo tratto
dell’attuale via Corsica), lasciava alla sua sinistra la tranvia
per Ostiano e le tranvie per Gardone val Trompia e per Gussago.
La linea percorreva quindi l’attuale via Fratelli Folonari,
attraversava a raso la ferrovia Milano – Venezia, passava in via
Corsica e si immetteva lungo l’attuale via Zara. Non è
chiaro quando si decise di sostituire l’attraversamento a raso
della linea ferroviaria, facendo percorrere alla tranvia il tracciato
della linea per Ostiano dall’attuale via Corsica fino
all’incrocio di via Zara, sottopassando la Milano-Venezia: la
variante di tracciato è attestata a partire dagli anni trenta
del XX secolo. Da via Zara, la tranvia si dirigeva verso il sobborgo di
Chiesanuova, utilizzando una strada oggi non più esistente che
attraversava l’area dell’attuale scalo di smistamento di
Brescia Scalo.
Dopo Chiesanuova, nei pressi della quale si trovava una fermata
facoltativa, la tranvia si immetteva nell’attuale via Orzinuovi,
oltrepassando il ponte sul fiume Mella e dirigendosi verso Roncadelle.
Il percorso della tranvia seguiva quindi quello della ex S.S. 235 per
Orzinuovi, poi divenuta S.P. Bs 235, occupando in sede promiscua parte
della carreggiata. La linea attraversava in successione i centri
abitati di Torbole, di Casaglio (poi Casaglia), Lograto, Maclodio,
Corzano, Pompiano, Orzivecchi e Orzinuovi Presso il ponte sul fiume
Oglio terminava l’area di
competenza della concessione rilasciata dalla Provincia di Brescia e cominciava quella della Provincia di Cremona.
A Soncino, la linea terminava presso la stazione tranviaria della
tranvia Lodi-Crema-Soncino, la quale era in comune con la tranvia
proveniente da Bergamo.
Vita dell’impianto tranviario
Come già detto, la linea fu aperta all’esercizio il 22
aprile 1881. Nel 1928, la Tramvie Elettriche Bresciane dovette
costruire una variante di tracciato che da Casaglia passasse per
Travagliato e quindi rientrasse lungo il vecchio percorso nei pressi di
Lograto. La tranvia Brescia – Soncino sopravvisse alla fase di
smantellamento delle altre linee provinciali durante gli anni trenta, e
resistette alla concorrenza della linea ferroviaria Rovato-Soncino che
aveva aperto nel 1932 e che la affiancava da Soncino fino
all’abitato di Corzano. Dal 1931, a seguito della chiusura della
altre due linee tranviarie, la stazione di Soncino passò
interamente sotto la gestione della T.E.B. (Tramvie Elettriche
Bresciane).
Nel marzo 1950, l’Amministrazione Provinciale di Brescia decise
di sospendere l’esercizio nel tratto Soncino – Travagliato,
i cui binari furono rimossi nel 1952. Il rimanente tratto Travagliato -
Brescia, comprendente quello che passava nell’attuale territorio
della Circoscrizione Sud, fu soppresso nel gennaio – febbraio
1954. E siamo così tornati ai giorni nostri … Pensateci
bene, dopo quasi 60 anni dalla soppressione e a 130 anni dalla prima
posa, una strada ferrata, una metropolitana, attraverserà la
nostra Circoscrizione. Chi l’avrebbe mai detto? Della serie: -
“a volte ritornano…” !
Cons. Antonio Pintus

Riferimenti Storici:
• Mario Alberini e Claudio Cerioli, “Trasporti
nella Provincia di Cremona - 100 anni di
storia”, 1994.
• Claudio Mafrici (1997). “I binari promiscui
- Nascita e sviluppo del sistema tranviario
extraurbano in provincia di Brescia (1875-
1930”).
• Archivio fotografico storico della Provincia
di Brescia in collaborazione con la
Fondazione Negri.
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Giornale di Brescia 09 gennaio 2011
L'ASSESSORE
Appello di Cattaneo: navigazione sui laghi bisogna evitare i
tagli
L'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo
interviene sulla riduzione delle risorse destinate alla gestione della
navigazione dei laghi Maggiore, Garda e Como. «Il taglio ai fondi alla
navigazione si possono ancora evitare: ci sono le condizioni affinché in sede di
conversione del decreto Milleproroghe si possano recuperare i 10 milioni di euro
necessari - ha affermato Cattaneo -. Ho inviato una lettera a tutti i
parlamentari lombardi, sottolineando loro la serietà della situazione e
chiedendo che vengano reintrodotte le risorse necessarie. Contenere i tagli è
prioritario al fine di garantire i livelli occupazionali e il pieno svolgimento
del servizio navigazione che in Lombardia ha anche funzione di trasporto
pubblico locale».
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