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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Bresciaoggi
23 febbraio 2011
GLI OBIETTIVI. L'ipotesi è di procedere a lotti, in modo da completare
l'intervento per la fine del mandato amministrativo. A prescindere dal
parcheggio sotto il Castello
«Pronti a pedonalizzare il centro storico»
Mimmo Varone
Tutto il corridoio da corso Mameli a piazza Loggia, via X Giornate, corso
Zanardelli e piazza Paolo VI sarà vietato alle automobili
Il centro sarà pedonalizzato «a prescindere». Non subito, magari non tutto
insieme, ma si farà senza aspettare il parcheggio sotto il Cidneo. Tutto il
corridoio da corso Mameli a piazza Loggia, via X Giornate, corso Zanardelli e
piazza Paolo VI sarà vietato alle auto. E non ci saranno permessi «Cs» (quelli
speciali) che tengano. Niente a che vedere con la «zona cuore» della precedente
amministrazione, sia per estensione sia per permeabilità agli automezzi.
Il
vicesindaco Fabio Rolfi, fresco della delega ai Trasporti che fu di Nicola Orto,
espone il suo programma da qui alla fine della legislatura. E mette in testa un
centro pedonalizzato. Aggiunge progetti per rendere più sicura la mobilità
cittadina, dei bus e della «grande scommessa» del Metrobus, delle nuove
strategie per migliorare la qualità dell'aria, un piano per le piste ciclabili.
E annuncia nuovi incentivi per la mobilità sostenibile. «Non ho voluto io questa
delega - dice -, ma metterò tutto l'impegno per rendere più sicura e vivibile la
città anche sul fronte della mobilità».
Con una duplice stella polare che si
chiama «concertazione e condivisione». E guiderà in primo luogo lungo il cammino
della pedonalizzazione. «Stiamo già raccogliendo i dati per costruire una prima
proposta da valutare in Giunta - dice -, poi scatterà la fase di concertazione
con la città». Chiudere al traffico una parte del centro «non interessa solo la
mobilità - sottolinea Rolfi -, ma anche il commercio, i residenti, le
circoscrizioni, il turismo. Può essere un'occasione di rilancio ma deve essere
fatta a ragion veduta».
BISOGNERÀ VALUTARE dove il mezzo pubblico può passare
e dove no. Le problematiche delle piazze e delle vie sono diverse, e bisogna
prima studiare bene il problema. La pedonalizzazione può essere subordinata al
parcheggio sotto il Castello, ma «si può fare anche senza aspettare tanto,
magari non tutta subito, ma a lotti». Insomma, è un progetto complesso che va
avanti, e «l'orizzonte è il fine mandato».
Il Tavolo della fluidificazione
resterà «come strumento di concertazione e confronto». Tuttavia «deve andare di
pari passo con la sicurezza della circolazione - sottolinea Rolfi -, poiché gran
parte degli incidenti anche gravi avvengono in area urbana e sono percepiti con
maggiore allarme sociale». Il punto nodale è contemperare le varie esigenze.
Anche sul «tormentone» dossi, «capisco le ragioni del 118 ma ci sono anche
quelle dei residenti, e in via Tirandi dove è morto un ragazzo bisognerà far
percepire il pericolo».
Mobilità significa anche bus. E Rolfi vede il
rilancio dei mezzi pubblici legato alla «grande scommessa del metrò». Chiusa la
stagione delle polemiche, «è un'incognita e un'opportunità - dice -, bisognerà
sforzarsi di svilupparlo puntando sull'integrazione a ovest con la
Brescia-Edolo, che è fattibile senza impegnare grandi risorse». Le prospettive
di gestione per i primi anni non sono rosee, e lo sa. Tuttavia «ci sforzeremo di
mantenere il biglietto a 1,20 euro o poco più». Il trasporto pubblico deve
essere flessibile, puntuale, efficiente e «competitivo nei costi».
Intanto è
alle porte il rinnovo dei contratti di gestione. E Rolfi getta acqua sul fuoco
del bacino unico provinciale. «La norma regionale non c'è e non è neanche vicina
– dice -, abbiamo una riflessione in corso ma non c'è ancora un'idea precisa».
Dove è precisa, l'idea, è nella gestione della Polizia municipale. «Mi accusano
di utilizzarla soprattutto per il controllo del territorio - dice -, ma le multe
sono in aumento».
MOBILITÀ SOSTENIBILE. Ma serviranno milioni per realizzare il progetto, che
prevede cordoli, segnaletica dedicata e precedenza sulle auto
In arrivo nuove piste ciclabili «mitteleuropee»
Un'integrazione tariffaria che permetta agli abbonati a un parcheggio in
struttura di non pagare «Bicimia»
L'uomo che passa da «sceriffo» affronta con uguale decisione la mobilità
sostenibile. Perché sicurezza è pure vivere in un ambiente sano. Fabio Rolfi
spende la delega al Traffico appena ricevuta anche per incentivare l'uso della
bici.
«Abbiamo un Piano di piste ciclabili in sede propria, protette da
cordoli, con segnaletica dedicata e precedenza sulle automobili». Piste
«mitteleuropee», dice. Sarà presentato nelle prossime settimane, ma per
realizzarlo ci vorranno «diversi milioni di euro e la sfida sarà trovare le
risorse che per ora mancano».
Piste che porteranno dalla periferia al centro.
E Rolfi fa l'esempio di quella che si svilupperà sul lato sud di viale Venezia.
Lì ci sono «parcheggi a lisca di pesce molto lunghi, che possono essere tagliati
senza togliere spazio alle auto, per ricavarci una pista sicura e protetta». Se
Brescia ha già fatto molta strada con il progetto Civitas, «altrettanto potrà
fare in futuro per la mobilità sostenibile, che non è né di destra né di
sinistra». Nel frattempo il nuovo assessore al Traffico si accinge a incentivare
ulteriormente Bicimia. «Sto pensando a un'integrazione tariffaria - dice -, che
permetta a chi è abbonato a un parcheggio in struttura di non pagare
l'abbonamento al servizio di bici, in modo che possa arrivare in città e
muoversi liberamente». Nel target ci sono soprattutto i giovani: sono il 35 per
cento degli utenti.
La nuova filosofia non demonizza le quattro ruote, ma
vuole renderle meno inquinanti. «Dispiace che l'ordinanza delle targhe alterne
penalizzi le auto più vecchie, di chi non può permettersi di cambiarle - osserva
-, ma non si poteva fare altrimenti. In futuro studieremo incentivi comunali in
aggiunta a quelli regionali per agevolare la rottamazione».
SUL FRONTE DELLA
qualità dell'aria, peraltro, «abbiamo impostato un buon lavoro di concertazione
con i comuni dell'area critica - dice - che dà centralità metropolitana a
Brescia». In futuro si concretizzerà con un pacchetto di misure da attivare
«automaticamente» in situazione di emergenza. E a ricordargli le polemiche del
Broletto per lo «scippo» del ruolo, «per litigare bisogna essere in due»,
dice.
Rolfi ora assomma su di sé deleghe importanti, dalla Sicurezza alla
Mobilità. E può ottimizzare le risorse, anche umane. «In un'Amministrazione
comunale i vari settori dovrebbero comunque lavorare congiuntamente - dice -, ma
senza dubbio nella mia situazione le sinergie sono favorite, e si potrà lavorare
meglio in équipe». Anche nel caso di un sopralluogo, vigili e tecnici del
traffico «potranno coordinarsi meglio per trovare soluzione ai problemi». È il
«pragmatismo» del vicesindaco assessore, che adesso si coniuga pure con la
mobilità.MI. VA.

Polveri giù, ma restano i divieti a targhe alterne
Le polveri sottili si mantengono sotto la soglia di attenzione di 50
microgrammi per metro cubo (ug/mc). Ma le targhe alterne resteranno fino alla
fine del mese. La pioggia dei giorni scorsi ha risparmiato ai bresciani solo la
domenica di blocco, che era in preventivo in caso di Pm10 in persistente fuori
controllo. Dall'inizio dell'anno la centralina del Broletto ha collezionato 24
giorni sopra il livello di allarme di 75 ug/mc; quella del Villaggio Sereno 28.
Ma se si considerano anche i superi della soglia di attenzione, le giornate
quasi raddoppiano.
Ora c'è tregua dal 16 scorso, quando in Broletto le
polveri sono precipitate a una insignificante quota 6. Poi sono salite di un
po', ma senza mai arrivare alla soglia dei 50. Il 17 erano a 23, il giorno dopo
a 40, il 18 e il 19 intorno ai 30 ug/mc.
LUNEDÌ si sono attestate a 41. Tutto
regolare. E bisogna soltanto sperare che la tendenza si consolidi. Intanto oggi
viaggeranno solo le targhe dispari. La limitazione, è noto, vale solo per le
auto più inquinanti, vale a dire le Euro 1, 2 e 3 benzina e le Euro 3 diesel, a
meno che non si ricorra al car pooling e si viaggi in tre. Solo le auto più
vecchie già bloccate da norme regionali non hanno scappatoie. Tutte le altre
hanno libera circolazione tutti i giorni. MI. VA.
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Giornale di
Brescia 23 febbraio 2011
Ferrovie, progetto per rinnovare 24 stazioni
Siglato un protocollo di intesa per rendere i terminal più funzionali
Nuovo volto e nuova vita per 24 stazioni bresciane.
Ieri a Milano è stato siglato un protocollo di intesa dal governatore Roberto
Formigoni, dall'assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, da
Giulio Gallera, vicepresidente Anci Lombardia, e da Michele Mario Elia, a.d. di
Rfi.
I miglioramenti funzionali delle stazioni e del tessuto urbano
circostante riguarderanno duecento piccoli terminal lombardi, con l'obiettivo di
renderli più fruibili. Azioni sinergiche messe in campo dai diversi attori e
l'utilizzo dei fabbricati-stazione da parte degli enti locali assicureranno un
maggiore presidio degli spazi delle stazioni, una riqualificazione degli
edifici, dei sottopassaggi e delle rampe. Gli enti locali che esprimeranno
(anche in forma aggregata) interesse per l'uso e la gestione dei fabbricati e
delle aree ferroviarie, dovranno garantire: la manutenzione e il decoro dei
fabbricati; la pulizia delle aree ferroviarie aperte ai viaggiatori; l'apertura
e chiusura in base agli orari concordati con Rfi, delle sale d'attesa, dei
servizi igienici e degli accessi; e, infine, la gestione e sorveglianza di
ascensori, montascale e sistemi di videocontrollo a circuito chiuso.
Valutati
i progetti, Rfi stipulerà contratti di comodato d'uso quinquennali, a titolo
gratuito per le attività non profit. Per le attività commerciali, invece, i
contratti saranno a titolo oneroso. Le stazioni bresciane interessate sono, per
le Fs: Coccaglio, Cologne, Ghedi, Lonato, Montirone, Ospitaletto-Travagliato,
Palazzolo, P.te S. Marco-Calcinato, Remedello Sotto, Rovato, San Zeno-Folzano e
Viadana Bresciana (Calvisano). Sulla rete delle Fnord: Braone, Brescia, Cazzago
San Martino, Ceto, Edolo, Malonno, Marone-Zone, Passirano, Piancogno,
Pisogne-Toline, Rovato-Borgo, Cedegolo.
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Bresciaoggi
22 febbraio 2011
A
SANT'EUFEMIA.Dal deposito, sui binari del viadotto, fino alla stazione
Poliambulanza
Ecco
le prime immagini del Metrobus in movimento
Mimmo
Varone
Si
apre un nuovo capitolo nel grande libro del Metrobus. Da poco meno di
un mese i treni hanno cominciato a mettere la testa fuori dal deposito
di Sant'Eufemia/Buffalora per avventurarsi sui binari del viadotto e
spingersi ogni tanto fino alla stazione Poliambulanza. I convogli che
sferragliano sui binari anticipano uno scenario destinato a
intensificarsi con il passare dei giorni, e a ripetersi per tutti gli
anni futuri, quando quei convogli correranno pieni di viaggiatori.
Proseguono ancora le prove su test track, il binario appositamente
allestito nell'area del Deposito, ma ora si passa alla fase finale.
Mentre si lavora all'ultimazione delle stazioni del centro storico e
della trincea coperta dall'Ospedale al capolinea del Prealpino, la
cosiddetta «tratta funzionale» è fatta e
finita, e i convogli possono cominciare il lungo lavoro per
sintonizzarsi con la marea di automatismi disseminati nelle stazioni e
lungo i binari. Che permetteranno ai treni stessi di viaggiare senza
macchinista.
Dagli inizi dell'anno prossimo, quando l'intero percorso
sarà pronto, ciò che sta accadendo adesso tra
Sant'Eufemia e la Poliambulanza si allungherà da un
capolinea all'altro, per arrivare in tutta sicurezza all'appuntamento
del 31 dicembre 2012 dell'entrata in esercizio. Prima che i bresciani
possano mettere piede sui treni, la Loggia e Brescia
Mobilità completeranno pure la «opzione
zero» delle opere complementari di superficie intorno alle 17
stazioni.
Per ora la complessa macchina della metropolitana leggera automatica
affronta le prove preliminari di integrazione del veicolo con i vari
sottosistemi di guida, di controllo automatico dei treni e di
interfaccia con le opere civili e gli impianti di linea e di stazione.
Al momento si tratta di prove interne, condotte dall'appaltatore solo
con i propri tecnici, e finalizzate alla messa a punto del sistema.
Sono le prime prove dinamiche sul materiale rotabile, senza la
supervisione della committente Brescia Mobilità e degli
altri organismi pubblici.
Al Deposito di Sant'Eufemia per ora sono arrivati quattro convogli. Tre
di essi hanno già completato le prove funzionali statiche
previste dai piani di controllo. Dovevano essere eseguite direttamente
nello stabilimento Ansaldo di Napoli, ma sono state tralasciate a causa
dell'esigenza di avere i treni a Brescia il più presto
possibile, dopo i ritardi che si erano susseguiti nella consegna. Ora i
test preliminari interni di funzionamento (sia in guida manuale che
automatica) sono stati superati. Alle spalle ci sono pure le verifiche
di circolabilità tanto nell'area del Deposito che nella
tratta fino alla Poliambulanza. E i tre veicoli sono ora sottoposti
alle attività di prova del sistema di guida automatica
comandata dalla sala di controllo. Prove che riguardano le funzioni di
trazione, frenatura, arresto al bersaglio delle porte di banchina e i
comandi delle porte stesse, che devono aprirsi in sincronia con quelle
dei treni.
I convogli sono interessati pure alle verifiche di interfaccia con il
sistema delle telecomunicazioni, sia per quanto concerne le
informazioni ai passeggeri a bordo del veicolo che in stazione. Nello
stesso tempo, insieme alle prove di integrazione, un veicolo
sarà impegnato anche nelle “prove dinamiche di
tipo”.
SONO NECESSARIE per accertare la rispondenza del convoglio ai requisiti
normativi e contrattuali, tipo spazi di frenata, accelerazione,
velocità massima, rumorosità, qualità
di marcia e via dicendo. Niente, insomma, neanche il dettaglio
più insignificante può essere lasciato al caso in
un sistema così complesso. Per le prove dinamiche di
prestazione – spiegano dall'Ati -, il treno verrà
persino zavorrato con sacchi di sabbia distribuiti all'interno dei
vagoni, in modo da simulare con precisione il carico dei passeggeri.
Completata questa prima fase di prove preliminari interne, si
passerà successivamente alla seconda, che prevede i test
ufficiali in presenza del personale della Direzione lavori, di Brescia
Mobilità, dei rappresentanti delle commissioni di collaudo e
sicurezza e dell'Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi). E
sarà un altro passo decisivo verso la meta finale.

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Bresciaoggi
20 febbraio 2011
IL
CASO. Chi percorre a piedi il tratto compreso fra via Folonari e il
cavalcavia che sovrasta via Corsica è costretto a camminare
sulla carreggiata. Con rischi altissimi
Via
Togni, la «roulette russa» dei pedoni
Silvia
Ghilardi
La
strada che collega la stazione ferroviaria al «Freccia
Rossa» è fra le più trafficate della
città Ma non ha un marciapiede. E il pericolo incombe
Poche
decine di metri, un breve corridoio da percorre tutto d'un fiato
sperando che tra il muro e i pullman rimanga un po' di spazio. Sembra
la scena di un film d'azione, in cui il protagonista deve sopravvivere
in uno scenario metropolitano da fine del mondo, invece, tutto accade
ogni giorno in via Giulio Togni, fra la stazione ferroviaria e il
centro commerciale «Freccia Rossa».
Il muro in questione è quello di mattoni rossi dell'ex
fabbrica ormai dismessa tra via Folonari e via Togni, gli autobus sono
della Sia e di Trasporti Brescia Sud che fanno la spola tra il deposito
vicino e la stazione dei treni e il prim'attore è ogni
cittadino che si trova a percorrere a piedi quel tratto di strada. Ci
si vorrebbe assottigliare fino a diventare un tutt'uno con il muro, pur
di evitare di sentire a pochi centimetri dalle proprie spalle la
lamiera della corriera che cerca di farsi strada evitando di investire
pedoni e automobili.
IL PERICOLO ha inizio dal cavalcavia che sovrasta via Corsica e finisce
all'angolo con via Folonari: è una sorta di
«roulette roussa» in un budello in cui il
più delle volte bus e automobili devono rallentare e
attendere il trasito dei pedoni per non travolgerli.
«La gente rimane schiacciata al muro - commenta Tatiana
Yurkina -: capita tutte le volte anche a me quando passo con la mia
bambina per mano. Devo stare attenta e prenderla in braccio. Quando
passo, sento sempre che c'è qualcuno che si lamenta
perchè le macchine viaggiano troppo vicino ai
pedoni». Un'esperienza vissuta da centinaia di cittadini che
ogni giorno camminano a piedi lungo la direttrice di via Togni.
«IO FACCIO QUESTO tratto di strada per la prima volta, ma ho
già capito che se non stai attento qui ti fanno il pelo e il
contropelo», osserva Mariagiulia Mangiaruga. Il luogo
è molto frequentato per via della posizione strategica, a
metà strada tra la Stazione dei treni e degli autobus e il
Freccia Rossa. Se già una persona
«occupa» troppo spazio, figuriamoci se questa
trasporta pure trolley, valigie e sacchetti della spesa. In questo
caso, però, la «colpa», non è
nè dei conducenti di pullman e automobili nè dei
pedoni. La colpa è dalla strada, troppo stretta per il
passaggio agevole di corriere e auto e senza marciapiedi adeguati alla
sicurezza dei passanti, costretti a camminare sempre su un unico lato
della via, perchè l'altro - quello costeggiato dal recinto
in muratura di un parcheggio privato - è
«inagibile» per la mancanza completa di
marciapiede. Tenendo la destra e lasciandosi la Stazione alle spalle
un'ombra di marciapiede c'è, ma inizia troppo tardi: l'unico
punto con un sottilissimo strato di asfalto su cui camminare
è quello tra l'inizio dell'ex fabbrica e via Folonari.
IL DISAGIO non è lamentato soltanto dai cittadini a piedi ma
anche dagli autisti dei pullman costretti a prendere le misure.
«Si deve andare piano per non scontrarsi con le automobili o
con altri autobus che stanno tornando in deposito», spiega
Mirko Maffeis, autista Sia. «Non è la prima volta
che pedoni vengono investiti», ricorda Gisoldi Massimo, anche
lui conducente di pullman. «E' capitato che qualche pedone
salendo dalle scalette che da via Corsica portano in via Togni venisse
investito o che ci fossero piccoli incidenti tra autobus per via della
strada troppo stretta - aggiungono altri due autisti Sia, Stefano
Bianchetti e Paolo Signorini -. A nostro avviso è un tratto
davvero pericoloso per tutti, conducenti e automobilisti
compresi».
L'IPOTESI «allargamento» era già stata
presa in considerazione, ma il progetto non è andato in
porto.
«Qualche anno fa si era parlato di abbattere il parcheggio
che costeggia quel tratto di via Togni e di allargare la strada fino
alla Stazione così da evitare incidenti e l'elevato
inquinamento. Alla fine però - si rammaricano dalla
portineria del palazzo adicente all'edificio dismesso -: niente
è stato fatto».
Guarda tutte le foto della strettoia pericolosa su www.bresciaoggi.it
Dal
Comune nessun progetto imminente
Le
motivazioni sono molteplici - da rimpallo di competenze all'ancora
troppo fresca assegnazione della delega al Traffico al nuovo assessore
in sostituzione del dimissionario Nicola Orto - ma la
«strettoia» di via Giulio Togni non pare nelle
priorità della Giunta comunale. Interpellati in proposito
gli assessori Paola Vilardi (Urbanistica), Mario Labolani (Lavori
pubbici) e Fabio Rolfi (Traffico) ammettono che per il momento non
è previsto alcun intervento urgente per risolvere la
situzione e garantire l'incolumità dei pedoni.
NEGLI ULTIMI ANNI il Comune ha raccolto le sollecitazioni della
Circoscrizione e dei cittadini che hanno segnalato il problema, ma un
piano preciso sul da farsi non c'è.
Una delle realtà del territorio che, grazie anche all'opera
di continuo monitoraggio, conosce bene i disagi di via Giulio Togni
è Brescia Insieme, il comitato spontaneo di residenti della
zona della Stazione. Il referente Ugo Poli conferma e ribadisce la
preoccupazione per «un tratto di strada senza dubbio
pericoloso che reca difficoltà a chi deve passare a piedi,
ma anche in automobile. Conosco bene la situazione, visto che abito e
lavoro in questo quartiere da più di 15 anni. Come comitato
non ci vogliamo limitare alla sola “lamentela", ma vorremmo
aver modo di confrontarci con le istituzioni, in questo caso con chi si
occupa dell'urbanistica e del traffico, per trovare nuove e positive
soluzioni».
PER BRESCIA INSIEME il problema della viabilità a rischio
è solo uno dei tanti punti deboli che caratterizzano via
Togni: su tutti la presenza di «zone oscure» nella
quali si annida l'illegalità.
«La mancanza di illuminazione in certi angoli della via
incrementa il livello di violenza e di degrado - sostiene Poli -, anche
se devo dare atto che l'attuale e la passata Amministrazione hanno in
questi anni ha fatto molto per rendere più sicuro e vivibile
il quartiere della Stazione».
Un problema di fondo, secondo Brescia Insieme, se non affrontato,
rischia di vanificare il lavoro fatto finora: «Serve una
pianificazione urbanistica d'insieme che tenga conto di parcheggi, aree
di sosta, strettoia e, soprattutto, un intervento continuo e quotidiano
perchè con azioni sporadiche non si riuscirà mai
a centrare l'obbiettivo». SI. GH.
Il
«mistero» del parcheggio privato (e vuoto)
Proprio
in prossimità del tratto di via Togni privo di marciapiede
esiste un parcheggio privato recintato (e in genere poco utilizzato).
In zona nessuno sa dire a chi appartenga esattamente. Di certo, se
quello spazio fosse pubblico potrebbe essere sfruttato per realizzare
il marciapiede.
Bresciaoggi
21 febbraio 2011
IL
CASO. Parla il presidente dell'Associazione familiari e vittime
Merli:
«Pedoni in pericolo
Servono strade migliori»
I
pedoni sono e rimangono i soggetti più deboli della
viabilità cittadina. Lo dice - dopo la segnalazione di
Bresciaoggi sulla pericolosa strettoia di via Togni - anche Roberto
Merli, presidente dell'Associazione italiana familiari e vittime della
strada: «I pedoni sono in pericolo per colpa degli
automobilisti e perchè alcune strade creano problemi a chi
guida». Una problematica che in genere torna alla ribalta in
occasione di incidenti stradali che coinvolgono pedoni, ma è
presente in ogni tratto di strada pericoloso o ad ogni incontro per
l'inciviltà di chi è al volante o in sella a una
moto.
Le difficoltà dei pedoni sono generate da un duplice
fattore: la «maleducazione stradale» di molti
conducenti e la «morfologia» di alcune strade sulle
quali la mancanza di marciapiedi e lo scarso spazio costringono i
passanti a strisciare contro il muro per evitare di essere travolti.
«Senza dubbio anche in citt esistono precisi punti in cui
è la strada a mettere in difficoltà chi
è alla guida e di conseguenza anche chi è a piedi
- sottolinea Roberto Merli -. In diversi casi le amministrazioni non
hanno prestato la dovuta attenzione nel disegnare il percorso
più adatto per automobili e bus». Tipico caso via
Togni dove è molto faticoso il transito in contemporanea di
due pullman, difficoltà che si moltiplica se in quel momento
ci sono pedoni sulla strada.
LA «CULTURA» automobilistica, poi, fa la sua parte.
Per molti automobilisti i pedoni sono soltanto una presenza fastidiosa.
Spesso si notano scene di insofferenza se, per caso, un pedone si
accinge ad attraversare sulle strisce obbligando il traffico a uno stop.
«A mio avviso i pedoni sono in pericolo soprattutto a causa
della "cultura" degli automobilisti che non rispetta le esigenze e le
debolezze di una persona che circola a piedi», sostiene
Merli, che proprio in questi giorni si sta dando da fare
perché siano messe in sicurezza alcune direttrici
provinciali. «La Sp19 che da Concesio arriva a Ospitaletto
è una strada con molti svincoli e sulla quale sono purtroppo
morte già nove persone. Stesso discorso per la provinciale
della Valcamonica, Detto questo, l'obbiettivo è educare
tutti a rispettare i limiti di velocità». SI. GH.
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Giornale di
Brescia 19 febbraio 2011
Attorno al
Metrobus
solo opere essenziali
Il
programma dei lavori complementari prevede due tranches: nel 2012 al
via i primi cantieri
Sulle opere
complementari del metrobus, il percorso si divide in due.
Si parte da
un primo lotto di 25 milioni che comprende tutti gli interventi
ritenuti fondamentali per dare un senso compiuto all'area esterna alle
stazioni entro dicembre 2012. Vi è poi un secondo lotto
spostato in avanti nel triennio 2013- 2016, nel quale sono inseriti
lavori considerati procrastinabili, anche per esigenze di budget.
Tra questi
ultimi sono annoverati i parcheggi d'interscambio in struttura
Prealpino, Lamarmora, Poliambulanza e Sant'Eufemia e le strutture
destinate alle piccole attività commerciali che andranno ad
affiancarsi alle stazioni.
La
commissione Metrobus ha esaminato nella seduta di ieri le linee guida
alle opere complementari con relative fasi di attuazione e costi di
realizzazione. Rispetto a un costo complessivo stimato di 83 milioni di
euro, l'amministrazione Paroli ha scelto di iniziare con le opere
essenziali, rimandando ad altri tempi gli ulteriori e necessari
sviluppi urbanistici.
La Loggia
si concentrerà dunque sulle opere di superficie negli spazi
aperti attorno alle stazioni, «affinché questi
spazi possano avere facile accessibilità, qualità
estetica, capacità attrattiva e comfort
ambientale». In questa fase, si è scelto di
realizzare interamente gli interventi nelle stazioni Marconi, San
Faustino, Volta, San Polo Parco, San Polo Cimabue, Sanpolino, Brescia
Due.
A Brescia
Mobilità spettano invece i lavori relativi alle altre 10
stazioni, con in più il rifacimento di viale Europa, della
rotonda in piazzale Spedali Civili e la nuova strada verso la
Poliambulanza.
Mario
Labolani, assessore ai Lavori pubblici, ha tracciato un percorso che
prevede entro un mese l'affidamento dell'incarico per i progetti
esecutivi, con approvazione di questi ultimi entro il mese di luglio.
L'affidamento
dei lavori dovrebbe avvenire a settembre in modo da aprire i bandi
connessi entro l'anno. I cantieri veri e propri dovrebbero essere
aperti a gennaio 2012, a quel punto ci saranno 12 mesi per terminarli
prima che il Metrobus inizi la sua attività. Il tempo
stringe, è anche per questo che per ora è stato
ritenuto opportuno intervenire su ciò che è
effettivamente realizzabile. E i parcheggi d'interscambio? Costano 26
milioni di euro, difficili da reperire in questo momento. Per ora,
dunque, devono aspettare. Al loro posto sono stati disegnati posti auto
a raso provvisori.
Emanuele
Galesi
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VERDE E POSTI AUTO
A gennaio 2012 apriranno i cantieri per la
realizzazione delle operecomplementari al metrobus. In questa prima
fase la Loggia ha deciso di concentrarsi sull’essenziale,come
lap
avimentazione delle aree, glis pazi verdi, i parcheggi a raso e i
percorsi per la mobilità nei piazzali.
PD
CRITICO
Il Pd, con
Emilio Del Bono e Federico Manzoni,ha criticato la scelta di rimandare
in un secondo momento i parcheggi in struttura, ritenuti fondamentali
per rendere fruibile e funzionale la linea della metro: «Al
loro posto
si costruisce l’inutile parcheggio sotto il castello, che
costerà 30
milioni di euro».
«BUCO»
EREDITATO
Per il presidente della
commissione Metrobus, Nicola Gallizioli, l’Amministrazione
Corsini «non
ha garantito la copertura finanziaria per le opere
complementari».
Achille Farina, Pdl, aggiunge che «non sono stati previsti
fondi per la
maxirata dovuta nel 2011 a Brescia Mobilità». |
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Bresciaoggi
19 febbraio 2011
Metro,
opzione zero: subito 35 milioni di euro
Si
precisa l'«opzione zero» delle opere complementari
della metropolitana. La Loggia mette sul piatto circa 35 milioni sugli
83 previsti dalle linee guida per le 17 stazioni. Circa 25 milioni
riguardano opere complementari ritenute indispensabili già
il 31 dicembre 2012 con l'avvio del servizio, altri 10 andranno per due
parcheggi in struttura acquistati da Brescia Mobilità a
Sant'Eufemia e al complesso Futura di via Triumplina. Il nuovo
programma è stato presentato ieri alla commissione Metrobus
e non dovrebbe subire cambiamenti.
CHE NON SI FACESSE tutto insieme, soprattutto perchè non si
saprebbe dove trovare gli 83 milioni, era già noto. Ora si
aggiungono i due parcheggi, e si precisa che è meglio andar
cauti, per adesso, nelle cinque stazioni in cui si prevedono
urbanizzazioni. Quelle – precisa il documento presentato ieri
– dovranno essere accompagnate da un iter complesso e lungo
di concertazione con proprietari e residenti, attraverso percorsi che
si svilupperanno a partire dall'approvazione del nuovo Pgt.
Insomma, di piazzale Vivanti e simili si parlerà
più avanti.
Intanto arriva il dettaglio definitivo di quel che si farà
subito. Per le strade, è in corso il rifacimento di via
Triumplina, si tralascia via Stadio, si porta da 4 a 1,5 milioni il
costo di viale Europa, che sarà comunque a due carreggiate
ma «meno bella» del previsto. A strada dalle vie
Bissolati e Maggi alla stazione Poliambulanza sarà subito in
versione provvisoria a due corsie (costerà 1,5 milioni e non
3,150) per essere completata in step successivi sempre entro il 2012.
BRESCIA MOBILITÀ si occuperà delle opere
complementari nelle stazioni che richiedono interventi più
complessi. Entro il 2012 alla Prealpino farà pavimentazioni
pedonali in granito intorno alla risalita della stazione, la
viabilità interna e un parcheggio a raso da 400 posti (viene
rimandata, tra l'altro, la piastra pedonale soprelevata). A Casazza
farà tutto il previsto ma con incremento delle aree verdi.
Alla Mompiano di piazzale Vivanti è prevista la parte
centrale della piazza in granito e il resto ripristinato ad asfalto.
ALLA STAZIONE Europa si farà solo la parte nord del sito e
all'Ospedale tutto il previsto. Una nuova pavimentazione in granito in
via Verdi con copertura della rampa carrabile dismessa è
prevista alla Vittoria, e così via alla Fs (intero
intervento) a Lamarmora (spazi pedonali) e a Sant'Eufemia (nuova
viabilità intorno al sito). Alla Polianbulanza ci
sarà tra l'altro un parcheggio a raso da 360 posti.
Il Comune si occuperà delle altre, che richiedono opere tra
i 600 e i 700 mila euro per ciascuna. Farà l'intero
intervento alla Marconi e alla San Faustino, a San Polo Parco, a San
Polo Cimabue, a Sanpolino e alla Volta. A Bresciadue
completerà gli spazi pedonali in granito e le aree verdi di
arredo, lasciando fuori la pensilina con i volumi per servizi
commerciali.
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Nuovi
mezzi per Brescia Trasporti
Sono
arrivati a metà dicembre ed entreranno in servizio nei
prossimi
giorni, si tratta di due minibus Vivacity + CNG prodotti dalla
BredaMenarinibus.
I due nuovi minibus sono particolarmente indicati per prestare il
servizio in centro storico in particolare sulla linea 18.
Non si tratta degli unici nuovi arrivi per Brescia Trasporti,
prossimamente entreranno in servizio nuovi autobus a metano da 12 metri
ed altri minibus ibridi. A breve maggiori dettagli.
VIVACITY+ C CNG
DIMENSIONI I
(mm)
Lunghezza
massima 8.000
Larghezza
massima 2.350
Altezza
massima 3.270
Larghezza
corridoio ant. / post 810 / 910
Altezza
minima da terra 140
Passo
4.080
Sbalzo
ant. / post. 2.040/ 1.875
Diametro
minimo di volta (est. ruota) 12.620
Altezza
soglia porte 312
Tara
con conducente 9.100 Kg
Motore:
MERCEDES M 906 LAG sovralimentato intercooler EEV, posteriore
trasversale, raffreddato a liquido.
Funzionamento:
Accensione comandata diretta mediante 1 bobina per cilindro, iniezione
elettronica multipoint, marmitta catalitica bivalente e sonda Lambda.
Cilindrata
totale: 6.880 cm³, 6 cilindri in linea, 3 valvole per cilindro.
Potenza
massima: 170 kW (231 CV) a 2.200 giri/min.
Coppia
massima: 808 Nm (Kgm 82) a 1.400 giri/min.
Cambio
automatico: ZF 5 HP 504 ECOMAT 4 step 5 TOPODYN a 5 marce + retromarcia.
ASSALI
– STERZO - PNEUMATICI
Assale
anteriore a ruote indipendenti tipo VOITH TJ 58-225. Idroguida ZF 8098.
Volante
regolabile in altezza ed inclinazione.
Assale
posteriore con ruote singole a portale rovesciato GRAZIANO TRASMISSIONI
BRA
81
DC 80. Portata max 8.150 kg.
Pneumatici
tipo 315/60 R 22,5 su dischi ISO 9”x22,5”, attacco
M.
STRUTTURA
Scocca
di pr in acciaio ad alta resistenza elettrosaldati formante
un’unica struttura
integrata
portante. Passaruota strutturali in lamiera di acciaio ad alta
resistenza.
SOSPENSIONI
Pneumatica,
integrale con molle ad aria.
Anteriori:
nr. 2 molle ad aria e nr. 2 ammortizzatori idraulici.
Posteriori:
nr. 4 molle ad aria, nr. 4 ammortizzatori idraulici, barra
stabilizzatrice posteriore.
L’assetto
della sospensione è assicurato da sensori automatici tramite
centralina
elettronica ECAS. Sistema “kneeling”
inginocchiamento laterale (60 mm)
abbinato al blocco del veicolo a porte aperte. Impianto di
sollevamento/abbassamento.
FRENI
Freni
di servizio: pneumatico a disco sui 2 assi a circuiti indipendenti con
ABS/ASR.
Freno
di soccorso: ottenuto dalla sezionatura del freno di servizio.
Freno
di stazionamento: meccanico sulle ruote posteriori, azionato
pneumaticamente.
Freno
di rallentamento: di tipo idraulico azionato dal pedale comando freni.
IMPIANTO
PNEUMATICO
Compressore
bicilindrico raffreddato a liquido.
Impianto
APU (Air Process Unit) con funzione di essiccatore d’aria con
resistenza anticongelamento, separatore di condensa a scarico
automatico e gruppo valvola a 4 vie integrato.
Nr.
5 serbatoi in
alluminio con scarico condense centralizzato manuale per complessivi
144 litri. Attacco per riempimento rapido dell’impianto
dall’esterno.
Tubazioni
in ottone e poliammide
IMPIANTO
ELETTRICO DI SERVIZIO
Tipo
Multiplex 24 V con nr. 6 centraline I/O + display grafico integranti le
funzioni della centralina Master. Nr. 2 batterie da 12 V 200 Ah a
ridotta manutenzione. Nr. 2 alternatori 100 A + 100 A, 28 V.
PORTE
Nr.
2 di tipo doppio, rototraslanti in lega leggera a comando pneumatico
con antischiacciamento e bordo sensibile.
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Giornale di
Brescia 19 febbraio 2011
Vivi
in città? Il parcheggio costa la metà
La
Loggia annuncia: nuove tariffe fra tre mesi, prezzo intero per i non
residenti
Il
sindaco Adriano Paroli: «È giusto che chi risiede
a Brescia abbia dei benefici»
Tre mesi
per rivoluzionare la politica dei parcheggi in città. Tanto
ci vorrà perché entrino in vigore le nuove
tariffe dei parcometri e dei parcheggi in struttura, previste con una
delibera varata ieri della Giunta di Brescia. Si tratta del primo
provvedimento del «nuovo corso» all'Assessorato al
traffico per il vicesindaco Fabio Rolfi e promette subito di far
discutere: 50% di sconto per i residenti a Brescia in tutti i
parcometri e prezzo intero per chi non risiede nella nostra
città.
La Loggia
ha stabilito di modificare il piano tariffario dei parcometri. Fino ad
oggi un contributo annuale di 1,5 milioni di euro, trasferiti
dall'Amministrazione comunale a Sintesi ha permesso di calmieriare del
20% la tariffa dei parcheggi. Questo impianto ora sarà
modificato visto che quegli stessi soldi saranno utilizzati per
dimezzare, per tutti i residenti, la tariffa intera che
tornerà ad essere effettiva entro 90 giorni, per coloro che
non risiedono in città. Entro quella data, ogni cittadino di
Brescia maggiorenne si vedrà recapitare a casa una tessera
con microchip che permetterà all'atto del pagamento del
parcometro di poter usufruire della tariffa dimezzata. È
stato il sindaco Paroli a illustrare le ragioni di questa decisione:
«È giusto che i residenti in città
abbiano dei benefit: si tratta del riconoscimento del fatto che chi
risiede a Brescia attraverso gli oneri di urbanizzazione di fatto paga
già, in parte, i parcheggi esistenti».
Ma le
novità non finiscono qui, visto che sarà
introdotto, per tutti gli automobilisti, il cosiddetto
«quarto d'ora di cortesia». In sostanza, ogni volta
che si sceglierà di sostare per un determinato lasso di
tempo, si avrà automaticamente diritto ad un quarto d'ora in
più gratis. L'operazione completamente finanziata da Sintesi
(il costo stimato è di 150mila euro all'anno) mira, come ha
spiegato il direttore generale di Brescia Mobilità Marco
Medeghini a limitare al massimo «le infrazioni di coloro che
sostando per tempi brevi tendono a non pagare il parcheggio».
La Giunta
ha poi varato un provvedimento ad hoc per i portatori di handicap che
potranno parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu, qualora i
parcheggi a loro riservati fossero occupati. Il sindaco Paroli ha
spiegato: «Una sentenza della Cassazione prevede che questo
non sia possibile, ma la nostra decisione è fatta nella
direzione del rispetto di chi ha una disabilità».
Carlo Muzzi

1,5 MILIONI DI EURO
Il
Comune di Brescia dal 2007 paga 1,5 milioni di euro a Sintesi per avere
lo sconto del 20% sulle tariffe dei parcheggi. Ora la Giunta ha deciso
di riportare la tariffa a quota intera, e il milione e mezzo di euro
sarà utilizzato per dimezzare i costi per tutti i residenti
di
Brescia.
160
MILA TESSERE
Entro
90 giorni i maggiorenni residenti in città (italiani e
stranieri) riceveranno una tesserina con chip che potrà
essere
utilizzata all’atto del pagamento del parcheggio per ottenere
lo
sconto e a cui sarà aggiunto automaticamente (anche ai non
residenti) un «quarto d’ora di cortesia».
BRESCIA
& PROVINCIA PARCHEGGI IN STRUTTURA
La
nuova delibera non andrà ad incidere sugli abbonamenti dei
parcheggi in struttura. Avrà effetti invece sulle tariffe di
sosta occasionale, come per i parcheggi a raso: tariffa intera per i
non residenti a Brescia, tariffa scontata del 50% per i residenti in
città.
Fabio Rolfi: una
tessera per la mobilità sostenibile
La prima di Fabio Rolfi come assessore al Traffico è un modo
per capire come sarà l'impostazione
«verde» della viabilità cittadina.
Nemmeno una parola nel corso della conferenza stampa durante la quale
il sindaco Paroli riconosce anche i meriti dell'ex assessore centrista
Orto nella fase progettuale del nuovo piano tariffario dei parcometri.
Rolfi parla dopo: «Con queste delibere abbiamo semplicemente
mantenuto un altro dei punti contenuti nel programma
elettorale». Il neo-assessore lascia, però,
intravedere quale sarà il prossimo progetto in nome della
mobilità sostenibile, tema ormai divenuto uno dei pilastri
dell'azione di governo della città per il Carroccio. La
tesserina che sarà spedita nelle prossime settimane a tutti
i residenti maggiorenni per i parcometri è solo la fase uno
di un progetto più ambizioso, che
sarebbe il primo in Italia: una carta
unica in arrivo entro fine 2011 per abbonamento dell'autobus, dei
parcheggi (a raso e in struttura) e per l'utilizzo di Bicimia
(«che è stato un grande successo»).
«È in corso un ripensamento della
mobilità del centro storico. Un processo da realizzare senza
fretta e senza accelerazioni, ma che porterà alla
pedonalizzazione delle piazze, ad un ripensamento del trasporto
pubblico nel momento in cui partirà il Metrobus ma in chiave
anche provinciale con un prolungamento funzionale attraverso la
Brescia-Edolo». Il
paradigma è chiaro: parcheggi, trasporti pubblici e
bicicletta. Proprio tutto ciò che sarà possibile
utilizzare con la nuova carta dei servizi per il
«piano» a cui sta lavorando Brescia
Mobilità. Un'opera delicata di armonizzazione di tutti i
protocolli informativi dei vari servizi.
L'obiettivo di Fabio Rolfi è molto chiaro ed è
stato ribadito più volte nei mesi di verifica di Giunta e in
vista del valzer di deleghe: «Col nuovo strumento saremo
all'avanguardia in Italia, e Brescia sarà allo stesso
livello delle città mitteleuropee».c. m.
Sondaggio del Giornale di
Brescia (www.giornaledibrescia.it)
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Bresciaoggi
19 febbraio 2011
IL
PIANO. Novità dalla Giunta, rimarrà anche il
quarto d'ora di tolleranza, già compreso nell'orario
indicato dal biglietto
Sosta
in città: per i residenti lo sconto è del 50 per
cento
Mimmo
Varone
Sarà
applicato sulle tariffe 2007, prima del precedente -20% per tutti Ma si
dovra aspettare la tessera nominativa inviata da Brescia
Mobilità
I residenti
in città avranno lo sconto del 50 per cento sulla sosta a
parcometro e nei parcheggi in struttura (con l'esclusione degli
abbonamenti che sono già scontati). Lo ha deciso la Giunta
Paroli con l'approvazione di una delibera che attua una precedente
intenzione già passata al vaglio di Brescia
Mobilità. Insieme, stabilisce di mantenere il quarto d'ora
di tolleranza ai parcometri e di concedere la sosta gratis nelle
strisce blu ai disabili con contrassegno.
IL 50 PER
CENTO di sconto, però, non si applica sulle tariffe attuali,
bensì su quelle in vigore nel 2007. Nella tradizionale
conferenza stampa post Giunta (presenti tra gli altri l'assessore al
Bilancio Fausto Di Mezza, il direttore di Brescia Mobilità
Marco Medeghini e la presidente di Sintesi Giovanna Prandini), il
sindaco spiega che allora, «in vista delle elezioni
amministrative», la Giunta precedente aveva deliberato uno
sconto del 20 per cento per tutti, residenti e non, con il risarcimento
di un milione e mezzo di euro all'anno a Sintesi spa. Ora viene
ripristinata la tariffa piena, e quel milione e mezzo che era
«spalmato» su tutti, andrà al
dimezzamento per i residenti. I quali «hanno già
in parte pagato il costo dei parcheggi con le opere di urbanizzazione
– spiega Paroli – e non è giusto che
paghino anche sui parcometri installati per alternare la sosta e, in
passato, anche per far cassa». E se non bastasse
«devono reggere peso e costo di un milione e 250 mila
abitanti della provincia – aggiunge – che
usufruiscono dei servizi della città».
Ciò detto, dunque, lo sconto del 50 per cento non
sarà sulle tariffe attuali, bensì su quelle
pre-2007. E rispetto a oggi sarà del 30 per cento. Allo
stesso modo, i non residenti non pagheranno più le tariffe
attuali, ma si ritroveranno con un «aumento» del 20
per cento.
QUALCHE
ESEMPIO: nella zona A del centro ora tutti pagano 1,40 euro all'ora.
Con la nuova tariffa oraria i non residenti arriveranno a 1,90 e i
residenti 0,95 (non 0,70 come si potrebbe credere). In questo modo il
saldo pareggia, e la Loggia continua a sborsare il solito milione e
mezzo. I residenti in centro continuano ad avere gratuiti i parcheggi a
loro riservati, e dovranno pagare la nuova tariffa solo quando
lasceranno l'auto nelle strisce blu fuori dal centro storico.
Perchè tutto diventi operativo bisognerà
aspettare che Brescia Mobilità prepari e spedisca a ciascun
maggiorenne della città l'apposita tessera per farsi
riconoscere dai parcometri, che sono già stati modificati
per poter applicare lo sconto. Si tratta di spedire circa 120 mila
tessere nominative, e si prevede che ci voglia un trimestre. Tra
aggiornamento dei parcometri e tessere, l'operazione costa 200 mila
euro. Altri 150 mila euro all'anno sono stimati da Brescia
Mobilità per mantenere il quarto d'ora di cortesia ai
parcometri. Se ne fa carico Sintesi, ma dovrebbero rientrare
– spiega Medeghini – grazie ai maggiori introiti
dalla sosta brevissima che in questo modo viene incentivata.
Attenzione, però, il quarto d'ora è
già calcolato dalla macchinetta quando emette il tagliando,
ed entro l'ora stampigliata bisogna ritirare l'auto. «Troppe
volte chi usa i parcheggi non sa quanto tempo resta, e rischia la multa
– commenta il sindaco -, anche questo è un segno
di civiltà e buon senso». Infine, la
gratuità per i disabili. Nonostante una sentenza di
Cassazione abbia stabilito che devono pagare quando parcheggiano nelle
strisce blu, anche se trovano occupati i posti a loro riservati,
Brescia non aderisce. «Abbiamo accolto le richieste delle
associazioni dei disabili – dice Paroli – e
permettiamo a chi esibisce il tagliando di parcheggiare gratuitamente
in tutti i parcometri della città».

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Bresciaoggi
17 febbraio 2011
LA
PROTESTA. I Cobas di Bresciatrasporti «attaccano»
le scelte in tema di trasporto pubblico
«I
tagli della Loggia significano un peggioramento del servizio»
Irene
Panighetti
Murari:
«Da un lato cresce il costo del biglietto Dall'altro
diminuisce il numero delle corse»
«Efficientamento
lo chiama l'azienda. Taglio, lo traduciamo noi»:
così Maurizio Murari, dei Cobas di Bresciatrasporti riassume
le motivazioni che, assieme ad altri colleghi, lo hanno spinto alla
denuncia pubblica di ieri. Una conferenza stampa in cui gli autisti del
sindacato di base hanno presentato tabelle elaborate «a
partire dai dati diffusi dall'azienda stessa - spiega Roberto
Bianchetti, autista che ha lavorato sui confronti numerici - dalle
quali abbiamo dedotto che dal febbraio 2010 ad oggi sono state
gradualmente tagliate 40 ore giornaliere di servizio, distribuite su
tutte le linee».
Il percorso maggiormente sacrificato è quello della linea
17, ridotta in termini di corse e di percorso. Il meccanismo di
riduzione si basa o sulla diminuzione dei passaggi, o
sull'abbreviazione del percorso chilometrico o su entrambi.
«A volte le ore di corsa sono risultate le stesse- continua
Bianchetti- come per la linea 1, che ha capolinea a Masaccio ma alcune
volte si ferma in via Vannucci. Ebbene sono aumentate le corse limitate
a Vannucci, che nel febbraio 2010 erano 39 e nel gennaio 2011 sono
arrivate a 50, colpendo così le zone piu'
periferiche»; questi tagli, a differenza dell'aumento del
costo del biglietto, non sono stati resi noti pubblicamente,
«perchè significano chiaramente una presa in giro
degli utenti-commenta Murari- che oltre al danno hanno la beffa di un
servizio minore e più caro».
I Cobas additano il Comune come principale responsabile,
perchè «ha trasferito meno soldi all'azienda,
facendo capire chiaramente quale è la poltica che persegue:
disincentivo del mezzo pubblico a favore del privato».
«Eppure i soldi si trovano per tagliare gli alberi»
osserva l'autista Renato Lamberti, riferendosi alla vicenda di questi
giorni dei giardini di via Odorici, mentre Murari sottolinea:
«taglio dei finanziamenti significa anche peggiore
manutenzione, quindi autobus vecchi».
Tutto ciò in un momento di particolare emergenza smog e di
peggioramento della viabilità, «come possono
notare tutti dalle code che si formano soprattutto nei giorni di
pioggia».
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www.giornaledibrescia.it
16 febbraio 2011
in città Dopo la
sospensione del provvedimento per la festa dei Santi patroni, e
nonostante la pioggia e il forte vento che hanno caratterizzato la
giornata odierna, l’ordinanza che impone la circolazione a
targhe alterne rimane confermata anche per i prossimi giorni e fino a
cessata necessità. Questo quanto deciso dal Comune di
Brescia. VEDI LE ORDINANZE SUI SITI DI TUTTI I COMUNI INTERESSATI.
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www.tplbrescia.it
16 febbraio 2011
PANNELLI
A MESSAGGIO VARIABILE.
CON LE TARGHE ALTERNE E LE
LIMITAZIONI DEL TRAFFICO IL LORO "SILENZIO" SI FA SENTIRE
Se
fossero funzionanti contribuirebbero ad informare in modo preciso e
puntuale le migliaia di automobilisti che transitano sulla rete
stradale cittadina e della prima cintura.
Alcuni
esempi a Brescia e provincia
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Pannelli
a messaggio variabile nel Comune di Brescia.
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Pannelli
a messaggio variabile sulle strade provinciali. |
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Esempio
di una città del nord Italia simile a Brescia
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Giornale di Brescia 16 febbraio 2011
Accordo Ryanair Autostradale: 18 corse al giorno sulla
Brescia-Orio
BRESCIA Un collegamento autobus diretto
Brescia-Aeroporto di Bergamo. È uno dei risultati dell'accordo siglato ieri da
Rayanair, la compagnia aerea irlandese low cost che ha base ad Orio al Serio,
con l'azienda italiana di pul-lman Autostradale.
Diciotto le corse che
saranno attivate per il collegamento con Brescia, al prezzo di 10 euro a corsa;
mentre saranno ben 85 le corse ogni giorno che collegheranno l'aeroporto
bergamasco con il centro di Milano al prezzo di 9,90 euro. E nei prossimi mesi
saranno messi a punto i collegamenti da e per altri aeroporti italiani serviti
da Ryanair.
L'accordo di partnership Ryanair-Autostradale avrà durata
quinquennale e permetterà ai suoi passeggeri di accedere a trasferimenti dagli
aeroporti italiani. I biglietti sono disponibili su www.ryanair.com, su
www.autostradale.it o su www.airportbusexpress.it, oltre che negli aeroporti e
nei punti di raccolta in città. «Ci aspettiamo di sviluppare altri servizi di
qualità con i pullman Autostradale in Europa nei prossimi 5 anni», ha commentato
Ryanair.
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Bresciaoggi 10 febbraio 2011
Valtrompia, un coro di no: «Le operazioni spot non servono a
nulla»
La Val Trompia, o almeno buona parte, dice no al blocco del traffico.
Bovezzo, Concesio, Sarezzo, Gardone, Villa Carcina e Lumezzane elevano
all'unisono la voce dell'amministrazione che chiede «azioni strutturali e
coordinate, e non misure spot», dichiara il sindaco di Concesio, Stefano Retali,
portavoce della cordata istituzionale che ha stilato una nota congiunta.
....
E per
quanto riguarda il trasporto pubblico locale - ricordano nella nota - «va
incentivato per ridurre le auto private da strade supertrafficate come la Sp
345, la Sp 237 e la Sp 19», al punto da lanciare un appello a Regione e Governo,
affinchè «prendano in seria considerazione l'opportunità di estendere il metrobus cittadino in Val Trompia, almeno fino alla parte
nord di Concesio». La denuncia, la proposta, ma anche una promessa: «ci sarà il
massimo impegno per sensibilizzare i cittadini a comportarsi in maniera
responsabile, nel rispetto delle normative regionali». Oggi a mezzogiorno se ne
discuterà proprio al tavolo provinciale convocato per il confronto uleriore con
i Comuni dell'area critica in previsione di blocchi e targhe alterne.
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Giornale di Brescia 13 febbraio 2011
Pari o dispari? Vincono i confusi
Nella
prima giornata anti smog sono più gli automobilisti che si
fermano dai vigili a chiedere delucidazioni di quelli fermati dagli
agenti per violazioni dell’ordinanza
Euro 4 e euro 5 in strada. Euro 3 solo se pari, ma non se a due ruote. Euro 0,
1 e 2 (diesel) ferme fino alle diciotto indipendentemente dalla targa. Dal
crucintarsio di norme anti Pm10 sono emerse una giornata su strada meno caotica
del solito, ma appena percettibilmente, e una certezza: la confusione degli
automobilisti. Diverse le telefonate giunte ai centralini della Polizia Locale.
Tanti anche quelli che si sono fermati ai posti di blocco, disseminati lungo le
arterie che conducono in centro, per cercare di capire dalla viva voce degli
agenti come comportarsi.
Sono stati in tutto 272 gli automobilisti che hanno
interpellato direttamente i vigili schierati sul campo dal comando di via
Donegani. Quasi settanta in più di coloro che sono stati fermati. Ai posti di
controllo sistemati a rotazione in via Triumplina e via Dalmazia, in via
Orzinuovi e via Labirinto, così come in via Maggia e in via Spalti San Marco
hanno dovuto esibire patente e libretto 207 automobilisti. Nel complesso dalle 9
alle 18 gli agenti della Polizia Locale hanno elevato 30 verbali: ventotto per
violazione dell'ordinanza del sindaco, 2 per altra violazione di natura
ambientale: la mancata revisione. Sostanzialmente un automobilista ogni sette
era «fuorilegge», per la precisione il 14,4%. Numeri insignificanti sono stati
raccolti nel territorio degli altri 11 Comuni che hanno imposto limitazioni alla
circolazione. Oggi si replica, dispari in strada.
Che l'aria sia migliorata
è tutto ancora da vedere. Occorrerà attendere il dispaccio odierno dell'Arpa per
sapere se le concentrazioni si sono abbassate. Poco, per non dire nulla, ha
potuto il vento che per alcune ore venerdì ha soffiato sulla città e su buona
parte della provincia.
Le sei centraline in funzione hanno fatto registrare
ugualmente valori doppi rispetto al limite consentito. Quella al Broletto si è
fermata a quota 91 microgrammi, mentre al Villaggio Sereno 99. Il record spetta
a Sarezzo con 102, mentre Rezzato si «ferma» a 88 così come a Odolo. Darfo per
chiudere registra 95 microgrammi.
C'è chi il problema dell'auto ieri, così
come negli altri giorni della settimana, non se l'è proprio posto. Attorno alle
16 gli autobus della Linea 1 di Brescia Trasporti risultavano sì carichi, ma
soprattutto di studenti, pensionati e persone avvezze - per costume, comodità o
perché prive della patente - a spostarsi con i mezzi pubblici e non di «vittime»
delle targhe alterne. Tanto che pure le pochissime eccezioni alla suddetta
regola raccontano di avvalersi - più o meno assiduamente - degli autobus, anche
in periodi di «normale» circolazione automobilistica. Il viaggio obbligato di
ieri sulla «filo», dunque, non pare aver generato acredine, considerato inoltre
che «la linea 1 - dicono - è una delle meglio servite, passa con una certa
regolarità e copre un percorso (Masaccio-Mompiano, ndr) frequentato e comodo».
Già, perché in fondo per trasferirsi dalla zona nord al centro evitando lo
stress del parcheggio e gli ingorghi ai semafori «l'autobus rimane la soluzione
migliore». Elementi che fanno digerire senza troppe difficoltà anche l'aumento
del prezzo del biglietto a 1,20 euro: «Erano anni che la cifra non veniva
adeguata - rileva un passeggero -, non mi sembra una tragedia. Il servizio poi è
buono, 20 centesimi di rincaro ci stanno».
Certo è, interviene un altro, «che
se ciascuno pagasse sistematicamente la sua quota non ci sarebbe bisogno di
maggiorazioni, un po' come per le tasse». Tutti d'accordo, ma consapevoli che
«per alcune fasce e per chi utilizza i bus cittadini ripetutamente il rialzo può
pesare».
Quanto al provvedimento targhe alterne in sé, alberga
dell'ottimismo nell'auspicio che lo stesso «possa trasmettere una cultura
diversa, per imparare a scartare ogni tanto l'auto in favore di bici, mezzi o di
una passeggiata». Speranze a parte, però, non c'è convinzione circa l'utilità
della disposizione: «Sono necessari - commenta una residente di Mompiano -
interventi seri alla radice, una revisione strutturale, questi sono soltanto
tamponi che non risolvono il problema e creano disagi a molti cittadini».
Pierpaolo Prati
Il Broletto critica «la linea dettata dalla Loggia»
«Così come è stato attuato il provvedimento sulle
targhe alterne comporterà disagi ai cittadini e procurerà un miglioramento
pressoché inesistente sui valori del Pm10, in quanto le fasce escluse sono
quelle di maggior emissione di Pm10 e Pm2,5, come indicato dai tecnici di
Regione Lombardia».
A dirlo, anzi a scriverlo a 37 sindaci di altrettanti
Comuni dell'area critica, è l'assessore provinciale al Trasporto Corrado
Ghirardelli. Che rispondendo a quanti gli hanno chiesto delucidazioni circa la
competenza sulle strade provinciali di pertinenza, lamenta come «il ruolo di
coordinamento della Provincia sia stato messo in discussione dall'attività del
Comune di Brescia, senza tenere nella giusta considerazione che questo è uno
solo dei 206 Comuni della provincia e che i gravi problemi che attanagliano la
qualità della nostra aria sono di carattere provinciale e senza confine
alcuno».
Ghirardelli sottolinea «l'insensibilità di alcuni amministratori di
comprendere appieno le problematiche e la scarsa conoscenza della materia in
essere e delle normative vigenti» e evidenzia come queste lacune «compromettono
il difficile lavoro svolto da mesi dalla Provincia, che ritiene sempre più
importante una totale unità di intenti di tutta la provincia su temi di così
grave importanza».
In particolare, nella lettera ai sindaci, Ghirardelli si
rammarica per il fatto che «la proposta di targhe alterne dalle 7 alle 21,
ipotesi valutata con i tecnici aria della Regione, sia stata snaturata nella sua
efficacia, portandola dalle 9 alle 18».
Quanto poi alla questione delle
strade provinciali di pertinenza l'assessore spiega «che possono essere inserite
nella propria ordinanza per il contenimento dell'inquinamento atmosferico. Del
resto, assicurando la più ampia forma di pubblicità possibile, spetta ai sindaci
adottare misure cautelari a livello sanitario».

«Dalla Giunta politica fallimentare»
I Verdi criticano le scelte antismog della maggioranza
«Le polveri assassine»: non è un thriller, ma inquieta
il rapporto dei Verdi sugli effetti sanitari, sociali ed economici dello smog.
Presentato dalla sezione bresciana dell'organizzazione, il documento parla di
7.400 decessi l'anno in Italia riconducibili all'inquinamento, per un costo di
4,5 miliardi tra assistenza medica e giornate lavorative perse.
La grave
crisi in cui versa la qualità dell'aria a Brescia e provincia ha portato a
provvedimenti come targhe alterne e blocco del traffico. Per Salvatore Fierro,
responsabile provinciale dei Verdi, «si tratta di un passo avanti, ma la
politica dell'Amministrazione in tema ambientale è del tutto fallimentare. Non
si investe sul trasporto pubblico, le Ztl stanno scomparendo e il centro storico
è un parcheggio. Servono investimenti sugli impianti industriali e interventi
sul traffico». Il movimento ambientalista chiede anche che «venga introdotto il
limite di 80 chilometri all'ora in tangenziale e di 100 chilometri orari sulle
autostrade».
Giuseppe Ramera, rappresentante dei Verdi, cita come esempi
virtuosi la delibera adottata da Orzinuovi con la quale il Comune aderisce al
piano di abbattimento delle emissioni di CO2. Intervenuto a nome di Brescia
Progress, Francesco Onofri ha invitato la Giunta Paroli «a realizzare il piano
della mobilità in collaborazione con i Comuni contermini». egg
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Bresciaoggi 13 febbraio 2011
IN CITTÀ. Tre pattuglie della Polizia Locale hanno presidiato la città per
far rispettare le limitazioni al traffico
Ieri targhe pari, oggi le dispari tra smog, dubbi e sanzioni
Mimmo Varone
Ghirardelli perplesso: «Credo che questo provvedimento snaturato nella
sostanza porterà solamente confusione e disagi»
Più auto di targa pari, di certo. Ma anche molte dispari, con ogni probabilità
in regola, tra Euro 4 ed Euro 5 tutte esenti dal divieto. La prima giornata di
targhe alterne in città e in 11 comuni dell'hinterland ha visto una certa
riduzione del traffico veicolare, ma appena percepibile. Oggi potranno circolare
le dispari, e le cose non cambieranno molto.
Che davvero si riesca ad
abbattere il 20 per cento delle polveri totali dell'aria bresciana lo diranno le
centraline Arpa. Venerdì (ultimo giorno di libera circolazione) e sabato (primo
delle restrizioni) sono stati due giorni fotocopia per il meteo, con stesse
temperature, cielo sereno, vento e alta pressione. Venerdì il Broletto era a 91
microgrammi per metro cubo di Pm10 e il Villaggio Sereno a 99. Oggi basterà
confrontare.
Chi non è affatto convinto che un provvedimento simile serva a
qualcosa è l'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli, che l'altro
giorno ha scritto una lettera ai 21 sindaci dell'area critica e ai 18 della
seconda cintura. «Mi rammarica osservare - scrive tra l'altro - che la proposta
di targhe alterne dalle ore 7 alle ore 21, ipotesi valutata con i tecnici aria
della Regione Lombardia, sia stata snaturata nella sua efficacia, portandola
dalle 9 alle 18. Così come attuato, il provvedimento delle targhe alterne
comporterà disagi ai cittadini e procurerà un miglioramento pressochè
inesistente sul valori di Pm10, in quanto le fasce escluse sono quelle di
maggiore emissione».
Ghirardelli constata con «dispiacere» che negli ultimi
giorni «il ruolo di coordinamento della Provincia sia stato messo in discussione
dal comune di Brescia, senza tenere nella giusta considerazione che è solo uno
dei 206 della provincia». E poi, «l'insensibilità di alcuni amministratori di
comprendere appieno le problematiche, la scarsa conoscenza della materia e delle
normative vigenti - aggiunge - compromette il difficile lavoro svolto da mesi da
questo Ente, che ritiene sempre più importante un'unità d'intenti di tutta la
provincia su temi di così grave importanza». È un altro capitolo della «guerra
dell'aria» tra Loggia e Broletto.
SCARSA INFORMAZIONE tra i cittadini. I
Vigili di Brescia ieri sono usciti con tre pattuglie al mattino e altrettante al
pomeriggio, e hanno comminato 30 sanzioni su 207 veicoli controllati. Non molte
ma quasi tutte da 155 euro riservate a chi utilizza una Euro 0 a benzina o una
Euro 0, 1 e 2 diesel.
Sono auto che per norma regionale non possono viaggiare
durante i giorni feriali. Il sindaco Adriano Paroli e gli altri dei comuni
limitrofi, tuttavia, hanno stabilito con l'ordinanza delle targhe alterne che
non devono muoversi neanche di sabato e domenica. Ben 272 bresciani ieri si sono
rivolti alle stesse pattuglie dei Vigili per avere informazioni sull'ordinanza.
Le targhe alterne saranno in vigore fino a fine mese e comunque fino a cessata
emergenza. Oggi, come detto, toccherà alle dispari.
LE CURIOSITÀ. Ordinanze contraddittorie nei comuni coinvolti
Via libera sulla «235» ma solo in un senso
Giovanni Armanini
Tra copiaincolla e interpretazioni ecco come si fa applicare il blocco
«La mia targa finisce con 0. È pari o dispari?». La domanda è solo una delle
tante che sono state poste agli operatori delle varie polizie locali dei comuni
coinvolti. Ma anche a scorrere i testi delle ordinanze non è che la chiarezza
regni sovrana.
IL CASO più curioso è quello che riguarda la statale 235. A
Castelmella il divieto di circolazione - stando a quanto si legge nell'ordinanza
- non si applica alle strade provinciali, a Roncadelle non si applica ai tratti
autostradali ed alla tangenziale sud di Brescia. Da ciò si è portati a dedurre
che sulla SP235 (Orceana), che è divisa a metà tra Roncadelle e Castelmella
esattamente sulla riga centrale, sul lato di Castelmella si potrà circolare, su
quello di Roncadelle no.
Curioso invece il dispositivo di Collebeato, dove si
legge: «il Sindaco ordina la circolazione a targhe alterne sul territorio
comunale di Brescia». Da cui si deduce che a Collebeato si può circolare
tranquillamente. Sempre Collebeato non applica il divieto di circolazione in
tutti i tratti di strada esclusi, ma sul territorio di Brescia. Sarà difficile
per i vigili dare multe fuori territorio. L'impressione è che si tratti di un
copincolla secco dall'ordinanza della Loggia, sarebbe curioso vedere il ricorso
di un automobilista multato a Collebeato che impugnando l'ordinanza facesse
notare che non vi erano di fatto territori di quel comune menzionati dal
divieto. Così anche a Castelmella, dove «il Sinadco ordina la circolazione a
targhe alterne» sul territorio comunale di Brescia». Peraltro nell'ordinanza si
legge che «é prevista la facoltà di avvalersi di autocertificazioni». Quindi in
caso in quel territorio uno si autocertifica e via, in tutti gli altri comuni
no. Curioso anche il caso di Botticino, dove non si applica il blocco in alcune
vie salvo consentire ai residenti (senza specificare se tutti o quelli che già
possono circolare nelle vie indicate prima) di raggiungere per la via più breve
le aree di parcheggio più vicine alle fermate dei mezzi di trasporto
pubblico.
MA C'È ANCHE «il caso San Faustino»: 15 febbraio. In cui ognuno
andrà un po' per i fatti suoi. Le ordinanze di Brescia, Botticino, Collebeato e
Castenedolo ne fanno menzione specifica. Gli altri comuni no. Tuttavia sul sito
del comune di Brescia si legge che: «L'ordinanza ha valore, oltre che nel Comune
di Brescia, nei comuni che hanno aderito e cioè: Borgosatollo, Botticino,
Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, S. Zeno, Gussago,
Castelmella, Castegnato». Che farebbe pensare che gli altri comuni recepiscano
la stessa ordinanza, anche se poi si scoprono - come visto - orientamenti
diversi (e non sempre concordanti).
La soluzione migliore? Forse è quella di
Cellatica, dove per salvare capra e cavoli si legge che: «eventuali deroghe alla
presente ordinanza rilasciate dai Sindaci che hanno emanato la medesima
ordinanza sono ritenute valide sul territorio comunale». Ma lo stesso comune si
distingue in verità anche per precisione, specificando che «le prescrizioni
della presente ordinanza si applicano anche sul tratto di strada provinciale
S.P. 10 che insiste sul territorio del comune di Cellatica». Lapalissiano, visto
che essendo in territorio comunale l'esclusione dovrebbe essere espressa, ma in
una confusione tale forse meglio dirlo una volta di più.
Sul sito del Comune
di San Zeno Naviglio invece non si trova nè l'ordinanza nè alcun riferimento al
blocco del traffico. Si farà? boh!
L'IDEA. La situazione ambientale «porta» a continue riflessioni
La ricetta dei Verdi punta sui «trasporti»
Ramera: «In città velocità ridotta Incentivi sull'uso degli autobus»
Il Dossier nazionale stilato dai Verdi e supportato da studi scientifici
condotti da Misa2-Epair su «Le polveri assassine», «colpevoli di provocare oltre
7 mila vittime all'anno - si legge nel documento - oltre ad innumerevoli
ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini», ha dato modo
ai Verdi della Costituente ecologica di Brescia e Provincia di affrontare
l'annoso tema dell'inquinamento cittadino e delle sue ripercussioni sulla salute
pubblica. «I dati che emergono dall'indagine dell'Asl di Brescia sull'incidenza
delle malattie respiratorie nella zona di San Polo, il 43 per cento più alta
rispetto al resto della città, impone un urgente inversione di rotta rispetto
alle politiche ambientali di questa Amministrazione - lamenta Salvatore Fierro,
responsabile della Costituente. Inversione che sia in grado di «ridurre le
emissioni da parte delle aziende e delle auto private, anche attraverso
finanziamenti pubblici che, a norma della legge 340/2000, i comuni superiori a
100 mila abitanti possono richiedere per costruire Piani Urbani di Mobilità,
abbassando così uno dei primi fattori inquinanti della città - propone Giuseppe
Ramera dei Verdi per la Costituente ecologica - . Per abbattere le Pm10 bisogna
innanzitutto abbassare a 80 chilometri orari la velocità massima sulle
tangenziali e a 100 sulle autostrade, imporre inoltre il divieto di sorpasso su
queste strade per i veicoli pesanti e incentivare invece il trasporto pubblico
con l'implementazione delle corse».
CONTRARI all'annunciato aumento dei
prezzi del biglietto dell'autobus, «ennesima dimostrazione della volontà della
Giunta di disincentivare l'utilizzo del trasporto pubblico», sottolinea Fierro,
la Costituente invita la maggioranza a prendere seri provvedimenti per ridurre
il numero delle auto in circolazione. «Le targhe alterne rappresentano un primo
passo avanti verso la rieducazione ecologica dei bresciani, ma per migliorare
l'aria cittadina non ci si può limitare a quelle - raccomanda Giuseppe Ramera -.
E' ora di chiudere definitivamente il centro storico alle auto, vietare i
parcheggi nelle piazze e investire sul trasporto pubblico e su quello
ecosostenibile. Solo così si otterranno risultati duraturi nel tempo».E.BEN.
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Giornale di Brescia 12 febbraio 2011
PROGETTO ITINERA
«Flash mob»: la battaglia dei
Patroni rivive sugli autobus della «linea 1»
Chi oggi pomeriggio vedesse ragazzi aggirarsi in costumi d'epoca
sul bus, non si spaventi
Chi oggi pomeriggio vedesse ragazzi aggirarsi in
costumi d'epoca sul bus, non si spaventi. Si tratta dell'iniziativa del Progetto
Itinera dedicata ai Santi Faustino e Giovita: sui mezzi della linea 1 saliranno
dei giovani impegnati in brevi rievocazioni della «battaglia storica» in cui i
patroni cittadini difesero Brescia.
Con il «flash mob», un blitz organizzato
solitamente in spazi pubblici, verranno distribuiti anche materiali informativi
coi quali verrà spiegato il significato dell'evento. Le rievocazioni avverranno
tra le 14 e le 17, con la collaborazione di Brescia Trasporti. Promosso in
sinergia dall'Assessorato alle politiche giovanili del Comune e dal Centro
Oratori, il Progetto Itinera lavora da anni coi giovani della città in attività
musicali, artistiche, sportive. Il riferimento ai Santi Faustino e Giovita è
stato scelto in questo caso perché, si legge nel comunicato, i due Patroni
«erano giovani in grado di condizionare il contesto cittadino con la propria
fede. Con questa proposta il Progetto Itinera sottolinea il valore dell'essere
giovani oggi come simbolo della possibilità di un futuro e cambiamenti
significativi: un modo per sperare!». I video dei «blitz» saranno proposti sul
sito web www.fuoriclassebrescia.it.
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Bresciaoggi 12 febbraio 2011
INQUINAMENTO. Le limitazioni alla circolazione stradale resteranno in vigore
fino alla fine del mese o alla cessazione dell'emergenza
Smog: oggi circolano le auto con targa pari
Mimmo Varone
Il provvedimento in vigore dalle ore 9 alle 18 in tutta la città e in undici
Comuni dell'hinterland Multa da 80 euro per chi non rispetta l'ordinanza
Scattano le targhe alterne, tra cittadini che arroventano le linee della Polizia
municipale per chiedere informazioni. E qualcuno già parla di “occasione persa
di equità e giustizia”. Oggi, dalle 9 alle 18 circoleranno solo le pari, domani
le dispari, e così via. Fino al 28 febbraio, a Brescia e in 11 comuni
dell'hinterland, nei giorni pari viaggeranno le targhe con l'ultima cifra pari
(compreso lo zero), nei dispari le targhe dispari. Fa eccezione solo il martedì
15 di San Faustino, che lascia tutti liberi di andare in auto.
Il
provvedimento riguarda gli automezzi da Euro 3 in giù. E poiché gli Euro 0 a
benzina, gli Euro 0, 1 e 2 diesel sono già soggetti a un divieto regionale che
li blocca tutti i giorni fino al 15 aprile, in realtà interessa solo Euro 1, 2 e
3 a benzina ed Euro 3 diesel. Non sono soggetti a limitazioni, dunque, gli Euro
4 e 5 a benzina e diesel, insieme ad auto e moto elettriche, a metano o Gpl e
ibride (motore termico ed elettrico). Nessuna limitazione pure per le auto con
almeno tre persone a bordo (car pooling) e per quelle del car-sharing.
Attenzione, però, le auto più inquinanti vietate dalla Regione non possono
circolare neanche con il car pooling.
Le novità rispetto alle consuete
domeniche ecologiche sono tante. I bresciani devono farci l'abitudine e ieri
hanno preso d'assalto le linee telefoniche del comando dei Vigili di via
Donegani per chiedere spiegazioni. Anche perchè le multe sono salate.
Chi
contravviene al divieto regionale sarà punito con una multa da 155 euro e con il
ritiro della patente per 15 giorni se recidivo nell'ultimo biennio. Chi
semplicemente non rispetta le targhe alterne avrà una sanzione di 80 euro.
IL
PROVVEDIMENTO si applica sulle strade comunali di Brescia, Borgosatollo,
Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, San Zeno
Naviglio, Gussago, Castelmella e Castegnato, con l'esclusione delle provinciali,
delle statali e delle autostrade. A Brescia restano fuori la tangenziale sud, e
i tratti di collegamento con il piazzale Ortomercato di via Orzinuovi e l'area
Spettacoli viaggianti di via della Volta. Così dice l'ordinanza emanata giovedì
dai sindaci, i quali, però, chiedevano pure all'assessore ai Trasporti in
Broletto Corrado Ghirardelli, che coordina il Tavolo dell'aria, di estendere le
targhe alterne alle strade provinciali di collegamento tra i 12 comuni.
Ghirardelli, che non era stato invitato alla riunione di giovedì in Loggia in
cui si sono decise le misure contro le polveri sottili, ieri mattina ha spedito
una e-mail a tutti i primi cittadini interessati per precisare che «non spetta
alla Provincia emettere provvedimenti del genere sulle strade provinciali, bensì
agli stessi sindaci che hanno la responsabilità di tutelare la salute dei
cittadini». Si vedrà. Le limitazioni dovrebbero restare in vigore fino al 28 o
fino a cessata emergenza. Ma il meteo annuncia piogge, temporali e nevicate
oltre i mille metri da martedì a giovedì prossimi. Il tempo dovrebbe guastarsi
già da domani e le perturbazioni in arrivo da ovest dovrebbero dare una mano a
pulire l'aria. Intanto il provvedimento incassa le prime critiche. Carlo
Carugati del Centro studi Aavs (Associazione amatori veicoli storici), dati alla
mano accusa i sindaci di aver escluso dalle targhe alterne gli Euro 4 senza
filtro antiparticolato che danno emissioni «tre volte superiori alla pari
categoria con filtro». E le Euro 3 a gasolio «non inibite totalmente dalla
circolazione» (possono viaggiare con il car pooling), danno emissioni «cinque
volte superiori a una Euro 4 con filtro». Insomma, «spreco di tempo e soldi, e
disturbo ai contribuenti».
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Giornale di Brescia 12 febbraio 2011
Targhe alterne al via con le pari
Poche regole per evitare
multe
In
vigore da oggi l’ordinanza della Loggia. La stessa adottata da
altri undici Comuni dell’hinterland cittadino. Il divieto dalle 9
alle 18
nUna media di 80 telefonate al minuto, con quattordici persone che rispondono
alle domande e alle sollecitazioni dei cittadini. Questa la situazione di ieri,
il giorno prima dell'avvio dell'ordinanza firmata giovedì dal sindaco Adriano
Paroli, che introduce da oggi, fino a fine mese, dalle 9 alle ore 18, il limite
della circolazione a targhe alterne. «Sono molte le domande e le lamentele -
spiegano dagli uffici, ma in particolare sono madri che chiamano per sapere come
muoversi per accompagnare i figli a scuola, oppure persone che chiedono come
capire a quale classe di direttiva Euro appartengono le loro auto». Questo
perché l'ordinanza della Loggia (ma ripresa quasi in fotocopia da altri 11
Comuni dell'hinterland) prevede che il regime delle targhe alterne (che verrebbe
sospeso al venir meno della concentrazione di Pm10 nell'aria) riguarda tutte le
auto Euro 1, 2 e 3, mentre ferma definitivamente anche nei fine settimana le
Euro 0 e le diesel Euro 0, 1 e 2.
Stessa sorte per i ciclomotori e le moto a
due tempi pre Euro: senza un motore quattro tempi le due ruote non catalizzate
non potranno circolare seppure anche loro a targhe alterne. Medesimo regime che
tocca i veicoli storici: potranno circolare per partecipare alle manifestazioni
ma solo nel regime delle targhe alterne. Questa l'indicazione data dal
compilatore dell'ordinanza che ha tradotto i voleri del sindaco. Va detto che il
passaggio in cui si cita la legge regionale che prevede la deroga al blocco per
le storiche («...in ogni caso i veicoli - a prescindere dal numero di targa -
devono comunque rispettare quanto previsto dalla Legge Regionale 24/06 D.R.
29.07.2009 n.8/9958») non è molto esplicito e lascia spazio a varie
interpretazioni. Nel dubbio è bene verificare presso i propri Comuni che
sull'argomento potrebbero aver introdotto varianti (Urp del Comune di Brescia:
tel. 030/2977302, numero verde 800401104; Polizia Municipale 030/45001). Cosa
avvenuta alla deroga cittadina della Loggia per San Faustino: martedì a Brescia
si circola, in provincia si andrà a targhe alterne.
A Castel Mella, il
sindaco Ettore Aliprandi ha recepito l'ordinanza con un'eccezione: «chi per
lavoro si sposta all'interno del Comune per raggiungere il posto di lavoro potrà
circolare nel territorio comunale». Targhe alterne pure a Cellatica con alcune
specificazioni: «Ho inserito tra le strade in cui si dovrà circolare a targhe
alterne anche la Provinciale 10 e se si è in possesso di un permesso rilasciato
da un sindaco vale anche per il territorio di Cellatica» precisa il sindaco
Paolo Cingia. Gussago e Borgosatollo come Cellatica lasciano in vigore il regime
a targhe alterne anche a S. Faustino. Ordinanza fotocopia per Castenedolo:
«Abbiamo messo la deroga per S. Faustino» spiega Gianbattista Groli. Il sindaco
di Flero, Lorenzo Prandelli ha invece redatto una sua ordinanza che non
introduce le targhe alterne, ma solo l'abbassamento del riscaldamento ricordando
i limiti imposti alla circolazione dalla legge regionale.
Per il resto
ricordiamo che i Comuni che hanno adottato il regime delle targhe alterne e che
hanno dichiarato in questo senso la loro decisione nell'incontro in Loggia sono
Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato,
Roncadelle, S. Zeno, Gussago, Castel Mella e Castegnato.
Paola Gregorio
LE DEROGHE
Viaggeranno comunque le Euro 4 e 5 ed il car
pooling
L'ordinanza della Loggia esclude dall'obbligo gli autoveicoli
Euro 4 e 5; i veicoli elettrici; gli autoveicoli a gas; ...
L'ordinanza della Loggia esclude dall'obbligo gli
autoveicoli Euro 4 e 5; i veicoli elettrici; gli autoveicoli a gas; le ibride; i
veicoli con a bordo tre persone (car pooling); gli autoveicoli del servizio
car-sharing («Car Sharing Brescia» propone l'abbonamento mensile: info allo
030.2053573). Il divieto non si applica a mezzi pubblici e delle Forze di
Polizia; al pronto soccorso; ai mezzi di trasporto pubblico e scuolabus; agli
autoveicoli utilizzati per il trasporto di disabili, muniti del relativo
contrassegno, con il soggetto disabile a bordo; agli autoveicoli di chi svolge
funzioni di pubblico servizio o di pubblica utilità individuabile o con
contrassegno o certificazione del datore di lavoro come operatori dei servizi
manutentivi di emergenza non rinviabili al giorno successivo (luce, gas, acqua,
sistemi informatici, distribuzione farmaci, alimentari deperibili e pasti per i
servizi di mensa); ai veicoli dei servizi postali e valori; ai medici e
veterinari in visita urgente, agli operatori sanitari ed assistenziali in
servizio con certificazione del datore di lavoro; alle persone sottoposte a
interventi o terapie indispensabili; ai lavoratori con turni lavorativi tali da
impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, certificati dal datore di
lavoro, con indicati orari e tragitto da e per il luogo di lavoro, ai sacerdoti,
agli operatori dell'informazione ed edicolanti con tesserino; agli ambulanti e
per il trasporto merci.
I giovani Pd regalano mascherine in Loggia
Manifestazione prima del Consiglio per chiedere maggiore impegno contro lo smog
Una mascherina antismog e alcune proposte raccolte in un documento. È questo il
«dono» distribuito ieri in Loggia, prima dell'inizio del Consiglio comunale, dai
membri della segreteria cittadina Giovani democratici, con il sostegno della
segreteria cittadina del Pd.
Un'iniziativa «non polemica, ma piuttosto un
invito alla Giunta ad impegnarsi di più sul fronte delle politiche ambientali,
programmando una serie di interventi a lungo termine - spiega Giulia Zambolin -.
Per la sua storia industriale Brescia ha sempre dovuto convivere con i problemi
legati all'inquinamento del suolo e dell'aria, ma crediamo sia giunto il momento
di porre un freno al fenomeno, grazie ai progressi tecnologici nell'ambito della
prevenzione». I Giovani democratici chiedono «il potenziamento della rete di
trasporto pubblico attraverso un piano studiato con attenzione e che offra un
servizio capillare e di qualità». In secondo luogo «la tutela dei polmoni verdi
bresciani già esistenti (come la Maddalena, il Castello, il Parco delle cave e
quello delle Colline) e la creazione, già sperimentata in altre città europee,
dei "boschi di città", aree verdi in prossimità delle principali arterie
autostradali e delle zone a più alto tasso di inquinamento
atmosferico».
Invitano infine a un'azione di «sensibilizzazione dei
bresciani, per modificare la concezione, tutta italiana, dell'automobile come
principale mezzo di trasporto quotidiano». Più critico Fabio Negrini della
segreteria cittadina. «Sembra che la Giunta, con gli ultimi provvedimenti,
voglia "chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati" - afferma -. E
intanto alza il costo dei biglietti per l'autobus e abbassa quello dei
parcometri». La mascherina è stata accolta dal sindaco Paroli e dall'assessore
all'Ambiente Vilardi ma rifiutata da diversi altri consiglieri di
maggioranza.
Chiara Corti
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Bresciaoggi 12 febbraio 2011
IL PROVVEDIMENTO. Hanno aderito Brescia, Castegnato e dieci centri dell'area
critica
Da domani 12 Comuni con targhe alterne fino alla fine di
febbraio
Mimmo Varone
Saranno in vigore per Euro 0, 1, 2 e 3 benzina e diesel 7 giorni su
7 Escluso soltanto martedì 15, giorno della festività di San Faustino
Cambia tutto sul fronte della guerra alle polveri sottili. Le targhe alterne che
scatteranno domani dalle 9 alle 18. Saranno in vigore per Euro 0, 1, 2 e 3
benzina e diesel sette giorni su sette, domeniche comprese, fino alla fine di
febbraio e comunque fino a cessata emergenza. È escluso solo martedì 15, giorno
della festività di San Faustino. Aderiscono anche i comuni dell'area critica con
l'aggiunta di Castegnato e l'esclusione di tutta la Valtrompia da Bovezzo in su.
Ma se il Broletto decidesse di estendere le targhe alterne anche sulle strade
provinciali (vedi articolo sotto) potrebbero aderire anche loro. Il tavolo di
coordinamento dei comuni, infine, si sposta dalla Provincia alla Loggia per
espressa volontà dei sindaci. E forse si farà una domenica di blocco totale
entro febbraio.
OLTRE A BRESCIA, da domani si circolerà a targhe alterne a
Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato,
Roncadelle, San Zeno Naviglio, Gussago, Castelmella e Castegnato con le stesse
modalità della città. I sindaci nel pomeriggio di ieri hanno adottato
un'ordinanza fotocopia di quella della Loggia. Alcuni di essi si sono riservati
solo la possibilità di aggiungere una «finestra» in coincidenza dell'uscita
dalle scuole, in modo da permettere a tutti di ritirare i ragazzi.
Ha detto
no alle targhe alterne l'intera Valtrompia con i comuni di Bovezzo, Concesio,
Nave, Sarezzo, Villa Carcina, Lumezzane, Gardone Vt e Marcheno. Per tutti il
sindaco di Concesio Stefano Retali spiega che la presenza di una provinciale su
tutta la valle renderebbe inutile il provvedimento. In ogni caso, «siamo
disponibili a una domenica di blocco - sottolinea - e inviteremo i cittadini a
rispettare le norme regionali su riscaldamento, stufe e camini, accensione di
fuochi all'aperto». Soprattutto, «è importante che si lavori insieme a un tavolo
di livello massimo come quello convocato dal sindaco di Brescia e con la
presenza di tutti gli altri sindaci, non dei loro delegati come accade spesso al
tavolo provinciale. La Provincia ci deve essere, e auspichiamo che sieda a
questo tavolo che ha più capacità di arrivare a decisioni concrete».
Si è
concluso con diversi colpi di scena l'incontro di ieri tra i Comuni dell'area
critica promosso dal sindaco della città Adriano Paroli. Insieme, pare abbiano
trovato il classico uovo di Colombo, che nella fattispecie riduce le emissioni
di polveri nell'atmosfera senza creare grossi disagi. A partire da domani alle
9, tutti i giorni fino alle 18 e fino a nuovo ordine, nei giorni pari è ammessa
solo la circolazione di veicoli con targa pari, nei giorni dispari quelli con
targa dispari (lo 0 è considerato pari). Ma sono esclusi Euro 4 ed Euro 5 a
benzina e diesel, oltre a veicoli elettrici, a metano o Gpl, ibridi (motore
elettrico e termico) e del car-sharing. Non solo. Per evitare le targhe alterne
è sufficiente fare il car pooling, vale a dire che basta tenere a bordo almeno
tre persone. Non c'è neanche bisogno che siano tutte patentate. Una coppia con
figlioletto al seguito, insomma, potrà viaggiare sempre.
Attenzione, però, le
benzina Euro 0 e le diesel Euro 0, 1 e 2, restano sempre soggette alla norma
regionale prevalente, che ne vieta la circolazione fino al 15 di aprile. Con
queste auto non ci sarà car pooling che tenga. E la stessa cosa vale per moto e
ciclomotori pre-Euro 1 a due tempi. Se qualcuno sarà intercettato alla guida di
questi veicoli «proibiti» verrà punito con una multa da 155 euro, e in caso di
recidiva nell'ultimo biennio anche con il ritiro della patente per 15 giorni.
Chi invece guida veicoli ammessi ma infrange la norma delle targhe alterne
pagherà «solo» 80 euro di multa.
I conti di Paroli dicono che con disagi
prossimi allo zero si ridurranno le emissioni totali quasi del 20 per cento. Il
parco auto cittadino - spiega il sindaco - è fatto al 70 per cento dalle Euro 3
in giù. A togliere dal conto queste ultime resta non più del 50 per cento. Ne
viene che le targhe alterne agiranno sulla metà dei veicoli più vecchi, quindi
su un quarto del parco circolante. Ma «il 25 per cento di essi produce il 50 per
cento delle emissioni», e considerato che il traffico contribuisce per il 36 per
cento alle polveri sottili, ne consegue che si ridurranno del 20 per cento o
poco meno. E tutto questo senza creare grossi disagi.
LA SOLUZIONE È STATA
adottata anche dai sindaci dell'hinterland con l'esclusione di Flero, che
mantiene ferma la sua opposizione a qualsiasi limitazione della circolazione.
«Aderiamo alla proposta di Brescia - dice il sindaco di Roncadelle Michele
Orlando - e anch'io invito la provincia a decidere in tempo utile le targhe
alterne sulle tratte provinciali di collegamento tra i Comuni». Il sindaco di
Rezzato Enrico Danesi aveva in mente un'ordinanza più restrittiva, ma «questa mi
sembra la giusta soluzione di compromesso», dichiara. Con un «plauso» a Paroli e
la precisazione che «se il capoluogo non coordinerà l'area critica, per la
Provincia sarà difficile».
Per Castenedolo, Gianbattista Groli sottolinea che
«la convocazione ci ha consentito di informarci e di modificare l'impostazione
iniziale del blocco domenicale». «Abbiamo aderito alla proposta del Comune di
Brescia - aggiunge - per dare un messaggio omogeneo e più comprensibile ai
cittadini, e mi auguro che sia la linea per il futuro». Il primo cittadino di
San Zeno Angiolino Serpelloni ammette di essere arrivato «perplesso e non
convinto», poi si dice «contento della soluzione trovata» e auspica che «anche i
cittadini la capiscano». Pure il sindaco di Botticino Mario Benetti ammette
perplessità iniziali scacciate dalla consapevolezza che «il problema è grosso e
bisogna intervenire». Resta solo da decidere la domenica del blocco totale. Il
20 c'è San Faustino a Sarezzo, il 27 la sfida di calcio fra Lecce e Brescia al
Rigamonti e di altre domeniche non ce n'è, a febbraio. Vada come vada, il
successo di Paroli stavolta è proprio netto.
Tra Loggia e Broletto è «guerra dell'aria»
È «guerra dell'aria» tra Loggia e Broletto. I sindaci dei Comuni dell'area
critica preferiscono coordinarsi con il sindaco di Brescia per decidere le
misure contro l'emergenza da inquinamento, e scavalcano il Broletto che
dall'autunno scorso con l'assessore al Traffico Corrado Ghirardelli lavorava al
Tavolo dell'aria. Un vero e proprio «schiaffo» in cui l'assessore provinciale
vede lo zampino della Loggia.
Ieri c'è stata per la prima volta un'adesione
totale. Tutti i 21 primi cittadini dell'area critica hanno risposto all'invito
di Adriano Paroli, e ne sono usciti non solo con la condivisione delle targhe
alterne, ma pure con un programma per il futuro.
«Anche i sindaci della
Valtrompia hanno apprezzato l'invito e ora lavoreremo insieme su due fasi - dice
Paroli -: risponderemo all'emergenza e lavoreremo a un protocollo per l'anno
prossimo in modo che dopo un certo numero di giorni di superi delle Pm10
scattino azioni automatiche».
Ghirardelli lascia intendere che non è
difficile condividere misure così blande. Se Paroli assicura che taglierà il 20
per cento delle emissioni totali in atmosfera, «fatte così, le targhe alterne
non valgono niente - ribatte l'assessore provinciale -, vedremo a consuntivo se
ci sarà la riduzione che si aspettano».
ORA, PERÒ, I SINDACI chiedono alla
Provincia di partecipare al coordinamento guidato dal capoluogo. Alcuni, come
Michele Orlando di Roncadelle, le chiedono per l'immediato di estendere le
targhe alterne alle strade provinciali di collegamento tra i Comuni dell'area
critica, anche se i valtrumplini non lo vedrebbero di buon occhio. «Se la
Provincia di sua spontanea volontà adottasse un provvedimento simile dovremmo
vedere se aderire anche noi alle targhe alterne - dice il sindaco di Concesio
Stefano Retali -, ma spero che ci sia un po' più di rispetto per i
territori”.
IN OGNI CASO l'estensione alle strade provinciali non sarà
automatica. «Il sindaco di Brescia ha deciso di far da coordinatore senza
nemmeno invitare la Provincia che si era assunta il ruolo di coordinare i
sindaci, e non capisco proprio come potrei emettere l'ordinanza che ora qualcuno
vuole». Ghirardelli non accetta che la Provincia sia stata scavalcata. «C'è
tanto di coordinamento - dice - e va rispettato, se c'erano dei problemi si
poteva chiedere la convocazione e risolverli». In ogni caso, «faremo quello che
vogliono i Comuni - aggiunge l'assessore -; se qualcuno mi chiederà qualcosa,
vedremo cosa fare».
Di certo i sindaci dell'area critica hanno trovato più
«produttivo» l'incontro in Loggia. Ieri non ne hanno fatto mistero, e ora
chiedono che il Broletto «non resti fuori dall'unico Tavolo, ma con il sindaco
del capoluogo».MI.VA.
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Giornale di Brescia 11 febbraio 2011
Inquinamento: targhe alterne sino a fine mese in 12 Comuni
Il
sindaco Paroli firma l’ordinanza: da domani parte la limitazione
che non ferma le auto Euro 4 e 5. Altri undici Municipi aderiscono
Dopo un travaglio lungo e articolato, il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, ha
posto ieri pomeriggio la sua firma sull'ordinanza urgente e contingibile che
introduce da domani sino a fine mese il regime della circolazione a targhe
alterne, escludendo a priori dal regime i veicoli a basse emissioni, ossia i
motori che rispettano le direttive Euro 4 e Euro 5.
Contestualmente,
rispetto al «vecchio» testo abbozzato in settimana, viene introdotta una deroga
generale che riguarda il regime del car pooling (viaggiare in auto in almeno tre
persone, nda), situazione da cui si escludono gli Euro 0. Non sono coinvolti poi
nell'obbligo delle targhe alterne anche i veicoli elettrici, quelli alimentati a
gas, le autovetture ibride e gli autoveicoli del car sharing. Un regime quello
delle targhe alterne che non si applicherà in città il giorno di San Faustino
(15 febbraio) festività dei Santi Patroni di Brescia, e che durerà «fino a
cessata esigenza».
Come funzionerà il regime delle targhe alterne recepito
anche da altri 11 Comuni dell'hinterland? Nei giorni pari è ammessa la
circolazione ai veicoli con targa pari, nei giorni dispari a quelli con targa
dispari. Il carattere numerico 0 è considerato elemento pari.
La novità
rispetto alla scorsa settimana è nel fatto che il regime delle targhe alterne
riguarda anche le domeniche.
In ogni caso, specifica l'ordinanza, «i
veicoli (a prescindere dal numero di targa), devono comunque rispettare quanto
previsto dalla Legge Regionale 24/06 - D.R. 29.07. 2009 n.8/9958: pertanto
restano soggetti al divieto di circolazione (anche car pooling ) i veicoli euro
0 benzina e euro 0, 1 e 2 diesel».
Il divieto non si applica poi ad una
complessa serie di categorie e di casi (indicati nella tabella che pubblichiamo
qui a lato). Parallelamente alla Loggia altri undici Comuni, tra i quali molti
appartenenti alla zona critica per i Pm10, hanno deciso di adottare l'ordinanza.
I Comuni che adotteranno il regime delle targhe alterne e che già ieri hanno
dichiarato in questo senso la loro decisione nell'incontro in Loggia sono
Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato,
Roncadelle, S. Zeno, Gussago, Castel Mella e Castegnato (non ricompreso
nell'area critica). Contestualmente i Comuni della Val Trompia si sono detti
favorevoli all'adozione dell'ordinanza delle targhe alterne «a condizione però
che anche la Provincia faccia la sua parte, adottando il regime a targhe alterne
anche per le strade provinciali», come ha sottolineato a margine dell'incontro
con Paroli il primo cittadino di Concesio, Stefano Retali. Una posizione,
questa, che viene condivisa dalle Amministrazioni indipendentemente dal colore
politico. Nessuna dietrologia per investire il Pdl di responsabilità sulla
qualità dell'aria, «ma la voglia di collaborare per mettere un freno
all'inquinamento», spiegano i sindaci. Tra questi anche l'assessore di
Lumezzane, Andrea Capuzzi, che ha specificato come già ieri il Comune avesse
provveduto al lavaggio delle strade per evitare che i veicoli in transito
alzassero polvere.
La replica della Provincia ieri non si è fatta attendere:
«Abbiamo prima stimolato i sindaci attraverso il Tavolo della qualità dell'aria
e quando i sindaci ci chiederanno di attivare le targhe alterne sulle strade
provinciali lo faremo» si legge in una nota. Mentre Paroli con l'assessore
all'Ambiente, Paola Vilardi, esprimeva soddisfazione per l'esito del tavolo a
cui sono stati invitati i sindaci della zona critica e di quelli
dell'hinterland, a cui seguirà un'altra seduta per definire una domenica di
blocco totale del traffico (ma il 20 si festeggia S. Faustino a Sarezzo e il 27
il Lecce gioca a Brescia), sullo sfondo spiccava l'assenza di rappresentanti
della Provincia: «Non siamo stati invitati. Fa piacere che la Loggia abbia
capito l'importanza dell'intervento e spero che nei prossimi mesi si adoperi per
coordinare i Comuni» è stato il commento dell'assessore Corrado Ghirardelli.
Intanto domenica potrebbe piovere, riducendo così la concentrazione dei Pm10.
Per i maligni, nell'aria, potrebbe restare solo il polverone tra Loggia e
Broletto.
Roberto Manieri
Per tanti ordinanza «fotocopia». Flero non ci sta
I Municipi aprono varie «finestre» per chi porta a scuola i figli. Non tutti risparmiano S. Faustino
Flero non aderisce all'ordinanza di Brescia e il sindaco Lorenzo Prandelli
annuncia che «si manterrà la linea tracciata dalla Provincia con il
provvedimento dell'assessore Ghirardelli, con l'esclusione delle targhe
alternate e dei blocchi totali». Flero non segue perciò l'indirizzo di altri
dieci territori comunali dell'hinterland parte dell'area critica che ieri, con
Castegnato, si sono detti disponibili ad applicare il documento firmato dal
primo cittadino di Brescia. Prandelli spiega così la posizione in controtendenza
del suo Comune. «Non aderiamo alla proposta di Brescia perchè intendiamo
raccogliere anche le indicazioni dei cittadini che con le targhe alterne si
troverebbero in difficoltà per questioni lavorative. La risposta all'emergenza
inquinamento comunque non può essere quella di interventi spot, ma strutturali,
come lo sviluppo del trasporto pubblico».
Dagli altri Comuni della cintura
attorno al capoluogo e inseriti nell'area critica, è arrivato sostanzialmente il
disco verde. «L'intenzione è di aderire senza condizionali all'ordinanza del
Comune di Brescia» spiega il vicesindaco di Borgosatollo, Gianpietro Venturini.
Pure l'Amministrazione comunale di Castel Mella dice «sì» al provvedimento: «Mi
confronterò con gli altri assessori - spiega il sindaco Ettore Aliprandi - ma
dovremmo adottare un'ordinanza simile a quella del Comune di Brescia. Stiamo
valutando l'inserimento di una finestra oraria, tra le 12 e le 13, per
consentire ai genitori di andare a prendere i figli a scuola». Collebeato, dice
l'assessore ai Lavori Pubblici, Claudio Bonomi, «è un Comune della prima cintura
e non avrebbe senso comportarsi in modo diverso da Brescia. L'orientamento è
quello di accettare la delibera del capoluogo».
Condivisione piena anche dai
Comuni di Cellatica e Gussago, guidati da Paolo Cingia e Lucia Lazzari.
«Applicherò l'ordinanza in modo molto simile a quella di Brescia - spiega il
sindaco Lazzari - . A differenza di quanto contenuto nel provvedimento,
intendiamo circolare a targhe alterne anche il giorno di San Faustino, visto che
per noi non è festa». p. greg.
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Giornale di Brescia 10 febbraio 2011
Targhe alterne, Euro 5 in sospeso
L'ordinanza annunciata non è
stata ancora firmata: oggi dopo l'incontro tra sindaci
gli ultimi dettagli e
la decisione su eventuali blocchi della circolazione di domenica
Euro 5 sì, Euro 5 no. Le voci si rincorrono per tutta la giornata. E alla fine
l'Euro 5 resta in sospeso.
Martedì, quando a Palazzo Loggia è stata
presentata l'ordinanza anti-inquinamento da Pm10 che prevede la circolazione a
targhe alterne da sabato prossimo, 12 febbraio, è stato anche precisato che il
provvedimento avrebbe riguardato «tutti gli Euro». Ieri mattina, però, è
circolata l'ipotesi che i «5» sarebbero potuti circolare tanto nei giorni pari
quanto in quelli dispari. Ma nel tardo pomeriggio, mentre si attendeva la
conferma insieme alla notizia della firma dell'ordinanza da parte del sindaco,
si è saputo del rinvio di entrambe: la decisione sugli Euro 5 sarà presa oggi
dopo la riunione con i sindaci dell'hinterland che Adriano Paroli ha invitato a
Brescia. L'obiettivo, enunciato pure martedì, è ragionare insieme su un
punto che nell'ordinanza non c'è, ma che - come ha detto l'assessore
all'Ambiente Paola Vilardi - «va assolutamente concordato con tutti gli altri
Comuni dell'area critica», pena la mancanza di efficacia: i blocchi della
circolazione di domenica. Vien però da pensare - anche per come i sindaci
interpellati guardano all'appuntamento odierno (vedi box sotto) - che da questo
confronto potrebbe emergere qualche altra novità, seppur non sostanziale.
La
struttura dell'ordinanza, infatti, non dovrebbe subire modifiche. E allora,
stando alle indicazioni già date dal vicesindaco Fabio Rolfi, dall'assessore
Vilardi e dal comandante della Polizia locale Roberto Novelli, da sabato fino a
fine mese (a meno che le condizioni meteorologiche intervengano a migliorare la
qualità dell'aria) in città i veicoli circoleranno a targhe alterne dal lunedì
al sabato, dalle 9 alle 18: nei giorni pari quelli con l'ultimo carattere
numerico pari, nei dispari quelli col dispari. Il provvedimento non sarà in
vigore martedì 15 febbraio, festa dei Santi patroni, e non vale per i veicoli
con motore elettrico o ibrido e per quelli a Gpl o metano, oltre che per una
serie di categorie: dalle forze dell'ordine agli operatori del pronto soccorso,
dai titolari di permesso per disabili (con disabili a bordo) ai lavoratori
muniti di certificazione rilasciata dai datori di lavoro. Chi non rispetterà
l'ordinanza dovrà pagare una multa di 155 euro e se prenderà due multe di questo
tipo in due anni, avrà la patente sospesa per un periodo dai 15 ai 30
giorni.
Intanto, ieri a Milano, il presidente della Provincia Guido Podestà
ha proposto proprio la circolazione a targhe alterne per l'intera provincia,
sostenendo che si tratta dell'«unico provvedimento che possa produrre un
risultato nell'immediato». Un'iniziativa analoga a quella dell'assessore ai
Trasporti di Palazzo Broletto, Corrado Ghirardelli, che lunedì aveva inviato a
tutti i sindaci dei Comuni dell'area critica e della seconda cintura una bozza
di ordinanza contenente una serie di indicazioni anti-inquinamento compresa
quella poi annunciata dal Comune di Brescia. Il fine dichiarato dall'assessore
era un'azione coordinata; all'incontro di oggi in Loggia tra i sindaci, però,
lui non è stato invitato.
Sempre da Milano, infine, ieri il presidente della
Regione, Roberto Formigoni, è tornato a chiedere al Governo «un piano aria
nazionale» e ha annunciato lo stanziamento di due milioni di euro come
contributo straordinario per aumentare il controllo su veicoli e impianti di
riscaldamento.f. sa.
I Comuni dell'hinterland guardano alla Loggia
I 21 sindaci dei Comuni dell'area critica per ora non
hanno preso decisioni. Attendono l'incontro di oggi in Loggia. Anche i primi
cittadini della Valtrompia, che avevano annunciato una riunione tra loro per
studiare azioni coordinate, hanno rinunciato. Ogni sindaco porterà contributi e
osservazioni. «In linea di massima condividiamo l'ordinanza, tranne che per
quanto riguarda le targhe alterne e i blocchi del traffico» anticipa il sindaco
di Flero, Lorenzo Prandelli. Per il sindaco di Roncadelle, Michele Orlando, «tra
le misure proposte quella delle targhe alterne è probabilmente l'unica che
avrebbe un'incidenza. Bisogna comunque fare qualcosa perché la situazione
inquinamento è insostenibile». Intanto il Comune di Lumezzane raccomanda ai
cittadini atteggiamenti virtuosi verso l'aria e annuncia per venerdì una pulizia
straordinaria delle strade dal particolato. p. gr.
|
il
22 ottobre 2010 tplbrescia.it scrisse
Ho
voglia di un cantiere evento !!!
video
di "Il Trovatore"
|
Brescia
09 febbraio 2011
I PRIMI
"PASSI" DEL TRENO METRO.BS LUNGO LA LINEA
Report fotografico di "Il Trovatore" che ringrazio.
Clicca sulle immagini per ingrandirle
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Giornale di Brescia 09 febbraio 2011

Pm10, in città targhe alterne da sabato
Dal Comune un’ordinanza che prevede la circolazione alternata fino a fine mese. Domani in Loggia
un incontro tra sindaci per decidere su eventuali blocchi. Qualche scintilla nei confronti del Broletto
Targhe alterne da sabato prossimo, 12 febbraio - quando potranno circolare
soltanto i veicoli con l'ultimo carattere numerico pari - fino a fine mese;
invito a privati ed enti pubblici a limitare il riscaldamento degli edifici a
una temperatura di 20°; e possibili blocchi - totali o parziali - della
circolazione di domenica. Sono i provvedimenti annunciati a Palazzo Loggia dal
vicesindaco Fabio Rolfi e dall'assessore all'Ambiente del Comune, Paola Vilardi,
all'indomani dell'invio della bozza di ordinanza anti-inquinamento da Pm10 da
parte dell'assessore ai Trasporti della Provincia, Corrado Ghirardelli, a tutti
i sindaci dei Comuni dell'area critica e della seconda cintura. Di fatto una
sollecitazione che prevede appunto targhe alterne, limitazione del riscaldamento
e blocchi domenicali della circolazione ma soltanto per certe categorie di
veicoli.
A proposito di questi ultimi il Comune di Brescia non ha ancora
deciso: un eventuale blocco - spiega Paola Vilardi - per essere efficace va
concordato con i Comuni dell'area critica; per questo il sindaco Paroli ha
invitato tutti i colleghi coinvolti giovedì in Loggia». Dopo il confronto si
avranno notizie certe al riguardo. Intanto, si sta completando la stesura
dell'ordinanza «bresciana», contenente i primi due provvedimenti annunciati:
targhe alterne e invito (perché «non possiamo certo controllare casa per
casa», sottolinea Rolfi) a limitare il riscaldamento a 20°.
Per quanto
riguarda i dettagli, la circolazione a targhe alterne sarà in vigore da sabato
12 e poi dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18, per tutto il mese con
l'eccezione del giorno di San Faustino, a meno che le condizioni meteorologiche
contribuiscano a migliorare la qualità dell'aria. Il provvedimento interessa
tutti i veicoli indipendentemente dalla motorizzazione: nei giorni pari
circoleranno quelli con l'ultimo carattere numerico pari, nei dispari quelli col
dispari. Sono invece previste deroghe per quelle categorie di solito escluse dai
blocchi: dalle forze dell'ordine agli operatori del pronto soccorso, dai
titolari di permesso per disabili (con disabili a bordo) ai lavoratori muniti di
certificazione rilasciata dai datori di lavoro.
Ovviamente la Polizia locale
- ieri rappresentata dal comandante Roberto Novelli - procederà ai controlli,
peraltro già in corso per quel che concerne la normativa anti-inquinamento
vigente (dall'inizio dell'anno sono state irrogate 150 sanzioni). Chi non
rispetterà le targhe alterne (o l'eventuale blocco domenicale) dovrà pagare una
multa di 155 euro e, nel caso in cui le multe siano due in due anni, avrà la
patente sospesa per un periodo da 15 a 30 giorni.
«Anche a noi sta a cuore la
salute dei cittadini», puntualizza l'assessore Vilardi. È una risposta al
collega della Provincia, Corrado Ghirardelli, che lunedì ha parlato in generale
di «sindaci labili in questa partita»? Forse. Di esplicito c'è la valutazione
sull'ordinanza arrivata da Palazzo Broletto, che la Loggia accoglie come
«cornice», ma definisce «un po' discutibile nei contenuti: ridondante e
incompleta al tempo stesso» (Rolfi) e «frettolosa, quindi con errori di fondo
che abbiamo cercato di correggere» (Vilardi). In ogni caso, taglia corto il
vicesindaco, «il problema del Pm10 c'è, si pone». Basta dare un'occhiata
all'ultimo bollettino dell'Arpa, che indica un'altra giornata di superi. La
trentanovesima del 2011.
Francesca Sandrini
Area critica, il pari o dispari non piace ai Comuni
I sindaci della Valtrompia si riuniranno per decidere misure antismog condivise
I sindaci dell'area critica della Valtrompia si riuniranno, presumibilmente
oggi, per decidere una presa di posizione comune sull'ordinanza anti Pm10 varata
dall'assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli. «Ci incontreremo
per definire azioni comuni - anticipa il sindaco di Lumezzane, Silverio Vivenzi
-. Penso che l'adozione delle targhe alterne metterebbe la gente in difficoltà
proprio per gli spostamenti legati a questioni lavorative. La cosa migliore
sarebbe che la Provincia varasse una direttiva unitaria per l'area
critica».
Michele Gussago, sindaco di Gardone Valtrompia, conferma lo scambio
di telefonate con gli altri colleghi per giungere a una decisione concordata.
«Da quel che mi è parso di capire - osserva - l'istituzione della circolazione a
targhe alterne per febbraio, non pare una soluzione praticabile per i Comuni
dell'area critica. In una situazione di crisi economica, metterebbe
ulteriormente in difficoltà imprese e lavoratori della zona». Gussago si dice
convinto che «quel che serve davvero per cambiare la situazione sono interventi
strutturali, come l'uso di energie rinnovabili e lo sviluppo ulteriore del
trasporto pubblico».
I sindaci cittadini di altre zone della provincia stanno
valutando l'ordinanza. «La porterò in Giunta - spiega Paolo Cingia, sindaco di
Cellatica - . L'idea è di aderire con una serie di precisazioni da sottoporre
all'assessore Ghirardelli. Per quanto riguarda le targhe alterne, credo che la
fascia oraria del provvedimento dovrebbe essere ristretta per non mettere i
lavoratori in difficoltà». Il provvedimento firmato da Ghirardelli è arrivato
alla "seconda cintura", quella esterna all'area critica. «L'iniziativa è
positiva - dice il sindaco di Calcinato, Marika Legati, che come il sindaco di
Ghedi, Lorenzo Borzi, sta valutando il documento -. In ogni caso faremo
ragionamenti più articolati». p. gr.
E intanto il Metrobus fa le prove
Nelle previsioni, il metrò è destinato a rivoluzionare la mobilità cittadina. E
così anche a ridurre le emissioni di Pm10. Appare rilevante perciò che proprio
in queste settimane di superi, i tre convogli del Metrobus abbiano iniziato le
prove sulla linea. Qui eccone uno immortalato dal fotografo Gabriele Strada (New
Eden Group) mentre percorre il viadotto che sovrasta via Serenissima. Quelle in
atto non sono prove ufficiali, ma prove «pre-collaudo» avviate da Ansaldo per
verificare funzionamento di mezzi e sistemi ferroviari. I convogli si sono già
spinti fino alla stazione Poliambulanza.
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Bresciaoggi 09 febbraio 2011
IN CITTÀ. Il sindaco Paroli risponde all'ordinanza dell'assessore
provinciale Ghirardelli. Escluso il giorno di San Faustino
Emergenza aria, da sabato targhe alterne dalle 9 alle 18
Mimmo Varone
Si parte con il via libera alle «pari» Domani incontro con i Comuni
dell'area critica per i blocchi domenicali del 13, 20 e 27 febbraio
Da sabato in città si circolerà a targhe alterne dalle 9 alle 18. E forse ci
sarà blocco totale del traffico per tutte e tre le domeniche di febbraio.
L'ordinanza inviata ai 21 sindaci dell'area critica e ai 18 della seconda
cintura dall'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli coglie nel
segno. E smuove le acque stagnanti dell'emergenza aria dopo ben 39 giorni di
Pm10 fuori norma dall'inizio dell'anno.
Ma ora è la Loggia a prendere in mano
l'iniziativa. Quasi «scippa» a Ghirardelli il ruolo di coordinatore, e rilancia.
Il sindaco Adriano Paroli ha invitato, con lettera partita ieri, i Comuni
dell'area critica a un incontro che si terrà domani per verificare le adesioni
ai blocchi del 13, 20 e 27 dell'ordinanza provinciale e proporre lo stop di
tutte le auto fino alle Euro 5, salvo le consuete deroghe.
INTANTO SABATO
scattano le targhe alterne con deroga solo per la festività di San Faustino. Il
provvedimento sarà attivo ogni settimana dal lunedì al sabato con l'esclusione
della domenica, fino alla fine di febbraio e comunque fino a cessata
emergenza.
Ogni giorno dalle 9 alle 18 potranno circolare le targhe pari o
dispari a seconda del giorno del calendario. Sabato 12 saranno su strada le auto
con targa pari, lunedì 14 ancora le pari, martedì le dispari e così via.
Domenica, o blocco per tutti oppure limitazione per nessuno.
Le norme
regionali vigenti, in ogni caso, prevalgono sull'ordinanza del sindaco, e tutti
i giorni feriali dovranno restare in garage le auto euro 0 a benzina, Euro 0, 1
e 2 diesel, ciclomotori e moto Euro 0 a due tempi.
I trasgressori
dell'ordinanza e delle norme regionali rischiano una sanzione da 155 euro, e per
chi sarà alla seconda multa nel biennio scatterà la sospensione della patente da
15 a 30 giorni. I vigili, che nel 2011 hanno già multato 150 bresciani per
mancata revisione o mancato rispetto dei divieti regionali, intensificheranno i
controlli.
L'ANNUNCIO DEL provvedimento è stato dato ieri in Loggia dal
vicesindaco Fabio Rolfi, dall'assessore all'Ambiente Paola Vilardi e dal
comandante della Polizia locale Roberto Novelli, in attesa del testo
dell'ordinanza che sarà diffuso oggi. In ogni caso, anche per le targhe alterne
sono previste le consuete deroghe delle domeniche di blocco.
Potranno
circolare automezzi elettrici, a Gpl, metano e ibridi. Viaggeranno sempre i
veicoli delle Forze armate e dell'ordine, del pronto soccorso e del trasporto
pubblico, dei disabili, dei medici in visita urgente e via dicendo.
Libera
circolazione pure per gli addetti alla manutenzione di impianti di vario genere
e ai servizi di pubblica utilità pubblici e privati, ma con certificazione del
datore di lavoro (sono escluse le autocertificazioni).
Il Comune ha chiesto a
Brescia Mobilità di adeguare i passaggi dei bus all'emergenza. Durante le targhe
alterne Brescia Trasporti dovrebbe predisporre qualche corsa in più e potenziare
il servizio durante le domeniche di blocco, se ci saranno.
L'intenzione della
Loggia - precisano Rolfi e Vilardi - è di proporre ai sindaci il fermo totale.
Nel caso ci fossero resistenze, si potrebbe ripiegare sul blocco parziale
proposto da Ghirardelli, vale a dire l'estensione alla domenica, con qualche
inasprimento, della norma regionale che vieta la circolazione ai veicoli più
inquinanti nei giorni feriali. Ma tutto è subordinato alla condivisione da parte
di tutti i Comuni. In caso contrario, non ci sarà nessuno stop.

LA POLEMICA. Il vicesindaco Rolfi non è tenero con l'ordinanza uscita dalla
Provincia
La Loggia «boccia» il Broletto
«Ma era necessario muoversi»
E l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi ricorda: «Anche a noi sta a cuore
la salute dei cittadini»
La Loggia accoglie con un certo fastidio l'ordinanza dell'assessore provinciale
Corrado Ghirardelli sull'emergenza aria. Ma si adegua e va anche oltre. «È
discutibile nei contenuti, ridondante perchè richiama norme regionali vigenti, e
mancante di sanzioni», dice il vicesindaco Fabio Rolfi. «Riteniamo sia stata
fatta in fretta, e come tutte le cose frettolose contiene errori di fondo che
abbiamo cercato di correggere», aggiunge l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi.
L'interessato, a ogni modo, «plaude» alla decisione del Comune capoluogo di
accogliere la proposta delle targhe alterne.
Fatte le critiche, Rolfi e
Vilardi ammettono che muoversi era necessario. «Il problema c'è e dobbiamo farvi
fronte in modo ordinato e ampio, con provvedimenti unanimi - dice il vicesindaco
-. Non crediamo che qualche ordinanza sulle targhe alterne o sui blocchi possa
contribuire a risolvere l'emergenza». Spiega che sono tante le cause
dell'inquinamento stagnante, ma «è pur vero che qualche provvedimento va
adottato e anche il Comune di fronte all'invito di un ente sovraordinato come la
Provincia fa la sua parte».
Non serve a molto, insomma, ma si fa. E tenendo
conto delle esigenze dei bresciani. Perciò, se Ghirardelli proponeva le targhe
alterne dalle 7 alle 21, la Loggia corregge e le delibera solo dalle 9 alle 18.
E con ogni probabilità anche i blocchi domenicali, se ci saranno, non
scatteranno alle 7 del mattino per finire alle 22. Per il resto, le misure
strutturali varate dalla Regione «sono già state adottate - sottolinea Rolfi -,
e altre se ne adotteranno». Ma anche su questo fronte l'ordinanza della Loggia
recepirà l'invito a tenere la temperatura in casa a 20 gradi. Un semplice
invito, poiché «non possiamo immaginare la possibilità di controllare casa per
casa e ci affidiamo alla sensibilità dei cittadini». In più, «raccogliendo lo
spirito un po' particolare dell'ordinanza provinciale - aggiunge - ci
raccorderemo con gli altri sindaci per concordare le domeniche di
blocco».
Vilardi constata il «ruolo da collante» che il Broletto si è dato.
Tuttavia ribadisce che «al tavolo dell'aria riunito mercoledì scorso non erano
emerse le indicazioni scritte poi nell'ordinanza». Come dire che non si potrebbe
imputare alla Loggia un'eventuale non adesione. Ma l'adesione c'è. «Se la
Provincia ci invita ad adottare l'ordinanza - dice - lo facciamo, sapendo che
non è questo l'obiettivo». E comunque, «anche noi - precisa - stavamo studiando
le misure da adottare per far fronte all'emergenza». Piccole scaramucce di
primogenitura, in fondo, che non sembrano rovinare i rapporti
istituzionali.
SU UN PUNTO, PERÒ, Vilardi è ferma, ed è che il blocco delle
auto di domenica «deve essere assolutamente concordato con i sindaci dell'area
critica, mentre la Provincia ha mandato l'ordinanza anche a quelli della seconda
cintura». Va bene che Ghirardelli faccia da raccordo, ma «il problema è di
Brescia e dei 21 Comuni che devono adottare provvedimenti a se stanti che vanno
oltre le norme regionali”.
Da qui l'adozione poco convinta delle targhe
alterne, tanto «alla fine ne vedremo i risultati». E da qui la proposta dei
blocchi domenicali. «Il sindaco Adriano Paroli e l'intera Giunta hanno posto
sempre attenzione al tema - dice Vilardi -, anche a noi sta a cuore la salute
dei cittadini». E ricorda che la giunta Corsini, sebbene passata da un 2006 di
massimi livelli di superi delle Pm10, «non ha lasciato piani
antinquinamento».MI.VA.
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Giornale di Brescia 08 febbraio 2011
Pm10, partenza lenta per l'ordinanza
L’assessore
Ghirardelli invia ai sindaci dell’area critica e della seconda
cintura il provvedimento che prevede, tra l’altro, le targhe
alterne. Riunione in Loggia
Il testo parte subito dopo mezzogiorno con poche righe di accompagnamento; i
destinatari, d'altra parte, sanno già di che cosa si tratta: è l'ordinanza che
l'assessore ai Trasporti della Provincia, Corrado Ghirardelli, invita i sindaci
dei 21 Comuni dell'area critica e quelli della seconda cintura (18) a firmare
per far fronte all'emergenza inquinamento atmosferico da Pm10. È il
trentottesimo giorno di supero del limite consentito e, dal suo ufficio al
Crystal Palace, Ghirardelli lancia un nuovo allarme, parlando di «situazione
invivibile», anzi «disperata». Non solo: «Mi dispiace di non avere l'autorità
per intervenire direttamente», aggiunge; e lancia una frecciata ai sindaci
«piuttosto labili in questa partita». Dal canto suo, l'assessore ha imposto da
oggi - e «a oltranza» - la riduzione del limite di velocità dai 110 ai 90
chilometri orari sulla tangenziale sud nel tratto a tre corsie; e sta
predisponendo una lettera da inviare a Roma per chiedere analoga limitazione in
autostrada.
Il pessimismo di Ghirardelli deriva dal fatto che «pochissimi
sindaci (in prima battuta quelli di Bovezzo, Gussago, Sarezzo e Quinzano, ndr)
hanno firmato il protocollo d'intesa per l'applicazione delle misure regionali
ai fini del miglioramento della qualità dell'aria». L'assessore non usa mezzi
termini, pur richiamando qualche eccezione: «Probabilmente i sindaci non
conoscono il problema o la normativa regionale, ma soprattutto mi sembrano un
po' scettici sui dati e sui danni causati dal Pm10». In ogni caso, però, «sono
responsabili della salute dei cittadini». Da qui l'invio dell'ordinanza che
prevede il blocco totale nelle domeniche di febbraio, dalle 7 alle 22, degli
autoveicoli a benzina e diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 e di motocicli e
ciclomotori Euro 0 ed Euro 1; la circolazione a targhe alterne per tutto il mese
di febbraio, dalle 7 alle 21; la limitazione dell'uso del riscaldamento negli
edifici al fine di non superare la temperatura interna di 20 gradi e la
riduzione di almeno un'ora al giorno del riscaldamento, salvo casi particolari.
Nel testo si ricordano poi le vigenti misure regionali anti-smog, tra le quali
la limitazione dell'utilizzo di camini e stufe con rendimento inferiore al 63% e
il divieto di combustione delle biomasse all'aperto.
«Valuteremo», reagiscono
in generale i destinatari. Già ieri a Palazzo Loggia si è svolto un incontro tra
il sindaco Adriano Paroli, il vice Fabio Rolfi e l'assessore all'Ambiente Paola
Vilardi, che annuncia una conferenza stampa per oggi.
Ma Ghirardelli non ha
dubbi: «Ci avviciniamo al cinquantesimo giorno di supero, quando una decisione
drastica andrà comunque presa». Intanto pensa anche a una campagna per
sensibilizzare i cittadini e a un censimento di stufe e camini tramite
autocertificazione.
Francesca Sandrini
«Blocchi totali inefficaci, ma nel caso meglio di
sabato»
Blocco sì, blocco no. Avvicinandosi il cinquantesimo
giorno di supero del Pm10, l'assessore ai Trasporti della Provincia, Corrado
Ghirardelli, non esclude che si vada anche verso quel blocco della circolazione
già sperimentato in passato, a suo avviso «senza risultati significativi». E, a
questo riguardo, osserva che eventualmente «sarebbe meglio uno stop di sabato
anziché di domenica».
Intanto nemmeno due domeniche di fila senz'auto sono
riuscite a liberare Milano dalla cappa di smog che ha fatto scattare un piano
d'emergenza con la riduzione di un grado delle temperature dei termosifoni, la
chiusura parziale del centro alle auto e, appunto, il blocco totale della
circolazione nelle ultime due domeniche per dieci ore. Le giornate ecologiche
non hanno sortito alcun effetto benefico, tanto che domenica scorsa le
concentrazioni hanno superato di tre volte il limite consentito. Così
Milano è andata a sua volta oltre i 35 giorni di supero concessi dall'Unione
Europea.
Per dare risalto all'allarme sullo smog e denunciare la
«miopia» delle politiche del Comune, ieri Legambiente ha tentato di consegnare
al sindaco Letizia Moratti una maschera antigas di colore oro. Secondo uno
studio dell'associazione ambientalista, dall'inizio dell'anno la concentrazione
media di Pm10 è stata di 98 microgrammi per metro cubo: oltre il doppio rispetto
alle indicazioni dell'Ue che, nell'arco dei 12 mesi, impone un tasso di
40.
«Più che una cappa di smog su Milano c'è una cappa di strumentale
allarmismo», ha replicato polemico il vicesindaco Riccardo De Corato. E ha
ricordato che nel 2010 quasi 50 città italiane non hanno rispettato i limiti
imposti dell'Unione Europea.
A metà settimana, in Provincia si riunirà il
tavolo dei sindaci dell'hinterland per elaborare una strategia di area vasta
contro l'inquinamento. «Ci auguriamo di non essere più soli in questa
battaglia», è l'auspicio della Moratti.
I sindaci: «Faremo la nostra parte, stiamo valutando»
Possibilisti quelli di Botticino, Rezzato, Roncadelle, Flero e Castenedolo. Perplessità sulle targhe alterne
I sindaci dei Comuni dell'area critica sono pronti a
fare la loro parte, anche se per arrivare a una decisione definitiva devono
valutare l'ordinanza nello specifico. Esprimono tuttavia alcune perplessità e
sottolineano l'importanza del coordinamento.
«Credo che in linea di massima
cercherò di applicare l'ordinanza - dice "a caldo" il sindaco di Botticino,
Mario Benetti -. Ma devo leggerla bene e valutare tutte le misure che contiene».
Meno convinto il primo cittadino di Castel Mella, Ettore Aliprandi, che rispetto
ad alcuni provvedimenti, «come la riduzione di un'ora al giorno del
riscaldamento negli edifici», ravvisa difficoltà «sia nell'applicabilità da
parte dei cittadini sia sul fronte delle verifiche. Comunque - aggiunge
Aliprandi - ne parleremo in Giunta». La voce che crea qualche perplessità in più
è quella relativa alle targhe alterne. «Premetto che non penso che un'ordinanza
di questo tipo possa risolvere il problema dell'inquinamento da Pm10; e poi ha
senso soltanto se tutti i Comuni dell'area critica decidono di adottarlo -
commenta Enrico Danesi, sindaco di Rezzato -. Detto questo credo che il mio
Comune la applicherà, ma ovviamente devo portarlo in Giunta. Inoltre è
importante il coordinamento tra i Comuni e che la Provincia se ne faccia
portavoce in Regione». Concorda Michele Orlando (Roncadelle): «La nostra idea è
di adottare il provvedimento, ma le targhe alterne hanno senso solo se le
istituiscono tutti». Anche Antonio Bazzani (Bovezzo) rimarca «il ruolo più
incisivo che dovrebbe avere la Regione, con interventi strutturati. Quanto
all'ordinanza, sto valutando con altri colleghi una posizione comune». Come lui,
anche Massimo Ottelli (Sarezzo) preferisce discutere dell'ordinanza con altri
sindaci dell'area critica «già sentiti per prendere eventualmente una decisione
comune». Il sindaco di Flero, Lorenzo Prandelli, sta preparando un'ordinanza con
la quale «dovremmo accogliere l'invito della Provincia, presumibilmente salvo
l'applicazione delle targhe alterne», mentre il primo cittadino di Castenedolo,
Gianbattista Groli dichiara che aderirà all'ordinanza «come ho già fatto per
altri provvedimenti dell'area critica: la situazione ambientale è molto
difficile».
Paola Gregorio
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Bresciaoggi 08 febbraio 2011
SMOG. La nuova velocità massima nel tratto a tre corsie scatta da questa
mattina. La Provincia annuncia controlli
Tangenziale sud, il limite è a 90
Targhe alterne, Comuni divisi
Mimmo Varone
Dopo 38 giorni di superi delle Pm10 solo il Broletto prende una decisione
Limiti al traffico: incerti i 21 sindaci dell'area critica, la Loggia decide
oggi
Revocati i 110 all'ora in tangenziale sud da Brescia centro a Brescia ovest.
Fino a nuovo ordine si va a 90. Per il resto è caos. A 38 giorni di superi di
Pm10 dall'inizio dell'anno i 21 sindaci dei comuni dell'area critica bresciana e
i 18 della seconda cintura non riescono a decidere misure per rispondere
all'emergenza. Dal Tavolo dell'aria convocato venerdì scorso dall'assessore
provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli i partecipanti (parecchie le
assenze) erano usciti con l'accordo su uno schema di ordinanza predisposto dalla
stessa Provincia, che avrebbe previsto tra l'altro le targhe alterne per tutto
il mese di febbraio. Ieri, all'arrivo dell'ordinanza, si scopre che quasi
nessuno è disposto ad attuarla così com'è.
Prima a prendere tempo è la città.
Ieri sera l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi ha incontrato sindaco e vice
per le «opportune valutazioni» e ha annunciato che una decisione in merito verrà
presa oggi. Per ora, dunque, è certo solo che da stamattina ci sarà velocità
ridotta a 90 chilometri orari sulla tangenziale sud nel tratto a tre corsie,
deliberata dall'assessore ai Lavori pubblici del Broletto Maria Teresa
Vivaldini. E Ghirardelli assicura che la polizia provinciale effettuerà
controlli.
DALLA SETTIMANA prossima, poi, partirà una campagna informativa
affidata alla società Core per sensibilizzare sull'uso di camini e stufe in
tutti i comuni dell'area critica (Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Brescia,
Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Darfo-Boario, Flero,
Gardone Vt, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno,
Villa Carcina) e della seconda cintura (Azzano Mella, Brione, Caino, Capriano,
Castegnato, Calcinato, Ghedi, Lograto, Mazzano, Montichiari, Montirone,
Nuvolera, Ome, Poncarale, Rodengo Saiano, Serle, Torbole Casaglia e
Travagliato).
Il testo dell'ordinanza prevede il blocco totale di euro 0, 1 e
2 a benzina e diesel nelle domeniche 13, 20 e 27 dalle 7 alle 22, e il blocco
totale nelle stesse giornate e con lo stesso orario di motocicli e ciclomotori
Euro 0 e 1. In pratica si estende alle tre domeniche la norma già in vigore nei
giorni feriali. Prevede targhe alterne per tutti dalle 7 alle 21 per tutto il
mese, limitazione del riscaldamento per non superare i 20 gradi e riduzione di
almeno un'ora al giorno del funzionamento delle caldaie. Infine ricorda le norme
regionali sulla limitazione di stufe e camini con rendimento inferiore al 63 per
cento.
Quanto verrà recepito di tutto questo è difficile dire. Borgosatollo
forse partirà con le targhe alterne da lunedì, ma vuol capire se devono fermarsi
pure le auto a gas. Botticino assicura solo il blocco domenicale, il resto «è da
valutare con gli altri comuni e soprattutto con Brescia».
CASTELMELLA per
ora non farà nulla. Bovezzo vuole sentire gli altri, ma fa sapere che i 20 gradi
nelle scuole non sono possibili. «Abbiamo aderito al protocollo provinciale e
manteniamo gli impegni – dice il sindaco -, vogliamo far la nostra parte ma è
importante che la Regione assuma iniziative per interventi strutturali su
un'area vasta». Flero boccia le targhe alterne ma accetta i blocchi (da
precisare meglio) e tutto il resto. Da Sarezzo fanno sapere che alcuni sindaci
della Valtrompia si vedranno domani per decidere assieme ma «con le targhe
alterne ci sono molte difficoltà». Pure Castenedolo aderisce al blocco di
domenica, ma chiede «maggior coesione» e il ritorno agli stop alle auto delle
domeniche ecologiche.
Roncadelle sarebbe pronta ad aderire a tutto, anche
alle targhe alterne «ma sarebbe opportuno che lo facessero tutti e soprattutto
Brescia». In ogni caso «scriverò all'assessore Ghirardelli perchè ci coordini
tutti», dice il sindaco Michele Orlando. E per l'assessore si profila il ruolo
dell'eterno coordinatore.
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www.tplbrescia.it 07 febbraio 2011
Il cane che si morde la coda.
Dal comunicato inserito sul sito di Brescia Mobilità in data 31 gennaio 2011.
"......
Altre lievi modifiche sono state sviluppate sulle linee 9, 12, 15 e 17
in funzione del reale utilizzo delle stesse da parte degli utenti,
nell’orario in vigore dal lunedì al venerdì....."
Questa
è una formula elegante per dire che, nonostante siano
aumentati biglietti ed abbonamenti, si è comunque proceduto a
"tagliare" alcune corse.
Tplbrescia.it
ha effettuato un confronto con gli orari invernali in vigore da
settembre 2010 fino al 30 gennaio 2011 con quelli nuovi in vigore dal
31 gennaio 2011 per le linee 9, 12, 15 e 17 ed ecco cosa emerge.
Linea 9. Riduzione corse - 7 % su orario del sabato
Linea 12. Riduzione corse - 5 % su orario del sabato
Linea 15. Riduzione corse - 5 % su orario del sabato
Linea 17. Riduzione corse - 8 % su orario feriale (lun-ven)
Linea 17. Riduzione corse - 7 % su orario del sabato
Questa ulteriore riduzione segue quella già attuata a settembre quando furono introdotti gli orari invernali

La preoccupazione corre ai prossimi orari estivi, c'è da augurarsi non siano la fotocopia degli orari festivi.
Resta
infine da capire se è il servizio che si adegua al reale
utilizzo oppure se è l'utenza che si adegua riducendosi per via del
minor servizio offerto. |
Giornale di Brescia 07 febbraio 2011
Pm10, la Provincia ai sindaci: «Fate partire le targhe
alterne»
Scatta domani il limite di velocità a 90 km sulla Tangenziale
Sud nel tratto a 3 corsie. Richiesto ai Comuni un provvedimento
serio
Carta e penna con tanto di limiti e provvedimenti espliciti. Andati oltre al
35° giorno di superi di Pm10 la Provincia supera la logica dell'invito e invia a
tutti i Comuni interessati dalla zona critica ed a quelli limitrofi la bozza
dell'ordinanza da adottare per battere la situazione di crisi che sta
compromettendo l'aria. E tra i provvedimenti da adottarsi spunta quello, a
partire da oggi, lunedì, delle targhe alterne «quantomeno nei centri urbani».
Altro che mascherine o mezze misure: Corrado Ghirardelli sceglie la via
forte. Manda la bozza dell'ordinanza da adottare in cui esplicitamente chiede il
blocco della temperatura del riscaldamento a 20° C, lo spostamento
dell'accensione del riscaldamento di almeno un'ora, l'invito al blocco
volontario delle auto euro zero, uno e due anche la domenica per tutto il mese
di febbraio, il divieto di accendere fuochi all'aperto, il limite dell'uso di
stufe e caminetti e, finale col botto, «l'introduzione sin da subito del regime
delle targhe alterne dalle 7 alle 21 ogni giorno». Ora si tratterà di vedere
cosa faranno i 20 Comuni della zona critica e i 18 delle aree limitrofe, già
richiamati nei giorni scorsi dall'assessore provinciale per mettere una misura
al dilagare delle polveri sottili nell'aria. Non di meno va detto che l'Europa
individua nei sindaci delle precise responsabilità in ordine alla tutela della
salute degli amministrati. L'omissione di atto d'ufficio bussa dunque alle
porte, ma i provvedimenti, lo sappiamo, sono una misura impopolare. Il d-day
costituito da oggi potrebbe dunque dirci il senso e la misura dell'impegno delle
Amministrazioni locali per fare fronte comune all'inquinamento atmosferico,
anche se la sensazione generale è che si possano segnalare nelle comunicazioni
che giungeranno in Broletto più iniziative particolari di singoli che non il
frutto di un piano strutturato e vissuto come concertato.
«Come Provincia
possiamo auspicare una serie di interventi, ma non possiamo certo imporli.
Auspichiamo che molti Comuni adottino l'ordinanza che proponiamo, ed in questo
chiamiamo espressamente in prima fila il Comune di Brescia che nicchia. La
sensazione è che tante Amministrazioni non considerino le misure una risposta,
ma un palliativo, il che si traduce in qualcosa di inutile», sottolinea
Ghirardelli.
Così, mentre ieri si è consumata la giornata di fermo del
traffico a Milano, nella Leonessa si ribadisce la contrarietà al blocco del
traffico («una misura inutile e non giustificata dai dati di analoghe esperienze
precedenti» sostengono dalla Provincia). Ma intanto è partita la concertazione
con l'Assessorato ai Lavori Pubblici e si abbassa la velocità in Tangenziale
Sud: addio ai 110 nel tratto a tre corsie per passare ai 90 km/h. Diversi studi
dimostrano infatti che a 80 all'ora corrispondano regimi di giri e consumi di
carburante di circa un terzo inferiori ed emissioni di Pm10, NoX e Co2 ridotte
di una percentuale che oscilla tra il 27 e il 50%. Stessa cosa adottata ieri a
Saronno, dove per un mese, le auto non potranno superare i 30 km/h. Da
oggi vedremo le reazioni dei Sindaci.
BLOCCHI
Il Cnr: fermare gli autoveicoli solo la domenica non
serve a nulla
I blocchi del traffico «hanno un valore amministrativo
non certo quello di proteggere la salute dei cittadini. Capisco i sindaci che
hanno necessità di tutelarsi per non contabilizzare lo sforamento delle Pm10, ma
anche fermando il traffico il problema strutturale resta lo stesso».
A dirlo
è il direttore dell'Istituto Inquinamento Atmosferico di Monterotondo del Cnr,
Nicola Pirrone. Pirrone sottolinea che lo stop alle auto private «in caso di
condizioni meteorologiche sfavorevoli può essere anche ininfluente perchè può
accadere che l'atmosfera si mantenga stagnante e la miscelazione non basti».
Invece, aggiunge l'esperto del Cnr, «nella migliore delle ipotesi i benefici
restano confinati nella giornata del blocco perché, anche con la meteorologia a
favore il giorno dopo le emissioni sono le stesse e anche la situazione torna a
essere la stessa se non si interviene sulle fonti».
«In condizioni meteo
particolarmente favorevoli - aggiunge Pirrone - si può arrivare anche al 10 o al
20 per cento di riduzione delle polveri sottili con il blocco del traffico, ma
poi sono da considerare le situazioni di tutte le zone limitrofe all'area del
blocco. Sarebbe forse più significativo un blocco a livello di Regione, ma
comunque i benefici - sottolinea ancora - sono limitati al blocco». Secondo
l'esperto, quindi, per ridurre realmente le polveri sottili che attanagliano le
città italiane «occorrono piani strutturali a medio e lungo termine». E allora
serve «agire sul traffico sia privato, migliorando il trasporto pubblico e
riducendo il parco auto per decongestionare il traffico, sia sul trasporto
merci».
«Il blocco? Lo si faccia solo il sabato e ovunque»
«La Provincia non ha poteri sui sindaci. Possiamo
richiamarli, ma in questa materia abbiamo già visto che gli obblighi sono
ordinatori e non perentori. Certo che se come assessore ne avessi il potere
imporrei le misure da adottare ai sindaci. Qui si parla di salute e su questo
non si deroga» spiega Corrado Ghirardelli.
Restando validi gli obiettivi
fissati dall'Ue per il 2020 legati all'abbattimento del 20% del C02, una delle
soluzioni sarebbe «il blocco del traffico il sabato e non la domenica.
Diciamolo, la salute dei cittadini prevale sempre sugli interessi dei
commercianti. Rischio l'impopolarità ma così è. Lavoreremo per un equilibrio tra
le esigenze dei commercianti e l'esigenza di tutelare la salute dei cittadini,
che viene prima di tutto».
Dalla politica l'appello ad agire per la salute
La qualità dell'aria accende anche la politica. Mentre
il Pd cittadino, per voce di Giorgio De Martin, parla di «situazione gravissima,
con la Giunta comunale incapace di assumere iniziative», Laura Castelletti
rimarca come «Brescia rimane la città più inquinata della Lombardia.
È il
momento di agire con urgenti azioni di contrasto, sia sul traffico veicolare che
sul riscaldamento, e se necessario chiedere ai cittadini qualche sacrificio».
Secondo Legambiente, invece, non c'è solo un problema di congestione
automobilistica, ma anche quello dell'invasione quotidiana di tir e camioncini,
che incidono per oltre un terzo del totale delle emissioni di Co2. L'88% delle
merci si muove con i Tir e solo l'8% arriva in treno (la media europea è doppia,
18%). Servono un filtro ferroviario e nuove politiche sostenibili.
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Bresciaoggi 07 febbraio 2011
AMBIENTE. Per il 35° giorno su 37 le Pm10 sopra la soglia consentita.
Preoccupa anche il biossido d'azoto
Aria malata, le opposizioni attaccano la Giunta Paroli
Entra in vigore la nuova ordinanza ma contiene solo «inviti». Il Pd e
Brescia per Passione accusano: «Servono scelte per la salute»
Anche la mascherina può fornire una debole difesa per
l´inquinamento da polveri sottili
Per alcuni sono 34, per altri sono 35 su
37: la variazione è minima e dovuta alla valutazione delle varie zone. Ma il
problema dell'aria «malata», dell'inquinamento che può mettere a repentaglio la
salute, si avverte in maniera significativa anche a Brescia, non solo a Milano,
dove è iniziato un parziale blocco del traffico.
Anche ieri i dati forniti
dal bollettino dell'Arpa evidenziano una situazione preoccupante: tutte le
centraline di rilevazione segnalano una presenza di polveri sottili (le
famigerate Pm10) che supera abbondantemente il livello limite di 50 microgrammi
al metro cubo. In città e a Reazzato va ben oltre i doppio della soglia ritenuta
accettabile: al Broletto si è a quota 103, al villaggio Sereno a 139, a Rezzato
a 121. La situazione non è buona neanche a Sarezzo (72), Darfo (79) e Odolo
(80). A complicare il tutto ci si mette anche il biossido di azoto, la cui
soglia limite è di 200 microgrammi al metro cubo e in via Turati raggiunge quota
210. Perdura, quindi, una situazione difficile e il bel tempo previsto nei
prossimi giorni, accompagnato dalle nebbie notturne, non lascia speranze che
possa migliorare a breve per cause naturali.
GIOVEDÌ SCORSO i 21 Comuni
dell'area critica e i 18 della seconda fascia si sono riuniti e hanno deciso di
emettere un' ordinanza «non tassativa», in vigore da oggi, che invita i
cittadini a tenere a casa gli Euro 0, 1e 2 anche di sabato e invita a mantenere
a 20 gradi la temperatura in casa, a limitare l'accensione delle caldaie e a non
bruciare legna all'aperto. Inoltre hanno chiesto al Governo di ridurre i limiti
di velocità in autostrada durante i periodi critici. Insomma, consigli più che
decisionio. Com'era prevedibile, dal Governo non è arrivata risposta. Quanto
alle caldaie, fortunatamente la temperatura primaverile di ieri ha ridotto l'uso
del riscaldamento nelle abitazioni. Ma che con questi provvedimenti si possa
affrontare un'emergenza è davvero improbabile.
Come ammette Adriano Paroli è
«un problema non facile da affrontare nè risolvere». «La situazione - sottolinea
il sindaco - è diffusa in tutta la pianura Padana, soprattutto dove circola poco
vento».
INTANTO LE OPPOSIZIONI polemizzano con la Giunta. «Scade il bonus dei
35 giorni di superamento del valore limite previsto dalla legge e Brescia rimane
la città più inquinata della Lombardia - sottolinea Laura Castelletti di Brescia
per Passione -. Mentre Milano, ferma a 23 giorni fuorilegge, blocca il traffico
per la seconda volta aprendo gratis per i cittadini musei e palazzi storici,
nonchè negozi, e potenziando il trasporto pubblico, Brescia non decide alcuna
contromisura. Se si sarà costretti a scelte impopolari è perchè in tutto l'anno
chi doveva non si è adoperato a contenere e prevenire gli episodi acuti di
inquinamento. È il risultato di una politica che non tutela nè la salute, nè
l'ambiente nella nostra città». Duro anche il segretario cittadino del Pd
Giorgio De Martin: «C'è una Giunta irresponsabile che non fa assolutamente
nulla. È ancor più grave se si pensa che nella circoscrizione Est si sono
evidenziate percentuali di malattie respiratorie e di tumori decisamente fuori
regola. La Giunta lasci perdere le chiacchiere e intervenga immediatamente con
atti utili».T.Z.
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Bresciaoggi 06 febbraio 2011
«Meno infrastrutture per bus più efficienti»
Le argomentazioni
addotte dal Partito democratico contro un parcheggio ritenuto costoso e inutile
sono tante. Aldo Rebecchi ricorda che l'opera non era neanche nel programma
elettorale della Giunta. Federico Manzoni che c'è un servizio gratuito di bus
per attraversare la galleria «Tito Speri» dopo aver lasciato l'auto in Fossa
Bagni, che la metropolitana ha una stazione proprio alla fine di via San
Faustino attaccata al parcheggio, che il ripristino della corsia preferenziale
dei bus con la chiusura del cantiere metrò di piazzale Cesare Battisti eviterà
il giro per il Calini...
«Per giustificare il nuovo parcheggio - sostiene
Manzoni - utilizzano solo la pedonalizzazione del centro».
Quei 22 o 30
milioni che siano «andrebbero spesi per migliorare il servizio dei bus in
previsione della metropolitana - sottolinea il consigliere del Pd -, invece si
tagliano i chilometri soprattutto alla linea 1, il servizio perde di
appetibilità e da due anni i passeggeri calano».
SE NON BASTASSE scoppia pure
la polemica con la Provincia per non aver concertato gli aumenti degli
abbonamenti per studenti - aggiunge Manzoni -, ignorando la delibera regionale
che invita alla «concertazione con enti contermini per una più ampia
pianificazione fondamentale in vista del metrò, che diventa appetibile solo se
funziona in sinergia con i bus urbani ed extraurbani».MI.VA
LA POLEMICA. Una delegazione di consiglieri comunali ha trascorso la
mattinata a Fossa Bagni
Parcheggi e trasporti: il Pd attacca la Giunta
Mimmo Varone
Il parcheggio sotto il Castello non piace all'opposizione in Loggia. Del
Bono: «Servizio peggiore e grande spreco di risorse pubbliche»
Si tagliano chilometri, si aumenta il prezzo del biglietto, si progetta il
parcheggio sotto il Castello. Vale a dire: «Si peggiora il servizio di trasporto
pubblico anziché migliorarlo in cambio dello sforzo chiesto ai cittadini, e si
prefigura uno spreco enorme di risorse pubbliche». Il Gruppo consiliare del
Partito democratico sferra un altro attacco alla Giunta Paroli in tema di
trasporti e sosta. «Più i giorni passano, più evidenti diventano i gravi danni
che il centrodestra sta procurando alla città», tuona il capogruppo Emilio Del
Bono.
È DI SABATO MATTINA davanti al parcheggio di Fossa Bagni con il
segretario cittadino Giorgio De Martin, e i consiglieri Federico Manzoni, Aldo
Rebecchi, Fabio Capra, Luigi Gaffurini e Aldo Boifava. Pure ieri, giorno di
mercato, il parcheggio era quasi vuoto. È stato aperto nel 2005 con 385 posti,
ed è ancora largamente sottoutilizzato. Al momento della costruzione -
sottolinea Capra - il centrodestra puntava l'indice contro la mole di traffico
da cantiere a ridosso del centro. E ora «non immaginano quello che succederebbe
con un'opera così in galleria».
«Fossa Bagni è sempre pieno di posti liberi -
aggiunge ancora De Martin - il quarto piano sotterraneo non è mai stato aperto e
anche al terzo non va mai nessuno. Volerne fare un altro a 50 metri di distanza
è una scelta stupida, costosissima e irresponsabile». E scelta «odiosa - incalza
Del Bono -, perchè quando non si hanno soldi non si fanno cose inutili ma si
migliora l'esistente».
Manzoni parla del «deficit di democrazia» di
un'amministrazione che «non ha mai discusso in Consiglio la questione del
parcheggio sotto il Cidneo e, ci risulta, neanche in Giunta», nonostante i
pareri discordanti emersi nella stessa maggioranza. «Il vicesindaco Rolfi ha
dichiarato il parcheggio inutile e costosissimo - precisa Manzoni -, e il
segretario Udc Quadrini ha anticipato che la verifica dovrà tener conto che non
si devono buttar via soldi per un parcheggio che non serve».
MA NONOSTANTE
tutto si va avanti, e Brescia Mobilità ha lanciato il bando per la
progettazione. «In merito sappiamo solo da notizie di stampa - riassume il
consigliere - che il nuovo parcheggio non sarà più robotizzato con 10 torrette
da 72 posti l'una ma di tipo tradizionale da 600 posti. Che il costo
oscillerebbe tra i 22 e i 30 milioni di euro, e che il bando risulta essere
vinto da un non meglio precisato studio romano sulla base di un corrispettivo di
450 mila euro».
È tutto scritto in un'interrogazione che si discuterà venerdì
prossimo in Consiglio insieme a una seconda sulla qualità del trasporto pubblico
urbano a seguito degli aumenti del 20 per cento in vigore dal primo febbraio. Le
due questioni s'intrecciano e lasciano immaginare una politica che Del Bono
definisce «di sprechi inutili, pasticciati e inconcludenti, dopo due anni e
mezzo passati a disfare sempre con notevoli costi».
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Giornale di Brescia 06 febbraio 2011
Pd: «Il parcheggio in galleria? Uno spreco»
Critici i consiglieri in Loggia sul progetto per la Tito Speri e il rincaro dei bus
«Più passa il tempo e più la Giunta Paroli provoca danni gravi alla città. I
primi anni di governo li ha passati a disfare, ora a sprecare». Emilio Del Bono,
capogruppo del Pd in Loggia è preoccupato, in particolare sullo stato attuale
del trasporto pubblico locale, alla luce dell'aumento del 20 % dei biglietti
dall'1 febbraio, e sottolinea «l'inutilità e il costo altissimo dell'annunciato
parcheggio sotto il Cidneo». Con i consiglieri Federico Manzoni, Fabio Capra,
Aldo Rebecchi, Luigi Gaffurini e Aldo Boifava, affiancati dal segretario
cittadino Giorgio De Martin, ha incontrato la stampa proprio all'imbocco della
galleria Tito Speri, «luogo simbolo a pochi passi dal parcheggio Fossa Bagni, da
sempre sottoutilizzato, e a poche decine di metri dal futuro parcheggio sotto il
tunnel. Quest'opera - ribadisce il capogruppo Pd - non favorirà il
decongestionamento veicolare, ma lo incrementerà costando ai bresciani una cifra
che potrebbe andare dai 22 ai 30 milioni di euro».
Il gruppo consiliare del
Pd ha su questi due temi (trasporto pubblico e parcheggio in galleria)
presentato due interrogazioni che dovrebbero essere discusse nel prossimo
Consiglio comunale. «Un modo per mettere in luce - ha aggiunto Federico Manzoni
- uno spaventoso deficit democratico che intendiamo denunciare. Non c'è traccia
di atti del Consiglio e neppure della Giunta sul progetto che riguarda il
parcheggio Tito Speri, per il quale Brescia Mobilità ha bandito una gara per
l'appalto di servizi d'ingegneria relativi alla sua progettazione, per un
importo di un milione e 123mila euro a carico dei fondi comunali».
«Un
parcheggio del tutto inutile - ha continuato Del Bono - un doppione che, come
abbiamo appreso dalla stampa, non piace neppure alla Lega e all'Udc (fanno testo
le dichiarazioni di Rolfi e Quadrini)». Questo progetto, secondo il Pd
bresciano, è l'esempio di come la Giunta agisca senza alcuna pianificazione,
sprecando risorse. «Risorse che vanno aggiunte agli aumenti dei biglietti
dell'autobus - hanno osservato Gaffurini, Capra, Boifava e Rebecchi - che
dovrebbero essere destinate al miglioramento del servizio di trasporto pubblico,
in perdita di passeggeri e corse da tempo. È inaccettabile che in tempi di crisi
si penalizzino studenti e lavoratori, costretti all'uso dei bus che in molti
casi sono obsoleti e inquinanti, pagando 1,20 con conseguenti aumenti degli
abbonamenti». Nell'interrogazione il Pd chiede le motivazioni del rincaro e
chiarezza in ordine a strategie, problematiche e prospettive del trasporto
locale.
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Giornale di Brescia 05 febbraio 2011
Né tagli né rincari sui biglietti per le corse extra-urbane dei bus
Il Broletto impegna quest’anno 1,5 milioni e non ritocca gli abbonamenti, così come non riduce i servizi offerti
Buone notizie finalmente per i moltissimi bresciani che ogni giorno utilizzano
i bus extra-urbani: non aumentano infatti i biglietti e gli abbonamenti, mentre
pure sul versante del servizio non saranno ridotte le linee o la frequenza delle
corse.
La conferma della notizia - già anticipata l'altro ieri da concordi
dichiarazioni di fonte sindacale - è arrivata con tutti i crismi
dell'ufficialità in una conferenza stampa indetta in Broletto dalla Provincia,
l'istituzione che si è assunta onore ed onere di evitare gli aumenti. E che a
tutt'oggi è l'unica in Lombardia a non aver applicato rincari o tagli al
trasporto pubblico provinciale.
«Le operazioni di cesello al bilancio ci
hanno permesso di accantonare risorse da destinarsi alle nuove necessità che
emrtgono in questa fase delicata della vita amministrativa del territorio -
spiega il presidente Daniele Molgora, affiancato dall'assessore ai Trasporti,
Corrado Ghirardelli - In questo senso la vicenda del trasporto pubblico poteva
essere affrontata con aumenti del costo del servizio, tagli dello stesso per
abbatterne le spese e quello che normalmente viene definito "efficientamento"
delle aziende», spiega il presidente.
Il Broletto, dunque, ha stanziato una
cifra nell'ordine del milione e mezzo di euro (a cui si sommano i 2,5 milioni
dello scorso anno) per impedire un aumento degli abbonamenti: le altre Province
lombarde dovranno invece accettare tagli sino al 7 per cento, recuperare un
altro 3 per cento dall'efficienza del servizio e aumentare le tariffe fino al 10
per cento quest'anno ed eventualmente un altro 10 per cento nel 2012.
«In
questi giorni sono stati fatti molti incontri sia al Pirellone che in Broletto e
fortunatamente, dopo aver trovato un accordo con le società di autotrasporto si
è riusciti ad non operare né tagli né aumenti» afferma Ghirardelli. Alla Regione
non è andata altrettanto bene: i tagli alla finanziaria ammontano a 75 milioni
di euro suddivisi tra ferro e gomma.
Ora il prossimo obiettivo è di giungere
a creare una Società Consortile Unica, a costo zero, e poggiata sulle strutture
assessorili già collaudate.
Una sintesi tra Broletto e Loggia - mentre tutti
gli altri soggetti restano agenti sul libero mercato - che ha l'obiettivo di
portare ad una sola stazione appaltante per il rinnovo dei contratti per i
gestori di Brescia e provincia, «non solo per la razionalizzazione del servizio,
ma per ottimizzarlo, grazie all'eliminazione di corse sovrapposte tra urbano e
extraurbano» continua Ghirardelli.
Il tutto affidandosi a nuovi standard di
qualità a favore degli utenti ed, è stato aggiunto, «senza sconti o favoritismi,
controllate comprese».
Roberto Manieri
«L'aumento della Loggia non è stato concordato»
Tra Broletto e Loggia la distanza, linea d'aria e
politicamente, è nell'ordine delle centinaia di metri, ma dal punto di vista
amministrativo tra i due esiste una cesura. Non solo l'altro giorno l'assessore
Ghirardelli contestava all'assessore all'Ambiente, Paola Vilardi, cosa il Comune
avrebbe dovuto fare e che non fa sul fronte ambientale, ma addirittura sul tema
del trasporto l'aumento del biglietto varato dalla Loggia pare «arbitrario e non
concordato». «Prima di farlo dovevano concordarlo con la Provincia, data la
sovrapposizione delle competenze e delle linee e, non lo hanno fatto». Ora si
tratta quindi di verificare che cosa ha in realtà ha in animo la Loggia:
«L'aumento del 20% non doveva essere unilaterale. Dai 5,90 euro di ricaduta sui
cittadini provenienti dalla provincia si passa a gravare con 7,20 euro, importo
da noi non delineato. Per questo serviva una dichiarazione di intenti, al di là
del fatto che al Comune servisse di fare cassa. La contraddizione è che noi ci
impegniamo per far risparmiare mentre la Loggia fa spendere il 20% in più. Il
Comune dovrebbe lasciar fuori l'extraurbano. È un dettaglio, ma va valutato,
perchè la logica va verso un abbonamento integrato. Chi viene da fuori fa parte
delle competenze provinciali ed ecco quindi perché si deve operare con un
soggetto unico appaltante, tenendo conto anche dei nuovi scenari all'indomani
dell'avvio del funzionamento del Metrò. La cosa fondamentale è che non ci siano
sovrapposizioni, ma un contratto chiaro». E Brescia Trasporti? I suoi costi di
gestione sono pesanti: «Si valuterà in seno alla gara, guardano alla migliore
offerta». r. ma.
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Bresciaoggi 05 febbraio 2011
LA NOVITA'. La Provincia di Brescia è unica in Lombardia a non effettuare
alcun rialzo imposto dai tagli previsti dalla Regione. Nessuna modifica neppure
alla qualità
Pullman, zero aumenti a studenti e pendolari
Mimmo Varone
Grazie a un milione e mezzo di euro messo in campo dalla Giunta e alla
collaborazione delle società Sia e Saia che gestiscono il servizio
Oltre 46 mila studenti delle superiori bresciane non pagheranno un centesimo in
più per recarsi a scuola in pullman. E la stessa cosa vale per i pendolari del
lavoro e chiunque altro. La Provincia di Brescia è unica in Lombardia a evitare
gli aumenti imposti dai tagli regionali. Doveva esserci il 7 per cento di corse
in meno, pari a 800 mila chilometri annui e il 10 per cento di aumento delle
tariffe. Non c'è né l'uno né l'altro grazie a un milione e mezzo di euro messi
in campo dalla Giunta Molgora e alla collaborazione di Sia e Saia.
PER UNA
VOLTA arriva una buona notizia. E lo stesso presidente Daniele Molgora ha voluto
darla di persona insieme all'assessore ai Trasporti Corrado Ghirardelli. «Si
parlava di tagli - dice Molgora -, abbiamo deciso di non gravare sulle famiglie
alle prese con la crisi e di non fare alcun aumento per non colpire studenti e
pendolari». La decisione avrà un costo per le casse del Broletto, ma «grazie al
lavoro di cesello sul Bilancio - sottolinea il presidente - riusciamo a
sostenere questo onere a vantaggio dei cittadini». È come una rivincita sulle
accuse di “gestione ragionieristica” dell'opposizione.
Niente costi in più,
dunque, e «servizio di qualità, che la provincia intende erogare nel modo
migliore». È quasi una quadratura del cerchio, possibile per il «rapporto di
reciproca fiducia e di collaborazione trasparente tra ente regolatore e aziende
- sottolinea il presidente di Sia e Saia Ambrogio Benaglio -. Anche noi abbiamo
fatto la nostra parte, nonostante le difficoltà, i costi del gasolio aumentati
del 15 per cento e la necessità di liberare risorse per investimenti sui
pullman, che sono elevati e con un ritorno pari a zero».
COME LA QUADRATURA
sia stata possibile lo spiega Ghirardelli. La Regione aveva imposto di
recuperare un 3 per cento rendendo il servizio più efficiente e di tagliare il 7
per cento delle corse. Ma «recuperare in efficientamento era impossibile -
spiega - perchè al contrario di altre zone a Brescia non c'è alcun margine per
migliorare». E i tagli sono stati coperti con il milione e mezzo. Quanto alle
tariffe, «gli aumenti fino al 10 per cento non corrispondono proporzionalmente
ad aumenti di introiti - sottolinea l'assessore - anzi fino al 5 per cento il
risultato è quasi nullo». E allora tutto si è risolto con la collaborazione
delle due aziende e con una cabina di regia che terrà monitorato l'andamento
della situazione fino alla scadenza di fine anno del contratto di servizio. Le
aziende «tenteranno di contenere gli altri costi» precisa Ghirardelli.
Poi,
con il rinnovo delle gare, si punterà alla società consortile tra Loggia e
Broletto, che porterà al gestore unico provinciale mettendo insieme Brescia
Trasporti, Sia e Saia, secondo gli indirizzi regionali. «Entro marzo si attiverà
il tavolo di confronto con il Comune per valutare il nuovo appalto - spiega
Ghirardelli - e per il 2011 potremo ottenere altri risparmi eliminando doppioni
di corse e rendendo più efficiente il sistema». E il cerchio quadra.
«Noi ci aspettavamo l'incontro con la Loggia»
Gli aumenti dei biglietti di Brescia Trasporti «incidono anche sulle tariffe
extraurbane, e il provvedimento doveva essere verificato con noi», scandisce
l'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli nel giorno in cui
annuncia che il Broletto non taglia le corse né aumenta le tariffe di un
centesimo. Non è polemica aperta, ma una richiesta di chiarimento sì.
Il
Broletto fa il virtuoso, e aggira con un milione e mezzo di risorse proprie i
tagli della Finanziaria al Trasporto pubblico locale. La Loggia, invece, aumenta
del 20 per cento il prezzo del biglietto per i bus cittadini. Un aumento
«arbitrario», commenta Ghirardelli, pensando alle indicazioni regionali (3 per
cento di recupero da efficientamento, 7 per cento di tagli alle corse, 10 per
cento di aumento di tariffe). Ma «scelte proprie» e va bene così.
NON VA PIÙ
BENE quando le decisioni della Giunta Paroli finiscono per sconfinare sul
trasporto extraurbano. La questione si pone con gli abbonamenti integrati degli
studenti che utilizzano il pullman per arrivare a Brescia e il bus di Brescia
Trasporti per raggiungere la propria scuola. La tratta urbana fino al 31 gennaio
pesava sul costo dell'abbonamento per 5,90 euro. «Con gli aumenti scattati dal
primo febbraio la quota urbana è salita a 7,20 euro - sottolinea l'assessore
provinciale - e questo aumento doveva essere verificato e concordato prima con
noi». Nei fatti, quando gli studenti andranno a rinnovare il loro abbonamento se
lo troveranno aumentato, sia pure di poco. E la cosa potrebbe sembrare
quantomeno strana, dopo l'annuncio del Broletto di non aver ritoccato le
tariffe.
Ghirardelli assicura che chiederà quanto prima un chiarimento sui
motivi della decisione. Tra l'altro, gli appuntamenti con la Loggia sono già in
programma in vista della società consortile unica, «a costo zero - sottolinea -,
senza Cda ma poggiata su strutture assessorili già collaudate», che dovrà
portare a un'unica stazione appaltante per il rinnovo dei contratti dei gestori
di Brescia e Provincia allo scopo di razionalizzare il servizio. Le occasioni di
chiarimento non mancheranno. M. VA.
Quasi l'ottanta percento «viaggia» in corriera
Gli studenti si spostano su percorsi più brevi, ma circa l'80 per cento continua
ad utilizzare il pullman per recarsi a scuola. I 6 ambiti territoriali
scolastici che dividono la provincia funzionano, anche perchè offrono una gamma
quasi completa di indirizzi scolastici e permettono ai ragazzi di non
allontanarsi troppo da casa. Le eccezioni ci sono, va da sé, e chi è disposto ad
affrontare viaggi più lunghi pur di stare nella scuola del cuore c'è sempre. Ma
per il 70, 80 per cento - dicono i dati della Provincia - non si esce dal
proprio territorio. In ogni caso, il pullman rimane uno strumento senza
alternative.
A restare nei loro ambiti sono l'85 per cento degli studenti di
Vallecamonica, il 79 di Sebino Franciacorta, il 76 della Bassa bresciana, l'80
di Garda e Valsabbia il 96 di Valtrompia e il 65 per cento dell'hinterland. Per
ciascun ambito, poi, va aggiunto il 10 per cento circa, che viene da fuori
provincia. E gli spostamenti limitati permettono una migliore distribuzione del
traffico su gomma negli orari di ingresso e chiusura delle scuole. Anche dagli
ambiti scolastici, dunque, arriva un aiuto al trasporto extraurbano. I tagli
imposti dalla Finanziaria per ora sono neutralizzati, ma nel prossimo futuro si
ripresenteranno (ancora un 10 per cento di aumento delle tariffe è messo in
conto per il 2012). E si dovrà puntare sula altre razionalizzazioni.
IN
VALLECAMONICA si trovano 7 poli scolastici, i più frequentati dei quali sono
Breno (41 per cento), Darfo Boario terme (36) e Edolo (17). I poli di Sebino
Franciacorta sono 6 con maggiori frequenze a Chiari (32 per cento) e Palazzolo
(31). Nella Bassa sono presenti ben 10 scuole e gli studenti hanno la
possibilità di distribuirsi nel modo migliore, tant'è che le utenze oscillano
tra il 19 e il 2 per cento.
Dieci poli scolastici sono presenti pure su Garda
e Valsabbia, ma quelli più frequentati sono Desenzano (35 per cento), Salò (28)
e Lonato (14). Quanto alla Valtrompia, ruota intorno al polo di Gardone, dove si
reca il 59 per cento degli studenti, seguito da Lumezzane (22) e Sarezzo (19).
Infine l'hinterland, che racchiude tre poli ma il 99 per cento dei ragazzi si
reca in città, che è centripeta anche rispetto agli altri ambiti. Ogni giorno
circa duemila studenti si spostano dal Sebino Franciacorta, dalla Bassa e dalla
Valtrompia per raggiungere il centro di Brescia.
Ciò vuol dire che il polo
cittadino racchiude il maggior numero di studenti disposti a compiere viaggi più
lunghi per raggiungerlo. Ed è la maggiore eccezione. Nel dettaglio, a Brescia
arrivano ogni mattina 27 ragazzi dalla Vallecamonica, 2.120 dal Sebino
Franciacorta, 2.098 dalla Bassa, 1,202 dal Garda valsabbia, 2.482 dalla
Valtrompia e 321 da fuori provincia. Se si aggiungono i 14.823 di città e
hinterland, oltre 23 mila ragazzi affollano ogni mattina le varie scuole
superiori cittadine.M.V
|
2 febbraio 2011 dal Blog di Laura Castelletti
Il ring come un circuito di Formula 1 (di Alessandro Benevolo)

Alessandro Benevolo propone in questo post una
provocazione-riflessione sulla necessità di rivedere il funzionamento del ring.
…
“Con puntuale e disarmante frequenza ritorna in
città il dibattito sulle polveri sottili. Basta un mesetto invernale di siccità
per scoprire quanto sia irrespirabile l’aria di Brescia e di molte altre città
padane; riaffiora il “tavolo istituzionale”, il calendario dei giorni “di
sforamento”, la consulta dei sindaci e le dichiarazioni ad effetto del nostro
governatore. Un copione conosciuto e stucchevole capace, nella migliore delle
ipotesi di partorire qualche blocco della auto la domenica o qualche buon
consiglio sulla taratura dei termostati. Un inutile esibizione muscolare
accompagnata per buona misura da finti rimedi affidati alla buona volontà.
Non mi vorrei dilungare sulle gambe corte delle soluzioni che verranno
prospettate ai bresciani nei prossimi giorni. Oltre che inutili, diseducative.
Un invito ai cittadini a sottovalutare la questione e un incitamento agli
amministratori a non impegnarsi più di tanto nella ricerca di soluzioni di
respiro ampio.

Restando all’ampio respiro, allargando un po’ lo
sguardo, vorrei sottolineare un elemento che rende Brescia diversa da molte
altre città padane e spiega, almeno in parte, la gravità dei livelli di
inquinamento.
Innanzitutto va sottolineato il fatto che la diffusione delle polveri sottili non
dipende solo dal traffico veicolare: incidono i riscaldamenti domestici,
le emissioni delle attività artigianali e industriali e il funzionamento del
termovalizzatore. Fino a pochi anni fa queste “fonti” alternative erano
probabilmente responsabili in misura maggiore della diffusione delle polveri
sottili. Oggi sono però diventate a Brescia fonti secondarie, per tre ordini di
motivi:
- gli impianti termici autonomi hanno una diffusione modesta, stante la
presenza del teleriscaldamento;
- le attività produttive in area urbana sono in costante diminuzione;
- il termovalorizzatore produce polveri sottili, ma si è via via dotato della
migliore tecnologia per il loro abbattimento

Venendo alla principale fonte di inquinamento,
ovvero al traffico veicolare, va osservato che nella nostra città manca completamente una graduale rarefazione
dei volumi di traffico dalla periferia verso il centro. Cosa significa?
In ogni città evoluta esistono progressivi “sbarramenti” al traffico man mano
che si procede verso il suo cuore. Sbarramenti necessari per compensare la
maggiore densità urbana e la minore capacità della rete stradale. Questi
sbarramenti possono essere applicati mediante istituzione di Zone a Traffico
Limitato (ZTL), mediante idonea disciplina del traffico (sensi unici rivolti
verso l’esterno, a favorire l’allontanamento e non l’avvicinamento delle auto),
oppure mediante l’applicazione di speciali pass di accesso alle aree centrali,
anche estremamente onerosi (come Londra e a Milano). L’insieme di questi
provvedimenti dovrebbe stabilire differenti volumi di traffico in diverse aree
della città. Massimi volumi all’esterno
dell’area urbana lungo il sistema tangenziale, minimi volumi nelle dense aree
centrali. E’ inutile dire che il trasporto collettivo (pubblico) prospera
e si diffonde solo in presenza di un modello di circolazione siffatto delle auto
private. Oltre ciò nell’area di massima concentrazione delle emissioni
domestiche si avrebbe la minima emissione di polveri dagli scappamenti delle
auto.

A Brescia questo modello non è
applicato. Perché?
Perché a Brescia il sistema di
circolazione ricavato nel cosiddetto
ring intorno al nucleo antico
vanifica fatalmente ogni razionale disciplina del traffico. La strada a
maggior efficienza veicolare è collocata proprio dove andrebbe ricercata una
diminuzione. Le macchine dall’esterno sono attratte come falene alla luce, dalla
presenza di una vera e propria highway californiana che arriva ad avere
anche 5 (cinque!) corsie per senso di marcia. Secondo uno studio dell’ACI nella
seconda metà degli anni ’90 Brescia risultava possedere la “migliore”
circonvallazione del centro storico d’Italia con velocità di percorrenza media
oltre i 50 km/h (quasi il doppio della seconda classificata!). Chi deve
traversare la città sceglie a Brescia quasi sempre una rotta “secante” e quasi
mai una rotta tangenziale proprio approfittando di questa circonvallazione ad
elevato e veloce scorrimento.

Il risultato è un modello di circolazione alla
rovescia di come servirebbe, come a Buenos Aires, al Cairo o a Bangkok, con le
auto che affollano le aree centrali strangolando gli abitanti in una cappa di
fuliggine. In questo modello si caricano di traffico le strade centrali
(soprattutto quelle a sviluppo anulare) e le strade di scorrimento che portano
verso il centro. Non credete che a Brescia le cose funzionino così? Provate a
farvi dare dall’assessorato al traffico l’elenco delle strade con i maggiori
volumi di traffico: scoprirete che sono oltre al ring, Via Volturno,
Viale Europa/Triumplina, Viale Bornata, Viale Duca degli Abruzzi, Viale
Piave/Venezia, ecc. E vogliamo per caso parlare di quelle strade subito esterne
al ring che offrono la possibilità di marciare in direzione contraria al senso
unico del ring? Tranquille strade residenziali incapaci di ricevere consistenti
volumi di traffico come Via Foscolo, Via Apollonio, Viale Italia, Via Camozzi,
Via Diaz o Via Solferino, perennemente occupate da macchine in colonna che
cercano di marciare nel senso che il ring impedisce.

Questo anello di scorrimento è stato ideato nei
primi anni ’80 sulla scia di una moda dell’epoca che Guglielmo Zambrini, grande
ingegnere trasportista, definiva “autodromizzazione” del traffico veicolare,
ovvero la trasformazione di un sistema stradale in una pista per la circolazione
veloce delle auto. Già allora sembrava ridicolo; sono passati quasi trent’anni e
il mondo è cambiato (anche a Brescia). E’ stata costruita una linea
metropolitana, si è pensato alle LAM e all’integrazione del trasporto pubblico
urbano ed extra-urbano, ma continua a sopravvivere questa pista da Formula 1 nel
centro nella migliore tradizione sudamericana.
E’ arrivato secondo voi il momento di rivederne il funzionamento?”
Alessandro Benevolo
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Giornale di Brescia 04 febbraio 2011
Pm10, la Provincia in campo ma dai sindaci fumate nere
Solo
quattro Comuni su ventuno recepiscono il protocollo del Broletto.
Ghirardelli: «Adottate almeno un’ordinanza»
Un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo, cantava Madama Butterfly e intanto
contava tre anni al ritorno dell'amato. Anche senza intonare l'altro celeberrimo
passaggio («...me ne starò nascosta un po' per celia, un po' per non morire al
primo incontro...») la sensazione che ha percorso ieri la sala gremita di
sindaci dei Comuni dell'area critica e di quelli dell'area a questa limitrofa
chiamati dal Broletto a discutere di Pm10 e relative contromisure è stata di
fredda accoglienza. Non solo per il protocollo che la Provincia ha proposto alle
Amministrazioni (recepito da 4 su 21) per l'applicazione della normativa
regionale, ma anche dell'ipotesi di avviare con precise ordinanze ulteriori e
contromisure alle fonti di emissioni inquinanti. La sensazione è stata di un
disarmante confronto a due: da un lato l'assessore provinciale Corrado
Ghirardelli che, sottolineando «l'inutilità di un blocco del traffico per un
solo giorno» esorta a dare un segnale forte alla popolazione «basato non sulla
repressione, ma sull'educazione», dall'altro una serie di sindaci che sembrano
nicchiare, mostrando la perplessità ad adottare ordinanze dai contenuti
chiaramente impopolari.
Inerzia capace di sopire qualunque entusiasmo e di
stemperare tutte le esortazioni portate su una serie di terreni minati: secondo
Ghirardelli sarebbe necessario indicare nell'ordinanza comunale (assunta da
tutti i sindaci) dei limiti all'uso delle stufe e dei camini a legna, limitare
almeno per tutte le domeniche di febbraio l'uso dei veicoli euro zero (oltre ai
limiti di uso già in vigore durante la settimana stabiliti dalla Regione sino al
15 aprile), abbassare le velocità in autostrada nei tratti vicino ai paesi,
limitare sotto i 100 km/h la velocità in tangenziale (sulle 3 corsie della Sud)
e, ancora, imporre orari per l'accensione del riscaldamento, abbassare di un
paio di gradi la temperatura interna, nonchè normare le emissioni dei mezzi da
cava e di movimento terra.
Ammesso che i sindaci vogliano rischiare di avere
la coda di cittadini in ufficio o l'assedio del Municipio, se il buon senso
suggerisce questa strada come percorribile, dall'altro serve anche far capire ai
cittadini la necessità della scelta. Quando poi intere valli (come la
Valcamonica o la Val Sabbia ) scaldano a legna è difficile far capire il senso
del limite. Non parliamo poi di chi ha auto vecchie che già mal digerisce il
limite alla circolazione che deve subire dal lunedì al venerdì.
Intanto i
sindaci scriveranno al Governo per avere la riduzione delle velocità in
autostrada, poi entro lunedì è attesa la risposta dei vari Comuni. Se non ci
sarà vento forse vedremo un fil di fumo...
Roberto Manieri
Strade, legna e asfalti, le tante cause dello smog
La posizione della Loggia è chiara: «Già applichiamo i
dettati della legge regionale, quindi l'adesione al protocollo proposto pare
esornativa...». Parola dell'assessore all'Ambiente Paola Vilardi che sembra
servire al consesso dei sindaci in sala la medesima risposta da dare a
Ghirardelli. Del resto se lo fa la Loggia perché la stessa logica non deve
valere per altri?
Beh, troppo facile, crediamo. Il problema del Pm10 c'è ed
è reale. Le rilevazioni di mercoledì riferiscono (su 50 di limite) di 115
microgrammi per metro cubo in Broletto, 91 al Sereno, 68 a Sarezzo, 154 a
Rezzato (la centralina però è vicino ad una cava...), 67 a Darfo e 82 a Odolo.
Nel complesso, dunque, siamo a 33 giorni consecutivi di esubero e, ai 50, scatta
il blocco delle auto, con le targhe alterne.
Mentre la Lombardia annuncia che
a breve si doterà di nuovi strumenti contro l'inquinamento atmosferico, tra cui
una nuova regolamentazione per la combustione della legna, una delle cause
principali della concentrazione di polveri sottili, resta a conforto anche il
dato scientifico: «Anni di misurazioni accurate da parte degli esperti dell'Arpa
e di studi promossi dalla Regione - ha spiegato l'assessore regionale
all'Ambiente, Marcello Raimondi - dimostrano la grande varietà di cause
dell'inquinamento atmosferico, alcune delle quali un tempo impensate, e fra
queste la legna ha un ruolo importante». Dunque per le stufe a legna si punta a
regolamentarne la corretta installazione e la manutenzione. Ma tra le fonti
inquinanti resta anche lo sporco sulle strade sollevato dai veicoli: se
l'asfalto è danneggiato aumenta il contributo delle polveri derivanti
dall'abrasione della strada. Tenendo le strade pulite i valori delle polveri si
abbassano. r. ma.
LA PROPOSTA
Quella tentazione «impopolare» di fermare del tutto le auto euro zero
«Diamo
un segnale forte: limitiamo per le domeniche di febbraio l’uso
delle auto euro zero». L’invito di Ghirardelli non parla
propriamente di un nuovo «divieto» m di «un
invito a non usare» l’auto. Una soluzione che fa storcere
il naso non solo agli appassionati di vecchie e blasonate glorie della
strada, ma anche all’operaio in pensione che custodisce come una
reliquia la vecchia Fiesta o la Polo, e che diversamente non può
disporre, e che la usa magari per portare il nipote all’asilo. I
dati
tuttavia
mostrano come dai tubi di scappamento esce solo il 41% delle polveri
sottili ( grandezza tra 2,5 e 10 nanometri), mentre il 21% proviene
dall’usura dei freni, aumentata dai frequenti «stop and
go» nel traffico cittadino, mentre il restante 38% deriva dalla
risospensione di particelle che ricoprono il fondo stradale. Mentre la
Loggia intensificherà i controlli sulle strade verificando il
possesso dell’ex «bollino blu», gli altri sindaci
potrebbero attrezzarsi. Ma la sensazione è di giusta
prudenza. rma.
Bresciaoggi 04 febbraio 2011
AMBIENTE. I 21 Comuni dell'area critica e i 18 della seconda cintura non si
fanno impressionare dai dati dell'Arpa
Aria malata, nessun blocco
I sindaci scrivono al Governo
Mimmo Varone
Chiederanno la riduzione dei limiti di velocità in autostrada nei periodi
critici e un'ordinanza non tassativa che invita i cittadini alla
responsabilità
L'allarme suona in sordina per i sindaci. L'aria è malata, le polveri sottili
non danno tregua. Ma i 21 comuni dell'area critica e i 18 della seconda cintura
non si fanno impressionare granchè dai dati Arpa. La decisione (salomonica) che
riesce a metterli d'accordo è una lettera da inviare al governo per premere
sulla riduzione della velocità in autostrada durante i periodi critici, e
un'ordinanza «non tassativa» che invita i cittadini a tenere a casa gli Euro 0,
1 e 2 anche di sabato e domenica, a mantenere a 20 gradi la temperatura in casa,
a limitare l'accensione delle caldaie, a non bruciare legna all'aperto.
È
UN'ORDINANZA che dovrebbe essere operativa da lunedì prossimo. Il Broletto si è
preso l'incarico di redigerla e passarla ai comuni che la firmeranno, volendo.
Tra qualche giorno si saprà esattamente cosa c'è scritto, e quanti la
sottoscriveranno. È il risultato di un'ora e mezza di discussione intorno al
Tavolo dell'aria convocato ieri dall'assessore provinciale Corrado Ghirardelli
dopo l'incontro del 27 gennaio in Regione per l'aggiornamento sullo stato di
salute dell'aria lombarda. L'assessore sollecitava misure capaci di far capire
ai bresciani di città e provincia che «la situazione è molto grave e i cittadini
hanno problemi cardiovascolari, cardiaci e tumorali». Più volte ha ricordato la
responsabilità dei primi cittadini sulla salute dei loro cittadini.
I dati
messi sul tavolo dal direttore Arpa Sergio Resola, d'altronde, dicono che
dall'inizio dell'anno Brescia ha già accumulato 31 giorni di superi. «Fra un pò
si arriverà a 50 e saremo obbligati a bloccare il traffico», avverte
Ghirardelli. Ma l'unica intesa possibile è su provvedimenti più o meno indolore.
Tanto «ci sono già le norme regionali recepite con ordinanze». E fa niente che
poi si facciano rispettare poco o per nulla «per mancanza di risorse – si dice -
e di mezzi».
Il blocco del traffico è ritenuto «inutile». Potrebbe sortire un
qualche effetto – si dice – se ci fosse compattezza nell'attuarlo in tutti i
comuni. I dati Arpa dicono che alle Pm10 contribuiscono riscaldamento domestico
(legna compresa) per il 32 per cento e trasporto su strada per il 37. Dicono che
il diesel è tra i primi produttori di particolato con 4.389 tonnellate nel 2008,
e che una dose massiccia viene anche dall'usura di pneumatici e freni. «Inutile»
sembra soprattutto cercare un accordo che non c'è.
Eppure non tutti i comuni
sono uguali. Castegnato si dice «pronto al blocco e ad azioni concrete tutti
assieme». Botticino ha preso sul serio la delibera regionale 2006 sulle biomasse
e ha multato qualcuno che bruciava legna nel camino scatenando un putiferio.
Castelmella più prudentemente ha allo studio incentivi per mettere a norma le
stufe a legna. Roncadelle chiede tempi certi per applicare le misure contenute
nel protocollo d'intesa di ottobre.
Quel protocollo, peraltro, è stato
chiesto dagli stessi comuni dell'area critica, e hanno chiesto di aderirvi pure
i 18 della seconda cintura. Ma il ruolo di regia che i sindaci attribuiscono
alla Provincia sembra essere più a parole che di fatto. «Ad oggi – sottolinea
l'assessore provinciale ricolto ai primi cittadini – solo 3 hanno aderito». Con
il sindaco di Roncadelle Michele Orlando che annuncia la quarta firma.
Pure
le defezioni di ieri erano vistose. Dei 21 dell'area critica mancavano Gardone
Valtrompia, Marcheno, Nave, San Zeno Naviglio e Villa Carcina Non c'erano
neanche le Comunità montane di Vallecamonica, Valsabbia, Sebino bresciano e Alto
Garda. Dei 18 della seconda cintura, poi, latitavano Azzano Mella, Brione,
Caino, Capriano del Colle, Calcinato, Ghedi, Lograto, Montichiari, Nuvolera,
Ome, Poncarale, Serle e Travagliato. In pratica si son fatti vedere solo
Castegnato, Mazzano, Montirone, Rodengo Saiano e Torbole Casaglia.
Intanto
nei 31 giorni di gennaio le centraline hanno fatto il pieno di superi. Il
Broletto ha accumulato 22 giorni, il Villaggio Sereno 29, Odolo 20, Rezzato 23,
Sarezzo 22. Darfo non ha avuto un giorno di requie. E Resola avverte che sebbene
i dati regionali dicano di un trend in miglioramento, «la situazione deve essere
migliorata». «Fossi io un sindaco – aggiunge – farei quantomeno incontri di
educazione ambientale per far conoscere le norme».
IN UNA SITUAZIONE del
genere, «la Provincia può coordinare ma ha poche possibilità di intervenire»
ammette Ghirardelli. E invita i sindaci a stabilire delle regole comuni, «magari
con approccio informativo e non solo repressivo». Ma sono proprio le proposte
che stentano a venire. E alla fine è l'assessore all'Ambiente in Loggia Paola
Vilardi a sbloccare con l'idea della lettera al governo.
Anche Vilardi
arringa i sindaci. «Questa deve essere una giornata quasi decisiva – dice –, il
tempo della demagogia è finito e bisogna intervenire». Ma di nuove norme con
ordinanze sindacali non vuole sentir parlare. «Se vogliamo limitazioni al
riscaldamento decidiamole insieme – dice – e chiediamo alla Regione alcune
modifiche». Va bene pure la cabina di regia provinciale ma «deve lasciare
l'autonomia ai sindaci». L'appello, insomma, è al rispetto delle leggi in vigore.

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Nuove tariffe rete Brescia Trasporti a partire dal 1° febbraio 2011
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Bresciaoggi 01 febbraio 2011
TRASPORTI PUBBLICI/1. Annunciati da tempo, altri ne seguiranno per arrivare
alla tariffa ipotizzata di 1,90 euro: in coincidenza con l'entrata in funzione
del metrò
Bus urbani: da oggi in vigore gli aumenti
Mimmo Varone
Il biglietto passa a 1,20 euro e in proporzione aumentano anche i
settimanali e i vari carnet. Acquistarlo sull'autobus adesso costerà ben 2 euro.
Manzoni (Pd): «La Loggia chiarisca le sue strategie»
Erano aumenti annunciati. Da stamattina sono operativi. Il biglietto sui bus di
Brescia Trasporti costa 1,20 euro. Si chiude l'era dell'euro tondo, e con ogni
probabilità altri aumenti seguiranno per avvicinarsi alla ipotizzata tariffa
finale di 1,90 euro per corsa, che renderebbe più sostenibili i costi di
gestione del trasporto pubblico cittadino con l'entrata in vigore del
metrò.
Va da sé che Brescia Trasporti adegua a cascata le tariffe di tutti
gli altri titoli di viaggio. Da stamattina ci sono nuovi prezzi per i carnet da
10 biglietti magnetici o su omnibus card, o da 12 corse multiutente. Aumentano
in proporzione i biglietti settimanali e 24 ore. Quelli ordinari venduti a bordo
passano addirittura da 1.50 a due euro. E così via. E nuove tariffe ci sono pure
per tutti i tipi di abbonamento per studenti, over 60 e quanti altri.
Ma oggi
scattano pure le nuove tariffe agevolate varate da Regione Lombardia. In
particolare sono disponibili «io viaggio in famiglia» (occasionale o
abbonamento) e «io viaggio in Lombardia» (giornalieri e mensile). Entro il 28
febbraio, invece, Brescia Trasporti recepirà pure «io viaggio in Lombardia»
bigiornaliero, trigiornaliero e settimanale, nonché «io viaggio in
treno-Brescia» (mensile). I dettagli di tutti gli sconti e delle procedure per
ottenerli sono nell'articolo sotto.
Va detto che di aumenti di tariffe si
parlava da anni. Ora però, cadono in un periodo di arretramento del trasporto
pubblico cittadino, con la conferma anche per il 2010 del calo di passeggeri
trasportati. E il Pd dall'opposizione vuole vederci chiaro. Dopo
l'interrogazione presentata all'indomani della decisione della Giunta Paroli di
aumentare le tariffe, oggi una nota di Federico Manzoni spiega che «occorre
tornare a far chiarezza su strategie, problematiche e prospettive del trasporto
pubblico».
Manzoni vuole capire in primo luogo gli orientamenti dalla Loggia
in vista della scadenza (31 giugno) del contratto di servizio con Brescia
Trasporti. «Una procedura di gara a evidenza pubblica - sottolinea il
consigliere Pd - non s'improvvisa, e non va dimenticato che comunque entro il
2013 con il Metrobus occorrerà provvedere a un completo ridisegno delle linee di
superficie».
MA GIÀ DA OGGI, per il consigliere Pd, bisogna «invertire la
rotta» per impedire la fuga di passeggeri dai bus. «L'aumento delle tariffe, per
quanto necessario - dice -, va accompagnato a un aumento di qualità e quantità
dei servizi offerti». Perchè, «nonostante servizi di dubbia utilità e scarso
successo come Brindo con prudenza e il trenino del Castello, nel 2010 si è avuto
un cospicuo taglio, tant'è che la riduzione in termini di km/annui è stata del 3
per cento nel 2010 e addirittura dell'8 per cento sulla linea 1 che per larghi
tratti serve il corridoio del metrobus».
Anche in vista del Pgt, Manzoni
chiede di rivedere gli indirizzi che hanno portato a limitare le corsie
preferenziali, decentrare dal cuore della città i capolinea di molte linee,
accantonare la Lam 3, limitare le Ztl... «Senza un'inversione di tendenza -
precisa il consigliere - si rischia di determinare l'insuccesso dell'operazione
metrobus».

TRASPORTI PUBBLICI/2. La Regione Lombardia punta su una strategia che riesca
ad ammortizzare gli effetti sulle tasche dei lombardi
Più cari anche i treni, ma con nuove offerte
Promozioni per chi viaggia saltuariamente o su tratte più brevi e
combinazioni con i biglietti degli autobus
Gli aumenti del 20 per cento scattati oggi sui bus di Brescia Trasporti sono
solo una parte dei rincari che attendono gli utenti del trasporto pubblico. Tra
qualche giorno riguarderanno anche pullman, treni e quant'altro: il mensile
Milano-Brescia passerà da 76 euro a 83,50 euro, il Trenomilano, sempre per
Brescia, da 93,5 a 102. Per rendere più «sopportabile» la stangata, il Pirellone
sta varando una serie di novità che integrano tutti i servizi di trasporto
regionale e danno sconti e agevolazioni alle famiglie. Brescia Trasporti le ha
già recepite in parte (si andrà a regime entro il 28 febbraio). «A fronte della
diminuzione delle risorse statali - ha spiegato il presidente della Regione
Lombardia Roberto Formigoni - abbiamo deciso di agire su due leve: anzitutto
quella di non tagliare alcuna corsa, anzi abbiamo aggiunto 328 corse al giorno,
e poi abbiamo previsto un aumento delle tariffe, diviso in due momenti distinti,
ma temperato da nuovi titoli che fanno risparmiare davvero chi fa più
strada».
«IO VIAGGIO IN FAMIGLIA» incentiva da oggi biglietti occasionali e
abbonamenti. Nel primo caso una mamma che porta in centro i suoi due figli
minori di 14 anni non pagherà 3,60 euro ma solo 1,20 perchè i due ragazzi
viaggiano gratis. Per ottenere le gratuità il genitore dovrà compilare un modulo
(reperibile sul sito internet di Brescia Trasporti) con l'indicazione dei
possibili accompagnatori, allegando due fotografie e carta d'identità del
genitore. Il modulo va accettato e vistato dagli uffici cassa di Brescia
Trasporti e sostituirà la tessera personale che verrà emessa in un secondo
tempo. Saranno valide le tessere emesse da tutte le aziende di trasporto
lombarde. In caso di abbonamenti, invece, bisogna valutare la convenienza degli
sconti regionali rispetto a quelli già in essere con «sconti famiglia» di
Brescia Trasporti. Se in famiglia ci sono due abbonamenti, l'azienda di via San
Donino riconosce il 10 per cento di sconto a entrambi a prescindere dall'età, il
che è conveniente rispetto al nuovo sconto del 20 per cento solo sul secondo
abbonamento e con entrambi i figli minori di 18 anni. In caso di tre o più
abbonamenti, le nuove opportunità regionali danno il 20 per cento di sconto per
il secondo figlio e le gratuità dal terzo in poi (sempre che siano minorenni).
Brescia Trasporti, invece, fa sconti del 15 per cento con tre abbonamenti, del
20 con 4, del 40 dai 5 in su.
«IO VIAGGIO IN LOMBARDIA» è un biglietto valido
su tutte le reti regionali. I costi sono pari a 15 euro per il giornaliero, 25
per il bigiornaliero, 30 per il trigiornaliero e 40 per il settimanale. Il
giornaliero è disponibile da oggi, gli altri entro il 28 febbraio. Quanto al
mensile verrà emesso solo da Tln, la società a cui il Pirellone ha affidato la
gestione dei biglietti interoperabili sulle reti regionali. I biglietti
richiedono un'apposita tessera di riconoscimento che Tln offre già dal oggi al
prezzo di 85 euro (scontati rispetto ai 99 del costo nominale).
«Io viaggio
treno-città». Il nuovo titolo integra i biglietti di Brescia Trasporti e dei
servizi regionali di Trenitalia e Le Nord. Sarà disponibile entro fine mese, e
il prezzo sarà individuato sulla base della somma delle tariffe in vigore per il
gestore ferroviario più la tariffa urbana (32.50 euro) scontata del 30 per cento
(22.40 euro).
Armonizzare l'abbonamento di Brescia Trasporti richiederà
qualche tempo. Pertanto – spiega l'azienda di via San Donino – tutti gli
abbonamenti avranno validità dal primo all'ultimo giorno del mese solare
previsto dall'abbonamento stesso. E per tutto febbraio coesisteranno entrambi i
sistemi di validità e decorrenza. Un mensile studenti in scadenza al 13 febbraio
potrà essere «caricato» con un titolo straordinario che permette l'estensione
fino al 28, (15 giorni di validità) con tariffa pari a 15/30 della tariffa di
abbonamento equivalente in vigore al 13 febbraio. Per informazioni: 800.013812.
MI. VA.
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Giornale di Brescia 02 febbraio 2011
«Autobus più cari? Non lo sapevamo»
I passeggeri lamentano l’aumento dei biglietti ma anche la scarsa informazione
Brescia Trasporti: campagna in atto e presto gli avvisi sui mezzi. Tempi strettissimi
Mercoledì 26 gennaio l'annuncio da parte del sindaco, confermato due giorni
dopo dalla delibera della Loggia. Ieri l'entrata in vigore degli aumenti
tariffari per gli autobus è stata accolta dai prevedibili mugugni dei
viaggiatori, non senza un po' di sorpresa. I venti centesimi in più necessari
per acquistare il biglietto sono stati infatti reclamizzati sui media, ma non
hanno trovato spazio nelle informazioni diffuse alle fermate e sui mezzi.
Qualcuno l'ha scoperto in edicola o dal tabaccaio, i più amareggiati, per così
dire, si sono visti applicare la nuova tariffa direttamente sul bus. Solo che in
questo caso il biglietto è passato da 1,50 a 2 euro, per via della sua maggior
durata, della validità nelle zone 1 e 2 e del sovrapprezzo per chi lo compra dal
conducente.
Chi si sposta con i mezzi pubblici abitualmente sembra aver
recepito la novità con quel pizzico di rassegnazione in stile «E io pago!» e con
la consapevolezza che, comunque vada, tutte le tariffe sono destinate ad
aumentare. Trasporti compresi. «Alla fine ci rimettono le persone normali -
stringe le spalle una signora -, quelli ricchi non salgono mica sull'autobus». E
poi è vero, il sovraccosto non è un salasso, «ma le buste paga non ce le hanno
aumentate», aggiunge un lavoratore al ritorno verso casa. «Anche noi autisti
siamo stati informati all'ultimo minuto - commenta un conducente -. Tanto che
alcuni miei colleghi stamattina hanno venduto ancora i biglietti da un euro e
cinquanta. Servirebbero avvisi per i viaggiatori».
Per le statistiche si
vedrà, intanto Brescia Trasporti spiega di aver provveduto alla campagna
istituzionale (attraverso giornali, tv, internet) e di aver adeguatamente
preparato gli autisti, mentre il materiale informativo da posizionare sui mezzi
è stato ordinato in tipografia, e dovrebbe essere disponibile nei prossimi
giorni. È stato predisposto in modo che sia comprensibile da chiunque,
considerato anche l'alto numero di stranieri che prende il pulmino. Visti i
tempi, delibera al 28 gennaio e rincari all'1 febbraio, non si è riusciti a fare
di più. I rivenditori hanno già gli specchietti con le nuove tariffe. Nel
frattempo i bresciani ci faranno l'abitudine, o quasi. egg.
CHE FARE
I titoli già acquistati al vecchio costo
possono ancora essere
utilizzati
Se avete ancora biglietti o carnet con la vecchia
tariffa, non c'è problema. Restano validi ad oltranza nonostante l'aumento di
venti centesimi del tagliando e si potranno utilizzare sui mezzi di Brescia
Trasporti nei tempi a venire. Era dal 2003 che il costo degli autobus non
cresceva, anno in cui il prezzo base raggiunse 1 euro. Sul pulmino ieri c'era
chi ricordava con nostalgia i tempi in cui si poteva viaggiare con 60 centesimi
di lire, un'epoca lontana da trasporti in bianco e nero.

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