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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia
Bresciaoggi 23 febbraio 2011

GLI OBIETTIVI. L'ipotesi è di procedere a lotti, in modo da completare l'intervento per la fine del mandato amministrativo. A prescindere dal parcheggio sotto il Castello

«Pronti a pedonalizzare il centro storico»

Mimmo Varone

Tutto il corridoio da corso Mameli a piazza Loggia, via X Giornate, corso Zanardelli e piazza Paolo VI sarà vietato alle automobili

Il centro sarà pedonalizzato «a prescindere». Non subito, magari non tutto insieme, ma si farà senza aspettare il parcheggio sotto il Cidneo. Tutto il corridoio da corso Mameli a piazza Loggia, via X Giornate, corso Zanardelli e piazza Paolo VI sarà vietato alle auto. E non ci saranno permessi «Cs» (quelli speciali) che tengano. Niente a che vedere con la «zona cuore» della precedente amministrazione, sia per estensione sia per permeabilità agli automezzi.
Il vicesindaco Fabio Rolfi, fresco della delega ai Trasporti che fu di Nicola Orto, espone il suo programma da qui alla fine della legislatura. E mette in testa un centro pedonalizzato. Aggiunge progetti per rendere più sicura la mobilità cittadina, dei bus e della «grande scommessa» del Metrobus, delle nuove strategie per migliorare la qualità dell'aria, un piano per le piste ciclabili. E annuncia nuovi incentivi per la mobilità sostenibile. «Non ho voluto io questa delega - dice -, ma metterò tutto l'impegno per rendere più sicura e vivibile la città anche sul fronte della mobilità».
Con una duplice stella polare che si chiama «concertazione e condivisione». E guiderà in primo luogo lungo il cammino della pedonalizzazione. «Stiamo già raccogliendo i dati per costruire una prima proposta da valutare in Giunta - dice -, poi scatterà la fase di concertazione con la città». Chiudere al traffico una parte del centro «non interessa solo la mobilità - sottolinea Rolfi -, ma anche il commercio, i residenti, le circoscrizioni, il turismo. Può essere un'occasione di rilancio ma deve essere fatta a ragion veduta».
BISOGNERÀ VALUTARE dove il mezzo pubblico può passare e dove no. Le problematiche delle piazze e delle vie sono diverse, e bisogna prima studiare bene il problema. La pedonalizzazione può essere subordinata al parcheggio sotto il Castello, ma «si può fare anche senza aspettare tanto, magari non tutta subito, ma a lotti». Insomma, è un progetto complesso che va avanti, e «l'orizzonte è il fine mandato».
Il Tavolo della fluidificazione resterà «come strumento di concertazione e confronto». Tuttavia «deve andare di pari passo con la sicurezza della circolazione - sottolinea Rolfi -, poiché gran parte degli incidenti anche gravi avvengono in area urbana e sono percepiti con maggiore allarme sociale». Il punto nodale è contemperare le varie esigenze. Anche sul «tormentone» dossi, «capisco le ragioni del 118 ma ci sono anche quelle dei residenti, e in via Tirandi dove è morto un ragazzo bisognerà far percepire il pericolo».
Mobilità significa anche bus. E Rolfi vede il rilancio dei mezzi pubblici legato alla «grande scommessa del metrò». Chiusa la stagione delle polemiche, «è un'incognita e un'opportunità - dice -, bisognerà sforzarsi di svilupparlo puntando sull'integrazione a ovest con la Brescia-Edolo, che è fattibile senza impegnare grandi risorse». Le prospettive di gestione per i primi anni non sono rosee, e lo sa. Tuttavia «ci sforzeremo di mantenere il biglietto a 1,20 euro o poco più». Il trasporto pubblico deve essere flessibile, puntuale, efficiente e «competitivo nei costi».
Intanto è alle porte il rinnovo dei contratti di gestione. E Rolfi getta acqua sul fuoco del bacino unico provinciale. «La norma regionale non c'è e non è neanche vicina – dice -, abbiamo una riflessione in corso ma non c'è ancora un'idea precisa». Dove è precisa, l'idea, è nella gestione della Polizia municipale. «Mi accusano di utilizzarla soprattutto per il controllo del territorio - dice -, ma le multe sono in aumento».

MOBILITÀ SOSTENIBILE. Ma serviranno milioni per realizzare il progetto, che prevede cordoli, segnaletica dedicata e precedenza sulle auto

In arrivo nuove piste ciclabili «mitteleuropee»

Un'integrazione tariffaria che permetta agli abbonati a un parcheggio in struttura di non pagare «Bicimia»

L'uomo che passa da «sceriffo» affronta con uguale decisione la mobilità sostenibile. Perché sicurezza è pure vivere in un ambiente sano. Fabio Rolfi spende la delega al Traffico appena ricevuta anche per incentivare l'uso della bici.
«Abbiamo un Piano di piste ciclabili in sede propria, protette da cordoli, con segnaletica dedicata e precedenza sulle automobili». Piste «mitteleuropee», dice. Sarà presentato nelle prossime settimane, ma per realizzarlo ci vorranno «diversi milioni di euro e la sfida sarà trovare le risorse che per ora mancano».
Piste che porteranno dalla periferia al centro. E Rolfi fa l'esempio di quella che si svilupperà sul lato sud di viale Venezia. Lì ci sono «parcheggi a lisca di pesce molto lunghi, che possono essere tagliati senza togliere spazio alle auto, per ricavarci una pista sicura e protetta». Se Brescia ha già fatto molta strada con il progetto Civitas, «altrettanto potrà fare in futuro per la mobilità sostenibile, che non è né di destra né di sinistra». Nel frattempo il nuovo assessore al Traffico si accinge a incentivare ulteriormente Bicimia. «Sto pensando a un'integrazione tariffaria - dice -, che permetta a chi è abbonato a un parcheggio in struttura di non pagare l'abbonamento al servizio di bici, in modo che possa arrivare in città e muoversi liberamente». Nel target ci sono soprattutto i giovani: sono il 35 per cento degli utenti.
La nuova filosofia non demonizza le quattro ruote, ma vuole renderle meno inquinanti. «Dispiace che l'ordinanza delle targhe alterne penalizzi le auto più vecchie, di chi non può permettersi di cambiarle - osserva -, ma non si poteva fare altrimenti. In futuro studieremo incentivi comunali in aggiunta a quelli regionali per agevolare la rottamazione».
SUL FRONTE DELLA qualità dell'aria, peraltro, «abbiamo impostato un buon lavoro di concertazione con i comuni dell'area critica - dice - che dà centralità metropolitana a Brescia». In futuro si concretizzerà con un pacchetto di misure da attivare «automaticamente» in situazione di emergenza. E a ricordargli le polemiche del Broletto per lo «scippo» del ruolo, «per litigare bisogna essere in due», dice.
Rolfi ora assomma su di sé deleghe importanti, dalla Sicurezza alla Mobilità. E può ottimizzare le risorse, anche umane. «In un'Amministrazione comunale i vari settori dovrebbero comunque lavorare congiuntamente - dice -, ma senza dubbio nella mia situazione le sinergie sono favorite, e si potrà lavorare meglio in équipe». Anche nel caso di un sopralluogo, vigili e tecnici del traffico «potranno coordinarsi meglio per trovare soluzione ai problemi». È il «pragmatismo» del vicesindaco assessore, che adesso si coniuga pure con la mobilità.MI. VA.

Polveri giù, ma restano i divieti a targhe alterne

Le polveri sottili si mantengono sotto la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo (ug/mc). Ma le targhe alterne resteranno fino alla fine del mese. La pioggia dei giorni scorsi ha risparmiato ai bresciani solo la domenica di blocco, che era in preventivo in caso di Pm10 in persistente fuori controllo. Dall'inizio dell'anno la centralina del Broletto ha collezionato 24 giorni sopra il livello di allarme di 75 ug/mc; quella del Villaggio Sereno 28. Ma se si considerano anche i superi della soglia di attenzione, le giornate quasi raddoppiano.
Ora c'è tregua dal 16 scorso, quando in Broletto le polveri sono precipitate a una insignificante quota 6. Poi sono salite di un po', ma senza mai arrivare alla soglia dei 50. Il 17 erano a 23, il giorno dopo a 40, il 18 e il 19 intorno ai 30 ug/mc.
LUNEDÌ si sono attestate a 41. Tutto regolare. E bisogna soltanto sperare che la tendenza si consolidi. Intanto oggi viaggeranno solo le targhe dispari. La limitazione, è noto, vale solo per le auto più inquinanti, vale a dire le Euro 1, 2 e 3 benzina e le Euro 3 diesel, a meno che non si ricorra al car pooling e si viaggi in tre. Solo le auto più vecchie già bloccate da norme regionali non hanno scappatoie. Tutte le altre hanno libera circolazione tutti i giorni. MI. VA.


Giornale di Brescia 23 febbraio 2011

Ferrovie, progetto per rinnovare 24 stazioni

Siglato un protocollo di intesa per rendere i terminal più funzionali
Nuovo volto e nuova vita per 24 stazioni bresciane. Ieri a Milano è stato siglato un protocollo di intesa dal governatore Roberto Formigoni, dall'assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, da Giulio Gallera, vicepresidente Anci Lombardia, e da Michele Mario Elia, a.d. di Rfi.
I miglioramenti funzionali delle stazioni e del tessuto urbano circostante riguarderanno duecento piccoli terminal lombardi, con l'obiettivo di renderli più fruibili. Azioni sinergiche messe in campo dai diversi attori e l'utilizzo dei fabbricati-stazione da parte degli enti locali assicureranno un maggiore presidio degli spazi delle stazioni, una riqualificazione degli edifici, dei sottopassaggi e delle rampe. Gli enti locali che esprimeranno (anche in forma aggregata) interesse per l'uso e la gestione dei fabbricati e delle aree ferroviarie, dovranno garantire: la manutenzione e il decoro dei fabbricati; la pulizia delle aree ferroviarie aperte ai viaggiatori; l'apertura e chiusura in base agli orari concordati con Rfi, delle sale d'attesa, dei servizi igienici e degli accessi; e, infine, la gestione e sorveglianza di ascensori, montascale e sistemi di videocontrollo a circuito chiuso.
Valutati i progetti, Rfi stipulerà contratti di comodato d'uso quinquennali, a titolo gratuito per le attività non profit. Per le attività commerciali, invece, i contratti saranno a titolo oneroso. Le stazioni bresciane interessate sono, per le Fs: Coccaglio, Cologne, Ghedi, Lonato, Montirone, Ospitaletto-Travagliato, Palazzolo, P.te S. Marco-Calcinato, Remedello Sotto, Rovato, San Zeno-Folzano e Viadana Bresciana (Calvisano). Sulla rete delle Fnord: Braone, Brescia, Cazzago San Martino, Ceto, Edolo, Malonno, Marone-Zone, Passirano, Piancogno, Pisogne-Toline, Rovato-Borgo, Cedegolo.

Bresciaoggi 22 febbraio 2011

A SANT'EUFEMIA.Dal deposito, sui binari del viadotto, fino alla stazione Poliambulanza

Ecco le prime immagini del Metrobus in movimento

Mimmo Varone

Si apre un nuovo capitolo nel grande libro del Metrobus. Da poco meno di un mese i treni hanno cominciato a mettere la testa fuori dal deposito di Sant'Eufemia/Buffalora per avventurarsi sui binari del viadotto e spingersi ogni tanto fino alla stazione Poliambulanza. I convogli che sferragliano sui binari anticipano uno scenario destinato a intensificarsi con il passare dei giorni, e a ripetersi per tutti gli anni futuri, quando quei convogli correranno pieni di viaggiatori.
Proseguono ancora le prove su test track, il binario appositamente allestito nell'area del Deposito, ma ora si passa alla fase finale. Mentre si lavora all'ultimazione delle stazioni del centro storico e della trincea coperta dall'Ospedale al capolinea del Prealpino, la cosiddetta «tratta funzionale» è fatta e finita, e i convogli possono cominciare il lungo lavoro per sintonizzarsi con la marea di automatismi disseminati nelle stazioni e lungo i binari. Che permetteranno ai treni stessi di viaggiare senza macchinista.
Dagli inizi dell'anno prossimo, quando l'intero percorso sarà pronto, ciò che sta accadendo adesso tra Sant'Eufemia e la Poliambulanza si allungherà da un capolinea all'altro, per arrivare in tutta sicurezza all'appuntamento del 31 dicembre 2012 dell'entrata in esercizio. Prima che i bresciani possano mettere piede sui treni, la Loggia e Brescia Mobilità completeranno pure la «opzione zero» delle opere complementari di superficie intorno alle 17 stazioni.
Per ora la complessa macchina della metropolitana leggera automatica affronta le prove preliminari di integrazione del veicolo con i vari sottosistemi di guida, di controllo automatico dei treni e di interfaccia con le opere civili e gli impianti di linea e di stazione. Al momento si tratta di prove interne, condotte dall'appaltatore solo con i propri tecnici, e finalizzate alla messa a punto del sistema. Sono le prime prove dinamiche sul materiale rotabile, senza la supervisione della committente Brescia Mobilità e degli altri organismi pubblici.
Al Deposito di Sant'Eufemia per ora sono arrivati quattro convogli. Tre di essi hanno già completato le prove funzionali statiche previste dai piani di controllo. Dovevano essere eseguite direttamente nello stabilimento Ansaldo di Napoli, ma sono state tralasciate a causa dell'esigenza di avere i treni a Brescia il più presto possibile, dopo i ritardi che si erano susseguiti nella consegna. Ora i test preliminari interni di funzionamento (sia in guida manuale che automatica) sono stati superati. Alle spalle ci sono pure le verifiche di circolabilità tanto nell'area del Deposito che nella tratta fino alla Poliambulanza. E i tre veicoli sono ora sottoposti alle attività di prova del sistema di guida automatica comandata dalla sala di controllo. Prove che riguardano le funzioni di trazione, frenatura, arresto al bersaglio delle porte di banchina e i comandi delle porte stesse, che devono aprirsi in sincronia con quelle dei treni.
I convogli sono interessati pure alle verifiche di interfaccia con il sistema delle telecomunicazioni, sia per quanto concerne le informazioni ai passeggeri a bordo del veicolo che in stazione. Nello stesso tempo, insieme alle prove di integrazione, un veicolo sarà impegnato anche nelle “prove dinamiche di tipo”.
SONO NECESSARIE per accertare la rispondenza del convoglio ai requisiti normativi e contrattuali, tipo spazi di frenata, accelerazione, velocità massima, rumorosità, qualità di marcia e via dicendo. Niente, insomma, neanche il dettaglio più insignificante può essere lasciato al caso in un sistema così complesso. Per le prove dinamiche di prestazione – spiegano dall'Ati -, il treno verrà persino zavorrato con sacchi di sabbia distribuiti all'interno dei vagoni, in modo da simulare con precisione il carico dei passeggeri.
Completata questa prima fase di prove preliminari interne, si passerà successivamente alla seconda, che prevede i test ufficiali in presenza del personale della Direzione lavori, di Brescia Mobilità, dei rappresentanti delle commissioni di collaudo e sicurezza e dell'Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi). E sarà un altro passo decisivo verso la meta finale.


Bresciaoggi 20 febbraio 2011

IL CASO. Chi percorre a piedi il tratto compreso fra via Folonari e il cavalcavia che sovrasta via Corsica è costretto a camminare sulla carreggiata. Con rischi altissimi

Via Togni, la «roulette russa» dei pedoni

Silvia Ghilardi

La strada che collega la stazione ferroviaria al «Freccia Rossa» è fra le più trafficate della città Ma non ha un marciapiede. E il pericolo incombe

Poche decine di metri, un breve corridoio da percorre tutto d'un fiato sperando che tra il muro e i pullman rimanga un po' di spazio. Sembra la scena di un film d'azione, in cui il protagonista deve sopravvivere in uno scenario metropolitano da fine del mondo, invece, tutto accade ogni giorno in via Giulio Togni, fra la stazione ferroviaria e il centro commerciale «Freccia Rossa».
Il muro in questione è quello di mattoni rossi dell'ex fabbrica ormai dismessa tra via Folonari e via Togni, gli autobus sono della Sia e di Trasporti Brescia Sud che fanno la spola tra il deposito vicino e la stazione dei treni e il prim'attore è ogni cittadino che si trova a percorrere a piedi quel tratto di strada. Ci si vorrebbe assottigliare fino a diventare un tutt'uno con il muro, pur di evitare di sentire a pochi centimetri dalle proprie spalle la lamiera della corriera che cerca di farsi strada evitando di investire pedoni e automobili.
IL PERICOLO ha inizio dal cavalcavia che sovrasta via Corsica e finisce all'angolo con via Folonari: è una sorta di «roulette roussa» in un budello in cui il più delle volte bus e automobili devono rallentare e attendere il trasito dei pedoni per non travolgerli.
«La gente rimane schiacciata al muro - commenta Tatiana Yurkina -: capita tutte le volte anche a me quando passo con la mia bambina per mano. Devo stare attenta e prenderla in braccio. Quando passo, sento sempre che c'è qualcuno che si lamenta perchè le macchine viaggiano troppo vicino ai pedoni». Un'esperienza vissuta da centinaia di cittadini che ogni giorno camminano a piedi lungo la direttrice di via Togni.
«IO FACCIO QUESTO tratto di strada per la prima volta, ma ho già capito che se non stai attento qui ti fanno il pelo e il contropelo», osserva Mariagiulia Mangiaruga. Il luogo è molto frequentato per via della posizione strategica, a metà strada tra la Stazione dei treni e degli autobus e il Freccia Rossa. Se già una persona «occupa» troppo spazio, figuriamoci se questa trasporta pure trolley, valigie e sacchetti della spesa. In questo caso, però, la «colpa», non è nè dei conducenti di pullman e automobili nè dei pedoni. La colpa è dalla strada, troppo stretta per il passaggio agevole di corriere e auto e senza marciapiedi adeguati alla sicurezza dei passanti, costretti a camminare sempre su un unico lato della via, perchè l'altro - quello costeggiato dal recinto in muratura di un parcheggio privato - è «inagibile» per la mancanza completa di marciapiede. Tenendo la destra e lasciandosi la Stazione alle spalle un'ombra di marciapiede c'è, ma inizia troppo tardi: l'unico punto con un sottilissimo strato di asfalto su cui camminare è quello tra l'inizio dell'ex fabbrica e via Folonari.
IL DISAGIO non è lamentato soltanto dai cittadini a piedi ma anche dagli autisti dei pullman costretti a prendere le misure. «Si deve andare piano per non scontrarsi con le automobili o con altri autobus che stanno tornando in deposito», spiega Mirko Maffeis, autista Sia. «Non è la prima volta che pedoni vengono investiti», ricorda Gisoldi Massimo, anche lui conducente di pullman. «E' capitato che qualche pedone salendo dalle scalette che da via Corsica portano in via Togni venisse investito o che ci fossero piccoli incidenti tra autobus per via della strada troppo stretta - aggiungono altri due autisti Sia, Stefano Bianchetti e Paolo Signorini -. A nostro avviso è un tratto davvero pericoloso per tutti, conducenti e automobilisti compresi».
L'IPOTESI «allargamento» era già stata presa in considerazione, ma il progetto non è andato in porto.
«Qualche anno fa si era parlato di abbattere il parcheggio che costeggia quel tratto di via Togni e di allargare la strada fino alla Stazione così da evitare incidenti e l'elevato inquinamento. Alla fine però - si rammaricano dalla portineria del palazzo adicente all'edificio dismesso -: niente è stato fatto».
Guarda tutte le foto della strettoia pericolosa su www.bresciaoggi.it

Dal Comune nessun progetto imminente

Le motivazioni sono molteplici - da rimpallo di competenze all'ancora troppo fresca assegnazione della delega al Traffico al nuovo assessore in sostituzione del dimissionario Nicola Orto - ma la «strettoia» di via Giulio Togni non pare nelle priorità della Giunta comunale. Interpellati in proposito gli assessori Paola Vilardi (Urbanistica), Mario Labolani (Lavori pubbici) e Fabio Rolfi (Traffico) ammettono che per il momento non è previsto alcun intervento urgente per risolvere la situzione e garantire l'incolumità dei pedoni.
NEGLI ULTIMI ANNI il Comune ha raccolto le sollecitazioni della Circoscrizione e dei cittadini che hanno segnalato il problema, ma un piano preciso sul da farsi non c'è.
Una delle realtà del territorio che, grazie anche all'opera di continuo monitoraggio, conosce bene i disagi di via Giulio Togni è Brescia Insieme, il comitato spontaneo di residenti della zona della Stazione. Il referente Ugo Poli conferma e ribadisce la preoccupazione per «un tratto di strada senza dubbio pericoloso che reca difficoltà a chi deve passare a piedi, ma anche in automobile. Conosco bene la situazione, visto che abito e lavoro in questo quartiere da più di 15 anni. Come comitato non ci vogliamo limitare alla sola “lamentela", ma vorremmo aver modo di confrontarci con le istituzioni, in questo caso con chi si occupa dell'urbanistica e del traffico, per trovare nuove e positive soluzioni».
PER BRESCIA INSIEME il problema della viabilità a rischio è solo uno dei tanti punti deboli che caratterizzano via Togni: su tutti la presenza di «zone oscure» nella quali si annida l'illegalità.
«La mancanza di illuminazione in certi angoli della via incrementa il livello di violenza e di degrado - sostiene Poli -, anche se devo dare atto che l'attuale e la passata Amministrazione hanno in questi anni ha fatto molto per rendere più sicuro e vivibile il quartiere della Stazione».
Un problema di fondo, secondo Brescia Insieme, se non affrontato, rischia di vanificare il lavoro fatto finora: «Serve una pianificazione urbanistica d'insieme che tenga conto di parcheggi, aree di sosta, strettoia e, soprattutto, un intervento continuo e quotidiano perchè con azioni sporadiche non si riuscirà mai a centrare l'obbiettivo». SI. GH.


Il «mistero» del parcheggio privato (e vuoto)

Proprio in prossimità del tratto di via Togni privo di marciapiede esiste un parcheggio privato recintato (e in genere poco utilizzato). In zona nessuno sa dire a chi appartenga esattamente. Di certo, se quello spazio fosse pubblico potrebbe essere sfruttato per realizzare il marciapiede.



Bresciaoggi 21 febbraio 2011

IL CASO. Parla il presidente dell'Associazione familiari e vittime

Merli: «Pedoni in pericolo
Servono strade migliori»

I pedoni sono e rimangono i soggetti più deboli della viabilità cittadina. Lo dice - dopo la segnalazione di Bresciaoggi sulla pericolosa strettoia di via Togni - anche Roberto Merli, presidente dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada: «I pedoni sono in pericolo per colpa degli automobilisti e perchè alcune strade creano problemi a chi guida». Una problematica che in genere torna alla ribalta in occasione di incidenti stradali che coinvolgono pedoni, ma è presente in ogni tratto di strada pericoloso o ad ogni incontro per l'inciviltà di chi è al volante o in sella a una moto.
Le difficoltà dei pedoni sono generate da un duplice fattore: la «maleducazione stradale» di molti conducenti e la «morfologia» di alcune strade sulle quali la mancanza di marciapiedi e lo scarso spazio costringono i passanti a strisciare contro il muro per evitare di essere travolti.
«Senza dubbio anche in citt esistono precisi punti in cui è la strada a mettere in difficoltà chi è alla guida e di conseguenza anche chi è a piedi - sottolinea Roberto Merli -. In diversi casi le amministrazioni non hanno prestato la dovuta attenzione nel disegnare il percorso più adatto per automobili e bus». Tipico caso via Togni dove è molto faticoso il transito in contemporanea di due pullman, difficoltà che si moltiplica se in quel momento ci sono pedoni sulla strada.
LA «CULTURA» automobilistica, poi, fa la sua parte. Per molti automobilisti i pedoni sono soltanto una presenza fastidiosa. Spesso si notano scene di insofferenza se, per caso, un pedone si accinge ad attraversare sulle strisce obbligando il traffico a uno stop.
«A mio avviso i pedoni sono in pericolo soprattutto a causa della "cultura" degli automobilisti che non rispetta le esigenze e le debolezze di una persona che circola a piedi», sostiene Merli, che proprio in questi giorni si sta dando da fare perché siano messe in sicurezza alcune direttrici provinciali. «La Sp19 che da Concesio arriva a Ospitaletto è una strada con molti svincoli e sulla quale sono purtroppo morte già nove persone. Stesso discorso per la provinciale della Valcamonica, Detto questo, l'obbiettivo è educare tutti a rispettare i limiti di velocità». SI. GH.

Metro: gennaio 2011
Schede avanzamento lavori
clicca qui per accedere alla pagina sul sito internet www.bresciamobilita.it

Giornale di Brescia 19 febbraio 2011

Attorno al Metrobus
solo opere essenziali


Il programma dei lavori complementari prevede due tranches: nel 2012 al via i primi cantieri

Sulle opere complementari del metrobus, il percorso si divide in due.
Si parte da un primo lotto di 25 milioni che comprende tutti gli interventi ritenuti fondamentali per dare un senso compiuto all'area esterna alle stazioni entro dicembre 2012. Vi è poi un secondo lotto spostato in avanti nel triennio 2013- 2016, nel quale sono inseriti lavori considerati procrastinabili, anche per esigenze di budget.
Tra questi ultimi sono annoverati i parcheggi d'interscambio in struttura Prealpino, Lamarmora, Poliambulanza e Sant'Eufemia e le strutture destinate alle piccole attività commerciali che andranno ad affiancarsi alle stazioni.
La commissione Metrobus ha esaminato nella seduta di ieri le linee guida alle opere complementari con relative fasi di attuazione e costi di realizzazione. Rispetto a un costo complessivo stimato di 83 milioni di euro, l'amministrazione Paroli ha scelto di iniziare con le opere essenziali, rimandando ad altri tempi gli ulteriori e necessari sviluppi urbanistici.
La Loggia si concentrerà dunque sulle opere di superficie negli spazi aperti attorno alle stazioni, «affinché questi spazi possano avere facile accessibilità, qualità estetica, capacità attrattiva e comfort ambientale». In questa fase, si è scelto di realizzare interamente gli interventi nelle stazioni Marconi, San Faustino, Volta, San Polo Parco, San Polo Cimabue, Sanpolino, Brescia Due.
A Brescia Mobilità spettano invece i lavori relativi alle altre 10 stazioni, con in più il rifacimento di viale Europa, della rotonda in piazzale Spedali Civili e la nuova strada verso la Poliambulanza.
Mario Labolani, assessore ai Lavori pubblici, ha tracciato un percorso che prevede entro un mese l'affidamento dell'incarico per i progetti esecutivi, con approvazione di questi ultimi entro il mese di luglio.
L'affidamento dei lavori dovrebbe avvenire a settembre in modo da aprire i bandi connessi entro l'anno. I cantieri veri e propri dovrebbero essere aperti a gennaio 2012, a quel punto ci saranno 12 mesi per terminarli prima che il Metrobus inizi la sua attività. Il tempo stringe, è anche per questo che per ora è stato ritenuto opportuno intervenire su ciò che è effettivamente realizzabile. E i parcheggi d'interscambio? Costano 26 milioni di euro, difficili da reperire in questo momento. Per ora, dunque, devono aspettare. Al loro posto sono stati disegnati posti auto a raso provvisori.
Emanuele Galesi
VERDE E POSTI AUTO
A gennaio 2012 apriranno i cantieri per la realizzazione delle operecomplementari al metrobus. In questa prima fase la Loggia ha deciso di concentrarsi sull’essenziale,come lap avimentazione delle aree, glis pazi verdi, i parcheggi a raso e i percorsi per la mobilità nei piazzali.

PD CRITICO
Il Pd, con Emilio Del Bono e Federico Manzoni,ha criticato la scelta di rimandare in un secondo momento i parcheggi in struttura, ritenuti fondamentali per rendere fruibile e funzionale la linea della metro: «Al loro posto si costruisce l’inutile parcheggio sotto il castello, che costerà 30 milioni di euro».

«BUCO» EREDITATO
Per il presidente della commissione Metrobus, Nicola Gallizioli, l’Amministrazione Corsini «non ha garantito la copertura finanziaria per le opere complementari». Achille Farina, Pdl, aggiunge che «non sono stati previsti fondi per la maxirata dovuta nel 2011 a Brescia Mobilità».

Bresciaoggi 19 febbraio 2011

Metro, opzione zero: subito 35 milioni di euro

Si precisa l'«opzione zero» delle opere complementari della metropolitana. La Loggia mette sul piatto circa 35 milioni sugli 83 previsti dalle linee guida per le 17 stazioni. Circa 25 milioni riguardano opere complementari ritenute indispensabili già il 31 dicembre 2012 con l'avvio del servizio, altri 10 andranno per due parcheggi in struttura acquistati da Brescia Mobilità a Sant'Eufemia e al complesso Futura di via Triumplina. Il nuovo programma è stato presentato ieri alla commissione Metrobus e non dovrebbe subire cambiamenti.
CHE NON SI FACESSE tutto insieme, soprattutto perchè non si saprebbe dove trovare gli 83 milioni, era già noto. Ora si aggiungono i due parcheggi, e si precisa che è meglio andar cauti, per adesso, nelle cinque stazioni in cui si prevedono urbanizzazioni. Quelle – precisa il documento presentato ieri – dovranno essere accompagnate da un iter complesso e lungo di concertazione con proprietari e residenti, attraverso percorsi che si svilupperanno a partire dall'approvazione del nuovo Pgt.
Insomma, di piazzale Vivanti e simili si parlerà più avanti.
Intanto arriva il dettaglio definitivo di quel che si farà subito. Per le strade, è in corso il rifacimento di via Triumplina, si tralascia via Stadio, si porta da 4 a 1,5 milioni il costo di viale Europa, che sarà comunque a due carreggiate ma «meno bella» del previsto. A strada dalle vie Bissolati e Maggi alla stazione Poliambulanza sarà subito in versione provvisoria a due corsie (costerà 1,5 milioni e non 3,150) per essere completata in step successivi sempre entro il 2012.
BRESCIA MOBILITÀ si occuperà delle opere complementari nelle stazioni che richiedono interventi più complessi. Entro il 2012 alla Prealpino farà pavimentazioni pedonali in granito intorno alla risalita della stazione, la viabilità interna e un parcheggio a raso da 400 posti (viene rimandata, tra l'altro, la piastra pedonale soprelevata). A Casazza farà tutto il previsto ma con incremento delle aree verdi. Alla Mompiano di piazzale Vivanti è prevista la parte centrale della piazza in granito e il resto ripristinato ad asfalto.
ALLA STAZIONE Europa si farà solo la parte nord del sito e all'Ospedale tutto il previsto. Una nuova pavimentazione in granito in via Verdi con copertura della rampa carrabile dismessa è prevista alla Vittoria, e così via alla Fs (intero intervento) a Lamarmora (spazi pedonali) e a Sant'Eufemia (nuova viabilità intorno al sito). Alla Polianbulanza ci sarà tra l'altro un parcheggio a raso da 360 posti.
Il Comune si occuperà delle altre, che richiedono opere tra i 600 e i 700 mila euro per ciascuna. Farà l'intero intervento alla Marconi e alla San Faustino, a San Polo Parco, a San Polo Cimabue, a Sanpolino e alla Volta. A Bresciadue completerà gli spazi pedonali in granito e le aree verdi di arredo, lasciando fuori la pensilina con i volumi per servizi commerciali.

Nuovi mezzi per Brescia Trasporti
Sono arrivati a metà dicembre ed entreranno in servizio nei prossimi giorni, si tratta di due minibus Vivacity + CNG prodotti dalla BredaMenarinibus.
I due nuovi minibus sono particolarmente indicati per prestare il servizio in centro storico in particolare sulla linea 18.
Non si tratta degli unici nuovi arrivi per Brescia Trasporti, prossimamente entreranno in servizio nuovi autobus a metano da 12 metri ed altri minibus ibridi. A breve maggiori dettagli.






VIVACITY+ C CNG
DIMENSIONI I (mm) 
Lunghezza massima 8.000
Larghezza massima 2.350
Altezza massima 3.270
Larghezza corridoio ant. / post 810 / 910
Altezza minima da terra 140
Passo 4.080
Sbalzo ant. / post. 2.040/ 1.875
Diametro minimo di volta (est. ruota) 12.620
Altezza soglia porte 312
Tara con conducente 9.100 Kg
Motore: MERCEDES M 906 LAG sovralimentato intercooler EEV, posteriore trasversale, raffreddato a liquido.
Funzionamento: Accensione comandata diretta mediante 1 bobina per cilindro, iniezione elettronica multipoint, marmitta catalitica bivalente e sonda Lambda.
Cilindrata totale: 6.880 cm³, 6 cilindri in linea, 3 valvole per cilindro.
Potenza massima: 170 kW (231 CV) a 2.200 giri/min.
Coppia massima: 808 Nm (Kgm 82) a 1.400 giri/min.
Cambio automatico: ZF 5 HP 504 ECOMAT 4 step 5 TOPODYN a 5 marce + retromarcia.

ASSALI – STERZO - PNEUMATICI
Assale anteriore a ruote indipendenti tipo VOITH TJ 58-225. Idroguida ZF 8098.
Volante regolabile in altezza ed inclinazione.
Assale posteriore con ruote singole a portale rovesciato GRAZIANO TRASMISSIONI BRA
81 DC 80. Portata max 8.150 kg.
Pneumatici tipo 315/60 R 22,5 su dischi ISO 9”x22,5”, attacco M.

STRUTTURA
Scocca di pr in acciaio ad alta resistenza elettrosaldati formante un’unica struttura
integrata portante. Passaruota strutturali in lamiera di acciaio ad alta resistenza.

SOSPENSIONI
Pneumatica, integrale con molle ad aria.
Anteriori: nr. 2 molle ad aria e nr. 2 ammortizzatori idraulici.
Posteriori: nr. 4 molle ad aria, nr. 4 ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice posteriore.
L’assetto della sospensione è assicurato da sensori automatici tramite centralina elettronica ECAS. Sistema “kneeling” inginocchiamento laterale (60 mm) abbinato al blocco del veicolo a porte aperte. Impianto di sollevamento/abbassamento.

FRENI
Freni di servizio: pneumatico a disco sui 2 assi a circuiti indipendenti con ABS/ASR.
Freno di soccorso: ottenuto dalla sezionatura del freno di servizio.
Freno di stazionamento: meccanico sulle ruote posteriori, azionato pneumaticamente.
Freno di rallentamento: di tipo idraulico azionato dal pedale comando freni.

IMPIANTO PNEUMATICO
Compressore bicilindrico raffreddato a liquido.
Impianto APU (Air Process Unit) con funzione di essiccatore d’aria con resistenza anticongelamento, separatore di condensa a scarico automatico e gruppo valvola a 4 vie integrato.
Nr. 5 serbatoi in alluminio con scarico condense centralizzato manuale per complessivi 144 litri. Attacco per riempimento rapido dell’impianto dall’esterno.
Tubazioni in ottone e poliammide

IMPIANTO ELETTRICO DI SERVIZIO
Tipo Multiplex 24 V con nr. 6 centraline I/O + display grafico integranti le funzioni della centralina Master. Nr. 2 batterie da 12 V 200 Ah a ridotta manutenzione. Nr. 2 alternatori 100 A + 100 A, 28 V.

PORTE
Nr. 2 di tipo doppio, rototraslanti in lega leggera a comando pneumatico con antischiacciamento e bordo sensibile.

Giornale di Brescia 19 febbraio 2011

Vivi in città? Il parcheggio costa la metà

La Loggia annuncia: nuove tariffe fra tre mesi, prezzo intero per i non residenti
Il sindaco Adriano Paroli: «È giusto che chi risiede a Brescia abbia dei benefici»

Tre mesi per rivoluzionare la politica dei parcheggi in città. Tanto ci vorrà perché entrino in vigore le nuove tariffe dei parcometri e dei parcheggi in struttura, previste con una delibera varata ieri della Giunta di Brescia. Si tratta del primo provvedimento del «nuovo corso» all'Assessorato al traffico per il vicesindaco Fabio Rolfi e promette subito di far discutere: 50% di sconto per i residenti a Brescia in tutti i parcometri e prezzo intero per chi non risiede nella nostra città.
La Loggia ha stabilito di modificare il piano tariffario dei parcometri. Fino ad oggi un contributo annuale di 1,5 milioni di euro, trasferiti dall'Amministrazione comunale a Sintesi ha permesso di calmieriare del 20% la tariffa dei parcheggi. Questo impianto ora sarà modificato visto che quegli stessi soldi saranno utilizzati per dimezzare, per tutti i residenti, la tariffa intera che tornerà ad essere effettiva entro 90 giorni, per coloro che non risiedono in città. Entro quella data, ogni cittadino di Brescia maggiorenne si vedrà recapitare a casa una tessera con microchip che permetterà all'atto del pagamento del parcometro di poter usufruire della tariffa dimezzata. È stato il sindaco Paroli a illustrare le ragioni di questa decisione: «È giusto che i residenti in città abbiano dei benefit: si tratta del riconoscimento del fatto che chi risiede a Brescia attraverso gli oneri di urbanizzazione di fatto paga già, in parte, i parcheggi esistenti».
Ma le novità non finiscono qui, visto che sarà introdotto, per tutti gli automobilisti, il cosiddetto «quarto d'ora di cortesia». In sostanza, ogni volta che si sceglierà di sostare per un determinato lasso di tempo, si avrà automaticamente diritto ad un quarto d'ora in più gratis. L'operazione completamente finanziata da Sintesi (il costo stimato è di 150mila euro all'anno) mira, come ha spiegato il direttore generale di Brescia Mobilità Marco Medeghini a limitare al massimo «le infrazioni di coloro che sostando per tempi brevi tendono a non pagare il parcheggio».
La Giunta ha poi varato un provvedimento ad hoc per i portatori di handicap che potranno parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu, qualora i parcheggi a loro riservati fossero occupati. Il sindaco Paroli ha spiegato: «Una sentenza della Cassazione prevede che questo non sia possibile, ma la nostra decisione è fatta nella direzione del rispetto di chi ha una disabilità».
Carlo Muzzi

1,5 MILIONI DI EURO

Il Comune di Brescia dal 2007 paga 1,5 milioni di euro a Sintesi per avere lo sconto del 20% sulle tariffe dei parcheggi. Ora la Giunta ha deciso di riportare la tariffa a quota intera, e il milione e mezzo di euro sarà utilizzato per dimezzare i costi per tutti i residenti di Brescia.

160 MILA TESSERE
Entro 90 giorni i maggiorenni residenti in città (italiani e stranieri) riceveranno una tesserina con chip che potrà essere utilizzata all’atto del pagamento del parcheggio per ottenere lo sconto e a cui sarà aggiunto automaticamente (anche ai non residenti) un «quarto d’ora di cortesia».

BRESCIA & PROVINCIA PARCHEGGI IN STRUTTURA
La nuova delibera non andrà ad incidere sugli abbonamenti dei parcheggi in struttura. Avrà effetti invece sulle tariffe di sosta occasionale, come per i parcheggi a raso: tariffa intera per i non residenti a Brescia, tariffa scontata del 50% per i residenti in città.

Fabio Rolfi: una tessera per la mobilità sostenibile
La prima di Fabio Rolfi come assessore al Traffico è un modo per capire come sarà l'impostazione «verde» della viabilità cittadina. Nemmeno una parola nel corso della conferenza stampa durante la quale il sindaco Paroli riconosce anche i meriti dell'ex assessore centrista Orto nella fase progettuale del nuovo piano tariffario dei parcometri. Rolfi parla dopo: «Con queste delibere abbiamo semplicemente mantenuto un altro dei punti contenuti nel programma elettorale». Il neo-assessore lascia, però, intravedere quale sarà il prossimo progetto in nome della mobilità sostenibile, tema ormai divenuto uno dei pilastri dell'azione di governo della città per il Carroccio. La tesserina che sarà spedita nelle prossime settimane a tutti i residenti maggiorenni per i parcometri è solo la fase uno di un progetto più ambizioso, che sarebbe il primo in Italia: una carta unica in arrivo entro fine 2011 per abbonamento dell'autobus, dei parcheggi (a raso e in struttura) e per l'utilizzo di Bicimia («che è stato un grande successo»).
«È in corso un ripensamento della mobilità del centro storico. Un processo da realizzare senza fretta e senza accelerazioni, ma che porterà alla pedonalizzazione delle piazze, ad un ripensamento del trasporto pubblico nel momento in cui partirà il Metrobus ma in chiave anche provinciale con un prolungamento funzionale attraverso la Brescia-Edolo». Il paradigma è chiaro: parcheggi, trasporti pubblici e bicicletta. Proprio tutto ciò che sarà possibile utilizzare con la nuova carta dei servizi per il «piano» a cui sta lavorando Brescia Mobilità. Un'opera delicata di armonizzazione di tutti i protocolli informativi dei vari servizi.
L'obiettivo di Fabio Rolfi è molto chiaro ed è stato ribadito più volte nei mesi di verifica di Giunta e in vista del valzer di deleghe: «Col nuovo strumento saremo all'avanguardia in Italia, e Brescia sarà allo stesso livello delle città mitteleuropee».c. m.
Sondaggio del Giornale di Brescia (www.giornaledibrescia.it)

Bresciaoggi 19 febbraio 2011

IL PIANO. Novità dalla Giunta, rimarrà anche il quarto d'ora di tolleranza, già compreso nell'orario indicato dal biglietto

Sosta in città: per i residenti lo sconto è del 50 per cento

Mimmo Varone

Sarà applicato sulle tariffe 2007, prima del precedente -20% per tutti Ma si dovra aspettare la tessera nominativa inviata da Brescia Mobilità

I residenti in città avranno lo sconto del 50 per cento sulla sosta a parcometro e nei parcheggi in struttura (con l'esclusione degli abbonamenti che sono già scontati). Lo ha deciso la Giunta Paroli con l'approvazione di una delibera che attua una precedente intenzione già passata al vaglio di Brescia Mobilità. Insieme, stabilisce di mantenere il quarto d'ora di tolleranza ai parcometri e di concedere la sosta gratis nelle strisce blu ai disabili con contrassegno.
IL 50 PER CENTO di sconto, però, non si applica sulle tariffe attuali, bensì su quelle in vigore nel 2007. Nella tradizionale conferenza stampa post Giunta (presenti tra gli altri l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, il direttore di Brescia Mobilità Marco Medeghini e la presidente di Sintesi Giovanna Prandini), il sindaco spiega che allora, «in vista delle elezioni amministrative», la Giunta precedente aveva deliberato uno sconto del 20 per cento per tutti, residenti e non, con il risarcimento di un milione e mezzo di euro all'anno a Sintesi spa. Ora viene ripristinata la tariffa piena, e quel milione e mezzo che era «spalmato» su tutti, andrà al dimezzamento per i residenti. I quali «hanno già in parte pagato il costo dei parcheggi con le opere di urbanizzazione – spiega Paroli – e non è giusto che paghino anche sui parcometri installati per alternare la sosta e, in passato, anche per far cassa». E se non bastasse «devono reggere peso e costo di un milione e 250 mila abitanti della provincia – aggiunge – che usufruiscono dei servizi della città». Ciò detto, dunque, lo sconto del 50 per cento non sarà sulle tariffe attuali, bensì su quelle pre-2007. E rispetto a oggi sarà del 30 per cento. Allo stesso modo, i non residenti non pagheranno più le tariffe attuali, ma si ritroveranno con un «aumento» del 20 per cento.
QUALCHE ESEMPIO: nella zona A del centro ora tutti pagano 1,40 euro all'ora. Con la nuova tariffa oraria i non residenti arriveranno a 1,90 e i residenti 0,95 (non 0,70 come si potrebbe credere). In questo modo il saldo pareggia, e la Loggia continua a sborsare il solito milione e mezzo. I residenti in centro continuano ad avere gratuiti i parcheggi a loro riservati, e dovranno pagare la nuova tariffa solo quando lasceranno l'auto nelle strisce blu fuori dal centro storico. Perchè tutto diventi operativo bisognerà aspettare che Brescia Mobilità prepari e spedisca a ciascun maggiorenne della città l'apposita tessera per farsi riconoscere dai parcometri, che sono già stati modificati per poter applicare lo sconto. Si tratta di spedire circa 120 mila tessere nominative, e si prevede che ci voglia un trimestre. Tra aggiornamento dei parcometri e tessere, l'operazione costa 200 mila euro. Altri 150 mila euro all'anno sono stimati da Brescia Mobilità per mantenere il quarto d'ora di cortesia ai parcometri. Se ne fa carico Sintesi, ma dovrebbero rientrare – spiega Medeghini – grazie ai maggiori introiti dalla sosta brevissima che in questo modo viene incentivata. Attenzione, però, il quarto d'ora è già calcolato dalla macchinetta quando emette il tagliando, ed entro l'ora stampigliata bisogna ritirare l'auto. «Troppe volte chi usa i parcheggi non sa quanto tempo resta, e rischia la multa – commenta il sindaco -, anche questo è un segno di civiltà e buon senso». Infine, la gratuità per i disabili. Nonostante una sentenza di Cassazione abbia stabilito che devono pagare quando parcheggiano nelle strisce blu, anche se trovano occupati i posti a loro riservati, Brescia non aderisce. «Abbiamo accolto le richieste delle associazioni dei disabili – dice Paroli – e permettiamo a chi esibisce il tagliando di parcheggiare gratuitamente in tutti i parcometri della città».

Bresciaoggi 17 febbraio 2011

LA PROTESTA. I Cobas di Bresciatrasporti «attaccano» le scelte in tema di trasporto pubblico

«I tagli della Loggia significano un peggioramento del servizio»

Irene Panighetti

Murari: «Da un lato cresce il costo del biglietto Dall'altro diminuisce il numero delle corse»

«Efficientamento lo chiama l'azienda. Taglio, lo traduciamo noi»: così Maurizio Murari, dei Cobas di Bresciatrasporti riassume le motivazioni che, assieme ad altri colleghi, lo hanno spinto alla denuncia pubblica di ieri. Una conferenza stampa in cui gli autisti del sindacato di base hanno presentato tabelle elaborate «a partire dai dati diffusi dall'azienda stessa - spiega Roberto Bianchetti, autista che ha lavorato sui confronti numerici - dalle quali abbiamo dedotto che dal febbraio 2010 ad oggi sono state gradualmente tagliate 40 ore giornaliere di servizio, distribuite su tutte le linee».
Il percorso maggiormente sacrificato è quello della linea 17, ridotta in termini di corse e di percorso. Il meccanismo di riduzione si basa o sulla diminuzione dei passaggi, o sull'abbreviazione del percorso chilometrico o su entrambi. «A volte le ore di corsa sono risultate le stesse- continua Bianchetti- come per la linea 1, che ha capolinea a Masaccio ma alcune volte si ferma in via Vannucci. Ebbene sono aumentate le corse limitate a Vannucci, che nel febbraio 2010 erano 39 e nel gennaio 2011 sono arrivate a 50, colpendo così le zone piu' periferiche»; questi tagli, a differenza dell'aumento del costo del biglietto, non sono stati resi noti pubblicamente, «perchè significano chiaramente una presa in giro degli utenti-commenta Murari- che oltre al danno hanno la beffa di un servizio minore e più caro».
I Cobas additano il Comune come principale responsabile, perchè «ha trasferito meno soldi all'azienda, facendo capire chiaramente quale è la poltica che persegue: disincentivo del mezzo pubblico a favore del privato». «Eppure i soldi si trovano per tagliare gli alberi» osserva l'autista Renato Lamberti, riferendosi alla vicenda di questi giorni dei giardini di via Odorici, mentre Murari sottolinea: «taglio dei finanziamenti significa anche peggiore manutenzione, quindi autobus vecchi».
Tutto ciò in un momento di particolare emergenza smog e di peggioramento della viabilità, «come possono notare tutti dalle code che si formano soprattutto nei giorni di pioggia».

www.giornaledibrescia.it 16 febbraio 2011

Pioggia e vento non sospendono le targhe alterne. Online le ordinanze

in città Dopo la sospensione del provvedimento per la festa dei Santi patroni, e nonostante la pioggia e il forte vento che hanno caratterizzato la giornata odierna, l’ordinanza che impone la circolazione a targhe alterne rimane confermata anche per i prossimi giorni e fino a cessata necessità. Questo quanto deciso dal Comune di Brescia. VEDI LE ORDINANZE SUI SITI DI TUTTI I COMUNI INTERESSATI.


www.tplbrescia.it 16 febbraio 2011

PANNELLI A MESSAGGIO VARIABILE.
CON LE TARGHE ALTERNE E LE LIMITAZIONI DEL TRAFFICO IL LORO "SILENZIO"  SI FA SENTIRE


Se fossero funzionanti contribuirebbero ad informare in modo preciso e puntuale le migliaia di automobilisti che transitano sulla rete stradale cittadina e della prima cintura.

Alcuni esempi a Brescia e provincia
Pannelli a messaggio variabile nel Comune di Brescia.
Pannelli a messaggio variabile sulle strade provinciali.
Esempio di una città del nord Italia simile a Brescia
  

Giornale di Brescia 16 febbraio 2011

Accordo Ryanair Autostradale: 18 corse al giorno sulla Brescia-Orio
BRESCIA Un collegamento autobus diretto Brescia-Aeroporto di Bergamo. È uno dei risultati dell'accordo siglato ieri da Rayanair, la compagnia aerea irlandese low cost che ha base ad Orio al Serio, con l'azienda italiana di pul-lman Autostradale.
Diciotto le corse che saranno attivate per il collegamento con Brescia, al prezzo di 10 euro a corsa; mentre saranno ben 85 le corse ogni giorno che collegheranno l'aeroporto bergamasco con il centro di Milano al prezzo di 9,90 euro. E nei prossimi mesi saranno messi a punto i collegamenti da e per altri aeroporti italiani serviti da Ryanair.
L'accordo di partnership Ryanair-Autostradale avrà durata quinquennale e permetterà ai suoi passeggeri di accedere a trasferimenti dagli aeroporti italiani. I biglietti sono disponibili su www.ryanair.com, su www.autostradale.it o su www.airportbusexpress.it, oltre che negli aeroporti e nei punti di raccolta in città. «Ci aspettiamo di sviluppare altri servizi di qualità con i pullman Autostradale in Europa nei prossimi 5 anni», ha commentato Ryanair.

Bresciaoggi 10 febbraio 2011

Valtrompia, un coro di no: «Le operazioni spot non servono a nulla»

La Val Trompia, o almeno buona parte, dice no al blocco del traffico. Bovezzo, Concesio, Sarezzo, Gardone, Villa Carcina e Lumezzane elevano all'unisono la voce dell'amministrazione che chiede «azioni strutturali e coordinate, e non misure spot», dichiara il sindaco di Concesio, Stefano Retali, portavoce della cordata istituzionale che ha stilato una nota congiunta.

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E per quanto riguarda il trasporto pubblico locale - ricordano nella nota - «va incentivato per ridurre le auto private da strade supertrafficate come la Sp 345, la Sp 237 e la Sp 19», al punto da lanciare un appello a Regione e Governo, affinchè «prendano in seria considerazione l'opportunità di estendere il metrobus cittadino in Val Trompia, almeno fino alla parte nord di Concesio». La denuncia, la proposta, ma anche una promessa: «ci sarà il massimo impegno per sensibilizzare i cittadini a comportarsi in maniera responsabile, nel rispetto delle normative regionali». Oggi a mezzogiorno se ne discuterà proprio al tavolo provinciale convocato per il confronto uleriore con i Comuni dell'area critica in previsione di blocchi e targhe alterne.


Giornale di Brescia 13 febbraio 2011

Pari o dispari? Vincono i confusi

Nella prima giornata anti smog sono più gli automobilisti che si fermano dai vigili a chiedere delucidazioni di quelli fermati dagli agenti per violazioni dell’ordinanza

Euro 4 e euro 5 in strada. Euro 3 solo se pari, ma non se a due ruote. Euro 0, 1 e 2 (diesel) ferme fino alle diciotto indipendentemente dalla targa. Dal crucintarsio di norme anti Pm10 sono emerse una giornata su strada meno caotica del solito, ma appena percettibilmente, e una certezza: la confusione degli automobilisti. Diverse le telefonate giunte ai centralini della Polizia Locale. Tanti anche quelli che si sono fermati ai posti di blocco, disseminati lungo le arterie che conducono in centro, per cercare di capire dalla viva voce degli agenti come comportarsi.
Sono stati in tutto 272 gli automobilisti che hanno interpellato direttamente i vigili schierati sul campo dal comando di via Donegani. Quasi settanta in più di coloro che sono stati fermati. Ai posti di controllo sistemati a rotazione in via Triumplina e via Dalmazia, in via Orzinuovi e via Labirinto, così come in via Maggia e in via Spalti San Marco hanno dovuto esibire patente e libretto 207 automobilisti. Nel complesso dalle 9 alle 18 gli agenti della Polizia Locale hanno elevato 30 verbali: ventotto per violazione dell'ordinanza del sindaco, 2 per altra violazione di natura ambientale: la mancata revisione. Sostanzialmente un automobilista ogni sette era «fuorilegge», per la precisione il 14,4%. Numeri insignificanti sono stati raccolti nel territorio degli altri 11 Comuni che hanno imposto limitazioni alla circolazione. Oggi si replica, dispari in strada.
Che l'aria sia migliorata è tutto ancora da vedere. Occorrerà attendere il dispaccio odierno dell'Arpa per sapere se le concentrazioni si sono abbassate. Poco, per non dire nulla, ha potuto il vento che per alcune ore venerdì ha soffiato sulla città e su buona parte della provincia.
Le sei centraline in funzione hanno fatto registrare ugualmente valori doppi rispetto al limite consentito. Quella al Broletto si è fermata a quota 91 microgrammi, mentre al Villaggio Sereno 99. Il record spetta a Sarezzo con 102, mentre Rezzato si «ferma» a 88 così come a Odolo. Darfo per chiudere registra 95 microgrammi.
C'è chi il problema dell'auto ieri, così come negli altri giorni della settimana, non se l'è proprio posto. Attorno alle 16 gli autobus della Linea 1 di Brescia Trasporti risultavano sì carichi, ma soprattutto di studenti, pensionati e persone avvezze - per costume, comodità o perché prive della patente - a spostarsi con i mezzi pubblici e non di «vittime» delle targhe alterne. Tanto che pure le pochissime eccezioni alla suddetta regola raccontano di avvalersi - più o meno assiduamente - degli autobus, anche in periodi di «normale» circolazione automobilistica. Il viaggio obbligato di ieri sulla «filo», dunque, non pare aver generato acredine, considerato inoltre che «la linea 1 - dicono - è una delle meglio servite, passa con una certa regolarità e copre un percorso (Masaccio-Mompiano, ndr) frequentato e comodo».
Già, perché in fondo per trasferirsi dalla zona nord al centro evitando lo stress del parcheggio e gli ingorghi ai semafori «l'autobus rimane la soluzione migliore». Elementi che fanno digerire senza troppe difficoltà anche l'aumento del prezzo del biglietto a 1,20 euro: «Erano anni che la cifra non veniva adeguata - rileva un passeggero -, non mi sembra una tragedia. Il servizio poi è buono, 20 centesimi di rincaro ci stanno».
Certo è, interviene un altro, «che se ciascuno pagasse sistematicamente la sua quota non ci sarebbe bisogno di maggiorazioni, un po' come per le tasse». Tutti d'accordo, ma consapevoli che «per alcune fasce e per chi utilizza i bus cittadini ripetutamente il rialzo può pesare».
Quanto al provvedimento targhe alterne in sé, alberga dell'ottimismo nell'auspicio che lo stesso «possa trasmettere una cultura diversa, per imparare a scartare ogni tanto l'auto in favore di bici, mezzi o di una passeggiata». Speranze a parte, però, non c'è convinzione circa l'utilità della disposizione: «Sono necessari - commenta una residente di Mompiano - interventi seri alla radice, una revisione strutturale, questi sono soltanto tamponi che non risolvono il problema e creano disagi a molti cittadini».
Pierpaolo Prati


Il Broletto critica «la linea dettata dalla Loggia»
«Così come è stato attuato il provvedimento sulle targhe alterne comporterà disagi ai cittadini e procurerà un miglioramento pressoché inesistente sui valori del Pm10, in quanto le fasce escluse sono quelle di maggior emissione di Pm10 e Pm2,5, come indicato dai tecnici di Regione Lombardia».
A dirlo, anzi a scriverlo a 37 sindaci di altrettanti Comuni dell'area critica, è l'assessore provinciale al Trasporto Corrado Ghirardelli. Che rispondendo a quanti gli hanno chiesto delucidazioni circa la competenza sulle strade provinciali di pertinenza, lamenta come «il ruolo di coordinamento della Provincia sia stato messo in discussione dall'attività del Comune di Brescia, senza tenere nella giusta considerazione che questo è uno solo dei 206 Comuni della provincia e che i gravi problemi che attanagliano la qualità della nostra aria sono di carattere provinciale e senza confine alcuno».
Ghirardelli sottolinea «l'insensibilità di alcuni amministratori di comprendere appieno le problematiche e la scarsa conoscenza della materia in essere e delle normative vigenti» e evidenzia come queste lacune «compromettono il difficile lavoro svolto da mesi dalla Provincia, che ritiene sempre più importante una totale unità di intenti di tutta la provincia su temi di così grave importanza».
In particolare, nella lettera ai sindaci, Ghirardelli si rammarica per il fatto che «la proposta di targhe alterne dalle 7 alle 21, ipotesi valutata con i tecnici aria della Regione, sia stata snaturata nella sua efficacia, portandola dalle 9 alle 18».
Quanto poi alla questione delle strade provinciali di pertinenza l'assessore spiega «che possono essere inserite nella propria ordinanza per il contenimento dell'inquinamento atmosferico. Del resto, assicurando la più ampia forma di pubblicità possibile, spetta ai sindaci adottare misure cautelari a livello sanitario».



«Dalla Giunta politica fallimentare»

I Verdi criticano le scelte antismog della maggioranza
«Le polveri assassine»: non è un thriller, ma inquieta il rapporto dei Verdi sugli effetti sanitari, sociali ed economici dello smog. Presentato dalla sezione bresciana dell'organizzazione, il documento parla di 7.400 decessi l'anno in Italia riconducibili all'inquinamento, per un costo di 4,5 miliardi tra assistenza medica e giornate lavorative perse.
La grave crisi in cui versa la qualità dell'aria a Brescia e provincia ha portato a provvedimenti come targhe alterne e blocco del traffico. Per Salvatore Fierro, responsabile provinciale dei Verdi, «si tratta di un passo avanti, ma la politica dell'Amministrazione in tema ambientale è del tutto fallimentare. Non si investe sul trasporto pubblico, le Ztl stanno scomparendo e il centro storico è un parcheggio. Servono investimenti sugli impianti industriali e interventi sul traffico». Il movimento ambientalista chiede anche che «venga introdotto il limite di 80 chilometri all'ora in tangenziale e di 100 chilometri orari sulle autostrade».
Giuseppe Ramera, rappresentante dei Verdi, cita come esempi virtuosi la delibera adottata da Orzinuovi con la quale il Comune aderisce al piano di abbattimento delle emissioni di CO2. Intervenuto a nome di Brescia Progress, Francesco Onofri ha invitato la Giunta Paroli «a realizzare il piano della mobilità in collaborazione con i Comuni contermini». egg

Bresciaoggi 13 febbraio 2011

IN CITTÀ. Tre pattuglie della Polizia Locale hanno presidiato la città per far rispettare le limitazioni al traffico

Ieri targhe pari, oggi le dispari tra smog, dubbi e sanzioni

Mimmo Varone

Ghirardelli perplesso: «Credo che questo provvedimento snaturato nella sostanza porterà solamente confusione e disagi»

Più auto di targa pari, di certo. Ma anche molte dispari, con ogni probabilità in regola, tra Euro 4 ed Euro 5 tutte esenti dal divieto. La prima giornata di targhe alterne in città e in 11 comuni dell'hinterland ha visto una certa riduzione del traffico veicolare, ma appena percepibile. Oggi potranno circolare le dispari, e le cose non cambieranno molto.
Che davvero si riesca ad abbattere il 20 per cento delle polveri totali dell'aria bresciana lo diranno le centraline Arpa. Venerdì (ultimo giorno di libera circolazione) e sabato (primo delle restrizioni) sono stati due giorni fotocopia per il meteo, con stesse temperature, cielo sereno, vento e alta pressione. Venerdì il Broletto era a 91 microgrammi per metro cubo di Pm10 e il Villaggio Sereno a 99. Oggi basterà confrontare.
Chi non è affatto convinto che un provvedimento simile serva a qualcosa è l'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli, che l'altro giorno ha scritto una lettera ai 21 sindaci dell'area critica e ai 18 della seconda cintura. «Mi rammarica osservare - scrive tra l'altro - che la proposta di targhe alterne dalle ore 7 alle ore 21, ipotesi valutata con i tecnici aria della Regione Lombardia, sia stata snaturata nella sua efficacia, portandola dalle 9 alle 18. Così come attuato, il provvedimento delle targhe alterne comporterà disagi ai cittadini e procurerà un miglioramento pressochè inesistente sul valori di Pm10, in quanto le fasce escluse sono quelle di maggiore emissione».
Ghirardelli constata con «dispiacere» che negli ultimi giorni «il ruolo di coordinamento della Provincia sia stato messo in discussione dal comune di Brescia, senza tenere nella giusta considerazione che è solo uno dei 206 della provincia». E poi, «l'insensibilità di alcuni amministratori di comprendere appieno le problematiche, la scarsa conoscenza della materia e delle normative vigenti - aggiunge - compromette il difficile lavoro svolto da mesi da questo Ente, che ritiene sempre più importante un'unità d'intenti di tutta la provincia su temi di così grave importanza». È un altro capitolo della «guerra dell'aria» tra Loggia e Broletto.
SCARSA INFORMAZIONE tra i cittadini. I Vigili di Brescia ieri sono usciti con tre pattuglie al mattino e altrettante al pomeriggio, e hanno comminato 30 sanzioni su 207 veicoli controllati. Non molte ma quasi tutte da 155 euro riservate a chi utilizza una Euro 0 a benzina o una Euro 0, 1 e 2 diesel.
Sono auto che per norma regionale non possono viaggiare durante i giorni feriali. Il sindaco Adriano Paroli e gli altri dei comuni limitrofi, tuttavia, hanno stabilito con l'ordinanza delle targhe alterne che non devono muoversi neanche di sabato e domenica. Ben 272 bresciani ieri si sono rivolti alle stesse pattuglie dei Vigili per avere informazioni sull'ordinanza. Le targhe alterne saranno in vigore fino a fine mese e comunque fino a cessata emergenza. Oggi, come detto, toccherà alle dispari.


LE CURIOSITÀ. Ordinanze contraddittorie nei comuni coinvolti

Via libera sulla «235» ma solo in un senso

Giovanni Armanini

Tra copiaincolla e interpretazioni ecco come si fa applicare il blocco

«La mia targa finisce con 0. È pari o dispari?». La domanda è solo una delle tante che sono state poste agli operatori delle varie polizie locali dei comuni coinvolti. Ma anche a scorrere i testi delle ordinanze non è che la chiarezza regni sovrana.
IL CASO più curioso è quello che riguarda la statale 235. A Castelmella il divieto di circolazione - stando a quanto si legge nell'ordinanza - non si applica alle strade provinciali, a Roncadelle non si applica ai tratti autostradali ed alla tangenziale sud di Brescia. Da ciò si è portati a dedurre che sulla SP235 (Orceana), che è divisa a metà tra Roncadelle e Castelmella esattamente sulla riga centrale, sul lato di Castelmella si potrà circolare, su quello di Roncadelle no.
Curioso invece il dispositivo di Collebeato, dove si legge: «il Sindaco ordina la circolazione a targhe alterne sul territorio comunale di Brescia». Da cui si deduce che a Collebeato si può circolare tranquillamente. Sempre Collebeato non applica il divieto di circolazione in tutti i tratti di strada esclusi, ma sul territorio di Brescia. Sarà difficile per i vigili dare multe fuori territorio. L'impressione è che si tratti di un copincolla secco dall'ordinanza della Loggia, sarebbe curioso vedere il ricorso di un automobilista multato a Collebeato che impugnando l'ordinanza facesse notare che non vi erano di fatto territori di quel comune menzionati dal divieto. Così anche a Castelmella, dove «il Sinadco ordina la circolazione a targhe alterne» sul territorio comunale di Brescia». Peraltro nell'ordinanza si legge che «é prevista la facoltà di avvalersi di autocertificazioni». Quindi in caso in quel territorio uno si autocertifica e via, in tutti gli altri comuni no. Curioso anche il caso di Botticino, dove non si applica il blocco in alcune vie salvo consentire ai residenti (senza specificare se tutti o quelli che già possono circolare nelle vie indicate prima) di raggiungere per la via più breve le aree di parcheggio più vicine alle fermate dei mezzi di trasporto pubblico.
MA C'È ANCHE «il caso San Faustino»: 15 febbraio. In cui ognuno andrà un po' per i fatti suoi. Le ordinanze di Brescia, Botticino, Collebeato e Castenedolo ne fanno menzione specifica. Gli altri comuni no. Tuttavia sul sito del comune di Brescia si legge che: «L'ordinanza ha valore, oltre che nel Comune di Brescia, nei comuni che hanno aderito e cioè: Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, S. Zeno, Gussago, Castelmella, Castegnato». Che farebbe pensare che gli altri comuni recepiscano la stessa ordinanza, anche se poi si scoprono - come visto - orientamenti diversi (e non sempre concordanti).
La soluzione migliore? Forse è quella di Cellatica, dove per salvare capra e cavoli si legge che: «eventuali deroghe alla presente ordinanza rilasciate dai Sindaci che hanno emanato la medesima ordinanza sono ritenute valide sul territorio comunale». Ma lo stesso comune si distingue in verità anche per precisione, specificando che «le prescrizioni della presente ordinanza si applicano anche sul tratto di strada provinciale S.P. 10 che insiste sul territorio del comune di Cellatica». Lapalissiano, visto che essendo in territorio comunale l'esclusione dovrebbe essere espressa, ma in una confusione tale forse meglio dirlo una volta di più.
Sul sito del Comune di San Zeno Naviglio invece non si trova nè l'ordinanza nè alcun riferimento al blocco del traffico. Si farà? boh!


L'IDEA. La situazione ambientale «porta» a continue riflessioni

La ricetta dei Verdi punta sui «trasporti»

Ramera: «In città velocità ridotta Incentivi sull'uso degli autobus»

Il Dossier nazionale stilato dai Verdi e supportato da studi scientifici condotti da Misa2-Epair su «Le polveri assassine», «colpevoli di provocare oltre 7 mila vittime all'anno - si legge nel documento - oltre ad innumerevoli ricoveri ospedalieri e disturbi respiratori, specie nei bambini», ha dato modo ai Verdi della Costituente ecologica di Brescia e Provincia di affrontare l'annoso tema dell'inquinamento cittadino e delle sue ripercussioni sulla salute pubblica. «I dati che emergono dall'indagine dell'Asl di Brescia sull'incidenza delle malattie respiratorie nella zona di San Polo, il 43 per cento più alta rispetto al resto della città, impone un urgente inversione di rotta rispetto alle politiche ambientali di questa Amministrazione - lamenta Salvatore Fierro, responsabile della Costituente. Inversione che sia in grado di «ridurre le emissioni da parte delle aziende e delle auto private, anche attraverso finanziamenti pubblici che, a norma della legge 340/2000, i comuni superiori a 100 mila abitanti possono richiedere per costruire Piani Urbani di Mobilità, abbassando così uno dei primi fattori inquinanti della città - propone Giuseppe Ramera dei Verdi per la Costituente ecologica - . Per abbattere le Pm10 bisogna innanzitutto abbassare a 80 chilometri orari la velocità massima sulle tangenziali e a 100 sulle autostrade, imporre inoltre il divieto di sorpasso su queste strade per i veicoli pesanti e incentivare invece il trasporto pubblico con l'implementazione delle corse».
CONTRARI all'annunciato aumento dei prezzi del biglietto dell'autobus, «ennesima dimostrazione della volontà della Giunta di disincentivare l'utilizzo del trasporto pubblico», sottolinea Fierro, la Costituente invita la maggioranza a prendere seri provvedimenti per ridurre il numero delle auto in circolazione. «Le targhe alterne rappresentano un primo passo avanti verso la rieducazione ecologica dei bresciani, ma per migliorare l'aria cittadina non ci si può limitare a quelle - raccomanda Giuseppe Ramera -. E' ora di chiudere definitivamente il centro storico alle auto, vietare i parcheggi nelle piazze e investire sul trasporto pubblico e su quello ecosostenibile. Solo così si otterranno risultati duraturi nel tempo».E.BEN.


Giornale di Brescia 12 febbraio 2011

PROGETTO ITINERA

«Flash mob»: la battaglia dei Patroni rivive sugli autobus della «linea 1»

Chi oggi pomeriggio vedesse ragazzi aggirarsi in costumi d'epoca sul bus, non si spaventi
Chi oggi pomeriggio vedesse ragazzi aggirarsi in costumi d'epoca sul bus, non si spaventi. Si tratta dell'iniziativa del Progetto Itinera dedicata ai Santi Faustino e Giovita: sui mezzi della linea 1 saliranno dei giovani impegnati in brevi rievocazioni della «battaglia storica» in cui i patroni cittadini difesero Brescia.
Con il «flash mob», un blitz organizzato solitamente in spazi pubblici, verranno distribuiti anche materiali informativi coi quali verrà spiegato il significato dell'evento. Le rievocazioni avverranno tra le 14 e le 17, con la collaborazione di Brescia Trasporti. Promosso in sinergia dall'Assessorato alle politiche giovanili del Comune e dal Centro Oratori, il Progetto Itinera lavora da anni coi giovani della città in attività musicali, artistiche, sportive. Il riferimento ai Santi Faustino e Giovita è stato scelto in questo caso perché, si legge nel comunicato, i due Patroni «erano giovani in grado di condizionare il contesto cittadino con la propria fede. Con questa proposta il Progetto Itinera sottolinea il valore dell'essere giovani oggi come simbolo della possibilità di un futuro e cambiamenti significativi: un modo per sperare!». I video dei «blitz» saranno proposti sul sito web www.fuoriclassebrescia.it.

Bresciaoggi 12 febbraio 2011

INQUINAMENTO. Le limitazioni alla circolazione stradale resteranno in vigore fino alla fine del mese o alla cessazione dell'emergenza

Smog: oggi circolano le auto con targa pari

Mimmo Varone

Il provvedimento in vigore dalle ore 9 alle 18 in tutta la città e in undici Comuni dell'hinterland Multa da 80 euro per chi non rispetta l'ordinanza

Scattano le targhe alterne, tra cittadini che arroventano le linee della Polizia municipale per chiedere informazioni. E qualcuno già parla di “occasione persa di equità e giustizia”. Oggi, dalle 9 alle 18 circoleranno solo le pari, domani le dispari, e così via. Fino al 28 febbraio, a Brescia e in 11 comuni dell'hinterland, nei giorni pari viaggeranno le targhe con l'ultima cifra pari (compreso lo zero), nei dispari le targhe dispari. Fa eccezione solo il martedì 15 di San Faustino, che lascia tutti liberi di andare in auto.
Il provvedimento riguarda gli automezzi da Euro 3 in giù. E poiché gli Euro 0 a benzina, gli Euro 0, 1 e 2 diesel sono già soggetti a un divieto regionale che li blocca tutti i giorni fino al 15 aprile, in realtà interessa solo Euro 1, 2 e 3 a benzina ed Euro 3 diesel. Non sono soggetti a limitazioni, dunque, gli Euro 4 e 5 a benzina e diesel, insieme ad auto e moto elettriche, a metano o Gpl e ibride (motore termico ed elettrico). Nessuna limitazione pure per le auto con almeno tre persone a bordo (car pooling) e per quelle del car-sharing. Attenzione, però, le auto più inquinanti vietate dalla Regione non possono circolare neanche con il car pooling.
Le novità rispetto alle consuete domeniche ecologiche sono tante. I bresciani devono farci l'abitudine e ieri hanno preso d'assalto le linee telefoniche del comando dei Vigili di via Donegani per chiedere spiegazioni. Anche perchè le multe sono salate.
Chi contravviene al divieto regionale sarà punito con una multa da 155 euro e con il ritiro della patente per 15 giorni se recidivo nell'ultimo biennio. Chi semplicemente non rispetta le targhe alterne avrà una sanzione di 80 euro.
IL PROVVEDIMENTO si applica sulle strade comunali di Brescia, Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio, Gussago, Castelmella e Castegnato, con l'esclusione delle provinciali, delle statali e delle autostrade. A Brescia restano fuori la tangenziale sud, e i tratti di collegamento con il piazzale Ortomercato di via Orzinuovi e l'area Spettacoli viaggianti di via della Volta. Così dice l'ordinanza emanata giovedì dai sindaci, i quali, però, chiedevano pure all'assessore ai Trasporti in Broletto Corrado Ghirardelli, che coordina il Tavolo dell'aria, di estendere le targhe alterne alle strade provinciali di collegamento tra i 12 comuni. Ghirardelli, che non era stato invitato alla riunione di giovedì in Loggia in cui si sono decise le misure contro le polveri sottili, ieri mattina ha spedito una e-mail a tutti i primi cittadini interessati per precisare che «non spetta alla Provincia emettere provvedimenti del genere sulle strade provinciali, bensì agli stessi sindaci che hanno la responsabilità di tutelare la salute dei cittadini». Si vedrà. Le limitazioni dovrebbero restare in vigore fino al 28 o fino a cessata emergenza. Ma il meteo annuncia piogge, temporali e nevicate oltre i mille metri da martedì a giovedì prossimi. Il tempo dovrebbe guastarsi già da domani e le perturbazioni in arrivo da ovest dovrebbero dare una mano a pulire l'aria. Intanto il provvedimento incassa le prime critiche. Carlo Carugati del Centro studi Aavs (Associazione amatori veicoli storici), dati alla mano accusa i sindaci di aver escluso dalle targhe alterne gli Euro 4 senza filtro antiparticolato che danno emissioni «tre volte superiori alla pari categoria con filtro». E le Euro 3 a gasolio «non inibite totalmente dalla circolazione» (possono viaggiare con il car pooling), danno emissioni «cinque volte superiori a una Euro 4 con filtro». Insomma, «spreco di tempo e soldi, e disturbo ai contribuenti».

Giornale di Brescia 12 febbraio 2011

Targhe alterne al via con le pari
Poche regole per evitare multe


In vigore da oggi l’ordinanza della Loggia. La stessa adottata da altri undici Comuni dell’hinterland cittadino. Il divieto dalle 9 alle 18

nUna media di 80 telefonate al minuto, con quattordici persone che rispondono alle domande e alle sollecitazioni dei cittadini. Questa la situazione di ieri, il giorno prima dell'avvio dell'ordinanza firmata giovedì dal sindaco Adriano Paroli, che introduce da oggi, fino a fine mese, dalle 9 alle ore 18, il limite della circolazione a targhe alterne. «Sono molte le domande e le lamentele - spiegano dagli uffici, ma in particolare sono madri che chiamano per sapere come muoversi per accompagnare i figli a scuola, oppure persone che chiedono come capire a quale classe di direttiva Euro appartengono le loro auto». Questo perché l'ordinanza della Loggia (ma ripresa quasi in fotocopia da altri 11 Comuni dell'hinterland) prevede che il regime delle targhe alterne (che verrebbe sospeso al venir meno della concentrazione di Pm10 nell'aria) riguarda tutte le auto Euro 1, 2 e 3, mentre ferma definitivamente anche nei fine settimana le Euro 0 e le diesel Euro 0, 1 e 2.
Stessa sorte per i ciclomotori e le moto a due tempi pre Euro: senza un motore quattro tempi le due ruote non catalizzate non potranno circolare seppure anche loro a targhe alterne. Medesimo regime che tocca i veicoli storici: potranno circolare per partecipare alle manifestazioni ma solo nel regime delle targhe alterne. Questa l'indicazione data dal compilatore dell'ordinanza che ha tradotto i voleri del sindaco. Va detto che il passaggio in cui si cita la legge regionale che prevede la deroga al blocco per le storiche («...in ogni caso i veicoli - a prescindere dal numero di targa - devono comunque rispettare quanto previsto dalla Legge Regionale 24/06 D.R. 29.07.2009 n.8/9958») non è molto esplicito e lascia spazio a varie interpretazioni. Nel dubbio è bene verificare presso i propri Comuni che sull'argomento potrebbero aver introdotto varianti (Urp del Comune di Brescia: tel. 030/2977302, numero verde 800401104; Polizia Municipale 030/45001). Cosa avvenuta alla deroga cittadina della Loggia per San Faustino: martedì a Brescia si circola, in provincia si andrà a targhe alterne.
A Castel Mella, il sindaco Ettore Aliprandi ha recepito l'ordinanza con un'eccezione: «chi per lavoro si sposta all'interno del Comune per raggiungere il posto di lavoro potrà circolare nel territorio comunale». Targhe alterne pure a Cellatica con alcune specificazioni: «Ho inserito tra le strade in cui si dovrà circolare a targhe alterne anche la Provinciale 10 e se si è in possesso di un permesso rilasciato da un sindaco vale anche per il territorio di Cellatica» precisa il sindaco Paolo Cingia. Gussago e Borgosatollo come Cellatica lasciano in vigore il regime a targhe alterne anche a S. Faustino. Ordinanza fotocopia per Castenedolo: «Abbiamo messo la deroga per S. Faustino» spiega Gianbattista Groli. Il sindaco di Flero, Lorenzo Prandelli ha invece redatto una sua ordinanza che non introduce le targhe alterne, ma solo l'abbassamento del riscaldamento ricordando i limiti imposti alla circolazione dalla legge regionale.
Per il resto ricordiamo che i Comuni che hanno adottato il regime delle targhe alterne e che hanno dichiarato in questo senso la loro decisione nell'incontro in Loggia sono Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, S. Zeno, Gussago, Castel Mella e Castegnato.
Paola Gregorio


LE DEROGHE

Viaggeranno comunque le Euro 4 e 5 ed il car pooling
L'ordinanza della Loggia esclude dall'obbligo gli autoveicoli Euro 4 e 5; i veicoli elettrici; gli autoveicoli a gas; ...
L'ordinanza della Loggia esclude dall'obbligo gli autoveicoli Euro 4 e 5; i veicoli elettrici; gli autoveicoli a gas; le ibride; i veicoli con a bordo tre persone (car pooling); gli autoveicoli del servizio car-sharing («Car Sharing Brescia» propone l'abbonamento mensile: info allo 030.2053573). Il divieto non si applica a mezzi pubblici e delle Forze di Polizia; al pronto soccorso; ai mezzi di trasporto pubblico e scuolabus; agli autoveicoli utilizzati per il trasporto di disabili, muniti del relativo contrassegno, con il soggetto disabile a bordo; agli autoveicoli di chi svolge funzioni di pubblico servizio o di pubblica utilità individuabile o con contrassegno o certificazione del datore di lavoro come operatori dei servizi manutentivi di emergenza non rinviabili al giorno successivo (luce, gas, acqua, sistemi informatici, distribuzione farmaci, alimentari deperibili e pasti per i servizi di mensa); ai veicoli dei servizi postali e valori; ai medici e veterinari in visita urgente, agli operatori sanitari ed assistenziali in servizio con certificazione del datore di lavoro; alle persone sottoposte a interventi o terapie indispensabili; ai lavoratori con turni lavorativi tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, certificati dal datore di lavoro, con indicati orari e tragitto da e per il luogo di lavoro, ai sacerdoti, agli operatori dell'informazione ed edicolanti con tesserino; agli ambulanti e per il trasporto merci.


I giovani Pd regalano mascherine in Loggia

Manifestazione prima del Consiglio per chiedere maggiore impegno contro lo smog

Una mascherina antismog e alcune proposte raccolte in un documento. È questo il «dono» distribuito ieri in Loggia, prima dell'inizio del Consiglio comunale, dai membri della segreteria cittadina Giovani democratici, con il sostegno della segreteria cittadina del Pd.
Un'iniziativa «non polemica, ma piuttosto un invito alla Giunta ad impegnarsi di più sul fronte delle politiche ambientali, programmando una serie di interventi a lungo termine - spiega Giulia Zambolin -. Per la sua storia industriale Brescia ha sempre dovuto convivere con i problemi legati all'inquinamento del suolo e dell'aria, ma crediamo sia giunto il momento di porre un freno al fenomeno, grazie ai progressi tecnologici nell'ambito della prevenzione». I Giovani democratici chiedono «il potenziamento della rete di trasporto pubblico attraverso un piano studiato con attenzione e che offra un servizio capillare e di qualità». In secondo luogo «la tutela dei polmoni verdi bresciani già esistenti (come la Maddalena, il Castello, il Parco delle cave e quello delle Colline) e la creazione, già sperimentata in altre città europee, dei "boschi di città", aree verdi in prossimità delle principali arterie autostradali e delle zone a più alto tasso di inquinamento atmosferico».
Invitano infine a un'azione di «sensibilizzazione dei bresciani, per modificare la concezione, tutta italiana, dell'automobile come principale mezzo di trasporto quotidiano». Più critico Fabio Negrini della segreteria cittadina. «Sembra che la Giunta, con gli ultimi provvedimenti, voglia "chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati" - afferma -. E intanto alza il costo dei biglietti per l'autobus e abbassa quello dei parcometri». La mascherina è stata accolta dal sindaco Paroli e dall'assessore all'Ambiente Vilardi ma rifiutata da diversi altri consiglieri di maggioranza.
Chiara Corti

Bresciaoggi 12 febbraio 2011

IL PROVVEDIMENTO. Hanno aderito Brescia, Castegnato e dieci centri dell'area critica

Da domani 12 Comuni con targhe alterne fino alla fine di febbraio

Mimmo Varone

Saranno in vigore per Euro 0, 1, 2 e 3 benzina e diesel 7 giorni su 7 Escluso soltanto martedì 15, giorno della festività di San Faustino

Cambia tutto sul fronte della guerra alle polveri sottili. Le targhe alterne che scatteranno domani dalle 9 alle 18. Saranno in vigore per Euro 0, 1, 2 e 3 benzina e diesel sette giorni su sette, domeniche comprese, fino alla fine di febbraio e comunque fino a cessata emergenza. È escluso solo martedì 15, giorno della festività di San Faustino. Aderiscono anche i comuni dell'area critica con l'aggiunta di Castegnato e l'esclusione di tutta la Valtrompia da Bovezzo in su. Ma se il Broletto decidesse di estendere le targhe alterne anche sulle strade provinciali (vedi articolo sotto) potrebbero aderire anche loro. Il tavolo di coordinamento dei comuni, infine, si sposta dalla Provincia alla Loggia per espressa volontà dei sindaci. E forse si farà una domenica di blocco totale entro febbraio.
OLTRE A BRESCIA, da domani si circolerà a targhe alterne a Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio, Gussago, Castelmella e Castegnato con le stesse modalità della città. I sindaci nel pomeriggio di ieri hanno adottato un'ordinanza fotocopia di quella della Loggia. Alcuni di essi si sono riservati solo la possibilità di aggiungere una «finestra» in coincidenza dell'uscita dalle scuole, in modo da permettere a tutti di ritirare i ragazzi.
Ha detto no alle targhe alterne l'intera Valtrompia con i comuni di Bovezzo, Concesio, Nave, Sarezzo, Villa Carcina, Lumezzane, Gardone Vt e Marcheno. Per tutti il sindaco di Concesio Stefano Retali spiega che la presenza di una provinciale su tutta la valle renderebbe inutile il provvedimento. In ogni caso, «siamo disponibili a una domenica di blocco - sottolinea - e inviteremo i cittadini a rispettare le norme regionali su riscaldamento, stufe e camini, accensione di fuochi all'aperto». Soprattutto, «è importante che si lavori insieme a un tavolo di livello massimo come quello convocato dal sindaco di Brescia e con la presenza di tutti gli altri sindaci, non dei loro delegati come accade spesso al tavolo provinciale. La Provincia ci deve essere, e auspichiamo che sieda a questo tavolo che ha più capacità di arrivare a decisioni concrete».
Si è concluso con diversi colpi di scena l'incontro di ieri tra i Comuni dell'area critica promosso dal sindaco della città Adriano Paroli. Insieme, pare abbiano trovato il classico uovo di Colombo, che nella fattispecie riduce le emissioni di polveri nell'atmosfera senza creare grossi disagi. A partire da domani alle 9, tutti i giorni fino alle 18 e fino a nuovo ordine, nei giorni pari è ammessa solo la circolazione di veicoli con targa pari, nei giorni dispari quelli con targa dispari (lo 0 è considerato pari). Ma sono esclusi Euro 4 ed Euro 5 a benzina e diesel, oltre a veicoli elettrici, a metano o Gpl, ibridi (motore elettrico e termico) e del car-sharing. Non solo. Per evitare le targhe alterne è sufficiente fare il car pooling, vale a dire che basta tenere a bordo almeno tre persone. Non c'è neanche bisogno che siano tutte patentate. Una coppia con figlioletto al seguito, insomma, potrà viaggiare sempre.
Attenzione, però, le benzina Euro 0 e le diesel Euro 0, 1 e 2, restano sempre soggette alla norma regionale prevalente, che ne vieta la circolazione fino al 15 di aprile. Con queste auto non ci sarà car pooling che tenga. E la stessa cosa vale per moto e ciclomotori pre-Euro 1 a due tempi. Se qualcuno sarà intercettato alla guida di questi veicoli «proibiti» verrà punito con una multa da 155 euro, e in caso di recidiva nell'ultimo biennio anche con il ritiro della patente per 15 giorni. Chi invece guida veicoli ammessi ma infrange la norma delle targhe alterne pagherà «solo» 80 euro di multa.
I conti di Paroli dicono che con disagi prossimi allo zero si ridurranno le emissioni totali quasi del 20 per cento. Il parco auto cittadino - spiega il sindaco - è fatto al 70 per cento dalle Euro 3 in giù. A togliere dal conto queste ultime resta non più del 50 per cento. Ne viene che le targhe alterne agiranno sulla metà dei veicoli più vecchi, quindi su un quarto del parco circolante. Ma «il 25 per cento di essi produce il 50 per cento delle emissioni», e considerato che il traffico contribuisce per il 36 per cento alle polveri sottili, ne consegue che si ridurranno del 20 per cento o poco meno. E tutto questo senza creare grossi disagi.
LA SOLUZIONE È STATA adottata anche dai sindaci dell'hinterland con l'esclusione di Flero, che mantiene ferma la sua opposizione a qualsiasi limitazione della circolazione. «Aderiamo alla proposta di Brescia - dice il sindaco di Roncadelle Michele Orlando - e anch'io invito la provincia a decidere in tempo utile le targhe alterne sulle tratte provinciali di collegamento tra i Comuni». Il sindaco di Rezzato Enrico Danesi aveva in mente un'ordinanza più restrittiva, ma «questa mi sembra la giusta soluzione di compromesso», dichiara. Con un «plauso» a Paroli e la precisazione che «se il capoluogo non coordinerà l'area critica, per la Provincia sarà difficile».
Per Castenedolo, Gianbattista Groli sottolinea che «la convocazione ci ha consentito di informarci e di modificare l'impostazione iniziale del blocco domenicale». «Abbiamo aderito alla proposta del Comune di Brescia - aggiunge - per dare un messaggio omogeneo e più comprensibile ai cittadini, e mi auguro che sia la linea per il futuro». Il primo cittadino di San Zeno Angiolino Serpelloni ammette di essere arrivato «perplesso e non convinto», poi si dice «contento della soluzione trovata» e auspica che «anche i cittadini la capiscano». Pure il sindaco di Botticino Mario Benetti ammette perplessità iniziali scacciate dalla consapevolezza che «il problema è grosso e bisogna intervenire». Resta solo da decidere la domenica del blocco totale. Il 20 c'è San Faustino a Sarezzo, il 27 la sfida di calcio fra Lecce e Brescia al Rigamonti e di altre domeniche non ce n'è, a febbraio. Vada come vada, il successo di Paroli stavolta è proprio netto.

Tra Loggia e Broletto è «guerra dell'aria»

È «guerra dell'aria» tra Loggia e Broletto. I sindaci dei Comuni dell'area critica preferiscono coordinarsi con il sindaco di Brescia per decidere le misure contro l'emergenza da inquinamento, e scavalcano il Broletto che dall'autunno scorso con l'assessore al Traffico Corrado Ghirardelli lavorava al Tavolo dell'aria. Un vero e proprio «schiaffo» in cui l'assessore provinciale vede lo zampino della Loggia.
Ieri c'è stata per la prima volta un'adesione totale. Tutti i 21 primi cittadini dell'area critica hanno risposto all'invito di Adriano Paroli, e ne sono usciti non solo con la condivisione delle targhe alterne, ma pure con un programma per il futuro.
«Anche i sindaci della Valtrompia hanno apprezzato l'invito e ora lavoreremo insieme su due fasi - dice Paroli -: risponderemo all'emergenza e lavoreremo a un protocollo per l'anno prossimo in modo che dopo un certo numero di giorni di superi delle Pm10 scattino azioni automatiche».
Ghirardelli lascia intendere che non è difficile condividere misure così blande. Se Paroli assicura che taglierà il 20 per cento delle emissioni totali in atmosfera, «fatte così, le targhe alterne non valgono niente - ribatte l'assessore provinciale -, vedremo a consuntivo se ci sarà la riduzione che si aspettano».
ORA, PERÒ, I SINDACI chiedono alla Provincia di partecipare al coordinamento guidato dal capoluogo. Alcuni, come Michele Orlando di Roncadelle, le chiedono per l'immediato di estendere le targhe alterne alle strade provinciali di collegamento tra i Comuni dell'area critica, anche se i valtrumplini non lo vedrebbero di buon occhio. «Se la Provincia di sua spontanea volontà adottasse un provvedimento simile dovremmo vedere se aderire anche noi alle targhe alterne - dice il sindaco di Concesio Stefano Retali -, ma spero che ci sia un po' più di rispetto per i territori”.
IN OGNI CASO l'estensione alle strade provinciali non sarà automatica. «Il sindaco di Brescia ha deciso di far da coordinatore senza nemmeno invitare la Provincia che si era assunta il ruolo di coordinare i sindaci, e non capisco proprio come potrei emettere l'ordinanza che ora qualcuno vuole». Ghirardelli non accetta che la Provincia sia stata scavalcata. «C'è tanto di coordinamento - dice - e va rispettato, se c'erano dei problemi si poteva chiedere la convocazione e risolverli». In ogni caso, «faremo quello che vogliono i Comuni - aggiunge l'assessore -; se qualcuno mi chiederà qualcosa, vedremo cosa fare».
Di certo i sindaci dell'area critica hanno trovato più «produttivo» l'incontro in Loggia. Ieri non ne hanno fatto mistero, e ora chiedono che il Broletto «non resti fuori dall'unico Tavolo, ma con il sindaco del capoluogo».MI.VA.

Giornale di Brescia 11 febbraio 2011
Inquinamento: targhe alterne sino a fine mese in 12 Comuni

Il sindaco Paroli firma l’ordinanza: da domani parte la limitazione che non ferma le auto Euro 4 e 5. Altri undici Municipi aderiscono

Dopo un travaglio lungo e articolato, il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, ha posto ieri pomeriggio la sua firma sull'ordinanza urgente e contingibile che introduce da domani sino a fine mese il regime della circolazione a targhe alterne, escludendo a priori dal regime i veicoli a basse emissioni, ossia i motori che rispettano le direttive Euro 4 e Euro 5.
Contestualmente, rispetto al «vecchio» testo abbozzato in settimana, viene introdotta una deroga generale che riguarda il regime del car pooling (viaggiare in auto in almeno tre persone, nda), situazione da cui si escludono gli Euro 0. Non sono coinvolti poi nell'obbligo delle targhe alterne anche i veicoli elettrici, quelli alimentati a gas, le autovetture ibride e gli autoveicoli del car sharing. Un regime quello delle targhe alterne che non si applicherà in città il giorno di San Faustino (15 febbraio) festività dei Santi Patroni di Brescia, e che durerà «fino a cessata esigenza».
Come funzionerà il regime delle targhe alterne recepito anche da altri 11 Comuni dell'hinterland? Nei giorni pari è ammessa la circolazione ai veicoli con targa pari, nei giorni dispari a quelli con targa dispari. Il carattere numerico 0 è considerato elemento pari.
La novità rispetto alla scorsa settimana è nel fatto che il regime delle targhe alterne riguarda anche le domeniche.
In ogni caso, specifica l'ordinanza, «i veicoli (a prescindere dal numero di targa), devono comunque rispettare quanto previsto dalla Legge Regionale 24/06 - D.R. 29.07. 2009 n.8/9958: pertanto restano soggetti al divieto di circolazione (anche car pooling ) i veicoli euro 0 benzina e euro 0, 1 e 2 diesel».
Il divieto non si applica poi ad una complessa serie di categorie e di casi (indicati nella tabella che pubblichiamo qui a lato). Parallelamente alla Loggia altri undici Comuni, tra i quali molti appartenenti alla zona critica per i Pm10, hanno deciso di adottare l'ordinanza. I Comuni che adotteranno il regime delle targhe alterne e che già ieri hanno dichiarato in questo senso la loro decisione nell'incontro in Loggia sono Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, S. Zeno, Gussago, Castel Mella e Castegnato (non ricompreso nell'area critica). Contestualmente i Comuni della Val Trompia si sono detti favorevoli all'adozione dell'ordinanza delle targhe alterne «a condizione però che anche la Provincia faccia la sua parte, adottando il regime a targhe alterne anche per le strade provinciali», come ha sottolineato a margine dell'incontro con Paroli il primo cittadino di Concesio, Stefano Retali. Una posizione, questa, che viene condivisa dalle Amministrazioni indipendentemente dal colore politico. Nessuna dietrologia per investire il Pdl di responsabilità sulla qualità dell'aria, «ma la voglia di collaborare per mettere un freno all'inquinamento», spiegano i sindaci. Tra questi anche l'assessore di Lumezzane, Andrea Capuzzi, che ha specificato come già ieri il Comune avesse provveduto al lavaggio delle strade per evitare che i veicoli in transito alzassero polvere.
La replica della Provincia ieri non si è fatta attendere: «Abbiamo prima stimolato i sindaci attraverso il Tavolo della qualità dell'aria e quando i sindaci ci chiederanno di attivare le targhe alterne sulle strade provinciali lo faremo» si legge in una nota. Mentre Paroli con l'assessore all'Ambiente, Paola Vilardi, esprimeva soddisfazione per l'esito del tavolo a cui sono stati invitati i sindaci della zona critica e di quelli dell'hinterland, a cui seguirà un'altra seduta per definire una domenica di blocco totale del traffico (ma il 20 si festeggia S. Faustino a Sarezzo e il 27 il Lecce gioca a Brescia), sullo sfondo spiccava l'assenza di rappresentanti della Provincia: «Non siamo stati invitati. Fa piacere che la Loggia abbia capito l'importanza dell'intervento e spero che nei prossimi mesi si adoperi per coordinare i Comuni» è stato il commento dell'assessore Corrado Ghirardelli. Intanto domenica potrebbe piovere, riducendo così la concentrazione dei Pm10. Per i maligni, nell'aria, potrebbe restare solo il polverone tra Loggia e Broletto.
Roberto Manieri


Per tanti ordinanza «fotocopia». Flero non ci sta

I Municipi aprono varie «finestre» per chi porta a scuola i figli. Non tutti risparmiano S. Faustino

Flero non aderisce all'ordinanza di Brescia e il sindaco Lorenzo Prandelli annuncia che «si manterrà la linea tracciata dalla Provincia con il provvedimento dell'assessore Ghirardelli, con l'esclusione delle targhe alternate e dei blocchi totali». Flero non segue perciò l'indirizzo di altri dieci territori comunali dell'hinterland parte dell'area critica che ieri, con Castegnato, si sono detti disponibili ad applicare il documento firmato dal primo cittadino di Brescia. Prandelli spiega così la posizione in controtendenza del suo Comune. «Non aderiamo alla proposta di Brescia perchè intendiamo raccogliere anche le indicazioni dei cittadini che con le targhe alterne si troverebbero in difficoltà per questioni lavorative. La risposta all'emergenza inquinamento comunque non può essere quella di interventi spot, ma strutturali, come lo sviluppo del trasporto pubblico».
Dagli altri Comuni della cintura attorno al capoluogo e inseriti nell'area critica, è arrivato sostanzialmente il disco verde. «L'intenzione è di aderire senza condizionali all'ordinanza del Comune di Brescia» spiega il vicesindaco di Borgosatollo, Gianpietro Venturini. Pure l'Amministrazione comunale di Castel Mella dice «sì» al provvedimento: «Mi confronterò con gli altri assessori - spiega il sindaco Ettore Aliprandi - ma dovremmo adottare un'ordinanza simile a quella del Comune di Brescia. Stiamo valutando l'inserimento di una finestra oraria, tra le 12 e le 13, per consentire ai genitori di andare a prendere i figli a scuola». Collebeato, dice l'assessore ai Lavori Pubblici, Claudio Bonomi, «è un Comune della prima cintura e non avrebbe senso comportarsi in modo diverso da Brescia. L'orientamento è quello di accettare la delibera del capoluogo».
Condivisione piena anche dai Comuni di Cellatica e Gussago, guidati da Paolo Cingia e Lucia Lazzari. «Applicherò l'ordinanza in modo molto simile a quella di Brescia - spiega il sindaco Lazzari - . A differenza di quanto contenuto nel provvedimento, intendiamo circolare a targhe alterne anche il giorno di San Faustino, visto che per noi non è festa». p. greg.

Giornale di Brescia 10 febbraio 2011

Targhe alterne, Euro 5 in sospeso

L'ordinanza annunciata non è stata ancora firmata: oggi dopo l'incontro tra sindaci
gli ultimi dettagli e la decisione su eventuali blocchi della circolazione di domenica

Euro 5 sì, Euro 5 no. Le voci si rincorrono per tutta la giornata. E alla fine l'Euro 5 resta in sospeso.
Martedì, quando a Palazzo Loggia è stata presentata l'ordinanza anti-inquinamento da Pm10 che prevede la circolazione a targhe alterne da sabato prossimo, 12 febbraio, è stato anche precisato che il provvedimento avrebbe riguardato «tutti gli Euro». Ieri mattina, però, è circolata l'ipotesi che i «5» sarebbero potuti circolare tanto nei giorni pari quanto in quelli dispari. Ma nel tardo pomeriggio, mentre si attendeva la conferma insieme alla notizia della firma dell'ordinanza da parte del sindaco, si è saputo del rinvio di entrambe: la decisione sugli Euro 5 sarà presa oggi dopo la riunione con i sindaci dell'hinterland che Adriano Paroli ha invitato a Brescia. L'obiettivo, enunciato pure martedì, è ragionare insieme su un punto che nell'ordinanza non c'è, ma che - come ha detto l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi - «va assolutamente concordato con tutti gli altri Comuni dell'area critica», pena la mancanza di efficacia: i blocchi della circolazione di domenica. Vien però da pensare - anche per come i sindaci interpellati guardano all'appuntamento odierno (vedi box sotto) - che da questo confronto potrebbe emergere qualche altra novità, seppur non sostanziale.
La struttura dell'ordinanza, infatti, non dovrebbe subire modifiche. E allora, stando alle indicazioni già date dal vicesindaco Fabio Rolfi, dall'assessore Vilardi e dal comandante della Polizia locale Roberto Novelli, da sabato fino a fine mese (a meno che le condizioni meteorologiche intervengano a migliorare la qualità dell'aria) in città i veicoli circoleranno a targhe alterne dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18: nei giorni pari quelli con l'ultimo carattere numerico pari, nei dispari quelli col dispari. Il provvedimento non sarà in vigore martedì 15 febbraio, festa dei Santi patroni, e non vale per i veicoli con motore elettrico o ibrido e per quelli a Gpl o metano, oltre che per una serie di categorie: dalle forze dell'ordine agli operatori del pronto soccorso, dai titolari di permesso per disabili (con disabili a bordo) ai lavoratori muniti di certificazione rilasciata dai datori di lavoro. Chi non rispetterà l'ordinanza dovrà pagare una multa di 155 euro e se prenderà due multe di questo tipo in due anni, avrà la patente sospesa per un periodo dai 15 ai 30 giorni.
Intanto, ieri a Milano, il presidente della Provincia Guido Podestà ha proposto proprio la circolazione a targhe alterne per l'intera provincia, sostenendo che si tratta dell'«unico provvedimento che possa produrre un risultato nell'immediato». Un'iniziativa analoga a quella dell'assessore ai Trasporti di Palazzo Broletto, Corrado Ghirardelli, che lunedì aveva inviato a tutti i sindaci dei Comuni dell'area critica e della seconda cintura una bozza di ordinanza contenente una serie di indicazioni anti-inquinamento compresa quella poi annunciata dal Comune di Brescia. Il fine dichiarato dall'assessore era un'azione coordinata; all'incontro di oggi in Loggia tra i sindaci, però, lui non è stato invitato.
Sempre da Milano, infine, ieri il presidente della Regione, Roberto Formigoni, è tornato a chiedere al Governo «un piano aria nazionale» e ha annunciato lo stanziamento di due milioni di euro come contributo straordinario per aumentare il controllo su veicoli e impianti di riscaldamento.f. sa.

I Comuni dell'hinterland guardano alla Loggia
I 21 sindaci dei Comuni dell'area critica per ora non hanno preso decisioni. Attendono l'incontro di oggi in Loggia. Anche i primi cittadini della Valtrompia, che avevano annunciato una riunione tra loro per studiare azioni coordinate, hanno rinunciato. Ogni sindaco porterà contributi e osservazioni. «In linea di massima condividiamo l'ordinanza, tranne che per quanto riguarda le targhe alterne e i blocchi del traffico» anticipa il sindaco di Flero, Lorenzo Prandelli. Per il sindaco di Roncadelle, Michele Orlando, «tra le misure proposte quella delle targhe alterne è probabilmente l'unica che avrebbe un'incidenza. Bisogna comunque fare qualcosa perché la situazione inquinamento è insostenibile». Intanto il Comune di Lumezzane raccomanda ai cittadini atteggiamenti virtuosi verso l'aria e annuncia per venerdì una pulizia straordinaria delle strade dal particolato. p. gr.

il 22 ottobre 2010 tplbrescia.it scrisse
Ho voglia di un cantiere evento !!!


video di "Il Trovatore"

Brescia 09 febbraio 2011

I PRIMI "PASSI" DEL TRENO METRO.BS LUNGO LA LINEA

Report fotografico di "Il Trovatore" che ringrazio.
Clicca sulle immagini per ingrandirle


Giornale di Brescia 09 febbraio 2011



Pm10, in città targhe alterne da sabato


Dal Comune un’ordinanza che prevede la circolazione alternata fino a fine mese. Domani in Loggia
un incontro tra sindaci per decidere su eventuali blocchi. Qualche scintilla nei confronti del Broletto

Targhe alterne da sabato prossimo, 12 febbraio - quando potranno circolare soltanto i veicoli con l'ultimo carattere numerico pari - fino a fine mese; invito a privati ed enti pubblici a limitare il riscaldamento degli edifici a una temperatura di 20°; e possibili blocchi - totali o parziali - della circolazione di domenica. Sono i provvedimenti annunciati a Palazzo Loggia dal vicesindaco Fabio Rolfi e dall'assessore all'Ambiente del Comune, Paola Vilardi, all'indomani dell'invio della bozza di ordinanza anti-inquinamento da Pm10 da parte dell'assessore ai Trasporti della Provincia, Corrado Ghirardelli, a tutti i sindaci dei Comuni dell'area critica e della seconda cintura. Di fatto una sollecitazione che prevede appunto targhe alterne, limitazione del riscaldamento e blocchi domenicali della circolazione ma soltanto per certe categorie di veicoli.
A proposito di questi ultimi il Comune di Brescia non ha ancora deciso: un eventuale blocco - spiega Paola Vilardi - per essere efficace va concordato con i Comuni dell'area critica; per questo il sindaco Paroli ha invitato tutti i colleghi coinvolti giovedì in Loggia». Dopo il confronto si avranno notizie certe al riguardo. Intanto, si sta completando la stesura dell'ordinanza «bresciana», contenente i primi due provvedimenti annunciati: targhe alterne e invito (perché «non possiamo certo controllare casa per casa», sottolinea Rolfi) a limitare il riscaldamento a 20°.
Per quanto riguarda i dettagli, la circolazione a targhe alterne sarà in vigore da sabato 12 e poi dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18, per tutto il mese con l'eccezione del giorno di San Faustino, a meno che le condizioni meteorologiche contribuiscano a migliorare la qualità dell'aria. Il provvedimento interessa tutti i veicoli indipendentemente dalla motorizzazione: nei giorni pari circoleranno quelli con l'ultimo carattere numerico pari, nei dispari quelli col dispari. Sono invece previste deroghe per quelle categorie di solito escluse dai blocchi: dalle forze dell'ordine agli operatori del pronto soccorso, dai titolari di permesso per disabili (con disabili a bordo) ai lavoratori muniti di certificazione rilasciata dai datori di lavoro.
Ovviamente la Polizia locale - ieri rappresentata dal comandante Roberto Novelli - procederà ai controlli, peraltro già in corso per quel che concerne la normativa anti-inquinamento vigente (dall'inizio dell'anno sono state irrogate 150 sanzioni). Chi non rispetterà le targhe alterne (o l'eventuale blocco domenicale) dovrà pagare una multa di 155 euro e, nel caso in cui le multe siano due in due anni, avrà la patente sospesa per un periodo da 15 a 30 giorni.
«Anche a noi sta a cuore la salute dei cittadini», puntualizza l'assessore Vilardi. È una risposta al collega della Provincia, Corrado Ghirardelli, che lunedì ha parlato in generale di «sindaci labili in questa partita»? Forse. Di esplicito c'è la valutazione sull'ordinanza arrivata da Palazzo Broletto, che la Loggia accoglie come «cornice», ma definisce «un po' discutibile nei contenuti: ridondante e incompleta al tempo stesso» (Rolfi) e «frettolosa, quindi con errori di fondo che abbiamo cercato di correggere» (Vilardi). In ogni caso, taglia corto il vicesindaco, «il problema del Pm10 c'è, si pone». Basta dare un'occhiata all'ultimo bollettino dell'Arpa, che indica un'altra giornata di superi. La trentanovesima del 2011.
Francesca Sandrini


Area critica, il pari o dispari non piace ai Comuni

I sindaci della Valtrompia si riuniranno per decidere misure antismog condivise

I sindaci dell'area critica della Valtrompia si riuniranno, presumibilmente oggi, per decidere una presa di posizione comune sull'ordinanza anti Pm10 varata dall'assessore provinciale ai Trasporti, Corrado Ghirardelli. «Ci incontreremo per definire azioni comuni - anticipa il sindaco di Lumezzane, Silverio Vivenzi -. Penso che l'adozione delle targhe alterne metterebbe la gente in difficoltà proprio per gli spostamenti legati a questioni lavorative. La cosa migliore sarebbe che la Provincia varasse una direttiva unitaria per l'area critica».
Michele Gussago, sindaco di Gardone Valtrompia, conferma lo scambio di telefonate con gli altri colleghi per giungere a una decisione concordata. «Da quel che mi è parso di capire - osserva - l'istituzione della circolazione a targhe alterne per febbraio, non pare una soluzione praticabile per i Comuni dell'area critica. In una situazione di crisi economica, metterebbe ulteriormente in difficoltà imprese e lavoratori della zona». Gussago si dice convinto che «quel che serve davvero per cambiare la situazione sono interventi strutturali, come l'uso di energie rinnovabili e lo sviluppo ulteriore del trasporto pubblico».
I sindaci cittadini di altre zone della provincia stanno valutando l'ordinanza. «La porterò in Giunta - spiega Paolo Cingia, sindaco di Cellatica - . L'idea è di aderire con una serie di precisazioni da sottoporre all'assessore Ghirardelli. Per quanto riguarda le targhe alterne, credo che la fascia oraria del provvedimento dovrebbe essere ristretta per non mettere i lavoratori in difficoltà». Il provvedimento firmato da Ghirardelli è arrivato alla "seconda cintura", quella esterna all'area critica. «L'iniziativa è positiva - dice il sindaco di Calcinato, Marika Legati, che come il sindaco di Ghedi, Lorenzo Borzi, sta valutando il documento -. In ogni caso faremo ragionamenti più articolati». p. gr.


E intanto il Metrobus fa le prove

Nelle previsioni, il metrò è destinato a rivoluzionare la mobilità cittadina. E così anche a ridurre le emissioni di Pm10. Appare rilevante perciò che proprio in queste settimane di superi, i tre convogli del Metrobus abbiano iniziato le prove sulla linea. Qui eccone uno immortalato dal fotografo Gabriele Strada (New Eden Group) mentre percorre il viadotto che sovrasta via Serenissima. Quelle in atto non sono prove ufficiali, ma prove «pre-collaudo» avviate da Ansaldo per verificare funzionamento di mezzi e sistemi ferroviari. I convogli si sono già spinti fino alla stazione Poliambulanza.

Bresciaoggi 09 febbraio 2011

IN CITTÀ. Il sindaco Paroli risponde all'ordinanza dell'assessore provinciale Ghirardelli. Escluso il giorno di San Faustino

Emergenza aria, da sabato targhe alterne dalle 9 alle 18

Mimmo Varone

Si parte con il via libera alle «pari» Domani incontro con i Comuni dell'area critica per i blocchi domenicali del 13, 20 e 27 febbraio

Da sabato in città si circolerà a targhe alterne dalle 9 alle 18. E forse ci sarà blocco totale del traffico per tutte e tre le domeniche di febbraio. L'ordinanza inviata ai 21 sindaci dell'area critica e ai 18 della seconda cintura dall'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli coglie nel segno. E smuove le acque stagnanti dell'emergenza aria dopo ben 39 giorni di Pm10 fuori norma dall'inizio dell'anno.
Ma ora è la Loggia a prendere in mano l'iniziativa. Quasi «scippa» a Ghirardelli il ruolo di coordinatore, e rilancia. Il sindaco Adriano Paroli ha invitato, con lettera partita ieri, i Comuni dell'area critica a un incontro che si terrà domani per verificare le adesioni ai blocchi del 13, 20 e 27 dell'ordinanza provinciale e proporre lo stop di tutte le auto fino alle Euro 5, salvo le consuete deroghe.
INTANTO SABATO scattano le targhe alterne con deroga solo per la festività di San Faustino. Il provvedimento sarà attivo ogni settimana dal lunedì al sabato con l'esclusione della domenica, fino alla fine di febbraio e comunque fino a cessata emergenza.
Ogni giorno dalle 9 alle 18 potranno circolare le targhe pari o dispari a seconda del giorno del calendario. Sabato 12 saranno su strada le auto con targa pari, lunedì 14 ancora le pari, martedì le dispari e così via. Domenica, o blocco per tutti oppure limitazione per nessuno.
Le norme regionali vigenti, in ogni caso, prevalgono sull'ordinanza del sindaco, e tutti i giorni feriali dovranno restare in garage le auto euro 0 a benzina, Euro 0, 1 e 2 diesel, ciclomotori e moto Euro 0 a due tempi.
I trasgressori dell'ordinanza e delle norme regionali rischiano una sanzione da 155 euro, e per chi sarà alla seconda multa nel biennio scatterà la sospensione della patente da 15 a 30 giorni. I vigili, che nel 2011 hanno già multato 150 bresciani per mancata revisione o mancato rispetto dei divieti regionali, intensificheranno i controlli.
L'ANNUNCIO DEL provvedimento è stato dato ieri in Loggia dal vicesindaco Fabio Rolfi, dall'assessore all'Ambiente Paola Vilardi e dal comandante della Polizia locale Roberto Novelli, in attesa del testo dell'ordinanza che sarà diffuso oggi. In ogni caso, anche per le targhe alterne sono previste le consuete deroghe delle domeniche di blocco.
Potranno circolare automezzi elettrici, a Gpl, metano e ibridi. Viaggeranno sempre i veicoli delle Forze armate e dell'ordine, del pronto soccorso e del trasporto pubblico, dei disabili, dei medici in visita urgente e via dicendo.
Libera circolazione pure per gli addetti alla manutenzione di impianti di vario genere e ai servizi di pubblica utilità pubblici e privati, ma con certificazione del datore di lavoro (sono escluse le autocertificazioni).
Il Comune ha chiesto a Brescia Mobilità di adeguare i passaggi dei bus all'emergenza. Durante le targhe alterne Brescia Trasporti dovrebbe predisporre qualche corsa in più e potenziare il servizio durante le domeniche di blocco, se ci saranno.
L'intenzione della Loggia - precisano Rolfi e Vilardi - è di proporre ai sindaci il fermo totale. Nel caso ci fossero resistenze, si potrebbe ripiegare sul blocco parziale proposto da Ghirardelli, vale a dire l'estensione alla domenica, con qualche inasprimento, della norma regionale che vieta la circolazione ai veicoli più inquinanti nei giorni feriali. Ma tutto è subordinato alla condivisione da parte di tutti i Comuni. In caso contrario, non ci sarà nessuno stop.


LA POLEMICA. Il vicesindaco Rolfi non è tenero con l'ordinanza uscita dalla Provincia

La Loggia «boccia» il Broletto
«Ma era necessario muoversi»

E l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi ricorda: «Anche a noi sta a cuore la salute dei cittadini»

La Loggia accoglie con un certo fastidio l'ordinanza dell'assessore provinciale Corrado Ghirardelli sull'emergenza aria. Ma si adegua e va anche oltre. «È discutibile nei contenuti, ridondante perchè richiama norme regionali vigenti, e mancante di sanzioni», dice il vicesindaco Fabio Rolfi. «Riteniamo sia stata fatta in fretta, e come tutte le cose frettolose contiene errori di fondo che abbiamo cercato di correggere», aggiunge l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi. L'interessato, a ogni modo, «plaude» alla decisione del Comune capoluogo di accogliere la proposta delle targhe alterne.
Fatte le critiche, Rolfi e Vilardi ammettono che muoversi era necessario. «Il problema c'è e dobbiamo farvi fronte in modo ordinato e ampio, con provvedimenti unanimi - dice il vicesindaco -. Non crediamo che qualche ordinanza sulle targhe alterne o sui blocchi possa contribuire a risolvere l'emergenza». Spiega che sono tante le cause dell'inquinamento stagnante, ma «è pur vero che qualche provvedimento va adottato e anche il Comune di fronte all'invito di un ente sovraordinato come la Provincia fa la sua parte».
Non serve a molto, insomma, ma si fa. E tenendo conto delle esigenze dei bresciani. Perciò, se Ghirardelli proponeva le targhe alterne dalle 7 alle 21, la Loggia corregge e le delibera solo dalle 9 alle 18. E con ogni probabilità anche i blocchi domenicali, se ci saranno, non scatteranno alle 7 del mattino per finire alle 22. Per il resto, le misure strutturali varate dalla Regione «sono già state adottate - sottolinea Rolfi -, e altre se ne adotteranno». Ma anche su questo fronte l'ordinanza della Loggia recepirà l'invito a tenere la temperatura in casa a 20 gradi. Un semplice invito, poiché «non possiamo immaginare la possibilità di controllare casa per casa e ci affidiamo alla sensibilità dei cittadini». In più, «raccogliendo lo spirito un po' particolare dell'ordinanza provinciale - aggiunge - ci raccorderemo con gli altri sindaci per concordare le domeniche di blocco».
Vilardi constata il «ruolo da collante» che il Broletto si è dato. Tuttavia ribadisce che «al tavolo dell'aria riunito mercoledì scorso non erano emerse le indicazioni scritte poi nell'ordinanza». Come dire che non si potrebbe imputare alla Loggia un'eventuale non adesione. Ma l'adesione c'è. «Se la Provincia ci invita ad adottare l'ordinanza - dice - lo facciamo, sapendo che non è questo l'obiettivo». E comunque, «anche noi - precisa - stavamo studiando le misure da adottare per far fronte all'emergenza». Piccole scaramucce di primogenitura, in fondo, che non sembrano rovinare i rapporti istituzionali.
SU UN PUNTO, PERÒ, Vilardi è ferma, ed è che il blocco delle auto di domenica «deve essere assolutamente concordato con i sindaci dell'area critica, mentre la Provincia ha mandato l'ordinanza anche a quelli della seconda cintura». Va bene che Ghirardelli faccia da raccordo, ma «il problema è di Brescia e dei 21 Comuni che devono adottare provvedimenti a se stanti che vanno oltre le norme regionali”.
Da qui l'adozione poco convinta delle targhe alterne, tanto «alla fine ne vedremo i risultati». E da qui la proposta dei blocchi domenicali. «Il sindaco Adriano Paroli e l'intera Giunta hanno posto sempre attenzione al tema - dice Vilardi -, anche a noi sta a cuore la salute dei cittadini». E ricorda che la giunta Corsini, sebbene passata da un 2006 di massimi livelli di superi delle Pm10, «non ha lasciato piani antinquinamento».MI.VA.

Giornale di Brescia 08 febbraio 2011

Pm10, partenza lenta per l'ordinanza

L’assessore Ghirardelli invia ai sindaci dell’area critica e della seconda cintura il provvedimento che prevede, tra l’altro, le targhe alterne. Riunione in Loggia

Il testo parte subito dopo mezzogiorno con poche righe di accompagnamento; i destinatari, d'altra parte, sanno già di che cosa si tratta: è l'ordinanza che l'assessore ai Trasporti della Provincia, Corrado Ghirardelli, invita i sindaci dei 21 Comuni dell'area critica e quelli della seconda cintura (18) a firmare per far fronte all'emergenza inquinamento atmosferico da Pm10. È il trentottesimo giorno di supero del limite consentito e, dal suo ufficio al Crystal Palace, Ghirardelli lancia un nuovo allarme, parlando di «situazione invivibile», anzi «disperata». Non solo: «Mi dispiace di non avere l'autorità per intervenire direttamente», aggiunge; e lancia una frecciata ai sindaci «piuttosto labili in questa partita». Dal canto suo, l'assessore ha imposto da oggi - e «a oltranza» - la riduzione del limite di velocità dai 110 ai 90 chilometri orari sulla tangenziale sud nel tratto a tre corsie; e sta predisponendo una lettera da inviare a Roma per chiedere analoga limitazione in autostrada.
Il pessimismo di Ghirardelli deriva dal fatto che «pochissimi sindaci (in prima battuta quelli di Bovezzo, Gussago, Sarezzo e Quinzano, ndr) hanno firmato il protocollo d'intesa per l'applicazione delle misure regionali ai fini del miglioramento della qualità dell'aria». L'assessore non usa mezzi termini, pur richiamando qualche eccezione: «Probabilmente i sindaci non conoscono il problema o la normativa regionale, ma soprattutto mi sembrano un po' scettici sui dati e sui danni causati dal Pm10». In ogni caso, però, «sono responsabili della salute dei cittadini». Da qui l'invio dell'ordinanza che prevede il blocco totale nelle domeniche di febbraio, dalle 7 alle 22, degli autoveicoli a benzina e diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 e di motocicli e ciclomotori Euro 0 ed Euro 1; la circolazione a targhe alterne per tutto il mese di febbraio, dalle 7 alle 21; la limitazione dell'uso del riscaldamento negli edifici al fine di non superare la temperatura interna di 20 gradi e la riduzione di almeno un'ora al giorno del riscaldamento, salvo casi particolari. Nel testo si ricordano poi le vigenti misure regionali anti-smog, tra le quali la limitazione dell'utilizzo di camini e stufe con rendimento inferiore al 63% e il divieto di combustione delle biomasse all'aperto.
«Valuteremo», reagiscono in generale i destinatari. Già ieri a Palazzo Loggia si è svolto un incontro tra il sindaco Adriano Paroli, il vice Fabio Rolfi e l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi, che annuncia una conferenza stampa per oggi.
Ma Ghirardelli non ha dubbi: «Ci avviciniamo al cinquantesimo giorno di supero, quando una decisione drastica andrà comunque presa». Intanto pensa anche a una campagna per sensibilizzare i cittadini e a un censimento di stufe e camini tramite autocertificazione.
Francesca Sandrini


«Blocchi totali inefficaci, ma nel caso meglio di sabato»
Blocco sì, blocco no. Avvicinandosi il cinquantesimo giorno di supero del Pm10, l'assessore ai Trasporti della Provincia, Corrado Ghirardelli, non esclude che si vada anche verso quel blocco della circolazione già sperimentato in passato, a suo avviso «senza risultati significativi». E, a questo riguardo, osserva che eventualmente «sarebbe meglio uno stop di sabato anziché di domenica».
Intanto nemmeno due domeniche di fila senz'auto sono riuscite a liberare Milano dalla cappa di smog che ha fatto scattare un piano d'emergenza con la riduzione di un grado delle temperature dei termosifoni, la chiusura parziale del centro alle auto e, appunto, il blocco totale della circolazione nelle ultime due domeniche per dieci ore. Le giornate ecologiche non hanno sortito alcun effetto benefico, tanto che domenica scorsa le concentrazioni hanno superato di tre volte il limite consentito. Così Milano è andata a sua volta oltre i 35 giorni di supero concessi dall'Unione Europea.
Per dare risalto all'allarme sullo smog e denunciare la «miopia» delle politiche del Comune, ieri Legambiente ha tentato di consegnare al sindaco Letizia Moratti una maschera antigas di colore oro. Secondo uno studio dell'associazione ambientalista, dall'inizio dell'anno la concentrazione media di Pm10 è stata di 98 microgrammi per metro cubo: oltre il doppio rispetto alle indicazioni dell'Ue che, nell'arco dei 12 mesi, impone un tasso di 40.
«Più che una cappa di smog su Milano c'è una cappa di strumentale allarmismo», ha replicato polemico il vicesindaco Riccardo De Corato. E ha ricordato che nel 2010 quasi 50 città italiane non hanno rispettato i limiti imposti dell'Unione Europea.
A metà settimana, in Provincia si riunirà il tavolo dei sindaci dell'hinterland per elaborare una strategia di area vasta contro l'inquinamento. «Ci auguriamo di non essere più soli in questa battaglia», è l'auspicio della Moratti.


I sindaci: «Faremo la nostra parte, stiamo valutando»

Possibilisti quelli di Botticino, Rezzato, Roncadelle, Flero e Castenedolo. Perplessità sulle targhe alterne
I sindaci dei Comuni dell'area critica sono pronti a fare la loro parte, anche se per arrivare a una decisione definitiva devono valutare l'ordinanza nello specifico. Esprimono tuttavia alcune perplessità e sottolineano l'importanza del coordinamento.
«Credo che in linea di massima cercherò di applicare l'ordinanza - dice "a caldo" il sindaco di Botticino, Mario Benetti -. Ma devo leggerla bene e valutare tutte le misure che contiene». Meno convinto il primo cittadino di Castel Mella, Ettore Aliprandi, che rispetto ad alcuni provvedimenti, «come la riduzione di un'ora al giorno del riscaldamento negli edifici», ravvisa difficoltà «sia nell'applicabilità da parte dei cittadini sia sul fronte delle verifiche. Comunque - aggiunge Aliprandi - ne parleremo in Giunta». La voce che crea qualche perplessità in più è quella relativa alle targhe alterne. «Premetto che non penso che un'ordinanza di questo tipo possa risolvere il problema dell'inquinamento da Pm10; e poi ha senso soltanto se tutti i Comuni dell'area critica decidono di adottarlo - commenta Enrico Danesi, sindaco di Rezzato -. Detto questo credo che il mio Comune la applicherà, ma ovviamente devo portarlo in Giunta. Inoltre è importante il coordinamento tra i Comuni e che la Provincia se ne faccia portavoce in Regione». Concorda Michele Orlando (Roncadelle): «La nostra idea è di adottare il provvedimento, ma le targhe alterne hanno senso solo se le istituiscono tutti». Anche Antonio Bazzani (Bovezzo) rimarca «il ruolo più incisivo che dovrebbe avere la Regione, con interventi strutturati. Quanto all'ordinanza, sto valutando con altri colleghi una posizione comune». Come lui, anche Massimo Ottelli (Sarezzo) preferisce discutere dell'ordinanza con altri sindaci dell'area critica «già sentiti per prendere eventualmente una decisione comune». Il sindaco di Flero, Lorenzo Prandelli, sta preparando un'ordinanza con la quale «dovremmo accogliere l'invito della Provincia, presumibilmente salvo l'applicazione delle targhe alterne», mentre il primo cittadino di Castenedolo, Gianbattista Groli dichiara che aderirà all'ordinanza «come ho già fatto per altri provvedimenti dell'area critica: la situazione ambientale è molto difficile».
Paola Gregorio

Bresciaoggi 08 febbraio 2011

SMOG. La nuova velocità massima nel tratto a tre corsie scatta da questa mattina. La Provincia annuncia controlli

Tangenziale sud, il limite è a 90
Targhe alterne, Comuni divisi

Mimmo Varone

Dopo 38 giorni di superi delle Pm10 solo il Broletto prende una decisione Limiti al traffico: incerti i 21 sindaci dell'area critica, la Loggia decide oggi

Revocati i 110 all'ora in tangenziale sud da Brescia centro a Brescia ovest. Fino a nuovo ordine si va a 90. Per il resto è caos. A 38 giorni di superi di Pm10 dall'inizio dell'anno i 21 sindaci dei comuni dell'area critica bresciana e i 18 della seconda cintura non riescono a decidere misure per rispondere all'emergenza. Dal Tavolo dell'aria convocato venerdì scorso dall'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli i partecipanti (parecchie le assenze) erano usciti con l'accordo su uno schema di ordinanza predisposto dalla stessa Provincia, che avrebbe previsto tra l'altro le targhe alterne per tutto il mese di febbraio. Ieri, all'arrivo dell'ordinanza, si scopre che quasi nessuno è disposto ad attuarla così com'è.
Prima a prendere tempo è la città. Ieri sera l'assessore all'Ambiente Paola Vilardi ha incontrato sindaco e vice per le «opportune valutazioni» e ha annunciato che una decisione in merito verrà presa oggi. Per ora, dunque, è certo solo che da stamattina ci sarà velocità ridotta a 90 chilometri orari sulla tangenziale sud nel tratto a tre corsie, deliberata dall'assessore ai Lavori pubblici del Broletto Maria Teresa Vivaldini. E Ghirardelli assicura che la polizia provinciale effettuerà controlli.
DALLA SETTIMANA prossima, poi, partirà una campagna informativa affidata alla società Core per sensibilizzare sull'uso di camini e stufe in tutti i comuni dell'area critica (Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Brescia, Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Darfo-Boario, Flero, Gardone Vt, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Villa Carcina) e della seconda cintura (Azzano Mella, Brione, Caino, Capriano, Castegnato, Calcinato, Ghedi, Lograto, Mazzano, Montichiari, Montirone, Nuvolera, Ome, Poncarale, Rodengo Saiano, Serle, Torbole Casaglia e Travagliato).
Il testo dell'ordinanza prevede il blocco totale di euro 0, 1 e 2 a benzina e diesel nelle domeniche 13, 20 e 27 dalle 7 alle 22, e il blocco totale nelle stesse giornate e con lo stesso orario di motocicli e ciclomotori Euro 0 e 1. In pratica si estende alle tre domeniche la norma già in vigore nei giorni feriali. Prevede targhe alterne per tutti dalle 7 alle 21 per tutto il mese, limitazione del riscaldamento per non superare i 20 gradi e riduzione di almeno un'ora al giorno del funzionamento delle caldaie. Infine ricorda le norme regionali sulla limitazione di stufe e camini con rendimento inferiore al 63 per cento.
Quanto verrà recepito di tutto questo è difficile dire. Borgosatollo forse partirà con le targhe alterne da lunedì, ma vuol capire se devono fermarsi pure le auto a gas. Botticino assicura solo il blocco domenicale, il resto «è da valutare con gli altri comuni e soprattutto con Brescia».
CASTELMELLA per ora non farà nulla. Bovezzo vuole sentire gli altri, ma fa sapere che i 20 gradi nelle scuole non sono possibili. «Abbiamo aderito al protocollo provinciale e manteniamo gli impegni – dice il sindaco -, vogliamo far la nostra parte ma è importante che la Regione assuma iniziative per interventi strutturali su un'area vasta». Flero boccia le targhe alterne ma accetta i blocchi (da precisare meglio) e tutto il resto. Da Sarezzo fanno sapere che alcuni sindaci della Valtrompia si vedranno domani per decidere assieme ma «con le targhe alterne ci sono molte difficoltà». Pure Castenedolo aderisce al blocco di domenica, ma chiede «maggior coesione» e il ritorno agli stop alle auto delle domeniche ecologiche.
Roncadelle sarebbe pronta ad aderire a tutto, anche alle targhe alterne «ma sarebbe opportuno che lo facessero tutti e soprattutto Brescia». In ogni caso «scriverò all'assessore Ghirardelli perchè ci coordini tutti», dice il sindaco Michele Orlando. E per l'assessore si profila il ruolo dell'eterno coordinatore.

www.tplbrescia.it 07 febbraio 2011
Il cane che si morde la coda.
 

Dal comunicato inserito sul sito di Brescia Mobilità in data 31 gennaio 2011.

"...... Altre lievi modifiche sono state sviluppate sulle linee 9, 12, 15 e 17 in funzione del reale utilizzo delle stesse da parte degli utenti, nell’orario in vigore dal lunedì al venerdì....."

Questa è una  formula elegante per dire che, nonostante siano aumentati biglietti ed abbonamenti, si è comunque proceduto a "tagliare" alcune corse.
Tplbrescia.it ha effettuato un confronto con gli orari invernali in vigore da settembre 2010 fino al 30 gennaio 2011 con quelli nuovi in vigore dal 31 gennaio 2011 per le linee 9, 12, 15 e 17 ed ecco cosa emerge.
Linea  9. Riduzione corse - 7 % su orario del sabato
Linea 12. Riduzione
corse - 5 % su orario del sabato
Linea 15. Riduzione 
corse - 5 % su orario del sabato
Linea 17. Riduzione
corse - 8 % su orario feriale (lun-ven)
Linea 17. Riduzione corse - 7 % su orario del sabato
Questa ulteriore riduzione segue quella già attuata a settembre quando furono introdotti gli orari invernali


La preoccupazione corre ai prossimi orari estivi, c'è da augurarsi non siano la fotocopia degli orari festivi.
Resta infine da capire se è il servizio che si adegua al reale utilizzo oppure se è l'utenza che si adegua riducendosi per via del minor servizio offerto.

Giornale di Brescia 07 febbraio 2011

Pm10, la Provincia ai sindaci: «Fate partire le targhe alterne»

Scatta domani il limite di velocità a 90 km sulla Tangenziale Sud nel tratto a 3 corsie. Richiesto ai Comuni un provvedimento serio

Carta e penna con tanto di limiti e provvedimenti espliciti. Andati oltre al 35° giorno di superi di Pm10 la Provincia supera la logica dell'invito e invia a tutti i Comuni interessati dalla zona critica ed a quelli limitrofi la bozza dell'ordinanza da adottare per battere la situazione di crisi che sta compromettendo l'aria. E tra i provvedimenti da adottarsi spunta quello, a partire da oggi, lunedì, delle targhe alterne «quantomeno nei centri urbani».
Altro che mascherine o mezze misure: Corrado Ghirardelli sceglie la via forte. Manda la bozza dell'ordinanza da adottare in cui esplicitamente chiede il blocco della temperatura del riscaldamento a 20° C, lo spostamento dell'accensione del riscaldamento di almeno un'ora, l'invito al blocco volontario delle auto euro zero, uno e due anche la domenica per tutto il mese di febbraio, il divieto di accendere fuochi all'aperto, il limite dell'uso di stufe e caminetti e, finale col botto, «l'introduzione sin da subito del regime delle targhe alterne dalle 7 alle 21 ogni giorno». Ora si tratterà di vedere cosa faranno i 20 Comuni della zona critica e i 18 delle aree limitrofe, già richiamati nei giorni scorsi dall'assessore provinciale per mettere una misura al dilagare delle polveri sottili nell'aria. Non di meno va detto che l'Europa individua nei sindaci delle precise responsabilità in ordine alla tutela della salute degli amministrati. L'omissione di atto d'ufficio bussa dunque alle porte, ma i provvedimenti, lo sappiamo, sono una misura impopolare. Il d-day costituito da oggi potrebbe dunque dirci il senso e la misura dell'impegno delle Amministrazioni locali per fare fronte comune all'inquinamento atmosferico, anche se la sensazione generale è che si possano segnalare nelle comunicazioni che giungeranno in Broletto più iniziative particolari di singoli che non il frutto di un piano strutturato e vissuto come concertato.
«Come Provincia possiamo auspicare una serie di interventi, ma non possiamo certo imporli. Auspichiamo che molti Comuni adottino l'ordinanza che proponiamo, ed in questo chiamiamo espressamente in prima fila il Comune di Brescia che nicchia. La sensazione è che tante Amministrazioni non considerino le misure una risposta, ma un palliativo, il che si traduce in qualcosa di inutile», sottolinea Ghirardelli.
Così, mentre ieri si è consumata la giornata di fermo del traffico a Milano, nella Leonessa si ribadisce la contrarietà al blocco del traffico («una misura inutile e non giustificata dai dati di analoghe esperienze precedenti» sostengono dalla Provincia). Ma intanto è partita la concertazione con l'Assessorato ai Lavori Pubblici e si abbassa la velocità in Tangenziale Sud: addio ai 110 nel tratto a tre corsie per passare ai 90 km/h. Diversi studi dimostrano infatti che a 80 all'ora corrispondano regimi di giri e consumi di carburante di circa un terzo inferiori ed emissioni di Pm10, NoX e Co2 ridotte di una percentuale che oscilla tra il 27 e il 50%. Stessa cosa adottata ieri a Saronno, dove per un mese, le auto non potranno superare i 30 km/h. Da oggi vedremo le reazioni dei Sindaci.


BLOCCHI
Il Cnr: fermare gli autoveicoli solo la domenica non serve a nulla
I blocchi del traffico «hanno un valore amministrativo non certo quello di proteggere la salute dei cittadini. Capisco i sindaci che hanno necessità di tutelarsi per non contabilizzare lo sforamento delle Pm10, ma anche fermando il traffico il problema strutturale resta lo stesso».
A dirlo è il direttore dell'Istituto Inquinamento Atmosferico di Monterotondo del Cnr, Nicola Pirrone. Pirrone sottolinea che lo stop alle auto private «in caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli può essere anche ininfluente perchè può accadere che l'atmosfera si mantenga stagnante e la miscelazione non basti».
Invece, aggiunge l'esperto del Cnr, «nella migliore delle ipotesi i benefici restano confinati nella giornata del blocco perché, anche con la meteorologia a favore il giorno dopo le emissioni sono le stesse e anche la situazione torna a essere la stessa se non si interviene sulle fonti».
«In condizioni meteo particolarmente favorevoli - aggiunge Pirrone - si può arrivare anche al 10 o al 20 per cento di riduzione delle polveri sottili con il blocco del traffico, ma poi sono da considerare le situazioni di tutte le zone limitrofe all'area del blocco. Sarebbe forse più significativo un blocco a livello di Regione, ma comunque i benefici - sottolinea ancora - sono limitati al blocco». Secondo l'esperto, quindi, per ridurre realmente le polveri sottili che attanagliano le città italiane «occorrono piani strutturali a medio e lungo termine». E allora serve «agire sul traffico sia privato, migliorando il trasporto pubblico e riducendo il parco auto per decongestionare il traffico, sia sul trasporto merci».


«Il blocco? Lo si faccia solo il sabato e ovunque»
«La Provincia non ha poteri sui sindaci. Possiamo richiamarli, ma in questa materia abbiamo già visto che gli obblighi sono ordinatori e non perentori. Certo che se come assessore ne avessi il potere imporrei le misure da adottare ai sindaci. Qui si parla di salute e su questo non si deroga» spiega Corrado Ghirardelli.
Restando validi gli obiettivi fissati dall'Ue per il 2020 legati all'abbattimento del 20% del C02, una delle soluzioni sarebbe «il blocco del traffico il sabato e non la domenica. Diciamolo, la salute dei cittadini prevale sempre sugli interessi dei commercianti. Rischio l'impopolarità ma così è. Lavoreremo per un equilibrio tra le esigenze dei commercianti e l'esigenza di tutelare la salute dei cittadini, che viene prima di tutto».


Dalla politica l'appello  ad agire per la salute
La qualità dell'aria accende anche la politica. Mentre il Pd cittadino, per voce di Giorgio De Martin, parla di «situazione gravissima, con la Giunta comunale incapace di assumere iniziative», Laura Castelletti rimarca come «Brescia rimane la città più inquinata della Lombardia.
È il momento di agire con urgenti azioni di contrasto, sia sul traffico veicolare che sul riscaldamento, e se necessario chiedere ai cittadini qualche sacrificio».
Secondo Legambiente, invece, non c'è solo un problema di congestione automobilistica, ma anche quello dell'invasione quotidiana di tir e camioncini, che incidono per oltre un terzo del totale delle emissioni di Co2. L'88% delle merci si muove con i Tir e solo l'8% arriva in treno (la media europea è doppia, 18%). Servono un filtro ferroviario e nuove politiche sostenibili.

Bresciaoggi 07 febbraio 2011

AMBIENTE. Per il 35° giorno su 37 le Pm10 sopra la soglia consentita. Preoccupa anche il biossido d'azoto

Aria malata, le opposizioni attaccano la Giunta Paroli

Entra in vigore la nuova ordinanza ma contiene solo «inviti». Il Pd e Brescia per Passione accusano: «Servono scelte per la salute»

Anche la mascherina può fornire una debole difesa per l´inquinamento da polveri sottili
Per alcuni sono 34, per altri sono 35 su 37: la variazione è minima e dovuta alla valutazione delle varie zone. Ma il problema dell'aria «malata», dell'inquinamento che può mettere a repentaglio la salute, si avverte in maniera significativa anche a Brescia, non solo a Milano, dove è iniziato un parziale blocco del traffico.
Anche ieri i dati forniti dal bollettino dell'Arpa evidenziano una situazione preoccupante: tutte le centraline di rilevazione segnalano una presenza di polveri sottili (le famigerate Pm10) che supera abbondantemente il livello limite di 50 microgrammi al metro cubo. In città e a Reazzato va ben oltre i doppio della soglia ritenuta accettabile: al Broletto si è a quota 103, al villaggio Sereno a 139, a Rezzato a 121. La situazione non è buona neanche a Sarezzo (72), Darfo (79) e Odolo (80). A complicare il tutto ci si mette anche il biossido di azoto, la cui soglia limite è di 200 microgrammi al metro cubo e in via Turati raggiunge quota 210. Perdura, quindi, una situazione difficile e il bel tempo previsto nei prossimi giorni, accompagnato dalle nebbie notturne, non lascia speranze che possa migliorare a breve per cause naturali.
GIOVEDÌ SCORSO i 21 Comuni dell'area critica e i 18 della seconda fascia si sono riuniti e hanno deciso di emettere un' ordinanza «non tassativa», in vigore da oggi, che invita i cittadini a tenere a casa gli Euro 0, 1e 2 anche di sabato e invita a mantenere a 20 gradi la temperatura in casa, a limitare l'accensione delle caldaie e a non bruciare legna all'aperto. Inoltre hanno chiesto al Governo di ridurre i limiti di velocità in autostrada durante i periodi critici. Insomma, consigli più che decisionio. Com'era prevedibile, dal Governo non è arrivata risposta. Quanto alle caldaie, fortunatamente la temperatura primaverile di ieri ha ridotto l'uso del riscaldamento nelle abitazioni. Ma che con questi provvedimenti si possa affrontare un'emergenza è davvero improbabile.
Come ammette Adriano Paroli è «un problema non facile da affrontare nè risolvere». «La situazione - sottolinea il sindaco - è diffusa in tutta la pianura Padana, soprattutto dove circola poco vento».
INTANTO LE OPPOSIZIONI polemizzano con la Giunta. «Scade il bonus dei 35 giorni di superamento del valore limite previsto dalla legge e Brescia rimane la città più inquinata della Lombardia - sottolinea Laura Castelletti di Brescia per Passione -. Mentre Milano, ferma a 23 giorni fuorilegge, blocca il traffico per la seconda volta aprendo gratis per i cittadini musei e palazzi storici, nonchè negozi, e potenziando il trasporto pubblico, Brescia non decide alcuna contromisura. Se si sarà costretti a scelte impopolari è perchè in tutto l'anno chi doveva non si è adoperato a contenere e prevenire gli episodi acuti di inquinamento. È il risultato di una politica che non tutela nè la salute, nè l'ambiente nella nostra città». Duro anche il segretario cittadino del Pd Giorgio De Martin: «C'è una Giunta irresponsabile che non fa assolutamente nulla. È ancor più grave se si pensa che nella circoscrizione Est si sono evidenziate percentuali di malattie respiratorie e di tumori decisamente fuori regola. La Giunta lasci perdere le chiacchiere e intervenga immediatamente con atti utili».T.Z.

Bresciaoggi 06 febbraio 2011

«Meno infrastrutture per bus più efficienti»

Le argomentazioni addotte dal Partito democratico contro un parcheggio ritenuto costoso e inutile sono tante. Aldo Rebecchi ricorda che l'opera non era neanche nel programma elettorale della Giunta. Federico Manzoni che c'è un servizio gratuito di bus per attraversare la galleria «Tito Speri» dopo aver lasciato l'auto in Fossa Bagni, che la metropolitana ha una stazione proprio alla fine di via San Faustino attaccata al parcheggio, che il ripristino della corsia preferenziale dei bus con la chiusura del cantiere metrò di piazzale Cesare Battisti eviterà il giro per il Calini...
«Per giustificare il nuovo parcheggio - sostiene Manzoni - utilizzano solo la pedonalizzazione del centro».
Quei 22 o 30 milioni che siano «andrebbero spesi per migliorare il servizio dei bus in previsione della metropolitana - sottolinea il consigliere del Pd -, invece si tagliano i chilometri soprattutto alla linea 1, il servizio perde di appetibilità e da due anni i passeggeri calano».
SE NON BASTASSE scoppia pure la polemica con la Provincia per non aver concertato gli aumenti degli abbonamenti per studenti - aggiunge Manzoni -, ignorando la delibera regionale che invita alla «concertazione con enti contermini per una più ampia pianificazione fondamentale in vista del metrò, che diventa appetibile solo se funziona in sinergia con i bus urbani ed extraurbani».MI.VA

LA POLEMICA. Una delegazione di consiglieri comunali ha trascorso la mattinata a Fossa Bagni

Parcheggi e trasporti: il Pd attacca la Giunta

Mimmo Varone

Il parcheggio sotto il Castello non piace all'opposizione in Loggia. Del Bono: «Servizio peggiore e grande spreco di risorse pubbliche»

Si tagliano chilometri, si aumenta il prezzo del biglietto, si progetta il parcheggio sotto il Castello. Vale a dire: «Si peggiora il servizio di trasporto pubblico anziché migliorarlo in cambio dello sforzo chiesto ai cittadini, e si prefigura uno spreco enorme di risorse pubbliche». Il Gruppo consiliare del Partito democratico sferra un altro attacco alla Giunta Paroli in tema di trasporti e sosta. «Più i giorni passano, più evidenti diventano i gravi danni che il centrodestra sta procurando alla città», tuona il capogruppo Emilio Del Bono.
È DI SABATO MATTINA davanti al parcheggio di Fossa Bagni con il segretario cittadino Giorgio De Martin, e i consiglieri Federico Manzoni, Aldo Rebecchi, Fabio Capra, Luigi Gaffurini e Aldo Boifava. Pure ieri, giorno di mercato, il parcheggio era quasi vuoto. È stato aperto nel 2005 con 385 posti, ed è ancora largamente sottoutilizzato. Al momento della costruzione - sottolinea Capra - il centrodestra puntava l'indice contro la mole di traffico da cantiere a ridosso del centro. E ora «non immaginano quello che succederebbe con un'opera così in galleria».
«Fossa Bagni è sempre pieno di posti liberi - aggiunge ancora De Martin - il quarto piano sotterraneo non è mai stato aperto e anche al terzo non va mai nessuno. Volerne fare un altro a 50 metri di distanza è una scelta stupida, costosissima e irresponsabile». E scelta «odiosa - incalza Del Bono -, perchè quando non si hanno soldi non si fanno cose inutili ma si migliora l'esistente».
Manzoni parla del «deficit di democrazia» di un'amministrazione che «non ha mai discusso in Consiglio la questione del parcheggio sotto il Cidneo e, ci risulta, neanche in Giunta», nonostante i pareri discordanti emersi nella stessa maggioranza. «Il vicesindaco Rolfi ha dichiarato il parcheggio inutile e costosissimo - precisa Manzoni -, e il segretario Udc Quadrini ha anticipato che la verifica dovrà tener conto che non si devono buttar via soldi per un parcheggio che non serve».
MA NONOSTANTE tutto si va avanti, e Brescia Mobilità ha lanciato il bando per la progettazione. «In merito sappiamo solo da notizie di stampa - riassume il consigliere - che il nuovo parcheggio non sarà più robotizzato con 10 torrette da 72 posti l'una ma di tipo tradizionale da 600 posti. Che il costo oscillerebbe tra i 22 e i 30 milioni di euro, e che il bando risulta essere vinto da un non meglio precisato studio romano sulla base di un corrispettivo di 450 mila euro».
È tutto scritto in un'interrogazione che si discuterà venerdì prossimo in Consiglio insieme a una seconda sulla qualità del trasporto pubblico urbano a seguito degli aumenti del 20 per cento in vigore dal primo febbraio. Le due questioni s'intrecciano e lasciano immaginare una politica che Del Bono definisce «di sprechi inutili, pasticciati e inconcludenti, dopo due anni e mezzo passati a disfare sempre con notevoli costi».

Giornale di Brescia 06 febbraio 2011

Pd: «Il parcheggio in galleria? Uno spreco»

Critici i consiglieri in Loggia sul progetto per la Tito Speri e il rincaro dei bus

«Più passa il tempo e più la Giunta Paroli provoca danni gravi alla città. I primi anni di governo li ha passati a disfare, ora a sprecare». Emilio Del Bono, capogruppo del Pd in Loggia è preoccupato, in particolare sullo stato attuale del trasporto pubblico locale, alla luce dell'aumento del 20 % dei biglietti dall'1 febbraio, e sottolinea «l'inutilità e il costo altissimo dell'annunciato parcheggio sotto il Cidneo». Con i consiglieri Federico Manzoni, Fabio Capra, Aldo Rebecchi, Luigi Gaffurini e Aldo Boifava, affiancati dal segretario cittadino Giorgio De Martin, ha incontrato la stampa proprio all'imbocco della galleria Tito Speri, «luogo simbolo a pochi passi dal parcheggio Fossa Bagni, da sempre sottoutilizzato, e a poche decine di metri dal futuro parcheggio sotto il tunnel. Quest'opera - ribadisce il capogruppo Pd - non favorirà il decongestionamento veicolare, ma lo incrementerà costando ai bresciani una cifra che potrebbe andare dai 22 ai 30 milioni di euro».
Il gruppo consiliare del Pd ha su questi due temi (trasporto pubblico e parcheggio in galleria) presentato due interrogazioni che dovrebbero essere discusse nel prossimo Consiglio comunale. «Un modo per mettere in luce - ha aggiunto Federico Manzoni - uno spaventoso deficit democratico che intendiamo denunciare. Non c'è traccia di atti del Consiglio e neppure della Giunta sul progetto che riguarda il parcheggio Tito Speri, per il quale Brescia Mobilità ha bandito una gara per l'appalto di servizi d'ingegneria relativi alla sua progettazione, per un importo di un milione e 123mila euro a carico dei fondi comunali».
«Un parcheggio del tutto inutile - ha continuato Del Bono - un doppione che, come abbiamo appreso dalla stampa, non piace neppure alla Lega e all'Udc (fanno testo le dichiarazioni di Rolfi e Quadrini)». Questo progetto, secondo il Pd bresciano, è l'esempio di come la Giunta agisca senza alcuna pianificazione, sprecando risorse. «Risorse che vanno aggiunte agli aumenti dei biglietti dell'autobus - hanno osservato Gaffurini, Capra, Boifava e Rebecchi - che dovrebbero essere destinate al miglioramento del servizio di trasporto pubblico, in perdita di passeggeri e corse da tempo. È inaccettabile che in tempi di crisi si penalizzino studenti e lavoratori, costretti all'uso dei bus che in molti casi sono obsoleti e inquinanti, pagando 1,20 con conseguenti aumenti degli abbonamenti». Nell'interrogazione il Pd chiede le motivazioni del rincaro e chiarezza in ordine a strategie, problematiche e prospettive del trasporto locale.

Giornale di Brescia 05 febbraio 2011

Né tagli né rincari sui biglietti per le corse extra-urbane dei bus

Il Broletto impegna quest’anno 1,5 milioni e non ritocca gli abbonamenti, così come non riduce i servizi offerti

Buone notizie finalmente per i moltissimi bresciani che ogni giorno utilizzano i bus extra-urbani: non aumentano infatti i biglietti e gli abbonamenti, mentre pure sul versante del servizio non saranno ridotte le linee o la frequenza delle corse.
La conferma della notizia - già anticipata l'altro ieri da concordi dichiarazioni di fonte sindacale - è arrivata con tutti i crismi dell'ufficialità in una conferenza stampa indetta in Broletto dalla Provincia, l'istituzione che si è assunta onore ed onere di evitare gli aumenti. E che a tutt'oggi è l'unica in Lombardia a non aver applicato rincari o tagli al trasporto pubblico provinciale.
«Le operazioni di cesello al bilancio ci hanno permesso di accantonare risorse da destinarsi alle nuove necessità che emrtgono in questa fase delicata della vita amministrativa del territorio - spiega il presidente Daniele Molgora, affiancato dall'assessore ai Trasporti, Corrado Ghirardelli - In questo senso la vicenda del trasporto pubblico poteva essere affrontata con aumenti del costo del servizio, tagli dello stesso per abbatterne le spese e quello che normalmente viene definito "efficientamento" delle aziende», spiega il presidente.
Il Broletto, dunque, ha stanziato una cifra nell'ordine del milione e mezzo di euro (a cui si sommano i 2,5 milioni dello scorso anno) per impedire un aumento degli abbonamenti: le altre Province lombarde dovranno invece accettare tagli sino al 7 per cento, recuperare un altro 3 per cento dall'efficienza del servizio e aumentare le tariffe fino al 10 per cento quest'anno ed eventualmente un altro 10 per cento nel 2012.
«In questi giorni sono stati fatti molti incontri sia al Pirellone che in Broletto e fortunatamente, dopo aver trovato un accordo con le società di autotrasporto si è riusciti ad non operare né tagli né aumenti» afferma Ghirardelli. Alla Regione non è andata altrettanto bene: i tagli alla finanziaria ammontano a 75 milioni di euro suddivisi tra ferro e gomma.
Ora il prossimo obiettivo è di giungere a creare una Società Consortile Unica, a costo zero, e poggiata sulle strutture assessorili già collaudate.
Una sintesi tra Broletto e Loggia - mentre tutti gli altri soggetti restano agenti sul libero mercato - che ha l'obiettivo di portare ad una sola stazione appaltante per il rinnovo dei contratti per i gestori di Brescia e provincia, «non solo per la razionalizzazione del servizio, ma per ottimizzarlo, grazie all'eliminazione di corse sovrapposte tra urbano e extraurbano» continua Ghirardelli.
Il tutto affidandosi a nuovi standard di qualità a favore degli utenti ed, è stato aggiunto, «senza sconti o favoritismi, controllate comprese».
Roberto Manieri


«L'aumento della Loggia  non è stato concordato»
Tra Broletto e Loggia la distanza, linea d'aria e politicamente, è nell'ordine delle centinaia di metri, ma dal punto di vista amministrativo tra i due esiste una cesura. Non solo l'altro giorno l'assessore Ghirardelli contestava all'assessore all'Ambiente, Paola Vilardi, cosa il Comune avrebbe dovuto fare e che non fa sul fronte ambientale, ma addirittura sul tema del trasporto l'aumento del biglietto varato dalla Loggia pare «arbitrario e non concordato». «Prima di farlo dovevano concordarlo con la Provincia, data la sovrapposizione delle competenze e delle linee e, non lo hanno fatto». Ora si tratta quindi di verificare che cosa ha in realtà ha in animo la Loggia: «L'aumento del 20% non doveva essere unilaterale. Dai 5,90 euro di ricaduta sui cittadini provenienti dalla provincia si passa a gravare con 7,20 euro, importo da noi non delineato. Per questo serviva una dichiarazione di intenti, al di là del fatto che al Comune servisse di fare cassa. La contraddizione è che noi ci impegniamo per far risparmiare mentre la Loggia fa spendere il 20% in più. Il Comune dovrebbe lasciar fuori l'extraurbano. È un dettaglio, ma va valutato, perchè la logica va verso un abbonamento integrato. Chi viene da fuori fa parte delle competenze provinciali ed ecco quindi perché si deve operare con un soggetto unico appaltante, tenendo conto anche dei nuovi scenari all'indomani dell'avvio del funzionamento del Metrò. La cosa fondamentale è che non ci siano sovrapposizioni, ma un contratto chiaro». E Brescia Trasporti? I suoi costi di gestione sono pesanti: «Si valuterà in seno alla gara, guardano alla migliore offerta». r. ma.

Bresciaoggi 05 febbraio 2011

LA NOVITA'. La Provincia di Brescia è unica in Lombardia a non effettuare alcun rialzo imposto dai tagli previsti dalla Regione. Nessuna modifica neppure alla qualità

Pullman, zero aumenti a studenti e pendolari

Mimmo Varone

Grazie a un milione e mezzo di euro messo in campo dalla Giunta e alla collaborazione delle società Sia e Saia che gestiscono il servizio

Oltre 46 mila studenti delle superiori bresciane non pagheranno un centesimo in più per recarsi a scuola in pullman. E la stessa cosa vale per i pendolari del lavoro e chiunque altro. La Provincia di Brescia è unica in Lombardia a evitare gli aumenti imposti dai tagli regionali. Doveva esserci il 7 per cento di corse in meno, pari a 800 mila chilometri annui e il 10 per cento di aumento delle tariffe. Non c'è né l'uno né l'altro grazie a un milione e mezzo di euro messi in campo dalla Giunta Molgora e alla collaborazione di Sia e Saia.
PER UNA VOLTA arriva una buona notizia. E lo stesso presidente Daniele Molgora ha voluto darla di persona insieme all'assessore ai Trasporti Corrado Ghirardelli. «Si parlava di tagli - dice Molgora -, abbiamo deciso di non gravare sulle famiglie alle prese con la crisi e di non fare alcun aumento per non colpire studenti e pendolari». La decisione avrà un costo per le casse del Broletto, ma «grazie al lavoro di cesello sul Bilancio - sottolinea il presidente - riusciamo a sostenere questo onere a vantaggio dei cittadini». È come una rivincita sulle accuse di “gestione ragionieristica” dell'opposizione.
Niente costi in più, dunque, e «servizio di qualità, che la provincia intende erogare nel modo migliore». È quasi una quadratura del cerchio, possibile per il «rapporto di reciproca fiducia e di collaborazione trasparente tra ente regolatore e aziende - sottolinea il presidente di Sia e Saia Ambrogio Benaglio -. Anche noi abbiamo fatto la nostra parte, nonostante le difficoltà, i costi del gasolio aumentati del 15 per cento e la necessità di liberare risorse per investimenti sui pullman, che sono elevati e con un ritorno pari a zero».
COME LA QUADRATURA sia stata possibile lo spiega Ghirardelli. La Regione aveva imposto di recuperare un 3 per cento rendendo il servizio più efficiente e di tagliare il 7 per cento delle corse. Ma «recuperare in efficientamento era impossibile - spiega - perchè al contrario di altre zone a Brescia non c'è alcun margine per migliorare». E i tagli sono stati coperti con il milione e mezzo. Quanto alle tariffe, «gli aumenti fino al 10 per cento non corrispondono proporzionalmente ad aumenti di introiti - sottolinea l'assessore - anzi fino al 5 per cento il risultato è quasi nullo». E allora tutto si è risolto con la collaborazione delle due aziende e con una cabina di regia che terrà monitorato l'andamento della situazione fino alla scadenza di fine anno del contratto di servizio. Le aziende «tenteranno di contenere gli altri costi» precisa Ghirardelli.
Poi, con il rinnovo delle gare, si punterà alla società consortile tra Loggia e Broletto, che porterà al gestore unico provinciale mettendo insieme Brescia Trasporti, Sia e Saia, secondo gli indirizzi regionali. «Entro marzo si attiverà il tavolo di confronto con il Comune per valutare il nuovo appalto - spiega Ghirardelli - e per il 2011 potremo ottenere altri risparmi eliminando doppioni di corse e rendendo più efficiente il sistema». E il cerchio quadra.

«Noi ci aspettavamo l'incontro con la Loggia»

Gli aumenti dei biglietti di Brescia Trasporti «incidono anche sulle tariffe extraurbane, e il provvedimento doveva essere verificato con noi», scandisce l'assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli nel giorno in cui annuncia che il Broletto non taglia le corse né aumenta le tariffe di un centesimo. Non è polemica aperta, ma una richiesta di chiarimento sì.
Il Broletto fa il virtuoso, e aggira con un milione e mezzo di risorse proprie i tagli della Finanziaria al Trasporto pubblico locale. La Loggia, invece, aumenta del 20 per cento il prezzo del biglietto per i bus cittadini. Un aumento «arbitrario», commenta Ghirardelli, pensando alle indicazioni regionali (3 per cento di recupero da efficientamento, 7 per cento di tagli alle corse, 10 per cento di aumento di tariffe). Ma «scelte proprie» e va bene così.
NON VA PIÙ BENE quando le decisioni della Giunta Paroli finiscono per sconfinare sul trasporto extraurbano. La questione si pone con gli abbonamenti integrati degli studenti che utilizzano il pullman per arrivare a Brescia e il bus di Brescia Trasporti per raggiungere la propria scuola. La tratta urbana fino al 31 gennaio pesava sul costo dell'abbonamento per 5,90 euro. «Con gli aumenti scattati dal primo febbraio la quota urbana è salita a 7,20 euro - sottolinea l'assessore provinciale - e questo aumento doveva essere verificato e concordato prima con noi». Nei fatti, quando gli studenti andranno a rinnovare il loro abbonamento se lo troveranno aumentato, sia pure di poco. E la cosa potrebbe sembrare quantomeno strana, dopo l'annuncio del Broletto di non aver ritoccato le tariffe.
Ghirardelli assicura che chiederà quanto prima un chiarimento sui motivi della decisione. Tra l'altro, gli appuntamenti con la Loggia sono già in programma in vista della società consortile unica, «a costo zero - sottolinea -, senza Cda ma poggiata su strutture assessorili già collaudate», che dovrà portare a un'unica stazione appaltante per il rinnovo dei contratti dei gestori di Brescia e Provincia allo scopo di razionalizzare il servizio. Le occasioni di chiarimento non mancheranno. M. VA.

Quasi l'ottanta percento «viaggia» in corriera

Gli studenti si spostano su percorsi più brevi, ma circa l'80 per cento continua ad utilizzare il pullman per recarsi a scuola. I 6 ambiti territoriali scolastici che dividono la provincia funzionano, anche perchè offrono una gamma quasi completa di indirizzi scolastici e permettono ai ragazzi di non allontanarsi troppo da casa. Le eccezioni ci sono, va da sé, e chi è disposto ad affrontare viaggi più lunghi pur di stare nella scuola del cuore c'è sempre. Ma per il 70, 80 per cento - dicono i dati della Provincia - non si esce dal proprio territorio. In ogni caso, il pullman rimane uno strumento senza alternative.
A restare nei loro ambiti sono l'85 per cento degli studenti di Vallecamonica, il 79 di Sebino Franciacorta, il 76 della Bassa bresciana, l'80 di Garda e Valsabbia il 96 di Valtrompia e il 65 per cento dell'hinterland. Per ciascun ambito, poi, va aggiunto il 10 per cento circa, che viene da fuori provincia. E gli spostamenti limitati permettono una migliore distribuzione del traffico su gomma negli orari di ingresso e chiusura delle scuole. Anche dagli ambiti scolastici, dunque, arriva un aiuto al trasporto extraurbano. I tagli imposti dalla Finanziaria per ora sono neutralizzati, ma nel prossimo futuro si ripresenteranno (ancora un 10 per cento di aumento delle tariffe è messo in conto per il 2012). E si dovrà puntare sula altre razionalizzazioni.
IN VALLECAMONICA si trovano 7 poli scolastici, i più frequentati dei quali sono Breno (41 per cento), Darfo Boario terme (36) e Edolo (17). I poli di Sebino Franciacorta sono 6 con maggiori frequenze a Chiari (32 per cento) e Palazzolo (31). Nella Bassa sono presenti ben 10 scuole e gli studenti hanno la possibilità di distribuirsi nel modo migliore, tant'è che le utenze oscillano tra il 19 e il 2 per cento.
Dieci poli scolastici sono presenti pure su Garda e Valsabbia, ma quelli più frequentati sono Desenzano (35 per cento), Salò (28) e Lonato (14). Quanto alla Valtrompia, ruota intorno al polo di Gardone, dove si reca il 59 per cento degli studenti, seguito da Lumezzane (22) e Sarezzo (19). Infine l'hinterland, che racchiude tre poli ma il 99 per cento dei ragazzi si reca in città, che è centripeta anche rispetto agli altri ambiti. Ogni giorno circa duemila studenti si spostano dal Sebino Franciacorta, dalla Bassa e dalla Valtrompia per raggiungere il centro di Brescia.
Ciò vuol dire che il polo cittadino racchiude il maggior numero di studenti disposti a compiere viaggi più lunghi per raggiungerlo. Ed è la maggiore eccezione. Nel dettaglio, a Brescia arrivano ogni mattina 27 ragazzi dalla Vallecamonica, 2.120 dal Sebino Franciacorta, 2.098 dalla Bassa, 1,202 dal Garda valsabbia, 2.482 dalla Valtrompia e 321 da fuori provincia. Se si aggiungono i 14.823 di città e hinterland, oltre 23 mila ragazzi affollano ogni mattina le varie scuole superiori cittadine.M.V

2 febbraio 2011 dal Blog di Laura Castelletti

Il ring come un circuito di Formula 1 (di Alessandro Benevolo)

Alessandro Benevolo propone in questo post una provocazione-riflessione sulla necessità di rivedere il funzionamento del ring.

“Con puntuale e disarmante frequenza ritorna in città il dibattito sulle polveri sottili. Basta un mesetto invernale di siccità per scoprire quanto sia irrespirabile l’aria di Brescia e di molte altre città padane; riaffiora il “tavolo istituzionale”, il calendario dei giorni “di sforamento”, la consulta dei sindaci e le dichiarazioni ad effetto del nostro governatore. Un copione conosciuto e stucchevole capace, nella migliore delle ipotesi di partorire qualche blocco della auto la domenica o qualche buon consiglio sulla taratura dei termostati. Un inutile esibizione muscolare accompagnata per buona misura da finti rimedi affidati alla buona volontà.

Non mi vorrei dilungare sulle gambe corte delle soluzioni che verranno prospettate ai bresciani nei prossimi giorni. Oltre che inutili, diseducative. Un invito ai cittadini a sottovalutare la questione e un incitamento agli amministratori a non impegnarsi più di tanto nella ricerca di soluzioni di respiro ampio.

Restando all’ampio respiro, allargando un po’ lo sguardo, vorrei sottolineare un elemento che rende Brescia diversa da molte altre città padane e spiega, almeno in parte, la gravità dei livelli di inquinamento.

Innanzitutto va sottolineato il fatto che la diffusione delle polveri sottili non dipende solo dal traffico veicolare: incidono i riscaldamenti domestici, le emissioni delle attività artigianali e industriali e il funzionamento del termovalizzatore. Fino a pochi anni fa queste “fonti” alternative erano probabilmente responsabili in misura maggiore della diffusione delle polveri sottili. Oggi sono però diventate a Brescia fonti secondarie, per tre ordini di motivi:

  1. gli impianti termici autonomi hanno una diffusione modesta, stante la presenza del teleriscaldamento;
  2. le attività produttive in area urbana sono in costante diminuzione;
  3. il termovalorizzatore produce polveri sottili, ma si è via via dotato della migliore tecnologia per il loro abbattimento

Venendo alla principale fonte di inquinamento, ovvero al traffico veicolare, va osservato che nella nostra città manca completamente una graduale rarefazione dei volumi di traffico dalla periferia verso il centro. Cosa significa? In ogni città evoluta esistono progressivi “sbarramenti” al traffico man mano che si procede verso il suo cuore. Sbarramenti necessari per compensare la maggiore densità urbana e la minore capacità della rete stradale. Questi sbarramenti possono essere applicati mediante istituzione di Zone a Traffico Limitato (ZTL), mediante idonea disciplina del traffico (sensi unici rivolti verso l’esterno, a favorire l’allontanamento e non l’avvicinamento delle auto), oppure mediante l’applicazione di speciali pass di accesso alle aree centrali, anche estremamente onerosi (come Londra e a Milano). L’insieme di questi provvedimenti dovrebbe stabilire differenti volumi di traffico in diverse aree della città. Massimi volumi all’esterno dell’area urbana lungo il sistema tangenziale, minimi volumi nelle dense aree centrali. E’ inutile dire che il trasporto collettivo (pubblico) prospera e si diffonde solo in presenza di un modello di circolazione siffatto delle auto private. Oltre ciò nell’area di massima concentrazione delle emissioni domestiche si avrebbe la minima emissione di polveri dagli scappamenti delle auto.

A Brescia questo modello non è applicato. Perché?

Perché a Brescia il sistema di circolazione ricavato nel cosiddetto ring intorno al nucleo antico vanifica fatalmente ogni razionale disciplina del traffico. La strada a maggior efficienza veicolare è collocata proprio dove andrebbe ricercata una diminuzione. Le macchine dall’esterno sono attratte come falene alla luce, dalla presenza di una vera e propria highway californiana che arriva ad avere anche 5 (cinque!) corsie per senso di marcia. Secondo uno studio dell’ACI nella seconda metà degli anni ’90 Brescia risultava possedere la “migliore” circonvallazione del centro storico d’Italia con velocità di percorrenza media oltre i 50 km/h (quasi il doppio della seconda classificata!). Chi deve traversare la città sceglie a Brescia quasi sempre una rotta “secante” e quasi mai una rotta tangenziale proprio approfittando di questa circonvallazione ad elevato e veloce scorrimento.

Il risultato è un modello di circolazione alla rovescia di come servirebbe, come a Buenos Aires, al Cairo o a Bangkok, con le auto che affollano le aree centrali strangolando gli abitanti in una cappa di fuliggine. In questo modello si caricano di traffico le strade centrali (soprattutto quelle a sviluppo anulare) e le strade di scorrimento che portano verso il centro. Non credete che a Brescia le cose funzionino così? Provate a farvi dare dall’assessorato al traffico l’elenco delle strade con i maggiori volumi di traffico: scoprirete che sono oltre al ring, Via Volturno, Viale Europa/Triumplina, Viale Bornata, Viale Duca degli Abruzzi, Viale Piave/Venezia, ecc. E vogliamo per caso parlare di quelle strade subito esterne al ring che offrono la possibilità di marciare in direzione contraria al senso unico del ring? Tranquille strade residenziali incapaci di ricevere consistenti volumi di traffico come Via Foscolo, Via Apollonio, Viale Italia, Via Camozzi, Via Diaz o Via Solferino, perennemente occupate da macchine in colonna che cercano di marciare nel senso che il ring impedisce.

Questo anello di scorrimento è stato ideato nei primi anni ’80 sulla scia di una moda dell’epoca che Guglielmo Zambrini, grande ingegnere trasportista, definiva “autodromizzazione” del traffico veicolare, ovvero la trasformazione di un sistema stradale in una pista per la circolazione veloce delle auto. Già allora sembrava ridicolo; sono passati quasi trent’anni e il mondo è cambiato (anche a Brescia). E’ stata costruita una linea metropolitana, si è pensato alle LAM e all’integrazione del trasporto pubblico urbano ed extra-urbano, ma continua a sopravvivere questa pista da Formula 1 nel centro nella migliore tradizione sudamericana.

E’ arrivato secondo voi il momento di rivederne il funzionamento?”

Alessandro Benevolo




Giornale di Brescia 04 febbraio 2011

Pm10, la Provincia in campo ma dai sindaci fumate nere

Solo quattro Comuni su ventuno recepiscono il protocollo del Broletto. Ghirardelli: «Adottate almeno un’ordinanza»

Un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo, cantava Madama Butterfly e intanto contava tre anni al ritorno dell'amato. Anche senza intonare l'altro celeberrimo passaggio («...me ne starò nascosta un po' per celia, un po' per non morire al primo incontro...») la sensazione che ha percorso ieri la sala gremita di sindaci dei Comuni dell'area critica e di quelli dell'area a questa limitrofa chiamati dal Broletto a discutere di Pm10 e relative contromisure è stata di fredda accoglienza. Non solo per il protocollo che la Provincia ha proposto alle Amministrazioni (recepito da 4 su 21) per l'applicazione della normativa regionale, ma anche dell'ipotesi di avviare con precise ordinanze ulteriori e contromisure alle fonti di emissioni inquinanti. La sensazione è stata di un disarmante confronto a due: da un lato l'assessore provinciale Corrado Ghirardelli che, sottolineando «l'inutilità di un blocco del traffico per un solo giorno» esorta a dare un segnale forte alla popolazione «basato non sulla repressione, ma sull'educazione», dall'altro una serie di sindaci che sembrano nicchiare, mostrando la perplessità ad adottare ordinanze dai contenuti chiaramente impopolari.
Inerzia capace di sopire qualunque entusiasmo e di stemperare tutte le esortazioni portate su una serie di terreni minati: secondo Ghirardelli sarebbe necessario indicare nell'ordinanza comunale (assunta da tutti i sindaci) dei limiti all'uso delle stufe e dei camini a legna, limitare almeno per tutte le domeniche di febbraio l'uso dei veicoli euro zero (oltre ai limiti di uso già in vigore durante la settimana stabiliti dalla Regione sino al 15 aprile), abbassare le velocità in autostrada nei tratti vicino ai paesi, limitare sotto i 100 km/h la velocità in tangenziale (sulle 3 corsie della Sud) e, ancora, imporre orari per l'accensione del riscaldamento, abbassare di un paio di gradi la temperatura interna, nonchè normare le emissioni dei mezzi da cava e di movimento terra.
Ammesso che i sindaci vogliano rischiare di avere la coda di cittadini in ufficio o l'assedio del Municipio, se il buon senso suggerisce questa strada come percorribile, dall'altro serve anche far capire ai cittadini la necessità della scelta. Quando poi intere valli (come la Valcamonica o la Val Sabbia ) scaldano a legna è difficile far capire il senso del limite. Non parliamo poi di chi ha auto vecchie che già mal digerisce il limite alla circolazione che deve subire dal lunedì al venerdì.
Intanto i sindaci scriveranno al Governo per avere la riduzione delle velocità in autostrada, poi entro lunedì è attesa la risposta dei vari Comuni. Se non ci sarà vento forse vedremo un fil di fumo...
Roberto Manieri


Strade, legna e asfalti, le tante cause dello smog
La posizione della Loggia è chiara: «Già applichiamo i dettati della legge regionale, quindi l'adesione al protocollo proposto pare esornativa...». Parola dell'assessore all'Ambiente Paola Vilardi che sembra servire al consesso dei sindaci in sala la medesima risposta da dare a Ghirardelli. Del resto se lo fa la Loggia perché la stessa logica non deve valere per altri?
Beh, troppo facile, crediamo. Il problema del Pm10 c'è ed è reale. Le rilevazioni di mercoledì riferiscono (su 50 di limite) di 115 microgrammi per metro cubo in Broletto, 91 al Sereno, 68 a Sarezzo, 154 a Rezzato (la centralina però è vicino ad una cava...), 67 a Darfo e 82 a Odolo. Nel complesso, dunque, siamo a 33 giorni consecutivi di esubero e, ai 50, scatta il blocco delle auto, con le targhe alterne.
Mentre la Lombardia annuncia che a breve si doterà di nuovi strumenti contro l'inquinamento atmosferico, tra cui una nuova regolamentazione per la combustione della legna, una delle cause principali della concentrazione di polveri sottili, resta a conforto anche il dato scientifico: «Anni di misurazioni accurate da parte degli esperti dell'Arpa e di studi promossi dalla Regione - ha spiegato l'assessore regionale all'Ambiente, Marcello Raimondi - dimostrano la grande varietà di cause dell'inquinamento atmosferico, alcune delle quali un tempo impensate, e fra queste la legna ha un ruolo importante». Dunque per le stufe a legna si punta a regolamentarne la corretta installazione e la manutenzione. Ma tra le fonti inquinanti resta anche lo sporco sulle strade sollevato dai veicoli: se l'asfalto è danneggiato aumenta il contributo delle polveri derivanti dall'abrasione della strada. Tenendo le strade pulite i valori delle polveri si abbassano. r. ma.


LA PROPOSTA


Quella tentazione «impopolare»
di fermare del tutto le auto euro zero
«Diamo un segnale forte: limitiamo per le domeniche di febbraio l’uso delle auto euro zero». L’invito di Ghirardelli non parla propriamente di un nuovo «divieto» m  di «un invito a non usare» l’auto. Una soluzione che fa storcere il naso non solo agli appassionati di vecchie e blasonate glorie della strada, ma anche all’operaio in pensione che custodisce come una reliquia la vecchia Fiesta o la Polo, e che diversamente non può disporre, e che la usa magari per portare il nipote all’asilo. I dati
tuttavia mostrano come dai tubi di scappamento esce solo il 41% delle polveri sottili ( grandezza tra 2,5 e 10 nanometri), mentre il 21% proviene dall’usura dei freni, aumentata dai frequenti «stop and go» nel traffico cittadino, mentre il restante 38% deriva dalla risospensione di particelle che ricoprono il fondo stradale. Mentre la Loggia intensificherà i controlli sulle strade verificando il possesso dell’ex «bollino blu», gli altri sindaci potrebbero attrezzarsi. Ma la sensazione è di giusta
prudenza. rma.


Bresciaoggi 04 febbraio 2011

AMBIENTE. I 21 Comuni dell'area critica e i 18 della seconda cintura non si fanno impressionare dai dati dell'Arpa

Aria malata, nessun blocco
I sindaci scrivono al Governo

Mimmo Varone

Chiederanno la riduzione dei limiti di velocità in autostrada nei periodi critici e un'ordinanza non tassativa che invita i cittadini alla responsabilità

L'allarme suona in sordina per i sindaci. L'aria è malata, le polveri sottili non danno tregua. Ma i 21 comuni dell'area critica e i 18 della seconda cintura non si fanno impressionare granchè dai dati Arpa. La decisione (salomonica) che riesce a metterli d'accordo è una lettera da inviare al governo per premere sulla riduzione della velocità in autostrada durante i periodi critici, e un'ordinanza «non tassativa» che invita i cittadini a tenere a casa gli Euro 0, 1 e 2 anche di sabato e domenica, a mantenere a 20 gradi la temperatura in casa, a limitare l'accensione delle caldaie, a non bruciare legna all'aperto.
È UN'ORDINANZA che dovrebbe essere operativa da lunedì prossimo. Il Broletto si è preso l'incarico di redigerla e passarla ai comuni che la firmeranno, volendo. Tra qualche giorno si saprà esattamente cosa c'è scritto, e quanti la sottoscriveranno. È il risultato di un'ora e mezza di discussione intorno al Tavolo dell'aria convocato ieri dall'assessore provinciale Corrado Ghirardelli dopo l'incontro del 27 gennaio in Regione per l'aggiornamento sullo stato di salute dell'aria lombarda. L'assessore sollecitava misure capaci di far capire ai bresciani di città e provincia che «la situazione è molto grave e i cittadini hanno problemi cardiovascolari, cardiaci e tumorali». Più volte ha ricordato la responsabilità dei primi cittadini sulla salute dei loro cittadini.
I dati messi sul tavolo dal direttore Arpa Sergio Resola, d'altronde, dicono che dall'inizio dell'anno Brescia ha già accumulato 31 giorni di superi. «Fra un pò si arriverà a 50 e saremo obbligati a bloccare il traffico», avverte Ghirardelli. Ma l'unica intesa possibile è su provvedimenti più o meno indolore. Tanto «ci sono già le norme regionali recepite con ordinanze». E fa niente che poi si facciano rispettare poco o per nulla «per mancanza di risorse – si dice - e di mezzi».
Il blocco del traffico è ritenuto «inutile». Potrebbe sortire un qualche effetto – si dice – se ci fosse compattezza nell'attuarlo in tutti i comuni. I dati Arpa dicono che alle Pm10 contribuiscono riscaldamento domestico (legna compresa) per il 32 per cento e trasporto su strada per il 37. Dicono che il diesel è tra i primi produttori di particolato con 4.389 tonnellate nel 2008, e che una dose massiccia viene anche dall'usura di pneumatici e freni. «Inutile» sembra soprattutto cercare un accordo che non c'è.
Eppure non tutti i comuni sono uguali. Castegnato si dice «pronto al blocco e ad azioni concrete tutti assieme». Botticino ha preso sul serio la delibera regionale 2006 sulle biomasse e ha multato qualcuno che bruciava legna nel camino scatenando un putiferio. Castelmella più prudentemente ha allo studio incentivi per mettere a norma le stufe a legna. Roncadelle chiede tempi certi per applicare le misure contenute nel protocollo d'intesa di ottobre.
Quel protocollo, peraltro, è stato chiesto dagli stessi comuni dell'area critica, e hanno chiesto di aderirvi pure i 18 della seconda cintura. Ma il ruolo di regia che i sindaci attribuiscono alla Provincia sembra essere più a parole che di fatto. «Ad oggi – sottolinea l'assessore provinciale ricolto ai primi cittadini – solo 3 hanno aderito». Con il sindaco di Roncadelle Michele Orlando che annuncia la quarta firma.
Pure le defezioni di ieri erano vistose. Dei 21 dell'area critica mancavano Gardone Valtrompia, Marcheno, Nave, San Zeno Naviglio e Villa Carcina Non c'erano neanche le Comunità montane di Vallecamonica, Valsabbia, Sebino bresciano e Alto Garda. Dei 18 della seconda cintura, poi, latitavano Azzano Mella, Brione, Caino, Capriano del Colle, Calcinato, Ghedi, Lograto, Montichiari, Nuvolera, Ome, Poncarale, Serle e Travagliato. In pratica si son fatti vedere solo Castegnato, Mazzano, Montirone, Rodengo Saiano e Torbole Casaglia.
Intanto nei 31 giorni di gennaio le centraline hanno fatto il pieno di superi. Il Broletto ha accumulato 22 giorni, il Villaggio Sereno 29, Odolo 20, Rezzato 23, Sarezzo 22. Darfo non ha avuto un giorno di requie. E Resola avverte che sebbene i dati regionali dicano di un trend in miglioramento, «la situazione deve essere migliorata». «Fossi io un sindaco – aggiunge – farei quantomeno incontri di educazione ambientale per far conoscere le norme».
IN UNA SITUAZIONE del genere, «la Provincia può coordinare ma ha poche possibilità di intervenire» ammette Ghirardelli. E invita i sindaci a stabilire delle regole comuni, «magari con approccio informativo e non solo repressivo». Ma sono proprio le proposte che stentano a venire. E alla fine è l'assessore all'Ambiente in Loggia Paola Vilardi a sbloccare con l'idea della lettera al governo.
Anche Vilardi arringa i sindaci. «Questa deve essere una giornata quasi decisiva – dice –, il tempo della demagogia è finito e bisogna intervenire». Ma di nuove norme con ordinanze sindacali non vuole sentir parlare. «Se vogliamo limitazioni al riscaldamento decidiamole insieme – dice – e chiediamo alla Regione alcune modifiche». Va bene pure la cabina di regia provinciale ma «deve lasciare l'autonomia ai sindaci». L'appello, insomma, è al rispetto delle leggi in vigore.


Nuove tariffe rete Brescia Trasporti a partire dal 1° febbraio 2011
per accedere alla pagina clicca qui

Bresciaoggi 01 febbraio 2011

TRASPORTI PUBBLICI/1. Annunciati da tempo, altri ne seguiranno per arrivare alla tariffa ipotizzata di 1,90 euro: in coincidenza con l'entrata in funzione del metrò

Bus urbani: da oggi in vigore gli aumenti

Mimmo Varone

Il biglietto passa a 1,20 euro e in proporzione aumentano anche i settimanali e i vari carnet. Acquistarlo sull'autobus adesso costerà ben 2 euro. Manzoni (Pd): «La Loggia chiarisca le sue strategie»

Erano aumenti annunciati. Da stamattina sono operativi. Il biglietto sui bus di Brescia Trasporti costa 1,20 euro. Si chiude l'era dell'euro tondo, e con ogni probabilità altri aumenti seguiranno per avvicinarsi alla ipotizzata tariffa finale di 1,90 euro per corsa, che renderebbe più sostenibili i costi di gestione del trasporto pubblico cittadino con l'entrata in vigore del metrò.
Va da sé che Brescia Trasporti adegua a cascata le tariffe di tutti gli altri titoli di viaggio. Da stamattina ci sono nuovi prezzi per i carnet da 10 biglietti magnetici o su omnibus card, o da 12 corse multiutente. Aumentano in proporzione i biglietti settimanali e 24 ore. Quelli ordinari venduti a bordo passano addirittura da 1.50 a due euro. E così via. E nuove tariffe ci sono pure per tutti i tipi di abbonamento per studenti, over 60 e quanti altri.
Ma oggi scattano pure le nuove tariffe agevolate varate da Regione Lombardia. In particolare sono disponibili «io viaggio in famiglia» (occasionale o abbonamento) e «io viaggio in Lombardia» (giornalieri e mensile). Entro il 28 febbraio, invece, Brescia Trasporti recepirà pure «io viaggio in Lombardia» bigiornaliero, trigiornaliero e settimanale, nonché «io viaggio in treno-Brescia» (mensile). I dettagli di tutti gli sconti e delle procedure per ottenerli sono nell'articolo sotto.
Va detto che di aumenti di tariffe si parlava da anni. Ora però, cadono in un periodo di arretramento del trasporto pubblico cittadino, con la conferma anche per il 2010 del calo di passeggeri trasportati. E il Pd dall'opposizione vuole vederci chiaro. Dopo l'interrogazione presentata all'indomani della decisione della Giunta Paroli di aumentare le tariffe, oggi una nota di Federico Manzoni spiega che «occorre tornare a far chiarezza su strategie, problematiche e prospettive del trasporto pubblico».
Manzoni vuole capire in primo luogo gli orientamenti dalla Loggia in vista della scadenza (31 giugno) del contratto di servizio con Brescia Trasporti. «Una procedura di gara a evidenza pubblica - sottolinea il consigliere Pd - non s'improvvisa, e non va dimenticato che comunque entro il 2013 con il Metrobus occorrerà provvedere a un completo ridisegno delle linee di superficie».
MA GIÀ DA OGGI, per il consigliere Pd, bisogna «invertire la rotta» per impedire la fuga di passeggeri dai bus. «L'aumento delle tariffe, per quanto necessario - dice -, va accompagnato a un aumento di qualità e quantità dei servizi offerti». Perchè, «nonostante servizi di dubbia utilità e scarso successo come Brindo con prudenza e il trenino del Castello, nel 2010 si è avuto un cospicuo taglio, tant'è che la riduzione in termini di km/annui è stata del 3 per cento nel 2010 e addirittura dell'8 per cento sulla linea 1 che per larghi tratti serve il corridoio del metrobus».
Anche in vista del Pgt, Manzoni chiede di rivedere gli indirizzi che hanno portato a limitare le corsie preferenziali, decentrare dal cuore della città i capolinea di molte linee, accantonare la Lam 3, limitare le Ztl... «Senza un'inversione di tendenza - precisa il consigliere - si rischia di determinare l'insuccesso dell'operazione metrobus».


TRASPORTI PUBBLICI/2. La Regione Lombardia punta su una strategia che riesca ad ammortizzare gli effetti sulle tasche dei lombardi

Più cari anche i treni, ma con nuove offerte

Promozioni per chi viaggia saltuariamente o su tratte più brevi e combinazioni con i biglietti degli autobus

Gli aumenti del 20 per cento scattati oggi sui bus di Brescia Trasporti sono solo una parte dei rincari che attendono gli utenti del trasporto pubblico. Tra qualche giorno riguarderanno anche pullman, treni e quant'altro: il mensile Milano-Brescia passerà da 76 euro a 83,50 euro, il Trenomilano, sempre per Brescia, da 93,5 a 102. Per rendere più «sopportabile» la stangata, il Pirellone sta varando una serie di novità che integrano tutti i servizi di trasporto regionale e danno sconti e agevolazioni alle famiglie. Brescia Trasporti le ha già recepite in parte (si andrà a regime entro il 28 febbraio). «A fronte della diminuzione delle risorse statali - ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni - abbiamo deciso di agire su due leve: anzitutto quella di non tagliare alcuna corsa, anzi abbiamo aggiunto 328 corse al giorno, e poi abbiamo previsto un aumento delle tariffe, diviso in due momenti distinti, ma temperato da nuovi titoli che fanno risparmiare davvero chi fa più strada».
«IO VIAGGIO IN FAMIGLIA» incentiva da oggi biglietti occasionali e abbonamenti. Nel primo caso una mamma che porta in centro i suoi due figli minori di 14 anni non pagherà 3,60 euro ma solo 1,20 perchè i due ragazzi viaggiano gratis. Per ottenere le gratuità il genitore dovrà compilare un modulo (reperibile sul sito internet di Brescia Trasporti) con l'indicazione dei possibili accompagnatori, allegando due fotografie e carta d'identità del genitore. Il modulo va accettato e vistato dagli uffici cassa di Brescia Trasporti e sostituirà la tessera personale che verrà emessa in un secondo tempo. Saranno valide le tessere emesse da tutte le aziende di trasporto lombarde. In caso di abbonamenti, invece, bisogna valutare la convenienza degli sconti regionali rispetto a quelli già in essere con «sconti famiglia» di Brescia Trasporti. Se in famiglia ci sono due abbonamenti, l'azienda di via San Donino riconosce il 10 per cento di sconto a entrambi a prescindere dall'età, il che è conveniente rispetto al nuovo sconto del 20 per cento solo sul secondo abbonamento e con entrambi i figli minori di 18 anni. In caso di tre o più abbonamenti, le nuove opportunità regionali danno il 20 per cento di sconto per il secondo figlio e le gratuità dal terzo in poi (sempre che siano minorenni). Brescia Trasporti, invece, fa sconti del 15 per cento con tre abbonamenti, del 20 con 4, del 40 dai 5 in su.
«IO VIAGGIO IN LOMBARDIA» è un biglietto valido su tutte le reti regionali. I costi sono pari a 15 euro per il giornaliero, 25 per il bigiornaliero, 30 per il trigiornaliero e 40 per il settimanale. Il giornaliero è disponibile da oggi, gli altri entro il 28 febbraio. Quanto al mensile verrà emesso solo da Tln, la società a cui il Pirellone ha affidato la gestione dei biglietti interoperabili sulle reti regionali. I biglietti richiedono un'apposita tessera di riconoscimento che Tln offre già dal oggi al prezzo di 85 euro (scontati rispetto ai 99 del costo nominale).
«Io viaggio treno-città». Il nuovo titolo integra i biglietti di Brescia Trasporti e dei servizi regionali di Trenitalia e Le Nord. Sarà disponibile entro fine mese, e il prezzo sarà individuato sulla base della somma delle tariffe in vigore per il gestore ferroviario più la tariffa urbana (32.50 euro) scontata del 30 per cento (22.40 euro).
Armonizzare l'abbonamento di Brescia Trasporti richiederà qualche tempo. Pertanto – spiega l'azienda di via San Donino – tutti gli abbonamenti avranno validità dal primo all'ultimo giorno del mese solare previsto dall'abbonamento stesso. E per tutto febbraio coesisteranno entrambi i sistemi di validità e decorrenza. Un mensile studenti in scadenza al 13 febbraio potrà essere «caricato» con un titolo straordinario che permette l'estensione fino al 28, (15 giorni di validità) con tariffa pari a 15/30 della tariffa di abbonamento equivalente in vigore al 13 febbraio. Per informazioni: 800.013812. MI. VA.

Giornale di Brescia 02 febbraio 2011

«Autobus più cari? Non lo sapevamo»

I passeggeri lamentano l’aumento dei biglietti ma anche la scarsa informazione
Brescia Trasporti: campagna in atto e presto gli avvisi sui mezzi. Tempi strettissimi

Mercoledì 26 gennaio l'annuncio da parte del sindaco, confermato due giorni dopo dalla delibera della Loggia. Ieri l'entrata in vigore degli aumenti tariffari per gli autobus è stata accolta dai prevedibili mugugni dei viaggiatori, non senza un po' di sorpresa. I venti centesimi in più necessari per acquistare il biglietto sono stati infatti reclamizzati sui media, ma non hanno trovato spazio nelle informazioni diffuse alle fermate e sui mezzi. Qualcuno l'ha scoperto in edicola o dal tabaccaio, i più amareggiati, per così dire, si sono visti applicare la nuova tariffa direttamente sul bus. Solo che in questo caso il biglietto è passato da 1,50 a 2 euro, per via della sua maggior durata, della validità nelle zone 1 e 2 e del sovrapprezzo per chi lo compra dal conducente.
Chi si sposta con i mezzi pubblici abitualmente sembra aver recepito la novità con quel pizzico di rassegnazione in stile «E io pago!» e con la consapevolezza che, comunque vada, tutte le tariffe sono destinate ad aumentare. Trasporti compresi. «Alla fine ci rimettono le persone normali - stringe le spalle una signora -, quelli ricchi non salgono mica sull'autobus». E poi è vero, il sovraccosto non è un salasso, «ma le buste paga non ce le hanno aumentate», aggiunge un lavoratore al ritorno verso casa. «Anche noi autisti siamo stati informati all'ultimo minuto - commenta un conducente -. Tanto che alcuni miei colleghi stamattina hanno venduto ancora i biglietti da un euro e cinquanta. Servirebbero avvisi per i viaggiatori».
Per le statistiche si vedrà, intanto Brescia Trasporti spiega di aver provveduto alla campagna istituzionale (attraverso giornali, tv, internet) e di aver adeguatamente preparato gli autisti, mentre il materiale informativo da posizionare sui mezzi è stato ordinato in tipografia, e dovrebbe essere disponibile nei prossimi giorni. È stato predisposto in modo che sia comprensibile da chiunque, considerato anche l'alto numero di stranieri che prende il pulmino. Visti i tempi, delibera al 28 gennaio e rincari all'1 febbraio, non si è riusciti a fare di più. I rivenditori hanno già gli specchietti con le nuove tariffe. Nel frattempo i bresciani ci faranno l'abitudine, o quasi. egg.


CHE FARE
I titoli già acquistati al vecchio costo
possono ancora essere utilizzati

Se avete ancora biglietti o carnet con la vecchia tariffa, non c'è problema. Restano validi ad oltranza nonostante l'aumento di venti centesimi del tagliando e si potranno utilizzare sui mezzi di Brescia Trasporti nei tempi a venire. Era dal 2003 che il costo degli autobus non cresceva, anno in cui il prezzo base raggiunse 1 euro. Sul pulmino ieri c'era chi ricordava con nostalgia i tempi in cui si poteva viaggiare con 60 centesimi di lire, un'epoca lontana da trasporti in bianco e nero.