|
|
Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Lombardia Notizie 23 marzo 2011

L'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele
Cattaneo, e l'ad di Tln, Giuseppe Biesuz, davanti al nuovo treno che entrerà in
servizio sulla linea Brescia-Iseo-Edolo
(Ln - Milano) La presentazione di uno dei 19 nuovi treni dedicati al servizio
ferroviario regionale per le linee non elettrificate della Lombardia, un'analisi
dell'andamento del servizio e delle performance di TLN (Trenitalia Le Nord) e
l'annuncio che il 1° maggio il fidanzamento tra le due società sfocerà in un
matrimonio. Sono questi i temi emersi durante il sopralluogo che
l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia,
Raffaele Cattaneo, accompagnato dall'ad di Tln Giuseppe Biesuz, ha
compiuto all'officina di TLN a Novate Milanese.
"Prosegue il nostro lavoro di miglioramento del servizio ferroviario lombardo
- ha detto l'assessore Cattaneo -. Stiamo puntando non solo all'incremento delle
performance, ma anche al rinnovamento della flotta. Il treno presentato è il
segno concreto che Regione Lombardia sta continuando a investire sul materiale
rotabile. Un miglioramento che andrà avanti anche grazie al nuovo assetto di TLN
che realizzerà un vero esempio di federalismo ferroviario".
I NUOVI TRENI - Il Gtw della società svizzera Stadler è il
primo di 19 convogli che andranno a incrementare la dotazione destinata alle
linee non elettrificate della Brescia-Iseo Edolo e della
Milano-Monza-Molteno-Oggiono-Lecco. In particolare, 8 convogli a doppia cassa,
per i quali sono stati investiti 25 milioni di euro, saranno destinati alla
linea bresciana e 11 treni a 4 veicoli, costati 65 milioni di euro, alla tratta
brianzola.
"Un investimento importante da 90 milioni - ha spiegato l'assessore Cattaneo
- che Regione Lombardia ha voluto sostenere per migliorare il servizio dei
pendolari: un obiettivo cui stiamo lavorando da tempo per arrivare a quel salto
di qualità che tutti ci aspettiamo. L'investimento rientra nella cifra di circa
1,1 miliardi di euro che Regione Lombardia ha speso in questi anni, attingendo
dal proprio bilancio con uno sforzo straordinario".
"I nuovi treni della tratta bresciana - ha spiegato Biesuz - saranno
consegnati tutti entro maggio ed entreranno in servizio con il cambio orario di
giugno, mentre la fornitura sulla Molteno-Lecco sarà completata entro settembre,
ma già con il cambio orario di giugno saranno operativi i primi treni".
NUOVA SOCIETA' - "Oggi - ha annunciato Cattaneo -
confermiamo che il fidanzamento tra il ramo lombardo di Trenitalia e Le Nord
sfocerà il 1° maggio in un matrimonio e questo avverrà anche in virtù dei
risultati prodotti". L'assessore regionale e l'ad di TLN hanno comunicato
infatti che l'indice di puntualità ai 5 minuti nell'intera giornata è passato
dall'85,8% del 2008 all'88,4% del 2010, mentre nella fascia di punta è passato
dal 79 all'82,9%.
Le soppressioni medie giornaliere nell'intera giornata si sono ridotte dalle
27 del 2008 alle 19 del 2010.
"Si tratta - ha aggiunto l'assessore - di un dato ancora più significativo se
si considera che nel 2008 si ragionava su circa 1900 treni mentre ora si parla
di 2200 treni. L'effetto del lavoro fino ad oggi svolto è stato un miglioramento
della puntualità, una complessiva diminuzione delle soppressioni e un incremento
del numero dei passeggeri trasportati stimato tra il 10 e il 15%".
ADEGUAMENTI TARIFFARI - Per quanto riguarda gli adeguamenti
tariffari la cui introduzione è prevista per il 1° maggio, Cattaneo ha ribadito
che "l'individuazione dei parametri di qualità che dovranno stabilire tali
adeguamenti dovranno essere condivisi il più possibile e concordati con tutti i
soggetti interessati, i pendolari, ma anche le aziende di trasporto e gli enti
pubblici, anche a costo di far slittare di qualche settimana la loro entrata in
vigore".
|
Bresciaoggi 25 marzo 2011
L'INIZIATIVA. Da domani riprendono i percorsi turistici. Un'iniziativa che
piace ai bresciani
Un tour con il trenino per scoprire la città
Mara Rodella
Dal 22 aprile quattro corse anche il venerdì Gervasi: «Le scuole dovrebbero
utilizzarlo di più Riproporre Xtrain? Dipende dalla richiesta»
A spasso per la città, ma in treno: colorato, cabriolet e rigorosamente
retrò. E ai bresciani, visti i numeri, pare piaccia proprio. Ecco perché, da
domani, in largo anticipo sulla tabella di marcia rispetto al passato, torna il
«Trenino turistico» a colorare i fine settimana estivi di bresciani e turisti
che vogliano intrufolarsi negli angoli più suggestivi della città lasciando
l'auto nel parcheggio.
LUI, IL TRENINO, in realtà, dalla rimessa è uscito
anche per le festività natalizie e per le celebrazioni per il 150° dell'Unità
d'Italia, «quando ha raccolto ben 190 persone, per un introito di circa mille
euro, a cui si aggiungono i bimbi che viaggiano gratis», rileva soddisfatto il
presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi.
Senza dimenticare però il
successo riscontrato l'estate scorsa (prorogato a settembre): circa 1.500 i
passeggeri, a cui si sommano più o meno 1.700 ragazzi che, nel week end, hanno
scelto la versione serale, «Xtrain», la navetta della movida bresciana che
faceva la spola con i giovani da piazzale Arnaldo a Borgo Wuhrer.
Un servizio
che, però, «non è ancora in programma - riferisce Gervasi -: abbiamo deciso di
stare a vedere per capire se i giovani lo richiederanno, poi valuteremo come
muoverci. Non è escluso che venga riproposto. Tuttavia vorremmo che i ragazzi
manifestassero interesse per l'iniziativa».
Come da tradizione, il trenino
viaggerà il sabato e la domenica e, dal 22 aprile, anche il venerdì. Ma Gervasi
non esclude che «anche le corse del venerdì possano essere anticipate in base al
riscontro».
NOVITÀ 2011 che, oltre al percorso classico, «potrebbe
aggiungersene uno modificato in caso di cantieri o manifestazioni - spiega
Gervasi - fermo restando il passaggio da altri luoghi suggestivi della città.
Stiamo aspettando l'omologazione del Comune affinché si possa quindi viaggiare
su una zona d'area».
Con tre giorni di anticipo, inoltre, è possibile
prenotare una corsa riservata in altre giornate (chiamando lo 030. 3061575 o
all'InfoBrescia 030.3061268 o, per informazioni, al numero verde 800 013 812).
Unico rammarico, ribadisce Gervasi, che «il trenino non sia stato utilizzato
dalla scolaresche anche in inverno, per le ristrettezze economiche. Nonostante
gli appelli finora le scuole non ne hanno approfittato nei mesi autunnali e
invernali, sostenendo che mancassero i fondi. Che comincino a richiederlo per
questa primavera - lancia l'appello -. da parte nostra, la massima disponibilità
».
Il servizio si effettua il sabato (3 corse alle 15.30-17-18.30) e la
domenica (6 corse alle 10-11.30-14-15.30-17-18.30) e dal 22 aprile il venerdì (4
corse alle 14-15.30-17 e 18.30). Viene effettuato un tour in città toccando i
punti più caratteristici della storia e della cultura cittadine, con partenze da
Largo Formentone.
Il biglietto (5 euro) per un unica corsa. La vendita dei
tiket si effettua a bordo del trenino o all'InfoBrescia di Piazza Loggia 13,
dove è possibile acquistare i biglietti prenotando una specifica corsa (data ed
ora). Non è possibile effettuare prenotazioni telefoniche.

|
Giornale di
Brescia 24 marzo 2011
Spazio civile a due passi dalla Stazione
Le nuove sedi di Difensore civico, Garante dei detenuti e Centro anziani
Gli spazi erano destinati in origine ai punti vendita commerciali sotto la
stazione degli autobus, su viale Stazione. Oggi i 600 metri quadrati,
ripristinati e resi accoglienti, sono suddivisi a metà: nella parte inaugurata
ieri (300 metri quadrati complessivamente) trovano sede il difensore civico, il
garante dei detenuti, un centro aperto per anziani e una sala pubblica a
disposizione della Circoscrizione Centro e della neo costituita Consulta della
Stazione.
Il progetto, inserito nel più ampio piano di riqualificazione del
quartiere attorno alla Stazione ferroviaria, ha la caratteristica di riportare
in questa zona, problematica da sempre, alcuni servizi comunali che generano
rapporti con l'utenza. «Il nostro ringraziamento va a Brescia Mobilità - ha
osservato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Fabio Rolfi - che si è
assunta l'onere di investire 500mila euro per restaurare questa porzione
dell'edificio, proprio fronte stazione. La frequentazione dei cittadini che si
rivolgeranno al difensore civico o al garante dei detenuti, ma anche i tanti
volontari, chiamati a gestire la sede, potranno generare coesione sociale che si
traduce sempre in maggior sicurezza».
Un progetto studiato e realizzato,
dunque, non solo nell'ottica di presidio del territorio, ma a 360 gradi,
invitando in locali attrezzati e accoglienti i residenti per attività
aggregative e formative.
«Ribadisco il concetto del lavoro svolto in equipe
- ha detto l'assessore ai Servizi sociali, Giorgio Maione - consegniamo alla
città questa struttura rinnovata. Entro un mese i locali saranno animati dai
volontari di alcune associazioni, che si occupano principalmente di prevenzione
e salute, con le quali stiamo perfezionando gli accordi di gestione. Diverrà,
certamente un luogo aperto, riferimento per il quartiere e non
solo».
L'intervento è stato compiuto in tempi record. «Questo la dice lunga -
ha aggiunto il presidente della Centro, Flavio Bonardi - su quanto
l'Amministrazione comunale sta facendo per la Stazione». Un lavoro ben fatto,
per dirla con il direttore generale di Brescia Mobilità, Marco Medeghini, che ha
sottolineato il mandato di progettare sicurezza affidato dalla Loggia
all'azienda. In attesa dell'assetto definitivo (i rimanenti 300 metri quadrati
sono a disposizione della Fondazione Ant, organizzazione volontaria di
assistenza domiciliare ai malati oncologici), dal punto di vista operativo nella
sede decentrata del Comune di Brescia già in piena attività sono il difensore
civico e il garante dei detenuti; se per quest'ultimo si attende la nomina da
parte della Loggia, della carica ricoperta tuttora da Mario Fappani, l'avvocato
Carmelo Finocchio si è, invece, insediato da un anno quale difensore civico di
Brescia. Il suo recapito è ora in viale Stazione 51 (tel. 0302977250-
0302977273); i cittadini possono contattarlo ogni giorno, dalle 9 alle 12,
oppure fissare un appuntamento.
«In questi primi mesi dell'anno - ha riferito
l'avv. Finocchio - sono stati già 500 i bresciani che si sono rivolti al
difensore civico. Per 150 di loro si è resa necessaria l'apertura di una
pratica; gli altri 350, risultati estranei alla competenza dell'ufficio, sono
stati indirizzati alle sedi opportune».
|
20 marzo 2011
In anteprima la fotografia del primo degli otto treni ATR 110 della Stadler destinati alla linea Brescia - Iseo - Edolo gestita dalla società LeNORD.
Attualmente il primo treno è fermo a Chiasso in attesa del trasferimento tecnico al deposito di Iseo.
Fotografia di Carlo Bonari (link all'album di Carlo Bonari su Flickr)
|
Giornale di
Brescia 19 marzo 2011
Stazione, «sì ai tornelli»
Ai binari solo col ticket
Brescia guarda alla sperimentazione regionale
Rolfi: «Tra 10 giorni l’ordinanza per le biciclette»
Un'ordinanza per impedire la sosta di biciclette e ciclomotori accanto a pali e
ringhiere entro dieci giorni; nuova illuminazione e incremento degli impianti di
video-sorveglianza entro l'estate, sfruttando i fondi incassati attraverso il
Patto per Brescia sicura. E, soprattutto, sì alla sperimentazione promossa da
Regione e Ministero per l'arrivo dei tornelli «a misura d'uomo» per accedere ai
binari. Queste le tre mosse cardine messe in campo dal vicesindaco e assessore a
Sicurezza e Traffico, Fabio Rolfi, per proseguire e completare il percorso di
restyling che vede al centro la Stazione ferroviaria.
Una Stazione che,
passeggiandoci all'interno nelle ore serali, «ha cambiato decisamente volto
grazie ai numerosi interventi sull'arredo urbano promossi da questa Giunta»
puntualizza il vicesindaco. Ma a fronte di «passi in avanti compiuti», altri
sono in arrivo. A partire da una nuova ordinanza già al vaglio degli uffici
comunali. «Entro dieci giorni - spiega Rolfi - sarà pubblicato in via ufficiale
ed esplicitato con l'apposita segnaletica il divieto di sosta, in tutta la zona
della Stazione, per biciclette e ciclomotori. I mezzi devono cioè essere
parcheggiati negli appositi stalli o al deposito e non legati a pali, lampioni e
ringhiere in modo disordinato». Pena, la rimozione forzata del mezzo «entro 24
ore».
Capitolo due: il nodo tornelli. Tutto nasce da una sperimentazione
pensata dalla Regione sulla scia di un accordo con il Ministero della Sicurezza,
sperimentazione in cui «Brescia vuole avere un ruolo attivo come abbiamo già
esplicitato al presidente della Lombardia, Formigoni» precisa Rolfi. Come e dove
dovrebbero comparire i tornelli? Dopo lo spazio riservato alla biglietteria e
prima dei binari. A quelli si potrà quindi accedere solo obliterando il
biglietto acquistato, proprio come accade per le stazioni della metropolitana
delle grandi città e per l'ingresso allo stadio. «I tornelli dovranno ovviamente
essere posizionati anche davanti all'ingresso di via Sostegno, dove si accede
attraverso il sottopasso. E sarebbero pensati a misura d'uomo». Il che, secondo
il vicesindaco Rolfi, porterebbe a due benefici immediati: in primis «sarebbe
molto più difficile salire sul treno senza l'apposito biglietto» e, in seconda
battuta, «nessuno potrebbe più dormire o bivaccare all'interno del sottopasso o
lungo i binari e gli angoli che limitano i cantieri in corso». Un'ipotesi questa
che potrebbe trovare la sua chiave di volta attorno alla fine di
settembre.
Intanto, entro l'estate, sarà implementato l'impianto di
illuminazione come richiesto con forza anche da residenti e commercianti della
zona, per un importo complessivo pari a 140mila euro. Per quanto riguarda infine
la video-sorveglianza, altre dodici telecamere saranno installate di qui a poco.
«Verranno utilizzati 120mila euro dei 400mila complessivi incassati grazie al
Patto per Brescia sicura, cui farà seguito l'arrivo della piattaforma analogica
per l'impianto cittadino».
Nuri Fatolahzadeh
SOLO NELL’ATRIO
La sperimentazione promossa da Regionee Ministero e accolta dalla Loggia guarda all’arrivo dei tornelli in Stazione
IL DIVIETO
È
il vicesindaco Rolfi ad annunciare il nuovo divieto: niente più
biciclette legate ai pali. Pena, la rimozione entro 24 ore
OPERAZIONE WRITERS
Per
recuperare il viadotto di via Brozzoni, l’idea concorso: con
l’accordo di Rfi i graffiti migliori potranno essere realizzati

|
Giornale di
Brescia 18 marzo 2011
Bus, le multe non conoscono fermata
Sale al 5,5 la percentuale dei viaggiatori che tenta di non pagare il biglietto
Per le contromisure si valuta l’ipotesi tornello. Il presidente Gervasi: «Costa troppo»
L'evasione sale sul bus. Le statistiche consegnano come fotografia che i furbi
sono poco più del cinque per cento dei trasportati, con valori di «evasione» o
meglio frode, sulle linee di Brescia Trasporti più bassi rispetto alle
situazioni che si leggono a Bergamo, Milano, Parma e Verona.
«Nel confronto
con le altre aziende ci siamo resi conto che i nostri numeri in ordine alle
frodi sono contenuti. Nel 2009 abbiamo avuto 14.215 sanzioni, pari al 4,51% dei
passeggeri controllati che diventano 16.500 nel 2010 con un 5,5% dei passeggeri
controllati che subiscono una sanzione», spiega il presidente di Brescia
Trasporti, Andrea Gervasi.
Con alle spalle un trascorso di autista in Asm,
quindi nei ruoli amministrativi e di impegno sindacale nella società di
trasporto, Andrea Gervasi, ora alla presidenza della Società, ben conosce il
fenomeno dell'evasione del biglietto. «Un fattore costante in tutti i servizi di
trasporto pubblico che si può arginare solo con un servizio minuzioso di
controllo, ma con costi significativi».
In questo senso - descrive il
presidente - sono ottanta i verificatori dei titoli di viaggio (biglietto e
abbonamento) a cui si associano altri 12 controllori che operano nell'area
Movimento Amt: «Una squadra di una novantina di persone che operano per un'ora o
due nel turno non di guida».
Dal 2009 il servizio viene realizzato in modo
mirato in fatto di linee ed orari. I controllori agiscono in tre e salgono sulle
vetture dai tre ingressi controllando «a tappeto» tutti i viaggiatori. Va poi
detto che il personale di controllo riveste, nell'esercizio delle proprie
funzioni la qualifica di «pubblico ufficiale». La mancata dichiarazione delle
generalità e il rilascio di false dichiarazioni sulla identità, sullo stato o su
altre qualità della propria o dell'altrui persona, al personale di controllo, è
punibile con la reclusione fino ad un mese e con la multa fino a 206 (art. 651
del Codice Penale) o con la reclusione fino ad un anno e con la multa fino 516
(artt. 462 e 496 del Codice Penale).
Per arginare il fenomeno evasione nasce
anche l'idea di montare sui bus dei «tornelli», ossia dei dispositivi che
permettono l'ingresso a condizioni di disporre di un titolo di viaggio adeguato
e in corso di validità. «L'apparecchio costa dai 5mila ai 10mila euro. Adottarlo
sull'intera flotta di 219 autobus porta ad una spesa superiore al milione di
euro... una cifra impegnativa cui ad oggi è difficile pensare di far fronte».
Va anche aggiunto che il rallentamento della velocità commerciale
inciderebbe pesantemente sui costi del servizio.

|
Bresciaoggi 18 marzo 2011
L'INIZIATIVA. Un corso di teoria per insegnare ai proprietari come
comportarsi con gli amici a quattro zampe
Cani a lezione di «bon ton»
su un bus di Brescia Trasporti
Mara Rodella
L'esperimento di gruppo si terrà il 25 marzo: una dozzina di animali e
«bipedi» saliranno sulla linea 1 in via Mazzini
Per strada, in un campo, dentro casa, in auto, e pure sull'autobus. Tanto quanto
i bipedi, non c'è posto in cui anche i fidi amici a quattro zampe non debbano
dimostrarsi educati e rispettosi anche delle esigenze degli altri. Basta
insegnare loro come fare. O, soprattutto, non fare. Mezzi pubblici
compresi.
PER QUESTO Andrea Grisi, titolare del Caffè Mazzini nell'omonima
via del centro, che prima di mettersi al bancone si dedicava all'addestramento
dei cani, ha pensato di tradurre la teoria in pratica: una lezione di gruppo su
uno degli autobus di Brescia Trasporti. Da quasi un anno Grisi, dopo aver dato
vita al gruppo di «Formazione cinofila Caffè Mazzini», organizza corsi teorici e
gratuiti di addestramento cani, il venerdì dalle 18.30 alle 20, nel suo locale.
E i ferquentatori non scarseggiano.
«Sono una ventina i proprietari che a
rotazione frequentano gli incontri», spiega Grisi, che ricorda come ai concetti
si uniscano poi esercitazioni, e pure compiti a casa.
«Gli esercizi sono
indispensabili: per questo organizziamo passeggiate di gruppo in centro storico
per mettere alla prova i cani», osserva.
DA QUI, L'IDEA di salire
sull'autobus: «Brescia Trasporti ci ha dato il permesso di simulare una prova di
obbedienza a bordo: venerdì 25 marzo, alle 19.30, con una dozzina di cani
saliremo sulla linea 1 alla fermata di via Mazzini». Fino al capolinea di
Mompiano: andata e ritorno.
«Sarà un'occasione per testare il comportamento
dei cani e mettere in pratica le nozioni acquisite, perchè oltre a educarli in
città o in un giardino, è indispensabile simulare le situazioni più difficili in
cui un proprietario si può trovare», sottolinea Grisi.
E quale prova è più
adatta che mettere insieme un numero di cani in una situazione anomale e, per di
più, in uno spazio non di sicuro ampio, come può essere l'abitacolo di un cane?
Una prova che è molto attesa dai proprietari dei cani che hanno già seguito le
lezioni di comportamento. L'importanza dell'esprimento è confermato anche dai
vertici dell'azienda di via San Donino: «Abbiamo scelto un orario che non
dovrebbe essere particolarmente affollato, e la linea 1, proprio perchè munita
di un mezzo autosnodato e più spazioso - spiega il direttore di Brescia
Trasporti, Claudio Garatti -: a bordo ci saranno anche i nostri controllori dal
momento in cui si tratta di un'eccezione alla regola».
IN EFFETTI, SUL BUS,
possono salire solo cani di piccola taglia, in braccio e con la museruola, o
conduttori di ipovedenti, o esemplari da caccia, ma prima delle 7 e dopo le 19.
«Chissà che una prova d'addestramento simile non apra la strada a un cambio di
regolamento», non esclude Garatti.
INTANTO, DI PROGETTI, Grisi ne ha in
mente anche altri. Lui che di cani ne ha due, pastori tedeschi, e che in passato
ha partecipato a numerose gare di utilità e difesa: «L'idea di questo gruppo
nasce soprattutto da un grande amore per i cani oltre che dai tanti consigli che
amici e clienti mi chiedevano spesso - spiega -. Ecco perchè mi sono convinto
valesse la pena di promuovere la cultura cinofila di base: ancora in molti
comprano un cucciolo senza avere idea di come gestirlo».
Si comincia da
conduzione al guinzaglio, pasti, socializzazione e obbedienza, fino a salire sul
bus. E ai più audaci e virtuosi, Grisi offre la possibilità di conseguire un
attestato cinofilo dopo il superamento di una prova di fronte ad una commissione
esterna.
«QUELLA DI TEORIA è fissata al 13 maggio, mentre la pratica dopo
una settimana - annuncia Grisi -: l'esame si svolgerà in centro storico, dove
cani e padroni si sottoporranno a una serie di esercizi di obbedienza fino a
simulare un finto acquisto in un negozio».
 |
Giornale di
Brescia 16 marzo 2011
No del Pd al parcheggio in galleria: «Inutile e costoso, Paroli
ci ripensi»
Del Bono: «Quei 25 milioni si utilizzino per Metrobus e opere»
Bazoli: «Sembra un tentativo disperato di realizzare qualcosa»
«Inutile, fuori tempo e costosissimo». Questo il giudizio del Partito
democratico sul progetto del nuovo parcheggio sotto il Castello presentato nei
giorni scorsi dalla Giunta Paroli. Un'opera «prima di tutto non condivisa dalla
stessa maggioranza - incalza il capogruppo in Consiglio comunale, Emilio Del
Bono - tanto che in dicembre lo definì inutile anche il vicesindaco Rolfi,
mentre l'Udc per voce del coordinatore Quadrini ha più volte precisato come
quest'infrastruttura non possa rientrare tra le priorità».
Il dito dei
Democratici è puntato in primis sul costo: «Si parla di 25 milioni di euro per
un altro parcheggio, a pochi passi da Fossa Bagni, già poco utilizzato - affonda
Del Bono -. Non abbiamo alcuna analisi che ci dica che sia un'opera utile. Senza
contare che quei soldi sono in capo a Brescia Mobilità, che a sua volta batterà
cassa al Comune». E ancora: «Questa Giunta non ha programmazione: nel momento in
cui mancano i fondi per le opere del Metrobus si investe per un parcheggio in
centro. Così non si incentiva il metrò, che chiede una sostenibilità finanziaria
per poter garantire sostenibilità ambientale». Quindi, il nodo politico: «A
Paroli chiediamo di ripensarci e di accorgersi che anche tra i suoi consiglieri
c'è malcontento: in tre hanno scelto di non appoggiare proprio le sue priorità
perché non sono quelle della città». A puntare l'accento poi sull'incognita del
costo del ticket è Giuseppe Ungari: «Non esiste alcuna proiezione sui costi di
utilizzo né un'idea organica sul trasporto pubblico in generale». È poi il
consigliere Federico Manzoni a riproporre alla Loggia tre questioni: «Ho chiesto
quali tariffe verranno praticate, dove saranno reperite le risorse e i dati di
utilizzo di Fossa Bagni. Nessuno ha saputo rispondere». Bocciatura netta anche
dai consiglieri Fabio Capra, Luigi Gaffurini e dal coordinatore cittadino,
Giorgio De Martin: «Così si vanno a minare il piano finanziario che regge
l'operazione metropolitana e la solidità di Brescia Mobilità. Senza contare che
si continua a esulare dal Pgt».
Tagliente Alfredo Bazoli: «Quest'opera al
pari del Parco dello Sport e della Sede unica mi pare un tentativo disperato di
questa Giunta di arrivare a fine mandato con qualcosa di realizzato, specie ora
che si sono resi conto che in tre anni c'è uno zero in casella. Del resto sono
incoerenti anche con i loro stessi obiettivi: la tutela dell'ambiente non si
raggiunge con il parcheggio in centro, che è di per sé un catalizzatore di
traffico. Tanto che, secondo stime autorevoli, sottrarrà un milione di
passeggeri al Metrobus».
Nuri Fatolahzadeh
CONFESERCENTI
Sì dei commercianti che plaudono al progetto e
all'idea
Confesercenti esprime soddisfazione per la
presentazione del progetto del parcheggio sotto il Castello, sia per le
caratteristiche dell'opera che per i criteri di realizzazione. Già nel corso
dell'Assemblea del 24 febbraio al Vittoria, in numerosi avevano potuto conoscere
le prime anticipazioni su un'opera valutata come strategica
dall'Associazione.
Infatti Confesercenti ritiene che, per poter essere
attuate, le ipotesi di pedonalizzazione recentemente avanzate debbano
necessariamente essere precedute da interventi finalizzati a creare le
condizioni di accessibilità che evitino l'isolamento del centro.
È altresì
evidente che pedonalizzare non significa sottoporre a Ztl i luoghi più pregiati
della città, come finora si è fatto. Pedonalizzare vuol dire precludere
l'accesso ai veicoli trovato loro uno spazio di sosta.
|
Bresciaoggi 16 marzo 2011
LA POLEMICA. Le reazioni di gruppo consiliare e segretario dopo la
presentazione del progetto in commissione
«Il parcheggio sotto il Castello è costoso e inopportuno»
Mimmo Varone
Il Pd attacca: «Operazione vicina ai 30 milioni e non c'è uno studio che ne
dimostri l'utilità. È solo uno spot elettorale in anticipo»
L'ipotizzato parcheggio sotto il Castello è un'opera
«costosissima, inutile, ingiustificata e inopportuna». Il giudizio del Pd
sull'ultimo annuncio della Giunta Paroli si riassume in un poker di termini che
boccia senza appello. È un progetto tanto «contraddittorio, in contrasto con la
metropolitana e capace di mettere in gravi difficoltà finanziarie Brescia
Mobilità», che per Alfredo Bazoli non ha nessuna giustificazione. Se non una, e
sta nel «tentativo disperato della Giunta di arrivare a fine mandato con un
fiore all'occhiello». E allora urgente è «riportare il sindaco Paroli e la sua
Giunta alla ragionevolezza», sottolinea il capogruppo Emilio Del Bono, che
respinge l'accusa di giudizi negativi pregiudiziali, «dal momento che abbiamo
approvato oltre l'80 per cento delle delibere».
IL GRUPPO CONSILIARE PD con
Del Bono, Bazoli, Giuseppe Ungari, Fabio Capra, Luigi Gaffurini, Federico
Manzoni, insieme al segretario cittadino Giorgio de Martin, parla dopo
l'illustrazione del progetto in commissione l'altro giorno. E ricorda che nella
stessa maggioranza il vicesindaco Fabio Rolfi e Gianmarco Quadrini per l'Udc
hanno bocciato il parcheggio. Per il Pd è un'opera dai costi altissimi, «vicini
ai 30 milioni di euro», ancora priva di uno studio che ne dimostri l'utilità -
elenca il capogruppo -, che scarica l'onere finanziario su una Brescia Mobilità
già molto indebitata costringendola nel prossimo futuro a chiedere alla Loggia
un contributo di ripristino.
PORTEREBBE 600 POSTI a 150 metri da Fossa Bagni
«largamente inutilizzato», con sbocco pedonale in Santa Chiara a due passi da
San Faustino come quello esistente. Il tutto quando «non c'è un reale fabbisogno
di altri parcheggi e se ci fosse bisognerebbe costruirli casomai a ovest sul
ring per servire la zona di via Milano che ne è priva». E per mettere il dito
sulla piaga delle contraddizioni, «il sindaco dice che servirà ai residenti a
tariffe basse - incalza Del Bono -, il presidente di Brescia Mobilità sostiene
che avrà prezzi alti per rientrare alla svelta dai costi». Ancora, «se partisse,
sarebbe pronto dopo l'entrata in vigore del metrò, a cui toglierebbe un milione
di utenti secondo autorevoli stime mai smentite». Mentre il primo problema
sarebbe «monitorare l'utilizzo della metropolitana per verificarne la
sostenibilità finanziaria e ambientale».
Il Pd solleva la questione delle
priorità. E la prima è concludere le opere complementari del metrò, tra cui i
parcheggi di scambio «senza finanziamento per 25 milioni». A mettere tutto
insieme, «la cosa più ragionevole da fare - sottolinea Del Bono - è aspettare il
2013 del metrò, valutarne insieme gli effetti sul traffico e sul centro storico,
e solo allora prendere una decisione».
Ungari teme che tutto si traduca in
aumenti generalizzati delle tariffe dei parcheggi. Manzoni chiede quali tariffe
siano previste sotto il Castello e dove si troveranno le risorse. Capra addita
il rischio di «minare il futuro finanziario di Brescia Mobilità». Gaffurini
trova «assurdo» proporre una struttura grande «fuori da ogni programmazione
urbanistica e senza calcolare gli effetti sulla viabilità. A dirla tutta, è una
«fuga in avanti per lanciare messaggi elettorali».
|
Giornale di
Brescia 10 marzo 2011
Parcometri, arriva il «quarto d’ora accademico»
Quindici minuti di parcheggio in più gratis, automaticamente sui biglietti di sosta
Il nuovo piano tariffario dei parcheggi con parcometro e in struttura varato
dalla Loggia, in collaborazione con Brescia Mobilità, domani taglierà il primo
traguardo in vista dell'entrata in vigore, ad aprile del rinnovato quadro
tariffe nel suo complesso. Da domani, infatti, scatterà il bonus aggiuntivo di
15 minuti nelle aree sosta con parcometro. In sostanza, con il cosiddetto
«quarto d'ora di cortesia», ogni volta che si sceglierà di sostare per un
determinato lasso di tempo, si avrà automaticamente diritto ad un quarto d'ora
in più gratis. Il parcometro infatti, a parità di tariffa oraria, stamperà un
biglietto riportante l'orario di fine sosta, calcolato però aggiungendo
automaticamente quindici minuti in più (di tolleranza) rispetto alla scadenza
oraria impostata dal cittadino. Ricordiamo che le misure tariffarie decise dal
Comune nell'ambito del piano sosta cittadino (in vigore nel loro complesso da
aprile, come ricordato in precedenza), prevedono anche una riduzione del 50%
delle tariffe nei parcheggi a parcometro e in struttura, riservata ai residenti
in città. Ogni cittadino di Brescia maggiorenne riceverà a casa una tessera con
microchip che permetterà, all'atto del pagamento al parcometro, di ottenere lo
sconto previsto. Inoltre viene confermata la sosta gratuita nella fascia oraria
notturna, in alcuni parcheggi in struttura cittadini, per chi possiede il
contrassegno, con apposto il bollino - ologramma che consente la sosta nelle Ztl
e nelle vie del ring e controring. Brescia Mobilità infine conferma le
agevolazioni sul fronte dell'integrazione tra auto privata e mezzo pubblico. Chi
parcheggerà in aree sosta con parcometro o in struttura situate nelle zone
esterne al centro potrà raggiungere il nucleo cittadino dal parcheggio,
utilizzando gratuitamente le linee del trasporto pubblico urbano per un viaggio
di andata e ritorno all'interno della zona 1. Sono anche previste modalità di
abbonamento integrato sosta (nei parcheggi in struttura esterni al centro) e
trasporto pubblico. pg

|
Giornale di
Brescia 14 marzo 2011
Turismo, in treno alla scoperta di Franciacorta e lago
d'Iseo
Ricco
calendario di gite per il 2011 con vaporiere e convogli storici sulla
Brescia-Iseo-Edolo, Rovato-Iseo e Palazzolo-Paratico/Sarnico
Torna il «Trenoblu», treni turistici per il lago d'Iseo. Nonostante i tagli e
le ristrettezze economiche, anche per quest'anno l'associazione «Ferrovie
turistiche italiane», con sede a Palazzolo sull'Oglio, propone un calendario di
tutto rispetto di treni storici e speciali lungo la Brescia-Iseo-Edolo e la
Palazzolo-Paratico. Turismo ferroviario che la Fti - attraverso la Ferrovia del
basso Sebino e la Ferrovia turistica camuna - promuove da anni in collaborazione
con Trenitalia, LeNord, Enti locali e realtà del volontariato.
Il servizio
festivo-estivo lungo la Palazzolo-Paratico con littorine diesel d'epoca sarà
garantito domenica 15 maggio, 12 giugno e 11 settembre, con dieci corse
giornaliere, di cui quattro direttamente collegate a Bergamo. Partenze da
Palazzolo per Paratico alle 9.28, 10.28, 14.28, 15.41 e 17.41; da
Paratico/Sarnico alle 10.02, 11.42, 15.02, 17.02 e 18.40, con possibilità di
fermata su richiesta a Capriolo. Tutti i treni sono in coincidenza,
all'imbarcadero di Sarnico, con i battelli della Navigazione lago d'Iseo; è
infatti possibile acquistare in carrozza un biglietto cumulativo treno +
battello.
Numerosi poi i treni speciali organizzati in occasione di eventi e
sagre tra Franciacorta e Sebino. Il 10 aprile, in occasione della 122ª edizione
di Lombardia Carne e della sagra del manzo all'olio di Rovato, è programmato un
treno a vapore da Milano Lambrate e Treviglio con arrivo alle 10.35 a Rovato (il
programma comprende l'ingresso alla fiera, pranzo tipico e visita guidata al
centro storico). Il 25 aprile, giorno di Pasquetta, invece treno a vapore da
Milano, Treviglio e Bergamo per Palazzolo in occasione dell'apertura al pubblico
delle torri e del castello medioevale, con possibilità di pranzo tipico. Alle
14.50 partenza in treno per Paratico con visita al centro storico di Sarnico.
Ancora vapore di scena il 1° maggio da Bergamo e Palazzolo per Paratico/Sarnico,
con gita sul Sebino in battello fino a Iseo dove è in programma la visita al
centro storico.
Con treni ordinari de LeNord, sono invece state organizzate
escursioni sulla Brescia-Iseo-Edolo, con partenze da Brescia e Rovato. Il
programma: il 22 maggio Brescia-Breno-Cedegolo per «Storia ed energia in
Valcamonica», il 29 maggio e 26 giugno «Natura ed enogastronomia sul Sebino» da
Brescia e Rovato, il 3 luglio «Scoprire la Valcamonica in val Malga» da Brescia
a Sonico, il 4 settembre si bissa con la scoperta della valle di S. Antonio (da
Brescia a Edolo) e il 18 settembre «Preistoria e natura in Valcamonica» da
Brescia a Capo di Ponte.
Treni a vapore sono poi in programma il 2 giugno per
il Festival dei laghi italiani (da Milano a Iseo), il 19 giugno per i Sapori del
Sebino (da Brescia a Iseo), il 25 settembre per il Treno d'autunno da Bergamo a
Palazzolo e Paratico ed il 6 novembre per il vino novello di Franciacorta da
Milano a Rovato e Bornato.
Altri treni speciali, per il ciclo «Treno dei
sapori da Iseo» sono in fase di programmazione da parte della Fti il 5 giugno in
occasione della sagra dell'olio di Marone, il 10 luglio per le «Cinque terre del
Sebino», l'11 settembre per la «Maratona dell'acqua» e il 2 ottobre per la sagra
del cinghiale di Sulzano. Confermati infine i treni per i mercatini di Natale di
Trento, che da anni riscuotono un grande successo: il 20 novembre, 4 e 18
dicembre da Milano (Chiari, Rovato e Brescia) e il 27 novembre da Bergamo
(Palazzolo, Coccaglio, Rovato).
Marco Bonari

|
Giornale di
Brescia 12 marzo 2011
«Tornello» elettronico per salire sull'autobus
Brescia Trasporti prova due nuovi sistemi di controllo
Il presidente Gervasi: cresce il numero di chi non paga
Fidarsi è bene. Ma se il 5,5% dei passeggeri
controllati nel 2010 (300mila in tutto) non ha pagato il biglietto e se si pensa
a quanto possa pesare una percentuale simile se calcolata su un totale di 48
milioni di trasportati, forse è meglio non fidarsi. E così Brescia Trasporti
avvierà da lunedì la sperimentazione di due sistemi di controllo automatico del
possesso del titolo di viaggio. Gli autobus coinvolti sono due, le linee e gli
orari sono ancora da decidere.
Su un mezzo è stato montato un cancelletto
all'entrata anteriore e posteriore, realizzato dalla bresciana Cacciamali. Se si
attraversano le sue braccia senza aver passato il biglietto o l'abbonamento per
l'obliteratrice, il sistema scatterà con un suono d'allarme difficile da
ignorare. Lo stesso scampanellio si avvertirà nel caso in cui si cerchi di
entrare dalla porta centrale.
Insomma: il sistema è ineludibile.
Per
rendere ancora più chiaro il concetto, le porte alle estremità dell'autobus sono
state decorate con segnali verdi che recano la scritta «entrata», mentre quella
centrale ha un bel segnale rosso di divieto d'ingresso.
L'altro sistema è
elettronico, a realizzarlo ci ha pensato l'azienda Tattile, sempre di Brescia.
In questo caso sarà una telecamera ad individuare i passaggi scorretti e a
segnalare al furbo di turno che è meglio procurarsi un biglietto, ma il
funzionamento è uguale al precedente.
E una volta scattato l'allarme? Al
conducente non è affidato alcuno compito sanzionatorio, ragion per cui il
compito dei due sistemi è soprattutto di dissuadere i passeggeri dal salire
senza biglietto. Nella fase sperimentale il personale di Brescia Trasporti
introdurrà i passeggeri al nuovo controllo e si occuperà di chi si è «scordato»
il biglietto o l'abbonamento.
Per settembre l'azienda deciderà se e quale
sistema installare sui 219 mezzi del proprio parco, come spiega il direttore
Marco Medeghini. Il presidente Andrea Gervasi, sostiene che la misura è
necessaria in quanto «è in aumento il numero di chi non paga». Una constatazione
che, per il sindaco Adriano Paroli, si accompagna al fatto «che ai cittadini con
biglietti e abbonamenti regolari non fa piacere vedere che altri sgarrano». Il
vicesindaco Fabio Rolfi, infine, sottolinea che «il nuovo sistema garantirà più
sicurezza sui mezzi». Tra gli autisti qualche timore che cancelletti e
telecamere allunghino i tempi di percorrenza. Anche se forse la cosa che
spaventa di più è l'idea di sentire l'allarme più volte nel corso della
giornata. Sul fatto che vada combattuto chi viaggia «in nero», però, nemmeno
loro hanno dubbi. egg
 |
Bresciaoggi 12 marzo 2011
TRASPORTI PUBBLICI. Entra nel vivo la campagna promossa dal Comune per
ridurre il fenomeno dell'evasione: nuove tecnologie per controllare chi paga il
biglietto
Bus: contro i portoghesi, riecco i tornelli
Mimmo Varone
Brescia Trasporti avvia una doppia sperimentazione: una soluzione è
meccanica, l'altra sfrutta l'elettronica La più efficace sarà poi utilizzata
sull'intera flotta
Forse quando Brescia viaggiava sui vecchi Saviem francesi, i «portoghesi» erano
solo i lusitani. Il senso civico, la rettitudine e la vergogna di essere
scoperti vietavano di salire su un bus sprovvisti di biglietto. Oggi non è più
così. La città è cambiata, le «evasioni tariffarie» aumentano e la Loggia
ricorre alla tecnologia per impedire che il fenomeno degeneri.
Da oggi
Brescia Trasporti sperimenta su due bus due innovativi sistemi in grado di
mettere alla berlina chi fa il furbo. Chiunque superi la soglia della
macchinetta obliteratrice senza validare il titolo di viaggio (biglietto o
abbonamento che sia) verrà identificato da un segnale acustico che non lascia
scampo.
Sono stati il sindaco Adriano Paroli e la sua Giunta a chiedere un
anno fa alla controllata Brescia Trasporti di studiare un sistema che
scoraggiasse i «portoghesi» e migliorasse la qualità del servizio. E ieri lo
stesso sindaco ha annunciato la novità nella sede di via San Donino, insieme al
vice Fabio Rolfi, al presidente dell'azienda Andrea Gervasi e al direttore
generale di Brescia Mobilità Marco Medeghini.
BRESCIA TRASPORTI oggi ne
propone due, di sistemi, studiati da aziende bresciane (la Cacciamali spa per la
parte meccanica, la Tattile srl per l'elettronica, entrambe di Mairano) e
montati su altrettanti bus che da qui a fine estate li sperimenteranno. I due
mezzi si riconoscono da grandi cerchi verdi e rossi adesivi sulle porte, per
indicare l'entrata e la discesa, ma non si sa su quali linee saranno in
servizio.
La sperimentazione sarà lunga, e neanche tanto facile. Intanto,
bisognerà rispettare rigidamente salite e discese. La porta anteriore è dedicata
solo all'entrata, quella centrale all'uscita (chi provasse a entrare attiverebbe
l'allarme). La posteriore, invece, permette entrambi i movimenti e ha richiesto
l'installazione della macchinetta obliteratrice proprio sulla porta, dimezzando
lo spazio di salita e di discesa: così, dalla porta posteriore potrà scendere o
salire solo un viaggiatore alla volta. Per di più, in entrata bisognerà timbrare
il biglietto sulla porta, e non è escluso che ciò non causi ritardi. Non a caso
nei primi tempi i due sistemi funzioneranno per lo più di sera, evitando le ore
di punta. Certo, non sarà automatico familiarizzare con i nuovi marchingegni, e
i due bus sperimentali saranno presidiati da personale addetto ad assistere i
passeggeri in caso di difficoltà.
IL PRIMO SISTEMA è del tutto elettronico.
Consiste in un impianto di videosorveglianza diffusa - spiega Medeghini - e nel
controllo elettronico dei varchi collegato a un dispositivo di segnalazione
acustica che si attiva in caso di mancata validazione del titolo. Il principio
di funzionamento è basato su due elementi contestuali: da un lato c'è l'analisi
dell'immagine ripresa con continuità da telecamere sistemate in prossimità
dell'obliteratrice e in grado di riconoscere il verso di transito di una o più
persone: dall'altro la presenza di un segnale di via libera elaborato dalle
macchinette stesse dopo la timbratura. Se il sistema riscontra l'esatta
successione di convalida e riconoscimento del transito va tutto bene, in caso
contrario scatta la segnalazione acustica.
Il secondo sistema è di tipo
elettromeccanico. In prossimità delle porte di entrata e uscita prevede due
bracci meccanici simili a tornelli, il cui spostamento emette il segnale sonoro
se non viene riconosciuta la validità della timbratura. Sia l'uno che l'altro
sono installati in prossimità di tutte le porte di salita e discesa. La
sperimentazione serve anche a decidere quale dei due sistemi scegliere per
l'adozione.
L'investimento per installare i sistemi su tutta la flotta non
sarà inferiore a un milione di euro. Ma la cifra è destinata ad ammortizzarsi
nel giro di un anno o poco più, dal momento che l'evasione del biglietto è
calcolata per il 2010 al 5.5 per cento (per Rolfi quella reale è più alta), che
fa proprio un milione di euro. Senza contare che il 30 per cento delle quasi 10
mila penali segnalate e non regolarizzate subito risulta irraggiungibile per
dichiarazione di indirizzi falsi.
«Non vogliamo solo colpire il mancato
pagamento, ma migliorare la qualità del servizio e incentivare il trasporto
pubblico», dice il sindaco, convinto che «i bresciani ci stanno a pagare il
biglietto, ma per equità e giustizia vogliono che lo facciano tutti». Rolfi
aggiunge che «limitare l'evasione significa pure aumentare la sicurezza sui bus,
poiché spesso è chi non paga a creare situazioni critiche». E se altre città
hanno fatto dietro front dopo le sperimentazioni, «i sistemi studiati a Brescia
sono intelligenti - sottolinea Rolfi - e permetteranno di contrastare il
fenomeno con flessibilità moderna». Ora la parola definitiva passa alla
sperimentazione «che - assicura Gervasi - darà certamente esiti positivi».
|
Nota di tplbrescia.it 12 marzo 2011
Parcheggio sotto il Castello
Pare ormai che il parcheggio sotto il Castello sia un'opera di cui non se ne possa proprio fare a meno.
Vorrei esprimere una considerazione alla luce del cospicuo investimento che caratterizzerà l'opera.
Mi vorrei proiettare al 2014 quando il parcheggio sarà concluso
e mi immagino di dover raggiungere il centro storico in
automobile per lavoro.
Il mio viaggio comincia alle 10:30 di una mattina di febbraio, mi trovo
nella bassa Valtrompia da dove riparto dopo un primo appuntamento.
Immagino di entrare sul territorio di Brescia da nord e
la soluzione più razionale per raggiungere il cuore della
città è quella di lasciare l'auto allo scambiatore del Prealpino
(che è gratuito) e proseguire il viaggio in metropolitana. Raggiungo la
stazione
Prealpino, ma purtroppo il piccolo
parcheggio realizzato al capolinea è stipato di auto in ogni
angolo, ci sono automobili anche sulle corsie di accesso al parcheggio
e perfino vicino agli stalli dei terminal della stazione "nord" delle
corriere. L'auto allo scambiatore Prealpino non ci sta e non mi resta
che raggiungere il centro in automobile, entro in galleria
da nord e nel passare davanti all'ingresso del Fossa Bagni, vedo il
pannello che riporta i posti liberi, indica 96 %, è praticamente
vuoto, per curiosità provo a raggiungere l'ingresso del parcheggio
Castello (dall'inaugurazione di gennaio 2014 non l'ho ancora visto), qui invece la disponibilità è del 35
%, entro,
parcheggio e raggiungo a piedi la mia destinazione.
Il
nuovo parcheggio è sicuramente bello e funzionale ma non posso fare a
meno di pensare alla presenza di due parcheggi a poche decine di metri di distanza, realizzati a
non più di 11-12 anni l'uno dall'altro, quando il tempo di
ammortamento del parcheggio Castello, secondo quanto riportato dalla
stampa, è di ben 40 anni. Con il parcheggio sotto il Castello il Fossa
Bagni è destinato a morire prematuramente.
Permettetemi a questo
punto di affermare che il Fossa Bagni è frutto di un palese
errore di valutazione nella scelta della collocazione, un errato
investimento di capitale pubblico al quale non si vuole trovare rimedio
per renderlo più appetibile e comodo, penso ad esempio all'ipotizzata
galleria pedonale con il tapis roulant ricavata all'interno della Tito
Speri, oppure al collegamento pedonale tra il Fossa Bagni e la
stazione della metropolitana di San Faustino.
Personalmente, se del parcheggio sotto il castello non se ne può
proprio fare a meno, lo destinerei quasi esclusivamente ai residenti per
liberare le strade del centro dalle auto.
|
Giornale di
Brescia 11 marzo 2011
Parcheggio sotto il Castello, lavori nel 2012
Affidato
l’incarico per la progettazione definitiva: la struttura
sarà tradizionale, accoglierà 600 auto, sarà
dotata di un ascensore che porterà in Castello e costerà
a Brescia Mobilità 20 milioni di euro
Tradizionale e non «automatizzato» come inizialmente era stato ipotizzato,
dotato di ascensore che lo collegherà direttamente al Castello cittadino e con
una capienza di seicento posti auto di cui sessanta box riservati ai residenti
in centro storico. Benvenuti al parcheggio «Tito Speri», una delle opere più
discusse pensate dall'Amministrazione comunale, che pure sta lavorando alla sua
pianificazione ormai da oltre un anno e mezzo e la cui progettazione preliminare
ha fatto capolino, per la prima volta, in Commissione lavori pubblici. Non senza
polemiche.
Dopo i carotaggi e le indagini stratigrafiche di tutto il Colle -
che hanno confermato la stabilità e la solidità della roccia - Brescia mobilità,
cui sono affidati il coordinamento e la realizzazione della struttura, ha quindi
ora affidato la progettazione dell'infrastruttura. A stilare il disegno
definitivo, di qui all'estate - quando partirà quindi la gara d'appalto per i
lavori veri e propri - sarà l'Ati «Via ingegneria srl e Ic srl» (di Roma e
Milano). Un'équipe di cinquanta persone che «ha già progettato opere affini con
grandi risultati e in cui, soprattutto, sarà presente un esperto architettonico
che lavorerà in sinergia con la Soprintendenza» spiega il direttore generale di
Brescia Mobilità, Marco Medeghini.
Entrando più nel dettaglio, la scelta di
«bocciare» il parcheggio Tito Speri automatizzato e di prediligere il
tradizionale su quattro piani deriva «anzitutto dalla verificata compatibilità -
prosegue Medeghini - e poi da due fattori determinanti: in primis i cittadini
prediligono questa formula, che peraltro permette di riservare uno spazio anche
ai residenti, infine il costo, che viene dimezzato di un terzo». L'opera, così
come concepita, costerà infatti alla controllata 100% Comune 20 milioni di euro,
il che significa circa 33mila euro a posto auto. Cifra cui si aggiungono 462.649
euro per la progettazione (con un ribasso del 59% circa). Oltre ai seicento
posti auto è pure previsto il recupero delle due gallerie già esistenti, le
stesse che consentiranno altrettante aperture pedonali su contrada Santa Chiara.
Nel disegno anche la messa a punto di un ascensore che sarà in grado di
trasportare in Castello venti persone alla volta. Il tutto in un cronoprogramma
serrato, che prevede sul tavolo della Loggia la progettazione definitiva per
l'estate, l'inizio dei lavori per gennaio 2012 e la pronta consegna un anno più
tardi.
«L'obiettivo - chiarisce il sindaco Paroli affiancato dal presidente
di Sintesi, Giovanni Prandini - è dotare la città di un parcheggio che sappia
allo stesso tempo contribuire alla valorizzazione del Castello rendendolo prima
di tutto fruibile e, contemporaneamente, che serva ad alleggerire il centro
storico. Specie con l'obiettivo della pedonalizzazione: nel momento in cui cioè
si vanno a svuotare le piazze bisogna però fornire un servizio ai residenti, ai
commercianti e agli utenti del nucleo antico stesso. Si tratta peraltro di una
struttura che non rappresenta un costo ma un investimento, poiché, nel giro di
quarant'anni, i 20 milioni andranno ad ammortizzarsi». E ancora: «Bisogna avere
il coraggio di guardare ai progetti nell'ottica di ciò che serve alla
città».
Nuri Fatolahzadeh
IL DIBATTITO POLITICO
La perplessità delle opposizioni: «Serve davvero?»
Ma, guardando un po' più in là, come l'Amministrazione
pensa di organizzare la sosta nel nucleo antico? A spiegarlo è il sindaco
Paroli, che annuncia: «La meta è gestire i parcheggi in modo oculato e di
ottimizzare l'offerta salvaguardando le piazze e il centro. Per questo si
discuterà nei prossimi mesi dell'ipotesi di dedicare la struttura di piazza
Vittoria a residenti e commercianti, così da evitare un ingresso invasivo delle
auto nel cuore della città. E quindi di dedicare i 600 posti sotto il Castello
agli utenti, fatti sali i 60 box per i residenti». A specificare poi che «i
lavori per la realizzazione dell'opera non bloccheranno la galleria Tito Speri»
è l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani: «L'accesso da via Crocifissa
resterà e insieme al vicesindaco Rolfi si sta già lavorando per organizzare al
meglio la viabilità durante il periodo dei cantieri».
Critica l'opposizione,
che va all'attacco di un'opera giudicata «inutile e costosa». Il primo affondo
arriva dal capogruppo Donatella Albini (Sel): «La vera domanda da porsi è se
davvero questo parcheggio serve alla città, specie visto che si andrebbe
collocare a pochi metri da Fossa Bagni, oggi non sfruttato al pieno della sua
capacità». A compiere un passo in più sono i consiglieri del Pd Aldo Boifava,
Giuseppe Ungari e Alfredo Bazoli: «Stiamo parlando di un impegno pesante per il
Comune: è poi assurdo che si scelga di non completare le opere complementari del
Metrobus per realizzare l'ennesimo parcheggio in centro storico. Senza
dimenticare che i parcheggi sono attrattori e collanti di traffico e questo
preclude al metrò di essere il mezzo privilegiato in quanto mezzo pubblico. È
poi surreale l'idea di vincolare la pedonalizzazione delle piazze all'arrivo
dell'infrastruttura: le auto dalle piazze si possono togliere subito». Qualche
perplessità arriva anche dal capogruppo Udc, Andrea Bonetti: «L'accesso e le vie
d'uscita sono tutte verso nord - sottolinea - e vedo un'incompatibilità di fondo
dell'investimento con l'attuale bilancio comunale. Anche se c'è l'incognita del
federalismo municipale con il quale il nodo verrebbe risolto in toto». n. f.
Legambiente: il Pm10 non frena
E anche Brescia sale sul Treno
Verde
Tira ancora una brutta aria nelle città italiane. A
soli due mesi dall'inizio del 2011 sono già 22 i capoluoghi che hanno superato i
35 giorni di sforamento dei limiti consentiti. A guidare la classifica delle
città più inquinate dalle polveri sottili Milano con 56 giorni fuorilegge,
seguita da Torino (54) e Brescia che, pur avendo perso il primato rispetto al
2010, registra ben 51 giorni off-limits. Sono i dati sull'inquinamento
atmosferico presentati da Legambiente in occasione dell'avvio della campagna di
rilevamento degli inquinanti atmosferici e acustici «Treno verde».
Per
questo, per non far abbassare la guardia su questo fronte torna sui binari il
«Treno verde» di Legambiente e Ferrovie dello Stato.
L'iniziativa -
realizzata quest'anno con la partecipazione del Ministero dell'ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare e con la collaborazione dell'Anci nell'ambito
della campagna Patto dei Sindaci - porta a bordo dei vagoni tante informazioni
sulla mobilità sostenibile, sull'energia rinnovabile, ma pure sul risparmio
energetico, sulle scelte d'acquisto responsabili e sulla corretta gestione dei
rifiuti.
|
Bresciaoggi 11 marzo 2011
MOBILITÀ. Presentata l'ipotesi progettuale: 600 posti auto al costo di
33mila euro l'uno, per un totale di 20 milioni. Vincente la proposta di un pool
romano-trentino
Castello, il parcheggio in galleria accelera
Massimo Tedeschi
I lavori potrebbero iniziare tra un anno e finire a dicembre 2013 Paroli:
«Un'opera che renderà fruibili centro storico e castello»
Quel parcheggio s'ha da fare. L'ha detto il sindaco Adriano Paroli. L'hanno
ripetuto i capigruppo di Pdl (Achille Farina) e Lega (Nicola Gallizioli).
Qualche tentennamento l'ha avuto il capogruppo Udc Andrea Bonetti. Contrarie le
opposizioni. A questo punto potrebbe subire un'accelerazione il progetto del
parcheggio sotto il castello con ingresso dalla galleria Tito Speri: un'opera da
20 milioni di euro per ricavare nella roccia 600 posti auto al costo di circa
33mila euro l'uno. I tempi non sono affatto lunghi: il progetto definitivo
potrebbe essere pronto prima dell'estate e approvato entro settembre. Fra giugno
di quest'anno e gennaio 2012 dovrebbe essere espletata la gara d'appalto europea
per i lavori, che dovrebbero iniziare fra un anno per concludersi a fine 2013.
BRESCIA MOBILITÀ - ha ricordato ieri l'amministratore delegato Marco
Medeghini - ha già espletato una gara sul progetto: ha coinvolto 23
raggruppamenti di tecnici, ne ha invitati 18 dopo la prequalifica, 14 di loro
hanno presentato l'offerta tecnica. L'aggiudicazione provvisoria è andata a
un'Associazione temporanea di imprese formata da Via Ingegneria srl di Roma e Ic
srl di Trento e Milano: un pool di 48 tecnici che dal 2005 al 2009 ha progettato
interventi per 42 milioni. A Brescia hanno effettuato un ribasso del 58%, per
cui il progetto verrà a costare 460mila euro contro il milione abbondante
previsto inizialmente.
L'IDEA PROGETTUALE prevede la realizzazione di due
tunnel lunghi 172 metri, del diametro 16 metri, a ovest della galleria e ad essa
paralleli. Lì, con opportuni scivoli, saranno ricavati 4 piani di parcheggi.
Arrivo e uscita delle auto avverranno verso nord, in direzione via Crocefissa di
Rosa visto che via Mazzini dovrebbe essere in futuro vietata alle auto. Chi
parcheggerà sotto il Cidneo potrà sbucare in castello grazie a un ascensore da
20 posti che supererà un dislivello di 50 metri. È possibile che l'ascensore
«sbuchi» in un edificio esistente, magari nella palazzina Haynau. Si potrà anche
sbucare in via Santa Chiara utilizzando uno o entrambi i camminamenti storici di
60-70 metri oggi chiusi. Sarà anche possibile sbucare nella galleria e scendere
verso via Mazzini su tapis roulant.
Il sindaco Paroli ha ricordato i passi
preliminari compiuti per dire che «il progetto non è stato fermo». Il parcheggio
consentirà, dice il sindaco, di «valorizzare il castello e il centro storico» e
in particolare «rappresenterà la condizione ideale per la pedonalizzazione del
centro, dando risposte ai residenti». Il parcheggio, aggiunge Paroli - va
considerato «come un investimento, che si ammortizzerà però in tempi lunghi e
non in vent'anni».
L'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani assicura che
i lavori non bloccheranno il traffico sotto la galleria. Medeghini ricorda il
risparmio (circa il 30%) che un parcheggio tradizionale come quello progettato
assicura rispetto a un parcheggio meccanizzato, scartato in corso d'opera. La
soluzione ipotizzata ha già avuto l'ok dei Vigili del fuoco, oltre che dei
geologi.
Giovanna Prandini, presidente di Sintesi Spa, sottolinea che in
città c'è una domanda inevasa di parcheggi: «Piazza Mercato ha 180 posti
riservati agli abbonati e c'è una lista d'attesa di 230 cittadini. In piazza
Vittoria, su 450 posti effettivi, abbiamo 380 abbonati e 55 in lista d'attesa.
In piazzale Arnaldo il parcheggio non è finito ma abbiamo già domande di
abbonamento». Quanto a Fossa Bagni, assai vicino al nuovo parcheggio, ora che i
posti sono scesi da 557 a 385 per via dei lavori del metrò «si sono raggiunte
punte di saturazione del 93%: e quel che conta sono le punte, non la media
giornaliera».
CONFLITTI con la metropolitana? «All'estero - spiega Medeghini
- il trasporto pubblico soddisfa il 35% della mobilità, a Brescia il 20%. Se con
la metropolitana saremo bravi, e porteremo i passeggeri del trasporto pubblico
da 46 a 57 milioni all'anno, resterà da soddisfare una domanda di mobilità e di
sosta privata sopra il 70%. Se poi guardiamo ai parcheggi esistenti, ci sono 220
auto in sosta in castello e 90 in via Tosio». Togliendo quelli, il parcheggio
sotto il Castello sarebbe già mezzo pieno. Insomma - è la tesi di Medeghini -
parcheggio e metrò non sono in conflitto: «Soddisfano domande diverse».
IL DIBATTITO IN COMMISSIONE. Farina: «Opera straordinaria». Bonetti:
«Scarica tutto il traffico a nord. E poi è compatibile con il
bilancio?»
Lega e Pdl «blindano» il progetto, dubbi Udc
Prime critiche dal Pd: «Sottrae risorse alle opere complementari del metrò.
Pedonalizzazione, un alibi»
I dubbi e i distinguo, nel Pdl e nella Lega, sono dileguati.
Achille Farina, capogruppo Pdl, definisce «straordinario» il progetto: «Può dare
risposte ai problemi della residenza e dell'accesso al centro. Che serva, non ci
sono dubbi. Si tratterà di modulare le tariffe». Per Nicola Gallizioli,
capogruppo della Lega, il parcheggio sotto il castello «è solo un tassello degli
interventi sulla mobilità nel centro. La volontà della Loggia, su cui la Lega ha
molto insistito, è pedonalizzare piazza Duomo e non solo». Gallizioli esclude
che le risorse messe nel parcheggio ne tolgano alle opere complementari al
metrò: «Lì i parcheggi a nord, a est e alla Poliambulanza sono confermati, da
subito. Le opere che abbiamo tolto sono quelle per cui non arriveranno gli oneri
di urbanizzazione previsti, come a piazzale Vivanti o a Brescia Due». A fronte
di questo sforzo Gallizioli esorta «quelli della Cattolica a ripensare certe
scelte», come quella di portare il campus a nord, nell'attuale seminario.
Andrea Bonetti dell'Udc auspica «una progettazione partecipata e condivisa»
anche con le opposizione, e rivela due preoccupazioni: «Gli effetti di accesso e
uscita dal parcheggio sulla viabilità a nord del castello, e la compatibilità di
un'opera come questa con il bilancio comunale».
Dalle opposizioni prime
avvisaglie di barricate. Donatella Albini (Sinistra arcobaleno) si chiede
dubbiosa se un'opera come questa serva davvero. Aldo Boifava del Pd si domanda
che senso abbia «costruire un parcheggio nuovo accanto a uno poco usato come
Fossa Bagni» e polemizza: «Si trovano i soldi per un'opera come questa, non per
le opere complementari al metrò». Cosentini (Idv) giudica l'opera «utile per la
città», ma teme conflitti col metrò. Giuseppe Ungari (Pd) avanza dubbi sulla
«sostenibilità economica» mentre Alfredo Bazoli (Pd) giudica «surreale» mettere
in relazione il parcheggio con la pedonalizzazione e non affrontare «la
discussione sull'utilità di un investimento da 20 milioni». Sono le avvisaglie
di un confronto che si annuncia acceso.M.TE.
|
Giornale di
Brescia 10 marzo 2011
Desenzano
Come cambia la mappa del trasporto pubblico
A
luglio il Comune dovrà rifare la gara d’appalto: saranno
potenziati i collegamenti con S. Martino e altre zone poco servite
DESENZANO Tre linee per 60 corse giornaliere capaci di percorrere ogni anno ben
248.000 chilometri trasportando 372.300 passeggeri con un investimento di
593.641 euro. Quelli appena ricordati sono i numeri del trasporto urbano,
servizio che collega ormai da una ventina d'anni le principali località della
capitale del Garda. A luglio scade l'appalto e il Comune dovrà rifare la gara.
In quest'ottica e con riferimento anche alle nuove decisioni regionali che
prevedono una riduzione dei contributi e l'introduzione di nuovi titoli di
viaggio integrati e agevolati, l'amministrazione cittadina ha predisposto uno
studio di verifica e aggiornamento del servizio.
L'analisi ha innanzitutto
evidenziato il ruolo «sociale» del trasporto urbano. Individua anche nuove
esigenze che puntano a mantenere l'interscambio con ferrovia e gomma, potenziare
i collegamenti pomeridiani con San Martino della battaglia, favorire il
raggiungimento di zone poco servite come via Venezia, Innocenta, Pratomaggiore
di Rivoltella, via Rimembranze, Masotti, Visconti, Bevilacqua e minitangenziale
a Desenzano. E ancora: potenziare il passaggio giornaliero per il quartiere
Grezze, oltre a rendere più appetibile il servizio.
La nuova proposta
recepisce queste esigenze introducendo modifiche alla linea 1 con variazione del
percorso negli orari non scolastici servendo Rivoltella, inserendo una nuova
corsa pomeridiana da San Martino ed una nuova fermata all'incrocio con via Unità
d'Italia.
La linea 2 manterrà il cadenzamento delle corse ogni 30 minuti
mentre viene modificato il percorso della linea 3. L'anello base passerà da
Stazione, via Giotto-piscina, porto, via Vighenzi, quartiere Grezze e ritorno in
stazione. Negli orari non scolastici l'autobus transiterà in viale Rimembranze,
cimitero e minitangenziale. Parallelamente vengono eliminati alcuni tratti che
registravano pochi passeggeri. Le variazioni sono già state «testate» con un
autobus del trasporto urbano; richiederanno per la loro introduzione alcuni
interventi edili stradali e la potatura di alcuni alberi. Dovranno inoltre
essere realizzate le nuove piazzole di sosta per le 5 nuove fermate previste dal
progetto di aggiornamento. Questo sistema, eventualmente da concretizzare a
luglio con la nuova gara d'appalto, prevede un aumento dei chilometri percorsi
che salirebbero da 248 a 259mila con un costo che passerà da 594.000 euro (con
contributo regionale di 102.000 euro) a 621.000 euro.
La Giunta comunale, su
input della Regione ha anche approvato l'introduzione di nuovi titoli di viaggio
integrati e agevolati, non ancora in applicazione. Sono denominati: «Io viaggio
ovunque in Lombardia» con biglietti cumulativi per tutta la Regione validi 1, 2,
3 o 7 giorni fino ad arrivare al mensile con costi oscillanti fra 15 e 85 euro.
Intanto i biglietti del servizio cittadino gestito da «Garda trasporti» costano
1 euro la corsa semplice, 9 euro per 12 corse, 18 l'abbonamento mensile (9 se
per over 65i), 6 giorni 7 euro, 165 euro l'annuale. e. s.

|
Giornale di
Brescia 08 marzo 2011
Metrobus, lavori guardando alla rata
Proseguono su tutta la tratta gli interventi per finire l’infrastruttura. Nelle stazioni ci si prepara alle fasi di finitura. A fine mese il pagamento pattuito di 54 milioni
Dopo aver chiuso la miriade di cantieri in superficie l'attività di costruzione
della metropolitana leggera continua sia in superficie che nel sottosuolo
cittadino. Mentre sul piano finanziario si guarda all'appuntamento di fine mese,
quando Brescia Mobilità si troverà a pagare la maxirata da 54 milioni di euro
per la quale servirà l'accensione di un mutuo.
Nel cantiere della stazione
«Prealpino» sono state completate le opere civili e sono già state installate le
porte automatiche di banchina. Proseguono poi i lavori per la realizzazione
degli impianti e delle finiture. Nel tratto di galleria artificiale che collega
la stazione «Prealpino» con la stazione «Casazza» sono stati terminati tutti gli
allestimenti strutturali, compreso il pozzo di accesso di sicurezza in
prossimità di via Finadri.
È stata inoltre completata la posa di entrambi i
binari e della «terza rotaia», quella elettrizzata, mentre proseguono i lavori
per la installazione degli impianti di sistema.
Nel cantiere della «Casazza»
sono state completate le opere civili e sono state installate le porte
automatiche di banchina che si aprono al fermarsi del convoglio.
Proseguono i
lavori per la realizzazione degli impianti e delle finiture, mentre nel tratto
di galleria artificiale che collega la stazione «Casazza» con la stazione
«Mompiano» sono state terminate tutte le lavorazioni di tipo strutturale,
compreso il pozzo di sicurezza nella zona di via Castelli. Nel cantiere della
stazione «Mompiano» sono state completate le strutture in cemento armato, le
murature interne e le impermeabilizzazioni e sono state installate le porte di
banchina. Proseguono i lavori per la realizzazione degli impianti e delle
finiture.
Nel tratto di galleria artificiale che collega la stazione
«Mompiano» con la stazione «Europa» sono state terminate tutte le lavorazioni di
tipo strutturale.
Nel cantiere della stazione «Europa» sono state completate
le opere civili e sono già state installate le porte di banchina. Proseguono i
lavori per la realizzazione degli impianti.
Nella tratta centro, nella
stazione «Ospedale» si sta completando la posa dei pavimenti e procedendo con la
posa dei cavi degli impianti.
A «Marconi» si sta procedendo con la posa dei
pavimenti mentre nella stazione «San Faustino» sono state completate le
strutture a livello banchina, a quota atrio basso e nella quota dell'atrio di
ingresso.

Avanza in deposito il collaudo dei 4 treni
Mentre nel Deposito sono stati completati i lavori
edili, le finiture e gli impianti e si sta procedendo con i collaudi di fine
montaggio, nell'officina proseguono le attività di messa a punto dei quattro
treni già consegnati.
Da qualche settimana è infatti in corso
l'attività sul «test track» (binario di prova), presente nell'area del Deposito
della metropolitana a Sant'Eufemia, e sulla tratta in viadotto (che va dal
deposito stesso alla stazione di Poliambulanza, foto in alto a
sinistra). In questo caso le prove realizzate sono di integrazione del
veicolo con i vari sottosistemi di guida, di controllo automatico e di
interfaccia con le opere civili e gli impianti di linea e di stazione.
Al
momento - spiegano i tecnici - si tratta di prove interne, cioè condotte
dall'appaltatore solo con i propri tecnici e finalizzate alla messa a punto del
sistema: si tratta in sostanza delle prime prove dinamiche sul materiale
rotabile. Tre veicoli su quattro hanno infatti già completato le prove
funzionali statiche previste dai piani di controllo a suo tempo non eseguite in
stabilimento (a Napoli) per l'esigenza di avere al più presto i treni a Brescia.
Ora, superati i test preliminari interni di funzionamento (sia in guida manuale
che automatica) e le verifiche di circolabilità sia nell'area del deposito che
nel tratto di linea Deposito-Poliambulanza, i tre veicoli sono sottoposti alle
attività di prova del sistema di guida automatica comandata dalla sala di
controllo e che riguardano le funzioni di trazione, frenatura, arresto al
bersaglio ed ai comandi porte. Inoltre sono interessati alle verifiche di
interfaccia con il sistema delle telecomunicazioni sia per ciò che concerne le
informazioni ai passeggeri a bordo veicolo che in stazione. Parallelamente alle
prove di integrazione un veicolo sarà impegnato anche nelle prove dinamiche
necessarie ad accertare la rispondenza del veicolo ai requisiti normativi come
spazi di frenatura, accelerazione, velocità massima, rumorosità e qualità di
marcia.
MAXIRATA DA 60 MILIONI
A
fine mese la maxirata. Una botta da 54 milioni per la quale Brescia
Mobilità è statachiamata a dattrezzarsi ed a ottenere da
una banca il congruo finanziamento. La cifra in ballo, in
realtà, lievita così a 60 milioni di euro, per via
dell’entità del mutuo.
FERMENTO NELLA TRATTA SUD
Le
opere edili nella tratta di transizione compresa tra la galleria
naturale e la stazione Poliambulanza, costituita da una parte in
galleria artificiale ed una parte in trincea aperta, sono
statecompletate.Si sta inoltre procedendo con lacopertura del pozzo
utilizzato per la talpa.
ZAVORRA SUI TRENI
Per
le prove dinamiche di prestazione, il treno viene opportunamente
«zavorrato» attraverso sacchi di sabbia distribuiti
all’interno del veicolo, per simulare il carico dei
passeggeri.Completataunaprimafase di prove preliminari ne
seguirà una seconda di test ufficiali.
|
|
Bresciaoggi 07 marzo 2011
DA ROVATO A BRENO. Decine di curiosi e appassionati hanno partecipato ieri
alla quarta Giornata nazionale a tema
Percorsi dimenticati: tutti in carrozza
alla riscoperta del piacere del
treno
Giancarlo Chiari
Una vecchia motrice per scoprire il mercatino di Iseo e per ammirare i più
moderni convogli de «LeNord»
Decine di curiosi e appassionati in età adulta, accompagnanti da non pochi
bambini che non avevano sperimentato la possibilità di...camminare su un mezzo
di trasporto in movimento, hanno partecipato ieri, accompagnati da una bella
giornata di Sole, alla quarta edizione della «Giornata delle ferrovie
dimenticate», promossa a livello nazionale da Co.mo.do. e organizzata a cavallo
tra Franciacorta e Valcamonica dalle Ferrovie turistiche italiane (Fti) e dalla
Ferrovia turistica camuna.
I passeggeri, arrivati anche da fuori provincia,
hanno trovato sulla banchina della stazione di Rovato Borgo Silvio Cinquini, il
presidente di Fti, nel ruolo di guida al treno e al viaggio turistico sulla
linea Brescia-Iseo-Edolo: un tour che ha fatto tappa a Iseo per la visita del
mercatino della domenica, e a Breno. Partita puntuale, l'automotrice diesel
storica, con i bambini che non stavano nella pelle per l'emozione di vedere
dalla porta aperta una macchinista all'opera, ha raggiunto sempre puntuale la
stazione di Iseo.
Qui i partecipanti hanno sfruttato la sosta per visitare
la cittadina e le bancarelle, prima di tornare in stazione e raggiungere Breno,
la meta della quarta Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate. Bersaglio
preferito delle macchine fotografiche di bambini e appassionati, sia in carrozza
sia nelle stazioni, la littorina storica e i nuovi convogli di «LeNord».
«Se
oggi non fosse la domenica di Carnevale - ha commentato a Iseo uno dei
passeggeri - in carrozza saremmo stati molti di più: alcuni miei conoscenti mi
hanno spiegato che sarebbero venuti volentieri se non avessero dovuto
accompagnare i figli alle sfilate».
«Credo anch'io che se non ci fosse stata
questa coincidenza avremmo avuto più passeggeri - ha commentato al termine della
trasferta Cinquini -; ma in ogni caso la manifestazione è riuscita, e conferma
che sta tornando il desiderio del treno come mezzo di trasporto che permette di
gustare il viaggio e di non impazzire nel traffico stradale. La stagione 2010
delle Ferrovie del basso Sebinoè andata bene, anche se temevano di dover
chiudere per i tagli: quest'anno speriamo di crescere ancora. E pensiamo al
prossimo treno: un convoglio storico con locomotiva a vapore da Milano a Rovato,
in occasione di Lombardia carne».
Ferrovie basso Sebino: 24 viaggi in calendario
L'indisponibilità di un binario libero nella stazione di Palazzolo, nella quale
sono in corso i lavori per sostituire i sei scambi della linea
Lecco-Bergamo-Brescia, ha tenuto lontano dalla Giornata delle ferrovie
dimenticate l'ospite più atteso: il locomotore diesel Abl IV N «Sogliola» del
1938, ceduto due anni fa alle Ferrovie del basso Sebino dalle «Trafilerie
Gnutti» di Chiari. E ai volontari dell'associazione che nel 1994 riuscì a
rivitalizzare la Palazzolo-Paratico-Sarnico, dismessa nel 1969, non è rimasto
che scusarsi con gli appassionati accorsi attorno al banchetto allestito davanti
ad un locomotore di manovra restaurato.
Lo stesso banchetto dal quale Fbs ha
distribuito il programma della prossima stagione di viaggi su rotaia, che
prevede ben 24 appuntamenti dal 10 aprile al 18 dicembre in grado di fare della
Palazzolo-Paratico-Sarnico e della Rovato-Iseo-Edolo il fulcro di proposte
legate alla cultura e alle tradizioni.
Il cartellone 2011 conferma il
successo dei treni storici e a tema per un turismo interessato tanto alla
gastronomia quanto alla storia e al patrimonio artistico. E Fbs sottolinea
l'importanza del rapporto con le amministrazioni locali «sempre più interessate
a pacchetti che, con il viaggio raccordato alla navigazione del lago d'Iseo,
propongono escursioni guidate.
«Ci è spiaciuto non poter far vedere la
Sogliola, ma nella stazione di Palazzolo c'erano i mezzi utilizzati per
sostituire gli scambi, e la catasta di traversine che saranno usate per
completare la riqualificazione della Palazzolo-Paratico: mancano solo 4
chilometri». G.G.C
|
Giornale di
Brescia 04 marzo 2011
Francesco Karrer: «Brescia, città metropolitana»
Il coordinatore del Pgt: «In un quadro di incertezze non si perda alcuna chance»
Con i piedi «nel piatto del disegno della città». Francesco Karrer, alle cabine
di regia e di supervisione del nuovo Piano per il governo del territorio e
presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici a Roma, dipinge così
questa fase di stesura della Brescia che verrà. Una fase che dev'essere «prima
di tutto partecipata e compresa».
Professore, perché una città ha bisogno di
un Piano per il governo?
«Ogni città ha la necessità di darsi una prospettiva
di sviluppo, di crescita urbanistica, di crescita sociale, di risposte alle
domande che avanzano tanto dai cittadini quanto dal territorio stesso e
conseguentemente sapere e capire come realizzare questa prospettiva. E il Piano
per il governo del territorio è appunto lo strumento per farlo».
E come si
declina tutto questo su una città come Brescia? Da cosa si parte?
«Si parte
dal quadro attuale, ovvero dal piano delle regole, dall'analisi delle vecchie
zone di espansione e dal piano dei servizi. Poi si entra nel vivo del vero
disegno morfologico della città nell'ottica di ridurre l'esigenza di varianti
urbanistiche. Esigenza che si manifesta sulla scia di difetti di previsione,
legati alle destinazioni d'uso designate, spesso troppo rigide. Il che porta a
procedere per stralci facendo perdere alla città un disegno. Stop quindi a un
sistema ingessato di caratterizzazione delle aree.
Si pensi, ad esempio, ai
casi dei bingo o delle multisale: stando ai vecchi Piani regolatori non
sarebbero mai potute esistere».
Nella prima uscita pubblica del Pgt bresciano
si è parlato molto a fondo di area vasta: come dovrebbe cambiare, in sostanza,
l'organizzazione della città?
«L'area vasta è fondamentale per andare oltre
il centro storico individuando un sistema di valori da salvaguardare attraverso
una stretta connessione tra cultura e paesaggio. Per fare questo c'è bisogno di
politiche comuni in campo abitativo, che diventa l'asse portante nell'ottica
della qualità della vita e quindi nel binomio casa - lavoro. In questo senso,
ragionando cioè su un sistema pensato sull'area vasta, Brescia deve essere città
metropolitana».
Cosa significa città metropolitana? Quali gli obiettivi e con
quali strumenti?
«Ai vertici del sistema urbano si va ormai affermando una
città contenitore, sistema complesso che integra realtà urbane diverse
attraverso le relazioni, la mobilità territoriale, lo scambio fra produzione di
conoscenze e produzione di beni e servizi, il reticolo distributivo e logistico.
Ad aree metropolitane costituite da un centro ed un hinterland, si vanno
sostituendo sistemi con una pluralità di capisaldi. In tale contesto, anche
città medie crescono e diventano omologhe alle grandi, almeno in quanto a
capacità di produrre ricchezza ed accumulare risorse. Così, anche Brescia: pur
non essendo ufficialmente iscritta come città metropolitana deve però esserlo e
cominciare a pensarsi tale. La città capoluogo deve cioè detenere il ruolo di
leader, dev'essere il vero polo e punto di riferimento per l'hinterland. In un
sistema policentrico con una forte caratterizzazione, che passa anche dal
ripopolamento demografico, da un migliore sistema di accessibilità e di una
valorizzazione della trama verde».
Quale approccio quindi nella
stesura pratica, come scegliere dove sviluppare le nuove vocazioni e dove invece
incentivare le vecchie?
«La verità è che siamo nel pieno di un quadro di
incertezze. Il lavoro che si sta svolgendo punta quindi a non influenzare o
compromettere nessuna scelta futura. L'ottica utilizzata e la meta sono
semplici: non fare perdere alla città alcuna chance. E in questo un approccio di
tipo prescrittivo-previsionale puro, utilizzato nei vecchi Piani regolatori, è
complesso da perseguire e di difficile pianificazione. Allora si deve utilizzare
un approccio proscrittivo, perché Brescia ha bisogno di grandi progetti. Per
questo sono già state individuate alcune zone adatte non solo alla
trasformazione, ma anche all'espansione. Nella direzione politica, espressa
dall'assessore Paola Vilardi e dal sindaco Paroli, di creare eccellenze
territoriali nella città capoluogo».
Questo significa che si promuoveranno
aree polifunzionali per non compromettere alcun progetto utile?
«Sì. Il che
comporta certamente un rischio sulla previsione in senso stretto. Ma è
necessario valutare e sviluppare il sistema delle opportunità, diversi ambiti su
cui ragionare attraverso una normativa e regole più snelle. Una serie di
esplorazioni progettuali, collocate però in aree ben precise ed idonee ad
accogliere il nuovo perché qualificante per la città, per arrivare al futuro
disegno morfologico».
Nuri Fatolahzadeh
 |
Giornale di
Brescia 03 marzo 2011
Ferrovie dimenticate tra Franciacorta e Sebino
Per la quarta Giornata nazionale iniziative sulla Rovato-Iseo-Breno ed a Palazzolo
LAGO D'ISEO Per la quarta Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, in
programma domenica, due sono le iniziative bresciane promosse dall'associazione
Ferrovie turistiche italiane. Un viaggio in treno fra Rovato, Iseo e Breno -
lungo la ferrovia gestita da LeNord - e l'inaugurazione del restauro di un
vecchio locomotore alla stazione di Palazzolo nonché la presentazione della
nuova stagione del «Trenoblu - treni turistici per il lago d'Iseo», sono i
contenuti della giornata, ormai istituzionalizzata, promossa dalla
Confederazione per la mobilità dolce. Finalità? Rilanciare l'importanza del
patrimonio ferroviario minore per lo sviluppo turistico del nostro paese, per
una mobilità sostenibile ed ecocompatibile e per la memoria dei nostri
territori.
In collaborazione con le Ferrovie Nord, Fti organizza dunque, a
sostegno della valorizzazione turistica della Brescia-Iseo-Edolo, un'escursione
in treno tra Franciacorta, lago d'Iseo e Valcamonica. Si parte da Rovato Borgo
alle 9.05 per raggiungere Iseo alle 9.24 (percorrendo la Rovato-Bornato riaperta
a giugno dopo trent'anni di chiusura al traffico passeggeri) e da lì alle 11.33
proseguire sino a Breno, con visite guidate (prenotazioni e informazioni
www.ferrovieturistiche.it o 338.8577210). Da Rovato a Iseo il viaggio sarà
garantito con la storica automotrice Aln 668-121, riportata nella livrea
originale della Snft, ossia l'arancione. Contemporaneamente alla stazione di
Palazzolo verranno presentati i lavori di restauro del locomotore diesel
«Sogliola» del 1938, donato alla Fti dalle Trafilerie Gnutti di Chiari e
restaurato dall'impresa ferroviaria De Aloe di Brescia. Verranno poi esposti
tutti i rotabili dell'Associazione e sarà pure presentata la stagione 2011 del
«Trenoblu» e del servizio turistico festivo-estivo lungo la
Palazzolo-Paratico.
Marco Bonari

|
Bresciaoggi 01 marzo 2011
INQUINAMENTO. La concentrazione di polveri sottili nell'aria, complice la
pioggia e il nevischio, è diminuita. E la Loggia ha deciso di togliere le
limitazioni al traffico
Pm10 giù, stop alle targhe alterne
Mimmo Varone
Si studia un protocollo che dall'anno prossimo preveda limitazioni
automatiche a seconda dei livelli di smog Lumezzane fa scuola: sale e non sabbia
in caso di neve
Stop alle targhe alterne. E ora si lavora per prepararsi all'emergenza dell'anno
prossimo. Da oggi si circola liberamente sulle strade della città e degli altri
11 comuni dell'hinterland che avevano adottato il provvedimento. Con ogni
probabilità la stagione delle polveri finisce così, e per quest'anno neanche si
parla più di domeniche di blocco.
Ma i sindaci, compresi quelli della
Valtrompia, che si sono riuniti ieri mattina in Loggia con il primo cittadino di
Brescia Adriano Paroli stanno già lavorando a un Protocollo comune per
affrontare le emergenze prossime venture.
PER ORA HANNO deciso di sospendere
la delibera adottata una ventina di giorni fa. E si ritroveranno di nuovo lunedì
prossimo alle 12 per valutare la situazione.
A quanto pare, però, la pioggia
sta pulendo l'aria e altre limitazioni sembrano improbabili. Se dovessero essere
necessarie, tuttavia, saranno ancora adottate le targhe alterne. Paroli ha
sottolineato anche ieri che hanno mostrato l'efficacia prevista e che «hanno
abbattuto le Pm10 del 20 per cento». La prova che il sindaco della città adduce,
è che dopo le piogge di San Faustino «si sono alzate molto più lentamente del
solito». E poi, va da sè, «hanno creato ai cittadini disagi molto
limitati».
CHE SIANO STATE rispettate da tutti, è altro discorso. Soprattutto
negli ultimi giorni le spire annegate nell'asfalto, che registrano i passaggi
delle auto sulle vie cittadine, hanno registrato un traffico pressochè identico
a quello delle giornate normali.
In ogni caso - precisa il vicesindaco e
assessore alla Mobilità Fabio Rolfi, presente alla riunione insieme
all'assessore all'Ambiente Paola Vilardi - nel periodo delle targhe alterne gli
agenti della Polizia locale «hanno multato circa 300 bresciani per il mancato
rispetto del provvedimento».
Con il ritorno alla normalità - è bene
ricordarlo - le diesel Euro 0, 1 e 2 potranno circolare di sabato e domenica ma
dovranno restare in garage nei giorni feriali secondo gli orari previsti dalla
norma regionale in vigore fino al 15 aprile. E la stessa cosa vale per le Euro 0
a benzina.
E ora si pensa al futuro. Per adesso niente è stato messo nero su
bianco. Paroli spiega che i sindaci, riuniti ieri per la terza volta, stanno
lavorando a un'ipotesi di protocollo per l'anno prossimo.
«Siamo ancora allo
stadio di una ipotesi su cui lavorare per i prossimi due mesi - precisa -, con
lo scopo di arrivare a un Protocollo comune prima dell'estate in modo da
arrivare preparati all'emergenza dell'anno prossimo». Vale a dire per arrivarci
pronti con largo anticipo ed evitare che i cittadini si trovino spiazzati di
fronte a misure adottate da un giorno all'altro.
Da quel che si riesce a
capire al momento, si dovrebbero fissare dei criteri per far scattare
automaticamente le misure. In pratica, dopo un certo numero di giornate di
superi delle Pm10, i cittadini sapranno che scatteranno o le targhe alterne o
altre limitazioni previste dal futuro Protocollo. Una delle quali potrebbe
essere la revisione del piano neve sulla scorta di quanto sta facendo Lumezzane
da due anni. In Valgobbia usano soltanto sale ed evitano la ghiaia che
«influisce cospicuamente sulle Pm10», e gli altri comuni potrebbero fare
altrettanto.
PER ORA CI SI confronta, e «pensiamo che le sperimentazioni di
ogni comune siano un patrimonio di tutti per eventuali azioni concordate», dice
Paroli. Il sindaco di Brescia ammette che l'azione più incisiva contro le Pm10
l'ha fatta il meteo. Tuttavia le targhe alterne «hanno contribuito non poco a
rallentarne la risalita», dice. Il 14 febbraio erano a 131 microgrammi per metro
cubo (ug/mc) alla centralina del Broletto, con le prime piogge erano scese a 96
e il 16 erano crollate a 6 ug/mc. A partire dal 17 i valori del Broletto sono
stati nell'ordine di 25, 40, 32, 34, 41, 48, 60, 59, 54, 47, fino ai 36 ug/mc di
domenica.
QUANTO AI SINDACI della Valtrompia, sarannno presenti al tavolo
che lavora al Protocollo. Che condividano quanto sarà deciso sarà «passo
successivo». Il loro problema sono le provinciali 345 e 237 che attraversano
Valtrompia e Valgobbia. Quest'anno non hanno aderito alle targhe alterne
ritenute inefficaci con le due arterie libere. Ma per il futuro «approfondiremo
le ipotesi di lavoro prospettate - dice il sindaco di Bovezzo Antonio Bazzani -
e daremo il nostro contributo per ottenere risultati significativi». Tutti
d'accordo, dunque, ma per la prossima stagione delle polveri.
IL CASO. Dopo le reciproche accuse dei giorni scorsi sulla gestione
dell'emergenza pm10
Siglato un «trattato di pace» tra Broletto e palazzo Loggia
I due enti lavoreranno in sinergia per trovare cause e rimedi efficaci
all'inquinamento dell'aria
È pace fatta tra l'assessore all'Ambiente in Loggia Paola Vilardi e il suo
collega ai Trasporti in Broletto Corrado Ghirardelli. La «guerra dell'aria»
scoppiata tra i due a colpi di reciproche accuse sulla gestione dell'emergenza
polveri fini si chiude a quanto pare definitivamente. Il «trattato di pace»
prevede che il Comune si occupi di coordinare i 21 municipi dell'area critica
bresciana, come ha fatto in questa stagione, e la Provincia coordinerà i 18
della seconda cintura per «iniziative di più ampio respiro come le domeniche
ecologiche», dice Vilardi.
«Nei prossimi giorni, congiuntamente al Comune
proveremo a convocare il Tavolo dell'area critica, con la seconda cintura e le
comunità montane - conferma per parte sua Ghirardelli -, per una campagna
informativa ai cittadini partendo dalle scuole». Dunque si torna a lavorare
insieme e di comune accordo.
RESTANO DA chiarire le competenze sulle strade
provinciali, che hanno creato qualche problema con i sindaci della Valtrompia.
Ghirardelli aveva inviato una lettera a tutti i sindaci (della prima e seconda
cintura) per precisare che loro stessi potevano limitare il traffico sulle
provinciali. Ma ieri il sindaco di Bovezzo Antonio Bazzani ha replicato che la
competenza non è loro.
Dopo la pace fatta, alla riunione di ieri è stato
invitato anche l'assessore provinciale, che però non ha potuto essere presente
per altri impegni. E ora Ghirardelli ribadisce che «per tutelare la salute dei
loro cittadini, i sindaci possono adottare provevdimenti anche relativi alle
strade provinciali». Che poi la competenza non sia loro, è altro discorso.
«Competente non è neanche la Provincia - sottolinea Ghrirardelli -, bensì la
Prefettura». Ma «come sempre c'è troppa confusione», commenta l'assessore
provinciale mentre annuncia che nella prossima riunione con comuni, comunità
montane e Arpa porterà i dati registrati dalle centraline in questi giorni, «per
capire se anche le aziende non producano più Pm10 del dovuto».
Come che sia,
sarà il Protocollo in gestazione in Loggia, a risolvere anche questi problemi.
«Approfondiremo la questione per capire se intervenire sulle provinciali tocca
alla Provincia o alla Prefettura - dice il sindaco di Brescia Adriano Paroli -,
e lo faremo insieme ai sindaci, compresi quelli della Valtrompia».M.V.
|
Giornale di
Brescia 01 marzo 2011
Basta targhe alterne. Ma per 7 giorni
Sarà
il tavolo tecnico di lunedì a stabilire la proroga o la revoca
dell’ordinanza per il mese di marzo. Intanto, Comuni al lavoro
per il Protocollo anti smog
Liberi tutti di circolare per una settimana. Il che, in pratica, significa stop
«temporaneo» alle targhe alterne. Solo lunedì 7 marzo si deciderà infatti se
revocare in via definitiva il provvedimento o se proseguire con il pari o
dispari per tutto il mese.
A sancirlo ufficialmente è stato, ieri, il tavolo
tecnico dei Comuni della cosiddetta «area critica», riunitosi in Loggia per
l'occasione: a sedersi, per decidere «quali misure mettere in campo non solo da
oggi in poi, ma anche per il prossimo anno», sono stati i sindaci di Gussago,
Cellatica, Roncadelle, Rezzato, Castel Mella, Botticino, San Zeno, Borgosatollo,
Collebeato, Concesio e Castegnato. Alle cabine di regia, il Comune capoluogo,
con il sindaco Paroli e gli assessori Fabio Rolfi (Traffico) e Paola Vilardi
(Ambiente) che pure hanno specificato come la sperimentazione avviata lo scorso
12 febbraio sia stata «decisamente positiva». Certo, «a giocare un ruolo cardine
è stata la pioggia degli ultimi giorni», tanto che secondo i calcoli e le
proiezioni tecniche, il binomio targhe alterne e maltempo sarebbe riuscito ad
abbattere del 20% le emissioni in atmosfera.
E se il nodo del pari o dispari,
dopo questa settimana riflessiva, si scioglierà solo durante il tavolo di
lunedì, tra Loggia e Broletto è ormai pace fatta su metodo e competenze. A
scorrere parallelo al lavoro che vede impegnati i Comuni dell'area critica a
fronteggiare e contrastare i picchi di smog attuali, sarà infatti un secondo
iter, quello che racconta cioè di un primo confronto sul futuro Protocollo
d'intesa, lo stesso che si proporrà come una sorta di «manuale» delle polveri
sottili. In quest'ottica, tutti i protagonisti dell'area critica - inclusi i
Comuni della Valtrompia - avranno il compito di pianificare le «contromisure»
generali, stilando una sorta di vademecum e di azioni condivise per il prossimo
anno, «così da riuscire ad informare i cittadini per tempo e da rendere le
azioni più efficaci e non solo rivolte a tamponare l'emergenza». Nello
stesso si stabilirà, ad esempio, dopo quanti giorni di superamento dei limiti
imposti dalla normativa (ovvero 50 microgrammi per metro cubo d'aria) in materia
di Pm10 scoccherà in automatico l'ordinanza per il via alle targhe alterne,
oppure ancora la promozione - nei mesi di punta sul fronte polveri sottili, da
dicembre a febbraio - di piccoli provvedimenti preziosi. «Una delle
sperimentazioni da prendere in considerazione - annuncia Paroli - è quella
avviata dal sindaco di Lumezzane che durante le nevicate sparge sulle strade
solo sale evitando la sabbia. Un piccolo accorgimento che, però, può contribuire
a contrastare il problema Pm10».
Alla Provincia, invece, l'onere - e l'onore
- di coordinare tutti i Comuni della seconda fascia, nonché gli appuntamenti di
più ampio respiro, come l'organizzazione di giornate ecologiche e di
sensibilizzazione. «Il lavoro sul Protocollo inizierà a breve - chiarisce
Adriano Paroli - e sarà ultimato entro l'estate».
Nuri Fatolahzadeh
LE SANZIONI
Controlli, 267 multe in diciassette giorni
In tutto sono 267 in diciassette giorni. A tanto
ammonta il bilancio delle sanzioni sottoscritte dalla Polizia locale per «il
mancato rispetto dell'ordinanza» che imponeva - fino a ieri - l'utilizzo, in
città e nei Comuni della cosiddetta «area critica» - delle targhe alterne.
I
dati, divulgati dal vicesindaco e assessore a Sicurezza e Traffico, Fabio Rolfi,
sono aggiornati sino alle 13 di ieri. I veicoli fermati e controllati dalle
Forze dell'ordine si attestano sui 2.347 e al dossier multe vanno aggiunte
ventisette sanzioni per l'ex bollino blu e trenta per il mancato rispetto
dell'articolo 80 del Codice della strada, ovvero mancata revisione.
Da
sciogliere, nei prossimi giorni, è il nodo competenza sul blocco delle strade
provinciali. A sollevare il tema, i sindaci dei Comuni della Valtrompia chiedono
chiarezza al Broletto.
|
|
|
|
|