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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia
Bresciaoggi 30 aprile 2011

IL CASO. Calano le contravvenzioni per divieto di sosta, ma chi non paga il tagliando o lo espone scaduto difficilmente la passa liscia

È «boom» di multe per i parcometri

Natalia Danesi

In un anno quasi 36mila sanzioni in più. Brescia Mobilità: «Abbiamo scelto ausiliari più efficienti e motivati»

Non c'è scampo ormai per gli automobilisti che parcheggiano negli spazi blu senza mettere il tagliando o ritirano la vettura a biglietto scaduto. Gli ausiliari del traffico sono sempre più agguerriti e la multa è in agguato. Che i controlli siano serrati l'avranno notato i cittadini, ma ora la conferma arriva anche dai dati del Comune sulle sanzioni amministrative elevate nel 2010.
La voce «sosta senza pagare il parcometro» ha registrato un vero e proprio boom, un raddoppio quasi: le multe sono state ben 77.627 l'anno scorso, contro le 41.940 del 2009. C'è da dire che, stando ai dati del primo trimestre di quest'anno, la pression è un po'allentata (18.168 contravvenzioni contro le 21.196 dello stesso periodo 2010), ma quel che conta è il consuntivo. E il consuntivo dice che gli automobilisti lo scorso anno sono stati davvero «tartassati».
IL VICESINDACO e assessore con delega al Traffico Fabio Rolfi spiega che questo quasi raddoppio è dovuto a una riorganizzazione del servizio da parte di Brescia Mobilità, e la responsabile degli ausiliari Brunella Marniga conferma: «Da qualche tempo abbiamo iniziato a selezionare persone di target diverso. Sono più efficienti, motivati, spesso si tratta di studenti universitari che tengono molto a questo lavoro. A questo si aggiunge la formazione su cui ogni anno puntiamo molto. E i risultati si vedono, non solo in termini di quantità di multe, ma anche di funzionamento del reparto e di rapporti con l'utenza».
Quello degli ausiliari è un bilancio davvero importante, soprattutto se si considera che nel tempo la forza lavoro non è aumentata. Quattro anni fa il personale che fa capo all'azienda di via San Donino consisteva di 14 unità, oggi sono solo 13. Sono calati anche gli uomini che fanno capo al comando della municipale, che si occupano degli illeciti e ormai si contano sulle dita di una mano.
MA SE CHI PARCHEGGIA negli spazi blu deve stare sempre più attento, non su tutti i fronti la Loggia sta applicando il pugno di ferro: sono un po'calate infatti nel 2010 le contravvenzioni per la sosta vietata (da 16.499 a 14.446) e altre violazioni indicate dalla segnaletica verticale nell'ambito della sosta (da 35.393 a 29.980). «Si tratta di un'infrazione - spiega Rolfi - che va valutata con intelligenza. Innanzitutto tocca a noi, cioè all'Amministrazione, mettere l'arredo urbano che impedisca di parcheggiare dove non si deve. Non solo, se la sosta abusiva non rappresenta un ostacolo il nostro compito è creare nuovi parcheggi per facilitare i cittadini».
Tra le contravvenzioni che continuano a portare denaro nelle casse della Loggia ci sono quelle per il transito vietato nelle Zone a traffico limitato. Le multe sono aumentate da un anno con l'altro: erano 50.424 nel 2009 e sono diventate 54.838 nel 2010. Lieve il calo nel primo trimestre di quest'anno (13.467 rispetto alle 13.606 dello stesso periodo 2010). Certo ci si aspetterebbe che i cittadini fossero più ligi ai divieti d'accesso in Ztl, soprattutto in considerazione del fatto che rispetto al passato sono state introdotte le fasce orarie ed è stato incrementato - annota Rolfi - il lasso di tempo nel quale l'ingresso dai portali è considerato legale.
E mentre si annuncia un giro di vite sul fronte della sicurezza al volante, e in particolare di chi usa il cellulare alla guida, alla Loggia le sanzioni amministrative hanno fruttato più del previsto. Ad inizio 2010 si pensava di ricavarci 8,2 milioni di euro, a fine anno nelle casse comunali sono entrati 9,7 milioni. Resta da capire se i controlli sono stati più rigidi, o i bresciani più indisciplinati.


Giornale di Brescia 29 aprile 2011

Nasce Trenord,  250 milioni per la Lombardia

È stato annunciato ieri l'esito positivo per il matrimonio aziendale tra Trenitalia e il Gruppo Fnm in Lombardia. Dopo un processo di unificazione iniziato nell'agosto 2009 è così giunta la conferma ufficiale la nascita del nuovo gruppo Trenord per il trasporto pubblico regionale su ferro. Un'alleanza che tocca anche Brescia, in particolare la linea Brescia-Iseo-Edolo, passata ora in gestione alla società neocostituita. Nel complesso l'operazione, per quanto riguarda le 42 linee regionali e le 10 suburbane del tessuto ferroviario lombardo, porterà a un investimento di 250 milioni di euro destinati al miglioramento del servizio e per l'acquisto di nuovi treni. Un percorso di aggiornamento avviato già da Trenitalia-Lenord con provvedimenti mirati all'incremento delle corse e degli interventi di manutenzione, maggiore sicurezza per i pendolari nelle stazioni e in carrozza e nuovi canali di informazione su orari attraverso servizi web, sms e numeri verdi gratuiti.

Giornale di Brescia 29 aprile 2011

Metrobus, in funzione costerà 30 milioni l'anno

Per la conclusione dell’opera mancano 84 milioni, cui se ne aggiungono altri 560 circa sul fronte riserve

Sos fondi. Lungo i binari che porteranno Brescia al taglio del nastro del metrò, insieme alla voglia di ricucire gli strappi della città che cambia, corre anche il nodo costi. Una partita che se da un lato resta ancora tutta da costruire («chiedo all'opposizione un lavoro di squadra per riuscire a fare quadrare i conti» è l'appello dell'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza), dall'altro vede sul tavolo cifre nette.
Il piano economico-finanziario - presentato ieri in Commissione congiunta Metrobus e Bilancio dal presidente e dal direttore generale di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi e Marco Medeghini - racconta di come a mancare all'appello per il completamento dell'opera siano 84 milioni di euro. A questi, va ad aggiungersi l'intricato e «delicato» dossier riserve, passate dai 65 milioni di euro del 2004 ai 560 milioni attuali. Ma il punto cardine attorno al quale si consuma il dibattito politico e amministrativo tanto in Loggia quanto negli uffici di Brescia Mobilità - lo stesso che non potrà lasciare impronte e riflessi anche sul territorio provinciale e sull'intero sistema del trasporto pubblico - è l'affaire gestione. Dal momento del taglio del nastro (e quindi dal 1° gennaio 2013) il funzionamento della metropolitana leggera costerà alle casse comunali circa 30 milioni di euro l'anno. Trenta milioni che la Loggia dovrà ricavare e reperire tra le pieghe del bilancio di esercizio, perché spese correnti sono finanziabili solo attraverso entrate correnti. Il che, in pratica, significa tagli «pesanti e dolorosi», che andranno a modificare non tanto la geografia degli investimenti quanto quella di servizi, sussidi e contributi.
A fare vacillare i toni pacati che avevano contraddistinto le prime due ore del confronto, è stato il raffronto tra il piano economico vergato 2004 e lo stato dell'arte, nonché la questione del costo del biglietto (pensato a 1,90 euro dalla Giunta Corsini e «blindato» a 1,20 dall'Amministrazione Paroli). Nonostante cioè sul tavolo ci fossero stessi numeri, stesse delibere e stesse proiezioni il quadro e le considerazioni che maggioranza e opposizione hanno evidenziato restano parallele e totalmente opposte. Mattatore del confronto, Claudio Bragaglio (Pd) che sottolinea «una situazione molto positiva a fronte dell'opera insieme più rilevante e più rischiosa che la città abbia affrontato. I costi aggiuntivi sono infatti il risultato di miglioramenti dell'opera stessa, ma tutto il resto s'inserisce appieno nelle previsioni del 2004. Le polemiche di questi mesi sono quindi spazzate via dai numeri». E ancora: «Per quanto riguarda le opere complementari i 25 milioni di euro stimati erano stati estromessi dal piano economico in capo a Brescia Mobilità, perché quelle risorse trovassero appostamento nel bilancio comunale. I fondi - ha concluso - si immaginava di ricavarli dalle alienazioni». Frasi, queste, che non hanno mancato di suscitare indignazione tra le file della maggioranza. In particolare, a replicare in modo netto sono stati Giorgio Agnellini («un piano finanziario che prevede solo costi senza ricavi non è un buon piano»), i capigruppo Pdl Achille Farina («questa è un'opera che certamente la città non si poteva permettere e a dimostrarlo è il fatto che 84 milioni di euro da reperire sono frutto di una pianificazione iniziale inadeguata»), Udc Andrea Bonetti e il presidente della Commissione Metrobus, Nicola Gallizioli (Lega): «Bisogna trovare una soluzione alternativa al biglietto a 1,90 - ha incalzato - prima di tutto perché è un costo non consentito dalla normativa regionale e poi perché non intendiamo alzare ulteriormente le tariffe, oggi fissate a 1,20 euro e già tra le più care». Tutti appunti che però il presidente della Commissione Bilancio, Fabio Capra, non vuole raccogliere e che, al contrario respinge al mittente: «Nessuno nel 2004 poteva prevedere la crisi economica attuale. E se si va a raffrontare la situazione di città come Torino e Roma sulla partita metropolitana ci si accorge che il piano economico improntato e varato nel 2004 e portato avanti da questa Amministrazione resta tra i migliori».
Nuri Fatolahzadeh

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Bresciaoggi 29 aprile 2011

INFRASTRUTTURE. La Commissione Bilancio-Metrobus ha fatto il punto su conti e gestione dell'opera che dovrà entrare ufficialmente in funzione nel gennaio 2013

Il Metrobus costerà 30 milioni ogni anno

Giovanni Armanini

Di Mezza: «Serviranno scelte dolorose, invito tutti a comportamenti seri per un piano condiviso» E intanto le «riserve» ammontano già a 562 mln

Non è ancora un calcolo perfetto all'euro (anche perchè peserà la variazione dei tassi sui mutui accesi), ma per la gestione annuale del Metrobus serviranno «circa 30 milioni all'anno». La conferma è giunta ieri nel corso della commissione congiunta (bilancio e metrobus) in cui si è fatto il punto sullo stato dell'arte ed in cui l'assessore al bilancio Fausto Di Mezza ha snocciolato le cifre chiedendo infine: «che si arrivi ad una presa di coscienza che coinvolga tutto l'arco politico-partitico presente in consiglio comunale per arrivare a scelte di bilancio chiare, che dovranno essere dolorose ma necessarie».
E SULLO SFONDO (ma ben chiaro nel quadro mentale di tutti i presenti in commissione) rimane anche il tema delle riserve, ovvero dei costi aggiuntivi dei lavori richiesti per la realizzazione. Un argomento che era considerato riservatissimo per la precedente amministrazione di centro sinistra, che il sindaco Adriano Paroli ha recentemente richiamato senza alcun tabù, ed a proposito del quale ieri il presidente di Brescia Trasporti, Valerio Prignachi, ha snocciolato le cifre dal 2004 ad oggi (si veda la tabella a fianco), fino all'ammontare attuale di 562 milioni di euro. Un passaggio sul quale si aprirà un dibattito più avanti (probabilmente a porte chiuse), ma sul quale alcune schermaglie si sono già aperte: «un bluff», lo considera il consigliere Claudio Bragaglio, fermamente contrastato dal capogruppo Pdl Achille Farina che considera la valutazione «inaccettabile». Sulla partita delle riserve la precedente amministrazione aveva scelto di rinviare ogni decisione all'arbitrato finale. Scelta non condivisa dall'attuale maggioranza. Da qui la preoccupazione chiaramente espressa nei giorni scorsi da Paroli.
DUE RIMANGONO i nodi aperti: le scelte tariffarie e l'aumento di passeggeri. Una riflessione che è stata aggiornata alla prossima commissione congiunta, visto che ieri l'ingrediente principale è stato il rimpallo di responsabilità tra vecchia e nuova amministrazione su previsioni e strategie per affrontare la nuova situazione. Il piano di gestione dell'opera nel 2004 prevedeva il passaggio da 43 a 50 milioni di passeggeri, ma anche l'aumento tariffario da 1,20 a 1,90 euro. «Impensabile», secondo lo stesso Farina ed anche secondo il suo omologo leghista Nicola Gallizioli che ha evidenziato la necessità di una riflessione sull'aumento di passeggeri, sottolineando pure (a proposito delle necessità generali di investimento) di: «tenere alta la guardia, ovvero portare con decisione investimenti su questo progetto».
QUEL CHE È NOTO per ora è che le previsioni per il 2013 del piano 2004 parlavano di un aumento del 90% del biglietto (una progressione da 1 euro di partenza a 1,90) con 50 milioni di passeggeri. Due dati «messi in modo casuale per far tornare i conti» secondo Di Mezza. Anche se il dato certo in proposito è che rispetto all'ultimo introito totale da tariffa (13 milioni e 764 mila euro) rinunciando all'aumento il Comune dovrà trovare subito 15 milioni e 385 mila euro per compensare le entrate. Che fare? Se ne discuterà tra una decina di giorni riunendo di nuovo le commissioni congiunte.

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Bresciaoggi 29 aprile 2011

L'ORDINANZA. Un biglietto avviserà di spostare il mezzo entro 24 ore

Caos bici in Stazione?
Ora arrivano le multe

Silvia Ghilardi

Sintesi rimborsa le due ruote rubate e riorganizza gli spazi del parcheggio

Addio alle biciclette attaccate ai pali della luce, alle ringhiere o ai tronchi degli alberi. Nei prossimi giorni a Brescia un'ordinanza vieterà di lasciare «in disordine» le due ruote. Almeno nella zona della Stazione dei treni. Lo ha annunciato ieri il vicesindaco e assesore alla Sicurezza, Fabio Rolfi, definendo l'entrata in vigore del nuovo divieto, «una questione di decoro».
Tra qualche settimana nel piazzale della Stazione e in alcune vie limitrofe - come via Sostegno, via della Stazione, via Foppa, via Lattanzio Gambara - non si potrà parcheggiare la bicicletta se non nelle apposite rastrelliere e all'interno del parcheggio pensilina della Stazione. Se una bicicletta verrà beccata a «sostare» attaccata a un palo o a un albero, scatterà la sanzione: «Sulla biciclettà verrà lasciato un biglietto che avvisa il proprietario di spostare il mezzo entro 24 ore» afferma Rolfi. E se, passate le 24 ore, la bicicletta rimane dove è, i vigili penseranno alla rimozione. Come succede per le automobili. «Il lato sanzionatorio è minimo - precisa l'assessore - però non trovare più la propria bicicletta non fa piacere a nessuno». Perchè la segnaletica - che avviserà il ciclista del divieto di parcheggiare la bicicletta fuori dalle zone adibite - venga posizionata ci vorrà ancora qualche giorno. «Questa ordinanza - spiega Fabio Rolfi - non è altro che un richiamo più diretto a ciò che già il regolamento prevede».
E PER RESTARE in tema due ruote, ieri il presidente di Sintesi, Giovanna Prandini, ha «rimborsato» ad alcuni cittadini le biciclette che erano state loro rubate nel parcheggio pensilina della Stazione. «In questi due anni si sono verificati 9 furti e abbiamo quindi pensato, oltre a risarcire i cittadini con una bicicletta sostitutiva, anche ad attuare una riorganizzazione del servizio» sottolinea il presidente Prandini. La modifica più evidente riguarda la separazione degli spazi dedicati agli abbonati e non. Al piano terra troverranno posto le biciclette degli abbonati (che sono 413, 200 dei quali frequentano quotidianamenti il parcheggio) e al primo piano, invece, quelle dei clienti occasionali. «Questo cambiamento - continua - permetterà agli addetti di Sintesi che si trovano al primo piano di controllare chi entra occasionalmente all'interno del parcheggio dal lunedì al sabato dalle 7 del mattino alle 19.30».

Giornale di Brescia 27 aprile 2011

Piazza del Mercato libera dalle auto

Primo passo verso la realizzazione dell’area per l’agroalimentare entro fine anno
Quattordici bancarelle dedicate al «fresco» aperte sei giorni su sette dalle 7 alle 19
Mai più auto in piazza del Mercato. È la promessa che arriva dagli uomini di Palazzo Loggia e che da ieri è diventata realtà.
Su questo angolo di città, infatti, esiste un progetto ben definito: quello di un mercato agroalimentare stabile, a disposizione dei cittadini sei giorni la settimana.
Quello di eliminare la presenza delle auto è solo un primo passo verso quella direzione, così come spiega Maurizio Margaroli, assessore al Marketing urbano.
«La pedonalizzazione della piazza è la primissima fase della riqualificazione dello spazio adiacente a via Gramsci. Insieme alle auto se ne sono andate le bancarelle di alimentari e abbigliamento - una decina in tutto - che fino a prima di Pasqua occupavano saltuariamente l'area intorno alla fontana. Le licenze però sono scadute proprio in questi giorni e abbiamo deciso di non rinnovarle».
Il desiderio di fare «piazza pulita», però è stato dettato anche da un altro fattore. «Abbiamo deciso di agire anche in vista degli eventi della Notte bianca organizzata in centro il 7 maggio. Eventi che, naturalmente coinvolgeranno la piazza» precisa l'assessore al Marketing.
A parte la scadenza alle porte, sono altri i programmi a medio termine segnati sull'agenda dell'Amministrazione cittadina.
«Lo spazio - continua l'assessore - sarà occupato, secondo la nostra tabella di marcia, entro la fine dell'anno da 14 bancarelle che daranno vita ad un mercato stabile. Proprio questa tipologia di mercato richiama le tradizioni storiche della zona cittadina e il progetto viene sviluppato anche tenendo conto di questo precedente».
Dal punto di vista funzionale dunque si potrà contare su una presenza costante. «L'apertura sarà sei giorni alla settimana e i banchi dedicati a frutta, verdura, fiori, formaggi, al fresco in genere, saranno a disposizione dei bresciani dalle 7 alle 19 con orario continuato».
Queste le prime indicazioni, passibili, ovviamente di modifica in corso d'opera. «Ad esempio, nel periodo estivo, l'orario, potrebbe essere spostato in avanti e occupare qualche ora serale».
Insomma si vedrà, anche se il profilo di quel che sarà piazza Mercato piano piano emerge dalle parole di Margaroli.
«Al momento stiamo affrontando una fase tecnica che comprende la progettazione del prototipo del banco che caratterizzerà il mercato» continua l'assessore. Si tratterà di postazioni mobili, in legno, ma tecnologicamente avanzate.
«Ciascuna avrà gli attacchi per luce e acqua e saranno predisposti spazi per la refrigerazione».
Un «set» di postazioni che prenderà posto intorno alla fontana. Proprio qui, ad agosto, sono previsti dei lavori per i sottoservizi. «Ipotizziamo di ultimare tutto entro dicembre e poi inaugurare il mercato».
Chi sarà, infine, ad occupare una delle quattordici postazioni lo deciderà un apposito bando. «Il testo è già pronto e, soprattutto, già deliberato dalla Giunta, aspettiamo solo che la fase cosiddetta tecnica si possa concludere. A quel punto pubblicheremo» conferma Margaroli.
Cecilia Bertolazzi

Fabio Rolfi: «Entro il 2011 Loggia e Duomo per i pedoni»

«Quella di piazza del Mercato è una pedonalizzazione diversa da quella che stiamo studiando per altre piazze cittadine». A fare la debita distinzione il vicesindaco e assessore al Traffico Fabio Rolfi.
«Come abbiamo avuto modo di dire anche in altre occasioni la Giunta si sta muovendo in modo sinergico per portare a compimento il progetto della pedonalizzazione di spazi cittadini, anche di concerto con associazioni di categoria, residenti, commercianti, secondo un percorso graduale e complessivo. Un progetto, insomma che possa durare nel tempo».
Detto questo, però, Rolfi, pur non volendo svelare troppi dettagli «ancora da sottoporre alle Commissioni di riferimento», indica un termine per l'adempimento di questo indirizzo.
«Entro la fine dell'anno e, comunque, prima della fine del nostro mandato, speriamo di poter rendere pedonali corso Mameli, piazza Loggia e piazza Paolo VI».
Sarà questo il primo capitolo della pedonalizzazione che ha in mente l'Amministrazione cittadina.
«Non c'è fretta, comunque - riferisce anche l'assessore al Marketing urbano Maurizio Margaroli - aspettiamo inoltre che vengano smantellati i tanti cantieri della metropolitana che occupano la città. Se, così come sembra, per la consegna dei lavori i tempi saranno rispettati, per il 2012 potremmo procedere con la pedonalizzazione anche di altre piazze cittadine».
Tornando invece allo sgombero delle auto e delle bancarelle da piazza Mercato l'assessore Rolfi precisa che non ci sono ripercussioni per i residenti per quel che riguarda i parcheggi.
«Nella piazza il parcheggio non è mai stato formalmente regolato. Diciamo che in tarda serata e durante la notte qualche auto veniva posteggiata accanto ai portici, in maniera non autorizzata. Tutto ciò non avverrà più. Ne abbiamo guadagnato: il colpo d'occhio è magnifico». c. b.

Bresciaoggi 29 aprile 2011

AMBIENTE. Apprezzata la chiusura, poi la stoccata: «Dalla maggioranza solo chiacchiere»

Ecodem: «Pedonalizzazioni?
Cartelli e divieti c'erano già»

Thomas Bendinelli

Vitale: «Negli ultimi anni la Loggia ha permesso la sosta abusiva» L'ex assessore Paccani: «Broletto, la chiusura risale già al 1998»

Gli ecodem plaudono alla chiusura del Broletto e di piazza Mercato alle automobili. Ma, aggiungono, ritengono che quelle della maggioranza siano solo chiacchiere e appropriazioni indebite di provvedimenti che già dovrebbero essere in vigore, presi dalle precedenti amministrazioni.
«VENDONO DIVIETI DI SOSTA che sono sempre esistiti per pedonalizzazioni», afferma Paolo Vitale, portavoce degli Ecodem, nel piazzale del Broletto. Dietro di lui, in bella vista, ci sono una ventina di automobili. «A inizio settimana annunciano in pompa magna la pedonalizzazione di questa piazza e dopo tre giorni c'è già giù la catenella che dovrebbe impedire l'accesso alle auto», osserva. Il problema, però, non è solo questo, ma il fatto che in realtà il piazzale del Broletto il suo cartello con il divieto di sosta c'è sempre stato, almeno da una buona dozzina di anni.
«E così anche in piazza Mercato - sottolinea il portavoce degli ecodem -, per cui non si riesce a capire con che coraggio sbandierino queste pedonalizzazioni. La realtà è che in questi ultimi anni hanno permesso la sosta abusiva». Vitale richiama alla memoria le auto parcheggiate in piazza del Foro, quelle che sono tornate in piazza Paolo VI, la restrizione oraria e di spazi della zona a traffico limitato. Insomma, l'apertura al traffico del centro storico che ha caratterizzato le politiche del centrodestra in tema di mobilità.
L'ecodem ricorda inoltre che a fine febbraio, in un'ora e mezzo, le associazioni ambientaliste bresciane avevano raccolto oltre 300 firme nel quale si chiedeva che le piazze storiche del centro fossero accessibili solo ai residenti delle piazze stesse. La petizione, depositata ufficialmente in Loggia il tre marzo, non è però mai stata discussa nonostante sia oramai prossima alla scadenza dei 60 giorni previsti dal regolamento comunale.
GIUSEPPE TOGNAZZI, capogruppo del Pd in Circoscrizione centro, mostra invece un pacchetto di ordini del giorno con i quali ha chiesto nei mesi scorsi di fermare la sosta abusiva in Largo Formentone, il ripristino della Zona a traffico limitato in alcuni tratti o l'eliminazione dei posteggi che occultano «in maniera indecorosa» la fontana monumentale a nord di piazza Paolo VI. Tutte situazioni che prima non c'erano e che si sono venute a creare con la nuova amministrazione.
«La realtà è che la nuova linea ecologista di questa giunta è un gran chiacchierare e basta - osserva il segretario cittadino del Pd Giorgio De Martin -. Se non altro è un buon chiacchierare: tre anni fa parlavano di libera auto in libera città».
Claudio Paccani, che è statop assessore al traffico nella giunta Martinazzoli, ricorda che l'ordinanza di chiusura al traffico di piazza Broletto è del 1998 e rileva che questo continuo non sanzionare il divieto di sosta per «garantire il parcheggio privato a qualche tizio è grottesco e surreale».
Poi osserva: «Con questa giunta sono stati fatti tanti, tantissimi passi indietro. Il problema a questo punto è che si continua a pensare di portare il parcheggio a rotazione in centro ed è veramente un grosso errore».

Giornale di Brescia 27 aprile 2011

Provincia, la partita trasporti riparte dai contratti
La partita dei Trasporti pubblici - di cui si è parlato ieri nella relativa Commissione provinciale presieduta dall'assessore competente Corrado Ghirardelli - si giocherà su diversi campi, a partire dal rinnovo dei contratti con le aziende private sottoscritti nel 2005 e in scadenza a fine anno.
A tal proposito, Ghirardelli ha anticipato la sussistenza di alcune incognite, come per esempio «la durata dei contratti, 3, 4 o 5 anni e il mantenimento dei tre lotti in cui è attualmente suddiviso il territorio o l'accorpamento in uno» e ha auspicato «la partecipazione del Comune di Brescia al tavolo di dialogo». Già, perché tra gli obiettivi dell'opera di valorizzazione e diffusione del Trasporto Pubblico Locale (che vede uno stanziamento totale per il 2011 pari a 42,82 milioni di euro) per il quale palazzo Broletto «non ha aumentato i prezzi pur salvaguardando tutte le tratte, con un onere di 1,5 milioni di euro che ora ci auguriamo ci venga retrocesso dalla Regione cui la conferenza Stato-Regioni ha attribuito tali fondi», figura «la risoluzione, ancorché parziale, del problema pm10, che non si affronta diminuendo il costo dei parcheggi e incrementando quello degli autobus», tema che l'assessore Ghirardelli intende affrontare anche attraverso la stipula di una convenzione «con i Comuni della seconda cerchia». Tra le questioni sul piatto, l'assessore ha ricordato «l'analisi del traffico tra Valcamonica e Valtellina e il relativo studio di fattibilità per valutare le possibilità di realizzazione del traforo del Mortirolo», la prosecuzione del «percorso di qualificazione e navigazione del lago d'Idro» e, quanto alla metropolitana provinciale, ha sottolineato «le integrazioni di reti di trasporti che confluiscono sul nodo di Brescia».
Raffaella Mora

Bresciaoggi 23 aprile 2011

IL CANTIERE. In città è apparso il primo elemento in superficie della metropolitana automatica che correrà sottoterra

Metrobus, ecco le «piramidi»
Sono le finestre delle stazioni

Mimmo Varone

Ce ne sono di due tipi di differenti dimensioni realizzate in vetro anti-sfondamento con un'anima di metallo

La metropolitana inizia a modifica il panorama cittadino. Mentre i treni si avventurano sui binari tra Sant'Eufemia e San Polo, le stazioni sfoggiano le «piramidi» dei lucernari. Sono il primo segnale del sistema di trasporto automatico che corre sotto le viscere di Brescia. segno tangibile che i lavori vanno avanti verso l'appuntamento con il taglio del nastro del 31 dicembre 2012, confermato salvo imprevisti.
Le piramidi di vetro servono a portar la luce del sole dentro le stazioni, sia in quelle profonde sia nelle altre della galleria artificiale. E cominciano a far la prima comparsa. Sono già al loro posto al Prealpino, a Casazza davanti al complesso residenziale Futura, a San Polo Cimabue. Emergono in superficie, ma «sono opere di contratto e quindi di competenza dell'Ati - spiega il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi - e gradualmente verranno installate nelle stazioni che le prevedono». Che poi sono quasi tutte. Le finestre a piramide sono previste nella tratta a Nord dal Prealpino all'Ospedale, lungo la galleria profonda scavata dalla «talpa» (con l'eccezione delle stazioni Vittoria e San Faustino), alla Poliambulanza e a San Polo Cimabue, appunto. Non ci saranno soltanto lungo la tratta a raso e in viadotto.
SONO FATTE di vetro antisfondamento per garantire la massima sicurezza. Se qualcuno accidentalmente ci finisse sopra, non rischierebbe di volare di sotto. Sono apribili non per il ricambio dell'aria ma per poterne effettuare pulizia e manutenzione, e soprattutto per far fronte a eventuali situazioni di emergenza. Se dovesse scoppiare un incendio, verrebbero aperte immediatamente per far uscire i fumi. A guardarle con attenzione, si scopre pure che non sono delle piramidi regolari. Quelle già installate sulle stazioni in galleria artificiale hanno lati di due metri e mezzo e un'altezza di tre e mezzo, ma sono più alte da una parte e meno dall'altra. Alla base hanno pure delle lamelle che permettono di garantire un'aerazione costante. E il vetro che si vede nasconde un'anima di metallo che le tiene in piedi.
Devono ancora essere installate sulle stazioni a cielo aperto della galleria profonda. Queste saranno più grandi, di tre metri per quattro, ma non avranno le lamelle di areazione, anche perchè in quelle stazioni non servono. Saranno uno dei tratti distintivi della metropolitana in superficie. Faranno eccezione solo le stazioni del centro. Ma lì pare che fosse proprio impossibile. A parte il placet della Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici, a San Faustino sarebbero finite sul vialetto che permette di raggiungere il parcheggio di Fossa Bagni, e alla Vittoria proprio nel bel mezzo della strada. Qui, peraltro, la copertura della stazione è stata ultimata di recente, e si può già vedere che sulla soletta non ci sono lucernari di sorta. Le due stazioni centrali, insomma, saranno del tutto tradizionali, e sarà quello a distinguerle.
Ora si tratta solo di completare l'opera. Entro il marzo dell'anno prossimo tutta la linea deve essere fatta e finita, non solo nelle opere civili che sono ormai al completo, ma anche negli impianti. La prossima primavera scatteranno i nove mesi di prove, dei sottosistemi di stazione fino giugno, dell'intero sistema fino a settembre, dopodichè scatterà il «trimestre bianco», quando tutti i 16 treni prenderanno a far la spola tra un capolinea e l'altro. Allora mancheranno solo i passeggeri, che arriveranno per Capodanno.


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Giornale di Brescia 22 aprile 2011

Parcheggio sotto il Castello, no corale a 15 voci

Associazioni, mondo ambientalista e partiti contro il progetto: «Danneggerebbe il centro»

Contrarietà all'idea di un parcheggio sotto il Castello. Determinazione a contrastarlo con varie iniziative, non ultima una raccolta firme per dire all'Amministrazione quello che la città ritiene opportuno. Il primo atto è la stesura di un documento che porta l'adesione di ben 11 associazioni (Acli; Amici della bici; Brescia per passione; Codisa; Comitato salute, rinascita centro storico; Coordinamento comitati ambientalisti; Gamete 09; Gnari de Mompià; Italia nostra; Ecodem e Legambiente) e quattro partiti politici (Pd, Ivd, Movimento 5 Stelle, Sel). Diffuso durante un incontro con la stampa, raccoglie «le molte ragioni per definire l'ipotesi parcheggio sotto la galleria, irrazionale, dannosa e costosa». Un gruppo «agguerrito» come si è definito, aperto all'adesione di altre associazioni e forze politiche, che intende «convincere - ha sottolineato Isaac Scaramella, presidente di Legambiente, affiancato dai rappresentanti degli altri sodalizi - la Giunta a ritirare il progetto orientandosi, invece, verso scelte di respiro europeo che promuovono la mobilità sostenibile, il trasporto pubblico, la sicurezza stradale; riservando aree pregiate e fragili della città storica ai pedoni e ai ciclisti, alla cultura, a modelli innovativi di commercio». «Il messaggio di questa Amministrazione comunale sembra essere: venite in centro in auto - si legge nel documento - sarebbe in contrasto con la metropolitana, prossima ad entrare in funzione. Non agevolerebbe i residenti del centro storico e non servirebbe al rilancio dell'attività». Questo costosissimo progetto (22 milioni), secondo gli ambientalisti, verrebbe intrapreso nello stesso tempo in cui si lamenta la penuria di fondi per giustificare la mancata realizzazione dei parcheggi scambiatori, complementari al metro e del nuovo Piano della mobilità ciclabile, «annunciato in modo roboante ma senza risorse a disposizione - hanno rimarcato i firmatari - senza dimenticare che esiste già un grande e sottoutilizzato parcheggio adiacente (Fossa Bagni), servito da un bus navetta gradito ai cittadini, ma non pubblicizzato a sufficienza».
Wilda Nervi

Giornale di Brescia 19 aprile 2011
Metrobus, «quei conti non tornano»

Allo studio di Brescia Mobilità e Loggia un nuovo piano economico-finanziario che sappia fare fronte a 300 milioni di debiti, 510 milioni di riserve e al nodo gestione

Da un lato un indebitamento che si aggira attorno ai 300 milioni di euro (a fronte dei 220 preventivati), tutti da ripianare a partire dal 2013; dall'altro la questione riserve, oggi stimate in 510 milioni e anch'esse da rifondere alla ditta alla pronta consegna dell'opera. Ma l'aspetto che più fa passare notti insonni alla Loggia resta il nodo gestione. La partita metropolitana cittadina non è insomma «capitolo chiuso». Non tanto sotto il profilo della realizzazione dell'opera, quanto piuttosto dal punto di vista di «un piano economico-finanziario che non regge». Insomma, i conti - descritti all'interno della discussa delibera dell'8 ottobre 2004, presentata dalla Giunta Corsini e varata dal Consiglio comunale - continuano a non tornare. Tanto che la Commissione congiunta Metrobus e Bilancio convocata per ieri è andata deserta: la situazione verrà analizzata la prossima settimana, a fronte di cifre e numeri precisi, che sappiano cioè raccontare «del reale stato dell'arte». Il che significa avere i numeri, al centesimo, delle spese di cui il Comune deve farsi carico dal 2013 in avanti.
Daccapo. Nel marzo 2005, la società 100% Comune ha sottoscritto un mutuo di 220 milioni di euro con Cassa depositi e prestiti con la garanzia della Loggia. A giugno 2010 - a fronte di un tasso fisso al 4,34% e di un piano di rientro che prevede rate semestrali da 6,6 milioni di euro - sono stati utilizzati circa 200 milioni. Per completare il finanziamento è necessario reperire però altri 54 milioni (la cosiddetta «maxi-rata»), cui si sommano i 20 delle opere complementari, cifra indicata sin dall'inizio ma mai appostata né nel bilancio comunale né da Brescia Mobilità. Di qui, il prossimo passo: un nuovo mutuo. Che, verosimilmente, porterà l'indebitamento a quota 300 milioni di euro.
Ma cosa prevedeva il piano economico-finanziario varato nel 2004? E come mai oggi - a fronte di cifre che dovrebbero essere rimaste invariate - i conti non tornano? Perché un conto è programmare sulla carta, altro conto è mettere in moto la macchina e reperire effettivamente le risorse. Quattro le mosse pensate dalla passata amministrazione per fare quadrare i conti. Prima fra tutte portare il costo del biglietto a 1,90 euro, strada - questa - impraticabile per via delle disposizioni regionali che bloccano il costo del ticket ad un massimo di 1,25 euro. Altri introiti - secondo la delibera del 2004 - si dovrebbero ricavare da un presunto aumento dei passeggeri, che porterebbero nelle casse di Brescia Mobilità 6,19 milioni di euro. Il terzo ricavo era previsto da una modifica dei criteri dei Contratti di servizi che regolano il trasporto pubblico (tra quote diversificate, maggior numero di chilometri percorsi e contributi regionali). Infine, la variante pubblicità, dalla quale si ipotizzava di ricavare 1,34 milioni di euro l'anno.
C'è un però. Il quadro è cambiato. I passeggeri del trasporto pubblico calano, i km percorsi pure, per i Contratti dei servizi bisogna attendere e il ticket è stato sì aumentato, ma a 1,20 euro. E allora punto e a capo, tutto da rifare. Alla ricerca di quella «cassaforte metropolitana» oggi ferma sui documenti. Ma di cui tecnici e contabili faticano a trovare traccia concreta.
Nuri Fatolahzadeh

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Grazie alla segnalazione di "Il Trovatore".
 Scoperto l'album fotografico su flickr di Brescia Mobilità
con migliaia di fotografie che "raccontano" i lavori di costruzione
della metropolitana a Brescia


Bresciaoggi 14 aprile 2011

METROBUS. Sul cantiere sventola, secondo la tradizione in uso nell'edilizia, una bandiera con le firme di tutti i lavoratori

La stazione Vittoria è «al tetto»
Opere civili finite a marzo 2012

Mimmo Varone

Confermato il 31 dicembre 2012 per l'avvio del metrò Lavori in ritardo a S. Faustino, causa resti archeologici L'armamento dei binari completato lungo i 13,1 km

Ancora 11 mesi. Poi anche i cantieri dell'Ati Metrobus spariranno. E su tutti i 13.1 chilometri della linea dal Prealpino a Sant'Eufemia la Loggia e Brescia Mobilità lavoreranno alle opere complementari di superficie.
Da lunedì un tricolore pieno di firme ha cominciato a sventolare sul cantiere della stazione Vittoria in centro storico, a segnalare come per ogni casa che si rispetti il completamento del tetto, nella fattispecie della soletta che chiude la sommità della stazione realizzata allargando il tunnel scavato dalla «talpa».
È un'altra tappa che avvicina al 31 dicembre 2012, data confermata dell'entrata in esercizio della metropolitana leggera automatica.
ORA IN PIAZZA Vittoria si procede con le finiture e con l'installazione degli impianti tecnici. Astaldi, che ha in appalto le opere civili, assicura che per l'autunno tutto sarà completato.
Nell'altra stazione del centro, la San Faustino, i lavori sono più indietro. Al momento si lavora ancora alla soletta di copertura. Ma le ragioni ci sono. Brescia Mobilità – spiegano da Astaldi – ha chiesto una variante per mettere in bella vista un arco e le antiche mura della città rinvenute nel sottosuolo, ed ora è in corso la preparazione del progetto. In più, bisogna procedere per fasi successive a causa delle interferenze con il Celato e con il parcheggio di Fossa Bagni.
CI SONO STATI dei problemi extra, insomma, tuttavia Astaldi assicura che i tempi saranno recuperati. Nei mesi scorsi le squadre di tecnici e operai sono andate a marce forzate lavorando su doppi turni, e anche San Faustino sarà pronta negli impianti e nei sistemi entro marzo dell'anno prossimo.
Per la stessa data tutte le stazioni e l'intera linea dovranno essere fatte e finite. Ma il problema è soprattutto in centro. L'armamento dei binari è completato su tutta la linea da nord a sud. Le stazioni in galleria coperta tra il Prealpino e l'Ospedale sono in via di ultimazione. Ora si aspetta l'ok di Brescia Mobilità per mettere mano alla rotatoria di viale Europa. Le stazioni a raso e in viadotto della tratta funzionale tra Poliambulanza e Sant'Eufemia sono praticamente al completo salvo dettagli, sicchè i primi treni da qualche settimana possono compiere i giri di prova. Gli occhi, insomma, sono puntati soprattutto su San Faustino, ma il completamento entro marzo non viene messo in discussione.
LA SCADENZA è decisiva, perchè allora dovranno scattare gli ultimi 9 mesi tutti dedicati alle prove. A quel punto anche gli ascensori, le scale mobili, gli impianti antincendio e di trattamento dell'aria, le porte di banchina e quant'altro, dovranno essere installati. I cantieri scompariranno, la città sarà liberata dall'assedio in cui è stata tenuta per anni, e il metrò dovrà solo mettere a punto il complesso sistema automatico.
I tre mesi da marzo a giugno 2012 saranno dedicati alle prove dei singoli sottosistemi nascosti nelle viscere di ogni stazione. Ciascuno governa in automatico la propria e i tratti di linea a monte e a valle, e si interfaccia in tempo reale con il grande «cervellone» della sala comando di Sant'Eufemia/Buffalora per inviare e ricevere ogni tipo di comunicazione sul funzionamento del sottosistema stesso.
La complicazione sta nel fatto che tutti i sottosistemi devono funzionare in sintonia e in perfetta integrazione tra loro e con il «cervellone». I successivi tre mesi da luglio a settembre, dunque, saranno dedicati completamente alle prove del sistema centrale, che permetterà ai treni di far la spola senza conducente e in tutta sicurezza da un capolinea all'altro. Sarà il lavoro più complesso, ma non si partirà da zero. Il sistema automatico è già messo in prova da qualche tempo, sia pure limitatamente alla tratta funzionale.
E con l'anno prossimo i convogli prenderanno ad avventurarsi pure oltre, verso Volta e Lamarmora. Da luglio 2012 si tratterà solo di estendere l'operazione all'intera linea.
INFINE, gli ultimi tre mesi saranno dedicati al cosiddetto pre-esercizio. Tutti i treni si muoveranno lungo l'intera linea e con le stesse frequenze previste per l'esercizio, quando viaggeranno carichi di bresciani. Quel giorno, il 31 dicembre 2012, non dovrà esserci nessuna soluzione di continuità con i tre mesi di «prove in bianco», e il metrò dovrà accogliere i primi passeggeri senza scomporsi di una virgola.
Ora, però, si attendono i treni, finora arrivati in ritardo e con il contagocce. L'Ati, tuttavia, assicura entro la fine di quest'anno i 18 previsti saranno nel Deposito bresciano.
È interesse di tutti finire il prima possibile, e a meno di imprevisti che al momento non si immaginano, il giorno del taglio del nastro resta conrfermato.

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Giornale di Brescia 16 aprile 2011

MOBILITA' DOLCE

Il «sogno» dei bresciani?
Una pedalata verso il lavoro


Il 90% delle persone che ha partecipato a «Dite la vostra» sul nostro sito web userebbe di più le due ruote se le piste fossero più sicure

«Dite la vostra: se i percorsi ciclabili fossero più sicuri, usereste la bicicletta per andare al lavoro?».
La domanda viene pubblicata solo qualche giorno fa sul sito del Giornale di Brescia, a corredo della proposta del vicesindaco Rolfi relativa ad un piano di investimento che vada a favore della messa in sicurezza dei percorsi ciclabili cittadini.
Rispondono in più di mille dando un risultato di quelli che fanno spalancare gli occhi: il 90% dice sì. A dispetto del traffico ormai cronico sulle nostre strade, dell'aria non proprio da alta montagna e sì, delle piste ciclabili, che, in alcuni tratti, diventano più ostacolo da evitare che via da percorrere.
Insomma che la «parola ai lettori» abbia dato forma ad un desiderio? Quello semplice di sentirsi sicuri di inforcare la propria bici e, nei limiti dei chilometri da percorrere, di arrivare al lavoro, sani e salvi. Evitando: code, ricerca di parcheggio, spese per la benzina. Un'utopia? Prima di rispondere vediamo più da vicino che cosa la nostra città è in grado di offrire a chi usa le due ruote.
Attualmente, i percorsi ciclabili presenti in città sono 13, suddivisi in diverse zone di Brescia e non sempre collegati in rete. Ci è voluto un complicato processo di programmazione e realizzazione delle piste per raggiungere i 118 chilometri disponibili per le due ruote, completati sostanzialmente a partire dai primi anni 2000 fino al 2008.
Il principio messo in campo dall'allora giunta Corsini era di adattare le strade alla mobilità ciclabile, in alcuni casi anche i marciapiedi, in un più ampio disegno volto a rendere più favorevole l'utilizzo dei mezzi alternativi all'auto (per i mezzi pubblici il modello erano le Lam).
Dopo una fase di silenzio sul tema, dalla Giunta Paroli è stato annunciato un nuovo impulso alla mobilità ciclabile, attraverso un piano di investimenti pluriennali stimati in una decina di milioni di euro. Il progetto è stato presentato in settimana dal vicesindaco Fabio Rolfi, il quale, dopo l'uscita dalla Giunta di Nicola Orto, ha ereditato la delega alla Mobilità e traffico.
Il lavoro è durato circa un anno, con il contributo degli Amici della Bici. Durante un incontro organizzato dall'associazione, Rolfi ha spiegato di voler puntare, più che sulla quantità, sulla qualità delle piste. Coinvolti dovrebbero risultare 105 chilometri di strada con la definizione di 15 nuovi percorsi. Il 40% dei lavori, comunque, riguarderà la riqualificazione delle piste già esistenti.
A chi, in particolare dall'opposizione, chiede come mai non ci siano fondi appostati a bilancio per la mobilità ciclabile, Rolfi spiega che «le variazioni si fanno apposta» e che «prima di stabilire le risorse bisogna elaborare nel dettaglio gli interventi da fare».
C'è attesa dunque per capire come e verso quali direzioni si svilupperà la rete ciclabile cittadina.
Anche perché è ormai chiaro che lo sviluppo infrastrutturale, associato ad un'adeguata opera di promozione, è decisivo per aumentare la passione quotidiana per la bicicletta.
Passione che, guardando l'accoglienza di Bicimia - 27 le postazioni in città dove è possibile prendere una bici e 26 quelle che a breve verranno installate nell'hinterland - è più che coltivata dai bresciani. Un favore che però andrebbe incanalato in un circolo virtuoso, fatto di buone pratiche, di investimenti mirati, di concreti ritorni al cittadino che sceglie di muoversi in città rinunciando all'auto. Un'utopia?
Emanuele Galesi


Via Montesuello
«Mi fermo solo due secondi» ... Quelli in cui passa la bici
 
È come salire sul treno con regolare biglietto e sedile riservato e trovare un'altra persona seduta al tuo posto. Una persona che magari non vuole saperne di alzarsi e pretende di avere ragione.
Ecco, è questa la sensazione che si prova quando sulla pista ciclabile è parcheggiata un'auto. Come davanti al Liceo Calini (nella foto), in via Montesuello.
L'orario di uscita degli studenti da scuola rappresenta il momento più traumatico, perché le auto dei genitori, con o senza quattro frecce, presidiano la corsia per le bici in attesa degli studenti. Di sabato il fenomeno raggiunge proporzioni da esodo.
Qualcuno dirà: ma chi vi obbliga a passare proprio al termine dell'orario di scuola? Il problema però è a monte. Se non è separata dalla sede stradale, cosa non sempre possibile, la ciclabile viene vissuta come un naturale prolungamento della corsia. O addirittura come un comodo parcheggio in una zona franca. «Mi fermo solo due secondi» dice l'automobilista. Proprio quelli in cui passa la bici.



Via Ugoni
Percorso senza intoppi, il dubbio arriva alla rotonda

Via Fratelli Ugoni: che traffico, a quasi ogni ora. Chi si muove in bici, però, può sentirsi in un certo senso al riparo delle code di vetture muovendosi, come ovvio, sulla pista ciclabile. Tutto bene.
Se non fosse che al semaforo di piazza della Repubblica il ciclista si trova davanti ad un piccolo dilemma: «Ora che faccio? Divento pedone o seguo le quattro ruote?». Il che significa che per chi pedala il semaforo segna la fine della ciclabile.
Bisogna dunque procedere verso la propria destinazione, le possibilità sono due. Attraversare l'incrocio sulle strisce pedonali con accanto qualche pedone o immettersi sulla strada e seguire le auto che premono sull'acceleratore non appena scatta il verde. Una scelta che si presenta, salvo eccezioni, a numerose altre rotonde cittadine.
Superato il guado, però, in via XX Settembre si incontra nuovamente la ciclabile, anche se, come si sente dire, «la si deve condividere con l'autobus». Guardarsi alle spalle, allora, in questo caso, può essere un utile consiglio.



Via Gamba
Asfalto e segnaletica si meritano un dieci e lode

«Fossero tutte così». Che cosa? Le piste ciclabili, ovviamente. In particolare quella che corre lungo via Gamba (e chi usa le due ruote ben lo sa).
Un nastro antracite, senza buche, tombini, intoppi, un asfalto praticamente perfetto che non ti fa nemmeno sentire la «fatica» dei pedali. Non è finita, anche la segnaletica si merita una piccola sottolineatura. Se fossimo a scuola meriterebbe senza dubbio un dieci e lode. È chiara, ripetuta con costanza lungo tutto il tratto, specie nei punti «critici» come gli incroci o gli attraversamenti. Fattore da non sottovalutare (vedere il box successivo), le linee gialle che delimitano il percorso delle due ruote, davanti alla rotonda della via, accompagna il ciclista anche in questo caso.
Altro fattore degno di nota: sulla via il percorso dedicato alle due ruote è in entrambi i sensi di marcia. Insomma quella di via Gamba diventa un esempio da seguire e moltiplicare. Che sia stata appena fatta è ovvio, ma viene proprio da desiderare che anche le «colleghe» possano subire lo stesso restyling. Al più presto.



Via Volturno
L'apice della precarietà? Le auto che svoltano su pista

Il massimo del senso di precarietà lo si raggiunge quando la pista ciclabile deve essere attraversata dalle automobili in fase di svolta, la maggior parte delle volte verso destra.
In via Volturno, per fortuna, chi guida è abbastanza abituato a fare attenzione agli eventuali ciclisti presenti sul ponte e confinati tra le due strisce gialle che per qualche metro sono al centro della carreggiata, tra chi deve andare dritto e chi vuole girare verso la tangenziale. Sembra di essere Indiana Jones sul ponte pericolante di pietra, mantenere l'equilibrio è questione di assoluta abilità.
Il paradosso è che gli attraversamenti sono insidiosi anche nei tratti in cui la pista è completamente protetta, come ad esempio in via Marconi, dove a separare strada e ciclabile sono addirittura gli alberi.
Il problema sta forse nella segnaletica, orizzontale e verticale, oltre che nelle abitudini di chi guida.
In fondo, però, il pericolo non è così strano, se si pensa al trattamento che ricevono i pedoni quando devono attraversare sulle strisce.


Per i ciclisti metropolitani un percorso ad ostacoli

Gli itinerari in città vincolati da ciclabili a singhiozzo
Mac’è chi non rinuncia a muoversi pedalando
«Si può fare!», veniva scandito nel film Frankenstein Junior. Sì, ma che fatica, sbuffa il ciclista. Attraversare la città pedalando può essere un grande piacere perché Brescia, per come è conformata, è a misura di bici. In primavera, poi, è il massimo. Il problema nasce quando ci si deve confrontare con l'infrastruttura dedicata alle due ruote: la pista ciclabile. Se si parte dalla zona nord del centro la si imbocca in via Volturno e non ci sono problemi fino al ponte sulla tangenziale. Qui bisogna fare grande attenzione alle auto che svoltano a destra e, mentre si scende in via Chiusure, occhio a chi tende ad allargarsi sulla ciclabile prima del semaforo. Viale Caduti del Lavoro richiede un surplus di attenzione per le auto che girano nelle vie interne e, arrivati all'incrocio con via Zoccolo accade una magia, la pista scompare. Per andare verso la Badia e la Mandolossa, all'estremità est della città, bisogna dunque fare affidamento sulla strada. Il confine con Castegnato ricorda le Colonne d'Ercole: qualcuno si fida a superarle? Si riparte verso ovest, in una via Vallecamonica che offre riparo con corsie laterali adatte alle bici solo all'inizio. Man mano ci si avvicina a via Milano, aumenta la dose di pericolo. I pochissimi metri di ciclabile sul ponte Mella sembrano un'oasi, l'ultima prima della lunga penitenza che porta in centro. Qui il problema è il parcheggio selvaggio, altro grande nemico del ciclista. Vale la pena di immettersi su viale Venezia anche solo per passare sotto gli alberi in fiore sulla destra, poi giù verso la Bornata la pista quantomeno è continua. Alla rotonda di Sant'Eufemia, nuova magia. Niente più pista. Si torna indietro, stavolta col vento a favore. Eroica la salita senza ciclabile su via Turati, drammatica la discesa su via Pusterla, ecco di nuovo piazzale Cesare Battisti. In circa un'ora e mezza, con molta calma, abbiamo unito i puntini tra le due estremità della città. È solo uno dei percorsi possibili, ma i tratti sono comuni ad altri: le piste non sono sempre adeguatamente protette e segnalate, la rete non è continua, bisogna fare affidamento sull'attenzione degli automobilisti. Sulle arterie più grandi, la puzza dei gas di scarico è penalizzante, ma una volta a casa è il grande rumore del traffico a lasciare anestetizzate le orecchie. La bici è una grande invenzione, peccato che in città la si possa sfruttare solo a metà. O qualcosa meno.
Emanuele Galesi


«Favorire le due ruote? Questione di cultura»

Gli Amici della bici hanno promosso un primo dibattito sulla mobilità dolce

L’aspetto su cui sono tutti d’accordo è la necessità di «una cultura della bicicletta». Promuovere, favorire, incentivare l’uso delle dueruote a pedali come mezzo di trasporto quotidiano.
Nell’affollata compagine di ospiti invitati all’incontro organizzato giovedì sera al «Museo di Scienze naturali» dagli Amici della bici, le divisioni sono semmai emerse su come si debba ottenere l’obiettivo. E con quanti sforzi (economici, progettuali, promozionali). Fabio Rolfi, vicesindaco con delega alla Mobilità, Emilio Del Bono, capogruppo del Pd in Loggia,Nicola Gallizioli, capogruppo della Lega, Marco Toma, presidente della commissione Urbanistica e Viabilità, Donatella Albini, consigliere della Sinistra arcobaleno, Ettore Brunelli, esponente di Sel ed ex assessore al Traffico nella Giunta Corsini, Francesco Onofri, dell’Officina della città, e Ilaria Fumagalli, di Brescia per passione.
Tante voci racchiuse in due ore di interventi senza contraddittorio che hanno contribuito a dare diversi punti di vista sulle politiche dedicate alla bicicletta e, più in generale, allamobilità sostenibile.
L’unico punto certo è che Giorgio Guzzoni, degli Amici della bici, ha invitato i presenti ad un nuovo incontro fra un anno (anche se tra il pubblico in diversi chiedevano di anticipare la scadenza) per valutare gli effetti del piano presentato da Rolfi. Lo stesso vicesindaco ha spiegato che si tratta di un progetto a lungo termine, che riguarderà più la qualità delle piste ciclabili, che la quantità.
Del Bono ha sottolineato che «non ci sono i soldi a bilancio, sembra l’ennesimo annuncio», mentreAlbini siè dichiarata «favorevolmente stupita, a patto che sia inserito in un piano per lamobilità dolce». I più cauti sulle biciclette in città sono parsi Gallizioli e Toma, mentre gli altri relatori hanno chiesto politiche decise a favore delle dueruote, «anche a costo di penalizzare le auto». egg


PEDALARE SICURI

In galleria e sulle extraurbane con il «rifrangente»
consigliato il caschetto per i minori sotto i 14 anni
È entrata in vigore lo scorso 12 ottobre la riforma della Legge 120/10 del Codice della strada che ha imposto per tutti i ciclisti l'uso obbligatorio del giubbino rifrangente esclusivamente sulle strade extraurbane e in tutte le gallerie in situazioni di scarsa luminosità. L'articolo 182 inserito dalla riforma, oltre a imporre l'uso delle apposite piste ciclabili ai ciclisti, quando presenti, e specificare le modalità e le condizioni di circolazione dei velocipedi su strada, specifica i dispositivi e le misure di sicurezza da adottare in sella alla bicicletta: chi circola nelle gallerie e fuori dai centri abitati da mezz'ora dopo il tramonto a mezz'ora prima del sorgere del sole ha l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.
Per i trasgressori delle disposizioni contenute nell'articolo le sanzioni amministrative previste vanno dai 23 ai 92 euro. Seppur non imposto dalle normative dopo la riforma del codice, è suggerito dal buon senso l'utilizzo del caschetto, soprattutto per i minorenni sotto i 14 anni, come stabilito da un precedente emendamento vigente, poi ritirato nel maggio del 2010.

PERCORSI A QUOTA 13
Sono 13 i percorsi delle piste in città, per un totale di circa 118 chilometri dedicati alle due ruote. La pista 1, tra le più significative, attraversa Brescia congiungendo Casazza alla Stazione. Ampia anche la 7, che collega Flero al cavalcavia Kennedy, o la 11, che dal centro porta a Mompiano.

QUANDO SI SVILUPPANO
Il principale impulso allo sviluppo delle ciclabili è avvenuto tra il 2002 e il 2008, quando c’è stato un aumento pari a circa 90 chilometri di piste. L’idea era di creare percorsi preferenziali per le due ruote in diverse zone della città, sviluppando al contempo una rete che le mettesse in comunicazione tra loro.

VERSOLA RIQUALIFICAZIONE
Dopo un anno di studio, svolto anche con l’associazione Amic idella bici, la Loggia ha annunciato un piano per realizzare 15 percorsi, quasi tutti in sede propria, da 105 chilometri, tra riqualificazioni (40%) e nuove piste. Il progetto dovrebbe essere integrato nel Pgt.

Bresciaoggi 15 aprile 2011

L'INIZIATIVA. Organizzata da Comune, Provincia e Associazione familiari vittime delle strada. Coinvolti 50 alunni

Posteggi selvaggi? Scattano
le multe morali dei bambini

Diego Serino

«Siamo tutti pedoni» insegna il rispetto del codice della strada e l'attenzione per la vita In particolare degli utenti deboli

Inculcare, fin dalla giovanissima età, il rispetto delle regole della strada e, soprattutto, l'attenzione alla vita. Sono queste le motivazioni di fondo dell'iniziativa «Siamo tutti pedoni», voluta fortemente dall'assessorato ai lavori pubblici della Provincia di Brescia, dall'associazione Familiari e vittime della strada e dall'assessorato alla sicurezza del Comune tramite l'ufficio educazione stradale della polizia locale.
DOPO IL SUCCESSO registrato a Pavone Mella, ieri, l'iniziativa ha coinvolto ben cinquanta bambini della scuola elementare Arici, che si sono ritrovati in piazza Tebaldo Brusato in città.
«E' un'iniziativa alla quale teniamo particolarmente perché è rivolta alla sensibilizzazione nei confronti dei pedoni, la parte più debole dell'utenza della strada: insegnare a questi bambini il rispetto delle regole e l'attenzione al prossimo è la strada giusta da percorrere per creare automobilisti consapevoli e corretti» è stato il commento dell'assessore provinciale ai lavori pubblici Maria Teresa Vivaldini, accompagnata dal presidente dell'associazione Familiari e Vittime della strada Roberto Merli e dal commisario della polizia locale, Giusi Pedracini.
L'idea degli organizzatori è quella che oltre agli interventi legislativi che, finalmente, solo recentemente, con la legge 29 dello scorso luglio, hanno guardato con maggiore attenzione al pedone, serva anche la formazione.
«Vogliamo coinvolgere più bambini possibile, per creare cittadini rispettosi delle regole del codice della strada ed evitare, in ogni modo, l'eccidio che ogni giorno si compie sulle nostre strade» ha sottolineato il presidente dell'associazione organizzatrice Roberto Merli.
I ragazzini, che già a scuola ed a casa avevano svolto parte del lavoro, hanno proseguito la loro esperienza applicando messaggi su una Cinquecento appositamente parcheggiata in mezzo a piazza Tebaldo Brusato. Messaggi, simpaticamente, di sensibilizzazione, del tipo «Ma dove parcheggi… dai!», sono stati così applicati sulla vettura in una sorta di monito agli automobilisti maleducati.
POI, ACCOMPAGNATI da insegnati ed organizzatori, i ragazzi hanno dato vita ad un simpatico quanto educativo tour per piazza Tebaldo Brusato applicando sulle vetture parcheggiate male una multa morale. A tutti i bambini, inoltre, è stato consegnato un decalogo del pedone.
«Le morti sulle strade sono peggio di un bollettino di guerra - ha ribadito il commissario della Municipale, Pedracini - per questo attraverso i bambini vogliamo arrivare anche ai genitori ed agli adulti che, se multati persino dai ragazzini, qualche riflessione devono anche farsela».
Nei soli primi mesi del 2011 sono già cinque i pedoni deceduti su ventinove incidenti mortali totali, una percentuale elevata se si considera che l'anno scorso furono nove su ottantuno, e l'anno prima 14 su 109.
Dal 2002 al 2009 sono morti in provincia di Brescia ben centoventidue pedoni, con una media di tredici all'anno, per una percentuale annua del dieci per cento sul dato complessivo dei decessi sulle strade.

Bresciaoggi 15 aprile 2011

IL TRENO VERDE. Ultima giornata del convoglio alla stazione ferroviaria. Presentati gli esiti di 62 ore di campionamenti

«Città inquinata e rumorosa»
L'allarme di Legambiente

Elisabetta Bentivoglio

I risultati del monitoraggio: «Decibel di 9 unità sopra i limiti E in una passeggiata si respirano Pm10 a livelli preoccupanti»

Polveri sottili nei limiti di legge. ma Brescia è troppo rumorosa. La centralina mobile del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, posizionata all'incrocio tra via Solferino e via Saffi ha monitorato per 62 ore l'inquinamento atmosferico e acustico dell'area fotografando una situazione tutt'altro che rosea. Colpa dei decibel, superiori anche di nove unità rispetto ai limiti di 65 e 55 decibel di legge per le fascie diurna e notturna.
Vero è che la media giornaliera delle Pm10 nei tre giorni di rilevazione non ha mai superato il limite dei 50 microgrammi al metro cubo, «ma è altrettanto vero che le rilevazioni atmosferiche hanno bisogno di tempi più lunghi per poter fotografare la situazione reale - spiega Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile dell'istituto sperimentale di Rfi -. E infatti se andiamo a vedere i rilevamenti effettuati da Arpa dall'inizio dell'anno e fino al 12 aprile, i giorni di supero sono già stati 63, quasi il doppio rispetto ai 35 fissati dall'Unione europea».
SE IN VIA SOLFERINO le Pm10 sono risultate nella norma, con valori medi mai superiori ai 39 microgrammi, negli altri due punti di rilevazione, l'uno in via San Gaetanino (adiacente via Turati) e l'altro in via Togni, le polveri hanno superato anche di 40 microgrammi i limiti di legge. Le cifre parlano chiaro: in 24 ore di monitoraggio la concentrazione di Pm10 e Pm2,5 in via San Gaetanino è arrivata a 92 microgrammi, mentre in via Togni si è fermata a 70 microgrammi. Ma Legambiente voleva saperne ancora di più. «Abbiamo simulato una passeggiata in centro storico e, centralina mobile nella zainetto, abbiamo registrato la concentrazione di polveri sottili ad altezza uomo - spiega Gianna Le Donne, responsabile del Treno Verde per Legambiente -. La media oraria di Pm10 è risultata pari a 90 microgrammi, di cui il 26 per cento costituita da Pm2,5».
«NONOSTANTE il monitoraggio della stazione mobile di via Solferino ci presenti una città a norma di legge sul fronte polveri inquinanti, basta spostarsi di pochi chilometri per tornare a preoccuparsi - commenta Carmine Trecroci, vicepresidente di Legambiente Brescia -. E il principale colpevole resta il traffico veicolare, da ridimensionare in modo serio e deciso con la limitazione delle auto in circolazione, il potenziamento del trasporto pubblico e la pedonalizzazione di ampie aree della citt».
Abbandonando la condizione dell'aria bresciana per allargare lo sguardo sull'intera Lombardia, ciò che emerge non è di certo rassicurante. «Secondo i dati forniti dall'Arpa, in tutte le città lombarde si sono superati i 35 giorni di supero delle polveri sottili, ad eccezione di Sondrio che per ora si è fermata a 34 - racconta la direttrice di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto -. Alla luce di tutto questo trovo che sia assurdo solo pensare di destinare risorse pubbliche nella costruzione di nuove reti autostradali quando, invece, si potrebbero usare gli stessi soldi per potenziare il trasporto su ferro e rendere le linee urbane ed extra urbane efficienti». A confermarlo è anche il sondaggio lanciato in questi giorni dal sito Quotidiano.net che ha fatto emergere come il 63 per cento dei bresciani ritenga la Brebemi «una spesa eccessiva per un'opera inutile». Da non sottovalutare nemmeno il quadro acustico emerso dalla tre giorni di rilevazioni, specie nelle ore notturne dove i decibel hanno superato la soglia di guardia. Conclusa la tappa bresciana, il Treno Verde è ripartito in direzione Vicenza per la penultima tappa del suo tour che si concluderà a Rimini il prossimo 22 aprile.

Bresciaoggi 12 aprile 2011

IL CASO. Il Movimento per la partecipazione: «Danni agli utenti bresciani dopo l'adeguamento al sistema regionale»

«Brescia Trasporti ci penalizza»
L'azienda: «Non è colpa nostra»

Silvia Ghilardi

Catalano: «Errata la datazione dal primo del mese degli abbonamenti Ingestibili i biglietti integrati» Gervasi: «Gli errori sono a monte»

«Perchè Brescia Trasporti aumenta le tariffe e cambia la data di decorrenza degli abbonamenti e nel frattempo non si è ancora adeguata all'emissione dei nuovi biglietti integrati?». A porsi questa domanda è Francesco Catalano del Movimento per la partecipazione-Cittadine e Cittadini per la Circoscrizione. E ci va giù duro: «Siamo di fronte a una vera e propria truffa dell'abbonamento mensile». Ma Brescia Trasporti non ci sta e spiega che «non è colpa nostra».
Ma è meglio andare per ordine. La prima questione è quella degli abbonamenti, e nasce col primo febbraio quando Brescia Traporti li allinea per la loro integrazione regionale ai sistemi tariffari in vigore in Lombardia. Ma il nodo è la data di decorrenza che ora è giocoforza dal 1° giorno del mese, al contrario di prima quando un abbonamento mensile si poteva acquistare per esempio il 10 aprile con scadenza il 10 del mese successivo. Dunque, dal primo febbraio (a parte un titolo di viaggio “ponte" che consente l'allinemento dei biglietti già caricati) «è entrato in vigore il sistema che tiene conto del mese solare, ma così gli utenti sono costretti a pagare anche per quei giorni in cui sanno già che non utilizzeranno il mezzo pubblico» riferisce Catalano. Il portavoce del movimento porta come esempio il periodo natalizio, «quando era prassi tra gli utenti acquistare un abbonamento mensile fino a metà dicembre evitando così di pagare le corse che certo non sarebbero state effettuate durante le festività».
AI CITTADINI insomma viene chiesto un sacrificio che però, secondo il movimento non viene fatto da Brescia Trasporti che dal canto suo non si è adeguato al sistema di utilizzo dei titoli di viaggio regionale. È la seconda questione che il portavoce del movimento dei cittadini così sintezza: «Se le nuove tariffe sono conseguenza dell'allineamento a livello regionale perchè non c'è un corrispettivo adeguamento del sistema?». Catalano si riferisce in questo caso a certe tipologie di biglietti giornalieri integrati che evidenziano l'incompatibilità tra sistema bresciano e regionale. «Così è possibile - spiega - utilizzare un biglietto giornaliero integrato che è di carta, sui mezzi di Brescia Trasporti, solo però se viene scritta sopra a mano la data e il nome del possessore. Questo perchè non è possibile obliterarlo sui nostri bus. Ma l'utente vuole essere libero di comprare in anticipo un biglietto e usarlo quando ha voglia».
Secondo il movimento insomma Brescia Trasporti «prima di adottare una diversa gestione dei biglietti dovrebbe essere in grado di adeguare il proprio sistema di obliterazione (che è elettronico) per permettere l'utilizzo dei biglietti integrati invece cartacei. Biglietti validi su tutti i mezzi pubblici lombardi». La società di gestione del trasporto pubblico locale spiega questi problemi con la necessità di allinarsi imposta agli operatori da una direttiva della Regione Lombardia. «La Regione ci ha imposto questo cambio di data - ha spiegato il presidente di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi - ma non ha tenuto conto del nosto sistema automatizzato che è diverso rispetto al sistema che prevede l'utilizzo di biglietti di carta». Insomma sembra che i problemi siano legati al fatto che Brescia è più avanti, tecnologicamente parlando. E Gervasi non se la sente di prendersi responsabilità di altri. «Non è colpa nostra se la Regione ha emesso titoli di viaggio incompatibili con il nostro sistema elettronico» sottolinea. Per Gervasi, chi si è seduto «al tavolo dell'accordo in Regione - e non era Brescia Trasporti - non ha fatto presente tale situazione».
Ma c'è dell'altro. Per il movimento, Brescia Trasporti ha diramato «dati inattendibili sui non paganti». «Chissà come mai - si chiede - quei pochissimi controlli che fanno li fanno sempre nelle ore meno frequentate, è ovvio che poi i dati risultano errati».

Giornale di Brescia 12 aprile 2011

Un piano e 15 «percorsi»: così Brescia a misura di ciclista

La Loggia traccia la rete delle piste da rifare o creare ex novo per rendere sicura la vita alle due ruote: 105 km, 10 milioni di Euro

Se la Leonessa non sfigura tra le città d'Italia per estensione delle sue piste ciclabili, la praticabilità delle stesse e il livello di sicurezza degli utenti non brillano. Complice ora la mancata separazione dei tracciati a due ruote rispetto a quelli dei veicoli, ora la presenza di ostacoli vari. Aspetti ai quali la Loggia conta di mettere mano per rendere la città più a misura di ciclista. Per farlo ha redatto un documento di 135 pagine che fa sintesi di oltre un anno di lavoro e che muove dall'analisi delle istanze dei cittadini, delle abitudini di spostamento di chi abita, lavora o studia in città, come pure delle verifiche sul campo di chi, come i membri dell'Associazione Amici della Bici, ha fatto delle due ruote una filosofia di vita.
Flussi, poli attrattori (come le scuole o le 20 grandi aziende che partecipano al tavolo per la fluidificazione del traffico), piste ciclabili esistenti e postazioni di Bicimia (a breve ne saranno introdotte 26 nuove nella cintura esterna al centro), fermate di bus e stazioni del futuro metrò, fino ai dati statistici legati all'uso della bici e all'incidentalità connessa (entrambi in crescita). Tutto è stato preso in considerazione dall'analisi. Dalla quale è nato l'obiettivo di realizzare e rendere ben identificabili 15 percorsi ciclabili su doppia corsia - quelli elencati nella scheda a destra - per un'estensione totale di 105 km. Tutti (o quasi) in sede propria (di larghezza non inferiore al 1,5 m), senza tratti in «condivisione» né con pedoni, né peggio ancora con le auto, dalle quali i tracciati saranno divisi da cordoli doppi, perché siano sicuri.
Queste le linee guida di un intervento strutturale destinato nelle intenzioni dell'Amministrazione comunale ad essere recepito dal Pgt e a tradursi in pratica nell'arco dei prossimi anni (quanti con esattezza non è stato indicato), con un investimento complessivo che il vice sindaco Fabio Rolfi, neo assessore alla Mobilità, stima in una decina di milioni di euro; stima suffragata dai costi a metro lineare già inclusi nel piano. Investimenti da reperire però «già a partire dalla prossima variazione di bilancio». Per il 40% l'intervento prevede la riqualificazione o l'integrazione di piste esistenti, come ha spiegato l'arch. Emanuele Bianchi che ha coordinato il lavoro dei vari settori del Comune coinvolti nella redazione del piano. Lo studio contempla anche le modalità operative da adottare: dall'introduzione dei cordoli protettivi per separare i percorsi ciclabili a quella di limitatori della velocità per il traffico veicolare nei tratti di strada ricadenti in zone «a limite 30 km/h» in cui non possano essere dedicati spazi «propri» alle bici. Nelle previsioni e nei rendering abbinati allo studio andranno eliminati tutti quegli ostacoli che oggi limitano la fruibilità ottimale delle piste, in modo che i ciclisti possano procedere a una velocità «ideale» di 20 km/h senza rischi. E per rendere più identificabili i percorsi, saranno muniti di una segnaletica ad hoc.
Gianluca Gallinari

www.giornaledibrescia.it - APRI LA MAPPA CON I QUINDICI PERCORSI PREVISTI DAL PIANO

 


«Il primo piano della mobilità ciclabile di cui Brescia si dota»
«Questo rappresenta il primo piano della mobilità ciclabile di cui Brescia si dota». Fabio Rolfi, vice sindaco con delega alla Mobilità lo ribadisce, ringraziando quanti si sono spesi in un anno di lavoro, compreso il suo predecessore Nicola Orto. Rispetto al piano ha parlato espressamente di «un atto che impegna l'Amministrazione comunale. Un passo molto importante che si svilupperà nell'arco di più anni visti anche gli investimenti notevoli che presuppone». Se Rolfi riconosce che negli anni sulle piste ciclabili «a Brescia si è fatto», quello cui ora si guarda è un «salto di qualità» che traghetti la rete cittadina a livelli di «stampo europeo». Il tutto per un «atto di indirizzo condiviso» e aperto a ulteriori contributi.
Da parte sua l'assessore ai Lavori pubblici e al Centro storico, Mario Labolani, evidenzia come l'intervento di cui sono state tracciate le linee guida rappresenti solo «il primo passo: poi dobbiamo pensare alle reti secondarie», vale a dire i percorsi che si addentrano nei singoli quartieri. Ai quali in vero Labolani ribadisce che già si sta provvedendo con «microinterventi» come quelli di recente ultimati su via Val di Fassa, tra Costalunga e Mompiano, per sanare piccoli inconvenienti e dare continuità ai tracciati delle direttrici principali.
Sulle ciclabili di quartiere si è concentrata pure l'assessore ai Tempi della città Claudia Taurisano, evidenziando come la disponibilità di percorsi ciclabili sicuri possa ad esempio «liberare» molti genitori dall'incombenza di accompagnare a scuola i figli in grado di muoversi autonomamente in bici, educando per giunta alla mobilità sostenibile. Sulla bici quale mezzo economico ed ecologico si è soffermata Paola Vilardi, assessore all'Ambiente e all'Urbanistica. «Questo piano ci consente di intervenire concretamente per favorire l'uso della bici e così ridurre l'inquinamento». Quanto all'iter amministrativo per dare concreto sviluppo al piano, passerà per il Pgt, «vedremo se come piano particolareggiato».

Linee «innovative» per «raddoppiare gli utenti»

Dagli spunti tecnici agli apprezzamenti degli Amici della Bici: «Idee per l’Italia»
L'utilizzo della bicicletta è in crescita a Brescia. Lo conferma su tutti un dato che cita non a caso il presidente dell'Associazione Amici della bici «Corrado Ponzanelli», Giorgio Guzzoni: «In un sol giorno in centro abbiamo contato 18mila accessi di ciclisti». Una cifra altrimenti suffragata, oltre che dal non trascurabile successo del servizio di bike-sharing Bicimia (fino a 13mila prestiti mensili) dai dati di flusso raccolti nell'analisi sviluppata dagli uffici comunali, che di contro conferma un parallelo livello significativo di incidenti per utenti di «due ruote a trazione umana» in città: in quattro anni, dal 2003 al 2007, sono avvenuti 662 incidenti, per un totale di 698 feriti e 7 vittime (fonte Istat).
Tanto più appare significativo dunque l'approccio «partecipato» con cui è stato redatto il documento. Del quale ha sottolineato l'aspetto «innovativo» l'arch. Emanuele Bianchi che ha coordinato i lavori dei tecnici dei quattro settori coinvolti: «Per la prima volta si tiene conto anche dell'aspetto psicologico connesso ai trasporti, come pure dell'incidenza sulle politiche temporali». Ma soprattutto, individuato un obiettivo, si stabiliscono metodologie e si procede «alla luce di una verificata fattibilità di quanto previsto».
Entusiasta la valutazione dello studio di Guzzoni: «Condividiamo questo documento al 100%, perché estremamente moderno sotto alcuni aspetti. Come nell'attenzione alla costanza di velocità di 20 km/h più che alla mera estensione; o nella previsione di arresto arretrato per le auto ai semafori, a garantire uno spazio ben visibile alle bici, che rappresenta uno spunto per tutta Italia. Sono convinto che con percorsi ben realizzati, non sarà difficile raddoppiare il numero di utenti della bici in città».g. gal.

Giornale di Brescia 12 aprile 2011

Pm10, a luglio il protocollo che prevede le contromisure

Nuova riunione in Loggia dei sindaci dell’hinterland per definire gli strumenti per affrontare l’emergenza

Nuova seduta ieri in Loggia per i sindaci appartenenti all'area critica per la qualità dell'aria. Dopo le settimane a targhe alterne dello scorso inverno, imposte dalla concentrazioni di polveri sottili conseguenti da un lato alle esalazioni del riscaldamento e dall'altro alla situazione climatica per le estese sacche di bassa pressione, ora l'intento è di procedere a tracciare un protocollo comune alla ventina di municipalità coinvolte nell'area critica che introduca degli automatismi nelle contromisure da adottarsi.
Il tema è infatti di prevenire le esalazioni nell'aria di gas che combinandosi creano le particelle fini in sospensione e dall'altro di limitare le fonti che generano o mantengono in aria il pm10.
Da qui l'avvio di una fase di studio che analizzi i dati statistici degli ultimi inverni per adeguare le misure alla realtà contingente valutata su base scientifica. L'ipotesi tracciata dalla Loggia, capofila nel progetto, anche se la vera competenza del tavolo dell'aria sarebbe della Provincia, è di avviare da ottobre un principio per il quale al supero continuativo per 10 o 12 giorni, dopo che la concentrazione di Pm10 è andata oltre i 70 microgrammi per metro cubo (il limite regionale è 50), i Comuni fanno scattare misure di limitazione al traffico (targhe alterne), sino al blocco totale dei veicoli, con misure che riguardano anche il riscaldamento, i fuochi a legna e la pulizia delle strade, fonte a loro volta di polveri sollevate nell'atmosfera.
La decisione riguarda ora il tipo di tempistica da adottarsi: quanti giorni di supero conteggiare, a quali limiti far partire le misure e soprattutto a partire da quando durante l'anno.
Tutti elementi che saranno determinati entro luglio, con la firma del protocollo a settembre e il possibile avvio del regime di «osservazione» dal prossimo ottobre. Dieci i sindaci presenti ieri, dai quali è emerso anche l'impegno al lavaggio straordinario delle strade durante l'emergenza «polveri sottili» e di limitare la diffusione della sabbia in caso di neve. Intanto da venerdì, ricordiamo, viene meno il limite all'uso dei veicoli euro zero in tutta la regione.


«Treno verde»: aria e suoni sotto controllo per 62 ore
Pareti azzurre, ma si tratta del «Treno Verde» - ventiduesima edizione della campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato - fermo da ieri a mercoledì 13 al binario 5 della stazione cittadina.
Alle carrozze si aggiunge il Laboratorio Mobile dell'Istituto Sperimentale di Rfi in sosta tra via Solferino e via Saffi e attrezzato per rilevazioni dei livelli di smog e decibel.
Il «Treno Verde» - partito il 12 marzo da Siracusa per toccare Reggio Calabria, Bari, Salerno, Pisa, Genova, Brescia e per proseguire poi verso Vicenza e Rimini - si aggiunge a iniziative storiche di Legambiente quali «Puliamo il Mondo e Goletta Verde - spiega il vicepresidente della sezione bresciana Carmine Trecroci -: monitorando i livelli di inquinamento, ci accorgiamo che spesso risultano superiori a quanto consentito per legge, soprattutto sul versante acustico».
Nella fattispecie, la stazione mobile monitorerà i livelli di Pm 10, benzene e inquinanti acustici per 62 ore, mentre con due centraline apposte su balconi al primo piano di via Turati e via Corsica verificherà per 24 ore Pm 10 e Pm 2,5 e simulando infine una passeggiata nel centro storico con un apparecchio ad altezza uomo registrerà lo stato di salute dell'aria.
Per le tre mattinate di sosta bresciana, il «Treno Verde» è aperto alle visite delle scolaresche (ieri mattina è stata la volta della seconda media Mompiani e due quarte elementari Canossi), guidate da volontari che - a loro volta coordinati dalla responsabile del Treno Gianna Le Donne - illustrano ai più giovani le normative in tema ambientale e suggeriscono piccoli accorgimenti per fare la propria parte.
Il convoglio è inoltre aperto a visite libere tutti i pomeriggi dalle 16 alle 19.

Al Sancarlino si parla di «Arredo urbano: vivibilità e civiltà»

Giovedì alle 20.30 all’auditorium cittadino il convegno organizzato dal circolo «Il Caminetto»

Giovedì 14 aprile alle 20.30, presso l'Auditorium Sancarlino in via Matteotti in città, si terrà il convegno «Arredo urbano: vivibilità e civiltà», organizzato dal Circolo culturale, apartitico ma di area, «Il Caminetto».
«Desideriamo riportare la politica ai cittadini espressa in forma ragionata - ha detto il presidente del circolo Mario Pellicanò - senza alcuna contrapposizione frontale e con toni pacati e rispettosi. Abbiamo scelto un tema che a noi sembra di grande interesse per la città, riguardante la sua evoluzione urbanistica e lo abbiamo articolato in quattro momenti, cui partecipano sempre un rappresentante dell'Amministrazione comunale, uno della principale forza politica d'opposizione ed un tecnico, coordinati, nel ruolo di moderatore, dal consigliere provinciale Antonio d'Azzeo». Quello di giovedì sarà il secondo incontro - il primo si è svolto infatti lo scorso mese di ottobre - e vi prenderanno parte l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Brescia Mario Labolani, Claudio Lussignoli per il Pd, docente di Architettura presso il Politecnico di Milano e già nella Commissione urbanistica della nostra città e Claudia Pelizzari, interior designer e docente presso l'Accademia di Belle arti SantaGiulia di Brescia.
I prossimi appuntamenti, che si svolgeranno con le medesime modalità (al Sancarlino alle 20.30), sono fissati per il 12 maggio, dove il tema sarà «Il recupero degli spazi perduti», con Marco Toma, presidente della Commissione urbanistica del Comune di Brescia, Alfredo Bazoli per il Pd e Barbara Quaresmini, titolare di un'agenzia immobiliare e per il 22 giugno, quando «Dal centro storico alla periferia: quale evoluzione economica» costituirà l'area su cui dibatteranno l'assessore comunale al Commercio Maurizio Margaroli, Aldo Rebecchi per il Pd ed il presidente dell'Ascom Carlo Massoletti. armo


Alcune fotografie dell'ATR 110 della Stadler (scattate con un cellulare) presso il deposito di Iseo

 
 


clicca sull'immagine soprastante per accedere al consuntivo d'esercizio 2010

AQuattro marzo 2011

Sull'ultimo numero di AQuattro "Cantieri della metro in piena attività"
Ecco i lavori quasi ultimati nella stazione San Polo Cimabue


Giornale di Brescia 05 aprile 2011

Treni, il nodo aumento slitta a luglio

In Regione il tavolo sul Trasporto pubblico locale: per la Loggia in arrivo un milione di u
I pendolari: «Un successo a metà, per il rincaro sulle tariffe è solo questione di tempo»

L'aumento di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale slitta di due mesi: non scatterà a maggio così come stabilito dalla Regione, ma entrerà in vigore il 1° luglio. Questa la decisione emersa ieri pomeriggio al tavolo per il Trasporto pubblico locale che ha riunito nella sede della Lombardia politici e tecnici, rappresentanti delle aziende di trasporto e degli enti locali, associazioni dei consumatori e comitati dei pendolari.

Al tavolo l'assessore regionale alla Mobilità, Raffaele Cattaneo, ha fornito un resoconto dei lavori in corso nella commissione ristretta, impegnata a tradurre in nuovi criteri di gestione le finalità indicate nel Patto del dicembre 2008 per la riforma del trasporto locale. La legge 11/2009 è stato il primo frutto, ora si prospetta la ripartizione del territorio lombardo in bacini di gestione unitaria - tramite agenzie ad hoc - delle reti urbana ed extraurbana. Comune e Provincia di Brescia costituiranno uno dei bacini (sette al massimo) previsti.
I sacrifici imposti al sistema dei trasporti dovrebbero rientrare, grazie all'accordo tra Governo e Regioni che dovrebbe garantire a breve la disponibilità di 425 milioni di euro nel contesto nazionale. Per il Comune, che partecipa con una sua rappresentanza ai lavori della commissione, è atteso un recupero rispetto al taglio subito pari a un milione di euro e si conta così di tornare all'entità delle risorse disponibili per il 2010.
Un tema particolarmente sentito da parte di viaggiatori e pendolari è quello delle tariffe, previste in aumento. La delibera regionale dello scorso dicembre aveva scaglionato «l'adeguamento tariffario» in due tranche, ciascuna di importo pari al 10%: a febbraio è scattato il primo, mentre il secondo - come anticipato sopra - slitta all'inizio di luglio e dovrebbe essere vincolato a una serie di indicatori della qualità del servizio, che sono in fase di definizione. Al tavolo del Trasporto locale ancora una volta sono arrivate le segnalazioni di disagi e di un malcontento piuttosto diffuso, soprattutto tra gli utenti abituali delle Ferrovie. La commissione ristretta è impegnata quindi a fissare i parametri vincolanti per le aziende, in particolare per quanto riguarda la puntualità e la regolarità del servizio.
In previsione dell'incontro di ieri, il consigliere regionale del Partito democratico Gian Antonio Girelli aveva lanciato un appello per «un no deciso contro altri aumenti nel 2011 dopo quelli già applicati a febbraio». La richiesta di pendolari e consumatori è stata accolta però nei fatti solo in parte. Il rinvio, dice un comunicato emesso in serata al termine dell'incontro, «è stato deciso per avere più tempo per verificare i criteri relativi agli indicatori di qualità e completare la raccolta dei contributi e delle proposte che serviranno per la stesura della legge di riforma del Trasporto pubblico locale, su cui la commissione tornerà a lavorare nei prossimi giorni». Con l'impegno a portare in giunta regionale entro la fine del mese prossimo il testo condiviso della legge.
Elisabetta Nicoli


Giornale di Brescia 04 aprile 2011


Treni: salgono i prezzi, la qualità precipita

La denuncia arriva dall’associazione dei pendolari «In Orario»: sulla Milano-Brescia la situazione è di costante emergenza, tra ritardi e sporcizia. A maggio, intanto, aumenteranno ancora le tariffe

Dopo il ritocco alle tariffe dell'inizio d'anno, se ne profila un secondo ai primi di maggio, ma la qualità dei viaggi fa registrare un trend di segno contrario.
Lo sostiene il gruppo «In Orario» che - tabella alla mano, per voce di Paolo Rivi - fa rilevare una serie di vecchi e nuovi disagi, dopo un puntuale monitoraggio su due dei treni tradizionalmente più utilizzati dall'utenza bresciana quotidianamente diretta a Milano per ragioni di studio o lavoro: il regionale 2088 delle 7.27, ad esempio, previsto in arrivo in Centrale alle 8.27 e anche il 10637 delle 18.15, per il rientro a Brescia «teoricamente» fissato alle 19.17.
Giorno per giorno, nel corso del mese di marzo appena concluso, si è provveduto a prender nota non solo dei tempi di percorrenza, ma anche di altri aspetti e di disservizi ricorrenti sulla tratta in questione: la composizione del treno ridotta per la mancanza o la chiusura di alcune carrozze, il viaggio in piedi nonostante l'abbonamento alla prima classe, il mancato controllo dei biglietti, ed anche il via vai indisturbato di mendicanti e ambulanti.
L'affollamento - l'associazione di pendolari tiene a precisarlo - è un rischio da mettere in conto, soprattutto nel viaggio serale di ritorno: nei ventitré giorni lavorativi del mese di marzo, la decurtazione del numero di carrozze agibili si è verificata ben diciassette volte per il treno 10637 e una volta su tre l'abbonato alla prima classe è rimasto in piedi, sia all'andata sia al ritorno. «Se il servizio di prima classe non è garantito, perché si continuano a vendere gli abbonamenti?» si chiede il rappresentante del gruppo «In Orario».
Altro quesito: «Perché si dice che gli introiti da biglietti e abbonamenti non bastano e poi non ci si preoccupa di verificare se chi viaggia li ha acquistati? «In un mese, nel tratto Treviglio-Milano solo quattro volte sono stati controllati ed alla sera, sul 10637, solo per quattro volte si è visto qualcuno in divisa tra Milano e Brescia».
Difficile, in queste condizioni, far rispettare le regole: «Ci si siede dove capita, si schiamazza, si fuma» e ancora «mendicanti e ambulanti passano indisturbati nelle carrozze del mattino». Ma non è tutto: la puntualità lascia sempre a desiderare. Se al mattino i ritardi sono abituali ma contenuti, alla sera si va da pochi minuti a più di mezz'ora. Per dirla tutta, come ricordato da Paolo Rivi, mai è capitato di arrivare a Brescia alle 19.17 come da orario ufficiale.
Fin qui il monitoraggio, ma l'elenco delle lamentele relative al servizio sulla linea Brescia-Milano è un po' più lungo. Sedili sporchi, porte non funzionanti, finestrini bloccati e bagni indecenti fanno ormai parte del panorama consueto. Gli avvisi in stazione, si fa presente, sono di poca utilità se non aiutano a evitare le carrozze chiuse ed a trovare soluzioni alternative in caso di grave ritardo.
Elisabetta Nicoli
 

parlabrescia.it 03 aprile 2011

Mancano venti mesi all’inaugurazione del Metrobus. Brescia è pronta? Che cosa manca ancora a questo cambiamento radicale della mobilità urbana della nostra città?

Che cosa manca soprattutto nella preparazione diffusa dei cittadini, le cui abitudini dovranno cambiare perché questa grandissima infrastruttura abbia successo?
Come si sono comportate nei mesi a ridosso dell’avvio del metrobus le città francesi da cui il progetto bresciano ha tratto ispirazione? Quali errori evitabili sono stati commessi altrove? 
Ne parleremo presto in un incontro pubblico con ospiti qualificati, il principale dei quali sarà un esperto francese di metropolitane leggere.
Intanto però abbiamo sondato la base raccogliendo le risposte di centinaia di cittadini su un questionario che potete downlodare sotto, e che invitiamo chi ancora non lo avesse fatto a compilare ed inviarci entro venerdì 8 aprile 2011 “tagliando e incollando” domande e risposte, postandole poi qui sotto come commento, per chi voglia mantenere l’anonimato, come consente di fare il questionario che non deve essere sottoscritto.
Oppure per e-mail all’indirizzo info@parlabrescia.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Renderemo noti i risultati la prossima settimana.

Scarica il sondaggio (versione .doc)

Scarica il sondaggio (versione .pdf)

Bresciaoggi 02 aprile 2011

OMB

Ed è già in progettazione il bus a «emissioni zero»

Nasce tra Brescia e Treviso il primo autobus «Zev». Zero emission vehicle. E' Omb International del Gruppo Brescia Mobilità controllato dalla Loggia, ad annunciare il progetto per la realizzazione di una flotta di autobus ecologici ibridi insieme all'Ept (azienda bresciana del settore veicoli elettrici innovativi) e alla trevigiana Ibt Group leader nell'autoproduzione energetica e partner esclusivo per l'Italia di Capstone turbine corporation.
I nuovi mezzi sfrutteranno proprio l'innovativa tecnologia Capstone di derivazione aeronautica, che impiega una microturbina cogenerativa a gas (o Gpl e gasolio).
È LA NUOVA strategia di Omb, storico maschio che dopo l'acquisizione da parte del Comune punta a un distretto industriale di innovazione produttiva per creare sistemi di mobilità sostenibile sempre più compatibili con le esigenze ambientali. La flotta annunciata affiancherà i bus da 8 metri già prodotti da Ept, e si arricchirà di nuovi modelli destinati al mercato interno, ma pure estero, Spagna, Emirati Arabi, Olanda, Cile e Gran Bretagna in particolare.
I nuovi bus avranno livelli di emissioni contenuti e ridotte manutenzioni. «Abbiamo trovato in Capstone il partner ideale per la realizzazione di prodotti tecnologicamente avanzati e un approccio integrato all'ambiente», spiega il presidente di Omb Marco Medeghini. «Le microturbine possono occupare uno spazio molto interessante nell'ambito dei veicoli elettrici ibridi, perchè è possibile procedere alla ricarica del pacco batterie mentre l'autobus viaggia», aggiunge il presidente Ibt Ilario Vigani.
I nuovi bus saranno presentati in novembre alla fiera Ecomondo di Rimini, con l'obiettivo di diffondere la tecnologia ibrida a turbina ad altri Comuni italiani ed esteri e di estenderla presto ad altri mezzi come i veicoli per la raccolta rifiuti. Brescia Mobilità immagina di lanciarli pure nel sistema di distribuzione merci in città, una volta pronto il Polo logistico alla Piccola velocità di via Dalmazia. MI. VA.

Bresciaoggi 01 aprile 2011

REZZATO. Uno straniero della Costa d'Avorio era senza biglietto

Blocca il bus davanti alla caserma e fa arrestare un «portoghese»

L'immigrato è in carcere Era ricercato dovendo scontare sette mesi perché clandestino

Non ha chiamato i carabinieri chiedendo il loro intervento. Ha preferito accelerare i tempi presentandosi in caserma, a Rezzato. Ha consegnato ai militari un viaggiatore senza biglietto.
Immaginabile lo stupore dei carabinieri della Stazione, quando mercoledì si sono visti recapitare a domicilio un immigrato della Costa D'Avorio dal conducente di un autobus extraurbano in transito per Rezzato.
Il viaggiatore aveva indossato i panni del «portoghese» rifiutandosi di pagare il biglietto della corsa e la multa come previsto dal regolamento.
A bordo della corriera di linea si è accesa una vivace discussione tra l'autista e l'africano che non voleva pagare il biglietto. L'autista si è diretto in caserma, ha arrestato il mezzo e suonato al campanello spiegando cosa era accaduto tra lo stupore degli altri viaggiatori rimasti a bordo.
I carabinieri di Rezzato hanno preso in consegna l'extracomunitario per identificarlo. Nell'inserire il suo nominativo nella banca dati è emerso che era ricercato.
Una pendenza con la giustizia italiana: contro di lui pendeva un provvedimento di cattura emesso dal Tribunale di Brescia. L'ivoriano deve scontare 7 mesi di reclusione per violazione della legge sull'immigrazione. In Italia era entrato da clandestino e mai si è messo in regola. Nonostante il decreto di espulsione è rimasto sul territorio nazionale.
In arresto S.K., 44enne, della Costa d'Avorio che ha dichiarato di avere un alloggio a Brescia. Chi gli ha dato ospitalità, essendo non in regolai, rischia pesanti sanzioni.
Sempre a Rezzato quatodianamente i carabinieri effettuano controlli nei piazzali dell'Ipermercato «Continente». Numerose le segnalazioni di chi, soprattutto donne, che si sentono molestate da giovani di colore che chiedono soldi.
Non sono mancati violenti litigi o addirittura furti della merce dai carrelli o scippi. Fatti denunciati in caserma. Numerosi gli immigrati segnalati e denunciati.F.MO.