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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Bresciaoggi 30 aprile 2011
IL CASO. Calano le contravvenzioni per divieto di sosta, ma chi non paga il
tagliando o lo espone scaduto difficilmente la passa liscia
È «boom» di multe per i parcometri
Natalia Danesi
In un anno quasi 36mila sanzioni in più. Brescia Mobilità: «Abbiamo scelto
ausiliari più efficienti e motivati»
Non c'è scampo ormai per gli automobilisti che parcheggiano negli spazi blu
senza mettere il tagliando o ritirano la vettura a biglietto scaduto. Gli
ausiliari del traffico sono sempre più agguerriti e la multa è in agguato. Che i
controlli siano serrati l'avranno notato i cittadini, ma ora la conferma arriva
anche dai dati del Comune sulle sanzioni amministrative elevate nel 2010.
La
voce «sosta senza pagare il parcometro» ha registrato un vero e proprio boom, un
raddoppio quasi: le multe sono state ben 77.627 l'anno scorso, contro le 41.940
del 2009. C'è da dire che, stando ai dati del primo trimestre di quest'anno, la
pression è un po'allentata (18.168 contravvenzioni contro le 21.196 dello stesso
periodo 2010), ma quel che conta è il consuntivo. E il consuntivo dice che gli
automobilisti lo scorso anno sono stati davvero «tartassati».
IL VICESINDACO
e assessore con delega al Traffico Fabio Rolfi spiega che questo quasi raddoppio
è dovuto a una riorganizzazione del servizio da parte di Brescia Mobilità, e la
responsabile degli ausiliari Brunella Marniga conferma: «Da qualche tempo
abbiamo iniziato a selezionare persone di target diverso. Sono più efficienti,
motivati, spesso si tratta di studenti universitari che tengono molto a questo
lavoro. A questo si aggiunge la formazione su cui ogni anno puntiamo molto. E i
risultati si vedono, non solo in termini di quantità di multe, ma anche di
funzionamento del reparto e di rapporti con l'utenza».
Quello degli ausiliari
è un bilancio davvero importante, soprattutto se si considera che nel tempo la
forza lavoro non è aumentata. Quattro anni fa il personale che fa capo
all'azienda di via San Donino consisteva di 14 unità, oggi sono solo 13. Sono
calati anche gli uomini che fanno capo al comando della municipale, che si
occupano degli illeciti e ormai si contano sulle dita di una mano.
MA SE CHI
PARCHEGGIA negli spazi blu deve stare sempre più attento, non su tutti i fronti
la Loggia sta applicando il pugno di ferro: sono un po'calate infatti nel 2010
le contravvenzioni per la sosta vietata (da 16.499 a 14.446) e altre violazioni
indicate dalla segnaletica verticale nell'ambito della sosta (da 35.393 a
29.980). «Si tratta di un'infrazione - spiega Rolfi - che va valutata con
intelligenza. Innanzitutto tocca a noi, cioè all'Amministrazione, mettere
l'arredo urbano che impedisca di parcheggiare dove non si deve. Non solo, se la
sosta abusiva non rappresenta un ostacolo il nostro compito è creare nuovi
parcheggi per facilitare i cittadini».
Tra le contravvenzioni che continuano
a portare denaro nelle casse della Loggia ci sono quelle per il transito vietato
nelle Zone a traffico limitato. Le multe sono aumentate da un anno con l'altro:
erano 50.424 nel 2009 e sono diventate 54.838 nel 2010. Lieve il calo nel primo
trimestre di quest'anno (13.467 rispetto alle 13.606 dello stesso periodo 2010).
Certo ci si aspetterebbe che i cittadini fossero più ligi ai divieti d'accesso
in Ztl, soprattutto in considerazione del fatto che rispetto al passato sono
state introdotte le fasce orarie ed è stato incrementato - annota Rolfi - il
lasso di tempo nel quale l'ingresso dai portali è considerato legale.
E
mentre si annuncia un giro di vite sul fronte della sicurezza al volante, e in
particolare di chi usa il cellulare alla guida, alla Loggia le sanzioni
amministrative hanno fruttato più del previsto. Ad inizio 2010 si pensava di
ricavarci 8,2 milioni di euro, a fine anno nelle casse comunali sono entrati 9,7
milioni. Resta da capire se i controlli sono stati più rigidi, o i bresciani più
indisciplinati.

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Giornale di Brescia 29 aprile 2011
Nasce Trenord, 250 milioni per la Lombardia
È stato annunciato ieri l'esito positivo per il matrimonio aziendale tra
Trenitalia e il Gruppo Fnm in Lombardia. Dopo un processo di unificazione
iniziato nell'agosto 2009 è così giunta la conferma ufficiale la nascita del
nuovo gruppo Trenord per il trasporto pubblico regionale su ferro. Un'alleanza
che tocca anche Brescia, in particolare la linea Brescia-Iseo-Edolo, passata ora
in gestione alla società neocostituita. Nel complesso l'operazione, per quanto
riguarda le 42 linee regionali e le 10 suburbane del tessuto ferroviario
lombardo, porterà a un investimento di 250 milioni di euro destinati al
miglioramento del servizio e per l'acquisto di nuovi treni. Un percorso di
aggiornamento avviato già da Trenitalia-Lenord con provvedimenti mirati
all'incremento delle corse e degli interventi di manutenzione, maggiore
sicurezza per i pendolari nelle stazioni e in carrozza e nuovi canali di
informazione su orari attraverso servizi web, sms e numeri verdi gratuiti.
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Giornale di Brescia 29 aprile 2011
Metrobus, in funzione costerà 30 milioni l'anno
Per la conclusione dell’opera mancano 84 milioni, cui se ne aggiungono altri 560 circa sul fronte riserve
Sos fondi. Lungo i binari che porteranno Brescia al taglio del nastro del
metrò, insieme alla voglia di ricucire gli strappi della città che cambia, corre
anche il nodo costi. Una partita che se da un lato resta ancora tutta da
costruire («chiedo all'opposizione un lavoro di squadra per riuscire a fare
quadrare i conti» è l'appello dell'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza),
dall'altro vede sul tavolo cifre nette.
Il piano economico-finanziario -
presentato ieri in Commissione congiunta Metrobus e Bilancio dal presidente e
dal direttore generale di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi e Marco Medeghini
- racconta di come a mancare all'appello per il completamento dell'opera siano
84 milioni di euro. A questi, va ad aggiungersi l'intricato e «delicato» dossier
riserve, passate dai 65 milioni di euro del 2004 ai 560 milioni attuali. Ma il
punto cardine attorno al quale si consuma il dibattito politico e amministrativo
tanto in Loggia quanto negli uffici di Brescia Mobilità - lo stesso che non
potrà lasciare impronte e riflessi anche sul territorio provinciale e
sull'intero sistema del trasporto pubblico - è l'affaire gestione. Dal momento
del taglio del nastro (e quindi dal 1° gennaio 2013) il funzionamento della
metropolitana leggera costerà alle casse comunali circa 30 milioni di euro
l'anno. Trenta milioni che la Loggia dovrà ricavare e reperire tra le pieghe del
bilancio di esercizio, perché spese correnti sono finanziabili solo attraverso
entrate correnti. Il che, in pratica, significa tagli «pesanti e dolorosi», che
andranno a modificare non tanto la geografia degli investimenti quanto quella di
servizi, sussidi e contributi.
A fare vacillare i toni pacati che avevano
contraddistinto le prime due ore del confronto, è stato il raffronto tra il
piano economico vergato 2004 e lo stato dell'arte, nonché la questione del costo
del biglietto (pensato a 1,90 euro dalla Giunta Corsini e «blindato» a 1,20
dall'Amministrazione Paroli). Nonostante cioè sul tavolo ci fossero stessi
numeri, stesse delibere e stesse proiezioni il quadro e le considerazioni che
maggioranza e opposizione hanno evidenziato restano parallele e totalmente
opposte. Mattatore del confronto, Claudio Bragaglio (Pd) che sottolinea «una
situazione molto positiva a fronte dell'opera insieme più rilevante e più
rischiosa che la città abbia affrontato. I costi aggiuntivi sono infatti il
risultato di miglioramenti dell'opera stessa, ma tutto il resto s'inserisce
appieno nelle previsioni del 2004. Le polemiche di questi mesi sono quindi
spazzate via dai numeri». E ancora: «Per quanto riguarda le opere complementari
i 25 milioni di euro stimati erano stati estromessi dal piano economico in capo
a Brescia Mobilità, perché quelle risorse trovassero appostamento nel bilancio
comunale. I fondi - ha concluso - si immaginava di ricavarli dalle alienazioni».
Frasi, queste, che non hanno mancato di suscitare indignazione tra le file della
maggioranza. In particolare, a replicare in modo netto sono stati Giorgio
Agnellini («un piano finanziario che prevede solo costi senza ricavi non è un
buon piano»), i capigruppo Pdl Achille Farina («questa è un'opera che certamente
la città non si poteva permettere e a dimostrarlo è il fatto che 84 milioni di
euro da reperire sono frutto di una pianificazione iniziale inadeguata»), Udc
Andrea Bonetti e il presidente della Commissione Metrobus, Nicola Gallizioli
(Lega): «Bisogna trovare una soluzione alternativa al biglietto a 1,90 - ha
incalzato - prima di tutto perché è un costo non consentito dalla normativa
regionale e poi perché non intendiamo alzare ulteriormente le tariffe, oggi
fissate a 1,20 euro e già tra le più care». Tutti appunti che però il presidente
della Commissione Bilancio, Fabio Capra, non vuole raccogliere e che, al
contrario respinge al mittente: «Nessuno nel 2004 poteva prevedere la crisi
economica attuale. E se si va a raffrontare la situazione di città come Torino e
Roma sulla partita metropolitana ci si accorge che il piano economico improntato
e varato nel 2004 e portato avanti da questa Amministrazione resta tra i
migliori».
Nuri Fatolahzadeh

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
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Bresciaoggi 29 aprile 2011
INFRASTRUTTURE. La Commissione Bilancio-Metrobus ha fatto il punto su conti
e gestione dell'opera che dovrà entrare ufficialmente in funzione nel gennaio
2013
Il Metrobus costerà 30 milioni ogni anno
Giovanni Armanini
Di Mezza: «Serviranno scelte dolorose, invito tutti a comportamenti seri per
un piano condiviso» E intanto le «riserve» ammontano già a 562 mln
Non è ancora un calcolo perfetto all'euro (anche perchè peserà la variazione dei
tassi sui mutui accesi), ma per la gestione annuale del Metrobus serviranno
«circa 30 milioni all'anno». La conferma è giunta ieri nel corso della
commissione congiunta (bilancio e metrobus) in cui si è fatto il punto sullo
stato dell'arte ed in cui l'assessore al bilancio Fausto Di Mezza ha snocciolato
le cifre chiedendo infine: «che si arrivi ad una presa di coscienza che
coinvolga tutto l'arco politico-partitico presente in consiglio comunale per
arrivare a scelte di bilancio chiare, che dovranno essere dolorose ma
necessarie».
E SULLO SFONDO (ma ben chiaro nel quadro mentale di tutti i
presenti in commissione) rimane anche il tema delle riserve, ovvero dei costi
aggiuntivi dei lavori richiesti per la realizzazione. Un argomento che era
considerato riservatissimo per la precedente amministrazione di centro sinistra,
che il sindaco Adriano Paroli ha recentemente richiamato senza alcun tabù, ed a
proposito del quale ieri il presidente di Brescia Trasporti, Valerio Prignachi,
ha snocciolato le cifre dal 2004 ad oggi (si veda la tabella a fianco), fino
all'ammontare attuale di 562 milioni di euro. Un passaggio sul quale si aprirà
un dibattito più avanti (probabilmente a porte chiuse), ma sul quale alcune
schermaglie si sono già aperte: «un bluff», lo considera il consigliere Claudio
Bragaglio, fermamente contrastato dal capogruppo Pdl Achille Farina che
considera la valutazione «inaccettabile». Sulla partita delle riserve la
precedente amministrazione aveva scelto di rinviare ogni decisione all'arbitrato
finale. Scelta non condivisa dall'attuale maggioranza. Da qui la preoccupazione
chiaramente espressa nei giorni scorsi da Paroli.
DUE RIMANGONO i nodi
aperti: le scelte tariffarie e l'aumento di passeggeri. Una riflessione che è
stata aggiornata alla prossima commissione congiunta, visto che ieri
l'ingrediente principale è stato il rimpallo di responsabilità tra vecchia e
nuova amministrazione su previsioni e strategie per affrontare la nuova
situazione. Il piano di gestione dell'opera nel 2004 prevedeva il passaggio da
43 a 50 milioni di passeggeri, ma anche l'aumento tariffario da 1,20 a 1,90
euro. «Impensabile», secondo lo stesso Farina ed anche secondo il suo omologo
leghista Nicola Gallizioli che ha evidenziato la necessità di una riflessione
sull'aumento di passeggeri, sottolineando pure (a proposito delle necessità
generali di investimento) di: «tenere alta la guardia, ovvero portare con
decisione investimenti su questo progetto».
QUEL CHE È NOTO per ora è che le
previsioni per il 2013 del piano 2004 parlavano di un aumento del 90% del
biglietto (una progressione da 1 euro di partenza a 1,90) con 50 milioni di
passeggeri. Due dati «messi in modo casuale per far tornare i conti» secondo Di
Mezza. Anche se il dato certo in proposito è che rispetto all'ultimo introito
totale da tariffa (13 milioni e 764 mila euro) rinunciando all'aumento il Comune
dovrà trovare subito 15 milioni e 385 mila euro per compensare le entrate. Che
fare? Se ne discuterà tra una decina di giorni riunendo di nuovo le commissioni
congiunte.
Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
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Bresciaoggi 29 aprile 2011
L'ORDINANZA. Un biglietto avviserà di spostare il mezzo entro 24
ore
Caos bici in Stazione?
Ora arrivano le multe
Silvia Ghilardi
Sintesi rimborsa le due ruote rubate e riorganizza gli spazi del
parcheggio
Addio alle biciclette attaccate ai pali della luce, alle ringhiere o ai tronchi
degli alberi. Nei prossimi giorni a Brescia un'ordinanza vieterà di lasciare «in
disordine» le due ruote. Almeno nella zona della Stazione dei treni. Lo ha
annunciato ieri il vicesindaco e assesore alla Sicurezza, Fabio Rolfi, definendo
l'entrata in vigore del nuovo divieto, «una questione di decoro».
Tra qualche
settimana nel piazzale della Stazione e in alcune vie limitrofe - come via
Sostegno, via della Stazione, via Foppa, via Lattanzio Gambara - non si potrà
parcheggiare la bicicletta se non nelle apposite rastrelliere e all'interno del
parcheggio pensilina della Stazione. Se una bicicletta verrà beccata a «sostare»
attaccata a un palo o a un albero, scatterà la sanzione: «Sulla biciclettà verrà
lasciato un biglietto che avvisa il proprietario di spostare il mezzo entro 24
ore» afferma Rolfi. E se, passate le 24 ore, la bicicletta rimane dove è, i
vigili penseranno alla rimozione. Come succede per le automobili. «Il lato
sanzionatorio è minimo - precisa l'assessore - però non trovare più la propria
bicicletta non fa piacere a nessuno». Perchè la segnaletica - che avviserà il
ciclista del divieto di parcheggiare la bicicletta fuori dalle zone adibite -
venga posizionata ci vorrà ancora qualche giorno. «Questa ordinanza - spiega
Fabio Rolfi - non è altro che un richiamo più diretto a ciò che già il
regolamento prevede».
E PER RESTARE in tema due ruote, ieri il presidente di
Sintesi, Giovanna Prandini, ha «rimborsato» ad alcuni cittadini le biciclette
che erano state loro rubate nel parcheggio pensilina della Stazione. «In questi
due anni si sono verificati 9 furti e abbiamo quindi pensato, oltre a risarcire
i cittadini con una bicicletta sostitutiva, anche ad attuare una
riorganizzazione del servizio» sottolinea il presidente Prandini. La modifica
più evidente riguarda la separazione degli spazi dedicati agli abbonati e non.
Al piano terra troverranno posto le biciclette degli abbonati (che sono 413, 200
dei quali frequentano quotidianamenti il parcheggio) e al primo piano, invece,
quelle dei clienti occasionali. «Questo cambiamento - continua - permetterà agli
addetti di Sintesi che si trovano al primo piano di controllare chi entra
occasionalmente all'interno del parcheggio dal lunedì al sabato dalle 7 del
mattino alle 19.30».

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Giornale di Brescia 27 aprile 2011
Piazza del Mercato libera dalle auto
Primo passo verso la realizzazione dell’area per l’agroalimentare entro fine anno
Quattordici bancarelle dedicate al «fresco» aperte sei giorni su sette dalle 7 alle 19
Mai più auto in piazza del Mercato. È la promessa che arriva dagli uomini di
Palazzo Loggia e che da ieri è diventata realtà.
Su questo angolo di città,
infatti, esiste un progetto ben definito: quello di un mercato agroalimentare
stabile, a disposizione dei cittadini sei giorni la settimana.
Quello di
eliminare la presenza delle auto è solo un primo passo verso quella direzione,
così come spiega Maurizio Margaroli, assessore al Marketing urbano.
«La
pedonalizzazione della piazza è la primissima fase della riqualificazione dello
spazio adiacente a via Gramsci. Insieme alle auto se ne sono andate le
bancarelle di alimentari e abbigliamento - una decina in tutto - che fino a
prima di Pasqua occupavano saltuariamente l'area intorno alla fontana. Le
licenze però sono scadute proprio in questi giorni e abbiamo deciso di non
rinnovarle».
Il desiderio di fare «piazza pulita», però è stato dettato anche
da un altro fattore. «Abbiamo deciso di agire anche in vista degli eventi della
Notte bianca organizzata in centro il 7 maggio. Eventi che, naturalmente
coinvolgeranno la piazza» precisa l'assessore al Marketing.
A parte la
scadenza alle porte, sono altri i programmi a medio termine segnati sull'agenda
dell'Amministrazione cittadina.
«Lo spazio - continua l'assessore - sarà
occupato, secondo la nostra tabella di marcia, entro la fine dell'anno da 14
bancarelle che daranno vita ad un mercato stabile. Proprio questa tipologia di
mercato richiama le tradizioni storiche della zona cittadina e il progetto viene
sviluppato anche tenendo conto di questo precedente».
Dal punto di vista
funzionale dunque si potrà contare su una presenza costante. «L'apertura sarà
sei giorni alla settimana e i banchi dedicati a frutta, verdura, fiori,
formaggi, al fresco in genere, saranno a disposizione dei bresciani dalle 7 alle
19 con orario continuato».
Queste le prime indicazioni, passibili, ovviamente
di modifica in corso d'opera. «Ad esempio, nel periodo estivo, l'orario,
potrebbe essere spostato in avanti e occupare qualche ora serale».
Insomma si
vedrà, anche se il profilo di quel che sarà piazza Mercato piano piano emerge
dalle parole di Margaroli.
«Al momento stiamo affrontando una fase tecnica
che comprende la progettazione del prototipo del banco che caratterizzerà il
mercato» continua l'assessore. Si tratterà di postazioni mobili, in legno, ma
tecnologicamente avanzate.
«Ciascuna avrà gli attacchi per luce e acqua e
saranno predisposti spazi per la refrigerazione».
Un «set» di postazioni che
prenderà posto intorno alla fontana. Proprio qui, ad agosto, sono previsti dei
lavori per i sottoservizi. «Ipotizziamo di ultimare tutto entro dicembre e poi
inaugurare il mercato».
Chi sarà, infine, ad occupare una delle quattordici
postazioni lo deciderà un apposito bando. «Il testo è già pronto e, soprattutto,
già deliberato dalla Giunta, aspettiamo solo che la fase cosiddetta tecnica si
possa concludere. A quel punto pubblicheremo» conferma Margaroli.
Cecilia
Bertolazzi
Fabio Rolfi: «Entro il 2011 Loggia e Duomo per i
pedoni»
«Quella di piazza del Mercato è una pedonalizzazione diversa da quella che
stiamo studiando per altre piazze cittadine». A fare la debita distinzione il
vicesindaco e assessore al Traffico Fabio Rolfi.
«Come abbiamo avuto modo di
dire anche in altre occasioni la Giunta si sta muovendo in modo sinergico per
portare a compimento il progetto della pedonalizzazione di spazi cittadini,
anche di concerto con associazioni di categoria, residenti, commercianti,
secondo un percorso graduale e complessivo. Un progetto, insomma che possa
durare nel tempo».
Detto questo, però, Rolfi, pur non volendo svelare troppi
dettagli «ancora da sottoporre alle Commissioni di riferimento», indica un
termine per l'adempimento di questo indirizzo.
«Entro la fine dell'anno e,
comunque, prima della fine del nostro mandato, speriamo di poter rendere
pedonali corso Mameli, piazza Loggia e piazza Paolo VI».
Sarà questo il primo
capitolo della pedonalizzazione che ha in mente l'Amministrazione cittadina.
«Non c'è fretta, comunque - riferisce anche l'assessore al Marketing urbano
Maurizio Margaroli - aspettiamo inoltre che vengano smantellati i tanti cantieri
della metropolitana che occupano la città. Se, così come sembra, per la consegna
dei lavori i tempi saranno rispettati, per il 2012 potremmo procedere con la
pedonalizzazione anche di altre piazze cittadine».
Tornando invece allo
sgombero delle auto e delle bancarelle da piazza Mercato l'assessore Rolfi
precisa che non ci sono ripercussioni per i residenti per quel che riguarda i
parcheggi.
«Nella piazza il parcheggio non è mai stato formalmente regolato.
Diciamo che in tarda serata e durante la notte qualche auto veniva posteggiata
accanto ai portici, in maniera non autorizzata. Tutto ciò non avverrà più. Ne
abbiamo guadagnato: il colpo d'occhio è magnifico». c. b.
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Bresciaoggi 29 aprile 2011
AMBIENTE. Apprezzata la chiusura, poi la stoccata: «Dalla maggioranza solo
chiacchiere»
Ecodem: «Pedonalizzazioni?
Cartelli e divieti c'erano già»
Thomas Bendinelli
Vitale: «Negli ultimi anni la Loggia ha permesso la sosta abusiva» L'ex
assessore Paccani: «Broletto, la chiusura risale già al 1998»
Gli ecodem plaudono alla chiusura del Broletto e di piazza Mercato alle
automobili. Ma, aggiungono, ritengono che quelle della maggioranza siano solo
chiacchiere e appropriazioni indebite di provvedimenti che già dovrebbero essere
in vigore, presi dalle precedenti amministrazioni.
«VENDONO DIVIETI DI SOSTA
che sono sempre esistiti per pedonalizzazioni», afferma Paolo Vitale, portavoce
degli Ecodem, nel piazzale del Broletto. Dietro di lui, in bella vista, ci sono
una ventina di automobili. «A inizio settimana annunciano in pompa magna la
pedonalizzazione di questa piazza e dopo tre giorni c'è già giù la catenella che
dovrebbe impedire l'accesso alle auto», osserva. Il problema, però, non è solo
questo, ma il fatto che in realtà il piazzale del Broletto il suo cartello con
il divieto di sosta c'è sempre stato, almeno da una buona dozzina di anni.
«E così anche in piazza Mercato - sottolinea il portavoce degli ecodem -,
per cui non si riesce a capire con che coraggio sbandierino queste
pedonalizzazioni. La realtà è che in questi ultimi anni hanno permesso la sosta
abusiva». Vitale richiama alla memoria le auto parcheggiate in piazza del Foro,
quelle che sono tornate in piazza Paolo VI, la restrizione oraria e di spazi
della zona a traffico limitato. Insomma, l'apertura al traffico del centro
storico che ha caratterizzato le politiche del centrodestra in tema di
mobilità.
L'ecodem ricorda inoltre che a fine febbraio, in un'ora e mezzo, le
associazioni ambientaliste bresciane avevano raccolto oltre 300 firme nel quale
si chiedeva che le piazze storiche del centro fossero accessibili solo ai
residenti delle piazze stesse. La petizione, depositata ufficialmente in Loggia
il tre marzo, non è però mai stata discussa nonostante sia oramai prossima alla
scadenza dei 60 giorni previsti dal regolamento comunale.
GIUSEPPE TOGNAZZI,
capogruppo del Pd in Circoscrizione centro, mostra invece un pacchetto di ordini
del giorno con i quali ha chiesto nei mesi scorsi di fermare la sosta abusiva in
Largo Formentone, il ripristino della Zona a traffico limitato in alcuni tratti
o l'eliminazione dei posteggi che occultano «in maniera indecorosa» la fontana
monumentale a nord di piazza Paolo VI. Tutte situazioni che prima non c'erano e
che si sono venute a creare con la nuova amministrazione.
«La realtà è che
la nuova linea ecologista di questa giunta è un gran chiacchierare e basta -
osserva il segretario cittadino del Pd Giorgio De Martin -. Se non altro è un
buon chiacchierare: tre anni fa parlavano di libera auto in libera città».
Claudio Paccani, che è statop assessore al traffico nella giunta
Martinazzoli, ricorda che l'ordinanza di chiusura al traffico di piazza Broletto
è del 1998 e rileva che questo continuo non sanzionare il divieto di sosta per
«garantire il parcheggio privato a qualche tizio è grottesco e surreale».
Poi osserva: «Con questa giunta sono stati fatti tanti, tantissimi passi
indietro. Il problema a questo punto è che si continua a pensare di portare il
parcheggio a rotazione in centro ed è veramente un grosso errore».
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Giornale di Brescia 27 aprile 2011
Provincia, la partita trasporti riparte dai contratti
La partita dei Trasporti pubblici - di cui si è parlato
ieri nella relativa Commissione provinciale presieduta dall'assessore competente
Corrado Ghirardelli - si giocherà su diversi campi, a partire dal rinnovo dei
contratti con le aziende private sottoscritti nel 2005 e in scadenza a fine
anno.
A tal proposito, Ghirardelli ha anticipato la sussistenza di alcune
incognite, come per esempio «la durata dei contratti, 3, 4 o 5 anni e il
mantenimento dei tre lotti in cui è attualmente suddiviso il territorio o
l'accorpamento in uno» e ha auspicato «la partecipazione del Comune di Brescia
al tavolo di dialogo». Già, perché tra gli obiettivi dell'opera di
valorizzazione e diffusione del Trasporto Pubblico Locale (che vede uno
stanziamento totale per il 2011 pari a 42,82 milioni di euro) per il quale
palazzo Broletto «non ha aumentato i prezzi pur salvaguardando tutte le tratte,
con un onere di 1,5 milioni di euro che ora ci auguriamo ci venga retrocesso
dalla Regione cui la conferenza Stato-Regioni ha attribuito tali fondi», figura
«la risoluzione, ancorché parziale, del problema pm10, che non si affronta
diminuendo il costo dei parcheggi e incrementando quello degli autobus», tema
che l'assessore Ghirardelli intende affrontare anche attraverso la stipula di
una convenzione «con i Comuni della seconda cerchia». Tra le questioni sul
piatto, l'assessore ha ricordato «l'analisi del traffico tra Valcamonica e
Valtellina e il relativo studio di fattibilità per valutare le possibilità di
realizzazione del traforo del Mortirolo», la prosecuzione del «percorso di
qualificazione e navigazione del lago d'Idro» e, quanto alla metropolitana
provinciale, ha sottolineato «le integrazioni di reti di trasporti che
confluiscono sul nodo di Brescia».
Raffaella Mora
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Bresciaoggi 23 aprile 2011
IL CANTIERE. In città è apparso il primo elemento in superficie della
metropolitana automatica che correrà sottoterra
Metrobus, ecco le «piramidi»
Sono le finestre delle stazioni
Mimmo Varone
Ce ne sono di due tipi di differenti dimensioni realizzate in vetro
anti-sfondamento con un'anima di metallo
La metropolitana inizia a modifica il panorama cittadino. Mentre i treni si
avventurano sui binari tra Sant'Eufemia e San Polo, le stazioni sfoggiano le
«piramidi» dei lucernari. Sono il primo segnale del sistema di trasporto
automatico che corre sotto le viscere di Brescia. segno tangibile che i lavori
vanno avanti verso l'appuntamento con il taglio del nastro del 31 dicembre 2012,
confermato salvo imprevisti.
Le piramidi di vetro servono a portar la luce
del sole dentro le stazioni, sia in quelle profonde sia nelle altre della
galleria artificiale. E cominciano a far la prima comparsa. Sono già al loro
posto al Prealpino, a Casazza davanti al complesso residenziale Futura, a San
Polo Cimabue. Emergono in superficie, ma «sono opere di contratto e quindi di
competenza dell'Ati - spiega il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi
- e gradualmente verranno installate nelle stazioni che le prevedono». Che poi
sono quasi tutte. Le finestre a piramide sono previste nella tratta a Nord dal
Prealpino all'Ospedale, lungo la galleria profonda scavata dalla «talpa» (con
l'eccezione delle stazioni Vittoria e San Faustino), alla Poliambulanza e a San
Polo Cimabue, appunto. Non ci saranno soltanto lungo la tratta a raso e in
viadotto.
SONO FATTE di vetro antisfondamento per garantire la massima
sicurezza. Se qualcuno accidentalmente ci finisse sopra, non rischierebbe di
volare di sotto. Sono apribili non per il ricambio dell'aria ma per poterne
effettuare pulizia e manutenzione, e soprattutto per far fronte a eventuali
situazioni di emergenza. Se dovesse scoppiare un incendio, verrebbero aperte
immediatamente per far uscire i fumi. A guardarle con attenzione, si scopre pure
che non sono delle piramidi regolari. Quelle già installate sulle stazioni in
galleria artificiale hanno lati di due metri e mezzo e un'altezza di tre e
mezzo, ma sono più alte da una parte e meno dall'altra. Alla base hanno pure
delle lamelle che permettono di garantire un'aerazione costante. E il vetro che
si vede nasconde un'anima di metallo che le tiene in piedi.
Devono ancora
essere installate sulle stazioni a cielo aperto della galleria profonda. Queste
saranno più grandi, di tre metri per quattro, ma non avranno le lamelle di
areazione, anche perchè in quelle stazioni non servono. Saranno uno dei tratti
distintivi della metropolitana in superficie. Faranno eccezione solo le stazioni
del centro. Ma lì pare che fosse proprio impossibile. A parte il placet della
Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici, a San Faustino sarebbero
finite sul vialetto che permette di raggiungere il parcheggio di Fossa Bagni, e
alla Vittoria proprio nel bel mezzo della strada. Qui, peraltro, la copertura
della stazione è stata ultimata di recente, e si può già vedere che sulla
soletta non ci sono lucernari di sorta. Le due stazioni centrali, insomma,
saranno del tutto tradizionali, e sarà quello a distinguerle.
Ora si tratta
solo di completare l'opera. Entro il marzo dell'anno prossimo tutta la linea
deve essere fatta e finita, non solo nelle opere civili che sono ormai al
completo, ma anche negli impianti. La prossima primavera scatteranno i nove mesi
di prove, dei sottosistemi di stazione fino giugno, dell'intero sistema fino a
settembre, dopodichè scatterà il «trimestre bianco», quando tutti i 16 treni
prenderanno a far la spola tra un capolinea e l'altro. Allora mancheranno solo i
passeggeri, che arriveranno per Capodanno.
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Giornale di Brescia 22 aprile 2011
Parcheggio sotto il Castello, no corale a 15 voci
Associazioni, mondo ambientalista e partiti contro il progetto: «Danneggerebbe il centro»
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Contrarietà all'idea di un parcheggio sotto il Castello. Determinazione a
contrastarlo con varie iniziative, non ultima una raccolta firme per dire
all'Amministrazione quello che la città ritiene opportuno. Il primo atto è la
stesura di un documento che porta l'adesione di ben 11 associazioni (Acli; Amici
della bici; Brescia per passione; Codisa; Comitato salute, rinascita centro
storico; Coordinamento comitati ambientalisti; Gamete 09; Gnari de Mompià;
Italia nostra; Ecodem e Legambiente) e quattro partiti politici (Pd, Ivd,
Movimento 5 Stelle, Sel). Diffuso durante un incontro con la stampa, raccoglie
«le molte ragioni per definire l'ipotesi parcheggio sotto la galleria,
irrazionale, dannosa e costosa». Un gruppo «agguerrito» come si è definito,
aperto all'adesione di altre associazioni e forze politiche, che intende
«convincere - ha sottolineato Isaac Scaramella, presidente di Legambiente,
affiancato dai rappresentanti degli altri sodalizi - la Giunta a ritirare il
progetto orientandosi, invece, verso scelte di respiro europeo che promuovono la
mobilità sostenibile, il trasporto pubblico, la sicurezza stradale; riservando
aree pregiate e fragili della città storica ai pedoni e ai ciclisti, alla
cultura, a modelli innovativi di commercio». «Il messaggio di questa
Amministrazione comunale sembra essere: venite in centro in auto - si legge nel
documento - sarebbe in contrasto con la metropolitana, prossima ad entrare in
funzione. Non agevolerebbe i residenti del centro storico e non servirebbe al
rilancio dell'attività». Questo costosissimo progetto (22 milioni), secondo gli
ambientalisti, verrebbe intrapreso nello stesso tempo in cui si lamenta la
penuria di fondi per giustificare la mancata realizzazione dei parcheggi
scambiatori, complementari al metro e del nuovo Piano della mobilità ciclabile,
«annunciato in modo roboante ma senza risorse a disposizione - hanno rimarcato i
firmatari - senza dimenticare che esiste già un grande e sottoutilizzato
parcheggio adiacente (Fossa Bagni), servito da un bus navetta gradito ai
cittadini, ma non pubblicizzato a sufficienza».
Wilda Nervi |
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Giornale di Brescia 19 aprile 2011
Metrobus, «quei conti non tornano»
Allo
studio di Brescia Mobilità e Loggia un nuovo piano
economico-finanziario che sappia fare fronte a 300 milioni di debiti,
510 milioni di riserve e al nodo gestione
Da un lato un indebitamento che si aggira attorno ai 300 milioni di euro (a
fronte dei 220 preventivati), tutti da ripianare a partire dal 2013; dall'altro
la questione riserve, oggi stimate in 510 milioni e anch'esse da rifondere alla
ditta alla pronta consegna dell'opera. Ma l'aspetto che più fa passare notti
insonni alla Loggia resta il nodo gestione. La partita metropolitana cittadina
non è insomma «capitolo chiuso». Non tanto sotto il profilo della realizzazione
dell'opera, quanto piuttosto dal punto di vista di «un piano
economico-finanziario che non regge». Insomma, i conti - descritti all'interno
della discussa delibera dell'8 ottobre 2004, presentata dalla Giunta Corsini e
varata dal Consiglio comunale - continuano a non tornare. Tanto che la
Commissione congiunta Metrobus e Bilancio convocata per ieri è andata deserta:
la situazione verrà analizzata la prossima settimana, a fronte di cifre e numeri
precisi, che sappiano cioè raccontare «del reale stato dell'arte». Il che
significa avere i numeri, al centesimo, delle spese di cui il Comune deve farsi
carico dal 2013 in avanti.
Daccapo. Nel marzo 2005, la società 100% Comune ha
sottoscritto un mutuo di 220 milioni di euro con Cassa depositi e prestiti con
la garanzia della Loggia. A giugno 2010 - a fronte di un tasso fisso al 4,34% e
di un piano di rientro che prevede rate semestrali da 6,6 milioni di euro - sono
stati utilizzati circa 200 milioni. Per completare il finanziamento è necessario
reperire però altri 54 milioni (la cosiddetta «maxi-rata»), cui si sommano i 20
delle opere complementari, cifra indicata sin dall'inizio ma mai appostata né
nel bilancio comunale né da Brescia Mobilità. Di qui, il prossimo passo: un
nuovo mutuo. Che, verosimilmente, porterà l'indebitamento a quota 300 milioni di
euro.
Ma cosa prevedeva il piano economico-finanziario varato nel 2004? E
come mai oggi - a fronte di cifre che dovrebbero essere rimaste invariate - i
conti non tornano? Perché un conto è programmare sulla carta, altro conto è
mettere in moto la macchina e reperire effettivamente le risorse. Quattro le
mosse pensate dalla passata amministrazione per fare quadrare i conti. Prima fra
tutte portare il costo del biglietto a 1,90 euro, strada - questa -
impraticabile per via delle disposizioni regionali che bloccano il costo del
ticket ad un massimo di 1,25 euro. Altri introiti - secondo la delibera del 2004
- si dovrebbero ricavare da un presunto aumento dei passeggeri, che porterebbero
nelle casse di Brescia Mobilità 6,19 milioni di euro. Il terzo ricavo era
previsto da una modifica dei criteri dei Contratti di servizi che regolano il
trasporto pubblico (tra quote diversificate, maggior numero di chilometri
percorsi e contributi regionali). Infine, la variante pubblicità, dalla quale si
ipotizzava di ricavare 1,34 milioni di euro l'anno.
C'è un però. Il quadro è
cambiato. I passeggeri del trasporto pubblico calano, i km percorsi pure, per i
Contratti dei servizi bisogna attendere e il ticket è stato sì aumentato, ma a
1,20 euro. E allora punto e a capo, tutto da rifare. Alla ricerca di quella
«cassaforte metropolitana» oggi ferma sui documenti. Ma di cui tecnici e
contabili faticano a trovare traccia concreta.
Nuri Fatolahzadeh

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
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Grazie alla segnalazione di "Il Trovatore".
Scoperto l'album fotografico su flickr di Brescia Mobilità
con migliaia di fotografie che "raccontano" i lavori di costruzione
della metropolitana a Brescia

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Bresciaoggi 14 aprile 2011
METROBUS. Sul cantiere sventola, secondo la tradizione in uso nell'edilizia,
una bandiera con le firme di tutti i lavoratori
La stazione Vittoria è «al tetto»
Opere civili finite a marzo 2012
Mimmo Varone
Confermato il 31 dicembre 2012 per l'avvio del metrò Lavori in ritardo a S.
Faustino, causa resti archeologici L'armamento dei binari completato lungo i
13,1 km
Ancora 11 mesi. Poi anche i cantieri dell'Ati Metrobus spariranno. E su tutti i
13.1 chilometri della linea dal Prealpino a Sant'Eufemia la Loggia e Brescia
Mobilità lavoreranno alle opere complementari di superficie.
Da lunedì un
tricolore pieno di firme ha cominciato a sventolare sul cantiere della stazione
Vittoria in centro storico, a segnalare come per ogni casa che si rispetti il
completamento del tetto, nella fattispecie della soletta che chiude la sommità
della stazione realizzata allargando il tunnel scavato dalla «talpa».
È
un'altra tappa che avvicina al 31 dicembre 2012, data confermata dell'entrata in
esercizio della metropolitana leggera automatica.
ORA IN PIAZZA Vittoria si
procede con le finiture e con l'installazione degli impianti tecnici. Astaldi,
che ha in appalto le opere civili, assicura che per l'autunno tutto sarà
completato.
Nell'altra stazione del centro, la San Faustino, i lavori sono
più indietro. Al momento si lavora ancora alla soletta di copertura. Ma le
ragioni ci sono. Brescia Mobilità – spiegano da Astaldi – ha chiesto una
variante per mettere in bella vista un arco e le antiche mura della città
rinvenute nel sottosuolo, ed ora è in corso la preparazione del progetto. In
più, bisogna procedere per fasi successive a causa delle interferenze con il
Celato e con il parcheggio di Fossa Bagni.
CI SONO STATI dei problemi extra,
insomma, tuttavia Astaldi assicura che i tempi saranno recuperati. Nei mesi
scorsi le squadre di tecnici e operai sono andate a marce forzate lavorando su
doppi turni, e anche San Faustino sarà pronta negli impianti e nei sistemi entro
marzo dell'anno prossimo.
Per la stessa data tutte le stazioni e l'intera
linea dovranno essere fatte e finite. Ma il problema è soprattutto in centro.
L'armamento dei binari è completato su tutta la linea da nord a sud. Le stazioni
in galleria coperta tra il Prealpino e l'Ospedale sono in via di ultimazione.
Ora si aspetta l'ok di Brescia Mobilità per mettere mano alla rotatoria di viale
Europa. Le stazioni a raso e in viadotto della tratta funzionale tra
Poliambulanza e Sant'Eufemia sono praticamente al completo salvo dettagli,
sicchè i primi treni da qualche settimana possono compiere i giri di prova. Gli
occhi, insomma, sono puntati soprattutto su San Faustino, ma il completamento
entro marzo non viene messo in discussione.
LA SCADENZA è decisiva, perchè
allora dovranno scattare gli ultimi 9 mesi tutti dedicati alle prove. A quel
punto anche gli ascensori, le scale mobili, gli impianti antincendio e di
trattamento dell'aria, le porte di banchina e quant'altro, dovranno essere
installati. I cantieri scompariranno, la città sarà liberata dall'assedio in cui
è stata tenuta per anni, e il metrò dovrà solo mettere a punto il complesso
sistema automatico.
I tre mesi da marzo a giugno 2012 saranno dedicati alle
prove dei singoli sottosistemi nascosti nelle viscere di ogni stazione. Ciascuno
governa in automatico la propria e i tratti di linea a monte e a valle, e si
interfaccia in tempo reale con il grande «cervellone» della sala comando di
Sant'Eufemia/Buffalora per inviare e ricevere ogni tipo di comunicazione sul
funzionamento del sottosistema stesso.
La complicazione sta nel fatto che
tutti i sottosistemi devono funzionare in sintonia e in perfetta integrazione
tra loro e con il «cervellone». I successivi tre mesi da luglio a settembre,
dunque, saranno dedicati completamente alle prove del sistema centrale, che
permetterà ai treni di far la spola senza conducente e in tutta sicurezza da un
capolinea all'altro. Sarà il lavoro più complesso, ma non si partirà da zero. Il
sistema automatico è già messo in prova da qualche tempo, sia pure limitatamente
alla tratta funzionale.
E con l'anno prossimo i convogli prenderanno ad
avventurarsi pure oltre, verso Volta e Lamarmora. Da luglio 2012 si tratterà
solo di estendere l'operazione all'intera linea.
INFINE, gli ultimi tre mesi
saranno dedicati al cosiddetto pre-esercizio. Tutti i treni si muoveranno lungo
l'intera linea e con le stesse frequenze previste per l'esercizio, quando
viaggeranno carichi di bresciani. Quel giorno, il 31 dicembre 2012, non dovrà
esserci nessuna soluzione di continuità con i tre mesi di «prove in bianco», e
il metrò dovrà accogliere i primi passeggeri senza scomporsi di una
virgola.
Ora, però, si attendono i treni, finora arrivati in ritardo e con il
contagocce. L'Ati, tuttavia, assicura entro la fine di quest'anno i 18 previsti
saranno nel Deposito bresciano.
È interesse di tutti finire il prima
possibile, e a meno di imprevisti che al momento non si immaginano, il giorno
del taglio del nastro resta conrfermato.

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
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Giornale di Brescia 16 aprile 2011
MOBILITA' DOLCE
Il «sogno» dei bresciani?
Una pedalata verso il
lavoro
Il 90%
delle persone che ha partecipato a «Dite la vostra» sul
nostro sito web userebbe di più le due ruote se le piste fossero
più sicure
«Dite la vostra: se i percorsi ciclabili fossero più sicuri, usereste la
bicicletta per andare al lavoro?».
La domanda viene pubblicata solo qualche
giorno fa sul sito del Giornale di Brescia, a corredo della proposta del
vicesindaco Rolfi relativa ad un piano di investimento che vada a favore della
messa in sicurezza dei percorsi ciclabili cittadini.
Rispondono in più di
mille dando un risultato di quelli che fanno spalancare gli occhi: il 90% dice
sì. A dispetto del traffico ormai cronico sulle nostre strade, dell'aria non
proprio da alta montagna e sì, delle piste ciclabili, che, in alcuni tratti,
diventano più ostacolo da evitare che via da percorrere.
Insomma che la
«parola ai lettori» abbia dato forma ad un desiderio? Quello semplice di
sentirsi sicuri di inforcare la propria bici e, nei limiti dei chilometri da
percorrere, di arrivare al lavoro, sani e salvi. Evitando: code, ricerca di
parcheggio, spese per la benzina. Un'utopia? Prima di rispondere vediamo più da
vicino che cosa la nostra città è in grado di offrire a chi usa le due
ruote.
Attualmente, i percorsi ciclabili presenti in città sono 13, suddivisi
in diverse zone di Brescia e non sempre collegati in rete. Ci è voluto un
complicato processo di programmazione e realizzazione delle piste per
raggiungere i 118 chilometri disponibili per le due ruote, completati
sostanzialmente a partire dai primi anni 2000 fino al 2008.
Il principio
messo in campo dall'allora giunta Corsini era di adattare le strade alla
mobilità ciclabile, in alcuni casi anche i marciapiedi, in un più ampio disegno
volto a rendere più favorevole l'utilizzo dei mezzi alternativi all'auto (per i
mezzi pubblici il modello erano le Lam).
Dopo una fase di silenzio sul tema,
dalla Giunta Paroli è stato annunciato un nuovo impulso alla mobilità ciclabile,
attraverso un piano di investimenti pluriennali stimati in una decina di milioni
di euro. Il progetto è stato presentato in settimana dal vicesindaco Fabio
Rolfi, il quale, dopo l'uscita dalla Giunta di Nicola Orto, ha ereditato la
delega alla Mobilità e traffico.
Il lavoro è durato circa un anno, con il
contributo degli Amici della Bici. Durante un incontro organizzato
dall'associazione, Rolfi ha spiegato di voler puntare, più che sulla quantità,
sulla qualità delle piste. Coinvolti dovrebbero risultare 105 chilometri di
strada con la definizione di 15 nuovi percorsi. Il 40% dei lavori, comunque,
riguarderà la riqualificazione delle piste già esistenti.
A chi, in
particolare dall'opposizione, chiede come mai non ci siano fondi appostati a
bilancio per la mobilità ciclabile, Rolfi spiega che «le variazioni si fanno
apposta» e che «prima di stabilire le risorse bisogna elaborare nel dettaglio
gli interventi da fare».
C'è attesa dunque per capire come e verso quali
direzioni si svilupperà la rete ciclabile cittadina.
Anche perché è ormai
chiaro che lo sviluppo infrastrutturale, associato ad un'adeguata opera di
promozione, è decisivo per aumentare la passione quotidiana per la bicicletta.
Passione che, guardando l'accoglienza di Bicimia - 27 le postazioni in città
dove è possibile prendere una bici e 26 quelle che a breve verranno installate
nell'hinterland - è più che coltivata dai bresciani. Un favore che però andrebbe
incanalato in un circolo virtuoso, fatto di buone pratiche, di investimenti
mirati, di concreti ritorni al cittadino che sceglie di muoversi in città
rinunciando all'auto. Un'utopia?
Emanuele Galesi

Via Montesuello
«Mi fermo solo due secondi» ... Quelli in
cui passa la bici
È come salire sul treno con regolare biglietto e sedile riservato e trovare
un'altra persona seduta al tuo posto. Una persona che magari non vuole saperne
di alzarsi e pretende di avere ragione.
Ecco, è questa la sensazione che si
prova quando sulla pista ciclabile è parcheggiata un'auto. Come davanti al Liceo
Calini (nella foto), in via Montesuello.
L'orario di uscita degli studenti da
scuola rappresenta il momento più traumatico, perché le auto dei genitori, con o
senza quattro frecce, presidiano la corsia per le bici in attesa degli studenti.
Di sabato il fenomeno raggiunge proporzioni da esodo.
Qualcuno dirà: ma chi
vi obbliga a passare proprio al termine dell'orario di scuola? Il problema però
è a monte. Se non è separata dalla sede stradale, cosa non sempre possibile, la
ciclabile viene vissuta come un naturale prolungamento della corsia. O
addirittura come un comodo parcheggio in una zona franca. «Mi fermo solo due
secondi» dice l'automobilista. Proprio quelli in cui passa la bici.
Via Ugoni
Percorso senza intoppi, il dubbio arriva alla
rotonda
Via Fratelli Ugoni: che traffico, a quasi ogni ora. Chi si muove in bici, però,
può sentirsi in un certo senso al riparo delle code di vetture muovendosi, come
ovvio, sulla pista ciclabile. Tutto bene.
Se non fosse che al semaforo di
piazza della Repubblica il ciclista si trova davanti ad un piccolo dilemma: «Ora
che faccio? Divento pedone o seguo le quattro ruote?». Il che significa che per
chi pedala il semaforo segna la fine della ciclabile.
Bisogna dunque
procedere verso la propria destinazione, le possibilità sono due. Attraversare
l'incrocio sulle strisce pedonali con accanto qualche pedone o immettersi sulla
strada e seguire le auto che premono sull'acceleratore non appena scatta il
verde. Una scelta che si presenta, salvo eccezioni, a numerose altre rotonde
cittadine.
Superato il guado, però, in via XX Settembre si incontra
nuovamente la ciclabile, anche se, come si sente dire, «la si deve condividere
con l'autobus». Guardarsi alle spalle, allora, in questo caso, può essere un
utile consiglio.
Via Gamba
Asfalto e segnaletica si meritano un dieci e lode
«Fossero tutte così». Che cosa? Le piste ciclabili, ovviamente. In particolare
quella che corre lungo via Gamba (e chi usa le due ruote ben lo sa).
Un
nastro antracite, senza buche, tombini, intoppi, un asfalto praticamente
perfetto che non ti fa nemmeno sentire la «fatica» dei pedali. Non è finita,
anche la segnaletica si merita una piccola sottolineatura. Se fossimo a scuola
meriterebbe senza dubbio un dieci e lode. È chiara, ripetuta con costanza lungo
tutto il tratto, specie nei punti «critici» come gli incroci o gli
attraversamenti. Fattore da non sottovalutare (vedere il box successivo), le
linee gialle che delimitano il percorso delle due ruote, davanti alla rotonda
della via, accompagna il ciclista anche in questo caso.
Altro fattore degno
di nota: sulla via il percorso dedicato alle due ruote è in entrambi i sensi di
marcia. Insomma quella di via Gamba diventa un esempio da seguire e
moltiplicare. Che sia stata appena fatta è ovvio, ma viene proprio da desiderare
che anche le «colleghe» possano subire lo stesso restyling. Al più presto.
Via Volturno
L'apice della precarietà? Le auto che svoltano
su pista
Il massimo del senso di precarietà lo si raggiunge quando la pista ciclabile
deve essere attraversata dalle automobili in fase di svolta, la maggior parte
delle volte verso destra.
In via Volturno, per fortuna, chi guida è
abbastanza abituato a fare attenzione agli eventuali ciclisti presenti sul ponte
e confinati tra le due strisce gialle che per qualche metro sono al centro della
carreggiata, tra chi deve andare dritto e chi vuole girare verso la tangenziale.
Sembra di essere Indiana Jones sul ponte pericolante di pietra, mantenere
l'equilibrio è questione di assoluta abilità.
Il paradosso è che gli
attraversamenti sono insidiosi anche nei tratti in cui la pista è completamente
protetta, come ad esempio in via Marconi, dove a separare strada e ciclabile
sono addirittura gli alberi.
Il problema sta forse nella segnaletica,
orizzontale e verticale, oltre che nelle abitudini di chi guida.
In fondo,
però, il pericolo non è così strano, se si pensa al trattamento che ricevono i
pedoni quando devono attraversare sulle strisce.
Per i ciclisti metropolitani un percorso ad ostacoli
Gli itinerari in città vincolati da ciclabili a singhiozzo
Mac’è chi non rinuncia a muoversi pedalando
«Si può fare!», veniva scandito nel film Frankenstein
Junior. Sì, ma che fatica, sbuffa il ciclista. Attraversare la città pedalando
può essere un grande piacere perché Brescia, per come è conformata, è a misura
di bici. In primavera, poi, è il massimo. Il problema nasce quando ci si deve
confrontare con l'infrastruttura dedicata alle due ruote: la pista ciclabile. Se
si parte dalla zona nord del centro la si imbocca in via Volturno e non ci sono
problemi fino al ponte sulla tangenziale. Qui bisogna fare grande attenzione
alle auto che svoltano a destra e, mentre si scende in via Chiusure, occhio a
chi tende ad allargarsi sulla ciclabile prima del semaforo. Viale Caduti del
Lavoro richiede un surplus di attenzione per le auto che girano nelle vie
interne e, arrivati all'incrocio con via Zoccolo accade una magia, la pista
scompare. Per andare verso la Badia e la Mandolossa, all'estremità est della
città, bisogna dunque fare affidamento sulla strada. Il confine con Castegnato
ricorda le Colonne d'Ercole: qualcuno si fida a superarle? Si riparte verso
ovest, in una via Vallecamonica che offre riparo con corsie laterali adatte alle
bici solo all'inizio. Man mano ci si avvicina a via Milano, aumenta la dose di
pericolo. I pochissimi metri di ciclabile sul ponte Mella sembrano un'oasi,
l'ultima prima della lunga penitenza che porta in centro. Qui il problema è il
parcheggio selvaggio, altro grande nemico del ciclista. Vale la pena di
immettersi su viale Venezia anche solo per passare sotto gli alberi in fiore
sulla destra, poi giù verso la Bornata la pista quantomeno è continua. Alla
rotonda di Sant'Eufemia, nuova magia. Niente più pista. Si torna indietro,
stavolta col vento a favore. Eroica la salita senza ciclabile su via Turati,
drammatica la discesa su via Pusterla, ecco di nuovo piazzale Cesare Battisti.
In circa un'ora e mezza, con molta calma, abbiamo unito i puntini tra le due
estremità della città. È solo uno dei percorsi possibili, ma i tratti sono
comuni ad altri: le piste non sono sempre adeguatamente protette e segnalate, la
rete non è continua, bisogna fare affidamento sull'attenzione degli
automobilisti. Sulle arterie più grandi, la puzza dei gas di scarico è
penalizzante, ma una volta a casa è il grande rumore del traffico a lasciare
anestetizzate le orecchie. La bici è una grande invenzione, peccato che in città
la si possa sfruttare solo a metà. O qualcosa meno.
Emanuele Galesi
«Favorire le due ruote? Questione di cultura»
Gli Amici della bici hanno promosso un primo dibattito sulla mobilità dolce
L’aspetto
su cui sono tutti d’accordo è la necessità di
«una cultura della bicicletta». Promuovere, favorire,
incentivare l’uso delle dueruote a pedali come mezzo di trasporto
quotidiano.
Nell’affollata
compagine di ospiti invitati all’incontro organizzato
giovedì sera al «Museo di Scienze naturali» dagli
Amici della bici, le divisioni sono semmai emerse su come si debba
ottenere l’obiettivo. E con quanti sforzi (economici,
progettuali, promozionali). Fabio Rolfi, vicesindaco con delega alla
Mobilità, Emilio Del Bono, capogruppo del Pd in Loggia,Nicola
Gallizioli, capogruppo della Lega, Marco Toma, presidente della
commissione Urbanistica e Viabilità, Donatella Albini,
consigliere della Sinistra arcobaleno, Ettore Brunelli, esponente di
Sel ed ex assessore al Traffico nella Giunta Corsini, Francesco Onofri,
dell’Officina della città, e Ilaria Fumagalli, di Brescia
per passione.
Tante
voci racchiuse in due ore di interventi senza contraddittorio che hanno
contribuito a dare diversi punti di vista sulle politiche dedicate alla
bicicletta e, più in generale, allamobilità sostenibile.
L’unico
punto certo è che Giorgio Guzzoni, degli Amici della bici, ha
invitato i presenti ad un nuovo incontro fra un anno (anche se tra il
pubblico in diversi chiedevano di anticipare la scadenza) per valutare
gli effetti del piano presentato da Rolfi. Lo stesso vicesindaco ha
spiegato che si tratta di un progetto a lungo termine, che
riguarderà più la qualità delle piste ciclabili,
che la quantità.
Del
Bono ha sottolineato che «non ci sono i soldi a bilancio, sembra
l’ennesimo annuncio», mentreAlbini siè dichiarata
«favorevolmente stupita, a patto che sia inserito in un piano per
lamobilità dolce». I più cauti sulle biciclette in
città sono parsi Gallizioli e Toma, mentre gli altri relatori
hanno chiesto politiche decise a favore delle dueruote, «anche a
costo di penalizzare le auto». egg
PEDALARE SICURI
In galleria e sulle extraurbane con il
«rifrangente»
consigliato il caschetto per i minori sotto i 14 anni
È entrata in vigore lo scorso 12 ottobre la riforma
della Legge 120/10 del Codice della strada che ha imposto per tutti i ciclisti
l'uso obbligatorio del giubbino rifrangente esclusivamente sulle strade
extraurbane e in tutte le gallerie in situazioni di scarsa luminosità.
L'articolo 182 inserito dalla riforma, oltre a imporre l'uso delle apposite
piste ciclabili ai ciclisti, quando presenti, e specificare le modalità e le
condizioni di circolazione dei velocipedi su strada, specifica i dispositivi e
le misure di sicurezza da adottare in sella alla bicicletta: chi circola nelle
gallerie e fuori dai centri abitati da mezz'ora dopo il tramonto a mezz'ora
prima del sorgere del sole ha l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle
retroriflettenti ad alta visibilità.
Per i trasgressori delle disposizioni
contenute nell'articolo le sanzioni amministrative previste vanno dai 23 ai 92
euro. Seppur non imposto dalle normative dopo la riforma del codice, è suggerito
dal buon senso l'utilizzo del caschetto, soprattutto per i minorenni sotto i 14
anni, come stabilito da un precedente emendamento vigente, poi ritirato nel
maggio del 2010.
PERCORSI A QUOTA 13
Sono
13 i percorsi delle piste in città, per un totale di circa 118
chilometri dedicati alle due ruote. La pista 1, tra le più
significative, attraversa Brescia congiungendo Casazza alla Stazione.
Ampia anche la 7, che collega Flero al cavalcavia Kennedy, o la 11, che
dal centro porta a Mompiano.
QUANDO SI SVILUPPANO
Il
principale impulso allo sviluppo delle ciclabili è avvenuto tra
il 2002 e il 2008, quando c’è stato un aumento pari a
circa 90 chilometri di piste. L’idea era di creare percorsi
preferenziali per le due ruote in diverse zone della città,
sviluppando al contempo una rete che le mettesse in comunicazione tra
loro.
VERSOLA RIQUALIFICAZIONE
Dopo
un anno di studio, svolto anche con l’associazione Amic idella
bici, la Loggia ha annunciato un piano per realizzare 15 percorsi,
quasi tutti in sede propria, da 105 chilometri, tra riqualificazioni
(40%) e nuove piste. Il progetto dovrebbe essere integrato nel Pgt.
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Bresciaoggi 15 aprile 2011
L'INIZIATIVA. Organizzata da Comune, Provincia e Associazione familiari
vittime delle strada. Coinvolti 50 alunni
Posteggi selvaggi? Scattano
le multe morali dei bambini
Diego Serino
«Siamo tutti pedoni» insegna il rispetto del codice della strada e
l'attenzione per la vita In particolare degli utenti deboli
Inculcare, fin dalla giovanissima età, il rispetto delle
regole della strada e, soprattutto, l'attenzione alla vita. Sono queste le
motivazioni di fondo dell'iniziativa «Siamo tutti pedoni», voluta fortemente
dall'assessorato ai lavori pubblici della Provincia di Brescia,
dall'associazione Familiari e vittime della strada e dall'assessorato alla
sicurezza del Comune tramite l'ufficio educazione stradale della polizia
locale.
DOPO IL SUCCESSO registrato a Pavone Mella, ieri, l'iniziativa ha
coinvolto ben cinquanta bambini della scuola elementare Arici, che si sono
ritrovati in piazza Tebaldo Brusato in città.
«E' un'iniziativa alla quale
teniamo particolarmente perché è rivolta alla sensibilizzazione nei confronti
dei pedoni, la parte più debole dell'utenza della strada: insegnare a questi
bambini il rispetto delle regole e l'attenzione al prossimo è la strada giusta
da percorrere per creare automobilisti consapevoli e corretti» è stato il
commento dell'assessore provinciale ai lavori pubblici Maria Teresa Vivaldini,
accompagnata dal presidente dell'associazione Familiari e Vittime della strada
Roberto Merli e dal commisario della polizia locale, Giusi Pedracini.
L'idea
degli organizzatori è quella che oltre agli interventi legislativi che,
finalmente, solo recentemente, con la legge 29 dello scorso luglio, hanno
guardato con maggiore attenzione al pedone, serva anche la
formazione.
«Vogliamo coinvolgere più bambini possibile, per creare cittadini
rispettosi delle regole del codice della strada ed evitare, in ogni modo,
l'eccidio che ogni giorno si compie sulle nostre strade» ha sottolineato il
presidente dell'associazione organizzatrice Roberto Merli.
I ragazzini, che
già a scuola ed a casa avevano svolto parte del lavoro, hanno proseguito la loro
esperienza applicando messaggi su una Cinquecento appositamente parcheggiata in
mezzo a piazza Tebaldo Brusato. Messaggi, simpaticamente, di sensibilizzazione,
del tipo «Ma dove parcheggi… dai!», sono stati così applicati sulla vettura in
una sorta di monito agli automobilisti maleducati.
POI, ACCOMPAGNATI da
insegnati ed organizzatori, i ragazzi hanno dato vita ad un simpatico quanto
educativo tour per piazza Tebaldo Brusato applicando sulle vetture parcheggiate
male una multa morale. A tutti i bambini, inoltre, è stato consegnato un
decalogo del pedone.
«Le morti sulle strade sono peggio di un bollettino di
guerra - ha ribadito il commissario della Municipale, Pedracini - per questo
attraverso i bambini vogliamo arrivare anche ai genitori ed agli adulti che, se
multati persino dai ragazzini, qualche riflessione devono anche farsela».
Nei
soli primi mesi del 2011 sono già cinque i pedoni deceduti su ventinove
incidenti mortali totali, una percentuale elevata se si considera che l'anno
scorso furono nove su ottantuno, e l'anno prima 14 su 109.
Dal 2002 al 2009
sono morti in provincia di Brescia ben centoventidue pedoni, con una media di
tredici all'anno, per una percentuale annua del dieci per cento sul dato
complessivo dei decessi sulle strade.
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Bresciaoggi 15 aprile 2011
IL TRENO VERDE. Ultima giornata del convoglio alla stazione ferroviaria.
Presentati gli esiti di 62 ore di campionamenti
«Città inquinata e rumorosa»
L'allarme di Legambiente
Elisabetta Bentivoglio
I risultati del monitoraggio: «Decibel di 9 unità sopra i limiti E in una
passeggiata si respirano Pm10 a livelli preoccupanti»
Polveri sottili nei limiti di legge. ma Brescia è troppo rumorosa. La centralina
mobile del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, posizionata
all'incrocio tra via Solferino e via Saffi ha monitorato per 62 ore
l'inquinamento atmosferico e acustico dell'area fotografando una situazione
tutt'altro che rosea. Colpa dei decibel, superiori anche di nove unità rispetto
ai limiti di 65 e 55 decibel di legge per le fascie diurna e notturna.
Vero
è che la media giornaliera delle Pm10 nei tre giorni di rilevazione non ha mai
superato il limite dei 50 microgrammi al metro cubo, «ma è altrettanto vero che
le rilevazioni atmosferiche hanno bisogno di tempi più lunghi per poter
fotografare la situazione reale - spiega Luca Ricciardi, responsabile del
laboratorio mobile dell'istituto sperimentale di Rfi -. E infatti se andiamo a
vedere i rilevamenti effettuati da Arpa dall'inizio dell'anno e fino al 12
aprile, i giorni di supero sono già stati 63, quasi il doppio rispetto ai 35
fissati dall'Unione europea».
SE IN VIA SOLFERINO le Pm10 sono risultate
nella norma, con valori medi mai superiori ai 39 microgrammi, negli altri due
punti di rilevazione, l'uno in via San Gaetanino (adiacente via Turati) e
l'altro in via Togni, le polveri hanno superato anche di 40 microgrammi i limiti
di legge. Le cifre parlano chiaro: in 24 ore di monitoraggio la concentrazione
di Pm10 e Pm2,5 in via San Gaetanino è arrivata a 92 microgrammi, mentre in via
Togni si è fermata a 70 microgrammi. Ma Legambiente voleva saperne ancora di
più. «Abbiamo simulato una passeggiata in centro storico e, centralina mobile
nella zainetto, abbiamo registrato la concentrazione di polveri sottili ad
altezza uomo - spiega Gianna Le Donne, responsabile del Treno Verde per
Legambiente -. La media oraria di Pm10 è risultata pari a 90 microgrammi, di cui
il 26 per cento costituita da Pm2,5».
«NONOSTANTE il monitoraggio della
stazione mobile di via Solferino ci presenti una città a norma di legge sul
fronte polveri inquinanti, basta spostarsi di pochi chilometri per tornare a
preoccuparsi - commenta Carmine Trecroci, vicepresidente di Legambiente Brescia
-. E il principale colpevole resta il traffico veicolare, da ridimensionare in
modo serio e deciso con la limitazione delle auto in circolazione, il
potenziamento del trasporto pubblico e la pedonalizzazione di ampie aree della
citt».
Abbandonando la condizione dell'aria bresciana per allargare lo
sguardo sull'intera Lombardia, ciò che emerge non è di certo rassicurante.
«Secondo i dati forniti dall'Arpa, in tutte le città lombarde si sono superati i
35 giorni di supero delle polveri sottili, ad eccezione di Sondrio che per ora
si è fermata a 34 - racconta la direttrice di Legambiente Lombardia, Barbara
Meggetto -. Alla luce di tutto questo trovo che sia assurdo solo pensare di
destinare risorse pubbliche nella costruzione di nuove reti autostradali quando,
invece, si potrebbero usare gli stessi soldi per potenziare il trasporto su
ferro e rendere le linee urbane ed extra urbane efficienti». A confermarlo è
anche il sondaggio lanciato in questi giorni dal sito Quotidiano.net che ha
fatto emergere come il 63 per cento dei bresciani ritenga la Brebemi «una spesa
eccessiva per un'opera inutile». Da non sottovalutare nemmeno il quadro acustico
emerso dalla tre giorni di rilevazioni, specie nelle ore notturne dove i decibel
hanno superato la soglia di guardia. Conclusa la tappa bresciana, il Treno Verde
è ripartito in direzione Vicenza per la penultima tappa del suo tour che si
concluderà a Rimini il prossimo 22 aprile.
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Bresciaoggi 12 aprile 2011
IL CASO. Il Movimento per la partecipazione: «Danni agli utenti bresciani
dopo l'adeguamento al sistema regionale»
«Brescia Trasporti ci penalizza»
L'azienda: «Non è colpa nostra»
Silvia Ghilardi
Catalano: «Errata la datazione dal primo del mese degli abbonamenti
Ingestibili i biglietti integrati» Gervasi: «Gli errori sono a monte»
«Perchè Brescia Trasporti aumenta le tariffe e cambia la data di decorrenza
degli abbonamenti e nel frattempo non si è ancora adeguata all'emissione dei
nuovi biglietti integrati?». A porsi questa domanda è Francesco Catalano del
Movimento per la partecipazione-Cittadine e Cittadini per la Circoscrizione. E
ci va giù duro: «Siamo di fronte a una vera e propria truffa dell'abbonamento
mensile». Ma Brescia Trasporti non ci sta e spiega che «non è colpa nostra».
Ma è meglio andare per ordine. La prima questione è quella degli
abbonamenti, e nasce col primo febbraio quando Brescia Traporti li allinea per
la loro integrazione regionale ai sistemi tariffari in vigore in Lombardia. Ma
il nodo è la data di decorrenza che ora è giocoforza dal 1° giorno del mese, al
contrario di prima quando un abbonamento mensile si poteva acquistare per
esempio il 10 aprile con scadenza il 10 del mese successivo. Dunque, dal primo
febbraio (a parte un titolo di viaggio “ponte" che consente l'allinemento dei
biglietti già caricati) «è entrato in vigore il sistema che tiene conto del mese
solare, ma così gli utenti sono costretti a pagare anche per quei giorni in cui
sanno già che non utilizzeranno il mezzo pubblico» riferisce Catalano. Il
portavoce del movimento porta come esempio il periodo natalizio, «quando era
prassi tra gli utenti acquistare un abbonamento mensile fino a metà dicembre
evitando così di pagare le corse che certo non sarebbero state effettuate
durante le festività».
AI CITTADINI insomma viene chiesto un sacrificio che
però, secondo il movimento non viene fatto da Brescia Trasporti che dal canto
suo non si è adeguato al sistema di utilizzo dei titoli di viaggio regionale. È
la seconda questione che il portavoce del movimento dei cittadini così sintezza:
«Se le nuove tariffe sono conseguenza dell'allineamento a livello regionale
perchè non c'è un corrispettivo adeguamento del sistema?». Catalano si riferisce
in questo caso a certe tipologie di biglietti giornalieri integrati che
evidenziano l'incompatibilità tra sistema bresciano e regionale. «Così è
possibile - spiega - utilizzare un biglietto giornaliero integrato che è di
carta, sui mezzi di Brescia Trasporti, solo però se viene scritta sopra a mano
la data e il nome del possessore. Questo perchè non è possibile obliterarlo sui
nostri bus. Ma l'utente vuole essere libero di comprare in anticipo un biglietto
e usarlo quando ha voglia».
Secondo il movimento insomma Brescia Trasporti
«prima di adottare una diversa gestione dei biglietti dovrebbe essere in grado
di adeguare il proprio sistema di obliterazione (che è elettronico) per
permettere l'utilizzo dei biglietti integrati invece cartacei. Biglietti validi
su tutti i mezzi pubblici lombardi». La società di gestione del trasporto
pubblico locale spiega questi problemi con la necessità di allinarsi imposta
agli operatori da una direttiva della Regione Lombardia. «La Regione ci ha
imposto questo cambio di data - ha spiegato il presidente di Brescia Trasporti,
Andrea Gervasi - ma non ha tenuto conto del nosto sistema automatizzato che è
diverso rispetto al sistema che prevede l'utilizzo di biglietti di carta».
Insomma sembra che i problemi siano legati al fatto che Brescia è più avanti,
tecnologicamente parlando. E Gervasi non se la sente di prendersi responsabilità
di altri. «Non è colpa nostra se la Regione ha emesso titoli di viaggio
incompatibili con il nostro sistema elettronico» sottolinea. Per Gervasi, chi si
è seduto «al tavolo dell'accordo in Regione - e non era Brescia Trasporti - non
ha fatto presente tale situazione».
Ma c'è dell'altro. Per il movimento,
Brescia Trasporti ha diramato «dati inattendibili sui non paganti». «Chissà come
mai - si chiede - quei pochissimi controlli che fanno li fanno sempre nelle ore
meno frequentate, è ovvio che poi i dati risultano errati».
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Giornale di Brescia 12 aprile 2011
Un piano e 15 «percorsi»: così Brescia a misura di
ciclista
La
Loggia traccia la rete delle piste da rifare o creare ex novo per
rendere sicura la vita alle due ruote: 105 km, 10 milioni di Euro
Se la Leonessa non sfigura tra le città d'Italia per estensione delle sue piste
ciclabili, la praticabilità delle stesse e il livello di sicurezza degli utenti
non brillano. Complice ora la mancata separazione dei tracciati a due ruote
rispetto a quelli dei veicoli, ora la presenza di ostacoli vari. Aspetti ai
quali la Loggia conta di mettere mano per rendere la città più a misura di
ciclista. Per farlo ha redatto un documento di 135 pagine che fa sintesi di
oltre un anno di lavoro e che muove dall'analisi delle istanze dei cittadini,
delle abitudini di spostamento di chi abita, lavora o studia in città, come pure
delle verifiche sul campo di chi, come i membri dell'Associazione Amici della
Bici, ha fatto delle due ruote una filosofia di vita.
Flussi, poli attrattori
(come le scuole o le 20 grandi aziende che partecipano al tavolo per la
fluidificazione del traffico), piste ciclabili esistenti e postazioni di Bicimia
(a breve ne saranno introdotte 26 nuove nella cintura esterna al centro),
fermate di bus e stazioni del futuro metrò, fino ai dati statistici legati
all'uso della bici e all'incidentalità connessa (entrambi in crescita). Tutto è
stato preso in considerazione dall'analisi. Dalla quale è nato l'obiettivo di
realizzare e rendere ben identificabili 15 percorsi ciclabili su doppia corsia -
quelli elencati nella scheda a destra - per un'estensione totale di 105 km.
Tutti (o quasi) in sede propria (di larghezza non inferiore al 1,5 m), senza
tratti in «condivisione» né con pedoni, né peggio ancora con le auto, dalle
quali i tracciati saranno divisi da cordoli doppi, perché siano sicuri.
Queste le linee guida di un intervento strutturale destinato nelle
intenzioni dell'Amministrazione comunale ad essere recepito dal Pgt e a tradursi
in pratica nell'arco dei prossimi anni (quanti con esattezza non è stato
indicato), con un investimento complessivo che il vice sindaco Fabio Rolfi, neo
assessore alla Mobilità, stima in una decina di milioni di euro; stima
suffragata dai costi a metro lineare già inclusi nel piano. Investimenti da
reperire però «già a partire dalla prossima variazione di bilancio». Per il 40%
l'intervento prevede la riqualificazione o l'integrazione di piste esistenti,
come ha spiegato l'arch. Emanuele Bianchi che ha coordinato il lavoro dei vari
settori del Comune coinvolti nella redazione del piano. Lo studio contempla
anche le modalità operative da adottare: dall'introduzione dei cordoli
protettivi per separare i percorsi ciclabili a quella di limitatori della
velocità per il traffico veicolare nei tratti di strada ricadenti in zone «a
limite 30 km/h» in cui non possano essere dedicati spazi «propri» alle bici.
Nelle previsioni e nei rendering abbinati allo studio andranno eliminati tutti
quegli ostacoli che oggi limitano la fruibilità ottimale delle piste, in modo
che i ciclisti possano procedere a una velocità «ideale» di 20 km/h senza
rischi. E per rendere più identificabili i percorsi, saranno muniti di una
segnaletica ad hoc.
Gianluca Gallinari
www.giornaledibrescia.it - APRI LA MAPPA CON I
QUINDICI PERCORSI PREVISTI DAL PIANO
«Il primo piano della mobilità ciclabile di cui Brescia
si dota»
«Questo rappresenta il primo piano della mobilità
ciclabile di cui Brescia si dota». Fabio Rolfi, vice sindaco con delega alla
Mobilità lo ribadisce, ringraziando quanti si sono spesi in un anno di lavoro,
compreso il suo predecessore Nicola Orto. Rispetto al piano ha parlato
espressamente di «un atto che impegna l'Amministrazione comunale. Un passo molto
importante che si svilupperà nell'arco di più anni visti anche gli investimenti
notevoli che presuppone». Se Rolfi riconosce che negli anni sulle piste
ciclabili «a Brescia si è fatto», quello cui ora si guarda è un «salto di
qualità» che traghetti la rete cittadina a livelli di «stampo europeo». Il tutto
per un «atto di indirizzo condiviso» e aperto a ulteriori contributi.
Da
parte sua l'assessore ai Lavori pubblici e al Centro storico, Mario Labolani,
evidenzia come l'intervento di cui sono state tracciate le linee guida
rappresenti solo «il primo passo: poi dobbiamo pensare alle reti secondarie»,
vale a dire i percorsi che si addentrano nei singoli quartieri. Ai quali in vero
Labolani ribadisce che già si sta provvedendo con «microinterventi» come quelli
di recente ultimati su via Val di Fassa, tra Costalunga e Mompiano, per sanare
piccoli inconvenienti e dare continuità ai tracciati delle direttrici
principali.
Sulle ciclabili di quartiere si è concentrata pure l'assessore ai
Tempi della città Claudia Taurisano, evidenziando come la disponibilità di
percorsi ciclabili sicuri possa ad esempio «liberare» molti genitori
dall'incombenza di accompagnare a scuola i figli in grado di muoversi
autonomamente in bici, educando per giunta alla mobilità sostenibile. Sulla bici
quale mezzo economico ed ecologico si è soffermata Paola Vilardi, assessore
all'Ambiente e all'Urbanistica. «Questo piano ci consente di intervenire
concretamente per favorire l'uso della bici e così ridurre l'inquinamento».
Quanto all'iter amministrativo per dare concreto sviluppo al piano, passerà per
il Pgt, «vedremo se come piano particolareggiato».
Linee «innovative» per «raddoppiare gli utenti»
Dagli spunti tecnici agli apprezzamenti degli Amici della Bici: «Idee per l’Italia»
L'utilizzo della bicicletta è in crescita a Brescia. Lo
conferma su tutti un dato che cita non a caso il presidente dell'Associazione
Amici della bici «Corrado Ponzanelli», Giorgio Guzzoni: «In un sol giorno in
centro abbiamo contato 18mila accessi di ciclisti». Una cifra altrimenti
suffragata, oltre che dal non trascurabile successo del servizio di bike-sharing
Bicimia (fino a 13mila prestiti mensili) dai dati di flusso raccolti
nell'analisi sviluppata dagli uffici comunali, che di contro conferma un
parallelo livello significativo di incidenti per utenti di «due ruote a trazione
umana» in città: in quattro anni, dal 2003 al 2007, sono avvenuti 662 incidenti,
per un totale di 698 feriti e 7 vittime (fonte Istat).
Tanto più appare
significativo dunque l'approccio «partecipato» con cui è stato redatto il
documento. Del quale ha sottolineato l'aspetto «innovativo» l'arch. Emanuele
Bianchi che ha coordinato i lavori dei tecnici dei quattro settori coinvolti:
«Per la prima volta si tiene conto anche dell'aspetto psicologico connesso ai
trasporti, come pure dell'incidenza sulle politiche temporali». Ma soprattutto,
individuato un obiettivo, si stabiliscono metodologie e si procede «alla luce di
una verificata fattibilità di quanto previsto».
Entusiasta la valutazione
dello studio di Guzzoni: «Condividiamo questo documento al 100%, perché
estremamente moderno sotto alcuni aspetti. Come nell'attenzione alla costanza di
velocità di 20 km/h più che alla mera estensione; o nella previsione di arresto
arretrato per le auto ai semafori, a garantire uno spazio ben visibile alle
bici, che rappresenta uno spunto per tutta Italia. Sono convinto che con
percorsi ben realizzati, non sarà difficile raddoppiare il numero di utenti
della bici in città».g. gal.
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Giornale di Brescia 12 aprile 2011
Pm10, a luglio il protocollo che prevede le contromisure
Nuova riunione in Loggia dei sindaci dell’hinterland per definire gli strumenti per affrontare l’emergenza
Nuova seduta ieri in Loggia per i sindaci appartenenti all'area critica per la
qualità dell'aria. Dopo le settimane a targhe alterne dello scorso inverno,
imposte dalla concentrazioni di polveri sottili conseguenti da un lato alle
esalazioni del riscaldamento e dall'altro alla situazione climatica per le
estese sacche di bassa pressione, ora l'intento è di procedere a tracciare un
protocollo comune alla ventina di municipalità coinvolte nell'area critica che
introduca degli automatismi nelle contromisure da adottarsi.
Il tema è
infatti di prevenire le esalazioni nell'aria di gas che combinandosi creano le
particelle fini in sospensione e dall'altro di limitare le fonti che generano o
mantengono in aria il pm10.
Da qui l'avvio di una fase di studio che
analizzi i dati statistici degli ultimi inverni per adeguare le misure alla
realtà contingente valutata su base scientifica. L'ipotesi tracciata dalla
Loggia, capofila nel progetto, anche se la vera competenza del tavolo dell'aria
sarebbe della Provincia, è di avviare da ottobre un principio per il quale al
supero continuativo per 10 o 12 giorni, dopo che la concentrazione di Pm10 è
andata oltre i 70 microgrammi per metro cubo (il limite regionale è 50), i
Comuni fanno scattare misure di limitazione al traffico (targhe alterne), sino
al blocco totale dei veicoli, con misure che riguardano anche il riscaldamento,
i fuochi a legna e la pulizia delle strade, fonte a loro volta di polveri
sollevate nell'atmosfera.
La decisione riguarda ora il tipo di tempistica da
adottarsi: quanti giorni di supero conteggiare, a quali limiti far partire le
misure e soprattutto a partire da quando durante l'anno.
Tutti elementi che
saranno determinati entro luglio, con la firma del protocollo a settembre e il
possibile avvio del regime di «osservazione» dal prossimo ottobre. Dieci i
sindaci presenti ieri, dai quali è emerso anche l'impegno al lavaggio
straordinario delle strade durante l'emergenza «polveri sottili» e di limitare
la diffusione della sabbia in caso di neve. Intanto da venerdì, ricordiamo,
viene meno il limite all'uso dei veicoli euro zero in tutta la regione.
«Treno verde»: aria e suoni sotto controllo per 62
ore
Pareti azzurre, ma si tratta del «Treno Verde» -
ventiduesima edizione della campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato -
fermo da ieri a mercoledì 13 al binario 5 della stazione cittadina.
Alle
carrozze si aggiunge il Laboratorio Mobile dell'Istituto Sperimentale di Rfi in
sosta tra via Solferino e via Saffi e attrezzato per rilevazioni dei livelli di
smog e decibel.
Il «Treno Verde» - partito il 12 marzo da Siracusa per
toccare Reggio Calabria, Bari, Salerno, Pisa, Genova, Brescia e per proseguire
poi verso Vicenza e Rimini - si aggiunge a iniziative storiche di Legambiente
quali «Puliamo il Mondo e Goletta Verde - spiega il vicepresidente della sezione
bresciana Carmine Trecroci -: monitorando i livelli di inquinamento, ci
accorgiamo che spesso risultano superiori a quanto consentito per legge,
soprattutto sul versante acustico».
Nella fattispecie, la stazione mobile
monitorerà i livelli di Pm 10, benzene e inquinanti acustici per 62 ore, mentre
con due centraline apposte su balconi al primo piano di via Turati e via Corsica
verificherà per 24 ore Pm 10 e Pm 2,5 e simulando infine una passeggiata nel
centro storico con un apparecchio ad altezza uomo registrerà lo stato di salute
dell'aria.
Per le tre mattinate di sosta bresciana, il «Treno Verde» è
aperto alle visite delle scolaresche (ieri mattina è stata la volta della
seconda media Mompiani e due quarte elementari Canossi), guidate da volontari
che - a loro volta coordinati dalla responsabile del Treno Gianna Le Donne -
illustrano ai più giovani le normative in tema ambientale e suggeriscono piccoli
accorgimenti per fare la propria parte.
Il convoglio è inoltre aperto a
visite libere tutti i pomeriggi dalle 16 alle 19.
Al Sancarlino si parla di «Arredo urbano: vivibilità e
civiltà»
Giovedì alle 20.30 all’auditorium cittadino il convegno organizzato dal circolo «Il Caminetto»
Giovedì 14 aprile alle 20.30, presso l'Auditorium Sancarlino in via Matteotti
in città, si terrà il convegno «Arredo urbano: vivibilità e civiltà»,
organizzato dal Circolo culturale, apartitico ma di area, «Il
Caminetto».
«Desideriamo riportare la politica ai cittadini espressa in forma
ragionata - ha detto il presidente del circolo Mario Pellicanò - senza alcuna
contrapposizione frontale e con toni pacati e rispettosi. Abbiamo scelto un tema
che a noi sembra di grande interesse per la città, riguardante la sua evoluzione
urbanistica e lo abbiamo articolato in quattro momenti, cui partecipano sempre
un rappresentante dell'Amministrazione comunale, uno della principale forza
politica d'opposizione ed un tecnico, coordinati, nel ruolo di moderatore, dal
consigliere provinciale Antonio d'Azzeo». Quello di giovedì sarà il secondo
incontro - il primo si è svolto infatti lo scorso mese di ottobre - e vi
prenderanno parte l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Brescia Mario
Labolani, Claudio Lussignoli per il Pd, docente di Architettura presso il
Politecnico di Milano e già nella Commissione urbanistica della nostra città e
Claudia Pelizzari, interior designer e docente presso l'Accademia di Belle arti
SantaGiulia di Brescia.
I prossimi appuntamenti, che si svolgeranno con le
medesime modalità (al Sancarlino alle 20.30), sono fissati per il 12 maggio,
dove il tema sarà «Il recupero degli spazi perduti», con Marco Toma, presidente
della Commissione urbanistica del Comune di Brescia, Alfredo Bazoli per il Pd e
Barbara Quaresmini, titolare di un'agenzia immobiliare e per il 22 giugno,
quando «Dal centro storico alla periferia: quale evoluzione economica»
costituirà l'area su cui dibatteranno l'assessore comunale al Commercio Maurizio
Margaroli, Aldo Rebecchi per il Pd ed il presidente dell'Ascom Carlo Massoletti.
armo
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Alcune fotografie dell'ATR 110 della Stadler (scattate con un cellulare) presso il deposito di Iseo


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AQuattro marzo 2011
Sull'ultimo numero di AQuattro "Cantieri della metro in piena attività"
Ecco i lavori quasi ultimati nella stazione San Polo Cimabue
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Giornale di Brescia 05 aprile 2011
Treni, il nodo aumento slitta a luglio
In Regione il tavolo sul Trasporto pubblico locale: per la Loggia in arrivo un milione di u
I pendolari: «Un successo a metà, per il rincaro sulle tariffe è solo questione di tempo»
L'aumento di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale slitta di
due mesi: non scatterà a maggio così come stabilito dalla Regione, ma entrerà in
vigore il 1° luglio. Questa la decisione emersa ieri pomeriggio al tavolo per il
Trasporto pubblico locale che ha riunito nella sede della Lombardia politici e
tecnici, rappresentanti delle aziende di trasporto e degli enti locali,
associazioni dei consumatori e comitati dei pendolari.
Al tavolo l'assessore
regionale alla Mobilità, Raffaele Cattaneo, ha fornito un resoconto dei lavori
in corso nella commissione ristretta, impegnata a tradurre in nuovi criteri di
gestione le finalità indicate nel Patto del dicembre 2008 per la riforma del
trasporto locale. La legge 11/2009 è stato il primo frutto, ora si prospetta la
ripartizione del territorio lombardo in bacini di gestione unitaria - tramite
agenzie ad hoc - delle reti urbana ed extraurbana. Comune e Provincia di Brescia
costituiranno uno dei bacini (sette al massimo) previsti.
I sacrifici imposti
al sistema dei trasporti dovrebbero rientrare, grazie all'accordo tra Governo e
Regioni che dovrebbe garantire a breve la disponibilità di 425 milioni di euro
nel contesto nazionale. Per il Comune, che partecipa con una sua rappresentanza
ai lavori della commissione, è atteso un recupero rispetto al taglio subito pari
a un milione di euro e si conta così di tornare all'entità delle risorse
disponibili per il 2010.
Un tema particolarmente sentito da parte di
viaggiatori e pendolari è quello delle tariffe, previste in aumento. La delibera
regionale dello scorso dicembre aveva scaglionato «l'adeguamento tariffario» in
due tranche, ciascuna di importo pari al 10%: a febbraio è scattato il primo,
mentre il secondo - come anticipato sopra - slitta all'inizio di luglio e
dovrebbe essere vincolato a una serie di indicatori della qualità del servizio,
che sono in fase di definizione. Al tavolo del Trasporto locale ancora una volta
sono arrivate le segnalazioni di disagi e di un malcontento piuttosto diffuso,
soprattutto tra gli utenti abituali delle Ferrovie. La commissione ristretta è
impegnata quindi a fissare i parametri vincolanti per le aziende, in particolare
per quanto riguarda la puntualità e la regolarità del servizio.
In previsione
dell'incontro di ieri, il consigliere regionale del Partito democratico Gian
Antonio Girelli aveva lanciato un appello per «un no deciso contro altri aumenti
nel 2011 dopo quelli già applicati a febbraio». La richiesta di pendolari e
consumatori è stata accolta però nei fatti solo in parte. Il rinvio, dice un
comunicato emesso in serata al termine dell'incontro, «è stato deciso per avere
più tempo per verificare i criteri relativi agli indicatori di qualità e
completare la raccolta dei contributi e delle proposte che serviranno per la
stesura della legge di riforma del Trasporto pubblico locale, su cui la
commissione tornerà a lavorare nei prossimi giorni». Con l'impegno a portare in
giunta regionale entro la fine del mese prossimo il testo condiviso della legge.
Elisabetta Nicoli
Giornale di Brescia 04 aprile 2011
Treni: salgono i prezzi, la qualità precipita
La
denuncia arriva dall’associazione dei pendolari «In
Orario»: sulla Milano-Brescia la situazione è di costante
emergenza, tra ritardi e sporcizia. A maggio, intanto, aumenteranno
ancora le tariffe
Dopo il ritocco alle tariffe dell'inizio d'anno, se ne profila un secondo ai
primi di maggio, ma la qualità dei viaggi fa registrare un trend di segno
contrario.
Lo sostiene il gruppo «In Orario» che - tabella alla mano, per
voce di Paolo Rivi - fa rilevare una serie di vecchi e nuovi disagi, dopo un
puntuale monitoraggio su due dei treni tradizionalmente più utilizzati
dall'utenza bresciana quotidianamente diretta a Milano per ragioni di studio o
lavoro: il regionale 2088 delle 7.27, ad esempio, previsto in arrivo in Centrale
alle 8.27 e anche il 10637 delle 18.15, per il rientro a Brescia «teoricamente»
fissato alle 19.17.
Giorno per giorno, nel corso del mese di marzo appena
concluso, si è provveduto a prender nota non solo dei tempi di percorrenza, ma
anche di altri aspetti e di disservizi ricorrenti sulla tratta in questione: la
composizione del treno ridotta per la mancanza o la chiusura di alcune carrozze,
il viaggio in piedi nonostante l'abbonamento alla prima classe, il mancato
controllo dei biglietti, ed anche il via vai indisturbato di mendicanti e
ambulanti.
L'affollamento - l'associazione di pendolari tiene a precisarlo -
è un rischio da mettere in conto, soprattutto nel viaggio serale di ritorno: nei
ventitré giorni lavorativi del mese di marzo, la decurtazione del numero di
carrozze agibili si è verificata ben diciassette volte per il treno 10637 e una
volta su tre l'abbonato alla prima classe è rimasto in piedi, sia all'andata sia
al ritorno. «Se il servizio di prima classe non è garantito, perché si
continuano a vendere gli abbonamenti?» si chiede il rappresentante del gruppo
«In Orario».
Altro quesito: «Perché si dice che gli introiti da biglietti e
abbonamenti non bastano e poi non ci si preoccupa di verificare se chi viaggia
li ha acquistati? «In un mese, nel tratto Treviglio-Milano solo quattro volte
sono stati controllati ed alla sera, sul 10637, solo per quattro volte si è
visto qualcuno in divisa tra Milano e Brescia».
Difficile, in queste
condizioni, far rispettare le regole: «Ci si siede dove capita, si schiamazza,
si fuma» e ancora «mendicanti e ambulanti passano indisturbati nelle carrozze
del mattino». Ma non è tutto: la puntualità lascia sempre a desiderare. Se al
mattino i ritardi sono abituali ma contenuti, alla sera si va da pochi minuti a
più di mezz'ora. Per dirla tutta, come ricordato da Paolo Rivi, mai è capitato
di arrivare a Brescia alle 19.17 come da orario ufficiale.
Fin qui il
monitoraggio, ma l'elenco delle lamentele relative al servizio sulla linea
Brescia-Milano è un po' più lungo. Sedili sporchi, porte non funzionanti,
finestrini bloccati e bagni indecenti fanno ormai parte del panorama consueto.
Gli avvisi in stazione, si fa presente, sono di poca utilità se non aiutano a
evitare le carrozze chiuse ed a trovare soluzioni alternative in caso di grave
ritardo.
Elisabetta Nicoli
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parlabrescia.it 03 aprile 2011
Mancano
venti mesi all’inaugurazione del Metrobus. Brescia
è pronta? Che
cosa manca ancora a questo cambiamento radicale della mobilità urbana della
nostra città?
Che
cosa manca soprattutto nella preparazione diffusa dei cittadini, le cui
abitudini dovranno cambiare perché questa grandissima infrastruttura abbia
successo?
Come si
sono comportate nei mesi a ridosso dell’avvio del metrobus le città francesi da
cui il progetto bresciano ha tratto ispirazione? Quali
errori evitabili sono stati commessi altrove?
Ne
parleremo presto in un incontro pubblico con ospiti qualificati, il principale
dei quali sarà un esperto francese di metropolitane leggere.
Intanto
però abbiamo sondato la base raccogliendo le risposte di centinaia di cittadini
su un questionario che potete downlodare sotto, e che invitiamo chi ancora non
lo avesse fatto a compilare ed inviarci entro venerdì 8 aprile 2011 “tagliando e
incollando” domande e risposte, postandole poi qui sotto come commento, per chi
voglia mantenere l’anonimato, come consente di fare il questionario che non deve
essere sottoscritto.
Oppure per e-mail all’indirizzo
info@parlabrescia.it
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot.
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Renderemo
noti i risultati la prossima settimana.
Scarica
il sondaggio (versione .doc)
Scarica il sondaggio
(versione .pdf) |
Bresciaoggi 02 aprile 2011
OMB
Ed è già in progettazione il bus a «emissioni zero»
Nasce tra Brescia e Treviso il primo autobus «Zev». Zero emission vehicle. E'
Omb International del Gruppo Brescia Mobilità controllato dalla Loggia, ad
annunciare il progetto per la realizzazione di una flotta di autobus ecologici
ibridi insieme all'Ept (azienda bresciana del settore veicoli elettrici
innovativi) e alla trevigiana Ibt Group leader nell'autoproduzione energetica e
partner esclusivo per l'Italia di Capstone turbine corporation.
I nuovi
mezzi sfrutteranno proprio l'innovativa tecnologia Capstone di derivazione
aeronautica, che impiega una microturbina cogenerativa a gas (o Gpl e
gasolio).
È LA NUOVA strategia di Omb, storico maschio che dopo
l'acquisizione da parte del Comune punta a un distretto industriale di
innovazione produttiva per creare sistemi di mobilità sostenibile sempre più
compatibili con le esigenze ambientali. La flotta annunciata affiancherà i bus
da 8 metri già prodotti da Ept, e si arricchirà di nuovi modelli destinati al
mercato interno, ma pure estero, Spagna, Emirati Arabi, Olanda, Cile e Gran
Bretagna in particolare.
I nuovi bus avranno livelli di emissioni contenuti e
ridotte manutenzioni. «Abbiamo trovato in Capstone il partner ideale per la
realizzazione di prodotti tecnologicamente avanzati e un approccio integrato
all'ambiente», spiega il presidente di Omb Marco Medeghini. «Le microturbine
possono occupare uno spazio molto interessante nell'ambito dei veicoli elettrici
ibridi, perchè è possibile procedere alla ricarica del pacco batterie mentre
l'autobus viaggia», aggiunge il presidente Ibt Ilario Vigani.
I nuovi bus
saranno presentati in novembre alla fiera Ecomondo di Rimini, con l'obiettivo di
diffondere la tecnologia ibrida a turbina ad altri Comuni italiani ed esteri e
di estenderla presto ad altri mezzi come i veicoli per la raccolta rifiuti.
Brescia Mobilità immagina di lanciarli pure nel sistema di distribuzione merci
in città, una volta pronto il Polo logistico alla Piccola velocità di via
Dalmazia. MI. VA.

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Bresciaoggi 01 aprile 2011
REZZATO. Uno straniero della Costa d'Avorio era senza biglietto
Blocca il bus davanti alla caserma e fa arrestare un «portoghese»
L'immigrato è in carcere Era ricercato dovendo scontare sette mesi perché
clandestino
Non ha chiamato i carabinieri chiedendo il loro intervento. Ha preferito
accelerare i tempi presentandosi in caserma, a Rezzato. Ha consegnato ai
militari un viaggiatore senza biglietto.
Immaginabile lo stupore dei
carabinieri della Stazione, quando mercoledì si sono visti recapitare a
domicilio un immigrato della Costa D'Avorio dal conducente di un autobus
extraurbano in transito per Rezzato.
Il viaggiatore aveva indossato i panni
del «portoghese» rifiutandosi di pagare il biglietto della corsa e la multa come
previsto dal regolamento.
A bordo della corriera di linea si è accesa una
vivace discussione tra l'autista e l'africano che non voleva pagare il
biglietto. L'autista si è diretto in caserma, ha arrestato il mezzo e suonato al
campanello spiegando cosa era accaduto tra lo stupore degli altri viaggiatori
rimasti a bordo.
I carabinieri di Rezzato hanno preso in consegna
l'extracomunitario per identificarlo. Nell'inserire il suo nominativo nella
banca dati è emerso che era ricercato.
Una pendenza con la giustizia
italiana: contro di lui pendeva un provvedimento di cattura emesso dal Tribunale
di Brescia. L'ivoriano deve scontare 7 mesi di reclusione per violazione della
legge sull'immigrazione. In Italia era entrato da clandestino e mai si è messo
in regola. Nonostante il decreto di espulsione è rimasto sul territorio
nazionale.
In arresto S.K., 44enne, della Costa d'Avorio che ha dichiarato di
avere un alloggio a Brescia. Chi gli ha dato ospitalità, essendo non in regolai,
rischia pesanti sanzioni.
Sempre a Rezzato quatodianamente i carabinieri
effettuano controlli nei piazzali dell'Ipermercato «Continente». Numerose le
segnalazioni di chi, soprattutto donne, che si sentono molestate da giovani di
colore che chiedono soldi.
Non sono mancati violenti litigi o addirittura
furti della merce dai carrelli o scippi. Fatti denunciati in caserma. Numerosi
gli immigrati segnalati e denunciati.F.MO.
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