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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 31 maggio 2011
Expo 2015, un treno in ritardo
Paroli: «Pochi fondi, ma Brescia non può starne fuori. Ora serve un tavolo comune»
E la Loggia punta sul prolungamento del metrò verso la Fiera e imprenditoria giovane
Un
treno che parte in ritardo ma su cui «non si può non
salire». Un treno su cui Brescia sceglie di portare un'opera (il
prolungamento del metrò) e il mondo dell'imprenditoria (puntando
tutto sui giovani). È il treno che viaggia verso l'Expo 2015,
composto da vagoni che la Leonessa tenta ora di inseguire per prendervi
posto, anche se in corsa. E su cui, prima fra tutte, resta la grande
incognita delle risorse economiche.
In
un quadro milanese ancora sfocato, la Loggia parte da due mosse: la
consegna da parte del sindaco Paroli della delega operativa al
consigliere Giorgio Agnellini e all'assessore alle Politiche giovanili
Diego Ambrosi e la sfida del prolungamento del Metrobus verso Lamarmora
fiera: uno snodo strategico che, da un lato, legherebbe il polo
espositivo al centro e, dall'altro - grazie al parcheggio scambiatore a
ridosso del casello Brescia Ovest - creerebbe il collegamento
strategico con Milano. A questo, si aggiunge un terzo elemento: il
laboratorio delle idee. Un tavolo che sappia conferire a Brescia il
giusto ruolo rispetto all'appuntamento del 2015.
«Expo
2015 non è una nostra competenza, ma nonostante il ritardo di
Milano, che in clima di campagna elettorale ha alleggerito la presa sul
tema, crediamo di doverci essere e che ci debba soprattutto essere un
luogo in cui la città si possa confrontare - precisa Adriano
Paroli -. Perché la realtà è che nessun ente
detiene in sé la delega ufficiale per un coordinamento. Il
Comune vuole però fare la sua parte: per questo sarà
necessario un ragionamento e un confronto aperto con tutte le
realtà del territorio, con tutti gli interlocutori che ne fanno
parte. E questo è certamente un rischio, perché le
risorse economiche molto probabilmente non ci saranno. Ma è un
rischio che vale la pena di correre per non fare perdere alla
città un'opportunità che merita». Quello lanciato
dal numero uno di Palazzo Loggia è quindi un invito e insieme un
appello alla Brescia in movimento e ai suoi rappresentanti, dalla
Camera di commercio alle Associazioni di categoria passando per la
Provincia. «Non ci prendiamo nessuna primogenitura rispetto a
questo tavolo: chi vuole, si sieda» ripete Paroli, che subito
puntualizza contesto e obiettivi del lavoro alle porte.
«L'economia sta evolvendo perché il momento è
particolare - ricorda -. La crisi del 2008 ha coinciso con una stretta
sui conti pubblici senza eguali. Il momento di difficoltà si
avvia alla soluzione, ma quel che è chiaro è che nulla
sarà più come prima, l'economia cambierà
radicalmente. Questo per dire che ci si presenterà di fronte uno
scenario mutato e che a noi starà cogliere le
opportunità: a noi tocca cioè creare l'humus adeguato
affinché nuove imprese basate su nuove idee possano nascere.
Perché i giovani possano non cercare un impiego fisso, ma creare
loro stessi lavoro».
Un
impegno, ricorda l'assessore Ambrosi, che è già passato
dalla teoria alla pratica con il via allo Sportello sull'imprenditoria
giovanile: «In questa congiuntura il ruolo delle istituzioni
è fondamentale. E l'Expo rappresenta l'opportunità per
creare nuove professionalità attraverso indirizzi, ipotesi di
lavoro e programmi concreti».Nuri Fatolahzadeh.
METROBUS
La
grande opera su cui la Loggia punta è il prolungamento del
Metrobus verso Lamarmora Fiera, così da sviluppare l'asse
Milano-Brescia centro.
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Bresciaoggi 31 maggio 2011
Expo 2015, il sindaco «chiama» le istituzioni
Con
Milano in ritardo sull'Expo 2015, «Brescia non può
rischiare di trovarsi impreparata». Il sindaco di Brescia,
Adriano Paroli, chiama a raccoltà le istituzioni bresciane per
creare un tavolo di lavoro «capace di aiutare le nostre imprese a
cogliere l'occasione dell'Esposizione Universale».
UNA
PROPOSTA di dialogo interistituzionale che il primo cittadino fa a
Provincia, Camera di Commercio, Aib, associazioni di categoria e a
tutte le realtà interessate all'evento di respiro mondiale,
«perchè - spiega - grazie a Expo la nostra economia
può avere un sussulto di orgoglio». Paroli ci tiene
però a precisare come il Comune non abbia «alcuna
competenza particolare» nella partita Expo ma. ha fatto intendere
il sindaco, stare con le mani in mano non porterà comunque da
nessuna parte.
Collocata
dov'è, a cento chilometri dal capoluogo, Brescia rientra nel
raggio di ricaduta, economico e progettuale, dell'Expo, fatto che
può rappresentare «un appeal stimolante soprattutto per i
nostri giovani». L'imprenditoralità giovanile è il
punto sul quale converge l'attenzione della giunta comunale.
«Vogliamo
aiutare i giovani bresciani desiderosi di fare impresa e crediamo -
afferma Paroli - che l'Expo 2015 possa essere un grande fattore
incentivante, è una suggestione difficile da ignorare».
LA
DELEGA. Passando al lato pratico, ieri il sindaco ha attribuito al
consigliere comunale, Giorgio Agnellini, una delega
«particolare». Il pidiellino, da oggi fino al 2015,
è il coordinatore dell'amministrazione comunale per quel che
riguarda l'appuntamento dell'Expo. «Agnellini è la figura
giusta visto che - sostiene Paroli - si è già occupato in
passato, dal punto di vista professionale, dell'Expo».
«Questa delega non è di facciata ma si tratta - precisa
Agnellini - di una delega operativa. Darò spazio a chiunque
voglia portare il proprio contributo, siano essere imprese che semplici
cittadini. Brescia può dare tanto sotto il profilo culturale,
enogastronomico e nella creazione di nuove imprese».
Nel
lavoro di creazione di un sistema di strumenti in grado di intercettare
e sostenere l'impreditorialità giovanile, Agnellini, sarà
affiancato dall'assessore alle Politiche giovanili, Diego Ambrosi.
«In questo frangente economico, il ruolo delle istituzioni
è di prendersi in carico il problema del lavoro e, in
particolare, - sottolinea l'assessore Ambrosi - i giovani che vogliono
lavorare autonomamente».
L'Expo, che nell'edizione milanese darà spazio alla tradizione,
alla creatività e all'innovazione nel settore
dell'alimentazione, sarà in grado di muovere in numero enorme di
persone, operatori commerciali e denaro che andranno a ricadere anche
sul territorio bresciano. «Chi verrà a Milano dall'estero,
di certo si fermerà per una visita, noi con la proposta di laghi
e monti - continua Ambrosi - dobbiamo essere capaci di intercettare la
domanda». Dati alla mano, l'assessore Ambrosi, parla di 70 mila
posti di lavoro che si andranno a creare tra il 2010 e il 2015 e di una
stima di 29 milioni di turisti in 6 mesi.
LA
METROPOLITANA. Expo 2015 significa anche infrastrutture.Il
prolungamento della metropolitana cittadina è l'opera capolista
che Brescia sottoporrà in occasione dell'evento mondiale. Il
collegamento tra Lamarmora e la Fiera di Brescia potrebbe essere una
carta vincente per avvicinare Brescia alla sede dell'Esposizione
Universale. In zona Fiera verrebbe così a crearsi un parcheggio
di interscambio alle porte del casello Brescia Ovest dell'autostrada.
«Non
sono ottimista ne pessimista ma - spiega ancora il sindaco Adriano
Paroli - non nascondo che a Milano le cose stiano andando piuttosto a
rilento, le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti e i dubbi
sulle risorse rimangono». SI.GH
Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
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Giornale di Brescia 29 maggio 2011
A2A, guardando al futuro tra Metro e utilità sociale
Ospiti di «Brescia per passione» Corsini, Fermi e Girelli si soffermano sull’importanza di obiettivi condivisi
Utilità
sociale, in una strategia di sviluppo: questi i criteri da perseguire
nell'ideazione e nella gestione dei servizi per la città,
ribaditi nell'incontro che per iniziativa di «Brescia per
passione», Associazione di cultura politica, partecipazione e
identità l'altra sera sul tema «A2A e metropolitana:
facciamo i conti» ha affollato la sala Piamarta di via San
Faustino.
La
consigliera comunale Laura Castelletti in apertura dell'incontro ha
parlato di «una città stanca, delusa» e del bisogno
di «ritessere relazioni, ascoltare i bisogni, riconoscersi in una
visione comune per elaborare percorsi amministrativi». Tra
passato e futuro, tra le politiche amministrative che hanno assicurato
a Brescia iniziative d'avanguardia e i possibili nuovi scenari ai quali
i promotori dell'incontro guardano alla vigilia del voto amministrativo
milanese, si avvicina l'avvio della metropolitana e s'impone un
aggiornamento del piano economico.
Le
premesse sono state ricostruite dall'architetto Ettore Fermi, con un
richiamo alla lungimiranza dei grandi investimenti del passato, frutto
di «indicazioni che arrivavano dalla Loggia» e di una
condivisione di prospettive nella gestione di Asm, nella consapevolezza
di un «bisogno di solidarietà tra le coalizioni per opere
di questa importanza». Per il progetto della metropolitana,
avviato nell'86 e portato a compimento nel 2000, «si è
lavorato con zelo e responsabilità», nella convinzione di
poter migliorare le condizioni di vita e la mobilità e con
attenzione alla sostenibilità economica.
Oggi,
osserva l'onorevole Paolo Corsini, la tendenza alle privatizzazioni
rischia di penalizzare le autonomie locali nella gestione dei servizi
di pubblico interesse, «la partecipazione del Comune in A2A viene
sostanzialmente vista in termini finanziari e di attribuzione di posti,
mentre il vero tema è costituito dall'utilità sociale e
dalle strategie di sviluppo». Come assicurare una conduzione
all'altezza delle sfide per i rapporti con l'indotto, il management, il
dialogo sindacale, le tariffe, i collegamenti sul territorio?
«Pensavamo ad un federalismo tra multi utility e oggi disponiamo
di una straordinaria struttura per strategie di livello nazionale e
internazionale, non per l'internazionalizzazione del business ma per
l'esportazione di tecnologia, con la possibilità di svolgere un
ruolo da primo attore, specialmente nel campo dei rifiuti. Questo
è il momento delle scelte, la finalità principale non
può essere l'assegnazione dei dividendi», dice Corsini
aggiungendo una serie di annotazioni critiche per «l'andamento
piatto dei ricavi», la vendita dell'acquedotto di Bergamo, la
chiusura delle riserve che «è costata 82 milioni di
euro», la rinuncia all'arbitrato, la questione del costo del
biglietto dal momento che si calcola «un milione di passeggeri in
meno, con la riduzione delle corsie riservate ai bus, la soppressione
di fermate, la prevista delocalizzazione degli uffici pubblici, il
parcheggio sotto il Castello».
I
contributi regionali sono in proporzione molto più consistenti
per il trasporto urbano milanese: «Ci si è preoccupati di
farlo presente?», chiede Corsini augurando alla Giunta Paroli di
portare a compimento l'opera, ma notando che «Non si vedono
grandi realizzazioni». Di una «debolezza della politica di
rappresentanza» ha parlato il consigliere regionale del Pd
Gianantonio Girelli, mentre «si guarda ad A2A come fonte di
finanziamento più che strumento di sviluppo per il
territorio».
Elisabetta Nicoli
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| Bresciaoggi 28 maggio 2011
IL
DIBATTITO. Sintonie e diversità fra i rappresentanti delle
culture politiche «storiche» della città. Con un
occhio a Milano e uno alle amministrative del 2013
Metrobus, l'affondo del centrosinistra
Massimo Tedeschi
Laura Castelletti: «Paghiamo pressapochismo e scarsa autorevolezza dell'attuale amministrazione comunale»
Gli
accenti sono diversi. Ettore Fermi ricorda al centrodestra che governa
la Loggia che le grandi infrastrutture, che disegnano il futuro della
città, a Brescia sono sempre state frutto di scelte bipartisan.
Ideate e gestite da un'Asm «unitaria».
Paolo
Corsini, ex sindaco, è più convintamente bipolare e
snocciola dati per smantellare la versione che il centrodestra
dà dell'affaire-metrò.
Gianni
Girelli, consigliere regionale Pd, lamenta la «debolezza politica
subentrata in città» ed evoca un ritorno allo spirito
dell'Asm fatto di capacità del capoluogo di «trasferire
sapere sul territorio».
Laura
Castelletti brucia gli ultimi ponti col centrodestra e parla di
«pressapochismo e scarsa autorevolezza dell'attuale
amministrazione comunale», augurandosi un successo di Pisapia a
Milano.
IL
CENTROSINISTRA bresciano mobilita le nuove sigle (le associazioni
«Brescia per passione», «Partecipazione e
identità» e «Associazione di cultura
politica») ma alla fine schiera - nel dibattito su Metrò e
A2A al salone Piamarta - biografie collaudate che raffigurano
plasticamente le culture socialista, comunista e democristiana. Il
civismo è evocato dalla Castelletti, ma al tavolo si rivede il
vecchio caro «arco costituzionale» che spera di diventare
Comitato di liberazione della città dal centrodestra.
Il
tema caldo del metrò «oscura» persino A2A: il
pagamento delle riserve pattuito dal centrodestra incombe, i costi di
gestione dettano l'agenda del bilancio comunale.
Laura
Castelletti difende le previsioni fatte dalla vecchia maggioranza
(«altro che buco nero, voragine o approssimazione nei
conti») e chiede alla Loggia come conta di affrontare le scelte
di propria competenza per far funzionare il metrò:
«Effettuerà tagli o metterà una tassa di
scopo?». La sfida è portare (o riportare) Brescia alla
dignità che le spetta.
FERMI
RICORDA il clima politico che rese possibili scelte come il
teleriscaldamento, il termoutilizzatore, il metrò. «In
Loggia si cercava la solidarietà fra maggioranza e minoranza,
sperimentando metodi e luoghi politici innovativi». Anche in
urbanistica, dove «la miglior delibera è quella che si
realizza cercando l'unanimità».
Quanto
al metrò e ai suoi conti, Fermi difende l'operato proprio e del
management che l'ha affiancato per nove anni. L'intesa raggiunta sulle
riserve «ora compete al Consiglio». Lì la giunta
dovrà spiegare, entro il 31 luglio, «come conta di pagare
la prima rata entro dicembre, e la seconda entro il 2012». L'ex
presidente smorza anche i toni soddisfatti del centrodestra sull'esito
della trattativa («mai un arbitrato ha riconosciuto più
del 20% delle riserve»).
Paolo
Corsini affronta la stessa materia, numeri alla mano: «Non
è vero - sostiene - che il Comune si sia accordato per liquidare
le riserve dell'Ati a 35 milioni: in realtà la somma
riconosciuta è di 82 milioni. Mentre la Loggia avrebbe potuto
chiedere a sua volta penali a chi costruisce l'opera».
Ora
il pagamento degli 82 milioni è un rebus «anche
perchè Tremonti s'è opposto personalmente a che arrivasse
al Cipe la delibera per dare a Brescia 80 nuovi milioni». E
così «non si sa nulla di come pensano di pagare, mentre
noi avevamo lasciato 15 milioni in cassa per opere
complementari».
Il
centrosinistra è contestato per aver poggiato l'equilibrio di
gestione su un irrealistico biglietto a 1,90 euro: «Ma noi -
replica Corsini - sapevamo bene che la cifra si sarebbe abbassata
aumentando i passeggeri del trasporto pubblico e rafforzando la
società». Come? Oltre all'effetto-metrò
(«+20% ovunque è stato inaugurato») «andrebbe
capitalizzata Brescia Mobilità con i diritti edificatori attorno
alle stazioni. Poi la rete di trasporto andrebbe rivista, la politica
dei parcheggi dovrebbe escludere l'autosilo sotto il castello che
porterebbe via un milione di passeggeri all'anno al
metrò».
Corsini
contesta la sede comunale negli ex magazzini generali: «Peraltro
non la faranno mai, a meno che concedano 15mila metri quadrati di
superficie commerciale in più agli operatori del comparto».
La
sua giunta, insiste l'ex sindaco, aveva stilato un contratto niente
male: «Ci si dimentica che noi abbiamo stabilito che i primi 2
anni di esercizio e i primi 5 di manutenzione saranno a carico
dell'Ansaldo».
Alla
Loggia di oggi l'ex sindaco contesta debolezza nei confronti della
Regione «che dà 4,5 euro al km al metrò milanese, e
1,8 euro al km ai trasporti pubblici bresciani». En passant
Corsini attacca anche il management scelto dal centrodestra
(«alla guida di Brescia trasporti noi avevamo messo un illustre
trasportista, loro lo Scilipoti di Brescia») e la vendita della
quota di Serenissima («peraltro a un prezzo inferiore del 7%
rispetto a quello spuntato da Milano»).
GIRELLI
INSISTE sul fatto che «scelte strategiche come queste vanno messe
al riparo dalle maggioranze». Nella politica della
mobilità urbana del centrodestra vede «scelte che si
contraddicono l'un l'altra» e, fuori dalla città,
«l'incapacità della Provincia di individuare il prosieguo
dell'opera».
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Giornale di Brescia 27 maggio 2011
Pdl: «Metro e A2A mosse virtuose»
Ora il nodo conti
Farina: «Abbiamo agito per la città»
Via alla corsa per recuperare i 62 mln
Da
un lato le due mosse vergate «Fausto Di Mezza»: l'accordo
sulle riserve della metropolitana chiuso a 99,7 milioni di euro a
fronte dei 560 richiesti dall'Ati in primis, l'inversione
cassa-competenza per i dividendi di A2A poi. Dall'altro la nuova
rincorsa a caccia di 62 milioni di euro. Cifra che la Loggia
dovrà reperire - ancora una volta - attraverso un lavoro
meticoloso da effettuare tra le pieghe del bilancio (tagli? tasse?
un'accelerata sulla partita federalismo?). E dovrà farlo entro
novembre, proprio come sancito dall'accordo, che pur consegnando alla
città conti certi sulla partita Metrobus, stabilisce cadenze
imprescindibili.
«Vogliamo
rimarcare il senso di responsabilità che sta alla base di queste
due operazioni - spiega il capogruppo Pdl in Loggia, Achille Farina -.
Sarebbe stato più semplice rinviare il problema al futuro, come
è stato fatto in passato. Ma questa maggioranza ha in animo il
bene della città: per questo abbiamo lavorato per ovviare ad un
arbitrato costoso e rischioso cui all'incognita di costi salati,
stimati in 300milioni di euro, si aggiungeva quella dei tempi di
consegna dell'opera». E ancora: «Ora abbiamo il tempo e i
dati necessari per capire con chiarezza quanto il Metrobus
costerà alla città sia per realizzazione sia per
gestione. Di qui, si potrà ragionare sul costo del biglietto e
su un piano economico solido». Un ultimo appunto guarda al
dibattito politico: «All'opposizione, che ci accusa di fare di
tutto per affossare l'opera, rispondo che pensiamo che il cittadino
debba avere l'opportunità di scegliere. Stringere le strade,
come ha tentato di fare il centrosinistra, significa penalizzare chi
vuole muoversi in auto e non crediamo nell'imposizione. Il metrò
dev'essere un mezzo economico, confortevole e pratico: sulla base di
questi princìpi ognuno deve poterlo scegliere».
Soddisfatto
anche il vicepresidente della Commissione bilancio, Luigi Gaggia:
«I soldi risparmiati grazie all'accordo sulle riserve -
puntualizza - potranno essere investiti su sociale, lavoro e famiglia.
Non va poi dimenticato che grazie all'accordo non ci saranno nuovi
costi per il Metrobus». Quindi, sulla vicenda A2A: «Il Pd
prima auspicava questa manovra nell'arco dei prossimi tre anni, ora che
l'assessore Di Mezza è riuscito a realizzarla in uno sostengono
che sia inutile» affonda Gaggia, che aggiunge: «Mi pare che
anche loro siano un po' confusionari».
Più
agguerrita verso l'opposizione è Mariachiara Fornasari:
«Stigmatizzo il teatrino inscenato dal Pd che ha fatto finta che
il problema riserve non esistesse fino all'ultimo, riproponendo la
stessa irresponsabilità che ha utilizzato per la questione delle
opere complementari - ricorda la consigliera -: a bilancio non avevano
stanziato neppure un euro. In Commissione, nel momento in cui il tema
dell'accordo andava approfondito il Pd ha preferito fare i capricci,
tapparsi le orecchie e proseguire con un'opposizione fine a se
stessa».
A
chiudere, l'intervento di Angelo Piovanelli: «A differenza di
quanto l'opposizione dice, la verità è che siamo riusciti
a portare a casa due grandi risultati in anticipo. E all'accusa di non
aver realizzato le grandi opere annunciate replico ricordando che
fondamentale è pianificarle al meglio, così da renderle
sostenibili e in grado di essere ultimate e non avviate al buio».
nuri
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Bresciaoggi 27 maggio 2011
IN LOGGIA. Il gruppo consiliare invita i bresciani a riflettere sulla vicenda delle riserve
«Sul contenzioso Metrobus
il Pdl appoggia la Giunta»
Mimmo Varone
Farina: «Rimandare sarebbe stato facile. Ma sindaco e assessori
vogliono il bene della città, anche se ci sarà un prezzo
da pagare»
Il
Pdl è a fianco della Giunta Paroli nelle scelte
«difficili». La chiusura definitiva del contenzioso con Ati
Metrobus sulle riserve d'impresa e il passaggio alla contabilizzazione
per cassa dei dividendi A2A possono risultare non facili da capire al
grande pubblico, tuttavia «perseguono il bene comune e la
città ne godrà per il futuro», dice Achille Farina.
Il capogruppo in Loggia mette con decisione l'accento sul senso di
responsabilità che ha guidato l'Amministrazione di centrodestra
nella soluzione di due questioni «decisive», con qualche
frecciata polemica all'opposizione Pd che «invece di apprezzare
fa illazioni».
FARINA,
il vicepresidente della commissione Bilancio Luigi Gaggia, Mariachiara
Fornasari (commissione Metrobus) e Angelo Piovanelli invitano i
bresciani a riflettere sulla portata di quelle scelte. «Sarebbe
stato più facile sia dal punto di vista politico che
amministrativo rimandare i problemi al futuro - osserva il capogruppo
-, continuando a fare previsioni azzardate sul Bilancio e a rinviare il
problema della gestione della metropolitana, ma la maggioranza vuole il
bene della città anche se comporta un prezzo da pagare».
Lasciare
aperto il capitolo dei 560 milioni di riserve avanzate dall'Ati e
rinviare tutto all'arbitrato finale avrebbe comportato costi molto
elevati, pregiudicato l'entrata in esercizio il 31 dicembre 2012 e
impedito a Brescia Mobilità un piano di gestione serio del
metrò. L'accordo «tombale» che chiude le riserve a
30 milioni, il caro materiali a 20 e le migliorie a 49,2 (compresi i 18
di quelle ancora da fare) «apre prospettive certe per il futuro
ma impone di trovare 62 milioni di euro entro il 30 novembre e il resto
per la fine dell'anno prossimo - dice Farina - e ciò denota un
senso di responsabilità che va oltre le convenienze
elettorali».
Gaggia,
per parte sua, sottolinea che i risparmi rispetto all'arbitrato,
«possono essere destinati ad altri capitoli del sociale e del
lavoro portando benefici concreti ai cittadini». Quanto alle
proteste del Pd, che accusa la Giunta di aver gestito in prima persona
la partita senza informare il Consiglio comunale se non a cose fatte,
«l'accordo era gestito in modo straordinario e alcuni passaggi
erano impossibili per tempi tecnici - giustifica -, comunque il giorno
dopo c'era tutto il vertice di Brescia Mobilità pronto a dare
spiegazioni ed è stata l'opposizione a impedirlo».
GAGGIA
ACCENDE i riflettori pure sulla questione dividendi; «Anche qui
la Giunta avrebbe potuto comportarsi come la precedente amministrazione
e rimandare il problema - dice -, ma avremmo continuato a prevedere in
Bilancio ciò che avremmo avuto l'anno dopo».
L'operazione
doveva essere fatta in tre anni, ed «erano tutti d'accordo -
ricorda Gaggia -: ora che è stata fatta in un anno il presidente
della commissione Bilancio Fabio Capra dice che non va più
bene». Ma la vena polemica è soprattutto di Fornasari, che
parla di «teatrino miserrimo» di chi «negava che le
riserve ci fossero, e faceva finta che le opere complementari della
metropolitana non esistessero». Piovanelli, poi, sottolinea che
la Giunta «ha preso in mano il progetto Metrobus nella fase
più delicata e ha saputo portarlo a conclusione». Ora
toccherà alle altre grandi opere, da realizzare «con tempi
e costi previsti». Tutto questo senso di responsabilità...
«merita almeno un'altra legislatura».
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Bresciaoggi 25 maggio 2011
SCUOLA.
Il progetto nato dalla sinergia tra Ordine provinciale degli architetti
e Centro studi pedagogico sulla vita matrimoniale e familiare
Gli alunni in anteprima sulla metropolitana
Lisa Cesco
Visita sulle carrozze per i bimbi della «Collodi» di Bovezzo e gli studenti di quinta del «Tartaglia»
Sono
saliti in anteprima sulle carrozze del metrobus, ne hanno analizzato i
benefici in termini di tempi e inquinamento ridotto, hanno ragionato
sull'assetto architettonico complessivo della città:
protagonisti i bambini della scuola primaria «Collodi» di
Bovezzo (le seconde A e B) e gli studenti di quinta dell'Istituto
tecnico per geometri «Tartaglia» di Brescia, che hanno
partecipato al progetto «Bambini e architettura: un percorso per
conoscere e valorizzare lo spazio urbano in trasformazione».
CON LA FINE dell'anno scolastico giunge a conclusione anche il
progetto, nato da un interesse congiunto di pedagogisti e architetti,
per rispondere ai bisogni di scoperta dello spazio e di relativa
appartenenza da parte delle nuove generazioni, promuovendo forme di
cittadinanza attiva. La proposta rientra nell'ambito dell'iniziativa
internazionale dell'Uia (Unione internazionale architetti) «Built
environment education network», e interessa le questioni - oggi
centrali - della mobilità e della sostenibilità.
«Questa iniziativa si lega a un impegno pluriennale coltivato a
Brescia, a partire dal programma “Città sostenibile per i
bambini e le bambine” promossa anni fa dal Ministero
dell'Ambiente», ricorda Paolo Ventura, presidente dell'Ordine
degli architetti della provincia di Brescia.
La proposta è stata curata dall'Ordine insieme ai ricercatori
del Centro studi pedagogici sulla vita matrimoniale e familiare
(Cespef) dell'Università Cattolica, e si è concentrata
quest'anno sul metrobus, attraverso una serie di laboratori condotti
sul territorio con gli studenti.
«Rispetto agli scorsi anni in cui i progetti erano centrati sulla
scuola primaria, abbiamo deciso di allargare il raggio d'azione anche
alle superiori, con approcci specifici e distinti in base
all'età e un lavoro parallelo finalizzato all'uscita didattica
tutti insieme alla stazione della metropolitana di Buffalora»,
spiega Monica Amadini, docente di Pedagogia all'Università
Cattolica. L'esperienza nel cantiere è stata preceduta da
laboratori e approfondimenti in classe, per cogliere il significato
della metropolitana e discutere sul modo di vivere la città e
sulla qualità di vita, sull'inquinamento e gli spostamenti
urbani. I ragazzi del Tartaglia hanno fatto una visita anche alla
stazione metrobus degli Spedali Civili, per potersi preparare e fare da
«tutor» ai più piccoli nella successiva visita al
cantiere di Buffalora.
«Nell'approccio didattico pensato per i laboratori ci si è
discostati dalla tradizionale lezione frontale, utilizzando la
metodologia del gioco finalizzata ad avvicinare i bambini allo spazio
costruito per farlo diventare spazio vissuto», osserva Loredana
Abeni, dottoranda della Catolica che ha partecipato al progetto.
Canzoni, plastici, esercizi di manualità hanno accostato i
più piccoli al metrobus, aiutando a percepirlo come strumento
indispensabile per migliorare in futuro traffico e mobilità.
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Bresciaoggi 25 maggio 2011
VIAGGIO
NELLE STAZIONI FERROVIARIE/5. In vista del progetto di ristrutturazione
per molte fermate, Bresciaoggi propone un reportage lungo i binari
Brescia-Pisogne, linea dai due volti
Giancarlo Chiari
Il ramo tra Bornato e Rovato è figlio di un dio minore con
pensiline malconce e scarse coincidenze con le corse della rete delle
Ferrovie dello Stato
Continua
il viaggio di Bresciaoggi nelle stazioni ferroviarie della provincia.
Abbandonate le linee della rete ferroviaria nazionale eccoci a risalire
dalla città verso la Valcamonica, lungo la linea oggi gestita
dalle Ferrovie nord, fermandoci in questa primo tratto a Pisogne.
Riaperto il tronco Rovato-Bornato, la ferrovia con venti stazioni,
presenta una gamma di situazioni che denunciano l'assenza di un
progetto per questa fondamentale infrastruttura, con ricadute pesanti
sulle scelte del treno da parte di pendolari e turisti in luogo
dell'automonile. Pisogne, 3600 biglietti al mese, e Iseo, sono ottimi
biglietti da visita: biglietterie, sale d'attesa pulite e calde, con
schermi per arrivi e partenze. All'esterno parcheggi numerosi, gratis e
a pagamento, lungo i binari marciapiedi puliti. Con personale e con
viaggiatori sempre presenti writers e vandali stanno alla larga. I bar
ristoro, indipendenti dalle stazioni, offrono un servizio di ottima
qualità che rende piacevole la sosta. Al contrario tra Rovato
Borgo e Bornato le stazioni scoraggiano e non solo per l'orario, che
sembra pensato indipendentemente dalle coincidenze dei treni da e per
Milano.
La
peggiore è Rovato Borgo, una stazione dal sapore western.
Mancano sale d'attesa e bagni, l'annuncio dei treni è affidato
ad un registratore e la pensilina in plexiglass, di fianco ai binari
è aperta sui due lati a vento e pioggia. Il buio e la
"sceneggiatura" non favoriscono certo attese serali dei convogli. La
situazione non migliora a Rovato-città, stazione sconosciuta
alla maggioranza dei rovatesi, anche se potrebbero servire come utile
tramvia tra centro e la stazione delle Ferrovie. L'immobile, affidato
alla Polisportiva, è in ordine ma chiuso: si aspetta il treno su
una pensilina senza bagni, con un marciapiede nuovo, ma che non ha
tenuto conto della distanza con il gradino delle carrozze. Pensilina e
nient'altro anche alla stazione di Cazzago, il vecchio fabbricato
è affidata ai cacciatori che l'hanno rimessa a nuovo. La
situazione migliora a Bornato, snodo per i treni da Rovato e la
Brescia-Edolo: sala d'attesa pulita e in ordine con biglietteria, solo
al mattino nei giorni feriali. Il problema sono le toilette, per
servirsene bisogna chiedere la chiave.
Da
Brescia a Bornato i viaggiatori trovano le stazioni migliori a partire
da quella del capoluogo con biglietteria sempre in funzione, una sala
di attesa piccola ma ordinata che, a differenza dalla stazione
maggiore, offre un senso di sicurezza legato anche alla presenza del
personale. A completare la dotazione la pensilina a due passi dai
treni. Per chi arriva da Brescia la sorpresa, piacevole, è la
stazione di Castegnato su cui hanno investito amministrazione comunale
e biblioteca civica: ampio lo spazio per parcheggio, a poche decine di
metri dal municipio, e sala d'attesa con uno scaffale di libri di
narrativa a disposizione. La stazione di Passirano paga la mancanza di
personale e di idee. «Mia figlia prende il treno per andare a
scuola a Brescia - racconta una residente - Va tutto bene: il treno
è pulito e di solito in orario, ma in stazione le hanno
già rubato due biciclette». Sui muri hanno colpito i
writers e i rifiuti sono ovunque tra l'erba alta. Quanto valga un
progetto lo si vede a Provaglio, la stazione salvata sei anni fa
dall'amministrazione comunale. L'associazione Andata e ritorno,
lasciando una minisala di attesa, l'ha trasformata in bar ristorante
con biglietteria, pensilina coperta e tavoli all'aperto che consentono
una spettacolare veduta delle Torbiere. A Sulzano, da poco restaurata,
la stazione senza personale di terra, ripropone la situazione di
Passirano: alla sera non basta la fontana con l'acqua gasata della
provincia a garantire la tutela. La porta divelta della sala di attesa,
i muri di grafiti e scritte, la scarsa illuminazione fanno paura come a
Sale Marasino, dove Laura, che studia a Bergamo racconta: «Quando
viene buio ho un po' paura perché sono quasi sempre sola: il
treno è abbastanza pulito ed ordinato, come la sala d'attesa ma
per fare il biglietto occorre andare al bar e l'aumento del biglietto
rende conveniente l'auto, sei al caldo e non hai paura».
A
Marone la stazione non ha ferrovieri, i biglietti si fanno in una
tabaccheria, per la sosta c'è il bar a due passi, aperto fino
alle 24, che «protegge» la stazione che ha la sala d'attesa
aperta e le toilette chiuse. Senza biglietteria, Vello la stazione
più piccola della linea, provoca la protesta di Giuliana Berardi
che abita a poca distanza «Il treno è pulito ed è
puntuale, ma purtroppo qui non si ferma sempre: per farlo fermare
bisogna telefonare».
E a Castegnato in sala d'attesa ci sono pure i libri
Bar,
ristoranti, parcheggi in abbondanza, le stazioni della linea gestita
dalle Nord, talvolta, non sempre, sono dei piccoli gioiellini. Stazioni
molto apprezzate dai turisti come quella di Provaglio presa di mira per
i suoi servizi e punto di partenza per le passeggiate alle Torbiere e
per una gita a piedi fino al Monastero di San Pietro in Lamosa. Alcune
stazioni, con l'impegno delle amministrazioni locali, riescono a
garantire anche servizi particolari, come il prestito libri messo in
atto a Castegnato in collaborazione con la biblioteca comunale del
paese della Franciacorta. Altre stazioni, invece, sono state date in
gestione ad associazioni che hanno sì garantito la manutenzione
dell'immobile in cui hanno trasferito la loro sede, ma hanno
praticamente spinto i passeggeri ad attendere il treno sulla pensilina
con tutti di disagi del caso, anche nel delicato campo della sicurezza.
 |
20 maggio 2011
Metropolitana di Brescia.
Segnaletica e logo, due simboli diversi ?
Tutte le metropolitane italiane utilizzano come segnalazione al di
fuori delle stazioni la classica M di colore bianco su sfondo
rosso - arancio, non esiste un vincolo normativo ma è una sorta
di unificazione convenzionale per una immediata riconoscibilità
del servizio a livello nazionale.
Il nuovo logo può essere utilizzato per tutte le altre funzioni (marketing, biglietti, orari, documenti, ecc).
Messaggi tratti dalla discussione su SkyscraperCity BRESCIA | Metropolitana Leggera Automatica
Super Tim ha scritto:
Anche per la metropolitana di Torino all'inizio
erano previste le paline riportanti il logo MetroTorino, ma alla fine si è
optato per la classica M bianca su fondo rosso:
Il logo di
MetroBrescia non è malaccio, va bene per identificare l'azienda e perchè no per
caratterizzare i treni e gli interni delle stazioni, ma le paline esterne
dovrebbero secondo me riportare la classica M bianca su fondo rosso per una
questione di standardizzazione italiana de facto della comunicazione (in
pratica chiunque, cittadino bresciano o non, vedendo la M su fondo rosso capisce
senza possibilità di errore che si trova in presenza di una
metropolitana).
GENIUS LOCI ha scritto
Ricordo la 'campagna personale' che feci
anni fa qui su SSC perchè la metropolitana di Torino adottasse il classico logo
dell'M bianca su campo rosso come indicazione delle fermate.
Mi piace pensare
che qualcuno con potere decisionale abbia letto SSC e si sia
convinto.
Per cui riprenderò a martellare anche qui nella speranza che
qualcuno con poteri decisionali possa leggere e ripensarci
La
comunicazione in materia di trasporti urbani è importantissima e in Italia siamo
molto carenti da questo punto di vista.
Una cosa che per forutna siamo
riusciti a fare (seppure in maniera del tutto spontanea e non coordinata) è
quella di utilizzare in tutte le città con una rete metropolitana (Milano, Roma,
Napoli, Torino, Genova, Catania) lo stesso identico logo per indicare quel modo
di trasporto.
Ripeto quello che dissi e ridissi al tempo della
costruzione della metro di Torino: in Germania, dove di TP ne capiscono, c'è una
completa omologazione tra le varie città sui simboli che indicano i modi di
trasporto: U bianca in campo blu per le metropolitane, S bianca in campo verde
per i treni suburbani e persino T nera in campo bianco per i tram.
Questo
permette una omogeneità maggiore di comunicazione a livello nazionale e quindi
un maggiore 'appeal' per l'utenza che, da qualunque parte provenga, riuscirà
subito a usare i mezzi pubblici in modo appropriato
Per cui, chiedo agli
amministratori di Brescia e di brescia mobilità di adottare per segnalare le
stazioni questo logo, grazie

Il bel logo disegnato specificamente per la metro di Brescia lo si può sempre
usare per comunicazioni societarie o di altra natura. |
18 maggio 2011
Bresciaoggi 18 maggio 2011
FRA UN ANNO E MEZZO. In vista del primo viaggio, Comune e Brescia Mobilità danno il via alla campagna di marketing
Ecco il logo e la segnaletica
Una «M» indicherà il metrò
Mimmo Varone
Spesi 750 mila euro, contro i 10 milioni di Lille: «Risparmiamo utilizzando i nostri uffici»
Fra
un anno e mezzo i bresciani viaggeranno in metropolitana leggera.
È tempo che comincino a conoscerla, ad aspettarla, desiderarla.
Brescia Mobilità dà il via a una campagna di
comunicazione che accompagnerà i bresciani da oggi fino a quando
metteranno il primo piede sui treni automatici. E continuerà
pure dopo. Ieri mattina ha annunciato in anteprima il logo che
comparirà in tutte le stazioni e dovunque il nuovo sistema di
trasporto sarà segnalato. È una «M»
arrotondata che con un po' di fantasia può ricordare palazzo
Loggia, e a ruotarla in senso orario diventa la «B» di
Brescia. Alla base ha un «metrobs», che si legge
«metrò di Brescia» quanto «metrobus». Il
bianco/azzurro completa i rimandi all'identità della
città, il punto arancione - che dà versatilità al
simbolo in funzione di diversi usi - fa l'occhiolino ai colori di
Brescia Mobilità.
È il primo passo concreto della campagna di comunicazione che da
qui a qualche giorno investirà la città. Ed è nato
in casa, dall'Ufficio comunicazione dell'azienda di piazzetta San Padre
Pio, coordinato da Anna Cristofolini, con la consulenza esterna di Only
Trend Comunicazione di viale Venezia. Ma è solo il
«marchio» che darà carattere e identità al
nuovo sistema. Tutto il resto di un programma da 750 mila euro
seguirà a ruota ed è stato annunciato ieri mattina in
Loggia dal sindaco Adriano Paroli e dal vicesindaco Fabio Rolfi,
insieme al presidente e al direttore generale di Brescia
Mobilità Valerio Prignachi e Marco Medeghini. In un anno e mezzo
dovrà rendere familiare e atteso un sistema che ancora non si
conosce.
FINORA C'ERANO le finestrelle aperte sui cantieri delle stazioni, che
lasciavano curiosare all'interno. C'erano i cantieri aperti in
occasione dell'arrivo della «talpa» a ogni stazione
profonda. Ora le opere civili sono pronte, si montano gli impianti
tecnologici e gli automatismi, ci si avvia verso il «semestre
bianco» che scatterà a luglio dell'anno prossimo, quando i
treni viaggeranno in prova da Sant'Eufemia al Prealpino. Le
informazioni sui cantieri non servono più, e scatta un piano di
comunicazione in tre fasi sulle qualità e caratteristiche del
servizio. Entro l'estate è prevista la presentazione ufficiale
del logo, da settembre 2011 a settembre 2012 ci si dedicherà a
trasferire al grande pubblico notizie e informazioni sulle
caratteristiche e le funzionalità del metrò di Brescia,
mentre gli ultimi tre mesi vedranno un crescendo di eventi per
coinvolgere anche emotivamente il pubblico, che raggiungeranno il picco
prima dell'inaugurazione.
A chi fa notare che 750 mila euro non sono molti, Prignachi ribatte che
è un piano «fatto in casa», dunque utilizza le
professionalità interne e riduce di molto i costi. «Il
nostro Ufficio comunicazione è in grado di produrre un bene che
è elemento sostanziale di un'infrastruttura - dice -, è
un vero e proprio fattore della produzione e nello stesso tempo un
servizio all'utenza». E poi, «so benissimo che i francesi
di Lille hanno speso 10 milioni di euro per il marketing del loro
metrobus - aggiunge -, ma è una cifra che protrae la campagna di
comunicazione oltre l'inaugurazione, e se contabilizzassimo le risorse
professionali interne, anche la nostra cifra salirebbe». E -
precisa Paroli - altri soldi saranno messi in campo, se servirà.
CERTO È CHE SE la metropolitana per molti è passata come
un impiccio o un ostacolo per via dei cantieri e dei disagi che hanno
provocato, ora «bisogna farla conoscere, spiegarne i percorsi e i
vantaggi, far capire come si integra con la rete dei bus di superficie
- dice il sindaco, creare affezione intorno a essa». Sarà
compito del Piano varato da Brescia Mobilità. Tutto è
già pronto, e neanche l'anno e mezzo è casuale.
«Una campagna informativa più lunga perderebbe di
efficacia e di attenzione», dice Medeghini. E parla di una
comunicazione «dinamica», convenzionale o meno che sia.
«Una comunicazione è vincente se nasce da un'idea che
s'impone - sottolinea il direttore generale -; per questo abbiamo
chiesto una consulenza, e abbiamo sondato il mercato per farci dare le
migliori idee da confezionare».
Fino a settembre 2012 si agganceranno scuole, categorie professionali e
produttive, associazioni e quant'altro. Ciascuno avrà una
comunicazione ad hoc. Nelle scuole, ad esempio, non si distribuiranno
solo depliant o libretti, ma si punterà su giochi o gadget da
usare e manipolare nel tempo. Tutto servirà a creare
aspettative, insieme alla convinzione che dal 31 dicembre 2012 la
mobilità di Brescia entrerà in una fase del tutto nuova.
Gli
ultimi tre mesi, poi, saranno senza tregua. Dopo la Settimana europea
della mobilità, che già a settembre di quest'anno
sarà dedicata al metrò, scatterà un crescendo di
eventi con visite ai cantieri - elenca Rolfi -, possibilità di
provare il metrò in anteprima per brevi tratti e quant'altro.
«Tutte queste iniziative neanche sono calcolate nel budget del
Piano – dice il vicesindaco –, e si intensificheranno
sempre più». È tempo di guardare al futuro,
insomma. Il logo già lascia immaginare il viavai in entrata e
uscita dalle stazioni del centro e della periferia. E, un evento dopo
l'altro, crescerà pure l'attesa.
Bresciaoggi 18 maggio 2011
Caruso: «Un marchio che comunica sicurezza»
Dietro il logo del Metrobus bresciano c'è la mano di Only Trend
Comunicazione, l'agenzia di Bernadette Caruso già in via Dante e
da due anni e mezzo in viale Venezia. La Loggia e Brescia
Mobilità le hanno chiesto un «marchio» semplice e
immediato, in grado di comunicare subito un senso di appartenenza.
«Con questo input abbiamo pensato a un logo geometrico - dice
Caruso - forte e imponente per comunicare garanzia e sicurezza».
Sarà il logo che distinguerà la metropolitana leggera per
gli anni a venire.
IL CONTRIBUTO di Only Trend, tuttavia, non si è limitato a
questo. Ha firmato pure le linee del Piano di comunicazione che
accompagnerà la città evolvendosi per il prossimo anno e
mezzo. Da un lato darà una comunicazione istituzionale,
dall'altro dovrà far capire come, dove e perchè prendere
la metropolitana. E a gestire il tutto, ora, sarà l'ufficio
Comunicazione di piazzetta San Padre Pio coordinato da Anna
Cristofolini.
Only Trend è un'agenzia integrata che si rivolge al mercato come
partner in comunicazione d'impresa. «Il nostro obiettivo -
sottolinea Caruso - è trasformare il patrimonio d'informazione
di ogni azienda in piattaforme strategiche per migliorare le dinamiche
con cui l'impresa opera ed evolve». Progetta e imposta campagne e
loghi, li declina sui media, studia promozioni, individua target. E ora
mette a disposizione della metropolitana il suo know-how. MI.VA

Giornale di Brescia 18 maggio 2011
E il Metrobus lascia l'impronta sulla città
Al via da settembre i primi appuntamenti, tra visite ai cantieri e viaggi prova
Una
M «formosa» che può essere anche una B rovesciata.
Eccola, sfondo blu e scritta bianca con un tocco di arancio, la nuova
carta d'identità del Metrobus cittadino.
Un
logo elaborato in toto «in casa» - alle cabine di regia la
società Only trend gestita da Bernadette Caruso, a capo
dell'Ufficio eventi della Loggia - e le cui sfumature richiamano la
vecchia cara Asm, a recuperare «un pezzo di tradizione bresciana
importante». Così, a partire dal timbro metropolitano
inizia il conto alla rovescia per la campagna di comunicazione legata
al metrò: ad affiancare la le consuete mosse pubblicitarie (dai
cartelloni agli spot, dalla visita nelle scuole alla divulgazione del
materiale nelle Circoscrizioni fino ai siti web e ai social network)
saranno appuntamenti ed iniziative dinamiche, tutte al via dopo la
pausa estiva. E il primo passo sarà proprio la settimana della
mobilità: in agenda per settembre, la kermesse vedrà al
centro della scena proprio il Metrobus. A non mancare saranno anche
visite guidate ai cantieri in corso e alle stazioni, come pure i
«viaggi prova» cui i cittadini potranno partecipare in
occasione degli ultimi sei mesi di messa a punto di una delle
infrastrutture che più ha fatto discutere.
Un'operazione,
quella legata alla comunicazione, che farà uscire dalle casse di
Brescia Mobilità 750mila euro e che si snoderà sino
all'entrata in funzione dei treni. Che resta fissata al 31 dicembre
2012.
Giornale di Brescia on-line 17 maggio 2011 ore 16:37
Una M "tonda" per il Metrobus
Una
M «formosa» che può essere anche una B rovesciata.
Eccola, sfondo blu e scritta bianca con un tocco di arancio, la nuova
carta d’identità del Metrobus cittadino. Un logo le cui
sfumature richiamano la vecchia cara Asm, a recuperare «un pezzo
di tradizione bresciana importante».
Così,
a partire dal timbro metropolitano inizia il conto alla rovescia per la
campagna di comunicazione legata al metrò: ad affiancare la le
consuete mosse pubblicitarie (dai cartelloni agli spot, dalla visita
nelle scuole alla divulgazione del materiale nelle Circoscrizioni fino
ai siti web e ai social network) saranno appuntamenti ed iniziative
dinamiche, tutte al via dopo la pausa estiva.
Iil
primo passo sarà proprio la settimana della mobilità: in
agenda per settembre, la kermesse vedrà al centro della scena
proprio il Metrobus. A non mancare saranno anche visite guidate ai
cantieri in corso e alle stazioni, come pure i «viaggi
prova» cui i cittadini potranno partecipare in occasione degli
ultimi sei mesi di messa a punto di una delle infrastutture che
più ha fatto discutere.
Un’operazione,
quella legata alla comunicazione, che farà uscire dalle casse di
Brescia Mobilità 750mila euro e che si snoderà sino
all’entrata in funzione dei treni. Che resta fissata al 31
dicembre 2012.
accedi alla galleria di immagini del GdB
www.bsnews.it 17 maggio 2011 ore 15:17
Ecco il logo del metrò, primo passo di una campagna di comunicazione da 750mila euro
Detto
che i conti della metropolitana stanno un po' meglio, perché
l'opera vinca davvero la sua sfida dovrà attirare quanti
più passeggeri possibile. E per renderla appetibile, spiega il
presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, l'azienda ha
predisposto un piano di comunicazione che accompagnerà i
bresciani da qui all'entrata in esercizio, ovvero al 31 dicembre 2012.
Si tratta di un piano fatto in casa, senza consulenze o appalti
esterni, ma curato dall'ufficio comunicazione e stampa di Brescia
Mobilità (in primis Anna Cristofolini e Loris Zanirato - in
allegato la presentazione dettagliata del piano).
Innanzitutto il logo, vale a dire la carta d'identità del
metrò, il marchio che diventerà familiare a ogni
bresciano. Si tratta di un'immagine forte e definita, una emme
arrotondata (che ruotata di 90° si può leggere anche come la
“b” di Brescia) di colore bianco. Lo sfondo è invece
azzurro – il colore della città di Brescia – ma come
elemento di rottura è stato posto, in basso, un pallino
arancione in modo da richiamare le caratteristiche cromatiche di
Brescia Mobilità. Sotto la “M”, in piccolo, la
scritta “metrobs”, dove bs – spiega Priganchi –
è sì la sigla di Brescia ma è anche la crasi di
bus, perché per noi la metropolitana non sarà un'opera a
sé, ma sarà l'asse di forza di un nuovo sistema di
mobilità dove essenziale sarà l'integrazione ferro-gomma.
Il logo e il lancio “dell'identità” del metrò
occuperà l'intera estate, mentre da settembre 2011
partirà la fase due: ovvero trasferire al grande pubblico
informazioni e notizie sulle caratteristiche e le funzionalità
della metropolitana. Partiranno quindi campagne pubblicitarie su tv,
giornali, radio, siti internet ma anche incontri con le scuole, visite
alle stazioni degli studenti (e magari piccoli viaggi sui treni),
incontri con le circoscrizioni, le associazioni di categoria, concorsi,
info-point itineranti, eventi di promozione. Particolare attenzione
sarà riservata anche ai social network. Infine – da
ottobre a dicembre 2012 – la fase tre: un'intensa attività
mediatica rinforzata da eventi che accompagnino i bresciani fino al
giorno della partenza. “La comunicazione è un'aspetto
essenziale nelle infrastrutture della mobilità” spiega
Prignachi. “per noi è un fattore della nostra produzione,
un elemento integrante la realizzazione dell'opera”.
Resta qualche dubbio sul budget a disposizione, 750mila euro, meno
dell'uno per mille del costo complessivo dell'opera (che supera i 900
milioni). A Lille, un esempio spesso citato, si è speso in
comunicazione l'1%. “Ma in quella cifra” precisa Prignachi,
“c'erano anche altre attività, compresi alcuni costi
durante l'esercizio. Senza contare che il nostro piano è stato
prodotto dai nostri uffici, senza costi esterni. Dovremmo
contabilizzare anche quelli”. Inoltre, aggiunge il vicesindaco
Fabio Rolfi “bisogna vedere non solo quante risorse ci sono a
disposizione ma anche come uno le spende . Noi non vogliamo sprecarle.
E poi ci saranno anche tutte le iniziative del Comune, che non sono
inseriti in quel budget. A settembre, per esempio, la settimana europea
della Mobilità sarà dedicata alla metro”. E poi,
taglia corto il sindaco Adriano Paroli “se serviranno altri
soldi, li metteremo a disposizione”.
|
Giornale di Brescia 19 maggio 2011
«M» di Metrobus
Il nuovo logo ricorda un'«app»
Il
logo scelto per il Metrobus, su una palina nel rendering a lato,
ricorda il simbolo di un'applicazione per iPhone e smartphone
(cerchiato in rosso nel fotomontaggio). Si tratta di
«Métro», uno strumento per scaricare le mappe delle
linee di trasporto pubblico. La somiglianza non è sfuggita ai
navigatori più accorti di internet. In tanti ce l'hanno
segnalato. |
Giornale di Brescia 20 maggio 2011
Conti Metrobus, in carrozza sale la polemica
Scontri
in Commissione sul nodo riserve, in un botta e risposta politico che
non ha lasciato spazio agli ordini del giorno. Del Bono: «Siamo
alla frattura netta, ora vogliamo vedere tutti i documenti»
Alla
fine non si è discusso né del futuro costo del biglietto
della metropolitana, né del merito dell'accordo siglato da
Brescia Mobilità ed Ati sul capitolo riserve (lo stesso che, a
fronte dei 560 milioni di euro chiesti dall'Associazione temporanea
d'imprese, ha sancito una cifra «tombale» pari a 99,7
milioni, riducendo la spesa del Comune a un quinto di quanto previsto).
Nelle tre colorite ore di dibattito che hanno caratterizzato la
Commissione congiunta Metrobus e Bilancio - cui hanno partecipato,
senza poter mai prendere parola, tecnici e vertici della partecipata
100% Comune - ha quindi prevalso la polemica sui contenuti. In un botta
e risposta politico che non ha fatto altro che certificare, ancora una
volta, lo strappo netto nei rapporti tra maggioranza e opposizione.
«Il
presupposto era di affrontare tutti i nodi legati al metrò
insieme in questa sede o in Conferenza capigruppo - incalza il
capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono -. Al contrario la
maggioranza ha pensato di proseguire da sola dando mandato a Brescia
Mobilità di siglare un accordo di cui noi non abbiamo alcun
elemento. Quest'arroganza non fa che acuire una frattura politica
profonda: una maggioranza responsabile su questo tema avrebbe cercato
il massimo consenso, invece questa Giunta ha compiuto una scelta in
contraddizione con gli impegni assunti e persino irridente. Chiederemo
tutti i documenti, perché molti sono gli aspetti da chiarire in
merito a questa vicenda». A intravedere l'ombra di una tattica
vera e propria è poi il consigliere Claudio Bragaglio (Pd):
«Si tratta di un'operazione politica per incassare un successo.
Nessuno aveva infatti conferito un mandato in bianco a una parte della
Giunta e al management di Brescia Mobilità per aprire una
trattativa tanto delicata». Dello stesso avviso anche il
consigliere Luciano Cantoni (Api): «Vedo che le decisioni vengono
prese al di fuori di questa Commissione e che le comunicazioni arrivano
sempre a cose fatte: valuterò quindi se dimettermi».
Tutte
considerazioni, queste, che non hanno lasciato spazio alla discussione
di merito, che pure tocca nel vivo l'equilibrio dei conti pubblici.
Perché con la sottoscrizione dell'accordo (il documento non
è stato consegnato né alla stampa né ai
commissari, perché «secretato»), da un lato
«si conosce finalmente con certezza i costi di realizzazione e
gestione del metrò», ricorda l'assessore al Bilancio,
Fausto Di Mezza. Dall'altro, inizia però la corsa a novembre
2011, data entro la quale Loggia e Brescia Mobilità dovranno
trovare 62 milioni di euro da versare all'Ati. Il che, in pratica,
porterà ad un ulteriore indebitamento, ovvero ad una nuova
accensione di mutui da parte della società controllata.
«C'è stata una trasparenza che mai è stata
utilizzata negli anni passati - commenta il sindaco Paroli a margine
dell'incontro -. La verità è che Brescia Mobilità
e l'assessore Di Mezza, che ringrazio, hanno risolto in modo esemplare
un problema che poteva mettere in grave difficoltà la
città. Perché noi siamo abituati così: ad
affrontare e risolvere i problemi. Non di certo a nasconderli».
Nuri Fatolahzadeh
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Bresciaoggi 20 maggio 2011
ACQUE
AGITATE IN COMMISSIONE. L'accordo tra l'Ati e Brescia Mobilità
ha finito con scavare un altro solco profondo tra maggioranza e
minoranza. Che insorge
Metrò, «l'opposizione tenuta all'oscuro»
Mimmo Varone
Le critiche si appuntano non tanto sulla chiusura delle riserve a 30
milioni, quanto sui 32 milioni per le varianti già eseguite e
sui 20 del caro materiali
L'accordo
Ati-Brescia Mobilità sulle riserve d'impresa scava un altro
solco profondo tra maggioranza e minoranza in Loggia. Le opposizioni
accusano di essere state lasciate all'oscuro di tutto e ora vogliono
vederci chiaro. Non si è ancora entrati nel merito della
questione, ma la prima impressione è che le critiche si
appuntino non tanto e non solo sulla chiusura delle riserve a 30
milioni di euro, quanto sulla quantificazione a 32 milioni delle
varianti già eseguite e a 20 milioni del caro materiali, che
nell'insieme fa 82 milioni. Quando quell'accordo finirà in
Consiglio comunale non ci sarà condivisione, ma polemiche. E non
sarà il massimo, trattandosi di un'opera che interessa la
città intera e va oltre le parti politiche in campo.
Pd
e Lista Castelletti accusano il centrodestra di aver disatteso
l'impegno di coinvolgere l'opposizione e di averle impedito di
contribuire alla definizione della «cornice» politica entro
cui gestire l'accordo. Ora resta a chiedersi perchè l'intesa sia
stata siglata a 82 milioni (più 17 per le migliorie ancora da
realizzare), quando Brescia Mobilità ha sempre negato la
fondatezza anche di un centesimo di riserve avanzato dall'Ati. Luciano
Cantoni (Lista Castelletti) annuncia che vuole vederci chiaro, e capire
quali riserve siano state ritenute fondate e per quale motivo, se
l'intesa sia congrua per entrambe le parti oppure no. Il Pd aggiunge
che farà ricorso all'accesso agli atti per spulciare tutti i
documenti e capire come siano effettivamente andate le cose.
LE
STRADE DIVERGONO decisamente, e la situazione alimenta un clima di
sospetti. Al presidente della commissione Bilancio Fabio Capra non
sfugge (come non sfugge a tanti altri) che la busta per l'acquisto da
parte di Astaldi (una delle tre imprese dell'Ati Metrobus) del
pacchetto azionario della Loggia in Serenissima è stata aperta
proprio lunedì, in «perfetto sincronismo» con la
sigla dell'accordo sulle riserve. «Avete chiuso l'accordo anche
perchè vi siete ritenuti soddisfatti dell'unica offerta fatta da
Astaldi (per 39,5 milioni, ndr.) - tuona Capra -: li avete appoggiati
su entrambi i fronti». L'assessore Fausto Di Mezza replica che
l'interlocutore Ati del Comune è il capofila Ansaldo Sts,
«Astaldi non c'entra niente e le due questioni sono del tutto
separate». La cosa non convince, ma per ora finisce lì; di
certo ci sarà un seguito, e il Pd si riserva di parlarne dopo
aver preso in esame i documenti.
Sono
solo le prime battute di una vicenda che si annuncia infuocata. Ieri
l'opposizione ha deciso di non entrare neanche nel merito della
questione, per protesta contro il comportamento «irridente»
del centrodestra. La bagarre si scatena quando, a inizio delle
commissioni congiunte Bilancio e Metrobus, il presidente di
quest'ultima Nicola Gallizioli (Lega Nord) chiede di modificare
l'ordine del giorno e anziché discutere della gestione del
Metrobus (e del prezzo del biglietto) propone di prendere in esame
l'accordo sulle riserve. Tanto più che sono presenti i vertici
di Brescia Mobilità, dal presidente Valerio Prignachi al
direttore generale Marco Medeghini al direttore Metrobus Mauro
Rainieri.
Capra
rifiuta con decisione. Cantoni minaccia le dimissioni dalla commissione
presieduta da Gallizioli ritenendola «perfettamente inutile,
tanto discute solo di decisioni già prese». Il capogruppo
Pd Emilio Del Bono sottolinea che essendo il Consiglio comunale a
deliberare, «per mantenere la coesione politica al suo interno la
gestione politica di quell'accordo con l'Ati avrebbe dovuto consigliare
un coinvolgimento della minoranza prima di concludere». E
promette di confrontarsi con i vertici dell'azienda solo quando avranno
consegnato le carte.
LA
MAGGIORANZA cerca di negare in qualche modo che l'opposizione sia stata
tenuta all'oscuro, ma l'assessore Di Mezza taglia la testa al toro
quando ammette di aver dato lui mandato a Brescia Mobilità di
«chiudere l'accordo fino a 100 milioni e non oltre». Viene
chiaro, insomma, che a gestire la questione è stata la Giunta in
prima persona, e «non per questioni politiche - sottolinea Di
Mezza -, bensì per compatibilità di numeri e per
scongiurare un arbitrato finale costoso e dagli esiti incerti».
Di
Mezza difende l'accordo. Precisa che «elimina qualsiasi
aleatorietà di cifre e permette finalmente alle commissioni
Bilancio e Metrobus di definire un Piano economico e finanziario di
gestione della metropolitana».
Prignachi,
poi, avverte che se l'accordo firmato lunedì mattina non dovesse
essere ratificato e coperto da impegni finanziari, la prospettiva
dell'arbitrato tornerebbe reale. D'altronde «era la Giunta l'ente
titolato a darci il mandato a concludere», aggiunge.
L'opposizione, per la verità, non se la prende con i vertici
aziendali «affidabili ed efficienti», ma con
l'Amministrazione che «ha fatto tutto da sola». Anzi,
Bragaglio sospetta pure che «il sindaco Adriano Paroli abbia
accresciuto ad arte l'ammontare delle riserve per indurre a un giudizio
allarmistico del tutto infondato». «Solo io e l'assessore
Di Mezza - dice - abbiamo demolito quell'atteggiamento di pressione
psicologica e detto che le riserve erano molto più
ridotte».
Ieri, forse, si poteva capire a quanto ammontino in realtà. Ma non si è entrati nel merito.
|
Giornale di Brescia 18 maggio 2011
Sulle riserve accordo da 99,7 milioni
Il
nuovo patto sui conti cancella la richiesta di 560 milioni avanzata
dall’Ati che in questo modo entro novembre incasserà dalla
Loggia i primi 62
Alla
fine niente arbitrato. A decidere sul totale delle riserve del Metrobus
è un accordo messo nero su bianco dai protagonisti della partita
metropolitana, vale a dire Associazione temporanea d'impresa
(costituita da Ansaldo, Acciona e Astaldi, quest'ultima scesa in campo
per l'acquisto delle quote comunali di Serenissima), Brescia
Mobilità e Loggia. Un accordo che «vale» 99,7
milioni di euro a fronte dei 560 richiesti dall'Ati. E che, secondo il
sindaco Paroli, «va a chiudere qualsiasi vertenza e contesa
gravosa per Brescia Mobilità e per la città».
Perché «quella delle riserve era una spada di Damocle
molto pericolosa».
Ma
come si è arrivati alla cifra di 99,7 milioni? A raccontarlo
sono le quattro mosse dell'equilibrio finanziario presentato ieri alla
stampa: 32 milioni è il costo delle varianti, ovvero le opere
già eseguite che rientrano peraltro nei fondi Cipe validati
dalla Commissione interministeriale; 20,1 milioni è la mole del
«caro materiali», cifra certificata dal Ministero e che,
pure, è rientrata nel gioco della trattativa. Quindi ci sono i
17 milioni di euro delle cosiddette «aggiunte» (in
particolare materiali e tecnologie differenti), a fronte delle
richieste avanzate dall'Ati e rimaste congelate per una
stabilità finanziaria sinora traballante. Infine, il valore
più atteso: il capitolo riserve. Che Loggia e Brescia
Mobilità hanno identificato in 30.350.000 euro, scalzando
così il conto salato dei 560 richiesti dall'Ati.
Passo
indietro. Il contratto iniziale fra l'Associazione temporanea d'impresa
e Brescia Mobilità prevedeva che tutti i contenziosi, quindi
anche il nodo riserve, dovessero essere risolti attraverso un arbitrato
a conclusione dell'opera. Procedura, questa, che avrebbe però
avuto - secondo la Loggia - dei costi molto alti, perché
calcolati in percentuale sul totale delle opere con ricadute
«pesanti» tanto per Brescia Mobilità quanto per
l'Ati, che si sarebbe trovata davanti tempi troppo lunghi per l'incasso
della somma. La società chiedeva infatti da mesi l'anticipazione
dell'arbitrato, perché la mancanza di tali introiti la metteva
in una condizione «di sofferenza».
«Il
rischio concreto a questo punto - spiega Paroli - era che
l'inaugurazione dell'impianto slittasse ulteriormente di un anno e
mezzo». Ritardo che si sarebbe riversato sui mutui accesi dalla
controllata, per un totale di 15 milioni di euro l'anno. Cosa succede
con l'accordo? Che al costo complessivo del Metrobus pari a oltre 835
milioni di euro (opere di superficie incluse), Brescia Mobilità
ne pagherà altri 99,7. Meno di un quinto dei 560 milioni
reclamati da Ati per le riserve. Non solo. L'accordo raggiunto prevede
infine che il Comune dovrà versare i primi 62 milioni entro
novembre (la restante cifra verrà invece conferita all'Ati con
l'entrata in funzione del metrò). E ora inizia la caccia al
tesoretto. Ancora.
Nuri Fatolahzadeh
Paroli: «Risultato ottimale, ora la sfida sarà reperire le nuove risorse»
Ora
inizia la caccia al tesoretto. Già, perché se da un lato
la partita riserve è stata messa a punto con tanto di
cronoprogramma dettagliato (entro novembre il versamento all'Ati dei
primi 62 milioni di euro dei totali 99,7 e il resto alla pronta
consegna dell'infrastruttura), dall'altro quegli stessi 62 milioni di
euro devono essere reperiti da Loggia e Brescia Mobilità. In un
momento in cui il bilancio 2011 cominciava a prendere un po' di respiro
proprio inseguito alla proposta di acquisto - arrivata ieri dalla parte
di Astaldi concessioni, controllata dello stesso Gruppo Astaldi - delle
quote comunali di Serenissima, per le quali la società sarebbe
disposta a esborsare 39,5 milioni in euro. Quasi esattamente la cifra
che manca alle casse comunali per il rispetto del Patto di
stabilità.
«Il
Comune sta attendendo che il Cipe provveda al finanziamento degli 80
milioni di euro previsti ormai da tempo, ma poiché i termini di
attesa non sono chiari, bisognerà al più presto trovare
in casa la copertura per questi primi 62 milioni» spiega il
sindaco Paroli. Che aggiunge: «Brescia Mobilità ha forzato
la mano all'Ati per arrivare ad un accordo che è per noi molto
favorevole e oltre all'abbassamento importante di tutti i costi, questa
cifra ci mette al riparo da future cattive sorprese, perché si
tratta di disposizioni tombali». Il che, in pratica, significa
che di qui alla fine dei lavori, non ci saranno extracosti aggiuntivi
né ulteriori riserve che potranno essere accumulate. Ma anche
che il costo complessivo dell'opera metropolitana si attesta a quota
934 milioni di euro circa.
«Si
tratta della meno costosa al mondo per questo tipo di impianto»
puntualizza Marco Medeghini, direttore generale di Brescia
Mobilità. «Abbiamo così stabilito un nuovo
cronoprogramma che non sia solo temporale ma che viaggi anche per
contenuti di opere ed è stato approvato ieri (lunedì per
chi legge - ndr) dal Consiglio di amministrazione dopo un lungo lavoro,
a conclusione del quale, con l'Ati, si è riusciti a trovare un
punto di interesse reciproco, in cui a prevalere è stato il
buonsenso». Alla presentazione dell'intesa e alle cabine di regia
della trattativa, anche il vicesindaco Rolfi, l'assessore al Bilancio
Fausto Di Mezza e il presidente della Commissione Metrobus, Nicola
Gallizioli.n. f.
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Bresciaoggi 18 maggio 2011
L'INTESA. Brescia Mobilità e la Loggia hanno siglato l'accordo al 5% di quanto richiesto dagli appaltatori (600 milioni)
Riserve Metrobus, caso chiuso
All'Ati andranno 30 milioni
Mimmo Varone
Con le varianti eseguite (32 milioni), gli extracosti (20) e le opere
aggiuntive (17) avrà in totale 99 milioni L'imperativo è
assicurarsi i 100 milioni che mancano
Un
accordo «tombale» chiude al 5 per cento la vicenda riserve
d'impresa. Ati Metrobus, Brescia Mobilità e Loggia lunedì
hanno sottoscritto un documento che riconosce 30 milioni e 350 mila
euro di riserve rispetto ai 600 milioni avanzati dalle imprese
appaltatrici. E insieme chiude tutti gli altri contenziosi.
L'ATI
AVRÀ PURE 32 milioni per le varianti già eseguite,
rientranti nelle opere richieste al Cipe e validate dalla Commissione
interministeriale. Avrà 20,1 milioni di extracosti per rincaro
materiali a fronte di richieste «molto più alte», e
17 milioni per le opere aggiuntive ancora da eseguire. In tutto fanno
99,7 milioni che mettono una pietra tombale su tutte le pendenze e
garantiscono un cronoprogramma che porta dritti all'inaugurazione del
31 dicembre 2012. L'Ati non avrà più nulla da chiedere a
nessun titolo, otterrà 62 milioni nel prossimo novembre e il
resto a entrata in funzione della metropolitana.
L'annuncio
è stato dato ieri dal sindaco Adriano Paroli, dal presidente e
dal direttore generale di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e
Marco Medeghini, dopo aver informato la Conferenza dei capigruppo. Si
dissolve così lo spauracchio di un arbitrato che sarebbe costato
molto di avvocati, si sarebbe chiuso con ogni probabilità al 50
per cento delle richieste Ati e avrebbe lasciato fino all'ultimo
nell'incertezza il taglio del nastro. Anzi, Paroli non esita a dire
che, da come si erano messe le cose, si rischiava di ritardare di un
anno e mezzo l'entrata in esercizio. La Loggia avrebbe speso molto di
più, ma l'Ati avrebbe dovuto aspettare per avere i soldi. E
ancora una volta ha funzionato il «meglio l'uovo oggi che la
gallina domani».
Ora
Brescia Mobilità e il Comune azionista devono trovare quei 100
milioni scarsi, che non ci sono. Come si sa, 80 devono arrivare dallo
Stato, già passati da Cipe, Pre-Cipe e quant'altro. Sono
abbastanza sicuri, ma non saranno liquidati entro novembre, né
si può prevedere quando arriveranno. E comunque ne mancherebbero
altri 19,7. Paroli, tuttavia, si dice certo che «una soluzione si
troverà». Ora si può anche dire in via definitiva e
senza incertezza che la metropolitana leggera costerà (comprese
le opere complementari) 934,7 milioni.
L'accordo
è stato raggiunto dopo due mesi di confronto intenso. Ed
è stato siglato lunedì dopo una maratona finale
pressochè ininterrotta da venerdì della settimana scorsa.
Il contratto con l'Ati prevedeva che tutte le vertenze, riserve
comprese, venissero risolte con un arbitrato a conclusione dei lavori,
che - dice Paroli - avrebbe avuto «costi enormi». L'Ati
aveva chiesto più volte di anticipare l'arbitrato stesso a causa
di extracosti onerosi che «rischiavano di mettere seriamente a
pregiudizio la conclusione dell'opera nei tempi stabiliti - aggiunge il
sindaco -, tant'è che nell'ultimo anno c'era stata
un'accelerazione dei lavori ma poi erano rallentati e prospettava un
ritardo di un anno e mezzo».
L'accordo,
tra l'altro, risolve pure la questione delle opere migliorative ancora
da realizzare - spiega Prignachi -, quantificate in 17 milioni. E anche
su queste, «importanti per migliorare la funzionalità
dell'infrastruttura», la discussione con Ati viaggiava su costi
più elevati. «Molto più alte erano pure le
richieste per il caro materiali - aggiunge Medeghini -, i cui aumenti
erano certificati dal ministero delle Infrastrutture e non si potevano
eludere, tanto più che Brescia aveva ottenuto un finanziamento
aggiuntivo proprio per far fronte ai rincari». Quanto ai 30,3
milioni di riserve, «abbiamo riconosciuto che avessero qualche
ragione - precisa il direttore generale -, poiché la gara
è stata aggiudicata quando i prezzi erano bassi e nel corso
della realizzazione sono lievitati».
AD
INIZIO DELLA TRATTATIVA - rivela il sindaco - l'Ati voleva chiudere al
20 per cento o con l'arbitrato che avrebbe messo in crisi tutto il
sistema finanziario del Comune. Dunque, «aver chiuso al 5 per
cento è un risultato enorme». Che soprattutto mette al
riparo da qualsiasi sorpresa futura. Ormai tutto quanto è stato
fatto in più rispetto al progetto è quantificato, e
quanto è ancora da fare pure. Il cronoprogramma – precisa
Prignachi – scandisce fino al 31 dicembre dell'anno prossimo
tutti i passaggi infrastrutturali e organizzativi. E il taglio del
nastro nei tempi previsti è diventato interesse comune di
entrambe le parti. Ogni anno di ritardo rispetto al previsto costa alla
Loggia 15 milioni di euro, e il valore è messo nero su bianco
nell'accordo. Senza contare che per avere i 37,7 milioni del saldo
finale l'Ati dovrà avviare l'esercizio commerciale del
metrò entro i tempi previsti.
È
un accordo dalla doppia valenza. Chiude la questione delle riserve e
restituisce tempi certi all'opera, ma ne migliora anche la
funzionalità garantendo le opere aggiuntive non certe fino a
lunedì. «Dimostra - chiosa Paroli - che i problemi li
affrontiamo».
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Bresciaoggi 18 maggio 2011
AMBIENTE. Approvato in Giunta lo stanziamento per le scuole
In arrivo 80mila euro per pedibus e bicibus
Al progetto parteciperà anche la polizia locale indicando percorsi sicuri e formando chi partecipa
Lo
sviluppo della mobilità sostenibile passa attraverso le
infrastrutture ma anche e soprattutto dall'affermazione di una nuova
cultura dello spostamento. Ne è convinta la Giunta comunale che
nei giorni scorsi ha approvato lo stanziamento di 80 mila euro da
destinare alle scuole primarie cittadine che si impegneranno a mettere
in campo per il prossimo anno progetti di bicibus e pedibus, iniziative
di mobilità sostenibile che sappiano essere «non
più sporadiche - spiega l'assessore alla Mobilità e al
traffico Fabio Rolfi - ma stabili e consolidate».
Il modello dell'«autobus umano» su cui viaggiano bambini -
a piedi o in bici - accompagnati da genitori e controllori è
tipico dei paesi anglosassoni e da qualche anno ha trovato riscontro
anche nella nostra città (a Brescia se ne contano 4 o 5
esperienze). Tuttavia, mai sino ad ora erano stati messi sul piatto
soldi veri per la stabilizzazione del servizio, «un segnale
chiaro - prosegue Rolfi - di quanto l'Amministrazione tenga alla
promozione di una nuova cultura della mobilità e al
coinvolgimento "propedeutico" delle nuove generazioni».
Grazie al bando infatti le circa 40 scuole primarie cittadine potranno
concorrere all'assegnazione di fondi destinati non solo a coprire le
spese organizzative (quelle di assicurazione e quelle connesse alla
realizzazione delle fermate e delle pettorine) ma anche ad accantonare
risorse per le attività didattiche dell'istituto, senza contare
i benefit (dai biglietti dell'autobus omaggio alle tessere bicimia) che
verranno distribuiti ai genitori che faranno da accompagnatori.
«Dare autonomia ai bambini nel percorso casa-scuola significa
liberare il tempo delle famiglie e al contempo contribuire attivamente
alla riduzione del traffico e dell'inquinamento» sottolinea
l'assessore alle Politiche temporali Claudia Taurisano che - da buona
madre di famiglia - pone l'accento sulla valenza anche sociale di
pedibus e bicibus, servizi che «per essere davvero efficaci
devono necessariamente essere stabilizzati». Al progetto
parteciperà anche la Polizia Locale che, da sempre impegnata
nella promozione dell'educazione stradale, darà il suo
contributo attivo non solo nell'individuazione dei percorsi più
sicuri ma anche nella «formazione» di coloro che
parteciperanno al progetto.
Le scuole avranno tempo sino al 30 giugno per partecipare al bando: i
moduli per la domanda (sui quali dovranno essere indicate le
caratteristiche del progetto, numero di utenti coinvolti, lunghezza del
percorso) possono essere ritirati presso gli istituti scolastici o
scaricati dal sito www.comune.brescia.it AN. DE.
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Bresciaoggi
11 maggio 2011
TRASPORTI.
Iniziativa in fase sperimentale
Al cimitero in autobus
Da sabato il servizio parte da via Maggi
Balsamo (Quartiere sicuro): «Gli anziani lamentavano di dover
cambiare oppure percorrere a piedi il Ducos»
Partirà
sabato il servizio sperimentale di collegamento della zona di viale
Piave con i cimiteri di San Francesco di Paola e di Sant'Eufemia, una
scommessa lanciata dal Comitato Quartiere Sicuro in accordo con la
Circoscrizione Centro e Brescia Trasporti nel tentativo di intercettare
una esplicita esigenza della popolazione anziana della zona.
«I
NOSTRI ANZIANI avevano lamentato il disagio di dover cambiare due
autobus o di essere attraversare a piedi tutto parco Ducos per andare a
trovare i loro cari estinti», spiega la presidente del
Comitato Sara Balsamo che si dichiara «soddisfatta del
sostegno trovato nella Circoscrizione e in Brescia Trasporti»
e che sottolinea «i grandi risultati che possono essere
ottenuti dalla sinergia tra le Istituzioni e i privati
cittadini».
Il concetto
viene rimarcato anche dal presidente della circoscrizione Centro Flavio
Bonardi che tiene a precisare come la richiesta fosse emersa anche
nell'appuntamento del 19 marzo scorso con la «Giunta nei
quartieri» e nel bilancio partecipativo della circoscrizione.
«Quando la città chiama l'azienda
risponde» aggiunge senza esitazione il presidente di Brescia
Trasporti Andrea Gervasi che si concentra sulla necessità di
vagliare la risposta che la popolazione saprà dare.
«Di
questi tempi non ci possiamo permettere di sprecare neppure un
euro» chiarisce Gervasi che sottolinea come il servizio
«verrà mantenuto solo se dimostrerà di
avere una buona utenza».
Il servizio
sarà attivo il sabato mattina con partenza alle ore 9 da via
Berardo Maggi e rientro dai cimiteri alle 11. Il percorso prevede tutte
le fermate delle linee 3, 11 e 16 su viale Piave, viale Bornata e via
Zammarchi alla volta dei cimiteri. A.DES
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Giornale di
Brescia on-line 10 maggio 2011
Treni: da giugno nuovo cadenzamento
sulla Brescia-Parma
Ore:
18:23
martedì,
10 maggio 2011
Dal 12
giugno, in occasione dell'entrata in vigore dell'orario estivo, sulla
direttrice ferroviaria Brescia-Piadena-Parma verrà attivato
un nuovo progetto di cadenzamento orario finalizzato all'inserimento
della linea nei sistemi degli assi principali Milano-Cremona- Mantova e
Milano-Brescia-Venezia e al miglioramento della stabilità
della frequenza delle corse. Lo annuncia Lombardia Notizie.
Le
novità sono contenute nell'accordo sottoscritto al Tavolo
convocato dall'assessore regionale alle Infrastrutture e
Mobilità Raffaele Cattaneo, cui sono intervenuti
rappresentanti anche dell'Emilia Romagna, degli enti locali e dei
rappresentanti dei pendolari.
UNA CORSA
OGNI 60' E 120'
Nel nuovo
orario sono previste corse ogni 30 minuti nelle ore di punta e un
servizio ogni 60 e ogni 120 minuti dalle 5 alle 21,30 tutti i giorni
dell'anno in tutte le fermate lungo il percorso. Il tempo di
percorrenza base per l'intera tratta è previsto in 1 ora e
50 minuti. E' prevista inoltre la sperimentazione di una corsa diretta
la sera da Parma a Brescia con un tempo di percorrenza di circa un'ora
e 20 minuti.
CORRISPONDENZE
SISTEMATICHE NEI NODI DI PIADENA E BRESCIA
Alla
stazione di Brescia sono previste corrispondenze sistematiche verso
Milano Centrale e Venezia, mentre a Piadena le corrispondenze
riguarderanno i treni della Milano-Cremona-Mantova, per realizzare i
nuovi collegamenti Parma-Cremona e Brescia-Mantova.

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Bresciaoggi
08 maggio 2011
LA
PETIZIONE. Parte un'altra raccolta di firme
Non solo treni: ora Lonato chiede più fermate del bus
La richiesta arriva da zona Molini bypassata dalla linea per Brescia
Dopo la
petizione con 1300 firme per chiedere più fermate dei treni
regionali alla stazione di Lonato, ora una nuova richiesta parte da un
gruppo di cittadini affinché anche l'autobus della
linea Brescia-Verona introduca una nuova sosta.
A
lamentarsi dei disagi sono i residenti ma anche i lavoratori impegnati
nella località Molini, un'area con parecchie aziende
artigiane, industrie come la Feralpi e due supermercati. Siamo nella
immediata periferia del capoluogo lungo la statale 11 con diversi
blocchi edilizi in fase di decollo.
«La
fermata più vicina a questa zona - sottolineano i firmatari
del documento inviato al protocollo del Comune - è in viale
Roma, a qualche chilometro di distanza, vicino alla pizzeria Linus. Un
disagio per tutti, specie nel periodo invernale, e per i giovani
apprendisti che non hanno ancora la patente e devono usare i
mezzi».
L'amministrazione
Comunale intende sostenere, come nel caso dei treni, anche questa
richiesta «giusta e ampiamente motivata - come spiega
l'assessore alla viabilità Ettore Prandini -
perché destinata a migliorare la qualità dei
trasporti per tutti i cittadini che usano i mezzi pubblici per scelta o
per necessità. La richiesta è già
stata portata in Giunta e approvata, e già inoltrata agli
enti competenti, Provincia e Società di
autoserviz».
La
speranza, come per i pendolari che da mesi chiedono che 4 treni
regionali fermino anche a Lonato, è che i tempi di
attuazione, grazie al sostegno dell'amministrazione comunale, siano
brevi.R.D.

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Bresciaoggi
06 maggio 2011
LA
RICHIESTA. Viabilità, ambiente e servizi le questioni
più
sentite dai residenti. Tempi lunghi per il sottopasso della ferrovia:
la soluzione definitiva con l'Alta Velocità
Il Violino aspetta la metropolitana leggera
Angela Dessì
Il
collegamento con il centro decisivo per evitare che il Villaggio
diventi un quartiere dormitorio Rolfi: «Utilizzeremo la
ferrovia,
i fondi ci sono già»
Mobilità
sostenibile, servizi a giovani e anziani, barriere antirumore e
sottopassaggi: la Giunta nei quartieri approda al Villaggio Violino e
fa i conti con le criticità della zona,
un'«isola»
piuttosto tranquilla, ma gravata da alcune difficoltà di
collegamento con il centro e da un vago timore di deriva a quartiere
dormitorio.
«OGNI
MATTINA affronto il traffico di via Vallecamonica per andare a prendere
il treno in stazione e non posso non domandarmi che programmi abbia per
noi la Giunta con la nuova metropolitana», domanda Paolo
Ferrari
che come molti altri abitanti del Violino chiede lumi anche in merito
alla creazione e allo sviluppo di piste ciclabili che
«consentano
di arrivare in serenità nel centro storico».
Il
problema del collegamento del Villaggio con altre aree strategiche
della città emerge anche nelle parole del consigliere
comunale
del Pd, residente al Violino, Alberto Martinuz che chiede di
«sanare il ritardo nei lavori di riqualificazione di via
Vallecamonica almeno per quanto attiene il tratto tra via Violino di
Sopra e il Ponte Mella».
La
risposta del vicesindaco e assessore alla Mobilità Fabio
Rolfi
(pure residente al Villaggio) è immediata e rilancia l'idea
della metropolitana urbana di superficie.
«Per
il Villaggio Violino la metropolitana rappresenta uno snodo strategico
e, per questo, ritengo centrale la sfida della linea di
superficie», dichiara il vicesindaco richiamando la
possibilità di sfruttare le linee ferroviarie esistenti
(dalla
Brescia-Iseo-Edolo alla Brescia-Parma sino alla Brescia-Cremona) per
coprire anche altre porzioni di città altrimenti dimenticate.
«Con
l'avvento dell'Alta Velocità ferroviaria molti snodi saranno
liberati e c'è già un finanziamento regionale per
la
stazione del Violino», ricorda Rolfi che garantisce sulla
volontà del Comune di investire anche sui percorsi
ciclabili,
sepur in tempi non brevissimi: «È già a
progetto
una pista ciclabile che colleghi piazza Garibaldi al quartiere Badia
transitando su via Milano - spiega Rolfi -. Certo, serve un po' di
pazienza, perchè la realizzazione richiede tempi tecnici
piuttosto lunghi».
Forte
anche la richiesta di un potenziamento dei servizi esistenti per i
giovani e gli anziani, le due fasce considerate «a
rischio»
dagli stessi abitanti del quartiere. «Abbiamo sottoposto a
oltre
il 40 per cento dei residenti un questionario e tutti hanno segnalato
il bisogno di implementare le attività per gli adolescenti e
per
gli ultrasettantenni», rivela Mirko Biagiutti del comitato di
quartiere, che invoca la realizzazione di percorsi ludico educativi per
i più giovani (esigenza evidenziata anche dall'assessore
comunale alle Politiche giovanili Diego Ambrosi) e la creazione di un
poliambulatorio o - meglio ancora - di un centro diurno per i
più anziani.
«La
buona residenzialità non deve trasformarsi in mera
residenzialità ed è per questo che dobbiamo
puntare sui
servizi», lo rassicura il sindaco Adriano Paroli, che
sottolinea
la necessità di «rispondere ai nuovi bisogni con
adeguate
politiche di aggregazione» ed evidenzia in quest'ottica il
ruolo
strategico svolto anche dagli impianti sportivi: «Il bisogno
di
sport è sempre positivo ed è per questo che
vorremmo
riuscire ad aumentare il numero palestre in ogni zona della
città così da favorirne la fruizione anche da
parte degli
abitanti del quartiere», precisa il primo cittadino.
ALTRA
RICHIESTA urgente: il posizionamento di barriere fonoassorbenti che
proteggano la quiete e i timpani dei cittadini che vivono nelle zone
più vicine alla ferrovia. La competenza in questo caso non
è del Comune, ma il vicesindaco assicura che il tema
sarà
affrontato e tenuto in debita considerazione al momento di progettare
la linea dell'Alta Velocità e di pianificare le relative
opere
complementari. Compresa la sistemazione del sottopassaggio su via Re
Rotari e di quello (detto anche il «passaggio dei
nani»)
che sorge all'interno del parco della Musica e da oltre dieci anni
attende un intervento.
L'innalzamento
della galleria che collega il Violino «vecchio» con
la
parte più nuova del quartiere, spiegano gli amministratori,
tarda ad arrivare proprio perché in quella porzione di parco
passerà l'Alta Velocità: sarebbe assurdo, fanno
capire,
investire somme ingenti oggi sapendo già che entro qualche
anno
l'intero collegamento dovrà essere ripensato. Per i
residenti
d'obbligo pazientare ancora un po'.
Immagine
tratta dall'album fotografico di Carlo Bonari su Flickr
|
Giornale di
Brescia 06 maggio 2011
La Giunta
al Violino «apre» il nodo traffico
Piste
ciclopedonali, dissuasori e prolungamento del metrò al
centro delle richieste dei cittadini
La
sistemazione del sottopasso pedonale all'interno del Parco della
musica, un centro diurno per anziani, un percorso ciclopedonale che
raggiunga il centro storico e il nodo velocità sulle strade.
Queste le
sollecitazioni che il sindaco Adriano Paroli e i suoi
assessori, dal titolare ai Lavori pubblici, Mario Labolani ai referenti
di Urbanistica e Sport, Paola Vilardi e Massimo Bianchini, hanno
raccolto incontrando ieri, con il presidente della Circoscrizione
Ovest, Mattia Margaroli, gli abitanti del Villaggio Violino per una
nuova tappa della Giunta nei quartieri.
Un'iniziativa
voluta dalla Loggia, come ha ricordato Paroli, «per ascoltare
i
residenti, ricostruire quanto fatto in questi due anni e mezzo e
rispondere alle necessità». Se amministrare una
città «è come gestire il bilancio di
una
famiglia», la collaborazione dei cittadini «resta
fondamentale e il vero punto di partenza».
Le cose
fatte al Violino, dalla realizzazione di strutture, come la
palestra comunale inaugurata nel 2009, allo sviluppo di servizi per la
famiglia e per la persona (il centro sociale territoriale di via
Paganini ha attivato il Segretariato sociale, una novità
dell'ultimo anno, come ricordato dall'assessore Giorgio Maione), dagli
interventi di prevenzione contro le truffe agli anziani a quelli sulla
mobilità e sul traffico, sono state illustrate da ciascuno
degli
assessori.
Ma
la Giunta di quartiere è entrata nel vivo, proprio
perché
è stata pensata per questo scopo, quando la parola
è
passata ai residenti. Le richieste, piccole e grandi sono andate in una
direzione precisa: «mantenere alta la qualità
della vita
nel quartiere». Un questionario promosso tra i residenti dal
gruppo di riferimento del quartiere ha rilevato l'esigenza di un centro
per anziani, di una pulizia attenta delle rogge, della sistemazione del
sottopassaggio pedonale nel Parco della musica, che collega Violino
vecchio e nuovo.
Alle
sollecitazioni sul fronte mobilità ha risposto il
vicesindaco,
Fabio Rolfi. «Per la messa in sicurezza del sottopasso - ha
chiarito - andrà fatto un ragionamento complessivo quando si
realizzerà in quella zona l'alta velocità
ferroviaria.
Voglio ricordare poi che proprio il Violino è uno dei
quartieri
interessati da una delle colonnine di ricarica delle auto elettriche e
che è prevista la realizzazione di una pista ciclabile che
da
via Garibaldi porterà alla Badia. Piuttosto che un
collegamento
ovest-est del Metrobus, credo ci sia spazio per utilizzare le linee
ferroviarie Brescia Iseo-Edolo, Brescia-Cremona e Brescia-Parma anche
come metropolitane di superficie. Il Violino può rientrare
in
questo ragionamento».
Paola
Gregorio

Immagine
tratta dall'album fotografico di Carlo Bonari su Flickr
|
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Giornale di
Brescia 06 maggio 2011
«Il
metrò piace, ma pochi lo conoscono»
«Officina
della città» ha presentato un sondaggio condotto a
marzo sulla metropolitana
Onofri:
«Il 70% apprezza l’opera,masolo il 14% sa quante
saranno le fermate»
«La
metropolitana? I cittadini di Brescia sono poco informati, ma il loro
gradimento è decisamente superiore a quello sancito dai due
referendum tenuti sull'argomento». «Officina della
città», l'associazione di cui è
presidente l'ex candidato sindaco Francesco Onofri, ha presentato ieri
un sondaggio dal tema «Metrobus e i bresciani».
Un
questionario è stato distribuito in scuole, uffici,
ambulatori medici ed esercizi commerciali, è stato compilato
da 600 persone e l'indagine si è conclusa a marzo.
«Ora a poco più di un anno e mezzo dal viaggio del
primo treno - ha detto Onofri - è bene fare il punto sul
modesto livello di conoscenza dei bresciani su una grande che
è destinata a rivoluzionare la mobilità di
Brescia. A questo punto serve uno sforzo anche politico per promuovere
e rilanciare l'immagine della metro».
Passando ai
risultati del questionario emerge che «solo un terzo degli
intervistati sa quante linee avrà il Metrobus e solo il 14%
ha individuato il numero corretto di fermate in un quesito a risposta
multipla (10, 17, o 25), mentre il 75% ha detto di non saperlo - ha
precisato Onofri -. E c'è stato anche chi ha indicato tra le
stazioni della metropolitana Concesio, Villa Carcina e Rezzato. Il 43%
pensa però che il Metrobus migliorerà la
mobilità (il 40% lo pensa in parte) e il 40% afferma che lo
utilizzerà (il 24% lo esclude, il 36% non sa)».
Tuttavia
«il 70% degli intervistati, infine, esprime un giudizio
positivo sull'opera in generale che di fatto smentisce i risultati dei
due referendum consultivi del 1998 e del 2001, in occasione dei quali
chi andò a votare si pronunciò in modo netto
contro il Metrobus, il 72,3% dei votanti nel '98 e il 63,3% nel
2001». Alle considerazioni di Onofri, si sono aggiunte quelle
di un altro rappresentante di «Officina della
città», Agostino Pasquali Coluzzi che ha ricordato
come in
altre realtà a progetti simili l'1% del budget totale
è stato destinato alla comunicazione.
«È successo nella città francese di
Lille che presenta molte similitudini con Brescia. Nel nostro caso
dovrebbero essere investiti tra gli 8 e i 10 milioni di euro per la
comunicazione e la presentazione continua ai cittadini della
metropolitana leggera. Dopo un
primo periodo ricche di iniziative, da almeno un paio di anni abbiamo
assistito ad un raffreddamento nella promozione».
E
secondo i rappresentanti dell'associazione «questo non solo
permetterà di attrarre un maggior numero di bresciani nel
momento in cui la metropolitana sarà attiva coprendo i costi
di gestione, ma nel momento in cui si porrà il problema
degli allungamenti, i maggiori volumi di passeggeri permetteranno di
andare a chiedere nuovi finanziamenti e la possibilità di
accendere nuovi mutui».
Non
solo, la preoccupazione di «Officina della
Città» si concentra come ha ricordato Alberto
Arenghi sui costi di gestione dell'intera opera: «Il Metrobus
costerà al Comune 30 milioni di euro all'anno, per questa
ragione più cittadini saranno coinvolti più i
biglietti venduti, meno le spese sostenute dal Comune».
Carlo Muzzi
Immagine
tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
Bresciaoggi
06 maggio 2011
IL
SONDAGGIO. «Officina della città»
ribalta i risultati dei referendum
Il
Metrobus?
È noto a pochi ma piace a tanti
Mimmo
Varone
Il
69 per cento dei cittadini bresciani si dice favorevole al nuovissimo
sistema di trasporto
Pochi lo
conoscono, molti già lo apprezzano. Il metrobus bresciano
ripete una storia già vissuta con il teleriscaldamento. Al
momento dei cantieri sulle strade erano polemiche feroci, poi guai a
toccarlo. Con la metropolitana leggera automatica non siamo ancora al
«poi», ma le premesse ci sono.
Un
sondaggio promosso da «Officina della
città» ribalta i risultati dei due referendum del
maggio 1998 e del giugno 2001 e porta al 69 per cento i giudizi
favorevoli al nuovissimo sistema di trasporto. Insieme,
però, emerge una preoccupante scarsa conoscenza dei suoi
tratti essenziali, e ciò spinge l'associazione presieduta da
Francesco Onofri a chiedere a palazzo Loggia l'operazione di marketing
finora mancata.
NELLE
SETTIMANE scorse «Officina della città»
ha proposto a un campione di 600 bresciani un questionario di nove
domande per verificare grado di conoscenza del progetto e aspettative
che vi ripongono. Ne viene che solo il 14 per cento conosce il numero
esatto (17) delle fermate, il 34 per cento non sa che c'è
una sola linea (il 52 per cento ammette di non saperlo, il 14 sbaglia),
e 45 ogni cento riescono a indicare correttamente il nome di quattro
stazioni.
Ciò
nonostante, il 43 per cento è convinto che il Metrobus
migliorerà la mobilità in città e un
altro 40 immagina un miglioramento parziale. Solo il residuo 17
è pessimista. I più (circa il 70 per cento) non
hanno ancora pensato a come il nuovo sistema potrà aiutarli
negli spostamenti quotidiani, ma 40 su cento pensano di utilizzarlo e
36 ci stanno pensando (24 dicono che lo eviteranno). Il giudizio
finale, poi, è positivo per il 69 per cento degli
intervistati e negativo per il 30 (l'1 per cento non risponde).
Emerge,
insomma, che c'è molto da fare sul terreno della
comunicazione, e a un anno e mezzo dall'entrata in esercizio bisogna
far presto. Anche perché al momento oltre la
metà dei bresciani si muove in auto e poco meno di un quarto
utilizza il mezzo pubblico, mentre gli altri vanno a piedi (quasi il 10
per cento), in bici (8 ), in scooter o moto (2,61).
Non
è un panorama favorevole, se il sondaggio (proposto tra
pendolari, in uffici giudiziari, ospedali, università) dice
la verità. Ma l'associazione di Onofri sottolinea che
già dai primi 300 questionari la situazione si è
stabilizzata. Come a dire che si poteva allargare il campione a
dismisura senza che le cose cambiassero di molto. Secondo le stesse
proiezioni del Comune, con il biglietto a 1.40 euro e 50 milioni di
passeggeri sull'intero sistema di trasporto pubblico (bus e
metrò), nel 2013 si avrebbero 19 milioni e 745 mila euro di
ricavi dai biglietti e il Bilancio della Loggia dovrebbe aggiungerne
ben 25,7 (16.3 l'anno dopo con il biglietto a 1.90 euro).
«Officina
della città» intende far la sua parte, e ha in
cantiere un convegno tra giugno e settembre - annuncia Onofri -, per
raccontare com'è stata studiata la comunicazione in
città europee simili a Brescia, dove il Metrobus ha avuto
pieno successo. Con lui, alla presentazione dei risultati di ieri
mattina, anche Alberto Arenghi e Agostino Pasquali Coluzzi, entrambi
membri del direttivo. Coluzzi porta l'esempio della francese Lille,
dove in comunicazione e marketing è stato investito l'1 per
cento del budget complessivo. Con un metrò che
costerà da 800 a mille milioni, si dovrebbe avviare una
campagna da 8-10 milioni mentre «sono scomparse le domeniche
a cantieri aperti - accusa Coluzzi - e sono state poco utilizzate le
postazioni per guardare nei cantieri».
CURIOSO
È PURE che, in tanta scarsa conoscenza, molti siano convinti
che stazioni del metrò siano previste a Villa Carcina,
Concesio e Rezzato. Sarà di auspicio per l'estensione della
linea, ma posto che non si potrà portare il Metrobus in
Valtrompia «la Loggia dovrà agganciare il sistema
al resto del trasporto pubblico provinciale - osserva Arenghi -, invece
è preoccupante che destini ad altro una parte dei fondi per
le opere complementari di superficie, dei parcheggi scambiatori in
particolare». La spada di Damocle dei costi di gestione, che
richiederebbero 30 milioni di euro all'anno da bigliettazione, per
«Officina della città» dovrebbe
consigliare integrazione con la Grande Brescia, oltre a maggiore
comunicazione. Per tornare agli esempi virtuosi, Arenghi mette sul
piatto Rennes. Nella città francese simile a Brescia per
abitanti e area vasta, «il metrò era partito tra
molto scetticismo, ma grazie a una serrata campagna di comunicazione
è diventato un successo e si chiedono 9 chilometri in
più». Se per il vicesindaco Rolfi il
metrò è davvero una priorità,
«cominci a trovare altri finanziamenti».
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Bresciaoggi 05 maggio 2011
La Crocera di San Luca «cade a pezzi»
E nel progetto futuro si pensa all'Infopoint di Brescia
Mobilità
Capitolo tempi, metodi e - soprattutto - uno sguardo al futuro. Perché se è
vero che il primo intervento sulla struttura è stato tempestivo «per ragioni di
sicurezza», è altrettanto vero che per agire a tutto tondo è necessario avere
ben chiaro il futuro impiego della Crocera.
In un primo momento lo spazio era
stato eletto a dimora dell'Urban center cittadino, ipotesi che pure prevedeva al
suo interno un'area esposizioni. Quel che è quasi certo però è che - una volta
sistemate le lacune strutturali emerse - a traslocare in via Cavallotti sarà
l'Infopoint di Brescia Mobilità, lo stesso che un tempo stava nella struttura -
poi abbattuta - che si affacciava lungo corso Zanardelli. E che potrebbe tornare
ad offrire, nel cuore del nucleo antico, uno sportello deputato ad abbonamenti,
agevolazioni, percorsi e orari. Tanto che il presidente della controllata,
Valerio Prignachi, ha già effettuato qualche sopralluogo.
Sul tavolo anche il
futuro del bar Crocera, la cui licenza scadrà nel prossimo triennio, ma sul
quale l'Amministrazione comunale vorrebbe puntare concretamente per una
rivitalizzazione complessiva non solo della zona, ma dell'intero nucleo antico.
nuri
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Bresciaoggi 04 maggio 2011
TRASPORTI. Brescia Mobilità attiva da oggi un nuovo sito che mette Brescia
fra le città d'elite per servizi informatici
Come spostarsi in autobus?
Da oggi si scopre su Internet
Mimmo Varone
Basta impostare punto di partenza e punto d'arrivo per sapere on line qual è
la fermata più vicina e quali sono le linee migliori da utilizzare
Da stamattina muoversi in città è più semplice. I
bresciani possono calcolare il loro percorso, indicare punto di partenza e di
arrivo, e scegliere tra tutte le opportunità offerte dal trasporto pubblico.
Brescia Mobilità vara il nuovo sito web integrato e interattivo che permette di
utilizzare al meglio autobus, parcheggi, Bicimia, e nel prossimo futuro anche il
metrò. Il sito è accessibile dal computer di casa, ma pure da qualsiasi sistema
mobile, da tablet, iPad, iPhone e via dicendo. È un'autentica novità, che mette
Brescia nel ristretto gruppo di città europee all'avanguardia nei servizi
informatici ai cittadini.
IL NUOVO SITO www.bresciamobilita.it realizzato
dalla cittadina Neutry srl di via Nisida e dall'ufficio Comunicazione di Brescia
Mobilità è stato presentato ieri e promette meraviglie che da stamattina tutti
possono sperimentare. Ma soprattutto permette a ciascuno di pianificare i propri
movimenti in città. Una volta entrati nel sito si sceglie il percorso utenti
(azzurro) e nella home compare l'applicazione «Gira Brescia». Si digitano il
punto di partenza e di arrivo e si clicca su «calcola il percorso». In un
istante compare la mappa Google che indica il tragitto da compiere a piedi per
arrivare alla fermata più vicina del bus, eventuali coincidenze con altre linee
e postazioni di Bicimia, insomma tutto quanto è utile per arrivare al punto di
arrivo indicato. Ma è solo una delle novità. Nel percorso utenti si trovano
linee e orari dei bus, biglietti e tariffe, servizi speciali, informazioni per
la tutela del viaggiatore, servizi scolastici e per disabili. E con un clic le
mappe funzionali (anche in 3D) si arricchiscono di una vasta gamma di punti di
interesse (tutti spiegati e descritti), comprese le Ztl con tanto di foto dei
varchi. C'è tutto su metrobus, parcometri, telepark e parcheggi, con la
possibilità di fare abbonamenti on line. Ci sono le postazioni Bicimia, i
parcheggi bici, il noleggio di auto elettriche, informazioni su officine
autorizzate, Lam, biglietti elettronici, telerilevazione, city
logistics...
Il percorso opportunità (verde) punta alla trasparenza con gli
accrediti dei fornitori, bandi e avvisi, pubblicità su bus, parcheggi e
parcometri. Ci sono persino il form «cercolavoro» per chi vuole proporsi
all'azienda e i servizi per gli universitari. Infine il percorso arancione dice
tutto sul Gruppo, la mission e le società controllate. È una quantità enorme di
contenuti «ordinati in funzione delle richieste del visitatore del sito
attraverso un sistema di gestione dinamico e semplice, in grado di estrarre in
automatico argomenti e materiali multimediali correlati alle aspettative»,
assicura Lodovico Minelli di Neutry. La navigabilità è assicurata da un doppio
menu a cascata: il primo controlla il percorso contrassegnando con il colore le
varie sezioni. Ogni sezione, poi, presenta il suo pannello di sviluppo, un sito
nel sito e consente di presentare contenuti complessi in una cornice semplice ed
eterogenea.
I CAMPI LATERALI di ogni pagina presentano applicazioni utili
(una è il Google Transit che permette di calcolare il proprio percorso), anche
con le news aziendali. Il piè pagina, invece, presenta una mappa strutturale dei
contenuti e le informazioni di contatto con l'ufficio Comunicazione. E ciò -
sottolinea Minelli - permetterà a tanti giovani con il pallino dell'informatica
di studiare nuove applicazioni da proporre a Brescia Mobilità. Un sistema
aperto, dunque, facilmente aggiornabile e in grado relazionarsi con altri media
per la comunicazione del Gruppo all'esterno.
Va da sé che la soddisfazione è
unanime. Il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi parla di «radicale
salto in avanti». Vede la nuova piattaforma come «punto di partenza di un modo
nuovo di comunicare i servizi aziendali», e come «efficace strumento di
informazione per avvicinarci all'entrata in esercizio del metrò». Fabio Rolfi,
assessore ai Trasporti, sottolinea che il sito si rivolge a una platea ampia ed
«è un investimento sul futuro anche per far fronte alla sfida del metrò». Il
presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi mette l'accento sulla
«tempestività e puntualità» della comunicazione, la presidente di Sintesi
Giovanna Prandini sottolinea la possibilità di «soddisfare i bisogni dell'utente
con le proposte integrate del Gruppo». Per il direttore generale Marco Medeghini
si centra l'obiettivo di «far capire quali e quanti servizi sono a disposizione
del territorio». La soddisfazione è generale, insomma. Da stamattina la parola
passa ai «clienti».
Giornale di Brescia 04 maggio 2011
Brescia Mobilità, percorsi su misura nel nuovo
portale
On line da oggi, collega in modo innovativo le informazioni di tutte le aziende del gruppo
Non informazioni nuove, ma un modo innovativo - e sempre aperto a cambiamenti -
di comunicare all'interno del gruppo, tra aziende; e di conseguenza all'esterno,
con gli utenti (ma non soltanto) che potranno costruirsi percorsi su misura. Il
tutto attraverso un investimento organizzativo più che economico (si parla di
poche decine di migliaia di euro) che guarda al futuro. Con questo spirito si
presenta il nuovo portale web di Brescia Mobilità (www.bresciamobilita.it) on
line da oggi e accessibile anche tramite i telefonini di nuova
generazione.
Il progetto, condiviso con l'Assessorato alla mobilità e al
traffico del Comune, è stato illustrato ieri nella sede di piazza San Padre Pio
da Pietrelcina da Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità; Andrea
Gervasi, presidente di Brescia Trasporti; Giovanna Prandini, presidente di
Sintesi; Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità; e dal
vicesindaco Fabio Rolfi (con delega alla Mobilità e traffico). A mostrare le
potenzialità del portale è stato infine Lodovico Minelli della Neutry, la
società che lo ha realizzato in sinergia con l'Ufficio Comunicazione di Brescia
Mobilità.
Se i contenuti non sono diversi rispetto al passato, la
redistribuzione degli stessi nel contesto di un layout completamente rinnovato
(dal designer di Mtv lberto Antoniazzi) appare sostanziale. In particolare, sono
stati individuati tre percorsi: Utenti, Opportunità e Gruppo. Il primo comprende
tutte le informazioni sugli autobus, dagli orari alle tariffe, con la
possibilità di consultare mappe interattive; sul metrobus - dalla storia allo
stato di avanzamento dei lavori -; sui parcheggi, che tra l'altro sono stati
geolocati su una mappa di Google; sulla Green mobility - da Bicimia al noleggio
di auto elettriche - e su altri servizi. Il secondo percorso - Opportunità - si
rivolge a imprese e fornitori, ma anche a chi è interessato alla pubblicità e a
chi cerca lavoro nel gruppo. La sezione Corporate, infine, contiene tutti i dati
su Brescia Mobilità e quel che riguarda l'immagine.
Le parole d'ordine
dell'operazione sono comunicazione e coordinamento, innovazione e trasparenza.
«Il servizio di mobilità ha il suo hardware nelle attrezzature e nelle
prestazioni, ma in gran parte deve svilupparsi attraverso la comunicazione», ha
esordito Prignachi, aggiungendo la necessità di una «relazione» - innanzitutto
tra aziende del gruppo in un «quadro di riferimento» - che passa anche
attraverso «l'innovazione». Il presidente di Brescia Mobilità ha poi ricordato
che «la nostra è un'azienda pubblica, e questo significa che esiste un rapporto
etico verso l'esterno che va valorizzato». Da parte sua, Gervasi ha richiamato
l'attenzione su un aspetto «fondamentale» della comunicazione: la puntualità;
mentre Giovanna Prandini ha spiegato come l'utente del portale sia considerato
«un soggetto con una serie di bisogni diversi ma non in contraddizione tra
loro», che quindi ha bisogno di informazioni integrate come lo sono i servizi
delle aziende del gruppo.
Sulla portata innovativa del progetto - che ricorre
anche ai social network - si è soffermato particolarmente Medeghini,
sottolineando che si è cercato come prima cosa di rendere comprensibile il più
possibile una mappa della città contenente «dalle Ztl ai parcometri». E Rolfi ha
ribadito il concetto secondo cui «il fattore di successo per i servizi è la
capacità di farli conoscere alla comunità», collegandolo alla «prossima sfida
che abbiamo davanti: quella della metropolitana».
Francesca Sandrini
03 maggio 2011
On line il nuovo sito internet di Brescia Mobilità.
Durante l'incontro di Gennaio che ho avuto nella sede di Brescia
Mobilità, il Direttore Generale Ing. Marco Medeghini mi
annunciò la novità che sarebbe arrivata nei mesi
successivi, ed ecco il risultato.
Da
una prima rapida occhiata il sito è sicuramente meglio
organizzato e più navigabile; ha ancora bisogno di qualche
piccolo aggiustamento ma il
risultato è sicuramente interessante.
Tra le notizie interessanti appare nella home page la fotografia del
deposito della metropolinata di Brescia con scritto "DEPOSITO
METROBRESCIA Presto la nuova inaugurazione"

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Giornale di Brescia 01 maggio 2011
La «Movida» corre sull'autobus
Nei weekend tre mezzi percorreranno la Valle da Nadro di Ceto a Pisogne
e Lovere, collegando locali e ristoranti e garantendo sicurezza sulle strade
VALCAMONICA«Fare qualcosa per i giovani». È da questo desiderio che muove il
progetto «Movida on the road». Un'idea semplice, peraltro già praticata in altre
località italiane e che, dalla prossima settimana, attraverserà anche la
Valcamonica. Tre bus, nei fine settimana, percorreranno la Valle - da Nadro di
Ceto a Pisogne e Lovere - collegando locali e ristoranti dei vari paesi e
consentendo per qualche sera di lasciare a casa l'auto.
«Movida on the road»
creerà cioè un sistema di trasporto a corto e medio raggio che permetterà di
spostarsi da un luogo a un altro utilizzando un mezzo di trasporto pubblico,
insieme ad altre persone. Il servizio funzionerà in via sperimentale per tre
mesi, da maggio a luglio il venerdì e sabato. Poi, se le valutazioni sia di
ordine economico che di opportunità lo consentiranno, potrebbe diventare
stabile, magari ipotizzando un servizio di linea. Sono già una trentina gli
esercizi pubblici che hanno aderito e ce n'è almeno uno per comune, per
collegare tutte le località della Valle. Due le possibilità: si può optare per
un biglietto di una sola corsa o di un'intera serata, rintracciabili nei vari
locali che partecipano. Il target di riferimento va dai 15 ai 35 anni, dando la
possibilità anche ai minorenni di spostarsi tra un luogo all'altro in
sicurezza.
Ma c'è di più: per garantire, appunto, sicurezza ed evitare
schiamazzi o comportamenti maleducati, su ogni mezzo sarà presente un addetto
all'ordine, che accompagnerà le corse per tutta la notte. Tre, come si diceva, i
tracciati: da Nadro di Ceto a Lovere, da Lovere a Nadro e da Lovere a Piamborno,
ogni volta per cinque passaggi. Gli orari e i luoghi di passaggio saranno
rintracciabili su «Movida magazine», il mensile con le informazioni sui locali,
le feste e il divertimento della zona.
Il progetto è stato presentato nelle
scorse settimane in alcune scuole superiori della Valle e ha ricevuto la
collaborazione dell'Associazione famigliari e vittime della strada di Brescia e
di Bergamo, oltre che il sostegno economico del Bim e dei locali aderenti. «Il
Bim ha contribuito allo start-up dell'iniziativa - spiega il presidente Franco
Gelfi - ma in futuro dovrà stare in piedi da solo, autofinanziandosi. Pur non
essendo tra le nostre finalità istituzionali, abbiamo pensato che fosse giusto
intervenire e fare un gesto per aiutare i ragazzi e, se fosse possibile, evitare
gli incidenti stradali dovuti alla guida in stato di ebbrezza. È una prospettiva
diversa, che serve a far cambiare mentalità alla gente».
«In Valcamonica
purtroppo non esiste un sistema di trasporti pubblici che consenta a chi si
vuole divertire di potersi muovere in sicurezza - afferma Mario Caussi,
responsabile del progetto -. E ci sono molti piccoli locali tra i quali i
ragazzi si spostano in continuazione. Ci siamo messi in campo per aiutare i
giovani a divertirsi in sicurezza con Movida on the road, che non è un evento di
sensibilizzazione fine a se stesso, ma vuol diventare un nuovo modo di vivere le
serate. Per dargli un futuro, abbiamo già preso contatti con la Provincia di
Brescia, che ci appoggia».
Per informazioni sull'iniziativa, contattare il
380/2084163.
Giuliana Mossoni
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Giornale di Brescia 01 maggio 2011
Lonato
«Più treni? Decida la Regione»
LONATO Si giocherà in Regione, nell'ambito del contratto
di servizio, la richiesta di 1.300 cittadini di avere più fermate alla stazione
ferroviaria. Lo ha comunicato Trenitalia al sindaco Mario Bocchio in risposta
alla lettera inviata dal primo cittadino lonatese e sostenuta dalle
numerosissime firme in calce alla petizione predisposta dalla prof. Anna Rita
Granieri.
Il problema dei lonatesi è presto sintetizzato. Chi vuol
raggiungere Brescia o Milano in treno può usufruire di un convoglio che si ferma
pochi minuti prima delle 6: poi più nulla fin quasi alle 14. E poiché i
pendolari sono numerosi ecco la richiesta di aggiungere alcune fermate, quattro
in tutto, nell'orario compreso fra le 7 e le 14. La petizione, sostenuta da
1.300 adesioni, è stata inviata a Trenitalia, alla Regione e al sindaco. La
prima ed unica risposta è arrivata da Trenitalia.
Afferma che la
programmazione dei servizi ferroviari regionali è di competenza di ogni Regione
dato che i rapporti sono disciplinati da contratti di servizio, nel caso
specifico fra Trenitalia/Le Nord e la Regione Lombardia. Scartata la possibilità
di sosta a Lonato del treno Venezia-Milano restano sul tappeto le altre tre
richieste di sosta alle 7.10 per raggiungere Brescia ed alle 13.35 e 14.35 per
il ritorno da Brescia a Lonato. La sollecitazione dei lonatesi è stata girata
alla Regione ed alla società ferroviaria dalle quali i lonatesi attendono,
ovvio, un riscontro favorevole.
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Aggiornamento del 1° Maggio 2011
Anche nella giornata di oggi 1° Maggio il servizio bus è
terminato alle ore 12:30 e la segnalazione di tplbrescia fatta a
Brescia Trasporti nei giorni scorsi ha portato alla risoluzione del
problema (vedere qui sotto 25 aprile 2011).
Oggi nel pomeriggio le fermate elettroniche sono prive dei tempi di
attesa, non solo, è stato anche inserito il messaggio:
"01.05.2011 FESTA DEL LAVORO IL SERVIZIO TERMINA ALLE 12.30"
25
aprile 2011. Come di consuetudine il servizio bus a Brescia nelle ore
pomeridiane e serali dei giorni di Pasqua, 1° Maggio e Natale
è sospeso, ma ieri molte delle paline elettroniche di fermata
riportavano i tempi di attesa per i bus "fantasma". In alcuni casi ho
notato la presenza di passeggeri in attesa del mezzo pubblico,
probabilmente tratti in inganno della errate indicazioni.
Basterebbe che su tutte le paline elettroniche tra le 12:30 fino a fine giornata non appaia nient'altro che un unico messaggio con scritto:
QUESTO POMERIGGIO/SERA SERVIZIO BUS SOSPESO
THIS AFTERNOON/EVENING BUS SERVICE SUSPENDED
La segnalazione del disservizio sarà inviata da tplbrescia agli uffici competenti.
Confidiamo nella prossima sospensione del 1° Maggio.
Ecco alcune fotografie che ho scattato
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