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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 31 maggio 2011

Expo 2015, un treno in ritardo

Paroli: «Pochi fondi, ma Brescia non può starne fuori. Ora serve un tavolo comune»
E la Loggia punta sul prolungamento del metrò verso la Fiera e imprenditoria giovane

Un treno che parte in ritardo ma su cui «non si può non salire». Un treno su cui Brescia sceglie di portare un'opera (il prolungamento del metrò) e il mondo dell'imprenditoria (puntando tutto sui giovani). È il treno che viaggia verso l'Expo 2015, composto da vagoni che la Leonessa tenta ora di inseguire per prendervi posto, anche se in corsa. E su cui, prima fra tutte, resta la grande incognita delle risorse economiche.
In un quadro milanese ancora sfocato, la Loggia parte da due mosse: la consegna da parte del sindaco Paroli della delega operativa al consigliere Giorgio Agnellini e all'assessore alle Politiche giovanili Diego Ambrosi e la sfida del prolungamento del Metrobus verso Lamarmora fiera: uno snodo strategico che, da un lato, legherebbe il polo espositivo al centro e, dall'altro - grazie al parcheggio scambiatore a ridosso del casello Brescia Ovest - creerebbe il collegamento strategico con Milano. A questo, si aggiunge un terzo elemento: il laboratorio delle idee. Un tavolo che sappia conferire a Brescia il giusto ruolo rispetto all'appuntamento del 2015.
«Expo 2015 non è una nostra competenza, ma nonostante il ritardo di Milano, che in clima di campagna elettorale ha alleggerito la presa sul tema, crediamo di doverci essere e che ci debba soprattutto essere un luogo in cui la città si possa confrontare - precisa Adriano Paroli -. Perché la realtà è che nessun ente detiene in sé la delega ufficiale per un coordinamento. Il Comune vuole però fare la sua parte: per questo sarà necessario un ragionamento e un confronto aperto con tutte le realtà del territorio, con tutti gli interlocutori che ne fanno parte. E questo è certamente un rischio, perché le risorse economiche molto probabilmente non ci saranno. Ma è un rischio che vale la pena di correre per non fare perdere alla città un'opportunità che merita». Quello lanciato dal numero uno di Palazzo Loggia è quindi un invito e insieme un appello alla Brescia in movimento e ai suoi rappresentanti, dalla Camera di commercio alle Associazioni di categoria passando per la Provincia. «Non ci prendiamo nessuna primogenitura rispetto a questo tavolo: chi vuole, si sieda» ripete Paroli, che subito puntualizza contesto e obiettivi del lavoro alle porte. «L'economia sta evolvendo perché il momento è particolare - ricorda -. La crisi del 2008 ha coinciso con una stretta sui conti pubblici senza eguali. Il momento di difficoltà si avvia alla soluzione, ma quel che è chiaro è che nulla sarà più come prima, l'economia cambierà radicalmente. Questo per dire che ci si presenterà di fronte uno scenario mutato e che a noi starà cogliere le opportunità: a noi tocca cioè creare l'humus adeguato affinché nuove imprese basate su nuove idee possano nascere. Perché i giovani possano non cercare un impiego fisso, ma creare loro stessi lavoro».
Un impegno, ricorda l'assessore Ambrosi, che è già passato dalla teoria alla pratica con il via allo Sportello sull'imprenditoria giovanile: «In questa congiuntura il ruolo delle istituzioni è fondamentale. E l'Expo rappresenta l'opportunità per creare nuove professionalità attraverso indirizzi, ipotesi di lavoro e programmi concreti».Nuri Fatolahzadeh.

METROBUS
La grande opera su cui la Loggia punta è il prolungamento del Metrobus verso Lamarmora Fiera, così da sviluppare l'asse Milano-Brescia centro.

Mappa tratta dal sito internet I Binari + CityRailways


Bresciaoggi 31 maggio 2011

Expo 2015, il sindaco «chiama» le istituzioni

Con Milano in ritardo sull'Expo 2015, «Brescia non può rischiare di trovarsi impreparata». Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, chiama a raccoltà le istituzioni bresciane per creare un tavolo di lavoro «capace di aiutare le nostre imprese a cogliere l'occasione dell'Esposizione Universale».
UNA PROPOSTA di dialogo interistituzionale che il primo cittadino fa a Provincia, Camera di Commercio, Aib, associazioni di categoria e a tutte le realtà interessate all'evento di respiro mondiale, «perchè - spiega - grazie a Expo la nostra economia può avere un sussulto di orgoglio». Paroli ci tiene però a precisare come il Comune non abbia «alcuna competenza particolare» nella partita Expo ma. ha fatto intendere il sindaco, stare con le mani in mano non porterà comunque da nessuna parte.
Collocata dov'è, a cento chilometri dal capoluogo, Brescia rientra nel raggio di ricaduta, economico e progettuale, dell'Expo, fatto che può rappresentare «un appeal stimolante soprattutto per i nostri giovani». L'imprenditoralità giovanile è il punto sul quale converge l'attenzione della giunta comunale.
«Vogliamo aiutare i giovani bresciani desiderosi di fare impresa e crediamo - afferma Paroli - che l'Expo 2015 possa essere un grande fattore incentivante, è una suggestione difficile da ignorare».
LA DELEGA. Passando al lato pratico, ieri il sindaco ha attribuito al consigliere comunale, Giorgio Agnellini, una delega «particolare». Il pidiellino, da oggi fino al 2015, è il coordinatore dell'amministrazione comunale per quel che riguarda l'appuntamento dell'Expo. «Agnellini è la figura giusta visto che - sostiene Paroli - si è già occupato in passato, dal punto di vista professionale, dell'Expo». «Questa delega non è di facciata ma si tratta - precisa Agnellini - di una delega operativa. Darò spazio a chiunque voglia portare il proprio contributo, siano essere imprese che semplici cittadini. Brescia può dare tanto sotto il profilo culturale, enogastronomico e nella creazione di nuove imprese».
Nel lavoro di creazione di un sistema di strumenti in grado di intercettare e sostenere l'impreditorialità giovanile, Agnellini, sarà affiancato dall'assessore alle Politiche giovanili, Diego Ambrosi. «In questo frangente economico, il ruolo delle istituzioni è di prendersi in carico il problema del lavoro e, in particolare, - sottolinea l'assessore Ambrosi - i giovani che vogliono lavorare autonomamente».
L'Expo, che nell'edizione milanese darà spazio alla tradizione, alla creatività e all'innovazione nel settore dell'alimentazione, sarà in grado di muovere in numero enorme di persone, operatori commerciali e denaro che andranno a ricadere anche sul territorio bresciano. «Chi verrà a Milano dall'estero, di certo si fermerà per una visita, noi con la proposta di laghi e monti - continua Ambrosi - dobbiamo essere capaci di intercettare la domanda». Dati alla mano, l'assessore Ambrosi, parla di 70 mila posti di lavoro che si andranno a creare tra il 2010 e il 2015 e di una stima di 29 milioni di turisti in 6 mesi.
LA METROPOLITANA. Expo 2015 significa anche infrastrutture.Il prolungamento della metropolitana cittadina è l'opera capolista che Brescia sottoporrà in occasione dell'evento mondiale. Il collegamento tra Lamarmora e la Fiera di Brescia potrebbe essere una carta vincente per avvicinare Brescia alla sede dell'Esposizione Universale. In zona Fiera verrebbe così a crearsi un parcheggio di interscambio alle porte del casello Brescia Ovest dell'autostrada.
«Non sono ottimista ne pessimista ma - spiega ancora il sindaco Adriano Paroli - non nascondo che a Milano le cose stiano andando piuttosto a rilento, le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti e i dubbi sulle risorse rimangono». SI.GH



Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

SPOT DI BRESCIA TRASPORTI TROVATO SUL NUOVO SITO DI BRESCIA MOBILITA'


Spot Brescia Trasporti from Brescia Mobilita on Vimeo.


Giornale di Brescia 29 maggio 2011

A2A, guardando al futuro tra Metro e utilità sociale

Ospiti di «Brescia per passione» Corsini, Fermi e Girelli si soffermano sull’importanza di obiettivi condivisi

Utilità sociale, in una strategia di sviluppo: questi i criteri da perseguire nell'ideazione e nella gestione dei servizi per la città, ribaditi nell'incontro che per iniziativa di «Brescia per passione», Associazione di cultura politica, partecipazione e identità l'altra sera sul tema «A2A e metropolitana: facciamo i conti» ha affollato la sala Piamarta di via San Faustino.
La consigliera comunale Laura Castelletti in apertura dell'incontro ha parlato di «una città stanca, delusa» e del bisogno di «ritessere relazioni, ascoltare i bisogni, riconoscersi in una visione comune per elaborare percorsi amministrativi». Tra passato e futuro, tra le politiche amministrative che hanno assicurato a Brescia iniziative d'avanguardia e i possibili nuovi scenari ai quali i promotori dell'incontro guardano alla vigilia del voto amministrativo milanese, si avvicina l'avvio della metropolitana e s'impone un aggiornamento del piano economico.
Le premesse sono state ricostruite dall'architetto Ettore Fermi, con un richiamo alla lungimiranza dei grandi investimenti del passato, frutto di «indicazioni che arrivavano dalla Loggia» e di una condivisione di prospettive nella gestione di Asm, nella consapevolezza di un «bisogno di solidarietà tra le coalizioni per opere di questa importanza». Per il progetto della metropolitana, avviato nell'86 e portato a compimento nel 2000, «si è lavorato con zelo e responsabilità», nella convinzione di poter migliorare le condizioni di vita e la mobilità e con attenzione alla sostenibilità economica.
Oggi, osserva l'onorevole Paolo Corsini, la tendenza alle privatizzazioni rischia di penalizzare le autonomie locali nella gestione dei servizi di pubblico interesse, «la partecipazione del Comune in A2A viene sostanzialmente vista in termini finanziari e di attribuzione di posti, mentre il vero tema è costituito dall'utilità sociale e dalle strategie di sviluppo». Come assicurare una conduzione all'altezza delle sfide per i rapporti con l'indotto, il management, il dialogo sindacale, le tariffe, i collegamenti sul territorio? «Pensavamo ad un federalismo tra multi utility e oggi disponiamo di una straordinaria struttura per strategie di livello nazionale e internazionale, non per l'internazionalizzazione del business ma per l'esportazione di tecnologia, con la possibilità di svolgere un ruolo da primo attore, specialmente nel campo dei rifiuti. Questo è il momento delle scelte, la finalità principale non può essere l'assegnazione dei dividendi», dice Corsini aggiungendo una serie di annotazioni critiche per «l'andamento piatto dei ricavi», la vendita dell'acquedotto di Bergamo, la chiusura delle riserve che «è costata 82 milioni di euro», la rinuncia all'arbitrato, la questione del costo del biglietto dal momento che si calcola «un milione di passeggeri in meno, con la riduzione delle corsie riservate ai bus, la soppressione di fermate, la prevista delocalizzazione degli uffici pubblici, il parcheggio sotto il Castello».
I contributi regionali sono in proporzione molto più consistenti per il trasporto urbano milanese: «Ci si è preoccupati di farlo presente?», chiede Corsini augurando alla Giunta Paroli di portare a compimento l'opera, ma notando che «Non si vedono grandi realizzazioni». Di una «debolezza della politica di rappresentanza» ha parlato il consigliere regionale del Pd Gianantonio Girelli, mentre «si guarda ad A2A come fonte di finanziamento più che strumento di sviluppo per il territorio».
Elisabetta Nicoli

Bresciaoggi 28 maggio 2011

IL DIBATTITO. Sintonie e diversità fra i rappresentanti delle culture politiche «storiche» della città. Con un occhio a Milano e uno alle amministrative del 2013

Metrobus, l'affondo del centrosinistra

Massimo Tedeschi

Laura Castelletti: «Paghiamo pressapochismo e scarsa autorevolezza dell'attuale amministrazione comunale»

Gli accenti sono diversi. Ettore Fermi ricorda al centrodestra che governa la Loggia che le grandi infrastrutture, che disegnano il futuro della città, a Brescia sono sempre state frutto di scelte bipartisan. Ideate e gestite da un'Asm «unitaria».
Paolo Corsini, ex sindaco, è più convintamente bipolare e snocciola dati per smantellare la versione che il centrodestra dà dell'affaire-metrò.
Gianni Girelli, consigliere regionale Pd, lamenta la «debolezza politica subentrata in città» ed evoca un ritorno allo spirito dell'Asm fatto di capacità del capoluogo di «trasferire sapere sul territorio».
Laura Castelletti brucia gli ultimi ponti col centrodestra e parla di «pressapochismo e scarsa autorevolezza dell'attuale amministrazione comunale», augurandosi un successo di Pisapia a Milano.
IL CENTROSINISTRA bresciano mobilita le nuove sigle (le associazioni «Brescia per passione», «Partecipazione e identità» e «Associazione di cultura politica») ma alla fine schiera - nel dibattito su Metrò e A2A al salone Piamarta - biografie collaudate che raffigurano plasticamente le culture socialista, comunista e democristiana. Il civismo è evocato dalla Castelletti, ma al tavolo si rivede il vecchio caro «arco costituzionale» che spera di diventare Comitato di liberazione della città dal centrodestra.
Il tema caldo del metrò «oscura» persino A2A: il pagamento delle riserve pattuito dal centrodestra incombe, i costi di gestione dettano l'agenda del bilancio comunale.
Laura Castelletti difende le previsioni fatte dalla vecchia maggioranza («altro che buco nero, voragine o approssimazione nei conti») e chiede alla Loggia come conta di affrontare le scelte di propria competenza per far funzionare il metrò: «Effettuerà tagli o metterà una tassa di scopo?». La sfida è portare (o riportare) Brescia alla dignità che le spetta.
FERMI RICORDA il clima politico che rese possibili scelte come il teleriscaldamento, il termoutilizzatore, il metrò. «In Loggia si cercava la solidarietà fra maggioranza e minoranza, sperimentando metodi e luoghi politici innovativi». Anche in urbanistica, dove «la miglior delibera è quella che si realizza cercando l'unanimità».
Quanto al metrò e ai suoi conti, Fermi difende l'operato proprio e del management che l'ha affiancato per nove anni. L'intesa raggiunta sulle riserve «ora compete al Consiglio». Lì la giunta dovrà spiegare, entro il 31 luglio, «come conta di pagare la prima rata entro dicembre, e la seconda entro il 2012». L'ex presidente smorza anche i toni soddisfatti del centrodestra sull'esito della trattativa («mai un arbitrato ha riconosciuto più del 20% delle riserve»).
Paolo Corsini affronta la stessa materia, numeri alla mano: «Non è vero - sostiene - che il Comune si sia accordato per liquidare le riserve dell'Ati a 35 milioni: in realtà la somma riconosciuta è di 82 milioni. Mentre la Loggia avrebbe potuto chiedere a sua volta penali a chi costruisce l'opera».
Ora il pagamento degli 82 milioni è un rebus «anche perchè Tremonti s'è opposto personalmente a che arrivasse al Cipe la delibera per dare a Brescia 80 nuovi milioni». E così «non si sa nulla di come pensano di pagare, mentre noi avevamo lasciato 15 milioni in cassa per opere complementari».
Il centrosinistra è contestato per aver poggiato l'equilibrio di gestione su un irrealistico biglietto a 1,90 euro: «Ma noi - replica Corsini - sapevamo bene che la cifra si sarebbe abbassata aumentando i passeggeri del trasporto pubblico e rafforzando la società». Come? Oltre all'effetto-metrò («+20% ovunque è stato inaugurato») «andrebbe capitalizzata Brescia Mobilità con i diritti edificatori attorno alle stazioni. Poi la rete di trasporto andrebbe rivista, la politica dei parcheggi dovrebbe escludere l'autosilo sotto il castello che porterebbe via un milione di passeggeri all'anno al metrò».
Corsini contesta la sede comunale negli ex magazzini generali: «Peraltro non la faranno mai, a meno che concedano 15mila metri quadrati di superficie commerciale in più agli operatori del comparto».
La sua giunta, insiste l'ex sindaco, aveva stilato un contratto niente male: «Ci si dimentica che noi abbiamo stabilito che i primi 2 anni di esercizio e i primi 5 di manutenzione saranno a carico dell'Ansaldo».
Alla Loggia di oggi l'ex sindaco contesta debolezza nei confronti della Regione «che dà 4,5 euro al km al metrò milanese, e 1,8 euro al km ai trasporti pubblici bresciani». En passant Corsini attacca anche il management scelto dal centrodestra («alla guida di Brescia trasporti noi avevamo messo un illustre trasportista, loro lo Scilipoti di Brescia») e la vendita della quota di Serenissima («peraltro a un prezzo inferiore del 7% rispetto a quello spuntato da Milano»).
GIRELLI INSISTE sul fatto che «scelte strategiche come queste vanno messe al riparo dalle maggioranze». Nella politica della mobilità urbana del centrodestra vede «scelte che si contraddicono l'un l'altra» e, fuori dalla città, «l'incapacità della Provincia di individuare il prosieguo dell'opera».

Giornale di Brescia 27 maggio 2011

Pdl: «Metro e A2A mosse virtuose»
Ora il nodo conti


Farina: «Abbiamo agito per la città»
Via alla corsa per recuperare i 62 mln

Da un lato le due mosse vergate «Fausto Di Mezza»: l'accordo sulle riserve della metropolitana chiuso a 99,7 milioni di euro a fronte dei 560 richiesti dall'Ati in primis, l'inversione cassa-competenza per i dividendi di A2A poi. Dall'altro la nuova rincorsa a caccia di 62 milioni di euro. Cifra che la Loggia dovrà reperire - ancora una volta - attraverso un lavoro meticoloso da effettuare tra le pieghe del bilancio (tagli? tasse? un'accelerata sulla partita federalismo?). E dovrà farlo entro novembre, proprio come sancito dall'accordo, che pur consegnando alla città conti certi sulla partita Metrobus, stabilisce cadenze imprescindibili.
«Vogliamo rimarcare il senso di responsabilità che sta alla base di queste due operazioni - spiega il capogruppo Pdl in Loggia, Achille Farina -. Sarebbe stato più semplice rinviare il problema al futuro, come è stato fatto in passato. Ma questa maggioranza ha in animo il bene della città: per questo abbiamo lavorato per ovviare ad un arbitrato costoso e rischioso cui all'incognita di costi salati, stimati in 300milioni di euro, si aggiungeva quella dei tempi di consegna dell'opera». E ancora: «Ora abbiamo il tempo e i dati necessari per capire con chiarezza quanto il Metrobus costerà alla città sia per realizzazione sia per gestione. Di qui, si potrà ragionare sul costo del biglietto e su un piano economico solido». Un ultimo appunto guarda al dibattito politico: «All'opposizione, che ci accusa di fare di tutto per affossare l'opera, rispondo che pensiamo che il cittadino debba avere l'opportunità di scegliere. Stringere le strade, come ha tentato di fare il centrosinistra, significa penalizzare chi vuole muoversi in auto e non crediamo nell'imposizione. Il metrò dev'essere un mezzo economico, confortevole e pratico: sulla base di questi princìpi ognuno deve poterlo scegliere».
Soddisfatto anche il vicepresidente della Commissione bilancio, Luigi Gaggia: «I soldi risparmiati grazie all'accordo sulle riserve - puntualizza - potranno essere investiti su sociale, lavoro e famiglia. Non va poi dimenticato che grazie all'accordo non ci saranno nuovi costi per il Metrobus». Quindi, sulla vicenda A2A: «Il Pd prima auspicava questa manovra nell'arco dei prossimi tre anni, ora che l'assessore Di Mezza è riuscito a realizzarla in uno sostengono che sia inutile» affonda Gaggia, che aggiunge: «Mi pare che anche loro siano un po' confusionari».
Più agguerrita verso l'opposizione è Mariachiara Fornasari: «Stigmatizzo il teatrino inscenato dal Pd che ha fatto finta che il problema riserve non esistesse fino all'ultimo, riproponendo la stessa irresponsabilità che ha utilizzato per la questione delle opere complementari - ricorda la consigliera -: a bilancio non avevano stanziato neppure un euro. In Commissione, nel momento in cui il tema dell'accordo andava approfondito il Pd ha preferito fare i capricci, tapparsi le orecchie e proseguire con un'opposizione fine a se stessa».
A chiudere, l'intervento di Angelo Piovanelli: «A differenza di quanto l'opposizione dice, la verità è che siamo riusciti a portare a casa due grandi risultati in anticipo. E all'accusa di non aver realizzato le grandi opere annunciate replico ricordando che fondamentale è pianificarle al meglio, così da renderle sostenibili e in grado di essere ultimate e non avviate al buio». nuri

Bresciaoggi 27 maggio 2011

IN LOGGIA. Il gruppo consiliare invita i bresciani a riflettere sulla vicenda delle riserve

«Sul contenzioso Metrobus
il Pdl appoggia la Giunta»

Mimmo Varone

Farina: «Rimandare sarebbe stato facile. Ma sindaco e assessori vogliono il bene della città, anche se ci sarà un prezzo da pagare»

Il Pdl è a fianco della Giunta Paroli nelle scelte «difficili». La chiusura definitiva del contenzioso con Ati Metrobus sulle riserve d'impresa e il passaggio alla contabilizzazione per cassa dei dividendi A2A possono risultare non facili da capire al grande pubblico, tuttavia «perseguono il bene comune e la città ne godrà per il futuro», dice Achille Farina. Il capogruppo in Loggia mette con decisione l'accento sul senso di responsabilità che ha guidato l'Amministrazione di centrodestra nella soluzione di due questioni «decisive», con qualche frecciata polemica all'opposizione Pd che «invece di apprezzare fa illazioni».
FARINA, il vicepresidente della commissione Bilancio Luigi Gaggia, Mariachiara Fornasari (commissione Metrobus) e Angelo Piovanelli invitano i bresciani a riflettere sulla portata di quelle scelte. «Sarebbe stato più facile sia dal punto di vista politico che amministrativo rimandare i problemi al futuro - osserva il capogruppo -, continuando a fare previsioni azzardate sul Bilancio e a rinviare il problema della gestione della metropolitana, ma la maggioranza vuole il bene della città anche se comporta un prezzo da pagare».
Lasciare aperto il capitolo dei 560 milioni di riserve avanzate dall'Ati e rinviare tutto all'arbitrato finale avrebbe comportato costi molto elevati, pregiudicato l'entrata in esercizio il 31 dicembre 2012 e impedito a Brescia Mobilità un piano di gestione serio del metrò. L'accordo «tombale» che chiude le riserve a 30 milioni, il caro materiali a 20 e le migliorie a 49,2 (compresi i 18 di quelle ancora da fare) «apre prospettive certe per il futuro ma impone di trovare 62 milioni di euro entro il 30 novembre e il resto per la fine dell'anno prossimo - dice Farina - e ciò denota un senso di responsabilità che va oltre le convenienze elettorali».
Gaggia, per parte sua, sottolinea che i risparmi rispetto all'arbitrato, «possono essere destinati ad altri capitoli del sociale e del lavoro portando benefici concreti ai cittadini». Quanto alle proteste del Pd, che accusa la Giunta di aver gestito in prima persona la partita senza informare il Consiglio comunale se non a cose fatte, «l'accordo era gestito in modo straordinario e alcuni passaggi erano impossibili per tempi tecnici - giustifica -, comunque il giorno dopo c'era tutto il vertice di Brescia Mobilità pronto a dare spiegazioni ed è stata l'opposizione a impedirlo».
GAGGIA ACCENDE i riflettori pure sulla questione dividendi; «Anche qui la Giunta avrebbe potuto comportarsi come la precedente amministrazione e rimandare il problema - dice -, ma avremmo continuato a prevedere in Bilancio ciò che avremmo avuto l'anno dopo».
L'operazione doveva essere fatta in tre anni, ed «erano tutti d'accordo - ricorda Gaggia -: ora che è stata fatta in un anno il presidente della commissione Bilancio Fabio Capra dice che non va più bene». Ma la vena polemica è soprattutto di Fornasari, che parla di «teatrino miserrimo» di chi «negava che le riserve ci fossero, e faceva finta che le opere complementari della metropolitana non esistessero». Piovanelli, poi, sottolinea che la Giunta «ha preso in mano il progetto Metrobus nella fase più delicata e ha saputo portarlo a conclusione». Ora toccherà alle altre grandi opere, da realizzare «con tempi e costi previsti». Tutto questo senso di responsabilità... «merita almeno un'altra legislatura».

Bresciaoggi 25 maggio 2011

SCUOLA. Il progetto nato dalla sinergia tra Ordine provinciale degli architetti e Centro studi pedagogico sulla vita matrimoniale e familiare

Gli alunni in anteprima sulla metropolitana

Lisa Cesco

Visita sulle carrozze per i bimbi della «Collodi» di Bovezzo e gli studenti di quinta del «Tartaglia»

Sono saliti in anteprima sulle carrozze del metrobus, ne hanno analizzato i benefici in termini di tempi e inquinamento ridotto, hanno ragionato sull'assetto architettonico complessivo della città: protagonisti i bambini della scuola primaria «Collodi» di Bovezzo (le seconde A e B) e gli studenti di quinta dell'Istituto tecnico per geometri «Tartaglia» di Brescia, che hanno partecipato al progetto «Bambini e architettura: un percorso per conoscere e valorizzare lo spazio urbano in trasformazione».
CON LA FINE dell'anno scolastico giunge a conclusione anche il progetto, nato da un interesse congiunto di pedagogisti e architetti, per rispondere ai bisogni di scoperta dello spazio e di relativa appartenenza da parte delle nuove generazioni, promuovendo forme di cittadinanza attiva. La proposta rientra nell'ambito dell'iniziativa internazionale dell'Uia (Unione internazionale architetti) «Built environment education network», e interessa le questioni - oggi centrali - della mobilità e della sostenibilità. «Questa iniziativa si lega a un impegno pluriennale coltivato a Brescia, a partire dal programma “Città sostenibile per i bambini e le bambine” promossa anni fa dal Ministero dell'Ambiente», ricorda Paolo Ventura, presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Brescia.
La proposta è stata curata dall'Ordine insieme ai ricercatori del Centro studi pedagogici sulla vita matrimoniale e familiare (Cespef) dell'Università Cattolica, e si è concentrata quest'anno sul metrobus, attraverso una serie di laboratori condotti sul territorio con gli studenti.
«Rispetto agli scorsi anni in cui i progetti erano centrati sulla scuola primaria, abbiamo deciso di allargare il raggio d'azione anche alle superiori, con approcci specifici e distinti in base all'età e un lavoro parallelo finalizzato all'uscita didattica tutti insieme alla stazione della metropolitana di Buffalora», spiega Monica Amadini, docente di Pedagogia all'Università Cattolica. L'esperienza nel cantiere è stata preceduta da laboratori e approfondimenti in classe, per cogliere il significato della metropolitana e discutere sul modo di vivere la città e sulla qualità di vita, sull'inquinamento e gli spostamenti urbani. I ragazzi del Tartaglia hanno fatto una visita anche alla stazione metrobus degli Spedali Civili, per potersi preparare e fare da «tutor» ai più piccoli nella successiva visita al cantiere di Buffalora.
«Nell'approccio didattico pensato per i laboratori ci si è discostati dalla tradizionale lezione frontale, utilizzando la metodologia del gioco finalizzata ad avvicinare i bambini allo spazio costruito per farlo diventare spazio vissuto», osserva Loredana Abeni, dottoranda della Catolica che ha partecipato al progetto. Canzoni, plastici, esercizi di manualità hanno accostato i più piccoli al metrobus, aiutando a percepirlo come strumento indispensabile per migliorare in futuro traffico e mobilità.

Bresciaoggi 25 maggio 2011

VIAGGIO NELLE STAZIONI FERROVIARIE/5. In vista del progetto di ristrutturazione per molte fermate, Bresciaoggi propone un reportage lungo i binari

Brescia-Pisogne, linea dai due volti

Giancarlo Chiari

Il ramo tra Bornato e Rovato è figlio di un dio minore con pensiline malconce e scarse coincidenze con le corse della rete delle Ferrovie dello Stato

Continua il viaggio di Bresciaoggi nelle stazioni ferroviarie della provincia. Abbandonate le linee della rete ferroviaria nazionale eccoci a risalire dalla città verso la Valcamonica, lungo la linea oggi gestita dalle Ferrovie nord, fermandoci in questa primo tratto a Pisogne. Riaperto il tronco Rovato-Bornato, la ferrovia con venti stazioni, presenta una gamma di situazioni che denunciano l'assenza di un progetto per questa fondamentale infrastruttura, con ricadute pesanti sulle scelte del treno da parte di pendolari e turisti in luogo dell'automonile. Pisogne, 3600 biglietti al mese, e Iseo, sono ottimi biglietti da visita: biglietterie, sale d'attesa pulite e calde, con schermi per arrivi e partenze. All'esterno parcheggi numerosi, gratis e a pagamento, lungo i binari marciapiedi puliti. Con personale e con viaggiatori sempre presenti writers e vandali stanno alla larga. I bar ristoro, indipendenti dalle stazioni, offrono un servizio di ottima qualità che rende piacevole la sosta. Al contrario tra Rovato Borgo e Bornato le stazioni scoraggiano e non solo per l'orario, che sembra pensato indipendentemente dalle coincidenze dei treni da e per Milano.
La peggiore è Rovato Borgo, una stazione dal sapore western. Mancano sale d'attesa e bagni, l'annuncio dei treni è affidato ad un registratore e la pensilina in plexiglass, di fianco ai binari è aperta sui due lati a vento e pioggia. Il buio e la "sceneggiatura" non favoriscono certo attese serali dei convogli. La situazione non migliora a Rovato-città, stazione sconosciuta alla maggioranza dei rovatesi, anche se potrebbero servire come utile tramvia tra centro e la stazione delle Ferrovie. L'immobile, affidato alla Polisportiva, è in ordine ma chiuso: si aspetta il treno su una pensilina senza bagni, con un marciapiede nuovo, ma che non ha tenuto conto della distanza con il gradino delle carrozze. Pensilina e nient'altro anche alla stazione di Cazzago, il vecchio fabbricato è affidata ai cacciatori che l'hanno rimessa a nuovo. La situazione migliora a Bornato, snodo per i treni da Rovato e la Brescia-Edolo: sala d'attesa pulita e in ordine con biglietteria, solo al mattino nei giorni feriali. Il problema sono le toilette, per servirsene bisogna chiedere la chiave.
Da Brescia a Bornato i viaggiatori trovano le stazioni migliori a partire da quella del capoluogo con biglietteria sempre in funzione, una sala di attesa piccola ma ordinata che, a differenza dalla stazione maggiore, offre un senso di sicurezza legato anche alla presenza del personale. A completare la dotazione la pensilina a due passi dai treni. Per chi arriva da Brescia la sorpresa, piacevole, è la stazione di Castegnato su cui hanno investito amministrazione comunale e biblioteca civica: ampio lo spazio per parcheggio, a poche decine di metri dal municipio, e sala d'attesa con uno scaffale di libri di narrativa a disposizione. La stazione di Passirano paga la mancanza di personale e di idee. «Mia figlia prende il treno per andare a scuola a Brescia - racconta una residente - Va tutto bene: il treno è pulito e di solito in orario, ma in stazione le hanno già rubato due biciclette». Sui muri hanno colpito i writers e i rifiuti sono ovunque tra l'erba alta. Quanto valga un progetto lo si vede a Provaglio, la stazione salvata sei anni fa dall'amministrazione comunale. L'associazione Andata e ritorno, lasciando una minisala di attesa, l'ha trasformata in bar ristorante con biglietteria, pensilina coperta e tavoli all'aperto che consentono una spettacolare veduta delle Torbiere. A Sulzano, da poco restaurata, la stazione senza personale di terra, ripropone la situazione di Passirano: alla sera non basta la fontana con l'acqua gasata della provincia a garantire la tutela. La porta divelta della sala di attesa, i muri di grafiti e scritte, la scarsa illuminazione fanno paura come a Sale Marasino, dove Laura, che studia a Bergamo racconta: «Quando viene buio ho un po' paura perché sono quasi sempre sola: il treno è abbastanza pulito ed ordinato, come la sala d'attesa ma per fare il biglietto occorre andare al bar e l'aumento del biglietto rende conveniente l'auto, sei al caldo e non hai paura».
A Marone la stazione non ha ferrovieri, i biglietti si fanno in una tabaccheria, per la sosta c'è il bar a due passi, aperto fino alle 24, che «protegge» la stazione che ha la sala d'attesa aperta e le toilette chiuse. Senza biglietteria, Vello la stazione più piccola della linea, provoca la protesta di Giuliana Berardi che abita a poca distanza «Il treno è pulito ed è puntuale, ma purtroppo qui non si ferma sempre: per farlo fermare bisogna telefonare».

E a Castegnato in sala d'attesa ci sono pure i libri

Bar, ristoranti, parcheggi in abbondanza, le stazioni della linea gestita dalle Nord, talvolta, non sempre, sono dei piccoli gioiellini. Stazioni molto apprezzate dai turisti come quella di Provaglio presa di mira per i suoi servizi e punto di partenza per le passeggiate alle Torbiere e per una gita a piedi fino al Monastero di San Pietro in Lamosa. Alcune stazioni, con l'impegno delle amministrazioni locali, riescono a garantire anche servizi particolari, come il prestito libri messo in atto a Castegnato in collaborazione con la biblioteca comunale del paese della Franciacorta. Altre stazioni, invece, sono state date in gestione ad associazioni che hanno sì garantito la manutenzione dell'immobile in cui hanno trasferito la loro sede, ma hanno praticamente spinto i passeggeri ad attendere il treno sulla pensilina con tutti di disagi del caso, anche nel delicato campo della sicurezza.




20 maggio 2011

Metropolitana di Brescia.
Segnaletica e logo, due simboli diversi ?


Tutte le metropolitane italiane utilizzano come segnalazione al di fuori delle stazioni la classica  M di colore bianco su sfondo rosso - arancio, non esiste un vincolo normativo ma è una sorta di unificazione convenzionale per una immediata riconoscibilità del servizio a livello nazionale.
Il nuovo logo può essere utilizzato per tutte le altre funzioni (marketing, biglietti, orari, documenti, ecc).


Messaggi tratti dalla discussione su SkyscraperCity BRESCIA | Metropolitana Leggera Automatica


Super Tim ha scritto:
Anche per la metropolitana di Torino all'inizio erano previste le paline riportanti il logo MetroTorino, ma alla fine si è optato per la classica M bianca su fondo rosso:


Il logo di MetroBrescia non è malaccio, va bene per identificare l'azienda e perchè no per caratterizzare i treni e gli interni delle stazioni, ma le paline esterne dovrebbero secondo me riportare la classica M bianca su fondo rosso per una questione di standardizzazione italiana de facto della comunicazione (in pratica chiunque, cittadino bresciano o non, vedendo la M su fondo rosso capisce senza possibilità di errore che si trova in presenza di una metropolitana).


GENIUS LOCI ha scritto
Ricordo la 'campagna personale' che feci anni fa qui su SSC perchè la metropolitana di Torino adottasse il classico logo dell'M bianca su campo rosso come indicazione delle fermate.
Mi piace pensare che qualcuno con potere decisionale abbia letto SSC e si sia convinto.

Per cui riprenderò a martellare anche qui nella speranza che qualcuno con poteri decisionali possa leggere e ripensarci

La comunicazione in materia di trasporti urbani è importantissima e in Italia siamo molto carenti da questo punto di vista.

Una cosa che per forutna siamo riusciti a fare (seppure in maniera del tutto spontanea e non coordinata) è quella di utilizzare in tutte le città con una rete metropolitana (Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Catania) lo stesso identico logo per indicare quel modo di trasporto.

Ripeto quello che dissi e ridissi al tempo della costruzione della metro di Torino: in Germania, dove di TP ne capiscono, c'è una completa omologazione tra le varie città sui simboli che indicano i modi di trasporto: U bianca in campo blu per le metropolitane, S bianca in campo verde per i treni suburbani e persino T nera in campo bianco per i tram.

Questo permette una omogeneità maggiore di comunicazione a livello nazionale e quindi un maggiore 'appeal' per l'utenza che, da qualunque parte provenga, riuscirà subito a usare i mezzi pubblici in modo appropriato

Per cui, chiedo agli amministratori di Brescia e di brescia mobilità di adottare per segnalare le stazioni questo logo, grazie



Il bel logo disegnato specificamente per la metro di Brescia lo si può sempre usare per comunicazioni societarie o di altra natura
.

18 maggio 2011





Bresciaoggi 18 maggio 2011

FRA UN ANNO E MEZZO. In vista del primo viaggio, Comune e Brescia Mobilità danno il via alla campagna di marketing

Ecco il logo e la segnaletica
Una «M» indicherà il metrò

Mimmo Varone

Spesi 750 mila euro, contro i 10 milioni di Lille: «Risparmiamo utilizzando i nostri uffici»

Fra un anno e mezzo i bresciani viaggeranno in metropolitana leggera. È tempo che comincino a conoscerla, ad aspettarla, desiderarla. Brescia Mobilità dà il via a una campagna di comunicazione che accompagnerà i bresciani da oggi fino a quando metteranno il primo piede sui treni automatici. E continuerà pure dopo. Ieri mattina ha annunciato in anteprima il logo che comparirà in tutte le stazioni e dovunque il nuovo sistema di trasporto sarà segnalato. È una «M» arrotondata che con un po' di fantasia può ricordare palazzo Loggia, e a ruotarla in senso orario diventa la «B» di Brescia. Alla base ha un «metrobs», che si legge «metrò di Brescia» quanto «metrobus». Il bianco/azzurro completa i rimandi all'identità della città, il punto arancione - che dà versatilità al simbolo in funzione di diversi usi - fa l'occhiolino ai colori di Brescia Mobilità.
È il primo passo concreto della campagna di comunicazione che da qui a qualche giorno investirà la città. Ed è nato in casa, dall'Ufficio comunicazione dell'azienda di piazzetta San Padre Pio, coordinato da Anna Cristofolini, con la consulenza esterna di Only Trend Comunicazione di viale Venezia. Ma è solo il «marchio» che darà carattere e identità al nuovo sistema. Tutto il resto di un programma da 750 mila euro seguirà a ruota ed è stato annunciato ieri mattina in Loggia dal sindaco Adriano Paroli e dal vicesindaco Fabio Rolfi, insieme al presidente e al direttore generale di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e Marco Medeghini. In un anno e mezzo dovrà rendere familiare e atteso un sistema che ancora non si conosce.
FINORA C'ERANO le finestrelle aperte sui cantieri delle stazioni, che lasciavano curiosare all'interno. C'erano i cantieri aperti in occasione dell'arrivo della «talpa» a ogni stazione profonda. Ora le opere civili sono pronte, si montano gli impianti tecnologici e gli automatismi, ci si avvia verso il «semestre bianco» che scatterà a luglio dell'anno prossimo, quando i treni viaggeranno in prova da Sant'Eufemia al Prealpino. Le informazioni sui cantieri non servono più, e scatta un piano di comunicazione in tre fasi sulle qualità e caratteristiche del servizio. Entro l'estate è prevista la presentazione ufficiale del logo, da settembre 2011 a settembre 2012 ci si dedicherà a trasferire al grande pubblico notizie e informazioni sulle caratteristiche e le funzionalità del metrò di Brescia, mentre gli ultimi tre mesi vedranno un crescendo di eventi per coinvolgere anche emotivamente il pubblico, che raggiungeranno il picco prima dell'inaugurazione.
A chi fa notare che 750 mila euro non sono molti, Prignachi ribatte che è un piano «fatto in casa», dunque utilizza le professionalità interne e riduce di molto i costi. «Il nostro Ufficio comunicazione è in grado di produrre un bene che è elemento sostanziale di un'infrastruttura - dice -, è un vero e proprio fattore della produzione e nello stesso tempo un servizio all'utenza». E poi, «so benissimo che i francesi di Lille hanno speso 10 milioni di euro per il marketing del loro metrobus - aggiunge -, ma è una cifra che protrae la campagna di comunicazione oltre l'inaugurazione, e se contabilizzassimo le risorse professionali interne, anche la nostra cifra salirebbe». E - precisa Paroli - altri soldi saranno messi in campo, se servirà.
CERTO È CHE SE la metropolitana per molti è passata come un impiccio o un ostacolo per via dei cantieri e dei disagi che hanno provocato, ora «bisogna farla conoscere, spiegarne i percorsi e i vantaggi, far capire come si integra con la rete dei bus di superficie - dice il sindaco, creare affezione intorno a essa». Sarà compito del Piano varato da Brescia Mobilità. Tutto è già pronto, e neanche l'anno e mezzo è casuale. «Una campagna informativa più lunga perderebbe di efficacia e di attenzione», dice Medeghini. E parla di una comunicazione «dinamica», convenzionale o meno che sia. «Una comunicazione è vincente se nasce da un'idea che s'impone - sottolinea il direttore generale -; per questo abbiamo chiesto una consulenza, e abbiamo sondato il mercato per farci dare le migliori idee da confezionare».
Fino a settembre 2012 si agganceranno scuole, categorie professionali e produttive, associazioni e quant'altro. Ciascuno avrà una comunicazione ad hoc. Nelle scuole, ad esempio, non si distribuiranno solo depliant o libretti, ma si punterà su giochi o gadget da usare e manipolare nel tempo. Tutto servirà a creare aspettative, insieme alla convinzione che dal 31 dicembre 2012 la mobilità di Brescia entrerà in una fase del tutto nuova.
Gli ultimi tre mesi, poi, saranno senza tregua. Dopo la Settimana europea della mobilità, che già a settembre di quest'anno sarà dedicata al metrò, scatterà un crescendo di eventi con visite ai cantieri - elenca Rolfi -, possibilità di provare il metrò in anteprima per brevi tratti e quant'altro. «Tutte queste iniziative neanche sono calcolate nel budget del Piano – dice il vicesindaco –, e si intensificheranno sempre più». È tempo di guardare al futuro, insomma. Il logo già lascia immaginare il viavai in entrata e uscita dalle stazioni del centro e della periferia. E, un evento dopo l'altro, crescerà pure l'attesa.
 
Bresciaoggi 18 maggio 2011

Caruso: «Un marchio che comunica sicurezza»

Dietro il logo del Metrobus bresciano c'è la mano di Only Trend Comunicazione, l'agenzia di Bernadette Caruso già in via Dante e da due anni e mezzo in viale Venezia. La Loggia e Brescia Mobilità le hanno chiesto un «marchio» semplice e immediato, in grado di comunicare subito un senso di appartenenza. «Con questo input abbiamo pensato a un logo geometrico - dice Caruso - forte e imponente per comunicare garanzia e sicurezza». Sarà il logo che distinguerà la metropolitana leggera per gli anni a venire.
IL CONTRIBUTO di Only Trend, tuttavia, non si è limitato a questo. Ha firmato pure le linee del Piano di comunicazione che accompagnerà la città evolvendosi per il prossimo anno e mezzo. Da un lato darà una comunicazione istituzionale, dall'altro dovrà far capire come, dove e perchè prendere la metropolitana. E a gestire il tutto, ora, sarà l'ufficio Comunicazione di piazzetta San Padre Pio coordinato da Anna Cristofolini.
Only Trend è un'agenzia integrata che si rivolge al mercato come partner in comunicazione d'impresa. «Il nostro obiettivo - sottolinea Caruso - è trasformare il patrimonio d'informazione di ogni azienda in piattaforme strategiche per migliorare le dinamiche con cui l'impresa opera ed evolve». Progetta e imposta campagne e loghi, li declina sui media, studia promozioni, individua target. E ora mette a disposizione della metropolitana il suo know-how. MI.VA



Giornale di Brescia 18 maggio 2011

E il Metrobus lascia l'impronta sulla città

Al via da settembre i primi appuntamenti, tra visite ai cantieri e viaggi prova

Una M «formosa» che può essere anche una B rovesciata. Eccola, sfondo blu e scritta bianca con un tocco di arancio, la nuova carta d'identità del Metrobus cittadino.
Un logo elaborato in toto «in casa» - alle cabine di regia la società Only trend gestita da Bernadette Caruso, a capo dell'Ufficio eventi della Loggia - e le cui sfumature richiamano la vecchia cara Asm, a recuperare «un pezzo di tradizione bresciana importante». Così, a partire dal timbro metropolitano inizia il conto alla rovescia per la campagna di comunicazione legata al metrò: ad affiancare la le consuete mosse pubblicitarie (dai cartelloni agli spot, dalla visita nelle scuole alla divulgazione del materiale nelle Circoscrizioni fino ai siti web e ai social network) saranno appuntamenti ed iniziative dinamiche, tutte al via dopo la pausa estiva. E il primo passo sarà proprio la settimana della mobilità: in agenda per settembre, la kermesse vedrà al centro della scena proprio il Metrobus. A non mancare saranno anche visite guidate ai cantieri in corso e alle stazioni, come pure i «viaggi prova» cui i cittadini potranno partecipare in occasione degli ultimi sei mesi di messa a punto di una delle infrastrutture che più ha fatto discutere.
Un'operazione, quella legata alla comunicazione, che farà uscire dalle casse di Brescia Mobilità 750mila euro e che si snoderà sino all'entrata in funzione dei treni. Che resta fissata al 31 dicembre 2012.


Giornale di Brescia on-line 17 maggio 2011 ore 16:37

Una M "tonda" per il Metrobus

Una M «formosa» che può essere anche una B rovesciata. Eccola, sfondo blu e scritta bianca con un tocco di arancio, la nuova carta d’identità del Metrobus cittadino. Un logo le cui sfumature richiamano la vecchia cara Asm, a recuperare «un pezzo di tradizione bresciana importante».
Così, a partire dal timbro metropolitano inizia il conto alla rovescia per la campagna di comunicazione legata al metrò: ad affiancare la le consuete mosse pubblicitarie (dai cartelloni agli spot, dalla visita nelle scuole alla divulgazione del materiale nelle Circoscrizioni fino ai siti web e ai social network) saranno appuntamenti ed iniziative dinamiche, tutte al via dopo la pausa estiva.
Iil primo passo sarà proprio la settimana della mobilità: in agenda per settembre, la kermesse vedrà al centro della scena proprio il Metrobus. A non mancare saranno anche visite guidate ai cantieri in corso e alle stazioni, come pure i «viaggi prova» cui i cittadini potranno partecipare in occasione degli ultimi sei mesi di messa a punto di una delle infrastutture che più ha fatto discutere.
Un’operazione, quella legata alla comunicazione, che farà uscire dalle casse di Brescia Mobilità 750mila euro e che si snoderà sino all’entrata in funzione dei treni. Che resta fissata al 31 dicembre 2012.

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www.bsnews.it 17 maggio 2011 ore 15:17

Ecco il logo del metrò, primo passo di una campagna di comunicazione da 750mila euro

Detto che i conti della metropolitana stanno un po' meglio, perché l'opera vinca davvero la sua sfida dovrà attirare quanti più passeggeri possibile. E per renderla appetibile, spiega il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, l'azienda ha predisposto un piano di comunicazione che accompagnerà i bresciani da qui all'entrata in esercizio, ovvero al 31 dicembre 2012. Si tratta di un piano fatto in casa, senza consulenze o appalti esterni, ma curato dall'ufficio comunicazione e stampa di Brescia Mobilità (in primis Anna Cristofolini e Loris Zanirato - in allegato la presentazione dettagliata del piano).
Innanzitutto il logo, vale a dire la carta d'identità del metrò, il marchio che diventerà familiare a ogni bresciano. Si tratta di un'immagine forte e definita, una emme arrotondata (che ruotata di 90° si può leggere anche come la “b” di Brescia) di colore bianco. Lo sfondo è invece azzurro – il colore della città di Brescia – ma come elemento di rottura è stato posto, in basso, un pallino arancione in modo da richiamare le caratteristiche cromatiche di Brescia Mobilità. Sotto la “M”, in piccolo, la scritta “metrobs”, dove bs – spiega Priganchi – è sì la sigla di Brescia ma è anche la crasi di bus, perché per noi la metropolitana non sarà un'opera a sé, ma sarà l'asse di forza di un nuovo sistema di mobilità dove essenziale sarà l'integrazione ferro-gomma. Il logo e il lancio “dell'identità” del metrò occuperà l'intera estate, mentre da settembre 2011 partirà la fase due: ovvero trasferire al grande pubblico informazioni e notizie sulle caratteristiche e le funzionalità della metropolitana. Partiranno quindi campagne pubblicitarie su tv, giornali, radio, siti internet ma anche incontri con le scuole, visite alle stazioni degli studenti (e magari piccoli viaggi sui treni), incontri con le circoscrizioni, le associazioni di categoria, concorsi, info-point itineranti, eventi di promozione. Particolare attenzione sarà riservata anche ai social network. Infine – da ottobre a dicembre 2012 – la fase tre: un'intensa attività mediatica rinforzata da eventi che accompagnino i bresciani fino al giorno della partenza. “La comunicazione è un'aspetto essenziale nelle infrastrutture della mobilità” spiega Prignachi. “per noi è un fattore della nostra produzione, un elemento integrante la realizzazione dell'opera”.
Resta qualche dubbio sul budget a disposizione, 750mila euro, meno dell'uno per mille del costo complessivo dell'opera (che supera i 900 milioni). A Lille, un esempio spesso citato, si è speso in comunicazione l'1%. “Ma in quella cifra” precisa Prignachi, “c'erano anche altre attività, compresi alcuni costi durante l'esercizio. Senza contare che il nostro piano è stato prodotto dai nostri uffici, senza costi esterni. Dovremmo contabilizzare anche quelli”. Inoltre, aggiunge il vicesindaco Fabio Rolfi “bisogna vedere non solo quante risorse ci sono a disposizione ma anche come uno le spende . Noi non vogliamo sprecarle. E poi ci saranno anche tutte le iniziative del Comune, che non sono inseriti in quel budget. A settembre, per esempio, la settimana europea della Mobilità sarà dedicata alla metro”. E poi, taglia corto il sindaco Adriano Paroli “se serviranno altri soldi, li metteremo a disposizione”.


Giornale di Brescia 19 maggio 2011

«M» di Metrobus
Il nuovo logo ricorda un'«app»


Il logo scelto per il Metrobus, su una palina nel rendering a lato, ricorda il simbolo di un'applicazione per iPhone e smartphone (cerchiato in rosso nel fotomontaggio). Si tratta di «Métro», uno strumento per scaricare le mappe delle linee di trasporto pubblico. La somiglianza non è sfuggita ai navigatori più accorti di internet. In tanti ce l'hanno segnalato.

Giornale di Brescia 20 maggio 2011

Conti Metrobus, in carrozza sale la polemica

Scontri in Commissione sul nodo riserve, in un botta e risposta politico che non ha lasciato spazio agli ordini del giorno. Del Bono: «Siamo alla frattura netta, ora vogliamo vedere tutti i documenti»

Alla fine non si è discusso né del futuro costo del biglietto della metropolitana, né del merito dell'accordo siglato da Brescia Mobilità ed Ati sul capitolo riserve (lo stesso che, a fronte dei 560 milioni di euro chiesti dall'Associazione temporanea d'imprese, ha sancito una cifra «tombale» pari a 99,7 milioni, riducendo la spesa del Comune a un quinto di quanto previsto). Nelle tre colorite ore di dibattito che hanno caratterizzato la Commissione congiunta Metrobus e Bilancio - cui hanno partecipato, senza poter mai prendere parola, tecnici e vertici della partecipata 100% Comune - ha quindi prevalso la polemica sui contenuti. In un botta e risposta politico che non ha fatto altro che certificare, ancora una volta, lo strappo netto nei rapporti tra maggioranza e opposizione.
«Il presupposto era di affrontare tutti i nodi legati al metrò insieme in questa sede o in Conferenza capigruppo - incalza il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono -. Al contrario la maggioranza ha pensato di proseguire da sola dando mandato a Brescia Mobilità di siglare un accordo di cui noi non abbiamo alcun elemento. Quest'arroganza non fa che acuire una frattura politica profonda: una maggioranza responsabile su questo tema avrebbe cercato il massimo consenso, invece questa Giunta ha compiuto una scelta in contraddizione con gli impegni assunti e persino irridente. Chiederemo tutti i documenti, perché molti sono gli aspetti da chiarire in merito a questa vicenda». A intravedere l'ombra di una tattica vera e propria è poi il consigliere Claudio Bragaglio (Pd): «Si tratta di un'operazione politica per incassare un successo. Nessuno aveva infatti conferito un mandato in bianco a una parte della Giunta e al management di Brescia Mobilità per aprire una trattativa tanto delicata». Dello stesso avviso anche il consigliere Luciano Cantoni (Api): «Vedo che le decisioni vengono prese al di fuori di questa Commissione e che le comunicazioni arrivano sempre a cose fatte: valuterò quindi se dimettermi».
Tutte considerazioni, queste, che non hanno lasciato spazio alla discussione di merito, che pure tocca nel vivo l'equilibrio dei conti pubblici. Perché con la sottoscrizione dell'accordo (il documento non è stato consegnato né alla stampa né ai commissari, perché «secretato»), da un lato «si conosce finalmente con certezza i costi di realizzazione e gestione del metrò», ricorda l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza. Dall'altro, inizia però la corsa a novembre 2011, data entro la quale Loggia e Brescia Mobilità dovranno trovare 62 milioni di euro da versare all'Ati. Il che, in pratica, porterà ad un ulteriore indebitamento, ovvero ad una nuova accensione di mutui da parte della società controllata. «C'è stata una trasparenza che mai è stata utilizzata negli anni passati - commenta il sindaco Paroli a margine dell'incontro -. La verità è che Brescia Mobilità e l'assessore Di Mezza, che ringrazio, hanno risolto in modo esemplare un problema che poteva mettere in grave difficoltà la città. Perché noi siamo abituati così: ad affrontare e risolvere i problemi. Non di certo a nasconderli».
Nuri Fatolahzadeh

Bresciaoggi 20 maggio 2011

ACQUE AGITATE IN COMMISSIONE. L'accordo tra l'Ati e Brescia Mobilità ha finito con scavare un altro solco profondo tra maggioranza e minoranza. Che insorge

Metrò, «l'opposizione tenuta all'oscuro»

Mimmo Varone

Le critiche si appuntano non tanto sulla chiusura delle riserve a 30 milioni, quanto sui 32 milioni per le varianti già eseguite e sui 20 del caro materiali

L'accordo Ati-Brescia Mobilità sulle riserve d'impresa scava un altro solco profondo tra maggioranza e minoranza in Loggia. Le opposizioni accusano di essere state lasciate all'oscuro di tutto e ora vogliono vederci chiaro. Non si è ancora entrati nel merito della questione, ma la prima impressione è che le critiche si appuntino non tanto e non solo sulla chiusura delle riserve a 30 milioni di euro, quanto sulla quantificazione a 32 milioni delle varianti già eseguite e a 20 milioni del caro materiali, che nell'insieme fa 82 milioni. Quando quell'accordo finirà in Consiglio comunale non ci sarà condivisione, ma polemiche. E non sarà il massimo, trattandosi di un'opera che interessa la città intera e va oltre le parti politiche in campo.
Pd e Lista Castelletti accusano il centrodestra di aver disatteso l'impegno di coinvolgere l'opposizione e di averle impedito di contribuire alla definizione della «cornice» politica entro cui gestire l'accordo. Ora resta a chiedersi perchè l'intesa sia stata siglata a 82 milioni (più 17 per le migliorie ancora da realizzare), quando Brescia Mobilità ha sempre negato la fondatezza anche di un centesimo di riserve avanzato dall'Ati. Luciano Cantoni (Lista Castelletti) annuncia che vuole vederci chiaro, e capire quali riserve siano state ritenute fondate e per quale motivo, se l'intesa sia congrua per entrambe le parti oppure no. Il Pd aggiunge che farà ricorso all'accesso agli atti per spulciare tutti i documenti e capire come siano effettivamente andate le cose.
LE STRADE DIVERGONO decisamente, e la situazione alimenta un clima di sospetti. Al presidente della commissione Bilancio Fabio Capra non sfugge (come non sfugge a tanti altri) che la busta per l'acquisto da parte di Astaldi (una delle tre imprese dell'Ati Metrobus) del pacchetto azionario della Loggia in Serenissima è stata aperta proprio lunedì, in «perfetto sincronismo» con la sigla dell'accordo sulle riserve. «Avete chiuso l'accordo anche perchè vi siete ritenuti soddisfatti dell'unica offerta fatta da Astaldi (per 39,5 milioni, ndr.) - tuona Capra -: li avete appoggiati su entrambi i fronti». L'assessore Fausto Di Mezza replica che l'interlocutore Ati del Comune è il capofila Ansaldo Sts, «Astaldi non c'entra niente e le due questioni sono del tutto separate». La cosa non convince, ma per ora finisce lì; di certo ci sarà un seguito, e il Pd si riserva di parlarne dopo aver preso in esame i documenti.
Sono solo le prime battute di una vicenda che si annuncia infuocata. Ieri l'opposizione ha deciso di non entrare neanche nel merito della questione, per protesta contro il comportamento «irridente» del centrodestra. La bagarre si scatena quando, a inizio delle commissioni congiunte Bilancio e Metrobus, il presidente di quest'ultima Nicola Gallizioli (Lega Nord) chiede di modificare l'ordine del giorno e anziché discutere della gestione del Metrobus (e del prezzo del biglietto) propone di prendere in esame l'accordo sulle riserve. Tanto più che sono presenti i vertici di Brescia Mobilità, dal presidente Valerio Prignachi al direttore generale Marco Medeghini al direttore Metrobus Mauro Rainieri.
Capra rifiuta con decisione. Cantoni minaccia le dimissioni dalla commissione presieduta da Gallizioli ritenendola «perfettamente inutile, tanto discute solo di decisioni già prese». Il capogruppo Pd Emilio Del Bono sottolinea che essendo il Consiglio comunale a deliberare, «per mantenere la coesione politica al suo interno la gestione politica di quell'accordo con l'Ati avrebbe dovuto consigliare un coinvolgimento della minoranza prima di concludere». E promette di confrontarsi con i vertici dell'azienda solo quando avranno consegnato le carte.
LA MAGGIORANZA cerca di negare in qualche modo che l'opposizione sia stata tenuta all'oscuro, ma l'assessore Di Mezza taglia la testa al toro quando ammette di aver dato lui mandato a Brescia Mobilità di «chiudere l'accordo fino a 100 milioni e non oltre». Viene chiaro, insomma, che a gestire la questione è stata la Giunta in prima persona, e «non per questioni politiche - sottolinea Di Mezza -, bensì per compatibilità di numeri e per scongiurare un arbitrato finale costoso e dagli esiti incerti».
Di Mezza difende l'accordo. Precisa che «elimina qualsiasi aleatorietà di cifre e permette finalmente alle commissioni Bilancio e Metrobus di definire un Piano economico e finanziario di gestione della metropolitana».
Prignachi, poi, avverte che se l'accordo firmato lunedì mattina non dovesse essere ratificato e coperto da impegni finanziari, la prospettiva dell'arbitrato tornerebbe reale. D'altronde «era la Giunta l'ente titolato a darci il mandato a concludere», aggiunge. L'opposizione, per la verità, non se la prende con i vertici aziendali «affidabili ed efficienti», ma con l'Amministrazione che «ha fatto tutto da sola». Anzi, Bragaglio sospetta pure che «il sindaco Adriano Paroli abbia accresciuto ad arte l'ammontare delle riserve per indurre a un giudizio allarmistico del tutto infondato». «Solo io e l'assessore Di Mezza - dice - abbiamo demolito quell'atteggiamento di pressione psicologica e detto che le riserve erano molto più ridotte».
Ieri, forse, si poteva capire a quanto ammontino in realtà. Ma non si è entrati nel merito.

Giornale di Brescia 18 maggio 2011

Sulle riserve accordo da 99,7 milioni

Il nuovo patto sui conti cancella la richiesta di 560 milioni avanzata dall’Ati che in questo modo entro novembre incasserà dalla Loggia i primi 62

Alla fine niente arbitrato. A decidere sul totale delle riserve del Metrobus è un accordo messo nero su bianco dai protagonisti della partita metropolitana, vale a dire Associazione temporanea d'impresa (costituita da Ansaldo, Acciona e Astaldi, quest'ultima scesa in campo per l'acquisto delle quote comunali di Serenissima), Brescia Mobilità e Loggia. Un accordo che «vale» 99,7 milioni di euro a fronte dei 560 richiesti dall'Ati. E che, secondo il sindaco Paroli, «va a chiudere qualsiasi vertenza e contesa gravosa per Brescia Mobilità e per la città». Perché «quella delle riserve era una spada di Damocle molto pericolosa».
Ma come si è arrivati alla cifra di 99,7 milioni? A raccontarlo sono le quattro mosse dell'equilibrio finanziario presentato ieri alla stampa: 32 milioni è il costo delle varianti, ovvero le opere già eseguite che rientrano peraltro nei fondi Cipe validati dalla Commissione interministeriale; 20,1 milioni è la mole del «caro materiali», cifra certificata dal Ministero e che, pure, è rientrata nel gioco della trattativa. Quindi ci sono i 17 milioni di euro delle cosiddette «aggiunte» (in particolare materiali e tecnologie differenti), a fronte delle richieste avanzate dall'Ati e rimaste congelate per una stabilità finanziaria sinora traballante. Infine, il valore più atteso: il capitolo riserve. Che Loggia e Brescia Mobilità hanno identificato in 30.350.000 euro, scalzando così il conto salato dei 560 richiesti dall'Ati.
Passo indietro. Il contratto iniziale fra l'Associazione temporanea d'impresa e Brescia Mobilità prevedeva che tutti i contenziosi, quindi anche il nodo riserve, dovessero essere risolti attraverso un arbitrato a conclusione dell'opera. Procedura, questa, che avrebbe però avuto - secondo la Loggia - dei costi molto alti, perché calcolati in percentuale sul totale delle opere con ricadute «pesanti» tanto per Brescia Mobilità quanto per l'Ati, che si sarebbe trovata davanti tempi troppo lunghi per l'incasso della somma. La società chiedeva infatti da mesi l'anticipazione dell'arbitrato, perché la mancanza di tali introiti la metteva in una condizione «di sofferenza».
«Il rischio concreto a questo punto - spiega Paroli - era che l'inaugurazione dell'impianto slittasse ulteriormente di un anno e mezzo». Ritardo che si sarebbe riversato sui mutui accesi dalla controllata, per un totale di 15 milioni di euro l'anno. Cosa succede con l'accordo? Che al costo complessivo del Metrobus pari a oltre 835 milioni di euro (opere di superficie incluse), Brescia Mobilità ne pagherà altri 99,7. Meno di un quinto dei 560 milioni reclamati da Ati per le riserve. Non solo. L'accordo raggiunto prevede infine che il Comune dovrà versare i primi 62 milioni entro novembre (la restante cifra verrà invece conferita all'Ati con l'entrata in funzione del metrò). E ora inizia la caccia al tesoretto. Ancora.
Nuri Fatolahzadeh

Paroli: «Risultato ottimale, ora la sfida sarà reperire le nuove risorse»

Ora inizia la caccia al tesoretto. Già, perché se da un lato la partita riserve è stata messa a punto con tanto di cronoprogramma dettagliato (entro novembre il versamento all'Ati dei primi 62 milioni di euro dei totali 99,7 e il resto alla pronta consegna dell'infrastruttura), dall'altro quegli stessi 62 milioni di euro devono essere reperiti da Loggia e Brescia Mobilità. In un momento in cui il bilancio 2011 cominciava a prendere un po' di respiro proprio inseguito alla proposta di acquisto - arrivata ieri dalla parte di Astaldi concessioni, controllata dello stesso Gruppo Astaldi - delle quote comunali di Serenissima, per le quali la società sarebbe disposta a esborsare 39,5 milioni in euro. Quasi esattamente la cifra che manca alle casse comunali per il rispetto del Patto di stabilità.
«Il Comune sta attendendo che il Cipe provveda al finanziamento degli 80 milioni di euro previsti ormai da tempo, ma poiché i termini di attesa non sono chiari, bisognerà al più presto trovare in casa la copertura per questi primi 62 milioni» spiega il sindaco Paroli. Che aggiunge: «Brescia Mobilità ha forzato la mano all'Ati per arrivare ad un accordo che è per noi molto favorevole e oltre all'abbassamento importante di tutti i costi, questa cifra ci mette al riparo da future cattive sorprese, perché si tratta di disposizioni tombali». Il che, in pratica, significa che di qui alla fine dei lavori, non ci saranno extracosti aggiuntivi né ulteriori riserve che potranno essere accumulate. Ma anche che il costo complessivo dell'opera metropolitana si attesta a quota 934 milioni di euro circa.
«Si tratta della meno costosa al mondo per questo tipo di impianto» puntualizza Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità. «Abbiamo così stabilito un nuovo cronoprogramma che non sia solo temporale ma che viaggi anche per contenuti di opere ed è stato approvato ieri (lunedì per chi legge - ndr) dal Consiglio di amministrazione dopo un lungo lavoro, a conclusione del quale, con l'Ati, si è riusciti a trovare un punto di interesse reciproco, in cui a prevalere è stato il buonsenso». Alla presentazione dell'intesa e alle cabine di regia della trattativa, anche il vicesindaco Rolfi, l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza e il presidente della Commissione Metrobus, Nicola Gallizioli.n. f.

Bresciaoggi 18 maggio 2011

L'INTESA. Brescia Mobilità e la Loggia hanno siglato l'accordo al 5% di quanto richiesto dagli appaltatori (600 milioni)

Riserve Metrobus, caso chiuso
All'Ati andranno 30 milioni

Mimmo Varone

Con le varianti eseguite (32 milioni), gli extracosti (20) e le opere aggiuntive (17) avrà in totale 99 milioni L'imperativo è assicurarsi i 100 milioni che mancano

Un accordo «tombale» chiude al 5 per cento la vicenda riserve d'impresa. Ati Metrobus, Brescia Mobilità e Loggia lunedì hanno sottoscritto un documento che riconosce 30 milioni e 350 mila euro di riserve rispetto ai 600 milioni avanzati dalle imprese appaltatrici. E insieme chiude tutti gli altri contenziosi.
L'ATI AVRÀ PURE 32 milioni per le varianti già eseguite, rientranti nelle opere richieste al Cipe e validate dalla Commissione interministeriale. Avrà 20,1 milioni di extracosti per rincaro materiali a fronte di richieste «molto più alte», e 17 milioni per le opere aggiuntive ancora da eseguire. In tutto fanno 99,7 milioni che mettono una pietra tombale su tutte le pendenze e garantiscono un cronoprogramma che porta dritti all'inaugurazione del 31 dicembre 2012. L'Ati non avrà più nulla da chiedere a nessun titolo, otterrà 62 milioni nel prossimo novembre e il resto a entrata in funzione della metropolitana.
L'annuncio è stato dato ieri dal sindaco Adriano Paroli, dal presidente e dal direttore generale di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e Marco Medeghini, dopo aver informato la Conferenza dei capigruppo. Si dissolve così lo spauracchio di un arbitrato che sarebbe costato molto di avvocati, si sarebbe chiuso con ogni probabilità al 50 per cento delle richieste Ati e avrebbe lasciato fino all'ultimo nell'incertezza il taglio del nastro. Anzi, Paroli non esita a dire che, da come si erano messe le cose, si rischiava di ritardare di un anno e mezzo l'entrata in esercizio. La Loggia avrebbe speso molto di più, ma l'Ati avrebbe dovuto aspettare per avere i soldi. E ancora una volta ha funzionato il «meglio l'uovo oggi che la gallina domani».
Ora Brescia Mobilità e il Comune azionista devono trovare quei 100 milioni scarsi, che non ci sono. Come si sa, 80 devono arrivare dallo Stato, già passati da Cipe, Pre-Cipe e quant'altro. Sono abbastanza sicuri, ma non saranno liquidati entro novembre, né si può prevedere quando arriveranno. E comunque ne mancherebbero altri 19,7. Paroli, tuttavia, si dice certo che «una soluzione si troverà». Ora si può anche dire in via definitiva e senza incertezza che la metropolitana leggera costerà (comprese le opere complementari) 934,7 milioni.
L'accordo è stato raggiunto dopo due mesi di confronto intenso. Ed è stato siglato lunedì dopo una maratona finale pressochè ininterrotta da venerdì della settimana scorsa. Il contratto con l'Ati prevedeva che tutte le vertenze, riserve comprese, venissero risolte con un arbitrato a conclusione dei lavori, che - dice Paroli - avrebbe avuto «costi enormi». L'Ati aveva chiesto più volte di anticipare l'arbitrato stesso a causa di extracosti onerosi che «rischiavano di mettere seriamente a pregiudizio la conclusione dell'opera nei tempi stabiliti - aggiunge il sindaco -, tant'è che nell'ultimo anno c'era stata un'accelerazione dei lavori ma poi erano rallentati e prospettava un ritardo di un anno e mezzo».
L'accordo, tra l'altro, risolve pure la questione delle opere migliorative ancora da realizzare - spiega Prignachi -, quantificate in 17 milioni. E anche su queste, «importanti per migliorare la funzionalità dell'infrastruttura», la discussione con Ati viaggiava su costi più elevati. «Molto più alte erano pure le richieste per il caro materiali - aggiunge Medeghini -, i cui aumenti erano certificati dal ministero delle Infrastrutture e non si potevano eludere, tanto più che Brescia aveva ottenuto un finanziamento aggiuntivo proprio per far fronte ai rincari». Quanto ai 30,3 milioni di riserve, «abbiamo riconosciuto che avessero qualche ragione - precisa il direttore generale -, poiché la gara è stata aggiudicata quando i prezzi erano bassi e nel corso della realizzazione sono lievitati».
AD INIZIO DELLA TRATTATIVA - rivela il sindaco - l'Ati voleva chiudere al 20 per cento o con l'arbitrato che avrebbe messo in crisi tutto il sistema finanziario del Comune. Dunque, «aver chiuso al 5 per cento è un risultato enorme». Che soprattutto mette al riparo da qualsiasi sorpresa futura. Ormai tutto quanto è stato fatto in più rispetto al progetto è quantificato, e quanto è ancora da fare pure. Il cronoprogramma – precisa Prignachi – scandisce fino al 31 dicembre dell'anno prossimo tutti i passaggi infrastrutturali e organizzativi. E il taglio del nastro nei tempi previsti è diventato interesse comune di entrambe le parti. Ogni anno di ritardo rispetto al previsto costa alla Loggia 15 milioni di euro, e il valore è messo nero su bianco nell'accordo. Senza contare che per avere i 37,7 milioni del saldo finale l'Ati dovrà avviare l'esercizio commerciale del metrò entro i tempi previsti.
È un accordo dalla doppia valenza. Chiude la questione delle riserve e restituisce tempi certi all'opera, ma ne migliora anche la funzionalità garantendo le opere aggiuntive non certe fino a lunedì. «Dimostra - chiosa Paroli - che i problemi li affrontiamo».

Bresciaoggi 18 maggio 2011

AMBIENTE. Approvato in Giunta lo stanziamento per le scuole

In arrivo 80mila euro per pedibus e bicibus

Al progetto parteciperà anche la polizia locale indicando percorsi sicuri e formando chi partecipa

Lo sviluppo della mobilità sostenibile passa attraverso le infrastrutture ma anche e soprattutto dall'affermazione di una nuova cultura dello spostamento. Ne è convinta la Giunta comunale che nei giorni scorsi ha approvato lo stanziamento di 80 mila euro da destinare alle scuole primarie cittadine che si impegneranno a mettere in campo per il prossimo anno progetti di bicibus e pedibus, iniziative di mobilità sostenibile che sappiano essere «non più sporadiche - spiega l'assessore alla Mobilità e al traffico Fabio Rolfi - ma stabili e consolidate».
Il modello dell'«autobus umano» su cui viaggiano bambini - a piedi o in bici - accompagnati da genitori e controllori è tipico dei paesi anglosassoni e da qualche anno ha trovato riscontro anche nella nostra città (a Brescia se ne contano 4 o 5 esperienze). Tuttavia, mai sino ad ora erano stati messi sul piatto soldi veri per la stabilizzazione del servizio, «un segnale chiaro - prosegue Rolfi - di quanto l'Amministrazione tenga alla promozione di una nuova cultura della mobilità e al coinvolgimento "propedeutico" delle nuove generazioni».
Grazie al bando infatti le circa 40 scuole primarie cittadine potranno concorrere all'assegnazione di fondi destinati non solo a coprire le spese organizzative (quelle di assicurazione e quelle connesse alla realizzazione delle fermate e delle pettorine) ma anche ad accantonare risorse per le attività didattiche dell'istituto, senza contare i benefit (dai biglietti dell'autobus omaggio alle tessere bicimia) che verranno distribuiti ai genitori che faranno da accompagnatori.
«Dare autonomia ai bambini nel percorso casa-scuola significa liberare il tempo delle famiglie e al contempo contribuire attivamente alla riduzione del traffico e dell'inquinamento» sottolinea l'assessore alle Politiche temporali Claudia Taurisano che - da buona madre di famiglia - pone l'accento sulla valenza anche sociale di pedibus e bicibus, servizi che «per essere davvero efficaci devono necessariamente essere stabilizzati». Al progetto parteciperà anche la Polizia Locale che, da sempre impegnata nella promozione dell'educazione stradale, darà il suo contributo attivo non solo nell'individuazione dei percorsi più sicuri ma anche nella «formazione» di coloro che parteciperanno al progetto.
Le scuole avranno tempo sino al 30 giugno per partecipare al bando: i moduli per la domanda (sui quali dovranno essere indicate le caratteristiche del progetto, numero di utenti coinvolti, lunghezza del percorso) possono essere ritirati presso gli istituti scolastici o scaricati dal sito www.comune.brescia.it AN. DE.

Bresciaoggi 11 maggio 2011

TRASPORTI. Iniziativa in fase sperimentale

Al cimitero in autobus
Da sabato il servizio parte da via Maggi

Balsamo (Quartiere sicuro): «Gli anziani lamentavano di dover cambiare oppure percorrere a piedi il Ducos»

Partirà sabato il servizio sperimentale di collegamento della zona di viale Piave con i cimiteri di San Francesco di Paola e di Sant'Eufemia, una scommessa lanciata dal Comitato Quartiere Sicuro in accordo con la Circoscrizione Centro e Brescia Trasporti nel tentativo di intercettare una esplicita esigenza della popolazione anziana della zona.
«I NOSTRI ANZIANI avevano lamentato il disagio di dover cambiare due autobus o di essere attraversare a piedi tutto parco Ducos per andare a trovare i loro cari estinti», spiega la presidente del Comitato Sara Balsamo che si dichiara «soddisfatta del sostegno trovato nella Circoscrizione e in Brescia Trasporti» e che sottolinea «i grandi risultati che possono essere ottenuti dalla sinergia tra le Istituzioni e i privati cittadini».
Il concetto viene rimarcato anche dal presidente della circoscrizione Centro Flavio Bonardi che tiene a precisare come la richiesta fosse emersa anche nell'appuntamento del 19 marzo scorso con la «Giunta nei quartieri» e nel bilancio partecipativo della circoscrizione. «Quando la città chiama l'azienda risponde» aggiunge senza esitazione il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi che si concentra sulla necessità di vagliare la risposta che la popolazione saprà dare.
«Di questi tempi non ci possiamo permettere di sprecare neppure un euro» chiarisce Gervasi che sottolinea come il servizio «verrà mantenuto solo se dimostrerà di avere una buona utenza».
Il servizio sarà attivo il sabato mattina con partenza alle ore 9 da via Berardo Maggi e rientro dai cimiteri alle 11. Il percorso prevede tutte le fermate delle linee 3, 11 e 16 su viale Piave, viale Bornata e via Zammarchi alla volta dei cimiteri. A.DES

Giornale di Brescia on-line 10 maggio 2011

Treni: da giugno nuovo cadenzamento sulla Brescia-Parma

Ore: 18:23
martedì, 10 maggio 2011

Dal 12 giugno, in occasione dell'entrata in vigore dell'orario estivo, sulla direttrice ferroviaria Brescia-Piadena-Parma verrà attivato un nuovo progetto di cadenzamento orario finalizzato all'inserimento della linea nei sistemi degli assi principali Milano-Cremona- Mantova e Milano-Brescia-Venezia e al miglioramento della stabilità della frequenza delle corse. Lo annuncia Lombardia Notizie.

Le novità sono contenute nell'accordo sottoscritto al Tavolo convocato dall'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo, cui sono intervenuti rappresentanti anche dell'Emilia Romagna, degli enti locali e dei rappresentanti dei pendolari.

UNA CORSA OGNI 60' E 120'
Nel nuovo orario sono previste corse ogni 30 minuti nelle ore di punta e un servizio ogni 60 e ogni 120 minuti dalle 5 alle 21,30 tutti i giorni dell'anno in tutte le fermate lungo il percorso. Il tempo di percorrenza base per l'intera tratta è previsto in 1 ora e 50 minuti. E' prevista inoltre la sperimentazione di una corsa diretta la sera da Parma a Brescia con un tempo di percorrenza di circa un'ora e 20 minuti.

CORRISPONDENZE SISTEMATICHE NEI NODI DI PIADENA E BRESCIA
Alla stazione di Brescia sono previste corrispondenze sistematiche verso Milano Centrale e Venezia, mentre a Piadena le corrispondenze riguarderanno i treni della Milano-Cremona-Mantova, per realizzare i nuovi collegamenti Parma-Cremona e Brescia-Mantova. 



Bresciaoggi 08 maggio 2011

LA PETIZIONE. Parte un'altra raccolta di firme

Non solo treni: ora Lonato chiede più fermate del bus

La richiesta arriva da zona Molini bypassata dalla linea per Brescia

Dopo la petizione con 1300 firme per chiedere più fermate dei treni regionali alla stazione di Lonato, ora una nuova richiesta parte da un gruppo di cittadini affinché anche l'autobus della linea Brescia-Verona introduca una nuova sosta.
A lamentarsi dei disagi sono i residenti ma anche i lavoratori impegnati nella località Molini, un'area con parecchie aziende artigiane, industrie come la Feralpi e due supermercati. Siamo nella immediata periferia del capoluogo lungo la statale 11 con diversi blocchi edilizi in fase di decollo.
«La fermata più vicina a questa zona - sottolineano i firmatari del documento inviato al protocollo del Comune - è in viale Roma, a qualche chilometro di distanza, vicino alla pizzeria Linus. Un disagio per tutti, specie nel periodo invernale, e per i giovani apprendisti che non hanno ancora la patente e devono usare i mezzi».
L'amministrazione Comunale intende sostenere, come nel caso dei treni, anche questa richiesta «giusta e ampiamente motivata - come spiega l'assessore alla viabilità Ettore Prandini - perché destinata a migliorare la qualità dei trasporti per tutti i cittadini che usano i mezzi pubblici per scelta o per necessità. La richiesta è già stata portata in Giunta e approvata, e già inoltrata agli enti competenti, Provincia e Società di autoserviz».
La speranza, come per i pendolari che da mesi chiedono che 4 treni regionali fermino anche a Lonato, è che i tempi di attuazione, grazie al sostegno dell'amministrazione comunale, siano brevi.R.D.


Bresciaoggi 06 maggio 2011

LA RICHIESTA. Viabilità, ambiente e servizi le questioni più sentite dai residenti. Tempi lunghi per il sottopasso della ferrovia: la soluzione definitiva con l'Alta Velocità

Il Violino aspetta la metropolitana leggera

Angela Dessì

Il collegamento con il centro decisivo per evitare che il Villaggio diventi un quartiere dormitorio Rolfi: «Utilizzeremo la ferrovia, i fondi ci sono già»

Mobilità sostenibile, servizi a giovani e anziani, barriere antirumore e sottopassaggi: la Giunta nei quartieri approda al Villaggio Violino e fa i conti con le criticità della zona, un'«isola» piuttosto tranquilla, ma gravata da alcune difficoltà di collegamento con il centro e da un vago timore di deriva a quartiere dormitorio.
«OGNI MATTINA affronto il traffico di via Vallecamonica per andare a prendere il treno in stazione e non posso non domandarmi che programmi abbia per noi la Giunta con la nuova metropolitana», domanda Paolo Ferrari che come molti altri abitanti del Violino chiede lumi anche in merito alla creazione e allo sviluppo di piste ciclabili che «consentano di arrivare in serenità nel centro storico».
Il problema del collegamento del Villaggio con altre aree strategiche della città emerge anche nelle parole del consigliere comunale del Pd, residente al Violino, Alberto Martinuz che chiede di «sanare il ritardo nei lavori di riqualificazione di via Vallecamonica almeno per quanto attiene il tratto tra via Violino di Sopra e il Ponte Mella».
La risposta del vicesindaco e assessore alla Mobilità Fabio Rolfi (pure residente al Villaggio) è immediata e rilancia l'idea della metropolitana urbana di superficie.
«Per il Villaggio Violino la metropolitana rappresenta uno snodo strategico e, per questo, ritengo centrale la sfida della linea di superficie», dichiara il vicesindaco richiamando la possibilità di sfruttare le linee ferroviarie esistenti (dalla Brescia-Iseo-Edolo alla Brescia-Parma sino alla Brescia-Cremona) per coprire anche altre porzioni di città altrimenti dimenticate.
«Con l'avvento dell'Alta Velocità ferroviaria molti snodi saranno liberati e c'è già un finanziamento regionale per la stazione del Violino», ricorda Rolfi che garantisce sulla volontà del Comune di investire anche sui percorsi ciclabili, sepur in tempi non brevissimi: «È già a progetto una pista ciclabile che colleghi piazza Garibaldi al quartiere Badia transitando su via Milano - spiega Rolfi -. Certo, serve un po' di pazienza, perchè la realizzazione richiede tempi tecnici piuttosto lunghi».
Forte anche la richiesta di un potenziamento dei servizi esistenti per i giovani e gli anziani, le due fasce considerate «a rischio» dagli stessi abitanti del quartiere. «Abbiamo sottoposto a oltre il 40 per cento dei residenti un questionario e tutti hanno segnalato il bisogno di implementare le attività per gli adolescenti e per gli ultrasettantenni», rivela Mirko Biagiutti del comitato di quartiere, che invoca la realizzazione di percorsi ludico educativi per i più giovani (esigenza evidenziata anche dall'assessore comunale alle Politiche giovanili Diego Ambrosi) e la creazione di un poliambulatorio o - meglio ancora - di un centro diurno per i più anziani.
«La buona residenzialità non deve trasformarsi in mera residenzialità ed è per questo che dobbiamo puntare sui servizi», lo rassicura il sindaco Adriano Paroli, che sottolinea la necessità di «rispondere ai nuovi bisogni con adeguate politiche di aggregazione» ed evidenzia in quest'ottica il ruolo strategico svolto anche dagli impianti sportivi: «Il bisogno di sport è sempre positivo ed è per questo che vorremmo riuscire ad aumentare il numero palestre in ogni zona della città così da favorirne la fruizione anche da parte degli abitanti del quartiere», precisa il primo cittadino.
ALTRA RICHIESTA urgente: il posizionamento di barriere fonoassorbenti che proteggano la quiete e i timpani dei cittadini che vivono nelle zone più vicine alla ferrovia. La competenza in questo caso non è del Comune, ma il vicesindaco assicura che il tema sarà affrontato e tenuto in debita considerazione al momento di progettare la linea dell'Alta Velocità e di pianificare le relative opere complementari. Compresa la sistemazione del sottopassaggio su via Re Rotari e di quello (detto anche il «passaggio dei nani») che sorge all'interno del parco della Musica e da oltre dieci anni attende un intervento.
L'innalzamento della galleria che collega il Violino «vecchio» con la parte più nuova del quartiere, spiegano gli amministratori, tarda ad arrivare proprio perché in quella porzione di parco passerà l'Alta Velocità: sarebbe assurdo, fanno capire, investire somme ingenti oggi sapendo già che entro qualche anno l'intero collegamento dovrà essere ripensato. Per i residenti d'obbligo pazientare ancora un po'.
Immagine tratta dall'album fotografico di Carlo Bonari su Flickr

Giornale di Brescia 06 maggio 2011

La Giunta al Violino «apre» il nodo traffico

Piste ciclopedonali, dissuasori e prolungamento del metrò al centro delle richieste dei cittadini

La sistemazione del sottopasso pedonale all'interno del Parco della musica, un centro diurno per anziani, un percorso ciclopedonale che raggiunga il centro storico e il nodo velocità sulle strade.
Queste le sollecitazioni che il sindaco Adriano Paroli e i suoi assessori, dal titolare ai Lavori pubblici, Mario Labolani ai referenti di Urbanistica e Sport, Paola Vilardi e Massimo Bianchini, hanno raccolto incontrando ieri, con il presidente della Circoscrizione Ovest, Mattia Margaroli, gli abitanti del Villaggio Violino per una nuova tappa della Giunta nei quartieri.
Un'iniziativa voluta dalla Loggia, come ha ricordato Paroli, «per ascoltare i residenti, ricostruire quanto fatto in questi due anni e mezzo e rispondere alle necessità». Se amministrare una città «è come gestire il bilancio di una famiglia», la collaborazione dei cittadini «resta fondamentale e il vero punto di partenza».
Le cose fatte al Violino, dalla realizzazione di strutture, come la palestra comunale inaugurata nel 2009, allo sviluppo di servizi per la famiglia e per la persona (il centro sociale territoriale di via Paganini ha attivato il Segretariato sociale, una novità dell'ultimo anno, come ricordato dall'assessore Giorgio Maione), dagli interventi di prevenzione contro le truffe agli anziani a quelli sulla mobilità e sul traffico, sono state illustrate da ciascuno degli assessori.
Ma la Giunta di quartiere è entrata nel vivo, proprio perché è stata pensata per questo scopo, quando la parola è passata ai residenti. Le richieste, piccole e grandi sono andate in una direzione precisa: «mantenere alta la qualità della vita nel quartiere». Un questionario promosso tra i residenti dal gruppo di riferimento del quartiere ha rilevato l'esigenza di un centro per anziani, di una pulizia attenta delle rogge, della sistemazione del sottopassaggio pedonale nel Parco della musica, che collega Violino vecchio e nuovo.
Alle sollecitazioni sul fronte mobilità ha risposto il vicesindaco, Fabio Rolfi. «Per la messa in sicurezza del sottopasso - ha chiarito - andrà fatto un ragionamento complessivo quando si realizzerà in quella zona l'alta velocità ferroviaria. Voglio ricordare poi che proprio il Violino è uno dei quartieri interessati da una delle colonnine di ricarica delle auto elettriche e che è prevista la realizzazione di una pista ciclabile che da via Garibaldi porterà alla Badia. Piuttosto che un collegamento ovest-est del Metrobus, credo ci sia spazio per utilizzare le linee ferroviarie Brescia Iseo-Edolo, Brescia-Cremona e Brescia-Parma anche come metropolitane di superficie. Il Violino può rientrare in questo ragionamento».
Paola Gregorio

Immagine tratta dall'album fotografico di Carlo Bonari su Flickr


Giornale di Brescia 06 maggio 2011

«Il metrò piace, ma pochi lo conoscono»

«Officina della città» ha presentato un sondaggio condotto a marzo sulla metropolitana
Onofri: «Il 70% apprezza l’opera,masolo il 14% sa quante saranno le fermate»

«La metropolitana? I cittadini di Brescia sono poco informati, ma il loro gradimento è decisamente superiore a quello sancito dai due referendum tenuti sull'argomento». «Officina della città», l'associazione di cui è presidente l'ex candidato sindaco Francesco Onofri, ha presentato ieri un sondaggio dal tema «Metrobus e i bresciani».
Un questionario è stato distribuito in scuole, uffici, ambulatori medici ed esercizi commerciali, è stato compilato da 600 persone e l'indagine si è conclusa a marzo. «Ora a poco più di un anno e mezzo dal viaggio del primo treno - ha detto Onofri - è bene fare il punto sul modesto livello di conoscenza dei bresciani su una grande che è destinata a rivoluzionare la mobilità di Brescia. A questo punto serve uno sforzo anche politico per promuovere e rilanciare l'immagine della metro».
Passando ai risultati del questionario emerge che «solo un terzo degli intervistati sa quante linee avrà il Metrobus e solo il 14% ha individuato il numero corretto di fermate in un quesito a risposta multipla (10, 17, o 25), mentre il 75% ha detto di non saperlo - ha precisato Onofri -. E c'è stato anche chi ha indicato tra le stazioni della metropolitana Concesio, Villa Carcina e Rezzato. Il 43% pensa però che il Metrobus migliorerà la mobilità (il 40% lo pensa in parte) e il 40% afferma che lo utilizzerà (il 24% lo esclude, il 36% non sa)».
Tuttavia «il 70% degli intervistati, infine, esprime un giudizio positivo sull'opera in generale che di fatto smentisce i risultati dei due referendum consultivi del 1998 e del 2001, in occasione dei quali chi andò a votare si pronunciò in modo netto contro il Metrobus, il 72,3% dei votanti nel '98 e il 63,3% nel 2001». Alle considerazioni di Onofri, si sono aggiunte quelle di un altro rappresentante di «Officina della città», Agostino Pasquali Coluzzi che ha ricordato come in altre realtà a progetti simili l'1% del budget totale è stato destinato alla comunicazione. «È successo nella città francese di Lille che presenta molte similitudini con Brescia. Nel nostro caso dovrebbero essere investiti tra gli 8 e i 10 milioni di euro per la comunicazione e la presentazione continua ai cittadini della metropolitana leggera. Dopo un primo periodo ricche di iniziative, da almeno un paio di anni abbiamo assistito ad un raffreddamento nella promozione».
E secondo i rappresentanti dell'associazione «questo non solo permetterà di attrarre un maggior numero di bresciani nel momento in cui la metropolitana sarà attiva coprendo i costi di gestione, ma nel momento in cui si porrà il problema degli allungamenti, i maggiori volumi di passeggeri permetteranno di andare a chiedere nuovi finanziamenti e la possibilità di accendere nuovi mutui».
Non solo, la preoccupazione di «Officina della Città» si concentra come ha ricordato Alberto Arenghi sui costi di gestione dell'intera opera: «Il Metrobus costerà al Comune 30 milioni di euro all'anno, per questa ragione più cittadini saranno coinvolti più i biglietti venduti, meno le spese sostenute dal Comune».
Carlo Muzzi

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr


Bresciaoggi 06 maggio 2011

IL SONDAGGIO. «Officina della città» ribalta i risultati dei referendum

Il Metrobus?
È noto a pochi ma piace a tanti

Mimmo Varone

Il 69 per cento dei cittadini bresciani si dice favorevole al nuovissimo sistema di trasporto

Pochi lo conoscono, molti già lo apprezzano. Il metrobus bresciano ripete una storia già vissuta con il teleriscaldamento. Al momento dei cantieri sulle strade erano polemiche feroci, poi guai a toccarlo. Con la metropolitana leggera automatica non siamo ancora al «poi», ma le premesse ci sono.
Un sondaggio promosso da «Officina della città» ribalta i risultati dei due referendum del maggio 1998 e del giugno 2001 e porta al 69 per cento i giudizi favorevoli al nuovissimo sistema di trasporto. Insieme, però, emerge una preoccupante scarsa conoscenza dei suoi tratti essenziali, e ciò spinge l'associazione presieduta da Francesco Onofri a chiedere a palazzo Loggia l'operazione di marketing finora mancata.
NELLE SETTIMANE scorse «Officina della città» ha proposto a un campione di 600 bresciani un questionario di nove domande per verificare grado di conoscenza del progetto e aspettative che vi ripongono. Ne viene che solo il 14 per cento conosce il numero esatto (17) delle fermate, il 34 per cento non sa che c'è una sola linea (il 52 per cento ammette di non saperlo, il 14 sbaglia), e 45 ogni cento riescono a indicare correttamente il nome di quattro stazioni.
Ciò nonostante, il 43 per cento è convinto che il Metrobus migliorerà la mobilità in città e un altro 40 immagina un miglioramento parziale. Solo il residuo 17 è pessimista. I più (circa il 70 per cento) non hanno ancora pensato a come il nuovo sistema potrà aiutarli negli spostamenti quotidiani, ma 40 su cento pensano di utilizzarlo e 36 ci stanno pensando (24 dicono che lo eviteranno). Il giudizio finale, poi, è positivo per il 69 per cento degli intervistati e negativo per il 30 (l'1 per cento non risponde).
Emerge, insomma, che c'è molto da fare sul terreno della comunicazione, e a un anno e mezzo dall'entrata in esercizio bisogna far presto. Anche perché al momento oltre la metà dei bresciani si muove in auto e poco meno di un quarto utilizza il mezzo pubblico, mentre gli altri vanno a piedi (quasi il 10 per cento), in bici (8 ), in scooter o moto (2,61).
Non è un panorama favorevole, se il sondaggio (proposto tra pendolari, in uffici giudiziari, ospedali, università) dice la verità. Ma l'associazione di Onofri sottolinea che già dai primi 300 questionari la situazione si è stabilizzata. Come a dire che si poteva allargare il campione a dismisura senza che le cose cambiassero di molto. Secondo le stesse proiezioni del Comune, con il biglietto a 1.40 euro e 50 milioni di passeggeri sull'intero sistema di trasporto pubblico (bus e metrò), nel 2013 si avrebbero 19 milioni e 745 mila euro di ricavi dai biglietti e il Bilancio della Loggia dovrebbe aggiungerne ben 25,7 (16.3 l'anno dopo con il biglietto a 1.90 euro).
«Officina della città» intende far la sua parte, e ha in cantiere un convegno tra giugno e settembre - annuncia Onofri -, per raccontare com'è stata studiata la comunicazione in città europee simili a Brescia, dove il Metrobus ha avuto pieno successo. Con lui, alla presentazione dei risultati di ieri mattina, anche Alberto Arenghi e Agostino Pasquali Coluzzi, entrambi membri del direttivo. Coluzzi porta l'esempio della francese Lille, dove in comunicazione e marketing è stato investito l'1 per cento del budget complessivo. Con un metrò che costerà da 800 a mille milioni, si dovrebbe avviare una campagna da 8-10 milioni mentre «sono scomparse le domeniche a cantieri aperti - accusa Coluzzi - e sono state poco utilizzate le postazioni per guardare nei cantieri».
CURIOSO È PURE che, in tanta scarsa conoscenza, molti siano convinti che stazioni del metrò siano previste a Villa Carcina, Concesio e Rezzato. Sarà di auspicio per l'estensione della linea, ma posto che non si potrà portare il Metrobus in Valtrompia «la Loggia dovrà agganciare il sistema al resto del trasporto pubblico provinciale - osserva Arenghi -, invece è preoccupante che destini ad altro una parte dei fondi per le opere complementari di superficie, dei parcheggi scambiatori in particolare». La spada di Damocle dei costi di gestione, che richiederebbero 30 milioni di euro all'anno da bigliettazione, per «Officina della città» dovrebbe consigliare integrazione con la Grande Brescia, oltre a maggiore comunicazione. Per tornare agli esempi virtuosi, Arenghi mette sul piatto Rennes. Nella città francese simile a Brescia per abitanti e area vasta, «il metrò era partito tra molto scetticismo, ma grazie a una serrata campagna di comunicazione è diventato un successo e si chiedono 9 chilometri in più». Se per il vicesindaco Rolfi il metrò è davvero una priorità, «cominci a trovare altri finanziamenti».

Bresciaoggi 05 maggio 2011

La Crocera di San Luca «cade a pezzi»

E nel progetto futuro si pensa all'Infopoint di Brescia Mobilità

Capitolo tempi, metodi e - soprattutto - uno sguardo al futuro. Perché se è vero che il primo intervento sulla struttura è stato tempestivo «per ragioni di sicurezza», è altrettanto vero che per agire a tutto tondo è necessario avere ben chiaro il futuro impiego della Crocera.
In un primo momento lo spazio era stato eletto a dimora dell'Urban center cittadino, ipotesi che pure prevedeva al suo interno un'area esposizioni. Quel che è quasi certo però è che - una volta sistemate le lacune strutturali emerse - a traslocare in via Cavallotti sarà l'Infopoint di Brescia Mobilità, lo stesso che un tempo stava nella struttura - poi abbattuta - che si affacciava lungo corso Zanardelli. E che potrebbe tornare ad offrire, nel cuore del nucleo antico, uno sportello deputato ad abbonamenti, agevolazioni, percorsi e orari. Tanto che il presidente della controllata, Valerio Prignachi, ha già effettuato qualche sopralluogo.
Sul tavolo anche il futuro del bar Crocera, la cui licenza scadrà nel prossimo triennio, ma sul quale l'Amministrazione comunale vorrebbe puntare concretamente per una rivitalizzazione complessiva non solo della zona, ma dell'intero nucleo antico. nuri

Bresciaoggi 04 maggio 2011

TRASPORTI. Brescia Mobilità attiva da oggi un nuovo sito che mette Brescia fra le città d'elite per servizi informatici

Come spostarsi in autobus?
Da oggi si scopre su Internet

Mimmo Varone

Basta impostare punto di partenza e punto d'arrivo per sapere on line qual è la fermata più vicina e quali sono le linee migliori da utilizzare

Da stamattina muoversi in città è più semplice. I bresciani possono calcolare il loro percorso, indicare punto di partenza e di arrivo, e scegliere tra tutte le opportunità offerte dal trasporto pubblico. Brescia Mobilità vara il nuovo sito web integrato e interattivo che permette di utilizzare al meglio autobus, parcheggi, Bicimia, e nel prossimo futuro anche il metrò. Il sito è accessibile dal computer di casa, ma pure da qualsiasi sistema mobile, da tablet, iPad, iPhone e via dicendo. È un'autentica novità, che mette Brescia nel ristretto gruppo di città europee all'avanguardia nei servizi informatici ai cittadini.

IL NUOVO SITO www.bresciamobilita.it realizzato dalla cittadina Neutry srl di via Nisida e dall'ufficio Comunicazione di Brescia Mobilità è stato presentato ieri e promette meraviglie che da stamattina tutti possono sperimentare. Ma soprattutto permette a ciascuno di pianificare i propri movimenti in città. Una volta entrati nel sito si sceglie il percorso utenti (azzurro) e nella home compare l'applicazione «Gira Brescia». Si digitano il punto di partenza e di arrivo e si clicca su «calcola il percorso». In un istante compare la mappa Google che indica il tragitto da compiere a piedi per arrivare alla fermata più vicina del bus, eventuali coincidenze con altre linee e postazioni di Bicimia, insomma tutto quanto è utile per arrivare al punto di arrivo indicato. Ma è solo una delle novità. Nel percorso utenti si trovano linee e orari dei bus, biglietti e tariffe, servizi speciali, informazioni per la tutela del viaggiatore, servizi scolastici e per disabili. E con un clic le mappe funzionali (anche in 3D) si arricchiscono di una vasta gamma di punti di interesse (tutti spiegati e descritti), comprese le Ztl con tanto di foto dei varchi. C'è tutto su metrobus, parcometri, telepark e parcheggi, con la possibilità di fare abbonamenti on line. Ci sono le postazioni Bicimia, i parcheggi bici, il noleggio di auto elettriche, informazioni su officine autorizzate, Lam, biglietti elettronici, telerilevazione, city logistics...
Il percorso opportunità (verde) punta alla trasparenza con gli accrediti dei fornitori, bandi e avvisi, pubblicità su bus, parcheggi e parcometri. Ci sono persino il form «cercolavoro» per chi vuole proporsi all'azienda e i servizi per gli universitari. Infine il percorso arancione dice tutto sul Gruppo, la mission e le società controllate. È una quantità enorme di contenuti «ordinati in funzione delle richieste del visitatore del sito attraverso un sistema di gestione dinamico e semplice, in grado di estrarre in automatico argomenti e materiali multimediali correlati alle aspettative», assicura Lodovico Minelli di Neutry. La navigabilità è assicurata da un doppio menu a cascata: il primo controlla il percorso contrassegnando con il colore le varie sezioni. Ogni sezione, poi, presenta il suo pannello di sviluppo, un sito nel sito e consente di presentare contenuti complessi in una cornice semplice ed eterogenea.
I CAMPI LATERALI di ogni pagina presentano applicazioni utili (una è il Google Transit che permette di calcolare il proprio percorso), anche con le news aziendali. Il piè pagina, invece, presenta una mappa strutturale dei contenuti e le informazioni di contatto con l'ufficio Comunicazione. E ciò - sottolinea Minelli - permetterà a tanti giovani con il pallino dell'informatica di studiare nuove applicazioni da proporre a Brescia Mobilità. Un sistema aperto, dunque, facilmente aggiornabile e in grado relazionarsi con altri media per la comunicazione del Gruppo all'esterno.
Va da sé che la soddisfazione è unanime. Il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi parla di «radicale salto in avanti». Vede la nuova piattaforma come «punto di partenza di un modo nuovo di comunicare i servizi aziendali», e come «efficace strumento di informazione per avvicinarci all'entrata in esercizio del metrò». Fabio Rolfi, assessore ai Trasporti, sottolinea che il sito si rivolge a una platea ampia ed «è un investimento sul futuro anche per far fronte alla sfida del metrò». Il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi mette l'accento sulla «tempestività e puntualità» della comunicazione, la presidente di Sintesi Giovanna Prandini sottolinea la possibilità di «soddisfare i bisogni dell'utente con le proposte integrate del Gruppo». Per il direttore generale Marco Medeghini si centra l'obiettivo di «far capire quali e quanti servizi sono a disposizione del territorio». La soddisfazione è generale, insomma. Da stamattina la parola passa ai «clienti».


Giornale di Brescia 04 maggio 2011

Brescia Mobilità, percorsi su misura nel nuovo portale

On line da oggi, collega in modo innovativo le informazioni di tutte le aziende del gruppo

Non informazioni nuove, ma un modo innovativo - e sempre aperto a cambiamenti - di comunicare all'interno del gruppo, tra aziende; e di conseguenza all'esterno, con gli utenti (ma non soltanto) che potranno costruirsi percorsi su misura. Il tutto attraverso un investimento organizzativo più che economico (si parla di poche decine di migliaia di euro) che guarda al futuro. Con questo spirito si presenta il nuovo portale web di Brescia Mobilità (www.bresciamobilita.it) on line da oggi e accessibile anche tramite i telefonini di nuova generazione.
Il progetto, condiviso con l'Assessorato alla mobilità e al traffico del Comune, è stato illustrato ieri nella sede di piazza San Padre Pio da Pietrelcina da Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità; Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti; Giovanna Prandini, presidente di Sintesi; Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità; e dal vicesindaco Fabio Rolfi (con delega alla Mobilità e traffico). A mostrare le potenzialità del portale è stato infine Lodovico Minelli della Neutry, la società che lo ha realizzato in sinergia con l'Ufficio Comunicazione di Brescia Mobilità.
Se i contenuti non sono diversi rispetto al passato, la redistribuzione degli stessi nel contesto di un layout completamente rinnovato (dal designer di Mtv lberto Antoniazzi) appare sostanziale. In particolare, sono stati individuati tre percorsi: Utenti, Opportunità e Gruppo. Il primo comprende tutte le informazioni sugli autobus, dagli orari alle tariffe, con la possibilità di consultare mappe interattive; sul metrobus - dalla storia allo stato di avanzamento dei lavori -; sui parcheggi, che tra l'altro sono stati geolocati su una mappa di Google; sulla Green mobility - da Bicimia al noleggio di auto elettriche - e su altri servizi. Il secondo percorso - Opportunità - si rivolge a imprese e fornitori, ma anche a chi è interessato alla pubblicità e a chi cerca lavoro nel gruppo. La sezione Corporate, infine, contiene tutti i dati su Brescia Mobilità e quel che riguarda l'immagine.
Le parole d'ordine dell'operazione sono comunicazione e coordinamento, innovazione e trasparenza. «Il servizio di mobilità ha il suo hardware nelle attrezzature e nelle prestazioni, ma in gran parte deve svilupparsi attraverso la comunicazione», ha esordito Prignachi, aggiungendo la necessità di una «relazione» - innanzitutto tra aziende del gruppo in un «quadro di riferimento» - che passa anche attraverso «l'innovazione». Il presidente di Brescia Mobilità ha poi ricordato che «la nostra è un'azienda pubblica, e questo significa che esiste un rapporto etico verso l'esterno che va valorizzato». Da parte sua, Gervasi ha richiamato l'attenzione su un aspetto «fondamentale» della comunicazione: la puntualità; mentre Giovanna Prandini ha spiegato come l'utente del portale sia considerato «un soggetto con una serie di bisogni diversi ma non in contraddizione tra loro», che quindi ha bisogno di informazioni integrate come lo sono i servizi delle aziende del gruppo.
Sulla portata innovativa del progetto - che ricorre anche ai social network - si è soffermato particolarmente Medeghini, sottolineando che si è cercato come prima cosa di rendere comprensibile il più possibile una mappa della città contenente «dalle Ztl ai parcometri». E Rolfi ha ribadito il concetto secondo cui «il fattore di successo per i servizi è la capacità di farli conoscere alla comunità», collegandolo alla «prossima sfida che abbiamo davanti: quella della metropolitana».
Francesca Sandrini


03 maggio 2011

On line il nuovo sito internet di Brescia Mobilità.
Durante l'incontro di Gennaio che ho avuto nella sede di Brescia Mobilità, il Direttore Generale Ing. Marco Medeghini mi annunciò la novità che sarebbe arrivata nei mesi successivi, ed ecco il risultato.

Da una prima rapida occhiata il sito è sicuramente meglio organizzato e più navigabile; ha ancora bisogno di qualche piccolo aggiustamento ma il risultato è sicuramente interessante.
Tra le notizie interessanti appare nella home page la fotografia del deposito della metropolinata di Brescia con scritto "DEPOSITO METROBRESCIA Presto la nuova inaugurazione"

Giornale di Brescia 01 maggio 2011

La «Movida» corre sull'autobus

Nei weekend tre mezzi percorreranno la Valle da Nadro di Ceto a Pisogne
e Lovere, collegando locali e ristoranti e garantendo sicurezza sulle strade

VALCAMONICA«Fare qualcosa per i giovani». È da questo desiderio che muove il progetto «Movida on the road». Un'idea semplice, peraltro già praticata in altre località italiane e che, dalla prossima settimana, attraverserà anche la Valcamonica. Tre bus, nei fine settimana, percorreranno la Valle - da Nadro di Ceto a Pisogne e Lovere - collegando locali e ristoranti dei vari paesi e consentendo per qualche sera di lasciare a casa l'auto.
«Movida on the road» creerà cioè un sistema di trasporto a corto e medio raggio che permetterà di spostarsi da un luogo a un altro utilizzando un mezzo di trasporto pubblico, insieme ad altre persone. Il servizio funzionerà in via sperimentale per tre mesi, da maggio a luglio il venerdì e sabato. Poi, se le valutazioni sia di ordine economico che di opportunità lo consentiranno, potrebbe diventare stabile, magari ipotizzando un servizio di linea. Sono già una trentina gli esercizi pubblici che hanno aderito e ce n'è almeno uno per comune, per collegare tutte le località della Valle. Due le possibilità: si può optare per un biglietto di una sola corsa o di un'intera serata, rintracciabili nei vari locali che partecipano. Il target di riferimento va dai 15 ai 35 anni, dando la possibilità anche ai minorenni di spostarsi tra un luogo all'altro in sicurezza.
Ma c'è di più: per garantire, appunto, sicurezza ed evitare schiamazzi o comportamenti maleducati, su ogni mezzo sarà presente un addetto all'ordine, che accompagnerà le corse per tutta la notte. Tre, come si diceva, i tracciati: da Nadro di Ceto a Lovere, da Lovere a Nadro e da Lovere a Piamborno, ogni volta per cinque passaggi. Gli orari e i luoghi di passaggio saranno rintracciabili su «Movida magazine», il mensile con le informazioni sui locali, le feste e il divertimento della zona.
Il progetto è stato presentato nelle scorse settimane in alcune scuole superiori della Valle e ha ricevuto la collaborazione dell'Associazione famigliari e vittime della strada di Brescia e di Bergamo, oltre che il sostegno economico del Bim e dei locali aderenti. «Il Bim ha contribuito allo start-up dell'iniziativa - spiega il presidente Franco Gelfi - ma in futuro dovrà stare in piedi da solo, autofinanziandosi. Pur non essendo tra le nostre finalità istituzionali, abbiamo pensato che fosse giusto intervenire e fare un gesto per aiutare i ragazzi e, se fosse possibile, evitare gli incidenti stradali dovuti alla guida in stato di ebbrezza. È una prospettiva diversa, che serve a far cambiare mentalità alla gente».
«In Valcamonica purtroppo non esiste un sistema di trasporti pubblici che consenta a chi si vuole divertire di potersi muovere in sicurezza - afferma Mario Caussi, responsabile del progetto -. E ci sono molti piccoli locali tra i quali i ragazzi si spostano in continuazione. Ci siamo messi in campo per aiutare i giovani a divertirsi in sicurezza con Movida on the road, che non è un evento di sensibilizzazione fine a se stesso, ma vuol diventare un nuovo modo di vivere le serate. Per dargli un futuro, abbiamo già preso contatti con la Provincia di Brescia, che ci appoggia».
Per informazioni sull'iniziativa, contattare il 380/2084163.
Giuliana Mossoni

Giornale di Brescia 01 maggio 2011

Lonato

«Più treni? Decida la Regione»
LONATO Si giocherà in Regione, nell'ambito del contratto di servizio, la richiesta di 1.300 cittadini di avere più fermate alla stazione ferroviaria. Lo ha comunicato Trenitalia al sindaco Mario Bocchio in risposta alla lettera inviata dal primo cittadino lonatese e sostenuta dalle numerosissime firme in calce alla petizione predisposta dalla prof. Anna Rita Granieri.
Il problema dei lonatesi è presto sintetizzato. Chi vuol raggiungere Brescia o Milano in treno può usufruire di un convoglio che si ferma pochi minuti prima delle 6: poi più nulla fin quasi alle 14. E poiché i pendolari sono numerosi ecco la richiesta di aggiungere alcune fermate, quattro in tutto, nell'orario compreso fra le 7 e le 14. La petizione, sostenuta da 1.300 adesioni, è stata inviata a Trenitalia, alla Regione e al sindaco. La prima ed unica risposta è arrivata da Trenitalia.
Afferma che la programmazione dei servizi ferroviari regionali è di competenza di ogni Regione dato che i rapporti sono disciplinati da contratti di servizio, nel caso specifico fra Trenitalia/Le Nord e la Regione Lombardia. Scartata la possibilità di sosta a Lonato del treno Venezia-Milano restano sul tappeto le altre tre richieste di sosta alle 7.10 per raggiungere Brescia ed alle 13.35 e 14.35 per il ritorno da Brescia a Lonato. La sollecitazione dei lonatesi è stata girata alla Regione ed alla società ferroviaria dalle quali i lonatesi attendono, ovvio, un riscontro favorevole.
Aggiornamento del 1° Maggio 2011
Anche nella giornata di oggi 1° Maggio il servizio bus è terminato alle ore 12:30 e la segnalazione di tplbrescia fatta a Brescia Trasporti nei giorni scorsi ha portato alla risoluzione del problema (vedere qui sotto 25 aprile 2011).
Oggi nel pomeriggio le fermate elettroniche sono prive dei tempi di attesa, non solo, è stato anche inserito il messaggio:
"01.05.2011 FESTA DEL LAVORO IL SERVIZIO TERMINA ALLE 12.30"






25 aprile 2011. Come di consuetudine il servizio bus a Brescia nelle ore pomeridiane e serali dei giorni di Pasqua, 1° Maggio e Natale è sospeso, ma ieri molte delle paline elettroniche di fermata riportavano i tempi di attesa per i bus "fantasma". In alcuni casi ho notato la presenza di passeggeri in attesa del mezzo pubblico, probabilmente tratti in inganno della errate indicazioni.
Basterebbe che su tutte le paline elettroniche tra le 12:30 fino a fine giornata non appaia nient'altro che un unico messaggio con scritto:
QUESTO POMERIGGIO/SERA SERVIZIO BUS SOSPESO
THIS AFTERNOON/EVENING BUS SERVICE SUSPENDED
La segnalazione del disservizio sarà inviata da tplbrescia agli uffici competenti.
Confidiamo nella prossima sospensione del 1° Maggio.
Ecco alcune fotografie che ho scattato