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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Brescia 27 giugno 2011

PROPOSTA PER L'ORARIO INVERNALE 2011 - 2012
Uno sforzo per ripristinare il numero di corse eliminate dall'orario invernale dello scorso anno (2010-2011).



Da settembre 2010 e poi anche da fine gennaio 2011 gli orari invernali sia feriali che del sabato, per alcune linee, hanno subito significative riduzioni con punte fino a - 8%  - 9 %.
La riduzione attuata è giunta in un periodo di tagli al trasporto pubblico locale, da febbraio però il costo del biglietti e abbonamenti a Brescia è aumentato (biglitto ordinario + 20 %).
E' pur vero che era ormai anni che il costo del biglietto era fermo ad 1 € ma ad oggi, dopo l'aumento di febbraio, non si sono percepiti interventi migliorativi in ambito del trasporto pubblico a Brescia, fatto salvo la sostituzione di un buon numero di vecchie pensiline con nuove e più moderne.
Tplbrescia propone uno sforzo per riportare il numero di corse alla situazione  antecedente la riduzione al fine di riportare la frequenza sulle linee più penalizzate (3, 9, 12, 15 e 17) ad un livello più accettabile.
Questo sforzo dovrebbe essere inserito in un più ampio contesto di interventi di preparazione all'avvio della metropolitana, un investimento per limitare (o forse anche annullare) la continua perdita del numero di passeggeri in attesa della completa riorganizzazione del 2013.
Il ripristino del numero di corse con il nuovo orario invernale 2011-2012 potrebbe rientrare a pieno titolo nelle iniziative da far conoscere alla città congiuntamente ai primi passi della campagna di comunicazione previsti con la settimana europea della mobilità sostenibile di settembre.
Buon Lavoro

TAGLI DEL NUMERO DI CORSE SULL'ORARIO INVERNALE 2010 - 2011 (raffronto 2009 - 2010)



PROPOSTA DI RIPRISTINO DEL NUMERO DI CORSE SULL'ORARIO INVERNALE 2011 - 2012
(raffronto 2010 - 2011)


Giornale di Brescia 29 giugno 2011

Addizionale Irpef più «pesante» per le famiglie

Il maggior gettito dai redditi bassi
I dati dell’«osservatorio» Caf-Acli

L'addizionale comunale sull'Irpef introdotta da Palazzo Loggia - così come molte altre Amministrazioni comunali hanno già fatto o si preparano a fare - non avrà alcun occhio di riguardo per le famiglie. E, mancando di progressività, in proporzione «peserà» di più sulle fasce di reddito più basse.
Il dato emerge dalla fotografia delle dichiarazioni dei redditi dei bresciani scattata dal Caf-Acli, che ogni anno cura in città oltre diecimila modelli 730 (l'11% dei 730 presentati dai residenti nel capoluogo). Le cifre sono riportate nella tabella qui a fianco.
Cinque le fasce di reddito individuate, per ognuna delle quali sono indicati un reddito medio e quanto dovuto per l'addizionale dello 0,20%. Il primo dato che emerge è il gettito complessivo stimato in oltre 463mila euro, una cifra che se proiettata sul totale dei contribuenti cittadini ci dice che di fatto 5 dei 6 milioni che il Comune si aspetta arriveranno proprio da chi compila il 730. Quindi sostanzialmente da dipendenti e pensionati.
Per di più, mentre l'Irpef prevede aliquote progressive in ragione del reddito denunciato, se il Comune non introduce alcun tetto di «no tax area» l'addizionale comunale si applica indifferentemente anche alle fasce più basse. «Questo significa - spiega Michele Dell'Aglio, responsabile del servizio Caf delle Acli - che proprio le due fasce di reddito più basse da sole garantiranno oltre il 54% del gettito atteso da chi compila il 730».
Inoltre proprio la mancanza di progressività (prevista ad esempio nel caso dell'addizionale Irpef regionale) fa sì che l'addizionale Irpef comunale sia identica tanto per le famiglie numerose quanto per i single. E così una famiglia con padre, madre e figlio la quale con tre stipendi denuncia un imponibile di 73mila euro potrà contare sull'applicazione di una aliquota Irpef del 22,36% mentre lo stesso reddito denunciato da un single vedrà l'applicazione di una aliquota superiore, pari al 33,71%. Sarà invece identica nei due casi l'addizionale comunale, che verso la famiglia non avrà quell'occhio di riguardo previsto dall'Irpef vera e propria.
E per introdurre una «no tax area»? «Secondo le nostre simulazioni - spiega Dell'Aglio - bisognerebbe distribuire la previsione di incasso della prima fascia sulle altre quattro».m. l.

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Giornale di Brescia 29 giugno 2011

Convogli metrò in ritardo: il Pd interroga

Con un occhio al calendario il Pd interroga l'Amministrazione comunale sui tempi di consegna dei convogli metrobus. Le indicazioni date dall'assessore Labolani in consiglio nel febbraio 2010 «annunciavano l'arrivo del decimo convoglio entro febbraio 2011 - specifica il consigliere Federico Manzoni - in realtà, alla fine di marzo di quest'anno, dei dieci treni pattuiti con Ansaldo se ne contavano soltanto quattro». Secondo questi dati il rispetto del termine contrattuale che entro novembre prevede la consegna dell'ultimo convoglio «risulta impraticabile e il ritardo immotivato dal momento che Brescia Mobilità non ha voluto rispondere alle ragioni che hanno portato Ansaldo al mancato rispetto dei tempi annunciati». Ma cio che «più preoccupa è che Brescia Mobilità si trovi priva di armi nel censurare il ritardo di Ansaldo», considerato l'«accordo tombale sulle riserve prima della conclusione dei lavori» che «preclude l'applicazione di nuove penali a carico dell'appaltatore».

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Bresciaoggi 29 giugno 2011

L'ATTACCO. I treni arrivano con il contagocce e il consigliere Federico Manzoni fa il punto dopo la firma dell'accordo sulle riserve di impresa

Il Pd: «Brescia Mobilità disarmata con l'Ati»

«Da marzo i convogli nel deposito di S. Eufemia avrebbero dovuto essere dieci, ma sono solo sei»

I treni della metropolitana continuano ad arrivare con il contagocce. Da marzo nel deposito di Sant'Eufemia/Buffalora dovevano essercene dieci, invece ce ne sono solo sei. E il consigliere del Pd Federico Manzoni parla di una Brescia Mobilità «disarmata» nei confronti di Ati Metrobus, dopo la firma dell'accordo «tombale» sulle riserve d'impresa.
Manzoni sottolinea soprattutto che Brescia Mobilità «non ha inteso rispondere sulle tempistiche a suo tempo stabilite e annunciate». Ma da piazzetta San Padre Pio si limitano a far sapere che il consigliere ha già ottenuto una risposta nel Consiglio comunale di lunedì. E che «se non è soddisfatto può esplicitare maggiormente le sue richieste».
Ancor più di un anno fa, quando erano arrivate le prime avvisaglie di taluni ritardi, i consiglieri comunali del Pd avevano formalmente interrogato la Loggia per chiedere conto dei tempi di consegna da parte di Ansaldo dei convogli della metropolitana, sottolinea Manzoni, prima di ricordare che sulla scorta delle indicazioni fornite da Brescia Mobilità, l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani durante il consiglio del 26 febbraio 2010 aveva informato che il decimo treno sarebbe arrivato, come da contratto, entro la fine di febbraio del 2011.
La medesima tempistica era sostanzialmente (non febbraio, ma marzo) confermata dalla stessa Brescia Mobilità nell'autunno scorso sul periodico aziendale Aquattro.
«In realtà, alla fine di marzo di quest'anno, dei dieci convogli pattuiti Ansaldo ne aveva consegnati soltanto quattro e ad oggi sono solo sei - precisa il consigliere Manzoni -. Questo è il contenuto della risposta che Labolani ha fornito nel Consiglio comunale di lunedì scorso a una nuova interrogazione dei consiglieri comunali Pd». Di conseguenza, «appare evidente che nonostante le rassicurazioni di Brescia Mobilità risulta sempre più impraticabile il rispetto del termine contrattuale che prevede che entro novembre di quest'anno giunga a Brescia il diciottesimo e ultimo convoglio del metrobus. Un ritardo che appare anche immotivato - sottolinea Manzoni - dal momento che Brescia Mobilità non ha inteso rispondere in ordine alle ragioni che hanno portato Ansaldo al mancato rispetto delle tempistiche a suo tempo prestabilite e annunciate».
PER IL CONSIGLIERE del Pd la spiegazione c'è, e pure preoccupante. È che Brescia Mobilità si trova «priva di armi nel censurare il ritardo di Ansaldo, dal momento che la scelta di aver stipulato con l'Ati Ansaldo-Astaldi un accordo tombale sulle riserve prima della conclusione dei lavori preclude l'applicazione di nuove penali a carico dell'appaltatore, che in questo caso sarebbero estremamente fondate».
Questo fatto, secondo Manzoni, «dimostra una volta di più il carattere improvvido, inopportuno, e anzi potenzialmente foriero di danni, insito nella scelta di aver chiuso anticipatamente un accordo tombale sulle riserve». MI.VA

Giornale di Brescia 29 giugno 2011

LOMBARDI (SEL)

Una grande petizione da mandare in Loggia
n«Una grande petizione popolare contro l'addizionale Irpef». Una iniziativa che coinvolga «tutto il centrosinistra» e «tutte le forze politiche, sociali, sindacali ed associative che hanno manifestato in questi giorni la loro contrarietà».
A proporla è Mirko Lombardi, coordinatore cittadino di Sinistra ecologia libertà: «Troviamoci urgentemente per dar vita ad un comitato unitario largo per iniziare la raccolta di firme nei prossimi mesi. L'obiettivo è raccogliere decine di migliaia di firme contro la nuova tassa della Giunta Paroli/Rolfi che ancora una volta colpisce i lavoratori e i pensionati e tutti i cittadini in difficoltà».
«Così - conclude Lombardi - si potrà riaprire la partita in Consiglio comunale e costruire una proposta politica alternativa di bilancio. Così, dal basso, si definisce anche il nuovo centrosinistra per le elezioni comunali del 2013».

Giornale di Brescia 28 giugno 2011

Consiglio comunale, disco verde all'addizionale del malcontento

L’imposta riceve il sì della sola maggioranza che ha respinto la proposta della Castelletti di una «no tax area» per le fasce deboli

La Lega l'ha definita «la tassa-Corsini», il Pdl «l'imposta-Metrobus», il Pd «la manovra di un governo incapace». Fatto sta che da quest'anno, per la prima volta, i bresciani dovranno pagare l'addizionale Irpef. A sancirlo è stato ieri un Consiglio comunale infuocato e allo stesso tempo tormentato. Infuocato perché nel botta e risposta incalzante - che ha portato l'aula al voto solo a notte inoltrata - a finire sul banco degli imputati sono state, insieme all'opera metropolitana, tutte le operazioni «chiave» della Giunta Paroli (dalla Sede Unica che le opposizioni bocciano con forza al parcheggio sotto il Castello in cui la compagine di maggioranza vede un «investimento per la città», passando per il ruolo di Brescia in A2A). Tormentato perché - seppur velatamente e quasi più nei corridoi che nel contesto istituzionale - gli snodi e i timori di risvolti politici netti che una nuova tassa potrà comportare in vista della corsa per «Loggia 2013» non hanno mancato di suscitare più di qualche «mal di pancia». E allora alla «suspence» creata da Laura Castelletti - che ha tenuto in sospeso il suo «no» all'operazione fino all'ultimo minuto, dopo che la Giunta ha respinto al mittente l'idea di una «no tax area» per le famiglie con reddito fino ai 18mila euro - e all'uscita dall'aula di Luigi Recupero (Gruppo Misto), si è aggiunto il discorso malinconico del capogruppo Pdl, Achille Farina. Che non ha nascosto il rammarico di una scelta «certamente impopolare ma purtroppo necessaria» e che ha tenuto a ribadire «l'impellenza di affrontare seriamente il capitolo relativo al ruolo di Brescia in A2A, società su cui vanno rotti dei tabù che non sono più salvaguardabili». All'interno quindi di un clima rovente - in cui il Pd si è mostrato tanto netto quanto combattivo e in cui i pidiellini non sono riusciti a nascondere la fatica nel premere un pulsante verde che, in fondo, non volevano schiacciare - resta l'incognita Lega. «Questa manovra - ha detto il capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli - serve per abbassare il costo del biglietto da 1,90 euro a 1,20 euro e consentirà di stilare un piano economico solido per il futuro». Posizione, questa, che se da un lato sostiene appieno la linea dettata dal sindaco Paroli e dall'assessore Di Mezza, dall'altro risulta quasi stonata con quegli slogan che da sempre caratterizzano i seguaci del Senatùr. A partire da quel «basta tasse per i cittadini» che il capogruppo dei democratici Emilio Del Bono insieme al collega Fabio Capra hanno evocato a più riprese, specie «in un momento in cui la crisi non si ferma e morde sempre più le famiglie». Che il nodo Metrobus possa servire a distogliere l'attenzione dalle ricadute (5,4 milioni di euro di minori trasferimenti per Brescia secondo i dati Anci) del Federalismo municipale?
«L'operazione addizionale è stata legata al Metrobus per nascondere l'incapacità di governo della Giunta Paroli - ha tuonato a più riprese un Pd agguerrito -. Perché a coprire i costi dell'opera bastavano politiche virtuose, a partire dal recupero di ulteriori fondi da Stato e Regione fino all'eliminazione delle opere inutili come l'acquisto di Omb o la Sede unica degli uffici comunali». Tutte accuse, queste, che l'assessore Di Mezza ha respinto al mittente. Perché, dice, «la città non merita di essere presa in giro».
Nuri Fatolahzadeh

Paroli: «Solo così salviamo la metropolitana»

Il sindaco: «Tassa vincolata all’opera, l’unica alternativa erano i tagli ai servizi»

«Oggi, con questa delibera, il Consiglio comunale salva la metropolitana». Perché «grazie ad una sola operazione, di cui tutto il merito va all'assessore Di Mezza, si riusciranno ad ottenere tre risultati centrali per il bene della città». A parlare e a spiegare così ai bresciani una scelta «scomoda e faticosa ma necessaria e doverosa per senso di responsabilità» è il sindaco Paroli. Il riferimento corre «alla garanzia di riuscire ad ultimare il Metrobus nei tempi previsti», perché diversamente ogni anno di ritardo comporterebbe «ulteriori 13 milioni di euro di spesa»; alla «ridefinizione di un piano economico-finanziario attendibile e non aleatorio come quello presentato dalla passata Amministrazione che ha avviato un'opera che la città non poteva permettersi»; al «rischio evitato di affrontare un arbitrato insostenibile».
Quindi, l'affondo politico, rivolto all'opposizione: «Votando contro l'addizionale Irpef la minoranza vuole proporre alla città un biglietto del metrò a 1,90 euro». Non solo. Secondo Paroli, infatti, dire no all'imposta significa per i banchi di opposizione «perdere la paternità dell'opera».
E ancora: «La verità - ha ribadito il primo cittadino - è che ciò che è stato scritto sul piano finanziario del 2004 non sta in piedi. E che chi non ammette che quella che ci siamo trovati a deliberare sia di fatto l'addizionale-Metrobus nasconde la realtà». Accuse, queste, che non sono piaciute al capogruppo del Pd, Emilio Del Bono. «La verità è che questo passaggio segnerà non poco la città e avrà ricadute pesantissime sulle prossime elezioni amministrative, ricadute di cui questa maggioranza che si è basata sull'improvvisazione sarà responsabile. Perché l'addizionale non era inevitabile e non è figlia del metrò, bensì di un cattivo governo della città, che non è riuscito a mettere in campo politiche virtuose». n. f.

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr



Dal teorema firmato Di Mezza una nuova Brescia Mobilità
«Una manovra necessaria per coprire il buco del metrò». Perché «a mancare all'appello sono 400 milioni di euro». Parte da qui l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza per elaborare «il teorema» tanto discusso, lo stesso che se da un lato si traduce con l'introduzione dell'addizionale Irpef, dall'altro ha l'ambizione di «riordinare» i conti legati alla sfida metropolitana e all'equilibrio finanziario di Brescia Mobilità, su cui «non può più gravare un'indebitamento tanto pesante».
Ma a cosa, esattamente, ha detto «sì» il Consiglio comunale? Quale il meccanismo che da oggi in avanti si metterà in moto? In primis il Comune si accollerà i 200 milioni di indebitamento (le rate annuali da 13,2 milioni di euro sono previste fino al 2036 ad un tasso del 4,34%). E per finanziarle viene introdotta l'addizionale Irpef, nel 2011 allo 0,2% e dal 2012 allo 0,4%. Non solo. Brescia Mobilità verrà scissa in due società: una gestionale ed una patrimoniale, che avrà in capo reti e infrastrutture. Quest'ultima nuova azienda verrà ricapitalizzata con l'accollo da parte del Comune dei 200 milioni: 25 ricavati dalla valorizzazione delle aree limitrofe alle stazioni (mossa che sarà sancita nel futuro Pgt) e 35 milioni attraverso la cessione dei parcheggi alla società di gestione. La società patrimoniale affitterà poi alla gestione tutti gli impianti del metrò.
In questo modo, 200 milioni dei 400 totali saranno di fatto pagati dal Comune (grazie agli introiti dell'addizionale), altri 80 milioni arriveranno dal Cipe e 25 milioni si ricaveranno dalla cessione delle aree. A restare sono 95 milioni di euro, che la Loggia intende coprire attraverso l'accensione di un nuovo mutuo in capo alla società immobiliare (che vanterà un patrimonio superiore ai 500 milioni di euro). Le rate di questo nuovo mutuo saranno pagate attraverso l'affitto per tutti gli impianti che la società di gestione pagherà alla patrimoniale annualmente. n. f.

BICICLETTE

Bazoli: «Quell'ordinanza è stata bocciata dalla città»
La polemica attorno all'ordinanza che sancisce il divieto di sosta delle biciclette al di fuori dalle apposite rastrelliere in zona Stazione e in corso Zanardelli-via X Giornate non ha mancato di fare capolino in aula. A presentare l'interrogazione - la prima all'ordine del giorno - sono stati il capogruppo Donatella Albini (Sel) e il gruppo del Pd. «Sono stati i cittadini attraverso il bike-mob a bocciare l'iniziativa della Giunta - ha incalzato Alfredo Bazoli -. Perché questi provvedimenti vanno contro una mobilità sostenibile che i bresciani vogliono con forza». Netta la replica dell'assessore al Centro storico, Mario Labolani: «La stessa ordinanza era stata firmata dall'ex sindaco di centrosinistra Paolo Corsini ed è ingiusto e indecoroso per la città vedere delle biciclette legate a pali e fioriere quando ci sono intere rastrelliere vuote e una pensilina dedicata, il cui costo è di soli 2,50 euro al mese». Quindi, i numeri, che raccontano di 1.898 spazi dedicati alle dueruote. Numeri, «decisamente insufficienti - ribatte l'opposizione - specie se si considera che 500 sono i posti in Stazione e che i maggiorenni residenti sono circa 160mila». Quindi, l'affondo politico: «L'ordinanza di centrosinistra prevedeva la rimozione delle biciclette abbandonate e politiche simili possono essere adottate solo dopo scelte che promuovono davvero la mobilità dolce».


Bresciaoggi 27 giugno 2011

CONSIGLIO COMUNALE. La «tassa di scopo» è arrivata in aula dopo la delibera di Giunta. Dibattito serrato con l'opposizione e con Recupero (del gruppo Misto) contrari

Loggia, sì all'addizionale Irpef. Ma è scontro

Eugenio Barboglio

Dibattito acceso sulla «paternità» del metrobus Il sindaco: «Facciamo ciò che è giusto per la città» Il Pd: «Recuperare le risorse da Stato e Regione»

L'addizionale Irpef ora è una realtà. Lo era già con la deliberazione di Giunta, ma mancava la «formalità» del consiglio, che ieri ha dato l'ok con il voto della maggioranza, tranne Luigi Recupero del gruppo Misto che ha detto no, allineandosi con Pd, Laura Castelletti e Idv e Albini della Sinistra.
Il dibattito intorno ad una nuova tassa non poteva essere che acceso, come del resto aveva cominciato ad essere in questi giorni, ben prima di arrivare in aula. Sin dal nome: «tassa di scopo» era la definizione dell'amministrazione, un «pretesto» quello della minoranza. Si è sentito anche il più elaborato «mutuo forzoso trentennale a tasso variabile» da altri critici del balzello. Definizioni cui ieri se ne è aggiunta un'altra coniata dal sindaco Paroli: «addizionale Corsini» l'ha chiamata, dicendo allo stesso tempo di non volerla chiamare in quel modo. Ma sottolineando marcatamente che se lo scopo della tassa era di pagare i debiti legati alla gestione del metrobus, quei debiti avevano un'origine precisa, anzi una precisa «paternità», per usare un termine che è ricorso molto nel consiglio di ieri, tanto da esserne quasi la bussola semantica.
GIÀ LA PATERNITÀ. Un appello ad assumersi fino in fondo appunto la «paternità» lo ha lanciato il sindaco, provocando l'opposizione: «L'opera sarebbe orfana - ha detto Paroli - se fosse stata solo concepita ma non pagata fino in fondo dal centrosinistra». Così, ha voluto inchiodare l'opposizione alle sue responsabilità, invitandola ad andare sulle posizioni della giunta «perchè - ha detto l'assessore Fausto Di Mezza - l'addizionale è ineluttabile, non ha alternative». E aggiungerà il capogruppo Pdl Achille Farina «Il piano finanziario di Corsini non reggeva».
Di alternative in verità il sindaco ne ha evocata qualcuna, per dimostrare che erano tutte da bocciare, o almeno da subordinare: «Per coprire il mutuo sulla gestione del metrò si poteva far pagare il biglietto 1,90 euro come voleva il piano finanziario del 2004 di Corsini. Oppure si poteva vendere quello che il Comune ha di più ricco: la quota di A2A». La seconda alternativa Paroli l'ha esclusa, perchè «oggi vorrebbe dire svendere». E della prima che ne ha fatto un discrimine: «In fondo è per questo che siamo qui: per decidere - ha scandito - se vogliamo far pagare a tutti la metropolitana, considerandola un bene comune, oppore, rincarando il biglietto, farla pagare solo a chi la userà». La sintesi del sindaco è che è più giusto spalmarla su tutti i cittadini. Del resto, afferma, «dobbiamo fare ciò che è giusto per la città non ciò che è utile per noi», adombrando il rischio per il tornaconto elettorale che la maggioranza avrebbe deciso di correre, sapendo che una tassa non fa mai bene al consenso.
Ma il centrosinistra non raccoglie la provocazione della «paternità negata». Non ha dubbi che il metrobus porti il marchio del centrosinstra. Ma votare per l'addizionale non significa, per il Pd, assumersi una responsabilità che non crede di avere, nè aiutare a sciogliere solo un nodo di bilancio, ma «assecondare la politica della destra al governo». Quella in Loggia e quella a Roma. Poichè per i democratici come per la Sinistra e Idv legare Irpef e metrobus è «pretestuoso». Serve a scaricare su un punto solo e sulla vecchia amministrazione il risultato di «una politica di bilancio completamente sbagliata». «Le difficoltà che ora Paroli risolve con una tassa si devono a fattori nazionali e locali» afferma Del Bono. Per il capogruppo Pd la giunta poteva seguire un'altra strada, diversa da quella di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. «Perchè non si è intervenuto per allentare il patto di stabilità interno? Brescia ha un avanzo di amministrazione di cento milioni che sono 60 in mano di quelli che ha lasciato il centrosinistra, ma sono comunque tanti. E perchè non è stata fatta una politica di recupero delle risorse che dovrebbero arrivare al metrò da Stato e Regione? Perchè si è lasciato che per il metrobus bresciano il contributo regionale fosse solo del 42% mentre per legge è il 60%? E perchè è stato chiuso l'accordo sulle riserve così da giocarsi la possibilità di invocare le panali?», sono le domande dell'opposizione. La tesi insomma è: «Il piano del 2004 si reggeva sui finanziamenti statali e regionali e solo nel caso peggiore si sarebbe arrivati all'euro e 90 per rientrare dai costi di gestione», ma la Giunta Paroli invece di agire su quelle leve di finanziamento ha preferito la scorciatoia dell'Irpef. Nè ha voluto rinunciare ai progetti come la sede unica e il parcheggio sotto il castello «che gli avrebbero permesso di risparmiare risorse destinandole al metrò».
PALLIATIVI per il sindaco Paroli che fa i conti della spesa e spiega che «a non fare il parcheggio o la sede unica si perdono opere importanti per la città e che si pagano da sole» e non si risolve strutturalmente il problema del debito. A dissociarsi dalla maggioranza come annunciato è stato Recupero: «le tasse e le opere pubbliche che si pagano con le tasse contraddicono la politica del cantrodestra. Meglio sarebbe stato vendere A2A». Castelletti e Albini hanno sottolineato che «associarlo a una tassa assimila per i cittadini il metrobus ad una iattura». Bocciati gli emendamenti proposti dall'opposizione volti a smorzare l'impatto dell'aliquota sui redditi bassi, salvaguardando le fasce deboli.


Sel: «Subito  una petizione popolare»


Contro l'addizionale Irpef, «nuova, ingiusta e ingiustificata tassa comuale voluta dalla Lega e dal Pdl», Sel propone una grande petizione popolare. «La proponiamo a tutto il centrosinistra e a tutte le forze politiche, sociali, sindacali e associative che hanno già manifestato la loro contrarietà - sottolinea il coordinatore cittadino Sel, Mirko Lombardi -. Proponiamo di trovarci urgentemente per dar vita a un comitato unitario e iniziare la raccolta di decine di migliaia di firme. Così si potrà riaprire la partita in Consiglio. evitare che la tassa gravi per decenni sui redditi dei bresciani e definire dal basso il nuovo centrosinistra per le elezioni comunali del 2013». Già arrivate le adesioni di Cigl e Pd.

INTERROGAZIONI. Multe e rimozioni delle due ruote tengono banco

E sul divieto per le bici è guerra dei numeri

Ritardo sulla consegna dei convogli del metrò Labolani tranquillizza: «Arriveranno in tempo»

Donatella Albini di Sinistra Arcobaleno che legge l'interrogazione comincia col chiedersi: «Ho visto tre vigili, dico tre, multare e rimuovere una bici alla Stazione: mi domando se almeno il lucchetto tranciato sarà poi ripagato a questi pericolosi criminali».
È partità da quell'episodio per chiedere alla Giunta se sì finirà per disincentivare l'uso della bici e se al degrado non contribuisca più l'auto parcheggiata in corso Zanarlelli della bici legata al palo. L'interrogato, l'assessore Labolani, si è detto «sbalordito». Gli pare un fatto di decoro pubblico indubitabile che la gente invece di legare la bici ai pali la metta nelle rastrelliere. E aggiunge che l'ordinanza non è mica su tutta la città ma in corso Zanardelli, X Giornate e zona Stazione. «Dove avevo notato il degrado» afferma. Un minimo di scontro sui numeri nasce: per l'assessore 1898 posti bici dovrebbero bastare a far posteggiare comodamente, per Alfredo Bazoli del Pd, sono pochi e c'è sproporzione con la popolazione della città.
BAZOLI da un lato sostiene che in linea di principio potrebbe essere d'accordo sul maggior decoro delle bici allineate negli appositi alloggi, dall'altro ricorda che la priorità è quella di incentivare l'uso delle due ruote e che il divieto va nella direzione opposta. E cita, a testimonianza di come la pensi la città, il successo avuto dalla manifestazione Bike Mod organizzara da Laura Castelletti.
Altra interrogazione ha riguardato il metrobus, ma non i suoi conti bensì la tempistica dell'arrivo dei convogli. Federico Manzoni del Pd osserva che secondo le tabelle di Brescia Mobilità a fine febbraio dovevano esserne arrivati 10 degli undici della flotta al completo, ma ne erano arrivati solo quattro. E vuol sapere le ragioni del ritardo. Labolani lo tranquillizza ma non lo soddisfa. «Ansaldo ha assicurato che non c'è nessuna problematica dietro ai ritmi di consegna - dice l'assessore - E che comunque per la fine dell'anno saranno a Brescia tutti e undici i convogli». Manzoni ha replicato lamentando il fatto che accettando questi tempi di consegna ci si priva dell'arma di poter contestare il ritardo all'azienda.
TRA LE ALTRE interpellanze, quella di Toffoli del Pdl ha chiesto conto della mancanza di un'area ecologica nella zona nord della città. Un problema per i cittadini che devono smaltire certe tipologie di rifiuti. L'assessore Paola Vilardi ha risposto che c'è effettivamente questa necessità ma che presto sarà colmata: «A provvedere sarà la Ori Martin nella zona dello stabilimento». E.B.

Giornale di Brescia 27 giugno 2011

Loggia: l'imposta serve a coprire il buco del metrò

La Giunta fissa un'aliquota dello 0,20
Nel 2012 il raddoppio da 13,4 milioni
Una tassa salva-Metrobus che serve ad anestetizzare quei 200 milioni di «buco» che Brescia Mobilità non avrebbe potuto sostenere. Perché «da nessuna parte sono stati appostati i fondi necessari per completare la realizzazione dell'opera». La maggioranza in Loggia spiega così le ragioni dell'introduzione dell'addizionale Irpef, che nel capoluogo arriva per la prima volta. Oggi, in Consiglio, la delibera già licenziata da sindaco e assessori, farà capolino nell'aula consigliare, ultima fermata prima di diventare «immediatamente eseguibile».
Ma come funzionerà? Il piano approntato dall'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, e dal direttore generale Alessandro Triboldi - insieme al Settore ragioneria al lavoro da mesi sul piano economico legato alla metropolitana leggera - prevede per quest'anno un'aliquota fissata allo 0,2%, la stessa che garantirà alle casse comunali un introito di 6 milioni di euro circa. A partire dal 2012, poi, si passerà al vero e proprio raddoppio: un'aliquota allo 0,4% dovrebbe cioè garantire un incasso di 13,4 milioni di euro, cifra che corrisponde esattamente alla rata che Cassa Depositi e Prestiti deve pagare fino al 2036.
E a chi alza i toni e accusa che l'arrivo dell'imposta serve in realtà a chiudere un bilancio tentennante, Di Mezza risponde senza mezzi termini. «Il bilancio del Comune di Brescia è a posto e non saremmo stati costretti ad introdurre l'addizionale se il piano finanziario della metropolitana leggera non avesse fatto acqua da tutte le parti». Di qui, i numeri del piano economico stilato e votato nel 2004: «I presupposti erano completamente sbagliati, perché il costo del biglietto era fissato a 1,90 a fronte di 50 milioni di passeggeri previsti». In particolare, il dito è puntato proprio sul prezzo del ticket: «1,90 è una cifra impossibile, perché la legge regionale lo impedisce oggi e lo vietava già nel 2004».
Quindi, l'affondo: «Chi vota contro l'addizionale Irpef vuole un biglietto a 1,90 euro e non si potrà poi più assumere alcuna paternità sull'opera. Le menzogne che il Centrosinistra racconta sono una manovra goffa e mal riuscita di chi non ha il coraggio e l'onestà di chiedere scusa alla città per l'indebitamento e il buco economico che ha creato sulle spalle dei bresciani».
Nuri Fatolahzadeh

Il Pd: tassa inutile
Basta una politica meno sprecona


L’opposizione punta a eliminare
Omb, parcheggio Castello, Sede unica
«Una tassa che si poteva evitare eliminando tutte le spese inutili che la Giunta Paroli sta portando avanti e che alla città non interessano», come la Sede unica («da cui si possono risparmiare ben 21 milioni di euro»), l'archivio comunale (10 milioni), il parcheggio sotto il Castello (23 milioni di euro) e il Contratto di quartiere («per l'abbattimento della Tintoretto il Comune spende ben 20 milioni di euro»). Perché «l'imposta non è collegata al metrò». A parlare è il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, che propone così alla maggioranza - in vista della votazione ultima per l'arrivo dell'addizionale Irpef - un «piano b» per evitare di provvedere con la tassazione. Questo perché secondo i democratici «l'addizionale non è connessa in alcun modo al metrò - affonda Del Bono, che solo venerdì ha scelto di rompere il silenzio dei democratici, che oggi voteranno contro la delibera firmata Di Mezza - ma è frutto e responsabilità della stessa Giunta Paroli, che sta letteralmente divorando la città».
Insomma, secondo il capogruppo e il presidente della Commissione Bilancio, Fabio Capra, «l'alternativa alla tassa c'è ed è quella di sospendere le grandi opere inutili, dalle quali si riuscirebbero a risparmiare 150 milioni di euro fermando l'indebitamento di Brescia Mobilità». Il quadro dipinto dal Pd in Loggia è però più ampio e parte da una visione complessiva di governo, su cui le scelte romane giocano un ruolo di prim'ordine. «È bene ricordare che il Patto di stabilità e i tagli imposti agli enti locali hanno una paternità: da un lato infatti lo Stato è fuori controllo e sperpera il denaro pubblico, penalizzando i Comuni virtuosi, dall'altro il Federalismo decantato dalla Lega non ha fatto che aggravare la situazione». Quindi, il nodo del costo del biglietto. «Il piano finanziario del 2004 era coerente, lo hanno ribadito anche i tecnici di Brescia Mobilità che sono gli stessi che lo firmarono. È chiaro che dal 2008 in avanti dovevano essere messe in atto scelte politiche virtuose. E se oggi Brescia è in queste condizioni non è che colpa di questa maggioranza, che si caratterizza per improvvisazione e dilettantismo». Il riferimento corre all'annunciato prolungamento verso la Fiera, «progetto che il Cipe ha già rigettato». n. f.

Bresciaoggi 26 giugno 2011

LA CITTÀ CHE CAMBIA. I commercianti, quasi all'unanimità, condividono le scelte della giunta e i baristi pensano già che si possa allargare il loro plateatico

Corso Mameli pedonale per non morire

Mimmo Varone

Fra i commercianti della via è quasi un plebiscito di giudizi favorevoli L'unica preoccupazione è per i problemi legati allo scarico merci

Forse servirà, la pedonalizzazione. Forse corso Mameli è all'ultimo stadio del degrado e neanche la cura da cavallo potrà qualcosa. Per i commercianti della storica via è comunque questione secondaria. Intanto si pedonalizzi, poi si vedrà. Pare che tutti sognassero da tempo il corso senz'auto. Quasi non c'è voce contraria tra la Pallata e via Paitone, in tutto il tratto che dall'estate sarà chiuso al traffico a motore (e forse anche alle bici), il giorno dopo l'annuncio del provvedimento. Unica perplessità è il carico e scarico merci. Su ciò tanti vogliono veder chiaro, soprattutto Luisa Belleri del negozio Liolà.
«La chiedo da vent'anni e finalmente qualcuno ha deciso», dice Giorgio Milani dal suo negozio di tessuti poco più su della Pallata. E si spinge fino a immaginare corso Garibaldi «totalmente aperto al traffico» con uscita su via Pace e Cairoli. «È una via che si presta molto a essere pedonalizzata - sottolinea -, e con l'accesso vicino attirerebbe nuovi investitori». A due passi, pure il fotografo Sergio Lussignoli dà il suo placet, «stupito che lo faccia questa amministrazione di centrodestra».
In ogni caso, «pedonalizzare va bene - dice -, ma devono lasciare il passaggio alle bici».
Lo stato di salute della via sta a cuore a tutti, e pure il tabaccaio Armando Scalia approva la chiusura, «se è fatta per far cambiare l'immagine molto degradata di una via multietnica tranne che italiana». Il tasto immigrati è di quelli che scottano, e da Paoletti, negozio di cappelli, dubitano che bloccare auto e scooter sortisca degli effetti. «La gente non passa di qua per paura - dice la signora Marinella -, che ci siano o meno le auto». Comunque, nessuna contrarietà pregiudiziale. Con Jessica Gaffurini, giovane commessa di Moda Italiana, la pedonalizzazione torna benvenuta. «Chi entra nel negozio è a piedi - osserva -, le auto non servono e vietarle è cosa buona». A guardarla come una manna, però, sono i baristi. E Vittorio Soni, bar Il Topolino, già pensa di approfittare dello sconto del 50 per cento sull'ampliamento del plateatico. D'altronde, «sono qui da cinque anni - confessa - e dall'inizio sostengo che questa parte della città sta bene pedonalizzata».
ANCORA più entusiasta è Giuseppe Avigo di Pizza Corner. «Da 12 anni aspettiamo questo momento - confessa -, il provvedimento farà benissimo al centro e renderà più vivibile la città». Pure lui trova interessantissimo lo sconto sul plateatico. E in ogni caso «questa è una delle cose migliori che abbia fatto la Giunta Paroli - sostiene -. In questa via ci saranno tanti tavoli fuori, la gente si fermerà di più e tutto sarà più vivace». Ad Avigo sembrerà un paradosso, tuttavia da Teart Tendaggi, lì vicino, temono proprio quei tavoli. «Se dovrà passare qualche mezzo di soccorso ci saranno problemi», dicono. Ma la preoccupazione vera è che a quei tavoli vadano a sedersi soprattutto gli immigrati sfaccendati. E poi, «non sappiamo se sarà utile chiudere al traffico una via ormai fatta di nulla - aggiungono -, certo è che i problemi del commercio sono altri e tutto fa credere che sia solo fumo negli occhi».
È un'opinione che sottoscriverebbe solo il pakistano Saqab Hayat, che da marzo ha aperto un negozio di scarpe. «Pedonalizzare è male - dice in uno stentato italiano -, anche in macchina la gente guarda». Ma lui trova che «tutto il centro non è più quello di una volta». Al contrario, «magari questa via migliora - dice il cinese Huali Textre dal suo negozio bazar -, forse è meglio perchè la strada è stretta e la gente andrà più tranquila». È bene pure per l'ottantenne Giuseppe Lilloni, in procinto di passare la mano alla nipote Beatrice Zanotti. «Tutte le città del mondo hanno zone pedonali - dice - così scompare l'anomalia tutta brescianai».


Bresciaoggi 25 giugno 2011

L'ANNUNCIO. Il programma dettagliato deve essere ancora definito ma durante l'estate si aprirà e completerà l'intervento nel cuore della città

Centro storico, via alla pedonalizzazione

Mimmo Varone

Paroli: «Sarà un intervento vero con chiusura a qualsiasi tipo di veicolo a motore» Rolfi: «Per corso Zanardelli studieremo un percorso condiviso con i commercianti»

Non erano solo annunci. Il centrodestra pedonalizza una parte importante della città storica, con il proposito di completare l'opera quando ci sarà il parcheggio sotto il Castello. «Facciamo come Renzi a Firenze - dice il sindaco Adriano Paroli, che rivendica di aver restituito ai bresciani un centro - aperto e permeabile». La prima fase della pedonalizzazione riguarderà piazza Paolo VI, corso Mameli e piazza Loggia. Con l'avvio della metropolitana si penserà anche a corso Zanardelli. Da questa estate, invece, gli esercizi pubblici oltre al 20 per cento di sconto sul plateatico già accordato, avranno un ulteriore sconto del 50 per cento se vorranno estenderlo. E in accordo con Brescia Mobilità, parcheggiare in Fossa Bagni dalle 7 alle 2 del mattino non costerà un centesimo, neanche l'euro che si paga adesso.
L'ANNUNCIO è stato dato ieri nella consueta conferenza stampa post Giunta dal sindaco, dal vice (nonché assessore alla Mobilità) Fabio Rolfi e dall'assessore Mario Labolani che ha delega al centro storico, presente il presidente della circoscrizione Flavio Bonardi. La data non è ancora fissata nel dettaglio, ma è ormai certo che la prima fase scatterà nel pieno dell'estate e in tempi differenziati. «Ci lavoriamo da parecchie settimane – dice Rolfi – e ora siamo pronti per avviare la sperimentazione». Certo è pure che sarà vera pedonalizzazione, con accesso vietato a qualsiasi veicolo a motore.
La Giunta ha deciso ieri, ma ci sono ancora tre passaggi da fare. La delibera dovrà passare in commissione comunale, nel consiglio della Centro e infine dovrà essere presentata alla città con una campagna pubblicitaria che – assicura Labolani – sarà «capillare e volta a spiegare cosa accadrà via per via». Con l'apertura a tempo delle Ztl e i pannelli segnalatori ai varchi «abbiamo cancellato la percezione di un centro chiuso e blindato – dice Paroli -, ora passiamo alla pedonalizzazione del cuore cittadino per renderlo luogo d'incontro in accordo con artigiani, commercianti, terziario e residenti che insieme devono mantenerlo vivo».
Durante l'estate verrà chiuso al traffico corso Mameli dalla Pallata (dove si alzerà il pilomat già esistente) fino a via Paitone, con accesso consentito nelle vie laterali. Per piazza Paolo VI la cosa sarà più complicata. Nella prima fase estiva verranno chiusi al traffico i quadranti centrale e sud, mentre il nord sarà riservato ai soli residenti a compensazione dei posti persi. Chi abita in piazzetta Paganora potrà accedere da via X Giornate e via Trieste, dove verrà rimossa la catena.
I POSTI AUTO a ridosso del Broletto saranno destinati alle forze dell'ordine in ottemperanza a un'ordinanza ministeriale. Un pilomat verrà installato all'ingresso del cortile del Broletto stesso per regolamentare la sosta all'interno in via definitiva. La fase due scatterà a fine anno, quando diventeranno agibili i 70 posti auto del primo piano del parcheggio di piazza Vittoria. Questi verranno riservati ai residenti e anche il quadrante nord verrà chiuso. Per piazza Loggia ci vorrà ancora qualche mese. Ma resta fermo che fino al primo gennaio 2013, quando l'entrata in esercizio della metropolitana rivoluzionerà pure il trasporto pubblico di superficie, la piazza resterà aperta ai bus. Per adesso l'idea è di creare una sorta di bypass dietro la Loggia, per corsetto Sant'Agata e via XXIV Maggio - spiega Rolfi -, ma prima di procedere bisognerà rivedere la sosta lungo i lati ovest e sud del palazzo comunale. È allo studio una fascia oraria molto limitata per i mezzi di carico/scarico merci.
NEL PROGRAMMA c'è anche corso Zanardelli, ma per ora è un obiettivo senza data. «Vogliamo arrivarci insieme ai commercianti e immaginando sperimentazioni in particolari periodi dell'anno», dice Rolfi. Un pò come si sta facendo in piazzale Arnaldo dove per Labolani i risultati sono «molto positivi». Tanto che con l'apertura del nuovo parcheggio nella ex Fossa «potremo pensare a un progetto globale – conferma – per il piazzale e per piazza Tebaldo Brusato».
«Il metrò sarà decisivo per la pedonalizzazione definitiva – sottolinea Paroli – e per dare la necessaria risposta anche alla mobilità privata serviranno i 600 posti del parcheggio sotto il Castello, che in 30 anni al massimo ammortizzerà i 23 milioni. Allora potremo destinare ai residenti tutto l'autosilo di piazza Vittoria e completare la pedonalizzazione». Nella stessa riunione la Giunta ha deliberato lo stanziamento di 85 mila euro per il sostegno alle gestanti in difficoltà economiche. «Cerca di evitare gli aborti» dice il sindaco. L'assessore ai Servizi sociali Giorgio Maione, per parte sua, sottolinea che Brescia è «l'unica città in Italia ad adottare un provvedimento che attua in concreto il principio della tutela della vita previsto dallo Statuto comunale». Il provvedimento non è nuovo, e ha ispirato il progetto Nasco adottato dalla Regione Lombardia. È in vigore già dall'anno scorso e per Maione «ha salvato molte vite umane». Come sempre viene attuato in collaborazione con i volontari del «Centro di aiuto alla vita», che provvedono all'acquisto di generi di prima necessità, agli aiuti economici e all'uso di strutture.


Giornale di Brescia 25 giugno 2011

Duomo e Mameli pedonalizzati entro l'estate

Paroli: centro permeabile e vivibile
Rolfi: un intervento studiato con la città

Pedonalizzazione del centro storico ai blocchi di partenza. E ad avviare la sperimentazione saranno una parte di piazza Duomo e corso Mameli, che entro l'estate potranno essere attraversati solo a piedi. Poi, entro la fine di dicembre, scatterà la «fase due», che punterà la lente sul lato nord di piazza Paolo VI, ma anche su piazza Loggia e corso Zanardelli, luoghi che meritano «un'analisi e una riflessione metodologica più approfondita, che passa attraverso il confronto degli operatori e dei residenti». Ad annunciarlo sono stati il sindaco Paroli, il vice e assessore al Traffico Fabio Rolfi e il collega titolare del Centro storico Mario Labolani nell'ormai tradizionale appuntamento post-Giunta.
«Si tratta di un lavoro che ci vede impegnati da diversi mesi e che sarà costruito su più tappe, proprio perché l'obiettivo cardine resta la vivibilità del centro storico» spiega Rolfi. Ma cosa cambierà in pratica? Per quanto riguarda piazza Duomo, a scendere in campo saranno le fioriere mobili automatiche, che avranno il compito di chiudere al traffico il lato sud. A queste, si affianca il riordino della sosta residenti, mentre i posteggi a ridosso del Broletto saranno riservati in toto alle Forze dell'Ordine. «Questo ci permette di tutelare attraverso un'ordinanza i siti sensibili e di vigilare l'accesso al cortile interno» puntualizza il vicesindaco, che annuncia poi il secondo step: «Per quanto riguarda le auto che oggi trovano posto nel quadrato nord della piazza, il discorso si sposta a dicembre». Data, questa, che coincide con l'ultimazione dei lavori in corso al primo piano del parcheggio di piazza Vittoria. «Una volta pronto - puntualizza la Giunta - i residenti che normalmente lasciano l'auto di fronte al Broletto potranno posteggiare nello spazio in struttura e allora le auto spariranno del tutto dalla piazza». Il transito in corso Mameli verrà invece vietato a partire dall'incrocio tra via Pace e via Paitone attraverso un semplice pilomat, da sempre presente all'altezza della Pallata ma «mai utilizzato». I residenti potranno comunque accedere percorrendo le vie laterali, mentre ai commercianti è riservato un bonus. «Gli operatori che vogliono estendere il proprio plateatico riceveranno un'ulteriore agevolazione del 50%, che va ad aggiungersi a quella già attuata del 20%, un lavoro studiato insieme all'assessore al Marketing urbano Margaroli». E per incentivare la movida, per tutti i fine settimana, dalle 19 alle 2, la sosta nel parcheggio in struttura di piazza Vittoria sarà gratuita.
Infine, la «rivoluzione d'inverno», quella che riguarderà piazza Loggia (dove sarà consentito il solo passaggio dei mezzi pubblici) e corso Zanardelli. «L'obiettivo è sperimentare e pianificare questi spazi per i soli pedoni, ma sarà un percorso che si costruirà insieme a chi vive e lavora in centro storico - conclude Paroli -. Perché resta fondamentale la permeabilità del nucleo antico: ad essere pedonalizzate e restituite in toto ai bresciani devono essere infatti le zone cuore, le stesse che stiamo valorizzando e che vogliamo siano sfruttate e vissute in tutto e per tutto dalla città. Un'operazione che troverà la sua chiave di volta con il via al parcheggio sotto il Castello».
Nuri Fatolahzadeh

PIAZZA PAOLO VI
Due i momenti per la pedonalizzazione di piazza Duomo: entro l’estate si svuoterà il lato sud, mentre a fine anno - quando saranno ultimati i lavori nel parcheggio di piazza Vittoria, toccherà alla zona nord.

CARICO SCARICO
In largo Formentone saranno aggiunti posteggi riservati al carico scarico: in questo modo i mezzi commerciali, che potranno accedere al centro in precise fasce orarie, non attraverseranno piazza Loggia.

LE AGEVOLAZIONI
I commerciant iche sceglieranno di ampliare il proprio plateatico potranno usufruire diunoscontodel 50%, che va ad aggiungersi a quello già in atto (-20%).
Negli ufficisono già arrivate le prime richieste.

SOSTA GRATIS
Per incentivare sempre più la movida nel nucleo antico e agevolare i commercianti, il parcheggio in struttura di piazza Vittoria resterà gratis nel weekend a partire dalle 19 e fino alle 2 del mattino.

Giornale di Brescia 25 giugno 2011

Il piano delle Trenord per un turismo su rotaia

Allo studio pacchetti viaggio, anche per famiglie, per Montecampione, Borno, Ponte di Legno e Tonale

Il turismo diretto verso la Valle Camonica sale in treno. Dalla pianura della Franciacorta ai ghiacciai dell'Adamello, con la linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo gestita da Trenord, si potranno raggiungere destinazioni turistiche ricche d'attrattiva, quali stazioni sciistiche, termali, monumenti storici e artistici, il parco delle incisioni rupestri, alla scoperta «slow» di luoghi e paesaggi.
Appositi pacchetti, anche per famiglie, verso Monte Campione (treno più bus nella stagione invernale; treno più bike d'estate), Borno, Ponte di Legno e Tonale consentiranno un viaggio panoramico e veloce, senza code e intoppi, sui nuovi treni appena inaugurati (ben 8 per un investimento di 25 milioni di euro).
Lo stesso per le cure termali a Boario, dove da qualche giorno, Trenord ha inserito una nuova fermata. Un altro settore che si sta sviluppando notevolmente è il cicloturismo. Sempre più biker raggiungono le vette della Valle Camonica per un'escursione sulla due ruote. Già ora si può sfruttare l'opzione del viaggio in treno con la bici. Tra poco verranno varate apposite offerte per soggiorni all'insegna dello sport.
Alle scuole e alle comitive saranno invece indirizzati i viaggi studio alle incisioni rupestri, abbinati alla straordinaria offerta enogastronomica della Franciacorta e del Sebino. Insomma, un'azione convinta di valorizzazione turistica di un territorio bresciano ricco di potenzialità, promossa da Trenord e dalla Provincia di Brescia. In questi termini è stato firmato in Broletto il protocollo d'intesa della partnership progettuale e operativa che si tradurrà in un rilancio della linea - interessata in questi anni da notevoli sforzi di miglioramento infrastrutturale - che collega Brescia alle Alpi. I pacchetti turistici verranno definiti con i soggetti territoriali e promossi in tempi stretti.
«Costruiremo proposte ad hoc per le caratteristiche del territorio - ha osservato l'amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz - oggi trova corpo l'idea di studiare, con la Provincia, un nuovo modo di utilizzo del treno. Visto anche dal punto di vista ambientale. È, infatti, il mezzo di trasporto meno inquinante e più rispettoso della natura che attraversa».
Su questo tratto, Trenord ha investito molto: sono 63 i treni giornalieri, che trasportano 6.500 passeggeri; 98 i passaggi a livello protetti, 57 quelli eliminati. «La linea è puntuale negli orari - ha spiegato Biesuz - e nostra convinzione rimane lo sviluppo del segmento turistico per il quale siamo disposti ad impegnare molte risorse».
«Con questo accordo - ha aggiunto l'assessore provinciale al Turismo, Silvia Razzi - teniamo fede al nostro compito di programmazione e valorizzazione delle iniziative messe in campo dai diversi soggetti operanti sul territorio. La Valle Camonica ha con questo una grande opportunità. La ferrovia diventa un elemento di congiunzione e il treno mezzo privilegiato di mobilità turistica, ma anche per i camuni che hanno sofferto proprio sul fronte della viabilità».
La riconversione turistica della Brescia-Iseo-Edolo potrà implicare anche l'ottimizzazione del servizio pendolari. Un vantaggio per coloro che, ogni giorno, devono percorrere tratti dei 120 chilometri che separano la Bassa dall'Alta Valle.

Fotografia di Carlo Bonari (link all'album di Carlo Bonari su Flickr)


Fotografia di Carlo Bonari (link all'album di Carlo Bonari su Flickr)

Bresciaoggi 25 giugno 2011

IL PROGETTO. Illustrato il protocollo d'intesa tra Provincia e Trenord, costituita anche una cabina di regia

Turismo «dolce», Valcamonica e Sebino puntano sul treno

Magda Biglia

Allo studio pacchetti promozionali per favorire gli spostamenti in ferrovia; coinvolte le principali località turistiche e gli Iat di Darfo, Edolo e Ponte

Un protocollo d'intesa tra Provincia e Trenord srl si propone di rilanciare il turismo su ferrovia in Franciacorta, Sebino, Valle Camonica. È stato firmato ieri in Broletto dall'assessore competente Silvia Razzi e dall'ad della società ferroviaria che gestisce la linea Brescia-Iseo-Edolo Giuseppe Biesuz. Prevede una partnership progettuale e operativa per la creazione di pacchetti specifici che valorizzino le offerte del territorio, dallo sci invernale, alle terme, al lago, all'enogastronomia.
«VOGLIAMO da un lato incentivare l'uso del treno per evitare le lunghe code, per tutelare l'ambiente e l'aria, dall'altro dare occasioni di business per gli operatori» ha dichiarato l'assessore. A disposizione ci sono le tre Iat di Darfo, Edolo, Ponte di Legno, pronte alla promozione assolutamente necessaria perché l'iniziativa decolli e il più velocemente possibile. Ieri, accanto alla Razzi, c'erano i due consiglieri camuni Ruggero Marchione e Giuseppe Donina sostenitori dell'operazione, per abituare i residenti all'uso del treno e per attirare appassionati delle bellezze lacustri e montane.
Una cabina di regia si occuperà di raccogliere i suggerimenti e le esigenze locali; ne farà parte un esperto, Mario Malossini, definito da Biesuz «colui che ha inventato l'immagine del Trentino».
Si approfondiranno programmi legati alle piste di Montecampione, di Borno e del Tonale, alle terme di Boario, ai percorsi ciclabili del lago e delle colline, alle cantine e alle strade dei vini, ai parchi, alle pievi e alle incisioni rupestri. Si studieranno combinazioni e occasioni di prezzo. «Il treno costa dieci volte meno dell'auto, anche per gruppi famigliari a cui potranno essere destinati sconti particolari» promette l'ad.
«ABBIAMO MESSO in sicurezza 98 passaggi a livello, 57 sono stati eliminati. Entro settembre saranno otto i nuovi treni per un investimento da 25 milioni, il primo è già sui binari, con ampie vetrate panoramiche predisposte ad hoc. Alla fine dell'anno entrerà in funzione il sistema automatico di condotta del mezzo. La percentuale di puntualità, ritardi non oltre i 5 minuti, è del 97% su tutti i convogli regionali della Lombardia di cui siamo gestore unico».
Trenord, nata lo scorso maggio fra Trenitalia e Le Nord, si muove in una zona con 42 linee regionali da 180 milioni di passeggeri l'anno. Secondo le parole di Biesuz, guarda alla specializzazione in campo turistico, per cui considera strateigica la collaborazione col Broletto, e si prepara alla grande occasione dell'Expo 2015. Ha un fatturato di 750 milioni e 4mila addetti, 2250 convogli quotidiani. Sulla Brescia-Edolo passano 63 treni al giorno, con 6500 passeggeri al giorno, un milione e mezzo all'anno.

Giornale di Brescia 25 giugno 2011

Addizionale Irpef, esplode la polemica

Il Pd: noi abbiamo abolito l’Ici, loro mettono un’imposta che si può evitare eliminando gli sprechi
Corsini: Giunta di incapaci. La Loggia: l’ex sindaco si scusi con i bresciani, questa è la tassa-Metrobus

n«Una tassa che si poteva evitare eliminando tutte le spese inutili che la Giunta Paroli sta portando avanti e che alla città non interessano, come la Sede unica, l'archivio comunale e il parcheggio sotto il Castello, perché l'imposta non è collegata al metrò» sferza il capogruppo del Pd, Emilio Del Bono. Cui fa eco l'ex sindaco della città, on. Paolo Corsini: «Se fosse per questa Amministrazione Brescia sarebbe alla bancarotta, perché oltre ad essere inconcludenti vogliono pure la pappa pronta». Tagliente la replica che arriva qualche ora più tardi da Palazzo Loggia per voce dell'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, e del sindaco Paroli: «Questa è l'addizionale-Metrobus ed è giusto che i cittadini lo sappiano, Corsini chieda scusa ai bresciani e il Pd la smetta di raccontare bugie».
È ancora scontro netto a colpi di stilettate - dentro e fuori i confini di maggioranza - sull'introduzione dell'addizionale Irpef in città (un provvedimento che vede la sua ultima fermata nel Consiglio comunale di lunedì, prima di diventare operativo). Sul banco degli imputati, l'opera metropolitana e il piano finanziario 2004. «L'addizionale non è connessa al metrò - affonda Del Bono, che rompe così il silenzio del Pd sul tema - ma è frutto e responsabilità della Giunta Paroli, che sta divorando la città. Perché l'alternativa alla tassa c'è ed è quella di sospendere le grandi opere inutili, dalle quali si riuscirebbero a risparmiare 150 milioni di euro fermando l'indebitamento di Brescia Mobilità. È bene poi ribadire che il Patto di stabilità e i tagli imposti agli enti locali hanno una paternità: da un lato infatti lo Stato è infatti fuori controllo e sperpera il denaro pubblico, penalizzando i Comuni virtuosi, dall'altro il Federalismo decantato dalla Lega non ha fatto che aggravare la situazione». Quindi, il j'accuse di Corsini, che difende a spada tratta un piano finanziario e un'opera «solidi». E sull'affaire biglietto a 1,90 euro l'ex sindaco rilancia: «Quello era un piano finanziario onesto e coerente con lo stato dell'arte del momento: è chiaro che dal 2008 in avanti dovevano essere messe in atto scelte politiche virtuose. Ma la Giunta Paroli è una squadra di incapaci e se oggi Brescia è in queste condizioni non è che colpa di questa maggioranza, che si caratterizza per improvvisazione e dilettantismo». Il riferimento corre in particolare all'annunciato lavoro sul prolungamento del metrò verso la Fiera, «progetto che il Cipe ha già rigettato». Sulla base di questi dati, secondo il presidente della Commissione Bilancio, Fabio Capra, «il teorema di Di Mezza sprofonda sottoterra» e quella dell'addizionale «è solo una grande ipocrisia che la Giunta cerca di vendere alla città senza peraltro neppure salvaguardare dalla nuova tassa le fasce deboli e gli anziani».
Tutte accuse, quelle mosse dai Democratici, che sindaco e assessore respingono al mittente: «Chi vota contro l'addizionale Irpef vuole un biglietto a 1,90 euro e non si potrà poi più assumere alcuna paternità sull'opera. Le menzogne che il centrosinistra racconta è una manovra goffa e mal riuscita di chi non ha il coraggio e l'onestà di chiedere scusa alla città per l'indebitamento e il buco economico che ha creato sulle spalle dei bresciani». Infine, l'ultimo passaggio sull'abolizione dell'Ici: «Proprio per la manovra azzardata del centrosinistra, quando Berlusconi decise di eliminare l'Ici risarcendo i Comuni, Brescia rischiava di non ricevere i fondi».
Nuri Fatolahzadeh

VERSO IL 2013

E ora la sfida corre sul nodo passeggeri
Obiettivo: raggiungere i 54 milioni
La polemica non si ferma. Anzi, s'infiamma sempre più in vista del Consiglio comunale di lunedì. Ma su un punto maggioranza e opposizione sono d'accordo. Il rischio è che il duello si riversi anche sull'opinione pubblica e, quindi, sul numero di passeggeri che sceglieranno di salire sul Metrobus. Numeri (gli utenti previsti sono 54 milioni) che ai bilanci della Loggia - qualunque sia la compagine al governo della città nei prossimi anni - sono necessari per far quadrare i conti.

Bresciaoggi 25 giugno 2011

L'«ADDIZIONALE». Il Pd ricostruisce la sua verità. Capra: «Emendamenti per salvaguardare le fasce più deboli»

«Irpef, il metrò è un pretesto
Dalla giunta scelte sbagliate»

Natalia Danesi

Corsini: «Riserve, accordo precoce Il nostro piano virtuoso e onesto» Del Bono: «Eliminare sperperi e opere inutili anziché tassare»

Far pagare ai cittadini l'addizionale sull'Irpef «non è un percorso ineluttabile», non ha «niente a che vedere conil metrò». È una «scelta, frutto degli sperperi e della politica delle opere inutili e costose della giunta Paroli» senza i quali «si potrebbero recuperare 100 milioni». Il gruppo consiliare del Pd in Loggia, il segretario Giorgio De Martin e l'ex sindaco Paolo Corsini (affiancati dall'Idv Alfredo Cosentini) fanno quadrato contro la tassa (di 0,20% per il 2011 e 0,40% per il 2012) istuita dall'Amministrazione e annunciano muso duro nel consiglio di lunedì.
L'EX SINDACO. È in particolare Corsini, ora deputato, a rivendicare la regolarità del piano finanziario 2004 per il metrobus. «Virtuoso, veritiero e onesto», dice. E definendo l'assessore Di Mezza «il Quintino Sella della Loggia», non ci sta a sentirsi dire che è stata la sua giunta a mettere nei guai Brescia sbagliando le previsioni sui costi del metrò: «I 6 milioni di questa iniqua tassazione - dice - corrispondono ai tagli che la Loggia subirà dal federalismo. Chi poteva sapere nel 2004 che sarebbe andata così?». È comunque una giunta «inconcludente», per l'ex sindaco, e «sarebbero in bancarotta se non avessimo abbattuto i mutui» e «se non avessimo agito, io e Pierangelo Ferrari, a Roma in modo responsabile non apponendo diniego all'emendamento salva Brescia per il patto di stabilità». Corsini parla di un ministero però «irritato» nel sentire invettive contro il piano che ha approvato nel 2004 e avverte che in questo modo, se le forze politiche non mostrano convergenza sull'importanza della metropolitana per la città, il finanziamento da 80 milioni al pre Cipe e «intrapreso dal presidente Fermi» è a rischio.
Se problemi con l'opera ci sono, per Corsini, la responsabilità è di scelte sbagliate. «Si pensi all'accordo con Ati sulle riserve, che Di Mezza conviene ammontare a 99 milioni. La Loggia avrebbe potuto in sede di arbitrato rivalersi chiedendo l'applicazione di penali per esempio per i tempi, per il gap della terza rotaia, per la distanza tra banchine e carrozze». Ma ha scelto di chiudere la partita con grande anticipo, «forse per la coincidenza con la vendita di azioni di Serenissima ad Astaldi?».
La verità, per l'ex sindaco, è che l'Irpef non serve a coprire i costi del metrò o meglio «il nostro piano prevedeva che i costi di esercizio per i primi due anni e di manutenzione per 5 anni fossero a carico di Ansaldo». La giunta ha consapevolmente scelto, secondo Corsini, una politica «non metrocentrica», che punta alla riduzione dei passeggeri del trasporto pubblico locale: «Pensammo ad un biglietto del metrò di 1,90 euro, è vero, ma è una valutazione che non precludeva che si potesse abbassare il costo. Il fatto è che noi fissammo i ricavi al 33% del costo del biglietto, loro li ipotizzano al 31,2%: noi avremmo ricavato 23 milioni, loro solo 19,5 e motivano il calo con il fatto che hanno notato che i viaggiatori singoli diminuiscono rispetto agli abbonamenti». Questo dato, per l'ex sindaco, è da attribuire a decisioni che penalizzano l'utilizzo del bus («meno corsie, meno Ztl, soppressione di fermate, non rinnovo del parco mezzi») tant'è che «dal 2008 si è verificata una perdita di 7 milioni di passeggeri». Si potrebbero, dice, recuperare risorse in Regione contrattando un rimborso di 3,5 euro al chilometro (Milano è a 4,5, Brescia per ora a 1,7 euro) ma la «giunta della pappa fatta voleva che facessimo già nel 2008 scelte che competono a loro». E alla fine dei conti «perché - si chiede Corsini - imporre la tassa 5 anni prima che l'opera entri a regime?».
IL CAPOGRUPPO. La risposta ce l'ha in tasca il capogruppo Emilio Del Bono, che attribuisce le difficoltà finanziarie agli «sperperi della giunta Paroli» («la spesa corrente fuori controllo e i 13.5 milioni di interventi ingiustificati di Brixia Sviluppo») e alle opere «inutili e costose», da sospendere. Pensa alla sede del Comune (21 milioni di sola liquidità), all'abbattimento della Tintoretto (20 milioni), all'archivio comunale (10 milioni) al cubo bianco (2 milioni). Una politica che ha «depauperato le casse della Loggia: dai 150 milioni di avanzi di gestione del 2008 ai 90 di oggi». Per non parlare di Brescia Mobilità: «Troppo indebitata? - attacca -. Basta fermarsi. No al parcheggio da 30 milioni sotto la galleria, all'acquisto dell'Omb per 16 milioni, al raddoppio del fungo per 1,5 milioni. E alla riduzione delle tariffe per 2 milioni», che è arbitraria. Una responsabilità ce l'hanno anche «il patto di stabilità e al governo» perché «Brescia è un Comune ricco, ma la legge nazionale lo penalizza. È «sbagliato perciò mandare in odio la metropolitana ai bresciani: i costi di gestione non sono 30 milioni ma 8,4. È stato unerrore fare l'accordo sulle riserve ora. Bisognava andasse a regime il metrò e fare politiche coerenti all'obiettivo dell'aumento passeggeri, poi nel 2013 e valutare l'equilibrio finanziario».
«Ci offende - dice Fabio Capra - che continuino ad insultare la giunta Corsini; e siamo stati informati dell'operazione solo pochi giorni fa. Questa tassa la pagheranno tutti, anche gli anziani del bonus anziani. Proporremo emendamenti perché ci siano esenzioni e fasce da salvaguardare». VOLANTINI IN CITTÀ.
«Lega e Pdl aumentano le tasse a Brescia e in Italia: vadano a casa». È lo slogan, ha spiegato il segretario Giorgio De Martin, con il quale il Partito Democratico lancia la campagna di volantinaggio in città contro la nuova tassa. «Il centrosinistra - dice il capogruppo Emilio Del Bono - ha chiuso la legislatura abolendo l'Ici, loro mettono l'addizionale Irpef».

LA REPLICA. Il sindaco e l'assessore al Bilancio rispondono a muso duro alle accuse lanciate dai democratici

«Il Pd si prenda le responsabilità»

Mimmo Varone

Paroli: «Chi si oppone vuole il biglietto metrò a 1,90» Di Mezza: «Il piano 2004 era impraticabile, lo sanno»

Lunedì il Pd non voterà in Consiglio comunale l'addizionale Irpef dello 0.20 per cento. Vuol dire che «non voterà la copertura delle spese del metrò - scandisce il sindaco Adriano Paroli -, e il metrò resterà orfano di paternità». Perchè «se dirà no lunedì non potrà votare neanche il nuovo Piano finanziario della metropolitana il 26 luglio - incalza -: quella delibera non si potrà fare senza questa». Di più, «noi ci assumiamo la responsabilità politica dell'addizionale - aggiunge l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza - per pagare un'opera non pagabile con il Piano finanziario del centrosinistra, e lo sa bene anche il Pd che non ha avuto nulla da obiettare ai dati dello squilibrio finanziario fissato nel 2004 e fornito da Brescia Molilità».
SE IL PD VUOLE «sfilarsi» dalla responsabilità di una «tassa» che ai bresciani non farà certamente piacere, e per ciò stesso lasciarsi la possibilità di puntare l'indice contro un centrodestra che impone balzelli, la Loggia incalza e minaccia di contestare quella «paternità» del metrò finora accordata al centrosinistra. E lo manda a dire a stretto giro, nello stesso giorno in cui i Democratici, con il loro gruppo consiliare e l'ex sindaco Corsini, annunciano pubblicamente la decisione. Sono le prime mosse di una guerra che infuocherà l'estate cittadina.
Paroli rivendica la «scelta giusta». E al Pd ricorda che «poichè l'addizionale servirà esattamente a mantenere il biglietto del metrò a 1,20 euro rispetto all'1,90 previsto dal Piano 2004, chi si opporrà voterà proprio per portarlo a 1,90». Altre soluzioni per il sindaco non esistono. «Senza il metrò non avremmo mai adottato l'addizionale Irpef - dice -, che passerà come addizionale Paroli mentre si continuerà a dire metropolitana Corsini». E tuttavia si prende subito una rivincita. «se i cittadini bresciani sono chiamati a pagare una parte dell'opera, mi auguro di poterli risarcire il prima possibile con uno sconto sul biglietto, esattamente come abbiamo appena fatto con i parcheggi sulle strisce blu».
Ma è Di Mezza, conti alla mano, a contestare le argomentazioni dell'opposizione Pd. «Che si tratti di una tassa sul metrò - dice - è dimostrato dalla delibera che convoglia tutti i fondi al pagamento del debito, tant'è che il Bilancio di previsione prevede la copertura di tutti i pagamenti previsti». Il fatto è che «non potendo proporre una tassa di scopo a causa dell'importo troppo elevato - sottolinea -, abbiamo dovuto trasformarla in addizionale, e dire che non è così è un tentativo goffo e mal riuscito». A dirla tutta, per Di Mezza il Pd e Corsini «dovrebbero chiedere scusa alla città per quel Piano finanziario 2004 che prevedeva un improponibile biglietto a 1,90 euro e non considerava l'indebitamento nella sua interezza». Anzi, ora che arriva il momento delle decisioni non facili «decidono di non assumersi alcuna responsabilità, e fuggono nel momento in cui le rate dei mutui cominciano ad arrivare a scadenza».
Di Mezza si sente lasciato da Corsini con il cerino in mano, insomma, «esattamente come ha fatto quando ha abolito l'Ici a poche settimane dalla fine del suo mandato e senza prevedere alcuna copertura in Bilancio». Ma l'accusa più pesante arriva quando l'assessore si dice convinto che «chi ha steso quel Piano finanziario, sette anni fa, sapeva benissimo che non era praticabile». Lo sapeva, e lo ha varato ugualmente. Dunque, «ci ripensino, e facciano una scelta seria». È un appello che difficilmente verrà raccolto.

L'AFFONDO. Vicina una rottura definitiva con la maggioranza del consigliere del Gruppo Misto

Anche Recupero in dissenso: «In consiglio non voterò»

Continuano le prese di posizione di Luigi Recupero, oggi Gruppo Misto, in dissenso con la giunta. In una nota Recupero annuncia che lunedì non voterà l'introduzione dell'addizionale sull'Irpef in consiglio comunale.
«La responsabilità del debito ad oggi esistente è da attribuire esclusivamente al centrosinistra che non solo ha voluto ostinatamente la metropolitana, incurante dell'espressa contrarietà all'opera manifestata dai cittadini bresciani, ma non si è nemmeno premurata di prevedere e provvedere per tempo al reperimento delle risorse necessarie a far fronte ai costi dell'opera stessa - premette -. A meno che il centrosinistra attuale non voglia negare ogni collegamento ed eredità con quello “corsiniano” non credo che possa ergersi a paladino dei bresciani dopo essere stato la causa del problema che oggi la città deve affrontare».
Tuttavia si chiede se «dopo essere stati gabbati dal centrosinistra» ora debbano essere «gabbati dal centrodestra». L'addizionale Irpef dimostra che «dopo le diatribe politiche a pagare è sempre la gente comune».
RECUPERO DICHIARA perciò «apertamente che non voterà a favore della stessa in consiglio comunale», se anche «questo dovesse significare il mio allontanamento definitivo dalla maggioranza; non me la sento di avvallare un provvedimento che è l'esatto opposto di quel principio che il centro destra ha sempre espresso in ogni campagna elettorale: “non mettere le mani nelle tasche dei cittadini"».
Delle altre proposte alternative annuncia che parlerà in consiglio. Ma «crede che la città abbia bisogno di un nuovo “quadro di riferimento”, composto da forze politiche che dialoghino tra di loro e che non facciano pesare sui cittadini gli effetti del proprio “muro contro muro"».NA.DA.

Giornale di Brescia 24 giugno 2011

Cedono i freni, bus finisce nel parco

Un guasto all'impianto dei freni, questa probabilmente la ragione per cui un autobus della linea 3, da piazzale Bernini dov'è il capolinea, è finito nel giardino sottostante, dopo che l'autista era sceso dal mezzo per sgranchirsi le gambe. Il bus è stato fermato da un mandorlo. Sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco e i tecnici di Brescia Trasporti con anche il presidente dell'azienda, Andrea Gervasi, che ha seguito le operazioni di recupero durate circa tre ore. Nessuno è rimasto ferito.

Bresciaoggi 24 giugno 2011

AL CAPOLINEA. Non c'erano passeggeri a bordo, abbattuto un albero

E in via Bernini un bus fermo finisce nella scarpata

Un prato danneggiato e un albero sradicato: sono le uniche «vittime» del singolare incidente capitato a un autobus della linea 3. Il bus è uscito di strada in via Bernini. Erano le 11.30 e il bus era fermo in via Bernini, al capolinea della linea 3, Bornata-Mandolossa.
Il conducente era sceso dal mezzo, il bus era parcheggiato nello spazio apposito, con le porte aperte. Di colpo, forse a causa di una rottura dell'impianto idraulico, l'autobus si è messo in movimento. Il mezzo aveva le ruote girate verso la scarpatina a ridosso della sosta e ha imboccato il prato: acquistando velocità, è sceso per una ventina di metri, seguendo l'invito del declino, per poi fermarsi contro un albero.
La pianta ha retto per un po' il peso del mezzo, ma poi ha ceduto, piegandosi nel terreno. Il bus è stato recuperato dai vigili del fuoco. Sul posto anche i carabinieri di Brescia.W.P

Giornale di Brescia 24 giugno 2011

Addizionale Irpef, non c'è sgravio ai redditi più bassi

In Commissione il silenzio e il voto contrario del Pd
Pdl: operazione necessaria per colmare il buco del metrò

nNessuna no tax area. Perché «a tutelare i cittadini in difficoltà è già il metodo in vigore». Il che significa che a non pagare l'addizionale (che la Loggia per quest'anno ha introdotto per la prima volta con un'aliquota dello 0,20% per coprire il «buco economico del Metrobus») saranno solo i cittadini già oggi esenti dal versamento dell'Irpef. Per il 2012, invece, quando l'aliquota è destinata al raddoppio (ovvero allo 0,40%) la questione potrebbe tornare sul tavolo degli amministratori locali: l'idea - per il momento ancora tutta al condizionale e da discutere - guarda a un possibile sgravio a tutela delle «fasce deboli» (fino a un reddito massimo pari a 15mila euro).
A riaprire il tema è stata l'audizione dell'assessore al Patrimonio, Fausto Di Mezza, in Commissione bilancio. Un vertice che - salvo qualche domanda «di approfondimento» posta dai consiglieri di maggioranza - è stata caratterizzata dal silenzio tombale del Partito democratico, che chiamato al voto ha espresso il solo parere contrario, riservandosi di entrare nel merito della bocciatura espressa nel corso del dibattito previsto nel Consiglio comunale di lunedì.
La Loggia, intanto, porta a casa il risultato sperato: con la manovra firmata Di Mezza infatti il biglietto del Metrobus può restare «bloccato» a 1,20 euro e Brescia Mobilità diventare autonoma. «Tutto passerà attraverso lo scorporo della controllata - ha spiegato l'assessore -: da un lato ci sarà la società di gestione, dall'altro quella patrimoniale al 100% proprietaria di reti e infrastrutture». Una mossa che - secondo sindaco e assessori - «serve in primis ad evitare ai bresciani un biglietto del metrò a 1,90 euro peraltro irrispettoso dei limiti imposti dalla normativa regionale». E poi - attraverso l'acquisto della quota della controllata oggi in capo ad A2A - «forti agevolazioni fiscali». A questo, si affianca il piano illustrato nei giorni scorsi: il Comune si accolla i 200 milioni di euro di mutuo derivato dal metrò (la rata trentennale è di circa 13,2 milioni di euro, esattamente la cifra che incasserà dal 2012 quando l'aliquota dell'addizionale salirà allo 0,40%) e per ottenere il pareggio finanziario Brescia Mobilità verrà ricapitalizzata dal punto di vista patrimoniale (35 milioni attraverso la cessione dei parcheggi, 25 milioni con la valorizzazione delle aree che sarà inserita nel nuovo Pgt).
«Così facendo riusciamo ad anestetizzare in toto il debito della società e a pagare il conto metropolitano» ha ribadito Di Mezza. Poi, l'affondo e insieme l'appello a tutte le diverse compagini politiche: «Sono due le operazioni corali che la politica bresciana dovrà compiere: ottenere gli 80 milioni promessi dal Cipe ma mai incassati e comunicare un messaggio univoco alla città di qui al 2012. Un messaggio che inviti i bresciani all'utilizzo del Metrobus». Per la Loggia insomma all'introduzione dell'imposta «non c'era alternativa». Perché - ha ribadito l'assessore della partita - «certo si potevano incipriare i conti ancora per altri due anni, ma sapendo di posticipare un problema e un buco che non avrebbe fatto altro che peggiorare». Del resto, l'sos fondi per il nodo metrò era stato uno dei primi gridi d'allarme lanciati dal titolare del Patrimonio: «La politica ha il compito e il dovere di agire con senso di responsabilità e con lungimiranza, risolvendo le problematiche e non nascondendole o posticipandole così da lasciarle in eredità. E questo a volte comporta purtroppo anche qualche scelta impopolare su cui, ripeto, devono prevalere il senso di responsabilità e una visione lungimirante. Perché i numeri e i bilanci non sono un'opinione». Soddisfatto Angelo Piovanelli (Pdl), che ha voluto rimarcare come «il discorso e il ragionamento messo in atto dalla Giunta siano lucidi a fronte di una situazione difficile e oggettiva». Per il resto, anche tra i consiglieri di maggioranza, bocche cucite. Ma a spiccare maggiormente - insieme al silenzio stampa dei democratici - è stato anche il «no comment» della Lega Nord, che pure si esprimerà nel confronto - che si annuncia infuocato e tagliente - previsto lunedì in Loggia.
Intanto, resta il punto fermo sul provvedimento per il 2011: insieme all'arrivo dell'addizionale Irpef, non sono previsti sgravi di alcun tipo, come chiesto a gran voce dai sindacati. Perché - hanno chiarito i tecnici del Settore - «l'Irpef è quella che si dice un'imposta progressiva: più diminuisce il reddito, meno si paga».
Nuri Fatolahzadeh

Giornale di Brescia 23 giugno 2011

Addizionale Irpef il dibattito politico si infiamma

Farina (Pdl): «Si poteva vendere A2A»
Pd: «La Loggia pensi ai cittadini»

La nuova imposta Irpef collegata alla copertura del buco della metropolitana fa discutere il mondo politico bresciano. L'opposizione critica aspramente la decisione, così come i sindacati, mentre nella maggioranza si registrano alcuni distinguo. Ma andando con ordine, sceglie di non commentare, per ora, il sindaco Adriano Paroli, che fa sapere che dirà la sua in occasione del Consiglio comunale di lunedì prossimo. Anche la Lega Nord sceglie la via del no comment, il vicesindaco Fabio Rolfi chiarisce che l'intero impianto economico-finanziario della metropolitana e la conseguente decisione di introdurre l'addizionale Irpef comunale allo 0,20% quest'anno e allo 0,40% dal 2012 è stata spiegata ottimamente dall'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza.
Certo anche nella maggioranza serpeggia comunque un po' di preoccupazione per l'introduzione di una nuova imposta che potrebbe avere un peso politico sul consenso. Achille Farina, capogruppo del Pdl in Loggia, sottolinea che «lui appoggia totalmente le scelte del suo sindaco», ma poi precisa «questo è il risultato di un tabù sulla questione di A2A che dovrà essere risolto». Farina avanza così un'ipotesi che potrebbe aprire un nuovo fronte all'interno della stessa maggioranza: «Si tratta di una società che risponde a logiche di mercato non è più nostra e mi chiedo anche nei prossimi anni come faremo a rimanere all'interno dei parametri del Patto di stabilità. Saremo sempre col fiato corto ed è ora che si apra un dibattito anche sull'eventuale vendita delle nostre quote nella partecipata».
E Andrea Bonetti capogruppo dell'Unione di Centro precisa: «Indubbiamente in un momento di difficoltà economica per la città sarà qualcosa che darà fastidio, ma il nostro è un segno di responsabilità nei confronti dei cittadini per la realizzazione di una grande opera come la metropolitana leggera» e a questo punto, come già aveva fatto l'assessore Di Mezza, invita l'opposizione al senso di responsabilità.
Intanto l'opposizione boccia senza appello la decisione della Giunta e se da un lato con Sel annuncia battaglia dentro e fuori la Loggia, il segretario provinciale del Pd, Pietro Bisinella attacca la maggioranza. Anche Bisinella, da amministratore e sindaco di Leno, si è trovato costretto ad introdurre l'addizionale Irpef, ma non esprime nessun sentimento simpatetico nei confronti di Paroli. «Tutti i comuni del Bresciano ormai possono introdurre l'addizionale visto che si sono visti tagliare i trasferimenti. Tutti tranne Brescia che ha A2A e probabilmente ha sperperato un sacco di soldi. Invece di lanciarsi in proclami roboanti e privi di senso la Giunta di Brescia dovrebbe preoccuparsi dei problemi della gente. Non è più tempo per le grandi opere». Anche Futuro e libertà per l'Italia critica l'addizionale: «L'amministrazione comunale - dice Luca Feroldi - cerchi altrove le risorse ed anzi adotti meccanismi virtuosi che alleggeriscano il peso fiscale per i lavoratori e le famiglie bresciane. Intanto i vendoliani di Sel, con Mirko Lombardi e il capogruppo in Loggia, Donatella Albini, contestano una politica comunale che disincentiva la mobilità sostenibile con sconti del 50% sui parcheggi e scelte urbanistiche che penalizzano la metropolitana come la sede decentrata fuori asse rispetto alla metro o l'abbattimento delle torri. «A questo si aggiunge l'introduzione dell'Irpef - dice Lombardi - che impoverisce di fatto i cittadini che già sono in difficoltà» Dopo Cgil e Uil ieri è toccato alla Cisl intervenire sull'addizionale definito «frutto velenoso del federalismo municipale».
Carlo Muzzi

Bresciaoggi 23 giugno 2011

IL CASO. Prime reazioni alla proposta di un'addizionale che dovrebbe coprire i costi del metrò

Irpef, si scatena la protesta
Sel, Cgil e Cisl dicono «no»

Manuel Venturi

«Avevano promesso con il federalismo più risorse per gli Enti Locali, invece aumentano solo le tasse»

«L'addizionale Irpef per finanziare il metrò? Tipico di una giunta contraddittoria, improvvisatrice, dannosa per la città». Mirko Lombardi, coordinatore provinciale di Sinistra, ecologia e libertà, non usa mezzi termini per definire la decisione presa dalla giunta Paroli, ricordando che «questa misura fiscale deve essere utilizzata per interesse sociale, e non per coprire un buco di bilancio: è una cosa folle». Sel punta il dito contro le scelte dell'attuale maggioranza della Loggia, che giudica arretrata ed incapace nel governo della città: «Serve una politica di bilancio seria: non si può dimezzare il costo del parcheggio per tutti i residenti (misura che riduce sensibilmente gli introiti nelle casse comunali) e la settimana successiva varare l'addizionale Irpef per pagare il mutuo della metropolitana. Se il Comune ha meno fondi è anche colpa del minore gettito derivante dal federalismo fiscale, e bisogna trovare nuovi modalità di sostegno alle casse pubbliche, pensando per esempio ad alcune dismissioni e cessioni di edifici pubblici». Inoltre, aggiunge Lombardi, serve una politica di sostegno della metropolitana, mentre «creare nuovi parcheggi in centro e spostare gli uffici comunali lontani dal percorso del metrò non giova».
«Quella dell'addizionale Irpef è davvero l'unica scelta possibile? - si chiede Donatella Albini, capogruppo di "La sinistra l'Arcobaleno" in Loggia, che continua -. L'addizionale passerà dallo 0,20 allo 0,40 per cento già l'anno prossimo, e come sempre si pesca nelle tasche dei più deboli. Come farà il Comune a finanziare le altre grandi opere annunciate, come la Sede unica, il parcheggio sotto il Castello o il cubo bianco? I cittadini devono aprire gli occhi, e noi faremo un'opposizione evidente».
«La giunta non ha un'idea di città, i suoi lasciti saranno pesantissimi - conclude Lombardi -. Invece dovrebbe guardare al benessere dei cittadini: la piazza Loggia piena di biciclette di martedì è un segnale del fatto che i bresciani vogliono una mobilità a misura d'uomo, non automobili e parcheggi. L'addizionale Irpef ha un utilizzo sbagliato per coprire un deficit che questa giunta tende a dilatare per scelte contraddittorie sulla mobilità».
POLEMICA anche la Cgil: «Il governo federalista che prima ha tolto l'Ici sulle case di lusso e poi ha tagliato i trasferimenti agli enti locali, si applica ora a Brescia con l'introduzione dell'addizionale locale Irpef. Che, secondo quanto annunciato dallo stesso assessore Fausto Di Mezza, farà entrare nelle casse comunali 13 milioni di euro all'anno. Sono, è bene sottolinearlo, 13 milioni di tasse in più che i cittadini bresciani dovranno accollarsi. Poco convincente l'idea di chiamarla tassa di scopo per il metrobus, quasi a voler prendere le distanze dal provvedimento da loro stessi deciso. Non è così: è una tassa comunque, introdotta dall'Amministrazione Pdl-Lega-Udc, e che andrà a colpire e pesare soprattutto su decine di migliaia di famiglie già in forti difficoltà per la crisi economica e per redditi da lavoro o pensione fermi da troppo tempo».
Rincara la Cisl: «Avevano promesso che col federalismo sarebbero arrivate più risorse per gli Enti Locali, che i cittadini avrebbero pagato di meno per i servizi, che i Comuni più virtuosi sarebbero stati premiati concedendo loro più autonomia di bilancio. Di fatto stiamo assistendo a meno trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali e al ricorso, sempre più frequente, all'imposizione dell'addizionale Irpef da parte di Comuni fino ad ora esenti e l'aumento della percentuale per i Comuni che già l'applicavano. Intanto persistono i vincoli imposti dal patto di stabilità che impediscono anche ai Comuni virtuosi di utilizzare le risorse disponibili e c'è la tendenza sempre più diffusa a richiedere ai cittadini una maggiore compartecipazione alla spesa per i servizi. la Cisl di Brescia e la Federazione Pensionati Cisl esprimono con forza il loro dissenso». Promette battaglia anche il Partito Democratico, che annuncia per domani la convocazione di una conferenza stampa.

Giornale di Brescia 23 giugno 2011

Bici, la protesta resta sulla sella: altri 400 in corteo

Dopo il bike mob di martedì scorso ieri nuova biciclettata per la città

La voce di centinaia di campanelli ricorda il canto delle cicale d'estate. Stagione che, nel solco di una nuova sensibilità, sta riportando le biciclette per le strade della nostra città. Sono stati i cittadini i veri protagonisti dell'azione di critical mass autonoma contro l'«ordinanza bloccabici», organizzata nel tardo pomeriggio di ieri, partita da Largo Formentone, proprio vicino al presidio dei migranti.
Certo, supportati da associazioni ambientaliste e comitati cittadini che nei giorni scorsi hanno promosso la biciclettata itinerante tramite volantini e social network. Ma alla protesta di ieri, in sella alla fedele due ruote, si sono presentati ciclisti e cicliste bresciani a centinaia. «Percorriamo la città senza far rumore e senza inquinamento per ricordare a questa Giunta che si può amministrare non solo penalizzando, ma anche facilitando». Dopo le parole di Maurizio Bresciani del Comitato per la Saluta, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro Storico - rafforzate dagli appelli di Isaac Scaramella di Legambiente e Laura Venturi di Ecodem - che hanno ufficializzato il via, il lungo «milleruote» ha finalmente preso corpo.
Più di 400 le biciclette - superando di gran lunga le 115 conferme arrivate sulla pagina Facebook dell'evento - che, con la rincorsa di un doppio giro in piazza Loggia, hanno poi transitato per le zone interessate dalle limitazione del provvedimento. Quindi portici X giornate e corso Zanardelli, davanti alle rastrelliere, proseguendo poi per corso Magenta, piazza Arnaldo, via Spalto San Marco, via Vittorio Emanuele fino in piazza della Repubblica e piazzale della Stazione, altra area «off limits» per il parcheggio dei mezzi a pedali. Un serpentone senza bandiere colorato esclusivamente dalle fantasie cromatiche dei telai - che ha invaso le arterie del centro bloccando per qualche minuto il traffico del rientro serale - parcheggiato ai pali dello spiazzo antistante la stazione. «Bici libere», recita qualche bandierina attaccata al portapacchi, «No all'ordinanza colpiscibici, sì a Brescia ciclabile», «Rimozione vergogna» riportano alcuni cartelli appesi ai manubri. «Ladri di biciclette»; c'è chi, con un tocco d'ironia e qualche rudimento di fotoritocco sulla locandina del capolavoro cinematografico di Vittorio De Sica ha sostituito i volti scontornati di Rolfi e Paroli. «Le biciclette appartengono al patrimonio di questa città - spiega Bresciani, alla testa del corteo - la nostra è una protesta civile nei confronti delle scelte di una giunta che si comportava invece in maniera incivile». Si ricomincia a pedalare al ritmo dei fischietti e delle trombe prima di riparti in direzione via dei Mille, via Calatafimi, via Porta Pile, continuando poi per via Marsala. Un percorso del tutto improvvisato che ha dato filo da torcere - senza però causare particolari disagi - agli uomini delle forze dell'ordine. Prima di tagliare il «traguardo» del presidio, un'ultima decina di giri in piazza Loggia, quasi a voler ribadire un'esigenza manifesta della città, un bisogno di scelte efficaci e concrete nell'ottica delle decisioni prese nei modi e tempi adeguati. «Anche le biciclette a Brescia sono clandestine - conclude Bresciani - noi le vogliamo far emergere perché la città resti civile». Si spengono i megafoni ma la protesta non scende ancora di sella.
Alessandro Carboni



LE VOCI DAI PEDALI

«Più sensibilità per una città più europea»
Le voci della protesta si sollevano proprio dalle staffe delle due ruote, nei commenti raccolti qua e là tra i partecipanti di ieri. «L'ordinanza è troppo severa - spiega Alberto, unitosi al corteo itinerante con altri due amici "ciclo amatori" -. Si spera che manifestazioni di questo tipo possano sensibilizzare le scelte degli amministratori, le abitudini dei cittadini e i comportamenti degli utenti della strada». Necessaria quindi «una nuova attenzione alla cultura della mobilità sostenibile, visto che si parla tanto di Brescia città europea».
«Il provvedimento è un vero schifo - non avendo la macchina uso la bicicletta, è il mezzo che uso per muovermi tutti i giorni - rincara Cinzia, in bici in Largo Formentone accompagnata dal figlio -. Prima di imporre certe limitazioni andrebbero offerte e messe in regola le strutture ciclabili, quali le piste, spesso disastrate, e le rastrelliere, per adesso ancora insufficienti». «Il bike mob e la biciclettata di questi giorni - aggiunge Francesco, residente in pieno centro storico - sono la chiara dimostrazione di quanto la bicicletta stia tornando di fondamentale importanza per i bresciani».


Castelletti:  «La Giunta ritiri l'ordinanza colpiscibici»
Laura Castelletti all'attacco per i diritti dei ciclisti e all'indomani della mobilitazione di Piazza Loggia. «Tantissimi bresciani hanno deciso di partecipare al bike mob "biciscatenate" - dice la Castelletti - per esprimere concretamente la loro opposizione all'ordinanza "colpiscibici" che, vicino alla stazione e in zona via X Giornate, multa il parcheggio delle bici a pali e staccionate». Il successo del bike mob, per la Castelletti, «è la dimostrazione che i cittadini hanno preso in mano il destino di Brescia scegliendo una città meno inquinata, rumorosa e trafficata. Un segnale importante che la Giunta non può ignorare, deve prendere atto della volontà dei cittadini e cambiar rotta».
L'ordinanza allontana Brescia dalle grandi città europee che già da anni si battono contro i cambiamenti climatici, generati anche dalle emissioni del traffico veicolare.
La leader di «Brescia per passione» ringrazia i «i molti bresciani che hanno sfilato in Piazza Loggia con le loro bici portatrici di messaggi favorevoli ad un miglioramento della qualità cittadina, a quelli che hanno sostenuto l'iniziativa con il loro passaparola, ai blogger che hanno scatenato il tam tam in rete, e alle associazioni che hanno aderito». La rappresentante in Consiglio comunale invita la Giunta al buonsenso «stimolando e incentivando all'uso della bicicletta, prima di sanzionare; assicurare loro un servizio prima di mettere i bastoni fra le ruote». Al contempo la Castelletti auspica un «nuovo ordine urbano che possa rendere più vivibile e bella la città, e che tenda sempre più verso l'ecosostenibilità».
Infine l'ultimo auspicio è che il documento «Inquadramento, analisi e prospettive della mobilità ciclabile» dell'Amministrazione «venga subito condiviso coi cittadini».

Giornale di Brescia 22 giugno 2011

Irpef? Serve per il «buco» del metrò

La Loggia si accolla 200 milioni di debiti e conta sulla «comprensione»
dei cittadini. Brescia Mobilità scorporata in due società: gestione e patrimoniale

La Loggia lancia un piano salva metro. Un percorso che si sviluppa a livello operativo in due passaggi, ma che a livello politico potrebbe aprire scenari difficili da decifrare oggi, ma i cui esiti si vedranno solo nel 2013, quando gli elettori bresciani saranno chiamati alle urne.
L'Amministrazione comunale ha annunciato ieri che si accollerà 200 milioni di indebitamento di Brescia Mobilità, che saranno pagati con quell'addizionale Irpef comunale che quest'anno sarà introdotta con un'aliquota dello 0,20%, ma che già a partire dal 2012 raddoppierà. Contemporaneamente Brescia Mobilità sarà scorporata: con una società di gestione ed una società patrimoniale. L'intera operazione permetterà secondo l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza di coprire ciò che resta da pagare per la metropolitana leggera di Brescia.
L'introduzione di una nuova tassa potrebbe però pesare sul consenso attorno all'attuale maggioranza, Di Mezza ne è consapevole e si appella al senso di responsabilità dell'opposizione e all'intelligenza dei cittadini.
Una situazione finanziaria complicata
Si annuncia una rivoluzione per ciò che riguarda l'intero impianto economico-finanziario della metropolitana leggera. Conti alla mano, l'assessore di Mezza ieri ha fornito il quadro complessivo dell'opera. Il costo totale della metro è di 834 milioni, 513 sono già stati coperti da Stato, Regione e Comune. Dei restanti 321 milioni, 220 dovrebbero essere pagati con il mutuo acceso alla Cassa depositi e prestiti nel 2004 (che però sarebbe in carico a Brescia Mobilità, ma che la società non può pagare e di cui sono stati resi 20 milioni), ne restano 101 non coperti, a cui si aggiungono altri 99 milioni per le riserve.
In sostanza mancano all'appello 400 milioni di euro: una cifra insostenibile per Brescia Mobilità che secondo l'assessore Di Mezza «alla lunga potrebbe divorare, non solo la società, l'intero sistema cittadino e mandarci gambe all'aria».
Il riassetto di Brescia Mobilità
La Loggia ha così deciso di cambiare completamente strategia. Il Comune si accollerà i 200 milioni di indebitamento che vanno pagati con rate annuali fino al 2036 con rate da 13,2 milioni ad un tasso del 4,34%.
Ed è per questa ragione che viene introdotta l'addizionale Irpef (nel 2011 allo 0,20% e dal 2012 allo 0,40%). Contemporaneamente Brescia Mobilità verrà scorporata in due società: una gestionale ed una patrimoniale che sarà proprietaria delle reti e delle infrastrutture. Quest'ultima nuova società verrà ricapitalizzata con l'accollo da parte del Comune dei 200 milioni, con 25 milioni ricavati dalla valorizzazione delle aree limitrofe alle stazioni (un'operazione che sarà inserita nel nuovo Pgt) e 35 milioni attraverso la cessione di tutti i parcheggi alla società di gestione. La società patrimoniale affitterà poi alla società di gestione tutti gli impianti della metropolitana.
Ma che benefici avrà tutta questa operazione sui 400 milioni di indebitamento? Innanzitutto 200 saranno pagati come detto dal Comune, altri 80 milioni sono previsti con lo stanziamento già previsto dal Cipe, e 25 milioni dalla vendita delle aree. Rimangono 95 milioni di euro abbondanti da coprire, questi saranno pagati attraverso un nuovo mutuo che sarà acceso dalla nuova società immobiliare che grazie alla ricapitalizzazione si troverà con un patrimonio netto superiore ai 500 milioni ed un indebitamento azzerato e potrà così rivolgersi alle banche. Le rate di questo nuovo mutuo saranno pagate attraverso l'affitto per tutti gli impianti che la società di gestione pagherà alla patrimoniale annualmente. A sua volta l'affitto secondo i calcoli del Comune sarà pagato dalla società di gestione, grazie agli introiti provenienti dai parcheggi e dai biglietti.
L'intera operazione sarà discussa nel Consiglio comunale del 26 di luglio, mentre già lunedì prossimo (dopo un passaggio domani in Commissione bilancio) la Loggia varerà l'introduzione dell'addizionale Irpef, vera e propria architrave di tutta l'operazione di scorporo di Brescia Mobilità.
Una nuova tassa comunale
Per quanto riguarda la nuova imposta, Di Mezza e il direttore generale Triboldi hanno voluto definirla «una sorta di tassa di scopo» che serve ad anestetizzare quei 200 milioni che non avrebbe potuto sostenere l'attuale controllata. Per quest'anno l'aliquota sarà fissata allo 0,20% e garantirà un incasso di 6 milioni di euro, ma con il raddoppio, a partire dal 2012, allo 0,40% dovrebbe garantire un incasso di 13.2 milioni che corrisponde esattamente alla rata che fino al 2036 deve essere pagata alla Cassa depositi e prestiti.
L'assessore al Bilancio chiarisce innanzitutto che «il bilancio del Comune di Brescia è a posto e non saremmo stati costretti ad introdurre l'addizionale se il piano finanziario della metropolitana leggera non avesse fatto acqua da tutte le parti». Di Mezza pur precisando di non voler far polemica con la passata amministrazione ricorda che «i presupposti erano completamente sbagliati con il biglietto fissato a 1,90 ed un numero di passeggeri previsto di 50 milioni». Se sul numero di passeggeri Di Mezza è possibilista («vedremo ce lo auguriamo»), sul prezzo del biglietto è categorico: «Non si può perché lo impediva la legge regionale nel 2004 e non lo prevede nemmeno oggi».
Resta però aperta la portata politica della nuova tassa che i cittadini di Brescia dovranno pagare. Un qualcosa che rischia di pesare sull'immagine della Giunta, Di Mezza lo riconosce e per questo chiede «all'opposizione un atteggiamento responsabile se vuole prendersi una parte di merito sulla Metropolitana». Poi si rivolge ai cittadini: «La nostra è una scelta di responsabilità e credo che i bresciani lo capiranno. Grazie alle nostre scelte l'opera sarà costruita in tempi certi».
Basterà a convincere gli elettori?
Carlo Muzzi

Bresciaoggi 22 giugno 2011

I CONTI DELLA LOGGIA . La strategia della Giunta sullo stato patrimoniale dell'opera dopo il via libera all'addizionale

Metrobus, l'Irpef paga i debiti
E Brescia Mobilità raddoppia

Eugenio Barboglio

L'assessore Di Mezza ha illustrato il nuovo piano finanziario: «Quello di Corsini rischiava di portare la controllata alla bancarotta»

Una «tassa di scopo», questa è l'addizionale Irpef a Brescia. «Non un'addizionale sul reddito come quella applicata in tante altre città (Brescia era una delle tre a non averla ndr), ma una tassa strumentale per pagare i costi del metrobus». Con queste parole l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza ha presentato (affiancato dal direttore generale Alessandro Triboldi) l'operazione addizionale Irpef, all'indomani della delibera di giunta che la istituisce.
Il nesso tra tassa e metropolitana non è qualcosa che fa caso a sè, ma si inscrive in una manovra più ampia che andrà in Consiglio comunale a fine luglio (la delibera invece vi approderà lunedì 27 giugno). Si tratta del nuovo Piano economico-finanziario del metrobus, congegnato per risolvere in via definitiva i problemi che, secondo la nuova amministrazione, sono stati provocati dal primo, quello del 2004. «Brescia Mobilità sarebbe diventata un mostro di debito fino a mangiarsi la città», è lo scenario rappresentato da Di Mezza con un'immagine horror. L'esito inevitabile, secondo lui, di un piano «scriteriato» come quello che assistette il lancio della metrobus. E nel rischio default della controllata, l'assessore legge le colpe della Giunta Corsini, con la quale premette però di non voler fare polemica.
L'OPERAZIONE che verrà messa in campo da luglio questo collasso è volta ad evitarlo, ridando a Brescia Mobilità la solidità così «profondamente incrinata» dai conti del Piano del 2004. Finendo col liberarla dal cappio del mutuo acceso con la Cassa depositi e prestiti. Un debito da 13,2 milioni di rata all'anno «per la quale non era prevista copertura». E contando di portarla alla fine ad un deficit di una cinquantina di milioni «assolutamente sostenibile», sottolinea Di Mezza. «Il centrosinistra non perde occasione di ricordare - chiosa - che il Comune non aveva debiti, dimenticando però che li aveva spostati sulla controllata».
La chiave di volta del Piano è una sorta di spin off: Brescia Mobilità verrà scorporata e nasceranno due società, una patrimoniale (proprietaria di reti e infrastrutture) e una di gestione. La nuova realtà sarà ricapitalizzata attraverso conferimenti immobiliari (parcheggi ad esempio) e l'accollo da parte del Comune dei famosi 200milioni di debito con la Cassa depositi e prestiti.
Ed è qui che entra in scena l'addizionale Irpef. Che servirà appunto a coprire la rata passata in carico alla Loggia. Una tassa di scopo a tutti gli effetti dunque, «pro metrobus» come specifica esplicitamente la stessa delibera. L'addizionale darà copertura pressochè completa: infatti se il primo anno, il 2011, sarà di 0,20% dal 2012 raddoppierà a 0,40% facendo incassare ogni anno al Comune tra i 12 e i 14 milioni di euro, giusto l'equivalente delle rate del prestito imputate alla gestione. Presumibilmente - stima Di Mezza - per i prossimi 30 anni. Il Comune intanto - che peraltro ha già chiuso la questione delle riserve, abbattendole, grazie ad un accordo con Ati, da 560 milioni a 99,7 di cui 62 da versare in autunno - avrà fatto altrettanto con Brescia Mobilità.
Lo scorporo, la ricapitalizzazione, l'accollo: sono le mosse grazie alle quali la società presieduta da Valerio Prignachi potrà ripresentarsi infine alle banche «vergine» del debito pregresso, e riaccendere mutui. Alla fine l'esecuzione del nuovo Piano finanziario conta di portare la spa di piazza Padre Pio ad un debito residuale di circa 50 milioni di euro. In virtù anche del canone di affitto che verserà la società di gestione alla«sorella» patrimoniale e del contributo di 80 milioni del Cipe. «Certo lo si poteva fare anche con le alienazioni - ammette Di Mezza -, vendendo gioielli di famiglia come le quote di A2A o la Centrale del Latte. Ma così facendo non avremmo operato nulla di strutturale e in compenso avremmo depauperato il patrimonio del Comune».

VERSO L'AULA. Lunedì prossimo la delibera all'ordine del giorno. L'assessore: «Tassa necessaria, anche il Pd la voti»

Ma in Consiglio si annuncia battaglia

Recupero del gruppo Misto orientato a votare contro Cgil e Uil: «Per fare cassa meglio la lotta all'evasione»

La nuova tassa e il nuovo piano del metrobus: un'unica operazione. È quello che l'assessore Di Mezza ha spiegato lunedì agli assessori, al sindaco, al vice, ai consiglieri. Che mettere le mani nelle tasche dei bresciani era «il male minore». E che così si sarebbe «risolto strutturalmente» il baco economico del metrobus («il grande debito che Corsini ha lasciato alla città», ricorda il consigliere Pdl, Roberto Toffoli). Ma per mettere tutti d'accordo ce ne è voluta. Qualcuno nel Pdl ha insistito che era meglio vendere le quote nelle società partecipate, probabilmente timoroso di ripercussioni sul consenso degli elettori.
«Se il Pd vuole avere ancora la paternità dell'opera non può votare contro l'addizionale che serve a pagarla», dirà poi Di Mezza. La Lega Nord l'ha approvata, ma disposta a esporsi poco, preferendo su questa partita restare coperta. Qualcun altro non si è proprio convinto: Luigi Recupero del Gruppo Misto ha annunciato che in consiglio comunale voterà contro alla «tassa di scopo». Come probabilmente farà l'opposizione nonostante l'appello dell'assessore. E pare che abbia cominciato subito a mettere i bastoni tra le ruote: il presidente della commissione bilancio Fabio Capra (Pd) si sarebbe rifiutato di convocare la commissione giovedì, quando pareva che la Giunta non provvedesse per delibera.
I «NO» SONO arrivati anche dai sindacati. Lo Spi-Cgil ritiene «questa mossa un ulteriore aumento delle tasse a carico di pensionati e lavoratori dipendenti, e pertanto inaccettabile». E si chiede se sia questo «il risultato del federalismo municipale tanto decantato dal centrodestra e dalla Lega Nord»
Le «pantere grigie» chiedono anche all'Amministrazione «di mettere in campo tutte le misure per contrastare anche a Brescia l'evasione fiscale e a battere altre strade per reperire risorse, un'altra platea anziché pensionati e lavoro dipendente».
Anche la Uil si è espressa contro: «È una decisione sbagliata - si legge in una nota - perchè ancora una volta per risolvere problemi di bilancio si mettono le mani nelle tasche dei cittadini». Per il sindacato di via Vantini «non è accettabile che in un momento di grave crisi invece di rendere più efficiente la macchina comunale e diminuire gli sprechi si aumentino le tasse».
Secondo il «Futuro e Libertà» bresciano l'introduzione dell'addizionale Irpef «smaschera - nota il coordinatore Luca Feroldi - il federalismo fiscale voluto dal governo Berlusconi-Bossi e dimostra che porterà meno soldi nelle casse dei Comuni».  E.B.

Giornale di Brescia 22 giugno 2011

Piazza Loggia, il popolo della bici c'è

In migliaia di tutte le età all'ombra del palazzo comunale per ribadire il no all'ordinanza
Nel clima di festa dagli «indignados» delle due ruote tutta la voglia di una città da pedalare

Bici a perdita d'occhio. Così tante, tutte insieme, giusto alla stazione capita di vederle. Ma a quella di Amsterdam. Piazza Loggia, ieri sera, in pieno «bike mob», era il più suggestivo dei velodromi urbani. Con non meno di un migliaio di due ruote per una folla di pedalatori nostrani di ogni età. Bimbetti che non arrivavano all'altezza della sella, issati sui seggiolini, e signori dai capelli bianchi che sulla sella, la prima volta, ci sono saliti decenni fa. Sportivi infilati in tutine sgargianti su bici da corsa ultraleggere e pimpanti signore con abitino estivo armate di olandesine. Una moltitudine di mountain e city bike, grazielle e pure mezzi a pedali più stravaganti. Gente in giacca e cravatta, studenti, giovani e pensionati, famiglie intere. Insomma, gli «indignados» della bici sono apparsi come un popolo del tutto eterogeneo, legato dalla voglia di pedalare e di esprimere - proprio ai piedi del palazzo municipale - un no corale all'ordinanza che vieta di lasciare le bici al di fuori degli spazi dedicati in zona Stazione e in pieno centro. Obiettivo del «bike mob» lanciato meno di una settimana fa da «Brescia per passione» e rimbalzato tra blog, Facebook, giornali e passaparola.
Fino a lì, fino a quella piazza Loggia in cui slogan e cartelli ieri strappavano il sorriso giocando la carta dell'ironia per rendere l'idea ancora meglio: «Siamo scatenati», «Bici in catene, suv in libertà», «Tutti in bici siam felici». E si potrebbe andare avanti parecchio.
Così, quando alle 19 le bici erano già molte, la piazza risuonava di campanelli trillati senza sosta. Poi la folla si è accesa, sulle note dei Barabonzibonzibò, e si è tentato un carosello pedalante, durato poco: fare un giro della piazza, vista la folla? Un'impresa. Non ci ha provato neppure, il signor Roberto, 71 anni, che sull'ordinanza è chiaro: «Non mi va mica a genio. Con le bici io ho avuto problemi solo quando me le hanno rubate...». Un quarto d'ora e dal risciò giallo di Brescia per passione ecco il megafono: «Incateniamoci per scatenarci».
Così, mano ai lucchetti, tutti hanno tentato di legare la propria bici alle altre, e la Loggia è diventata un marmoreo parcheggio gigante, sotto il cui porticato stavano a guardare quattro vigili appiedati. Tra i legator cortesi, anche Damiano Galletti (Cgil): «Questo dimostra che c'è voglia di mobilitarsi, dovrebbe far riflettere tutti». E se erano tanti i politici del centrosinistra tra la folla, in sella alla sua spicciola c'era pure don Fabio Corazzina: «Siam qui a dire che questa città potrebbe anche dare priorità alle bici, è una questione di dignità». E così Marco Archetti, il giovane scrittore che nel suo ultimo libro «Sabato, addio» racconta proprio Brescia e il vicino Carmine. «Sono qui, benché a piedi, con una considerazione malinconica, visto che per difendere i propri diritti bisogna partire da quello minimo di avere una bici».
E se la gran folla è di cittadini, non manca chi è venuto da fuori. Chi da Calvagese o Roncadelle, lo rivendica con orgoglio sul web. Leonardo e Marco, invece sono arrivati da Chiari caricando le bici sul treno: «Come Associazione Etnopolis abbiamo promosso delle pedalate referendarie. Ora vorremmo farne di nuove proprio sulla bici».
Inutile dire che, contrari o favorevoli all'ordinanza della discordia, l'evento di ieri è un fatto. Una dichiarazione d'esistenza del popolo della bici che lascia un segno, e non solo sui social network affollatisi ieri sera in un amen di foto scattate coi cellulari nella piazza. Rimasta vuota solo a buio fatto.
Gianluca Gallinari
«Meglio controllare la sosta abusiva delle auto»

Il Pd della Circoscrizione Centro in una piazza del Foro piena di veicoli

Meglio un controllo più accurato sulla sosta abusiva delle vetture che la penalizzazione dei mezzi non inquinanti per eccellenza, le biciclette. «Al problema l'Amministrazione comunale risponde agevolando la sosta nel cuore della città, aprendo al traffico veicolare, colpendo in modo significativo i lavoratori pendolari che utilizzano la due ruote per recarsi in stazione». Il capogruppo del Pd della Circoscrizione Centro Giuseppe Tognazzi, accompagnato dai consiglieri Fabio Negrini, Giuseppe Montanti, Igor Penna, Laura Venturi e Franco Gramano, punta il dito contro la recente ordinanza dell'assessore Rolfi mettendo in fila le varie zone già pedonalizzate che, di fatto, sono diventate un posteggio indiscriminato. Lo fa da piazzetta del Foro, letteralmente occupata da autovetture che occultano pure le rastrelliere per le bici.
«Rolfi ha lanciato un rimprovero al centrosinistra - hanno ribadito i consiglieri Pd della Centro - che, a suo dire, non avrebbe pedonalizzato alcunché. Questa bellissima piazzetta, ammirata anche dai visitatori della mostra in Santa Giulia, è deturpata dai veicoli. E non si vede mai un agente di Polizia urbana che dia sacrosante multe per chi parcheggia in zona pedonale». Perché proprio piazza del Foro è stata vietata alle auto dalla precedente Amministrazione di centrosinistra. «Come il cortile di palazzo Broletto - proseguono i consiglieri - che è stato oggetto di una nostra richiesta recepita tardivamente».
«Da questa Giunta arriva un messaggio che pare schizofrenico - conclude Negrini - perché è schizofrenia ergersi a paladino delle pedonalizzazioni, come fa la Lega, dopo che per anni si sono aperte le Ztl e si sono resi promiscui parcheggi destinati ai residenti».w. n.

Giornale di Brescia 21 giugno 2011

Addizionale Irpef in vigore già nel 2011

La nuova tassa sarà «operativa» già da quest’anno con un’aliquota dello 0,20%
La delibera approderà in Consiglio comunale lunedì. E nel 2012 si passerà allo 0,40%

Si pagherà già con la dichiarazione dei redditi del 2011, sulla base di un'aliquota pari allo 0,20%. Una percentuale che riuscirà così a fare entrare nelle casse comunali oltre sei milioni di euro, ma che con molta probabilità resterà in vigore solo per quest'anno. Già dal 2012, infatti, l'assessore al Bilancio di Palazzo Loggia, Fausto Di Mezza, sta pensando al raddoppio. Il disco verde ufficiale su tempi, metodi e ricavi dell'arrivo dell'addizionale Irpef è arrivato nella tarda serata di ieri dall'intera maggioranza, dopo il consueto caminetto del lunedì. Al centro, i criteri tecnici della nuova tassazione, un'operazione che la Leonessa sperimenta per la prima volta in assoluto.
Dopo un lungo confronto - sindaco e assessori ne parlano da mesi e gli uffici tecnici hanno già elaborato la proiezione dei ricavi - la scelta sembra dunque essere stata «inevitabile». Perché a fronte di nuovi tagli statali, dei rigidi criteri imposti agli enti locali dal Patto di stabilità e dei costi del trasporto pubblico da affrontare (con i circa 8 milioni di euro di gestione dell'intera rete pubblica e 99,7 milioni di euro da recuperare per le riserve Metrobus) le alternative sul tavolo raccontano solo di due altri scenari percorribili. Nuovi tagli (ai servizi a disposizione dei cittadini, perché le spese correnti possono essere finanziate solo attraverso entrate correnti), oppure l'alienazione del patrimonio pubblico - mobiliare o immobiliare - per una cifra che arrivi a sfiorare almeno i 250 milioni di euro.
La tassa sarà di fatto «operativa» già da quest'estate anche se - di fatto - le sue tracce si troveranno solo nella dichiarazione dei redditi. Due le tappe che separano gli uffici dal via operativo: la Commissione bilancio di giovedì e il Consiglio comunale in agenda per lunedì 27, ultima fermata per la nuova delibera, che diverrà così «immediatamente eseguibile». Perché tutta questa fretta? Perché la deroga concessa dal Ministero del tesoro permette ai Comuni di presentare la domanda entro e non oltre il 30 giugno. Condizione necessaria, questa, anche per pensare al raddoppio (e quindi allo 0,40%) dell'aliquota già in cantiere per il 2012. La tassa ammonterà a 100 euro per chi ha un reddito pari ai 50mila euro e al doppio (200 euro) se ne denuncia 100mila. Secondo le stime effettuate, con un'aliquota dello 0,40%, la Loggia riuscirà, nel 2012, a mettere nel portafoglio oltre 12 milioni.
Nuri Fatolahzadeh


Nuovo mutuo da 100 milioni per Brescia Mobilità
 
Nella manovra dell’assessore Di Mezza anche il riassetto radicale della società controllata

L'assessore Fausto Di Mezza
A restare «scoperti» erano poi i 99,7 milioni di euro del conto metropolitano, quello cioè derivato dall'accordo siglato tra Associazione temporanea d'imprese e Comune sul nodo riserve. Un tesoretto che la Loggia non ha e il cui peso ricadrà ancora sulle spalle di Brescia Mobilità.
Sarà infatti la controllata 100% Loggia ad affrontare l'accensione di un nuovo mutuo per colmare le cifre che separano Brescia dal pagamento totale dell'opera metropolitana.
In questo modo, i 62 milioni di euro che - sempre secondo quanto sancito all'interno dell'intesa siglata tra i due protagonisti - l'Amministrazione dovrà versare all'Ati entro novembre non andranno ad intaccare l'equilibrio di bilancio. Il mutuo sarà di 100 milioni di euro e servirà a coprire l'intero monte riserve (99,7 milioni di euro).
Ma la manovra approntata dall'assessore Fausto Di Mezza è più ampia e articolata e racconta di un vero e proprio riassetto societario, che vada da un lato a sgravare Brescia Mobilità e che dall'altro permetterebbe al Comune un maggiore raggio d'azione. Come? Scorporando la società di gestione da quella patrimoniale. Un'operazione complessa e articolata, che si prevede già inclusa all'interno della delibera al centro del Consiglio comunale di lunedì 27. Dopo la quale si provvederà immediatamente alla variazione necessaria sul bilancio 2011.
Tutto per arrivare puntuali ad un altro - l'ultimo prima della pausa estiva - appuntamento amministrativo sul fronte patrimonio: il nuovo piano economico-finanziario del Metrobus.
Dopo quello varato nel 2004, infatti, e a fronte delle numerose modifiche approvate dalla Giunta Paroli - a partire dalle riserve fino alle opere complementari, passando per i costi delle varianti progettuali interne alle stazioni - entro il 31 luglio l'aula consigliare si troverà a doversi esprimere su un nuovo prospetto.
I punti cardine sono il costo del biglietto (che resterà bloccato a 1,20 euro), il numero di passeggeri (stimato intorno ai 50mila), le campagne di comunicazione da mettere in campo, ma anche l'ammortamento dei diversi mutui e gli eventuali finanziamenti in arrivo da Stato e Regione. n. f.


Dall'iter dell'accordo sulle riserve al «no» del Pd
La delibera firmata Di Mezza sarà discussa in Commissione bilancio, sotto la guida del presidente Fabio Capra (Pd) giovedì, prima di varcare la soglia dell'aula consigliare lunedì 27.
Una decisione, quella di istituire per la prima volta in città l'addizionale Irpef che non piace ai democratici. A partire dal presidente Capra - che ha affermato nei giorni scorsi come, a suo avviso, «esistono metodi diversi per recuperare fondi, a partire da un diverso abaco degli investimenti» - fino al capogruppo Emilio Del Bono. «È incredibile che nello stesso momento in cui l'Anci annuncia che con il federalismo municipale Brescia perderà 5,4 milioni di trasferimenti dallo Stato, la maggioranza pensi di recuperarne 6 aumentando le tasse ai cittadini» ha commentato Del Bono, auspicando che la Giunta «ci ripensi».
Una decisione, quella presa dalla maggioranza in Loggia, che nasce dalla discussa questione riserve del Metrobus. A fronte infatti del conto salato presentato dall'Ati (560 milioni di euro), la Loggia ha sottoscritto un accordo secondo il quale ad essere erogati saranno in tutto 99,7 milioni di euro. Ma come si è arrivati a questa cifra? A raccontarlo è l'equilibrio finanziario: 32 milioni è il costo delle varianti progettuali; 20,1 milioni è la mole del «caro materiali» e 17 milioni sono le cosiddette «aggiunte» (materiali e tecnologie). Infine, il capitolo riserve. Che Loggia e Brescia Mobilità hanno identificato in 30 milioni 350mila euro.
Passo indietro. Il contratto iniziale fra Ati e Brescia Mobilità stabiliva che tutti i contenziosi dovessero essere risolti attraverso un arbitrato da avviare a opera conclusa. Iter, questo, che avrebbe però avuto - secondo la Loggia - costi molto alti, perché calcolati sul totale delle opere con ricadute «pesanti» tanto per Brescia Mobilità quanto per l'Associazione temporanea d'imprese, che si sarebbe trovata davanti tempi troppo lunghi per l'incasso della somma.


Giornale di Brescia 21 giugno 2011

Il Comune installa altre rastrelliere in centro

L’amministrazione comunale di Brescia annuncia di aver provveduto martedì a far installare altre rastrelliere per la sosta regolare delle biciclette in via X Giornate e in corso Zanardelli. Sono state posizionate 5 strutture per un totale di 30 posti singoli.
Altre 20 rastrelliere - ha annunciato il vicesindaco e assessore alla Mobilità e Traffico, Fabio Rolfi - saranno inoltre posizionate nel centro storico la prossima settimana. "Il nostro obiettivo è incentivare l’uso di questo mezzo di trasporto nel pieno rispetto del decoro urbano. Durante il prossimo Consiglio comunale del 27 giugno, infatti, sarà discusso uno stanziamento di 2 milioni di euro da destinare al Piano di Mobilità ciclabile, che prevede la realizzazione e la riqualificazione di 14 piste ciclabili principali, separate e sicure rispetto alle carreggiate. Un modo estremamente concreto e pragmatico per promuovere la mobilità ciclabile nella nostra città”.
Nei prossimi giorni - è stato annunciato - verranno individuate alcune zone nelle vicinanze di corso Zanardelli e delle principali piazze della città, adibite al parcheggio di scooter e motorini, al fine di evitare la sosta impropria sotto i portici e in aree pedonali o monumentali.
“In città esistono 968 posti bici censiti, 200 posti riservati al servizio Bicimia e 550 posti nella pensilina della stazione, per un totale di 1718 posti.” – ha spiegato l'assessore Mario Labolani – “A questi vanno aggiunti i 30 nuovi posteggi posizionati in corso Zanardelli e via X Giornate. Inoltre il progetto europeo Civitas prevede l’installazione entro il 2012 di altre 40 rastrelliere modello “Verona”, pari ad altri 240 stalli, su tutto il territorio del Comune”.


La piazza piena di bici per il "Bike Mob"


Un migliaio di persone, di tutte le età, hanno partecipato al "Bike Mob" promosso in piazza Loggia dalle ragazze e dai ragazzi di Brescia per Passione "per dire NO all’ordinanza che colpisce le biciclette, i mezzi di trasporto più deboli".
In un clima di festa, tra trilli di campanelli, slogan e sorrisi, c'è stato anche il tentativo di incatenare tutte le bici al grido "Incateniamoci per scatenarci". Una folla coloratissima e piena di allegria quella che per oltre un'ora ha pacificamente invaso la piazza nella quale è stato dato avvio anche ad un carosello sui pedali, durato ben poco proprio per l'incredibile numero di biciclette che hanno reso pressoché impossibile girare attorno alla piazza.
Soddisfattissimi Laura Castelletti e i ragazzi di Brescia per Passione: "Eravamo qui per due ragioni: protestare contro un'ingiustizia e dimostrare che esiste un popolo della bici e una cultura che va rafforzandosi di cui chi pianifica la città non può non tener conto".



Rolfi: ai ciclisti si chiede un po' di buon senso

«Due milioni di euro per la ciclabilità»
Sintesi: dimezzate le tariffe in Stazione

Rolfi proprio non ci sta a passare per quello che penalizza i ciclisti. Piuttosto vuole essere l'«educatore» degli amanti della bicicletta in nome del decoro e del buonsenso. Il vicesindaco e assessore alla Mobilità e traffico, Fabio Rolfi replica dopo le polemiche scatenate dall'ordinanza che prevede la rimozione di biciclette legate ai pali nel piazzale della Stazione, in corso Zanardelli e in via X Giornate. L'occasione è la presentazione delle nuove tariffe per il parcheggio delle biciclette gestito da Sintesi alla stazione ferroviaria, che saranno dimezzate per favorirne l'utilizzo e soprattutto scongiurare l'incatenamento selvaggio nel piazzale.
Rolfi torna subito sul tema delle rimozioni: «Chi critica, dimentica che già un'ordinanza della Giunta Corsini, del 2002 e successivamente del 2005 prevedeva rimozioni e multe. La seconda ordinanza portò per altro alla rimozione di 4 biciclette nel 2006, 21 nel 2007 e 13 nel 2008». E il politico leghista mette anche sul tavolo gli investimenti che l'amministrazione comunale farà per il piano della ciclabilità «con dieci milioni in 5 anni, due dei quali saranno previsti da quest'anno con una variazione di bilancio che sarà presentata in commissione già giovedì». E per Rolfi il piano della ciclabilità diventa la pietra miliare per dare un nuovo imprinting alla città in chiave di mobilità sostenibile, anche se non «ci saranno molte nuove piste ciclabili», piuttosto un potenziamento dell'esistente e nuovi spazi per il parcheggio delle biciclette. Più in generale per Rolfi la questione delle bici selvagge è legata al «buonsenso dei cittadini e ad un processo di medio periodo al termine del quale anche a Brescia diminuirà questo problema».
Ieri, appunto è arrivato l'annuncio del dimezzamento delle tariffe del parcheggio per le biciclette in Stazione. Ad illustrare tutti i particolari è stata la presidente di Sintesi, Giovanna Prandini. Il nuovo tariffario sarà operativo dal primo di ottobre, ma nel frattempo i nuovi abbonamenti saranno gratis fino al 30 settembre, mentre gli abbonati avranno una proroga di due mesi rispetto alla data di scadenza prevista. I residenti in città in possesso della Park City Card pagheranno 0,50 al giorno più un ticket omaggio, gli abbonamenti sono fissati a 1 a settimana e 2,50 /mese.
Per gli abbonati alle Fs le agevolazioni restano invariate e sono allargate ai non residenti a Brescia (ma in possesso di un abbonamento di Brescia Trasporti per linee urbane o extraurbane): 1 al giorno più un biglietto omaggio, 2 settimana e 5 mese. Le agevolazioni vogliono anche spingere coloro che parcheggiano le bici nel piazzale ad utilizzare la struttura che conta 570 posti, ed è al momento sottoutilizzata: gli abbonati sono 413, ma gli effettivi utenti giornalieri sono 250 oltre ad una media di utenti occasionali.
Per oggi, infine, l'assessore al Centro storico, Mario Labolani, annuncia la presentazione di «un corposo dossier di tutti gli stalli per biciclette presenti in centro storico» e nel frattempo chiede ai cittadini di segnalare via e-mail dove mancano i portabici all'indirizzo staff@mariolabolani.it . La lotta alle bici selvagge continua.
Carlo Muzzi

Il Pd: scelte schizofreniche sulla mobilità

Del Bono: una mozione per chiedere il ritiro di questa odiosa ordinanza

I componenti del gruppo in Consiglio comunale del Partito democratico si presentano in bicicletta in Piazza Loggia per protestare contro l'ordinanza del Comune che prevede la rimozione delle biciclette attaccate ai pali di Corso Zanardelli, via X Giornate e nel piazzale antistante alla Stazione.
Il capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, annuncia la presentazione di un'interrogazione nella prossima seduta del Consiglio comunale in cui sostanzialmente si chiede la revoca delle misure restrittive che di fatto fungono da «disincentivo all'utilizzo della bicicletta, in totale contraddizione con i recenti annunci». E non solo il gruppo del Pd parteciperà a tutte le iniziative di protesta contro «questa odiosa ordinanza». Secondo i democratici «non si possono prevedere sanzioni contro i ciclisti senza aver dotato adeguatamente la città con rastrelliere e zone di sosta adeguate». Del Bono parla di atteggiamento schizofrenico da parte dell'attuale maggioranza «che speriamo si esaurisca con il voto del 2013. Comunque siamo alle solite, la Giunta annuncia politiche per la mobilità sostenibile e si colpiscono i ciclisti mentre si continua a favorire il trasporto privato».
Una schizofrenia manifestata, secondo i rappresentanti del Partito democratico, anche da dati reali, come ricorda Fabio Capra: «Nel 2008 c'erano in città 110 chilometri di piste ciclabili, oggi ce ne sono 113 chilometri. Non mi sembra un grande risultato tre chilometri in tre anni».
Come se non bastasse la principale forza di opposizione in Loggia puntualizza che per ora non è stato speso nemmeno un euro per le ciclabili». E a chi fa notare che Rolfi ha annunciato un investimento di 10 milioni in 5 anni per il piano per la ciclabilità di cui due subito con una variazione di bilancio nella commissione di giovedì, Del Bono risponde senza esitazione: «Staremo a vedere, mi sto informando sull'argomento e ho l'impressione che quei due milioni saranno spalmati su tre anni». Al fatto poi che sia stata ripresa un'ordinanza analoga a quelle emesse dalla Giunta Corsini, il Pd chiarisce: «Si limitava all'area della stazione e nessuno era stato sanzionato». Federico Manzoni aggiunge: «Le politiche di questa Giunta sono contraddittorie, ma soprattutto in contrasto con l'idea di mobilità sostenibile. Negli ultimi mesi abbiamo assistito all'aumento dei biglietti del trasporto pubblico urbano, ad una riduzione delle tariffe dei parcometri ed ora a delle sanzioni per i ciclisti. Insomma l'esatto opposto di una politica che vuole incentivare l'utilizzo delle due ruote e dichiara di voler rianimare il centro storico». Il consigliere Carla Bisleri denuncia anche la mancata adeguata informazione da parte della Loggia per una ordinanza che colpisce soprattutto i giovani.c. m.

Brescia 20 giugno 2011-  tratto da www.mariolabolani.it

Le bici in giro messe alla rinfusa sono brutte ma per metterle in modo ordinato servono un numero adeguato di portabici, da qui la mia richiesta ai cittadini. CHI MEGLIO DI VOI, infatti, PUO’ INDICARMI DOVE MANCANO I PORTABICI? scrivete, mandate email o telefonate a: staff@mariolabolani.it, cell 333 8522568.

Bresciaoggi 19 giugno 2011

IL DIBATTITO SULLA MOBILITÀ SOSTENIBILE. Su Internet cresce l'adesione all'iniziativa di «Brescia per passione»

Ordinanza anti-bici, protesta da Facebook a piazza Loggia

Giovanni Armanini

Più di 500 adesioni al bike-mob organizzato per martedì sera Annunciata una «pacifica manifestazione di dissenso»

«Impossibile rimanere immobili davanti all'ultima ordinanza del vicesindaco». Con queste parole i ragazzi dell'associazione «Brescia per passione» hanno lanciato sin da venerdì pomeriggio la loro protesta pacifica contro quella che chiamano «l'ordinanza "colpiscilabici" voluta dal vicesindaco Rolfi che, per questioni di decoro, rimuove e multa le biciclette parcheggiate fuori dagli appositi spazi in stazione e in Corso Zanardelli».
ALBERTO Petrò, Benedetta Bonardi, Fabrizio Benzoni, Laura Chiarelli e Stefano Capretti di «Brescia per passione» hanno sottoscritto un documento per sostenere la loro iniziativa che punta a concretizzare il dissenso invitando tutti i bresciani in piazza Loggia martedì prossimo (21 giugno) alle 19 per dare vita a quello che è stato ribattezzato «bike mob», versione ciclistica dei flash mob che negli ultimi tempi vengono utilizzati (sfruttando il tam tam mediatico di Internet e dei social network) per sostenere cause, sensibilizzare o, come in questo caso, esprimere pacificamente dissenso nei confronti di un provvedimento che si ritiene ingiusto. L'evento su Facebook si chiama «Biciscatenate» ed è stato creato venerdì alle 15. In due giorni ha già raccolto l'adesione di oltre 500 persone. Tante altre hanno espresso solidarietà spiegando di non riuscire ad essere presenti ma di condividere le ragioni del dissenso. Ed in particolare in molti hanno a loro volta invitato tutti i loro contatti a partecipare. Se inizialmente erano stati mandati circa 2 mila inviti, col passare del tempo sono arrivate a oltre 9 mila le persone contattate. Un moto spontaneo che non si è arrestato. Presumibilmente, a più di 48 ore di distanza dalla performance molti potrebbero ancora aderire. Che succederà quindi in piazza Loggia martedì sera? Per ora i dettagli della «manifestazione di dissenso» - che sarà coordinata proprio da Alberto Petrò, che nella vita è fotografo ed ha lavorato in città come Berlino e Marsiglia - rimangono top secret, anche se si tratterà di un blitz veloce e coreografico, come da tradizione di flash mob, con l'unica raccomandazione rivolta a coloro che si aggregheranno di presentarsi in Piazza Loggia con la bici e la catena, ma anche con un biglietto che esprima in uno slogan il proprio dissenso.
«L'INVITO - spiega il comunicato - è esteso a tutti e siamo contenti che altre associazioni e gruppi, che hanno aderito alla nostra iniziativa, parteciperanno alla manifestazione. Animeremo la piazza, con la nostra presenza di cittadini che credono che una città diversa possa crescere e svilupparsi». «La manifestazione - conclude Brescia per passione - è il nostro modo pacifico per dire all'Amministrazione e alla cittadinanza che solo favorendo l'uso della bicicletta e diffondendo la pedonalizzazione si può cambiare radicalmente la qualità della convivenza in città. Questo è il bene che vogliamo. Serviranno solo volontà e tempo per trovare i giusti equilibri».
 

LE REAZIONI. Le critiche di «Cittadine cittadini» e «Per la salute, la rinascita e la salvaguardia del centro storico»

I comitati: «Più piste e parcheggi, non multe»

Catalano: «È in atto un vero accanimento contro la mobilità sostenibile in città»

 «L'amministrazione si accanisce contro chi sceglie la mobilità sostenibile, aumentando i biglietti dell'autobus e imponendo parcheggi a pagamento a chi sceglie di usare la bicicletta, rischiando la pelle in una città priva di piste ciclabili degne di tale nome»: questa è la dura accusa che Francesco Catalano, del movimento per la partecipazione «Cittadine Cittadini», lancia contro la giunta e, in particolare, contro il vicesindaco Fabio Rolfi. Il movimento di Catalano, assieme al comitato «Per la salute, la rinascita e la salvaguardia del centro storico» (firmataria Rosangela Miccoli), si riferisce alle ultime decisioni dell'amministrazione in materia di tariffe del trasporto pubblico e di sosta delle biciclette.
«INVECE di attrezzare adeguatamente gli spazi appositi, invece di mettere più rastrelliere, Rolfi ha pensato di imporre il pagamento del parcheggio delle biciclette in alcune zone e ha aumentato il prezzo degli autobus del 20 per cento, con una offerta, al contrario, ridotta di frequenza delle corse. Questa operazione, non può essere, in alcun modo, considerata una via praticabile per promuovere in modo credibile la facilitazione della promozione del mezzo pubblico. Infatti si vuole dimezzare il del costo del biglietto per l'utilizzo dei parcheggi, sia a raso che in struttura, presenti in modo numericamente rilevante a ridosso del centro storico. Una trovata che fa ben capire quanto sia inutile, o quantomeno riduttivo, un piano che prevede una seppur parziale pedonalizzazione del centro». I due movimenti hanno organizzato una biciclettata mercoledì prossimo dalle 18.30 che partirà da Largo Formentone con la partecipazione di vari gruppi ambientalisti. IR.PAN.


Legambiente: «Rolfi contraddice se stesso.

Corsini? Sbagliò pure lui»


Il fronte dei no all'ordinanza che multa il disordine urbano delle biciclette legate a pali, alberi e ringhiere, è sempre più ampio. Ieri anche Legambiente si è schierata contro la decisione del vicesindaco e assessore al Trasporto Fabio Rolfi di multare i ciclisti indisciplinati, «è controproducente nell'ottica della mobilità sostenibile e di un piano organico del traffico urbano, multa chi non inquina ed è contrario a ciò che la stessa Giunta ha messo nero su bianco nel Piano della mobilità ciclabile», lamenta il presidente di Legambiente Brescia, Isaac Scaramella.
GLI AMBIENTALISTI si riferiscono in particolare alla pagina 71 del suddetto Piano, in cui si legge «Arriva un nuovo comma che autorizza ciò che di fatto avviene da sempre, cioè la sosta delle biciclette sui marciapiedi. Viene però puntualizzato che le stesse non devono recare intralcio ai pedoni». Norma ribadita anche nell'articolo 157 «che consente la sosta delle biciclette sui marciapiedi e all'interno delle aree pedonali in mancanza di apposite attrezzature di parcheggio – legge il presidente Scaramella – ma quando le rastrelliere non ci sono o sono insufficienti al numero di biciclette da parcheggiare, perché multare i cittadini per l'inadempienza del Comune? – e ancora – Che senso ha utilizzare un approccio elastico per poi contraddirlo dopo poche settimane con questa nuova ordinanza?».
Venerdì il vicesindaco Rolfi aveva cercato di smorzare le polemiche ricordando che già nel 2005 la giunta Corsini aveva vietato il parcheggio ‹scomposto› in corso Zanardelli e nel piazzale della Stazione, ma Legambiente ribadisce, «avevamo protestato allora e protestiamo oggi. Corsini ha sbagliato, perché continuare a sbagliare?». Legambiente accusa l'Amministrazione di adottare «la solita politica dell'annuncio. Prima illudono i cittadini con gli annunci di imminenti pedonalizzazioni del centro storico e piani per la mobilità sostenibile, poi emettono ordinanze che vanno nella direzione opposta e investono il denaro in progetti come il parcheggio sotto il castello o lo stadio a Buffalora. È un atteggiamento schizofrenico». Per invertire la marcia della mobilità, Legambiente chiede di «ritirare l'ordinanza multa bici, aumentare il numero delle rastrelliere e dare avvio al piano per la creazione delle piste ciclabili, perché la bicicletta è la speranza della mobilità urbana e muoversi in bici sarà tanto più sicuro quante più biciclette circoleranno».E.B.
«Divieto per le bici, perché?»

Nel fermento del dibattito online ha destato interesse ciò che ha scritto in una nota (polemica) su Facebook Italo Bonera, dipendente A2A, a proposito del divieto di ingresso di moto e bici nell'area aziendale dal 1° aprile 2010.
«UN BUON NUMERO di dipendenti di A2A, tra i quali il sottoscritto, sono autorizzati a entrare nell'area aziendale con l'autovettura, per motivi di varia natura - spiega Bonera -. Siamo una minoranza, ma piuttosto numerosa. Forse un centinaio». Ma le biciclette non sarebbero gradite: «Se oggi - continua Bonera - mi presento al passo carraio di A2A il SUV paleodiesel, con l'Hammer a kerosene o con un sottomarino nucleare, entro. In motorino o in bicicletta, no». La bicicletta tuttavia è una comodità: «Per molti il parcheggio delle biciclette dista dal posto di lavoro anche 500 metri, e per chi fa i turni diventa un'impresa ritirare il proprio mezzo a fine lavoro quando davanti ad esso si sono ammassati quelli dei colleghi giornalieri. Certo, non guasterebbe un po' di buona volontà da parte di noi dipendenti, ma un provvedimento così assurdo, era proprio il caso di prenderlo?».

Giornale di Brescia 19 giugno 2011

«Bici al palo» non ferma i ciclisti
E Legambiente chiede la revoca

Col mercato in piazza Loggia, sotto i Portici tante le due ruote
Scaramella: «Via l'ordinanza e piano per la mobilità sostenibile»

Rastrelliere ingabbiate in architetture di cerchi e telai colorati, ma anche molte bici assicurate alle ringhiere dei portici, invasi per le spese e lo shopping di sabato mattina. Ieri il centro storico si è svegliato così, sotto un sole estivo ancora incerto che non ha scoraggiato centinaia di bresciani dal montare in sella alla due ruote per una pedalata tra le vetrine e il mercato di piazza Loggia.
E se le condizioni meteo non hanno fatto paura, a destare qualche preoccupazione nei ciclisti più scrupolosi è stato il problema del parcheggio dei propri mezzi su corso Zanardelli, zona interessata dall'ordinanza che vieta il posteggio delle bici ai pali. Proprio qui le rastrelliere prima di mezzogiorno hanno registrato il tutto esaurito. Segno che bici e mobilità sostenibile nella Leonessa contano sempre più adepti. «Un cambiamento che questa Giunta sembra non voler capire - afferma Isaac Scaramella, presidente di Legambiente Brescia -, parlano di pedonalizzazione del centro, ma annunci e scelte amministrative sono in pieno contrasto».
Una situazione che «ribadisce l'assenza di un piano ragionato per la mobilità cittadina». Su quest'analisi Legambiente chiede il ritiro del provvedimento, «che va in una direzione contraria all'educazione del cittadino a muoversi in modo virtuoso», il ripristino delle Ztl, com'erano prima del ridimensionamento, e la marcia indietro sul parcheggio sotto il Castello. «Se l'ordinanza resta in vigore allora si provveda alla realizzazione di aree di parcheggio del tutto gratuite - continua Scaramella - bisogna premiare chi sceglie la mobilità sostenibile». «La schizofrenia e la contraddittorietà della Giunta si denota nei contenuti del Piano di mobilità - sottolinea Lucio Lorenzi del circolo cittadino - l'articolo 157 permette infatti il parcheggio delle due ruote sui marciapiedi secondo criteri di buonsenso». La protesta di Legambiente continua con l'adesione al bike-mob del prossimo martedì, alle 19, in piazza Loggia, seguita mercoledì, alle 18.30, dalla biciclettata che partirà dal presidio di largo Formentone.
Alessandro Carboni

«Biciscatenate», già 500 al bike-mob
E la rete s'infiamma: dite la vostra sul GdB
Mentre l'Amministrazione annuncia per lunedì sconti alla pensilina per le bici, in Stazione anche ieri le rastrelliere sono rimaste «sature» fino al tardo pomeriggio. Tante le bici legate ad alberi e recinzioni delle aiuole, in deroga alla norma nell'occhio del ciclone. Solo due gli avvisi di rimozione appesi ai manubri dai vigili, datati però 16 giugno. La domanda è: la mancata rimozione - prevista dopo 24 ore - è frutto di una dimenticanza o il primo «allentamento» delle maglie dopo le reazioni del popolo dei pedali? Intanto nell'oceano del web la tempesta di malcontento imperversa sui profili Facebook di molti bresciani.
Affollate poi in rete le pagine pubbliche della comunità «Brescia ciclabile» e «Biciscatenate» di Brescia per Passione, l'associazione promotrice del «bike-mob» annunciato per martedì 21 giugno, dalle 19 alle 20, in piazza Loggia. Un'azione collettiva «per dire no all'ordinanza che colpisce le bici e i mezzi di trasporto più deboli e per ribadire il sì a una città che ama le bici e vuole essere bella, non inquinata, più ordinata e vivibile», è la dichiarazione d'intenti che campeggia. A dar man forte, i commenti di numerosi utenti che hanno subito risposto all'appello: «W i ciclisti!», «Bella iniziativa», ma anche «Legge ingiusta», con diverse sollecitazioni alla Giunta per la realizzazione di un piano di mobilità pedonale e ciclabile valido ed efficiente. E sono già più di 500 le conferme di partecipazione giunte sempre via Facebook, che se mantenute, e rafforzate dal passaparola, darebbero alla mobilitazione dimensioni considerevoli. A tutti i ciclisti in piazza, muniti di bici e catena, sarà chiesto di applicare alle due ruote il messaggio «No all'ordinanza colpiscibici».
L'ordinanza pare del resto non piacere neppure ai lettori del Giornale di Brescia: sul sito due su tre vedono di cattivo occhio il provvedimento della discordia: in poche ore 470 i pareri espressi sul «Dite la vostra» presente sulla homepage di www.giornaledibrescia.it. E ben 320 hanno «cliccato» il loro no al provvedimento della Loggia, il 68% del totale. a. carb.

Comitati  in sella il 22
E la biciclettata si fa protesta

Numerosi i movimenti e le associazioni cittadine che in questi giorni hanno alzato voci di protesta contro la 24202/11 del 30/03, l'ordinanza dello scorso marzo che vieta la permanenza dei velocipedi su piazza della Stazione, via Togni, via Gambara, via Foppa, via Solferino, corso Zanardelli, via X Giornate e piazza Repubblica.
Una misura che molti ciclisti e ambientalisti bresciani vedono come restrittiva e non certo di buon occhio. Così alla biciclettata di protesta che partirà mercoledì 22 giugno, alle 18.30 da largo Formentone, teatro in questi giorni del presidio della protesta per la Sanatoria, saranno presenti oltre a Legambiente anche il Comitato per la Salute, la Rinascita e la Salvaguardia del Centro storico e il Movimento per la partecipazione «CittadineCittadini».
«A mortificare ulteriormente le prospettive di quanti erano ben predisposti ad accogliere il nuovo piano della mobilità è arrivata la sortita di multare le biciclette che non ben posizionate negli spazi ad esse adibiti - si legge in una nota congiunta diffusa nel pomeriggio di ieri dai due movimenti e firmata dai portavoce Rosangela Niccoli e Franco Catalano -. Un provvedimento che avrebbe senso se completato con l'adeguamento di appositi spazi gratuiti e non con l'imposizione del pagamento del parcheggio, come accade oggi in stazione».

Immagine tratte dal blog di Laura Castelletti




Giornale di Brescia 18 giugno 2011

Bici al palo, la protesta corre in strada e sul web

Fioccano le reazioni all'ordinanza «salva ordine» voluta dal vicesindaco: in rete si registrano

le critiche dei ciclisti, mentre viene confermato il «bike mob» di martedì 21 alle 19 in piazza Loggia


Nessuno tocchi le bici, tantomeno quelle legate ai pali. È questo l'imperativo dei ciclisti bresciani che sulla Rete danno sfogo alla protesta.
Se da un lato sul blog di Laura Castelletti prende connotati precisi il «bike mob» organizzato per martedì alle 19 in piazza Loggia, su Facebook si moltiplicano i «like» - ovvero i pollici alzati, espressione di un favore - alla pagina «Biciscatenate» che promuove la riunione per dire no all'ordinanza ribattezzata «colpiscilabici». Requisiti richiesti ovviamente bicicletta, catena e la volontà di dire sì ad una «città che ama le biciclette e vuole essere bella, non inquinata, più ordinata e vivibile».
La sollevazione dei ciclisti prende poi la forma di nuovi post dove apertamente si criticano i «modi» con cui è stata applicata l'ordinanza. Si legge infatti: «Prima addirittura il sequestro e dopo gli avvisi e soprattutto prima le proibizioni e poi (non si sa quando) le rastrelliere in cui alloggiare legalmente le biciclette. Senza entrare nel merito dei due pesi e delle due misure utilizzate nei confronti degli utenti della città: i ciclisti che si recano al lavoro perseguitati (zona Stazione), gli «inquinatori dei Suv» che quotidianamente intralciano le strade all'altezza delle varie scuole (vedi via Trieste o contrada Delle Bassiche) benevolemente tollerati. Stesso tam tam su Twitter dove si trova ricapitolata la vicenda dell'ordinanza e l'incongruenza di trattamento tra ciclisti e automobilisti. Anche il Codacons aggiunge la sua voce al coro dei no. «Multe e tenaglie contro le bici, il Comune spara sulla Croce Rossa». Il messaggio del presidente Lorenzo Grassano è eloquente. La notizia approda anche sui Tg nazionali e sulle radio. Insomma, il provvedimento continua a far discutere. Di fatto i controlli continuano. Sul piazzale della Stazione ieri pomeriggio intorno alle 16 c'erano altre biciclette dotate di avvisi di rimozione. I cartellini portavano la data di ieri. I controlli della Locale, stando ai riferimenti degli avvisi, sono stati compiuti durante la mattina. Quello che però non torna è vedere altre biciclette legate in luoghi proibiti con avvisi di rimozione risalenti al 14 giugno. La domanda è: «Perché alcune bici sono state rimosse e altre no?».
Cecilia Bertolazzi

NEL 2005 STESSE INDICAZIONI, MA NESSUNA MULTA

Rolfi pubblica l'ordinanza «gemella» firmata Corsini
Fabio Rolfi, vicesindaco e promotore degli interventi salva decoro sul suo sito (www.fabiorolfi.net) si sfoga scrivendo «Ci sono ordinanze buone e ordinanze cattive» svelando l'esistenza di «un provvedimento simile, per non dire identico, a quello adottato in questi giorni (peraltro rimasto vigente sempre sino all'adozione della nuova ordinanza)» emanato nel 2005 a firma Paolo Corsini, l'allora sindaco. L'ordinanza è allegata e, in effetti, le zone in cui la sosta al palo veniva vietata sono le stesse delle attuali tranne che per via X Giornate e corso Zanardelli. L'intento del vecchio provvedimento (come dell'attuale) era fare ordine specie sul piazzale della Stazione dove era stato appena posizionato il parcheggio per le bici. L'unica non trascurabile differenza sta nel fatto che l'ordinanza «non fu mai applicata» come ricorda Ettore Brunelli ex assessore alla Mobilità e Traffico. «La sfido a trovare qualcuno a cui fu fatta una multa. In ogni caso se ha sbagliato Corsini non è detto che debba farlo anche Rolfi. L'ordinanza attuale è ancor più insensata dato che il problema prioritario della città sembra sia quello delle bici». c. ber.

Giornale di Brescia 18 giugno 2011

I residenti in centro: «Ridateci le Ztl»

Massoletti: «Sì a pedonalizzazione e nuovo parcheggio»

Un centro che resta nel cuore dei bresciani (a dimostrarlo sono i cittadini che per il 65% delle volte utilizzano il trasporto pubblico proprio per raggiungerlo) e che «va pedonalizzato con criterio e condivisione, perché fondamentale resta la sua impermeabilità» sottolinea il vicesindaco Fabio Rolfi. «Ridateci le Ztl e restituiteci gli stalli per la sosta riservati, perché la sopportazione e il degrado sono al limite della sopportazione» ribatte Emanuela Tura, in rappresentanza dei residenti. L'occasione del faccia a faccia è la tavola rotonda su «Mobilità dolce in centro storico. Il caso Brescia», ultima tappa della due giorni della Conferenza internazionale, andata in scena ieri pomeriggio nella Sala Piamarta.
Al centro del dibattito coordinato dal professor Roberto Busi il concetto di mobilità dolce, un principio che parte da una «sempre più necessaria rivoluzione culturale ed etica, il cui passaggio concreto passa attraverso una trasformazione urbanistica della città», in cui il concetto cuore deve tornare ad essere la «vivibilità dei luoghi». E se nessuno ha avuto nulla da dire sulla bicicletta - che per Giorgio Guzzoni degli Amici della bici resta «il mezzo compatibile tanto con la pedonalizzazione quanto con i concetti di accessibilità e sostenibilità - a porre senza giri di parole le questioni sul tavolo sono stati i residenti.
«Un tempo - ricorda la Tura - vivere nel nucleo antico era un privilegio, perché in sé racchiudeva tutta quella rete di servizi che rendevano più semplice la vita quotidiana. Ma nel momento in cui si stava concretizzando un percorso, dal 2007 in avanti il quadro non ha fatto che peggiorare». Sul banco degli imputati, oltre alla rimozione delle Ztl, anche la chiusura delle Lam. «Troppo lo spazio riservato al terziario che ha smorzato la linfa del centro, il Piano sosta è stato un errore clamoroso perché consentire a tutti di parcheggiare rende insostenibile la vita di chi risiede in città». Poi, il j'accuse, tutto rivolto a politiche amministrative che non convincono: «Si creino delle zone di sosta dedicate alle biciclette visto che non è consentito legarle ai pali, ma soprattutto si riposizionino le panchine negli spazi pubblici, che devono essere vissuti». Un no netto arriva anche al progetto del parcheggio sotto il Castello: «I parcheggi si fanno fuori dalle mura venete, non dentro».
Un punto, questo, che non trova d'accordo né il vicesindaco Rolfi («l'obiettivo è vivere la città senza imposizioni e tutte le città d'Europa hanno un posteggio nelle vicinanze del centro per consentirne l'accesso») né Carlo Massoletti (Ascom). «Non esiste una rete commerciale d'eccellenza e di qualità senza una corretta infrastruttura che consenta e garantisca il passaggio dei cittadini - incalza -. Le Ztl non sono la soluzione, piuttosto avanti tutta con una pedonalizzazione razionale».
Nuri Fatolahzadeh


Giornale di Brescia 18 giugno 2011


Parchimetri, rivoluzione intelligente

Parte lunedì il sistema Neos Park già adottato da altre grandi città. Una carta prepagata
permette di «scontare» il pedaggio senza far ricorso alle monete, sfruttando la tecnologia

La rivoluzione corre sul filo del... wireless, o meglio a Brescia arriva il sistema «Neos Park» e cambia il modo di parcheggiare in città. Da lunedì, infatti, entra in funzione la card multi-città, ricaricabile con tariffazione a minuto. «Un sistema comodo, pratico e econonomico che permetterà di far superare l'impasse solito della sosta a parchimetro, con la caccia alle monetine, piuttosto che il rischio di prendere una multa per la loro mancanza o la scadenza del biglietto prima di aver terminato i propri impegni in centro», come ha sottolineato il sindaco Adriano Paroli. La rivoluzione nel parcheggio passa dunque un dispositivo intelligente che conteggia la tariffazione del parchimetro al minuto, una carta ricaricabile che unisce la più avanzata tecnologia contactless ad un funzionamento semplice ed intuitivo, che consente al cittadino di pagare solo l'effettivo tempo di sosta.
«La tariffazione applicata infatti è quella al minuto e per farlo non occorre scendere dall'auto alla ricerca della colonnina, ne cambiare il taglio alle monete: basta premere un tasto per poter iniziare la sosta e uno per interrompere il pagamento», spiega l'ing. Marco Medeghini, Direttore Generale di Brescia Mobilità e Sintesi. Ma non è tutto: Neos Park è anche un dispositivo intelligente che non scala il credito al termine dell'orario di pagamento giornaliero della sosta, ne nei periodi di interruzione, come ad esempio la pausa pranzo. Inoltre emette un segnale sonoro ogni minuto, utile per ricordarsi di spegnerlo una volta rientrati nell'auto. Come hanno spiegato i responsabili dell'azienda che pone a disposizione di Brescia Trasporti il sistema, «Neos Park è programmato con le diverse zone e le relative tariffe di tutti i Comuni in cui è attivo (Mantova, Alessandria, Asti, Borgosesia, Bra, Chieri, Fossano, Gattinara, Imperia, Mantova, Mondovì, Rivarolo, Saluzzo, Savigliano, Settimo Torinese, Varallo...). Il credito e la card non hanno alcuna scadenza».
Brescia Mobilità ha deciso di puntare sulla diffusione del Neos Park come l'unico sistema in grado di evitare le multe ai cittadini e di rendere più veloce e pratico il pagamento della sosta. Per questo i primi 1.000 clienti che acquisteranno la Neos Park card troveranno, compreso nel prezzo (29,90 euro) 10 euro di credito omaggio precaricati sulla card e utilizzabili fin da subito. Una volta esaurito il credito, Neos Park si può ricaricare con un importo a scelta fino a un massimo di 50 euro, presso i 20 punti vendita e ricarica attivi in città.
Roberto Manieri


Bresciaoggi 17 giugno 2011

LA SCOMMESSA. Il Comune sta cercando di capire se e come sarà possibile far lievitare fino a 50 milioni i passeggeri del trasporto pubblico

Rolfi: «La metropolitana va estesa»

Mimmo Varone

Il vicesindaco: «13,2 milioni di euro l'anno di oneri finanziari non sono sostenibili a lungo Decisivi il biglietto bloccato a 1,20 e l'integrazione con il trasporto pubblico provinciale»

La prima sfida della metropolitana leggera sarà portare alla svelta a 50 milioni i passeggeri del trasporto pubblico locale bresciano. E con il biglietto a 1,20 euro. Non sarà sfida facile, anche perché così com'è «non è particolarmente attrattiva». Lo ha detto due giorni fa il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi davanti alla commissione Metrobus, lo ha ripetuto ieri il vicesindaco, nonché assessore alla Mobilità e traffico, Fabio Rolfi.
Qualcosa bisognerà inventarsi con il nuovo Piano finanziario da licenziare entro luglio, perchè «13,2 milioni all'anno di oneri finanziari non sono sostenibili a lungo dalla Loggia», ricorda Rolfi. In realtà gli oneri per ripagare i 420 milioni di debiti contratti (320 per la realizzazione dell'opera e 99,7 per riserve d'impresa e annessi) arriveranno a 28 milioni l'anno. Rolfi al momento preferisce pensare solo all'ammortamento dei 220 milioni di mutuo con la Cassa depositi e prestiti, ma ci sono anche gli altri. Per farvi fronte - spiega, in sintonia con Prignachi - la Loggia sta elaborando una strategia in tre punti: nuove entrate, integrazione del trasporto pubblico provinciale e urbano, estensione del metrò.
FORSE IL PROGETTO di legge sul trasporto pubblico lombardo approvato mercoledì dalla Giunta Formigoni darà una mano con il bacino unico provinciale. I contratti di servizio della Loggia con Brescia Trasporti e del Broletto con Sia-Saia sono stati prorogati fino a luglio 2012 e i tempi per le nuove gare dovrebbero incastrarsi con l'approvazione della legge. Si potrebbe avere un gestore unico, che faciliterebbe una programmazione provinciale del servizio su gomma anche in funzione del metrobus.
Ma per ora non c'è nulla di certo, le aziende del trasporto extraurbano neanche si sognano di trasferire al sistema urbano un paio di milioni di passeggeri. E Prignachi lo sottolinea. Il piano di gestione presentato da Brescia Mobilità alla commissione Metrobus oltre a quei due milioni ne prevede altri 4,8 intercettati ai parcheggi d'interscambio, 6,2 da minor uso dell'auto e 2,3 da nuova mobilità attratta dal metrò. In tutto oltre 15 milioni di nuovi passeggeri, ma in via precauzionale il business plan fa affidamento sulla metà, fermo restando un biglietto «competitivo» a 1,20 euro.
D'altronde non è che il grosso delle cifre venga dai biglietti. Calcolando abbonamenti e sconti, con le tariffe attuali il ricavo medio per passeggero è attestato su 0,29 euro. Portarle a 1,30 euro con 50 milioni di passeggeri frutterebbe poco più di 2 milioni di euro in più.
In tutto questo, dunque, l'unico punto fermo sembra essere il biglietto a 1,20 euro anche per la metropolitana. Prignachi sottolinea che portarlo a 1,90 come da vecchio Piano finanziario del 2004, nella situazione attuale «manderebbe in crisi un sistema nato debole». E che la Loggia vuole rafforzare in tre mosse.
Le nuove entrate sono già allo studio. Rolfi (e La Lega) per ora non si sbilancia ma dà quasi per scontata l'addizionale Irpef dello 0.20 per cento, che dovrebbe fruttare 6 milioni secondo le prime stime.
Grande affidamento si fa sul bacino unico provinciale che dovrebbe razionalizzare il trasporto su gomma, piegarlo in funzione del metrò, eliminare sprechi e doppioni di linee. Terzo punto è l'estensione della metropolitana sfruttando l'esistente. «La nuova fase di espansione sarà inserita nel Pgt - annuncia Rolfi -, punterà sull'intermodalità e sul recupero delle reti ferroviarie suburbane esistenti e sottoutilizzate».
ANCHE SU QUESTO la regia complessiva per ferro, gomma e extraurbano prevista dal progetto di legge regionale dovrebbe dare una mano. Si vedrà. Al momento la priorità della Loggia è trovare quei 28 milioni annui di oneri finanziari, che andranno appostati in Bilancio nel capitolo spese correnti, e dovranno essere trovati «o con tagli ai servizi - ricorda Rolfi - o con nuove entrate». L'addizionale Irpef risolve solo in piccola parte. Le soluzioni per far quadrare i conti dovranno essere diverse e forse anche fantasiose.

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Bresciaoggi 17 giugno 2011

Nuova legge, tra piani di bacino e agenzie Tpl

Integrazione tariffaria, risorse assegnate attraverso criteri di premialità, Agenzie del Tpl, 7 piani di bacino e impegno per la mobilità sostenibile. Sono le novità della proposta di riforma del trasporto pubblico locale (che riprende la proposta del 2009) approvata mercoledì dalla Giunta Formigoni.
IL TERRITORIO REGIONALE viene diviso in 7 piani di bacino. Gli strumenti di programmazione verranno rafforzati con una maggiore sinergia tra la programmazione regionale e locale realizzata dalla Conferenza regionale del Tpl (Enti locali, sindacati, aziende di trasporto, associazioni consumatori e utenti). Debutteranno le Agenzie per il Tpl, nuovo strumento per la gestione associata delle funzioni del trasporto pubblico locale. Dovranno superare limiti e difficoltà di coordinamento tra i servizi di area urbana, interurbana e regionale. Saranno costituite da Province, Comuni capoluogo e da una rappresentanza dei Comuni compresi nella provincia stessa.
Il sistema informativo unico dovrà restituire ai responsabili della programmazione e agli utenti un quadro chiaro su organizzazione dei servizi, qualità e sistemi tariffari. L'assegnazione delle risorse sarà per costi standard e premierà il conseguimento di obiettivi stabiliti superando il criterio dello «storico» erogato. La riforma attribuisce un ruolo per lo sviluppo della mobilità sostenibile, anche con la promozione di car sharing, car pooling o bike sharing. Prevede un sistema tariffario integrato unico su scala regionale per la piena intermodalità del Tpl e conferma l'assegnazione dei servizi attraverso gare ad evidenza pubblica. MI.VA.


Bresciaoggi 17 giugno 2011

IL GIRO DI VITE. Nuove norme nel regolamento del trasporto pubblico locale presentato a palazzo Loggia, rivisitato dal Comune e da Brescia Trasporti

Sugli autobus la rivoluzione del «bon ton»

Angela Dessì

D'ora in poi cani a bordo gratis Passeggino aperto e senza costi Precedenza a donne incinte e invalidi: «sorveglierà» l'autista

Passeggini e animali domestici gratis e precedenza assoluta sui posti a sedere alle donne incinte e alle persone con difficoltà motorie: sono le principali novità del Regolamento del trasporto pubblico locale 2011 presentato ieri a Palazzo Loggia, un testo al quale il Comune di Brescia e Brescia Trasporti non mettevano mano dal 2003 (data in cui venne inserita la «famosa» Omnibus Card) e che necessitava di un deciso ammodernamento, non solo per armonizzarlo ai provvedimenti regionali in materia - dalle tessere di libera circolazione per le forze dell'ordine ai sistemi di videosorveglianza a bordo - ma anche per «renderlo più comodo e fruibile per gli utenti», come specifica l'assessore alla Mobilità e al Traffico Fabio Rolfi.
Le modifiche (che come scritto nelle delibera di Giunta del 2 maggio scorso rispondono all'esigenza di «rivedere le condizioni generali di trasporto pubblico locale e introdurre benefici per gli utenti) possono sembrare «di poco conto - precisa ancora Rolfi - ma vanno in realtà nella direzione di una sempre maggiore sicurezza e versatilità del servizio». E con un occhio di riguardo, sottolinea il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi, al «richiamo alla buon educazione».
LA NOVITÀ più «rivoluzionaria» è il «passeggino free». Sino a oggi infatti una mamma con bambino a seguito che viaggiava su un autobus di linea era costretta (con conseguente esborso di soldi e fatica) a chiudere il passeggino, prendersi il pargolo in braccio e pagare un biglietto in più per il carrozzino chiuso e inutilizzato che occupava un volume. Oggi, invece, la stessa mamma potrà comodamente portare con se il passeggino aperto con il bimbo a bordo, e senza sborsare un euro di più. Certo, ora come ora solo i due terzi dei mezzi di Brescia Trasporti (circa 150 autobus) sono provvisti dello spazio polifunzionale per i passeggini ma il direttore Claudio Garatti assicura che «se si escludono le fasce di affollamento mattutino praticamente tutti i veicoli in circolazione durante la giornata sono omologati».
Importanti anche le prescrizioni che sanciscono la gratuità dei cani (prima il padrone - a meno che non si trattasse di un cane per ciechi - pagava un biglietto in più per l'amico a quattro zampe!) e la precedenza assoluta data alle persone con limitate possibilità motorie e alle donne gravide. «La priorità non riguarda più solo i posti per invalidi ma è estesa a tutti», spiega il direttore Garatti che sottolinea come «il conducente dell'autobus ora abbia titolo di intervenire se la norma non viene rispettata».
Ancora, nel nuovo regolamento è contenuta la rimodulazione da un sesto a un ventesimo della sanzione per l'abbonamento dimenticato: il che, in sostanza, sta a significare che chi viaggia sugli autobus senza portare con se il titolo di viaggio mensile o annuale è punibile con una multa di 6 euro. Non una grande cifra, certo, ma una infrazione che a differenza di quanto accade oggi verrà comminata senza scusanti («a settembre - spiega ancora il direttore di Brescia Trasporti - partiremo con una campagna di sensibilizzazione per educare i giovani al fatto che questa dimenticanza verrà punita»). Ultime innovazioni, il recepimento delle norme sulle tessere di libera circolazione delle forze dell'ordine (che potranno viaggiare gratis anche fuori dall'orario di servizio) e quelle che rendono nota la presenza dei sistemi di videosorveglianza con telecamere a circuito chiuso installati su oltre un terzo degli automezzi di Brescia Trasporti.

Giornale di Brescia 17 giugno 2011

Autobus a prova di... mamma

Nel nuovo regolamento, uno spazio gratuito per i passeggini
Spazio ai passeggini - che saranno accolti in versione «estesa» senza il pagamento di un ulteriore biglietto - e agli amici a quattro zampe - purché muniti di apposita museruola -, ingresso libero e gratuito alle Forze dell'ordine anche se fuori servizio. E per chi dimentica l'abbonamento la sanzione resta, ma si abbassa a sei euro. Queste le principali modifiche - in parte deliberate dalla Giunta, in parte subentrate con il nuovo regolamento regionale - al regolamento del trasporto pubblico locale. Tutte direttive - presentate ieri dal vicesindaco Fabio Rolfi insieme al presidente e al direttore di Brescia Trasporti, Andrea Gervasi e Claudio Garatti - in vigore dalla fine di maggio e che saranno accompagnate da due campagne di sensibilizzazione al via subito dopo la pausa estiva. La prima, dedicata agli studenti, inviterà ad obliterare il proprio abbonamento; la seconda - più «informativa» - sarà invece dedicata alle mamme.
«Si tratta di un aggiornamento e di piccole modifiche utili però nella vita di tutti i giorni - spiega Rolfi -. L'obiettivo è cioè di modernizzare regole ormai datate, cosicché i cittadini possano sfruttare i bus di linea con più comodità».

Giornale di Brescia 17 giugno 2011

«Che città è diventata Brescia che multa i ciclisti?»
«Buongiorno, vi scrivo per sottoporre alla vostra attenzione la seguente vicenda. Ieri mattina sono arrivata in stazione alle 7.10 e non c'era più un buco libero per parcheggiare la bici. Dopo aver fatto un bel giro, la attacco alla ringhiera della aiuola accanto alla rastrelliera (Il treno era alle 7.27).
Torno alle 4 da Milano e la bici non c'è più!!! Disperata (ho appena speso più di 100 euro tra seggiolino per mia figlia, cestino e revisione generale), penso che me l'abbiano rubata. Mentre sono al telefono con mio marito si avvicina un ragazzo che mi dice: «guarda che te l'hanno portata via i vigili!».
Io penso che scherzi ma lui insiste. Ancora incredula (non c'è nessun cartello) provo a bussare al posto di polizia municipale della stazione che è però (alle 16.15) chiuso. Chiamo i vigili al telefono e finalmente mi passano l'ufficio di polizia amministrativa: «si signora abbiamo sequestrato parecchie bici oggi». Scongiuro il vigile di farmi andare subito a ritirarla ma «signora siamo chiusi al pubblico il pomeriggio e poi, cosa crede, devo ancora protocollarle tutte». Esterrefatta e furibonda vado a casa a piedi.
A casa leggo su internet dell'ordinanza, dei cartelli e degli avvisi premonitori (il sequestro non dovrebbe avvenire dopo 24 ore?). Stamattina (ieri) alle 8.30 vado a ritirare la bici in via Milano (...). L'agente mi comunica che mi arriverà una multa di 39 euro cui ho subito sommato 10 euro del lucchetto nuovo (mi hanno tranciato quello vecchio per rimuoverla). Ma che città è diventata Brescia? Macchine e Suv sono parcheggiate dappertutto e poi si portano via le biciclette alla gente che va a lavorare. Il vice sindaco Rolfi (cito dal sito del Comune) crede che la mobilità ciclabile debba essere incentivata (...). Ma chi pensate di prendere in giro?
Vivo e lavoro a Brescia e utilizzo da sempre la bici per comodità e per scelta. Sono indignata e pretendo - da cittadina - una spiegazione». (Lettera firmata)



SULLA RETE

Il dibattito si accende e tra commenti e post si pensa al «bike mob»
«Qui ci vuole la rivolta dei ciclisti». Lo intitola così Laura Castelletti il post sul suo blog e già si capisce di che cosa si tratta. Oltre a illustrare l'ordinanza che riguarda le due ruote, la Castelletti lancia la provocazione.
«Mi verrebbe voglia di andare in Piazza Loggia, attaccare la bicicletta a un lampione e invitarvi ad agganciare le vostre bici alla mia … e non è detto che non lo faccia (avendolo scritto mi danno l'aggravante della premeditazione?)». Insomma, ironia a parte, i commenti non si fanno attendere. Così come non si farà attendere l'idea dei «gnari» di Brescia per passione per dimostrare che il provvedimento è «sbagliato e punitivo nei confronti di chi usa la bicicletta».
Tanto che, ma la cosa è in via di definizione, si sta pensando «ad una sorta di bike mob martedì prossimo alle 19. Potrà unirsi chi la pensa come noi e vuole manifestare pacificamente» aggiunge la Castelletti. Alla blogger per passione non sfugge nemmeno un altro dettaglio. «Quel che mi sembra assurdo poi è impiegare dei vigili per questo genere di lavoro, mi sembra che in città ci siano ben altre priorità».
Sulla Rete, Castelletti a parte, il tema tiene banco. Su Facebook sono tanti coloro che postano commenti e fotografie a corredo che mostrano gli avvisi di rimozione. C'è anche chi suggerisce tecniche anti rimozione. («Condivido l'amarezza e lo stupore della gente, ma sento il dovere di mandare un messaggio: ragazzi e ragazze: legate meglio le bici. Chiedete nelle ferramenta un lucchetto e catena antitaglio. Ottimi i modelli Israeliani ;-)») L'argomento poi si allarga e dalle bici si passa a discutere virtualmente di piazzale Arnaldo («Chiuso alle auto è un vero disastro» si legge) o agli automobilisti indisciplinati. «(Multate loro piuttosto, mica i ciclisti»).

Giornale di Brescia 17 giugno 2011

Bici al palo, la bonifica inizia in stazione

L’ordinanza di fine marzo miete le prime «vittime»: 30 rimozioni solo mercoledì
La Locale ha cominciato dallo scalo cittadino, entro fine mese altri interventi

Dalla teoria alla pratica. L'ordinanza di fine marzo - quella che di fatto vieta di legare le bici fuori dalle rastrelliere principalmente su via X Giornate, corso Zanardelli e piazzale Stazione - ha mietuto mercoledì le prime «vittime». Rimozione coatta per 30 due ruote trovate fuori dagli stalli appositi.
Gli avvisi di rimozione che gli agenti della Locale avevano legato a manubri, pedali e sellini sono serviti a poco e 24 ore dopo è scattata la «bonifica», come la definisce il comandante Roberto Novelli.
«La prima fase di applicazione dell'ordinanza ha previsto il posizionamento della segnaletica - spiega Novelli - si è passati poi agli avvisi e solo mercoledì, lasciando dunque ancora qualche giorno ai cittadini per metabolizzare il provvedimento, (si doveva iniziare domenica, ndr) abbiamo iniziato le rimozioni».
Interventi, questi, che nell'ottica del «fare ordine», soprattutto in centro e in stazione, continueranno. La previsione del Comando di via Donegani è di altre «due, tre operazioni cospicue entro giugno».
Che fine fanno però le bici «sgomberate»? Caricate sul camioncino della Locale (come si vede nella foto qui a lato), vengono depositate nel grande magazzino del Comando adibito a deposito di biciclette rimosse o ritrovate.
Per riavere indietro il mezzo occorre rivolgersi all'Ufficio di Polizia Amministrativa (030/2978340) per le verifiche. Segue la fase «dolente»: quella del pagamento. Solitamente 50 euro di sanzione (l'ordinanza fissa un minimo di 25 e un massimo di 500) a cui si devono aggiungere le spese di rimozione, altri 50 euro. Se poi in casa non si dispone di un'altra catena o lucchetto, anche qui sono altri euro che se ne vanno. A qualcuno conviene comprarsi una nuova bicicletta.
Il «problema» però che si pone al ciclista ben intenzionato, colui cioè che pur di non rinunciare alla pedalata cittadina si mette di buona volontà per rispettare ordinanza, regolamento della Polizia Urbana e Codice della strada - anche qui quanti divieti per il posteggio della bici: banditi i pali della segnaletica e le zone monumentali - è quello di non trovare «posto» nelle rastrelliere. Un «sold out» che specie in certi orari, è praticamente assicurato. Come comportarsi? In Stazione si può ripiegare sul parcheggio coperto che in cambio di un euro garantisce la sosta sicura per l'intera giornata.
Ma in altre zone che si fa? Per ora si aspetta che vengano posizionate, almeno nelle aree dell'ordinanza, nuovi posti bici. Oggi si comincia con 18 stalli in via Sostegno. c. ber.



Rolfi sui pedali fra rastrelliere piene, lucchetti e proteste

Biciclettata «esplorativa» attraverso la città con il vicesindaco sulle vie dell’ordinanza
Monta in sella con l'abito d'«ordinanza» Fabio Rolfi, incurante del caldo e del colpo di ferro di cui avranno bisogno poi i suoi pantaloni. Ma il vicesindaco ci sta alla pedalata sulle «vie dell'ordinanza» e dopo essersi fatto prestare la bici da un commesso della Loggia, «perché io uso solo Bicimia», si parte. Mentre si fanno girare i pedali verso via X Giornate viene fuori la «filosofia» dell'ordinanza.
«È bello vedere le bici sparse qua e là senza senso? Dietro l'ordinanza c'è l'idea del rispetto del decoro urbano, dell'ordine. Mi chiedo: se il Comune predispone degli spazi per legare le bici, perché non usarli? Con l'ordinanza non si vuole infierire, ci mancherebbe». Sì, ci mancherebbe. Certo è che se le rastrelliere ci sono, spesso, anzi, molto spesso, sono già occupate. Faccio presente il «dettaglio» al vice sindaco mentre dai portici tagliamo per piazza Paolo VI, dove, «incredibilmente, forse a forza di multe» non c'è nemmeno un'auto parcheggiata nel rettangolo davanti l'ingresso del Duomo nuovo. «È vero, in certe aree i posti vanno incrementati - continua Rolfi - ad esempio qui (siamo davanti al Duomo vecchio). Arriveranno così come arriverà la pedonalizzazione delle piazze».
Per ora la direzione che prendiamo è verso corso Zanardelli. Uno sguardo a piazzetta Vescovado. «Beh, qui non si può dire che manchino i posti». Vero e, sebbene ci sia un certo affollamento, qualche «buco» si trova. Si procede giù su via Mazzini, destra: siamo in corso. Ah, qui qualche nota dolente c'è, proprio sotto il portichetto (per la verità ancora via Mazzini) di fronte alla profumeria. Alle catene che separano il passaggio coperto dalla strada sono legate - orrore - ben tre biciclette. «Queste sono situazioni che non vanno bene, mi dica lei, è bello?». Tergiverso. Mi «salva» la signora Patrizia che non può credere di incontrare Rolfi. «Adesso mi dica dove la metto io la bici, sono costretta a lasciarla in autosilo. Uno la usa per non inquinare, viene a lavorare e che succede? Rischia anche di prendere la multa o di vedersela rubare. Ma le pare? Mi dica se c'è un posto libero?». Al confronto si unisce anche l'edicolante. «Vero, ma quanto pericolosi sono i ciclisti che pedalano sotto i portici, con i bambini in giro?». Rolfi abbozza una risposta. «Sì però non aggiungiamo problemi a problemi. Ora pensiamo ai posti bici». La signora Patrizia riprende la parola per proporre la «sua» soluzione. «Perché non si fa un bel parcheggio dietro il vecchio cinema Crociera? Problema risolto». Detto questo ci si saluta. Si prosegue. Davanti alla Feltrinelli altre rastrelliere. Un solo posto libero. Dietro l'angolo però di spazi ce ne sono. «Insomma a volte basta spostarsi di qualche metro, è un fatto di cultura» dice Rolfi. Sì, ma il bello della bici non è arrivare proprio davanti al posto in cui si deve andare?
Andiamo avanti. Tocca alla stazione. Qui le bici fuori posto solo almeno una decina, nonostante alcune disponibilità nelle rastrelliere e nel deposito coperto che a piano terra, però, registra il tutto esaurito degli abbonati (306 gli stalli totali a disposizione). «È qui che si deve intervenire, qui dove l'alternativa c'è e va sfruttata. Aggiungeremo altri posti. Così come in via Sostegno dove - e intanto siamo là - come vede nonostante le bici attaccate al cancello non c'è nemmeno un avviso di rimozione».
Cecilia Bertolazzi

«Chiedo di estendere l'ordinanza anche a via dei Mille»
«Buongiorno. Volevo segnalare la possibilità di estensione dell'ordinanza relativa al parcheggio delle biciclette che è entrata in vigore in questi giorni anche ad altre zone della città. Penso, ad esempio, a piazza Garibaldi e via Ugoni. In queste aree le biciclette sono parcheggiate davvero ovunque in maniera disordinata e indecorosa creando confusione. In questo modo si registra la perdita di decoro dell'intera strada. Questo è un suggerimento che spero possa essere accolto. Grazie mille e buon lavoro». (lettera firmata)
Questa è solo una delle lettere ricevute in questi giorni dal vicesindaco e assessore al Traffico Fabio Rolfi. «Si tratta di richieste di estensione della delibera anche ad altre zone della città - spiega Rolfi - in pochi giorni nel mio ufficio e al mio indirizzo mail ne ho ricevute diverse».
I cittadini che hanno scritto al vicesindaco hanno indicato come zone di intervento oltre a Corso Garibaldi, via dei Mille e Curt dei Pulì.

Giornale di Brescia 16 giugno 2011

In Regione via libera  alla legge  di riforma
Via libera dalla Giunta lombarda alla riforma del trasporto pubblico locale. Il provvedimento, che ora passerà all'esame del Consiglio, introduce l'integrazione tariffaria, risorse assegnate attraverso criteri di premialità, la nascita delle Agenzie del Tpl, la divisione del territorio regionale in 7 piani di bacino e un impegno confermato per la promozione della mobilità sostenibile. Queste le novità introdotte dalla proposta di legge di riforma del trasporto pubblico locale approvata ieri dalla Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell'assessore Raffaele Cattaneo e che, dopo la discussione in Consiglio regionale e l'approvazione definitiva, sostituirà l'attuale legge unica.
Dopo aver risolto le problematiche finanziarie, il PdL riprende e sviluppa la proposta già deliberata dalla Giunta il 28 ottobre 2009 e non approvata nell'ultimo Consiglio regionale della scorsa legislatura, che recepiva i contenuti del «Patto per il Trasporto Pubblico Locale in Lombardia» (del novembre 2008) sorto dai lavori del «Tavolo per il Tpl», costituito con l'obiettivo di affrontare e risolvere le esigenze di risorse strutturali al settore e tracciare le linee guida della riforma.
«Siamo l'unica Regione che non ha tagliato le corse, ma le ha aumentate, facendo fronte ad un taglio molto pesante alle nostre risorse - ha rilevato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni -. Abbiamo preferito lavorare per migliorare la qualità, chiedendo anche la compartecipazione dei cittadini a fronte di un miglioramento e potenziamento del servizio».
«Questa proposta di legge è un esempio di riformismo lombardo - è il commento dell'assessore Cattaneo - che non è stato calato dall'alto ma è il frutto di lunghe ore di lavoro e di confronto con i soggetti interessati: gli Enti locali, gli operatori del settore, ma anche i sindacati e i rappresentanti dei pendolari e degli utenti. Tutti i partecipanti al Tavolo del Tpl hanno condiviso l'utilità di questo testo, in cui ciascuno si può riconoscere».

Giornale di Brescia 16 giugno 2011

Il 2013 capolinea per il sistema-Brescia

L'entrata in esercizio del metrò condiziona il trasporto su gomma. Loggia e Broletto pensano a una proroga dei servizi, mentre si profila la tariffazione unica e l'Agenzia

Il volto del trasporto pubblico a Brescia? Cambierà dal 2013, non solo con l'avvio del servizio offerto dalla metropolitana leggera, ma anche a seguito di tutta una serie di appuntamenti - o meglio di nodi - che stanno venendo via via al pettine.
Su questo si trovano concordi sia i sindacati del trasporto pubblico (Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti) che gli assessori Fabio Rolfi e Corrado Ghirardelli, delegato in Provincia ai Trasporti.
E che la situazione dei trasporti pubblici a Brescia sia davvero liquida lo dimostrano le molte sfaccettature attraverso le quali la si può osservare. Ben lo sanno i sindacati di categoria che ieri hanno chiamato ad un tavolo, in un convegno, il vicesindaco e l'assessore provinciale per avere da loro, in prima persona, l'accettazione o meno delle proposte avanzate in questi mesi. Proposte, a partire dall'istituzione di un tavolo unico che veda istituzioni e sindacati discutere sull'evoluzione del settore che non è stato scartato dai due rappresentanti delle istituzioni - Loggia e Broletto - ma accolta come proposta da realizzare «dopo aver chiarito i processi ed il tono delle riforme verso le quali ci si muove». Stimolati nel confronto dai tre segretari provinciali - Stefano Malorgio, Mauro Scalvini e Eugenio Bertoglio - i due assessori non hanno nascosto l'intenzione di adire ad una proroga delle rispettive concessioni alle società di trasporto pubblico.
«Il contratto di servizio con Brescia Trasporti (come capofila dell'Ati) scade il 30 giugno, ma lo abbiamo prorogato sino al 31 dicembre, ovvero quando scade il contratto della Provincia per l'extraurbano», ha detto Fabio Rolfi.
Ma stante il clima di riforme dettato dall'applicazione concreta del Patto per il trasporto e della Legge Regionale di riforma del Tpl, «puntiamo comunque a prorogare il servizio almeno di un anno dalla scadenza per poter aver il tempo materiale di gestire l'evoluzione del sistema trasporto a Brescia alla luce delle molte variabili» ha sottolineato Ghirardelli. Un tema peraltro questo già fatto proprio dai sindacati «a tutela dei posti di lavoro, della professionalità e del patrimonio di aziende ad oggi operanti con successo nel comparto».
Tra i molti elementi a cui si guarda con preoccupazione rientrano da un lato il completamento dei lavori della metropolitana per entrare in servizio nel gennaio 2013 e dall'altro il diverso assetto delle ipotesi di completamento della rete provinciale di «metropolitana» ammesso che «un costo di 40 milioni al chilometro non è ammissibile oggi come oggi, tanto da far ipotizzare i prolungamenti del metrò con altri sistemi più abbordabili in tempi di crisi» ha detto Rolfi.
Sua anche l'affermazione per la quale il costo di 13 milioni di euro l'anno in spesa corrente per sostenere i mutui aperti per pagare l'infrastruttura «non sono ammissibili se non inquadrando la metropolitana in un piano di sostenibilità economica e finanziaria, oggi assente, che permetta di pagare tali oneri». E se l'affermazione di Rolfi secondo cui «la metropolitana è un bene di natura e di interesse provinciale», forse puntando a qualche risorsa del Broletto, sembra cadere nel vuoto davanti al rigore di Ghirardelli nel distinguere la «paternità» dell'opera, resta un fatto che difficilmente si può operare una gara di affido del servizio con un metrò che cambierà i modi di intendere la mobilità sostenibile in città e nella prima periferia. Giustamente, come ha rimarcato il segretario Bertoglio, il metrò non deve essere come il treno in Valcamonica in competizione con il bus sulla stessa tratta. «Serve l'intersecazione del sistema e la complementarietà delle corse, il tutto in una chiave di visione rinnovata» ha detto, riscuotendo condivisione, il sindacalista.
Sullo sfondo restano ovviamente i gravi tagli effettuati dal Governo ai trasferimenti. Ristrettezze che gravano sulla finanza pubblica e sul settore dei trasporti in particolare. Tutto mentre dalla Regione si affacciano importanti novità, tra le quali un nuovo strumento per la gestione associata delle funzioni relative al trasporto pubblico locale: le Agenzie per il Tpl costituite da Province, Comuni capoluogo e da una rappresentanza dei Comuni compresi nella provincia stessa e il sistema tariffario integrato su scala regionale che, nel consentire la piena intermodalità di tutti i mezzi di trasporto pubblico, consideri e valorizzi l'eterogeneità dei diversi contesti esistenti nei bacini di Tpl.
Roberto Manieri

Giornale di Brescia 14 giugno 2011

Brescia-Edolo, coi nuovi treni salto di qualità garantito

Presentato il primo degli 8 convogli che entrano in servizio progressivamente entro fine luglio. Operazione da 25 milioni

«Da ramo secco ad esempio di linea ferroviaria locale». Certo tra la prima e la seconda condizione sono trascorsi una bella manciata di anni e soprattutto investimenti pubblici considerevoli. Risultato? Oggi la Brescia-Edolo è un esempio di ferrovia regionale che funziona, con un miglioramento del servizio in aumento, a dire dell'assessore regionale alla Mobilità, Raffaele Cattaneo.
E ultimo tassello di questo percorso di qualità è rappresentato dagli otto nuovi treni che da giovedì a fine luglio entreranno progressivamente in servizio lungo i 106 chilometri di strada ferrata bresciana. Ieri infatti è stato presentato, con un viaggio inaugurale tra Brescia e Iseo, il primo degli otto Gtw commissionati da Trenord (per l'esattezza da FerrovieNord) all'azienda svizzera Stadler, che rappresentano l'ultimo di una serie di salti di qualità. Perché «con questi nuovi treni si cambia in modo definitivo il trasporto pubblico locale» ha commentato l'amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz, ricordando che giovedì il primo treno entrerà in servizio effettivo, seguito poi progressivamente, entro agosto, dagli altri sette (due dei quali già in deposito a Iseo, altri in consegna a breve). Operazione - quella dell'ammodernamento del materiale rotabile della Brescia-Edolo - da 25 milioni di euro, di cui 22 messi a disposizione dal Pirellone e gli altri 3 dalla Provincia di Brescia. A queste risorse vanno poi sommati i 100 milioni di euro spesi negli ultimi anni per la messa in sicurezza ed il potenziamento della linea e delle stazioni, nell'ottica di un progetto di valorizzazione che ha portato ad un incremento di passeggeri fino a toccare la media di 6.500 utenti al giorno (1,5 milioni all'anno) con un indice di puntualità di 5 minuti, ossia una delle migliori performance della Lombardia.
Treni moderni e confortevoli rappresentano uno dei tasselli fondamentali del più complesso puzzle della mobilità lombarda su rotaia. Non senza sforzi economici di rilievo. «Grande anche quello della Provincia di Brescia - ha esordito l'assessore ai Trasporti del Broletto, Corrado Ghirardelli -; dopo 100 anni abbiamo un parco mezzi completamente rinnovato. Significa offrire anzitutto una risposta concreta ai pendolari e cambiare l'approccio e la filosofia dell'intero servizio per avvicinarsi agli utenti, nonché per il turismo». Ed in quest'ottica coi nuovi treni e con l'entrata in vigore dei nuovi orari, 15 corse veloci Brescia-Edolo fermeranno anche a Boario Terme, favorendo il flusso turistico, senza alcun cambiamento nei tempi di percorrenza, mentre sulla tratta Rovato-Bornato le 13 corse giornaliere partiranno da Rovato 2 minuti dopo e arriverranno 2 minuti prima per migliorare le coincidenze con i treni della Milano-Brescia.
Marco Bonari

Fotografia di Carlo Bonari (link all'album di Carlo Bonari su Flickr)


Cattaneo: «Il trasporto regionale sta cambiando»
«È vero, chiediamo di più ai viaggiatori (in termini di tariffe - ndr) ma stiamo anche dando dei risultati in servizi e qualità. Ci sono ancora problemi ma il percorso di miglioramento del trasporto ferroviario lombardo prosegue e gli investimenti non mancano». È l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, durante il viaggio inaugurale del convoglio fra Brescia e Iseo, a mettere sul tavolo le cifre di quel programma di miglioramento del trasporto su rotaia. «In meno di due anni abbiamo introdotto 443 corse, 70 solo con questo nuovo orario. Fra il 2001 e il 2011, grazie al contributo regionale, sono stati effettuati investimenti per 1 miliardo e 80 milioni di euro, fra cui l'acquisto di 107 nuovi treni e 16 locomotive. Quotidianamente Trenord trasporta oltre 650mila passeggeri sui 1.900 chilometri di rete regionale con 2.200 corse».

Arrivano i Gtw ma niente pensione per le «668»
Gli otto nuovi treni per la Brescia-Edolo sono automotrici articolate a due pezzi diesel-elettriche della serie Gtw realizzate dalla ditta Stadler, unitamente agli 11 treni a 4 elementi commissionati invece per la linea Milano-Monza-Oggiono-Lecco. Ogni convoglio per la tratta bresciana conta 111 posti a sedere in vani climatizzati e insonorizzati. È lungo 39 metri, pesa 67 tonnellate, velocità massima 140 chilometri orari con motori a basse emissioni di ultima generazione e con costi di gestione contenuti.
Con l'entrata in esercizio degli otto nuovi Stadler, i due Atr 220 (costruiti dalla Pesa e in servizio dal 2009) verranno trasferiti sulla Brescia-Piadena-Parma, unitamente ad altre littorine «668» revampizzate ancora in servizio sulla linea sebino-camuna.m. bon.

Fotografia di Carlo Bonari (link all'album di Carlo Bonari su Flickr)

Dal Giornale di Brescia online.

Bresciaoggi 14 giugno 2011

TRASPORTI. L'annuncio del responsabile regionale in occasione del viaggio inaugurale del primo degli 8 Stadler Gtw pronti a entrare in servizio sulla Brescia-Iseo-Edolo

«Pendolari: treni più cari, servizio migliore»

Mimmo Varone

L'assessore regionale Cattaneo: «Chiederemo sacrifici a chi si sposta per lavoro e studio Ma con qualità a livello lombardo»

La qualità si paga, e se ci saranno altri tagli del governo, si pagherà ancora di più. «I pendolari bresciani non possono pensare di avere treni nuovi e puliti alle tariffe di una volta»: l'assessore regionale a Trasporti e infrastrutture Raffaele Cattaneo, ieri a Brescia per il giro inaugurale del primo degli otto treni Stadler Gtw pronti a entrare in servizio sulla Brescia-Iseo-Edolo, non gira intorno al problema e ammette di chiedere sacrifici alle migliaia di persone che ogni giorno usano la ferrovia per andare al lavoro. Tuttavia «sanno che avranno in cambio treni a livello lombardo, vale a dire a livello tedesco o francese, e accettano la scommessa».
Con biglietti e abbonamenti, oggi contribuiscono al 40 per cento circa del costo del servizio, più o meno come i loro colleghi d'Oltralpe, ma spesso devono lamentare disservizi non proprio comuni in Francia e Germania. Cattaneo sa anche questo, e che la strada verso l'obiettivo europeo è lunga. «Per avere un servizio alla pari è necessaria una quantità di risorse economiche pari - dice - e se facciamo 100 la spesa in Italia per il trasporto pubblico ferroviario, in Germania e Francia si arriva a 220, perchè è più alto il contributo degli utenti e lo Stato partecipa con maggiori risorse».
È QUESTIONE DI soldi, insomma, e senza soldi non si fanno miracoli. A fare i conti con quello che si ha, o si tagliano le corse («come hanno fatto Emilia Romagna e Liguria») e si accetta la qualità scadente, oppure si aumenta il prezzo del biglietto, per puntare a un servizio migliore «alla maniera lombarda». Da settembre i biglietti sono aumentati di oltre il 20 per cento (del 12,5 solo a partire da gennaio scorso). «Abbiamo scelto di dare di più ai pendolari - dice -, e con Trenord abbiamo messo sulle rotaie 70 treni nuovi e aumentato le corse. Continueremo a fare sforzi in questa direzione».
PER L'OCCASIONE c'è pure l'Ad di Trenord Giuseppe Biesuz, che rispedisce al mittente (nella fattispecie il responsabile Trasporti di Legambiente, Dario Balotta) le accuse di tempi lunghi per la manutenzione. «A norma di legge - dice - abbiamo tre livelli manutentivi, che prevedono massimo 35 giorni per la manutenzione ciclica ogni 6 anni per le carrozze e ogni milione di chilometri per i locomotori, 12 ore per la manutenzione correttiva e 24 per quella programmata. Altri numeri sono frutto di fantasia e invenzione».
Lungo la strada imboccata ci sono aumenti automatici dei biglietti legati all'inflazione. Ma sono altra cosa dalla batosta provocata dalla «necessità di compensare i tagli del governo».
Nei calcoli dell'assessore regionale, dei 1.635 milioni di euro messi a disposizione da Roma per il Tpl, alle Regioni ne sono arrivati 1.272 e 425 sono rimasti sulla carta. Alla Lombardia sarebbe spettato il 20 per cento e ha dovuto compensare 80 milioni circa. Potrebbero arrivare altri 400 milioni di tagli, ma non è detto.
«Per ora abbiamo trovato intorno al 20 per cento di aumento l'equilibrio per far quadrare il sistema - dice Cattaneo -. Se dovessero arrivare altri tagli e dovessero mancare i 400 milioni, il problema si riproporrebbe». L'era delle tariffe bloccate, insomma, è finita per sempre. «Non sono più i tempi di sventolare miracoli per cui nessuno paga nulla», scandisce l'assessore. Secondo il «modello lombardo», però, i pendolari pagano, e prima o poi sperano anche di avere treni migliori, puliti, puntuali e magari riscaldati durante l'inverno.

LA NOVITÀ. Ieri viaggio inaugurale per uno dei nuovi convogli

La Brescia-Iseo-Edolo entra in una nuova era

L'acquisto di Trenord grazie al finanziamento del Pirellone (22 milioni) e del Broletto (3 milioni)

La Brescia-Iseo-Edolo entra in una nuova era. Da domani prenderà a correre sui binari il primo degli otto treni Stadler Gtw messi in pista da Trenord. Doveva entrare in funzione ieri, ma un'autorizzazione ministeriale mancante ha ritardato di un paio di giorni. Il giro inaugurale a ogni modo lo ha fatto lo stesso, portando a Iseo assessore regionale a Trasporti e infrastrutture Raffaele Cattaneo, assessore provinciale Corrado Ghirardelli e ad di Trenord Giuseppe Biesuz.
I treni dovevano essere pronti per maggio, ma ci furono ritardi. Comunque entro agosto tutti e otto i treni saranno in esercizio. Trenord, l'azienda nata dalla fusione di Le Nord e la Divisione lombarda di Trenitalia, li ha acquistati grazie al finanziamento di 22 milioni del Pirellone e 3 del Broletto, che si aggiungono ai 100 milioni di interventi compiuti in questi anni sulla linea - sottolinea Cattaneo - per eliminare 50 passaggi a livello e metterne in sicurezza altri 70.
I Gtw sono treni moderni e silenziosi, capaci di notevole accelerazione, tanto che permetteranno una fermata anche a Darfo Boario Terme senza alterare i tempi di percorrenza. Dispongono di 111 posti a sedere e sono mossi da motori diesel common rail a basse emissioni. Sono treni svizzeri costruiti in Polonia, dai costi di gestione contenuti e dalla manutenzione semplice. Il blocco motore è centrale e in caso di manutenzione può essere sostituito senza rinunciare alle due carrozze.
TRA UN PAIO DI MESI saranno gli unici convogli a correre sulla Brescia-Edolo e renderanno molto più attrattiva l'opzione treno per la Valle. I due «Pesa» polacchi acquistati dalla Provincia di Brescia e attualmente in funzione sulla linea saranno spostati con ogni probabilità sulla Brescia-Parma, per rendere possibili corse cadenzate fino a Piadena.
Cattaneo ora vede tutte le condizioni per imitare la Merano-Malles, che trasporta 19 mila passeggeri al giorno contro i 6.500 della linea nostrana. «La struttura è al completo - dice -, ora il territorio deve promuoverla e metterci i passeggeri». La Brescia-Edolo, prima un «ramo secco e fonte di problemi», diventa un «esempio di linea locale - dice l'assessore regionale - e un pezzo importante del sistema lombardo, che da un anno e mezzo ha messo in pista 443 corse in più. Continuiamo il percorso di miglioramento che giustifica lo sforzo chiesto ai pendolari sulle tariffe».
Ghirardelli, per parte sua, si dice certo che i nuovi treni cambieranno l'approccio dei bresciani verso la ferrovia, e Biesiuz aggiunge che gli «straordinari» Stadler porteranno in Valle la possibilità di «viaggiare con decoro». MI.VA.

Le proposte dei sindacati sui trasporti

«Il trasporto pubblico locale: le proposte del sindacato»: è il tema del convegno che si terrà domani alle 9,30 nella sala convegni dell'hotel Industria in via Orzinuovi 58 a Brescia per iniziativa di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti. All'incontro interverranno i tre segretari provinciali di categoria Stefano Malorgio (Filt-Cgil), Mauro Scalvini (Fit-Cisl), Eugenio Bertoglio (UilTrasporti), il vicesindaco Fabio Rolfi e l'assessore ai Trasporti della Provincia Corrado Ghirardelli.
OBIETTIVO dell'incontro è promuovere un dialogo più serrato tra Comune e Provincia in vista delle novità normative che a breve interverranno a livello regionale e alla luce dei tagli ai trasferimenti previsti in Finanziaria, del rinnovo delle gare per la gestione del servizio del trasporto pubblico e della metropolitana oramai prossima ad entrare in funzione e che muterà il sistema di trasporto bresciano. Secondo i sindacati, per il 2011 i tagli in Finanziario per il trasporto pubblico sono stati meno traumatici di quanto inizialmente annunciato (82 milioni di euro contro 296), ma c'è comunque una situazione di incertezza pesante rispetto al futuro. Il 2011 è anno di transizione anche per il previsto rinnovo delle gare del servizio per i prossimi anni. I sindacati chiedono che queste vengano posticipate di alcuni mesi, aspettando le nuove norme regionali e l'entrata in funzione della metropolitana.
E che il tutto, soprattutto, avvenga con una maggiore sinergia tra enti. Il sindacato chiede di superare l'attuale impostazione che distingue tra trasporto urbano ed extraurbano e di avere invece una politica integrata unica che ragioni anche in vista dei possibili sviluppi della metropolitana. Il tema è quindi riuscire ad avere un servizio adeguato e migliore. Il tutto senza dimenticare i lavoratori delle aziende di trasporto. Domani la risposta di Rolfi e Ghirardelli. TH.BE.

Giornale di Brescia 14 giugno 2011

Loggia, pronta l'addizionale Irpef

Le proiezioni dell'aliquota parlano dello 0,20%. I ricavi, stimati in oltre 6 milioni di euro,
vincolati alla gestione della metropolitana, che costerà circa 36 milioni all'anno

Le restrizioni imposte dal Patto di stabilità, un'opera in corso da ultimare (con 62 milioni di euro da reperire entro novembre) e, soprattutto, una gestione che costerà alle casse comunali circa 36 milioni di euro l'anno. Una caccia al tesoro su cui l'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, insieme alla maggioranza in Loggia sta lavorando da mesi, specie dopo l'accordo chiuso con l'Ati sul nodo riserve (che sono scese da 560 milioni a 99,7 di cui 62 da versare il prossimo autunno). E allora una decisione è inevitabile: a pagare il conto salato della sfida metropolitana (quello di una gestione annuale «che non può essere bilanciata con l'aumento del biglietto») sarà con molte probabilità l'addizionale Irpef. Che a Brescia verrebbe introdotta per la prima volta con un'aliquota dello 0,20%. Una scelta, questa, su cui sindaco e assessori si stanno confrontando a più riprese, ma che alla fine sembra essere «inevitabile». Perché le alternative sul tavolo raccontano solo di due scenari: altri tagli (ai servizi per i cittadini, perché la gestione del Metrobus può essere finanziata solo attraverso la spesa corrente), oppure una vendita del patrimonio pubblico per almeno 250milioni di euro.
Cosa succede dunque? In pratica, se finora i bresciani non pagano nulla, di qui ai prossimi mesi - il nodo tempi è al momento ancora da sciogliere, ma gli uffici sono alle prese con iter amministrativo e proiezioni - riceveranno invece dal Comune la richiesta di pagamento. In altri termini, una «tassa» in più, finalizzata al mantenimento della metropolitana. Una tassa che ammonterà a 100 euro per chi ha un reddito pari ai 50mila euro e del doppio (200 euro) se ne denuncia 100mila. Secondo le prime stime effettuate, dall'introduzione dell'addizionale, la Loggia dovrebbe riuscire a ricavare oltre sei milioni di euro.
Un tema, quello dell'addizionale, che è stato anche al centro del dibattito romano delle scorse settimane. Il decreto legislativo sul fisco municipale (Digs 23/n) permette infatti ai sindaci che si trovano sotto la soglia dello 0,40% di aumentare l'aliquota dello 0,20% all'anno per due anni. E la Leonessa non è l'unica ad aver scelto di «sfruttare» questa possibilità: tra i Comuni più grandi, che come Brescia hanno sempre potuto scegliere di non introdurla finora, c'è Venezia, dove pure l'aliquota si attesterà sullo 0,20%. A trovarsi insomma di fronte allo stesso scoglio della Loggia sono i Comuni più virtuosi, presi d'assalto da troppi tagli, troppi minori trasferimenti, troppe spese cui fare fronte e - soprattutto - i criteri imposti dal Patto di stabilità (che impone alle Amministrazioni un saldo obiettivo specifico, incidendo proprio su quella spesa corrente che permette l'erogazione di servizi) da rispettare.
La scelta di introdurre l'addizionale per fare quadrare i conti della città sarebbe la quarta mossa dell'anno approntata da Fausto Di Mezza. Dopo tre operazioni che conferiscono a Brescia (lo ha ricordato anche il prof. Carlo Pelanda) il titolo di capoluogo d'avanguardia: la complessa inversione cassa-competenza per l'introito dei dividendi di A2A; l'iter pensato per ottenere l'emendamento Salva Brescia e quindi la possibilità di rispettare il Patto; l'intesa raggiunta per abbattere la mole delle riserve.
A definire nei dettagli la scelta sarà l'intera maggioranza. Che entro fine luglio dovrà vincolarla al nuovo piano finanziario del metrò.
Nuri Fatolahzadeh


L'INTERVISTA

«Stiamo lavorando per la città»

«Stiamo lavorando per la città, perché non basta posticipare i problemi, bisogna affrontarli anche e soprattutto con lungimiranza e previsione». Fausto Di Mezza, alle cabine di regia di uno degli assessorati insieme più delicati e fatti di un impegnativo lavoro «dietro le quinte», torna così a parlare di metropolitana.
Assessore, come Brescia è arrivata a questo punto?
«Purtroppo mi trovo costretto a ripetere la verità. E cioè che il Comune di Brescia non poteva permettersi di affrontare una spesa e un'opera come quella che la precedente Amministrazione ha voluto avviare a tutti i costi. Ora quindi ci troviamo a dover gestire una situazione complessa, con un Patto di stabilità rigido da rispettare».
Secondo le stime effettuate, la gestione del Metrobus costerà alle casse comunali più di 36 milioni di euro l'anno. Come verranno reperiti?
«È chiaro che il piano economico dell'opera varato nel 2004 non sta in piedi. È infatti impensabile, oltre che contro la normativa, proporre ai cittadini un biglietto da 1,90 euro. Anche perché questa sì sarebbe una mossa per disincentivare l'utilizzo del Metrobus. Allora si sta lavorando a misure alternative».
Per questo si parla dell'arrivo per la prima volta dell'addizionale Irpef?
«Il motivo è semplice: il Patto di stabilità impone criteri ben precisi e Brescia deve reperire queste risorse. Gli scenari sul tavolo possono essere solo tre, perché spese correnti si possono finanziare solo con entrate correnti. O si tagliano ulteriormente i servizi, cosa che non vogliamo fare, o si sceglie di vendere il patrimonio pubblico per almeno 250milioni, o si introduce l'Irpef». nuri


L'iter delle riserve, l'accordo, le cifre e l'epilogo dei conti
Tornando al capitolo riserve, come si è arrivati alla cifra di 99,7 milioni dai precedenti 560 stimati dall'Ati? A raccontarlo è proprio l'equilibrio finanziario: 32 milioni è il costo delle varianti, ovvero le opere eseguite che rientrano peraltro nei fondi Cipe; 20,1 milioni è la mole del «caro materiali», cifra certificata dal Ministero.
Quindi ci sono i 17 milioni delle cosiddette «aggiunte» (materiali e tecnologie), a fronte delle richieste avanzate dall'Ati. Infine, il capitolo riserve. Che Loggia e Brescia Mobilità hanno identificato in 30.350.000 euro, scalzando il conto salato dei 560 richiesti dall'Ati.
Passo indietro. Il contratto iniziale fra Ati e Brescia Mobilità stabiliva che tutti i contenziosi dovessero essere risolti attraverso un arbitrato da avviare a opera conclusa. Iter, questo, che avrebbe però avuto - secondo la Loggia - costi molto alti, perché calcolati sul totale delle opere con ricadute «pesanti» tanto per Brescia Mobilità quanto per l'Associazione temporanea d'imprese, che si sarebbe trovata davanti tempi troppo lunghi per l'incasso della somma. All'interno dell'accordo, si sancisce poi come la Loggia debba pagare 62 milioni dei 99,7 entro novembre.

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr