|
|
Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
| 31 luglio 2011 |
 |
bresciainfo.com
Nuovo sito Internet del Comune di Brescia e Brescia Mobilità dedicato alla mobilità
|
|
Giornale di Brescia 31 luglio 2011
Metrobus, via al restyling societario
Con la scissione della società patrimoniale da Brescia Mobilità e la nascita
della gestionale in cordata con Ati, resta aperto il futuro di Trasporti, Sintesi e Omb
Dimentichiamo per un istante la commissione d'inchiesta sui conti, la «rata»
annuale da 35 milioni che la Loggia dovrà pagare e il dibattito sul
finanziamento del Metrobus. La partita della metropolitana comporta anche un
riassetto societario della galassia di Brescia Mobilità, avviato venerdì con
l'approvazione della relativa delibera in Consiglio comunale.
A dire il vero,
in questa prima fase oltre che di riassetto si dovrebbe parlare di
moltiplicazione. Dalle quattro società attuali (la capogruppo Brescia Mobilità
che controlla Trasporti, Sintesi e Omb International) in settembre si lavorerà
per crearne sei.
In quale modo è presto detto. Attraverso la scissione di
Brescia Mobilità spa verrà creata una nuova società patrimoniale in cui
confluiranno una parte dei beni del gruppo. Questo nuovo ramo si chiamerà
Brescia Infrastrutture Srl (B.I.), avrà un capitale sociale di 98 milioni di
euro e vedrà come socio unico il Comune di Brescia. Sarà il sindaco a decretare
la nomina degli organi societari (presidente, collegio sindacale, amministratore
unico o cda di tre componenti). Scopo sociale della società è il possesso delle
reti, degli impianti e delle dotazioni attinenti servizi pubblici locali e
attività rese al Comune. Dopo l'estate la Loggia dovrà approvare il conferimento
dei beni all'interno di Brescia Infrastrutture srl. Tra questi vi sono le aree
pertinenziali delle stazioni metropolitane di Sant'Eufemia, Lamarmora,
Prealpino, Poliambulanza e Mompiano, oltre ai parcheggi di proprietà di Brescia
Mobilità (come piazza Vittoria, piazza Mercato, Fossa Bagni, Stazione, per
citarne alcuni).
Scorrendo l'elenco dei beni da trasferire, emerge come tra
questi non figuri il deposito degli autobus di via San Donino. L'area resterà di
proprietà del Comune e non è escluso che vi siano progetti alternativi a
riguardo.
I treni della metropolitana non entreranno nella cassaforte di
Brescia Infrastrutture. Perché? Si tratta di beni strumentali che resteranno in
capo alla società che gestirà il Metrobus.
E qui arriviamo alla seconda
società che vedrà la luce nei prossimi mesi. Si tratta di una newco, una nuova
realtà partecipata al 51% da Brescia Mobilità e per il restante 49% dall'Ati
composta da Astaldi, Ansaldo e Acciona (il trio di imprese al lavoro per
realizzare l'opera). La delibera della Loggia stabilisce che la newco si
occuperà «dell'esercizio e manutenzione del Metrobus». Inizialmente, l'Ati
avrebbe dovuto far funzionare la metropolitana per il primo biennio, ma
l'accordo transattivo sulle riserve (di cui ci occuperemo in una prossima
puntata) ha chiamato in causa anche Brescia Mobilità.
Con il nuovo fiocco
rosa, la galassia presieduta da Valerio Prignachi e diretta da Marco Medeghini
andrà così a comporsi: Brescia Mobilità come holding, la newco per la gestione
del Metrobus, Trasporti (autobus), Sintesi (parcheggi) e Omb International
(cassonetti). Troppe società, forse, tanto che il Consiglio comunale ha chiesto
di semplificare l'assetto. Magari partendo dalla vendita di Omb International,
acquistata nel 2009 per 16 milioni dalla Loggia quando era sull'orlo del
fallimento e riportata ora in attivo. La mission dell'azienda non è strettamente
legata all'orbita dei servizi pubblici, ragion per cui potrebbe essere
ricollocata sul mercato.
Per quanto riguarda Brescia Trasporti spa e Sintesi
spa, infine, il loro destino è parimenti aperto. Potrebbero restare così come
sono, continuando ad occuparsi di autobus e parcheggi, o confluire in una più
grande società gestionale che comprenda Metrobus, trasporto su gomma e sosta.
Soluzione, questa, che andrebbe nella direzione della semplificazione societaria
auspicata da tutti. Con relativo taglio dei consigli di
amministrazione.
Emanuele Galesi
|
Giornale di Brescia 31 luglio 2011
BRESCIA TRASPORTI
Frizioni col Comune sulla
prosecuzionedel servizio
Per qualche giorno, abbiamo rischiato di ritrovarci
senza autobus in città. Il contratto di servizio tra il Comune e Brescia
Trasporti è scaduto infatti il 30 giugno scorso, dopo sette anni di vita. La
Loggia ha ritenuto naturale che questo potesse proseguire fino al 32/12/2012,
fino cioè all'arrivo di un nuovo affidatario. Così, almeno, prevede il
contratto. Per Brescia Trasporti, però, la coda aggiuntiva di un anno e mezzo di
servizio avrebbe costituito una proroga, con tutte le conseguenze del caso. Ed è
andata a bussare alla porta del Comune. Il quale, in una dura lettera, ha
risposto picche, sostenendo che non si tratterebbe di proroga, bensì di
prolungamento già ipotizzato nel contratto. Dunque non ci sarebbe stata alcuna
necessità di rivedere i termini dell'accordo. Il Comune ha considerato «illecito
e ingiustificato» il rifiuto di proseguire il servizio e ha formalmente intimato
alla società di continuare a svolgere il proprio lavoro. La quale, alla fine, è
tornata nei ranghi. Salvo ulteriori novità.
 |
Giornale di Brescia 30 luglio 2011
Metrobus, «far piena luce sui conti»
Il Consiglio chiede una commissione di indagine sulla situazione finanziaria dell’opera
Il Pd apre alla maggioranza. Attesa in settembre la proposta della presidente Bordonali
Una lente sui conti del metrobus. Passati, presenti, futuri. Per
indagare sugli aspetti poco chiari, o presunti tali, legati alla
programmazione economica dell'opera, alla sua realizzazione e alla sua
gestione finanziaria. Il Consiglio comunale ha votato ieri un
documento, una «raccomandazione» rivolta alla presidente
Simona Bordonali affinché presenti una proposta di delibera per
l'istituzione di una commissione di indagine che faccia i conti in
tasca alla metropolitana leggera. Il documento, passato con i voti
della maggioranza e l'astensione del Pd, è stato presentato dai
capigruppo di Pdl, Lega e Udc. Tecnicamente la commissione dovrebbe
vedere la luce in settembre. La volontà politica con cui si
chiude l'attività consiliare prima delle ferie è
però già chiara, ottenere il massimo della trasparenza
sull'opera, e parte da un presupposto non esattamente rassicurante: i
consiglieri devono infatti ritenere che il metrobus abbia delle zone
d'ombra che vanno eliminate.
La commissione viene richiesta tenuto conto «della
necessità di conoscere, con gli approfondimenti del caso, le
modalità con le quali sono stati definiti i componenti del Piano
economico finanziario che ha dato luogo al progetto per la
realizzazione del metrobus e di approfondire l'attuale situazione
finanziaria derivante dai costi dell'opera stessa». Tralasciando
le articolazioni del linguaggio politico, si chiede conto agli
amministratori passati di come abbiano gettato le basi economiche
dell'opera e di come avessero in mente di garantirne la
sostenibilità. Agli amministratori attuali si chiede invece
conto di come si sia arrivato a determinare il costo (definitivo?)
della metropolitana: 915 milioni di euro.
Dopo l'estate si deciderà se l'organismo verrà costituito
ex-novo, con una nuova commissione, o all'interno di realtà
già esistenti, come la commissione Bilancio, presieduta da Aldo
Rebecchi del Pd, o quella relativa al metrobus, presieduta da Nicola
Gallizioli della Lega. Promosso dai consiglieri di maggioranza, con
l'avallo dell'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, e sostenuto dal
Pd, il nuovo strumento d'indagine dovrà cercare la risposta a
domande tornate più volte in Consiglio.
Per quanto riguarda il piano finanziario, la maggioranza si chiede come
sia stato possibile redarre nel 2004 un progetto economico che
prevedeva un biglietto a 1,90 euro (troppo caro per i bresciani) e
senza fondi da destinare alle opere complementari (fondamentali per la
fruibilità della metro). E ancora, ci si chiede perché
sia stato previsto un fabbisogno economico per la gestione
«inferiore alle esigenze reali». O come si siano ipotizzati
50 milioni di passeggeri sull'intera rete di trasporto pubblico per
bilanciare la tenuta dei conti.
Da parte dell'opposizione, invece, si chiede conto dell'accordo sulle
riserve stipulato con l'Ati Astaldi-Ansaldo. Come mai si è
chiuso a 100 milioni, a fronte dei 560 richiesti dal gruppo di imprese
che lavora al Metrobus, senza passare da un arbitrato? Che sovraccosti
coprono quei 100 milioni? Che legame c'è tra l'accordo e il
successivo acquisto da parte di Astaldi delle azioni dell'autostrada
Serenissima detenute dalla Loggia (40 milioni di euro)?
Tutte questioni sulle quali la commissione indagherà a partire
dalla sua costituzione. Il tempo non sarà lunghissimo, a occhio
e croce circa un anno di lavoro, ma il clima bipartisan che si è
respirato ieri può essere considerato un buon punto di partenza.
Certo, c'è la contrarietà di Laura Castelletti,
preoccupata che l'istituzione di una commissione metta il metrobus in
cattiva luce agli occhi dei bresciani. E i dubbi del sindaco Adriano
Paroli: «Stiamo attenti a buttare ipotesi sospette sul Consiglio
e sui consiglieri». Ma il dado è stato tratto. E sui
risultati c'è già grande attesa.
Emanuele Galesi
Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
IN AULA Di Mezza e Del Bono
Prove di dialogo sul futuro dell'opera
nLa mano tesa dell'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, che chiede al
Pd di collaborare al reperimento delle risorse per tenere in piedi il
Metrobus, si accompagna allo «schiaffo» costituito dalle
accuse alla passata amministrazione sulla cattiva programmazione dei
conti dell'opera.
L'apertura del capogruppo Pd Emilio Del Bono si affianca a quattro
richieste precise: condivisione di tagli e alienazioni, ripensamento
delle grandi opere (sede unica, parcheggio sotto il Castello),
riduzione delle società di servizio, tagliando i cda,
costituzione di due delegazioni a Roma e a Milano che chiedano nuovi
finanziamenti per l'opera. In mezzo la Lega Nord, che a sua volta
chiede al Pd, tra l'altro, di interrompere la raccolta firme contro
l'addizionale Irpef.
Screzi a parte, nel Consiglio di ieri si sono viste prove di dialogo
tra maggioranza e opposizione sulle annose questioni della copertura
finanziaria del metrobus.
Auspicato dal sindaco Adriano Paroli, il «dialogo
costruttivo» non ha trovato forse il suo massimo compimento, ma
qualcosa si è tentato. Alla fine la delibera relativa al piano
finanziario della metropolitana leggera è passata con i voti di
Pdl, Lega, Udc e Lista Castelletti e l'astensione
«distensiva» del Pd. Unico voto contrario, Donatella Albini
di Sel.
Per l'assessore Di Mezza la maggioranza ha dimostrato «grande
responsabilità» nel ricomporre il puzzle economico del
treno cittadino, anche assumendo «decisioni impopolari»
come l'addizionale Irpef. Non solo, adesso si chiede al Consiglio di
lavorare al piano di tagli e alienazioni necessari a garantire il
reperimento dei 35 milioni di euro annui per i prossimi trent'anni.
Cosa vendere? A2A, Centrale del Latte? Se il capogruppo del Pdl si
è detto pronto a «vendere tutto» in quanto liberale,
Emilio Del Bono, capogruppo del Pd, ha esplicitato la volontà
del suo gruppo a sedersi al tavolo e a ragionare su come trovare le
risorse. Il voto positivo della Castelletti alla delibera serve a
ribadire «la piena adesione all'opera», anche se adesso,
con l'attuale congiuntura economica, non farebbe forse le stesse scelte
di sette anni fa.
Un concetto ribadito anche da Paroli a rimarcare una sensazione netta:
il metrobus nacque in un periodo relativamente florido, in cui nessuno
immaginava il crack del 2008 e le sue terribili conseguenze
finanziarie. Ma, come ha detto Gallizioli, «ora va portata
avanti»: la maggioranza «se ne è assunta gli
oneri» e nel 2013 è pronta ad assumersene gli onori. egg
Brescia Mobilità, separati gestione e patrimonio
Via libera al riassetto societario, purché non sia un moltiplicatore di cda
Brescia Mobilità, la futura holding; Brescia Infrastrutture, la
società patrimoniale; la Newco costituita da Brescia
Mobilità con l'Ati (Astaldi+Ansaldo); Brescia Trasporti (gli
autobus); Brescia Sintesi (i parcheggi); Omb International (i
cassonetti della spazzatura). Ecco la nuova galassia societaria legata
ai servizi di mobilità, e non solo, in città e
nell'hinterland. Lo scorporo tra gestione e patrimonio è passato
ieri in consiglio, determinando il via libera alla costituzione di una
patrimoniale i cui beni serviranno a fare da garanzia per le banche e
di una gestionale, la newco, che dovrà appunto gestire il
metrobus per due anni più sette di manutenzione.
C'è da farsi venire il mal di testa, è vero. Ma il
nocciolo della questione non sta necessariamente nella parte tecnica,
con un riassetto funzionale alla sostenibilità del metrobus, ma
in quella politica. Con i sì di Pdl, Lega, Udc e quello virtuale
di Laura Castelletti (non ha partecipato al voto perché uscita
dall'aula per motivi extraconsiliari) si è dato avvio allo
scorporo. Ma i capigruppo della maggioranza hanno chiesto alla Giunta
di pensare ad una razionalizzazione delle società. Un'istanza
già sostenuta a gran voce dal Pd nel presentare le sue
condizioni per il dialogo sui conti. Il disegno di Del Bono ha
prospettato due sole società: una patrimoniale affiancata da una
gestionale nella quale dovrebbero confluire Sintesi, Trasporti e la
newco, con la vendita di Omb International. La maggioranza per ora si
è limitata a «raccomandare» una semplificazione, ma
l'obiettivo è quasi lo stesso. Evitare che lo scorporo si
traduca nella moltiplicazione dei consigli di amministrazione e, di
conseguenza, dei costi della politica. Il destino delle società
è del tutto aperto, finché i consigli sono in carica non
si prevedono tagli. Per il futuro si vedrà: anche se non sono
troppo remunerative, il taglio delle poltrone non è cosa facile.
egg
Nuovo piano finanziario tra debito e alienazioni
Di Mezza: ci costerà 35 mln all’anno, per 30 anni
Rebecchi: vanno recuperati i soldi fermi al Cipe
Il piano finanziario votato nel 2004 fissava costi per 743 milioni,
risorse per 708 e un ulteriore fabbisogno di 35. Quello approvato ora
da Palazzo Loggia parla di un costo finale di 915 milioni, di risorse
per 751 e di un ulteriore fabbisogno per 164.
Come si è arrivati dalle cifre di ieri a quelle di oggi? Non
tanto per il costo dell'opera in sè (passata da 743 a 788
milioni) quanto per tre nuovi elementi: l'indicazione del costo per le
opere complementari (assente nel piano del 2004, oggi fissate in 47
milioni), la chiusura dell'accordo di transazione con il costruttore
(per quasi 100 milioni) e la fissazione del biglietto a un euro e 20
contro l'ipotesi originaria di uno e 90.
«In ogni caso - spiega l'assessore Fausto Di Mezza - il dato che
ci troviamo di fronte parla di quasi 400 milioni di indebitamento, fra
mutui già accesi e risorse ancora da reperire. Questo significa
che l'opera costerà 54 milioni e 800mila euro all'anno, per i
prossimi trent'anni. Di questo debito enorme, una parte viene coperta
dalla Regione mentre la quota richiesta al nostro Comune è di 35
milioni all'anno. Una somma che contiamo di finanziare per 13 milioni
con l'addizionale Irpef, ma per gli altri 22 il nodo resta
aperto». Possibili soluzioni? Secondo l'assessore comunale al
Bilancio «una delle strade da percorrere potrebbe essere, assieme
alla scissione di Brescia Mobilità in una società
patrimoniale e una di gestione, confermare la copertura di circa 200
milioni di mutui con l'addizionale Irpef ed estinguere invece gli altri
200 milioni di debito con risorse da reperire attraverso alienazioni di
immobili o di quote societarie di proprietà del Comune».
Una lettura diversa delle cifre - e l'indicazione di una diversa
soluzione - arriva invece dal Pd. «La maggioranza parla del
metrobus come di un mostro - sottolinea Aldo Rebecchi - mentre dovremmo
chiederci se col metrobus la nostra città sarà più
o meno appetibile. Allora ci accorgeremmo che l'opera rappresenta
anzitutto un investimento». Sul fronte strettamente aritmetico,
Rebecchi ricorda che «il nuovo piano finanziario indica un
fabbisogno scoperto per circa 170 milioni di euro. Come affrontarlo?
Anzitutto cominciamo a portare a casa quegli 80 milioni che il Cipe ha
promesso all'infrastruttura cittadina ma che ancora restano inchiodati
a Roma. Il resto può venire da qualche rinuncia nelle opere
previste (la sede unica del Comune il cui valore è indicato in
50 milioni di euro non c'è un solo bresciano che la chieda...) e
da qualche alienazione sensata e condivisa. Davvero non è
possibile dentro questo Consiglio comunale pensare ad un tavolo di
lavoro composto da tre consiglieri di maggioranza e due di minoranza
che su questa strada dia indicazioni concrete?».
Anche sul debito di 35 milioni di euro all'anno che il nuovo piano
finanziario mette sulle spalle del Comune il Pd avanza alcune critiche.
«Dentro quella cifra - sottolinea il capogruppo Emilio Del Bono -
una fetta di 17 milioni è rappresentata da oneri finanziari, la
metà dei quali è frutto proprio dell'accordo sulle
riserve che ha contribuito ad un'accelerazione su costi. Ci sono poi 14
milioni di ammortamento per la società patrimoniale, che in
realtà per due o tre anni può essere lasciata in perdita.
Gli ultimi 4 sono dovuti a maggiori costi di gestione che meritano
ulteriori approfondimenti».
Massimo Lanzini

Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
|
Bresciaoggi 30 luglio 2011
CONSIGLIO COMUNALE. Dopo la notizia del buco da 35 milioni l'anno, dialogo
difficile in Loggia sulla variazione decisiva per risolvere il nodo
finanziario
Metrobus, aperture e via libera al piano
Natalia Danesi
Il Pd detta le regole e si astiene, no Sel, sì di Castelletti Di Mezza:
«Sediamoci e decidiamo cosa tagliare» Ma poi: «Commissione d'indagine sui dati
2004»
Per gestire la metropolitana e ultimarne il finanziamento la Loggia ha bisogno
di 35 milioni di euro all'anno, quasi 400 milioni in tutto. La situazione
finanziaria, stando alle parole che l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza ha
detto ieri al consiglio comunale, è «grave». La maggioranza ha ritenuto di
risolvere metà del problema imponendo l'addizionale Irpef, che contribuisce per
una cifra vicina ai 13 milioni all'anno. Una decisione «responsabile, con la
quale - ha aggiunto il sindaco Adriano Paroli attaccando l'“opportunismo" e la
“menzogna" con cui qualcuno, vedi manifesti del Pd, ha cavalcato la questione -
pur andando anche contro parte del nostro elettorato abbiamo deciso di portare
il biglietto a 1,20 anziché 1,90. Una manovra con cui è stato deciso che il
trasporto pubblico va pagato da tutti perché tutti ne giovano, non solo da chi
lo usa».
Ma l'Irpef non basta. Che fare? Ieri in aula è approdata una
variazione di bilancio da 76 milioni in tre anni:tecnica ma decisiva, a detta di
Di Mezza per risolvere il nodo finanziario. Si è discusso contestualmente del
piano che assesta il costo del metrobus a 915 milioni e 860 mila euro, e alla
fine una soluzione bipartisan non è stata trovata fino in fondo. Maggioranza e
opposizione, con l'esclusione della lista Castelletti che ha appoggiato la
giunta («per un'opera trasversale e un piano finanziario che non ha
alternative»), hanno visioni diverse su come reperire le risorse.
LE
RICHIESTE. Così la delibera ha incassato il no di Donatella Albini (Sel) e il
Partito Democratico si è astenuto per dare un segnale, «auspicando che venga
aperta una discussione» sulle proposte avanzate. Tre, e molto chiare: una
delegazione bipartisan a Roma e Milano per recuperare parte del fabbisogno
economico (gli 80 milioni del pre Cipe e il potenziamento del rimborso
chilometrico del Pirellone oggi fermo a 1,7 euro); un tavolo congiunto «per
decidere insieme cosa alienare e cosa tagliare»; la riorganizzazione di Brescia
Mobilità in una società patrimoniale che abbia vita breve («per riportare il
cespite e gli oneri conseguenti in seno al Comune») e in una gestione unica di
tutti i servizi (mobilità, parcheggi, servizi) con l'alienazione di Omb.
Le
difficoltà di dialogo stanno in un nodo tutto politico: di chi è la
responsabilità del debito? Della giunta Corsini, come sostengono l'assessore e i
suoi, che non è stata previdente quando ha pensato la metropolitana? Di Mezza ha
contestato la scarsa trasparenza del 2004 («l'opposizione allora non fu mai
avvisata della reale entità delle riserve»). Ha parlato di un'opera «budget
sulla costruzione sforato di poco, del 10%; ma di un piano finanziario che era
un gigante con i piedi di argilla».
O la responsabilità, come sostiene il
Pd, è della giunta Paroli, che affronta il problema con pressappochismo? Che ha
chiuso troppo in fretta l'accordo da quasi cento milioni per coprire le riserve
con l'Ati (gli extra costi richiesti dagli appaltatori) «a cui fa capo - per Del
Bono - larga parte del debito?» E «se c'era qualcosa che non andava - ha
ricordato Fabio Capra - perché non si è capitalizzata Brescia Mobilità anziché
costituire Brescia Sviluppo?».
DIALOGO E SCONTRO. Mentre c'è chi - come l'Idv
Alfredo Cosentini - punta sull'estensione della metropolitana, il clima in
Loggia è teso ma non ci sono barricate, ed è possibile un percorso comune.
Forse. Come auspicato dal capogruppo dell'Udc Andrea Bonetti. Nel Pd lo stesso
Aldo Rebecchi pensa che, una volta recuperati gli 80milioni del pre - Cipe, la
partita sia tutta da giocare. «Il passato non ce lo scordiamo - ha detto Di
Mezza - ma sediamoci e decidiamo cosa vogliamo tagliare». E il sindaco: «Porte
aperte a che tutti possano contribuire purché non con l'idea di frenarci».
Mentre il capogruppo Pdl Farina ha ricordato che alcuni punti fermi ci sono:
«Anche rinunciando alla sede unica portiamo a casa 15milioni: 35milioni all'anno
sono un'altra cosa». Mentre la Lega punta i piedi: «Chi ha votato contro - per
il capogruppo Nicola Gallizioli - non potrà rivendicare la paternità del
metrobus».
Le armi non sono deposte. L'assessore Di Mezza ha infatti lanciato
l'idea di una commissione di indagine bipartisan per fare luce sui dati del
2004. Proposta sostenuta da una raccomandazione di Lega, Pdl, Udc approvata con
l'astensione del Pd. «D'accordo - ha replicato Del Bono -, ma allora chiediamo
luce sull'accordo con l'Ati per le riserve e la vendita delle azioni di
Serenissima». La palla passa alla presidente Bordonali, se ne discuterà a
settembre nella conferenza capigruppo.
Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
Bs Mobilità, il riassetto agita la maggioranza
Brescia Mobilità si scinde e nasce la nuova patrimoniale Brescia Infrastrutture
Srl, a cui sarà conferito un patrimonio «importante - secondo l'assessore Di
Mezza -, garanzia per i creditori». La «scissione» è stata deliberata ieri in
consiglio comunale con il voto contrario dell' opposizione. Assente alla
votazione Laura Castelletti, la quale comunica che - per le stesse ragioni che
l'hanno spinta ad approvare la variazione di bilancio, avrebbe votato sì.
I
DEMOCRATICI accusano la giunta di poca chiarezza nel costituire questa newco.
«E'una scelta molto impegnativa - ha detto il consigliere Pd Claudio Bragaglio
-, che si fa senza capire qual è il quadro. Per me manca un atto di trasparenza
sugli aspetti sostanziali di dove voglia andare nella gestione futura del
patrimonio. Non solo. Non c'è più controllo, la nomina avviene attraverso la
decisione del sindaco». Accusano, anche, la maggioranza di avere sprecato
un'occasione di razionalizzazione. Se si contano le controllate infatti «con
questa le società diventano sei», rimarca Federico Manzoni.
Ecco perché il
Pd, dopo avere chiesto all'assessore di riportare in consiglio un documento nel
quale farà luce sul valore dei beni patrimoniali oggetto di cessione e sulla
loro disponibilità, ha presentato due emendamenti, il primo dei quali mira
proprio a giungere ad un'unica società di servizi integrati e di procedere
all'alienazione di Omb International. «Non è ignoto che l'Amministrazione va
verso una gara per i servizi integrati - ha aggiunto il capogruppo Emilio Del
Bono chiedendo chiarezza sul disegno di prospettiva - noi chiediamo in modo
molto chiaro la riorganizzazione della società che punti verso la
semplificazione». L'auspicio è che il tema venga ripreso in «autunno, in modo
che si arrivi a un'indicazione chiara».
LA CURIOSITÀ sta nel fatto che la
posizione dei democratici è stata a grandi linee sposata anche dai gruppi di
maggioranza. In una raccomandazione accolta all'unanimità, i capigruppo di Pdl,
Lega e Udc raccomandano alla giunta «la razionalizzazione del gruppo finalizzata
ad evitare nuovi costi, e più in generale alla massima efficienza dell'assetto
societario». A tal fine - esortano i gruppi - «si valuti la semplificazione
dell'assetto societario» alla luce dell'evoluzione normativa. Secondo
indiscrezioni è un tema molto caro alla Lega e ad alcuni del Pdl ma altri,
sindaco compreso, sarebbero contrari. L'assessore comunque sgombra il campo da
tutti gli equivoci. Nessuno scontro tra gruppo e giunta, «il documento dei
consiglieri fa i conti con la realtà», con la rivoluzione che in futuro
investirà il trasporto pubblico locale.NA.DA.
Vilardi al Pd: «Usate modi più eleganti»
La questione metrobus ha animato fino a sera il dibattito in Loggia, dopo
un'apertura di seduta tutto sommato abbastanza «soft».
LA PRIMA ED UNICA
interrogazione in discussione riguardava le truffe agli anziani e il denaro
stanziato per l'installazione di videocitofoni nei condomini per una somma
totale di 110mila euro. Il consigliere del Pd Fabio Capra ha sostenuto: «Soldi
sprecati, non servono alla prevenzione: sarebbe meglio collegare tutti gli
anziani fragili alla rete del telesoccorso». E il vicesindaco Fabio Rolfi ha
replicato: «Abbiamo puntato moltissimo sulla prevenzione ma anche sul contrasto,
e persino sulla formazione».
Le varianti al Prg nelle due delibere successive
hanno scaldato il clima. La prima, sull'area di via Gessi destinata ad ospitare
l'archivio comunale, ha incassato il voto contrario dell'opposizione: «È
un'opera sbagliata - ha detto Aldo Boifava (Pd) - e in questo momento non se ne
sentiva la necessità». Per il capogruppo Pdl Achille Farina invece quello per
l'archivio è «un contratto oneroso per cui a questo punto è giunto il momento di
porvi rimedio».
Più accesi i toni sulla variante che riguardava la nuova
strada di accesso al centro intermodale della Piccola velocità. Ancora Boifava
così come Federico Manzoni, sempre Pd, si è detto preoccupato del fatto che alla
fine questo piano di rilancio non vada nella direzione di potenziare il
trasporto su rotaia ma che, anzi, l'area venga utilizzata per «possibilità
edificatorie».
«Non accetto queste critiche - ha replicato piccata
l'assessore Paola Vilardi - e che l'opposizione usi un modo più elegante su
queste questioni di impatto. Noi stiamo facendo lo sforzo per garantire un
quadro trasparente su questo tema. Ben vengano i contributi da tutti i gruppi
consiliari, ma si moderino i toni». NA.DA.
|
|
Giornale di Brescia 28 luglio 2011
Metrobus, primi sì con riserva al piano finanziario
In commissione passa l'ok ai conti e allo scorporo di Brescia Mobilità
Se
non fosse ancora sufficientemente chiaro, va ribadito. In questi giorni
in Loggia si sta giocando una delle partite più difficili per la
tenuta dei conti comunali e per la loro gestione futura. Il dibattito
sul piano finanziario del Metrobus e sullo scorporo di Brescia
Mobilità investe due argomenti chiave per la città: il
bilancio e la sostenibilità del trasporto pubblico. A parte
alcune turbolenze di cassa, prime fra tutte quelle riguardanti il Patto
di stabilità, il Comune non si era ancora trovato di fronte ad
un terreno tanto minato, in cui ogni scelta va soppesata più e
più volte. Un'opera da 915 milioni di euro come il Metrobus
è per sua natura destinata a diventare protagonista del
confronto politico.
Al
di là delle diverse posizioni, espresse in un dialogo-scontro
serrato che ha visto da un lato l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza
e l'area pidiellina contrapporsi in particolar modo al Pd, negli
schieramenti c'è consapevolezza della delicatezza delle
questioni sul tavolo. Altrimenti non si spiegherebbe come mai ieri
pomeriggio in maniera bipartisan è stato deciso di chiudere al
pubblico la triplice commissione (Bilancio, Metrobus e Partecipate)
escludendo la stampa e i cittadini dai contenuti del dibattito. Il
regolamento comunale prevede che ciò si possa fare «quando
vi sono prevalenti ragioni di riservatezza in relazione alla natura
degli interessi in discussione». È lecito dunque dedurre
che, essendo gli interessi in campo enormi, i commissari e l'assessore
Di Mezza (e il presidente di Brescia Mobilità, Valerio
Prignachi) abbiano voluto ritagliarsi uno spazio riservato in cui
«farsela fuori», come si dice in modo colloquiale, prima di
affrontare l'evidenza pubblica del Consiglio comunale di
venerdì. Gli argomenti erano molti e molto caldi, dato che la
seduta è durata suppergiù tre ore e mezza. Dai resoconti,
sempre e comunque parziali, filtrati al termine, si evince che la
maggioranza ha approvato le delibere relative al piano finanziario
dell'opera e allo scorporo di Brescia Mobilità. Il Pd non ha
partecipato al voto, riservandosi di esaminare ulteriormente la corposa
documentazione.
Che
cosa stabiliscono le delibere? In estrema sintesi, che dal punto di
vista economico bisognerà trovare 35 milioni di euro l'anno per
finanziare l'opera. Per quanti anni? Di Mezza dice che saranno trenta,
l'opposizione crede che saranno di meno. Le proiezioni sono incerte.
Una sola cosa è chiara: per reperire i fondi bisognerà
fare tagli e alienazioni. Nei bilanci previsionali 2012 e 2013, tanto
per cominciare, si parla di pesanti sforbiciate nei settori ambiente e
istruzione. Di alienazioni è ancora presto per parlare, anche se
i gioielli di casa sono noti (A2A, Centrale del latte, per citarne un
paio). In entrambe le partite, l'opposizione ha chiesto di essere
coinvolta nelle decisioni. Buttando lì più di una volta
che sarebbe il caso di rinunciare ad alcune opere
«ingombranti», come il parcheggio sotto il Castello. Per
quanto riguarda l'assetto societario, si stabilisce, come è
noto, che Brescia Mobilità verrà scorporata in una parte
patrimoniale e in una gestionale. Anche qui la partita non è
definita. Cosa accadrà infatti a Sintesi, Trasporti e Omb
International? Il fronte di chi chiede che il riassetto non si
trasformi in un moltiplicatore di società controllate (e di
consigli di amministrazione) trova sostenitori da ambo i lati.
Venerdì, si diceva, il Consiglio affronterà i due piani
sotto i riflettori. Con una certezza: fatto l'impianto, si dovranno
chiudere le questioni più spinose. Dopo l'estate. Il terreno
è minato e la fretta difficilmente dà buoni consigli.
Emanuele Galesi

Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr |
Giornale di Brescia 28 luglio 2011
SICUREZZA IN CITTÀ. Diminuiscono gli incidenti, ma resta alta l'attenzione verso pedoni e intersezioni pericolose
Strade, ecco la mappa dei rischi
Daniele Bonetti
Lo studio dell'ufficio statistica del Comune sui dati del 2009: gli
interventi sulle vie sembrano dare risultati, in diminuizione anche i
morti e i feriti
Quasi
mille incidenti (973), 14 morti e 1273 feriti. Sono i numeri riferiti
all'incidentalità sul territorio cittadino nel 2009, ultimo anno
analizzato dall'ufficio statistica del Comune.
I dati (che si riferiscono solamente ai sinistri rilevati dalle Forze
dell'ordine) inducono a un cauto ottimismo se paragonati agli anni
precedenti. Nel 2007 gli incidenti furono 1273, scesi a 1106 nel 2008.
Nell'ultimo anno «utile» il calo è superiore al 10%.
Una «progressione» analoga anche per quanto concerne i
feriti: 1665 nel 2007, 1455 l'anno successivo e «solo» 1267
nel 2009 con una diminuzione leggermente superiore al fatidico 10%.
«LA DIMINUZIONE ci fa ben sperare - sottolinea l'assessore alla
sicurezza Fabio Rolfi -: significa che alcuni degli interventi svolti
in precedenza funzionano, specialmente quelli portati a termine in zone
particolarmente a rischio. Gli incidenti sono calati in modo
significativo anche per questi motivi, ma penso che il rispetto
incondizionato del Codice della strada sia il sistema migliore per
rendere le nostre strade ancora più sicure».
Particolare attenzione in termini di prevenzione
dell'incidentalità è rivolta ai pedoni, la categoria
più a rischio degli utenti stradali. Nel 2009 i pedoni investiti
sono stati 111 contro i 123 del 2008 e i 115 del 2007. Considerando che
nel 2003 i pedoni «colpiti» da un altro mezzo sono stati
123, è facile vedere come la diminuzione percentuale non sia
particolarmente significativa in proporzione al numero complessivo
degli incidenti.
«Abbiamo individuato gli incroci maggiormente a rischio -
assicura Rolfi - : non solo per i pedoni, ma anche per tutti gli altri.
Controllando dove avvengono gli incidenti, è decisamente
più semplice intervenire e provare a diminuire il pericolo sulle
strade bresciane».
LA MAPPA. Secondo i dati raccolti dai tecnici comunali, le intersezioni
maggiormente a rischio sono due: quella posta tra la tangenziale Ovest
e via del Serpente, e tra via Lamarmora e via San Zeno. In quegli
incroci nel 2009 si sono verificati 17 incidenti, un record cittadino.
Subito a ruota seguono altri due punti «delicati»: quello
tra via Corsica e via Lamarmora e quello tra via San Polo e via
Giorgione dove si sono verificati nel 2009 14 incidenti rilevati dalle
forze dell'ordine.
Significativo anche il numero di «collisioni» (13) agli
incroci tra viale Europa e via Agazzi e tra via Volturno e via
Chiusure. Molto delicato, seppur con una situazione statistica in
continuo miglioramento, l'incrocio tra il cavalcavia Kennedy e via XX
settembre. «In quel caso - sottolineano i tecnici della Loggia -
abbiamo installato una particolare segnalazione luminosa che dovrebbe
facilitare parecchio la circolazione per chi viaggia verso sud».
CICLOMOTORI. Non è un intervento «mirato» alla
sicurezza, ma sicuramente un aiuto per chi si sposta sui motorini. In
città saranno ricavati altri 300 posti per parcheggiare il
ciclomore. Non sarà un'operazione inm grado di risolvere i
problemi di sosta dei «motociclisti», ma senza dubbio
sarà un aiuto significativo in attesa che arrivino, per tutti,
tempi decisamente migliori.
L'INTERVENTO. Da metà
agosto a metà ottobre cantieri aperti per rendere più
chiare le indicazioni e più sicura la circolazione sulle strade
Nuova segnaletica, sessanta giorni di lavori
Dalla Loggia 315mila euro Rolfi: «Abbiamo tenuto conto delle segnalazioni arrivate dai cittadini»
Da metà agosto e metà ottobre: due mesi per sistemare la
segnaletica orizzontale, sessanta giorni per cercare di rendere
più sicura la circolazione stradale sul territorio cittadino.
Per questa operazione la Loggia ha stanziato 315 mila euro.
«È un lavoro ordinario che possiamo però in qualche
modo considerare straordinario - sottolinea l'assessore alla
Mobilità e Traffico della Loggia, Fabio Rolfi - . Interventi di
questo tipo vengono realizzati nel mese di agosto per evidenti ragioni
di calo del traffico. Opereremo su tutto il territorio cittadino ad
eccezione del comparto est i cui lavori di sistemazione della
segnaletica sono terminati la scorsa primavera; non avrebbe avuto senso
intervenire ancora. In questo lotto di lavori, che saranno appaltati
nei prossimi giorni, abbiamo cercato di dare particolare attenzione
agli attraversamenti pedonali per garantire maggiore sicurezza agli
utenti deboli della strada. Proprio per questo motivo il settore
Mobilità e Traffico del comune di Brescia, negli ultimi due
anni, ha effettuato un lungo lavoro di raccolta e catalogazione di dati
statistici per capire dove e come sarebbe stato opportuno intervenire.
Nelle prossime settimane lo faremo, tenendo anche conto di quelle
segnalazioni pervenuteci dai cittadini in merito a criticità
specifiche».
UNA NUOVA SEGNALETICA si porta in dote anche una nuova concezione
dell'arredo urbano. «Pensi si tratti di un intervento importante
che riqualifica la città dal punto di vista del decoro, - dice
Rolfi - : una strada curata e bene evidenziata contribuisce a dare cura
all'arredo urbano, del resto la rete stradale è uno dei
biglietti da visita di una città. Non bastasse, penso che la
segnaletica stradale correttamente predisposta e visibile sia uno
strumento importante per chi circola, specialmente se non conosce
perfettamente la zona in cui si sta muovendo».
Tra qualche giorno i lavori programmati partiranno: saranno effettuati
in orari notturni, proprio per non creare particolare disagio ai
cittadini.D.BO.
|
Giornale di Brescia 28 luglio 2011
L'AFFONDO.
Ecologisti democratici e Pd tornano sul piano della giunta Paroli. E
sottolineano la mancanza di partecipazione nelle scelte
«Pedonalizzazioni, tutti i numeri»
Silvia Ghilardi
Vitale: «Nel 2008 in piazza Paolo VI 38 posti residenti Poi nel
2009 si è passati a 74 e più di recente a 65» De
Martin: «Troppo entusiasmo per le nuove regole»
Molto
rumore per nulla. Si può ricorrere a un piccolo prestito
shakespeariano per sintetizzare le critiche di Ecologisti democratici e
Pd al piano pedonalizzazione della giunta Paroli. Ora la palla passa ai
consiglieri comunali.
IL METRO DI PARAGONE è il 2008. Dopo quella data ci sono stati
«solo peggioramenti» commentano gli Ecodem. Piazza Duomo
è stata alleggerita dalla mostra dei parcheggi ma questo
«è soltanto un passo in avanti rispetto alla situazione
dell'anno scorso ed è invece due passi indietro rispetto ai
traguardi raggiunti tre anni fa» spiega Paolo Vitale,
coordinatore circolo Ecodem Brescia. E dati alla mano mostra come
piazza Paolo IV nel 2008 ospitasse solo 38 posti auto riservati ai
residenti della piazza stessa. Già nel 2009 le cose cambiano e
sulla piazza viene dato il via libera alla sosta di 74 veicoli (33 per
i residenti di tutto il centro storico più 41 aperti a tutti gli
automobilisti). L'elenco si ferma ai recenti cambiamenti quando
l'amministrazione comunale decide per 49 posti auto per tutti i
residenti del centro storico (nessun posto riservato ai resdienti della
piazza) più 16 parcheggi riservati a categorie speciali tra cui
12 adiacenti al Broletto. Pd e Ecodem, pur apprezzando la
«virata» sulle politiche della mobilità della
maggioranza, criticano però «l'eccessivo entusiasmo con
cui hanno pubblicizzato la nuova regolamentazione» commenta il
segretario cittadino del Pd, Giorgio De Martin. Da 38 si è
passati a 74 per poi tornare a 65. Un gioco di cifre che non piace agli
ecologisti e alle tante associazioni ambientaliste del territorio.
Stesse critiche arrivano anche all'indirizzo di piazza Tebaldo, piazza
Vittoria e del Foro.
Ecodem e Pd tornano poi sulla petizione «Piazze storiche aperte
alle persone» presentata in commissione - «e poi non
accolta» - lunedì scorso. Il documento chiedeva
all'amministazione che le piazze del centro storico di Brescia non
fossero più adibite a parcheggio per auto. E a questo punto che
i fautori delle piazze senza automobili, chiamano in causa i
consiglieri. L'appello è quello di votare in consiglio comunale
la petizione che i consiglieri del Pd porteranno in consiglio nelle
prossime settimane. «Se i cittadini non sono riusciti a farsi
ascoltare speriamo ci riescano i consiglieri comunali» continua
Vitale e De Martin rincara la dose: «Se è vero che la
sensibilità della maggioranza rispetto alla pedonalizzazione
è cambiata, sfido uno a uno i consiglieri a votare a favore
della petizione».
SOTTOLINEANO, invece, la mancanza di coinvolgimento sull'argomento
della Circoscrizione Centro e delle realtà interessate (come per
esempio i comercianti) Fabio Negrini del circolo Pd centro e il
capogruppo Pd in Circoscrizione Centro, Giuseppe Tognazzi.
«Parlano sempre di partecipazione e poi - critica Tognazzi -
quando si presenta l'occasione di avere un confronto con chi vive e
opera in centro non lo fanno mai». In particolare - continua
Negrini - «non siamo nemmeno d'accordo sul fatto che i veicoli
debbano attraversare i portici per andare a parcheggiare in piazzetta
Paganora. E' pericoloso perchè i pedoni non sono abituati a
controllare il transito dei mezzi».
|
www.bresciamobilita.it 27 luglio 2011
In arrivo l’implementazione di BiciMia

Ai
blocchi di partenza l’ampliamento del servizio di bike sharing,
operativo entro il mese di Agosto, con la nuova tessera multiservizio
Omnibus Card distribuita a tutti gli iscritti al servizio.
Ad
oltre tre anni dall’avvio BiciMia, il servizio di bike sharing
per la mobilità ecosostenibile, voluto
dall’Amministrazione Comunale e particolarmente gradito dai
bresciani, introduce nel corso del prossimo mese di Agosto alcune
importanti novità.
Innanzitutto
l’attesa, e già annunciata, implementazione delle
ciclo-stazioni, che passano dalle attuali 27 a 39, con il
corrispondente incremento delle singole colonnine di ciclo-posteggio,
che raggiungeranno pertanto le 403 unità (a fronte delle 289
precedenti). Una cifra peraltro destinata ad un ulteriore sviluppo
entro fine anno, quando – secondo i programmi
dell’Amministrazione Comunale – dovrebbe essere raggiunto
il traguardo di quota 470.
Numeri in crescita anche per le biciclette in circuito, con un centinaio di new entry.
Per
far fronte all’attivazione delle nuove colonnine ed
all’adeguamento tecnologico del sistema (con un aggiornamento
hardware e software che consentirà di facilitare, fra
l’altro, le operazioni di aggancio delle biciclette), il
servizio verrà sospeso dall’ 1 al 15 Agosto, per poi
rientrare in funzione, completo di tutti gli aggiornamenti e delle
implementazioni previste, a partire dal 16 Agosto.
Apposite comunicazioni saranno affisse sulle ciclo-stazioni per informare dettagliatamente delle tempistiche.
Sono
inoltre in consegna domiciliare in questi giorni, a tutti i circa 4.000
iscritti al servizio BiciMia, le nuove tessere Omnibus Card, le card
multi-servizio del gruppo Brescia Mobilità che serviranno anche
per la fruizione del servizio e che sostituiranno, dal 16 Agosto, le
precedenti tessere in uso.
La
nuova Omnibus Card di Brescia Mobilità infatti offre
l’opportunità di caricare, sulla medesima tessera,
più servizi gestiti dalle singole aziende del gruppo, come:
• l’abbonamento al trasporto pubblico gestito da Brescia Trasporti;
• l’abbonamento ai parcheggi gestiti da Sintesi;
• l’utilizzo del sistema Bicimia;
• un credito ricaricabile per il pagamento della sosta oraria al parcometro.
Per
far fronte alle accresciute esigenze gestionali, Sintesi Spa, che cura
per conto del Gruppo Brescia Mobilità l’esercizio
operativo del servizio, si è inoltre dotata di un secondo
specifico mezzo di servizio per la movimentazione delle biciclette
– appositamente studiato ed attrezzato allo scopo – in modo
da poter efficacemente controllare lo stato di occupazione delle
ciclo-stazioni ed effettuare, in tempi brevi, gli spostamenti delle
bici necessari a mantenere un giusto equilibrio fra colonnine libere e
mezzi disponibili al noleggio.
Come cambierà Bicimia?
Il numero delle “ciclo stazioni” esistenti salirà da 27 a 39 portando a 403 il numero delle singole colonnine di posteggio rispetto alle attuali 289
(ma un ulteriore ampliamento è previsto entro fine anno,
portando quindi le ciclostazioni a 45 per 469 colonnine complessive).
Saranno aggiunte nel circuito 100 nuove biciclette, vi sarà un radicale aggiornamento tecnologico del sistema che faciliterà, fra l’altro, le operazioni di aggancio delle biciclette e, non da ultimo, la tessera Bicimia sarà sostituita con la nuova Omnibus Card in consegna agli iscritti al servizio.
Cos’è la Omnibus Card?
E’
la nuova tessera multi-servizio del gruppo Brescia Mobilità, che
offre l’opportunità di caricare più servizi gestiti
dalle singole aziende:
- abbonamento al trasporto pubblico gestito da Brescia Trasporti;
- abbonamento ai parcheggi gestiti da Sintesi;
- utilizzo del sistema BiciMia;
- credito ricaricabile per il pagamento della sosta a parcometro.

Quando si potrà utilizzare la nuova Omnibus Card?
L’attuale
tessera di Bicimia rimarrà valida fino al . Successivamente,
dopo pochi giorni di stop del servizio necessari allo svolgimento dei
lavori (dal 1 al 15 Agosto), il sistema inizierà a funzionare
solo con la nuova tessera Omnibus. Apposite comunicazioni verranno
affisse sulle ciclo stazioni per informare nel dettaglio tali
tempistiche.
La nuova Omnibus Card acquisirà tutte le funzionalità ed il credito Bicimia del cliente.
La
vecchia tessera di BiciMia rimarrà comunque attiva per
l’utilizzo sui parcometri fino ad esaurimento
dell’eventuale credito di sosta a parcometro caricato.
Come si utilizzerà la nuova Omnibus Card in Bicimia?
L’utilizzo
della nuova Omnibus Card è del tutto simile a quello della
vecchia tessera per quanto riguarda il prelievo delle biciclette,
mentre per quanto riguarda il deposito delle stesse il sistema
risulterà semplificato (sarà sufficiente agganciare la
bicicletta alla postazione e la transazione verrà
automaticamente terminata – vedi istruzioni sul retro).
Giornale di Brescia 29 luglio 2011
Sale la febbre da pedalata
In città è boom per Bicimia
Nel primo scorcio d’estate utenti quasi raddoppiati
rispetto al 2010. In arrivo dodici nuove postazioni
Estate, tempo di pedalate. Cosa c'è di meglio, infatti, di inforcare la
bicicletta per muoversi in città? C'è chi usa la propria, ma sono sempre più i
bresciani che scelgono di utilizzare i mezzi messi a disposizione dal servizio
«Bicimia». Il dato relativo a maggio parla di 22.683 prelievi, quasi il doppio
dei 12.942 registrati nel giugno 2010. Il dato sorprendente è che un così alto
numero di utilizzi è suddiviso in 1.973 utenti.
Chi ha scelto «Bicimia»,
insomma, ci ha preso gusto tanto da prendere a nolo le due ruote pubbliche più
volte nell'arco della settimana. Gli abbonati al servizio hanno toccato quota
4.648, con 265 nuovi clienti che si sono aggiunti nel solo mese di maggio.
Confrontando gli utenti con gli abbonati, emerge chiaramente come ci sia uno
zoccolo duro di aficionados affiancato da una maggioranza di persone che si è
portata avanti facendo l'abbonamento, ma che non necessariamente lo sfrutta
nell'arco del mese.
«Bicimia» riscuote sempre maggior successo tra i
bresciani. Non per nulla la nostra è la città col maggior numero di abbonati in
rapporto alla popolazione. Sugli utilizzi influisce la bella stagione, in
gennaio sono stati appena 8.848, ma anche l'estensione del servizio, divenuto
via via più capillare. Le postazioni predilette, comunque, restano quelle in
Stazione, piazza Rovetta, via San Faustino e corso Zanardelli.
Ora il
servizio si allarga. Verranno aggiunte in agosto 12 nuove postazioni in giro per
la città. La prima fase di sviluppo ha riguardato il centro cittadino e le zone
limitrofe, mentre da adesso l'idea è di estendere le biciclette a noleggio anche
alle aree periferiche della città. I nuovi punti d'appoggio saranno in via
Chiusure, via Veneto, via Ambaraga, viale Piave, viale Bornata, via Lamarmora,
via Cremona, via San Polo, viale Duca degli Abruzzi, piazzale Golgi, cavalcavia
Kennedy (zona parcheggio), via Milano. La rete viene estesa geograficamente e
nei numeri: dalle 289 colonnine attuali si passerà a 403 posteggi, con
l'aggiunta di 100 nuovi mezzi.
Da agosto, tra l'altro, «Bicimia» sarà
utilizzabile soltanto con la nuova tessera Omnibus Card di Brescia Mobilità, la
stessa che si può usare per l'autobus, per i parcheggi Sintesi in struttura e
per i parcometri in strada. Per adeguare le colonnine alla nuova tessera e per
consentire la riorganizzazione del servizio, dall'1 al 15 agosto le pedalate
sulle due ruote di «Bicimia» saranno sospese, per riprendere regolarmente a
partire dal 16 dello stesso mese.
Inoltre, il vicesindaco Fabio Rolfi, e
assessore alla Mobilità, ha in mente altre sei postazioni da aggiungere nel
corso dell'anno prossimo (una di esse sarà in Borgo Trento) e confida nella
disponibilità di fondi governativi per posizionarne ulteriori sei entro la
scadenza del mandato.
Dove circoleranno tutte queste bici? Con l'ultima
variazione di Bilancio fatta in Loggia sono stati appostati due milioni di euro
per rinnovare le piste ciclabili sulle direttrici Sant'Eufemia-piazzale Arnaldo;
piazzale Arnaldo-San Polo; Casazza-Stazione. Si tratta dell'inizio del piano
ciclopedonale annunciato da Rolfi nei mesi scorsi e destinato a svilupparsi nel
corso dei prossimi anni. egg
Bici al palo, l'ordinanza si fa «soft»
Resta valida, ma non è applicata in maniera rigida. In città 15 rastrelliere in più
A poco più di un mese di distanza dal bike-mob in piazza Loggia, sembra essersi
affievolito il ricordo della cosiddetta ordinanza «bici al palo», quella cioè
che impediva di posteggiare le due ruote fuori dagli spazi appositi in via X
Giornate e nelle vie attorno alla Stazione. Eppure resta valida, anche se la sua
applicazione viene effettuata in maniera soft. Sul piazzale della Stazione, ad
esempio, non si vedono i famosi avvisi di rimozione che dovrebbero colpire le
due ruote fuori posto ventiquattr'ore prima di essere portate via dalla Polizia
municipale. In compenso, non si trovano nemmeno le biciclette abbracciate ai
pali del piazzale, segno che l'ordinanza ha fatto effetto. I posteggiatori
irregolari continuano la loro opera in angoli più discreti o in via Sostegno, ma
sono meno di un tempo.
Per disincentivare il parcheggio selvaggio, in città
sono arrivate sei nuove rastrelliere nelle scorse settimane, alle quali andranno
ad aggiungersene ulteriori quindici fresche di consegna nei magazzini comunali.
Andranno in piazza Paolo VI, in via Bevilacqua, in corso Mameli e corso
Palestro, in via Porcellaga e in piazza Vittoria. Questi i punti già
individuati, mentre si stanno valutando le altre destinazioni (si parla di largo
Formentone, corso Garibaldi, zona Cavallerizza, piazzetta Vescovado). In tema di
due ruote, l'assessorato alla Mobilità sta anche provvedendo a disegnare 180
nuovi parcheggi per i motorini.
|
tplbrescia.it 24 luglio 2011
La preannunciata campagna di
comunicazione per far conoscere la metropolitana alla città ritengo sia
partita piuttosto male, mi riferisco al manifesto che è apparso a
Brescia un paio di settimane fa. Con il legittimo intento di attaccare
l'avversario politico si rischia di gettare fango sull'opera che
proprio per il fatto che rappresenta un problema economico e
finanziario ha un estremo bisogno di soluzioni
condivise da ricercare attraverso la collaborazione di tutti. Con la schermaglia
politica intrapresa attraverso i manifesti, quale messaggio viene lanciato alla
città? Direi :"la nuova metropolitana rappresenta un enorme grattacapo ereditato dalla precedente amministrazione e basta".
Personalmente avrei preferito che passasse il concetto che la città è
di fronte ad un importante sforzo economico dovuto eventualmente anche
ad errori di valutazione del passato, il tutto comunque finalizzato al
completamento e all'utilizzo di un sistema di trasporto
pubblico moderno efficace e all'avanguardia che migliorerà la qualità
della vita.
Riporto qui di seguito un intervento di Laura
Castelletti del 22 luglio 2011 tratto dal suo blog "Resa dei conti ?" del quale condivido
molti dei passaggi.
Ieri l’assessore Di Mezza, a proposito delle ultime vicende riguardanti la metropolitana, ha dichiarato:
“I conti li
spiegherà domani (venerdì) il sindaco. Io dico soltanto
che auspico che nell’occasione ci sia una presa di
responsabilità da parte dell’opposizione, partendo dal
presupposto che le cifre in questione sono quelle che presenteremo e
che ora dobbiamo trovare il modo di recuperarle. Con la
disponibilità“, aggiunge, “a condividere con
l’opposizione il metodo, ma anche il merito, delle possibili
soluzioni”.
Un
atteggiamento corretto e certamente contro tendenza rispetto ai
manifesti che in questi giorni tappezzano la città e che
andavano indiscutibilmente evitati. Ogni esasperazione produce
esasperazione ed è noto che le esasperazioni non giovano alla
soluzione dei problemi, qualora realmente si abbia l’intenzione
di risolverli.
La guerra dei manifesti potrebbe andare avanti all’infinito.
L’opposizione potrebbe stampare manifesti scrivendo che in 3
anni, nonostante il centrodestra/Lega governi in tutte le isitituzioni
ed abbia un “potere assoluto”, l’amministrazione
bresciana non ha portato a casa un (dico 1) solo finanziamento in
più rispetto a quelli già acquisiti. Potrebbe stamparne
altri dicendo che i bresciani hanno già iniziato a pagare il
conto di un federalismo fasullo che ha illuso tanti e che produce solo
nuove tasse. Oppure dicendo che la manovra di Tremonti e del Governo
colpisce di più i meno abbienti perchè i grandi ricchi
non sono quasi stati sfiorati, gli evasori non toccati mentre le
persone “normali” dovranno barcamenarsi pure con le nuove
tariffe dei ticket sanitari. Oppure dei semplici manifesti con la
scritta ” – 3200 euro”, cifra che corrisponde a
quanto meno in tasca si troveranno le famiglie bresciane per
l’effetto combinato delle misure della manovra e dei rincari di
prezzi e tariffe.
Si potrebbe pensare anche a un manifesto dedicato alla maxiverifica di
maggioranza tenuta solo un mese fa all’AC Hotel che acriticamente
ha continuato ad aggiungere progetti su progetti all’onirico
elenco delle cose da fare (cubo bianco, sede unica del Comune, parco
dello sport, palazzetto Eib, parcheggio sotto il Castello…)
incurante dei campanelli d’allarme sulle ristrettezze economiche
incalzanti (faremo, faremo, faremo…).
L’ultimo impatto, quello durissimo dello scorso lunedì,
con le cifre dalle quali non si può continuare a sfuggire,
costringe la maggioranza a dover aprire una necessaria riflessione e
chiedere un confronto con l’intero Consiglio Comunale.
Accolgo favorevolmente l’invito dell’assessore Di Mezza,
che mi auguro parli a nome dell’intera maggioranza, dicendo la
nostra disponibilità al confronto. Lo siamo perchè
convinti che sia per il bene della città e che il suo sia il
giusto approccio politico al tema. Lo siamo anche perchè questa
scelta peserà fortemente su chi dal 2013 governerà la
Loggia e per la quale ci sentiamo chiamati in causa naturalmente.
Il percorso politico e amministrativo delle Grandi Opere a Brescia ha
sempre visto, in passato, percorsi condivisi ed è sempre stato
uno stile di lavoro per il bene della città. Con le giunte di
centrosinistra e con ASM unitaria (unitaria perchè nel consiglio
erano rappresentato l’intero arco costituzionale) le opere
venivano metabolizzate e gestite dalla coralità del Consiglio
Comunale (teleriscaldamento, 1° studio sul metro nel 1986,
termovalorizzatore…). Questa è stata la cultura e lo
stile politico che ha pervaso l’amministrazione in passato
(S.Giulia patrimonio dell’Umanità ne è esempio
contemporaneo) e che ha dato vita a un metodo che ha fatto scuola in
tutta Italia. La sommatoria di questi eventi ha fatto si che Brescia
sia stata riconosciuta come ben amministrata da una classe dirigente di
qualità, matura e responsabile.
Per quanto mi riguarda ritengo di aver già manifestato la
responsabilità necessaria durante il Consiglio Comunale nel
quale si è discusso dell’addizionale IRPEF, dando la
disponibilità a ragionare sul provvedimento se centrodestra/lega
avessero accolto la richiesta di no tax area per le fasce deboli e una
“rivisitazione” delle opere prioritarie. Per problemi
contingenti (tempi necessari per il confronto troppo ristretti) non se
ne è fatto nulla; ho registrato però la
disponibilità formale a riconsiderare le mie richieste per il
prossimo anno. Ci conto.
Ora c’è da comprendere quale sarà la proposta della
Giunta e quali responsabilità ci verrà chiesto di
condividere. Ogni sforzo da parte nostra potrà arrivare quando e
se il Sindaco e la sua maggioranza si decideranno ad avere un diverso
approccio rispetto al prossimo bilancio da stendere.
Si possono chiedere sacrifici ai bresciani e una condivisione di
responsabilità all’opposizione solo dimostrando di essere
rappresentanti delle istituzioni e non solo iscritti al partito.
Nessuna agenda è intoccabile. Se non c’è
disponibilità economica, così come accade in ogni
famiglia responsabile, è necessario ridefinire le
priorità, rimandare qualche scelta, e concentrarsi sulle
emergenze e sui concittadini in difficoltà.
Alcune opere possono (devono!) essere rimandate a favore della
manutenzione cittadina, non più procrastinabile. Le grandi
mostre, di grande significato nei periodi di “vacche
grasse”, vanno ridimensionate e le risorse di questo comparto
dirottate verso un welfare municipale che dia fiato alle famiglie in
difficoltà e favorisca l’emancipazione dei ragazzi dai
nuclei familiari.
Tagli e capacità di investire le risorse dove c’è
più bisogno restano la strada maestra. Nella quotidianità
suggerirei anche di evitare la stampa del “fondamentale”
diario delle tradizioni padane generosamente regalato alle scuole
elementari; ai nostri studenti preferirei fornire la carta delle
fotocopie e la carta igienica che oggi si devono portare da casa.
|
Giornale di Brescia 21 luglio 2011
Metrobus, l’ombra dei conti sul vertice bipartisan
L’unica strada percorribile è recuperare un «tesoretto» di 160 milioni di euro. Entro settembre
Il conto che il sindaco presenterà domani alla Conferenza
capigruppo «allargata» non lascia spazio a libere
interpretazioni: con il nuovo mutuo che Brescia Mobilità
dovrebbe accendere (circa 160 milioni di euro), a mancare all'appello
sarà una cifra che oscilla tra i 20 e i 30 milioni di euro
l'anno. Per quarant'anni. Questa la cifra - che deriva dalle proiezioni
dell'azienda sull'ammortamento del debito - che ha fatto riaprire e
insieme bloccare alla Loggia il capitolo Metrobus.
Riaprire perché «i conti non tornano» e bloccare
perché la scissione di Brescia Mobilità in società
patrimoniale e di gestione è congelata.
Di
qui la scelta del sindaco Paroli e dell'assessore titolare del
Bilancio, Fausto Di Mezza, di convocare un vertice bipartisan per le 12
di domani. Un vertice dal cuore politico, dal quale la maggioranza
spera di uscire con l'appoggio della stessa opposizione in Loggia che,
al governo della città nel 2004, ha steso il primo piano
economico finanziario del metrò. Un piano che «pur
mantenendo il costo del biglietto a 1,90 euro non garantiva la
sostenibilità economica dell'opera».
E allora le alternative sul tavolo sono tre. Mettere in campo una
politica di dismissioni, sapendo però che l'unica alienazione
che davvero riuscirebbe a sostenere il peso di una cifra tanto alta
resta la vendita di A2A. Operare una politica di tagli, che andrebbero
quasi ad azzerare il raggio d'azione della spesa corrente e - quindi -
i servizi. O, infine, non accendere il nuovo mutuo. Recuperare
cioè quel «tesoretto» di 160 milioni di euro che
consentirebbe, da un lato, di fare fronte ai 99,7 milioni di euro di
riserve; dall'altro, di tenere in cassa i fondi necessari per le opere
complementari e la gestione. In questo modo non ci sarebbe il problema
di quei circa 25 milioni di euro l'anno (la cifra, come scritto sopra,
oscilla tra i 20 e i 30 milioni) derivati dal costo di ammortamento del
mutuo. Impresa, questa, non semplice. A meno che non si riescano ad
incassare gli 80 milioni dal Cipe e a vendere, contestualmente, parte
del patrimonio comune. nuri
Giornale di Brescia 23 luglio 2011
Il piano finanziario rimandato a settembre
Fumata grigia dall’incontro bipartisan
Lunedì la delibera sullo scorporo di Bs Mobilità
L'unico punto fermo è che, per il momento, non ci sono punti
fermi. A fronte cioè di cifre e conti «ancora da passare
in rassegna in modo puntuale», si procede con lo scorporo di
Brescia Mobilità in società di gestione e società
patrimoniale, ma del nuovo piano economico finanziario della
metropolitana se ne riparlerà a settembre. L'attesa «resa
dei conti» tra maggioranza e opposizione sul nodo Metrobus
è finita insomma con un arrivederci e grazie. E quello che
doveva essere il vertice bipartisan del faccia a faccia ha lasciato
irrisolta la vera questione politica: cosa tagliare, dove risparmiare
(le grandi opere restano tutte intoccabili o qualcuna verrà
congelata?) e cosa invece vendere per recuperare quei 35,2 milioni di
euro che rischiano di fare barcollare il bilancio. Tanto che,
lunedì, il Consiglio comunale si troverà a votare una
sorta di delibera «tampone». La stessa che, da un lato,
consentirà di mantenere gli accordi presi sulla partita riserve
(entro novembre la Loggia dovrà versare all'Ati 62 dei 99,7
milioni di euro pattuiti), ma che dall'altro ometterà di
indicare da quali «alienazioni» questi soldi saranno
recuperati.
Ora la maggioranza si trova insomma davanti a un bivio: scegliere un
percorso bipartisan, sapendo però che le opposizioni chiedono di
riaprire la discussione su alcune opere (dal parcheggio sotto il
Castello a Omb, dalla Sede unica alla Tintoretto). Oppure continuare a
lavorare sola, forte dei numeri in Consiglio comunale.
Un bivio che sembra far discutere sempre più la compagine
Pdl-Lega-Udc. Tra chi sostiene che «la città non
può rimanere bloccata per quarant'anni per colpa del
Metrobus» e chi, al contrario, crede in «un rinvio delle
opere doveroso per non tagliare i servizi ai cittadini».
Nuri Fatolahzadeh
I NUMERI
Quei 4,2 milioni di euro l'anno in più
che Brescia Mobilità «deve verificare»
Nella geografia dei numeri sul tavolo, qualcosa non torna neppure alla
maggioranza. Secondo le proiezioni aggiornate presentate ieri al
vertice bipartisan a mancare all'appello sono 35,2 milioni di euro
l'anno per 40 anni. Come si ricava questo dato? A fronte del nuovo
mutuo da 160 milioni di euro che Brescia Mobilità andrà
ad accendere, 14 milioni è il costo di ammortamento e 17 milioni
sono gli oneri finanziari. A questi la controllata aggiunge un altro
conto: 4,2 milioni di euro di costi di gestione in più rispetto
alle proiezioni sul Tpl presentate qualche settimana fa. Un
«aumento» ancora da chiarire.
Pd: aspettiamo risposte chiare
Lega: Corsini ha sbagliato
«Un vertice utile ma per nulla esaustivo». Questo il
commento del capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, alla fine
del vertice fiume che ha snocciolato nuovamente le cifre legate alla
sfida metropolitana. «Ora stiamo aspettando che la maggioranza ci
dica se vuole intraprendere un cammino comune oppure no. Il che
significa stabilire insieme le politiche di risparmi e tagli da mettere
in campo. Perché a questa domanda non è seguita alcuna
risposta». O, meglio, la risposta da parte della compagine al
governo della città arriverà, ma solo dopo un confronto
interno che vedrà la Giunta in primis e tutti i consiglieri di
maggioranza poi sedersi attorno a un tavolo.
E se Pdl e Udc si sono trincerati dietro un generico «il dialogo
è avviato e i dati sono chiari», è stato il
Carroccio a rompere il silenzio post riunione. «Oggi abbiamo
presentato i conti del metrò alle opposizioni, che finalmente
hanno capito che la matematica non è un'opinione - ha spiegato
il capogruppo in Consiglio comunale, Nicola Gallizioli -. Purtroppo per
i bresciani e per il Partito democratico si è dovuto prendere
atto che l'ex sindaco Paolo Corsini non è un matematico, ma solo
un filosofo». Come a ribadire che il piano finanziario del 2004
«non reggeva e non regge». n.f.
|
Giornale di Brescia 23 luglio 2011
IL PIANO DI PEDONALIZZAZIONE
Via le auto, cambia la passeggiata in città
È entrata in vigore ieri mattina l’ordinanza sul lato sud di piazza Paolo VI e in corso Mameli
Soddisfazione tra residenti, ciclisti e avventori nei locali. Il Pd: «Era la nostra proposta (bocciata)»
Passeggiate
lunghe, sicuramente più spensierate, senza la preoccupazione di
trovarsi incastrati tra i cofani bollenti delle decine di auto in
sosta.
Piazza
Paolo VI sembra avere un volto nuovo. E non solo per i turisti, che ne
approfittato per qualche scatto ricordo e una sosta ristoratrice al
plateatico di qualche bar, ma anche per gli stessi bresciani. Si
è svegliata così ieri mattina, nella sua fresca veste a
misura di pedone, la piazza cittadina, da ieri, come corso Mameli,
chiusa al traffico della Ztl. Ha così preso il via il primo step
del piano di pedonalizzazione previsto dalla Loggia, riguardante i
riquadri adiacenti gli ingressi di Duomo nuovo e Duomo vecchio, dove
oltre al transito ai non autorizzati, è stata vietata del tutto
la sosta.
Stesso
trattamento anche per la mobilità di corso Mameli, dove
già nei giorni scorsi sono partite le prime limitazioni
sperimentali.
«Sicuramente
la situazione è migliorata - spiega Sergio, accomodato per un
aperitivo al tavolino di un bar della piazza - l'eliminazione del
traffico intorno al quadrante ha resto tutto molto più
rilassante». Più scettico l'amico Michele: «O
è bianco o è nero, o la chiusura è totale o non
serve a niente». Compiaciuti anche gli utenti delle due ruote:
«La piazza non ne poteva più delle automobili - spiega
Lina, ciclista convinta - tutti vogliono parcheggiare sotto casa o
sotto l'ufficio, nessuno ci rinuncia. E usare la bicicletta no?».
Posizioni condivise anche da residenti: «Abbiamo detto stop al
parcheggio selvaggio - si compiace Luca - adesso l'obiettivo è
quello di rivitalizzare».
«Ho
vissuto qui fino all'anno scorso, quando le condizioni della piazza
erano quasi vergognose - commenta Carol - ora finalmente questo
magnifico scorcio della città può finalmente
respirare».
E
se anche il circolo cittadino Pd non ha mancato d'esprimere consensi
per la pedonalizzazione, «c'è da ricordare che l'ordinanza
di oggi segna un mutamento delle politiche della Giunta, dopo anni di
apertura indiscriminata del centro - si legge in una nota emanata nel
pomeriggio di ieri e firmata da Giuseppe Tognazzi, capogruppo del Pd in
circoscrizione centro, e Fabio Negrini, coordinatore del circolo -. Non
molto tempo fa avevamo chiesto in circoscrizione di limitare gli
accessi nella piazza ai soli residenti, ma la maggioranza di centro
destra aveva votato contro».a. carb.
La Lega Nord: «È una svolta epocale»
Soddisfatti i consiglieri del Carroccio. Gallizioli: «La città ai bresciani»
«Una
svolta epocale, concretizzata in soli sei mesi, che ci ha permesso di
riconsegnare la città ai bresciani, residenti e commercianti, in
tutta la sua bellezza». Pieno consenso da parte del gruppo
consigliare della Lega Nord al progetto di pedonalizzazione avviato
ieri dalla Loggia con il primo step in piazza Paolo VI e corso Mameli.
«Dopo il disastro delle Ztl 0-24 da ogni accesso voluto dalla
sinistra che ha fatto morire il centro storico, ci voleva un cambio
decisivo di rotta -commenta Nicola Gallizioli, capogruppo del Carroccio
in Consiglio comunale -. Sappiamo che, come tutti i grandi cambiamenti
per essere capito e apprezzato deve essere somministrato per
gradi». Una dimostrazione «della possibilità di
conciliare l'accessibilità alla pedonalizzazione». Dopo la
chiusura alle auto di piazza Mercato, del cortile del Broletto e
piazzetta Bella Italia, «le disposizioni che regolano ora questi
due nuovi punti hanno riscontrato parere positivo anche da parte dei
commercianti che potranno sfruttare al meglio anche gli spazi esterni -
aggiunge il consigliere Alessandro Bizzaro (Ln) - si tratta di un
momento importante per la città che deve fin da subito
raccogliere la sfida del rilancio». Anche per il gruppo dei
leghisti l'orizzonte da raggiungere è quello dell'efficienza di
stampo nord europeo: «Brescia è pronta a cambiare
totalmente volto - conclude Elena Bonometti (Ln), consigliere in Loggia
- riscoprendosi polo turistico e culturale di spessore con un centro
storico che sia fruibile, ma allo stesso tempo pedonalizzato».

|
Bresciaoggi 22 luglio 2011
L'ORA
X. Scattano oggi in corso Mameli, tra proclami e grandi attese, le
nuove norme dell'assessorato alla Mobilità per
«restituire» il centro storico ai cittadini
Pedonalizzazione, un week end di novità
Giovanni Armanini
Parcheggi gratis a Fossa Bagni e in piazza Vittoria e nuove regole di
accesso alle zone centralissime: per i bresciani il primo test nella
città del futuro
Parola
chiave «pedonalizzazione» del centro storico. Ma in gioco
c'è molto di più. L'obiettivo è definito,
quantomeno nelle intenzioni e nelle prospettive auspicate da tutti i
gruppi politici in Loggia, ma non mancano le voci critiche. Ma sul
piano strategico la maggioranza e i suoi oppositori (i partiti del
centrosinistra, ma anche le associazioni civiche ed ecologiste) per ora
parlano due lingue diverse.
DA
OGGI intanto i provvedimenti della Giunta comunale sulla nuova
mobilità cittadina (in particolare focalizzata sul centro
storico) inizieranno a fare il loro corso.
Si
tratta del primo di due passaggi chiave previsti dall'attuale
amministrazione. Interessate (come si può vedere dalla cartina a
fianco) saranno le aree di corso Mameli e metà Piazza Paolo VI,
da gennaio 2012 (previsti nuovi posti nel parcheggio di piazza
Vittoria) si chiuderà il cerchio con l'altra metà di
piazza del Duomo.
Che
succede nel frattempo? Il passaggio immediato più importante
è il parcheggio gratuito a partire da oggi fino a domenica dalle
19 alle 2 del mattino: un provvedimento che riguarda i parcheggi di
Fossa Bagni e Piazza Vittoria. A tutto va aggiunta ovviamente la
dotazione già esistente che conta: 26 postazioni bicimia, 2 del
Carsharing (le altre due in zona Brescia 2 e Ospedale), 14 parcheggi a
ridosso del ring (più due in zona Borgo Trento) e 13 varchi Ztl
funzionali per regolare i flussi.
I
CRITICI sostengono che in realtà nel piano manchi un vero
incentivo all'utilizzo dei mezzi alternativi. Ma più che al
centro storico in sè (piazza Paolo VI in primis), per capire
l'operazione di pedonalizzazione che l'attuale maggioranza in Loggia
sta promuovendo, bisogna spostare l'occhio attorno alle zone
interessate. La disputa politica è nota: la piazza del Duomo era
già stata chiusa alle auto dalla giunta Corsini e
successivamente riaperta dagli attuali amministrazioni. Ora una
inversione di tendenza. Il risultato è il medesimo: piazza senza
auto, tuttavia la Giunta di centrodestra invita a valutarlo alla luce
di un diverso regolamento del traffico attorno alla piazza. Nessun
cambiamento per i nuclei familiari residenti in zona a traffico
limitato, ring e controring che continueranno a fruire del pass con
sosta gratuita mentre per gli altri ci sarà la omnibus card che
(BiciMia, parcheggi e bus con un'unica tessera).
LA
LOGICA ATTUALE prevede la possibilità di potersi avvicinare il
più possibile al centro con le automobili per poi muoversi a
piedi. Non affronta - per ora - il problema della mobilità
cittadina nella sua interezza, ma si limita a riscrivere le regole per
il centro storico. È proprio in quest'ottica che i vecchi
provvedimenti sono stati bollati dall'opposizione come
«mummificazione» del centro, e non è un caso che
sull'operazione riponga grandi speranze proprio l'assessore alle
attività commerciali. L'impressione a sentire le analisi
critiche, è che le formule siano diverse nella sostanza: il
piano che parte oggi punta ad una mobilità cittadina ancora
fortemente automobilistica all'interno della quale salvaguardare il
centro, gli oppositori preferirebbero una soluzione più radicale
e sostenibile da nord a sud della città. Una diversa
impostazione che si spiega soprattutto con la recente polemica che vede
una forte opposizione alla realizzazione del parcheggio sotto il
Castello, opera che è ormai il simbolo di due diversi modi di
parlare di pedonalizzazioni e mobilità alternativa all'auto.
IL PIANO. Accessibilità alle auto ridotta del 50%, l'altra metà nel 2012
Piazza Paolo VI senza auto
ecco la «fase 1» nella zona Sud
Aperitivo senza tubi di scappamento, passeggiata senza slalom tra le automobili.
Da
oggi inizia il ritorno al futuro di piazza Paolo VI che entro il 2012
(quando anche Piazza Loggia sarà interamente pedonalizzata)
tornerà alla totale chiusura alle automobili. Formalmente un
salto indietro di 4 anni, ma inserito in un quadro viabilistico e di
servizio circostante (Ztl e parcheggi, in particolare) riveduto e
corretto. Per l'assessorato alla mobilità in maniera
rivoluzionaria e mai vista prima in centro storico, per l'opposizione
solo grazie ad un chiaro dietrofront rispetto al passato.
Interpretazioni. Sarà sufficiente per vedere un centro
più vivo e frequentato? Ai bresciani l'ardua sentenza, che per
ovvie ragioni non si potrà esprimere che tra qualche mese.
INTANTO
la maggioranza ha già evidenziato come nella partita
pedonalizzazione siano stati inseriti anche provvedimenti che
permetteranno alle famiglie di risparmiare. Ed anche per i commercianti
è in arrivo un incentivo visto che l'amministrazione ha previsto
agevolazioni fino al 50 % per l'occupazione del suolo pubblico per il
periodo dal 22 luglio 2011 fino al 31 dicembre 2013. In piazza Paolo VI
era già in vigore una agevolazione del 20%, quindi il 50%
sarà applicato all'eventuale estensione dell'area da parte degli
esercizi commerciali. |
Giornale di Brescia 22 luglio 2011
Trasporti, aumenti in vista in Provincia
Tagli regionali: da settembre biglietti più cari del 5% o del 10% sulle linee pubbliche
Il Broletto vuole limitare l’impatto sui viaggiatori trovando accordi con le aziende
A marzo era riuscita ad evitare i primi rincari decisi in Regione
andando a scavare nelle pieghe di un bilancio non proprio florido. Ora,
però, la Provincia si trova costretta a dare seguito all'aumento
dei biglietti sulle linee bresciane. Il dilemma: crescere del 10%, come
stabilito dal Pirellone, o limitare il prelievo sui viaggiatori al 5%?
L'assessore ai Trasporti, Corrado Ghirardelli, ha spiegato ieri in
commissione che la Giunta opta per la seconda scelta o, quantomeno, per
una soluzione che limiti al massimo l'entità del sovraccosto per
i passeggeri. In sostanza, per non surriscaldare in maniera eccessiva i
biglietti si andrebbe a chiedere alle aziende di trasporti di mettere
una mano sul cuore e l'altra sul portafoglio perché provvedano
loro a sopperire in parte ai minori contributi erogati dalla Regione.
Come? Si chiamano «efficientamenti» in linguaggio tecnico,
sono sostanzialmente risparmi. Le aziende dovrebbero cercare di tirare
la cinghia, mantenendo però le stesse corse e i medesimi
percorsi. Un compito non facile, visti i continui rincari del gasolio.
Dalla ricostruzione fatta da Ghirardelli, tutto è nato dai tagli
decisi dalla Regione Lombardia. La Provincia avrebbe dovuto aumentare i
biglietti del 10% in una prima fase, salendo di un ulteriore 10% nella
seconda. Per la prima parte il Broletto aveva messo 1,5 milioni di euro
di tasca sua, per questo nuovo scaglione, però, soldi non
sembrano esserci. Anche perché la Provincia deve già fare
i conti con 3 milioni di euro che mancano all'appello sul Tpl per
precedenti risparmi operati a Milano. Per l'assessore ai Trasporti
«un ulteriore esborso sarebbe impossibile, oltre che
illogico». L'unica via plausibile sembra essere un mix tra i
rincari per i passeggeri e i sacrifici chiesti alle aziende.
Si profila un nuovo ed ulteriore dazio per chi viaggia su pullman e
treni. Che si va ad aggiungere ai rincari del 9% che scatteranno dal
mese prossimo sulle ferrovie lombarde e, per esempio, all'aumento del
20% introdotto dal Comune di Brescia sulle linee cittadine ed
extraurbane di Brescia Trasporti. Tutti provvedimenti che, è
stato sottolineato più volte in commissione Settima, vanno ad
incidere sulle famiglie, studenti in primis, e sui lavoratori. A questo
proposito, l'assessore Ghirardelli ha ricordato che l'introduzione del
titolo unico di viaggio in Lombardia è pensata proprio per
andare incontro alle fasce più deboli. L'iniziativa, introdotta
alla fine dello scorso anno, è denominata «Io
viaggio», seguita dalle appendici «ovunque in
Lombardia», «in famiglia» e
«TrenoCittà». Si tratta di formule per biglietti
singoli o abbonamenti che consentono risparmi. Il loro utilizzo,
però, sembra avere bisogno di ulteriori incentivi, anche solo a
livello di comunicazione.
Tornando ai rincari provinciali, il Broletto dovrebbe introdurli per
settembre. Diego Invernici, capogruppo del Pdl, ha chiesto che si
cercasse il più possibile di integrare i tagli regionali con
risorse della Provincia, in modo da mantenere i biglietti così
come sono. L'appello sembra destinato a cadere nel vuoto. Pierluigi
Mottinelli, del Pd, ha invece gettato ombre sul prossimo bilancio
dell'ente, già in sofferenza, considerata la nuova manovra del
Governo. Un capitolo che per ora viene rinviato, ma che non
tarderà a portare nuovo dibattito in Broletto.
Emanuele Galesi
Immagine tratta dall'album
fotografico di tplitalia.it
Tpl, sul tavolo il ridisegno dell'assetto nel Bresciano
Il fronte dei rincari non è l'unico argomento ad interessare la
Provincia in questo periodo. L'assessorato è anche al lavoro per
ridisegnare il quadro del trasporto pubblico locale. In primis, bisogna
ricalibrare i rapporti con le aziende. A dicembre scadranno i contratti
di servizio, l'idea che circola è di prorogarli di un altro anno
e mezzo mentre si crea un ambito unico di gestione del Tpl nel
Bresciano. Da un lato bisogna allineare il servizio in Valcamonica al
resto della provincia. In quella zona, infatti, le aziende di trasporto
lavorano attraverso una concessione, mentre l'intenzione di Ghirardelli
è di procedere ad assegnare i servizi tramite gara. Come avviene
nel resto della provincia. Questo anche per migliorare la
qualità e l'efficienza del trasporto.
Più complicato è invece l'altro obiettivo, vale a dire
creare un unico soggetto gestore per tutta la provincia che tenga le
redine degli appalti. Il Broletto sta dialogando con la Loggia per
provare a definire un nuovo modello che non veda più Brescia e
la cintura extraurbana su un piano diverso rispetto al resto del
territorio. È la Regione a spingere perché gli ambiti
omogenei trovino un'unica guida. Per risparmiare e spendere meglio le
risorse attraverso un'economia di scala e per ottimizzare i servizi.
Comune e Provincia continuano il confronto, mentre si avvicina la
partenza del Metrobus e con essa la necessità di trovare
politiche che lo facciano funzionare rendendolo appetibile soprattutto
per chi viene da fuori.
Infine, c'è l'impegno sulla Piccola Velocità. In
commissione, l'assessore Ghirardelli si è detto fiducioso del
fatto che gli accordi tra le parti vadano a buon fine e che vengano
rispettati i tempi previsti dai piani di finanziamento. Il tempo,
però, stringe.
|
Bresciaoggi 22 luglio 2011
AUMENTI. Il Pirellone decise mesi fa un aumento del 20 per cento, la prima tranche è stata assorbita, arriva la seconda
Trasporti, arriva la stangata
la Provincia corre ai ripari
Lisa Cesco
Verranno tagliate alcune corse e ci sarà un aumento ancora da definire. E a settembre adeguamento Istat e contratti
La seconda «stangata» sui trasporti pubblici locali
deliberata dalla Regione scatterà con l'inizio di agosto, e in
Broletto si stanno studiando delle contromisure per limitare i danni.
Lo ha riferito l'assessore al Trasporto pubblico locale Corrado
Ghirardelli davanti alla settima Commissione consiliare della
Provincia.
Il Pirellone aveva deciso mesi fa un aumento del 20 per cento sui
biglietti del trasporto pubblico, spalmandolo in due tranches: la
prima, scattata a marzo, è stata «assorbita» dalla
Provincia con 1,5 milioni di euro attinti dalle risorse dell'ente. Con
agosto entra a regime la seconda fase dell'aumento, con un ulteriore 10
per cento di aggravio sulle tariffe.
Quel che è certo è che «è impossibile per la
Provincia assorbire i costi di questo nuovo aumento, non ci sono le
condizioni visto che già la Regione non ci trasferisce 3 milioni
di euro e che 1,5 milioni sono andati a copertura del primo incremento
tariffario», chiarisce l'assessore. Quello cui si sta lavorando
è un intervento «che crei il minor disagio
possibile». Le leve da azionare sono due, o il taglio delle corse
per far fronte ai minori trasferimenti, o l'aumento del costo del
biglietto dei pullman di trasporto locale che collegano i diversi paesi
della provincia.
«Non imporremo un incremento del 10 per cento sulle tariffe,
pensiamo piuttosto a un mix equilibrato fra
“efficientamento” delle corse, con particolare riguardo a
quelle meno richieste, e parziale aumento del biglietto, che cercheremo
comunque di ridurre al minimo», sottolinea Ghirardelli.
L'obiettivo sarà creare il minor disagio a studenti e lavoratori
che si spostano quotidianamente su pullman di trasporto pubblico per
raggiungere la scuola o il luogo di lavoro. L'idea è quella di
cercare di calmierare soprattutto gli abbonamenti di trasporto che
presentano i numeri più consistenti, ovvero gli abbonamenti medi
da 40-50 euro, per evitare eccessivi scompensi nei costi ma al contempo
assicurare il mantenimento delle tratte. Resta fermo il sistema del
titolo unico di viaggio della Regione che consente agevolazioni sul
trasporto pubblico urbano ed extraurbano a pendolari, studenti e
famiglie.
A PESARE sulla partita saranno però altri due fattori: entro
settembre il Broletto dovrà intervenire sul costo biglietti con
una percentuale non ancora definita per i periodici aumenti Istat, e da
qui a fine anno è in scadenza il contratto vecchio di ormai 5
anni con le aziende del settore, che nell'ultimo anno hanno dovuto far
fronte a un milione di spese in più solo per l'aumento del
gasolio. «Nel confronto saranno coinvolte le organizzazioni
sindacali, valuteremo con le aziende l'opportunità di prorogare
il contratto per un anno circa in vista della futura creazione di un
“ambito unico” del trasporto», anticipa l'assessore.
Il Broletto avrà anche il compito di assegnare fondi vincolati
per 2,2 milioni di euro, provenienti dalla Regione e destinati come
contributi alle aziende di trasporto per l'acquisto di nuovi mezzi.
Nelle prossime settimane sarà necessario definire in modo
preciso cosa comporta il nuovo aumento regionale, come auspica
Pierluigi Mottinelli del Pd, e se qualche risorsa dovesse essere
reperita nelle pieghe del bilancio provinciale «la
priorità deve andare ai servizi ai cittadini, come i trasporti
che influiscono sui bilanci delle famiglie», aggiunge Diego
Invernici del Pdl. «Gli aumenti sui trasporti sono considerevoli
- commenta Roberto Gitti dell'Udc -. Ci auguriamo che la giunta faccia
un ulteriore sforzo per contenerli».
|
Giornale di Brescia 21 luglio 2011
Da agosto treni più cari del 9%
È l’effetto della manovra straordinaria causata dai tagli alle risorse regionali
per il trasporto. Confermato invece fino a gennaio il costo del biglietto integrato
Puntuale,
arriva l'aumento. Preannunciato dalla Finanziaria 2010, anticipato da
un primo sostanzioso ritocco a febbraio ecco che il mese delle ferie
porta biglietti più cari per i treni lombardi.
Scatta
il primo agosto l'aggiunta del 9,09%: ai 6,25 euro per l'andata
Brescia-Milano in seconda classe (9,35 in prima); ai 24,50 euro, 86 e
824 euro degli abbonamenti settimanale, mensile e annuale (che per la
prima già costano rispettivamente 36,80, 128,50 e 1.235,50 euro).
Restano
per ora confermati i costi di abbonamenti e biglietti integrati
«Io viaggio ovunque in Lombardia» che continuano a
beneficiare dell'offerta di lancio (fino al primo gennaio 2012) quando
la tessera mensile che consente di passare dal treno al bus, alla
metropolitana e ai battelli del lago d'Iseo dovrebbe salire da 85 a 99
euro.
Agosto
mese di pausa per una gran parte dei pendolari è stato anche in
passato il mese degli adeguamenti all'inflazione, ma questa manovra
è straordinaria, motivata dai tagli alle risorse regionali per
il trasporto pubblico: 82 milioni in meno in Lombardia.
«La
manovra - ha spiegato l'assessore regionale alle Infrastrutture e
Mobilità Raffaele Cattaneo dopo l'approvazione della recente
delibera di nuovo aumento - è la cura necessaria per tenere in
equilibrio il sistema del trasporto pubblico e rappresenta l'unica
possibilità per il mantenimento dei servizi ferroviari,
diversamente da quanto sta avvenendo in altre Regioni».
Non
tagliare, ma al contrario potenziare il trasporto su treno: è
questo l'obiettivo dichiarato. L'aumento straordinario era peraltro
condizionato al raggiungimento di determinati obiettivi e l'insieme
delle corse fornite dalla nuova società Trenord (compartecipata
da Trenitalia e Ferrovie Nord per la gestione del servizio regionale)
risponde all'impegno, secondo i dati portati alla Giunta.
Risultati però alquanto vicini al limite indicato come «valore soglia» in termini di qualità.
I
treni che in un giorno arrivano a destinazione con oltre 10 minuti di
ritardo sono 3,7 su 100 poco sotto il limite del 3,9. Risulta un
ritardo medio per passeggero di 3,10 minuti (limite a 3,4).
Una
corsa su 100 è stata soppressa: il valore soglia è di
1,5. Ritardi e soppressioni sono elementi di verifica anche ai fini
della concessione del bonus per le linee più penalizzate.
Non
sono previsti sconti ad agosto per i viaggiatori bresciani, in base
all'andamento di maggio che, rispetto ai 5 punti limite, vede in
condizioni un po' meno disagiate le linee per Bergamo-Lecco (4,27%) e
per Parma (4,16) mentre è meglio la Milano-Verona con
«indice di affidabilità» al 3,33% e sulla
Brescia-Cremona (2,91).
I
pendolari, che hanno percezioni diverse per le loro fasce orarie,
aggiungono dati negativi per pulizia e manutenzioni, temperatura delle
carrozze, affollamento. La manovra straordinaria era stata prevista per
un'entità non superiore al 20% ma, fanno notare i diretti
interessati, a febbraio l'aumento effettivo è stato del 12,39%,
per un recupero rispetto all'inflazione non applicato nel 2010.
Rispetto
ai 731,50 euro che il pendolare bresciano spendeva un anno fa per 12
mesi di viaggio in seconda classe sui treni regionali, si arriva a
898,9.
In
questo quadro di maggiori esborsi per un servizio che resta ben poco
soddisfacente ha il suo peso anche il venir meno delle detrazioni
fiscali per le spese di viaggio.
Elisabetta Nicoli
I pendolari: «L'aumento è l'ennesima beffa»
Ieri fuori dalla stazione i sindacati hanno distribuito volantini anti-rincaro
Al
classico messaggio su volantino, si aggiunge la diretta in collegamento
interattivo via Internet, per i pendolari alle prese con un rincaro che
ha il sapore della beffa, nel caldo estivo poco mitigato da impianti di
condizionamento dell'aria non sempre funzionanti, su carrozze poco
adeguate alle ambizioni di un territorio ad alta mobilità qual
è la Lombardia.
Ieri
nelle stazioni, Cgil e Filt hanno distribuito i volantini di protesta
contro il secondo aumento straordinario delle tariffe disposto dalla
Regione a partire dal primo agosto. Martedì, nella classica ora
di pausa a metà giornata, è stato il sito del gruppo
consiliare del Pd in Regione ad ospitare il dibattito sulle
criticità del trasporto ferroviario. Altre azioni di protesta
sono in cantiere: mentre spunta ancora l'ipotesi di un nuovo
«sciopero del biglietto», sono gli studenti della linea
Brescia-Parma a preannunciare iniziative per settembre.
«Basta
aumenti! Non si gioca con i trasporti!» I colori del trenino Lego
accompagnano lo slogan della manifestazione del Pd, che in Internet ha
rimarcato la necessità di una «cura del ferro» con
investimenti significativi sulle ferrovie, per migliorare il sistema
della mobilità lombarda.
Al trasporto pubblico, si è osservato, va soltanto lo 0,43 per cento del bilancio regionale.
«Mentre le tariffe si stanno rapidamente allineando agli altri
Paesi europei, la stessa cosa non si può dire né per
l'estensione e la qualità dell'infrastruttura né per la
qualità dei servizi», ribadisce il volantino distribuito
ieri. Particolarmente critiche sono le voci che arrivano dai
viaggiatori abituali della Brescia-Parma che tra «ritardi
sistematici, annullamenti di corse, sedili immondi, materiale scadente
soggetto a rotture» non trovano un apprezzabile vantaggio nelle
corse aggiuntive disposte con il nuovo orario estivo. e. nic.
|
Giornale di Brescia 21 luglio 2011
Brescia-Milano in Alta velocità: in arrivo per il 2015
L'Alta Velocità promette ai viaggiatori bresciani un rapido
collegamento con Milano.
Non
è una prospettiva a breve termine, ma il progetto annunciato da
anni entra adesso nella fase dei cantieri. Per i pendolari che
viaggiano sui treni regionali, continua la quotidiana arrabbiatura per
le precedenze da concedere agli Eurostar che viaggiano sulla linea
comune tra Brescia e Treviglio, con conseguenti fermate e ritardi.
Tra
Milano e Treviglio, sui 27 chilometri di questo percorso, l'obiettivo
del raddoppio dei binari è stato raggiunto tre anni fa, dopo
un'attesa di qualche decennio. Nel settembre del 2009 è stato
varato il progetto definitivo per far avanzare in direzione di Brescia
la linea dell'Alta Velocità/Alta Capacità inserita nella
trama delle grandi vie di collegamento europee.
Con
l'accordo firmato il 7 marzo scorso, Rete Ferroviaria italiana ha
affidato a Saipem la realizzazione dei lavori per un primo lotto, con
un budget di 700 milioni.
Correndo
in parallelo alla Brebemi per 39 chilometri, la nuova linea ferroviaria
per treni in viaggio anche a 300 chilometri orari raggiungerà
Ospitaletto, da collegare con Brescia Ovest e con la stazione cittadina
attraverso due percorsi aggiuntivi di 12 e 7 chilometri. La linea
proseguirà a Sud in direzione di Montichiari per raggiungere
Lonato e Desenzano. Per i lavori all'inizio in questo periodo, la
conclusione è annunciata al 2015.
Oggi,
per raggiungere Milano in tempi più ravvicinati e certi di
quelli del trasporto regionale, molti pendolari si affidano agli
EurostarCity dotandosi della Carta Plus, al costo di 30 euro al mese,
in aggiunta all'abbonamento integrato «Io viaggio ovunque in
Lombardia».
Dal
prossimo gennaio, quando l'abbonamento integrato uscirà dalla
fase promozionale, la somma dei due costi porterà a 1.500 euro
l'esborso annuale.
|
Giornale di Brescia 21 luglio 2011
Largo ai pedoni tra consensi e dubbi
Da domani chiusi al traffico corso Mameli e il riquadro sud di piazza Paolo VI
Entusiasmo da parte dei gestori dei bar e ristoranti, più incerti i negozianti
La
Loggia muove i primi passi, due e concreti, verso la pedonalizzazione
del centro storico. Il via ufficiale è stato formalizzato ieri
nell'ultimo incontro in sala giunta per illustrare nello specifico le
diverse tappe di un processo che «intende cambiare, in maniera
coerente, concertata e coordinata, il modo di vivere e concepire la
città», specifica Fabio Rolfi, vicesindaco con delega alla
Mobilità. E così, dalle 9 di domani entrerà in
vigore nelle prime due zone, quelle di piazza Paolo VI e corso Mameli,
l'ordinanza che istituirà il regime pedonale a tempo
indeterminato.
Un
intervento che, secondo quanto riportato dagli amministratori,
«articola in più "step" nell'ottica non della
mummificazione e della conseguente desertificazione del centro come
già visto in passato, ma in quella della vera condivisione degli
spazi cittadini».
Per
quanto riguarda piazza Paolo VI, questa prima tranche interessa il
riquadro centrale e quello sud, nel tratto antistante Duomo nuovo e
Duomo vecchio, dove è stata vietata la sosta veicolare. Chiuso
al traffico della mobilità privata, fatta eccezione per i mezzi
dei residenti ai quali è consentito il transito, anche corso
Mameli, anticipata dalle sperimentazioni nei giorni scorsi. Alla
vigilia della messa in atto del provvedimento si accendono le
discussioni in negozi, botteghe e bar delle due zone interessate tra
voci di consenso ed echi di malcontento. «Siamo qui da 29 anni,
abbiamo visto aperture e chiusure totali e parziali, ma questa è
stata inaspettata - commenta Luisella di Il Gomitolo di piazza Paolo VI
-. Avevano promesso un confronto con i commercianti sul tema che nei
fatti non c'è mai stato. Le prospettive non sono buone».
A
favore invece Massimo, dietro al bancone del Dolcevite: «Una
buona cosa, fa bene alla città, la rende decisamente più
vivibile». Lamentano invece qualche preoccupazione Michele e
Loredana della vicina valigeria Diana: «La vera scomodità
sarà per i clienti, soprattutto per quanto riguarda il ritiro
della merce». In confronto alle vecchie ztl, «quasi
umilianti e intimidatorie per il commercio, speriamo che l'attuale
soluzione giovi anche ai negozianti».
«Sicuramente
gioveranno - ribatte Luigi, del Caffè Broletto - anche se
servirà tempo per abituare residenti e non». Intanto in
corso Mameli c'è chi, già dopo la prima sperimentazione,
raccoglie primi segnali di ripresa: «La passeggiata è
più tranquilla e civile - racconta Vittorio del bar Topolino -
la gente si ferma alle vetrine, e si accomoda volentieri per un
caffè». «Prima avevamo le macchine di tutti tranne
quelle dei clienti - aggiunge Giorgio di Milani tessuti - oggi si tiene
vivo il passaggio».Alessandro Carboni
Pedonalizzazione, via alla prima fase
Ai residenti un pass e una Omnibus Card
Il percorso progressivo del progetto di pedonalizzazione parte quindi
da corso Mameli e piazza Paolo VI, le prime due zone del centro storico
interessate dalle limitazioni al traffico in vigore da domattina. Le
disposizioni «a tempo indeterminato» vanno così a
modificare la mobilità del riquadro sud della piazza - quello
compreso tra via Cardinal Querini e via Trieste -, sul quale sono stati
vietati la sosta e il transito ai veicoli non autorizzati. Ad impedire
il parcheggio indebito sono già state in parte posizionate
fioriere e strutture mobili, con conseguente abolizione dei 38 posti
auto a parcometro. Il transito sarà garantito ai residenti che,
fino al completamento della pedonalizzazione della piazza prevista
entro il 2012, potranno usufruire di 31 posti auto riservati nel
quadrante nord.
La
seconda tappa, che cancellerà anche questi spazi di sosta,
«avverrà nei primi mesi dell'anno prossimo, in
concomitanza con l'apertura del primo piano del parcheggio di piazza
Vittoria - commenta Fabio Rolfi, assessore alla Mobilità - con i
70 posti auto riservati ai residenti». Poi, con la realizzazione
del parcheggio sotto il Castello, «si andrà a tamponare
l'esigenza dei 2.500 posti auto per chi vive in città - aggiunge
l'assessore al Centro Mario Labolani - nei prossimi mesi, sulla stessa
linea delle precedenti mosse di pedonalizzazione attuate tra corso
Palestro e via Pace, corso Martiri e via Porcellaga, verranno
installati nuovi elementi di arredo urbano». Aperto al traffico
il varco tra via Trieste e via X Giornate, che permetterà
l'ingresso e l'utilizzo dei parcheggi predisposti a chi abita in
piazza. Sul lato del riquadro nord che dà su via Querini,
infine, è stata collocata l'area di sosta per il carico e
scarico di merci, concessa per 15 minuti.
Quanto
a corso Mameli, la chiusura al transito privato - sempre esclusi i
residenti - ha luogo attraverso lo sbarramento degli accessi, compresi
da via Calzavellia e contrada delle Cossere. L'ingresso ai veicoli di
trasporto merci è consentito invece dalle 6.30 alle 10 nei
giorni feriali. Entro gennaio 2012 si provvederà al
completamento del piano di interventi riguardanti la viabilità
di piazza Loggia, con l'introduzione della Ztl 0-24 che consente
l'accesso ai soli residenti. I mezzi commerciali potranno allora
sostare in largo Formentone e piazza Rovetta.
Numerose
le iniziative messe in atto per lo sviluppo dell'intero piano, volte ad
agevolare cittadini, turisti e titolari di attività commerciali:
oltre al parcheggio gratuito in Fossa Bagni e piazza Vittoria, dalle 19
alle 2 dal venerdì alla domenica, anche riduzioni fino al 50%
per l'occupazione del suolo pubblico e l'estensione dei plateatici (da
domani a fine 2013). A ogni nucleo familiare residente in ztl verranno
assegnati un pass con sosta gratuita e la Omnibus card per l'utilizzo
di parcheggi, mezzi pubblici e Bicimia. Sarà in rete invece da
venerdì il portale «Bresciainfo.com» dedicato alla
mobilità cittadina col monitoraggio via webcam del traffico.
Auto... «in deroga» all'ombra del Capitolium
Piazza del Foro «è pedonale». Ma un cantiere ha offerto spazio a veicoli di troppo
Più
che di parcheggiatori abusivi, come nei film di Totò, qui ci
sarebbe da parlare di «parcheggiati» abusivi. Il peccato
è veniale, ma il risultato è che piazza del Foro si
presenta come un vero parcheggio, colma di auto, disposte su entrambi i
lati, da suscitare qualche dubbio anche tra i passanti: «Ma qui
si può ancora parcheggiare? Non era zona pedonale?».
Anche
ieri, mentre nelle sale di Palazzo Loggia venivano presentati alla
stampa gli ultimi dettagli tecnici relativi alle limitazioni alla
circolazione previsti dall'ordinanza per la pedonalizzazione, l'antica
piazza d'epoca romana, antistante il tempio Capitolino, appariva invasa
da non meno di una ventina di veicoli privati. A permettere il transito
e la sosta illecita è stato il varco su via dei Musei lasciato
aperto per agevolare le operazioni in occasione degli interventi di
edilizia monumentale che in questo periodi stanno interessando l'area:
«Per questioni di comodità e per facilitare l'entrata e
l'uscita dei nostri mezzi - puntualizza Mario Labolani, assessore
comunale al Centro Storico - la catena è stata temporaneamente
staccata».
Ad
approfittarne, senza troppe esitazioni, sono stati «i soliti
furbi, alla caccia del parcheggio comodo», in un'area che
già l'Amministrazione Corsini aveva trasformato in zona pedonale
nel piano Ztl del 2006. Circostanza di cui non sono mancate
segnalazioni, tanto che nel pomeriggio sono scattate multe.
E
il vice sindaco Fabio Rolfi, assessore alla Sicurezza in Comune,
promette maggiori controlli, intensificati nel periodo di
attività del cantiere: «Siamo intervenuti nell'immediato,
controllando e sanzionando - ha rimarcato - e anche nei prossimo giorni
verrà intensificato il monitoraggio, per evitare che si continui
ad approfittare della situazione». a. carb.
|
Bresciaoggi 21 luglio 2011
IL PIANO. Da domani entreranno in vigore le novità previste dalla Giunta su viabilità e negozi
Rivoluzione pedonale al via
ecco incentivi e agevolazioni
Lisa Cesco
Nel week end i parcheggi saranno gratuiti in alcune fasce orarie Rolfi:
«Centro storico accessibile nelle sue arterie principali»
Parcheggi
gratis nel week end e agevolazioni per i plateatici dei negozi: la
«rivoluzione pedonale» che scatta in centro storico da
domani, venerdì 22 luglio, oltre a valorizzare le zone a
maggiore attrattività turistica e commerciale dovrebbe portare
con sé anche qualche vantaggio pratico volto a rendere
più vivibile il centro.
DA
VENERDÌ corso Mameli e la porzione centro-sud di piazza Paolo VI
diventeranno off limits al traffico automobilistico, una scelta che si
accompagnerà ad alcuni accorgimenti per favorire l'afflusso
verso il centro storico: da questo fine settimana e per tutti i week
end si potrà parcheggiare gratis nei parcheggi di Fossa Bagni e
piazza Vittoria, dal venerdì alla domenica con orario dalle 19
alle 2 del mattino.
Sono
previste inoltre agevolazioni fino al 50 per cento per l'occupazione
del suolo pubblico per il periodo dal 22 luglio 2011 al 31 dicembre
2013, in modo da offrire agli esercizi commerciali incentivi per i
plateatici (la disposizione sarà diversa in piazza Paolo VI,
dove vengono già applicate agevolazioni del 20 per cento,
pertanto gli sconti fino al 50 per cento saranno previsti
sull'estensione dei dehors).
I
nuclei familiari residenti in Zona a traffico limitato (Ztl) o nelle
vie del ring e controring potranno sempre fruire del pass con sosta
gratuita, mentre con omnibus card sarà possibile utilizzare
mezzi pubblici, Bici Mia e parcheggi con un'unica tessera.
«Questo è un passaggio importante, progressivo e
concertato», dice il vice sindaco Fabio Rolfi, che coglie
l'occasione per replicare alle punzecchiature avanzate dall'opposizione
nei giorni scorsi, ribadendo che si tratta di un piano di
pedonalizzazione «non in contraddizione con quanto fatto dalla
Loggia nei primi tre anni di mandato». «Abbiamo sempre
ritenuto sbagliato un approccio ideologico, che in passato ha portato
alla mummificazione del centro storico e allo svuotamento delle
attività commerciali: noi pensiamo a un centro storico
accessibile nelle sue arterie principali ma al tempo stesso con aree
pedonalizzate per essere vivibile», spiega Rolfi.
IN
QUEST'OTTICA fasce orarie e pedonalizzazione non sono in
contraddizione, ma si combinano insieme al terzo pilastro,
rappresentato dal futuro parcheggio sotto il Castello. «Mancano
2500 posti auto per residenti in centro storico, con questo obiettivo
stiamo lavorando al parcheggio sotto il Castello», chiarisce
l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani, affiancato dal
presidente della circoscrizione Centro Flavio Bonardi e dal presidente
della commissione Urbanistica del Comune Marco Toma. «Abbiamo
responsabilizzato gli automobilisti senza blindare la città: ora
il giudizio sarà dei cittadini», chiosa l'assessore al
Marketing, Maurizio Margaroli.
Dalla
Loggia viene anche evidenziato come fino al 2008 i metriquadrati di
superficie pedonalizzati erano stati quindicimila, mentre nell'arco di
tre anni con la chiusura al traffico veicolare di corso Mameli e piazza
Paolo VI si è ottenuto un incremento di 7500 metri quadrati, che
diventeranno diecimila entro il 2012 con la pedonalizzazione di piazza
Loggia.
Pedonalizzazione
online gli aggiornamenti
Per
essere informati in tempo reale sulla mobilità cittadina
è già on line e sarà perfezionato entro il fine
settimana il sito www.bresciainfo.com, in cui sono riportate notizie e
informazioni utili su come muoversi in città. Collegato al sito
un servizio webcam con telecamere in fase di installazione.
ATTRAVERSO
il portale, accessibile anche dal sito del Comune, sarà
possibile conoscere l'evoluzione del piano di pedonalizazione, che
prevede per gennaio del 2012 la definitiva chiusura alla sosta auto
anche nel quadrante nord di piazza Paolo VI, nella porzione attigua al
Broletto, grazie alla realizzazione di 70 nuovi posti nel parcheggio di
piazza Vittoria, da destinare ai residenti. Entro la fine dell'anno si
conta di arrivare alla pedonalizzazione di piazza Loggia, individuando
un numero di aree da riservare per il carico-scarico in Largo
Formentone e piazza Rovetta, e una soluzione per l'inversione di marcia
al fine di consentire ai veicoli commerciali di uscire dal centro
storico attraverso via Capriolo. Verranno inoltre introdotte finestre
orarie restrittive per le operazioni di approvvigionamento degli
esercizi commerciali di piazza Loggia e restrizioni Ztl 0-24 solo
residenti dell'area, introducendo un portale in piazza Rovetta e
corsetto Sant'Agata. L'atto conclusivo del piano di pedonalizzazione
riguarderà corso Zanardelli – interessato da un transito
di circa 350 mila veicoli l'anno - in cui verranno concordate misure
restrittive per il traffico veicolare (attuando una concertazione con i
commercianti e i residenti) e potranno essere avviate sperimentazioni
in particolari periodi dell'anno, secondo una tempistica ancora da
definire che prevede l'entrata a regime con il nuovo modello di
mobilità realizzato dopo l'avvio del metrobus.LI.CE.
|
Bresciaoggi 20 luglio 2011
INFRASTRUTTURE. Giornata di fibrillazione in Loggia sul tema dei conti pubblici. Rinviate due commissioni
Metrò, all'appello mancano
ancora venti milioni di euro
Massimo Tedeschi
Bilancio a rischio, venerdì Paroli presenterà il conto ai
capigruppo Neppure l'aumento Irpef basta: alienazioni massicce o tagli
pesanti
Riunioni
a getto continuo. Commissioni convocate e poi lasciate a casa.
Conciliaboli nelle stanze istituzionali e nei corridoi politici.
È alta, e palpabile, la tensione di queste ore a palazzo Loggia.
Mentre nella maggioranza sale il mugugno.
In
commissione Urbanistica oggi arriverà il progetto sulla ex
caserma Randaccio, di cui molti nel centrodestra si dichiarano
all'oscuro, lamentandosene ad alta voce.
La
giunta sta per dare via libera alle linee guida ambientali del Pgt (la
parte vincolistica, diciamo così) mentre non è ancora
chiaro cosa la maggioranza potrà concedere sulle aree di
trasformazione (quanto, insomma, concederà a proprietari di aree
e costruttori).
Ai
due motivi di tensione se ne aggiunge un terzo, assai più
sostanzioso. La fibrillazione massima in queste ore riguarda infatti il
bilancio, la sua tenuta, la copertura dei costi di funzionamento del
metrò. Venerdì prossimo alle 12 il sindaco ha convocato i
capigruppo per un'«operazione verità» sui veri costi
del metrobus. «Paroli presenterà i conti alle
opposizioni» assicura un autorevole esponente del governo
cittadino. L'operazione-metrò, che rischia di portare a fondo i
conti della città, fu infatti varata dal centrosinistra. Le
opposizioni rinfacceranno a loro volta alla maggioranza le scelte (dal
parcheggio sotto il Cidneo alla nuova sede degli uffici comunali) che
appesantiscono ulteriormente i conti della Loggia.
IL
PROBLEMA è che solo un mese fa era sembrato fosse possibile far
fronte ai costi del metrobus con una doppia manovra: l'introduzione
dell'addizionale Irpef (che assicura un gettito annuo di 13,2 milioni)
e la ristrutturazione societaria di Brescia mobilità, a questo
punto sospesa. Ora - da un riesame dei conti - è emerso che
neppure questa soluzione è sufficiente: all'appello
continuerebbero a mancare circa 20 milioni di euro all'anno: la somma
(ancora approssimativa) sarebbe necessaria per coprire oneri finanziari
e ammortamenti del debito da 200 milioni di euro scaricato su Brescia
mobilità. Uno sbilancio dagli effetti drammatici e destinato a
durare per oltre tre decenni (il tempo necessario, appunto, a pagare i
ratei dei mutui ed effettuare gli ammortamenti).
A
QUESTO PUNTO la strada aperta davanti ala Loggia sarebbe secca:
procedere ad alienazioni corposissime (e neppure i 50 milioni stimati
per la Centrale del latte sarebbero sufficienti) oppure effettuare
tagli feroci sulla spesa corrente (ma dopo i 15 milioni di risparmi
effettuato l'anno scorso dall'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza,
non resterebbe che tagliare i servizi). Tutto ciò mentre il
ragioniere capo ha appena annunciato (e messo per iscritto) la
necessità per gli assessorati di aggiornate le tariffe dei
servizi e ridurre del 10% la spesa corrente.
Tutta
colpa del metrò? Per la verità già il Piano
finanziario del 2004 approvato dal centrosinistra, che reggeva con 50
milioni di passeggeri all'anno e biglietto a 1,90 euro, ipotizzava la
necessità di ricorrere ad alienazioni e a successive
ricapitalizzazioni della società di gestione. Ora i nodi vengono
al pettine e toccherà a un'altra maggioranza farvi fronte.
A
meno che, complice il clima che comincia a soffiare nel Paese, anche in
Loggia non si affacci l'ipotesi di un «governissimo» con
patto matrimoniale suggellato sull'altare bipartisan del metrò.
Uno scenario oggi quasi fantapolitico. Ma che, sotto l'incalzare dei
vincoli del patto di stabilità, della cura dimagrante dei
dividendi A2A e della zavorra-metrò, potrebbe diventare figlio
della realpolitik.

Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
SCENARI. Dopo l'estate entra nel vivo il dibattito sulla nuova legge. Parolini: «Dialogo bipartisan»
Trasporto pubblico, la Regione
prepara la sua «rivoluzione»
Effetto-referendum: non più necessaria la gara, sì all'assegnazione in house Intanto vige la proroga
La
legge regionale che verrà, e che riformerà il Trasporto
pubblico locale, sarà figlia di una rivoluzione (referendaria) e
alimenterà la speranza, tutta bresciana, di nuovi flussi di
denaro nel segno del premio economico «a chi fa
efficienza».
Uno
degli effetti del referendum sull'acqua è aver riammesso (in
tutti i servizi pubblici) l'affidamento «in house».
Smaltita l'ubriacatura iper-privatista l'Italia torna ad allinearsi
all'Europa che ammette l'affidamento diretto di servizi pubblici a
società a controllo pubblico, oltre che attraverso gare aperte a
tutti, o a società miste in cui il partner privato sia scelto
per concorso.
In
altre parole Brescia trasporti (società a controllo pubblico)
potrebbe aggiudicarsi la gestione dei trasporti cittadini senza neppure
ricorrere a una gara. Nel frattempo il contratto di servizio
(già scaduto) è stato prorogato di 18 mesi in attesa che
la legge di riforma del Trasporto pubblico locale - presentata in
commissione prima dell'estate, e destinata a essere licenziata entro
fine anno - compia il suo iter.
MAURO
PAROLINI, consigliere regionale del Pdl, unico bresciano membro della
commissione, illustra la proposta: «Il progetto - spiega - risale
alla legislatura precedente, ma era stato ritirato. L'assessore
Cattaneo l'ha ripresentato, adeguandolo».
Tutto
ruota attorno alla definizione dei nuovi bacini: «Sono previsti
bacini interprovinciali, come nel caso di Como e Varese, di Cremona e
Mantova, di Lecco e Sondrio». Gli ultimi bacini provinciali
«superstiti» dovrebbero essere quelli di Bergamo e Brescia.
Per la nostra provincia, per la verità, è aperta la
discussione se approdare al bacino unico o prevedere tre lotti
(città e provincia, Valcamonica, Garda). «Più che i
confini - spiega Parolini - conteranno i poli di attrazione del
trasporto pubblico». All'interno del bacino nascerà un
nuovo soggetto: l'agenzia. «Sarà il soggetto che concede
il servizio - spiega Parolini - e avrà la forma giuridica del
consorzio fra la Provincia, il Comune capoluogo e eventualmente altri
enti locali. La governance sarà formata da un Cda composto da
cinque membri più il direttore generale». Addio al ruolo
«solitario» del capoluogo e della Provincia: d'obbligo
sarà la collaborazione, lo sguardo d'insieme.
L'agenzia
bresciana del trasporto pubblico locale avrà i compiti classici
dell'authority: «Programmerà, regolerà e
controllerà i servizi, determinerà le tariffe,
affiderà il contratto e del trasporto e vigilerà sulla
sua effettuazione». E se il programma del servizio ferroviario
continuerà a far capo alla regione, i programmi di bacino
spetteranno alle agenzie.
Per
le tariffe «è previsto - spiega Parolini - un sistema
unico regionale, che poi sarà declinato in sede locale dalle
agenzie». Le agevolazioni saranno invece decise in forma unitaria
dalla giunta «sulla base di situazioni economiche
soggettive».
E
le risorse? «Le definisce e le distribuisce la Regione,
introducendo il concetto di costo standard, valutando i fabbisogni di
mobilità e introducendo criteri premiali a chi recupera
efficienza e assicura qualità». Uno spiraglio a cui guarda
con speranza Brescia con il peso del suo metrò. Naturalmente -
aggiunge Parolini - «risorse pubbliche e tariffe dovranno
assicurare l'equilibrio di bilancio».
E
i tempi? «Le agenzie - spiega il consigliere del Pdl - dovranno
essere costituite entro sei mesi dal varo della legge, atteso per fine
anno. I programmi di bacino andranno fatti entro 12 mesi, gli
affidamenti entro 18. Nel frattempo tutti i contratti in corso vengono
prorogati». La legge avrà un percorso accidentato?
«Non è detto - anticipa Parolini - Anche le minoranze
hanno chiesto di essere partecipi di questo percorso, Il clima era di
collaborazione costruttiva». M.TE.

|
Giornale di Brescia 20 luglio 2011
Loggia e metrò, nel bilancio mancano 25 milioni l'anno
Questa, secondo le prime proiezioni, la somma annua da colmare da gennaio in poi. Venerdì un vertice bipartisan
Un «buco» stimato tra i 20 e i 30 milioni di euro annui.
Per i prossimi quarant'anni. Un buco che va ad aggiungersi a quello
appena «ripianato» con l'introduzione dell'addizionale
Irpef e la cessione di Serenissima. A mettere nero su bianco il segno
meno sul bilancio legato alla partita metropolitana sono le proiezioni
ufficiali stilate da Brescia Mobilità. Proiezioni che derivano
dal costo dell'ammortamento dell'operazione «scorporo».
Quindi tutto fermo e delibere bloccate: tanto quella
«incriminata», che prevedeva la scissione di Brescia
Mobilità in società di gestione e società
patrimoniale - così da consentire a quest'ultima la
possibilità di accendere nuovi mutui - quanto quella che avrebbe
dovuto scandire il nuovo piano economico finanziario del Metrobus.
Un congelamento delle pratiche che resterà in vigore almeno fino
a venerdì, quando il sindaco presenterà il conto
definitivo (quello del metrò e, a cascata, quello del bilancio
comunale) nel corso di un vertice bipartisan convocato per le 12.
Dopodomani, infatti, una Commissione capigruppo «allargata»
affronterà tutti i nodi: dal capitolo ammortamenti (dove pure
fonti ufficiali parlano di «stime e previsioni effettuate nel
2004 totalmente errate») a quello più contingente: come
reperire queste nuove risorse.
Anche perché nel momento in cui lo scorporo della società
100% Loggia diventerà effettivamente esecutivo, non solo sarebbe
necessaria una capitalizzazione del nuovo contenitore creato
(capitalizzazione che Di Mezza immaginava attraverso una partita di
giro legata al patrimonio immobiliare e ai parcheggi), ma le ricadute
economiche dell'attuale «buco» finirebbero immediatamente
sul conto corrente comunale. Il che, in pratica, metterebbe a rischio
l'equilibrio dell'intero bilancio amministrativo. A partire dal
rispetto del Patto di stabilità (per via di un consequenziale
peggioramento del saldo programmatico) fino ad arrivare al
«collasso» della spesa corrente, l'unico capitolo in grado
di finanziare i servizi ai cittadini.
Quali le vie possibili per sanare la situazione? Per ora l'unico
scenario realistico percorribile è la vendita di A2A, unico
tesoretto in grado di fare fronte ad una spesa tanto corposa per i
prossimi quarant'anni. Ma la Loggia non ha dubbi: la multiutility non
si vende. In un momento in cui un «piano b» sembra davvero
non fare capolino, tecnici e dirigenti del Settore bilancio e
ragioneria stanno lavorando per capire se la normativa permette alle
amministrazioni pubbliche di poter - in questi casi - sfruttare le
risorse in conto capitale, senza così andare ad intaccare la
spesa corrente e - quindi - il sociale e, più in generale, i
servizi ai cittadini. La vendita del patrimonio pubblico, infatti, non
garantirebbe la scadenza quarantennale cui invece si dovrà fare
fronte.
Di qui la richiesta, da parte del sindaco Paroli e dell'assessore Di
Mezza, del vertice congiunto di venerdì. A fronte di un piano
economico finanziario del 2004 che «fa acqua da tutte le
parti» e che «non garantisce la sostenibilità
dell'opera neppure fissando il costo del biglietto a 1,90 euro»,
la richiesta è una soluzione condivisa. Che solo un confronto
bipartisan a porte chiuse può produrre. Ma che presuppone, pure,
che si scenda a compromessi nell'una e nell'altra compagine politica.
Perché se è vero che la maggioranza chiederà
supporto verso «un problema che ci è stato lasciato in
eredità», è altrettanto vero che il Pd potrebbe
chiedere lo stop del nuovo parcheggio sotto il Castello. O, comunque,
il ritorno del debito in capo al Comune.
Nuri Fatolahzadeh
E le previsioni per il 2012 raccontano di tagli del 10%
L'obiettivo politico per il 2012 è chiaro: raggiungere
l'equilibrio dei conti «senza incorrere ad ulteriori inasprimenti
della pressione tributari». Insomma, addizionale Irpef a parte,
stop a nuove imposte. Ma dal punto di vista tecnico, ci sono almeno due
criticità. In primis il «peggioramento del saldo
programmatico del Patto di stabilità». In seconda battuta
quello che regola e «tiene» in ordine la spesa corrente.
Perché «i dividendi di A2A si sono ridotti e non si
può non prescindere dall'aumento dei costi per il
Metrobus».
Gli indirizzi per la formazione del bilancio annuale 2012 - e, quindi,
per il pluriennale 2012-2014 - parlano insomma chiaro e mettono in
guardia Palazzo Loggia. L'unica strada percorribile per non dover
mettere ancora mano alle tasche dei cittadini è «valutare
con estrema attenzione tutte le occasioni offerte dalla legislazione
regionale e nazionale per il finanziamento, totale o parziale, di
servizi erogati dal Comune». In altre parole, parte la caccia ai
fondi e ai bandi di concorso. Perché ora l'amministrazione
pubblica, da sola, non può più garantire i servizi
attuali.
Quindi, il capitolo spesa corrente. Che dovrà essere passato al
setaccio dai dirigenti di ogni settore per «definire una
scrupolosa revisione degli stanziamenti, ivi incluse le voci relative
ai servizi ormai consolidati nel tempo». Questo, allo scopo di
«razionalizzare e contenere la spesa corrente». Insomma,
nuovi tagli. Anche perché «il limite insuperabile è
il 10% in meno di quanto impegnato nel 2010».
Per quanto riguarda invece il bilancio pluriennale, sono ancora troppe
le variabili che potrebbero modificare stime e previsioni. A partire
dalle ricadute locali della nuova manovra finanziaria. Se infatti
Brescia dovesse rientrare come sembra tra i Comuni cosiddetti
«virtuosi», verrebbe sollevata dai rigidi criteri del Patto
di stabilità: dovendo cioè solo garantire il pareggio tra
entrate e uscite, i conti della Loggia avrebbero un respiro di circa 18
milioni di euro.
|
Giornale di Brescia 16 luglio 2011
Nuove ruote per la mobilità di Accabus
Si allarga il parco mezzi per il trasporto disabili di Brescia Trasporti e Comune
Presentati ieri in piazza Loggia i minibus polivalenti pronti a entrare in servizio
La «scuderia» di Accabus si rinforza con otto nuove ruote
di tecnologia e comfort. Sono stati presentati nel pomeriggio di ieri
in piazza della Loggia i due minibus polivalenti per il servizio
trasporto disabili offerto da Brescia Mobilità e Comune di
Brescia, riservato a persone, residenti in città, con
particolari difficoltà motorie.
«Un sistema che parecchi anni funziona molto bene - ha
specificato Giorgio Maione, assessore comunale ai Servizi sociali - e
che da oggi si migliora ulteriormente nel segno della qualità,
andando a rispondere a un'esigenza effettiva e garantendo l'eccellenza
per la mobilità non autonoma e un miglioramento concreto nella
qualità della vita». Sono 87 gli utenti, dai 18 ai 65
anni, che quest'anno si sono rivolti alla società di trasporto
pubblico bresciana per spostamenti da casa a scuole o lavoro e ritorno
al prezzo di un ordinario ticket tpl. Più di 16mila le domande
«a chiamata» o «programmate» soddisfatte nel
2010, con 6.520 ore di servizio. Importante anche l'investimento messo
in campo dalla Loggia: «Per il mantenimento e il miglioramento di
"Accabus" - ha continuato Maione - nel 2011 sono stati stanziati ben
280mila euro, 140mila nel primo semestre».
L'impegno sinergico con Brescia Mobilità guarda già al
futuro: «In previsione dell'aperture del metrobus - ha spiegato
Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Trasporti e Brescia
Mobilità - stiamo già ragionando, in dialogo e
collaborazione con le associazioni della disabilità, per la
realizzazione di supporti e strutture idonee a opere esterne e tutte le
fermate».
«Una possibilità che offriamo dal 1992 e che negli anni
abbiamo raddoppiato, in tutti i giorni feriali della settimana e nel
periodo estivo con particolari estensioni per le fasce notturne - ha
rimarcato Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti -. Infatti,
oltre alla copertura settimanale - dal lunedì al venerdì,
dalle 7.30 alle 21 - in occasione dei concerti e degli spettacoli
organizzati in città i mezzi restano disponibili fino alle 24.
Una continuità resa possibile dai mezzi a disposizione certo,
«ma che non può prescindere dal grande impegno quotidiano
di chi sta al volante e vicino agli utenti - ha concluso Medeghini, a
fianco del direttore di Brescia Trasporti Claudio Garatti per la
consegna dei riconoscimenti al merito per i 4 autisti di
«Accabus» - . La professionalità è solo una
parte del loro lavoro, quel che è da premiare è
l'umanità e l'affetto che agli utenti non hanno mai fatto
mancare». a. carb.

AL VOLANTE CON PASSIONE
Un premio al merito per i 4 autisti
Sono Lorenzo Bonizzardi, Mauro Cerlini, Giovanni Frattini e Marco
Gregorio, i quattro autisti di Brescia Trasporti premiati ieri
pomeriggio «per la professionalità e la dedizione
dimostrata in questi anni nel proprio lavoro» dal direttore
generale di Brescia Trasporti Marco Medeghini. «Faccio questo
lavoro da 13 anni - spiega con un filo di commozione Lorenzo - ormai
sono entrato in sintonia con tutte le persone che trasportiamo».
«Si è creato un rapporto molto famigliare - conferma
Giovanni - spesso le amicizie continuano anche fuori dal lavoro».
|
Giornale di Brescia 15 luglio 2011
Metrò, «ampliarlo per gestirlo»
Secondo il presidente Prignachi per far quadrare i conti dei costi di
gestione serve allungare il tragitto. Così si può
allargare il bacino d'utenza potenziale
Come una casa a tre piani, bella ma incompleta, a cui per funzionare
serve non solo il tetto, ma anche il riscaldamento, l'arredo, la
pulizia. Trovare altri soldi però è la condizione
necessaria per andare avanti con i lavori.
Al metrò cittadino servirebbero altri 50-60 milioni - da
chiedere al Ministero o alla Regione - per renderla quella «casa
completa e funzionale» ovvero meglio integrata col territorio che
Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità,
«sogna» per i bresciani.
«Così com'è il metrò non è
sufficiente per funzionare, è monco rispetto al sistema. I punti
deboli? Non si sviluppa verso Nord, si interrompe ad Est in una zona
morta dal punto di vista dei collegamenti come via Buffalora e
soprattutto verso Ovest non arriva ad intercettare la Brebemi. Se la
priorità attualmente è quella di finire bene l'opera
dall'altro si deve pensare di allargarla, per farlo serve un ulteriore
sforzo economico».
Uno sforzo economico - «a fronte di 900 milioni di euro, costo
totale dell'opera, che cosa sono 60 milioni?» si chiede Prignachi
- che avrebbe però anche un altro non secondario obiettivo:
quello di far quadrare i conti dello spinoso capitolo «costi di
gestione».
Allargandosi strutturalmente, infatti, la metropolitana allargherebbe
di conseguenza anche il bacino di utenza. «Allungare il percorso
verso Est fino a Rezzato, da un lato e verso ovest dall'altro
sfruttando la tratta urbana della Brescia-Iseo-Edolo per collegare la
Mandolossa alla Stazione, potrebbe portare ad un incremento dei
potenziali viaggiatori dell'8%».
Più viaggiatori, più biglietti venduti, magari a tariffe
differenziate a seconda del percorso urbano o extraurbano, uguale:
costi di gestione coperti. O quasi. I costi per la realizzazione
dell'opera, infatti, peserebbero sul Comune qualcosa come 35 milioni di
euro all'anno. Se da un lato si è indicato nell'addizionale
Irpef la via per coprirne una parte, l'ipotesi prospettata da Prignachi
potrebbe rappresentare la soluzione per trovare quel che ancora manca.
Nel piano finanziario del metrò i passeggeri sono stimati in 50
milioni l'anno, «anche solo con un aumento dell'8% - continua il
presidente - si avrebbe a livello di introiti un effetto moltiplicatore
dato che a parità di costi aumentano i viaggiatori. Si potrebbe
così sperare di raggiungere il break even (punto di pareggio).
Accanto a questo ovviamente servirebbe tutta una serie di accordi, in
primis con gli enti regolatori e poi pensare al tema biglietto, da
rendere ovviamente integrato».
Se la consegna del Metrò è prevista per il 31 dicembre
2012 appare dunque chiaro che le attività connesse al suo
funzionamento continueranno ben oltre tale data. «Tutte le
valutazioni che stiamo facendo - prosegue ancora Prignachi - andranno
valutate a sistema funzionante, soprattutto per quel che riguarda
l'adeguamento del costo del biglietto. Non si può pensare di
farlo pagare 1 euro e 90 centesimi, perché non è in linea
con la media nazionale attestata su 1 euro. Si sa che il prezzo
salirà, ma di certo non fino a quel livello». Se tutto
andasse secondo i piani quali sarebbero le ricadute pratiche? «A
fare bene potremmo intercettare il 40% degli utenti, ma rimarrebbe
comunque un 60% che continuerebbe ad usare l'auto. Per abbassare la
soglia servono più parcheggi di interscambio alle porte della
città, a Castegnato e Rezzato ad esempio. Per fare ancora di
più si deve pensare ad una politica coerente della sosta in
città» chiude Prignachi, facendo intendere che il
metrò è sì un tassello fondamentale, ma non
è il solo.
Cecilia Bertolazzi
Brescia Mobilità: «Il gruppo tiene nonostante la crisi economica»
Sono 121 le pagine che danno conto delle attività del Gruppo
Brescia Mobilità, un volume ricco e variegato che, per il
secondo anno di fila, in un'ottica di trasparenza nei confronti dei
cittadini, mette nero su bianco quanto realizzato nel corso del 2010.
Ieri al quartier generale di Brescia Mobilità la presentazione
del bilancio, preceduta da una premessa metodologica per voce del
presidente Valerio Prignachi. «La nostra società non
è solo il Metrò, ma ci occupiamo di integrare i diversi
capitoli, dalla sosta al trasporto pubblico, in una sorta di unicum per
rendere il sistema sempre più integrato». Una
società che, nata nel 2001, a dieci anni di distanza ha
raggiunto i 100 milioni di fatturato, triplicandolo rispetto all'avvio
e che è stata capace di raddoppiare il personale inserendo
più di 300 impiegati per arrivare a superare le 700 unità.
Numeri, questi, «che trovano ragione dalla continua realizzazione
di infrastrutture e servizi e adeguamenti tecnologici».
Secondo il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi «i
bresciani hanno imparato ad usare il trasporto pubblico. Ad un
decremento della vendita dei biglietti singoli infatti, ha corrisposto,
garantendo così un pareggio, l'aumento degli abbonamenti. Da
mettere in rilievo - ha continuato Gervasi - anche l'incremento
dell'organico passato da 436 unità a 444. Le corse poi non sono
diminuite e il 99% delle percorrenze viene rispettato».
Per quanto riguarda poi i biglietti si registra da un lato l'aumento
dello 0,2% sul costo, ma dall'altro le agevolazioni non sono state
toccate. «Al momento, a fronte dei buoni rapporti con i 14
comuni, stiamo cercando di rafforzare i legami con altri comuni della
zona nord-ovest».
Ma Brescia Trasporti pensa anche all'ambiente. «I mezzi a metano
sono aumentati, tanto che viaggiano costantemente durante l'orario
morbido dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19».
A Giovanna Prandini, poi, è toccato il compito di tirare le
somme dell'anno di Sintesi. «Quel che ci sta a cuore è
valorizzare il capitale umano - 56 gli impiegati, di cui 10 donne, con
un età media di 39 anni - e da lì partiamo per mettere in
campo ogni genere di progetto. Quelli di più alto profilo sono
il "Parcheggio sicuro", che ha previsto un ammodernamento della
videosorveglianza all'interno dei parcheggi e "Brescia città e
Università" che sta sperimentando nuove applicazioni per i phone
e android per raggiungere la fascia degli studenti universitari.
Inoltre per quel che riguarda il tema fidelizzazione abbiamo studiato
abbonamenti speciali per i parcheggi. Infine la produzione di Sintesi
si assesta sui 10 milioni di euro in aumento rispetto all'anno
precedente». c. ber.
Giornale di Brescia 16 luglio 2011
LOMBARDI
«Prignachi ha ragione sulla metropolitana, ma basta spese inutili»
«Al Metrobus ero contrario. Ma cosa fatta capo ha ed ora rischia
di scaricare sui bresciani la sua incongruità dimensionale, a
meno che non lo si faccia diventare l'asse portante della
mobilità della grande area urbanizzata». Così Mirko
Lombardi, esponente di Sel fa seguito alle recenti dichiarazioni del
presidente di Brescia Mobilità, Prignachi, condividendo la
proposta di prolungare il metrò, con la Brescia-Iseo-Edolo,
ampliando così il bacino d'utenza potenziale. «Ma se
l'obiettivo è aumentare gli utenti potenziali con un ampliamento
e si devono trovare le risorse, è indispensabile riorientare
alcune scelte per non buttare soldi cosa che invece sta facendo la
Giunta Paroli e anche BresciaMobilità». Per questo
Lombardi boccia il parcheggio sotto il Castello; il progetto di
bretellina Metrobus verso la fiera; il progetto di dislocare i nuovi
uffici comunali agli ex Magazzini Generali, il progetto dello stadio,
il progetto di demolizione di fabbricati come le Torri di San Polo, il
progetto di autostrada della Valtrompia.
|
|
Giornale di Brescia 13 luglio 2011
Metrò, al piano economico bis l'addizionale Irpef non basta
Secondo le prime proiezioni a mancare all’appello sono almeno
altri 21 milioni di euro. E nel nuovo disegno si parla di estensione
I
numeri confermano le proiezioni anticipate dall'assessore al Bilancio,
Fausto Di Mezza: il conto che la gestione futura del trasporto pubblico
- al netto del Metrobus - presenterà sul tavolo della Loggia oscilla
tra i 32 e i 35 milioni di euro. E allora il quadro che porterà di qui
a qualche settimana ad approntare il nuovo piano economico finanziario
dell'opera mette in risalto un dato di partenza incontrovertibile:
l'introduzione dell'addizionale Irpef non basta a colmare il «buco» di
bilancio. Perché - fatti salvi gli incassi che deriveranno
dall'imposta, sia con un'aliquota allo 0,20% sia con il raddoppio che
porterà allo 0,40% - a mancare all'appello sono almeno altri 21 milioni.
Diversi
gli scenari su cui amministratori e tecnici si stanno confrontando in
questi giorni, in vista di un documento che dovrebbe essere discusso in
Consiglio comunale alla fine del mese o, al più tardi, in settembre.
L'obiettivo è infatti sì recuperare i fondi, ma soprattutto recuperarli
in modo costante, così da riuscire ad autoalimentare i costi di
gestione della rete pubblica. Una rete che la Loggia intende comunque
ampliare. Lo ha detto il presidente di Brescia Mobilità, Valerio
Prignachi, in più occasioni, lo stanno dimostrando i diversi tavoli di
lavoro concertati dall'Amministrazione insieme alle Ferrovie dello
Stato. Che, almeno in questa fase, sembra essere uno degli
interlocutori fondamentali per quell'ampliamento verso ovest che
dovrebbe vedere scendere in campo anche la Provincia. Al centro, la
Brescia - Iseo - Edolo, sulla quale sindaco e assessori stanno pensando
di modulare l'estensione del Metrobus. Un progetto grazie al quale -
secondo la Loggia - Brescia potrebbe essere destinataria di nuovi
finanziamenti, ma che consentirebbe soprattutto di aumentare il numero
dei potenziali utenti pronti a sfruttare l'opera.
Anche se, conti
alla mano, ancora non basta. E allora restano tre vie. In primis la
cessione di parte del patrimonio pubblico, alternativa però scongiurata
da sindaco e assessori. Quindi, la seconda possibilità: bussare alla
porta di Regione in primis e di Provincia poi - specie ora che il
Consiglio comunale ha «congelato» due milioni di euro per entrare in
campo nella partita aeroporto - per «ricontrattare» il loro impegno
economico sull'opera metropolitana, scenario che però non andrebbe a
togliere l'Amministrazione da un quadro di incertezza e che,
soprattutto, non garantirebbe che una soluzione «tampone».
Infine,
l'ultima strada, quella che al momento sembra essere la più «solida»
anche rispetto all'attuale congiuntura economica, nonché in vista dei
tagli in arrivo, che cadranno a pioggia da Roma a Milano, dal Pirellone
alla Loggia. La stessa che vedrebbe protagonista la manovra di scorporo
delle due nuove società in cui verrà scissa Brescia Mobilità. E che
racconta di un possibile finanziamento, pratica che verrebbe avviata
proprio allo scopo di fare fronte - almeno per i primi anni - ai costi
di gestione del trasporto pubblico senza che i 32 milioni di euro annui
ricadano ancora sulle tasche dei bresciani. In termini di imposta, come
nel caso dell'introduzione, per la prima volta in città,
dell'addizionale Irpef. Ma pure in termini di tagli alla spesa corrente.
Nuri Fatolahzadeh
|
Giornale di Brescia 13 luglio 2011
Parcheggio sotto il Castello
I comitati: Paroli ci ripensi
«Brescia non si lascia incantare da un'opera inutile e
costosa». Questa la posizione di movimenti e associazioni sul
nuovo parcheggio sotto il Castello illustrato dalla Giunta, un progetto
che «offre diverse ragioni per dire no».
Acli, Amici della bici, Brescia per passione, Coda, Codisa, Comitato
per la salute rinascita e salvaguardia del centro, Coordinamento
comitati ambientalisti Lombardia, Ecodem, Gamete09, Gnari de
Mompià, Italia Nostra, Legambiente, Movimento per la
partecipazione «Cittadine e cittadini», Uisi. Insieme
affermano che la costruzione del posteggio sotto il Colle Cidneo
«penalizzerebbe il trasporto pubblico, gravando sul bilancio
comunale con oltre 22 milioni di euro, che potrebbero essere utilizzati
per realizzare parcheggi scambiatori, piste ciclabili, opere
complementari per il Metrobus».
Tra i motivi di contrarietà c'è poi «l'aumento del
traffico e delle emissioni inquinanti», la «penalizzazione
dei residenti in centro storico» (che necessiterebbero di
parcheggi tutelati dalla sosta abusiva) e una «invadente
motorizzazione che interferirebbe con il rilancio delle attività
commerciali».
Non solo: la struttura sarebbe «aggiuntiva» e anzi
fungerebbe da «deterrente» all'utilizzo del già
esistente parcheggio di Fossa Bagni. Inoltre andrebbe a gravare sulle
tasche dei contribuenti, rappresentando «un'intollerabile
concorrenza al trasporto pubblico» (i cui costi di trasporto sono
già stati maggiorati del 20%), in un'ottica opposta «al
concetto europeo di modernità». La richiesta di movimenti
e associazioni, nei confronti della Giunta Paroli, è quindi di
«ripensarci» e «ritirare il progetto, orientandosi su
scelte che promuovano mobilità sostenibile, sicurezza stradale e
qualità della vita». a. l. ro. |
www.bresciamobilita.it 04 luglio 2011

Omnibus Card di Brescia
Nell’ambito
del progetto Civitas, il Comune di Brescia e il Gruppo Brescia
Mobilità hanno sviluppato ed aggiornato il sistema di
bigliettazione elettronica al fine di integrare i servizi di
mobilità in un unico dispositivo. Brescia diventa così la
prima città italiana e forse europea ad incentivare
concretamente l’intermodalità dei servizi introducendo
un’unica card elettronica volta ad agevolare lo scambio tra i
diversi sistemi di trasporto. Il presente documento rappresenta un
breve riassunto delle caratteristiche e peculiarità funzionali
della nuova OMNIBUS CARD, costituente il nuovo supporto unico integrato
per i titoli di trasporto pubblico locale e di sosta emessi dal gruppo
Brescia Mobilità e che permetterà, già
dall’immediato futuro, anche l’attuazione di innovative
tariffe integrate fra i rispettivi servizi.

I SERVIZI
La card permetterà la fruizione sul medesimo supporto dei
seguenti servizi, sfruttando la tecnologia “contact-less” e
quindi la modalità di utilizzo “di
prossimità” (ovvero senza la necessità di
introduzione della tessera stessa nei tradizionali lettori delle
diverse apparecchiature):
• Abbonamento Parcheggi
• Abbonamento e/o titoli di viaggio del TPL (autobus urbani di linea)
• Abbonamento BiciMia
• Tessera precaricata per Parcometri (su banda magnetica)
Sarà
pertanto possibile con la medesima card usufruire di uno o più
dei servizi sopra indicati (es. Park+BiciMia, BiciMia+TPL,
Park+BiciMia+TPL).
L’integrazione
dei servizi, perfettamente funzionale per il cliente, è stata
realizzata da un punto di vista tecnico in modo “virtuale”,
ovvero si sono utilizzate, implementandole, le tecnologie
“proprietarie” di ogni sistema di ogni servizio al fine di
poter gestire un determinato tipo di tessera (Mifare - consistente
nello standard RF-ID fra i leader di mercato e pertanto più
facilmente gestibile anche da futuri servizi del gruppo Brescia
Mobilità - e banda magnetica), mantenendo così la
tipologia e gli asset dei sistemi tecnologici in uso, con il grosso
vantaggio di aver limitato pertanto gli investimenti ed i tempi di
sviluppo.
ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO
L’utente si potrà pertanto recare presso i punti di
emissione (casse, Infobrescia ecc …) specifici del servizio
prescelto per l’attivazione del medesimo. I vari servizi
richiesti verranno caricati su un unico tipo di tessera, la nuova
OMNIBUS CARD.
Segue la tabella dove è possibile attivare ogni servizio “caricabile” sulla nuova Omnibus Card.

GESTIONE DEL SERVIZIO
Dopo che l’utente avrà attivato la card per uno o
più servizi, potrà iniziare a fruirne secondo le medesime
modalità attuali.
Va ricordato che, per quanto riguarda il servizio degli autobus urbani,
nulla cambia rispetto alla precedente versione di Omnibus Card in
quanto le circa 90.000 card tradizionali finora distribuite
continueranno mantenere la loro valenza di utilizzo (ma solo per
l’abbonamento autobus). La nuova Omnibus Card verrà
adottata quindi solo per quanto riguarda le nuove emissioni, oppure
andrà a sostituire la“vecchia” solo in caso di
esplicita richiesta del cliente già abbonato.
GESTIONE CAUZIONE E RIMBORSO CARD
La card sarà emessa – come già attualmente
effettuato da Brescia Trasporti con la tradizionale Ominbus Card
– a fronte di una cauzione di €. 5,00. La cauzione
sarà restituita in caso di riconsegna della card da parte del
cliente, fermo restando che in tale situazione non potranno più
ovviamente essere fruibili gli eventuali servizi ancora
“caricati” sulla tessera stessa.
Per la sostituzione della card (causa incuria personale o smarrimento)
sarà inoltre richiesta la corresponsione di €. 5,00 a
titolo di contributo risarcimento per i costi vivi di fornitura e
codifica di un nuovo titolo.
ALTRI SERVIZI
Grazie alla flessibilità della Omnibus Card sarà
possibile per il futuro implementare ulteriori servizi intermodali tra
le società del gruppo.
Uno di questi, per il quale è già stato affrontato uno
studio di fattibilità con esito positivo, è quello
dell’abbonamento “Park&Ride”, grazie al quale con
il medesimo supporto sarà possibile usufruire, anche con
articolazioni tariffarie integrate, sia dell’abbonamento di sosta
presso i parcheggi di interscambio che dell’abbonamento alla
metropolitana, la quale fra l’altro utilizzerà lo stesso
attuale sistema di bigliettazione degli autobus urbani.
Scarica il modulo di richiesta della Omnibus Card
|
|
Giornale di Brescia 05 luglio 2011
Muoversi in città con Omnibus
una card che fa per quattro
La
tessera di Brescia Mobilità per sosta e trasporto pubblico
valida in autobus, ai parcometri, nei parcheggi e su Bicimia
Al
volante, in autobus, in sella alla bicicletta, la chiave d'accesso alla
mobilità bresciana da oggi è una sola. Sarà
disponibile già dai prossimi giorni la nuova Omnibus card di
Brescia Mobilità, la tessera unica per viaggiare con il
trasporto pubblico sul reticolato urbano e sostare nei parcheggi a
pagamento della città.
Il
supporto integrato per i titoli di viaggio, in sostituzione delle
quattro «vecchie» tessere abbonamento per i diversi servizi
(continueranno invece a mantenere la loro valenza le tradizionali card
per il servizio autobus urbani), «permetterà ai cittadini
di usufruire del servizio offerto dagli autobus di linea, dai
parcometri, da parcheggi di struttura, Bicimia e, nell'immediato futuro
anche del metrobus in modo più comodo e funzionale»,
specifica Valerio Prignachi presidente di Brescia Mobilità,
sintentizzando «quattro modalità diverse di
mobilità in un solo strumento di viaggio».
Un'ulteriore
garanzia sul «diritto di mobilità attraverso un accesso
facile, immediato, comodo e funzionale, che evita inoltre
difficoltà di recupero dei titoli di viaggio». Il progetto
di aggiornamento del sistema di bigliettazione elettronica, sviluppato
nell'ambito del progetto Civitas Modern dal Comune e Gruppo Brescia
Mobilità e costata alla società bresciana circa 143mila
euro, «consentirà inoltre la prossima applicazione di
innovative tariffe integrate fra i rispettivi servizi», aggiunge
Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità, Brescia
Trasporti e Sintesi. La tessera, sfruttando la tecnologia
«contact less» - che ne consente l'utilizzo senza la
necessità di introdurre la tessera nei tradizionali lettori
delle diverse apparecchiature - permetterà di caricare
abbonamenti per i parcheggi, Bicimia, titoli di viaggio del Tpl e
parcometri, con la possibilità di scegliere uno o più
servizi indicati. Come anticipato la card sarà messa a
disposizione nei prossimi giorni; i punti di emissione ai quali poter
fare riferimento sono Infopoint di Brescia Mobilità in piazza
Loggia e corso Zanardelli - dove sarà possibile attivare gli
abbonamenti per tutti i servizi previsti -, nella sede di Brescia
Trasporti e nelle strutture di parcheggio a pagamento Sintesi della
città.
«Un'innovazione
che ridimensiona la fruibilità e il modo di muoversi in
città - rimarca il vicesindaco e assessore alla Mobilità
Fabio Rolfi - e che vede Brescia come prima città italiana a
incentivare l'intermobilità, all'avanguardia anche sullo
scenario europeo».
La card apre le porte al futuro
Prignachi: ora guardiamo ai nuovi servizi
«Il
frutto di un lavoro che ha richiesto molti sforzi, portato avanti da
anni e reso possibile dalla comunicazione e dall'impegno sinergico tra
le realtà che vi hanno collaborato». Questa la panoramica
dipinta da Marco Medeghini, direttore generale di Brescia
Mobilità, Brescia Trasporti e Sintesi, nella presentazione
ufficiale, alla sede di Brescia Mobilità, del nuovo supporto
integrato. Al tavolo anche i presidenti delle società del
gruppo: «L'aggiornamento guarda al futuro - ha detto Giovanna
Prandini, presidente di Sintesi - non solo ai servizi che già
sono attivi, ma anche per le proposte che avanzeremo nei prossimi
mesi». La card elettronica intende «agevolare lo scambio
tra i diversi sistemi di trasporto, compresi quelli che verranno
attivati nei prossimi mesi», aggiunge Valerio Prignachi,
presidente di Brescia Mobilità. L'obiettivo, spiega Andrea
Gervasi, presidente di Brescia Trasporti, « è quello di
dotare i cittadini di strumenti per avere in tasca, in modo agevole e
immediato, il titolo di viaggio».
L'ASSESSORE
Fabio Rolfi
Un primato per la mobilità sostenibile
Comodità,
notevole facilità d'accesso «che semplifica la vita
all'utente e rende più fruibile la mobilità
cittadina».
Sono
questi i punti forti che Fabio Rolfi, vicesindaco a assessore comunale
alla Mobilità, ha individuato tra le potenzialità del
supporto integrato per i titoli di trasporto pubblico «Omnibus
card».
Lo
sviluppo maturato all'interno del progetto Civitas, «pone
Brescia, con quest'ultima soluzione città capofila su tutto il
territorio nazionale e tra le realtà europee più
all'avanguardia per i risultati e le politiche concrete messe in
campo».
Un
primato guadagnato anche attraverso strumenti pratici e concreti,
«nel solco degli interventi di innovazione e della volontà
di modernizzazione che si riveleranno fondamentali, se non
indispensabili, anche con l'arrivo del metrobus».
Un
impegno, congiunto tra la Loggia e le società del Gruppo Brescia
Mobilità, deciso a «sconfessare le diverse critiche
infondate avanzate negli ultimi periodi all'amministrazione a riguardo
delle politiche e delle scelte adottate, anche attraverso ordinanze
mirate alla formazione di un cultura e sensibilità civica, nei
piani di mobilità».
E
che della mobilità sostenibile, a pedali e in autobus, fanno
proprio il punto di equilibrio centrale: «Con il nuovo supporto
unico tra l'altro si valorizza e si promuove l'utilizzo del mezzo
pubblico e della bicicletta per gli spostamenti in città».
Per esempio «coniugando le possibili combinazioni di servizi
disponibili quali Tpl e Bicimia», magari «coordinando e
potenziando altre opzioni, come il car sharing, richiesto e parecchio
utilizzato anche dai cittadini». a. c.
|
Bresciaoggi 05 luglio 2011
LA
CITTA' CHE CAMBIA. Il nuovo strumento per i cittadini è stato
presentato ieri da Brescia Mobilità. Il presidente Valerio
Prignachi: «È un grosso passo avanti»
«Omnibus», una carta che facilita i trasporti
Daniele Bonetti
La tessera magnetica contiene gli abbonamenti ai bus urbani, ai parcheggi, a Bicimia e a breve anche alla metropolitana
La
mobilità cittadina, intesa non come opportunità di
trasporto ma come facilità di fruizione, compie un importante
passo avanti: non implementa il servizio, ma ne consente l'utilizzo con
modalità decisamente più comode, che in futuro potranno
anche essere economicamente vantaggiose.
È
tutto racchiuso nella Omnibus Card di Brescia presentata ieri nella
sede operativa di Brescia Mobilità: una tessera magnetica che,
da sola, può racchiudere tutti gli abbonamenti possibili a
livello di trasporti (dai parcheggi ai bus urbani e della grande
Brescia senza dimenticare Bicimia) agevolando non poco la vita di
coloro che, tra monetine, code alle casse e difficoltà
tecnologiche sempre dietro l'angolo, si trovano a confrontarsi con il
sistema urbano cittadino.
«SENZA
DUBBIO è un grande passo - sottolinea il presidente di Brescia
Mobilità Valerio Prignachi - : siamo i primi in Italia, forse
anche in Europa, a poterci avvalere di una tecnologia del genere.
Attualmente nella nostra card possiamo racchiudere quattro servizi che
potranno essere implementati con il passare del tempo, logico pensare
alla metropolitana». Inevitabile, dopo la presentazione, non
pensare alla genesi del progetto interamente finanziato dall'unione
europea. «Abbiamo fatto degli studi scoprendo che i cittadini
utilizzano i mezzi pubblici e tutte le infrastrutture relative in base
alla comodità con cui possono accedervi - ricorda Prignachi - :
per questo abbiamo provveduto a ridurre da quattro a una le card
possibili consentendo anche di caricare del denaro per pagare
automaticamente la sosta. Con questo strumento pensiamo anche di
integrare il pubblico con il privato, pensiamo ai pendolari che possono
pagare con la tessera la sosta, accedere ad un mezzo pubblico o al
servizio Bicimia».
ENTUSIASTA,
soprattutto dal punto di vista politico, il vicesindaco Fabio Rolfi
assessore anche alla Mobilità e al Traffico. «Un passo
avanti concreto dal punto di vista della comodità per i
cittadini che sono abituati a usare i mezzi pubblici - dice Rolfi - :
come amministratore sono orgoglioso di una città che si conferma
ai vertici italiani se non europei ma mi sento di dire che aver portato
a termine un'operazione come questa significa anche aver fatto qualcosa
di concreto per migliorare la vita dei nostri cittadini; una risposta a
chi si diverte a criticare. La Omnibus Card è una risposta a una
precisa esigenza dei cittadini e uno strumento destinato ad essere
più importante quando avremo la metropolitana».
La
tessera consentirà anche di utilizzare i Tpl, cioè le
linee di trasporto degli autobus che insistono anche su quattordici
comuni limitrofi consentendo a migliaia di bresciani di arrivare in
città senza usare l'auto. «Si tratta di un obiettivo
raggiunto che però non deve farci dimenticare che puntiamo
più in alto - dice il presidente di Brescia Trasporti Andrea
Gervasi - : vorremmo allargare ulteriormente la nostra rete, questa
card può essere una chiave di volta interessante».
Dal
punto di vista strettamente economico, la Omnibus Card non consente di
usufruire di tariffe scontate: nei primi mesi funzionerà come
abbonamento o borsellino elettronico per i parcheggi anche se il futuro
potrebbe anche essere diverso. «Stiamo studiando alcune tariffe
vantaggiose per i possessori della tessera - rivela Prignachi - :
vedremo più avanti, oltre a comoda la card potrebbe anche essere
un alleggerimento per le spese dei cittadini».
LA DISTRIBUZIONE. Parcheggi, Info point e a Brescia Mobilità
Sarà in vendita presto
A casa ai soci Bicimia
Per i parcheggi potrà essere ricaricata con tagli da 10, 20 o 30 euro Una cauzione di 5 euro
Forse
non sarà disponibile già da questa mattina: ma tra
qualche giorno la Omnibus Card sarà a disposizione dei cittadini
nelle casse dei parcheggi in struttura, nella sede di Brescia
Mobilità ma anche negli Infopoint del territorio, in piazza
Loggia come in corso Zanardelli, storico luogo di promozione per tutto
quel che riguarda Brescia Mobilità.
Quanto
costerà? Cinque euro di cauzione al momento dell'acquisto,
sarà personalizzabile con una fototessera se l'utente lo
vorrà e, particolare non trascurabile specialmente per coloro
che vivono con l'ansia del parcometro, potrà essere ricaricata
con tagli da 10, 20 o 30 euro da spendere poi nei parcheggi del
territorio cittadino funzionando da borsellino elettronico da
ricaricare direttamente nelle casse dei parcometri sia con il bancomat
che con denaro contante. Nella confezione, ci saranno anche tutte le
istruzioni su come utilizzare la omnibus card in tutti i suoi possibili
servizi con particolare riguardo all'integrazione tra parcheggi e
utilizzo del servizio Bicimia.
«Quattromila
persone la riceveranno direttamente a casa tra qualche giorno e sono
gli abbonati a Bicimia - rivela Marco Medeghini, direttore generale di
Brescia Mobilità - : dovranno sostituire la loro card con quella
nuova e potranno usarla presentandosi poi nelle zone indicate nella
lettera per fare altri abbonamenti. Non sarà invece così
per chi è in possesso di una card abbonamento per l'autobus
della linea urbana o della grande Brescia: in quel caso la tessera
resterà valida fino alla scadenza dell'abbonamento e dopo
potrà essere sostituita da quella nuova».
PER
ENTRARE in possesso della Omnibus card servirà invece qualche
giorno di pazienza. «Abbiamo bisogno ancora di alcuni giorni per
averne a disposizione abbastanza per i cittadini - prosegue Medeghini
-, mi auguro che non venga utilizzata solo come sistema di pagamento
dei parcheggi perché sarebbe piuttosto riduttivo viste le
potenzialità del servizio. In ogni caso al riguardo abbiamo
scelto tagli di ricarica piuttosto bassi perché di solito non
piace caricare troppo denaro su supporti digitali con il rischio poi di
non utilizzarlo».
La
card costerà 5 euro che saranno restituiti al cliente in caso di
riconsegna: non sarà così, ovviamente, in caso di
smarrimento o deterioramento del dispositivo per incuria. In quel caso
il cittadino potrà ovviamente chiederne un'altra conservando
abbonamenti ed eventuali crediti prepagati ma dovrà pagare 5
euro per una nuova emissione. D. BO.
Apertura ai trasporti regionali
Integrare è la parola d'ordine: aprirsi a nuove frontiere è l'ambizione destinata a tenere banco nel futuro.
Facile
ipotizzare la comodità di una tessera che integri quattro
servizi a disposizione sul territorio cittadino, interessante
immaginare lo stesso strumento in grado anche di funzionare sulla rete
di trasporto regionale finendo così nelle mani di migliaia di
pendolari «in uscita» dalla città per raggiungere,
in autobus come in treno, i rispettivi luoghi di lavoro.
«APRIRE
la nostra card ai trasporti regionali? Possiamo pensare di lavorarci e
non nascondiamo che ci stiamo lavorando per davvero da qualche tempo -
dice Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità - :
il problema però è soprattutto tecnologico. Per
semplificare possiamo dire che integrare su un supporto digitale un
biglietto cartaceo è un'impresa ardua per chiunque. Una corsa al
rialzo tecnologico a livello locale potrebbe essere un incentivo anche
per i trasporti regionali affinchè si adeguino e si possa
pensare a strategie comuni. In questo momento noi siamo un po'
più avanti e questo non agevola l'integrazione dei servizi tra
operatori diversi. In ogni caso proveremo a fare qualcosa perchè
siamo consapevoli che i cittadini hanno anche questa esigenza; abbiamo
impiegato alcuni anni per arrivare a questo prodotto proprio
perché dovevamo fare coesistere tecnologie e prodotti molto
diversi in mercati tendenzialmente chiusi. Fortunatamente siamo
riusciti a mettere insieme aziende simili ma con caratteristiche
diverse ottenendo secondo noi un risultato straordinario».
SOLO tra
qualche mese, più probabilmente tra qualche anno, con l'arrivo
del metrobus, sarà possibile utilizzare la Omnibus Card in tutte
le sue potenzialità. Una carta che faciliterà i
cittadini. D. BO.
|
Online
su www.bresciamobilita.it il numero di giugno di Aquattro, periodico
mensile gratuito d’informazione sui servizi legati alla
mobilità pubblica e privata di Brescia Mobilità S.p.A.
Clicca sull'immagine sottostante per accerere al periodico.
|
|
|
|