sito on line dall'agosto 2008

 

info@tplbrescia.it

Il sito non ufficiale sul trasporto pubblico e mobilità a Brescia e Provincia
 Home 
 Le mie proposte
 2013 Proposta servizi complementari
 2013 Proposta per la nuova rete
 Notizie & Novità
 Forums 
 Link altri siti amatoriali 
 About me


Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia
31 luglio 2011
bresciainfo.com
Nuovo sito Internet del Comune di Brescia e Brescia Mobilità dedicato alla mobilità
                                 

   

Giornale di Brescia 31 luglio 2011

Metrobus, via al restyling societario

Con la scissione della società patrimoniale da Brescia Mobilità e la nascita
della gestionale in cordata con Ati, resta aperto il futuro di Trasporti, Sintesi e Omb

Dimentichiamo per un istante la commissione d'inchiesta sui conti, la «rata» annuale da 35 milioni che la Loggia dovrà pagare e il dibattito sul finanziamento del Metrobus. La partita della metropolitana comporta anche un riassetto societario della galassia di Brescia Mobilità, avviato venerdì con l'approvazione della relativa delibera in Consiglio comunale.
A dire il vero, in questa prima fase oltre che di riassetto si dovrebbe parlare di moltiplicazione. Dalle quattro società attuali (la capogruppo Brescia Mobilità che controlla Trasporti, Sintesi e Omb International) in settembre si lavorerà per crearne sei.
In quale modo è presto detto. Attraverso la scissione di Brescia Mobilità spa verrà creata una nuova società patrimoniale in cui confluiranno una parte dei beni del gruppo. Questo nuovo ramo si chiamerà Brescia Infrastrutture Srl (B.I.), avrà un capitale sociale di 98 milioni di euro e vedrà come socio unico il Comune di Brescia. Sarà il sindaco a decretare la nomina degli organi societari (presidente, collegio sindacale, amministratore unico o cda di tre componenti). Scopo sociale della società è il possesso delle reti, degli impianti e delle dotazioni attinenti servizi pubblici locali e attività rese al Comune. Dopo l'estate la Loggia dovrà approvare il conferimento dei beni all'interno di Brescia Infrastrutture srl. Tra questi vi sono le aree pertinenziali delle stazioni metropolitane di Sant'Eufemia, Lamarmora, Prealpino, Poliambulanza e Mompiano, oltre ai parcheggi di proprietà di Brescia Mobilità (come piazza Vittoria, piazza Mercato, Fossa Bagni, Stazione, per citarne alcuni).
Scorrendo l'elenco dei beni da trasferire, emerge come tra questi non figuri il deposito degli autobus di via San Donino. L'area resterà di proprietà del Comune e non è escluso che vi siano progetti alternativi a riguardo.
I treni della metropolitana non entreranno nella cassaforte di Brescia Infrastrutture. Perché? Si tratta di beni strumentali che resteranno in capo alla società che gestirà il Metrobus.
E qui arriviamo alla seconda società che vedrà la luce nei prossimi mesi. Si tratta di una newco, una nuova realtà partecipata al 51% da Brescia Mobilità e per il restante 49% dall'Ati composta da Astaldi, Ansaldo e Acciona (il trio di imprese al lavoro per realizzare l'opera). La delibera della Loggia stabilisce che la newco si occuperà «dell'esercizio e manutenzione del Metrobus». Inizialmente, l'Ati avrebbe dovuto far funzionare la metropolitana per il primo biennio, ma l'accordo transattivo sulle riserve (di cui ci occuperemo in una prossima puntata) ha chiamato in causa anche Brescia Mobilità.
Con il nuovo fiocco rosa, la galassia presieduta da Valerio Prignachi e diretta da Marco Medeghini andrà così a comporsi: Brescia Mobilità come holding, la newco per la gestione del Metrobus, Trasporti (autobus), Sintesi (parcheggi) e Omb International (cassonetti). Troppe società, forse, tanto che il Consiglio comunale ha chiesto di semplificare l'assetto. Magari partendo dalla vendita di Omb International, acquistata nel 2009 per 16 milioni dalla Loggia quando era sull'orlo del fallimento e riportata ora in attivo. La mission dell'azienda non è strettamente legata all'orbita dei servizi pubblici, ragion per cui potrebbe essere ricollocata sul mercato.
Per quanto riguarda Brescia Trasporti spa e Sintesi spa, infine, il loro destino è parimenti aperto. Potrebbero restare così come sono, continuando ad occuparsi di autobus e parcheggi, o confluire in una più grande società gestionale che comprenda Metrobus, trasporto su gomma e sosta. Soluzione, questa, che andrebbe nella direzione della semplificazione societaria auspicata da tutti. Con relativo taglio dei consigli di amministrazione.
Emanuele Galesi

Giornale di Brescia 31 luglio 2011

BRESCIA TRASPORTI

Frizioni col Comune sulla prosecuzionedel servizio

Per qualche giorno, abbiamo rischiato di ritrovarci senza autobus in città. Il contratto di servizio tra il Comune e Brescia Trasporti è scaduto infatti il 30 giugno scorso, dopo sette anni di vita. La Loggia ha ritenuto naturale che questo potesse proseguire fino al 32/12/2012, fino cioè all'arrivo di un nuovo affidatario. Così, almeno, prevede il contratto. Per Brescia Trasporti, però, la coda aggiuntiva di un anno e mezzo di servizio avrebbe costituito una proroga, con tutte le conseguenze del caso. Ed è andata a bussare alla porta del Comune. Il quale, in una dura lettera, ha risposto picche, sostenendo che non si tratterebbe di proroga, bensì di prolungamento già ipotizzato nel contratto. Dunque non ci sarebbe stata alcuna necessità di rivedere i termini dell'accordo. Il Comune ha considerato «illecito e ingiustificato» il rifiuto di proseguire il servizio e ha formalmente intimato alla società di continuare a svolgere il proprio lavoro. La quale, alla fine, è tornata nei ranghi. Salvo ulteriori novità.

Giornale di Brescia 30 luglio 2011

Metrobus, «far piena luce sui conti»

Il Consiglio chiede una commissione di indagine sulla situazione finanziaria dell’opera
Il Pd apre alla maggioranza. Attesa in settembre la proposta della presidente Bordonali

Una lente sui conti del metrobus. Passati, presenti, futuri. Per indagare sugli aspetti poco chiari, o presunti tali, legati alla programmazione economica dell'opera, alla sua realizzazione e alla sua gestione finanziaria. Il Consiglio comunale ha votato ieri un documento, una «raccomandazione» rivolta alla presidente Simona Bordonali affinché presenti una proposta di delibera per l'istituzione di una commissione di indagine che faccia i conti in tasca alla metropolitana leggera. Il documento, passato con i voti della maggioranza e l'astensione del Pd, è stato presentato dai capigruppo di Pdl, Lega e Udc. Tecnicamente la commissione dovrebbe vedere la luce in settembre. La volontà politica con cui si chiude l'attività consiliare prima delle ferie è però già chiara, ottenere il massimo della trasparenza sull'opera, e parte da un presupposto non esattamente rassicurante: i consiglieri devono infatti ritenere che il metrobus abbia delle zone d'ombra che vanno eliminate.
La commissione viene richiesta tenuto conto «della necessità di conoscere, con gli approfondimenti del caso, le modalità con le quali sono stati definiti i componenti del Piano economico finanziario che ha dato luogo al progetto per la realizzazione del metrobus e di approfondire l'attuale situazione finanziaria derivante dai costi dell'opera stessa». Tralasciando le articolazioni del linguaggio politico, si chiede conto agli amministratori passati di come abbiano gettato le basi economiche dell'opera e di come avessero in mente di garantirne la sostenibilità. Agli amministratori attuali si chiede invece conto di come si sia arrivato a determinare il costo (definitivo?) della metropolitana: 915 milioni di euro.
Dopo l'estate si deciderà se l'organismo verrà costituito ex-novo, con una nuova commissione, o all'interno di realtà già esistenti, come la commissione Bilancio, presieduta da Aldo Rebecchi del Pd, o quella relativa al metrobus, presieduta da Nicola Gallizioli della Lega. Promosso dai consiglieri di maggioranza, con l'avallo dell'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, e sostenuto dal Pd, il nuovo strumento d'indagine dovrà cercare la risposta a domande tornate più volte in Consiglio.
Per quanto riguarda il piano finanziario, la maggioranza si chiede come sia stato possibile redarre nel 2004 un progetto economico che prevedeva un biglietto a 1,90 euro (troppo caro per i bresciani) e senza fondi da destinare alle opere complementari (fondamentali per la fruibilità della metro). E ancora, ci si chiede perché sia stato previsto un fabbisogno economico per la gestione «inferiore alle esigenze reali». O come si siano ipotizzati 50 milioni di passeggeri sull'intera rete di trasporto pubblico per bilanciare la tenuta dei conti.
Da parte dell'opposizione, invece, si chiede conto dell'accordo sulle riserve stipulato con l'Ati Astaldi-Ansaldo. Come mai si è chiuso a 100 milioni, a fronte dei 560 richiesti dal gruppo di imprese che lavora al Metrobus, senza passare da un arbitrato? Che sovraccosti coprono quei 100 milioni? Che legame c'è tra l'accordo e il successivo acquisto da parte di Astaldi delle azioni dell'autostrada Serenissima detenute dalla Loggia (40 milioni di euro)?
Tutte questioni sulle quali la commissione indagherà a partire dalla sua costituzione. Il tempo non sarà lunghissimo, a occhio e croce circa un anno di lavoro, ma il clima bipartisan che si è respirato ieri può essere considerato un buon punto di partenza. Certo, c'è la contrarietà di Laura Castelletti, preoccupata che l'istituzione di una commissione metta il metrobus in cattiva luce agli occhi dei bresciani. E i dubbi del sindaco Adriano Paroli: «Stiamo attenti a buttare ipotesi sospette sul Consiglio e sui consiglieri». Ma il dado è stato tratto. E sui risultati c'è già grande attesa.
Emanuele Galesi

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr


IN AULA Di Mezza e Del Bono
Prove di dialogo sul futuro dell'opera

nLa mano tesa dell'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, che chiede al Pd di collaborare al reperimento delle risorse per tenere in piedi il Metrobus, si accompagna allo «schiaffo» costituito dalle accuse alla passata amministrazione sulla cattiva programmazione dei conti dell'opera.
L'apertura del capogruppo Pd Emilio Del Bono si affianca a quattro richieste precise: condivisione di tagli e alienazioni, ripensamento delle grandi opere (sede unica, parcheggio sotto il Castello), riduzione delle società di servizio, tagliando i cda, costituzione di due delegazioni a Roma e a Milano che chiedano nuovi finanziamenti per l'opera. In mezzo la Lega Nord, che a sua volta chiede al Pd, tra l'altro, di interrompere la raccolta firme contro l'addizionale Irpef.
Screzi a parte, nel Consiglio di ieri si sono viste prove di dialogo tra maggioranza e opposizione sulle annose questioni della copertura finanziaria del metrobus.
Auspicato dal sindaco Adriano Paroli, il «dialogo costruttivo» non ha trovato forse il suo massimo compimento, ma qualcosa si è tentato. Alla fine la delibera relativa al piano finanziario della metropolitana leggera è passata con i voti di Pdl, Lega, Udc e Lista Castelletti e l'astensione «distensiva» del Pd. Unico voto contrario, Donatella Albini di Sel.
Per l'assessore Di Mezza la maggioranza ha dimostrato «grande responsabilità» nel ricomporre il puzzle economico del treno cittadino, anche assumendo «decisioni impopolari» come l'addizionale Irpef. Non solo, adesso si chiede al Consiglio di lavorare al piano di tagli e alienazioni necessari a garantire il reperimento dei 35 milioni di euro annui per i prossimi trent'anni.
Cosa vendere? A2A, Centrale del Latte? Se il capogruppo del Pdl si è detto pronto a «vendere tutto» in quanto liberale, Emilio Del Bono, capogruppo del Pd, ha esplicitato la volontà del suo gruppo a sedersi al tavolo e a ragionare su come trovare le risorse. Il voto positivo della Castelletti alla delibera serve a ribadire «la piena adesione all'opera», anche se adesso, con l'attuale congiuntura economica, non farebbe forse le stesse scelte di sette anni fa.
Un concetto ribadito anche da Paroli a rimarcare una sensazione netta: il metrobus nacque in un periodo relativamente florido, in cui nessuno immaginava il crack del 2008 e le sue terribili conseguenze finanziarie. Ma, come ha detto Gallizioli, «ora va portata avanti»: la maggioranza «se ne è assunta gli oneri» e nel 2013 è pronta ad assumersene gli onori. egg


Brescia Mobilità, separati gestione e patrimonio

Via libera al riassetto societario, purché non sia un moltiplicatore di cda

Brescia Mobilità, la futura holding; Brescia Infrastrutture, la società patrimoniale; la Newco costituita da Brescia Mobilità con l'Ati (Astaldi+Ansaldo); Brescia Trasporti (gli autobus); Brescia Sintesi (i parcheggi); Omb International (i cassonetti della spazzatura). Ecco la nuova galassia societaria legata ai servizi di mobilità, e non solo, in città e nell'hinterland. Lo scorporo tra gestione e patrimonio è passato ieri in consiglio, determinando il via libera alla costituzione di una patrimoniale i cui beni serviranno a fare da garanzia per le banche e di una gestionale, la newco, che dovrà appunto gestire il metrobus per due anni più sette di manutenzione.
C'è da farsi venire il mal di testa, è vero. Ma il nocciolo della questione non sta necessariamente nella parte tecnica, con un riassetto funzionale alla sostenibilità del metrobus, ma in quella politica. Con i sì di Pdl, Lega, Udc e quello virtuale di Laura Castelletti (non ha partecipato al voto perché uscita dall'aula per motivi extraconsiliari) si è dato avvio allo scorporo. Ma i capigruppo della maggioranza hanno chiesto alla Giunta di pensare ad una razionalizzazione delle società. Un'istanza già sostenuta a gran voce dal Pd nel presentare le sue condizioni per il dialogo sui conti. Il disegno di Del Bono ha prospettato due sole società: una patrimoniale affiancata da una gestionale nella quale dovrebbero confluire Sintesi, Trasporti e la newco, con la vendita di Omb International. La maggioranza per ora si è limitata a «raccomandare» una semplificazione, ma l'obiettivo è quasi lo stesso. Evitare che lo scorporo si traduca nella moltiplicazione dei consigli di amministrazione e, di conseguenza, dei costi della politica. Il destino delle società è del tutto aperto, finché i consigli sono in carica non si prevedono tagli. Per il futuro si vedrà: anche se non sono troppo remunerative, il taglio delle poltrone non è cosa facile. egg


Nuovo piano finanziario tra debito e alienazioni

Di Mezza: ci costerà 35 mln all’anno, per 30 anni
Rebecchi: vanno recuperati i soldi fermi al Cipe

Il piano finanziario votato nel 2004 fissava costi per 743 milioni, risorse per 708 e un ulteriore fabbisogno di 35. Quello approvato ora da Palazzo Loggia parla di un costo finale di 915 milioni, di risorse per 751 e di un ulteriore fabbisogno per 164.
Come si è arrivati dalle cifre di ieri a quelle di oggi? Non tanto per il costo dell'opera in sè (passata da 743 a 788 milioni) quanto per tre nuovi elementi: l'indicazione del costo per le opere complementari (assente nel piano del 2004, oggi fissate in 47 milioni), la chiusura dell'accordo di transazione con il costruttore (per quasi 100 milioni) e la fissazione del biglietto a un euro e 20 contro l'ipotesi originaria di uno e 90.
«In ogni caso - spiega l'assessore Fausto Di Mezza - il dato che ci troviamo di fronte parla di quasi 400 milioni di indebitamento, fra mutui già accesi e risorse ancora da reperire. Questo significa che l'opera costerà 54 milioni e 800mila euro all'anno, per i prossimi trent'anni. Di questo debito enorme, una parte viene coperta dalla Regione mentre la quota richiesta al nostro Comune è di 35 milioni all'anno. Una somma che contiamo di finanziare per 13 milioni con l'addizionale Irpef, ma per gli altri 22 il nodo resta aperto». Possibili soluzioni? Secondo l'assessore comunale al Bilancio «una delle strade da percorrere potrebbe essere, assieme alla scissione di Brescia Mobilità in una società patrimoniale e una di gestione, confermare la copertura di circa 200 milioni di mutui con l'addizionale Irpef ed estinguere invece gli altri 200 milioni di debito con risorse da reperire attraverso alienazioni di immobili o di quote societarie di proprietà del Comune».
Una lettura diversa delle cifre - e l'indicazione di una diversa soluzione - arriva invece dal Pd. «La maggioranza parla del metrobus come di un mostro - sottolinea Aldo Rebecchi - mentre dovremmo chiederci se col metrobus la nostra città sarà più o meno appetibile. Allora ci accorgeremmo che l'opera rappresenta anzitutto un investimento». Sul fronte strettamente aritmetico, Rebecchi ricorda che «il nuovo piano finanziario indica un fabbisogno scoperto per circa 170 milioni di euro. Come affrontarlo? Anzitutto cominciamo a portare a casa quegli 80 milioni che il Cipe ha promesso all'infrastruttura cittadina ma che ancora restano inchiodati a Roma. Il resto può venire da qualche rinuncia nelle opere previste (la sede unica del Comune il cui valore è indicato in 50 milioni di euro non c'è un solo bresciano che la chieda...) e da qualche alienazione sensata e condivisa. Davvero non è possibile dentro questo Consiglio comunale pensare ad un tavolo di lavoro composto da tre consiglieri di maggioranza e due di minoranza che su questa strada dia indicazioni concrete?».
Anche sul debito di 35 milioni di euro all'anno che il nuovo piano finanziario mette sulle spalle del Comune il Pd avanza alcune critiche. «Dentro quella cifra - sottolinea il capogruppo Emilio Del Bono - una fetta di 17 milioni è rappresentata da oneri finanziari, la metà dei quali è frutto proprio dell'accordo sulle riserve che ha contribuito ad un'accelerazione su costi. Ci sono poi 14 milioni di ammortamento per la società patrimoniale, che in realtà per due o tre anni può essere lasciata in perdita. Gli ultimi 4 sono dovuti a maggiori costi di gestione che meritano ulteriori approfondimenti».
Massimo Lanzini

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Bresciaoggi 30 luglio 2011

CONSIGLIO COMUNALE. Dopo la notizia del buco da 35 milioni l'anno, dialogo difficile in Loggia sulla variazione decisiva per risolvere il nodo finanziario

Metrobus, aperture e via libera al piano

Natalia Danesi

Il Pd detta le regole e si astiene, no Sel, sì di Castelletti Di Mezza: «Sediamoci e decidiamo cosa tagliare» Ma poi: «Commissione d'indagine sui dati 2004»

Per gestire la metropolitana e ultimarne il finanziamento la Loggia ha bisogno di 35 milioni di euro all'anno, quasi 400 milioni in tutto. La situazione finanziaria, stando alle parole che l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza ha detto ieri al consiglio comunale, è «grave». La maggioranza ha ritenuto di risolvere metà del problema imponendo l'addizionale Irpef, che contribuisce per una cifra vicina ai 13 milioni all'anno. Una decisione «responsabile, con la quale - ha aggiunto il sindaco Adriano Paroli attaccando l'“opportunismo" e la “menzogna" con cui qualcuno, vedi manifesti del Pd, ha cavalcato la questione - pur andando anche contro parte del nostro elettorato abbiamo deciso di portare il biglietto a 1,20 anziché 1,90. Una manovra con cui è stato deciso che il trasporto pubblico va pagato da tutti perché tutti ne giovano, non solo da chi lo usa».
Ma l'Irpef non basta. Che fare? Ieri in aula è approdata una variazione di bilancio da 76 milioni in tre anni:tecnica ma decisiva, a detta di Di Mezza per risolvere il nodo finanziario. Si è discusso contestualmente del piano che assesta il costo del metrobus a 915 milioni e 860 mila euro, e alla fine una soluzione bipartisan non è stata trovata fino in fondo. Maggioranza e opposizione, con l'esclusione della lista Castelletti che ha appoggiato la giunta («per un'opera trasversale e un piano finanziario che non ha alternative»), hanno visioni diverse su come reperire le risorse.
LE RICHIESTE. Così la delibera ha incassato il no di Donatella Albini (Sel) e il Partito Democratico si è astenuto per dare un segnale, «auspicando che venga aperta una discussione» sulle proposte avanzate. Tre, e molto chiare: una delegazione bipartisan a Roma e Milano per recuperare parte del fabbisogno economico (gli 80 milioni del pre Cipe e il potenziamento del rimborso chilometrico del Pirellone oggi fermo a 1,7 euro); un tavolo congiunto «per decidere insieme cosa alienare e cosa tagliare»; la riorganizzazione di Brescia Mobilità in una società patrimoniale che abbia vita breve («per riportare il cespite e gli oneri conseguenti in seno al Comune») e in una gestione unica di tutti i servizi (mobilità, parcheggi, servizi) con l'alienazione di Omb.
Le difficoltà di dialogo stanno in un nodo tutto politico: di chi è la responsabilità del debito? Della giunta Corsini, come sostengono l'assessore e i suoi, che non è stata previdente quando ha pensato la metropolitana? Di Mezza ha contestato la scarsa trasparenza del 2004 («l'opposizione allora non fu mai avvisata della reale entità delle riserve»). Ha parlato di un'opera «budget sulla costruzione sforato di poco, del 10%; ma di un piano finanziario che era un gigante con i piedi di argilla».
O la responsabilità, come sostiene il Pd, è della giunta Paroli, che affronta il problema con pressappochismo? Che ha chiuso troppo in fretta l'accordo da quasi cento milioni per coprire le riserve con l'Ati (gli extra costi richiesti dagli appaltatori) «a cui fa capo - per Del Bono - larga parte del debito?» E «se c'era qualcosa che non andava - ha ricordato Fabio Capra - perché non si è capitalizzata Brescia Mobilità anziché costituire Brescia Sviluppo?».
DIALOGO E SCONTRO. Mentre c'è chi - come l'Idv Alfredo Cosentini - punta sull'estensione della metropolitana, il clima in Loggia è teso ma non ci sono barricate, ed è possibile un percorso comune. Forse. Come auspicato dal capogruppo dell'Udc Andrea Bonetti. Nel Pd lo stesso Aldo Rebecchi pensa che, una volta recuperati gli 80milioni del pre - Cipe, la partita sia tutta da giocare. «Il passato non ce lo scordiamo - ha detto Di Mezza - ma sediamoci e decidiamo cosa vogliamo tagliare». E il sindaco: «Porte aperte a che tutti possano contribuire purché non con l'idea di frenarci». Mentre il capogruppo Pdl Farina ha ricordato che alcuni punti fermi ci sono: «Anche rinunciando alla sede unica portiamo a casa 15milioni: 35milioni all'anno sono un'altra cosa». Mentre la Lega punta i piedi: «Chi ha votato contro - per il capogruppo Nicola Gallizioli - non potrà rivendicare la paternità del metrobus».
Le armi non sono deposte. L'assessore Di Mezza ha infatti lanciato l'idea di una commissione di indagine bipartisan per fare luce sui dati del 2004. Proposta sostenuta da una raccomandazione di Lega, Pdl, Udc approvata con l'astensione del Pd. «D'accordo - ha replicato Del Bono -, ma allora chiediamo luce sull'accordo con l'Ati per le riserve e la vendita delle azioni di Serenissima». La palla passa alla presidente Bordonali, se ne discuterà a settembre nella conferenza capigruppo.


Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr


Bs Mobilità, il riassetto agita la maggioranza

Brescia Mobilità si scinde e nasce la nuova patrimoniale Brescia Infrastrutture Srl, a cui sarà conferito un patrimonio «importante - secondo l'assessore Di Mezza -, garanzia per i creditori». La «scissione» è stata deliberata ieri in consiglio comunale con il voto contrario dell' opposizione. Assente alla votazione Laura Castelletti, la quale comunica che - per le stesse ragioni che l'hanno spinta ad approvare la variazione di bilancio, avrebbe votato sì.
I DEMOCRATICI accusano la giunta di poca chiarezza nel costituire questa newco. «E'una scelta molto impegnativa - ha detto il consigliere Pd Claudio Bragaglio -, che si fa senza capire qual è il quadro. Per me manca un atto di trasparenza sugli aspetti sostanziali di dove voglia andare nella gestione futura del patrimonio. Non solo. Non c'è più controllo, la nomina avviene attraverso la decisione del sindaco». Accusano, anche, la maggioranza di avere sprecato un'occasione di razionalizzazione. Se si contano le controllate infatti «con questa le società diventano sei», rimarca Federico Manzoni.
Ecco perché il Pd, dopo avere chiesto all'assessore di riportare in consiglio un documento nel quale farà luce sul valore dei beni patrimoniali oggetto di cessione e sulla loro disponibilità, ha presentato due emendamenti, il primo dei quali mira proprio a giungere ad un'unica società di servizi integrati e di procedere all'alienazione di Omb International. «Non è ignoto che l'Amministrazione va verso una gara per i servizi integrati - ha aggiunto il capogruppo Emilio Del Bono chiedendo chiarezza sul disegno di prospettiva - noi chiediamo in modo molto chiaro la riorganizzazione della società che punti verso la semplificazione». L'auspicio è che il tema venga ripreso in «autunno, in modo che si arrivi a un'indicazione chiara».
LA CURIOSITÀ sta nel fatto che la posizione dei democratici è stata a grandi linee sposata anche dai gruppi di maggioranza. In una raccomandazione accolta all'unanimità, i capigruppo di Pdl, Lega e Udc raccomandano alla giunta «la razionalizzazione del gruppo finalizzata ad evitare nuovi costi, e più in generale alla massima efficienza dell'assetto societario». A tal fine - esortano i gruppi - «si valuti la semplificazione dell'assetto societario» alla luce dell'evoluzione normativa. Secondo indiscrezioni è un tema molto caro alla Lega e ad alcuni del Pdl ma altri, sindaco compreso, sarebbero contrari. L'assessore comunque sgombra il campo da tutti gli equivoci. Nessuno scontro tra gruppo e giunta, «il documento dei consiglieri fa i conti con la realtà», con la rivoluzione che in futuro investirà il trasporto pubblico locale.NA.DA.

Vilardi al Pd: «Usate modi più eleganti»

La questione metrobus ha animato fino a sera il dibattito in Loggia, dopo un'apertura di seduta tutto sommato abbastanza «soft».
LA PRIMA ED UNICA interrogazione in discussione riguardava le truffe agli anziani e il denaro stanziato per l'installazione di videocitofoni nei condomini per una somma totale di 110mila euro. Il consigliere del Pd Fabio Capra ha sostenuto: «Soldi sprecati, non servono alla prevenzione: sarebbe meglio collegare tutti gli anziani fragili alla rete del telesoccorso». E il vicesindaco Fabio Rolfi ha replicato: «Abbiamo puntato moltissimo sulla prevenzione ma anche sul contrasto, e persino sulla formazione».
Le varianti al Prg nelle due delibere successive hanno scaldato il clima. La prima, sull'area di via Gessi destinata ad ospitare l'archivio comunale, ha incassato il voto contrario dell'opposizione: «È un'opera sbagliata - ha detto Aldo Boifava (Pd) - e in questo momento non se ne sentiva la necessità». Per il capogruppo Pdl Achille Farina invece quello per l'archivio è «un contratto oneroso per cui a questo punto è giunto il momento di porvi rimedio».
Più accesi i toni sulla variante che riguardava la nuova strada di accesso al centro intermodale della Piccola velocità. Ancora Boifava così come Federico Manzoni, sempre Pd, si è detto preoccupato del fatto che alla fine questo piano di rilancio non vada nella direzione di potenziare il trasporto su rotaia ma che, anzi, l'area venga utilizzata per «possibilità edificatorie».
«Non accetto queste critiche - ha replicato piccata l'assessore Paola Vilardi - e che l'opposizione usi un modo più elegante su queste questioni di impatto. Noi stiamo facendo lo sforzo per garantire un quadro trasparente su questo tema. Ben vengano i contributi da tutti i gruppi consiliari, ma si moderino i toni». NA.DA.


Giornale di Brescia 28 luglio 2011

Metrobus, primi sì con riserva al piano finanziario

In commissione passa l'ok ai conti e allo scorporo di Brescia Mobilità

Se non fosse ancora sufficientemente chiaro, va ribadito. In questi giorni in Loggia si sta giocando una delle partite più difficili per la tenuta dei conti comunali e per la loro gestione futura. Il dibattito sul piano finanziario del Metrobus e sullo scorporo di Brescia Mobilità investe due argomenti chiave per la città: il bilancio e la sostenibilità del trasporto pubblico. A parte alcune turbolenze di cassa, prime fra tutte quelle riguardanti il Patto di stabilità, il Comune non si era ancora trovato di fronte ad un terreno tanto minato, in cui ogni scelta va soppesata più e più volte. Un'opera da 915 milioni di euro come il Metrobus è per sua natura destinata a diventare protagonista del confronto politico.
Al di là delle diverse posizioni, espresse in un dialogo-scontro serrato che ha visto da un lato l'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza e l'area pidiellina contrapporsi in particolar modo al Pd, negli schieramenti c'è consapevolezza della delicatezza delle questioni sul tavolo. Altrimenti non si spiegherebbe come mai ieri pomeriggio in maniera bipartisan è stato deciso di chiudere al pubblico la triplice commissione (Bilancio, Metrobus e Partecipate) escludendo la stampa e i cittadini dai contenuti del dibattito. Il regolamento comunale prevede che ciò si possa fare «quando vi sono prevalenti ragioni di riservatezza in relazione alla natura degli interessi in discussione». È lecito dunque dedurre che, essendo gli interessi in campo enormi, i commissari e l'assessore Di Mezza (e il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi) abbiano voluto ritagliarsi uno spazio riservato in cui «farsela fuori», come si dice in modo colloquiale, prima di affrontare l'evidenza pubblica del Consiglio comunale di venerdì. Gli argomenti erano molti e molto caldi, dato che la seduta è durata suppergiù tre ore e mezza. Dai resoconti, sempre e comunque parziali, filtrati al termine, si evince che la maggioranza ha approvato le delibere relative al piano finanziario dell'opera e allo scorporo di Brescia Mobilità. Il Pd non ha partecipato al voto, riservandosi di esaminare ulteriormente la corposa documentazione.
Che cosa stabiliscono le delibere? In estrema sintesi, che dal punto di vista economico bisognerà trovare 35 milioni di euro l'anno per finanziare l'opera. Per quanti anni? Di Mezza dice che saranno trenta, l'opposizione crede che saranno di meno. Le proiezioni sono incerte. Una sola cosa è chiara: per reperire i fondi bisognerà fare tagli e alienazioni. Nei bilanci previsionali 2012 e 2013, tanto per cominciare, si parla di pesanti sforbiciate nei settori ambiente e istruzione. Di alienazioni è ancora presto per parlare, anche se i gioielli di casa sono noti (A2A, Centrale del latte, per citarne un paio). In entrambe le partite, l'opposizione ha chiesto di essere coinvolta nelle decisioni. Buttando lì più di una volta che sarebbe il caso di rinunciare ad alcune opere «ingombranti», come il parcheggio sotto il Castello. Per quanto riguarda l'assetto societario, si stabilisce, come è noto, che Brescia Mobilità verrà scorporata in una parte patrimoniale e in una gestionale. Anche qui la partita non è definita. Cosa accadrà infatti a Sintesi, Trasporti e Omb International? Il fronte di chi chiede che il riassetto non si trasformi in un moltiplicatore di società controllate (e di consigli di amministrazione) trova sostenitori da ambo i lati. Venerdì, si diceva, il Consiglio affronterà i due piani sotto i riflettori. Con una certezza: fatto l'impianto, si dovranno chiudere le questioni più spinose. Dopo l'estate. Il terreno è minato e la fretta difficilmente dà buoni consigli.
Emanuele Galesi


Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Giornale di Brescia 28 luglio 2011

SICUREZZA IN CITTÀ. Diminuiscono gli incidenti, ma resta alta l'attenzione verso pedoni e intersezioni pericolose

Strade, ecco la mappa dei rischi

Daniele Bonetti

Lo studio dell'ufficio statistica del Comune sui dati del 2009: gli interventi sulle vie sembrano dare risultati, in diminuizione anche i morti e i feriti

Quasi mille incidenti (973), 14 morti e 1273 feriti. Sono i numeri riferiti all'incidentalità sul territorio cittadino nel 2009, ultimo anno analizzato dall'ufficio statistica del Comune.
I dati (che si riferiscono solamente ai sinistri rilevati dalle Forze dell'ordine) inducono a un cauto ottimismo se paragonati agli anni precedenti. Nel 2007 gli incidenti furono 1273, scesi a 1106 nel 2008. Nell'ultimo anno «utile» il calo è superiore al 10%. Una «progressione» analoga anche per quanto concerne i feriti: 1665 nel 2007, 1455 l'anno successivo e «solo» 1267 nel 2009 con una diminuzione leggermente superiore al fatidico 10%.
«LA DIMINUZIONE ci fa ben sperare - sottolinea l'assessore alla sicurezza Fabio Rolfi -: significa che alcuni degli interventi svolti in precedenza funzionano, specialmente quelli portati a termine in zone particolarmente a rischio. Gli incidenti sono calati in modo significativo anche per questi motivi, ma penso che il rispetto incondizionato del Codice della strada sia il sistema migliore per rendere le nostre strade ancora più sicure».
Particolare attenzione in termini di prevenzione dell'incidentalità è rivolta ai pedoni, la categoria più a rischio degli utenti stradali. Nel 2009 i pedoni investiti sono stati 111 contro i 123 del 2008 e i 115 del 2007. Considerando che nel 2003 i pedoni «colpiti» da un altro mezzo sono stati 123, è facile vedere come la diminuzione percentuale non sia particolarmente significativa in proporzione al numero complessivo degli incidenti.
«Abbiamo individuato gli incroci maggiormente a rischio - assicura Rolfi - : non solo per i pedoni, ma anche per tutti gli altri. Controllando dove avvengono gli incidenti, è decisamente più semplice intervenire e provare a diminuire il pericolo sulle strade bresciane».
LA MAPPA. Secondo i dati raccolti dai tecnici comunali, le intersezioni maggiormente a rischio sono due: quella posta tra la tangenziale Ovest e via del Serpente, e tra via Lamarmora e via San Zeno. In quegli incroci nel 2009 si sono verificati 17 incidenti, un record cittadino. Subito a ruota seguono altri due punti «delicati»: quello tra via Corsica e via Lamarmora e quello tra via San Polo e via Giorgione dove si sono verificati nel 2009 14 incidenti rilevati dalle forze dell'ordine.
Significativo anche il numero di «collisioni» (13) agli incroci tra viale Europa e via Agazzi e tra via Volturno e via Chiusure. Molto delicato, seppur con una situazione statistica in continuo miglioramento, l'incrocio tra il cavalcavia Kennedy e via XX settembre. «In quel caso - sottolineano i tecnici della Loggia - abbiamo installato una particolare segnalazione luminosa che dovrebbe facilitare parecchio la circolazione per chi viaggia verso sud».
CICLOMOTORI. Non è un intervento «mirato» alla sicurezza, ma sicuramente un aiuto per chi si sposta sui motorini. In città saranno ricavati altri 300 posti per parcheggiare il ciclomore. Non sarà un'operazione inm grado di risolvere i problemi di sosta dei «motociclisti», ma senza dubbio sarà un aiuto significativo in attesa che arrivino, per tutti, tempi decisamente migliori.


L'INTERVENTO. Da metà agosto a metà ottobre cantieri aperti per rendere più chiare le indicazioni e più sicura la circolazione sulle strade

Nuova segnaletica, sessanta giorni di lavori

Dalla Loggia 315mila euro Rolfi: «Abbiamo tenuto conto delle segnalazioni arrivate dai cittadini»

Da metà agosto e metà ottobre: due mesi per sistemare la segnaletica orizzontale, sessanta giorni per cercare di rendere più sicura la circolazione stradale sul territorio cittadino. Per questa operazione la Loggia ha stanziato 315 mila euro. «È un lavoro ordinario che possiamo però in qualche modo considerare straordinario - sottolinea l'assessore alla Mobilità e Traffico della Loggia, Fabio Rolfi - . Interventi di questo tipo vengono realizzati nel mese di agosto per evidenti ragioni di calo del traffico. Opereremo su tutto il territorio cittadino ad eccezione del comparto est i cui lavori di sistemazione della segnaletica sono terminati la scorsa primavera; non avrebbe avuto senso intervenire ancora. In questo lotto di lavori, che saranno appaltati nei prossimi giorni, abbiamo cercato di dare particolare attenzione agli attraversamenti pedonali per garantire maggiore sicurezza agli utenti deboli della strada. Proprio per questo motivo il settore Mobilità e Traffico del comune di Brescia, negli ultimi due anni, ha effettuato un lungo lavoro di raccolta e catalogazione di dati statistici per capire dove e come sarebbe stato opportuno intervenire. Nelle prossime settimane lo faremo, tenendo anche conto di quelle segnalazioni pervenuteci dai cittadini in merito a criticità specifiche».
UNA NUOVA SEGNALETICA si porta in dote anche una nuova concezione dell'arredo urbano. «Pensi si tratti di un intervento importante che riqualifica la città dal punto di vista del decoro, - dice Rolfi - : una strada curata e bene evidenziata contribuisce a dare cura all'arredo urbano, del resto la rete stradale è uno dei biglietti da visita di una città. Non bastasse, penso che la segnaletica stradale correttamente predisposta e visibile sia uno strumento importante per chi circola, specialmente se non conosce perfettamente la zona in cui si sta muovendo».
Tra qualche giorno i lavori programmati partiranno: saranno effettuati in orari notturni, proprio per non creare particolare disagio ai cittadini.D.BO.

Giornale di Brescia 28 luglio 2011

L'AFFONDO. Ecologisti democratici e Pd tornano sul piano della giunta Paroli. E sottolineano la mancanza di partecipazione nelle scelte

«Pedonalizzazioni, tutti i numeri»

Silvia Ghilardi

Vitale: «Nel 2008 in piazza Paolo VI 38 posti residenti Poi nel 2009 si è passati a 74 e più di recente a 65» De Martin: «Troppo entusiasmo per le nuove regole»

Molto rumore per nulla. Si può ricorrere a un piccolo prestito shakespeariano per sintetizzare le critiche di Ecologisti democratici e Pd al piano pedonalizzazione della giunta Paroli. Ora la palla passa ai consiglieri comunali.
IL METRO DI PARAGONE è il 2008. Dopo quella data ci sono stati «solo peggioramenti» commentano gli Ecodem. Piazza Duomo è stata alleggerita dalla mostra dei parcheggi ma questo «è soltanto un passo in avanti rispetto alla situazione dell'anno scorso ed è invece due passi indietro rispetto ai traguardi raggiunti tre anni fa» spiega Paolo Vitale, coordinatore circolo Ecodem Brescia. E dati alla mano mostra come piazza Paolo IV nel 2008 ospitasse solo 38 posti auto riservati ai residenti della piazza stessa. Già nel 2009 le cose cambiano e sulla piazza viene dato il via libera alla sosta di 74 veicoli (33 per i residenti di tutto il centro storico più 41 aperti a tutti gli automobilisti). L'elenco si ferma ai recenti cambiamenti quando l'amministrazione comunale decide per 49 posti auto per tutti i residenti del centro storico (nessun posto riservato ai resdienti della piazza) più 16 parcheggi riservati a categorie speciali tra cui 12 adiacenti al Broletto. Pd e Ecodem, pur apprezzando la «virata» sulle politiche della mobilità della maggioranza, criticano però «l'eccessivo entusiasmo con cui hanno pubblicizzato la nuova regolamentazione» commenta il segretario cittadino del Pd, Giorgio De Martin. Da 38 si è passati a 74 per poi tornare a 65. Un gioco di cifre che non piace agli ecologisti e alle tante associazioni ambientaliste del territorio. Stesse critiche arrivano anche all'indirizzo di piazza Tebaldo, piazza Vittoria e del Foro.
Ecodem e Pd tornano poi sulla petizione «Piazze storiche aperte alle persone» presentata in commissione - «e poi non accolta» - lunedì scorso. Il documento chiedeva all'amministazione che le piazze del centro storico di Brescia non fossero più adibite a parcheggio per auto. E a questo punto che i fautori delle piazze senza automobili, chiamano in causa i consiglieri. L'appello è quello di votare in consiglio comunale la petizione che i consiglieri del Pd porteranno in consiglio nelle prossime settimane. «Se i cittadini non sono riusciti a farsi ascoltare speriamo ci riescano i consiglieri comunali» continua Vitale e De Martin rincara la dose: «Se è vero che la sensibilità della maggioranza rispetto alla pedonalizzazione è cambiata, sfido uno a uno i consiglieri a votare a favore della petizione».
SOTTOLINEANO, invece, la mancanza di coinvolgimento sull'argomento della Circoscrizione Centro e delle realtà interessate (come per esempio i comercianti) Fabio Negrini del circolo Pd centro e il capogruppo Pd in Circoscrizione Centro, Giuseppe Tognazzi.
«Parlano sempre di partecipazione e poi - critica Tognazzi - quando si presenta l'occasione di avere un confronto con chi vive e opera in centro non lo fanno mai». In particolare - continua Negrini - «non siamo nemmeno d'accordo sul fatto che i veicoli debbano attraversare i portici per andare a parcheggiare in piazzetta Paganora. E' pericoloso perchè i pedoni non sono abituati a controllare il transito dei mezzi».

www.bresciamobilita.it 27 luglio 2011

In arrivo l’implementazione di BiciMia


Ai blocchi di partenza l’ampliamento del servizio di bike sharing, operativo entro il mese di Agosto, con la nuova tessera multiservizio Omnibus Card distribuita a tutti gli iscritti al servizio.

Ad oltre tre anni dall’avvio BiciMia, il servizio di bike sharing per la mobilità ecosostenibile, voluto dall’Amministrazione Comunale e particolarmente gradito dai bresciani, introduce nel corso del prossimo mese di Agosto alcune importanti novità.

Innanzitutto l’attesa, e già annunciata, implementazione delle ciclo-stazioni, che passano dalle attuali 27 a 39, con il corrispondente incremento delle singole colonnine di ciclo-posteggio, che raggiungeranno pertanto le 403 unità (a fronte delle 289 precedenti). Una cifra peraltro destinata ad un ulteriore sviluppo entro fine anno, quando – secondo i programmi dell’Amministrazione Comunale – dovrebbe essere raggiunto il traguardo di quota 470.

Numeri in crescita anche per le biciclette in circuito, con un centinaio di new entry.

Per far fronte all’attivazione delle nuove colonnine ed all’adeguamento tecnologico del sistema (con un aggiornamento hardware e software che consentirà di facilitare, fra l’altro, le operazioni di aggancio delle biciclette), il servizio verrà sospeso dall’ 1 al 15 Agosto, per poi rientrare in funzione, completo di tutti gli aggiornamenti e delle implementazioni previste, a partire dal 16 Agosto.

Apposite comunicazioni saranno affisse sulle ciclo-stazioni per informare dettagliatamente delle tempistiche.

Sono inoltre in consegna domiciliare in questi giorni, a tutti i circa 4.000 iscritti al servizio BiciMia, le nuove tessere Omnibus Card, le card multi-servizio del gruppo Brescia Mobilità che serviranno anche per la fruizione del servizio e che sostituiranno, dal 16 Agosto, le precedenti tessere in uso.

La nuova Omnibus Card di Brescia Mobilità infatti offre l’opportunità di caricare, sulla medesima tessera, più servizi gestiti dalle singole aziende del gruppo, come:

• l’abbonamento al trasporto pubblico gestito da Brescia Trasporti;

• l’abbonamento ai parcheggi gestiti da Sintesi;

• l’utilizzo del sistema Bicimia;

• un credito ricaricabile per il pagamento della sosta oraria al parcometro.

Per far fronte alle accresciute esigenze gestionali, Sintesi Spa, che cura per conto del Gruppo Brescia Mobilità l’esercizio operativo del servizio, si è inoltre dotata di un secondo specifico mezzo di servizio per la movimentazione delle biciclette – appositamente studiato ed attrezzato allo scopo – in modo da poter efficacemente controllare lo stato di occupazione delle ciclo-stazioni ed effettuare, in tempi brevi, gli spostamenti delle bici necessari a mantenere un giusto equilibrio fra colonnine libere e mezzi disponibili al noleggio.

Come cambierà Bicimia?

Il numero delle “ciclo stazioni” esistenti salirà da 27 a 39 portando a 403 il numero delle singole colonnine di posteggio rispetto alle attuali 289 (ma un ulteriore ampliamento è previsto entro fine anno, portando quindi le ciclostazioni a 45 per 469 colonnine complessive). Saranno aggiunte nel circuito 100 nuove biciclette, vi sarà un radicale aggiornamento tecnologico del sistema che faciliterà, fra l’altro, le operazioni di aggancio delle biciclette e, non da ultimo, la tessera Bicimia sarà sostituita con la nuova Omnibus Card in consegna agli iscritti al servizio.

Cos’è la Omnibus Card?

E’ la nuova tessera multi-servizio del gruppo Brescia Mobilità, che offre l’opportunità di caricare più servizi gestiti dalle singole aziende:

  • abbonamento al trasporto pubblico gestito da Brescia Trasporti;
  • abbonamento ai parcheggi gestiti da Sintesi;
  • utilizzo del sistema BiciMia;
  • credito ricaricabile per il pagamento della sosta a parcometro.

Quando si potrà utilizzare la nuova Omnibus Card?

L’attuale tessera di Bicimia rimarrà valida fino al . Successivamente, dopo pochi giorni di stop del servizio necessari allo svolgimento dei lavori (dal 1 al 15 Agosto), il sistema inizierà a funzionare solo con la nuova tessera Omnibus. Apposite comunicazioni verranno affisse sulle ciclo stazioni per informare nel dettaglio tali tempistiche.

La nuova Omnibus Card acquisirà tutte le funzionalità ed il credito Bicimia del cliente.

La vecchia tessera di BiciMia rimarrà comunque attiva per l’utilizzo sui parcometri fino ad esaurimento dell’eventuale credito di sosta a parcometro caricato.

Come si utilizzerà la nuova Omnibus Card in Bicimia?

L’utilizzo della nuova Omnibus Card è del tutto simile a quello della vecchia tessera per quanto riguarda il prelievo delle biciclette, mentre per quanto riguarda il deposito delle stesse il sistema risulterà semplificato (sarà sufficiente agganciare la bicicletta alla postazione e la transazione verrà automaticamente terminata – vedi istruzioni sul retro).





Giornale di Brescia 29 luglio 2011

Sale la febbre da pedalata

In città è boom per Bicimia


Nel primo scorcio d’estate utenti quasi raddoppiati
rispetto al 2010. In arrivo dodici nuove postazioni

Estate, tempo di pedalate. Cosa c'è di meglio, infatti, di inforcare la bicicletta per muoversi in città? C'è chi usa la propria, ma sono sempre più i bresciani che scelgono di utilizzare i mezzi messi a disposizione dal servizio «Bicimia». Il dato relativo a maggio parla di 22.683 prelievi, quasi il doppio dei 12.942 registrati nel giugno 2010. Il dato sorprendente è che un così alto numero di utilizzi è suddiviso in 1.973 utenti.
Chi ha scelto «Bicimia», insomma, ci ha preso gusto tanto da prendere a nolo le due ruote pubbliche più volte nell'arco della settimana. Gli abbonati al servizio hanno toccato quota 4.648, con 265 nuovi clienti che si sono aggiunti nel solo mese di maggio. Confrontando gli utenti con gli abbonati, emerge chiaramente come ci sia uno zoccolo duro di aficionados affiancato da una maggioranza di persone che si è portata avanti facendo l'abbonamento, ma che non necessariamente lo sfrutta nell'arco del mese.
«Bicimia» riscuote sempre maggior successo tra i bresciani. Non per nulla la nostra è la città col maggior numero di abbonati in rapporto alla popolazione. Sugli utilizzi influisce la bella stagione, in gennaio sono stati appena 8.848, ma anche l'estensione del servizio, divenuto via via più capillare. Le postazioni predilette, comunque, restano quelle in Stazione, piazza Rovetta, via San Faustino e corso Zanardelli.
Ora il servizio si allarga. Verranno aggiunte in agosto 12 nuove postazioni in giro per la città. La prima fase di sviluppo ha riguardato il centro cittadino e le zone limitrofe, mentre da adesso l'idea è di estendere le biciclette a noleggio anche alle aree periferiche della città. I nuovi punti d'appoggio saranno in via Chiusure, via Veneto, via Ambaraga, viale Piave, viale Bornata, via Lamarmora, via Cremona, via San Polo, viale Duca degli Abruzzi, piazzale Golgi, cavalcavia Kennedy (zona parcheggio), via Milano. La rete viene estesa geograficamente e nei numeri: dalle 289 colonnine attuali si passerà a 403 posteggi, con l'aggiunta di 100 nuovi mezzi.
Da agosto, tra l'altro, «Bicimia» sarà utilizzabile soltanto con la nuova tessera Omnibus Card di Brescia Mobilità, la stessa che si può usare per l'autobus, per i parcheggi Sintesi in struttura e per i parcometri in strada. Per adeguare le colonnine alla nuova tessera e per consentire la riorganizzazione del servizio, dall'1 al 15 agosto le pedalate sulle due ruote di «Bicimia» saranno sospese, per riprendere regolarmente a partire dal 16 dello stesso mese.
Inoltre, il vicesindaco Fabio Rolfi, e assessore alla Mobilità, ha in mente altre sei postazioni da aggiungere nel corso dell'anno prossimo (una di esse sarà in Borgo Trento) e confida nella disponibilità di fondi governativi per posizionarne ulteriori sei entro la scadenza del mandato.
Dove circoleranno tutte queste bici? Con l'ultima variazione di Bilancio fatta in Loggia sono stati appostati due milioni di euro per rinnovare le piste ciclabili sulle direttrici Sant'Eufemia-piazzale Arnaldo; piazzale Arnaldo-San Polo; Casazza-Stazione. Si tratta dell'inizio del piano ciclopedonale annunciato da Rolfi nei mesi scorsi e destinato a svilupparsi nel corso dei prossimi anni. egg

Bici al palo, l'ordinanza si fa «soft»

Resta valida, ma non è applicata in maniera rigida. In città 15 rastrelliere in più

A poco più di un mese di distanza dal bike-mob in piazza Loggia, sembra essersi affievolito il ricordo della cosiddetta ordinanza «bici al palo», quella cioè che impediva di posteggiare le due ruote fuori dagli spazi appositi in via X Giornate e nelle vie attorno alla Stazione. Eppure resta valida, anche se la sua applicazione viene effettuata in maniera soft. Sul piazzale della Stazione, ad esempio, non si vedono i famosi avvisi di rimozione che dovrebbero colpire le due ruote fuori posto ventiquattr'ore prima di essere portate via dalla Polizia municipale. In compenso, non si trovano nemmeno le biciclette abbracciate ai pali del piazzale, segno che l'ordinanza ha fatto effetto. I posteggiatori irregolari continuano la loro opera in angoli più discreti o in via Sostegno, ma sono meno di un tempo.

Per disincentivare il parcheggio selvaggio, in città sono arrivate sei nuove rastrelliere nelle scorse settimane, alle quali andranno ad aggiungersene ulteriori quindici fresche di consegna nei magazzini comunali. Andranno in piazza Paolo VI, in via Bevilacqua, in corso Mameli e corso Palestro, in via Porcellaga e in piazza Vittoria. Questi i punti già individuati, mentre si stanno valutando le altre destinazioni (si parla di largo Formentone, corso Garibaldi, zona Cavallerizza, piazzetta Vescovado). In tema di due ruote, l'assessorato alla Mobilità sta anche provvedendo a disegnare 180 nuovi parcheggi per i motorini.

tplbrescia.it 24 luglio 2011

La preannunciata campagna di comunicazione per far conoscere la metropolitana alla città ritengo sia partita piuttosto male, mi riferisco al manifesto che è apparso a Brescia un paio di settimane fa. Con il legittimo intento di attaccare l'avversario politico si rischia di gettare fango sull'opera che proprio per il fatto che rappresenta un problema economico e finanziario ha un estremo bisogno di soluzioni condivise da ricercare attraverso la collaborazione di tutti. Con la schermaglia politica intrapresa attraverso i manifesti, quale messaggio viene lanciato alla città? Direi :"la nuova metropolitana  rappresenta un enorme grattacapo ereditato dalla precedente amministrazione e basta". Personalmente avrei preferito che passasse il concetto che la città è di fronte ad un importante sforzo economico dovuto eventualmente anche ad errori di valutazione del passato, il tutto comunque finalizzato  al completamento e all'utilizzo di un sistema di trasporto pubblico moderno efficace e all'avanguardia che migliorerà la qualità della vita.


Riporto qui di seguito un intervento di Laura Castelletti del 22 luglio 2011 tratto dal suo blog "Resa dei conti ?" del quale condivido molti dei passaggi.

Ieri l’assessore Di Mezza, a proposito delle ultime vicende riguardanti la metropolitana, ha dichiarato:

“I conti li spiegherà domani (venerdì) il sindaco. Io dico soltanto che auspico che nell’occasione ci sia una presa di responsabilità da parte dell’opposizione, partendo dal presupposto che le cifre in questione sono quelle che presenteremo e che ora dobbiamo trovare il modo di recuperarle. Con la disponibilità“, aggiunge, “a condividere con l’opposizione il metodo, ma anche il merito, delle possibili soluzioni”.

Un atteggiamento corretto e certamente contro tendenza rispetto ai manifesti che in questi giorni tappezzano la città e che andavano indiscutibilmente evitati. Ogni esasperazione produce esasperazione ed è noto che le esasperazioni non giovano alla soluzione dei problemi, qualora realmente si abbia l’intenzione di risolverli.
La guerra dei manifesti potrebbe andare avanti all’infinito.
L’opposizione potrebbe stampare manifesti scrivendo che in 3 anni, nonostante il centrodestra/Lega governi in tutte le isitituzioni ed abbia un “potere assoluto”, l’amministrazione bresciana non ha portato a casa un (dico 1) solo finanziamento in più rispetto a quelli già acquisiti. Potrebbe stamparne altri dicendo che i bresciani hanno già iniziato a pagare il conto di un federalismo fasullo che ha illuso tanti e che produce solo nuove tasse. Oppure dicendo che la manovra di Tremonti e del Governo colpisce di più i meno abbienti perchè i grandi ricchi non sono quasi stati sfiorati, gli evasori non toccati mentre le persone “normali” dovranno barcamenarsi pure con le
nuove tariffe dei ticket sanitari. Oppure dei semplici manifesti con la scritta ” – 3200 euro”, cifra che corrisponde a quanto meno in tasca si troveranno le famiglie bresciane per l’effetto combinato delle misure della manovra e dei rincari di prezzi e tariffe.
Si potrebbe pensare anche a un manifesto dedicato alla maxiverifica di maggioranza tenuta solo un mese fa all’AC Hotel che acriticamente ha continuato ad aggiungere progetti su progetti all’onirico elenco delle cose da fare (cubo bianco, sede unica del Comune, parco dello sport, palazzetto Eib, parcheggio sotto il Castello…) incurante dei campanelli d’allarme sulle ristrettezze economiche incalzanti (faremo, faremo, faremo…).
L’ultimo impatto, quello durissimo dello scorso lunedì, con le cifre dalle quali non si può continuare a sfuggire, costringe la maggioranza a dover aprire una necessaria riflessione e chiedere un confronto con l’intero Consiglio Comunale.
Accolgo favorevolmente l’invito dell’assessore Di Mezza, che mi auguro parli a nome dell’intera maggioranza, dicendo la nostra disponibilità al confronto. Lo siamo perchè convinti che sia per il bene della città e che il suo sia il giusto approccio politico al tema. Lo siamo anche perchè questa scelta peserà fortemente su chi dal 2013 governerà la Loggia e per la quale ci sentiamo chiamati in causa naturalmente.
Il percorso politico e amministrativo delle Grandi Opere a Brescia ha sempre visto, in passato, percorsi condivisi ed è sempre stato uno stile di lavoro per il bene della città. Con le giunte di centrosinistra e con ASM unitaria (unitaria perchè nel consiglio erano rappresentato l’intero arco costituzionale) le opere venivano metabolizzate e gestite dalla coralità del Consiglio Comunale (teleriscaldamento, 1° studio sul metro nel 1986, termovalorizzatore…). Questa è stata la cultura e lo stile politico che ha pervaso l’amministrazione in passato (S.Giulia patrimonio dell’Umanità ne è esempio contemporaneo) e che ha dato vita a un metodo che ha fatto scuola in tutta Italia. La sommatoria di questi eventi ha fatto si che Brescia sia stata riconosciuta come ben amministrata da una classe dirigente di qualità, matura e responsabile.
Per quanto mi riguarda ritengo di aver già manifestato la responsabilità necessaria durante il Consiglio Comunale nel quale si è discusso dell’addizionale IRPEF, dando la disponibilità a ragionare sul provvedimento se centrodestra/lega avessero accolto la richiesta di no tax area per le fasce deboli e una “rivisitazione” delle opere prioritarie. Per problemi contingenti (tempi necessari per il confronto troppo ristretti) non se ne è fatto nulla; ho registrato però la disponibilità formale a riconsiderare le mie richieste per il prossimo anno. Ci conto.
Ora c’è da comprendere quale sarà la proposta della Giunta e quali responsabilità ci verrà chiesto di condividere. Ogni sforzo da parte nostra potrà arrivare quando e se il Sindaco e la sua maggioranza si decideranno ad avere un diverso approccio rispetto al prossimo bilancio da stendere.
Si possono chiedere sacrifici ai bresciani e una condivisione di responsabilità all’opposizione solo dimostrando di essere rappresentanti delle istituzioni e non solo iscritti al partito.
Nessuna agenda è intoccabile. Se non c’è disponibilità economica, così come accade in ogni famiglia responsabile, è necessario ridefinire le priorità, rimandare qualche scelta, e concentrarsi sulle emergenze e sui concittadini in difficoltà.
Alcune opere possono (devono!) essere rimandate a favore della manutenzione cittadina, non più procrastinabile. Le grandi mostre, di grande significato nei periodi di “vacche grasse”, vanno ridimensionate e le risorse di questo comparto dirottate verso un welfare municipale che dia fiato alle famiglie in difficoltà e favorisca l’emancipazione dei ragazzi dai nuclei familiari.
Tagli e capacità di investire le risorse dove c’è più bisogno restano la strada maestra. Nella quotidianità suggerirei anche di evitare la stampa del “fondamentale” diario delle tradizioni padane generosamente regalato alle scuole elementari; ai nostri studenti preferirei fornire la carta delle fotocopie e la carta igienica che oggi si devono portare da casa.


Giornale di Brescia 21 luglio 2011

Metrobus, l’ombra dei conti sul vertice bipartisan

L’unica strada percorribile è recuperare un «tesoretto» di 160 milioni di euro. Entro settembre


Il conto che il sindaco presenterà domani alla Conferenza capigruppo «allargata» non lascia spazio a libere interpretazioni: con il nuovo mutuo che Brescia Mobilità dovrebbe accendere (circa 160 milioni di euro), a mancare all'appello sarà una cifra che oscilla tra i 20 e i 30 milioni di euro l'anno. Per quarant'anni. Questa la cifra - che deriva dalle proiezioni dell'azienda sull'ammortamento del debito - che ha fatto riaprire e insieme bloccare alla Loggia il capitolo Metrobus.
Riaprire perché «i conti non tornano» e bloccare perché la scissione di Brescia Mobilità in società patrimoniale e di gestione è congelata.
Di qui la scelta del sindaco Paroli e dell'assessore titolare del Bilancio, Fausto Di Mezza, di convocare un vertice bipartisan per le 12 di domani. Un vertice dal cuore politico, dal quale la maggioranza spera di uscire con l'appoggio della stessa opposizione in Loggia che, al governo della città nel 2004, ha steso il primo piano economico finanziario del metrò. Un piano che «pur mantenendo il costo del biglietto a 1,90 euro non garantiva la sostenibilità economica dell'opera».
E allora le alternative sul tavolo sono tre. Mettere in campo una politica di dismissioni, sapendo però che l'unica alienazione che davvero riuscirebbe a sostenere il peso di una cifra tanto alta resta la vendita di A2A. Operare una politica di tagli, che andrebbero quasi ad azzerare il raggio d'azione della spesa corrente e - quindi - i servizi. O, infine, non accendere il nuovo mutuo. Recuperare cioè quel «tesoretto» di 160 milioni di euro che consentirebbe, da un lato, di fare fronte ai 99,7 milioni di euro di riserve; dall'altro, di tenere in cassa i fondi necessari per le opere complementari e la gestione. In questo modo non ci sarebbe il problema di quei circa 25 milioni di euro l'anno (la cifra, come scritto sopra, oscilla tra i 20 e i 30 milioni) derivati dal costo di ammortamento del mutuo. Impresa, questa, non semplice. A meno che non si riescano ad incassare gli 80 milioni dal Cipe e a vendere, contestualmente, parte del patrimonio comune. nuri


Giornale di Brescia 23 luglio 2011

Il piano finanziario rimandato a settembre

Fumata grigia dall’incontro bipartisan
Lunedì la delibera sullo scorporo di Bs Mobilità

L'unico punto fermo è che, per il momento, non ci sono punti fermi. A fronte cioè di cifre e conti «ancora da passare in rassegna in modo puntuale», si procede con lo scorporo di Brescia Mobilità in società di gestione e società patrimoniale, ma del nuovo piano economico finanziario della metropolitana se ne riparlerà a settembre. L'attesa «resa dei conti» tra maggioranza e opposizione sul nodo Metrobus è finita insomma con un arrivederci e grazie. E quello che doveva essere il vertice bipartisan del faccia a faccia ha lasciato irrisolta la vera questione politica: cosa tagliare, dove risparmiare (le grandi opere restano tutte intoccabili o qualcuna verrà congelata?) e cosa invece vendere per recuperare quei 35,2 milioni di euro che rischiano di fare barcollare il bilancio. Tanto che, lunedì, il Consiglio comunale si troverà a votare una sorta di delibera «tampone». La stessa che, da un lato, consentirà di mantenere gli accordi presi sulla partita riserve (entro novembre la Loggia dovrà versare all'Ati 62 dei 99,7 milioni di euro pattuiti), ma che dall'altro ometterà di indicare da quali «alienazioni» questi soldi saranno recuperati.
Ora la maggioranza si trova insomma davanti a un bivio: scegliere un percorso bipartisan, sapendo però che le opposizioni chiedono di riaprire la discussione su alcune opere (dal parcheggio sotto il Castello a Omb, dalla Sede unica alla Tintoretto). Oppure continuare a lavorare sola, forte dei numeri in Consiglio comunale.
Un bivio che sembra far discutere sempre più la compagine Pdl-Lega-Udc. Tra chi sostiene che «la città non può rimanere bloccata per quarant'anni per colpa del Metrobus» e chi, al contrario, crede in «un rinvio delle opere doveroso per non tagliare i servizi ai cittadini».
Nuri Fatolahzadeh


I NUMERI
Quei 4,2 milioni di euro l'anno in più
che Brescia Mobilità «deve verificare»
Nella geografia dei numeri sul tavolo, qualcosa non torna neppure alla maggioranza. Secondo le proiezioni aggiornate presentate ieri al vertice bipartisan a mancare all'appello sono 35,2 milioni di euro l'anno per 40 anni. Come si ricava questo dato? A fronte del nuovo mutuo da 160 milioni di euro che Brescia Mobilità andrà ad accendere, 14 milioni è il costo di ammortamento e 17 milioni sono gli oneri finanziari. A questi la controllata aggiunge un altro conto: 4,2 milioni di euro di costi di gestione in più rispetto alle proiezioni sul Tpl presentate qualche settimana fa. Un «aumento» ancora da chiarire.


Pd: aspettiamo risposte chiare
Lega: Corsini ha sbagliato
«Un vertice utile ma per nulla esaustivo». Questo il commento del capogruppo del Pd in Loggia, Emilio Del Bono, alla fine del vertice fiume che ha snocciolato nuovamente le cifre legate alla sfida metropolitana. «Ora stiamo aspettando che la maggioranza ci dica se vuole intraprendere un cammino comune oppure no. Il che significa stabilire insieme le politiche di risparmi e tagli da mettere in campo. Perché a questa domanda non è seguita alcuna risposta». O, meglio, la risposta da parte della compagine al governo della città arriverà, ma solo dopo un confronto interno che vedrà la Giunta in primis e tutti i consiglieri di maggioranza poi sedersi attorno a un tavolo.
E se Pdl e Udc si sono trincerati dietro un generico «il dialogo è avviato e i dati sono chiari», è stato il Carroccio a rompere il silenzio post riunione. «Oggi abbiamo presentato i conti del metrò alle opposizioni, che finalmente hanno capito che la matematica non è un'opinione - ha spiegato il capogruppo in Consiglio comunale, Nicola Gallizioli -. Purtroppo per i bresciani e per il Partito democratico si è dovuto prendere atto che l'ex sindaco Paolo Corsini non è un matematico, ma solo un filosofo». Come a ribadire che il piano finanziario del 2004 «non reggeva e non regge». n.f.

Giornale di Brescia 23 luglio 2011

IL PIANO DI PEDONALIZZAZIONE

Via le auto, cambia la passeggiata in città

È entrata in vigore ieri mattina l’ordinanza sul lato sud di piazza Paolo VI e in corso Mameli
Soddisfazione tra residenti, ciclisti e avventori nei locali. Il Pd: «Era la nostra proposta (bocciata)»

Passeggiate lunghe, sicuramente più spensierate, senza la preoccupazione di trovarsi incastrati tra i cofani bollenti delle decine di auto in sosta.
Piazza Paolo VI sembra avere un volto nuovo. E non solo per i turisti, che ne approfittato per qualche scatto ricordo e una sosta ristoratrice al plateatico di qualche bar, ma anche per gli stessi bresciani. Si è svegliata così ieri mattina, nella sua fresca veste a misura di pedone, la piazza cittadina, da ieri, come corso Mameli, chiusa al traffico della Ztl. Ha così preso il via il primo step del piano di pedonalizzazione previsto dalla Loggia, riguardante i riquadri adiacenti gli ingressi di Duomo nuovo e Duomo vecchio, dove oltre al transito ai non autorizzati, è stata vietata del tutto la sosta.
Stesso trattamento anche per la mobilità di corso Mameli, dove già nei giorni scorsi sono partite le prime limitazioni sperimentali.
«Sicuramente la situazione è migliorata - spiega Sergio, accomodato per un aperitivo al tavolino di un bar della piazza - l'eliminazione del traffico intorno al quadrante ha resto tutto molto più rilassante». Più scettico l'amico Michele: «O è bianco o è nero, o la chiusura è totale o non serve a niente». Compiaciuti anche gli utenti delle due ruote: «La piazza non ne poteva più delle automobili - spiega Lina, ciclista convinta - tutti vogliono parcheggiare sotto casa o sotto l'ufficio, nessuno ci rinuncia. E usare la bicicletta no?». Posizioni condivise anche da residenti: «Abbiamo detto stop al parcheggio selvaggio - si compiace Luca - adesso l'obiettivo è quello di rivitalizzare».
«Ho vissuto qui fino all'anno scorso, quando le condizioni della piazza erano quasi vergognose - commenta Carol - ora finalmente questo magnifico scorcio della città può finalmente respirare».
E se anche il circolo cittadino Pd non ha mancato d'esprimere consensi per la pedonalizzazione, «c'è da ricordare che l'ordinanza di oggi segna un mutamento delle politiche della Giunta, dopo anni di apertura indiscriminata del centro - si legge in una nota emanata nel pomeriggio di ieri e firmata da Giuseppe Tognazzi, capogruppo del Pd in circoscrizione centro, e Fabio Negrini, coordinatore del circolo -. Non molto tempo fa avevamo chiesto in circoscrizione di limitare gli accessi nella piazza ai soli residenti, ma la maggioranza di centro destra aveva votato contro».a. carb.


La Lega Nord: «È una svolta epocale»

Soddisfatti i consiglieri del Carroccio. Gallizioli: «La città ai bresciani»

«Una svolta epocale, concretizzata in soli sei mesi, che ci ha permesso di riconsegnare la città ai bresciani, residenti e commercianti, in tutta la sua bellezza». Pieno consenso da parte del gruppo consigliare della Lega Nord al progetto di pedonalizzazione avviato ieri dalla Loggia con il primo step in piazza Paolo VI e corso Mameli. «Dopo il disastro delle Ztl 0-24 da ogni accesso voluto dalla sinistra che ha fatto morire il centro storico, ci voleva un cambio decisivo di rotta -commenta Nicola Gallizioli, capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale -. Sappiamo che, come tutti i grandi cambiamenti per essere capito e apprezzato deve essere somministrato per gradi». Una dimostrazione «della possibilità di conciliare l'accessibilità alla pedonalizzazione». Dopo la chiusura alle auto di piazza Mercato, del cortile del Broletto e piazzetta Bella Italia, «le disposizioni che regolano ora questi due nuovi punti hanno riscontrato parere positivo anche da parte dei commercianti che potranno sfruttare al meglio anche gli spazi esterni - aggiunge il consigliere Alessandro Bizzaro (Ln) - si tratta di un momento importante per la città che deve fin da subito raccogliere la sfida del rilancio». Anche per il gruppo dei leghisti l'orizzonte da raggiungere è quello dell'efficienza di stampo nord europeo: «Brescia è pronta a cambiare totalmente volto - conclude Elena Bonometti (Ln), consigliere in Loggia - riscoprendosi polo turistico e culturale di spessore con un centro storico che sia fruibile, ma allo stesso tempo pedonalizzato».


Bresciaoggi 22 luglio 2011

L'ORA X. Scattano oggi in corso Mameli, tra proclami e grandi attese, le nuove norme dell'assessorato alla Mobilità per «restituire» il centro storico ai cittadini

Pedonalizzazione, un week end di novità

Giovanni Armanini

Parcheggi gratis a Fossa Bagni e in piazza Vittoria e nuove regole di accesso alle zone centralissime: per i bresciani il primo test nella città del futuro

Parola chiave «pedonalizzazione» del centro storico. Ma in gioco c'è molto di più. L'obiettivo è definito, quantomeno nelle intenzioni e nelle prospettive auspicate da tutti i gruppi politici in Loggia, ma non mancano le voci critiche. Ma sul piano strategico la maggioranza e i suoi oppositori (i partiti del centrosinistra, ma anche le associazioni civiche ed ecologiste) per ora parlano due lingue diverse.
DA OGGI intanto i provvedimenti della Giunta comunale sulla nuova mobilità cittadina (in particolare focalizzata sul centro storico) inizieranno a fare il loro corso.
Si tratta del primo di due passaggi chiave previsti dall'attuale amministrazione. Interessate (come si può vedere dalla cartina a fianco) saranno le aree di corso Mameli e metà Piazza Paolo VI, da gennaio 2012 (previsti nuovi posti nel parcheggio di piazza Vittoria) si chiuderà il cerchio con l'altra metà di piazza del Duomo.
Che succede nel frattempo? Il passaggio immediato più importante è il parcheggio gratuito a partire da oggi fino a domenica dalle 19 alle 2 del mattino: un provvedimento che riguarda i parcheggi di Fossa Bagni e Piazza Vittoria. A tutto va aggiunta ovviamente la dotazione già esistente che conta: 26 postazioni bicimia, 2 del Carsharing (le altre due in zona Brescia 2 e Ospedale), 14 parcheggi a ridosso del ring (più due in zona Borgo Trento) e 13 varchi Ztl funzionali per regolare i flussi.
I CRITICI sostengono che in realtà nel piano manchi un vero incentivo all'utilizzo dei mezzi alternativi. Ma più che al centro storico in sè (piazza Paolo VI in primis), per capire l'operazione di pedonalizzazione che l'attuale maggioranza in Loggia sta promuovendo, bisogna spostare l'occhio attorno alle zone interessate. La disputa politica è nota: la piazza del Duomo era già stata chiusa alle auto dalla giunta Corsini e successivamente riaperta dagli attuali amministrazioni. Ora una inversione di tendenza. Il risultato è il medesimo: piazza senza auto, tuttavia la Giunta di centrodestra invita a valutarlo alla luce di un diverso regolamento del traffico attorno alla piazza. Nessun cambiamento per i nuclei familiari residenti in zona a traffico limitato, ring e controring che continueranno a fruire del pass con sosta gratuita mentre per gli altri ci sarà la omnibus card che (BiciMia, parcheggi e bus con un'unica tessera).
LA LOGICA ATTUALE prevede la possibilità di potersi avvicinare il più possibile al centro con le automobili per poi muoversi a piedi. Non affronta - per ora - il problema della mobilità cittadina nella sua interezza, ma si limita a riscrivere le regole per il centro storico. È proprio in quest'ottica che i vecchi provvedimenti sono stati bollati dall'opposizione come «mummificazione» del centro, e non è un caso che sull'operazione riponga grandi speranze proprio l'assessore alle attività commerciali. L'impressione a sentire le analisi critiche, è che le formule siano diverse nella sostanza: il piano che parte oggi punta ad una mobilità cittadina ancora fortemente automobilistica all'interno della quale salvaguardare il centro, gli oppositori preferirebbero una soluzione più radicale e sostenibile da nord a sud della città. Una diversa impostazione che si spiega soprattutto con la recente polemica che vede una forte opposizione alla realizzazione del parcheggio sotto il Castello, opera che è ormai il simbolo di due diversi modi di parlare di pedonalizzazioni e mobilità alternativa all'auto.

IL PIANO. Accessibilità alle auto ridotta del 50%, l'altra metà nel 2012

Piazza Paolo VI senza auto
ecco la «fase 1» nella zona Sud

Aperitivo senza tubi di scappamento, passeggiata senza slalom tra le automobili.
Da oggi inizia il ritorno al futuro di piazza Paolo VI che entro il 2012 (quando anche Piazza Loggia sarà interamente pedonalizzata) tornerà alla totale chiusura alle automobili. Formalmente un salto indietro di 4 anni, ma inserito in un quadro viabilistico e di servizio circostante (Ztl e parcheggi, in particolare) riveduto e corretto. Per l'assessorato alla mobilità in maniera rivoluzionaria e mai vista prima in centro storico, per l'opposizione solo grazie ad un chiaro dietrofront rispetto al passato. Interpretazioni. Sarà sufficiente per vedere un centro più vivo e frequentato? Ai bresciani l'ardua sentenza, che per ovvie ragioni non si potrà esprimere che tra qualche mese.
INTANTO la maggioranza ha già evidenziato come nella partita pedonalizzazione siano stati inseriti anche provvedimenti che permetteranno alle famiglie di risparmiare. Ed anche per i commercianti è in arrivo un incentivo visto che l'amministrazione ha previsto agevolazioni fino al 50 % per l'occupazione del suolo pubblico per il periodo dal 22 luglio 2011 fino al 31 dicembre 2013. In piazza Paolo VI era già in vigore una agevolazione del 20%, quindi il 50% sarà applicato all'eventuale estensione dell'area da parte degli esercizi commerciali.

Giornale di Brescia 22 luglio 2011

Trasporti, aumenti in vista in Provincia

Tagli regionali: da settembre biglietti più cari del 5% o del 10% sulle linee pubbliche
Il Broletto vuole limitare l’impatto sui viaggiatori trovando accordi con le aziende

A marzo era riuscita ad evitare i primi rincari decisi in Regione andando a scavare nelle pieghe di un bilancio non proprio florido. Ora, però, la Provincia si trova costretta a dare seguito all'aumento dei biglietti sulle linee bresciane. Il dilemma: crescere del 10%, come stabilito dal Pirellone, o limitare il prelievo sui viaggiatori al 5%? L'assessore ai Trasporti, Corrado Ghirardelli, ha spiegato ieri in commissione che la Giunta opta per la seconda scelta o, quantomeno, per una soluzione che limiti al massimo l'entità del sovraccosto per i passeggeri. In sostanza, per non surriscaldare in maniera eccessiva i biglietti si andrebbe a chiedere alle aziende di trasporti di mettere una mano sul cuore e l'altra sul portafoglio perché provvedano loro a sopperire in parte ai minori contributi erogati dalla Regione. Come? Si chiamano «efficientamenti» in linguaggio tecnico, sono sostanzialmente risparmi. Le aziende dovrebbero cercare di tirare la cinghia, mantenendo però le stesse corse e i medesimi percorsi. Un compito non facile, visti i continui rincari del gasolio.
Dalla ricostruzione fatta da Ghirardelli, tutto è nato dai tagli decisi dalla Regione Lombardia. La Provincia avrebbe dovuto aumentare i biglietti del 10% in una prima fase, salendo di un ulteriore 10% nella seconda. Per la prima parte il Broletto aveva messo 1,5 milioni di euro di tasca sua, per questo nuovo scaglione, però, soldi non sembrano esserci. Anche perché la Provincia deve già fare i conti con 3 milioni di euro che mancano all'appello sul Tpl per precedenti risparmi operati a Milano. Per l'assessore ai Trasporti «un ulteriore esborso sarebbe impossibile, oltre che illogico». L'unica via plausibile sembra essere un mix tra i rincari per i passeggeri e i sacrifici chiesti alle aziende.
Si profila un nuovo ed ulteriore dazio per chi viaggia su pullman e treni. Che si va ad aggiungere ai rincari del 9% che scatteranno dal mese prossimo sulle ferrovie lombarde e, per esempio, all'aumento del 20% introdotto dal Comune di Brescia sulle linee cittadine ed extraurbane di Brescia Trasporti. Tutti provvedimenti che, è stato sottolineato più volte in commissione Settima, vanno ad incidere sulle famiglie, studenti in primis, e sui lavoratori. A questo proposito, l'assessore Ghirardelli ha ricordato che l'introduzione del titolo unico di viaggio in Lombardia è pensata proprio per andare incontro alle fasce più deboli. L'iniziativa, introdotta alla fine dello scorso anno, è denominata «Io viaggio», seguita dalle appendici «ovunque in Lombardia», «in famiglia» e «TrenoCittà». Si tratta di formule per biglietti singoli o abbonamenti che consentono risparmi. Il loro utilizzo, però, sembra avere bisogno di ulteriori incentivi, anche solo a livello di comunicazione.
Tornando ai rincari provinciali, il Broletto dovrebbe introdurli per settembre. Diego Invernici, capogruppo del Pdl, ha chiesto che si cercasse il più possibile di integrare i tagli regionali con risorse della Provincia, in modo da mantenere i biglietti così come sono. L'appello sembra destinato a cadere nel vuoto. Pierluigi Mottinelli, del Pd, ha invece gettato ombre sul prossimo bilancio dell'ente, già in sofferenza, considerata la nuova manovra del Governo. Un capitolo che per ora viene rinviato, ma che non tarderà a portare nuovo dibattito in Broletto.
Emanuele Galesi

Immagine tratta dall'album fotografico di tplitalia.it



Tpl, sul tavolo il ridisegno dell'assetto nel Bresciano
Il fronte dei rincari non è l'unico argomento ad interessare la Provincia in questo periodo. L'assessorato è anche al lavoro per ridisegnare il quadro del trasporto pubblico locale. In primis, bisogna ricalibrare i rapporti con le aziende. A dicembre scadranno i contratti di servizio, l'idea che circola è di prorogarli di un altro anno e mezzo mentre si crea un ambito unico di gestione del Tpl nel Bresciano. Da un lato bisogna allineare il servizio in Valcamonica al resto della provincia. In quella zona, infatti, le aziende di trasporto lavorano attraverso una concessione, mentre l'intenzione di Ghirardelli è di procedere ad assegnare i servizi tramite gara. Come avviene nel resto della provincia. Questo anche per migliorare la qualità e l'efficienza del trasporto.
Più complicato è invece l'altro obiettivo, vale a dire creare un unico soggetto gestore per tutta la provincia che tenga le redine degli appalti. Il Broletto sta dialogando con la Loggia per provare a definire un nuovo modello che non veda più Brescia e la cintura extraurbana su un piano diverso rispetto al resto del territorio. È la Regione a spingere perché gli ambiti omogenei trovino un'unica guida. Per risparmiare e spendere meglio le risorse attraverso un'economia di scala e per ottimizzare i servizi. Comune e Provincia continuano il confronto, mentre si avvicina la partenza del Metrobus e con essa la necessità di trovare politiche che lo facciano funzionare rendendolo appetibile soprattutto per chi viene da fuori.
Infine, c'è l'impegno sulla Piccola Velocità. In commissione, l'assessore Ghirardelli si è detto fiducioso del fatto che gli accordi tra le parti vadano a buon fine e che vengano rispettati i tempi previsti dai piani di finanziamento. Il tempo, però, stringe.

Bresciaoggi 22 luglio 2011

AUMENTI. Il Pirellone decise mesi fa un aumento del 20 per cento, la prima tranche è stata assorbita, arriva la seconda

Trasporti, arriva la stangata
la Provincia corre ai ripari

Lisa Cesco

Verranno tagliate alcune corse e ci sarà un aumento ancora da definire. E a settembre adeguamento Istat e contratti

La seconda «stangata» sui trasporti pubblici locali deliberata dalla Regione scatterà con l'inizio di agosto, e in Broletto si stanno studiando delle contromisure per limitare i danni. Lo ha riferito l'assessore al Trasporto pubblico locale Corrado Ghirardelli davanti alla settima Commissione consiliare della Provincia.
Il Pirellone aveva deciso mesi fa un aumento del 20 per cento sui biglietti del trasporto pubblico, spalmandolo in due tranches: la prima, scattata a marzo, è stata «assorbita» dalla Provincia con 1,5 milioni di euro attinti dalle risorse dell'ente. Con agosto entra a regime la seconda fase dell'aumento, con un ulteriore 10 per cento di aggravio sulle tariffe.
Quel che è certo è che «è impossibile per la Provincia assorbire i costi di questo nuovo aumento, non ci sono le condizioni visto che già la Regione non ci trasferisce 3 milioni di euro e che 1,5 milioni sono andati a copertura del primo incremento tariffario», chiarisce l'assessore. Quello cui si sta lavorando è un intervento «che crei il minor disagio possibile». Le leve da azionare sono due, o il taglio delle corse per far fronte ai minori trasferimenti, o l'aumento del costo del biglietto dei pullman di trasporto locale che collegano i diversi paesi della provincia.
«Non imporremo un incremento del 10 per cento sulle tariffe, pensiamo piuttosto a un mix equilibrato fra “efficientamento” delle corse, con particolare riguardo a quelle meno richieste, e parziale aumento del biglietto, che cercheremo comunque di ridurre al minimo», sottolinea Ghirardelli. L'obiettivo sarà creare il minor disagio a studenti e lavoratori che si spostano quotidianamente su pullman di trasporto pubblico per raggiungere la scuola o il luogo di lavoro. L'idea è quella di cercare di calmierare soprattutto gli abbonamenti di trasporto che presentano i numeri più consistenti, ovvero gli abbonamenti medi da 40-50 euro, per evitare eccessivi scompensi nei costi ma al contempo assicurare il mantenimento delle tratte. Resta fermo il sistema del titolo unico di viaggio della Regione che consente agevolazioni sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano a pendolari, studenti e famiglie.
A PESARE sulla partita saranno però altri due fattori: entro settembre il Broletto dovrà intervenire sul costo biglietti con una percentuale non ancora definita per i periodici aumenti Istat, e da qui a fine anno è in scadenza il contratto vecchio di ormai 5 anni con le aziende del settore, che nell'ultimo anno hanno dovuto far fronte a un milione di spese in più solo per l'aumento del gasolio. «Nel confronto saranno coinvolte le organizzazioni sindacali, valuteremo con le aziende l'opportunità di prorogare il contratto per un anno circa in vista della futura creazione di un “ambito unico” del trasporto», anticipa l'assessore. Il Broletto avrà anche il compito di assegnare fondi vincolati per 2,2 milioni di euro, provenienti dalla Regione e destinati come contributi alle aziende di trasporto per l'acquisto di nuovi mezzi.
Nelle prossime settimane sarà necessario definire in modo preciso cosa comporta il nuovo aumento regionale, come auspica Pierluigi Mottinelli del Pd, e se qualche risorsa dovesse essere reperita nelle pieghe del bilancio provinciale «la priorità deve andare ai servizi ai cittadini, come i trasporti che influiscono sui bilanci delle famiglie», aggiunge Diego Invernici del Pdl. «Gli aumenti sui trasporti sono considerevoli - commenta Roberto Gitti dell'Udc -. Ci auguriamo che la giunta faccia un ulteriore sforzo per contenerli».


Immagine tratta dall'album fotografico di tplitalia.it

Giornale di Brescia 21 luglio 2011

Da agosto treni più cari del 9%

È l’effetto della manovra straordinaria causata dai tagli alle risorse regionali
per il trasporto. Confermato invece fino a gennaio il costo del biglietto integrato

Puntuale, arriva l'aumento. Preannunciato dalla Finanziaria 2010, anticipato da un primo sostanzioso ritocco a febbraio ecco che il mese delle ferie porta biglietti più cari per i treni lombardi.
Scatta il primo agosto l'aggiunta del 9,09%: ai 6,25 euro per l'andata Brescia-Milano in seconda classe (9,35 in prima); ai 24,50 euro, 86 e 824 euro degli abbonamenti settimanale, mensile e annuale (che per la prima già costano rispettivamente 36,80, 128,50 e 1.235,50 euro).
Restano per ora confermati i costi di abbonamenti e biglietti integrati «Io viaggio ovunque in Lombardia» che continuano a beneficiare dell'offerta di lancio (fino al primo gennaio 2012) quando la tessera mensile che consente di passare dal treno al bus, alla metropolitana e ai battelli del lago d'Iseo dovrebbe salire da 85 a 99 euro.
Agosto mese di pausa per una gran parte dei pendolari è stato anche in passato il mese degli adeguamenti all'inflazione, ma questa manovra è straordinaria, motivata dai tagli alle risorse regionali per il trasporto pubblico: 82 milioni in meno in Lombardia.
«La manovra - ha spiegato l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo dopo l'approvazione della recente delibera di nuovo aumento - è la cura necessaria per tenere in equilibrio il sistema del trasporto pubblico e rappresenta l'unica possibilità per il mantenimento dei servizi ferroviari, diversamente da quanto sta avvenendo in altre Regioni».
Non tagliare, ma al contrario potenziare il trasporto su treno: è questo l'obiettivo dichiarato. L'aumento straordinario era peraltro condizionato al raggiungimento di determinati obiettivi e l'insieme delle corse fornite dalla nuova società Trenord (compartecipata da Trenitalia e Ferrovie Nord per la gestione del servizio regionale) risponde all'impegno, secondo i dati portati alla Giunta.
Risultati però alquanto vicini al limite indicato come «valore soglia» in termini di qualità.
I treni che in un giorno arrivano a destinazione con oltre 10 minuti di ritardo sono 3,7 su 100 poco sotto il limite del 3,9. Risulta un ritardo medio per passeggero di 3,10 minuti (limite a 3,4).
Una corsa su 100 è stata soppressa: il valore soglia è di 1,5. Ritardi e soppressioni sono elementi di verifica anche ai fini della concessione del bonus per le linee più penalizzate.
Non sono previsti sconti ad agosto per i viaggiatori bresciani, in base all'andamento di maggio che, rispetto ai 5 punti limite, vede in condizioni un po' meno disagiate le linee per Bergamo-Lecco (4,27%) e per Parma (4,16) mentre è meglio la Milano-Verona con «indice di affidabilità» al 3,33% e sulla Brescia-Cremona (2,91).
I pendolari, che hanno percezioni diverse per le loro fasce orarie, aggiungono dati negativi per pulizia e manutenzioni, temperatura delle carrozze, affollamento. La manovra straordinaria era stata prevista per un'entità non superiore al 20% ma, fanno notare i diretti interessati, a febbraio l'aumento effettivo è stato del 12,39%, per un recupero rispetto all'inflazione non applicato nel 2010.
Rispetto ai 731,50 euro che il pendolare bresciano spendeva un anno fa per 12 mesi di viaggio in seconda classe sui treni regionali, si arriva a 898,9.
In questo quadro di maggiori esborsi per un servizio che resta ben poco soddisfacente ha il suo peso anche il venir meno delle detrazioni fiscali per le spese di viaggio.
Elisabetta Nicoli


I pendolari: «L'aumento è l'ennesima beffa»

Ieri fuori dalla stazione i sindacati hanno distribuito volantini anti-rincaro

Al classico messaggio su volantino, si aggiunge la diretta in collegamento interattivo via Internet, per i pendolari alle prese con un rincaro che ha il sapore della beffa, nel caldo estivo poco mitigato da impianti di condizionamento dell'aria non sempre funzionanti, su carrozze poco adeguate alle ambizioni di un territorio ad alta mobilità qual è la Lombardia.
Ieri nelle stazioni, Cgil e Filt hanno distribuito i volantini di protesta contro il secondo aumento straordinario delle tariffe disposto dalla Regione a partire dal primo agosto. Martedì, nella classica ora di pausa a metà giornata, è stato il sito del gruppo consiliare del Pd in Regione ad ospitare il dibattito sulle criticità del trasporto ferroviario. Altre azioni di protesta sono in cantiere: mentre spunta ancora l'ipotesi di un nuovo «sciopero del biglietto», sono gli studenti della linea Brescia-Parma a preannunciare iniziative per settembre.
«Basta aumenti! Non si gioca con i trasporti!» I colori del trenino Lego accompagnano lo slogan della manifestazione del Pd, che in Internet ha rimarcato la necessità di una «cura del ferro» con investimenti significativi sulle ferrovie, per migliorare il sistema della mobilità lombarda.
Al trasporto pubblico, si è osservato, va soltanto lo 0,43 per cento del bilancio regionale.
«Mentre le tariffe si stanno rapidamente allineando agli altri Paesi europei, la stessa cosa non si può dire né per l'estensione e la qualità dell'infrastruttura né per la qualità dei servizi», ribadisce il volantino distribuito ieri. Particolarmente critiche sono le voci che arrivano dai viaggiatori abituali della Brescia-Parma che tra «ritardi sistematici, annullamenti di corse, sedili immondi, materiale scadente soggetto a rotture» non trovano un apprezzabile vantaggio nelle corse aggiuntive disposte con il nuovo orario estivo. e. nic.

Giornale di Brescia 21 luglio 2011
Brescia-Milano in Alta velocità: in arrivo per il 2015
L'Alta Velocità promette ai viaggiatori bresciani un rapido collegamento con Milano.
Non è una prospettiva a breve termine, ma il progetto annunciato da anni entra adesso nella fase dei cantieri. Per i pendolari che viaggiano sui treni regionali, continua la quotidiana arrabbiatura per le precedenze da concedere agli Eurostar che viaggiano sulla linea comune tra Brescia e Treviglio, con conseguenti fermate e ritardi.
Tra Milano e Treviglio, sui 27 chilometri di questo percorso, l'obiettivo del raddoppio dei binari è stato raggiunto tre anni fa, dopo un'attesa di qualche decennio. Nel settembre del 2009 è stato varato il progetto definitivo per far avanzare in direzione di Brescia la linea dell'Alta Velocità/Alta Capacità inserita nella trama delle grandi vie di collegamento europee.
Con l'accordo firmato il 7 marzo scorso, Rete Ferroviaria italiana ha affidato a Saipem la realizzazione dei lavori per un primo lotto, con un budget di 700 milioni.
Correndo in parallelo alla Brebemi per 39 chilometri, la nuova linea ferroviaria per treni in viaggio anche a 300 chilometri orari raggiungerà Ospitaletto, da collegare con Brescia Ovest e con la stazione cittadina attraverso due percorsi aggiuntivi di 12 e 7 chilometri. La linea proseguirà a Sud in direzione di Montichiari per raggiungere Lonato e Desenzano. Per i lavori all'inizio in questo periodo, la conclusione è annunciata al 2015.
Oggi, per raggiungere Milano in tempi più ravvicinati e certi di quelli del trasporto regionale, molti pendolari si affidano agli EurostarCity dotandosi della Carta Plus, al costo di 30 euro al mese, in aggiunta all'abbonamento integrato «Io viaggio ovunque in Lombardia».
Dal prossimo gennaio, quando l'abbonamento integrato uscirà dalla fase promozionale, la somma dei due costi porterà a 1.500 euro l'esborso annuale.

Giornale di Brescia 21 luglio 2011

Largo ai pedoni tra consensi e dubbi

Da domani chiusi al traffico corso Mameli e il riquadro sud di piazza Paolo VI
Entusiasmo da parte dei gestori dei bar e ristoranti, più incerti i negozianti

La Loggia muove i primi passi, due e concreti, verso la pedonalizzazione del centro storico. Il via ufficiale è stato formalizzato ieri nell'ultimo incontro in sala giunta per illustrare nello specifico le diverse tappe di un processo che «intende cambiare, in maniera coerente, concertata e coordinata, il modo di vivere e concepire la città», specifica Fabio Rolfi, vicesindaco con delega alla Mobilità. E così, dalle 9 di domani entrerà in vigore nelle prime due zone, quelle di piazza Paolo VI e corso Mameli, l'ordinanza che istituirà il regime pedonale a tempo indeterminato.
Un intervento che, secondo quanto riportato dagli amministratori, «articola in più "step" nell'ottica non della mummificazione e della conseguente desertificazione del centro come già visto in passato, ma in quella della vera condivisione degli spazi cittadini».
Per quanto riguarda piazza Paolo VI, questa prima tranche interessa il riquadro centrale e quello sud, nel tratto antistante Duomo nuovo e Duomo vecchio, dove è stata vietata la sosta veicolare. Chiuso al traffico della mobilità privata, fatta eccezione per i mezzi dei residenti ai quali è consentito il transito, anche corso Mameli, anticipata dalle sperimentazioni nei giorni scorsi. Alla vigilia della messa in atto del provvedimento si accendono le discussioni in negozi, botteghe e bar delle due zone interessate tra voci di consenso ed echi di malcontento. «Siamo qui da 29 anni, abbiamo visto aperture e chiusure totali e parziali, ma questa è stata inaspettata - commenta Luisella di Il Gomitolo di piazza Paolo VI -. Avevano promesso un confronto con i commercianti sul tema che nei fatti non c'è mai stato. Le prospettive non sono buone».
A favore invece Massimo, dietro al bancone del Dolcevite: «Una buona cosa, fa bene alla città, la rende decisamente più vivibile». Lamentano invece qualche preoccupazione Michele e Loredana della vicina valigeria Diana: «La vera scomodità sarà per i clienti, soprattutto per quanto riguarda il ritiro della merce». In confronto alle vecchie ztl, «quasi umilianti e intimidatorie per il commercio, speriamo che l'attuale soluzione giovi anche ai negozianti».
«Sicuramente gioveranno - ribatte Luigi, del Caffè Broletto - anche se servirà tempo per abituare residenti e non». Intanto in corso Mameli c'è chi, già dopo la prima sperimentazione, raccoglie primi segnali di ripresa: «La passeggiata è più tranquilla e civile - racconta Vittorio del bar Topolino - la gente si ferma alle vetrine, e si accomoda volentieri per un caffè». «Prima avevamo le macchine di tutti tranne quelle dei clienti - aggiunge Giorgio di Milani tessuti - oggi si tiene vivo il passaggio».Alessandro Carboni


Pedonalizzazione, via alla prima fase
Ai residenti un pass e una Omnibus Card

Il percorso progressivo del progetto di pedonalizzazione parte quindi da corso Mameli e piazza Paolo VI, le prime due zone del centro storico interessate dalle limitazioni al traffico in vigore da domattina. Le disposizioni «a tempo indeterminato» vanno così a modificare la mobilità del riquadro sud della piazza - quello compreso tra via Cardinal Querini e via Trieste -, sul quale sono stati vietati la sosta e il transito ai veicoli non autorizzati. Ad impedire il parcheggio indebito sono già state in parte posizionate fioriere e strutture mobili, con conseguente abolizione dei 38 posti auto a parcometro. Il transito sarà garantito ai residenti che, fino al completamento della pedonalizzazione della piazza prevista entro il 2012, potranno usufruire di 31 posti auto riservati nel quadrante nord.
La seconda tappa, che cancellerà anche questi spazi di sosta, «avverrà nei primi mesi dell'anno prossimo, in concomitanza con l'apertura del primo piano del parcheggio di piazza Vittoria - commenta Fabio Rolfi, assessore alla Mobilità - con i 70 posti auto riservati ai residenti». Poi, con la realizzazione del parcheggio sotto il Castello, «si andrà a tamponare l'esigenza dei 2.500 posti auto per chi vive in città - aggiunge l'assessore al Centro Mario Labolani - nei prossimi mesi, sulla stessa linea delle precedenti mosse di pedonalizzazione attuate tra corso Palestro e via Pace, corso Martiri e via Porcellaga, verranno installati nuovi elementi di arredo urbano». Aperto al traffico il varco tra via Trieste e via X Giornate, che permetterà l'ingresso e l'utilizzo dei parcheggi predisposti a chi abita in piazza. Sul lato del riquadro nord che dà su via Querini, infine, è stata collocata l'area di sosta per il carico e scarico di merci, concessa per 15 minuti.
Quanto a corso Mameli, la chiusura al transito privato - sempre esclusi i residenti - ha luogo attraverso lo sbarramento degli accessi, compresi da via Calzavellia e contrada delle Cossere. L'ingresso ai veicoli di trasporto merci è consentito invece dalle 6.30 alle 10 nei giorni feriali. Entro gennaio 2012 si provvederà al completamento del piano di interventi riguardanti la viabilità di piazza Loggia, con l'introduzione della Ztl 0-24 che consente l'accesso ai soli residenti. I mezzi commerciali potranno allora sostare in largo Formentone e piazza Rovetta.
Numerose le iniziative messe in atto per lo sviluppo dell'intero piano, volte ad agevolare cittadini, turisti e titolari di attività commerciali: oltre al parcheggio gratuito in Fossa Bagni e piazza Vittoria, dalle 19 alle 2 dal venerdì alla domenica, anche riduzioni fino al 50% per l'occupazione del suolo pubblico e l'estensione dei plateatici (da domani a fine 2013). A ogni nucleo familiare residente in ztl verranno assegnati un pass con sosta gratuita e la Omnibus card per l'utilizzo di parcheggi, mezzi pubblici e Bicimia. Sarà in rete invece da venerdì il portale «Bresciainfo.com» dedicato alla mobilità cittadina col monitoraggio via webcam del traffico.
Auto... «in deroga» all'ombra del Capitolium

Piazza del Foro «è pedonale». Ma un cantiere ha offerto spazio a veicoli di troppo

Più che di parcheggiatori abusivi, come nei film di Totò, qui ci sarebbe da parlare di «parcheggiati» abusivi. Il peccato è veniale, ma il risultato è che piazza del Foro si presenta come un vero parcheggio, colma di auto, disposte su entrambi i lati, da suscitare qualche dubbio anche tra i passanti: «Ma qui si può ancora parcheggiare? Non era zona pedonale?».
Anche ieri, mentre nelle sale di Palazzo Loggia venivano presentati alla stampa gli ultimi dettagli tecnici relativi alle limitazioni alla circolazione previsti dall'ordinanza per la pedonalizzazione, l'antica piazza d'epoca romana, antistante il tempio Capitolino, appariva invasa da non meno di una ventina di veicoli privati. A permettere il transito e la sosta illecita è stato il varco su via dei Musei lasciato aperto per agevolare le operazioni in occasione degli interventi di edilizia monumentale che in questo periodi stanno interessando l'area: «Per questioni di comodità e per facilitare l'entrata e l'uscita dei nostri mezzi - puntualizza Mario Labolani, assessore comunale al Centro Storico - la catena è stata temporaneamente staccata».
Ad approfittarne, senza troppe esitazioni, sono stati «i soliti furbi, alla caccia del parcheggio comodo», in un'area che già l'Amministrazione Corsini aveva trasformato in zona pedonale nel piano Ztl del 2006. Circostanza di cui non sono mancate segnalazioni, tanto che nel pomeriggio sono scattate multe.
E il vice sindaco Fabio Rolfi, assessore alla Sicurezza in Comune, promette maggiori controlli, intensificati nel periodo di attività del cantiere: «Siamo intervenuti nell'immediato, controllando e sanzionando - ha rimarcato - e anche nei prossimo giorni verrà intensificato il monitoraggio, per evitare che si continui ad approfittare della situazione». a. carb.

Bresciaoggi 21 luglio 2011

IL PIANO. Da domani entreranno in vigore le novità previste dalla Giunta su viabilità e negozi

Rivoluzione pedonale al via
ecco incentivi e agevolazioni

Lisa Cesco

Nel week end i parcheggi saranno gratuiti in alcune fasce orarie Rolfi: «Centro storico accessibile nelle sue arterie principali»

Parcheggi gratis nel week end e agevolazioni per i plateatici dei negozi: la «rivoluzione pedonale» che scatta in centro storico da domani, venerdì 22 luglio, oltre a valorizzare le zone a maggiore attrattività turistica e commerciale dovrebbe portare con sé anche qualche vantaggio pratico volto a rendere più vivibile il centro.
DA VENERDÌ corso Mameli e la porzione centro-sud di piazza Paolo VI diventeranno off limits al traffico automobilistico, una scelta che si accompagnerà ad alcuni accorgimenti per favorire l'afflusso verso il centro storico: da questo fine settimana e per tutti i week end si potrà parcheggiare gratis nei parcheggi di Fossa Bagni e piazza Vittoria, dal venerdì alla domenica con orario dalle 19 alle 2 del mattino.
Sono previste inoltre agevolazioni fino al 50 per cento per l'occupazione del suolo pubblico per il periodo dal 22 luglio 2011 al 31 dicembre 2013, in modo da offrire agli esercizi commerciali incentivi per i plateatici (la disposizione sarà diversa in piazza Paolo VI, dove vengono già applicate agevolazioni del 20 per cento, pertanto gli sconti fino al 50 per cento saranno previsti sull'estensione dei dehors).
I nuclei familiari residenti in Zona a traffico limitato (Ztl) o nelle vie del ring e controring potranno sempre fruire del pass con sosta gratuita, mentre con omnibus card sarà possibile utilizzare mezzi pubblici, Bici Mia e parcheggi con un'unica tessera. «Questo è un passaggio importante, progressivo e concertato», dice il vice sindaco Fabio Rolfi, che coglie l'occasione per replicare alle punzecchiature avanzate dall'opposizione nei giorni scorsi, ribadendo che si tratta di un piano di pedonalizzazione «non in contraddizione con quanto fatto dalla Loggia nei primi tre anni di mandato». «Abbiamo sempre ritenuto sbagliato un approccio ideologico, che in passato ha portato alla mummificazione del centro storico e allo svuotamento delle attività commerciali: noi pensiamo a un centro storico accessibile nelle sue arterie principali ma al tempo stesso con aree pedonalizzate per essere vivibile», spiega Rolfi.
IN QUEST'OTTICA fasce orarie e pedonalizzazione non sono in contraddizione, ma si combinano insieme al terzo pilastro, rappresentato dal futuro parcheggio sotto il Castello. «Mancano 2500 posti auto per residenti in centro storico, con questo obiettivo stiamo lavorando al parcheggio sotto il Castello», chiarisce l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani, affiancato dal presidente della circoscrizione Centro Flavio Bonardi e dal presidente della commissione Urbanistica del Comune Marco Toma. «Abbiamo responsabilizzato gli automobilisti senza blindare la città: ora il giudizio sarà dei cittadini», chiosa l'assessore al Marketing, Maurizio Margaroli.
Dalla Loggia viene anche evidenziato come fino al 2008 i metriquadrati di superficie pedonalizzati erano stati quindicimila, mentre nell'arco di tre anni con la chiusura al traffico veicolare di corso Mameli e piazza Paolo VI si è ottenuto un incremento di 7500 metri quadrati, che diventeranno diecimila entro il 2012 con la pedonalizzazione di piazza Loggia.
Pedonalizzazione
online gli aggiornamenti


Per essere informati in tempo reale sulla mobilità cittadina è già on line e sarà perfezionato entro il fine settimana il sito www.bresciainfo.com, in cui sono riportate notizie e informazioni utili su come muoversi in città. Collegato al sito un servizio webcam con telecamere in fase di installazione.
ATTRAVERSO il portale, accessibile anche dal sito del Comune, sarà possibile conoscere l'evoluzione del piano di pedonalizazione, che prevede per gennaio del 2012 la definitiva chiusura alla sosta auto anche nel quadrante nord di piazza Paolo VI, nella porzione attigua al Broletto, grazie alla realizzazione di 70 nuovi posti nel parcheggio di piazza Vittoria, da destinare ai residenti. Entro la fine dell'anno si conta di arrivare alla pedonalizzazione di piazza Loggia, individuando un numero di aree da riservare per il carico-scarico in Largo Formentone e piazza Rovetta, e una soluzione per l'inversione di marcia al fine di consentire ai veicoli commerciali di uscire dal centro storico attraverso via Capriolo. Verranno inoltre introdotte finestre orarie restrittive per le operazioni di approvvigionamento degli esercizi commerciali di piazza Loggia e restrizioni Ztl 0-24 solo residenti dell'area, introducendo un portale in piazza Rovetta e corsetto Sant'Agata. L'atto conclusivo del piano di pedonalizzazione riguarderà corso Zanardelli – interessato da un transito di circa 350 mila veicoli l'anno - in cui verranno concordate misure restrittive per il traffico veicolare (attuando una concertazione con i commercianti e i residenti) e potranno essere avviate sperimentazioni in particolari periodi dell'anno, secondo una tempistica ancora da definire che prevede l'entrata a regime con il nuovo modello di mobilità realizzato dopo l'avvio del metrobus.LI.CE.

Bresciaoggi 20 luglio 2011

INFRASTRUTTURE. Giornata di fibrillazione in Loggia sul tema dei conti pubblici. Rinviate due commissioni

Metrò, all'appello mancano
ancora venti milioni di euro

Massimo Tedeschi

Bilancio a rischio, venerdì Paroli presenterà il conto ai capigruppo Neppure l'aumento Irpef basta: alienazioni massicce o tagli pesanti

Riunioni a getto continuo. Commissioni convocate e poi lasciate a casa. Conciliaboli nelle stanze istituzionali e nei corridoi politici. È alta, e palpabile, la tensione di queste ore a palazzo Loggia. Mentre nella maggioranza sale il mugugno.
In commissione Urbanistica oggi arriverà il progetto sulla ex caserma Randaccio, di cui molti nel centrodestra si dichiarano all'oscuro, lamentandosene ad alta voce.
La giunta sta per dare via libera alle linee guida ambientali del Pgt (la parte vincolistica, diciamo così) mentre non è ancora chiaro cosa la maggioranza potrà concedere sulle aree di trasformazione (quanto, insomma, concederà a proprietari di aree e costruttori).
Ai due motivi di tensione se ne aggiunge un terzo, assai più sostanzioso. La fibrillazione massima in queste ore riguarda infatti il bilancio, la sua tenuta, la copertura dei costi di funzionamento del metrò. Venerdì prossimo alle 12 il sindaco ha convocato i capigruppo per un'«operazione verità» sui veri costi del metrobus. «Paroli presenterà i conti alle opposizioni» assicura un autorevole esponente del governo cittadino. L'operazione-metrò, che rischia di portare a fondo i conti della città, fu infatti varata dal centrosinistra. Le opposizioni rinfacceranno a loro volta alla maggioranza le scelte (dal parcheggio sotto il Cidneo alla nuova sede degli uffici comunali) che appesantiscono ulteriormente i conti della Loggia.
IL PROBLEMA è che solo un mese fa era sembrato fosse possibile far fronte ai costi del metrobus con una doppia manovra: l'introduzione dell'addizionale Irpef (che assicura un gettito annuo di 13,2 milioni) e la ristrutturazione societaria di Brescia mobilità, a questo punto sospesa. Ora - da un riesame dei conti - è emerso che neppure questa soluzione è sufficiente: all'appello continuerebbero a mancare circa 20 milioni di euro all'anno: la somma (ancora approssimativa) sarebbe necessaria per coprire oneri finanziari e ammortamenti del debito da 200 milioni di euro scaricato su Brescia mobilità. Uno sbilancio dagli effetti drammatici e destinato a durare per oltre tre decenni (il tempo necessario, appunto, a pagare i ratei dei mutui ed effettuare gli ammortamenti).
A QUESTO PUNTO la strada aperta davanti ala Loggia sarebbe secca: procedere ad alienazioni corposissime (e neppure i 50 milioni stimati per la Centrale del latte sarebbero sufficienti) oppure effettuare tagli feroci sulla spesa corrente (ma dopo i 15 milioni di risparmi effettuato l'anno scorso dall'assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, non resterebbe che tagliare i servizi). Tutto ciò mentre il ragioniere capo ha appena annunciato (e messo per iscritto) la necessità per gli assessorati di aggiornate le tariffe dei servizi e ridurre del 10% la spesa corrente.
Tutta colpa del metrò? Per la verità già il Piano finanziario del 2004 approvato dal centrosinistra, che reggeva con 50 milioni di passeggeri all'anno e biglietto a 1,90 euro, ipotizzava la necessità di ricorrere ad alienazioni e a successive ricapitalizzazioni della società di gestione. Ora i nodi vengono al pettine e toccherà a un'altra maggioranza farvi fronte.
A meno che, complice il clima che comincia a soffiare nel Paese, anche in Loggia non si affacci l'ipotesi di un «governissimo» con patto matrimoniale suggellato sull'altare bipartisan del metrò. Uno scenario oggi quasi fantapolitico. Ma che, sotto l'incalzare dei vincoli del patto di stabilità, della cura dimagrante dei dividendi A2A e della zavorra-metrò, potrebbe diventare figlio della realpolitik.


Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

SCENARI. Dopo l'estate entra nel vivo il dibattito sulla nuova legge. Parolini: «Dialogo bipartisan»

Trasporto pubblico, la Regione
prepara la sua «rivoluzione»

Effetto-referendum: non più necessaria la gara, sì all'assegnazione in house Intanto vige la proroga

La legge regionale che verrà, e che riformerà il Trasporto pubblico locale, sarà figlia di una rivoluzione (referendaria) e alimenterà la speranza, tutta bresciana, di nuovi flussi di denaro nel segno del premio economico «a chi fa efficienza».
Uno degli effetti del referendum sull'acqua è aver riammesso (in tutti i servizi pubblici) l'affidamento «in house». Smaltita l'ubriacatura iper-privatista l'Italia torna ad allinearsi all'Europa che ammette l'affidamento diretto di servizi pubblici a società a controllo pubblico, oltre che attraverso gare aperte a tutti, o a società miste in cui il partner privato sia scelto per concorso.
In altre parole Brescia trasporti (società a controllo pubblico) potrebbe aggiudicarsi la gestione dei trasporti cittadini senza neppure ricorrere a una gara. Nel frattempo il contratto di servizio (già scaduto) è stato prorogato di 18 mesi in attesa che la legge di riforma del Trasporto pubblico locale - presentata in commissione prima dell'estate, e destinata a essere licenziata entro fine anno - compia il suo iter.
MAURO PAROLINI, consigliere regionale del Pdl, unico bresciano membro della commissione, illustra la proposta: «Il progetto - spiega - risale alla legislatura precedente, ma era stato ritirato. L'assessore Cattaneo l'ha ripresentato, adeguandolo».
Tutto ruota attorno alla definizione dei nuovi bacini: «Sono previsti bacini interprovinciali, come nel caso di Como e Varese, di Cremona e Mantova, di Lecco e Sondrio». Gli ultimi bacini provinciali «superstiti» dovrebbero essere quelli di Bergamo e Brescia. Per la nostra provincia, per la verità, è aperta la discussione se approdare al bacino unico o prevedere tre lotti (città e provincia, Valcamonica, Garda). «Più che i confini - spiega Parolini - conteranno i poli di attrazione del trasporto pubblico». All'interno del bacino nascerà un nuovo soggetto: l'agenzia. «Sarà il soggetto che concede il servizio - spiega Parolini - e avrà la forma giuridica del consorzio fra la Provincia, il Comune capoluogo e eventualmente altri enti locali. La governance sarà formata da un Cda composto da cinque membri più il direttore generale». Addio al ruolo «solitario» del capoluogo e della Provincia: d'obbligo sarà la collaborazione, lo sguardo d'insieme.
L'agenzia bresciana del trasporto pubblico locale avrà i compiti classici dell'authority: «Programmerà, regolerà e controllerà i servizi, determinerà le tariffe, affiderà il contratto e del trasporto e vigilerà sulla sua effettuazione». E se il programma del servizio ferroviario continuerà a far capo alla regione, i programmi di bacino spetteranno alle agenzie.
Per le tariffe «è previsto - spiega Parolini - un sistema unico regionale, che poi sarà declinato in sede locale dalle agenzie». Le agevolazioni saranno invece decise in forma unitaria dalla giunta «sulla base di situazioni economiche soggettive».
E le risorse? «Le definisce e le distribuisce la Regione, introducendo il concetto di costo standard, valutando i fabbisogni di mobilità e introducendo criteri premiali a chi recupera efficienza e assicura qualità». Uno spiraglio a cui guarda con speranza Brescia con il peso del suo metrò. Naturalmente - aggiunge Parolini - «risorse pubbliche e tariffe dovranno assicurare l'equilibrio di bilancio».
E i tempi? «Le agenzie - spiega il consigliere del Pdl - dovranno essere costituite entro sei mesi dal varo della legge, atteso per fine anno. I programmi di bacino andranno fatti entro 12 mesi, gli affidamenti entro 18. Nel frattempo tutti i contratti in corso vengono prorogati». La legge avrà un percorso accidentato? «Non è detto - anticipa Parolini - Anche le minoranze hanno chiesto di essere partecipi di questo percorso, Il clima era di collaborazione costruttiva». M.TE.

Giornale di Brescia 20 luglio 2011

Loggia e metrò, nel bilancio mancano 25 milioni l'anno

Questa, secondo le prime proiezioni, la somma annua da colmare da gennaio in poi. Venerdì un vertice bipartisan

Un «buco» stimato tra i 20 e i 30 milioni di euro annui. Per i prossimi quarant'anni. Un buco che va ad aggiungersi a quello appena «ripianato» con l'introduzione dell'addizionale Irpef e la cessione di Serenissima. A mettere nero su bianco il segno meno sul bilancio legato alla partita metropolitana sono le proiezioni ufficiali stilate da Brescia Mobilità. Proiezioni che derivano dal costo dell'ammortamento dell'operazione «scorporo». Quindi tutto fermo e delibere bloccate: tanto quella «incriminata», che prevedeva la scissione di Brescia Mobilità in società di gestione e società patrimoniale - così da consentire a quest'ultima la possibilità di accendere nuovi mutui - quanto quella che avrebbe dovuto scandire il nuovo piano economico finanziario del Metrobus.
Un congelamento delle pratiche che resterà in vigore almeno fino a venerdì, quando il sindaco presenterà il conto definitivo (quello del metrò e, a cascata, quello del bilancio comunale) nel corso di un vertice bipartisan convocato per le 12. Dopodomani, infatti, una Commissione capigruppo «allargata» affronterà tutti i nodi: dal capitolo ammortamenti (dove pure fonti ufficiali parlano di «stime e previsioni effettuate nel 2004 totalmente errate») a quello più contingente: come reperire queste nuove risorse.
Anche perché nel momento in cui lo scorporo della società 100% Loggia diventerà effettivamente esecutivo, non solo sarebbe necessaria una capitalizzazione del nuovo contenitore creato (capitalizzazione che Di Mezza immaginava attraverso una partita di giro legata al patrimonio immobiliare e ai parcheggi), ma le ricadute economiche dell'attuale «buco» finirebbero immediatamente sul conto corrente comunale. Il che, in pratica, metterebbe a rischio l'equilibrio dell'intero bilancio amministrativo. A partire dal rispetto del Patto di stabilità (per via di un consequenziale peggioramento del saldo programmatico) fino ad arrivare al «collasso» della spesa corrente, l'unico capitolo in grado di finanziare i servizi ai cittadini.
Quali le vie possibili per sanare la situazione? Per ora l'unico scenario realistico percorribile è la vendita di A2A, unico tesoretto in grado di fare fronte ad una spesa tanto corposa per i prossimi quarant'anni. Ma la Loggia non ha dubbi: la multiutility non si vende. In un momento in cui un «piano b» sembra davvero non fare capolino, tecnici e dirigenti del Settore bilancio e ragioneria stanno lavorando per capire se la normativa permette alle amministrazioni pubbliche di poter - in questi casi - sfruttare le risorse in conto capitale, senza così andare ad intaccare la spesa corrente e - quindi - il sociale e, più in generale, i servizi ai cittadini. La vendita del patrimonio pubblico, infatti, non garantirebbe la scadenza quarantennale cui invece si dovrà fare fronte.
Di qui la richiesta, da parte del sindaco Paroli e dell'assessore Di Mezza, del vertice congiunto di venerdì. A fronte di un piano economico finanziario del 2004 che «fa acqua da tutte le parti» e che «non garantisce la sostenibilità dell'opera neppure fissando il costo del biglietto a 1,90 euro», la richiesta è una soluzione condivisa. Che solo un confronto bipartisan a porte chiuse può produrre. Ma che presuppone, pure, che si scenda a compromessi nell'una e nell'altra compagine politica. Perché se è vero che la maggioranza chiederà supporto verso «un problema che ci è stato lasciato in eredità», è altrettanto vero che il Pd potrebbe chiedere lo stop del nuovo parcheggio sotto il Castello. O, comunque, il ritorno del debito in capo al Comune.
Nuri Fatolahzadeh

E le previsioni per il 2012 raccontano di tagli del 10%
L'obiettivo politico per il 2012 è chiaro: raggiungere l'equilibrio dei conti «senza incorrere ad ulteriori inasprimenti della pressione tributari». Insomma, addizionale Irpef a parte, stop a nuove imposte. Ma dal punto di vista tecnico, ci sono almeno due criticità. In primis il «peggioramento del saldo programmatico del Patto di stabilità». In seconda battuta quello che regola e «tiene» in ordine la spesa corrente. Perché «i dividendi di A2A si sono ridotti e non si può non prescindere dall'aumento dei costi per il Metrobus».
Gli indirizzi per la formazione del bilancio annuale 2012 - e, quindi, per il pluriennale 2012-2014 - parlano insomma chiaro e mettono in guardia Palazzo Loggia. L'unica strada percorribile per non dover mettere ancora mano alle tasche dei cittadini è «valutare con estrema attenzione tutte le occasioni offerte dalla legislazione regionale e nazionale per il finanziamento, totale o parziale, di servizi erogati dal Comune». In altre parole, parte la caccia ai fondi e ai bandi di concorso. Perché ora l'amministrazione pubblica, da sola, non può più garantire i servizi attuali.
Quindi, il capitolo spesa corrente. Che dovrà essere passato al setaccio dai dirigenti di ogni settore per «definire una scrupolosa revisione degli stanziamenti, ivi incluse le voci relative ai servizi ormai consolidati nel tempo». Questo, allo scopo di «razionalizzare e contenere la spesa corrente». Insomma, nuovi tagli. Anche perché «il limite insuperabile è il 10% in meno di quanto impegnato nel 2010».
Per quanto riguarda invece il bilancio pluriennale, sono ancora troppe le variabili che potrebbero modificare stime e previsioni. A partire dalle ricadute locali della nuova manovra finanziaria. Se infatti Brescia dovesse rientrare come sembra tra i Comuni cosiddetti «virtuosi», verrebbe sollevata dai rigidi criteri del Patto di stabilità: dovendo cioè solo garantire il pareggio tra entrate e uscite, i conti della Loggia avrebbero un respiro di circa 18 milioni di euro.

Giornale di Brescia 16 luglio 2011

Nuove ruote per la mobilità di Accabus

Si allarga il parco mezzi per il trasporto disabili di Brescia Trasporti e Comune
Presentati ieri in piazza Loggia i minibus polivalenti pronti a entrare in servizio

La «scuderia» di Accabus si rinforza con otto nuove ruote di tecnologia e comfort. Sono stati presentati nel pomeriggio di ieri in piazza della Loggia i due minibus polivalenti per il servizio trasporto disabili offerto da Brescia Mobilità e Comune di Brescia, riservato a persone, residenti in città, con particolari difficoltà motorie.
«Un sistema che parecchi anni funziona molto bene - ha specificato Giorgio Maione, assessore comunale ai Servizi sociali - e che da oggi si migliora ulteriormente nel segno della qualità, andando a rispondere a un'esigenza effettiva e garantendo l'eccellenza per la mobilità non autonoma e un miglioramento concreto nella qualità della vita». Sono 87 gli utenti, dai 18 ai 65 anni, che quest'anno si sono rivolti alla società di trasporto pubblico bresciana per spostamenti da casa a scuole o lavoro e ritorno al prezzo di un ordinario ticket tpl. Più di 16mila le domande «a chiamata» o «programmate» soddisfatte nel 2010, con 6.520 ore di servizio. Importante anche l'investimento messo in campo dalla Loggia: «Per il mantenimento e il miglioramento di "Accabus" - ha continuato Maione - nel 2011 sono stati stanziati ben 280mila euro, 140mila nel primo semestre».
L'impegno sinergico con Brescia Mobilità guarda già al futuro: «In previsione dell'aperture del metrobus - ha spiegato Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Trasporti e Brescia Mobilità - stiamo già ragionando, in dialogo e collaborazione con le associazioni della disabilità, per la realizzazione di supporti e strutture idonee a opere esterne e tutte le fermate».
«Una possibilità che offriamo dal 1992 e che negli anni abbiamo raddoppiato, in tutti i giorni feriali della settimana e nel periodo estivo con particolari estensioni per le fasce notturne - ha rimarcato Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti -. Infatti, oltre alla copertura settimanale - dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 21 - in occasione dei concerti e degli spettacoli organizzati in città i mezzi restano disponibili fino alle 24.
Una continuità resa possibile dai mezzi a disposizione certo, «ma che non può prescindere dal grande impegno quotidiano di chi sta al volante e vicino agli utenti - ha concluso Medeghini, a fianco del direttore di Brescia Trasporti Claudio Garatti per la consegna dei riconoscimenti al merito per i 4 autisti di «Accabus» - . La professionalità è solo una parte del loro lavoro, quel che è da premiare è l'umanità e l'affetto che agli utenti non hanno mai fatto mancare». a. carb.




AL VOLANTE CON PASSIONE

Un premio al merito per i 4 autisti
Sono Lorenzo Bonizzardi, Mauro Cerlini, Giovanni Frattini e Marco Gregorio, i quattro autisti di Brescia Trasporti premiati ieri pomeriggio «per la professionalità e la dedizione dimostrata in questi anni nel proprio lavoro» dal direttore generale di Brescia Trasporti Marco Medeghini. «Faccio questo lavoro da 13 anni - spiega con un filo di commozione Lorenzo - ormai sono entrato in sintonia con tutte le persone che trasportiamo». «Si è creato un rapporto molto famigliare - conferma Giovanni - spesso le amicizie continuano anche fuori dal lavoro».

Giornale di Brescia 15 luglio 2011

Metrò, «ampliarlo per gestirlo»

Secondo il presidente Prignachi per far quadrare i conti dei costi di gestione serve allungare il tragitto. Così si può allargare il bacino d'utenza potenziale

Come una casa a tre piani, bella ma incompleta, a cui per funzionare serve non solo il tetto, ma anche il riscaldamento, l'arredo, la pulizia. Trovare altri soldi però è la condizione necessaria per andare avanti con i lavori.
Al metrò cittadino servirebbero altri 50-60 milioni - da chiedere al Ministero o alla Regione - per renderla quella «casa completa e funzionale» ovvero meglio integrata col territorio che Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità, «sogna» per i bresciani.
«Così com'è il metrò non è sufficiente per funzionare, è monco rispetto al sistema. I punti deboli? Non si sviluppa verso Nord, si interrompe ad Est in una zona morta dal punto di vista dei collegamenti come via Buffalora e soprattutto verso Ovest non arriva ad intercettare la Brebemi. Se la priorità attualmente è quella di finire bene l'opera dall'altro si deve pensare di allargarla, per farlo serve un ulteriore sforzo economico».
Uno sforzo economico - «a fronte di 900 milioni di euro, costo totale dell'opera, che cosa sono 60 milioni?» si chiede Prignachi - che avrebbe però anche un altro non secondario obiettivo: quello di far quadrare i conti dello spinoso capitolo «costi di gestione».
Allargandosi strutturalmente, infatti, la metropolitana allargherebbe di conseguenza anche il bacino di utenza. «Allungare il percorso verso Est fino a Rezzato, da un lato e verso ovest dall'altro sfruttando la tratta urbana della Brescia-Iseo-Edolo per collegare la Mandolossa alla Stazione, potrebbe portare ad un incremento dei potenziali viaggiatori dell'8%».
Più viaggiatori, più biglietti venduti, magari a tariffe differenziate a seconda del percorso urbano o extraurbano, uguale: costi di gestione coperti. O quasi. I costi per la realizzazione dell'opera, infatti, peserebbero sul Comune qualcosa come 35 milioni di euro all'anno. Se da un lato si è indicato nell'addizionale Irpef la via per coprirne una parte, l'ipotesi prospettata da Prignachi potrebbe rappresentare la soluzione per trovare quel che ancora manca.
Nel piano finanziario del metrò i passeggeri sono stimati in 50 milioni l'anno, «anche solo con un aumento dell'8% - continua il presidente - si avrebbe a livello di introiti un effetto moltiplicatore dato che a parità di costi aumentano i viaggiatori. Si potrebbe così sperare di raggiungere il break even (punto di pareggio). Accanto a questo ovviamente servirebbe tutta una serie di accordi, in primis con gli enti regolatori e poi pensare al tema biglietto, da rendere ovviamente integrato».
Se la consegna del Metrò è prevista per il 31 dicembre 2012 appare dunque chiaro che le attività connesse al suo funzionamento continueranno ben oltre tale data. «Tutte le valutazioni che stiamo facendo - prosegue ancora Prignachi - andranno valutate a sistema funzionante, soprattutto per quel che riguarda l'adeguamento del costo del biglietto. Non si può pensare di farlo pagare 1 euro e 90 centesimi, perché non è in linea con la media nazionale attestata su 1 euro. Si sa che il prezzo salirà, ma di certo non fino a quel livello». Se tutto andasse secondo i piani quali sarebbero le ricadute pratiche? «A fare bene potremmo intercettare il 40% degli utenti, ma rimarrebbe comunque un 60% che continuerebbe ad usare l'auto. Per abbassare la soglia servono più parcheggi di interscambio alle porte della città, a Castegnato e Rezzato ad esempio. Per fare ancora di più si deve pensare ad una politica coerente della sosta in città» chiude Prignachi, facendo intendere che il metrò è sì un tassello fondamentale, ma non è il solo.
Cecilia Bertolazzi
Brescia Mobilità: «Il gruppo tiene nonostante la crisi economica»
Sono 121 le pagine che danno conto delle attività del Gruppo Brescia Mobilità, un volume ricco e variegato che, per il secondo anno di fila, in un'ottica di trasparenza nei confronti dei cittadini, mette nero su bianco quanto realizzato nel corso del 2010.
Ieri al quartier generale di Brescia Mobilità la presentazione del bilancio, preceduta da una premessa metodologica per voce del presidente Valerio Prignachi. «La nostra società non è solo il Metrò, ma ci occupiamo di integrare i diversi capitoli, dalla sosta al trasporto pubblico, in una sorta di unicum per rendere il sistema sempre più integrato». Una società che, nata nel 2001, a dieci anni di distanza ha raggiunto i 100 milioni di fatturato, triplicandolo rispetto all'avvio e che è stata capace di raddoppiare il personale inserendo più di 300 impiegati per arrivare a superare le 700 unità.
Numeri, questi, «che trovano ragione dalla continua realizzazione di infrastrutture e servizi e adeguamenti tecnologici».
Secondo il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi «i bresciani hanno imparato ad usare il trasporto pubblico. Ad un decremento della vendita dei biglietti singoli infatti, ha corrisposto, garantendo così un pareggio, l'aumento degli abbonamenti. Da mettere in rilievo - ha continuato Gervasi - anche l'incremento dell'organico passato da 436 unità a 444. Le corse poi non sono diminuite e il 99% delle percorrenze viene rispettato».
Per quanto riguarda poi i biglietti si registra da un lato l'aumento dello 0,2% sul costo, ma dall'altro le agevolazioni non sono state toccate. «Al momento, a fronte dei buoni rapporti con i 14 comuni, stiamo cercando di rafforzare i legami con altri comuni della zona nord-ovest».
Ma Brescia Trasporti pensa anche all'ambiente. «I mezzi a metano sono aumentati, tanto che viaggiano costantemente durante l'orario morbido dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19».
A Giovanna Prandini, poi, è toccato il compito di tirare le somme dell'anno di Sintesi. «Quel che ci sta a cuore è valorizzare il capitale umano - 56 gli impiegati, di cui 10 donne, con un età media di 39 anni - e da lì partiamo per mettere in campo ogni genere di progetto. Quelli di più alto profilo sono il "Parcheggio sicuro", che ha previsto un ammodernamento della videosorveglianza all'interno dei parcheggi e "Brescia città e Università" che sta sperimentando nuove applicazioni per i phone e android per raggiungere la fascia degli studenti universitari. Inoltre per quel che riguarda il tema fidelizzazione abbiamo studiato abbonamenti speciali per i parcheggi. Infine la produzione di Sintesi si assesta sui 10 milioni di euro in aumento rispetto all'anno precedente». c. ber.
Giornale di Brescia 16 luglio 2011

LOMBARDI
«Prignachi ha ragione sulla metropolitana, ma basta spese inutili»
«Al Metrobus ero contrario. Ma cosa fatta capo ha ed ora rischia di scaricare sui bresciani la sua incongruità dimensionale, a meno che non lo si faccia diventare l'asse portante della mobilità della grande area urbanizzata». Così Mirko Lombardi, esponente di Sel fa seguito alle recenti dichiarazioni del presidente di Brescia Mobilità, Prignachi, condividendo la proposta di prolungare il metrò, con la Brescia-Iseo-Edolo, ampliando così il bacino d'utenza potenziale. «Ma se l'obiettivo è aumentare gli utenti potenziali con un ampliamento e si devono trovare le risorse, è indispensabile riorientare alcune scelte per non buttare soldi cosa che invece sta facendo la Giunta Paroli e anche BresciaMobilità». Per questo Lombardi boccia il parcheggio sotto il Castello; il progetto di bretellina Metrobus verso la fiera; il progetto di dislocare i nuovi uffici comunali agli ex Magazzini Generali, il progetto dello stadio, il progetto di demolizione di fabbricati come le Torri di San Polo, il progetto di autostrada della Valtrompia.

Giornale di Brescia 13 luglio 2011

Metrò, al piano economico bis l'addizionale Irpef non basta

Secondo le prime proiezioni a mancare all’appello sono almeno
altri 21 milioni di euro. E nel nuovo disegno si parla di estensione

I numeri confermano le proiezioni anticipate dall'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza: il conto che la gestione futura del trasporto pubblico - al netto del Metrobus - presenterà sul tavolo della Loggia oscilla tra i 32 e i 35 milioni di euro. E allora il quadro che porterà di qui a qualche settimana ad approntare il nuovo piano economico finanziario dell'opera mette in risalto un dato di partenza incontrovertibile: l'introduzione dell'addizionale Irpef non basta a colmare il «buco» di bilancio. Perché - fatti salvi gli incassi che deriveranno dall'imposta, sia con un'aliquota allo 0,20% sia con il raddoppio che porterà allo 0,40% - a mancare all'appello sono almeno altri 21 milioni.
Diversi gli scenari su cui amministratori e tecnici si stanno confrontando in questi giorni, in vista di un documento che dovrebbe essere discusso in Consiglio comunale alla fine del mese o, al più tardi, in settembre. L'obiettivo è infatti sì recuperare i fondi, ma soprattutto recuperarli in modo costante, così da riuscire ad autoalimentare i costi di gestione della rete pubblica. Una rete che la Loggia intende comunque ampliare. Lo ha detto il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, in più occasioni, lo stanno dimostrando i diversi tavoli di lavoro concertati dall'Amministrazione insieme alle Ferrovie dello Stato. Che, almeno in questa fase, sembra essere uno degli interlocutori fondamentali per quell'ampliamento verso ovest che dovrebbe vedere scendere in campo anche la Provincia. Al centro, la Brescia - Iseo - Edolo, sulla quale sindaco e assessori stanno pensando di modulare l'estensione del Metrobus. Un progetto grazie al quale - secondo la Loggia - Brescia potrebbe essere destinataria di nuovi finanziamenti, ma che consentirebbe soprattutto di aumentare il numero dei potenziali utenti pronti a sfruttare l'opera.
Anche se, conti alla mano, ancora non basta. E allora restano tre vie. In primis la cessione di parte del patrimonio pubblico, alternativa però scongiurata da sindaco e assessori. Quindi, la seconda possibilità: bussare alla porta di Regione in primis e di Provincia poi - specie ora che il Consiglio comunale ha «congelato» due milioni di euro per entrare in campo nella partita aeroporto - per «ricontrattare» il loro impegno economico sull'opera metropolitana, scenario che però non andrebbe a togliere l'Amministrazione da un quadro di incertezza e che, soprattutto, non garantirebbe che una soluzione «tampone».
Infine, l'ultima strada, quella che al momento sembra essere la più «solida» anche rispetto all'attuale congiuntura economica, nonché in vista dei tagli in arrivo, che cadranno a pioggia da Roma a Milano, dal Pirellone alla Loggia. La stessa che vedrebbe protagonista la manovra di scorporo delle due nuove società in cui verrà scissa Brescia Mobilità. E che racconta di un possibile finanziamento, pratica che verrebbe avviata proprio allo scopo di fare fronte - almeno per i primi anni - ai costi di gestione del trasporto pubblico senza che i 32 milioni di euro annui ricadano ancora sulle tasche dei bresciani. In termini di imposta, come nel caso dell'introduzione, per la prima volta in città, dell'addizionale Irpef. Ma pure in termini di tagli alla spesa corrente.
Nuri Fatolahzadeh

Giornale di Brescia 13 luglio 2011

Parcheggio sotto il Castello
I comitati: Paroli ci ripensi


«Brescia non si lascia incantare da un'opera inutile e costosa». Questa la posizione di movimenti e associazioni sul nuovo parcheggio sotto il Castello illustrato dalla Giunta, un progetto che «offre diverse ragioni per dire no».
Acli, Amici della bici, Brescia per passione, Coda, Codisa, Comitato per la salute rinascita e salvaguardia del centro, Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia, Ecodem, Gamete09, Gnari de Mompià, Italia Nostra, Legambiente, Movimento per la partecipazione «Cittadine e cittadini», Uisi. Insieme affermano che la costruzione del posteggio sotto il Colle Cidneo «penalizzerebbe il trasporto pubblico, gravando sul bilancio comunale con oltre 22 milioni di euro, che potrebbero essere utilizzati per realizzare parcheggi scambiatori, piste ciclabili, opere complementari per il Metrobus».
Tra i motivi di contrarietà c'è poi «l'aumento del traffico e delle emissioni inquinanti», la «penalizzazione dei residenti in centro storico» (che necessiterebbero di parcheggi tutelati dalla sosta abusiva) e una «invadente motorizzazione che interferirebbe con il rilancio delle attività commerciali».
Non solo: la struttura sarebbe «aggiuntiva» e anzi fungerebbe da «deterrente» all'utilizzo del già esistente parcheggio di Fossa Bagni. Inoltre andrebbe a gravare sulle tasche dei contribuenti, rappresentando «un'intollerabile concorrenza al trasporto pubblico» (i cui costi di trasporto sono già stati maggiorati del 20%), in un'ottica opposta «al concetto europeo di modernità». La richiesta di movimenti e associazioni, nei confronti della Giunta Paroli, è quindi di «ripensarci» e «ritirare il progetto, orientandosi su scelte che promuovano mobilità sostenibile, sicurezza stradale e qualità della vita». a. l. ro.

www.bresciamobilita.it 04 luglio 2011


Omnibus Card di Brescia

Nell’ambito del progetto Civitas, il Comune di Brescia e il Gruppo Brescia Mobilità hanno sviluppato ed aggiornato il sistema di bigliettazione elettronica al fine di integrare i servizi di mobilità in un unico dispositivo. Brescia diventa così la prima città italiana e forse europea ad incentivare concretamente l’intermodalità dei servizi introducendo un’unica card elettronica volta ad agevolare lo scambio tra i diversi sistemi di trasporto. Il presente documento rappresenta un breve riassunto delle caratteristiche e peculiarità funzionali della nuova OMNIBUS CARD, costituente il nuovo supporto unico integrato per i titoli di trasporto pubblico locale e di sosta emessi dal gruppo Brescia Mobilità e che permetterà, già dall’immediato futuro, anche l’attuazione di innovative tariffe integrate fra i rispettivi servizi.

I SERVIZI
La card permetterà la fruizione sul medesimo supporto dei seguenti servizi, sfruttando la tecnologia “contact-less” e quindi la modalità di utilizzo “di prossimità” (ovvero senza la necessità di introduzione della tessera stessa nei tradizionali lettori delle diverse apparecchiature):
• Abbonamento Parcheggi
• Abbonamento e/o titoli di viaggio del TPL (autobus urbani di linea)
• Abbonamento BiciMia
• Tessera precaricata per Parcometri (su banda magnetica)

Sarà pertanto possibile con la medesima card usufruire di uno o più dei servizi sopra indicati (es. Park+BiciMia, BiciMia+TPL, Park+BiciMia+TPL).

L’integrazione dei servizi, perfettamente funzionale per il cliente, è stata realizzata da un punto di vista tecnico in modo “virtuale”, ovvero si sono utilizzate, implementandole, le tecnologie “proprietarie” di ogni sistema di ogni servizio al fine di poter gestire un determinato tipo di tessera (Mifare - consistente nello standard RF-ID fra i leader di mercato e pertanto più facilmente gestibile anche da futuri servizi del gruppo Brescia Mobilità - e banda magnetica), mantenendo così la tipologia e gli asset dei sistemi tecnologici in uso, con il grosso vantaggio di aver limitato pertanto gli investimenti ed i tempi di sviluppo.

ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO
L’utente si potrà pertanto recare presso i punti di emissione (casse, Infobrescia ecc …) specifici del servizio prescelto per l’attivazione del medesimo. I vari servizi richiesti verranno caricati su un unico tipo di tessera, la nuova OMNIBUS CARD.

Segue la tabella dove è possibile attivare ogni servizio “caricabile” sulla nuova Omnibus Card.

GESTIONE DEL SERVIZIO
Dopo che l’utente avrà attivato la card per uno o più servizi, potrà iniziare a fruirne secondo le medesime modalità attuali.
Va ricordato che, per quanto riguarda il servizio degli autobus urbani, nulla cambia rispetto alla precedente versione di Omnibus Card in quanto le circa 90.000 card tradizionali finora distribuite continueranno mantenere la loro valenza di utilizzo (ma solo per l’abbonamento autobus). La nuova Omnibus Card verrà adottata quindi solo per quanto riguarda le nuove emissioni, oppure andrà a sostituire la“vecchia” solo in caso di esplicita richiesta del cliente già abbonato.

GESTIONE CAUZIONE E RIMBORSO CARD
La card sarà emessa – come già attualmente effettuato da Brescia Trasporti con la tradizionale Ominbus Card – a fronte di una cauzione di €. 5,00. La cauzione sarà restituita in caso di riconsegna della card da parte del cliente, fermo restando che in tale situazione non potranno più ovviamente essere fruibili gli eventuali servizi ancora “caricati” sulla tessera stessa.
Per la sostituzione della card (causa incuria personale o smarrimento) sarà inoltre richiesta la corresponsione di €. 5,00 a titolo di contributo risarcimento per i costi vivi di fornitura e codifica di un nuovo titolo.

ALTRI SERVIZI
Grazie alla flessibilità della Omnibus Card sarà possibile per il futuro implementare ulteriori servizi intermodali tra le società del gruppo.
Uno di questi, per il quale è già stato affrontato uno studio di fattibilità con esito positivo, è quello dell’abbonamento “Park&Ride”, grazie al quale con il medesimo supporto sarà possibile usufruire, anche con articolazioni tariffarie integrate, sia dell’abbonamento di sosta presso i parcheggi di interscambio che dell’abbonamento alla metropolitana, la quale fra l’altro utilizzerà lo stesso attuale sistema di bigliettazione degli autobus urbani.

Scarica il modulo di richiesta della Omnibus Card


Giornale di Brescia 05 luglio 2011

Muoversi in città con Omnibus
una card che fa per quattro

La tessera di Brescia Mobilità per sosta e trasporto pubblico valida in autobus, ai parcometri, nei parcheggi e su Bicimia

Al volante, in autobus, in sella alla bicicletta, la chiave d'accesso alla mobilità bresciana da oggi è una sola. Sarà disponibile già dai prossimi giorni la nuova Omnibus card di Brescia Mobilità, la tessera unica per viaggiare con il trasporto pubblico sul reticolato urbano e sostare nei parcheggi a pagamento della città.
Il supporto integrato per i titoli di viaggio, in sostituzione delle quattro «vecchie» tessere abbonamento per i diversi servizi (continueranno invece a mantenere la loro valenza le tradizionali card per il servizio autobus urbani), «permetterà ai cittadini di usufruire del servizio offerto dagli autobus di linea, dai parcometri, da parcheggi di struttura, Bicimia e, nell'immediato futuro anche del metrobus in modo più comodo e funzionale», specifica Valerio Prignachi presidente di Brescia Mobilità, sintentizzando «quattro modalità diverse di mobilità in un solo strumento di viaggio».
Un'ulteriore garanzia sul «diritto di mobilità attraverso un accesso facile, immediato, comodo e funzionale, che evita inoltre difficoltà di recupero dei titoli di viaggio». Il progetto di aggiornamento del sistema di bigliettazione elettronica, sviluppato nell'ambito del progetto Civitas Modern dal Comune e Gruppo Brescia Mobilità e costata alla società bresciana circa 143mila euro, «consentirà inoltre la prossima applicazione di innovative tariffe integrate fra i rispettivi servizi», aggiunge Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità, Brescia Trasporti e Sintesi. La tessera, sfruttando la tecnologia «contact less» - che ne consente l'utilizzo senza la necessità di introdurre la tessera nei tradizionali lettori delle diverse apparecchiature - permetterà di caricare abbonamenti per i parcheggi, Bicimia, titoli di viaggio del Tpl e parcometri, con la possibilità di scegliere uno o più servizi indicati. Come anticipato la card sarà messa a disposizione nei prossimi giorni; i punti di emissione ai quali poter fare riferimento sono Infopoint di Brescia Mobilità in piazza Loggia e corso Zanardelli - dove sarà possibile attivare gli abbonamenti per tutti i servizi previsti -, nella sede di Brescia Trasporti e nelle strutture di parcheggio a pagamento Sintesi della città.
«Un'innovazione che ridimensiona la fruibilità e il modo di muoversi in città - rimarca il vicesindaco e assessore alla Mobilità Fabio Rolfi - e che vede Brescia come prima città italiana a incentivare l'intermobilità, all'avanguardia anche sullo scenario europeo».


La card apre le porte al futuro

Prignachi: ora guardiamo ai nuovi servizi

«Il frutto di un lavoro che ha richiesto molti sforzi, portato avanti da anni e reso possibile dalla comunicazione e dall'impegno sinergico tra le realtà che vi hanno collaborato». Questa la panoramica dipinta da Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità, Brescia Trasporti e Sintesi, nella presentazione ufficiale, alla sede di Brescia Mobilità, del nuovo supporto integrato. Al tavolo anche i presidenti delle società del gruppo: «L'aggiornamento guarda al futuro - ha detto Giovanna Prandini, presidente di Sintesi - non solo ai servizi che già sono attivi, ma anche per le proposte che avanzeremo nei prossimi mesi». La card elettronica intende «agevolare lo scambio tra i diversi sistemi di trasporto, compresi quelli che verranno attivati nei prossimi mesi», aggiunge Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità. L'obiettivo, spiega Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti, « è quello di dotare i cittadini di strumenti per avere in tasca, in modo agevole e immediato, il titolo di viaggio».


L'ASSESSORE
Fabio Rolfi

Un primato per la mobilità sostenibile

Comodità, notevole facilità d'accesso «che semplifica la vita all'utente e rende più fruibile la mobilità cittadina».
Sono questi i punti forti che Fabio Rolfi, vicesindaco a assessore comunale alla Mobilità, ha individuato tra le potenzialità del supporto integrato per i titoli di trasporto pubblico «Omnibus card».
Lo sviluppo maturato all'interno del progetto Civitas, «pone Brescia, con quest'ultima soluzione città capofila su tutto il territorio nazionale e tra le realtà europee più all'avanguardia per i risultati e le politiche concrete messe in campo».
Un primato guadagnato anche attraverso strumenti pratici e concreti, «nel solco degli interventi di innovazione e della volontà di modernizzazione che si riveleranno fondamentali, se non indispensabili, anche con l'arrivo del metrobus».
Un impegno, congiunto tra la Loggia e le società del Gruppo Brescia Mobilità, deciso a «sconfessare le diverse critiche infondate avanzate negli ultimi periodi all'amministrazione a riguardo delle politiche e delle scelte adottate, anche attraverso ordinanze mirate alla formazione di un cultura e sensibilità civica, nei piani di mobilità».
E che della mobilità sostenibile, a pedali e in autobus, fanno proprio il punto di equilibrio centrale: «Con il nuovo supporto unico tra l'altro si valorizza e si promuove l'utilizzo del mezzo pubblico e della bicicletta per gli spostamenti in città». Per esempio «coniugando le possibili combinazioni di servizi disponibili quali Tpl e Bicimia», magari «coordinando e potenziando altre opzioni, come il car sharing, richiesto e parecchio utilizzato anche dai cittadini». a. c.


Bresciaoggi 05 luglio 2011

LA CITTA' CHE CAMBIA. Il nuovo strumento per i cittadini è stato presentato ieri da Brescia Mobilità. Il presidente Valerio Prignachi: «È un grosso passo avanti»

«Omnibus», una carta che facilita i trasporti

Daniele Bonetti

La tessera magnetica contiene gli abbonamenti ai bus urbani, ai parcheggi, a Bicimia e a breve anche alla metropolitana

La mobilità cittadina, intesa non come opportunità di trasporto ma come facilità di fruizione, compie un importante passo avanti: non implementa il servizio, ma ne consente l'utilizzo con modalità decisamente più comode, che in futuro potranno anche essere economicamente vantaggiose.
È tutto racchiuso nella Omnibus Card di Brescia presentata ieri nella sede operativa di Brescia Mobilità: una tessera magnetica che, da sola, può racchiudere tutti gli abbonamenti possibili a livello di trasporti (dai parcheggi ai bus urbani e della grande Brescia senza dimenticare Bicimia) agevolando non poco la vita di coloro che, tra monetine, code alle casse e difficoltà tecnologiche sempre dietro l'angolo, si trovano a confrontarsi con il sistema urbano cittadino.
«SENZA DUBBIO è un grande passo - sottolinea il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi - : siamo i primi in Italia, forse anche in Europa, a poterci avvalere di una tecnologia del genere. Attualmente nella nostra card possiamo racchiudere quattro servizi che potranno essere implementati con il passare del tempo, logico pensare alla metropolitana». Inevitabile, dopo la presentazione, non pensare alla genesi del progetto interamente finanziato dall'unione europea. «Abbiamo fatto degli studi scoprendo che i cittadini utilizzano i mezzi pubblici e tutte le infrastrutture relative in base alla comodità con cui possono accedervi - ricorda Prignachi - : per questo abbiamo provveduto a ridurre da quattro a una le card possibili consentendo anche di caricare del denaro per pagare automaticamente la sosta. Con questo strumento pensiamo anche di integrare il pubblico con il privato, pensiamo ai pendolari che possono pagare con la tessera la sosta, accedere ad un mezzo pubblico o al servizio Bicimia».
ENTUSIASTA, soprattutto dal punto di vista politico, il vicesindaco Fabio Rolfi assessore anche alla Mobilità e al Traffico. «Un passo avanti concreto dal punto di vista della comodità per i cittadini che sono abituati a usare i mezzi pubblici - dice Rolfi - : come amministratore sono orgoglioso di una città che si conferma ai vertici italiani se non europei ma mi sento di dire che aver portato a termine un'operazione come questa significa anche aver fatto qualcosa di concreto per migliorare la vita dei nostri cittadini; una risposta a chi si diverte a criticare. La Omnibus Card è una risposta a una precisa esigenza dei cittadini e uno strumento destinato ad essere più importante quando avremo la metropolitana».
La tessera consentirà anche di utilizzare i Tpl, cioè le linee di trasporto degli autobus che insistono anche su quattordici comuni limitrofi consentendo a migliaia di bresciani di arrivare in città senza usare l'auto. «Si tratta di un obiettivo raggiunto che però non deve farci dimenticare che puntiamo più in alto - dice il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi - : vorremmo allargare ulteriormente la nostra rete, questa card può essere una chiave di volta interessante».
Dal punto di vista strettamente economico, la Omnibus Card non consente di usufruire di tariffe scontate: nei primi mesi funzionerà come abbonamento o borsellino elettronico per i parcheggi anche se il futuro potrebbe anche essere diverso. «Stiamo studiando alcune tariffe vantaggiose per i possessori della tessera - rivela Prignachi - : vedremo più avanti, oltre a comoda la card potrebbe anche essere un alleggerimento per le spese dei cittadini».

LA DISTRIBUZIONE. Parcheggi, Info point e a Brescia Mobilità

Sarà in vendita presto
A casa ai soci Bicimia

Per i parcheggi potrà essere ricaricata con tagli da 10, 20 o 30 euro Una cauzione di 5 euro

Forse non sarà disponibile già da questa mattina: ma tra qualche giorno la Omnibus Card sarà a disposizione dei cittadini nelle casse dei parcheggi in struttura, nella sede di Brescia Mobilità ma anche negli Infopoint del territorio, in piazza Loggia come in corso Zanardelli, storico luogo di promozione per tutto quel che riguarda Brescia Mobilità.
Quanto costerà? Cinque euro di cauzione al momento dell'acquisto, sarà personalizzabile con una fototessera se l'utente lo vorrà e, particolare non trascurabile specialmente per coloro che vivono con l'ansia del parcometro, potrà essere ricaricata con tagli da 10, 20 o 30 euro da spendere poi nei parcheggi del territorio cittadino funzionando da borsellino elettronico da ricaricare direttamente nelle casse dei parcometri sia con il bancomat che con denaro contante. Nella confezione, ci saranno anche tutte le istruzioni su come utilizzare la omnibus card in tutti i suoi possibili servizi con particolare riguardo all'integrazione tra parcheggi e utilizzo del servizio Bicimia.
«Quattromila persone la riceveranno direttamente a casa tra qualche giorno e sono gli abbonati a Bicimia - rivela Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità - : dovranno sostituire la loro card con quella nuova e potranno usarla presentandosi poi nelle zone indicate nella lettera per fare altri abbonamenti. Non sarà invece così per chi è in possesso di una card abbonamento per l'autobus della linea urbana o della grande Brescia: in quel caso la tessera resterà valida fino alla scadenza dell'abbonamento e dopo potrà essere sostituita da quella nuova».
PER ENTRARE in possesso della Omnibus card servirà invece qualche giorno di pazienza. «Abbiamo bisogno ancora di alcuni giorni per averne a disposizione abbastanza per i cittadini - prosegue Medeghini -, mi auguro che non venga utilizzata solo come sistema di pagamento dei parcheggi perché sarebbe piuttosto riduttivo viste le potenzialità del servizio. In ogni caso al riguardo abbiamo scelto tagli di ricarica piuttosto bassi perché di solito non piace caricare troppo denaro su supporti digitali con il rischio poi di non utilizzarlo».
La card costerà 5 euro che saranno restituiti al cliente in caso di riconsegna: non sarà così, ovviamente, in caso di smarrimento o deterioramento del dispositivo per incuria. In quel caso il cittadino potrà ovviamente chiederne un'altra conservando abbonamenti ed eventuali crediti prepagati ma dovrà pagare 5 euro per una nuova emissione. D. BO.

Apertura ai trasporti regionali

Integrare è la parola d'ordine: aprirsi a nuove frontiere è l'ambizione destinata a tenere banco nel futuro.
Facile ipotizzare la comodità di una tessera che integri quattro servizi a disposizione sul territorio cittadino, interessante immaginare lo stesso strumento in grado anche di funzionare sulla rete di trasporto regionale finendo così nelle mani di migliaia di pendolari «in uscita» dalla città per raggiungere, in autobus come in treno, i rispettivi luoghi di lavoro.
«APRIRE la nostra card ai trasporti regionali? Possiamo pensare di lavorarci e non nascondiamo che ci stiamo lavorando per davvero da qualche tempo - dice Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità - : il problema però è soprattutto tecnologico. Per semplificare possiamo dire che integrare su un supporto digitale un biglietto cartaceo è un'impresa ardua per chiunque. Una corsa al rialzo tecnologico a livello locale potrebbe essere un incentivo anche per i trasporti regionali affinchè si adeguino e si possa pensare a strategie comuni. In questo momento noi siamo un po' più avanti e questo non agevola l'integrazione dei servizi tra operatori diversi. In ogni caso proveremo a fare qualcosa perchè siamo consapevoli che i cittadini hanno anche questa esigenza; abbiamo impiegato alcuni anni per arrivare a questo prodotto proprio perché dovevamo fare coesistere tecnologie e prodotti molto diversi in mercati tendenzialmente chiusi. Fortunatamente siamo riusciti a mettere insieme aziende simili ma con caratteristiche diverse ottenendo secondo noi un risultato straordinario».
SOLO tra qualche mese, più probabilmente tra qualche anno, con l'arrivo del metrobus, sarà possibile utilizzare la Omnibus Card in tutte le sue potenzialità. Una carta che faciliterà i cittadini. D. BO.

Online su www.bresciamobilita.it il numero di giugno di Aquattro, periodico mensile gratuito d’informazione sui servizi legati alla mobilità pubblica e privata di Brescia Mobilità S.p.A.
Clicca sull'immagine sottostante per accerere al periodico.