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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 24 agosto 2011
Viale Europa, tre mesi per la nuova viabilità
Termineranno a novembre gli interventi alle rotatorie per dare all'arteria cittadina assetto stradale definitivo
Tre
mesi. È quanto sarà necessario a Comune e Brescia
Mobilità per chiudere i cantieri e vedere finalmente conclusi
gli interventi alla viabilità di viale Europa.
Lo
hanno annunciato ieri mattina Mario Labolani, assessore comunale con
delega ai Lavori pubblici, Marco Medeghini, direttore generale di
Brescia Mobilità, e il primo cittadino Adriano Paroli, in un
incontro nei cantieri del viale di Mompiano, riaperti a pieno ritmo
dopo la pausa di Ferragosto.
Una
progettazione che, pur prendendo spunto dal piano originario - secondo
il quale la previsione sulla spesa complessiva raggiunge i 4 milioni di
euro -, restringe i costi al milione e mezzo (saranno riconosciuti
all'appaltatore circa 850mila euro, corrispondenti alla differenza tra
il costo suddetto e l'importo delle opere di ripristino ante-operam che
l'appaltatore avrebbe dovuto realizzare per i propri obblighi
contrattuali), escludendo per questa prima fase meno dispendiosa il
completamento d'opera con l'installazione del verde e delle rifiniture
d'arredo urbano. Operazioni queste «alle quali si
provvederà in un secondo momento - assicura l'assessore Labolani
- le intenzioni dell'amministrazione, nei prossimi anni, sono quelle di
proseguire con la riqualificazione dell'intero viale».
Con
i lavori di realizzazione della linea metropolitana e delle relative
stazioni, «la viabilità dell'arteria stradale è
stata fortemente manomessa e modificata a più riprese».
Per
ora la priorità è quella «di dare un aspetto
definitivo alla strada, attraverso la sistemazione di tre
rotatorie», mentre in questa fase specifica resta esclusa la
divisione delle due corsie di senso di marcia con le aiuole
spartitraffico.
In
primo luogo quindi sono stati cambiati gli ingressi e le
modalità di transito agli incroci con via Branze, via Donatori
di Sangue, in prossimità dell'ingresso del Pronto Soccorso, e
via Schivardi, prima regolati da impianti semaforici, dove saranno rese
definitive le rotatorie temporanee. Per i tre incroci, nei quali dove
necessario verrà ultimata la posa delle fognature e
dell'impianto di illuminazione e l'adeguamento di alcune reti
tecnologiche di A2A, sono così state preventivate le protezioni
degli attraversamenti pedonali per mezzo di isole spartitraffico e
pavimentazione bugnata per gli ipovedenti.
Il
ripristino del chilometro e mezzo - compreso da nord a sud tra piazzale
Kossuth e piazzale Spedali Civili - interessato di recente sul lato
ovest dai cantieri affidati ad Ati Metrobus per la messa in opera della
metropolitana leggera, sarà completato con l'inserimento di una
pista ciclopedonale.
«La
carreggiata si allargherà anche se non di molto - ha aggiunto
Labolani - vedremo, dopo le ripetute sperimentazioni estive sulla
Tangenziale Ovest, se utilizzare anche qui catrame a freddo per le
asfaltature, per scongiurare i problemi causati dai forti odori».
D'altra
parte i disagi al traffico fino al prossimo novembre «saranno
comunque limitati - ha auspicato Marco Medeghini - anche perché
il cantiere era già aperto, la città era già
abituata».
Il
disegno complessivo marcia nella direzione del risparmio e della
riduzione dei tempi: «Viale Europa è un passaggio
importante, un nodo centrale per il traffico veicolare da nord a sud,
un tratto sul quale la mobilità deve essere facilitati gli
spostamenti e la mobilità assolutamente garantita - ha aggiunto
in conclusione il sindaco Adriano Paroli -. L'intento è stato
quello d'agire nel modo più celere, concreto e funzionale
possibile con una notevole contrazione della spesa corrente, necessaria
oggi più che mai».
Alessandro Carboni
Metrobus, a settembre bandi per le opere esterne
Si apriranno il prossimo settembre i bandi per l'assegnazione degli
appalti relativi alle opere esterne alle 17 stazioni cittadine del
Metrobus, tra cui anche le tre collocate in viale Europa (Ospedale,
Europa e Mompiano).
All'incontro di ieri per illustrare lo stato delle opere di
riqualificazione della viabilità dell'arteria cittadina, il
sindaco Adriano Paroli ha preso l'occasione per ricapitolare gli
sviluppi del progetto della metropolitana e per fare chiarezza sul tema
conti pubblici. Smorzando così i toni polemici dello scontro
politico in Loggia: «A questo punto il Metrobus, opera non decisa
da noi che ci siamo trovati a dover gestire, ora non può essere
vissuta e considerata come un problema, ma semmai come una vera
opportunità da assecondare il più possibile e sviluppare
- ha commentato Paroli -. Basta con stupide e sterili polemiche, le
stesse che ho potuto leggere in alcune lettere inviate ai giornali da
Bragaglio, le ricostruzioni a dir poco tendenziose di Boifava e
Capra». E poi, anche il Pd, «trovi un punto di incontro, un
pensiero comune e condiviso all'interno dell'opposizione, ci spieghi
finalmente come la pensa». Il calcolo globale di spesa «si
avvicinerà al miliardo di euro, che sarà pagato in modo
forte dalla città, almeno per i prossimi trent'anni,
diventerebbe imbarazzante buttarla sul politichese».
E sull'ipotesi dell'istituzione della commissione d'indagine il primo
cittadino si dice contrario, «anche perché sprechi non ce
ne sono stati». La riprova sono «le opere esterne, per le
quali Brescia Mobilità ha prospettato complessivamente una spesa
di 80 milioni di euro, che è però stata scorporata,
cercando di realizzare l'indispensabile». Le scelte politiche,
conferma Paroli, sono mirate: «Invece che alzare il prezzo del
biglietto a 1,90 abbiamo preferito ricorrere all'addizionale Irpef. Uno
sforzo condiviso che non grava troppo sui bilanci dei bresciani,
considerando per esempio che su un reddito di 20mila euro la tassa
richiederà un esborso di 40».
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tplbrescia
19 agosto 2011
Il sito di Brescia
Mobilità è troppo lento !!!
Il
sito internet di Brescia Mobilità recentemente rinnovato,
seppur meglio
organizzato rispetto al vecchio sito, appare molto lento nella
navigazione.
Già
il semplice accesso alla home page richiede parecchi secondi ma anche
l'accesso alle varie sezioni del sito risulta molto lenta.
Dipenderà
dai server che ospitano le pagine oppure dalla banda inadeguata per il
collegamento alla rete, fatto sta che da qualche parte c'è
sicuramente un
"collo di bottiglia".
Visto
l'avvicinarsi del mese di settembre nel quale molti utenti
utilizzerenno il portale per la ricerca di orari, percorsi, tariffe e
abbonamenti, ma anche per le informazioni sulla settimana europea della
mobilità sostenibile, l'ideale sarebbe porre rimedio al
problema
rendendo la
navigazione più veloce.
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Giornale di Brescia 17 agosto 2011
Bicimia,
aperte 12 nuove postazioni
Sono
state attivate ieri le ciclostazioni del bike sharing comprese nel
piano mobilità
Rolfi:
«Dopo il centro storico, adesso tocca alle periferie e alle
fasce più esterne»
nBicimia
cresce e amplia gli orizzonti della mobilità ciclabile dei
bresciani in termini di strutture e mezzi. Sono 12 le nuove ciclo
stazioni rese attive in diverse aree del tessuto urbano, nelle quali
già da ieri, è stato possibile per gli utenti
bresciani
abbonati usufruire del servizio di bike sharing offerto da Brescia
Mobilità, Sintesi e Comune di Brescia.
Un
ampliamento dei punti noleggio - da 27 a 39 - concretizzato negli
scorsi quindici giorni in occasione della sospensione del servizio, ma
già avviato nel maggio 2010 con l'installazione delle prime
due
stazioni «decentrate» di Satellite e Ospedali
civili, che
va a completare il progetto Brescia Mobilità per le 14
postazioni previste dal bando regionale. Dopo la prima fase che ha
interessato principalmente le zone del centro storico, con questo
secondo lotto di interventi sale così da 289 a 405 il numero
delle colonnine di ciclo parcheggio della città, in aggiunta
a
un'opera di rafforzamento del parco biciclette, quasi raddoppiato, che
oggi supera le 200 unità. «Il piano della
mobilità
ciclabile prosegue coinvolgendo ora le aree periferiche o in fascia
più esterna - ha sottolineato il vicesindaco e assessore
comunale con delega alla Mobilità Fabio Rolfi, presente ieri
all'inaugurazione della ciclo stazione Kennedy -. L'obiettivo
è
quello di allargare il raggio d'azione per facilitarne anche un
utilizzo inter-quartiere e non solo il traffico sui pedali in direzione
del nucleo storico».
Investimenti
che puntano «all'espansione e al continuo miglioramento di un
servizio che, come emerso dai dati raccolti da una recente indagine
effettuata da Euromobility, è il più utilizzato
in tutta
Italia». Rispetto al giugno dell'anno scorso il numero di
abbonati è infatti raddoppiato (dai 2.750 ai 4.070 utenti)
subendo un'impennata del 48%.
Il
potenziamento vede così il debutto ufficiale della nuova
Omnibus
Card - tessera integrata di Brescia Mobilità che consente
l'accesso ad altri servizi del gruppo - concretizzato nello sviluppo
complessivo anche delle tecnologie e degli hardware delle singole
postazioni, a vantaggio sia dei gestori che dell'utente: «Per
il
prelievo della due ruote è infatti necessario avvicinare
Omnibus
card alla sommità della colonnina, mentre per la
restituzione
è sufficiente agganciare la bicicletta al cicloposteggio,
senza
l'utilizzo della tessera - spiega Giovanna Prandini, presidente di
Sintesi - un modo funzionale e pratico soprattutto per
l'utente».
Attraverso
il sistema a chip gli uffici operativi della società di
gestione
del servizio sono così in grado di monitorare e controllare
il
numero di prelievi di ogni mezzo, restituendo dati utili per un
controllo dello stato di occupazione di ogni singola ciclo stazione e
programmare spostamenti e interventi di manutenzione mirati.
Alessandro
Carboni
Sui pedali molti
giovani e studenti universitari
Secondo i
risultati di un'indagine stilata da Sintesi e Brescia
Mobilità, la composizione dell'utenza del servizio vede gli
uomini (53%) come i principali fruitori del servizio di cittadino di
bike sharing, seppur con pochi punti percentuali in vantaggio rispetto
alle donne (47%).
Il
campione considerato è quello dei 4.070 utenti registrati a
giugno 2011, quando il numero di prelievi di biciclette medi
giornalieri nelle ciclo stazioni del centro sono stati ben 756, ovvero
+95% rispetto al dato dello stesso periodo dello scorso anno (387).
In
classifica l'utenza è stata poi diversificata in relazione a
età, professione e residenza dei soggetti.
Mentre
scarso è l'utilizzo delle due ruote Bicimia da parte dei
giovani sotto i 20 anni (4,7%) e degli ultra sessantenni (3,3%) -
spesso muniti di mezzi propri o abituati a muoversi con il trasporto
pubblico locale -, più rilevante è il gruppo dai
40 ai 60
anni (29,1%).
La
fascia più significativa è quella compresa tra 20
ai 40
anni (62,9%) nella quali rientrano, in linea generale, liberi
professionisti (11,1,%), impiegati (24,6%) e soprattutto studenti
(36,4%).
E
proprio su quest'ultimi (molti dei quali provenienti dalla provincia e
abituati a lasciare l'auto in parcheggi decentrati per poi recarsi in
centro con Bicimia) che Comune e società di gestione stanno
improntando gli sviluppi futuri del bike sharing in punti strategici
della città, in particolar modo nelle zone limitrofe ai poli
universitari.
In
questa direzione si è mosso il primo intervento
d'ampliamento
del secondo lotto, risalente al maggio scorso, con la realizzazione
delle stazioni Satellite e Ospedale. «Stiamo cercando di
sensibilizzare e incentivare l'utilizzo tra i giovani e gli studenti -
ha spiegato Fabio Rolfi, assessore comunale alla Mobilità -
servendo sia gli atenei del centro ma anche le realtà
presenti
nelle fasce più esterne». a. carb.
Alla
colonnina si sale in sella con il chip
La
«Omnibus» più veloce al posto del
vecchio abbonamento
Si
chiama Omnibus card la chiave d'accesso per le due ruote di Bicimia. La
tessera multiservizio, entrata in funzione per il bike sharing dopo
l'inaugurazione di ieri delle nuove postazioni cittadine, ha
così sostituito definitivamente il vecchio abbonamento,
ormai
invalidato (se non per il pagamento dei parcometri, fino
all'esaurimento dell'eventuale credito di sosta).
L'utilizzo
della Omnibus card resta comunque del tutto similare a quello del
precedente supporto per quanto riguarda le modalità di
prelievo
dei mezzi. Le istruzioni per l'uso sono semplici: per la richiesta
è sufficiente avvicinare la tessera alla sommità
della
colonnina di ciclo prelievo.
Dopodiché,
dopo la convalida accertata dal segnale e luce verde,
basterà sfilare la bicicletta dal punto di aggancio. Qualche
novità invece sulle operazioni di deposito, questa volta
più immediato e facilitato per gli utenti. Basta infatti
avvicinare la bici alla colonnina, senza la necessità di
passare
nuovamente la tessera sul sensore di riconoscimento, ma assicurandosi
che il mezzo sia bloccato correttamente nell'apposita postazione.
«Il
nuovo hardware ci permette di monitorare costantemente gli spostamenti
di ogni singola bicicletta in utilizzo, da una stazione all'altra -
spiega Marco Verità, responsabile della gestione del
servizio
Bicimia - Inoltre avremo parecchi vantaggi per quanto riguarda il
controllo dello stato dei mezzi e delle eventuali necessità
di
interventi di manutenzione».
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Giornale di
Brescia 10 agosto 2011
Corsini:
«Metrò, risorse dirottate»
L’ex sindaco replica
all’assessore Di Mezza sui conti della metropolitana leggera
«Dalla
Giunta Paroli, riserve accordate senza contestazioni e scelte
stravolte»
I
conti del metrò continuano a far discutere. Dopo
l'intervento
dell'assessore Fausto Di Mezza, arriva la replica dell'ex sindaco Paolo
Corsini, affidata a una nota, in cui risponde alle contestazioni del
titolare del Bilancio della Giunta Paroli. Giunta che, in incipit,
Corsini accusa di voler «mascherare» col
«polverone» sul piano finanziario del
metrò
«una stagione inconcludente, solo impegnata a
disfare». Il
parlamentare Pd, infatti, rivendica «alla Giunta di
centrosinistra le realizzazioni più significative in via di
compimento (piscina di Mompiano, casa di riposo di S. Polo, Campo
Marte, Polveriera, parcheggio Arnaldo). Una Giunta che ha lasciato ai
successori il terzo bilancio di capoluogo meno indebitato di Europa e
un tesoretto di 160 milioni, che Di Mezza finge di non
conoscere».
A lui l'ex sindaco contesta di aver bocciato il piano finanziario prima
«perché predisposto "in malafede"», ora
«con
una virata preventiva rispetto alla causa civile che sarà
intentata a suo carico, precisando che "le critiche (...) non
riguardano né la sfera personale, né la
moralità
dei precedenti amministratori". La "malafede" chi e che cosa
riguarderebbe allora?» si chiede Corsini, che va poi nel
merito.
Riserve in primis. «Capitolato di gara e contratto di appalto
consentivano di discutere eventuali riserve con richiesta di
sovrapprezzo dopo l'accettazione dell'opera e a collaudi avvenuti. Per
quali ragioni l'Amministrazione Paroli ha stipulato un accordo
transattivo di decine di milioni di euro con cui si accolla oneri che
sarebbero a carico dell'appaltatore e non ha messo in conto obiezioni
su precise contestazioni (dal gap di terza rotaia alla distanza tra
banchina e carrozza), nonché il mancato rispetto di alcune
prescrizioni? Siamo in presenza di un contratto oneroso immediatamente
esigibile, peraltro in concomitanza con la vendita irrituale, quanto ai
tempi, a una delle società dell'Ati, delle azioni di
Serenissima. Il piano finanziario del metrò aveva invece una
valenza programmatoria, compreso il costo del biglietto, legata
sì a dati economici, ma da raccordare a coerenti scelte
politiche su mobilità e sosta. Scelte che la Giunta Paroli
ha
improvvidamente rovesciato, determinando la contrazione attuale degli
utenti del trasporto pubblico. Quanto al mutuo garantito dal Comune
esso fu dovuto a una richiesta della Cassa Depositi e Prestiti in
quanto il rating municipale era tale da offrire le più ampie
garanzie di ottenere condizioni ottimali. Come è
stato».
Corsini ricorda poi come l'aver la sua Amministrazione quasi azzerato
l'esposizione mutuaria della Loggia coi 70 milioni di dividendo
straordinario di Asm-A2A, «ha consentito di recuperare a
risparmio ogni anno svariati milioni di euro di interessi. Una scelta
provvidenziale anche per l'attuale Giunta, tenuto conto dei vincoli del
patto di stabilità, che nel 2004 non potevamo certo
prevedere». Infine le opere complementari, «per
altro
programmate dalla Giunta Paroli senza preventiva definizione del
budget: l'assessore Venturini aveva prospettato la necessità
di
25 milioni di euro a carico del Comune. Non è
responsabilità della precedente Amministrazione se le
risorse
disponibili sono state poi dirottate nelle direzioni le più
disparate (come l'Omb)». «Alla luce di
ciò -
conclude Corsini - non sarà necessario attendere il verdetto
della storia evocato da Di Mezza. Basta ed avanza il giudizio che
già si può formulare sulla Giunta della "pappa
fatta", su
una cronaca assai mediocre e persino meschina».
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Giornale di
Brescia 06 agosto 2011
Di
Mezza: «Corsini risponda alla città sui conti del
metrò»
L'assessore
al Bilancio replica alle critiche mosse dall'ex sindaco sul piano
finanziario
«Sostenere
oggi che la questione Metrobus fu gestita dalla Giunta Corsini con
insostenibile e insopportabile leggerezza e che questo
provocherà nel bilancio comunale una voragine difficilmente
sanabile non è certamente diffamatorio, ma semplicemente
riportare la verità». L'assessore al Bilancio del
Comune
di Brescia, Fausto Di Mezza, interviene sul tema del finanziamento per
la realizzazione del Metrobus, rispondendo alle critiche avanzate
dall'ex sindaco di Brescia, Paolo Corsini: «La tattica di
Corsini
ormai è chiara a tutti: è un cane che abbaia, ma
non
morde - dichiara l'assessore -. Da circa un anno cerca di intimidirmi
attraverso minacce di querele e richieste di risarcimento danni.
Querele e denunce che puntualmente non si concretizzano. Mi auguro che
questa volta alle parole seguano i fatti. La mia non è
spavalderia o incoscienza, ma la tranquillità che hanno
coloro
che sanno di essere nel giusto. Non esiste nessun giudice che possa
condannarmi, semplicemente perché dico la verità.
Le
critiche che muovo alla precedente Amministrazione, e quindi anche
all'ex sindaco Corsini, non riguardano né la sfera personale
né tanto meno la moralità dei precedenti
amministratori.
Le mie sono critiche e accuse politiche che i bresciani hanno capito
bene: ormai il re è nudo».
«I
dati ufficiali forniti da Brescia Mobilità - continua Di
Mezza -
parlano per la metropolitana di un fabbisogno annuo di denaro pubblico
di 54,8 milioni di , di cui 35,2 a carico del Comune, da iscrivere
nella parte corrente del bilancio. Brescia non poteva permettersi
questa cifra, né quando fu deciso di costruire la
metropolitana,
né oggi. Quindi come ha bene spiegato il sindaco nell'ultimo
Consiglio comunale, il metrò non doveva essere
costruito».
L'assessore pone, poi, una serie di domande: «Come fu
possibile
allora dare il via all'opera? Come si pensava di far fronte alle
capitalizzazioni promesse a Brescia Mobilità e mai
praticate?
Come si arrivò a determinare il costo di vendita del
biglietto a
1,90 quando ad oggi la normativa regionale lo blocca ad 1.40 ? Si mise
1,90 per far tornare i conti? Perché nel 2007 Corsini
firmò un contratto di servizio con Brescia Trasporti al fine
di
mantenere il prezzo di vendita del biglietto a 1 euro se le politiche
tariffarie previste nel piano finanziario del 2004 dicevano il
contrario? La decisione di rimandare il problema delle riserve a un
arbitrato finale fu frutto di una scelta economica o fu dettato dalla
non capacità di affrontare il problema? Se, come sostiene
Brescia Mobilità, già dal 2005 si conoscevano le
criticità del piano e la società prevedeva
perdite
milionarie nonostante il biglietto a 1.90 , fu giusto non rimodulare il
piano finanziario? Fu serio non considerare nel fabbisogno finanziario
della società i costi delle opere complementari?
Perché
quando nel 2007 il Comune incassò da Asm 70 milioni di di
dividendo straordinario non li usò per diminuire
l'indebitamento
di Brescia Mobilità? Perché il mutuo iniziale di
220
milioni fu messo in capo alla società se fu il Comune a
garantire?».
«Su
queste questioni - conclude Di Mezza - l'ex sindaco è
chiamato a
rispondere di fronte alla città, possibilmente con dati e
fatti,
non con la solita zuppa delle minacce, querele e
risarcimenti».
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Giornale di
Brescia 05 agosto 2011
Fossa
Arnaldo attende la primavera 2012
Nuovo
cronogramma per i lavori del parcheggio
Trecento
auto a ridosso della zona della movida
Per
ora se ti affacci sul cantiere vedi un'enorme voragine. Ma nella
primavera del 2012, secondo le previsioni della Loggia, il parcheggio
che sta nascendo nel ventre di fossa Arnaldo - i lavori sono iniziati
nell'autunno del 2009 - aprirà i battenti a servizio della
zona
cuore della movida bresciana. I duecentosettanta posti auto pubblici e
i 30 destinati a box privati per residenti, tutti coperti, preludono a
un ripensamento della viabilità di piazza Arnaldo e delle
vie
limitrofe. Un preludio che monetizzato significa un investimento di
circa sette - otto milioni di euro.
La
fase degli scavi è praticamente terminata. «Da
settembre
si procederà con la realizzazione degli impianti interrati
di
fondo e alla posa dei manufatti prefabbricati per la formazione dei
piani del parcheggio, iniziando dalla zona nord e terminando con la
rampa elicoidale a sud», ha anticipato l'assessore ai Lavori
Pubblici, Mario Labolani che sotto il solleone agostano, con il primo
cittadino Adriano Paroli (delle considerazioni del sindaco riferiamo a
lato, ndr) e il vicesindaco Fabio Rolfi, per illustrare alla stampa lo
stato dell'arte dei lavori.
Lavori
che si concluderanno a fine aprile 2012 con qualche mese di ritardo
rispetto al programma originario (che prevedeva di concludere alla fine
di quest'anno) per interventi inizialmente non previsti, come hanno
spiegato i tecnici di Brescia Mobilità. «I
monitoraggi
costanti sul cantiere - ha precisato Vera Sabatti, responsabile unico
del procedimento e dirigente dei servizi tecnici di Brescia
Mobilità - hanno segnalato possibili ripercussioni degli
scavi
su edifici che si trovano sul perimetro del parcheggio, per cui abbiamo
realizzato, per precauzione, delle travature per il consolidamento.
Inoltre gli scavi fino alla profondità di sette - otto metri
sono stati realizzati con la consulenza del Genio civile in caso
fossero stati trovati ordigni bellici. Questo infatti durante la guerra
era un campo da tiro».
Quattro
piani interrati, la profondità dello scavo è di
oltre 15
metri, conterranno i duecentosettanta posti auto ai quali si
accederà dall'ingresso di piazza Arnaldo, dove
sarà
ricollocata la cancellata storica, preservata su richiesta della
Soprintendenza.
I
30 parcheggi dei box privati per i residenti, raccolti su due piani,
avranno un ingresso separato, da via Turati, con due montauto
automatizzati. La struttura meccanizzata sorgerà nel salto
di
quota tra la fossa e il giardino pubblico di via Turati.
Quando
l'ultimo mattone del parcheggio sarà posato,
bisognerà
decidere il destino della parte en plein air della struttura.
«Il
progetto iniziale - ha ricordato Labolani - prevedeva tre soluzioni,
verde, acqua oppure terra. Vedremo di scegliere la migliore. Si
può pensare anche a posizionare un punto informativo sul
museo
di Santa Giulia».
In
questa visione d'insieme si pensa anche «alla sistemazione
dei
giardini di via Turati», ha aggiunto il titolare
dell'Assessorato
comunale ai lavori pubblici.
I
nuovi trecento posti auto, aggiunti ai 220 del parcheggio dell'ex
caserma Goito, alzano l'asticella del potenziale della zona di piazza
Arnaldo, in termini di aree sosta, superando quota cinquecento. Quando
la prima auto entrerà nella rinnovata fossa Arnaldo, ha
detto
Rolfi, potrà concretamente partire il ripensamento sulla
viabilità della piazza e delle strade limitrofe, condiviso
con
residenti, commercianti e con coloro che vivono il centro della movida
bresciana. Una modalità, la condivisione, che abbiamo fatto
nostra in altre situazioni e quartieri della
città».
Paola
Gregorio
Rolfi:
«Piazza chiusa al traffico? Ipotesi da valutare»
Con
l’arrivo del nuovo parcheggio ci sarà un
ripensamento della viabilità dell’intera zona
Piazzale
Arnaldo senza auto? Dopo la sperimentazione dei week end di giugno,
all'insegna dello slogan «Nuova Arnaldo, una piazza anche
tua», il tema della pedonalizzazione del centro della movida
bresciana è rimasto nell'aria.
Anche
perché, come annunciato dal vicesindaco Fabio Rolfi e
dall'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani, l'apertura del
parcheggio di Fossa Arnaldo porrà la questione di un
ripensamento della viabilità della piazza e delle vie di
accesso.
In
questo restyling degli assi viari rientrerà anche una piazza
Arnaldo chiusa al traffico? Dalla Loggia non si sbottonano. Rolfi
commenta che «non è un'opzione esclusa a priori ma
qualunque proposta sulla mobilità della zona sarà
discussa e condivisa, con residenti, commercianti e con coloro che la
vivono».
Per
corso Mameli la pedonalizzazione è stata frutto di un
confronto
con chi abita e lavora nella via. Ricorda il presidente della
Circoscrizione Centro, Flavio Bonardi. «Per circa un anno
abbiamo
fatto riunioni e incontri. Alla fine buona parte dei residenti e dei
commercianti si è dichiarata a favore». Ergo, per
il
futuro di piazzale Arnaldo il percorso scelto dalla Circoscrizione
è il medesimo. «Noi non diciamo sì o no
alla
pedonalizzazione, ma vogliamo che la decisione sia il risultato di un
confronto con abitanti e operatori commerciali», anticipa
Bonardi.
La
Centro ha già dato il via a un monitoraggio tra chi vive e
lavora nella piazza e nelle vie limitrofe, per raccogliere opinioni e
proposte sull'eventuale pedonalizzazione e altri cambiamenti della
viabilità. «Ci sono ovviamente delle
perplessità
perché si tratta di una zona molto vissuta, da parte dei
commercianti e dei residenti - sottolinea Bonardi -. Per quanto ci
riguarda raccoglieremo idee e proposte per arrivare a una soluzione
condivisa».
L’INTERVISTA
Adriano
Paroli
«Un
centro permeabile e vivo»
Accessibilità
e permeabilità. Adriano Paroli parte dal punto sui lavori
del
parcheggio di Fossa Arnaldo per ripercorrere in breve la sua idea, e
della Giunta che guida, di città e centro storico.
Sindaco,
che cosa significa una Brescia accessibile e permeabile?
«Il
centro storico per vivere deve essere accessibile. Per questo le Ztl
ventiquattro ore su ventiquattro non avevano senso. La
disponibilità di parcheggi si inscrive in questa idea di
città tutelata ma nella quale si possa arrivare».
Come si
inserirà il nuovo parcheggio di fossa Arnaldo in questa
visione della città?
«Con
il progetto del parcheggio sotto il Castello cittadini e turisti
avranno due aree sosta da cui partire per accedere a via Musei e al
Museo di Santa Giulia. Tutti vogliono che piazza Duomo e altre piazze
del centro diventino pedonali. Ma per arrivare a questo traguardo
è necessario ci siano altri parcheggi per rispondere alle
esigenze di cittadini e turisti. In centro, per coprire le
necessità di residenti e operatori commerciali, mancano
all'appello circa tremila posti auto».
La
pedonalizzazione fa parte perciò del piano complessivo sulla
città?
«La
realizzazione di parcheggi, le Ztl a fasce orarie sono la faccia di una
medaglia, dell'idea di una città accessibile. L'altra
è
rappresentata dalla pedonalizzazione di alcune zone particolarmente
preziose della città. Piazza Duomo è uno dei
tasselli ma
si parla anche di piazza Loggia e di corso Zanardelli».
Il
futuro parcheggio di fossa Arnaldo e quello già aperto
dell'ex
caserma Goito conteranno complessivamente oltre cinquecento posti auto.
«Per
quanto riguarda il parcheggio Goito, grazie a un accordo con il
Demanio, è ben sfruttato».
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Giornale di
Brescia 05 agosto 2011
Corsini:
sì alla Commissione sul metrò
L’ex
sindaco: «Sia fatta chiarezza. Il nostro piano finanziario
del 2004 era
fondato
su scelte politiche precise». E annuncia azione civile contro
Di Mezza
«Sì
alla commissione d'indagine sui conti della metropolitana
leggera». L'ex sindaco di Brescia, oggi deputato del Partito
democratico, Paolo Corsini, interviene nel dibattito sui conti del
metrò e si dichiara assolutamente favorevole al documento
approvato in Consiglio comunale e presentato dai capigruppo di Pdl,
Lega e Udc. Ma Corsini nell'appoggiare l'iniziativa della Loggia,
solleva una serie di questioni politiche e di critiche all'attuale
maggioranza. «Mi chiedo innanzitutto come mai - ha detto
Corsini
- questa iniziativa è stata presa tre anni dopo l'entrata in
carica dell'attuale maggioranza». Secondo il deputato del Pd
questa decisione dimostra che la Giunta Paroli «è
improvvisata e composta da incompetenti ed incapaci».
Tutta
la questione ruota attorno al piano economico-finanziario dell'opera
risalente al 2004, quando Corsini era alla guida della Loggia e che
recentemente è stato rimesso completamente in discussione
dall'attuale Giunta ed in particolare dall'assessore al Bilancio Fausto
Di Mezza che ha parlato, di piano economico errato e di un buco da
coprire e di un'azione necessaria per evitare «che la
metropolitana si mangi Brescia dal punto di vista economico».
Corsini chiarisce poi «di aver raccolto tutta la
documentazione
ed averla passata al mio avvocato perché intendo presentare
una
causa in sede civile con richiesta risarcimento proprio sulle parole
dell'assessore che ha parlato di un piano economico finanziario fatto
in malafede».
Ma
l'ex sindaco bresciano si spinge oltre e ricorda all'assessore Di Mezza
«che suo padre sedeva nel 2004 nel Consiglio
d'Amministrazione di
Brescia Mobilità come rappresentante della minoranza e
quindi
poteva chiarire tutti sul piano». Abbandonando poi il terreno
dei
legami familiari, il deputato del Pd si scaglia di nuovo contro la
maggioranza: «Il management di Brescia Mobilità ha
sempre
avuto le idee chiare così come la mia Giunta, infatti il
Piano
si fondava su scelte ben precise anche in un'ottica più
ampia di
politica della mobilità cittadina. Un'azione che oggi la
Loggia
ha completamento stravolto annunciando l'intenzione di voler spostare i
suoi uffici in un'area non toccata dalla metropolitana e volendo
costruire il parcheggio sotto il Castello».
Non
solo l'ex primo cittadino ricorda «che quando venne preparato
il
piano del metro, nessuno poteva immaginare che il governo Berlusconi
con i nuovi patti di stabilità avrebbero impedito di
utilizzare
i 160 milioni di euro lasciati in dote alla amministrazione che ci
è succeduta. Per altro, metà di quei soldi la
Giunta li
ha già impegnati in una direzione che non
condivido». La
Commissione d'indagine, secondo Corsini, permetterà anche di
chiarire altri aspetti emersi negli ultimi messi: «Attraverso
il
lavoro della commissione spero di poter capire anche come mai due
giorni dopo aver firmato il contratto di accordo con l'Ati sulle
riserve, proprio una società dell'Ati ha acquistato tutte le
azioni detenute dal Comune di Brescia in Serenissima spa. Vorrei
comprendere anche le ragioni politiche di tale decisione che presenta
una concomitanza irrituale». Non solo. Corsini contesta a
Paroli
la decisione di non essere ricorso all'arbitrato per quanto riguarda la
questione delle riserve. «Paroli continua a sostenere che
sarebbe
stato un bagno di sangue mentre penso che il Comune di Brescia avrebbe
avuto moltissimi rilievi da contrapporre all'Ati. Nel 2004 la cosa non
era fattibile perché si correva il rischio che venisse
bloccata
la talpa, oggi quell'eventualità non è
evidentemente
più percorribile da parte di Ati quindi si sarebbe potuto
tranquillamente andare all'arbitrato». Toccando anche il tema
degli 80 milioni attesi dal Cipe Corsini ribadisce «la
volontà di farsi promotore di una pattuglia bipartisan che
faccia pressioni per sbloccare quei soldi, nella consapevolezza
però che le critiche al piano finanziario che nel 2004 fu
vagliato anche dal Cipe non facilitano per niente l'arrivo di quei
soldi».
Corsini,
infine, auspica che nella costituenda commissione «come
accade in
tutte le realtà politiche occidentali, la guida venga
affidata
ad un rappresentante della minoranza».
Carlo Muzzi
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Giornale di
Brescia 02 agosto 2011
Trasporti
pubblici fra «fusioni» e nuove tariffe
Il
Broletto conferma aumenti del 4%
Verso
una società Comune-Provincia
Trasporti,
che fare? E, soprattutto, di quanto aumentare le tariffe, alla luce
delle imposizioni del Pirellone?
L'assessore
provinciale Corrado Ghirardelli conferma quanto, di fatto, anticipato
alla Commissione consiliare VII riunitasi lo scorso 21 luglio: come da
delibera di Giunta, le tariffe del Trasporto pubblico locale
cresceranno del 4,96%. Una scelta - ha ricordato l'assessore - che alla
Provincia «costa», quasi cinque milioni, cifra che
corrisponde a quanto le casse del Broletto dovranno sborsare per
compensare «i tagli regionali uniti alla scelta, sempre del
Pirellone, di aumentare del 20%, anche se in due differenti tranche, il
costo dei biglietti. Con questo investimento riusciremo - conferma
Ghirardelli - a contenere gli aumenti che, a livello pratico,
intaccheranno davvero poco le tasse dei normali fruitori dei mezzi
pubblici».
Prima
di tornare sui metodi per calmierare gli aumenti tariffari, Ghirardelli
guarda al futuro ed annuncia nuove strategie tra enti pubblici per
«governare» il futuro del trasporto bresciano.
«È
allo studio - sottolinea - una società consortile che unisca
il
Comune di Brescia, Brescia Trasporti e la Provincia. Se si
concretizzasse, ci sarebbe un soggetto unico per organizzare gare e
appalti per tutto il territorio bresciano». Proprio a
proposito
di appalti, l'assessore ricorda come «si sia cercato di
trovare
delle intese con le aziende di trasporti, così da contenere
i
costi fino alle scadenze dei contratti, in essere sino al
2012».
Comunque
sarà, il destino della società consortile
(«attualmente sta lavorando un tavolo tecnico per valutare
come
condurre l'operazione»), qualora partisse, vedrà
un
intreccio costante (e non sempre facile da gestire) tra Loggia e
Broletto. «Sarà messa sotto analisi tutta la
tratta dei
trasporti - conferma Ghirardelli -, compreso il metrobus e la questione
della metropolitana provinciale. Progetto, quest'ultimo, che non deve
essere visto solamente come un qualcosa che riguardi la strada ferrata
ma che, al contrario, potrebbe svilupparsi anche su gomma, pur con
tutte le potenziali difficoltà del caso».
«Non
è vero - aggiunge - che non abbiamo disponibilità
economiche per la metropolitana provinciale, ma prima dobbiamo capire
come e, soprattutto, da chi sarà eventualmente gestita. Per
ora
siamo ancora in fase di valutazione, in attesa di prendere una
decisione».
In
attesa di capire se saranno nubi fosche o cieli propizi a suggellare
questi tentativi di intesa tra Comune di Brescia e Provincia,
Ghirardelli chiude il cerchio sugli aumenti tariffari. «Come
Ente
- conclude - abbiamo fatto di tutto per limitare gli effetti delle
scelte della Regione. Se avessimo applicato il 20% in più ci
avremmo anche guadagnato, ma ci è sembrato meglio limitare
gli
effetti sui fruitori del trasporto pubblico locale. Comunque, per i
bresciani non sarà una cifra insostenibile e, in previsione
dell'introduzione del titolo unico di viaggio in Lombardia, le
facilitazioni saranno di un certo peso».
La
certezza di un biglietto più caro e i dubbi su alleanze da
far
decollare. Traffico e code in vista sull'asse Loggia-Broletto.ramp

Immagine
tratta dall'album fotografico di tplitalia.it
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