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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 29 ottobre 2011
Pm10, firmata l'intesa su blocchi e targhe alterne
Siglato in Loggia l'accordo tra i sindaci dell'area critica
Stop domenicale al 12° giorno nero, pari e dispari dal 18°
Intesa
raggiunta e sottoscritta. Si è infatti definito un punto di
equilibrio tra i sindaci dei Comuni dell'area critica per la stesura in
Loggia della bozza di ordinanza che introduce degli
«automatismi» in occasione dei superi di polveri fini
nell'aria (Pm10).
Un
punto di equilibrio che tiene conto della situazione di ogni singola
municipalità e di quei Comuni, in specie della Valtrompia,
attraversati da strade di competenza della Provincia. Il punto per
giungere all'intesa dei sindaci è stato il definire il ruolo di
Prefettura e Provincia ai fini del blocco del traffico. Come abbiamo
già avuto modo di scrivere in queste colonne, la novità
introdotta dalla bozza di ordinanza voluta dall'assessore Paola Vilardi
e dal sindaco, Adriano Paroli, introduce sulla scorta di quanto
già effettuato a Milano, dei meccanismi per i quali al 12°
giorno di supero delle concentrazioni la prima domenica utile diventa
«ecologica» con il blocco totale del traffico dalle 8 alle
20, anche per i veicoli Euro 4 e 5. Diversamente al supero del 18°
giorno si introduce la misura delle targhe alterne, con deroghe
stabilite in modo chiaro.
In
sostanza il punto che ha portato i sindaci a raggiungere l'intesa
è stato la necessità per tutti «di giungere ad una
condivisione ed omogeneità di scelte tra i Comuni sottoscrittori
dell'accordo, la Provincia di Brescia e la Prefettura». Una
cambiale in bianco firmata? «No, riteniamo piuttosto che adire a
misure di emergenza che limitano la circolazione dei cittadini come le
domeniche ecologiche o il sistema delle targhe alterne, debbano essere
supportate anche dalla chiusura delle strade provinciali, per le quali
Prefettura e Provincia devono attivarsi per la loro parte. Diversamente
la misura non avrebbe molto senso» come ha spiegato il sindaco di
Concesio, Stefano Retali, parlando a nome dei comuni della Val Trompia.
Da
qui l'accordo sottoscritto dai ventuno Comuni coinvolti, con l'ipotesi
dell'estensione dell'ordinanza da adottarsi anche ad altri Comuni
dell'hinterland. I sottoscrittori sono i Comuni di Brescia,
Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castegnato, Castel Mella,
Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone V.T.,
Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno,
Sarezzo e Villa Carcina.
Tra
questi, peraltro, ci sono già anche i sindaci che specificano
che provvederanno all'emanazione dell'ordinanza solo dopo il supero
consolidato di alcuni giorni. «Quando arriveremo all'ottavo
giorno faremo un'ordinanza contingibile ed urgente per attivare le
misure, in assenza delle quali continua ad operare il dettato della
legge regionale in materia di qualità dell'aria». Sullo
sfondo resta infatti per taluno la riflessione di come la Regione abbia
delegato alla sola Provincia il ruolo di coordinatore del Tavolo
dell'aria. Un tema che però si risolve pensando alla
necessità di adire comunque ad una soluzione condivisa e ad un
regime certo e comune per tutto il territorio.
Il
limite che farà scattare il conteggio dei giorni (a cura dei
sindaci) è stabilito nei 50 microgrammi per metro cubo da non
superarsi in tre centraline sulle quattro di Broletto, Villaggio
Sereno, Rezzato e Sarezzo. Stesso discorso per il rientro delle misure:
quando in tre su 4 delle centraline i valori si abbasseranno, le misure
verranno meno.
A
margine delle misure va registrata anche la deroga introdotta nella
circolazione a targhe alterne per i veicoli storici, Euro zero,
certificati. Secondo l'ordinanza potranno circolare, con buona pace
dell'economia del settore e degli appassionati, i veicoli iscritti nei
registri storici. Un misura che il vicesindaco Fabio Rolfi aveva
garantito nelle settimane scorse dopo le pressioni avviate da diverse
realtà, tra le quali il motoclub «Auto e moto d'epoca di
Flero», recepita poi dalla Loggia e dagli altri sindaci come atto
dovuto ad un comparto importante.
Roberto Manieri
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Bresciaoggi 29 ottobre 2011
ARIA
MALATA. Brescia, Castegnato e 19 Comuni dell´area critica hanno
deciso gli interventi. Coordinamento con Provincia e Prefettura per le
strade di collegamento
Smog, ecco gli stop. Resta il nodo provinciali
Magda Biglia
In
Loggia la firma di sindaci o assessori delegati Domenica a piedi dopo
dodici superi consecutivi e dopo diciotto scatteranno le targhe alterne
Lo
stop sarà automatico: dopo dodici giorni consecutivi di supero
del limite di legge per le polveri sottili scatteranno le domeniche a
piedi; dopo diciotto, le targhe alterne durante la settimana.
Così si sono accordati il capoluogo e altri venti Comuni, i
diciannove dell´«area critica» (Borgosatollo,
Botticino, Bovezzo, Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato,
Concesio, Flero, Gardone Valtrompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno,
Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo e Villa Carcina)
più Castegnato: ieri in Loggia lo ha stabilito la firma di
sindaci o assessori delegati (assenti, ma giustificati, solo Gardone
Valtrompia, Villa Carcina e Castegnato). Tutti a ringraziarsi a vicenda
perché questo protocollo è un modello per l´intera
regione.
MA
SI TRATTA DI un´intesa con postilla, scritta in grassetto:
«Per quanto riguarda i tratti di strade provinciali interessate,
sarà necessario giungere a una condivisione e omogeneità
di scelte tra i Comuni sottoscrittori, la Provincia, la
Prefettura».
Che
cosa vuol dire? Che il casus belli non è risolto e si rimanda
ancora una volta la soluzione per quei paesi che sono attraversati
dalle strade di competenza provinciale, tutta la Valtrompia, Roncadelle
o San Zeno. Lì le amministrazioni hanno sempre detto che,
restando aperte le provinciali, il blocco domenicale è inutile e
malvisto dalla popolazione, costretta a starsene a casa mentre le
sfreccia sotto il naso il traffico di passaggio. Ieri ha risposto per
tutti il sindaco di Concesio Stefano Retali: «Di volta in volta,
secondo le caratteristiche del momento, si dovranno prendere decisioni
omogenee e condivise, lo sottolineo, fra le due istituzioni che abitano
in Broletto e gli aderenti al protocollo. Crediamo che, davanti a un
fronte come questo, non si tireranno ancora indietro, palleggiandosi la
responsabilità, facendo saltare un accordo faticosamente
raggiunto. Dopodiché, se non ce lo impediranno, noi sindaci
chiuderemo i segmenti delle provinciali che interessano la nostra
viabilità, lasciando liberi gli svincoli di collegamento.
Diversamente - ha concluso - è per noi difficile fare scelte che
siano condivise».
IERI
IN LOGGIA ERA presente un funzionario della Provincia, ente che
già l´anno scorso non vedeva di buon occhio un ruolo da
protagonista e da capofila del Comune di Brescia, e comunque
rappresenta anche i Comuni esterni all´area critica, che
sarebbero danneggiati da percorsi interrotti. L´appuntamento
è per la settimana prossima in Broletto: un tavolo con tutti i
soggetti interessati. «Si dovranno coinvolgere i territori
confinanti - dice ancora Retali -: siamo solo all´inizio.
Serviranno altri interventi strutturali, regionali e nazionali».
Intanto la Valtrompia plaude al documento sottoscritto. Si vedrà
cosa succederà nell´incontro già fissato, e si
vedrà cosa succederà soprattutto alla prima occasione.
Intanto
plaudono i primi cittadini della fascia che circonda il capoluogo,
senza distinzione fra centrodestra e centrosinistra. Come lo scorso
anno, Castegnato partecipa senza esservi obbligato. L´assenza dei
rappresentanti di Gardone Valtrompia e Villa Carcina è liquidata
con precedenti impegni: Retali parla a nome della valle, è
l´assicurazione.
«Siamo
a un passo importante - commenta il sindaco di Brescia Adriano Paroli
-, frutto del lavoro di oltre un anno, a tappe mensili. Vediamo le
domeniche ecologiche come iniziative che aiutino a riflettere sul
problema dell´aria che respiriamo. Le targhe alterne, invece,
sono l´estrema ratio».
GLI
FA ECO l´assessore all´Ambiente Paola Vilardi: «Col
blocco domenicale lanciamo un appello educativo, con la circolazione
pari o dispari lanciamo un grido d´allarme. Per fortuna non si
è arrivati spessissimo a diciotto giorni consecutivi di
sforamento delle soglie. Anche in questo mese di ottobre, i livelli
sono quasi sempre sotto i fatidici 50 microgrammi per metro cubo di
Pm10. Tuttavia adesso siamo pronti, le misure scatteranno senza
consultazioni frenetiche. Se ci saranno casi particolari,
deciderà il coordinamento dei ventuno. Sembra semplice,
però non era affatto scontato, anche se era chiaro che Brescia
non poteva prendere certi provvedimenti da sola».
Blocco «educativo»: sacrifici per tutti i veicoli
Il
blocco domenicale deve essere educativo perciò si chiedono
sacrifici a tutti: gireranno solo le auto elettriche e i mezzi
pubblici, o di pubblica utilità. Invece, quando scatteranno le
targhe alterne, avranno l´esenzione i veicoli Euro 4 e 5, ibridi,
a metano, i ciclomotori. Hanno deroghe e restrizioni differenti le due
misure previste dal protocollo firmato ieri in Loggia. È questa
la vera novità dell´accordo fra i venti comuni
dell´area critica, più Castegnato volontario.
LE
RILEVAZIONI per l´area A1, definita dal Piano regionale del 2007,
vengono dalle centraline di monitoraggio delle polveri sottili in
Broletto, al villaggio Sereno, a Rezzato e Sarezzo. La soglia massima
è sempre quella dei 50 microgrammi per metro cubo. Quando la
concentrazione media giornaliera andrà oltre il limite in almeno
tre centraline per la durata di dodici giorni consecutivi, di domenica,
dalle 8 alle 20, si fermerà il traffico, ad esclusione delle
macchine delle forze dell´ordine, dei disabili, dei medici, dei
lavoratori in turno, dei sacerdoti, degli operatori della
comunicazione. Tutte le altre vetture saranno ferme, tranne quelle ad
emissione nulla ovvero con motore elettrico.
Quando
la concentrazione media giornaliera del Pm10 sarà sballata per
diciotto giorni consecutivi, verrà istituita la circolazione a
targhe alterne: nei giorni pari le pari, nei dispari le dispari. Ma
potranno evitare il divieto gli Euro 4 e 5, gli elettrici, i
motoveicoli (tranne la classe pre-Euro 1), i veicoli a gas, metano o
Gpl, le vetture con motore ibrido-elettrico e termico, gli autoveicoli
con almeno tre persone a bordo, quelli del servizio car-sharing.
Saranno esenti anche le categorie già citate per la domenica,
più gli ambulanti, gli autocarri per trasporto merci, i veicoli
storici attestati. Si è calcolato che il 30% del parco vetture
rientrerà fra gli esenti: dimezzando il 70% restante, si
avrà un risparmio di emissioni del 35%, un terzo.
Restano
inoltre in vigore, sempre nell´area A1, le misure regionali di
limitazione del traffico, partite il 15 di ottobre e valide fino al 15
aprile. Non possono quindi lasciare il garage, fra le 7.30 e le 19.30
dal lunedì al venerdì, gli Euro 0 a benzina, gli Euro 0,
1, 2 diesel. Su tutto il territorio lombardo sempre nello stesso
periodo, è decretato il fermo permanente, sette giorni su sette,
dei motoveicoli a due tempi di classe 0 e degli autobus M3 di classe
Euro 0, 1, 2 diesel. Queste regole hanno deroghe varie, però
sono valide anche sulle strade provinciali. Si salvano solo le
autostrade, le strade regionali, gli svincoli.
IL
DOCUMENTO complessivo stipulato ieri recepisce pure le norme
accessorie. Come il divieto di uso di apparecchi di riscaldamento
obsoleti nei paesi sotto i 300 metri, il divieto di utilizzare olio
combustibile per il riscaldamento, il divieto di climatizzare in estate
e inverno cantine, ripostigli, box. I dati tuttavia confermano che il
51% delle emissioni di Pm10 nella provincia di Brescia derivano dal
trasporto. Si scende al 20.8% con il riscaldamento, all´8.4% per
i processi produttivi, al 7% per la combustione nell´industria,
totale 15.4%. Per l´ossido di azoto, Nox, scende al 47% il
trasporto e sale al 20% l´insieme di combustione e produzione
nell´industria. Lo smaltimento dei rifiuti è colpevole
allo 0,7% per le polveri, ma all´8% per l´ossido. In un
anno non si potrebbe superare il limite dei 50 microgrammi per
più di 35 giorni. Nel 2010 il Broletto l´ha oltrepassato
per 89 giorni, Villaggio Sereno 89, Sarezzo per 72, Rezzato per 105.
MA. BI.
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tplbrescia.it 27 ottobre 2011
Servizio di trasporto pubblico urbano di Desenzano a Brescia Trasporti ?
Secondo alcune anticipazioni trovate su internet pare che con il nuovo
anno il servizio ubrano di Desenzano, ora gestito dalla veronese ATV, possa passare di mano a Brescia Trasporti.
Il servizio urbano di Desenzano è organizzato su tre linee. |
Bresciaoggi 25 ottobre 2011
L´EMERGENZA.
I venti sindaci dell´area critica hanno trovato l´accordo
sui provvedimenti «anti PM10». Venerdì la firma del
protocollo e da sabato il via alle delibere
Smog: targhe alterne e domeniche a piedi
Giuseppe Spatola
Dopo
12 giorni di «emergenza» blocco delle auto nei giorni
festivi, dopo 18 circolazione dimezzata Ogni limitazione
scatterà in maniera automatica
Alla
fine ha vinto la linea suggerita nelle scorse settimane
dall´assessore all´ambiente del Comune di Brescia, Paola
Vilardi: la guerra alle polveri sottili e allo smog si farà con
le «domeniche a piedi» al 12 giorno di superamento dei
limiti e le targhe alterne scatteranno in automatico dopo 18 giorni di
emergenza. Questo il contenuto dell´intesa trovata ieri mattina
dai sindaci dei 20 comuni appartenenti all´area critica.
Così, mentre in città il livello delle polveri sottili
è sotto controllo da 4 giorni (negli ultimi 10 solo due volte si
sono superati i limiti), venerdì ci sarà la firma
ufficiale del provvedimento che diventerà operativo da sabato
mattina.
ALL´INCONTRO
organizzato in Loggia. oltre al sindaco Adriano Paroli, erano presenti
per il comune capoluogo anche l´assessore all´ambiente e
qullo alla mobilità, Fabio Rolfi, oltre al responsabile del
settore ambiente, Angelo Capretti. Al tavolo si sono aggregati anche i
sindaci di Botticino, Bovezzo, Castelmella, Castenedolo, Cellatica,
Collebeato, Concesio, Gussago, Lumezzane, Nave, Roncadelle e Sarezzo.
Assente giustificato Corrado Ghirardelli, l´assessore provinciale
ai trasporti, trattenuto in ufficio per un vertice sulla Piccola.
L´assemblea, dopo un´ora di discussione, alla fine ha
condiviso e messo a punto i contenuti del precedente.
DOPO
un´ultima verifica, che si svolgerà nei prossimi giorni,
è prevista la firma di tutti i Sindaci e la successiva adozione
da parte di ogni Giunta comunale attraverso una delibera (che
sarà uguale per tutte le amministrazioni). «La firma
dell´accordo è prevista venerdì alle ore 12 in
palazzo Loggia - spiega Paola Vilardi -. Dalla discussione odierna
è emersa la volontà di prevedere un blocco domenicale
delle auto, le cosiddette domeniche ecologiche. Lo stop sarà
automatico e scatterà ogni volta che gli indicatori segneranno
per 12 giorni consecutivi il superamento del limite previsto per le
PM10 dalla normativa vigente». Quindi, registrato il 12esmio
esubero, la successiva domenica ci sarà lo stop delle auto.
Questo provvedimento dovrebbe interessare praticamente tutti i veicoli,
anche quelli euro 4 e 5 e le auto a metano o gpl (compresi motocicli).
NON
SOLO. Se non dovesse bastare il blocco totale della domenica, il
secondo intervento previsto scatterà al 18esimo giorno
consecutivo di supero dei limiti previsti. In questo caso si
attiverà la mobilità a targhe alterne. «I dettagli
dell´accordo, che vincolerà i comuni firmatari, saranno
comunque precisamente illustrati venerdì - non si sbottona la
Vilardi -. L´aspetto più innovativo riguarderà
l´automatismo dei blocchi. Era impensabile continuare come negli
anni apssati. Così, invece, i cittadini saranno avvisati
preventivamente e sapranno che, dopo 12 giorni di emergenza, dovranno
muoversi con i mezzi pubblici e al diciottesimo, invece, si
circolerà a targhe alterne». Un accordo trasversale che
sembra piacere anche ai primi cittadini del centro sinistra. Lo
conferma quello di Roncadelle, Michele Orlando, da sempre critico sui
provvedimenti «spot» voluti dalla giunta Paroli per
contrastare l´emergenza smog. «Questa volta abbiamo trovato
una buona quadra - dichiara il sindaco dell´hinterland -. Il
blocco automatico è la soluzione migliore. Certo, rimane il
paradosso delle strade provinciali. Il mio comune è tagliato in
due da una via di competenza del Broletto su cui i blocchi non
varranno. Su questo punto dovrà fare chiarezza la
Prefettura».
Più
freddo il commento di Corrado Ghirardelli, assessore provinciale ai
trasporti, che avrebbe preferito evitare i blocchi in automatico.
«Il documento è frutto del dibattito aperto nei giorni
scorsi - sottolinea Ghirardelli -. Il mio compito era quello di creare
i presupposti per una campagna informativa ad hoc. L´unica
perplessità era l´automatismo dei provvedimenti. Ma se
hanno scelto così...». Intanto Gabriele Avalli,
dell´associazione Associazione Civica Brescia, mette avanti le
mani. «Occorre continuare con proposte più incisive -
spiega Avalli -. Vorremmo che il Comune sostenere il trasporto pubblico
e cancellasse il parcheggio sotto il castello, che portarà
più inquinamento in città».
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Giornale di Brescia 25 ottobre 2011
Pm10, prima risposta il blocco totale
Al
tavolo dei sindaci passa la linea dell’automatismo dopo 12 giorni
di superi. Via quindi alla «domenica ecologica» con anche
le Euro 5 ferme. Al 18° giorno targhe alterne
Novembre
alla porte rilancia il tema delle polveri sottili e degli esuberi,
così i rappresentanti dei Comuni appartenenti all'area critica
si sono trovati ieri in Loggia al tavolo convocato dal sindaco Paroli
per avviare la procedura che porti alla definizione di un'ordinanza
comune a tutti i Municipi con dei meccanismi di attivazione in
automatico dopo un certo numero di giorni di esuberi di polveri
sottili.
Prevale
per ora, quindi, la linea del meccanismo automatico voluto dalla
Loggia, anziché quella auspicata dall'assessore provinciale
Corrado Ghirardelli di una consultazione ad hoc avviata di volta in
volta in base alla situazione e prevale anche la tesi delle targhe
alterne nonostante abbia dimostrato la sua scarsa utilità.
Nel
dettaglio la proposta varata dall'assessore Paola Vilardi e dal sindaco
prevede lo scattare in automatico della «domenica
ecologica», con il blocco totale dei veicoli, individuata nella
prima domenica dopo lo scattare del dodicesimo giorno di supero della
soglia massima di 50 microgrammi di pm10 per metro cubo di aria. La
proposta della bozza di ordinanza prevede il fermo per tutti i veicoli,
compresi gli Euro 4 e 5, dei motori alimentati a gas (gpl e metano)
nonché delle moto e dei motorini. Un blocco con poche deroghe,
che va dalle 8 alle 20. Allo scattare del diciottesimo giorno di supero
subentra invece il regime delle targhe alterne, con la
possibilità però per i veicoli euro 4 e 5 di circolare,
nonchè le deroghe previste lo scorso anno.
Ora,
in assenza di una bozza definitiva, che sarà pronta solo
venerdì quando sarà sottoscritta da tutti i Comuni come
«ordinanza fotocopia», risulta difficile anticipare
dettagli precisi che devono essere oggetto di revisione e adattamento e
che comunque potrebbero essere oggetto di diverse sensibilità da
parte dei sindaci.
«Resta
scoperto ad oggi dal sistema la rete delle strade provinciali: in
assenza di una presa di posizione della Provincia risulta difficile
operare il controllo» spiega il sindaco di Roncadelle, Michele
Orlando. E del resto potrebbe essere difficile che la Provincia si
adegui se dallo stesso Ghirardelli emerge «l'inutilità del
sistema delle targhe alterne». Su questo fronte va detto che la
Provincia radunerà l'8 novembre al Tavolo della qualità
dell'aria i sindaci dell'area critica per consegnare i materiali della
campagna di sensibilizzazione finanziata ad hoc. Per le Pm10
l'appuntamento slitta ora a venerdì.
Roberto Manieri
Invertita la tendenza: «Sì a domeniche che educhino»
«Abbiano trovato una linea condivisa e comune, secondo una logica
"ribaltata" rispetto allo scorso anno, ovvero introducendo la misura
più pesante immediatamente all'insorgere del problema smog,
senza attendere oltre e senza impiegare misure palliative». Una
scelta condivisa dai rappresentanti dei Comuni di Botticino, Bovezzo,
Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Gussago,
Lumezzane, Nave, Roncadelle e Sarezzo, che per l'appunto, secondo il
vicesindaco di Brescia, Fabio Rolfi, introduce un meccanismo automatico
che prevede «come la domenica ecologica sia resa davvero tale,
con tante iniziative in piazza così da portare le persone in
centro senza utilizzare le auto e sensibilizzando sui mezzi di
trasporto pubblici o non inquinanti».
Esigenze
di bilancio e di organizzazione a parte, l'idea pare buona guardando
alla funzione pedagogica ed educativa verso la tutela dell'aria e
dell'ambiente, anche se resta il limite del fermare le auto Euro 4 e
Euro 5 e di quelle a gas con tutta la polemica del caso.
Intanto
Legambiente denuncia che in tutte le città permane l'allarme
smog almeno per più della metà dei centri urbani
italiani, dove i mezzi privati la fanno da padrone mentre il trasporto
pubblico perde passeggeri. Sul fronte si registra anche una presa di
posizione di Roberto Formigoni: «Da tempo chiedo che il governo
faccia un piano aria come chiede la Ue e come ha fatto la Lombardia
già nel 2004. Occorrono azioni coordinate» ha detto il
presidente della Regione Lombardia.
Interpellato
sui blocchi del traffico per combattere lo smog, Formigoni ha aggiunto
che «i sindaci sono liberi di farli, ma i risultati non vengono
da queste iniziative». Serve dunque una nuova sensibilità
che guardi anche all'impiego della legna per scaldare, cosa che avviene
regolarmente nell'hinterland, in assenza di una sensibilità
veramente matura. r. ma.
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Giornale di Brescia 21 ottobre 2011
Tpl, Broletto apre alla gara unica
marilancia sul proprio ruolo
Segnali di fumo alla Loggia. Si ipotizza la creazione di un’agenzia
che anticipi la legge regionale. Sul tavolo il futuro di Brescia Mobilità
Se
è vero che il trasporto pubblico unisce il territorio, abbatte
le distanze e riduce i disagi, è altrettanto vero che sul
trasporto pubblico si sta consumando un intenso, sotterraneo, dibattito
tra Loggia e Broletto. Non si tratta solo di anticipare i contenuti
della legge regionale che verrà (l'assessore lombardo, Raffaele
Cattaneo, ha dichiarato il completamento dell'iter entro primavera), ma
di operare delle scelte che tengano conto delle proiezioni future del
sistema trasporto a Brescia, rivoluzionato dalla metropolitana. Lo ha
ribadito in due momenti la Provincia, ieri, nei lavori della
Commissione Trasporti. Prima con l'audizione del presidente di Brescia
Mobilità, Valerio Prignachi, quindi con l'intervento
dell'assessore Corrado Ghirardelli. «Il trasporto locale deve
guardare alla metropolitana, al suo completamento, alla sua offerta e
nella novità del suo servizio. Solo dopo l'avvio del suo
funzionamento, a gennaio 2013, si potranno modulare correttamente i
servizi» ha detto l'assessore Ghiradelli. Il nodo è
semplice, alla fine: anticipare la costituzione di un'agenzia unica che
operi sul territorio prima dell'avvio della legge regionale («le
leggi vanno, peraltro, interpretate e non anticipate» ha
rimarcato sul tema il consigliere Pd, Diego Peli) e ipotizzare un bando
unico per il trasporto pubblico urbano e provinciale. «Ma nella
partita, se i vantaggi vanno all'insegna di Brescia Mobilità,
società controllata del Comune di Brescia, quale deve essere il
ruolo della Provincia?», si è chiesto Corrado Ghiradelli.
Una
domanda retorica, per certi aspetti, dato che dal Broletto sanno
benissimo come la partita sul futuro stesso di Brescia Mobilità
si giochi su un piano delicatissimo. Se i due enti dovessero costituire
un'agenzia unica, potrebbe essere la logica del mercato a premiare (con
il fatto di continuare ad operare) Brescia Mobilità, altrimenti
resta chiaro «che gli affidamenti diretti non si possono
più realizzare». Sul tavolo il Broletto cala dunque un
asso: quello del «do ut des». A Paroli l'ultima parola.
Un'ultima parola che per alcuni consiglieri provinciali potrebbe essere
il concedere ruolo di programmazione. Un ruolo difficile per il
Broletto, considerati i 500 milioni di euro di mutui a bilancio
nonostante le tre «A», mantenute dai tagli di Molgora. In
ballo il destino di 600/700 dipendenti: «Per questo al tavolo ci
dovranno essere anche i sindacati. È imprescindibile»
continua Ghirardelli. Da qui una cascata di considerazioni. Una su
tutto: il tempo stringe. Il momento delle scelte è davvero
dietro l'angolo.
Roberto Manieri
IL NODO
Parcheggi, la scadenza di marzo nell'agenda di «Brescia Mobilità»
La linea Maginot degli appalti per il Comune? Passa per il marzo 2012,
ovvero quando - suggeriscono dei commissari a margine dei lavori della
commissione trasporti della Provincia - scadranno gli appalti di
gestione dei parcheggi e Brescia Mobilità, facendo riferimento
all'azionista, ovvero il Comune di Brescia, cercherà di inserire
anche questa partita nel bando (unico?) del trasporto. Un valore in
più da gestire confacente alle funzioni di Brescia
Mobilità e, certo, una forte caratterizzazione della prestazione
a cui far fronte. Ora, tutta la struttura del bando per il trasporto
pubblico - ammesso che coinvolga anche la Provincia - potrebbe dover
tener conto di questi aspetti. Anche la Provincia, quindi, è
chiamata ad un ruolo attivo. La contropartita? C'è chi ipotizza
il ruolo di programmatore... r. ma.
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Bresciaoggi 21 ottobre 2011

I NODI DEL TPL.
I problemi nati con il bacino unico. In scadenza le gestioni di bus, pullman e parcheggi. E il metrò in vista
Lite Loggia-Broletto, il rischio è che arrivi lo «straniero»
Mimmo Varone
Verso gara unica «tagliata» su Brescia Mobilità. Ghirardelli: «La Provincia conti nella spa»
Il
bacino provinciale unico del Trasporto pubblico locale (Tpl) rischia di
creare altre frizioni tra Loggia e Broletto. I nodi da sciogliere sono
tanti, gli interessi diversi, e il rischio non peregrino è che
tra i due litiganti un gestore terzo (magari tedesco o inglese) vinca
la gara per il nuovo affido e si trovi a gestire tutto il trasporto
pubblico bresciano, metropolitana compresa. La cosa è venuta
chiara ieri pomeriggio dall´assessore Corrado Ghirardelli,
intervenuto durante la commissione Trasporti del Broletto presieduta da
Roberto Lancini, convocata per l´audizione del presidente di
Brescia Mobilità Valerio Prignachi su richiesta del Pd.
Ormai
i tempi per il rinnovo di gestione stringono. L´affidamento
diretto non è più possibile e si va a gara in una
situazione oltremodo complessa. A complicarla ci sono la metropolitana
di Brescia con tutto ciò che ne consegue in termini di
ridefinizione della rete Tpl (ci sono 4 milioni di chilometri
extraurbani in territorio cittadino con frequenti e inutili raddoppi
dei bus urbani) e la nuova legge regionale in materia, che pur definita
nelle linee portanti non verrà approvata dal Pirellone
finchè il governo non chiarirà le risorse. Il tutto
mentre la gestione di Brescia Trasporti è scaduta a luglio,
quella dei pullman azzurri scadrà a fine anno e
l´affidamento diretto dei parcheggi a Sintesi spa si
chiuderà il 31 marzo prossimo.
L´ORIENTAMENTO
di Loggia e Broletto è andare a una gara unica, nel solco del
bacino provinciale previsto dalla legge regionale, con la costituzione
di un´unica agenzia di gestione che andrebbe varata entro
l´anno anticipando la legge stessa, la cui approvazione si
prevede solo in primavera. È un´ipotesi quasi obbligata,
anche per salvare i quasi 800 dipendenti di Brescia Mobilità e
gli altri del Gruppo Arriva. Ma è molto più facile a
dirsi che a farsi.
Da
come si vedono le cose in Provincia, la Loggia starebbe pensando a una
gara unica entro marzo che includa anche la gestione dei parcheggi (per
salvare Sintesi spa), dei semafori e di quant´altro si occupi
Brescia Mobilità. Un bando di gara tagliato a misura del Gruppo
di piazzetta Padre Pio metterebbe al riparo da eventuali concorrenti.
Di più, lo stesso Prignachi sottolinea di aver indicato
all´azionista Comune «scenari a breve termine, prodromici
di opportunità di gestione di altre reti». E che in
funzione della società mista con Ati Metrobus per gestire lo
start up della metropolitana, il Cda dell´Azienda ha già
deciso la separazione netta degli asset patrimoniali, che vanno in capo
al Comune, da quelli tecnico amministrativi.
Tuttavia
in Broletto ci si chiede cosa guadagnerebbe la Provincia da una
presenza “ingombrante” come Brescia Mobilità, nei fatti braccio
operativo del Comune, nell´agenzia di gestione unica. Ieri
Ghirardelli lo ha detto con una battuta: «Il Comune faccia la
proposta e apra Brescia Mobilità alla Provincia». In
realtà il problema del Broletto non è entrare
nell´azionariato della Partecipata della Loggia (se ne dovrebbe
accollare pure i debiti), bensì avere una voce in capitolo nella
futura programmazione del Tpl. «C´è il rischio che
nell´Agenzia unica il Comune programmi e la Provincia gestisca -
sottolinea l´assessore provinciale ai Trasporti -, ma noi non
potremmo mai accettare condizioni simili. Ad esempio non siamo
d´accordo sulla programmazione dei parcheggi scambiatori lungo
l´asse della metropolitana e vogliamo poter dire la nostra».
Il
prendere o lasciare, insomma, è escluso. E bisognerà
arrivare a un accordo che per ora sembra lontano. Se la Loggia vanta il
know-how di Brescia Mobilità, pure il Broletto è
consapevole dei suoi punti di forza. «Il metrò avrà
problemi di gestione - dice Ghirardelli - e l´apporto del
trasporto extraurbano sarà indispensabile. La metropolitana
provinciale è nel Piano provinciale dei trasporti oltre che nel
Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) e va rivalutata
sulle esigenze dell´intero territorio».
CHE
SIA QUESTO l´oggetto del contendere è testimoniato anche
dalla dura polemica tra il presidente di Brescia Mobilità
Valerio Prignachi e il capogruppo Pd Diego Peli a seguito di alcune
dichiarazioni alla stampa di Prignachi. «Chi la autorizza a
parlare di inversione di trasporto su ferro a favore della gomma in
Valtrompia - chiede Peli a Prignachi –, mentre nel nostro Ptcp ci sono
migliaia di metri quadrati vincolati alla metropolitana e i proprietari
delle aree vengono a chiederci cosa si fa?». «Noi dobbiamo
costruire reti infrastrutturali che dialoghino con con il resto del
sistema provinciale - ribatte Prignachi - e oggi tra trasporto urbano
ed extraurbano ci sono punti di non coerenza da sanare».
Poi
c´è spazio per gli scenari più lontani, con gli
ampliamenti verso Rezzato e a Castegnato, verso l´Ovest privo di
punti d´interscambio con la rete ferroviaria. C´è
spazio per la conversione a reti metropolitane di tratti delle ferrovie
per Parma e Cremona, per la valorizzazione complessiva della
Brescia-Edolo. Ma a catalizzare l´attenzione dei commissari
è lo scenario immediato. E pure il restare quasi neutrali
rispetto alla polemica tra Peli e un Prignachi già assessore
provinciale ai Trasporti è segno che i problemi ci sono, e vanno
risolti alla svelta.
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BRESCIA TRASPORTI. Cominciano a farsi sentire gi effetti dei rincari entrati in vigore in città dal primo febbraio
Caro bus, «crollano» i biglietti
Ma crescono abbonati e ricavi
Natalia Danesi
Rolfi: «Fidelizzare gli utenti è il nostro obiettivo. Gestione unitaria, ci stiamo lavorando»
Crolla
la vendita di biglietti e carnet degli autobus urbani, ma aumentano gli
abbonamenti. E alla fine dei conti il bilancio migliora pure. È
a luci e ombre la fotografia dell´utilizzo dei mezzi pubblici dal
primo febbraio, data in cui sono entrati in vigore i rincari sulle
tariffe urbane con il passaggio ad 1,20 euro. Un effetto freno sulle
corse gli aumenti ce l´hanno avuto. C´è di positivo
però che le cose vanno molto meglio che altrove: a Milano, per
esempio, a settembre si è registrato addirittura un calo di un
milione di tagliandi.
I
TICKET venduti a Brescia invece sono diminuiti di sole 23mila
unità a febbraio per poi raggiungere il picco di calo di 100mila
in meno a marzo e poi via via: 73mila in meno ad aprile, 12mila in meno
a maggio. E ancora la diminuzione è stata di 44mila biglietti a
giugno, 27mila a luglio, 81mila ad agosto e più o meno
altrettanti a settembre. Il bilancio del periodo febbraio - settembre
dice in sintesi di 4milioni e 800mila tagliandi venduti nel 2011 a
fronte di 5milioni e 260mila nel 2010 con una diminuzione
dell´8,48 per cento.
Per
contro gli abbonamenti hanno registrato un trend in crescita: 171mila
in più a febbraio, 93mila in più a marzo. Unica eccezione
ad aprile, con un crollo di oltre 75mila unità, ma il dato -
spiegail direttore generale di Brescia Mobilità, Marco Medeghini
- si è registrato in concomitanza con il normale fenomeno delle
scadenze e dei rinnovi. Da allora in avanti è stata sempre una
crescita, più o meno consistente: a maggio 20mila abbonamenti in
più, a giugno 34mila, a luglio 10mila, ad agosto 17mila, a
settembre 31mila. Il dato per i primi mesi 2011 dice di 304mila
abbonamenti in più venduti con un aumento dell´1.38%.
Il
saldo finale evidenzia un calo di solo 141mila passeggeri totali
(-0,52%) sui bus urbani tra febbraio e settembre. «La crisi ha
portato contrazioni quasi ovunque - commenta Medeghini - per cui
comunque questi risultai sono positivi. È evidente che nel
momento in cui c´è un aumento del costo del titolo di
viaggio molti cercano la formula più conveniente, e
l´abbonamento è certamente più conveniente. Un calo
di 141mila passeggeri su un totale di oltre 27milioni trasportati
è davvero minimo». Non solo, incalza Medeghini, non sono
ancora quantificabili i passeggeri in possesso del titolo di viaggio
mensile «Io viaggio ovunque in Lombardia» che, da stime
rappresentano qualche decina di migliaia di utenti al mese. Che le cose
non vadano poi male lo dimostrano gli incassi: ad oggi (fine settembre
2011), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l´aumento
è del 9,16 per cento, circa 850mila euro.
Nessun
allarmismo, dunque. Anzi, l´assessore alla Mobilità della
Loggia si dice addirittura soddisfatto. «A mio parere i dati sono
tendenzialmente positivi - commenta Fabio Rolfi -. Con i rincari che
sono stati anche molto enfatizzati mediaticamente ci aspettavamo questi
numeri. L´aumento degli abbonati vuol dire che stiamo riuscendo
nell´impresa di fidelizzare i passeggeri. L´obiettivo che
si persegue è potenziare stabilmente questa formula». In
sintesi, i numeri dimostrano che «si consolida il traffico
esistente sui mezzi di trasporto pubblico» il che non è
cosa da poco.
Lo
scenario ora vede l´impegno della Loggia e di Brescia Trasporti
per la riorganizzazione della rete urbana con una razionalizzazione
funzionale al metrò e che porti anche passeggeri alla nuova
infrastruttura. «Vogliamo ragionare anche - continua Rolfi -
sulla scelta strategica di una gara unitaria con la Provincia. Un
obiettivo a cui stiamo lavorando». |
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Bresciaoggi 20 ottobre 2011
IL CONVOGLIO. In via Caprera davanti al padiglione di Brixia Expo uno dei diciotto che entreranno in funzione
Metrò, ecco il decimo treno
testimone del made in Brescia
Mimmo Varone
Lucchini e Metra tra i marchi inseriti nella progettazione Prosegue la corsa contro il tempo per il via nel gennaio 2013
Dopo
l´anteprima in corso Zanardelli un treno della metropolitana si
fa ammirare in tutti i suoi 39 metri di lunghezza davanti al padiglione
di Brixia Expo, in via Caprera. È il decimo, dei 18 che devono
arrivare a Brescia per essere pronti all´appuntamento del primo
gennaio 2013, arrivato lunedì mattina dagli stabilimenti
Ansaldo-Breda di Napoli. È alla Fiera per far da testimonial a
Teknomotive, l´esposizione di componenti per l´industria
dei trasporti che apre i battenti stamattina e accoglierà i
visitatori fino a sabato.
I TRENI della metropolitana sono in qualche modo il simbolo
dell´automotive bresciano, che ha fornito componenti decisive. La
Lucchini ha partecipato con le tecnologie in movimento come le ruote, e
la struttura della cassa è fatta interamente in lega leggera con
la tecnologia dei grandi estrusi di Metra spa. Sono solo due i marchi
bresciani che i treni si portano dietro, ma entrambi di grande valore.
Una sosta alla Fiera era quasi obbligatoria.
Il decimo convoglio ci resterà fino alla nottata di
lunedì. Spostarlo non è semplice. Per parcheggiarlo
davanti al padiglione, Brixia Expo ha dovuto abbattere 7 lampioni
davanti all´ingresso ed eliminare provvisoriamente le paline di
segnalazione alle rotatorie lungo il percorso - racconta l´ad
della Fiera di Brescia Marco Citterio -. Per arrivare al Deposito di
Sant´Eufemia-Buffalora dovrà riprendere l´autostrada
e uscire a Brescia Est, e potrà farlo solo lunedì.
Ieri mattina, poi, i teli di protezione del convoglio sono stati
levati, e da stamattina tutti potranno dal fondo alla fantasia per
immaginarsi già in viaggio lungo le rotaie.
Dei dieci treni arrivati, cinque sostano nell´area
dell´officina, altri quattro sono nel Deposito e uno (a
rotazione) è impegnato nelle prove tecniche lungo la linea. Dopo
l´accordo transattivo del maggio scorso, che ha messo una pietra
tombale su riserve d´impresa, extracosti e quant´altro,
l´Ati è impegnata a rispettare i tempi di consegna e a
mettere in esercizio la metropolitana il Capodanno del 2013. Gli otto
convogli che mancano saranno disponibili uno al mese da novembre ad
aprile (due in febbraio).
ARRIVERANNO con le prove statiche già effettuate negli
stabilimenti di produzione di Napoli o Reggio Calabria. A Brescia
l´Ati avrà il compito di controllare l´elettronica
del veicolo e il collegamento con il resto del sistema automatico. A
conti fatti – spiegano da Brescia Mobilità -, per ogni treno ci
sarà bisogno almeno di un mese e mezzo. L´ultimo previsto
per fine aprile, dunque, sarà disponibile per il funzionamento
lungo la linea verso la fine del giugno 2012. Vale a dire che solo per
quella data ci sarà la disponibilità dell´intero
parco. Tuttavia i tempi ci sono. I tre mesi di pre-esercizio, con i 18
treni che faranno la spola vuoti dal Sant´Eufemia al Prealpino,
scatterà solo il primo ottobre dell´anno prossimo.
Come si sa, ogni convoglio è costituito da tre casse accoppiate.
La propulsione è elettrica e la guida è completamente
automatica. Le dimensioni sono di circa 39 metri di lunghezza per 2,65
metri di larghezza, con 6 porte d´accesso per ogni lato. La
struttura della cassa interamente in lega leggera Metra Spa è
robusta e leggera, ha un´assoluta resistenza alla corrosione e
caratteristiche spinte di non esigenza di manutenzione. Tutti gli
equipaggiamenti tecnici sono posti sottocassa o sull´imperiale,
senza condizionare perciò il vano passeggeri risulta ampio e
confortevole. Leghe leggere e materiali plastici, poi, sono di ultima
generazione e completamente riciclabili.
IL NODO COSTI. Ogni veicolo sarà dotato di un sistema di registrazione interna dei passeggeri
Sicurezza, le telecamere a pieno regime in due tempi
Mimmo Varone
Inizialmente mancherà la trasmissione in tempo reale
La sicurezza è importante e tutti la vogliono. Ma costa, e sui
treni della metropolitana leggera ci sarà a metà. Almeno
nei primi tempi. Per ora, infatti, Brescia Mobilità non ha i
soldi necessari per installare il sistema di trasmissione automatica
alla sala di controllo di quanto accade sui treni. Tutto, però,
è predisposto per una successiva installazione.
I TRENI che stanno arrivando a Brescia, e saranno al completo a fine
aprile dell´anno prossimo, sono tutti dotati di un sistema di
telecamere che riprendono e registrano su un registratore installato a
bordo. E tutto questo ci sarà da subito. Le immagini saranno a
disposizione per la visione nel caso si rendesse necessario.
Mancherà la trasmissione in diretta e in tempo reale alla
centrale di controllo, che sarà disponibile solo su due dei 18
treni, il che è quanto contemplato dall´accordo
transattivo di maggio, con cui Ati e Brescia Mobilità hanno
ridefinito le scadenze e messo la parola fine su tutti i contenziosi in
essere. Estendere il sistema agli altri sedici treni che ne sono privi
costerebbe, e i soldi non ci sono. Da Brescia Mobilità,
tuttavia, un certo ottimismo resta. Il sistema, così
com´è può essere facilmente implementato in fasi
successive, poiché le telecamere ci sono e su ogni treno
è comunque montata un´antenna per la trasmissione delle
immagini digitali. In pratica mancano le apparecchiature radio che
dovrebbero trasferire le immagini.
L´IMPORTANTE, in ogni caso, è che la mancanza di quelle
apparecchiature radio non blocca né la fase di pre-esercizio che
scatterà il primo ottobre 2012, né l´entrata in
esercizio vero e proprio, che resta fissato per il primo gennaio 2013.
Per il resto, sui treni c´è tutto, compreso
l´impianto di condizionamento che, al contrario dei primi treni,
è già installato in fabbrica.
Intanto, le prove lungo la linea continuano a ritmo serrato. In questi
giorni uno dei dieci convogli già arrivati a Brescia viaggia sul
viadotto da Sant´Eufemia a Sanpolino carico di sacchi di sabbia
sistemati sui sedili e lungo i corridoi delle carrozze, a simulare i
passeggeri. È una fase decisiva, che serve a testare soprattutto
il sistema frenante a pieno carico. Si tratta di prove che verranno
effettuate su un unico convoglio, e dureranno un paio di settimane.
Sono cominciate un paio di giorni fa, e si concluderanno fra una decina
di giorni. Poi, per quasi un anno da qui al settembre dell´anno
prossimo il grosso del lavoro consisterà nei controlli
elettronici su ciascun treno, per verificare il perfetto collegamento
con la complessa rete del sistema automatico. Non sarà uno
scherzo, ma sono protocolli che si ripetono, e alla fine sanno quasi di
routine. Ormai la strada è in discesa, insomma. Le opere civili
e gli impianti di sistema sono pronti per oltre il 90 per cento su
tutta la linea. E l´appuntamento con il taglio del nastro sembra
proprio a portata.
L´ATTRAZIONE. Ha ospitato 2.408 passeggeri in totale in 75 giornate
Il trenino si mette a riposo
dopo le corse straordinarie
Magda Biglia
Fine dell´esperienza turistico-culturale in città
Il trenino turistico è andato a riposo. L´ultima corsa
è stata fatta domenica poi, sbuffando, le due simpatiche
carrozze si sono dirette verso il garage di Brescia Trasporti, dove il
trenino potrà rilassarsi e rifarsi bello. Ha lavorato per sette
mesi nei settimana, ma ha girato le viuzze cittadine e scalato il
Castello per tre volte al giorno, un´ora e mezza ogni volta.
Qualche data l´ha persa a causa di manifestazioni sul suo
percorso; oppure ha dovuto saltare qualche tappa. Il bilancio è
di 75 giornate dal 17 marzo al 16 ottobre, per un totale di 2408
passeggeri, 32 al giorno. Delle due carrozze, una è attrezzata
per i disabili e i posti sono, a pieno carico, 24.
«L´AZIENDA è soddisfatta dell´apprezzamento -
commenta Claudio Garatti, il direttore di Brescia Trasporti che
gestisce il servizio per il Comune - la destinazione
turistico-culturale si è rivelata quella giusta, anche se non
sono mancati gli amanti della passeggiata ludica, con i bambini
soprattutto. Ci sono state corse prenotate interamente da gruppi e ogni
tanto siamo andati persino in trasferta in paesi della provincia
durante feste o sagre. L´unico problema riscontrato riguarda le
sospensioni causate dalle in disponibilità di alcune strade,
date le molte iniziative all´aperto».
L´ESPERIENZA più divertente è stata però un
anno fa, in novembre, con la partecipazione ad Arco, nel Trentino, al
«Campionato dei trenini» indetto dalla casa costruttrice
Dotto, in cui gli autisti bresciani sono arrivati terzi sconfiggendo i
colleghi di Petralcina che portano i fedeli di Padre Pio.
Il servizio ha preso il via nel dicembre di due anni fa lungo il
periodo natalizio, poi nel 2010 l´attività è stata
stabile dal 15 giugno al 3 ottobre, tranne che in agosto. tutti i
giorni della settimana con una corsa al mattino e due al pomeriggio,
per 1989 passeggeri complessivi. Altri 475 viaggiatori si sono visti
poi dal 7 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011, con una media di 18 per
corsa, alle 10, 15 e 17. Quest´anno è cambiata
l´impostazione, concentrando nel venerdì pomeriggio,
sabato pomeriggio e domenica, mattina e pomeriggio. Primo giorno
è stato il 17 marzo, ricorrenza dell´Unità
d´Italia. Sono saliti in 718 fra marzo e aprile, 245 in maggio,
289 in giugno, 441 in luglio, 272 in agosto, 196 in settembre, 247 in
ottobre. Il biglietto costa 5 euro; serve anche ad ammortizzare il
costo iniziale, circa 200mila euro. Per la gestione la voce finisce nel
complesso dei costi per i bus cittadini, nel rapporto fra azienda e
Loggia. Anche l´assessore competente e vice sindaco Fabio Rolfi
giudica positivamente i risultati: «L´ho sempre incontrato
con tanta gente, bambini festosi. È certamente uno strumento
utile all´interno delle politiche per la valorizzazione del
centro storico. L´idea è piaciuta e consente di far
conoscere meglio la nostra città». Brescia Trasporti e
Comune stanno ora valutando un prossimo calendario. Quasi sicuramente
lo si rivedrà nel periodo delle feste di Natale, con
finalità legate alle iniziative che animeranno il cuore di
Brescia.

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Giornale di Brescia 18 ottobre 2011
Treno in stazione carico...
di 45 tonnellate di sabbia
Avviate ieri le prove tecniche sui convogli con a bordo
sacchi per simulare la presenza di passeggeri in carrozza
Il
fischio è quello di un treno. E squarcia il silenzio quando alla
curva non si vede ancora nulla. Poi da ovest, lungo la rotaia che sfila
in quota sul viadotto di Sant'Eufemia, compare la sagoma inconfondibile
del convoglio del Metrobus. Che sfila fino ad accostarsi alla stazione
omonima, quella più a sud, le porte di banchina in linea con
quelle dei vagoni.
Situazione
simulata sotto ogni aspetto. La frenata - sorvegliata speciale da ieri
mattina - è monitorata dai tecnici di Ansaldo, sistemati, con
scrivanie e computer, a bordo del convoglio scelto per una della serie
di test «tipologici». Con un livello di verosimiglianza
acuito dalla «massa» fatta... salire per la prima volta a
bordo. Niente passeggeri però per il momento, ma tonnellate di
sabbia in sacchi. Caricati quasi a raddoppiare il peso del convoglio,
che a vuoto raggiunge le 55 tonnellate. E ce ne sono appunto altre 45
di sabbia distribuite sui sedili ricoperti di teli di plastica oltre
che sul fondo di ognuno dei tre vagoni da 13 metri l'uno che compongono
il convoglio, a riprodurre la collocazione degli utenti di domani. Con
questo assetto il convoglio prescelto ha fatto la spola per l'intera
giornata di ieri tra S. Eufemia e Sanpolino. «E così
sarà secondo programma per le prossime due settimane»
spiega Marcello Gamba, giovane bresciano laureato in Sicurezza
informatica che dal «Pco», la sala del deposito da cui si
controlla tutto il sistema del metrò, osserva e coordina le
operazioni.
«Stiamo
effettuando prove di frenatura - normale e d'emergenza -,
accelerazione, decelerazione e comfort. Il mezzo deve rispondere a
canoni prestabiliti. Fino alla scorsa settimana sono state eseguite
prove "a tara" (a veicolo scarico), ora si parte col mezzo che tocca le
100 tonnellate». Certo è difficile pensare a dei
passeggeri, mentre sotto gli occhi, dietro i vetri e la scocca dei
treni si scorge la distesa omogenea di sacchi. Fino a quando il treno
riprende la sua corsa, col pattino che scorre sulla «terza
rotaia» ad alimentare i motori a suon di 750 volt. Intanto nella
«sala dei bottoni», viene monitorato che tutto funzioni
correttamente: dall'elettrificazione della rete agli scambi, ma
apposite postazioni sono già presenti in vista del futuro.
Quando ci sarà da tener conto anche del traffico e delle
telecomunicazioni.
Per
non parlare della sicurezza: sul «videowall» si alternano
le riprese delle telecamere - a regime saranno 957 - disseminate lungo
la linea. Per un mezzo in funzione, altri otto stanno al coperto. Tra
officina e deposito. Dove i tecnici stanno lavorando alle prove
sull'impianto di climatizzazione: anche qui si simulano a bordo le
stesse condizioni di temperatura e umidità di quando il
metrò sarà in funzione. Con passeggeri fino ad un massimo
di 430.
Gianluca Gallinari
Dieci i convogli arrivati
Uno esposto a Teknomotive
Nel deposito di Buffalora fino ad oggi sono giunti in totale dieci
treni. Uno dei quali - a rotazione - è oggetto di prove tecniche
sulla linea, mentre altri cinque sostano nell'area dell'officina. I
quattro restanti sono in deposito. Anzi tre. Perché uno è
stato trasferito a Brixia Expo, dove da giovedì sarà
protagonista a «Teknomotive», il salone della
mobilità sostenibile in cui saranno presenti anche altre
proposte del gruppo Brescia Mobilità. Per completare la flotta
mancano ancora 8 treni. Quando arriveranno? Il presidente Valerio
Prignachi ha una sola risposta: «Il nostro traguardo è e
resta il 31 dicembre 2012».
«Un distretto della mobilità»
E lo sguardo verso Rezzato
Il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, guarda
verso il futuro mentre dall'alto dell'edificio centrale del deposito di
Buffalora scruta verso Nord. Verso Sant'Eufemia e verso Rezzato. Subito
oltre il viadotto, sul quale si staglia la sagoma della stazione di
Sant'Eufemia, sorgono due capannoni: l'uno è quello della Omb
International, l'altro è quello che è stato acquisito
perché diventi il primo parcheggio scambiatore in struttura di
quelli previsti tra le opere complementari del metrò, che
viceversa dovranno attendere causa «economie» e tagli.
«Con le competenze per quanto attiene al sistema trasportistico
su ferro che matureranno in seno al deposito - al punto da auspicare
anche sbocchi sul fronte dell'engineering verso terzi - questo potrebbe
esprimere appieno una logica da distretto della mobilità».
Ne è convinto Prignachi: «Con Omb, qui a due passi,
esprimiamo l'attività industriale sul fronte della
mobilità sostenibile; con il parcheggio che sarà affidato
a Sintesi un'altra azienda del gruppo sarà attiva in quest'area.
Al suo interno contiamo di inserire alcuni spazi commerciali per
ravvivare l'area della stazione di S. Eufemia, e circa 500 posti auto.
Mentre all'interno del deposito, assieme a tutta l'attività
legata al sistema, sarà attiva la newco che nascerà con
il riassetto di Brescia Mobilità e che troverà spazio
negli uffici prefabbricati oggi occupati da Ansaldo Sts. Ma non
è remota neppure la possibilità che parte della linea dei
bus possa essere riallocata qui da via San Donino per meglio rispondere
alle esigenze».
Tra le ipotesi da vagliare che a Prignachi stanno a cuore c'è
quella che ribadisce quando da est, lungo la Milano-Venezia, sfila un
treno. «La stazione ferroviaria di Rezzato è a 1,5 km da
qui. Perché non collegare il Metrobus ad essa con una piccola
integrazione di binari? La si renderebbe un nodo di autentico
interscambio e certo si andrebbe a intercettare un'utenza
potenzialmente più ampia».g. gal.
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Giornale di Brescia 18 ottobre 2011
Pm10, la Loggia «chiama» i Comuni dell'area critica
Lunedì 24 il confronto che porterà alla firma del protocollo: al centro il nodo targhe alterne
Targhe
alterne o domeniche ecologiche. Queste le due ipotesi sul tavolo dei
Comuni della cosiddetta «area critica» sul nodo Pm10. Dopo
il via, scoccato sabato 15, delle direttive regionali per contrastare
le polveri sottili, infatti, la parola passa ora alle Amministrazioni
comunali. Che, su proposta della Loggia - capofila del tavolo di
confronto avviato la scorsa primavera - torneranno a riunirsi
lunedì 24 per discutere il testo definitivo che porterà
alla firma dell'atteso Protocollo d'intesa sul tema.
Un
modo, questo, per stabilire e fermare nero su bianco criteri e misure
d'azione condivise, che sappiano fornire una risposta corale al nemico
numero uno della stagione fredda. Per questo, a sedersi al tavolo
saranno certamente i sindaci di Borgosatollo, Castel Mella, San Zeno,
Castenedolo, Rezzato, Gussago, Cellatica, Collebeato, Bovezzo, Nave,
Botticino, Concesio, Villa Carcina, Lumezzane, Sarezzo, Marcheno,
Gardone Val Trompia (classificati dal Pirellone in «zona
A1», ovvero la più esposta all'elevata concentrazione di
Pm10 nell'aria). Accanto a loro, il Comune capoluogo, cui sono affidate
le cabine di regìa, in un confronto che vede come interlocutori
il sindaco Paroli e gli assessori Paola Vilardi (Ambiente) e Fabio
Rolfi (Traffico), oltre che l'assessore provinciale Corrado
Ghirardelli, primo titolare - per competenza - della partita. In
quest'ottica, tutti i protagonisti dell'area critica - inclusi i Comuni
della Valtrompia - avranno il compito di pianificare le
«contromisure», stilando una sorta di vademecum di azioni
condivise, «così da riuscire ad informare i cittadini per
tempo e da rendere le azioni più efficaci, non tamponando solo
l'emergenza» puntualizza la Vilardi.
Al
«vademecum» quindi il compito di stabilire, ad esempio,
dopo quanti giorni di superamento dei limiti imposti dalla normativa
(ovvero 50 microgrammi per metro cubo d'aria) in materia di Pm10
dovrà scoccare in automatico - sempre che sia questa la misura
scelta come efficace - l'ordinanza per il via alle targhe alterne,
oppure ancora la promozione - nei mesi di punta sul fronte polveri
sottili (vale a dire da dicembre a febbraio) di piccoli provvedimenti
preziosi. Primo fra tutti quello delle domeniche ecologiche,
«un'occasione utile per sensibilizzare i cittadini».
In
primavera - dopo la fase di studio sulla scia dei dati forniti da
Regione e Arpa - si era pensato di avviare da ottobre una sorta di
direttiva «implicita». Se cioè il superamento dei
limiti normativi si dovesse verificare per dieci o dodici giorni e se
la concentrazione di Pm10 superasse i 70 microgrammi per metro cubo,
ogni Comune sarebbe autorizzato a mettere in atto le misure di
limitazione al traffico (targhe alterne), sino al blocco totale dei
veicoli. Con provvedimenti netti anche su riscaldamento, fuochi a legna
e pulizia delle strade. Tutte indicazioni, queste, che sono però
rimaste solo ipotesi su cui confrontarsi e che i dati tecnici - nel
frattempo analizzati - hanno in parte superato. Negli stessi, infatti,
si evidenziava come le fonti del Pm10 siano il trasporto su strada per
il 32%, il riscaldamento domestico per il 29% (il 95% del quale dovuto
dalla combustione della legna) e l'off road per il 14%, con un ruolo
incisivo (63%) dei mezzi agricoli.
La
partita insomma è ancora aperta e non è affatto detto che
l'indicazione del tavolo sia l'istituzione delle targhe alterne. Ma per
sciogliere il nodo bisogna attendere il confronto, insieme decisivo e
decisionale, di lunedì.
Nuri Fatolahzadeh

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Giornale di Brescia 13 ottobre 2011
Opere complementari, 19 milioni e poco tempo
Illustrato in Commissione lo stato di progettazione
L’«opzione zero» da ultimare nell’arco di 14 mesi
Diciannove
milioni di euro. E 14 mesi per rendere le aree a ridosso delle stazioni
del metrò fruibili e funzionali. Una corsa contro il tempo
quella che assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani e tecnici non
nascondono nel declinare quel che resta da fare alla Commissione
Metrobus, presieduta da Nicola Gallizioli.
La
partita ruota attorno a quelle 17 stazioni - più una nuova
strada - da dotare di viabilità, percorsi pedonali, verde,
parcheggi (per quelli in struttura a Casazza e S. Eufemia già
investiti altri 9,5 milioni) connessioni col trasporto pubblico di
superficie. Tutto con l'ottica del «minimo indispensabile»,
secondo quell'«opzione zero» imposta dalle ristrettezze di
bilancio, e il rinvio sine die di tutto il resto. Una dieta dimagrante
che ha visto «imbrigliate» le previsioni delle linee guida
originarie, e i 25 milioni stimati in ultima istanza per le opere di
superficie compressi a 19.194.000 (ad es.: con ricorso più parco
a materiali di pregio). Per tre stazioni (Prealpino, Casazza e S.
Eufemia) è già ultimato il progetto esecutivo, in via di
definizione per tutte le altre (esclusa piazza Vittoria, si veda
più a destra) da ultimare tra fine mese e fine gennaio,
così da consentirne «a gruppi di 2 o 3» - ha
spiegato il dirigente dei Lavori pubblici Massimo Azzini -
l'approvazione in Giunta e l'avvio dell'appalto da fine anno, quello
dei cantieri per febbraio-marzo. La scadenza del 1° gennaio 2013,
data dell'entrata in servizio del metrò, incombe su ogni fase.
A
illustrare nel dettaglio i singoli interventi è stata Vera
Sabatti, tra i tecnici di Brescia Mobilità al lavoro con quelli
del Comune sulle opere complementari. Da Nord, si parte col Prealpino,
dove è aumentata la capienza del parcheggio scambiatore (da 400
a 455 posti auto) che pur insiste su un'area che il Comune ancora deve
acquisire da privati. Il viadotto pedonale a scavalco di via Triumplina
per ora dovrà attendere. Pochi ritocchi a Casazza, dove la
stazione insiste su area di recente progettazione. L'ingresso
sarà a 4,5 metri sotto la quota di strada, mentre il Comune ha
già acquisito (per 1,5 milioni) una porzione del parcheggio in
struttura del Complesso Futura (168 posti); predisposta infine
l'apertura di un tunnel verso il futuro complesso nell'area dell'ex
conceria Colombo. Opere complementari all'osso a Mompiano: l'insistenza
su viale Europa di aree oggetto di futura alienazione (e in parte di
edificazione) imporrà variazioni all'assetto viabilistico
attuale, per cui la spesa è stata limitata col ricorso al verde.
Pochi ritocchi previsti, rispetto alle linee guida, alla stazione
Europa. All'Ospedale, invece, all'ingresso principale del Civile, a
dominare saranno un vasto piazzale in pietra e un'ampia rotatoria. Alla
stazione Marconi la sola modifica sarà l'introduzione di una
recinzione al parco, richiesta dalla Soprintendenza. Ecco quindi S.
Faustino: il ripristino della viabilità con maxi rotatoria su
piazzale Battisti (e salita al Castello ripristinata anche prima della
fine lavori, ha assicurato Labolani), sarà accompagnato
dall'introduzione di un percorso pedonale verso Fossa Bagni (previo ok
della Soprintendenza), sospeso su pseudo-lucernari che consentiranno la
vista di parte delle mura venete, come dalle scale d'accesso in
stazione sarà visibile parte del ponte del Vantini e non solo.
Alla Stazione Fs verrà ripristinata la viabilità (con una
lieve ansa nell'assetto di via Lattanzio Gambara), mentre resta in
sospeso il sottopasso di connessione con la stazione ferroviaria in
attesa dell'arrivo dell'Alta velocità. Pochi ritocchi a Brescia
2, mentre a Lamarmora, la presenza dello «sfiocco» per la
futura linea Fiera, ha imposto l'adozione di due scale d'accesso. Alla
Volta, al ripristino di viabilità e Lam esistenti, si
aggiungerà l'introduzione di un collegamento pedonale col
cimitero. Intervento doppio a Poliambulanza: se a ridosso dell'area di
stazione si stenderà un vasto parcheggio, già predisposto
per la realizzazione di un ulteriore parcheggio in struttura, saranno
realizzati un camminamento verso l'ospedale - prima temporaneo a est,
poi più diretto - e soprattutto una strada con rotatoria su cui
insisteranno due raccordi, con l'area di stazione e il parcheggio. La
nuova arteria raggiungerà via della Maggia (zona casello Brescia
Centro), facendo di Poliambulanza uno dei principali punti d'accesso al
metrò. Pochi gli interventi alle due stazioni di San Polo e a
Sanpolino, mentre a Buffalora, ultimo scalo, merita un cenno il
capannone acquisito dalla Loggia (8 milioni) per farne parcheggio in
struttura.
Gianluca Gallinari
Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
IL «NODO» CONNESSIONI
Tpl, quelle previsioni rese ardue
Una
questione ricorrente nella definizione delle opere complementari,
specie per le stazioni «di testa», destinate ad assolvere
al ruolo di interscambio tra le diverse forme di trasporto pubblico
locale, è quello della collocazione degli stalli per i bus di
linea e delle fermate. Dove, quanti, con che visione complessiva? Un
nodo - stigmatizzato dai consiglieri Federico Manzoni e Aldo Boifava
(Pd), specie per Casazza e Prealpino - che anche per i tecnici
rappresenta (e si teme rappresenterà a lungo) un'incognita non
risolvibile, in assenza di una linea precisa sul piano normativo.
«Nel 2009 - ha chiarito Massimo Azzini, dirigente del settore
Lavori pubblici - era al vaglio un disegno di legge per l'introduzione
del gestore unico nel trasporto pubblico locale in un'area
omogenea». Disegno arenatosi, lasciando un vuoto normativo e
tante aspettative deluse: «Per ora siamo in grado di dire come
potrà essere la rete delle nostre linee, non su quelle che
vengono da fuori. Manchiamo di informazioni», che saranno vitali
anche per evitare inutili sovrapposizioni.
Scale mobili «in aggiunta» per cinque stazioni
Variante introdotta a maggio. A Vittoria già avviata la demolizione della rampa esistente
Cantiere
di stazione Vittoria. Là dove i lavori sembravano ultimati,
tornano massicciamente in azione gru e operai. Che succede?
Un
interrogativo cui, complice una legittima curiosità, più
di un passante ha cercato di rispondere, con varia ipotesi. A fornire
spiegazione tecnica di quel che accade è l'ing. Mauro Rainieri
di Brescia Mobilità, che segue il progetto del metrò sin
dalle sue origini. «L'intervento in corso è relativo alla
realizzazione di scale mobili che portano alle banchine di stazione.
Scale inserite tra le varianti introdotte con l'atto transativo del
maggio scorso», con cui Brescia Mobilità e Ati Metrobus
hanno appianato la partita dei cosiddetti «extracosti», con
un assegno di 99 milioni di euro staccato dall'azienda di piazzale
Padre Pio.
L'introduzione
di queste ulteriori comodità, è stata «prevista in
cinque stazioni: oltre a Vittoria, anche S. Faustino, Brescia Due,
Ospedale e Stazione Fs».
Se
nelle prime quattro stazioni citate, le scale mobili, originariamente
non previste dai progetti, sono state introdotte soltanto in salita tra
il mezzanino alto e il piano della strada, allo scalo ferroviario
quello previsto costituisce un «raddoppio».
«È
l'unica in cui, in considerazione di bagagli e valigie che i passeggeri
in transito in quel sito avranno con sé, ci sarà una
scala mobile anche in discesa». Quando le scale mobili sono state
introdotte a maggio, «le strutture delle scale in piazza Vittoria
erano già state ultimate. Ragione per cui, i lavori in corso
sono quelli necessari alla demolizione del fronte scale per far spazio
a quelle mobili».
Intervento
che, se non già avviato, «lo sarà a giorni anche
nelle altre stazioni» interessate dalle varianti.gal.
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Bresciaoggi 13 ottobre 2011
LAVORI
IN CORSO. I fondi non ci sono e i cantieri partiranno con un budget di
25 milioni di euro invece degli 85 previsti. Labolani sereno: «Li
sfrutteremo al meglio»
Metrobus, tagli alle opere complementari
Mimmo Varone
Progetti «corretti» e «rivisti» Niente
parcheggi interrati e anche il ponte della Triumplina sarà
«congelato e rimandato»
Di
necessità virtù. I soldi mancano, gli 85 milioni delle
opere complementari si riducono a 25. E l'assessore ai Lavori pubblici
Mario Labolani giura che verranno sfruttati al meglio. A togliere dal
conto il già fatto e pagato (come la sistemazione di via
Triumplina), la cosiddetta «opzione zero» si riduce a
lavori per 19 milioni di euro. Con quella cifra i parcheggi interrati
vengono sostituiti con quelli meno costosi a raso, pietre e marmi delle
pavimentazioni cedono al verde molto meno caro, opere
«ardite» come il ponte pedonale sulla Triumplina vengono
rimandate a tempi migliori. Si sta nel badget, insomma, ma le stazioni
avranno all'esterno un appeal più modesto.
TUTTE, in ogni caso, conservano sosta per le bici e postazioni di
Bicimia, passaggi pedonali e ciclopedonali di accesso. Tutte, con
l'eccezione di quelle nella galleria scavata dalla «talpa»
avranno due scale di ingresso. I progetti, poi, hanno il placet pure
dell'Ufficio dell'Unione italiana ciechi.
Al Prealpino, oltre al ponte pedonale, il parcheggio (le trattative per
l'acquisizione dell'area da privati sono in corso) in struttura da
circa mille posti, diventa a raso e si riduce della metà (455
posti). L'anello interno per i pullman e le auto si riduce a poco
più di una rotatoria. L'area degli edifici commerciali (su cui
peraltro si dovrebbe innestare il ponte pedonale) verrà ceduta a
privati.
NESSUN PROBLEMA, invece, alla stazione Casazza, incastrata nel
complesso Futura, da cui Brescia Mobilità ha acquistato 168
posti del parcheggio interrato per aprirli al pubblico del metrò
che scende da Nave. L'ingresso alle banchine sarà da una piazza
a quota meno 4,5 metri, e rispetto alle linee guida presentate a suo
tempo cambia solo la disposizione del verde. Molto verde pure a
Mompiano, ed eliminazione dei previsti specchi d'acqua intorno ai
lucernari della stazione. Piazzale Kossuth resterà com'è
e i parcheggi per ora si faranno in una delle aree destinate
all'edificazione dei privati. E a proposito di edificazioni, i
consiglieri pd Aldo Boifava e Federico Manzoni fanno notare più
volte incongruenze tra i progetti delle opere complementari e le
prescrizioni del nuovo Pgt.
Più spazi verdi pure alla Europa, con il viale, che
diventerà boulevard solo dal lato ovest, quello della stazione
stessa, e rinuncerà pure all'aiola spartitraffico centrale. La
modifica più notevole all'Ospedale sta nella piastra davanti
all'ingresso del Civile, che crea una vera e propria piazza pedonale
libera pure dalle bancarelle postate più a lato. Poche modifiche
alla Marconi, dove su richiesta della Soprintendenza ai beni artistici
e ambientali il parco verrà meglio delimitato dalla strada.
Quanto a San Faustino, un percorso pedonale tra la piastra con
l'ingresso alla stazione e la zona di Fossa Bagni è al vaglio
della Soprintendenza, e con ogni probabilità la consegna
dell'area di cantiere in luglio da parte dell'Ati coinciderà con
la riapertura della salita verso il Castello.
Poi la stazione Vittoria con il rifacimento dell'intera piazza per
volontà della Soprintendenza, e Fs con un progetto che commette
«l'errore» – notano Manzoni e Boifava – di
tralasciare ogni ipotesi di collegamento sotterraneo con la futura
stazione Alta velocità e con via Sostegno. Niente di nuovo per
Bresciadue e alla Volta, mentre a Lamarmora ci sarà solo la
predisposizione per i chioschi di servizi vari, che si faranno in
seguito. Novità, invece, alla Poliambulanza, dove viene spostata
più a sud la rotatoria sulla nuova strada che collegherà
le vie Maggia e Bissolati con ridisegno degli accessi alla stazione, e
anche lì il parcheggio resta a raso, sebbene predisposto per
l'elevazione. Verde in abbondanza a San Polo Parco e pavimentazione
ridotta a San Polo Cimabue. A Sanpolino si sistemerà solo la
parte di «rambla» sotto la stazione. Infine, la
novità di Sant'Eufemia è l'acquisizione di un edificio
per farci un parcheggio da 500 posti.
Trasporti, gestore unico o sovrapposizione?
Si attende il Pirellone
La
progettazione delle opere complementari di superficie intorno alle 17
stazioni del metrò è pressochè completa anche
nella fase esecutiva. E tuttavia qualcosa dovrà essere cambiato
ancora in corso d'opera. Sui progetti in dirittura d'arrivo continua a
pesare l'incognita della gestione unica del Trasporto pubblico locale.
Regione Lombardia dovrebbe riprendere in mano il progetto d legge 2009
mai approvato per via della scadenza elettorale, che prevedeva il
gestore unico a livello provinciale. Con ogni probabilità la
direzione sarà quella, ma ancora non se ne sa niente.
E
LA COSA non è indifferente per le stazioni del metrò. Di
certo, comunque vada dovranno essere eliminate tutte le sovrapposizioni
di linee (urbane e tratti cittadini di extraurbane) che ci sono adesso.
Tuttavia, gestore unico significherà che le extraurbane si
fermeranno alle stazioni di interscambio (Prealpino, Poliambulanza,
Sant'Eufemia), mentre la doppia gestione potrebbe optare per soluzioni
diverse. Nel primo caso le stazioni devono prevedere stalli adeguati
per la sosta dei pullman, nell'altro anche i bus azzurri si
comporterebbero come gli arancioni proseguendo verso la città e
basterebbe lo spazio per la fermata. I progetti che andranno in appalto
a breve sposano l'ipotesi della gestione unica, ma non si può
mai sapere.
Per
il resto, la progettazione delle opere complementari «va di pari
passo con la rivisitazione del Tpl – dice l'assessore ai Lavori
pubblici Mario Labolani – e con Brescia Trasporti nei prossimi
mesi metteremo a punto il nuovo sistema delle linee urbane con
l'obiettivo di portare più passeggeri possibili verso il
metrò». E va bene. Ma l'incognita dell'extraurbano resta
con tutto il suo peso. Le opere complementari devono essere fatte entro
l'anno prossimo senza possibilità di proroghe, e se dal
Pirellone non arriveranno indicazioni normative in tempo utile le
decisioni dovranno essere prese a Brescia, sperando che poi si
accordino con le norme ritardatarie.MI.VA.
L'ANNUNCIO. I lavori Ati cederanno il posto a quelli degli altri interventi che Brescia Mobilità sta per appaltare
A breve via i cantieri. Ma non le transenne
Bisognerà pazientare ancora un anno. Tutte le aree torneranno aperte alla città solo a fine 2012
I
cantieri Ati della metropolitana leggera stanno per sparire. La linea
è pronta quasi al 90 per cento tanto nelle opere civili quanto
negli impianti, e l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani
annuncia che tra novembre e dicembre torneranno disponibili tutte le
aree della tratta nord e sud attualmente occupate. Per la tratta in
galleria alle stazioni Vittoria e San Faustino, in ritardo sulla
tabella di marcia, se ne parlerà a luglio.
CIÒ
NON VUOL DIRE, tuttavia, che gli spazi ora transennati torneranno a
disposizione della città per chiudere definitivamente
un'emergenza che l'attanaglia ormai da anni. Semplicemente, i cantieri
Ati cederanno il posto a quelli delle opere complementari che Brescia
Mobilità si appresta ad appaltare. Bisognerà pazientare
ancora un anno, poiché spariranno per davvero solo a fine del
2012, quando entrerà in esercizio la metropolitana.
A
sparire per ultimi, peraltro, saranno proprio i due del centro storico.
E per di più quello della stazione Vittoria si estenderà
l'anno prossimo sull'intera piazza piacentiniana, che dovrà
essere interamente rivisitata per indicazione della Soprintendenza ai
beni artistici e ambientali. Poco male, per Brescia mobilità,
che ne approfitterà per rifare l'impermeabilizzazione del
parcheggio interrato. Ma per vedere il centro libero da gru e transenne
i bresciani dovranno aspettare ancora.
Le
opere complementari, dunque, cominceranno a dare il volto definitivo
alle 17 stazioni, a partire dalla periferia. Si partirà con
quelle alle estremità nord e sud per avvicinarsi al tratto in
galleria profonda (dalla Volta all'Ospedale) e poi progressivamente
convergere verso il centro storico.MI.VA.
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Giornale di Brescia 13 ottobre 2011
Pendolari, ancora proteste «Treni sporchi e in ritardo»
L’accusa: Desenzano trascurata dagli Eurostarcity
Malcontento con raccolta di firme sulla Brescia-Parma
Ritardi,
lunghe attese, corse soppresse, sporcizia: lamentele per la cattiva
qualità del servizio ferroviario arrivano dai viaggiatori della
tratta Brescia-Desenzano e dagli utenti della Brescia-Parma. Un disagio
vero quello dei bresciani (e non solo) che utilizzano il treno ogni
giorno, che non è solo di ieri, ma che da tempo si manifesta
lungo i binari della rete ferroviaria.
Ultima
goccia nel calderone del malcontento, il ritardo accumulato ieri
mattina sul treno interregionale in arrivo da Verona per Milano e
previsto in partenza alle 8.06 da Desenzano, ma fermo sui binari per
una decina di minuti e poi ancora trattenuto per altro tempo a Lonato.
La causa del fastidioso contrattempo, che si è tradotto in un
ritardo significativo per studenti e lavoratori nelle rispettive
destinazioni, non è da addebitare alle Ferrovie, ma alla
presenza di una persona che camminava sui binari nel tratto compreso
tra Lonato e Rezzato. Un caso del tutto imprevedibile ed eccezionale,
ma i viaggiatori si lamentano per i ripetuti ritardi che si verificano
in particolare nella fascia oraria serale del rientro da Brescia verso
Desenzano e in più questa località si sente trascurata
dagli Eurostarcity, che potrebbero rappresentare un'utile alternativa
ai lenti treni regionali, ben più soggetti a guasti e
inefficienze.
Come
mai, si chiedono i numerosi pendolari della cittadina gardesana, dove
confluiscono anche i viaggiatori provenienti dal Mantovano e dalla
Valtenesi, viene avvantaggiata la stazione di Peschiera che non ha
certo un'utenza altrettanto numerosa? Non andrebbe a tutto vantaggio
delle Ferrovie riservare a questa utenza la dovuta attenzione? Una
notizia positiva viene fornita a questo riguardo dalle Ferrovie dello
Stato: «Per il cambiamento d'orario previsto a dicembre il
problema sarà riconsiderato e con un'alternanza delle fermate
nelle due stazioni di Peschiera e Desenzano questi viaggiatori avranno
un miglior servizio».
Il
malcontento si fa sentire sulla Brescia-Parma, anche in forma di
reclamo scritto con corredo di numerose firme. «Si reclama per il
grave disservizio causato dalla sospensione del treno delle ore
20,22», scrive l'estensore della nota presentata all'ufficio per
l'assistenza ai clienti di Trenitalia il 3 ottobre, con riferimento
alla disavventura della sera precedente: partenza da Parma alle 20,42 e
arrivo a Brescia alle 23,05 con autobus sostitutivo del servizio
ferroviario. Una trentina di compagni di sventura condivide la
protesta: viaggiatori del treno Parma-Brescia e delle località
intermedie «reclamano vivamente per la soppressione del
treno», aggiungendo il disappunto per la scelta di sostituirlo
con autobus, una soluzione che «comporta grave disagio per la
assai maggiore durata del viaggio».
La
protesta sale di tono dopo una giornata di particolare disagio, facendo
peraltro seguito a lamentele non nuove: porta la data del 26 settembre
il reclamo per il treno regionale 2693 con orario di partenza
«teorico» da Brescia per Parma alle 6,54. L'estensore
denuncia un «insostenibile, intollerabile e indegno ritardo
sistematico» e le condizioni di viaggio aggravate, secondo la
denuncia dell'esasperato utente, «per le antiigieniche e
inaccettabili condizioni dei sedili incredibilmente lordi».
Segue
la richiesta di conoscere «quali provvedimenti urgenti Trenord
intende assumere per ovviare a tali gravi disservizi». Una
richiesta davvero pressante alla quale la società di gestione
«deve dare una risposta concreta».
Elisabetta Nicoli

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Bresciaoggi 28 settembre 2011
IL PROGETTO. Da qualche mese Brescia
Trasporti sta studiando le modifiche da apportare per adattare il
sistema urbano (ed extraurbano) alla nuova infrastruttura
Così il metrò rivoluzionerà i percorsi dei bus
Natalia Danesi
Linee di forza sull'asse est-ovest
con diramazioni nei quartieri Corse frequenti e accorgimenti per
facilitare il cambio di mezzo
Per il trasporto pubblico arriverà, nei prossimi mesi, una vera
e propria rivoluzione. Il taglio del nastro della metropolitana,
previsto per fine 2012, sarà accompagnato infatti da una
revisione della rete degli autobus, a cui Brescia Trasporti sta
lavorando dalla primavera. «Il contratto di servizio in essere
è stato prorogato a fine 2012 - sottolinea il direttore Claudio
Garatti -; ma vogliamo trovarci pronti, per poter partecipare al bando
con il quale l'ente regolatore, il Comune, individuerà il nuovo
ente gestore». Da maggio (come riportiamo a fianco, Ndr.)
è al lavoro un simulatore che sta vagliando le possibili
modifiche da apportare.
La rete urbana, spiega Garatti, oggi è diametrale: le linee
collegano cioè due punti periferici passando dal centro. Una
volta avviata la metropolitana, questo servizio non sarà
però più utile per i cittadini.
LA NUOVA FUNZIONE dei bus sarà quella di connettere i quartieri
con le fermate del metrò per poi proseguire offrendo ai
passeggeri una destinazione periferica dove la nuova infrastruttura non
arriva. Un esempio? Una linea potrebbe, ma è solo un'ipotesi,
percorrere via Oberdan fino alla fermata metrobus di piazzale Vivanti
per poi «dividersi» in due corse, una per Mompiano e
l'altra per il villaggio Montini. In questo modo, nelle intenzioni di
Brescia Trasporti, si eviteranno sovrapposizioni e si opererà in
modo più efficiente, con un sistema «a pettine».
La riprogettazione della rete dovrebbe sfruttare il parco mezzi
attuale. Anzi. una ventina di bus, i più vecchi, potrebbero
anche andare in pensione. L'asse portante del sistema di autobus
sarà quindi non più quella che va da nord a sud, in
futuro servita dalla metropolitana, ma quella da est a ovest. «La
nostra intenzione - spiega il presidente della capogruppo Brescia
Mobilità, Valerio Prignachi - è sviluppare alcune linee
di forza: dovranno offrire un servizio più possibile vicino a
quello del metrò, che avrà frequenze di tre e sei
minuti». La «rivoluzione» si rende necessaria, anche
a fronte di alcune novità infrastrutturali, dal nuovo tratto
della Sp19 all'alta velocità, che stravolgeranno l'accesso alla
città.
Uno dei presupposti perché il sistema della mobilità sia
ridisegnato in modo adeguato è però il dialogo tra gli
enti regolatori, Comune e Provincia: «Il sistema extraurbano,
prendiamo l'esempio della Valtrompia, è Stazione centrico -
aggiunge ancora il presidente Prignachi - con importanti
sovrapposizioni con la linea della metropolitana. Ora ci chiediamo:
è necessario che il servizio venga effettuato in questo modo o,
piuttosto, si potrebbe ragionare fornendolo su alcune zone
scoperte?». Per Prignachi non bisogna temere la rottura di carico
(il cambio di mezzo, Ndr.) purché non provochi disagi. È
necessario quindi «prevedere un'alta frequenza dei mezzi e
fermate pensate a dovere», oltre ad un'integrazione tariffaria.
«Il nostro gruppo con la Omnibus card si candida ad offrire uno
strumento già esistente e ben funzionante», prosegue il
presidente secondo cui il biglietto unico offre anche il vantaggio di
«evitare la competizione tra le aziende che gestiscono il
trasporto».
Nell'ottica di un unico, grande, sistema di trasporto pubblico rientra
per esempio, sottolinea il presidente di Brescia Trasporti Andrea
Gervasi, il tratto Lamarmora - Fiera, chiamato ad ospitare in futuro un
costoso prolungamento della metropolitana. «Il Pgt correttamente
mantiene quel corridoio - spiega Prignachi - ma per intanto si
può pensare ad una molteplicità di proposte, per esempio
ai mezzi doppi ora in funzione sulla linea 1». E se il nodo
sarà attrezzato, saranno facili anche i collegamenti con la
Bassa.
Dove non si arriva con il metrò, insomma, si dovrà
arrivare con i bus. «Non per niente - confessa Prignachi - mi sto
affezionando sempre di più al termine metrobus». Che li
comprende entrambi.
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Giornale di Brescia 14 settembre 2011
Assalto al Metrò in attesa che parta la prima corsa
Affollato anche il secondo openday
Curiosità e domande sul funzionamento
«Che emozione!» esclama una signora non appena mette piede
su uno dei treni che «riposano» nel deposito della
metropolitana in via Chiappa, a Sant'Eufemia. È una giornata
speciale per il complesso che ospita il ricovero dei veicoli e la
centrale operativa del Metrobus. Affollato come non mai per la
«giornata a porte aperte», ha accolto i bresciani per far
toccare loro con mano la metropolitana.
«Scusi sono le dieci, si può iniziare la visita?»
dice un signore che come molte altre persone, già prima delle
10, ora di inizio delle visite guidate (proseguite fino alle 16), sono
pronte davanti ai cancelli del deposito. La curiosità è
tanta, l'impazienza pure. Si avviano. Con il primo gruppo di visitatori
ci sono pure Valerio Prignachi e Marco Medeghini, presidente e
direttore generale di Brescia Mobilità e Andrea Gervasi,
presidente di Brescia Trasporti, lungo il tragitto che li conduce al
grande capannone in cui si trovano i treni. La flotta Metrobus
sarà composta da diciotto veicoli.
I visitatori osservano senza mai distogliere lo sguardo l'impianto di
sollevamento che serve per alzare i treni, in caso debbano essere fatti
controlli e i locomotori di servizio per la manutenzione. Le domande
poste al tecnico che li guida sono le più varie. «Quanto
c'è di italiano nella tecnologia del Metrobus?». Come
funziona il sistema di guida automatico?». Ognuno dei treni
prodotti da Ansaldo Breda custodisce però «un bauletto con
banco di emergenza». «Se la centrale operativa non dovesse
riuscire a movimentare un veicolo, uno stewart potrebbe salire a bordo
per farlo muovere attraverso questo banco di emergenza», precisa
il tecnico di Brescia Mobilità che funge da guida mentre i primi
visitatori affollano le carrozze.
All'esterno, nel frattempo, arrivano le prime navette gratuite che ogni
venticinque minuti fanno la spola da corso Zanardelli a Sant'Eufemia
per l'Open Day MetroBrescia. Grandi e piccini, bambini e anziani, il
Metrobus accende l'interesse di tutti. Quesiti tecnici arrivano persino
da chi apparentemente non sembrerebbe avere la tecnologia tra i primi
interessi. Come eleganti signore con i capelli bianchi, che
evidentemente si sono lette proprio tutto quanto apparso sui giornali
sulla metropolitana leggera di Brescia.
A fianco del deposito, nello stesso complesso di edifici, c'è la
centrale operativa. Sarà compito della mente del Metrobus
risvegliare i treni, con sofisticatissimi computer e software, che
durante la notte, il servizio dovrebbe terminare alle 23, dormiranno
nel capannone rimessa. In un dialogo continuo, nell'ambito di un
sistema a triplo controllo, treni e centrale si parleranno e
comunicheranno.
«I treni a quel punto, quando tutto sarà pronto e
controllato, si metteranno sulla linea di partenza», spiega
ancora il tecnico di Brescia Mobilità. Nel suo ruolo di
coordinamento del servizio, la centrale sarà attiva 24 ore su
24. Poco distante ci sono la stazione ferroviaria di Rezzato e l'ex
concessionaria acquisita da Brescia Mobilità per ricavarne un
parcheggio scambiatore. Prignachi, a questo proposito, commenta:
«Questa vicinanza tra due sistemi di trasporto dovrebbe essere
sfruttata. È un patrimonio prezioso».
Paola Gregorio
Un cervellone per gestire treni e tracciato 24 ore su 24
Stazioni e tracciato del Metrobus saranno costantemente gestiti e
sorvegliati dalla centrale operativa che si trova a Sant'Eufemia, in
via Chiappa, nel complesso che ospita anche il deposito della
metropolitana leggera.
Dalla sala controllo, si potranno monitorare e regolare tutte le
funzioni e gli interventi. Inoltre, nelle stazioni e sui treni ci
saranno sistemi video e collegamenti telefonici con il personale di
sorveglianza, per garantire tranquillità e sicurezza a tutti i
viaggiatori. Il sistema a guida automatica dei veicoli farà
operare i circuiti di controllo presenti nella centrale operativa,
lungo la linea ed a bordo del treno. Sarà anche possibile la
verifica e la correzione costante degli scostamenti tra i tempi di
corsa e quelli programmati. p. gr.
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Giornale di Brescia 13 settembre 2011
Metrobus, la stazione accoglie i primi «viaggiatori» bresciani
Successo per l’iniziativa promossa da Brescia Mobilità
Un migliaio di cittadini ieri hanno visitato la fermata Brescia Due
I
bresciani per la prima volta nel cuore del metrò. Se la data
della partenza del primo treno è confermata al 31 dicembre 2012
e manca poco più di un anno, i cittadini cominciano a conoscere
dal vivo quest'opera tanto importante e dibattuta. La «Settimana
europea della mobilità» ha proposto ieri la visita alla
stazione di Brescia Due (aperta dalle 10 alle 16), seguita oggi
dall'ingresso al cantiere del deposito di Sant'Eufemia.
A
Brescia Due, la stazione è praticamente finita e già si
lascia immaginare in funzione e piena di viaggiatori. Il rivestimento
del tunnel è stato completato; installate le scale mobili e i
parapetti in vetro temperato; mancano alcuni particolari che sono opere
di finitura, ma l'impatto che coglie chi vi accede è
straordinario. Sembra, infatti, una stazione a cielo aperto, illuminata
da luce naturale, priva di quella sensazione che coglie chi soffre gli
ambienti chiusi e angusti: uno spazio di 40 metri di lunghezza, 22 di
larghezza e oltre 23 di profondità che ricorda più le
gallerie dei musei che l'ingresso alla metropolitana. In superficie,
non si riesce ad immaginare. Appena si scende la gradinata che porta a
6 metri di profondità, si intuisce lo scorcio sottostante. La
parete di sinistra, lastricata di pannelli lucidi che sembrano ardesia,
incrocia il tetto con i suoi lucernari che assicurano luce in
abbondanza. La parete di destra scende fino a quota 16 metri dove si
trova la passerella sul tunnel vero e proprio e l'accesso alle
banchine, 6 metri più in basso.
Si
leggeva soddisfazione negli occhi degli amministratori che ieri hanno
visitato la stazione. «È tempo di far conoscere la
metropolitana, spiegarne i percorsi e i vantaggi - ha commentato il
sindaco Adriano Paroli, accompagnato dal suo vice Fabio Rolfi e
dall'assessore Mario Labolani - far capire come si integra nella
città, creare affezione attorno ad essa affinché venga
concepita come opportunità e utilità per tutti».
Sarà compito di Brescia Mobilità che ha approntato un
piano di comunicazione dinamica, «che - ha precisato il
presidente Valerio Prignachi - illustri ai futuri utenti
caratteristiche, sicurezza e comfort del metro bus bresciano».
All'invito
di visitare Brescia Due hanno risposto con entusiasmo circa mille
cittadini, curiosi di vedere da vicino «il mezzo di trasporto
attorno al quale si svilupperà la mobilità urbana».
Il signor Francesco abita lontano, ma di fronte alla stazione lavora.
«Ho visto a lungo, dall'alto del palazzo dove opero - ci dice - i
lavori di superficie. La curiosità mi ha portato a dedicare il
sabato mattina alla visita. Ne ho ricavato una bellissima impressione e
non mi aspettavo certo uno spazio così». Il signor Mario
ha accompagnato le nipotine di 7 e 5 anni che guardavano con occhi
sgranati la stazione e speravano di fare... «un giretto sul
metro». Claudio, invece, è uno studente d'ingegneria che,
per deformazione professionale, si interessa di progettazione e
tecnologia avanzata. Insomma, un coro d'approvazione. Almeno a vagoni
fermi.
Wilda Nervi

Foto di Il trovatore
A Sant'Eufemia acquisita una nuova area: sarà uno dei parcheggi scambiatori
«È la prima occasione per il grande pubblico di vedere
così da vicino una stazione della metropolitana di Brescia,
opera architettonicamente imponente anche per il livello qualitativo
degli impianti. A Brescia Due il risultato è sotto gli occhi di
tutti». Il direttore generale di Brescia Mobilità, Marco
Medeghini, ha accompagnato, ieri mattina, con i tecnici della
società, i visitatori in via Cefalonia, illustrando le
caratteristiche della struttura: ambientazione accogliente; accessi
comodi, anche per i disabili; percorsi interni brevi e diretti; moderni
sistemi di comunicazione e sicurezza. I tornelli per timbrare il
biglietto non verranno installati. Al loro posto un varco elettronico
che legge telematicamente il ticket. In ogni stazione ci saranno due
steward per sorvegliare gli impianti dei luoghi aperti al pubblico e
assistere i viaggiatori.
I
lavori proseguono spediti anche alla stazione di Sant'Eufemia dove
Brescia Mobilità ha recentemente acquisito l'area di una ex
concessionaria per ricavarne un parcheggio scambiatore.
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