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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia 29 ottobre 2011

Pm10, firmata l'intesa su blocchi e targhe alterne

Siglato in Loggia l'accordo tra i sindaci dell'area critica
Stop domenicale al 12° giorno nero, pari e dispari dal 18°

Intesa raggiunta e sottoscritta. Si è infatti definito un punto di equilibrio tra i sindaci dei Comuni dell'area critica per la stesura in Loggia della bozza di ordinanza che introduce degli «automatismi» in occasione dei superi di polveri fini nell'aria (Pm10).
Un punto di equilibrio che tiene conto della situazione di ogni singola municipalità e di quei Comuni, in specie della Valtrompia, attraversati da strade di competenza della Provincia. Il punto per giungere all'intesa dei sindaci è stato il definire il ruolo di Prefettura e Provincia ai fini del blocco del traffico. Come abbiamo già avuto modo di scrivere in queste colonne, la novità introdotta dalla bozza di ordinanza voluta dall'assessore Paola Vilardi e dal sindaco, Adriano Paroli, introduce sulla scorta di quanto già effettuato a Milano, dei meccanismi per i quali al 12° giorno di supero delle concentrazioni la prima domenica utile diventa «ecologica» con il blocco totale del traffico dalle 8 alle 20, anche per i veicoli Euro 4 e 5. Diversamente al supero del 18° giorno si introduce la misura delle targhe alterne, con deroghe stabilite in modo chiaro.
In sostanza il punto che ha portato i sindaci a raggiungere l'intesa è stato la necessità per tutti «di giungere ad una condivisione ed omogeneità di scelte tra i Comuni sottoscrittori dell'accordo, la Provincia di Brescia e la Prefettura». Una cambiale in bianco firmata? «No, riteniamo piuttosto che adire a misure di emergenza che limitano la circolazione dei cittadini come le domeniche ecologiche o il sistema delle targhe alterne, debbano essere supportate anche dalla chiusura delle strade provinciali, per le quali Prefettura e Provincia devono attivarsi per la loro parte. Diversamente la misura non avrebbe molto senso» come ha spiegato il sindaco di Concesio, Stefano Retali, parlando a nome dei comuni della Val Trompia.
Da qui l'accordo sottoscritto dai ventuno Comuni coinvolti, con l'ipotesi dell'estensione dell'ordinanza da adottarsi anche ad altri Comuni dell'hinterland. I sottoscrittori sono i Comuni di Brescia, Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castegnato, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone V.T., Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo e Villa Carcina.
Tra questi, peraltro, ci sono già anche i sindaci che specificano che provvederanno all'emanazione dell'ordinanza solo dopo il supero consolidato di alcuni giorni. «Quando arriveremo all'ottavo giorno faremo un'ordinanza contingibile ed urgente per attivare le misure, in assenza delle quali continua ad operare il dettato della legge regionale in materia di qualità dell'aria». Sullo sfondo resta infatti per taluno la riflessione di come la Regione abbia delegato alla sola Provincia il ruolo di coordinatore del Tavolo dell'aria. Un tema che però si risolve pensando alla necessità di adire comunque ad una soluzione condivisa e ad un regime certo e comune per tutto il territorio.
Il limite che farà scattare il conteggio dei giorni (a cura dei sindaci) è stabilito nei 50 microgrammi per metro cubo da non superarsi in tre centraline sulle quattro di Broletto, Villaggio Sereno, Rezzato e Sarezzo. Stesso discorso per il rientro delle misure: quando in tre su 4 delle centraline i valori si abbasseranno, le misure verranno meno.
A margine delle misure va registrata anche la deroga introdotta nella circolazione a targhe alterne per i veicoli storici, Euro zero, certificati. Secondo l'ordinanza potranno circolare, con buona pace dell'economia del settore e degli appassionati, i veicoli iscritti nei registri storici. Un misura che il vicesindaco Fabio Rolfi aveva garantito nelle settimane scorse dopo le pressioni avviate da diverse realtà, tra le quali il motoclub «Auto e moto d'epoca di Flero», recepita poi dalla Loggia e dagli altri sindaci come atto dovuto ad un comparto importante.
Roberto Manieri

Bresciaoggi 29 ottobre 2011

ARIA MALATA. Brescia, Castegnato e 19 Comuni dell´area critica hanno deciso gli interventi. Coordinamento con Provincia e Prefettura per le strade di collegamento

Smog, ecco gli stop. Resta il nodo provinciali

Magda Biglia

In Loggia la firma di sindaci o assessori delegati Domenica a piedi dopo dodici superi consecutivi e dopo diciotto scatteranno le targhe alterne

Lo stop sarà automatico: dopo dodici giorni consecutivi di supero del limite di legge per le polveri sottili scatteranno le domeniche a piedi; dopo diciotto, le targhe alterne durante la settimana. Così si sono accordati il capoluogo e altri venti Comuni, i diciannove dell´«area critica» (Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone Valtrompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo e Villa Carcina) più Castegnato: ieri in Loggia lo ha stabilito la firma di sindaci o assessori delegati (assenti, ma giustificati, solo Gardone Valtrompia, Villa Carcina e Castegnato). Tutti a ringraziarsi a vicenda perché questo protocollo è un modello per l´intera regione.
MA SI TRATTA DI un´intesa con postilla, scritta in grassetto: «Per quanto riguarda i tratti di strade provinciali interessate, sarà necessario giungere a una condivisione e omogeneità di scelte tra i Comuni sottoscrittori, la Provincia, la Prefettura».
Che cosa vuol dire? Che il casus belli non è risolto e si rimanda ancora una volta la soluzione per quei paesi che sono attraversati dalle strade di competenza provinciale, tutta la Valtrompia, Roncadelle o San Zeno. Lì le amministrazioni hanno sempre detto che, restando aperte le provinciali, il blocco domenicale è inutile e malvisto dalla popolazione, costretta a starsene a casa mentre le sfreccia sotto il naso il traffico di passaggio. Ieri ha risposto per tutti il sindaco di Concesio Stefano Retali: «Di volta in volta, secondo le caratteristiche del momento, si dovranno prendere decisioni omogenee e condivise, lo sottolineo, fra le due istituzioni che abitano in Broletto e gli aderenti al protocollo. Crediamo che, davanti a un fronte come questo, non si tireranno ancora indietro, palleggiandosi la responsabilità, facendo saltare un accordo faticosamente raggiunto. Dopodiché, se non ce lo impediranno, noi sindaci chiuderemo i segmenti delle provinciali che interessano la nostra viabilità, lasciando liberi gli svincoli di collegamento. Diversamente - ha concluso - è per noi difficile fare scelte che siano condivise».
IERI IN LOGGIA ERA presente un funzionario della Provincia, ente che già l´anno scorso non vedeva di buon occhio un ruolo da protagonista e da capofila del Comune di Brescia, e comunque rappresenta anche i Comuni esterni all´area critica, che sarebbero danneggiati da percorsi interrotti. L´appuntamento è per la settimana prossima in Broletto: un tavolo con tutti i soggetti interessati. «Si dovranno coinvolgere i territori confinanti - dice ancora Retali -: siamo solo all´inizio. Serviranno altri interventi strutturali, regionali e nazionali». Intanto la Valtrompia plaude al documento sottoscritto. Si vedrà cosa succederà nell´incontro già fissato, e si vedrà cosa succederà soprattutto alla prima occasione.
Intanto plaudono i primi cittadini della fascia che circonda il capoluogo, senza distinzione fra centrodestra e centrosinistra. Come lo scorso anno, Castegnato partecipa senza esservi obbligato. L´assenza dei rappresentanti di Gardone Valtrompia e Villa Carcina è liquidata con precedenti impegni: Retali parla a nome della valle, è l´assicurazione.
«Siamo a un passo importante - commenta il sindaco di Brescia Adriano Paroli -, frutto del lavoro di oltre un anno, a tappe mensili. Vediamo le domeniche ecologiche come iniziative che aiutino a riflettere sul problema dell´aria che respiriamo. Le targhe alterne, invece, sono l´estrema ratio».
GLI FA ECO l´assessore all´Ambiente Paola Vilardi: «Col blocco domenicale lanciamo un appello educativo, con la circolazione pari o dispari lanciamo un grido d´allarme. Per fortuna non si è arrivati spessissimo a diciotto giorni consecutivi di sforamento delle soglie. Anche in questo mese di ottobre, i livelli sono quasi sempre sotto i fatidici 50 microgrammi per metro cubo di Pm10. Tuttavia adesso siamo pronti, le misure scatteranno senza consultazioni frenetiche. Se ci saranno casi particolari, deciderà il coordinamento dei ventuno. Sembra semplice, però non era affatto scontato, anche se era chiaro che Brescia non poteva prendere certi provvedimenti da sola».
Blocco «educativo»: sacrifici per tutti i veicoli

Il blocco domenicale deve essere educativo perciò si chiedono sacrifici a tutti: gireranno solo le auto elettriche e i mezzi pubblici, o di pubblica utilità. Invece, quando scatteranno le targhe alterne, avranno l´esenzione i veicoli Euro 4 e 5, ibridi, a metano, i ciclomotori. Hanno deroghe e restrizioni differenti le due misure previste dal protocollo firmato ieri in Loggia. È questa la vera novità dell´accordo fra i venti comuni dell´area critica, più Castegnato volontario.
LE RILEVAZIONI per l´area A1, definita dal Piano regionale del 2007, vengono dalle centraline di monitoraggio delle polveri sottili in Broletto, al villaggio Sereno, a Rezzato e Sarezzo. La soglia massima è sempre quella dei 50 microgrammi per metro cubo. Quando la concentrazione media giornaliera andrà oltre il limite in almeno tre centraline per la durata di dodici giorni consecutivi, di domenica, dalle 8 alle 20, si fermerà il traffico, ad esclusione delle macchine delle forze dell´ordine, dei disabili, dei medici, dei lavoratori in turno, dei sacerdoti, degli operatori della comunicazione. Tutte le altre vetture saranno ferme, tranne quelle ad emissione nulla ovvero con motore elettrico.
Quando la concentrazione media giornaliera del Pm10 sarà sballata per diciotto giorni consecutivi, verrà istituita la circolazione a targhe alterne: nei giorni pari le pari, nei dispari le dispari. Ma potranno evitare il divieto gli Euro 4 e 5, gli elettrici, i motoveicoli (tranne la classe pre-Euro 1), i veicoli a gas, metano o Gpl, le vetture con motore ibrido-elettrico e termico, gli autoveicoli con almeno tre persone a bordo, quelli del servizio car-sharing. Saranno esenti anche le categorie già citate per la domenica, più gli ambulanti, gli autocarri per trasporto merci, i veicoli storici attestati. Si è calcolato che il 30% del parco vetture rientrerà fra gli esenti: dimezzando il 70% restante, si avrà un risparmio di emissioni del 35%, un terzo.
Restano inoltre in vigore, sempre nell´area A1, le misure regionali di limitazione del traffico, partite il 15 di ottobre e valide fino al 15 aprile. Non possono quindi lasciare il garage, fra le 7.30 e le 19.30 dal lunedì al venerdì, gli Euro 0 a benzina, gli Euro 0, 1, 2 diesel. Su tutto il territorio lombardo sempre nello stesso periodo, è decretato il fermo permanente, sette giorni su sette, dei motoveicoli a due tempi di classe 0 e degli autobus M3 di classe Euro 0, 1, 2 diesel. Queste regole hanno deroghe varie, però sono valide anche sulle strade provinciali. Si salvano solo le autostrade, le strade regionali, gli svincoli.
IL DOCUMENTO complessivo stipulato ieri recepisce pure le norme accessorie. Come il divieto di uso di apparecchi di riscaldamento obsoleti nei paesi sotto i 300 metri, il divieto di utilizzare olio combustibile per il riscaldamento, il divieto di climatizzare in estate e inverno cantine, ripostigli, box. I dati tuttavia confermano che il 51% delle emissioni di Pm10 nella provincia di Brescia derivano dal trasporto. Si scende al 20.8% con il riscaldamento, all´8.4% per i processi produttivi, al 7% per la combustione nell´industria, totale 15.4%. Per l´ossido di azoto, Nox, scende al 47% il trasporto e sale al 20% l´insieme di combustione e produzione nell´industria. Lo smaltimento dei rifiuti è colpevole allo 0,7% per le polveri, ma all´8% per l´ossido. In un anno non si potrebbe superare il limite dei 50 microgrammi per più di 35 giorni. Nel 2010 il Broletto l´ha oltrepassato per 89 giorni, Villaggio Sereno 89, Sarezzo per 72, Rezzato per 105. MA. BI.

tplbrescia.it 27 ottobre 2011

Servizio di trasporto pubblico urbano di Desenzano a Brescia Trasporti ?

Secondo alcune anticipazioni trovate su internet pare che con il nuovo anno il servizio ubrano di Desenzano, ora gestito dalla veronese ATV, possa passare di mano a Brescia Trasporti.
Il servizio urbano di Desenzano è organizzato su tre linee.

Bresciaoggi 25 ottobre 2011

L´EMERGENZA. I venti sindaci dell´area critica hanno trovato l´accordo sui provvedimenti «anti PM10». Venerdì la firma del protocollo e da sabato il via alle delibere

Smog: targhe alterne e domeniche a piedi

Giuseppe Spatola

Dopo 12 giorni di «emergenza» blocco delle auto nei giorni festivi, dopo 18 circolazione dimezzata Ogni limitazione scatterà in maniera automatica

Alla fine ha vinto la linea suggerita nelle scorse settimane dall´assessore all´ambiente del Comune di Brescia, Paola Vilardi: la guerra alle polveri sottili e allo smog si farà con le «domeniche a piedi» al 12 giorno di superamento dei limiti e le targhe alterne scatteranno in automatico dopo 18 giorni di emergenza. Questo il contenuto dell´intesa trovata ieri mattina dai sindaci dei 20 comuni appartenenti all´area critica. Così, mentre in città il livello delle polveri sottili è sotto controllo da 4 giorni (negli ultimi 10 solo due volte si sono superati i limiti), venerdì ci sarà la firma ufficiale del provvedimento che diventerà operativo da sabato mattina.
ALL´INCONTRO organizzato in Loggia. oltre al sindaco Adriano Paroli, erano presenti per il comune capoluogo anche l´assessore all´ambiente e qullo alla mobilità, Fabio Rolfi, oltre al responsabile del settore ambiente, Angelo Capretti. Al tavolo si sono aggregati anche i sindaci di Botticino, Bovezzo, Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Gussago, Lumezzane, Nave, Roncadelle e Sarezzo. Assente giustificato Corrado Ghirardelli, l´assessore provinciale ai trasporti, trattenuto in ufficio per un vertice sulla Piccola. L´assemblea, dopo un´ora di discussione, alla fine ha condiviso e messo a punto i contenuti del precedente.
DOPO un´ultima verifica, che si svolgerà nei prossimi giorni, è prevista la firma di tutti i Sindaci e la successiva adozione da parte di ogni Giunta comunale attraverso una delibera (che sarà uguale per tutte le amministrazioni). «La firma dell´accordo è prevista venerdì alle ore 12 in palazzo Loggia - spiega Paola Vilardi -. Dalla discussione odierna è emersa la volontà di prevedere un blocco domenicale delle auto, le cosiddette domeniche ecologiche. Lo stop sarà automatico e scatterà ogni volta che gli indicatori segneranno per 12 giorni consecutivi il superamento del limite previsto per le PM10 dalla normativa vigente». Quindi, registrato il 12esmio esubero, la successiva domenica ci sarà lo stop delle auto. Questo provvedimento dovrebbe interessare praticamente tutti i veicoli, anche quelli euro 4 e 5 e le auto a metano o gpl (compresi motocicli).
NON SOLO. Se non dovesse bastare il blocco totale della domenica, il secondo intervento previsto scatterà al 18esimo giorno consecutivo di supero dei limiti previsti. In questo caso si attiverà la mobilità a targhe alterne. «I dettagli dell´accordo, che vincolerà i comuni firmatari, saranno comunque precisamente illustrati venerdì - non si sbottona la Vilardi -. L´aspetto più innovativo riguarderà l´automatismo dei blocchi. Era impensabile continuare come negli anni apssati. Così, invece, i cittadini saranno avvisati preventivamente e sapranno che, dopo 12 giorni di emergenza, dovranno muoversi con i mezzi pubblici e al diciottesimo, invece, si circolerà a targhe alterne». Un accordo trasversale che sembra piacere anche ai primi cittadini del centro sinistra. Lo conferma quello di Roncadelle, Michele Orlando, da sempre critico sui provvedimenti «spot» voluti dalla giunta Paroli per contrastare l´emergenza smog. «Questa volta abbiamo trovato una buona quadra - dichiara il sindaco dell´hinterland -. Il blocco automatico è la soluzione migliore. Certo, rimane il paradosso delle strade provinciali. Il mio comune è tagliato in due da una via di competenza del Broletto su cui i blocchi non varranno. Su questo punto dovrà fare chiarezza la Prefettura».
Più freddo il commento di Corrado Ghirardelli, assessore provinciale ai trasporti, che avrebbe preferito evitare i blocchi in automatico. «Il documento è frutto del dibattito aperto nei giorni scorsi - sottolinea Ghirardelli -. Il mio compito era quello di creare i presupposti per una campagna informativa ad hoc. L´unica perplessità era l´automatismo dei provvedimenti. Ma se hanno scelto così...». Intanto Gabriele Avalli, dell´associazione Associazione Civica Brescia, mette avanti le mani. «Occorre continuare con proposte più incisive - spiega Avalli -. Vorremmo che il Comune sostenere il trasporto pubblico e cancellasse il parcheggio sotto il castello, che portarà più inquinamento in città».


Giornale di Brescia 25 ottobre 2011

Pm10, prima risposta il blocco totale

Al tavolo dei sindaci passa la linea dell’automatismo dopo 12 giorni di superi. Via quindi alla «domenica ecologica» con anche le Euro 5 ferme. Al 18° giorno targhe alterne

Novembre alla porte rilancia il tema delle polveri sottili e degli esuberi, così i rappresentanti dei Comuni appartenenti all'area critica si sono trovati ieri in Loggia al tavolo convocato dal sindaco Paroli per avviare la procedura che porti alla definizione di un'ordinanza comune a tutti i Municipi con dei meccanismi di attivazione in automatico dopo un certo numero di giorni di esuberi di polveri sottili.
Prevale per ora, quindi, la linea del meccanismo automatico voluto dalla Loggia, anziché quella auspicata dall'assessore provinciale Corrado Ghirardelli di una consultazione ad hoc avviata di volta in volta in base alla situazione e prevale anche la tesi delle targhe alterne nonostante abbia dimostrato la sua scarsa utilità.
Nel dettaglio la proposta varata dall'assessore Paola Vilardi e dal sindaco prevede lo scattare in automatico della «domenica ecologica», con il blocco totale dei veicoli, individuata nella prima domenica dopo lo scattare del dodicesimo giorno di supero della soglia massima di 50 microgrammi di pm10 per metro cubo di aria. La proposta della bozza di ordinanza prevede il fermo per tutti i veicoli, compresi gli Euro 4 e 5, dei motori alimentati a gas (gpl e metano) nonché delle moto e dei motorini. Un blocco con poche deroghe, che va dalle 8 alle 20. Allo scattare del diciottesimo giorno di supero subentra invece il regime delle targhe alterne, con la possibilità però per i veicoli euro 4 e 5 di circolare, nonchè le deroghe previste lo scorso anno.
Ora, in assenza di una bozza definitiva, che sarà pronta solo venerdì quando sarà sottoscritta da tutti i Comuni come «ordinanza fotocopia», risulta difficile anticipare dettagli precisi che devono essere oggetto di revisione e adattamento e che comunque potrebbero essere oggetto di diverse sensibilità da parte dei sindaci.
«Resta scoperto ad oggi dal sistema la rete delle strade provinciali: in assenza di una presa di posizione della Provincia risulta difficile operare il controllo» spiega il sindaco di Roncadelle, Michele Orlando. E del resto potrebbe essere difficile che la Provincia si adegui se dallo stesso Ghirardelli emerge «l'inutilità del sistema delle targhe alterne». Su questo fronte va detto che la Provincia radunerà l'8 novembre al Tavolo della qualità dell'aria i sindaci dell'area critica per consegnare i materiali della campagna di sensibilizzazione finanziata ad hoc. Per le Pm10 l'appuntamento slitta ora a venerdì.
Roberto Manieri


Invertita la tendenza:  «Sì a domeniche che educhino»

«Abbiano trovato una linea condivisa e comune, secondo una logica "ribaltata" rispetto allo scorso anno, ovvero introducendo la misura più pesante immediatamente all'insorgere del problema smog, senza attendere oltre e senza impiegare misure palliative». Una scelta condivisa dai rappresentanti dei Comuni di Botticino, Bovezzo, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Gussago, Lumezzane, Nave, Roncadelle e Sarezzo, che per l'appunto, secondo il vicesindaco di Brescia, Fabio Rolfi, introduce un meccanismo automatico che prevede «come la domenica ecologica sia resa davvero tale, con tante iniziative in piazza così da portare le persone in centro senza utilizzare le auto e sensibilizzando sui mezzi di trasporto pubblici o non inquinanti».
Esigenze di bilancio e di organizzazione a parte, l'idea pare buona guardando alla funzione pedagogica ed educativa verso la tutela dell'aria e dell'ambiente, anche se resta il limite del fermare le auto Euro 4 e Euro 5 e di quelle a gas con tutta la polemica del caso.
Intanto Legambiente denuncia che in tutte le città permane l'allarme smog almeno per più della metà dei centri urbani italiani, dove i mezzi privati la fanno da padrone mentre il trasporto pubblico perde passeggeri. Sul fronte si registra anche una presa di posizione di Roberto Formigoni: «Da tempo chiedo che il governo faccia un piano aria come chiede la Ue e come ha fatto la Lombardia già nel 2004. Occorrono azioni coordinate» ha detto il presidente della Regione Lombardia.
Interpellato sui blocchi del traffico per combattere lo smog, Formigoni ha aggiunto che «i sindaci sono liberi di farli, ma i risultati non vengono da queste iniziative». Serve dunque una nuova sensibilità che guardi anche all'impiego della legna per scaldare, cosa che avviene regolarmente nell'hinterland, in assenza di una sensibilità veramente matura. r. ma.

Giornale di Brescia 21 ottobre 2011

Tpl, Broletto apre alla gara unica
marilancia sul proprio ruolo


Segnali di fumo alla Loggia. Si ipotizza la creazione di un’agenzia
che anticipi la legge regionale. Sul tavolo il futuro di Brescia Mobilità

Se è vero che il trasporto pubblico unisce il territorio, abbatte le distanze e riduce i disagi, è altrettanto vero che sul trasporto pubblico si sta consumando un intenso, sotterraneo, dibattito tra Loggia e Broletto. Non si tratta solo di anticipare i contenuti della legge regionale che verrà (l'assessore lombardo, Raffaele Cattaneo, ha dichiarato il completamento dell'iter entro primavera), ma di operare delle scelte che tengano conto delle proiezioni future del sistema trasporto a Brescia, rivoluzionato dalla metropolitana. Lo ha ribadito in due momenti la Provincia, ieri, nei lavori della Commissione Trasporti. Prima con l'audizione del presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, quindi con l'intervento dell'assessore Corrado Ghirardelli. «Il trasporto locale deve guardare alla metropolitana, al suo completamento, alla sua offerta e nella novità del suo servizio. Solo dopo l'avvio del suo funzionamento, a gennaio 2013, si potranno modulare correttamente i servizi» ha detto l'assessore Ghiradelli. Il nodo è semplice, alla fine: anticipare la costituzione di un'agenzia unica che operi sul territorio prima dell'avvio della legge regionale («le leggi vanno, peraltro, interpretate e non anticipate» ha rimarcato sul tema il consigliere Pd, Diego Peli) e ipotizzare un bando unico per il trasporto pubblico urbano e provinciale. «Ma nella partita, se i vantaggi vanno all'insegna di Brescia Mobilità, società controllata del Comune di Brescia, quale deve essere il ruolo della Provincia?», si è chiesto Corrado Ghiradelli.
Una domanda retorica, per certi aspetti, dato che dal Broletto sanno benissimo come la partita sul futuro stesso di Brescia Mobilità si giochi su un piano delicatissimo. Se i due enti dovessero costituire un'agenzia unica, potrebbe essere la logica del mercato a premiare (con il fatto di continuare ad operare) Brescia Mobilità, altrimenti resta chiaro «che gli affidamenti diretti non si possono più realizzare». Sul tavolo il Broletto cala dunque un asso: quello del «do ut des». A Paroli l'ultima parola. Un'ultima parola che per alcuni consiglieri provinciali potrebbe essere il concedere ruolo di programmazione. Un ruolo difficile per il Broletto, considerati i 500 milioni di euro di mutui a bilancio nonostante le tre «A», mantenute dai tagli di Molgora. In ballo il destino di 600/700 dipendenti: «Per questo al tavolo ci dovranno essere anche i sindacati. È imprescindibile» continua Ghirardelli. Da qui una cascata di considerazioni. Una su tutto: il tempo stringe. Il momento delle scelte è davvero dietro l'angolo.
Roberto Manieri


IL NODO
Parcheggi, la scadenza di marzo nell'agenda di «Brescia Mobilità»
La linea Maginot degli appalti per il Comune? Passa per il marzo 2012, ovvero quando - suggeriscono dei commissari a margine dei lavori della commissione trasporti della Provincia - scadranno gli appalti di gestione dei parcheggi e Brescia Mobilità, facendo riferimento all'azionista, ovvero il Comune di Brescia, cercherà di inserire anche questa partita nel bando (unico?) del trasporto. Un valore in più da gestire confacente alle funzioni di Brescia Mobilità e, certo, una forte caratterizzazione della prestazione a cui far fronte. Ora, tutta la struttura del bando per il trasporto pubblico - ammesso che coinvolga anche la Provincia - potrebbe dover tener conto di questi aspetti. Anche la Provincia, quindi, è chiamata ad un ruolo attivo. La contropartita? C'è chi ipotizza il ruolo di programmatore... r. ma.

Bresciaoggi 21 ottobre 2011

I NODI DEL TPL.
I problemi nati con il bacino unico. In scadenza le gestioni di bus, pullman e parcheggi. E il metrò in vista

Lite Loggia-Broletto, il rischio è che arrivi lo «straniero»

Mimmo Varone

Verso gara unica «tagliata» su Brescia Mobilità. Ghirardelli: «La Provincia conti nella spa»

Il bacino provinciale unico del Trasporto pubblico locale (Tpl) rischia di creare altre frizioni tra Loggia e Broletto. I nodi da sciogliere sono tanti, gli interessi diversi, e il rischio non peregrino è che tra i due litiganti un gestore terzo (magari tedesco o inglese) vinca la gara per il nuovo affido e si trovi a gestire tutto il trasporto pubblico bresciano, metropolitana compresa. La cosa è venuta chiara ieri pomeriggio dall´assessore Corrado Ghirardelli, intervenuto durante la commissione Trasporti del Broletto presieduta da Roberto Lancini, convocata per l´audizione del presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi su richiesta del Pd.
Ormai i tempi per il rinnovo di gestione stringono. L´affidamento diretto non è più possibile e si va a gara in una situazione oltremodo complessa. A complicarla ci sono la metropolitana di Brescia con tutto ciò che ne consegue in termini di ridefinizione della rete Tpl (ci sono 4 milioni di chilometri extraurbani in territorio cittadino con frequenti e inutili raddoppi dei bus urbani) e la nuova legge regionale in materia, che pur definita nelle linee portanti non verrà approvata dal Pirellone finchè il governo non chiarirà le risorse. Il tutto mentre la gestione di Brescia Trasporti è scaduta a luglio, quella dei pullman azzurri scadrà a fine anno e l´affidamento diretto dei parcheggi a Sintesi spa si chiuderà il 31 marzo prossimo.
L´ORIENTAMENTO di Loggia e Broletto è andare a una gara unica, nel solco del bacino provinciale previsto dalla legge regionale, con la costituzione di un´unica agenzia di gestione che andrebbe varata entro l´anno anticipando la legge stessa, la cui approvazione si prevede solo in primavera. È un´ipotesi quasi obbligata, anche per salvare i quasi 800 dipendenti di Brescia Mobilità e gli altri del Gruppo Arriva. Ma è molto più facile a dirsi che a farsi.
Da come si vedono le cose in Provincia, la Loggia starebbe pensando a una gara unica entro marzo che includa anche la gestione dei parcheggi (per salvare Sintesi spa), dei semafori e di quant´altro si occupi Brescia Mobilità. Un bando di gara tagliato a misura del Gruppo di piazzetta Padre Pio metterebbe al riparo da eventuali concorrenti. Di più, lo stesso Prignachi sottolinea di aver indicato all´azionista Comune «scenari a breve termine, prodromici di opportunità di gestione di altre reti». E che in funzione della società mista con Ati Metrobus per gestire lo start up della metropolitana, il Cda dell´Azienda ha già deciso la separazione netta degli asset patrimoniali, che vanno in capo al Comune, da quelli tecnico amministrativi.
Tuttavia in Broletto ci si chiede cosa guadagnerebbe la Provincia da una presenza “ingombrante” come Brescia Mobilità, nei fatti braccio operativo del Comune, nell´agenzia di gestione unica. Ieri Ghirardelli lo ha detto con una battuta: «Il Comune faccia la proposta e apra Brescia Mobilità alla Provincia». In realtà il problema del Broletto non è entrare nell´azionariato della Partecipata della Loggia (se ne dovrebbe accollare pure i debiti), bensì avere una voce in capitolo nella futura programmazione del Tpl. «C´è il rischio che nell´Agenzia unica il Comune programmi e la Provincia gestisca - sottolinea l´assessore provinciale ai Trasporti -, ma noi non potremmo mai accettare condizioni simili. Ad esempio non siamo d´accordo sulla programmazione dei parcheggi scambiatori lungo l´asse della metropolitana e vogliamo poter dire la nostra».
Il prendere o lasciare, insomma, è escluso. E bisognerà arrivare a un accordo che per ora sembra lontano. Se la Loggia vanta il know-how di Brescia Mobilità, pure il Broletto è consapevole dei suoi punti di forza. «Il metrò avrà problemi di gestione - dice Ghirardelli - e l´apporto del trasporto extraurbano sarà indispensabile. La metropolitana provinciale è nel Piano provinciale dei trasporti oltre che nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) e va rivalutata sulle esigenze dell´intero territorio».
CHE SIA QUESTO l´oggetto del contendere è testimoniato anche dalla dura polemica tra il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e il capogruppo Pd Diego Peli a seguito di alcune dichiarazioni alla stampa di Prignachi. «Chi la autorizza a parlare di inversione di trasporto su ferro a favore della gomma in Valtrompia - chiede Peli a Prignachi –, mentre nel nostro Ptcp ci sono migliaia di metri quadrati vincolati alla metropolitana e i proprietari delle aree vengono a chiederci cosa si fa?». «Noi dobbiamo costruire reti infrastrutturali che dialoghino con con il resto del sistema provinciale - ribatte Prignachi - e oggi tra trasporto urbano ed extraurbano ci sono punti di non coerenza da sanare».
Poi c´è spazio per gli scenari più lontani, con gli ampliamenti verso Rezzato e a Castegnato, verso l´Ovest privo di punti d´interscambio con la rete ferroviaria. C´è spazio per la conversione a reti metropolitane di tratti delle ferrovie per Parma e Cremona, per la valorizzazione complessiva della Brescia-Edolo. Ma a catalizzare l´attenzione dei commissari è lo scenario immediato. E pure il restare quasi neutrali rispetto alla polemica tra Peli e un Prignachi già assessore provinciale ai Trasporti è segno che i problemi ci sono, e vanno risolti alla svelta.

BRESCIA TRASPORTI. Cominciano a farsi sentire gi effetti dei rincari entrati in vigore in città dal primo febbraio

Caro bus, «crollano» i biglietti
Ma crescono abbonati e ricavi

Natalia Danesi

Rolfi: «Fidelizzare gli utenti è il nostro obiettivo. Gestione unitaria, ci stiamo lavorando»

Crolla la vendita di biglietti e carnet degli autobus urbani, ma aumentano gli abbonamenti. E alla fine dei conti il bilancio migliora pure. È a luci e ombre la fotografia dell´utilizzo dei mezzi pubblici dal primo febbraio, data in cui sono entrati in vigore i rincari sulle tariffe urbane con il passaggio ad 1,20 euro. Un effetto freno sulle corse gli aumenti ce l´hanno avuto. C´è di positivo però che le cose vanno molto meglio che altrove: a Milano, per esempio, a settembre si è registrato addirittura un calo di un milione di tagliandi.
I TICKET venduti a Brescia invece sono diminuiti di sole 23mila unità a febbraio per poi raggiungere il picco di calo di 100mila in meno a marzo e poi via via: 73mila in meno ad aprile, 12mila in meno a maggio. E ancora la diminuzione è stata di 44mila biglietti a giugno, 27mila a luglio, 81mila ad agosto e più o meno altrettanti a settembre. Il bilancio del periodo febbraio - settembre dice in sintesi di 4milioni e 800mila tagliandi venduti nel 2011 a fronte di 5milioni e 260mila nel 2010 con una diminuzione dell´8,48 per cento.
Per contro gli abbonamenti hanno registrato un trend in crescita: 171mila in più a febbraio, 93mila in più a marzo. Unica eccezione ad aprile, con un crollo di oltre 75mila unità, ma il dato - spiegail direttore generale di Brescia Mobilità, Marco Medeghini - si è registrato in concomitanza con il normale fenomeno delle scadenze e dei rinnovi. Da allora in avanti è stata sempre una crescita, più o meno consistente: a maggio 20mila abbonamenti in più, a giugno 34mila, a luglio 10mila, ad agosto 17mila, a settembre 31mila. Il dato per i primi mesi 2011 dice di 304mila abbonamenti in più venduti con un aumento dell´1.38%.
Il saldo finale evidenzia un calo di solo 141mila passeggeri totali (-0,52%) sui bus urbani tra febbraio e settembre. «La crisi ha portato contrazioni quasi ovunque - commenta Medeghini - per cui comunque questi risultai sono positivi. È evidente che nel momento in cui c´è un aumento del costo del titolo di viaggio molti cercano la formula più conveniente, e l´abbonamento è certamente più conveniente. Un calo di 141mila passeggeri su un totale di oltre 27milioni trasportati è davvero minimo». Non solo, incalza Medeghini, non sono ancora quantificabili i passeggeri in possesso del titolo di viaggio mensile «Io viaggio ovunque in Lombardia» che, da stime rappresentano qualche decina di migliaia di utenti al mese. Che le cose non vadano poi male lo dimostrano gli incassi: ad oggi (fine settembre 2011), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l´aumento è del 9,16 per cento, circa 850mila euro.
Nessun allarmismo, dunque. Anzi, l´assessore alla Mobilità della Loggia si dice addirittura soddisfatto. «A mio parere i dati sono tendenzialmente positivi - commenta Fabio Rolfi -. Con i rincari che sono stati anche molto enfatizzati mediaticamente ci aspettavamo questi numeri. L´aumento degli abbonati vuol dire che stiamo riuscendo nell´impresa di fidelizzare i passeggeri. L´obiettivo che si persegue è potenziare stabilmente questa formula». In sintesi, i numeri dimostrano che «si consolida il traffico esistente sui mezzi di trasporto pubblico» il che non è cosa da poco.
Lo scenario ora vede l´impegno della Loggia e di Brescia Trasporti per la riorganizzazione della rete urbana con una razionalizzazione funzionale al metrò e che porti anche passeggeri alla nuova infrastruttura. «Vogliamo ragionare anche - continua Rolfi - sulla scelta strategica di una gara unitaria con la Provincia. Un obiettivo a cui stiamo lavorando».

Bresciaoggi 20 ottobre 2011

IL CONVOGLIO. In via Caprera davanti al padiglione di Brixia Expo uno dei diciotto che entreranno in funzione

Metrò, ecco il decimo treno
testimone del made in Brescia

Mimmo Varone

Lucchini e Metra tra i marchi inseriti nella progettazione Prosegue la corsa contro il tempo per il via nel gennaio 2013

Dopo l´anteprima in corso Zanardelli un treno della metropolitana si fa ammirare in tutti i suoi 39 metri di lunghezza davanti al padiglione di Brixia Expo, in via Caprera. È il decimo, dei 18 che devono arrivare a Brescia per essere pronti all´appuntamento del primo gennaio 2013, arrivato lunedì mattina dagli stabilimenti Ansaldo-Breda di Napoli. È alla Fiera per far da testimonial a Teknomotive, l´esposizione di componenti per l´industria dei trasporti che apre i battenti stamattina e accoglierà i visitatori fino a sabato.
I TRENI della metropolitana sono in qualche modo il simbolo dell´automotive bresciano, che ha fornito componenti decisive. La Lucchini ha partecipato con le tecnologie in movimento come le ruote, e la struttura della cassa è fatta interamente in lega leggera con la tecnologia dei grandi estrusi di Metra spa. Sono solo due i marchi bresciani che i treni si portano dietro, ma entrambi di grande valore. Una sosta alla Fiera era quasi obbligatoria.
Il decimo convoglio ci resterà fino alla nottata di lunedì. Spostarlo non è semplice. Per parcheggiarlo davanti al padiglione, Brixia Expo ha dovuto abbattere 7 lampioni davanti all´ingresso ed eliminare provvisoriamente le paline di segnalazione alle rotatorie lungo il percorso - racconta l´ad della Fiera di Brescia Marco Citterio -. Per arrivare al Deposito di Sant´Eufemia-Buffalora dovrà riprendere l´autostrada e uscire a Brescia Est, e potrà farlo solo lunedì.
Ieri mattina, poi, i teli di protezione del convoglio sono stati levati, e da stamattina tutti potranno dal fondo alla fantasia per immaginarsi già in viaggio lungo le rotaie.
Dei dieci treni arrivati, cinque sostano nell´area dell´officina, altri quattro sono nel Deposito e uno (a rotazione) è impegnato nelle prove tecniche lungo la linea. Dopo l´accordo transattivo del maggio scorso, che ha messo una pietra tombale su riserve d´impresa, extracosti e quant´altro, l´Ati è impegnata a rispettare i tempi di consegna e a mettere in esercizio la metropolitana il Capodanno del 2013. Gli otto convogli che mancano saranno disponibili uno al mese da novembre ad aprile (due in febbraio).
ARRIVERANNO con le prove statiche già effettuate negli stabilimenti di produzione di Napoli o Reggio Calabria. A Brescia l´Ati avrà il compito di controllare l´elettronica del veicolo e il collegamento con il resto del sistema automatico. A conti fatti – spiegano da Brescia Mobilità -, per ogni treno ci sarà bisogno almeno di un mese e mezzo. L´ultimo previsto per fine aprile, dunque, sarà disponibile per il funzionamento lungo la linea verso la fine del giugno 2012. Vale a dire che solo per quella data ci sarà la disponibilità dell´intero parco. Tuttavia i tempi ci sono. I tre mesi di pre-esercizio, con i 18 treni che faranno la spola vuoti dal Sant´Eufemia al Prealpino, scatterà solo il primo ottobre dell´anno prossimo.
Come si sa, ogni convoglio è costituito da tre casse accoppiate. La propulsione è elettrica e la guida è completamente automatica. Le dimensioni sono di circa 39 metri di lunghezza per 2,65 metri di larghezza, con 6 porte d´accesso per ogni lato. La struttura della cassa interamente in lega leggera Metra Spa è robusta e leggera, ha un´assoluta resistenza alla corrosione e caratteristiche spinte di non esigenza di manutenzione. Tutti gli equipaggiamenti tecnici sono posti sottocassa o sull´imperiale, senza condizionare perciò il vano passeggeri risulta ampio e confortevole. Leghe leggere e materiali plastici, poi, sono di ultima generazione e completamente riciclabili.

IL NODO COSTI. Ogni veicolo sarà dotato di un sistema di registrazione interna dei passeggeri

Sicurezza, le telecamere a pieno regime in due tempi

Mimmo Varone

Inizialmente mancherà la trasmissione in tempo reale

La sicurezza è importante e tutti la vogliono. Ma costa, e sui treni della metropolitana leggera ci sarà a metà. Almeno nei primi tempi. Per ora, infatti, Brescia Mobilità non ha i soldi necessari per installare il sistema di trasmissione automatica alla sala di controllo di quanto accade sui treni. Tutto, però, è predisposto per una successiva installazione.
I TRENI che stanno arrivando a Brescia, e saranno al completo a fine aprile dell´anno prossimo, sono tutti dotati di un sistema di telecamere che riprendono e registrano su un registratore installato a bordo. E tutto questo ci sarà da subito. Le immagini saranno a disposizione per la visione nel caso si rendesse necessario.
Mancherà la trasmissione in diretta e in tempo reale alla centrale di controllo, che sarà disponibile solo su due dei 18 treni, il che è quanto contemplato dall´accordo transattivo di maggio, con cui Ati e Brescia Mobilità hanno ridefinito le scadenze e messo la parola fine su tutti i contenziosi in essere. Estendere il sistema agli altri sedici treni che ne sono privi costerebbe, e i soldi non ci sono. Da Brescia Mobilità, tuttavia, un certo ottimismo resta. Il sistema, così com´è può essere facilmente implementato in fasi successive, poiché le telecamere ci sono e su ogni treno è comunque montata un´antenna per la trasmissione delle immagini digitali. In pratica mancano le apparecchiature radio che dovrebbero trasferire le immagini.
L´IMPORTANTE, in ogni caso, è che la mancanza di quelle apparecchiature radio non blocca né la fase di pre-esercizio che scatterà il primo ottobre 2012, né l´entrata in esercizio vero e proprio, che resta fissato per il primo gennaio 2013. Per il resto, sui treni c´è tutto, compreso l´impianto di condizionamento che, al contrario dei primi treni, è già installato in fabbrica.
Intanto, le prove lungo la linea continuano a ritmo serrato. In questi giorni uno dei dieci convogli già arrivati a Brescia viaggia sul viadotto da Sant´Eufemia a Sanpolino carico di sacchi di sabbia sistemati sui sedili e lungo i corridoi delle carrozze, a simulare i passeggeri. È una fase decisiva, che serve a testare soprattutto il sistema frenante a pieno carico. Si tratta di prove che verranno effettuate su un unico convoglio, e dureranno un paio di settimane. Sono cominciate un paio di giorni fa, e si concluderanno fra una decina di giorni. Poi, per quasi un anno da qui al settembre dell´anno prossimo il grosso del lavoro consisterà nei controlli elettronici su ciascun treno, per verificare il perfetto collegamento con la complessa rete del sistema automatico. Non sarà uno scherzo, ma sono protocolli che si ripetono, e alla fine sanno quasi di routine. Ormai la strada è in discesa, insomma. Le opere civili e gli impianti di sistema sono pronti per oltre il 90 per cento su tutta la linea. E l´appuntamento con il taglio del nastro sembra proprio a portata.

L´ATTRAZIONE. Ha ospitato 2.408 passeggeri in totale in 75 giornate

Il trenino si mette a riposo
dopo le corse straordinarie

Magda Biglia

Fine dell´esperienza turistico-culturale in città

Il trenino turistico è andato a riposo. L´ultima corsa è stata fatta domenica poi, sbuffando, le due simpatiche carrozze si sono dirette verso il garage di Brescia Trasporti, dove il trenino potrà rilassarsi e rifarsi bello. Ha lavorato per sette mesi nei settimana, ma ha girato le viuzze cittadine e scalato il Castello per tre volte al giorno, un´ora e mezza ogni volta. Qualche data l´ha persa a causa di manifestazioni sul suo percorso; oppure ha dovuto saltare qualche tappa. Il bilancio è di 75 giornate dal 17 marzo al 16 ottobre, per un totale di 2408 passeggeri, 32 al giorno. Delle due carrozze, una è attrezzata per i disabili e i posti sono, a pieno carico, 24.
«L´AZIENDA è soddisfatta dell´apprezzamento - commenta Claudio Garatti, il direttore di Brescia Trasporti che gestisce il servizio per il Comune - la destinazione turistico-culturale si è rivelata quella giusta, anche se non sono mancati gli amanti della passeggiata ludica, con i bambini soprattutto. Ci sono state corse prenotate interamente da gruppi e ogni tanto siamo andati persino in trasferta in paesi della provincia durante feste o sagre. L´unico problema riscontrato riguarda le sospensioni causate dalle in disponibilità di alcune strade, date le molte iniziative all´aperto».
L´ESPERIENZA più divertente è stata però un anno fa, in novembre, con la partecipazione ad Arco, nel Trentino, al «Campionato dei trenini» indetto dalla casa costruttrice Dotto, in cui gli autisti bresciani sono arrivati terzi sconfiggendo i colleghi di Petralcina che portano i fedeli di Padre Pio.
Il servizio ha preso il via nel dicembre di due anni fa lungo il periodo natalizio, poi nel 2010 l´attività è stata stabile dal 15 giugno al 3 ottobre, tranne che in agosto. tutti i giorni della settimana con una corsa al mattino e due al pomeriggio, per 1989 passeggeri complessivi. Altri 475 viaggiatori si sono visti poi dal 7 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011, con una media di 18 per corsa, alle 10, 15 e 17. Quest´anno è cambiata l´impostazione, concentrando nel venerdì pomeriggio, sabato pomeriggio e domenica, mattina e pomeriggio. Primo giorno è stato il 17 marzo, ricorrenza dell´Unità d´Italia. Sono saliti in 718 fra marzo e aprile, 245 in maggio, 289 in giugno, 441 in luglio, 272 in agosto, 196 in settembre, 247 in ottobre. Il biglietto costa 5 euro; serve anche ad ammortizzare il costo iniziale, circa 200mila euro. Per la gestione la voce finisce nel complesso dei costi per i bus cittadini, nel rapporto fra azienda e Loggia. Anche l´assessore competente e vice sindaco Fabio Rolfi giudica positivamente i risultati: «L´ho sempre incontrato con tanta gente, bambini festosi. È certamente uno strumento utile all´interno delle politiche per la valorizzazione del centro storico. L´idea è piaciuta e consente di far conoscere meglio la nostra città». Brescia Trasporti e Comune stanno ora valutando un prossimo calendario. Quasi sicuramente lo si rivedrà nel periodo delle feste di Natale, con finalità legate alle iniziative che animeranno il cuore di Brescia.

Giornale di Brescia 18 ottobre 2011

Treno in stazione carico...
di 45 tonnellate di sabbia


Avviate ieri le prove tecniche sui convogli con a bordo
sacchi per simulare la presenza di passeggeri in carrozza

Il fischio è quello di un treno. E squarcia il silenzio quando alla curva non si vede ancora nulla. Poi da ovest, lungo la rotaia che sfila in quota sul viadotto di Sant'Eufemia, compare la sagoma inconfondibile del convoglio del Metrobus. Che sfila fino ad accostarsi alla stazione omonima, quella più a sud, le porte di banchina in linea con quelle dei vagoni.
Situazione simulata sotto ogni aspetto. La frenata - sorvegliata speciale da ieri mattina - è monitorata dai tecnici di Ansaldo, sistemati, con scrivanie e computer, a bordo del convoglio scelto per una della serie di test «tipologici». Con un livello di verosimiglianza acuito dalla «massa» fatta... salire per la prima volta a bordo. Niente passeggeri però per il momento, ma tonnellate di sabbia in sacchi. Caricati quasi a raddoppiare il peso del convoglio, che a vuoto raggiunge le 55 tonnellate. E ce ne sono appunto altre 45 di sabbia distribuite sui sedili ricoperti di teli di plastica oltre che sul fondo di ognuno dei tre vagoni da 13 metri l'uno che compongono il convoglio, a riprodurre la collocazione degli utenti di domani. Con questo assetto il convoglio prescelto ha fatto la spola per l'intera giornata di ieri tra S. Eufemia e Sanpolino. «E così sarà secondo programma per le prossime due settimane» spiega Marcello Gamba, giovane bresciano laureato in Sicurezza informatica che dal «Pco», la sala del deposito da cui si controlla tutto il sistema del metrò, osserva e coordina le operazioni.
«Stiamo effettuando prove di frenatura - normale e d'emergenza -, accelerazione, decelerazione e comfort. Il mezzo deve rispondere a canoni prestabiliti. Fino alla scorsa settimana sono state eseguite prove "a tara" (a veicolo scarico), ora si parte col mezzo che tocca le 100 tonnellate». Certo è difficile pensare a dei passeggeri, mentre sotto gli occhi, dietro i vetri e la scocca dei treni si scorge la distesa omogenea di sacchi. Fino a quando il treno riprende la sua corsa, col pattino che scorre sulla «terza rotaia» ad alimentare i motori a suon di 750 volt. Intanto nella «sala dei bottoni», viene monitorato che tutto funzioni correttamente: dall'elettrificazione della rete agli scambi, ma apposite postazioni sono già presenti in vista del futuro. Quando ci sarà da tener conto anche del traffico e delle telecomunicazioni.
Per non parlare della sicurezza: sul «videowall» si alternano le riprese delle telecamere - a regime saranno 957 - disseminate lungo la linea. Per un mezzo in funzione, altri otto stanno al coperto. Tra officina e deposito. Dove i tecnici stanno lavorando alle prove sull'impianto di climatizzazione: anche qui si simulano a bordo le stesse condizioni di temperatura e umidità di quando il metrò sarà in funzione. Con passeggeri fino ad un massimo di 430.
Gianluca Gallinari

Dieci i convogli arrivati
Uno esposto a Teknomotive
Nel deposito di Buffalora fino ad oggi sono giunti in totale dieci treni. Uno dei quali - a rotazione - è oggetto di prove tecniche sulla linea, mentre altri cinque sostano nell'area dell'officina. I quattro restanti sono in deposito. Anzi tre. Perché uno è stato trasferito a Brixia Expo, dove da giovedì sarà protagonista a «Teknomotive», il salone della mobilità sostenibile in cui saranno presenti anche altre proposte del gruppo Brescia Mobilità. Per completare la flotta mancano ancora 8 treni. Quando arriveranno? Il presidente Valerio Prignachi ha una sola risposta: «Il nostro traguardo è e resta il 31 dicembre 2012».

«Un distretto della mobilità»
E lo sguardo verso Rezzato

Il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, guarda verso il futuro mentre dall'alto dell'edificio centrale del deposito di Buffalora scruta verso Nord. Verso Sant'Eufemia e verso Rezzato. Subito oltre il viadotto, sul quale si staglia la sagoma della stazione di Sant'Eufemia, sorgono due capannoni: l'uno è quello della Omb International, l'altro è quello che è stato acquisito perché diventi il primo parcheggio scambiatore in struttura di quelli previsti tra le opere complementari del metrò, che viceversa dovranno attendere causa «economie» e tagli.
«Con le competenze per quanto attiene al sistema trasportistico su ferro che matureranno in seno al deposito - al punto da auspicare anche sbocchi sul fronte dell'engineering verso terzi - questo potrebbe esprimere appieno una logica da distretto della mobilità». Ne è convinto Prignachi: «Con Omb, qui a due passi, esprimiamo l'attività industriale sul fronte della mobilità sostenibile; con il parcheggio che sarà affidato a Sintesi un'altra azienda del gruppo sarà attiva in quest'area. Al suo interno contiamo di inserire alcuni spazi commerciali per ravvivare l'area della stazione di S. Eufemia, e circa 500 posti auto. Mentre all'interno del deposito, assieme a tutta l'attività legata al sistema, sarà attiva la newco che nascerà con il riassetto di Brescia Mobilità e che troverà spazio negli uffici prefabbricati oggi occupati da Ansaldo Sts. Ma non è remota neppure la possibilità che parte della linea dei bus possa essere riallocata qui da via San Donino per meglio rispondere alle esigenze».
Tra le ipotesi da vagliare che a Prignachi stanno a cuore c'è quella che ribadisce quando da est, lungo la Milano-Venezia, sfila un treno. «La stazione ferroviaria di Rezzato è a 1,5 km da qui. Perché non collegare il Metrobus ad essa con una piccola integrazione di binari? La si renderebbe un nodo di autentico interscambio e certo si andrebbe a intercettare un'utenza potenzialmente più ampia».g. gal.

Giornale di Brescia 18 ottobre 2011

Pm10, la Loggia «chiama» i Comuni dell'area critica

Lunedì 24 il confronto che porterà alla firma del protocollo: al centro il nodo targhe alterne


Targhe alterne o domeniche ecologiche. Queste le due ipotesi sul tavolo dei Comuni della cosiddetta «area critica» sul nodo Pm10. Dopo il via, scoccato sabato 15, delle direttive regionali per contrastare le polveri sottili, infatti, la parola passa ora alle Amministrazioni comunali. Che, su proposta della Loggia - capofila del tavolo di confronto avviato la scorsa primavera - torneranno a riunirsi lunedì 24 per discutere il testo definitivo che porterà alla firma dell'atteso Protocollo d'intesa sul tema.
Un modo, questo, per stabilire e fermare nero su bianco criteri e misure d'azione condivise, che sappiano fornire una risposta corale al nemico numero uno della stagione fredda. Per questo, a sedersi al tavolo saranno certamente i sindaci di Borgosatollo, Castel Mella, San Zeno, Castenedolo, Rezzato, Gussago, Cellatica, Collebeato, Bovezzo, Nave, Botticino, Concesio, Villa Carcina, Lumezzane, Sarezzo, Marcheno, Gardone Val Trompia (classificati dal Pirellone in «zona A1», ovvero la più esposta all'elevata concentrazione di Pm10 nell'aria). Accanto a loro, il Comune capoluogo, cui sono affidate le cabine di regìa, in un confronto che vede come interlocutori il sindaco Paroli e gli assessori Paola Vilardi (Ambiente) e Fabio Rolfi (Traffico), oltre che l'assessore provinciale Corrado Ghirardelli, primo titolare - per competenza - della partita. In quest'ottica, tutti i protagonisti dell'area critica - inclusi i Comuni della Valtrompia - avranno il compito di pianificare le «contromisure», stilando una sorta di vademecum di azioni condivise, «così da riuscire ad informare i cittadini per tempo e da rendere le azioni più efficaci, non tamponando solo l'emergenza» puntualizza la Vilardi.
Al «vademecum» quindi il compito di stabilire, ad esempio, dopo quanti giorni di superamento dei limiti imposti dalla normativa (ovvero 50 microgrammi per metro cubo d'aria) in materia di Pm10 dovrà scoccare in automatico - sempre che sia questa la misura scelta come efficace - l'ordinanza per il via alle targhe alterne, oppure ancora la promozione - nei mesi di punta sul fronte polveri sottili (vale a dire da dicembre a febbraio) di piccoli provvedimenti preziosi. Primo fra tutti quello delle domeniche ecologiche, «un'occasione utile per sensibilizzare i cittadini».
In primavera - dopo la fase di studio sulla scia dei dati forniti da Regione e Arpa - si era pensato di avviare da ottobre una sorta di direttiva «implicita». Se cioè il superamento dei limiti normativi si dovesse verificare per dieci o dodici giorni e se la concentrazione di Pm10 superasse i 70 microgrammi per metro cubo, ogni Comune sarebbe autorizzato a mettere in atto le misure di limitazione al traffico (targhe alterne), sino al blocco totale dei veicoli. Con provvedimenti netti anche su riscaldamento, fuochi a legna e pulizia delle strade. Tutte indicazioni, queste, che sono però rimaste solo ipotesi su cui confrontarsi e che i dati tecnici - nel frattempo analizzati - hanno in parte superato. Negli stessi, infatti, si evidenziava come le fonti del Pm10 siano il trasporto su strada per il 32%, il riscaldamento domestico per il 29% (il 95% del quale dovuto dalla combustione della legna) e l'off road per il 14%, con un ruolo incisivo (63%) dei mezzi agricoli.
La partita insomma è ancora aperta e non è affatto detto che l'indicazione del tavolo sia l'istituzione delle targhe alterne. Ma per sciogliere il nodo bisogna attendere il confronto, insieme decisivo e decisionale, di lunedì.
Nuri Fatolahzadeh

Giornale di Brescia 13 ottobre 2011

Opere complementari, 19 milioni e poco tempo

Illustrato in Commissione lo stato di progettazione
L’«opzione zero» da ultimare nell’arco di 14 mesi

Diciannove milioni di euro. E 14 mesi per rendere le aree a ridosso delle stazioni del metrò fruibili e funzionali. Una corsa contro il tempo quella che assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani e tecnici non nascondono nel declinare quel che resta da fare alla Commissione Metrobus, presieduta da Nicola Gallizioli.
La partita ruota attorno a quelle 17 stazioni - più una nuova strada - da dotare di viabilità, percorsi pedonali, verde, parcheggi (per quelli in struttura a Casazza e S. Eufemia già investiti altri 9,5 milioni) connessioni col trasporto pubblico di superficie. Tutto con l'ottica del «minimo indispensabile», secondo quell'«opzione zero» imposta dalle ristrettezze di bilancio, e il rinvio sine die di tutto il resto. Una dieta dimagrante che ha visto «imbrigliate» le previsioni delle linee guida originarie, e i 25 milioni stimati in ultima istanza per le opere di superficie compressi a 19.194.000 (ad es.: con ricorso più parco a materiali di pregio). Per tre stazioni (Prealpino, Casazza e S. Eufemia) è già ultimato il progetto esecutivo, in via di definizione per tutte le altre (esclusa piazza Vittoria, si veda più a destra) da ultimare tra fine mese e fine gennaio, così da consentirne «a gruppi di 2 o 3» - ha spiegato il dirigente dei Lavori pubblici Massimo Azzini - l'approvazione in Giunta e l'avvio dell'appalto da fine anno, quello dei cantieri per febbraio-marzo. La scadenza del 1° gennaio 2013, data dell'entrata in servizio del metrò, incombe su ogni fase.
A illustrare nel dettaglio i singoli interventi è stata Vera Sabatti, tra i tecnici di Brescia Mobilità al lavoro con quelli del Comune sulle opere complementari. Da Nord, si parte col Prealpino, dove è aumentata la capienza del parcheggio scambiatore (da 400 a 455 posti auto) che pur insiste su un'area che il Comune ancora deve acquisire da privati. Il viadotto pedonale a scavalco di via Triumplina per ora dovrà attendere. Pochi ritocchi a Casazza, dove la stazione insiste su area di recente progettazione. L'ingresso sarà a 4,5 metri sotto la quota di strada, mentre il Comune ha già acquisito (per 1,5 milioni) una porzione del parcheggio in struttura del Complesso Futura (168 posti); predisposta infine l'apertura di un tunnel verso il futuro complesso nell'area dell'ex conceria Colombo. Opere complementari all'osso a Mompiano: l'insistenza su viale Europa di aree oggetto di futura alienazione (e in parte di edificazione) imporrà variazioni all'assetto viabilistico attuale, per cui la spesa è stata limitata col ricorso al verde. Pochi ritocchi previsti, rispetto alle linee guida, alla stazione Europa. All'Ospedale, invece, all'ingresso principale del Civile, a dominare saranno un vasto piazzale in pietra e un'ampia rotatoria. Alla stazione Marconi la sola modifica sarà l'introduzione di una recinzione al parco, richiesta dalla Soprintendenza. Ecco quindi S. Faustino: il ripristino della viabilità con maxi rotatoria su piazzale Battisti (e salita al Castello ripristinata anche prima della fine lavori, ha assicurato Labolani), sarà accompagnato dall'introduzione di un percorso pedonale verso Fossa Bagni (previo ok della Soprintendenza), sospeso su pseudo-lucernari che consentiranno la vista di parte delle mura venete, come dalle scale d'accesso in stazione sarà visibile parte del ponte del Vantini e non solo. Alla Stazione Fs verrà ripristinata la viabilità (con una lieve ansa nell'assetto di via Lattanzio Gambara), mentre resta in sospeso il sottopasso di connessione con la stazione ferroviaria in attesa dell'arrivo dell'Alta velocità. Pochi ritocchi a Brescia 2, mentre a Lamarmora, la presenza dello «sfiocco» per la futura linea Fiera, ha imposto l'adozione di due scale d'accesso. Alla Volta, al ripristino di viabilità e Lam esistenti, si aggiungerà l'introduzione di un collegamento pedonale col cimitero. Intervento doppio a Poliambulanza: se a ridosso dell'area di stazione si stenderà un vasto parcheggio, già predisposto per la realizzazione di un ulteriore parcheggio in struttura, saranno realizzati un camminamento verso l'ospedale - prima temporaneo a est, poi più diretto - e soprattutto una strada con rotatoria su cui insisteranno due raccordi, con l'area di stazione e il parcheggio. La nuova arteria raggiungerà via della Maggia (zona casello Brescia Centro), facendo di Poliambulanza uno dei principali punti d'accesso al metrò. Pochi gli interventi alle due stazioni di San Polo e a Sanpolino, mentre a Buffalora, ultimo scalo, merita un cenno il capannone acquisito dalla Loggia (8 milioni) per farne parcheggio in struttura.
Gianluca Gallinari


Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

IL «NODO» CONNESSIONI

Tpl, quelle previsioni rese ardue

Una questione ricorrente nella definizione delle opere complementari, specie per le stazioni «di testa», destinate ad assolvere al ruolo di interscambio tra le diverse forme di trasporto pubblico locale, è quello della collocazione degli stalli per i bus di linea e delle fermate. Dove, quanti, con che visione complessiva? Un nodo - stigmatizzato dai consiglieri Federico Manzoni e Aldo Boifava (Pd), specie per Casazza e Prealpino - che anche per i tecnici rappresenta (e si teme rappresenterà a lungo) un'incognita non risolvibile, in assenza di una linea precisa sul piano normativo. «Nel 2009 - ha chiarito Massimo Azzini, dirigente del settore Lavori pubblici - era al vaglio un disegno di legge per l'introduzione del gestore unico nel trasporto pubblico locale in un'area omogenea». Disegno arenatosi, lasciando un vuoto normativo e tante aspettative deluse: «Per ora siamo in grado di dire come potrà essere la rete delle nostre linee, non su quelle che vengono da fuori. Manchiamo di informazioni», che saranno vitali anche per evitare inutili sovrapposizioni.


Scale mobili «in aggiunta» per cinque stazioni

Variante introdotta a maggio. A Vittoria già avviata la demolizione della rampa esistente

Cantiere di stazione Vittoria. Là dove i lavori sembravano ultimati, tornano massicciamente in azione gru e operai. Che succede?
Un interrogativo cui, complice una legittima curiosità, più di un passante ha cercato di rispondere, con varia ipotesi. A fornire spiegazione tecnica di quel che accade è l'ing. Mauro Rainieri di Brescia Mobilità, che segue il progetto del metrò sin dalle sue origini. «L'intervento in corso è relativo alla realizzazione di scale mobili che portano alle banchine di stazione. Scale inserite tra le varianti introdotte con l'atto transativo del maggio scorso», con cui Brescia Mobilità e Ati Metrobus hanno appianato la partita dei cosiddetti «extracosti», con un assegno di 99 milioni di euro staccato dall'azienda di piazzale Padre Pio.
L'introduzione di queste ulteriori comodità, è stata «prevista in cinque stazioni: oltre a Vittoria, anche S. Faustino, Brescia Due, Ospedale e Stazione Fs».
Se nelle prime quattro stazioni citate, le scale mobili, originariamente non previste dai progetti, sono state introdotte soltanto in salita tra il mezzanino alto e il piano della strada, allo scalo ferroviario quello previsto costituisce un «raddoppio».
«È l'unica in cui, in considerazione di bagagli e valigie che i passeggeri in transito in quel sito avranno con sé, ci sarà una scala mobile anche in discesa». Quando le scale mobili sono state introdotte a maggio, «le strutture delle scale in piazza Vittoria erano già state ultimate. Ragione per cui, i lavori in corso sono quelli necessari alla demolizione del fronte scale per far spazio a quelle mobili».
Intervento che, se non già avviato, «lo sarà a giorni anche nelle altre stazioni» interessate dalle varianti.gal.

Bresciaoggi 13 ottobre 2011

LAVORI IN CORSO. I fondi non ci sono e i cantieri partiranno con un budget di 25 milioni di euro invece degli 85 previsti. Labolani sereno: «Li sfrutteremo al meglio»

Metrobus, tagli alle opere complementari

Mimmo Varone

Progetti «corretti» e «rivisti» Niente parcheggi interrati e anche il ponte della Triumplina sarà «congelato e rimandato»

Di necessità virtù. I soldi mancano, gli 85 milioni delle opere complementari si riducono a 25. E l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani giura che verranno sfruttati al meglio. A togliere dal conto il già fatto e pagato (come la sistemazione di via Triumplina), la cosiddetta «opzione zero» si riduce a lavori per 19 milioni di euro. Con quella cifra i parcheggi interrati vengono sostituiti con quelli meno costosi a raso, pietre e marmi delle pavimentazioni cedono al verde molto meno caro, opere «ardite» come il ponte pedonale sulla Triumplina vengono rimandate a tempi migliori. Si sta nel badget, insomma, ma le stazioni avranno all'esterno un appeal più modesto.
TUTTE, in ogni caso, conservano sosta per le bici e postazioni di Bicimia, passaggi pedonali e ciclopedonali di accesso. Tutte, con l'eccezione di quelle nella galleria scavata dalla «talpa» avranno due scale di ingresso. I progetti, poi, hanno il placet pure dell'Ufficio dell'Unione italiana ciechi.
Al Prealpino, oltre al ponte pedonale, il parcheggio (le trattative per l'acquisizione dell'area da privati sono in corso) in struttura da circa mille posti, diventa a raso e si riduce della metà (455 posti). L'anello interno per i pullman e le auto si riduce a poco più di una rotatoria. L'area degli edifici commerciali (su cui peraltro si dovrebbe innestare il ponte pedonale) verrà ceduta a privati.
NESSUN PROBLEMA, invece, alla stazione Casazza, incastrata nel complesso Futura, da cui Brescia Mobilità ha acquistato 168 posti del parcheggio interrato per aprirli al pubblico del metrò che scende da Nave. L'ingresso alle banchine sarà da una piazza a quota meno 4,5 metri, e rispetto alle linee guida presentate a suo tempo cambia solo la disposizione del verde. Molto verde pure a Mompiano, ed eliminazione dei previsti specchi d'acqua intorno ai lucernari della stazione. Piazzale Kossuth resterà com'è e i parcheggi per ora si faranno in una delle aree destinate all'edificazione dei privati. E a proposito di edificazioni, i consiglieri pd Aldo Boifava e Federico Manzoni fanno notare più volte incongruenze tra i progetti delle opere complementari e le prescrizioni del nuovo Pgt.
Più spazi verdi pure alla Europa, con il viale, che diventerà boulevard solo dal lato ovest, quello della stazione stessa, e rinuncerà pure all'aiola spartitraffico centrale. La modifica più notevole all'Ospedale sta nella piastra davanti all'ingresso del Civile, che crea una vera e propria piazza pedonale libera pure dalle bancarelle postate più a lato. Poche modifiche alla Marconi, dove su richiesta della Soprintendenza ai beni artistici e ambientali il parco verrà meglio delimitato dalla strada. Quanto a San Faustino, un percorso pedonale tra la piastra con l'ingresso alla stazione e la zona di Fossa Bagni è al vaglio della Soprintendenza, e con ogni probabilità la consegna dell'area di cantiere in luglio da parte dell'Ati coinciderà con la riapertura della salita verso il Castello.
Poi la stazione Vittoria con il rifacimento dell'intera piazza per volontà della Soprintendenza, e Fs con un progetto che commette «l'errore» – notano Manzoni e Boifava – di tralasciare ogni ipotesi di collegamento sotterraneo con la futura stazione Alta velocità e con via Sostegno. Niente di nuovo per Bresciadue e alla Volta, mentre a Lamarmora ci sarà solo la predisposizione per i chioschi di servizi vari, che si faranno in seguito. Novità, invece, alla Poliambulanza, dove viene spostata più a sud la rotatoria sulla nuova strada che collegherà le vie Maggia e Bissolati con ridisegno degli accessi alla stazione, e anche lì il parcheggio resta a raso, sebbene predisposto per l'elevazione. Verde in abbondanza a San Polo Parco e pavimentazione ridotta a San Polo Cimabue. A Sanpolino si sistemerà solo la parte di «rambla» sotto la stazione. Infine, la novità di Sant'Eufemia è l'acquisizione di un edificio per farci un parcheggio da 500 posti.
Trasporti, gestore unico o sovrapposizione?
Si attende il Pirellone

La progettazione delle opere complementari di superficie intorno alle 17 stazioni del metrò è pressochè completa anche nella fase esecutiva. E tuttavia qualcosa dovrà essere cambiato ancora in corso d'opera. Sui progetti in dirittura d'arrivo continua a pesare l'incognita della gestione unica del Trasporto pubblico locale. Regione Lombardia dovrebbe riprendere in mano il progetto d legge 2009 mai approvato per via della scadenza elettorale, che prevedeva il gestore unico a livello provinciale. Con ogni probabilità la direzione sarà quella, ma ancora non se ne sa niente.
E LA COSA non è indifferente per le stazioni del metrò. Di certo, comunque vada dovranno essere eliminate tutte le sovrapposizioni di linee (urbane e tratti cittadini di extraurbane) che ci sono adesso. Tuttavia, gestore unico significherà che le extraurbane si fermeranno alle stazioni di interscambio (Prealpino, Poliambulanza, Sant'Eufemia), mentre la doppia gestione potrebbe optare per soluzioni diverse. Nel primo caso le stazioni devono prevedere stalli adeguati per la sosta dei pullman, nell'altro anche i bus azzurri si comporterebbero come gli arancioni proseguendo verso la città e basterebbe lo spazio per la fermata. I progetti che andranno in appalto a breve sposano l'ipotesi della gestione unica, ma non si può mai sapere.
Per il resto, la progettazione delle opere complementari «va di pari passo con la rivisitazione del Tpl – dice l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani – e con Brescia Trasporti nei prossimi mesi metteremo a punto il nuovo sistema delle linee urbane con l'obiettivo di portare più passeggeri possibili verso il metrò». E va bene. Ma l'incognita dell'extraurbano resta con tutto il suo peso. Le opere complementari devono essere fatte entro l'anno prossimo senza possibilità di proroghe, e se dal Pirellone non arriveranno indicazioni normative in tempo utile le decisioni dovranno essere prese a Brescia, sperando che poi si accordino con le norme ritardatarie.MI.VA.


L'ANNUNCIO. I lavori Ati cederanno il posto a quelli degli altri interventi che Brescia Mobilità sta per appaltare

A breve via i cantieri. Ma non le transenne

Bisognerà pazientare ancora un anno. Tutte le aree torneranno aperte alla città solo a fine 2012

I cantieri Ati della metropolitana leggera stanno per sparire. La linea è pronta quasi al 90 per cento tanto nelle opere civili quanto negli impianti, e l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani annuncia che tra novembre e dicembre torneranno disponibili tutte le aree della tratta nord e sud attualmente occupate. Per la tratta in galleria alle stazioni Vittoria e San Faustino, in ritardo sulla tabella di marcia, se ne parlerà a luglio.
CIÒ NON VUOL DIRE, tuttavia, che gli spazi ora transennati torneranno a disposizione della città per chiudere definitivamente un'emergenza che l'attanaglia ormai da anni. Semplicemente, i cantieri Ati cederanno il posto a quelli delle opere complementari che Brescia Mobilità si appresta ad appaltare. Bisognerà pazientare ancora un anno, poiché spariranno per davvero solo a fine del 2012, quando entrerà in esercizio la metropolitana.
A sparire per ultimi, peraltro, saranno proprio i due del centro storico. E per di più quello della stazione Vittoria si estenderà l'anno prossimo sull'intera piazza piacentiniana, che dovrà essere interamente rivisitata per indicazione della Soprintendenza ai beni artistici e ambientali. Poco male, per Brescia mobilità, che ne approfitterà per rifare l'impermeabilizzazione del parcheggio interrato. Ma per vedere il centro libero da gru e transenne i bresciani dovranno aspettare ancora.
Le opere complementari, dunque, cominceranno a dare il volto definitivo alle 17 stazioni, a partire dalla periferia. Si partirà con quelle alle estremità nord e sud per avvicinarsi al tratto in galleria profonda (dalla Volta all'Ospedale) e poi progressivamente convergere verso il centro storico.MI.VA.

Giornale di Brescia 13 ottobre 2011

Pendolari, ancora proteste «Treni sporchi e in ritardo»

L’accusa: Desenzano trascurata dagli Eurostarcity
Malcontento con raccolta di firme sulla Brescia-Parma

Ritardi, lunghe attese, corse soppresse, sporcizia: lamentele per la cattiva qualità del servizio ferroviario arrivano dai viaggiatori della tratta Brescia-Desenzano e dagli utenti della Brescia-Parma. Un disagio vero quello dei bresciani (e non solo) che utilizzano il treno ogni giorno, che non è solo di ieri, ma che da tempo si manifesta lungo i binari della rete ferroviaria.
Ultima goccia nel calderone del malcontento, il ritardo accumulato ieri mattina sul treno interregionale in arrivo da Verona per Milano e previsto in partenza alle 8.06 da Desenzano, ma fermo sui binari per una decina di minuti e poi ancora trattenuto per altro tempo a Lonato. La causa del fastidioso contrattempo, che si è tradotto in un ritardo significativo per studenti e lavoratori nelle rispettive destinazioni, non è da addebitare alle Ferrovie, ma alla presenza di una persona che camminava sui binari nel tratto compreso tra Lonato e Rezzato. Un caso del tutto imprevedibile ed eccezionale, ma i viaggiatori si lamentano per i ripetuti ritardi che si verificano in particolare nella fascia oraria serale del rientro da Brescia verso Desenzano e in più questa località si sente trascurata dagli Eurostarcity, che potrebbero rappresentare un'utile alternativa ai lenti treni regionali, ben più soggetti a guasti e inefficienze.
Come mai, si chiedono i numerosi pendolari della cittadina gardesana, dove confluiscono anche i viaggiatori provenienti dal Mantovano e dalla Valtenesi, viene avvantaggiata la stazione di Peschiera che non ha certo un'utenza altrettanto numerosa? Non andrebbe a tutto vantaggio delle Ferrovie riservare a questa utenza la dovuta attenzione? Una notizia positiva viene fornita a questo riguardo dalle Ferrovie dello Stato: «Per il cambiamento d'orario previsto a dicembre il problema sarà riconsiderato e con un'alternanza delle fermate nelle due stazioni di Peschiera e Desenzano questi viaggiatori avranno un miglior servizio».
Il malcontento si fa sentire sulla Brescia-Parma, anche in forma di reclamo scritto con corredo di numerose firme. «Si reclama per il grave disservizio causato dalla sospensione del treno delle ore 20,22», scrive l'estensore della nota presentata all'ufficio per l'assistenza ai clienti di Trenitalia il 3 ottobre, con riferimento alla disavventura della sera precedente: partenza da Parma alle 20,42 e arrivo a Brescia alle 23,05 con autobus sostitutivo del servizio ferroviario. Una trentina di compagni di sventura condivide la protesta: viaggiatori del treno Parma-Brescia e delle località intermedie «reclamano vivamente per la soppressione del treno», aggiungendo il disappunto per la scelta di sostituirlo con autobus, una soluzione che «comporta grave disagio per la assai maggiore durata del viaggio».
La protesta sale di tono dopo una giornata di particolare disagio, facendo peraltro seguito a lamentele non nuove: porta la data del 26 settembre il reclamo per il treno regionale 2693 con orario di partenza «teorico» da Brescia per Parma alle 6,54. L'estensore denuncia un «insostenibile, intollerabile e indegno ritardo sistematico» e le condizioni di viaggio aggravate, secondo la denuncia dell'esasperato utente, «per le antiigieniche e inaccettabili condizioni dei sedili incredibilmente lordi».
Segue la richiesta di conoscere «quali provvedimenti urgenti Trenord intende assumere per ovviare a tali gravi disservizi». Una richiesta davvero pressante alla quale la società di gestione «deve dare una risposta concreta».
Elisabetta Nicoli

Bresciaoggi 28 settembre 2011

IL PROGETTO. Da qualche mese Brescia Trasporti sta studiando le modifiche da apportare per adattare il sistema urbano (ed extraurbano) alla nuova infrastruttura

Così il metrò rivoluzionerà i percorsi dei bus

Natalia Danesi

Linee di forza sull'asse est-ovest con diramazioni nei quartieri Corse frequenti e accorgimenti per facilitare il cambio di mezzo

Per il trasporto pubblico arriverà, nei prossimi mesi, una vera e propria rivoluzione. Il taglio del nastro della metropolitana, previsto per fine 2012, sarà accompagnato infatti da una revisione della rete degli autobus, a cui Brescia Trasporti sta lavorando dalla primavera. «Il contratto di servizio in essere è stato prorogato a fine 2012 - sottolinea il direttore Claudio Garatti -; ma vogliamo trovarci pronti, per poter partecipare al bando con il quale l'ente regolatore, il Comune, individuerà il nuovo ente gestore». Da maggio (come riportiamo a fianco, Ndr.) è al lavoro un simulatore che sta vagliando le possibili modifiche da apportare.
La rete urbana, spiega Garatti, oggi è diametrale: le linee collegano cioè due punti periferici passando dal centro. Una volta avviata la metropolitana, questo servizio non sarà però più utile per i cittadini.
LA NUOVA FUNZIONE dei bus sarà quella di connettere i quartieri con le fermate del metrò per poi proseguire offrendo ai passeggeri una destinazione periferica dove la nuova infrastruttura non arriva. Un esempio? Una linea potrebbe, ma è solo un'ipotesi, percorrere via Oberdan fino alla fermata metrobus di piazzale Vivanti per poi «dividersi» in due corse, una per Mompiano e l'altra per il villaggio Montini. In questo modo, nelle intenzioni di Brescia Trasporti, si eviteranno sovrapposizioni e si opererà in modo più efficiente, con un sistema «a pettine».
La riprogettazione della rete dovrebbe sfruttare il parco mezzi attuale. Anzi. una ventina di bus, i più vecchi, potrebbero anche andare in pensione. L'asse portante del sistema di autobus sarà quindi non più quella che va da nord a sud, in futuro servita dalla metropolitana, ma quella da est a ovest. «La nostra intenzione - spiega il presidente della capogruppo Brescia Mobilità, Valerio Prignachi - è sviluppare alcune linee di forza: dovranno offrire un servizio più possibile vicino a quello del metrò, che avrà frequenze di tre e sei minuti». La «rivoluzione» si rende necessaria, anche a fronte di alcune novità infrastrutturali, dal nuovo tratto della Sp19 all'alta velocità, che stravolgeranno l'accesso alla città.
Uno dei presupposti perché il sistema della mobilità sia ridisegnato in modo adeguato è però il dialogo tra gli enti regolatori, Comune e Provincia: «Il sistema extraurbano, prendiamo l'esempio della Valtrompia, è Stazione centrico - aggiunge ancora il presidente Prignachi - con importanti sovrapposizioni con la linea della metropolitana. Ora ci chiediamo: è necessario che il servizio venga effettuato in questo modo o, piuttosto, si potrebbe ragionare fornendolo su alcune zone scoperte?». Per Prignachi non bisogna temere la rottura di carico (il cambio di mezzo, Ndr.) purché non provochi disagi. È necessario quindi «prevedere un'alta frequenza dei mezzi e fermate pensate a dovere», oltre ad un'integrazione tariffaria. «Il nostro gruppo con la Omnibus card si candida ad offrire uno strumento già esistente e ben funzionante», prosegue il presidente secondo cui il biglietto unico offre anche il vantaggio di «evitare la competizione tra le aziende che gestiscono il trasporto».
Nell'ottica di un unico, grande, sistema di trasporto pubblico rientra per esempio, sottolinea il presidente di Brescia Trasporti Andrea Gervasi, il tratto Lamarmora - Fiera, chiamato ad ospitare in futuro un costoso prolungamento della metropolitana. «Il Pgt correttamente mantiene quel corridoio - spiega Prignachi - ma per intanto si può pensare ad una molteplicità di proposte, per esempio ai mezzi doppi ora in funzione sulla linea 1». E se il nodo sarà attrezzato, saranno facili anche i collegamenti con la Bassa.
Dove non si arriva con il metrò, insomma, si dovrà arrivare con i bus. «Non per niente - confessa Prignachi - mi sto affezionando sempre di più al termine metrobus». Che li comprende entrambi.

Giornale di Brescia 14 settembre 2011

Assalto al Metrò in attesa che parta la prima corsa

Affollato anche il secondo openday
Curiosità e domande sul funzionamento

«Che emozione!» esclama una signora non appena mette piede su uno dei treni che «riposano» nel deposito della metropolitana in via Chiappa, a Sant'Eufemia. È una giornata speciale per il complesso che ospita il ricovero dei veicoli e la centrale operativa del Metrobus. Affollato come non mai per la «giornata a porte aperte», ha accolto i bresciani per far toccare loro con mano la metropolitana.
«Scusi sono le dieci, si può iniziare la visita?» dice un signore che come molte altre persone, già prima delle 10, ora di inizio delle visite guidate (proseguite fino alle 16), sono pronte davanti ai cancelli del deposito. La curiosità è tanta, l'impazienza pure. Si avviano. Con il primo gruppo di visitatori ci sono pure Valerio Prignachi e Marco Medeghini, presidente e direttore generale di Brescia Mobilità e Andrea Gervasi, presidente di Brescia Trasporti, lungo il tragitto che li conduce al grande capannone in cui si trovano i treni. La flotta Metrobus sarà composta da diciotto veicoli.
I visitatori osservano senza mai distogliere lo sguardo l'impianto di sollevamento che serve per alzare i treni, in caso debbano essere fatti controlli e i locomotori di servizio per la manutenzione. Le domande poste al tecnico che li guida sono le più varie. «Quanto c'è di italiano nella tecnologia del Metrobus?». Come funziona il sistema di guida automatico?». Ognuno dei treni prodotti da Ansaldo Breda custodisce però «un bauletto con banco di emergenza». «Se la centrale operativa non dovesse riuscire a movimentare un veicolo, uno stewart potrebbe salire a bordo per farlo muovere attraverso questo banco di emergenza», precisa il tecnico di Brescia Mobilità che funge da guida mentre i primi visitatori affollano le carrozze.
All'esterno, nel frattempo, arrivano le prime navette gratuite che ogni venticinque minuti fanno la spola da corso Zanardelli a Sant'Eufemia per l'Open Day MetroBrescia. Grandi e piccini, bambini e anziani, il Metrobus accende l'interesse di tutti. Quesiti tecnici arrivano persino da chi apparentemente non sembrerebbe avere la tecnologia tra i primi interessi. Come eleganti signore con i capelli bianchi, che evidentemente si sono lette proprio tutto quanto apparso sui giornali sulla metropolitana leggera di Brescia.
A fianco del deposito, nello stesso complesso di edifici, c'è la centrale operativa. Sarà compito della mente del Metrobus risvegliare i treni, con sofisticatissimi computer e software, che durante la notte, il servizio dovrebbe terminare alle 23, dormiranno nel capannone rimessa. In un dialogo continuo, nell'ambito di un sistema a triplo controllo, treni e centrale si parleranno e comunicheranno.
«I treni a quel punto, quando tutto sarà pronto e controllato, si metteranno sulla linea di partenza», spiega ancora il tecnico di Brescia Mobilità. Nel suo ruolo di coordinamento del servizio, la centrale sarà attiva 24 ore su 24. Poco distante ci sono la stazione ferroviaria di Rezzato e l'ex concessionaria acquisita da Brescia Mobilità per ricavarne un parcheggio scambiatore. Prignachi, a questo proposito, commenta: «Questa vicinanza tra due sistemi di trasporto dovrebbe essere sfruttata. È un patrimonio prezioso».
Paola Gregorio

Un cervellone per gestire treni e tracciato 24 ore su 24
Stazioni e tracciato del Metrobus saranno costantemente gestiti e sorvegliati dalla centrale operativa che si trova a Sant'Eufemia, in via Chiappa, nel complesso che ospita anche il deposito della metropolitana leggera.
Dalla sala controllo, si potranno monitorare e regolare tutte le funzioni e gli interventi. Inoltre, nelle stazioni e sui treni ci saranno sistemi video e collegamenti telefonici con il personale di sorveglianza, per garantire tranquillità e sicurezza a tutti i viaggiatori. Il sistema a guida automatica dei veicoli farà operare i circuiti di controllo presenti nella centrale operativa, lungo la linea ed a bordo del treno. Sarà anche possibile la verifica e la correzione costante degli scostamenti tra i tempi di corsa e quelli programmati. p. gr.

Giornale di Brescia 13 settembre 2011

Metrobus, la stazione accoglie i primi «viaggiatori» bresciani

Successo per l’iniziativa promossa da Brescia Mobilità
Un migliaio di cittadini ieri hanno visitato la fermata Brescia Due

I bresciani per la prima volta nel cuore del metrò. Se la data della partenza del primo treno è confermata al 31 dicembre 2012 e manca poco più di un anno, i cittadini cominciano a conoscere dal vivo quest'opera tanto importante e dibattuta. La «Settimana europea della mobilità» ha proposto ieri la visita alla stazione di Brescia Due (aperta dalle 10 alle 16), seguita oggi dall'ingresso al cantiere del deposito di Sant'Eufemia.
A Brescia Due, la stazione è praticamente finita e già si lascia immaginare in funzione e piena di viaggiatori. Il rivestimento del tunnel è stato completato; installate le scale mobili e i parapetti in vetro temperato; mancano alcuni particolari che sono opere di finitura, ma l'impatto che coglie chi vi accede è straordinario. Sembra, infatti, una stazione a cielo aperto, illuminata da luce naturale, priva di quella sensazione che coglie chi soffre gli ambienti chiusi e angusti: uno spazio di 40 metri di lunghezza, 22 di larghezza e oltre 23 di profondità che ricorda più le gallerie dei musei che l'ingresso alla metropolitana. In superficie, non si riesce ad immaginare. Appena si scende la gradinata che porta a 6 metri di profondità, si intuisce lo scorcio sottostante. La parete di sinistra, lastricata di pannelli lucidi che sembrano ardesia, incrocia il tetto con i suoi lucernari che assicurano luce in abbondanza. La parete di destra scende fino a quota 16 metri dove si trova la passerella sul tunnel vero e proprio e l'accesso alle banchine, 6 metri più in basso.
Si leggeva soddisfazione negli occhi degli amministratori che ieri hanno visitato la stazione. «È tempo di far conoscere la metropolitana, spiegarne i percorsi e i vantaggi - ha commentato il sindaco Adriano Paroli, accompagnato dal suo vice Fabio Rolfi e dall'assessore Mario Labolani - far capire come si integra nella città, creare affezione attorno ad essa affinché venga concepita come opportunità e utilità per tutti». Sarà compito di Brescia Mobilità che ha approntato un piano di comunicazione dinamica, «che - ha precisato il presidente Valerio Prignachi - illustri ai futuri utenti caratteristiche, sicurezza e comfort del metro bus bresciano».
All'invito di visitare Brescia Due hanno risposto con entusiasmo circa mille cittadini, curiosi di vedere da vicino «il mezzo di trasporto attorno al quale si svilupperà la mobilità urbana». Il signor Francesco abita lontano, ma di fronte alla stazione lavora. «Ho visto a lungo, dall'alto del palazzo dove opero - ci dice - i lavori di superficie. La curiosità mi ha portato a dedicare il sabato mattina alla visita. Ne ho ricavato una bellissima impressione e non mi aspettavo certo uno spazio così». Il signor Mario ha accompagnato le nipotine di 7 e 5 anni che guardavano con occhi sgranati la stazione e speravano di fare... «un giretto sul metro». Claudio, invece, è uno studente d'ingegneria che, per deformazione professionale, si interessa di progettazione e tecnologia avanzata. Insomma, un coro d'approvazione. Almeno a vagoni fermi.
Wilda Nervi



Foto di Il trovatore

A Sant'Eufemia acquisita una nuova area: sarà uno dei parcheggi scambiatori
«È la prima occasione per il grande pubblico di vedere così da vicino una stazione della metropolitana di Brescia, opera architettonicamente imponente anche per il livello qualitativo degli impianti. A Brescia Due il risultato è sotto gli occhi di tutti». Il direttore generale di Brescia Mobilità, Marco Medeghini, ha accompagnato, ieri mattina, con i tecnici della società, i visitatori in via Cefalonia, illustrando le caratteristiche della struttura: ambientazione accogliente; accessi comodi, anche per i disabili; percorsi interni brevi e diretti; moderni sistemi di comunicazione e sicurezza. I tornelli per timbrare il biglietto non verranno installati. Al loro posto un varco elettronico che legge telematicamente il ticket. In ogni stazione ci saranno due steward per sorvegliare gli impianti dei luoghi aperti al pubblico e assistere i viaggiatori.
I lavori proseguono spediti anche alla stazione di Sant'Eufemia dove Brescia Mobilità ha recentemente acquisito l'area di una ex concessionaria per ricavarne un parcheggio scambiatore.