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Notizie e
novità del trasporto pubblico in
città e provincia di Brescia
Giornale di Brescia 27 novembre 2011
Pm10 di nuovo oltre i limiti, l'inquinamento non dà tregua
Dopo
la pausa di giovedì, valori ancora fuori norma e previsioni in
peggioramento per l’aria. Oggi non c’è il blocco del
traffico
Ironia
della sorte. Se qualcuno stesse per tirare un sospiro di sollievo, lo
trattenga. Revocato il blocco del traffico deciso dal Comune di
Brescia, grazie al rientro dei valori di Pm10 nelle centraline della
città registrato giovedì, il particolato è tornato
sopra la soglia di allarme. Venerdì al Broletto si contavano 59
microgrammi di Pm10 per metrocubo d'aria, mentre al Villaggio Sereno il
valore era di 62. E Rezzato? Stabilmente fuorilegge con 113
µg/metro cubo.
Valori
che sarebbero bastati a giustificare lo stop alla circolazione delle
auto in città e nell'area critica, anche considerando il fatto
che ieri non c'è stato un cambiamento del meteo tale da
ipotizzare un abbassamento dei valori. I dati certi, però, sono
attesi in giornata. Per quanto riguarda oggi, inoltre, le previsioni
dell'Arpa indicano condizioni favorevoli ad un aumento dei livelli di
Pm10. Lo stesso vale per domani e martedì.
Un
peggioramento delle condizioni atmosferiche, con vento e pioggia utili
a ripulire l'aria malata, è atteso soltanto a partire da
metà settimana. Nel frattempo, la situazione resta grave.
Se
le proiezioni dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente
fossero confermate, si metterebbero in fila almeno 14 giorni di
superamento dei limiti di polveri sottili, intervallati dalla tregua
temporanea di giovedì. Giorno in cui, come evidenzia il grafico
in alto nella pagina, le centraline della città avevano segnato
concentrazioni di poco inferiori al massimo consentito.
L'attesa
schiarita non c'è stata e nel frattempo si allontanano eventuali
misure per tamponare l'emergenza. Perché l'accordo dei sindaci
dell'area critica bresciana prevede il blocco del traffico dopo dodici
giorni consecutivi fuori legge. Per le targhe alterne ne servono
diciotto. L'abbassamento dei valori di giovedì ha però
azzerato il conteggio, rinviando l'eventuale domenica a piedi all'11
dicembre. Sempre che, nel frattempo, il clima non cambi.
Le
criticità, comunque, riguardano l'intera Lombardia. Se
già a livello provinciale si fatica a seguire un protocollo
condiviso per cercare di abbattere le polveri sottili, a livello
regionale non si intravede una politica comune.
In
questi giorni nelle strade bresciane si incontrano i manifesti della
campagna anti Pm10 lanciata da Provincia e Comune. «Lo stiamo
prendendo nei polmoni», recita lo slogan. In maniera
significativa, il verbo è al gerundio. L'emergenza smog, di
questi tempi, è un presente continuo.
Emanuele Galesi
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Giornale di Brescia 27 novembre 2011
Iseo Calca per salire sul treno: soccorso un sedicenne
Anche ieri problemi in stazione per i ragazzi della Valcamonica che frequentano l’Antonietti
ISEO
Situazione critica per i trasporti degli studenti che frequentano
l'Istituto Antonietti di Iseo; il sovraffollamento dei treni verso la
Valcamonica e degli autobus verso il territorio circostante è
infatti ormai arrivato al limite. E questo può causare anche
più di qualche disagio.
Nella
giornata di ieri, verso mezzogiorno e mezzo, infatti un ragazzo di
sedici anni, nella calca e nella fretta di salire su una carrozza alla
stazione di Iseo, è caduto ed è stato soccorso da una
ambulanza. Le segnalazioni della necessità di istituire nuove
corse e nuovi mezzi non è infatti nuova; l'associazione dei
genitori dell'Istituto Superiore G. Antonietti, che ha un'affluenza di
oltre milleduecento persone ed un bacino d'utenza che si estende anche
oltre provincia, si è già mossa chiedendo all'ente
preposto, la Provincia di Brescia, di intervenire a migliorare e ad
incrementare il servizio. «Non solo i treni ma anche gli autobus
verso Villongo e la sponda bergamasca del lago d'Iseo sono
insufficienti per tutti gli utenti - spiega Silvio Mori del comitato
dei genitori - ma non solo, anche le fermate dei pullman sono troppo
poche per tutti coloro che devono salire e l'unica, situata in via
Gorzoni, ha una banchina insufficiente a contenere tutti i ragazzi
mettendoli a rischio, quotidianamente».
Della
cosa è a conoscenza anche la Polizia Locale di Iseo che è
già stata interpellata così come la stessa scuola.
Veronica Massussi

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Giornale di Brescia 26 novembre 2011
Autostazione: sette occhi vigilano sulla sala d’attesa
Rinnovato il protocollo d’intesa per la sicurezza degli utenti del trasporto pubblico urbano
Un
apparato di videosorveglianza nella sala d'attesa del terminal delle
autolinee in viale Stazione, analoghi impianti già installati
sugli autobus in virtù dell'accordo stipulato per il biennio
2009/2011 e, d'ora in avanti, montati su tutti i mezzi di nuova
acquisizione.
La
Prefettura, l'Amministrazione provinciale, il Comune, la società
Sia Autoservizi e la collegata Saia Trasporti hanno rinnovato ieri il
protocollo d'intesa per la sicurezza degli utenti del trasporto
pubblico locale.
L'intento
è proclamato nella denominazione del documento stesso. Nella
sostanza, la sottoscrizione mira da un lato «a offrire protezione
al conducente - spiega il prefetto Narcisa Brassesco Pace, con il
suggello del direttore esecutivo Sia Roberto Salerno e del dottor
Pavoni di Saia - specie in orari notturni e su tratte che interessano
aree più isolate», dall'altro a fungere «tanto da
deterrente preventivo, quanto da supporto all'eventuale attività
repressiva svolta dalle forze dell'ordine. In pieno rispetto della
privacy».
I
dati vengono conservati per una settimana al massimo, e sovrascritti in
assenza di specifiche richieste degli inquirenti; i filmati sono
scaricabili da personale preposto in forma protetta, non sono
cioè visualizzabili sino all'utilizzo del software di lettura
coperto da doppia password (una in possesso delle forze dell'ordine,
l'altra della società di trasporto) e comunque alla presenza di
funzionari o referenti dei tutori della legge.
I
dati visionati, infine, potranno essere salvati esclusivamente da
Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza o Polizia locale.
I
veicoli coinvolti finora ammontano complessivamente a una cinquantina,
perlopiù autobus snodati per i quali il controllo integrale da
parte del conducente risulta maggiormente difficoltoso. Oltre alle
sette videocamere collocate nella sala d'attesa dello scalo di via
della Stazione, attive dall'apertura dei locali sino ai 20 minuti
successivi alla chiusura.
Particolare
attenzione è stata riservata «alle linee principali delle
due società - precisa Salerno - come per esempio la 201 e la 202
della Sia (rispettivamente Brescia-Gadone V. T.-San Colombano-Lumezzane
e la Brescia-Salò-Gargnano-Arco, ndr), come pure la 203 della
Saia», per intenderci quella che collega Brescia a Rudiano. In
termini generali, il servizio fa riferimento - o andrà a farlo -
alle situazioni che di volta in volta evidenzino criticità.
«Le
nuove tecnologie mettono a disposizione sistemi di sicurezza
partecipata - conclude il questore Lucio Carluccio - che ci consentono
di attuare congiuntamente e in forma attiva provvedimenti che
concorrono a raggiungere gli obiettivi finali: deterrenza, visto che la
presenza dell'impianto è segnalata, la prevenzione e pure la
repressione».
Raffaella Mora

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IL PROTOCOLLO. Rinnovata a palazzo Broletto l´intesa (che risale al 2009) tra Prefettura, Comune, Provincia, Sia e Saia
Autisti sicuri su bus e corriere
Natalia Danesi
Telecamere
sui mezzi extraurbani (50 per ora) e in stazione autolinee Il prefetto:
«Un importante aiuto per il lavoro delle forze
dell´ordine»
Un
deterrente per la microcriminalità e, allo stesso tempo, un
importante aiuto per il lavoro delle forze dell´ordine. A palazzo
Broletto è stato rinnovato ieri mattina il protocollo di intesa
tra prefettura, Comune, Provincia e le società Sia e Saia per la
sicurezza degli utenti del trasporto pubblico locale. L´accordo,
siglato per la prima volta nel giugno del 2009, dà in sostanza
il via libera all´installazione delle telecamere di
videosorveglianza sui mezzi extraurbani: 50 ne sono già
provvisti. «Abbiamo iniziato sui mezzi snodati soprattutto per
prevenire gli atti di vandalismo - spiegano gli amministratori delegati
delle due società Roberto Salerno (Sia) e Vito Pavoni (Saia) -.
Ora ad esserne dotati sono soprattutto i mezzi delle linee 201, 202,
204. I veicoli di nuova acquisizione poi avranno tutti telecamere
all´avanguardia, di nuova generazione».
LA
NOVITÀ RIGUARDA invece la sala d´attesa della stazione
autolinee di via Solferino, dove di «occhi elettronici» ne
saranno installati sette, oltre a quelli già presenti nel
tunnel. L´utilizzo e la conservazione dei dati devono rispettare
la legge sulla privacy oltre naturalmente - come ha ricordato il
questore Lucio Carluccio - all´obbligo di segnalare la presenza
del sistema di videosorveglianza all´ingresso dei mezzi».
Si
tratta di dispositivi importanti, ha spiegato il prefetto, per
prevenire quei comportamenti - in testa bullismo e vandalismo - che
«rendono poco sereno lo svolgimento delle attività
soprattutto nelle ore serali». Se non esistono «zone
più a rischio», per Brassesco, ci sono però alcune
situazioni in cui gli autisti, soli, devono essere più tutelati.
Questa iniziativa, spiega il prefetto, «facilita anche il lavoro
delle forze dell´ordine, che possono così individuare
facilmente gli autori o le dinamiche di eventuali reati». Ed
effettivamente, secondo i rappresentanti di Sia e Saia, questi sistemi
finora hanno rappresentato un deterrente per chi sale sui bus con lo
scopo di delinquere, e contribuiscono a tranquillizare i conducenti.
È
EVIDENTE - spiega il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello
Marco Turchi - «non ci può essere la militarizzazione del
territorio, ma le tecnologie servono anche per migliorare la
sicurezza».
Per
ora comunque il protocollo interessa solo i mezzi di Sia e Saia.
L´assessore comunale alla Sicurzza Fabio Rolfi, presente insieme
al collega del Broletto Mario Maisetti, ricorda che anche alcuni bus di
nuova generazione di Brescia Trasporti sono dotati di
videosorveglianza, anche se in città solitamente ce
n´è meno bisogno. Il modello siglato in prefettura
potrebbe comunque essere adottato all´entrata in funzione del
metrò dove la videosorveglianza ci sarà dappertutto:
dalle stazioni, ai tunnel, ai treni.
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Giornale di Brescia 22 novembre 2011
«Via le auto da Piazza Loggia»
Dal 2012 al via la pedonalizzazione che lascia il passaggio solo a bus e taxi
Oggi sono 1.600 i transiti giornalieri, col provvedimento scenderanno del 60%
Più
di 1.600 veicoli transitano ogni giorno in piazza Loggia. Se la
pedonalizzazione - in vigore da inizio 2012 - dovesse comportare gli
stessi esiti di quella di piazza Paolo VI, in un mese si potrebbe
arrivare a un abbattimento dei transiti del 60% circa. Risultato
auspicabile, secondo il sindaco Adriano Paroli, perché in un
colpo si garantirebbero «vivibilità a favore dei
residenti, servizi direzionali-funzionali e vitalità al
commercio».
Stando
alle rilevazioni, dei 1.389 veicoli che a oggi quotidianamente
attraversano la piazza da nord a sud (da via San Faustino verso via X
Giornate, per capirci), 229 sono commerciali e 274 bus, mentre dei 242
che viaggiano sulla direttrice opposta, da sud a nord, 117 sono bus.
Da
gennaio l'Amministrazione procederà a restrizioni Ztl per
l'accesso in piazza Loggia - sia da Largo Formentone che da via Volta,
ove sarà resa obbligatoria la svolta a destra - 24 ore su 24,
consentendo il passaggio esclusivamente a bus, taxi e mezzi delle Forze
dell'ordine. I due portali d'accesso Ztl saranno collocati
rispettivamente in Largo Formentone (sarà comunque mantenuto il
portale di via San Faustino/via Elia Capriolo) e in corsetto
Sant'Agata, abilitando così al transito unicamente residenti e
autorizzati, con la sistemazione di una fioriera mobile a regolare gli
ingressi. I veicoli commerciali (per i quali partirà nei
prossimi mesi il progetto «City Logistic» cofinanziato
dalla Regione per gli approvvigionamenti e la distribuzione di merci
tramite mezzi a basso impatto ambientale) potranno entrare in piazza
Loggia e corsetto Sant'Agata dalle 6.30 alle 10 (10.15 ultima uscita)
previo inserimento delle targhe nella lista di autorizzazione, e in
largo Formentone saranno individuate alcune aree di carico/scarico.
Per
arginare eventuali criticità in capo agli esercizi commerciali
della zona, poi, saranno ridotti del 50% i canoni di occupazione per
plateatici già esistenti.
Il
progetto fa seguito alla pedonalizzazione di piazza Paolo VI e corso
Mameli e precede la pedonalizzazione di corso Zanardelli - anticipa il
sindaco - cui prelude però, oltre alla concertazione con gli
operatori della zona, la realizzazione di almeno una condizione
fondamentale: «La metro e/o il parcheggio sotto il
Castello».
E
in merito al rischio di «permeabilizzare» l'ingresso in
centro storico, Adriano Paroli fa presente che «tagliare per il
centro solo apparentemente accorcia i tempi di spostamento: il ring
assolve alle medesime funzioni, e ci siamo impegnati affinché ne
guadagnasse in scorrevolezza dei flussi»; in ogni caso, «ai
residenti resta la possibilità di muovere su via Mazzini, per
esempio».
La
pedonalizzazione di piazza Loggia, dopo l'approvazione in Giunta, entra
ora nella fase realizzativa «di posizionamento dei nuovi portali
Ztl - precisa il vicesindaco Fabio Rolfi - e di riordino
viabilistico». Infine, esemplifica Giandomenico Gangi,
responsabile servizio mobilità e Tpl, «dall'introduzione
della pedonalizzazione in piazza Paolo VI, dai 18mila veicoli
transitati in settembre del 2009, aumentati a 20mila nello stesso mese
del 2010, siamo passati ai 7.665 di settembre 2011».
Raffaella Mora

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Giornale di Brescia 22 novembre 2011
Pm10 sopra i limiti, si rischia il blocco
È scattato l’altro ieri il sesto esubero consecutivo dei valori. Senza un aiuto dal meteo
la prossima potrebbe essere la prima domenica con lo stop totale del traffico
Torna
l'emergenza. Basta aver fatto negli ultimi giorni qualche passo per le
vie cittadine per essersene resi conto: l'aria è diventata
irrespirabile e certamente la nebbia, che in questi giorni ha avvolto
molte zone della provincia senza risparmiare nemmeno il Centro, non ha
fatto che peggiorare una situazione di per sé già
critica.
Domenica
è stata infatti la sesta giornata consecutiva in cui le
centraline rivelatrici dei livelli di smog di Broletto, Villaggio
Sereno e Rezzato hanno segnato costantemente valori oltre i 50
microgrammi per metro cubo di Pm10 presenti nell'aria. Un bollettino
drammatico se si pensa che, qualora si verificasse un tale superamento
di soglia di concentrazione media giornaliera in almeno 3 delle 4
centraline dell'Arpa (ovvero Broletto, Villaggio Sereno, Rezzato e
Sarezzo) per 12 giorni consecutivi, entrerebbero in vigore le misure di
limitazione al traffico. In pratica è inevitabile prendere atto
che, se la situazione procede di questo passo, domenica prossima
potrebbe essere la prima senza auto.
E
il meteo non sembra proprio voler venire in aiuto dei bresciani. Le
previsioni non lasciano infatti presagire nulla di buono: né
pioggia, né vento all'orizzonte secondo il sito dell'Arpa
Lombardia, con conseguenze anche sulle concentrazioni di inquinanti
atmosferici. La situazione dovrebbe restare invariata fino a
giovedì 24, quando poi si creeranno condizioni ancor più
favorevoli all'accumulo di smog.
Prospettive per nulla tranquillizzanti, dunque.
Se
poi si volge lo sguardo verso i mesi scorsi alla ricerca di un qualche
premio di consolazione e di un conforto rassicurante, il quadro appare
ancor più increscioso e allarmante. Dall'inizio dell'anno la
centralina del Broletto ha contato 78 giorni con valori al di sopra dei
limiti consentiti dalla legge. Situazione analoga a Sarezzo, mentre
Villaggio Sereno ha registrato 83 giorni di esubero. A Rezzato spetta
l'amaro primato con 122 giorni fuori norma. Un dato pesantissimo, se si
pensa che i giorni di supero consentiti dalla legge sono 35 all'anno.
Numeri
che pertanto avrebbero dovuto lasciar presagire la situazione odierna e
che non fanno che confermare le molte probabilità che entrino in
vigore le tanto discusse limitazioni della viabilità. Medicina
che ci si augura abbia successo, perché, se così non
fosse, dal diciottesimo giorno di esubero scatterebbe il regime delle
targhe alterne, ma, cosa ancor più grave, la nostra salute
sarebbe ulteriormente messa a rischio.al.ma.
www.comune.brescia.it
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Giornale di Brescia 22 novembre 2011
Autobus, si cambia e... si aspetta
A Desenzano la gestione del servizio urbano è stata assegnata a Brescia Trasporti
Per la mobilità scolastica il Comune è ancora alla ricerca di un partner
DESENZANONovità
in vista per il servizio di trasporto pubblico di Desenzano: alcune
già concretizzate, altre in attesa di essere definite. La
certezza riguarda l'affidamento del servizio di trasporto pubblico
urbano a Brescia Trasporti, l'incertezza (che s'accompagna a qualche
preoccupazione dell'utenza) attiene invece al servizio scuolabus, per
il quale l'appalto comunale è andato deserto.
Partiamo
dalla prima. La notizia è che sarà Brescia Trasporti, dal
prossimo 1° gennaio e per la durata di sette anni, a gestire le
corse del servizio di linea urbano. Con un'offerta di poco meno di 4
milioni di euro la società s'è aggiudicata l'appalto,
superando la concorrenza di Garda Trasporti, «storico»
gestore, e di Auriga Trasporti.
Nella
relazione che accompagna l'esito di gara, l'offerta è definita
«anormalmente bassa», ma poi Brescia Trasporti ha chiarito
che ciò era dovuto a mere ragioni formali (sia il punteggio
tecnico che il punteggio economico erano superiori all'80% del
punteggio massimo previsto), tanto che le precisazioni sono state
subito accolte dal Comune.
Come
richiesto dal bando, il servizio presenterà alcune variazioni
rispetto all'offerta attuale per meglio assecondare le mutate esigenze
dell'utenza. Le tariffe non cambiano e le linee restano tre, ma con
qualche cambiamento.
La
linea 1 conferma l'anticipo di partenza delle prime due corse del
mattino da San Martino per consentire il raggiungimento della stazione
ferroviaria in coincidenza dei principali treni interregionali. Inoltre
cambia il percorso nella fascia degli orari non scolastici delle corse
3, 4, 5, 8, 9, 11 e 12 per poter servire la zona di Rivoltella compresa
fra le vie Venezia, Innocenta e Pratomaggiore; viene inserita una corsa
aggiuntiva a metà pomeriggio con partenza da San Martino ed
introdotta una nuova fermata in uscita da San Martino all'intersezione
in rotatoria con le vie Unità d'Italia e Salvo D'Acquisto.
Per
la linea 2 l'unica variazione riguarda l'anticipo di partenza di 5
minuti dalla stazione ferroviaria, mentre per la linea 3 c'è una
modifica nel percorso, con l'individuazione di un anello base
costituito da stazione FS, via Giotto-piscina, porto, via Vighenzi,
quartiere Grezze, stazione FS. Le corse di questo anello integrano
nella fascia non scolastica le corse 4, 5, 6,7, 8, 9, e 13, 14, 15, 16,
17, 18, 19, 20, 21, con passaggio nella via Rimembranze, cimitero e
tratto di via Minitangenziale.
È
stata introdotta, sempre sulla linea 3, anche la modifica del percorso
di piazza Aldo Moro alla stazione con passaggio in via Caduti dei Lager
ed immissione in rotatoria su via Bezzecca con creazione di nuova
fermata. Sono stati eliminati il tratto di percorrenza che serve via
Desenzanino-Malagutti (fermate n 69 e 70), la percorrenza con anello
esterno all'abitato nel tratto di via S. Benedetto e via
Minitangenziale (fermata n 73), il passaggio su via Kolbe (fermata n
76) e il passaggio su via Caduti dell'Egeo (fermata n 88). Vengono poi
istituite cinque nuove fermate.
Veniamo
al servizio scuolabus, per il quale il Comune è alla ricerca di
un partner. A scoraggiare probabilmente le aziende di trasporto
potenzialmente interessate potrebbero aver concorso le particolari
caratteristiche del sistema scuolabus desenzanese oltre alla
circostanza che, in passato, i due servizi (urbano e scuolabus) erano
offerti in un unico appalto, bilanciando magari i compensi.
Il
fatto è che le linee dello scuolabus (che trasportano oltre 500
alunni) sono ben 14 con 140 fermate; tutte di scarsa percorrenza tanto
che in una giornata i chilometri macinati sono solo 216 . Considerando
l'anno scolastico di 210 giorni fanno un totale di 45.000 chilometri.
«Problemi
immediati comunque non ve ne sono - sottolinea il sindaco Felice Anelli
- perché il servizio è coperto dall'attuale gestore fino
a fine anno. Abbiamo tutto il tempo per trovare una soluzione».
«Alcuni promettenti contatti già ci sono, risolveremo
presto il problema», aggiunge l'assessore ai Lavori pubblici
Mario Mauro Corti.
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brescia.corriere.it 20 novembre 2011
Ecco come il metrò rivoluzionerà
i trasporti pubblici
Nuovi percorsi urbani «a pettine» sull'asse est-ovest Baricentro sarà la
metropolitana leggera: niente più «doppioni»
Loggia e Broletto sono pronte a lanciare la rivoluzione del trasporto
pubblico locale. Tra poco più di un anno bisognerà scordarsi degli attuali
percorsi: le linee urbane saranno stravolte, i «doppioni» con i bus provinciali
eliminati e tutta la rete sarà «razionalizzata», in un'ottica che metterà al
centro l'asse di forza del metrobus. Passi decisivi in questa direzione saranno
compiuti domani mattina quando Comune e Provincia dovrebbero approvare le
delibere che dettano le linee guida dell'operazione. Ovvero, spiega il
vicesindaco e assessore alla Mobilità Fabio Rolfi «arrivare alla gestione
unitaria del trasporto pubblico urbano ed extraurbano». Poi bisognerà firmare
una convenzione e bandire una gara per trovare il gestore unico.
Ma per gli
utenti cosa cambierà? Il ridisegno è solo all'inizio, ma presenta almeno tre
punti fermi: la metro sarà il baricentro di tutto il sistema trasporti
bresciano. Attorno a questo asse, spiega Rolfi, verrà poi costruita una rete
urbana «a pettine». In sostanza, addio ai percorsi disegnati sulla direttrice
sud-nord (per esempio la linea 1). Nasceranno invece nuove corse sull'asse
est-ovest che confluiranno in alcune fermate del metrò. Per l'extraurbano
l'ipotesi di massima è fermare i mezzi provinciali ai confini dell'area urbana,
lì dove ci sono i capolinea del metrò: al Prealpino per la Val Trompia, a
Sant'Eufemia per il Garda. Ma le variabili in gioco sono molte, basti pensare
alle corse dirette alle scuole (che resteranno). Alcuni bus che arrivano da nord
potrebbero entrare in città, coprendo zone diverse da via Triumplina, mentre a
est andrà comunque servito il tratto Sant'Eufemia-viale Venezia.
Da «rivedere» anche il rapporto tra
bus gialli e blu: la parola d'ordine resta razionalizzare, in modo da tagliare
parte degli oltre 2,5 milioni di km che ogni anno i bus extraurbani percorrono
in città mantenendo invariato il servizio. «Avere un gestore unico sarà un
vantaggio per tutti», spiega Rolfi. Le tratte potrebbero essere allora coperte
in sinergia, magari in fasce orarie diverse, evitando che due bus semivuoti -
uno giallo e uno blu - facciano lo stesso tragitto uno dietro l'altro.
Ma in
arrivo vi sono anche cambiamenti strutturali: in via Sostegno nascerà la nuova
autostazione delle linee provinciali in arrivo da Sud (Orzinuovi, San Zeno,
Montichiari). Lì, nell'ambito dei lavori della Tav, dovrebbe poi essere creato
un sottopasso che condurrà alla stazione metro, dall'altra parte dei binari.
Quanto ai flussi da Ovest, l'ipotesi - inserita nel Pgt - è sfruttare la
Brescia-Edolo, fino a Castegnato, dove nascerà un centro d'interscambio, e
prevedere tram-treni che funzionino da navette.
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17 novembre 2011
Borgo Creativo,
Raineri&Cassani e Ed Works lanciano la Metro Brescia
Il piano prevede più
fasi di azione e l’impiego di diversi media
Design, leggerezza,
luminosità, sostenibilità, innovazione e utilità sociale: questi i valori su cui
si basa la strategia di comunicazione proposta da Borgo Creativo,
Raineri&Cassani e Ed Works per il lancio di Metro Bs, la nuova metropolitana
leggera automatica di Brescia. Brescia Mobilità ha scelto il piano ideato da
questo gruppo di lavoro che prevede più fasi di azione e l’impiego di diversi
media per comunicare in modo efficace a tutti i target coinvolti dall’arrivo
della metropolitana. Molte le attività pianificate e approvate da Brescia
Mobilità: la creazione di un magazine, di un design contest, di un video
educational pensato per i più piccoli e di un video information dedicato ad un
target adulto, affissioni, decorazioni bus ed eventi. Il reparto web di Borgo
Creativo si occuperà di comunicare Metro Brescia attraverso i principali Social
Network. Le iniziative di co-marketing sono, inoltre, finalizzate al
coinvolgimento di importanti realtà industriali bresciane. La strategia proposta
da Borgo Creativo, Ed Works e Raineri&Cassani persegue tre obiettivi
fondamentali: avvicinare i cittadini alla metropolitana, abituare gli utenti ad
utilizzarla e comunicare i valori di questo nuovo mezzo, che permetterà di
vivere la città in modo nuovo e più sostenibile.
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www.bresciamobilita.it 16 novembre 2011

E’ arrivata l’applicazione di Brescia Mobilità!
Si
tratta di Brescia Mobile Channel ed è in grado di semplificare
la mobilità dei cittadini a Brescia, sia che utilizzino i mezzi
del trasporto pubblico che le autovetture private, o che si spostino
grazie al servizio del Bike Sharing di Bici Mia.
Nelle
prossime release Brescia Mobility Channel fornirà informazioni
su orari del trasporto pubblico di Area Urbana in forma tabellare, la
disponibilità di posti liberi nei parcheggi cittadini e la
disponibilità di biciclette/posti liberi nelle ciclostazioni.
Per scaricare gratuitamente l’applicazione ecco il link.


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Giornale di Brescia 09 novembre 2011

Campagna choc per sensibilizzare contro il Pm10
Al via in 150 Comuni su iniziativa dell'Amministrazione provinciale
Non
bastano gli stop automatici del traffico, stabiliti nel recente accordo
siglato in Loggia dai Comuni dell'area critica. Le famigerate polveri
sottili, le Pm10, potranno essere battute solo con un radicale
cambiamento di comportamenti che deve interessare l'intera
comunità.
Così, dopo l'importante passo avanti che ha stabilito l'intesa e
il punto d'equilibrio tra i ventuno sindaci sul da farsi di fronte ai
superi di Pm10, parte la campagna di sensibilizzazione della Provincia
di Brescia che vedrà la distribuzione capillare in 150 Comuni
bresciani di tremila manifesti, settemila cartoline, mille locandine e
trenta autobus con livrea a tema. «Pm10. Lo stiamo prendendo nei
polmoni», recita lo slogan scritto a margine di una
«radiografia» polmonare significativa dei guai tragici per
la salute provocati da aria malsana.
Questa campagna, illustrata a sindaci e assessori del territorio
provinciale nella sede dell'Assessorato ai Trasporti della Provincia in
via Milano, è un primo step destinato al mondo adulto. Per
bambini di elementari e medie, si sta pensando ad una campagna
più soft.
L'obiettivo è quello di informare i cittadini sui rischi che
stanno correndo, educandoli ad avere più coscienza civile.
«Urge un cambio culturale - ha osservato l'assessore provinciale
Corrado Ghirardelli - un diverso approccio alla mobilità e
all'uso del mezzo pubblico. La campagna, ci auguriamo, inciderà
sulle abitudini dei cittadini che continuano, ad esempio, ad accendere
fuochi all'aperto, nelle valli e in campagna, ignari della
dannosità di questa abitudine dall'apparenza innocua».
Sembrano anche superate «le voci insistenti che volevano una
diatriba in atto tra Loggia e Broletto - ha precisato l'assessore
comunale Paola Vilardi - la sottoscrizione del protocollo è un
risultato straordinario, un modo per condividere, tutti insieme, un
metodo, un percorso».
Un punto rimane ancora sospeso: il ruolo di Prefettura e Provincia ai
fini del blocco del traffico automatico sulle strade provinciali.
«È ormai acclarato che la competenza è in capo al
Prefetto - hanno affermato Ghirardelli e Vilardi - manca ancora
l'ufficializzazione che dovrebbe arrivare dopo l'incontro in prefettura
nelle prossime ore».
I dati sulle Pm10 rimangono allarmanti. Anche quest'anno (peraltro ci
aspetta un periodo di grandi concentrazioni, a meno che non piova in
continuazione), Brescia ha registrato superi in numero doppio rispetto
al consentito dalla normativa. «Riusciamo a rispettare il limite
della media annua di concentrazione - ha detto il dirigente Arpa,
Sergio Resola - non certo il numero dei giorni. Tuttavia, in questi
ultimi anni, si è affermato il trend in diminuzione. In
Lombardia non siamo il peggio».
Il protocollo sottoscritto dai Comuni dell'area critica dimostra la
volontà di affrontare il problema in maniera condivisa.
«Risultano sterili le polemiche del Coordinamento comitati
ambientalisti - hanno commentato gli assessori Ghiradelli e Vilardi -.
Le Pm10 non si annullano in pochi giorni, ma con buone prassi di lungo
periodo. Se gli ambientalisti vogliono, insieme a noi, farsi carico di
questi percorsi ben vengano».
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Bresciaoggi 09 novembre 2011
INQUINAMENTO.
Settemila cartoline, tremila manifesti e altrettante locandine sugli
autobus con la frase-choc «Pm10 - Lo stiamo prendendo nei
polmoni»
Aria, la «provocazione» della Provincia
Mimmo Varone
La campagna segna una nuova stagione di collaborazione tra la Loggia e il Broletto dopo le tensioni dell´anno scorso
L´allusione
non sarà un gran fine, ma a volte ci vuole. «Pm10 - Lo
stiamo prendendo nei polmoni». È un avvertimento che gli
abitanti di 150 Comuni bresciani (dell´area critica e sotto i 300
metri di altitudine) leggeranno su settemila cartoline, tremila
manifesti, tremila locandine attaccate sui pullman. Non la leggeranno i
bambini delle scuole sulle 8 mila locandine e sui 75 mila pieghevoli a
loro destinati, ma sapranno ugualmente che tutti sono responsabili
dell´innalzamento delle polveri nell´aria quando alzano i
caloriferi e dimenticano le luci accese. È la campagna lanciata
ieri dalla Provincia per combattere l´inquinamento, e segna una
nuova stagione di collaborazione tra Loggia e Broletto dopo le tensioni
dell´anno scorso.
I
20 comuni dell´area critica hanno firmato il protocollo che fa
scattare in modo automatico le domeniche a piedi dopo 12 giorni di
superi consecutivi di Pm10 e le targhe alterne dopo 18 giorni. Unica
riserva, i sindaci della Valtrompia subordinano la chiusura delle loro
strade comunali al blocco delle provinciali 345 e 237. Ma anche su
questo la soluzione sembra vicina. L´assessore all´Ambiente
in Loggia Paola Vilardi, ieri mattina davanti ai sindaci convocati dal
collega in Provincia Corrado Ghirardelli per lanciare la campagna di
sensibilizzazione, ha assicurato che oggi stesso scriverà al
prefetto Livia Narcisa Brassesco per sollecitare «un incontro
urgente in modo da definire le competenze sulle strade
provinciali».
BRESCIA
HA GIÀ doppiato in abbondanza i 35 giorni di superi concessi
dalla Ue. I prossimi due mesi invernali potrebbero portare oltre i 100
già collezionati dalla centralina di Rezzato. I sindaci si
mostrano più sensibili al problema e accolgono con favore la
campagna lanciata da Ghirardelli. Di più, Villa Carcina,
Castelmella, Flero e altri rilanciano chiedendo misure più
incisive. Intanto, la campagna avverte che non bisogna accendere fuochi
all´aperto, utilizzare l´auto senza criterio, omettere di
installare filtri nella propria azienda.
È
il primo risultato dell´accordo ritrovato. «Condividere
metodo e iniziative da assumere è straordinario - dice Vilardi
-, i sindaci hanno fatto un passo in più oltre la normativa
regionale». Non risparmia una frecciata agli ambientalisti che
proprio ieri hanno chiesto di più. Ma «loro criticano
sempre - dice -, non ci assumiamo delle responsabilità in
più, e la Prefettura ci aiuterà insieme alla
Provincia».
La
Loggia farà da capofila, terrà monitorata la situazione
aria e «al di là degli automatismi che scatteranno,
cerchiamo di creare una rete più semplice di comunicazione tra i
comuni dell´area critica», aggiunge Vilardi. Ghirardelli
assicura di sollecitare la Prefettura all´incontro e apre pure
agli ambientalisti. «Siamo disponibili a una nuova collaborazione
con loro - dice -, perchè il Pm10 si combatte ogni giorno e non
solo nei momenti di emergenza». Tutto sembra funzionare. I
sindaci sembrano accogliere le sollecitazioni a impegnare le polizie
locali nel controllo dei fuochi all´aperto particolarmente
diffusi in autunno, quando si bruciano le foglie. Darfo, nella
difficile situazione di centro vallivo, chiede una mano per coinvolgere
la Comunità montana. Sarezzo con il sindaco Massimo Ottelli
mette in secondo piano il business turistico dell´Alta Valle che
«non deve vanificare i risultati sul Pm10 lasciando aperta la
provinciale». Gardone Valtrompia con Michele Gussago chiede di
sensibilizzare anche i Comuni fuori dell´area critica. |
Bresciaoggi 08 novembre 2011
DESENZANO. Nuovo gestore per le corriere del servizio comunale. Non senza incognite e timori da parte degli utenti
Trasporto urbano, si cambia
Ma ora rischia lo «scuolabus»
Maurizio Toscano
La
concessione delle tre linee di bus passa dalla ditta Zanetti al
«colosso» Brescia Trasporti Nessuna offerta alla gara
d´appalto per il servizio scolastico: un mese per trovare
soluzioni
Per
un importo di poco inferiore ai 4 milioni di euro, il trasporto
pubblico urbano di Desenzano è stato affidato alla Brescia
Trasporti Spa per i prossimi sette anni. Cambia, dunque, il
concessionario del servizio dei «bus» urbani dopo che, per
decenni, era stato appannaggio della locale ditta Zanetti (poi
incorporata nel consorzio Garda Trasporti con l´Atv veronese e la
Saia di Brescia).
CON
IL CAMBIO di gestore, potrebbero arrivare cambiamenti anche su orari e
percorsi delle tre linee di autobus che percorrono Desenzano e
frazioni. Ma non è detto, si vedrà Tanto pià che
sulla gara d´appalto incombe l´incognita di un ricorso al
Tar: se ne parla già nei corridoi del Comune. Ieri, intanto,
è stato ufficializzato l´affidamento del servizio da parte
dell´amministrazione comunale al «colosso» bresciano
dei trasporti.
RESTA INVECE ESCLUSO dal nuovo appalto il trasporto scolastico. E qui incombe un´ancor più seria incognita.
Per
gli «scuolabus» era previsto un bando a parte, ma alla
apposita gara di appalto non si è presentata alcuna azienda,
forse perché gli operatori hanno ritenuto poco remunerativa la
concessione.
E
adesso? Fino al 31 dicembre a trasportare le migliaia di alunni delle
scuole materne, elementari e medie, un autentico esercito di bambini e
ragazzi, provvederà in regime di proroga la Garda trasporti. Ma
poi? Chiarisce Tiziana Tiveron, responsabile dei servizi
all´istruzione del Comune: «Purtroppo non è
pervenuta alcuna offerta per il servizio scolastico, e ora dobbiamo
esaminare, alla luce della normativa vigente,che cosa si possa fare in
concreto per poterlo affidare dal gennaio del 2012».
Sembra
di poter escludere che gli alunni da gennaio possano restare a piedi.
Ma per scongiurare il rischio, è in atto un´autentica
corsa contro il tempo. C´è un mese o poco più.
«Troveremo senz´altro una soluzione», dicono sereni
in Comune.
Zanetti «lascia» dopo 50 anni di servizio
Dopo
quasi 50 anni di trasporto scolastico e 25 di servizio urbano, la
figura di «corazziere» di Maurizio Zanetti, inconfondibile
personaggio desenzanese con i suoi quasi 2 metri di altezza, viene
sostituita dal «colosso» Brescia Trasporti, che ha vinto la
gara di appalto indetta dal Comune per i prossimi sette anni.
Zanetti
continuerà comunque la sua attività imprenditoriale,
concentrandosi sui bus turistici. Ma non è senza amarezza che ha
dovuto mollare il servizio pubblico dopo tanti anni.
«ERA
SINDACO Ramella - ricorda Maurizio Zanetti - quando nacque il primo
trasporto urbano a Desenzano. Era esattamente un quarto di secolo fa.
Ora che è finita, almeno per me, provo rammarico, certo. Ma la
gara d´appalto è andata così e, davanti a una
grande società non si poteva fare di più».
Alla
gara del solo trasporto urbano, i cui termini scadevano il 12 settembre
scorso, ltre alla Brescia Trasporti e alla Garda Trasporti aveva
partecipato l´Auriga Trasporti di Spinea. La commissione
giudicatrice ha però sollevato perplessità in ordine
all´offerta apparsa anormalmente bassa di Brescia Trasporti, per
questo invitata a fornire elementi giustificativi. Una volta pervenuti
i dati richiesti, l´appalto è stato conferito
definitivamente.
Sui
margini per un ricorso al Tar, Zanetti per quanto lo riguarda non si
sbilancia: «Obiettivamente non so cosa si potrà fare. Mi
sembra difficile. Comunque vedremo il da farsi: sette anni fa
ricorremmo contro un´analoga gara d´appalto e vincemmo,
acquisendo l´appalto del servizio congiunto urbano e
scolastico». E proprio il trasporto degli alunni sembra ora
clamorosamente a rischio: nessuno ha voluto l´appalto.
«Non
ci è sembrato remunerativo - ammette Zanetti -: un´azienda
ha da fare i suoi conti e mi dispiace doverlo abbandonare dopo 50 anni
di gestione».
IL
CAPITOLATO d´appalto parlava di un importo stimato in un milione
e 226 mila euro per servire 3 scuole dell´infanzia, altrettante
scuole elementari e 2 scuole medie nei prossimi sette anni. In totale
una percorrenza annua di 45.380 bus/km, pari a 3,859 euro a chilometro.
La sfida, ora, è di trovare una soluzione alternativa per il
trasporto nel 2012 e per gli anni successivi.M.TO.
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Giornale di Brescia 03 novembre 2011
Metrobus in orario, salvo collaudi
Sfilano in commissione convogli e stato avanzamento lavori: opere civili oltre il 95%
Quel che preoccupa i tecnici è l’integrazione di tutti i sistemi: nessun ritardo, ma...
I
lavori procedono. Opere civili e impianti non strettamente connessi al
funzionamento della linea sono completati, in media, al 95%. I tempi
insomma paiono rispettati. Le criticità, sul cammino del
Metrobus destinato a entrare in servizio fra 13 mesi, stanno semmai in
un'incognita: da gennaio dovranno essere avviate le prove complessive
del sistema, in vista dei nullaosta e delle autorizzazioni
ministeriali. E se ciò sarà possibile si potrà
dirlo solo a dicembre inoltrato: serve infatti «calare le
tempistiche delle oltre 2.000 attività previste nel nuovo
cronoprogramma», definito alla luce dell'atto transativo di
maggio (quello dei 99 milioni di euro «appiana-riserve»).
Cronoprogramma che ora Brescia Mobilità dispone solo in una
versione di massima.
È
questa in sintesi la fotografia dello stato di avanzamento dei lavori
emersa ieri nella Commissione Metrobus della Loggia. Sul fronte delle
17 stazioni, criticità si presentano in centro - a Vittoria e S.
Faustino le opere civili sono al 74 e 75% - e nella fase di
restituzione delle aree di cantiere al Comune, indispensabili per
l'avvio dei lavori delle opere complementari in superficie. «I
progetti esecutivi - ha sottolineato l'assessore Mario Labolani al
riguardo - dovranno essere approvati dalla Giunta entro fine mese, con
appalto e assegnazione dei lavori a cavallo di fine anno». Sulla
riconsegna delle aree in origine prevista entro il 2011, ha fugato in
linea di massima le preoccupazioni l'ing. Mauro Rainieri di Brescia
Mobilità, intervenuto in commissione per chiarire lo stato
dell'arte. «Fino ad ora non ne è stata sollecitata
all'appaltatore la restituzione in attesa che fosse definita la
tipologia di ripristino. Ora si sono immaginate due modalità di
intervento, che consentano tanto all'appaltatore di ultimare le
stazioni ove necessario, quanto l'avvio delle opere di
superficie».
Più
delicato si è rivelato l'ultimo nodo, posto sul tavolo dall'ing.
Rainieri quando sollecitato dal presidente della commissione, Nicola
Gallizioli (Lega) col quesito secco: «Siamo in ritardo o
no?». «Le singole attività sono nei tempi. Ma non va
trascurato il tema dell'integrazione di veicoli e impianti: parliamo di
una metropolitana in cui nulla può essere preso singolarmente.
Serve che l'integrazione avvenga in perfetto equilibrio, specie in
vista del processo di approvazione e autorizzazione indispensabile alla
messa in esercizio, aspetto che stiamo tenendo monitorato anche in
Commissione sicurezza», organo in cui siedono rappresentanti di
Comune (1), Brescia Mobilità (4), Regione (1) e Governo (1).
Rainieri esemplifica così: «Tanto le porte dei treni
quanto quelle di banchina funzionano, ma bisognerà verificare se
i due sistemi dialogano tra loro e le porte si aprono insieme come
devono».
«Insomma,
non siamo in ritardo - fa sintesi Gallizioli -, ma potremmo esserlo a
gennaio», quando cioè è fissato l'inizio dei
collaudi, vera cartina al tornasole. Prove ha precisato Rainieri che di
fatto potrebbero già essere avviate. «La criticità
vera dal mio punto di vista sta nel fatto che non siano ancora in
corso. Il perché non lo so».
Tutto
ciò ha indotto Gallizioli ad accogliere la richiesta di Federico
Manzoni (Pd) di prevedere l'audizione di un responsabile del Pcm
(Project & construction management) e concludere la seduta con una
considerazione: «Il metrò sarà ora un sorvegliato
speciale: la politica dovrà fare di qui in poi tutto il
possibile per far pressione affinché i tempi siano
rispettati».
Gianluca Gallinari
Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
A sud la tratta funzionale
Da settembre marcia in bianco
Il fatto che le stazioni del centro, Vittoria e S. Faustino, siano
più indietro delle restanti - attestandosi i lavori nella prima
al 74%, nella seconda al 75% - non dovrebbe incidere in modo negativo,
almeno per ora, sulle prove di funzionamento del sistema che dovrebbero
di fatto essere effettuate per l'intero 2012.
«L'appaltatore - vale a dire Ati Metrobus, ndr - ha individuato
una tratta funzionale ai test nel tratto più a sud della linea,
quello che va dal deposito alla Poliambulanza» ha spiegato ieri
l'ing. Mauro Rainieri di Brescia Mobilità ai consiglieri.
«Un tratto che si sviluppa per 4 km, in viadotto e a raso, e
include cinque stazioni. Lungo di esso sono presenti deviatoi e scambi
che consentono di abbinare i due binari di corsa e di provare pertanto
tutte le movimentazioni possibili e l'integrazione dei vari
sistemi». Proprio in virtù di questa scelta, l'appaltatore
ha concentrato i propri sforzi per garantire un adeguato e tempestivo
completamento di questa porzione della rete. Oltre alle opere civili,
tutte tra il 99 e il 100%, «è di conseguenza
particolarmente avanzato anche lo stato dei lavori sugli impianti di
sistema: a Poliambulanza all'87%, a S. Polo Parco e Sanpolino al 95%, a
San Polo Cimabue al 90% e a Sant'Eufemia al 92%». Nella tratta a
sud, dunque saranno collaudati i treni e simulate tutte le situazioni
di traffico e manovra sulla linea (prove non di collaudo, quali quelle
di frenatura, sono già in corso). Ma d'altro canto, sul piano
tecnico, non è preclusa dall'insistenza dei cantieri di Vittoria
e S. Faustino la possibilità che i treni si spingano nei
prossimi mesi anche più a nord: «Ultimati i lavori sugli
impianti di banchina, il metrò potrebbe transitare senza
problemi» conferma Rainieri.
E in ogni caso tutto dovrà essere pronto per i tre mesi di
«marcia in bianco»: tra il 30 settembre e il 31 dicembre
2012 (data di entrata in servizio) il funzionamento dell'intero
metrò dovrà essere provato a convogli scarichi ma come se
fosse già in regolare attività.gal.
Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
Il nodo «treni»: l'ultimo ad aprile 2012
Produzione «parallela» a Napoli e Reggio Calabria, ne arriverà uno al mese
Dieci sono in deposito. Otto devono ancora lasciare le linee di
produzione. E proprio l'arrivo (tardivo) dei convogli mancanti era tra
i punti nell'agenda della Commissione Metrobus di ieri.
Il quadro offerto dal direttore dell'Ufficio Metrobus di Brescia Mobilità al riguardo è risultato molto netto.
Ai consiglieri comunali l'ing. Mauro Rainieri ha voluto anzitutto
precisare che ai fini delle verifiche di collaudo necessarie è
indispensabile tanto la disponibilità di impianti funzionanti,
quanto ovviamente quella del «materiale rotabile», vale a
dire dei treni. «Di questi ne sono attualmente presenti dieci nel
deposito di Buffalora - ha confermato Rainieri, parte dei quali ora
impiegati in prove di frenatura a pieno carico. Dei restanti otto
è invece prevista una consegna scadenzata: «Da alcuni mesi
- ha chiarito Rainieri - per i convogli è stata attivata una
produzione parallela su due distinte linee: una a Napoli, dalla quale
provengono i dieci mezzi già giunti a Brescia - tra l'11 agosto
2009 e il 17 ottobre scorso - e da cui arriverà anche
l'undicesimo veicolo, e una seconda a Reggio Calabria, dalla quale
usciranno i restanti otto».
Tutti destinati a raggiungere la Leonessa con la frequenza di uno al
mese. «Ad aprile 2012 tutti e diciotto i convogli dovrebbero
essere in deposito». Con molti dei tempi di allestimento in sito
previsti in origine già abbattuti, dato che diversamente da
quanto avvenne per il primo treno, «spedito» in tre
porzioni, ora i treni approdano a Brescia con le tre carrozze
già accoppiate in un unico convoglio.
«Non ravvedo criticità in tal senso - chiarisce
interpellato al riguardo Rainieri - tanto più che anche le prove
sul veicolo (casse e carrelli, veicolo completo e veicolo su linea)
sono allo stato in sintonia con il cronoprogramma».g. gal.
Immagine tratta dall'album
fotografico di Brescia Mobilità su Flickr
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Bresciaoggi 03 novembre 2011
LA
COMMISSIONE. Solo a gennaio si saprà se il sistema
computerizzato sarà in grado di «funzionare
realmente». Decise nuove prove di funzionalità sul
tracciato
Metrobus, ora l´incognita è l´automazione
Mimmo Varone
I
tecnici davanti alla commissione hanno confermato la
«consegna»: «Prima il nuovo cronoprogramma poi i
controlli su Brescia Mobilità»
A
gennaio prossimo sapremo se la metropolitana leggera automatica di
Brescia entrerà in funzione il 31 dicembre 2012. Ma già
il dubbio di uno slittamento a tempi imprecisati s´insinua.
Sembrava che le criticità del metrò stessero nelle due
stazioni del centro storico (la Vittoria e la San Faustino) in ritardo,
nei treni arrivati finora con il contagocce, nelle opere complementari
su cui la Loggia ha pochi soldi da investire. Niente di tutto questo.
Ieri pomeriggio, nel corso dell´audizione del direttore Metrobus
Mauro Rainieri da parte della commissione speciale Metrobus presieduta
da Nicola Gallizioli (Lega Nord), si è scoperto che
l´incognita più grossa incombente sul cronoprogramma
dell´opera sta nella verifica dell´integrazione tra le
parti del suo complesso sistema automatico.
SARÀ
QUESTA l´ultima e decisiva fase, che dovrà portare al
collaudo e al nulla osta da parte del ministero dei Trasporti.
Verrà gestita e monitorata dalla commissione Sicurezza, composta
da quattro rappresentanti di Brescia Mobilità e uno ciascuno
degli enti finanziatori (Comune, Regione Lombardia, Stato). Brescia vi
ha, dunque, la maggioranza schiacciante di cinque su sette e Gallizioli
promette di mettere sotto «sorveglianza speciale» Brescia
Mobilità. «Ci addentreremo nel dettaglio del nuovo
cronoprogramma – sottolinea Gallizioli -, e visto che a gennaio la
consegna dell´opera entro i termini stabiliti potrebbe essere
messa in discussione diventa oltremodo necessario che la politica
svolga il suo ruolo di cane da guardia. Se sarà necessario
entreremo nello specifico del lavoro tecnico e Brescia Mobilità
sarà un sorvegliato speciale». Le opere civili sono
pressochè al completo, e pure l´installazione degli
impianti. Tutti i 18 treni saranno nel Deposito di
Sant´Eufemia/Buffalora entro l´aprile 2012, ma già i
10 arrivati sarebbero sufficienti. Tuttavia il problema è che
ancora non si sa se tutto questo è in grado din
«parlarsi». Ad oggi non c´è niente per poter
dire che la linea, i sottosistemi automatici e i treni siano capaci di
integrarsi come dovrebbero. Le prime prove di integrazione dovrebbero
partire a gennaio, appunto. E, se partiranno, c´è da
sperare che vadano bene. Rainieri fa un esempio semplice e
significativo. Al momento lungo la tratta funzionale dal Deposito di
Sant´Eufemia/Buffalora alla Poliambulanza (quasi quattro
chilometri e cinque stazioni) le porte di banchina delle stazioni sono
state collaudate e funzionano alla perfezione.
Con
la medesima precisione funzionano pure le porte dei dieci treni
arrivati. Ma «le une e le altre devono parlarsi, aprirsi e
chiudersi insieme in un certo modo, e ciò non è ancora
stato provato». È la parte più complicata
dell´intero sistema, e richiederà l´intero 2012. Se
non si partirà subito si potrà dire addio al 31 dicembre
2012 dell´entrata in esercizio.Lo stato delle cose è fermo
a questo punto, e ieri lo stesso Rainieri ha dovuto ammettere che
Brescia Mobilità al momento non ne sa di più.
DOPO
L´ACCORDO transattivo del maggio scorso, che ha calato una pietra
tombale su riserve d´impresa, extracosti e quant´altro,
l´Ati si è impegnata a presentare un cronoprogramma
aggiornato.
Ma
quel nuovo cronoprogramma ancora non c´è, e ieri la
commissione comunale ha potuto avere in mano solo il programma
antecedente alla transazione di maggio, già vecchio sebbene
sfornato in agosto.
IL
NUOVO dovrebbe arrivare a fine mese. In ogni caso, Rainieri una cosa la
ripete con decisione, ed è che «se le prove di sistema non
partiranno per gennaio sarà difficile che la metropolitana
entrerà in funzione nei tempi previsti».
La
tratta funzionale in grado di simulare l´intero percorso fino al
Prealpino è praticamente pronta, eppure non si va oltre la fase
di prova dei singoli sottosistemi. Forse è già poco anche
questo.
Cantieri quasi ultimati
Vittoria e San Faustino sono i «talloni d´achille»
Le
opere civili e gli impianti di sistema quasi al completo lungo tutta la
linea della metropolitana dal Prealpino al Deposito di
Sant´Eufemia/Buffalora. In particolare le prime sono fatte al
97-99 per cento con l´eccezione delle stazioni Vittoria e San
Faustino ferme al 75. Gli impianti di sistema hanno raggiunto
l´80 per cento in media, con punte del 95. La tratta funzionale
dal Deposito alla Poliambulanza (tutta in viadotto e a raso) è
la più avanti nella fase di realizzazione, con la stazione
Poliambulanza pronta all´87 per cento, la San Polo Parco al 95,
la San Polo Cimabue al 90 e la Sant´Eufemia al 92 per cento.
Nell´insieme è grado di simulare il funzionamento
dell´intero percorso e verrà utilizzata come linea di
prova.
DEI
18 TRENI previsti ne sono arrivati 10, ma in seguito all´accordo
transattivo del maggio scorso, si dà per certo che gli altri
otto saranno a Brescia entro fine aprile, a cadenza di uno al mese (due
in febbraio). Per accorciare i tempi Ansaldo da alcuni mesi ha
impegnato nella produzione anche lo stabilimento di Reggio Calabria
oltre a quello di Napoli. Sicchè l´undicesimo treno
sarà l´ultimo ad arrivare dalla città partenopea, e
gli altri, già in fase di avanzata realizzazione arriveranno dal
capoluogo calabro. Potrebbero esserci, dunque, le condizioni per
attivare le prove di sistema in gennaio. E anche i ritardi alle
stazioni San Faustino e Vittoria in teoria non dovrebbero pregiudicare
le fasi successive.
Il
programma prevede che le prove vengano effettuate per tutta la
primavera 2012 lungo la tratta funzionale. Dall´estate dovrebbero
estendersi all´intera linea.
E
anche se le due stazioni del centro non fossero pronte nei dettagli,
basterebbe ultimarle negli impianti di sistema (situati in un locale
apposito) e nelle banchine. È quanto emerso ieri pomeriggio
dall´audizione del direttore Metrobus Mauro Rainieri davanti alla
commissione speciale Metrobus.
Insieme all´incognita sull´avvio effettivo delle prove a gennaio. Ma questa è un´altra storia. MI.VA.
I L PRESIDENTE. Nicola Gallizioli mette le mani avanti e «chiama» l´Ati
«In caso di ritardi vogliamo essere informati subito»
Non
sono quelli a preoccupare di più, ma ci sono ritardi pure nella
consegna delle aree di cantiere da parte dell´Ati.
Ieri,
durante l´audizione del direttore Metrobus Mauro Rainieri davanti
all´omonima commissione comunale presieduta da Nicola Gallizioli,
si è capito che Brescia Mobilità non ha sollecitato molto
l´Ati sulla consegna, in attesa dei progetti definitivi delle
opere complementari di superficie di competenza della Loggia. Ora
l´assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani, presente pure lui
alla commissione di ieri pomeriggio, precisa che i progetti saranno
pronti a fine novembre in modo da partire con le gare d´appalto
entro i primi del 2012. E le aree servono.
RAINIERI,
tuttavia, sottolinea che non ci saranno impedimenti. Per le stazioni
con i lavori dell´Ati ancora in corso, è allo studio
l´ipotesi di dividere in due le aree di cantiere in modo da
garantire da un lato l´accessibilità alle stazioni da
parte dell´appaltatore, dall´altro di consentire la
realizzazione delle opere complementari. Con la precisazione che in
alcuni siti sarà lo stesso appaltatore a preparare i progetti
esecutivi per le aree esterne, e in quei casi non ci saranno problemi
di sorta.
La
vera criticità, dunque, resta l´integrazione del sistema
automatico nei suoi sottosistemi, sebbene questi ultimi siano “pronti
al 100 per cento”, come lo stesso Rainieri sottolinea. Sicchè
ieri sia i consiglieri di opposizione (i pd Federico Manzoni e Alfredo
Bazoli) che di maggioranza (il leghista Alessandro Bizzaro) insieme al
presidente Gallizioli hanno incalzato Rainieri, e per lui Brescia
Mobilità, affinchè eserciti un attento monitoraggio sul
cronoprogramma dei lavori. «Se ci saranno ritardi di qualsiasi
tipo – ha detto Gallizioli – vogliamo esserne informati un minuto dopo
e non dopo settimane».
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