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Notizie e novità del trasporto pubblico in città e provincia di Brescia

Giornale di Brescia 29 gennaio 2012

«Le 15 piste ciclabili sono solo sulla carta»

Lo evidenziano gli «Amici della bici» durante la loro assemblea annuale
«Obiettivo ciclabilità». È quanto emerso dall'assemblea annuale della sezione bresciana della Fiab, Federazione italiana amici della bici «Corrado Ponzanelli», cui era presente il presidente nazionale Antonio Dalla Venezia, che ha fornito l'occasione per dare uno sguardo al passato e al futuro.
«La ciclabilità rimane il nostro traguardo primario - ha affermato nell'ampia relazione il presidente bresciano Giorgio Guzzoni - e lo scorso anno è stato caratterizzato da due aspetti: uno positivo ed uno negativo. Il primo, che ci inorgoglisce, ha visto il Comune di Brescia adottare il piano che prevede 15 piste ciclabili, cui abbiamo collaborato in prima persona e successivamente inserirlo nel Pgt - ha sottolineato Guzzoni -. Il secondo, dopo un anno, è quello di aver constatato con rammarico che tale piano è rimasto sulla carta. Per la prima volta abbiamo fatto gite per la città in accordo con scuole elementari e medie superiori, gite che hanno visto una partecipazione europea, quando una sessantina di studenti svedesi, francesi e slovacchi, ospiti del Lunardi, hanno conosciuto scorci di Brescia accessibili solo in bici o a piedi. La nostra associazione è in continua espansione - ha aggiunto Giorgio Guzzoni - e nel 2011 abbiamo superato i 500 soci, per la precisione 538 e abbiamo donato tre tessere numero 500 a tre ciclisti d'eccezione: a don Antonio Fappani, a Francesco Gusmeri, che ha unito Brescia con Melbourne e a Maria Maddalena Mora, che ha attivato il rapporto con le elementari Arici e Quasimodo portando in passeggiata oltre 160 bambini. Oltre alle numerose gite (rimandiamo al sito www.amicidellabicibrescia.it per il calendario completo, ndr), nel 2012 attiveremo, tra le molte, una serata su "il ciclista illuminato", il 2 marzo, in cui doteremo, a prezzi scontatissimi, tutti i ciclisti che incontreremo dell'indispensabile dotazione per la circolazione serale, come giubbetti catarifrangenti, luci anteriori e posteriori e placche rilucenti per le ruote». «L'Italia si distingue in Europa - ha dichiarato il presidente nazionale Dalla Venezia - per essere l'unica nazione priva di un ufficio governativo per la mobilità ciclistica e questo lascia spazi alle amministrazioni locali di agire in assenza di una cornice di riferimento normativo. L'aspetto culturale più preoccupante vede l'infortunio in itinere - ha concluso - trattare la bici come un'automobile. Chi si reca al lavoro in bicicletta non si vede riconosciuto dall'Inail come infortunio lavorativo l'eventuale incidente di cui può essere vittima, qualora sul medesimo percorso vi siamo mezzi pubblici che avrebbe potuto utilizzare».
Franco Armocida

Giornale di Brescia 29 gennaio 2012

Legambiente: il 2012 potrà essere l'anno delle svolte

Per Scaramella due sono i nodi in tema ambientale: l’avvio del Metrobus e l’adozione del Pgt

nSarà un anno di «potenziale svolta» per le tematiche ecologiche nella città. Lo affermano i responsabili del circolo Legambiente Brescia, che, con il presidente Isaac Scaramella e il vicepresidente Carmine Trecroci, ieri hanno tenuto l'assemblea di inizio anno alla Cascina del parco Gallo. Un incontro partecipato. Tra i rappresentanti dei partiti, sono intervenuti Giorgio De Martin, segretario cittadino del Pd, Mirko Lombardi e Donatella Albini di Sel, che hanno sottolineato l'importanza di una collaborazione con le associazioni ambientaliste. Il 2012 sarà un anno delicato per l'ambiente a Brescia, tra entrata in funzione della metropolitana e approvazione del nuovo Pgt. Come fare, dunque, per rendere Brescia una città più sostenibile? E quale può essere il ruolo di Legambiente? «Il 2011 - ha detto Scaramella, tracciando un bilancio - è stato un anno di lotta e di trincea per le divergenze di vedute dall'attuale Amministrazione. Abbiamo comunque portato a casa dei risultati positivi: pensiamo al Parco di via Odorici, dove siamo riusciti ad impedire l'abbattimento degli olmi e al successo dei referendum sull'acqua e sul nucleare». Ma la cosa più importante - rimarca Scaramella - è «il cambio di cultura che si sta facendo strada fra i bresciani. La Giunta - osserva - sta tornando sui suoi passi, ha capito che i cittadini non vogliono una città aperta alle auto, ma a misura d'uomo e degli utenti deboli».
Quanto alle prospettive del 2012, l'anno nuovo sarà caratterizzato dal dibattito sui due grandi nodi che riguardano gli assetti dell'urbanistica e della mobilità: Pgt ed entrata in vigore della metropolitana leggera. «Sono due occasioni importanti per una riconversione ecologica della città - sostiene il presidente di Legambiente - e l'Amministrazione non sembra preparata a coglierle. Il nostro movimento dovrà ancora una volta essere in prima fila». Legambiente intende rilanciare anche la questione energetica. Scaramella avanza l'ipotesi di uno studio («analogo a quanto fatto per il Pgt») sulla produzione di energia a Brescia, il che significa parlare altresì «di termoutilizzatore e di rifiuti, di qualità dell'aria poiché la centrale brucia ancora carbone, e di consumo industriale». Anche su tali temi Legambiente vuole confrontarsi, in questo anno preelettorale, con le forze politiche che presenteranno i loro candidati per «una Brescia sostenibile».

Brescia per passione 29 gennaio 2012

Friburgo, Vauban e Brescia (di Alessandro Benevolo)

Laura Castelletti, 27 gennaio 2012

Ieri al Parco dell’Acqua l’Ordine degli Architetti ha organizzato un felice incontro per parlare di politiche della mobilità, centro e periferia, pianificazione sostenibile.

E’ stato invitato a parlare Andreas Hildebrandt, dirigente della Freiburger Verkehrs Ag, un’agenzia di trasporto pubblico della città di Friburgo. Una città per dimensione simile a quella di Brescia (220.000 abitanti, 600.000 nel Daily Urban System, ovvero nella sua dimensione metropolitana).

Ha raccontato le politiche urbanistiche della sua città, dai primi anni ’80 fino alla realizzazione dei recenti e celeberrimi quartieri di Vauban e Riesefeld. Quelli a impatto ambientale zero, senza macchine, senza rifiuti e senza consumo energetico.

Un’esposizione assai interessante, soprattutto perché ha svelato le condizioni (in termini di rete di mobilità, soprattutto) che hanno permesso il concretarsi di questi nuovi insediamenti.

Oggi Friburgo è diventata in campo urbanistico una specie di Lourdes. Migliaia di amministratori, urbanisti e semplici turisti si recano in visita per ammirare questi recenti risultati di pianificazione urbana sostenibile. Si è (fortunatamente) sorvolato sugli aspetti innovativi (ed emergenti ad una visita superficiale) di questi quartieri; sul profluvio di pannelli fotovoltaici, di aree verdi, ciclabili, sugli impianti di riciclo idrico e di rifiuti, ecc. Si è parlato invece delle tappe che hanno reso possibile arrivarci.

Sono stati sfatati parecchi luoghi comuni, che dovrebbero far fischiare qualche orecchio anche qui.

 

  1. La parola sostenibile non è stata mai pronunciata dal nostro amico tedesco. Pianificazione rigorosa, concreta, di lungo periodo semmai, non sostenibile, che per un tedesco ha diversi punti di vista (ambientale, economico, storico, sociale, ecc.) ed è un pleonasmo (soprattutto per un friburghese del Baden-Wurttemberg). Se non è sostenibile una cosa non vede la luce e allora non vale nemmeno parlarne.

 

  1. Lo scenario di fondo delle politiche urbane di mobilità va condiviso. Non si possono progettare linee metropolitane e poi dire che era una belinata; fare le LAM e poi rottamarle, fare le corsie preferenziali e poi toglierle, metti e togli le ZTL, ecc. A Friburgo i governi politici si sono succeduti ad un ritmo anche più frenetico del nostro, ma sul punto di favorire una mobilità urbana indipendente dall’automobile non si è discusso e non si discute più: sono tutti d’accordo e, semmai, si discute sul merito dei provvedimenti da prendere

  1. La pianificazione dei trasporti non può essere una scienza a sé stante, promossa in piena autonomia nel più vasto campo della pianificazione urbanistica. Le decisioni della mobilità procedono insieme a quelle per i servizi, per la tutela ambientale, per le politiche insediative, sociali, commerciali, produttive, ecc. Sono continuamente influenzate secondo un procedimento di feedback in andata e in ritorno, senza spazi decisionali in autodeterminazione (vero Brescia Mobilità?). Così Vauban funziona: perché accanto alle case ci sono i tram, gli asili, le nuove fabbriche, le emissioni zero e l’autodipendenza energetica. Ognuna di queste performance è stata ottenuta influenzando e subendo l’influenza delle altre. Non il tram migliore, non la casa ideale, non l’asilo perfetto, non la fabbrica preferibile, non un miglioramento delle condizioni ambientali: semplicemente la migliore combinazione di tutto: quello che spetta fare all’urbanistica, se vogliamo ridurre questa scienza al suo vero significato.

  1. Non esiste promozione del trasporto collettivo senza una limitazione del traffico privato. Bisogna investire in nuove infrastrutture per la mobilità, renderle veloci, attraenti e confortevoli, ma bisogna anche rendere meno competitivo l’uso dell’automobile. Altrimenti è una battaglia persa in partenza.

  1. Non è vero che prima bisogna preparare nuove infrastrutture per la mobilità e solo dopo limitare il traffico. Anzi, è meglio fare il contrario perché la limitazione delle possibilità di spostamento individuale innesca il bisogno di promuovere i mezzi di trasporto collettivo e conferisce autorevolezza politica agli investimenti in questo settore.

 

  1. Le politiche di limitazione dell’automobile è bene farle cominciare con provvedimenti semplici ed economici. Non col metro-bus (che semmai deve diventare un punto di arrivo), ma più semplicemente restringendo le carreggiate a disposizione delle automobili e riservandole al transito degli autobus e delle biciclette (vero Paroli?)

 

  1. Le politiche della mobilità hanno un costo di gestione (oltre che ovviamente di creazione dell’infrastruttura) che non può e non deve essere pareggiato dagli introiti dei biglietti. Anche a Friburgo dove quasi metà degli spostamenti avviene col mezzo pubblico. La politica deve scegliere una dimensione di costo che è disposta ad accollarsi per garantire la competitività economica del costo del biglietto. Altro che prospetti economici del biglietto del metrobus a 1,90 € per pareggiare i presunti passeggeri!


Bresciaoggi 28 gennaio 2012

IN COMMISSIONE. Illustrate le intese sui terreni nei pressi dei capolinea Nord e Est

Metrò, accordo con i privati per le opere complementari

Mimmo Varone

Niente espropri, ma la Loggia concede permessi di costruire in cambio delle aree su cui realizzare parcheggio e terminal

Le opere complementari del Metrobus ai capolinea Nord e Est si faranno su aree private acquisite dal Comune con due accordi transattivi. Prevedono la concessione ai proprietari di volumetrie su parti delle aree che resteranno private in cambio della cessione di terreni per servizi pubblici. La Loggia rinuncia agli espropri che sarebbero stati onerosi, ma in cambio fa costruire.
Ieri pomeriggio i due accordi sono stati illustrati nelle commissioni congiunte Urbanistica e Metrobus. Nell´illustrazione tecnica dell´architetto Giampiero Ribolla il conto economico dell´operazione risulta grosso modo in pareggio, ma le opposizioni vogliono vederci chiaro, e trovano avventata soprattutto la decisione di inserire subito nel Pgt (adottato ma non ancora approvato) le volumetrie concesse ai privati. Magari togliendosi margini di trattativa più vantaggiosi, anche in considerazione che con i proprietari erano già aperti contenziosi in almeno uno dei quali il Comune risulta vincente.
La maggioranza, però, fa valere l´esigenza di far presto. E l´obiettivo sarebbe raggiunto, poiché entrambi gli accordi prevedono che le aree vengano concesse immediatamente al Comune, mentre la parte delle aree edificabili dai privati seguiranno l´iter del Pgt. D´altronde, «siamo arrivati a tempi stretti – precisa l´assessore all´Urbanistica Paola Vilardi – perchè non abbiamo voluto forzare la mano portando l´accordo transattivo prima dell´adozione del Pgt che sancisse le volumetrie».
NELLO SPECIFICO, a Nord si tratta dell´area di proprietà della Fraterna Santini, 38mila mq di frutteto adiacente alla stazione Prealpino, dei quali i 18 mila verranno ceduti a Comune per realizzare il parcheggio scambiatore da 450 posti auto, e i 20 mila restanti restano alla proprietà che potrà costruirci 14mila metri quadrati di Slp (superficie lorda di pavimenti) residenziale. Per contro il Comune, o meglio Brescia Mobilità a cui l´area verrà ceduta, oltre al parcheggio potrà costruire settemila metri quadrati di Slp per servizi vari.
La cosa non piace a tutti, e i pd Federico Manzoni, Aldo Boifava e Luigi Gaffurini hanno chiesto di conoscere l´accordo con Santini, prima della votazione che avverrà in una prossima seduta, in cui dovrebbero essere ascoltato anche il “Comitato per Casazza” che ha presentato osservazioni al Pgt su quell´area e ieri ha chiesto senza risultato che quell´accordo venisse letto.
Al capolinea opposto di Sant´Eufemia, poi, sono in questione 7.200 mq di proprietà Galeri Immmobiliare Meridiana, sui quali si dovrà fare il terminal dei pullman. Anche qui si anticipa la cessione dell´intera area e in una fase successiva un piano attuativo congiunto fra le parti permetterà a Meridiana di realizza 2.500 mq di Slp. In questo caso l´accordo prevede che gli 1,35 milioni necessari per le opere complementari siano ripartiti per un terzo alla proprietà e due terzi alla Loggia. Nello stesso tempo si risolve un contenzioso sui mille metri quadrati già espropriati lungo la linea del metrò. Il Comune li aveva stimati in 60 mila euro, ma il Tribunale aveva concluso per circa 300 mila. Ora la proprietà vi rinuncia e cede i 7.200 mq.


Giornale di Brescia 28 gennaio 2012

Opere complementari alle stazioni Metrobus Prealpino e S. Eufemia: accordi con due privati
Tempi stretti e la necessità di avviare i cantieri il prima possibile per rispettare il cronoprogramma del Metrobus. È l'improrogabile «interesse pubblico» che ha spinto la Loggia a stipulare - con i rispettivi proprietari privati - due accordi che anticipano la cessione, al Comune, del possesso di aree in cui dovranno essere realizzate opere complementari alle stazioni Prealpino e S. Eufemia. E che passeranno poi al vaglio del Consiglio comunale. Cessioni che già rientrano nel Piano di governo del territorio. Ma che, ha spiegato ieri l'assessore Paola Vilardi illustrando gli accordi durante una seduta congiunta delle commissioni Metrobus e Urbanistica e Viabilità, «non potevano aspettare i tempi di approvazione del Pgt perchè è indispensabile dare il via al più presto ai lavori». La stazione Metrobus del Prealpino sorgerà nella porzione sud di un grande frutteto: da una parte la fermata della metropolitana leggera, con un grande parcheggio scambiatore a raso, dall'altra una zona residenziale. Il primo dei due accordi concerne appunto la cessione «anticipata», dalla Fraterna Santini alla Loggia, di 18mila metri quadrati su cui sorgeranno l'area sosta e le opere complementari. Gli altri 20mila metri quadrati, sui complessivi 38mila, ha spiegato l'architetto Gianpiero Ribolla, responsabile del settore Urbanistica resteranno ai proprietari «che, sempre secondo quanto dice il Pgt potranno destinare 14mila mq a residenziale. È proprio a fronte di questa edificabilità che il Pgt prevede la cessione dei 18mila metri quadrati al Comune». Con l'accordo, inoltre, i proprietari rinunciano, ha aggiunto la Vilardi, «a portare avanti un contenzioso pendente». L'assessore ha voluto precisare che dai due accordi, «restano fuori tutti gli aspetti che riguardano l'edificabilità i cui effetti si concretizzeranno solo con l'approvazione del Pgt. Qui si parla solo delle aree per le opere complementari». Gli abitanti di Casazza - che lo hanno già scritto nero su bianco nelle osservazioni al Pgt e in un documento consegnato ieri alla commissione - non concordano sulla «cementificazione» che farebbe da corollario alla stazione Metrobus: insistono perchè le nuove residenze vengano stralciate dal piano e al posto del parcheggio a raso se ne faccia uno in struttura, per mantenere un po' di verde. Per il secondo accordo, che segue la stessa formula, la controparte è la Galeri Immobiliare Meridiana (che pure rinuncia a un contenzioso pendente). L'area interessata è di 7.500 mq, destinati alle opere complementari della stazione Metrobus Sant'Eufemia.
Paola Gregorio

Giornale di Brescia 28 gennaio 2012

Desenzano Trasporto urbano, ok dal Tar

I giudici amministrativi hanno dato il via libera all’assegnazione dell’appalto a Brescia Trasporti. Il ricorso era stato presentato da Auriga, seconda classificata

DESENZANO Il Tar di Brescia boccia la richiesta di sospensiva e conferma l'assegnazione del trasporto urbano della capitale del Garda. La decisione è stata presa in due tempi, a dicembre con un primo pronunciamento provvisorio e, l'altro ieri, quando i giudici amministrativi hanno deciso di respingere l'istanza cautelare e confermato l'aggiudicazione definiva dell'appalto all'azienda Brescia Trasporti spa, controllata dal Comune di Brescia. Il ricorso era stato presentato dalla Cooperativa Auriga, classificata al secondo posto. La decisione porta il sereno in ambito amministrativo perché consente l'avvio del servizio di Brescia Trasporti eliminando una situazione d'incertezza.
L'appalto (durata 7 anni), riguarda il trasporto urbano della cittadina in esercizio ormai da una ventina d'anni con tre linee per oltre 60 corse giornaliere capaci di percorrere ogni anno circa 260.000 chilometri trasportando circa 370.0000 passeggeri.
Ben prima della scadenza di luglio dello scorso anno era stato emesso il bando di gara per l'affidamento, ma con procedure separate per trasporto urbano e scolastico; valore del primo poco più di 4 milioni per 7 anni, con 1,3 milioni aggiuntivi per gli scuolabus.
E se la proposta per il trasporto scolastico alla fine è andata deserta, tre sono state le offerte formulate per quello urbano. L'apposita commissione ha valutato la documentazione, stabilendo i punteggi delle diverse proposte.
Con determina del dirigente dell'Area servizi al territorio il 3 novembre l'appalto è stato definitivamente aggiudicato a Brescia Trasporti spa dopo aver respinto un'eccezione di Auriga società cooperativa, seconda classificata. Un posizionamento che non è piaciuto alla stessa Auriga, che ha poi formalizzato il ricorso al Tar al quale è stato chiesto l'annullamento delle decisioni e la «sospensione cautelare» della loro efficacia.
All'origine delle contestazioni vi era la mancata evidenziazione nell'offerta di Brescia Trasporti spa dei costi relativi alla sicurezza, obbligatori per legge anche se non previsti dal bando di gara. Nell'ordinanza depositata il 16 dicembre i magistrati (Giorgio Calderoni presidente, Mauro Pedron estensore e Stefano Tenca) avevano tuttavia acconsentito all'integrazione e rivalutazione della documentazione secondo una procedura dagli stessi fissata in dettaglio.
Operazione completata fornita al Tar dal Comune e valutata positivamente dai giudici amministrativi sostanzialmente perché, pur aumentando di 39.900 il costo dell'appalto che sale a 4.029.900, l'offerta di Brescia Trasporti rimane la migliore delle tre in gara con un punteggio favorevole rispetto alla ricorrente di oltre 6 punti. e. s.

Bresciaoggi 28 gennaio 2012

DESENZANO. Il caso

Trasporto pubblico, il Tar accoglie il ricorso

È stata accolta dal Tar di Brescia la domanda di sospensione dell´Auriga Trasporti di Venezia rimasta esclusa dalla gara di affidamento del servizio di trasporto pubblico di Desenzano; gara indetta dal Comune lo scorso anno e poi affidato alla Brescia Trasporti. I giudici di via Zima hanno quindi confermato la prima sospensiva con cui, a dicembre, avevano disposto il riesame dell´offerta della società bresciana (risultata poi vincitrice della gara il 3 novembre) e l´inibizione per il Comune di sottoscrivere il contratto con la stessa Brescia Trasporti. Con l´accoglimento della sospensiva è intuibile che l´amministrazione dovrà indire una nuova gara.
Silenzio dagli uffici di palazzo Bagatta, chiusi ieri per la festività della patrona Angela Merici. Restano salvi, comunque, sia il servizio di trasporto urbano sia quello scolastico perché un mese fa l´amministrazione s´è accordata con il precedente gestore per prorogarli (quello scolastico fino a giugno). A far saltare il bando è stata l´omissione, riscontrata dall´Auriga Trasporti, dei costi per la sicurezza nell´offerta economica proposta da Brescia Trasporti, che invece la società veneziana aveva correttamente riportato.M.TO.

Bresciaoggi 27 gennaio 2012

TRASPORTI. Dati sull´utilizzo alla mano, la Loggia e Brescia Mobilità hanno deciso di cambiare la formula

Parcometri e bus, scompare il bonus

Elisabetta Bentivoglio

Ma solo nelle zone centrali Rolfi: «Nel resto della città il ticket sopra 1,20 euro dà diritto alla corsa gratis»

Chi parcheggia nelle strisce blu del centro storico, sul ring e sul contro ring da qualche tempo a questa parte non ha più diritto al biglietto gratuito dell´autobus, nemmeno se l´importo pagato supera l´euro e venti centesimi del costo della corsa.
A stabilirlo è stato un provvedimento della Loggia che un anno fa, dopo aver verificato lo scarso utilizzo del servizio da parte dei cittadini, ha deciso di togliere questa forma di agevolazione.
Un provvedimento che si applica «solamente nelle zone centrali però - precisa il vicesindaco e assessore ai Trasporti e Viabilità del Comune Fabio Rolfi - mentre in tutto il resto della città, hinterland compreso, parcheggiare l´automobile nelle strisce blu per un importo superiore ad un euro e venti centesimi dà ancora la possibilità di prendere l´autobus gratuitamente».
Il ticket emesso dai parcometri, infatti, è diviso in due parti da una linea seghettata (che è simile, in sostanza, a quella dei bollettini postali).
A SINISTRA il biglietto da esporre sul cruscotto all´interno dell´automobile dove sono segnati ora di emissione e di fine sosta e relativo importo pagato, a destra, invece, il biglietto gratuito dell´autobus valido su tutta la rete cittadina, che nei parcometri del centro storico e del ring riporta la scritta «non valido» mentre in tutti gli altri, se l´importo supera l´euro e venti, da la possibilità di usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici, per un tempo variabile a seconda dell´importo pagato.
Dati sull´utilizzo alla mano, un anno fa il Comune di Brescia, in accordo con Brescia Mobilità, ha deciso di riservare la gratuità «solo a chi parcheggia fuori dal centro, per incentivarne l´utilizzo dei mezzi pubblici», spiega Rolfi.
DEL RESTO - sottolinea ancora il vicesindaco e assessore ai Trasporti - «l´iniziativa aveva proprio lo scopo di promuovere tra i cittadini, residenti nel comune o in arrivo dalla provincia, l´utilizzo dei mezzi pubblici per raggiungere il centro città, così da diminuire il numero delle automobili e fare cultura sostenibile». Applicare la gratuità proprio in centro storico quindi non avrebbe senso.
A questo punto, per evitare che la scritta «non valido» tragga in inganno gli automobilisti, specialmente se si tratta di anziani oppure di stranieri, Brescia Mobilità dovrebbe modificare la stampa del biglietto emesso dai parcometri di centro e ring, riportando solo le informazioni relative alla sosta e stralciando quelle relative alla gratuità della corsa in autobus. Ma servirà ancora un pò di tempo. Almeno fino a quando la partita di biglietti in possesso di Brescia Mobilità non si esaurirà e non verrà emesso un nuovo formato, differenziato per il centro e per la periferia.

Bresciaoggi 24 gennaio 2012

IL CASO. Continua il botta e risposta tra la Loggia e il Broletto

Trasporti, è scontro  Comune-Provincia

Rolfi contro Ghirardelli: Molgora cerca di mediare tra gli assessori

Il tempo stringe e il bandolo della matassa per arrivare alla gara provinciale unica del Trasporto pubblico locale ancora non si trova. La Loggia con Brescia Mobilità ci vuole dentro tutto, subito e per la durata di nove anni, dai bus alla metropolitana, ai parcheggi e quant´altro. Il Broletto teme di consegnarsi alla Loggia e nicchia. Nei giorni scorsi la commissione Trasporti ha bloccato all´unanimità il passaggio in Consiglio provinciale della convenzione tra Comune e Provincia sul bando unico. È stallo nonostante l´urgenza. E la tensione tra le due amministrazioni cresce.
IERI il vicesindaco e assessore comunale ai Trasporti Fabio Rolfi (Lega Nord) si è scagliato contro il collega provinciale Corrado Ghirardelli (Pdl) con l´accusa di mettere i bastoni tra le ruote tutte le volte che si parla di Brescia Mobilità. E ha invitato il sindaco Adriano Paroli e il presidente Daniele Molgora a «bypassare Ghirardelli e procedere con la convenzione su cui c´è già una condivisione di massima». Molgora (anche lui Lega Nord) gli dà ragione ma in fondo non sconfessa il suo assessore. «Si è iniziato un percorso da concludere - dice -, la posizione di Ghirardelli arriva un pò a sorpresa ed esprime perplessità che mi sembrano risolte». La soluzione di questioni come la gestione dei parcheggi e la divisione dei chilometri tra area urbana ed extraurbana, sarà compito dell´apposita commissione tecnica - precisa Molgora -, e l´impegno di Comune e Provincia sarà quello di risolvere i problemi ognuno per la parte di sua competenza. Tuttavia, «per noi è un punto fermo - aggiunge subito - che i risparmi derivanti dall´offerta unica vadano equamente ripartiti. Se l´offerta fosse più vantaggiosa per l´area urbana e meno per quella extraurbana, il tutto andrebbe riequilibrato». È un «punto fermo» che tocca il punto più sensibile della convenzione. La quale concede al Comune la delega per il bando di gara, chiede alla Provincia di precisare e mettere a disposizione quanto ha in Bilancio per il Tpl e restituisce al Broletto stesso la gestione del trasporto extraurbano. Il tutto senza precisare quanto peserà quello urbano di superficie con l´avvento del metrò «di cui dobbiamo pur tenere conto», dice Molgora.
UNA QUESTIONE di ruoli e di soldi, che in ogni caso non pesano poco in tempi di ristrettezze. E quando i problemi si traducono in denaro sonante, nonostante la «sintonia» Rolfi-Molgora la stessa Lega non dà nulla per scontato. Tant´è che in commissione provinciale sono stati proprio i consiglieri leghisti a chiedere al Comune un supplemento di dati su numero di passeggeri trasportati e di chilometri percorsi dalla rete urbana (richiesta inoltrata proprio ieri mattina da Ghirardelli).
Ma Ghirardelli rispedisce le accuse al mittente: «In vista della delibera del Consiglio mi sono limitato a illustrare la bozza di convenzione in commissione - spiega -, che all´unanimità ne ha chiesto il rinvio». Che poi l´assessore provinciale veda in quella convenzione una delega totale alla Loggia che non porta alcun vantaggio al Broletto, è noto. Anzi, «contrasta con la società consortile a responsabilità limitata tra Comune e Provincia - aggiunge - prevista dalla legge regionale approvata dallo stesso Comune di Brescia, passata in Giunta e oggi all´odg in Consiglio al Pirellone». Lui vorrebbe una gara unica di durata limitata al 2015, per aver il polso della situazione dopo due anni di gestione del metrò e poter trattare con le aziende che perderebbero chilometri e passeggeri. E «senza mettere assieme, semafori, parcheggi e Tpl». Ma questa è una sua idea, a salvaguardia di una Provincia che «non ha né società né patrimonio - dice Rolfi - per gestire il Tpl».

tplbrescia.it 11 dicembre 2010
aggiornamento  23 gennaio 2012

TPLBRESCIA PROPONE DI RIVEDERE IL PROTOCOLLO D'INTESA PER L'ALLARME PM10

La principale modifica riguarda il criterio da utilizzare per esaminare i dati, la valutazione è fatta considerando la media dei valori provvenienti dalle 5 centraline nei 10 giorni antecedenti il giorno di valutazione.
Ad esempio per il 12 dicembre considero la media dei dati rilevati dalle 5 centraline dal 2 dicembre al 11 dicembre, per il 13 dicembre considero la media dal 3 dicembre al 12 dicembre, per il 14 dicembre considero la media dal 4 dicembre al 13 dicembre e così via.
Inoltre modificherei i provvedimenti:
  • Blocco totale domenicale: dopo 5 gg consecutivi con media degli ultimi 10 gg > 50 μg/m³ purchè ultimi 2 gg con media giornaliera > 50 μg/m³ [incremento del servizio di trasporto pubblico sulle linee 1 (parcheggio spettacoli viaggianti), 2 (con estensione del percorso da capolinea via Livorno  fino al piazzale ortometcato), 3, 4, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 (con estensione del percorso da Capolinea Noce fino al piazzale ortomercato attraverso nuovo sottopassaggio Sorbanella / Caprera e incremento fino in centro), 17];
  • Targhe alterne e limite a 80 km/h su tangenziali: dopo 7 gg consecutivi con media dei 10 gg > 50 μg/m³ purchè ultimi 2 gg con media giornaliera > 50 μg/m³ [incremento del servizio di trasporto pubblico sulla linea 2 con estensione del percorso fino al piazzale ortomercato, nessun incremento sulla linea 1 per l'area spettacoli viaggianti];
  • Termovalorizzatore a 1/2 carico e centrale Lamarmora alimentata esclusivamente a gas metano: dopo 2 gg consecutivi con media giornaliera > 75 μg/m³.
La tabella sottostante riporta un esempio di applicazione dei criteri sopra esposti prendendo in esame il periodo dal 10 novembre 2011 (con calcolo della media dal 1° novembre) al 22 gennaio 2012.
Clicca sulla tabella per ingrandirla.


Giornale di Brescia 22 gennaio 2012

Trasporto locale: «Il bando unico s'ha da fare»


Rolfi replica secco all’assessore provinciale Ghirardelli: «Intervengano i vertici»

É un obiettivo politico da perseguire, al di là «dell'ostruzionismo ideologico di Ghirardelli». Il vicesindaco Fabio Rolfi, che in Loggia ha la delega alla Mobilità, entra a gamba tesa sulla querelle «trasportistica» tra Comune e Provincia. L'oggetto del contendere? La bozza di convenzione tra i due enti sul futuro bando di gara per individuare il gestore unico del trasporto pubblico urbano ed extraurbano.
Dal Broletto, così ha dichiarato l'assessore provinciale della partita, Corrado Ghirardelli, non vedono di buon occhio l'ipotesi, contenuta nel documento, di delegare al Comune l'emissione del bando. Così come pure l'inclusione dei servizi accessori nell'appalto. Il numero due di Palazzo Loggia lo ribadisce senza mezzi termini: sulla gestione unitaria bisogna «andare in gol», a costo di «bypassare Ghirardelli». Ergo, le due amministrazioni, sono entrambe rette da maggioranze di centrodestra. Che sia a questo punto la politica, con il sindaco Paroli e il presidente Molgora, «a prendere in mano la situazione, al di là delle sterili polemiche - è la posizione di Rolfi -. Ghirardelli si mette di traverso ogni qual volta non ha la patente di un'iniziativa. Ci sono state riunioni su riunioni e mi pare che sulle linee di fondo della convenzione ci fosse in linea di massima condivisione».
Al Comune, prosegue il vicesindaco, «preme essere operativi al più presto. Sono vent'anni che si persegue il sistema unico di trasporto pubblico locale. Significa fare un salto verso la modernità. Significa risparmio e maggiore efficienza».
Ghirardelli, e con lui alcuni consiglieri durante l'ultima riunione della commissione provinciale Trasporti, avevano fatto intendere, non troppo velatamente, che «l'insistenza» della Loggia sull'inclusione nella gara dei servizi accessori fosse dettata dalle esigenze di Brescia Mobilità. «Brescia Mobilità è una risorsa. È sotto gli occhi di tutti quello che la società ha garantito in questi anni, anche con servizi all'avanguardia. E comunque, se parliamo della gara, nel panorama regionale e nazionale ci sono anche altri soggetti», risponde Rolfi. Che si toglie un altro sassolino dalla scarpa: «La Provincia non deve sentirsi scippata di nulla. Gestisce un servizio ma non ha né una società né un patrimonio in tal senso. E tra qualche anno, le Province ci saranno ancora?».

Giornale di Brescia 21 gennaio 2012

Broletto e Loggia, lite sui trasporti

Disaccordo sul coordinamento e sui servizi accessori

Troppi nodi da sciogliere sul futuro bando di gara per individuare il gestore unico del trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Lo schema di convenzione Loggia - Broletto non convince affatto la Provincia. Tanto che, la commissione provinciale Trasporti alla presenza dell'assessore Corrado Ghirardelli, non lo ha votato e ha rimandato la discussione a una prossima seduta. In cui i commissari gradirebbero avere «una fotografia più approfondita, fornita dalla Loggia».
Una cosa è certa: la bozza non sarà, salvo cambiamenti di indirizzo, all'ordine del giorno del prossimo Consiglio provinciale. I due enti concordano sulla gara unica, ma oltre questa convergenza ci sono le perplessità nutrite dal Broletto. E sono più d'una. A cominciare dall'ipotesi che vedrebbe la Provincia delegare al Comune l'emissione del bando di gara. «Il Comune vuole andare su questa strada ma io non la condivido - ha chiarito Ghirardelli -. E con me sostanzialmente la Giunta. A mio parere la Provincia dovrebbe avere il ruolo di coordinamento sulla questione trasporto locale. Quello che preme è un sistema efficiente e che tuteli l'utenza e razionalizzi i costi».
Di una «delega in bianco», ha detto più di un consigliere, dal capogruppo del Pd, Diego Peli a Roberto Gitti (Udc), «non se ne parla». Comune e Provincia, nel frattempo, hanno prorogato i contratti di servizio in scadenza: di sei mesi il Broletto, «di un anno», ricorda Ghirardelli, la Loggia. «L'Amministrazione Paroli preme perché la loro proroga scadrà a marzo - ha detto l'assessore -. Ma noi nutriamo dubbi che con la fretta non vanno d'accordo».
Seconda nota «dolente», il contenuto dell'eventuale bando. Per Ghirardelli la gara e l'appalto dovrebbero riguardare esclusivamente il trasporto pubblico e non i servizi accessori, come il bike sharing, i parcheggi, la gestione dei semafori. «Capisco che il Comune abbia altre esigenze, legate ai servizi che fanno capo a Brescia Mobilità, ma noi siamo più propensi a non includere le voci accessorie».
Al Pirellone, si sta discutendo il nuovo impianto legislativo regionale sulla materia - già passato in Giunta e ora all'esame delle Commissioni - che va in una direzione: una società consortile unica per ciascuno dei bacini territoriali che dovrebbero essere in tutto sette in Lombardia. «Per me è la soluzione migliore. Che sulla gara poi parla esclusivamente di trasporto pubblico locale e non di servizi accessori».
Terzo capitolo, ponderoso, è la metropolitana: la convenzione dice che l'offerta del gestore dovrà tenere conto dell'entrata in funzione del Metrobus nel 2013. Più di una voce, oltre al capogruppo Peli, il consigliere Pd, Francesco Maltempi, ha sottolineato come «l'incognita dell'impatto del Metrobus» renda difficile, da ora, disegnare il quadro di una gestione pluriennale.
Paola Gregorio

Bresciaoggi 21 gennaio 2012

IN COMMISSIONE. Fumata nera sull´accordo che dovrebbe portare al gestore unico indicato dalla Regione

Trasporto locale, in Broletto la convenzione non decolla

Angela Dessì

Ghirardelli: «Il Comune detta tempi stretti, ma io ho forti dubbi In questa partita bisognerebbe lasciare fuori le società controllate»

Niente da fare. Per il bacino provinciale unico del trasporto pubblico locale i tempi sembrano non essere maturi. Almeno non per la Provincia, che ieri ha chiuso la Commissione Trasporti con un nulla di fatto e la promessa di rivedere la Convenzione alla luce di un approfondimento dei dati relativi al trasporto pubblico urbano gestito da Palazzo Loggia.
E, COSA ANCOR più significativa, con un “no” apparentemente senza eccezioni alla delega in bianco richiesta dal Comune per lo svolgimento delle funzioni di stazione appaltante per la gara. La bozza dell´accordo illustrata ai consiglieri, dunque, almeno per ora non approderà in consiglio provinciale, e a giudicare dall´aria che tirava a Palazzo Broletto di strada ne dovrà fare ancora parecchia.
«Il Comune detta tempi stretti ma io continuo a nutrire forti dubbi su come la partita possa essere gestita», ha detto in apertura dei lavori l´assessore ai Trasporti Corrado Ghirardelli, che pur ribadendo la volontà di andare in una direzione comune (quella del gestore unico indicato dalla legge regionale in via di definizione al Pirellone) non ha mancato di rimarcare le molte perplessità in merito ai nodi da sciogliere.
Brescia Mobilità in primis. Si, perché molto pesa nella trattativa lo scadere - già a fine marzo - dei contratti di servizio della controllata di Palazzo Loggia relativi ai parcheggi, alle ztl e alla gestione dei semafori, la stessa scadenza che ha indotto il Comune ad inviare una lettera in Provincia per sollecitare la delega in bianco per una gara unica già da fine febbraio. «Personalmente non ho ancora capito che cosa ci guadagnerebbe la Provincia in un accordo come quello proposto dal Comune - ha precisato Ghirardelli -. La legge regionale stabilisce la creazione di un´unica società consortile per la gestione del trasporto pubblico mentre il Comune continua a puntare esclusivamente su una gara unica che contempli anche gli elementi accessori. Evidentemente le esigenze sono diverse, ma io resto dell´avviso che la questione dovrebbe essere gestita solo dalle amministrazioni, e che le società controllate non vi dovrebbero entrare».
Insomma, per l´assessore Corrado Ghirardelli il bacino unico andrebbe benissimo (ancor meglio se “allargato” anche alle provincie di Mantova e Cremona, altro elemento “disdegnato” da Palazzo Loggia) ma solo per la gestione dei trasporti, e solo con la Provincia capace di esercitare un ruolo attivo di coordinamento.
E in questo anche i colleghi della commissione sono sembrati concordi. «La Provincia deve avere un sussulto di orgoglio e pretendere che la stazione appaltante sia un soggetto serio – ha tuonato il capogruppo del Pd Diego Peli - Non possiamo pensare di consegnare una delega in bianco al Comune di Brescia che la vuole soltanto per salvare Brescia Mobilità». «Il Comune deve darci dei numeri veri su chi viaggerà sulle linee urbane, perché non si può costruire un piano unico sulla pura teoria», gli ha fatto eco un collega, mentre Ermano Pasini e il capogruppo dell´Udc Roberto Ghitti hanno puntato nella necessità di approfondire obiettivi e finalità del bacino unico prima di prendere decisioni.
E mentre il consigliere Antonella Montini ha chiesto ragione del peso dei tagli regionali ai trasporti e dei “vantaggi” che il nuovo gestore unico potrebbe portare in termini economici ai cittadini che quotidianamente si muovono sulla rete extraurbana, Giulio Arrighini (Lega Padana) ha preferito concentrarsi sulla «tendenza accentratrice» del vicesindaco Rolfi esortando i leghisti a convincerlo del fatto che «sta portando avanti una scelta sbagliata».


Lite Loggia-Broletto, il rischio è che arrivi lo «straniero»

I NODI DEL TPL. I problemi nati con il bacino unico. In scadenza le gestioni di bus, pullman e parcheggi. E il metrò in vista
Verso gara unica «tagliata» su Brescia Mobilità. Ghirardelli: «La Provincia conti nella spa»

Il bacino provinciale unico del Trasporto pubblico locale (Tpl) rischia di creare altre frizioni tra Loggia e Broletto. I nodi da sciogliere sono tanti, gli interessi diversi, e il rischio non peregrino è che tra i due litiganti un gestore terzo (magari tedesco o inglese) vinca la gara per il nuovo affido e si trovi a gestire tutto il trasporto pubblico bresciano, metropolitana compresa. La cosa è venuta chiara ieri pomeriggio dall'assessore Corrado Ghirardelli, intervenuto durante la commissione Trasporti del Broletto presieduta da Roberto Lancini, convocata per l'audizione del presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi su richiesta del Pd.
Ormai i tempi per il rinnovo di gestione stringono. L'affidamento diretto non è più possibile e si va a gara in una situazione oltremodo complessa. A complicarla ci sono la metropolitana di Brescia con tutto ciò che ne consegue in termini di ridefinizione della rete Tpl (ci sono 4 milioni di chilometri extraurbani in territorio cittadino con frequenti e inutili raddoppi dei bus urbani) e la nuova legge regionale in materia, che pur definita nelle linee portanti non verrà approvata dal Pirellone finchè il governo non chiarirà le risorse. Il tutto mentre la gestione di Brescia Trasporti è scaduta a luglio, quella dei pullman azzurri scadrà a fine anno e l'affidamento diretto dei parcheggi a Sintesi spa si chiuderà il 31 marzo prossimo.
L'ORIENTAMENTO di Loggia e Broletto è andare a una gara unica, nel solco del bacino provinciale previsto dalla legge regionale, con la costituzione di un'unica agenzia di gestione che andrebbe varata entro l'anno anticipando la legge stessa, la cui approvazione si prevede solo in primavera. È un'ipotesi quasi obbligata, anche per salvare i quasi 800 dipendenti di Brescia Mobilità e gli altri del Gruppo Arriva. Ma è molto più facile a dirsi che a farsi.
Da come si vedono le cose in Provincia, la Loggia starebbe pensando a una gara unica entro marzo che includa anche la gestione dei parcheggi (per salvare Sintesi spa), dei semafori e di quant'altro si occupi Brescia Mobilità. Un bando di gara tagliato a misura del Gruppo di piazzetta Padre Pio metterebbe al riparo da eventuali concorrenti. Di più, lo stesso Prignachi sottolinea di aver indicato all'azionista Comune «scenari a breve termine, prodromici di opportunità di gestione di altre reti». E che in funzione della società mista con Ati Metrobus per gestire lo start up della metropolitana, il Cda dell'Azienda ha già deciso la separazione netta degli asset patrimoniali, che vanno in capo al Comune, da quelli tecnico amministrativi.
Tuttavia in Broletto ci si chiede cosa guadagnerebbe la Provincia da una presenza "ingombrante" come Brescia Mobilità, nei fatti braccio operativo del Comune, nell'agenzia di gestione unica. Ieri Ghirardelli lo ha detto con una battuta: «Il Comune faccia la proposta e apra Brescia Mobilità alla Provincia». In realtà il problema del Broletto non è entrare nell'azionariato della Partecipata della Loggia (se ne dovrebbe accollare pure i debiti), bensì avere una voce in capitolo nella futura programmazione del Tpl. «C'è il rischio che nell'Agenzia unica il Comune programmi e la Provincia gestisca - sottolinea l'assessore provinciale ai Trasporti -, ma noi non potremmo mai accettare condizioni simili. Ad esempio non siamo d'accordo sulla programmazione dei parcheggi scambiatori lungo l'asse della metropolitana e vogliamo poter dire la nostra».
Il prendere o lasciare, insomma, è escluso. E bisognerà arrivare a un accordo che per ora sembra lontano. Se la Loggia vanta il know-how di Brescia Mobilità, pure il Broletto è consapevole dei suoi punti di forza. «Il metrò avrà problemi di gestione - dice Ghirardelli - e l'apporto del trasporto extraurbano sarà indispensabile. La metropolitana provinciale è nel Piano provinciale dei trasporti oltre che nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) e va rivalutata sulle esigenze dell'intero territorio».
CHE SIA QUESTO l'oggetto del contendere è testimoniato anche dalla dura polemica tra il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e il capogruppo Pd Diego Peli a seguito di alcune dichiarazioni alla stampa di Prignachi. «Chi la autorizza a parlare di inversione di trasporto su ferro a favore della gomma in Valtrompia - chiede Peli a Prignachi –, mentre nel nostro Ptcp ci sono migliaia di metri quadrati vincolati alla metropolitana e i proprietari delle aree vengono a chiederci cosa si fa?». «Noi dobbiamo costruire reti infrastrutturali che dialoghino con con il resto del sistema provinciale - ribatte Prignachi - e oggi tra trasporto urbano ed extraurbano ci sono punti di non coerenza da sanare».
Poi c'è spazio per gli scenari più lontani, con gli ampliamenti verso Rezzato e a Castegnato, verso l'Ovest privo di punti d'interscambio con la rete ferroviaria. C'è spazio per la conversione a reti metropolitane di tratti delle ferrovie per Parma e Cremona, per la valorizzazione complessiva della Brescia-Edolo. Ma a catalizzare l'attenzione dei commissari è lo scenario immediato. E pure il restare quasi neutrali rispetto alla polemica tra Peli e un Prignachi già assessore provinciale ai Trasporti è segno che i problemi ci sono, e vanno risolti alla svelta.

Mimmo Varone

Giornale di Brescia 22 gennaio 2012

I SINDACATI

«Il 2012 inizia a Brescia  nel segno dei tagli»
Chiedono l'apertura di un tavolo di discussione sul trasporto pubblico locale.
I sindacati di categoria, Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti, sono «preoccupati per i tagli delle risorse al settore, pari a 1,5 milioni di euro per il 2012, annunciati dalla Loggia». Sforbiciata, aggiungono che si affianca «a quella prevista per il trasporto lacuale, conseguente alla riduzione dei trasferimenti alla Gestione Navigazione Laghi, definita dal precedente Governo e confermata da Monti». I sindacati ribadiscono che contributi pubblici adeguati sono indispensabili per «la sostenibilità complessiva dell'intero sistema, per mantenerne la qualità e affrontare la complessa riorganizzazione legata all'entrata in esercizio della metropolitana».


                                           

Giornale di Brescia 20 gennaio 2012

Metrobus, il tempo si veste di design

Concorso di Brescia Mobilità rivolto agli studenti delle università e delle accademie
per progettare l’immagine degli orologi che saranno collocati nelle stazioni

I countdown prendono il via di norma nei secondi conclusivi della giornata del 31 dicembre. Più inconsueto che il conto alla rovescia funzioni... alla rovescia iniziando a metà gennaio in attesa dell'ultimo dell'anno. Certo, non è nemmeno usuale che il traguardo coincida con una nuova partenza, nella fattispecie con quella del primo treno della metropolitana. Che ha posato ieri la pietra fondante della campagna di comunicazione con un'iniziativa a tema. Cronologico, s'intende: il concorso di idee «Too Icon - Metro Brescia Design Contest» per la progettazione degli orologi da collocare all'interno delle stazioni.
«Too Icon» si rivolge agli studenti universitari dei corsi di studio inerenti a discipline di progettazione, design, architettura e arti visive attivati da Università statale di Brescia, Istituto Machina, Accademia Santa Giulia e Libera Accademia di Belle Arti Laba.
I partecipanti, in sostanza, saranno chiamati a realizzare un prodotto rappresentativo dello spirito della metropolitana di Brescia, spirito declinato in «leggerezza, luminosità, sostenibilità, innovazione e utilità sociale» nella presentazione del concorso, cui fa il paio un filmato «che sarà diffuso - illustra l'ingegner Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità - attraverso i canali tradizionali da un lato, ma soprattutto tramite il web, risorsa che consente di raggiungere capillarmente i giovani».
Già, perché l'infrastruttura intende rivolgersi in primis alle nuove generazioni, «più ricettive - interviene Mario Labolani, assessore ai Lavori Pubblici - e più "mobili", tra esigenze di studio e voglia di divertimento», tanto che i vagoni sono progettati «per consentire il carico di biciclette - prosegue l'assessore - segno di lungimiranza e di attenzione ai giovani».
Delle attività di comunicazione - sviluppo di campagne stampa, progettazione di grafiche e web marketing, organizzazione eventi e relazioni con i media - si stanno occupando, in partnership congiunta, le tre aziende bresciane Borgo Creativo, Ed Works e Raineri&Cassani cui si è affiancata, per l'ideazione specifica di «Too Icon», l'azienda - pure bresciana - «Too Late» fondata nel 2007 da Alessandro Fogazzi - rappresentato ieri da Arnaldo Pasotti - e specializzata in fashion design. In particolare, il concorso attiene alla progettazione di orologi «a simboleggiare - spiega Pamela Moratti, referente del gruppo creativo congiunto - il trascorrere del tempo in modo creativo». I docenti degli atenei coinvolti hanno aderito con entusiasmo alla proposta, «accettando di seguire i loro ragazzi - chiarisce ancora Pamela Moratti - anche fuori dall'orario delle lezioni, in modo che possano godere di un coordinamento effettivo nella realizzazione delle loro idee».
Il concorso ha una durata totale di cinque mesi, con apertura ufficiale fissata al 1° febbraio prossimo.
I lavori dovranno essere presentati entro il 30 giugno, e saranno valutati da un'apposita giuria in termini di contenuti creativi, innovativi e comunicativi, di coerenza con il «concept» e con gli obiettivi, di qualità dell'esecuzione e della presentazione e di possibili potenzialità future. Il primo classificato vedrà prodotto il suo progetto, pubblicato pure sul magazine ufficiale di Metropolitana di Brescia, e beneficerà di una borsa di studio di 5mila euro; al secondo classificato sarà consegnato un computer Apple MacBook Pro 15'' e al terzo una fotocamera digitale Nikon D5100. Tutti i partecipanti riceveranno una tessera ingresso al Museo di Santa Giulia oppure un buono acquisto alla libreria Feltrinelli.
Raffaella Mora

L'ASSESSORE LABOLANI

Opere complementari, «Avanti tutta»
Mentre è in dirittura d'arrivo la realizzazione delle stazioni metro, «stanno per prendere il via, gelo permettendo, le opere complementari», annuncia l'assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani. Si tratta «di opere di urbanizzazione - approfondisce Alessandro Triboldi, presidente della neonata Brescia Infrastrutture - di raccordo tra le stazioni stesse e l'ambiente circostante», interventi di fatto non «obbligatori», ma utili «ad avvicinare l'infrastruttura ai cittadini». Il costo delle opere complementari, conclude l'assessore Labolani, è pari «a 33 milioni di euro, già compresi nel totale di 935 milioni». rm

LA CAMPAGNA

Target mirati guardando ai più piccoli

La strategia di comunicazione studiata per il lancio della nuova metropolitana leggera risponde ai medesimi requisiti richiesti ai progettisti degli orologi destinati alle stazioni, ovvero «design, leggerezza, luminosità, sostenibilità, innovazione e utilità sociale». La campagna promozionale sarà articolata in più fasi, a loro volta diversificate a seconda del target di utenza. In particolare, oltre al coinvolgimento degli studenti universitari, il piano comunicativo si concretizzerà in attività educative rivolte alle scuole primarie, con iniziative mirate ai più piccoli. Oltre a ciò, sarà realizzata una pubblicazione ad hoc per raggiungere una generazione «nuova». Gli adulti saranno destinatari di video, affissioni, decorazioni bus e appuntamenti dedicati mentre per tutti i target è prevista la comunicazione attraverso i principali social network. rm
Bresciaoggi 20 gennaio 2012

Metrò, 12 mesi di promozione La prima tappa è «Too icon»

VERSO IL «VARO». Al Ridotto del Grande la presentazione del concorso per studenti delle superiori e universitari
Un design contest per progettare gli orologi che saranno collocati all'interno delle nuove stazioni La consegna entro fine giugno 

«Signore e signori, vi presentiamo la metropolitana di Brescia». Parte il progetto di comunicazione per informare i bresciani e per creare attesa attorno all'evento di inizio secolo per la città, per il capodanno eccezionale del 2012. «Non andate in vacanza nelle feste natalizie - promette l'assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani- perché sarà tutto un fiorire di festeggiamenti». «INTANTO - dice ancora l'assessore, - dovremo familiarizzare con quella che sarà la compagna della nostra vita quotidiana, quindi, nonostante le maglie strette del bilancio, saranno dodici mesi di promozione». Obiettivo «rendere l'immagine del futuro metrò sempre più trendy», per usare l'espressione di Alessandro Triboldi, amministratore unico della neonata controllata municipale Brescia Infrastrutture, creata con lo scopo di separare la proprietà dalla gestione. Triboldi ricorda per l'occasione i 33 milioni di euro per le opere complementari che renderanno ancor più appetibile il mezzo pubblico. «Il primo target individuato è quello giovanile», ha spiegato Marco Meneghini, direttore generale di Brescia Mobilità, presente con gli altri ieri sera nel Ridotto del Grande ad illustrare il concorso per studenti superiori e universitari denominato «Too icon», introdotto al pubblico da un video con suono di violini che verrà diffuso via web e sui canali tradizionali. Tre le agenzie che hanno organizzato il concorso, Borgo creativo, Raineri-Cassani, Ed Works, con l'appoggio della ditta bresciana «Too Late» che, partita con l'orologio in silicone, oggi è leader nel design made in Italy. Collaborano, con i docenti che accompagneranno i ragazzi nella progettazione per la gara, l'Università Statale, l'Accademia Santa Giulia, la Laba, Machina Lonati, e nel finale anche la Cattolica. E' prevista l'ideazione degli orologi per le stazioni che uniscano creatività e tecnologia per sottolineare le caratteristiche di «metrobs», «innovazione, velocità, luminosità, utilità, leggerezza, ecostenibilità, esistenza sotterranea ma capace di modificare gli spazi sovrastanti». IL PRIMO FEBBRAIO è la data di inizio del design contest, il 20 febbraio è la scadenza per l'invio di richieste a quesiti a tooicon.it. Gli elaborati dovranno essere consegnati entro la fine di giugno a Brescia Mobilità. Sarano valutati da una giuria, poi in tre riceveranno il premio in ottobre, per il primo la produzione del progetto e 5mila euro di borsa di studio, per il secondo un Apple Macbook, per il terzo una fotocamera digitale Nikon. Ogni partecipante avrà una tessera per l'ingresso ai Musei o un buono spendibile da Feltrinelli. L'orologio della metropolitana verrà lanciato contemporaneamente al varo che saluterà il 2013. «Non sappiamo ancora l'ora del primo viaggio - dicono Medeghini e Labolani- potrà essere proprio mezzanotte oppure le sei del mattino, l'ora dei pendolari assonnati». «Tutti dovranno convincersi che col metrò è meglio- insiste l'assessore - non solo i residenti lungo la linea ma tutti coloro che abbinando il bus o i parcheggi scambiatori potranno passare al mezzo pubblico che fa bene all'aria. Anche in questi giorni siamo in crisi con le Pm10 e dovremo prendere provvedimenti».

Magda Biglia

Giornale di Brescia 21 gennaio 2012

Pm10, i sindaci aprono alle targhe alterne

Martedì la riunione tra i Comuni dell’accordo
per decidere le misure su strade locali e provinciali
«Sfumato», per ora, il blocco del traffico previsto al dodicesimo giorno consecutivo di superi, come recita il protocollo «anti Pm10» siglato da ventuno amministrazioni comunali, restano le targhe alterne. Che, in base all'accordo, scattano al diciottesimo giorno di esuberi: venerdì la centralina del Broletto ha toccato quota 105 microgrammi per metrocubo, quella del Villaggio Sereno 97 e a Rezzato, 74. Dunque, sopra o a ridosso del livello di allarme.
Peraltro, non è nuova la perplessità, manifestata nel gruppo dei sindaci firmatari, sull'opportunità di chiudere le strade comunali senza il contemporaneo stop alla circolazione sulle provinciali. Mentre dal Ministero delle infrastrutture si attende di sapere chi abbia, tra Provincia e Prefettura, la competenza sul tema, martedì è convocato il tavolo dei sindaci dell'area critica per discutere di targhe alterne. L'assessore comunale all'Ambiente, Paola Vilardi, che ha convocato la riunione, anticipa: «Io sarei per le targhe alterne al diciottesimo giorno, come previsto dal protocollo. Mi è parso di capire, sentendo i sindaci, che quasi tutti concordino». Per la Vilardi è evidente che il nocciolo della questione sta nella necessità di decidere misure più strutturate. «Non ho intenzione di attendere troppo le decisioni del ministero. Bisogna intervenire al più presto».
Sulle targhe alterne, da buona parte dei primi cittadini, c'è condivisione. Il capitolo «strade provinciali» rimane tuttavia aperto. «Sono favorevole alle targhe alterne - dice il sindaco di Rezzato, Enrico Danesi - . Anche se non si chiudono le provinciali bisognerebbe riuscire a coordinarsi per il blocco. Capisco, però, che ad alcuni Comuni lo stop sulle strade extracomunali possa creare difficoltà». Per il sindaco di Roncadelle, Michele Orlando, è inderogabile la decisione «sulla responsabilità rispetto alle arterie provinciali. Bloccare il traffico ha senso se si chiude tutto. Adesso la prima misura utile prevista è quella delle targhe alterne». Sì alla circolazione «alternata» anche da Castenedolo, Sarezzo, Gardone Valtrompia e Castegnato. «È paradossale che non si riesca a decidere chi deve fare cosa. Sicuramente, bisogna essere più rigorosi, quando si prendon impegni», commenta il primo cittadino di Castenedolo, Gianbattista Groli. Castegnato non fa parte dell'area critica, ma ha aderito all'accordo. «Le targhe alterne? Non sono risolutive ma aiutano - osserva il sindaco Giuseppe Orizio - . Siamo disponibili ai blocchi ma chiariamo a chi tocca la regia delle provinciali».
Paola Gregorio

Giornale di Brescia 21 gennaio 2012

Inquinamento: il Pm10 c'è, il blocco no

Dieci giorni di esuberi, ma domani si circola. Salta ancora una volta l’accordo
tra i sindaci dell’area critica a causa delle provinciali: non si sa chi debba chiuderle

Eccoci qua. Per la terza volta in meno di due mesi, l'area critica di Brescia e provincia si trova ad un passo dal blocco del traffico. Dopo dodici giorni consecutivi di Pm10 sopra i limiti, infatti, scatta lo stop alle auto come previsto dall'accordo siglato in ottobre dai 21 sindaci. Giovedì si è toccato il decimo giorno, le premesse per un blocco da applicare domani ci sarebbero visto che tra ieri e oggi non ci sono stati capovolgimenti nel meteo. Il problema è che, per la terza volta, nessuna misura verrà presa per mitigare l'inquinamento. Nelle occasioni passate, un repentino cambio dell'aria le scongiurò. Ora che il Pm10 è su livelli record, (170 microgrammi per metro cubo al Villaggio Sereno, 139 e 134 al Broletto e a Rezzato), si dovrà sperare ancora nel vento.
Per molti versi, l'accordo tra i sindaci è tale solo sulla carta. I Comuni, Brescia in primis, sarebbero anche pronti a chiudere le strade. Com'era avvenuto in dicembre, però, sono finiti in un vicolo cieco. I sindaci non bloccheranno mai le loro vie comunali se al contempo non si vieterà il transito sulle strade provinciali. E qui torna in gioco il conflitto tra Provincia e Prefettura su chi debba prendere la decisione. Nessuna delle due istituzioni, infatti, vuole muoversi senza avere la certezza di agire in maniera legittima.
L'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Maria Teresa Vivaldini, ha scritto il 9 dicembre scorso al Ministero delle infrastrutture per sapere se la competenza sia del Broletto o del prefetto. Il Ministero ha comunicato il 28 dicembre di aver girato la domanda alla direzione generale per la sicurezza sulle strade. Da allora, Vivaldini aspetta una risposta definitiva.
«Ogni due giorni chiamo per sapere se ci sono novità», spiega. Per l'assessore, comunque, la competenza è della Prefettura. «Lo dice l'articolo sette, comma tre, del nuovo Codice della strada» aggiunge. Nell'articolo si dice infatti che i sindaci possono chiudere le strade comunali per la «prevenzione degli inquinamenti», mentre nel comma si specifica che nel caso dei tratti sovracomunali la decisione spetta al prefetto. Non solo, nell'articolo 6, si dice che sempre il prefetto, per «motivi di tutela della salute» può «conformemente alle direttive del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sospendere temporaneamente la circolazione di tutte o di alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse».
La stessa Prefettura si è rivolta a Roma per avere delucidazioni. A questo punto resta solo da capire chi le riceverà per primo, sperando che non siano difformi tra loro.
Nell'attesa, l'assessore all'Ambiente di Brescia, Paola Vilardi, ha convocato i sindaci dell'area critica per la settimana prossima. Il tema all'ordine del giorno: le targhe alterne. Dato che ormai è assodato che l'aria è pessima e visto che le prospettive sono nere, l'assessore Vilardi spera di convincere i suoi colleghi a prendere una misura di più ampio respiro rispetto al semplice blocco. Aggirando, forse, il problema delle strade provinciali. «Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità», dichiara l'assessore. La quale aveva anche provato a chiedere alla Regione, settore ambiente, di ordinare un blocco nei momenti più critici per l'aria lombarda. Il Pirellone, però, ha risposto che non intende mettere le mani nelle faccende delle singole province. Che ognuno, insomma, faccia de sé. egg

Bresciaoggi 20 gennaio 2012

INQUINAMENTO. Polveri sottili oltre il limite da 9 giorni consecutivi in Broletto, al Sereno e a Rezzato. E gli automatismi previsti dall´intesa tra i sindaci non decollano

L´aria è malata, ma per ora niente blocco

Natalia Danesi

Nodo - competenze sull´attuazione del protocollo che dovrebbe far scattare lo stop dopo 12 giorni Vivaldini: «Sì dal ministero o non chiudo le strade»

Chi deve chiudere le strade provinciali in caso di emergenza da Pm10? La Provincia, la Prefettura o la Regione? È passato un mese dall´ultimo summit, ma pesa ancora questo interrogativo sull´attuazione del protocollo tra i sindaci dell´area critica che prevede il blocco della circolazione dopo 12 giorni consecutivi di supero in almeno tre centraline Arpa. E siccome la risposta di fatto non c´è, a meno di novità dell´ultima ora questa domenica nemmeno il blocco si farà.
Nonostante le Pm10 mercoledì - ultimo dato disponibile - fossero alle stelle in quasi tutte le centraline e la soglia di 50 microgrammi al metro cubo sia stata superata per otto giorni consecutivi in Broletto (nove, se si considera che un giorno il valore si è attestato proprio a 50), per nove al Villaggio Sereno e per dieci giorni a Rezzato.
LA PREFETTURA con il vicario Salvatore Pasquariello anche ieri ha ribadito ciò che aveva sostenuto nell´incontro con i sindaci di inizio dicembre. Che, cioè, «per emergenza sanitaria e ambientale, in casi simili, la competenza a chiudere le strade spetta ai Comuni o, per il livello superiore, alla Regione che già dispone le misure minime in materia di qualità dell´aria e può adottare misure più restrittive». Proprio ieri però, come spiega l´assessore comunale all´Ambiente Paola Vilardi la Regione, interpellata, si è rifiutata di prendere in mano le redini della situazione e di chiudere le strade per dare attuazione all´intesa. «Secondo il Pirellone tocca alle Province e ai Comuni», sottolinea l´assessore. E proprio il Broletto vuole vederci chiaro.
«Se sono io a dover chiudere le strade provinciali lo posso fare. Però sono e resto convinta che, in base al Codice della strada, lo debba fare la Prefettura. Perciò per emettere l´ordinanza mi deve venir detto che è mia competenza», spiega l´assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Mariateresa Vivaldini. Per chiarire la questione a inizio dicembre «abbiamo posto un quesito al ministero delle Infrastrutture. Ci è stato risposto che la stessa richiesta andava girata alla direzione generale Sicurezza stradale, che è più adatta a trattare la materia. Dallo scorso 28 dicembre siamo in attesa che ci arrivi una risposta». E siccome, stando a quanto avevano sostenuto i sindaci a inizio dicembre, se non si chiudono le provinciali non si chiudono nemmeno le comunali, per ora - a meno che, appunto, nelle prossime ore arrivi un cenno da Roma - resta tutto in sospeso.«Per motivi tecnici e per l´impossibilità di definire gli automatismi dei blocchi - conferma anche l´assessore comunale Vilardi - non siamo ancora riusciti ad assestare il protocollo nella parte che riguarda le domeniche senz´auto. Al limite l´opzione che ci resta, se i superi consecutivi arriveranno a 18, è quella delle targhe alterne».
LO SMOG, intanto, non concede tregua ai bresciani e l´aria è irrespirabile. Gennaio è da sempre un mese particolarmente difficile, tradizionalmente le Pm10 si mantengono a livelli molto alti (al Sereno a gennaio 2011 si è raggiunto il record di 16 superi consecutivi). E il 2012 non fa eccezione.
Alla centralina del Broletto infatti da inizio anno i superi sono stati 10 e negli ultimi giorni le polveri sottili stanno registrando valori davvero preoccupandi. L´altro ieri, giorno a cui si fermano le rilevazioni Arpa, si è toccato il record di 156 microgrammi al metro cubo (tre volte il limite). Al Villaggio Sereno sono 11 invece i superi da inizio 2012 con il picco di 117 microgrammi al metro cubo. E non va meglio nelle centraline installate in provincia. La maglia nera in provincia va a Rezzato dove i giorni di supero sono stati finora ben 13, mentre a Odolo 10 e a Sarezzo 8.

http://brescia.corriere.it 20 gennaio 2012

BRESCIA E L'AMBIENTE

Aria avvelenata, istituzioni ingessate: domenica niente blocco

Già 10 i superi al Broletto, dove le pm10 sono oltre tre volte il limite di legge. Caos e fuga di responsabilità da parte degli enti competenti

Aria avvelenata, con 10 giorni di superi oltre il limite di legge di

Una manifestazione contro lo smog 50 microgrammi al metro cubo di polveri sottoli. Eppure domenica non ci sarà alcun blocco. Anche se il filotto dei giorni fuorilegge dovrebbe raggiungere la fatidica quota 12, che - come recita il protocollo stilato da Loggia, Broletto e comuni dell'hinterland - impone il blocco del traffico domenicale. Ma ritorna il rimpallo di responsabilità tra gli enti (che sono coordinati dalla prefettura) e tutti restano impantanati nello stagno dell'indecisione. Mentre i polmoni di 190mila bresciani e altri 50 mila abitanti dell'hinterland continuano a riempirsi di veleni. Per la prefettura la chiusura delle strade provinciali spetta ai comuni, per loro dovrebbe spettare alla Provincia, per la provincia alla prefettura. La Provincia si è anche rivolta al ministero delle Infrastrutture ed è in attesa di una risposta.

CENTRALINE ALLE STELLE. Da dieci giorni le centraline del Broletto registrano un supero dei limiti; le giornate salgono 11 nove al Villaggio Sereno e a Rezzato (dove si respira da anni l'aria peggiore). Giovedì al Broletto la centralina ha rilevato 170 microgrammi di pm10 (il limite di legge è 50 mg). Un valore altissimo, superiore solo a quelli registrati nel febbraio 2008 (con picchi di 191 microgrammi) e nel 2006 quando il 18 gennaio la centralina del Broletto arrivò a 270 microgrammi per metro cubo.


Giornale di Brescia 17 gennaio 2012

Pm10, già sei giorni di superi
Con 12 scatta lo stop alle auto


Così recita il protocollo sottoscritto dai sindaci dell'area critica
Ma resta da sciogliere il nodo del blocco sulle strade provinciali

nSe si va avanti così, domenica prossima potrebbe scattare il blocco del traffico. Sono infatti sei giorni consecutivi che tre centraline per il rilevamento della qualità dell'aria tra le quattro posizionate dall'Arpa in Broletto, al Villaggio Sereno, a Rezzato e a Sarezzo registrano concentrazioni di Pm10 nell'aria superiori al limite dei 50 microgrammi per metro cubo; e, se i giorni raddoppieranno arrivando a 12, dovrebbe entrare in vigore uno degli automatismi previsti nel protocollo d'intesa sottoscritto dai sindaci dei Comuni dell'area critica: lo stop alle auto, appunto. Un provvedimento che verso la fine dell'anno era stato scongiurato per ben due volte da un improvviso cambiamento della situazione dell'inquinamento atmosferico. L'ultima, il 6 dicembre, era intervenuto il phön, vento caldo e secco, che aveva ripulito l'aria e anche evitato ai primi cittadini di imporre un blocco che sarebbe risultato particolarmente impopolare nel fine settimana precedente Santa Lucia. D'altra parte, i sindaci avevano manifestato perplessità su un simile provvedimento disgiunto da uno stop sulle strade provinciali, che però non era chiaro a chi dovesse spettare. Il «nodo», allora oggetto di una vivace riunione in Prefettura, non è stato ancora sciolto. E quindi si ripresenterà nel caso in cui, nel dodicesimo giorno di superi, dovesse scattare l'automatismo.
Ma veniamo ai dati. Consultando i bollettini giornalieri della qualità dell'aria diffusi dall'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Lombardia, risulta che, nei primi giorni dell'anno, l'andamento è stato altalenante. Si è cominciato male, con - il primo gennaio - valori di Pm10 superiori al limite in tutte le centraline che li hanno rilevati: Broletto (73 microgrammi per metro cubo), Villaggio Sereno (76), Sarezzo (59), Rezzato (92), Darfo (76) e Odolo (53). Nei giorni successivi, però, la situazione è rientrata, seppur con qualche eccezione. Il 10 gennaio, è ripresa la risalita, con 50 microgrammi per metro cubo in Broletto, 53 al Villaggio Sereno, 114 a Rezzato e 51 a Sarezzo.
Da allora la concentrazione di Pm10 è rimasta sempre fuori norma in tre centraline - Broletto, Villaggio Sereno e Rezzato - con un picco di 123 microgrammi per metro cubo giovedì scorso a Rezzato.
Gli ultimi dati ieri disponibili si riferivano a domenica 15: 87 microgrammi per metrocubo in Broletto, 79 al Villaggio Sereno e 77 a Rezzato (più i 42 registrati a Sarezzo). La media di tali concentrazioni - 71 microgrammi per metro cubo - pone Brescia al secondo posto in Lombardia dopo l'area Milano-Como-Sempione-Maratese (80). Ma nemmeno le altre province se la passano troppo bene: in tutte la media di domenica ha superato il limite.
Continua quindi la serie dei giorni neri, e si avvicina l'eventualità del blocco del traffico. A meno che, com'è già avvenuto e com'è auspicabile, la sequenza non sia interrotta da un mutamento meteorologico. Che però non risolve certo il problema.
Francesca Sandrini
   


Oggi situazione meteo favorevole agli inquinanti
Come andrà nei prossimi giorni? Mentre i meteorologi parlano di «neve chimica» (vedi articolo a pagina 14), causata dalle particelle inquinanti presenti nell'atmosfera, vale la pena di dare un'occhiata alla previsioni «meteo inquinanti» dell'Arpa, che tengono conto dell'influenza delle condizioni meteorologiche sulla qualità dell'aria in Lombardia. Le previsioni possono essere molto favorevoli all'accumulo degli inquinanti, favorevoli all'accumulo degli inquinanti, neutre o variabili nel corso della giornata, favorevoli alla dispersione degli inquinanti e molto favorevoli alla dispersione degli inquinanti.
Per la giornata di ieri (rispetto alla quale i dati del Pm10 saranno resi noti oggi) la previsione era di un tempo favorevole all'accumulo degli inquinanti; e lo stesso vale per oggi, martedì 17. Per mercoledì e giovedì, invece, la situazione meteo è prevista come neutra o variabile nel corso della giornata.

tplbrescia.it 13 gennaio 2011

Venerdì pomeriggio sono passato presso l'ufficio stampa e comunicazione di Brescia Mobilità per ritirare le due pubblicazioni "Treno in corsa" e "Brescia in movimento". I libri sono veramente interessanti, ben curati e vanno ad arricchire la raccolta di pubblicazioni inerenti la metropolitana, la mobilità ed i trasporti a Brescia.
Ringrazio il personale dell'ufficio stampa per i volumi che ho ricevuto.

Bresciaoggi 15 gennaio 2012

IL VIAGGIO. Una delegazione istituzionale del Comune ha visitato la metropolitana torinese scoprendo che è costata circa 150 milioni di euro più della nostra

Metrobus, resta aperto il «fronte» dei conti

La Loggia ha ottenuto fondi dallo Stato solo per il 31 per cento contro il 60 per cento di Torino Triboldi: «Azzerare i mutui più alti»


Mimmo Varone
TORINO
Stazioni più moderne e aperte, tornelli elettronici che non intralciano, scale esterne protette da tettoie, treni più ampi, possibilità di portare a bordo le bici. Questi sono solo alcuni dei punti di forza della metropolitana leggera automatica di Brescia, che le permettono di vincere il confronto con la gemella di Torino, prima del genere a entrare in funzione in Italia dal 2006 delle olimpiadi invernali. Con i suo 935 milioni di euro comprensivi degli oneri finanziari, la metropolitana bresciana targata Ansaldo-Breda è pure meno costosa (di 150 milioni) rispetto a quella sabauda (Siemens, ex Matra), costata la bella cifra di un miliardo e 46 milioni di euro.
IL SISTEMA TORINESE, tuttavia, ha un vantaggio che a Brescia per ora si può solo sognare, e sta nei suoi conti in ordine. I sabaudi hanno ottenuto dallo Stato un contributo di circa 600 milioni di euro, pari al 60 per cento dei costi di costruzione. Il resto ce lo hanno messo il comune di Torino e la Regione Piemonte. Alla fine, tanto Infra.To (equivalente di Brescia Infrastrutture) che Gtt (Gruppo torinese trasporti, versione in grande di Brescia Mobilità) ne sono uscite senza debiti.
Tutto diverso per Brescia, finanziata dallo Stato solo al 31 per cento (244 milioni). Altri 72 milioni sono venuti da Regione Lombardia, 67 da Brescia Mobilità e 80 si attendono dal Cipe. Fanno il 51 per cento del costo totale, che ha costretto Brescia Mobilità (ora Brescia Infrastrutture) a indebitarsi per quasi 400 milioni di euro (220 ottenuti dalla Cassa depositi e prestiti al tasso fisso del 4.34 per cento, altri 18 da Ubi Banco di Brescia e 167 da altre banche a tassi del 7 per cento.
VENERDÌ una folta delegazione bresciana ha fatto visita al metrò torinese, e dopo una giornata intensa è tornata a casa con un consuntivo di punti di forza e di debolezza da valutare. Ne facevano parte l´assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani, il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi e il direttore generale Marco Medeghini, l´amministratore unico di Brescia Infrastrutture Alessandro Triboldi, i componenti della commissione consiliare Metrobus guidata da Nicola Gallizioli.
Una giornata utile anche per capire come affrontare l´entrata in esercizio del metrò prevista fra meno di un anno. Ma a far riflettere sono soprattutto i conti. In termini di ammortamenti, il mutuo con la Cassa depositi si traduce in 13,2 milioni annui, e altrettanti - calcola Triboldi - serviranno per gli altri mutui, che portano a una «insostenibile» rata annua di oltre 26 milioni. Triboldi lancia l´allarme, e incita la Loggia procedere con le alienazioni di patrimoni e controllate. «Bisogna azzerare i mutui a tasso più elevato - dice -, altrimenti gli oneri saranno insostenibili».
ANCHE perchè, almeno per i primi anni la gestione della metropolitana non darà utili ma perdite. E pure questo ci distinguerà dai torinesi che già oggi pareggiano il bilancio di gestione. La loro metropolitana dal 2006 con la prima tratta di 7.2 km ha totalizzato 8 milioni di passeggeri/anno. Il grande balzo lo ha fatto dal marzo dell´anno scorso con l´allungamento a 13,2 km fino al Lingotto. Intercettando ospedali e fiera il metrò torinese ora porta ben 34 milioni di passeggeri all´anno, che danno un ricavo medio di 40 centesimi per un totale di 16 milioni. Il resto dei 32 del costo stimato di gestione vengono dal Comune, e il direttore del metrò torinese Giancarlo Fantini può dire che “si paga da sè”.
A BRESCIA, invece, secondo il piano finanziario del 2004 (tuttora unico di riferimento), con il biglietto al prezzo attuale (ricavo medio di 29 centesimi) e una previsione di 50 milioni di passeggeri sull´intera rete dal 2013 (7 milioni in più rispetto ai 43 attuali) si avranno 18,2 milioni di introiti (di cui 2,2 dal metrò), e tenendo fermi i 13,2 milioni regionali, per arrivare ai 42,6 necessari la Loggia dovrà sborsarne altri 29,4, cioè 22 all´anno in più rispetto ai 7,3 che destina oggi al trasporto pubblico locale.
SONO le inevitabili differenze tra due città di dimensioni diverse. Il sistema del Tpl torinese, che comprende anche 21 comuni dell´hinterland per un totale di un milione e mezzo di residenti, trasporta quasi 170 milioni di passeggeri all´anno. Brescia ne fa quattro volte di meno, e la sua metropolitana si adegua. Ma a Torino sono già in appalto prolungamenti del metrò in entrambe le direzioni, e una seconda linea è in progetto. Da noi questo capitolo ancora non si apre.


TRA LA GENTE. Spostamenti più comodi e veloci: all´inizio c´era frenesia ma poi tutti si sono adeguati ai «nuovi tempi»

E i torinesi hanno cambiato le loro abitudini

Attese inferiori ai 2 minuti e piccoli incidenti quotidiani sulle scale mobili che portano ai diversi binari

Il metrò porterà spostamenti comodi e veloci, ma se Torino insegna cambierà pure i comportamenti della gente. I primi tempi tutti andranno di fretta temendo di perdere il treno e di dover aspettare chissà quanto, poi si renderanno conto che l´attesa non supererà i due minuti, e si rilasseranno.
Nel frattempo potrà accadere di tutto. Persino che una vecchietta caschi lunga sul pavimento e gli altri la scavalchino o addirittura la spostino con i piedi se intralcia troppo. A osservare l´orribile scena dai monitor della sorveglianza, gli addetti sono rimasti basiti, ma hanno evitato di prendere provvedimenti. Poi, quando tutti hanno capito che correre era inutile, sono arrivati i comportamenti più civili e responsabili.
ANCHE TROPPO. Le chiamate al 118 per ogni piccolo incidente o malore adesso si sprecano, tanto che i responsabili hanno dovuto correre ai ripari per evitare che le ambulanze si muovano per niente. E i più solerti, nel segnalare qualcosa che non va, oggi risultano essere gli immigrati.
C´è voluto quasi un lustro perchè l´approccio con il metrò si facesse sereno. I treni torinesi ora trasportano 150 mila persone al giorno, e nelle ore di punta sono tanto affollati che a volte gli ingressi vengono contingentati. La metropolitana è frequentata da persone di ogni età. E a quanto pare solo le scale mobili continuano a essere un problema, per gli anziani che perdono l´equilibrio per lo più alla fine della scala, per i giovanotti che invece cascano dalla sommità.
Anche queste, con ogni probabilità, saranno scene destinate a ripetersi a Brescia, dal primo gennaio dell´anno prossimo.MI.VA.


Ogni anno sotto la mole in 34 milioni scelgono di viaggiare senza auto

Imparare dall´esperienza altrui è saggio. La delegazione bresciana che venerdì ha visitato la metropolitana automatica di Torino, è tornata a casa con una serie di consigli che permetteranno - se te di evitare una serie di errori. Per qualcosa è già troppo tardi. I torinesi hanno tenuto invariato a un euro il biglietto del Tpl, e solo a 5 anni dall´entrata in funzione del loro metrò lo porteranno a un euro e mezzo in un colpo solo. Da noi un aumento c´è già stato, ma pazienza.
A TORINO hanno pensato di offrire la prima settimana gratis a tutti. Non l´avessero mai fatto. Le 21 stazioni del metrò sono state prese d´assalto dai cittadini e le code agli ingressi non si contavano. Tra l´altro – hanno spiegato i torinesi ai bresciani – da tanta ressa non si sono ricavate neanche informazioni utili per il futuro utilizzo del metrò. Da mettere in conto, che per i primi sei mesi non tutto funzionerà a dovere. Ci sarà qualche disguido, magari con relativo blocco dei treni, e simili, ma tutto si risolverà. Altra raccomandazione è curare bene i parcheggi, soprattutto quelli scambiatori [nota di tplbrescia: ma pensa un po' ]. Al capolinea nord della metropolitana torinese, posto in direzione della Val di Susa, ce ne sono cinque (non di grandi dimensioni), e non sono ancora sufficienti. Quella stazione raccoglie tutto il traffico che arriva dalla valle (un pò come accadrà al capolinea del Prealpino con la Valtrompia) e ora si pensa di costruire altri posti auto.
Nella città sabauda, peraltro, i 13,2 km del metrò (molto simili ai nostri 13.9) sono stati aperti gradualmente, prima (febbraio 2006) i 7.2 km da Collegno al centro storico, poi (ottobre 2007) i 2.3 fino a Porta Nuova, infine (marzo 2011) i 3.6 fino al Lingotto. Tutto questo non ha aiutato, ma i passeggeri sono aumentati dagli 8 milioni all´anno iniziali fino ai 34 del marzo scorso. A Brescia ci sarà l´opportunità di offrire l´intera linea in un colpo solo. Quanto al parcheggio sotto il Castello, anche i torinesi ne hanno appena costruito uno in pieno centro sotto piazza San Carlo pedonalizzata. Ma niente effetti sull´uso del metrò. MI.VA.


Giornale di Brescia 15 gennaio 2012

A Torino a lezione di metrò
«Costi e tempi siano rispettati»


Delegazione di consiglieri comunali e amministratori
in visita all’unico impianto automatico in Italia

Perché l'utenza apprezzi il metrò serve anzitutto che costi e tempi di realizzazione siano rispettati. E che il progetto sia vissuto come in continua crescita. È la lezione che i componenti della Commissione Metrobus della Loggia, i vertici di Brescia Mobilità e Brescia Infrastrutture, accompagnati dall'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani e dalla presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali hanno portato con sé dalla trasferta a Torino, che venerdì li ha visti alla scoperta della metropolitana locale, la sola automatica in Italia, con le analogie del caso rispetto al Metrobus che la Leonessa attende di varare il 31 dicembre.
Alla delegazione bresciana, ricevuta nell'impianto di Collegno equivalente al «nostro» deposito di Buffalora da Giancarlo Guiati, presidente di Gtt (la Brescia Mobilità torinese), ha avuto anzitutto descritta la genesi del metrò, per il quale nel '92 fu scelto il sistema Matra-Siemens noto come «Val» (Veicolo Automatico Leggero), con convogli di quattro carrozze per 52 metri di lunghezza e ruote gommate; quindi nel 2001 il via ai lavori, articolati in due macro-appalti e in più lotti. Il primo dei quali (8 km tra Collegno e Porta Susa) entrato in funzione nel 2006 per le Olimpiadi invernali, allungato sino a Porta Nuova nel 2007 e fino a Lingotto nel 2011, per totali 13,5 km, cui ora si attende di aggiungere l'ultima tratta fino a piazza Bengasi. «L'impatto sulla città è stato notevole, ma parimenti lo è stata la collaborazione tra tutti gli enti coinvolti» sottolinea Guaiti che, ricorda come il modesto sforamento dei costi di realizzazione preventivati (1.046 milioni di euro, lievitati di circa 80 milioni) sia stato «col rispetto dei tempi» elemento chiave del successo del progetto. Decretato dai numeri: 34 milioni di passeggeri nel 2011 e un numero di utenti giornalieri per direzione lievitati all'apertura dell'ultimo tratto da 80mila e 150mila.
«La nostra preoccupazione maggiore - ha spiegato l'ing. Gian Piero Fantini, responsabile della Divisione MetroFerro di Gtt - era verso l'utenza e l'accoglienza che avrebbero avuto l'automatismo totale e la profondità». L'affidabilità dimostrata dal sistema però è stata premiante anche se «tenete in conto che le difficoltà non mancheranno specie nei primi sei mesi: sono sistemi complessi, date fiato ai tecnici per ottimizzare tutto».
Prima tappa è stata il «Pcc», il posto centrale di controllo, la sala da cui l'intero sistema è monitorato da 3/4 operatori, in molti aspetti simile a quella già attiva al deposito di Buffalora, e alla sala security - a Torino separata dal Pcc - sui cui schermi scorrono le riprese delle circa 1.300 telecamere installate tra stazioni e convogli. «Reati? Qualche rissa all'inizio, pochissimi furti» assicurano gli addetti. Uno sguardo all'officina, quindi la discesa nel ventre di Torino. A bordo del metrò, che in 23 minuti dal capolinea Nord, la stazione «Fermi» ha traghettato i bresciani sino all'estremo opposto, il Lingotto, descrivendo una «L» ribaltata rispetto a quella del Metrobus. Tempi ridotti, che devono essere piaciuti ai torinesi se è vero che su una delle arterie principali, corso Francia, il flusso di auto è sceso con l'avvento del metrò da 60mila a 30mila al giorno. All'ebbrezza di viaggiare in testa al treno, che senza conducente, offre la vista diretta su binari e gallerie durante la corsa, è seguita la visita alle stazioni.
In ognuna delle quali prendere spunto da mille dettagli: dalle vetrofanie che informano grandi e piccini dei rischi dinnanzi alle porte automatiche, ai disegni a tema che, a mo' di graffiti, campeggiano sui muri di ogni fermata. Buon ultimo quello tutto auto al Lingotto che fu Fiat.
Gianluca Gallinari



SISTEMA «APERTO»
Dietro le porte di banchina stazioni «a volume unico»
Si spalancano porte di carrozza e di banchina ed ecco la stazione. Anzi, le stazioni. Cinque quelle visitate per scoprire i dettagli di ognuna. Ideate da Bernard Khon (15 su 21) per fare del metrò torinese un «sistema aperto» (senza punti ciechi, un unico volume per ogni fermata), sono più piccole (60 x 19 metri) rispetto a quelle bresciane. Le stazioni non sono presenziate, ma squadre di addetti si muovono fra 3-4 di esse. Installati i tornelli che a Brescia invece non sono previsti, sostituiti da varchi elettronici. Tra le fermate più significative, le due connesse con le stazioni ferroviarie: Porta Nuova e Porta Susa, dominata da un enorme atrio con suggestiva cupola di vetro.

CURIOSITÀ
Cadute sulle scale, donne anziane e uomini «rapiti»
Imprevisti. Come quelli, banali ma non rari, delle cadute. Le statistiche torinesi al riguardo rivelano un paio di curiosità. I casi più frequenti, ripresi dalle 1.300 telecamere di sorveglianza (associate a un interfono tra stazioni e Posto centrale di controllo) sono quelli di anziane che scendendo in banchina inciampano all'ultimo scalino e di uomini che, risalendo, cadono al primo... rapiti dalla vista di fanciulle dirette ai treni. Sulle prime la sensibilità dei torinesi dinnanzi agli episodi più gravi ha avuto necessità di qualche rintuzzo: «In 8 casi su 10 a prestare soccorsi erano stranieri. Mentre infortunati erano scavalcati o spostati dagli altri utenti di fretta».


Dal biglietto alla gestione
E l'abitudine da acquisire
Torino e Brescia. È un puzzle di analogie e differenze quello che nella giornata «metropolitana» è andato componendosi per gli amministratori bresciani. Con le dimensioni di stazioni e treni risultate più generose nella Leonessa. E il capitolo costi a tener banco dopo che i vertici di Gtt hanno declinato il capitolo investimenti e risorse. Il metrò torinese è costato circa 1.126 milioni : il 65% a carico dello Stato, il resto del Comune. Esulano le opere complementari: gran parte della riqualificazione, infatti, è ancora da fare. Come la ridefinizione del trasporto pubblico di superficie e il dimensionamento dei parcheggi scambiatori. Quanto ai costi di gestione, 32 milioni l'anno, sono per il 65% assicurati dalla Regione. Più articolato il quadro bresciano: i 935 milioni dell'opera - ricorda l'amministratore unico di Brescia Infrastrutture, Alessandro Triboldi - vengono per il solo 31% dallo Stato (244 milioni), cui si sommano 72 milioni della Regione, 67 di Brescia Mobilità, 220 del mutuo Cassa depositi e prestiti, 18 da quello di Ubi e 164 dal mutuo da accendere a breve, più gli 80 milioni attesi dal Cipe.
La gestione è stimata in 27 milioni l'anno. E il biglietto? A Torino costa 1 (corsa in metrò + 70 minuti su tram o bus), ma passerà a 1,50 dal 1° febbraio. A Brescia si partirà da 1,20. La risposta dell'utenza, preoccupa oggi i bresciani (presidente della Commissione, Nicola Gallizioli in primis), come un tempo i torinesi, mentre convinta che i bresciani apprezzeranno è Laura Castelletti. Il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi, ricorda come bisognerà in ogni caso rapportarsi al target nazionale. Ma l'importanza di far prendere confidenza alla cittadinanza col metrò è per tutti la conferma più significativa della lezione torinese.

Giornale di Brescia 13 gennaio 2012

Bike sharing: Brescia
guida in maglia rosa

Prima città d’Italia per la ricerca di Euromobility
Nonostante un notevole e aggiornato parco auto

Brescia resta una delle capitali italiane dell'automobile. Ma se non altro strizza con più convinzione l'occhio alla bici.
Nello studio di Euromobility dedicato alla Mobilità sostenibile in Italia e realizzato su dati raccolti negli ultimi tre anni, tra i tanti, l'elemento che più sorprende anche in prospettiva è il successo del Bike Sharing. La Leonessa, infatti, domina lo Stivale per numero di utenti. Con 176 iscritti ogni 10mila abitanti a «Bicimia», il servizio gestito da Brescia Mobilità che consente l'utilizzo di bici pubbliche parcheggiate in 39 differenti stazioni, Brescia spicca sul campione delle principali 50 città prese in esame dall'indagine. È la prima e incontrastata. Milano e Bergamo inseguono in salita. Roma, con i suoi 61 utenti, per raggiungerla deve scalare la cima Coppi. In tre anni, dal 2008 al 2010 i bresciani iscritti al servizio sono più che raddoppiati passando da 1.600 a 3.400.
Che l'idea di un parco biciclette da condividere sia vincente è confermato anche dal dato nazionale: gli utenti nel triennio sono aumentati del 260% e le bici a disposizione cresciute dell'80%. In città un dato su tutti: i 675 mezzi a disposizione hanno coperto 164mila km assicurando un risparmio di 25mila kg di CO2.
La città è messa bene anche con riferimento alle piste ciclabili, considerate indistintamente. Nella graduatoria nazionale la Leonessa è al sesto posto con più di 5 km ogni diecimila abitanti. Totalmente in controtendenza, invece, il Car Sharing. In questo caso Brescia è ultima, con 3 utenti su diecimila residenti.
La città eccelle nel panorama italiano anche per un altra condotta di spessore ambientale. Il parco automobili, primo nel Nord del Paese in virtù di un indice di motorizzazione che va ben oltre i 60 veicoli ogni cento abitanti e i 1.400 mezzi per kmq, è tra i migliori dello Stivale. Meno del 10% delle auto è una Euro zero. Insieme a Euro 1 e Euro 2, superano di pochissimo il 30%. Per la restante quota i veicoli bresciani sono Euro 3, Euro 4 ed Euro 5.
Quanto la qualità dei motori abbia inciso sulla qualità dell'aria è un dato che la ricerca Euromobility non ha saputo dire. Brescia, in fatto di Pm10, supera abbondantemente i 35 giorni di esubero «consentiti» dalla legge, ma sta migliorando: il grafico evidenzia sensibili diminuzioni rispetto al 2009 e una media annua di Pm10 per il 2010 al di sotto dei 40 microgrammi per metrocubo imposti come soglia massima dalla legge. Merito anche dei 5 mq di Ztl per ogni residente?


Bresciaoggi 13 gennaio 2012

IL PROGETTO. In occasione dei lavori al parcheggio, predisposto un ampio piano di recupero

Piazza Vittoria a nuovo
Ci starà anche il Bigio

Mimmo Varone

Cantieri in due tempi. Si partirà con l´area occupata dal metrobus Labolani: «Entro fine mese è atteso il via libera della Soprintendenza»

Tre mosse in due tempi. E piazza Vittoria smetterà di essere un parcheggio a cielo aperto per diventare una vera piazza. Pure il Bigio, dopo anni di attesa nei depositi comunali, si prepara a tornare al suo posto, davanti al caffè Impero.
La necessità di rinnovare l´impermeabilizzazione del parcheggio sotterraneo sarà occasione per rifare l´intera pavimentazione. La riqualificazione del primo piano del parcheggio permetterà un diverso posizionamento delle grate di aerazione, secondo le prescrizioni dei Vigili del fuoco, e cancellerà l´orribile squarcio centrale che taglia in due la piazza. L´accesso al silos sotterraneo verrà mantenuto sul lato di via Gramsci, e sulle ex rampe davanti alla chiesa di Sant´Agata nascerà una graziosa piazzetta con l´ingresso della stazione del metrò.
L´ASSESSORE ai Lavori pubblici Mario Labolani annuncia che il progetto «piace» alla Sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici, e attende solo il via libera ufficiale. In ogni caso l´Ati Metrobus consegnerà l´area di cantiere della stazione Vittoria solo la prossima estate e i primi lavori partiranno solo allora.
Nell´ipotesi al momento sul tappeto, i cantieri apriranno in due fasi. Tutto il secondo semestre di quest´anno servirà per sistemare la piazzetta con l´ingresso del metrò e la parte ovest della piazza ora occupata dalle corsie a servizio del cantiere Medtrobus. Labolani, poi, annuncia, che sarà questa la fase del ritorno del Bigio sul suo piedistallo, davanti a una vasca semiesagonale che restituirà lo specchio d´acqua originario e insieme mimetizzerà parte delle griglie di areazione. A seguire, il rifacimento della pavimentazione dell´intera piazza, che impegnerà almeno tutta la prima metà dell´anno prossimo.
Committente dei lavori sarà Brescia Infrastrutture, la nuova società che gestirà il metrò, guidata dall´amministratore unico Alessandro Triboldi, direttore generale della Loggia. Ma progettazione e direzione lavori saranno in capo a Brescia Mobilità, come del resto tutte le opere complementari della metropolitana. Tra i dettagli, i due pennoni ora collocati davanti al palazzo delle Poste, torneranno a delimitare la piazza dal lato sud di via IV Novembre. Ma soprattutto, le grate di aerazione saranno più discrete, e non interromperanno il grande spazio rettangolare, che verrà restituito ai pedoni libero dalle automobili.
«Da molto tempo sollecitavamo Brescia Mobilità per il recupero della piazza - dice Labolani -, ora abbiamo colto l´occasione della stazione del metrò e abbiamo deciso di rifare tutto insieme in accordo con la Sovrintendenza, che entro fine mese dovrebbe farci arrivare l´ok definitivo. Poi Brescia Infrastrutture potrà attivarsi per far partire i lavori».
Tra i punti fermi, l´ingresso al parcheggio sotterraneo resterà dov´è oggi. Brescia Mobilità lo ritiene più funzionale per la viabilità, e la Sovrintendenza ha solo imposto di minimizzarne l´impatto con materiali più nobili e balaustre più raffinate.
SOPRATTUTTO, l´ingresso da via Gramsci permetterà di ricavare una piazzetta per la collocazione degli ascensori e delle scale di ingresso e uscita della stazione Vittoria, che altrimenti si sarebbero trovare a ridosso delle rampe.
Quanto alla pavimentazione, i progettisti di Brescia Mobilità hanno deciso di mantenere la stessa pietra attuale, che in parte verrà riutilizzata. Potrebbe non essere proprio identica, ma comunque in linea con l´esistente. Anche su questo l´ultima parola spetterà comunque alla Sovrintendenza, che peraltro ha già espresso parere favorevole – dice Labolani – sul disegno complessivo della piazza.
Tutto abbastanza definito, insomma. Le incertezze più grosse restano sui tempi. Le due fasi sono ancora soltanto un´ipotesi, e in qualche modo è già messo in conto che la sistemazione della piazzetta davanti alla chiesa di Sant´Agata potrebbe non concludersi con l´entrata in esercizio della metropolitana al primo gennaio 2013. Il che farebbe slittare anche il resto. Si vedrà.

www.giornaledibrescia.it 09 gennaio 2012 18:39

per terminare i lavori

Metrobus a Brescia: in arrivo 80 milioni da Roma

La richiesta di finanziamento di 80 milioni di euro necessari per terminare i lavori del metrobus di Brescia è stata approvata «in linea tecnica» ed ha concluso il suo iter. Lo ha confermato il Ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, al sindaco di Brescia, Adriano Paroli.
All’incontro a Roma tenutosi lunedì mattina hanno partecipato anche il Sottosegretario allo Sviluppo economico uscente, Stefano Saglia e il Direttore generale del comune di Brescia, Alessandro Triboldi.

«Per ottenere il finanziamento richiesto - ha spiegato in una nota il primo cittadino di Brescia - resta da ultimare il necessario passaggio attraverso il Ministero dell’Economia. Il Ministro Passera ha garantito che seguirà personalmente la questione».
«L’incontro ha permesso un confronto ed un approfondimento sui numerosi scenari che oggi interessano il nostro Comune - prosegue Paroli -. In particolare sono stati affrontati i temi del bilancio e della normativa sul patto di stabilità».

Immagine tratta dall'album fotografico di Brescia Mobilità su Flickr

Giornale di Brescia 10 gennaio 2012

Metrobus, «impegno di Passera sugli 80 milioni»


Il sindaco Paroli con il ministro sull’atteso finanziamento: concluso l’iter tecnico

Pressioni sul Ministero per sbloccare 80 milioni da tempo attesi per i lavori della metropolitana leggera bresciana. Ieri mattina il sindaco Adriano Paroli, accompagnato dall'ex sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, parlamentare cittadino del Pdl, e dal direttore generale del Comune di Brescia, Alessandro Triboldi, ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e trasporti, Corrado Passera.
L'incontro, annunciato dal sindaco nella conferenza stampa di fine anno, è stato richiesto - si legge in una nota di Palazzo Loggia - «allo scopo di sbloccare i finanziamenti necessari per la conclusione dei lavori di realizzazione della metropolitana leggera automatica di Brescia».
Il sindaco - prosegue il documento - «ha apprezzato la disponibilità e l'attenzione del ministro». In particolare, Passera «ha confermato che la richiesta di finanziamento di 80 milioni di euro presentata è stata approvata in linea tecnica ed ha concluso efficacemente il suo iter. Per ottenere il finanziamento richiesto - spiega Paroli - resta da ultimare il necessario passaggio attraverso il Ministero dell'economia. Il ministro Passera ha garantito che seguirà personalmente la questione».
«L'incontro ha permesso, inoltre, un confronto ed un approfondimento sui numerosi scenari che oggi interessano il nostro Comune - prosegue Paroli -. In particolare sono stati affrontati i temi del bilancio e della normativa sul patto di stabilità. Una mattinata intensa e proficua - conclude il sindaco di Brescia - per la quale vorrei ringraziare il ministro Passera, che si è dimostrato ancora una volta attento e disponibile verso la nostra città. L'attenzione per il progetto della metropolitana è sempre altissima e sono lieto che anche a Roma siano avvertiti gli sforzi dell'Amministrazione per rispettare le scadenze per la messa in esercizio».

www.bresciaoggi.it 09 gennaio 2012 18:39

Metrò, il ministro Passera
dice sì agli ottanta milioni


La richiesta di finanziamento di 80 milioni di euro necessari per terminare i lavori del metrobus di Brescia è stata approvata «in linea tecnica» ed ha concluso il suo iter. Lo ha confermato il Ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, al sindaco di Brescia, Adriano Paroli. All’incontro a Roma questa mattina hanno partecipato anche l'ex Sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, e il Direttore generale del Comune di Brescia, Alessandro
Triboldi. «Per ottenere il finanziamento richiesto - ha
spiegato in una nota il primo cittadino di Brescia - resta da ultimare il necessario passaggio attraverso il Ministero dell’Economia. Il Ministro Passera ha garantito che seguirà
personalmente la questione.» «L’incontro ha permesso un
confronto ed un approfondimento sui numerosi scenari che oggi interessano il nostro Comune - prosegue Paroli - In particolare sono stati affrontati i temi del bilancio e della normativa sul patto di stabilità».

 Bresciaoggi 10 gennaio 2012

IL FINANZIAMENTO. Dopo il vertice di ieri il Governo assicura che manterrà la promessa

«Metrobus», Passera
dà il via libera ai fondi

Il ministro ha garantito un impegno in prima persona sulla questione confermando la chiusura in linea tecnica dell´iter della richiesta

Sugli ottanta milioni del Metrobus che il Comune di Brescia attende per chiudere i conti della nuova infrastruttura cittadina il Governo ha preso confermato gli impegni. Ieri mattina il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, accompagnato dal sottosegretario allo Sviluppo economico uscente, Stefano Saglia, e dal direttore generale del Comune di Brescia, Alessandro Triboldi, ha incontrato il ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti, Corrado Passera.
L´INCONTRO, annunciato durante la conferenza stampa di fine anno dal Sindaco, è stato richiesto allo scopo di sbloccare i finanziamenti necessari per la conclusione dei lavori di realizzazione della metropolitana leggera automatica di Brescia. Il sindaco ha apprezzato la disponibilità e l´attenzione del ministro che secondo quanto riportato a margine dell´incontro: «Ha confermato che la richiesta di finanziamento di 80 milioni di euro presentata è stata approvata in linea tecnica ed ha concluso efficacemente il suo iter - spiega Paroli -. Per ottenere il finanziamento richiesto resta da ultimare il necessario passaggio attraverso il ministero dell´economia. Il ministro Passera ha garantito che seguirà personalmente la questione».
«L´INCONTRO ha permesso un confronto ed un approfondimento sui numerosi scenari che oggi interessano il nostro Comune - prosegue Paroli -. In particolare sono stati affrontati i temi del bilancio e della normativa sul patto di stabilità». Paroli ha poi ringraziato Passera: «che si è dimostrato ancora una volta attento e disponibile verso la nostra città».
«Il lavoro per il progetto della metropolitana - ha concluso - sono sempre altissimi e sono lieto che anche a Roma siano avvertiti gli sforzi dell´Amministrazione per rispettare le scadenze per la messa in esercizio della linea metropolitana».

http://brescia.corriere.it/ 07 gennaio 2012

INFRASTRUTTURE E POLEMICHE

Parcheggio sotto il Castello, pronte 17 offerte

Il 2 gennaio scaduti i termini per le proposte d'appalto, i lavori entro primavera. Prignachi: «L'opera si farà continueremo a passi forzati verso l'obiettivo»

Il progetto
Tagli o non tagli, il parcheggio sotto il castello si farà. La Loggia lo ritiene un progetto che «serve alla città», per usare le parole del sindaco Adriano Paroli, e di tornare indietro non ne vuole proprio sentir parlare. Anzi. Se possibile, nei prossimi mesi si cercherà di spingere sull'acceleratore. Lo scorso 2 gennaio è intanto scaduto il termine per presentare le offerte per l'appalto integrato, vale a dire la progettazione esecutiva e la costruzione dell'opera. Diciassette le proposte arrivate a Brescia Mobilità, un numero giudicato «congruo». Ora le offerte subiranno una prima scrematura per verificare che le imprese candidate abbiano le caratteristiche richieste dal bando. Poi, nel giro di un paio di settimane, si passerà alla vera selezione. L'obiettivo è far partire i lavori «entro primavera». Sempre che tutto fili liscio e che non nascano controversie nell'aggiudicazione, come insegna la piscina di Mompiano.

Intanto il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi si dice «molto soddisfatto dell'interesse internazionale suscitato e della qualità delle compagini presentatesi, segno della rilevanza e bontà del progetto». Di nomi, per ora, non ne vuole fare. «Continueremo a passi forzati per raggiungere gli obiettivi temporali e qualitativi che ci ha affidato l'amministrazione comunale e la nuova società Brescia Infrastrutture» spiega invece Prignachi. Perché, va detto, è proprio l'ultima nata tra le controllate dalla Loggia la società deputata alla costruzione del parcheggio. Sia la struttura sotto il Cidneo sia quella in costruzione in piazza Arnaldo finiranno infatti nel patrimonio di Brescia Infrastrutture. Resta da capire però con quali soldi verrà costruita l'opera: ad oggi, infatti, una copertura finanziaria non c'è. Ci sono solo ipotesi di spesa, anche se questo, assicurano in Loggia, non mette in dubbio il cantiere che sarà ripagato dalle tariffe in meno di 25 anni. Intanto però i soldi servono subito: l'ipotesi «più semplice» è allora quella di un nuovo mutuo, acceso da Brescia Infrastrutture, che si è già accollata quello da 164 milioni per far quadrare i conti del metrò; ma in campo c'è anche la possibilità che gli 80 milioni che il Cipe dovrebbe sbloccare la prossima settimana liberino risorse finora destinate alla metro. Quel che è certo è che bisognerà sborsare 23,8 milioni.

Il tutto per realizzare 600 posti auto nel ventre del Cidneo, pronti per l'inizio del 2014. Il parcheggio verrà ricavato in una «caverna» di 90mila metri cubi parallela alla galleria Tito Speri. Al suo interno troveranno posto sei piani, cinque per la sosta a rotazione, uno riservato ai box per i residenti. «L'opera è di primario interesse per la nostra amministrazione» spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani. «L'obiettivo è dotare Brescia di una infrastruttura moderna in grado di dare piena risposta alle esigenze di sosta del centro storico e dei residenti». Fiore all'occhiello dell'opera sarà infatti l'ascensore che porterà sulla cima del Cidneo.

Davide Bacca

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In primavera inizierà la costruzione del parcheggio da 600 posti sotto il castello di Brescia che costerà 24milioni. Cosa ne pensi?
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  • Servono parcheggi ma la collocazione è sbagliata 13.0%

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I sondaggi online di brescia.corriere.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100


http://brescia.corriere.it/ 05 gennaio 2012

la città dei disagi

Hotel assediato dai lavori «Noi, vittime del metrò»

La Loggia si difende: «Cantiere ormai agli sgoccioli»

L'hotel assediato
Adriano Paroli lo ripete spesso: la metropolitana di Brescia è un grande problema. Almeno per ora. In futuro, c'è da sperare, potrà rivelarsi un'opportunità. Per qualcuno, però, l'opera cittadina è un vero e proprio incubo. Da ben sei anni. Da quando un giorno, senza alcun preavviso, un cantiere ne ha bloccato l'attività. «Siamo prigionieri» si sfoga Elena David, amministratore delegato di Una spa, la società che gestisce l'omonima catena di alberghi tra cui l'Una Hotel di viale Europa. «È una situazione che sta strangolando la nostra struttura, un albergo a 4 stelle con 147 camere ristrutturate nel 2002 che dall'aprile del 2006 si è trovato letteralmente sepolto dai cantieri, occultato dalle recinzioni, soffocato dalla polvere e dai rumori». Una vicenda esasperante, soprattutto perché - spiega Elena David - «da parte dell'amministrazione non abbiamo mai avuto risposte concrete. Non sappiamo quando finiranno i lavori o come sarà ripristinata l'area verde di nostra proprietà. Nulla di nulla».

Il 13 ottobre Una Hotel ha scritto l'ennesima lettera alla Loggia. Anche questa senza risposta. «Una sorta di ultimo appello, perché oramai la misura è colma». Il testo è un cahier de doléances: in questi anni l'occupazione delle camere è scesa al 20%, molti contratti sono stati disdetti, l'albergo è semivuoto ma la tassa sui rifiuti è stata versata per intero, le insegne non si vedono ma l'imposta non è diminuita, la facciata è diventata un reticolo di crepe e andrà rifatta. Insomma, si legge nella lettera, «l'amministrazione ha caricato la nostra attività di handicap sempre più gravosi senza prevedere alcuna forma, seppur parziale, di compensazione, riducendo per esempio i tributi comunali che l'azienda è comunque stata chiamata a pagare per oltre 330mila euro. Tutti parlano di ripresa, ma per renderla concreta bisogna aiutare le attività, non affossarle». Ma il punto focale è poi un altro, la gestione dei rapporti tra privato e pubblica amministrazione: «Non è possibile che noi scriviamo lettere al sindaco e non riceviamo alcuna risposta» sbotta David. Ora la società ha chiesto un tavolo di concertazione per mettere sul tappeto tutte le questioni. Altrimenti? «Altrimenti non vorremmo dover prendere misure estreme, vale a dire la chiusura dell'albergo», mettendo a rischio più di 50 posti di lavoro.

Dalla Loggia, però, fanno sapere che con la struttura vi sono state decine di incontri e che personale di Brescia Mobilità è sempre presente sul cantiere. Sono anche state fatte alcune modifiche al cantiere per migliorare, per quanto possibile, l'accesso all'albergo. Inoltre i lavori sono oramai agli sgoccioli: l'area dovrebbe essere riconsegnata entro gennaio, spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani. E se è vero che l'albergo - come tutti gli esercizi commerciali lungo il tracciato del metrò - è stato penalizzato, tra un anno potrà beneficiare della posizione, a metà delle stazioni Europa e Mompiano.
davide.bacca@gmail.com

Davide Bacca


 
tplbrescia.it 07 gennaio 2011
Anche se le festività sono ormai passate, oggi vi propongo il video (mi era proprio sfuggito) presente sul sito www.trasportibrescia.it, si tratta di un bel messaggio augurale "firmato" SAIA, SIA, SAL, SAB, ARRIVA.
Complimenti a chi l'ha ideato e realizzato.


Giornale di Brescia 06 gennaio 2012

Desenzano Sospeso l'appalto dei bus

Il Tar ha temporaneamente bloccato l’assegnazione del servizio di trasporto urbano
a Brescia Mobilità. Per gli scuolabus proroga sino a fine marzo col vecchio gestore
Assegnazione dell'appalto sospesa, firma del contratto temporaneamente bloccata. Lo ha deciso il Tar di Brescia accogliendo il ricorso di una delle tre società che avevano partecipato alla gara d'appalto per l'affidamento del servizio di trasporto urbano della «capitale» del Garda, vinta da Brescia Trasporti spa.
L'ordinanza che sospende provvisoriamente l'efficacia dei provvedimenti tuttavia lascia aperta quella che si può considerare la strada della sistemazione della documentazione e dunque lo sblocco della gara stessa. Tutto verrà valutato in sede cautelare il 26 gennaio.
L'appalto, durata sette anni, riguardava il trasporto urbano della cittadina in esercizio ormai da una ventina d'anni con tre linee per 60 corse giornaliere, capaci di percorrere ogni anno circa 250.000 chilometri trasportando 372.300 passeggeri nel 2010. Ben prima della scadenza di luglio dello scorso anno è stato emesso il bando di gara per l'affidamento ma con procedure separate per trasporto urbano e scolastico; valore del primo poco più di 4 milioni, di 1,3 per gli scuolabus.
E se la proposta per il trasporto scolastico è andata deserta, tre sono state le offerte formulate per quello urbano. L'apposita commissione ha valutato la documentazione, stabilito i punteggi. Con determina del dirigente dell'Area servizi al territorio il 3 novembre l'appalto è stato aggiudicato a Brescia Trasporti spa dopo aver respinto un'eccezione di Auriga società cooperativa, seconda classificata. Questa ha poi proposto ricorso al Tar al quale è stato chiesto l'annullamento delle decisioni e la sospensione cautelare della loro efficacia.
Motivo del contendere è la mancata evidenziazione nell'offerta di Brescia Trasporti spa dei costi relativi alla sicurezza. Nell'ordinanza depositata il 16 dicembre i magistrati (Giorgio Calderoni presidente, Mauro Pedron estensore, e Stefano Tenca) in buona sostanza dicono che l'obbligo di indicare separatamente i costi sicurezza c'è anche in mancanza di specifica previsione del bando. Tuttavia poiché questo non ha indirizzato i concorrenti verso una dichiarazione trasparente dei costi collegati alla prevenzione dei rischi, il Tar ha ritenuto possibile una tutela dell'affidamento attraverso la ripetizione della verifica di anomalia. Come? La commissione dovrà nuovamente riunirsi, previa richiesta, e valutare le misure di prevenzione dei rischi, la quantificazione del costo, l'imputazione pro quota, la congruità, la sostenibilità dell'offerta. La trattazione della fase cautelare proseguirà il 26.
Intanto il trasporto scolastico continua ad essere effettuato, in regime di proroga ma solo fino a fine marzo, dal precedente gestore. Ma occorrerà trovarne rapidamente uno nuovo.


Giornale di Brescia 06 gennaio 2012

Meno traghetti e rincaro dei biglietti

I tagli colpiscono il servizio sul Benaco: già soppresse 4 corse Maderno-Torri
Senza le risorse è ipotizzato un aumento fino al 30% del costo dei ticket

LAGO DI GARDA La scure dei tagli colpisce pesantemente il trasporto lacuale. Ed a farne le spese è in particolare la navigazione sul lago di Garda.
Tanto che, a fronte delle riduzioni delle risorse destinate alla Gestione governativa dei servizi di navigazione decise dalla «legge di stabilità» col Governo Berlusconi, per il 2012 la Navigarda ha già provveduto a ridurre quattro corse dei traghetti sulla tratta Maderno-Torri del Benaco.
Ma si tratta solo di un acconto delle probabili riduzioni dei servizi, mentre viene paventato, per far quadrare i conti ed in mancanza di un ripristino delle risorse, un aumento del costo dei biglietti che potrebbe arrivare addirittura al 30%.
Una vera doccia fredda perché la stagione 2011 si è chiusa con ottimi risultati. Tanto che è in cantiere la costruzione di una nuova grande nave pronta per la fine dell'anno e dunque da impiegare nella primavera del 2013.
L'allarme arriva dalle rappresentanze sindacali. La Cgil trasporti sottolinea infatti il massiccio taglio alle risorse destinate all'attività della Gestione Governativa dei servizi di Navigazione sui laghi Maggiore, Como e Garda. «Il taglio previsto per il 2012 e gli anni successivi riduce le risorse storiche che nel 2008 erano 26 milioni di euro a 13 milioni di euro per le spese di esercizio dei tre laghi. La riduzione non potrà essere affrontata con riorganizzazioni interne o manovre di recupero; si ricorrerà al taglio dei servizi del 30% almeno, aumento esponenziale delle tariffe e interventi sugli accordi sindacali e sull'occupazione. A rischio c'è dunque la riconferma di 130 operatori stagionali.
Si colpirà il turismo e il trasporto pubblico locale gravando negativamente sui cittadini con un effetto negativo sull'economia del settore turistico». I timori trovano conferma. «Per trovare un analogo taglio delle risorse bisogna risalire al 2006 - conferma l'ingegner Marcello Coppola, direttore d'esercizio di Navigarda -. Per ora siamo intervenuti riducendo le corse dell'unico servizio invernale in attività, cioè il traghetto Maderno-Torri. Sul Garda il trasporto è stagionale, apre a marzo e chiude ad ottobre, salvo appunto i traghetti.
Quattro sono le corse soppresse. Risparmiamo e diamo un segnale al territorio. Ma se non arriveranno nuovi fondi entro la prossima primavera, sarà inevitabile tagliare anche i servizi della stagione turistica. Cercheremo, ovviamene di incidere poco nei mesi di pieno traffico, cioè luglio, agosto e settembre, ma le riduzioni sono a questo punto inevitabili.
Non solo. Da tecnico - prosegue il direttore - dovendo quadrare i conti penso che ci sarà anche un aumento delle tariffe del trasporto che vengono determinate dal Ministero su proposta della Gestione. Le ipotesi avanzate dai colleghi degli altri laghi arrivano fino al 30%».
Nel frattempo il direttore di Navigarda, che ha sede a Desenzano, è già in grado di tracciare un bilancio della stagione passata. «È andata benissimo - commenta l'ing. Coppola -. Abbiamo trasportato oltre 2,3 milioni di passeggeri e traghettato 105.000 autoveicoli con un incremento del 6% rispetto al 2010».
Infine nel cantiere di Peschiera del Garda è in costruzione una nuova motonave lunga 45 metri, larga 9,7 metri e capace di trasportare fino a 460 passeggeri, destinata a sostituire la demolenda motonave «Baldo».
Insomma, da una parte si guarda al futuro ed alla valorizzazione turistica, ma dall'altra bisogna fare i conti con la crisi e con i grandi tagli.


Tagli sul Sebino?
Lo stabilirà il tavolo tecnico al Pirellone

LAGO D'ISEO In «stand by» fino all'11 gennaio, giorno del tavolo tecnico regionale in cui la Navigazione Lago d'Iseo presenterà il bilancio di previsione 2012. Solo allora si saprà se la Regione Lombardia concederà le risorse richieste per il servizio di navigazione perché in quella sede, ossia all'Assessorato ai trasporti, verranno fatte tutte le valutazioni in merito all'anno appena iniziato. Per ora dunque la Navigazione Lago d'Iseo non può ipotizzare nulla (tagli compresi) se non dimostrare ottimismo.
«Siamo ancora in fase di programmazione - afferma Salvatore Vitulano, direttore della Navigazione -, sappiamo però che non dipendendo dal Ministero ma dalla Regione si può essere più ottimisti». Positivo si dimostra anche il presidente della società di servizi, Piergiuseppe Ziliani, che spiega come in quella giornata verrà presentato anche il Piano delle attività per il 2012, sempre vincolato alle risorse ed alle strategie regionali. Come verrà strutturato il servizio nel 2012 quindi è prematuro saperlo anche se, sottolinea sempre Ziliani con una punta di scaramanzia, «se non abbiamo saputo nulla fino ad ora, penso che la situazione e soprattutto i servizi rimarranno invariati». Servizi di linea, crociere turistiche, gite in battello potranno dunque attirare ancora le migliaia di turisti invogliandoli a visitare non solo il Sebino ma anche i borghi rivieraschi che su questo si affacciano? È ancora prematuro saperlo, soprattutto in un momento di così forte crisi e tagli della spesa pubblica.
Intanto, riflettendo sull'anno appena terminato, questo si dimostra aver avuto due facce. «La prima parte dell'estate ha visto una contrazione dei viaggiatori per le pessime condizioni meteorologiche - sottolinea Ziliani, pur non avendo ancora i dati alla mano che stanno per essere contabilizzati in questi giorni -; la seconda parte invece e fino ad autunno inoltrato, grazie al meteo favorevole, c'è stata una ripresa ottima delle frequentazioni sui servizi turistici della Navigazione. Se si fanno comparazioni non si può certo tralasciare che il 2010 è stato invece un anno del tutto positivo grazie alla festa di Santa Croce a Carzano di Monteisola che ha attirato migliaia di turisti in più rispetto al solito. Penso che si possa dire che il flusso turistico del 2011 è stato simile al 2009 oppure al 2010 ma al netto di Santa Croce».

Bresciaoggi 05 gennaio 2012

Navigarda, i tagli fanno male 

A rischio anche posti di lavoro

IL CASO. La penultima Finanziaria ha «massacrato» il budget della navigazione sui laghi. Ecco i primi effetti
Cancellati 4 traghetti giornalieri e a primavera altre soppressioni Timori per i lavoratori stagionali: mancano i fondi per riassumerli

Dei quattro traghetti giornalieri soppressi sulla linea Torri-Maderno (a partire dal 9 gennaio) Bresciaoggi aveva riferito pochi giorni fa nelle cronache gardesane. Ma purtroppo questo era solo l'inizio di un più ampio, e doloroso, processo di ridimensionamento.
A causa dei pesanti tagli imposti dal governo al bilancio della Navigarda, in primavera potrebbe aggiungersi la soppressione di altre corse, e soprattutto anche tagli occupazionali, con la mancata chiamata in servizio di una parte del personale stagionale. Posti di lavoro che andrebbero perduti, e un servizio più povero.
TEMPI BUI, dunque, per la navigazione sui laghi lombardi e, in particolare, di quella sul Garda. Lo denuncia il sindacato dei trasporti Filt-Cgil, che ricorda come «le risorse dei trasporti lacuali quest'anno saranno di soli 13 milioni contro i 26 stanziati nel 2008».
Si tratta di stanziamenti per le spese di esercizio dei tre laghi lombardi, Garda, Maggiore e Como. «La riduzione di risorse - osserva il sindacato - è stata deliberata nella Finanziaria del precedente governo Berlusconi, che ha confermato questo massiccio taglio agli stanziamenti all'attività della Gestione governativa laghi».
Brutta facenda perchè, come evidenzia il sindacato, «questa situazione non potrà essere affrontata con una riorganizzazione interna, e si ricorrerà al taglio dei servizi di trasporto sui laghi (30% almeno) con un aumento delle tariffe e interventi sugli accordi sindacali e sull'occupazione attraverso la non riconferma degli stagionali, circa 130».
PROSPETTIVE NEGATIVE ma realistiche, come deve amaramente constatare anche l'ingegner Marcello Coppola, direttore della Navigarda, azienda che esercita per lo Stato il trasporto lacuale sul Benaco.
Rileva Coppola: «Noi abbiamo operato il taglio delle corse dei traghetti tra Maderno e Torri del Benaco a partire dal 9 gennaio, evitando di farlo prima per non creare disagi al trasporto durante il ponte natalizio. Dal 12 marzo però - continua Coppola - saremo costretti a un'ulteriore soppressione di altre corse».
CI SARANNO dunque tagli occupazionali? «Sì - deve purtroppo preannunciare il direttore -. Ovviamente non interesseranno i lavoratori in ruolo, ma semmai quelli stagionali, sempre che dovesse permanere questa situazione di carenza di risorse finanziarie».
La Filt-Cgil ricorda d'altro canto che tagliare i trasporti pubblici e impoverire le infrastrutture turistiche è un'operazione economicamente suicida, mentre si parla tanto di crescita e sviluppo. E si sottolineano le «ricadute pesanti sul comparto turistico, mentre il Garda ha bisogno di non perdere in competitività e qualità delle sue infrastrutture».
«Per questo motivo - conclude la Filt - chiediamo al governo Monti di ripristinare le risorse necessarie». Così era avvenuto più volte anche in anni passati, quando a fronte di tagli annunciati, i governi si erano poi convinti a fare dietrofront e ripristinare i fondi. Stavolta, chissà.

Maurizio Toscano

Bresciaoggi 04 gennaio 2012

Piazza Vittoria torna
a essere «off limits»

LA DELIBERA. Il sindaco Adriano Paroli ha firmato il provvedimento che impone la Ztl 24 ore su 24 e prevede il ritorno del parcheggio per i taxi sul lato ovest. Labolani conferma l'intenzione della giunta di riqualificare l'area: «Tra 15 giorni ci sarà il progetto» Ma le nuove regole sono congelate

Brescia. La rivoluzione ci sarà, messa nero su bianco in una delibera di giunta firmata ieri dal sindaco Adriano Paroli. Ma ancora non è dato di sapere quando e come piazza della Vittoria tornerà alle origini, off limits per le auto 24 ore su 24 come previsto già da Paolo Corsini. Così, mentre Pdl e Lega parlano di «primo passo per la riqualificazione della storica piazza», qualcuno storce il naso e accusa la maggioranza di «mettersi al servizio di pochi per garantirsi il sostegno elettorale».
Questa la lettura politica sui cambiamenti della viabilità in Vittoria. In concreto, per ora, non cambierà proprio nulla. Si dovrà aspettare la conclusione dei lavori di riqualificazione e la chiusura del cantiere metrobus che occupa ancora il lato nord-ovest dello slargo.
Eppure la delibera non è solo un «passo avanti». Leggendo bene il documento si scopre, ad esempio, che sul lato ovest della piazza verranno ricollocate le aree di sosta per i taxi, mentre i parcheggi a pagamento per i veicoli privati saranno riposizionati sul lato ovest di via IV Novembre. Non solo. È stata inoltre approvata la modifica della regolamentazione Ztl sull'intera piazza. L'attuale fascia oraria di ZTL (dalle ore 16 alle ore 20) verrà sostituita con una regolamentazione 0-24. Ai veicoli non abilitati all'accesso in ZTL sarà unicamente consentito l'ingresso al parcheggio interrato della piazza o l'accesso, con svolta a sinistra, ai nuovi posteggi che verranno ricavati nella parte ovest di Via IV Novembre. E i dubbi sollevati dalle opposizioni trovano conferma nelle parole del vice sindaco con delega alla mobilità, Fabio Rolfi. «Abbiamo ascoltato le richieste dei taxisti, i quali giustamente lamentavano penalizzazioni eccessive nell'esercizio del loro lavoro. Nel contempo abbiamo ridisegnato la mobilità su piazza Vittoria, offrendo valide alternative al traffico veicolare. In piazza dunque rimangono solamente i posteggi riservati a residenti e autorizzati, mentre ai non autorizzati sarà offerta la possibilità di parcheggiare il veicolo nell'adiacente via IV Novembre. I posteggi presenti nel lato ovest di piazza Vittoria saranno invece trasformati in aree di sosta riservate ai taxi, per consentir loro di avere migliore visibilità, maggior spazio per le manovre e un più ampio numero di posteggi. Il nostro intento è quello di fornire un servizio ancora più soddisfacente sia per i turisti che per i bresciani, in attesa che l'offerta per la mobilità in città venga completata dalla realizzazione della metropolitana. I cambiamenti saranno validi fino alla realizzazione del progetto di riqualificazione che interesserà piazza Vittoria».
Come dire che la rivoluzione silenziosa voluta dalla Loggia non si fermerà alla viabilità. Lo conferma Mario labolani, assessore ai lavori pubblici e al centro storico, che su piazza della Vittoria ha le idee chiare: rifacimento della pavimentazione, riqualificazione delle aree «abbandonate» e soprattutto il ritorno dell'amato Bigio «dov'era e com'era». «Il progetto lo presenteremo tra 15 giorni - conferma Labolani -. Per l'apertura del primo cantiere, però, si dovrà aspettare i mesi estivi. Poi serviranno almeno otto mesi prima di vedere il nuovo volto della piazza. Sicuramente ridaremo nuovo spirito a uno dei luoghi simbolo della nostra città». Lavoriche stravolgeranno l'attuale spiazzo e che prevederanno il mantenimento dell'uscita del parcheggio sotterraneo a sud, un particolare che non era scontato.
DEL RESTO la storia insegna che piazza Vittoria non ha mai avuto vita facile. Realizzata nel 1932 con la demolizione dell'antica area medievale del quartiere delle Pescherie, il lembo meridionale del quartiere del Carmine che al tempo si estendeva fin lì, chiuso a est dai portici di Via Dieci Giornate. La demolizione, auspicata da almeno cinquant'anni da ogni parte politica, da ogni intellettuale, fu infine messa in pratica dal Fascismo. Sostenuti da una forma politica che non ammetteva contrasti e opposizioni e dal bresciano Augusto Turati, il nuovo segretario nazionale del Partito fascista, gli amministratori bresciani avviarono, nel 1927, un processo di rinnovamento globale del volto urbano fu affidato a Marcello Piacentini. Il suo progetto prevedeva l'apertura di una piazza che avrebbe reso aulico il centro cittadino. Lo sventramento ebbe inizio nel 1929 e fu completato in meno di due anni. Poi il declino e l'abbandono. Anche la rimozione del colosso di Arturo Dazzi contribuì alla perdita di un centrale elemento artistico della piazza che da ieri ha mosso il primo passo verso la sua riqualificazione.

Giuseppe Spatola

«Contenti di riavere il nostro parcheggio»

IL CONSORZIO. I rappresentanti dei taxisti bresciani soddisfatti della decisione presa dall'amministrazione comunale
Amodio commenta sereno: «Sapevamo di rimanere in via IV Novembre giusto il tempo dei lavori al metrò»

«Siamo contenti di ritornare al nostro posto storico. Fin dall'inizio avevamo ritenuto provvisoria l'attuale sistemazione in via IV Novembre dovuta ai lavori della metropolitana e aspettavamo il momento di riposizionarci come al solito. Speriamo che accada il più presto possibile». Antonio Amodio, presidente della cooperativa Radio Taxi Brixia commenta positivamente la delibera di Giunta che rivede il riassetto dei parcheggi in piazza della Vittoria e riassegna il lato ovest alle auto pubbliche bianche. «Non che fossimo particolarmente scomodi, ma le manovre erano più complicate, eravamo in uno spazio più ristretto, meno lineare e visibile. Anche se non esiste un numero fisso di auto nelle diverse postazioni cittadine- si ferma lì chi è nei paraggi- la nostra giusta collocazione è quella» .
IL PRESIDENTE della cooperativa che raggruppa cento dei centotre taxi bresciani si dichiara contento dei rapporti con l'amministrazione comunale, «con cui il dialogo è sempre aperto» e spiega che la categoria non ha altri problemi per ora in città. I problemi stanno altrove. Nella presenza degli abusivi «che, nonostante gli sforzi delle divise, sono in aumento». Anche alla stazione riescono ad entrare e proporsi ai viaggiatori in arrivo. Stanno a Roma nelle stanze del governo che pensa alla liberalizzazione. «Non conosciamo ancora i dettagli. Siamo in attesa, fortemente contrari. La conseguenza sarà lo scadimento del servizio per i clienti, un disagio per le nostre famiglie, per operatori che hanno fatto investimenti. Non abbiamo mai pesato sulla collettività, svolgiamo il nostro compito con serietà, che ci lascino in pace». MA.BI.

Giornale di Brescia 04 gennaio 2012

Ztl aperta soltanto ai residenti
Rivoluzione al via dal 1° febbraio


Lungo il lato ovest arrivano i taxi, mentre le strisce blu si spostano
in via IV Novembre: per dicembre 2012 via le auto e torna il Bigio

Piazza Vittoria torna all'antico, ma gradualmente. E la prima tappa sarà quella che, dal 1° febbraio, vedrà al centro una vera e propria rivoluzione della sosta. A partire dalla chiusura totale (24 ore su 24) dei varchi Ztl. In altre parole, attenzione: dal prossimo mese la piazza non sarà più percorribile in auto. Pena, la multa.
Una novità, questa, che non vale - ovviamente - per i residenti in centro storico (muniti di permesso), cui saranno riservati parte dei posteggi del quadrilatero, quelli cioè indicati tuttora dalle strisce gialle. Lungo il lato ovest, invece, arriverà la corsia dedicata ai taxi. E gli altri parcheggi oggi a disposizione? Si spostano solo di qualche metro. Le strisce blu saranno infatti ricollocate sul lato ovest di via IV Novembre. Per i veicoli non abilitati all'accesso nelle Zone a traffico limitato sarà quindi consentito unicamente l'ingresso al parcheggio interrato, con la possibilità di svoltare a sinistra per usufruire dei nuovi posti auto ricavati in via IV Novembre. «In questo modo - spiega l'assessore alla Mobilità, Fabio Rolfi - riusciamo ad avviare i lavori previsti per la riqualificazione dello spazio senza, contemporaneamente, diminuire i posti auto sinora a disposizione». Lavori che, in parte, sono già in corso (come la messa a punto dell'ultimo piano del posteggio in struttura) e in parte vedranno operai e gru ai blocchi di partenza (per lo spostamento, in prima battuta, dei parcometri e la sistemazione dei sottoservizi).
Tutto qui? No. Il progetto di recupero di piazza Vittoria si lega infatti a doppio filo alle opere di superficie del Metrobus. È proprio sulla scia del completamento dei cantieri della stazione Vittoria che Brescia Mobilità - cui, tra le altre, sono affidate le cabine di regia della stazione Vittoria - sta lavorando da mesi al progetto definitivo del quadrilatero. Un disegno che sarà presentato nelle prossime settimane durante la Commissione Lavori pubblici, non appena ricevuto il sì ufficiale della Soprintendenza al restyling. Ma come sarà la «nuova» piazza Vittoria? Tutta pedonale e pronta a riaccogliere Bigio e fontana. Un disegno, questo, che costerà in tutto circa 2,5 milioni di euro e che dovrebbe essere ultimato entro dicembre 2012.
Soddisfatto il vicesindaco Rolfi, che spiega come siano state ascoltate le richieste dei tassisti. «Abbiamo ridisegnato la mobilità su piazza Vittoria - precisa - offrendo valide alternative al traffico veicolare. In piazza dunque rimangono solo i posteggi riservati a residenti e autorizzati, mentre ai non autorizzati sarà offerta la possibilità di parcheggiare il veicolo nell'adiacente via IV Novembre. I posteggi presenti nel lato ovest saranno trasformati in aree di sosta riservate ai taxi, per consentir loro di avere migliore visibilità, maggior spazio per le manovre e un più ampio numero di posteggi. E, ancora: «Il nostro intento è fornire un servizio ancora più soddisfacente sia per i turisti sia per i bresciani, in attesa che l'offerta per la mobilità in città venga completata con il metrò. I cambiamenti saranno validi fino al completamento del progetto di riqualificazione che interesserà tutto lo spazio. Progetto che vede alle cabine di regia anche l'assessore al Centro storico, Mario Labolani.
Nuri Fatolahzadeh


Dopo corso Mameli e piazza Paolo VI
la pedonalizzazione punta a Zanardelli


La rivoluzione della sosta punta alla pedonalizzazione del centro storico. Ad annunciarlo erano stati la primavera scorsa il sindaco Paroli e il vicesindaco Rolfi in occasione del tagliando-bis di metà mandato, subito dopo il vertice di maggioranza consumatosi per un'intera giornata all'Ac hotel.
Di lì, la prima fase: via le auto da corso Mameli. Una fase che ha visto subito dopo protagonista piazza Paolo VI e che vedrà sotto i riflettori, oltre a piazza Vittoria (vedi l'articolo sopra) anche piazza Loggia e corso Zanardelli.
Per loro, però, il cambiamento deve ancora essere studiato in ogni dettaglio: restano infatti da sciogliere alcuni nodi, come il transito degli autobus di linea e il nodo carico scarico merci che interessa i commercianti del nucleo antico della città. Tutte questioni che troveranno risposta entro l'anno.

Giornale di Brescia 02 gennaio 2012

MOBILITÀ

Dalla Tav al City Logistics per le merci,
fino all'entrata in servizio del Metrobus

È un 2012 ricco, specie in termini di prospettive, quello che attende Brescia sul piano della mobilità. I passaggi più significativi li tratteggia il prof. Giulio Maternini, docente di Tecnica dei Trasporti alla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Brescia.
«Guardando all'area metropolitana, il primo elemento rilevante è rappresentato dal finanziamento della tratta Tav Treviglio-Brescia, grosso passo avanti per l'attuazione dell'Alta velocità ferroviaria sull'asse Est-Ovest, elemento destinato a garantire vantaggi per la mobilità bresciana. Questo anche in considerazione del fatto che la Tav pone Brescia in una posizione pericentrale rispetto al 5° Corridoio europeo che va dalla Spagna all'Est Europa. Non va dimenticato poi che quella bresciana è parte della più ampia area metropolitana lineare da 12 milioni di abitanti che va da Torino a Trieste, unica nel suo genere in Europa». Quanto poi al contesto territoriale, «nel 2012 si terrà il bando per il trasporto pubblico locale, previsto dalla legge del '98 che metteva in gara i trasporti collettivi. Il primo fu assegnato 7 anni fa a Brescia Trasporti, nel 2012 sarà rinnovato. Sarà interessante capire se si avrà un bando unico per il tpl cittadino e provinciale o se viceversa si giungerà a due bandi separati. Ne potrebbe derivare, infatti, un ridisegno complessivo del nostro trasporto pubblico locale, anche in prospettiva dell'entrata in esercizio del Metrobus a fine anno». Altro tema chiave il trasporto delle merci nell'area urbana: «Il 2012 sarà l'anno del City logistics», che si annuncia come una rivoluzione. «Oggi ogni azienda opera autonomamente, l'intero sistema invece sarà organizzato a livello comunale. Da un punto di approdo extraurbano le merci saranno convogliate in città per la consegna ai singoli destinatari, verosimilmente con l'impiego di veicoli elettrici. Con un'ottimizzazione in fatto di tempi, costi e inquinamento. La Loggia ha varato il progetto due anni fa e il 2012 dovrebbe essere l'anno decisivo».
Quanto alla pianificazione, se è atteso il prosieguo dell'opera di pedonalizzazione del centro, quest'anno dovrebbe essere quello del «piano urbano della mobilità, che si differenzia da quello del traffico perché comprende anche le infrastrutture urbane di trasformazione. Né va dimenticato il probabile completamento dell'ampliamento della Tangenziale Sud a tre corsie e la fine dei lavori della Corda molle». Più incognite restano invece per altre due piattaforme: l'aeroporto e la Piccola, «per la quale ancora poco si è visto di concreto».gal.