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Mia lettera pubblicata sul Giornale di Brescia il 29/10/2008
Trasporti Pubblici
Mi riallaccio alla lettera pubblicata il giorno 21 ottobre intitolata "Ticket: controlli per un servizio migliore" denunciando che il malcostume di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici non riguarda solo il servizio extraurbano ma anche gli autobus urbani. Vi racconto ciò che ho visto domenica 12 ottobre mentre mi recavo con la famiglia in centro per assistere alla manifestazione della Giostra di Brescia in piazza Loggia. Linea 15, via Dalmazia attorno alle 16.00 alla fermata di fronte al Pirellino sale un gruppo di 5/6 passeggeri nessuno convalida il biglietto, il conducente (a cui va la mia stima) non parte, si volta verso i passeggeri e dice: "lo sapete che il servizio non è gratuito?", loro restano indifferenti finché uno di loro, visto che l'autobus non ripartiva, va dall'autista e compra i biglietti, il denaro non gli mancava perché al momento di pagare è spuntata una banconota da 50 euro che l'autista ha rifiutato di cambiare per mancanza di resto, alla fine la "comitiva" ha racimolato gli spiccioli ed ha acquistato i biglietti. I miei figli mi hanno chiesto spiegazioni sull'accaduto. Cosa dovevo dirgli? "Sono persone bisognose"? Ma non è vero, non gli mancava di certo un euro a testa. "Sono diversi"? Addio bei discorsi sull'integrazione. Gli ho detto che "hanno provato a fare i furbi e questa volta non gli è andata bene ma di solito la fanno sempre franca e alla fine siamo noi con una parte dei nostri biglietti a pagare quello che loro di solito non pagano". Questo avviene nella totale indifferenza e nella completa mancanza di rispetto verso i viaggiatori che puntualmente e civilmente pagano il servizio e verso le aziende pubbliche di mobilità e trasporti (impegnate in importanti investimenti per la città) che vengono danneggiate economicamente. Posso capire che la maggior parte delle multe inflitte non vengano pagate e che la gestione del recupero del credito possa comportare costi che alla fine non risultano coperti dagli introiti ottenuti con le poche sanzioni effettivamente pagate, ma non è ammissibile continuare così. Se la strategia sanzionatoria non funziona allora è meglio provare la strada della dissuasione. Ben vengano le "sentinelle del passeggero" servirebbero però anche più verificatori. Probabilmente a forza di far scendere dagli autobus i passeggeri privi di biglietto prima o poi questi si troverebbero costretti a spostarsi a piedi ed alla fine si regolarizzerebbero acquistando un titolo di viaggio. Basta veramente poco per rendersi conto che molti dei passeggeri "irregolari" sono extracomunitari ed il fenomeno su alcune linee è tutt'altro che trascurabile. Si parla tanto di integrazione, secondo me uno dei principi fondamentali su cui si basa la civile convivenza sta nel rispetto degli altri e delle cose altrui anche quando queste sono di tutti come un pubblico servizio. Se non tentiamo di "educare" alle regole più elementari coloro che hanno scelto di vivere nel nostro Paese e nella nostra città non facciamo altro che fregarcene del loro e del nostro benessere ostacolando un reale processo d'integrazione che prevede di poter godere di molti diritti ma allo stesso tempo adempiere anche ad alcuni doveri. Permettere di far viaggiare passeggeri gratuitamente senza intraprendere azioni dissuasive equivale a ritenere che questi cittadini siano diversi e a farli sentire cittadini di serie B perché incapaci di usufruire di un servizio (tra i più economici se paragonato ad altri servizi) in maniera corretta quindi pagandolo come fanno tutti gli altri cittadini. L'educazione e l'informazione al rispetto delle regole, anche attraverso la dissuasione, favorisce l'integrazione e la crescita del senso civico ed il sentirsi parte di una città. Nei mesi scorsi si è parlato di un possibile aumento del costo del biglietto, io personalmente sono disposto a pagare qualcosa di più purché parte del ricavato ottenuto dall'aumento del biglietto possa essere reinvestito proprio per aumentare questi controlli "educativi - dissuasivi" per far rispettare queste regole di civile convivenza e quindi per migliorare la qualità del servizio di trasporto pubblico.
Lettera firmata